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APRILE 2017

POSTE ITALIANE SPA - SPED. A.P. - D.L. 353/03 ART. 1, CM. 1, DCB MI

SPECIALE INTONACI

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE PORTERÀ CAMBIAMENTI TECNOLOGICI, SOCIOCULTURALI E ORGANIZZATIVI


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PROGETTI | ARCHITETTURA | EDILIZIA

Oltre 900 Punti Vendita in Europa di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare casa. Direzione, Redazione, Abbonamenti e Amministrazione BigMat Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano T. +39 02 95344836 F. +39 02 95341232 E-mail: info@bigmat.it Comitato di redazione Rosita Bacis, Massimo Bussola, Davide A. Milani, Francesca Negri, Pierluigi Sabato, Anna Maria Sciorelli Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari BigMat Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano Direttore responsabile Francesca Negri Consulenza editoriale CommFabriK Srl Hanno collaborato a questo numero Cleo Fuentes, Stefano Guolo, Alessandra Guzzi, Francesca Negri, Irene Perico, Michela Pesenti, Rosa Santavite, Cristina Serra, Carlo Vacca Grafica e Impaginazione CommFabriK Srl Registrazione N° 240 del 03/05/2011 Tribunale civile e penale di Milano Come abbonarsi Per abbonarsi è sufficiente iscriversi su www.bigmat.it/community Spedizione gratuita Stampa Industrie Grafiche Pacini Via Gherardesca, 1 - 56121 Pisa Ospedaletto (PI) Tiratura del presente numero: n. 22.000 copie

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Questo volume è stato realizzato a Impatto Zero©. Le emissioni di CO2 generate dalla produzione e stampa sono state compensate mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita.


N. 22 A P R I L E 2017 MAGAZINE

PROGETTI | ARCHITETTURA | EDILIZIA

18 LA SMART HOME IN ITALIA CRESCE DEL 23%

26 PAESAGGIO, LUCE ED ENERGIA PULITA

L’illustrazione per la copertina di STYLEUP! è a cura di Fabulo

8 INDUSTRIA 4.0 Parte in Italia la quarta rivoluzione industriale. Sappiamo di cosa stiamo parlando? Come cambierà l’edilizia?

13 POTERE DIGITALE Dalla gestione delle luci della città con un clic all’Internet of Things, fino agli showroom virtuali

24 BIGMARKET FORMAT EUROPEO VINCENTE

30 TRASFORMARE UN ANTICO EDIFICIO RURALE IN UNA RESIDENZA DI PREGIO

20 LARGO AI GIOVANI Premiati durante il BigMarket i cinque vincitori delle borse di studio BigMat

34 RISTRUTTURAZIONE SU MISURA Artigiani specializzati e giovani progettisti, il progetto di Studio One Architecture

68 RUBRICHE Voci dal mondo delle costruzioni

78 BIGMAT NEWS Novità dal mondo BigMat

37 SPECIALE INTONACI

51 STYLEUP! APPROFONDIMENTI DAL MONDO DEL DESIGN SHOWROOM D’INTERNI, RIVESTIMENTI E ARREDO BAGNO

80 BIGMAT INTERNATIONAL Intervista al presidente di giuria del BigMat International Architecture Award ’17

Aprile 2016

UP! 5


DAL 1908 INNOVIAMO IL MONDO DELL’IMPERMEABILIZZAZIONE E DELL’ISOLAMENTO

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L’EDITORIALE L’EDITORIALE

di Rocco Alfano Presidente BigMat Italia

Cari Lettori, il tema che vi proponiamo in questo nuovo numero di UP! è oramai sulla bocca di tutti. L’Industria 4.0, infatti, è la vera sfida a cui tutti noi siamo chiamati. Resa possibile dallo sviluppo di nuove tecnologie, quella che tutti chiamano la quarta rivoluzione industriale non si limita all’informatizzazione dei processi, bensì integra e coinvolge tutto l’ecosistema. È una rivoluzione, quindi, non solo produttiva, ma anche culturale, sociale e di gestione manageriale a cui è chiamato anche il mondo delle costruzioni e già, anche in Italia, assistiamo a degli esempi concreti che possono far capire la portata di questo processo, promosso con delle azioni specifiche anche dal Governo del nostro Paese. Big data e Internet of things sono due ingredienti fondamentali dell’Industria 4.0 su cui anche BigMat sta lavorando alacremente: in particolare, dopo lunghi mesi di lavoro, a inizio marzo 2017 è stata lanciata la nuova piattaforma extranet a servizio esclusivo dei Punti Vendita soci del nostro Gruppo. Se gli strumenti digitali sono e saranno sempre più il must have, non bisogna però perdere di vista il contatto personale e l’importanza delle relazioni che la tecnologia può agevolare, ma che non sostituirà mai una stretta di mano. In quest’ottica nasce BigMarket, l’evento esclusivo organizzato per il terzo anno consecutivo da BigMat Italia e riservato alla rete di Punti Vendita BigMat e ai fornitori partner, che si è svolto il 17 e il 18 febbraio scorsi alla Fortezza da Basso di Firenze. Una fiera commerciale il cui obiettivo è rafforzare le partnership, ma anche condividere le reciproche competenze e sviluppare insieme nuove opportunità di business. L’obiettivo di BigMat è quello di creare continuamente servizi per tutti i Soci, agendo sul mercato con innovazione per essere il punto di riferimento per la distribuzione edile in Italia. Il BigMarket rappresenta una delle tante attività che il Gruppo organizza e mette a disposizione dei propri associati. Il carattere internazionale del Gruppo, il lavoro sinergico con gli altri Paesi BigMat e il confronto interno tra Soci ci consentono di avere uno scambio di esperienze utili per la crescita delle nostre aziende e ci permettono di agire per poter guardare con ottimismo al futuro e cercare di essere un passo avanti agli altri. Buona lettura!

!

Rocco Alfano Presidente BigMat Italia

Aprile 2017

UP! 7


Parte in Italia la quarta rivoluzione industriale. Ma sappiamo davvero di cosa stiamo parlando? di Cleo Fuentes

U

n tempo erano state macchine e combustibili fossili, oggi sono

che coinvolge le interfacce “touch” e la realtà aumentata: dagli showro-

sensori e connessioni wireless a basso costo ad aprire le porte

om virtuali alla possibilità di migliorare le proprie prestazioni sul lavoro

alla quarta rivoluzione industriale, che poggia le sue basi anche

utilizzando strumenti come, ad esempio, gli occhiali a realtà aumentata.

su un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie

Grazie alla tecnologia, insomma, l’uomo diventa un po’ robot, con notevoli

computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi

vantaggi in termini di produttività.

totalmente digitalizzati e connessi (Internet of Things and Machines).

Ultima, ma non per ultima, la quarta direttrice che riguarda il settore che

Tutti la chiamano Industria 4.0, tutti ne parlano, i Governi di mezzo mondo

si occupa del passaggio dal digitale al “reale” e che comprende

– Italia compresa – hanno varato (o lo stanno per fare) incentivi pesanti

la manifattura additiva (termine con cui si definisce un processo nel quale

per favorirne lo sviluppo, ma in pochi sanno davvero di cosa si tratta.

da un programma digitale ad hoc si arriva alla produzione di un oggetto

Secondo un recente rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey

solido), la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-

l’Industria 4.0 si basa su quattro direttrici di sviluppo. La

to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia

prima riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività,

in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni. Appare

e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-

chiaro come tutti questi aspetti riguardino anche il mondo delle costruzioni

machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e

e non solo dal punto di vista industriale.

la loro conservazione. La seconda è quella delle cosiddette analytics:

La vera novità dell’I4.0, infatti, è la ricaduta su tutti gli attori del sistema,

una volta raccolti i dati, infatti, bisogna ricavarne valore, mentre oggi solo

un fenomeno che quindi interessa non solo chi produce ma l’intera fiiera,

l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece

dalla distribuzione fino ai clienti finali, che diventano ancora di più di oggi

ottenere vantaggi a partire da una profilazione, si potrebbe dire “svizzera”,

parte integrante e attiva del mercato oltre che del processo produttivo

dei loro clienti e dei loro bisogni.

(per approfondire vedi la rubrica “Il consulente d’azienda” di Roberto

Terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina,

Schiesari a pag. 74).

8 UP! Aprile 2017


Utilizzo di macchine azionate da energia meccanica

Robot industriali e computer

Produzione di massa a catena di montaggio

Connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real time

Introduzione dell’elettricità dei prodotti chimici e del petrolio

Utilizzo dell’elettronica e dell’IT per automatizzare ulteriormente la produzione

Macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet

Fine 18° secolo

Fine 20° secolo

Primi anni ’70

Oggi-Prossimo futuro

Rivoluzione industriale

Rivoluzione industriale

Rivoluzione industriale

Rivoluzione industriale

Introduzione di potenza vapore per il funzionamento degli stabilimenti produttivi

Fonte: Rielaborazione da Piano Nazionale Industria 4.0, Ministero dello Sviluppo Economico

INDUSTRIA: DALLA 1 ALLA 4.0

di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi. I nuovi processi produttivi si

Con il termine “Industria 4.0” (I4.0) si vuole indicare la quarta rivoluzione

basano in particolare su tecnologie di produzione di prodotti realizzati

industriale che ha l’obiettivo di portare a una produzione quasi integral-

con nuovi materiali, meccatronica, robotica, utilizzo di tecnologie ICT

mente basata su un utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e

avanzate per la virtualizzazione dei processi di trasformazione e di sistemi

collegate a internet. La I4.0 richiede soluzioni tecnologiche per

per la valorizzazione delle persone nelle fabbriche.

ottimizzare i processi produttivi, supportare i processi di automazione industriale, nonché favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate

Ogni rivoluzione industriale ha comportato una profonda e irreversibile trasformazione che parte dal sistema produttivo e arriva a coinvolgere il sistema economico nel suo insieme nonché l’intero sistema sociale.

INDUSTRIA 4.0: LE TECNOLOGIE ABILITANTI Robot collaborativi interconnessi e rapidamente programmabili

Advanced Manufacturing solution

Stampanti in 3D connesse a software di sviluppo digitali

Additive Manufacturing

Realtà aumentata a supporto dei processi produttivi

Agumented Reality

Simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi

Simulation

Integrazione informazioni lungo la catena del vapore dal fornitore al consumatore

Horizontal/Vertical Integration

Comunicazione multidirezionale tra processi produttivi e prodotti

Industrial Internet

Gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti

Cloud

Sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi aperti

Cyber-security

Analisi di un’ampia base dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi

Big Data and Analytics

Fonte: Piano Nazionale Industria 4.0, Ministero dello Sviluppo Economico Aprile 2017

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PIANO NAZIONALE Industria 4.0 2017-2020 DIRETTRICI STRATEGICHE DI INTERVENTO

DIRETTRICI CHIAVE Investimenti innovativi Incentivare gli investimenti privati Aumentare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione Rafforzare la finanza a supporto

Competenze

Diffondere la cultura I4.0 Sviluppare le competenze I4.0 attraverso percorsi universitari e istituti tecnici superiori dedicati Finanziare la ricerca I4.0 Creare Competence Center e Digital Innovation Hub

DIRETTRICI DI ACCOMPAGNAMENTO Infrastrutture abilitanti Assicurare adeguate infrastutture di rete (Piano Banda Ultra Larga) Definire gli standard e i criteri di interoperabilità IoT

Strumenti pubblici di supporto Garantire e supportare gli investimenti innovativi, anche privati Rafforzare il presidio di mercati internazionali Supportare lo scambio salario-produttività attraverso la contrattazione decentrata aziendale

Governance e awareness Sensibilizzare sull’importanza dell’I4.0 e creare la governance pubblico privata Fonte: Rielaborazione da Cabina di Regia Industria 4.0

IN ITALIA PIANO DA 700 MILIONI

e innovazione e 2,6 miliardi di risorse per progetti early stage nel periodo 2017-2020. Rispetto alle competenze, l’obiettivo è avere

Industria 4.0 2017-2020”, presentato ufficialmente il 21 settembre

200mila studenti e 3mila manager specializzati sui temi dell’Industria 4.0, raddoppiando il numero degli iscritti agli

2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico a Milano, e che si basa

istituti tecnici superiori focalizzati su questo tema. A supporto della

su quattro direttrici strategiche:

trasformazione digitale dovrebbero essere istituiti, sempre a partire

L’Italia, come il resto del mondo, ha sviluppato un “Piano nazionale

investimenti innovativi, che mirano a stimolare l’investimento

dal 2017, competence center e digital innovation hub nazionali, sei

privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e ad

consorzi deputati alla discussione sugli standard dell’IoT (Internet of

aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione;

Things) e un roadshow di sensibilizzazione lungo tutta la Penisola a

infrastrutture abilitanti per assicurare adeguate infrastrutture

cui prenderanno parte associazioni, università, aziende testimonial

di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla

e le più alte cariche istituzionali. Il tutto sarà gestito dalla cabina di

definizione di standard di interoperabilità internazionali;

regia composta dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dai dicasteri

competenze e ricerca per creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc;

dell’Economia, dello Sviluppo, dell’Istruzione, del Lavoro, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente e da una rappresentanza degli atenei tecnici,

governance e awareness per diffondere la conoscenza, il poten-

dei centri di ricerca, dell’imprenditoria e delle organizzazioni sindacali.

ziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una go-

Il Piano nazionale per l’I4.0 è pronto a mettere in campo strumenti come

vernance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

il super ammortamento, che prevede un aumento dell’aliquota al

Le caratteristiche del settore industriale italiano sono molto diverse

250% per gli investimenti in soluzioni per l’Industria 4.0. Il credito

da quelle degli altri Stati. È caratterizzato da un sistema fortemente

d’imposta alla ricerca dovrebbe passare dall’attuale 25% al 50%

basato sulle PMI e da pochi grandi player privati industriali e altrettanto

per la spesa interna (sulla spesa interna rimarrà al 50%) con il credito

poche ICT in grado di guidare la trasformazione della manifattura

massimo per contribuente che salirà da 5 a 20 milioni di euro. Sono inol-

italiana. Limitato è anche il numero di capi filiera in grado di coordi-

tre previste detrazioni fiscali fino al 30% per gli investimenti

nare il processo evolutivo delle catene del valore. In questo contesto, solo quest’anno il Governo intende mobilitare investimenti privati

fino a un milione di euro in startup o PMI innovative, agevolazioni su investimenti a medio/lungo termine e iniziative come

per 10 miliardi di euro in più (passando da 80 a 90 miliardi), con

acceleratori di imprese focalizzate, ancora una volta, sui temi dello smart

un incremento di 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo

manufacturing. Tutto questo dovrebbe costituire un impegno pubbli-

10 UP! Aprile 2017


PIANO NAZIONALE Industria 4.0 2017-2020 OBIETTIVI

DIRETTRICI CHIAVE Investimenti innovativi

Competenze

+10€ Mld incremento investimenti privati da 80 a 90€ Mld nel 2017

200.000 studenti e universitari e 3.000 manager specializzati su temi I4.0

+11,3€ Mld di spesa privata in R&S&I con maggiore focus su tecnologie I4.0 nel periodo 2017-2020

+100% studenti iscritti a istituti Tecnici Speriori su temi I4.0

+2,6€ Mld volume investimenti privati early stage mobilitati nel periodo 2017-2020

~1.400 dottorati di ricerca con focus su I4.0 (vs. ~5.000 previsti nel PNR)

DIRETTRICI DI ACCOMPAGNAMENTO Infrastrutture abilitanti

Strumenti pubblici di supporto

100% delle aziende italiane coperte a 30Mbps entro il 2020

+0,9€ Mld Riforma e rifinazniamento per il 2017 del Fondo Centrale di Garanzia

50% delle aziende italiane coperte a 100Mbps entro il 2020

+1€ Mld Contratti di sviluppo focalizzati su investimenti 14.0

6 consorzi in ambito standard IoT presidiati in aggiunta ai tavoli istituzionali a partire dal 2017

+0,1€ Mld Forte investimento su catene digitali di vendita (Piano Made in Italy) Scambio salario-produttività tramite incremento RAL e limite massimo agevolabile

Fonte: Rielaborazione da Cabina di Regia Industria 4.0

co del valore di 13 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 355 milioni di euro per l’implementazione del piano nazionale Scuola digitale e dell’alternanza Scuola-lavoro sui percorsi coerenti col progetto, i 70 milioni di euro destinati alla formazione specialistica, i 170 milioni previsti per il potenziamento dei cluster tecnologici e infine i 100 milioni per i già citati competence center.

acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella

Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato la Guida agli strumenti attuativi del Piano Nazionale Industria 4.0. Scarica il PDF ufficiale della Guida del MISE su www.extraup.it

commentato in questo modo la misura messa in campo dal Governo: «Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende

digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi». L’obiettivo è uno e ben preciso: fare un cambio di passo strategico per rilanciare la competitività delle imprese italiane. Ci riusciremo?

che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività.

Abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando

PRIMI ESEMPI IN EDILIZIA Si potrebbe chiamare “muratore robot” quello che sta sviluppando

risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il

Ferretti Srl, impresa ultracentenaria di Dalmine (BG): si tratta di un braccio meccanico in grado di prendere mattone per mattone e costruire una parete refrattaria, tramite tecnologia scanner e fibre ottiche (vedi render pag. 12).

mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare. L’Industria

Una tecnica che potrà essere utilizzata, ad esempio, nei grandi forni delle

4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono

acciaierie, alleggerendo il lavoro, logorante, degli addetti.

Aprile 2017

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Anche Dakota Group, azienda produttrice di una grande varietà di articoli tecnici dedicati al settore dell’edilizia (come pozzetti, coperchi, griglie, tasselli, canalette), ha puntato tutto sulla tecnologia per i suoi nuovi e ambiziosi investimenti a partire dal Dakota Stadium, inaugurato ad Affi (VR) lo scorso giugno. Si tratta di un’area di 15mila mq coperti e 25mila mq scoperti, con oltre 22mila posti pallet la cui movimentazione è gestita da un software cre-

ato ad hoc dal Dipartimento Informatico dell’azienda. Il programma è finalizzato a migliorare il servizio, ridurre gli errori negli ordini, contenere il verificarsi di rotture di stock e diminuire i tempi di processo. Un’area logistica, insomma, super Render del robot ideato da Ferretti Srl per la realizzazione dei rivestimenti refrattari degli altoforni

hi-tech pensata e realizzata per soddisfare e integrare le esigenze di stoccaggio di migliaia di articoli diversi tra loro per dimensioni, peso, packaging e rotazione. La soluzione costruttiva di Dakota Stadium, con due sole campate da 84 m ciascuna, consente

Il prototipo è in via di realizzazione e sarà prima testato in azienda, ma

il posizionamento ottimale delle scaffalature nonché la migliore mo-

rappresenta una delle tante declinazioni di ciò che significa investire

vimentazione dei carrelli elevatori che, grazie al sofisticato software,

in Industria 4.0.

seguono percorsi ottimizzati. Un server centrale controlla tutte le

Altro esempio viene da Saint-Gobain che nell’aprile 2016 ha

operazioni in entrata e in uscita delle merci fornendo informazioni rapide e puntuali agli operatori della logistica. Non

reso disponibile – per primo in Italia – la propria ampia libreria di oggetti BIM (Building Information Modeling) delle sue soluzioni integrate per l’involucro edilizio e le partizioni interne. In altre parole, la library di Saint-Gobain (disponibile gratuitamente su www.

solo, perché la nuova struttura firmata Dakota è anche energeticamente indipendente, grazie a un impianto fotovoltaico della potenza di 200 Kw situato sulla copertura, che fornisce l’energia necessaria a tutto il Dakota Stadium.

saint-gobain.it/bim) è in questo momento l’unica che contiene non singoli prodotti, ma soluzioni complete per l’involucro edilizio

A fine marzo 2017, invece, è entrato in funzione il nuovo sito produtti-

opaco e trasparente, coperture, pavimenti, controsoffitti e partizioni in-

Antonio Belotti, general sales manager Dakota Italia – è rappresentata

terne. Una prerogativa resa possibile grazie alla sinergia tra i vari marchi

dall’impiego di macchinari con sistema di stampaggio accelerato che,

del Gruppo Saint-Gobain (Saint-Gobain Glass, Gyproc, ISOVER, Weber,

oltre a consentire livelli di efficienza e produttività superiori, permettono

Eurocoustic) che, tramite i loro molteplici prodotti, hanno consentito

operazioni di cambio stampo semplificate e sistemi di confezionamento

a Saint-Gobain di creare oggetti BIM che sono veri e propri sistemi

rapido. I nuovi impianti di stampaggio utilizzano matrici realizzate con ridotto indice di correzione grazie alla fase di progettazione e prototipazione preventiva curata dal nostro Ufficio Ricerca & Sviluppo. Grazie al nuovo sito produttivo contiamo di arrivare entro il 2020 a far crescere di oltre il 40% l’attuale gamma di articoli a catalogo di nostra produzione». !

integrati per una progettazione sempre più rapida ed efficace. «Oltre a questo – fa sapere Giulio De Gregorio, direttore di Habitat Saint-Gobain, polo tecnologico di riferimento per il mercato delle costruzioni – per

sviluppare nuovi prodotti stiamo ascoltando gli utenti finali grazie all’utilizzo dei big data».

vo dell’azienda a Rivalta Veronese (VR): «La principale novità – spiega

L’interno del Dakota Stadium, Affi (VR)

12 UP! Aprile 2017


L’ALGORITMO CHE DÀ UN’ANIMA ALLE COSE Eliminare ogni sorta di hardware dagli oggetti e mettere in rete qualsiasi cosa appartenga alla vita di ciascuno: è questa l’idea rivoluzionaria di Let.Life, che potrebbe cambiare anche il mondo dell’edilizia. di Rosa Santavite

O

gni cosa, una storia. È questo il motto di Let.Life, la startup basata

in modo univoco e incontraffabile. Una vera e propria rivoluzione già adot-

sull’Internet of Things (IoT). L’obiettivo di Let.Life è semplice, dare

tata da numerose aziende produttrici nei settori più svariati, dal lusso al

un’anima digitale agli oggetti in modo da poter sapere tutto di

tecnico, che potrebbe entrare – e segnare una nuova Era – anche nel

loro: novità, informazioni, scadenze e ricordi.

settore delle costruzioni. «Una delle idee – spiega Fabrizio Fava, uno dei

Come funziona? Una volta scaricata l’APP di Let.Life, basta scansio-

fondatori di Let.Life – potrebbe essere quella di utilizzare il codice a barre

nare il “lifecode” degli oggetti acquistati. Funziona come un QR

dei materiali per l’edilizia, tramite il quale importare nel sistema

code che indirizza a una pagina privata contenente tutte le

tutte le documentazioni utili all’artigiano, come scheda tecnica,

informazioni sull’oggetto. È questa la sua anima digitale,

scheda di sicurezza, DoP, video tutorial e così via. L’artigiano,

attraverso la quale le aziende produttrici potranno offrire

inoltre, potrebbe aggiungere fotografie e commenti, co-

informazioni, aggiornamenti, suggerimenti d’uso e pro-

municare con l’azienda per dare suggerimenti e chiedere

poste commerciali. Ma non solo, perché grazie al sistema

consigli oltre che trovare il rivenditore più vicino a sé. Dall’altra,

di notifiche LifeUp gli oggetti potranno ricordare impegni, scadenze e appuntamenti.

per le aziende, questo rappresenta un grande strumento di Amedeo Perna

«L’Internet of Things – spiega l’amministratore delegato di

marketing, comunicazione e customer care: attraverso la nostra APP l’azienda può tenere il professionista aggiornato

Let.Life, Amedeo Perna – è il settore degli oggetti collegati tra loro via

di tutte le novità che riguardano quel prodotto, mandare aggiornamenti

web che interagiscono con l’utente, il quale così, tramite device

e promozioni». Le applicazioni di Let.Life sono infinte in questo

specifici, può dialogare con tutto ciò che lo circonda. Tutti gli

contesto: «Basti pensare anche alla casa – prosegue Fava –. Gli

accessori che rientrano nel mondo dell’Internet of Things sono

architetti o l’impresa nel momento stesso in cui ti consegnano

dotati al loro interno di un chip. Let.Life invece ha deciso di

le chiavi dell’appartamento possono inserire al loro interno

eliminare ogni sorta di hardware dagli oggetti e di mettere in

anche l’anima digitale dell’abitazione, contenente i disegni,

rete qualsiasi cosa appartenga alla vita di

i permessi, le foto degli impianti e tutto quello che quando

ciascuno: dalle opere d’arte ai gioielli, dai mobili della casa ai ricordi di famiglia,

ne hai bisogno non trovi mai». Poi c’è tutto il settore delle Fabrizio Fava

fino ad arrivare ai dispositivi super tecnologici come smartphone e automobi-

attrezzature: «Dal trapano alla fresatrice, Let.Life è in grado di certificare l’autenticità di ciò che si acquista, archiviare la

garanzia, dare informazioni utili se l’attrezzo si rompe». Il tutto, in forma

li». Un’innovazione che punta a trainare

assolutamente privata, sottolinea Fava, «perché Let.Life non è un social

il mondo dell’Internet of Things verso

network e noi vogliamo che la privacy di ognuno sia fortemente salvaguar-

un nuovo scenario, che i fondatori di

data; noi possiamo arrivare addirittura ad autenticare i prodotti, fosse un

Let.Life definiscono “Internet for

trapano o materiali più specifici: certifichiamo l’autenticità, con garanzia,

everything”, dove i chip sono

cosa fare se si rompe e i punti di riparazione».

!

sostituiti da un codice, frutto di un algoritmo proprietario

Scarica gratis la APP di Let.Life su iTunes e Google Play

che identifica gli oggetti

Aprile 2017

UP! 13


Sala di controllo della piattaforma CityTouch

CONNECTING LIGHTING, LA LUCE 4.0 Controllare le luci di una città con un clic oppure gestire magazzini, negozi e uffici con il GPS: con i sistemi di illuminazione connessa di Philips Lighting tutto questo è realtà. di Alessandra Guzzi

L

a connessione è uno dei punti chiave dell’Industria 4.0 e le po-

che hanno sostituito le lampadine tradizionali. Successivamente è stato

tenzialità emergono chiare nel sistema di connecting lighting di

installato il software CityTouch di Philips per monitorare da

Philips, nuovo partner di BigMat. Il progetto si declina in varie

remoto le caratteristiche di ogni singolo corpo illuminante,

soluzioni. La prima riguarda le città: l’illuminazione rappresenta circa

quali accensione, spegnimento, potenza, funzionamento e consumo.

il 50% dei consumi di elettricità delle aree urbane. Con la piattaforma

Questo intervento ha consentito una diminuzione del 76%

CityTouch di Philips, i consumi energetici possono essere ridotti anche dell’80%, migliorando la sostenibilità. CityTouch propone un sistema

del consumo di energia annuale e del 70% delle spese di illuminazione. Infine, grazie alle oltre 50mila ore di vita dei moduli

all’avanguardia d’illuminazione da gestire direttamente dal computer

LED è ora possibile risparmiare sui costi di manodopera e manutenzione.

con semplicità ed efficienza, tramite apparecchi LED intelligenti, in

Anche se si tratta di una tecnologia piuttosto recente, è già difficile

partnership con le autorità locali e i fornitori di servizi. È sufficiente

immaginare la vita senza GPS, la tecnologia che consente alle persone

un clic del mouse per visualizzare e controllare l’intera infrastruttura

di trovare la propria strada da un posto all’altro, di ottenere informa-

d’illuminazione, il monitoraggio intelligente aiuta a non sprecare energia

zioni sulle immediate vicinanze e lavorare in modo efficiente. Adesso

e a pianificare gli interventi di manutenzione. Gli apparecchi per l’illu-

immaginate di poter portare la potenza del GPS in ambienti

minazione urbana di ultima generazione possono essere controllati da

al chiuso. I retailer potrebbero migliorare l’esperienza di acquisto

remoto e permettono di regolare a proprio piacimento i livelli di luce.

favorendo l’orientamento e indirizzando i clienti verso le promozio-

Un ambiente urbano più ecologico, sicuro ed efficiente.

ni, e stimolandoli così all’acquisto. Le aziende potrebbero aiutare il

Case study di CityTouch è Città Sant’Angelo (PE), uno dei borghi più

personale del magazzino a lavorare in modo più efficiente, grazie a

belli d’Italia, che è stato oggetto di un intervento di efficientamento

una maggiore facilità nel trovare i prodotti e le istruzioni di stoccaggio

che ha permesso di ridurre la spesa energetica del paese, migliorarne

basate sulla localizzazione. I datori di lavoro avrebbero la possibilità

la vivibilità e incrementarne la sicurezza. Il progetto, realizzato da Ceie

di fornire ai dipendenti sistemi di controllo dell’illuminazione e della

Power in collaborazione con Philips, quale partner tecnologico, si è

temperatura degli ambienti o di suggerire la più vicina sala riunione

svolto in diverse fasi: dapprima sono stati riqualificati in blocco oltre

libera rispetto alla posizione corrente. Da oggi tutto questo e molto altro

3.500 punti luce grazie a soluzioni illuminotecniche, per lo più LED,

è possibile grazie al sistema di Indoor positioning di Philips,

14 UP! Aprile 2017


supporto di Philips, ha sviluppato una soluzione innovativa, tecnologica e di design: GentleSpace gen2 con sistema di controllo wireless GreenWareHouse. I dispositivi LED GentleSpace gen2 sono dotati di un’unità di controllo con

sensore di movimento e di un regolatore automatico con comando wireless che permette una maggiore efficienza energetica, un notevole risparmio economico e una maggior sicurezza, grazie al sistema che favorisce comfort visivo ed emana luce solo quando e dove è necessaria. L’intervento ha infatti ridotto il consumo di energia dell’82% e si stima che determinerà un risparmio annuale di CO2 pari a 155mila kg/anno. Una terza soluzione riguarda gli uffici. È il caso di Il magazzino di Staci a Casorate Primo (PV) con il sistema di illuminazione GentleSpace gen 2 di Philips

The Edge, un’innovativa struttura di uffici in co-proprietà nel quartiere degli affari Zuidas di Amsterdam, con una superficie di 40mila mq. La tecnologia di Philips Lighting permette ai dipendenti di personalizzare

che utilizza la tecnologia di Comunicazione a Luce Visibile di Philips

l’illuminazione e la temperatura dei loro spazi di lavoro utilizzando

(VLC). Con VLC, ogni proiettore invia il proprio identificativo univoco

un’APP per smartphone, ma fornisce anche dati in tempo reale, su

allo smartphone del cliente/dipendente, permettendo al sistema di

attività e funzionamento, agli amministratori dell’edificio. Questi dati

individuarne con precisione la posizione nello store o in qualsiasi altro ambiente. Dal momento che VLC è integrato

aiutano i facility manager a ottimizzare l’efficienza operativa riducendo

negli apparecchi d’illuminazione LED di Philips, non richiede ulteriore

6.500 apparecchi LED connessi per creare un “soffitto digitale” nei 15

installazione, manutenzione o alimentazione. Gli apparecchi forniscono

piani dell’edificio. Con sensori integrati in 3mila di questi apparecchi,

tutti i vantaggi dell’illuminazione a LED, compresi gli incredibili risparmi

che funzionano con il software Philips Envision per la gestione dell’il-

energetici rispetto ai sistemi tradizionali, e forniscono allo stesso tempo

luminazione, il sistema cattura, immagazzina, condivide e distribuisce

al contempo le emissioni di CO2 dell’edificio. Il sistema utilizza circa

l’infrastruttura necessaria ai servizi basati sulla localizzazione indoor.

le informazioni attraverso tutto lo spazio illuminato. I facility manager

Accanto agli apparecchi LED il sistema di Indoor positioning di Philips

utilizzano il software per visualizzare e analizzare questi dati, monitorare

è dotato di un SDK (Standard Development Kit) per iOS e Android e un

il consumo di energia e semplificare le operazioni di manutenzione. Tre

servizio cloud, che i retailer o i loro sviluppatori di applicazioni possono

esempi di come, grazie alla connessione e all’innovazione, si possono

utilizzare per incorporare le funzionalità di posizionamento nelle loro

rendere più efficienti le aziende, migliorare il benessere e consumare

APP. Staci, leader francese del mercato europeo della logistica promo

drasticamente meno energia.

!

pubblicitaria e la cui piattaforma è utilizzata anche da BigMat France, ha sottoposto un’area di 24mila mq, dove è situato un nuovo magazzino appena acquisito a Casorate Primo (PV), a un intervento illuminotecnico al fine di rispettare la normativa vigente e garantire una riduzione dei costi

Il sistema Philips Lightining negli uffici Deloitte, Amsterdam

economici di gestione e manutenzione. Lo studio 9Ren Group grazie al

Aprile 2017

UP! 15


MapeWrap EQ System La risposta sicura in caso di terremoto.

MapeWrap EQ Net MapeWrap EQ Adhesive

SOLAIO SFONDELLATO

SOLAIO PRESIDIATO CON MapeWrap EQ System

Il sistema di presidio brevettato e certificato di minimo spessore e di facile e veloce applicazione, indicato per l’ANTISFONDELLAMENTO dei solai. MapeWrap EQ Adhesive Adesivo monocomponente all’acqua pronto all’uso in dispersione poliuretanica MapeWrap EQ Net Tessuto bidirezionale in fibra di vetro pre-apprettato

16 UP! Aprile 2016 Scopri di più su www.mapei.it


PROGETTAZIONE 4.0

Con Maticad, partner HABIMAT by BigMat, si possono vivere gli spazi progettati in 3D con il software DomuS3D in modo estremamente realistico. Una tecnologia che può aprirsi a infinite declinazioni e utilizzi. di Carlo Vacca

N

avigare gli ambienti in modalità stereoscopica, muovendosi

DomuS3D è il software 3D per la progettazione di bagni, cucine e

liberamente tra una stanza e l’altra e in tutte le direzioni, fa-

arredamento d’interni adottato dai maggiori produttori e rivenditori

cendo anche uso di joystick dedicati, del tutto identici a quelli

di piastrelle, sanitari e arredobagno. Un sistema integrato completo

della più famosa PlayStation. Esperienze immersive che un tempo

che consente al progettista di realizzare soluzioni personalizzate per

appartenevano ai film di fantascienza e che oggi sono realtà anche nel

promuovere qualsiasi materiale.

settore dell’interior design grazie a Maticad e a due occhiali hi-tech che

È facilmente intuibile, da tutto ciò, quanto l’esperienza di acquisto di

mettono in scena la Virtual Reality per far “vivere” gli ambienti realizzati

una soluzione d’arredo possa risultare stimolante per il cliente, che

in DomuS3D con eccezionale realismo.

è così in grado di percepire in anteprima e in scala reale gli spazi e

Due dispositivi, per due prestazioni differenti. Tramite gli occhiali

gli ingombri, oltre all’impatto estetico di ciò che sta per acquistare:

Samsung Gear VR si potranno vedere panoramiche a 360 gradi in

vedere a 360 gradi come potrà diventare un ambiente è certamente la

stereoscopia con la massima qualità grafica, figlia di elaborazioni ef-

migliore garanzia in assoluto per un acquisto consapevole ed esente

fettuate con V-Ray, uno dei motori di rendering disponibili in DomuS3D.

da spiacevoli sorprese finali. Una vera rivoluzione anzitutto per il consumatore finale, ma anche per i rivenditori di showroom, per i quali questi strumenti possono essere

PROGETTARE IN 3D, DA BIGMAT E HABIMAT SI PUÒ

di grande ausilio per promuovere i propri prodotti in modo innovativo, sfruttando le nuove tecnologie in modo pervasivo per fornire un servizio

Domus3D di Maticad è già utilizzato con successo da molti Punti

unico e un’esperienza coinvolgente e totalmente immersiva.

Vendita e showroom BigMat e HABIMAT in tutta Italia, che pro-

Con questa proposta di Maticad si possono anche creare sale mostra

gettano e realizzano viste 3D per i propri clienti.

virtuali, ma questa è solo una delle molte declinazioni che questo prodotto

Scopri quali su www.bigmat.it e www.habimat.it.

può avere utilizzando fantasia e creatività, perché, come diceva Walt Disney: “Se lo puoi immaginare, lo puoi fare”.

!

Aprile 2017

UP! 17


I NUMERI

LA SMART HOME IN ITALIA CRESCE DEL 23% Smart Home in Italia vuol dire prima di tutto sicurezza ed efficienza energetica. Sono questi i due “motori” che trascinano le soluzioni per la Internet of Things nelle case degli italiani. Il giro di affari della casa connessa in Italia è arrivata a 185 milioni di euro nel 2016 con una crescita del 23%. di Francesca Negri

GIRO D’AFFARI 2016 185 milioni di euro +23% sul 2015 SMART HOME consumatori italiani che dispongono di almeno un oggetto Smart consumatori italiani che intendono acquistare in futuro

DISPONI DI ALMENO UN OGGETTO SMART HOME NELLA TUA ABITAZIONE? SI 26% 26%

NO 74%

Fonte: Ricerca Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Doxa (campione rappresentativo degli utenti Internet dai 25 ai 70 anni).


I NUMERI

DOVE SI ACQUISTA?

PER QUALI FUNZIONALITÀ UTILIZZI GLI OGGETTI SMART HOME? Sicurezza (videosorveglianza, anti intrusione)

Climatizzazione

Rivenditori

Installatori

Riscaldamento Online Gestione elettrodomestici da remoto GDS (negozi di bricolage o elettronica) Intrattenimento multimediale

Monitoraggio consumi energetici

Illuminazione, salubrità della casa, gestione tapparelle e/o tende, monitoraggi fumi, allagamenti, incendi, cortocircuiti, assistenza alla persona

Fornitori di energia/utility

Negozi di telefonia

Altro

LE MOTIVAZIONI DELLA SMART HOME

Danno la sensazione di avere sempre tutto sotto controllo

Nota: la ricerca contempla le preferenze d’acquisto su più canali e pertanto il totale delle percentuali è superiore a 100

SPESA MEDIA PER OGGETTI SMART HOME Consentono di controllare i consumi quindi fanno risparmiare

826 Euro

Fanno sentire più sicuri

26%

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UP! 19


LARGO AI GIOVANI Premiati a Firenze durante il BigMarket i cinque vincitori della terza edizione delle borse di studio BigMat. di Irene Perico

Da sinistra: Gaetano Natale, Rosa Viviana Giancola, Jacopo Corà, Mauro Fiorentino, il presidente di BigMat Italia Rocco Alfano, Alessio Scarano, Pierluigi Sabato, Eva Goldschmidt e Peter Erlacher

P

rosegue anche nel 2017 l’impegno di BigMat a sostegno delle generazioni future: il 17 febbraio, durante la cena del BigMarket (vedi pag. 24), nella cornice della Fortezza da Basso di Firenze, si è svolta la cerimonia di assegnazione delle borse di studio BigMat per tesi di laurea sui sistemi costruttivi in legno

per abitazioni residenziali. Questa terza edizione, la prima in partnership con la 24ORE BUSINESS SCHOOL, ha premiato i progetti di cinque architetti e ingegneri neolaureati, che si sono distinti per l’analisi dei processi progettuali, produttivi e costruttivi da un punto di vista economico, per lo sviluppo dei temi del “costruire nel costruito”, della rigenerazione urbana e della sostenibilità. Valutati e selezionati dalla commissione formata da Rocco Alfano, presidente di BigMat Italia, dall’esperto del legno Peter Erlacher, dall’ingegner Pierluigi Sabato, ufficio tecnico BigMat Italia e dall’architetto Eva Goldschimdt, progettista strutture in legno MatService, i cinque giovani laureati hanno ricevuto ciascuno un premio in denaro e un master on-line con attestato “Project Management” 24ORE BUSINESS SCHOOL.


PROGETTAZIONE SISMICA CON X-LAM Jacopo Corà Università degli Studi di Padova “Comportamento sismico di strutture multipiano in X-Lam: un metodo di progetto e la sua validazione”

comportamento degli edifici soggetti a sisma. Le normative italiane ed europee non forniscono criteri chiari specifici per l’X-Lam e questo rende non semplice l’approccio alla progettazione, la tesi è riuscita a colmare tale lacuna legislativa proponendo un’indicazione sulle scelte dei vari coefficienti, alcuni dei quali validati, e sulla corretta rappresentazione in fase di modellazione della struttura.

HA VINTO PERCHÉ… Data la sempre maggiore diffusione che le strutture in X-Lam hanno avuto negli ultimi anni in zone a elevata sismicità, diventa fondamentale attuare un metodo di progetto che garantisca una certa prevedibilità del

MODULO ECO, L’EDIFICIO SMONTABILE E TRASPORTABILE

HA VINTO PERCHÉ…

Mauro Fiorentino

Oggetto di studio della tesi è stato la progettazione e l’analisi energetica

Università degli Studi di Parma “Progettazione e analisi energetica di un padiglione temporaneo – confronto tra analisi in regime dinamico e stazionario del progetto Modulo Eco”

del padiglione temporaneo Modulo Eco che ospita lo Sportello Energia del Comune di Parma e numerosi eventi aperti al pubblico. La rigenerazione urbana, attraverso un edificio realizzato in legno, interamente a secco e a sua volta rigenerabile è il pregio di questo progetto che va oltre la riqualificazione e mira al rilancio di aree completamente degradate. La tesi affronta a 360° urbanistica, architettura, materiali e tecnologie, energia e certificazioni con molta attenzione nei dettagli costruttivi.

RECUPERARE LA STORIA, IL CASO DI CASTELLO DUCALE Rosa Viviana Giancola Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti-Pescara “Consolidamento delle strutture storiche”

connubio di pietra e legno permette di rendere riconoscibile l’intervento, garantendo la totale reversibilità tipica delle strutture a secco. In Italia oggi il tema del “costruire nel costruito” occupa la maggior parte del mercato edilizio e le potenzialità del legno permettono di agire con sicurezza sul patrimonio esistente.

HA VINTO PERCHÉ… La tesi tratta lo studio di un edificio storico fortificato, il Castello Ducale di Ceglie Messapica (BR), con lo scopo principale di rivitalizzare i sistemi costruttivi resi inutilizzabili dal tempo e valutarne il comportamento strutturale. La tesi ha approfondito l’impiego del legno sull’esistente, il

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UP! 21


LA SCUOLA SOSTENIBILE, IN LEGNO Gaetano Natale Università degli Studi di Napoli Federico II “Nuovo plesso scolastico “Cintolese” – Monsummano Terme (PT): progetto e valutazione economica”

cui l’impiego del legno, come materiale da costruzione, si inserisce perfettamente valorizzando le caratteristiche stesse del materiale. Il progetto è ecosostenibile, anche economicamente, grazie a delle attente valutazioni finanziarie. Per citare la tesi: “Una scuola sostenibile che mette in dialogo l’ambiente interno ed esterno, le sue funzioni, l’organizzazione con i processi di vita e di crescita di chi la abita”.

HA VINTO PERCHÉ… Focus del progetto è stato l’edificazione di un plesso scolastico nella frazione Cintolese di Monsummano Terme (PT) a seguito di un concorso di idee bandito dall’amministrazione locale per rispondere alle esigenze legate alla forte crescita demografica. Tesi dal carattere insediativo in

della prefabbricazione, concentrandosi sull’ottimizzazione delle tempi-

PROGETTARE CON PLATFORM FRAME Alessio Scarano

stiche e sugli aspetti economici con un’analisi dei benefici in termini di costi-ricavi rispetto alla costruzione realizzata in opera.

Politecnico di Torino “Industrializzazione delle strutture intelaiate in legno: le pareti preassemblate”

HA VINTO PERCHÉ… Oggetto della tesi è stato il caso studio dell’edificio Le Case di Castiglione Torinese (TO), un intervento di nuova costruzione che ha interessato un’area di 7mila mq e ha portato alla realizzazione di sei edifici residenziali bifamiliari costruiti con la tecnologia Platform Frame. La ricerca ha messo in evidenza le interessanti prospettive di sviluppo

Approfondisci le tesi vincitrici su www.extraup.it

22 UP! Aprile 2017


BIGMARKET, FORMAT EUROPEO VINCENTE L’evento esclusivo per i Punti Vendita BigMat e i produttori partner, nato in Francia ed esportato negli altri Paesi europei, giunge quest’anno alla terza edizione italiana a Firenze. di Stefano Guolo

«I

l BigMarket è una due giorni di incontro e confronto tra i

da Basso di Firenze, venerdì 17 e sabato 18 febbraio si sono riunite

titolari e i responsabili commerciali dei Punti Vendita BigMat

oltre 650 persone tra ragioni sociali del Gruppo, ben 100, e fornitori

e i partner del Gruppo, che in questo particolare momento del

partner con 99 aziende in tutto. Una fiera commerciale per sviluppare

mercato rappresenta un’occasione privilegiata per trovare importanti

nuove opportunità di business e stringere nuovi rapporti di collabora-

spunti di riflessione per affrontare questa situazione. Un contesto isti-

zione, con la possibilità anche di scoprire in anteprima nuovi prodotti.

tuzionale e professionale dove hanno trovato spazio momenti conviviali

Non sono mancati, come di consueto, alcuni momenti conviviali come

e di condivisione che hanno contribuito a rafforzare la partnership

l’aperitivo serale e la cena, una piacevole occasione per rinsaldare

con fornitori e Soci»: è tutta racchiusa nelle parole di Marco Palermo,

i preziosi rapporti di collaborazione, l’esibizione della sand artist

responsabile acquisti di BigMat Italia, l’essenza del BigMarket, evento

Paola Saracini e la proclamazione dei vincitori della terza edizione delle

giunto quest’anno alla sua terza edizione. Nella cornice della Fortezza

borse di studio (vedi pag. 20).

ITALIA 17 e 18 febbraio 2017, Firenze 3^ edizione Oltre 650 partecipanti 99 fornitori per un totale di 421 persone 100 ragioni sociali per un totale di 239 persone

24 UP! Aprile 2017

!


FRANCIA 4 e 5 febbraio 2017, Macon 13^ edizione 78 fornitori

10 e 11 febbraio 2017, Poitiers 9^ edizione 77 fornitori

SPAGNA 15 e 16 marzo 2017, Madrid 9^ edizione in cui si festeggiano i 20 anni di BigMat Iberia 120 fornitori

BELGIO 3 febbraio 2017, Marche en Famenne 7^ edizione 67 fornitori

Aprile 2017

UP! 25


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PAESAGGIO, LUCE ED ENERGIA PULITA L’architettura industriale contamina il paesaggio ma in modo positivo. Succede in provincia di Udine con la nuova sede direzionale e produttiva di Pratic, firmata dallo studio GEZA – Gri e Zucchi Architetti Associati. di Stefano Guolo – Foto di Fernando Guerra | FG+SG fotografia de arquitectura

R

idefinire il tema industriale contaminando gli spazi per la pro-

zona verde di 33mila mq e spazi comuni e privati dedicati al ristoro

duzione con l’esperienza maturata nell’ambito residenziale,

e alle relazioni, il tutto circondato dal paesaggio agricolo e dal profilo

aggiungendo al progetto connotazioni impreviste che ruotano

delle montagne.

attorno all’idea di paesaggio: sono questi gli elementi che contrad-

Un intervento basato sul concetto di semplicità: dal sistema costruttivo

distinguono la nuova sede direzionale e produttiva di Pratic, azienda

alle scelte cromatiche fino al rapporto con il contesto; la nuova sede

specializzata in sistemi di oscuramento per esterni, a Fagagna (UD) in

di Pratic è caratterizzata da un linguaggio essenziale e asciutto. Un

prossimità della strada statale che da Udine porta a Spilimbergo (PN).

complesso scuro e silenzioso che spicca nel paesaggio circostante, con il corpo uffici che diventa un punto di riferimento e un segno attrattivo

IL NUOVO COMPLESSO

per chi percorre la strada provinciale. L’edificio che ospita gli uffici aziendali è protetto a Sud da una trave in calcestruzzo nero di 80 m di

L’intervento firmato da GEZA – Gri e Zucchi Architetti Associati, studio

lunghezza che ne sottolinea l’orizzontalità; una trave parallela alla linea

finalista del BigMat International Architecture Award ’15, si compone

del suolo che prosegue oltre il perimetro dell’edificio e che, illuminata

di un volume principale, un parallelepipedo dalla superficie di circa

dai riflessi della facciata di vetro, si trasforma in una floating shade

10mila mq che ospita lo stabilimento produttivo collegato agli uffici

che svolge un’importante funzione climatica per gli spazi lavorativi,

da un corpo dedicato, di circa 1.000 mq, ruotato di 15 gradi rispetto

modulando la luce solare.

allo stabilimento risultando così parallelo alla strada. Completano il

A sua volta lo stabilimento produttivo si contraddistingue per una

nuovo complesso un parcheggio per un centinaio di automobili, un’area

maggiore verticalità e per la sua configurazione cangiante che varia

di 2.700 mq adibita a carico, scarico e servizio alla produzione, una

in funzione della luce e delle condizioni atmosferiche. Tutto questo

Il rivestimento del nuovo stabilimento di Pratic, Fagnana (UD), con serramenti vetrati e pannelli trattati con graniglia di marmo e calcestruzzo nero.

26 UP! Aprile 2017


grazie a un rivestimento che alterna serramenti vetrati e pannelli prefabbricati, entrambi a tutta altezza (circa 10 m), con i pannelli che presentano una superficie trattata con graniglia di marmo nero e calcestruzzo nero, secondo tre diversi trattamenti della superficie e secondo tre diverse dimensioni dei pannelli. Il complesso firmato GEZA prevede un’organizzazione e una distribuzione delle diverse funzioni aziendali all’interno del nuovo complesso

I NUMERI DELL’INTERVENTO Tipo di intervento: realizzazione nuova sede aziendale Luogo: Fagagna (UD) Area di progetto: 45.000 mq totali Progetto e direzione dei lavori: GEZA – Gri e Zucchi Architetti Associati Team di progettazione: Stefania Anzil, Fabio Passon Strutture e impianti: Nuttassociati, Studio Bulfon Associati, Studio Battista Impresa edile: Edildri Costruzioni Srl Opere esterne: Slurry Italia srl Prefabbricati: Spav Prefabbricati Impianti meccanici ed elettrici: Vaportemica Commerciale Srl, Elettrica Ducale snc Tempi di intervento: progettazione dal 2008 al 2009, realizzazione dal 2009 al 2011 Classe energetica: Classe A

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UP! 27


basata non tanto sulla creazione di gerarchie tra gli spazi quanto

coltivati, mentre il giardino che si apre tra i due corpi di fabbrica

piuttosto sull’integrazione di ciascuno degli ambienti costruiti. Ogni

crea un ambiente più intimo e ravvicinato che gestisce le relazioni

funzione è scandita con chiarezza e rigore, dall’area di stoccaggio

tra chi lavora nel settore produttivo e chi nel centro direzionale. Un

automatizzato allo space planning degli uffici.

rapporto con la natura reso ancora più profondo dalla presenza nel corpo uffici di un patio ligneo dominato da una quercia che spezza gli

IL RAPPORTO CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE

ambienti lavorativi, quasi a voler conquistare l’attenzione dello spazio di lavoro, per ridefinirne i connotati e arricchirne le funzioni. Ulteriore

Chiave di lettura fondamentale del progetto è il rapporto con il pae-

manifestazione della relazione che lega il complesso al paesaggio è

saggio: la nuova sede Pratic si inserisce e si integra con il territorio

rappresentata dal parcheggio che si apre verso i campi circostanti

circostante grazie alla presenza sui fronti Sud e Ovest di terreni

e realizzato all’interno di un perimetro circolare lievemente interrato

Stefano Gri e Piero Zucchi • I due architetti fondano nel 1999 a Udine lo studio di architettura GEZA – Gri e Zucchi Architetti Associati. Attualmente operano in partnership con lo studio MTD a New York e CFK a Venezia. Nel 2015 hanno ottenuto il Premio Speciale della Giuria Architetto Italiano indetto dal CNAPPC. Nel 2012 il progetto Pratic Headquarters and Production Complex (2011 a Fagagna, Udine) ha vinto il Premio Speciale alla Committenza Privata – Medaglia d’oro all’Architettura Italiana (Triennale di Milano). Nello stesso anno il progetto è stato presente alla XIII Biennale di Architettura di Venezia, nella mostra “Le Architetture del Made in Italy” curata da Luca Zevi e sono stati finalisti italiani al ’15 BigMat International Architecture Award.

28 UP! Aprile 2017


rispetto alla strada provinciale in maniera da contenere l’impatto visivo.

progettisti hanno realizzato diversi elementi architettonici, sia per il

L’attenzione al paesaggio è inoltre declinata in termini di sostenibilità:

complesso produttivo sia per lo spazio uffici, integrati con screen solari

progettata in classe A, la nuova sede Pratic è autosufficiente grazie alla

prodotti dalla stessa Pratic, sulla base di uno studio solare eseguito

presenza di pannelli fotovoltaici, ben celati alla vista, sulla copertura

ad hoc sull’area di interesse. Paesaggio, luce, energia pulita sono i

dell’area produttiva e distribuiti su una superficie di 2.300 mq, che

cardini di questo progetto; un’architettura che propone al paesaggio

producono una quantità di energia superiore a quella necessaria al

industriale una voce fuori dal coro, una presenza inattesa che dialoga

funzionamento dell’azienda. Inoltre, nell’ottica di un maggiore rispar-

con l’ambiente che la circonda cercando con esso profondi e intimi

mio energetico e per un migliore benessere degli ambienti interni, i

legami.

!

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TRASFORMARE UN ANTICO EDIFICIO RURALE IN UNA RESIDENZA DI PREGIO L’edilizia incontra le nuove esigenze abitative, con BigMat Edil Palmieri un progetto di riconversione del patrimonio costruito: da un vecchio edificio rurale nasce un complesso residenziale di mini appartamenti per giovani e pendolari. di Michela Pesenti

G

iovani coppie in cerca della prima casa, nuclei mono famigliari,

nuovi trend abitativi senza perdere il legame con il territorio e curando

single o anche pendolari e trasfertisti che per lavoro viaggiano

l’estetica della costruzione.

molto, la demografia italiana sta cambiando e con essa anche

le esigenze abitative. L’edilizia deve inevitabilmente tener conto di queste nuove necessità e modellarsi su di esse, concentrandosi sulla

IL CONTESTO E L’EDIFICIO ESISTENTE

progettazione di complessi multi residenziali e sulla riqualificazione di

BigMat Edil Palmieri di Segni (RM) e lo Studio Ipotesi “U” sono stati i

quelli esistenti che uniscano spazi pubblici e privati creando soluzioni

protagonisti della ristrutturazione di un edificio rurale del 1985 da cui

abitative agili e pratiche senza perdere però di vista caratteristiche

sono stati ricavati 8 unità abitative semiarredate da affittare. L’edificio

costruttive importanti come il comfort, la gestione intelligente dello

sorge a Colleferro (RM) in una zona immersa nella quiete ma a pochi

spazio, la compatibilità con l’ambiente esterno. La realizzazione del

chilometri dal centro urbano e dai principali servizi, sulla via Consolare

complesso residenziale Casa Ostiana, in provincia di Roma, è un ottimo

Latina e a 50 chilometri dalla Capitale, luogo ricco di storicità e inse-

esempio di come poter recuperare il costruito esistente per adattarlo ai

diamento antico risalente all’età del bronzo.

30 UP! Aprile 2017


L’INTERVENTO

120 mq con travi di legno lamellare curvo. Situato in una zona panoramica, l’edificio non aveva spazi privati all’aperto come terrazzi e

La volontà dei committenti del progetto è stata chiara fin da subito: recu-

portici, ed è stata quindi inserita un’appendice al complesso esistente

perare, ristrutturare e riusare un vecchio edificio rurale per realizzare mini

realizzata con travi di legno lamellare: un’architettura contemporanea

appartamenti da affittare ai trasfertisti delle fabbriche vicine e a giovani

e completamente aperta sul panorama che ha creato dei soggiorni

coppie. In un momento in cui l’urbanistica esorta a non cementificare

all’aperto per ciascun mini appartamento.

ma invita a riutilizzare l’esistente, i committenti hanno accolto e messo

Grande professionalità e maestria artigianale nella messa in opera

in pratica tale esortazione.Il complesso di appartamenti è visibile dalla

della facciata come sottolinea l’architetto Roberto Felici dello Studio

strada consolare, vicino a un vecchio casale antico di epoca latina.

Ipotesi “U”: «In cantiere ha operato un gruppo di lavoro straordinario,

La struttura esterna è dinamica e molto particolare, caratterizzata

il risultato ottenuto è eccellente soprattutto grazie ai professionisti che

visivamente dal rivestimento in mattoni facciavista e da un portico di

hanno contribuito con grande dedizione». Ogni unità è composta da una camera da letto, un bagno e un soggiorno

I NUMERI DELL’INTERVENTO

con angolo cottura; dotati di terrazza porticata, termocamino, sistema di

Tipo di intervento: ristrutturazione di edificio rurale in complesso di mini appartamenti Luogo: Colleferro (RM) Progettisti: architetto Roberto Felici dello Studio Ipotesi “U” e ingegner Aldo Tedeschi Direttore dei lavori: ingegner Aldo Tedeschi Impresa costruttrice: Dierre Edilizia Posatore piastrelle: Elio Rinaldi D.I. Posatore mattoni facciavista: Ge.Ma. Edilizia Tempi di intervento: 18 mesi circa Classe energetica: raggiunta la Classe A Materiali forniti da: BigMat Edil Palmieri di Segni (RM)

termico, finestre a taglio termico, piazzale condominiale, posti auto,

allarme, illuminazione notturna a LED, isolamento acustico, isolamento cantina e zona barbecue. I nuovi appartamenti sono stati progettati in modo funzionale e ben rifiniti, realizzati con materiali di prima qualità e, come spiega l’architetto Felici, «sono stati tutti affittati velocemente perché rispondono a una domanda reale nel territorio e si trovano in una zona panoramica molto bella, accanto a un vecchio casale in una zona che si dice fosse anche territorio di caccia di Caio Giulio Cesare». Il ricorso all’isolamento a cappotto, abbinato a un isolamento termico del tetto, ha permesso di raggiungere la classe energetica A per l’intero edificio. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato oltre all’architetto

Qui l’edificio prima dell’intervento e nella pagina precedente il complesso di mini appartamenti dopo la ristrutturazione

Aprile 2017

UP! 31


Roberto Felici anche l’ingegner Aldo Tedeschi per la progettazione,

Brianza Plastica, con uno spessore di 100 mm; il coppo Max di San

e l’impresa Dierre Edilizia di Mauro Deodati per la realizzazione dei

Marco Laterizi è stato invece impiegato per la copertura. Le membrane

lavori. I lavori di posa delle piastrelle sono stati eseguiti da Elio Rinaldi

bituminose autoadesive con isolamento termico Isobase di Index sono

D.I., azienda nata nel 1988 a Segni e attiva in provincia di Roma e

state utilizzate per l’isolamento termico e la copertura delle travi in

Frosinone nella realizzazione di opere di elevato valore architettonico.

lamellare curvo in facciata; collanti, intonaci e rasanti sono di Weber.

La partnership con BigMat Edil Palmeri è stata fondamentale per una

È stata prestata attenzione anche al comfort acustico con le membrane

ristrutturazione curata nei dettagli costruttivi ma anche dal punto di

e i pannelli di Isolmant per l’isolamento della muratura verticale e dei

vista estetico grazie alla fornitura di materiali e prodotti di grande

solai, e alla scelta di tubi e accessori Redi Phonoline per la riduzione

qualità. «Trattandosi di un edificio di oltre 30 anni, mai abitato peraltro,

del rumore degli impianti idraulici in tutto l’edificio. Per lo scarico fumi

abbiamo dovuto risolvere alcune problematiche relative all’isolamento

sono state scelte canne inox, mono e doppia parete, di Landini e gli

termico dell’edificio oltre che al consolidamento della muratura» spiega

impianti di depurazione sono a firma Rototec. Altrettanta cura è stata

Massimo Palmieri, titolare di BigMat Edil Palmieri; per farlo sono stati

posta nella scelta delle finiture per l’interno con i grès porcellanati

utilizzati i blocchi termici rettificati BIO-PLAN di Wienerberger e il

Del Conca e Pastorelli per le pavimentazioni, i rivestimenti interni ed

pannello di polistirene grafitato ECAP GTX da 100 mm di Edilteco per

esterni alle abitazioni e per gli spazi comuni. Per le pitture esterne e

il rivestimento a cappotto di tutto l’edificio. Per l’isolamento termico

interne sono stati applicati prodotti Kerakoll e in ogni appartamento

e la ventilazione del tetto è stato applicato il pannello Isotec XL di

è stato posto un camino interno.

Roberto Felici • Laureato in Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma e iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma, è intervenuto in diversi dibattiti e convegni sull’architettura e sul design in tutta Italia. Studioso di urbanistica è stato assessore all’Urbanistica e Ambiente a Colleferro (RM) dal 1994 al 2002, periodo durante il quale ha condotto nuovi programmi urbanistici per complessi di riqualificazione e di recupero oltre alla realizzazione di nuovi piani di viabilità e opere pubbliche. È stato componente e poi presidente della Commissione Edilizia Urbanistica del Comune di Colleferro (RM) dal 1994 al 1997, oltre ad essere stato componente della Commissione Urbanistica del Comune di Gavignano (RM). Ha partecipato al concorso di design “Mexi design Contest” dove il suo progetto è stato segnalato così come al concorso internazionale di design Kortrijk in Belgio, al concorso internazionale SUN DESIGN 91 di Rimini e a “La casa più bella del mondo” concorso internazionale di architettura di Reggio Emilia.

Aldo Tedeschi • Laureato in Ingegneria Civile Edile presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma è iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ed esercita l’attività professionale prevalentemente nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

Mauro Deodati • Titolare di Dierre Edilizia di Colleferro (RM), impresa di costruzioni che opera dal 1992 nel settore delle costruzioni e ristrutturazioni, sono specializzati anche nella rimozione dell’amianto e nei lavori aerei con piattaforme; collaborano con BigMat Edil Palmieri da oltre 20 anni.

32 UP! Aprile 2017


ESTETICA IN FACCIATA

movimento e in costante evoluzione, raffigura quasi il profilo di figure danzanti, ricreate con un materiale tradizionale e tipicamente rurale

«La filosofia che ha guidato questo progetto è scaturita da una pro-

ovvero i mattoncini facciavista per una eccellente realizzazione di

fonda lettura della società attuale e cosa possa essere l’architettura

particolari inconsueti.

oggi – racconta l’architetto Roberto Felici–. Una società tremolante,

«La mia idea di architettura si basa sul riutilizzo e il recupero di materiali

insicura, senza radici solide può produrre un’architettura altrettanto

tradizionali, come la pietra o il legno, con BigMat Edil Palmieri abbiamo

“ballerina” e mobile, ma non per questo non bella e incisiva, anche

instaurato un rapporto collaborativo e propositivo, soprattutto nella

intrigante e divertente. La leggerezza vince sulla forza di gravità».

ricerca dei materiali e delle soluzioni – racconta l’architetto Felici –. il

Tutto il pensiero dell’architetto Felici è espresso nella facciata del

titolare Massimo Palmieri e il suo staff sono sempre pronti a cogliere

complesso residenziale che, ispirata alla danza e all’architettura in

idee innovative».

!

IL RUOLO DI BIGMAT BigMat Edil Palmieri da oltre 50 anni è punto di riferimento nel settore dell’edilizia e delle ceramiche nella zona di Segni (RM). L’azienda, nata da Alfredo e Ostiana Palmieri nel 1962, è stata portata avanti dal figlio Massimo che ne ha preso le redini nel 1989. Primo Socio BigMat del Lazio, nel 2006, Edil Palmieri ha fatto dell’innovazione, della conoscenza tecnica e della soddisfazione di tutte le tipologie di clienti, dal professionista al privato, una sfida quotidiana: ciò che muove l’azienda, è l’amore per la casa. L’esperienza e la professionalità tramandate di padre in figlio hanno consentito all’attività di crescere e migliorare. Passo fondamentale è stato la ristrutturazione e l’ampliamento della sede nel 2006, con l’inaugurazione del nuovo showroom per le finiture d’interno e l’apertura a nuovi sistemi

costruttivi, che spaziano dal legno lamellare ai sistemi di costruzione a secco, fino alle novità in tema di isolamento termico. «Il progetto del complesso di mini appartamenti è frutto di una collaborazione solida e duratura con l’architetto Felici» aggiunge Massimo Palmieri (nella foto qui in alto, in basso il figlio Nicolò). Negli anni è diventato un punto di riferimento per architetti, arredatori e aziende edilizie; nel Punto Vendita è possibile trovare un vasto assortimento di prodotti: pavimenti e rivestimenti, finiture, mobili e arredobagno, parquet, materiali edili, termici, idraulici e cartongesso. BigMat Edil Palmieri offre un servizio di progettazione e fornitura di strutture e tetti in legno lamellare.

Aprile 2017

UP! 33


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RISTRUTTURAZIONE SU MISURA In questo numero di UP! il progetto Trapezio House di Pontedera (PI), ristrutturazione curata da Gabriele Spina, Studio One Architecture, e selezionata tra i progetti arrivati in redazione. Punto di forza? Il lavoro in team con un pool di artigiani specializzati. di Cristina Serra

«L

avoriamo in team, siamo quattro componenti fissi e per ogni progetto ci avvaliamo di figure professionali esterne, specia-

IL PROGETTO E L’INTERVENTO

lizzate ma con taglio artigianale. Seguiamo i lavori dall’inizio

Il progetto Trapezio House ha previsto la completa ristrutturazione di

alla fine, siamo presenti ogni giorno in cantiere per coordinare e seguire

un’unità immobiliare di 95 mq in stato di abbandono e di degrado, il

i professionisti che selezioniamo. Per noi il segreto di un buon progetto è

progettista Gabriele Spina e il suo team hanno ridisegnato da zero l’abi-

la coerenza dell’intervento e l’attenzione a ogni dettaglio» così Gabriele

tazione e grazie all’ottimo rapporto con il committente è stato possibile

Spina, progettista e team leader, descrive l’attività di questo giovane

realizzare un intervento in armonia con l’ambiente circostante: il fiume

gruppo di progettisti che, seppur nato da poco, pare abbia già le idee

Arno e gli spazi verdi adiacenti.

chiare sul proprio modus operandi: «Il team è flessibile e specializzato allo

Quattro i mesi di intervento effettivo per ricreare ex novo l’abitazione,

stesso tempo, pronto per ogni tipo di esigenza, a seconda del progetto da

«è stata una delle nostre prime realizzazioni e abbiamo affrontato molto

sviluppare sappiamo quale professionista o quale artigiano coinvolgere

bene le difficoltà del work in progress, lavorando in team e coordinando

come nel caso della ristrutturazione di Pontedera». Il progetto Trapezio

tutte le figure coinvolte: professionisti e artigiani legati al nostro studio»

House – ristrutturazione di un’abitazione con ingresso indipendente, in

ribadisce Gabriele Spina.

provincia di Pisa – è stato uno dei primi interventi seguito interamente

L’esterno è stato ristrutturato con un rivestimento in grès non ventilato,

da Studio One Architecture, la realizzazione è stata scelta dalla redazione

l’attenzione è stata rivolta al comfort interno con piccoli aggetti delle

per la pubblicazione su questo numero di UP!.

murature per ridurre il riscaldamento degli ambienti interni ed evitare l’eccessivo uso di condizionatori nei mesi estivi. La classe energetica è stata migliorata passando dalla G alla B, risultato ottenuto grazie anche

Gabriele Spina • Team leader di Studio One Architecture, un team di progettazione nato nel giugno del 2014 dalla collaborazione tra studenti di architettura e giovani professionisti. Il gruppo opera principalmente nell’area da Firenze a Pisa avvalendosi di professionisti esterni specializzati. Il lavoro di squadra permette di soddisfare tutte le esigenze dei clienti senza ricorrere alla consulenza esterna di altre imprese, contando sulla flessibilità di un gruppo completo e giovane che raggruppa competenze diverse. Realizzano ristrutturazioni e recuperi sia in ambito residenziale sia in ambito commerciale, ma anche oggetti di interior design e arredamento ideando e producendo pezzi unici su misura, dalle scrivanie e mobili tv alle lampade. L’obiettivo di Studio One Architecture è portare avanti la ricerca nel campo dell’architettura e del design, oltre ad attività riguardanti la progettazione e la grafica. Loro punti forti sono il recupero dell’esistente, l’attenzione al comfort e alle esigenze abitative con uno sguardo all’innovazione dei materiali, allo stile delle finiture senza dimenticare la sostenibilità.

alla scelta e posa di infissi isolanti a taglio termico e all’isolamento anche degli stessi cassonetti degli avvolgibili che ha garantito una

I lavori di ristrutturazione per la nuova disposizione degli ambienti

34 UP! Aprile 2017


notevole riduzione della dispersione del calore e un miglioramento dell’isolamento acustico visto che la zona attorno risultava rumorosa. Tra i prodotti applicati anche la lana di roccia Knauf Isoroccia (isolante acustico inserito nelle pareti divisorie interne tra la zona giorno e la zona notte), Kerakoll H40 per l’incollaggio del rivestimento a mattoncini nel soggiorno e nella stanza da letto e malta biocalce Kerakoll termointonaco per l’intonaco di tutte le pareti. Uno degli elementi caratterizzanti del progetto è la grande terrazza di 60 mq con affaccio sul fiume, mentre all’interno lo spazio è stato riorganizzato con un ingresso indipendente con locali di servizio al piano terra e al primo piano un ampio soggiorno con area living, sala da pranzo e cucina open space. La zona notte è invece costituita, come richiesto, da due camere matrimoniali e un ampio bagno. Il tutto è stato ricavato da un unico ambiente in stato di degrado e con una grande attenzione per i dettagli e per le finiture: dai rivestimenti in grès e marmo al sistema d’illuminazione per un ambiente moderno e ricercato. All’intervento è stato applicato il concetto dei “coni visivi”, uno dei punti cardini della filosofia dello studio, che focalizza l’attività di progettazione curando l’individuazione nell’esistente di una zona da qualificare visivamente per poi progettare a partire da quella peculiarità. «In ogni ristrutturazione ci piace creare un ambiente di comfort particolare, individuare un’area della casa speciale e accogliente da ogni punto di vista, sempre a seconda delle esigenze di chi vivrà gli spazi – spiega Spina –, ad esempio in questo caso abbiamo ridisegnato gli spazi dell’abitazione concentrando l’attenzione sullo sguardo che dall’interno va all’esterno. lo spazio verde e la vista fiume sono stati i due focus attorno ai quali abbiamo progettato sia la terrazza sia gli interni, quindi il soggiorno ha una bella vista sul verde anche dall’interno e la cucina ha accesso immediato alla terrazza. Il rapporto tra il verde esterno e l’interno è stato valorizzato, visivamente e spazialmente, la terrazza arredata è uno dei plus dell’abitazione». Lo stile richiesto dai committenti prevedeva finiture dal look moderno, per i rivestimenti hanno scelto di applicare pietre a vista, sia in soggiorno sia nelle stanze, ricavando angoli suggestivi e di design, grazie anche a un’illuminazione d’effetto come ad esempio sulla parete dove alloggia la testata del letto e nella zona del salotto adibita a spazio tv; per un uso razionale dello spazio sono stati inoltre ricavati nella parete i vani della libreria che separa l’angolo studio dall’ampio soggiorno.

!

I NUMERI DELL’INTERVENTO

Dettagli dell’angolo soggiorno con rivestimenti in pietra a vista e un’illuminazione d’effetto

Tipo di intervento: ristrutturazione di un edificio privato Luogo: Pontedera (PI) Progettista e direttore dei lavori: Gabriele Spina, team leader di Studio One Architecture Tempi di intervento: 4 mesi Classe energetica: da Classe G a Classe B

Aprile 2017

UP! 35


Metà tempo di posa. Doppio tempo per te.

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36 UP! Aprile 2016

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SPECIALE INTONACI Nuovo speciale a firma dell’Ufficio Tecnico BigMat per approfondire il tema degli intonaci, dalla scelta alla posa corretta. a cura della Redazione

C

osti limitati, rapidità di preparazione e facilità di messa in opera.

terremoti di un edificio. Esistono vari tipi di intonaci per diverse tipologie

Sono queste le caratteristiche che fanno dell’intonaco uno dei

di murature, come ad esempio gli intonaci per ripristino del cemento

rivestimenti più amati, nella cui scelta, però, non si può prescindere

armato, gli intonaci deumidificanti, quelli per cappotto, gli intonaci a

dalla qualità perché gli esperti di sismica non hanno dubbi: un buon

base gesso, quelli studiati ad hoc per il ripristino delle murature. Qual è

intonaco collabora in modo fondamentale nella capacità di resistenza ai

l’intonaco migliore? Dipende dagli ambienti e dalle funzionalità richieste.

Aprile 2017

UP! 37


SPECIALE INTONACI

INTONACI E ALTRI MISTERI. L’EVOLUZIONE DEL PRODOTTO E LA GIUSTA POSA PER COSTRUIRE E RISTRUTTURARE Approfondimento sulle tipologie di intonaci esistenti in base alle loro caratteristiche e applicazione, con focus sui requisiti delle normative. a cura dell’Ufficio Tecnico BigMat

P

rima di esaminare le tipologie di intonaco esistenti è bene partire

Nel corso del ventesimo secolo gli intonaci hanno subito radicali mu-

dalla sua definizione e fare un percorso storico per capire che

tamenti di composizione e tecniche applicative per soddisfare le esi-

evoluzione ha subito negli anni al fine di adattarsi alle esigenze di

genze di una edilizia moderna caratterizzata da un ritmo frenetico di

semplicità e rapidità di posa richieste dall’edilizia. Bisogna inoltre ricordare

costruzione e quindi alla ricerca di materiali di facile impiego e rapida

che un intonaco, oltre a rispondere ai requisiti di estetica e funzionalità,

messa in opera (vedi Figura 1). La disponibilità di nuovi leganti (calci

deve essere applicato a regola d’arte ed essere compatibile con il supporto

idrauliche, cementi e più recentemente resine sintetiche) ha permes-

murario. Per ragioni di spazio concentreremo l’attenzione su alcune tipolo-

so, ad esempio, la diffusione di malte pronte all’uso con caratteristiche

gie di intonaco (alla calce, fibrorinforzati, a base argilla e per la protezione

tali da poter essere applicate anche da personale non qualificato. Fino

al fuoco). Per gli approfondimenti sulle altre tipologie come i deumidificanti,

alla fine del secolo scorso la quasi totalità degli intonaci era realizzata

gli intonaci termici e il rivestimento sottile applicato sui cappotti termici

con malte a base di calce idrata spesso con aggiunta di materiali a

rimandiamo invece a Gli Speciali di UP! di settembre e dicembre 2015 e

carattere pozzolanico, quali trass, pozzolana, ecc., che conferivano alla

aprile e settembre 2016, scaricabili dal sito www.bigmat.it.

malta particolari qualità di idraulicità o resistenza. I leganti idraulici (calce idraulica e cemento), noti già nel XVIII secolo, si

COSA È E COME SI È EVOLUTO

sono diffusi negli intonaci agli inizi del 1900 mentre andavano via via scomparendo le tecniche di intonacatura alla calce.

L’intonaco è un sistema di rivestimento murario costituito da malte re-

Negli anni ’30 sono state commercializzate le prime malte premisce-

alizzate con impasti di uno o più leganti (calce, cemento, gesso, ecc.),

late a secco condizionate in sacchi e pronte all’uso. Questa tecnica

inerti (sabbia, in genere silicea di provenienza fluviale che presenta le

molto diffusa ancora oggi è nata soprattutto per evitare gli errori di

migliori caratteristiche o derivanti da macinazione) e acqua.

dosaggio nei cantieri e quindi ottenere strati di finitura uniformi.

Le sue funzioni sono quelle di proteggere il supporto su cui è appli-

A partire dagli anni ’60 fanno la comparsa le prime malte a base di

cato dagli agenti atmosferici e dalla condensa superficiale, di fare da

polimeri. Utilizzate per la rifinitura, su un fondo costituito da uno o

supporto alle successive finiture (tinteggiature, piastrellature o carte da

due strati di malta convenzionale, hanno trovato larga diffusione per

parati), di garantire condizioni igieniche ottimali negli ambienti interni e

la facilità di applicazione e di ottenere una grande varietà di strutture

ovviamente di abbellire esteticamente gli edifici.

e di tinte.

Negli ambienti interni si è soliti usare intonaci a base gesso o calce

Infine, sotto l’impulso dei problemi energetici, sono apparsi gli intonaci

aerea che presentano ritiri poco accentuati, una discreta lavorabilità e

isolanti analoghi a quelli tradizionali ma alleggeriti con materiali isolan-

facilitano la realizzazione di una superficie perfettamente piana evitando

ti a bassa conducibilità termica o materiali fibrosi per l’assorbimento

l’insorgere di microfessurazioni.

acustico.

38 UP! Aprile 2017


SPECIALE INTONACI l’intonaco di gesso, costituito da gesso emidrato o anidro, è impiegato nelle pareti interne, e può anche costituire la sola finitura su intonaci di altra tipologia; l’intonaco di cemento, di elevata consistenza e notevole semplicità di posa, è molto impiegato (come fondo su murature in mattoni, blocchi in calcestruzzo, calcestruzzo grezzo) nonostante abbia bassa elasticità, sia soggetto a fenomeni di ritiro e non consenta facilmente l’evaporazione dell’acqua; l’intonaco di malta bastarda è oggi il più diffuso perché compatibile Figura 1 – Rappresentazione schematica dell’evoluzione degli intonaci nel corso del XX secolo [“Tipologia e proprietà fondamentali degli intonaci” – a cura di Vinicio Furlan – Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Bollettino d’Arte]

con la maggior parte dei materiali da costruzione; è realizzato con aggregazione di più leganti, in varie soluzioni: • calce idraulica/calce aerea; • cemento/calce aerea;

Ecco che, in funzione della tipologia di legante usato, è possibile fare

• cemento/calce idraulica;

una distinzione degli intonaci presenti sul mercato:

• calce aerea/gesso;

l’intonaco di calce aerea ha ottime prestazioni di fronte a gelo e disge-

• cemento/calce idraulica/calce aerea.

lo poiché restituisce facilmente umidità all’esterno, ha buona stabilità

Accanto alle tipologie sopra descritte, ascrivibili alla famiglia degli

all’acqua, ma scarsa resistenza alle sollecitazioni meccaniche;

intonaci “tradizionali”, si annoverano i cosiddetti “intonaci speciali”,

l’intonaco di calce idraulica ha ottima resistenza (in particolare agli

impiegati prevalentemente come intonaci esterni, che differiscono dai

sbalzi termici) e semplicità di posa, ma in funzione della composizio-

primi per i materiali d’impasto e per le tecniche di lavorazione. Rien-

ne chimica una più o meno bassa elasticità;

trano fra questi gli intonaci additivati, a stucco, plastici e monostrato. A.1.1.1. Intonaci di malta bastarda

A.1.1. Intonaci miscelati in cantiere A.1. Intonaci ordinari A.1.2. Intonaci premiscelati

A.1.1.2. Intonaci a base di calce aerea A.1.1.3. Intonaci a base di calce idraulica

Intonaci ignifughi

A.1.1.4. Intonaci a base di cemento

Intonaci deumidificati Intonaci impermeabilizzanti

A. INTONACI PER ESTERNI

A.1.2.1. Intonaci a base di calce e/o cemento A.2.1. Intonaci additivati A.2. Intonaci speciali

A.2.2. Intonaci a stucco o intonaci lucidi A.2.3. Intonaci plastici o rivestimenti plastici continui

Intonaci porosi A.2.1.1. Intonaci additivati con modifica delle prestazioni finali A.2.1.2. Intonaci additivati per l’ottimizzazione delle fasi di esecuzione “Stucchi”

A.2.4. Intonaci monostrato

Intonaci termoisolanti

Intonaci a stucco lucido

Intonaci con additivi indurenti Intonaci espandenti Intonaci con contenute microfessurazioni

Intonaci con additivi aeranti Intonaci con additivi fluidificanti Intonaci con additivi anticongelanti Intonaci con additivi plastificanti

B.1.1.1. Intonaci di malta bastarda

Intonaci con additivi acceleranti o ritardanti di presa

B.1.1.2. Intonaci a base di calce aerea B.1.1. Intonaci miscelati in cantiere B.1. Intonaci ordinari

B.1.2. Intonaci premiscelati

B.1.1.3. Intonaci a base di calce idraulica

Intonaci ignifughi

B.1.1.4. Intonaci a base di cemento

Intonaci deumidificanti

B.1.1.5. Intonaci a base di gesso

Intonaci impermeabilizzanti Intonaci termoisolanti

B. INTONACI PER INTERNI

B.2. Intonaci speciali

B.2.1. Intonaci additivati

B.2.2. Intonaci a stucco o intonaci lucidi B.2.3. Intonaci plastici o rivestimenti plastici continui B.2.4. Intonaci monostrato

Figura 2 – Tipologie di intonaco

B.1.2.1. Intonaci a base di calce e/o cemento

Intonaci acustici

B.1.2.2. Intonaci a base di gesso

Intonaci porosi

B.2.1.1. Intonaci additivati con modifica delle prestazioni finali

Intonaci con additivi indurenti

B.2.1.2. Intonaci additivati per l’ottimizzazione delle fasi di esecuzione

Intonaci con contenute microfessurazioni

Intonaci espandenti

Intonaci con additivi aeranti Intonaci a stucco normale

Intonaci con additivi fluidificanti

“Stucchi”

Intonaci con additivi anticongelanti

Intonaci a stucco bianco

Intonaci con additivi plastificanti

Intonaci a stucco lucidi

Intonaci con additivi acceleranti o ritardanti di presa

Scarica il poster con le tipologie di intonaco su www.extraup.it

Aprile 2017

UP! 39


SPECIALE INTONACI STRUTTURA A STRATI DEGLI INTONACI

NORMATIVA DI RIFERIMENTO PER LE MALTE DA INTONACO

Come detto all’inizio di questo Speciale, l’intonaco è un materiale di

La normativa di riferimento per la marcatura CE delle malte da intonaco è la UNI EN 998 parte 1 “malte per intonaci” e riguarda esclusivamente quelle prodotte in fabbrica (e non in cantiere) per applicazioni a soffitto, pilastri e tramezze sia per ambienti interni sia per quelli esterni definendone requisiti e prestazioni. Le malte sono designate per mezzo di una sigla che ne individua l’applicazione: GP – Malte generiche; LW – Malte leggere; CR – Malte colorate; OC – Malte monostrato; R – Malte da risanamento; T – Malte termoisolanti. Analogamente, in funzione della resistenza a compressione della malta indurita si hanno le seguenti indicazioni:

usura, un vero e proprio elemento di sacrificio. Dato l’elevato costo della manodopera, oggi viene richiesto un intonaco duraturo che non presenti screpolature né fessurazioni e che necessiti il meno possibile di interventi di manutenzione. Perché questo avvenga, è necessario che l’esecuzione sia molto accurata. Secondo i magisteri tradizionali, gli intonaci devono essere realizzati in due, o meglio, tre strati successivi (vedi Figura 3), di cui il primo con funzione di aggrappaggio (rinzaffo), il secondo per realizzare l’opportuno spessore (corpo o arriccio), e il terzo per la finitura (detto intonachino o stabilitura o velo). L’intonaco può presentarsi secondo tre aspetti: finito (ovvero con il velo); grezzo (con uno strato grossolano di arriccio spianato con la cazzuola o con un regolo); rustico (quando ci si ferma allo strato di rinzaffo spianandolo solo

Proprietà Resistenza a compressione a 28 gg

Categorie

Valori di resistenza

CS I

0,4 – 2,5 N/mmq

CS II

1,5 – 5,0 N/mmq

CS III

3,5 – 7,0 N/mmq

CS IV

≥ 6,0 N/mmq

grossolanamente). Quest’ultimo veniva spesso usato nell’edilizia di poco pregio o negli ambienti interrati. Lo stato grezzo costituisce, invece, il supporto per l’applicazione di rivestimenti ceramici.

Muratura L’intonaco additivato è ottenuto aggiungendo alla malta additivi atti a migliorare la resistenza meccanica o al fuoco, l’impermeabilità all’ac-

Rinzaffo

qua, i tempi di indurimento, ecc. In Figura 2 (vedi pag. 39) riportiamo le tipologie di intonaco esistenti.

Arriccio

QUANTO DURA UN INTONACO?

Intonachino

La vita di un intonaco è diversa se si tratta di un intonaco per interni

Tinteggiatura

o per esterni. L’intonaco interno applicato in ambienti asciutti e ben aerati ed eseguito a regola d’arte su supporti “sani” potrebbe avere una durata pari a quella della vita dell’edificio. L’intonaco esterno normalmente riesce a mantenere le sue prestazioni per 20-30 anni al massimo. Dopo questo lasso di tempo ne-

Figura 3 – Strati di un intonaco

cessita di un risanamento, utile da fare anche se all’apparenza possa sembrare ancora in buone condizioni.

Il rinzaffo, di spessore 5 – 10 mm, a contatto con la muratura è il

Lo spessore gioca un ruolo fondamentale per la durata e la resa pre-

più ricco di legante. Serve a regolarizzare la superficie e, come detto

stazionale dell’intonaco: si ritiene in via generale che i valori corretti,

prima, fornisce l’aderenza per gli strati successivi. La granulometria

alla luce dei recenti sviluppi delle tecniche costruttive ed esecutive,

grossolana della sabbia crea delle zone ruvide che fanno da aggrap-

possano essere fissati in 1,5 cm per gli intonaci tradizionali interni

pante. Tra i vari strati dell’intonaco, il rinzaffo è quello che presenta le

mentre per gli intonaci esterni 2 cm, fino a un massimo 3 cm (intonaci

più elevate resistenze a sollecitazioni fisiche.

a più strati) per evitare un ritiro troppo accentuato e il distacco dovuto

L’arriccio, di spessore di circa 15 – 20 mm, viene realizzato con

al peso proprio.

sabbie di media granulometria (diametro circa 1,5 mm) per ridurre

40 UP! Aprile 2017


SPECIALE INTONACI i fenomeni di ritiro della malta e, conseguentemente, le microfessu-

ture compariranno inevitabilmente sulla superficie tinteggiata (vedi Figu-

razioni. Ha funzione prevalentemente di tenuta idrica e deve essere

ra 4, pag. 42). A questo proposito si deve considerare che l’indurimento

sufficientemente elastico da non fessurarsi a seguito dei movimenti

di una malta aerea si ottiene dopo completa carbonatazione dello strato

dello strato precedente. Infine fa da struttura portante per gli strati

e quindi dopo almeno 60 – 90 giorni.

successivi (intonaco di finitura o sistema collante-piastrella).

Oltre alla preventiva e indispensabile bagnatura della parete, prima

Questo strato deve essere dato su di un rinzaffo di sufficiente matura-

e dopo l’intonacatura, sono particolarmente importanti le condizioni

zione, quando cioè ha espresso la maggior parte del ritiro, mentre la

ambientali al momento dell’intonacatura: pareti eccessivamente calde,

finitura deve essere data possibilmente sul corpo ancora fresco, così

soleggiate o battute dal vento e bassa umidità relativa dell’aria (il ritiro

da creare uno stabile collegamento.

aumenta sensibilmente al diminuire dell’umidità dell’ambiente) non

Lo strato di finitura (intonachino) detto anche “finitura al civile”,

sono certo condizioni ideali per eseguire un buon lavoro.

“velo” o “stabilitura”, poiché più esterno di tutti è anche quello più

La posa di un intonaco premiscelato, poiché riassume in un unico stra-

soggetto all’aggressione degli agenti atmosferici. Di spessore minimo,

to più prestazioni, richiede particolari attenzioni. È necessario, quindi,

da 2 a circa 5 mm, deve possedere requisiti di compattezza e unifor-

richiedere al produttore le specifiche indicazioni di posa e, soprattutto,

mità necessari al raggiungimento del risultato estetico. Meno resisten-

indicazioni sullo spessore minimo da applicare, che non può certa-

te, ma più elastico e permeabile degli strati precedenti, è costituito

mente scendere sotto i 2 cm, per ridurre anche i fenomeni di shock

solitamente da legante aereo e aggregati molto fini. Può prevedere

termico dovuti alla differente conduttività termica fra muratura e into-

l’aggiunta di pigmenti (terre coloranti, ossidi di ferro o pietre macinate)

naco. Una possibile soluzione può essere l’aumento di spessore fino

nell’impasto in modo da conferire il colore direttamente alla finitura.

anche a 3-4 cm inserendo eventualmente una rete di aggrappaggio.

La malta della finitura viene stesa sull’arriccio con cazzuola o frattazzo metallico e, successivamente, la superficie viene lisciata e regolarizzata con un frattazzo di spugna con dei movimenti rotatori; infine

PERCHÈ LA STRATIFICAZIONE

viene bagnata a spruzzo con acqua pulita. Quest’ultima lavorazione fa

La storia insegna che gli intonaci a base calce aerea e sabbia erano

emergere sulla superficie la frazione più fine dell’aggregato che rende

realizzati in strati successivi, in quanto per evitare i fenomeni di ritiro

maggiormente compatto il rivestimento e meno esposto alle fessura-

dell’idrossido, dopo la carbonatazione, non si potevano realizzare into-

zioni. La bagnatura permette una maggiore regolazione della perdita di

naci di grosso spessore. Pertanto, quando si volevano ottenere rivesti-

acqua d’impasto (assorbita dalla muratura o per eccessiva evaporazio-

menti particolarmente robusti, si applicavano più strati sovrapposti, di

ne) evitando la formazione di crepe da ritiro per eccessiva asciugatura.

spessore via via più sottile, con inerte in proporzioni sempre minori e

Tutte le operazioni di lisciatura devono tener conto del risultato finale

di granulometria più fine. Anche Vitruvio (De Architectura VII, 3) racco-

che si vuole ottenere. È necessario ricordare che un intonaco superfi-

mandava l’uso di ben sette strati, indicazione che però non pare aver

cialmente troppo ruvido facilita gli accumuli di acqua e di particelle di

trovato reali riscontri archeologici (i rivestimenti di epoca romana erano

sporco e pertanto più suscettibile a deterioramento.

generalmente costituiti da 3 a 5 strati e solo eccezionalmente sei).

Se un intonaco, anche applicato secondo ogni magistero, viene tinteg-

Negli intonaci a più strati, pertanto ciascuno di essi svolge differenti

giato prima che abbia completato la sua naturale maturazione e prima

funzioni che male sarebbero garantite da un solo strato e quindi da una

che siano terminati tutti i fenomeni di ritiro plastico, allora le microcavilla-

sola malta. Un intonaco deve presentare, nei vari strati, una resistenza

SINTESI DELLE ATTENZIONI DA PORRE IN FASE DI POSA Al fine di contenere la formazione di cavillature sull’intonaco è necessario: bagnare il muro a rifiuto prima della intonacatura; fare attenzione alle condizioni climatiche di temperatura Te di umidità relativa UR (le condizioni ottimali sono tra i 5 e 20 °C, e UR del 50%); realizzare un intonaco almeno a 2 strati; consentire la maturazione dello strato di rinzaffo prima di posare lo strato di corpo e finitura; bagnare l’intonaco per qualche giorno; tinteggiare solo a indurimento avvenuto.

Da una analisi sperimentale condotta dal Consorzio Alveolater assieme alla Scuola Edile di Bologna è emerso che: intonaci monostrato, ad alto dosaggio di cemento, messi in opera senza la preventiva bagnatura del supporto, e non bagnati dopo la posa, manifestano in tempi breviun diffuso insorgere di cavillature; intonaci a tre strati, anche posati senza bagnatura del muro, ma mantenuti successivamente umidi, hanno dato un ottimo risultato; l’intonaco premiscelato ha dato complessivamente un risultato soddisfacente; con l’intonaco premiscelato fibrorinforzato è stato possibile intonacare su supporto asciutto (e senza bagnatura successiva dell’intonaco) limitando quasi completamente l’insorgere di cavillature.

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UP! 41


SPECIALE INTONACI

Figura 4 – Cavillature (massimo 0,2 mm di ampiezza) microfessurazioni ad andamento filiforme (a ragnatela) sullo strato superficiale dell’intonaco provocate dal ritiro igrometrico dell’intonaco.

meccanica decrescente dall’interno verso l’esterno e una porosità de-

materiali molto porosi, con bassa resistenza e coefficienti di dilatazio-

crescente in senso inverso. Lo strato di tenuta all’acqua deve in ogni

ne più contenuti) causa problemi di umidità perché l’applicazione non

caso consentire lo smaltimento del vapore tra superficie interna ed

consente la corretta traspirazione del vapore acqueo dalle pareti, con

esterna della muratura.

conseguenti distacchi dell’intonaco stesso.

Se per il corpo d’intonaco è preferibile usare una granulometria media della sabbia (per evitare i fenomeni di ritiro della malta) e un legante con elevata tenuta all’acqua e discreta resistenza meccanica, per gli

CORRETTA POSA IN CASO DI MURATURE IN GASBETON

strati di finitura si usano una grana molto fine della sabbia e un legante

Anche il gasbeton è una muratura assorbente per cui, specialmente nel-

non troppo impermeabile per consentire una facile evaporazione verso

le stagioni calde, è necessaria la preventiva bagnatura al fine di evitare la

l’esterno dell’acqua di impasto, del vapore e dell’umidità.

“bruciatura” dell’intonaco con riduzione della sua resistenza meccanica.

Un intonaco tradizionale di tali caratteristiche è praticamente poco

Una buona precauzione potrebbe essere l’applicazione di uno specifi-

sensibile agli sbalzi termici e alle variazioni di umidità anche nelle fac-

co primer o uno strato di rinzaffo che, oltre a ridurre l’assorbimento e

ciate particolarmente esposte alle intemperie.

favorire l’adesione, evita lo sfarinamento superficiale della muratura.

Se il supporto è costituito da materiali teneri e deformabili il dosaggio

L’intonaco viene eseguito generalmente in due strati, un intonaco di

in leganti forti deve diminuire a favore dei deboli in modo che, in ogni

fondo e un intonaco di finitura. Per la compatibilità con il supporto in

caso, l’intonaco risulti meno resistente del supporto.

calcestruzzo aeroclavati sono consigliati intonaci di fondo a base calce

In definitiva, in funzione della natura del supporto si dovranno tenere in

meglio se fibrorinforzati. Data la leggerezza del blocco in gasbeton an-

considerazione i seguenti parametri:

che l’intonaco dovrà possedere una contenuta massa volumica (inferiore

il comportamento elastico;

ai 1.300 – 1.400 kg/mc); inoltre dovrà essere caratterizzato da una

il coefficiente di dilatazione;

buona elasticità per resistere alle tensioni provocate dalle differenze di

la resistenza meccanica;

temperatura (ovvero basso modulo elastico < 1.500-2.500 N/mmq) ed

la porosità.

essere altamente traspirante (µ inferiore a 20 – 25). In generale lo spes-

I danni derivano dall’inosservanza di queste regole basilari e nella

sore dell’intonaco di fondo è di circa 2 cm.

maggior parte dei casi all’abuso di cemento che conferisce all’intona-

La finitura può essere realizzata mediante una rasatura armata (con

co eccessiva durezza e impermeabilità con conseguenti fessurazioni,

interposta rete in fibra di vetro di rinforzo) di spessore 5 mm su cui

distacchi e altri difetti estetici.

applicare un rivestimento traspirante e idrorepellente ai silicati o ai

Per fare un esempio, l’intonaco a base di cemento Portland (forte resi-

silossani, per evitare il passaggio di acqua ma non del vapore nel

stenza meccanica, un coefficiente di dilatazione termica elevato e una

rispetto della teoria di Kunzel (vedi Gli Speciali di UP! Risanamento

bassa porosità) se applicato a edifici antichi (realizzati in genere con

Muri Umidi a pag. 10).

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SPECIALE INTONACI SOLUZIONI PER L’INTONACATURA DEI TAMPONAMENTI ESTERNI CON IL GASBETON

P

er l’intonacatura dei tamponamenti esterni di questo complesso residenziale costruito in Puglia, precisamente a Barletta, la scelta del progettista è ricaduta su Multicem di Bacchi, un premiscelato appartenente al sistema costruttivo Gasbeton. Le murature monostrato sono state realizzate con il blocco in calcestruzzo aerato autoclavato Gasbeton Energy da 40 cm di spessore, che garantisce elevato comfort invernale ed estivo anche senza l’aggiunta di cappotto termico. Nelle applicazioni su questa tipologia di materiale l’intonaco deve essere compatibile con il particolare supporto, garantire traspirabilità e allo stesso tempo adeguata tenuta all’acqua piovana. Grazie alle sue caratteristiche intrinseche,

Intonaco di fondo con Multicem

Rasatura armata con Multiraso per esterni

Multicem applicato nello spessore di 1,5 – 2 cm ha consentito di dare continuità alla struttura cellulare, senza alterarne le prestazioni tecniche o creare barriere alla diffusione del vapore. È caratterizzato da un basso peso specifico, composto da calce naturale e leganti idraulici ed è idrofugato. Oltre a ciò è stato fibrorinforzato con fibre di polipropilene che conferiscono maggiore duttilità e resistenza agli agenti aggressivi e alle escursioni termiche garantendo l’integrità dello strato di intonaco anche dopo la fase di ritiro plastico. Come rappresentato in figura, il ciclo completo consigliato per Gasbeton prevede di eseguire sopra l’intonaco una rasatura armata idrofugata e fibrorinforzata con Multiraso per esterni nello spessore di 5 mm su cui applicare una finitura a base silicati. Scopri tutte le soluzioni Bacchi su www.bacchispa.it

Finitura a scelta (base silicati o silossani)

INTONACI PER INTERNI: RISCOPRIRE L’ARGILLA

Il clima abitativo che si riscontra negli edifici realizzati con materiali in argilla è molto piacevole. Essa è un ottimo regolatore igrometrico capace

L’argilla è il legante più antico scoperto dall’uomo e usato nelle sue

di scambiare grandi quantità di vapore con l’ambiente abitato che, di

costruzioni. La qualità estetica degli intonaci in terra è un aspetto che

conseguenza, si troverà sempre nelle condizioni ottimali di umidità re-

ne sta facilitando la diffusione in ambito decorativo per interni dove i

lativa (UR tra il 45% e il 55%). L’elevata densità volumica, caratteristica

colori degli ambienti sono quelli naturali delle terre che, a seconda dei

dell’argilla, le conferisce una notevole inerzia termica stabilizzando la

loro componenti, assumono toni dal bianco al blu scuro passando per

temperatura degli ambienti a beneficio del comfort estivo anche nel caso

infinite variazioni di ocra, marrone, rosso, ecc.

di strutture isolate a cappotto dall’interno con isolanti naturali.

Ecologicamente parlando, fra tutti gli intonaci quelli a base di argilla

Tra gli altri pregi dell’argilla, diversi studi condotti dall’Università di Mo-

possono fregiarsi di un LCA (Life Cycle Assessment) dall’impatto bas-

naco hanno dimostrato che essa ha un’elevata capacità di attenuazio-

sissimo non subendo processi chimico-fisici di trasformazione a cui

ne delle onde elettromagnetiche, di assorbimento di odori e sostanze

vengono sottoposti normalmente i calcari o i cementi. Sono pertanto

nocive, fattori che incidono sul benessere abitativo.

molto amati dai bioarchitetti. Analizzando, si ha una prima fase di sca-

L’applicazione degli intonaci in terra cruda è possibile su qualsiasi su-

vo del materiale dal suolo, a cui segue una macinatura o vagliatura per

perficie previo un adeguamento in caso di supporti inadatti. Quattro

raggiungere una granulometria adatta a essere mescolata con acqua.

fattori principali concorrono nella scelta dalla struttura stessa dell’in-

Una volta mescolate terra, acqua ed eventualmente inerti minerali e/o

tonaco:

fibre di origine vegetale, l’impasto è pronto per essere messo in opera.

numero e spessore degli strati da applicare;

Se e quando si decidesse di rimuovere l’intonaco, questo potrà essere

superficie di partenza;

smaltito senza particolari precauzioni non avendo al suo interno ma-

condizioni di esecuzione;

teriali nocivi per l’uomo o l’ambiente; volendo potrà essere riutilizzato

qualità ricercate.

per un nuovo impasto riattivandolo con la sola aggiunta di acqua.

Chiaramente il supporto per eccellenza è la terra cruda stessa: mura in

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SPECIALE INTONACI UNA STORIA DI VALORE RICCA DI ECOSOSTENIBILITÀ E COMFORT

I

l Palazzo che oggi ospita l’Hotel Orso Grigio ha origini nobili e antiche che risalgono al 1200. Una storia affascinante quella dell’”Antico Albergo Reale” che divenne famoso nel 1800, per i suoi bagni di fieno e la cura dell’uva, tanto che ebbe tra i suoi ospiti anche l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe d’Asburgo. La ristrutturazione integrale, realizzata nel 2015, si è attenuta ai vincoli architettonici lasciando inalterata la facciata esterna mentre ha comportato un totale rinnovamento della parte interna utilizzando

materiali coerenti e compatibili con quelli originari. Per garantire il massimo del comfort, mantenere una temperatura interna ottimale e proteggere dai rumori, sono stati usati, per l’isolamento delle pareti, i prodotti della Naturalia-BAU come l’innovativo sistema a cappotto da interno Pavadentro in fibra di legno contenente una minima percentuale di silicato di calcio, fissato con dei tasselli e una rete di juta e i pannelli antimuffa 100% naturali Muffaway tale da raggiungere la Classe energetica A. Le pareti sono state poi rifinite con uno strato di intonaco in argilla cruda unico nel suo genere, Procrea Fondo, che grazie alle sue caratteristiche igroscopiche e traspiranti permette di mitigare le variazioni di umidità relativa e di temperatura mantenendo un ambiente salubre. Lo strato di intonaco è stato lasciato volutamente al grezzo, e non lisciato, per sfruttare al meglio anche le proprietà di assorbimento acustico dell’argilla. Scopri i prodotti Naturalia-BAU su www.naturalia-bau.it

adobe, massone, torchis, cob, pisé, offrono una continuità di materiale

restauro, l’impiego della calce rappresenta il più delle volte una scelta

che è garanzia di una perfetta adesione tra parete e intonaco senza do-

obbligata. Tuttavia la scelta non è sempre agevole in quanto esiste

ver aggiungere supporti esterni ma limitandosi a preparare la parete con

un’ampia gamma di calci idraluliche naturali, inoltre deve essere ve-

un’adeguata bagnatura. Anche pareti in mattoni cotti offrono una texture

rificata la compatibilità meccanica con l’edificio originario (vedi il box

superficiale sufficientemente scabra da costituire un ottimo aggrappo per

The Lime Spectrum a pag. 46).

un intonaco in terra. Legno, ferro, cemento armato, devono invece essere

Le calci si suddividono in due principali categorie: calci aeree e calci

migliorati e ciò può avvenire o attraverso la stesura di specifici sottofondi

idrauliche. Gli intonaci a base di calce aerea hanno un vasto cam-

o tramite applicazione di griglie di supporto. L’attrezzatura utilizzata per

po di applicazione per gli interni. Dopo la carbonatazione presentano

l’applicazione della malta è assimilabile a quella convenzionale, e ciò vale

notevoli qualità: elevata permeabilità al vapore, poca sensibilità alle

tanto per gli attrezzi manuali (frattazzi, cazzuole o spugne) quanto per le

variazioni dell’umidità relativa dell’ambiente e deformabilità tale da

macchine spruzzatrici e simili.

sopportare bene le sollecitazioni di origine termica. Tuttavia la scarsa tenuta alla pioggia, la scarsa resistenza meccanica, i lunghi tempi di

INTONACI ALLA CALCE PER IL RESTAURO

presa e indurimento e la necessità di una manodopera altamente qualificata ne hanno limitato l’impiego in esterno se non attraverso l’ag-

Nella ristrutturazione esiste l’esigenza di utilizzare malte, intonaci e

giunta di modeste quantità di leganti idraulici e aggregati a carattere

prodotti di finitura aventi le caratteristiche dei materiali del passato per

pozzolanico (pozzolana o cocciopesto). Gli intonaci a base di calce

rispettare il patrimonio storico/architettonico. Si raccomanda che le

idraulica hanno una migliore presa rispetto alla calce aerea pur

malte di restauro non rilascino sali solubili o prodotti nocivi e non siano

mantenendo una discreta compatibilità con diversi supporti, presen-

più resistenti della pietra da costruzione, né eccessivamente più resi-

tano una minore elasticità della calce aerea, ma reagiscono meglio

stenti della malta originaria. Dati sperimentali e ricerche scientifiche

agli sbalzi termici grazie all’elevato modulo di elasticità (a 28 giorni

individuano nella calce il solo materiale veramente compatibile con la

circa 2.500 N/mmq). La norma UNI EN 459-1 (aggiornata nel 2010)

maggior parte delle opere costruite dall’uomo dall’antichità fino agli

individua tre tipologie di calce con proprietà idrauliche:

inizi del Novecento, mentre il cemento, a causa della sua eccessiva

1. calce idraulica (HL - Hydraulic Limes);

rigidezza e assenza di traspirazione, è assolutamente da evitare.

2. calce idraulica naturale (NHL - Natural Hydraulic Limes);

Con questa consapevolezza risulta a tutti evidente che, nell’opera di

3. calce fomulata (FL).

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SPECIALE INTONACI RESTAURARE CON L’INTONACO: DAL CONSOLIDAMENTO E STILATURA DELLE MURATURE ALLE FINITURE INTERNE

U

n lungo e attento intervento di restauro conservativo ha permesso di recuperare, dopo anni di abbandono totale, la splendida masseria pugliese fortificata Panicelli, dall’altissimo valore architettonico e oggi immersa tra i vigneti nell’agro di Rutigliano (BA). L’utilizzo di malte, intonaci e finiture webercalce di Weber a base di calce idraulica naturale è coerente con la filosofia progettuale che ha privilegiato la scelta di tecniche e materiali della tradizione, abbinati a metodologie di risanamento moderne e attuali. La gamma webercalce offre prodotti ecocompatibili richiesti dalle soprintendenze e adatti negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente perché privi di cemento e dunque meno invasivi. Le murature in pietrame misto sono state consolidate, riempite e legate mediante iniezioni di webercalce iniezione5, una malta superfluida a base di calce idraulica naturale NHL5, priva di cemento e particolarmente resistente ai solfati. Per la stilatura delle murature faccia a vista è stata utilizzata webercalce malta M2,5, una specifica malta fibrata, premiscelata e caratterizzata da un’ottima lavorabilità. Per i nuovi intonaci interni è stato scelto webercalce into F un prodotto minerale alla calce idraulica naturale NHL5 fortemente traspirante e finito con weber.cote calcecover L, rivestimento minerale colorato in pasta che riprende i particolari effetti cromatici tipici delle antiche pitture alla calce.

1. La calce idraulica (HL) è un legante costituito da calce e altri materiali quali cemento, scorie di altoforno, ceneri volanti, filler calcarei e di altri materiali. Data la composizione, le malte a base di calce idraulica possono essere definite malte cementizie o “cemento povero” caratterizzate da una bassa resistenza meccanica (circa 2,5 N/mmq) e da tutti gli aspetti negativi nell’uso negli interventi di restauro. 2. Negli interventi di restauro si deve ricorrere a quelle che nella norma sono definite calci idrauliche naturali (NHL) le cui proprietà idrauliche dipendono solo dalla speciale composizione chimica della materia prima naturale. Derivano dalla cottura di calcari più o meno argillosi o silicei (compreso il gesso) e senza alcuna aggiunta di materiali pozzolanici o idraulici di alcun tipo. Tipo di calce idraulica naturale NHL NHL 2 NHL 3.5 NHL 5

Resistenza a compressione [MPa] a 28 gg Da 2 a 7 Da 3,5 a 10 Da 5 a 15

Scopri i prodotti Weber sul sito www.e-weber.it

REALIZZARE UN AMBIENTE SANO

R

ÖFIX Intonatura un intonaco di fondo ad alto contenuto di calce, certificato secondo i criteri del disciplinare ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) da utilizzare per l’intonacatura di pareti e soffitti adatto a tutti i normali supporti come mattoni in laterizio, blocchi di cemento, di arenaria calcarea o simili, nonché su calcestruzzo a superficie scabra. Specifico per la bioedilizia, oltre nelle facciate esterne, trova la sua ideale collocazione in interno in quanto la conformazione chimica favorisce la regolazione dell’umidità dei locali interni aumentandone il comfort abitativo. Versatile per interni ed esterni è a base di calce, ecologico e privo di cemento portland e di dispersioni plastiche. Applicabile sia in esterno sia in interno si propone come il prodotto ideale specifico sia per costruzioni nuove sia in ambito di recupero e restauro. Per le sue esclusive proprietà è anche il sottofondo ideale per rivestimenti e pitture a base di calce o silicati.

3. Infine la norma definisce la calce formulata (FL) come “una calce con proprietà idrauliche costituita prevalentemente da calce aerea (CL) e/o calce idraulica naturale (NHL) con l’aggiunta di materiale idraulico e/o pozzolanico. Questo tipo di calce viene ancora comunemente denominata dai produttori NHL-Z secondo la designazione della ormai superata norma UNI 459 del 2002 che utilizzava la lettera “Z” per indicare l’aggiunta alla calce idraulica naturale di idonei materiali pozzolanici o idraulici, fino al 20% in massa.

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UP! 45


SPECIALE INTONACI AUMENTARE LA PROTEZIONE AL FUOCO CON GLI INTONACI

gessosi, idraulici o speciali, e inerti come la vermiculite, la perlite o

Quando in fase di adeguamento antincendio sono richieste prestazioni

si presentano con una superficie rugosa, di un colore grigio perla o

superiori a quelle esistenti è opportuno intervenire con un rivestimento

bianco. I maggiori vantaggi sono legati alla possibilità di impiego su

al fine di migliorare il comportamento al fuoco.

qualsiasi struttura in acciaio, in laterizio, in conglomerato cementizio

Ci si riferisce in particolare ai muri non portanti che solitamente han-

armato o precompresso. Il basso coefficiente di conduttività termica

no spessori limitati e ai quali viene richiesta una certa prestazione di

rende tale intonaco un ottimo isolante termico.

compartimentazione.

Al momento non esistono norme specifiche di prodotto per la marca-

Gli intonaci ignifughi consentono con pochi centimetri di raggiungere

tura CE di intonaci con la destinazione d’uso di protettivo antincen-

la prestazione di resistenza al fuoco desiderata. Inoltre, quando l’ele-

dio. Tuttavia è possibile seguire la procedura attraverso la linea guida

mento costruttivo è una struttura in laterizio, laterocemento o calce-

ETAG 018 – Punto 3 al fine di ottenere un Benestare Tecnico Europeo

struzzo, è possibile calcolarla attraverso il metodo tabellare (vedi box

(European Technical Approval – ETA) e poter emettere la marcatura CE

Resistenza al fuoco a pag.48).

e la relativa dichiarazione di prestazione DoP che ne consente la libera

Gli intonaci ignifughi sono premiscelati a secco e costituiti da leganti

commercializzazione nell’Unione Europea.

QUALE CALCE USARE? IL “LIME SPECTRUM” La calce aerea e il cemento tipo Portland si trovano ai due estremi di un ampio spettro di leganti; all’interno, diversamente distribuite, ci sono le calci più o meno idrauliche, più o meno naturali. In Figura è proposta una rappresentazione semplificata dello spettro di tipi di calce e di cementi disponibili nei secoli, basato sulle principali componenti chimiche, perché dalle loro diverse qualità e quantità dipendono le differenze tra i leganti. Quando nella calce aerea si usano additivi naturali (pozzolane o cocciopesto) si forma la “belite”. Quando al posto delle pozzolane si aggiungono additivi non naturali (scorie d’altoforno granulate, ceneri di carburante polverizzate e materiali ad alte temperature) si forma anche l’”alite”. La belite è un silicato bicalcico (C2S) possiede una presa più lenta e si forma tra i 900 °C e i 1.200 °C; l’alite è un silicato tricalcico (C3S) ha una presa più rapida rispetto alla belite e nel processo di cottura si forma sopra i 1.260 °C. Le calci idrauliche sono miscele di calce e belite mentre nei cementi predomina l’alite; ecco perché le calci idrauliche completano il processo di presa in tempi più lunghi e sono meno resistenti. Quando una calce idraulica contiene poca belite, gli impasti che si ottengono sono più lavorabili, fanno presa lentamente per dare un materiale finito molto permeabile e flessibile; una presenza più alta di belite determina indurimento più veloce, a scapito della lavorabilità, permeabilità e flessibilità. Dal Lime Spectrum osserviamo che la nuova normativa UNI 459-1 non contempla più la precedente suddivisione, fatta da Vicat nel 1820, delle calci in debolmente, moderatamente ed eminentemente idrauliche. Con la 459-1 si nota la presenza di un vuoto compreso tra le calci aeree e le NHL2 che potrebbero corrispondere alle calci debolmente idrauliche. La classe moderna più debole (NHL2) è più vicina alla classe “moderatamente idraulica”, mentre la NHL3.5 propende verso la “eminentemente idraulica”. Le calci NHL5 possono raggiungere facilmente la resistenza di quelli che Vicat indicava come “cementi naturali”. Nella norma UNI 459-1 si evidenzia un’altra criticità legata al valore della resistenza a compressione a 28 giorni. Tale caratteristica è determinata dalla chimica dei cementi più che

46 UP! Aprile 2017

l’argilla espansa. Vengono applicati a spruzzo in due o più passate e

delle calci. L’idratazione dell’alite dopo 28 giorni è praticamente completa, al contrario la belite necessita di un periodo molto più lungo (anche 90 giorni) per cui le calci potrebbero offrire valori di resistenza maggiori. Questi aspetti devono essere tenuti in seria considerazione in caso di restauro di edifici storici al fine di non usare rivestimenti di resistenza meccanica maggiore dei materiali originari.

Fonte: www.forumcalce.it

Scarica il diagramma The Lime Spectrum su www.extraup.it


SPECIALE INTONACI COMPARTIMENTARE SENZA RISCHIO INCENDIO

L

e sempre più stringenti normative in materia di impiantistica e sicurezza antincendio hanno reso il processo progettuale sempre più complesso negli anni, richiedendo parallelamente la messa a punto di soluzioni in grado di assicurare l’ottemperanza a tali vincoli prescrittivi senza rendere eccessivamente complesso, ma anzi ove possibile semplificando, i processi di cantiere. Ed è proprio a questi obiettivi che risponde Intonaco Tagliafuoco di Laterlite, una soluzione destinata a uno degli ambiti di applicazione più impegnativi e delicati, quello della protezione al fuoco delle strutture edili sia orizzontali sia verticali. Il prodotto è stato applicato all’interno di un piccolo condominio di Milano. In questo caso, il premiscelato Laterlite è stato utilizzato per il trattamento dei locali tecnici ospitanti l’impianto di riscaldamento a servizio dell’edificio, dove Intonaco Tagliafuoco ha consentito di garantire il raggiungimento dei coefficienti di resistenza al fuoco richiesti dalla Legge per questo particolare tipo di ambienti. Tutta la leggerezza di un formulato a base di un inerte come il vetro espanso, unita a eccellenti proprietà di resistenza al fuoco e isolamento termico, ma anche a una spiccata facilità di impiego, che consente di applicare il prodotto seguendo poche e semplici modalità di miscelazione e di posa: è sufficiente impastare Intonaco Tagliafuoco con acqua, quindi applicarlo a mano o con una comune intonacatrice

nello spessore desiderato fino a un massimo di 4 cm. Il risultato? Uno strato protettivo certificato EI 120 e EI 180 secondo le nuove Normative, solido e resistente (a compressione di 2 N/mmq a 28 giorni), isolato termicamente (conducibilità termica di 0,16 W/mK) e con una reazione al fuoco in EuroClasse A1, ovvero incombustibile.

Scopri le soluzioni di Laterlite sul sito www.laterlite.com

SICUREZZA PER LA STAZIONE FERROVIARIA DI LIVORNO

I

l controllo computerizzato del traffico dei treni è una funzione di assoluta criticità nel mondo ferroviario e per questo deve essere svolta in locali sicuri da ogni punto di vista. Quando a Livorno si è trattato di adattare a questo scopo un grande locale, precedentemente adibito a deposito merci, si è reso necessario un intervento strutturale globale che ne garantisse l’assoluta

sicurezza. Dopo la demolizione si è realizzato un nuovo piano di fondazioni, interno all’edificio, su cui è stata eretta una struttura portante in acciaio, capace di garantire la resistenza a ogni tipo di carico o sollecitazione. Il solaio è stato realizzato con una struttura a travetti di acciaio ancorati alle travi principali, a sostegno delle lamiere grecate usate per la copertura. Per esigenze di sicurezza, Rete Ferroviaria Italiana ha richiesto un trattamento antincendio REI 120 e dato che l’utilizzo di vernici in questo ambiente non garantiva una resistenza adeguata, è stato scelto l’intonaco a base gesso Knauf Vermiplaster per la protezione dal fuoco con Benestare Tecnico Europeo ETA 11/0229. Questo specifico intonaco è costituito da un legante a base gesso combinato con perlite e vermiculite espansa che assicurano un’applicazione ottimale mediante macchina intonacatrice. Vermiplaster è adatto alla protezione di elementi strutturali sia in interni sia in esterni semi-esposti e garantisce la resistenza al fuoco R120 su acciaio e profili metallici mentre REI 240 su cemento armato. Prima dell’applicazione è stato effettuato un test di adesione agli elementi portanti, così da avere la certezza che l’intonaco aderisse perfettamente in ogni punto. L’intervento è stato completato con i sistemi a secco di Knauf mediante la realizzazione di contropareti, con lastre Knauf Fireboard ancorate alle pareti perimetrali esterne per una protezione ancora maggiore in caso di incendio. I controsoffitti e le pareti divisorie tra gli uffici al piano terra invece, sono stati realizzati con lastre in gesso rivestito Knauf GKB. Trovi i prodotti Knauf per la protezione dal fuoco su www.knauf.it

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SPECIALE INTONACI RESITENZA AL FUOCO Quando si parla di resistenza al fuoco si intende il numero di minuti che un elemento costruttivo (come ad esempio un muro o un solaio) riesce a garantire prima di perdere una delle sue principali caratteristiche: R = resistenza meccanica (il muro rimane in piedi, il solaio non crolla); E = ermeticità ai fumi (i fumi non passano dall’altra parte); I = isolamento termico (la temperatura sulla parete non esposta al fuoco non supera i 140 °C oltre la temperatura ambiente (20 °C) come valore medio e 180 °C oltre la temperatura ambiente come valore massimo). Pertanto per i muri portanti e per i solai con presenza di persone viene richiesto il requisito REI, per le tramezze e i tamponamenti il requisito EI, mentre per i solai di copertura il requisito R. Dal 2007 la resistenza al fuoco si valuta solo sugli elementi costruttivi (ad esempio un muro) e non sui prodotti che lo compongono se, singolarmente, non possono esistere come elementi costruttivi (vedi esempio in Tabella 1). Occorre evidenziare che la resistenza al fuoco di un elemento costruttivo non è la somma delle resistenze dei prodotti che lo compongono ma va valutata nel suo insieme. Ad esempio la resistenza di un muro doppio non è la somma delle resistenze dei singoli muri. Il D.M. 16/02/2007 e il D.M. 03/08/2015 permettono di valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di un edificio (muri, solai, pilastri, ecc.) con tre metodi: prove sperimentali di laboratorio (con forni che riproducono un incendio standard); calcoli analitici (redatti da professionisti abilitati con speciali software); metodo tabellare in base a confronti con tabelle presenti nell’ Allegato D del D.M. 16/02/2007.

Il metodo tabellare consente di ricavare la classe di resistenza al fuoco di un elemento costruttivo a patto che esso abbia le caratteristiche richieste per l’applicabilità delle tabelle stesse. I valori riportati sono il risultato di campagne sperimentali e di elaborazioni numeriche e si riferiscono alle tipologie costruttive e ai materiali di maggior impiego. Sono valori cautelativi, di sicurezza (inferiori a quelli che un elemento costruttivo ben progettato e realizzato potrebbe realmente avere), ma risultano particolarmente utili nei casi di ristrutturazione e/o cambi di destinazione allorquando: si ha a che fare con muri, solai e travi esistenti dei quali si deve valutare o incrementare la resistenza al fuoco; non si dispone di calcoli o di prove di laboratorio del produttore (perché la struttura è vecchia, o perché il produttore non le ha mai fatte); i calcoli e le prove del produttore non si riferiscono esattamente alla struttura realizzata (ad esempio possono essere diversi: lo spessore e il tipo di intonaco, lo spessore e la forma del blocco, ecc.). Si riporta a titolo d’esempio la Tabella D4.1 estratta dall’Allegato D del D.M. 16/02/2007 (vedi Tabella 2) indicante lo spessore minimo in mm di murature in blocchi di laterizio (escluso l’intonaco) sufficienti a garantire i requisiti EI per le classi indicate esposte su un lato che rispettano le seguenti limitazioni: altezza della parete fra i due solai o distanza fra due elementi di irrigidimento con equivalente funzione di vincolo dei solai non superiore a 4 m; presenza di 10 mm di intonaco su ambedue le facce ovvero 20 mm sulla sola faccia esposta al fuoco.

Tabella 1 – Esempi di elementi costruttivi e prodotti SI PUÒ VALUTARE LA RESISTENZA AL FUOCO “COMPLESSIVA” DI:

NON SI PUÒ VALUTARE LA RESISTENZA AL FUOCO SINGOLA DEL SOLO:

muri non intonacati (composti da blocchi e malta)

blocco da muratura

muri intonacati (composti da blocchi, malta, intonaco)

strato di intonaco

muri con intonaco e cappotto

cappotto

muri doppi con intercapedine isolata

isolante

Tabella 2 – Tabella D4.1 dell’Allegato D al D.M. 16/02/2007 Murature non portanti in laterizio Classe 30 60 90 120 180 240

Blocco con percentuale di foratura > 55 % Blocco con percentuale di foratura < 55 % Intonaco normale [mm] Intonaco protettivo antincendio [mm] Intonaco normale [mm] Intonaco protettivo antincendio [mm] 120 80 100 80 150 100 120 80 180 120 150 100 200 150 180 120 250 180 200 150 300 200 250 180

Intonaco normale: intonaco tipo sabbia e cemento, sabbia cemento e calce, sabbia calce e gesso e simili caratterizzato da una massa volumica compresa tra 1.000 e 1.400 kg/mc. Intonaco protettivo antincendio: intonaco tipo gesso, vermiculite o argilla espansa e cemento o gesso perlite e gesso e simili caratterizzato da una massa volumica compresa tra 600 e 1.000 kg/mc.

48 UP! Aprile 2017


SPECIALE INTONACI COSTRUIRE E RISTRUTTURARE CON INTONACI E RASANTI FIBRORINFORZATI

B

igMat Intonaco Fibrato by RÖFIX è un intonaco di fondo fibrorinforzato per pareti interne, soffitti e facciate esterne; adatto per tutti i normali supporti quali mattoni in laterizio, blocchi in cemento, calcestruzzo, pietra in arenaria, calcarea e simili. Composto da calce aerea, cemento e sabbia calcarea macinata, è esente da dispersioni plastiche e, oltre a garantire un ottimo risultato di facciata grazie anche all’apporto delle fibre in esso contenute, ha tra i suoi punti di forza la facilità di lavorazione. Il rapporto qualità-prezzo rende l’intonaco

adatto sia per piccole lavorazioni sia per l’esecuzione di grandi opere. Rasante ideale anche in bioedilizia o su edifici sotto tutela, BigMat Rasante Universale by RÖFIX con basso contenuto di cemento è un rasante fibrorinforzato universale per il ripristino, adatto a tutti i tipi di supporti può essere impiegato per realizzare una nuova superficie o per ripristinare l’esistente sia in caso di ristrutturazioni sia nelle nuove costruzioni. Composto da calce aerea, cemento bianco e sabbia calcarea macinata, esente da dispersioni plastiche, ha tra i punti di forza l’alta permeabilità al vapore, le ridotte tensioni e la sua facilità di lavorazione che lo rende un prodotto versatile e di semplice utilizzo.

INTONACI FIBRORINFORZATI Gli intonaci fibrorinforzati vengono utilizzati soprattutto per il ripri-

tato, tessuto in fibre di vetro, o tappeto di fibre di vetro, o roccia) o

stino di intonaci o per applicazioni su fessure da dilatazione

metalliche (fili di acciaio dolce intrecciati, assicelle e profili di acciaio

termica differenziale e crepe. Le malte per intonaci si rinforza-

leggero).

!

no con fibre con funzione di armatura, distribuite casualmente o secondo fogli. Queste fibre possono essere organiche (iuta, strisce di tela di iuta, agave, assicelle di legno leggero), minerali (vetro tri-

Bibliografia “Gli edifici in muratura di laterizio”, Quaderno 6 del Consorzio Alveolater (2007). “I Rivestimenti” a cura di Arie Gottfried, Hoepli Editore (2003). “Tipologia e proprietà fondamentali degli intonaci” articolo a cura di Vinicio Furlan (Bollettino d’Arte – Ministero per i beni e le Attività Culturali).

Scopri tutti gli Speciali tecnici di UP! nella sezione per il progettista su www.bigmat.it

“Manutenzione e Recupero” a cura di Paolo Gasparoli e Cinzia Talamo, Alinea Editrice (2003). Decreto Ministeriale D.M. 16/02/2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione”. “Forum Calce Italiano News” n. 06/8 (agosto 2008).

Aprile 2017

UP! 49


L’ESSENZIALE È CHE TI SOMIGLI Essential è la linea Scrigno dedicata alla creatività. Non solo controtelai, ma porte filomuro dal design essenziale: dove stipiti e cornici scompaiono. Così la parete è più libera, proprio come te di dare spazio all’arredo. Perché offrire soluzioni originali è la nostra idea fissa da oltre 25 anni.

www.scrigno.it

50 UP! Aprile 2016 Scrigno® è un marchio registrato.


APPROFONDIMENTI DAL MONDO DEL DESIGN, SHOWROOM Dâ&#x20AC;&#x2122;INTERNI, RIVESTIMENTI E ARREDOBAGNO

APRILE

2017


FELICI IN UFFICIO CON L’ANTROPODESIGN

IL PROGETTISTA DIVENTA UN MEDIATORE DI BISOGNI, CAPACE DI PROGETTARE SPAZI IN CUI LO STARE BENE È AL PRIMO POSTO.

O

ggi l’ufficio, come la città, è sempre più smart. Non parliamo solo di tecnologia: smart è una nuova qualità di vita, un nuovo umanesimo in cui l’uomo è protagonista attivo. Garantire spazi per il lavoro individuale e la condivisione non è più sufficiente, ora è necessario attivare una nuova relazione basata sul “trust&sharing”, ossia sulla fiducia creativa. Si tratta di una sorta di nuova rivoluzione culturale che pone la progettazione al servizio dell’umanità, con il fine di produrre felicità. In questo contesto il progettista diventa un mediatore di bisogni, capace di progettare spazi compiuti e finiti, ma al tempo stesso non finiti, adattivi e resilienti. Sarà così l’ufficio di domani, uno spazio dove il benessere è al primo posto e la parola d’ordine è – se vogliamo prenderla in prestito dalla Rete – “responsive”. Ma

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Sopra gli uffici di Airbnb a Portland e in basso quelli di Google a Tel Aviv


DESIGN

non si tratta solo di filosofia, sociologia o design, anche il business vuole la sua parte: nel 2015 la stima del commercio mondiale del settore arredo ufficio è stata pari a circa 8,5 miliardi di euro. Tutto questo – e molto di più – è stato al centro di “Workplace 3.0” del Salone del Mobile di Milano, in fiera a Rho dal 4 al 9 aprile, l’evento dedicato al design e alla tecnologia degli ambienti di lavoro, in grado di rispondere al cambiamento e alle esigenze del mercato. Un tema, quello di Workplace 3.0, che affronterà lo step successivo dell’evoluzione dello smart working con una riflessione sulla ridefinizione dell’essere umano a partire dal concetto di lavoro non più come stress ma come gioia. «Si passerà dal modello ibrido al modello adattivo – ha spiegato Cristiana Cutrona, architetto curatore della rassegna-evento “A Joyful Sense at Work”, sempre inserita nel programma del Salone del Mobile –. Andrà in scena un approccio al progetto non solo architettonico ma anche sociologico». Video artistici, sculture circondate da suoni, citazioni dell’architettura classica per riflettere su un nuovo approccio al progetto dell’ufficio saranno gli ingredienti di “A Joyful Sense at Work”, ovvero “Il senso felice del lavoro”: un’installazione multicanale collocata all’interno del Salone Ufficio del Salone del Mobile di Milano, che proporrà uno sguardo anticipatore su quelle che saranno le nuove tendenze

ancora al di là da venire, con l’uomo al centro e l’emozione al primo posto tra le funzioni. Il Padiglione dedicato a questa installazione si basa su tre cupole e vuole esprimere il senso delle tre diverse “regioni” del posto di lavoro: concentrazione, condivisione e creatività. Nella prima cupola troviamo la proiezione che attraversa la dimensione privata, la casa, il nido e i grandi spazi del pensiero, dalle biblioteche alle cupole bizantine, caratterizzate dal raccoglimento in se stessi. La

seconda cupola ospita invece l’installazione video, che ci fa ritrovare immersi nella dimensione pubblica: la piazza, le strade, i mercati, dove le diversità s’incontrano e generano evoluzione. La terza cupola svela l’inaspettato che fa irruzione nei nuovi spazi di lavoro: «L’installazione – spiega Cristiana Cutrona – esprime un approccio che parte dall’ascolto dei bisogni e rimanda alla qualità della vita, all’approccio antropocentrico e a un nuovo umanesimo. Questo, per noi, è l’antropodesign». !

In alto gli uffici di Google a Budapest e in basso la palestra all’interno degli headquarters di Twitter a San Francisco 53


LA NATURA NUOVO “MATERIALE” PER IL DESIGN BENESSERE, RAPPORTO TRA UOMO E NATURA, VALORE PSICOFISICO DEGLI ELEMENTI: SONO QUESTI I TRE INGREDIENTI FONDAMENTALI NELLE SCELTE PROGETTUALI DI OGGI E DI DOMANI, EVIDENZIATE ANCHE DAL COLORE DELL’ANNO ELETTO DA PANTONE, IL GREENERY.

G

reenery e biophilic design sono le due parole d’ordine della progettazione 2017. A parlarne è la designer Marina Del Monaco, che dal 1999 collabora con importanti studi milanesi tra cui Cibic & partners e Matteo Thun&partners, fondatrice dello studio Quarchatelier e docente allo IED di Milano e alla BigMat Design School. Suoi numerosi progetti per Pirelli e Citroën, il lighting dei negozi Twin Set in varie città italiane e, insieme con Logotel, lo sviluppo dei Bata concept store e il ”ma” fashion concept store. Quale importanza riveste il colore nel processo di progettazione e nella scelta dei materiali? Il colore è sempre stato fondamentale nella progettazione, è un linguaggio complesso,

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iconico e verbale, radicato nella storia e nella cultura dell’uomo. Quello che certamente sta avvenendo negli ultimi anni è un’attenzione sempre maggiore verso gli aspetti psicologici ed emotivi legati all’ambiente progettato. Progettare uno spazio sempre più significa progettarne l’esperienza, vale a dire il coinvolgimento di chi lo abiterà in modo fisico, cognitivo, sensoriale. Per questo il colore per il suo carattere simbolico, narrativo, psicologico e sinestetico è oggi sempre più importante in qualunque contesto visivo. Lo “stato d’animo” di un colore e il messaggio che comunica sono elementi imprescindibili nel creare l’esperienza psicologica e funzionale di uno spazio e per garantire il benessere psicofisico dell’uomo all’interno dell’ambiente costruito.

Pantone ha eletto come colore del 2017 il verde Greenery, un verde chiaro brillante, vitale e rassicurante al contempo. Come si declina la scelta di questa tonalità in termini di design e progettazione degli spazi interni? In quali ambienti lo vedrebbe meglio applicato? Credo che la scelta di Pantone di quest’anno abbia voluto in primo luogo confermare simbolicamente il ruolo della natura, dei suoi linguaggi e dei suoi codici cromatici e materici che ormai da qualche anno sono uno dei fondamentali riferimenti d’ispirazione e ricerca per il design, oltre a voler sottolineare il bisogno di nuove energie, vitalità e benessere come risposta a un momento storico particolarmente complesso e faticoso. Come diceva Wassily Kandinsky,


Sentirsi rivitalizzati è anche il tema alla base del workplace wellness: come si può sposare la scelta di questo colore con l’arredo e la progettazione degli ambienti lavorativi? Greenery è un colore d’accento che negli ambienti lavorativi può essere utilizzato come elemento d’arredo, come accessorio, una no-

ta accesa in uno spartito dai toni più calmi che aiuta a comporre una “complessità cromatica” che possa stimolare positivamente chi abita lo spazio per molte ore. Può invece trovare un’applicazione più estesa in aree specifiche destinate ad attività temporanee come Hub creativi o aree relax, che trovano sempre più spazio nella progettazione contemporanea del luogo di lavoro. Qualche tempo fa, in un progetto per un ambiente di lavoro dedicato al trading per il caffè, declinato nei toni dei grigi, abbiamo deciso di creare una quinta raffigurante un giardino in primavera i cui toni di fondo s’ispirano al verde Greenery. A completamento di quest’area distonica rispetto alla globalità dello spazio abbiamo scelto arredi domestici con un forte carattere materico. L’intento è stato proprio quello di creare una pausa rivitalizzante e accogliente che potesse essere il primo punto d’atterraggio per i clienti del brand, oltre che un’area di svago e relax per i dipendenti. Quali sono i trend 2017 per gli ambienti di lavoro? I nuovi stili di vita e l’utilizzo sempre più importante della tecnologia stanno rivolu-

COS’È IL BIOPHILIC DESIGN Il biophilic design è un modo innovativo di progettare i luoghi in cui viviamo, lavoriamo e veniamo educati. Il rapporto tra uomo e natura è costante, intimo e fondamentale anche se la storia ci insegna che le città e i centri urbani sono sempre stati costruiti dall’uomo allontanandosi dalla natura quasi fosse un elemento da cui scappare a vantaggio di degrado e cemento. Si tratta, in sostanza, di una strategia di progettazione sostenibile che mira a collegare e incorporare le persone con l’ambiente che le circonda, riconnettendo la natura umana con il mondo naturale. Ne sono esempio il Central Park One di Sidney, l’Urban Farm di Tokyo, lo Scarlett Hotel in Cornovaglia e il Bosco verticale di Stefano Boeri a Milano.

zionando l’idea stessa di luogo di lavoro e ne stanno trasformando il layout dove la successione di scatole chiuse, impermeabili e spesso impersonali sta cedendo il posto a piante fluide e flessibili capaci di trasformarsi rapidamente per rispondere

Outside In House a Londra, residenza temporanea allestita a tema Greenery da Airbnb e Pantone 55

TENDENZE

“Il colore ha una forza (…) immensa, che può influenzare il corpo umano, come organismo fisico. (…) In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde”. In merito agli ambienti dove poterlo applicare, porto come esempio la collaborazione tra Pantone e Airbnb, che ha portato a creare con il verde Greenery una receptionforesta, un living che somiglia a una serra, una camera da letto con un prato, stanze popolate da sculture vegetali e piante rigogliose, un angolo con tenda per i bambini e una cucina con orto botanico. All’interno di questi spazi il verde Greenery è un elemento d’accento, un contrappunto cromatico importante che concorre a creare una specifica esperienza emotiva: energica e positiva.


UN 2017 GREENERY Un anno che sarà tinto di verde, così ha decretato Pantone, azienda statunitense che si occupa di tecnologie per la grafica e della catalogazione dei colori e che ha incoronato il verde Greenery come la tonalità del 2017. Secondo gli esperti sarà dunque questa particolare sfumatura che influenzerà design, architettura, urbanistica, moda e non solo. Una tonalità accesa, allegra, vitale e vivace, definita «una fresca e frizzante sfumatura giallo-verde che evoca i primi giorni della primavera, quando il verde della natura si rinvigorisce e rinnova». Un colore che spinge alla rinascita, alla forza e all’energia, «mentre Rosa Quarzo e Azzurro Serenity – i colori del 2015 come sottolinea Leatrice Eiseman, Executive director del Pantone Color Institute – esprimevano la necessità di trovare armonia in un mondo caotico, Greenery irrompe nel 2017 per darci speranza e accompagnarci con vitalità nell’affrontare le sfide quotidiane di un controverso scenario politico e sociale. Rispondendo al nostro continuo desiderio di ringiovanire e sentirci rivitalizzati, Greenery simboleggia la nostra voglia di recuperare il legame con la natura, con gli altri, e di prefiggersi un fine più importante».

alle diverse esigenze dei gruppi di lavoro. I trend del 2017 sono in continuità con quanto proposto negli ultimi anni: il wellness diventa la chiave che guida ogni scelta. L’importanza della natura anche nell’ambiente di lavoro si traduce, ove possibile, nell’estensione dello spazio verso l’esterno. Il biophilic design diventa il sistema a cui ambire nel futuro del design sociale, abitativo e lavorativo. La scelta dei materiali segue questa filosofia e si orienta verso materiali caldi, naturali e materici. Le palette cromatiche suggerite si declinano nei toni rilassanti dei verdi desaturati, dei grigi e dei tortora. Gli accenti sono da ricercarsi nelle tonalità dei gialli, dei rosa e delle terre (espresse dalle Palette Pantone Forest Floor Deep Rooted e Analogous).

Dare delle regole generali nella progettazione del colore non è semplice. I colori (luminosità e saturazione ne variano ulteriormente gli effetti) hanno effetti neurospicologici diversi e dovrebbero essere scelti sulla base delle attività che si svolgono in uno spazio e sulle ore di permanenza in quel dato ambiente. Chi si approccia al progetto del colore deve inoltre tenere conto dei due estremi percettivi: deprivazione e sovraccarico sensoriale. Monotonia (armonie monocromatiche, senza accenti) o iperstimolazione (armonie distoniche, colori o contrasti troppo forti) sono entrambi causa di stress e disordini percettivi che possono tradursi in agitazione, irritabilità, scarsa concentrazione e stress. !

L’ingresso di Outside In House a Londra, aperto al pubblico dal 27 al 30 gennaio 2017 56


TENDENZE

LA RIVOLUZIONE BIANCA DI OIKOS

DA TINTA PIATTA A COLORE DI DESIGN: IL BIANCO PROTAGONISTA DELLA FILOSOFIA DEL BENESSERE DELL’AZIENDA.

S

e per Pantone il 2017 sarà un anno all’insegna del verde Greenery, per Oikos, azienda partner HABIMAT, la tonalità che dominerà il mondo del design, dell’architettura e dell’arredo sarà il bianco. Storicamente simbolo di benessere, sostenibilità e tranquillità, il bianco rappresenta per Oikos il culmine di un progetto di ricerca e innovazione sul colore, inteso come elemento cromatico che genera benessere nei luoghi in cui viviamo. Normalmente utilizzato come tinta non materica, il bianco è stato trasformato da Oikos in un colore di design, attraverso una collezione declinata in 187 diverse sfumature con varie finiture materiche capaci di

modificare l’aspetto ottico pur avendo la stessa quantità di bianco. Partendo dalla consapevolezza che non esiste un bianco assoluto e un unico modo di rappresentarlo, l’azienda di Gatteo a Mare (FC) ha dato vita alla collezione più completa di Bianchi design, tutto questo utilizzando materie di riciclo e scarti di altre lavorazioni, a cui si aggiunge l’assenza di formaldeide. Un modello sostenibile che punta al massimo comfort degli ambienti dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo attraverso un’ampia gamma di interpretazioni del bianco come colore del benessere per il vivere quotidiano. Il colore bianco come elemento vitale, in-

novativo e sostenibile che è stato tra i protagonisti del Fuorisalone 2017 con l’evento White in the city, sponsorizzato da Oikos, che ha raccontato le mille sfaccettature cromatiche e simboliche di questa tonalità. Un percorso in cui Oikos ha analizzato tutte le aree socio-culturali legate all’essere, al vivere e all’abitare per delineare una dimensione del bianco che trasformasse l’ambiente quotidiano in luogo del benessere. Un itinerario tra installazioni, oggetti e piccoli accessori firmati da giovani designer e grandi architetti della scena internazionale come Stefano Boeri, David Chipperfiel, Daniel Libeskind, Patricia Urquiola, sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini. ! 57


VOGLIA DI OUTDOOR LE PROPOSTE DEI MARCHI PARTNER HABIMAT PER VIVERE AL MEGLIO E VESTIRE DI DESIGN GLI SPAZI ESTERNI.

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on l’inizio della bella stagione arriva anche il momento di vivere gli spazi esterni della nostra casa: se siete in cerca di ispirazioni e soluzioni per re-

alizzare, dando un tocco di stile, il vostro angolo di relax esterno potete lasciarvi ispirare dai must have dei marchi partner HABIMAT.

EFFETTO LEGNO E METALLO, I TREND DI ABK

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rès porcellanato protagonista degli ambienti outdoor firmati ABK. Con il progetto Dolphin l’azienda di Finale Emilia (MO) propone dei listoni a effetto legno che si ispirano alle briccole di Venezia, i pali in legno utilizzati per guidare le imbarcazioni verso il porto, da cui vengono ricavate assi caratterizzate da crepe lunghe e sottili. Dettagli e particolarità perfettamente riprodotte in tutto il loro realismo nei listoni ABK, ideali per decorare i pavimenti esterni. Sei i colori disponibili (Clay, Coal, Grey, Milk, Moon e Oak) e tre i formati (40x170, 20x170, 20x120 cm), a cui si aggiungono lo speciale listone aged, dall’aspetto anticato e antisci-

volo, e il listone 30x120 cm perfetto per l’impiego nelle aree esterne delle piscine. Effetto metallico invece per le facciate e i pavimenti outdoor con Interno 9 Wide, collezione che reinterpreta il mood industriale dei metalli ossidati. Lastre di grande formato, fino alla dimensione 160x320 cm con uno spessore di soli 7 mm, disponibili nelle tonalità Dark che richiama il metallo brunito, Pearl, colore neutro passepartout, Rust, ispirato alle lastre di acciaio corten e Silver che richiama l’estetica del cemento vissuto.

Interno 9 Wide

www.abk.it

Dolphin

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OUTDOOR xxxxxxxxx

DESIGN NATURALE PER I PAVIMENTI ATLAS CONCORDE Marvel Stone

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tic PRO e Marvel Stone sono questi i nomi delle collezioni proposte da Atlas Concorde per impreziosire gli spazi esterni e godersi la bella stagione all’aria aperta. Ingelivo e resistente agli agenti atmosferici, il grès porcellanato della linea Etic PRO unisce design contemporaneo ed eleganza con il suo effetto legno, che esprime con naturalezza e realismo l’estetica dell’elemento a cui si ispira, per pavimenti dal carattere deciso e materico e per progetti coordinati tra interno ed esterno. Dal legno alla pietra della collezione Marvel Stone, linea di lastre in grès porcellanato caratterizzate da una micro bocciardatura di superficie e da uno spessore di 2 cm per progettare pavimentazioni esterne che integrano sicurezza e praticità con un’estetica che si ispira e interpreta l’eleganza delle pietre naturali.

Etic Pro

www.atlasconcorde.com 59


COOPERATIVA CERAMICA D’IMOLA, EVOLUZIONE DI STILE

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i chiama Genus la nuova collezione di grès porcellanato a tutto spessore firmata ImolaCeramica, marchio di Cooperativa Ceramica d’Imola per gli ambienti outdoor. Un’evoluzione di stile che prende spunto da un elemento naturale come la pietra, reinterpretata attraverso contaminazioni inedite. Una linea che, a partire dalle sfumature di marmo bianco, marmo-pietra beige e pietra nera, crea un’infinità di lastre:

quelle più pure sono proposte in versione naturale e lappata lucida, mentre le lastre più variegate si contraddistinguono per la loro superficie lievemente ondulata, antica o bocciardata. Con Cottofaenza, collezione del marchio LaFaenza, si reinterpreta invece il fascino del cotto, materiale della tradizione, riproponendolo in chiave moderna. Lastre in grès porcellanato le cui grafiche e colorazioni prendono spunto

dalle terrecotte di varia provenienza riproducendo dettagli come le ossidazioni nelle zone vicine ai bordi. Diverse le tonalità disponibili per personalizzare gli spazi esterni, scegliendo tra almond, bianco, cotto, nero e terracotta, proposte nelle varianti opache, naturali o bocciardate. www.imolaceramica.com

Genus

Genus

Cottofaenza 60

Cottofaenza


IL GRÈS PORCELLANATO FIRMATO DEL CONCA

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www.delconca.com

OUTDOOR

no spessore maggiorato, pari a 2 cm, è l’elemento chiave della collezione due2 di Del Conca per le pavimentazioni outdoor. Uno spessore che rende le lastre di grès porcellanato a tutta massa ideali per essere posate a secco in modo semplice e rapido su erba, sabbia e ghiaia e per la realizzazione di pavimentazioni sopraelevate perfettamente piane. Peculiarità che si completano con la resistenza all’usura, allo scivolamento, alle azioni meccaniche e agli agenti atmosferici, e un design declinato in quattordici diverse texture, tra effetto legno, marmo e pietra, per dare uno stile decisamente personale agli spazi outdoor della propria abitazione. Stone Capital due2

Dolomiti due2

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L’UNIVERSO OUTDOOR DI OLTREMATERIA

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oluzioni innovative, uniche e originali all’insegna della sostenibilità, ecco la gamma di superfici continue per pavimenti e rivestimenti Oltremateria, composta da vari polimeri all’acqua, minerali e pigmenti coloranti totalmente eco-compatibili. Ideali anche per gli ambienti esterni, le superfici Oltremateria possono essere applicate su cemento, marmo, pietra, legno, ceramica, plastica, vetro, metalli, ecc. e su pavimenti o rivestimenti già esistenti senza necessità di demolizione. Ignifugo, flessibile, traspirante e ingelivo, il sistema Oltremateria non rinuncia all’estetica, anzi, dà vita a superfici continue di basso spessore (tra 1 e 3 mm) dal carattere minimale, contemporaneo o materico, personalizzabile grazie alla scelta tra diversi colori, composizioni e texture. www.oltremateria.it

LA PROTEZIONE PER TERRAZZE E BALCONI DI PROFILITEC Bordertec

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on solo design ed estetica: per creare il proprio angolo di relax all’aria aperta è molto importante scegliere materiali e soluzioni che non si deteriorino a causa degli agenti atmosferici. Per evitare il processo di degradazione dei pavimenti di terrazze e balconi, Profilitec ha creato DRAINTEC, la membrana drenante per la posa delle pavimentazioni che favorisce un deflusso libero e controllato dell’acqua di infiltrazione, evitando in questo modo le fessurazioni delle superfici piastrellate. Inoltre, per la protezione e la finitura dei bordi frontali in cemento di balconi e terrazze, Profilitec ha ideato Bordertec, gamma di profili dalle linee tradizionali o minimal, a seconda delle esigenze, disponibili in diverse finiture in alluminio verniciato e acciaio inox, tutte resistenti a corrosione e deterioramento.

www.profilitec.com 62


OUTDOOR

EMOZIONE UNICA CON VISMARAVETRO

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inonimo di estate e vita all’aria aperta: si chiama Unica il nuovo concept di box doccia ideato da Vismaravetro per gli ambienti outdoor. Linee eleganti e design raffinato che si inseriscono in modo equilibrato e armonioso con lo spazio circostante: Unica è un box doccia che si caratterizza per un giusto equilibrio tra stile e funzionalità, grazie alla particolare struttura a telaio dei panelli, proteggendo e riparando dal vento ma allo stesso tempo assicurando privacy e discrezione. Realizzata in alluminio autoportante e disponibile in varie finiture, la struttura di Unica ingloba una superficie vetrata con diverse decorazioni, ed è corredata da un’asta doccia in acciaio inox con doppio sistema di aggancio all’acqua, il primo per un impianto idraulico tradizionale, mentre il secondo, più veloce e flessibile, per il classico tubo di gomma da giardino per l’irrigazione.

www.vismaravetro.it

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SEMPRE PIÙ HABIMAT

HABIMAT Rasenti, Olbia

CONTINUA A CRESCERE IN TUTTA ITALIA LA RETE DI SHOWROOM DI INTERNI HABIMAT BY BIGMAT.

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a Nord a Sud sono sempre più numerosi gli showroom dei Punti Vendita BigMat che scelgono il marchio HABIMAT per le loro sale mostra dedicate alle finiture e all’interior design. Negli showroom presenti in tutta Italia, è possibile affidarsi all’esperienza di personale qualificato per scoprire gli ultimi trend dell’interior design e trovare le migliori soluzioni per ristrutturare o creare nuovi ambienti. Tra nuove insegne e interventi di restyling degli spazi espositivi, il mondo HABIMAT si diffonde su tutto il territorio nazionale. Così, in Calabria, a Reggio Calabria, BigMat Edilcondera Cuzzola ha da poco scelto «l’insegna HABIMAT per dare una marcia in più alla nostra azienda e rafforzare la nostra attività commerciale» come sottolinea il titolare Demetrio Cuzzola. Un passaggio di insegna per i due showroom di Reggio Calabria con un intervento di restyling delle aree espositive dedicate a

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ceramiche, sanitari, rubinetteria, finiture ma anche complementi d’arredo e pareti attrezzate, per un servizio a 360 gradi, dall’accoglienza del cliente fino alla progettazione in 3D. Restyling anche per lo showroom HABIMAT Edilparise di Arzignano (VI), inaugurato invece già nel 2014, che ha rinnovato l’insegna aggiungendo

agli spazi espositivi un’area dedicata al benessere, uno “spazio lavanderia” per arredare gli ambienti funzionali e una nuova area multifunzionale che trasforma l’area tecnica dedicata alle piastrelle «in un luogo di formazione – precisa il titolare Flavio Parise – che può ospitare una trentina di persone per presentazioni di prodotti e in-

HABIMAT Edilcondera Cuzzola, Reggio Calabria


2016, ha scelto il format HABIMAT per il proprio spazio espositivo: «Identificarsi nella filosofia HABIMAT è stato semplice – spiega Alessia Scala, responsabile dello showroom – in quanto rispecchia la nostra visione del mondo dell’interior design basata sulla qualità dei prodotti che proponiamo, tutti di alta gamma. Valori comuni a cui si aggiungono continui spunti e proposte in un clima di confronto reciproco, senza dimenticare l’attenzione rivolta dal mondo HABIMAT alla formazione, con corsi per lo sviluppo delle diverse competenze». Per Fabrizio Timperi, titolare insieme al fratello Giorgio di BigMat SIMIC di San Demetrio Ne’ Vestini (AQ), che festeggia quest’anno il traguardo dei 50 anni, «la scelta di porre sotto l’insegna HABIMAT il nostro showroom è la naturale prosecuzione del percorso che abbiamo iniziato con l’ingresso in BigMat nel 2012». La nuova insegna ha comportato un intervento di restyling completo, sia internamente sia esternamente, con una nuova organizzazione degli spazi in diverse aree dedicate a caminetti e stufe, a infissi, porte e finestre, ai pavimenti e all’ambiente bagno. !

HABIMAT SIMIC, San Demetrio Ne’ Vestini (AQ)

HABIMAT

contri che coinvolgano i professionisti ma anche il grande pubblico». Un’operazione per accrescere e rafforzare la propria presenza sul territorio grazie anche all’ingresso di una nuova risorsa nello staff per un servizio sempre più completo ed efficente. Per Pietro Rasenti, titolare di BigMat Rasenti di Olbia, aver scelto l’insegna HABIMAT significa «essere entrati a far parte di una rete di showroom di alto livello, una realtà solida che continua a crescere ed espandersi in tutto il territorio nazionale. Scegliere HABIMAT, così come a suo tempo è stato per BigMat, vuol dire poter contare sulla forza di un Gruppo che punta su una strategia di comunicazione del marchio ben organizzata, elemento per noi fondamentale». Il passaggio di insegna ha comportato per lo storico showroom sardo un rinnovamento degli spazi e l’introduzione di nuove categorie di prodotti legati al mondo del colore e di un nuovo membro dello staff, un architetto presente in showroom per i servizi di progettazione e rendering. Dalla Sardegna al Veneto, con il Punto Vendita BigMat Repro di Fonzaso (BL) che, dopo l’ingresso nel Gruppo nel marzo del

HABIMAT Repro, Fonzaso (BL)

HABIMAT Edilparise, Arzignano (VI) 65


GLI INTERNI SECONDO BIGMAT SHOWROOM BIGMAT HABIMAT

SHOWROOM PER REGIONE 16 11 - 15 5 - 10 3-4 1-2

BigMat e HABIMAT by BigMat sono presenti in Italia con oltre 80 showroom di superfici, pavimenti, rivestimenti, parquet e arredobagno. In ogni showroom puoi affidarti all’esperienza di personale qualificato in grado di accompagnarti nella scelta dei materiali per la ristrutturazione, restyling o creazione di nuovi ambienti. Trova lo showroom più vicino a te su www.bigmat.it o www.habimat.it


in collaborazione con

PENSILINE, GAZEBO E PERGOLATI: LE DEFINIZIONI UFFICIALI DEL CONSIGLIO DI STATO di Rosario Dolce, Il Sole 24ORE Quotidiano del Condominio

Pergolati, gazebo, tettoie, pensiline e, più di recente, le pergotende, sono opere, normalmente di limitata consistenza e/o di limitato impatto sul territorio, di cui non è sempre agevole individuare il limite entro il quale esse possono rientrare nel regime dell’edilizia libera o per i quali è richiesta una comunicazione all’amministrazione preposta alla tutela del territorio o addirittura necessitano del rilascio di un permesso di costruire. Spesso sono i regolamenti edilizi comunali che dettano le regole, cui si aggiungono poi, per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico o ad altri vincoli, ulteriori limitazioni. A fare un po’ di chiarezza sull’argomento ha recentemente pensato il Consiglio di Stato, in sede giuri-

Le novità della sentenza 306/2017 per pergolati, gazebo, tettoie, pensiline e pergotende

sdizionale con la sentenza 306/2017. Vediamo caso

Il gazebo, invece, nella sua configurazione tipica, è una struttura leggera, non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore e aperta ai lati, realizzata con una struttura portante in ferro battuto, in alluminio o in legno strutturale, talvolta chiuso ai lati da tende facilmente rimuovibili. Spesso è utilizzato per l’allestimento di eventi all’aperto, anche sul suolo pubblico, e in questi casi è considerata una struttura temporanea. In caso contrario, se infisso al suolo, dovrebbe essere richiesto il permesso di costruire. La veranda è stata recentemente definita come un “locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili” (si veda

l’intesa sottoscritta il 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni e Comuni sul

Il pergolato, per sua natura, è una struttura aperta su almeno tre lati e

regolamento edilizio-tipo). La veranda, realizzabile su balconi, terrazzi,

nella parte superiore. Esso costituisce una struttura realizzata al fine

attici o giardini, è caratterizzata quindi da ampie superfici vetrate che

di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in

all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro. Per questo

un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, co-

la veranda, dal punto di vista edilizio, determina un aumento della volu-

stituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da

metria dell’edificio e una modifica della sua sagoma e necessita quindi

elementi orizzontali posti a una altezza tale da consentire il passaggio

del permesso di costruire. Infine, la pergotenda è qualificabile come

delle persone. Normalmente il pergolato non necessita di titoli abilitativi

mero arredo esterno quando è di modeste dimensioni, non modifica la

edilizi. Quando il pergolato viene coperto, nella parte superiore (anche

destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente e immediatamente

per una sola porzione) con una struttura non facilmente amovibile

rimovibile, con la conseguenza che la sua installazione si va a inscrivere

(realizzata con qualsiasi materiale), è assoggettata alle regole dettate

all’interno della categoria delle attività di edilizia libera e non necessita

per la realizzazione delle tettoie.

quindi di alcun permesso (Consiglio di Stato, sentenza 1777/2014).

© ICP

per caso le definizioni.

68 UP! Aprile 2017

“L’Osservatorio sull’edilizia” è la rubrica di aggiornamento e informazione, firmata da Il Sole 24ORE per BigMat, che seleziona le notizie dal mondo dell’edilizia, con particolare attenzione agli aspetti normativi e agli aggiornamenti utili per lo svolgimento della professione. Per ricevere la newsletter dell'Osservatorio sull'edilizia iscriviti su www.bigmat.it/community.


ANCE

BIM E INDUSTRIA 4.0 PER RISTRUTTURARE IL MONDO DELLE COSTRUZIONI di Gabriele Buia, presidente di Ance

La grande crisi economica di questi anni e la parallela, rapidissima, evoluzione delle tecnologie digitali hanno determinato trasformazioni profonde nelle professioni e nelle nostre vite. È maturata, infatti, l’esigenza di una maggiore attenzione agli aspetti ambientali dei comportamenti e delle attività economiche, ed è cambiato il rapporto tra l’uomo e i luoghi della vita quotidiana. Sono entrati nel linguaggio comune termini come interconnessione intelligente, smart building, smart city, e questo perché la qualità, il comfort e la vivibilità

Chiesta al Governo una strategia nazionale per il BIM

del costruito hanno iniziato a rappresentare elementi prioritari nelle scelte degli utenti.

protagonisti del processo costruttivo, informatizzando le varie fasi dell’attività produttiva e consentendo la rappresentazione digitale dell’opera lungo il suo intero ciclo di vita. In questo modo gli operatori possono governare in tempo reale e in maniera efficace il percorso progettuale - realizzativo - manutentivo dell’opera, ottenendo benefici significativi in termini di minori costi, riduzione dei tempi e dell’impatto ambientale. Il BIM rappresenta un fattore competitivo per le imprese anche in chiave internazionale. In tale modalità si eseguono, infatti, tutte le più importanti opere di

In questo quadro, l’industria delle costruzioni è chiamata a ristrutturarsi

ingegneria e architettura del mondo.

profondamente. Un percorso non privo di difficoltà, soprattutto per un

Per favorire questa vera e propria rivoluzione Ance è impegnata da

settore caratterizzato dall’elevata frammentazione della filiera, rappre-

tempo, su più fronti e su più tavoli, nella consapevolezza che, grazie

sentata da oltre 70 comparti produttivi e, di conseguenza, da un’estrema

al BIM, le imprese di costruzione possono davvero tornare a crescere

parcellizzazione di compiti e responsabilità.

in un mercato profondamente diverso da quello pre-crisi. Per una

La gestione di un sistema così articolato può essere resa possibile

maggiore diffusione di questo strumento è necessaria una sinergia

dall’utilizzo di moderni sistemi informatici, già adoperati efficacemente

virtuosa tra i soggetti appaltanti, i progettisti, i fornitori di materiali, e

in altri settori industriali, capaci

in generale di tutti gli operatori

di migliorare l’organizzazione di

che intervengono nel processo

tutto il processo, coordinando

edilizio.

e integrando il lavoro dei vari

Per favorire questo processo

attori chiamati a progettare, re-

di integrazione, come Ance,

alizzare e usare i prodotti. È la

abbiamo chiesto al Governo

sfida dell’Industria 4.0: la quar-

di varare una vera e propria

ta rivoluzione industriale, che

strategia nazionale per il BIM,

mira appunto a una produzione

seguendo l’esempio di altri

completamente automatizzata

Paesi europei come la Gran

e interconnessa. Un cambio di

Bretagna, la Germania o la

approccio che per le costruzio-

Francia. Strategia nazionale

ni si traduce, di fatto, nell’ab-

significa non solo fissare per-

bandono dell’individualismo

corsi o roadmap con obblighi

dei vari soggetti per passare a

legislativi, ma anche investire

un nuovo rapporto sinergico e

economicamente nella forma-

collaborativo. Obiettivo che può

zione, per accompagnare e so-

essere raggiunto grazie al BIM

stenere le imprese a compiere

(Building Information Model-

un grande salto in avanti sulla

ling), strumento capace di cre-

strada dell’innovazione e della

are un nuovo rapporto tra i vari

crescita.

Aprile 2017

UP! 69


ANIT

CRITERI AMBIENTALI MINIMI DI ACUSTICA NELLE GARE DI APPALTO Il D.M. 11 gennaio 2017 sui “Criteri ambientali minimi”, ha introdotto alcune importanti novità sui temi dell’efficienza energetica e del comfort acustico per le gare di appalto negli edifici pubblici. Concentrandosi sull’acustica nell’Allegato 2 al Para-

Le novità del D.M. 11-01-2017

grafo 2.3.5.6 si legge che: i valori dei requisiti acustici

ambienti confinati) vengono citate espressamente in un documento pubblico. Inoltre è importante notare che i valori richiesti dal nuovo Decreto sono generalmente più restrittivi rispetto alle prescrizioni della legislazione attualmente in vigore (DPCM 5-12-1997). Eccezion fatta per alcuni parametri, quale ad esem-

passivi dell’edificio devono corrispondere almeno a quelli della Classe II

pio l’isolamento acustico di facciata delle scuole, per i quali restano

della Norma UNI 11367; i requisiti acustici passivi di ospedali, case

preponderanti i limiti del 1997.

di cura e scuole devono soddisfare il livello di “prestazione superiore”

I progettisti dovranno evidenziare il rispetto dei criteri, sia in fase di

riportato nell’Appendice A della UNI 11367; l’isolamento acustico tra

progetto sia in fase di verifica finale, mediante un progetto acustico

ambienti di uso comune e ambienti abitativi deve rispettare almeno i

e una relazione di conformità basata su misure acustiche in opera.

valori caratterizzati come “prestazione buona” nell’Appendice B della

Si evidenzia infine che il nuovo Decreto nell’Allegato 2 specifica che

UNI 11367; gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento

le stazioni appaltanti inseriscono nei documenti di gara per l’affida-

dei valori di tempo di riverbero e intelligibilità del parlato (STI) indicati

mento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione,

nella Norma UNI 11532. Occorre evidenziare che questo è uno dei

ristrutturazione e manutenzione di edifici, tutte le specifiche tecniche

pochi casi in cui la Norma UNI 11367 (Classificazione acustica delle

e le clausole contrattuali definite nell’Allegato, che inoltre è da tenere

unità immobiliari) e UNI 11532 (Caratteristiche acustiche interne di

in considerazione ai fini della stesura dei documenti di gara per l’ap-

Isolamento di facciata D2m,nT,w [dB] Isolamento ai rumori tra unità immobiliari R’w [dB] Livello di rumori da calpestio L’nw [dB] Livello di rumore impianti continui Lic [dBA] Livello di rumore impianti discontinui Lid [dBA] Norma UNI 11367 – Valori di Classe II

70 UP! Aprile 2017

≥ 40 ≥ 53 ≤ 58 ≤ 28 ≤ 33

plicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Per essere costantemente aggiornati sulle ultime novità normative nel campo dell’efficienza energetica e dell’acustica edilizia è possibile iscriversi alla newsletter ANIT su www.anit.it. Scarica il testo completo del Decreto e degli Allegati su www.anit.it (Sezione: Leggi e norme – Termica)


TRE ANNI DI ASSOPOSA, OBIETTIVO PRIMARIO LA FORMAZIONE Si è da poco concluso un 2016 ricco di eventi per Assoposa, l’associazione nazionale imprese di posa e installatori di piastrellature ceramiche, fondata in occasione di Cersaie 2013. Obiettivo primario di Assoposa è quello di valorizzare il “sistema pavimento” italiano e giungere, quando i tempi saranno maturi, a una certificazione dello stesso. Per cogliere questo importante obiettivo, l’associazione sta cercando di coinvolgere tutta la filiera produttiva, ecco quindi che tra i soci ordinari troviamo posatori e rivenditori di

Nel 2016 attestati 60 posatori associati e 20 tecnici di cantiere

ceramica, mentre tra i soci aggregati vi sono varie

dovendo realizzare, in una vera e propria piazzola di lavoro, un manufatto ceramico con diverse difficoltà legate alla posa, dimostrando di essere preparati a superare anche ogni ostacolo come nei cantieri veri e propri. Il superamento del corso porta alla nomina di Piastrellista o, nel caso di superamento con lode, di Maestro Piastrellista. Nell’ultimo anno, e nella prima parte del 2017, Assoposa ha realizzato vari corsi di attestazione professionale per tutto lo stivale: a Pisa, a Taranto, a Pesaro, a Brescia, a Bergamo, a Parma e a Padova. In questi corsi sono stati quali-

imprese produttrici di ceramica e di materiali per la posa. Tra queste

ficati oltre sessanta posatori associati. Non è tutto: in concomitanza

ricordiamo i quattro partner tecnici: Mapei, Raimondi, Schlüter-Systems

con i corsi per posatori, Assoposa organizza corsi di formazione e

e Fila. Per migliorare la qualità e la professionalità della posa in Italia

valutazione per tecnici di cantiere, nei quali sono stati certificati 20

vanno, prima di tutto, attestati quanti più posatori possibile e i corsi di

tecnici. Quest’ultima tipologia di corso ha raggiunto un’importanza

attestazione professionale sono il mezzo con cui Assoposa persegue

crescente poiché Assoposa mira a migliorare il settore della posa, non

questo fine. Della durata di cinque giorni e realizzati presso le Scuole

solo dal punto di vista degli addetti posatori, ma per tutti i soggetti

Edili di tutta Italia, tali corsi hanno l’obiettivo di attestare che i posa-

che prendono parte alle opere di posa e proprio per questo la Norma

tori eseguano i lavori seguendo la fondamentale Norma UNI 11493

UNI 11493 va insegnata non solo ai posatori, ma anche ai tecnici di can-

sulla piastrellatura ceramica. Oltre a una parte teorica sulla Norma,

tiere che, in particolare, sono figure chiave presenti nei cantieri di posa,

i posatori sono valutati anche sulla base delle loro abilità manuali

dove rappresentano solitamente il rivenditore di ceramica assumendo un ruolo strategico, punto di riferimento tra il posatore, la direzione lavori, il progettista e il committente. La formazione professionale di tali figure tecniche qualifica lo showroom di provenienza che si propone sul mercato come interlocutore eccellente per quanto riguarda il sistema pavimento e il mondo delle finiture.

I CORSI DI ATTESTAZIONE NEL 2016 E 2017 • • • • • • •

Pisa, gennaio 2016 Taranto, aprile 2016 Pesaro, dicembre 2016 Brescia, gennaio 2017 Bergamo, febbraio-marzo 2017 Parma, marzo 2017 Padova, 6 aprile 2017 Per informazioni su altri corsi in programma consulta il sito www.assoposa.it

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UP! 71


LA COMUNICAZIONE COME FATTORE DI CRESCITA: IL PROGETTO SOMEX I vantaggi della rete tornano utili a tutti, anche in edilizia. Lo sanno bene i Millennials, nati e cresciuti a pane e iPhone, che riescono a sfruttare il potenziale della tecnologia e del digitale per risolvere ogni tipo di problema: dall’autobus da prendere all’ultimo libro da acquistare. In edilizia la tecnologia è arrivata in modo

La tecnologia a servizio della formazione

Android, sviluppando un tool-kit per la preparazione, la gestione e il monitoraggio degli scambi tra allievi, formatori e personale delle organizzazioni invianti e ospitanti. Il progetto si è avviato con una fase di ricerca con Formedil come capofila, utilizzando differenti strumenti: focus group, questionari e griglie di

più lento, ma l’UE ha permesso che, grazie ad alcuni

osservazione per poter definire e mettere a punto gli

progetti speciali, la tecnologia fosse inserita all’interno

elementi e i contenuti dell’applicazione. In particolare

dei percorsi di formazione del personale delle imprese di costruzione.

è stata realizzata un’indagine a livello nazionale tra i partner di progetto

Formedil, capofila in Italia su progetti educativi internazionali, ha seguito

sull’uso dell’ICT e sulle buone pratiche nel sistema formativo di settore,

negli ultimi anni molte iniziative in grado di fornire competenze profes-

nello specifico tra i coordinatori della formazione, gli allievi e i formatori.

sionali nuove e mirate al personale del settore edile per aggiornarlo sui

Il questionario sottoposto agli intervistati è stato strutturato per diversi

progressi del mondo digitale. Il progetto Erasmus è uno dei più noti e si

topic: demografica, competenze in tema di ICT, social media più utilizzati,

occupa di integrare studenti e laureati nel mondo professionale, da qui

frequenza all’uso dei social, motivazioni che sostengono l’utilizzo dei

partono alcuni percorsi che vedono coinvolti Paesi diversi che intendono

social, l’uso potenziale dell’ICT nell’istruzione e nei sistemi formativi,

cooperare per obiettivi comuni. Uno di questi è sicuramente SoMEx

l’applicazione dei social media negli scambi europei, gli utilizzatori dei

(Social Media in Exchanges) che vede coinvolte sei organizzazioni che

social media nella formazione. Tra i 148 utenti l’82,4% si è attestato

operano nel settore della formazione in edilizia. Si tratta di IFAPME in

nella fascia di età dai 16 e i 25 anni e tra i 36 e i 45 anni, il 57,4% sono

Belgio, capofila del progetto, BZB in Germania, FLc di Madrid (Spagna),

allievi in formazione. Il livello di istruzione degli allievi si concentra (con il

Cenfic in Portogallo e Formedil in Italia. Il progetto italiano è al terzo

69%) tra la scuola primaria e la scuola secondaria. Il livello di istruzione

e ultimo anno di vita e ha l’obiettivo di migliorare e incrementare la

dei coordinatori e dei formatori oscilla tra l’alta formazione e la scuola

mobilità europea con il supporto di un’applicazione mobile fruibile con

secondaria superiore, quest’ultima incide per il 37,9%. Alla domanda sulla capacità di usare strumenti tecnologici e digitali le risposte positive sono state sostanzialmente alte, con un picco nella fascia di età tra i 15 e i 45 anni. L’uso di internet attesta un’ampia frequenza giornaliera, solo il 7,2% lo usa settimanalmente. Rilevata una diffusa facilità nell’uso di social media che raggiunge oltre il 96%. Alla domanda sull’abitudine di scaricare applicazioni circa il 90% ha affermato di farlo ma solo il 18% di farlo a pagamento e gli applicativi più praticati sono con l’83% delle risposte: Whatsapp, Line, Skype, seguiti da applicativi per il tempo libero (sport, musica, ecc.) e multimedia. Dal lavoro fin qui svolto è emersa la necessità assoluta di creare e mantenere un network anche al termine del percorso educativo, che offra tra le possibilità anche gli strumenti e funzioni per la traduzione delle lingue, per un’autovalutazione e un feedback sull’apprendimento, la possibilità di avere informazioni in tempo reale, di organizzare il tempo libero, la possibilità di registrare la propria esperienza come un diario di bordo, la possibilità di certificare il proprio apprendimento. Tra tecnologia e formazione esistono un mare di possibilità. www.formedil.it

72 UP! Aprile 2017


I NUOVI MODI DI VIVERE TRA SOSTENIBILITÀ E CONDIVISIONE L’emergere delle attitudini collaborative e degli stili di vita che abbracciano i principi della sostenibilità – ambientale, economica e sociale – sta modificando le abitudini e i comportamenti delle persone rispetto a molti ambiti, quali il consumo, il lavoro e la casa. I valori della Sharing Economy si traducono non solo in servizi innovativi ma anche in spazi ed edifici di nuova concezione che offrono esperienze di vita e di lavoro condivise. L’Osservatorio MADE expo ha fatto il punto sui nuovi modi di vivere attraverso la voce di esperti

Dalla Sharing Economy alla sharing city, dal co-working al co-living

e progetti globali anche durante l’appuntamento a MADE expo in fiera a Milano Rho – dall’8 all’11 marzo

e free-lance dalle carriere globali, che sta spostando in avanti il momento della creazione di una famiglia e che è più propensa all’accesso a beni e servizi che al loro possesso. La vita di queste persone è improntata alla flessibilità, alla ricerca di un bilanciamento diverso tra attività lavorative e ricreative e, soprattutto, a un rinnovato desiderio di comunità, apertura e scambio. È in risposta a questa domanda che privati, costruttori e sviluppatori hanno cominciato a investire nella progettazione di complessi multifunzionali o nella riqualificazione di quelli esistenti, caratterizzati da una commistione di spazi pubblici e privati e da

2017 – per confronti, approfondimenti e dibattiti, che hanno aperto una

un modello gestionale più agile, che prevede contratti di affitto brevi

vetrina di novità e innovazioni di respiro internazionale.

e flessibili e tariffe forfettarie che comprendono anche le utenze, le

“Quello che sta trainando il co-living e il movimento di condivisione

pulizie, i servizi e le attività comuni. Queste nuove tipologie di edifici

dello spazio abitativo è il desiderio dei giovani professionisti di vivere

dall’anima “ibrida” mettono al centro dell’attività progettuale i bisogni

in una community con altri creativi e innovatori, in un mondo fatto di

e il benessere della comunità e sono pensate per gruppi di persone

condivisioni e di collaborazioni, senza frontiere di spazio e tempo” dice

socialmente consapevoli che condividono pratiche e valori comuni

Ryan Fix, fondatore del co-living Pure House di New York.

quali la volontà di perseguire una qualità della vita basata sui concetti

L’edilizia sta attraversando grandi processi di trasformazione, passan-

di eco-compatibilità e cooperazione.

do dall’housing ai nuovi sistemi di sharing abitativo in atto nelle città

www.madeexpo.it

contemporanee, in Italia e più in generale in Europa. Un trend che ha subìto una profonda accelerazione a partire dalla metà degli anni ’90, segnando il passaggio culturale dalla fase della costruzione di case con forte consumo di territorio a quella che sancisce una nuova coscienza dell’abitare contemporaneo. Il concetto di co-working, che sta evolvendo in co-living, è l’espressione di una generazione di professionisti, creativi

DOMOTICA, SHARING CITY, CO-HOUSING, ECOBONUS E CONDOMINI IN PRIMO PIANO A MADE EXPO Ricco il palinsesto di MADE expo che ha visto la riconferma di eventi di successo come BuildSMART, la piattaforma di convegni, incontri, workshop, prototipi e laboratori interattivi che offre approfondimenti tecnici, scientifici e normativi su soluzioni, materiali e tecnologie per progettare, riqualificare e costruire edifici confortevoli, sicuri e sostenibili. Uno degli eventi portanti ha riguardato le comunità, i comportamenti dell’utenza e quindi anche i condomíni: un viaggio tra modelli innovativi, gli attori del mercato, i protocolli d’intervento e i meccanismi d’incentivazione, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali ed economici del tema “casa” (istituzioni, associazioni rappresentative delle imprese, associazioni ambientaliste, ordini professionali, amministratori condominiali, associazioni dei pro-

Le nuove tecnologie per la realtà virtuale presentatae durante BuildSmart a MADE expo

prietari, associazioni dei consumatori e altri).

Aprile 2017

UP! 73


di Roberto Schiesari Schiesari & Associati Economia, Finanza e Diritto di Impresa

DALL’INDUSTRIA 4.0 ALL’EDILIZIA 4.0 Quando si affronta il tema dell’Industria 4.0 l’errore più facile che si può commettere è ridurne gli effetti a un mero aspetto tecnologico. Le innovazioni hanno sempre caratterizzato l’evoluzione dei sistemi industriali e produttivi sin dai secoli scorsi, ma la vera novità è la rilettura dell’intero paradigma in maniera diffusa e permeante tutti gli attori del sistema: è quindi un fenomeno che interessa non solo chi produce ma l’intero ecosistema, dalla distribuzione fino ai clienti finali, che diventano parte integrante e attiva della filiera. La reale sfida non è quindi solo la propensione alla creazione di innovazioni, ma la capacità di diffusione e adozione di tali innovazioni tra tutti gli attori del sistema. Se poi si contestualizza questo fenomeno nel settore dell’edili-

Prodotti, processi e modelli di business per un nuovo mercato delle costruzioni

zia, le condizioni di contesto legate a una resistenza

che può essere l’effettivo impatto di questa quarta rivoluzione industriale. Il focus più impattante potrà essere sulla possibilità di coinvolgimento di chi riesca a vedere in quelle innovazioni la leva determinante per valorizzare il bagaglio di esperienze, conoscenze e competenze consolidate in decenni di presenza su un mercato che sta cambiando – a volte anche troppo – velocemente. Il settore dell’edilizia è stato spesso accusato di essere stato poco permeabile all’innovazione, ma il trend sta cambiando anche per gli effetti della crisi, che hanno accelerato i processi di innovazione per gli attori della filiera, che la ritengono essenziale per la sostenibilità delle loro imprese. Anche l’edilizia (civile e industriale) deve accelerare il processo di innovazione. La crescente attenzione alla

al cambiamento e una limitata capacità di investimento, soprattutto

circular economy, che privilegerà sempre di più manufatti riciclabili, avrà

delle imprese minori, rendono più complessa la valutazione di quello

verosimilmente un impatto importante anche nell’edilizia, responsabile

74 UP! Aprile 2017


di una quota molto rilevante delle problematiche di difficile riciclabilità. L’innovazione riguarda un nuovo approccio non solo ai materiali, sempre più ecocompatibili e attenti alle esigenze di risparmio energetico, ma anche ai sistemi di progettazione (si pensi al Building Information Modeling) e all’organizzazione e gestione dei cantieri. Il paradigma dell’Industria 4.0 si evolve da componenti prettamente tecnico-produttive ad aspetti più strategici e di cultura imprenditoriale: i temi chiave quali “sistemi aperti”, “valore della conoscenza” e “interconnessione” assumono di conseguenza una valenza ben più ampia. I “sistemi aperti” richiedono una ridefinizione dell’intero modello di business, con l’adozione di nuovi processi più agili e reattivi attraverso un vero e proprio Business Process Reengineering. La visione per processi comporta un ulteriore “salto” culturale, spostando i confini dell’impresa ben oltre quelli fisici che siamo abituati a considerare. Una corretta revisione dell’organizzazione per processi deve quindi necessariamente considerare le esigenze e le azioni di chi precede l’impresa nella catena del valore (i fornitori) e di chi la segue (i clienti), attivando strumenti e metodologie per una collaborazione proattiva. Scegliere i propri “partner” attivando fattive collaborazioni verticali e orizzontali comporterà un’attenta valutazione della loro capacità di innovare utilizzando al meglio le nuove tecnologie, per costruire filiere in grado di competere con efficacia ed efficienza in un settore in profondo cambiamento. Questo nuovo approccio parte da un semplice presupposto: in un’arena competitiva in cui la conoscenza è ampiamente distribuita, l’innovazione deve nascere dalla condivisione di esperienze e idee anche con soggetti considerati in passato fuori dalle “mura”. Infine l’“interconnessione”: la possibilità di interazione non solo tra persone ma anche tra le cose (la cosiddetta Internet of Things) rende sempre più difficile la separazione delle dinamiche settoriali determinando una convergenza verso i cosiddetti “metamercati” in cui attori appartenenti a settori differenti si ritrovano in un unico “spazio” competitivo sviluppato attorno al cliente e ai suoi bisogni. Macro trend come la circular economy, la green-economy e il risparmio energetico influenzano e influenzeranno sempre più un innovativo portafoglio di prodotti e servizi costruito su nuove conoscenze inter-settoriali che possono cambiare in maniera significativa il tradizionale modello di offerta a cui le imprese sono abituate ma che non trova il corrispondente riconoscimento da parte del cliente. Da un nuovo modo di produrre per migliorare le condizioni di lavoro, aumentare la produttività e la qualità degli impianti (Industria 4.0) a nuovi prodotti, nuovi processi e modelli di business per un nuovo mercato delle costruzioni (Edilizia 4.0), facendo leva su fattori-chiave comuni. Come affermava Ashleigh Brilliant: “Alcuni cambiamenti sono così lenti che non te ne accorgi, altri sono così veloci che non si accorgono di te”; la vera sfida è far sì che i cambiamenti indotti dal nuovo paradigma 4.0 si accorgano di noi.

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UP! 75


RIFLESSIONI DI UN ARCHITETTO

di Armin Pedevilla Pedevilla Architekten Vincitore del Premio Internazionale di architettura BigMat ’15 Premio Nazionale Italia

ARCHITETTURA ALTOATESINA, FELD72 E IL PROGETTO DI HOUSING VINCITORE DEL PREMIO ARCHITETTURA ALTO ADIGE L’ufficio di architettura feld72 nasce nel 2002 a Vienna, in Austria, e i

Gli architetti di feld72 hanno assimilato e riproposto le caratteristiche

suoi principali ambiti di attività e di ricerca spaziano dall’architettura,

delle strutture abitative tipiche di questa zona con edifici compatti in cui

all’urbanistica, fino all’arte applicata. Recentemente lo studio ha aperto

hanno ripreso l’aspra materialità delle facciate ottenendo come risul-

una sede anche in Alto Adige, dove ha sviluppato alcuni interessanti

tato un’incredibile integrazione con l’esistente. Per conseguire questo

progetti come ad esempio l’opera di housing ad Appiano (BZ), dove la

obiettivo, feld72 ha collaborato intensamente con un’azienda locale

matericità del cemento e dell’intonaco è protagonista.

altoatesina produttrice di cementi, al fine di sviluppare una soluzione ad

Il nuovo complesso residenziale è stato completato nel 2015 e ha vinto

hoc per le proprie richieste ovvero degli elementi prefabbricati in cemento

il Premio Architettura Alto Adige per la categoria Housing. Progetto inte-

a vista. Grazie alla prefabbricazione industrializzata, questi componenti

ressante che si integra sapientemente nella tipica struttura insediativa

in calcestruzzo hanno permesso di ottimizzare i costi di pianificazione,

dei paesi alto atesini e che ha colpito i giurati del premio biennale per

produzione e manutenzione ma allo stesso tempo hanno conferito un

il distintivo tocco architettonico dello studio austriaco, raccogliendo

carattere scultoreo e massiccio alla costruzione; inoltre presentano

inoltre l’apprezzamento della cittadinanza locale (uno dei riconoscimenti

ottime caratteristiche di coibentazione, sia termica sia acustica, ga-

assegnati dal premio biennale arriva direttamente da un voto popolare).

rantendo anche un elevato livello di resistenza fisica agli agenti esterni.

Qui e nella pagina accanto il complesso residenziale ad Appiano (BZ), progettato da feld72 e vincitore nel 2015 del Premio Architettura Alto Adige.

76 UP! Aprile 2017


Questi fattori sono di grande importanza nella progettazione e costruzione di un complesso di edifici poiché riducono sensibilmente sia i tempi sia i costi di realizzazione senza però trascurare l’estetica del risultato architettonico: forme ed espressione degli edifici sono morigerate e rispondono all’idea di sobrietà tipica dei villaggi alpini. La varietà si mostra invece nella disposizione delle aperture in facciata, con finestre a piena altezza in posizioni sfalsate fra loro e gli elementi prefabbricati tinteggiati con un color terra che evidenzia il cordolo grigio dei solai, richiamando le strutture storiche di Appiano e incrementando così l’inserimento armonioso del complesso nel contesto edilizio circostante. L’obiettivo dello studio è stato quello di riuscire a impiegare anche nell’edilizia residenziale un sistema in calcestruzzo a vista prefabbricato, cercando di soddisfare allo stesso tempo la richiesta di sostenibilità economica dalla parte del committente e la volontà di un risultato architettonico di qualità dalla parte dei progettisti. Il rivestimento esterno in pannelli in cemento, prefabbricati e fortemente ingegnerizzati, è una delle peculiarità più interessanti. A completare la cucitura del nuovo insediamento sul tessuto esistente, la collocazione dei singoli edifici è stata studiata in relazione ai rapporti sia interni sia esterni fra gli edifici stessi: il risultato è la presenza omogenea di edifici nuovi e preesistenti all’interno di una zona che non mostra avere limiti precisi e ingombranti e che si sviluppa fra spazi pubblici e giardini privati lungo i terrazzamenti già esistenti prima dell’arrivo delle nuove case. La corte centrale è l’elemento caratteristico dei complessi residenziali di Appiano: i 23 appartamenti racchiusi nei cinque nuovi edifici si affacciano verso questo spazio verde che rappresenta il punto di incontro della nuova comunità insediata. Il fatto di saper già prima della costruzione chi avrebbe abitato quegli spazi, ha permesso inoltre ai progettisti di approfondire e definire meglio sia gli spazi interni privati sia gli spazi esterni comuni creando un mix specifico fra privato e pubblico.

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UP! 77


NEWS DAL MONDO BIGMAT

IL VALORE DI UN GRUPPO FATTO DI PERSONE BigMat è fatto in primis di uomini, di persone, che oggi vogliono ricordare una delle anime del Gruppo, Giancarlo Scarpelli, toscano classe 1939, recentemente scomparso. Un personaggio di spicco non solo per

BigMat saluta Giancarlo Scarpelli

BigMat, ma anche per tutto il settore imprenditoriale

toscano: tra i tanti incarichi ricoperti nel corso degli anni va ricordato anche quello di consigliere e poi di vicepresidente di Banca Tema, oltre che la sua partecipazione attiva e insostituibile nel consiglio di amministrazione di BigMat Italia. Il presidente di BigMat Italia, Rocco Alfano, ricorda Giancarlo Scarpelli durante il BigMarket 2017 a Firenze.

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NEWS DAL MONDO BIGMAT

UN MAGAZZINO IN CITTÀ Uno spazio nel cuore di Trino (VC): lo scorso gennaio è stato inaugurato nel corso principale della cittadina vercellese “Il magazzino in città”, il nuovo Punto Vendita di BigMat Edilizia Trinese, storica realtà del territorio. Una “boutique” dedicata alla vendita al minuto di materiale edile, dalle malte ai pavimenti, dai rivestimenti alle vernici, passando per la ferramenta, le attrezzature

Il nuovo Punto Vendita di BigMat Edilizia Trinese nel cuore di Trino (VC)

e l’abbigliamento da lavoro, il tutto all’insegna del li-

grande pubblico, che non è mancato in occasione della serata di inaugurazione durante la quale i partecipanti hanno potuto assistere a una dimostrazione pratica di un decoratore e scoprire il particolare layout del Punto Vendita. “Il magazzino in città” di BigMat Edilizia Trinese si contraddistingue infatti per la particolarità dei suoi dettagli e arredi espositivi con scaffali e mensole ricavati da materiali di recupero che fanno del Punto

bero servizio. Un nuovo Punto Vendita che rievoca il classico magazzino,

Vendita una vera e propria boutique dedicata all’edilizia, per costruire,

trasferendolo nel centro della città: «Tutto nasce dalla volontà di realiz-

ristrutturare e rinnovare casa. Un magazzino facilmente raggiungibile,

zare e proporre un servizio dedicato principalmente ai privati – spiega

che punta a diventare uno dei punti di riferimento di Trino grazie anche

Alessandro Caltavuturo, titolare di BigMat Edilizia Trinese –, un pubblico

alla partecipazione nei prossimi mesi a diversi eventi organizzati in città

che il nostro storico Punto Vendita, situato più in periferia, non riusciva

come “Trino in piazza” tradizionale kermesse commerciale in programma

a intercettare». Ecco quindi la scelta di aprire un magazzino in uno dei

a metà giugno o la notte bianca organizzata a fine agosto in occasione

luoghi principali e più frequentati di Trino, per farsi conoscere anche al

della festa patronale.

Aprile 2017

UP! 79


NEWS BIGMAT INTERNATIONAL

UN USO SEMPRE PIÙ SOFISTICATO DEI MATERIALI Innovativa, creativa, visionaria, coraggiosa, sostenibile, in

Quali sono le sue aspettative per questa terza edizione

continua evoluzione: questa è l’architettura che il Gruppo

del BigMat International Architecture Award?

BigMat promuove in tutta Europa attraverso il premio

Lo spirito del Premio è quello di aiutare a consolidare il

biennale BigMat International Architecture Award ’17.

brand di BigMat, e, soprattutto, la sua capacità di unire i materiali da costruzione con il mondo della progettazione

Per iscriversi, c’è ancora tempo: candidature aperte

e dell’architettura. Per fare questo il Gruppo ha investito non

infatti fino al 4 maggio 2017 sul sito www.architectureaward.bigmat.com. Nell’attesa di conoscere i finalisti, che saranno protagonisti della serata di gala in programma il prossimo 24 novembre a Firenze, il presidente di giuria Jesús Aparicio, dottore architetto e cattedratico dell’Università Politecnica di Madrid, dà qualche anticipazione. Dopo il lancio della prima edizione del premio, 4 anni fa, quest’iniziativa è cresciuta di importanza e riconoscibilità nel mondo dell’architettura, grazie anche al ruolo della BMI Agenda.

80 UP! Aprile 2017

poche risorse nel BigMat International Architectu-

Jesus Aparicio, presidente di giuria racconta il BigMat International Architecture Award, e dà appuntamento a Firenze per la premiazione della terza edizione

re Award e nella BigMat International Architecture Agenda. Sono stati creati i siti web www.architectureaward.bigmat.com e www.bmiaa.com, nonché i social network Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube e Vimeo: tutto questo per creare un canale di comunicazione più ampio possibile per far capire come BigMat può aiutare tutti i professionisti a sviluppare al meglio i loro progetti. La terza edizione del Premio costituisce il consolidamento di un’iniziativa sia per il mondo dell’architettura, sia per i partner BigMat e il pubblico in generale.


NEWS BIGMAT INTERNATIONAL

Vedendo e valutando le centinaia di progetti arrivati nelle prime

Le sei categorie scelte per l’edizione 2017 del Premio si basano

due edizioni dell’Award, ha notato un’evoluzione generale della

sull’esperienza delle passate edizioni?

qualità e dell’estetica dei progetti?

Ovviamente l’esperienza delle passate edizioni del Premio ci ha dato

Non voglio parlare di evoluzione in termini di qualità ed estetica. Quello

un’interessante prospettiva da cui partire per analizzare i progetti

che abbiamo notato, e apprezzato, è invece un uso più sofisticato dei

candidati di ogni categoria. Ci sono arrivate candidature di piccole

materiali e questo è un aspetto che chiaramente aumenta la qualità

realizzazioni così come di un parco cittadino, le sei sezioni del premio

dei progetti architettonici: l’uso appropriato dei materiali e le loro

sono utili per poter giudicare al meglio qualsiasi tipo di intervento, dal

declinazioni applicative possono spingere i produttori a investire e

più grande al più piccolo.

migliorare la loro produzione. Il vincitore della seconda edizione del Premio, ad esempio, aveva lavorato a stretto contatto con il produt-

Secondo lei come si posiziona il BigMat International Archi-

tore di vetro per la realizzazione dell’edificio a due piani a Zamora,

tecture Award rispetto ad altri premi rivolti agli architetti?

in Spagna, riuscendo così a realizzare una facciata fatta da un unico

Dal numero di partecipanti mi sento di dire che il BigMat International

pezzo di vetro in altezza.

Architecture Award è ormai considerato tra i più prestigiosi premi di architettura in Europa. Granada e Berlino sono state le importanti location delle passate edizioni del premio, non trova però che Firenze sia la

BMIAA, la BigMat International Architecture Agenda, è una risorsa per architetti e designer con aggiornamenti su eventi, mostre e manifestazioni in tutta Europa. In collaborazione con il comitato scientifico del Premio Internazionale di Architettura BigMat (www.bmiaa.com).

location perfetta per questo evento? Per questa terza edizione non potevamo avere location migliore. L’Italia si può dire abbia uno dei più importanti patrimoni architettonici del mondo e avere la possibilità di organizzare la cerimonia di premiazione a Firenze è un grande privilegio che consoliderà ulteriormente la notorietà del premio.

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Up! n 22 - aprile 2017