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LA PROVINCIA IN CASA - N° 20 GIUGNO 2011

NAZ/370/2008

Sin dal 1929

IDROSCALO un luogo di vacanza nella tua città

arte, sport, natura, gioco www.idroscalo.info

NUMERO 20

2011

SCUOLA LAVORO TERRITORIO TEMPO LIBERO AMBIENTE CULTURA

DUE ANNI SPESI BENE NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ DI BILANCIO LA PROVINCIA MANTIENE GLI IMPEGNI CON I CITTADINI DELLA GRANDE MILANO


AIUTACI A RICORDARE

Binario 21 Sottoscrizione per il Memoriale della Shoah Se vuoi sostenere, come me, la raccolta di fondi a favore del Memoriale della Shoah, al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, da oggi puoi farlo molto semplicemente. La realizzazione del Memoriale, iniziata da tempo, ha bisogno di nuove risorse per essere ultimata. E la mano pubblica non sempre riesce a trovarle. Ogni persona però, cosciente dell’importanza che ha, deve ricordare il luogo simbolo della deportazione nei campi di sterminio, dei cittadini italiani di religione ebraica, avvenuto negli anni 1943 e 1944. E oggi può assicurare il proprio impegno, offrendo un contributo concreto. Ricordare, è un impegno civile, per tutti noi, ancor più nei confronti delle giovani generazioni. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano

Invia il tuo contributo alla Fondazione per il Memoriale della Shoah di Milano

IBAN: IT 03 V 03069 01672 1000 0000 0605


DUE ANNI DOPO Nonostante le difficoltà di bilancio la Provincia mantiene gli impegni presi con i cittadini della Grande Milano Abbiamo pensato di dedicare questo numero de “La Provincia in casa” ai primi due anni del nostro mandato, un’occasione per fare insieme un bilancio in vista delle nuove sfide che il prossimo futuro ci riserva. Le linee sulle quali ci siamo mossi, tenuto conto dell’impegno che abbiamo preso coi cittadini della Grande Milano, sono l’occasione per migliorare la vita, le opportunità di lavoro in particolare per i giovani, l’ambiente e le infrastrutture del nostro territorio. Sullo sfondo è sempre rimasta la necessità di far quadrare i conti: un compito particolarmente difficile visto che ci troviamo a governare in una delicata congiuntura economica, condizionati anche dal patto di stabilità, che per contenere il deficit dello stato - rischia però di limitare fortemente l’efficienza degli Enti locali. Abbiamo lavorato per recuperare lo squilibrio di bilancio dell’Ente ereditato dalla precedente amministrazione e, successivamente, per garantire la piena sostenibilità economico-finanziaria per l’intero mandato, così da consegnare ai cittadini nel 2014 una struttura sana. Abbiamo posto in primo piano le esigenze dei cittadini e, tra le più gravi, quella ambientale determinata dal persistere delle polveri sottili nell’aria. Per affrontare l’emergenza abbiamo aperto un tavolo permanente che con i sindaci dell’area metropolitana affronti questo tema, assieme ad altre questioni di carattere strategico. Questo modo di operare rappresenta un “marchio di fabbrica” per questa amministrazione che - per le questioni importanti, quelle che toccano da vicino i cittadini - sceglierà sempre la condivisione

con gli amministratori e le realtà del territorio. Con l’assemblea dei sindaci abbiamo dato il via ad una serie di provvedimenti per migliorare la salute dei cittadini. Condividere e ascoltare. Ecco perché abbiamo favorito le Giunte aperte itineranti, che si tengono periodicamente nei 45 collegi elettorali milanesi. Occasioni per ascoltare i cittadini e parlare con gli amministratori di problemi concreti. Come durante gli incontri domenicali a palazzo Isimbardi, con associazioni, gruppi organizzati, semplici cittadini. Stiamo lavorando anche per incentivare forme di produzione di energia pulita, sistemi che possano ridurre l’uso delle caldaie. Ad esempio in 48 istituti scolastici superiori sono stati collocati impianti fotovoltaici per produrre energia pulita a basso costo. Grande l’impegno per le opere infrastrutturali in via di realizzazione, vero motore dello sviluppo del territorio. Dopo la Brebemi, nel febbraio 2010 sono partiti i lavori della Pedemontana Lombarda e a settembre partirà la Tem, la tangenziale Est esterna milanese. L’obiettivo che perseguiamo è quello di raddoppiare anche il tracciato della “Ovest” con la “Esterna ovest” e di chiudere a sud l’anello delle Tangenziali. Stiamo parlando di opere davvero fondamentali che, nel rispetto dell’ambiente, miglioreranno la viabilità stimolando lo sviluppo del nostro territorio. Buona lettura.

On. Guido Podestà Presidente della Provincia di Milano

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concorso letterario

mai più

anni di piombo La conoscenza come strumento per combattere l’odio politico e la violenza. Questo il senso del concorso promosso nelle scuole dalla Provincia di Milano dal titolo “ ‘69- ’80 Riflessioni sugli anni dell’odio. Mai più giovani uccisi per un’idea”.

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Il presidente Guido Podestà mentre consegna uno dei premi.


CONCORSO LETTERARIO

Culminato il 29 aprile scorso con la cerimonia di assegnazione a Palazzo Isimbardi delle tre borse di studio ai vincitori selezionati tra gli studenti delle quinte superiori di Milano e Provincia, l’iniziativa nasce dall’esigenza di approfondire la storia relativa ai cosiddetti “Anni di piombo”, all’indomani delle contestazioni del 25 aprile del 2010 da parte di un gruppo di giovani che sputarono sui sopravvissuti ai lager nazisti e sui rappresentanti dell’Anpi, nonché dopo i tafferugli scoppiati il 12 dicembre 2009 nel corso della commemorazione della Strage di Piazza Fontana, occasione in cui fu impedito di intervenire non solo alle Autorità ma anche al presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime di Piazza della Loggia. “Mi sono allora domandato se l’intolleranza stesse di nuovo costituendo un brodo di coltura del terrorismo - ha ricordato il presidente della Provincia Podestà spiegando il significato del premio -. Sono arrivato al convincimento che quanti rifiutano a prescindere il confronto non hanno metabolizzato gli insegnamenti della storia passata e recente. In quell’epoca, che non vogliamo ritorni più, si poteva essere uccisi semplicemente per un’idea. Caddero, del resto, in quegli anni non solo attivisti degli opposti estremismi, uccisi durante un’azione condotta o per ritorsione ma anche ragazzi e uomini “colpevoli” unicamente di pensarla in

modo diverso dai loro assassini. Il timore, dunque, è quello del graduale ritorno allo stesso clima da “guerra civile a bassa intensità”. Per combattere questo ritorno al clima drammatico di quegli anni, la Provincia di Milano ha quindi istituito il premio “ ‘69-’80 Riflessioni sugli anni dell’odio, mai più giovani uccisi da un’idea”, per le scuole, teso ad approfondirne la storia. L’obiettivo è far conoscere ai ragazzi le vicende di quegli anni, infatti, proprio il 29 aprile del 1975, venne ucciso lo studente dell’Itis Molinari di Milano, Sergio Ramelli. Ecco perché studiare e approfondire, ragionando sul significato di quella stagione dell’odio politico, “quando si poteva essere uccisi per una frase, un giornale, un libro”, sottolinea ancora il presidente Guido Podestà, “l’ideologia è stata la cattiva maestra del secolo appena passato e per questo bisogna passare al setaccio, senza approcci di parte, gli errori e gli orrori consumati nel ‘900. Periodo segnato dall’azione di regimi totalitari che hanno favorito genocidi, conflitti etnici e guerre nazionalistiche. Alle vicende di quegli anni la Provincia di Milano dedica i “Viaggi dalla memoria” che, da quasi un decennio, conducono ad Auschwitz e a Birkenau gli studenti del Milanese e di Milano e che, quest’anno, per la prima volta hanno portato i nostri ragazzi alla Foiba di Basovizza, alla Risiera di San Saba e al Sacrario di Redipuglia”. A selezionare i vincitori nella prima edizione di questo premio, che è auspicio del presidente

Sopra, l’assessore Marina Lazzati insieme a Mario Calabresi, direttore de La Stampa e presidente della giuria; A fianco, Paolo Liguori, direttore del Tgcom.

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concorso letterario

si possa ripetere anche negli anni a seguire, è stata una giuria di direttori di giornali, - Ferruccio De Bortoli, (Il Corriere della Sera), Giovanni Morandi, (Il Giorno), Alessandro Sallusti, (Il Giornale), Marco Tarquinio, (Avvenire) e Paolo Liguori, (Tgcom) coordinata da Mario Calabresi, direttore de La Stampa e tragicamente coinvolto in quei fatti visto che è figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato nel ’72 da un commando di Lotta Continua. È proprio Calabresi a condensare il senso di questa iniziativa a cui ha aderito dal momento della sua istituzione: “Mi sono accorto che qualcosa

non andava quando ho letto la notizia di un gruppo di studenti che aveva chiesto un autografo a Renato Curcio. Metà dell’attuale popolazione non ha vissuto quel periodo ed è molto importante ricordare cosa è successo per capire quale sia la devastazione prodotta in quegli anni”. “Ho trovato questi lavori molto maturi”, ha commentato Paolo Liguori entrando nel merito delle tesine elaborate, “considerato che sono stati scritti da giovani che non hanno vissuto quegli anni, interessante poi che alcuni di questi si siano interrogati anche sul perché di queste vicende”.

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Foto di gruppo con tutti i premiati.

I VINCITORI I tre riconoscimenti (assegni di 3mila, 2mila e mille euro erogati per finanziare gli studi universitari dei vincitori) sono stati assegnati, nell’ordine dal primo al terzo, a Francesco Mazzù, dell’Istituto Tecnico industriale Conti di Milano, autore di un racconto sull’atmosfera respirata dagli studenti durante le manifestazioni fine anni ‘70; a Lucia Trapani, dell’Istituto d’istruzione superiore Besta di Milano, autrice di una reinterpretazione personale della strage di piazza Fontana grazie alla testimonianza diretta di un esponente delle forze dell’ordine in servizio in quell’occasione; ad Alessandro Ferrari del Liceo paritario Leone XIII di Milano autore di un’analisi sull’omicidio di Luigi Calabresi, al quale è stato conferito il riconoscimento da 1.000 euro. Ha ricevuto una menzione speciale anche lo studente Dario Cavallone del Liceo scientifico Einstein di Milano.


SOMMARIO pag 1

DUE ANNI dopo

pag 2

MAI PIù ANNI DI PIOMBO

pag 6

guido risponde

pag 8 il valore dell’unità nazionale pag 10

strade sicure per viaggiare meglio

pag 13

pag 14

più lenti contro lo smog

pag 16

pag 18

pensare al futuro

osservatorio sulla sicurezza la parola ai sindaci

pag 22 un’amministrazione che funziona pag 23

formazione vuol dire lavoro

pag 26

lavorare tutti lovorare meglio

pag 28

pochi soldi tante idee

pag 29

viaggiare con dolcezza

63

pag 34 bullo non è bello

pag 36 bullismo una definizione

pag 37

pag 38 imparare come vivere insieme

pag 39

pag 40

a scuola di memoria e integrazione

pag 41 non uno di meno

pag 42

parola ai cittadini

pag 44

stranieri metropolitani

pag 46

autostima e senso di appartenenza

la casa dei padri separati

pag 48

pag 49

a mangiare siimpara da piccoli

pronto soccorso per animali selvatici

pag 50 una rete per la sicurezza pag 52

la crisi c’è i turisti pure

pag 54

sindaci a consulto per expo 2015

pag 56 expo in bici pag 58 un anno in rosa pag 60 una storia a fumetti pag 63

IDROSCALO APERTO PER FERIE

pag 64

pag 66

UN BACIO PER L’italia

pag 67

LA CASA DELLE CULTURE

pag 68

UN CINEMA PER ALDA MERINI

pag 69

LIBERTà D’INFORMAZIONE

pag 70

L’UNITà D’ITALIA A TEATRO

2015: LA CANOA È MONDIALE

pag 71 LA PROVINCIA IN VIDEO gli eretici a milano

pag 75 il consiglio pag 80

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cuore e parole per i ragazzi

pag 47 i parchi fanno bene all’ambiente

pag 72

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la MEDIAZIONE PER CITTADINI E IMPRESE

Anno 7 - n. 20 Rivista istituzionale a cura del Settore Comunicazione Provincia di Milano Direttore responsabile Angelo De Vivo Progetto grafico e art direction Andrea Schieppati Ufficio Grafico Gigi Alberti, Barbara Forti, Luca Romano Hanno collaborato Flavio Caminada, Benedetta Caruso, Giuseppina Di Lauro, Maurizio Fenini, Anna Brivio, Ornella Bongiorni, Claudio Zen, Laura Pasqual Fotografie Federico Pollini, Mario Erlotti, Thinkstock Direzione, redazione, amministrazione e pubblicità Provincia di Milano, Palazzo Isimbardi, via Vivaio 1, 20122 Milano Tel. 02.7740.2895 - Fax 02.7740.2336 Stampa Roto2000 Spa via L. da Vinci 18/20 - Casarile (Mi) Registrazione Tribunale di Milano n. 346 del 6/6/2001 © Provincia di Milano I testi e le foto non possono essere riprodotti senza autorizzazione www.provincia.milano.it/provinciaincasa provinciaincasa@provincia.milano.it


guido risponde

Dal ruolo dei giovani oggi alle inquietudini della crisi per chi perde il lavoro. La solitudine degli anziani. Il presidente risponde alle domande dei lettori.

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Tutti riconoscono che l’Italia è un Paese di santi, di eroi e di navigatori ma noi italiani, per primi, pensiamo che queste siano caratteristiche del passato. Quest’anno festeggiamo i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma sento poco orgoglio per questo anniversario, poca consapevolezza del valore del popolo italiano. Anzi, siamo i primi a sminuirci e a permettere che altri ci critichino e non riusciamo a superare un ingiustificato complesso di inferiorità. Lei è un uomo di potere, nel senso che le sue parole possono influenzarci e stimolarci ad essere più consapevoli della la nostra identità senza critiche negative, senza invidia per chi è diverso. Ad esempio, non crede sarebbe giusto incominciare dai giovani e dalle scuole e creare un po’ di cultura dell’italianità? Alfio Ciravegna, Milano

Il suo è un buon suggerimento. I giovani, infatti, sono al centro della nostra iniziativa. E ricordare 150 anni di storia vuol dire tante cose.

Ad esempio adoperarsi per dare una formazione consapevole ai nostri ragazzi. Noi lo facciamo anche con la formazione al lavoro. Ma ricordare anche gli “anni di piombo”, per aiutare gli studenti al dialogo, alla dialettica delle idee, è un buon modo di consolidare 150 anni di storia dell’Italia. Ma è giusto ricordare anche i tanti italiani che, negli ultimi cinquant’anni, hanno rivoluzionato la storia del mondo, anche se il loro nome e le loro opere oggi non sono conosciute come dovrebbero. Ad Andrea Viterbi - ad esempio dobbiamo l’invenzione dell’algoritmo che porta il suo nome. Oggi, ovunque vi siano sistemi WI-FI, cellulari, ricevitori satellitari, c’è algoritmo di Viterbi. Così come ad Amedeo Giannini, figlio di emigranti italiani in America nel 1870, dobbiamo la creazione, a San Francisco, prima della Bank of Italy che trasformò, nel 1930, nella più grande banca del mondo, la Bank of America National Trust and Saving Association. Più recentemente non dobbiamo

dimenticare Adriano Olivetti, a cui non solo dobbiamo le famose macchine da scrivere, ma anche l’invenzione del primo calcolatore elettronico interamente a transistor, l’ ELEA 9003, creato nello stabilimento di Borgo Lombardo. Questi sono solo alcuni esempi, ma possiamo spaziare nel campo della moda, del design, della ricerca scientifica, lo sport. L’ Italia è intelligenza, creatività, arte, e molto di più. E abbiamo il dovere di ricordare tutte quelle persone, assolutamente normali che, lavorando, studiando tra molti sacrifici, rendono un servigio essenziale allo sviluppo del nostro grande bel Paese.


guido risponde

Per scrivere al presidente: Guido risponde La Provincia in Casa, via Vivaio 1 - 20122 Milano guidotiascolta@provincia.milano.it

Mi permetta uno sfogo personale. Dirigo da più di vent’anni un’agenzia di viaggi e non mi aspettavo un trattamento simile. Il mio datore di lavoro, a causa della crisi, ha chiuso la metà delle filiali e mi ha detto che, sebbene con un po’ di amarezza, è costretto a fare a meno di me. Risultato, all’età di 51 anni mi trovo senza lavoro, con una famiglia e senza sapere dove sbattere la testa. Mi dica lei cosa posso fare. R. U. Milano

Il sintomo più grave per tutti coloro che vivono un’esperienza come la sua è la perdita di autostima. E questo - la prego di credermi - non dipende dall’incarico che si ricopriva, perché succede al dirigente come all’impiegato e spesso anche al libero professionista di perdere il lavoro. Anche se i problemi più grossi ce li ha chi, dopo aver dedicato una vita al proprio lavoro, si considera non più in grado di ricominciare, cambiare settore o modo di vivere. Noi, con la Provincia di Milano, ci siamo impegnati su alcuni progetti. Come “Ricollocami” che ha l’obiettivo di mettere in luce tutte le potenzialità e le capacità di chi ha vissuto una lunga e proficua esperienza nel mondo del lavoro e

può dare ancora tanto. Le suggerisco di mettersi in contatto con gli uffici responsabili del progetto e di leggere il documento che lo spiega. Lo troverà sul sito www.provincia.milano.it/afolmilano/ doc/stampa/ricolloca.pdf . Il personale saprà darle indicazioni e suggerire opportunità. Non dimentichi che il patrimonio più grande è davvero la sua esperienza e la sua voglia di farcela. Mi permetto di segnalarle anche l’Associazione Over 40, molto dinamica e propositiva, raggiungibile sul sito ufficiale: www.lavoro-over40.it L’ Italia sta invecchiando ma io, nonostante i miei 71 anni non mi sento per niente fuori gioco. Ma con una pensione da artigiano non posso pretendere molto. Con meno di 800 euro mensili, per mangiare, pagare l’affitto e le tasse c’è poco da scialare. Confesso che molto raramente a dire il vero - mi sento un po’ abbandonato a me stesso. Se possibile ci dia una mano a far si che si possa ancora vivere felici, con dignità. G.F. Cinisello Balsamo

Capisco la sua preoccupazione e mi sento vicino ai molti anziani che

vivono in situazioni non facili. L’ età più matura non dovrebbe essere il periodo più brutto della vita. Perché le persone di una certa età per saggezza ed esperienza, possono condividere sogni e progetti anche dei più giovani. Sul sito www.provincia.milano.it troverà tante occasioni di svago, per conoscere la cultura ed il territorio milanese. Molte anche le realtà associative, senza limiti di età, che promuovono iniziative di grande interesse. Poi - nel caso dovesse servire - alla voce “Politiche Sociali”, potrà trovare tutti i programmi di assistenza come la “teleassistenza”, che oltre a garantire sicurezza e pronto intervento, fornisce ascolto, sostegno e compagnia. Oppure, “anziani insieme” o il progetto “nella mia casa” , realizzato con l’ausilio del Comune, che assiste gli anziani in difficoltà. E poi, il programma “Ci prendiamo cura di te” per il sostegno di nuclei famigliari che si prendono cura degli anziani.

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intervista al presidente

IL VALORE DELL’UNITÀ

NAZIONALE L’Italia festeggia 150 anni della sua nascita. L’occasione, come tutte le ricorrenze, offre motivo di bilanci sul nostro Paese. Intervista al presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà.

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Facciamo il punto su questa tappa della nostra storia, in particolare se si possa finalmente parlare di Unità d’Italia come valore condiviso. Certo, guai a disconoscere i valori di Unità nazionale che sono morali, culturali, di lingua, di storia, di religione e, aggiungo, anche economici. Gli stessi che ci fanno sentire, quando ci troviamo all’estero, senza nessun dubbio, italiani. Diverso è il momento di critica che scatta, e giustamente, quando ci si trova di fronte a una dissipazione di risorse e a un’incapacità di assumersene le responsabilità da parte di alcune realtà del nostro Paese, ma questi sono casi di malgoverno e sarebbe sbagliato generalizzare. Non si corre, dunque, il rischio di festeggiamenti puramente rituali? Bisogna riconoscere che esistono diversi modi di sentire questa ricorrenza, e dobbiamo averne rispetto come d’altra parte noi siamo convinti che con l’approvazione in questi giorni dei primi passi della riforma federalista, saremo ancora più uniti proprio perché avremo una nuova capacità di autogoverno. Vicino a noi abbiamo dei buoni esempi di Stati federali, penso a Germania e Svizzera, nazioni con grandi tradizioni unitarie e regionali. Ricordo anche che questa riforma federalista porta a compimento un movimento che dopo la creazione delle Regioni negli anni ‘70, riconosce le differenze territoriali come una ricchezza che riguarda tutto il Paese nella sua Unità, oltre ad essere occasione per un rinnovamento del nostro Stato democratico.

La Provincia di Milano come interpreta il 17 marzo? Condividendo innanzitutto l’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha esortato le forze politiche a onorare la storia del Paese. Noi abbiamo cominciato a dare valore a questa ricorrenza già l’anno scorso, visto che il nostro Ente ha festeggiato nel 2010 i suoi 150 anni: lo abbiamo fatto con rispetto e sobrietà. C’è una pubblicazione che abbiamo redatto per l’occasione e che in modo molto efficace ripercorre le tappe della nostra storia di cui dobbiamo avere riconoscenza. Abbiamo avuto grandi padri come Massimo D’Azeglio, Governatore della prima “Deputazione provinciale di Milano”. Prima di noi, ancora, un Comune del nostro territorio, Magenta, ha ricordato la battaglia che portò nel 1859 durante la Seconda Guerra d’Indipendenza alla vittoria dell’esercito franco-piemontese su quello austriaco. Non abbiamo parlato in quell’occasione del grandissimo contributo che diedero le donne ai moti risorgimentali e alla creazione dell’Italia come Patria, indirizzandoci sulla storia politica del nostro territorio. Rimediamo quest’anno, con una serie di omaggi a queste importanti personalità italiane. Festeggiamenti in rosa, dunque, per la Provincia. La Provincia di Milano tributerà un doveroso omaggio a tutte le donne che sul nostro territorio contribuirono a onorare la Patria. Donne di straordinario valore come Cristina Trivulzio Belgiojoso, ad esempio, che risiede nell’Olimpo dei più celebri protagonisti dell’Unità


intervista al presidente

d’Italia prima della sua proclamazione ma anche dopo. Realizzò i primi asili e scuole per combattere l’analfabetismo nel suo paese natale Locate, ma anche tutte coloro, troppo spesso dimenticate dalla storia, che nel Milanese e Milano si sacrificarono per i valori unitari. Quale sarà l’evento più significativo di questo importante tributo alle donne Risorgimentali? A settembre si terrà un convegno a Palazzo Isimbardi, in cui si è ripercorsa la storia di quegli anni a cavallo del 1861. Si sono riscoperte figure importanti del nostro Paese e territorio, come Giuseppina Lazzaroni e Paola Pirola, ragazzine popolane che si armarono di fucili e a costo di perdere la vita scesero nelle strade durante le Cinque Giornate di Milano. Della Lazzaroni si dice che ispirò la famosa canzone “La bella Gigogin”, canto patriottico risorgimentale, che ai miei tempi insegnavano nelle scuole elementari. Ci fu chi curava i feriti come Laura Solera, che negli anni a seguire fondò il primo ricovero per bambini lattanti a Milano in corso Garibaldi 73, c’è una targa a ricordarlo. Teresa Confalonieri Casati Stampa, di Muggiò, e Adelaide Cairoli furono donne molto attive nel progresso civile dell’Italia. Tra le donne che fecero l’Italia non ci si può dimenticare di Luisa Battistotti Sassi, moglie di un artigiano, che ebbe capacità strategica e aiutò a erigere le barricate in città durante le Cinque Giornate. La sua opera fu considerata così importante che fu invitata a sedere in prima fila in Duomo, insieme alle autorità, durante il Te Deum di ringraziamento. Queste donne diventarono protagoniste anche di romanzi d’appendice, come “La trovatella di Milano” di Carolina Invernizio, lo ricordo perché i meno giovani tra di noi lo avranno senz’altro visto sui comò delle loro antenate. Il nostro territorio ebbe un ruolo importantissimo per la creazione dell’Italia: da questo punto di vista non ci si può dunque dire italiani senza essere milanesi. Tutto parte da qui, dalle nostre zone, c’è una sorta di genius loci, come dicevano i latini, che porta il nostro territorio ad essere meta elettiva della Storia del nostro Paese, dall’inizio fino ai nostri giorni. Tutto comincia e qui si rinnova, anche dopo dolorose fasi di rottura

e rivolta. Le Cinque Giornate di Milano ad esempio, fecero capire agli intellettuali risorgimentali che anche il popolo era pronto al cambiamento. E cominciò a pochi passi da dove mi trovo, dal palazzo del Governo di corso Monforte. E c’erano tutti, uomini, donne e i piccoli martinitt, che facevano da portaordini. In queste strade si formò il sentimento unitario, dobbiamo ricordarcelo. Il presidente Guido Podestà stringe la mano al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita a Palazzo Isimbardi la scorsa primavera.

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sicurezza stradale

strade sicure

per viaggiare meglio

Combattere l’incidentalità stradale, una delle piaghe sociali più avvertite, è diventata una priorità. La Provincia, in collaborazione con il Comune di Milano e l’Associazione degli interessi metropolitani, lancia un Osservatorio per la tutela e lo studio delle cosiddette utenze deboli della strada: pedoni, ciclisti e motociclisti.

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Quando si parla di sicurezza sulle strade, subito vengono in mente le migliaia di persone che hanno perso la vita. E, infatti, ci sono 13 morti sulle strade ogni giorno. Una situazione che caratterizza l’insicurezza stradale come la più grave emergenza sociale del Paese e che incide anche in termini di oneri finanziari spaventosi con un costo sociale elevatissimo. E se da un lato sono positivi i dati emersi dall’indagine effettuata dal nuovo centro di ricerca sulla sicurezza stradale “Osservatorio utenze deboli”, che registrano un notevole calo degli incidenti, dall’altro la complessità del fenomeno induce a non abbassare la guardia e a riportare costantemente l’attenzione su campagne di sicurezza stradale e sul rispetto del codice della strada, che ha introdotto norme ancora più severe. Sono misure preventive che collocano l’Italia al passo con gli altri Paesi europei in cui vige un maggior rigore sulle strade, con la conseguenza che le stragi del sabato sera non sono così frequenti come in Italia. «In questo quadro - ha dichiarato il presidente della Provincia, Guido Podestà - anche la Provincia è protagonista nell’avviare politiche volte a ridurre gli incidenti stradali attraverso la predisposizione di piani di intervento elaborati su diversi fronti, innanzitutto la mappatura delle strade a rischio, poi la realizzazione di nuove infrastrutture, la manutenzione del fondo e la segnaletica stradale oltre alle diverse campagne di educazione a una guida attenta, sicura e responsabile». Misure preventive che andranno a migliorare sempre di più la sicurezza sulle strade, che, già da qualche anno, sta registrando uno sviluppo positivo, come indica l’indagine effettuata dall’«Osservatorio utenze deboli». Secondo la ricerca, infatti, gli incidenti stradali sono in costante calo sia a Milano città che nel Milanese. Sulla rete provinciale, ovvero su più di 900 chilometri di strade, si è registrata, dal 2002 al 2009, la riduzione del 45% dei morti per incidenti stradali e del 25% del numero dei feriti. Per quanto riguarda le utenze deboli, motociclisti, pedoni e ciclisti, il maggior numero degli incidenti avviene nei tratti rettilinei, a causa della velocità, o in incroci con presenza di vigile o di semaforo. «Alle misure preventive la Provincia affianca anche politiche per incentivare la rete delle piste ciclabili e puntare sull’integrazione tra bici e metro all’esterno di Milano. Il tandem bici-Metropolitane – ha concluso Guido Podestà - risulta funzionale al miglioramento, della qualità dell’aria e della sicurezza». A seguire le testimonianze di tre utenti “deboli”.


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In bicicletta

A piedi

In motorino

di Stefania Fuso Nerini Abito a Milano da 30 anni e, non appena arrivai, decisi di comprarmi una bicicletta. Pur vivendo in una zona ben servita dai mezzi pubblici, non ce n’era uno diretto che mi portasse da casa all’ufficio e avevo subito scartato l’idea di usare l’auto, perché già allora ci voleva così tanto tempo per trovare un parcheggio. So che può sembrare triste doversi misurare in minuti, ma è così che si vive a Milano. Insomma, ho cominciato a girare in bici per comodità, senza che nessun pensiero di tipo ecologista mi accompagnasse, e me ne sono subito innamorata. Non ti devi preoccupare dell’assicurazione o del bollo, ti fermi senza problemi a comprare il giornale o a salutare un’amica che incontri, e la sera quando torni a casa niente problemi di parcheggio. In cortile la legavo ad una sorta di inferriata di una finestrella delle cantine, allora la mia era l’unica bicicletta della casa, oggi nel palazzo ci sono cinque rastrelliere, sempre piene. Oggi penso anche che la bici sia una bella soluzione per il traffico, perché non occupa spazio, e per l’inquinamento dell’aria, perché non produce emissioni nocive. E anche che mi ha aiutato a stare in forma.

di Sergio Mazzoli Uscire di casa mi piace ma qualche volta devo dire che ci vuole anche un po’ di coraggio perché so in anticipo cosa troverò: troppe auto in sosta sul marciapiede, forse dei lavori in corso con buche e deviazioni, talvolta pericolose per la presenza di ponteggi. E poi spesso mi passano vicino dei SUV che mi fanno paura. Forse chi guida si sente più sicuro e più potente ma dà prova di egoismo perché per i pedoni è pericoloso e perché noi dobbiamo respirare i gas di scarico. Ma il difficile viene quando si deve attraversare la strada. Se ci sono i semafori va bene, anche se talvolta il verde dura troppo poco. Il problema più grande è quando si attraversa sulle strisce pedonali, come risulta da una ricerca fatta da CamminaMilano. Su un campione di 523 comportamenti di pedoni e 483 di automobilisti, i risultati dicono che i pedoni hanno paura. Infatti oltre la metà (54%) aspetta che tutte le auto siano passate oppure inizia a passare ma poi rinuncia. Anche il comportamento degli automobilisti è allarmante. Soltanto il 25% si ferma con un pedone sulle strisce; il 17% rallenta ma non si ferma e ben il 58% non rallenta e non si ferma. Più indisciplinate sono le donne (82%) e i guidatori di auto di grossa cilindrata (86%) e i SUV (81%).

di Chiara Contu Ferci È parcheggiato nel box e un po’ mi manca, il mio motorino. Da quando mi sono trasferita fuori Milano, dove c’è più verde, dove per muoversi è meglio l’automobile perché le strade sono a scorrimento veloce e invase da camion. Il motorino ce la fa, sono io a non sentirmi più sicura sulla sua sella. L’ho scoperto a una certa età. E forse proprio per questo l’ho amato di più. Abituata ad anni di attese alle fermate dei mezzi pubblici, a ingorghi sulla macchina e alla disperata ricerca del parcheggio, quel senso di libertà e spensieratezza mi ha conquistata subito. Milano, però, non è una città che facilita gli amanti delle due ruote, anzi! Strade larghe trasformate in budelli da macchine parcheggiate in doppia e tripla fila o il famigerato pavè, peggio ancora, quando al pavè si aggiungono le rotaie, e magari piove. Ho visto incidenti bruttissimi. E poi la maleducazione degli automobilisti che ti sfrecciano di fianco facendoti sbandare ad ogni inevitabile frenata. Ma i peggiori sono proprio loro, i tuoi simili, gli scooteristi assatanati. Quelli che ti tagliano la strada a velocità pazzesche, quelli che pur di essere primi al semaforo cercano anche di passarti sopra, quelli che non rispettano le strisce pedonali e che parcheggiano sul marciapiede.


sicurezza stradale

osservatorio SULLA sicurezza

Per prevenire e contrastare gli incidenti sulle strade la Provincia di Milano si mette al centro di una serie di iniziative di coordinamento e informazione. Determinata a contrastare il fenomeno dell’incidentalità stradale, il 3 agosto 2010, la Provincia di Milano ha deliberato l’istituzione dell’“Osservatorio provinciale sulla sicurezza stradale”, un organismo dinamico e partecipato che riporta al centro dell’attenzione l’attività di prevenzione e contrasto dell’incidentalità stimolando e coordinando l’intervento di tutte le più importanti istituzioni. Seppur la stessa centrale di monitoraggio provinciale registri una costante riduzione del numero di morti e feriti, l’incidentalità stradale resta infatti una delle voci di costo, sociale ed economico, più elevate del nostro paese, raggiungendo il 2.5% del PIL. Un dato esorbitante che non trova giustificazioni e chiama tutte le istituzioni ad intervenire con maggior forza unendo competenze e risorse per raggiungere il comune obiettivo di una maggiore sicurezza sulle strade. “È la distrazione il primo nemico da combattere – afferma l’assessore alle infrastrutture e mobilità Giovanni De Nicola - occorre provvedere ad informare e sensibilizzare i cittadini rendendoli maggiormente consapevoli, responsabili ed attenti, da conducenti quanto da passeggeri”. Un impegno fattivo quello dell’Osservatorio che sin dalla sua costituzione ha aderito alla Carta Europea della Sicurezza Stradale impegnandosi così a portare a termine azioni concrete monitorate e riconosciute ufficialmente dalla Commissione Europea. Già organo di rilievo e monitoraggio dell’incidentalità, la Provincia di Milano diviene così l’anello di congiunzione tra i maggiori esperti del settore dell’asociazionismo grazie alla presenza di ANIA per il comparto assicurativo, dell’ACI, di ANFIA e di UNRAE per le aziende automobilistiche, del commercio con Confindustria, di ANCMA, di Conftrasporto, di Assogomma, di EPAM, come anche rappresentanti di tutte le università milanesi. Numerosi i progetti allo studio e già evidenti i risultati, come la diffusione della campagna nazionale “1204 vittime nei weekend” che in un’immagine racchiude un messaggio, diretto ai giovani, ricordando loro quanto sia fondato il richiamo ad una maggiore attenzione alla guida soprattutto nelle giornate di sabato e domenica. A questo intervento presto seguirà la sperimentazione di un innovativo dispositivo da porre a bordo di alcune decine di veicoli, capace di segnalare al conducente ogni trasgressione o comportamento imprudente. A fianco, il manifesto della campagna.

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Lotta all’inquinamento

PIù LENTI CONTRO LO SMOG L’ inquinamento atmosferico non dà tregua, l’anno appena passato, secondo l’Arpa, è il peggiore dal 2007. L’ emergenza si è trasformata in un appuntamento costante.

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Sono stati 67 i giorni di superamento del valore di legge del Pm10 dall’inizio del 2011 a fronte dei 35 concessi dall’Unione Europea che fissa la soglia di allarme a 50 microgrammi al metro cubo. “Ma l’andamento dello smog va analizzato sul lungo periodo, segnala Enzo Lucchini, presidente dell’Arpa, dal 2004 assistiamo a un miglioramento continuo della qualità dell’aria”. Non è solo la salute delle persone, che rimane la massima

priorità, ad essere in pericolo ma c’è anche il rischio di veder diminuite le risorse dedicate al territorio. E i provvedimenti di blocco domenicale del traffico, avviati da alcuni comuni del Milanese, non hanno migliorato la situazione. A questo punto il presidente della Provincia, Guido Podestà, ha convocato, a febbraio, un tavolo di concertazione con i 134 sindaci per la ricerca di soluzioni condivise, sia sull’emergenza ambientale che


lotta all’inquinamento

per affrontare altri temi d’interesse generale. Il primo incontro - ma il tavolo sarà permanente - si è concluso con la decisione di limitare a 70 chilometri orari la velocità lungo le Tangenziali Est, Ovest e Nord e su alcune arterie a scorrimento veloce della Provincia. Si è deciso anche di ridurre a 19 gradi la temperatura massima del riscaldamento negli edifici pubblici. Il confronto verrà aperto anche su altri temi di rilevanza sovra comunale, come l’acqua, i trasporti pubblici e lo smaltimento dei rifiuti. “Mi rendo conto che provvedimenti come quelli adottati dal Tavolo dei sindaci accontentano qualcuno e scontentano altri ma mi permetto di sottolineare che qui è in gioco la salute dei cittadini - ha dichiarato Podestà - mi rivolgo anche alla responsabilità di ciascuno, nel rispondere positivamente ai cambiamenti dettati dall’emergenza smog, partendo dalla consapevolezza che non sono rivolti a disturbare chi viaggia, per lavoro o per motivi personali, ma sono motivati dalla necessità di tutelare al meglio la salute degli oltre tre milioni di abitanti. Sono sempre più convinto, inoltre, dell’importanza di coordinare le iniziative a livello di area metropolitana, soprattutto su argomenti come aria, acqua, rifiuti e trasporti. Un modus operandi che non solo porta a soluzioni più efficaci e che potrebbe rivelarsi un utile banco di prova in vista della nascita della Città metropolitana”.

A SETTANTA SI PUò

Antonio Ballarin Denti, professore di Fisica dell’ambiente presso l’Università Cattolica di Milano, suggerisce tre nuovi interventi contro l’inquinamento e lo smog

La qualità dell’aria nella provincia di Milano mostra le stesse criticità presenti in tutta la Valle Padana. Finora gli sforzi maggiori sono stati rivolti a limitazioni saltuarie del traffico, al miglioramento della qualità dei combustibili, ai limiti posti alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Occorre affiancare a queste azioni uno spettro ben più ampio di nuovi interventi. Vediamo tre casi finora per lo più trascurati: 1. La velocità dei veicoli sulle strade extraurbane: se in ambiente urbano la strategia vincente resta quella dello sviluppo di un trasporto pubblico efficiente e ben integrato con le reti su ferro regionali, in ambiente extraurbano, dove la fluidità del traffico è maggiore, la riduzione della velocità dei veicoli è in grado di contribuire sensibilmente verso i due fattori di inquinamento connessi al trasporto su strada: le emissioni dirette dei motori e il risollevamento del particolato dal manto stradale provocato dalla turbolenza del moto veicolare. Entrambi i fattori dipendono più che proporzionalmente dalla velocità dei veicoli: in pratica un abbassamento da 100 a 70 Km/h può produrre un calo di emissioni (e di consumo di carburante) di quasi il 40%. 2. Il riscaldamento degli edifici: oltre ai controlli agli impianti di riscaldamento e agli incentivi statali all’isolamento termico e all’efficienza delle caldaie, abbassando la temperatura dei locali anche di un solo grado il risparmio medio di energia (e quindi il calo di emissioni in atmosfera) è di quasi il 10%. Se poi ci si dota, con bassi costi, di contatori individuali di calore e di termostati per i singoli termosifoni, il risparmio complessivo può superare il 30%, anche grazie al naturale incentivo al risparmio favorito dal conteggio autonomo del calore erogato. 3. Le politiche sull’uso dei suoli. Per abbattere l’inquinamento occorre certamente agire sulla diminuzione delle emissioni; però è anche importante massimizzare i fattori che contribuiscono alla rimozione degli inquinanti dall’atmosfera. Una copertura vegetale (anche solo erbacea) dei suoli agricoli nei mesi invernali (quando vengono per lo più lasciati nudi) aumenta di molto il tasso di deposizione (e quindi di cattura) del particolato atmosferico. Asfalti rugosi (come quelli drenanti usati sulle autostrade) diminuiscono il risollevamento delle polveri generato dalla turbolenza del traffico in misura anche dieci volte maggiore rispetto agli asfalti lisci o in cattive condizioni, come mostra una recente ricerca condotta nell’ambiente urbano ed extraurbano di Zurigo. Da questo punto di vista dovremmo anche rivedere e sperimentare seriamente il prolungato lavaggio delle strade nei periodi di siccità invernale.

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lotta all’inquinamento

LA PAROLA

AI SINDACI Giudizi positivi per la scelta del presidente Podestà di istituire un tavolo dedicato all’emergenza smog. I pareri dei sindaci di Assago, Graziano Musella, e di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini. Quali sono i risultati del Tavolo convocato dal presidente Podestà sull’emergenza antismog?

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Musella. I risultati del Tavolo convocato dal presidente sono la conferma delle scelte fatte dalla Provincia e dai sindaci, nell’assemblea di qualche giorno prima, riferita all’applicazione delle norme per la regolazione dei riscaldamenti e la diminuzione della velocità sulle strade e autostrade provinciali. Ovviamente questo risultato è stato commentato con altre indicazioni legate sempre alla possibilità di un intervento in due tempi sul problema dell’inquinamento dell’aria, per esempio si stanno attendendo i risultati della sperimentazione delle targhe alterne nella provincia di Brescia e Bergamo per valutarne l’effettiva utilità e l’eventuale applicazione anche nel nostro territorio. Oldrini. Il primo risultato positivo sta nel fatto che il Presidente Podestà ha accolto la richiesta avanzata dai sindaci dell’hinterland di farsi carico del coordinamento delle decisioni che riguardano il tema dell’emergenza

smog e degli altri problemi di interesse sovracomunale. Le prime misure prese insieme sono la prova della necessità e della positività di questo cammino. Cosa si aspetta dal Tavolo di confronto con i sindaci, che l’assemblea ha stabilito di considerare permanente e allargato pure ai temi dell’acqua, dei trasporti pubblici e dello smaltimento dei rifiuti? Musella. Innanzitutto vorrei ringraziare il presidente Podestà per la sua sensibilità nei confronti di noi sindaci e nella sua palese volontà di volerci coinvolgere in scelte così importanti e determinanti per tutto il nostro hinterland e per l’attenzione alla qualità della vita dei nostri cittadini. Da questo tavolo di confronto bipartisan nasceranno, mi auguro, delle proposte concrete di carattere anche strutturale a medio e lungo termine che possano essere poi discusse e approvate nell’assemblea dei sindaci e che abbiano una valenza risolutiva rispetto ad annosi problemi che si sono continuamente riproposti in questi anni, come ad esempio: l’inquinamento atmosferico, i prezzi del trasporto pubblico e la gestione del sistema idrico integrato. Oldrini. Mi aspetto che si possano affrontare e risolvere alcuni dei problemi di questa nostra area. Nei prossimi mesi si porranno con particolare urgenza i problemi


lotta all’inquinamento

della nuova regolamentazione delle società pubbliche per l’acqua e i rifiuti. Percorrere un cammino congiunto tra Milano e la provincia è a mio parere indispensabile. Ci sono altri provvedimenti che il Comune ha avviato, o metterà in campo a breve termine, per contribuire a ridurre le polveri sottili? Quali sono? Musella. Credo che le proposte sortite dal Tavolo e dalla Provincia siano già sufficientemente risolutive rispetto a questo problema, visto anche il cambiamento climatico che abbiamo avuto in questa settimana. Oldrini. Credo che sia necessario prendere misure strategiche sui due temi principali, traffico e riscaldamento. Noi a Sesto San Giovanni da alcuni anni abbiamo fatto la scelta di incentivare massicciamente il teleriscaldamento e il passaggio a forme di energia rinnovabile. Siamo la città italiana con più teleriscaldamento, 72 dei nostri 87 chilometri di strade sono attraversate dalle condutture. Ma lo abbiamo fatto da soli. Se la Provincia e la Regione fossero in grado di coordinare questi interventi e di sostenere la progettazione e la realizzazione del teleriscaldamento sarebbe molto importante. Noi, con la nostra società, ci proponiamo di aiutare questo cammino. Il problema dello smog e dell’inquinamento dell’aria è ciclico e si ripropone ogni anno. Quali

sono i Suoi suggerimenti per una politica volta a combattere l’inquinamento senza doverci trovare ogni anno a dover fare i conti con una situazione d’emergenza? Musella. È giunto il momento di fare un salto di qualità rispetto a questo problema e naturalmente questo salto non si può fare se non si affronta in termini strutturali e affrontarlo in quest’ottica significa anche individuare le risorse necessarie. Ho fatto una proposta al Tavolo su cui mi auguro si faccia una riflessione, cioè individuare una serie di forme di autofinanziamento da parte anche degli Enti locali che possano servire per costituire un grande fondo provinciale gestito dalla Provincia come Ente coordinatore che sostenga le necessarie scelte di investimenti che tutti noi sindaci richiediamo. Oldrini. Per il traffico da anni chiediamo l’istituzione del biglietto unico per i trasporti pubblici. Tocca alla Regione attuarlo, ma dopo tanto tempo siamo ancora alle discussioni. Sarebbe importante, oltre che giusto, per i nostri pendolari arrivare a una definizione rapida del problema. Dopo i primi incontri a livello politico amministrativo in Provincia, sarebbe interessante se si creassero due gruppi tecnici per studiare nel concreto misure strategiche per ridurre l’impatto del traffico e del riscaldamento sull’inquinamento.

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territorio

L’Expo 2015 è alle porte e la pianificazione territoriale, quell’insieme di atti e decisioni sull’assetto e la programmazione urbanistica, diventa il centro dell’azione di governo della Provincia. E da un modello tutto incentrato sulla città, si passa ad uno che miri alla integrazione della intera area metropolitana.

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Il 2011 dimostra di essere un anno importante. Arriva dopo un periodo caratterizzato dalla programmazione e delle intese con tutti i soggetti istituzionali: una fase decisiva cui segue quella delle realizzazioni. In primo luogo il discorso si applica al PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale): dopo la presentazione del Concept alla conferenza dei comuni che si è svolta a marzo, è programmata una serie di incontri con le amministrazioni locali in cui saranno approfonditi i contenuti della delibera che sarà pronta prima dell’estate. La programmazione urbanistica ha nel PTCP lo strumento principe. Il piano in vigore risale al 2003 e appare ormai datato rispetto alle novità degli ultimi anni, si pensi ad Expo: ecco perché la Provincia ne sta elaborando uno nuovo proiettato al 2030. Dopo avere incontrato i rappresentanti dei comuni, si è arrivati alla definizione delle Linee Guida del PTCP che il Consiglio Provinciale ha approvato lo scorso settembre. Nella sua formulazione definitiva il provvedimento è destinato a produrre una nuova visione strategica del territorio per quanto riguarda le infrastrutture, i parchi, la Casa e l’Expo. Spiega l’assessore provinciale al Territorio Fabio Altitonante: “Sinora la pianificazione era impostata in termini milanocentrici, ossia si partiva da Milano e si programmava tutto in funzione di questa. Questo schema viene rovesciato per dare attuazione ad un modello di infrastrutture a rete che mira a ricreare un rapporto tra metropoli e area metropolitana sviluppando un processo di integrazione”. Per fine anno è possibile dare finalmente alla Provincia di Milano un nuovo Piano Territoriale di Coordinamento.

Gli interventi sulla mobilità, in particolare lo sviluppo delle arterie attorno alla città, rappresentano un punto centrale degli interventi che accompagnano il nuovo PTCP.


territorio

Tutte le novità Sono previste importanti novità sul versante della programmazione infrastrutturale: “Ci sono progetti - spiega l’assessore al Territorio Fabio Altitonante che da anni non riescono a decollare, non sempre per mancanza della copertura finanziaria ma per contrasti non risolti sul carattere dell’opera o per divergenze emerse tra gli utenti del territorio. Per velocizzare la realizzazione è necessario stabilire le priorità, ossia stilare una ventina di progetti su cui concentrare tutte le nostre forze”. In primo piano ci sono le opere che daranno l’apporto determinante allo schema policentrico disegnato nel PTCP, come i prolungamenti delle metropolitane nel sud Milano. Anche le opere legate all’Expo rientrano tra le priorità a cominciare dai parcheggi remoti sui quali la Provincia sta svolgendo un’opera di concertazione con i Comuni interessati. Un analogo compito Palazzo Isimbardi sta portando avanti sulla Tem, un’arteria fondamentale per la viabilità provinciale che ha destato non poche preoccupazioni tra le popolazioni interessate. La Provincia ha convocato un tavolo permanente con i Comuni allo scopo di seguire le opere di compensazione - che ammontano a 433 milioni, quasi un quarto dell’investimento complessivo - che consentiranno di attutire l’impatto ambientale ed arrivare ad una integrazione tra paesaggi e infrastrutture. I cantieri della Tem partono entro l’anno, ulteriore ragione per fissare in testa all’agenda questa opera. Nel 2011 decolla anche il Piano Casa Provinciale. Due gli obiettivi nell’agenda: costituire il fondo Piano Casa, la leva finanziaria per l’investimento immobiliare realizzata con il sostegno determinante della Cassa Depositi e Prestiti, e fare partire entro l’anno i primi bandi di concorso per progettazione. Le infrastrutture Il piano delle infrastrutture prevede opere cardine per la viabilità provinciale: prolungamento delle 5 metropolitane nel milanese, potenziamento della rete ferroviaria, sviluppo di quella stradale con la creazione - grazie a Tem, Brebemi e Tangenziale ovest - di una tangenziale esterna. Va sottolineato che la Tangenziale Ovest, circa 50 chilometri che collegheranno Magenta con Melegnano, è un’opera con il marchio di Palazzo Isimbardi: è prevista per la prima volta nelle Linee Guida del PTCP. Con questi strumenti si punta a colmare, in primo luogo, il gap infrastrutturale di cui

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PROVINCIA IN CASA 01/2011

sono vittime quotidiane i pendolari e gli operatori economici e, soprattutto, a fare nascere la Grande Milano sinora confinata a materia di convegno. Il ruolo della Provincia non si ferma alla programmazione ma in alcuni casi diventa più politico. Basti ricordare che, su input del presidente Podestà, Palazzo Isimbardi, attraverso l’assessorato al Territorio, ha assunto il coordinamento dei Comuni interessati alla realizzazione della Tem, la tangenziale esterna.

La strategia per le infrastrutture del futuro

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Il piano delle infrastrutture prevede opere cardine per la viabilità provinciale: prolungamento delle 5 metropolitane nel milanese, potenziamento della rete ferroviaria, sviluppo di quella stradale con la creazione - grazie a Tem, Brebemi e Tangenziale ovest - di una tangenziale esterna. Va sottolineato che la Tangenziale Ovest, circa 50 chilometri che collegheranno Magenta con Melegnano, è un’opera con il marchio di Palazzo Isimbardi: è prevista per la prima volta nel PTCP. Con questi strumenti si punta a colmare, in primo luogo, il gap infrastrutturale di cui sono vittime ogni giorno i pendolari e gli operatori economici e a fare nascere la Grande Milano sinora confinata a materia di convegno. Il ruolo della Provincia non si ferma alla programmazione ma in alcuni casi diventa più politico.

Il Piano Casa Con la formazione della nuova amministrazione provinciale che, in linea con il governo Berlusconi, ha posto le politiche abitative tra le priorità, su indicazione del presidente Podestà l’assessorato al Territorio si è esteso acquisendo una nuova delega: il Piano Casa. Inoltre è stato creato l’apposito settore a sostegno dell’iniziativa politica. Il primo impegno è stato quello di impostare l’housing sociale in termini nuovi rispetto a quelli conosciuti: “L’immagine comune dell’edilizia popolare è poco confortante spiega Altitonante -, di solito si pensa a quartieri esteticamente brutti, poco curati e attraversati da un forte disagio sociale. Con il Piano Casa Provinciale abbiamo deciso di voltare pagina”. L’idea è di costruire su aree pubbliche, quindi senza fini speculativi, case a basso costo. A sostegno economico dell’iniziativa sono chiamati partner privati - come le fondazioni - o pubblici quali la Cassa Depositi e Prestiti.


territorio

L’obiettivo è realizzare 5 mila alloggi in Provincia di cui 1600 nel Comune di Milano riservati ad anziani, giovani coppie e forze dell’ordine: “Sono le categorie in questo momento più in difficoltà con la casa - precisa l’assessore -, a loro riserviamo abitazioni low cost”. Fiore all’occhiello del Piano Casa è il quartiere di Affori che dovrà diventare un polo attrattivo per i residenti: il progetto prevede un quartiere a impatto zero di mille alloggi, dotato di verde e spazi per gli anziani e i più piccoli, ben servito dai mezzi pubblici. Un altro intervento a Milano è previsto a Cimiano.

Le aree verdi: i parchi Il modello infrastrutturale e il Piano Casa hanno un comune denominatore: migliorare la qualità della vita. A questi se ne deve aggiungere un altro decisivo per fare un salto di qualità: il verde. Nella Provincia di Milano è localizzato oltre al Parco Agricolo Sud, il parco periurbano agricolo più grande d’Europa, altri quattro grandi parchi (Parco Nord, Parco Ticino, Parco delle Groane e dell’Adda Nord) che formano una cornice intorno a Milano. Obiettivo del PTCP è realizzare la connessione tra i parchi con piste ciclabili e via vicinali che consentono ai cittadini di potere vivere questi spazi verdi usufruendo delle cascine e dei prodotti agricoli. Il verde, insomma, concepito come patrimonio cui tutti possono accedere pur rispettandone la sua natura.

Expo fuori le Mura L’obiettivo, anzi l’ambizione, di Expo fuori le Mura è di esportare l’esposizione universale nella Grande Milano attivandola con tutte le sue energie. In sintonia con i comuni si punta a sfruttare le ricchezze naturali del territorio milanese: i parchi, i canali e le bellezze architettoniche. Punto di forza è l’Idroscalo che – secondo lo slogan ideato da Podestà - sarà la “seconda zattera dell’Expo”. Un altro progetto importante è il Grand Tour dei Navigli che consentirà ai visitatori di compiere un viaggio via acqua nel milanese. Questi e altri progetti offriranno l’occasione di mettere a confronto le nostre tradizioni, la nostra cultura, in sintesi la nostra identità con quelle dei milioni di visitatori che arriveranno nel 2015. Il Parco Agricolo Sud Milano.

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UN’AMMINISTRAZIONE

CHE FUNZIONA Ogni Ente non rappresenta una scatola vuota ma si regge sulle spalle di coloro, uomini e donne, che ci lavorano. Il ruolo dell’organizzazione e della formazione.

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La Provincia, in quest’ultimo periodo, ha proseguito un percorso di razionalizzazione e di ottimizzazione delle risorse, delineando politiche volte a un miglior funzionamento della macchina amministrativa, a partire dall’organizzazione interna, coinvolta in un complesso processo di riorganizzazione che ha visto l’adozione della nuova macrostruttura, allineata ai servizi erogati sul territorio. Oggi, si sta operando per rendere più snelli e funzionali i servizi interni, con l’analisi della microstruttura che consentirà, a breve, di allocare in modo ottimale le risorse disponibili e garantire i migliori servizi. Attenti allo scenario normativo e alla priorità di riduzione della spesa pubblica, si è giunti ad adottare un Piano per il fabbisogno del personale, dopo aver continuato l’assegnazione del personale alla Provincia di Monza e Brianza, nel corso del 2010, e aver supportato il Ministero della Giustizia con il comando volontario di 70 dipendenti agli Uffici Giudiziari di Milano. Si è poi rinnovata l’ intesa con il Tribunale per l’inserimento di 140 lavoratori socialmente utili. Il Piano occupazionale offrirà a breve la possibilità a diversi soggetti, tra i quali anche alcuni dipendenti a tempo determinato, di lavorare in modo stabile, grazie ai concorsi conclusi nel 2009/2010. Il ricorso al lavoro flessibile sarà invece residuale: per questo sono state espletate diverse selezioni che consentiranno di assumere temporaneamente operatori nelle diverse aree. Sul versante delle relazioni sindacali, nel mese di dicembre si è conclusa una importante intesa, una rarità nel panorama nazionale considerate le note difficoltà di bilancio: sono stati concordati i nuovi valori delle retribuzioni di posizione e di risultato per

i dirigenti; è stata approvata la ripartizione delle risorse decentrate destinate al personale; è stato aumentato il valore del buono pasto. Anche le Pari opportunità e la formazione interna assumono una forte valenza nella gestione del personale provinciale con diverse iniziative di promozione della conciliazione a favore dei genitori. Infine, è da poco partita un’iniziativa di spicco: Master_Mi, il master in Sistemi gestionali avanzati per territori complessi. Un percorso di alta formazione universitaria in management pubblico, rivolto anche ai dirigenti degli altri Enti del territorio milanese.


lavoro

FORMAZIONE VUOL DIRE LAVORO

Una delle prime azioni della Provincia in materia di lavoro, in sinergia tra pubblico e privato e integrando il sistema di istruzione e formazione con l’ambito territoriale e produttivo, è stata “RicollocaMI”, il progetto avviato all’inizio del 2009 con l’obiettivo di formare, orientare e riavviare nel sistema produttivo i lavoratori disoccupati. Pubblico e privato hanno unito le forze per sostenere le politiche del lavoro attraverso incentivi alle imprese, percorsi di formazione e assistenza agli utenti.

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lavoro

CONTRO LE CRISI AZIENDALI Sempre nell’ottica della salvaguardia occupazionale e delle politiche attive e passive del lavoro, nell’ambito delle azioni di contrasto alle crisi aziendali abbiamo affrontato diverse vertenze, alcune delle quali si sono risolte positivamente. Ricordiamo per esempio il contributo straordinario e irripetibile, data la drammaticità della situazione, alla soluzione della questione della Innse di Milano, stanziando finanziamenti da utilizzare in corsi di formazione e orientamento al lavoro, così come richiesto dal Prefetto di Milano. Oggi la Innse è una azienda in ripresa. La Provincia ha, inoltre, affrontato numerosi casi di crisi aziendali. Abbiamo svolto, attraverso il nostro Servizio dedicato, un ruolo da protagonista avendo come primo obiettivo quello di tutelare e mantenere i livelli occupazionali, coordinando gli attori coinvolti tramite tavoli istituzionali di confronto e incontri di analisi e approfondimento. Tra le vertenze affrontate figurano: Agile (ex «Eutelia»), Alluminium Europa, Cooperativa Paccagnini, CTI, Esab, Framag Group, Franco Tosi Meccanica, Crespi SpA, Interbanca, Italtel, Jacob Muller, Lares Cozzi, Maflow, Mangiarotti, Hitman, Lares - Metalli Preziosi, Mivar, Munter, NMS, Nokia – Siemens, Novaceta, Num Italia SpA, Omag, Omniaservice, Rapisarda Caterpillar, San Carlo, Texmantova, Carlo Banfi, Wagner Colora.

DUE CASI RECENTI Negli ultimi mesi del 2010 si sono manifestati due casi significativi, sia sul piano della localizzazione territoriale e del connesso impatto occupazionale nell’area di riferimento, sia per la rappresentatività della produzione settoriale: Maflow spa di Trezzano sul Naviglio leader nella progettazione, produzione e vendita di componenti e attrezzature per autoveicoli e Mangiarotti Nuclear spa di Milano, unica azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per il mercato del nucleare. Entrambe le aziende hanno visto l’attivazione di specifici tavoli tecnici dedicati, durante i quali è scaturita la decisione, concordata tra tutti i partecipanti, di attivare misure di politica attiva per il lavoro. Nel caso di Maflow, azienda con sedi ad Ascoli Piceno e Trezzano sul Naviglio e che occupa 360 lavoratori di cui 265 a Trezzano, le necessità espresse dalle parti al tavolo tecnico hanno determinato di

incentrare il supporto a valere su azioni di carattere formativo e di aggiornamento professionale per i 104 lavoratori che hanno aderito all’iniziativa, auspicando un riassorbimento parziale della forza lavoro da parte del gruppo industriale polacco che ha acquistato l’azienda. Per quanto riguarda la Mangiarotti Nuclear spa, che a fine 2009 contava 106 dipendenti, e per la quale è già stato sottoscritto un accordo sindacale il 13 dicembre 2010 che ha sancito la cessazione delle attività produttive a fine 2010 e la delocalizzazione a Monfalcone, per problemi logistici e di trasporto, siamo riusciti - dopo lunghe trattative - a rilanciare anche il sito produttivo milanese. Infatti una parte dei lavoratori, circa 50, saranno accolti nell’insediamento industriale di Cinisello Balsamo che ospiterà la fabbricazione di piccoli componenti per l’industria nucleare e fungerà da riferimento tecnologico all’interno della società. Impiegati e i dirigenti continueranno invece le attività nella sede Mangiarotti di viale Pirelli, già operativa dal giugno 2009, dove avverrà l’attività di progettazione. La Provincia si è impegnata ad intervenire tempestivamente offrendo ai 25 lavoratori, che già nell’intesa sono stati dichiarati esuberi strutturali, percorsi individuali che mettano in campo tutti i servizi di accompagnamento, re-inserimento nel mondo del lavoro, individuazione di possibili sbocchi professionali, promozione nel mercato del lavoro locale. Per entrambi i progetti la Provincia di Milano, nell’ambito della propria pianificazione di misure per il contrasto della crisi, interverrà inoltre assicurando nei limiti delle disponibilità finanziarie programmate - incentivi economici per le imprese che assumeranno, secondo i criteri concordati con le parti sociali, i lavoratori coinvolti, dando ancora una volta un segno tangibile della volontà di dare al territorio una risposta in linea con la vocazione moderna dell’area Milanese.

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lavoro

Il progetto, nell’ottica di rispondere concretamente alle esigenze delle aziende, è partito da un’indagine sul mercato del lavoro locale con l’obiettivo di identificare le qualifiche professionali più richieste dalle imprese e le professionalità disponibili. Dopo la fase di reclutamento i partecipanti hanno potuto accedere a servizi personalizzati di formazione e accompagnamento al lavoro, capaci i primi di ridurre lo sfasamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dai lavoratori, i secondi di aumentare il grado di occupabilità dei singoli lavoratori.

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L’ACCORDO Il 23 aprile 2010 è stato siglato, con le parti sociali del territorio, un accordo a sostegno dell’occupabilità, della ripresa del sistema economico produttivo e per il contrasto alla crisi, della durata di 12 mesi. La Provincia di Milano ha destinato finanziamenti per oltre 6 milioni di euro finalizzati ad interventi per le imprese, i lavoratori in difficoltà occupazionale, i soggetti svantaggiati e il sistema delle cooperative sociali. In particolare le azioni sono indirizzate al sostegno dell’occupabilità delle fasce di disoccupati più deboli e a maggior rischio di esclusione - over 50, genitori soli con figli a carico, persone portatrici di disabilità - riconoscendo un incentivo alle aziende che assumono questo target di lavoratori o che affidano commesse di lavoro alle cooperative sociali di tipo B. Inoltre sono state messe in campo azioni di integrazione al reddito di quei lavoratori, coinvolti dalla crisi, integrando l’indennità di Cigs (cassa integrazione guadagni) percepita grazie all’avviamento al lavoro di questi soggetti presso Uffici Giudiziari ed Enti locali; azioni di accompagnamento al reinserimento lavorativo e di contrasto alle crisi aziendali implementando sempre più i servizi erogati dal nostro ufficio che si occupa espressamente della gestione delle aziende in crisi, avviando tavoli tecnici e di concertazione, espletando tutte le procedure riferite all’erogazione di ammortizzatori sociali. Tutto questo nel tentativo di salvaguardare i livelli occupazionali anche attraverso percorsi di orientamento, accompagnamento, outplacement, guida all’autoimprenditorialità.

Oltre il 34% dei disoccupati che hanno seguito i corsi di formazione organizzati dalla Provincia sono stati riposizionati al lavoro. Il monitoraggio dei dati al febbraio 2011 è questo: sono stati ultimati 66 corsi, ai quali hanno partecipato 513 persone, 248 gli avviamenti di cui 34 a tempo indeterminato e 214 tempi determinati di varia natura, 174 i lavoratori avviati, 110 donne e 64 uomini, la percentuale tra numero di partecipanti e avviati è del 33,9%.


LAVORARE MEGLIO Per contrastare la crisi la Provincia concentra i suoi interventi sulle azioni rivolte ai giovani, alle donne e alle categorie svantaggiate. Senza trascurare la sicurezza.

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Le attuali dinamiche economiche impongono una apertura al mondo, una visione del nuovo in grado di stimolare il sistema produttivo, attuare interventi mirati a sostegno del lavoro, dei lavoratori e delle imprese in generale. Le nostre azioni devono quindi concentrarsi su aspetti prioritari quali il supporto ai lavoratori estromessi dal mercato attraverso gli ammortizzatori sociali, le azioni per favorire il reinserimento lavorativo e l’inserimento delle categorie svantaggiate, ma anche sulla formazione, la qualità del lavoro, la sicurezza, l’occupazione giovanile e femminile e la competitività del sistema imprenditoriale. I mutamenti nei processi produttivi e negli ambienti di lavoro, contribuiscono, già oggi, alla nascita di nuove professioni. Diventerà, infatti, sempre più pressante la richiesta di professionalità altamente qualificate in tutti gli ambiti, dalla manodopera specializzata al personale d'ufficio, dai tecnici nel settore dell’energia e delle fonti rinnovabili ai mestieri tradizionali come sarto, cuoco, meccanico... In questo senso è necessario puntare sui giovani, introdurre innovazioni nel modo di fare scuola e formazione, preparando le nuove generazioni al cambiamento affinché siano in grado di confrontarsi con l’internazionalizzazione essendo loro stessi innovatori.

I PROGETTI Tra le azioni della Provincia di Milano va sicuramente ricordato il Progetto ST-ART UP che ha coinvolto 9.500 giovani, dai 16 ai 25 anni, mettendo loro a disposizione laboratori, percorsi di orientamento scolastico, lavorativo e di counseling, scambi internazionali ed esperienze che hanno consentito la sperimentazione creativa di competenze tecniche acquisite in percorsi formativi di alto livello. Inoltre, grazie al Bando

“Diamo casa a dieci idee creative” promosso all’interno del Progetto, è stata data la possibilità ai giovani vincitori di veder tradotti alcuni progetti in realtà imprenditoriali. Da questa iniziativa, che ha avuto l’ambizione di realizzare nell’incubatore un luogo dove i giovani potessero trovare, da un lato, i servizi e la strumentazione migliore per far crescere le proprie idee e, dall’altro, uno spazio per mettere in condivisione le loro difficoltà e i loro successi, ha preso il via l’esperienza-modello di pre- incubazione. Attraverso questo percorso, infatti, abbiamo voluto anche creare un sistema di confronto e trasmissione del sapere, gettando solide fondamenta alla preparazione del futuro Hub creativo che verrà realizzato all’interno del Polo di eccellenza di Via Soderini. Il Polo sarà un complesso integrato di luoghi, servizi e attività rivolti alla promozione della formazione, dell’orientamento al lavoro e alle nuove professioni, della ricerca scientifica e tecnica, delle eccellenze e della ricerca milanese. Qui sarà localizzato un vero e proprio Hub creativo che metterà a disposizione dei talenti creativi servizi e spazi di pre-incubazione e incubazione. Il Polo consentirà inoltre di mettere a disposizione dell’intera area metropolitana spazi aperti a tutti come: sale di consultazione (biblioteca/mediateca), sale conferenze, luoghi per incontri ed eventi, spazi per la promozione di esposizioni e di progetti scientifico/ culturali sul modello delle principali città europee, valorizzando in modo particolare le specificità di Milano come centro mondiale della moda, del design e come principale centro della cultura scientifica italiana. Promuovere le imprese creative nell’area milanese è l’obiettivo dell’Accordo sottoscritto a febbraio 2011 tra


Provincia e Camera di Commercio. La collaborazione avviata è indirizzata ad iniziative in settori strategici quali ricerca, alta formazione e internazionalizzazione, cultura digitale e innovazione, nuove tecnologie e videogame, incontro tra giovani designer e imprese, accesso al credito delle PMI. Per informazioni: www.provincia.milano.it/economia

TALENTI AL LAVORO Con il nuovo Piano Provinciale per l’Orientamento 2010-2012 “Talenti al Lavoro”, al quale sono stati destinati oltre 3 milioni di euro, abbiamo invece voluto realizzare una proposta progettuale che coprisse i bisogni della vita scolastica e professionale dei giovani a 360 gradi. Le azioni riguardano in particolare: il contrasto alla dispersione scolastica e lavorativa; il sostegno al reinserimento nella formazione o attivamente nel lavoro in base alle personali attitudini tramite i servizi dote “Scuola Bottega”; lo sviluppo di percorsi di stage di eccellenza all’estero per permettere agli studenti di coniugare l’esperienza del training on the job con l’approccio al contesto internazionale; la sperimentazione di modalità di riconoscimento

delle certificazioni dei saperi e delle competenze; l’individuazione di realtà sul territorio provinciale capaci di attuare servizi di orientamento secondo standard di livello internazionale; lo sviluppo di percorsi orientativi di eccellenza - dalla formazione al lavoro con l’utilizzo di strumenti innovativi; l’implementazione delle attività di orientamento nelle scuole nonché la stimolazione di interventi formativi nel campo del volontariato, per circa 10.000 giovani, mirati allo sviluppo di competenze trasversali necessarie a veicolare i temi dell’Expo 2015, utili anche per i futuri percorsi sociali e professionali dei destinatari dell’iniziativa. Queste e altre le iniziative che la Provincia di Milano ha avviato, e implementerà nel futuro, per incrementare la qualità dei servizi offerti. Lo scopo, ormai condiviso, è far emergere le eccellenze dei percorsi di istruzione e formazione professionale, affinché siano sempre più adeguati al mondo del lavoro e coerenti con le esigenze e le necessità del sistema produttivo. Per saperne di più: www.provincia.milano.it/formazione

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POCHI SOLDI

TANTE IDEE

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Come tutti gli enti pubblici del Paese, anche la Provincia è alle prese con la riduzione dei trasferimenti statali collegati alla diminuzione delle entrate. Diventa quindi una via obbligata il contenimento della spesa. Senza però rinunciare ai servizi.

Rigore e serietà. Questi sono gli obiettivi che l’assessorato al Bilancio e patrimonio, Luca Squeri, si è posto in questi primi due anni di governo, di fronte alle richieste dei cittadini che alla politica chiedono il buongoverno delle Istituzioni per la crescita del Paese e dei territori. Anche e soprattutto a partire dalle finanze pubbliche. Per tali ragioni si è operato da parte nostra su due essenziali direttrici. Una contingente: affrontare e risolvere le criticità di bilancio dell’Ente, ulteriormente aggravate in questi anni dalla costante diminuzione degli introiti tributari a causa della crisi internazionale. La seconda strategica: garantire la piena sostenibilità economico-finanziaria per l’intero mandato, così da consegnare ai cittadini nel 2014 conti sani. Per l’elaborazione del bilancio 2011 e del Triennale 2011-2013 si è dunque seguito un principio di realtà: legare ogni ipotesi di entrata o ad ogni effettivo finanziamento o attraverso stime assolutamente prudenziali, senza previsioni illusorie ma applicando una rigida oggettività nelle scelte. Se dunque a livello operativo si stanno affrontando e aggiustando le criticità

che si sono periodicamente presentate, altrettanto consistente è stato l’impegno per mettere in campo innovative modalità per rilanciare lo stato complessivo del bilancio provinciale, intervenendo nelle sue parti strutturali. In questo senso il cosiddetto federalismo fiscale sarà certamente una straordinaria novità per tutto il Paese. Ma fino a quel momento il nostro compito sarà perseguire - con le nostre forze - l’eccellenza di bilancio. Tutto questo attraverso l’implementazione di tre strategie complessive: la riorganizzazione degli uffici e delle procedure interne; il rinnovo del sistema degli acquisti e della gestione delle risorse, rinegoziando, a scadenza o anche prima, ove possibile, i contratti delle utenze, della flotta automobilistica, delle pulizie, della vigilanza e delle forniture di beni e prestazioni di servizi; la valorizzazione infine del patrimonio esistente, anche attraverso la previsione di cessione di partecipazioni ed immobili, ritenuti non strategici. Significativo in particolare il risultato della prima asta pubblica del Palazzo di via Petrarca a Milano, che ha portato nelle casse provinciali oltre 28 milioni di euro. Non dimentichiamolo: il momento economico continua ad essere difficile. Ogni realtà è pertanto doverosamente chiamata a ripensare sé stessa per poter affrontare i prossimi anni con la necessaria solidità. Continua dunque il nostro impegno per garantire efficienza ed efficacia al sistema. L’obiettivo del risanamento del bilancio provinciale, voluto fin dall’insediamento dal presidente Podestà, prosegue dunque: spendere meglio per spendere meno.


trasporti

VIAGGIARE CON DOLCEZZA Stili di vita più sostenibili, taxi a impatto zero, una valida soluzione al traffico di tutti i giorni, nuovi mezzi leggeri e tecnologici, mostre lungo il percorso casa-lavoro, un nuovo modo di fare turismo e perfino tessuti tecnologici per un abbigliamento funzionale quanto trendy. Sono solo alcuni degli effetti che la nuova “moda” della mobilità ciclopedonale offre a milioni di cittadini e turisti che popolano alcune grandi metropoli e che presto farà la sua comparsa anche nella Grande Milano.

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Ma la vera novità di quella che evidentemente appare una delle più preziose evoluzioni del nuovo Millennio, risiede nel soggetto promotore: non il solito, seppur lungimirante, privato ma la Provincia di Milano, con uno stanziamento dedicato e progettualità già in corso d’opera. Novità che consente di anteporre la valorizzazione dell’identità e del patrimonio storiconaturalistico del territorio alle opportunità commerciali ma che, soprattutto, nasce da un forte istinto al cambiamento. Un cambiamento teso a restituire ai milioni di cittadini un territorio nel quale sia più facile muoversi e più bello viverci. Superando gli ostacoli dell’incuria, la freddezza degli standard, la mancanza di reale contatto con il territorio. “Si tratta di cogliere una sfida - ha detto l’assessore alle infrastrutture e mobilità Giovanni De Nicola -. Occorre credere che la mobilità dolce possa diventare un gesto quotidiano non solo perché spesso più efficiente di altre soluzioni, ma in quanto espressione della libertà di muoversi e di rapportarsi con il territorio. Per questo renderemo i tracciati ciclopedonali capaci di valorizzare i luoghi, raccontando la natura, le eccellenze e le peculiarità circostanti, coinvolgendo cittadini e visitatori in questa sfida, alimentata, pedalata dopo pedalata, dal contributo di tutti”. L’inizio di un percorso ambizioso

che partendo dalla ciclopedonalità conta di influire, positivamente, sull’intero sistema della mobilità. Ponendo in diretta concorrenza il ciclo pendolarismo con le tradizionali soluzioni di mobilità privata, grazie ad un’infrastruttura confortevole, funzionale e ricca di momenti di interscambio, sarà possibile ridurre il numero di veicoli circolanti sulla rete stradale così come restituire al trasporto pubblico di superficie l’originaria efficienza. Una soluzione orientata in particolar modo alla mobilità sistematica casa-lavoro e casa-scuola, utile ad incentivare il fenomeno del ciclo pendolarismo, superando le adesioni dei soli appassionati e visitatori. “Certo - prosegue De Nicola un progetto tanto ambizioso non prevede di realizzare tracciati verniciando una linea di demarcazione su una striscia di asfalto ma, siamo certi, che ogni singolo euro speso verrà ampiamente ripagato dal successo di questa piccola rivoluzione della mobilità.” I primi chilometri delle ciclabili del futuro verranno dedicati ai visitatori dell’Esposizione Universale del 2015. Connettendosi alle ciclabili milanesi, che dal centro città muovono verso la periferia ovest del capoluogo, l’itinerario ipotizzato da Palazzo Isimbardi serve la fermata della Metropolitana Molino Dorino per poi proseguire in due direzioni: a nord raggiungendo l’area


trasporti

Expo e ad ovest diretta al polo fieristico di Rho Pero. Percorsi studiati per la mobilità pedonale e in bici, accessibile a disabili ed anziani ma capace di accogliere anche gli innovativi tricicli per il trasporto persone, autentiche “carrozze a pedalata assistita”. Lungo il tracciato, attraverso innovative segnaletiche, verranno evidenziate le opportunità di interscambio con altre forme di spostamento e la presenza di punti di ristoro nelle quali poter trovare ciclo officine dotate dei servizi di noleggio bici, caschi, zaini, impermeabili e molto altro. Occorrerà circa mezz’ora per percorrere l’intera tratta, salvo che non si decida di fare una pausa lungo il percorso per una rapida connessione ad internet grazie alla connessione wi-fi, o per poter acquistare uno snack informandosi sulle peculiarità del territorio circostante. Il tutto grazie a tecnologie in grado di valorizzare eccellenze imprenditoriali, monumenti, patrimonio naturalistico, storico e culturale utili anche a dare notizia degli eventi in programma nei pressi del tracciato quali manifestazioni dei comuni limitrofi, eventi fieristici, ecc. Servizi e comfort ma anche forte impatto emozionale e rispetto dell’ambiente, grazie ad un pool di architetti e artisti: Nino Mustica, Simone Faccioli e Andrea Locatelli, sotto il coordinamento del Prof. Alberto Maria Prina docente all’Accademia di Belle Arti di Brera. Arredi tanto innovativi quanto funzionali per le aree di sosta e, in caso di utilizzo notturno, un’innovativa illuminazione a led in grado di accendersi progressivamente al solo passaggio dell’utente per poi spegnersi alle sue spalle. Percorsi vivi e sostenibili grazie alla capacità di attrarre economie oltre che utenti, evitando così di incorrere nelle ben note situazioni di degrado e scarsa manutenzione.

TRE I PROGETTI SUL TAVOLO Sono in programma altri tre preziosi tracciati destinati ad accogliere le forme di mobilità alternativa a quella motorizzata: la Greenway Lombardia, opera di interesse regionale che attraversa tutto il territorio provinciale dal Ticino all’Adda, la ciclovia Rogoredo Chiaravalle, battezzata Via delle Abbazie, che riqualifica il tracciato della vecchia linea ferroviaria Milano-Genova recentemente dismessa, e infine, la pista che unisce il capoluogo alle mille opportunità della seconda piattaforma Expo2015: la Milano-Idroscalo.

LA VIA DELLE ABBAZIE La “Via delle Abbazie” rappresenta un’opportunità di riqualifica più unica che rara. Lo studio di fattibilità nasce dalla recente dismissione del vecchio tracciato ferroviario della linea Milano-Genova che corre proprio dietro l’Abbazia di Chiaravalle Milanese, uno tra i più insigni e straordinari monumenti dell’architettura cistercense. Tale circostanza rende attuale e possibile un collegamento ciclabile di qualità paesaggistica e fruitiva fra l’Abbazia e la stazione FS Passante di Rogoredo, che accoglie lo spostamento Treno+Bici, situata nel Parco Agricolo Sud Milano, per poi proseguire fino a collegare le frazioni di Sorigherio e Poasco nei comuni di Milano e San Donato Milanese, svolgendo quindi una funzione di servizio alla residenza importante incentivando la mobilità, da e per il passante ferroviario o la MM3 in bicicletta. Una ciclabile articolata capace di servire un centro urbano quanto di percorrere vie campestri connettendo altresì l’Abbazia di Mirasole anch’essa situata nel cuore del Parco Agricolo a sud del capoluogo. L’itinerario prevede circa 10 chilometri di nuove realizzazioni e si sviluppa interamente nei territori dei comuni di Milano, San Donato Milanese e Opera, valorizzando paesaggio e natura circostante.

Le ciclovie del milanease Idroscalo-Peschiera B.

naviglio pavese

1km naviglio grande

canale villoresi

12km naviglio martesana

12km milano-expo

ciclovia realizzata

canale scolmatore olona

22km milano-idroscalo (v. COrelli)

6,5km

24km

3,7km

2km

ciclovia in fase di progettazione e realizzazione

ciclovia al momento chiusa per motivi di sicurezza dalla regione lombardia

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trasporti

LA MILANO-IDROSCALO Infine, una connessione di grande importanza per la salute e il tempo libero dei cittadini della Grande Milano: il collegamento Milano-Idroscalo. L’anello mancante potremmo dire, considerati i recenti completamenti tra, la seconda piattaforma di Expo, Peschiera Borromeo e i comuni limitrofi. Pochi chilometri, per connettere le tratte esistenti alla via Corelli. Un completamento che, proiettato nel 2015, unirà da est a ovest due eccellenze del territorio provinciale, l’Idroscalo e la Fiera di Rho-Pero, passando per la storia e la cultura del Comune Milano. Un altro modo per riqualificare i mezzi di spostamento ad ‘impatto zero’ promuovendo le eccellenze del territorio. Non un sogno, dunque, ma un grande progetto culturale, oltre che territoriale, fortemente orientato alla sostenibilità. Interventi concreti, frutto di

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una visione attenta di ciò che il territorio offre, grazie alle sue caratteristiche pianeggianti e alla limitata estensione ma, sopratutto, e ad una programmazione in linea con il desiderio espresso da un numero sempre maggiore di utenti, come testimoniano i numerosissimi gruppi auto costituiti sui social network e le riviste di settore. Un sistema di eccellenza, sotto il profilo della viabilità e del rispetto dell’ambiente quanto dei servizi offerti, al quale stiamo lavorando con grande dedizione. Un progetto nel quale crediamo ogni giorno di più perché, oltre la crisi, vediamo un futuro migliore. Una sfida - conclude l’assessore De Nicola - che si impone poiché se il modello e l’idea sottesa, saranno in grado di contribuire anche in minima parte ad un miglior disegno di città, l’investimento sarà stato ampiamente ripagato.”


LA GREENWAY LOMBARDIA Permetterà la continuità tra il fiume Ticino e il fiume Adda, passando per i canali e i parchi del nord Milano. Un’infrastruttura utile a rendere maggiormente accessibile le risorse naturali di tutti i territori attraversati. I circa 80 chilometri di percorso attrezzato collegheranno, lungo canali Martesana e Villoresi o attraverso strade riqualificate, aree urbanizzate caratterizzate dalla presenza di insediamenti storici, beni culturali, nuove costruzioni, riserve naturali e parchi. La “via verde”, traducendo letteralmente il nome del progetto, ha l’ambizione di integrare le piste ciclabili esistenti dei navigli (Martesana e Villoresi) e, con due saldature ad est ed ovest, divenire un tracciato di interesse regionale oltre che locale. L’opera, altresì complementare alle ciclabili del Comune di Milano denominate Raggi Verdi, struttura così un terzo livello delle architetture alternative alla mobilità motorizzata, e si aggiunge al reticolato portante provinciale e alle sottoreti comunali. Baricentro della ciclovia è il ‘Palazzo Lombardia’ della Regione, nel quadrante nord del capoluogo lombardo, dove la Greenway interseca il Raggio Verde n.1 previsto dal Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano. Superato il

boulevard previsto dal progetto dell’edificio, la ciclovia si sovrappone per qualche centinaio di metri al Raggio verde n °1, per poi separarsi in corrispondenza del parco di viale Restelli, superato il quale prosegue attraverso via Pola, fino ad arrivare a piazzale Lagosta e sfociare poi in via Traù. Il percorso prosegue sino in via Valtellina per poi immettersi direttamente nello Scalo Farini, oggetto di prossima rifunzionalizzazione. Superato lo scalo la Greenway sottopasserà il cavalcavia Bacula connettendosi alle aree in trasformazione del quartiere Bovisa e successivamente raggiungere l’area Palizzi oggetto del Programma di Recupero Urbano. Con un percorso trasversale verranno connessi i due poli universitari del Politecnico: il Campus La Masa ed il Campus Durando per poi raggiungere e lambire il recente Parco Verga e più ad ovest il Parco di Villa Scheibler per connettersi, infine, all’area Expo dove, tra l’altro, intercetterà il raggio verde n°7 di prossima realizzazione. Il percorso permette di attraversare altresì il rinnovato quartiere Isola, collegando tra loro le principali vie commerciali e i più importanti attrattori, consentendo di raccogliere un’ampia utenza e di accompagnarla piacevolmente lungo un percorso urbano di respiro regionale.

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contro il bullismo

BULLO NON Ăˆ BELLO SarĂ  nel Milanese la sede della prima Fondazione antibullismo, nata per creare una rete che possa agire sul territorio in termini di prevenzione e di formazione degli adulti e per promuovere eventi di sensibilizzazione mirati a coinvolgere tutti i cittadini.

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La Fondazione antibullismo nasce per creare una rete che possa agire sul territorio in termini di prevenzione e di formazione degli adulti e per promuovere eventi di sensibilizzazione del fenomeno per coinvolgere tutti i cittadini. Capofila del progetto la Provincia, alla quale si affiancano anche altri Enti del territorio, oltre ad associazioni e professionisti specializzati nello studio e nel contrasto del problema. “Il bullismo è un fenomeno che la Provincia, insieme con esperti e studiosi del tema, ha voluto approfondire e intende contrastare in modo incisivo per il benessere e la serenità dei nostri ragazzi - ha dichiarato il presidente, Guido Podestà -. Preoccupa, infatti, constatare che episodi di aggressività si stanno diffondendo a macchia di leopardo pure tra le giovani ragazze. Con lo sviluppo di Internet e delle nuove tecnologie, tra l’altro, il bullismo sta assumendo nuove pericolose forme e manifestazioni come il cyber-bullismo. Il nostro obiettivo non è solo quello di contrastare la violenza tra gli adolescenti ma anche quello di prevenire il disagio giovanile e la dispersione scolastica”. Spesso i ragazzi non hanno la piena consapevolezza della violenza e della gravità dei comportamenti aggressivi e delle loro conseguenze. È per questo motivo che dobbiamo formarli e informarli per metterli in grado di compiere, nel rispetto delle regole, scelte consapevoli e responsabili. In quest’ottica, educare i giovani e svolgere attività di prevenzione contro il bullismo significa anche fornire informazioni utili per imparare a contrastare gli atteggiamenti del “bullo” del gruppo. Un compito che la Provincia ha già portato avanti con iniziative di formazione nelle scuole per offrire a ragazzi, famiglie e insegnanti, strumenti di contrasto al disagio giovanile e alla dispersione scolastica e per favorire momenti di aggregazione sociale e di crescita individuale. Hanno molto successo, ad esempio, i workshop promossi dalla Provincia e pianificati dall’Associazione “Cuore e parole”, che si avvale della collaborazione di numerosi e autorevoli esperti per l’organizzazione di incontri formativi con gli studenti. “Solo attraverso la condivisione di esperienze forti e la possibilità di mettersi in gioco i ragazzi possono maturare e diventare adulti responsabili perché capaci di fare i conti con i sentimenti, tipici dell’adolescenza, come rabbia, prepotenza, gelosia e voglia di emergere” – ha concluso il presidente Podestà.

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contro il bullismo

BULLISMO UNA DEFINIZIONE

Luca Bernardo, direttore del Dipartimento di pediatria e dell’area dell’adolescenza dell’ospedale “Fatebenefratelli”, ci spiega il bullismo giovanile e le sue conseguenze.

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Per “bullismo” non si intendono occasionali azioni negative fatte per scherzo, ma una sequenza, abbastanza stereotipata caratterizzata da intenzionalità (desiderio di ferire), asimmetria di potere nella relazione, persistenza nel tempo, un uso ingiusto del potere, piacere evidente dell’aggressore e sensazione di oppressione nella vittima. L’aggressione può essere perpetrata con modalità differenti, fisiche o verbali di tipo diretto, o con modalità di tipo psicologico e indiretto, quali la stigmatizzazione e l’esclusione dal gruppo dei pari. Le ricerche dimostrano che l’aver subìto episodi di bullismo rappresenta un evento di vita stressante che può influenzare significativamente lo sviluppo nell’infanzia e nell’adolescenza e condizionare negativamente la salute mentale anche in età adulta. I dati CENSIS del 2008 dimostrano che non si tratta solo di un allarme mediatico, ma di un fenomeno concreto con una diffusione preoccupante. Gli studi riportano che il bullismo è presente nel 49,9% delle classi italiane. E’ noto che le conseguenze del bullismo sulla vittima non sono solo quelle immediate, derivanti dalle aggressioni subite, ma comprendono anche alterazioni dell’equilibrio psicofisico che possono diventare croniche e irreversibili, anche al venir meno della condotta persecutoria che le ha determinate e che sono potenzialmente di estrema gravità e di significativo impatto non solo a livello individuale, ma anche sociale e sul sistema sanitario per l’aggravio di costi che ne derivano. Le vittime del bullismo possono presentare conseguenze sul piano sociale (insicurezza, scarsa autostima, scarsa motivazione all’autonomia, dipendenza dall’adulto, ritiro sociale), una significativa compromissione del funzionamento scolastico (disturbi di apprendimento e cali di rendimento, determinati da difficoltà di concentrazione, ridotta motivazione e disinvestimento nei processi di apprendimento) e anche disturbi

psichiatrici (disturbi d’ansia, disturbi dell’umore con aumentato rischio di suicidio). Una nuova forma e sempre più diffusa di questo fenomeno è il Bullismo elettronico. Il termine inglese “Cyberbullying” (“bullismo elettronico” o “bullismo in internet”) indica l’utilizzo di informazioni elettroniche e dispositivi di comunicazione come ad esempio la posta elettronica, la messaggistica istantanea, i blogs, i messaggi di testo quali SMS e MMS ecc. o l’uso di siti web con contenuti diffamatori, per molestare attraverso attacchi personali o con altre modalità; può anche costituire un crimine informatico. Le dinamiche che sono alla base del bullismo trovano nello spazio virtuale il palcoscenico. Il Cyberbullismo consente al bullo di “diventare un eroe multimediale”. La spettacolarizzazione e la circolazione massima sono assicurate. La vittima, non rimane vittima una sola volta, ma diventa la vittima catturata dall’infinito spazio virtuale; e l’immagine (fotografia, film, ecc.) che riprende la violenza subita (verbale, fisica) viene immortalata e resa intangibile nello spazio virtuale. Risulta, quindi, di fondamentale importanza attuare programmi di prevenzione e di intervento sulle vittime e le loro famiglie, specifici e mirati.


contro il bullismo

AUTOSTIMA

E SENSO DI APPARTENENZA Il bullismo è da combattere. Ecco il parere del generale B. Camillo de Milato, Comandante Militare Esercito Lombardia, membro della Fondazione. Il bullismo nelle sue varie forme di molestia, prepotenza, prevaricazione e violenza è un fenomeno deviante che - nella versione più attuale attraverso la rete globalizzata e nella variante del cyberbullismo rischia di “sfuggire di mano” alle strutture pedagogiche e sociali perchè attualmente inidonee. La “visione” del presidente della Provincia, Guido Podestà, è chiara: non permettere che il compito di prevenire e contrastare il disagio giovanile sia lasciato solo alla scuola e alle famiglie, ma interessare tutte le Istituzioni, pubbliche e private, affinché agiscano in maniera coordinata e al passo coi tempi. La Provincia di Milano sarà capofila di una Fondazione antibullismo, nella quale Istituzioni e associazioni avranno un ruolo e una missione precisi. È l’inizio di una grande rete, che si svilupperà con forza e sarà idonea a combattere efficacemente tale piaga, che sta colpendo anche i nostri figli e gli amici dei nostri

figli. Questa prima Fondazione antibullismo, con queste premesse, mirerà a coinvolgere direttamente i cittadini. L’Esercito e Scuola Regionale, nei progetti “Training Day” o “Allenati alla Vita”, negli ultimi anni, hanno potuto sensibilizzare solo 700-800 studenti lombardi per anno, attraverso l’opera volontaria di Ufficiali in congedo, Croce Rossa e Protezione Civile. Il percorso educativo basato sul lavoro di squadra, che determina l’aumento dell’autostima individuale e il senso di appartenenza ad un gruppo, è stato vissuto dai ragazzi anche come stimolo per toccare con mano i valori della lealtà, dello spirito di corpo, oltre che per acquisire senso di responsabilità e rispetto delle regole e dei principali valori della vita. Questo sarà uno dei tanti progetti che la Fondazione potrà fare propri, ma non meno fondamentali saranno, nel ruolo di prevenzione, le Forze di Polizia. L’intuizione del presidente della Provincia permetterà alla Fondazione di giovarsi di persone di indiscussa rappresentatività nel campo del disagio giovanile a livello nazionale, come Luca Bernardo, che è il rappresentante del ministro Gelmini nell’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza e presidente della Commissione Disagio Giovanile del Miur. Ho accettato di buon grado, anche come Comandante Militare Esercito Lombardia, di entrare nella “squadra” e di sostenere, assieme al nostro mondo dell’Associazionismo regionale, questa Fondazione.

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IMPARARE 38

GLI INCONTRI FAVORISCONO LA RISOCIALIZZAZIONE.

COME VIVERE INSIEME

Ecco, qui di seguito, alcune delle poesie di due partecipanti.

Su iniziativa di Angelo Aparo, seminari e incontri per comprendere e capire il bullismo.

Destinato non so se dalla sorte Ad esser di me stesso la rovina La mia vita l’ho giocata con la morte

Il “Gruppo della Trasgressione” nasce nel 1997 come un seminario destinato a una ventina di detenuti di San Vittore, per riflettere sulle cause scatenanti e sugli obiettivi più o meno consapevoli della trasgressione. Negli anni, il gruppo apre le porte al mondo esterno e diventa un laboratorio che indaga su temi d’interesse comune per detenuti e liberi cittadini. Come documenta il sito www.trasgressione.net, dagli animati confronti nascono scritti e progetti che rispondono principalmente a due obiettivi: ricostruire le condizioni soggettive e ambientali dei primi passi del percorso deviante; alimentare la maturazione personale e le competenze umane e professionali dei membri del gruppo e degli interlocutori esterni. Oggi il gruppo lavora stabilmente nelle carceri di Bollate, Opera e San Vittore e collabora con diverse scuole di Milano e provincia sulla prevenzione del bullismo. In particolare, durante gli incontri in carcere e nelle scuole, fra i protagonisti dello scambio si giunge a due risultati complementari: l’adolescente a rischio, con i detenuti che raccontano dei propri errori e della propria ricostruzione, riesce a esprimere quei disagi e conflitti che sono terreno di coltura del bullismo e dei primi accessi alle sostanze stupefacenti, ma che di solito non vengono comunicati agli insegnanti; il detenuto, motivato dalla giovane età degli interlocutori, esercita in modo utile le proprie funzioni di adulto e di cittadino responsabile. Colui che ha prima offeso la vita e ha poi lavorato per ripararla, infatti, riesce a testimoniare il piacere della costruzione in modo più efficace e credibile.

La libertà l’ho persa una mattina Ascolto il cuore che mi batte forte E cedo il passo al tempo che cammina Orizzonti vari e vie contorte Illusioni antiche e mai risolte Ho vissuto solo gioie corte E ora, essendo carcerato il mondo distratto mi confina in una solitudine assassina Fabio Ravasio

Angeli ribelli Cavalcano fulmini Dalla vita breve L’oblio non li spaventa Si nutrono d’eccitazione Con luci colorate Addobbano i ricordi Sul viale della morte Andrea Mammana


contro il bullismo

CUORE E PAROLE PER I RAGAZZI

Il presidente Guido Podestà insieme a Paola Brodoloni durante uno dei workshop con i ragazzi delle scuole.

Paola Brodoloni ci racconta le attività e i progetti dell’associazione “Cuore e Parole” sul fronte del contrasto al disagio giovanile. Nata nel 2004, l’Associazione Culturale Internazionale Cuore e Parole Onlus si occupa di prevenzione e contrasto del disagio giovanile e della dispersione scolastica, con progetti educativi innovativi, che offrono un approccio diverso da quello convenzionalmente proposto a scuola; utilizzando cioè l’arte e la creatività in ogni sua forma (musica, poesia, teatro, arti visive e multimediali in genere). I risultati ottenuti con le iniziative adottate da oltre 10 mila scuole italiane e patrocinate dagli Uffici Scolastici Regionali, hanno confermato che per condurre i giovani a compiere scelte consapevoli, incentivare la responsabilità dei singoli, combattere la violenza, il bullismo e la paura che spesso si instaura anche in ambito scolastico, è molto utile creare dei momenti diversi da quelli tipicamente didattici. Per questo motivo l’Associazione promuove laboratori creativi, seminari, incontri e workshop formativi che affrontano le problematiche tipiche del contesto sociale giovanile. Da tempo impegnata anche

sul fronte del contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo, Cuore e Parole organizza laboratori studiati ad hoc per le scuole di ogni ordine e grado. Negli ultimi due anni scolastici sono stati organizzati, con il patrocinio della Provincia di Milano, tre workshop finalizzati a promuovere il rispetto delle regole, la cultura della rete come risorsa, informare i ragazzi su come muoversi in ambito web e prevenire gli illeciti informatici. Oltre 1500 fra studenti e insegnanti di 25 istituti scolastici superiori vi hanno preso parte gratuitamente. L’operato dell’Associazione è oggi approvato anche dal Dipartimento Materno-Infantile dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove si trova il primo Ambulatorio per il disagio degli adolescenti, che ospita un atelier artistico al suo interno. Presto sarà operativa la biblioteca-videoteca curata da Cuore e Parole, presso la quale si terranno i laboratori di scrittura creativa dedicati ai giovani pazienti. Per informazioni: www.cuoreparole.org.

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scuola

a scuola di memoria e integrazione Trasmettere alle giovani generazioni la memoria affinché resti viva. Anche questo è il ruolo delle istituzioni educative.

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I viaggi della memoria. Dopo aver promosso la sottoscrizione popolare mirata alla raccolta di fondi per la realizzazione del Memoriale della Shoah al Binario 21 della Stazione Centrale, con in prima fila il presidente Guido Podestà, la Provincia di Milano ha organizzato, anche quest’anno, il «Viaggio della Memoria». Quasi 400 studenti del quarto e del quinto anno degli istituti scolastici del Milanese e di Milano, 115 allievi di scuole del Parmense e di Parma e 137 studenti delle Superiori del Lodigiano, sono saliti sul “Treno della memoria” per raggiungere Cracovia e, da lì, i campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau. I 600 ragazzi e i loro insegnanti sono partiti alle 16 dal Binario 21 della Stazione Centrale, il luogo

simbolo dell’Olocausto per i milanesi dal quale, tra il 1943 e il 1945, vennero deportati migliaia di ebrei e di prigionieri politici verso i campi di sterminio nazisti. Il rientro della comitiva è avvenuto il primo febbraio. “Il ricordo dello sterminio del popolo ebreo rischia di sbiadire con il tempo che passa – ha detto l’assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica, Marina Lazzati -. Dobbiamo rinfrescare quella memoria con l’obiettivo di trasmetterla alle giovani generazioni. Per questo motivo, il viaggio ad Auschwitz rappresenta un’esperienza straordinaria per i nostri studenti”. È la prima volta che l’iniziativa, giunta alla settima edizione, accoglie le richieste di partecipazione pervenute da altri Enti locali e coinvolge pure studenti che frequentano scuole non ubicate nel territorio amministrato da Palazzo Isimbardi. I “Viaggi della Memoria” sono organizzati dall’assessorato all’istruzione ed edilizia scolastica in collaborazione con l’Ufficio scolastico per la Lombardia, l’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Cgil, Cisl e Uil di Milano, la Comunità ebraica, l’Associazione Figli della Shoah, il Centro di documentazione ebraica contemporanea e la Fondazione Memoriale della Shoah. Auschwitz e Birkenau sono da considerare, comunque, solo la prima tappa dei “Viaggi della Memoria”. Nel mese di aprile, per la prima volta da quando è stata avviata l’iniziativa, circa 400 studenti si sono recati, difatti, alla Foiba di Basovizza e al gulag ex jugoslavo dell’Isola Calva (l’odierna Goli Otok, situata in Croazia). La Foiba di Basovizza fu teatro di migliaia di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti e civili consumate dai seguaci del dittatore jugoslavo Jopis Broz “Tito”. Questo luogo è stato dichiarato monumento nazionale nel 1992 dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro


Non uno di meno

La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di alunni stranieri; solo a Milano se ne concentra circa il 30%. La percentuale degli studenti stranieri nelle scuole superiori statali della provincia di Milano aumenta ogni anno: nell’ultimo quinquennio siamo passati dal 7,5% all’11,2% di oggi. Infatti, su un totale di 111.643 studenti (98.895 frequentanti scuole statali e 12.747 scuole paritarie) 11.397 (11.081 statali, 316 paritarie) sono ragazzi e ragazze non italiani. Il progetto didattico-educativo “Non uno di meno”, promosso e sostenuto dall’assessorato all’istruzione ed edilizia scolastica e realizzato con finanziamento FEI dell’Unione Europea e con il contributo del Ministero degli Interni, vuole appunto favorire il processo di integrazione degli studenti stranieri nelle scuole superiori del territorio dove è forte la presenza di ragazzi e ragazze immigrati, di cui gran parte provenienti da paesi extracomunitari. Le attività sono condotte in collaborazione con il centro Come di Milano. I dati, considerevoli, sulla presenza di studenti stranieri, vanno analizzati su due fronti: quello numerico e quello della diversità delle culture presenti nelle scuole del territorio. “Questi fattori - evidenzia l’assessore Marina Lazzati -, incidono fortemente sul percorso educativo e formativo degli studenti di nazionalità italiana, spesso penalizzati dalla presenza di coetanei che, parlando un’altra lingua, presentano difficoltà di apprendimento, rallentando i programmi di studio. Occorre dunque promuovere strumenti per favorire il processo di integrazione ponendo l’accento

su più versanti: dalla lingua parlata alla conoscenza e dal rispetto delle nostre leggi, dalla consapevolezza delle tradizioni locali e quindi al rispetto delle popolazioni che li accolgono”. Il progetto “Non uno di meno” si rivolge a studenti, docenti e famiglie ed è strutturato in più ambiti di intervento: laboratori di italiano ElleDue, formazione, sportello di consulenza per giovani e famiglie. Al programma, partecipano 46 scuole, di cui 28 a Milano e 18 nei Comuni della Provincia per un totale di 1050 studenti e oltre 70 professori coinvolti nelle attività di progetto. Complessivamente il progetto prevede oltre 100 laboratori per l’apprendimento della lingua italiana, percorsi di formazione dedicati al corpo docenti sul tema della Costituzione e della cittadinanza, sportello di consulenza per famiglie, interventi di mediazione linguistico culturale. Molto importante nell’ambito del progetto il percorso “A scuola d’integrazione. Lingua, apprendimento e cittadinanza” rivolto a tutti gli insegnanti delle scuole superiori. Il programma è articolato in quattro moduli, le lezioni sono tenute da docenti universitari. I temi approfonditi sono: gli studenti stranieri e il rapporto con la città ospitante, il processo migratorio, il metodo di apprendimento della lingua italiana, il successo scolastico in rapporto all’integrazione degli alunni. Gli incontri si tengono alla Casa delle culture del mondo in via Natta 11 a Milano. E sempre per promuovere l’inserimento e l’inclusione di minori provenienti da Paesi Terzi, con particolare attenzione ai giovani recentemente arrivati in Italia che frequentano le scuole superiori, la Provincia ha aderito al progetto IDEE (Integrazione, Diritti ed Educazione contro l’Esclusione) promosso dall’ Unione Province d’Italia e finanziato dal Ministero dell’Interno nel quadro dal Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi 2007-2013.

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PAROLA AI CITTADINI Sono già dieci le “Giunte aperte itineranti” che si sono svolte sul territorio del Milanese e dodici gli incontri con i cittadini a Palazzo Isimbardi.

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Il presidente Podestà aveva promesso che l’ascolto dei territori e dei cittadini che li abitano, sarebbe stata una delle priorità del suo mandato. Detto fatto. L’esigenza da soddisfare appare chiara: dare voce alle singole realtà del territorio in un confronto

costante con i rappresentanti istituzionali, le associazioni e i cittadini dei comuni della Grande Milano. E proprio sul confronto e sull’ascolto si basano le iniziative delle “Giunte aperte itineranti” e dei “Pomeriggi a Palazzo Isimbardi”. Le “Giunte aperte itineranti”

sono occasioni nelle quali la Giunta provinciale si riunisce, periodicamente, in uno dei quarantacinque collegi elettorali del Milanese per discutere, ascoltare e deliberare di ambiente, trasporti, salute, benessere dei cittadini, Expo 2015 e di tutte le criticità e i punti di forza delle singole realtà. L’ultima occasione è stata l’incontro di Cinisello Balsamo, tenutosi nella storica Villa Ghirlanda, sede del Museo della fotografia


In queste pagine, alcuni momenti degli incontri con i cittadini e gli amministratori.

contemporanea. Arconate, Legnano, Magenta, Parabiago, San Colombano al Lambro, San Donato Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni e Trezzano sul Naviglio, questi i Comuni finora coinvolti. Ma mentre le Giunte aperte sono incontri con il crisma della ufficialità, nei quali le istituzioni, le associazioni e i diversi enti territoriale si parlano, lasciando agli interventi dei cittadini la seconda parte dell’incontro, nell’occasione dei Pomeriggi a Palazzo Isimbardi,

invece, accade esattamente il contrario. I cittadini, infatti, divengono gli attori principali. Attraverso un sistema di prenotazione e di invio delle domande nei giorni precedenti l’incontro, possono parlare direttamente col presidente Podestà. L’ascolto diretto, quindi, delle istanze dei singoli cittadini diventa il cuore degli incontri, a volte molto vivaci. “Devo dire che la passione dei partecipanti – afferma il presidente Guido Podestà – mi

stupisce, e allo stesso tempo mi riempie di fiducia, tutte le volte. Perché vuol dire che i cittadini sono ancora interessati al dibattito democratico e alla soluzione dei problemi. Vogliono dare il loro contributo e noi siamo qui per ascoltarli”. L’ultimo Pomeriggio ha visto come protagonista il mondo giovanile. Sono intervenuti oltre un centinaio di giovani che hanno posto richieste e sollevato alcune criticità. Tutti sono stati ascoltati, di tutti si è tenuto conto.

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politiche sociali

stranieri METROPOLITANI La provincia di Milano è il territorio a più alta concentrazione di cittadini stranieri. Una presenza triplicata negli ultimi dieci anni. Il 2010 è stato l’anno del sorpasso su Roma, come conferma il rapporto Ismu presentato dall’assessore provinciale alle Politiche sociali della Provincia di Milano, Massimo Pagani, lo scorso dicembre. Un’analisi statistica che ha gettato le basi per due importanti novità nella politica dell’Ente: un progetto,

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premiato a livello nazionale, per la gestione del rapporto famiglia-badante e l’adesione alla rete nazionale per i Rimpatri volontari assistiti (RVA). La provincia di Milano, con 424.000 stranieri (180.100 nei Comuni della Cintura e 244.300 nel capoluogo) si conferma la prima realtà lombarda con il 35,7% della quota regionale.


GLI STRANIERI IN PROVINCIA QUESTI I NUMERI

I RIMPATRI VOLONTARI E ASSISTITI

UN DVD PER AIUTARE FAMIGLIE E BADANTI A CAPIRSI MEGLIO

L’età media dei cittadini immigrati passa dai 28 anni del 1997 ai 34 anni del 2009, e cresce anche il livello di istruzione: se nel 1997 il 10,3% dichiarava di non aver nessun titolo di studio, nel 2009 questa soglia si è dimezzata, assestandosi intorno al 5,3%. Quanto alla fotografia della provincia, al 1° luglio 2009 il 56,6% degli immigrati complessivi in provincia di Milano - ed in particolare il 64,5% della subcomponente irregolare, 45mila unità su un totale di 69mila - viveva nel Comune capoluogo, che accentra così 237mila presenze da Paesi a forte pressione migratoria, ovvero più di un sesto della popolazione complessiva della medesima metropoli. Capoluogo a parte, all’interno della provincia di Milano i distretti socio-sanitari con le maggiori presenze straniere al proprio interno sono, nell’ordine, quelli di Sesto San Giovanni (con 21mila unità), Cinisello (con 17mila), Garbagnate Milanese (con 16mila), Legnano (con 15mila), Vimodrone (anch’esso con quasi 15mila), San Donato (con 14mila) e Rho (con 11mila). Quelli invece con minori presenze sono Paullo e Pieve Emanuele con circa 4 mila unità a testa. Chiude San Colombano al Lambro con solo 640 unità.

“I dati fanno e devono far riflettere - spiega l’assessore Massimo Pagani -. Le statistiche fini a se stesse non ci interessano. Il rapporto parla anche di una immigrazione che si sposta dalla città capoluogo ai Comuni della provincia. La crisi che ha toccato le nostre famiglie si ripercuote in maniera ancora più marcata sugli immigrati: in città è più difficile trovare lavoro, e senza lavoro gli affitti diventano insostenibili, e senza casa non c’è integrazione”. La provincia, da questo punto di vista, offre ancora qualche spiraglio. Ecco perché, oltre a garantire il supporto assistenziale e informativo agli stranieri, la Provincia ha aderito alla rete Nirva. Si tratta del network nazionale per i Rimpatri volontari assistiti (RVA): agli immigrati che qui non ce la fanno più, vengono offerti gli strumenti per essere accompagnati al Paese d’origine, attraverso un sostegno economico, ma anche formativo, in modo che possano riportare a casa le conoscenze acquisite in Italia. Il Fondo europeo per i rimpatri 2008-2013 ha, per tutto il quinquennio, una dotazione finanziaria complessiva di circa 70 milioni di euro, integrati dal co-finanziamento del Governo Italiano e ripartiti annualmente.

Accoglienza, integrazione vera e legalità sono parole chiave nell’azione quotidiana della Provincia. E proprio a questi dettami si ispira il progetto “In famiglia”, premiato a livello nazionale e tra i 30 finanziati con l’ultimo bando Unrra lanciato dal ministero dell’Interno. Grazie a un contributo di circa 160mila euro (a cui si aggiungono 175mila euro di cofinanziamento provinciale), l’assessorato alle Politiche sociali della Provincia produrrà un dvd video per agevolare il rapporto tra le famiglie e le badanti. Sarà una guida virtuale per aiutare nella gestione del rapporto lavorativo, ma anche relazionale, con le badanti. Un supporto alla regolarizzazione, ma anche all’integrazione. Si tratta di una iniziativa, questa, rivolta alle famiglie per una corretta tenuta dei rapporti contrattuali e relazionali con la propria badante, e per agevolare l’incontro domanda/ offerta in questo campo. Il dvd sarà composto da otto puntate (come una fiction) che seguono le fasi più importanti della relazione tra l’anziano, i familiari e l’assistente: dal momento della decisione di inserire in famiglia una “badante” al rapporto che nel tempo andrà, di volta in volta, ad instaurarsi.

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politiche sociali

LA CASA

DEI PADRI SEPARATI Quando un’idea vincente aiuta a vivere meglio le persone in difficoltà.

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L’idea è stata vincente, e il laboratorio che la Provincia di Milano ha messo in campo per testarla ha confermato la necessità della struttura e l’urgenza di crearne delle altre. Stiamo parlando della Casa dei papà separati, il progetto voluto dall’assessore alle Politiche sociali, Massimo Pagani, e inaugurato a Rho. Il primo bilancio della struttura di corso Europa si chiude, dunque, positivamente: le domande di richiesta pervenute al 31 dicembre 2010 sono state 29 e con le ammissioni decise dalla Commissione riunitasi lo scorso 11 gennaio, i papà ospitati sono al momento 10 (altri due sono in attesa di ingresso) a fronte delle 15 camere messe a disposizione dalla Provincia. Il progetto “Casa dei papà separati” intende non solo sostenere il diritto abitativo di genitori che si trovano in difficoltà economiche alla luce di una serie di nuove emergenze legate al distacco famigliare, ma cerca di offrire allo stesso tempo una serie di servizi di supporto alla genitorialità e di accompagnamento: servizi per il lavoro, casa, formazione, ricollocazione professionale, sostegno psicologico. “I genitori separati che vivono il dramma del distacco famigliare e si ritrovano sotto la soglia di povertà sono ormai decine di migliaia solo nel nostro territorio, si tratta dei cosidetti “Nuovi poveri” – spiega l’assessore Pagani –La nostra azione vuole tamponare l’emergenza che si crea dopo la separazione e garantire la continuità del rapporto tra genitori e figli, in modo che la crescita e l’educazione vengano garantite da entrambi i genitori. Questi primi mesi di sperimentazione ci hanno concesso di rivedere i criteri di ammissione, di ascoltare le esigenze degli ospiti, di capire una realtà che purtroppo è in espansione e che chiede un sostegno concreto, non solo economico. Dopo l’avvio di questo progetto molti enti pubblici e molte associazioni si sono avvicinati, e a volte hanno replicato in piccolo il nostro progetto, a conferma della bontà dell’idea e dell’urgenza della situazione.

Quindici camere, ne siamo perfettamente consapevoli, non sono solo la risposta alle migliaia di casi aperti: ma quello di Rho è prima di tutto un laboratorio sociale, è la piattaforma che permetterà a noi e a molti altri di attuare un modello efficace di risposta”. Il periodo di permanenza previsto dal progetto è di 8-12 mesi. Partner del progetto sono l’Associazione famiglie separate cristiane onlus e lo stesso Collegio padri oblati che ha messo a disposizione un’ala della Casa degli Oblati Missionari.


agricoltura e parchi

I PARCHI

FANNO BENE ALL’AMBIENTE Il Parco Nord, il Boscoincittà a Milano, il Bosco delle Querce a Seveso: sono solo alcuni dei più significativi interventi realizzati dalla Provincia di Milano che, relativamente alla forestazione urbana in Italia, è stato senza dubbio l’ente pubblico pioniere per eccellenza. Ottantamila nuovi alberi messi a dimora nell’ultimo anno, oltre ai collaudi di vari progetti di imboschimento su una estensione di novanta ettari.

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agricoltura e parchi

PRONTO SOCCORSO PER ANIMALI SELVATICI

Gli animali selvatici trovati in difficoltà nella provincia di Milano, giungono alle cure dello staff del CRAS WWF di Vanzago, dove è giornalmente presente un medico veterinario affiancato da un gruppo di volontari. Oltre alla clinica veterinaria, al suo interno si trovano numerose stabulazioni per la degenza immediata degli animali e ampi gabbioni, collocati nel mezzo del bosco, nei quali, per esempio gli uccelli rapaci, possono riabilitarsi alla vita selvatica senza alcun disturbo o interferenza proveniente dall'ambiente urbanizzato circostante. L’ospite, consegnato dalle guardie provinciali della Polizia Locale o direttamente dai suoi soccorritori, viene accolto gratuitamente e gli viene diagnosticata la causa dell’infermità. Per ogni esemplare si compila una cartella clinica,

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Il soccorso di un rapace in difficoltà. Nella pagina precedente, uno scorcio del Parco Nord Milano.

Cosa fare se ci si imbatte in un animale in difficoltà? Semplice, si telefona allo 02.935.490.76. A rispondere, e a consigliarti sul da farsi, è il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) WWF di Vanzago, struttura di appoggio della Provincia di Milano, che si trova nella parte più interna dell’oasi. L’orario di accoglienza degli animali in difficoltà: tutti i giorni (festività comprese) dalle 9.00 alle 18.00.

contenente il maggior numero possibile di informazioni sul ritrovamento, la diagnosi e la terapia stabilita. Successivamente l’animale viene collocato in un box o in un gabbione, all’esterno o in stabulazioni riscaldate, a seconda delle sue esigenze e dello stato di salute. La degenza dura normalmente da una a tre settimane; passato questo periodo, l’esemplare ormai recuperato viene trasportato nei gabbioni più ampi, dove si disabitua alla presenza dell’uomo e recupera l’attitudine al volo, e, più in generale, alla vita selvatica. L’ultimo atto della degenza è la liberazione: per le specie più esigenti e territoriali si preferisce optare per una liberazione nello stesso luogo di rinvenimento, negli altri casi la semplice apertura del finestrone delle voliere consente all’animale di tornare in libertà.


educazione alimentare

A mangiare SI IMPARA DA PICCOLI Alimentazione è cultura. Insegnare ai bambini, futuri cittadini, il ruolo della sana nutrizione per la salute, il benessere, e la tutela del territorio. Dalla Provincia di Milano una serie di progetti e interventi. Cultura dell’alimentazione non significa solo sane abitudini alimentari. Significa sicurezza alimentare: insegnare al cittadino a prevenire i rischi che possono derivare da prodotti insalubri, a conoscere i suoi diritti di consumatore, a saper valutare le caratteristiche di un prodotto nel momento in cui fa la spesa. Significa dare valore al proprio territorio esaltando le produzioni tipiche della nostra provincia e sostenendo i nostri produttori. E significa, nel senso più classico, avere rispetto di se stessi, tenersi lontano dagli abusi e migliorare la propria qualità della vita. Per questo, la Provincia di Milano è da sempre attiva su questi temi.

MangiarE sano a scuola È ormai assodato che il momento del pasto a scuola è, a tutti gli effetti, un’occasione educativa da non perdere. Per questo, occorre mettere in atto una serie di iniziative che la facciano diventare un momento per proposte alimentari corrette, sperimentazione di nuovi sapori, recupero di tradizioni e di prodotti tipici. Partire dal pasto in mensa per svolgere un lavoro di educazione alimentare nelle classi, per parlare di cibo, di come si produce, di quali caratteristiche possiede, di come risponde alle nostre aspettative, è senza dubbio un ottimo inizio in questo caso. Anche una sperimentazione sul gusto, un’educazione al riconoscimento degli alimenti e all’assaggio, sono attività che permettono ai bambini di conoscere e apprezzare nuovi sapori condividendo esperienze. Perché si deve ricordare che quella del cibo è una cultura, un’educazione.

I progettI iN CAMPO Con la Asl Milano 1 è attivo da un paio d’anni un progetto sperimentale nelle scuola dell’infanzia di tre comuni dal titolo “Merendiamo”, per stimolare i bambini e i loro genitori a preparare delle merende gustose e salutari a base di frutta e verdura. Per favorire l’inserimento delle produzioni a filiera corta nella refezione scolastica, si organizzeranno quindi dei corsi di formazione per i funzionari comunali che si occupano della materia in modo che in seguito possano preparare capitolati ad hoc in occasione delle gare per l’assegnazione dei servizi mensa. Per facilitare il percorso di avvicinamento della filiera sono stati coinvolti nel progetto le rappresentanze professionali degli agricoltori e della refezione scolastica. Sulla scia dell’avvicinamento e del confronto tra categorie imprenditoriali, si sta inoltre sviluppando la filiera del pane. Il progetto prevede l’utilizzo dei frumenti prodotti nel territorio milanese da coltivatori che possono garantire la qualità dei loro cereali. Successivamente, dopo la trebbiatura del frumento, i frutti delle spighe vengono lavorati in un mulino con particolari caratteristiche tra cui la macinatura a pietra. Con la pregiata farina che ne deriva, i panificatori milanesi, con la loro ormai consueta ed apprezzata “arte bianca”, la trasformano in ottimi sfarinati. Un progetto importante, insomma, che mira a ottenere un pane di qualità, garantito dalla specifica territorialità milanese. Ecco perché tutti i soggetti coinvolti dovranno aderire a un disciplinare produttivo e il percorso sarà garantito da un marchio appositamente studiato. Per informazioni: www.provincia.milano.it/agricoltura

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UNA RETE

PER LA SICUREZZA Per la tutela dell’ambiente, contro le infiltrazioni criminali. Questi alcuni dei compiti affidati alla Polizia provinciale, un corpo da sempre al servizio dei cittadini del Milanese. Discariche abusive e cave, che spesso nascondono fenomeni di criminalità organizzata, sono i luoghi maggiormente ispezionati. La Polizia provinciale è schierata in prima linea sul fronte della difesa del territorio, soprattutto contro i reati di tipo ambientale. Il controllo capillare e costante da parte degli agenti è finalizzato a verificare che gestione e trattamento dei rifiuti - industriali, speciali e tossici - siano effettuati in maniera corretta. Alla Polizia provinciale si rivolge il cittadino che, per esempio, nota un veicolo abbandonato ai bordi della strada o quello che si accorge dei troppi

rifiuti riversati dove sta per essere realizzato un parco giochi. È qui che gli agenti hanno l’opportunità di offrire il proprio contributo nella lotta contro il degrado e a sostegno della sicurezza urbana. Ma la tutela dell’ambiente non può prescindere dalla cura e dalla difesa degli animali. Ecco perché il recupero faunistico è tra gli altri impegni principali della Polizia provinciale, che si tratti di un uccellino ferito, di animali esotici importati illegalmente o costretti a vivere in condizioni disagiate. Un fronte sul quale la Polizia provinciale ha voluto instaurare un proficuo rapporto


di collaborazione con le Guardie ecologiche volontarie. Stabilire una robusta rete di comunicazione tra tutte le polizie locali dei singoli Comuni della provincia è la direzione nella quale va la politica del corpo. L’obiettivo è rappresentare sempre di più un punto di riferimento per tutti i comandi locali, con la disponibilità a essere presenti laddove le energie non fossero sufficienti. La Polizia provinciale di Milano conta 90 agenti, di cui 15 ufficiali e 75 agenti oltre a 15 collaboratori amministrativi, dislocati su una sede centrale e sei comandi territoriali: Trezzo, Paullo, Legnano, Bollate e Idroscalo; a cui si è di recente aggiunto quello di Abbiategrasso. La centrale operativa è a Milano. Le Guardie ecologiche volontarie che supportano la Polizia provinciale nel recupero faunistico sono 90. Infine, è allo studio un progetto per creare una “cittadella della sicurezza” a San Donato Milanese. Un’area in cui concentrare, in nuovi edifici e nella ristrutturazione degli edifici prefabbricati esistenti, la sede operativa delle Protezione civile, un presidio territoriale della Polizia provinciale, la sede del comitato di coordinamento delle associazioni di volontariato di protezione civile, una “sala operativa” come unica struttura provinciale per la gestione dell’emergenza.

LA PROTEZIONE CIVILE La Protezione Civile di Milano conta tremila volontari, sempre pronti a intervenire, raccordandosi con Regione Lombardia, in ogni emergenza, anche fuori regione. Come nella fase di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo. In quell’occasione furono 600 volontari coinvolti per diversi mesi nella gestione dei campi d’accoglienza. La Protezione Civile è stata in prima fila anche dopo l’esondazione del Seveso di settembre 2010. Così come è stata in Liguria, lo scorso autunno, per contribuire al ritorno alla normalità delle strade dopo l’alluvione di Varazze. È stato organizzato, inoltre, per la prima volta, dalla Provincia di Milano un corso antincendio boschivo a cui hanno partecipato oltre 70 volontari. Dopo l’alluvione in Veneto l’assessorato alla Protezione Civile si è mobilitato per organizzare un concerto di raccolta fondi che si è tenuto lo scorso 26 novembre 2010. All’evento hanno partecipato circa 300 persone. In queste pagine, la Polizia provinciale, la Protezione Civile e le GEV in azione in diversi contesti.

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turismo

LA CRISI C’È

I TURISTI PURE Nonostante la crisi e il rafforzamento della moneta comune nei confronti del dollaro e dello yen, anche nel 2010 i turisti hanno continuato a visitare le bellezze del territorio milanese.

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Dal primo dicembre lo Iat, Ufficio di informazioni turistiche della Provincia di Milano, si è trasferito dall’ex albergo diurno “Cobianchi” di piazza Duomo a piazza Castello, proprio di fronte al bellissimo Castello Sforzesco, grande polo di attrazione turistica della città. Lo spazio destinato al nuovo Iat è quello già utilizzato dall’Urp, l’Ufficio Relazioni con il pubblico della Provincia. L’operazione si inserisce nella politica di contenimento dei costi avviata dall’amministrazione provinciale. Basti pensare che il risparmio annuo sarà di 250 mila euro, grazie a una riduzione delle spese legata all’utilizzo di un’area più ridimensionata rispetto a quella dell’ex Cobianchi. È, inoltre, in fase di definizione un protocollo con il Comune di Milano, Camera di commercio e associazioni di categoria per realizzare su questo modello, razionalizzato e più piccolo, altri punti informativi in diversi punti nevralgici del territorio. La nuova sede permetterà da subito una maggiore integrazione con i servizi offerti dal Comune tra cui la distribuzione di


turismo

A PROPOSITO DI B&B

“Amami card”, la tessera unica che permetterà l’ingresso a molti musei di Milano. La crisi economica non ferma i turisti. “I numeri evidenziano che il turismo a Milano e in provincia tiene” - commenta l’assessore al Turismo Stefano Bolognini. “Ma molto ancora si può fare in termini di promozione del nostro territorio. È indispensabile - continua l’assessore - creare offerte di pacchetti turistici a basso costo di tre o quattro giorni che diano la possibilità a target diversi di visitare la nostra zona. Allo stesso tempo bisogna rilanciare un tipo di turismo legato ai grandi eventi e ad attività culturali, tipo mostre, concerti, rassegne e anche appuntamenti sportivi”. La Provincia di Milano ha registrato più di 9.428.000 presenze di visitatori nei primi dieci mesi del 2009. Una stima cauta fa prevedere che l’anno 2010 si sia chiuso superando gli 11 milioni di presenze, secondo quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Turismo della Provincia di Milano. Particolarmente significativo il dato riferito al turismo d’affari, per il quale Milano si conferma la prima destinazione in Europa per i clienti business e congressuali. “Nonostante siano state dismesse quasi tutte le rotte di Alitalia e nonostante Malpensa sia tuttora penalizzata sulle rotte intercontinentali” - rimarca l’assessore Bolognini. Ma nonostante il dato complessivo di arrivi e partenze sia positivo, a preoccupare il sistema è la progressiva diminuzione della durata media del soggiorno, sceso dalle due notti del 2008 a 1,91 per i clienti italiani e da 2,20 a 2,17 per quelli stranieri. Se le strutture ricettive sul territorio della provincia di Milano offrono più di 88.000 posti letto, (1046 strutture ricettive di cui 687 alberghi e residence), la crescita della capacità ricettiva si concentra negli hotel a 4 e 5 stelle. Attualmente più del 60% dei turisti alloggia in questa categoria di strutture. Inizia però a prendere piede anche un diverso modello di ricettività e aumenta rapidamente il numero dei bed&breakfast: gli ultimi riscontri ci dicono che ne sono stati aperti 14 a Milano e 26 in provincia.

Come aprire un bed&breakfast, quali documenti presentare, a chi rivolgersi, quali sono le leggi da osservare. Per rispondere alle numerose domande che sempre più cittadini ci rivolgono su un fenomeno in crescita, la diffusione dei b&b anche nel nostro territorio, l’assessorato al Turismo della Provincia di Milano ha pubblicato “Aprire un b&b, istruzioni utili e non solo”. Le nostre statistiche documentano una richiesta sempre maggiore di operatori che desiderano intraprendere la strada del turismo in maniera alternativa, sfruttando la disponibilità di spazi della propria abitazione. Un sistema che consente una seconda fonte di reddito per chi lo concepisce come una doppia attività e delle ricadute positive anche in termini di sviluppo economico. Nello stesso tempo rientra in un tipo di turismo sostenibile, dal momento che in genere l’attività del b&b è svolta in strutture già esistenti a carattere familiare. Le numerose richieste di informazioni che ogni giorno giungono agli uffici, hanno spinto la Provincia di Milano a organizzare corsi gratuiti di formazione su come aprire un bed&breakfast, come gestirlo e organizzarne l’avvio, che hanno riscosso notevole successo e che saranno ripetuti in futuro. E l’evento Expo 2015, come l’occasione giusta, il momento adatto, per l’avvio di un bed&breakfast. www.visitamilano.it

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expo 2015

SINDACI A CONSULTO PER

Al via il Road Show nelle piazze dei Comuni del Milanese: la prossima esposizione universale del 2015 si apre ai cittadini e alle istituzioni coinvolte sul territorio.

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Si è svolto, a Palazzo Isimbardi, l’incontro “Expo – La parola al territorio”. Al convegno hanno partecipato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, l’assessore all’Expo, Silvia Garnero, e più di 80 sindaci del Milanese, per raccogliere idee, suggerimenti e progetti di ogni singola realtà in vista del 2015. “La Provincia di Milano s’è posta, a partire dalla seconda metà del 2009, come soggetto coordinatore del territorio e delle comunità locali che devono essere coinvolti nella fase di pianificazione di Expo 2015 - ha dichiarato il presidente Podestà -. Sono i Comuni e i cittadini, del resto, che, ci hanno sollecitato a raccogliere la sfida”. Expo, oltre che un importante volano economico, costituirà, infatti, anche una tappa epocale per la nuova definizione amministrativa, territoriale e infrastrutturale del Milanese e di Milano. Il successo

di Expo sarà, d’altra parte, direttamente proporzionale alla capacità di coinvolgere i Comuni della provincia attraverso un sistema reticolare di condivisione e di concertazione che, mi auguro, possa rivelarsi pure un utile banco di prova dell’istituzione della Città metropolitana. Si impongono politiche di area vasta per gestire un evento fondamentale nelle tappe di modernizzazione del territorio. “L’incontro di oggi ha sancito il primo appuntamento ufficiale con il nostro territorio e i nostri sindaci da quando è stato dato l’ok definitivo dal Bie - ha sottolineato l’assessore alla Moda e all’Expo, Silvia Garnero -. Le proposte dei sindaci sono state tante ed è uscito lo spirito necessario a un evento di tale grandezza quale è Expo 2015. Questo è il primo di una serie di appuntamenti che stiamo organizzando in questo anno di lavoro”.

Un momento dell’incontro con i Sindaci. da sinistra a destra, l’assessore Silvia Garnero, il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei e, in piedi, il presidente della Provincia, Guido Podestà.


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expo 2015

Da Piazza Duomo fino all’area dell’Expo pedalando su una ciclovia unica. E lungo il percorso turismo, arte e relax.

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Percorsi e nodi, illuminati anche durante le ore notturne con sistemi LED, arricchiti da immagini artistiche e di promozione turistica. Questa sarà la pista ciclopedonale che collegherà Milano e l’area dell’Expo. L’opera, che verrà realizzata grazie a un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro, si snoderà lungo un tracciato di 6,5 chilometri con diramazioni per 1,4 chilometri e si caratterizzerà per l’integrazione con il sistema della Metropolitana e delle Ferrovie e per la qualità dell’arredo urbano. Sarà, tral’altro, una delle prime a essere realizzate tra quelle inserite e previste nel Dossier Expo 2015. Pista Comune Pista PROVINCIA

«Parlare di pista ciclabile è riduttivo – ha dichiarato il presidente Podestà -. Ci troviamo, infatti, davanti a un progetto da considerare pilota per tutti quelli legati a Expo, che devono essere improntati alla condivisione delle scelte fra tutti i soggetti pubblici e privati interessati. Si tratta di uno studio di fattibilità che, oltre a intensificare l’impegno profuso dalla Provincia nella trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà dei collegamenti ciclopedonali, permetterà di integrare un sistema di mobilità “dolce” a reti ferroviarie e metropolitane, arterie su asfalto e vie d’acqua. Va sottolineato, inoltre, il coinvolgimento di studenti


expo 2015

Le panchine d’artista che saranno disposte lungo la ciclovia che porterà all’area di Expo.

e neolaureati dell’Accademia di Brera nella proposta di un arredo urbano pensato per valorizzare non solo l’opera stessa ma anche i luoghi attraversati».  «Realizziamo la “ciclabile” Milano-Expo perché assolva a due importanti funzioni – ha aggiunto l’assessore De Nicola -: servire i visitatori dell’Esposizione universale e incentivare la mobilità in bicicletta affermandola a gradevole alternativa agli spostamenti, pure extraurbani, in auto. Per questo motivo, abbiamo delineato un percorso sostenibile e capace di unire arte, servizi e identità del territorio». Il collegamento ciclabile tra il Raggio Verde 7 (quello

Duomo-Molino Dorino) del Comune di Milano con il Polo fieristico di Rho-Pero e l’Area Expo, è percorso non breve e attraversa aree densamente abitate, incrociando vie di traffico non solo locale. Per questo motivo, il progetto, elaborato dal Centro studi del Pim con il coinvolgimento della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e dell’Accademia di Brera, prevede la realizzazione, lungo il percorso, di aree di sosta e di collegamento con altri mezzi di trasporto, adeguatamente attrezzate. L’itinerario parte, dunque, dalla metropolitana di Molino Dorino per proseguire verso il polo fieristico di Rho-Pero, l’area dell’Expo e oltre, per congiungersi alle piste che raggiungono il Ticino e l’aeroporto di Malpensa. Occorrerà circa mezz’ora per l’intera tratta, ma si può decidere di fare anche una sosta lungo il percorso per una connessione ad internet presso una delle strutture di servizio dotate del sistema wi-fi, o presso una delle aree di ristoro dove, oltre a poter acquistare uno snack, sarà possibile ottenere informazioni sulle caratteristiche del territorio circostante come monumenti, patrimonio naturalistico, storico, culturale, eventi in programma nei pressi del tracciato, presenza di negozi, bar e ristoranti della zona. Percorsi vivi e sostenibili in grado di stimolare varie economie oltre lo specifico utilizzo. Servizi e comfort ma anche rispetto dell’ambiente e impatto emozionale grazie all’inserimento di opere d’arte contemporanea.

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ROSA 58

La Provincia è da sempre impegnata in politiche femminili che tutelano la dignità e le pari opportunità.

Recentemente lo stesso presidente Guido Podestà ha voluto, accogliendo un suggerimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolineare l’importanza delle donne annunciando che la Provincia avrebbe celebrato l’anniversario dei 150 anni della Repubblica con iniziative in “rosa”. “Le donne sono da sempre al centro dei servizi e delle iniziative della Provincia”- sottolinea anche l’assessore alle Pari Opportunità, Cristina Stancari, attraverso, in primo luogo, una serie di servizi di informazione, orientamento e consulenza rivolti alle donne e agli uomini residenti o domiciliati a Milano e provincia.

L’OSSERVATORIO DONNA Una linea verde (n.800 097 999) gratuita e riservata per ricevere informazioni sui servizi territoriali, orientamento in tema legale, psicologico, sociale, previdenziale e di diritto del lavoro, e consulenze dirette con esperti in infertilità di coppia (unico servizio offerto da una pubblica amministrazione). Attraverso una banca dati contenente più di 5 mila

servizi e risorse disponibili sul territorio, l’Osservatorio Donna è in grado di indirizzare le donne verso le associazioni, i Comuni, i servizi sanitari e gli enti pubblici o privati che operano nei diversi settori.

LO SPAZIO ROSA Un servizio di orientamento e counselling per il lavoro dipendente e autonomo. Offre corsi formativi specialistici per le donne, per promuovere il proprio progetto personale e professionale; colloqui individuali e di gruppo per orientarsi nella ricerca del lavoro; incontri a tema sull’imprenditorialità e sui diritti nel mondo del lavoro; informazioni e orientamento ai servizi presenti sul territorio per conciliare lavoro e famiglia. Nell’anno appena trascorso, ha ricevuto oltre 600 richieste ed effettuato circa 70 colloqui di counselling individuale e 90 colloqui di orientamento ai servizi territoriali.

www.provincia.milano.it/donne Un servizio di informazione quotidianamente aggiornato sulle iniziative organizzate sul territorio. Si trovano poi le ultime news per le cittadine e le associazioni, le pubblicazioni e i dati statistici di genere più attuali. È anche possibile ricevere la newsletter (Notiziario Donna): finora sono quasi 9mila gli iscritti e le iscritte.

Le politiche femminili Oltre ai servizi, le politiche femminili si articolano anche in progetti, alcuni cofinanziati in collaborazione con il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, dedicati a specifiche tematiche: il lavoro; la conciliazione dei tempi, la violenza. Continua, inoltre, la distribuzione della Pink Card, la tessera gratuita, rilasciata alle donne residenti a Milano e provincia, che permette di ottenere sconti e agevolazioni per salute e benessere, casa e famiglia, formazione, cultura e tempo libero.


L’OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA VIOLENZA DI GENERE Da alcuni anni la Provincia di Milano ha iniziato con le associazioni femminili e i centri antiviolenza che, a vario titolo, sono attivi sul territorio provinciale per prevenire e contrastare la violenza, l’abuso e il maltrattamento delle donne, un percorso finalizzato alla conoscenza del fenomeno e della sua diffusione a livello territoriale, alla raccolta di dati e informazioni, al confronto su criticità ed esperienze, alla programmazione di possibili interventi mirati. L’obiettivo degli interventi è creare linguaggio comune, abbattere gli stereotipi, includere e responsabilizzare gli uomini nella eliminazione della violenza. È stato così costruito un sistema di raccolta dati per il monitoraggio della violenza di genere in provincia di Milano. Questo permetterà di avere un primo quadro puntuale sui casi di violenza, la loro diffusione, natura e tipologia, al fine di implementare efficaci politiche e azioni di contrasto. Con i centri e le associazioni antiviolenza verrà messa a punto, testata e validata, in collaborazione con l’Università Bicocca, Dipartimento di Statistica, una scheda di rilevazione dati dei casi segnalati e presi in carico, che dovrebbe essere definita e utilizzata da tutti i servizi che entrano in contatto con le vittime.

presentato allo Spazio Oberdan lo scorso 10 novembre. Le azioni finora realizzate hanno ottenuto un buon riscontro. Lo stesso video documentario è stato richiesto da altre amministrazioni e associazioni sull’intero territorio nazionale. I laboratori educativi verranno replicati in altre realtà territoriali. Nei mesi prossimi verranno organizzate in partnership con le amministrazioni locali serate di discussione sul tema per sensibilizzare il pubblico maschile e femminile.

I CORSI DI AUTODIFESA Nel settembre 2010 la Provincia di Milano ha promosso tre corsi gratuiti di autodifesa per le donne, della durata di sei settimane ciascuno, che si sono tenuti nella palestra di Palazzo Isimbardi, sede principale della Provincia di Milano in via Vivaio, 1. I corsi, destinati a un massimo di cinquanta donne (hanno risposto tantissime, in 226), si tengono due volte a settimana. Le donne coinvolte impareranno, così, le tecniche di base di autodifesa, di disarmo e di prevenzione e si confronteranno con una psicologa per approfondire ed elaborare le dinamiche psicologiche legate a situazioni di aggressione e di pericolo. Il primo dei tre corsi ha preso il via l’11 ottobre dello scorso anno, il secondo è partito il 17 gennaio e il terzo il 7 marzo.

PARLA CON LUI

progetto Organizzazione di genere

Dialogare con gli uomini per vincere contro la violenza di genere, è un progetto cofinanziato, che ha visto la partecipazione di diversi attori. L’obiettivo è lavorare sul punto di vista maschile, sia in un’ottica di conoscenza del fenomeno che di prevenzione e sensibilizzazione, nella prospettiva del cambiamento di atteggiamenti e comportamenti, attraverso il coinvolgimento formativo delle figure educative maschili. È stato prodotto un video documentario,

In sei aziende milanesi verrà sperimentato l’audit di genere per monitorare e valutare le pari opportunità nei processi organizzativi aziendali. Le consulenti esperte guideranno poi le aziende nella programmazione, pianificazione, implementazione delle pari opportunità necessarie per ottimizzare la gestione delle risorse umane. Il progetto ha già riscosso molto successo tanto che altre aziende si sono proposte per il prossimo anno.

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provincia a fumetti

UNA STORIA A

FUMETTI Il racconto della storia della Provincia di Milano verrà bissato da uno speciale sulle donne lombarde che fecero l’Italia in occasione dei 150 anni dell’Unità.

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Rileggere la storia della Provincia, e non solo come istituzione, attraverso le tavole dei fumetti. Inserito nel programma delle celebrazioni per il 150esimo della Provincia di Milano, e nato da un idea dell’assessore alle Politiche giovanili, Cristina Stancari, il volume “150 Anni della Provincia di Milano a Fumetti” narra, infatti, attraverso le tavole sceneggiate da Costanza Prinetti e disegnate dai giovani diplomati alla Scuola del Fumetto di Milano, la storia e l’evoluzione della Provincia. In cinque capitoli, si raccontano la nascita e gli avvenimenti che hanno visto protagonisti il nostro Ente. La tecnica narrativa prevede un continuo alternarsi di “flash-back” e “tempo presente”, di storia e quotidianità. Protagonisti un gruppo di ragazzi di una scuola che, in occasione di una visita a Palazzo Isimbardi scopre l’antica storia dell’Istituzione. Nelle tavole sono riconoscibili non solo i palazzi della Provincia, ma anche alcuni luoghi simbolo del territorio come l’Idroscalo, il teatro degli Arcimboldi, la centrale idroelettrica di Trezzo sull’Adda. Una curiosità: nella ricerca delle informazioni, i giovani hanno potuto disegnare anche gli interni dei due bunker (la cosiddetta torre delle Sirene e il bunker interrato) non aperti al pubblico. Visto il successo l’assessore Stancari (nella foto a destra insieme al Presidente Podestà) ha promosso un bis: la pubblicazione di un album sulle eroine del Risorgimento, scritto dalle allieve della Scuola del Fumetto di Milano e che vede come protagoniste alcune donne lombarde che hanno contribuito a creare l’Italia. Le opere saranno distribuite nelle scuole e biblioteche del territorio.


provincia a fumetti


IDROSCALO estate 2011

In queste pagine, l’Idroscalo con tutte le sue opportunità per lo sport e il tempo libero.


IDROSCALO estate 2011

Idroscalo aperto per ferie Acque sicure, spiagge attrezzate, relax e sport per tutti. L’Idroscalo risponde presente alla chiamata dell’estate 2011 e spalanca le sue porte ai giovani e alle famiglie. Da sabato 4 giugno alla fine di settembre il “mare di Milano” diventa il centro della summer season metropolitana. Un cuore battente, chiamato a scandire anche i ritmi della corsa verso Expo 2015. La nuova stagione, in questo senso, rappresenta una svolta per l’Idroscalo e i suoi tanti affezionati. Il grande parco acquatico è stato scelto, insieme alle aree di Rho-Pero, quale sito di riferimento dell’Esposizione universale: ospiterà alcune fra le più grandi manifestazioni collaterali previste dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. Prima fra tutti i Campionati Mondiali di Canoa sprint, recentemente assegnati dalla Federazione internazionale. Un’investitura, quest’ultima, che conferma Idroscalo quale palestra a cielo aperto di assoluto livello. Intanto Provincia di Milano ha già avviato i preparativi per farsi trovare pronta all’appuntamento con Expo. In queste settimane sono stati avviati i primi cantieri per il rilancio di tutto il complesso: una ventina gli interventi finanziati con il contributo di Regione Lombardia e destinati a migliorare le dotazioni del parco. Si comincia dalla realizzazione di un nuovo, grande ingresso al lago, collegato a una pista ciclabile, affacciato a un’ampia piazza destinata ad ospitare gli eventi più vari. Si prosegue con la realizzazione di un teatro all’aperto, ecocompatibile, collocato tra la riva e il bosco. Alla fine dell’estate è rimandata l’apertura di tutti gli altri cantieri. Porteranno alla creazione, entro il

2012, di un avveniristico parco giochi per bambini, con giochi d’acqua fatti per stupire e divertire, di uno spettacolare giardino delle rose, di un nuovo sistema di illuminazione scenografica dei punti più suggestivi di Idroscalo. E ancora, saranno approntati nuovi percorsi naturalistici e rinnovata gran parte delle strutture oggi presenti. L’avanzamento dei lavori è stato pianificato in modo da ridurre al minimo i disagi per gli utenti che, anche quest’anno, potranno contare su un’ampia offerta in termini di servizi ed eventi. A spiegare le opere in via di realizzazione saranno speciali segnaletiche, realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. La collaborazione fra la Provincia e il prestigioso istituto milanese - alla quale si aggiunge quella con la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano - rientra in un più ampio processo di trasformazione. L’obiettivo, da sviluppare in futuro, è quello di fare dell’Idroscalo un grande giardino dell’arte. Primo esempio in Italia di parco pubblico dedicato al tema, le sponde del lago sono destinate ad accogliere sculture d’arte moderna, realizzate da artisti di comprovata fama. La nuova vocazione di Idroscalo si integrerà alla perfezione con le sue funzioni più tradizionali: quella di grande contenitore di eventi sportivi e per il tempo libero. In questo senso, l’estate 2011 si preannuncia ricca di appuntamenti pensati per intrattenere le 500mila e più persone attese sulle rive del bacino. Da non perdere lo spettacolo offerto dai

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IDROSCALO estate 2011

Campionati mondiali di Wakeboard. Salti ed evoluzioni sull’acqua saranno protagonisti per cinque giorni, dal 12 al 17 luglio. A corollario delle grandi manifestazioni sportive verranno riproposti gli open day dello sport, grazie ai quali tutti potranno cimentarsi in una fra le venti discipline acquatiche e terrestri praticabili nel parco. È invece una gradita conferma la riapertura della balneazione su un lungo tratto di spiaggia. Anche quest’anno, per volere del presidente Guido Podestà, le sponde saranno guardate a vista da personale di salvamento. Un’ulteriore garanzia di tranquillità per quanti vorranno rinfrescarsi nelle acque di falda del lago. Come sempre un’attenzione particolare sarà destinata ai bambini. Sulla scorta del successo ottenuto nel 2010, Provincia di Milano ripropone i camp estivi per bambini e ragazzi di età scolare, condotti da team di educatori tra i più titolati. In contemporanea, continueranno le attività di intrattenimento creativo organizzate alla Sala Azzurra della Punta dell’Est dal Muba, il Museo dei Bambini. Per informazioni www.idroscalo.info

Una giornata di sport in rosa dedicata alle donne Tiro con l’arco, basket, calcio e calcetto, nuoto, canoa, scherma, pattinaggio, arrampicate e tanto altro sport per una domenica speciale, tutta dedicata alle donne. Un’occasione che ha permesso, lo scorso 22 maggio, di sperimentare e condividere esperienze diverse, con particolare attenzione alle atlete con disabilità. Organizzata dall’assessorato allo sport e pari opportunità della Provincia, l’iniziativa “in rosa” ha visto la partecipazione di centinaia di atlete che hanno pacificamente invaso il bacino dell’Idroscalo. L’iniziativa è stata supportata dalle diverse federazioni sportive, liete del coinvolgimento, e rientra nelle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che la Provincia di Milano si è impeganta a celebrare “dalla parte delle donne”.


IDROSCALO estate 2011

2015

LA CANOA È MONDIALE L’Idroscalo ospiterà i Campionati Mondiali di Canoa sprint del 2015. Lo hanno deciso i 29 membri del Comitato della Federazione internazionale Canoa, riuniti lo scorso aprile a Parigi. La candidatura di Milano ha prevalso su quelle della tedesca Duisburg e di altre città europee. Primo evento sportivo a entrare nel programma di Expo 2015, i Mondiali di Canoa continuano la lunga tradizione sportiva di Idroscalo: a partire dagli Europei di canottaggio del 1938 fino ai Mondiali del 2003, gli Europei di Canoa del 2008 e i mondiali di Canoa Polo 2010, la storia del parco acquatico si intreccia con quella delle grandi competizioni internazionali. E quest’anno continuerà dal 12 al 17 luglio, con i Campionati Mondiali di Wakeboard, lo snowboard dell’acqua. «Aver conquistato i Mondiali del 2015 mi riempie di orgoglio – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà - Abbiamo costruito questa vittoria inserendo, sin dal nostro insediamento, il rilancio del parco tra le priorità della nostra azione di governo. L’Idroscalo è, d’altra parte, uno dei centri più avanzati d’Europa per la pratica sportiva, anche dei diversamente abili». La competizione porterà sul nostro territorio oltre 1.500 atleti, tra normodotati e paralimpici, in rappresentanza di 90 nazioni. I Mondiali del 2015 varranno, inoltre, come selezione per l’ammissione ai Giochi Olimpici di Rio del 2016. «Sono felice per la vittoria di Milano – ha aggiunto l’assessore allo Sport Cristina Stancari - Sport è integrazione e per questo la Provincia è stata da subito in prima fila per sostenere la candidatura della nostra città e del Milanese». In questa pagina, Attività ludiche e sportive all’Idrocamp della Provincia. Nella pagina accanto, La Torre giuria nella zona delle tribune sul bacino viste di lato.

IDROCAMP: PER TUTTI I BAMBINI E I RAGAZZI DELLA GRANDE MILANO L’approssimarsi delle vacanze estive, dopo i tanti mesi passati sui banchi di scuola, è motivo di grande felicità per i nostri bambini e ragazzi. Ma la fine delle lezioni può rappresentare un problema per quei genitorilavoratori che non hanno nessuno cui affidare i figli durante la stagione più calda. Per questo la Provincia di Milano, come ormai da tradizione, ha organizzato speciali camp dedicati ai bambini delle scuole primarie e ai ragazzi delle secondarie di primo grado. Si terranno dal 13 giugno al 9 settembre, da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18, con una pausa nelle due settimane centrali di agosto. Ai ragazzi sarà offerta la possibilità di praticare tutti gli sport attivi nel grande parco acquatico di Milano, oltre a laboratori educativi e corsi di lingue. Per saperne di più si può consultare il sito: www.idroscalo.info


cultura

UN BACIO PER L’ITALIA

In occasione delle celebrazioni “in rosa” dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la Provincia di Milano ha organizzato una mostra legata al capolavoro di Francesco Hayez, Il bacio, una delle opere più note e celebrate della pittura italiana del XIX secolo.

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La Grande Milano ed i suoi eroi risorgimentali, le Cinque Giornate, la Battaglia di Magenta, i simboli delle genti che hanno portato l’Italia ad essere una Nazione, centocinquant’anni fa, cosi come i sentimenti, le persone, gli artisti, protagonisti di questa grande storia. La Provincia di Milano, nell’ambito del programma per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità Nazionale ha ritenuto significativo proporre una mostra dedicata alla genesi di una delle opere più note della pittura italiana del XIX secolo. “L’ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo”, del 1823, sino all’opera, del 1859, conservata a Brera, accompagna tutta la pittura di Hayez e attraversa tutta la vicenda risorgimentale e unitaria, divenendone un potente e riconosciuto simbolo già all’esposizione Universale di Parigi del 1867. La passione, semplice ma straordinaria, che si può leggere nel dipinto di Hayez rappresenta il simbolo di un sentimento profondo che va ben oltre la storia e la vita dei singoli, per divenire l’immagine del movimento unitario; un movimento da non ricondursi ad un mero disegno geopolitico o ad una volontà egemonica, ma da intendersi come bisogno di “dare forma”, nel gran teatro della storia, al riconoscimento di un comune fondamento, alle assonanze di una lingua, alle promesse di una cultura millenaria, ad un sentimento di Nazione fondato sul sentirsi un popolo unito da un comune destino. Riteniamo, quindi, non si debba pensare che tutto questo venga rinchiuso in un passato da evocare in occasione di una ricorrenza, seppur speciale, ma renda tutti noi consapevoli che il grande Valore dell’Unità della Nazione debba essere considerato perenne e da trasmettere alle future generazioni affinché conoscano le proprie origini storiche e culturali e si mantenga viva la passione per un bene comune, l’Unità della Nazione, riconosciuto come fondamento di ogni bene particolare. E’ questo l’auspicio e l’obiettivo che, con la mostra “ Un bacio per L’Italia- Hayez – La Genesi di un Capolavoro”, intendiamo perseguire, convinti come siamo che, ancora oggi, il Bacio di Hayez rappresenti in modo autentico i sentimenti, le passioni e l’anima del nostro popolo, finalmente divenuto Nazione.

www.provincia.milano.it/cultura

LA CASA DELLE CULTURE

Una nuova stagione di rilancio per la struttura di proprietà della Provincia, in via Natta a Milano. L’assessorato alla Cultura ne rilancerà l’attività al fine di renderla ancor di più un reale polo attrattivo e dinamico di diffusione culturale, aperto al territorio, ai gruppi culturali ed alle numerose associazioni rappresentative delle tante realtà presenti a Milano e provincia. Gli obiettivi primari fissati e programmati per la Casa delle Culture del Mondo sono i seguenti: la valorizzazione del dinamismo culturale presente anche nella periferia milanese; la possibilità, concessa al mondo giovanile, di accedere ad un luogo aperto e moderno, centro pulsante di diffusione culturale, di formazione e di conoscenza, anche attraverso una proficua collaborazione con il Consiglio di Zona, gli Istituti Scolastici e l’assessorato all’ Istruzione della Provincia di Milano; favorire una reale integrazione attraverso la diffusione della lingua e della cultura Italiana, nonché della nostra Costituzione, come effettivo e concreto strumento di dialogo tra le diverse culture; offrire opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro, in collaborazione con le categorie interessate e l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Milano. Per informazioni sull’attività della Casa delle Culture è possibile visitare il sito: www.provincia.milano.it/cultura/progetti/la_casa_09

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cultura

UN CINEMA PER ALDA MERINI

Intitolata alla grande poetessa milanese, scomparsa nel novembre 2009, la sala cinema dello Spazio Oberdan.

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Una cerimonia che ha suggellato per sempre il legame tra Alda Merini, la grande poetessa milanese scomparsa nel novembre del 2009, e la ‘sua’ Provincia. Il 3 novembre scorso si è infatti svolta la cerimonia di intitolazione della Sala Cinema di Spazio Oberdan, sede dell’assessorato alla Cultura, alla Merini. All’evento erano presenti Bruno Dapei, presidente del Consiglio provinciale, e Novo Umberto Maerna, vice presidente e assessore alla Cultura di Palazzo Isimbardi. L’iniziativa era inserita nell’ambito delle manifestazioni organizzate dall’Ente per ricordare la grande poetessa milanese. Dal 16 al 28 novembre, inoltre, lo Spazio Oberdan ha ospitato la mostra fotografica “L’anima e la Luce”, curata da Giuliano Grittini e dedicata

alla Merini. «Alda Merini ci ha lasciato un’immensa varietà di prose e versi che hanno scandito le diverse fasi di una vita travagliata, sofferta ma pur sempre vissuta con amore, dignità e determinazione – hanno dichiarato il presidente della Provincia, Guido Podestà, e il vice presidente Novo Umberto Maerna. L’intitolazione della Sala Cinema dello Spazio Oberdan, il luogo simbolo delle attività culturali della Provincia, rappresenta senz’altro un gesto che racchiude in sé un valore simbolico capace di trascendere il pregio degli innumerevoli eventi che hanno scandito il ricordo della poetessa. Lo Spazio Oberdan da oggi sarà custode anche delle memorie che la Merini ci ha lasciato attraverso la sua opera letteraria”.

beato giovanni paolo ii il papa dei giovani e dei popoli Lo scorso primo maggio Giovanni Paolo II è stato proclamato beato, nel corso di una solenne cerimonia tenuta a Roma davanti a migliaia di persone. Per celebrare questo evento e, allo stesso momento, ricordare la figura di uno degli uomini più importanti del Novecento, per l’influenza e il carisma dimostrato nel corso del lungo pontificato (iniziato nel 1978 e terminato nel 2005) la Provincia di Milano ha voluto promuovere una mostra documentaria e fotografica dedicata al Papa. Le foto, in particolare, gigantografie provenienti dall’archivio dell’Osservatore Romano e dal fotografo personale e amico Grzegorz Galazka, oltre che dall’agenzia Catholic Press Foto, che testimoniano i momenti più significativi del pontificato, sono state esposte, fino al 22 maggio, nel cortile d’onore di Palazzo Isimbardi


cultura

a sinistra foto di Sergio Ramazzotti. In basso Un momento della deposizione della stele, da sinistra a destra, Ennio Chiodi, Guido Podestà, Elisabetta Polenghi e Novo Umberto Maerna.

LIBERTÀ

D’INFORMAZIONE

Dalla Provincia una stele per ricordare tutti gli inviati italiani caduti in guerra per la libertà di informazione. Lo scorso novembre il presidente della Provincia, Guido Podestà, ha scoperto assieme al vice presidente, Novo Umberto Maerna, una stele collocata nel Cortile d’onore di Palazzo Isimbardi che elenca i nomi di tutti i giornalisti e foto cineoperatori italiani morti nei contesti bellici dal nostro dopoguerra a oggi. La stele reca, in ordine cronologico rispetto alla morte, i nomi di Almerigo Grilz, caduto a Caia in Mozambico il 19 maggio 1987; Guido Puletti, ucciso in Bosnia Herzegovina il 29 maggio 1993 dalle truppe paramilitari bosniache; Dario D’Angelo, morto il 28 gennaio 1994; Marco Luchetta, deceduto a Mostar il 28 gennaio 1994, insieme con Alessandro Ota; Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994; Marcello Palmisano, caduto in Somalia il 9 febbraio 1995; Antonio Russo, deceduto a Tbilisi il 16 ottobre 2000; Maria

Grazia Cutuli, uccisa in Afghanistan il 19 novembre 2001; Raffaele Ciriello, colpito a morte a Ramallah da un carro armato israeliano il 13 marzo 2002; Enzo Baldoni, rapito e poi ucciso in Iraq il 27 agosto 2004; Fabio Polenghi, caduto il 19 maggio 2010 a Bangkok durante gli scontri tra forze governative e oppositori del regime. La Provincia intende inoltre realizzare, nel 2011, un convegno dedicato alla professione del reporter di guerra nonché promuovere una mostra tesa a dotare soprattutto i giovani degli strumenti necessari per comprendere quanto risulti fondamentale per l’informazione il lavoro svolto dagli inviati sui teatri dei conflitti. Presente alla cerimonia del 26 novembre anche Elisabetta Polenghi, sorella di Fabio. «Quella di mio fratello era un amore per la professione forte e positivo che lo spingeva a guardare sia alla persona umana sia a cose che sembrano distanti ma che appartengono a tutti noi”, ha affermato Elisabetta Polenghi.

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cultura

L’UNITà D’ITALIA

A TEATRO

Particolare della facciata del Teatro alla Scala di Milano.

Un bando mette a disposizione dei teatri e dei Comuni della provincia finanziamenti ad opere e progetti culturali.

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Il 2011 è dedicato alle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità Nazionale; le iniziative riservate al 150°della nascita della Provincia, svoltesi nel corso del 2010, rappresentano in questa ottica un importante anello di congiunzione per proseguire e rievocare i momenti culminanti e le vicende storiche che hanno portato all’unificazione. Allo scopo di offrire occasioni di conoscenza e riflessione sull’atto fondativo della nostra Nazione, la Provincia ha stanziato fondi che verranno messi a disposizione di tutti i teatri, compresi quelli parrocchiali, affinché organizzino eventi speciali dedicati al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, con particolare riferimento al ruolo ed all’evoluzione dello stato sociale della donna nel corso della nostra storia. L’assessorato alla Cultura ha perciò invitato tutti i Comuni e le associazioni teatrali, di Milano e della provincia, a formulare proposte culturali ed artistiche capaci di valorizzare “Identità e Appartenenza ad una Nazione”, considerandoli dei valori fondanti di convivenza civile, apertura e confronto con le culture del mondo. Le proposte sono state presentate e discusse nel corso della “Campagna di Ascolto”,attività

dell’assessorato alla Cultura nel mese di febbraio durante la quale sono stati incontrati tutti i 134 Comuni della provincia. Aver celebrato i 150 anni della Provincia nell’anno che ha preceduto il 150° dell’Unità Nazionale - sottolinea Novo Umberto Maerna, vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia - significa anche ripercorrere, tutti insieme, le pagine gloriose che hanno scandito quel periodo ricco di slanci ideali e patriottici. Se oggi vogliamo rilanciare un sentimento autentico di Unità della Nazione e di appartenenza alla Patria che ci accomuna tutti, pur nel quadro delle differenze regionali e territoriali (che sono una risorsa, e non un elemento disgregante), il teatro può rappresentare un elemento di forte caratterizzazione, culturale e sociale. Questa iniziativa che abbiamo volutamente deciso di condividere assieme a Comuni, teatri ed enti locali, continua Maerna, assolve una funzione importante al pari di quella sui Tesori della Provincia, inaugurata nell’aprile del 2010: rendere la Provincia un patrimonio condiviso, sotto il profilo storico e non solo, per tutte le comunità territoriali che la compongono.


LA PROVINCIA

IN VIDEO Si arricchisce di un canale su YouTube l’offerta informativa e comunicativa dell’amministrazione provinciale.

Il Settore Comunicazione della Provincia di Milano ha attivato un nuovo servizio di informazione audiovisiva per la propria utenza web. Il nuovo servizio, infatti collegandosi con la home page del portale istituzionale dell’ente www.provincia.milano.it, offre ai suoi utenti anche una documentazione video delle proprie iniziative, in sintonia con la progressiva convergenza tra video e web. I video, prodotti completamente all’interno dell’Ente, vengono selezionati dal canale YouTube (http://www.youtube.com/provinciamivideo)

della Provincia di Milano, che conta ad oggi una settantina di video caricati e migliaia di visualizzazioni, numeri che sono destinati a salire con il collegamento alla homepage del sito, che conta migliaia di accessi ogni giorno, e la diffusione della sua esistenza secondo le modalità dei social network. L’alta frequenza di aggiornamento e l’agile format delle video news (da uno ad un massimo di cinque minuti), consente ai cittadini di essere informati in tempo reale delle attività della Provincia dalla viva voce dei protagonisti. Non mancano inoltre le dirette in live streaming, come ad esempio in occasione delle giunte aperte itineranti che si svolgono mensilmente nei comuni del territorio metropolitano da parte della giunta guidata dal presidente Guido Podestà. Attenzione è stata dedicata, come da tradizione, a rendere questo nuovo canale di informazione quanto più possibile aderente alle regole di accessibilità, con la descrizione testuale dei contenuti e la presenza di link ad ogni forma di contenuto esplicativo e di approfondimento dei temi trattati nei video. www.provincia.milano.it

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curiosità

Ritorna la nostra rubrica sui misteri, le curiosità storiche e i piccoli e grandi aneddoti riguardanti Palazzo Isimbardi, sede principale della Provincia, e la zona milanese di Monforte. In questo numero la poco nota vicenda della permanenza degli Eretici Catari a Milano.

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L’area sulla quale sorge attualmente Palazzo Isimbardi era nel sec.XI scarsamente popolata. Le antiche mura della città di Milano sorgevano infatti all’altezza dell’antica cerchia dei navigli, dove ai nostri giorni possiamo incontrare le Via San Damiano, Visconti di Modrone e Francesco Sforza. Il viandante che percorreva la “Via di Monforte” o “Borgo Monforte”, provenendo dalla campagna circostante non avrebbe trovato, in prossimità delle antiche mura, una delle porte d’ingresso alla città. Forse per questo motivo la zona – anche nei secoli successivi – fu sempre un po’ appartata rispetto ad altri quartieri milanesi. Ma, ci chiediamo, perché questo nome di “Monforte”? Per trovare una risposta dobbiamo addentrarci nell’epoca medievale di Milano e parlare di un celebre personaggio storico: Ariberto D’Antimiano (o Intimiano o Antegnano), fiero e discusso Arcivescovo di Milano dal 1018 al 1045. Quel periodo storico fu caratterizzato dalla famosa “lotta per le investiture” tra l’Imperatore ed il Papa nonchè dalla nascita dei movimenti eretici, naturalmente osteggiati dalla Chiesa ufficiale. È importante anche specificare che in quell’epoca l’arcidiocesi della chiesa milanese abbracciava una estensione territoriale molto più ampia dell’attuale comprendendo buona parte delle diocesi piemontesi. Proprio nella diocesi di Asti, suffraganea dell’arcidiocesi milanese, si trovava - e si trova ancora ai nostri giorni

- una località chiamata Mons Fortis dove viveva, all’inizio tranquillamente, una comunità di eretici che professava un credo molto simile a quello dei “Catari”, dal greco katharòi (puri, perfetti)) un movimento ereticale diffuso in Europa tra il XII ed il XIV secolo. Ispirandosi ad alcuni passi del Vangelo (in particolare quello in cui Gesù parla dell’insanabile contrasto tra il Suo regno celeste e quello di questo mondo) i Catari rifiutavano completamente i beni materiali e tutte le pratiche sessuali e tutti i loro beni erano in comune. La convinzione che il mondo materiale fosse opera del male comportava per esempio il rifiuto del battesimo con l’acqua, della Comunione, del matrimonio, dei cibi di origina animale tranne i pesci. Giudicavano la Chiesa impura e corrotta dal desiderio di potere e ricchezza. La perfezione per il cataro era la morte, vittoria massima del Bene contro il Male. Questa dottrina si diffuse in modo particolare nel sud della Francia, nel territorio della Linguadoca. Secondo le fonti storiche, l’Arcivescovo Ariberto - che deteneva anche la carica di Vicario imperiale a nome dell’imperatore Corrado II - si interessò quindi a questa comunità di Mons Fortis ma seguiamo quanto afferma nel suo testo un cronista milanese dell’epoca, Landolfo Seniore: “In quel tempo Ariberto giunse a Torino accompagnato da una schiera di buoni chierici e da un truppa di valorosissimi guerrieri (…) sentì parlare di una non ancora udita eresia, che da tempo si era


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curiosità

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manifestata nel castello sopra la località detta Monte Forte. Avendo udito ciò, ordinò subito che da quel castello gli venisse condotto un uomo di quell’eresia, per meglio conoscere la questione”. L’uomo in questione era Gerardo o Girardo, il capo della comunità religiosa, che naturalmente difese le sue tesi religiose. Possiamo immaginare che le sue risposte non piacquero all’Arcivescovo che decise quindi di passare alle “maniere forti”. Il cronista infatti racconta poi che il castello fu preso d’assalto dalle truppe di Ariberto e molti abitanti fatti prigionieri - compresa la contessa Berta Manfredi, feudataria del luogo ed eretica anch’essa - e condotti a Milano. Fu probabilmente se non la prima, una delle prime manifestazioni sul territorio italiano di intolleranza religiosa e di repressione violenta da parte della chiesa ufficiale. Gli “eretici” furono alloggiati fuori dalla mura di Milano in una zona prossima all’attuale P.zza Tricolore che divenne nota come luogo abitato da “quelli di Monforte”. A queste povere persone fu lasciata la possibilità di rinnegare la propria fede e salvarsi dall’esecuzione ma molti di loro scelsero volontariamente il rogo che avvenne proprio nei pressi dei loro miseri alloggi. Correva l’anno 1028. Secondo alcuni storici non fu l’Arcivescovo Ariberto a volere questo esito drammatico ma bensì i personaggi più eminenti della città timorosi che le strane idee (per esempio la comunione dei beni) degli eretici prendessero piene nel capoluogo lombardo. Ci auguriamo che quanti leggeranno queste poche righe e venendo a passare per Corso Monforte, dedichino un pensiero alla memoria di queste sfortunate vittime dell’intolleranza religiosa.

Questa è quindi la vicenda che si cela dietro al nome dell’attuale Corso. Ai nostri giorni Monforte d’Alba, collocato su una collina delle Langhe, è famoso per la produzione di ottimi vini e nessuno, visitandolo, immaginerebbe cosa accadde in quel paese, circa mille anni or sono. Qui sopra, il prezioso fontespizio dell’Evangelio del XIV secolo custodito nel tesoro del Duomo di Milano. Nella pagina precedente, “Auto da fe presieduto da San Domenico de Guzman” di Pedro Berruguete, Sec. XV, olio su tavola, Museo del Prado, Madrid, Spagna.


trasparenza

il Consiglio provinciale punta sul web Presto online un nuovo sito dedicato alle attività e alle iniziative dell’Assemblea di Palazzo Isimbardi.

Bruno Dapei, 42 anni, è presidente del Consiglio Provinciale. È stato consigliere del Comune di Trezzano, dove ha ricoperto anche la carica di presidente del Consiglio e quella di vice-sindaco. A Palazzo Isimbardi dal 1999, è stato presidente della commissione Trasporti fino al 2004 e quindi capogruppo di Forza Italia fino a giugno 2009. È coordinatore della Consulta dei presidenti del Consiglio delle Province lombarde (UPL) e vice presidente della Permanente di via Turati. Vive a Milano con la moglie e i quattro figli.

Quante volte abbiamo sentito dire che la politica deve essere più trasparente. Oggi, grazie al web, non solo il palazzo è sempre meno chiuso, ma il cittadino può molto più facilmente mettere alla prova la coerenza e la credibilità di chi lo rappresenta. Due esempi su tutti: basta un motore di ricerca per leggere il testo integrale di un documento che ci interessa; basta un motore di ricerca per inchiodare il politico di fronte a una frase detta e poi smentita. Come si dice, è impossibile cancellare le informazioni dalla rete. Coerenza e trasparenza. Il Consiglio provinciale è convinto che internet possa essere uno straordinario strumento di dialogo col cittadino e un banco di prova per tutti i consiglieri di fronte all’opinione pubblica. Ci siamo serviti del web per snellire molte procedure dispendiose di tempo e denaro: la carta ha lasciato spazio a documenti on line, con risparmi e razionalizzazioni che hanno caratterizzato in positivo tutto questo primo anno e mezzo di attività consiliare. La rete ci è servita per trasmettere in diretta tutte le sedute del Consiglio, secondo quella logica di trasparenza, apertura e coinvolgimento dei cittadini di cui si diceva. Nelle prossime settimane, il Consiglio aggiungerà un altro tassello a questo processo di informatizzazione. Sarà infatti presto on line con un nuovo sito. Un sito tematico, accessibile dal portale della Provincia, in cui saranno disponibili tutti gli atti in discussione e discussi in aula; in cui sarà più facile controllare quello che è stato fatto e quello che si intende fare; in cui avrà ampio spazio l’attività dei consiglieri e quella del presidente, documentata in modo che i quasi tre milioni di cittadini che si sono espressi per la loro Provincia, abbiano chiaro cosa stanno facendo i 45 eletti. L’informatizzazione è un processo di cui le Province hanno ben chiara la portata per la pubblica amministrazione. Non a caso, sono proprio loro ad essersi fatte capofila della pubblicazione in rete di delibere, ordinanze e documenti amministrativi, dando seguito alla norma che stabilisce l’obbligo per gli enti locali di mettere online l’Albo pretorio. Le Province stanno dando piena attuazione a questa disposizione e oggi sono in grado di supportare in questo passaggio fondamentale anche i piccoli Comuni, dando così seguito alla loro vocazione di recettore delle esigenze degli enti locali nell’ottica dell’economia di scala.

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NOVITÀ DAL CONSIGLIO

PDL

Ecco i nuovi presidenti delle commissioni. Massimo Gatti è il nuovo presidente della commissione Garanzia e controllo al posto del dimissionario Enrico Marcora; Marco Martino ha preso il posto di Fabio Nitti alla presidenza della commissione Politiche sociali; Salvatore Capodici è invece il nuovo presidente della commissione agricoltura e Parchi al posto di Graziano Musella. Il 13 dicembre 2010 la consigliera Maria Maddalena Scognamiglio è passata dall’Italia dei Valori al Popolo della Libertà. Il 3 febbraio 2011 si è dimessa la consigliera e capogruppo della Lista Penati, Benedetta Tobagi. Al suo posto, è subentrata Gabriella Achilli.

Le politiche dell’abitare, una priorità L’housing sociale, visto il generalizzato aumento dei prezzi delle case a fronte di una flessione dei redditi famigliari, è ormai al centro dell’agenda politica di molte amministrazioni, fra cui Provincia, chiamate a confrontarsi con esigenze abitative atipiche. Parliamo di giovani coppie in difficoltà, di famiglie mono genitoriali o molto numerose, lavoratori temporanei e studenti fuori sede che fanno fatica ad accedere al mercato immobiliare. Regione, Provincia e Comuni hanno già approvato e concretizzato aiuti concreti ai cittadini della Grande Milano. Il Pdl e la maggioranza del Consiglio provinciale sono e saranno promotori di proposte altrettanto concrete; ad esempio, assegnare una quota di alloggi sociali agli studenti che scelgono Milano per studiare e la provincia per abitare, costretti a pagare anche 500 euro per una camera. Inoltre occorre affrontare il problema delle occupazioni abusive, delle manutenzioni straordinarie e studiare le modifiche al regolamento di assegnazione degli alloggi ERP ormai inadeguato alle nuove esigenze abitative.

Per la composizione completa si rimanda al sito www.provincia.milano.it.

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Nicolò Mardegan - consigliere Tel. 027740-2328 pdl@provincia.milano.it


LEGA NORD

PD

DI PIETRO-ITALIA DEI VALORI

Il problema dei trasporti Il trasporto pubblico nazionale è in difficoltà, nella nostra provincia la situazione è ancor più acuta grazie purtroppo alla pessima gestione dell’amministrazione precedente che ha di fatto congelato ogni possibile progetto per uno sviluppo del servizio dei trasporti pubblici locali. L’ex Giunta ha bloccato gare già assegnate e per tre anni e mezzo ogni attività di sviluppo e controllo sul settore trasporti ha subìto una pesante battuta d’arresto; in una intera legislatura non ha dato alcun contributo e continuità alle scelte fatte cambiando invece rotta e creando una discrepanza difficile da recuperare. Il nostro territorio ha perso tempo prezioso che sconta con disservizi continui. Le prospettive per il futuro non sono rosee. La Lega Nord lo ripete da tempo: occorre lungimiranza, concretezza, non chiacchiere, tenendo ben presenti le necessità del territorio e dei cittadini. I tagli prospettati nella Finanziaria e la crisi economica ci pongono nella condizione di avere poche risorse disponibili da investire in questo settore. Occorreranno oculatezza e scelte mirate, senza fare voli pindarici e illudere i cittadini.

Tagli e meno servizi: i risultati del governo del Centrodestra A quasi due anni dall’insediamento della Giunta Podestà il bilancio del lavoro svolto è desolante. La Provincia di Milano è incapace di affrontare i grandi temi dell’area metropolitana. Non opera scelte strategiche, le uniche in questo periodo di crisi, in grado di dare orientamento ed efficienza all’amministrazione. Una Provincia che ha perso di autorevolezza e centralità nel panorama milanese. La Finanziaria, voluta dal Governo Berlusconi e Tremonti, ha ridotto drasticamente i fondi destinati agli enti locali, soprattutto per il trasporto pubblico, con gravissimi disagi per i pendolari e il rischio licenziamenti per gli addetti delle aziende dei trasporti. Eppure l’amministrazione provinciale non ha pronunciato una sola parola per cercare di riequilibrare i tagli e salvaguardare i servizi. Anzi il centrodestra in Provincia si preoccupa solo di giustificare le politiche del Governo, piuttosto che difendere i legittimi interessi dei cittadini sul territorio. Questa Provincia ha smesso di guardare avanti, verso la città metropolitana. Ormai è solo un vaso di coccio, stretto tra Regione e Comune.

Trasporto pubblico locale, un 2011 di lacrime e sangue Si prevede un 2011 di grandi difficoltà per i pendolari milanesi, soprattutto studenti e anziani, e in generale per tutti coloro che usano i mezzi del trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro. Con i tagli del governo centrale, le risorse a disposizione degli enti locali sono ulteriormente diminuite, facendo prospettare una situazione di disagio insostenibile. Si parla di circa 314 milioni in meno di entrate, con conseguente rischio di diminuzione delle corse e rincaro del costo dei biglietti. Due delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico su gomma in provincia, SILA e Movibus, sono in gravi condizioni economiche. La prima ha dichiarato fallimento, e per la seconda si teme lo stesso. È quanto mai opportuno che la Provincia, in particolare l’assessorato ai Trasporti, si attivi per scongiurare un 2011 di disagi per i cittadini. Il centrodestra governa la Provincia e la Regione: sarebbe tempo che i due livelli istituzionali si accordassero per trovare nuove soluzioni tariffarie per rendere meno amaro l’inizio dell’anno per le migliaia di pendolari, milanesi e non.

Gianbattista Fratus - capogrupppo Tel. 02 7740-2273 lega_nord@provincia.milano.it

Matteo Mauri - capogruppo Tel. 027740-2782 pd@provincia.milano.it

Roberto Biolchini - capogruppo Tel. 027740-2582 italiadeivalori@provincia.mi.it

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GRUPPO FILIPPO PENATI

Lista Penati

No al raddoppio dell’inceneritore di Trezzo d’Adda. Da quasi due anni i cittadini chiedono garanzie che non sia ampliato l’impianto ma non ottengono alcuna risposta da Provincia e Regione. È un pessimo segnale. Nel piano dei rifiuti in vigore, approvato a novembre 2008 dalla mia giunta, non è previsto un incremento della potenzialità termica e pertanto della potenzialità del trattamento dei rifiuti per l’inceneritore di Trezzo. Ci sono voluti quasi due anni per convincere il sindaco di Milano e il presidente Podestà a non costruire un impianto nel Parco sud. Ad oggi però non si è trovata un’area alternativa e non si è detto un no definitivo al raddoppio di Trezzo mentre nel frattempo in Regione è stato presentato un progetto per il suo raddoppio. Se si andrà avanti così, senza che Podestà e Formigoni s’assumano la responsabilità di individuare un’area per un nuovo termovalorizzatore, l’area metropolitana si troverà ogni giorno con 1300 tonnellate di rifiuti solidi urbani sulle strade. L’irresponsabilità di Provincia e Regione getteranno il territorio nell’emergenza rifiuti.

Passaggio del testimone Benedetta Tobagi si è dimessa dal Consiglio poiché un dottorato di ricerca la porta di frequente in Inghilterra e non può assicurare continuità all’impegno. Si è trattato di un’esperienza importante, cui ha dedicato impegno ed entusiasmo, occupandosi soprattutto dei soggetti più deboli e fragili. Un grazie a Benedetta per l’attività svolta e calorosi auguri. È iniziata così la mia esperienza di Consigliere, che va ad aggiungersi agli incarichi già ricoperti di Sindaco e di Consigliere a San Donato Milanese. Le nuove esperienze sviluppano sempre nuovo entusiasmo, che spero mi aiuti a dare un contributo costruttivo. Rilanciare il welfare ambrosiano, prestare attenzione allo sviluppo del territorio e alla tutela dell’ambiente, potenziare i trasporti pubblici per garantire una mobilità sostenibile, promuovere l’innovazione e sostenere la piccola e media impresa sono i temi che più mi appassionano. Sosterrò la nascita della città metropolitana, convinta che possa governare più efficacemente il territorio, come lo sviluppo urbanistico ed economico, la viabilità e i trasporti.

Filippo Penati - capogruppo Tel. 02 7740-4316 f.penati@provincia.milano.it

Gabriella Achilli - capogruppo Tel. 02 7740-4313 g.achilli@provincia.milano.it


un’Altra Provincia PRC-PdCI Trasporto pubblico locale a rischio collasso. Podestà e la sua Giunta, anziché vagheggiare di autostrade e nuovi inceneritori, devono garantire i mezzi ai pendolari. Il trasporto pubblico su gomma in provincia sta collassando sotto i colpi della Finanziaria. PDL e Lega Nord al governo anche in Regione, Provincia e Comune sono immobili. Le metropolitane sono dimenticate. Con 314 milioni di euro in meno di trasferimenti dallo Stato al TPL della Lombardia, il trasporto su gomma da gennaio rischia il KO. Dopo il caso di SILA, con i carabinieri che hanno impedito ai bus di uscire dai depositi per due giorni, ora è MOVIBUS che rischia il fallimento se la Provincia e gli altri enti locali non interverranno. Altre crisi si annunciano nel territorio, mentre peggiorano le condizioni materiali di viaggio. La Provincia deve aprire subito una vertenza insieme a UPL e ai Comuni nei confronti di Regione Lombardia e del Governo per ricercare soluzioni tariffarie che non danneggino economicamente le persone e soprattutto i pendolari. Occorre scongiurare un aumento indiscriminato del costo di biglietti e abbonamenti. Massimo Gatti - capogruppo Tel. 027740-2614 m.gatti@provincia.milano.it

UNIONE DI CENTRO Avviamo l’iter per la città metropolitana La città metropolitana, per ora, resta un ente virtuale ma il gruppo consiliare Unione di Centro ha depositato una mozione. La sfida è proiettare Milano nel futuro con una governance innovativa, dal momento che molte città europee assimilabili a Milano hanno dato vita ad un progetto di sviluppo che supera la visione municipalista. In questa direzione, fare la città metropolitana consente di risparmiare un terzo del costo per cittadino delle province che è pari a 43 euro. Così facendo, si possono fare degli investimenti per andare a generare crescita economica e dunque posti di lavoro. Occorre, quindi, semplificare l’organizzazione amministrativa garantendo migliore efficienza, razionalizzazione economica, nonchè una rete di servizi che renda l’azione della p.a più vicina ai cittadini. Il nostro principale obiettivo è rilanciare la realizzazione del nuovo ente ‘sovracomunale’ previsto sia dalla Costituzione sia dalla legge delega sul federalismo. Alessandro Sancino - capogruppo Tel: 02 7740-2716 a.sancino@provincia.milano.it

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La mediazione per cittadini e imprese Con il ricorso al conciliatore professionista tempi rapidi e sforzi minori per affrontare i contenziosi legali.

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Da qualche mese, espressioni quali: mediazione, conciliazione, risoluzione alternativa delle controversie sono costantemente alla ribalta dell’informazione. Raramente, però, tali concetti sono stati approfonditi con lo scopo preciso di chiarire al cittadino la loro importanza e relative conseguenti opportunità. Tentando di fare chiarezza: la mediazione è un istituto giuridico volto alla risoluzione delle controversie giudiziarie. Questo il presupposto fondamentale della mediazione a favore di cittadini e imprese. A partire dal 21 marzo 2011 la mediazione è entrata di diritto a far parte della vita dei cittadini e degli imprenditori italiani. Il legislatore, infatti, ha sancito l’obbligo del ricorso alla mediazione, a cui, se fosse ancora necessario, potrà seguire la tradizionale strada giudiziaria. In altri termini, due o più parti che hanno una controversia da risolvere devono avviare un tentativo di mediazione prima di procedere con una causa civile che li porti di fronte a un giudice. La volontà del legislatore è duplice: da un lato liberare i tribunali italiani dal peso di molteplici procedure; dall’altro, consentire alle parti di arrivare a una soluzione in tempi rapidi e con sforzi minori, tanto economici quanto personali e organizzativi. Se, dunque, le problematiche e tempistiche della giustizia italiana sono sotto gli occhi di tutti, non altrettanto si può dire degli onori e oneri della mediazione. Il cittadino che oggi ha una controversia deve, o meglio, ha l’opportunità di rivolgersi a un organismo di mediazione (sul sito internet del Ministero della Giustizia è possibile visionare l’elenco degli organismi) sostenendo un costo rapportato al valore della controversia in gioco. L’organismo nominerà un mediatore professionista,

convocherà le parti e attiverà il procedimento di mediazione. Il mediatore è un professionista che ha il compito di agevolare il dialogo fra le parti al fine di arrivare a un possibile accordo inerente la controversia. Molte cause, infatti, arrivano oggi in tribunale a causa della scarsa capacità o volontà delle parti di instaurare un dialogo e di concentrarsi sui reali problemi che sono alla base della lite. L’obiettivo della mediazione, quindi, è di far emergere gli effettivi interessi delle parti che sono alla base della controversia, per guidare le parti stesse verso una risoluzione condivisa. Le parti, con il supporto del mediatore professionista, hanno la possibilità di risolvere i propri attriti in tempi molto ridotti: su questo punto, infatti, la normativa recita chiaramente la necessità di chiudere la mediazione entro 4 mesi dal suo inizio. Ovviamente non tutte le mediazioni andranno a buon fine. Ciò dipenderà essenzialmente da due fattori critici: in primo luogo, competenza/professionalità del mediatore, indispensabile per agevolare il dialogo tra le parti; in secondo luogo, reale volontà delle parti di giungere a una risoluzione della controversia in atto. In tale nuovo contesto normativo, dunque, è importante per i cittadini e le imprese ottenere una corretta informazione e affidarsi a dei professionisti qualificati garanti di una procedura di mediazione trasparente, autorevole, imparziale, condotta con principi etici. Tutto ciò andrà solo ed esclusivamente a vantaggio degli interessi delle parti. Prof.ssa Milena Bocchiola Prof. Angeloantonio Russo Conciliatori Professionisti


AIUTACI A RICORDARE

Binario 21 Sottoscrizione per il Memoriale della Shoah Se vuoi sostenere, come me, la raccolta di fondi a favore del Memoriale della Shoah, al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, da oggi puoi farlo molto semplicemente. La realizzazione del Memoriale, iniziata da tempo, ha bisogno di nuove risorse per essere ultimata. E la mano pubblica non sempre riesce a trovarle. Ogni persona però, cosciente dell’importanza che ha, deve ricordare il luogo simbolo della deportazione nei campi di sterminio, dei cittadini italiani di religione ebraica, avvenuto negli anni 1943 e 1944. E oggi può assicurare il proprio impegno, offrendo un contributo concreto. Ricordare, è un impegno civile, per tutti noi, ancor più nei confronti delle giovani generazioni. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano

Invia il tuo contributo alla Fondazione per il Memoriale della Shoah di Milano

IBAN: IT 03 V 03069 01672 1000 0000 0605


LA PROVINCIA IN CASA - N° 20 GIUGNO 2011

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