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IMMOBILI & CO.

IL BENE CASA, AI TEMPI DELLA CRISI FOCUS DEL PROF. CARLO MALINCONICO SUL DIRITTO AMMINISTRATIVO

OLTRE LA FRONTIERA

AZIENDE UNITE NEL NOME DELL’INNOVAZIONE MULTINAZIONALI E DOPPIA TASSAZIONE INTERNAZIONALE

PARTNER LEGALI

CONSIGLI E STRATEGIE “GIUSLAVORISTE” DEL PROF. PIETRO ICHINO DECRETO LEGISLATIVO 231/2001 E MODELLI ORGANIZZATIVI

QUESTIONI DI FAMIGLIA

MATRIMONI IN CALO, AUMENTA L’INSTABILITà

aziende che rinascono Le nuove vie d’uscita


PH. PAOLA COMINETTA ©


Paola, 5 anni, affetta da atrofia muscolare spinale.

NON SI PUÒ RESTARE IMMOBILI.

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Sommario

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IMMOBILI & CO. Il bene casa, ai tempi della crisi

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OLTRE LA FRONTIERA Aziende unite nel nome dell’innovazione

AZIENDE CHE RINASCONO Le nuove vie d’uscita

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EREDITARE IL PATRIMONIO Un giorno tutto questo sarà tuo

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CAUSE CIVILI Addio alla mediazione obbligatoria: è illegittima

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QUESTIONI DI FAMIGLIA Matrimoni in calo, aumenta l’instabilità

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RESPONSABILITÀ MEDICA Nuove regole a tutela dei camici bianchi

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SERVIZI ALLE IMPRESE I vantaggi della nuvola

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SPORT E DIRITTO In aula per difendere lo sport

DIRITTO E DIRITTI I giovani al centro

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PARTNER FISCALI Il commercialista in numeri

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Supplemento realizzato da Edizioni Mediacom S.r.l. Via Brescia, 28/D - 20063 Cernusco sul Naviglio 02 92979810 - f +39 02 92979819 - redazione@edizionimediacom.com Direzione generale: Luca Pavia Testi realizzati da: Federica Sciacca, Ida Cascio, Leonardo Romeo Gestione clienti: Robero Pavia (r.pavia@edizionimediacom.com) Katia Piva (produzione@edizionimediacom.com) Sedi operative: Bari, Treviso

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PARTNER LEGALI Law firm oppure boutique?

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Progetto grafico e impaginazione: Francesca Marino (francesca@edizionimediacom.com) Illustrazioni e Foto di Copertina: Shutterstock Stampa: Roto2000 S.p.A. - Casarile (MI) Hanno collaborato a questo numero: Alessandro Giacomazzi, Emilio Proserpio, Gilda D’Errico, Marco Samaritani, Margherita Cecilian, Maurizio Andreoni, Maurizio Zarlengo, Riccardo Gheller, Vilma Zucchi. Tutti i diritti riservati. Testi, fotografie o disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti neppure parzialmente senza l’autorizzazione di Edizioni Mediacom S.r.l.. Edizioni Mediacom S.r.l. si dichiara disponibile per chi dovesse rivendicare eventuali diritti fotografici non dichiarati.


PALUMBO LEGNAMI, A TORINO, È DA SEMPRE UNA PU NTA DI ECCELLENZA PER LE COPERTURE E I PAVIMENTI IN LEGNO. UN MATE RIALE CON IL QUALE OGGI COSTRUISCE IN TERE ABITAZIONI ECOLOGICHE E SICUR E

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Colori, tessiture e venature così belli e caldi da non poter essere riprodotti artificialmente, fanno del legno, ancora oggi, il materiale più pregiato, oltre che il più ecologico, per la costruzione di determinati elementi abitativi. La lavorazione sapiente aggiunge fascino. Un esempio è quello di Palumbo legnami, a Cirié, in provincia di Torino: una sede di circa 21.000 mq e 80 anni di esperienza nell’importazione, trasformazione e commercializzazione del legno. Fin dall’inizio delle sue origini l’azienda si è specializzata nel campo dei tetti e delle coperture in legno: le strutture vengono realizzate nel pieno rispetto delle antiche tradizioni e dell’ambiente, affiancando alla cura e alla preziosità della lavorazione artigianale la qualità e la precisione di processi produttivi tecnologicamente avanzati.

Un altro settore di attività, in cui ha conquistato fin dalle origini una solida posizione di prestigio, è l’importazione, la produzione e la posa di pavimenti in legno. L’esperienza, l’impiego di speciali tecniche di lavorazione artigianale e l’accuratezza di ogni fase produttiva consentono di offrire soluzioni di alto livello per ogni esigenza, dalla più semplice alla più complessa. Negli ultimi anni l’azienda si è specializzata nella costruzione di interi edifici in legno per assecondare la crescente domanda di soluzioni abitative all’avanguardia per risparmio energetico, sostenibilità e sicurezza. Tutti requisiti che il legno può garantire. Tanto da proporsi come valida alternativa ad altri materiali da costruzione, persino al calcestruzzo e all’acciaio.

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Immobili & Co.

Il bene casa, ai tempi della crisi Il mercato immobiliare, in continuo cambiamento anche in risposta alle contingenze attuali, è valicato da un’evoluzione legislativa che rende sempre più necessario l’aiuto di figure esperte

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a cura di Leonardo Romeo

l tema nell’agenda delle amministrazioni locali e soprattutto nazionali è sempre in cima, perché imprescindibile:

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il diritto alla casa è, infatti, fondamentale. E se nelle cronache del belpaese, tra disoccupati senza stipendio, lavoratori in nero e “bamboccioni” senza alternative, c’è chi protesta per tenere alta l’attenzione e fare valere i propri diritti, dall’altro lato, anche per chi si appresta a comprarne una, le cose non vanno meglio, e le insidie sono dietro l’angolo. Insieme alle spese. Di questi tempi, se dietro ogni acquisto ci sono grandi sacrifici, a maggior ragione con la casa non si possono ammettere rischi,


L’avvocato degli immobili Un’accurata indagine preventiva sull’acquisto di un immobile o di un terreno serve a evitare perdite. Di tempo e di soldi L’evoluzione legislativa del settore immobiliare in questi ultimi anni ha reso sempre più necessario l’ausilio di figure specializzate nelle questioni di compra vendita. Un settore poco esplorato dagli avvocati sebbene la richiesta di consulenze sia in aumento. “Un’accurata indagine svolta prima di stipulare contratti permette di risparmiare tempo e soldi” spiega l’avvocato Giuseppe Cassano che grazie alla sua pregressa decennale esperienza in campo notarile ha potuto sviluppare un’ampia specializzazione nel settore immobiliare così come in quello delle successioni. Che tipo di consulenze svolge in questo settore? Ne curo tutti gli aspetti. Dalla compravendita di aree edificabili a quella di immobili industriali o di private abitazioni. Svolgo anche assistenza in ambito

condominiale e consulenza per agenzie immobiliari. Il fatto che queste ultime si rivolgono a me, anche se già in proprio svolgono una prima attività di indagine sugli immobili oggetto di trattative, indica quanto sia importante, in molti casi, andare molto in profondità nell’analisi di tutti gli spetti della compravendita per evitare problemi futuri. E quindi per evitare di arrivare a giudizio? Esatto. Per mia “cultura giuridica” e formazione credo molto nell’attività di consulenza. Preferisco affrontare i problemi prima che nascano e non arrivare al punto di andare in giudizio. Un fattore, quello dell’indagine preventiva, molto più importante oggi che le leggi in materia immobiliare hanno reso tutta la materia molto complessa. Ma non basta rivolgersi al notaio per avere la certezza di una trattativa corretta? Normalmente i notai non svolgono attività di assistenza o consulenza alle parti nelle fasi della trattativa, intervenendo solo in un secondo momento; così, la consulenza fornita dall’avvocato (meglio se specializzato) colma un vuoto senza sovrapporsi all’operato del notaio e, anzi, in definitiva, facilitandolo.

Avv. Giuseppe Cassano Corso di Porta Vittoria, 46 - Milano Tel. 02 59900169 Fax 02 55010187 cassano@studiolegaletributario.org

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Immobili & Co.

Empatia, arma vincente Sapersi mettere nei panni del cliente è una marcia in più per un avvocato vincente. Che, per sopperire all’impossibilità di essere un “tuttologo” e coprire ogni specializzazione, sceglie di fare squadra

Farsi carico dei problemi altrui. Questo è uno degli aspetti della professione legale troppo spesso lasciati in secondo piano, a volte volontariamente (il “distacco” aiuta, si dice), altre per carattere. “Ma chi è l’avvocato se non colui che, ponendosi con empatia e comprensione, si sforza di trovare la soluzione adatta per ogni cliente nella consapevolezza che questa non è solo quella tecnicamente giusta ma anche quella più soddisfacente per l’esigenza di quella persona?” spiega Federica Cassese, avvocato a Milano, che ha fatto dell’empatia (coniugata all’alta qualità dei servizi e alla tempestività d’intervento) il tratto distintivo della sua professione. Quali sono i suoi settori specifici di attività? Da sempre mi occupo di diritto civile, in particolare della materia contrattuale e stragiudiziale che attiene alla sfera imprenditoriale. Seguo società immobiliari e problematiche connesse ad appalti privati, società che operano nel campo delle energie alternative, società commerciali operanti in diversi settori. Ma anche enti morali di grandi dimensioni.

Quindi lei è un avvocato cosiddetto ad alta specializzazione? Credo che la complessità della vita economica dei giorni nostri abbia reso inadeguata la figura dell’avvocato “tuttologo”. Nonostante ciò, ritengo però vincente poter essere in grado di accompagnare il cliente nella globalità delle sue questioni giuridiche. Per questo, oltre ad avere un team di professionisti orientato nelle mie abituali aree di attività, ho sviluppato rapporti sinergici con una struttura più ampia (lo Studio Barberi Biagetti e Part-

ners), formata da validi colleghi. In questo modo le problematiche dei miei clienti possono trovare soluzione, sotto la mia responsabilità e secondo il mio “stile professionale” in tutte le aree specialistiche, nazionali e internazionali. Una vita, quindi, votata alla professione e al cliente? Direi piuttosto una vita che cerca di essere responsabile ma anche equilibrata, almeno come obiettivo costante. Anche perché, altrimenti, i miei quattro ragazzi chi li sente?

Federica Cassese, sposata, quattro figli, si è laureata con lode in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano con il Professore Pier Giusto Jaeger. È iscritta all’Albo degli Avvocati di Milano dal 1991 ed esercita in Milano, via Filippo Turati 8. f.cassese@lawlex.it

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nonostante le continue evoluzioni in materia legislativa di certo non facilitano le cose. Infatti, la difficoltà a orientarsi in questo fitto ginepraio, che è il mondo del mercato immobiliare, tra passaggi burocratici, contratti da stipulare, clausole vessatorie e carte da firmare, oggi, spinge sempre più persone ad affidarsi agli esperti. E questi, a loro volta, a specializzarsi nella gestione di tutte le fasi

Non solo ingegnere Non bastano le sole competenze tecniche per poter portare a termine un progetto di edilizia. Oggi, al professionista, si chiede molto di più L’ingegnere edile appartiene ancora alla “old economy”? Andrea Madini Moretti, ingegnere di Engi.Co. S.r.l., spiega l’evoluzione di questa figura negli ultimi anni. Non bastano più le competenze tecniche? No, occorre saper coordinare e integrare competenze interdisciplinari. Spesso, a fianco di un investimento edilizio, si chiede all’ingegnere la compilazione di un piano economico finanziario che non può prescindere dagli aspetti di natura fiscale, giuridica, amministrativa e commerciale. Il valore aggiunto del profes-

sionista sta proprio nel saper integrare tutte queste competenze nel progetto di realizzazione di un’opera. Ma può un ingegnere sconfinare nell’ambito di competenze giuridiche e fiscali che non sono di sua competenza? Un progetto di edilizia è una complessa procedura che passa da amministrazioni comunali, enti di sorveglianza, gestione e controllo dei costi dei lavori, aspetti operativi. L’ingegnere deve saper individuare le specifiche criticità, che sono

sempre diverse. Questo non vuol dire che deve essere un tuttologo, ma certo deve avere una conoscenza sufficientemente approfondita degli “aspetti collaterali” che gli consenta di inquadrare un’iniziativa di edilizia tenendo in conto non solo gli aspetti tecnici. Naturalmente, perché questo sia possibile, deve avere al suo fianco una rete di consulenti di fiducia nelle materie non di propria competenza.

Engi.co. S.r.l. Via G. Boccaccio, 22 20123, Milano Tel. 02 36517260 Fax 02 36517263 engi.co@engi.co.it - www.engi.co.it

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Immobili & Co. della compravendita, specialmente in un mondo che va veloce anche dal punto di visto legislativo. Le politiche in materia abitativa, oltre che complesse sono in continua trasformazione, e tra le ultime modifiche introdotte nel settore, spiccano anche quelle dell’ormai noto Patto di stabilità, che lo scorso 9 ottobre il governo presieduto da Mario Monti ha reso legge, tra un fiume di dibattiti e una serie infinita di spaccature, ripensamenti, proteste e critiche. La maggior parte delle normative, per quello che riguarda il mercato immobiliare, entrerà in vigore dall’anno fiscale 2013 e dovrà essere considerato per la dichiarazione dei redditi relativa a quel periodo, ma non tutte: alcune infatti saranno effettive da subito andando a incidere già sulla prossima denuncia dei redditi. A mutare sarebbero soprattutto i costi di mediazione di agenzia che saranno meno detraibili, mentre

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vengono confermate le agevolazioni per gli affitti e per le ristrutturazioni degli immobili, volte anche al risparmio energetico. Altre novità, poi, riguardano le detrazioni sui mutui per la prima casa che potranno essere calcolate al massimo su tremila euro di spesa complessiva, indipendentemente da quanto si spende, sia che si spendono tremila euro, che centomila. Cambiamenti, dunque, che il governo tecnico ha varato ritenendoli necessari, insieme agli altri, per uscire dalla crisi economica, ma che preoccupano alcuni operatori del settore, alcuni dei quali hanno ipotizzato anche un rischio di peggioramento del

mercato immobiliare, già fortemente colpito dall’introduzione dell’IMU. Secondo l’ultimo report di Confindustria, infatti, non si naviga esattamente con il vento in poppa. È stato diffuso proprio recentemente uno studio fatto dagli economisti della Confederazione sull’evoluzione del mercato immobiliare negli ultimi quattro anni, che conferma il fatto che con la crisi, prezzi delle case restano ancora alti pur essendo già scesi di oltre il 10%. E, sempre secondo Confindustria, per tornare a riequilibrare il rapporto con la capacità di spesa delle famiglie, misurata sul reddito disponibile, dovranno calare circa del 7%,


Il diritto amministrativo non ha segreti Carlo Malinconico, avvocato, ha ricoperto negli anni incarichi prestigiosi presso alte istituzioni pubbliche e nel mondo dell’Università. E dimostra come la competenza nasca dall’esperienza Un lungo, denso e prestigioso curriculum spesso fa la differenza. È il caso dell’avvocato Carlo Malinconico, specialista nella consulenza e nell’assistenza giudiziale nel diritto Amministrativo e nel diritto dell’Unione europea. Malinconico è professore ordinario di diritto dell’Unione europea, è stato Avvocato dello Stato e Consigliere di Stato fino al 2002. Ed è soprattutto un profondo conoscitore della Pubblica Amministrazione, avendo ricoperto incarichi di altissimo profilo istituzionale, come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, Segretario generale e Capo del Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi della stessa Presidenza, e Direttore generale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Nel 2003 lei ha dato avvio all’attività libero-professionale con otto collaboratori e due soci, gli avvocati Sergio Fidanzia e Angelo Gigliola. Sì, abbiamo maturato un’elevata competenza in vari settori: appalti, energia, realizzazione d’infrastrutture, ambiente, edilizia, trasporti, telecomunicazioni, servizi pubblici nazionali e locali e loro forme di organizzazione (partenariato pubblico privato, società miste). Infine, ci siamo specializzati nel settore dei giochi e nella tutela della concorrenza.

ria di fonti rinnovabili o alla realizzazione di un’opera pubblica anche mediante tecniche di project financing. E siamo naturalmente attrezzati per la difesa innanzi a tutti i tribunali italiani e comunitari, così come nelle liti arbitrali.

Chi sono i vostri clienti? Seguiamo imprese e Pubbliche Amministrazioni nelle varie fasi dei procedimenti amministrativi che possono essere diretti, per esempio, all’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio di uno stabilimento industriale, alla concessione di incentivazioni in mate-

Qual è il vostro metodo di lavoro? Privilegiamo la qualità del prodotto: siamo uno studio boutique. Per questo interagiamo tra di noi su ogni pra-

tica in modo che nessun aspetto sia trascurato. L’attenzione verso il cliente è massima: cerchiamo di venire incontro alle sue esigenze discutendo insieme la linea da tenere, gli aspetti economici e la tempistica di soluzione delle questioni. Studio legale Malinconico Associazione professionale Viale Bruno Buozzi, n. 109, Roma Tel. 06 48913132 - Fax 06 48906798 segreteria@maavv.com www.studiolegalemalinconico.it

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Immobili & Co.

La rete tra professionisti L’assistenza legale continuativa e la rete tra professionisti sono solo alcuni degli strumenti per superare la crisi e aprirsi a una nuova stagione di crescita. Dove potrà operare solo chi ha eliminato gli sprechi e superato le inerzie culturali

Che sia indotta dalla necessità o che sia oggetto di pianificazione, anche l’assistenza legale risente della crisi economica. Ma la rete può essere una grande risorsa per tutti, imprenditori e professionisti. “Il nostro studio, che svolge attività di consulenza e assistenza legale per società del campo industriale e per imprese di edilizia pubblica e privata, collabora stabilmente con studi professionali d’ingegneria e architettura e ha collaborazioni su tutto il territorio nazionale” spiega Marcello Tomassetti, avvocato con Studio legale ad Arese (Mi) specializzato nell’ambito commerciale-societario, amministrativo e della responsabilità civile. Quali sono i vantaggi della rete per i clienti? La collaborazione stabile con altri professionisti consente un continuo confronto informativo e formativo. La natura interprofessionale amplia le prospettive e permette di avere una

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visione d’insieme delle problematiche giuridiche e tecnico-giuridiche e, quindi, di dare risposte e soluzioni puntuali per ogni esigenza. Evitando all’azienda di attingere a diverse fonti, frammentando la consulenza e determinando inefficienze e discrasie che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi. Come viene fornito il vostro servizio? In base a un rapporto stabile basato su di un contratto di assistenza legale continuativa. Una formula vincente: è la migliore risposta alle istanze della realtà aziendale e di quella professionale, previene il contenzioso e consente una migliore efficienza imprenditoriale. Quindi non “spesa in più” per il cliente. La possibilità di comprendere i risvolti giuridici di ogni vicenda per decidere consapevolmente è un aspetto positivo. Costituisce certo un “costo”, ma sostenerlo dopo può essere più gravoso. Purtroppo nella realtà culturale italiana il “fare da sé” è spes-

so una chimera, conseguenza della frammentazione dell’informazione e di una diffusa superficialità. L’attuale situazione economica non contribuisce a migliorare le cose. Ma il futuro è l’efficienza. In questa realtà si colloca il progressivo mutamento della figura dell’avvocato e, di conseguenza, l’assetto prescelto dal nostro studio legale, finalizzato a rendere un servizio dinamico ed efficace.

Studio Legale Tomassetti Via Sant’Anna, 11 - Arese (Mi) Tel. 02 93585728 - Fax 02 93871098 avv.mt@studiotomassetti.it www.studiotomassetti.it


LA SOFFERENZA DEL SETTORE EDILE Per il settore edile, la crisi attuale ha segnato il punto più basso negli ultimi cinquant’anni. “Il settore è talmente articolato e interconnesso a enti pubblici e privati che senza un’azione concertata fra le suddette istituzioni si rischia un immobilismo letale” commenta Mario Fusetti, ingegnere progettista con studi a Saronno e Legnano (info@studiofusetti.it). Come può un progettista essere parte attiva del cambiamento? C’è bisogno di liberare il mercato, pensare e investire su nuovi processi e prodotti. La categoria è soffocata da una quantità di norme spesso contradditorie fra loro. E questo cosa comporta? Non siamo più in grado di dedicarci interamente alla nostra “mission” cioè progettare. Siamo costretti a slalom defatiganti fra adempimenti burocratici inutili che ci sottraggono entusiasmo e tempo prezioso. E come si esce dal tunnel? Il Pubblico dovrebbe avviare un alleggerimento dei passaggi inutili per consentirci di raggiungere il resto dell’Europa che ha conquistato standard edilizi superiori ai nostri. E la categoria deve sposare la multidisciplinarietà. Ma esistono interventi di rapida attuazione? Diciamo che la crisi potrebbe trasformarsi in opportunità se si verificassero alcune condizioni, ad esempio la possibilità di sostituire il patrimonio edilizio obsoleto, di ripensare le forme di finanziamento e l’approccio fiscale, affinché il settore immobiliare non sia solo un soggetto da “spremere”.

entro la fine del 2013. Eppure, ciò nonostante alcuni spiragli di luce ci sono, almeno nei satelliti che gravitano intorno al mondo casa, come le aziende "Made in italy" nel settore dell’arredamento, che,

secondo gli ultimi dati, continuerebbero a viaggiare su terreni fertili e vivaci. Se la casa e l’abitare, restano in testa ai livelli di investimento valoriale degli italiani, anche all’estero rappresentano un volano della crescita.

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Piccoli che fanno cose grandi Nel campo delle grandi progettazioni edili Tiemme è una realtà consolidata e sempre in ascesa. Grazie alla qualità ineccepibile e al servizio flessibile nel Gruppo Italstat, in EdilnordGestioni, in PirelliRe. Le prestazioni riguardano Building e Space Planning, Layout esecutivi, D.L, Direzioni artistiche, Interior design, Way finding. Concentro l’attenzione su progetti coerenti alle nostre caratteristiche e punto sulla capacità di ascoltare il cliente e di intuire le sue necessità di riorganizzazione, proponendo nuovi modi di operare.

© andrea monni: Auditorium Palazzo Lombardia (360 posti)

Ritiene che le sue scelte siano vincenti in questo periodo di crisi? La crisi del mercato comporta una selezione dell’offerta di progettazione. Solo coniugando una qualità ineccepibile, un servizio flessibile e completo con una risposta tecnologicamente aggiornata, unitamente alla capacità di proporsi a prezzi competitivi, si potrà superare questo momento cogliendo le opportunità future.

Quali sono le caratteristiche della sua società? Garantiamo standard qualitativi elevati e una solida capacità organizzativa. Occorre sapere ascoltare le esigenze del cliente dare risposte pronte, soluzioni adeguate ma confezionate con attenzione sartoriale, organizzazione efficiente. Occorre saper gestire bene le risorse interne ed esterne dedicate al progetto. Le esperienze in progetti di grande impatto e impegno, come gli interni del Palazzo Lombardia, hanno dimostrato la correttezza della impostazione, capace di produrre architettura di qualità

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© giò belli

Dietro grandi opere edili come i nuovi uffici della Regione Lombardia a Milano c’è Tatiana Milone, amministratore unico di Tiemme S.r.l., società di architettura e ingegneria di Milano. Pirelli, Generali, Alstom, Techint e Intertecno sono solo alcuni degli altri importanti clienti gestiti dalla società che, negli ultimi tre anni, ha progettato 250 mila metri quadrati di uffici per 100 milioni di euro di opere realizzate.

e dare valido supporto al committente. Queste caratteristiche non si ritrovano facilmente nelle grandi società o studi. Quali scelte le hanno permesso di essere competitiva e attraente per questo settore di mercato? Ho specializzato l’attività secondo le esperienze della mia precedente carriera aziendale come Direttore tecnico

www.tatianamilone.it


Il notaio e la prevenzione delle liti “Tanto più notaio, tanto meno giudice” diceva il giurista Francesco Carnelutti. Un esperto spiega perché il notaio svolge un’importante funzione preventiva

Il ruolo e l’attività del notaio sono spesso oggetto di luoghi comuni molto lontani dalla realtà. “Per esempio che i notai siano tutti figli di notai, cosa vera solo nel 17,5% dei casi. Oppure che i notai siano una peculiarità italiana, magari da abolire, mentre invece sono presenti in tutti i Paesi di diritto latino” commenta Fabio Capaccioni dello studio notarile Capaccioni e Zinni attivo a Milano dal 1986.

Qual è invece il ruolo del notaio? Non solo garantire la legalità delle transazioni immobiliari e societarie, ma anche indagare l’effettiva volontà delle parti, spiegando loro tutte le conseguenze di ciò che stanno per compiere. La professione negli anni si è evoluta, adattandosi alle diverse esigenze della società e contribuendo al processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione. Per farlo nel migliore dei modi, il notariato italiano è stata la prima categoria professionale a stipulare un’assicurazione che copre tutti i suoi componenti con i Lloyd’s di Londra. Pochi lo sanno. Questo vuol dire che il cittadino che si rivolge al notaio ha la certezza di essere tutelato anche in caso di eventuali errori. Perché alcuni Paesi non prevedono la figura del notaio?

Nei Paesi anglosassoni, per esempio, si può acquistare la casa senza notaio, garantiti da una polizza assicurativa. Peccato che le assicurazioni intervengano per risarcire e non per restituire il bene che, quindi, può anche essere perso. Nei Paesi di diritto latino, invece, si è fatta una scelta di prevenzione, affidandola a un pubblico ufficiale, rigorosamente selezionato e sorvegliato dal Ministero di Giustizia. Non è un caso che dove interviene un notaio sia scarsissima la litigiosità davanti ai giudici. Del resto, le istituzioni hanno affidato negli ultimi anni ai notai compiti sempre più delicati: dalla lotta all’abusivismo edilizio alle espropriazioni immobiliari; dal ruolo di giudici onorari aggregati, per smaltire l’arretrato della giustizia civile, alla lotta al riciclaggio. L’azione notarile avrebbe potuto limitare l’impatto della crisi dei subprime in Usa? “C’è chi lo afferma”, sostiene Germano Zinni. Il compito del notaio, infatti, è anche quello di fermare la mano di chi sta per firmare senza avere prima letto attentamente, quello di tutelare i più deboli, chi non può pagarsi l’avvocato migliore, chi compra la prima e unica casa della vita e non può rischiare niente. A loro serve qualcuno che dia certezze. E in questo campo può farlo solo il notaio.

fcapaccioni@notariato.it

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Immobili & Co. Nel sistema delle costruzioni, la qualità e la conformità dei materiali sono oggi le principali armi per restare a galla in un mercato che va restringendosi. La parola d’ordine è sicurezza a cura di Leonardo Romeo

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lla ribalta mediatica degli ultimi tempi è stato anche il settore edile, un comparto che oggi vale più di 300 miliardi di euro, occupando circa tre milioni di addetti, considerando tutti gli aspetti, dalle tecnologie ai macchinari e dagli impianti ai materiali, ma che non è avulso dalla crisi e cerca di restare in equilibrio grazie anche alle esportazioni. Secondo Federcostruzioni, però a essere premiate, nel contesto

di un mercato che di fatto va restringendosi, saranno soprattutto quelle imprese che sapranno proporre qualità del costruito, attenzione per l’efficienza energetica e sostenibilità ambientale. La questione della sicurezza sull’uso dei materiali e del loro collaudo, in piena conformità alle norme e alle specifiche applicabili, è infatti oggi prioritaria per la realizzazione efficiente di un progetto, nella piccola e grande industria.

A servizio della qualità e conformità dei materiali Collaudo ed expediting: un settore di grande responsabilità dove, a fare la differenza, è la qualità di un servizio competitivo. Come dimostra Sipex La Sipex, fondata a Milano nel 1991 dall’Ingegner Georges Astourian è presente oggi a livello internazionale con una rete consolidata e capillare di professionisti. È una società che fornisce servizi di collaudo, expediting e servizi nel campo della qualità per la grande industria. Come spiegano Georges, Yves e Micael Astourian, manager dell’azienda. In cosa consistono i servizi che offrite? La nostra mission è il monitoraggio dei fornitori: dall’emissione dell’ordine da parte dei nostri clienti fino all’avvenuto collaudo dei materiali con esito positivo. Affinché ogni materiale ordinato sia consegnato in tempo utile al cantiere, in condizioni di piena conformità alle norme, alle specifiche applicabili e ai capitolati d’acquisto. Quali sono i vostri principali clienti? Le società “EPC” (Engineering, Procurement & Construction) che, negli ultimi decenni, per ottimizzare i costi, hanno dovuto globalizzare l’approvvigionamento dei materiali. E sempre più spesso ricorrono ai mercati emergenti.

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La vostra sfida più grande? Come per tutte le società di servizi, supportare i clienti, comprendendoli e adattandoci in maniera dinamica alle loro esigenze e al contesto globale in

cui operano. In particolare, nel nostro caso, tendiamo a supportare il cliente nell'ottenimento della massima coniugazione tra qualità dei manufatti acquistati e ottimizzazione dei costi.

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Gli artigiani del legno Pensato a mano. È il motto di Artigianeria, una realtà aziendale che ha fatto del legno la sua mission, la sua storia e la sua filosofia Entrare in un laboratorio di falegnameria è come tuffarsi indietro nel tempo, in un modo di conoscenze e saperi antichi fatti di manualità e precisione. Un mondo ancora intatto, per esempio, nei laboratori artigiani dell’Artigianeria a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Qui nascono le prestigiose cucine Longoni. E non solo. Qui si realizza ogni desiderio legato al legno già dal 1816 quando la famiglia Longoni si è insediata nel brulicante territorio brianzolo con la sua competenza, la sua conoscenza del legno e, nel corso degli anni, con l’uso sapiente delle tecnologie più avanzate, la progettazione più raffinata, la scelta minuziosa dei materiali e la cura estrema del montaggio. Per creare un mobile, infatti, non basta un macchina. Servono anche la saggezza creativa e la sicurezza in un sistema di produzione della massima efficienza. Così, la riscoperta delle tecniche costruttive di un tempo, ricche di fascino e sapore, per Artigianeria si affiancano oggi alle più evolute tecnologie per realizzare prodotti dal design contemporaneo ma anche capaci di durare nel tempo e di sopravvivere alle mode. Ogni creazione su misura segue un processo completo e degno di nota, sia per un singolo pezzo sia per un intera fornitura. Ogni progetto, infatti, ha lo scopo di soddisfare al meglio il cliente.

Artigianeria Longoni cucine s.a.s. Via Nazionale dei Giovi, 116 Cesano Maderno (Mi) Tel. 0362 501960 info@artigianeria.pro www.artigianeria.pro

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Self-storage: un servizio innovativo sicuro ed economico Negli USA l’auto-immagazzinaggio è un’abitudine radicata. In Italia è un servizio nuovo ma in crescita e con tanti vantaggi, come spiega un esperto del settore Il self-storage più economico e sicuro? Si trova a Padova, si chiama UNIT (www.unitdepositi.it) ed è un deposito che offre tante comodità e molti servizi. “Questo è un settore che in Italia sta crescendo adesso e che noi abbiamo già sviluppato al meglio” spiega l’ingegner Michele Corradini, responsabile di UNIT. Chi sono i vostri clienti? Potenzialmente tutti! Il privato che deve svuotare il garage, deve traslocare o ristrutturare casa. L’azienda che ha bisogno di spazio per l’archivio documentale, il negoziante con uno stock di merci in più, i rappresentanti, la grande azienda che deve

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immagazzinare merci di vario genere perché siano sempre disponibili. Quali garanzie offrite rispetto ai competitors? Ogni spazio è autonomo e ogni cliente lo gestisce come e quando vuole. In pratica, ha una stanza a sé stante, con accesso 24 ore su 24, chiusa e dotata di allarme: un sistema di sicurezza che va ad aggiungersi ad allarme generale e videosorveglianza attivi nell’intero magazzino. Questo è un grande vantaggio rispetto al classico “deposito”: qui non bisogna chiedere ad un operatore il prelievo della propria merce tra montagne di altre merci. Ognuno è autonomo nella gestione del proprio spazio. E tutto questo ha

un costo che parte da un euro al giorno per metro quadrato. Un prezzo che rende appetibile il servizio proprio a tutti. Offrite anche dei servizi accessori? Certo: traslochi, facchinaggio, macchinari per la movimentazione, vendita del materiale da imballaggio, noleggio di furgoni, digitalizzazione di archivi ed altro ancora.


Oltre la frontiera

Aziende unite nel nome dell’innovazione I partenariati tra imprese di Paesi diversi oggi trovano terreno fertile e comune nel campo delle tecnologie. A Berlino, per esempio, realtà italiane e tedesche hanno presentato progetti di collaborazione a elevato contenuto hi tech. E sondato la possibilità di lavorare insieme A cura di Ida Cascio

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ici internazionalizzazione e pensi all’Europa dell’est o all’America Latina. Ma la cara vecchia Europa continentale offre occasioni non meno allettanti. Nonostante la crisi economica e le incertezze legate alla zona euro. Le opportunità, oggi, si registrano soprattutto nel settore tecnologico e dell’innovazione. Per scandagliarle, proprio il 9 ottobre si è tenuto a Berlino l’Italian-German R&D Workshop Italy Day, una giornata all’insegna dell’innovazione e del partenariato tra Italia e Germania organizzata dall’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con l’ambasciata italiana e con Banca Intesa Sanpaolo. Il tema della giornata è stato “Innovative Solution for European Industries“ e lo scopo era individuare partner finanziari e tecnici nel campo dell’innovazione tecnologica, con l’obiettivo finale di promuovere la nascita di un network tra parchi tecnologici, aziende, università e distretti

LA BUROCRAZIA CHE PARLA TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

 Lo straniero che in Italia vuole avviare un’impresa si trova ad affrontare, come primo problema, la complessa burocrazia italiana. Ma ci sono professionisti, come l’avvocato Sabina Spagna di Roma, che si occupano di assistenza legale agli imprenditori stranieri. “Assistere legalmente le imprese straniere che lavorano in Italia significa non solo tutelare i loro interessi” dice l’esperta, che da anni collabora con aziende orientali come Mitsukoshi, Daikin e Alphanet, “ma soprattutto consentire al loro business di emergere anche in un mercato diverso da quello di provenienza”. La mission è quella di colmare le distanze tra le diverse realtà imprenditoriali, fornendo al cliente la necessaria assistenza per districarsi nella giungla degli adempimenti connessi allo svolgimento della propria attività in Italia. Per guardare all’Italia, è con il medesimo intento di colmare le distanze che l’avvocato Spagna si è lanciata in un’altra importante sfida: la mediazione. “È sempre più profonda la mia convinzione che la mediazione sia una strada fondamentale per affrontare e risolvere i gravosi fardelli della giustizia italiana” conclude l’avvocato. “E la mia esperienza all’interno dell’Organismo di Mediazione Forense del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma mi porta ad affermare che gli accordi si raggiungono e con grande soddisfazione!”. avvocatosabinaspagna@libero.it

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italiani e tedeschi sulla base di progetti concreti. Durante i lavori del convegno, che si è tenuto presso la rappresentanza diplomatica nella capitale tedesca, sedici enti e aziende italiane hanno presentato

27 progetti ad alto contenuto tecnologico a possibili partner tedeschi. Da parte loro, le aziende italiane hanno potuto cogliere le possibili occasioni di partenariato europeo in campo scientifico e tecnologico, anche alla luce

delle opportunità offerte dagli strumenti finanziari europei per la ricerca e l’innovazione. La giornata si è poi chiusa con l’Investors Arena e una serie di incontri B2B e Research to Business.

Affari da e per la Germania IL MERCATO TEDESCO OFFRE MOLTE OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTI PER LE IMPRESE ITALIANE Le imprese tedesche che operano sul mercato italiano e quelle italiane interessate all’espansione in Germania hanno un professionista di riferimento: l’avvocato Stephan Grigolli, bilingue e abilitato al patrocinio in Germania e in Italia e Presidente dell'Associazione degli avvocati italo-tedeschi in Italia, con Studio legale a Milano. “Il mercato tedesco rappresenta un essenziale sbocco per la produzione delle imprese italiane e può anche rivelarsi un’interessante destinazione di investimenti diretti in attività produttive” spiega il professionista che, con il suo team, vanta una significativa esperienza in tutti i campi del dirit-

to commerciale e industriale e ha una fitta rete di colleghi e consulenti grazie alla quale può garantire un’assistenza completa in entrambi i Paesi. “Il Governo federale e quelli dei diversi Länder offrono infatti incentivi e misure di sostegno degli investimenti che possono assumere la forma di finanziamento a fondo perduto o a tasso agevolato, di credito d’imposta o garanzia pubblica. La misura e il tipo di incentivo possono variare in funzione della regione in cui deve realizzarsi il progetto, delle dimensioni dell’impresa richiedente e del settore produttivo o dell’attività cui l’intervento è destinato. In alcuni casi si può coprire fino al 50% del

fabbisogno progetto”.

finanziario

dell’intero

Studio legale Grigolli & Partner Piazza Eleonora Duse, 2 - Milano Tel. 02 76023498 - Fax 02 76280647 stephan.grigolli@grigollipartner.it www.grigollipartner.it

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Oltre la frontiera

Multinazionali e doppia tassazione internazionale. Tutto quello che bisogna sapere La doppia imposizione oltre confine è sempre più frequente, a causa dell’intensificarsi delle operazioni oltre il confine tra società appartenenti allo stesso soggetto. Gli esperti spiegano come minimizzare questo fenomeno e consentire lo sviluppo armonico delle operazioni transnazionali

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha provveduto, negli ultimi anni, ad aggiornare le linee guida in materia di prezzi di trasferimento. “È un vademecum che identifica i principi per determinare in modo corretto la politica dei prezzi di trasferimento tra società appartenenti al medesimo gruppo ma situate in Paesi differenti” spiegano gli esperti dello Studio Fava&Partners, nuova realtà professionale milanese nata dall’esperienza di soci e collaboratori in un primario studio tributario internazionale aderente al network di una delle Big Four, specializzata nella fiscalità internazionale. L’Italia si è mostrata sensibile a queste problematiche? Certo. Non solo ha recepito tali linee guida, ma ha anche introdotto una cosiddetta legislazione premiale, ossia il beneficio di essere completamente esenti da sanzioni amministrative, se il contribuente predispone e mette a disposizione tutta la idonea documentazione a supporto della propria policy dei prezzi di trasferimento.

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Cosa si intende per politiche dei prezzi di trasferimento? La transfer pricing policy è il complesso di metodi, procedimenti e linee guida adottati, da un Gruppo con attività in più Paesi, per definire i prezzi da applicare alle operazioni tra le diverse entità del Gruppo. Dal punto di vista dei singoli Stati, il fine principale delle disposizioni normative sul transfer pricing è di evitare che le imprese di un Gruppo, attraverso una non corretta fissazione dei prezzi, dichiarino risultati nei singoli Paesi in misura non corrispondente all’effettivo valore generato in quel Paese, trasferendo porzioni di reddito in altri Stati. Si ge-

LE NOVITÀ DEL TRANSFER PRICING DELL’ORDINAMENTO ITALIANO Il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 ha introdotto un regime (facoltativo) di oneri documentali dei prezzi di trasferimento Intra-Gruppo. L’adempimento di tale onere è “premiato” con la non applicabilità di alcuna sanzione, in caso di eventuale contestazione futura in tema di transfer pricing, riducendo il rischio alla sola maggiore imposta. La predisposizione della documentazione richiede competenze adeguate e piena conoscenza dei Principi OCSE: il beneficio infatti non viene riconosciuto qualora la documentazione non sia idonea. È quindi opportuno farsi assistere da consulenti specializzati.


all’interno del Gruppo, a causa del volume sempre più elevato delle transazioni intra-Gruppo e della soggettività delle valutazioni. Il rispetto delle regole sul transfer pricing nei singoli Paesi è necessario, al fine di minimizzare il rischio di passività fiscali significative. La corretta definizione delle politiche sui prezzi di trasferimento rappresenta un’attività strategica non solo per i gruppi multinazionali ma anche per tutte le piccole-medie imprese Italiane che hanno, o che progettano di avere, attività all’estero. Quali sono le principali difficoltà nella determinazione di queste politiche? Un’adeguata definizione delle politiche sui prezzi di trasferimento richiede una profonda conoscenza della struttura del Gruppo, dei Mercati in cui opera e della normativa fiscale internazionale. Il principio del “valore normale” (arm’s length principle) significa che i prezzi delle operazioni tra controparti correlate debbano riflettere le condizioni che avrebbero convenuto soggetti indipendenti in circostanze simili. L’adozione di tale principio è fonte di notevoli divergenze “interpretative” tra operatori economici e autorità fiscali, essendo caratterizzato da una componente di discrezionalità.

Uno dei problemi principali riguarda, poi, la non completa armonizzazione dei principi di TP delle legislazioni fiscali dei singoli Paesi, le cui Autorità fiscali hanno interessi confliggenti. Un’altra difficoltà è determinata dalla non sempre idonea documentazione del Gruppo, a supporto delle politiche dei prezzi, che le rende meno comprensibili. Infine, sono richieste competenze economiche, di analisi della struttura del Gruppo-mercato (cd “analisi funzionale”) e competenze giuridiche. La carenza di tale mix di competenze emerge soprattutto a livello degli organi giudicanti, che spesso non dispongono di una formazione e di una conoscenza del Business adeguata. Si spiega quindi come, al fine di dirimere questioni di transfer pricing, assumano sempre più rilevanza gli strumenti deflattivi del contenzioso fiscale.

Fava & Partners Studio Internazionale Tributario Piazza Repubblica, 24 - Milano Tel. 02 87069700 Fax 02 87069729 domenico.fava@st-fava.com

nera quindi un “conflitto” virtuale tra i singoli Stati e l’imprenditore è esposto al rischio di doppia imposizione. Perché è importante una corretta determinazione delle politiche di transfer pricing? Le contestazioni da parte delle singole Autorità fiscali locali hanno effetti significativi in termini sia di sanzioni amministrative e penali, sia di doppia tassazione sul medesimo reddito

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Oltre la frontiera

L’internazionalità passa da S.O.A. Legalizzazione consolare, registro imprese, informatizzazione visti. Sono tanti i servizi offerti da S.O.A., società di Servizi organizzativi aziendali della quale ce ne parlano gli amministratori, giuseppe e francesco Sarcinelli

Da cosa nasce S.O.A. e quale è la sua attività? Nasce per fornire i propri servizi nell’ambito della certificazione e della ricerca documentaria per uso commerciale e privato. In particolare è specializzata nei servizi di vidimazione della documentazione necessaria per esportare nei Paesi extra-comunitari, come certificati d’origine, visti su fatture, visti su passaporti, traduzioni legali, rilascio autorizzazioni, licenze e così via. Quale è stato il percorso evolutivo della società per garantire i propri servizi?

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Un’esperienza trentennale nell’ambito dei servizi aziendali, permette a S.O.A. di fornire le migliori soluzioni a chi lavora nel complesso settore dell’internazionalità, grazie anche agli strumenti tangibili messi a disposizione dei suoi clienti. Un vademecum in due volumi prodotto dalle Edizioni S.O.A., un portale internet recentemente rinfrescato e perfezionato e il blog S.O.A. che completa l’alto livello d’informazione garantito dal gruppo.

Quali sono i numeri di S.O.A.? Il gruppo S.O.A. gestisce e soddisfa più di tremila clienti dislocati su tutto il territorio italiano. Dalle piccole e medie imprese fino ad arrivare alle multinazionali. Di cosa siete più orgogliosi? Aver creato una rete lavorativa diretta con tutte le rappresentanze estere in Italia, grazie alle due sedi del gruppo a Milano e Roma. Questa struttura societaria si prefigge lo scopo di garantire un servizio efficiente e di qualità. È ciò che S.O.A. si impone di fornire ai propri clienti. Via Rubens, 19 - Milano Tel. 02 4046510 - info@soa.it Via Catania, 64 - Roma Tel. 06 98381389 - roma@soa.it nella foto i due soci fondatori di SOA: Giuseppe Sarcinelli e Francesco Sarcinelli


Il grande network al servizio della crescita Internazionalizzazione delle imprese italiane e attrazione di investitori stranieri, soprattutto asiatici. Ecco come una grande rete professionale internazionale stimola la crescita e lo sviluppo

Guidare le imprese nella strada dell’internazionalizzazione e accogliere quelle che investono in Italia non vuol dire solo conoscere le leggi e la burocrazia degli altri Paesi. Ma anche tessere rapporti. Lo sa bene KPMG, uno dei principali network di servizi professionali alle imprese. Attivo in 152 Paesi del mondo, con oltre 145 mila professionisti, KPMG è leader in Italia dov’è presente da oltre 50 anni. KStudio Associato (www.kstudioassociato.it), in particolare, la struttura di avvocati e fiscalisti associata al Network, conta circa 300 avvocati e dottori commercialisti e 15 uffici dislocati nelle principali città italiane. “Forniamo una vasta gamma di servizi legali e fiscali per le imprese dei diversi settori produttivi, a supporto dell’attività societaria corrente e di eventi di natura straordinaria. I clienti che assistiamo non sono solo quelli attivi nel mercato domestico ma molte imprese estere con interesse ad investire in Italia o, viceversa, clienti italiani interessati a mercati stranieri” spiega l’avvocato Sabrina Pugliese responsabile del dipartimento di operazioni straordinarie. L’Asia è uno dei focus principali di

questa realtà. “Abbiamo appena aperto un China desk con l’intenzione di ripetere l'esperienza di successo dell’ormai più che ventennale Japan desk” continua Pugliese. “In pratica, assistiamo gli imprenditori asiatici che vogliono investire in Italia, o viceversa, imprenditori italiani con interessi nei mercati asiatici. Non solo dal punto di vista legale e fiscale, ma anche relazionale. Quando ci si confronta con colossi così distanti e diversi da noi, infatti, anche l’aspetto sociale e culturale conta molto. E l’approccio è ben diverso. Tanto da permetterci di gua-

dagnare la fiducia degli investitori stranieri ed essere persino nominati nei loro organi di controllo. La forza del network, poi, ci dà la possibilità di essere in contatto diretto ed immediato con eventuali investitori stranieri che possano essere utili all’impresa italiana. Una forza fatta di persone, professionisti che tessono rapporti continuativi e di fiducia con i singoli clienti”. Non solo. La rete professionale KPMG dà fiducia anche ai giovani in questo periodo di crisi. “Selezioniamo professionisti da tutta Italia e continuiamo a premiare il merito e le potenzialità”.

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Oltre la frontiera Le piccole e medie imprese hanno bisogno, oggi più che mai, di guardare oltre i propri confini e affacciarsi sui mercati internazionali. Ma non possono farlo da sole. Servono professionisti qualificati e specializzati per garantire il successo di un’iniziativa tanto entusiasmante quanto rischiosa A cura di Ida Cascio

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on è una novità che l’arma per vincere il periodo di crisi sia l’internazionalizzazione. Soprattutto per le micro imprese e PMI che hanno bisogno di una boccata

d’ossigeno. Esse rappresentano il 99,4% delle imprese italiane e impiegano il 67,3% dei lavoratori. Attualmente le imprese italiane che hanno già rapporti con l’estero perché esportano sono circa


Il dottore commercialista fra tradizione e futuro Oggi ci si interroga sulla professione. Sempre più divisa tra apertura al nuovo e linee guida tradizionali. Coniugare questi due aspetti è l’obiettivo dello Studio Paolo Simoni dottori commercialisti associati di Bologna

“Più che di liberalizzazione, dettata da istanze ideologiche o da misconoscenza della situazione oggettiva, la professione di dottore commercialista ha oggi bisogno di combinare l’apertura e l’attenzione al nuovo con il recupero e il rafforzamento delle linee guida che ispirarono la nascita della professione stessa”. È il pensiero di Paolo Simoni, dottore commercialista “fondatore” dell’omonimo studio a Bologna che basa il suo operare su questi due concetti, forte di una memoria storica che ha radici cinquantennali nel tessuto professionale locale e nazionale. Ma anche di una rinnovata energia che ha fatto sorgere nel 1999 lo studio attuale nella forma di associazione tra cinque professionisti e uno staff di numerosi collaboratori professionisti e dipendenti. “Mai come in questi tempi di confusa percezione della realtà professionale risulta importante e decisiva la chiarezza sulla figura e la funzione del dottore commercialista quale soggetto indipendente in grado di fornire servizi

specialistici di elevata qualità e consulenza qualificata” continua l’esperto. “Bisognerebbe evitare di assecondare l’indebita assimilazione del professionista con il braccio operativo dell’Amministrazione Finanziaria come pure l’identificazione dello stesso con realtà di mera natura imprenditoriale”. Formazione, deontologia, terzietà, attenzione scrupolosa all’effettivo interesse del cliente, ricerca delle soluzioni migliori nel rispetto delle normative: sono questi i principi che Paolo Simoni ha trasmesso al suo studio, oggi strutturato secondo una ripartizione funzionale che agevola la specializzazione senza che venga mai meno il coordinamento delle competenze e offrendo così tutta la gamma dei servizi professionali tipici in materia societaria e d’impresa. Sia nella forma di assistenza e consulenza in campo civilistico contrattuale e tributario sia nell’assistenza in sede contenziosa. Per supportare i clienti nelle crescenti esigenze di internazionalizzazione lo studio è da molti anni membro

di INPACT International Ltd, un’alleanza internazionale di studi professionali con elevati standard qualitativi.

Nonostante il preponderante impegno dello studio verso le imprese non vengono trascurate le problematiche delle persone fisiche. Del resto, ci sono loro dietro ogni società e hanno una sfera di interessi individuali da salvaguardare, con esigenze di carattere familiare e spesso problemi di successione generazionale.

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Oltre la frontiera

Dall’Italia all’America Latina. Quando l’avvocato vola alto De Naro Papa e Associati è la boutique del diritto che da oltre un decennio miete successi in Italia e all’estero. Assiste clienti celebri come Maradona e investe sui giovani. Con un occhio ai valori e uno ai risultati Come si recuperano crediti milionari dalle ASL commissariate? Come si riappacificano Maradona e il figlio illegittimo mettendo fine a vent’anni di battaglie legali a cavallo dell’oceano? Come si riconcilia la capricciosa star della lirica e la direzione dell’Opera di Vienna mentre si alza il sipario e si diffonde il preludio dell’Aida? Come si accompagna la Regina del Belgio a fare shopping immobiliare nella Terra del fuoco? Come si tutela l’immagine della “Presidenta” Cristina (Kirchner, erede dell’immortale Evita) oggetto di gossip sulla stampa internazionale? Come si sbrogliano le intricate matasse fiscali e finanziarie degli investitori italiani lanciatissimi nel Paese del Carnevale, elettrizzati dai prossimi Mondiali di calcio (2014) e dalle Olimpiadi (2016)? Le risposte sono nel singolare know how di De Naro Papa e Associati, boutique del diritto che, da molti anni, oltre ai successi professionali italiani, miete anche quelli dovuti al consolidamento del marchio professionale nei mercati latino americani. Un unicum nel panorama legale italiano, visto che si tratta dei soli avvocati italiani presenti a Buenos Aires e a San Paolo del Brasile, al fianco della media impresa nazionale e d’oltreoceano, così come di gruppi multinazionali. A parlarci di questa realtà è Giuseppe De Naro Papa, nobili natali modicani e Avvocato d’impresa, un elegante signore dai modi affabili che ci accoglie calorosamente nella sede dello Studio in Foro Buonaparte a Milano. De Naro Papa non fa trasparire nulla della fama di infaticabile negoziatore e mastino di udienza che si è guadagnato in oltre 40 anni di carriera. “Al di là della passione autentica per un’arte antica ma irrinunciabile come quella dell’avvocatura, la nostra filosofia è quella di non dare mai nessun caso per perso” ci spiega. “Il cliente non solo ha

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fiducia nella nostra esperienza professionale, ma anche nell’onestà intellettuale dei nostri consigli. Tanto che in molti casi si è rivolto a noi chi era stato controparte in un negoziato o in tribunale”. L’avvocato sorride quando gli chiediamo se in questo momento terribile per l’imprenditoria

italiana ci sono segnali d’allarme anche per la sua categoria: “Ma il nostro mestiere è proprio gestire le emergenze! Occorre adottare per tempo i correttivi, diversificando e riposizionando le proprie competenze professionali. Una struttura snella e supermotivata permette di adat-


tarci e gestire i flussi di lavoro. Del resto, non abbiamo temuto di scommettere negli anni '90 nel Latino America, pur essendo già affermati nel settore civile commerciale interno, e oggi quella scelta ci sta premiando. Qualcosa abbiamo imparato accompagnando gli investitori esteri in Argentina negli anni '90, i disinvestimenti dopo la crisi del 2001 e la complessa gestione degli investimenti

esteri nelle varie fasi di un Paese in continua evoluzione come l’Argentina”. “Chi ha professionalità vera, e un know how come il nostro, non deve temere per il futuro” aggiunge l’avvocato Hugo Alberto Pruzzo, una delle tante scoperte di De Naro Papa. Pruzzo, avvocato italiano e argentino con master in Bocconi, oggi è socio dello Studio e coordinatore degli Studi a Buenos Ai-

res e a San Paolo. “Siamo attrezzati per affrontare la crisi. Possiamo contare su un ventaglio di competenze allargato, grazie anche al nostro terzo socio, Giuseppe Manno, che con la sua specializzazione commerciale e giuslavoristica assiste anche molte aziende in crisi, dirigenti e quadri in uscita, e può vantare uno specifico know how nel settore delle grandi agenzie della moda e non solo”.

LA “BOTTEGA” DELL’AVVOCATO Nell’elegante sede milanese a due passi da Piazza Cairoli, nulla lascia pensare a un gruppo di avvocati esclusivi. Si respira aria da bottega d’altri tempi. “Ascoltare e dialogare. Informare il cliente dei problemi e dei rischi, ma anche dei punti di forza; concordare prima i compensi, possibilmente con premio a risultato; poi agire senza remore. Questa è la nostra politica, anche quando lavoriamo in team con altri” spiega l’avvocato De Naro Papa. “Spero di aver insegnato a tutti i giovani che hanno lavorato con me, oggi professionisti affermati, a essere essi stessi immagine nobile dell’Avvocatura, ma sempre portando a casa il risultato”.

A Manno chiediamo se c’è ancora motivo per investire nei servizi legali. “Non potrebbe essere altrimenti” ci spiega. “Abbiamo sempre investito nei nostri giovani e non esitiamo ad aprire a nuove aree di lavoro. Per esempio, l’avvocato Carlo De Naro Papa, 34 anni, opera con noi da cinque anni, e tre anni fa si è preso un anno sabatico e ha conseguito a Londra il master in diritto commerciale internazionale. Ora si divide tra la professione, l’università di Bergamo, dove affianca la professoressa Mariacarla Giorgetti, e Nomos Lawyers International, uno dei principali network di studi legali in Europa forte di circa 300 legali”.

De Naro Papa e Associati Studio Legale Milano - Buenos Aires - San Paolo Foro Buonaparte, 12 - Milano Tel. 02 8546511 - Fax 02 85465136

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Oltre la frontiera 197 mila, cioè il 4,7% del totale, per un export del valore del 31%. L’export della grande impresa, che incide solo per l’1 per cento, ha invece un valore del 42,3%. Affacciarsi sui mercati esteri, però, è un percorso impegnativo, a tratti difficile, eppure come nessun altro, nel momento attuale, può garantire ritorni e risultati positivi anche in tempi brevi. Naturalmente, le micro, piccole e medie imprese hanno bisogno di formazione e assistenza nell’internazionalizzare. Perché non hanno la capacità di mettere a punto al meglio un business plan e una pianificazione finanziaria oltre confine. Oppure di andare al di là dei più vicini Paesi europei. Per questo consulenti, legali e commercialisti, così vicini alle imprese nei loro adempimenti quotidiani, sono i primi fautori dell’internazionalizzazione.

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Ma sono davvero preparati a esserlo? Oltre ai corsi di alta formazione, le iniziative per favorire lo stimolo che essi possono dare alle imprese in questa direzione sono tante. Solo per fare qualche esempio, dal 20 settembre è attivo a Milano un nuovo servizio di consulenza per gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: lo sportello dedicato all’internazionalizzazione delle imprese. Gli iscritti possono ricevere un supporto tecnico sulle questioni più complesse relative all’accesso e all’espansione delle imprese clienti sui mercati esteri, ma anche strumenti adeguati per far fronte alle difficoltà che incontrano gli imprenditori stranieri che decidono di investire in Italia. Con le stesse finalità l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Modena ha organizzato il ciclo di studi

“Master in fiscalità internazionale”. Gli argomenti trattati sono le principali tematiche inerenti i rapporti commerciali e finanziari che le imprese italiane si trovano ad affrontare nel percorso di internazionalizzazione: dalla disciplina fiscale dei redditi prodotti nei Paesi Ue ed extra-Ue agli adempimenti necessari all’avvio di partnership con aziende straniere; dalle problematiche fiscali relative alle operazioni svolte con Paesi a differente regime tributario alle possibili forme di investimento imprenditoriale all’estero quali le holding e i trust. I convegni non si contano, da Belluno a Palermo, passando per Roma e Napoli, ogni sezione dell’Ordine ne organizza uno in tema. Muovere i primi passi sulla strada dell’internazionalizzazione infatti non può essere un’improvvisazione.


A caccia di talenti per il business globalizzato

TRANSEARCH, tra i leader mondiali nell’Executive Search, è presente in 38 Paesi con 56 uffici ed è attiva in Italia da oltre 30 anni

È l’attività di Transearch, uno dei leader mondiali in Executive Search. Con una vasta esperienza nella ricerca di top manager con caratura Internazionale Le risorse manageriali nazionali possono competere per essere protagonisti nel mondo al servizio della diffusione del Made in Italy? Sì, secondo Claudio Crosta, Managing Director di Transearch (www.transearch.com), un network tra i leader a livello mondiale nell’attività di Executive Search. Questa realtà opera in Italia da oltre trent’anni traendo origine dalla società fondata da Marco Fertonani, storico protagonista della consulenza direzionale. “Abbiamo consolidato le partnership costituite con importanti clienti operanti in business globalizzati. E

oltre il 70% degli incarichi ricevuti in Italia, negli ultimi anni, riguarda Executive per posizioni apicali in aziende multinazionali”. I consulenti di Transearch hanno affiancato alla loro attività nazionale, quindi, la “caccia” a talenti di respiro e credibilità internazionale. “I leader internazionali che ricerchiamo sono professionisti che sanno armonizzare le varie differenze culturali non perdendo di vista gli obiettivi della Company e valorizzando capacità e competenze locali; sono dei team-leader di eccellenza situazionali e pronti a cogliere le opportunità di cambiamento”, continua Claudio Crosta. “Una caratteristica vincente di Transearch è quella di lavorare a stretto contatto con i clienti, sia nella fase preliminare che in quella esecutiva dell’incarico, per meglio comprendere la loro cultura e la loro missione al fine di individuare

talenti che abbiano personalità affini a quella delle aziende clienti” aggiunge Aldo Neuburger, partner con lunga esperienza internazionale “Per dare una risposta adeguata alle complessità organizzative del Cliente globalizzato, si deve interpretare il rapporto di partnership con il Cliente assumendo il ruolo del global key account, ossia del consulente che meglio conosce il cliente e il suo business assume la responsabilità della ricerca” continua Giuseppe Biffis, partner e membro del board. “La particolare contingenza economica è un dato di fatto, probabilmente non transitorio da considerare e seguire con attenzione, intelligenza e proattività” conclude Mario Ceretti, rappresentante transearch nell’aesc. “E anche con la capacità di scoprire e valorizzare i talenti rosa, come siamo da tempo abituati a fare in Transearch”.

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Oltre la frontiera

Il partner ideale per ogni controversia Assiste grandi aziende italiane ed estere e lavora a fianco degli istituti di credito. Ci sono validi motivi per affidarsi allo Studio legale Fiore Liguori Ferrara Lo Studio legale Fiore Liguori Ferrara nasce nel 1996 per opera del fondatore, l’avvocato Francesco Fiore. Nel corso degli anni, con l’ingresso come associato dell’avvocato Carmine Liguori, lo Studio ha accresciuto la sua professionalità. In seguito, con l’arrivo dell’avvocato Antonio Ferrara, lo Studio ha sempre più aumentato le sue competenze fino a distinguersi nell’intero panorama professionale. La sua attività, che si avvale di uno staff giovane, competente e motivato, riguarda soprattutto la collaborazione con Istituti di credito, con importanti compagnie

di assicurazioni e con società di primaria importanza, sia nazionali sia internazionali, che difende in ogni ambito. Per esempio nelle controversie attive come il recupero dei crediti a breve e a lungo termine. Ma anche nelle controversie passive che vedono le im-

prese coinvolte quali parti convenute. L’attività professionale viene svolta in prevalenza presso tutti gli uffici giudiziari presenti nel distretto della Corte di Appello di Napoli e il coordinamento avviene dalla sede principale di Napoli e in quella secondaria di Nola.

Studio Legale Fiore-Liguori-Ferrara & Associati Via M.Cervantes, 55/5 - Napoli Tel. 081 4201275 - Fax 081 2520033 Via On.le F. Napolitano, 51 - Nola (Na) info@avvocatifioreliguoriferrara.it www.avvocatifioreliguoriferrara.it

È bene farsi innanzitutto un’idea dello scenario di riferimento per comprendere le difficoltà prima dei benefici. Perché muoversi in ambienti diversi da quelli di origine è una sfida imprenditoriale da supportare con professionisti specializzati.

Per verificare la sostenibilità di un progetto di internazionalizzazione, infatti, si parte dallo studio di fattibilità confrontando gli obiettivi dell’imprenditore con l’analisi del mercato.

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Quindi, per conoscere in dettaglio l’ambito di interesse, si passa allo studio di settore e allo sviluppo di una pianificazione delle strategie. Bisogna ricercare partner e consulenti locali già legati al territorio obiettivo, provvedere alla domiciliazione commerciale, prevedere una formazione specifica, partecipare agli eventi B2B. Si può anche studiare fin dall’inizio un progetto su misura secondo le esigenze specifiche dell’azienda, che possono prevedere anche la progettazione di forme nuove di collaborazione, per rispondere a bisogni nuovi dei mercati. In questo senso appoggiarsi a un partner preparato è fondamentale.

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Oltre la frontiera Per le aziende che operano nel campo dell’innovazione, la tutela di marchi e brevetti è un must. Un elemento competitivo strategico se si vogliono affrontare e vincere le sfide commerciali. In Italia e all’estero A cura di Ida Cascio

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er trasmettere l’importanza della proprietà industriale negli attuali scambi commerciali, e offrire alle imprese e ai professionisti che le assistono gli strumenti necessari per tutelarla, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel mercato interno (UAMI) e il Ministero dello sviluppo economico hanno appena concluso il progetto “Marchi e disegni comunitari”. Il progetto si è sviluppato come roadshow di otto seminari su tutto territorio italiano con lo scopo di approfondire la tematica del marchio e del disegno a livello comunitario, evidenziandone l’importanza e la necessità di valorizzazione da parte delle imprese. In Italia, infatti, se è vero che le imprese hanno una grande capacità di saper differenziare i propri prodotti e servizi da quelli dei competitors

Le boutique del diritto oltre i confini nazionali Piccole dimensioni non vuol dire piccole ambizioni. Ecco come uno Studio legale snello e agevole può chiudere accordi con i colossi asiatici Una nota casa di moda italiana ha stretto un accordo commerciale con un partner asiatico per aprire 30 boutique in Cina. Si è affidata all’avvocato Dario Martella che, dal suo elegante ufficio romano, affacciato sull’area sacra di Torre Argentina, ci ha raccontato questo successo. Si è proposto lei per questo incarico così ambìto? Il mio Studio ha l’ambizione di non proporsi mai. Noi selezioniamo la clientela per concentrarci su poche, sane realtà aziendali. La profonda conoscenza del cliente ci permette di garantire l’alta qualità più agevolmente e velocemente. Durature collaborazioni si costruiscono su basi quo-

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tidiane, con la conoscenza diretta dei meccanismi aziendali. Quindi la recente “operazione moda” non nasce per caso. Il professionista si apprezza per quello che è, e non per lo Studio o il numero di collaboratori che ha. Gradualmente, si assistono in via continuativa i clienti nei diversi settori della consulenza: dei diritti industriali, della contrattualistica, con la loro proiezione giudiziale. Per quanto mi riguarda: due case di moda italiana, un primario gruppo bancario italiano, due colossi della GDO e del bricolage. Nel recente

caso, avevamo un rapporto ultradecennale con la casa di moda, che ha preferito farsi seguire dalla boutique del diritto piuttosto che dal network internazionale. Ma così non rischia di avere un limitato portafoglio clienti? Direi il contrario. La crisi che attraversiamo esalta le aziende sane, i rapporti interpersonali, e rompe oligopoli nel settore delle professioni. Quindi, una boutique del diritto oggi può guardare oltre i confini nazionali, con sinergie non solo legali, che creano network i quali, ancorché non visibili, danno un risultato finale di rilievo.


La vita (difficile) di un marchio La protezione del marchio è la garanzia di un futuro senza problemi. Ma solo se ci si sa difendere dai potenziali avversari Perché sia protetto, un marchio deve rispondere a determinati requisiti e attraversare un processo di registrazione che può essere efficace solo se seguito da uno specialista. “Il nostro dovere è innanzitutto verificare eventuali punti deboli del marchio” spiega Davide Marchi, avvocato di Marchi Legal, studio legale che dal 1980 si occupa di proprietà industriale e intellettuale per PMI italiane e per alcune note multinazionali nei settori di giochi e giocattoli e del food & beverage. Quali servizi offrite? Ci occupiamo di tutte le fasi della vita di un marchio. Si parte dalla selezione, fase delicata perché un errore o una svista potrebbero costare care dopo. Verifichiamo se il marchio non interferisca con i diritti anteriori di un terzo e poi lo depositiamo nei Paesi richiesti dal cliente. Noi depositiamo direttamente i marchi italiani, comunitari e internazio-

nali, mentre negli altri Paesi operiamo con una rete di colleghi esteri. Ottenuta la registrazione cosa succede? Ottenuta la registrazione assistiamo i Clienti nel mantenimento e nella difesa dei loro diritti. In particolare siamo molto attivi nel contenzioso, soprattutto presentando opposizione contro marchi uguali o simili a quelli dei nostri clienti. Fino a oggi la maggior parte delle opposizioni era a livello comunitario ma dal 2011 la procedura di opposizione è disponibile anche in Italia. Come detto l’opposizione previene la registrazione dei marchi avversari, mentre per impedire l’uso di un marchio confondibile occorre promuovere una causa civile in Tribunale.

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Oltre la frontiera stranieri, è anche vero che non c’è un’adeguata consapevolezza e conoscenza degli strumenti giuridici destinati a proteggere e sfruttare i segni e le forme distintive. Protezione, tra l’altro, prevista dagli obiettivi dell’Atto per il Mercato Unico, il documento lanciato ad aprile dalla Commissione

europea, che prevede tre le 12 linee d’azione per incentivare lo sviluppo del mercato europeo, anche una maggiore tutela del brand. Negli incontri è stata approfondita la normativa comunitaria del marchio e del disegno, anche con riferimento al corpus di norme e procedure nazionali. Si è offerta una panoramica

sulle modalità di registrazione e si è discusso sulle importanti innovazioni normative introdotte nel nostro sistema giuridico, in particolare l’opposizione dei marchi in sede amministrativa e la valutazione economica di marchi e disegni che rappresentano strumenti di grandissima utilità per le nostre imprese.

La difesa di brevetti, marchi e nuove opportunità Proteggere il Patrimonio aziendale e cercare nuove opportunità all’estero. Ecco lo Studio legale che aiuta gli imprenditori a perseguire queste vie di sviluppo La tutela dei brevetti e marchi, compresi software e nuove tecnologie, è un concetto tanto importante quanto sottovalutato. Spesso si omette di tutelare adeguatamente il patrimonio aziendale, senza possibilità di difesa, in caso di violazione. “Eppure, con investimenti anche modesti, è possibile ottenere una buona protezione” spiega l’avv. Gianpaolo Fossa, titolare dell’omonimo Studio legale, attivo a Milano dal 1938 ed esperto in temi legati a Concorrenza, Proprietà Industriale e Intellettuale”. Può fare un esempio? Senza grossi investimenti è possibile ottenere una buona protezione sia tramite i modelli di utilità, ossia i nuovi modelli atti a conferire carattere di novità o miglioramenti, sia tramite i modelli o disegni, che proteggono i nuovi disegni o modelli che, grazie a linee o altri elementi conferiscono al prodotto un elemento di innovazione. È possibile tutelare anche il nome dell’azienda? Con la registrazione di marchi figu-

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rativi o complessi. Il tutto con effetti vantaggiosi per la valorizzazione del patrimonio dell’impresa, anche in caso di cessione. Il sistema delle privative e l’attivazione in Tribunale delle sezioni specializzate in Proprietà Industriale e Intellettuale garantisce al titolare l’ottenimento di provvedimenti anche in via cautelare e urgente. Quali sono le vostre altre specializzazioni? Lavora con noi anche l’avvocato Marina Laurenza che si occupa soprattutto di diritto societario e commerciale. Siamo attivi anche nel reperire opportunità per la clientela, in particolare in mercati emergenti come quello libico dove si stanno sviluppando interessanti opportunità per gli imprenditori italiani, anche con nostre strutture in loco.

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Aziende che rinascono

Le nuove vie d’uscita

L

a procedura fallimentare è ancora oggi regolata dal Regio Decreto n. 267 del 16/03/1942, chiamato anche Legge fallimentare, via via modificato nel corso degli anni. Si tratta di una legge risalente dunque a settanta anni fa, non più il linea con le moderne esigenze di aziende,

RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE: VERA OPPORTUNITÀ? Il Governo ha varato una mini riforma della legge fallimentare attuata il 10 settembre, 30 giorni dopo la pubblicazione della legge 134/2012, di conversione del decreto sviluppo 83/2012. Gli strumenti oggetto di maggiore attenzione sono l’istituto del concordato preventivo in continuità aziendale “art. 186 bis L.F.” e quello degli accordi di ristrutturazione del debito “art. 182 bis L.F.”. “La finalità è far emergere anticipatamente la crisi dell’impresa attraverso la possibilità di presentare domanda anticipata di concordato preventivo e depositare successivamente gli allegati” spiega l’avvocato romano Andrea Migliore. “L’obiettivo è dare organica revisione a un istituto che, in precedenza, era utilizzato solo in ottica liquidatoria. Purtroppo, il dubbio, anche questa volta, è che la crisi economica abbia accelerato il varo di una norma incompleta, negando l’occasione di una revisione complessiva. Credo che la vera sfida sia cambiare la percezione dell’imprenditore: nelle norme fallimentari ha sempre ravvisato la fine della impresa e della propria autonomia e non l’elemento imprescindibile del risanamento”. I&M Studio legale associato info@imlegal.it www.imlegal.it

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Dall’11 settembre 2012, con l’articolo 33 del DL 83/2012, convertito con modificazioni nella legge 134/2012, sono entrate in vigore le novità che agevolano la gestione delle crisi aziendali introducendo procedure alternative al fallimento. Ecco come si applicano e quali vantaggi comportano il Piano attestato di risanamento, l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e il Concordato preventivo a cura di ida cascio

mercato e società. La fase di crisi irreversibile dell’impresa doveva necessariamente essere integrata da una normativa specifica, in linea con i tempi, che comprendesse procedure utili a evitare il fallimento tout court e aiutasse invece l’impresa a uscire dallo stato di impasse, tutelare i dipendenti, mantenere la produzione e rispettare gli impegni presi con i fornitori. Modificando vecchi articoli e introducendone di nuovi, in sintesi, la nuova normativa prevede tre nuovi tipi di soluzione negoziale della crisi: il Piano attestato di risanamento, l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e il Concordato preventivo. A uno di questi piani può ricorrere solo l’imprenditore che non ha contemporaneamente tutti e tre questi requisiti: un attivo patrimoniale


complessivo annuo non superiore a 300.000 euro nei tre esercizi antecedenti, ricavi lordi annui non superiori a 200.000 euro sempre nei tre esercizi precedenti, un ammontare di debiti non superiore a 500.000 euro. Il Piano attestato di risanamento, in particolare, è indicato per le imprese che non sono ancora in una situazione di crisi irreversibile. Si tratta di un piano redatto dall’imprenditore, con l’aiuto di un revisore legale, avvocato o commerciaista, che deve attestare

la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, cioè, dimostrare che sia idoneo a risanare i debiti e rimettere in sesto la condizione finanziaria dell’azienda. Gli effetti sono l’esenzione dalla revocatoria di atti, pagamenti o garanzie effettuati in attuazione del piano, l’esenzione dal reato di bancarotta semplice e preferenziale, il blocco delle azioni esecutive dei creditori, se consentono e la detassazione parziale delle sopravvenienze attive da riduzione dei debiti.

Come risolvo la crisi d’impresa Partendo dalla sua genesi e cercando di capire la causa. È questo il metodo di Bandinelli e dei suoi efficienti studi di consulenza

Prima l’analisi delle cause, poi la diagnosi, quindi la ricerca della cura più efficace. Non è diverso dall’ambito medico il lavoro che nell’attuale congiuntura economica si trova a svolgere uno studio commercialista. E per questo serve un’organizzazione da équipe. “Da noi, 11 professionisti collaborano secondo un modello e degli strumenti organizzativi che nel pieno rispetto della libera espressione professionale di ognuno, consentono una gestione sicura, dinamica e propulsiva di tutti i flussi” spiega Marco Bandinelli, titolare dell’omonimo studio a Firenze, Milano e Roma. E come avviene questa gestione? Lo studio ha da sempre ricercato e sviluppato percorsi e modelli di IT fino al punto di sviluppare un software appositamente concepito per gestire in modo efficace gli ambiti critici. Con

particolare riferimento alla gestione dei flussi di informazioni e documenti. Chi sono i vostri clienti? La media impresa, magari di estrazione produttiva, dotata di grandi conoscenze tecniche e di capacità produttiva artigianale, ma caratterizzata soprattutto da flessibilità. È lei che oggi rappresenta sicuramente un modello capace di andare incontro alle esigenze del processo evolutivo che il mercato globale sta compiendo.

scenza della sua genesi per intervenire. Abbiamo da tempo posto estrema attenzione alle altre problematiche che le aziende devono affrontare nel difficile compito della ricerca, della acquisizione e del consolidamento di spazi concorrenziali. Di recente è stata poi rafforzata la branca legale dello studio.

Quali sono le vostre specializzazioni? Una marcata attività di assistenza in crisi d’impresa. Partiamo dalla cono-

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Aziende che rinascono

Prima regola anticrisi: recuperare i crediti Per le imprese non più floride ottenere i pagamenti dovuti è il primo passo per uscire dal tunnel della recessione. Gli esperti spiegano quali sono oggi gli strumenti più adatti a disposizione

Poiché uno dei principali punti critici dell’attuale sistema economico è il recupero dei crediti, diverse innovazioni tecnologiche sono state approntate per ridurre i tempi necessari. “Tra questi, il decreto ingiuntivo telematico: consente di ridurre drasticamente i tempi, una volta biblici, per ottenere l’ingiunzione di pagamento” spiegano gli esperti dello Studio Ingrillì Di Blasi di Milano che, forte della sinergia tra commercialisti e avvocati e di una collaborazione trentennale con la sezione fallimentare del Tribunale, da 30 anni fornisce assistenza e consulenza altamente professionale alle imprese in crisi. E se i crediti non si recuperano lo stesso? Vi sono gli strumenti di diritto concorsuale di recente ulteriormente riformati. Il primo è il Concordato preventivo. Qui sono di primaria importanza sia la tempistica sia una precisa e affidabile

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attestazione del professionista esterno incaricato di redigere la relazione sulla fattibilità del piano di risanamento che si intende proporre ai propri creditori. Il piano, infatti, è sottoposto al controllo degli organi concorsuali del Tribunale, e la precisione della relazione del professionista, insieme alla sua attendibilità, deve essere assoluta, in modo da poter ricevere l’avvallo sia dei creditori che del Tribunale. Se il piano di risanamento non dovesse essere accettato? La conseguenza verosimilmente è la dichiarazione di fallimento, con tutte le possibili responsabilità civili e penali in cui potrebbero incorrere gli organi direttivi se anche tale fase non viene prevista e gestita per tempo. Quali sono le altre aree di vostra competenza? Tutti i professionisti che collaborano

con lo Studio hanno una formazione multidisciplinare e ciascuno una specializzazione in diverse aree legali, in modo da poter assistere il cliente in toto. In campo fiscale, poi lo Studio si propone di assistere i propri Clienti sia nella fase di verifica e accertamento sia in quella del contenzioso tributario.

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Finern - I cassetti dell’eccellenza Accesso al credito, ristrutturazioni, sviluppo di nuove opportunità

Quali nuovi strumenti propone il mercato delle consulenze per le PMI del nostro Paese? Ne parliamo con Cinzia Zirondelli, responsabile dell’area valutazione rischi di Finern, società che raccoglie esperienze ultradecennali nel settore della consulenza a Istituti Finanziari di primaria importanza. “Finern ha creato un prodotto che permette di ottenere un accesso al credito nella dimensione e forma più adeguata alle specifiche esigenze. In questo fondamentale è stata l’esperienza maturata nell’analisi del merito

creditizio e nella gestione e riduzione del rischio, che ci ha permesso di individuare processi operativi che consentono una forte integrazione tra le necessità dell’impresa e quelle dei finanziatori”. Quali sono gli elementi che distinguono questo servizio da quelli attualmente diffusi? L’attentissima disamina degli elementi soggettivi dell’azienda e la valorizzazione di aspetti non conosciuti dai finanziatori sono soltanto

uno dei fattori di innovazione, che trova nella sintesi di altri importanti fenomeni, esposti con un criterio che fa parte del nostro know-how, le modalità per centrare l’obiettivo. Non è infine banale il fatto che il prodotto è condiviso e stimato da molti Istituti. Per questo i cassetti dell’eccellenza? La presentazione di una realtà aziendale è attività complessa; noi valutiamo anche tutto quello che di solito si dimentica in un cassetto.

segreteria@finern.ch www.finern.eu

L’Accordo di ristrutturazione dei debiti, invece, serve per evitare il fallimento vero e proprio ed è un’alternativa al concordato preventivo. L’imprenditore, in pratica, deve depositare in Tribunale un ricorso che contenga l’accordo, o anche una proposta di accordo, concluso con i creditori, insieme alla richiesta di omologazione. L’accordo può essere fatto o per la continuità dell’azienda o per la sua liquidazione. Anche in questo caso serve un professionista revisore legale che, in più, deve assicurare

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Aziende che rinascono

Il trust che soddisfa i creditori

La procedura per il recupero dei crediti in seguito a un fallimento è adesso più efficace e rapida grazie alla privatizzazione della procedura. Soprattutto se si decide di ricorrere al Trust. Come spiega l’esperto, Mauro Rosati di Monteprandone Il fallimento è sempre stato considerato un’offesa all’economia, e le procedure concorsuali costituivano l’unico rimedio per soddisfare i creditori e punire i soggetti insolventi. Con l’ultima riforma si è accentuato il ruolo delle soluzioni alternative che consentono la ristrutturazione e il salvataggio delle attività aziendali, valorizzando la flessibilità nella gestione della crisi e il conseguimento di ritorni più elevati e rapidi a favore dei creditori. Per esempio il Trust. In questo campo, uno del massimi esperti è Mauro Rosati di Monteprandone, avvocato, professore ordinario all’Albany Int. School di Londra e all’Università

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degli Studi di Teramo, oltre che editorial director presso Calciolive24.co.uk. Pensa che il trust possa trovare applicazione concreta nella risoluzione delle crisi aziendali? Sì. Negli ultimi anni è stato concepito come una tecnica di accelerazione delle operazioni di chiusura dei fallimenti, una forma di garanzia della massa dei creditori nei concordati preventivi e fallimentari.

Qualche applicazione pratica del Trust? Il nostro studio ha seguito casi come il conferimento in trust delle attività residue di un fallimento o la cessione di crediti fallimentari: in questi casi il vantaggio sta nel fatto che il conferimento di crediti a un trustee non richiede il rilascio da parte dell’azienda fallita dell’esistenza del credito al tempo della cessione art. 1266 c.c.

E anche per definire gli accordi extragiudiziali di ristrutturazione debiti? Certo. Sia nelle liquidazioni volontarie, sia nei piani di risanamento e negli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis Lfall. Come strumento al controllo dei modi e tempi di preparazione ed esecuzione delle operazioni. E nell’ipotesi di esecuzioni immobiliari? Con i dovuti accorgimenti giuridici, si può evitare di far peggiorare la situazione tutelando l’impresa dai free rider creditors e adeguando esigenze di tutela dei vari gradi di garanzia dei creditori per non incorrere nella violazione dell’art. 2740 c.c.

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Il network che vince

A FIANCO DELLE IMPRESE IN CRISI Lo Studio legale associato Bertani Malatesta, fondato a Milano nel 2004, presta consulenza e assistenza alle imprese. In particolare, assiste quelle in crisi che intendono accedere al concordato preventivo, elaborare accordi di ristrutturazione o predisporre piani attestati di risanamento. “Il reperimento di fonti di finanziamento vantaggiose e la negoziazione di accordi con i creditori sono fattori fondamentali per superare le difficoltà aziendali attuali” spiegano gli avvocati Veronica Bertani e Sabrina Malatesta. “Negli ultimi anni, il legislatore ha introdotto nuovi strumenti per favorire e tutelare accordi negoziali tra le imprese in difficoltà e i propri creditori. Fondamentale si rivela la tempistica dell’intervento in maniera tale da anticipare il salvataggio prima del possibile precipitare nell’insolvenza. Al riguardo, sono state di recente introdotte, con il cosiddetto Decreto legge Crescita, ulteriori novità alla disciplina del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, accogliendo talune delle richieste degli operatori del settore”.

L’attuale crisi economica impone alle imprese di rimodulare la loro struttura, sì da massimizzare la competitività. Trattasi, però, di operazioni complesse e un solo errore può causare ingenti danni. È per questo, spiegano l’avv. Fabrizio Fusco e il dottor Gennaro Danzeca, che abbiamo fondato “STUDIOADC®”. “STUDIOADC® Avvocati & Dottori Commercialisti è un network di professionisti altamente qualificati che offre consulenza e assistenza specializzata in numerosi settori giuridici ed economici. Il nostro core business è studiato per sopperire a tutti i bisogni delle imprese moderne: dalla consulenza in materia civile e commerciale, all’assistenza fiscale e alla gestione dei rapporti di lavoro, ivi compresi i processi di ristrutturazione aziendale che danno alle imprese la flessibilità oggi indispensabile per competere sul mercato globale. Il nostro modello si basa su tre semplici pilastri: elevatissima formazione professionale, aggiornamento e specializzazione continua ed efficienza della struttura organizzativa. È così che forniamo alle imprese nostre clienti una consulenza costante, assistendole fin dalle scelte imprendi-

toriali più rilevanti che vengono, in tal modo, armonizzate ai dettami della legge, prevenendo i costi di un processo e la paralisi dell’azione imprenditoriale che esso comporta. Questa è la formula vincente che ha permesso al network di espandersi sempre più.

STUDIOADC® Avvocati & Dottori Commercialisti ADC legale - Avv. Fabrizio Fusco Corso V. Emanuele, 84 - Napoli Tel. 081 7616024 ADC fiscale - Dott. Gennaro Danzeca Via G. Martucci, 35 - Napoli Tel. 081 2461887 www.studioadc.it

Studio legale associato Bertani Malatesta Via del Carroccio, 16 - Milano Tel. 02 45490833 info@studiolegalebbm.it

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Aziende che rinascono

L’assistenza del commercialista in tempo di crisi In un così grave periodo di difficoltà finanziarie ed economiche anche l’attività del commercialista deve rivedere le priorità.
Come spiega l’esperto Le tensioni finanziarie e la scarsa liquidità sul mercato impongono alle aziende la massima attenzione nella gestione delle risorse finanziarie. “Bisogna rivedere l’intero ciclo produttivo e commerciale con un attento esame dei flussi finanziari” spiega Alberto Govoni, commercialista. “Non solo, la contrazione della domanda e la forte concorrenza impongono, da un lato, un’attenta verifica dei costi e, dall’altro, una forte spinta all’innovazione”. Queste scelte strategiche spesso legate a investimenti, ma anche a riorganizzazioni, non possono precludere l’assistenza di un commercialista. L’esperienza di uno Studio da sempre votato al supporto delle scelte imprenditoriali formu-

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late, non solo sotto l’aspetto fiscale, ma gestionali può essere premiante. “In questo periodo di crisi anche la concentrazione con una crescita verticale, per avvicinarsi al consumatore finale, può generare nuovi margini e l’attività di acquisizione di azienda deve essere supportata da un’attenta analisi, spesso di due diligence” continua l’esperto. “Spesso molte pro-

blematiche sono legate agli aspetti immobiliari. In questo ambito, per esempio, la mia esperienza, maturata in 25 anni di attività per associazioni di proprietari immobiliari, e concretizzata attualmente nella carica di segretario dell’A.I.P.I., l’Associazione proprietari immobiliari di Bologna, permette un’attenta analisi di ogni problematica”.

Studio Alberto Govoni dottore commercialista revisore contabile Via Ugo Lenzi, 6 - Bologna Tel. 051 6494942 - Fax 051 524493 Via Tripoli, 3/3 - Casalecchio di Reno (Bo) Tel. 051 6131783 - Fax 051 6131460


Il professionista creativo non si estingue Nell’attuale e difficile situazione economica il ruolo del consulente è considerato spesso un peso inutile. Un esperto spiega la via d’uscita per recuperare prestigio e offrire servizi davvero necessari all’impresa

L’economia attuale pone più interrogativi che soluzioni. “Di fronte alla polarizzazione di un mondo economico globalizzato da una parte, e alla solitudine e l’impotenza dei singoli dall’altra, i ceti professionali rischiano di essere percepiti come inutili, limitati in prestazioni sempre uguali” commenta Gianluca Dalla Verità, titolare dello Studio Dalla Verità & Associati attivo a Milano, Bologna e Londra. “In una visione improntata ormai alla semplificazione delle relazioni, le capacità tradizionali dei professionisti, come la flessibilità e la preparazione tecnica, rischierebbero di rappresentare la “variabile indipendente” del problema, introducendo un fattore di imprevedibilità non accettabile dall’attuale sistema generale. La normativa corrente tende a indebolire tale indipendenza, e la crescente complessità degli adempimenti introduce un fattore di rischio ulteriore, quello dell’aggregazione obbligatoria e del superamento dell’individualità”. Che ruolo ha oggi dunque il consulente fiscale? Bilanci, dichiarazioni dei redditi,

adempimenti e comunicazioni varie al Fisco non creano valore aggiunto per il destinatario del servizio, e sono sempre di più viste solo come espressione di un servizio svolto verso la Pubblica Amministrazione. Come se ne esce? Il professionista deve recuperare la propria dimensione creativa, uscendo dalle pastoie della pura applicazione burocratica e dei comportamenti ripetitivi. Niente più strutture elefantiache, bensì qualità, centralità ridotta del network continuamente stimolato e costruito a livelli di eccellenza, ricerca di “prodotti” professionali innovativi, conoscenza dei mercati e dell’azienda come “macchina economica”, comprensione anticipata delle esigenze della clientela attraverso l’analisi strategica, conoscenza di partners finanziari che seguano modelli di sviluppo evoluti.

La conoscenza delle giurisdizioni più appetibili per l’impresa o il privato, la creazione di rapporti economici con imprenditori di altri Paesi, o la realizzazione di una rete di servizi mirati allo sviluppo delle iniziative economiche o alla tutela dei patrimoni, sono tutte attività che vengono svolte abitualmente, e consentono di soddisfare le richieste di consulenza in sede di pianificazione e attuazione di nuovi investimenti in Italia e all’estero.

Il vostro Studio nasce da queste valutazioni? Sì. In più, siamo tutti professionisti selezionati e di giovane età perché così è più facile cogliere l’innovazione anche nelle applicazioni di routine.

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Aziende che rinascono

CRISI: OCCORRONO FATTI La crisi economica, legata alla situazione economico finanziaria delle PMI, porta molti degli imprenditori sul lastrico a trasferire le proprie paure e angosce nella vita privata. “Spesso trasformandosi in persone depresse e psicologicamente instabili, che temono per il futuro dei propri cari e di se stessi” spiega Carmelina Marra, iscritta all'albo dei dottori commercialisti a Roma. “Una minima parte riesce a sostenere il tracollo di fronte ai familiari, che si ritrovano spesso incapaci di aiutare e comprendere. Come professionisti in grado di capire le dinamiche e le esigenze del mondo del lavoro, siamo moralmente obbligati a intervenire. Dobbiamo mettere in campo la competenza e gli strumenti necessari per risolvere i problemi e occuparci degli aspetti tecnici ed economici. Io, ormai da anni nel settore della consulenza, cerco di esaminare, valutare le poste in gioco, cercando di trovare la soluzione più adatta a seconda delle singole esigenze. Ciò che occorre in questo momento è un orientamento riflessivo che permetta di affrontare razionalmente e con fiducia il diffondersi della crisi. Studio commerciale Marra Carmelina Tel. 06 33613054 - marra.c@libero.it

l’integrale pagamento dei creditori estranei all’accordo entro i tempi indicati dalla legge. I vantaggi per l’imprenditore-debitore sono l’esenzione dalla revocatoria, l’esenzione dai reati fallimentari, il blocco automatico delle azioni esecutive dei creditori per 60 giorni

Un avvocato per le imprese del Nordest Determinazione e problem solving: sono i segreti del successo dello Studio legale Meneghini&Partners di Vicenza. Che qui illustra il suo percorso Costruire con giovani professionisti una strategia di approccio al mercato per innovare l’attività e affrontare il futuro con fiducia: è la missione che qualche anno si è posto l’avvocato Mauro Meneghini, consapevole di un contesto in continua mutazione. “È nata così la nostra professional firm, con sede storica a Vicenza, ma con un mercato nel tessuto imprenditoriale del Triveneto e non solo” ci racconta. Quali sono le caratteristiche che vi contraddistinguono e fidelizzano i clienti? Assistiamo l’impresa in tutte le fasi della propria vita e oggi, in particolare, nelle fasi di crisi e di ristrutturazione. Per raggiungere il risultato prefissato e non sempre facile, lo Studio conta su un’equipe di professionisti specializza-

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ti, che così possono essere coinvolti a vario titolo nei complessi processi che riguardano un’azienda in difficoltà. Una forte determinazione nel perseguire l’interesse del cliente, che si concretizza nel prestare in ciascuna pratica l’assistenza la più risoluta, è il tratto distintivo del nostro Studio. E riuscite a coprire così ogni esigenza del cliente? In un’ottica di “problem solving”, ricerchiamo e stimoliamo la collaborazione degli altri professionisti che sono accanto al cliente o, se necessario, proponiamo la nostra rete di partner per raggiungere gli obiettivi. L’assistenza all’impresa è peraltro garantita anche nelle altre situazioni in cui il “cambiamento” può provocare problemi alla

business continuity: successione d’impresa, contenziosi endosocietari, contenzioni fiscali, consulenza negoziale e assistenza giudiziale.

Meneghini&Partners Studio Legale Associato Contrà Mure Porta Nova, 32 Vicenza Tel. 0444 324580


Le imprese tra crisi e opportunità Per gli imprenditori in difficoltà conoscere gli strumenti che consentono di affrontare la crisi e rilanciare la propria realtà è diventata una necessità. Come spiega l’esperto

Le riforme degli anni 2005–2007 hanno modificato le regole per le crisi delle imprese, offrendo nuove opportunità. “La procedura di concordato preventivo è ora più flessibile, e sono state introdotte nuove forme di accordi, caratterizzati da maggiore riservatezza” spiega l’avvocato Michele Modonesi, 47 anni, a capo dell’omonimo studio legale di Milano. Per esempio? Gli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, che vedono l’Autorità giudiziaria intervenire alla fine del procedimento, e i piani attestati di risanamento dove non ha alcun ruolo. Riforme positive quindi? Di certo hanno disegnato percorsi più affidabili e sicuri per le soluzioni stragiudiziali. Lo scopo è favorire la sopravvivenza delle aziende, mante-

nendo i posti di lavoro, con opportunità sia per l’imprenditore che intende superare la crisi, sia per colui che vuole rilanciare l’attività di altri. Ma si tarda a cogliere gli aspetti innovativi e i nuovi strumenti sono ancora poco utilizzati. Come scegliere tra i vari strumenti per superare la crisi? L’imprenditore deve saper captare i primi sintomi, affrontarli con coraggio, analizzare il caso e le sue cause, quindi scegliere e adottare lo strumento giuridico adatto. Tutto con l’aiuto di professionisti preparati e dediti a un’assistenza “su misura”. Come opera il suo studio? Assistiamo le

imprese in cause giudiziali e nell’attività di consulenza, anzitutto nella contrattualistica. In quest’ambito ho svolto docenza al Master “Diritto e impresa” de Il Sole 24 Ore. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sulle problematiche e le opportunità legate alla crisi, anche lavorando in squadra con professionisti esterni. Ci proponiamo di offrire ai nostri clienti servizi qualificati, senza improvvisazioni, ed evitiamo quella consulenza standardizzata che rischia di non adattarsi alle peculiari esigenze dell’assistito.

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Aziende che rinascono superamento della crisi e alla richiesta di omologa del concordato. Il debitore, però, può presentare in Tribunale anche il “concordato in bianco”, senza allegare i documenti né il piano, riservandosi la successiva integrazione entro i termini previsti dalla legge o riservandosi, in alternativa, la conversione in richiesta di omologa dell’accordo di ristrutturazione. La durata massima del concordato è di otto mesi. Per l’imprenditoredebitore ci sono gli stessi vantaggi dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, in alcuni casi più estesi. In più, il blocco automatico delle azioni dei creditori in questo caso opera

ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE La modifica alla legge fallimentare risponde alle esigenze della crisi. In che modo? Ne parliamo con Daniela Manicardi, titolare dell’omonimo studio commercialista a Modena. Queste modifiche aiutano le aziende? Sì, perché consentono a molte di loro, che con la vecchia normativa sarebbero fallite, di utilizzare strumenti nuovi, come gli accordi di ristrutturazione, per risanarsi e ripartire. E funzionano? È ancora presto per capirlo. Sicuramente servono a uscire da un momento buio, ma purtroppo i fattori sconosciuti possono incidere anche pesantemente, ad esempio i business plan si basano su una ipotizzata ripresa economica che non possiamo prevedere. E anche su altri fattori,

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basta pensare, nel mio contesto, alle aziende danneggiate dal terremoto. L’impegno a venirne fuori è totale, speriamo che il ciclo economico dia una mano. La fase più difficile? Il rapporto con le banche mi impegna particolarmente e buona parte dei ritardi nei closing delle procedure di ristrutturazione dipende solo da loro. Lei svolge anche l’attività di sindaco e di revisore? Sì, un’attività che non è mai stata così complicata come negli ultimi anni. Una nostra relazione con riserva può affossare il destino economico di un’azienda che magari ha solo problemi non strutturali ma correlati al mercato e si vede così pure chiudere i rubinetti dalle banche. Dall’altra parte abbiamo la responsabilità di dire le cose come stanno.

© Betty Colombo

dalla data di pubblicazione dell’accordo nel registro imprese, la detassazione parziale delle sopravvenienze attive, la prededucibilità dei crediti da finanziamenti. Inoltre, dal deposito del ricorso sino all’omologa, non operano le disposizioni del codice civile sulla riduzione di capitale per perdite e sulla causa di scioglimento della società per perdite. Anche la procedura per il Concordato preventivo, infine, inizia col deposito in Tribunale del ricorso insieme ai documenti relativi alla situazione finanziaria e patrimoniale dell’azienda, all’elenco dei creditori, al piano di


Il controllo dei controlli Un tema tornato di stretta attualità nel campo finanziario. Un settore ancora esposto ai rischi. L’esperto spiega cosa è cambiato dopo il 2008. E qual è la giusta disciplina di controllo interno

nizzazione. Communication, per stimolare la consapevolezza dei rischi che si assumono. Controls: controlli strutturati e innestati nei processi organizzativi. Core Values, perché non può esistere assunzione di rischio non allineata al corporate value. Culture: avere una visione strategica degli obiettivi per una gestione del business finalizzata alla creazione di valore al netto dei rischi. La recente crisi che ha colpito il settore finanziario ha riaperto il tema della sensibilizzazione di banche e intermediari finanziari sul controllo dei rischi e sui controlli interni. Ne parliamo con Arturo Sanguinetti, presidente di Tema S.r.l., società di consulenza in Internal Auditing e Risk management. La disciplina dei controlli interni nel settore finanziario è regolamentata, ma il settore sembra ancora esposto a rischi. Che cosa è cambiato dopo la crisi del 2008? Il contesto di mercato. È caratterizzato da significativi ripensamenti dei modelli organizzativi e di business e da un quadro regolamentare sempre più volto ad indirizzare gli intermediari ad assumere consapevolmente i propri rischi seguendo modelli di business sostenibili. È stato riscontrato che nell’ambito dell’attività di vigi-

lanza effettuata dalla Consob e dalla Banca d’Italia, le verifiche ispettive hanno spesso evidenziato la presenza di assetti organizzativi inadeguati e una scarsa attenzione alle problematiche del controllo interno. Pertanto è auspicabile che gli operatori del settore finanziario adottino un sistema integrato e strutturato di metodologie di controllo interno basate sul rischio. Qual è l’approccio consigliato? Quello delle dieci C: Capability, la capacità di comprendere i rischi. Commitment: far conoscere a tutta l’organizzazione i rischi. Choice: ogni scelta deve sempre tenere in considerazione i rischi inerenti. Consistency: un approccio sempre proporzionale alla complessità della struttura organizzativa. Context: tenere conto del contesto. Challenge: adattamento nel continuo alla complessità dell’orga-

Cosa rende efficace un sistema di controlli interni? È indispensabile che il Sistema rispetti tre requisiti: un sistema di procedure interne, un assetto organizzativo idoneo e il presidio dei rischi inerenti.

I tre partner di Tema. Da sx: Paolo Costanzo, Massimiliano Forte, Arturo Sanguinetti

Tema S.r.l. Corso Monforte, 15 - Milano Tel. 02 87237659 - Fax 02 87237660 info@temaconsulenza.eu www.temaconsulenza.eu

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Aziende che rinascono

dalla pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese fino a quando il decreto di omologazione del Tribunale diviene definitivo e le ipoteche giudiziali iscritte nei 90 giorni anteriori alla pubblicazione

del ricorso nel registro imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori; il debitore può, inoltre, ottenere dal Tribunale la risoluzione da contratti in corso o la sospensione temporanea dall’esecuzione degli stessi.

Le opportunità nascoste nella crisi Ottimizzare risorse, tempi di lavorazione e spese: sono solo alcune delle possibilità che la crisi costringe a valutare. Perché non si guardi solo al “pericolo” Secondo la saggezza orientale, l’ideogramma cinese per la parola “crisi” è composto da wei, cioè pericolo, e ji, opportunità. “Facile rendersi conto che della crisi possiamo scegliere la componente opportunità, cioè quella che ci dà risultati utili, oppure quella più sterile che guarda solo al pericolo” commenta Ornello Castelli, ragioniere commercialista di Calcinaia, provincia di Pisa. “Ci siamo fatti condizionare fin troppo dalla lettura pessimistica della crisi favorendo, più o meno indirettamente, chi ne ha tratto beneficio, cioè i grandi capitali”. Secondo Castelli, le opportunità si pos-

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sono trovare per esempio nella riorganizzazione delle risorse. “In tempi di vacche grasse siamo poco attenti alla gestione del tempo delle risorse umane, la spina dorsale delle imprese. Il noto economista Vilfredo Pareto dimostrò che l’80% dei risultati arrivano dal 20% delle attività. In pratica, dal 20% dei clienti realizziamo l’80% del fatturato. È importante quindi un’analisi della contabilità clienti”. Sul fronte della spesa, se prima non si controllava il costo della struttura, dando per scontato che i margini lo coprissero, adesso è necessario riclassificare la contabilità per estrarne dati di conta-

bilità industriale o per centri di costo. “Conoscendo dove sono impiegate le risorse possiamo capire dove e come si può intervenire con risultati concreti” continua l’esperto. “Ottimizzando i tempi di lavorazione e le spese, riducendo i costi di acquisto, esternalizzando per quanto possibile”.

Ornello Castelli Ragioniere Commercialista Via Caduti di Cefalonia e Corfù, 27 Calcinaia (Pi) Tel. e Fax 0587 489733 ornello@studiocastelli.info www.studiocastelli.info


Il consulente del lavoro che salva l’impresa

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Solo consulenza del lavoro. Un approccio mono disciplinare. NEL DIALOGO L'IMPRESA può avere tanti vantaggi In controtendenza agli studi di consulenza, strutturati ormai secondo un’articolazione multidisciplinare, lo Studio Stella&Associati di Vicenza, ha un approccio diverso: solo Consulenti del lavoro. “Crediamo che, in un territorio dinamico, dove è diffusa la piccola e media impresa, lo studio specialistico in materia di gestione delle risorse umane sia funzionale al sistema economico” spiega Antonio Stella, che lo fondò nel 1994. In che modo? Con dieci consulenti in possesso di competenze giuslavoristiche diversificate e uno staff qualificato, garantiamo un supporto completo. Una

formula che ha dato risultati importanti, con un costante incremento dell’attività anche oltre i confini regionali. La nostra peculiarità è far interagire le diverse professionalità per attivare sinergie utili a fornire ai clienti i migliori riscontri alle molteplici problematiche. Quali servizi comprende il vostro approccio oltre all’amministrazione del personale? La gestione delle politiche retributive, delle relazioni industriali, gli aspetti legati all’internazionalizzazione, l’analisi dei profili, le forme di incentivazione, la consulenza previdenziale e la gestione di strumenti di fidelizzazione del capitale umano.

Vi confrontate anche con la crisi di impresa? Certo. Grazie alla costante attività mirata di due partners, Mauro Marchioro e Damiano Battaglion, lo Studio garantisce un valido supporto nella gestione della crisi d’impresa sia tramite gli ammortizzatori sociali sia attraverso ristrutturazioni o riorganizzazioni. Strumenti che, valutati insieme all’imprenditore e ben gestiti, possono salvaguardare l’azienda pur mantenendo una costante attenzione all’aspetto occupazionale. Non va dimenticato come il capitale umano rappresenti uno dei fattori più importanti per il successo. www.studiostella.it

Le nuove norme hanno rinforzato quindi la tutela dell’impresa che si trova in una situazione di difficoltà, per evitare, se possibile, l’inizio della procedura fallimentare e tutelare soprattutto i posti di lavoro. La legge ha previsto anche dei vantaggi per l’imprenditore che sceglie una delle procedure suddette. Per esempio quello previsto dall’articolo 38 del Codice appalti per le imprese edili: attualmente infatti, le imprese edili che hanno scelto la procedura di concordato preventivo possono partecipare alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori pubblici, forniture e servizi e subappalti. C’è un limite però: queste soluzioni si applicano solo agli imprenditori in possesso dei requisiti per essere considerati “fallibili” e quindi non alle micro imprese che non hanno tali requisiti di dimensione e produzione.

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La crisi imprenditoriale e i rapporti con le banche La gestione non corretta del credito come possibile origine del default: ecco la cura In questi ultimi anni il numero delle aziende in crisi è aumentato, per non parlare dei fallimenti che segnano un incremento percentuale su scala nazionale tra il 15 e il 20%. “Spesso i problemi derivano anche dalle scelte operate in sede di accesso al credito, non sempre idonee e funzionali alle reali esigenze dell’azienda, oltre a una gestione non corretta dei rapporti con clienti e fornitori” spiegano gli avvocati Luca Falivena e Davide Pirrottina. “Tanto che aziende con fatturati di tutto riguardo o addirittura in crescita si trovano all’improvviso in crisi”. Da molti anni lo Studio legale Falivena e Pirrottina presta assistenza alle aziende in difficoltà su tutto il territorio nazionale e con successo, grazie anche all’esperienza maturata dai soci nel trattare, per conto di primari istituti bancari, questioni giuridiche connesse all’esercizio del credito e ai finanziamenti alle imprese. “La nostra attività consiste nella predisposizione di un progetto di ristrutturazione aziendale che punta alla rivisitazione dei rapporti bancari finalizzata alla rinegoziazione delle linee di credito esistenti, con la scelta della forma di finanziamento più confacente anche in termini di costi. Nonché a riequilibrare il rapporto azienda/banca, attraverso la condivisione dei progetti aziendali. E poi all’ottimizzazione del processo di gestione dei crediti verso terzi, con l’utilizzo di strumenti tecnicogiuridici e finanziari che rendano i flussi di cassa più certi e costanti”.

Studio Legale Falivena e Pirrottina Associazione Professionale Via Federico Cesi, 72 - Roma Tel. 06 3610352 - 06 3610513 - Fax 06 3611873 Via Guerrazzi, 9 - Milano Tel. 02 89631500 - Fax 02 89631540 avvocati@studiolegalefp.it www.studiolegalefp.com

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Una tipica villa veneta del XVIII secolo, rifugio ideale per chi è alla ricerca di un soggiorno esclusivo in un ambiente accogliente e di pregio. Villa Contarini Nenzi, premiata come “Villa Veneta dell’anno 2009” dalla Regione Veneto, dispone di 43 camere finemente arredate con mobili d’epoca ma, allo stesso tempo, dotate dei più moderni comfort. Fiore all’occhiello, il centro benessere SPA & Wellness Center dove l’ospite potrà rigenerarsi e rilassarsi tra saune, bagno turco, piscine con acqua calda, di cui una salata, vasche idromassaggio, idroterapia, trattamenti speciali e bagni personalizzati.

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Servizi alle imprese

I vantaggi della nuvola Anche in Italia il cloud computing è ormai una realtà per le grandi aziende. Le piccole e medie imprese, invece, sono più diffidenti, nonostante l’adozione di questo nuovo sistema di gestione dei dati in rete comporti un considerevole risparmio su ogni fronte. Ecco vantaggi e numeri della “nuvola“ A cura di Ida Cascio

La legge a favore della continuità aziendale Le modifiche alla Legge fallimentare danno un nuovo impulso alle aziende in difficoltà. Gli avvocati dello studio Correra–Leocata & partners spiegano come Nel settembre 2012 sono entrate in vigore le novità del cosiddetto "Decreto Sviluppo", che ha introdotto significative modifiche alla Legge Fallimentare al fine di “favorire la continuità aziendale”. Come si legge nella Relazione illustrativa al Decreto, il Legislatore, recependo le richieste degli operatori del settore, ha fornito gli strumenti per "migliorare l’efficienza dei procedimenti di composizione delle crisi di impresa", superando le criticità emerse in sede applicativa, interviene l’avvocato Luisa Correra. L’intervento emendativo incita l’imprenditore a denunciare tempestivamente la propria situazione di crisi, in modo da

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non ritrovarsi assoggettato a misure di controllo esterne. Il legislatore, al fine di consentire alle imprese in crisi di attuare rapidamente una procedura di risanamento, ha introdotto diverse innovazioni. “Tra le più importanti vi è la possibilità per il debitore di depositare il ricorso per l'ammissione alla domanda di concordato preventivo, con riserva di presentare la proposta, il piano e la documentazione da allegare alla proposta, entro un termine fissa-

to dal giudice, compreso tra 60 e 120 giorni, eventualmente prorogabile per ulteriori 60 giorni” precisa l’avvocato Giosuè Leocata. “O il divieto per i creditori di itraprendere e/o proseguire le azioni esecutive e cautelari nei confronti dell'impresa dalle date di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese”.

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L’advisor finanziario che aiuta la crescita Un Paese che investe è un Paese che cresce. Per questo gli advisor finanziari qualificati, che trovano le fonti d’investimento ad hoc per ogni azienda, rivestono un ruolo cruciale

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l Cloud computing permette alle aziende di abbandonare i costi fissi di server e software e di affidarsi completamente al internet. Una vera rivoluzione che è già ampiamente in corso. Il cloud, ovvero, “la nuvola” è già entrata infatti nelle aziende italiane: una su quattro utilizza una o più tipologie di servizi IT Cloud, a livello applicativo il 17,2%, e infrastrutturale il 16% o di piattaforma nel 9% dei casi. Ma sono ancora tanti i diffidenti. Il cloud, infatti, per sua stessa definizione non si vede e non si tocca. Eppure, affidarsi

Aziende in cerca di finanziamenti? Quando la banca e il commercialista non bastano c’è l’advisor finanziario, il consulente di chi vuole investire. E se neanche questo basta ci sono le boutique finanziarie, banche d’investimento indipendenti capaci di interpretare le esigenze delle imprese e creare soluzioni personalizzate. “Un’attività possibile solo con una rete di professionisti qualificati nel creare infrastrutture finanziarie e trovare fonti di finanziamento alle aziende ignare di tali possibilità” spiega Francesco Paolo Console, fondatore di Console & Partners un’eccellenza del settore nell’intero panorama italiano, uno staff di advisor, analisti, avvocati, fiscalisti e revisori che, in passato, hanno rivestito ruoli importanti in ambito bancario. La forza del gruppo, derivata dalla pregressa prestigiosa esperienza, è il sistema di contatti importanti con il sistema bancario, il mercato dei fondi e i grandi investitori, l’interlocuzione qualificata con Banca d’Italia

e gli ampi accessi al credito. Basta pensare che Francesco Paolo Console è l’advisor scelto da Borsa italiana e con la partecipazione dell’Università Bocconi di Milano come docente del Programma Elite per favorire le piccole e medie imprese italiane di eccellenza nell’internazionalizzazione. “Questo è il nostro focus: creare realtà con un respiro internazionale” continua Console. “Per questo abbiamo sedi anche all’estero, una società in Albania, Ital Investment, e stiamo aprendo anche in Turchia e Qatar per aiutare le aziende italiane a prendere appalti e commesse importanti”. Non solo. Da quattro missioni, Console & Partners è chiamato da Associazione Nazionale Costruttori Edili, Confindustria e inistero dello Sviluppo per supportare le missioni governative nei Paesi strategici.

al Cloud computing può fare risparmiare alle aziende italiane fino a 450 milioni di euro entro il 2015. Se si adottassero le migliori pratiche e ci si portasse ai livelli di adozione dei Paesi leader americani, il risparmio potrebbe arrivare persino a un miliardo. Queste stime delineano un mercato nettamente e favorevolmente in crescita. Spostare dati e software sulla rete comporta infatti un abbattimento dei costi per l’acquisto di hardware e software, perché si paga solo quello che si utilizza effettivamente. Senza contare tutte le questioni

connesse alla manutenzione di un’infrastruttura fisica. Insomma, il cloud è la nuova frontiera dell’Information technology, anche se molte aziende, oggi, non hanno ancora colto in pieno la portata del cambiamento. L’ostacolo maggiore è infatti la resistenza che le aziende pongono all’inizio. Tra le piccole e medie imprese, poi, i numeri del cloud scendono nettamente e l’Italia finisce in fondo alla media europea. Le PMI fanno un uso più basilare della nuvola con molto freeware e prodotti cosiddetti consumer.

www.consolepartners.com

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Servizi alle imprese IL “PEDIATRA” DELLE AZIENDE Internazionalizzazione, partnership, finanziamenti e partecipazioni dirette sono alcune delle opportunità messe a disposizione delle imprese dallo Studio Caramelli, Caramelli & Co. di Firenze, a metà strada tra tutor, consulenza e amicizia fidata. “Ci piace la definizione di pediatra delle aziende” spiega Stefano Caramelli, Consigliere delegato dello Studio. “Perché fa capire bene come il nostro lavoro sia, oltre che professionalità, anche grande affidabilità. Le facciamo crescere stando fianco a fianco”. Lo Studio Caramelli Caramelli & Co. cammina, infatti, accanto a molte realtà imprenditoriali, mettendo a disposizione professionisti competenti. Start-up, crescita, internazionalizzazione, reperimento di finanziamenti e partner: questa è la consulenza offerta. E quando è necessario offre anche una partecipazione diretta con l’assunzione di ruoli temporanei nel management. Tutte opportunità che lo Studio può attivare, a disposizione di chi intende crescere sui mercati. Avviando con le imprese un viaggio nel quale lo studio può essere un compagno importante. Studio Caramelli Caramelli & Co. S.r.l. Viale Francesco Redi, 221 - Firenze - Tel. 055 330538 - Fax 055 3215373 - www.studiocaramelli.it

E la conversione al cloud “maturo” sta avvenendo più lentamente del previsto. Le aziende europee sono in ritardo di due anni rispetto a quelle americane. C’è poi un ulteriore ritardo delle piccole e medie, rispetto alle grandi: molte di loro non sono informate sui vantaggi del cloud né sanno come vi si accede. Ma ecco qualche dato: nel 2011 il 64% delle aziende europee usa il cloud. Di questa quota però il 19% si limita a sperimentazioni e il 13% lo adotta soltanto in un’area. Il 32%, invece, lo utilizza in più di un’area. La percentuale crolla con le PMI, escludendo le sperimentazioni: la quota infatti è poco più del 30% per quelle fino a 9 dipendenti, del 45% per quelle con 10-99 e del 48% per quelle da 100 a 249 dipendenti. Secondo i dati degli osservatori Ict del Politecnico di Milano solo il 22% delle aziende con meno di 250 addetti dichiara di avere avviato progetti cloud, il 2% intende introdurli e il 76% non fa utilizzo di tali tecnologie. Tra le aziende che non hanno avviato progetti cloud solo il 6% dichiara un interesse, contro il 60% che non dimostra alcun interesse e il 10% che dice di non conoscere la tecnologia.

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Il diritto assicurativo abita qui zioni, rischi tecnologici, trasporti, R.C. professionale, D&O, responsabilità delle banche e delle istituzioni finanziarie, R.C. del tour-operator ed assicurazioni viaggi, e infine, vita ed infortuni.

Danni, vita, engineering, cauzioni, rischi tecnologici, trasporti, responsabilità civile professionale. Ecco alcuni dei settori assicurativi in cui questo studio milanese vanta un’iperspecializzazione Lo Studio legale associato Galantini Heilbron Cocco-Ordini è un indirizzo sicuro per le principali questioni di diritto assicurativo. “Ci occupiamo esclusivamente di questo e abbiamo quindi sviluppato una marcata specializzazione e una grande competenza nel settore” spiegano gli avvocati Carlo F. Galantini, Carlo Heilbron e Virginia Cocco-Ordini, titolari dello Studio milanese che si avvale della collaborazione di altri sei avvocati, tutti specializzati nella stessa materia. Chi sono i vostri principali clienti? Società assicurative, italiane ed estere, alle quali forniamo assistenza nei rapporti con la clientela, la rete distri-

butiva e le autorità di sorveglianza. Ci rivolgiamo anche al mercato degli intermediari e ai privati, soprattutto imprenditori di grandi infrastrutture. La nostra clientela non è solo italiana: l’iperspecializzazione ci permette di dirimere anche le questioni con elementi transnazionali e abbiamo collaboratori nelle principali capitali europee. In quali ambiti del diritto assicurativo operate principalmente? Reclami assicurativi in tutti i rami, sia danni sia vita. Settori molto delicati nei quali abbiamo conseguito risultati notevoli in casi eccellenti. Altresì, operiamo nella consulenza in materia contrattuale assicurativa offrendo competenze per la revisione di polizze e la creazione di nuovi prodotti. Vantiamo una particolare specializzazione nei rami incendio ed engineering, cau-

Qualche esempio? Solo per citare qualche caso celebre, ricordiamo che l’avvocato Galantini è stato nominato “expert witness”, nell'interesse della difesa, in occasione di una azione collettiva promossa negli Usa dai parenti delle vittime del disastro aereo di Linate dell’ottobre 2001. Gli assicuratori di una delle società di revisione coinvolte nel crack Parmalat hanno incaricato lo Studio di verificare la copertura assicurativa. Siamo stati incaricati dal commissario liquidatore di una compagnia assicurativa italiana di agire in giudizio contro i precedenti amministratori, direttori e revisori dei conti esterni per ottenere da questi il risarcimento dei danni pari a circa 60 milioni di euro derivati da una estesa frode posta in essere dal principale azionista. Per conto di un'associazione di broker seguiamo l’evoluzione della normativa IMD2 che revisionerà la legge sull’intermediazione assicurativa. Tutti incarichi prestigiosi possibili grazie alla nostra comprovata e lunga esperienza: l’avvocato Galantini ha collaborato in passato con lo Studio S.L.T. collegato all’attività del gruppo Ernst & Young, l’avvocato Heilbron, specializzato in diritto dei trasporti, delle assicurazioni e finanziario,ha lavorato presso un primario istituto finanziario e l’avvocato Cocco Ordini ha maturato esperienza nel diritto sanitario, medical-malpractice e reclami contro tour operator e agenzie di viaggi.

Galantini Heilbron Cocco-Ordini Studio Legale Associato 
 Via Santa Sofia, 27 - Milano Tel. 02 58306022 - Fax 02 58306104 studio@ghc.it

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Servizi alle imprese

Quel rapporto di fiducia che salva l’azienda Il legale ha un compito determinante nel consigliare all’imprenditore la strada da prendere. Per esempio quella delle reti d’impresa Se la crisi ha insegnato qualcosa, è senz’altro l’ottimizzazione delle risorse. Vale anche per le imprese che, in Italia, tardano però a sviluppare il concetto di “rete”. “Nonostante gli indubbi vantaggi” commenta l’avvocato Michele Zantedeschi, titolare dell’omonimo Studio di Pescantina, a Verona (www.studiolegalezantedeschi.it), attivo in tutto il Nord Italia e specializzato in diritto tributario, penale, di famiglia e militare. Come si fa a spingere le aziende in questa direzione? Le reti d’impresa, attraverso le economie di scala e la tutela condivisa dei marchi, sarebbero la salvezza per molti piccoli imprenditori ancora molto attaccati, purtroppo, alla logica del “Padrone a casa mia”. Far capire loro il vantaggio di unirsi è anche il compito di noi professionisti. Non è detto che bisogna aspettare la politica. Noi, che siamo così vicini all’imprenditore spes-

so anche sul lato umano, dovremmo aiutarlo a superare questa impasse più psicologica che pratica. E poi spiegare i vantaggi fiscali e non solo di una tale scelta. Il rapporto tra professionista e impresa è quindi determinante? Sì, soprattutto oggi, il rapporto di fiducia è tutto. Infatti, in controtendenza con molti colleghi, io credo anche che i parametri introdotti dalle nuove tariffe relative alla nostra professione, siano utili ad approfondire la fiducia. La crisi ci mette di fronte a una rivisitazione dei rapporti interpersonali che un po’, forse, avevamo perso di vista. E questo cosa comporta? Per esempio la convinzione di perseguire sempre, fino a quando le circostante lo consentono, la strada della conciliazione, della mediazione. Nell’ottica di ottenere il miglior risultato possibile, in tempi congrui e con costi chiari.

Il mercato cloud PMI pubblico in Italia è fino a oggi molto piccolo: non supera infatti gli 8 milioni di euro. Anche nelle PMI, come nelle grandi aziende, il modello private è più diffuso (nel 17% dei casi), rispetto a quello pubblico (5%). Di qui a tutto il 2013 la spesa delle PMI sarà concentrata soprattutto nell’area Saas, secondo Idc e Forrester Research, in Italia e in Europa. E quindi le piccole aziende adottano il cloud soprattutto per usare servizi invece che installare software. Soprattutto per collaborazione, sicurezza, gestione delle campagne di marketing, gestione

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documentale e contabilità. Usano il cloud più per il front office, per la gestione delle risorse umane e collaborare con i partner.

In previsione, nel 2013, le PMI se ne serviranno per scambiare ordini e comunicare con le grandi aziende con cui collaborano.

I riflessi del “decreto sviluppo” sulla vita giudiziaria Il “decreto sviluppo” ha prima di tutto adottato misure dirette alla deflazione del contenzioso civile. Ecco le modifiche più importanti Tra le più importanti modifiche del decreto sviluppo, la nuova disciplina dell’appello prevede che la corte operi una valutazione preventiva della fondatezza dell’impugnazione, dichiarando subito inammissibili le impugnazioni prive di una ragionevole probabilità di essere accolte. “Ma è insito un rischio” avverte Giuseppe La Scala, avvocato a Milano. “Che troppo ampio risulti il margine di discrezionalità lasciato al giudice nel decidere se sussista o no il requisito della “ragionevole probabilità di accoglimento” dell’appello. Nozione evanescente che dovrà essere interpretata univocamente dalle singole corti.

Quali modifiche introduce il decreto alla cosiddetta Legge Pinto? I tempi massimi di durata del procedimento adesso sono tre anni il primo grado, due il secondo, uno il giudizio della Cassazione. Inoltre, si prevedono criteri rigidi di rimborso per ogni anno di “sforamento”, si pongono a carico del richiedente vari oneri e si sanziona se ha infondatamente richiesto un indennizzo con il pagamento delle spese. La procedura si conclude in trenta giorni. E poi ci sono modifiche alla legge fallimentare. Esatto. Vengono ampliate le ipotesi di non assoggettabilità alla revocatoria

fallimentare. Nel concordato preventivo è anticipata l’applicazione delle misure a tutela del debitore, con la possibilità per lo stesso di sciogliersi in alcuni casi da contratti in corso di esecuzione. Negli accordi di ristrutturazione del debito è prevista una moratoria legale dei pagamenti ed è favorito il concordato con continuità aziendale che prevede la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore.

Avvocato Giuseppe La Scala Via A. da Giussano, 23 Milano Tel. 02 468747

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Servizi alle imprese LA CAUSA IN TEMPO REALE Dir it to infor matico, dir it to delle assicura zioni, appalti pub blici. Sono solo alcu ne delle specializza zioni dello Studio legale Sestini Nicolet ti di Roma che offre consu lenza anche in altr i ambiti del dir it to civ ile. Per esempio nella mater ia r iguardante la contrat t ualistica, nel dir it to societar io e nel dir it to del lavoro. Lo St udio vanta esper ienza sopratt ut to nell’assistenza dei clienti durante le procedure arbitrali r iguardanti la contrat t ualistica e il dir it to commerciale, nelle questioni relative a mater ia contrat t uale e accordi transattiv i e in generale nella consulenza alle società italiane. “Lo st udio è organizzato per offr ire alla clientela u n ser v izio legale improntato all’efficienza e alla celer ità davanti a ogni giur is dizione” spiegano i due soci. Lo St udio legale, inoltre, si avvale della più mo der na tecnologia infor matica che consente al cliente di essere aggior nato costantemente su ll’andamento della causa. Studio legale Nicoletti - Sestini Via Latina, 57 - Roma Tel. 06 92937548 Fax 06 23326684 studiolegalesestini@gmail.com

Lo è sempre stato. lo è ancora di più oggi che la crisi colpisce aziende e imprenditori. È la riservatezza, un valore aggiunto importante e da non trascurare per uno studio di consulenza. “Il nostro obiettivo è garantire un servizio integrale al cliente che può beneficiare della competenza, della serietà del nostro Studio, interagendo con un ambiente discreto e nel contempo altamente professionale in grado di garantire un’assoluta riservatezza” spiega per esempio Fabio Bettoni, commercialista con studio in Bergamo.

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La consulenza fiscale e la garanzia della privacy La certezza di offrire un ambiente protetto è un valore importante per i professionisti. Come spiega un esperto Ci parli di questa realtà Lo studio è di recente costituzione. Dopo aver maturato una consolidata esperienza abbiamo deciso di investire sulla nostra professionalità. Siamo partiti in due; oggi dopo meno di due anni lo studio coinvolge sette persone. Ci occupiamo prevalentemente di assistenza e consulenza continuativa a società e a gruppi e di operazioni straordinarie nell’ambito delle riorganizzazioni societarie. In pratica, oltre a fornire consulenza fiscale, affianchiamo il cliente nell’ottimizzazione dei costi, nella predisposizione di budget, nelle ristrutturazioni dei debiti e nel contenzioso tributario.

Oltre al rispetto massimo della riservatezza, qual è il vostro plus? Nell’attuale contesto caratterizzato da frequenti modifiche delle leggi in materia fiscale, ci presentiamo come una realtà dinamica e flessibile, in grado di garantire e soddisfare tempestivamente le richieste della clientela. Questo è possibile anche grazie alla dotazione di un supporto informatico di altissimo livello nonché ad una fitta e qualificata rete di collaborazioni.

Fabio Bettoni Via Santa Elisabetta, 5 - Bergamo Tel. 035 242538 segreteria@studiobl.net www.studiobl.net


Maggiore produttività grazie al software Stefano Calabrese, esperto in informatica, risponde alle domande più frequenti sul rapporto tra informatizzazione del lavoro e produttività aziendale Come può un software aumentare la produttività di un’azienda? Migliora la velocità di esecuzione e la qualità del lavoro, abbattendo i costi e incrementando i guadagni.

Conviene sostituire un software datato? Il lavoro interno all’azienda si evolve, quindi è opportuno valutare costi e benefici dell’adozione di un nuovo software. E se non so quali caratteristiche deve avere il software adatto alle mie esigenze? È la situazione più comune. Ma una volta spiegato al progettista “cosa” ci aspettiamo, sarà suo compito analizzare le richieste, valutarne la fattibilità e stabilire il funzionamento del programma.

Stefano Calabrese Cell. 348 2586451 Skype: stefanoai stefanoai@stefanoai.com www.stefanoai.com

Software desktop o web based? I programmi desktop devono essere installati su singole postazioni, con un sistema operativo spesso a pagamento, costi per ogni postazione e lo svantaggio di non poter usare il software ovunque. Al contrario, un’applicazione

COME CRESCE UN’AZIENDA DI SERVIZI INFORMATICI HkStyleCOMPUTERS, azienda di assistenza informatica avanzata, nasce nel 2007 da un’idea di Stefano Biffi, allora 21 anni, che decide di fare della sua più grande passione un vero lavoro. Nonostante sia un’azienda giovane, HkStyleCOMPUTERS ha le idee chiare e passa in breve dal rapporto esclusivo con i privati a trattative con piccole, medie e grandi aziende, grazie a un modus operandi innovativo. Attualmente l’azienda conta due sedi e tanti collaboratori, operativi in vari campi della tecnologia e organizzati in modo da garantire un supporto informatico completo: personalizzazione di Pc, Apple, server e strutture IT e successiva consulenza, realizzazione e gestione di siti web su server proprietari in housing, assemblaggio di Pc estremi e raffreddati a liquido per gaming o elaborazioni, servizio DisasterRecovery su server certificati di proprietà. I tecnici dell’HkStyle operano principalmente tra Bergamo, Brescia, Milano, Mantova, Cremona e Reggio Emilia. HkStyleCOMPUTERS Via Colombaia, 2 - Presezzo (BG) Tel. 035 4517039 - Cell. 339 3012533 team@hkstyle.it - www.hkstyle.it

web based è centralizzata, si aggiorna una sola volta e basta avere un browser connesso, come Firefox o Chrome, perché qualsiasi computer si trasformi all’occorrenza in postazione, indipendentemente dal sistema operativo. Software open source o ad hoc? Dipende dalle specifiche necessità. In generale, partendo da un software open source come WordPress, attraverso la progettazione di plug-in su misura si ottiene una soluzione veloce, affidabile e molto più economica rispetto alla progettazione da zero di tutto il software.

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Diritto e diritti

I giovani al centro A pochi mesi dalla riforma del lavoro, la disoccupazione cresce e fa paura. Soprattutto quella giovanile. “È drammatica” ammette il ministro Fornero che, nella recente legge che porta il suo nome, ha messo i paletti alla flessibilità A cura di Ida Cascio

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el rapporto “Le prospettive per l’economia italiana nel 2012-13” redatto dall’Istat, il trend è preoccupante. Nel 2013 il tasso di disoccupazione continuerebbe a salire, attestandosi all’11,4%, a causa del contrarsi dell’occupazione. A questo fenomeno si accompagnerebbe un aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata. La fase di debolezza ciclica dell’economia italiana, rileva l’Istat, ‘’condurrebbe a un deterioramento complessivo delle condizioni del mercato del lavoro”. Nei primi due trimestri dell’anno in corso REAL ESTATE? C’È LO STUDIO UPPI Lo Studio Uppi di Milano, fondato nel 1981 da Ugo Uppi, allora giovane avvocato e ora professionista di chiara fama, si occupa di real estate, contrattualistica e diritto del lavoro da sempre. Alle spalle può vantare un’esperienza ultra trentennale nella gestione di questo genere di pratiche, soprattutto nel campo immobiliare. “Il nostro core business, infatti, è l’assistenza a investitori italiani e stranieri per la realizzazione di investimenti immobiliari, quali, per esempio, l’acquisizione di centri commerciali o palazzi da adibire a uffici” spiega il legale che parla correttamente tre lingue, inglese, spagnolo e francese, e fa parte, come giudice, della Commissione Tributaria Provinciale di Milano e della Commissione Centrale Tributaria della Lombardia. Tra i membri dello Studio c’è anche l’avvocato Manuela Resta, ormai da anni stimata professionista del foro meneghino e lo Studio milanese vanta una posizione comoda e centralissima, la piazzetta Umberto Giordano, parte integrante di Piazza San Babila. Studio Uppi Piazzetta Umberto Giordano, 4 - Milano - Tel. 02 87250121 - 02 87250122 Fax 02 76399413 - www.studiouppi.it - ugo_uppi@studiouppi.it

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Diritto e diritti

Riforma Fornero: cosa cambia per le aziende La nuova riforma del lavoro è legge. Cosa devono temere o sperare le imprese? Lo abbiamo chiesto a un legale che, da trent’anni, le assiste nella gestione ordinaria e straordinaria, con particolare riferimento agli aspetti del lavoro La legge 92/2012, la cosiddetta riforma Fornero, è in vigore dal 18 luglio. Che impatto ha sulle imprese? Ne abbiamo parlato con l’avvocato Fernando Pepe, titolare dell’omonimo studio a Milano, esperto in diritto del lavoro che offre assistenza e consulenza legale, giudiziale e stragiudiziale, in tutti i settori del diritto civile, con speciale riguardo alle problematiche legali delle imprese e dei gruppi di imprese. Quali sono le principali richieste che vi rivolgono le imprese? Soprattutto le grandi Società nazionali e multinazionali si orientano con estrema difficoltà in un settore, come la normativa del lavoro in Italia, regolato da leggi e leggine; interventi legislativi disarticolati e sovente contraddittori; interpretazioni giurisprudenziali non univoche. E spesso contrastanti tra di loro, come nelle materie relative ai licenziamenti individuali e collettivi.

La riforma Fornero ha introdotto una nuova disciplina dei licenziamenti individuali che, in alcune ipotesi di illegittimità accertata dal Giudice, può comportare la sola condanna del datore di lavoro al pagamento di una indennità risarcitoria al lavoratore, da un minimo di 12 a un massimo di 24 mensilità. La precedente normativa,

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cioè lo Statuto dei lavoratori, in caso di illegittimità del licenziamento, ovviamente per le aziende con numero superiore a 15 dipendenti nell’unità lavorativa, o oltre 60 nell’insieme dell’azienda, obbligava il datore di lavoro comunque alla reintegrazione del lavoratore e al risarcimento di tutte le retribuzioni non percepite.


A FIANCO DEGLI IMPRENDITORI, COSÌ Lo Studio Legale Pepe annovera tra i clienti società nazionali e multinazionali, holding, imprese della grande distribuzione, compagnie assicurative, manifatturiere ed edili, concessionarie di pubblici servizi, enti locali, primari enti previdenziali e assistenziali. Gli avvocati dello Studio parlano fluentemente tre lingue e grazie alle più avanzate tecnologie informatiche sono in grado di soddisfare ogni esigenza sottesa all’attività legale, come l’immediato collegamento con banche dati, uffici e istituzioni per il reperimento di dati e documenti.

In riferimento ai licenziamenti collettivi vi sono novità nella riforma Fornero? Nelle procedure di riduzione del personale per il licenziamento collettivo di dipendenti, legge 223/1991, le imprese richiedono la certezza che la speciale procedura possa realizzare un ridimensionamento della forza lavoro con oneri certi preventivamente determinati e determinabili. A fronte di tale richiesta l’avvocato giuslavorista non è in grado di poter indicare con la necessaria certezza l’ammontare degli oneri e dei costi per l’azienda, proprio per l’estremo formalismo della procedura dei licenziamenti collettivi e gli orientamenti contrastanti della giurisprudenza. La riforma Fornero ora intervenuta, consente di stemperare alcune rigidità della procedura dei licenziamenti collettivi, si pensi per esempio all’effetto sanante di vizi della procedura a fronte di accordo sindacale, e, in caso di ritenuta illegittimità della procedura, di far discendere dai licenziamenti collettivi dichiarati illegittimi dal Giudice, il mero effetto del pagamento di una indennità risarcitoria, salvo il caso di illegittimità del licenziamento per violazione del criterio di scelta del lavoratore, che determinerebbe, altresì, la reintegrazione.

La riforma modifica anche la disciplina del contratto a termine? Al fine di aumentare la cosiddetta flessibilità in entrata e il dinamismo del mercato del lavoro, consente ora di poter stipulare un contratto a termine fino a 12 mesi di durata senza l’indicazione di alcuna causale. È un’opportunità che potrebbe agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro di tanti giovani anche se non è risolutiva del cosiddetto fenomeno di precarizzazione del lavoro. La riforma Fornero appare infatti come un’operazione incompiuta: rimangono, in realtà, irrisolti gli aspetti afferenti il riequilibrio delle tutele tra occupati e disoccupati; tra le nuove generazioni e i lavoratori avanti con gli anni e da tempo occupati; l’accessibilità al lavoro delle donne, soprattutto delle giovani donne con figli; la totale assenza di politiche che coniughino lavoro, maternità e correlati servizi. Rimane il tema di un riequilibrio, nel nostro Paese, tra costo del lavoro e gli eccessivi oneri a carico delle imprese. Ove si realizzasse tale riequilibrio, si determinerebbe un possibile fattore per la “crescita” del Paese.

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Diritto e diritti si è osservata una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali, unitamente a una diminuzione delle ore lavorate, anche se segnali più negativi sono emersi a settembre. Di conseguenza, per il 2012 la diminuzione prevista in termini di input di lavoro sarebbe pari all’1,2%. A seguito del miglioramento delle condizioni economiche generali atteso nella seconda parte del 2013, il deterioramento delle condizioni complessive del mercato del lavoro potrebbe attenuarsi, anche se l’input di lavoro risulterebbe ancora in calo dello 0,5% in media. La crescita delle persone in cerca di lavoro, iniziata alla fine del 2011, è alla base del rilevante incremento del tasso di disoccupazione previsto per quest’anno, esattamente il 10,6%. Per il 2013, il tasso di disoccupazione, quindi, sostiene l’Istat, ‘’continuerebbe ad aumentare (11,4%) sia a causa del contrarsi dell’occupazione, sia per l’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata’’. Le retribuzioni per dipendente mostrerebbero

I licenziamenti connessi a motivi discriminatori Nelle controversie in materia di discriminazione, spetta al convenuto l’onere di provare l’insussistenza del FATTO Con la riforma del lavoro gli apparati sanzionatori dei licenziamenti hanno subito un’articolazione su più livelli. “Ma c’è un aspetto che non è mai stato evidenziato più di tanto” sottolinea Giovanna Iraci, avvocato a Milano. “Sappiamo che il licenziamento può essere anche discriminatorio per motivi legati alla politica, alla religione, alla razza, alla lingua e così via. La relativa sanzione è la radicale nullità. Sino a poco tempo fa, l’onere di provare che un licenziamento fosse fondato su ragioni discriminatorie gravava sul lavoratore che sosteneva la circostanza secondo il regime dell’onere probatorio disciplinato dall’art. 2697 c.c. Con l’entrata in vigore dell’art. 28 del decreto legislativo n. 150 del 2011, rubri-

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cato taglia-riti, è stato invece stabilito che nelle controversie in materia di discriminazione, quando il ricorrente fornisca elementi di fatto, desunti anche da dati di carattere statistico, dai quali si può presumere l’esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al convenuto l’onere di provare l’insussistenza della discriminazione” continua la Dottoressa Iraci. “Con questa modifica passata quasi in sordina, graverà quindi sul datore di lavoro provare che il licenziamento non è fondato sui motivi discriminatori, con l’evidente difficoltà di dover

dimostrare che la discriminazione non si è verificata. Qualche dubbio sulla legittimità di una simile inversione dell’onere probatorio è lecito, soprattutto se la prova fornita dal ricorrente è, alla fine, presuntiva. Questi elementi di fatto potrebbero, proprio perché fondati anche su presunzioni statistiche, non riguardare il caso di specie, pur legittimando ugualmente l’inversione dell’onere della prova”.

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Il consulente del lavoro oggi Impegnato a fronteggiare i problemi tra imprenditori e personale, spesso chiamato a mediare e a riequilibrare i rapporti azienda-dipendente. Ecco il ruolo del professionista oggi consulenza e gestione di aziende modernamente organizzate. Certo, occorre disporre di collaboratori esperti in materia lavoristica, dotarsi di sistemi e strumenti informatici adeguati, colloquiare e sapersi confrontare con i manager aziendali anche su aspetti e criticità estranei alla nostra area di intervento. Ma è proprio questo che genera la stima e la fiducia del cliente. Come operate? Con la puntualità del servizio (non possiamo permetterci di consegnare ai clienti gli stipendi del personale con un giorno di ritardo!) e con ampia disponibilità. Non ho mai desiderato “industrializzare” lo Studio per elaborare migliaia di buste paga ogni mese, ritengo più utile la costante conoscenza delle realtà di ogni singolo cliente e delle sue esigenze, dalle piccole imprese alle medie e grandi strutture alle quali forniamo consulenza tecnica. E questo approccio non frena lo sviluppo del suo Studio? Non credo, anche perché siamo sempre disponibili a ricevere nuova clientela e se accettiamo un incarico è perché siamo consapevoli di poterlo gestire al meglio. Il ruolo del consulente del lavoro oggi è determinante per gli equilibri aziendali. “Malgrado ci siano imprese molto esperte nel produrre o nel vendere, gli imprenditori devono fare sempre i conti con il personale, garantirsi un buon livello di fidelizzazione dei singoli, evitare contenziosi e, quando serve, allontanare chi reca danno” commenta Pierluigi Brigante, consulente del lavoro a Milano. Questo implica un’evoluzione della professione? Sì, siamo costretti ad aggiornarci giornalmente, visto che in questo Paese in materia di lavoro si legifera in modo disinvolto. E poi la nostra attività deve

contemplare ulteriori competenze generali in altri campi per soddisfare le sempre maggiori esigenze dei clienti. Per esempio la consulenza in materia di sicurezza sul lavoro, la gestione della privacy aziendale, materie complesse e in stretta connessione con l’abituale gestione del personale: per i clienti avere un interlocutore esperto anche in questi campi crea valore aggiunto alla nostra professione. E non tralascerei la conoscenza e l’uso delle lingue straniere, visto che tra i nostri clienti sono presenti aziende multinazionali. Milano è una piazza fertile? Sì, perché offre valide opportunità di

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Diritto e diritti

Il contratto a termine. Tra vincoli e flessibilità È il tipo di rapporto privilegiato dalle aziende per la sua elasticità. Un esperto spiega evoluzione e LIMITI di questo istituto Tra le tipologie di contratto, quello a tempo determinato è considerato uno strumento di flessibilità. “Nato nel 1865 come unica possibile forma di lavoro subordinato, ha subito nel tempo numerose modifiche, alcune finalizzate ad allentare i vincoli legali per renderlo ancora più flessibile” spiega l’avvocato Margherita Caggese, socio dello Studio Legale Associato Alessandro Cicolari di Bergamo. Quali sono questi vincoli? Si tratta della necessità di giustificare l’apposizione del termine al contratto di lavoro, con una causale che può essere di natura tecnica, organizzativa, produttiva o sostitutiva. Se ne parla anche nel cosiddetto Collegato Lavoro? Certo. L’evoluzione dell’istituto è approdata alla legge n. 183/2010 che ha inciso sulla sua disciplina, introducendo nuovi termini decadenziali di impugnazione, 60 giorni, e prevedendo un’indennità onnicomprensiva quale sanzione in caso di illegittima apposizione del termine. Ciò consentirà finalmente di abbreviare i tempi dei giudizi o, quantomeno, anticiparne l’inizio, poiché sotto il regime previgente il lavoratore poteva impugnare il contratto a termine anche dopo anni. Quali sono le conseguenze della invalidità del contratto? In caso di illegittima apposizione del termine, la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 303 dell’11 novembre 2011, ha riconosciuto la legittimità costituzionale della disposizione che prevede una sanzione costituita dalla reintegrazione del lavoratore e dal pagamento della sola indennità onnicomprensiva, da 2,5

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a 12 mensilità. Tale regime sanzionatorio è confermato anche nella riforma Fornero. Quali novità introdurrà questa riforma? È previsto l’innalzamento a 120 giorni del termine breve di 60 giorni per l’impugnativa e la riduzione a 180 giorni del termine lungo di 270 giorni per il deposito del ricorso. La novità più rilevante è senza dubbio costituita dalla possibilità per il datore di lavoro di stipulare contratti

a tempo determinato per la durata di 12 mesi non prorogabili senza la necessità di specificare alcuna causale giustificatrice. In linea con quanto previsto dall’Accordo Quadro europeo e dalla Direttiva comunitaria 1999/70: il primo contratto a tempo determinato, infatti non costituisce una minaccia per il lavoratore, che, al contrario, viene pregiudicato dalla ripetizione incontrollata di rapporti a termine.


LA STABILITÀ AZIENDALE? PARTE DAI CREDITI Per garantire la stabilità finanziaria di un’azienda è fondamentale gestire il recupero dei crediti in modo corretto e funzionale. L’accesso al finanziamento è oneroso, sia per le garanzie richieste dagli istituti finanziatori, sia per il costo del denaro, quindi è indispensabile valutare attentamente gli strumenti giuridici che consentono un veloce e sicuro recupero del credito. “La concessione da parte del giudice della formula provvisoriamente esecutiva al decreto ingiuntivo fa la differenza tra l’immediata e la piena soddisfazione del credito piuttosto che l’avvio di una fase contenziosa di merito, con tempi mediamente lunghi per la decisione e spe-

se legali più rilevanti” osserva l’Avvocato Camillo Ungari Trasatti di Roma, “Non tutti i tribunali e gli uffici dei giudici di pace sono egualmente celeri nell’emissione dei decreti ingiuntivi, anche se sono stati fatti passi da gigante con il decreto telematico che consente un’importante riduzione dei tempi di emissione dei provvedimenti giudiziari, oltre al monitoraggio costante della posizione”. L’informatizzazione della giustizia è la frontiera con la quale l’avvocatura italiana si dovrà confrontare sempre di più nei prossimi anni. Studio Ungari Trasatti - Via Arno, 88 - Roma Tel. 06 8411100 - Fax 06 85304292

Accanto agli imprenditori veronesi Lo studio Paola Tosi opera in provincia di Verona. Con successo e costanza stabili negli anni. E un duplice staff, coeso e affiatato Come si conduce con successo un nutrito studio di commercialisti? Un esempio è a due passi da Verona, tra Caldiero e San Giovanni Ilarione, dove lo studio di Paola Tosi, commercialista e consulente del lavoro, opera a fianco di professionisti, privati, medi e piccoli imprenditori e grandi aziende. “Ci occupiamo di elaborazione paghe e di consulenza per l’amministrazione del personale dipendente. Anche per grosse aziende che, preferiscono delegare all’esterno la gestione del personale, una gestione complessa e specifica”. Di cosa vi occupate inoltre? Fiscalità, adempimenti contabili, dichiarazioni annuali sia per aziende piccole, come i singoli artigiani, sia per società di capitali. Ci sono aziende in zona che gestiscono la contabilità internamente e poi delegano a noi determinati adempimenti. Altre, invece, più piccole, delegano la gestione e la tenuta della contabilità, talvolta anche l’emissione delle fatture. Vi dividete tra due studi? Uno staff di 12 collaboratori opera a Caldiero dove abbiamo da poco tra-

sferito gli uffici in una nuova sede e dove al suo interno una squadra specifica si occupa di amministrazione del personale. Un altro staff di 3 collaboratrici è distaccato a San Giovanni Ilarione e gestisce principalmente l’ambito fiscale. In questo modo riusciamo ad essere più vicini ai clienti e alle loro esigenze. Al mio fianco collaborano anche due figure professionali. Cosa vi contraddistingue? Siamo un gruppo affiatato e ci impegniamo al massimo per soddisfare ogni esigenza del cliente, anche il più fiscale. Inoltre nella nostra organizzazione non c’è ricambio continuo di personale, alcuni operano presso di noi da più di vent’anni. Così la clientela, nel tempo, si è affezionata. Probabilmente questo è dovuto anche alla grande disponibilità e alla presenza costante.

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Diritto e diritti una dinamica moderata (0,9%, nel 2012 e 1% nel 2013). La produttività del lavoro diminuirebbe nel 2012 per poi stabilizzarsi nel 2013. E il costo del lavoro per unità di prodotto tenderebbe a crescere in entrambi gli anni. ‘’La situazione dei giovani nel nostro Paese, nel mercato del lavoro, è definibile come drammatica” ha affermato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, in occasione del dibattito “Giovani e lavoro”. “Il nostro tasso di disoccupazione giovanile è più di tre volte quello medio del Paese: il 34% contro poco meno dell’11%, mentre Paesi nei quali il mercato del lavoro funziona molto meglio non presentano una così ampia disparità tra i due tassi. Penso in particolare alla Germania, dove il tasso di disoccupazione giovanile è poco più di due punti più alto rispetto a quello della media (7% contro 5%).

Appaltatori e lavoratori Con la riforma Fornero si alleggerisce la posizione di corresponsabilità delle aziende committenti nei riguardi DI CHI è IMPIEGATO DAGLI APPALTATORI E LAMENTA differenze retributive e contributive

La “legge Biagi” prevedeva la corresponsabilità dell’imprenditore committente per gli eventuali inadempimenti compiuti dal datore di lavoro nei riguardi degli impiegati. “L’articolo 4 della legge 92/12, adesso, prevede che l’imprenditore d’ora in poi possa rivolgersi al giudice, avanti al quale è stato convocato dal lavoratore per l’esecuzione forzata, chiedendo che per primo ne sia assoggettato l’appaltatore o datore di lavoro e, solo dopo che il lavoratore avrà portato a termine senza successo l’escussione del patrimonio di questi ultimi, allora potrà rivolgere le sue attenzioni al com-

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mittente” spiega Raffaella Marzocca, avvocato a Castano Primo (Mi). “Ciò significa quantomeno che, con i tempi della giustizia italiana, ove si arrivi all’esecuzione anche dei beni del committente, saranno sicuramente trascorsi parecchi mesi. Sarebbe utile comunque prevenire queste spiacevoli situazioni inserendo preventivamente nei contratti di appalto una procedura di verifica del quantum dovuto ai lavoratori dell’appalto, ed effettivamente versato, al momento della scadenza dello stesso contratto. Oppure, qualora l’impresa committente avesse notizie certe che l’appaltatore risulti

inadempiente nei riguardi dei lavoratori, magari anche tramite una diffida proveniente direttamente dai creditori stessi, sarebbe opportuno prevedere contrattualmente, dopo le opportune brevi verifiche, la possibilità per il committente di trattenere cautelativamente le somme versate dall’appaltatore al momento della stipula del contratto a titolo di cauzione. Oppure, ove non vi fossero cauzioni, una congrua somma prevista a saldo del contratto o a conguaglio, al fine di non dover subire ulteriori e maggiori spese per illeciti comportamenti imputabili ad altri soggetti”.


L’etica del professionista A metà tra imprenditori e dipendenti, il consulente del lavoro deve essere una figura non solo preparata, ma anche affidabile e comprensiva

La figura professionale del consulente del lavoro è sempre più considerata nel mondo specialistico professionale. “Prima si tendeva ad associarla alla figura del commercialista, che molte volte in effetti si occupa anche dell’elaborazione delle paghe dei clienti. Ma sta diventando sempre più impegnativo e complicato gestire i rapporti di lavoro, e

gli stessi commercialisti, proprio per la complessità normativa dell’una e dell’altra materia, ora si avvalgono della collaborazione di professionisti competenti, fidati ed esperti” spiega Daniela Perego titolare di uno studio di elaborazione paghe e contributi a Milano. Inoltre, il panorama dei contratti di lavoro, con la relativa legislazione, è talmente vasto e diversificato che anche tra consulenti del lavoro esistono differenze di specializzazione in base alla tipologia di CCNL prevalentemente trattati. “Nel mio caso specifico, lavoro soprattutto con le farmacie, di Milano ma anche del centro e del Nord Italia, quindi posso dire di essere specializzata in quel ramo e cerco di offrire sempre ai miei clienti un servizio personalizzato

e accurato, basato anche sulla conoscenza diretta di ognuno, in modo da poter interpretare al meglio le singole esigenze” continua Daniela Perego. “È importante ingegnarsi per trovare sempre le soluzioni migliori sia per i datori di lavoro che per i lavoratori, in modo che i primi abbiano come interlocutore un professionista in grado di soddisfare il più possibile le proprie richieste ed esigenze, e che i secondi siano tranquilli e sappiano che chi si occupa della loro busta paga è corretto e affidabile. Per dare il meglio, secondo me, bisogna che tutti siano soddisfatti, che ci sia il giusto rispetto e la giusta etica sia da parte del cliente che da parte del professionista. Credo che la disponibilità ad ascoltare e il cercare di comprendere fino in fondo le problematiche di ogni singolo cliente, dandogli l’importanza che merita, nonché la ricerca della miglior soluzione possibile all’interno dei meandri delle normative, sia un mio punto di forza, e sono certa che i miei datori di lavoro, perché questo sono in realtà, apprezzino la mia serietà e la mia onestà, oltre che il mio impegno nei loro confronti”.

Studio Daniela Perego & C. s.a.s. Via Alessandro Milesi, 5 - Milano Tel. 02 73954744

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Italiani (e diritto del lavoro) nel mondo Di pari passo con l’avanzare della crisi economica nazionale e internazionale, il ruolo del giuslavorista di impresa è cambiato. Adesso deve guardare agli altri Paesi. Ai loro approcci e alle opportunità che offrono. Come spiegano gli esperti Il giuslavorista moderno deve poter garantire, oltre alle competenze tradizionali, anche un approccio fortemente orientato al business, una perfetta conoscenza almeno dell’inglese e una grande capacità di adeguarsi ai processi e ai tempi di azione e reazione molto rapidi che sono ormai propri di tutte le imprese moderne. Per soddisfare questa esigenza di modernizzazione è nato hELP - the Employment Law Plant - Studio Legale Persiani. L’avvocato Aldo Calza, Managing Partner di hELP, ci spiega quale è stato il motore della nuova iniziativa e quali gli obiettivi che vuole raggiungere.

Nella foto: Prof. Avv. Mattia Persiani e Avv. Aldo Calza

Cosa vi ha spinti a lanciare questa iniziativa nel già affollato mondo degli Studi legali? Il professor Persiani, io e tutti i soci fondatori abbiamo avuto la concre-

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ta percezione che in Italia mancasse uno studio di giuslavoristi “moderni”. Ci siamo resi conto che questa necessità rispondeva a una esigenza immediata delle aziende, italiane e straniere. E così siamo partiti senza troppo guardare alla crisi, spinti dall’entusiasmo e dalla passione per il diritto del lavoro che ci contraddistingue. E il risultato è stato positivo nonostante il calo di credibilità del nostro Paese all’estero? Ben oltre le aspettative! L’Italia, inutile negarlo, continua a essere il Paese più difficile con il quale confrontarsi per una multinazionale che deve gestire le problematiche inerenti le risorse umane. Uno studio di giuslavoristi qualificati italiani che abbia anche la possibilità di proporsi come “hub” per la distribuzione e il coordinamento della assistenza giuslavoristica all’estero, ha subito suscitato grande interesse, ponendosi come unica alternativa agli studi internazionali full

services e ai tradizionali network di studi legali di diritto del lavoro. E qual è il vostro plus, rispetto ai competitor? Intanto è giusto dire che non esistono studi italiani che abbiano una impostazione internazionale come la nostra; i nostri competitor sono tutti di matrice inglese o americana. Dando per scontato che il confronto sia tra professionisti dalle qualificate competenze in ambito giuslavoristico, il nostro plus, sembra banale dirlo, è che ...siamo italiani. Noi contrapponiamo all’approccio formale dei nostri colleghi inglesi e a quello proceduralizzato degli americani, la grande passione, la fantasia, l’estro e la capacità di affrontare e risolvere i problemi più complessi e apparentemente irresolubili. I problemi cioè che si incontrano quando si devono gestire le intricate problematiche connesse al diritto del lavoro italiano, ancor più nelle operazioni cross border, quando è necessario trovare una linea comune tra le “pazze” previsioni


SPIRITO INTERNAZIONALE hELP, the Employment Law Plant, è una realtà nuova e dinamica tanto quanto le imprese che assiste. Lo studio, nato con una ispirazione fortemente internazionale, vanta oggi una nutrita schiera di professionisti che operano indifferentemente negli uffici di Milano, Roma e Palermo ed è impreziosito dalla presenza del Chairman Mattia Persiani, professore emerito di Diritto del lavoro e famoso giuslavorista. Lo Studio ha creato una rete internazionale di alleanze strategiche con altri studi stranieri, che gli permette di garantire ai clienti una assistenza in oltre 60 Paesi.

della legislazione del lavoro italiana e quelle delle legislazioni straniere.

piace all’estero e che merita di essere declinato anche in inglese.

Perché allora un nome inglese per uno studio che è un inno alla capacità degli italiani di farsi valere nel mondo? Non c’è contraddizione in questa scelta. Faccio un esempio. Tempo fa abbiamo assistito un’azienda industriale italiana in crisi che stava trattando la cessione a un gruppo multinazionale americano che era assistito da un grande studio legale internazionale di matrice inglese. L’operazione fallì. Ma il gruppo americano, qualche tempo dopo, comprò un’altra azienda in Italia e, proprio in questi giorni, ci ha contattati per avere assistenza giuslavoristica qui. Ha chiamato noi, non il suo precedente studio inglese, sia perché abbiamo una copertura internazionale, sia perché ci ha visti all’opera e il nostro approccio internazionale, sostenuto dalla creatività italiana, gli è sembrato in linea con le sue esigenze e aspettative. Il modello italiano, dunque, è certamente un modello che

Non vi preoccupa il fatto di essere il primo studio internazionale italiano a competere su mercati più struttu-

rati in abito legale come quello inglese e quello americano? No. Del resto, chi è che ascoltava la musica pop inglese, in Italia e nel mondo, quando i Beatles scrissero “HELP”?

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Diritto e diritti Questo significa che quando abbiamo lavorato sulla riforma del mercato del lavoro non potevamo non avere i giovani al centro delle nostre preoccupazioni’’. La prima parte della riforma del mercato del lavoro, infatti, quella che tocca la flessibilità in entrata, che è stata molto criticata dalle imprese, aveva l’obiettivo principale di contrastare la precarietà, che riguarda soprattutto i giovani e le donne, salvaguardando però la flessibilità, visto che la flessibilità nell’organizzazione della forza

SE NON VIENE NOTIFICATO L’ORDINE DI VERIFICA FISCALE L’AVVISO DI ACCERTAMENTO È NULLO “L’art. 12 della legge 27/07/2000, n. 212, che reca le disposizioni in materia di diritti del contribuente, stabilisce, tra l’altro, che quando viene iniziata un’attività di verifica fiscale il contribuente ha diritto di essere informato sull’oggetto della verifica, le ragioni che la giustificano e la facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa innanzi agli organi di giustizia tributaria” spiegano gli avvocati Michele Natale e Stefania Migno, esperti in diritto penale, penale militare, civile e tributario. “È importante sapere quindi che, in virtù del principio di invalidità derivata, devono essere dichiarati nulli

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tutti gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate a seguito di accessi e ispezioni effettuati in mancanza dell’autorizzazione alla verifica o qualora tale atto amministrativo non sia stato notificato al contribuente. Al medesimo risultato si giunge qualora, pur in presenza di una rituale notificazione, l’atto di autorizzazione sia carente del contenuto tipico previsto per legge”.

Studio Legale Natale - Migno Via Padova, 43 - Roma Tel. 06 31054396 - Fax 06 92912584 www.ubijus.it


L’avvocato che previene il danno La consulenza legale preventiva diretta alle imprese oggi è fondamentale per arginare eventuali scelte sbagliate. E a conti fatti costa molto meno che andare incontro al rischio di un processo

lenza legale. In realtà costa meno una consulenza che un processo! Come lavora il suo Studio? Offre un’assistenza caratterizzata dalla migliore qualità e dalla massima efficienza. Assiste i clienti in tutti i settori del diritto civile e del lavoro, dalla consulenza stragiudiziale a quella giudiziale. In particolare, trasferimenti di azienda, procedure di mobilità e di licenziamento, questioni retributive e previdenziali. Lo studio vanta anche una solida esperienza nella conclusione di accordi transattivi davanti ai competenti uffici del lavoro e nella gestione di negoziati con le rappresentanze sindacali. Che oggi sono molto frequenti, giusto? Sì, a causa della pesante crisi una buona parte del lavoro viene assorbita dalla ricerca di equilibri tra interessi dell’azienda e tutela del lavoratore, tra riduzione del costo del lavoro e rispetto della qualità di vita dei dipendenti. Su quali principi si fonda il vostro operato? Il nostro metodo è una somma di metodi: determinazione, grinta e passione per il lavoro. Uniamo tutto questo a una buona organizzazione, a prezzi giusti e alla massima tutela del cliente.

La crisi porta molte imprese a fare scelte sbagliate. L’assistenza dell’avvocato come consulente è oggi necessaria e imprescindibile rispetto al passato. “Spesso è solo dopo aver subito il danno il cliente impara come sia più opportuno sentire cosa ne pensa prima l’avvocato” commenta Gaia Bonfiglio, avvocato civilista e giuslavorista a Bergamo specializzata in diritto del lavoro e diritto civile, che dal 2006

collabora attivamente con l’Unione bergamasca dei consumatori. C’è poca propensione alla “prevenzione” del danno? Il cliente difficilmente interpella l’avvocato prima di agire, lo fanno solo quelli più attenti. Dall’avvocato si va, solitamente, quando i problemi sono già sorti. Forse perché erroneamente il cliente è spaventato dal costo di una consu-

Studio legale Avv. Gaia Bonfiglio Viale Albini, 9 - Bergamo Tel. 035 2815780 Fax 035 4284064 gaia.bonfiglio@libero.it www.avvocatogaiabonfiglio.it

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Diritto e diritti

Il mercato del lavoro: è vera riforma?

Riti incomprensibili, paletti rigidi, modifiche illogiche. Altro che flessibilità. Ecco cosa pensa della riforma Fornero un esperto in diritto del lavoro La cosiddetta riforma Fornero fa discutere ancora. “Ben lontana dall’agevolare la flessibilità nel mercato del lavoro, non ha neppure una sua struttura logica. Basti pensare che si tratta di soli quattro articoli suddivisi in 270 commi. Sembra quasi una Finanziaria” commenta Federico Fedeli avvocato che da 17 anni si occupa di diritto del lavoro, per dieci anni in un noto studio di Milano e, dal 2008, con successo, nel proprio studio, una struttura in crescita costante e molto vicina ai clienti, piccole e medie imprese ma anche note multinazionali. In che senso una Finanziaria? Per esempio, l’articolo 1, composto da 69 commi, disciplina di tutto: il contratto a termine, la modifica dell’art.

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18 dello Statuto dei Lavoratori, il contratto a progetto, i rapporti di lavoro autonomo, fino ad arrivare al processo con il nuovo rito applicabile ai licenziamenti in regime di tutela reale. Un rito incomprensibile. Invece di “inventarne” uno nuovo sarebbe bastato applicare quello già previsto dall’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per il comportamento antisindacale. Proprio da questo, evidentemente, il legislatore ha estratto il principio per adattarlo con modifiche illogiche alle controversie sui licenziamenti. L’applicazione tout court dell’articolo 28 della legge 300/1970 con una fase sommaria e poi l’eventuale impugnazione con applicazione dell’ordinario rito del lavoro sarebbe stata la soluzione più semplice.

Sul contratto di lavoro a progetto quali sono le novità? È stata ridotta la possibilità di utilizzare tale contratto sul solo presupposto che ve ne fosse un abuso. Infatti, ci si è limitati a riprendere i principi contenuti nelle pronunce giurisprudenziali degli ultimi nove anni, estrapolate dal contesto pratico, che erano servite a distinguere il rapporto di lavoro a progetto genuino da quello “finto”. La disciplina della risoluzione del contratto è poi un paradosso: la norma prevede che le parti possano recedere dal rapporto prima della scadenza solo per giusta causa. Per assurdo, se il progetto viene ultimato prima della scadenza del termine, la committente non può risolvere il rapporto con il collaboratore, che rimarrà quindi al libro paga della società sino al termine.

Studio legale Federico Fedeli Via Raffaello Sanzio, 36 - Milano Tel. 02 4812400 - 02 48015502 - Fax 02 48005883 federico.fedeli@milano.pecavvocati.it ff@fflex.it - segreteria@fflex.it - www.fflex.it


La sicurezza in tempo di crisi L’adozione dei modelli organizzativi, specie nei periodi di difficoltà economica, si pone tra la necessità di adeguamento alla normativa e l’esigenza di contenere i costi. Parola di esperto In tempo di crisi, lo sappiamo, tagliare le spese superflue è un’esigenza imprescindibile. “L’errore da evitare, tuttavia, è quello di un taglio drastico, che comporti per l’azienda il mancato ottemperamento a obblighi di legge, tanto più se gli stessi riguardano la sicurezza sul lavoro e la prevenzione di illeciti” precisa l’avvocato Valerio Guazzarini. “Ci si riferisce, in particolare, all’onere per le imprese esercitate in forma societaria di adottare un modello organizzativo che abbia efficacia esimente al verificarsi di uno dei fatti di reato previsti dal decreto 231/01 e leggi collegate”. Il legislatore

ha previsto per le società una nuova forma di responsabilità che comporta, tra l’altro, ingenti sanzioni economiche quando un dipendente, o un apicale, ponga in essere nell’interesse dell’Ente uno dei reati previsti dalla normativa. “I casi di possibile responsabilità sono tanti e comprendono, per esempio, gli infortuni sul lavoro, gli illeciti ambientali e di inquinamento, il falso in bilancio, i reati informatici, la corruzione, e così via” continua l’esperto. “La mancata adozione di un modello organizzativo idoneo, a fronte di un risparmio di spesa minimo, è controproducente: in presenza

dell’accertamento da parte del Giudice penale di uno dei reati presupposto, le sanzioni si abbatterebbero sull’Ente in maniera automatica. In più, la società avrebbe perso un’occasione per razionalizzare e ottimizzare l’organizzazione interna, a vantaggio di produttività ed efficienza. Avv. Valerio Guazzarini Via San Vitale, 82 Bologna Tel. 051 221102 Fax 051 221101

lavoro è un elemento importante per rafforzare la produttività delle imprese, per migliorare l’organizzazione della produzione e per rendere le imprese stesse più competitive. “L’operazione difficile è cercare di separare la flessibilità buona e valorizzarla rispetto al cattivo uso che di questa può essere fatta” ha spiegato il ministro. “Quest’ultima spesso si trasforma in lavoro precario per i giovani. Non sono state sottratte buone flessibilità alle imprese, e per questo è stata al centro della preoccupazione in questa riforma del mercato del lavoro. Ma sono stati messi paletti per far sì che i giovani non siano fintamente assunti con Partita Iva, quando in realtà di lavoro autonomo nei compiti che svolgono non c’è nulla. E per far sì che “i giovani non continuino collaborazioni a progetto quando di progettualità nelle mansioni che svolgono non c’è di nuovo nulla, quando la successione dei contratti

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Diritto e diritti a tempo determinato aumenta fortemente la probabilità di restare disoccupati, perchè incide in modo negativo sui curriculum dei lavoratori, in particolare di quelli giovani. Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato, quindi, la riforma Fornero stabilisce che la durata non possa essere superiore ai 36 mesi e che, nella tassazione a carico delle aziende, venga inserita un’aliquota aggiuntiva dell’1,4% per finanziare l’Assicurazione sociale per l’impiego.

Terminato un contratto a tempo determinato, devono trascorrere almeno 90 giorni, non più 20, prima che l’azienda possa riproporne uno al lavoratore. E 60 giorni, non 10, in di contratti di 6 mesi e più. Tre anni è il limite oltre il quale non è più possibile assumere un lavoratore a tempo determinato. Infine, le aziende possono assumere un lavoratore a tempo determinato senza indicare il motivo solo per il primo contratto che ha un periodo massimo di 12 mesi.

I confini (precisi) tra commercialista e consulente del lavoro Il ruolo del Consulente del lavoro è spesso confuso con il Commercialista ma ambiti e ruoli sono diversi. “Il Consulente offre prevalentemente competenze legate alla legislazione sul lavoro, il Commercialista si concentra su questioni di natura fiscale” spiega Luca Di Sevo, consulente del lavoro a Bollate (MI). Qual è allora la specializzazione del consulente? La gestione dei rapporti di lavoro, in linea con l’evoluzione del sistema produttivo. L’attività è posta in mezzo tra impresa, istituzioni pubbliche e lavoratori e l’ambito professionale comprende diversi settori: per esempio, l’instaurazione e l’evoluzione di un rapporto di lavoro con la gestione

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di tutti gli aspetti contabili, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali connessi. Poi, l’assistenza nelle vertenze extragiudiziali e nei contenziosi, la selezione e formazione del personale, la consulenza tecnica d’ufficio l’assistenza fiscale e tributaria. Qual è il suo raggio d’azione? Il territorio della Provincia di Milano e in particolare nella zona nord. Qui

il tessuto economico è notoriamente ricco di imprese. E il compito del consulente non può esaurirsi nell’elaborazione e tenuta del Libro unico, quindi cedolini paga e contributi. Deve supportare le imprese, le microimprese e gli imprenditori familiari nelle scelte strategiche relative alle risorse umane, gestire il personale, analizzare il costo delle risorse e impostare il budget secondo il costo del lavoro.

Luca di Sevo Via IV Novembre, 92 - Bollate (MI) Tel. 02 87128171 - Fax 02 48405943 cdl@lucadisevo.com www.lucadisevo.com


Partner fiscali

Il commercialista in numeri Un’indagine presentata durante l’ultimo congresso nazionale dell’ordine dei dottori commercialisti rivela i dati della professione. Che si divide tra attività sussidiarie e specializzazioni

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A cura di Ida Cascio

ome si è evoluta la professione del commercialista in questi ultimi anni? La risposta è nell’indagine statistica dal titolo “L’evoluzione della professione di commercialista” presentata

durante l’ultimo Congresso nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, organizzato dall’ordine nazionale della categoria, che si è tenuto alla Fiera del Levante di Bari a fine ottobre. In tre giorni di laboratori e convegni si è fatto il punto su liberalizzazioni, lotta all’evasione, business, economia, territorio e politica. L’indagine presentata mostra come accanto alla classica distinzione tra attività di interesse pubblico e attività di consulenza si siano aggiunte molte funzioni definite “sussidiarie”: il 73,9% degli intervistati ne ha svolta almeno una durante l’ultimo anno. Tra queste, per esempio, il 59,6% si è occupato di trasmissione delle dichiarazioni fiscali, il 23,4% di visti di conformità, attestazione

Piccolo studio. Grande esperienza Empatia e personalizzazione della consulenza. A Bologna, l’assistenza commercialista alle aziende ha una marcia in più Un piccolo studio con una grande esperienza che risale al 1984. “Ci piace definirci “un club”, perché curiamo nei dettagli ogni esigenza della nostra selezionata clientela” spiega Mauro Scala dello Studio Scala Bergonzini di Bologna. Di cosa vi occupate esattamente? Di ogni fase del percorso vita di un’impresa, dalla sua costituzione alle sue evoluzioni successive, nel bene e nel male. Dal business plan iniziale alle operazioni societarie di ogni tipo. Io sono esperto nella redazione e lettura dei bilanci e la mia collega, Daniela Bergonzini, segue tutto il coté fiscale. Recentemente abbiamo preferito eliminalre la consulenza del lavoro pur mantenendo una siglificativa competenza.

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Qual è la ragione di questa scelta? Abbiamo preferito circoscrivere il campo d’azione per assicurare un servizio eccellente. E privilegiare l’attenta analisi di tutti gli aspetti civilistici e fiscali oggi preponderanti. Non solo perché il carico fiscale è più pesante ma anche perché dal punto di vista burocratico gli adempimenti richiesti alle aziende sono sempre in aumento. Quasi quotidiani ormai! Questo cosa comporta? Molta difficoltà a poter fare ciò per cui un commercialista è nato: consigliare le aziende. Gli adempimenti burocratici spesso prendono gran parte del tempo e delle energie. Ma caricandocelo noi sulle spalle, gli imprenditori hanno almeno la possibilità

di concentrarsi esclusivamente sulla mission aziendale. Come si è evoluto negli ultimi anni il rapporto tra imprenditori e consulenti? È diventato più empatico. Se prima erano gli imprenditori a venire in studio un paio di volte l’anno, oggi siamo noi prevalentemente in azienda. Questo ci permette di analizzare “da dentro” ogni situazione, anche familiare degli imprenditori.


e asseverazione e il 19,3% di procedure concorsuali, giudiziarie e amministrative. Le funzioni sussidiarie sono circa 14 e ne fa parte anche l’attività di mediatore, seguita dall’8,8% degli intervistati. L’altro lato della medaglia è il vasto dibattito che si è aperto da tempo sul tema della specializzazione dei dottori commercialisti, considerata oggi una prospettiva necessaria e ineludibile per stare sul mercato e soddisfare al meglio le esigenze delle imprese clienti. Le possibili specializzazioni sono 27, tra queste ci sono la consulenza fiscale e l’area contabilità, bilancio e revisione, cioè le attività tipiche della professione che, infatti, sono perseguite dal 91% in media dei dottori commercialisti.

ELABORAZIONE DATI E NON SOLO “Oggi è importante seguire i clienti offrendo una consulenza personalizzata, spiegando i vantaggi fiscali derivanti dalle nuove leggi e dalla normativa in costante evoluzione”. È la filosofia di Renzo2011 S.r.l., società di elaborazione dati che si propone come la risposta alle aziende in ricerca di servizi contabili, amministrativi e fiscali. La società, grazie a uno staff qualificato ed esperiente, accompagna passo passo i clienti nello svolgimento delle loro attività e nella risoluzione di eventuali problemi. I servizi offerti sono tanti, dall’elaborazione dati con riferimento alla singola tipologia (lavoratori autonomi, imprenditori individuali, società personali e di capitali) alla redazione di Modello Unico, IMU, Bilanci di esercizio. Grazie alla collaborazione di Alberto Branchini, dottore commercialista e revisore contabile con significative esperienze in ambito societario e fiscale, la società può offrire assistenza in occasione di costituzione e scioglimento della società, consulenza contrattualistica e di diritto commerciale, assistenza fiscale relativa all’imposizione diretta, indiretta e sostitutiva. Renzo2011 S.r.l. Via Varesina, 213 - Milano - Tel. 02 33490543 - renzo2011srl@gmail.com

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Partner fiscali

A fare i rendimenti non sono i mercati ma i buoni comportamenti Un medico non può dare a tutti la stessa cura così come la banca non può offrire a tutti lo stesso prodotto finanziario

Oggi, avere denaro da investire sembra essere una sfortuna, perché manca, nella gestione del denaro, la mentalità di “curarsi professionalmente”. Le banche, infatti, non danno risposte adeguate. Le loro offerte non sono di consulenza, ma di prodotti. Sono “incantesimi finanziari” che servono più che altro a ricapitalizzarsi: non esiste più il 10% dei bot degli anni ‘90, spiega Francesco Cenerini (www.francescocenerini.it) consulente finanziario.

comportamenti. La logica che ancora vige tra gli investitori è chiedere al medico la stessa cura che ha guarito l’amico (il quale, per esempio, ha un rendimento dell’8%). Ma se la malattia è diversa, come potrà andargli bene? Occorre cambiare mentalità: alcuni clienti mi chiedono: “cosa hai di veramente buono?”. Io rispondo che di buono ho la mia competenza, la mia professionalità e la passione di seguire il loro “progetto di vita”, e non l’illusione di un numero percentuale.

Quindi non bisogna fidarsi più delle banche? Bisogna capire che a fare i rendimenti non sono più i mercati ma i nostri

Cosa deve fare allora chi ha soldi da investire? Affidarsi a un nuovo modello di consulenza, che ribalta questa logi-

ca malsana. Un professionista può mediare la disinformazione pilotata di giornali e tv che fanno pubblicità alla percentuale senza considerare la “malattia” da curare. Come si riconosce un buon consulente? Ho sempre vissuto la finanza con il cuore, considerando i miei clienti come Persone che hanno la loro dignità e le loro esigenze e che per questo vanno rispettate. La soluzione non sono io, siamo tutti Noi che dobbiamo avere un nuovo comportamento. Non c’è una banca migliore di un’altra, siamo Noi che dobbiamo essere migliori dei risparmiatori comuni. Il problema non sono le crisi, ma sta nelle nostre capacità di affrontarle. Lei tiene dei salotti finanziari. Di cosa si tratta? Sono incontri che servono a informare la gente. Sa che la cultura finanziaria dell’italiano medio è al 51esimo posto nel mondo? L’investitore non si rende conto di essere preso in giro dalle banche. E se lo capisce cade nell’errore del qualunquismo: “Non mi fido più di nessuno”. Siamo vissuti a pane e bot e case. Oggi il mondo è cambiato, non bisogna rimanere ancorati ai comportamenti di 20 anni fa e considerare me come un distributore di rendimenti. L’esigenza non è un numero percentuale, è qualcosa di più alto.

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GLI ENTI ECCLESIASTICI E IL FISCO La configurazione fiscale degli enti che fanno parte del cosiddetto “Terzo settore” o del “Non profit” è complessa. Comprende tante figure giuridiche cui corrispondono differenti regimi tributari in continua evoluzione e spesso oggetto di incertezze normative. “Si parla infatti di discipline e non di disciplina. Perché la pluralità di normative sono legate a presupposti di volta in volta variabili” spiega Eleonora Merati, avvocato a Roma che si occupa di assistenza legale nell’ambito della degenerazione nei rapporti di famiglia e dell’assistenza legale e tributaria agli enti ecclesiastici. “Gli Enti ecclesiastici aventi fine di religione o di culto, e le attività dirette a tali scopi, fiscalmente sono equiparati a quelli aventi fine di beneficenza o di istruzione. Quelli con attività commerciale che, al tempo stesso, non hanno finalità di culto o di religione, devono essere sottoposte a tutti gli obblighi fiscali previsti dalla normativa tributaria per tale tipologia di attività. Non solo le attività, sono soggette a regimi fiscali diversi ma anche gli immobili nei quali queste vengono esercitate”. Avvocato Eleonora Merati Via Alessandro Poerio, 55 - Roma - avv.eleonoramerati@yahoo.it

UNA STORIA DI FAMIGLIA Al numero 8 della bella Via Bertani, affacciata sul Parco Sempione di Milano, c'è la sede dello Studio commercialista di Fabio Prandoni. Nato a Milano il 23 giugno 1940 e laureatosi in Economia e Commercio, da oltre 40 anni è iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e da allora gestisce il suo Studio. Qual'è la sua specializzazione? La consulenza societaria e fiscale di piccole e medie imprese. Ho affiancato spesso imprenditori illuminati per i quali sono diventato un fidato supporto, un aiuto valido nella crescita aziendale e nei passaggi generazionali. Nel suo studio opera anche la nipote Chiara Pozzi. Fin dagli anni Novanta si è avviata alla mia stessa carriera ed è ormai autonoma nella cura di vari clienti. Qual'è il suo modo di operare? Attenzione e meticolosità, la stessa che metto nel dedicarmi al mio hobby preferito: la lavorazione e l'intaglio del legno. Do il via a un progetto solo dopo averlo studiato approfonditamente, esattamente come accade nella professione. L'ambiente dove riesco meglio a esprimermi in tal senso è uno chalet a Primolo in Valmalenco, Valtellina, dove amo trascorrere le vacanze con la mia famiglia.

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Partner fiscali

La terza specializzazione più seguita è il diritto societario (attività del 62,8%), mentre la quarta è il contenzioso tributario (51,5%). Di contrattualistica si occupa il 34,4% dei professionisti

mentre di locazioni, condominio e compravendite circa il 24. Di gestione di impresa si occupa il 22%, di amministrazione e gestione del personale il 18,8%. Le più diffuse tra le attività di interesse pubblico,

invece, sono il sindaco (lo fa il 47,6%) e il revisore legale (44,3%). Segue il trasferimento di partecipazioni di S.r.l. (16,6%) attività che, dal 2008, non è più solo appannaggio dei notai.

Quel difficile rapporto tra i cittadini e pubblica amministrazione Oggi più che mai è necessario affidarsi a figure professionali che accompagnino le imprese in questa imprescindibile relazione, ogni giorno più complicata “La complessità e la copiosità della normativa è uno dei principali ostacoli al rilancio dell’economia e all’affermazione del principio democratico che vede pubblica amministrazione e cittadini confrontarsi sullo stesso piano” commenta Roberto Basilico, avvocato e fondatore, insieme a Cristiana Cislaghi, commercialista, di B&C Studio legale, tributario e del lavoro (www.bcstudio.eu). Uno studio che opera al crocevia delle produttive provincie di Milano, Varese, Como e Monza Brianza e che offre assistenza legale-tributaria e consulenza specifica in materie tributarie e amministrative. Da questo punto di vista, i rapporti

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con l’Agenzia delle Entrate sono cruciali. Come assistete il contribuente? Personalizzando l’assistenza. Mettiamo a disposizione una consulenza di alto livello per poter garantire l’ottimale pianificazione tributaria nella gestione ordinaria e la miglior difesa in caso di accertamenti, sia in fase precontenziosa con l’Agenzia delle Entrate, sia nel contenzioso innanzi alle Commissioni Tributarie. Ma il rapporto con la pubblica amministrazione non si limita solo ai tributi. Esatto. Ci occupia-

mo anche di contrattazione, ancora oggi un’importante opportunità per le aziende. Ma anche in questo settore, si fanno i conti con una normativa fittissima per partecipare alle gare. Le imprese rischiano di perdersi o commettere errori. E voi come le aiutate? Abbiamo sviluppato specifiche competenze per fornire consulenza alle imprese che vogliono partecipare alle gare pubbliche. Ed eventuale assistenza giudiziale dopo l’assegnazione.


Alla ricerca della global compliance Guardare al passato per accettare le sfide del presente e progettare un futuro migliore. Anche per le imprese e i professionisti. Le riflessioni di un commercialista Quella dello Studio Lodi di Milano è una storia molto italiana. “Anzi, molto lombarda” precisa Enrico Lodi, terza generazione di commercialisti. “Mio zio Luigi lo aprì nel 1946. Milano in macerie, soldi pochi, grandi bisogni e voglia di fare. Mio padre Sergio ne continuò le sorti sino al 2007. Quando è arrivato il turno mio e quello dei miei soci: lo studio lavorava già con grandi gruppi e imprese in tutta Italia. Dal 1990 siamo associati a PrimeGlobal, rete mondiale di studi privati”. E l’Italia di oggi? Bisogna finire di demolirla per ricostruirla meglio di prima. Negli ultimi 20 anni si è investito poco in cultura e ricerca e nulla in solidarietà sociale. Le soluzioni dei problemi odierni sono congelate in una cultura classica abbandonata e in una cultura politica, economica e sociale abusata. Ancora oggi il grande dilemma interiore che incombe sulle leggi e su chi le frequenta è quello di Antigone e Creonte, Critone e Socrate, Prometeo: rispettandole o sfuggendole, l’esito è tragico. Reclamiamo la vetustà o l’inadeguatezza delle regole solo dopo esserne colpiti: calciatori e ope-

rai, industriali e banchieri, presidenti del consiglio e cardinali. Il patto sociale da rinnovare? Arroccati su posizioni obsolete, continua il socio Ruggero Camisasca, le professioni risultano sempre assenti all’appello, spettatori del dibattito sulle riforme fiscali e vittime, anziché artefici, delle riforme su noi stessi. Bisogna ricostruire i ponti saltati: in primis, quello tra Stato e comunità delle imprese. L’output della Pubblica Amministrazione è inaccettabile, elusione ed evasione ne sono la conseguenza benché litigare col fisco sia diventato un lusso suicida. Nel mondo ideale, l’impresa deve accettare la revisione contabile come unica via per ottenere credito e rapporti privilegiati col fisco. L’epoca impone global compliance. La strada maestra per gli studi professionali è dunque una sola: global quality.

Studio S. Lodi Corso di Porta Nuova, 16 - Milano www.studiolodi.com

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Partner fiscali

I consulenti dei consulenti Anche gli studi professionali, come le imprese, devono fare i conti con il controllo e l’analisi di gestione. Uno Studio milanese ha messo a punto un sistema innovativo, provato sull’esperienza

aspetti dimensionali dello Studio, in termini di riorganizzazione interna e di analisi di gestione. Questo ci ha fatto capire come il nostro modello potesse essere adottato da altre realtà impegnate in sfide simili alle nostre. Ci siamo quindi convinti di avere superato i limiti di altre soluzioni software di cloud computing presenti sul mercato che difettano, a nostro parere, della progettazione legata all’esperienza sul campo. Come avete sviluppato il modello? Il progetto, partito due anni fa, è iniziato con il supporto dei consulenti software di Gestinfo S.r.l.. Con loro abbiamo progettato e testato un modello web based di gestione operativa per lo Studio, ed in seguito ci siamo avvalsi dei consulenti di Qualità e Sinergie S.r.l., con i quali il modello definitivo si è concretizzato.

Proprio come le imprese, anche gli studi professionali alla prese con la crisi cercano soluzioni. Per esempio, lo Studio Veronese di Milano, che opera da sedici anni nella consulenza tributaria, societaria ed è specializzato in contenzioso tributario, a fronte del trend negativo del mercato di riferimento e di una sempre più forte concorrenza, ha affrontato la sfida dello sviluppo verso nuove aree di consulenza. “Questa visione ha permesso di acquisire il know how relativo al controllo di gestione degli studi professionali e così ha preso il via un progetto orientato alla consulenza a

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Studi di commercialisti, avvocati ed ingegneri” spiega Carlo Veronese, commercialista e revisore legale fondatore dello Studio. Com’è nata questa idea? Dall’esigenza di risolvere e affrontare in prima persona le sfide legate agli

Qual’è il modello di consulenza che proponete? Si parte dall’analisi dell’organizzazione dello Studio, per affrontare poi quella dei dati economici e terminare con l’individuazione delle aree d’affari e la rilevazione dei tempi di lavoro, il tutto collegato ai contratti e alle pratiche della clientela. Pannelli di controllo personalizzabili permettono la visione d’assieme dei principali indicatori di performance. La piattaforma di cloud computing è accessibile da qualunque pc, tablet o smartphone e non necessita di nessuna installazione specifica.

Studio Veronese Via Egadi, 7 - Milano Tel. 02 48519867 www.studiocv.com - www.gestinfo.it www.qualitaesinergie.it


Come difendersi oggi dal fisco L’avvocato tributarista usa un approccio sistematico che in molti casi risulta vincente. E non solo nel contenzioso

Spesso il diritto tributario è visto come il naturale campo di azione dei commercialisti. “L’avvocato tributarista, però, utilizza in più un approccio sistematico nell’interpretazione delle norme, anche con una logica forense, prevedendo le probabili applicazioni dell’Amministrazione anche in chiave preventiva” spiegano gli avvocati Arpano e D’Andria titolari dell’omonimo Studio legale tributario. Siete specializzati anche nel contenzioso tributario e nell’attività di consulenza? Sì, l’attività di difesa viene svolta dinanzi a tutti gli organi giurisdizionali nazionali ed europei, e ancor prima prestiamo assistenza durante le verifiche fiscali e nei procedimenti con l’Amministrazione. Molte questioni, più che in giudizio, cerchiamo di risolverle tramite l’istituto dell’accertamento con adesione che, insieme agli altri istituti deflattivi, come la nuova mediazione, consente di evitare contenziosi costosi e spesso inutili. L’esperienza nel contenzioso, poi, ci permette di fornire consulenza sempre in linea con gli sviluppi giurisprudenziali; da quelli della Cassazione che, ultimamente, ha ridisegnato i principali istituti del diritto tributario, a quelli della Corte di Giustizia. Come è organizzato il vostro Studio? Un team che punta sul “gioco di squadra” dove l’esperienza dei Senior si combina con l’entusiasmo e la voglia di approfondimento

dei più giovani sui quali investiamo e crediamo molto. E pur avendo distinte competenze, ci confrontiamo in ogni fase del lavoro per arrivare insieme al traguardo. Dove siete presenti? Siamo a Roma e a Milano, ma raggiungiamo i nostri clienti nelle loro realtà locali, grazie anche alla collaborazio-

ne con altri professionisti presenti nelle principali città italiane ed europee. Chi sono i vostri clienti? Società e privati, ma anche altri professionisti, notai, commercialisti, avvocati, che richiedono il nostro specifico apporto in aree non di loro competenza. Ogni intervento è calibrato sulle necessità del cliente, sotto ogni profilo.

Studio Legale Tributario Arpano D’Andria Viale Regina Margherita, 262/264 Roma - Tel. 06 4425901 Via Morozzo della Rocca, 8 - Milano - Tel. 02 49523901 info@studiolegalead.it - www.studiolegalead.com

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“L’eccellenza non è un atto ma un’abitudine” LA MASSIMA ARISTOTELICA SPIEGA BENE LA MISSION DI QUESTO STUDIO LEGALE FISCALE E TRIBUTARIO ROMANO. UN TEAM DI GIOVANI E AMBIZIOSI PROFESSIONISTI “L’eccellenza nella nostra professione non è affatto una qualità esistente a priori” commenta l’avvocato Andrea Zappavigna, titolare, con l’avvocato Mariachiara Malara e il dottore commercialista Vincenzo Zappavigna, dell’omonimo Studio. “È frutto di una ricerca continua e per avvicinarla servono conoscenze e abilità, ma anche tanta passione”. Come lavora il vostro Studio? L’area legale si occupa di diritto civile, in particolare responsabilità civile e professionale medica, diritto di famiglia, contrattualistica, tutela del credito. L’area fiscale offre consulenza in materia contabile, tributaria e societaria, affiancando e tutelando l’impresa sin dalla sua costituzione. Quest’integrazione di competenze professionali ci consente di offrire al cliente un’assistenza completa. Chi sono i vostri clienti? Privati, imprenditori e società. Queste ultime, in particolare, hanno compreso l’importanza di poter contare su un’assistenza “continua” che garantisca la rapidità e la qualità della consulenza professionale. Per soddisfare questa esigenza, lo Studio ha ideato ed elaborato con le società più qualificate e all’avanguardia un contratto di consulenza ad hoc.

Cosa garantisce questo contratto? Una risposta immediata e strategicamente efficace a tutte le problematiche possibili, prevenendo così l’instaurarsi del contenzioso giudiziario che sempre più spesso, nel nostro Sistema, è sinonimo d’incertezza di tempistiche e di costi. Nel complesso e competitivo settore del trasporto e della logistica, abbiamo poi curato la redazione di contratti che contengono clausole chiare e semplici. I potenziali clienti che si rivolgono ai nostri assistiti possono così comprendere fin da subito il contenuto e la modalità di esecuzione della prestazione che verrà fornita. Un buon contratto personaliz-

zato è quindi in grado di evitare l’insorgere di controversie. La sinergia di competenze in materia legale, fiscale e aziendale, inoltre, ci consente di assistere i nostri clienti, tenendoli sempre aggiornati sulle novità normative e di offrire loro, in un unico Studio, dotato delle più moderne risorse tecnologiche, soluzioni mirate e vincenti.

Sede di Roma

Studio legale fiscale tributario Malara & Zappavigna Via Accademia Tiberina, 3 - Roma - Tel. 06 5404184 Via Maria, 36 - Frosinone - Tel. 0775 270262 studiolex@fastwebnet.it Sede di Frosinone

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Law firm oppure boutique? La difficile congiuntura economica ha contribuito a mettere in crisi la formula dello studio legale “all’americana”. Oggi vincono le boutique e gli studi “medi”. E la loro capacità di personalizzare il rapporto con il cliente grande o piccolo che sia

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A cura di Ida Cascio

l rapporto fidelizzato col cliente e la flessibilità garantita da una piccola o media struttura oggi hanno la meglio nel vasto campo delle consulenze legali. Soprattutto se il piccolo studio è specializzato, infatti, riesce a cavalcare la crisi meglio del grande studio legale cosiddetto all’americana o del singolo professionista. L’attività legale

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è infatti cambiata con la crisi. È cresciuto il settore del contenzioso, dove i grandi studi tradizionalmente hanno investito poco. C’è molta più richiesta di assistenza continuativa soprattutto per il recupero crediti e le operazioni di ristrutturazione aziendale. E gli studi più piccoli, abituati a conquistare giorno per giorno il cliente, sanno come adattarsi

alle esigenze dei singoli, sono più flessibili e in grado di adeguarsi facilmente rispetto a realtà più ampie. La crisi quindi come opportunità di crescita per le boutique legali? Sì, a maggior ragione se si pensa anche alla diminuzione delle tariffe e ai ritardi nei pagamenti. Fattori che vanno a discapito di chi sostiene maggiori costi per mantenere una struttura ampia e diversificata. I “medi”, poi, hanno rapporti fiduciari con le imprese clienti, spesso personali, che durano da decenni e non può certo essere l’onda della crisi ad affossarli. Il vantaggio delle boutique in tempo di crisi, infatti, è legato soprattutto al rapporto fiduciario con il cliente.


Come nasce la fiducia nell’avvocato Uno Studio legale sufficientemente strutturato per ottenere una risposta integrata e specializzata, ma non troppo “grande” da risultare anonimo. Ecco una formula di successo

In tanti oggi vedono messi a rischio patrimonio, crediti e affari. Per questo l’assistenza legale è utile più che mai. “Serve innanzi tutto a non prenderle!” E il nostro Studio, in questo, vanta oltre un secolo di esperienza e risultati, fornendo consulenza e assistenza a primari istituti bancari e a imprese del campo commerciale e societario, soprattutto sul versante giudiziale” spiegano Manuela Grassi e Francesco Brugnatelli, partner dello storico studio legale milanese IchinoBrugnatelli e Associati che porta nel nome la sua “duplice anima”: l’eccellenza dell’avvocato Enrico Brugnatelli in campo bancario e quella del professor Pietro Ichino fra i giuslavoristi. Come è cambiato negli ultimi anni l’approccio al cliente? Il costante cambiamento tecnologico e informatico, le operazioni societarie o di ristrutturazione, gli scambi commerciali in un contesto con regole e processi in continuo mutamento, pongono sempre nuove sfide anche all’avvocato. I clienti oggi, soprattutto imprenditori, necessitano di servizi giuridici, mirati nei tempi del loro business. Ad esempio? Un dirigente di solito non ha solo preoccupazioni legate al proprio rapporto di lavoro, ma anche alle cariche sociali che riveste nel gruppo; un’impresa che ha problemi di governance, spesso oltre a una con-

sulenza societaria richiede assistenza anche per quanto riguarda “la 231”, nonché il supporto di commercialisti e fiscalisti… E resta decisivo anche lo stile: i nostri clienti sperimentano in fretta il potersi “fidare” del proprio avvocato. In che senso? Un cliente capisce subito quando presti davvero attenzione alle sue esigenze, non sempre solo economiche. Per questo noi privilegiamo un linguaggio il più possibile semplice: per fargli capire cosa sta succedendo, per esempio in una causa, quali opzioni ha davanti a sé, che contributo può offrire, cosa non può fare, cosa è realistico attendersi. Sembra una bana-

lità, ma tanti colleghi la considerano una perdita di tempo. E invece costruisce fiducia. Esatto. Per noi funziona, pur nel cambiamento, da oltre un secolo. Per esempio, di recente ci è capitato di assistere una società di leasing e di verificare che alcune norme del contratto, al momento del recupero dei beni per via giudiziale, creavano degli ostacoli. Oltre all’assistenza nella causa in corso, abbiamo fornito consigli per una diversa impostazione di quelle clausole. E lo stesso cliente ci ha chiesto un maggiore affiancamento anche nella fase di predisposizione dei contratti, talora direttamente on site.

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Partner legali La clientela di riferimento più numerosa è in genere la piccola e media impresa: questo tipo di imprenditore raramente prende in considerazione i grossi studi legali perché vuole confrontarsi direttamente con il partner di riferimento, cosa che una big firm non può garantire sempre. Ma anche grandi aziende oggi, preferiscono rapporti personalizzati e non standard. Infine, è più facile e istintivo, quando c’è già un rapporto di fiducia alla base, rivolgersi al proprio legale anche per la prevenzione legale e quindi per un rapporto di tipi continuativo. Oggi, per molte imprese, l’esigenza primaria per organizzare le proprie

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attività al meglio è prevenire i problemi e non solo affrontarli nel momento in cui si presentano. L’avvocato aiuta l’imprenditore ad adottare dei modelli organizzativi adatti alla prevenzione legale, liberandolo totalmente dal fardello di ansie e preoccupazioni, garantendo un innovativo servizio legale di attenzione continua. L’aiuto all’imprenditore permette di prevenire i problemi legali e di gestire l’azienda in modo più efficace ed efficiente. Il piccolo può garantire diverse forme di convenzioni. Per esempio quelle annuali per assistenza e consulenza costante e continuativa. Questo tipo di “contratto” in genere include tutto:

pareri, predisposizione della contrattualistica, verifica di contratti con fornitori, finanziatori, collaboratori e consumatori, redazione di lettere, assistenza nelle trattative, recupero dei crediti in fase stragiudiziale, assistenza stragiudiziale nelle controversie civili e aggiornamento costante sugli aspetti normativi. Questo dà la certezza di avere sempre un legale al proprio fianco, in qualunque situazione. In alternativa, a costi minori, si possono anche stipulare consulenze che prevedono un costo semplicemente orario per il lavoro effettivamente svolta dall’avvocato. Oppure, convenzioni personalizzate in base alle singole esigenze.


Il decreto legislativo 231/2001 e i modelli organizzativi È un’opportunità importante da cogliere per l’innovazione d’azienda. Come spiega michela galli, socio di AdCerta società di revisione e consulenza organizzativa Il Decreto Legislativo 231/2001 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento il principio della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per specifiche tipologie di reato commesse da amministratori e dipendenti delle aziende, a vantaggio della società. Quindi, la sanzione degli illeciti previsti dal Decreto colpisce il patrimonio degli enti e gli interessi economici dei soci, che prima non subivano conseguenze. Cosa prevede il decreto? L’applicazione di sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, provvedimenti di “custodia cautelare” che per le persone giuridiche significano l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca di autorizzazioni o concessioni, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, l’esclusione da agevolazioni e finanziamenti. C’è però la possibilità di esimersi, in tutto o in parte, da tale responsabilità se, in occasione di un procedimento penale per uno dei reati considerati, si dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati.

In cosa consiste il Modello? In un sistema di gestione e controllo che preveda efficaci controlli e azioni preventive capaci di fornire tempestivamente segnalazioni sull’insorgere di potenziali criticità che possano condurre alla commissione dei reati previsti dal Decreto 231. Che caratteristiche deve avere? Il Modello per essere esimente deve essere creato su misura attraverso una stretta collaborazione tra chi conosce in profondità la società e la sua struttura e chi, dall’esterno, è in grado di identificare e analizzare i processi e le attività a rischio di quel particolare contesto, valutare la possibilità che quel rischio si verifichi e l’impatto sul business. Occorre poi definire controlli specifici per ogni

AdCerta S.r.l. Via Castiglioni, 1 - Busto Arsizio (VA) Tel. 0331 637987 info@adcerta.com www.adcerta.com

rischio identificato definendo un sistema di governance a cui tutte le unità aziendali si conformino. Quali sono i vantaggi di adozione e efficace attuazione del Modello? Una tutela per l’ente. Perché, dimostrando che il Modello è stato eluso in maniera fraudolenta, lo esonera dalla responsabilità per gli illeciti commessi da amministratori e dipendenti o, almeno, limita l’entità di eventuali sanzioni. Inoltre, l’adozione del Modello è sempre più richiesta nell’ambito dei rapporti contrattuali, in particolare dalla Pubblica Amministrazione: è una sorta di certificazione di qualità della filiera. Infine, l’adozione di un sistema di controlli e di regole rappresenta un’opportunità per l’azienda stessa di scoprire inefficienze da eliminare ottimizzando l’intero processo. L’implementazione del Modello è anche un’opportunità gestionale, una scelta strategica che l’azienda può fare affiancata da partner, come la nostra società, con competenze specifiche e consolidate metodologie di analisi.

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Partner legali Sono tante le importanti innovazioni previste dalla riforma forense. I temi vanno dalla possibilità di costituire associazioni multidisciplinari alla centralità della difesa d’ufficio. Dallo sportello per il cittadino presso gli Ordini alla rappresentanza di genere. Ecco cosa è cambiato di recente nel mondo dell’avvocatura. Tra specializzazioni, tirocini e tariffe A cura di Ida Cascio

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a nuova riforma forese tutela innanzitutto i cittadini che devono potersi affidare a una prestazione professionale qualificata e trasparente. Ma tutela anche i giovani, praticanti e avvocati, che potranno muoversi in un mercato professionale concorrenziale che valorizza il merito. E affida agli Ordini la funzione di garanzia dell’interesse pubblico alla correttezza della giurisdizione. Tra le principali innovazioni c’è la necessità di evitare gli abusi a danno dei cittadini prevendo la specifica competenza dell’avvocato nella consulenza stragiudiziale. C’è poi la possibilità di costituire associazioni multidisciplinari, la previsione di società di capitali senza il socio esterno a garanzia dell’autonomia

della prestazione professionale e le specializzazioni con l’irrinunciabile apporto delle associazioni specialistiche forensi. La pubblicità informativa è consentita, anche sul web, purché trasparente, veritiera, non suggestiva né comparativa. Si pone l’obbligo di formazione continua per tutti gli avvocati superando il sistema dei crediti formativi, l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile degli avvocati. Per quanto riguarda i compensi, la pattuizione tra cliente e avvocato è completamente libera, ma l’avvocato ha l’obbligo di informare il cliente sulla complessità dell’incarico e sugli oneri ipotizzabili e dovrà fornirgli il preventivo, se il cliente lo richiede. I parametri in tal senso si applicano in caso di disaccordo.

COME CAMBIA L’AVVOCATO Secondo l’etimologia latina, “l’avvocato” è il professionista che difende una parte davanti a un giudice. Ma qual è il suo ruolo nella realtà di oggi? Nel tempo il ruolo dell’avvocato è cambiato. “Oggi è un consulente al quale ci si rivolge non solo per risolvere una controversia ma per acquisire in via preventiva informazioni e consigli su questioni legali o per essere affiancati e guidati nella sottoscrizione di un contratto o nella conclusione di un affare” spiega Benedetta Guardigli, avvocato a Bologna. “In base alla mia esperienza professionale a contatto con aziende e privati, posso dire che, nella realtà emiliana-romagnola in cui opero, questo ruolo non è ancora del tutto riconosciuto dal privato, ancora chiuso e legato al vecchio concetto latino di advocatus. Occorre invece alimentare, ampliare e incentivare l’idea dell’avvocato-consulente: consente di avere un approccio migliore ai problemi anche sotto il profilo della qualità. Sempre nel rispetto della qualità ritengo poi che non si debba abusare delle consulenze proposte sul web da chat, social network o blog, ma si debba privilegiare la professionalità e l’esperienza”. Avv. Benedetta Guardigli Tel: 349 8319084 - benedettaguardigli@hotmail.com

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Juslaw, un nuovo approccio alla consulenza legale e fiscale Il team legale e fiscale Juslaw nasce dal desiderio di fornire a ogni cliente un servizio di consulenza secondo le modalità operative del grande studio internazionale dove i suoi fondatori, gli avvocati Matteo Ponti (sede di Milano) Francesco Pifferi (Milano e Bologna) e Fabio Pennisi (Roma) si sono formati e sono cresciuti professionalmente.

SPECIALIZZAZIONE, ATTENZIONE AGLI ASPETTI UMANI, MASSIMA RISERVATEZZA E INTENTO DI SODDISFARE il cliente nei tempi e nei costi. È la forza di questo team

Qual è il settore di specializzazione di Juslaw? Il diritto civile e commerciale, giudiziale e stragiudiziale in Italia e all'estero. Ognuno di noi, poi, ha dei campi di interesse specifico. Tra i vostri clienti ci sono soprattutto imprese. Sì. Infatti, l’avvocato Ponti svolge attività giudiziale e collabora con molte società, anche nel campo del diritto immobiliare dove sviluppa da anni una consulenza a 360 gradi. L’avvocato Pifferi ha sempre privilegiato una formazione internazionale stragiudiziale e “business oriented” in settori specifici come operazioni societarie e di finanziamento, internazionalizzazione, start up di impresa. Come l'avv. Ponti è anche mediatore e arbitro. L’avvocato Pennisi poi si occupa di diritto industriale, tutela della concorrenza e marchi. Vi occupate anche di diritto sportivo? Pennisi ricopre diversi incarichi all’interno di federazioni sportive, per esempio è procuratore federale Federugby, e assiste atleti e società in questioni della vita sportiva, come sponsorizzazioni e procedimenti disciplinari. Dello staff fanno parte anche i commercialisti.

Sì. Il Dott. Luciano Mazzola è il responsabile del dipartimento fiscale. Con le nostre competenze in materia fiscale nazionale e internazionale possiamo fornire un servizio completo offrendo un interlocutore qualificato e sempre disponibile a un costo competitivo.

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Partner legali

Ci sono il divieto del patto di quota lite e l’affermazione della centralità della difesa d’ufficio. Vari anche i tempi che riguardano l’iscrizione all’ordine. L’esercizio della professione dovrà essere effettivo e continuativo come condizione per la permanenza dell’albo, la prova dell’effettività dovrà prescindere dal reddito, c’è obbligo di iscrizione alla Cassa forense, gli Ordini forensi hanno finalità di tutela dell’utenza e degli interessi pubblici connessi all’esercizio della professione e al corretto svolgimento della funzione giurisdizionale. Si istituisce poi lo sportello per il cittadino presso gli Ordini, per orientarlo nelle prestazioni professionali e nell’accesso alla giustizia, si pone la rappresentanza di genere nelle elezioni dei consigli dell’Ordine, del Cnf e dei Consigli distrettuali di disciplina. Il capitolo dei praticanti prevede che è dovuto il rimborso delle spese, deve essere previsto il compenso commisurato all’effettivo apporto professionale e la pratica, di 18 mesi, potrà essere svolta presso due avvocati contemporaneamente e secondo altre modalità oltre il tirocinio in studio. Il praticantato sarà ancor più professionalizzante con la frequenza di corsi di formazione specifici promossi dalle scuole forensi e l’esame prevede tre prove scritte e una orale, senza codici commentati. C’è poi il pieno riconoscimento dell’importanza della deontologia a garanzia del regolare svolgimento della professione, maggiore tipizzazione degli illeciti disciplinari,

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L’esperienza fa l'avvocato esperto Clienti prestigiosi e importanti, una realtà tradizionale di taglio familiare, una storia lunga anni. Ecco i segreti dello Studio legale Rampino & Associati

Montedison, Banca nazionale delle comunicazioni, Istituto bancario italiano, Telecom S.p.A., Gruppo Zurigo assicurazioni, Vittoria assicurazioni. Sono solo alcuni dei clienti di Enzo Rampino, avvocato di origini salentine, fondatore, nel 2002, dello Studio legale Rampino & Associati, proprio di fronte al Palazzo di giustizia di Milano. Lo Studio svolge attività di consulenza e assistenza legale, sia nel contenzioso giudiziario e arbitrale sia nell’attività stragiudiziale, senza limiti territoriali. “Ci occupiamo di diritto civile e com-

merciale” spiega l’avvocato. “In particolare, responsabilità professionale di medici, avvocati, notai; diritto delle successioni e diritto di famiglia; diritto societario e diritto delle assicurazioni. Negli anni la struttura ha sempre mantenuto, per scelta, un taglio tradizionale e una dimensione familiare, con un numero di collaboratori contenuto, per assicurare un rapporto stretto e costante tra i professionisti e il cliente”. Tante le esperienze rappresentative della sua carriera. “Ho partecipato alla task force con la quale Standa S.p.A. si difese dalle cause promosse da 2.300 dipendenti licenziati in tutta Italia. Ho seguito, per Montedison, l’acquisizione di B.I. Invest S.p.A. e di Fondiaria S.p.A.. Ma anche la nota “guerra” con Eni per il controllo di Enichem. Non solo. Trattai una vicenda con la Libia per conto di una società del gruppo Montedison. Ricordo ancora l’incontro con l’ambasciatore il quale, ritenendosi offeso per il comportamento tenuto dal mio cliente, ebbe un colloquio con me di circa mezz’ora senza mai guardarmi in volto e girandomi le spalle!”. L’avvocato Rampino, che è anche iscritto all’Albo dei revisori dei conti, si avvale della collaborazione di giovani avvocati, come Romana De Rugeriis, esperta in responsabilità professionale di avvocati e notai e in diritto delle successioni, Stefania Starace, esperta in diritto di famiglia e delle assicurazioni, e Matteo Schiavone, esperto in responsabilità professionale dei medici e in diritto commerciale. Ultima del gruppo, non certo per impegno profuso e voglia di fare, è la dottoressa Elisa Pozzoli, giovane promessa della professione forense.

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Partner legali l’istituzione dei consigli distrettuali di disciplina, con incompatibilità per garantire la terzietà del giudizio disciplinare, infine il giuramento degli avvocati presso il proprio Consiglio dell’Ordine in seduta pubblica.
 La riforma dell’ordinamento forense asseconda molte delle aspettative degli avvocati neutralizzando gli effetti più contestati della liberalizzazione. Lo si avverte soprattutto nella disciplina del compenso professionale, dove la formale libertà di pattuizione degli importi della parcella trova molti correttivi. Sparisce per esempio ogni riferimento all’obbligatorietà del preventivo, rimettendosi alla prassi della forma scritta al conferimento dell’incarico, ma senza alcuna sanzione né valutazione negativa per il professionista nel caso ciò non sia avvenuto. Si passa direttamente

alla determinazione del compenso attraverso i parametri. I parametri vengono indicati a cadenza biennale dal decreto ministeriale su proposta del Consiglio nazionale forense. Di fatto, pur sotto il cappello della “ibera pattuizione”, si ritorna quindi a una situazione simile a quella prevista dal regime tariffario. Maggiori garanzie per il pagamento delle parcelle emergono anche negli accordi stragiudiziali e/o arbitrali. I compensi di tutti i legali coinvolti nella controversia che non approdano in Tribunale diventano di regola un’obbligazione solidale per tutti i contendenti: quindi se qualcuno non paga la parcella, c’è il rischio di doversi fare carico anche degli onorari dell’avvocato di controparte, oltre a quelli del proprio difensore. 


CESSIONE QUOTE. RISCHI E TRABOCCHETTI La cessione quote spesso si limita a disciplinare il trasferimento della mera proprietà della partecipazione, senza indicare altre clausole contrattuali per garantirne il reale valore economico. “L’equivoco nasce dalla dicotomia tra il valore attribuito alle quote spesso confuso con il valore patrimoniale sociale”, spiegano gli esperti. “La recente Cassazione ha statuito che alla cessione di quote non si applichino le garanzie delle compravendite di beni: la conseguenza è che nelle liti il giudice può valutare solo eventuali vizi del contratto o del consenso e non può sentenziare sul valore reale della quota rispetto al patrimonio e ai beni sociali. Quindi nella contrattazione il cessionario deve far esperire una Due Diligence con risvolti fiscali, amministrativi e legali per ottenere dal venditore l’assunzione delle clausole di garanzie contrattuali sulla consistenza del patrimonio, l’esistenza di liti potenziali e così via. L’assunzione delle garanzie permetterà al cessionario di agire nei confronti del cedente per le difformità de quo”.

Valentina Toro, avvocato Stefano e Massimiliano Maneschi, dottori commercialisti
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La (delicata) difesa in Corte d’Assise Preparazione certosina, scelta della strategia, applicazione della psicologia forense. Il ruolo dell’avvocato davanti al grado più alto di giudizio

Accettare di assistere una persona in un processo in Corte d’Assise è sempre una scelta molto delicata per un avvocato. “Molteplici sono gli aspetti da considerare, primo tra tutti il rapporto con l’assistito e l’entourage familiare, i quali affidano alle mani del professionista il destino del proprio caro” commenta Angelo Colucci, avvocato e titolare dell’omonimo Studio legale a Milano che si occupa anche di reati contro il patrimonio, reati fallimentari e contro la P.A. Quali sono gli altri aspetti delicati? Il certosino studio degli atti, il cui contenuto deve necessariamente entrare a fare parte sin dalla prima udienza dello scibile del professionista, pronto all’uso per la fondamentale attività di “richiesta e formazione della prova”. Poi, la modalità di conduzione della strategia difensiva, la quale, proprio in virtù della presenza di componenti “del popolo” nella giuria, impone delle accortezze e attenzioni sia sotto il profilo espositivo sia sotto il profilo psicologico.

perdonabili atti di superbia che possono travolgere il lavoro svolto e avere effetti irreparabili. Ha vissuto molti di questi momenti nella sua carriera? Sì, momenti “camaleontici” che hanno richiesto una concentrazione e una prontezza tali da non permettere la più piccola indecisione e sbavatura. E fuori dai procedimenti di compe-

Come si crea una strategia difensiva? L’avvocato, con la sua preparazione, la sua esperienza e l’utilizzo di tecniche per una proficua “cross-examination”, deve saper adattare la propria iniziale strategia alle risultanze, giungendo talvolta persino a rivederla criticamente per non incorrere in im-

tenza della Corte d’Assise? Nei reati appartenenti al novero del cosiddetto “penale bianco” è diversa l’elaborazione della strategia difensiva. Qui non vi è spazio per la psicologia forense né per l’arte di persuasione. È invece necessaria la capacità di verifica concreta e asettica degli atti investigativi raccolti, così da effettuare la migliore scelta difensiva: affrontare un processo oppure optare per un rito alternativo.

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Partner legali

Per quanto riguarda la regolamentazione delle società tra avvocati, entro sei mesi dalla di entrata in vigore della legge di riordino della professione, il Governo deve adottare un decreto legislativo con paletti certi. I soci dello studio in forma aggregata potranno essere solo gli avvocati iscritti all’Albo, escludendo quindi l’apporto di soli capitali in qualsiasi percentuale. 
Ai legali non sarà consentito far parte di più di una

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società o cooperativa, aggregazioni che dovranno essere denominate obbligatoriamente “società tra avvocati” e che non potranno essere in nessun caso assimilate all’attività di impresa: una differenziazione, questa, che escluderà l’applicazione agli studi delle norme sul fallimento e anche quelle sulle procedure concorsuali, fatta eccezione per la crisi da sovraindebitamento. Pur nelle nuove forme, resta intatto

il pilastro civilistico della “personalità” della prestazione professionale, che dovrà rimanere nel perimetro di figure professionali, cioè avvocati, in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento dell’incarico. Tra i limiti della delega anche la soluzione del dilemma sull’imputabilità del reddito prodotto dalla società di avvocati, che rimane un “lavoro autonomo anche ai fini previdenziali”, una clausola di sicurezza per la tenuta dei conti della Cassa forense.


Quando al diritto si deve affiancare (anche) la tecnica Antifrode, infortuni sul lavoro, codice stradale e responsabilità medica. Ecco i principali settori di competenza dello Studio legale associato Locurcio a Milano. Forte dell’esperienza di quattro generazioni Reati colposi e frodi. Sono materie che, accanto a una precisa conoscenza delle norme, richiedono anche specifiche cognizioni tecniche. “Relativamente agli infortuni sul lavoro, per esempio, il T.U. 81/2008 impone obblighi più stringenti al datore di lavoro rispetto alla disciplina precedente” spiega l’avvocato Francesco Locurcio, terza generazione dello Studio Legale Associato Locurcio.

quando gli iscritti erano solo 377! Dopo di lui mio padre Giuseppe, figura determinante nella formazione della dottrina relativa al Codice della Strada, col quale ho iniziato nel 1967. Da oltre dieci anni si è aggiunta la quarta generazione con i miei figli Laura e Giuseppe, molto attivi anche nell’ambito dell’antifrode. E in questo settore le strategie criminose si aggiornano quotidianamente... Senza contare che sono spesso gestite dalla criminalità organizzata. L’imprenditore è bersaglio delle più svariate condotte criminose, truffe, contraffazioni nell’ambito della proprietà industriale e intellettuale e così via. È prevedibile che il truffatore professionista riuscirà ad aggirare anche le più recenti misure adottate dall’attuale Governo, e il legale dovrà stare al passo. Occorre un’approfondita

analisi teorica, atteso che gli interventi legislativi sono talora di non esemplare chiarezza.

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E questo cosa comporta? Il costante approfondimento delle norme e una non superficiale conoscenza dei metodi di produzione, delle procedure di lavorazione, dell’organizzazione aziendale. Lei è un punto di riferimento anche nel campo della responsabilità medica. Sì, e in un’epoca di accanimenti anche mediatici nei confronti dei sanitari, con forti oneri assicurativi, il nostro studio deve confrontarsi con complesse nozioni scientifiche per dialogare alla pari con i periti e i consulenti. Per valorizzare, attraverso il fatto, i delicati concetti giuridici della colpa e della causalità dinanzi al giudice. Ci parli dello Studio. Siamo una delle più antiche dinastie forensi milanesi. Nonno Francesco, classe 1863 era iscritto all’Albo dal 1889,

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Camicie Gerlin Look Un classico che si fa prezioso

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Ereditare il patrimonio

Un giorno tutto questo sarà tuo

Pastoie burocratiche, controversie da dirimere e perdite di tempo. Oltre che di denaro: ereditare il patrimonio è spesso sinonimo di tutto questo, e neanche le normative in merito sembrano poter snellire l’iter. L’unica novità sotto i riflettori? Oggi nella successione societaria si è più liberi di scegliere a cura di Leonardo Romeo

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i alcune celebri eredità come quella che ha recentemente lasciato ai suoi tre figli Carlo De Benedetti se n’è parlato molto attraverso i media, molte altre meno note, invece, finiscono nel tavolo degli avvocati competenti in materia, che di dirimere controversie causate da questioni di eredità ne hanno fatto la loro specializzazione. Entrare in possesso del proprio lascito, oggi, infatti, spesso non è cosa semplice. Nel caso di eredità post-mortem, ad esempio, si parte con la successione ereditaria che deve essere fatta da parte degli eredi entro un anno, si passa poi agli avvisi di accertamento e all’eventuale risoluzione dei debiti

o pendenze ereditate, visto che i diritti patrimoniali del defunto vengono trasferiti sia per le attività in positivo che per quelle in negativo, oppure, in alternativa, si rinuncia all’eredità, ma con le conseguenti incombenze del caso. Un percorso, inoltre, a volte ostacolato anche dalle lentezze dei vari uffici, e fatto di molte perdite di tempo, oltre che di denaro. È risaputo, infatti, che la burocrazia a questo riguardo, costi ai cittadini e alle imprese centinaia di milioni di euro all’anno e, nonostante il governo Monti sembri vocato ad alleggerire gli apparati farraginosi, i risultati in questo campo sono ancora pochi, così come le novità.

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Ereditare il patrimonio

Quando le redini (societarie) passano di padre in figlio Quand’è il momento giusto per passare la poltrona al delfino? Come avviene il passaggio? Qual è la formazione ideale del giovane imprenditore? Ecco come gestire il delicato momento della successione ereditaria in azienda Il passaggio di consegne e di deleghe da una generazione all’altra è uno dei momenti cruciali della successione in azienda. “Far parte del Consiglio di amministrazione, se vi si arriva come delfino o erede designato, comporta l’aver acquisito una buona capacità decisionale e una completa conoscenza dell’azienda” spiega il dr. Maurizio Dragoni, partner dello studio Dottori Commercialisti Associati società professionale di Milano. E qual è la giusta strada per acquisire queste competenze? È consigliabile che l’imprenditore metta i figli nelle condizioni di farsi la necessaria esperienza attraverso passaggi graduali, che devono però essere preceduti da una robusta preparazione universitaria e post universitaria e, se possibile, da un’esperienza al di fuori dell’azienda famigliare. Anche la fase formativa richiede un’attenta pianificazione, che deve partire dalle qualità, capacità e inclinazioni caratteristiche dei figli, ma deve anche aiutarli a progettare il percorso formativo più adatto. Quali sono i must della formazione manageriale dell’erede? Due sono i punti fondamentali e non eliminabili: la perfetta conoscenza almeno dell’inglese, ma sarebbe

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meglio anche di una seconda lingua, e la padronanza delle più moderne tecnologie di comunicazione. Questi sono due strumenti che, nel mondo globalizzato, consentono nuove straordinarie opportunità. Mentre, se mancano, bloccano gran parte delle possibilità di sviluppo sui mercati esteri.

Come deve avvenire la successione? È necessario che avvenga per gradi, così da consentire la valutazione delle effettive capacità manageriali e imprenditoriali delle giovani generazioni. La naturale evoluzione di questo processo li porterà ad accedere alla stanza dei bottoni, ovvero a far parte del Consiglio di Amministrazione. Quan-


SOCIETÀ AL SICURO Lo studio Dottori Commercialisti Associati società professionale di Milano, nato nel 2001, è formato da quattro soci, Maurizio Dragoni, Claudio Legnazzi, Mario Alberto Torrani e Corrado Tutucci. Fa parte della squadra, in qualità di associato, Pio Bersani. Lo studio è specializzato nella consulenza fiscale e societaria e annovera tra i propri clienti sia grandi società multinazionali straniere, sia aziende che fanno capo a imprenditori italiani. In tutti i casi, l’assistenza ai clienti è caratterizzata da una forte personalizzazione del rapporto.

do questo avverrà, è necessario che il Consiglio di Amministrazione sia veramente la stanza dei bottoni e non un luogo ove le riunioni, se mai effettivamente tenute, hanno comunque il solo scopo di prendere atto di decisioni già assunte o di ratificare le operazioni di gestione già portate a termine dal padre. Qualche consiglio perché il passaggio avvenga nella maniera più lineare possibile? La presenza in Consiglio del professionista di fiducia della famiglia, anche solo come segretario del Consiglio, è di grande aiuto per assicurare la necessaria mediazione. Quando il percorso di formazione sarà poi terminato, il padre dovrà essere pronto e disponibile a cedere la propria qualifica di consigliere delegato, cioè di colui che ha la responsabilità della gestione dell’azienda. Bisogna ricordare, a questo proposito, che il Consiglio di Amministrazione è un organo collegiale e che, quindi, con la nomina di un consigliere delegato non si spoglia completamente dei suoi poteri, ma mantiene una funzione di direzione, coordinamento e controllo che, spesso, è la chiave del successo dell’azienda. È quindi consigliabile che l’imprenditore conservi, per un periodo più o meno lungo, la carica di presidente del Consiglio di Amministrazione,

mantenendo anche, attraverso la presenza in Consiglio dei professionisti di propria fiducia, il controllo sulle delibere di indirizzo strategico. E se gli eredi sono più di uno? È sempre possibile consentire a tutti l’accesso al Consiglio di Amministrazione, con deleghe specifiche su alcuni settori dell’azienda. Tuttavia è indispensabile che, prima di cedere definitivamente le redini, il padre identifichi in via definitiva il proprio successore, ovvero colui che dovrà continuare la sua opera di imprenditore. Cosa fare se il padre è costretto ad abbandonare la poltrona prima che i figli abbiano completato il percorso formativo? È indispensabile che ai figli si affianchino due figure: quella del professionista di fiducia della famiglia, che assicura il

collegamento di controllo con il padre, e quella di un manager di esperienza che garantisca la gestione dell’azienda e il completamento della formazione tecnico-gestionale dei figli. La fase è delicata, perché queste due figure devono saper acquisire la necessaria autorevolezza, che consente loro di interagire con i figli, eredi designati, fino al momento in cui saranno in grado di proseguire da soli.

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Da sx: Maurizio Dragoni, Claudio Legnazzi, Mario Alberto Torrani e Corrado Tutucci

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Ereditare il patrimonio

Il commercialista “creativo” che protegge i patrimoni Può fare un esempio di questi “imprevisti”? La nostra esistenza stessa è un “imprevisto”. A volte il possesso di un patrimonio è solo un’illusione temporanea: basta un contenzioso fra società, una lite fra parenti o coniugi; un figlio che attraversa un momento difficile... E ci si ritrova improvvisamente a perdere tutto ciò che si possiede. Quindi la protezione patrimoniale è sempre e solo uno strumento di difesa? Assolutamente no. Spesso si rivolgono al mio studio persone che possiedono importanti realtà imprenditoriali, preoccupate non solo per il proprio futuro ma anche per quello dei loro discendenti. La protezione patrimoniale è in questo caso un gesto d’amore. Si agevola la successione senza che mani poco esperte possano dissipare il patrimonio.

Al contrario di un comune falso stereotipo che vedrebbe il consulente come un grigio contabile, Damiano Montani progetta soluzioni originali per i clienti. A partire dalla protezione patrimoniale, un vero atto d’amore verso sé stessi e i propri cari Professore Aggregato presso l’Università di Bergamo, dottore commercialista e revisore contabile, socio di SCM Advisory (studio di Milano specializzato in contenzioso tributario, operazioni straordinarie di impresa e adempimenti legge 231). Damiano Montani si divide tra gli studi di Milano, l’università di Bergamo dove insegna e fa ricerca e gli studi in Brianza dove adatta anche alla medio-piccola impresa soluzioni che fino a qualche anno fa erano di esclusivo appannaggio dei grandi gruppi societari. Con un occhio particolare per la protezione patrimoniale: “è quasi un bisogno innato: quando possediamo un patrimonio, non importa se grande o piccolo, desideriamo preservarlo, goderne e tramandarlo a chi ci è caro, senza incidenti di percorso”.

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E come si evitano gli incidenti di percorso? Strutturando il proprio patrimonio, soprattutto in ambito societario e immobiliare, così che possa essere preservato. Esistono oggi molteplici strumenti. Anche i rischi societari devono a loro volta essere “segregati” con un’adeguata strutturazione di gruppo e, quindi, emarginati dal contesto patrimoniale.

La protezione patrimoniale riguarda la famiglia o l’impresa? Entrambe. Si tutela l’impresa e si finisce per tutelare la famiglia. Ovviamente, ciascuna realtà rappresenta un caso a sé. Ma tutto ciò è legale? Assolutamente sì: la Legge italiana regola diverse forme di protezione patrimoniale. È chiaro che bisogna agire in buona fede, sempre mantenendo un comportamento etico.

Damiano Montani è titolare del corso di Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dottore commercialista e revisore contabile, svolge la professione in Milano, ove è titolare dello Studio Montani e socio di Scm Advisory. Tel. 02 58303643 - www.studiomontani.it


Tra queste, spicca quella della successione societaria anche a causa del fatto che a essere tirato in ballo è stato l’ex premier, che secondo alcuni avrebbe voluto questo emendamento ad hoc per lasciare fuori di parte dell’eredità, la sua ex coniuge. Come si legge nell’ultima bozza del decreto sviluppo nel quale sono inserite le norme che regolano la questione, infatti, oggi il proprietario di un’azienda non è più obbligato a coinvolgere tutta la famiglia nella successione, ma è tutto lasciato alla sua discrezionalità: infatti, al contratto “possono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari”. Possono, ma non “devono”. Uno spostamento lessicale che fa superare così le rigidità imposte dalla cosiddetta “legittima”.

A fianco delle imprese L’aiuto di un esperto è determinante nell’affrontare una crisi aziendale e commerciale. E nel sanare le controversie ereditarie “Non si perdano d’animo gli imprenditori. I tempi sono duri ma con l’aiuto di un esperto anche alle situazioni più difficoltose si può trovare una onorevole via d’uscita”. È l’appello di Alessandro D’Alessandro, avvocato a Milano, un’esperienza solida e ventennale alle spalle e un prestigioso master in Diritto dell’Unione europea. “La situazione debitoria aziendale presentata dagli istituti di credito spesso non è fedele, perché a volte le banche pretendono più di quello che dovrebbero. Per questo l’intervento di un esperto, a fianco dell’azienda, può essere determinante. Per trovare una mediazione egli dispone degli strumenti tecnici che l’imprenditore, esperto in strategie commerciali, non può possedere”. Oltre a essere specializzato nei contenziosi con gli istituti di credito, l’avvocato D’Alessandro ha una vasta esperienza nell’ambito degli arbitrati commerciali. “I contratti tra le aziende conten-

gono spesso delle clausole arbitrali che determinano poi la necessità di ricorrere ad un professionista che sappia condurre in porto la causa” continua l’avvocato, il quale si occupa frequentemente anche di controversie ereditarie. “Le più frequenti sono quelle che coinvolgono molti fratelli e mettono in gioco delle quote societarie da spartire. La novità legislativa in questo ambito prevede la necessità di ricorrere alla mediazione prima della causa, nel caso in cui dovesse nascere una controversia. Con l’assistenza di un avvocato, è possibile definire ogni questione al meglio, prima ancora di andare in causa”.

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Cause civili

Addio alla mediazione obbligatoria: è illegittima Era entrata in vigore nel 2010 per snellire l’arretrato della giustizia civile e far arrivare ad accordi amichevoli i potenziali “litiganti”, prima di approdare dai giudici. Ma non ha funzionato: a sostituirla sarà ora la negoziazione assistita?

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a cura di federica sciacca

iritto del lavoro, diritto di famiglia, diritto societario, sindacale, amministrativo: sono moltissime le branche del diritto civile, un apparato gigantesco che oggi, proprio per questo, trascina

IL DIRITTO CIVILE E PENALE ABITA QUI Lo Studio legale Finelli & Fedeli di Milano si distingue per disporre sia di competenze in materie di diritto civile, come diritto del lavoro, diritto di famiglia, infortunistica stradale e consulenza aziendale, sia di competenze in materia di diritto penale, da quello criminale a quello commerciale, ambientale e fiscale. Lo Studio, noto per la sua serietà, professionalità ed esperienza, da tempo si avvale delle risorse informatiche più moderne, come la rete telefonica con connessione in fibra ottica, i programmi di gestione computerizzati e la rete online con colleghi esperti in altri settori legali. Ma, soprattutto, può vantare le valide competenze di due stimati

con sé un fardello di milioni di cause da smaltire. E teoricamente, infatti, era a partire da questo dato che prendeva le mosse la normativa per la mediazione delle controversie di natura civile entrata in vigore appena due anni fa, nel 2010, con il decreto Milleproroghe. Il principio era che un Paese all’avanguardia non dovrebbe avere una giustizia civile in cui cittadini e imprese non hanno la certezza di vedersi riconosciuto un diritto in tempi ragionevoli, e la soluzione sembrava semplice: impedire a un certo numero di controversie di approdare in tribunale, tentando di far pace alle parti grazie al ruolo di un mediatore, in modo così di lasciare più liberi i giudici di pace per dedicarsi

professionisti, gli avvocati Antonio Finelli e Monica Fedeli. Il primo, già membro della Commissione d’esame di abilitazione alla professione forense, conta una solida esperienza in materia di contenzioso civile, diritto penale e in tutte le tematiche relative la consulenza aziendale e del settore immobiliare. L’avvocato Fedeli ha maturato una notevole esperienza nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, forte di un’esperienza in due multinazionali dove ha svolto mansioni di Business practices e di Legal Department Manager. Studio Legale Finelli & Fedeli Via Mecenate, 84 - Milano - Tel. 02 45470930

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Cause civili

Cent’anni di diritto civile La tradizione, molte volte, può fare la differenza. È il caso dello studio legale dell’avvocato vicentino Valeria Lievore Cosa si prova a fare il lavoro che si sognava da piccoli? Lo sa l’avvocato Valeria Lievore, titolare dello studio legale fondato negli ultimi anni dell’Ottocento, che conserva ancora quell’atmosfera di rigore e serietà tipica di un tempo. “Ancora oggi, dopo tanti anni”, dice l’avvocato, “di tanto in tanto, quando apro la porta, provo la stessa sensazione di quando, da bambina, entravo in punta di piedi per non disturbare chi stava lavorando, rimanendo ad ammirare libri, codici, tomi, e immaginando di fare l’avvocato, un domani”. Quel

sogno, alimentato da impegno e costanza, è divenuto realtà. Infatti, l’avvocato Lievore adesso esercita nell’ambito del diritto civile con la competenza e la dedizione che le sono state tramandate mantenendo fede ai nobili principi dell’avvocatura e facendo onore alla longeva tradizione ereditata. Lo studio, situato a Vicenza, è competente in ogni settore del diritto civile, dai contratti alle obbligazioni, dalle successioni alla responsabilità civile. “I clienti sono assistiti in ogni momento, dall’inizio alla fine del contenzioso”, afferma l’avvocato.

“Ma consiglio sempre, per quanto possibile, la prevenzione, rivolgendosi per tempo al legale. Ciò permette di ottenere la migliore assistenza”. L’avvocato vicentino non sente la pressione dei suoi predecessori, piuttosto fa tesoro di quanto è stato costruito prima di lei. “Uno dei miei punti di forza è l’ultracentenaria tradizione di questo studio” afferma Valeria Lievore, “che, unita a una scrupolosa attenzione per il nuovo e a un costante aggiornamento, garantisce un’assistenza anche ai clienti più esigenti.”

alla riduzione delle pendenze. Ma non ha funzionato. Qualche giorno fa, la Corte costituzionale ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale del decreto. A far crollare uno dei pilastri della riforma della giustizia, almeno per quanto riguarda quella civile, sarebbe stato un problema tecnico: il governo, infatti, aveva sbagliato a rendere obbligatoria la conciliazione, perché non autorizzato dal Parlamento. Avevano ragione, insomma, tutti gli avvocati che sin dall’inizio

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Assicurazioni e responsabilità civile in Italia Cosa ha insegnato il caso Thyssen? Che le misure di sicurezza vanno attivate incondizionatamente. Un esperto spiega perché. E dice come si evitano i costi eccessivi dei contenziosi imprese devono individuare i fattori di rischio e attuare incondizionatamente tutte le misure di prevenzione più adeguate al caso, altrimenti il datore di lavoro, oltre a dover risarcire i danni causati, oggi rischia la condanna penale per il reato doloso, con pesanti ricadute sul piano sanzionatorio e della garanzia assicurativa. Il dolo, infatti, è escluso dalla garanzia assicurativa in Italia. Le Compagnie di Assicurazioni lamentano il costo eccessivo dei sinistri e del contenzioso. Per incidere realmente sul problema dei costi eccessivi dei sinistri e del contenzioso è necessario predisporre anche procedure e meccanismi che consentano di affrontare consapevolmente e preparati il contenzioso, evitando invece quello che genera solo un aumento inutile dei costi. Se si fanno le cause sbagliate e le si fanno male è inevitabile il costo eccessivo. Il settore delle assicurazioni mette in gioco questioni e diritti di diversa portata e provenienza. Per questo richiede una specializzazione che sia quanto più esclusiva possibile. Come quella garantita, per esempio, da Angelo Iannaccone, avvocato a Milano, che dal 1988 offre consulenza e assistenza legale ai privati, alle imprese assicurative e agli organi di rappresentanza e di controllo delle stesse, alle compagnie di assicurazioni nel campo della responsabilità civile professionale e delle imprese, e in quello dei contratti assicurativi dei vari rami. Quali sono i casi di responsabilità civile più onerosi per le imprese? Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che sono

anche i più frequenti. E poi i danni arrecati dalle opere realizzate e dai servizi prestati, i prodotti difettosi che possono causare danni gravi e su vasta scala. Vi sono poi i casi di malpractice medica. La responsabilità del datore di lavoro è tornata d’estrema attualità con il caso Thyssen. La Corte d’Assise di Torino ha condannato l’amministratore delegato della Thyssen Krupp per omicidio volontario, commesso con dolo eventuale, avendo questi accettato consapevolmente il rischio che si verificasse l’evento. L’impresa aveva scelto di non attuare, perché costose, le misure di prevenzione già individuate, idonee a prevenire il pericolo di incendio. Il caso della Thyssen Krupp insegna che le

avvocati@studiolegaleiannaccone.it

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Cause civili E I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ? I cosiddetti diritti della personalità, pur contemplati da una congerie di norme, non ricevono spesso nel nostro Paese un’effettiva tutela. “Questo genera uno scadimento della dialettica in vari ambiti della vita sociale” spiega l’avvocato Paolo Esposito. “Gli attributi essenziali dell’uomo richiedono, invece, un’attenta vigilanza, non tanto del legislatore che ha predisposto un impianto normativo a salvaguardia, quanto nell’applicazione. Infatti, l’esigenza di limitare un abnorme contenzioso bagattellare ha rischiato di reprimere l’effettività della tutela del diritto alla reputazione, al decoro, all’onore e alla dignità. Il criterio dell’id quod

dell’introduzione della norma erano insorti, contestandola. E se la dichiarazione di incostituzionalità è stata applaudita anche da tutti quegli utenti che vedevano in questo nuovo istituto giuridico solo un aggiuntivo ostacolo procedurale da superare, senza che facilitasse di fatto gli accordi, sono invece molto meno soddisfatti tutti i nuovi organismi di mediazione

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plerumque accidit sovviene a realizzare la tutela dei diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione, non aventi natura economica e patrimoniale ma parimenti risarcibili. A questo proposito, ci piace segnalare l’ordinanza della X Sezione del Tribunale Civile di Napoli G.U. Dr. Barbara Gargia, depositata il 28.04.2011, che ha ritenuto che gli scritti dei quali l’attore era stato destinatario integravano un illecito perché generanti un danno da considerarsi ingiusto per la lesione di diritti costituzionalmente garantiti”. Avv. Paolo Esposito Via F. Caracciolo 14, Napoli - paoloesposito54@libero.it

che in questi due anni avevano messo su un colossale business, e che ora rischiano di ritrovarsi tra le mani solo le pochissime mediazioni volontarie, una volta tolta l’obbligatorietà. Il nuovo “piano B”, adesso, per evitare un ulteriore intasamento delle aule in materia di giustizia civile, non si sa bene ancora quale sarà, anche se già da più parti si parla della “negoziazione assistita da avvocato” come sua

possibile sostituta. In sostanza si tratterebbe di una procedura di carattere conciliativo, sempre alternativa al ricorso al giudice, in cui a essere protagonisti nel ruolo negoziatori, questa volta sarebbero gli avvocati designati dalle parti. Un’alternativa che sembra piacere molto agli avvocati stessi e che in Francia è già legge dal 2010. In Italia, chissà, staremo a vedere.


I settori di nicchia sono quelli che salveranno gli Studi legali tradizionali. Anche a fronte dell’abolizione delle tariffe professionali. Parola di un esperto Avvocati e clienti oggi si chiedono quale sarà l’impatto del recente provvedimento governativo che ha abrogato le tariffe professionali. “Noi temiamo un livellamento verso il basso dei compensi dei professionisti e il conseguente rischio che si abbassi il valore dei servizi resi” spiega l’avvocato Carmine Ferro dello Studio milanese Olivetti Ferro Passaro. “Ci vorrà tempo ma credo che il pubblico degli utenti saprà apprezzare e giustamente retribuire la qualità dei servizi”

cuni settori del diritto civile, quali il diritto societario e il diritto sindacale e del lavoro, il settore del diritto amministrativo, con particolare riferimento alle materie relative agli appalti pubblici all’edilizia e urbanistica, alla sicurezza privata, settore quest’ultimo che annovera pochi professionisti in Italia con specifica competenza. Nell’ambito della attività di tutela del privato nei confronti della Pubblica amministrazione mi piace sottolineare che il nostro studio è stato il primo in Italia a ottenere da parte del Consiglio di Stato la condanna di un Comune al risarcimento del danno biologico, cioè non patrimoniale, determinato dal comportamento negligente.

© Gabriele Spadoni Bonaiuti

Il futuro è nella specializzazione

Studio legale Olivetti Ferro Passaro C.so Europa, 14 - Milano Tel. 02 760881 - Fax 02 76002291 segreteria@oferpas.it www.oferpas.it

Cosa ne pensa allora dei recenti articoli di stampa relativi al metodo di acquisizione della clientela adottato da alcuni colleghi per avviare azioni risarcitorie nei confronti di medici e ospedali, ritenuti responsabili di errori nelle diagnosi e nelle terapie? Il problema è mal posto. L’esercizio corretto del diritto di informativa al pubblico della propria specializzazione professionale, non può, per ciò solo, essere interpretato come una sorta di istigazione alla denuncia di episodi di malasanità. Qual è quindi il sistema corretto da adottare per acquisire clientela? Non vi è una regola precisa. Posso dirle che il nostro studio crede nella “pubblicità dei fatti”, cioè nella bontà dei servizi resi alla clientela che genera il passa parola. Oggi il fenomeno dell’aggregazione di professionisti in grandi strutture lascia poco spazio ai medio-piccoli. Che possono ritagliarsi una nicchia di specializzazione. Ci fa un esempio? Il nostro studio si è specializzato in al-

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Cause civili

I giovani avvocati e la professione Avviare uno Studio legale non è facile per un giovane avvocato. Perché non sono previsti aiuti per i professionisti. Ma con un po’ di esperienza, il giusto approfondimento e l’entusiasmo si può fare Di cosa si occupa oltre all’infortunistica? Il mio ambito è il diritto civile in generale. Le mie competenze comprendono, oltre all’infortunistica, il diritto dei trasporti, la consulenza e l’assistenza nelle controversie relative ai diritti reali, senza comunque trascurare il recupero crediti e la consulenza aziendale. Cosa ne pensa un giovane avvocato come lei della liberalizzazione delle tariffe? La considero un’opportunità. Così, almeno, è stato per me. Chi si rivolge a un legale cerca certamente esperienza e professionalità, ma oggi i clienti considerano anche il prezzo. E poter applicare tariffe vantaggiose permette a un giovane di farsi conoscere e al cliente di scegliere. Credo che un professionista, oggi, non possa ignorare di far parte di un mercato. E il mercato ha le proprie regole. Che consiglio darebbe ad altri giovani che adesso studiano per diventare avvocati? Certamente di curare e approfondire lo studio universitario. Solo con una solida preparazione si può pensare di iniziare questo percorso, molto arduo, ma sicuramente gratificante. Si parla tanto di agevolazioni per i giovani imprenditori. Ma i giovani professionisti dove li mettiamo? “Noi avvocati, per esempio, storicamente non abbiamo mai avuto aiuti nell’avvio dell’attività, che pur comporta oneri notevoli. Spese che un giovane, soprattutto oggi, fatica a sostenere” spiega Federico Gallo, avvocato di 37 anni che ha avviato uno studio legale a Padova. E lei come ha fatto? Ho avuto la fortuna di poter maturare un’esperienza precedente che mi ha permesso di trovare i primi clienti. Ho lavorato, infatti, come liquidatore sinistri presso una compagnia assicurati-

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va e questo mi ha permesso di approfondire tutto il settore dell’infortunistica legata alla circolazione stradale e agli infortuni sul lavoro. Adesso seguo anche diversi casi relativi al diritto delle assicurazioni e al diritto bancario. È riuscito quindi ad avviare facilmente la sua attività? Non è stato facile. Dopo qualche anno di pratica e di professione presso un avvocato di Padova, ho deciso di provarci: ci sto riuscendo solo condividendo i costi fissi dello Studio con altri colleghi che, come me, hanno avuto il coraggio, la voglia di rischiare e l’entusiasmo per “buttarsi” nella professione.

Avvocato Federico Gallo Via Lisbona, 10 - Padova Tel. 049 9817877 Fax 049 9819702 info@federicogallo.it www.federicogallo.it


Questioni di famiglia

Matrimoni in calo, aumenta l’instabilità Il numero delle separazioni in Italia è in continua crescita e quello dei matrimoni in calo, mentre aumentano le coppie di fatto. Un trand fotografato a tinte chiare dall’Istituto nazionale di statistica che spinge il paese

COPPIE DI FATTO. I FIGLI INNANZITUTTO I cambiamenti socio culturali degli ultimi decenni, ovvero, la diminuzione dei matrimoni per l’incremento delle “coppie di fatto” hanno condotto il legislatore a una serie di interventi a tutela dei diritti dei figli naturali. Ma hanno anche aumentato l’esigenza di una disciplina omogenea fra figli legittimi e naturali. A questo proposito, bisogna ricordare che (nel momento in cui scriviamo, ndr) la Camera deve approvare il disegno di legge n. 2085 con il quale si modificano alcune norme del codice civile in materia di filiazione. “Anche la cessazione della coppia di fatto con prole comporta la soluzione delle problematiche incentrare sull’interesse del minore e sulla maggiore valorizzazione della posizione di quest’ultimo” spiega Carla Degli Esposti, avvocato a Bologna. “I genitori ex conviventi devono sapere che, rispetto ai conflitti personali, prevale il diritto del figlio e, quindi, risulta indispensabile che concilino le diverse aspettative, attenuino i conflitti e mantengano un rapporto armonico ed equilibrato con la prole”. Avvocato Carla Degli Esposti Via De’ Poeti, 8 - Bologna - Tel. 051 272505 - Fax 051 2915609 carla.degliesposti@degliespostibologna.com

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ad attrezzarsi. Dalla Chiesa alla politica e dalla legislazione alla formazione di figure specializzate nella mediazione, ci si adegua alle esigenze di un popolo sempre più numeroso. Per muoversi verso la strada del diritto a cura di federica sciacca


DIRITTO DI FAMIGLIA, ANIMALI COMPRESI Il cosiddetto “diritto animalista” è una competenza poco diffusa tra i legali anche perché in Italia non esiste ancora una branca del diritto relativa ai nostri amici a quattro zampe. Una specialista affermata in questo campo è l’avvocato Mariarosa Signorini, legale civilista a Bologna con specializzazione anche nel diritto di famiglia (separazioni, divorzi, Tribunale dei Minori) avendo frequentato numerosi corsi e master in tema. Oltre allo Studio principale con sede a Bologna,

Signorini opera anche a Ferrara e a Rovigo. Da amante degli animali (vive con due cani e tre gatte) vanta una lunga esperienza di volontaria animalista, si è occupata attivamente dell’adozione di cani provenienti dal sud Italia e ha quindi sviluppato particolari competenze nell’ambito delle questioni di diritti degli animali. Settore molto delicato e complicato non esistendo ancora una disciplina nel nostro Paese che si occupi di diritto degli animali. L’avvocato è inoltre appassionato di esoterismo e ama la divinazione delle carte.

Studio legale Mariarosa Signorini Via Saragozza, 18 - Bologna | Corso Ercole I d’Este, 4 - Ferrara | Via Casalini, 6 - Rovigo | Tel. e Fax 051 334000 Cel. 338 9782128 | avv.mariarosasignorini@gmail.com | avv.mariarosasignorini@ordineavvocatibopec.it

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li ultimi dati diffusi dall’Istat lo confermano: aumentano le separazioni e si registrano meno nozze. Una tendenza, quest’ultima, che già si registrava dagli anni Settanta ma che negli ultimi tempi ha subito un’impennata. In controtendenza, invece, il numero dei divorzi che ha registrato un calo, seppure lieve: un dato che la dice lunga sulla difficoltà che c’è oggi di affrontarlo. Le questioni da dirimere su questo terreno sono estremamente complesse e delicate, specialmente quando coinvolgono i minori, e per questo sempre più prezioso è il lavoro dei legali in materia, oggi in continuo aggiornamento per stare al passo con l’evoluzione normativa: il Paese infatti, in trasformazione dal punto di vista della famiglia, si attrezza.

E si adegua anche. Chiesa compresa: anche dal Vaticano è arrivata infatti per la prima volta l’apertura a divorziati risposati e alle coppie di fatto. Una vicinanza espressa con un documento ufficiale a seguito delle parole dello stesso Benedetto XVI che nel maggio scorso aveva detto: “Ai divorziati risposati

dobbiamo dire che la Chiesa li ama, devono vederlo e sentire che realmente facciamo il possibile per aiutarli”. Dunque, anche la Chiesa sembra accogliere la richiesta di un cambio di passo e andare incontro a un popolo sempre più numeroso che cerca di far sentire la propria voce.

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Questioni di famiglia L’INTERESSE DEL CLIENTE E LA TRANSAZIONE PRIMA DI TUTTO Diritto dell’intermediazione finanziaria, diritto dell’agenzia, diritto di famiglia e crediti sono alcune delle principali aree di attività dell’avvocato Andrea Arreghini, che opera insieme ai colleghi Anna Bono, Nicola Papagni e Carlo Patellani in uno studio di tipo tradizionale. “Direi quasi artigianale: organizziamo il nostro lavoro per seguire il cliente passo passo, fornendo la massima disponibilità sia sotto il profilo tecnico-giuridico sia sotto quello umano” spiega il legale. “La lunga esperienza nel contenzioso civile mi ha reso un fautore della transazione e dei cosiddetti metodi alternativi di risoluzione delle controversie, come arbitrato, mediazione e negoziazione. In particolare nell’ambito del diritto di famiglia sono convinto che le parti debbano mantenere un canale di comunicazione che consenta loro di riorganizzare le relazioni familiari, e quindi annetto una particolare importanza alla mediazione familiare”. Studio legale ABPP Arreghini, Bono, Papagni & Patellani Viale Tunisia, 21 - Milano Tel. 02 29063302 - Tel. 02 29063311 Fax 02 29063323 andrea.arreghini@studiolegaleabpp.eu www.studiolegaleabpp.eu

A chiedere più diritti e tutela, sono soprattutto le coppie di fatto, cioè quelle coppie conviventi unite da vincoli affettivi ma non legate da rapporti di matrimonio o parentela, che ad oggi non hanno nessuna legislazione effettiva di riferimento, nonostante le rilevanza statistica. Il quadro in Italia è ancora piuttosto frammentario, nel senso che i diritti e doveri non derivano da una normativa unitaria e omogenea, anche se nel tempo sono pur state introdotte dalla giurisprudenza alcune forme di tutela a favore dei cosiddetti “conviventi more uxorio”. D’altronde, la storia si conosce, e il cammino sulla strada del diritto per i conviventi è stato ed è tutt’ora lungo e animato, diviso tra

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le posizioni di chi vede nella regolamentazione delle unioni civili un pericolo per l’istituzione famiglia fondata sul matrimonio, e di quelli che invece chiedono un adeguamento al resto dell’Europa e si appellano alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Intanto, però, da parte dei soggetti politici sembra esserci la volontà di andare incontro alle loro richieste: a dimostrarlo sono anche le otto proposte di legge che negli ultimi tempi sono state presentate da circa 100 parlamentari, proprio nell’ottica di disciplinare le unioni di fatto. E anche i primi risultati si vedono, sono ad esempio già un centinaio i comuni che hanno istituito i registri


delle unioni civili. Da Empoli a Pisa, le città pioniere, fino a Milano, l’ultima ad averlo istituito, i comuni tramite questi registri s’impegnano a tutelare le coppie di fatto, sia eterossessuali che omosessuali, e a garantire loro condizioni non discriminatorie di accesso per quanto riguarda alcuni aspetti come casa, sanità, servizi sociali, formazione, ma anche scuola, servizi educativi, partecipazione

e trasporti. Un atto, però, va sottolineato, del tutto facoltativo oltre che simbolico, visto che l’ente comunale non ha la possibilità di legiferare in materia. Eppure considerato da molti un simbolo, un passo importante per la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo. Tra gli obiettivi che il popolo dei conviventi aspira a raggiungere, però, non c’è solo l’istituzione del registro ma anche la possibilità

GLI AVVOCATI E LA MEDIAZIONE Il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 ha introdotto l’Istituto della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria. “Questo vuol dire che il cittadino, prima di intraprendere la causa vera e propria, deve rivolgersi a un Organismo di mediazione” spiega Micol Ferrario, avvocato a Milano. Non si può negare che l’entrata in vigore della mediazione obbligatoria sia stata accolta con sospetto dagli avvocati, rappresentando un ulteriore passaggio che allunga i tempi e i costi della giustizia. “In realtà, l’avvocato, da sempre è un mediatore per le parti, ovvero, il suo lavoro consiste innanzitutto nel tentativo di comporre bonariamente la controversia” precisa Ferrario. “In questo senso, la mediazione non è da considerare una novità in assoluto. Al contrario essa rappresenta una parte importante del ruolo che l’avvocato di fatto ricopre. Si pensi per esempio alle cause di separazione dei coniugi, nell’ambito delle quali l’avvocato ha il compito di trovare un accordo tra le parti, oppure alle cause di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli che sono sempre precedute dalla cosiddetta fase stragiudiziale. L’abilità del legale sta proprio nella sua capacità di risolvere celermente la questione”. Studio legale Micol Ferrario - Via Paolo Tatti, 11 - Turbigo (Mi) - Corso Venezia, 35 Milano - Tel. 0331 871171 - Fax 0331 897691 - avvferrariom@hotmail.com

IN CASO DI SEPARAZIONE È BENE SAPERE CHE... Lo studio legale di Vincenzo d’Aniello, a Napoli, si occupa di materia civile e commerciale, con particolare attenzione alla famiglia e con il supporto di Nadia e Paola Gigantini. Vi occupate quindi di separazioni? Sì. Seguiamo il cliente nel giudizio contenzioso o consensuale con particolare attenzione sia per quanto riguarda l’affido dei figli sia per l’aspetto patrimoniale. Quali ostacoli riscontrate in questo settore? La nostra legislazione è molto rigida nella tutela della famiglia e non permette, a priori, che i coniugi possano prevedere le regole della separazione. Il muro eretto a difesa della famiglia è stato però parzialmente demolito dalla Cassazione in materia di accordi preventivi di separazione. In che modo? È stata riconosciuta la possibilità di determinare con un accordo pre-separazione l’obbligo di trasferire la proprietà di un bene immobile al coniuge più debole, o l’obbligo di trasferire un immobile al fine di provvedere al mantenimento della prole. Sempre ammissibili ed efficaci sono le convenzioni stipulate prima e dopo l’omologazione degli accordi di separazione. Ma questi sono solo alcuni esempi. Studio legale Vincenzo d’Aniello Via Toledo, 156 - Napoli daniello.associati@fastwebnet.it

di chiedere l’adozione o l’affidamento di minori, la successione nel contratto di locazione e nel diritto di abitazione, e l’equiparazione del convivente al coniuge ai fini dell’assistenza sanitaria, penitenziaria, della successione legittima e della pensione di reversibilità. In futuro la sfida è ancora aperta.

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Questioni di famiglia

Quanto mi costano figli o ex moglie? Dipende anche dall'avvocato

Separazioni, divorzi, coppie di fatto: quando la domanda di assegno di mantenimento potrebbe travolgere la vostra dichiarazione dei redditi Nel caso di redditi non dichiarati spesso il marito potrebbe illudersi che basti presentare in Tribunale le dichiarazioni fiscali per provare un reddito inferiore a quello reale e risparmiare sul mantenimento di coniuge e figli. "Ma, ai fini della determinazione dell'assegno, l'accertamento della capacità economica non si basa esclusivamente sulle dichiarazioni fiscali e l'altro coniuge potrebbe evidenziare elementi di incongruenza tra quanto dichiarato e l'effettivo tenore di vita" spiega l'avvocato Mario Marzorati, esperto matrimonialista a Milano (www.marzorati.org). "Lo stesso vale per le coppie di fatto quando si deve stabilire l'assegno per i figli naturali". Ma come può l'altra parte provare che un documento fiscale non è attendibile? Chiedendo al Tribunale un accertamento sul tenore di vita della famiglia

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e sulle effettive capacità economiche, patrimoniali e reddituali tramite una CTU contabile o un'indagine fiscale, anche con la Polizia Tributaria. Meglio allora un Trust? Non ci si illuda, anche quello può essere attaccabile. L'istituzione di un

Trust allo scopo di far uscire dal patrimonio beni che altrimenti sarebbero stati oggetto di valutazione, in realtà potrebbe avere solo uno scopo elusivo, configurandosi quale mera interposizione fittizia. Avv. Marzorati, cosa si può fare allora? A volte le richieste di esibizione non sono circostanziate, le richieste di indagini tributarie o di Consulenza contabile non evidenziano incongruenze o sono esplorative e, dunque, inammissibili. Sono però aspetti che un avvocato deve eccepire tempestivamente, evidenziando le ragioni di inammissibilità processuale, ecco perché, oltre ad avere competenze di diritto di famiglia, un buon avvocato matrimonialista dovrebbe anche essere un esperto processualista, potendo l’esito dipendere anche dalle strategie processuali adottate in causa.


Maria Ferrante e i suoi fratelli Raffaele e Attilio: avvocati “da combattimento” a Napoli Annullamento del matrimonio. Cause contro le banche. Con passione e dedizione, gli avvocati Ferrante non perdono una causa “Essere un avvocato non è facile. Perché devi vincere, quindi non è un normale lavoro: se lavori, ma poi non vinci, non serve a nulla”. Così l’avvocato Maria Ferrante che, con i fratelli Attilio e Raffaele, gestisce lo Studio legale paterno nel napoletano. E lei e i suoi fratelli Raffaele e Attilio vincete? In genere sì, anche perché abbiamo maturato una certa esperienza nel non far fare ai clienti cause che non possono vincere. Di cosa vi occupate in particolare? Dalle cause contro le banche alla legge Pinto, alla previdenza, al diritto di famiglia. Di quest’ultimo mi occupo solo io, perché sono laureata anche in diritto ecclesiastico: un’ulteriore laurea di ben cinque anni di astrusissimi studi tutti in latino presso la Pontificia Università Lateranense in Roma.

siano difficili, specie poi come le facciamo noi, che non ci limitiamo al famoso anatocismo, ma chiediamo la restituzione di tutte le somme che non

E chi è più bravo, Attilio, Raffaele o lei? Appunto: dipende molto dai tipi di cause; di solito sia Attilio che Raffaele che io riusciamo meglio nelle cose che ci piacciono di più, ma diciamo che in realtà ci equivaliamo. Qual è un requisito essenziale per un avvocato? La resistenza, perché la mala giustizia ti stronca con la lentezza: una lentezza che se non sei resistente ti fa rinunziare.

E questo cosa comporta per chi chiede una separazione? A me si rivolge chi, anziché la separazione e poi il divorzio, vuole ottenere l’annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota. Una procedura paradossalmente più semplice e più veloce di quella presso il giudice civile. E che produce duplice effetti: civili ed ecclesiastici. E contro le banche come ve la cavate? Sono cause che si vincono. Nonostante

cui ognuno di noi ha i suoi ruoli. Attilio e Raffaele hanno peraltro una speciale passione per questo tipo di cause.

competono alle banche, e che vanno ben oltre l’anatocismo. Del resto, siamo ben organizzati, siamo una squadra in

Studio Avvocati Ferrante Via Parrocchia, 10 Palma Campania (Na) Tel. 0818241506 - Fax 0815101470 Centro Direzionale Is. G/8 – Napoli Tel. 0817877203 - Fax 0812131592 www.studioavvocatiferrante.it

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Questioni di famiglia

Quando il matrimonio finisce Declino della famiglia e aumento dei delitti tra le mura domestiche. Gli avvocati spiegano quali strumenti il cittadino ha a disposizione per regolamentare la crisi e per tutelarsi dagli abusi Il processo di crisi del matrimonio, e più in generale della famiglia cosiddetta “tradizionale”, è in atto ormai da anni. “Diminuiscono i matrimoni, aumentano le separazioni e i divorzi,

soprattutto se contenziosi, così come gli illeciti, civili e penali, connessi alle relazioni domestiche” spiega Laura Cossar titolare, insieme a Giacinto Bocchino dello Studio legale milanese specializzato nel settore. Basti pensare che i delitti in famiglia sono tra le prime cause di morte violenta in Italia: ad essere colpite sono soprattutto le donne, una vittima ogni due, tre giorni. Il cittadino che si trova in una situazione di disagio o di abuso familiare ha diversi strumenti a disposizione. “Strumenti atti a regolamentare gli aspetti patologici della famiglia, come la fine del legame co-

niugale o sentimentale e la disciplina dei diritti e doveri genitoriali, e strumenti a tutela di veri e propri abusi perpetrati all’interno della famiglia o della relazione di coppia o in danno ai suoi componenti più deboli (i minori, spesso le donne)” continua Cossar. “Tra i primi è sempre opportuno suggerire soluzioni conciliative e di componimento bonario. Quando non è possibile, è consigliabile rivolgersi a professionisti preparati e specializzati, che sappiano trattare la questione con competenza. La superficialità con cui si assume un incarico in questo settore può diventare fatale per quel singolo bambino, per quella donna, per quel padre”. Tra gli strumenti tesi a contrastare fatti più gravi, invece, ci sono gli ordini di protezione. “Possono essere invocati sia in sede civile, con la separazione giudiziale della coppia, mediante denuncia-querela, fatti salvi i casi di procedibilità d’Ufficio” precisa l’avvocato Bocchino che si occupa da sempre di risarcimento dei danni alla persona. “Purtroppo, il buon esito di un’azione risarcitoria dipende anche dalle tempistiche necessarie a conseguirla materialmente; in questo senso, giocano a sfavore le lungaggini processuali, ma il magistrato ha sempre la possibilità, sia in sede civile sia penale e ricorrendone i presupposti, di riconoscere medio tempore alla vittima uno o più acconti in via provvisionale, cioè immediatamente esecutiva”.

www.bclex.com

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Lo stalking si persegue così

Un avvocato esperto in diritto penale spiega perché è importante denunciare. E come farlo

Lo stalking, quell’insieme di comportamenti molesti come minacce, pedinamenti e telefonate assillanti, è un fenomeno preoccupante che ha spinto tre anni fa il legislatore, soprattutto alla luce di gravi e ripetuti casi di cronaca, a inserire nel Codice penale il reato di atti persecutori. “Un traguardo importante perché il persecutore può essere arrestato” spiega l’avvocato Roberta Minotti. Cosa prevede esattamente il Codice Penale? L’art. 612 bis prevede la punizione dei comportamenti persecutori, cioè condotte reiterate che cagionano un perdurante e grave stato di ansia o di paura o ingenerano nella vittima un fondato timore per l’incolumità propria o di un congiunto. Tali condotte sono perseguibili perché costringono la vittima ad alterare le proprie abitudini.

Com’è punito il reato? Con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Aumentata se è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva.

Come si presenta la denuncia? Entro sei mesi dai fatti. Nei casi più gravi si procede d’ufficio. È sempre bene, sia in caso di querela sia in quello di denuncia, farsi assistere da un esperto che sappia esporre i fatti in modo particolareggiato. Dopo, il Giudice può fare arrestare lo stalker o vietargli di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. Chi non vuole denunciare può rivolgersi al Questore per far ammonire lo stalker.

UN’AVVOCATO A FIANCO DELLE DONNE. E NON SOLO Roberta Minotti, avvocato patrocinante in Cassazione è esperta in diritto penale e opera a Seregno (MB) e Palermo. È stata Vice Procuratore Onorario, Vice Presidente della Camera Penale di Monza, docente alla Scuola forense e Difese d’ufficio del Tribunale di Monza, Consigliere del Comitato delle Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Monza, referente legale dello Sportello donna del Comune di Meda, dell’Associazione L’abbraccio e di una Associazione antiracket-antiusura. Attualmente è membro del direttivo della Fondazione forense di Monza, commissario agli esami di avvocato e autrice de “La giusta causa” pubblicata sul settimanale Vero. minotti@avvocatorobertaminotti.it

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Casa Lemmi Bed & Breakfast è una millenaria dimora di charme nel ites, all’avvolgente atmosfera di tutta la struttura e specialmente alle centro storico di San Quirico d’Orcia, di fronte alla splendida Collegiata virtù di “Priscilla”, la sua multisensoriale Vasca Magica (estate/inverdell’XI Secolo. Il borgo, da cui si raggiungono in pochi minuti le antiche no) situata nell’antica cantina della dimora aperta sul giardino. Volendo Terme di Bagno Vignoni, è incastonato lungo la Via Cassia, in passato an- rimanere in Val d’Orcia, il che di per sé è un emozionante viaggio nella che Via Francigena, nella incantata Val d’Orcia da qualche anno dichiara- sua commovente bellezza, scoprendola a piedi, a cavallo, in bicicletta, ta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, dominata sullo sfondo dal Mon- ci si può muovere con facilità da Montalcino, patria del Brunello, fino a te Amiata. Casa Lemmi, recentemente ristrutturata come opera d’arte Montepulciano, luogo d’origine del Vino Nobile e a Pienza prima città dedicata all’ospitalità e al relax dotata di ogni moderno comfort, è ideale “moderna”, per spingersi fino a Siena, Firenze, Arezzo, a tanti altri luoghi per una rilassante pausa grazie alle sue nove spaziose e accoglienti su- umbri e toscani ricchi di cultura, arte e bellezze ambientali.

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Responsabilità medica

Nuove regole a tutela dei camici bianchi Tra le denunce dei pazienti e le accuse sempre più fitte di malasanità, reali o presunte, si è andato a infittire sempre più il rapporto tra i medici e i legali. E i camici bianchi, tra polizze assicurative salatissime e indici puntati contro, corrono ai ripari

anche con la cosiddetta “medicina difensiva”. Un dato che ha spinto il ministro della salute Renato Balduzzi a riscrivere nuove regole sulla responsabilità dei professionisti dell’area medica a cura di federica sciacca

La responsabilità del chirurgo estetico Gli interventi estetici, ormai routine, obbligano il medico a un adempimento contrattuale. L’esperto ci spiega come e perché Negli ultimi decenni la giurisprudenza legata alla responsabilità degli operatori sanitari si è evoluta. “Si è passati da una responsabilità di tipo extracontrattuale, regolata dall’articolo 2043 del Codice civile, a una responsabilità contrattuale, disciplinata invece dall’articolo 1218 e dal cosiddetto Contratto atipico di spedalità” spiega l’avvocato Luca Conti. Con quali conseguenze per il paziente? A differenza di quanto accadeva prima, in una causa civile per danni non incombe più sul paziente l’onere di allegare gli elementi di prova a sostegno della responsabilità dell’operatore, essendogli viceversa sufficiente docu-

mentare l’intercorso “contratto di spedalità” e il successivo aggravamento della propria patologia. Al medico spetterà fornire la prova certa che tutto l’iter sanitario è stato svolto “a regola d’arte”, compresa l’acquisizione del consenso informato del paziente. Questo principio vale a maggior ragione per i chirurghi estetici? Sì, perché i loro interventi, con l’evoluzione della medicina, sono ormai divenuti una vera e propria routine. E il chirurgo si obbliga non solo a usare l’adeguata diligenza professionale, ma addirittura a raggiungere un determinato risultato estetico, il cui mancato conseguimento de-

terminerà un inadempimento contrattuale che lo obbligherà al risarcimento del danno.

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Responsabilità medica ggi il totale dei contenziosi in area medica si aggira circa sui 34.000 euro l’anno. Un numero che dal 1994 è cresciuto di oltre il 200% e che ha sempre più spinto i medici a passare alla difesa. Il termine usato, già dal sapore evocativo, è infatti “medicina difensiva”, e indica l’atteggiamento che hanno i camici bianchi nel prendere troppe precauzioni, ad esempio prescrivendo esami in più o medicine non strettamente necessarie, oppure ricoveri più lunghi.

Una cautela esasperata, però, che ha finito per far lievitare i conti della spesa pubblica, e quindi da combattere, secondo il governo attuale che di tagli e risparmi ne ha fatto la sua bandiera. Arriva per questo, il capitolo ad hoc del decreto Balduzzi, quello sulla responsabilità medica, che introducendo delle norme per cercare di rendere un po’ più sereno il professionista, spera di calmierare questo atteggiamento. Il decreto infatti stabilisce che i camici bianchi possono finire sul banco degli imputati solo nei casi di dolo e colpa grave, almeno

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La tenacia porta lontano Come dimostra la vicenda professionale di Nicolino Sciarra, avvocato cassazionista. Una lunga esperienza nella responsabilità professionale Sempre avanti. È il motto di Nicolino Sciarra, abruzzese, classe 1954, avvocato cassazionista con una grande esperienza nell’ambito del diritto civile in generale e in particolare in quello della responsabilità professionale, della medicina legale e delle Assicurazioni. Un’esperienza che parte da lontano. “Dalla mia pratica legale in Abruzzo presso lo Studio di un

se si è svolta l’attività attenendosi “a protocolli linee guida e buone pratiche”. Inoltre, per le categorie più esposte a rischio è prevista anche l’introduzione di un fondo di solidarietà costituito con il contributo dei professionisti che ne facciano richiesta e da un’ulteriore partecipazione delle imprese assicuratrici. Per molti però il decreto non basta e il diritto di curare in serenità è ancora utopia. Si allenteranno le maglie tra medici e legali? Per dirlo con certezza e vedere gli effetti del decreto non si potrà che aspettare.

giurista eccezionale e maestro di vita, Benito Forte, Vice Pretore Reggente” ci racconta. Con entusiasmo e abnegazione a Roma ha fatto germogliare il proprio Studio con la collaborazione degli innumerevoli praticanti che attualmente sono affermati professionisti e la collaborazione costante di ingegneri, architetti, medici legali, commercialisti. “Sviluppiamo quel filo rosso che spesso si intreccia e lega le varie facce della giurisprudenza: è così che nel corso degli anni abbiamo ottenuto ottimi risultati che hanno confermato e rinnovato la fiducia della vasta clientela” spiega Sciarra. “Insieme a quel particolare rapporto che definirei consulenziale e risoluzionale e che trasforma l’avvocato in una figura a tutto tondo, ovvero, in un legale psicologo capace di farsi interprete e di agire in svariate problematiche civili”. Nello Studio Sciarra collaborano avvocati di grande esperienza e competenza. Egli stesso è un sostenitore delle libere associazioni che considera espressione della libertà diffusa nella società civile, in grado di conservare un ruolo specifico nella sua evoluzione. Infatti, è presidente dell’Associazione Alfa che opera nel sociale offrendo svariati servizi a favore dei cittadini e mettendo a disposizione professionisti affermati con ampie conoscenze nel campo legale finanziario, fiscale, societario, sanitario, immobiliare e assicurativo.


Imprese e professionisti. La tutela è qui

Uno studio specializzato in tutela delle compagnie assicurative e in responsabilità civile, anche nel difficile e delicato caso di danni derivati dall’esposizione all’amianto Il settore della responsabilità civile, dall’infortunistica agli obblighi professionali ha un centro di riferimento a Milano: è lo Studio legale Martini Rodolfi Vivori. “Dal 1999 ci occupiamo in prevalenza di diritto delle assicurazioni” spiegano i tre soci che collaborano con riviste specialistiche, pubblicano opere in tema e svolgono incontri, convegni e corsi di formazione. Risponde l’Avv. Enzo Vivori. Di cosa vi occupate nel dettaglio? Di tutela delle aziende in generale, per i danni conseguenti, per esempio, ad infortuni sul lavoro, a pratiche discriminatorie come il mobbing, danno ambientale legato a problematiche aziendali, danni da responsabilità civile dei prodotti e delle strutture sanitarie, e in generale danni derivanti da responsabilità dei professionisti (avvocati, commercialisti, medici e così via) e da circolazione stradale.

Di grande attualità è il tema riguardante la responsabilità civile e penale legata alla esposizione alle microfibre di amianto. Esatto. Dopo il caso di Casale Monferrato, anche a seguito della storica sentenza del Tribunale di Torino, molti sono i siti sui quali si sta indagando per accertare eventuali responsabilità in merito. Ne abbiamo scritto in Amianto: responsabilità civile e penale e risarcimento danni, Collana Medicina e diritto, Maggioli editore, 2012. E per quanto riguarda il settore assicurazioni? Tuteliamo le compagnie con riferimento ai rapporti tra le stesse e i loro intermediari, siano essi agenti, broker

o altri canali di vendita. Sia per quanto concerne la consulenza contrattuale di settore, sia per quanto riguarda la tutela giudiziale, civile e penale, connessa anche a problematiche di antifrode. Particolare conoscenza, esperienza e impegno vengono dedicati poi a fornire ad aziende e professionisti la consulenza per consentire loro di fruire di adeguata copertura assicurativa, sia per quanto concerne i massimali di polizza, sia per quelle che sono le condizioni di assicurazione, che deve essere necessariamente adattata e personalizzata ai singoli casi.

Studio Martini Rodolfi Vivori Avvocati Associati Corso Magenta, 42 - Milano Tel. 02 43998058 - Fax 02 43998065 info@mrvlaw.it - www.mrvlaw.it

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Sport e diritto

In aula per difendere lo sport Il volume di affari nel mondo dello sport è a sei zeri, e in costante crescita: un giro di interessi che però finisce sempre più col trascinarlo nelle aule giudiziarie. Solo oggi, infatti, sono circa una trentina le indagini in corso che coinvolgono personaggi dello sport o società sportive, con una lista di reati ipotizzati quasi al completo: dal riciclaggio all'associazione a delinquere, dalla concussione alla bancarotta fraudolenta. E in questa cornice il diritto sportivo prende sempre più piede a cura di FEDERICA SCIACCA

Uno Studio. Tante competenze Diritto condominiale, diritto sportivo, leasing. In cinquant’anni di attività, lo studio Verdesca di Milano ha raccolto onori e oneri Il diritto condominiale è uno dei settori in cui lo Studio legale Verdesca di Milano può vantare una solida specializzazione. Giovanni Verdesca, l’avvocato fondatore, fresco di medaglia per i 50 anni dell’avvocatura, a metà degli anni 70, quando iniziarono a svilupparsi nuove “realtà urbanistiche” quali i supercondomini e le “comunioni tecnologiche” è stato incaricato della stesura dei regolamenti per il Supercondominio di Milano 2 e per altri complessi residenziali siti in Liguria. Forte di un’esperienza lunga 50 anni, lo Studio offre costantemente la propria consulenza a numerosi amministratori su tutte le problematiche re-

lative alla realtà condominiale. Non solo. “Lo studio si occupa di diritto civile in generale, con particolare attenzione ad alcuni rami specifici. Oltre al diritto condominiale abbiamo sviluppato una profonda esperienza in materia di locazioni e di diritto di famiglia” spiega l’avvocato Barbara Verdesca, membro dello Studio e figlia del fondatore. “Altro ramo in cui mio padre si è specializzato è quello del diritto sportivo, essendo stato membro della

F.I.P, la Federazione Italiana Pallacanestro, e avendo svolto la funzione di arbitro in numerosi arbitrati relativi al contenzioso tra le società sportive e i giocatori. Ha inoltre lavorato parecchi anni come legale della Sanpaolo Leasing S.p.a.”, la società di leasing del Gruppo Intesa, sviluppando notevoli competenze in tutto ciò che gravita attorno al settore leasing”. Lo Studio Verdesca assiste i propri clienti anche nell’ambito dell’infortunistica stradale e, soprattutto gli imprenditori, nel recupero dei loro crediti. Attività tutt’altro che secondaria nell’attuale, difficile congiuntura economica.

Studio Legale Avv. Giovanni e Barbara Verdesca Via Anzani, 5 - Milano Tel./Fax025510961-Cel.3476982203 avv.verdesca@hotmail.it

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Sport e diritto BILANCI

Il Fair Play non solo in campo Investimenti su marchio, progetti e stadi come centri di intrattenimento. Sono alcune proposte per rinnovare il calcio in Italia Nel calcio tattiche e schemi sono fondamentali, come quella di Alberto Regazzini (info@studioregazzini.it) dottore commercialista a Milano con specializzazione “calcistica” componente del collegio dei revisori di una squadra di calcio di prima divisione.

“bonus” a favore di €5mil. Sono esonerate dalla rilevazione alcune spese d’ investimento come quelle per la costruzioni di stadi di proprietà. Per chi non rispetta il fair-play ci sono richiami, multe, penalizzazioni in classifica e squalifica dai tornei anche internazionali.

Cosa fa esattamente il collegio? È l’arbitro dei bilanci! Controlla la situazione economico patrimoniale, pagamenti a calciatori e staff, dà l’ok sulla bontà del bilancio, presenzia ai controlli del Comitato di vigilanza (Co.Vi.So.C.).

Se lei fosse presidente di una squadra di calcio dove prenderebbe i soldi? Investirei nella diffusione e valorizzazione del marchio sportivo, sviluppo del merchandising e renderei il massimo comfort al tifoso. Dal parcheggio all’intrattenimento prima e dopo la partita. Il concetto di sponsor non dovrebbe limitarsi alla contribuzione di danaro ma essere parte di un progetto concordato con le società e con le istituzioni locali. Per gestire tale pianificazione tutte le società dovrebbero dotarsi di figure professionali ad hoc e non improvvisate, ultimamente sono state molte le squadre che non sono riuscite a iscriversi al campionato di categoria.

I calciatori sono professionisti strapagati. Sarà sempre così? A livello internazionale l’UEFA ha istituito il concetto di Fair Play sia in campo che come vincolo economico. Dall’1 luglio 2011, su seguito biennale o triennale, ai club di calcio è consentito un limite massimo di disavanzo economico (differenza fra ricavi e costi, non d’indebitamento) pari a €50mil fino al 2014 e €35mil fino al 2017 con una franchigia

Diritto giovane e giovani del diritto

CAMBIAMENTI

Lo sport assume sempre più importanza nel diritto, perché attorno a esso gravitano interessi economici. Un esperto ci spiega l’evoluzione del settore Lo Studio legale Guardamagna e Associati ha una storia che risale agli anni Cinquanta e una fama consolidata nel diritto civile e commerciale internazionale. Eppure, ha deciso di dedicare sempre maggiori risorse al diritto sportivo. “Un diritto definito giovane” spiega Davide Guardamagna. Perché giovane? Una volta le vertenze di tipo sportivo si esaurivano nei procedimenti speciali davanti ai giudici nazionali. In seguito, dopo la famosa sentenza Bosman, ha assunto importanza nei rapporti di diritto del lavoro. Non solo: si è iniziato a far ricorso al Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna, al quale si deve una produzione giurisprudenziale sempre più internazionale. L’attuale sviluppo dei rapporti di diritto sportivo ha fatto sì che la materia sia oggi oggetto di studio anche nella facoltà di giurisprudenza. Peraltro, la mera

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specializzazione in diritto sportivo non è sufficiente: attorno allo sport gravitano rilevanti interessi economici che, sotto diversi profili, abbracciano molti settori del diritto (anche penale) con riflessi sulla vita politica e l’economia del territorio. Quale altro ambito del diritto è in forte sviluppo attualmente? Il diritto bancario con la gestione del contenzioso tra banche, istituti finanziari e clienti. Nell’ultimo periodo, inoltre, il ricorso alle procedure concorsuali alternative al fallimento ha costituito, per molti operatori, una scelta quasi obbligata. Studio legale Guardamagna e Associati Piazza San Pietro in Gessate, 2 - Milano Tel. 02 579601 Fax 02 57960299 segreteria@gealex.eu www.gealex.eu


Vincere lo stress Lo stress: la vera malattia professionale dei tempi moderni, che crea inevitabilmente tensioni, ansia e nervosismo, ma allo stesso tempo un male che può essere sconfitto con successo, prima che possa sconfiggere noi. E allora come giocare d’anticipo? La risposta è Villa Eden, un luogo dove salute e bellezza hanno il dono del sorriso ed il linguaggio della gioia, dove la sostenibile leggerezza del benessere è la filosofia di vita. FateVi avvolgere da un’atmosfera di puro relax e ritrovate il Vostro equilibrio naturale, immersi in un’oasi idilliaca dove sembra che il tempo si sia fermato. VILLA EDEN - OASI DI SALUTE & BELLEZZA - MERANO (BZ) - TEL. 0473 23 65 83 - www.villa-eden.com



Prima Pagina novembre 2012