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6 maglie di metallo, 3060 fili di organza, punti metallici, fascette, flusso d’aria 7~15m/sec 600 x 200 cm (236,4” X 78,8”)

28 luglio 2012 - ore 15.00 Corso Garibaldi 116 - Milano (site-specific installation) Website: www.ProvocActionArt.org Facebook: http://facebook.com/ProvocActionArt Vimeo: http://vimeo.com/provocactionart/videos YouTube: http://www.youtube.com/user/ProvocActionArt © 2012 Manlio F. Tartara per ProvocActionArt

Il respiro della città

Il respiro della città, 2012

graphics : domenico sestito

Contrariamente alla legittima occorrenza di buona parte dell’arte, che ambisce a lasciare un segno del proprio tempo, Il respiro della città ha una natura effimera. La sua con-temporaneità è data proprio dalla non permanenza, ovvero il comparire e lo scomparire senza lasciare alcuna traccia. L’arte pubblica in genere, da sempre luogo a sentimenti di fragilità e transitorietà, poiché spesso rimossa dall’autorità o vittima del vandalismo. Il comportamento del respiro della città, evoca piuttosto una delicata percezione di “urgenza”, poiché, sebbene non sia necessario alcun biglietto o alcuna prenotazione per usufruire della sua presenza, si rende necessaria la concomitante partecipazione o piuttosto la fortuita coincidenza, dell’essere sul teatro della sua breve messa in opera, dopo la quale, lo stesso ambiente circostante è riportato al proprio stato originale. La realizzazione ha luogo in uno spazio “preso in prestito”, non appartenente all’arte (in special modo alla scultura), sebbene proprio li ne prenda forma, come a celebrare, ancora una volta, gli articoli 21 e 33 della Costituzione della Repubblica Italiana che, rispettivamente, esaltano il « […] diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione » e la libertà dell’ « […] arte e la scienza ».


Tre grandi superfici di prato artificiale – realizzato in organza – si muovono al “vento” provocato dall’aria proveniente dal sottosuolo di Milano. In quel vento è compreso il respiro delle decine di migliaia di persone che ogni giorno transitano e vivono nel ventre della città. La serie d’installazioni il respiro della città, non sono localizzate in un terrain vague, dove in genere le opere di arte urbana (soprattutto di una certa dimensione), riescono ad avere luogo. Il detournement di una struttura meccanica municipale – atta allo scambio dell’aria, come in una sorta di polmone artificiale – avviene proprio in uno dei cuori del centro di Milano. Nella sua disarmante semplicità è proprio questo “fiato” – dopo avere tenuto in vita nelle viscere della terra i passeggeri della metropolitana – ad alimentare il movimento degli oltre tre chilometri di fili d’erba, alta fino a un metro, che s’innalzano e si protraggono verso il cielo. Essi danzano e si accarezzano scambievolmente con incantevole complicità, come in un prato reale. L’immagine di lirismo-evocativo che se ne trae, sebbene d’astrazione, e l’atavica suggestione che si percepisce, invitano a riflettere su quanto siamo consapevoli e disposti, ogni giorno, ad accettare l’innaturale artificiosità dell’ambiente dove viviamo.

Il respiro della città è un’installazione che occorre osservare in azione, per svelarne l’intima interpretazione.


Il respiro della città (italiano)