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APPROFONDIMENTI DAL MONDO DEL DESIGN, SHOWROOM D’INTERNI, RIVESTIMENTI E ARREDOBAGNO

DICEMBRE

2016


L’ESPERIENZA DI DUE GIOVANI ARCHITETTI NAPOLETANI ESPATRIATI IN SPAGNA PER REALIZZARE IL LORO SOGNO DI RESILIENT DESIGN.

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rendere armi e bagagli e vivere all’estero per migliorare le proprie condizioni lavorative. Fondare una startup che possa dare una

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nuova vita ai troppi oggetti e materiali gettati nella spazzatura, contribuendo a ridurre i residui urbani. Prendere la propria creatività e voglia di fare e met-

terle al servizio dell’ambiente. Per Alessandro Pucci e Michele Iervolino questo significa essere resilienti, a partire dalla loro storia personale: due giovani


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architetti napoletani che di fronte alla disoccupazione preferiscono mettersi in gioco e fondare Resilient Design, progetto e startup, che nasce dall’esperienza maturata proprio nella loro città natale. «Dieci anni fa – raccontano – eravamo studenti di architettura e la città si trovava ad affrontare l’ennesima crisi dei rifiuti. A suo tempo i cittadini come noi pensavano che fosse dovuto solo alla cattiva gestione e alla mancanza di senso civico dei napoletani. Tutti ignoravamo cosa fosse un impianto di trattamento dei rifiuti urbani, “la terra dei fuochi” e le ecomafie. In strada c’erano cumuli di spazzatura ovunque, le discariche, autorizzate e non, erano stracolme. Sentivamo la necessità di dare il nostro contributo, ma cosa potevamo fare nella veste di futuri architetti? Decidemmo di “sporcarci le mani” rovistando personalmente tra i rifiuti e selezionando quelli che avrebbero potuto candidarsi a una seconda chance di vita, trasformandoli in qualcosa di diverso per forma e uso. Fu quello il momento in cui decidemmo di dedicarci al design resiliente». Di cosa vi occupate esattamente? Resilient Design lavora sull’upcycling, una teoria che s’inspira al “cradle to cradle” (dalla culla alla culla), teorizzata dal chimico tedesco Michael Braungart e dall’architetto americano William McDonough, secondo la quale il modello produttivo delle cose che ci circondano

dovrebbe imitare la natura. In natura non esiste spazzatura, bensì vige l’equazione “residuo = alimento”. Il concetto di spazzatura ha preso il sopravvento dalla prima rivoluzione industriale. I produttori si dedicano al processo che va dall’estrazione della materia prima fino alla vendita del prodotto, avallando ciò che tutti conosciamo come “obsolescenza programmata”. Ciò che succede dopo la “morte del prodotto” è una patata bollente che passa nelle mani della collettività con evidenti danni ambientali, economici e sociali. Ci piace descriverci come una startup nella quale si sviluppano progetti di disegno partendo da residui urbani o industriali. Il nostro obiettivo è convincere i grandi brand che i loro scarti possono avere un enorme valore se trattati seguendo il nostro manifesto, convertendo così il tradizionale sistema lineare (estrazione - produzione - distribuzione - consumo), in circolare. Di cosa parla il vostro manifesto? Il processo di Resilient Design inizia con l’individuazione del residuo definito “seriale”, poi si passa alla progettazione del prodotto e alla creazione del prototipo, ricercando artigiani e aziende locali capaci di realizzare produzioni semi-industriali. Costruito il prototipo si formula una proposta per la multinazionale che ha prodotto il residuo. Ciò permette di ridurre sia il volume di materia prima estratta dall’ambiente sia la

quantità di rifiuti portati in discarica o inceneriti. All’estero e in particolare in Spagna, dove avete fondato la vostra azienda, in che modo il concetto di resilienza sta influenzando il mondo delle costruzioni e dell’architettura? I Paesi nordici sono i più resilienti. Parlando di dati, gli Stati più virtuosi

Alessandro Pucci, Architetto e co-fondatore di Resilient Design. Laureato in Architettura presso l’Università di Napoli Federico II, Master in Urbanistica sostenibile e Architettura medio ambientale, Univesidad La Salle, Ramon Llul di Barcellona, nel 2007 studente Erasmus presso la Escuela superior de Arquitectura de Granada, ha collaborato con vari studi di Architettura tra Granada, Valencia e Napoli. Nel 2014 Abosolut Vodka lo sceglie come disegnatore dell’anno. Michele Iervolino, Architetto e co-fondatore di Resilient Design. Laureato in Architettura presso l’Università di Napoli Federico II, Master in Accessibilità Universale e Design for all nella Universidad UJA de Jaen, studente erasmus presso la E.T.S.A. Universidad di Granada, ha collaborato con vari studi tra Napoli e Sidney dove ottenne il diploma di Management alla CCI. Ha collaborato con l’architetto Antonio Jiménez Torrecillas. 3


d’Europa portano in discarica il 3% dei residui urbani, mentre si è calcolato che in Spagna ancora il 70% dei residui urbani va a finire in discarica. Nonostante questo, nella penisola iberica abbiamo assistito a esperimenti urbani molto interessanti e molto resilienti. Uno su tutti è stato il progetto “bio-built”, organizzato da BAM (Bio Architettura Mediterranea), con il quale è stato realizzato uno spazio culturale - coworking, nel centro di Barcellona in zona Raval, con budget di 9.000 euro raccolti attraverso un crowdfunding. L’opera è stata realizzata con l’aiuto di studenti e giovani architetti (il 90%), che hanno investito tempo ed energie in un esperimento urbano che potremmo definire quasi utopico, realizzato esclusivamente con materiali naturali o riciclati come i pannelli portanti in paglia. La paglia è uno scarto, lo stelo della pianta di cereali dopo la trebbiatura e, in quanto tale, nel bilancio di produzione di biossido di carbonio ha un valore negativo visto che durante la sua “vita” assorbe più CO2 di quanta se ne produce per la trasformazione in materiale edilizio. Altri prodotti interessanti sono i pannelli in terra cruda prefabbricati e posati a secco, valida alternativa agli intonaci tradizionali (a base cementizia o di calce), oppure i muri portanti in terra battuta o in legno e Hempcrete, prodotto realizzato dalle fibre della cannabis sativa miscelate con acqua e calce per creare mattoni da costruzione. Inoltre, per l’iso4

Il progetto “bio-built” di BAM (Bio Architettura Mediterranea) per lo spazio culturale e di coworking nel centro di Barcellona

LA LAMPADA ABSOLUT LIGHT «Absolut Light nasce per un regalo a mia sorella, Claudia – racconta Alessandro Pucci –. Le disegnai una lampada per il suo comodino con una bottiglia (special edition) di Absolut Vodka». Il risultato fu così interessante che Alessandro Pucci decise di produrne una serie e tentare di commercializzarle in negozi di design. «Un giorno mi invitarono a esporre in un evento organizzato a Napoli da Absolut Vodka. Le foto dell’evento finirono sotto gli occhi della Pernod Ricard Italy e, colpiti dall’oggetto, mi chiamarono per propormi di fare una produzione da omaggiare ai migliori clienti che avevano in Italia. Per la realizzazione di questa commessa facemmo un lavoro di squadra straordinario, con gli artigiani napoletani, dei fuoriclasse. Durante il cammino ho trovato persone abbastanza sensibili da capire che per me non era solo una lampada ma un modo di vedere il mondo». Absolut Vodka, colpita dalla creatività di Alessandro, ha deciso anche di finanziare un video per raccontare la “storia” dell’”Absolut Light”, da qui è nata poi l’idea della startup Resilient Design, che Alessandro ha deciso di condividere con il compagno di università Michele Iervolino.


Come vedete la situazione in Italia? L’Italia è più sensibile a temi relativi ai residui perché ha una densità di popolazione che supera del 200% quella spagnola e le possibilità che costruiscano un inceneritore o una discarica vicino alle loro case sono maggiori. Esistono giovani imprese nate in questo momento di crisi che lavorano sull’economia circolare, una su tutte è Orange Fiber, startup che sviluppa filati e tessuti innovativi dagli agrumi. L’obiettivo è creare un tessuto sostenibile che risponda all’esigenza d’innovazione dei brand di moda riutilizzando sottoprodotti dell’industria di trasformazione agrumicola italiana. Napoli è stata la vostra Silicon Valley. Perché avete deciso di andare via non solo dalla vostra città ma persino dall’Italia? Napoli e l’Italia sono sempre nel nostro cuore ma la verità è che abbiamo trovato maggiori opportunità all’estero, questo non significa che non ci piacerebbe rientrare e speriamo che a livello lavorativo in futuro ce ne sia l’opportunità. Come l’Italia, anche la Spagna è stata investita dalla crisi, travolgendo anche il settore delle costruzioni, questo ci ha resi più consapevoli degli sforzi da dover affrontare per proseguire la nostra attività. Della Spagna ci piace lo stile e la qualità della vita oltre al fatto che esistono buoni incentivi per le startup. L’esperienza maturata a Granada ci ha aiutato a capire che potevamo convertire Resilient Design in un format, internazionalizzando il nostro lavoro, dopotutto quale Paese o quale città, oggi giorno, non produce residui? Quali sono a vostro avviso i materiali più adatti per realizzare progetti di design resiliente? I materiali da realizzare devono essere riciclati, riciclabili o compostabili, favorendo quelli reperibili in loco. Per uno dei nostri ultimi progetti, ad esempio, abbiamo utilizzato materiali come vetro, cartone e

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lamento di copertura si usano pannelli in vetro cellulare. Anche un Punto Vendita di BigMat Iberia ha partecipato al progetto di “bio-building” donando del materiale per l’isolamento della copertura, costituito da una lana ricavata da tessuti difettosi, scarti di produzione riutilizzati.

Manifesto Resilient Design 1. U  no dei componenti deve essere un residuo urbano o industriale 2. Materiali riciclati, riciclabili o compostabili 3. A  rtigiani e industrie locali (km zero) 4. V  ideo illustrativi di montaggio 5. S  componibile nelle sue parti 6. Packaging responsabile, funzionale e riciclabile 7. No stock, si produce ciò che si può vendere

plastica idrosolubile e legno evitando collanti e favorendo incastri andati in disuso che permettevano ai mobili di un tempo di durare per generazioni. Quali le applicazioni e i progetti più curiosi che avete finora visto nel campo del resilient design? Difficile rispondere, perché da quando abbiamo iniziato a lavorare nell’economia circolare, abbiamo visto tantissimi esperimenti interessanti. Ci attirano molto i progetti che portano avanti (saltuariamente) le multinazionali come ad esempio Adidas, che l’anno scorso ha lanciato una scarpa fabbricata riutilizzando vecchie reti da pesca in nylon. Progetti come questi potrebbero cambiare il mondo in meglio e con effetti rapidissimi. Troviamo interessante l’idea dell’azienda svizzera, Freitag, che utilizza come materia prima i teloni usati dei camion per realizzare articoli di moda come borse, così come il progetto “Edible Cutlery”, un’idea innovativa che riduce notevolmente il consumo uso e getta di plastica realizzando posate commestibili.

Quali sono i vostri progetti in cantiere? Abbiamo vari progetti resilient in procinto di commercializzare, che nascono dalla collaborazione con alcuni brand che operano in Spagna come Mahou-San Miguel, Cerveza Alhambra, Seagram’s Gin e Ron Ritual. Inoltre, stiamo applicando questo stesso concetto all’architettura utilizzando materiali come la paglia per la realizzazione di un cappotto termico di un edificio pubblico esistente nella provincia di Jaén in Andalusia. Stiamo poi lavorando a pannelli prefabbricati ricavati da residui difficili da scomporre e che stanno generando problemi ambientali considerevoli per la loro complessità compositiva, come per esempio i materassi. In futuro ci piacerebbe ampliare gli orizzonti di Resilient Design, renderlo multidisciplinare, magari ampliando la squadra con fisici e chimici specializzati in materiali innovativi e/o nanotecnologie. !

Guarda il video della lampada Absolut Light su Vimeo e sul sito www.resilientdesign.eu 5


DALLA CERAMICA AL LEGNO TUTTE LE NOVITÀ DEL 2017 LE NUOVE PROPOSTE DEI MARCHI PARTNER HABIMAT PER LA NUOVA STAGIONE, PRESENTATE AL CERSAIE E SELEZIONATE PER VOI DALLA REDAZIONE DI STYLEUP!

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eramiche, grès porcellanato, marmo, legno naturale e non solo: tantissimi i materiali e i prodotti a cui ispirarsi per personalizzare gli ambienti e avere una casa sempre di tendenza

e dallo stile impeccabile. Pavimenti e rivestimenti, arredobagno, rubinetterie, materiali per la posa dei prodotti ceramici: ecco i must have da aggiungere nella lista desideri del nuovo anno.

LE NUOVE TENDENZE DI ATLAS CONCORDE

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ilievi, graniglia, marmo e tessuti: sono questi gli elementi che caratterizzano le nuove collezioni. Effetto scultoreo e scenografici rivestimenti tridimensionali per Marvel Gems, una linea di superfici in grès porcellanato che si ispirano al tipico terrazzo alla veneziana, riproducendo un fondo di graniglia grigio disseminato di inerti chiari e luminosi, il tutto impreziosito dalla lucidità della finitura lappata. Dalle pietre alle fibre: Room è la collezione per spazi moderni e raffinati in cui cromie, grafiche e trame decorative si mixano per dare vita ad abbinamenti ispirati a ricercati tessuti d’arredo.

www.atlasconcorde.com

Room

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a tradizione del cotto, la forza dinamica della pietra e del metallo contraddistinguono le collezioni presentate dai tre marchi di Cooperativa Ceramica d’Imola: ImolaCeramica, LaFaenza e Leonardo Ceramica. X-Rock è la collezione innovativa di grès porcellanato, firmata ImolaCeramica, che rimanda alla forza dinamica della roccia e della pietra e in cui la superficie che appare spigolosa è in realtà morbida, sembra realizzata in tinta unita ma in realtà i colori moderni delle lastre sono intervallati da pigmenti di quarzi e minerali,

tipici della pietra naturale. LaFaenza con Cottofaenza reinterpreta attraverso il grès porcellanato un classico della tradizione, il cotto, ispirandosi alle terrecotte di varie provenienze. Uno stile moderno e contemporaneo tra le sfumature del marrone scuro di impronta toscana passando per le tonalità tipiche del Messico e della Spagna, fino alla variante nera che richiama i colori prodotti dalle vecchie fabbriche di manufatti nel salernitano. Una piastrella apparentemente di “metallo” ma realizzata in grès porcellanato: è questo il segreto di

X-Rock

District, la linea di Leonardo Ceramica dalla struttura lievemente martellata e dai riflessi più lucidi sulla superficie. Quattro le colorazioni tra cui scegliere, ispirate ai metalli: il nero dell’acciaio lavorato a fiamma e poi scurito, il marrone scuro del corten, il grigio chiaro di una sottile lastra di alluminio e il bianco di una lamiera smaltata.

www.imolaceramica.com

District

Cottofaenza 7

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TRE DIVERSI STILI PER COOPERATIVA CERAMICA D’IMOLA


LEGNO E PIETRA, I MUST DI DEL CONCA

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i chiamano Artelegno e Climb le nuove collezioni di grès porcellanato firmate Del Conca che traggono ispirazione rispettivamente dal legno e dalla pietra. La linea Artelegno si contraddistingue per la sua proposta ricercata di nuance che riproducono la naturalità del legno con sfumature cromatiche tipiche di un acquerello e percepibili al tatto grazie alla lavorazione con tecnologia digitale. Atmosfere metropolitane per Climb, collezione rettificata in effetto pietra, pensata per ambienti esterni e per la posa a secco su ghiaia, sabbia, erba e in sopraelevato. Mosaici, decori e pezzi speciali completano la linea per dare un tocco di personalità e originalità agli spazi outdoor.

Artelegno

www.delconca.com Climb

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LE INFINITE COMBINAZIONI DELLE TRAME DI LEA CERAMICA

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re diversi effetti materici per infinite combinazioni di posa: sono le Trame di Lea Ceramiche. Un mix di materiali e colori per superfici diverse, frutto di un intenso studio che ha riguardato le differenti fasi di lavorazione del prodotto. Così Canvas si contraddistingue per la sua trama di lino dalla grafica delicata a rilievo che ne risalta la tridimensionalità, mentre Matter è più ruvida e opaca e richiama il cemento granuloso e grezzo. www.ceramichelea.it

Canvas

Matter

I PARQUET DECORATI A MANO DI XILO1934 Portofino

Rigatoni

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a poesia del legno decorato a mano: è questa la cifra stilistica delle nuove collezioni di parquet di Xilo1934. Parquet d’autore realizzati da diversi designer che hanno trasferito sui pavimenti in legno la loro personale interpretazione di questo materiale. Rigatoni è il nome della linea firmata da Maria Christina Hamel, caratterizzata da giochi di colore e righe sfalsate che creano decorazioni eleganti e avvolgenti, ideali per poter rivestire qualsiasi superficie, senza limiti alla fantasia, dal pavimento al soffitto. Completa la linea di parquet decorati Portofino, collezione in rovere dal tocco raffinato con colori dai toni equilibrati e sapientemente dosati. Un parquet che rievoca la tradizione e ben si inserisce nei più svariati ambienti: dai contesti urbani alle case vintage.

www.xilo1934.it 9


CARIMALI, RELAX TRA TECNOLOGIA E DESIGN

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MySlim

oluzioni per uno spazio doccia funzionalema dal design accattivante: si chiamano MyDream e MySlim le collezioni di Carimali, neonato brand di Calflex. MyDream è la soluzione pensata per ricreare una vera e propria spa grazie al soffione multifunzione in cromo spazzolato che riproduce diversi getti d’acqua come l’effetto della pioggia o quello di una cascata a cui si può abbinare l’aromaterapia e un sistema audio.

MyDream

L’INCANTHO DI CERAMICA GLOBO

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na soluzione per l’arredobagno modulare e completa, per soddisfare ogni esigenza di spazio e di stile: ecco la collezione Incantho di Ceramica Globo, una linea di lavabi in ceramica abbinata a mensole, pensili e contenitori che coniuga funzionalità ed estetica. Pensati per svolgere anche una funzione d’appoggio, i lavabi Incantho si caratterizzano per i volumi delle vasche e dei piani e per la loro estetica sofisticata, con il tappo della piletta di scarico in ceramica e nello stesso colore del lavabo.

www.ceramicaglobo.com 10

MySlim guarda invece alla sostenibilità ambientale tra tecnologia e design innovativo: il soffione ultrapiatto dal diametro di 50 cm, realizzato nella tonalità nero opaco, ha incorporato all’interno una tecnologia che garantisce un getto intenso e pieno con soli 9 litri al minuto. www.calflex.it


UN CALDOBENESSERE CON OLTREMATERIA

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aldobenessere è il sistema innovativo, firmato Oltremateria, composto da prodotti e superfici radianti ad alto contenuto tecnologico. Grazie a polimeri nanotecnologici autoregolanti, il sistema riscalda gli ambienti in modo naturale, utilizzando gli stessi principi dei raggi solari. Abbinato alle superfici continue Oltremateria, il sistema Caldobenesere consente di realizzare pavimenti e rivestimenti che scaldano come il sole, innovativi nella tecnologia ma anche nel design.

www.oltremateria.it

LE SOLUZIONI PER LA POSA DI MAPEI

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ue le novità di Mapei: Set the Mood e Ultratop loft. Set the Mood è la gamma di fughe colorate da abbinare ai colori delle piastrelle. Ben 50 le tonalità in cui sono declinate sia le fughe sia i sigillanti, un’ampia palette di colori tra cui scegliere, per rispondere a qualsiasi esigenza progettuale. Ultratop Loft è invece una nuova pasta cementizia

per superfici continue e resistenti, dalle elevate caratteristiche prestazionali, per realizzare rivestimenti e pavimenti dal forte effetto materico, per ambienti minimali e moderni. !

Set the Mood

www.mapei.com

Ultratop Loft

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ARTIGIANALITÀ ED ECOSOSTENIBILITÀ OIKOS, IL COLORE CHE SEGUE LA FILOSOFIA DEL BENESSERE SCEGLIE GLI SHOWROOM HABIMAT.

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icerca di soluzioni estetiche e tecniche all’avanguardia, attenzione alla salute dell’ambiente e delle persone, applicazioni decorative su misura per le singole esigenze. Queste le linee guida di Oikos, marchio partner HABIMAT da ottobre 2015, nato a Gatteo a Mare (FC) in un periodo in cui a parlare di “impresa etica” erano in pochi, e che oggi conta più di 170 dipendenti in 50 Paesi rappresentando un riferimento per i materiali e i colori di qualità. Qualità e filosofia del benessere, che deriva dalla ricerca di combinazioni cromomateriche che esaltano la percezione e quindi il comfort negli ambienti, grazie anche alla formulazione priva di formaldeide e certificata A+ per le emissioni nocive. Con soluzioni anche tailor made per rispondere alle diverse necessità, Oikos diventa un po’ 12

il sarto che realizza vestiti su misura, come racconta il presidente Claudio Balestri: «Abbiamo messo in relazione lo spirito artigiano alla base della nostra storia con le nuove esigenze della modernità, per interpretare bisogni e anticipare il futuro, prestando attenzione anche alle nuove tecnologie di comunicazione per diffondere e condividere i nostri valori».

l’impatto ambientale. Un esempio pratico di come applichiamo quest’attenzione al riciclo è la produzione del Travertino, per il quale riutilizziamo gli scarti della lavorazione industriale della pietra, ma anche la materia prima recuperata dai filtri di aerazione. Facendo attenzione a garantire classificazioni A+ per quanto riguarda le emissioni di sostanze volatili nell’ambiente.

Quanto sono importanti per voi temi come la sostenibilità ambientale e come li mettete in pratica? Sin dalla nostra fondazione, nel 1984, ci siamo indirizzati verso un modello sostenibile, rispettoso dell’ambiente ed economicamente vantaggioso a lungo termine, perché crediamo che sia l’unico praticabile a livello industriale e aziendale per garantire un futuro minimizzando i costi, gli sprechi e

La partnership tra Oikos e BigMat come si inserisce nella vostra strategia? Oikos ha investito ingenti capitali nell’elevare il marchio in un mercato competitivo e frammentato come quello delle pitture e per ottenere una riconoscibilità da tutti i clienti dei nostri rivenditori. Ha inoltre puntato in una direzione vincente: offrire soluzioni di indubbia qualità tecnica arricchite di una veste emozionale. La ricerca della qualità


Come nasce la collaborazione con gli showroom e in particolare con HABIMAT De Tommasi e Manieri&Ceccarelli? Nel momento in cui hanno deciso di puntare sul colore entrambi si sono lasciati consigliare e la nostra collaborazione è stata agevole. Lo showroom HABIMAT rappresenta un importante vantaggio nella proposta del colore al mq, soprattutto nei confronti del progettista e del privato. Li abbiamo quindi supportati introducendo alcune delle nostre finiture di pregio all’interno degli spazi espositivi, per valorizzare le ambientazioni e soprattutto aiutare il cliente a immaginare la lavorazione applicata. Sia con HABIMAT Manieri&Ceccarelli (di Roma, ndr) sia con

HABIMAT De Tommasi (di Chieri in provincia di Torino, ndr) è stato svolto un importante lavoro di formazione che ha reso il personale interno estremamente competente sul colore, tanto da diventare maestri nel proporre soluzioni e soddisfare le esigenze di ogni cliente. Qual è il valore aggiunto di un marchio come Oikos all’interno di una rete come BigMat? Il magazzino edile solo di recente si sta approcciando in maniera strutturata al mondo del colore. Per farlo al meglio ha bisogno di un partner che non pensi solo a fornirgli delle “latte di pittura” ma che lo accompagni in un percorso, trasmettendo know-how e dando la forza di attirare la clientela che finora si rivolgeva altrove. Oikos, fornisce un duplice supporto specifico: da una parte le competenze, apprese in più di 30 anni di attività e dall’altra una vastissima offerta di corsi di formazione sostenuti da Oikos Academy. Inoltre Oikos è tra i principali brand riconosciuti da progettisti e applicatori e per un rivenditore che si approccia al mondo del colore avere un marchio come Oikos significa generare attenzione, creare traffico e

offrire una risposta su tutti gli ambiti del colore (decorativi, interni, smalti esterni e anche con soluzioni personalizzate). La vostra collezione LxO vanta la collaborazione con l’architetto Libeskind, come è stata quest’esperienza? Libeskind, ha saputo interpretare in modo personale la materia e le possibilità cromatiche offerte da Oikos, partendo dall’idea comune che il colore sia un elemento progettuale imprescindibile. Lavorando con materie che nascono con un ciclo produttivo a basso impatto ambientale approda a soluzioni estetiche fortemente innovative che, pur nascendo in ambito industriale, diventano artigianali nella possibilità di essere plasmate sulle esigenze dei progettisti. Ci sono in programma altre collaborazioni con archistar? La collezione LxO rientra nella collezione delle Superfici d’autore, che già comprende i colori Tiepolo by Giulio Cappellini: palette ispirata agli affreschi del Settecento e che coniuga il design e la tradizione. Una collaborazione che ha aperto una serie di altre attività che stiamo sviluppando con l’architetto e che vedranno la luce nei prossimi mesi. !

Lo spazio Oikos presso lo showroom HABIMAT De Tommasi, Chieri (TO)

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MATERIALI

unita al lavoro di marketing e di comunicazione per intercettare diversi target di clientela, hanno portato Oikos e BigMat a incrociare i percorsi con una perfetta armonia di intenti, attraverso un’ampia gamma di soluzioni adatte a tutti i rivenditori. Dallo showroom alla rivendita abbiamo modi completamente diversi di proporre le nostre ecosoluzioni per i due mondi che, insieme, rappresentano un magazzino edile evoluto.


GLI INTERNI SECONDO BIGMAT 1

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SHOWROOM BIGMAT

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SHOWROOM HABIMAT NUOVE APERTURE SHOWROOM HABIMAT

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(da settembre 2016)

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BigMat e HABIMAT by BigMat sono presenti in Italia con oltre 80 showroom di superfici, pavimenti, rivestimenti, parquet e arredobagno. In ogni showroom puoi affidarti all’esperienza di personale qualificato in grado di accompagnarti nella scelta dei materiali per la ristrutturazione, restyling o creazione di nuovi ambienti. Trova lo showroom più vicino a te su bigmat.it o habimat.it

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Dicembre 2016

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Profile for BigMat

STYLEUP! Interni | Design | Materiali - dicembre 2016  

STYLEUP! Interni | Design | Materiali - dicembre 2016  

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