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PLaNCK! - N. 0 - Settembre 2013

gazine.it a m k c n la www.p

ALLA SCOPERTA DELLA SCIENZA O NON Il FLUID NIANO NEWTO e! fai da t

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Microscopi e cristalli da vedere a Padova!

PP. 8-9


! K C N a L P i o v a Ecco Vivo in Francia, ma torno spesso in Italia con mia figlia di 6 anni. All’aeroporto di Orly bisticciamo: lei vuole comprare riviste seriali e plasticose con improbabili fatine luccicanti, io non ce la faccio e cerco di orientarla verso collettivi di disegnatori per l’infanzia “d’arts e d’essai”. Io ho le mie ragioni, lei ha le sue. Alla fine troviamo un compromesso: negli scaffali delle edicole francesi — persino all’aeroporto — ci sono due o tre riviste di scienza per ogni fascia di età. Curate, interessanti, avvincenti: fanno contento me (non voglio frustrare le sue scelte di lettura, ma devo pur ottemperare ai miei doveri di bravo genitore), fanno contenta lei (non vuole sorbirsi roba indigesta, ma vuole lo stesso ottemperare ai suoi doveri di brava figlia). Non è un caso che quando ci troviamo a Londra, la gita che ci trova immancabilmente d’accordo è quella al Natural History Museum e al Science Museum in Kensington Road. Le ricerche sui visitatori lo dicono chiaramente: una delle prime motivazioni per visitare i musei della scienza è il rinsaldamento dei legami famigliari. La scienza è capace di costruire un legame sociale tra generazioni. Ce ne siamo accorti lanciando a Parigi il progetto “Raccontami le tue tecnologie” dell’associazione Les Atomes Crochus, dove preadolescenti e anziani si incontrano e si raccontano storie sulla propria relazione con oggetti tecnologici. Scienza e tecnologia diventano allora scuse per parlare. Certo, anche imparare, ma soprattutto parlarsi: condividere la curiosità sul mondo, scoprire che non tutti lo vedono allo stesso modo, che la conoscenza sono soprattutto gli altri. Valori chiari alla scienza, purtroppo non sempre altrettanto chiari alla comunicazione della scienza.

Quando ritorno in Francia con mia figlia, non trovo le stesse riviste all’aeroporto di Linate. Certo, ci sono le pagine della scienza all’interno di Giulio Coniglio o le riviste “junior” delle riviste per grandi, ma usciti da alcune felici finestre d’età, c’è il vuoto… l’offerta è carente. PlaNCK! è allora una splendida idea. Una rivista per bambini deve dar voglia di sedersi con loro, sfogliarla insieme. Una rivista di scienza, deve risvegliare il senso critico, la voglia di dire talvolta “fantastico” e talvolta “diamine, non sono d’accordo!” PlaNCK! sembra ben disegnato per far convergere queste due esigenze. Sarei molto curioso, quando il numero zero avrà visto la luce, di leggere delle cronache di dialoghi — famigliari, a scuola, o tra bambini — generati dalla rivista e dai suoi contenuti. È dalla ricchezza di questi dialoghi che si potrà giudicare la riuscita di questa bella scommessa. Matteo Merzagora

MATTEO MERZAG ORA pratica e rif lette sulla comunicazione scien tifica e sul rapporto tra scienza e società, come gio rnalista prima, poi come content developer di mostre, insegnante, animator e culturale, consulente di muse i e istituzioni scien tif iche. Ha iniziato la sua carri era come conduttor e ra dio fonico ne "Il Ciclotrone" (R adio Popolare di Mi lano) e poi ne "Le Oche di Lorentz " (RAI-RADIO 3). Ha collaborato al piano culturale de l “MUSE: Museo de lle Scienze del Trentino” e attualmente è co -direttore dell’Associazione TR ACES a Parigi, che coordina le attività dell’Espace des sciences Pierre -Gilles de Gennes, e lavora co me consulente pres so i musei della scienza “Pala is de la Découverte ” e “C ité de Sciences et de l’Ind ustrie”.

IL COMITATO EDITORIALE Redazione Direttore responsabile: Andrea Frison Caporedattore: Marta Carli Responsabile progetto: Agnese Sonato Testi a cura di: Marta Carli, Agnese Sonato Versione inglese: Anna Piutti Revisione: Petra Spataro e Andrea Frison Fumetto: Bianca Maria Scotton (disegni), Maurizio Marinaro e Gianluca Pozza (testi) Progetto grafico: Stefano Pozza Fotografia: Agnese Sonato Sito Web: Maurizio Marinaro (ComIn!Solutions)

Comitato Scientifico Dipartimento di Fisica e Astronomia Prof. Alberto Carnera Dott. Stefano Ciroi Prof.ssa Ornella Pantano Prof. Giulio Peruzzi Dott.ssa Cinzia Sada

Dipartimento di Scienze Chimiche Dott. Massimo Bellanda Dott.ssa Laura Orian Dott. Giacomo Saielli Dott.ssa Elisabetta Schievano


EDITORIALE

SOMMARIO In questo numero... Piacere, scienziato! Una mosca grande come una gallina Le meraviglie dei cristalli

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Fumetto Le avventure di Marie e Max

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Mettiamoci alla prova Giochi! Esperimenti

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to è realizza PLaNCK! orto del p p u s il e e aborazion NOMIA E ASTRO con la coll A C I S I F NTO DI DIPARTIME e del HIMICHE IENZE C C S I D NTO ADOVA DIPARTIME UDI DI P T S I L G À DE IVERSIT DELL'UN

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PLaNCK! è un progetto dell’associazione Accatagliato via S. Sofia 5 - 35121 Padova accatagliatoassociazione.wordpress.com accatagliato.info@gmail.com

In collaborazione e con il supporto del Dipartimento di Fisica e Astronomia e del Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università degli Studi di Padova

Stampatore ed editore CLEUP sc “Coop. Libraria Editrice Università di Padova” via Belzoni 118/3 - 35121 Padova tel. 049 8753496 www.cleup.it www.facebook.com/cleup ISBN 978 88 6787 090 5 © 2013 by Accatagliato Tutti i diritti riservati

www.planck-magazine.it - redazione@planck-magazine.it

Curiosità e meraviglia: ecco a voi la scienza! Un fumetto che leggevano i vostri nonni iniziava sempre con “Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura”. Anche qui sta cominciando una grande avventura: quella di PLaNCK!, una rivista nuova che cercherà di raccontarti la scienza e le sue meraviglie. Bene allora, cominciamo questo viaggio per diventare scienziati. Ma da dove si parte? Beh, è facile: si parte dalla curiosità che ogni giorno proviamo per il mondo attorno a noi. Non occorre andare tanto lontano da casa. Ad esempio, sapevi che il cavolo rosso può essere usato per studiare le proprietà delle sostanze? O che con l’acqua e l’amido di mais puoi realizzare un liquido… un po’ solido? In questo numero scoprirai come. Continuando il viaggio, scoprirai che esistono anche dei luoghi speciali dove la scienza è protagonista. Padova è ricca di questi luoghi, perché qui ha sede un’Università antica e molto importante. Ci sono i laboratori di ricerca, dove lavorano persone che hanno fatto della loro curiosità una passione e un lavoro. Al Museo di Storia della Fisica, invece, si possono ammirare strumenti scientifici antichi e molto rari. Infine, potrai avventurarti nel mondo affascinante dei cristalli con una mostra molto originale. Che dici, partiamo? vatorio In copertina: la Specola, l’antico osser astronomico di Padova

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PIACERE, SCIENZIATO! ti invitano nei loro va do Pa di ità rs ve ni ll’U de ri to I ricerca laboratori. Magia? No, Ch imica! Sicuramente hai sentito parlare di Sherlock Holmes e della sua famosa esclamazione “Elementare, Watson!”. Ma sapevi che il primo incontro tra il celebre investigatore e il suo fido assistente è avvenuto… in un laboratorio di Chimica? Proprio così: nel racconto “Uno studio in rosso”, Holmes fa il suo ingresso in scena con in mano una provetta e racconta a Watson una sua scoperta su come rivelare le tracce di sangue. Non è solo sulla scena del crimine che la Chimica mostra le sue meraviglie. Grazie alla Chimica, ad esempio, possiamo mettere in moto un’automobile, costruire materiali leggeri ma resistenti, realizzare integratori alimentari. Potrai vedere e sperimentare tutto questo il 21 settembre, quando i ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche apriranno i loro laboratori.

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Gli esperimenti che propongono sono così affascinanti che, a prima vista, sembrerebbe… magia! Tuttavia, come dice Joe Schwarcz, "La magia esiste solo finché non ci sono spiegazioni; quando si fornisce una spiegazione, la magia si trasforma in scienza." Ecco perché questo evento si intitola Non è magia, è Chimica, “NEMEC” per gli amici, un appuntamento che esiste da sei anni ed è diventato imperdibile: pensa che l’anno scorso lo hanno visitato 1500 bambini e anche molti ragazzi e studenti!

Cont

atti

www .c nem himica.u ec.c himi nipd.it/c ca@ unip himica-n d.it on-m a

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Marie, Max e il dentifricio speciale

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GIOCHIAM O!

CRUCIVERBA DA SCIENZIATI

Completa il cruciverba rispondendo alle definizioni. Per trovare la soluzione scrivi le lettere che nello schema sono colorate nelle caselle del loro stesso colore che trovi alla fine dello schema. Orizzontali. 1. Insiemi di atomi che formano gli oggetti 3. Luogo dove possiamo vedere film e cartoni animati 6. Arriva dopo il giorno 8. La usiamo per cancellare le scritte fatte con la matita

11. Brillano in cielo quando è buio 13. Lo sono il giallo, l’arancione, il rosso, il blu, il verde… 14. Compare in cielo quando piove con il sole 16. La bambina protagonista della storia a fumetti della rivista 17. La beviamo quando abbiamo sete Verticali. 2. Se è spenta non si vede niente 4. Mezzo con cui si vola in cielo formato da un pallone ed un cesto 5. Due fratelli identici 7. Serve per guardare stelle e pianeti durante la notte 9. Ce ne sono 12 in un anno 10. Grandi animali della preistoria 12. È nelle nostre cellule 15. Lo diciamo se siamo d’accordo su qualcosa 16. Il bambino protagonista della storia a fumetti della rivista

Soluzione: nome di un famoso fisico tedesco vissuto tra il 1858 e il 1947

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Schema risolto


E M O C E D N A R G A C S O M UNA A N I L L A G A N U di Galileo

DOSSIER

scopio o r ic m l e d a t r Alla scope

UN CANNOCCHIALE AL CONTRARIO!

CHI È STATO?

Il cannocchiale permette di vedere oggetti lontani, invece il microscopio funziona al contrario: fa vedere oggetti molto piccoli e molto vicini. Dentro un tubo ci sono tre lenti: una lente che fa da obiettivo, una lente di campo e una lente oculare.

Il primo a scrivere dell’esistenza del microscopio è stato Galileo Galilei (1564-1642 ), che però non ha mai utilizzato qu esto strumento per compiere le sue ricerche. Galileo, invece, ha fatto grande uso del cannocch iale, che aveva fatto la sua compa rsa per la prima volta in Olanda. In questo periodo si inizia dunque a capire che era possibile osserv are ingranditi oggetti molto pi ccoli o molto lontani.

LENTE OCULARE: si guarda da qui LENTE DI CAMPO IMMAGINE INTERMEDIA LENTE OBIETTIVO: ingrandisce il piccolo insetto

E IL NOM

PICCOLO INSETTO

stato io” è p o c s o r ntre e “mic ber, me a F s Il nom e n han no”, o da Jo “occhiali a v a inventat m ia le”. lo ch o “occhia ” lo il ic Galileo p rs significa ino”, “pe c O n I o P n O n C a “c CROS ola MI ”. La par e piccole s o c e r a “guard

O! UN PEZZO RAR

Roma fi mato “Eustachio Divini in pi fir Microscopio ria della Fisica. 1672. Padova, Museo di Sto

l Museo di Storia Il microscopio de : zzo unico al mondo della Fisica è un pe da opio costruito è l’unico microsc e di famoso costruttor Eustachio Divini, re icroscopi, ad esse cannocchiali e m i! arrivato fino a no

GITA AL MUSEO DI STORIA DELLA FISICA

Da sette m prenota bre 2013 la tua v isita per la s cuola p rimaria!

C’ERA UNA VOLTA...

NON SOLO FISICA!

Giovanni Poleni era un marchese veneziano vissuto tra il 1600 e il 1700, insegnante di “filosofia sperimentale”, il nome antico di quella che noi oggi chiamiamo “fisica”. Poleni cominciò ad acquistare strumenti scientifici per le sue lezioni fino a raccoglierne circa 400... una delle collezioni più belle d’Europa! Oggi la collezione del museo conta circa 1000 strumenti, di cui circa 100 sono quelli originali di Giovanni Poleni.

La fisica come la conosciamo noi ha sempre avuto molti collegamenti con l’arte, la filosofia, l’architettura… Al museo di storia della fisica avrai la possibilità di vedere alcuni oggetti realizzati da costruttori di strumenti scientifici che però non riguardano solo la fisica, ad esempio puoi vedere un modello di ponte.

Contatti http://www.unipd.it/musei/fisica/ http://divulgazione.fisica.unipd.it/

Scritto con la collaborazione di Fanny Marcon, ricercatrice presso il Museo di Storia della Fisica di Padova Foto centrale: Microscopio di Galileo Galilei costruito da Eustachio Divini (1672). Padova, Museo di Storia della Fisica.


” ? O L L E B Ì S O C E R E S S E A I “COME FA le sono , e in quanto ta ra tu na a ll de ti e on rincipe [...]. "Ora sono una creazi P e lo e co or ic fi P il un e no " sco" rispos "Vedi, io so sime simmetrie. co..." "Non capi is ri nt et m ta m no si to te is en es perfettam "In natura amente il fiore. rb pe su e ss di " spiego li!, che ha da a mostra Cristal ll de za en rt pa ostra, sere il punto di curatore della m es e be fo eb ra tr og ll po ta o is Questo bran o Artioli, cr Il prof. Gilbert a. ov ad P a to poco aper segreto... ci svela qualche

LE SIMMETRIE un o sullo sfondo: c’è Osserva il disegn o o ripete, traslandol “motivo” che si ni si ste trasformazio ruotandolo. Que no gli rie. Nei cristalli so chiamano simmet spazio spongono nello atomi che si di ono in figure che si ripet disegnando delle re. modo molto regola

FORME E C OLORI BELL ISSIMI! È grazie alle simmetrie che i cristalli assumono le loro sorprend en ti forme e possono esse re tagliati per creare le gemme più p reziose. I lo ro stupendi colori, invece , dipendono da come assorbono e ri flettono la luce .

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Appia ni

COSA CI DICONO I CRISTALLI I cristalli sono una miniera di informazioni! Nel mondo che ci circonda i cristalli sono ovunque e insegnano molte cose sui materiali, sulla Terra e sugli organismi viventi. Ad esempio, i cristalli presenti nei meteoriti hanno molto da raccontare sulla storia del Sistema Solare.

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co icros m l a o istall Un cr

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LA MOSTRA Visita la mostra “C ristalli!” da ottobre 2013 a fe bbraio 2014 all’Orto Botanico di Padova! Potrai anche cost ruire cristalli con i mattoncini LEGO !

http://www.musei.un ipd.it/eventi.html

Be Foto

Per studiarne la struttura si usa un tipo di “luce” speciale, i Raggi X, gli stessi che si usano per fare le radiografie. Osservando come questi raggi si riflettono su un cristallo o lo attraversano, si riesce a ricostruire come sono disposti gli atomi. Questa scienza si chiama cristallografia e oggi si usa anche per studiare molecole come le proteine.

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COME SI STUDIANO I CRISTALLI?


I ESPERIMENT

Di ffi co ltà

UN LI Q UI DO UN PO ’... SO LI DO!

CHE COSA SERVE? Maizena o farina di fecola Acqua Un bicchiere di plastica Cucchiaini da caffè

COME SI FA

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Metti 10 cucchiaini di maizena nel bicchiere di plastica e aggiungi lentamente 5 cucchiaini di acqua Mescola tutto molto lentamente fino ad ottenere una sostanza liquida di colore bianco Adesso facciamo degli esperimenti con questo fluido!

Pren di in fluid mano o e un p prov pallin a a f o’ del a com are u e da m odell se fosse p na are. usera asta Più i e f semb o più rza re i solid rà trasf l fluido o o... m a ap rmarsi in di p ma en liquid nipolarlo a smetti o! torne rà

Quando si versa il fluido non newtoniano, all’inizio fa molta fatica a scendere dal bicchiere...

...ma appena arriva nel nuovo contenitore è liquido come all’inizio!

COSA SUCCEDE? Il fluido che hai ap pena realizzato è mo lto diverso dai fluidi a cui siamo abituati! Pensa all’a cq ua : se cerchi di premerla o se la ve rsi da un bicchiere ad un altro rimane sempre liquida, ment re il fluido che hai re alizzato tu diventa solido cercando di pr emerlo o mentre scen de lungo la parete del bicchiere. Il tuo nuovo fluido torna liq uid o appena non lo si comprime o non lo si versa più. I fluidi come l’acqua si chiamano newtonian i, mentre quello che hai realizzato tu si chiama fluido non newtoniano.

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LA CA Di ffi col tà RT I N A CHE C AMBI A ATTENZIONE COLOR Per quest’esperimento E chiedi aiuto ad un adulto CHE COSA SERVE? Cavolo rosso Cartoncino bianco Limone Bicarbonato di sodio Acqua Tre bicchieri

Un coltello Una pentola Una terrina Un phon Forbici Un cucchiaino

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COME SI FA

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Taglia a un po’ di cavolo rosso, mettilo nella pentola con dell’acqua e fai bollire per mezz’ora.

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Dopo la cottura, l’acqua in cui è immerso il cavolo sarà di colore blu scuro-viola. Versa il succo ottenuto in una terrina.

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Taglia delle striscioline di cartoncino bianco e immergile nel succo del cavolo per mezz’ora. Poi asciuga le striscioline con l’aiuto del

phon.

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Prendi i tre bicchieri. Nel primo versa succo di limone, nel secondo versa dell’acqua, nel terzo versa dell’acqua fino a metà, aggiungi 2 cucchiaini di bicarbonato e mescola bene.

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Ora immergi le tue striscioline cartoncino nei 3 bicchieri!

La carta immersa nel limone diventa di colore rossastro...

...nell’acqua non cambia colore...

LIMONE

ACQUA

...nel bicarbonato si colora di verde!

di

COSA SUCCEDE? Le striscioline di ca rta imbevute di succ o di cavolo rosso hanno cambia to colore a seconda de lle sostanze in cui le hai immerse e questo significa ch e le sostanze usate hanno proprie tà diverse. In partico lare: il succo di limone è acido, il bicarbonato di sodi o è basico e l’acqua è neutra. Es istono delle sostan ze chiamate indicatori che camb iano colore quando entrano in contatto con gli acid i e con le basi e serv ono proprio per distinguerli…il su cco di cavolo rosso è proprio un indicatore! Infatti, le striscioline di ca rta che hanno assorbito il succo di cavolo a contatto co n il succo di limone diventano di colore rossastro, a co ntatto con l’acqua non cambiano colore, mentre a co ntatto con il bicarbonato diventan o verdi. Anche gli scienziati in laboratorio usano una cartina simile a quella che hai fatto tu ma basata sull’indicatore torn asole: si chiama cartina di tornasole.

Cartina di tornasole: BICARBONATO la sostanza è… Acida

Neutra

HE… PEVI C s i LO SA il tè un anche come a t r o comp do ci e: quan r o t a c i ne, ind il limo i g n u aggi acido, ppunto a è e h c ro! iù chia p a t n e div

Basica

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E NEL NUMERO 1...

. . . A L È ’ S O C 4! 1 0 2 o i a n n e g a ita c s u In

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