Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare

Page 1

G1 X82.96 Y-68.111 E2.69621 G1 X83.762 Y-67.997 E2.72316 Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare. G1 X84.293 Y-67.912 E2.74104 G1 X84.853 Y-67.804 E2.76001 G1 X85.34 Y-67.669 E2.77682 G1 X85.8 Y-67.46 E2.79363 G1 X86.186 Y-67.208 E2.80896 G1 X86.761 Y-66.769 E2.83302 G1 X90.377 Y-63.937 E2.98578 G1 X90.923 Y-63.496 E3.00913

Territoriotipo. G1 X91.29 Y-63.149 E3.02592

G1 X91.597 Y-62.747 E3.04275 G1 X91.838 Y-62.303 E3.05955

G1 X92.024 Y-61.77 E3.07833 Montagne di dati, da toccare G1 X92.15 Y-61.325 E3.09371

G1 X92.925 Y-58.443 E3.19297 G1 X93.084 Y-57.818 E3.21442 G1 X93.182 Y-57.087 E3.23895 G1 X93.2 Y-56.095 E3.27195 G1 X93.199 Y56.098 E7.00351 G1 X93.172 Y57.535 E7.05131 G1 X93.106 Y58.257 E7.07542 G1 X92.964 Y58.854 E7.09583 1 G1 X92.741 Y59.476 E7.11781


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare Un evento culturale co-organizzato da Prossimi Impresa Sociale e Centro Culturale Candiani


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Alberta Menegaldo

Stefano Cecchetto

Prossimi è nata con la visione, e anche la sfida, di portare le tecnologie di fabbricazione digitale, che erano prerogativa del mondo produttivo-tecnico-industriale, in un contesto di produzione culturale e innovazione sociale. Abbiamo deciso di tradurre questi mezzi tecnologici in strumenti fondamentali per progettare e realizzare nuovo valore collettivo, nuovi modi di raccontare il patrimonio, nuove forme di formazione e partecipazione inclusiva per le persone con fragilità e disabilità.

Il progetto Territoriotipo è la formula innovativa di un percorso mirato a fruire – attraverso i cinque sensi – di un’esperienza visiva, tattile e olfattiva che supera il concetto di mostra, così come è stato inteso fino ad oggi.

Presidente di Prossimi Impresa Sociale

Questo evento culturale è stato un primo grande esempio della capacità della tecnologia di creare inclusione e conoscenza per tutti e tutte. Abbiamo proposto un’esposizione multimediale nel senso stretto del termine, che utilizza cioè diversi supporti e media per rappresentare il patrimonio ambientale con modalità che siano inclusive, innovative, contemporanee. Si tratta di una mostra in cui per la prima volta non è vietato toccare e che anzi è progettata secondo una logica di universal design, incorporando le diverse necessità ed esperienze possibili che si possono fare del contenuto. La mostra permette quindi a tutti di conoscere per la prima volta in modo totalmente nuovo il paesaggio e la morfologia delle nostre vette alpine, utilizzando dispositivi e supporti fondamentali per le persone con disabilità visiva, o cognitiva, ma interessanti per tutti, giovani e curiosi. Il valore del manufatto tridimensionale, infatti, risiede anche nella capacità di coinvolgere ed essere veramente stimolante e prezioso per tutti. L’esposizione riesce a unire diversi temi: oltre al fondamentale valore della partecipazione alla fruizione del patrimonio si parla dell’utilizzo degli open data, dati aperti che diventano strumento d’informazione per il cittadino solo se, da incomprensibili numeri vengono trasformati in supporti di più facile lettura così da restituire valore e conoscenza alla comunità; della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale; del rapporto tra tradizione e innovazione che, declinato in nuovi modi e processi, insegna come saperi artigianali e digitali possano e anzi debbano parlarsi, e dal loro dialogo nascano nuove spinte creative per costruire il futuro della manifattura. Siamo molto fieri di questo evento culturale, anche per la sua capacità di aver portato allo stesso tavolo diversi interlocutori, stakeholder ed enti locali, in un contesto cooperativo di estremo valore collettivo. Ci auguriamo sia un punto di partenza per un dialogo e collaborazione sistematica con le istituzioni e le realtà del territorio, necessari per creare progetti di vero impatto. Vogliamo sia un invito a tutte le istituzioni culturali a riflettere sulla direzione da prendere per la divulgazione della cultura e del patrimonio e sulle potenzialità, e la bellezza, che si possono generare attraverso un uso consapevole e responsabile della tecnologia.

Storico dell’arte e curatore

Attraverso le nuove tecnologie siamo ora in grado di rendere visibile una rappresentazione multipla dei luoghi in un percorso che collega i diversi sistemi: open data, fruizione e partecipazione inclusiva, per la conoscenza a 360° del territorio. Attraverso i dati, rigorosamente dettagliati, delle mappature effettuate dal Ministero dell’Ambiente e poi rielaborati in modelli tridimensionali grazie alle più innovative tecniche della stampa 3d, il progetto diventa così un supporto prezioso di riscoperta, approfondimento e studio del nostro territorio. Abbiamo cominciato questa nuova esperienza partendo dalle montagne del Veneto perché lo spirito della montagna si apre ai grandi spazi, alla vastità dei cieli, alla solennità di un paesaggio che si rigenera nella serenità e nella quiete dei luoghi d’affezione. Qui lo spettatore ritrova se stesso nella contemplazione dell’infinito: la montagna è la casa dell’anima è l’oasi tranquilla della mente, è il silenzio che rivela il verbo incessante della natura. La montagna rimane quindi un simbolo, un emblema, un viatico per altre dimensioni possibili che il progetto. Territoriotipo riuscirà a veicolare attraverso le diverse competenze professionali che gli appartengono. Il supremo confine tra l’universo visibile e quello invisibile, viene così definito in quell’atmosfera di silenzio, in quel distacco che la montagna segna come un muro invalicabile e davanti al quale si afferma ogni nostra incertezza. Perché la montagna tende ad esaltare l’espressione del sensibile, in un clima di sospensione e di attesa che determina: da una parte la bellezza dei luoghi e dall’altra, l’assenza di ogni artificio estetico. La sacralità della montagna diventa così emblema e viatico per una riflessione più ampia dentro alla quale la definizione di paesaggio si oppone sostanzialmente a quello di ‘località’, e il luogo della rappresentazione appartiene totalmente alla sua poetica.


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Alessandro Trovato

Giorgio Baldo

Il coinvolgimento della nostra associazione, nell’ambito del progetto Territoriotipo, per noi è stata una grandissima opportunità. Una opportunità che vorremmo fosse la normalità. La progettazione inclusiva e accessibile, ha dimostrato in questa iniziativa, tutta la sua efficacia ed ha riscosso il meritato successo. In questa occasione, il bello è stato, che non si è dovuto pensare a come rendere un’opera accessibile a chi non vede, ma l’opera è nata già tattile. Anzi, forse, in questo caso, la collaborazione con il mondo dei non vedenti ed ipovedenti, ha dato un valore aggiunto, all’esplorazione da parte di chi, la vista può usarla bene. In molte occasioni, abbiamo suggerito di esplorare non solo con gli occhi, ma anche utilizzando il tatto, perché in questo modo si osserva meglio. Il riscontro è stato positivo, a dimostrazione che, pensare accessibile, non è solo utile a chi non vede, ma ad ogni tipo di visitatore. Il feedback raccolto, da parte dei nostri soci, che hanno potuto visitare la mostra, è stato assolutamente entusiasmante. Non capita molto spesso purtroppo di poter “vedere”, come se si fosse su un aereo, un panorama montano. Le esplorazioni dei plastici, ci hanno dato la possibilità di avere una “memoria fotografica”, del territorio montano della nostra regione. Che bello sarebbe, poter avere la stessa possibilità per esplorare Venezia, le sue costruzioni storiche, le sue isole, oppure scoprire le altre importanti città venete con le proprie meraviglie, che milioni di persone vengono a visitare, da ogni parte del mondo, e che invece restano misteriosamente segrete al tatto dei ciechi. La speranza, ovviamente, è quella che questo genere di iniziative, possano emularsi al fine di poter diventare sempre più frequenti e ordinarie. Per ora non possiamo far altro che ringraziare Prossimi per aver segnato la strada in maniera straordinaria.

Il Museo del Paesaggio nel Paesaggio.

Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS APS - Sezione Territoriale di Venezia

Direttore del Museo del Paesaggio di Torre di Mosto

Nell’ambito dell’indagine promossa dalla mostra: TerritorioTipo mi è sembrato doveroso segnalare il lavoro effettuato dal Museo del Paesaggio di Torre di Mosto in merito alla ricognizione effettuata dallo stesso per quanto riguarda gli aspetti di documentazione pittorica e fotografica del territorio di bonifica. Dal 2007, il Museo del Paesaggio offre una stabile piattaforma regionale e, per certi aspetti nazionale, degli artisti storici e contemporanei che hanno operato e operano nel Veneto sul tema del paesaggio. L’attività espositiva del Museo si muove lungo due direzioni di ricerca: 1. La pittura di paesaggio nel Veneto tra fine Ottocento e gli anni ’60 del Novecento, con particolare attenzione a Venezia e Treviso; ma con dialoghi e confronti con le opere, movimenti e linguaggi artistici sviluppatesi nello stesso periodo nel territorio nazionale. 2. La documentazione visiva della metamorfosi del paesaggio stesso. L’approfondimento privilegia la ricerca artistica che avviene nella Regione Veneto dove il Museo opera, ma sempre cercando in ogni esposizione di collegare relazioni e influssi “altri” che provengono dal dialogo con differenti realtà a livello nazionale. Il Museo del Paesaggio, dentro al Paesaggio, è un percorso che intercetta un susseguirsi di visioni tra terra e acqua percepibili dagli argini sopraelevati attraverso la mobilità lenta (sistemi dei camminamenti arginali, delle piste ciclabili e della via d’acqua) che permette la vista di nature e segni della civiltà contadina maturata in seguito alla Bonifica Integrale. Seguendo gli sviluppi artistici della Land Art, a cominciare dagli “spazi aperti” che hanno caratterizzato gli anni dalla seconda metà del Novecento ad oggi, possiamo distinguere i principali filoni lungo i quali essa si è mossa: arte negli spazi dei grandi aperti naturali (land art negli spazi del “sublime e poi deserti, catene montuose, canyon, gole, spazi “selvaggi” soprattutto del Nord America), arte “rigenerativa” nei grandi spazi degradati dallo sviluppo industriale (distretti della Ruhr e simili), arte “rigenerativa” nei grandi spazi degradati dagli sversamenti industriali e urbani (Terzo paesaggio) e arte negli spazi urbani, negli spazi “naturali” e rurali.


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Giampaolo Toso

Leonidas Paterakis

L’artigianato ha sempre interpretato una ricerca estrema della perfezione e per questo un tempo si poteva e si doveva aspettare il prodotto artigianale per mesi se non per anni. La società attuale non ha più questi tempi; siamo tutti consapevoli che comunque il prodotto artigianale e l’artigiano ha i suoi tempi dettati dalla ricerca e dall’esecuzione del prodotto, ma questi non possono più essere dilatati più di tanto. I clienti voglio essere seguiti, capiti e soprattutto vogliono risposte veloci e tecnicamente adeguate. Come Associazione, abbiamo sempre guardato con grande interesse all’innovazione di processo come ad uno strumento che può supportare l’artigiano nella sfida della competitività. La tecnologia e l’innovazione ad essa collegata può aiutare l’artigianato ad adattarsi ai molti cambiamenti e può essere integrata a più livelli all’interno delle attività artigiane. Il nostro compito, come Confartigianato Venezia, è quello di far comprendere questo approccio agli artigiani, collegarci a partner che possano trasmettere e far digerire all’artigianato questo percorso di innovazione così da poter reinterpretare i valori intrinseci dell’artigianato attraverso le nuove lenti di un mondo moderno e molto più frenetico. La partnership con realtà locali di innovatori è uno strumento prezioso e necessario per far emergere, risolvendole al meglio, le criticità di una maturazione digitale delle nostre aziende. La speranza è quella di continuare a lavorare e intensificare la stretta collaborazione di questi anni.

Il progetto tecnico di Territoriotipo mette a sistema alcuni valori e modi di lavoro abilitati dalle nuove tecnologie di rilevamento e trattamento dei dati: opportunità che fino a qualche anno fa non esistevano e che oggi si trasformano in possibilità innovative di rappresentazione e conoscenza.

Ufficio Categorie Confartigianato Venezia

Co-founder & Technical director Fablab Venezia

I dati da cui siamo partiti per l’elaborazione dei modelli sono informazioni gratuite e pubbliche, elaborate dal Ministero dell’Ambiente. Si tratta di scansioni e mappature del territorio effettuate tramite la tecnologia Lidar, un sistema laser che riesce a rilevare con estrema precisione il territorio, restituendo una nuvola di punti ad alta definizione, che riproduce la morfologia del terreno. Questi dati grezzi, però, non sono comprensibili e direttamente utilizzabili in questa forma: è stato necessario rielaborarli attraverso software di modellazione tridimensionale e parametrica per renderli dei modelli 3d veri e propri. Il lavoro che abbiamo fatto è particolarmente importante perché dimostra il potenziale delle tecnologie di fabbricazione digitale di rendere fisici, comprensibili e interessanti informazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste e prive di valore informativo per i cittadini. Allo stesso tempo, la produzione di questi modelli è stata una sfida tecnica e un esempio di processo altamente tecnologico e avanzato: ciascuna modellazione parte da decine di milioni di punti, che vengono elaborati e trattati per costruire modelli unitari, eliminare eventuali errori e gestire la forma finale. Siamo riusciti a trasformare una risorsa potenziale in un effettivo strumento di conoscenza, anche inclusiva. La gestione dei dati e la produzione di infografiche bidimensionali è una prassi ormai consolidata per spiegare e comunicare set di dati complessi, la rappresentazione fisica del dato aggiunge un nuovo orizzonte di possibilità per rendere fruibili anche alle persone con disabilità, visiva o cognitiva, queste informazioni. La trasformazione del dato in oggetto tangibile permette a tutti di entrare in una dinamica di partecipazione e consapevolezza, che è fondamentale per costruire una società più digitale e formata.


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Indice ESPOSIZIONE Concept I modelli 3d Le montagne Artigiani digitali Videomapping

pag. 12 pag. 14 pag. 16 pag. 27 pag. 28

ATTIVITÀ CULTURALI Tavole rotonde pag. 34 Laboratori didattici pag. 37 Scuole primarie pag. 38 Scuole secondarie pag. 40 Visite tattili pag. 42

INFORMAZIONI Colophon

pag. 44


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Concept Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare è un evento culturale mette per la prima volta in dialogo temi quali gli open data, la conoscenza dell’ambiente e del territorio e l’innovazione museale, proponendo nuove modalità di partecipazione culturale attraverso l’uso delle tecnologie digitali. L’esposizione offre un’esperienza di conoscenza innovativa e inclusiva del patrimonio ambientale attraverso più di dieci modelli fisici 3d di grande formato di vette iconiche alpine e dolomitiche: dalle Tre Cime di Lavaredo al Cervino, dal Massiccio del Civetta alla Valle di Cortina, in un percorso inedito di scoperta del paesaggio montano. Realizzati grazie a complessi processi di elaborazione degli ‘open data’ territoriali, alla modellazione 3d e all’utilizzo di stampanti 3d e polimeri biodegradabili, i modelli sono esempi di un nuovo paradigma per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale, che può avvalersi di supporti tecnologicamente avanzati ed coinvolgenti per tutti stabilendo nuove modalità di relazione con l’arte e la cultura. In particolare, i modelli 3d possono essere fondamentali per un’esperienza di conoscenza da parte di persone con disabilità visive e cognitive, ma anche per i più giovani e i curiosi di tutte le età.

12

Il cuore del percorso espositivo sono i modelli tridimensionali che sono affiancati da un focus di spiegazione del processo produttivo e da riproduzioni artistiche realizzate in collaborazione con i maestri artigiani e imprese locali: rappresentazioni uniche in vetro, metallo, foglia d’oro, realizzate a partire da modelli stampati in 3d e che dimostrano l’importanza e la ricchezza di un dialogo possibile tra tradizione e innovazione. Completano l’esposizione due serie fotografiche e alcune installazioni multimediali tra cui un’esperienza di videomapping fruibile anche da persone con disabilità percettive. La mostra è accompagnata da un corollario di attività, finalizzate al confronto e alla divulgazione sull’importanza dei supporti tridimensionali e delle tecnologie digitali per progettare una fruizione realmente inclusiva e contemporanea.

Vengono proposti dei percorsi di visita tattili in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e una serie di laboratori didattici per le scuole al fine di mostrare agli studenti i percorsi logici che uniscono dati e bit immateriali agli oggetti fisici che ci circondano, dimostrando come le tecnologie possano essere ottimo mezzo di conoscenza e tutela del territorio. Infine, una serie di tavole rotonde è l’occasione per mettere in dialogo rappresentanti delle istituzioni locali ed esperti su quattro temi di particolare significato nel contesto attuale: la tecnologia come strumento abilitante per nuove forme di inclusione sociale e culturale; l’interessante dialogo tra artigianato e innovazione tecnologica e le possibili nuove pratiche; il territorio come valore collettivo da tutelare e valorizzare anche grazie ai supporti digitali.

13


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE I modelli 3d I modelli esposti sono stampati in 3d con tecnologia FFF (a deposizione fusa) in materiale PLA, un biopolimero derivato dagli scarti di lavorazione del mais. I file virtuali sono elaborati a partire da dati aperti delle amministrazioni locali e del Ministero, utilizzando programmi di modellazione tridimensionale e processi parametrici. La messa a punto di ciascun modello ha richiesto fino a 7 giorni di lavoro, dal reperimento e interpretazione dei dati grezzi alla definizione dell’area da rappresentare e la modellazione definitiva delle superfici. I monti e i gruppi montuosi sono presentati a due scale specifiche (1:10.000 e 1:25.000) per permettere di fare dei confronti e valutare le reali dimensioni delle vette più famose: si scopre così che le iconiche Tre Cime di Lavaredo sono molto piccole in confronto al grande Massiccio del Civetta o alla Marmolada. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare effettua rilevamenti periodici di controllo del territorio attraverso la tecnologia LIDAR. Il LIDAR è un sensore laser che viene installato su un aeroplano ed emette dei raggi: attraverso la misurazione del tempo che intercorre tra l’emissione del fascio laser, l’urto con una superficie solida e il ritorno si può calcolare la posizione di un punto nello spazio. Questo strumento sofisticato permette di misurare migliaia di punti al secondo con grandissima precisione, rilevando la forma del terreno anche oltre la vegetazione, grazie a diverse frequenze di lavoro. I risultati di queste campagne di rilevamento sono delle grandissime nuvole di punti 14

che arrivano ad un’accuratezza di 30 cm in piano e 15 cm in altezza, e vengono suddivise per facilità d’uso in quadranti. I dati sono “immagazzinati” come file di testo, all’interno dei quali ogni punto è descritto dalle sue coordinate XYZ nello spazio (un esempio di descrizione di un punto:718754.25, 5146437.75, 3226.9599609375) Queste lunghe liste di coordinate costituiscono i cosiddetti “dati grezzi”. Per riuscire a trasformare queste informazioni in modelli sono necessari programmi specifici, che riescono a ricostruire le posizioni nello spazio e a ricreare la nuvola. Grazie ad appositi software è possibile partire dagli insiemi di punti per creare delle “mesh”: delle specie di reti che uniscono tutti i punti attraverso piccolissime superfici triangolari.

Possiamo scegliere se utilizzare tutti i punti che provengono dalle rilevazioni o “alleggerire” la nuvola conservandone solo una parte. Il numero di punti da cui partiamo determina l’accuratezza e la precisione del modello finale. Dopo aver creato la mesh è importante controllare ed eventualmente sistemare i possibili glitch creati da errori di rilevamento o punti fuori posto. Il risultato è un modello tridimensionale che raffigura precisamente le nostre montagne, si può quindi procedere a definire l’area precisa da riprodurre e la scala finale del nostro modello 3d. Per essere adatto alla stampa 3d il modello deve essere un oggetto unico, senza buchi, sovrapposizioni di facce ed errori.

15


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Le montagne TRE CIME DI LAVAREDO

GRUPPO DEL SASSOLUNGO

Dati Gruppo 2.999 m.sl.m. quota della cima Grande 21 agosto 1869, prima ascensione di Paul Grohmann con le guide Innerkofler e Salcher II/C-31.I-A.4, codice SOIUSA

Dati Gruppo 3.181 m.sl.m. quota della cima II/C-31.III-A.2.b, codice SOIUSA 13 agosto 1869, prima ascensione di Paul Grohmann con le guide Innerkofler e Salcher

Dati scansione territoriale Fonte: Provincia autonoma di Bolzano Licenza: CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione 1mx1m

Dati scansione territoriale Fonte: Provincia autonoma di Bolzano Licenza: CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione 1mx1m

Dati modello 3D Poligoni mesh: 624.992 Durata stampa: 12hr Filo usato: 73.01m Scala: 1:10.000

Dati modello 3D Poligoni mesh: 1.865.476 Durata stampa: 51hr Filo usato: 403.206m Scala: 1:10.000

Le Tre Cime di Lavaredo (Drei Zinnen in tedesco; Tré Thìme in ladino cadorino) sono le cime più famose delle Dolomiti, simbolo del patrimonio UNESCO. Si trovano al confine tra il territorio del Comune di Auronzo di Cadore e quello delle Dolomiti di Sesto nel comune di Dobbiaco, considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo, con la Cima Grande che rappresenta una delle classiche pareti nord delle Alpi. Fra il 1915 e il 1917 le vette di Lavaredo diventano parte del fronte di guerra. Di questo periodo rimangono ancora evidenti resti (trincee, gallerie, baraccamenti) sul massiccio e sul vicino monte Paterno. I punti panoramici più conosciuti sono quelli che si possono ottenere dalla val di Landro, presso il vecchio paese dove si ha un profilo laterale delle Tre Cime, dal rifugio Auronzo o dal rifugio Antonio Locatelli. Ma forse la vista migliore delle Tre Cime si ha dal monte Piana e dalla cima di alcune vette, che si ergono nelle sue vicinanze, come la Torre di Toblin o il monte Paterno.

Narra la leggenda che il gigante Sassolungo fosse un incorreggibile briccone e bugiardo e venne per questo condannato a sprofondare nel terreno. Di lui rimase visibile solo una mano: le cosiddette Cinque Dita, visibili tra il Sassolungo e la Punta Grohmann. Il Sassolungo (Langkofel, pietra lunga, in tedesco, Saslonch in ladino) è la vetta principale del massiccio omonimo, collocato tra la Val Gardena e la Val di Fassa, nelle Dolomiti. Il Sassolungo vanta una gran quantità di torri e contrafforti che sono stati oggetto di grandi imprese nella storia dell’alpinismo. La parete nord del Sassolungo è una delle grandi pareti delle Alpi con più di 1000 m di altezza. Nel 1936 Gino Soldà e Franco Bertoldi salgono in 2 riprese l’imponente muro settentrionale del Campanile nord del Sassolungo con difficoltà di V e VI UIAA ed uno sviluppo di 1200 m. Il Sassolungo ospita anche il primo bivacco costruito nelle Dolomiti, inaugurato nel 1935 a quota 3.100 metri.

16

17


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Le montagne MARMOLADA

VALLE D’AMPEZZO

Dati Montagna 3.348 m.sl.m. quota della cima di Punta Penia Prominenza: 2.131 m 28 settembre 1864, prima ascensione di Paul Grohmann con le due guide, Angelo e Fulgenzio Dimai. II/C-31.III-B.9, codice SOIUSA

Dati Gruppo 3.244 m sl.m., quota della cima più elevata, la Tofana di Mezzo. Tra il 1863 ed il 1865 l’alpinista austriaco Paul Grohmann conquistò le Tofane. Nel 1901, Ilona e Rolanda von Eötvös scalarono per prime la parete sud della Tofana di Rozes. II/C-31.I-D, codice SOIUSA

Dati scansione territoriale Fonti: Ministero dell’Ambiente - Licenza CC BY-SA 3.0 IT; Provincia autonoma di Trento Licenza: CC BY 2.5 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione griglia 1mx1m

Dati scansione territoriale Fonte: Regione Veneto Licenza: Creative Commons (CC BY 4.0) Dati grezzi: GeoTIFF - DTM 10 - densità griglia 10m x 10m

Dati modello 3D Poligoni mesh: 3.509.386 Durata stampa: 74hr Filo usato: 729.076m Scala: 1:10.000

Dati modello 3D Poligoni mesh: 3.732.662 Durata stampa: 62hr Filo usato: 1020.66m Scala: 1:25.000

La Marmolada (Marmolèda in ladino e Marmolata in tedesco), detta anche la Regina delle Dolomiti, è il gruppo montuoso più alto delle Alpi orientali (Dolomiti) al confine tra la provincia di Trento e la provincia di Belluno; raggiunge la sua quota massima con Punta Penia (3.348 m). La montagna non è costituita da dolomia bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline con inserti di materiale vulcanico. Ospita il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada, le sue dimensioni nell’arco di un secolo si sono più che dimezzate: nel 1910 misurava 450 ettari, nel 2013 solamente 190 ettari. Durante la Prima Guerra Mondiale gli austriaci scavarono un ricco sistema di gallerie di difesa e protezione contro le bassissime temperature all’interno del ghiacciaio: la “città di ghiaccio”, 12 km di spazi e cunicoli con infermerie, una cappella e una centrale telefonica. Il Museo della Marmolada, inaugurato nel 1990 e situato a quota 2.950 metri è il più alto d’Europa.

La Valle d’Ampezzo (altrimenti detta Conca Ampezzana, Anpezo in ladino, Haydental o zum Heiden in tedesco) è una vallata dolomitica compresa nella provincia di Belluno. Un’ampia e aperta conca dolomitica formatasi come bacino terminale di un antico ghiacciaio quaternario, si ritiene che i primi insediamenti nella zona risalgano a prima del 7500 a.C. La popolazione autoctona è di madrelingua ladina. La prima testimonianza scritta in cui appare il nome di Ampezzo è su un documento custodito nell’archivio di San Vito di Cadore, che riguarda un atto notarile di acquisto di un terreno che si trova in “Ampitium Cadubri” datato 15 giugno 1156. A partire dal 1420, anno in cui cessa il potere temporale del Patriarcato di Aquileia, l’intero Cadore, incluso “Anpezo”, entra a far parte della Repubblica di Venezia. Tra i grandi estimatori della Valle d’Ampezzo c’era Hemingway, che ambienta a Cortina uno dei suoi 49 racconti, “Fuori stagione”.

18

19


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Le montagne MONTE CERVINO

MONTE CIVETTA

Dati Montagna 4.478 m.sl.m. quota della cima Prominenza: 1.031 m Isolamento: 13,8 km I/B-9.II-A.2.b, codice SOIUSA

Dati Montagna 3.220 m.sl.m. quota della cima Prominenza: 1.447 m II/C-31.II-A.3.b, codice SOIUSA

Dati scansione territoriale Fonti: Regione Autonoma Valle d’Aosta Licenza: CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Ufficio federale di topografia Swisstopo utilizzo libero con attribuzione della fonte Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite voli LiDAR - densità scansione 1mx1m Dati modello 3D Poligoni mesh: 4.950.300 Durata stampa: 32hr Filo usato: 229.047m Scala: 1:10.000 Il Cervino (Cervin in francese - Matterhorn in tedesco; Matterhòre in Greschòneytitsch) è una montagna delle Alpi alta 4478 m s.l.m., settima vetta italiana per altitudine, situata nelle Alpi Occidentali. Il suo nome deriva forse da Mons Silvanus, ovvero monte boscoso, per la ricca vegetazione che un tempo popolava le sue pendici. Il toponimo tedesco, invece, trova origine nei termini “Matt”, prato, e “Horn”, corno. La sua forma caratteristica è frutto dell’erosione glaciale. Narra la leggenda che il curioso gigante Gargantua, desideroso di conoscere cosa si celasse oltre le grandi vette, decise un giorno di sedersi in cima alle Alpi, per avere una visuale migliore. La roccia però iniziò a frantumarsi sotto il suo grande peso, rimase intatta solo la parte che si trovava sotto le sue gambe. Nacque cosi una montagna dalla peculiare forma piramidale, un picco che ha segnato in modo significativo la storia dell’alpinismo: la sua parete nord rimane una delle classiche sfide alpinistiche.

20

Dati scansione territoriale Fonte: Ministero dell’Ambiente Licenza: CC BY-SA 3.0 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione 1mx1m Dati modello 3D Poligoni mesh: 4.278.830 Durata stampa: 75hr Filo usato: 1269,85m Scala: 1:10.000

Il Civetta (El Zuìta in ladino) è un gruppo montuoso appartenente alle Dolomiti di Zoldo, situato in provincia di Belluno, che separa la Val di Zoldo dall’Agordino, facendo da cornice al paese di Alleghe. L’origine del nome è stata a lungo discussa: secondo alcuni rimanda al rapace notturno, forse perché in passato la montagna era ritenuta portatrice di disgrazie o maledetta, secondo altri deriva dal latino “civitas” perchè il versante verso Alleghe assomiglia ad una città ricca di torri. Nel 1855 si registra la prima ascesa del Civetta ad opera di Simeone De Silvestro detto “Piovanel”, cacciatore di Pecol. Il fronte nord-ovest è caratterizzato da un’impressionante parete verticale con un dislivello di più di 1000 metri ed una lunghezza di circa 4 km. Chiamata nell’ambiente alpinistico “la parete delle pareti”, ospita alcune famosissime vie di elevata difficoltà alpinistica.

21


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Le montagne MONTE PELMO

MONTE GRAPPA

Dati Montagna 3.168 m.sl.m. quota della cima Prominenza: 1.191 m 19 settembre 1857, prima ascensione di Jhon Ball II/C-31.II-A.1.a, codice SOIUSA

Dati Montagna 1775 m s.l.m, vetta in località Cima Grappa. Sulla cima più elevata sorge un sacrario militare, progettato dall’architetto Giovanni Greppi in collaborazione con lo scultore Giannino Castiglioni e inaugurato il 22 settembre 1935. II/C-32.II-A, codice SOIUSA

Dati scansione territoriale Fonte: Ministero dell’Ambiente Licenza: CC BY-SA 3.0 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione griglia 1m x1m Dati modello 3D Poligoni mesh: 4.237.872 Durata stampa: 41hr Filo usato: 323,476m Scala: 1:10.000

Una leggenda locale narra che il Padreterno, dopo aver creato l’Antelao, le Marmarole, il Sorapiss, il Cristallo, le Tofane e le altre cime del Cadore, stanco, creò il Pelmo per potersi riposare. Di qui il soprannome in veneto “Caregón de ‘l Padreterno”. Il Pelmo (Pelf in ladino-veneto, Pelego in cadorino) è una montagna delle Dolomiti di Zoldo (provincia di Belluno) che raggiunge i 3.168 m s.l.m.; posta ad est del passo Staulanza, separa la val di Zoldo e la val Fiorentina dalla valle del Boite. La montagna è molto peculiare perché si articola in due massicci principali che sono il Pelmo vero e proprio, al centro, e il Pelmetto (2.994 m), a ovest, conosciuto anche per le sue orme di dinosauri. Tra loro si trova la Fessura, un canalone che culmina in una stretta forcella (2.726 m). La sua sommità è stata la prima cima dolomitica ad essere conquistata.

22

Dati scansione territoriale Fonte: Regione Veneto Licenza: Creative Commons (CC BY 4.0) Dati grezzi: GeoTIFF - DTM 10 - densità griglia 10mx10m Dati modello 3D Poligoni mesh: 3.067.236 Durata stampa: 62hr Filo usato: 1075.73m Scala: 1:25.000 Il Massiccio del Grappa è un gruppo montuoso delle Prealpi Venete, posto tra le provincie di Vicenza, Belluno e Treviso, la cui cima principale è il Monte Grappa. Deve forse il suo nome al prelatino Krapp, ‘roccia’. Il fiume Brenta lo divide ad ovest dall’altopiano di Asiago, mentre ad est è il fiume Piave a tracciarne il confine e a separarlo dal gruppo Cesen-Visentin. Il Massiccio, un tempo noto come Alpe Madre, è suddiviso fra tre province: Vicenza ad ovest, Treviso a sud e Belluno a nord-est. La sua vetta, in località Cima Grappa, misura 1775 m s.l.m. ma il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di molte altre cime Teatro di scontri decisivi nel corso della Prima guerra mondiale e alcuni avvenimenti della Seconda guerra mondiale, è conosciuto a molti per il suo sacrario militare, che contiene resti di militari italiani e austroungarici assieme ad un museo della Grande Guerra. Dal 2021 è internazionalmente riconosciuto come Riserva della Biosfera. 23


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Le montagne DOLOMITI DI BRENTA

PALE DI SAN MARTINO

Dati Gruppo 3.151 m.sl.m. quota della Cima Brenta Prominenza: 1.871 m Agosto 1871, prima ascensione di Freshfield, Tuckett, Devouassoud II/C-31.I-A.4, codice SOIUSA

Dati Gruppo 3.192, Cima della Vezzana, la più elevata 240 km², Superficie indicativa −49,6 C nella Fradusta (10 febbraio 2013), temperatura più bassa mai registrata in Italia II/C-31.IV-A.1, codice SOIUSA

Dati scansione territoriale Fonte: Ministero dell’Ambiente Licenza: CC BY-SA 3.0 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione griglia 1mx1m

Dati scansione territoriale Fonte: Ministero dell’Ambiente Licenza: CC BY-SA 3.0 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione griglia 1mx1m

Dati modello 3D Poligoni mesh: 5.458.318 Durata stampa: 16hr Filo usato: 234.228m Scala: 1:25.000

Dati modello 3D Poligoni mesh: 4.565.208 Durata stampa: 24hr Filo usato: 366.921m Scala: 1:25.000

Le Dolomiti (o gruppo) di Brenta sono una sottosezione delle Alpi Retiche meridionali, nella provincia autonoma di Trento, l’unico gruppo dolomitico che si erge a occidente del fiume Adige. Il gruppo si estende per circa 40 chilometri in direzione nord – sud, e per circa 12 km da est ad ovest. Ha come confini naturali a nord la Val di Sole, ad est la Val di Non, il Lago di Molveno e la Paganella, a sud le Valli Giudicarie, e ad ovest la Valle Rendena con la famosa località di Madonna di Campiglio. Tutelate come nono sistema delle Dolomiti Unesco, si connotano per i suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono del caratteristico colore rosa, e per l’imponenza degli scenari naturali. Nel Gruppo si trovano molti laghi alpini, il più esteso dei quali è il lago di Molveno, seguito dal Tovel, le cui acque fino al 1964 si tingevano di rosso in estate per la presenza di un microrganismo. Oggi non succede più, forse a causa dell’inquinamento.

Guardale bene, ma non seguirle mai! Passeggiando per i boschi ai piedi delle Pale può capitare di incontrare delle piccole impronte di piedi, ma attenzione: la leggenda dice che chiunque segua queste orme finisca col perdere la memoria e si ritrovi misteriosamente nella grotta del Mazaròl, un omino piccolo piccolo che lavora instancabilmente ed è sempre alla ricerca di aiutanti. Le Pale di San Martino (dette anche “Gruppo delle Pale”) sono il gruppo montuoso più esteso delle Dolomiti, con circa 240 km² di superficie. Nel settore centrale del gruppo, si estende l’altopiano delle Pale, una superficie di circa 50 km², un enorme tavolato vuoto, roccioso e quasi lunare che oscilla tra i 2500 e i 2800 metri di altitudine. L’area è stata scoperta dal marchese Déodat de Dolomieu nel 1788, cui la roccia dolomia deve il nome. I terreni fertili alla base delle Pale ospitano la ricca Foresta di Paneveggio, con abeti rossi particolarmente apprezzati per la produzione di strumenti ad arco.

24

25


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE

ESPOSIZIONE

Le montagne

Arigiani digitali

GRUPPO DEL SELLA

Una sezione della mostra è dedicata agli esiti del dialogo tra tradizione e innovazione, una collaborazione dagli esiti creativi molto interessanti e frutto di un percorso di consapevolezza e formazione intrapreso da artigiani locali. Le tecnologie di fabbricazione digitale sono uno strumento prezioso per supportare la manifattura tradizionale e artistica e consentono agli artigiani di ottenere più facilmente e in modo preciso, sostenibile ed economico supporti che agevolano i loro processi lavorativi (ad esempio stampi, sagome, negativi per la produzione). All’interno dell’esposizione sono presentate alcune rappresentazioni tridimensionali di montagne fatti in vetro, metallo, con finiture in foglia d’oro, con laminatura metallica, create partendo da modelli stampati in 3d.

Dati Gruppo 3.152 m.sl.m. quota della cima del Piz Boè II/C-31.III-A.1., codice SOIUSA Dati scansione territoriale Fonti: Provincia autonoma di Bolzano Licenza: CC0 1.0 Universal (CC0 1.0); Provincia autonoma di Trento - Licenza CC BY 2.5 IT Dati grezzi: nuvola di punti .xyz tramite volo LiDAR - densità scansione 1mx1m Dati modello 3D Poligoni mesh: 1.444.480 Durata stampa: 96hr Filo usato: 1410.67m Scala: 1:10.000

l Gruppo del Sella (in tedesco Sellagruppe) è un gruppo montuoso delle Dolomiti, posizionato tra le valli Gardena e Badia (Provincia autonoma di Bolzano), Fassa (Provincia autonoma di Trento) e Livinallongo (Provincia di Belluno). La sommità è costituita da un altopiano, dal quale emerge il suo punto più alto (Piz Boè, 3.152 m s.l.m.), frequentemente indicato come uno dei punti più panoramici delle Dolomiti. La caratteristica forma è stata modellata dall’incessante attività vulcanica che caratterizzava la zona 235 milioni di anni fa. La zona del Sella è una rinomata meta turistica per escursionisti, ciclisti e sciatori, che hanno la possibilità di effettuare il giro del massiccio chiamato Sellaronda, che attraversa 4 passi e offre straordinarie viste panoramiche.

26

Processi di produzione artigianali dei modelli alpini

27


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ESPOSIZIONE Video mapping

Installazione di Alessandro Vangi e Alessandro Cian Il videomapping è una tecnica in grado di trasformare superfici e oggetti in display dinamici attraverso l’uso di sistemi di proiezione, permettendo la visualizzazione di grafiche e informazioni. Si può considerare come una forma di realtà aumentata o realtà mista, poiché la percezione sensoriale che si ha degli oggetti viene alterata e arricchita attraverso queste proiezioni.

28

L’installazione proposta all’interno dell’esposizione crea un’esperienza di interazione tattile, visiva e sonora con un modello in scala della valle di Cortina. Si è utilizzato il videomapping e dei sensori per poter permettere ai visitatori di esplorare in modalità interattiva il modello. Avvicinando la mano ad una delle quattro aree evidenziate, una voce ci racconta in quale parte della valle ci troviamo e quali sono le sue caratteristiche e peculiarità. La voce è accompagnata da alcune animazioni che vengono proiettate nell’area con cui si è interagito. Una seconda proiezione sulla parete frontale al modello permette invece di vedere materiale fotografico e video delle montagne di cui si sta parlando.

L’esperienza multimediale va quindi oltre l’interazione visuale, rendendo l’installazione fruibile attraverso più sensi, anche per persone con disabilità visiva. Si tratta di un esempio avanzato di come la progettazione artistica possa perseguire delle logiche di universal design e dare luogo ad opere innovative, inclusive e stimolanti per tutti. L’unione di un modello site-specific fabbricato digitalmente con delle proiezioni accuratamente studiate dimostra le grandissime potenzialità di un dialogo tra fisico e digitale in ottica contemporanea e futuribile, l’inserimento di sensori aggiunge ulteriori possibilità e significati all’opera rendendola un vero sistema di conoscenza per tutte le persone.

29


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

30

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

31


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

32

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

33


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ATTIVITÀ CULTURALI Tavole rotonde

“Dati aperti, tecnologia, fruizione e partecipazione sociale” I dialoghi si sviluppano attorno ai temi della tecnologia come strumento abilitante a nuove forme di partecipazione sociale e culturale, per sostenere l’artigianato e le tradizioni locali, per formare i cittadini e i lavoratori di domani. Sono intervenuti esperti e professionisti del settore in dialogo con le istituzioni.

1: Data Democrazia: risorse open per comunità più smart La possibilità di accedere a dati aperti e pubblici è una grandissima risorsa per i cittadini e le amministrazioni. La condivisione delle informazioni ha impatti positivi sia sui sistemi produttivi (open innovation, nuovi strumenti analitici e potenzialità creative) che sulla partecipazione sociale dei cittadini (aumento della consapevolezza civica, della capacità decisionale e dell’interesse nelle vicende politiche e sociali). Quali applicazioni, indirizzi e buone pratiche si prospettano per rendere attuabili queste potenzialità? Interventi di: Alberta Menegaldo - Presidente e Leonidas Paterakis - Membro del CDA di Prossimi Luca De Pietro - direttore UO Strategia ICT, Agenda digitale e sistemi di comunicazione Regione del Veneto Duccio Schiavon, Nicola Ianuale - Quantitas Piergiorgio Volpago - Servizio Sistemi Informativi Comune di Venezia

2: Tecnologia come strumento per l’inclusione Le nuove tecnologie sono uno strumento fondamentale per costruire percorsi di conoscenza e fruizione più inclusiva dei patrimoni. Quali sono le necessità dei diversi utenti, come possono trovare risposta nelle tecnologie digitali e quali sono le sinergie da attivare per costruire percorsi di valore e partecipazione sociale e culturale? Interventi di: Alberta Menegaldo - Presidente e Andrea Boscolo - Membro del CDA di Prossimi Enrico Bassi - Coordinatore OpenDot Milano Alessandro Trovato - Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - Sezione Territoriale di Venezia Alessandro Busana - Designer e atleta di Obiettivo 3

34

35


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ATTIVITÀ CULTURALI

ATTIVITÀ CULTURALI

Tavole rotonde

Laboratori didattici

3: Rappresentare per conoscere: Territorio come valore collettivo

Le attività educative sono parte integrante della proposta culturale dell’evento. I percorsi proposti, rivolti a bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni e declinati secondo le età, hanno lo scopo di avvicinare i giovani ai contenuti della mostra ma anche ai temi e alla proposta di valore dell’evento. Il percorso di visita anche tattile, di scoperta della morfologia delle montagne e del loro percorso di produzione viene affiancato ad incursioni trasversali sul tema dei materiali e dei relativi processi artigianali e tecnici, della differenza tra rappresentazione 2d e 3d, sul concetto di dato e di trasformazione da virtuale a fisico. I format prevedono un primo momento teorico e di ascolto e una seconda fase pratica: una dicotomia necessaria per coinvolgere i partecipanti e spiegare la relazione presenta tra il digitale e il mondo fisico.

“Dati aperti, tecnologia, fruizione e partecipazione sociale”

Strumenti avanzati permettono di mappare in modo completo e articolato il territorio. Quale valore assume la restituzione di queste mappature alla collettività? Come rappresentare il paesaggio in modo comprensibile e interessante e in che modo la conoscenza abilitata da supporti interattivi può portare ad una maggiore consapevolezza e desiderio di tutela del territorio da parte dei cittadini? Interventi di: Alberta Menegaldo - Presidente e Andrea Boscolo - Membro del CDA di Prossimi Stefano Munarin - Professore associato di urbanistica, Università Iuav di Venezia Paolo Paoletti - CEO Lanificio Paoletti Damiano Geppini - Casa Editrice Tabacco Giorgio Baldo - Direttore del MUPA - Museo del Paesaggio di Torre di Mosto

4: Il “filo rosso” dell’artigianato, tradizione come innovazione Quali le sfide e quali le potenzialità del dialogo tra sapere artigianale e nuove tecnologie? In che modo gli strumenti digitali possono contribuire alla valorizzazione delle eccellenze manifatturiere tradizionali e all’ideazione di nuovi prodotti artistici e creativi?

Interventi di: Andrea Boscolo, Leonidas Paterakis - co-fondatori di Fablab Venezia Fabrizio Panozzo professore associato, dipartimento di Management, Università Ca’ Foscari Gianpaolo Toso - Confartigianato Venezia Marco Bettiol - professore associato, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno”, Università degli Studi di Padova

36

37


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ATTIVITÀ CULTURALI Scuole primarie I laboratori per i più giovani si suddividono in due fasi. Durante un primo momento di racconto ed esplorazione tattile i bambini vengono guidati alla scoperta della forma delle montagne, delle storie e leggende che si legano al territorio e degli strumenti e tecnologie che hanno reso possibile la loro rappresentazione in scala. Nella seconda parte i partecipanti sono invitati a mettere in relazione i modelli 3d con le carte topografiche e alcuni profili 2d tagliati a laser; infine ciascuno realizza il suo paesaggio tridimensionale assemblando sagome di cartone dalle forme diverse.

MOMENTO DI RACCONTO Dai numeri agli oggetti: esplorazione tattile della mostra e dei modelli, racconto di come nasce un modello 3d, scoperta delle stampanti in funzione.

38

MOMENTO LABORATORIALE Impara a riconoscere le montagn e costruisci il tuo paesaggio 3d assemblando sagome tagliate a laser come in un diorama.

39


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ATTIVITÀ CULTURALI Scuole secondarie I laboratori per le scuole secondarie propongono un’esperienza più indipendente della mostra, che può essere visitata in modo guidato o meno, per poi concentrarsi tutti insieme sulle potenzialità delle nuove tecnologie, anche in relazione ai materiali e al fare manuale/ digitale. La parte più operativa del laboratorio è dedicata al tema degli open data e alla traduzione dei dati in oggetti fisici. I ragazzi erano invitati a trasformare un dataset in una rappresentazione tridimensioanle, utilizzando materiali di scarto in modo creativo per creare dei modelli fisici.

Dataset in rappresentazioni tridimensionali

40

41


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

ATTIVITÀ CULTURALI Visite tattili La mostra è progettata per essere fruita e compresa nella sua totalità anche attraverso il tatto con una specifica attenzione per le persone con disabilità visiva. Le esperienze di visita tattile hanno confermato l’assoluta importanza e ricchezza di un approccio universale e partecipativo alla progettazione museale, dimostrando che la possibilità di usare anche altri sensi, oltre a quello della vista, nell’approccio al patriomio e alla conoscenza, costituisce un’occasione di valore per tutte le persone, con disabilità o normodotate.

42

43


Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

INFORMAZIONI Colophon Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare. Prima edizione: 29 aprile - 29 maggio 2022 Un evento promosso da Prossimi Impresa Sociale ETS co-organizzato con Centro Culturale Candiani P.le Luigi Candiani, 7, 30174 Venezia VE Sala Costantini. Patrocini Regione del Veneto CAI Club Alpino Italiano Confartigianato Venezia Università Iuav di Venezia Università Ca’ Foscari Curatore Stefano Cecchetto Progetto allestimento Andrea Boscolo Partner Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS APS - Sezione Territoriale di Venezia Università Popolare di Mestre Mountain Wilderness Mupa, Museo del paesaggio di Torre di Mosto Fablab Venezia Ufficio stampa 3parentesi

Per informazioni PROSSIMI Impresa Sociale www.prossimi-ets.it info@prossimi-ets.it tel. 0415094362 PROSSIMI^ nasce dalla volontà di contribuire a creare nuovo capitale umano per i cittadini del futuro attraverso la formazione e la diffusione di conoscenza nell’ambito del digitale e delle nuove tecnologie. PROSSIMI^ immagina una società all’interno della quale la tecnologia è uno strumento abilitante per nuovi ecosistemi produttivi e culturali, all’interno dei quali ciascuno abbia la possibilità di operare in modo consapevole e di avere accesso a servizi e conoscenze grazie a strumenti digitali.

44

Installazione di video-mapping Alessandro Vangi e Alessandro Cian Fotografie esposte - Paesaggi alpini - Alberto Campanile - “Le Alpi in un palmo di Mano” - serie di Fabio Morassutto Opere in mostra - Stampe 3d Biopolimero: Territoriotipo (Fablab Venezia) - Stampa 3d Nylon: Weerg - Modello in Vetro - Ideazione: Fablab Venezia e Bruno Barovier, realizzazione: Vetreria Seguso Gianni - Post-Produzione metallica: Materica luxury coating - Post-Produzione artigianato artistico: Carlos Travaini Pagina web della mostra prossimi-ets.it/montagne-di-dati-da-toccare

Crediti fotografici catalogo foto pagg. 15-25: Alberto Campanile foto pag. 28 in alto, 29, 30, 31 in basso: Fabio Morassutto tutte le altre fotografie e immagini: Prossimi Impresa Sociale

Organizzatori

Partnership

VENEZIA

Patrocini

45


© 2022 Prossimi srl Impresa Sociale

Un sentito ringraziamento al nostro team, a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione e alla buona riucita del progetto e a: Nicola Callegaro, Simone Aldegani, Paolo Carisi, Andrea Benesso, Rossana Loiacono, Marianna Longo, Margherita Vendramini, Francesco Marchiori.

ISBN 979-12-210-1792-2

9 791221 017922


G1 X82.96 Y-68.111 E2.69621 Territoriotipo. Montagne di dati, da toccare.

G1 X83.762 Y-67.997 E2.72316 G1 X84.293 Y-67.912 E2.74104 G1 X84.853 Y-67.804 E2.76001 G1 X85.34 Y-67.669 E2.77682 G1 X85.8 Y-67.46 E2.79363 G1 X86.186 Y-67.208 E2.80896 G1 X86.761 Y-66.769 E2.83302 G1 X90.377 Y-63.937 E2.98578 G1 X90.923 Y-63.496 E3.00913 G1 X91.29 Y-63.149 E3.02592 G1 X91.597 Y-62.747 E3.04275 G1 X91.838 Y-62.303 E3.05955 G1 X92.024 Y-61.77 E3.07833 G1 X92.15 Y-61.325 E3.09371 G1 X92.925 Y-58.443 E3.19297 G1 X93.084 Y-57.818 E3.21442 G1 X93.182 Y-57.087 E3.23895 G1 X93.2 Y-56.095 E3.27195 G1 X93.199 Y56.098 E7.00351 G1 X93.172 Y57.535 E7.05131 G1 X93.106 Y58.257 E7.07542 G1 X92.964 Y58.854 E7.09583 G1 X92.741 Y59.476 E7.11781