BACO 45

Page 1

PIC MIKE PIREDDU - ROBERTO D’AMICO BACO MAGAZZINO DI IMMAGINI. SKATE. SNOW. SURF. BMX. FMX. LIFESTYLE. MUSICA. ARTE. - WWW.BACO.IT - TRIMESTRALE - NUMERO 45



MARK LOSEY

GARRETT REYNOLDS EXPERIENCE MORE AT

NIKE.COM/CHOSEN


California Sports Te l . 0 1 1 – 9 2 7 7 9 4 3 w w w. c a l i f o r n i a s p o r t s . i t

DCSHOES.COM/SKATEBOARDING


The Teak S Black/White

u Introd

c i n g:

Backside Tail

Blabac . Photo

SKATEBOARDING








EDITORIALE45 Il cimitero degli oggetti è un mare vasto. Assemblati, colorati e venduti per poi essere dimenticati, rotti e gettati. Nella nostra vita di quanti oggetti abbiamo un ricordo? Con chi e cosa abbiamo stretto un legame affettivo? Forse con il nostro pupazzo di quando eravamo piccoli, quello che immaginavamo potesse capirci, sentirci, illudendoci che di li a poco avrebbe preso vita e parola – ma questo se non in casi alieni – non è mai avvenuto, e siamo cresciuti lasciandolo prima vicino al letto, poi in cantina e infine gettandolo. Eppure, anche da più maturi abbiamo continuato a cercare questo assurdo legame che lega l’uomo a una qualche cosa che non ha né anima, né respiro. E cosí senza troppa ragione ci siamo legati chi alla propria auto chiamandola per nome, chi alla propria tavola accarezzandola, chi alla propria macchina da foto, chi al proprio personal CPU e chi al proprio pupazzo, convinti in un qualche modo di aver trovato la nostra Excalibur. È strano, ma alcuni dei più svariati oggetti in un certo momento della nostra vita ci catturano ed entrano a far parte

BACO45

10

della nostra quotidianità convinti che assieme a loro tutto andrà bene. Le storie e la Storia sono piene di oggetti magici con poteri inimmaginabili, ma tralasciando storia e leggende oggi è facile creare un legame con la propria tavola da surf o più semplicemente con un braccialetto, un anello o un capo d’abbigliamento. Forse è il nostro continuo sentirsi soli che ci spinge a cercare qualcosa anche dove non c’è. Forse il sapere che quello che usiamo, tocchiamo o indossiamo possieda un’anima ci rassicura. In queste pagine qua e là troverete degli oggetti: alcuni famosi, altri un po’ meno, sparsi come nei ricordi della nostra mente. Forse alcuni di questi avranno avuto a che fare con voi come con me. Io il mio pupazzo non l’ho ancora gettato, ogni tanto lo guardo e nella mia testa gli domando: “Come stai oggi?” Non bisogna mai smettere di crederci. Pic e txt Luca Pistono


Saturday 20 August 2011 Saturday

Old Spitalfields Market, East London. UK Free Entry & Live Webcast

Event starts 12 Noon www.vans.eu/dtsd

â‚Ź50000 Prize Money

www.facebook.com/vanseurope


SOMMARIO45 VANS

OFF THE

WALL

SPRING CLASSIC PAG 16

IUTERGAMESIV

PAG 36

PAG 30

Dr.Ank

IUTER

GRANDOPENING

PAG 44

PAG 56

Angelo

Roberto

Bonomelli D’amico PAG 60 PAG 74 PAG 68

VOLCOM VQS

BIANCO

PAG 82

EDITOR IN CHIEF paolo testa - poldo@baco.it EDITOR/CREATIVE DIRECTOR luca pistono - luca.pistono@baco.it EDITORIAL COORDINATOR olaf pignataro - olaf@baco.it FOREIGN COORDINATOR erika guareschi - erika.guareschi@baco.it PHOTOGRAPHER mirai pulvirenti. luca carta. andrea fazzolari. lorenz holder. murio. marcello cassano. ale simonetti. lorenzo belford. giorgio perottino. fizza. ale volpin. roberto bragotto. marcello goggio. kreator. eleonora raggi. hubbe ferroni. andrea borgarello. denis piccolo. COLLABORATORS fabio valente. cristina visentin. alessandra giovannini. mattia bonaguro BACO45

12

PUBLISHER Presso s.r.l. Edizioni - www.presso.it SALES MANAGER - UFFICIO COMMERCIALE paolo testa poldo@baco.it Tel. e Fax +39 011 813 68 50 mob. +39 3386864081 PRINTED IN ITALY Grafiche Ambert s.r.l. -10038 - verolengo - to www.graficheambert.com FREE DISTRIBUTION www.baco.it/distribuzione.html INFO www.baco.it Testi, illustrazioni e fotografie non vengono restituiti, se non espressamente richiesti. Gli autori sono i soli responsabili delle opinioni espresse. La riproduzione anche parziale di testi fotografie disegni è vietata con qualsiasi mezzo e forma.



DISTRIBUZIONE45 BACO Ăˆ GRATIS!

per ricevere baco nel tuo shop compila il modulo su www.baco.it alla sezione distribuzione. BACO45

14



pic Roberto Bragotto San Martino di Castrozza

BACO45

16

BACO45


"Quella sera partimmo John, Dean e io sulla vecchia Pontiac del '55 del padre di Dean e facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson". Tradotto in italiano: "Quella sera partimmo sulla vecchia 1100 del padre di Giuseppe e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant'Anna Pelago". "Gli americani ci fregano con la loro lingua". Firmato Francesco Guccini. Come dargli torto?

BACO45

17


DANIEL CARDONE

-IN VIAGGIO

BACO45

18


ROBERTO D,AMICO

TANIA DE TOMAS

BACO45

19


DANIEL CARDONE POOL CINECITTA, Roma - pic Denis Piccolo

BACO45

20


BACO45

BACO45

21


DANIEL CARDONE POOL CINECITTA, Roma - pic Denis Piccolo

BACO45

22


In effetti in questo viaggio FIAT Freestyle Team Pictures Awards un po' americani "Awanagana" ci siamo sentiti. Partiamo dall'inizio. Tutto nasce da me e Denis Piccolo in uno dei nostri numerosi incontri finiti poi nella pizzeria di fronte al nostro ufficio. Volevamo dare una tocco di "classe" al FIAT Freestyle Team che ormai da anni naviga nell'ambiente attraverso il suo team e le numerose attività. Dopo la farinata che come sempre anticipa la pizza, iniziamo col cercare dei format originali alla fine non è facile, gare, musica contest, tutte manifestazioni one shot, la discussione ci portava nel cercare qualcosa che durasse nel tempo e lasciasse il segno, alla portata di tutti.

Pensa che ti ripensa, e stanchi dei profeti in patria inizia a prendere forma qualcosa di itinerante, "Sarebbe figo fare una mostra che gira per l'Europa!" "Potrebbe essere la risposta agli scatti bruciati nel giro di una sola ora sul web!" È il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, il nostro spirito patriottico prende il sopravvento e decidiamo di unire l'Italia! "Facciamo uno shooting da San Martino di Castrozza fino in Sicilia sull'Etna" Come ci andiamo? Mail a Simone e Sergio per proporre al FIAT Freestyle Team un Road Trip condito con un contest fotografico che serve per produrre materiale per la mostra, ottima opportunità per unire le vetture attraverso un viaggio, anzi "Il viaggio" con riders e fotografi al seguito.

BACO45 BACO45

23


DANIEL CARDONE Roma - Denis Piccolo

BACO45

24


BACO45 BACO45

25


MARCO DONZELLI Roma - pic Lorenzo Belfrond BACO45

26


BACO45

Erika parte con il programmare il viaggio e accomodation, Denis inizia la danza col sentire fotografi e riders, le prime notizie che arrivano dalla Sicilia che un buon periodo per salire sul vulcano che i siciliani chiamano "La Montagna" è marzo, piccolo breafing e programmiamo la partenza per il 20 marzo con tappa a Roma dove ci hanno raggiunto Roberto d'Amico e Daniel Cardone per un divertente scambio di mezzi, occasione per andare a skateare nella pool Cinecittà con spaghetti all'amatriciana finali sotto lo sguardo inteso di Che Guevara appeso alla parete della trattoria. Intanto queste foto sono un piccolo teaser del viaggio che abbiamo intra-

preso, nei prossimi numeri sia di Baco che di Sequence trovate la storia del nostro viaggio e da questa estate a 2 Alpes partiranno le tappe della mostra FIAT Freestyle Team Pictures Awards dove potrete emozionarvi davanti le foto di Lorenz Older, Roby Bragotto, Lorenzo Belfrond che non hanno risparmiato i propri click immortalando i Nitro Warrios, Markino Grigis, Filippo Kratter, Stefano Munari, Lorenzo Buzzoni, Tania de Tomas, Marco Donzelli, Daniel Plazy Neuchelidl e paesaggi mozzafiato soprattutto sulla lava dell'Etna. Il resto nelle prossime puntante. txt Poldo

BACO45

27


Il modello Leica serie 0 è stato prodotto in soli 31 pezzi, con numero di serie da 100 a 130 intorno al 1920, una sorta di reliquia che ha fatto da base alla prima vera Leica I. La fotografia è una passione che non ha tempo. Oggi il digitale ha saputo aggiungere nuovi elementi ma senza cancellare del tutto il bagaglio del passato, quell'amarcord legato a un'immagine sgranata e in bianco e nero.

BACO45

28


Daniel Cardone pic Roberto Bragotto

BACO45

29


Simon Gruber BS5 double nosegrab


Manuel Pietropoli BS rodeo 540

IUTERGAMESIV 18 Marzo - Melezet - Bardonecchia PIC Olaf Pignataro

Come ogni anno, ormai da quattro anni, arrivano gli IUTER Games a coronare una stagione invernale segnata dalle condizioni imprevedibili e totalmente variabili; come del resto è imprevedibile e variabile l’evento più atteso dell’anno. Il format avete imparato a conoscerlo, non c’è, come non c’è un timetable, non ci sono le regole, c’è solo tanta voglia di incontrarsi tutti nello stesso spot e condividere ciò che ci piace fare d’inverno: andare in tavoletta! L’evento richiama a calamita un po’ tutta la scena italiana, haters a parte che rimangono a casa a commentare le foto sui vari blog, loro si che girano grosso, sui blog!

BACO45

31


Giorcio Ciancaleoni FS 1000 melon


Rimanendo in tema: il format non c’è, si gira tutti assieme per l’ottimo snowpark del Melezet, curato nei minimi dettagli da Doors Crue, ringraziamo Cri e la sua cumpa che, in condizioni decisamente estive, non ha lasciato nulla al caso tirando a lustro tutte le strutture per far sì che i riders potessero esprimersi al meglio; così è stato, se ne sono viste davvero delle belle, su jump e rail c’è stata dura battaglia, con banconote che sono andate a ruba a suon si bangers! Gli highlights si son visti: al FIAT FREESTYLE TEAM LOUNGE dove tutta la ciurma, più di un centinaio di riders, ha potuto ricaricarsi con caramelle gommmose, cioccolati e bevande; sull’INVICTA JUMP c’è stato davvero un grande spettacolo, manovre di ogni genere, dallo straight air Method al frontside 1080!!! Peccato si sia sentita la mancanza dell’halfpipe olimpico che pochi giorni prima era stato usato per i mondiali, ma le temperature proibitive ne hanno compromesso l’utilizzo avendolo ridotto ad un budinone; non potendone fare a meno è stato però utilizzato nella parte finale come trampolino per “boncare” i preziosi loghi aziendali. A chiudere la fase “sportiva” dell’evento c’è stato il classico MALIBU OLLIE CONTEST che ha visto innalzare l’asticella fino a ben 85cm, una quota di tutto rispetto per un pop dal flat!

BACO45

33


La giornata on snow si è così conclusa, ma non i giochi, ci aspettava ancora lo IUTERAPPETIZER al GARAGE PUB con DJ GAMMY in consolle e poi lo SNOWCLUB con SURF DISCO, SAINT CATHERINE COLLECTIVE e RESET! A movimentare la folla per decretare la combattutissima medaglia di $bronzo Overall Winner & Highest Ollie: Simon Gruber Second sTie: Tato Chiala - Marco Grigis - Manuel Pietropoli $bronzo Medal: Enrico Cerovac aka Polly Medaglia la Valore: Gianfranco Battaglia aka Bruce txt Enrico Predeval

IUTERGAMESIV La LETTERA 22, prodotta dall’Olivetti, nasce dalla mano di Marcello Nizzoli nel 1950. Nel 1956 vince il Compasso d’oro, come oggetto che esalta oltre al design la facilità di trasporto e il poco ingombro. Premendo sui suoi tasti sono state scritte intere pagine di storia italiana, come con il suo Indro Montanelli che non se ne separò mai.

BACO45

34


Marco Grigis FS3 indy


BACO45

36


Dani Leon, flip sad to fakie

VANS

OFF THE

WALL

SPRING CLASSIC Giusto il tempo di riprendermi dalla trasferta di Hossegor e mi ritrovo in macchina con Poldo in direzione Varazze, dove, per il terzo anno consecutivo si è svolto il Vans Off The Wall Spring Classic, direttamente sulla spiaggia del

famoso “Molo del Surf”. Lo spot varazzino, meta ambita dei surfisti italiani e non solo, si è così trasformato in un luogo di ritrovo per tutti, vecchi e nuovi amici. BACO45

37


VANS

OFF THE

WALL

SPRING CLASSIC

Come in una piccola California, sole, mare e palme hanno fatto da cornice durante i 3 giorni dell’evento, dimostrando ancora una volta che il nostro “Bel Paese” è in grado di ospitare contest eccezionali a livello internazionale. I migliori skater d’Europa sono accorsi per aggiudicarsi il montepremi di 10.000 euro! Con un livello tecnico altissimo si sono sfidati a colpi di tricks, sudore e sangue sulle due strutture create apposta per l’evento, che dire TRUE SKATEBOARDING! Appena arrivato, mi sono subito concesso una birra fresca e dopo essermi fatto un giro intorno alle strutture, mentre Poldo, con tanto di cappello panamense e sigaro in bocca salutava tutte le autorità locali, ho subito realizzato che sarebbe stato un weekend di fuoco! La mini rampa, non è era poi così tanto mini, anzi l’idea che dava era quella di un vero e proprio galeone con tanto di cordoni da nave come protezione laterale, extension e diver-

Fernando Bramsmark, frontside nosegrind

BACO45

38

si “giochetti” di contorno come il Vans curb o la flat rail bar che hanno stuzzicato un pò tutti, permettendo ai “pirati” con le tavolette a rotelle di esprimere il miglior riding possibile con linee pazzesche e velocità incredibili. Quello che mi stupisce sempre di questi tipi di contest è vedere come tutti i rider si rispettino, seguendo una sorta di etichetta non scritta e nemmeno mai detta, lasciando a volte la precedenza nelle partenze o imponendosi senza mai un minimo di tensione, nonostante la competizione e i soldi in ballo, spingendosi a vicenda e alzando costantemente il livello tecnico mischiando tricks new school e old school, nuove e vecchie generazione a confronto, stili diversi e capacità incredibili di rendere facile quello che non lo è affatto. Ho sempre pensato che lo skateboarding sia una forma d’arte ed è stato bello vedere così tanta gente, anche di ambienti diversi, riunirsi ed apprezzare qualcosa di così assolutamente bello!


Sam Beckett, backside air BACO45

39


Josh Young, ollie BACO45

40


Diego Doural, frontside indy

Lo spettacolo non era soltanto sulla mini ma anche sulla scalinata, creata apposta per l’evento, dove, sabato 7 maggio si è svolto il Double Set Best Trick Contest, che ha premiato 4 skater: Tobias Fleischer, con Fs feeble grind sul rail e Fs tail-slide 270 out sull’hubba, Filippo Baronello, con Finger flip, 360 flip giù dalla scalinata e 50-50 sulla transenna, Fernando Bramsmark, con Nosegring e Bs ollie to switch 50-50 e Fs Nosegrind sulla transenna, Steffen Austenheim, con the biggest board-slide sulla transenna. Ho trovato veramente innovativo la decisione di dividere i 13 prize money in palio per i migliori 21 skater che si sono guadagnati la finale domenica, premiando stile, potenza, tecnica e non solo!

Non si possono non menzionare le feste Vans Off The Wall Music Stage che venerdì e sabato sera hanno fatto letteralmente saltare in aria il molo di Varazze, incendiando le migliaia di persone sotto le note hardcore delle band Dufresne e La Crisi, e i mix electro dei Djs Parro, Saint Catherine Collective e Jack Beats. Devo ammettere che ci siamo goduti lo spettacolo dalla terrazza proprio sopra il palco ed è stato incredibile vedere dall’alto come nn fosse letteralmente possibile muoversi, una festa pazzesca degna di un grande evento che ha segnato la fine della stagione invernale e l’inizio ufficiale di quella estiva! Al prossimo anno! txt Mattia Bonaguro

VANS

OFF THE

WALL

SPRING CLASSIC

Le biglie da spiaggia... Sì quelle con i ciclisti, i calciatori ecc. Chi non le ricorda? Forse i più giovani no, ma chi come me ha avuto la possibilità di indolenzirsi le dita per farle correre il più possibile nella pista di sabbia certamente sì. Erano di tutti colori e si collezionavano a seconda della figura interna. Erano piccoli oggetti di poco valore, ma possedere quella con il proprio beniamino era fantastico.

BACO45

41


Tobias Fleisher, flip fs board

BACO45

42


VANS

OFF THE

WALL

SPRING CLASSIC Di seguito premi e rider: • The Unlucky Friend - Kris Vile, l’inglese che ha tentato di chiudere di tutto! • The Air Freshener – David Sanchez, lo spagnolo che ha girato con uno stile del tutto innovativo • The Condor – Dieg Doural artefice del biggest air • The Smooth Operator – Josh Young, stile e scioltezza per lui • The Surgeon / The Toe Mixer – lo skater più tecnico e che ha saputo mischiare switch e forward in tutte le run • The Bingo Winner – Dani Leon, skatando bene e ovunque • The Punisher / The Good Ol’Boy – Greg Nowik, ha veramente chiuso

l’impossibile con un sacco di tricks old school, yeah! • The Easy Rider – John Magnusson, lo svedese “proiettile”, veloce e solido • The Line Executor – Julien Benoliel, che ha skatato con linee assurde • The Innovator – Ross McGouran, tecnica e innovazione • The Wheelchair Master – best crash i due inglesi Jake Collins e Sam Beckett • The Cruising Gentlemen – lo svedese Fernando Bramsmark, ha skatato sempre con il sorriso godendosi il soleggiato weekend ahahah • The Tsunami – Daan Vanderlinden, il piccolo olandese, un vero Tsunami! BACO45

43


BACO45

44


Dr.Ank

the shaper

Come hai iniziato a fare lo shaper? Ho avuto la fortuna di avere il dono della manualità da mio nonno e da mia madre. Il primo, abile artigiano, maniscalco e calzolaio in tempo di guerra; la seconda, a me decisamente più vicina, sarta di ottimo livello. La precisione e meticolosità con cui mia madre, oramai anziana, sviluppava e realizzava i suoi vestiti, sono alcuni degli elementi che mi hanno aiutato a contraddistinguermi in questi anni. Non a caso un paragone ricorrente che utilizzo spesso è proprio che lo shaper è come un sarto, ti deve modellare addosso il vestito giusto. La mia avventura come shaper di Dr.ank Surfboards inizia nel ‘97, in risposta all’esigenza di restare il più possibile ancorato al mondo del mare, e più precisamente a quello del surf.

BACO45

45


Vincenzo Ingletto Marocco Pic Cristian Corradin

BACO45

46


Ovviamente non avrei mai immaginato di diventare un punto di riferimento per tanti surfer; mi accontentavo all’epoca di racimolare un po’ di soldi per acquistare nuovi utensili, testare i materiali e più che altro per sovvenzionare i miei viaggi in giro per gli oceani. Sono stati proprio questi viaggi surfistilavorativi che mi hanno portato a scivolare sulle bellissime onde di California, Australia, Nuova Zelanda, Canarie ecc. e a darmi al tempo stesso la possibilità di lavorare e confrontarmi con alcuni dei migliori shapers del panorama mondiale, da Donald Takayama, a cui devo il mio salto di qualità, a Paul Hutchinson (Bear Australia) e Simon Jones (Morning of the Heart Surfboards), nonchè Cris Ruddy di Ukulele Surf in California. Ad oggi il tempo che spendo nel laboratorio è, mio malgrado, decisamente superiore rispetto a quello passato in acqua. In realtà è la naturale evoluzione delle cose, sono passato dal fare le tavole per pochi amici a costruire modelli per tutto il mercato italiano, dai twin fin, ai retro 70.s passando per gli eggs, i longboards classici come i moderni. Mi sono specializzato fortemente in queste discipline, vi ho creduto anche quando imperversava a livello globale la sola figura della shortboard, e sono felice di essere stato così tenace. Oggi alcune delle tavole che costruisco sono addirittura tornate di moda, se possiamo usare questo termine in riferimento alle tavole da surf.

Che cos’è shapare una tavola? È un semplice lavoro o nella sua manualità c’è qualcosa in più, forse un’arte o un rito? Si tratta di una specie di scultura? Anche tu, partendo da un blocco informe, per sottrazione, raggiungi forme perfette... Indubbiamente sagomare una tavola è un qualche cosa di profondo, quasi un viaggio all’interno delle proprie conoscenze. Non a caso, insieme alla resinatura di tipo creativo (vedi pigmentazione multicolre), è forse la parte del processo costruttivo che più mi piace e gratifica. Dopo tanti anni lo shaper, quello che non usa la macchina a controllo numerico ovviamente, raggiunge un buon livello ed una ottima conoscenza dei vari step che compongono lo shape di una tavola. In pratica, all’inizio sei concentrato sui passaggi obbligati, stai attento a non togliere troppa schiuma, alla forma dei bordi ecc. Con il passare del tempo acquisisci sempre più sicurezza e dimestichezza, e ti ritrovi a sagomare una tavola quasi senza pensare. Una sorta di viaggio introspettivo, spesso accompagnato dalla musica, altra mia fonte ispiratrice. Ci sono ovviamente tavole che invece richiedono estrema concentrazione: a quel punto il silenzio della shaping room è l’unico mio compagno. In ogni caso, che si viaggi con la mente o che si sia concentrati al massimo sul lavoro da svolgere, quello che non cambia è la sensazione di isolamento dal mondo esterno. BACO45

47


Vincenzo Ingletto Marocco Pic Cristian Corradin

Matteo Mastino aerial con il long - Sardegna Pic Cristian Corradin

BACO45

48


Sagomare una tavola custom può essere paragonato a qualsiasi altro processo creativo: che sia pittura, scultura o composizione musicale. Qual è l’aspetto più affascinante del tuo lavoro? Varie cose, a vari grado e titolo, mi affascinano del mio lavoro. Sapere per esempio che sto costruendo un oggetto che regalerà forti emozioni al surfer che lo utilizzerà mi fa sentire utile, i colori e le loro infinite varianti mi appagano invece sul profilo della fantasia e della sperimentazione. E poi, non dimenticando che sono prima surfer che shaper, il mio lavoro mi “costringe” a stare in contatto con l’ambiente acquatico e le sue onde, e con i surfer, spesso più giovani, motivati, positivi e pieni di energia. E guardando al futuro, ti piacerebbe tramandare la tua esperienza? Certo, ma tutto a suo tempo; devo ancora imparare tanto anch’io (anche se in verità sono convinto che finirò i miei giorni imparando!) e cmq una ipoteca sul futuro credo di averla messa... I miei due figli, Greta e Sebastiano. Magari uno dei due si appassionerà al mondo del surf e dello shaping e manderà in pensione il vecchio padre...

Quando hai finito una tavola e la vedi in azione, cosa rimane dentro di te? Solitamente sorrido in maniera istintiva, quasi un gesto di approvazione; sia per il surfer che ha fatto la sua scivolata sull’onda che per me che la ho, in maniera marginale, resa possibile. In parallelo mi sento decisamente responsabile delle mie azioni; la tavola spesso è un qualche cosa che per il surfer va al di là di una serie di materiali compositi sapientemente assemblati. Ha un’anima, è viva, è la fedele compagna di avventura; sia questa vissuta su una corta e troppo spesso ventosa onda italiana sia, meglio ancora, su di un bel point o reef oceanico. Lo shaper è cor-responsabile, nel bene e nel male. Qual è il pensiero che corre nella testa di un surfer quando mette i piedi su una tua tavola? O meglio, cosa vorresti che lui pensasse? Deve pensare poco, deve agire: divertimento, gliding, velocità, facile take off e paddling power; il modello giusto al momento giusto (e questo dipende dal surfer e non dallo shaper) regalano queste e molte altre sensazioni.

BACO45

49


Se tu potessi tornare indietro, rifaresti tutto quello che hai fatto? Si, anche di più e prima. La calma apparente che mi contraddistingue a volte mi frena troppo; certo, mi evita clamorosi errori, ma a volte azzardare può regalare le soddisfazioni più grandi. All’inizio dell’estate del 2002 successe una cosa che cambiò i miei programmi. A quel tempo realizzavo tavole in una piccola officina e lavoravo in uno stabilimento per arrotondare i miei guadagni; decisi di mollare tutto e scappare in California. Decisione azzardata se si pensa che lasciavo introiti sicuri per almeno 5 mesi; fu però l’estate che entrai in contatto proprio con Donald Takayama. Se non avessi rischiato, se non fossi partito in piena stagione, non sarebbe mai accaduto questo importante incontro e probabilmente oggi non costruirei tavole da surf in Italia. Che cos’è, per te, il surf? Il motore dei miei sogni, insieme alla mia famiglia. Il surf è viaggio, amicizia, cultura, arte, colore, acqua rigenerante e rinfrescante, profumi indescrivibili. il surf è espressione, energia, velocità, natura e avventura. Il surf è quello che ci metti dentro, quello che sei nella vita reale te lo porti dietro nell’universo liquido, ma qui, differentemente dalla vita reale, non conta quanto tu alto sia nella scala sociale, ricco o uomo di successo. Davanti ad una sinusoide liquida ripida e veloce, dai riflessi azzurro-verdi, siamo tutti, infinitamente, piccoli e uguali. Per finire, qual è il tuo sogno nel cassetto? :)

Dr.Ank www.dranksurf.com

BACO45

50


Le prime tavole da surf erano delle semplici e primordiali assi di legno sagomate alla bene meglio. Oggi con il supporto della tecnologia e dei nuovi materiali abbiamo a disposizione degli attrezzi più leggeri e perfetti. Rimangono ancora le mani sapienti degli shaper, come il nostro Dr.Ank, che competono con le più moderne frese che lavorano in serie. Io rimango dell’idea romantica che una tavola shapata delle mani di un uomo porti con sé la sua esperienza e il suo fascino. Come si è già scritto e sentito, “Non bisogna smettere di avere fiducia nelle persone, quando questo accadrà sarà un giorno triste”.

BACO45

51


IUTER

GRANDOPENING

BACO45

52


Per inaugurare i suoi nuovi uffici, Iuter ha organizzato un evento unico: durante l’aperitivo offerto da FIAT Freestyle Team e Asahi, il brand milanese ha presentato le opere degli artisti Shohei, Mhak e Tenga, autori della Iuter Japan Edition. Un pubblico eterogeneo di oltre quat-

trocento persone è intervenuto al vernissage, esplorando le varie aree degli uffici Iuter, trasformati per l’occasione in una galleria d’arte. Era possibile acquistare le opere originali, le stampe, i poster e parte dei ricavi è stata devoluta alla Croce Rossa Giapponese.

BACO45

53


PHOTOCIRASA.COM

SHOHEI Nato nel 1980 a Tokyo, Giappone. Shohei Otomo, in arte Hakuchi, è uno degli artisti contemporanei più interessanti, che crea i suoi capolavori con una semplice penna a sfera. Nei suoi disegni Shohei aggiunge il gusto dell’arte tradizionale giapponese a stili manga e noir, mescolando geishe, carpe e samurai a iconografie cyberpunk, con uno stile di disegno moderno e distintivo. BACO45

54

La sua tecnica è così raffinata e meticolosa che riesce a trasferire alle immaginia un realismo quasi fotografico. I suoi lavori sono stati esposti alla Strychnin Gallery di Berlino, oltre ad essere commissionati da Kyks Tyo, Lupe Fiasco, e per la copertina della rivista internazionale We Ar.


BACO45

55


BACO45

56


PHOTOCIRASA.COM

MHAK Nato nel 1981 a Aizu Wakamatsu, Giappone. Influenzato dai mobili e interni dei designer, i suoi dipinti e murali mirano a “convivere” con l’interior design. I suoi lavori, nella ricerca dell’astrattismo, si distinguono per molteplici curve sovrapposte, dovute alla necessità di sposarsi agli ambienti per cui vengono creati. Il suo stile unico decora le pareti e l’arredamento di

residenze private e alberghi, mentre I suoi lavori su pannelli di legno sono stati esposti alla sua prima personale a Portland oltre che in diverse mostre collettive in Giappone e all’estero: a New York, Los Angeles, Buenos Aires, Melbourne e Sidney. Mhak collabora inoltre con aziende quail Iuter e altri streetbrand sia giapponesi che internazionali, manifestando nella polifunzionalità la sua visione unica sul mondo. BACO45

57


PHOTOCIRASA.COM

TENGA Nato nel 1977 a Tokyo, Giappone. Dopo aver iniziato a dipingere graffiti a 14 anni, nel tempo Tenga si è avvicinato maggiormente al disegno. Con un background professionale in qualità di designer nei settori del abbigliamento e del web, Tenga è un artista poliedrico che spazia dalla pittura mura-

BACO45

58

le alla scultura e al graphic design. La sua frenetica attività artistica lo ha portato ad esibire diverse opere nelle gallerie giapponesi, e nel 2008 è stato invitato dal Walt Disney Production per la mostra collettiva Bloc28 svoltasi a Los Angeles.


BACO45

59


Angelo

Bonomelli

Angelo Bonomelli è un esplosivo e sorridente surfista che ho incontrato anni fa, quando lo feci entrare in uno dei team che al tempo gestivo. Partimmo subito verso la Spagna, a Santander, dove trascorremmo un bel periodo di training, e dove iniziai ad appassionarmi alla fotografia di surf. Ha da poco compiuto i vent’anni, e sta ottenendo ottimi risultati nell’ European Pro Junior 2011. Angelo, sei diventato ormai un ventenne... Come ti senti? Ogni tanto mi sento un po’ vecchio, specie quando sono con i ragazzi più giovani del team Volcom, ma ci sono passato anche io quindi direi tutto bene. Quest’anno, dopo un’annata abbastanza dura a livello gare di europee, hai ricominciato alla grande con due ottimi piazzamenti. Il livello Pro Junior è

BACO45

60

davvero alto, come vedi il proseguo della stagione? Lo scorso anno è stato un anno di transizione, e purtroppo alle Reunion alla prima gara una interferenza mi ha penalizzato. Dopo a Somo ed alle Canarie mi sono piazzato molto bene: non lo so come andrà nelle prossime gare anche se in questo momento mi sento molto in forma e sto surfando bene. Quest’anno sei il più grande del team Junior Volcom, ti ricordi quando eri il più piccolo? Che rapporto hai con gli altri? Negli ultimi anni il team è cambiato molto ma il rapporto con i altri del team migliora ogni giorno: all’inizio si discuteva quasi tutti i giorni; ora, come in tutti i luoghi in cui convivono persone diverse, si è imparato a conoscersi e rispettarsi e quindi tutto migliora.


Roberto

D’amico Roberto D’Amico è cresciuto, e di piccolo con lui porta ancora soltanto il soprannome “ Robertino“, che fortunatamente e anche per dar maggior veridicità è divenuto “Roby”. Durante gli esami di maturità che lo separano dalla tanto sognata estate mi sembrava giusto fare due chiacchere con un atleta che da un po’ di anni è divenuto un amico e compagno di viaggi. Abbiamo letto e visto le immagini del tuo viaggio in California con qualche capatina in Messico, e mi è molto dispiaciuto non riuscire a venire a trovarti. Come ti sei trovato? Quali differenze hai visto nella cultura “romana” e in quella Californiana sia nel surf ma soprattutto nei rapporti umani? Appena arrivato non vedevo l’ora di andarmene, ovviamente non in Italia ma in un posto caldo, le onde erano piccolissime e faceva più freddo che in Italia! Ma poi dalla settimana successiva è cambiato il tempo, e le onde…. Ed ho cominciato a divertirmi! In California è tutto gigante, non esistono cose piccole, dalle auto ai barattoli di nutella… il rapporto con gli americani è stato stupendo... Tutti molto simpatici ed ospitevoli, e sorpresi che in Italia si praticasse il surf!

Il 2010 è stato un anno particolare: Kelly ha vinto il 10 titolo, Andy Irons ci ha detto arrivederci. Eventi diversi, eventi che hanno fatto pensare entrambi, come quello del 10 titolo di Kelly che forse è andato oltre lo sport, anche per la mia personalissima idea che il surf non sia uno sport al 100%. Vorrei sapere la tua visione su questi fatti, e come tu ti rapporti alla disciplina del surfing. Beh… Della morte di Andy non ci volevo credere, l’avevo già letto la notte sui vari siti, ma pensavo e speravo fosse un fake, ma poi il giorno dopo ho letto tutto tul sito ASP… Tutti noi siamo cresciuti con Andy e con il suo stile, e ci mancherà davvero tanto… Riguardo Kelly come dici anche tu è andato oltre… Lui non gareggià più con tavola e onda… Ma con la testa… E non ho la più pallida idea di come faccia… In poche parole UN VERO CAMPIONE! In cosa pensi di essere migliorato nell’ultimo anno, e in cosa vorresti migliorare nel prossimo? A leggere l’onda… E vorrei correggere il mio backfoot Se tutto va bene finirai la scuola quest’anno. Hai dei progetti per il dopo? Si finalmente… Il prossimo anno viaggerò moltissimo, più che posso, e spero vada tutto bene… E poi si vedrà! Forse università forse lavoro! Forse inizierò a vivere di surf! Chi lo sa! BACO45

61


Angelo Bonomelli, air double Grab, Capbreton

BACO45

62


Roberto D’Amico, giornata uggiosa manovra stilosa

BACO45

63


Angelo

Bonomelli Angelo Bonomelli, easy surfing estivo, Hossegor

Un tuo compagno di team, William Alliotti, sembra poter concorrere per la conquista del titolo finale European Pro Junior. Allenarsi insieme a lui e Didier Piter ti sta migliorando ulteriormente? Si sto migliorando tanto in questo periodo e surfare con un surfista forte come William mi spinge sempre di più. Cosa pensi onestamente della situazione federazioni surf in Italia? Mi sembra che sia una cosa un po’ stupida perchè danneggia non solo gli atleti italiani ma anche l’Italia

BACO45

64

nel surf: già all’estero pensano tutti che il surf nella penisola non esiste, poi se non riusciamo a preparare il team a modo per le gare mondiali ed europee è ancora peggio. Tra tutti i tuoi viaggi di quest’anno, quale rimarrà più a lungo nel tuo cuore? Non lo so veramente ma penso le isole Reunion e Hawaii: due trip stupendi con belle onde di qualità. Mi sono divertito tantissimo con il team e abbiamo fatto delle belle esperienze.


Roberto

D’amico

Ritieni sostenibile la situazione Italiana riguardo le federazioni, le gare? Sarei più contento se stessero tutti insieme ed uniti, per sostenere il più possibile il tricolore, ma quest’anno le gare, anche se di meno, sono state ben organizzate… Ma poi l’assenza del team Italia all’ultimo mondiale mi ci ha fatto rimanere male… A me come penso anche a tanti di voi. Ladispoli è la tua città. Cosa è cambiato da quando eri più piccolo ad oggi?

Le onde prima di tutto… Nessuno conosceva questo posto e surfavo davanti casa con tutti i miei amici, ma oramai saranno un paio di anni che non funziona come si deve. E poi ora si sta sviluppando tantissimo, forse anche troppo… Cosa pensi quando vedi una persona che non conosce il surf indossare un prodotto di uno dei tuoi sponsors? Sono contento!

BACO45

65


Angelo

Bonomelli

San Vincenzo, il Costarica ed Hossegor, passando per Santander: dove ti senti davvero a casa? Casa mia la ho sempre vista in Costarica perche sono cresciuto la e li ho tutta la mia vita, non potrei mai andare a vivere in una città italiana o in Francia d’inverno. Anche se mi piace molto d’estate. Ti reputi un surfista professionista? Non proprio professionista ma quasi, e amo farlo e speriamo che un giorno… Quanto è difficile trovare il giusto supporto per andare avanti nel surf? Personalmente credo che se hai la passione vai avanti

BACO45

66

se no certe volte ti demoralizzi molto e pensi di mollare. Angelo, cosa vorresti succedesse nel tuo futuro? Adesso non saprei dirlo ma amo surfare e sicuro lo farò piu a lungo che posso. Chi vuoi ringraziare? Voglio ringraziare soprattutto la mia Famiglia che mi appoggia nel surf e nella vita, i miei sponsors Volcom, Super Brand, Nike 6.0, Xcel, SurfToLive, Dakine e Mike Pireddu che mi aiuta come amico e con il quale da ormai quattro anni fotografiamo insieme.


Roberto

D’amico

Quale pensi sarà il futuro del surf, ma anche dello sport in Italia? Il surf secondo me rimarrà sempre lo stesso… Chi comincia non smette, e ci saranno sicuramente moltissime nuove leve. Pensi ci siano persone sottovalutate in Italia, dico in ogni ambito, che se fossero in altro Paese riceverebbero maggior considerazione? E secondo te perché questo succede? Penso di no, ma quando un italiano, nato e cresciuto in Italia, va all’estero, anche se bravo come gli altri, non viene calcolato allo stesso modo… Quale è stata la tua gioia più grande ed il più grande rammarico ad oggi?

Vincere il campionato open, ed il più grande rammarico non essere andato a studiare in qualche altro Paese… Che cosa vorresti si avverasse per te nel 2011? Vivere con il surf… Ringrazia, saluta e se ne hai togliti qualche sassolino dalla “piccola” scarpa che indossi? Prima di tutto il boss Mike per l’interview, mamma e papà, i miei sponsor Quiksilver Nike 6.0 Fiat Freestyle team, Oakley, Surf to Live, Assovelicaladispoli e tutti quelli che hanno sempre creduto in me e che mi supportano.

BACO45

67


I pi첫 piccoli indossano le maschere da lottatori messicani


Nella categoria girls si son date battaglia fino alla fine

VOLCOM VQS FINALS - ANGLET

Le finali europee del Volcom Qualifying Session (VQS) si sono tenute alla spiaggia della Madrague, Anglet (FR) il 30 aprile e 1 maggio, con una grande affluenza di pubblico insieme ai riders qualificati. Il format che Volcom propone è molto divertente: un tema che varia sempre, in questo caso il Messico, sopra il quale si costruisce un contest, intermezzato da momenti di gioco, relax e intrattenimento. Le finali europee qualificano all’evento globale in California, oltre che premiare riccamente i vincitori, quindi è facile immaginare come i riders siano ben motivati a competere. Quest’anno Volcom mi aveva scelto come

fotografo ufficiale dell’evento, e con Angelo Bonomelli e Roberto D’Amico, i nostri due portabandiera all’evento, abbiamo passato due giornate davvero intense, culminate anche con lo splendido BBQ serale allestito nella sede Volcom, con tanto di indoor skatepark e altre varie amenità. La gara open è stata vinta da P.V. Laborde, che in una finale mozzafiato ha avuto la meglio su Dimitri Ouvré, Jose Maria Cabrera e Romain Laulhé. Gara nella gara il premio per la manovra più elettrica, sponsorizzato da Electric, vinto da William Alliotti, grazie ai suoi air radicali.

BACO45

69


P.V. Laborde, floater

Tom Good trova questo tubo e il pubblico apprezza

BACO45

70


Sarebbe davvero bello vedere questo tipo di eventi anche qui da noi in Italia, in modo da avvicinare tanti nuovi giovani al surf, che è più possibile fare qui nella penisola di quel che si pensi, soprattutto quando si è piccoli. Le nuove tappe del tour 2011 sono cominciate, chi si qualificherà per la finale 2012? Results: ELECTRIC VOLT THROWER: William Aliotti (500€) VATOS (Open) 1. PV Laborde (Fr) 1000€, trip to California 2. Dimitri Ouvre (Guada) 500€ 3. Jose Maria Cabrera (Cny) 250€ 4. Romain Lauhlé (Fr) 250€


William Alliotti, vola con questo bs air gigantesco

Stile ed impostazione di manovra ottimale BACO45

72


SENORITAS (Girls): 1. Johanne Panzini (Run) 750, trip to California 2. Alizée Arnaud (Fr) 3. Lucia Martino (Es) 4. Ariane Ochoa Torres (Es) CHAVOS (Juniors) 1. Ramzi Boukiam (Mor) 750, trip to California 2. William Aliotti (St Barth) 3. Ian Fontaine (Fr) 4. Miles Hargreaves (UK) CHAMACOS (Groms) 1. Natxo Gonzalez (Euk) 500, trip to California 2. Marcelino Botin (Es), trip to California 3. Charly Quivront (Fr) 4. Andy Crière (Fr)

VOLCOM VQS


BACO45

74


All'inizio dell'anno, Dave Jones, un ragazzotto che vive in un sopporgo a Est di Londra, aveva fatto il buon proposito di andare in piscina, per smaltire le birre e il bacon. Nei mesi successivi, però, Dave ha sempre trovato qualche scusa diversa per far slittare il suo impegno...

Fino a quando, a metà Aprile, ha tirato fuori dalla soffitta la vecchia borsa da palestra, l'ha riempita con i bermudoni da spiaggia, le ciabatte, la cuffia in lattice e un asciugamani, e si è recato pieno di buone intenzioni alla locale piscina comunale di Dagenham.

BACO45

75


BACO45

76


Già da lontano, Dave aveva capito che c'era qualcosa di strano... Da un camion veniva scaricato del legname, e intorno alla piscina c'era un gran viavai di operai. Schivando un muletto, si è affacciato a una delle vetrate dell'edificio e, guardando dentro, ha visto che la piscina era stata completamente prosciugata, e al suo posto stavano montando delle curve di legno. La piscina di Dagenham è stata utilizza-

ta da persone più volenterose del nostro Dave per quasi quarant'anni, ma recentemente è stata chiusa per essere trasformata in un centro sportivo moderno. Prima che la ristrutturazione avesse inizio, Nike 6.0 ha trasformandola in un bike park, aperto a tutti per un periodo di un mese. Per inaugurare The Pool, non c'era niente di meglio che organizzare un contest: dieci capitani sono stati invitati a scegliere i propri team...

Brian Foster, nac nac over the hip

BACO45

77


Pat Casey, condor


Chase Hawk, 270 over the hip

I capitani erano Van Homan, Dennis Enarson, Ruben Alcantara, Harry Main, Brian Kachinsky, Garrett Reynolds, Sebastian Keep, Alex Kennedy, Drew Bezanson e Jason Phelan, che hanno poi formato le squadre chiamato il gotha della BMX internazionale. Non sappiamo se durante le partite di pallanuoto o le gare di tuffi alla piscina accorresse un grande pubblico, ma sicuramente per il BMX contest di The Pool le piscine erano gremite di gente, e non a caso, visto che il livello del riding era davvero alto.

Chase Hawk, Brian Foster e tutto il team di Ruben Alcantara, composto da Sergio Layos, Tom Dugan e Kevin Kalkoff non solo erano super stilosi, ma si sono inventati linee incredibili e trasfert che nessun altro vedeva; al contario chi ha saputo meglio approfittare della zona street del park, con bank, ledge e rail, sono stati sicuramente l'italiano Simone Barraco (360 smith 180 out sul ledge), Garrett Reynolds (smith nose manual up ledge, bar manual down) e Bruno Hoffmann.

BACO45

79


Per finire, chi ha fatto vedere i trick più impressionanti sulle transizioni e in particolare sul funbox sono stati Harry Main (360 whip to x-up e condor 360 giganti), Chris Doyle (whip over il trampolino) e Drew Bezanson (tra i mille trick, double whip cancan sull'estention). Per i giudici deve essere stato veramente un lavoro difficile, ma alla fine il team vincitore è stato giustamente quello capitanato da Dennis Enarson, con Josh Harrington, Chad Kerley e Jeremiah Smith, con Dennis votato best rider dai rider stessi. Il miglior trick se lo è aggiu-

Drew Bezanson, handplant over springboard BACO45

80

dicato Brian Foster con gap transfert dalla pool più profonda al curved wall. E la miglior line è stata vinta dal team di Ruben. Terminato il contest, The Pool rimarrà aperta al pubblico per un mese, prima della definitiva demolizione dell'edificio. Chissà se in questo periodo Dave Jones riuscirà ad appassionarsi a uno sport, e anche se non attuerà il buon proposito di andare a nuotare, siamo sicuri che la BMX sarebbe un buon diversivo. txt Olaf Pignataro


Harry Main, 360 turndown



BIANCO INTW di Katia Marinelli PIC di Giorgio De Cicco

Butto giù Nostalgina, che fa bene. E’ quello che serve per riprendersi da quella felicità che dura un weekend, per dirlo con le parole di Bianco. Torinese, ventisettenne dallo sguardo disincantato e ottimista, Bianco si sta facendo strada con il suo album d’esordio Nostalgina, prodotto da Dade aka AntiAnti per la neonata etichetta INRI. Ed è stato un gran bell’inizio, il perché ce lo spiega Bianco. 1 - Partiamo dall’inizio-inizio. Che ruolo ha avuto vivere in una città come Torino, che dal punto di vista musicale ha visto affermarsi nel corso degli anni una scena ampiamente apprezzata? Nascere e vivere a Torino è una fortuna incredibile, non sono mai stato a Los Angeles ma me la immagino con la stessa puzza di musica nell’aria. In questa città quasi non puoi non suonare o non fare qualcos’altro di creativo perché rimarresti incastrato nella geometria crudele delle cose che la compongono e delle teste che la vivono, infatti ci sono un sacco di artisti. La scena musicale è ricchissima e molto trasversale, quindi per un “pivello” come me è stato fondamentale conoscerla e prendere il buono offerto dagli altri. La figata delle persone che formano la “scena torinese” è che sono persone normali con cui puoi parlare anche se non sei nessuno e anche se non potrai mai essergli utile in nessun modo. Credo che anche per loro sia importante lo scambio con gente fuori dal loro giro di successo, ma che ascolta, produce e crede esattamente nella loro musica. 2 - Cosa hai amato/odiato di Torino? Amo il fiume e odio il fiume. Amo i colori e odio i colori. Amo le vie parallele e perpendicolari e odio le vie parallele e perpendicolari. Amo i Murazzi e odio i Murazzi. Amo i parchi e odio i parchi. Questo perché a Torino tutto può essere bellissimo come crudele e infingardo. O tutto o niente. 3 - L’incontro con Dade, e quindi INRI, ha poi segnato una svolta importante per la tua musica. Ha segnato il momento in cui sei effettivamente diventato Bianco. Cosa c’è stato prima e cosa dopo? Dade mi ha salvato. Era un po’ che avevo queste canzoni ma non sapevo come affrontarle. Ho registrato una decina di demo con le stesse canzoni in versioni diverse, ma dal vivo le suonavo acustiche, chitarra e voce, e lui mi ha semplicemente detto “Fai il disco di questa roba qua, se vuoi ti aiuto io”. Ovviamente ho accettato perché ha creduto nello scheletro delle canzoni e mi è sembrato sincero quando ha detto di non aver mai sentito nulla di simile. Dade ha fiducia nella musica fatta bene. Lui e i ragazzi di INRI stanno creando Bianco. Diciamo che io penso al contenuto e loro alla scatola e lo stanno facendo alla grande. Ora che il disco è partito la posta in gioco si è alzata, e io devo crescere. Che Dio ce la mandi buona... 4 - Ad una prima lettura Nostalgina ricorda “nostalgia”, anche se poi canti “butto giù nostalgina” come se si trattasse di un antidoto, o una cura. Cos’è realmente Nostalgina? Nostalgina è il mio primo disco e questo è quello che conta. Questa parola la trovo affascinante, primo perché non esiste e secondo perché non passa inosservata. Spero che tutti quelli che la sentiranno nominare si chiedano che cazzo significa e provino a darne un’interpretazione. Non posso svelare quello che è per me perché risulterebbe troppo triste e intricato. BACO45

83



5 - Qual è il brano del disco che più ti rappresenta? Sicuramente “Arpeggi e sigarette” è la canzone che mi spiega meglio. Il testo è fatto di poche parole e parla di confusione e certezze, di vizi inutili e dispendiosi, del mio rapporto con Dio e di cosa dovrei fare per accontentare i miei parenti. Non so se un giorno riuscirò a descrivermi di nuovo così efficacemente con una canzone. Anche il cambiamento totale di sonorità a metà canzone mi rappresenta. Cambiare mi piace un sacco. 6 - Hai composto dei testi pieni di frasi memorabili, a tratti ciniche, ma sempre realistiche. In “Bum” canti “l’Italia è in coma e tu hai fretta di scappare e non vuoi vederla guarire”. Parli in particolare del mercato discografico, che rinascerà. Da cosa si scappa? Come si fa a risvegliarsi dal coma? Questa frase l’ho scritta riferendomi all’Italia musicale, quando ho visto dei ragazzi con cui suonavo rinunciare alla loro passione per andare a lavorare a tempo pieno, completamente disillusi dal fatto di non aver mai guadagnato un euro dalla loro musica e dalla sicurezza di non poter trasformare la passione in lavoro. Io l’ho vissuta, oltre che come un abbandono, come una fuga dall’unica cosa che li rendeva vivi e interessati. Io ho preso un’altra decisione e ne sono tutt’ora convinto, anche se in effetti è davvero dura. Credo che il bisogno di realizzarsi personalmente superi ogni bisogno economico o qualsiasi dipendenza. Il modo per uscire dal coma è credere in ciò che si fa anche se ti ritrovi ad essere l’unico a farlo. Poi la bottiglia girerà fino a quando punterà quello in cui hai creduto. 7 - Tra i tredici brani del disco abbiamo anche una cover, “Tre passi avanti”. Come mai hai scelto una canzone di Celentano? Musicalmente è sempre stato un grande per me. L’unico Elvis italiano. Lo conosco benissimo, questo pezzo l’ho scelto perché è un manifesto contro ogni tipo di moda passeggera, ma soprattutto perché parla di una storia d’amore adolescenziale, di quelle talmente potenti che ti fanno analizzare le cose più a fondo di quanto faresti normalmente a quell’età. 8 - Nostalgina è stato anticipato dal video di “Mela” su Mtv New Generation e dallo streaming dell’album sul sito di Rolling Stone. Quali sono i tuoi prossimi impegni? E cosa ti piacerebbe tantissimo fare? Che storia! Farò dei concerti, un po’ a Torino, un po’ a Milano. Quando non suono dal vivo, scrivo delle cose nuove. Mi piacerebbe lavorare a un altro disco, e poi un altro ancora, sempre in studio con Dade, e poi crescere e crescere. Ho l’intenzione di suonare il più possibile e uscire dalla mia città che per questo mi sembra piccola, troppo piccola. E poi vorrei imparare a fare gli arpeggi... 9 - Chiudiamo in bellezza con una frase di un tuo testo. Sceglila tu, quella che più si addice al momento. Non si capisce se sia possibile essere sicuri di sé stessi senza tirarsela un po’, senza far capire agli altri le proprie perplessità.

BIANCO BACO45

85


BACO45

86


BACO45

87


Omar Salazar

The Chosen dal 14 al 16 Luglio al Foro Italico di Roma

Dopo il lancio della campagna The Chosen, la prima campagna globale Just Do it dedicata al mondo e ai rider degli Action Sport (http://www.youtube.com/user/nike), Nike porta a Roma al Foro Italico il contest The Chosen. In occasione di The Chosen è stata creata una skateplaza sviluppata in lunghezza per oltre 60 metri con strutture dalle dimensioni ed il design “internazionale”. In pratica un pezzo di città ricostruito dentro i confini dello storico Foro Italico, niente male vero? Ma veniamo al punto. Tre giorni dedicati a jam session di BMX, contest di skateboard ma anche musica con le performance live di Thori e Rocce, Don joe and Shablo featuring, Club Dogo, Noyz Narcos, Co’Sang, Tormento, Caprice, Caneda, Emiliano Pepe e tanti altri e workshop. Questo il programma dei tre giorni al Foro Italico: 14 Luglio The Chosen BMX Jam Session Giornata di riding aperto a tutti i BMX rider: pro e amatorial divisi

BACO45

88

in gruppi potranno girare nel park in un’ora di jam session ma solo i migliori 10 della giornata verranno selezionati per la vera The Chosen BMX Jam Session che si terrà in notturna in compagnia dei migliori BMX riders internazionali. Registrazione obbligatoria dalle 10 alle 15 direttamente al park. (I minorenni devono essere accompagnati da un genitore). 15-16 luglio The Chosen Skateboard Contest & Final Jam Session I 2 giorni successivi di contest sono riservati agli skaters. Venerdì 15 Luglio si terranno le qualifiche aperte a tutti: l’iscrizione è gratuita e a numero chiuso (80 posti disponibili) e potrà essere effettuata solo venerdì 15 dalle 10 alle 15 presso lo skatepark. (I minorenni devono essere accompagnati da un genitore). Sabato 16 Luglio avrà invece luogo la finale. Oltre al ricco montepremi i migliori finalisti avranno la possibilità di skateare la jam session di sabato sera, assieme ai top skater internazionali Nike SB…due nomi su tutti confermati ad oggi: direttamente dagli USA, Omar Salazar e Theotis Beasley – protagonisti tra l’altro della campagna The Chosen Just Do it di Nike. Per maggiori informazioni: http://www.chosen-roma.com


Garrett Reynolds

About The Chosen Just Do it Campaign The Chosen è la nuova campagna globale di Nike Just Do it lanciata in tutto il mondo il 2 giugno scorso. La campagna che coinvolge un panteon di stelle degli Action Sport; tra tutti la leggenda dello skate Paul Rodriguez (P-Rod), lo snowboarder olimpico Danny Kass, i prodigi del surf Julian Wilson e Laura Enever. Lo spot è stato girato in notturna in tutto il mondo, con un trattamento luci ed effetti pirotecnici degni di un concerto rock live. Alla campagna “The Chosen” è legato anche un videocontest che invita skater, surfisti, BMX, snowboarder ad inviare video realizzati con le loro crew; i vincitori avranno la possibilità di viaggiare con il team Nike, avere accesso a prodotti esclusivi e vivere una esperienza in stile Nike. Il concorso avrà luogo sulla pagina di Facebook (Facebook.com/nike6surfitaly) e i vincitori saranno scelti dai fan, Nike e degli atleti Nike. Creato in collaborazione con 72andSunny e diretto dal famoso cineoperatore Lance Acord, lo spot presenta in modo sorprendente 25 atleti filmati nel corso di un anno in alcune delle migliori località per gli Action Sport nel mondo: Whistler, Aspen, Bali, Hawaii, Florida, New York City e Los Angeles. Completano il film i dietro le quinte girati in ciascuna località.

Gli atleti Nike Action Sport presenti nello spot sono: Paul Rodriguez, Theotis Beasley, Omar Salazar, Danny Kass, Nicolas Muller, Annie Boulanger, Ellery Hollingsworth, Mason Aguirre, Greg Bretz, Louie Vito, Peetu Piiroinen, Andreas Hatveit, Julian Wilson, Alejo Muniz, Monyca Byrne-Wickey, Michel Bourez, Kolohe Andino, Malia Manuel, Laura Enever, Garrett Reynolds, Dennis Enarson, James Stewart e Ryan Dungey. La colonna Sonora del film “I Got a Thing,” è stata scritta da Clarence “Fuzzy” Haskins del complesso dei Funkadelic ed eseguita da Hanni El Khatib. Il concorso, il film e i video del dietrole-quinte si possono trovare su NIKE.COM/CHOSEN.

BACO45

89


LES 2 ALPES Summer 2011 1 novembre 2011 8 dicembre 2011 Capodanno 2011


Surf House All season

Facciosnao Camp +39 334 226 72 81+33 6 11 99 17 37 info@facciosnao.com

HOSSEGOR