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L’ ORTOMANGIONE Un gruppo per l’autoproduzione del cibo

. . s e ave t e p e n s a t o d i fa r e u n o r t o , m a vi mancano il terreno, il tempo, l’acqua, le attrezzature, a l l o ra q u e l l ’ o rto fa c c i a m o l o i n s i e m e !

Pietro, Francesco: 351 82 55 04 8 - 328 57 34 30 0 ortomangione@gmail.com 1


MONDOMANGIONE Chi siamo? MondoMangione è una cooperativa di consumo nata a Siena nel 2003 e che ad oggi conta quasi 400 soci. La cooperativa ha due punti vendita a Siena, la bottega in Via Pantaneto e il Mo.Ma.Market a Montarioso, punto di distribuzione nato nel 2015 grazie ad una campagna di crowdfunding. MondoMangione collabora con Coop e Fondazione Monte dei Paschi per la diffusione dell’educazione alimentare nelle scuole. Cosa facciamo? La cooperativa promuove prodotti equosolidali, biologici e locali con l’obiettivo di creare un’economia delle relazioni basata su un rapporto diretto e trasparente tra produttore e consumatore nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del lavoro.

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CONTENUTO 0 - LA NOSTRA PROPOSTA4 1 - unA NUOVA VISIONE

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L’autoproduzione o sostenere chi vorrebbe prodursi il cibo

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La certezza della vendita del prodotto

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Superare le certificazioni

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2 - I NUMERI - BILANCIO PREVISIONALE ECONOMICO

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Il (giusto) prezzo

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3 - I NUMERI - BILANCIO PREVISIONALE SOCIOAMBIENTALE

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4 - DOVE?

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5 - COME FACCIO AD AUTOPRODURMI LA VERDURA?

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La sostenibilità della tecnica agronomica 9

Orto in bancali con ammendante compostato 9 E i 2 co-produttori dipendenti?

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Di quanta verdura stiamo parlando?

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6 - QUANDO INIZIAMO? CRONOPROGRAMMA

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7 - NON CI INVENTIAMO (QUASI) NIENTE: BOLOGNA E FIRENZE

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8 - PERCHÉ L’ AUTOPRODUZIONE CONDIVISA? PERCHÉ PARTECIPARE ALLA CSA?

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0 - LA NOSTRA PROPOSTA La nostra proposta è quella di costituire un gruppo di persone capace di autoprodursi il cibo: gli ortaggi e poi la frutta, il miele e le uova. A partire dagli anni ’70, prima in Giappone (Teikei) poi negli Stati uniti e in Canada, sono nate le CSA (Community Supported Agriculture), che in Italia si sono formalizzate nei GAS (Gruppi d’Acquisto Solidale). Nei GAS il gruppo di consumatori compra direttamente dai produttori in forma collettiva in base ad un calendario con l’obiettivo di saltare gli intermediari e creare un paniere completo e stagionale. La CSA che intendiamo realizzare è qualcosa di più: una cooperativa agricola un po’ speciale dove le risorse, tutte le risorse - costi di installazione, costi per attrezzature, costo del lavoro, costi di gestione - sono fornite da un gruppo di persone, che così facendo diventano coproduttori. DEFINIZIONI: soci co-produttori - tutte le persone che sostengono e aderiscono al progetto di orto e che in contropartita ricevono una parte della produzione agricola. co-produttori dipendenti - sono quelle persone che con il loro lavoro retribuito concorrono al raggiungimento della produzione agricola.

La fase di attivazione richiede 2 co-produttori dipendenti che si occupino della produzione e della gestione amministrativa. Questi, con il sostegno di un comitato di gestione, stilano un budget che riporti i costi di produzione annuali: gli stipendi, i costi di distribuzione, gli investimenti per l’acquisto delle piante e per gli attrezzi. L’ammontare delle spese viene quindi diviso per il numero di associati che saranno soci co-produttori della cooperativa. Ogni anno agricolo la produzione di ortaggi è finanziata dai soci co-produttori col versamento di una quota annuale. Così facendo hanno diritto a una parte del raccolto consegnata settimanalmente e «prenotano» le loro parti versando una somma forfettaria all’inizio della stagione, o in varie rate in scadenze tali da garantire le spese stagionali e il compenso dei 2 co-produttori dipendenti.

AZIENDA AGRICOLA

SUPERMERCATO e MERCATO

MERCATO CONTADINO

GAS

CSA 4

CONSUMATORE


1 - UN’ altra VISIONE L’ autoproduzione o sostenere chi vorrebbe prodursi il cibo Quando parliamo di autoproduzione non intendiamo quella privata, ma un’autoproduzione del cibo in forma collettiva e partecipata, organizzata sul principio di condividere collettivamente il “rischio di impresa” attraverso il superamento della divisione tra produttore e consumatore, condividendo gli interessi e gli obiettivi. • possibilità di partecipare a tutte le scelte riguardanti i piani colturali (scelta degli ortaggi coltivati e rotazioni colturali) • redistribuzione della produzione in parti uguali. Si produce solo quanto basta alla comunità dei soci e le risorse impiegate sono commisurate a quanto si produce • possibilità di partecipazione alle attività in campo (lavoro manuale, ma anche didattica e sensibilizzazione) A chi ci rivolgiamo? A chi ha già fatto un percorso nei gruppi di acquisto (GAS) e in organizzazioni dell’economia solidale, ma anche a chi non ha mai fatto un’esperienza del genere. A chi pensa sia importante diventare un consumatore consapevole sperimentando l’autoproduzione condivisa.

La certezza della vendita del prodotto Per chi si interessa di economia solidale la sfida è quella di garantire a chi produce una fidelizzazione che aumenti o garantisca la certezza della vendita del prodotto attraverso relazioni più collaborative e dirette. Pianificando la produzione sulla base dei bisogni e coinvolgendo i consumatori nel processo decisionale, potremmo superare così una mera logica di domanda e offerta. Non bisogna essere contrari al principio di

concorrenza per apprezzare i vantaggi di un modello solidale come questo, che esclude il profitto dalla produzione del cibo e favorisce l’adozione di pratiche ecosostenibili. Se si fa attività agricola per mangiare quello che si coltiva e non per venderlo, si desidera prima di tutto che quello che si coltiva sia molto buono e molto sano, costi quel che costi.

Superare le certificazioni Biologico non è sempre sinonimo di sostenibile. Il biologico industriale è un tipo di agricoltura sostitutiva: ai pesticidi e ai fertilizzanti chimici se ne sostituiscono di organici, a volte persino meno eco-compatibili, come il guano del Perù o i vari concimi fosforo-potassici. Il biologico non è da solo garanzia di tutela dell’ambiente se pensiamo a tutte quelle lavorazioni del terreno, ammesse in agricoltura biologica, e al loro impatto sui processi erosivi, causa, tra le altre, del dissesto idrogeologico dei nostri territori. Il biologico non è neppure garanzia di qualità nutrizionali superiori: «Il contenuto di antiossidanti e micronutrienti nell’ortofrutta dipende da numerosi fattori: varietà, freschezza, latitudine, condizioni climatiche; questi elementi influiscono più del metodo di coltivazione.» Flavio Paoletti ricercatore dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti (Inran). I soci co-produttori avranno la possibilità di valutare costantemente le tecniche e le modalità utilizzate per la realizzazione dell’orto condiviso. Sarà un luogo aperto dove chiunque desideri, potrà trascorrere del tempo imparando o solo prendendo coscienza delle tecniche colturali utilizzate. per approfondire: sistema di garanzia partecipata: è una pratica di controllo dei prodotti, alternativa alla certificazione biologica, che prevede visite di verifica condotte da gruppi misti di produttori e consumatori operanti sullo stesso territorio. Una partecipazione attiva delle parti che favorisce una relazione diretta tra consumatori e produttori. http://desbri.org/node/1976 5


2 - BILANCIO PREVISIONALE ECONOMICO COSTI ANNO 1° (INSTALLAZIONE) costi di avviamento

costi variabili

costi fissi di produzione

prepa. terreno 2.000 recinzione 1.500 sistema di irrigazione 2.800 rimessa 300 serre tunnel 3.300 pacciamatura 1.370 attrezzi 1.800 racc. e distribuzione 275

compost 3250 prod. piantine 250 piantine prod. fito 4.650 energia 500

lavoro al campo 17.400 lavoro amministrazione 3.400 gestione e affitti 1.800

COSTI ANNO 2° (STAGIONE TIPO)

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costi di avviamento

costi variabili

costi fissi di produzione

prepa. terreno recinzione sistema di irrigazione 180 rimessa serre tunnel pacciamatura attrezzi racc. e distribuzione -

compost 500 prod. piantine 650 piantine prod. fito 1.750 energia 700

lavoro al campo 26.200 lavoro amministrazione 3.400 gestione e affitti 1.700


RICAVI ANNO 1°

45 TOTALE COSTI = 45.000 euro circa / 45 soci co-produttori = 1000 euro ipotesi 1 RICAVI ------> 750 euro (valore di una parte di raccolto annuale) ovvero 16 euro a settimana + 100 euro di contributo installazione (una tantum) 850 euro per 45 soci co-produttori = 38.250 38.250 - 45.000 = - 6.750 euro da finanziare attraverso versamento di capitale sociale temporaneo da soci sovventori NB : La definizione della quota annuale potrà variare a seconda del numero di adesioni

RICAVI ANNO 2°

55 TOTALE COSTI = 36.000 euro circa / 55 soci co-produttori = 650 euro ipotesi 1 RICAVI ------> 650 euro (valore di una parte di raccolto annuale) ovvero 14 euro a settimana + 100 euro per coprire i prestiti dei soci sovventori + 100 euro di contributo installazione (una tantum) per i 10 nuovi soci co-produttori 750 euro per 55 soci co-produttori = 41.250 + 100 per 10 nuovi soci co-produttori = 42.250 42.250 - 36.000 = + 7.750 euro che vanno a rifinanziare il prestito dei soci sovventori NB : La definizione della quota annuale potrà variare a seconda del numero di adesioni

RICAVI ANNO 3°

60 TOTALE COSTI = 36.000 euro circa / 60 soci co-produttori = 600 euro ipotesi 1 RICAVI ------> 600 euro (valore di una parte di raccolto annuale) ovvero 13 euro a settimana + 150 euro per garantire un nuovo contratto part time al campo + 100 euro di contributo installazione (una tantum) per 5 nuovi soci co-produttori 750 euro per 60 = 45000 + 100 per 5 nuovi soci co-produttori = 45.500 45.500 - 36.000 = 9.500 euro che vanno a coprire il costo lavoro di un part time al campo NB : La definizione della quota annuale potrà variare a seconda del numero di adesioni

per approfondire: socio sovventore: Il sovventore è un socio della cooperativa che intende finanziare le attività sociali, apportando, quindi, risorse economiche e ricevendo per questo una remunerazione (1, 2% annuo max.) rispetto a quanto investito. 7


l’eventuale disavanzo risultante a fine del primo anno sarà assorbito il secondo. i costi fissi di produzione aumentano con l’obiettivo di stabilizzare il compenso dei co-produttori dipendenti

50.000

la cassa disponibile a partire dal 3° anno potrà permetterci di cominciare a investire su altre produzioni (frutta, uova etc.)

45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 1° ANNO RICAVI

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2° ANNO

3° ANNO

4° ANNO

5° ANNO

costiRICAVI di avviamento costi VARIABILI COSTIcosti FISSI DI PRODUZIONE COSTI DI AVVIAMENTO COSTI FISSI VARIABILI DI PRODUZIONE


3 - I NUMERI BILANCIO PREVISIONALE SOCIoAMBIENTALE 50

3 punti di consegna (orto, centro città e fuori mura)

45 soci co-produttori

1 incontro di coord. trimestrale

2 co-produttori dipendenti 3 punti di consegna (orto, centro città e fuori mura)

50 5050

5 varietà di ortaggi

1,5 ha in comodato 1,5 ha in affitto agricolo 7 km dal centro di Siena simbolico o comodato

0,5 ha a coltura il primo anno

1,5 ha in affitto agricolo 7 km dal centro di Siena 5simbolico varietà 5 varietà 5 varietà di ortaggi diodi ortaggi ortaggi settimana settimana settimana comodato

1/2 ha di terreno coltivato il primo anno

zona compostaggio

7 km dal centro di Siena

4 serre (4 metri x 26 m)

5 minimo 5 varietà di ortaggi settimana settimana

3 punti di consegna (orto, centro e fuori le mura) 3 punti di consegna (orto,

1/2 ha di terreno coltivato il centro città e fuori mura) primo anno

1,5 ha in affitt simbolico o co

2.250 mq coltivati a bancali (aiuole) 7 km dal centro di Siena

1/2 ha di terreno primo anno

3 punti di consegna (orto, centro città e fuori mura)

3 punti 3 punti 3 di punti consegna di di consegna consegna (orto, (orto, (orto, centro centro centro cittàcittà ecittà fuori e fuori emura) fuori mura) mura)

7 km 77 km dal km centro daldal centro centro di Siena di di Siena Siena

1/2 ha di terreno coltivato il primo anno

7 km dal centro di Siena

1/21/2 ha 1/2 di haha terreno di di terreno terreno coltivato coltivato coltivato il il il primo primo primo anno anno anno

zona rimessaggio

1,5 ha in affitto agricolo simbolico o comodato

1,5 1,5 ha 1,5 in haha affitto ininaffitto affitto agricolo agricolo agricolo simbolico simbolico simbolico o comodato o ocomodato comodato

irrigazione a goccia per gravità

recinzione di 300 metri 9


4 - DOVE? A 7 km da Piazza del Campo ad ovest, verso Montalbuccio, tra Belcaro e il cimitero di Casciano delle Masse, abbiamo trovato una lingua di terra tra due boschi di 1,5 ha sui cui limiti si trovano più sorgenti che da molti anni convogliano in due bacini di raccolta. Il primo anno ci prenderemo cura di una superficie

di circa mezzo ettaro. Il resto della superficie rimarrà a disposizione per eventualmente consolidarsi i prossimi anni con nuove colture. Il terreno è incolto da dieci anni ed era fino agli anni ‘90 utilizzato dal fruttivendolo-produttore in Via del Porrione.

veduta dal bivio dell’Eremo di Lecceto / Casciano delle Masse

il ceppo

pian del lago

petriccio casciano delle masse

costafabbri il campo di 1,5 ha 10

siena


5 - COME FACCIO AD AUTOPRODURMI LA VERDURA? La sostenibilità della tecnica agronomica Possiamo definire la tecnica agronomica che abbiamo scelto come agricoltura senza chimica di sintesi, a mano. Niente prodotti chimici fabbricati con metodi di sintesi chimica dall’uomo. Non utilizzeremo pertanto pesticidi, fertilizzanti chimici e nemmeno gli organici industriali sostitutivi - guano, sangue, scarti macellazione - ma solamente organico di prossimità come ammendanti compostati (misto e verde), letame paglioso e pollina. N.B. l’esperienza non conosce scorciatoie - il primo anno i trattamenti a rame e zolfo verranno comunque utilizzati a garanzia di una produzione più certa. Con “a mano” vogliamo sottolineare che, ad eccezione della preparazione iniziale del terreno, nel corso della gestione della produzione non saranno utilizzati né trattori né motocoltivatori. Crediamo che la strategia vincente per la produzione di ortaggi si basi su questi principi: • coltivazione di una piccola superficie ben organizzata, parcelle e bancali di coltura identici, sistema di irrigazione fisso e programmabile; • utilizzo esclusivo di attrezzi a mano adattati ed ergonomici e di difesa meccanica (teli, reti) contro insetti e parassiti; • coinvolgimento di manodopera non specializzata (volontari a vario titolo, wooofers* etc.) per eliminare i costi di gestione (e riparazione) legati alla meccanizzazione; • rotazioni rapide e continue di colture per un’ottimizzazione totale dello spazio a disposizione; • coltivazione su ammendante compostato.

Orto in bancali con ammendante compostato L’ammendante compostato rappresenta il risultato del riciclo della frazione organica raccolta in maniera differenziata a Siena. È grazie al suo utilizzo (ammendante compostato verde o misto) che la nostra scommessa per un’agricoltura “a mano” capace di produrre per 50 famiglie è sostenibile e percorribile. Tale tecnica colturale ci permetterà: • di non arare, fresare il terreno; • di ridurre il diserbo grazie all’effetto pacciamante; • di seminare o trapiantare su un “terriccio” piuttosto che sulla terra (facilitazione delle operazioni manuali); • di avere un suolo capace di mantenere l’umidità e che si scalda più facilmente (maggiore precocità); • di favorire l’auto-fertilità del suolo di origine e non rimanere dipendenti da fertilizzanti o concimi; • salvaguardare il terreno dal dilavamento riducendo al minimo qualsiasi processo erosivo (perdita della fertilità, inquinamento dei corsi d’acqua); • attivare un processo virtuoso di riuso di rifiuti attraverso la valorizzazione della raccolta differenziata di tutti noi. 11


con il compost otteniamo un effetto pacciamante che ci aiuta: (1) nella gestione dell’inerbamento; (2) le radici delle piantine cominciano a svilupparsi nel compost e si intrufolano molto rapidamente verso il suolo originario mantenuto umido grazie all’effetto pacciamante del compost stesso

15 cm 00 cm

00 cm

-15 c -30 cm

-30 c

15 cm

10 cm

00 cm

00 cm

-15 cm

-20 cm

-30 cm

-30 cm

10 cm 00 cm

-20 cm -30 cm

Evoluzione del terreno con l’apporto di ammendante compostato in superficie Anno 0 - campo a prato (consideriamo 35 cm la profondità massima esplorabile dalle radici degli ortaggi) Anno 1 - apporto di 15 cm. di ammendate compostato e avvio della coltura di ortaggi Anno 2 - perdiamo 5 dei 15 cm. aggiunti l’anno precedente di ammendante compostato in superficie, ma miglioriamo la struttura del terreno intorno alla quota 0

15 cm di ammendante compostato verde 12


E i 2 co-produttori dipendenti? Dopo un’esperienza di produzione di ortaggi di 3 anni in Francia, Pietro sarà il nostro co-produttore dipendente a tempo pieno. Con lui ci sarà Francesco che si è formato in Maremma durante gli ultimi 2 anni. La scelta della tecnica colturale va nella direzione di aprire le attività in campo ad un pubblico più vasto possibile. Wwoofers, co-produttori, studenti di agraria, studenti dell’istituto agrario in alternanza scuola lavoro saranno i benvenuti.

Di quanta verdura stiamo parlando? Considerando le superfici, il metodo colturale prescelto, le esperienze simili in termine di funzionamento o tecniche, possiamo fare una previsione sulla produttività del nuovo orto: 4/5 kg di ortaggi a inizio e fine stagione e fino a 8/9 kg nei mesi più produttivi per ciascuna parte di raccolto. Es: 4/5 kg a gennaio: ½ kg. cipolle, 2,5 kg. zucche, 1 kg. finocchi, 1 kg. cavoli, spinaci, radicchio, ½ kg. porro, carote, ½ kg. barbabietole. Es: 8/9 kg a settembre: 2 kg. pomodori, 2 kg. zucchine, 1 kg.melanzane, ½ kg. peperoni, insalata, 1 kg. cetrioli, ½ kg. fagiolini, ½ kg. carote, ravanelli, bietole.

Facendo una media ponderata tra i mesi a 4 chili e i mesi a 8 chili e moltiplicando quindi 6 chili per 50 settimane (52 settimane = 1 anno) arriviamo ad un prezzo di riferimento al chilo inferiore ai 3 euro. 8/9 chili vi sembrano troppi? L’orto è un orto a tutti gli effetti, con i suoi momenti di abbondanza (ripartizione necessaria a parenti o vicini, conserve) e di magra (che vi promettiamo di ridurre al minimo). E altrimenti troveremo qualcuno con cui possiate «smezzare» una parte intera.Certo è che l’arrivo di una parte del raccolto tutte le settimane nelle vostre case avrà l’effetto “terapeutico” di: • farvi mangiare solo verdure di stagione (se la natura ci offre alcuni prodotti in un preciso momento è plausibile siano quelli più opportuni da consumare); • rifornirvi di prodotti a perfetta maturazione, colti in giornata (nessun passaggio in frigorifero); • consegnarvi una varietà di prodotti che non siamo abituati a consumare motivandoci a riscorprirli. “La natura persegue la salute nella massima biodiversità” cit. L. Fontana, La felicitá ha il sapore della salute, Slow Food Editore 2018; • seguire una produzione ci insegna a diventare più consapevoli di ciò di cui ci si nutre; carestie ed eccedenze diventano così una risorsa condivisa e la stagionalità riassume il suo ruolo di regolatore della vita.

per approfondire: *wwoofers: «WWOOF è un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali promuovendo esperienze educative e culturali basate su uno scambio di fiducia senza scopo di lucro, per contribuire a costruire una comunità globale sostenibile». https://www.wwoof.it/it/ 13


6 - QUANDO INIZIAMO? ... 5 varietà di ortaggi settimana

MESE 01

IL GRUPPO

incontri formativi su: CSA, nuove tecniche

agronomiche, dinamiche di consumo ed economia solidale; visite ai progetti che ci hanno ispirato: Arvaia, Semele etc.

MESE 02

consegna (orto, à e fuori mura)

50

MESE 03

sottoscrizione formale al progetto

IL CANTIERE

installazione della recinzione, preparazione

suolo, montaggio serre, irrigazione

MESE 04

L’ORTO prime semine e piantumazioni 1/2 ha di terreno coltivato il primo anno

entro di Siena

5 varietà di ortaggi settimana

1,5 ha in affitto agricolo simbolico o comodato

L’ORTO prime raccolte

MESE 05/06

L’ORTO semine, piantumazioni e raccolte

I P R I M I 1 2

L’ORTO semine, piantumazioni e raccolte

L’ORTO 5 varietà di ortaggi settimana

semine, piantumazioni e raccolte

E

L’ORTO

S I

semine, piantumazioni e raccolte

L’ORTO MESE 12

3 punti di consegna (orto, centro città e fuori mura)

semine, piantumazioni e raccolte

(continua..) le raccolte continuano per altri 4 mesi circa (50 sett. totali)

14

M


7 - NON CI INVENTIAMO (QUASI) NIENTE: BOLOGNA E FIRENZE Non avremmo certamente l’esperienza necessaria per poter parlare di previsioni economico-produttive se non ci fossero 2 esempi italiani che ci hanno aperto la strada da percorrere. Il primo è a Bologna e si chiama Arvaia. In attività da 5 anni con circa 400 soci fruitori e 7 soci lavoratori, Arvaia è una cooperativa agricola di cittadini decisi a produrre il proprio cibo e che coltivano circa 3 ettari alle porte di Bologna, nella zona di Casteldebole. Nel 2015 hanno vinto il bando del Comune di Bologna per la gestione di un’area di circa 47 ettari. Nel 2016 su questi terreni hanno cominciato a coltivare, oltre agli ortaggi, legumi e cereali e all’inizio del 2017 hanno impiantato il primo nucleo del futuro frutteto che fornirà ai soci anche la frutta per circa sei mesi all’anno.

Volontari ad Arvaia, Bologna

Il secondo esempio è Semele a Firenze. Semele funziona più o meno come Arvaia, è più piccola, circa 70 soci e pone l’accento su un’offerta di qualità con ortaggi coltivati con un metodo agronomico con prode rialzate, su ammendante compostato, con l’utilizzo di micorrize, EM e tea compost (spiegazione). Con Giovanni e Andrea di Semele stiamo affinando il nostro metodo colturale, data la condizione pedoclimatica e l’interesse verso tecniche agronomiche (coltura su ammendante) praticamente equivalenti.

Cooperativa Semele a Firenze 15


8 - PERCHÉ L’AUTOPRODUZIONE CONDIVISA? PERCHÉ PARTECIPARE ALLA CSA? Questa proposta vuole porre la giusta attenzione sul ruolo che il cibo esercita sulla nostra salute e sulla gestione del territorio che ci circonda. è evidente per noi pensare che prodursi il cibo sia una grande soddisfazione. PRENDERSI CURA DEL PAESAGGIO

FINANZIARE UN CIBO GIUSTO

Ad oggi nelle Crete e nel Chianti il rapporto impiegati in agricoltura/ettari di terreno coltivato si conta in media in quasi 1 persona ogni 100 ettari. Con la nostra proposta ribaltiamo questo valore: mezzo ettaro/50 co-produttori. L’orto dà l’opportunità di far parte di un gruppo di persone che collettivamente si prende cura di un pezzo di campagna. In definitiva non si sottoscrive un abbonamento settimanale a una cassetta di ortaggi ma si investe nell’utilizzo di un terreno attualmente incolto.

Per rispondere alle esigenze relative alla filiera corta, alla qualità del cibo e alla sovranità alimentare, l’Orto si propone di passare dall’offerta di prodotti alla creazione di un progetto condiviso e locale, che con il suo sistema di ridistribuzione elimina completamente gli sprechi, l’invenduto e rifornisce tutti i soci di verdura appena raccolta. Si supera così un sistema che si basa sulla concorrenza, sul prezzo, favorendo l’adozione di pratiche eco sostenibili. Se si fa attività agricola per mangiare quello che si coltiva e non per venderlo, si desidera prima di tutto che quello che si coltiva sia molto buono e molto sano, costi quello che costi.

CITTADINANZA ATTIVA Tutti ci siamo lamentati almeno una volta dell’impoverimento sociale che investe le città, dove le relazioni umane sono rimpiazzate con beni individuali o pratiche di consumo. Il progetto crea un autofinanziamento che ha come obiettivo creare dei posti di lavoro, stimolare il mutualismo tra persone che vivono nello stesso posto, stimolare in definitiva la convivialità fra i suoi partecipanti. La partecipazione al progetto potrà prevedere diverse e volontarie forme di coinvolgimento con le mani nella terra, contribuire alle decisioni, alla raccolta e alla distribuzione. L’ Orto ha la vocazione ultima di diventare anche un processo educativo condiviso. Educativo verso un’ecologia profonda del sistema in cui viviamo, verso un’educazione alimentare consapevole, e verso il vivere insieme.

PROMUOVERE LA TRASPARENZA Quando ci ritroviamo al mercato a chiedere se quella verdura è stata trattata, quando è stata colta, è di vostra produzione etc.. con l’Orto queste domande non ce le faremo più. Ogni socio co-produttore potrà partecipare a tutte le fasi della produzione sarà coinvolto nelle scelte e nella conoscenza di tutto quello che succede avendo accesso ai piani colturali i bilanci economici etc. etc.

Insomma, se avete pensato di fare un orto, ma vi mancano il terreno, il tempo, l’acqua, le attrezzature, allora quell’orto facciamolo insieme! per approfondire: sovranità alimentare: “il diritto di tutti i popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica, ed anche il diritto di poter decidere il proprio sistema alimentare e produttivo” dichiarazione di Nyéléeni a conclusione del forum sulla sovranità alimentare. http://wordpress.assorurale.it/sovranita-alimentare/

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Pietro, Francesco: 351 82 55 04 8 - 328 57 34 30 0 ortomangione@gmail.com 17

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