Page 1

Francesca Moscheni

I SEGNI DI DIO 9 maggio - 23 giugno 2018 SPAZIO SID “ROSSANA BOSSAGLIA” BROLETTO DI PAVIA


A norma della legge sul diritto d’autore e del codice civile, è vietata la riproduzione totale o parziale, di questo volume in qualsiasi racconto fotografico photoshowall EVENTS forma, originale o derivata, e con qualsiasi mezzo a stampa, elettronico, digitale, meccanico per mezzo di fotocopie microfilm, film o altro, senza il permesso scritto dell’editore.


I segni di Dio FRANCESCA MOSCHENI a cura di Roberto Mutti

9 maggio – 23 giugno 2018


4


I SEGNI DI DIO

Il lavoro che Francesca Moscheni ha realizzato con il titolo “I segni di Dio” nasce apparentemente ai margini della sua professione, dato che queste fotografie sono state scattate durante alcuni reportage di viaggio quando l’esigenza di non fermarsi alla conclusione dei lavori commissionati, l’ha spinta a cercare altre vie. L’idea era quella di cogliere quanto di simbolicamente significativo emerge nei segni delle civiltà, di accostare, fondendoli, elementi di una spiritualità che caratterizza le tre grandi religioni monoteiste nate nell’area del Mediterraneo, facendo emergere una bellezza del sacro che va ben oltre la sola dimensione della devozione. Sarebbe stato fin troppo semplice rifarsi all’iconografia classica e inutilmente dissacratorio non tenerne conto: Francesca Moscheni, facendosi guidare da una rigorosa visione laica, ha voluto realizzare una ricerca dove le immagini sono legate dal filo sottile e tenace delle analogie, dalla forza dei segni, dal rigore dei rimandi geometrici. Così gli sguardi più ancora che i volti, le mani nelle loro molte posture, compaiono con una certa

inevitabile insistenza e non importa se gli uni e le altre appartengano a uomini o statue, esattamente come non importano molto i luoghi in cui questi frammenti di sacro sono stati individuati. Perfino negli equilibri architettonici è possibile cogliere la bellezza creata da artisti spesso anonimi per alludere all’armonia, al rapporto fra vuoto e pieno, alla simmetria o al modo con cui si sceglie che la luce illumini lo spazio. Di fronte alla banalità del senso comune, alla stupidità che caratterizza ogni forma di odio e di intolleranza, tutti elementi che in questi ultimi tempi dividono coloro che si sentono superiori – e proprio per questo non lo sono – o credono alla superiorità di una solo civiltà o di una sola credenza sulle altre, queste fotografie rappresentano una lezione culturale di alto profilo perché indicano, con i mezzi espressivi che le caratterizzano, la possibilità di osservare la vita seguendo la strada che porta a cogliere il senso struggente della bellezza.

Roberto Mutti

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI

Francesca Moscheni

5


Ogni anno Photo Festival non conferma solo i risultati raggiunti ma si pone più ambiziosi obiettivi: il crescente numero di mostre e la ricchezza di un programma culturale che include anche incontri, workshop, letture portfoli, concerti jazz. Grazie alla credibilità conquistata sul campo, tanti operatori condividono la nostra idea di accostare ad autori affermati altrettanti esordienti, di dare spazio a gallerie storicizzate e a biblioteche di quartiere, a realtà centrali, periferiche e dell’hinterland fino ad includere Pavia, in collaborazione con il circuito di mostre fotografiche prodotte da photoSHOWall. E’ il frutto del lavoro di un gruppo ristretto di professionisti convinti che gli obiettivi si raggiungono collaborando con interlocutori intelligenti per consentire alla fotografia di raggiungere un pubblico sempre più ampio. Roberto Mutti


IL PROGETTO DELLO SPAZIO SID

Chi visita una mostra fotografica quasi mai immagina la complessità del lavoro che ne precede la realizzazione: dalla scelta delle opere alla loro sequenza, dalla cura delle stampe alla scelta delle cornici fino alla stesura dei testi critici. Tuttavia nella maggior parte dei casi un aspetto viene poco considerato: il rapporto con lo spazio espositivo. Questo perché, con poche lodevoli eccezioni, le mostre vengono pensate con una loro logica interna per poi essere adattate alle situazioni con cui di volta in volta devono confrontarsi. La situazione è particolarmente evidente nei casi delle cosiddette proposte a pacchetto dove cioè viene offerto un prodotto anche di qualità ma confezionato in modo da adattarsi ai siti più diversi con risultati che sono sempre frutto di inevitabili compromessi. Per tutte queste ragioni va segnalata come particolarmente significativa la nascita di un luogo come lo Spazio Immagine Design “Rossana Bossaglia” pensato in sintonia con il progetto espositivo plano design che non è semplicemente la proposta di un allestimento flessibile e compatibile con vari formati delle opere esposte ma un insieme di strumenti per poter progettare mostre originali. L’installazione photoSHOWall, la parete fotografica costituita dalla scomposizione in quadrati di un’immagine, oltre ad avere un ruolo centrale nello spazio potrà essere usata come installazione per gli

allestimenti spazio SID esterni al Broletto. In tal senso, in occasione della mostra di Stefania Ricci, un allestimento è utilizzato per un’esposizione virtuale delle foto dell’artista il cui set è costituito dalle pareti fotografiche allestite nel cortile del Broletto. Lo spazio e i suoi strumenti sono stati progettati nel loro complesso per offrire al pubblico un percorso espositivo articolato e razionalmente mirato perché ogni mostra nascerà da un rapporto profondo che lega in un dialogo contesto e contenuto, spazio e immagini che non vengono semplicemente acquisite ma sono pensate per vivere all’interno di questo insieme. L’originalità del sistema modulare consente di superare ogni possibili rigidità per immaginare una capacità di adattamento che da un lato sappia valorizzare le opere esposte, anche con un attento uso delle luci, e dall’altro costituisca esso stesso la cornice sia fisica che metaforica di un preciso progetto dove le opere possano essere accompagnate da testi di presentazione, didascalie mirate, video e materiali di diversa provenienza che arricchiscano l’insieme. Ogni mostra richiederà quindi uno studio mirato – che è lo stesso spazio a richiedere – per renderla unica e per presentarla come tale al pubblico.

Roberto Mutti


I segni di Dio FRANCESCA MOSCHENI

LA MOSTRA


12


13

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


14


15

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


16


17

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


18


19

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


20


21

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


I segni di Dio FRANCESCA MOSCHENI

LE OPERE 22


24


25

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


26


27

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


28


29

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


30


31

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


32


33

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


34


35

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


36


37

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


38


39

photoSHOWall per FRANCESCA MOSCHENI


photoSHOWall è un sistema modulare a teca per l’allestimento e la produzione fotografica, utilizzato per realizzare spazi espositivi o installazioni. photoSHOWall è composto da moduli-cornice, di diverse dimensioni, sempre incassabili gli uni negli altri, che possono ospitare immagini intere o scomposizioni inedite. In questo modo il sistema permette di scalare la dimensione di un’immagine stampata e di deciderne il formato (quadrato o rettangolare) senza variare la dimensione dei moduli di supporto. Il sistema è anche compatibile con le normali tecniche di allestimento a riloghe. La stampa dell’immagine può avvenire su vari tipi di supporto per ottenere differenti effetti di trasparenza ed opacità della composizione. Con l’uso di accessori per la retroilluminazione è possibile trasformare la parete in un puzzle di immagini luminose. Una rete di installazioni permanenti o temporanee permette la diffusione dei contenuti delle mostre che aderiscono al circuito photoSHOWall. Il sistema photoSHOWall permette a chi lo utilizza: •

di produrre ed allestire in modo innovativo ed economico i contenuti e le immagini di mostre, archivi e cataloghi attraverso la mostra in scatola, in tavola, in cornice;

di costruire shooting altrimenti impossibili attraverso la mostra in cartolina;

di allestire in spazi esterni attraverso la mostra in cortile;

di produrre nuove opere partendo da immagini esistenti attraverso la mostra scomposta;

di diffondere la propria mostra attraverso la mostra in tour;

di trasformare luoghi diversi da gallerie e musei in spazi espositivi professionali.

photoSHOWall è un sistema registrato, sviluppato nell’ambito del progetto SHOWall. SHOWall è un progetto di sviluppo sperimentale che rientra nell’area “industrie creative e culturali” del bando “Smart Fashion and Design” promosso da Unione Europea e Regione Lombardia e realizzato con il sostegno di: 40


photoSHOWall LE MOSTRE in cartolina, in tour, in teca, in cortile, in cornice, in scatola, in tavola, da tavola

photoSHOWall E V E N T S

photoSHOWall I L C I R C U I TO


rafi gal fotog ler

ti digitali

i se

artis

az i

progettist de i en

ie

curatori m u il circuito di installazioni temporanee e permanenti photoSHOWallÂŽ produce e diffonde mostre in un formato piĂš accessibile, condivisibile, in una parola, visibile.

www.photoshowallevents.com 42


a Milano

Urban Center Galleria Vittorio Emanuele Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci Red Lab Gallery

a Pavia

Atrio palazzo San Felice Palazzo Vistarino Museo della Tecnica Elettrica MTE Spazio SID palazzo del Broletto Castello Visconteo Castello di Belgioioso Polo Tecnologico Sede Ordine dei Medici Puro Gallery mtp Spazio


44


L’allestimento della mostra “I segni di Dio” è prodotto da

SISTEMA MODULARE PER L’ALLESTIMENTO E LA PRODUZIONE FOTOGRAFICA

con


info@photoshowall.com www.photoshowall.com www.photoshowallevents.com

Francesca Moscheni - I segni di Dio  
Francesca Moscheni - I segni di Dio  
Advertisement