UP! n 29 - settembre 2019

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POSTE ITALIANE SPA - SPED. A.P. - D.L. 353/03 ART. 1, CM. 1, DCB MI

n°

SETTEMBRE 2019

29


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Questo volume è stato realizzato a Impatto Zero©. Le emissioni di CO2 generate dalla produzione e stampa sono state compensate mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita.


N. 29 S ET T E M BRE 2 0 1 9 MAGAZINE

PROGETTI | ARCHITETTURA | EDILIZIA

L’illustrazione per la copertina di STYLEUP! è a cura di Fabio Buonocore

12

16

IL FUTURO DELLA PLASTICA? LA SOSTENIBILITÀ

L’ALLEANZA CONTRO LA DISPERSIONE DELLA PLASTICA

6 PLASTICA: DIAMO I NUMERI

Il punto della situazione sulla plastica a livello mondiale, europeo e italiano

18 IL PARADOSSO DELLA PLASTICA IN EDILIZIA

Prodotti riciclati, certificazioni ambientali ed economia circolare. Elena Stoppioni, presidente di Save the Planet, esorta l’edilizia a fare la sua parte

20 A RICICLARE SI GUADAGNA

32 TUTTI I FINALISTI DEL BIGMAT INTERNATIONAL ARCHITECTURE AWARD ’19

Dai rifiuti plastici nascono prodotti innovativi e nuovi segmenti di mercato, anche per l’edilizia

26 BEST PRACTICE

L’alternativa della bioplastica, il cemento con la plastica riciclata e altri progetti di recupero

31 SMART CITY & SMART MOBILITY Italiani sempre più proattivi e sensibili

34 LA CASA PALAFITTA SUL TETTO

51 STYLEUP! APPROFONDIMENTI DAL MONDO DEL DESIGN SHOWROOM D’INTERNI, RIVESTIMENTI E ARREDOBAGNO A CURA DELLA REDAZIONE DI UP!

63 RUBRICHE

37 SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA

Voci dal mondo delle costruzioni

72 BIGMAT NEWS

Novità dal mondo BigMat

Aprile 2016

UP! 3



L’EDITORIALE L’EDITORIALE

di Rocco Alfano Presidente BigMat Italia

Cari Lettori,

BigMat ama le sfide e con questo numero di UP! ve lo dimostriamo ancora una volta. Parlare di plastica, infatti, è un tema tutt’altro che semplice, ma è un argomento a cui teniamo molto perché è qui che si gioca una delle partite più importanti per la sostenibilità ambientale. In edilizia e nel design d’interni sono molti i prodotti creati con materie plastiche e – nonostante il loro ciclo di vita sia lungo a differenza degli imballaggi e delle bottiglie, delle stoviglie usa e getta e di qualsiasi altro prodotto di uso comune in plastica – sempre più di frequente si tratta di materiali realizzati con materie prime riciclate ed essi stessi riciclabili in fase di smaltimento. Così, abbiamo voluto fare il punto della situazione per capire cosa si stia facendo e cosa si farà in futuro, a livello mondiale, europeo e italiano, per utilizzare la plastica in modo ancora più consapevole anche nel nostro settore. In questo numero vi sveliamo i 14 finalisti del nostro premio biennale riservato all’architettura, giunto alla quarta edizione, che verranno premiati a Bordeaux il 22 novembre. Abbiamo ricevuto più di 600 candidature da tutta Europa e solo in Italia oltre 200 studi di architettura hanno presentato i loro progetti in concorso, un record che ci rende particolarmente orgogliosi perché significa che il BigMat International Architecture Award è ormai considerato un punto di riferimento per il settore. Un’iniziativa attraverso la quale si delineano le tendenze e si fa cultura del costruire, sia per il mondo della progettazione – a cui BigMat è profondamente legato – sia per coloro che vivono le architetture e ai quali vanno garantiti i massimi standard di comfort, sostenibilità e design. Oltre a questi temi, sfogliando il numero, troverete molto altro. Buona lettura.

! Rocco Alfano Presidente BigMat Italia

Settembre 2019

UP! 5


dal settore e t n e m a s da Diver i materiali non , g in g a k c a pa e in plastic costruzion getta ma hanno sono usa e vita lungo e un ciclo di ati per resistere sono pens per questo nel tempo roduce solo l’edilizia p otale dei rifiuti il 6% del t plastici.

PLASTICA: DIAMO I NUMERI Il punto della situazione sulla plastica a livello mondiale, europeo e italiano. di Francesca Negri

O

gni anno nel mondo si producono 396 milioni di tonnellate di plastica, di cui circa 100 milioni vengono disperse in natura. Ogni 5 giorni un italiano produce in media 1 kg di rifiuti

plastici e solo una minima parte finisce in discarica (0,6 kg di cui 0,2 smaltiti in maniera scorretta): se il contesto rimarrà immutato, entro il 2030 l’inquinamento dato da questo materiale, fin troppo duraturo, sarà doppio rispetto all’attuale e gli oceani, dove attualmente finisce l’80% degli scarti in plastica da fonte terrestre, saranno i più colpiti. È questo il computo del World Wide Fund for Nature (WWF) contenuto nel rapporto internazionale 2019 Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica.

6 UP! Settembre 2019


INQUINAMENTO DA PLASTICA: UNA MINACCIA PER NATURA E SOCIETÀ

600

40% incremento della produzione di plastica entro il 2030

396 MILIONI

500

di tonnellate nel 2016 la produzione di plastica ha raggiunto le 396 mln di tonnellate che equivalgono a 53 kg per ogni persona al mondo

400

300 Proiezioni

1/3 DELLA PLASTICA

75%

(100 mln di tonnellate)

di tutta la plastica prodotta è diventata un rifiuto

200

è stato disperso in natura e 104 mln di tonnellate rischiano di essere disperse in natura entro il 2030 se lo scenario resterà quello attuale

80%

100

La plastica vergine prodotta dal 2000 a oggi è pari alla plastica prodotta nei 50 anni precedenti

della plastica negli oceani proviene da fonti terrestri

0

1950

1960

1970

1980

1990

2000

2016

2030

Produzione mondiale della plastica dal 1950 al 2030 (stime) in milioni di tonnellate. Fonte: Dalberg analysis, Jambeck & al (2017) contenuti in Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica, rapporto internazionale del World Wide Fund for Nature (WWF), 2019.

IL DESTINO DI 1 KG DI PLASTICA IN DIVERSI PAESI UTILIZZO PLASTICA

RACCOLTA RIFIUTI

TRATTAMENTI DEI RIFIUTI (ESCLUSO RICICLAGGIO)

MERCATI SECONDARI CON IL RISULTATO CHE

EMETTENDO PER LA PRODUZIONE1 DI PLASTICA

PER OGNI KG DI RIFIUTO PLASTICO…

IL CITTADINO MEDIO IN

PRODUCE 1 KG DI RIFIUTI PLASTICI IN

ITALIA

5

0,4

0,7

0,6

0,2

0,1

0,3

BRASILE

7

0,3

0,9

0,6

0,2

0,3

0,1

INDONESIA

10

0,2

0,4

-

0,4

~ 1

< 0,1

~ 1

-

SENEGAL

25 giorni

PER OGNI KG DI RIFIUTI PLASTICI FINO A…

0,1 kg di CO2 al giorno per soddisfare la domanda di plastica

0,2 kg sono raccolti

DI CUI…

- kg sono conferiti in discarica

0,2 kg sono smaltiti in maniera inadeguata2

kg sono mal gestiti sono raccolti per essere riciclati e a rischio dispersione in natura

(1) Estrapolazione basata sui dati di polietilene a bassa densità (LDPE), la produzione di 1 kg di LDPE richiede l’equivalente di 2 kg di petrolio sottoforma di materie prime ed energia. (2) Smaltite in discariche controllate in modo inadeguato o abusive. Fonte: Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica, rapporto internazionale del World Wide Fund for Nature (WWF), 2019.

Settembre 2019

UP! 7


Neppure il riciclo, così com’è, fa ben sperare. «Gli sforzi che

«Siamo nel bel mezzo di una crisi dovuta all’inquinamento da plastica.

a oggi sono stati attuati per migliorare la capacità di gestione dei

Questo materiale di per sé non è cattivo, nonostante ciò sono

rifiuti nel mondo – si legge nel report – non riusciranno però a

evidenti i danni alla vita marina e solo oggi stiamo iniziando a capire

evitare che 104 milioni di tonnellate di plastica vengano disper-

gli effetti sulla salute umana – prosegue Lambertini –. Questa crisi

se in natura entro il 2030». Eppure lo scenario per una natura

la possiamo superare se ognuno saprà dare conto di come usa la

#plasticfree, sostiene il WWF, dimostra che ancora possiamo

plastica. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità condivise

invertire la rotta: con un approccio più sistemico lungo tutto il

lungo tutta la filiera della plastica intervenendo in tutte le fasi, dalla

ciclo di vita della plastica, per arrivare nei prossimi 15 anni a ri-

progettazione al fine vita dei beni di consumo». Un impegno che deve

durre del 57% i rifiuti plastici (pari a 188 milioni di tonnellate

riguardare anche il settore delle costruzioni che impiega, solo

in meno) e di quasi la metà la produzione della plastica vergine.

in Europa, il 20% della plastica prodotta (vedi pag. 20).

!

Se la svolta del bando alla plastica monouso – quella che ha una durata di vita di un anno (vedi box a pag. 10) – sta prendendo piede nei cinque continenti, quello che manca ora è un “trattato globale vincolante” che freni l’inquinamento di cui tutto il mondo sembra essersi accorto, anche alla luce del recente divieto cinese alle importazioni di rifiuti plastici con il quale, dal 2030, 111 milioni

PRINCIPALI MERCATI TRASFORMATORI DI MATERIE PRIME PLASTICHE

di tonnellate di rifiuti plastici non potranno essere esportati in Cina dai Paesi G7 e dovranno quindi essere ridistribuiti a livello globale. A questo va aggiunto anche che, se non verranno invertiti i trend attuali, da oggi al 2030 rischiamo che le emissioni di C02 dovute alla produzione di plastica aumentino del 50% e che triplichino quelle derivanti dal suo incenerimento. «L’attuale modo di produrre,

CASA, SPORT E DIVERTIMENTO

ELETTRICA ED ELETTRONICA

4,1%

6,2%

utilizzare e smaltire la plastica è fallato – afferma Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale –. In questo sistema non vi sono responsabilità e rendicontazione: l’unica certezza è che enormi quantità di plastica finiscono in natura». La cattiva gestione dei rifiuti è la conseguenza diretta di infrastrutture inadeguate e anche i Paesi ad alto reddito, dove i tassi di raccolta

AGRICOLTURA

3,4%

COSTRUZIONI ED EDILIZIA

AUTOMOTIVE

19,8%

10,1%

della plastica sono generalmente più elevati, non sono ancora esenti da un basso indice di riciclaggio e ricorso preferenziale alla discarica o all’incenerimento. I limiti nella gestione dei rifiuti creano poi difficoltà anche per gli utilizzatori finali: errori nella classificazione o nello smaltimento della plastica comportano il

PACKAGING

39,7%

ALTRO*

16,7%

conferimento dei rifiuti direttamente in discarica o la loro dispersione.

*attrezzature mediche, mobili, componenti per l’ingegneria meccanica, ecc.

L’incapacità globale di gestire i rifiuti plastici si traduce in un terzo

Distribuzione europea dei trasformatori di plastiche per segmento nel 2017. Fonte: PlaticsEurope Market Reasearch Group (PEMRG) e Conversio Market & Strategy GmbH.

della plastica totale che si trasforma in inquinamento.

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DISTRIBUZIONE DELLA PRODUZIONE GLOBALE DI PLASTICA EUROPA 18,5% CIS 2,6% NAFTA 17,7% ASIA 50,1%

29,4% CINA 3,9% GIAPPONE 16,8% RESTO DELL’ASIA

AMERICA LATINA 4% MEDIO ORIENTE E AFRICA 7,1%

Include polimeri termoplastici e termoindurenti, poliuretani, elastomeri, adesivi, rivestimenti, sigillanti e fibre polimeriche. Fonte: Plastics – The Facts 2018. An analysis of European latest plastics production, demand and waste data, PlasticsEurope, 2018.

CHI PRODUCE PIÙ PLASTICA Il Paese del mondo che produce la maggiore quantità di questo materiale è oggi la Cina. Secondo i dati 2016 di PlasticsEurope (associazione europea dei produttori di plastica) e di EPRO (European Plastics Recycling and Recovery Organisations), alla Cina fa capo la produzione del 29% del totale delle materie plastiche. Al secondo posto c’è l’industria europea, con il 19%, seguita dai Paesi del Nord America, con il 18%. L’Asia nel complesso produce addirittura la metà di tutta la plastica del mondo, mentre l’Africa e il Medio Oriente insieme arrivano solo al 7% e l’America Latina al 4%. Il primato della Cina è pero recente se si pensa che fino a dieci anni fa era il terzo produttore, dietro America del Nord ed Europa che invece produce più di quanto consuma e ha un saldo positivo tra esportazioni e importazioni di plastica. La produzione mondiale è in continua crescita nel 2017 erano 335 milioni contro i 322 milioni dell’anno precedente. Dieci anni fa, nel 2009, i milioni di tonnellate erano 250, all’inizio del nuovo

millennio circa 200 e nel 1989 erano ancora 100. Il 1990 è stato l’anno in cui la produzione di plastica ha superato quella di acciaio, che comunque ha continuato e continua a crescere.

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TIPOLOGIA DI POLIMERI IMPIEGATI NEI DIVERSI MERCATI EUROPEI PACKAGING

39,7%

COSTRUZIONI ED EDILIZIA

19,8%

AUTOMOTIVE

10,1%

ELETTRICA ED ELETTRONICA

6,2%

AGRICOLTURA

3,4%

CASA, SPORT E DIVERTIMENTO

4,1% 16,7%

CH E

R

S TI

ALT

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ALT

RE

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PL A

PL A

S TI

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CH E

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S

PE-

S, S

HD PE-

EP

LLD

PS

PE-

AB

P

D E-L

PP

ALTRO

• PE-LD (polietilene a bassa densità) PE-LLD (polietilene lineare a bassa densità) • PE-HD (polietilene ad alta densità)

PE-MD (polietilene a media densità) • PP (polipropilene) • PS (polistirolo compatto) • EPS (polistirolo espandibile)

• PVC (polivinilcloruro) • PET (polietilene tereftalato) • ABS (acrilonitrile butadiene stirene), • SAN (copolimero acrilonitrile stirene)

• PMMA (polimetilmetacrilato) • PA (poliammìdi) • PC (policarbonato) • PUR (poliuretano)

La grandezza dei quadrati colorati rappresenta, in proporzione, la quantità di ciascuna tipologia di plastica impiegata nei singoli settori. Fonte: Plastics – The Facts 2018. An analysis of European latest plastics production, demand and waste data, PlasticsEurope, 2018.

COSA DICE IL BANDO PER LA PLASTICA USA E GETTA La Direttiva che, a partire dal 2021, mette al bando la plastica usa e getta è sicuramente un passo importante nella riduzione della produzione e nello smaltimento dei rifiuti plastici. L’Italia è il maggior produttore europeo di stoviglie, piatti, bicchieri e posate di plastica, con 1 miliardo di fatturato per circa 30 aziende e 3mila addetti diretti. La Direttiva europea – mirata a difendere gli oceani dall’enorme quantità di plastiche che vi viene rovesciata dai 10 grandi fiumi dell’Asia, dell’Africa e del Sud America – metterà al bando in Europa dal 2021: • posate e piatti di plastica; • cannucce; • bastoncini per palloncini gonfiabili; • bastoncini cotonati; • palette per miscelare i cocktail; • sacchetti di plastica osso-degradabile; • contenitori di polistirolo espanso per alimenti. Come si nota, in questo elenco mancano i

10 UP! Settembre 2019

bicchieri di plastica, che saranno ancora consentiti. Tra i bicchieri, sono vietati solamente i contenitori per liquidi realizzati con polistirolo espanso, cioè quelli di schiuma espansa usati soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti per bere senza scottarsi le dita. Rimarranno consentiti tutti gli altri bicchieri di plastica, come quelli bianchi di polistirolo sottile oppure quelli trasparenti di polipropilene, dalla consistenza più morbida e tenace. Le altre plastiche usa e getta non vietate, oltre ai bicchieri, sono: • i flaconi d’ammorbidente; • le bottiglie d’acqua minerale; • i tubetti del dentifricio; • le bottiglie di bevande dolci; • le spugne di microfibra per cucina; • i flaconi di detersivo; • i cerotti; • le cialde del caffè espresso; • le buste delle patatine, delle barrette alimentari e di altri cibi; • le bottiglie di prodotti chimici per la casa (candeggina, ammoniaca);

• i vasetti dello yogurt; • i flaconi di shampoo e di sapone liquido; • i blister delle pastiglie; • i sacchi per l’immondizia; • le bottigliette di salsa, ketchup, maionese; • e molti altri prodotti. Norme stringenti anche per altri prodotti che al momento non presentano valide alternative, come le bottiglie di plastica: entro il 2029 il 90% dovrà essere raccolto dagli Stati membri, i quali dovrebbero inoltre garantire, ad esempio, che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica, smarriti o abbandonati, vengano raccolti. L’accordo inserisce poi il principio “chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori. Questo nuovo regime si applicherà, ad esempio, ai filtri di sigaretta dispersi nell’ambiente per fare in modo che i produttori sostengano i costi della raccolta. Più controlli, infine, su assorbenti, tamponi e applicatori, i quali dovranno segnalare in maniera chiara se contengono plastica e il rischio di uno smaltimento errato.


Porotherm BIO PLAN: La sostenibilità del costruire in laterizio

Soluzioni in laterizio rettificate La gamma Porotherm BIO PLAN consente di realizzare edifici energeticamente efficienti dall’elevata durabilità, verso Edifici ad Energia quasi Zero.

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IL FUTURO DELLA PLASTICA? LA SOSTENIBILITÀ Il settore della trasformazione della plastica in Italia vale oltre 30 miliardi di euro e nel 2018 sono state trasformate circa 6,8 milioni di tonnellate di resine termoplastiche di cui 1 milione riciclate. Federazione Gomma Plastica e Unionplast hanno lanciato la prima Conferenza nazionale sul futuro sostenibile delle plastiche, per portare all’attenzione del mondo politico e dei media il contributo positivo delle materie plastiche e gli sforzi profusi dalle aziende del settore per migliorarne la sostenibilità ambientale. di Rosa Santavite

U

n percorso per l’industria italiana della plastica capace di coniugare crescita economica, innovazione e sostenibilità ambientale e sociale, che si snoda attraverso il massimo

impegno per l’impiego di plastica riciclata di qualità, la formazione degli addetti del settore sulla progettazione sostenibile dei prodotti e un accompagnamento delle imprese alla industrializzazione sostenibile. Questa la piattaforma di lavoro lanciata da Federazione Gomma Plastica e Unionplast durante la prima edizione della Conferenza nazionale sul futuro sostenibile delle plastiche, che si è svolta lo scorso aprile per portare all’attenzione del mondo politico e dei media il contributo positivo delle materie plastiche e gli sforzi profusi dalle aziende del settore per migliorarne la sostenibilità ambientale. Obiettivo dell’incontro non è stato nascondere o sottovalutare gli effetti negativi dell’uso massiccio dei materiali plastici, bensì quello di far emergere, attraverso casi concreti in settori chiave quali l’imballaggio e l’agricoltura, come l’industria del settore stia rispondendo alle legittime richieste dei consumatori riducendo, per esempio, l’utilizzo di materie prime, attuando interventi di risparmio energetico nei processi,


L’INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE DELLA PLASTICA: UN PEZZO DI ECONOMIA ITALIANA

11mila 5mila

le imprese del settore in Italia (il 22% del totale europeo) per un fatturato totale di oltre 30 miliardi di euro

del marine litter (rifiuti marini, ndr ) proviene soprattutto dall’Asia; meglio sarebbe lavorare a fianco delle nostre 5.000 aziende per aiutarle nella transizione sostenibile, salvaguardando le eccellenze tecnologiche e imprenditoriali che rappresentano le 110mila persone che vi lavorano, spesso in territori a basso tasso occupazionale. Questa è la proposta che

le imprese che fanno prima trasformazione per un fatturato totale di circa 15 miliardi di euro

facciamo al Governo». Durante la Conferenza è stato presentato anche il Laboratorio nazionale Plastics4People, Plastics4Planet, una piattaforma di innovazione per un’industria della plastica moderna e circolare, che

110mila 1 milione

crei ricchezza, occupazione e migliori la qualità della vita, contribuendo persone occupate nel settore

tonnellate di plastiche riciclate utilizzate per la trasformazione ogni anno, su un totale di 6,8 milioni di tonnellate lavorate dall’industria italiana

a ridurre il climate change e minimizzando l’impatto sull’ambiente.

QUANTO VALE IL SETTORE IN ITALIA Il settore della trasformazione della plastica in Italia ha un valore di

3mila

i prodotti con plastiche riciclate certificati da IPPR “Plastica Seconda Vita”

oltre 30 miliardi di euro; nel 2018 sono state trasformate circa 6,8 milioni di tonnellate di resine termoplastiche delle quali circa il 15%, ovvero 1 milione di tonnellate, sono plastiche riciclate prove-

89%

la presenza media di plastica riciclata nei prodotti certificati “Plastica Seconda Vita”

Fonte: dati presentati da Federazione Gomma Plastica e Unionplast durante la Conferenza nazionale sul futuro sostenibile delle plastiche, aprile 2019.

nienti dall’economia circolare. Un dato che testimonia l’impegno delle imprese per la sostenibilità e un trend in aumento, come confermato dall’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, che in 14 anni ha portato alla certificazione a marchio Plastica Seconda Vita oltre 3mila prodotti che incorporano una media del 90% di plastica riciclata, di cui 1.600 solo negli ultimi due anni. Un dato

lavorando sull’ecodesign dei prodotti a favore di una maggiore riciclabilità

che conferma anche la vivacità e la capacità di innovazione delle

o avviando progetti di collaborazione lungo la filiera per favorire

aziende del comparto.

raccolta e riciclo. Primo di una serie di strumenti proposti dalla Conferenza è un credito d’imposta per le imprese che utilizzano almeno il 30% di plastica riciclata nei propri prodotti, con premialità crescente in base al livello di difficoltà, proposta lanciata dal presidente di Unionplast Luca Iazzolino e condivisa con il Tavolo Permanente per il Riciclo di Qualità, iniziativa cui partecipano Federazione Gomma Plastica, Istituto per la Promozione

#PLASTICFREE? MA TU LO SAI CHE...

-50%

spreco di cibo

delle Plastiche da Riciclo (IPPR), Corepla, ENEA, ISPRA e Legambiente, con il fine di incrementare quantità e qualità dei materiali plastici riciclati. «Il futuro deve vedere un potenziamento dell’eco-progettazione, del riciclo, specie quello di qualità, della ricerca sui materiali non di origine fossile, insieme a una educazione dei cittadini a non abbando-

LA PLASTICA RIDUCE GLI SPRECHI ALIMENTARI

50% è la percentuale dei prodotti alimentari che nei Paesi meno sviluppati si deteriora tra la raccolta e il consumo a causa del mancato utilizzo di imballaggi in plastica

-40%

LA PLASTICA SALVA LA VITA

-750

LA PLASTICA RIDUCE I CONSUMI DI CARBURANTE

minor rischio

nare i rifiuti nell’ambiente – ha dichiarato durante la Conferenza Luca

il rischio di incidenti mortali in un’auto, usando il casco, è inferiore del 40%: il casco è in plastica come gli airbag, le sacche trasfusionali, le protesi vascolari, i cateteri, ecc.

Iazzolino, presidente Unionplast –. Dobbiamo essere consapevoli che in un momento storico come questo, in cui sale la disoccupazione, c’è un calo della produzione e delle vendite e la crescita ha segno negativo prefigurando uno scenario di possibile recessione, un provvedimento

litri

come quello del bando dei prodotti in plastica monouso e una

l’utilizzo di plastica in un’auto in sostituzione di materiali più pesanti fa risparmiare in media 750 litri di carburante nell’intero ciclo di vita del veicolo

guerra indiscriminata alle plastiche senza alcun riguardo al ruolo di questi materiali nella società, possono avere effetti ancora più deleteri sull’economia. Penalizzare violentemente questo comparto industriale, che rappresenta il 22% dell’industria europea del

-86% di peso

LA PLASTICA PERDE…PESO!

-86% è la percentuale che ha raggiunto la riduzione in peso degli imballaggi negli ultimi 20 anni grazie alla ricerca tecnologica e all’impegno delle imprese

settore, non produrrà effetti positivi sull’ambiente, visto che il problema

Settembre 2019

UP! 13


EDILIZIA E COSTRUZIONI, MOBILE E ARREDO

2017 1.210

2018 NUMERO AZIENDE

1.220

FATTURATO

4,120 MLN DI EURO

EXPORT

1,340 MLN DI EURO

32,5%

4,200 MLN DI EURO

1,350 MLN DI EURO

INCIDENZA EXPORT

32,1%

Fonte: Settori di impiego della plastica: andamento, innovazione per la sostenibilità, norme tecniche, IPPR Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo – Unionplast, 2019.

E QUANTO VALE (E PESA) IN EDILIZIA?

(EPS) che hanno beneficiato della diffusione del sistema di isolamento a cappotto nelle opere di ristrutturazione edilizia. Agli stirenici si affiancano

Secondo quanto riportato da Federazione Gomma Plastica e Unionplast,

i volumi di espansi poliuretanici, destinati alla realizzazione di pannelli

il comparto delle materie plastiche nel settore delle costruzioni

per coibentazione e l’andamento del segmento nel 2018 ha rilevato

è l’aggregato di una serie di macrosettori e comprende le applicazioni

una sostanziale stabilità dei volumi di polimeri vergini successiva a un

relative ai fabbricati civili e industriali, alle infrastrutture e alle componenti

crollo dei consumi che aveva caratterizzato il periodo 2008-2014 e

di arredo. Il settore vede la presenza di poco più di 1.200 aziende,

un 2017 che aveva fatto registrare un buon recupero della domanda.

contando sia i trasformatori sia le aziende di seconda lavorazione. Il

La tenuta dei consumi dei polimeri vergini è in massima parte attribuibile

fatturato sviluppato nel 2018 è pari a 1,35 miliardi di euro, in

al consistente sviluppo (in volume) delle esportazioni nella prima metà

crescita del +0,7% rispetto all’anno precedente. La quota di espor-

dell’anno di tutta una serie di manufatti (tubi a pressione di PVC e HDPE,

tazione (diretta, senza contare le vendite all’estero dei settori clienti quali,

tubi per scarichi civili di HDPE e PP, tubi passacavi di PP e lastre di poli-

ad esempio, i mobilifici) è intorno a un terzo del fatturato complessivo,

carbonato), dal momento che la domanda interna è risultata ancora una

con un andamento riflessivo nel corso del 2018, determinato dal ral-

volta molto debole. Anche l’isolamento termico, che pure ha potuto contare

lentamento di una serie di mercati di riferimento dell’export nazionale,

sulla spinta derivante dall’attenzione all’efficienza energetica degli edifici,

in particolare quelli dell’Eurozona, nella seconda parte dell’anno.

con un aumento generalizzato dello spessore delle lastre utilizzate nelle

Sotto il profilo dei volumi, il 2018 ha registrato una crescita arrivan-

opere di riqualificazione, non ha evidenziato un’evoluzione favorevole.

do a 1,23 milioni di tonnellate, grazie alla buona performance dei riciclati (aggregato pre e post consumo), che hanno vissuto una crescita di oltre il +5% rispetto all’anno precedente, mentre l’impiego di polimeri vergini è restato nel complesso stabile. Gli utilizzi delle materie plastiche in edilizia sono numerosi, ma sono tre le principali categorie di manufatti che coprono complessivamente circa oltre due terzi dei consumi, ovvero: • tubi e raccordi per il trasporto di fluidi in pressione, i sistemi di fognatura e di scarico, nei quali il PVC è ormai stato largamente superato, in termini di consumo di resina, dall’HDPE; crescente anche l’utilizzo di PP, in particolare negli scarichi civili e dei tubi passacavi; • profilati per infissi esterni e interni, avvolgibili, canaline passacavi, ecc. in cui domina tutt’oggi il PVC; • materiali per isolamento termico per la maggior parte realizzati con polimeri stirenici sotto forma di espansi estrusi (XPS) e di sinterizzati 14 UP! Settembre 2019

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!


Lo sguardo sempre rivolto al futuro

Un’elegante interpretazione del concetto di elevazione. BRE

VETT ATO

PROSUPPORT TUBE SYSTEM Dalla ricerca Progress Profiles nasce PROSUPPORT TUBE SYSTEM destinato a risolvere tutte le problematiche legate alla posa di pavimentazioni sopraelevate. Il sistema si compone di una base di appoggio, due viti, una serie di tubi che consentono di raggiungere l’altezza desiderata e due teste, con distanziatori da 4 o 2 mm, che hanno sia funzione autolivellante che fissa. Le Basi e le teste sono provviste di fori drenanti onde evitare il ristagno di acqua che potrebbe favorire cattivi odori ed il proliferarsi di insetti. Il sistema si completa con il disco anti rumore e anti scivolamento in gomma e con la chiave di regolazione che consente la registrazione della pavimentazione solo nel caso siano state usate teste con distanziatori da 4 mm, con il distanziatore per la posa di pavimentazioni direttamente su ghiaia e con i PROSUPPORT PROFILE. Questi ultimi consentono di proteggere e rifinire i bordi perimetrali delle pavimentazioni sopraelevate in ceramica, legno, marmo e materiali compositi. Sede /Headquarter Progress Profiles SpA Via Le Marze 7 31011 ASOLO (TV) Italy Tel. +39 0423 950398 Fax +39 0423 950979 info@progressprofiles.com www.progressprofiles.com

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CONTRO LA DISPERSIONE DELLA PLASTICA Fondata da una trentina di società di tutto il mondo, l’Alliance to End Plastic Waste destinerà 1,5 miliardi nei prossimi anni per combattere il problema dei rifiuti plastici. di Carlo Vacca

A

lla luce dei numeri allarmanti a livello globale (vedi pag. 6), a

Vorrei invitare qualsiasi società, grande o piccola che sia, attiva in

gennaio 2019 è nata un’alleanza globale per la lotta ai ri-

tutte le regioni e in tutti i settori, a unirsi a noi».

fiuti di plastica dispersi nell’ambiente: si chiama Alliance

Bob Patel, ceo di LyondellBasell e vicepresidente dell’AEPW, aggiunge:

to End Plastic Waste (AEPW) ed è un’organizzazione senza scopo

«La storia ha dimostrato che, di fronte a sfide globali come questa,

di lucro composta da una trentina di società che producono, utilizza-

le azioni collettive e le collaborazioni tra industrie, governi e ONG

no, vendono, processano, raccolgono e riciclano plastica. Tra queste

possono dare origine a soluzioni innovative. Il problema dei rifiuti

troviamo produttori di materiali chimici e plastici, società di beni di

di plastica è evidente e suscita preoccupazioni in tutto il mondo.

consumo, retailer, aziende attive nel settore della trasformazione delle

Deve essere affrontato e siamo convinti che sia arrivato il momento

materie plastiche e società che si occupano di gestione dei rifiuti; in

di agire».

altre parole, la value chain della plastica.

L’AEPW ha già investito più di un miliardo di dollari nel pro-

«Siamo di fronte a una sfida globale seria e complessa, da affrontare

getto e si è posta l’obiettivo di destinare 1,5 miliardi, nell’ar-

con la massima rapidità e con una leadership forte. La nuova Alleanza

co dei prossimi cinque anni, per sviluppare e realizzare iniziative

rappresenta il massimo sforzo realizzato sino a oggi per dire basta

mirate alla riduzione al minimo e alla gestione dei rifiuti di plastica,

ai rifiuti di plastica dispersi nell’ambiente – fa sapere David

promuovendo soluzioni per la plastica usata e contribuendo così alla

Taylor, presidente e ceo di Procter & Gamble e presidente dell’AEPW –.

realizzazione di un’economia circolare. L’AEPW ha già annunciato

16 UP! Settembre 2019


una prima serie di progetti e collaborazioni che riflettono una gamma di soluzioni per eliminare la questione dei rifiuti di plastica: collaborare con le città per elaborare dei sistemi di gestione integrata dei rifiuti nelle grandi aree urbane in cui mancano le infrastrutture, in particolare lungo i fiumi che trasportano dalla terraferma all’oceano grandi quantità di rifiuti di plastica non gestiti. La realizzazione di questo obiettivo non potrà prescindere dal coinvolgimento di stakeholder e governi locali e porterà all’elaborazione di modelli replicabili ed economicamente sostenibili, applicabili in

I FONDATORI I soci fondatori dell’AEPW sono: BASF, Berry Global, Braskem, Chevron Phillips Chemical Company LLC, Clariant, Covestro, Dow, DSM, ExxonMobil, Formosa Plastics Corporation USA, Henkel, LyondellBasell, Mitsubishi Chemical Holdings, Mitsui Chemicals, NOVA Chemicals, OxyChem, Procter & Gamble, Reliance Industries, SABIC, Sasol, SUEZ, Shell, SCG Chemicals, Sumitomo Chemical, Total, Veolia, Versalis (Eni) e PolyOne.

più città e regioni. L’AEPW cercherà di instaurare delle partnership con città situate in aree ad alta dispersione di plastica, provando al tempo stesso a collaborare con programmi preesistenti rivolti

supportare Renew Oceans, programma a sostegno di investi-

alle realtà urbane, come ad esempio il progetto STOP in Indonesia

menti localizzati sui dieci fiumi, identificati come responsabili della

(www.stopoceanplastics.com);

stragrande maggioranza dei rifiuti provenienti dalla terraferma agli

dare vita a The Incubator Network di Circulate Capital, per

oceani, per bloccare i rifiuti stessi prima che giungano in mare

sviluppare e promuovere le tecnologie, i modelli commerciali e gli

aperto. Il lavoro iniziale supporterà il progetto Renew Ganga, so-

imprenditori che combattono la dispersione dei rifiuti di plastica

stenuto anche dalla National Geographic Society.

negli oceani e migliorano la gestione e il riciclaggio dei rifiuti con lo scopo di creare un programma di progetti su cui investire, concen-

Nei prossimi mesi, l’Alleanza promuoverà ulteriori investimenti e favo-

trandosi inizialmente sul Sud-Est asiatico;

rirà il progresso in quattro aree chiave:

sviluppare un progetto informativo globale open source,

• lo sviluppo delle infrastrutture per raccogliere e gestire i rifiuti e

fondato su dati scientifici, per supportare i progetti di gestione dei

per aumentare il riciclaggio dei rifiuti;

rifiuti a livello internazionale con raccolte di dati affidabili, misu-

• il supporto alle innovazioni per proporre e realizzare nuove tec-

razioni, standard e metodologie studiate per supportare governi,

nologie in grado di facilitare il riciclaggio e il recupero della plastica,

aziende e investitori a elaborare e ad accelerare le iniziative mirate a fronteggiare la dispersione dei rifiuti di plastica nell’ambiente. L’AEPW valuterà la possibilità di collaborare con le principali istituzioni accademiche e con altre organizzazioni coinvolte nella rac-

generando valore dalla plastica già utilizzata; • la formazione e il coinvolgimento di governi, aziende e comunità per mobilitare l’azione; • la pulizia delle aree con la maggior concentrazione di rifiuti

colta di dati simili;

plastici già presenti nell’ambiente, con un’attenzione particolare

creare una collaborazione con organizzazioni intergover-

per i principali canali dei rifiuti, come i fiumi che li trasportano verso

native, tra cui le Nazioni Unite, per elaborare incontri formativi e

il mare.

!

workshop congiunti rivolti a funzionari governativi e leader comunitari per aiutarli a identificare e a perseguire le soluzioni più efficaci e localmente rilevanti nelle aree di massima priorità;

Scopri di più su www.endplasticwaste.org

Settembre 2019

UP! 17


A RICICLARE SI GUADAGNA Nel settore edile si utilizzano ogni anno quasi 10 milioni di tonnellate di plastica, ma solo il 6% diventa rifiuto e a volte dai rifiuti nascono prodotti innovativi e quindi nuovi segmenti di mercato. E anche il packaging può rappresentare un nuovo business nel settore delle plastiche che può valere 9 miliardi di dollari. di Cristina Serra

L

a plastica è un materiale di cui non si riesce a fare a meno, per-

si classifica come la seconda applicazione più grande per le materie

ché nient’altro offre le stesse proprietà in termini di durata, resistenza,

plastiche dopo gli imballaggi. Anche se le materie plastiche non sono

leggerezza e purezza batteriologica. Senza gli imballaggi in plastica, ad

sempre visibili negli edifici, sono impiegate in un’ampia e crescente

esempio, l’intero settore della distribuzione alimentare sarebbe stravolto,

gamma di usi edili, tra cui isolamento, tubazioni, infissi, design di

con una durata media dei prodotti freschi e deteriorabili drasticamente

interni e molto altro (vedi lo Speciale Tecnico, pag. 37). Le tubazioni di

ridotta. Ma anche tanti altri prodotti ormai indispensabili per l’igiene

plastica, ad esempio, rappresentano la maggioranza di tutte le nuove

come detersivi, saponi e shampoo, senza i flaconi in plastica non

installazioni di tubazioni, con ben oltre il 50% del tonnellaggio annuale.

potrebbero essere usati quotidianamente

La partita, quindi, si gioca in tutte le filiere, sul riciclo e sul riuso

da miliardi di persone. Non da meno è

sostenibile ma anche sui nuovi concetti di packaging. Ogni

il settore delle costruzioni che

settore può fare la sua parte, anche l’edilizia.


PLASTICA E RICICLO IN EDILIZIA

quando grazie a una lavorazione termica o meccanica del materiale si ottiene un nuovo prodotto. In alternativa, il riciclaggio chimico riporta la

L’uso della plastica si è affermato in quasi tutti i settori produttivi, tanto

plastica alla sua forma originale, ottenendo nuova materia prima per

da farla divenire il terzo materiale artificiale più diffuso. Esistono diverse

la produzione. Soprattutto il PVC riciclato può essere utilizzato per la

tipologie di plastiche, composte da diversi polimeri, che si contraddi-

realizzazione di diversi prodotti quali tubi ed elementi per il drenaggio

stinguono per alcune caratteristiche comuni quali la leggerezza e la

delle acque, raccordi vari e altri prodotti edilizi.

facilità di lavorazione.

Le possibilità sono molte, ma in Europa ancora manca un vero e

Le plastiche più diffuse sono:

proprio mercato: la domanda di prodotti derivanti dal riciclo

• il polietilene (PE), usato per sacchetti di plastica, adesivi e bottiglie;

della plastica è ancora troppo bassa ed è necessaria una maggior

• il cloruro di polivinile (PVC), utilizzato molto anche nel settore edile;

sensibilizzazione, anche attraverso il “buon esempio” di produttori

• il polipropilene (PP), usato anche per oggetti di arredamento;

virtuosi come alcuni dei fornitori BigMat e le aziende certificate

• il polietilentereftalato (PET), principalmente usato per la produzione

da ReMade in Italy.

di bottiglie; • il polistirene (PS), molto utilizzato nel settore alimentare. Il maggior utilizzo di prodotti isolanti ha comportato l’aumento delle plastiche in edilizia. Infatti, nel settore edile si utilizzano ogni anno quasi 10 milioni di tonnellate di plastica, ma grazie alla lunga durata della vita dei prodotti edili la quantità di rifiuti plastici provenienti dal mondo delle costruzioni è solo il 6% circa del totale dei rifiuti prodotti. Uno studio elaborato da PlasticsEurope Italia e dall’European College of Veterinary Microbiology ha messo in luce come la maggior parte dei rifiuti plastici edili sia composta da isolanti e tubi di varia natura, seguiti da pavimentazioni e serramenti. Il riciclo della plastica permette di ottenere nuovi prodotti e, durante la loro lavorazione, anche energia e calore. Il processo di riciclaggio può essere meccanico,

Profilitec Uptec

La plastica riciclata è la materia prima utilizzata da Profilitec per Uptec, il sistema completo di accessori per la realizzazione di pavimenti sopraelevati. Con soli tre prodotti, adattabili a tutte le situazioni di cantiere e testati fino a oltre 14 kN con carichi statici o dinamici, è possibile intervenire facilmente – aggiungendo o togliendo un componente – quando le misure rilevate non corrispondono a quelle effettive. Una soluzione per ogni misura, per ogni uso (fisso o autolivellante) e per ogni applicazione (con accessori per fuga da 2 o da 4 mm, per legno o per alluminio). Il sistema è corredato da una serie di profili perimetrali per finire i pavimenti sopraelevati in modo elegante.

Settembre 2019

UP! 21


DA RIFIUTO A MATERIA PRIMA PER L’EDILIZIA ReMade in Italy è la certificazione italiana per i prodotti dell’economia circolare, il primo protocollo accreditato e indipendente in Italia per la verifica della tracciabilità e del contenuto di materia recuperata in un prodotto, valido e accettato inoltre nelle gare pubbliche (“Appalti Verdi” - Green public procurement, GPP). Il catalogo certificato ReMade in Italy comprende prodotti tessili, oli minerali, imballaggi, arredo d’interni e urbani, strade e materiali edili come negli esempi a seguire. • Ecoplasteam, che attraverso un processo brevettato di lavorazione dei poliaccoppiati è in grado di generare una materia prima seconda

EcoLight di Ecoplast Nord, prodotto certificato ReMade in Italy

100% riciclabile e 100% derivata da uno scarto e dal riciclo degli

contenuto tecnologico. Ad esempio Ecomix, una miscela semipronta

imballi alimentari “tetrapak” di cui solo in Italia si raccolgono oltre 1

costituita da polimeri, inerti minerali, rinforzanti strutturali e additivi,

miliardo e 400 milioni di confezioni. L’EcoAllene, materiale idoneo per

per realizzare massetti portanti alleggeriti con caratteristiche termo e

l’estrusione e la termoformatura offre un ampio spettro di soluzioni

fono isolanti. Può essere utilizzata anche per i massetti alleggeriti su

nell’ambito dell’edilizia. Può essere impiegato per la produzione di

solai, su coperture piane o inclinate, terrazze, sottotetti, e in generale

componenti ed elementi di diverso tipo, da componenti per gli attrezzi,

per massetti idonei alla posa in opera di pavimenti in ceramica, cotto,

a rivestimenti per esterni, fino a minuterie e contenitori.

legno e soprattutto linoleum, in quanto non è soggetto a dilatazioni e

• Ecoplast Nord recupera materiali plastici attraverso speciali proce-

ritiri. Altro prodotto è Ecolight, un granulato sintetico calibrato pronto

dimenti e li riutilizza in modo alternativo producendo materiali ad alto

all’uso, leggero e con caratteristiche di isolamento sia termico sia

Artesi

Isolmant

Reef di Artesi è la prima linea di piano lavabo e doccia “double

Ha un cuore ecologico Isolmant Perfetto Special, prodotto com-

green”: realizzato in vetroresina 100% riciclata e a sua volta

posto da un pannello di fibra riciclata in tessile tecnico di polie-

riciclabile. Impermeabile come la plastica, antibatterico e flessibile

stere (ISOLFIBTEC PFT) realizzato con il 70% di PET riciclato da

come il multistrato, Reef è privo di formaldeide e resistente ai

bottiglie post-consumo e accoppiato a Isolmant Special 5 mm. Di

solventi, disponibile nella finitura effetto graniglia nei toni del

durata illimitata e atossico, Isolmant Perfetto Special è impiegato

grigio e in due nuove proposte cromatiche nei toni del rosa e del

per l’isolamento acustico e termico delle partizioni verticali, sia

verde. In abbinamento per un bagno in total look ecosostenibile

perimetrali sia divisorie, tra diverse unità immobiliari. Versatile ed

si possono inserire il mobile lavabo Petra di Artesi e il piatto

ecologico, contribuisce al conseguimento dei crediti per la certifi-

doccia Agha coordinati.

cazione ambientale dell’edificio secondo i protocolli LEED o ITACA.

Reef

22 UP! Settembre 2019

Perfetto Special


acustico per ridurre i rumori da calpestio nelle abitazioni. Può essere impiegato per realizzare sottofondi (copertura degli impianti, livellamento del piano di posa, ecc.). • Building in the World produce il sottofondo alleggerito GMIX, un granulato di polimeri miscelati provenienti dal riciclo di materie plastiche non pericolose post-consumo, da impiegarsi come aggregato nelle malte cementizie in sostituzione dell’aggregato naturale quale sabbia, argilla espansa, ecc. per realizzare sottofondi alleggeriti con caratteristiche di isolante termico e acustico. Applicabile in sottofondi di riempimento, copertura e livellamento impianti, su solai nuovi o da ristrutturare di qualsiasi tipo; isolamento e realizzazione delle

GMIX di Building in the World, prodotto certificato ReMade in Italy

pendenze su tetti piani e inclinati, lastrici solari e coperture in genere;

materia plastica proveniente da scarti industriali e post consumo,

sottofondi isolanti termici sotto riscaldamento a pavimento; sottofondi

come ad esempio i rifiuti plastici della produzione e fornitura di prodotti

isolanti acustici in ambienti residenziali o industriali; isolamento di

chimici organici, plastica da veicoli fuori uso, imballaggi, plastica e

piscine riscaldate, su fondo e pareti perimetrali; riempimento di volte

gomma da trattamento meccanico dei rifiuti, plastica derivante da

e cavità; sottofondi carrabili interni ed esterni di piazze e parcheggi;

operazioni di costruzione e demolizione.

allettamento e rinfianco sottoservizi all’interno di scavi. • Valsir ha certificato un’ampia gamma di granuli in polipropilene e polietilene estruso, destinati in modo specifico ad applicazioni di

Scopri tutto il catalogo prodotti edili di ReMade in Italy su www.remadeinitaly.it/edilizia

stampaggio, soffiaggio ed estrusione. I materiali sono costituiti da

Sive

Progress Profiles

Tra gli esempi di riciclo virtuoso della materia plastica c’è il pan-

Per Progress Profiles sostenibilità e innovazione si incontrano in

nello in polistirene espanso ISOLPIÙGRAF SECONDA VITA K8 di

Prosupport Tube System: sistema modulare di nuova generazione in

Sive, prodotto miscelando alla materia prima vergine in grafite il

materiale plastico riciclato selezionato. I supporti modulari e regolabili

25% di materia prima ottenuta dal riciclo da scarti di cantiere e di

consentono la posa di pavimenti esterni sopraelevati da 29 mm fino a

imballi post uso, un rifiuto che di solito viene smaltito con alti costi

1 m di altezza, assicurando tempi di cantiere rapidi e risultati durevoli

economici e ambientali e che invece oggi grazie al riciclo, ritorna a

nel tempo. Idoneo su qualsiasi superficie è composto da 7 elementi

essere una materia prima utile. Una “seconda vita”di nome e di fatto

in polipropilene per la posa autolivellante o fissa, con semplicità e

per il prodotto Sive che, certificato proprio Plastica seconda vita, è

sicurezza grazie a una resistenza al carico di 1.300 kg per pezzo.

anche conforme ai requisiti richiesti dai Criteri Minimi Ambientali e

Oltre a Prosupport Tube System, i materiali riciclati e rigenerati sono

contribuisce – essendo provvisto di un contenuto di riciclato mag-

impiegati anche nella linea edilizia di smussi, distanziatori Tubo,

giore del 20% – al punteggio per le certificazione ITACA o LEED.

distanziatori Prodistanz, Rapy 100, e Rapy 200.

Isolpiùgraf Seconda Vita K8

Prosupport Tube System

Settembre 2019

UP! 23


L’ESEMPIO DELLA FILIERA DEL PVC

la realizzazione di modelli innovativi di packaging rappresentano un nuovo business nel settore delle plastiche, che può valere

Secondo il programma volontario VinylPlus per lo sviluppo sostenibile

9 miliardi di dollari.

dell’industria europea del PVC, nel 2018 sono state quasi 740mila le

PACE afferma che sfruttando il design e i miglioramenti nei sistemi di

tonnellate di PVC riciclate – di cui 60mila quelle riciclate e certificate

raccolta differenziata, sarebbe possibile creare le condizioni per cui

in Italia – con un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente. Il

diventi economicamente interessante aumentare la quota di plastica

principale contributo è arrivato dai profili per finestre con 326.276

da imballaggi riciclata fino al 50% del totale.

tonnellate (44% del totale) seguiti da film e imballaggi flessibili con

L’industria, dal canto suo, sta già cercando di muoversi verso un sistema

167.148 tonnellate, cavi (151.506 tonnellate), tubi e raccordi (82.635

più sostenibile, per esempio con la creazione di buste e altri imballaggi

tonnellate). Il resto è suddiviso tra tessuti spalmati (9.573 tonnellate) e

più semplici da riciclare o con soluzioni che mantengono i materiali

pavimentazioni (2.387 tonnellate).

non riciclabili il più a lungo possibile fuori dal flusso di rifiuti. Sono i

«Il motivo alla base del successo di VinylPlus è l’impegno dell’intera filiera,

consumatori a spingere le grandi aziende di beni di consumo verso il

che prevede la collaborazione di produttori di resina, produttori di additivi

riciclo e l’economia circolare: secondo uno studio realizzato da Unilever,

e trasformatori di PVC – ha sottolineato presidente di VinylPlus Stefan

«alla base delle scelte di acquisto di un terzo dei consumatori c’è la

Sommer –, un quadro legislativo equilibrato e armonizzato per il riciclo

preferenza per marchi noti per i loro comportamenti positivi in ambito

delle materie plastiche è essenziale per garantire il nostro contributo

sociale e ambientale».

all’economia circolare e per raggiungere il nostro nuovo obiettivo di

Tuttavia, l’opportunità reale per le aziende non risiede nel vantaggio

riciclare almeno 900mila tonnellate entro il 2025». VinylPlus ha, inoltre,

economico e logistico di un imballaggio semplificato, bensì nella cre-

creato l’etichetta di sostenibilità VinylPlus Product Label per rendere più

azione di una maggiore affinità relazionale con il mercato: il

semplice a clienti, progettisti e mercati identificare i prodotti in PVC che

packaging sostenibile diventa uno strumento per dimostrare

portano un fattivo contributo alla sostenibilità e all’economia circolare in

la coscienza ecologica della marca, il riciclo può diventare un

edilizia. Tra i criteri di sostenibilità richiesti si trova la gestione controllata

elemento di coolness, entrando come ingrediente base nel processo

del ciclo di vita e riciclo; l’approvvigionamento responsabile e l’utilizzo

creativo e di design. La reputation del brand – e dunque i suoi valori di

sostenibile degli additivi, l’impiego di energia sostenibile e politiche per il

consapevolezza etica e ambientale – trova nel packaging un nuovo e

clima; il marchio è aperto a tutti i prodotti in PVC per edilizia e costruzioni.

ulteriore elemento di leva.

!

PVC Forum Italia è nello specifico l’associazione che fa capo a VinylPlus e che riunisce la filiera del PVC in Italia (produttori di materie prime e additivi, trasformatori, compoundatori e riciclatori) tra questi anche Stabilplastic, partner BigMat: « PVC Forum Italia è l’unica associazione e punto di riferimento per il PVC in Italia e farne parte è per noi molto importante – racconta Giorgio Papi, responsabile commerciale Stabilplastic –. La strada del riciclo è sicuramente quella da seguire e anche il nostro comparto può fare la sua parte per sviluppare un’edilizia del futuro sempre più sostenibile, per questo attualmente ricicliamo virtuosamente gli scarti della nostra produzione e stiamo facendo ricerca e sviluppo su nuove soluzioni che utilizzeranno materie prime riciclate e provenienti da prodotti a fine vita, per incentivare queste

Oikos

White&Colors

iniziative servirebbe però, in Italia come in Europa, un supporto a livello

Con la gamma White&Colors, Oikos ribadisce il suo impegno

normativo». Tra le attività di PVC Forum Italia c’è anche la piattaforma

ecologico portando sul mercato un eco-sistema che integra per la

online R-PVC HUB che favorisce l’incontro tra la domanda e

prima volta pittura, materia ed ecologia in una collezione di pitture,

l’offerta e la comunicazione tra gli attori della filiera del riciclo

smalti, materie decorative e colori 100% ecologici e rispettosi

rigido e flessibile.

dell’ambiente anche nel packaging. I contenitori delle eco-pitture White&Colors sono realizzati, infatti, con plastiche recuperate o

FARE BRAND CON IL PACKAGING

riciclate. Un comportamento green, quello di Oikos, che sostiene il rispetto della natura in ogni fase del processo produttivo dando

Secondo uno studio di PACE (Platform for Accelerating the Circular

una nuova vita sostenibile alla materia e offrendo al cliente una

Economy) – una piattaforma sostenuta da Accenture e presente al

scelta di consumo consapevole e sostenibile.

World Economic Forum 2019 di Davos – il design, la progettazione e 24 UP! Settembre 2019


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BEST PRACTICE

BIOPLASTICA, TRE PROGETTI VIRTUOSI Dalle alghe alla canapa, imprese e istituti di ricerca stanno studiando materiali alternativi alla plastica. di Nicola Pisano

S

alvaguardare il futuro del pianeta e, oltre che riciclare la plastica,

Produrre una plastica biodegradabile sfruttando microorganismi e alghe

sostituirla con materiali alternativi e sostenibili. È attorno a tale

presenti nell’acqua di mare è anche l’obiettivo di un team di scienziati

intento che stanno nascendo diversi progetti innovativi.

dell’Università di Tel Aviv in Israele: «Una soluzione parziale al problema

Uno di questi è quello dei designer olandesi Eric Klarenbeek e Maartje

dei rifiuti in plastica è la bioplastica, che non usa petrolio e si degrada

Dros, che hanno creato un biomateriale stampabile in 3D a base

rapidamente – spiega su www.phys.org uno degli studiosi del progetto,

di alghe. La coppia si occupa dell’organizzazione di un’intera filiera,

il dottor Alexander Golberg del TAU’s Porter School of Environmental and

che va dalla coltivazione delle alghe stesse fino alla loro raccolta e

Earth Sciences –, tuttavia anche le bioplastiche hanno un prezzo sul piano

asciugatura, quando le alghe sono pronte per essere trasformate in un

ambientale: coltivare le piante o i batteri per produrre plastica richiede

filamento stampabile in 3D per generare oggetti di uso comune come

suolo fertile e acqua fresca, risorse che molti Paesi, Israele incluso, non

vasi, bottiglie, pattumiere o utensili per la cucina. Quali sono i benefici

hanno. Il nostro nuovo processo, invece, produce plastica da microrgani-

che possono derivare dall’utilizzo delle alghe? Sono naturali, quindi non

smi marini che riciclano completamente i rifiuti organici». Nello specifico

inquinano, ma sono anche in grado di filtrare l’anidride carbonica. «Le

si tratta di microrganismi che si nutrono di alghe marine e che sono in

alghe crescono assorbendo il carbonio – spiega la coppia di designer – e

grado di produrre un polimero bioplastico denominato poliidrossialcanoato

producendo un amido che può essere utilizzato come materia prima per

(PHA). «La nostra materia prima – spiega Goldberg – è formata da alghe

bioplastiche o agenti leganti; il prodotto di scarto è ossigeno, aria pulita».

multicellulari coltivate in mare e digerite da microrganismi unicellulari, che

26 UP! Settembre 2019


crescono anche in acqua molto salata. Da

che non inquina perché si dissolve in breve

queste alghe si produce un polimero che

tempo e che può essere smaltito attraverso

può essere usato per produrre bioplastica».

i normali processi di compostaggio. Frutto di

Lo step successivo della ricerca consisterà

un brevetto italiano, che diventerà realtà nei

nell’individuare diverse tipologie di batteri per

primi mesi del 2020, la plastica a base biologica

creare bioplastiche con proprietà specifiche.

è prodotta utilizzando come materie prime biomasse

Le bioplastiche, già esistenti da tempo, sono plastiche

derivanti da scarti di produzione di origine naturale,

che derivano da fonti rinnovabili di biomassa e possono

l’elemento di base è infatti l’acido polilattico (PLA),

essere utilizzate per oggetti usa e getta o non – come cel-

prodotto da zucchero di canna o glucosio, che è sta-

lulari o automobili – e hanno un basso impatto ambienta-

to migliorato rendendolo adatto a diversi processi

le. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che le bioplastiche riducono le emissioni di anidride carbonica del 30-80% rispetto alle plastiche normali e possono provenire,

produttivi, anche complessi, e che potrà quindi essere Il filamento di HempBioPlastic e un paio di occhiali realizzati con questa bioplastica

ad esempio, dalla canapa: una risorsa che permette l’elimi-

utilizzato negli impianti per la plastica tradizionale senza modificare le linee produttive nel rispetto delle normative vigenti. Ma oltre alla sostenibilità il progetto, promosso da

nazione permanente dei gas serra CO2 dall’atmosfera.

Bio Valore World Spa, coinvolge anche la tecnologia digitale. EarthBi è realizzata attraverso processi di produzione che uti-

È in questo contesto che si inserisce la canapa da bioplastica, biodegra-

lizzano la blockchain per gestire le informazioni in modo distribuito e

dabile e riciclabile, della startup italiana Kanèsis (una crasi tra canapa

diretto, all’interno di una rete aperta e decentralizzata, garantendo così

e kinesis che in greco significa movimento), nata nel 2015. Dopo anni

trasparenza sulle caratteristiche tecniche del prodotto e tracciabilità.

di sperimentazione, i fondatori Antonio Caruso e Giovanni Milazzo hanno

Grazie alla blockchain è possibile tracciare ogni lotto del prodotto e far

ideato la bioplastica da canapa (dall’unione di canapa e scarti vegetali)

conoscere quantità, provenienza, destinazione a clienti e consumatori

con l’obiettivo di «produrre prodotti industriali a partire da materie prime

con un notevole valore aggiunto in termini di sicurezza. Dalla prima

naturali e stimolare la ricerca sull’uso di materiali sostenibili». L’HempBio-

linea di produzione in Italia, a Pomezia (RM), si passerà nei prossimi

Plastic (HBP) – dall’inglese hemp cioè canapa – prodotto da Kanèsis

mesi allo sviluppo degli impianti in Slovenia, a Malta e in Bulgaria, per

risulta essere non solo più funzionale rispetto ad altre bioplastiche, ma

una capacità finale complessiva di circa 60mila tonnellate all’anno di

anche più leggero (20%) e più resistente (30%). I filamenti in bioplastica

bioplastica, di cui sono già 9mila sono state prenotate. Dalla partnership

da canapa sono ideali per la stampa 3D con la quale vengono realizzati

tra EarthBi e Redbox – azienda multinazionale con forte competenza nel

gli oggetti più disparati come occhiali, vasi, giocattoli, ciotole e contenitori.

packaging di design (Nestlé, LVMH, San Pellegrino, Unilever, Toyota, Opel, Samsung, Coca Cola, Colgate, Ferrero e tanti altri) – è nata, inoltre, la società Valore RedBox Packaging Innovation per progettare e produrre

nuovo materiale plastico biobased e altamente biodegradabile,

innovativi prodotti packaging in bioplastica.

Un momento del processo di realizzzazione del biomateriale a base di alghe di Eric Klarenbeek e Maartje Dros

© Antoine Raab

Infine c’è EarthBi, altra startup italiana green che ha brevettato un

!

La stampa 3D di un contenitore con biomateriale a base di alghe. Algae Lab by Klarenbeek & Dros with Atelier Luma, Luma Arles.

Settembre 2019

UP! 27


BEST PRACTICE

CEMENTO: CON LA PLASTICA RICICLATA È PIÙ RESISTENTE ED ECOLOGICO Arriva dal MIT un progetto per riciclare la plastica e ridurre le emissioni dell’industria cementizia. di Stefano Guolo

U

nire il cemento – uno dei materiali oggi più utilizzati in edilizia, non

ridotti in polvere, sono stati aggiunti a vari campioni, ciascuno composto

riciclabile e la cui produzione comporta molte dispersioni di energie

da polvere del tradizionale cemento Portland unito a uno dei due additivi

e altrettante emissioni inquinanti – alla plastica, per produrre un

minerali solitamente utilizzati per i composti cementizi: cenere volante (un

materiale ad alte prestazioni e decisamente ecologico è l’idea che sta alla

sottoprodotto della combustione del carbone) e fumi di silice (un sotto-

base di uno degli ultimi progetti di ricerca che ha attirato l’attenzione di

prodotto della produzione di silicio). Ciascun campione conteneva circa

tutto il comparto a livello mondiale.

l’1,5% di plastica irradiata. Una volta che i campioni sono stati miscelati

L’interessante intuizione arriva da un team di studenti del Massachusetts

con l’acqua, i ricercatori hanno versato le miscele in stampi cilindrici e,

Institute of Technology (MIT) che ha rintracciato nella plastica riciclata la

concluso il processo di polimerizzazione, hanno rimosso gli stampi e sot-

soluzione più efficace per produrre un cemento a basso impatto

toposto i cilindri di calcestruzzo ai test di compressione. La forza di ciascun

ambientale e al tempo stesso più resistente di quello tradizionale.

campione è stata confrontata con quella di campioni realizzati con plastica

L’innovazione potrebbe, in un colpo solo, risolvere due criticità: la prima è

non irradiata e con campioni di calcestruzzo tradizionale: dai test è emerso

appunto quella delle emissioni di biossido di carbonio, il 4,5% delle quali

che la plastica non irradiata indebolisce di molto il prodotto cementizio e

dipende dalla produzione di cemento; la seconda è quella di riutilizzare

che allo stesso modo la cenere volante e i fumi di silice lo rafforzano. Le

parte delle bottiglie di plastica che finiscono in discarica.

prestazioni meccaniche della plastica irradiata si sono rivelate le migliori.

Quella di utilizzare la plastica per produrre un cemento a basso impatto

Secondo i risultati diffusi dal team, il cemento a basso impatto am-

ambientale non è un’idea nuova, ma finora tutti gli esperimenti avevano

bientale con residui di plastica irradiata è più resistente del 15%

portato allo sviluppo di un prodotto molto più debole rispetto a quello tradi-

rispetto al cemento Portland.

zionale e quindi poco attrattivo per l’industria. Gli studenti si sono ingegnati

Al momento l’innovazione è ancora in fase prototipale e saranno necessari

per trovare una soluzione e hanno scoperto che esporre la plastica

ulteriori studi per migliorare il mix e per perfezionare il processo, ma è

ai raggi gamma avrebbe potuto cambiarne la

sicuramente un passo importante per la ricerca di materiali

struttura cristallina rendendola più rigida e più

più sostenibili per l’edilizia. «C’è un’enorme quantità

resistente. Il team si è procurato delle scaglie di PET

di plastica che viene conferita in discarica ogni anno

da una struttura di riciclo locale, ne hanno manual-

– afferma Michael Short, uno degli assistenti del Di-

mente rimosso frammenti di metallo e altri detriti e

partimento di Scienze e Ingegneria Nucleare del MIT –.

quindi hanno portato il materiale in uno dei laboratori

La nostra tecnologia utilizza questa plastica di-

sotterranei del MIT, dove si trova un irradiatore cobal-

smessa unendola al calcestruzzo e ha anche il van-

to-60 che emette raggi gamma, solitamente utilizzato

taggio di ridurre il quantitativo necessario di cemento

in commercio per decontaminare il cibo. I fiocchi di

per produrre il calcestruzzo, riducendo quindi anche

plastica sono stati sottoposti alle radiazioni e, una volta

le emissioni di anidride carbonica prodotte».

28 UP! Settembre 2019

!


T P CT

ICE

BES

DALLA PLASTICA DEL PO UN ALLOGGIO D’EMERGENZA RA

Realizzato da Corepla e dall’ONG Waste Free Oceans il primo pro-

IN

totipo di rifugio ecosostenibile è stato presentato a Ecomondo

LE

P I L L O a fine 2018. I rifiuti in plastica raccolti e utilizzati per l’abitazione d’emergenza, provengono in parte dal fiume Po dove è attivo il progetto “Il Po d’Amare”, che prevede tecniche innovative per riciclare i rifiuti delle acque fluviali. La plastica riversata nel fiume è stata prelevata poi separata e raggruppata nelle diverse frazioni polimeriche. Corepla ha inviato i granuli di plastica riciclata all’azienda inglese Protomax Plastics che li ha trasformati in pannelli edilizi, resistenti e funzionali, con i quali è stata creata la piccola abitazione d’emergenza modulare. A maggio 2019 il rifugio ha poi “trovato casa” presso il centro di aggregazione giovanile Circolo Orpas a Milano.

T PRACT

ICE

BES

PLASTICROAD, IN OLANDA LA STRADA È DI PLASTICA RICICLATA Inaugurata a settembre 2018, la prima PlasticRoad si trova in

IN

Olanda ed è frutto di un progetto lanciato nel 2015 da Volker

LE

P I L L O Wessel. La plastica riciclata non è più parte di un composto bituminoso ma diventa qui l’unico materiale per realizzare la copertura stradale. Le strutture modulari, già dotate dello spazio necessario per il passaggio di cavi e tubazioni e per lo scorrimento dell’acqua piovana, possono essere prefabbricate e trasportate facilmente, riducendo i tempi di cantiere. La strada di plastica è, inoltre, meno soggetta all’usura nel tempo e sopporta sia alte sia basse temperature (da – 40 °C a 80 °C), con un’alta resistenza alla corrosione, da risultare fino a tre volte più affidabile rispetto all’asfalto con una conseguente riduzione della manutenzione.

T PRACT

ICE

BES

IN GRECIA I RIFIUTI PLASTICI SI TRASFORMANO IN ARREDI URBANI Accade a Salonicco, dove lo studio di design olandese The New

IN

Raw ha portato il primo Zero Waste Lab in cui i cittadini – grazie

LE

P I L L O all’iniziativa Print Your City – possono portare i loro rifiuti plastici per creare arredi urbani. I cittadini partecipano attivamente al processo di riciclaggio e di progettazione di ciascun oggetto scegliendo forma, colore, funzione e destinazione. Una volta completato il progetto, il sito web informa sulla quantità di plastica che dovrà essere riciclata per la stampa 3D, un braccio robotico e impianti di riciclaggio (grazie anche al supporto di CocaCola) fanno il resto. Da dicembre 2018 sono stati presentati oltre 3mila progetti, i primi dei quali occuperanno Hant Park nel centro della città. Tra i primi prototipi realizzati da The New Raw c’è la panchina XXX disegnata per la città di Amsterdam con la plastica prodotta da due cittadini in un anno.

Settembre 2019

UP! 29


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I NUMERI

SMART CITY & SMART MOBILITY: ITALIANI PROATTIVI E SENSIBILI Per la quasi totalità degli italiani vivere in un mondo più sostenibile significa migliorare la qualità della vita. È quanto emerge dalla ricerca Sostenibilità, smart city e smart mobility realizzata dal Corporate Vehicle Observatory (CVO) di Arval Italia in collaborazione con Doxa. di Francesca Negri Fonte: Sostenibilità, smart city e smart mobility (maggio 2019) ricerca condotta a dicembre 2018 su un campione di 1.500 italiani da Arval Italia in collaborazione con Doxa.

STOP ALL’INQUINAMENTO

LARGO ALLA SOSTENIBILITÀ degli italiani pensa che un mondo più sostenibile porterà a una maggiore qualità della vita. Gli ingredienti per migliorare la vita sono: città smart e mobilità intelligente.

vuole vivere in città meno inquinate;

51% 42%

sente il bisogno di contribuire al risparmio di risorse come energia e acqua;

auspica migliori servizi di trasporto pubblici.

SMART MOBILITY

OTTIMISTI O PESSIMISTI?

I comportamenti positivi degli italiani in favore di una mobilità smart-oriented:

Se il bisogno di vivere in un mondo sostenibile è condiviso all’unanimità meno forte è la fiducia nella sua realizzazione. Solo il 50% pensa che tra 5 anni il mondo sarà davvero migliore.

81% 59% 57% 41%

si muove a piedi o in bicicletta per percorsi brevi;

si informa su come guidare in modo sempre più sicuro; si informa su come muoversi in modo più green;

usa più mezzi combinando auto e bici o auto e mezzi pubblici.

Cosa frena la fiducia in un futuro migliore?

68%

Cosa sprona a impegnarsi per un mondo più sostenibile?

56%

SICUREZZA VS PRIVACY

33% Polizia; 32% Comune di residenza; 28% dispositivi di tracciamento dati.

l’egoismo delle persone.

55%

54%

Per la sicurezza gli italiani sono disposti a rinunciare in parte alla loro privacy. Quando si è alla guida gli italiani accettano di trasmettere i dati raccolti dalla propria auto a:

gli interessi economici;

l’attenzione al bene dei propri figli spingerà a comportamenti più virtuosi;

il ruolo dei media sarà utile per far comprenderne i benefici.

ISTITUZIONI E MEDIA

55%

attribuisce al singolo cittadino il ruolo di principale promotore di un mondo sostenibile;

94%

chiede alle istituzioni pubbliche formazione e informazione sui benefici di smart city e smart mobility.

Settembre 2019

UP! 31


Conosci un architetto?

Refugee II: Temporary House Nevele, Belgio (2015) WIM GOES ARCHITECTUUR

VISITOR CENTRE Abbey site of Villers-la-Ville Villers-la-Ville, Belgio (2016) BINARIO ARCHITECTES

Kindergarten Nová Ruda Liberec, Repubblica Ceca (2018) PETR STOLÍN ARCHITEKT

Invitalo a presentare i suoi progetti entro il 13 maggio 2019. Informazioni e regolamento completo su: www.architectureaward.bigmat.com

TUTTI I FINALISTI DEL BIGMAT INTERNATIONAL ARCHITECTURE AWARD ’19

BigMat - Gruppo leader in Europa di Punti Vendita di materiali per costruire e ristrutturare, premia l’eccellenza architettonica in Europa, promuovendo la 4a edizione del BigMat International Architecture Award (BMIAA). Il Premio riconosce e promuove opere architettoniche che abbiano contribuito considerevolmente alla cultura architettonica contemporanea in Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna. La cerimonia di consegna dei premi avrà luogo il 22 novembre 2019 nel Palais de la Bourse di Bordeaux, durante il Congresso annuale del Gruppo BigMat.

210x285_PremioArchitettua_XUP.indd 1

08/04/19 15:29

In attesa di scoprire chi vincerà la quarta edizione del BMIAA 2019, sveliamo il lavoro della giuria e i primi commenti sullo stato dell’architettura in Europa con il presidente di giuria Jesús Aparicio e il giurato italiano Paolo Zermani. di Alessandra Guzzi

«U

oltre 600 progetti candidati quest’anno, provenienti da Belgio,

no splendido confronto e uno stimolante dibattito ha guidato il lavoro della giuria e ognuno di noi ha

Francia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna

assunto posizioni assolutamente autonome, por-

(i 7 Paesi dove è presente il marchio BigMat).

tando la propria testimonianza utile sulle condizioni sociali ed

«I giurati, architetti dal grande bagaglio di esperienza

economiche con cui gli architetti si rapportano, evidenziando

professionale e in gran parte coinvolti nell’insegnamento,

come le differenze operative esistenti tra Paesi europei anche

hanno apportato differenti approcci lavorando sempre in te-

vicini o molto prossimi condizionino l’esercizio della professio-

Paolo Zermani

ne». Così l’architetto e professore Paolo Zermani, giurato

am – racconta il presidente di giuria Jesús Aparicio –. Le valutazioni sono state il frutto di un dialogo da cui ogni

italiano del BigMat International Architecture Award 2019, commenta

membro della giuria ha tratto un arricchimento».

il lavoro della giuria che si è riunita il 12 luglio per decretare i

Da una rosa di 83 progetti sono stati scelti i 14 finalisti (nelle foto in

finalisti della quarta edizione del Premio biennale internazionale

queste pagine) tra i quali il 22 novembre nel Palais de la Bourse

promosso dal Gruppo BigMat.

a Bordeaux, in Francia, verranno svelati i 6 vincitori dei Premi

Nella cornice della ETSAM - Universidad Politécnica di Madrid i cinque

Nazionali BigMat ’19 (ciascuno del valore di 5.000 euro), i 7 Premi

giurati, guidati dal presidente Jesús Aparicio – dottore architetto e

Finalisti (valore 1.500 euro ciascuno) ai secondi classificati di ogni

cattedratico dell’Università Politecnica di Madrid – hanno valutato gli

Paese, la Menzione Speciale Giovani Architetti (valore 1.500 euro) a

Museo degli Innocenti Firenze, Italia (2016) IPOSTUDIO ARCHITETTI

Power Plant for the “FOZ TUA” dam Foz do Tua, Portogallo (2018) SOUTO MOURA ARQUITECTOS

Pavilion House Guimarães, Portogallo (2018) DIOGO AGUIAR STUDIO

AnuAzu Vojka nad Dunajom, Slovacchia (2018) JRKVC


BMX starting ramp Bohnice, Praga, Repubblica Ceca (2018) ARCHITEKT OND EJ TU EK

The Chris Marker Student Residence Parigi, Francia (2018) ÉRIC LAPIERRE EXPERIENCE

BELLEVILLE Parigi, Francia (2016) SEPTEMBRE

un architetto under 40 e, infine, il Gran Premio Internazionale

Belvedere per una persona Roma, Italia (2015) AMANZIO FARRIS ARCHITETTO

Tra i Paesi l’Italia ha confermato i segnali positivi delle

di Architettura BigMat ’19 (valore 30.000 euro).

passate edizioni sia con l’altissima partecipazione (oltre 200 candidati che fanno classificare l’Italia al primo posto per numero di progetti) sia con la qualità delle

«È stata osservata in media una buona qualità dei progetti presentati, indipendentemente dalla grandezza dell’opera, e

opere, come rileva Zermani sottolineando però la difficoltà

abbiamo prestato particolare attenzione ai contesti, ai tratti puliti

del fare architettura nel nostro Paese: «Portare a termine

e innovativi delle costruzioni così come alle sperimentazioni di

Jesús Aparicio

nuovi usi e nuovi campi architettonici» spiega Aparicio.

una “buona architettura” in Italia è oggi molto più complesso e difficile che farlo in Spagna, in Portogallo o in

Efficienza energetica, edilizia sostenibile, comfort e abitabilità sono state

Francia ma il panorama italiano attuale è stato qui ben rappresentato

le parole chiave della quarta edizione del Premio e «nel giudizio delle

da due principali linee di ricerca emerse tra i progetti finalisti:

opere proposte hanno avuto uguale peso sia le implicazioni qualitative

da una parte gli interventi di restauro o di trasformazione dell’esistente

e formali sia quelle civili e sociali – aggiunge anche Zermani –. La

e dall’altra la presenza di piccoli, ma sapienti, progetti di inserimento

qualità dell’inserimento paesaggistico o urbano ma anche l’uso congruo

nel tessuto storico e paesaggistico. Personalmente avrei voluto fosse

dei materiali e delle tecniche costruttive rispetto ai luoghi sono stati

meglio riconosciuto anche il valore di alcuni progetti nuovi che non

sempre rapportati al significato e alle ricadute socio ambientali dei

cavalcano le mode ma sanno dialogare con le misure della grande

progetti sul territorio».

tradizione dell’architettura civile e che rappresentano, a mio parere, il

I finalisti selezionati dalla giuria sono lo specchio di un’archi-

punto più evoluto e serio della ricerca di una misura contemporanea

tettura europea creativa e di altissima qualità. Quell’architettura

non improvvisata».

!

che l’iniziativa del BigMat International Architecture Award ’19 promuove con grande impegno da quattro edizioni per incentivare e sostenere l’eccellenza e la cultura architettonica contemporanea nell’ottica dello

I giurati durante la selezione del 12 luglio a Madrid

sviluppo e del miglioramento costante della società e dell’ambiente. «I tratti comuni individuati nei diversi progetti sono frutto della cultura che caratterizza l’Europa: quella greca, latina e le radici cristiane che non sono presenti in Oriente o in altri Paesi occidentali e che si traducono poi nei diversi modi di costruire, non solo in termini di materiali ma anche di tecniche costruttive – sottolinea Aparicio –. Il concetto di stabilità è, secondo me, tipico dell’Europa che si divide culturalmente in una zona mediterranea caratterizzata da materiali concreti e costruzioni contestualizzate nel luogo, mentre al Nord prevalgono architetture industriali ed elementi leggeri. Ovviamente il valore dell’architettura locale è sempre più sostituito da un respiro globale ma, malgrado ciò, credo che l’artigianalità non andrà persa finché sarà il riflesso della tradizione e del sapere».

Adaptation of the former factory Mlynica Bratislava, Slovacchia (2017) GUTGUT

IMPLUVIUM - Community Center in Reinosa Reinosa, Spagna (2017) RAW/DEABAJOGARCIA

Renovation and extension of Ramos Carrión Theatre Zamora, Spagna (2016) MGM ARQUITECTOS


UP!

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LA CASA PALAFITTA SUL TETTO Riqualificazione e sostenibilità nell’innovativa “casa palafitta sul tetto” nel centro di Faenza (RA), progettata dallo studio LBLA + partners – vincitore nel 2013 del Premio Nazionale BigMat International Architecture Award – e primo caso in Italia di una sopraelevazione a palafitta in chiave antisismica. di Michela Pesenti – Foto di Gaia Cambiaggi e Studio LBLA

È

stata inaugurata lo scorso maggio la “casa palafitta sul tetto”,

è sviluppata su due piani (uno rialzato e un primo piano) più un piano

firmata LBLA + partners, con un’apertura straordinaria in occasione

seminterrato ed è coperta da un tetto a padiglione; all’interno si trovano

di “Open! Gli architetti aprono i loro studi al pubblico”, iniziativa

tre appartamenti e servizi comuni. Tre gli obiettivi dell’intervento: la rige-

del Consiglio Nazionale degli Architetti che invita a condividere il proprio

nerazione urbana, il miglioramento energetico e l’adeguamento sismico

lavoro con il pubblico, e in cui gli architetti Gabriele Lelli e Roberta Bandini

dell’intero edificio. La ristrutturazione è avvenuta in due fasi: per primo si

hanno aperto le porte di una residenza dal carattere particolarmente

è provveduto al recupero dell’edificio esistente, che è stato riqualificato

innovativo, esempio virtuoso di come poter risolvere le esigenze costrut-

energeticamente con un cappotto termico e migliorato da un punto di

tive delle città di oggi: un edificio esistente sul quale è stata realizzata

vista strutturale tramite contrafforti esterni sui pilastri, infine ne è stata

una sopraelevazione all’avanguardia in ottica di rigenerazione urbana,

migliorata l’accessibilità con l’installazione di un ascensore esterno per

adeguamento sismico e risparmio energetico.

l’abbattimento delle barriere architettoniche di tutti i livelli dell’edificio; «nella seconda fase ci si è focalizzati sulla sopraelevazione – racconta

RIQUALIFICAZIONE E SOSTENIBILITÀ

l’architetto Roberta Bandini –, cioè la sovrapposizione al tetto della palazzina privata di un piano attico realizzato con una soluzione di struttura

L’intervento della casa palafitta di via Corelli a Faenza è un esempio

leggera montata a secco con il peso della nuova struttura che eguaglia

di rigenerazione e riqualificazione urbana tramite densificazione del

quello del tetto a padiglione che è stato tagliato e rimosso».

tessuto esistente. La palazzina, che si trova in una zona urbana resi-

Sopra il solaio della ex soffitta, in corrispondenza dei pilastri, sono stati

denziale edificata intorno agli anni ’80 adiacente a un parco pubblico,

posizionati degli isolatori sismici e sopra questi è stato montato il nuovo


I NUMERI DELL’INTERVENTO Tipo di intervento: residenza privata costruita in sopraelevazione Luogo: Faenza (RA) Superficie dell’edificio: 180 mq e 120 mq di terrazze Progetto architettonico e direzione lavori: Gabriele Lelli e Roberta Bandini di LBLA Architettura Collaboratori: Federico Pelloni, Lorenzo Monaldini, Benedetta Marrughi Progettazione strutture: ingegner Marco Peroni Imprese costruttrici: Impresa Edile Giovanni Rava, Metal Service Srl, Frega Impianti Elettrici Sas, Termoidraulica Mariani Snc Impianti Tecnologici: Andrea Montuschi, Studio Associato Energia Classe energetica: Classe A Tempi di intervento: progettazione dal 2014 al 2015 ed esecuzione lavori ultimata nel 2016 impalcato in acciaio che costituisce il solaio del pavimento della nuova costruzione. «La copertura piana della sopraelevazione è stata realizzata con una soluzione in parte adatta a ospitare 6 kw di fotovoltaico, in parte con una soluzione a tetto verde non praticabile che migliora le caratteristiche di coibentazione invernale e di comfort estivo dello spazio sottostante e, d’altra parte, contribuisce alla mitigazione della concentra-

sisma questo agirà da bilanciere contrastando e smorzando le spinte

zione di CO2 nell’aria, aumentando infine l’elemento verde» spiega Lelli.

orizzontali sull’edificio sottostante. «Si tratta di una tecnica che non

A livello di involucro l’appartamento interamente vetrato è schermato da

viene ancora utilizzata in Italia – precisa l’architetto Lelli –, mentre gli

frangisole regolabili per sfruttare al meglio l’apporto solare nelle diverse

isolatori sismici si usano solitamente alla base, cioè nelle fondazioni

stagioni e solo il lato esposto a Nord è costituito da una parete opaca

delle infrastrutture o dei nuovi edifici».

con elevate capacità termiche e minime aperture. La presenza del parco

Dal punto di vista strutturale, la realizzazione di una sopraelevazione

a Nord-Ovest dell’abitazione favorisce la circolazione naturale dell’aria

determina la necessità di un adeguamento sismico del fabbricato esi-

all’interno dell’appartamento soprattutto per la climatizzazione estiva.

stente. Tuttavia, in questo caso particolare, le azioni sono state limitate dalla necessità di evitare interventi invasivi nei locali interni, abitati

TECNOLOGIA ANTISISMICA

oltre che recentemente ristrutturati e arredati. Ostacolo superato con la realizzazione della sopraelevazione del lastrico solare mediante l’in-

Particolarmente innovativo e all’avanguardia il miglioramento della re-

terposizione di un sistema di isolatori sismici in gomma ad alta dissi-

sistenza al sisma: gli isolatori sismici su cui è posato l’edificio rendono

pazione di energia, posti alla sommità dei pilastri in c.a., imbullonati

il piano attico indipendente dalla palazzina sottostante e in caso di

a piastre metalliche esterne che consentono il fissaggio alle strutture adiacenti mediante barre e iniezioni di resine epossidiche. Sopra è sta-

LBLA + partners • Lo studio associato con sede a Faenza (RA) è composto da Gabriele Lelli e Roberta Bandini e collabora stabilmente con Elena Querzola, Federico Pelloni, Flavia Carloni e Pierluigi Cappelli. È costituito dalla parte più consistente dello studio Cristofani & Lelli Architetti scioltosi a fine 2008 con l’ingresso nel 2015 di Stefania Bertozzi e Andrea Matteucci, partner per il territorio statunitense. LBLA + partners si occupa di progettazione architettonica, urbana e d’interni, di infrastrutture, restauro architettonico e riqualificazioni urbane. Nel 2013 Lelli & Associati Architettura + Magazè Srl si è aggiudicato il Premio Nazionale del BigMat International Architecture Award.

to posizionato il telaio in acciaio costituito da elementi tubolari metallici e travi a doppia T, lasciate a vista all’interno dell’appartamento, e per aumentare il senso di leggerezza gran parte dei tamponamenti perimetrali sono completamente vetrati. «Il fatto di avere una massa vibrante in opposizione all’azione sismica in cima all’edificio ci ha permesso di non intervenire sui pilastri interni, evitando un grave disagio agli inquilini – spiega l’ingegner Marco Peroni, progettista delle strutture –. L’introduzione di un sistema di protezione passiva permette di isolare in parte la struttura sottostante esistente riducendo l’accelerazione sismica e, quindi, le deformazioni e le sollecitazioni a cui è soggetto l’edificio con un compromesso ragionevole tra costi, tempi e strategie strutturali».

!

Settembre 2019

UP! 35



SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA Approfondimento tecnico sull’uso consapevole della plastica nelle costruzioni: le tipologie di materiali, il loro riciclo e le diverse applicazioni. a cura della Redazione

N

on sempre visibili negli edifici ma usate in un’ampia e crescen-

isolamento oltre alla facilità di applicazione e di manutenzione. Nel nuovo

te gamma di applicazioni, le materie plastiche sono largamente

Speciale Tecnico di UP! – a cura del Gruppo editoriale Wolters Kluwer in

adottate nelle costruzioni. Solida, funzionale e conveniente, la pla-

collaborazione con l’Ufficio Tecnico BigMat – vengono illustrate la clas-

stica si presta a essere utilizzata nelle più svariate applicazioni dell’edilizia

sificazione, le tipologie e gli usi della plastica in edilizia. Una panoramica

pubblica e privata e gli sviluppi delle tecnologie di polimerizzazione hanno

delle peculiarità e delle applicazioni negli orizzontamenti artificiali, nella

reso disponibili plastiche che offrono qualità notevoli in termini di resi-

coibentazione termo-acustica e nell’impermeabilizzazione, nelle pareti

stenza, durata e valore per migliorare la qualità del costruire garantendo

verticali e nelle coperture, negli impianti idraulici, di riscaldamento ed

durevolezza e resistenza alla corrosione, leggerezza, igiene ma anche

elettrici ma anche nelle finiture come i serramenti e negli spazi outdoor.

Settembre 2019 UP!

37


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA

L’USO DELLA PLASTICA IN EDILIZIA La plastica nei prodotti da costruzione, materiali e applicazioni dei componenti più comuni negli edifici moderni e contemporanei. a cura di Elena Matteuzzi*, Wolters Kluwer, Gruppo editoriale nel mercato dell’informazione, del software e della formazione professionale, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico BigMat

C

con il termine generico di plastica si intende una famiglia di materiali artificiali derivanti dal petrolio molto utilizzati in qualunque settore

della vita quotidiana tra cui, ad esempio, i contenitori per gli alimenti e i prodotti sfusi, gli imballaggi per la protezione degli oggetti fragili, le fibre sintetiche, le stoviglie, gli utensili, i giocattoli e gli attrezzi per lo sport. Negli ultimi decenni la plastica ha trovato numerose applicazioni anche nell’architettura, sia come materiale innovativo sfruttato per le sue qualità tecniche ed estetiche sia come componente insostituibile dei sistemi per l’impermeabilizzazione, delle coibentazioni termo-acustiche, degli impianti, dei serramenti e delle sistemazioni esterne.

LA PLASTICA: CLASSIFICAZIONE, TIPOLOGIE E USI IN EDILIZIA

Figura 1 – Plastica termoindurente grezza in granuli

La plastica, o meglio le plastiche perché ne esistono circa 50 di-

assemblarsi con altre formando una catena “modulare”) si fondono

verse varietà, nacquero nel 1870 quando i fratelli statunitensi Hyatt

grazie al calore di appositi macchinari e per ogni tipo di plastica esiste

brevettarono la celluloide, a cui si aggiunsero la bakelite (1910), il

uno specifico sistema di lavorazione.

PVC (1912), il cellophane (1913), il nylon (1935) e infine il polietilene

Dal punto di vista tecnologico le plastiche si suddividono in:

(1941).

◗ termoplastiche (vedi Figura 1), che – se riscaldate – diventano

La definitiva affermazione nella vita quotidiana si verificò tuttavia dopo la Seconda Guerra Mondiale e in particolare negli anni ’60, quando in seguito al boom economico si diffusero i prodotti usa e getta e gli

malleabili e sono modellabili in qualunque forma, tornando a indurirsi a temperatura ambiente (il processo è ripetibile più volte); ◗ t ermoindurenti, che dopo una fase di rammollimento iniziale in

imballaggi a basso costo.

cui risultano formabili, si induriscono definitivamente (il processo è

Le plastiche sono dunque materiali artificiali ricavati dalla lavorazio-

irreversibile perché questi materiali se successivamente riscaldati

ne del petrolio e in particolare dei suoi polimeri (cioè propilene, etilene,

tendono a carbonizzarsi);

butadiene e stirene) con l’aggiunta di gas, carbone e sale.

◗ e lastomeri, caratterizzati da un’alta deformabilità ed elasticità.

Tali componenti vengono assemblati mediante il processo di polimerizzazione, in cui i monomeri (ovvero molecole semplici in grado di

Esiste inoltre un’ulteriore distinzione tra: ◗ f ibre, con un’ottima resistenza meccanica e scarsa duttilità; ◗ r esine, particolari materiali formulati a partire dai polimeri termoin-

* Elena Matteuzzi è architetto e si occupa di studio e divulgazione dell’edilizia storica, restauro architettonico e miglioramento sismico del costruito storico. È autrice di I Colori di Siena. Gli intonaci decorati del centro storico (Nuova Immagine Editrice, 2016), pubblicazione sugli intonaci decorati del centro storico di Siena e vincitrice della prima edizione (2018) del premio CO.RE. nella sezione degli elaborati post laurea. Gestisce il blog professionale “Il Capochiave” e svolge la libera professione. Collabora come autrice con Teknoring.com, portale dedicato alle professioni tecniche edito da Wolters Kluwer.

38 UP! Settembre 2019

durenti; ◗ g omme artificiali, ottenute dagli elastomeri. Rispetto agli altri materiali, la plastica presenta numerose caratteristiche sfruttabili nell’edilizia tra cui, ad esempio, il basso costo e la faci-


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA

Figura 2 – Il tipico aspetto del polistirene o polistirolo espanso

Figura 3 – Sferette di polistirene usate come materiale da imballaggio e nell’isolamento termico di sottotetti e intercapedini murarie

lità di produzione; la colorabilità; il potere isolante termico, elettrico e

la creazione delle guaine di impermeabilizzazione, di barriere al va-

acustico; l’impermeabilità all’acqua e al vapore acqueo; la leggerezza,

pore, di tubi flessibili (indispensabili nei sistemi di riscaldamento a

l’elasticità e la flessibilità; la resistenza alla corrosione e infine l’inat-

pavimento, nell’irrigazione, negli allacci del gas e negli impianti di

taccabilità da parte di muffe, funghi e batteri. Possiede, inoltre, una

riscaldamento) e infine per il rivestimento dei cavi elettrici.

grandissima facilità di lavorazione perché può essere modellata per lo

◗ Polistirene o polistirolo espanso: è il polimero dello stirene (vedi

stampaggio, l’estrusione, la trafilatura, la calandratura, la spalmatura

Figura 2), caratterizzato da ottime capacità di isolamento termico. Vie-

e la soffiatura; si taglia facilmente e si possono assemblare vari pezzi

ne utilizzato sotto forma di materiale granulare sciolto (vedi Figura 3)

con un semplice incollaggio. I suoi svantaggi derivano, invece, da una

nell’isolamento di sottotetti e intercapedini murarie, oppure in lastre

resistenza meccanica, al fuoco e al calore, inferiore rispetto ad altri

e pannelli per la formazione di cappotti interni ed esterni o degli

materiali come l’acciaio o il calcestruzzo e dalla facile attaccabilità da

strati coibentanti di solai e coperture.

parte di solventi e acidi.

◗ Gomma EPDM: commercializzata con il nome Dutral, è una gomma sintetica ricavata dalla copolimerizzazione di etilene, propilene e da

I polimeri più comuni con le relative applicazioni sono quelli elencati

un terzo monomero appartenente alla classe dei dieni. Grazie all’otti-

a seguire.

ma impermeabilità, elasticità e flessibilità, viene utilizzata soprattutto

◗ Polivinilcloruro o PVC: si tratta di un polimero termoplastico deri-

per la fabbricazione di materassini fonoassorbenti, di bocchettoni di

vante dalla polimerizzazione del cloruro di vinile. Estremamente ver-

raccolta dell’acqua piovana sulle coperture piane e di guarnizioni per

satile, trova impiego in numerose applicazioni tra cui, ad esempio,

i serramenti, le facciate continue e l’insonorizzazione degli impianti

la creazione di infissi e in particolare di finestre; la realizzazione di

idraulici.

pluviali, di grondaie e di tubazioni rigide per impianti e canalizzazioni;

◗ Polimetilmetacrilato: nota anche come plexiglas, metacrilato, per-

di canaline e di guaine portacavi per gli impianti elettrici e inoltre

spex o PMMA, è una plastica prodotta dai polimeri del metacrilato di

di griglie e di casseforme a perdere per i solai e le intercapedini

metile (estere metilico dell’acido metacrilico) caratterizzata da un’ot-

ventilate.

tima trasparenza (vedi Figura 4), facile lavorabilità e un da un punto

◗ Polipropilene o PP: è un polimero termoplastico caratterizzato da

di rottura superiore al vetro. Si usa dunque sotto forma di lastre

ottime caratteristiche fisiche e meccaniche. Una superficie estremamente liscia dalla grande resistenza agli urti, all’abrasione e alle rotture da stress; con eccellenti caratteristiche di durezza, di resistenza meccanica, d’isolamento termico ed elettrico; nessun assorbimento d’acqua; inattaccabilità agli agenti chimici e alta robustezza con temperature di esercizio comprese tra -5 e 95 °C. È perciò un materiale assai sfruttato specialmente nell’impermeabilizzazione delle coperture, nella creazione di reti di rinforzo per gli intonaci e nelle componenti degli scarichi fognari (sifoni Firenze, raccordi, tubazioni e fosse biologiche). ◗ Polietilene: è il più semplice dei polimeri sintetici e una delle plastiche più comuni in assoluto, perciò molto diffuso soprattutto per

Figura 4 – Alcuni campioni di lastre trasparenti di plexiglas per pavimentazioni

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA

Figura 5 – Sagome umane stilizzate in sottili lastre di plexiglas colorato opaco o trasparente

Figura 6 – Alcuni tipici pannelli leggeri e cavi in policarbonato

e pannelli, opachi o trasparenti (vedi Figura 5), per l’esecuzione di

normalmente per la creazione di piscine prefabbricate, di pannelli rigi-

rivestimenti esterni e interni, di pareti divisorie, di pavimentazioni,

di, di onduline porta-coppo, di fosse biologiche e di cisterne.

di infissi, di parapetti, di vetrate antisfondamento, di lucernari e di coperture trasparenti. ◗ Policarbonato: è un polimero termoplastico che si ottiene dall’acido

LA PLASTICA NEGLI ORIZZONTAMENTI ARTIFICIALI

carbonico con buone caratteristiche meccaniche, alto grado di tra-

I campi di applicazione delle materie plastiche sono dunque numerosi:

sparenza e buona resistenza sia all’acqua con temperature inferiori

uno di questi riguarda, ad esempio, gli orizzontamenti artificiali, intesi

a 70 °C, sia agli agenti chimici più comuni (benzina, grassi, alcool,

sia come solai interpiano sia come vespai e solette a contatto con

oli, acidi minerali e idrocarburi alifatici). Ha le medesime applicazio-

il terreno. In questi elementi costruttivi la plastica è reperibile in due

ni del plexiglas oppure si utilizza, in leggerissimi pannelli cavi (vedi

diversi componenti: le casseforme a perdere per la formazione di in-

Figura 6), per i tamponamenti, le schermature, le recinzioni tempo-

tercapedini e vespai e i blocchi plastici di alleggerimento nei solai

ranee e le insegne pubblicitarie.

in cemento armato e latero-cemento in sostituzione delle tradizionali pignatte laterizie. I primi sono costituiti da elementi modulari in plastica

da una matrice di resina termoindurente (generalmente epossidica,

(normalmente PVC, anche riciclato) grosso modo emisferici e sorretti da

poliestere o vinilestere) rinforzata con armature sintetiche. È impiegata

piedini di varia altezza incastrabili tra loro che funzionano come vere e

© Project for Building

◗ Vetroresina o VTR: è un materiale composito (vedi Figura 7) formato

Figura 7 – Il tipico aspetto della vetroresina

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Figura 8 – Posa della rete elettrosaldata di armatura per la formazione del solaio controterra di un edificio con casseforme a perdere per intercapedini areate


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA proprie casseforme a perdere. L’esecuzione del solaio controterra di un edificio prevede dunque le seguenti fasi: ◗ formazione di uno strato drenante in ghiaia ben costipata a pezzatura medio-grossa; ◗ preparazione del sottofondo in calcestruzzo magro da dimensionare in funzione dei sovraccarichi e portata del terreno; ◗ disposizione dei casseri a perdere a contatto reciproco in modo da formare un’intercapedine ventilata utile al passaggio degli impianti; © Project for Building

◗ posa della rete elettrosaldata che costituisce l’armatura (vedi Figura 8); ◗ getto del calcestruzzo. Per l’alleggerimento dei solai interpiano si fa invece ricorso a blocchi di polistirolo sagomato o a speciali casseforme a perdere (vedi Figura 9) ma formate da due parti – una superiore e una inferiore – che si chiudono a incastro formando gusci vuoti di dimensioni predeterminate.

Figura 9 – Elementi modulari in plastica riciclata progettati per l’alleggerimento dei solai in cemento armato in sostituzione delle pignatte laterizie

SOLUZIONI PER VESPAI AREATI, INTECAPEDINI E SOLAI

I

n plastica riciclata sono realizzati i casseri a perdere per la realizzazione di vespai areati come Granchio di Project For Building. Con 26 altezze, da 5 a 130 cm, e con tre varianti (Mini Hercules, Hercules e Super Hercules), Granchio è adatto anche per la ventilazione dei sottotetti, nelle altezze 5 e 10 cm, ed è utilizzabile sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni. Dotato di un sistema di collegamento a incastro per una posa facile e veloce, la forma cava di Granchio permette di posizionare tubazioni, condutture e cavi in ogni direzione ed è progettato per sopportare il peso degli operatori e del calcestruzzo durante la fase di getto. In accordo con la Raccomandazione Euratom della Commissione della Comunità Europea del 21/02/1990, Granchio consente di generare, mediante il posizionamento di appositi fori di areazione, un’ottima ventilazione nei vespai che comporta l’eliminazione dell’umidità e la dispersione del gas Radon. Per la realizzazione dei solai bidirezionali alleggeriti Project For Building propone invece l’elemento modulare in plastica riciclata

Sub, che consente una riduzione dello spessore del solaio con conseguente risparmio di calcestruzzo e di acciaio d’armatura. Il solaio può raggiungere un alleggerimento anche del 40%, riducendo così il numero dei pilastri ed eliminando le travi per avere vani più spaziosi, raggiungendo luci fino a 20 m. Tra i vantaggi anche la notevole diminuzione della massa sismica e il possibile aumento del numero dei piani dell’edificio. Il sistema Sub è disponibile in 4 altezze che possono essere combinate fra loro (16, 20, 25 e 30 cm) che vanno a comporre 13 versioni, le quali combinate con i piedini di 3 altezze differenti compongono 39 elementi. Il prodotto comprende anche un giunto distanziatore, per la formazione di travetti ortogonali tra gli alleggerimenti, la perfetta geometria e la tenuta dell’elemento in fase di getto.

Granchio

Sub

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA RISTRUTTURARE GLI STRATI ORIZZONTALI

L

e fibre plastiche possono essere inserite nelle soluzioni leggere e isolanti a base di argilla espansa per massetti, sottofondi e calcestruzzi strutturali leggeri. Tra i premiscelati leggeri Laterlite annovera alcuni prodotti fibrorinforzati con fibre in polipropilene per la ristrutturazione degli strati orizzontali nel massimo rispetto degli edifici e del comfort di chi li abita. Le fibre in polipropilene, di forma zigrinata, svolgono la principale funzione di contrastare il ritiro plastico del massetto e del calcestruzzo nelle prime ore dal getto. Il Massetto CentroStorico è il massetto leggero e a rapida asciugatura, premiscelato, fibrorinforzato e a base di argilla espansa Lecapiù, prodotto altamente tecnico adatto a ricevere la posa diretta di tutti i tipi di pavimenti (anche sensibili all’umidità o a bassi spessori) e impiegato anche come strato di sottofondo alleggerito o di pendenza in copertura per la posa di qualsiasi soluzione impermeabilizzante. Della stessa gamma è Calcestruzzo CentroStorico, il calcestruzzo leggero strutturale premiscelato per la realizzazione di getti collaboranti su solai in legno, laterocemento e calcestruzzo. La specifica formulazione in abbinamento alle fibre polipropileniche consente di ridurre il ritiro del calcestruzzo a oltre la metà di quello di uno tradizionale, evitando la formazione del massetto di finitura in presenza di ridotti spessori e permettendo la posa diretta della pavimentazione. Anche Gras Calce propone Stratofond uno strato di compensazione premiscelato leggero e termoisolante (con conducibilità 0,12 W/mK) che contiene perle in polistirene espanso sinterizzato a vapore, a celle chiuse, additivi e cemento per compensare le differenze di quota di solai grezzi, ricoprimento impianti, utilizzabile sia in interni sia in esterni.

LA PLASTICA NELLA COIBENTAZIONE TERMO-ACUSTICA Un altro settore in cui la plastica risulta insostituibile è la coibentazione termo-acustica, che può assumere diverse forme: per prima cosa, infatti, occorre distinguere tra l’isolamento acustico e la coibentazione termica, talvolta combinate nel medesimo prodotto. Per il primo si ricorre soprattutto a: ◗ speciali guarnizioni antivibrazione in gomma EPDM per il fissaggio delle canalizzazioni di scarico e appositi materassini fonoassorbenti per interrompere i ponti acustici tra pareti e sanitari, e per attutire il rumore degli scarichi del bagno; ◗ m aterassini fonoassorbenti generalmente in gomma EPDM o polipropilene variamente rinforzato da porre sotto al pavimento contro il rumore da calpestio; ◗ sistemi integrati per pavimenti galleggianti che combinano efficacemente materassini fonoassorbenti a pavimento, isolanti acustici per il riempimento dell’intercapedine e sospensioni antivibranti sagomate a U o speciali guarnizioni per il sostegno della pavimentazione. Anche l’isolamento termico viene eseguito in vari modi servendosi normalmente del polistirene, leggero, economico, riciclabile e dall’ottimo potere isolante. Nelle intercapedini murarie o nei sottotetti non praticabili si ricorre spesso a semplici sferette sciolte inserite a insufflaggio, mentre per le pareti verticali (interne ed esterne) e le coperture si utilizzano pannelli o lastre di vario spessore applicate a incollaggio o ancorate alla muratura con appositi tasselli: questi sistemi prendono il nome di isolamento a cappotto e per essere affidabili nel lungo periodo richiedono una posa a regola d’arte da affidare a operai specializzati. Esistono, inoltre, speciali pannelli per le coperture piane con i lati sagomati a incastro per evitare la creazione di ponti termici, il profilo inclinato per formare la pendenza necessaria al deflusso dell’acqua piovana e un’eventuale guaina bituminosa integrata. Tuttavia il polistirene con l’esposizione all’umidità e alle intemperie tende a sfaldarsi e a perdere le proprie caratteristiche isolanti, perciò – a seconda della specifica destinazione d’uso – va protetto con una guaina di impermeabilizzazione, uno strato di lastre in cartongesso (nel caso di un cappotto interno) oppure con un intonaco o un rivestimento impermeabile per una facciata esterna.

LA PLASTICA NELLE PARETI VERTICALI E NELLE COPERTURE Un intonaco eseguito a regola d’arte è perciò fondamentale per proteggere un isolamento a cappotto dalle intemperie e in particolare dall’umidità. Scopri la linea di prodotti Laterlite su www.leca.it

Tuttavia, poiché i pannelli di polistirene non garantiscono un’aderenza sufficiente e viceversa l’intonaco non possiede la medesima fles-

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA IL CAPPOTTO TERMICO PER ISOLARE IN MODO SICURO E CONTINUO

I

l sistema a cappotto è un sistema d’isolamento termico effettuato dall’esterno che permette di isolare tutte le pareti dell’edificio in un’unica soluzione, di correggere i ponti termici e di ridurre gli effetti indotti nelle strutture e nei paramenti murali dalle variazioni

degli agenti atmosferici. Trattandosi di un intervento applicato alle facciate esterne non riduce le superfici interne, non ponendo limitazioni allo spessore del materiale coibente e aumentando così il risparmio energetico. In questo modo la muratura è in quiete termica e si evitano i fenomeni di condensa e la formazione di muffe. Tra le soluzioni per l’isolamento a cappotto Poron propone Neodur WTRX, la lastra detensionata in Neodur, stampata in termocompressione a celle chiuse con una speciale goffratura a rilievo. Le lastre stampate hanno per natura una superficie liscia, Neodur WTRX 030 è invece stata concepita con una particolare trama in rilievo che favorisce l’adesione dei collanti rasanti. Questa goffratura è presente su tutta la superficie esterna del pannello, mentre sul lato interno è disposta lungo la cornice e su tre punti centrali, in modo da indicare la corretta distribuzione del collante. Le sollecitazioni e gli shock termici, a cui è sottoposta la superficie esterna in facciata, provocano tensioni interne alla lastra che vengono poi assorbite dai tagli longitudinali rompi-tratta; è disponibile in diversi spessori (da 40 a 200 mm) e le dimensioni 1.000x600 mm consentono, infine, una posa più veloce. Scopri i sistemi di isolamento Poron su www.gruppoporon.com/edilizia

sibilità, è opportuno servirsi di un’apposita rete porta intonaco in

zione di pensiline o recinzioni provvisorie. Consistono di lastre ondulate

polipropilene o in fibra di vetro, talvolta con paraspigoli integrati.

di poliestere, policarbonato o di fibra di vetro, opache o traslucide (vedi

Questo presidio è utile anche per evitare le fenditure da ritiro in caso

Figura 10), dotate di buona resistenza meccanica (è infatti possibile

di rifacimento dell’intonaco in edifici moderni e privi di pregio storico

camminarvi sopra per la manutenzione della copertura), alle intempe-

e artistico, in quanto non compatibile con gli intonaci tradizionali e le

rie, ai raggi ultravioletti e agli sbalzi di temperatura.

facciate degli edifici storici. Quasi sempre vendute in rotoli, hanno maglie quadrate con lato di 10-15 mm e vanno scelte in base alla tipologia di intonaco da realizzare: le reti più comuni normalmente risultano efficaci per spessori compresi tra 1 e 3 cm. Vengono generalmente prodotte per estrusione e sottoposte a un processo di stiro a temperatura controllata in direzione sia longitudinale sia trasversale. Per fissarle occorre applicare un primo strato di rinzaffo sulla superficie da trattare e, con la superficie ancora fresca, annegare la rete porta intonaco nella malta procedendo dall’alto verso il basso, sovrapponendo i vari fogli per almeno 10 cm, ed evitando la formazione di bolle o piegature. Come dice il loro nome, le onduline porta coppo hanno invece la funzione principale di costituire uno strato di appoggio per i manti di copertura in coppi, in coppi ed embrici e in tegole marsigliesi o portoghesi, ostacolandone lo spostamento e costituendo una barriera protettiva dalle infiltrazioni d’acqua in caso di rottura o di scivolamento accidentale di una tegola. Sono molto indicate anche per la realizza-

Figura 10 – Esempio di ondulina porta coppo in fibra di vetro

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA MENO PESO E PIÙ SICUREZZA

T

ra le membrane elastoplastomeriche utilizzate per l’impermeabilizzazione delle coperture, Polyglass propone la nuova gamma Polyleaf con tecnologia all’avanguardia e un elevato contenuto di polimeri che permette di raggiungere più velocemente la temperatura ottimale per l’applicazione, garantendo una maggior velocità di posa, mentre il compound bituminoso assicura un’ottima durabilità grazie agli stabilizzatori UV e alle cariche fillerizzate di ultima generazione. I rotoli sono di lunghezza 7 m e disponibili nella versione liscia da 4 mm (con finiture sabbia/torch SF e doppio torch FF) e nella versione con finitura granigliata. Polyleaf è inoltre la prima linea di membrane impermeabilizzanti di Polyglass che permette di ridurre il rischio di infortuni causati dalla movimentazione continua di carichi pesanti. Grazie ai suoi soli 25 kg, alleggerisce il lavoro, riducendo gli sforzi durante l’applicazione di oltre il 50%. L’esigenza di soddisfare le nuove normative in materia di sicurezza in cantiere (D.Lgs 81/2008) ha spinto verso la produzione di una nuova tipologia di membrane che abbia elevate prestazioni e che rispetti la salute dei lavoratori. Polyglass promuove la cultura della sicurezza come parte integrante nella politica di sviluppo dei nuovi prodotti, sostenendo il cambiamento nel mercato come azienda socialmente responsabile.

Scopri le soluzioni Polyglass su www.polyglass.it

LA PLASTICA PER L’IMPERMEABILIZZAZIONE

◗ buona resistenza al fuoco e all’esposizione ai raggi ultravioletti;

L’impermeabilizzazione di coperture, muri controterra e pare-

◗ ottima elasticità e flessibilità a freddo -25 °C;

ti verticali, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nel combattere

◗ armatura di rinforzo sulla faccia inferiore con tessuto non tessuto

il degrado degli edifici e migliorare il comfort interno, risulta spes-

generalmente in poliestere.

so complementare alla coibentazione termica. Le plastiche utilizzate

Vengono commercializzate in rotoli con dimensioni standard e gene-

cambiano a seconda delle applicazioni.

ralmente si applicano a secco con mastici e collanti, sebbene ne esi-

Per la protezione dei muri controterra e delle porzioni interrate

stano anche modelli auto-adesivi.

degli edifici si utilizzano, ad esempio, speciali componenti o pannelli

La plastica è un componente anche delle guaine bituminose, sia

modulari in PVC o polipropilene (vedi Figura 11).

come armatura di rinforzo degli strati (normalmente in poliestere) sia

Per le coperture si ricorre invece alle guaine costituite da membrane

come elemento di separazione o protezione (vedi Figura 12).

prefabbricate in PVC-P, in polietilene o in Etilene Vinil Acetato (EVA)

Una soluzione alternativa, molto utilizzata soprattutto in caso di ma-

dalle seguenti caratteristiche fondamentali:

nutenzione di una copertura piana senza rimuovere la pavimentazione

◗ spessore compreso tra 2,8 e 3,1 mm;

o l’impermeabilizzazione pre-esistente, prevede il ricorso alle cosiddette

© Index

© Project for Building

Bitume distillato polimero elastoplastomerico

Figura 11– Pannelli modulari in polipropilene per l’impermeabilizzazione dei muri controterra e delle porzioni interrate di un edificio

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Talcatura

Armatura in velo vetro

Armatura in poliestere da filo continuo Spundbond

Bitume distillato polimero elastoplastomerico

Texflamina

Figura 12 – Esempio di guaina bituminosa con armatura di rinforzo in poliestere


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA “guaine liquide”: speciali resine sintetiche mono o bi-componenti vendute in forma liquida e già pronte all’uso o da miscelare sul momento. La superficie finale, liscia, lucida e perfettamente rifinita, può sostituire una pavimentazione. Tuttavia il loro impiego, presentando sia vantaggi sia svantaggi, dev’essere valutato con cautela in base alle specifiche esigenze. I bocchettoni flessibili per pluviali incassati in gomma EPDM per la raccolta e lo smaltimento dell’acqua piovana sono elementi funzionali complementari alle guaine e indispensabili al loro corretto funzionamento, perché – sovrapponendosi e aderendo perfettamente – evitano le infiltrazioni d’acqua. Sono formati da due parti principali: un codolo cilindrico rigido con diametro di 10-12 cm e altezza compresa tra 25 e 45 cm a seconda dei modelli, e una flangia superiore flessibile di forma quadrata o circolare da posare sulla guaina. Le barriere al vapore devono invece proteggere la coibentazione termica dall’umidità di condensa che si forma in presenza di forti differenze di temperatura. In base al materiale della coibentazione, alla localizzazione (in parete verticale, in copertura oppure a pavimento) e al grado di permeabilità al vapore necessario ne esistono varie tipologie: le più comuni sono costituite da sottili membrane di polietilene vendu-

Figura 13 – Tubi per canalizzazioni sotterranee in PVC o polipropilene

LA PLASTICA NEGLI IMPIANTI

te in rotoli, adatte soprattutto per le pavimentazioni; mentre quelle più

Senza plastica non potrebbero inoltre esistere gli impianti, perché

complesse prevedono normalmente una serie di sottili strati di alluminio

la maggior parte delle tubazioni per i pluviali, gli scarichi, gli im-

e poliestere o di polietilene alternati tra loro e armati con sottili reticelle

pianti idraulici e le canalizzazioni (vedi Figura 13) sono in PVC o in

in materiale plastico.

polipropilene.

LA PLASTICA CHE PROTEGGE: SCHERMI E MEMBRANE TRASPIRANTI

P

er realizzare un involucro a tenuta ermetica e a risparmio energetico, sia a livello delle coperture sia delle facciate, è importante avvalersi degli SMT (Schermi e Membrane Traspiranti) che offrono tenuta all’acqua, impermeabilità all’aria, traspirazione, controllo del flusso del vapore acqueo e anche riflessione del calore. DELTAREFLEX è lo schermo barriera al vapore a 4 strati di Dörken, ideale per tutti i tetti, composto da un foglio d’alluminio impermeabile anticorrosione e una rete di rinforzo, incorporati tra due membrane: una in poliestere trasparente e una in polietilene non infiammabile.

Posizionato sotto l’isolamento termico blocca il flusso di vapore acqueo in uscita in modo tale da evitare la formazione di condensa (valore Sd = 150 m) ed eliminare a lungo termine i processi dell’umidità a danno della struttura del tetto. Grazie al rivestimento in alluminio è in grado di riflettere il 50% dell’onda termica che investe la membrana a vantaggio del comfort abitativo e del risparmio energetico, è inoltre un valido strumento di protezione contro i danni latenti dei campi elettrici sulle abitazioni. La flessibilità e resistenza allo strappo (long. ca. 450 N/5 cm e trasv. ca. 400 N/5 cm) impediscono le rotture durante l’applicazione anche in punti difficili. Nella versione DELTA-REFLEX PLUS le sovrapposizioni longitudinali dello schermo sono immediatamente sigillate grazie alla banda adesiva già integrata nel prodotto.

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA PLASTICA SOTTO I PIEDI: I PAVIMENTI RADIANTI

P

er la realizzazione di impianti a pavimento radiante l’azienda Sa.Mi Plastic di System Group – specializzata nella produzione di tubazioni in polietilene per acquedotti, irrigazione, gasdotti, telefonia, drenaggio, fognatura, tubi multistrato per impianti idrotermosanitari e impianti a pavimento radiante – ha studiato il sistema Samatherm. Il tubo multistrato Samatherm, prodotto nella misura 16x2 mm, è composto da un tubo interno in PEX, da un tubo inter-

medio in alluminio di spessore 0,2 mm saldato in testa e da un tubo esterno ancora in PEX. Il tubo racchiude le qualità delle tubazioni in polietilene e in metallo offrendo stabilità di forma unita a un’eccellente flessibilità; ma anche ottima resistenza allo schiacciamento e dilatazione lineare contenuta. Con barriera ossigeno stagna al 100% (DIN 4726), il tubo Samatherm evita la formazione di incrostazioni e basse perdite di carico; è inoltre isolato acusticamente e resistente alle correnti vaganti e alla corrosione dovuta agli agenti chimici. Nel sistema è fornito anche il pannello bugnato in polistirene espanso dalle elevate caratteristiche fisico-chimiche che favorisce una più semplice e precisa posa in opera della tubazione di riscaldamento, con minore utilizzo di manodopera e con un ammorsamento più stabile. Lo spessore del pannello garantisce un ottimo contenimento delle dispersioni termiche verso il basso ed è impiegato per impianti di riscaldamento nell’edilizia civile, nell’edilizia commerciale, nei complessi sportivi, negli opifici e nei laboratori. Resiste nel tempo e presenta un basso coefficiente di assorbimento all’umidità, grazie alla barriera al vapore realizzata con il foglio impermeabile PS 170 di colore rosso perfettamente aderente alla superficie superiore del pannello di posa. Scopri il sistema Sa.Mi Plastic su www.tubi.net

Esistono tre tipologie di tubazioni:

zioni, sifoni Firenze, curve a gomito e raccordi (vedi Figura 15).

◗ la cosiddetta serie grigia, appunto di colore grigio, normalmente

I sistemi di trattamento e smaltimento delle acque nere comprendo-

destinata alle colonne verticali di adduzione idrica e alla rete di scolo

no talvolta anche fosse biologiche di tipo Imhoff, di cui esistono

e smaltimento delle acque bianche;

modelli anche in polipropilene o vetroresina. Anche gli impianti di

◗ la serie rossa, in realtà arancione (vedi Figura 14),

riscaldamento richiedono apposite canalizzazioni flessibili di

resistente al calore e perciò destinata alle tu-

polietilene, materiale plastico che ha un ruolo massic-

bazioni di scarico e ai collettori fognari in cui

cio anche nei sistemi di riscaldamento a pavimento,

scorre acqua calda;

il cui principio di funzionamento è molto semplice:

◗ le tubazioni fonoassorbenti formate da più

sotto al pavimento si predispone una fitta serpen-

strati sovrapposti di polipropilene e dotate di guar-

tina di sottili tubicini flessibili tenuti in posizione

nizioni antivibrazione.

da pannelli modulari con apposite sporgenze (vedi

I diametri sono normalmente compresi tra 4 e 36 cm,

Figura 16), all’interno della quale scorre acqua a

i pezzi hanno giunti a incastro di tipo a bicchiere con eventuali guarnizioni di tenuta e sono ovviamente disponibili anche pezzi speciali come braghe, dirama-

una temperatura di 35-40 °C. Le tubazioni di polieFigura 15 – Esempio di pezzo speciale (un raccordo) per tubazioni di scarico in PVC “serie grigia”

Figura 14 – Tubi per fognature e scarichi delle acque nere in PVC “serie rossa”

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tilene e polipropilene vengono impiegate anche negli allacciamenti del gas metano.

Figura 16 – Particolare di un sistema di riscaldamento a pavimento, con una fitta serpentina di sottili tubicini flessibili tenuti in posizione da pannelli isolanti con apposite protuberanze


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA PROTEGGERE GLI IMPAINTI ELETTRICI

P

Figura 17– Alcuni campioni di corrugati, canaline portacavi in PVC o polipropilene

La plastica e in particolare il PVC è fondamentale, infine, come isolante elettrico sotto forma di rivestimento dei veri e propri cavi in rame, in modo da poterli maneggiare senza rimanere folgorati, di guaine flessibili per gli impianti sottotraccia e di canaline per gli impianti esterni. I cavi elettrici e le altre canalizzazioni vengono, infatti, inseriti in apposite tubazioni dette “corrugati” per il loro aspetto caratterizzato da una serie di anelli sporgenti e paralleli necessari a conferirgli resistenza e flessibilità (vedi Figura 17). Il loro colore è codificato e varia in funzione alla destinazione d’uso: ◗ nero per i cavi elettrici; ◗ marrone per gli impianti d’allarme e antifurto; ◗ verde per i cavi telefonici, l’antenna del televisore e i cablaggi internet; ◗ azzurro per il citofono e videocitofono; ◗ viola per la diffusione dei segnali audio (ad esempio altoparlanti, interfono e filodiffusione); ◗ giallo per il gas.

er proteggere i cavi degli impianti elettrici si utilizzano delle tubazioni corrugate specifiche come BlackCor di Italiana Corrugati. Queste tubazioni in polietilene a doppia parete vengono realizzate per coestrusione continua di due pareti: una interna liscia, per migliorare lo scorrimento dei cavi e una esterna corrugata resistente agli urti e allo schiacciamento. Prodotte in regime di qualità aziendale certificato UNI EN ISO 9001:2015, rispondono ai requisiti della norma EN 613861/2008 ed EN 61386-2-4 /2010, con marcatura IMQ e CE. La colorazione nera garantisce una resistenza alla degradazione, indotta dalla radiazione solare ultravioletta (UV), superiore alla media dei prodotti colorati. La rintracciabilità del prodotto è garantita dalla banda di riconoscimento estrusa per tutta la lunghezza del rotolo. Confezionati in rotoli da 25 o 50 m o in barre da 6 m, i tubi BlackCor sono completi di manicotto di giunzione e di cavo tirafilo preinserito; robusti e versatili vengono realizzati con materie prime di alta qualità e anche con polietilene di seconda vita, ottenuto dalla valorizzazione dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata. Scopri i prodotti Italiana Corrugati su www.tubi.net

Questi corrugati vengono murati sottotraccia o, nel caso degli impianti elettrici a vista, protetti da canaline esterne in PVC con sezione quadrata, rettangolare o più raramente semicircolare e di colore normal-

I principali vantaggi degli infissi in PVC sono:

mente grigio, molto comuni ad esempio nei vani scala degli edifici sto-

◗ costo concorrenziale rispetto ad altri materiali, in particolare il legno;

rici. Sono infine in materiale plastico anche i veri e propri componenti

◗ scarsa necessità di manutenzione;

elettrici quali prese, interruttori, placche e scatoline.

◗ bassa trasmittanza termica, con conseguente aumento dell’efficienza energetica del serramento;

LA PLASTICA NEI SERRAMENTI

◗ buon isolamento acustico grazie alla mancata trasmissione delle vibrazioni;

Le materie plastiche giocano un ruolo molto importante anche nel

◗ resistenza alle intemperie;

settore degli infissi in tre modi differenti: come materiale principale

◗ inattaccabilità ai raggi ultravioletti;

del telaio fisso e dell’anta mobile, come materiale di tamponamento e

◗ dimensioni standardizzate e metricamente esatte.

nelle guarnizioni sagomate di tenuta.

Lo svantaggio principale riguarda invece una scarsa compatibilità con

Queste ultime sono, infatti, costituite da gomma EPDM e risultano es-

i contesti di pregio come i centri storici o gli edifici vincolati come beni

senziali per proteggere il telaio mobile da urti o da chiusure accidentali

culturali ai sensi del D.Lgs 42/2004.

in caso di vento ed eliminare la presenza di spifferi, aumentando così

I telai, sia fissi sia mobili, vengono fabbricati per estrusione facendo

il comfort abitativo della stanza.

passare il PVC ancora malleabile in stampi corrispondenti alla sezio-

Per la costruzione dei telai fissi e mobili si usa invece il PVC, spesso in

ne del profilo desiderato. Successivamente i profilati vengono tagliati

abbinamento con altri materiali come il legno o l’alluminio.

secondo dimensioni prefissate con angoli a 45 gradi e completati con

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA SERRAMENTI IN PVC: DESIGN MODERNO E COMFORT ABITATIVO

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inimalismo contemporaneo, ricerca progettuale, funzionalità nel tempo e linee essenziali dei profili in PVC fanno della serie Young di FINESTRENURITH la soluzione per soddisfare i poliedrici stili di vita dell’abitare moderno. Profilo a 5 camere, ferramenta Multimatic silver, anta a ribalta a 4 funzioni, riscontri antieffrazione e maniglia in allumino laccato a corredo, tra le forme sono disponibili anche versioni speciali ad arco, oblò, e obliqui e sono tre i telai in catalogo (L, Z e R). Progettata per uno stile giovane e dinamico, con il giusto compromesso tra qualità

e prestazioni, racchiude semplicità ed eleganza in un design in grado di garantire anche elevate prestazioni di isolamento acustico e termico (trasmittanza Uf=1,3 W/mqK) mantenendo costanti nel tempo le funzionalità. Scopri le possibili combinazioni di FINESTRENURITH su www.nurith.it

rinforzi in profili di acciaio a sezione aperta e guarnizioni di tenuta (vedi

calpestati da folle di persone, come avviene spesso in parcheggi, par-

render nel box qui sopra). Le giunzioni avvengono a incollaggio oppure

chi pubblici e giardini di alberghi, ristoranti e agriturismi: in questi casi

riscaldando i bordi di taglio per farli aderire per fusione. L’infisso vie-

la soluzione ottimale prevede la costruzione di prati pedonali o con

ne infine completato con il vetrocamera e la ferramenta di fissaggio,

l’installazione di armature salvaprato appositamente predisposte. Si

chiusura e movimento.

tratta di griglie in plastica con cellette esagonali, rotonde oppure qua-

Un’alternativa al comune vetrocamera è un tamponamento costituito

drate, divise in moduli quadrati con lato di circa 50 cm per uno spes-

da lastre di plexiglas o policarbonato perfettamente trasparente: è una

sore di 4 cm. Il lato superiore è quasi sempre zigrinato per evitare il

soluzione usuale soprattutto nei lucernari dei capannoni o nelle coper-

pericolo di scivolare e migliorare l’aderenza degli pneumatici. Il colore

ture di piscine, di palestre scolastiche, di sale congressi, di auditorium

più diffuso è il verde per una migliore mimetizzazione con il prato, ma

e di centri commerciali.

esistono anche modelli bianchi, rossi o neri appositamente progettati

Questi componenti esistono in diverse versioni:

per i manti in ghiaia (vedi Figura 18). Devono inoltre possedere carat-

◗ lastre piane per la formazione di pensiline, serre e coperture con

teristiche prestazionali decisamente rigorose: resistenza alle solleci-

infissi di metallo, fissi oppure apribili; ◗ lucernari fissi in plexiglas o in policarbonato di forma semisferica, conica o piramidale rispettivamente simili a bolle o cristalli; ◗ lucernari apribili con comando automatizzato e tamponamento leggermente bombato in plexiglas o vetroresina. Il tamponamento può essere incolore e trasparente (soluzione poco diffusa per evitare il soleggiamento diretto con surriscaldamento dell’interno), bianco traslucido (la finitura più diffusa) o colorato.

© Daliform Group

LA PLASTICA NEGLI SPAZI VERDI Un ultimo settore in cui la plastica riveste un ruolo importante è l’allestimento di giardini e spazi verdi. Un problema ricorrente riguarda, ad esempio, i manti erbosi percorsi di frequente da automobili oppure

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Figura 18 – Esempio di armatura per prato armato, carrabile o pedonale


SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA LA PLASTICA SALVAPRATO E RICICLABILE

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uando si predispone l’allestimento di giardini o spazi verdi, soprattutto pubblici e frequentemente calpestati, è importante preoccuparsi anche di preservare al meglio i manti erbosi. In soccorso del verde si possono posare delle griglie salvaprato come quelle di Daliform Group per la realizzazione di pavimentazioni carrabili e pedonali (con finitura a prato o ghiaia) o per la protezione di prati già formati. Realizzati interamente, o parzialmente, in plastica riciclata, i prodotti della gamma Daliform hanno tutti certificazione ambientale CCA. Oltre al prodotto di punta Pratopratico (garantito 10 anni) va ricordato anche Erby Ornamentale, la cui conformazione reticolare

Erby Ornamentale

complessa consente, attraverso i numerosi alveoli, di accumulare una riserva d’acqua di 1,5 l/mq. Easy Park è invece la soluzione facile da posare direttamente su prato esistente, che può essere impiegata anche in caso di pavimentazioni temporaneamente adibite a eventi, parcheggi o aree di atterraggio per elicotteri. Le griglie salvaprato di Daliform Group rispettano l’equilibrio idro-geologico del suolo, offrono un’alta resa estetica e resistenza agli agenti atmosferici, e infine sono totalmente riciclabili. Scopri le soluzioni di Daliform Group su www.daliform.com

Easy Park

tazioni meccaniche e all’usura dovuta all’attrito degli pneumatici, non

temperie e all’esposizione ai raggi ultravioletti. Sono generalmente

gelività, inattaccabilità ai raggi ultravioletti e resistenza alle intemperie.

costituite da due o tre strati di polipropilene separati da sottili reticel-

La predisposizione di un prato armato prevede quattro fasi principali:

le di rinforzo. Per un maggiore risparmio e sostenibilità ambientale,

◗ predisposizione di un sottofondo drenante consistente, dal basso

l’impianto di irrigazione può essere collegato a una cisterna interrata

verso l’alto, in un primo strato di stabilizzato di cava (ghiaia a pez-

(detta “stazione di irrigazione”) connessa anche con la rete di raccolta

zatura grossolana), un secondo di ghiaia più minuta e un eventuale

e smaltimento dell’acqua piovana (acque bianche): si tratta normal-

letto superficiale di sabbiella;

mente di serbatoi cilindrici o a canotto, modulari o monoblocco, con

◗ posa dei grigliati, accostandoli tra loro con cura per evitare soluzioni

dimensioni e capacità variabile, pareti corrugate in PVC o in polipro-

di continuità e fissandoli con le punte intergrate nei vari pezzi, me-

pilene e dotati di pompe, filtri anti foglie e pozzetti di ispezione (vedi

diante caviglie sagomate a U o picchetti in plastica o metallo;

Figura 19).

◗ riempimento delle cellette con terriccio oppure ghiaia; ◗ semina del manto erboso nelle soluzioni a prato. La buona conservazione di un manto erboso nei mesi estivi richiede spesso anche un’adeguata irrigazione e uno dei sistemi più efficienti è di tipo a goccia, molto valido soprattutto su grandi superfici come coltivazioni, campi da calcio o percorsi da golf. Il principio è molto semplice: si predispone, subito sopra o sotto la superficie del terreno, un reticolo di tubazioni con piccoli forellini a distanze regolari, che lasciano passare un flusso di acqua molto piccolo © Rototec

ma costante e sufficiente al fabbisogno. Le tubazioni necessarie devono essere completamente opache per evitare la proliferazione di alghe e batteri all’interno dell’impianto, flessibili ma contemporaneamente resistenti all’eventuale calpestio, ai danni accidentali inferti da animali come cani o bestiame, alle in-

Figura 19 – Esempio di serbatoio interrato per il recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione e l’alimentazione dello scarico wc

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SPECIALE PLASTICA IN EDILIZIA IRRIGAZIONE EFFICIENTE E FACILE DA POSARE

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ra i prodotti per l’irrigazione a goccia, SAB propone un nuovo tubo distributore in polietilene, frutto di oltre 3 anni di ricerca e sviluppo. Rioflex è un’alternativa al classico tubo layflat in PVC, rispetto al quale è più leggero e robusto, meno sensibile alle dilatazioni termiche, e posato in campo non serpeggia e non si attorciglia. Prodotto in polietilene, con trama di rinforzo in polietilene, il materiale è additivato con protezione dai raggi UV per una lunga vita utile. A fine vita il tubo è completamente riciclabile, insieme alle manichette gocciolanti e può essere fornito con le derivazioni montate alla distanza desiderata, rendendo la posa dell’impianto, e il recupero a fine stagione, estremamente rapidi. È possibile inoltre eseguire delle derivazioni aggiuntive in modo semplice e veloce, grazie alla sua marcatura indelebile decimetrata.

Scopri le soluzioni SAB su www.sabspa.com

Un’ultima applicazione della plastica nella progettazione dei giardini

teli interni in materia plastica, pavimenti e bordure antiscivolo. Forma

riguarda la posa in opera di piscine prefabbricate, vasche idro-

e dimensioni sono ovviamente variabili in funzione alla destinazione

massaggio o bacini ornamentali per laghetti: si tratta di gusci

d’uso, ma i vantaggi principali riguardano la velocità e il basso costo

preformati in vetroresina da interrare, sigillare, collegare all’impianto

di realizzazione rispetto ad analoghe soluzioni in metallo o calce-

di alimentazione e filtraggio e infine rifinire con scalette, eventuali

struzzo.

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CISTERNE E SERBATOI IN PLASTICA

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mpegnata nella produzione di sistemi completi di canalizzazione (tubazioni, raccorderie e pezzi speciali), Rototec si è specializzata nella fabbricazione di serbatoi in polietilene lineare, materia prima 100% riciclabile e atossica, adottando la tecnologia dello stampaggio rotazionale per produrre impianti di depurazione civile, trattamenti di acque di dilavamento, stoccaggi di acqua potabile e sistemi per il recupero delle acque piovane. La facilità di movimentazione e la

leggerezza delle cisterne garantiscono un’assoluta sicurezza nei cantieri. I serbatoi rotostampati hanno poi una struttura monolitica e l’assenza di saldature garantisce un’elevata robustezza; gli agenti anti UV additivati impediscono la formazione di alghe ed evitano il deterioramento nel tempo. L’ampia gamma, disponibile in diverse forme e capacità (da 50 a 14mila litri), soddisfa ogni esigenza di spazio e volume, ed è inoltre possibile personalizzare le cisterne installando raccordi in PE, PP e ottone. Scopri la gamma completa di Rototec su www.rototec.it

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PLASTICONE


QUANDO LA PLASTICA DIVENTA ICONA ALCUNI GRANDI PEZZI ICONICI DELL’ARREDO E DEL DESIGN IN PLASTICA, MATERIALE A CUI ANCHE IL MADE IN ITALY DEVE PARTE DELLA SUA STORIA. COSÌ COME I MITI DEL PASSATO ANCHE I TALENTI DI OGGI SDOGANANO LA PLASTICA COME MATERIALE NOBILE E IN CHIAVE RICICLO.

L

a plastica è il materiale per eccellenza del boom economico degli anni ’50 e ’60, simbolo dei valori di una società in veloce evoluzione. Il basso costo e la serialità produttiva, uniti all’estrema duttilità del materiale, consentivano per la prima volta in assoluto sperimentazioni inedite nelle forme e nei colori, ma soprattutto aprivano la pista all’arrivo del design “democratico”: così, la plastica irrompe nel quotidiano e nell’immaginario di milioni di persone, nelle cucine, nei salotti, permettendo al popolo di accedere a privilegi un tempo riservati a pochi, semplificando la vita e i gesti quotidiani, colorando le case, rivoluzionando abitudini e contribuendo a creare lo stile di vita moderno. Nasce così il mito del made in

Italy. E questo in primis perché la plastica è nata in Italia: il chimico italiano Giulio Natta, nel 1954, scopre il polipropilene, la plastica moderna, economica, versatile e riproducibile in serie. Vincerà il Nobel per questa scoperta, che, si legge nelle motivazioni del Premio, «ha infranto una regola della natura». In secondo luogo perché è in Italia, più di qualsiasi altra nazione, che industria della plastica e arte si fondono per creare icone di stile ancora oggi oggetto del desiderio, da Kartell a Danese, da Artemide a Zanotta. Oggetti e complementi d’arredo senza tempo, capaci di raccontare un’era e una rivoluzione, ma anche di stupire e divertire ogni giorno con il loro perfetto fondersi di funzionalità e qualità estetica.

Quando si parla di plastica e design, uno dei primi nomi che vengono in mente è sicuramente Kartell: dalla sedia Louis Ghost disegnata da Philippe Starck alla lampada Bourgie, dalla libreria Bookworm ai mitici Componibili, i suoi prodotti sono icone di stile ed eleganza senza tempo. La Louis Ghost è una rivisitazione in chiave moderna dell’epoca barocca di Luigi XV, una confortevole poltroncina in policarbonato trasparente dal forte carisma e appeal estetico, mentre stile inconfondibile e policarbonato trasparente caratterizzano la lampada Bourgie, di Ferruccio Laviani per Kartell, coniuga classicità e tradizione a innovazione e ironia, riproponendo un gusto barocco nella base che si intreccia con l’ampio cappello Panton Chair, Vitra

Essenziale e trasgressiva, la bocca che fa “la linguaccia” nella copertina di STYLEUP! è un emblema di irriverenza e di freschezza con il quale l’illustratore Fabio Buonocore ha interpretato il tema della plastica nel design. In un’illusione ottica d’ispirazione pop-art, la lingua dalla forma strana è in realtà la famosa Panton Chair di Vitra, che con le sue forme sinuose e inconfondibili è diventata una delle intramontabili icone del design. Lo stile originale e leggermente sfrontato dell’illustrazione rievoca gli anni della nascita della plastica, un periodo rivoluzionario per il design durante il quale gli oggetti e i materiali hanno assunto forme e linee nuove, trasgressive e carismatiche. 52


Sacco, Zanotta

realizzato con effetto plissé per creare, una volta accesa, un gioco di mille riflessi. Porta la firma di Ron Arad Bookwarm, la libreria flessibile in PVC, sempre di Kartell, nata da un’accurata analisi del processo di estrusione che ha permesso la creazione di una struttura sinuosa che assume la forma desiderata senza che resistenza e funzionalità vengano compromesse. È invece di Anna Castelli Ferrieri l’idea che ha dato vita ai Componibili, elementi di arredo progettati nel 1967 in ABS, oggi disponibili anche in bioplastica. Viene da Vitra, invece, la Panton Chair, seduta entrata nel mito e disegnata nel 1960 da Verner Panton, realizzata a partire da un unico foglio di polipropilene legComponibili Bio, Kartell

Bourgie, Kartell

Bookwarm, Kartell

Louis Ghost, Kartell

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La plastica, quindi, oltre a essere un materiale versatile e resistente fin da subito si è rivelato anche uno strumento di grande creatività, sia per oggetti di alto design sia per quelli di più largo consumo e anche oggi la plastica viene sdoganata come “nobile” appena diventa sostanza di recupero. E quali sono i designer più attenti alla sostenibilità e al riutilizzo della plastica? Ice Dream, disegnata da Fabio Novembre per Sammontana, è la prima linea di arredamento della celebre azienda di gelati, una serie di sedute, sedie a dondolo e tavolini outdoor sostenibili, stampati in 3D in bioplastica e plastica riciclata e riciclabile. Elementi che devono la propria forma al

Cobra, Martinelli

concetto di vortice: anelli concentrici che costruiscono geometrie e linee, e che suggeriscono una continua tensione verso il futuro, verso un’idea di concepire gli oggetti che tenga conto del loro impatto ambientale di oggi e di domani.

S-1500, Snøhetta

© Bjornar Ovrebo

germente flessibile, e con una forma inconfondibile che ricalca, in una sequenza di curve e controcurve, le forme del corpo umano, mentre in un anno come il 1968 non poteva che nascere una poltrona anticonformista: Sacco di Zanotta, un sacco in plastica riempito parzialmente di palline di polistirolo semi-espanso, plasmabile su qualsiasi posizione di seduta, ideato da Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro e candidato al Compasso d’oro nel 1970. Sempre nel 1968 vedeva la luce un’altra icona del design italiano: la lampada da tavolo Cobra di Martinelli. Formata da due corpi stampati in resina, Cobra è caratterizzata da una linea semplice e da una forma geometrica inscritta in una sfera, ma con la rotazione del braccio il riflettore assume una posizione che richiama la testa di un cobra pronto allo scatto.

Nasce dal mare S-1500, la sedia in plastica riciclata che ha progettato lo studio norvegese Snøhetta per l’azienda Nordic Comfort Products. Si tratta di un’interpretazione contemporanea di un classico norvegese della fine degli anni ’60, realizzata al 100% con materiali di recupero, si compone di un telaio in acciaio riciclato e di un corpo di plastica proveniente dai rifiuti di aziende ittiche del Nord della Norvegia. C’è poi ecoBirdy, brand belga che produce arredi per bambini realizzati dal recupero della plastica dei giocattoli, uno dei progetti di design circolare più interessanti degli ultimi tempi. Infine, il designer olandese Dirk Vander Kooij è conosciuto per i suoi progetti con la plastica riciclata: fra le sue opere più note c’è Meltingpot Table, realizzato con un processo di fusione lenta che trasforma vecchie sedie, vasi e mobili di plastica in tavoli multicolor, belli e indistruttibili. ecoBirdy

© Ulrika Nihle

Ice Dream, Sammontana

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LA CASA CHE VORREI LE PREROGATIVE DELLA CASA DEI SOGNI E COME POTER SODDISFARE I DESIDERI E LE ESIGENZE DEGLI ITALIANI.

I

l legame tra gli italiani e la casa ha radici ben salde: per il 90%, infatti, la casa è in cima alla lista delle priorità ed è percepita come un luogo affettivo e di espressione della personalità, con un “valore esistenziale” oltre che economico. Tuttavia, quasi la metà degli italiani si dice non soddisfatto della propria casa, vista come un “contenitore” nel quale vivere che li rappresenta soltanto in parte. Lo testimoniano i risultati di CasaDoxa, l’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa, presentati lo scorso maggio a Milano. Ma se il 48% degli intervistati si dichiara poco soddisfatto dell’abitazione in cui vive, cosa desiderano gli italiani e come sognano la loro casa ideale? Chi soffre di più il vivere in spazi lontani dai propri ideali abitativi sono i millennials (52%) e le famiglie con reddito netto mensile inferiore ai 2mila euro (53%). Circa la metà degli italiani che vive in appartamento non è soddisfatto e se pensate che il sogno della staccionata bianca faccia gola a molti vi sbagliate perché anche tra gli abi-

tanti di villette o case indipendenti il 43% non è appagato. Verrebbe forse da dire che l’erba del vicino è sempre più verde, ma le motivazioni di questa insoddisfazione sono da ricondurre piuttosto a elementi specifici come le dimensioni e la distribuzione degli spazi interni, la qualità dei materiali e delle finiture. Tra le ragioni dell’insoddisfazione c’è anche il nuovo modo di intendere la qualità della vita e del proprio abitare. Per gli italiani, che passano sempre più tempo in casa (4 su 10 lavora da casa e il 9% dei dipendenti fa smart working), è cambiato il modo di percepire la propria abitazione: c’è chi la vorrebbe più sostenibile, chi più efficiente a livello energetico e chi più smart e tecnologica. «La casa ideale viene oggi percepita come un “abito su misura” che si deve adattare a chi la vive e non viceversa – afferma Paola Caniglia, home & retail director di Doxa –. Le famiglie italiane non vogliono più vivere in “abiti” pensati per altre epoche, occasioni o esigenze».

E se non tutti possiamo vivere nella casa dei nostri sogni, complice anche la difficoltà di cambiare (il 30% abbondona la ricerca dopo i primi mesi), possiamo però apportare delle piccole o grandi migliorie per rispondere alle nostre esigenze. Sono sei, nello specifico, le prerogative della casa ideale per gli italiani: luminosità degli ambienti, comfort termico e acustico, sicurezza, efficienza energetica, tecnologia semplificante e adattabilità. I desideri che possono essere esauditi ovunque, nel living come nella cucina, nel bagno come nella zona notte, con alcune soluzioni – selezionate dal team HABIMAT – declinabili a seconda del proprio gusto in fatto di colori, matericità e finiture ma anche degli spazi e delle strutture costruttive, senza dimenticare la funzionalità e la qualità dei materiali.

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Eleganza ed isolamento termico con Black Soul di FINESTRENURITH, il serramento in Classe A www.nurith.it

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a prima delle dimensioni chiave del comfort riguarda la luminosità degli ambienti. La luce evoca freschezza, pulizia, apertura e ha un effetto positivo sull’umore, oltre a rendere gli spazi ariosi e maggiormente vivibili. La casa che gli italiani sognano è luminosa e connessa con l’esterno grazie all’attenta scelta di finestre e serramenti, sempre più oggetti di design con un’ampia disponibilità di finiture e di colori che possono dare personalità alla stanza. Ne è un esempio Black Soul, la finestra in PVC di FINESTRENURITH che aggiunge un tocco luxury grazie all’intensità e all’eleganza delle sfumature grigio graphite, nero graphite e nero satìn in contrapposizione alla luminosità che pervade dal vetro. Sui profili prendono vita texture moderne e avvolgenti che attraggono il tatto prima dello sguardo, le finiture rievocano le figure geometriche delle meteoriti ferrose, intrecci che riportano alla mente le sfaccettature di un diamante nero. La maniglia, dal design pulito ed essenziale, è stata creata su misura per Nurith da Colombo Design e nasce da un mix di ergonomia ed eleganza. Black Soul è bella fuori ma anche unica dentro: grazie al profilo del telaio a sette camere, al doppio vetro e al taglio termico sul telaio e sull’anta protegge dal freddo e dal caldo assicurando che vento e intemperie restino all’esterno. Il serramento porta-finestra a due ante, disponibile in 180x240 cm, offre comfort ai massimi livelli con una trasmittanza

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Uw=0,77 W/mqK che consente di realizzare edifici in Classe A. Serramenti e infissi hanno quindi anche un ruolo fondamentale nell’aspetto energetico della casa e le loro prestazioni devono essere al top. L’efficienza energetica è, infatti, uno dei driver emersi con più forza dalla ricerca Doxa sia nell’ottica di lotta allo spreco – declinata in chiave etica e di sostenibilità ambientale oltre che di risparmio energetico – sia per avere una casa moderna e al passo con i tempi. Soluzioni decorative per la correzione acustica con isolspace style di Isolmant www.isolspace.it

L’

attenzione degli italiani al comfort è evoluta nel tempo: le case di oggi sempre più presidiate richiedono, infatti, una maggior attenzione anche all’aspetto acustico per ottenere quella sensazione di profondo benessere abitativo. A casa oggi si lavora, si studia, si passa anche il tempo libero ed è quindi importante curare, ed eventualmente correggere, l’acustica degli ambienti: la stanza dei giochi dei bimbi, lo studio dove potersi concentrare, il living con l’home theatre o la camera da letto in stile suite. Con isolspace style di Isolmant gli interventi di correzione acustica sono semplici e totalmente personalizzabili. Come un’opera d’arte, da appendere alle pareti o a soffitto, il pannello decorativo fonoassorbente in fibra di poliestere ISOLFIBTEC STL arreda e offre un alto coefficiente acustico con un miglioramento delle frequenze medio alte, come quelle della voce umana, mantenendo un basso spessore e un peso contenuto. Interamente realizzato con materia prima ecologica; è atossico, anallergico e idrorepellente, non rilascia polveri ed è inattaccabile da muffe, acari o batteri. È inoltre personalizzabile nei formati e nelle forme geometriche, nei colori, sulla superficie a vista con stampe, foto e tinte unite anche Pantone e negli accessori di light design. Una soluzione che permette di coniugare l’eliminazione del fastidioso riverbero acustico con il design, per una grande libertà di progettazione.


Il bagno spa, evocativo e rilassante, con la linea Carimali Wellness www.carimali.it

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a focolare a luogo di massimo comfort, la casa per gli italiani è diventata soprattutto un rifugio dove rintanarsi lasciando fuori lo stress della vita quotidiana, uno spazio per il wellness dove concedersi esclusivi momenti di relax. Ed è l’ambiente bagno, luogo intimo per eccellenza, a essere maggiormente cambiato negli ultimi anni strizzando l’occhio alle spa. Per gli italiani il bagno ha, infatti, un elevato potere evocativo che si declina in un’accurata disposizione degli spazi e nella selezione del mix ideale di materiali, sanitari, arredi e tecnologia. Perfetta per ricreare una piccola area benessere domestica è la doccia emozionale realizzata con la linea Carimali Wellness. Una gamma completa di soffioni multifunzione, di getti laterali idromassaggio e nebulizzatori, di cascate a parete, di cromo e aromaterapia e persino di speaker audio, che trovano oggi un valido alleato nell’elettronica grazie ai sistemi touch. La nuova centralina programmabile permette di automatizzare e customizzare i getti e la cromoterapia (durata, intensità e colore); il comando touch multifunzione gestisce poi, con un semplice tocco, fino a 6 uscite acqua con temperatura, portata, colore ed eventuale aroma. Ogni sistema doccia emozionale Carimali viene progettato e realizzato seguendo le specifiche esigenze del cliente per regalare momenti di assoluto piacere.

A

ltro must have per vivere bene nella propria casa è la sicurezza, intesa sia come salubrità dell’ambiente – per questo comfort acustico e termico sono al top delle richieste degli italiani – sia come tutela dei propri beni dalle intrusioni dall’esterno. Vivere in un ambiente sicuro è una delle priorità per i nostri connazionali e per iniziare possiamo proteggerci già dall’ingresso, scegliendo una porta blindata che sia efficiente ma anche bella da vedere trattandosi del “biglietto da visita” della nostra casa. Per soddisfare questa richiesta il marchio Scrigno si affaccia nel mondo del blindato con Scrigno Security Doors, collezione in cui il concetto di sicurezza assume una connotazione inedita. Le soluzioni blindate Essential

incarnano uno spirito sobrio e minimalista che esalta la bellezza dell’essenzialità. Privi di stipiti e cornici coprifilo si mimetizzano con la parete, infondendo un senso di leggerezza e continuità. Spicca, in questa linea, Windsor, la soluzione a bilico ad anta unica a filo telaio, con tripla coibentazione e telaio a taglio termico per prestazioni termico-acustiche e di sicurezza ottimali, una scelta audace per gli amanti di uno stile che non passa inosservato. Estetica esclusiva anche per Borromeo, grazie alla sua anta fuorimuro – caratterizzata da un pannello interno monolitico realizzato con tecnologia folding – garantisce robustezza in classe antieffrazione 3 e può essere personalizzata con finiture interne laccate o in essenza.

La tecnologia e il design sofisticato di Scrigno al servizio della protezione della casa www.scrigno.it

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Il “Match” perfetto di Nobili per una cucina all’avanguardia e dallo stile unico www.grupponobili.it

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i bisogni di sicurezza risponde anche la tecnologia, ormai parte integrante delle nostre case. Dotazioni intelligenti che per gli italiani devono essere di supporto alla gestione efficiente degli ambienti per garantire maggior comfort e monitorare i consumi energetici. Se la tecnologia pervade tutte le nostre stanze è però la cucina, spazio evocativo della convivialità sempre più aperto e accessibile, che gli italiani vogliono moderna e dotata di elettrodomestici di ultima generazione e accessori di design per un look che non deve passare inosservato. Così, anche i piccoli dettagli come la rubinetteria vengono studiati nei particolari, ne è un esempio Match di Nobili Rubinetterie che unisce la tecnologia al design. Progettato in collaborazione con Arpa Industriale di Bra (CN), il miscelatore da cucina Match (24,5 cm di altezza) è caratterizzato dal rivestimento della bocca di erogazione in laminato Fenix, un’innovativa pellicola multistrato di nanoparticelle e resine acriliche, indurite e fissate con il processo di polarizzazione a freddo Electron Curing. Come suggerito dal nome, Match si adatta perfettamente all’ambiente cucina: le colorazioni del miscelatore laminato Fenix possono essere abbinate, ad esempio, al lavello ma anche al piano di lavoro o alle ante dei mobili. Disponibile in 18 combinazioni su 3 finiture (cromo, Inox e Velvet Black) e 6 tonalità Fenix: bianco Kos, zinco Doha, grigio Londra, grigio Bromo, rosso Jaipur e nero Ingo offre una grande libertà di progettazione.

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a cucina è protagonista anche nella scelta dei materiali, soprattutto dei rivestimenti, in cui ancora una volta la tecnologia deve sposare lo stile. Ecco allora che i pavimenti si fondono ai piani di lavoro per creare il total look che tanto piace agli italiani, come propone Atlas Concorde con Boost: la collezione in grès porcellanato e rivestimento in pasta bianca che ripensa il concetto di “effetto cemento”. Questo tipo di superficie, da sempre apprezzata dall’architettura contemporanea, si evolve in cromie e tonalità più intense e accoglienti (white, pearl, grey, smoke, tarmac, red e sage), ideali per interni dallo spirito urban

chic. L’ampiezza della gamma dei formati e la continuità applicativa tra pavimenti e pareti, come tra interno ed esterno, rendono Boost uno sfondo perfetto per valorizzare il contrasto con altri materiali. Le prestazioni tecniche e la ricerca estetica convivono senza compromessi nelle grandi lastre (da 120x120 cm e 120x240 cm in 9 mm di spessore o da 120x278 cm in 6 mm), concepite per rispondere alle diverse esigenze compositive. L’effetto cemento industriale contamina lo spazio con una materia unica e continua, che si presta a molteplici usi: pavimenti, rivestimenti ed elementi d’arredo per esprimere al meglio la propria personalità.

La cucina total look: superfici continue e in perfetta sintonia con Boost di Atlas Concorde www.atlasconcorde.com


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Soluzioni invisibili per ambienti sempre più funzionali con Sistemi RasoParete www.sistemirasoparete.it

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e la cucina è open space e gli ambienti sono sempre più fluidi e continui, la disposizione degli spazi e gli arredi devono poter cambiare funzione d’uso nel corso dei diversi momenti della giornata e adattarsi alle fasi del ciclo di vita familiare. Per questo la casa ideale deve essere adattabile, polifunzionale e flessibile grazie anche a soluzioni invisibili che sfruttano in modo ottimale gli ambienti interni ed esterni, mascherando vani o angoli dove organizzare e contenere tutto ciò che occorre, senza rinunciare a una resa estetica lineare e minimalista. Con una gamma potenzialmente infinita di soluzioni a scomparsa, rigorosamente su misura, Sistemi RasoParete è in grado di far sì che lo spazio si adatti alle necessità delle persone e non viceversa. Chiusure a parete o a soffitto, porte, pareti a scomparsa, ante e botole, anche in vetro o in cristallo, si integrano perfettamente con l’ambiente consentendo una progettazione intelligente per poter creare, ad esempio, un guardaroba su misura con contenitori e ripiani o uno spazio lavanderia o ancora poter chiudere un impianto di depurazione dell’acqua. Grazie a linee eleganti e a uno stile minimal, gli elementi risultano invisibili, come un sottile taglio nel muro. L’approccio tailor made di Sistemi RasoParete non lascia poi nulla al caso, sia

dal punto di vista del design sia da quello della funzionalità: dettagli e particolari nascosti impreziosiscono una gamma di prodotti versatili, flessibili e personalizzabili anche all’ultimo minuto in base alle specificità di ogni singolo cantiere.

unzionalità, discrezione e massimizzazione degli spazi sono poi le parole d’ordine anche per le stanze di servizio, e in particolare le lavanderie, sempre più importanti per gli italiani. Spesso piccole ma ben organizzate, le stanze di servizio sono studiate nei minimi dettagli con arredi su misura ed essenziali che si combinano per rendere questi ambienti piccoli gioielli nascosti. Tra le soluzioni per arredare gli spazi di servizio senza rinunciare al design c’è Spazio Time di Ideagroup. Un progetto che nasce nel 2006 con la collezione Spazio Evoluzione, in cui per la prima volta si ridefinisce completamente l’ambiente lavanderia. La collezione, dallo stile moderno ed elegante, è perfettamente abbinabile all’arredobagno. Totalmente modulare, permette un’estrema personalizzazione scegliendo tra le quasi 50 finiture (in laminato o nobilitato barrierato e laccato) e le diverse strutture funzionali: basi portalavabo, colonne attrezzate e pensili chiusi. Gli elettrodomestici sono incassati oppure nascosti grazie ai mobili con lavatrice a scomparsa o ai mobili a colonna. A scomparsa anche il lavatoio: il lavabo è stato progettato con una tavoletta rimovibile, da posizionare nell’inclinazione preferita secondo le proprie esigenze ergonomiche o da bloccare alla base, rendendola completamente invisibile.

Spazio Time di Ideagroup, la lavanderia si rinnova www.ideagroup.it

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habimat.it

LE EMOZIONI DEL DESIGN CON HABIMAT MARTORANO

«Abbiamo selezionato brand che propongono soluzioni particolari per differenziarci dalla concorrenza e dare la possibilità al pubblico di impreziosire gli ambienti di casa con complementi esclusivi» Silvana Martorano, titolare showroom

RESTYLING E CAMBIO DI LOCATION PER LO SHOWROOM DI TITO SCALO (PZ).

U

n percorso emozionale alla scoperta delle sensazioni che materiali, superfici e complementi di interior design trasmettono e suscitano quando siamo alla ricerca della soluzione perfetta per gli spazi della nostra quotidianità. È così che è stato pensato il restyling dello showroom HABIMAT Martorano di Tito Scalo (PZ) che non solo ha rinnovato il concept della sala mostra ma ha anche cambiato location, spostandosi presso il centro MultiPoint. «La nuova collocazione – spiega Silvana Martorano, titolare dello showroom – ci permette non solo di essere più visibili al grande pubblico, data la dimensione strettamente commerciale dell’area, ma anche di valorizzare al meglio la nostra offerta. Grandi vetrine e soffitti alti sono elementi ideali per mettere in luce caratteristiche e peculiarità delle nostre proposte d’arredo, tutte all’insegna del design e della ricercatezza». Una sala espositiva dal sapore industriale dove scoprire le novità dei brand più importanti, espressione dell’eccellenza 60


e della qualità del made in Italy: «Abbiamo selezionato brand che propongono soluzioni particolari – prosegue Silvana Martorano –, per differenziarci dalla concorrenza e dare la possibilità al pubblico di impreziosire gli ambienti di casa con complementi esclusivi». Dall’arredobagno alle pavimentazioni, dai rivestimenti e carta da parati al living, dalla cucina agli arredi per l’outdoor, ma anche gli accessori e i complementi d’arredo; nei 650 mq di HABIMAT Martorano è possibile trovare suggestioni e materiali perfetti per ogni stile. Supportati dall’esperienza e dalla competenza dello staff, che oltre alla consulenza offre anche il servizio di progettazione e render 3D, i clienti potranno costruire e disegnare su misura la propria casa. Diverse le aree tematiche e le ambientazioni che si snodano negli spazi della sala mostra dove è presente anche una materioteca dove privati, architetti e designer possono

sperimentare inediti accostamenti di materiali e superfici. Un’esposizione curata in ogni minimo dettaglio per dare risalto alle tendenze dell’interior design, come ad esempio la carta da parati esposta su pannelli di grandi dimensioni. Un’evoluzione quella dello showroom potentino e un nuovo modo di mettere in risalto gli oggetti di design che va di pari passo con quella dei gusti del pubblico, chiamato a scoprire la realtà di HABIMAT Martorano anche attraverso diverse iniziative come eventi di cake design per toccare con mano le cucine presenti in showroom oppure esposizioni di borse e collane realizzate artigianalmente: «Una contaminazione e una commistione di elementi – conclude Silvana Martorano – per invitare la clientela a conoscerci più da vicino sperimentando nuovi modi e opportunità che si rivelano più efficaci rispetto agli strumenti e alla pubblicità più tradizionale». !

Zona Industriale c/o centro MultiPoint Tito Scalo (PZ)

un-Ve: 9.00–13.30 15.30–20.00 L Sab: 9.00–13.30 16.30–20.00 650 mq di showroom www.habimat.it/showrooms/ habimat-martorano rivestimenti, piastrelle, arredobagno, sanitari, rubinetteria, porte, carta da parati, complementi d’arredo per cucine, living e giardino marchi convenzionati: Antrax, Bertolotto Porte, Ceramica Vogue, Deltacalor, Nobili Rubinetteria, Olympia consulenza pre e post vendita, progettazione e render 3D, consegna e posa in opera 4 addetti alla vendita 61



in collaborazione con

L’ECOBONUS TRAINA L’EFFICIENZA ENERGETICA Celestina Dominelli, Il Sole 24ORE - Estratto da “Quotidiano del Condominio”

Grazie all’ecobonus, il beneficio fiscale per l’efficienza energetica, le famiglie italiane hanno investito 3,3 miliardi in interventi di riqualificazione degli edifici nel 2018. E l’asticella supera i 39 miliardi se si considerano le spese effettuate su questo versante dal 2007, l’anno in cui è stato introdotto il meccanismo, al 2018, con un risparmio cumulato di 100 milioni di megawattora. A tracciare un bilancio degli strumenti

Nel 2018 oltre 300mila interventi di efficientamento

grafia aggiornata sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili negli edifici esistenti. «L’efficienza energetica si conferma come una delle leve più efficaci per ridurre i consumi e la spesa per l’energia di famiglie, imprese e sempre più anche della Pubblica Amministrazione, un volano di crescita per una filiera industriale fortemente italiana», ha spie-

messi in campo per ridurre i consumi di energia, in

gato il presidente dell’Enea, Federico Testa, che ha

linea con quanto previsto, da ultimo, dal Piano nazio-

poi ricordato il “ruolo centrale” di supporto al Governo

nale integrato energia e clima (Pniec), è il consueto Rapporto annuale

nell’individuazione di strumenti e meccanismi per incentivare l’efficienza

sull’efficienza energetica presentato a Roma dall’Enea insieme alla foto-

energetica, tra cui la cessione del credito. Tornando ai numeri, solo nel 2018 l’ecobonus ha consentito un risparmio complessivo di 16 milioni di megawattora, l’equivalente del consumo medio annuo di energia elettrica e termica di una città di 2,5 milioni di abitanti. I tre quarti delle domande di accesso alla detrazione per interventi nelle parti comuni dei condomini hanno riguardato, si legge nel Rapporto, la riqualificazione energetica dell’involucro dell’edificio e circa un quarto il miglioramento delle prestazioni energetiche invernali ed estive. Nel dettaglio, le famiglie italiane hanno effettuato nel 2018 oltre 300mila interventi di efficientamento, soprattutto per sostituire i serramenti (1,2 miliardi di spesa), coibentare solai e pareti (900 milioni) e sostituire impianti di climatizzazione invernale (873 milioni). Circa il 77% degli investimenti (2,56 miliardi) ha poi riguardato edifici costruiti prima degli anni ’80. Sul fronte, invece, del bonus casa, nel 2018 – primo anno di monitoraggio – sono stati effettuati 500mila interventi con un risparmio complessivo di 700mila megawattora. Risultati molto positivi si registrano anche per le altre tipologie di incentivi, a cominciare dal conto termico, destinato principalmente a iniziative per l’efficienza e per le rinnovabili nella PA: lo strumento ha registrato infatti un balzo in avanti del 115% con 93mila richieste totali e un incremento del 90% delle incentivazioni ottenute a 190 milioni di euro. Sempre restando agli interventi di efficientamento nel pubblico, il programma di riqualificazione energetica della PA centrale (Prepac) ha raccolto 100 proposte progettuali per oltre 177 milioni di euro, mentre i certificati bianchi per

© ICP

incentivare l’efficienza nelle imprese hanno comportato minori importazioni di energia elettrica e gas per 14 milioni di megawattora con un risparmio di 400 milioni di euro sulla fattura energetica nazionale.

Settembre 2019

UP! 63


ANCE

SIAMO PRONTI PER LA CIRCULAR ECONOMY? di Gabriele Buia, presidente Ance

Il riciclo e l’uso efficiente delle risorse naturali, sempre più scarse, rappresentano una delle più grandi sfide per l’economia non del futuro ma piuttosto del presente. Un’economia decisamente circolare, attenta a risparmiare energia e a evitare gli sprechi, impiegando i beni e i materiali il più a lungo possibile nel ciclo produttivo. Un percorso iniziato già da alcuni anni, soprattutto sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, ma che dovrà rafforzarsi e ampliarsi a tutti gli aspetti del vivere quotidiano e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo da raggiungere è ambizioso: entro il 2020 tutti gli Stati dell’Unione europea dovranno

Priorità per un'edilizia sostenibilie: uso circolare delle risorse e riciclo in cantiere

recepire le norme del Pacchetto Circular Economy che

percorso a ostacoli fatto di decine di pareri che il più delle volte si sovrappongono e contraddicono. Basti pensare alla disciplina sui materiali da scavo, la cui gestione, dopo anni di modifiche, circolari, linee guida, è diventata sempre più complessa, soprattutto per i piccoli cantieri. Ma anche la questione dell’end of waste (cessazione della qualifica di rifiuto), per la quale si attendono ancora i decreti per operare e, in particolare, la definizione di criteri specifici che consentano di definire quando determinate sostanze, come le macerie da demolizioni, cessano di essere considerate rifiuti e possono rientrare nel ciclo produttivo. Punto sul quale nemmeno il recente Sblocca Cantieri è riuscito

è destinato a cambiare per sempre il nostro modo di vivere, consumare,

a fare sufficiente chiarezza. Per il settore delle costruzioni l’emanazione

lavorare sempre più sostenibile e consapevole. In questo processo di rinno-

di questi decreti rappresenta una priorità, così come l’avvio di procedure

vamento il settore delle costruzioni è chiamato a giocare un ruolo centrale

semplificate per l’utilizzo diretto del materiale nel cantiere, che avrebbe

nel favorire un uso circolare delle risorse, sia nelle nuove costruzioni sia

enormi benefici in termini di impatto ambientale e di risparmio dei costi.

nell’edilizia mirata alla sostituzione e alla rigenerazione di ampie parti della

Dare nuova vita alle risorse vuol dire anche intervenire per recuperare

città. Ma per farlo è necessario intervenire sulle regole e sulle procedure

edifici e territori. Siamo certi, infatti, che dalle aree urbane possa realmente

che troppo spesso frenano o rallentano ogni tipo di intervento, con il rischio

partire una nuova stagione di crescita sostenibile per il Paese, a patto

di scoraggiare sia gli operatori sia gli investitori a causa dell’incertezza

di riuscire a superare l’immobilismo che finora ha praticamente reso la

dei tempi e degli adempimenti da compiere. Non è facile operare se i

trasformazione urbana una chimera, condannando all’incuria e al degrado

parametri e le regole del gioco cambiano in continuazione, se le norme

una larga parte del nostro Paese, che non chiede altro che di tornare a

sono farraginose e frammentarie e il sistema burocratico assomiglia a un

essere vivibile, accogliente e moderno.

64 UP! Settembre 2019


ANIT

TECNICI COMPETENTI IN ACUSTICA di Matteo Borghi, referente settore acustica edilizia ANIT

Con la Legge quadro sull’inquinamento acustico (n. 447/1995) è stato istituito il ruolo del Tecnico Competente in Acustica (TCA): figura professionale abilitata a effettuare misurazioni fonometriche, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle norme vigenti, redigere piani di risanamento acustico e svolgere attività di controllo. È necessario essere TCA, ad esempio, per redigere le relazioni di clima e di impatto acustico (Legge n. 447/1995,

regionale a quello nazionale. Le Regioni con il maggior

Situazione attuale e prospettive per il futuro

numero di TCA sono Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Campania, dove risiede circa il 42% dei tecnici (vedi Figura 1). Un’analisi qualitativa (vedi Figura 2) indica che quasi la metà dei TCA ha la qualifica di ingegnere, un quarto si distribuisce tra architetti, geometri e periti industriali mentre la restante parte ha altri titoli di studio (lauree in chimica o fisica, diplomi di maturità scientifica,

articolo 8) o per eseguire misure in opera di requisiti

ecc.). È logico ipotizzare che l’istituzione dei corsi da

acustici passivi degli edifici (D.P.C.M. 5/12/1997).

180 ore comporterà un costante incremento dei TCA e

Il D.Lgs. 42/2017 “Disposizioni in materia di armonizzazione della normativa

che, considerate le indicazioni del D.Lgs 42/2017, aumenterà sempre di

nazionale in materia di inquinamento acustico” ha in parte modificato i

più la percentuale dei laureati rispetto ai diplomati. Verranno incrementati i

contenuti della Legge quadro e ridefinito le procedure per diventare Tecnici

corsi di formazione e aggiornamento e si auspica che il Ministero attivi, nel

Competenti. Tra le novità introdotte la sostituzione degli elenchi regionali

corso del 2020, il registro delle ore di aggiornamento professionale per i TCA.

dei TCA con un unico elenco nazionale (pubblicato il 10 dicembre 2018), la

Infine, i corsi subiranno probabilmente alcune modifiche nell’impostazione

possibilità per i laureati di diventare TCA superando l’esame finale di un corso

generale: a maggio 2019 infatti il Ministero dell’ambiente ha pubblicato un

della durata di almeno 180 ore e l’istituzione dell’obbligo di aggiornamento

aggiornamento delle linee guida elaborate dal tavolo tecnico ministeriale e

professionale anche per chi è già Tecnico Competente. Sulla piattaforma

tra le principali novità si osserva la reintroduzione dell’e-learning nei corsi

ENTECA (Elenco Nazionale dei TEcnici Competenti in Acustica) – sviluppata

da 180 ore e l’eliminazione dell’obbligo di test finale per l’aggiornamento.

da ISPRA per il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Sarà competenza delle Regioni valutare come recepire le nuove indicazioni

– è consultabile l’Elenco Nazionale dei TCA e gli elenchi dei corsi abilitanti e

nella propria procedura di accreditamento. Nel frattempo ANIT, in collabora-

di aggiornamento. Se a dicembre 2018 erano iscritti nell’elenco nazionale

zione con gli ordini professionali e con le Scuole Edili, ha già in previsione

9.718 professionisti, a giugno 2019 sulla piattaforma ENTECA risultavano

l’attivazione di nuovi corsi per i TCA.

registrati 10.708 tecnici, quasi mille in più. L’incremento è stato determinato sia dai nuovi TCA, coloro che hanno superato con profitto l’esame di un corso da 180 ore, sia dai vecchi TCA che hanno richiesto il passaggio dall’elenco

Informati sulle iniziative ANIT e consulta la Guida “Tecnico Competente in Acustica – Facciamo chiarezza” sul sito www.anit.it

12% 10%

10% 9%

8% 6%

6%

4%

28%

2%

Emilia Romagna Marche Lombardia Campania Piemonte Veneto Lazio Toscana Puglia Sardegna Abruzzo Liguria Umbria Valle d'Aosta Sicilia Friuli V. G. Calabria Trento-Bolzano Basilicata Molise

0%

Figura 1 – Percentuali di TCA distribuiti in ogni Regione, fonte ANIT

47%

• Ingegneri ltro: • L Aaurea in

chimica,fisica, biologia. Diploma di maturità scientifica, chimica, ecc.

• Periti • Architetti • Geometri

Figura 2 – Analisi qualitativa delle qualifiche dei TCA, fonte ANIT

Settembre 2019

UP! 65


REGOLAMENTARE LA PROFESSIONE PER FAR CRESCERE LA POSA QUALIFICATA La piastrella è un semilavorato che acquista il suo caratteristico valore d’uso quando viene posata correttamente. Da questa evidenza discende l’impegno del settore a favore della posa che ha vissuto un’accelerazione decisiva nel 2013 con la costituzione di Assoposa. Nel 2013 è stata anche pubblicata la Norma UNI 11493 sulla posa – successivamente

Le richieste di Assoposa alla politica

modificata nel 2016 – che rappresenta il riferimento

oggi una qualificazione professionale (Piastrellista, Maestro Piastrellista, Lastrificatore XXL), per distinguere il Socio dalla massa dei posatori generici, ma si tratta di una qualificazione professionale volontaria e facoltativa. Per la posa, come per la generalità delle attività edili, manca in Italia una legge che regolamenti l’accesso, mentre i sistemi di qualificazione professionale sono sempre e soltanto volontari e facoltativi. A

tecnico fondamentale per assicurare la qualità di una piastrellatura

chi intenda operare nel settore dell’edilizia non viene richiesto il possesso

ceramica oltre a essere la “stella polare” per l’azione tecnica e pro-

di requisiti minimi di carattere tecnico-professionale. Chiunque, senza

fessionale di Assoposa.

preparazione, esperienza e titolo di studio, può accedere a un settore

Durante questi sei anni Assoposa si è consolidata come organizzazione,

fondamentale per l’economia e l’ambiente, quale quello dell’edilizia.

ha definito con successo una serie diversificata di prodotti formativi

Assoposa chiede pertanto alla politica di introdurre l’obbligo:

(l’attestazione professionale per posatori; la qualifica per Lastrifica-

• di qualificazione per l’operatore;

tori XXL per tecnici di cantiere e di sala mostra; i seminari tecnici

• della “certificazione del pavimento”, sulla falsariga di quanto previsto

per architetti e progettisti con ri-

dalla legge sulla certificazione degli

conoscimento di crediti formativi

impianti;

professionali e le dimostrazioni di

• dell’assicurazione del pavimento,

posa per le aziende ceramiche), e

sulla base della scheda di trac-

ha conquistato prestigio a livello

ciabilità predisposta da Assoposa.

nazionale e internazionale. Il pros-

Lo scopo di Assoposa è la qualifi-

simo obiettivo sarà il dialogo con

cazione professionale della posa

la politica per istituzionalizzare gli

italiana e per questo l’Associazione

importanti risultati raggiunti sul

ha messo a punto un sistema di at-

versante della qualificazione pro-

testazione professionale, certificato

fessionale. Poi si dovrà affrontare

ISO 9001, basato sulla definizione ex

l’immane problema dell’istruzione

ante delle conoscenze, delle abilità

e della formazione professionale

e delle competenze che deve pos-

dei giovani (i posatori di domani);

sedere il posatore e su un rigoro-

e a seguire altri importanti step poi-

so sistema di verifica dell’effettivo

ché come sottolinea Paolo Colom-

possesso, in capo al posatore, di

bo, presidente di Assoposa: «Fare

detti requisiti.

Assoposa è un po’ come andare in

Il sistema ricalca lo schema pro-

bicicletta: bisogna sempre pedalare

posto dalla Legge n. 4/2013 sulle

per non rischiare di cadere».

professioni non regolamentate, che

Tutte le iniziative di Assoposa sono

affida proprio alle associazioni pro-

finalizzate a un obiettivo strategico

fessionali questa delicata funzione,

chiaro e preciso: far crescere nel

fonte di grande responsabilità nei

mercato il bisogno di posa quali-

confronti dei professionisti, della

ficata. Solo Assoposa può offrire

concorrenza e del mercato.

66 UP! Settembre 2019


FEDERLEGNOARREDO NEL BOARD DEI SOCI DI POLI.DESIGN Al via la collaborazione tra FederlegnoArredo (Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento) e POLI.design, tra le più importanti realtà di riferimento a livello internazionale per la formazione post-laurea che, insieme alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e al Dipartimento di Design, forma il Sistema Design del Politecnico, un aggregato di risorse,

Sinergie e progetti per il settore del legno-arredo

imprese, studenti e professionisti. «Siamo orgogliosi di annunciare oggi l’avvio di questa collaborazione, un ponte tra le eccellenze dell’industria e del design made in Italy e una delle migliori scuole al mondo – ha affermato Claudio Feltrin –. L’accordo nasce da una sintonia insita nella natura delle due realtà e dalla volontà di avvicinare sempre più imprenditori e mondo della formazione. Condividiamo gli stessi

competenze, strutture e laboratori tra i più importanti

obiettivi per costruire insieme scenari futuri, indi-

al mondo. A darne l’annuncio, durante la cerimonia di

viduare nuove figure necessarie per la crescita del

premiazione di un gruppo di giovani studenti, Claudio Feltrin, presidente

settore e rispondere alle esigenze di un mondo in continua evoluzione

di Assarredo e Giuliano Simonelli, presidente di POLI.design.

come quello rappresentato dalla filiera del legno-arredo».

Alla base della nuova collaborazione la volontà di sviluppare sinergie e

L’annuncio dell’ingresso di FederlegnoArredo nel board dei Soci di

progetti congiunti nell’ambito del legno-arredo, un settore dinamico e

POLI.design è stato dato al termine della premiazione del miglior progetto

in crescita come confermano i dati del Centro Studi FederlegnoArredo

realizzato per il workshop “12 complementi per 10 stanze”, organizzato

dello scorso anno: 42,6 miliardi di produzione nel 2018. Una filiera che

da Assarredo insieme alla Scuola di Design del Politecnico di Milano.

raccoglie un mondo variegato di aziende, con produzioni diversificate

Il percorso, della durata di due mesi, ha visto coinvolte 12 aziende del

sia per materiali sia per tecnologia impiegata e che, proprio per la sua

Gruppo Complementi d’Arredo e circa 30 studenti, italiani e stranieri,

natura poliedrica, necessita di un continuo scambio tra progettazione

iscritti al primo anno della laurea magistrale di Interior Design e Design

del prodotto, spazi abitativi e formazione. La collaborazione si propone,

di Prodotto del Politecnico di Milano, che hanno lavorato sulla capacità

quindi, di mettere in dialogo la cultura accademica con il mondo del

del complemento di essere al centro dello spazio nel progetto di interni.

sapere professionale, supportando lo sviluppo delle imprese, con l’o-

Il miglior voto è stato ottenuto da un gruppo di studentesse, premiate da

biettivo di favorire la nascita di relazioni virtuose tra università, istituzioni,

Assarredo con una borsa di studio del valore di 5mila euro. Da sinistra Claudio Feltrin, presidente di Assarredo e Giuliano Simonelli, presidente di POLI.design

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UP! 67


PLASTICA E COSTRUZIONI di Ferdinando Napoli, co-founder di Edilportale e Archiseller

L’utilizzo, e in particolare l’abuso, della plastica è una tematica che attraversa in maniera trasversale il mondo delle costruzioni. L’edilizia europea, infatti, prevede un uso massiccio delle materie plastiche, con un consumo di circa 10 milioni di tonnellate di materie plastiche l’anno. Il problema, però, non è da attribuire

Da circolo vizioso a circolo virtuoso

È una sfida, certo, ma è già stata raccolta da milioni di persone in tutto il mondo. C’è, nello specifico, una parte del discorso di Mari Pantsar, direttore di Sitra, che ha chiuso il World Circular Economy Forum a Helsinki lo scorso giugno, che avrei piacere di condividere: «Ogni volta che prendiamo una decisione, dobbiamo valutare

al materiale in sé, che al contrario è stato ed è tutto-

che impatti avrà sulla natura e sulle future generazioni».

ra motore propulsore dell’innovazione nel nostro e in

Ognuno di noi svolge un ruolo importante in questo

moltissimi altri settori. Piuttosto, come tutte le cose, è l’utilizzo che se ne

senso, ogni giorno e abbiamo il potere di apportare un miglioramento al

fa a renderlo una scoperta o una minaccia.

mondo come lo conosciamo. Per questo, gli attori della filiera edile hanno

Per questo, al posto di demonizzare e puntare il dito contro la plastica, an-

il diritto e il dovere di ripensare al modo di costruire e di progettare, senza

drebbe pensata un’attenta riprogettazione dell’intera filiera edile. In questo

cadere nella trappola della cosiddetta “legge della tradizione costruttiva”,

modo, riusciremmo a cambiare il punto di vista e passare da problematica

secondo la quale tendiamo a seguire sempre la soluzione più sicura, la

a opportunità, trasformando il circolo vizioso nel quale ci troviamo in un

strada già battuta, senza avere il coraggio d'innovare. Invece, sta a tutti

circolo virtuoso. Come si può fare? Incentivando usi più consapevoli dei

noi sperimentare, ricercare in maniera continua e costante nuovi metodi e

polimeri e sostenendo la ricerca e la sperimentazione su eco-materiali

materiali, non solo per costruire meglio ma anche per smaltire in maniera

costruttivi – polimeri naturali e organici, come la cellulosa e la pectina,

adeguata. Dal riutilizzo alla demolizione consapevole, nell’ottica di un’e-

che hanno il pregio di biodegradarsi facilmente – e, ancora, operando una

dilizia sostenibile capace di ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni.

scelta consapevole dei materiali e analizzando in primis il loro ciclo di vita.

Perché la plastica non ha colpe. Noi si.


RIFLESSIONI DI UN ARCHITETTO

di Carlo Cappai e Maria Segantini C+S Architects, vincitori del Premio Nazionale del BigMat International Architecture Award ’17

PLASTICA IN LAGUNA Innovazione tecnologica, sostenibilità e rispetto per l’ambiente: sono queste le linee guida che abbiamo seguito per realizzare le piattaforme di monitoraggio ambientale della laguna di Venezia (PML), un progetto che già nel 2004 ci aveva portato a riflettere sul rapporto tra innovazione e identità dei luoghi e su come poter introdurre

Il riciclo al servizio della tecnologia

preziose attrezzature che i moduli contengono è stata eliminata qualunque piattaforma di sosta. La capsula, quindi, ermeticamente chiusa e inaccessibile, si apre facendo scorrere la scala a pioli che, grazie a un sistema di contrappesi, si muove verticalmente aprendo l’accesso alla porta di ingresso; l’altezza necessaria per entrare nel

la tecnologica in un paesaggio rispettandone la memoria

modulo si ottiene poi facendo ruotare la calotta superiore.

e la continuità.

La parte superiore della PML è costruita da un guscio e

La storia del progetto delle PML di Venezia è un esempio reale di come

da un piano di calpestio in vetroresina, mentre il basamento che sostiene e

l’utilizzo di un materiale riciclato ci abbia permesso di trovare una soluzione

che racchiude e difende la sonda elettrochimica è stato costruito in plastica

innovativa in termini di sostenibilità ambientale che ben si inserisce nel con-

riciclata. L’esigenza di poter permettere la misurazione dei metalli pesanti a

testo ambientale. PML è, infatti, un modulo di rilevazione chimico-fisica delle

basse concentrazioni escludeva l’utilizzo del metallo per la struttura fondativa

condizioni dell’acqua e dell’aria, commissionatoci dal Magistrato alle Acque

e la scelta della plastica riciclata ci ha consentito di risolvere in modo cre-

di Venezia, per la laguna di Venezia. Nel paesaggio lagunare punteggiato da

ativo il problema tecnico dell’interferenza tra l’installazione di una classica

piccoli “segni” che permettono agli uomini di abitare la laguna – come le bri-

piattaforma in acciaio e le delicatissime strumentazioni di rilevamento che

cole (struttura nautica utilizzata per indicare le vie d'acqua, ndr ), le paline per

eravamo stati chiamati a disegnare. Abbiamo lavorato per creare una “forma

ormeggiare le imbarcazioni o ancora le piccole costruzioni come centraline

architettonica” in plastica riciclata che si accordasse il più possibile alle

elettriche, rilevamento maree e capitelli religiosi – i moduli di monitoraggio

strutture lignee già presenti nella laguna in modo da ridurre l’impatto del

ambientale PML sono stati disegnati come strutture riconoscibili e facilmente

modulo, e in seguito al successo di questo progetto la Soprintendenza di

individuabili che vanno a comporre una rete di rilevamento di dieci stazioni.

Venezia ha poi autorizzato l’utilizzo della plastica riciclata come materiale per

Si tratta di una struttura autosufficiente dal punto di vista energetico, le cui

realizzare altre bricole in sostituzione del legno. PML rappresenta per noi un

strumentazioni sono alimentate grazie all’accumulo di energia dai pannelli

oggetto sostenibile, altamente innovativo, tecnologicamente all’avanguardia

fotovoltaici, e che comunica via satellite con la centrale operativa all’Arse-

e in più disegnato con materiali riciclabili, capace di innestarsi con rispetto

nale di Venezia. Per minimizzare gli atti vandalici e i potenziali furti delle

nel paesaggio fragile del suolo liquido della laguna di Venezia.

Una delle PML in plastica riciclata

Settembre 2019

UP! 69


di Roberto Schiesari Schiesari & Associati Economia, Finanza e Diritto di Impresa

SE IL “MATTONE” È LINEARE, “ABITARE” È CIRCOLARE Per troppi anni i sistemi economici sono stati caratterizzati da processi lineari basati sull’acquisizione delle risorse produttive per produrre beni e servizi poi da eliminare a fine ciclo di vita; con una conseguente scarsa attenzione all’uso delle risorse ma soprattutto alle modalità di smaltimento dei prodotti al termine del loro uso. La crescente attenzione all’impatto ambientale e alla sostenibilità eco-compatibile,

Il valore del riciclo e le opportunità per il rivenditore

con un’accelerazione – ben auspicata – negli ultimi anni, ha progressivamente “curvato” questa linearità

continua riduzione dei cicli di vita dei prodotti e una maggiore facilità da parte del cliente di trovare l’offerta migliore comparandone il prezzo. Tendenze che rendono i margini più contenuti e rischiosi, limitando la capacità di investimento in capitale tecnico e umano delle organizzazioni. L’economia circolare porta invece il prodotto all’interno di un modello di business integrato e finalizzato all’offerta di un servizio, il cui valore aggiunto è determinato non solo dal “momento”

fino a cercare di unire i due estremi dei meccanismi di produzione

della vendita, ma da un processo continuo che parte prima ma

e di consumo: il “segmento” diventa circolare.

soprattutto continua dopo la vendita stessa. I prodotti diventano

Nell’economia lineare il prodotto è il principale elemento di van-

parte integrante del capitale aziendale, prolungando il loro ciclo di

taggio competitivo, la cui sostenibilità è legata essenzialmente al

vita fino a renderlo continuo considerandone il riuso, la riparabilità, la

mantenimento nel tempo di un adeguato margine tra il prezzo che

riciclabilità e addirittura la rigenerabilità, cioè un uso diverso rispetto

il mercato è disposto a riconoscere e il costo di produzione e distri-

a quello progettato inizialmente.

buzione. L’innovazione, tecnologica e non solo, determina però una

Ma quindi perché tutto ciò può rappresentare un’opportunità e non solo

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maggiore complessità di mercato ad appannaggio dei grandi player? Nell’economia lineare i clienti sono attirati da nuovi prodotti, spesso enfatizzati da mode o da avanzamenti tecnologici, cercati tendenzialmente online e acquisiti da mercati internazionali. Acquistare il prodotto è considerato il modo normale per utilizzarlo. Farlo riparare è in genere difficile e costoso, con prodotti a fine vita considerati un problema da smaltire pagando il meno possibile. Nell’economia circolare la localizzazione del fornitore diventa un valore non solo per aspetti di sostenibilità e valorizzazione del territorio – come ad esempio il made in Italy o il km zero –, ma perché consente la “vicinanza” al cliente per intercettare le sue necessità, coinvolgerlo nel processo dalle prime fasi di progettazione, proporre non necessariamente il possesso del prodotto ma principalmente la sua usabilità. Soprattutto consente al fornitore di diventare il corretto interlocutore per tutte le fasi del processo circolare, e non solo quella della vendita, enfatizzando il valore del riciclo e del riuso. Walter Stahel, fondatore del Product-Life Institute, ricorda che: «I beni di oggi sono le risorse di domani al prezzo delle risorse di ieri». La transizione verso un modello di economia circolare sposta l’attenzione sul ridurre imballi e sprechi, riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, possibilmente lì dove si generano; ma anche necessariamente sul condividere le fasi iniziali di progettazione e design. E ciò richiede una ridefinizione dell’intera filiera che non può prescindere da una stretta collaborazione di tutti gli attori che in questa tendenza rivedono interamente i propri modelli di business. Negli ultimi mesi sta finalmente aumentando in misura esponenziale la sensibilità delle persone al problema dell’eccessiva produzione di prodotti non riutilizzabili o con difficoltà di riciclo come molti materiali plastici, e si evidenziano i danni permanenti all’ambiente e alla salute di produzioni e consumi poco attenti alla circolarità dei prodotti. I professionisti e le aziende che sapranno, anche nell’edilizia, intercettare tempestivamente in modo costruttivo questa crescente sensibilità, ponendo la massima attenzione a progettare, fabbricare e commercializzare prodotti con un alto livello di circolarità grazie al contributo dell’innovazione tecnologica, potranno crearsi un vantaggio competitivo rilevante, oltre a preservare

Il legno è vita. Proteggilo Curalo con la qualità dei prodotti Amonn. Per ogni tipo di impiego scegli l’innovazione tecnica e la tradizionale qualità altoatesina.

l’ambiente, così prezioso per noi e le future generazioni. Anche il sistema finanziario (in particolare banche e fondi di investimento) si sta accorgendo che finanziare o investire in aziende e progetti all’avanguardia nell’economia circolare si può rivelare una grande opportunità, per il minore rischio e le significative potenzialità di crescita. La più importante banca italiana, che ha aderito alla Fondazione Ellen MacArthur, principale promotore della transizione globale verso questo nuovo modello di economia, sta destinando risorse verso chi attua progetti in tal senso e sempre più fondi privilegiano investimenti in aziende coerenti con tale modello.

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

BIGMAT SOSTIENE LO SPORT Le due ruote esercitano, da sempre, un fascino particolare sugli italiani che amano le grandi imprese in salita e si emozionano per le vittorie in volata. Anche BigMat è sempre stato sensibile al messaggio positivo dello sport e soprattutto al fascino del ciclismo

I soci del Gruppo sponsor di eventi in tutta Italia

oggi riconfermato dalle iniziative di BigMat Focardi e

Un’iniziativa di promozione del brand BigMat di grande importanza quella di Focardi e Cerbai sia per il tipo di competizione ciclistica con atleti di tutto il mondo sia per la copertura televisiva. La sponsorizzazione del Giro d’Italia Under 23 e della tappa (145,5 chilometri da Sesto Fiorentino a Gaiole in Chianti) è inoltre frutto della

Cerbai di Sesto Fiorentino (FI) e di BigMat Clemente di Oliveto Citra (SA).

stretta e profonda collaborazione del Punto Vendita con il Comune di Sesto

Si parte dalla Toscana, terra di campioni del ciclismo, dove i colori BigMat

Fiorentino e dell’attenzione di BigMat Focardi e Cerbai per il territorio. Per

hanno accolto la terza tappa del 42° Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel, che

questo le attività correlate alla tappa del Giro giovanile non si sono fermate

tra i suoi partner ufficiali ha annoverato proprio BigMat Focardi e Cerbai.

alla sponsorizzazione ma hanno coinvolto anche il pubblico di spettatori

A metà giugno la corsa rosa è transitata di fronte al Punto Vendita di mate-

con “un evento nell’evento”. Durante la mattinata della tappa infatti, è

riali per costruire e ristrutturare casa (in

stato allestito uno stand BigMat in via

via della Querciola): «Abbiamo disposto

Cavallotti dove «si sono svolti momenti

25 metri di striscioni a copertura delle

ricreativi e ludici con gadget persona-

transenne del villaggio partenza – spie-

lizzati BigMat per un gruppo di circa

ga Tommaso Cerbai, responsabile del

50 piccoli ciclisti – racconta Tommaso

Punto Vendita –, un arco gonfiabile di 7

Cerbai – che si sono messi alla prova

metri personalizzato BigMat, posiziona-

in una gincana su due ruote con l’e-

to di fronte al nostro Punto Vendita dove

strazione di 15 bici brandizzate BigMat

è passata la carovana, e altri striscioni

regalate da BigMat Focardi e Cerbai».

che sono stati poi utilizzati in tutte le

Dalla Toscana alla Campania, a Colliano

tappe del Giro».

(SA) in particolare, dove a fine giugno si

Qui il passaggio dei ciclisti davanti allo showroom HABIMAT e al Punto Vendita BigMat Focardi e Cerbai di Sesto Fiorentino (FI) e sopra i bambini che hanno partecipato alle diverse iniziative

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

Il podio del Marathon Eremita Marzano sponsorizzato da BigMat Clemente Lorenzo di Oliveto Citra (SA)

è svolta la seconda edizione della Marathon Eremita Marzano - TPN 2019

tecnico e prodotti tipici è stata omaggiata una t-shirt BigMat e altri gadget.

sponsorizzata da BigMat Clemente Lorenzo di Oliveto Citra (SA). Oltre

A Lido di Spina (FE), invece, spazio a rimbalzi e canestri nella Basket Beach

250 i partecipanti alla corsa, organizzata dall’Asd Ciclistica Oliveto Citra,

Arena del Bagno Kursaal, l’unico campo omologato in Emilia Romagna per

uno dei circuiti più prestigiosi del Centro Sud Italia che a ogni edizione attira

il beach basket dove lo scorso maggio si è svolto il Torneo di Basket 3x3

numerosi agonisti, cicloamatori ed escursionisti impegnati su 3 percorsi:

che ha visto sfidarsi le migliori squadre giovanili dell’Emilia Romagna sul

Marathon da 60 km, Granfondo da 43 km ed Escursionistico da 30 km.

campo da gioco sponsorizzato da BigMat M.A.P.E.F. di Codigoro (FE). La

«Siamo sempre stati coinvolti in diverse partnership con sport di vario genere,

collaborazione con Nicola Ghedini, gestore del Bagno Kursaal, nasce a

dal motociclismo con un team di enduro che compete a livello regionale

seguito della ristrutturazione dello stabilimento balneare curata da BigMat

alla pallavolo con la squadra Laviano Volley per finire al ciclismo – racconta

M.A.P.E.F. che ha fornito sia la consulenza tecnica sia i prodotti per i lavori di

Maurizio Clemente, amministratore di BigMat Clemente –, e siamo da

tinteggiatura, di verniciatura della piscina e rifacimento della pavimentazione

sempre vicini allo sport perché ne condividiamo lo spirito di sacrificio e

esterna a bordo piscina e zona relax/ristorante. «Da questa sinergia è nata

la passione, valori che mettiamo anche nel nostro lavoro ogni giorno per

una bella partnership – racconta Erika Bighi, responsabile marketing e co-

questo ci è subito piaciuta l’idea di sponsorizzazione la Marathon Eremita

municazione di BigMat M.A.P.E.F. –, che ci ha portato alla sponsorizzazione

Marzano». Presso il gazebo a marchio BigMat si è svolta la registrazione

delle tribune della Basket Beach Arena ma non solo, anche i gazebo della

atleti alla partenza e il Pasta Party al termine della competizione. Nel pacco

zona ristorante, alcuni complementi d’arredo e le divise dello staff sono in

gara, brandizzato BigMat, e consegnato a tutti i partecipanti, oltre a materiale

parte brandizzati BigMat».

I gazebo del Bagno Kursaal di Lido di Spina (FE) con il logo BigMat

La Beach Basket Arena sponsorizzata da BigMat M.A.P.E.F. di Codigoro (FE)

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

DAL VENETO ALLA SICILIA SOCI IN FESTA Una primavera e un maggio ricco di iniziative e festeggiamenti per i Soci BigMat, a partire da BigMat Bema di Belpasso (CT) con l’edizione 2019 di Bema Summer Expo, la mini fiera dell’edilizia che ha visto la partecipazione di più di 1.200 persone. «La terza edi-

Concorsi, mini fiere e compleanni in casa BigMat

zione di Bema Summer Expo è andata oltre ogni nostra

del settore e – da quest’anno – anche per i privati che hanno potuto ammirare i trend del settore e incontrare i professionisti del territorio per chiedere una consulenza, oltre a ricevere documentazione tecnica e assistere a dimostrazioni di posa. Non solo approfondimenti tecnici ma anche svago e divertimento per il pubblico che ha

possibile aspettativa – commenta entusiasta Salvatore Belfiore, titolare di

apprezzo le degustazioni di 10 cantine siciliane e le proposte di street

BigMat Bema –, siamo molto contenti dei risultati registrati nei due giorni

food. “Piatto forte” è stato, inoltre, lo show cooking con Valeria Raciti

in termini di volume di affari ma ancora più di essere riusciti a creare un

– vincitrice dell’ultima edizione di MasterChef Italia e siciliana DOC –

evento apprezzato dal pubblico e un’occasione di incontro tra aziende,

che ha deliziato i presenti con una delle sue creazioni culinarie. Ogni

professionisti e privati che hanno potuto così e toccare con mano i prodotti

partecipante è stato inoltre omaggiato di un regalo offerto da BigMat Bema

e scoprire come possiamo supportarli nei progetti di ristrutturazione e di

e dai partner dell’evento: strumentazione tecnica per i professionisti ma

costruzione». Durante la due giorni il Punto Vendita si è trasformato in un

anche gadget tecnologici, per il tempo libero o lo sport in famiglia, come

luogo di incontro per oltre 40 produttori di materiali edili, per gli operatori

spiega Salvatore Belfiore: «Desideriamo sia un momento amichevole e di divertimento oltre che di business, l’occasione per consolidare i rapporti con i clienti che da 25 anni ci affidano i loro progetti e per conoscere chi ancora sta cercando un partner a cui affidare uno dei beni più preziosi: la propria casa». Presso il Punto Vendita BigMat Repro di Fonzaso (BL), dove è invece andato in scena un pomeriggio dedicato ai più piccoli con il concorso di disegno “Ecologia e natura”. Più di cinquanta artisti in erba si sono “sfidati” a colpi di pennellate e colori all’insegna del divertimento e dell’ecologia utilizzando le pitture prive di formaldeide di Oikos, partner dell’evento.

Sopra alcuni momenti di BigMat Bema Summer Expo a Belpasso (CT) e qui accanto alcuni partecipanti con, al centro, la vincitrice di MasterChef Valeria Raciti.

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

L'evento Oikos presso il Punto Vendita BigMat Repro a Fonzaso (BL)

«Siamo molto soddisfatti del successo dell’iniziativa – commenta Alessia

stand hanno presentato le ultime novità per costruire e ristrutturare casa.

Scala, responsabile del Punto Vendita – che ha coinvolto un gran numero

«Siamo contenti della buona affluenza del pubblico all'evento – racconta

di famiglie con bambini. L’idea del concorso è nata per promuovere il

Roberta Spiridigliozzi, una delle titolari del Punto Vendita –, architetti,

colorificio sul territorio. Inizialmente avevamo pensato di rivolgerci al target

progettisti e clienti hanno molto apprezzato le dimostrazioni di posa dei

dei professionisti ma poi invece abbiamo puntato sul pubblico più ampio».

prodotti, le novità per l’arredobagno, i rivestimenti e le finiture d’interni,

Un pomeriggio di divertimento in cui non sono mancati intrattenimento

le pitture, l’isolamento e l’impermeabilizzazione, il bricolage e molto

con truccambimbi e uno spettacolo di animazione che ha anticipato la

altro. È un traguardo molto importante e ne siamo orgogliosi, per questo

proclamazione del disegno più bello e la consegna di premi e gadget

abbiamo voluto festeggiare insieme a chi ci ha accordato la sua fiducia

per tutti i bambini.

in questi anni. Un evento per ringraziare la clientela che da ben 40 anni ci segue e ci dà fiducia, per fidelizzare ma anche aprire le nostre porte

Sono invece 40 gli anni di attività compiuti da BigMat Spiridigliozzi

a chi ha bisogno di una consulenza professionale e a 360 gradi, attenta

di Villanova di Guidonia (RM): un traguardo importante quello raggiunto

ai nuovi materiali e alle nuove tecnologie». E per rendere ancora più

che la famiglia Spiridigliozzi ha voluto festeggiare con un open day, sconti

“sfizioso” l’evento, BigMat Spiridigliozzi ha organizzato uno show cooking

per un’intera settimana, promozioni ma anche intrattenimento. Privati,

e degustazioni di pizze appena sfornate, divertimento con gadget e altre

professionisti, architetti, imprese e artigiani hanno potuto scoprire la

sorprese in un clima di allegria e familiarità.

realtà fondata nel 1979 da Giovanni Spiridigliozzi, come fabbrica di solai, che si è poi ampliata nel corso degli anni fino a diventare protagonista nel settore delle attrezzature e dei materiali per l’edilizia, nella zona di

La famiglia Spiridigliozzi durante i festeggiamenti per i 40 anni di BigMat Spiridigliozzi di Villanova di Guidonia (RM)

Guidonia e nell’hinterland romano. Durante la giornata di festa è stato possibile visitare il negozio e conoscere 20 aziende partner che nei loro

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UP! 75


NEWS DAL MONDO BIGMAT

BIGMAT SUPERA I 200 PUNTI VENDITA Con i recenti ingressi, da Nord a Sud, Il Gruppo BigMat raggiunge i 202 Punti Vendita confermando la propria presenza sul territorio con nuovi Soci in Lombardia, Toscana e Campania.

Tre nuovi ingressi nel Gruppo

«Una scelta che rappresenta un salto di qualità,

cesso di restyling per trasformarci da rivendita edile a Punto Vendita al dettaglio, diversificando così la nostra offerta che si amplierà, ad esempio, anche all’arredobagno». Professionalità, know-how, competenza e servizi sono i punti di forza di BigMat La Viscontea

che non solo rafforzerà ulteriormente la nostra presenza sul territorio

con un’area di 8mila mq e con uno spazio espositivo di 3mila mq, offre

e i rapporti con le imprese e gli artigiani, ma allo stesso tempo ci

un’ampia gamma di prodotti dai materiali edili agli impermeabilizzanti

aiuterà a intercettare anche il pubblico dei privati a cui guardiamo

e al cartongesso, dai sistemi isolanti ai pavimenti e ai rivestimenti, dalla

sempre con maggior interesse». Così commenta l’ingresso nel Grup-

ferramenta e utensileria al colorificio con servizio tintometrico. Numerosi

po BigMat Fabio Zaghen, uno dei titolari dal 2015 insieme ai soci

anche i servizi a partire dalla piegatura del ferro, la consulenza pre e

Claudio Zaghen, Artan Bixi e Petrit Kola del Punto Vendita BigMat

post vendita, la consegna in cantiere, la posa in opera, il noleggio dei

La Viscontea di Brignano Gera d’Adda (BG). Una realtà storica, attiva

mezzi e la progettazione chiavi in mano grazie al supporto di uno studio

nella provincia di Bergamo e nelle zone limitrofe di Milano e Brescia

di architettura esterno. Un team di dieci dipendenti la cui preparazione

da più di quarant’anni, che ha deciso di proseguire il suo percorso di

viene continuamente aggiornata, così come sono oggetto di continui

rinnovamento con un importante cambio di passo facendo propri i valori

approfondimenti anche le competenze tecniche di artigiani e imprese

di un «Gruppo importante e riconosciuto come BigMat – prosegue

per i quali BigMat La Viscontea organizza diversi momenti formativi.

Zaghen – grazie al quale nei prossimi mesi completeremo il nostro proConfrontarsi con altre realtà e sviluppare una maggiore specializzazione sul mercato: con questi obiettivi BigMat Fontana Serafino & Figlio, storica attività di Santa Maria a Monte (PI), è entrata nel Gruppo BigMat. Nata nel 1966 come azienda per la vendita di materiali edili e termoidraulici, nel corso degli anni – grazie alla lungimiranza imprenditoriale di Veriano, Marco e Massimiliano, rispettivamente figlio e nipoti del fondatore – ha ampliato la sua offerta aprendosi anche al settore delle finiture d'interni. Sono 3mila i mq su cui si sviluppa il Punto Vendita dedicato all’edilizia pesante, alla ferramenta, al tintometro alla termoidraulica e alle soluzioni per l’interior design a cui è invece riservata una sala mostra da 600 mq recentemente rinnovata. Il team, composto da una decina Qui e sopra il Punto Vendita BigMat La Viscontea a Brignano Gera d'Adda (BG)

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NEWS DAL MONDO BIGMAT Qui e a fianco Il Punto Vendita BigMat Fontana Serafino & Figlio di Santa Maria a Monte (PI)

di collaboratori, offre consulenza pre e post vendita ma anche rilievi in

grafica che spinge la realizzazione di nuovi complessi abitativi. Con

cantiere, progettazione e posa in opera. Artigiani e imprese possono

BigMat l’attività salernitana, fondata nel 1976 da Sabatino Abate, punta

inoltre partecipare agli appuntamenti formativi e di approfondimento

a consolidare la propria posizione sul mercato locale: «Siamo sicuri che

tecnico organizzati durante l’anno in collaborazione con diverse aziende

l’ingresso in BigMat darà una grande spinta all’attività, rafforzando la

partner. «L’ingresso nel Gruppo – sottolinea Massimiliano Fontana,

nostra identità e visibilità sul territorio – afferma il titolare Sabatino

responsabile dello showroom – ci è sembrata la scelta migliore per far

Abate –. Una crescita supportata dalla sinergia e dal confronto con gli

crescere ulteriormente la nostra azienda grazie al supporto, sostegno e

altri Soci del Gruppo e dal solido rapporto di partnership con i fornitori».

dialogo che ci porteranno a muoverci nel mercato in modo più specifico

Diecimila i mq totali su cui si sviluppa la realtà salernitana tra materiali

puntando a una maggiore specializzazione della nostra offerta. Aumen-

da costruzione, l’edilizia pesante e uno showroom di finiture. Un’ampia

teremo e miglioreremo non solo la nostra gamma prodotti ma anche la

gamma di prodotti e soluzioni a disposizione di imprese, artigiani,

nostra visibilità sul territorio grazie a una comunicazione strategica ed

professionisti e privati che scelgono la professionalità e la competenza

efficace curata dalla Centrale BigMat».

dello staff composto da una decina di collaboratori. Materiali tradizionali e di bioedilizia, ferramenta, termoidraulica, pa-

Infine, in Campania BigMat ha accolto nel Gruppo il Punto Vendita

vimenti e rivestimenti, rubinetteria e complementi per l’arredobagno

BigMat Edil Saba di Baronissi (SA), uno dei principali centri edili

compongono l’offerta del Punto Vendita, con grande attenzione anche

della valle dell’Irno, collocato in una posizione strategica tra Salerno,

alla formazione tecnica e all’approfondimento in collaborazione con le

Caserta e Napoli, che sta conoscendo una discreta crescita demo-

aziende e i fornitori partner.

Qui e a fianco il Punto Vendita BigMat Edil Saba di Baronissi (SA)

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UP! 77


NEWS DAL MONDO BIGMAT

BIGMAT ALFANO E L’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA PROGETTANO LA CASA DEL FUTURO Nasce in Calabria e si chiama Z-NEWh, acronimo di Zero Net Energy Wood house, il prototipo di casa in legno, ecologica, energicamente autonoma e sostenibile. A ideare il progetto l’Università della Calabria –

Autonomia energetica e legno a km zero

con il Gruppo di Ricerca di Sistemi Elettrici per l’Ener-

La soluzione architettonica edile, così come quella impiantistica, sarà flessibile, riadattabile e di facile installazione per creare sistemi aggregati in villaggi isolati e privi di infrastrutture di rete o per accampamenti temporanei d’emergenza.

gia e Creta Energie Speciali, spin off dello stesso ateneo – grazie alla con-

Il prototipo di laboratorio è stato presentato lo scorso giugno ad Aman-

sulenza e al supporto di BigMat Alfano di Amantea (CS) e di Mannella Srl

tea durante un convegno in cui si è dialogato sull’interconnessione tra

di Vibo Valentia (VV), azienda specializzata nella lavorazione del legno.

edilizia, energia e mobilità e sul cambio di paradigma: dalla “mobilità

Il progetto (finanziato dal programma Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020)

dell’energia all’energia della mobilità”. «Crediamo molto nell’innovazione

utilizza il legno, risorsa naturale di cui è ricca la Regione, come materia

e nella ricerca – racconta Rocco Alfano –, la collaborazione con Unical

prima per la costruzione del modulo abitativo di cui si occuperà proprio

nasce dal desiderio di fare ricerca e sviluppo con una struttura all’a-

BigMat Alfano come spiega il titolare Rocco Alfano: «Realizzeremo la

vanguardia nel settore energetico per essere protagonisti di un’edilizia

struttura e metteremo in campo tutto il nostro know-how e le compe-

al passo con le esigenze ambientali».

tenze tecniche acquisite in 10 anni nella costruzione e ristrutturazione

La casa del futuro a zero net energy avrà anche una ricaduta sul benessere

di abitazioni in legno».

economico del territorio calabrese grazie alla scelta del legno locale come

Grazie a tecnologie impiantistiche innovative, Z-NEWh sfrutta fonti di

materiale strutturale in grado di assolvere sia alla parte strutturale sia alla

energia rinnovabili per essere operativa anche in assenza di collegamento

funzione energetica, oltre ad essere leggero e adatto alla prefabbricazione

alla rete elettrica, diventando completamente autosufficiente. I moduli

e al trasporto. «Il vero riscontro sarà poi sul mercato – sottolinea Alfano –,

prefabbricati possono, infatti, essere alimentati persino da veicoli elet-

il punto di partenza è promettente con una possibilità di business interes-

trici che fungono da accumulatori mobili. Oltre al sistema di accumulo

sante». Tra i progetti in progress del Punto Vendita c’è infatti l’avvio della

elettrico nell’impianto pilota, pronto in autunno, saranno inseriti anche

produzione di pannelli X-Lam in Calabria, «utilizzeremo il pino silano, e

il fotovoltaico e il microeolico, la domotica e un sistema di integrazione,

non l’abete austriaco, una scelta che si sposa con l’anima ecosostenibile

gestione e controllo delle risorse energetiche (nanogrid).

del progetto nell’ottica di una filiera corta».

78 UP! Settembre 2019


NEWS DAL MONDO BIGMAT

IL FUTURO DELL’EDILIZIA ALL’EDILPORTALE TOUR 2019 Si è conclusa lo scorso giugno, dopo 20 tappe in tre mesi, la decima edizione dell’Edilportale Tour 2019: un viaggio lungo 18mila km lungo lo Stivale e in cui BigMat, sponsor dell’evento, ha potuto incontrare i

Il bilancio positivo di BigMat

protagonisti del settore per fare il punto della situa-

l’edilizia dei prossimi 10 anni, così come è stato delineata, sarà dinamica. Se da un lato la crisi economica ha avuto impatti negativi sulla committenza pubblica e privata e sui redditi dei progettisti, dall’altro i professionisti sono

zione e delineare gli scenari dell’immediato futuro dell’edilizia italiana.

attivamente alla ricerca di nuove soluzioni per riaffermarsi sul mercato,

Durante il ciclo di incontri sono stati coinvolti 150 relatori, 350 Ordini

attraverso l’acquisizione di nuove competenze e l’utilizzo di tecnologie

professionali provinciali, 12 Università, 68 patrocini e 23 aziende

innovative, una su tutte il BIM ormai imprescindibile e di cui hanno

sponsor tra cui in primis BigMat che, con i Punti Vendita delle varie

parlato anche Giulio Drudi, deputy BIM manager di Lombardini22 e

Regioni, ha partecipato a tutte le tappe distribuendo nel proprio stand

Carlo Zanchetta, professore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile

una serie di materiali redatti dall’Ufficio Tecnico per l’aggiornamento

e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova. Di sostenibilità si

del progettista edile.

è invece parlato con Elena Stoppioni, presidente di Save the Planet,

«È stata un’occasione importante di incontro con i professionisti

che ha illustrato l’importanza di una certificazione “green” non solo

del settore e un momento per avvicinarsi ai progettisti del territorio

per l’edificio finito ma anche per il cantiere (vedi pag. 18)

confrontandoci sulle loro esigenze – commentano dalla Centrale

Un’iniziativa di successo quella di Edilportale Tour, che condivide con

BigMat –, inoltre i contenuti e i temi affrontati hanno colto nel segno

il Gruppo BigMat l’obiettivo di informare, aggiornare e confrontarsi sul

i trend del momento».

costruire sostenibile, sulla riqualificazione, sulle normative vigenti e

BIM, sostenibilità e condivisione di competenze professionali sono

sulle soluzioni innovative stabilendo un contatto, anche vis-à-vis, tra

stati, infatti, i temi affrontati insieme agli oltre 4mila partecipanti, che

tutti i componenti della filiera dalla progettazione alla distribuzione per

durante il tour hanno anche potuto incontrare i Punti Vendita BigMat

comprendere i nuovi bisogni e le dinamiche della committenza così

per instaurare relazioni con contatti qualificati. Edilportale Tour 2019

come le competenze richieste ai progettisti per essere di supporto

si è concluso quindi con un bilancio positivo e la consapevolezza che

come distributori e partner. Alcuni momenti dell'Edilportale Tour a Cagliari e a Firenze

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

NON È IMPOSSIBILE, È BIGMAT Dopo il successo degli spot televisivi, la Home of Builders approda anche sulle frequenze radiofoniche italiane. Una programmazione di tre settimane con 530

La nuova campagna radiofonica

passaggi in totale che, da inizio giugno, sta facendo riecheggiare lo slogan “Non è impossibile, è BigMat!”. Tre le tipologie

Capital, Radio Italia, RDS e Radio 105 ma anche su 51 radio regionali per una copertura locale oltre che nazionale, nell’ottica di una comunicazione geolocalizzata che rispecchia il valore di prossimità dei Punti Vendita BigMat. La campagna pubblicitaria

in radio si inserisce tra gli investimenti e le attività per favorire la

di spot, ciascuno da 15 secondi, in onda dal 3 al 9 giugno, dal 8

visibilità del marchio e far conoscere il Gruppo BigMat al pubblico

al 14 luglio e infine dal 9 al 15 settembre su Radio Deejay, Radio

di professionisti dell’edilizia ma anche ai privati, per i quali costruire e ristrutturare casa sembra a volte un’impresa “impossibile” ma che negli oltre 200 Punti Vendita BigMat diventa possibile grazie a interlocutori professionali e materiali adatti alle loro esigenze. BigMat è, infatti, la casa di chi costruisce e ristruttura e il punto di riferimento per trovare i migliori materiali da costruzione, dalle fondamenta al tetto e per finiture d’interni, insieme a soluzioni progettuali innovative; il partner giusto per trasformare ogni progetto edile da un possibile incubo a un sicuro successo.

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