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THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 6 - Settembre/Dicembre 2020

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria || Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Editoriale

Il dissesto da riparare Cari Lettori,

Fabio Potestà

Di lavori ce ne sono da fare, nel Belpaese, e da quello che si può vedere, alla soglia dell’inverno più plumbeo della nostra storia recente, si tratta di opere riparatorie che andrebbero avviate al più presto. Stiamo parlando ovviamente di quell’endemico dissesto idrogeologico che ormai tiene in una morsa tenace, a rischio frantumazione, l’Italia intera. Basti pensare ai risultati evinti dall’ultimo rapporto Ispra: il 91,1% dei comuni italiani sorge in un’area in cui il pericolo di calamità del suolo è notevole e a breve termine. La superficie delle aree classificate a pericolosità da frana medio-alta e idraulica di media intensità, per fare un esempio tipico di fragilità territoriale, ammonta complessivamente a 50.117 chilometri quadrati. Praticamente il 16,6% dell’intero suolo nazionale. Eppure, ancora oggi, si ignora irresponsabilmente che l’Italia è tra i Paesi maggiormente interessati da fenomeni franosi in Europa, senza contare che le alluvioni riguardano, ancora, una superficie di 12.405 chilometri quadrati (pari al 4,1% del territorio nazionale), mentre le aree a pericolosità media raggiungono i 25.398 chilometri quadrati (8,4%). Il primo rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico, pubblicato nel 2015, già sottolineava quali fossero le zone e i rischi distribuiti lungo la Penisola, valutando che dagli anni Quaranta al 2012 il danno per tutte le regioni trascurate dalle politiche di ripristino dal dissesto idrogeologico - nessuna esclusa, a partire dal virtuoso Nord-Est - ammontava a oltre 61 miliardi di euro. Il peccato mortale consiste certo nell’incuria decisionale e programmatica ma è decuplicato ancor più dall’ignoranza che ancora oggi nasconde le eccellenze pur presenti in Italia, proprio nel campo delle tecnologie di consolidamento. Riguardo alle frane, ad esempio, abbiamo realtà che hanno inventato tecniche straordinarie per il miglioramento delle caratteristiche meccaniche dei terreni tramite addensamento, iniezioni di miscele, oppure interventi di riduzione delle pressioni neutre (come i drenaggi superficiali e profondi), oppure con interventi che incrementano gli sforzi normali lungo la superficie di rottura. Richiederebbe un manuale intero il dilungarsi in modo completo sulle tecniche implementate e diversificate nella pratica dalle nostre imprese di fondazioni speciali. Perché la stabilizzazione di un pendio non si raggiunge con un solo tipo di intervento, ma necessita di più tipologie di interventi combinate tra di loro e nella scelta delle soluzioni è determinante non solo l’efficacia tecnica delle soluzioni proposte, ma anche l’influenza dei fattori economici e il costo dell’opera, i tempi di esecuzione e le tecnologie realmente percorribili. Considerazioni e scelte che appartengono, naturalmente, alla responsabilità politica ancora latitante dei nostri governi locali e dello Stato centrale. E forse la frana a monte, per ora inarrestabile, è proprio quella che procede, da decenni, sul fronte dissestato dell’etica amministrativa.

Alberto Finotto

Buona lettura e buon anno!

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Periodico associato a

Sommario | Settembre/Dicembre 2020 THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 6 - Settembre/Dicembre 2020

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione Gallerie Perforazione pozzi pozzi | |Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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In copertina:

Il Ponte Vecchio di Bassano è stato riconsegnato alla memoria nazionale dall’intervento di recupero con la perforatrice MC 22 della gamma Comacchio

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Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica estrattiva-mineraria Direttore| Industria Responsabile Fabio Potestà

Responsabile Editoriale Alberto Finotto Collaboratori Roberto Ambra Giacomo Grassi Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Perforare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@perforare.it

8 ATTUALITÀ 20 COMACCHIO

Fondamenta d’avvenire

70

26 BAUER MACCHINE ITALIA Nel Principato dei giganti

32 KLEMM

54 SOILMEC

34 EPIROC

60 DOOSAN

In azione sull’argine

L’orizzonte Remoto

Prodondo Blu

Forza 7 sul fronte-cava

38 DECRETO RILANCIO

66 HYUNDAI

42 FRASTE

70 SIP&T

46 HERRENKNECHT

78 HANSA-TMP

50 SANDVIK/AVESCO

82 LCM

Sarà l’anno del Superbonus

L’ultima conquista del Mito

Uno scudo per la sostenibilità

La preferita tra i Cantoni

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Fuoriclasse in Serie A

Sfida sul fronte del porto

Il fluido della performance

Soluzione in superficie

Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@perforare.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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Attualità News FIERE

GIC, l’appuntamento è per il 2022 DOPO LA CANCELLAZIONE A CAUSA DELLA PANDEMIA COVID-19. IL SOSTEGNO DEGLI ESPOSITORI E DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA Nonostante la manifestazione fosse già pressoché allestita, con tutti i presidi di prevenzione sanitaria per garantire il distanziamento dei visitatori e la sanificazione del quartiere fieristico, l’edizione 2020 del GIC è stata costretta alla cancellazione definitiva dalla recrudescenza autunnale della pandemia da Coronavirus sul territorio nazionale e in tutta Europa. “Pur consapevoli dell’emergenza sanitaria – ha dichiarato Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions, organizzatrice delle Giornate Italiane del Calcestruzzo – con il precedente decreto del 18 ottobre ci eravamo illusi che fosse consentito procedere all’apertura delle fiere di carattere nazionale e internazionale, categoria quest’ultima alla quale appartiene anche il GIC. Questa decisione ufficializzata nel fine settimana ed entrata in vigore il lunedì successivo, pare essere stata presa senza tener conto del lavoro di preparazione che eventi così importanti comportano

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sempre. Prendere una decisione così improvvisa ha comportato enormi problemi sia ai 160 espositori della fiera (alcuni dei quali provenienti anche dall’estero) che alla nostra stessa azienda che – oltre al mancato introito finanziario – si troverà costretta ad affrontare tutte le spese di allestimento e disallestimento di una manifestazione già nell’imminenza dell’apertura”. L’unica consolazione, nelle stesse parole di Potestà, è quella “di aver potuto contare, soprattutto in uno scenario così complesso, sul supporto degli stessi espositori, ma anche su quello di sessanta istituzioni e associazioni di categoria tra le più importanti sia in Italia che all’estero dedicate ai comparti delle infrastrutture in calcestruzzo, della prefabbricazione, della demolizione del cemento armato, delle pavimentazioni industriali, del riciclaggio e trasporto degli inerti”. Moltissime le novità che le aziende espositrici del GIC 2020 avrebbero voluto presentare alla mostra

piacentina. “Alcune di queste ci hanno richiesto di ricalendarizzare il GIC già nel 2021 – commenta ancora il direttore di Mediapoint – Purtroppo, tenendo presente che già moltissimi eventi previsti nel 2020 erano già stati spostati al prossimo anno, e considerando l’alta probabilità che i primi mesi del 2021 potrebbero essere comunque a rischio per un regolare svolgimento di fiere e congressi, abbiamo deciso che la prossima edizione degli Italian Concrete Days si terrà sempre a Piacenza Expo dal 27 al 29 ottobre 2022. Nel ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto, apprezzando l’impegno e la dedizione profusi da tutta la squadra della Mediapoint per far diventare il GIC un evento sempre più grande e internazionale, non ci resta che dare a tutti appuntamento al 2022, con l’augurio che il Covid 19 possa diventare solo uno spiacevole ricordo nel più breve tempo possibile”.

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Attualità News PERFORAZIONI

Una XP per il biogas Per l’ampliamento di un impianto biogas esistente a Bolzano, la macchina ideale si è rivelata nel modello Casagrande B200XP-2, in allestimento Displacement Piles per la realizzazione di pali di fondazione. Il progetto prevedeva l’esecuzione di 900 pali completamente ingabbiati a 17,5 m di profondità, per 550 mm di diametro. La Casagrande B200XP-2 era proprio l’asso da giocare, con la sua facoltà notevole nell’oltrepassare vari strati di argilla e ghiaia con una produzione media di 210 m al giorno. La strumentazione fornita con la macchina ha concesso all’operatore tutte le informazioni necessarie per monitorare e registrare i dati completi relativi a ogni fase della perforazione.

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Attualità News TUNNELING

Una talpa nella galleria di Lonato Nel complesso dei cantieri TAV Brescia-Verona, sta lavorando alacremente da due mesi la TBM EPB “Martina”, impegnata nello scavo della galleria naturale di Lonato (GN02) – a doppia canna a singolo binario – per una lunghezza di 4,75 km. Lo scavo meccanizzato è eseguito tramite una fresa scudata ad attacco integrale, del tipo a contropressione di terreno al fronte (EPB), in grado di affrontare lo scavo in terreni incoerenti o poco coerenti anche in presenza di falda, con la capacità di adattarsi alla variabilità imposta dal contesto geotecnico lungo il tracciato e all’eterogeneità dei materiali. La macchina di scavo esegue la spinta per l’avanzamento attraverso una serie di martinetti che agiscono sui conci montati in precedenza. Queste spinte risultano esattamente definite e controllabili nell’ambito dell’attività di guida dalla macchina di scavo. Le iniezioni, eseguite in continuo a tergo dello scudo, consentono inoltre di cementare l’anello e contrastare l’innesco di potenziali fenomeni di volume perso in superficie. Nel progetto si è previsto di utilizzare un anello di tipo universale. Mediante la rotazione dell’anello rispetto al proprio asse è possibile sfalsare i giunti longitudinali tra i conci e seguire l’andamento plano-altimetrico del tracciato.

GEOTECNICA

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Più potente e versatile di un penetrometro, più leggera ed economica delle altre perforatrici, la nuova MI1 di Massenza è la soluzione perfetta per tutti i clienti che cercano una soluzione compatta per applicazioni geotecniche a profondità ridotte. Comandata idraulicamente e montata su carro cingolato, la nuova Massenza MI1 è alimentata da un motore Honda GX 390 da 8,7 kW di potenza. Il modello MI1 può eseguire prove penetrometriche con SPT (massa battente da 63,5 kg) campionamento dinamico (DPL, DPM, DPH e con carotiere), campionamento a percussione con martello idraulico. La macchina può anche montare una testa di rotazione per carotaggi superficiali e perforazioni ad elica.

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Attualità News

PERFORAZIONI

Nuovo consiglio per il Trenchless italiano

DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA Pompe Motori Valvole Oleodinamiche ■

■ 11 Pistoni ■ Da 85 a 212 cm3

L’assemblea della Iatt, l’Italian Association for Trenchless Technologies, ha rinnovato le cariche sociali alla fine dello scorso mese di ottobre. Nell’occasione, i partecipanti hanno approvato il Bilancio 2019, con una prolusione di accompagnamento che ha ripercorso gli ultimi quattro anni di attività della stessa associazione, illustrandone i traguardi raggiunti e delineato i piani per il prossimo anno. A presiedere il consiglio direttivo di Iatt è stato eletto Paolo Trombetti (Tim), con Stefano Tani (Mm) vicepresidente. Per il ruolo di segretario generale è stata scelta Paola Finocchi (Tim). Il consiglio direttivo è inoltre composto da Stefano Amenta (Snam Rete Gas), Diego Padovese (Impresa Ing. La Falce), Gianmario Giurlani (Gerotto Federico), Pierluigi Lelli (Vermeer Italia) e Karlheinz Robatscher (Rotech).

MOTORI A PISTONI ASSIALI serie M7V a cilindrata variabile e a piatto inclinato per circuito aperto e chiuso, alta pressione, per applicazioni mobili e industriali.

■ Piatto inclinato ■ Elevata velocità di rotazione ■ Alta coppia di spunto ■ Bassa velocità minima ■ Dimensioni compatte ■ Cuscinetti a lunga durata ■ Regolazione proporzionale della cilindrata ■ Free wheeling

■ 9 Pistoni ■ Da 28 a 200 cm3

POMPE A PISTONI ASSIALI serie K3VL a cilindrata variabile per circuito aperto ad alta efficienza ■ Elevato rendimento totale ■ Dimensioni ridotte ■ Peso contenuto ■ Eccezionale affidabilità ■ Ampia gamma di regolatori ■ Elevata stabilità ■ Bassi tempi di risposta ■ Basso livello di rumorosità

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Attualità News FONDAZIONI SPECIALI

Marcia trionfale di I.CO.P. sul Grand Express Paris PER LE FONDAZIONI SPECIALI SULLA LINEA 15 E NEL COMPLETAMENTO DEL PROLUNGAMENTO NORD DELLA LINEA 14 Nonostante l’impatto del Covid-19 e le misure specifiche prese dal governo locale, sono proseguiti con passo di continuità i lavori sul lotto T2B della Linea 15 sud del Grand Paris Express, dove I.CO.P. si è occupata delle opere di fondazione speciale in raggruppamento con Eiffage Fondations. Sull’Opera “Floquet” 1002P, una volta conclusa la realizzazione dei diaframmi perimetrali di sostegno con idrofresa, il pozzo di diametro 11 m è stato scavato fino alla profondità di 41 m dal piano di campagna, con un battente di falda di 33 m. Alle lavorazioni menzionate sono seguite le perforazioni sotto preventer e punta a perdere per realizzare una coronella di infilaggi intorno alla connessione fra il pozzo e la galleria di linea. Il posizionamento dei perfori è stato effettuato con uno speciale strumento di misura e lo spurgo di perforazione rimandato in superficie con uno specifico sistema di canalizzazioni e pompaggi. L’inaugurazione del prolungamento nord della linea 14, invece, è avvenuta poco prima di Natale, alla presenza del primo ministro Jean Castex e delle autorità. Grazie alla propria filiale in Francia, I.CO.P. S.p.A. Società Benefit ha preso parte al progetto, implementando la tecnica di congelamento del terreno con il metodo misto per consentire la costruzione dell’opera sotterranea nella stazione Clichy Saint-Ouen, necessaria per consentire il sottoattraversamento della linea RER C in esercizio e il collegamento tra il tunnel sud del lotto T03 della suddetta stazione e il tunnel nord del Lotto T02.

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Attualità News

INDUSTRIA ESTRATTIVA E MINERARIA

Perforazioni di idrocarburi, salta lo stop? Sarebbe saltato lo stop alla ricerca e coltivazione di idrocarburi su tutto il territorio nazionale previsto dalla bozza del decreto Milleproroghe, atteso all’antivigilia di Natale in consiglio dei ministri. La notizia, anticipata dal Sole 24 ore, trova conferma negli ambienti di governo. La scelta sulle trivelle non mancherà di far discutere: la bozza infatti prevedeva il divieto “di nuovi permessi di prospezione o di ricerca ovvero di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi” in tutta Italia. Non solo, il Mise, si leggeva nella bozza, “rigetta” le nuove domande mentre le concessioni in essere, comprese quelle già prorogate, non potranno più andare oltre l’attuale data di scadenza. Saltando questo blocco, potrebbe a questo punto riprendere la perforazione di terre e mari italiani alla ricerca di gas e petrolio.

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Attualità News INDUSTRIA ESTRATTIVA E MINERARIA

Sicim, una rete italiana per il petrolio del Canada LA SOCIETÀ DI BUSSETO PARTECIPA AL TRANS MOUNTAIN EXPANSION PROJECT PER L’AMPLIAMENTO DELL’INFRASTRUTTURA CHE ATTRAVERSA LA REGIONE DELLA BRITISH COLUMBIA

Duecento chilometri di oleodotti attraverso territori impervi con un clima proibitivo. È il progetto in cui è coinvolta Sicim, azienda di Busseto (Parma) che partecipa al Trans Mountain Expansion Project per l’ampliamento dell’infrastruttura che attraversa la regione della British Columbia, in Canada. Il gruppo italiano specializzato nella progettazione e costruzione di grandi impianti per il trattamento, trasporto e distribuzione di idrocarburi, ha chiuso il 2019 con un fatturato di 431 milioni di euro e per il 2020 prevede di arrivare a quota 500 milioni di euro con un Ebitda di 65 milioni. “La firma di questo contratto commenta Attilio Cagnani, presidente di Sicim Spa – conferma le capacità uniche del made in Italy nell’industria petrolifera mondiale. I lavori infatti interessano un’area che presenta interessanti prospettive di sviluppo. Le sabbie bituminose di Athabasca, situate nella parte nord di Alberta, sono il più grande giacimento di bitume grezzo

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del mondo, paragonabile al totale delle riserve mondiali accertate di petrolio convenzionale. Inoltre – prosegue Cagnani – la partecipazione al Trans Mountain Project conferma la capacità del nostro gruppo di operare in contesti ambientali e metereologici molto difficili”. L’operazione prevede che nel

momento di massima attività saranno impiegati un migliaio di addetti per la parte del progetto che vede impegnata Sicim in partnership con Ledcor Pipeline Ltd. (che fa parte di uno dei più grandi gruppi del Canada nel settore delle costruzioni) e saranno frantumati 350.000 metri cubi di rocce e oltre 85 chilometri di percorso richiederanno particolari tecniche e metodologie di costruzione. L’opera prevede oltre 60 attraversamenti di fiumi da eseguire in limitate finestre temporali, 48 attraversamenti con tecniche “trenchless”, oltre 300 tra sentieri condutture e utenze. Il Trans Mountain Expansion Project rappresenta un canale di sbocco per le risorse del Canada sui mercati mondiali con ricadute economiche importanti per il Paese. Attualmente esiste una condotta di 1.150 chilometri nella British Columbia: il progetto prevede la costruzione di una seconda condotta che aumenterà la capacità nominale del sistema da 300.000 barili al giorno a 890.000 barili al giorno.

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Attualità News

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PERFORAZIONI

Pozzi di prima falda per il verde della Brianza Dalle “vene” più superficiali pescano acqua che non può essere bevuta, ma che molto ben si presta all’irrigazione di aree verdi sportive. Sono i pozzi di prima falda, utili per contrastare lo spreco della risorsa idrica potabile. BrianzAcque ne ha già realizzati due, uno a servizio del centro sportivo di Bernareggio e l’altro, del campo da golf di Carnate, nel Vimercatese. Ma è nell’arco degli ultimi mesi che l’attività di pianificazione di questi impianti ha preso particolare slancio con ben sei strutture in fase di progettazione, 11 per le quali sono in corso i relativi studi di fattibilità e altre 2 oggetto di indagini di approfondimento idrogeologico. In totale 20 pozzi, tutti a uso e consumo di aree “green”, esclusivamente di proprietà pubblica. Li costruirà BrianzAcque, local utily dell’idrico, grazie ad un finanziamento dall’ATO di Monza e Brianza per un milione di euro nel triennio 2020-2022 e l’aggiunta di un importo analogo per il 2023-2025. L’iter procedurale per la costruzione di un pozzo di prima falda è lungo e complesso in quanto comporta numerosi passaggi: in media, occorrono dai nove ai 10 mesi. Attualmente, sono in progettazione sei pozzi, per i quali è già stata presentata la domanda di concessione per la derivazione d’acqua sotterranea e l’autorizzazione alla perforazione alla Provincia di Monza e Brianza. Entro l’estate 2021, BrianzAcque conta di dare il via alla trivellazione di pozzi di prima falda per i centri sportivi di Vimercate, Busnago, Lissone e del Laghetto situato all’interno dell’Oasi Belvedere a Sovico. A questi, faranno seguito Muggiò e Cogliate. Indagini di approfondimento sono appena state completate anche a Burago mentre a Biassono sono in fase di svolgimento. Infine, si sta lavorando alla redazione degli ultimi 11 studi di fattibilità propedeutici alla progettazione. I pozzi sono “scavati” tutti con lo stesso diametro ma con profondità diverse, variabili dai 45 metri ai 100 metri, a seconda di dove si trova la prima falda freatica. In tutti viene istallata una pompa che garantisce la portata massima di otto litri al secondo. Una volta prelevato, “l’oro blu” è convogliato in un serbatoio di accumulo che funge sia da polmone di riserva, sia per mitigare la temperatura dell’acqua. La risorsa idrica viene quindi incanalata nel sistema di irrigazione esistente e utilizzata per bagnare e manutenere il verde dei campi sportivi, che necessita dell’impiego di ingenti quantitativi d’acqua.

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Attualità News PERFORAZIONI

Prassi per il No Dig, un passo fondamentale È stata pubblicata lo scorso mese di ottobre la prassi di riferimento UNI/PdR 7:2014 dedicata alle tecnologie No Dig (scavi a minitrincea) che permettono di effettuare la posa, il riutilizzo, il risanamento e la sostituzione delle reti dei sottoservizi, tipicamente acqua, telecomunicazioni, energia e fognature, con un nullo o limitato ricorso agli scavi a cielo aperto. Questa prassi di riferimento nasce dalla necessità di creare documenti tecnici di riferimento per la realizzazione di trincee di dimensioni

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ridotte, per ogni operatore o ente locale, al fine di una corretta gestione degli interventi nel sottosuolo. Il documento porta le tecnologie No Dig e quelle per minitrincea in particolare in primo piano anche a livello legislativo. Lo stesso regolamento di attuazione del Codice dei Contratti pubblici promuove l’impiego delle tecnologie trenchless, denominandole tecnologie di miniscavo a basso impatto ambientale per evidenziarne i vantaggi sulla collettività. La prassi di riferimento è frutto

della collaborazione dell’Unione Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo con la Italian Association for Trenchless Technology (IATT) ed è redatta in lingua italiana e in inglese. Oltre al basso impatto ambientale, le tecnologie No Dig presentano il notevole vantaggio di poter essere utilizzate in qualsiasi contesto, urbano ed extra urbano, favorendo l’esecuzione dei lavori anche in presenza di traffico veicolare, senza la necessità di organizzare deviazioni e blocchi stradali.

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Attualità News FONDAZIONI SPECIALI

Un modulo a… Elika per pali “sostenibili”

Un ponticello a campata unica da realizzarsi senza interventi in alveo, previa demolizione della struttura esistente. Questa la sintesi del progetto a San Canzian d’Isonzo (Go), per una struttura costruita con travi prefabbricate di larghezza affiancate e solidarizzate con getto in opera, a costituire l’accesso principale di un’importante azienda agricola. La soluzione tecnica adottata si basa sul sistema Elika di SYStab, basata su pali modulari in acciaio in cui l’elemento di punta è dotato di tre eliche discontinue di diametro compreso tra 30 e 35 cm. Le successive estensioni possono

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essere o meno dotate di eliche, in funzione delle caratteristiche geotecniche e dei carichi da sostenere. L’installazione avviene per rotazione con l’ausilio di una testa idraulica posta su di un miniescavatore. L’infissione prosegue fino al raggiungimento della profondità stabilita e/o della portata richiesta. Prima del collegamento finale alla struttura, si può procedere a una prova di carico per il collaudo dell’opera. Nel caso in esame i pali sono stati dotati di nove eliche (tre nell’elemento di punta e sei nelle successive due estensioni) e avvitati fino a 9 m di profondità. Una volta

messi in opera i pali, - 10 per ogni sponda - sono state realizzate due travi di fondazione in c.a. impostate sugli stessi pali Elika. Rispetto alle tradizionali tecniche di palificazione, i vantaggi rilevano un impatto del cantiere ridotto, tempi di realizzazione rapidi, assenza del materiale di risulta, portata collaudata per ogni singolo palo viene collaudata, infissione in assenza di vibrazioni. Inoltre nei casi in cui fosse opportuno, i pali possono essere rimossi. Questa caratteristica risulta particolarmente interessante per opere provvisorie, come ad esempio le strutture temporanee da realizzare in aree demaniali o protette.

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Attualità News TUNNELING

Torino, parte la galleria del metro tra Certosa e Collegno Sono partiti nella prima settimana di dicembre i lavori di scavo per la realizzazione della galleria che attraverserà il tratto della metropolitana di Torino compreso tra la stazione “Certosa” e la stazione “Collegno Centro”. Lo scavo - realizzato con metodo convenzionale a foro cieco attraverso attraverso diverse fasi, con lo spostamento dei sottoservizi e il rinforzo del terreno con opere di consolidamento in jet grouting - ha aperto finalmente la strada alla realizzazione del tunnel vero proprio. Il pozzo dedicato allo scavo della galleria (il secondo della tratta “Collegno-Cascine Vica”) è ubicato in via Risorgimento/Via XX Settembre a Collegno. A partire da questo punto lo scavo procederà sia in direzione nord verso stazione “Certosa”, sia in direzione opposta verso stazione “Collegno Centro”. Proseguono

in parallelo anche i lavori per la realizzazione delle quattro stazioni e del parcheggio di interscambio. Nelle stazioni “Certosa” e “Collegno Centro”, realizzate le paratie, è in corso la realizzazione dei solettoni di

copertura. Nella stazione Leumann si sta procedendo invece con lo spostamento dei sottoservizi mentre a Cascine Vica sono state avviate le attività di realizzazione del corpo stazione con i micropali.

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Cover Story | Comacchio

Fondamenta d’avvenire L’importante intervento di risanamento strutturale del Ponte Vecchio di Bassano ha riconsegnato un monumento storico alla memoria nazionale. Un progetto che è diventato testimonianza di maestria tecnologica e simbolo di speranza per le nuove generazioni

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n intervento che rappresenta la summa tecnologica e la sintesi definitiva di una grande storia italiana nella costruzione di ponti. Riguarda il Ponte Vecchio di Bassano, noto anche come Ponte degli Alpini, uno dei rari esempi nazionali di ponte in legno completamente coperto. Si tratta di un autentico monumento per la cittadina veneta, un simbolo della rinascita italiana dopo i conflitti mondiali che colpirono duramente queste zone nel secolo scorso. La sua recente ristrutturazione ha costituito una sfida ambiziosa e unica, nel campo delle fondazioni speciali per infrastrutture storiche. Una sfida dove imprese, operatori e macchine al lavoro in particolare la perforatrice MC 22 della gamma Comacchio, impegnata nell’insediamento di micropali con tecnologia a rotopercussione - hanno costituito un connubio perfetto di maestria, conoscenza e sensibile sapienza di intervento in un contesto ambientale difficile e complesso.

La storia Costruito a fine del XII secolo per unire le sponde est ed ovest del fiume Brenta, tra Bassano ed Angarano, il ponte fu riprogettato nel 1567-1569 dal celebre Andrea Palladio. Nell’arco dei suoi secoli di storia, è stato più volte distrutto e ricostruito, in parte o totalmente, a seguito delle

improvvise e rovinose ondate di piena del Brenta (le cosiddette “brentane”) e degli eventi bellici che hanno interessato queste zone. Tra i rifacimenti spiccano in particolare quello del 1750-51, progettato e diretto da Bartolomeo Ferracina, e quello del 1819-1821, affidato a Angelo Casarotti, che ne curò la ricostruzione a seguito dell’incendio appiccato dalle truppe napoleoniche in ritirata. Il ponte venne fatto saltare nel 1945, nelle ultime settimane della Seconda Guerra Mondiale, per poi essere ricostruito nel 1948 con l’aiuto, tra gli altri, dell’Associazione Nazionale Alpini, da qui il nome “Ponte degli Alpini”. Gravemente danneggiato dall’alluvione del 1966, venne nuovamente ricostruito e continuò ad essere oggetto di molteplici interventi anche negli anni a seguire.

Caratteristiche strutturali Il ponte presenta una struttura in legno di dimensioni e complessità assolutamente rari: misura 66 m in lunghezza, è largo 8 m sul piano strada ed è suddiviso in cinque campate lunghe circa 13 m ciascuna, sorrette da quattro stilate e da appoggi in muratura alle due estremità est e ovest (rispettivamente in sinistra Brenta – lato Bassano, e in destra idrografica – lato Angarano). Le quattro stilate che sorreggono le campate del ponte sono in parte dotate di fondazioni e in parte direttamente co-

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struite da pali infissi nel greto del fiume. Quello attuale non è il ponte ricostruito da Bartolomeo Ferracina a partire dal 1750 ed è riconducibile solo in parte a quello della ricostruzione post-Napoleonica curata da Casarotti: di quel ponte restano tutti i pali delle fondazioni e le tre stilate con relative campate lato Bassano. La quarta stilata, distrutta dall’esplosione del 1945, fu totalmente ricostruita, assieme alle 2 campate lato Angarano. Anche le parti più antiche hanno subito nel tempo innumerevoli interventi di restauro con cospicue sostituzioni di legname. La ricostruzione ottocentesca di Angelo Casarotti aveva apportato una modifica importante nelle fondazioni rispetto agli schemi costruttivi precedenti: Palladio e Ferracina avevano previsto fondazioni di 8 pali infissi nell’alveo, sui quali poggiavano direttamente le colonne dell’impalcato. Casarotti, invece, costruisce fondazioni su 15 pali per stilata, sui quali viene appoggiata una grande trave lunga 9 m e larga 60 cm (detta “soglia”), che sorregge a sua volta le otto colonne a sostengono del piano stradale, svincolando la posizione delle colonne da quella dei pali di fondazioni infissi e facilitando notevolmente l’esecuzione di interventi di riparazione. In tempi più recenti, i maggiori interventi sono stati quelli eseguiti dopo la grande

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alluvione del 1966: tutti i “rostri” (le due parti esterne delle stilate, a forma trapezoidale) con i relativi pali, il rivestimento delle stilate (cosiddette “filagne”), le banchine a filo acqua con i relativi pali di sostegno, le balaustre ed il piano viabile furono completamente ricostruiti. Con i lavori del 1967-69 le fondazioni della stilata lato Angarano furono rinforzate con 3 nuovi elementi di appoggio, che caricavano il peso del ponte su dei nuovi pali laterali in legno appositamente infissi e incapsulati in uno strato di cemento; successivamente (1983) lo stesso intervento di incapsulamento dei pali in legno fu esteso alle altre tre stilate per sopperire al degrado dei pali originali ottocenteschi. Negli anni Novanta un nuovo ingente intervento di straordinaria manutenzione coinvolse sostanzialmente tutte le strutture del ponte; in particolare, per quanto riguarda le fondazioni, su ogni stilata vennero realizzate quattro coppie di nuovi pali di sottofondazione in calcestruzzo armato, di circa 8 m di lunghezza, rivestiti nel tratto superiore in acciaio inox, e rinforzate le soglie.

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Ciononostante, l’azione orizzontale dovuta alla spinta dell’acqua e il deterioramento delle strutture lignee, hanno portato, negli ultimi decenni, a una situazione di forte degrado, con deformazioni importanti a livello delle fondazioni e delle stilate. A partire dal 2013, i segni di cedimento diventano particolarmente evidenti, con un abbassamento medio delle stilate che nell’estate del 2015 raggiunge i 4-5 centimetri al mese, mettendo a serio rischio la tenuta del ponte. Il cedimento ulteriore di una delle stilate fa sì che nel 2018 il ponte si incurvi fino a formare una vera a propria conca. Urgeva un intervento straordinario di recupero che preservasse il valore storico-artistico del ponte e le sue caratteristiche strutturali, tenendo in dovuta considerazione i fattori ambientali che influenzano in modo determinante il suo funzionamento e la durata.

Il progetto Per il piano di recupero del Ponte di Bassano, sono stati messi a disposizione da enti pubblici e privati fondi ingenti, del valore complessivo di oltre 6 milioni di

euro. L’opera finanziata è parte del Piano strategico “Grandi Progetti Beni culturali”, lanciato dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel 2015 e rappresenta uno dei più complessi interventi di recupero attualmente in corso in Italia. Il piano prevede un importante intervento di recupero sulle strutture dell’impalcato e della copertura del ponte, ma soprattutto punta a un sostanziale risanamento degli aspetti strutturali. L’obiettivo è quello di garantire la funzione portante, ma soprattutto di ottenere un complessivo miglioramento del comportamento della struttura, esposta a importanti sollecitazioni. Le opere di consolidamento si concentrano in particolare sulle strutture di fondazione delle stilate, con l’introduzione di alcuni materiali ed elementi innovativi rispetto al passato: anziché prevedere un restauro puramente conservativo basato sull’integrazione o la sostituzione dei pali di fondazione in legno, si è pensato di assorbire completamente il carico delle otto colonne che reggono l’impalcato tramite una nuova struttura reticolare realizzata con profili tubolari in

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acciaio inox. La nuova trave in inox, lunga quasi dodici metri e dal peso di circa sette tonnellate, andrà a poggiare su due plinti in cemento appositamente realizzati a monte e a valle di ciascuna stilata e sulle teste dei pali del 1990. Da progetto, le travi di soglia esistenti e i pali lignei sottostanti vengono recuperati e inglobati nella struttura metallica, sebbene sgravati delle loro funzione statica. Per dare ulteriore stabilità alla struttura, su ciascuna stilata viene installato un sistema di tiranti incrociati, anch’essi in acciaio, che permettono di assorbire le azioni orizzontali del vento e della spinta del fiume. Ulteriori interventi si focalizzano sui pali di rostro: visto il precario stato della loro conservazione, il progetto ha previsto la sostituzione dei pali lignei infissi nel terreno con dei nuovi pali in calcestruzzo armato incamiciati nel tratto superiore con tubo in acciaio inox. La parte emersa dei pali rimane però in legno, così come il rivestimento dei rostri. Per facilitare futuri interventi di manutenzione, l’innesto dei pali in legno viene fatto a livello della banchina. In questo modo, un’eventuale sostituzione non richiederà la messa in asciutto del fiume. È previsto inoltre il ripristino, con alcune modifiche, delle coppie di tiranti in acciaio che collegano i rostri ai quattro pali Benoto (risalenti anche questi alla ricostruzione del 1968-69), ubicati a monte di ciascuno stilata e che hanno il compito di trattenere lo slittamento verso valle del ponte.

La opere di fondazione Nel novembre del 2018 i lavori per la realizzazione degli interventi di recupero vengono assegnati all’impresa Inco di Pergine Valsugana (TN), attiva soprattutto nel settore delle opere pubbliche di edilizia civile, industriale e stradale. La particolare difficoltà esecutiva del progetto era legata alla necessità di dover operare sul letto del fiume Brenta e di dover mantenere aperto e fruibile il passaggio sul ponte durante l’esecuzione delle opere, il tutto in un contesto di pieno centro storico. Per poter eseguire le opere di consolidamento previste, era necessario innanzitutto mettere in asciutto l’alveo del fiume. Le condizioni idrauliche hanno suggerito di limitare i periodi operativi del cantiere, suddividendo i lavori nell’arco di due anni, in concomitanza con due finestre in-

vernali: nel periodo compreso tra dicembre e aprile, infatti, il livello dell’acqua scende e rende possibile l’allestimento delle cosiddette “ture”, delle opere provvisionali poste nell’alveo a valle del ponte, che permettono di prosciugarlo in corrispondenza delle stilate, formando delle penisole per contenere e rendere accessibile il cantiere. Il ponte si posiziona in una porzione di pianura alluvionale, caratterizzata dalla presenza predominante di sedimenti ghiaiosi in matrice sabbiosa e livelli sabbiosi superficiali e ghiaie di origine fluvioglaciale. I sondaggi eseguiti in prossimità delle pile dopo la messa in asciutto dell’alveo hanno evidenziato la presenza di strati di sabbia di varia granulometria. L’esecuzione delle opere di fondazione è stata affidata dalla stessa Inco a un’altra impresa trentina, la Micron di Castel Ivano, specializzata nelle realizzazione di fondazioni e consolidamenti. Nella prima finestra (da dicembre 2018 ad aprile 2019) gli interventi si sono concentrati sulle stilate della riva est del fiume (stilate 1 e 2). Una delle maggiori sfide poste dal progetto era la realizzazione di opere provvisionali in grado di recuperare la deformazione del ponte, riportando l’impalcato alla quota originaria, e di assorbire e trasferire

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adeguatamente il carico gravante sulle stilate nel corso degli interventi di consolidamento delle fondazioni del ponte. Sebbene il progetto originale prevedesse a tale scopo la realizzazione di una sorta di ponte di Bailey che avrebbe sostenuto la struttura dall’alto, i tecnici Inco hanno proposto una variante che permetteva il sollevamento della struttura dal basso, grazie a un sistema d’appoggio in metallo (cosiddetto “castello di sollevamento”) azionato da martinetti idraulici. Dopo aver posizionato la struttura metallica al di sotto del ponte, l’operazione di sollevamento (differenziata per le due stilate) è stata realizzata utilizzando 12 martinetti idraulici “comandati” da una centralina elettronica, in grado di eseguire sollevamenti ben definiti in step successivi di pochi millimetri. Per sostenere i tralicci metallici sui quali appoggiavano i martinetti utilizzati per sollevare e sostenere la parte superiore del ponte alla quota originaria, la squadra di operatori specializzati della Micron ha provveduto all’installazione di una serie micropali del diametro di 250 mm ad una profondità di 8 m. Grazie ai castelli di sostegno dell’impalcato, le due stilate sottostanti sono state completamente rimosse, consentendo l’esecuzione delle opere di fondazione per

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le travi di soglia e l’installazione dei 50 micropali previsti per il consolidamento dei rostri. Queste parti esterne delle stilate avevano di fatto mantenuto nel corso dei secoli lo schema statico originale, basato su dei pali di fondazione in legno che emergono a scalare dal fiume, dando

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diretto sostegno alla trave inclinata spartiacque. Questo schema è stato superato con l’inserimento di micropali in calcestruzzo armato incamiciati nel tratto superiore con tubo in acciaio inox. I micropali, del diametro di 250 mm, con armatura tubolare da 168,3 x 10 mm per

una lunghezza di 8 m sono stati eseguiti con una macchina Comacchio MC 22, utilizzando una tecnologia a rotopercussione con martello fondo foro. “Abbiamo scelto questa tipologia di macchinario in considerazione della velocità d’esecuzione garantita dalle sue caratteristiche tecniche – spiega Nicola Capasso, titolare e responsabile tecnico della Micron – Un ulteriore vantaggio era dato dall’utilizzo del sistema brevettato da Comacchio per il controllo dello scarico dei detriti. Essendo il cantiere piuttosto ristretto e essendoci sempre più squadre di altre imprese coinvolte nelle altre lavorazioni era fondamentale assicurare l’assenza di riflusso del materiale di spurgo. Ovviamente, dovendo eseguire degli interventi in alveo si è sempre condizionati dal comportamento del fiume. Abbiamo dovuto affrontare delle criticità legate all’innalzamento della falda. La piena dell’autunno 2018 aveva abbassato la quota media del fondo dell’alveo, di conseguenza è stato previsto un aumento della quantità delle fondazioni e un adeguamento delle camicie in acciaio per i pali di rostro e gli appoggi della nuova trave di fondazione. Poi, durante la fase di allestimento del castello, le forti piogge di inizio febbraio 2019 avevano provocato l’allagamento del cantiere. Si è dovuto provvedere allo svuotamento a mezzo idrovore, di conseguenza le operazioni di sollevamento sono state posticipate di un paio di giorni, ma questo non ha pregiudicato la riuscita dell’intervento, che anzi, si è concluso in tempi record, con una sola giornata e mezza di chiusura del passaggio pedonale, con grande soddisfazione di tutti i tecnici coinvolti e della committenza”. Ripristinata la zona delle fondazioni, dal mese di marzo 2019 si è potuto procedere con la posa della nuova trave di soglia e la ricostruzione delle due stilate lignee, in parte recuperando il materiale riutilizzabile, in parte con la nuova fornitura di legno di rovere della Bretagna. Il lavoro di restauro sugli elementi lignei era stato preceduto da un’estesa campagna di indagini eseguita da tecnici specializzati, che ha permesso di determinare la specie legnosa e la classe di resistenza e il grado di umidità per ciascun componente, nonché a mappare l’estensione e la profondità del degrado. Tutti gli elementi lignei ri-

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mossi sono stati passati in rassegna dalle maestranze: il progetto prevedeva infatti la totale sostituzione per le parti che risultano di cruciale importanza dal punto di vista strutturale o sono molto esposte alla forza della corrente (come nel caso dei pilastri delle stilate e dei rostri) e sono difficilmente accessibili per futuri interventi di manutenzione o difficilmente ispezionabili. Per quanto riguarda le parti emerse del ponte, invece, l’utilizzo dei nuovi elementi lignei è stato ridotto al minimo, in considerazione dello stato di conservazione delle parti storiche, che sono state recuperate e restaurate, intervenendo comunque con innesti o tamponi di legno. La seconda finestra invernale, dalla fine di dicembre 2019 ad aprile 2020, ha vista la messa in opera della stessa tipologia di interventi, che hanno interessato però le stilate 3 e 4, sul lato della destra Brenta. In questo caso l’intervento è stato meno

complesso, essendo il cedimento dal lato ovest più contenuto. Esattamente come nella fase precedente, si è provveduto prima alla realizzazione delle dighe provvisorie nell’alveo del Brenta a valle del ponte e all’allestimento dei “castelli” di sostegno, per poi passare all’esecuzione delle opere di fondazione e dei micropali previsti per i rostri, con le stesse modalità adattate l’anno precedente sulle stilate 1 e 2. La ricostruzione delle stilate 3 e 4 ha potuto continuare nei mesi scorsi, nonostante l’emergenza coronavirus. La priorità era infatti quella di ripristinare il normale corso del fiume in vista di possibili forti piogge e dell’aumento del livello dell’acqua in primavera. Salvo alcuni giorni di sospensione e con l’adozione di tutte le misure di sicurezza previste per far fronte alla situazione sanitaria, il cantiere non ha dunque subito interruzioni. Il mese di maggio si è chiuso con il completamento

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dei lavori in alveo e la rimozione delle ture nel Brenta. Concluse le operazioni nel mezzo del fiume, le opere si concentrano ora sulla sistemazione dell’impalcato, delle balaustre, delle colonne e delle capriate, per passare successivamente alla pavimentazione e all’illuminazione. Lavorando per blocchi, si conta di evitare le chiusure del passaggio pedonale. L’obiettivo è quello di chiudere il cantiere prima dell’estate prossima e restituire alla città il suo “gioiello”. Per i bassanesi, infatti, questo non è tanto un Monumento Nazionale (riconoscimento arrivato proprio durante l’esecuzione del progetto di restauro), quanto piuttosto il ponte “di casa”: la gente di cammina, ci corre, ci va in bicicletta per spostarsi da una parte all’altra della città, i bambini lo percorrono per andare a scuola. Una parte integrante di quella “normalità” di cui, oggi, tanto si sente il bisogno.

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Fondazioni Speciali | Bauer Macchine Italia Special Foundations

Nel Principato dei giganti Perforatrici e attrezzature in assetto di massimo riguardo per la realizzazione delle fondamenta di Mareterra, lo spettacolare progetto immobiliare che cambierà per sempre l’immagine di Montecarlo vista dal Mediterraneo

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n progetto internazionale di ampio respiro in cui sono coinvolti alcuni dei più grandi architetti del mondo. Tempi di cantiere strettissimi e che non ammettono deroghe. Un terreno

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che richiede tecnologie di elevato livello, macchine con prestazioni al top e incredibili capacità produttive. Sono questi gli ingredienti che hanno indotto la cordata Fondamenta-Sogefon ad affidarsi alle macchine

e alle attrezzature di Bauer Macchine Italia che, inoltre, garantisce una costante presenza in cantiere per una manutenzione ordinaria e straordinaria in grado di scongiurare qualsiasi fermo macchina imprevisto.

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Il cantiere Visto dall’alto il cantiere monegasco appare come un formicaio. Centinaia di uomini e macchine si muovono incessantemente in un lavoro tanto febbrile quanto organizzato. “Il progetto Mareterra è un’estensione a mare di 6 ettari - spiega Andrea Ruggero, Sales Area manager di Bauer Macchine italia - Si tratta di un’opera immobiliare impressionante che punta molto su due aspetti: il design, grazie alla presenza di alcuni degli architetti più importanti a livello mondiale, e una forte impronta eco-friendly. Il progetto può essere suddiviso in due macrosezioni: sul lato Nizza un porticciolo pittoresco, una piscina artificiale e un complesso di appartamenti di lusso; verso l’Italia si svilupperà invece un’importante area residenziale composta da lussuose ville circondate da vaste aree verdi”. Mareterra non ha solo lo scopo di riqualificare il fronte mare, ma è molto legato agli aspetti ecologici e per questo verranno piantati migliaia di alberi e l’intero progetto vedrà ampie aree pedonali e ciclabili. Il tutto per un’operazione immobiliare eco-friendly e con un rinnovato appeal estetico del Principato. I lavori di fondazione sono iniziati nell’agosto del 2019 e la loro fine è prevista per il mese di dicembre del 2021, mentre la consegna definitiva del progetto è fissata per il 2024. I primi tre pali di prova sono stati eseguiti con una Bauer BG 45 e si è trattato dei primi pali fatti e testati sul

territorio francese con l’utilizzo di celle Osterberg. “La O-cell, o cella di Osterberg - continua Ruggero - è un dispositivo a perdere idraulicamente guidato, calibrato e sollevato con un martinetto, installato all’interno dell’unità di fondazione. Funzionando in due direzioni, verso l’alto con il taglio laterale e verso il basso con la reazione di base, la O-cell separa automaticamente i dati di resistenza. La prova

di carico con le celle di Osterberg non è condizionata dai limiti derivanti dall’utilizzo di travi strutturali sovrastanti e dai pali vincolati al piede”. Già da questo approccio si capisce come il cantiere monegasco debba sottostare a vincoli impegnativi, che del resto fanno il paio con obiettive difficoltà sul campo. “Tra le peculiarità del cantiere va evidenziato come in una parte, per circa 14.000

La flotta per un grande cantiere Queste le macchine e le attrezzature di Bauer Macchine Italia presenti in cantiere: una BG45 Premium Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; una BG55 Premium Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; due BG36 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; una BG30 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; tre morse giracolonna Bauer BV1500 complete di riduzioni per diametri 1.200 e 1.000 mm; una morsa giracolonna Bauer BV2000 completa di riduzioni per diametri 1.800 e 1.500 mm; circa 450 m di tubi di rivestimento Bauer a doppia parete serie Blue Line; 25 utensili Bauer tra bucket da terreno sciolto, bucket da roccia e carotieri in vari diametri.

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metri di palo, venga utilizzato il classico rivestimento a doppia parete e recupero, mentre per i restanti 25.000 metri si usi un rivestimento definitivo - sottolinea l’ingegner Ruggero - Con questa tecnica il rivestimento usato in fase di scavo è a singola parete e rimane nel terreno, diventando parte integrante del palo definitivo. Una scelta tecnica che a Montecarlo deriva da un evidente problema di attrito negativo in tutta l’area in cui è presente il riempimento fino, cioè quella che va dalla costa attuale fino a 25 m dai cassoni a mare. Mentre tutti i pali con rivestimento a recupero si trovano nell’area a riempimento grossolano che presenta una pezzatura da 20 a 180 mm e che è situata a ridosso dei cassoni”. Nel complesso il cantiere prevede circa 1.100 pali rivestiti trivellati. Si tratta di pali complessi con diametri fino a 1.800 mm e profondità fino a 65 m. Come è facile intuire è un’attività molto impegnativa anche perché un riempimento di questo genere a mare è forse la situazione più critica per un palo trivellato, una delle applicazioni che necessita di maggiori performance in assoluto. Infatti un simile riempimento in acqua porta immediatamente il terreno a stringere sul tubo e di conseguenza a creare un elevatissimo attrito superficiale attorno al tubo. Vista la profondità di

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alcuni pali e la notevole lunghezza delle gabbie sono stati creati due “pali garage” di circa 60 m. Si tratta di pali non riempiti che vengono utilizzati per pre-assemblare completamente le gabbie e permettere di effettuare tiri in battuta unica di gabbie da 50/60 m di lunghezza.

Le macchine e il service sul campo Queste esigenze hanno richiesto macchine di grossa taglia ed elevate prestazioni che infatti trovano corrispondenza nella presenza in cantiere dei modelli di maggior dimensione prodotti da Bauer. “Inoltre - specifica Ruggero - le due macchine più grandi implementano il moltiplicatore di coppia, una scelta tecnica pensata per ridurre al minimo, o eliminare, l’uso della morsa, che se ha il vantaggio di

portare sempre a termine la perforazione, ovviamente risulta più lenta”. Tutte le macchine sono equipaggiate con le aste kelly Bauer silenziate e di varia pezzatura, per permettere un sistematico turnover dovuto a un terreno che crea un forte attrito anche a livello di utensile-tubo di rivestimento. Inoltre, superato il riporto, gli utensili si vanno a intestare in roccia che, soprattutto nella zona centrale con un’area di faglia, raggiunge i 100 Mpa. Si tratta quindi di una trivellazione particolarmente complessa svolta in condizioni al limite. Vista l’enorme entità del lavoro, in accordo con il cliente Bauer Macchine Italia ha deciso di predisporre in cantiere un container-magazzino in cui sono presenti non solo i ricambi necessari per eseguire i tagliandi alle macchine, tutti concordati e

Le fondazioni in cifre Questi i dati del progetto per quanto riguarda i lavori di fondazione in cui sono impegnate le macchine e le attrezzature Bauer Macchine Italia. Numero totale di pali previsti, circa 1.100; metri lineari totali: circa 39.000; metri di pali con rivestimento definitivo, circa 25.000; metri di palo con rivestimento temporaneo, circa 14.000; diametri: 1.800, 1.500, 1.200 e 1.000 mm; profondità massima, 65 m. Produzione media, 20 pali alla settimana.

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pianificati con i tecnici, ma anche i ricambi che potrebbero servire per ridurre al minimo i fermi cantiere. Tramite il lavoro congiunto del capo-cantiere e dei tecnici di Bauer Macchine Italia la ricambistica è sempre sotto controllo attraverso un flusso costante e congruo con l’utilizzo delle macchine. In parallelo il cliente ha richiesto un contratto service che prevede la presenza flessibile (in genere 14 giorni al mese in base alle esigenze delle varie perforatrici) di un tecnico specializzato Bauer Macchine Italia. Tutto ciò consente un monitoraggio costante delle macchine, del resto coadiuvato dal controllo delle perforatrici da remoto grazie al B-Tronic montato su tutte le perforatrici Bauer. “La costante presenza in cantiere, oltre alla qualità delle macchine usate”, precisa l’ing. Ruggero, “è stato uno dei motivi che ha indotto il cliente ad affrontare un cantiere così

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impegnativo in collaborazione con Bauer Macchine Italia. La presenza continuativa a livello di service è del resto richiesta anche dalla committenza che non accetta neppure un solo giorno di ritardo”. La precisione della committenza si riflette su tutti gli aspetti delle fondazioni specia-

li e si traduce in un controllo rigidissimo sulla reportistica. Ogni palo finito viene ufficialmente accettato dalla committenza solo se corredato dall’apposita documentazione comprendente i report, che il sistema in cloud Bauer Web-BGM, tramite il B-report, permette di estrapolare. Di qui si possono evincere moltissimi dati tra i quali i diagrammi della profondità raggiunta, della coppia, del tiro-spinta, del numero di giri della rotary. La direzione lavori va poi a confrontare questi grafici con la geologia preliminare riscontrata durante le prove geognostiche. Il sistema Web-BGM permette, attraverso il B-Tronic, anche di controllare in tempo reale la macchina e di ricevere in tempo reale l’intera diagnostica relativa alle macchine e agli eventuali errori che, sopra un certo livello, richiedono l’immediato contatto con il cantiere e l’eventuale invio di ricambi.

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Perforazioni | Klemm Drilling

In azione sull’argine Una perforatrice Klemm KR805-3G della flotta noleggio di Bauer Macchine Italia ha svolto un ruolo fondamentale nell’intervento di ripristino sul Lungarno Diaz di Firenze

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li ultimi scorci del 2019 per Firenze sono stati contrassegnati da una piena dell’Arno che ha prodotto gravi danni lungo l’argine sinistro, a poche centinaia di metri da uno dei simboli cittadini, il Ponte Vecchio. Per ripristinare la struttura, devastata da una vera e propria voragine, la macchina risolutrice per l’intervento cardine in cantiere si è rivelata nella perforatrice Klemm KR805-3G, noleggiata dall’impresa vicentina CO.MA.C. che ha scelto l’unità operativa dal vasto parco noleggio di Bauer Macchine Italia. Tra gli interventi studiati e messi in atto già da qualche mese, l’impresa sta realizzando un setto impermeabile al fine di consentire lo scavo in sicurezza e il ripristino di una condotta fognaria danneggiata dall’evento di piena. Il setto viene realizzato mediante l’infissione di barre autoperforanti e loro successiva iniezione e, per affrontare al meglio questa lavorazione, CO.MA.C. srl sta utilizzando uno speciale allestimento della perforatrice predisposta dal parco macchine rental di Bauer Macchine Italia. Si tratta di una soluzione molto efficace che vede la perforatrice Klemm KR805-3G, equipaggiata con un martello kh1215, in grado di assicurare una rapida ed efficiente installazione di barre D54 fino a oltre 15 m di profondità. Ma la velocità di infissione non è il solo pregio della macchina Klemm. La KR805-3G vanta infatti un’estrema efficienza dell’unità di rotopercussione e una notevole stabilità della macchina. Inoltre, grazie alla gestione ottimizzata EEP del sistema idraulico, i consumi risultano particolarmente ridotti. La perforatrice Klemm KR805-3G è alimentata da un motore diesel Volvo-Penta da 129 kW, certificato secondo i più recen-

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ti standard di regolamentazione dei gas di scarico (EU stage 4/EPA Tier 4 final). Con una larghezza di 2,3 m e un peso di circa 15 t, l’impianto Klemm assicura una notevole facilità di trasporto via container o su camion. Mentre dal punto di vista opera-

tivo la sua cinematica avanzata consente una vasta gamma di possibilità di rotazione e di posizionamento dell’antenna. La tecnologia load sensing, il power sharing system brevettato e il citato “EEP assist” per la gestione automatica delle pompe

principali e ausiliarie, collaborano per ottimizzare potenza e prestazioni in qualsiasi configurazione della macchina. La perforatrice può essere equipaggiata con il radiocomando per la gestione di tutte le funzioni e con il carosello delle aste.

Specialità per piccoli diametri La società Klemm Bohrtechnik di Drolshagen, nel Sauerland, fa parte del gruppo Bauer Maschinen e costituisce il centro di competenza per la gamma di perforatrici compatte per il piccolo diametro. Le macchine per ancoraggio Klemm si distinguono per l’elevata mobilità e le numerose possibilità di utilizzo. Il programma macchine comprende, oltre alle macchine da ancoraggio di diverse misure, anche attrezzature per il jet grouting, martelli idraulici e un’ampia gamma di accessori di perforazione. Nella gamma, in sintesi, sono comprese perforatrici con pesi nominali da 2 a 32 t (serie KR), centraline idrauliche con motore diesel o elettrico da 37 a 220 kW (serie PP), sistemi per montaggio su escavatori (serie KA), martelli idraulici con peso-pistone da 3,5 a 28 kg (serie KD), rotary con coppia fino a 57 kNm (serie KH) e caricatori per l’impiego di aste di perforazione singole e aste interne con tubi di rivestimento (serie MAG e HBR).

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Perforazioni | Epiroc Drilling

L’orizzonte Remoto Utilizzando la perforatrice Pit Viper 351, progettisti e operatori hanno sviluppato un sistema funzionale a distanza per migliorare la sicurezza e la precisione nei siti minerari

L’

impresa è perfettamente riuscita, aggiungendo un capitolo fondamentale nella gestione tecnologica delle perforazioni, a livello mondiale. Anglo American, azienda mineraria multinazionale inglese, ha collaborato con Epiroc per sviluppare e realizzare il nuovo progetto di perforazione a controllo remoto nella miniera di rame di Los Bronces, la più grande e importante del Cile. Utilizzando il Pit Viper 351, Epiroc ha sviluppato un sistema di funzionamento a distanza che ha permesso di migliorare la sicurezza,

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di ottenere una perforazione più precisa insieme a un incremento generale dell’efficienza. Le fluttuazioni cicliche del prezzo delle materie prime, la scarsità di operatori qualificati, l’elevato costo delle risorse indispensabili come l’acqua e l’energia e i requisiti ambientali sono tutte sfide che l’attività deve affrontare quotidianamente. Nonostante ciò, la direzione di Los Bronces è impegnata a migliorare i processi di produzione e a operare con maggiore efficienza. Gli obiettivi principali legati alla collaborazione con Epiroc

per le iniziative di perforazione a controllo remoto riguardavano la riduzione dei costi di esercizio, l’aumento della sicurezza dei lavoratori e lo svolgimento regolare delle attività. Chi opera nel settore minerario conosce fin troppo bene gli impatti significativi sulla produttività derivanti da ritardi del personale o dei processi. Consapevole delle sfide che il settore si trova ad affrontare, Epiroc, attraverso la sua linea di attività Drilling Solutions, ha lavorato per sviluppare tecnologie innovative che cercano di ridurre i costi, mi-

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gliorare la sicurezza e aumentare la produttività. Fernando Depix, rappresentante di Epiroc Cile, ritiene che il primo passo per implementare l’automazione consista nel riuscire a far sì che le persone acquisiscano familiarità con il fun-

zionamento a controllo remoto. “Oggi ci siamo concentrati in particolare sulla prima fase del processo che può contribuire ad aumentare la produttività all’interno di una miniera a cielo aperto: la perforazione, ma gestita a distanza – spiega

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Depix – Il valore aggiunto che può essere apportato all’attività è notevole, grazie all’implementazione di soluzioni tecnologiche che consentono di operare a distanza da centri integrati lontani dal sito. Dato che gli operatori non sono

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nella miniera, non sono esposti ai rischi intrinseci, come esplosioni, rumore e polvere. Inoltre si ottengono risparmi sostanziali evitando il trasferimento del personale dalla miniera alla superficie durante i cambi di turno o le operazioni di brillamento. Le operazioni da remoto offrono una perforazione più precisa e una maggiore efficienza”. Depix spiega anche che non sono necessari particolari requisiti a livello del sito per l’implementazione di soluzioni di perforazione a distanza. In realtà abbiamo bisogno solo di un’adeguata infrastruttura di

comunicazione e di navigazione (rete/ GPS). “A fronte di questi semplici requisiti, un operatore può gestire fino a tre perforazioni contemporaneamente da una sala di controllo a chilometri di distanza – rileva Depix – Un’altra alternativa è la piena autonomia, per cui non è prevista alcuna interazione durante l’operazione perché l’unità di perforazione è predisposta per svolgere la sua attività di perforazione programmata. L’operatore può monitorare le prestazioni delle attrezzature indipendentemente da dove si trova”.

Rete di sinergia La collaborazione tra Anglo American ed Epiroc è iniziata nel 2016, quando due consolle di comando a distanza sono state installate su un veicolo e un sistema di comunicazione punto a punto è stato montato su una coppia di perforatrici Pit Viper. Queste unità potevano comunicare attraverso la “linea di vista” e a una distanza massima di 1.000 metri. Poco dopo sono stati implementati sistemi di comunicazione wifi e reti in fibra ottica per il funzionamento di sei unità di perforazione dalla nuova Sala di gestione operativa della miniera di Los Bronces.

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Depix dichiara inoltre che è indispensabile “un’adeguata formazione per ottenere risultati ottimali nelle operazioni di perforazione a controllo remoto. Epiroc dispone di un Application Center, responsabile della formazione degli operatori delle aziende clienti prima, durante e dopo l’implementazione dei progetti di automazione”. Per quanto riguarda la collaborazione con Epiroc, Hennie Faul, Executive President of Copper di Anglo American, afferma che l’integrazione della perforazione a distanza nelle attività minerarie dell’azienda per cui lavora rappresenta un progresso significativo. “Il nostro obiettivo come azienda mineraria è quello di continuare a innovare – conferma Paul – Dobbiamo ripensare costantemente il nostro modo di lavorare e il progetto di perforazione a distanza risponde proprio a questa sfida. La nostra dedizione all’innovazione ci ha permesso non solo di definire il livello di tecnologia più appropriato ed efficiente in rapporto al costo, ma anche di selezionare le migliori attrezzature per Los Bronces per raggiungere l’eccellenza operativa”.

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Teleremote Horizon Anglo American, British multinational mining company, partnered with Epiroc to develop and implement the new teleremote drilling project at the largest and most prominent copper mine in Chile, the Los Bronces mine. Using the Pit Viper 351, Epiroc developed a remote operation system that made it possible to increase safety, drill more accurately, and increase overall efficiency. The ever-fluctuating price cycles of commodities, the scarcity of qualified operators, the high cost of critical inputs such as water and energy, and environmental requirements are all challenges that the operation faces on a daily basis. Despite these challenges, the Los Bronces management team is dedicated to improving production processes and performing with greater efficiency. The overall goals of partnering with Epiroc on the teleremote drilling initiatives were reducing operational costs, increasing worker safety and maintaining operational continuity. Those in the mining industry know all too well the significant impacts on productivity that occur as a result of personnel or process delays. Understanding the challenges facing the industry, Epiroc, through its Drilling Solutions business

line, has worked to develop innovative technologies that seek to reduce costs, improve safety and increase productivity. According to Charlie Ekberg, General Manager of Epiroc Chile, the solution to address a number of these challenges revolves around one specific initiative. “In our company we look at the future of mining in Chile, and we understand that automation is key.” Fernando Depix, representative of Epiroc Chile, believes the first step in implementing automation is getting people comfortable with teleremote operation. “Today we have focused specifically on the first step of the process that can help boost productivity within an open pit mine — drilling, but operated remotely.” Depix also explains that there aren’t any major requirements on-site to implement remote drilling solutions. In fact, we really only need proper communication and navigation infrastructure (network/GPS). “With these simple requirements, an operator can manage up to three drills simultaneously from a control room kilometers away. Another alternative is full autonomy, where there is no interaction during the operation because the drill unit is programmed to fulfill its predesignated drilling function. The operator can

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monitor the performance of the equipment from anywhere,” he claims. Depix also affirms that proper training is essential to achieve success with teleremote drilling operations. “Epiroc has an Application Center, responsible for training the customer’s operators before, during, and after the implementation of automation projects.” Regarding the partnership with Epiroc, Hennie Faul, Anglo American’s Executive President of Copper, affirms that integrating remote drilling into their operations is a positive step. “Our goal as a mining company is to continue to innovate. We need to be reimagining the way we do business constantly, and the remote drilling initiative responds precisely to that challenge,” says Faul. The partnership with Epiroc began in 2016 when two remote operation consoles were installed in a vehicle, and a point-to-point communication system was installed on a pair of Epiroc Pit Viper drills. These units were able to communicate through “line of sight” and at a distance of up to 1,000 meters. Soon after, wifi communication systems and fiber optic networks were implemented to operate six drill units from the newly-appointed Operational Management Room in the Los Bronces mine offices.

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Perforazioni | Decreto Rilancio Drilling

Sarà l’anno del Superbonus Detrazioni al 110% per chi esegue una ristrutturazione fino al 31 dicembre 2021 dedicata a interventi antisismici e di efficientamento energetico. Ecco le indicazioni dell’Agenzia delle entrate per lavori ammessi, requisiti necessari e indicazioni pratiche

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l Decreto Rilancio del governo ha introdotto il cosiddetto Superbonus, nella forma di una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e di riduzione del rischio sismico nei propri condomini o nelle abitazioni singole. La detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e sarà suddivisa in cinque rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si ottengono 11.000 euro di detrazione pari a 2.200 euro annui da recuperare nelle 5 dichiarazioni dei redditi presentate successivamente all’esecuzione dei lavori. Gli interventi che danno diritto alla detrazione del 110% sono sostanzialmente di due tipi e possono riguardare sia la singola unità immobiliare che il condominio (sono escluse le nuove costruzioni). Di fatto si agevolano gli interventi generali che migliorano la prestazione termica dell’edificio e quelli volti a ridurre il rischio sismico. I lavori pertinenti al provvedimento riguardano gli ambiti seguenti: 1) Isolamento termico delle superfici opache inclinate, verticali e orizzontali (delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, i vani non riscaldati o il terreno, compreso il tetto) che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare che si trova all’interno di edifici plurifamiliari

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Così si può cedere la detrazione In alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi, è possibile optare per la cessione della detrazione. In accordo con il fornitore si può ottenere uno sconto in fattura di importo massimo pari alla spesa da sostenere, che lui recupera sottoforma di credito d’imposta, oppure si può optare per la cessione a terzi, comprese banche e finanziarie del credito d’imposta pari alla detrazione spettante. Sia il fornitore che gli altri soggetti che ricevono la detrazione possono cederla a loro volta ad altri soggetti sempre sottoforma di credito d’imposta nei confronti dello Stato. Nel caso in cui ci siano più soggetti che hanno diritto alla detrazione, ognuno può scegliere come comportarsi indipendentemente dalla scelta fatta dagli altri tra ottenere la detrazione o optare per la cessione. Inoltre, il contribuente può scegliere ad esempio di fruire della detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2020 e del 2021 per le spese sostenute nel 2020 e cedere il credito corrispondente alle altre tre rate di detrazione.

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(che sia indipendente e disponga di accesso autonomo all’esterno). La detrazione spetta per una spesa massima di 40.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità. Se l’edificio ha più di otto unità abitative, la spesa massima si abbassa a 30.000 euro a unità. Per gli edifici unifamiliari o per gli appartamenti in condominio ma con accesso autonomo all’esterno la spesa massima detraibile è di 50.000 euro; 2) Interventi condominiali per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento (nel caso si installino pompe di calore reversibili) e alla produzione di acqua calda sanitaria.

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La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito, per la sostituzione della canna fumaria collettiva esistente con sistemi fumari multipli o collettivi nuovi compatibili con apparecchi a condensazione, per le spese relative all’adeguamento dei sistemi di distribuzione come i tubi, di emissione come i sistemi scaldanti e di regolazione come sonde, termostati e valvole termostatiche. La spesa massima per usufruire del 110% è di 20.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici fino a 8 unità. Se le unità sono più di 8 la spessa massima per ognuna si abbassa a 15.000 euro. 3) Interventi su edifici singoli (o dell’unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano di accesso autonomo all’esterno) per

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la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti aventi le stesse caratteristiche di quelli appena visti per gli interventi condominiali, con l’aggiunta per le aree non metanizzate, dell’installazione di caldaie a biomassa con prestazioni emissive almeno pari alla classe di qualità cinque stelle. La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito. La spesa massima per usufruire del 110% è di 30.000 euro. Se su di uno stesso immobile vengono eseguiti più interventi che danno diritto al superbonus, la spesa massima detraibile è data dalla somma dei limiti di spesa fissati per ogni intervento. Allo stesso modo, per gli interventi condominiali, la spesa detraibile che spetta ad ogni condomino è fissata in base ai millesimi di parti comuni di sua

competenza, infatti, i limiti che variano in base al numero di unità immobiliari che costituiscono il condominio servono esclusivamente per calcolare la spesa massima complessivamente detraibile. La detrazione del 110% si applica anche alle spese funzionali all’esecuzione dell’intervento, quali l’acquisto di materiali, la progettazione e le spese professionali, perizie, installazione di ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi, Iva, imposta di bollo, diritti sui titoli abilitativi edilizi. Il superbonus del 110% spetta anche per alcuni interventi che vengono eseguiti congiuntamente ad almeno uno di quelli appena visti e che per questo vengono definiti “trainati”. Occorre prestare attenzione alla data di effettuazione di questi lavori infatti, possono ottenere la detrazione maggiorata del 110% solo se eseguiti

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nell’intervallo di tempo che va dalla data di inizio lavori a quella di fine lavori degli interventi così detti trainanti. In particolare, viene riconosciuto il superbonus per altri lavori di riqualificazione energetica (la detrazione del 110% spetta anche su questi lavori nei limiti di spesa relativi a questi ultimi); l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici; l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di sistemi di accumulo a questi integrati. Gli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 110% sono tutti quelli compresi nell’attuale sismabonus con limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ma senza vincoli sul numero massimo di immobili su cui effettuare gli interventi. Infatti, l’unico requisito richiesto è che le abitazioni si trovino nella zona sismica 1, 2 o 3. Sono detraibili anche le spese sostenute per la realizzazione congiunta di sistemi di monitoraggio strutturale continuo ai fini antisismici. Nel limite di spesa di 96.000 euro rientra anche il caso di “acquisto di case antisismiche”. Se, al posto della detrazione, si decide di cedere il credito corrispondente a un’impresa di assicurazione con la contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione del premio assicurativo, al posto del 19% spetta per il 90%. La detrazione per il premio assicurativo non è cedibile. Per le persone fisiche, l’utilizzo delle detrazioni è ammesso su al massimo due unità immobiliari, oltre agli eventuali interventi su parti comuni condominiali. In caso di interventi condominiali hanno diritto alla detrazione anche i possessori di sole pertinenze (ad esempio box o cantine) che abbiano partecipato alla spesa. In ogni caso, la detrazione massima che ogni contribuente può ottenere è pari all’imposta annua che dovrebbe versare, se si è incapienti, la parte di detrazione non goduta non può esser recuperata negli anni successivi o chiesta a rimborso, ma può essere ceduta a terzi. Sono in ogni caso escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 cioè le abitazioni di lusso. La spesa deve essere sostenuta da condomini (in caso di assenza dell’amministratore, in dichiarazione va inserito il codice fiscale del condomino che si fa carico di effettuare gli adempimenti richiesti dalla normativa), persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e

professioni, cioè solo per gli immobili che non sono compresi nei beni dell’azienda o che siano strumentali all’esercizio dell’attività lavorativa professionale; Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica (in questo caso la detrazione è possibile per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022); cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; Onlus e organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e dalle associazioni sportive dilettantistiche (per queste ultime solo per la parte di immobile destinato agli spogliatoi). Per ottenere la detrazione del 110%, gli interventi, nel complesso, devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche (ad esempio dalla D alla B),

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anche congiuntamente ad altri interventi di efficientamento energetico, all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Se questo “salto” di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta, quindi per chi si trova nella classe energetica “A3” il superbonus viene riconosciuto con il passaggio alla “A4”. Il passaggio di classe va dimostrato con l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. Gli interventi relativi all’ecobonus devono essere asseverati da tecnici abilitati per il rispetto dei requisiti e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. I professionisti incaricati attestano anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Gli interventi relativi al sismabonus devono essere asseverati da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

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Perforazioni | Fraste Drilling

L’ultima conquista del Mito Il modello 100 TB è un gigante che da almeno un biennio incontra il favore di molti operatori. Può essere azionato da radiocomando ed è provvisto di un caricatore unico che può contenere contemporaneamente fino a nove aste e nove rivestimenti di differente diametro

“M

olto spesso bisogna fare le cose in grande oppure starsene a casa. Questo incoraggia ad essere audaci e decisi nelle cose che facciamo e in cui crediamo”.

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Questa filosofia appartiene da sempre a Fraste ed è lo stesso credo che ha portato alla nascita della Mito 100 TB, l’ultima perforatrice lanciata sul mercato dell’industria delle palificazioni e dell’ingegneria civile dall’azienda di

Nogara durante l’ultima edizione del Bauma, nel 2019. La Mito 100 TB è una macchina potente che ha già conquistata una schiera convinta d’operatori per l’esecuzione di tiranti, ancoraggi e micropali, grazie alla perso-

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nalità altamente produttiva e all’elevata qualità costruttiva. Per la sua robustezza e l’accurato dimensionamento di tutti gli elementi, ad esempio, la perforatrice di Fraste permette la riduzione delle oscillazioni al minimo durante la fase di perforazione e con il suo peso, compreso tra le 39 e le 40 tonnellate, si classifica come un vero “gigante” rispetto ad altre perforatrici di categoria che normalmente hanno un peso che varia tra le 26 e le 30 tonnellate. Grazie alle sue dimensioni ragguardevoli, la macchina stessa ha una base molto più stabile e riduce drasticamente le vibrazioni/fluttuazioni dell’antenna rispetto ad altre perforatrici più piccole utilizzate per lavori di fondazione impegnativi. “La Mito 100 TB è la prova che più grande, a volte, è meglio - ricorda il direttore commerciale di Fraste, Cristiano Marchioro - Queste macchine essendo più pesanti sono più stabili. Il perforatore o l’operatore esperto, si rende subito conto di questo importante punto di forza. Se la macchina è leggera sarà meno ferma, con un foro meno sicuro e con più possibilità di collassare o deviare. Con questo tipo di lavori pesanti la macchina deve essere assolutamente stabile per risultare più sicura ed affidabile”. La Mito 100 TB è l’unica macchina con questo peso e con queste dimensioni con movimento cinetico completo dell’antenna. Può essere allestita con antenne di due diverse lunghezze: una versione più corta con una corsa della testa di rotazione di

La rotta americana Un prodotto Made in Italy a tutti gli effetti, realizzato interamente nello stabilimento Fraste di Nogara, dove l’unico componente esterno è il motore, un potente modulo Caterpillar. L’identità nazionale della Mito 100 TB riporta all’intero panorama degli standard di sicurezza europei e nordamericani, con un approdo sempre più richiesto verso il mercato d’oltreoceano. Fraste ha rivolto il suo impegno sostenibile, quindi, anche alla garanzia che la Mito 100 TB soddisfi nel modo più completo i più recenti standard di salvaguardia ambientali nordamericani. Il motore Caterpillar è in linea con le attuali specifiche sulle emissioni Stage V/Tier 4 Final. L’olio sintetico utilizzato è una specialità della svizzera Panolin e si presenta come prodotto biodegradabile che non crea alcun impatto ambientale in caso di perdite impreviste. La 100 TB fa parte dell’ormai nota e ampia famiglia delle perforatrici da fondazione della linea Mito che comprende una gamma di modelli e versioni che offrono svariate soluzioni in funzione dei lavori da eseguire, e delle specifiche richieste, che giungono dall’attuale industria delle costruzioni e delle fondazioni.

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8.000 mm e una versione più lunga con corsa da 11.000 mm. La versione corta è ideale per l’installazione di tiranti in punti di difficile accesso, mentre la versione più lunga è perfetta per micropali. Il design della macchina consente il passaggio rapido da una antenna all’altra anche sul campo, qualora necessario. Un plus che ne aumenta decisamente la produttività. Un’altra caratteristica interessante della Mito 100 TB è il suo caricatore per aste di perforazione davvero unico nel suo genere. Può infatti contenere fino a nove tubi di perforazione e nove aste di perforazione di diverso diametro contemporaneamente, da utilizzare in modo agile e rapido garantendo la totale sicurezza per l’operatore. Un vero e proprio punto di forza considerato che la maggior parte degli impianti di

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perforazione simili esistenti sul mercato possono ospitarne solo otto. Questo comporta un notevole risparmio di tempo dato che, a differenza di altre macchine simili, il caricatore aste non necessita di essere ricaricato così frequentemente. Una caratteristica che, oltre a ricordare la regola sempre valida “il tempo è denaro”, ben si traduce a livello pratico nel quotidiano di cantiere. “E’ importante - spiega Cristiano Marchioro - perché se si hanno tre metri in più (per carico) si possono fare 27 metri senza che nessuno tocchi tubi o aste”. La macchina può operare con doppia testa di rotazione, con testa rotante di tipo convenzionale a due velocità, testa di

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rotazione con tecnologia sonica ad alta vibrazione. La testa rotante offre coppia massima di 3.400 daNm a 190 giri/1’ max. Gli accessori opzionali disponibili sono parecchi, fra i più richiesti dell’ampia gamma il martello idraulico ed il verricello wire-line. La Mito 100 TB può essere completamente azionata con radiocomando a distanza e questa prerogativa offre un duplice vantaggio per l’operatore. In primis la sicurezza, dato che non sarà necessario che si trovi nelle immediate vicinanze della perforatrice per azionarla, in secondo luogo la possibilità di scegliere una posizione che gli permetta una libera visuale del cantiere.

Due le caratteristiche che ne veicolano l’impiego nelle fondazioni profonde: l’ancoraggio di tiranti e la messa in posa di micropali. La perforatrice può essere inoltre impiegata per l’installazione di impianti di drenaggio e jet grouting, un metodo di stabilizzazione del suolo che prevede l’iniezione di un fluido stabilizzante, come il cemento, nel sottosuolo ad alta pressione. Non solo. La Mito 100 TB rappresenta la soluzione ideale nella costruzione di fondazioni anche in scantinati e parcheggi, ad esempio, e nelle palificazioni di rinforzo previste in cantieri particolarmente ampi.

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Ad oltre un anno dalla sua presentazione, come abbiamo già sottolineato, questa perforatrice Fraste ha prodotto una grande impressione nel mercato di settore; si attesta infatti come una delle perforatrici da palificazioni fra le più grandi e robuste al momento disponibili a livello internazionale. Attualmente la richiesta di macchine come la Mito 100 TB, grazie alle sue sorprendenti prestazioni, inizia a destare interesse anche in Europa. Ma è il mercato canadese che attualmente ne assorbe la maggior parte della produzione, grazie anche alle norme sui trasporti che consentono modalità più semplici per gli spostamenti di macchine e attrezzature dalle dimensioni ragguardevoli e di notevole ingombro.

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Perforazioni | Herrenknecht Drilling

Una scudo per la sostenibilità Il programma Snowy 2.0 decolla. Le componenti della prima TBM arrivano nel cantiere del più grande progetto idroelettrico d’Australia realizzato da Webuild per la rete nazionale

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inisce il viaggio verso la meta del Nuovissimo continente per le gigantesche componenti della prima delle tre TBM (tunnel-boring machines) utilizzate da Webuild e dai suoi partner in joint venture per realizzare Snowy 2.0, il più grande

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progetto di energia rinnovabile del Paese. Un progetto che amplierà la rete di centrali idroelettriche di Snowy Hydro Limited, sostenendo la transizione australiana verso un futuro a basse emissioni di anidride carbonica che ormai trova spazio primario nella

politica ambientale del più grande paese oceanico. La prima delle tre TBM che saranno destinate al progetto Snowy è anche la più complessa ed è stata progettata e realizzata da Herrenknecht. Con una lunghezza record di 137 metri e un diametro di

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11, grazie alle sue speciali caratteristiche tecniche la TBM sarà in grado di scavare un tunnel con una pendenza del 9% e una lunghezza di 2.660 metri, per accedere alla camera sotterranea dove verrà costruita la power station. Caricati su lunghi rimorchi trasportati da autocarri da Port Kembla, lo scudo anteriore della TBM e l’anello dentato della perforatrice per i sondaggi hanno attraversato la città di Cooma nelle Snowy Mountains prima di arrivare a Lobs Hole, dove sta per iniziare lo scavo del tunnel di accesso principale. A giungere in cantiere è stato anche il Main Drive (la motorizzazione principale della TBM), la parte più pesante della TBM con le sue 174 tonnellate. Webuild, leader della joint-venture Future Generation con la sua controllata americana Lane Construction e il partner locale Clough, realizzerà anche i corsi d’acqua, i tunnel di accesso e altre infrastrutture di supporto con le altre due TBM, che arriveranno in cantiere nei prossimi mesi.

Webuild sta inoltre costruendo le strade d’accesso, le strutture di accoglienza per i dipendenti e ha scavato il portale d’ac-

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cesso nelle Snowy Mountains. A Cooma sta realizzando un impianto di prefabbricazione e un complesso che produr-

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rà 130.500 segmenti di calcestruzzo che comporranno i 40 chilometri di tunnel da scavare. Il progetto coinvolgerà oltre 500 persone e 100 aziende locali, occupando circa 4.000 persone durante i lavori di costruzione. A questi si aggiungeranno i posti di lavoro creati nella regione dall’indotto, grazie ai fornitori e ai servizi di supporto. Situato nelle Snowy Mountains, una volta in funzione l’impianto di Snowy 2.0 renderà immediatamente utilizzabili ulteriori 2.000 megawatt di energia disponibili on demand e fornirà 350.000 megawattora di stoccaggio su larga scala, sufficienti per alimentare l’equivalente di 500.000 case per oltre una settimana durante i picchi di domanda. L’impianto ridurrà inoltre la volatilità del mercato, rendendo più affidabile l’approvvigionamento energetico e abbassando le tariffe per famiglie e aziende. Lo Snowy Sche-

A shield for sustainability Giant parts of the first of three tunnel-boring machines (TBMs) have arrived at the site where Webuild and its joint-venture partners are building Snowy 2.0, the largest renewable energy project in Australia that will expand Snowy Hydro Limited’s network of hydro power stations and support the country’s transition to a low-carbon emissions future. The most complex TBM - the first of three dedicated to the Snowy project - was realized from Herrenknecht. Measuring 137 metres in length and 11 metres in diameter, the TBM will use its unique ability to operate at a descendent of 9% to excavate a tunnel for 2,660 metres to where a cavern will be dug to house the power plant. Loaded on long trailers hauled by heavy trucks from Port Kembla, the first shipments of the TBM components – the front shield, gear ring probe drill and main seal - has passed through the town of Cooma in the Snowy Mountains to arrive at Lobs Hole, where excavation of the Main Access Tunnel is to begin. The Main Drive, the

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TBM’s heaviest component at 174 tonnes, has also been delivered to the site. Webuild, leader of the Future Generation joint-venture with its U.S. subsidiary Lane Construction and local partner Clough, will also excavate the waterways, access tunnels and other supporting infrastructure with the other two TBMs, which are to arrive on site in the coming months. It is also building access roads, camp accommodation for workers and has excavated the main access tunnel portal in the Snowy Mountains. In Cooma, it is building a a pre-cast factory and bathing plant to produce 130,500 concrete segments that will line the 40 kilometres of tunnels to be excavated. More than 500 people and 100 local businesses are currently involved in the project, with about 4,000 jobs expected to be created during the life of the project. There is also the potential for many more jobs to be created in the region through supply chains and support services. Set in the Snowy Mountains, Snowy 2.0

will provide an additional 2,000 megawatts of fast-start, dispatchable energy and provide 350,000 megawatt hours of large-scale storage, enough to power the equivalent of 500,000 homes for over a week during peak demand. It will reduce volatility in the market, support reliability and bring down power prices for families and businesses. The Snowy Scheme already generates about a third of the renewable energy in Australia’s National Electricity Market. Renewable energy is part of Webuild’s focus on helping clients achieve Sustainable Development Goals set by the United Nations. More than half of the new orders it acquired in 2019 were related to hydro power. As the first source of renewable energy in the world, hydro power is responsible for 71% of all the energy produced by renewable sources. Webuild’s current projects provide clean energy to millions of people throughout the world while avoiding harmful emissions by about 14.5 million tonnes of CO2 a year.

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me produce già circa un terzo dell’energia rinnovabile nel mercato elettrico nazionale australiano. L’impegno nella realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile fa parte della strategia di Webuild persupportare i clienti al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite. Più della metà dei nuovi ordini acquisiti nel 2019 sono stati relativi a progetti per la produzione di energia idroelettrica. Prima fonte di energia rinnovabile al mondo, quella idroelettrica garantisce il 71% di tutta l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Le opere di Webuild assicurano ogni giorno energia pulita a decine di milioni di persone nel mondo e i progetti in corso di realizzazione nel settore garantiscono un abbattimento delle emissioni pari a circa 14,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

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Perforazioni | Sandvik/Avesco Drilling

La preferita tra i Cantoni

Nella cava di Villeneuve VD, l’impresa Gasser Felstechnik AG realizza fori da mina con una perforatrice a estrazione Ranger DX di ultima generazione, dotata di martello perforatore esterno e sistema TIM3D

U

n cantiere dove la consulenza e la vendita di macchine ai vertici della categoria riesce a fare ancora la differenza. Stiamo parlando di un dealer di riguardo come Avesco e di un’applicazione a un’altezza di oltre 700 metri sul livello del mare, dove una macchina davvero d’eccezione è stata in grado di eseguire perforazioni in un contesto che avrebbe richiesto normalmente l’impiego di perforatrici fondo foro. Nelle imprese più ardue, in casi simili, la Gasser Felstechnik - con sede a Lungern nel Cantone di Obvaldo - è nota ormai da anni come specialista irreprensibile. Le prestazioni fornite da questa realtà dall’alto valore tecnologico comprendono soprattutto lavori a cielo aperto, la messa in sicurezza di pareti rocciose, operazioni di dinamitaggio, lavori spe-

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ciali di sottostruttura e servizi legati alla costruzione. In veste di fornitrice di servizi, l’impresa è stata impegnata, nella scorsa primavera, nel sito delle Carrières d’Arvel SA, le cave che si trovano nella località di Villeneuve VD, sul Lago Lemano, stata incaricata di realizzare fori da mina e dinamitaggi. Per l’esecuzione dei lavori si è scelto di impiegare proprio la perforatrice Sandvik Ranger Dx800i con martello perforatore esterno. La macchina costituisce parte integrante della nuova serie Ranger DXi con i modelli DX800i e DX900i. La perforatrice DX800i impiegata a Villeneuve è disponibile in due varianti, con martello di perforazione da 21 o da 25 kW (DX900i: 27 kW). La principale e più interessante novità per gli interventi di estrazione nelle cave svizzere concerne l’equipaggiamento di perforazione.

La macchina è in grado di sollevare e spostare aste di perforazione Sandvik GT60. Con questo equipaggiamento la Dx800i può essere impiegata anche lì dove finora bisognava ricorrere alle perforatrici fondo foro. L’asta di 60 mm vanta un’elevata precisione di perforazione (rigidità) e ottimi risultati di risciacquo, dato che lo spazio circolare più stretto tra la corona e l’asta è in grado di offrire una sufficiente velocità di risciacquo. Come tutte le perforatrici di alta gamma della serie Ranger DXi concepite per la realizzazione di lavori a cielo aperto, anche la Dx800i è provvista di un carro principale girevole e ha un raggio di lavoro di 290° con una portata di ben 55 m2. Ciò riduce al minimo la necessità di cambiare la posizione della macchina. Ad ogni turno è così possibile allungare il lavoro di per-

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forazione di 60 minuti. Malgrado il carro girevole la perforazione offre un’eccezionale stabilità. La macchina è equipaggiata anche con il TIM3D, il sistema di navigazione e di pianificazione attualmente più all’avanguardia concepito da Sandvik per la gestione delle cave e dei fori da mina. Vi sono inoltre altre nuove funzioni, tra cui l’orientamento automatico delle slitte e il dispositivo automatico di perforazione foro per foro. Da oltre 20 anni sul mercato, la serie Ranger di Sandvik ha beneficiato negli anni di una serie progressiva di migliorie tecniche. La linea Ranger DXi - dai contenuti che riprendono i modelli originari DX800i e DX900i - è stata lanciata nel 2017, per contemplare un ampio campo di applicazioni, migliori prestazioni di foratura e funzioni automatizzate - come il software per lo schema foratura e la trasmissione wireless per i comandi macchina. L’automazione insita nella serie DXi permette all’operatore

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di effettuare molte operazioni simultanee; mentre i fori sono eseguiti automaticamente alla profondità impostata, le stanghe si caricano automaticamente e la perforatrice si posiziona sul prossimo foro. La serie DXi ha conquistato da subito il pubblico dei cavatori svizzeri - ben conosciuto da Avesco - in virtù della possibilità di lavorare con aste di perforazione GT60. Con questo equipaggiamento, la Ranger DXi Sandvik può essere impiegata anche in situazioni che richiedono una perforatrice fondo foro. Le aste da 60 mm assicurano maggiore precisione (rigidità) e spurgo del foro, grazie anche al ridotto

spazio tra corona forante e asta. La guida intelligente di foratura (i-Steuerung) interviene in modo ultrasensibile ed esatto nell’elaborazione di tutti i parametri, consentendo di eseguire fori senza curvature. Il martello perforante idraulico installato all’esterno previene la fastidiosa entrata di aria nel foro, evitando l’irregolare scarico di strati rocciosi instabili. Da ultimo, il funzionamento idraulico è più economico dell’alternava con macchine pneumatiche. Inoltre il martello idraulico raggiunge velocità di foratura nettamente superiori rispetto a quello ad aria, con conseguente risparmio di tempo e carburante.

DX800i, on the top The Sandvik Ranger DX800i is a hydraulic, self-propelled, self-contained, crawler based surface drilling rig equipped with a cabin (F.O.P.S. and R.O.P.S.) and rod handling system. Typical applications for DX800i are road cutting, pipe-line drilling and foundation drilling, as well as production drilling in medium size quarries.

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Therefore DX800i is most often used by construction contractors, mines and quarries, and also included in the equipment fleet of rental houses as well. The Ranger DX800i is a member of new Ranger DXi family. Featuring the most powerful rock drill in its class, Sandvik intelligence features and

a counterweight, revolving superstructure enabling ultimate stability, Ranger DX800i characterizes the revolutionary generation of Sandvik Ranger DXi top hammer surface drill rigs. With an ultimate drilling coverage of 290° (55 square meters), it is the most powerful and efficient rig in its class.

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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

R

Supply chain of concrete eand precast industry Filiera del calcestruzzo della prefabbricazione

Supply chain of concrete and precast industries R

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Per informazioni info@concretenews.it Tel. (+39) 010 5704948 Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

53 www.concretenews.it Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria


Perforazioni | Soilmec Drilling

Profondo Blu La nuova SR-65 in versione Blue Tech è un’opportunità techno per molteplici tecnologie di perforazione, con aggiornamenti che includono una cabina operatore sorprendente, un’idraulica potenziata e soluzioni meccaniche ad alta efficienza

U

na grande perforatrice, affidabile e di facile manutenzione. Una macchina dalle prestazioni notevoli anche nelle condizioni più difficili, che garantisce comfort e sicurezza a tutto il personale impegnato in cantiere. Una perforatrice, infine, con

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bassi costi di esercizio e facile da trasportare, ricca di funzioni automatizzate per agevolare anche il lavoro più complesso. L’identikit lo fornisce Soilmec e la vedette in questione è la nuova SR-65 Blue Tech, presentata in conferenza stampa webinar il 12 novembre scorso. Prima della rivela-

zione, è doveroso un breve preambolo. La Soilmec SR-65, introdotta nel 2018 nella versione EVO, è stata da subito apprezzata per le sue prestazioni in versione palo trivellato, specialmente incamiciato, e in elica continua, diventando rapidamente una delle perforatrici più “ricercate” nel

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Automatismi preziosi Una suite di nuove funzioni e servizi di gestione digitale consente una facile configurazione e utilizzo della SR-65 Blue Tech. Il sistema DMS 4.0 aiuta a ridurre al minimo i tempi di inattività e massimizzare la produttività; nella versione più recente, questo modulo è stato implementato con un’ampia gamma di funzioni automatizzate per semplificare e ottimizzare le attività di perforazione dell’operatore, incluso il sistema di visualizzazione degli incastri (per facilitare l’utilizzo delle aste Kelly a bloccaggio), il rientro automatico a centro foro e il dispositivo di autodrilling per l’elica continua.

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mercato delle fondazioni profonde. Nella nuova versione “Blue Tech” la SR-65 si arricchisce di tecnologie di perforazione e di aggiornamenti, che includono la nuova cabina operatore, un nuovo impianto idraulico e soluzioni meccaniche volte a conferire migliore efficienza. Progettata secondo una nuova architettura a risparmio energetico, la SR-65 Blue Tech è una perforatrice che mira a soddisfare al massimo grado le esigenze di produttività, migliorando al contempo flessibilità e semplicità di trasformazione tra le differenti configurazioni e tecnologie di perforazione. La linea Blue Tech è stata progettata per essere semplice nell’utilizzo e agile in un cantiere; un concetto che si riflette nel suo design compatto, nella rapida movimentazione e nella veloce ed efficiente messa in opera per un rapido avvio nei cantieri, oltre alla confortevole postazione di lavoro per l’operatore.

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La SR-65 “Blue Tech” ha un peso di circa 65 tonnellate (in configurazione di lavoro con asta 4x13,5 m kelly), e può essere trasportata in un unico carico con l’asta di perforazione già montata. Ciò consente una rapida mobilitazione e permette di scaricare la macchina dal carrellone e iniziare a lavorare in meno di 30 minuti. Il suo cuore è il nuovo motore diesel Cummins L9, che eroga 272 kW (365 cv) a 2.100 giri/min. Il motore è conforme agli standard sulle emissioni Stage V/ Tier 4 Final e può anche essere configurato per offrire un surplus di potenza fino a 283 kW (380 hp), rendendo l’impianto in grado di gestire facilmente le condizioni di perforazione più difficili. Il motore è equipaggiato con il sistema Soilmec “auto low idle”, che agisce sui giri del motore, e il controllo automatico dei radiatori, regolandone automati-

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camente le velocità in base alle effettive esigenze della perforatrice. In questo modo i motori sono in grado di migliorare l’efficienza della combustione e del raffreddamento e consentire una reale riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale. Il sistema idraulico e quello elettrico sono stati semplificati per ridurre al minimo la perdita di energia e fornire ulteriore spazio per la manutenzione. Le pompe principali sono state ottimizzate con il nuovo motore per fornire una potenza di perforazione efficace, prestazioni ed efficienza dei consumi di carburante. In termini di coppia, forza di estrazione e “clearance”, la SR-65 Blue Tech è al primo posto tra le opzioni disponibili sul mercato e rappresenta la scelta ideale per l’uso con la tecnologia palo trivellato incamiciato. La testa rotary ha un

design compatto e leggero ed è in grado di trasmettere una coppia massima di 258,5 kNm e può essere equipaggiata con due diversi sistemi di scarico detriti. Il sistema spin-off Soilmec sfrutta l’energia cinetica ad alta velocità di rotazione che non ha eguali quando si utilizza una trivella, ed è completato dal un nuovo sistema di scarico “clic-clic” che è molto più efficiente quando si utilizza un bucket o si lavora in terreni molto coesivi. Per aumentare la produttività su terreni duri e rocce e per ridurre al minimo le perdite in condizioni operative difficili, la testa rotary SR-65 Blue Tech è dotata di un controllo automatico dei motoriduttori. Ciò si traduce nell’ottimizzazione della velocità di perforazione e della produttività in ogni fase della perforazione.

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In definitiva, queste piccole misure selezionate riducono le perdite e consentono di ottenere una migliore efficienza della coppia sull’utensile di perforazione. Il design dell’SR-65 Blue Tech è solido e compatto. Il raggio di coda è di soli 3750 mm e l’antenna ad alta resistenza consente l’utilizzo di kelly bar da 16,5 m per raggiungere profondità di oltre 77 m. L’antenna stessa è anche predisposta per consentire di montare sia il sistema di tiro spinta a cilindro, che quello ad argano a seconda delle necessità o delle preferenze. Il sistema di tiro-spinta a cilindro, con una forza di estrazione di 280 kN, è stato progettato con un doppio sistema di posizionamento sull’antenna di perforazione; ciò consente l’utilizzo dell’intera corsa disponibile sia per utensili di grande

diametro (al di sotto della parte inferiore dell’antenna) che quando si utilizzano camicie di rivestimento lunghe. L’impianto può anche essere equipaggiato con il sistema di tiro-spinta ad argano in grado di offrire una corsa di oltre 16 metri e una forza di estrazione di 330 kN. La corsa e la forza aggiuntive forniscono la capacità di estrarre segmenti di camicie di rivestimento più lunghi in un unico passaggio. Inoltre la perforatrice può essere dotata di un’antenna “segmentata” che ne aumenta la versatilità, consentendo di impostare la macchina in configurazione LHR (per ridotti ingombri in altezza) semplicemente rimuovendo l’elemento superiore, fino a ridurre l’altezza complessiva a soli 8,5 m. Una caratteristica importante della nuova Blue Tech è la nuova cabina Soilmec.

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Frutto del confronto continuo con i clienti Soilmec in tutto il mondo, la nuova cabina ha subito un processo di riqualificazione e test da zero, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni passando dal comfort e dalla sicurezza dell’operatore. La cabina è allestita con una comoda seduta, dotata di ammortizzatore pneumatico, regolazioni verticali, angolari dello schienale, supporto lombare e microinterruttore di presenza dell’operatore. La posizione delle leve e dei pedali è studiata per fornire più spazio tra loro e la base del sedile per un migliore appoggio del piede. Un potente sistema HVAC con ricircolo d’aria garantisce una temperatura costante e un ambiente di lavoro piacevole anche in condizioni meteorologiche avverse. La cabina è do-

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tata di grandi vani dietro al sedile e sul fianco di un modulo braccioli per una migliore accessibilità e operabilità. Tre vani portaoggetti con serratura (uno dei quali climatizzato), un ampio scomparto per il posizionamento di casco e giacca, due porta-bicchieri doppi e un vano per cartelle documenti, completano lo spazio utilizzabile in cabina. Porta USB, supporto per caricatore del telefono (USB o wireless), radio e luci ambientali (LED) contribuiscono a mettere l’operatore a proprio agio. La cabina è inoltre dotata

di un parabrezza anteriore in vetro stratificato, che permette di lavorare senza griglie di protezione migliorando la visibilità e inoltre il vetro di destra con trasmittanza ridotta aumenta la luminosità dei monitor in cabina. La SR-65 Blue Tech è costruita nel rispetto dei più severi standard di sicurezza con una particolare cura ad una più facile accessibilità, maggiore visibilità e maggior manovrabilità in piena sicurezza, senza perdere di vista le caratteristiche di eco-compatibilità.

La perforatrice è dotata di passerelle, corrimano, kit videocamera con monitor dedicato da 7”, specchietti regolabili per vedere a 360 gradi in tutte le direzioni, radiocomando per carico-scarico da camion e allarme acustico automatico di sicurezza durante la traslazione e la rotazione torretta. L’impianto è equipaggiato con il sistema Soilmec DMS 4.0 (Drilling Mate System) che grazie ad un semplice menu grafico di navigazione assiste l’operatore nella pianificazione quotidiana e nell’esecuzione della perforazione.

Deep Blue Great drilling machine, reliable and

ogies. The Blue Tech drilling rigs have

to real reductions in noise pollution.

simple to maintain. A high-performing

been designed to be easy to use and

The hydraulic & electric systems have

machine even in the hardest condi-

agile on a job site as reflected in the

been simplified to minimize energy

tions, a machine that is able to ensure

compact design, quick and efficient

loss and provide added space for

comfort and safety to all personnel

mobilization for rapid start-up on job

maintenance. The main pumps have

on site. A machine with low operat-

sites, and providing a comfortable op-

been optimized with the new engine

ing costs and ease of transport, with

erator’s workplace with drilling spec-

to deliver efficient drilling power, pull

automatic features to ease the work.

ifications that meet today’s customer

capacity, performance and fuel effi-

The identikit is supplied by Soilmec

priorities for mechanical performance,

ciency.

and the star in question is the new SR-

safety and productivity.

In terms of torque, pull up and clear-

65 Blue Tech, presented in a webinar

The SR 65 Blue Tech will continue to

ance, the SR-65 Blue Tech ranks on

press conference on 12 November. Be-

weigh in at approximately 65 tons

top among the available options in

fore the revelation, a brief preamble is

(c/w 4x13,5 m kelly bar), which allows

the market and represents the ideal

in order.

for transport of the rig (with Kell Bar on),

choice for use with segmental cas-

The Soilmec SR-65, introduced for the

in most locations, in just a single load.

ing technology. The rotary head has

first time in 2018 in the EVO version,

This allows for quick mobilization with

a compact and lightweight design

has quickly become one of the most

the ability to unload the rig and start

that is able to transmit a maximum of

desired LDP drilling rigs in foundation

working in less than 30 minutes. At the

258,5 kNm and can be fitted with two

construction. The SR 65 has become

heart of the SR 65 Blue Tech is a new

different waste discharge systems. The

well known for its performance capa-

Diesel engine, Cummins L9, which de-

Soilmec spin-off system leverages the

bilities in drilled shaft work as well as

livers 272 kW (365 HP) at 2,100 rpm. The

high rotational speed cinematic ener-

with segmental casing and CFA. As

engine meets the Stage V / Tier 4f emis-

gy that is unparalleled when using an

part of the continued effort to advance

sion standards and can also be set up

auger. The SR-65 Blue Tech also has a

drilling technologies the SR-65 is being

to offer a power surplus up to 283 kW

new ‘click-click’ discharge system that

upgraded to the Soilmec Blue Tech

(380 HP), making the rig capable of

is much more efficient when using a

version which includes a redesigned

easily handling the most difficult drill-

drilling bucket or working in very cohe-

operator cabin, new hydraulics and

ing conditions. These Diesel Engines

sive soils.

mechanics for an improved efficiency.

are equipped with low-idle and auto-

To boost productivity in hard soil and

Designed around a new energy-sav-

matic radiators’ control. Additionally,

rock, and to minimize loss in tough op-

ing architecture, the second-genera-

the new engines will automatically

erating conditions, the SR-65 Blue Tech

tion SR-65 Blue Tech is a rig that meets

adjust speed according to the actual

rotary head is equipped with an auto-

the demands of productivity, but also

needs of the drill. In this way, the en-

matic control of motor displacements.

improves flexibility and functionality

gines are able to improve combustion

This results in optimizing the drilling

across all drilling setups and technol-

and cooling efficiency and permit

speed and productivity in every phase

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of drilling. Ultimately these small select-

A prominent feature of the Blue Tech

that allows to work without protection

ed measures reduce losses and make

advancements is the redesigned Soil-

grids, moreover the right-side glass

it possible to achieve better torque effi-

mec Cab. Working with Soilmec cus-

with reduced transmittance increases

ciency on the drill tool.

tomers around the globe, the new cab

the monitors brightness in the cab.

The design of the SR 65 Blue Tech is sol-

went through a ground up redevelop-

The SR-65 Blue Tech is built in compli-

id and compact. The tail swing radius

ment and testing process with the goal

ance with most stringent safety stand-

is just 3.750 mm and the high strength

that operator comfort and safety will

ards with a special care of easier ac-

mast allows the use of 16.5 m kelly

result in better operator performance.

cessibility, higher visibility and a safer

bar to achieve depths of over 77 m.

The cab is equipped with a well-fur-

maneuverability without losing sight

The mast itself is also prearranged to

nished

pneumatic

the eco-friendly characteristics. The rig

mount both cylinder and winch crowd

shock absorber, vertical, angular and

is equipped with platforms, handrails,

systems depending on need or pref-

seat-back adjustments, lumbar sup-

video-camera kit with a dedicated 7”

erence. The cylinder crowd system,

port and operator’s presence micro

monitor, adjustable mirrors to see full

with an extraction power of 280 kN, is

switch. The position of levers and ped-

360 degrees in all directions, a radio

equipped with a double positioner on

als is designed to provide more space

remote control for rig loading and un-

the drilling mast; this allows the use

between them and the seat base for

loading and automatic acoustic safe-

of the entire available track for both

a better foot support. A powerful HVAC

ty alarm during rig travelling and turret

large diameter tools (working under

system with re-circulating air ensures

rotation. The rig is equipped with Soil-

the lower part of the mast) and long

a consistent temperature and pleas-

mec’s DMS 4.0 (Drilling Mate System).

casing segments. The rig can also be

ant work environment even in adverse

DMS 4.0 provides a simple graphical

equipped with a winch crowd system

meteorological conditions. The cab

navigation menu to assist the oper-

that can offer a track of more than 16

features enlarged storage containers

ator in the day to day planning and

meters with extraction power of 330 kN.

behind the seat and on the armrests

drilling execution. With a suite of new

The added stroke and power provide

side for better accessibility and opera-

functions and automated services that

the ability to drive longer casing seg-

bility. Three locked glove boxes (one of

allow for easy set-up and use, DMS 4.0

ments in a single pass. Additionally,

which is air-conditioned), a large com-

helps minimize downtime and max-

The SR-65 Blue Tech can be fitted with a

partment for placing helmet and jack-

imize productivity. DMS 4.0 was also

segmental mast boosting its versatility

et, two dual cup holders and a file fold-

implemented with a wide range of au-

and Low Headroom operation capa-

er create more usable cabin space.

tomatic functions to simplify and op-

bility. The modular mast allows setup

USB port, phone charger mount (USB or

timize the operator’s drilling activities

of the machine into LHR configuration

wireless), radio player, ambient lights

including interlocking display system

by simply removing the upper element

with LED ceiling lamps contribute to a

to assist using Kelly bar, automatic re-

thus reducing the overall height to just

positive operator experience. The cab

turn to center hole or continuous flight

8,5 m.

has a front windshield in stratified glass

auger autodrilling device.

seat

featuring

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Industria Estrattiva e Mineraria Mining industry

| Doosan

Forza 7 sul fronte-cava

Nuova gamma di pale gommate dal design d’eccezione per il costruttore coreano. Una linea che contiene tutta l’innovazione più recente nel solco dei consumi ridotti e della massima durabilità operativa

U

n evento è un evento e per Doosan questa volta si tratta di un momento davvero epocale. La nuova gamma DL-7 di pale gommate rivendica la prima riprogettazione completa della wheee leader series in 10 anni, con una radicale trasformazione testimoniata da un layout esteriore nuovo di zecca. Questo restyling è stato applicato a tutti i modelli della serie DL7, dando luogo a un vero e proprio look di famiglia che si distingue per l’effetto tridimensionale, con un profilo innovativo delle carenature esterne e l’immagine dinamica e vibrante che concretizza l’anima della gamma. Il nuovo look ha già suscitato grande plauso a livello interna-

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zionale, ricevendo in Germania l’iF Design Award 2020, uno tra i tre premi più rinomati nel campo del design a livello mondiale e aggiudicandosi la categoria “Best of the Best” dei PIN UP Design Awards in Corea. Le benne sono state ridisegnate e offrono ora fino al 7% di capacità in più, assicurando così ai sette nuovi modelli di pale gommate della serie Doosan DL-7 operazioni di carico più rapide e agevoli, con capacità massime delle benne comprese tra 2,8 e 6,4 m3. In questo modo si ottiene una maggiore produttività in una vasta gamma di applicazioni di movimentazione di materiali. Queste includono il trasporto e lo scarico di terra, sabbia, aggre-

gati e altri materiali in applicazioni industriali, nel riciclo e smaltimento dei rifiuti, nei lavori di costruzione o demolizione e nelle attività estrattive in cave e miniere. Doosan ha inoltre ampliato la sua offerta di opzioni in modo da fornire accessori da lavoro ancora più corrispondenti alle singole applicazioni, a tutto vantaggio della produttività. La cinematica a Z assicura forze di strappo e capacità di sollevamento elevate (in particolare per i materiali pesanti) e un angolo di scarico ampio che agevola la fuoriuscita dei materiali che tendono ad aderire alla benna. Un braccio caricatore per grandi altezze è disponibile a richiesta se il lavoro richiede altezze di scarico maggiori e ancora più versatilità.

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Gli impianti idraulici e le linee idrauliche ausiliarie delle pale della serie DL-7 reagiscono prontamente ai comandi, ma con una risposta sempre fluida. La 3ª valvola a spola con portata regolabile e funzione di detent è di serie su tutte le pale della nuova serie DL-7, assicurando portata costante per gli accessori ad azionamento idraulico. L’interruttore proporzionale sul joystick permette un controllo comodo e facile dell’accessorio idraulico. Diversi tipi di pneumatici con carcassa radiale o diagonale dei maggiori fornitori mondiali sono disponibili a richiesta per coprire la più vasta gamma di applicazioni e di condizioni di lavoro. Inoltre, le nuove pale gommate possono essere ordinate con contrappeso in più taglie, da 300, 400 o 500 kg, a seconda dell’applicazione. La nuova cabina offre una visuale molto

più ampia, con una finestratura del 14% superiore rispetto ai precedenti modelli della serie DL-5 e meno punti ciechi attorno alla cabina. Specchietti retrovisori a regolazione elettrica sono disponibili a richiesta sulle pale gommate serie DL-7

per un livello di sicurezza ancora maggiore. Fari di lavoro full LED sono montati sul tetto della cabina (quattro di serie sia davanti che dietro, aumentabili a sei su richiesta). Per rafforzare la sicurezza di chi si trova attorno alla macchina, i

Telegestione in remoto di serie Le pale Doosan DL-7 sono equipaggiate di serie in fabbrica con la versione più recente del sistema di monitoraggio avanzato wireless DoosanCONNECT TMS 2.0. Il sistema DoosanCONNECT è stato progettato specificamente per la gamma Doosan e fornisce informazioni complete sulle prestazioni della macchina, sfruttando una doppia modalità di trasmissione (rete cellulare mobile e satellitare). Il sistema DoosanCONNECT è un utilissimo strumento di telegestione di flotte e risorse, basato su piattaforma web, che consente il controllo in remoto delle prestazioni e della sicurezza delle macchine e semplifica la manutenzione preventiva.

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fari LED sul cofano posteriore funzionano anche da segnalatori stroboscopici automatici in retromarcia. Disponibile come optional, il compressore aria con diffusore, montato in cabina per un facile accesso, è uno strumento potente e utile per la pulizia dell’abitacolo. L’abitacolo delle nuove pale gommate DL-7 offre un comfort sensibilmente rafforzato, un impianto di sterzo migliorato e comandi elettronici avanzati. Con il nuovo pannello di comando completo di sistema Doosan Smart Key, l’operatore può avviare la macchina tramite un semplice dispositivo senza chiave, utile anche come antifurto. Il sistema Smart Key permette il controllo in remoto della porta della cabina, il blocco e lo sblocco della porta, il rilascio della porta, la ricer-

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ca della macchina e altre funzioni. Il pannello di comando è dotato di due porte USB. La nuova cabina monta un sedile Grammer Actimo XXL con sospensione orizzontale e verticale pienamente regolabile, supporto lombare pneumatico e riscaldamento del sedile, tutto di serie. La cintura di sicurezza è a 3 punti con icone di avvertenza sul nuovo display touchscreen Doosan Smart Touch da 8” e sul quadro indicatori, quest’ultimo ridisegnato nel layout e con vetro antiriflesso. Il nuovo joystick elettrico associato al distributore elettroidraulico e direttamente integrato nel bracciolo è un’altra dotazione di serie e offre all’operatore un controllo più fluido e preciso del braccio caricatore e dell’accessorio montato sulla macchina. Tra le funzioni rese

possibili dalla presenza del distributore elettroidraulico vi sono le posizioni di ritorno automatico allo scavo, di kick-out dell’inclinazione della benna, di arresto del richiamo della benna e di smorzamento delle sollecitazioni, sempre a vantaggio del comfort dell’operatore. Pensata per assicurare un controllo più preciso con una corsa della leva più breve, riducendo così anche l’affaticamento, la sensibilità del joystick ergonomico è regolabile in funzione delle preferenze dell’operatore per mezzo del nuovo touchscreen Doosan Smart Touch. Facile da usare e facile da leggere in qualunque condizione, il nuovo touchscreen riunisce assieme tutte le impostazioni e le informazioni importanti di cui l’operatore ha bisogno.

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Tra le funzioni che il touchscreen pone direttamente sulla punta delle dita dell’operatore vi sono la vista della telecamera posteriore, il sistema di pesatura, i comandi del sistema HVAC (riscaldamento, ventilazione e aria condizionata), i dispositivi radio e Bluetooth (streaming file audio, vivavoce) e la funzione di aiuto per l’operatore. L’abitacolo ridisegnato offre nel complesso un ambiente ancora più ampio, silenzioso e comodo che migliora sicurezza e produttività e aiuta l’operatore a tenere sempre alta la concentrazione. L’operatore dispone ora di ancora più spazio per le gambe, di più spazio per riporre oggetti e di vano termico e il cli-

matizzatore è stato migliorato (ottimizzando la circolazione dell’aria). Il sistema antibeccheggio LIS (Load Isolation System) rende più lineare la marcia, migliora il comfort dell’operatore e

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rafforza la produttività, grazie alla maggiore stabilità della macchina durante la traslazione. Il braccio caricatore è ammortizzato da un accumulatore idropneumatico collegato all’impianto idraulico di

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sollevamento che agisce da ammortizzatore. I vantaggi sono tempi di ciclo ridotti, prestazioni migliori e un minor consumo di carburante nelle applicazioni di caricamento e trasporto. Con cambio automatico Powershift a cinque velocità e assali per impieghi gravosi con bloccaggio idraulico del differenziale di serie, le pale gommate della serie DL-7 forniscono prestazioni eccellenti, in particolare in presenza di carichi elevati. Il differenziale con bloccaggio idraulico al 100% è inseribile automaticamente a piena coppia, senza intervento dell’operatore. Circuiti di raffreddamento indipendenti per gli assali anteriore e posteriore filtrano e mantengono l’olio a temperatura, estendendo la durata delle parti degli assali, in particolare in applicazioni impegnative come il carico e trasporto su lunghe distanze a temperature ambiente elevate. Migliorie sono state apportate all’intero gruppo motopropulsore per assicurare

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una guidabilità ai vertici della classe e traslazioni più veloci, con velocità massima ora di ben 40 km/h e accelerazione pronta e sicura. L’impianto idraulico e i componenti chiave aggiornati assicurano durata e manutenibilità sensibilmente migliori. Per una maggiore tranquillità del cliente, l’alta qualità e affidabilità delle nuove pale gommate serie DL-7 sono garantite da una garanzia standard completa di 3 anni/5000 ore. Grazie alla potenza erogata dai nuovi motori Stage V a 6 cilindri Doosan e Scania, le nuove pale gommate DL-7 forniscono fino al 5% di efficienza dei consumi in più rispetto alle macchine della generazione precedente, pur assicurando potenza e coppia impressionanti. I nuovi motori garantiscono la conformità alle normative contro le emissioni inquinanti Stage V senza bisogno del sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR), attraverso il ricorso alle tecnologie di post-trattamento della riduzione catalitica selettiva (SCR), del catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e del filtro antiparticolato diesel (DPF). La frequenza del ciclo di pulizia della fuliggine

nel filtro DPF è stata portata ora a più di 6.000 ore di funzionamento e l’operatore riceve tutte le informazioni riguardanti lo stato del DPF per mezzo di un indicatore del livello di fuliggine nel nuovo display touchscreen in cabina. Senza più bisogno del sistema EGR e con le nuove modalità di gestione della potenza - SAT2, Standard e Power - il sistema di gestione automatica di nuova generazione SAT (Situation Awareness Technology) 2 monitora in automatico l’attività della macchina e in tempo reale regola la potenza del motore tenendo conto della pressione del braccio e della pompa e della potenza in uscita dell’albero motore. Il Doosan Smart Guidance System (DSGS) è un nuovo sistema che analizza le abitudini e lo stile di guida dell’operatore per aiutarlo a migliorare l’efficienza dei consumi di carburante. Il DSGS fornisce punteggio e analisi (tramite il grafico Score-Graph) del profilo di guida dell’operatore mostrandone consumi, efficienza e durata suddivisi per categoria. In questa prima fase di lancio della serie DL-7, i nuovi modelli presentati sono sette: DL280-7, DL320-7, DL380-7, DL420-7, DL480-7, DL550-7 e DL580-7; altri quattro modelli, DL200-7, DL220-7, DL250-7 e DL420CVT-7 seguiranno nel 2021.

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Fiera certificata An exhibition audited by

4th Edition

126/2018 GICX18S1

®

®

Giornate italiane del ornate italiane delCalCestruzzo CalCestruz italian ConCrete days italian C onCrete days 29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

E V A S ! E T A r ‘22 D E T H ctobe O y) 9 l 2 a t I 7 ( 2 za n e c a Pi

27-29 October 2022 Piacenza (Italy) For info and stand bookings 65 info@gic-expo.it - Ph. +39 010 5704948

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Industria Estrattiva e Mineraria Mining industry

| Hyundai

Fuoriclasse in Serie A L’escavatore HX210AL Stage V nella classe da 20 tonnellate offre sostanziali miglioramenti in termini di prestazioni, comfort, sicurezza e appetibilità per gli operatori del noleggio

U

n arrivo che ha calamitato l’interesse della platea più vasta degli operatori delle cave e dei siti estrattivi. Non poteva essere diversamente, in presenza dell’escavatore cingolato da 22 tonnellate HX210AL della nuova Serie A di Hyundai Construction Equipment Europe (HCEE), ultimo esemplare di una gamma progettata per assicurare comfort operativo e grande produttività residua dopo lunghe sessioni di lavoro. Dopo il lancio, lo scorso anno, a giugno, del modello HX220AL, ora il fratello speculare HX210AL condivide la stessa potenza motore di 129kW e un’identica conformazione del sottocarro. I dati tecnici generali dell’HX210AL sono

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simili a quelli dell’HX220AL. Tuttavia, le funzioni standard e il prezzo, rendono l’HX210AL di Hyundai un’offerta appetibile per le società di noleggio. “Questo modello ci entusiasma enormemente. Crediamo sia una fantastica new entry nella categoria più richiesta dal mercato, quella delle 20 tonnellate. Siamo convinti che l’HX210AL diverrà il nuovo standard in tutta Europa per quanto riguarda le prestazioni e l’esperienza operativa”, ha sottolineato Gert Peeters, Product Specialist Supervisor

alla HCEE, in occasione del lancio della macchina. Il cuore dell’HX210AL, quindi, è il notevole motore Cummins B4.5 Stage V dotato di innovativo sistema di post-trat-

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tamento “all-in-one” integrato, che riduce sia le emissioni che le esigenze di manutenzione. L’eliminazione dell’EGR si traduce in un incremento dell’affidabilità e in

una manutenzione semplificata. Consente anche di ridurre i costi operativi, grazie a una migliore economia di carburante e intervalli di manutenzione più lunghi.

L’HX210AL offre potenza e prestazioni superiori e con una coppia massima di 780 Nm (circa 7% in più del suo predecessore R210LC-9A) stabilisce un nuovo standard

Hyundai HiMate, gestore del tempo Tutti gli escavatori della Serie A integrano molte nuove funzioni sviluppate e testate con l’obiettivo di migliorare il tempo di operatività della macchina. Hyundai HiMate è un sistema di gestione remota che da qualsiasi posizione fornisce accesso a informazioni di assistenza e diagnostica essenziali per le proprie macchine. Il sistema (ECD) supporta i tecnici del servizio di assistenza e i concessionari con rapporti diagnostici (inviati tramite e-mail, cellulare, app o HiMate: il sistema telematico proprio di HCE) sulle prestazioni del motore. Grazie al monitoraggio migliorato dei codici di errore del motore derivante da questi rapporti diagnostici, i tecnici del servizio di assistenza possono approntarsi con le risorse adeguate prima della visita e riparare i guasti in una sola volta. HiMate consente di migliorare la gestione flotta con la trasmissione mensile di rapporti tramite e-mail corredati di un riassunto analitico del funzionamento e del consumo di carburante.

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del settore, offrendo la migliore efficienza nel consum0 di carburante, senza compromettere la potenza. Il nuovo EPFC (Electronic Pump Flow Control) porta l’escavatore ad un livello completamente nuovo di controllabilità, consentendo agli operatori di adattare la propria macchina in funzione del lavoro da svolgere e assicurando un ottimo equilibrio tra potenza e precisione. La sicurezza e la protezione sono da sempre priorità assolute per HCEE e la nuova HX210AL non fa eccezione: il nuovo escavatore offre una protezione completa per gli operatori. La spaziosa cabina consente una visibilità eccellente, mentre il sistema di monitoraggio avanzato a 360 gradi (AAVM) offre all’utilizzatore alla guida una visuale totale sugli spazi intorno alla macchina. Integrata anche la tecnologia di rilevamento degli oggetti in movimento intelligente (IMOD) che allerta l’operatore quando persone o oggetti si avvicinano a meno di cinque metri dalla macchina. Per aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di gravi incidenti è stata aggiunta la funzione di avviso acustico e visivo che

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rammenta all’operatore di allacciare la cintura. Un’altra funzione degna di nota è il blocco di sicurezza automatico che previene l’accensione involontaria: quando il blocco è attivato, l’escavatore non può essere comandato con la leva RCV. L’HX210AL beneficia di comandi dell’operatore migliorati e, come optional, è disponibile la funzione MG/MC (guida macchina/controllo macchina) che indica lo stato operativo e controlla in automatico l’attrezzatura per assistere l’operatore. La funzione MG visualizza la posizione della punta della benna e assiste l’operatore durante la fase di posizionamento. La funzione MC subentra in automatico nel controllo del livellamento con la punta o con il dorso della benna ed integra un comando di arresto automatico nelle direzioni su, giù, avanti e verso la cabina. I joystick premium di precisione Kawasaki consentono un controllo preciso ed ergonomico della macchina. Sul quadro strumenti viene visualizzata una guida Eco che indica gli stati operativi inefficienti per prevenire consumi di carburante eccessivi e inutili derivanti da uno stile operativo inadeguato.

Per migliorare ulteriormente la produttività e i risparmi di carburante, Hyundai ha implementato nuove tecnologie intelligenti, fra cui spicca il sistema di controllo elettronico del flusso delle pompe (EPFC) che perfeziona il controllo idraulico convenzionale. Questo sistema computerizzato controlla individualmente le pompe idrauliche e contribuisce a ridurre i cali nel flusso idraulico e a massimizzare la capacità di produzione. Il monitor touch-screen da 8” raggruppa tutte le funzionalità della macchina e offre all’operatore un feedback sullo stato della macchina e una serie di opzioni raggiungibili dalle impostazioni menu. Le opzioni possono essere selezionate direttamente toccando lo schermo o utilizzando la manopola jog-shuttle. L’operatore ha pertanto la possibilità di adattare perfettamente la macchina alle proprie esigenze e al suo stile operativo, mentre il titolare può impostare una password che deve essere inserita per avviare la macchina. Il nuovo disegno del cofano motore favorisce un accesso agevole al motore per i controlli di manutenzione di routine.

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A-Series star player The HX210AL, 22-tonne crawler excavator forms part of Hyundai Construction Equipment Europe’s (HCEE) new A-series machines - a new generation in the Hyundai family - which have been designed to create better conditions for operators and deliver the ultimate ownership experience. Every detail has been carefully fine-tuned to match and exceed modern day requirements, including improved safety and comfort, higher productivity, maximum uptime and easy servicing. The HX220AL, launched in June of last year, is the sister machine to the new HX210AL – both machines have the same power output of 129kW, however the HX220AL machine, is powered by a Cummins B6.7 stage V6 cylinder engine and offers 880Nm torque (+20% torque) and is also EGR-free. Both machines share the identical undercarriage platform. The Hyundai HX210A features similar general specifications to those found in the HX220AL model, but with standard features and pricing that are designed to appeal to rental houses and dealers with high volumes of rental business. “We’re really excited about this model. We think this is going to be a great entry into that 20-ton class that the market is demanding, We are convinced the HX210A will become the new standard throughout Europe when it comes to performance and operating experience” said Gert Peeters, Product Specialist Supervisor at HCEE. At the heart of the HX210AL is a robust Stage V-compliant B4.5 Cummins engine, with an innovative integrated ‘all-in-one’ exhaust aftertreatment system, that reduces both emissions and maintenance requirements. Removing the need for EGR leads to enhanced reliability and simplified maintenance. It also enables the owner to reduce operating costs through better fuel economy and longer service intervals. The HX210AL delivers more power and performance with 780 Nm of peak torque, which is approximately 7% more than its predecessor the R210LC9A, setting a new industry benchmark,

delivering the best in class fuel efficiency, while not compromising on power. The new EPFC (Electronic Pump Flow Control) takes the machine to a whole new level of controllability, allowing operators to tailor their machine for the job at hand, ensuring the optimal balance of power and precision. Safety and security are always at the top of HCE’s list and the new HX210AL is no exception and offers all-round protection for operators, co-workers’ and the machine. The spacious cabin allows excellent visibility, while the optional Advanced Around View Monitoring system (AAVM) gives the operator a 360° clear overview of the surroundings. It also includes Intelligent Moving Object Detection (IMOD) technology that senses and warns you when people or objects come within five metres of the machine. For increased safety audible and visible alert functions have been included to encourage the operator to wear the seatbelt, reducing the risk of serious accidents for operators using the machines. Another new feature is the auto safety lock which prevents unintentional ignition - when the lock is activated, the excavator is not controlled by the RCV lever. The HX210AL benefits from improved operator controls which includes optional MG/MC machine guidance/ machine control, which indicates the work status and automatically controls the attachment to assist the driver. The MG displays the position of the bucket tip and assists the operator by use of positioning guidance. The MC will automatically take over control of the grading with the bucket tip or face and will have an automatic stop control: up, down, forward and cabin protection. High-end precision engineered Kawasaki joysticks feature in this machine which allow for precise and ergonomic handling of the machine. An Eco guidance is displayed on the machine cluster which indicates ‘inefficient operation’ status to prevent excessive and unnecessary fuel con-

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sumption by inadequate working habits. New smart technologies have been installed to further improve machine productivity and fuel efficiency, in a move away from hydraulically controlled pumps, Hyundai has installed its new EPFC (Electronic Pump Flow Independent Control) system. This computerised system takes individual control of the hydraulic pumps, helping to reduce losses in hydraulic flow and maximising production capacity. The 8” touch screen monitor groups all machine functionalities and provides the operator with all machine status feedback and a variety of options that can be accessed via the menu settings, which can be selected by the touch screen itself, or by using the haptic jog-shuttle rotary controller. This enables the operator to fine tune the machine to suit his/her requirements and operating style and to be able to enter a password protection code to start the machine. The new engine hood design allows convenient access to the engine for regular maintenance checks. All A-series excavators will incorporate several new service features that have been developed and tested with the aim of improving machine uptime. Machine diagnostics is an important feature on modern-day excavators. Hyundai’s HiMate is a remote management system that gives access, no matter where the location, to vital service and diagnostic information for Hyundai machines. ECD (Engine Connected Diagnostics) will support the After Sales technicians and dealers with a diagnostics report (via e-mail, mobile, app or HiMate, HCE’s own telematic system) on the engine performance. This results in an improved engine fault code monitoring and will ensure that the After Sales technicians arrive on site with the necessary tools to fix the error in one visit. The report generated by HiMate allows improved fleet management by sending monthly e-mail reports including a summary of the operation and the fuel consumption analysis.

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Attrezzature & Componenti | Attachments & Components

Sfida sul fronte del porto

Il twister automatico, i tubi di rivestimento e gli utensili utilizzati da R.C.M. Costruzioni a Taranto hanno fatto la parte del leone nel progetto della Regione Puglia per lo sviluppo del porto di Taranto

P

ossiamo parlare di un tipico esempio di approccio problem solving, grazie a strumenti di perforazione su misura capaci di affrontare le più difficili condizioni di lavoro. Ce lo offre Sip&T, con la disamina puntuale dei lavori di ricostruzione della testata del Molo San Cataldo, I° Sporgente del Porto di Taranto, nell’ambito di un più ampio programma di interventi già avviati che - oltre al rinnovamento e all’adeguamento dell’infrastruttura - consentiranno di implementare la dotazione di banchine pubbliche dello scalo.

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Il recupero funzionale completo del Molo S. Cataldo si pone l’obiettivo di integrare l’importante ruolo affidato all’intera Darsena Taranto nell’ambito del complesso di iniziative, intraprese dal Comune di Taranto e dall’AdSP MI, che interesseranno la rigenerazione dell’architettura fisica e dei sistemi di interazione porto-città nel prossimo triennio tali iniziative ambiscono ad aprire e connettere il porto al contesto urbano in ottica sostenibile ed inclusiva, al fine di generare ricadute positive per l’economia locale, rafforzando, altresì, la naturale vocazione di Taranto

quale ‘Capitale di Mare’ e meta turistica e crocieristica del Mediterraneo.

Il progetto La struttura rinnovata ha una estensione di circa 8.500 metri quadrati. Il progetto ha previsto la sua demolizione e ricostruzione secondo criteri di massima durabilità e miglioramento di comportamento agli effetti del sisma. La nuova struttura è progettata per sopportare un carico accidentale distribuito su tutta la superficie di cinque tonnellate per metro quadro e sarà in grado di assolvere qualunque

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funzione nell’ambito dell’attività commerciale del porto. L’opera si completa con gli arredi portuali (che comprendono i binari di banchina rinnovati anch’essi). Il progetto di ricostruzione della testata fa parte di un programma di interventi già avviati che, oltre ad ottenere il rinnovamento utile alla nuova vita tecnica delle strutture, cambierà il rapporto della zona di levante con la città. L’impalcato a giorno in CAP (Cemento Armato Precompresso) del Molo San Cataldo, fondato su pali di grande diametro, fu realizzato con finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno dall’impresa Fondedile negli anni 1980-1982. L’opera consentì di prolungare il preesistente molo in radice costituito, invece, da una colmata confinata da una banchina a gravità a massi sovrapposti. Nell’ambito delle attività, svolte dall’AdSP, di controllo e monitoraggio strutturale delle infrastrutture portuali, sono stati rilevati, negli ultimi decenni, deterioramenti del calcestruzzo e dei ferri di armatura (dolce e precompressa) delle strutture della banchina di San Cataldo. L’evoluzione di tali deterioramenti

ha reso necessario eseguire un primo intervento di ripristino strutturale della porzione di impalcato in radice (20072008). Mentre l’avanzato stato di am-

I numeri dell’intervento L’opera portata a termine da R.C.M. Costruzioni ha riguardato poco meno di un ettaro di superfici portuali oggi rinnovate con la demolizione e ricostruzione della vecchia struttura. 200 metri sono stati resi nuovamente disponibili all’accosto, per un investimento finale dell’opera di circa 12 milioni e mezzo di euro. Il tempo effettivo di realizzazione (compresa la proroga causata dall’emergenza Covid-19) ha richiesto 478 giorni di lavorazione - in tutto, 160.000 ore in cantiere, senza incidenti, per un appalto concluso con un anticipo di 49 giorni sulla scadenza prevista. Per l’opera sono state impiegati 700.000 kg di acciaio, 3.130 metri di travi prefabbricate e 100.000 metri di acciaio armonico.

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maloramento della restante porzione di impalcato (intestata) ha reso necessaria un’ordinanza di inagibilità, il progetto ha previsto la demolizione dell’impalcato, giunto a fine vita tecnica, e la sua ricostruzione secondo criteri di maggiore durabilità e di miglioramento sismico. La demolizione è stata effettuata con mezzi d’eccezione, attraverso una pianificazione rigorosissima e lo smontaggio, con taglio e salpamento, di 80 piastre di 100 metri quadrati, (oltre a altri elementi di geometria variabile), del peso di 125 tonnellate ciascuna. La nuova struttura è calcolata per un carico eccezionale di 5,0 tonnellate a metro quadro ripartito su tutta la superficie ed è stata progettata con la ricerca della massimizzazione della durata in ambiente marino aggressivo. La nuova struttura è realizzata come piastra nervata, dapprima con il varo di un graticcio di travi-cassero, quindi con l’armatura e il getto di completamento della piastra e post tensione lungo le travi principali. E’ stato utilizzato acciaio zincato, calcestruzzo della migliore categoria in termini di durabilità ed è stato calcolato l’intradosso in modo da non subire fessurazione durante l’intera vita tecnica. L’opera è in grado di permettere l’accosto su 200 m lineari, attrezzata con 10 bitte e 20 parabordi. Elemento innovativo del progetto è anche la realizzazione

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di un sistema di monitoraggio della corrosione e delle deformazioni strutturali del nuovo impalcato nonché dei sottostanti pali di fondazione.

Un contributo tecnico fondamentale L’impresa che ha svolto i lavori è la R.C.M. Costruzioni, azienda campana che vanta una consolidata esperienza in lavori portuali, al cui fianco si è aggiunta la competenza e la professionalità di Sip&T, con l’elevato know-how internazionale nella progettazione e realizzazione di utensili di grande diametro per le perforazioni verticali. Il progetto ha previsto 50 pali incamiciati di cemento armato da 880 mm di diametro per una profondità di 20 metri. Le unità di perforazione utilizzate hanno compreso due modelli Soilmec, una SR-35 e una SR-65. La caratterizzazione stratigrafica e geotecnica dei terreni ha messo in evidenza l’esistenza di nove litotipi con una resistenza a compressione compresa fra i 30 e gli 90 MPa (roccia classificata come media e dura). Per la struttura del cantiere si è lavorato

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obbligatoriamente sul ciglio della banchina con notevoli rischi di frana e caduta a mare della trivella. Per questo motivo si è posta molta attenzione nel curare il posizionamento delle trivelle nonché l’idoneità dei percorsi al fine di evitare interferenze pericolose. In aggiunta si sono predisposti ripartitori di carico sui quali fare parcheggiare i cingoli delle perforatrici. Durante le fasi di perforazione si è mantenuta un’adeguata

distanza di sicurezza fra gli operatori a terra e i cingoli della perforatrice in movimento, vietando il passaggio sotto il braccio della stessa unità di intervento. Molta attenzione si è posta sul divieto di presenza degli operai nel campo di azione della trivella. Questo è un punto molto delicato sul quale la R.C.M Costruzioni ha posto un focus notevole dato che uno dei suoi target principali è proprio la sicurezza in cantiere. Quando si eseguono operazioni di perforazione tubata (rivestimenti) è spesso necessario che alcune operazioni siano eseguite in quota da parte dei lavoratori in cantiere. Prima di iniziare la trivellazione i rivestimenti che sostengono le pareti del foro devono essere inseriti nel suolo; a tale scopo, i vari elementi sono connessi tra loro in modo sicuro attraverso bulloni filettati di tenuta, in modo da formare una colonna che a sua volta deve essere bullonata alla testa di rotazione mediante un trascinatore (twister). Dopo che si è realizzato il palo, la batteria di rivestimenti deve essere estratta dal suolo e poi essere smontata elemento dopo elemento. Generalmente, per collegare la colonna rivestimenti al trascinatore, i bulloni di tenuta sono fissati manualmente e per questo scopo il lavoratore è costretto a usare stratagemmi quali una scala, una pala gommata (impiegata come “piattaforma di lavoro”) o un’imbracatura di fortuna. Tutte queste soluzioni, di uso così diffuso, non sono sicure. L’utilizzo di questi espedienti, oltre a essere molto rischioso per l’incolumità degli addetti ai lavori, è fortemente improduttivo, poiché tutta la squadra di lavoratori - e la trivella stessa - non possono lavorare finché la colonna rivesti-


mento non è collegata al trascinatore (a sua volta collegato alla testa di rotazione) o viceversa fino a quando la colonna rivestimento non è completamente smontata. Per ovviare a tutti questi inconvenienti SIP&T ha deciso di andare all’origine del problema e sviluppare (brevettandolo) un dispositivo che rappresenta oggi la soluzione definitiva: il twister automatico.

La marcia in più Un cantiere decisamente complesso in cui entrano in gioco professionalità ed esperienza, in particolare per quanto concerne la fase della trivellazione. Per questo aspetto la R.C.M. Costruzioni si avvale da sempre del supporto tecnico Sip&T, società con la quale collabora da anni specialmente per la realizzazione di utensili per applicazioni speciali. In questo caso la difficoltà principale è stata rappresentata dal fatto che arrivati a una profondità di circa 14 m ci si è imbattuti in uno strato di roccia molto dura con una resistenza alla compressione compresa tra 50 e 80 MPa. In presenza di valori di questo genere gli utensili classici non riescono ad avanzare o lo fanno in modo molto lento e dispendioso in termini di bassa produttività, consumo eccessivo di carburante, ripri-

stino frequente dei taglienti dell’utensile e, cosa da non sottovalutare, eccessiva sofferenza da parte di tutti i componenti della trivella. A causa della emergenza Covid-19 il fattore tempo ha rappresenta-

to la criticità maggiore dato che la R.C.M. Costruzioni ha avuto sin da subito come obiettivo quello di rispettare la data di consegna lavori. Cronometro alla mano abbiamo misurato l’avanzamento nella

I protagonisti R.C.M. Costruzioni è uno dei gruppi emergenti nel panorama nazionale delle imprese di settore, una realtà giovane e dinamica che garantisce iscrizioni in molteplici categorie generali e specialistiche. Opera nel settore tradizionale delle opere pubbliche, private e in quello innovativo delle partecipazioni strategiche. Il suo management, coadiuvato da un numeroso staff tecnico amministrativo, sviluppa il processo costruttivo in cantiere e applica le più moderne tecnologie, finalizzate all’ottimizzazione della realizzazione dell’opera. Inoltre, si occupa direttamente dell’organizzazione tecnica dei lavori commissionati, sviluppando anche la progettazione integrata, con vantaggi in termini di costi, risorse ed efficienza produttiva. La disponibilità di un vasto e completo parco mezzi e di attrezzature tecnologicamente all’avanguardia permettono alla R.C.M. Costruzioni di operare con un approccio globale che prevede l’ideazione, la pianificazione, la progettazione, la realizzazione ed infine, la gestione ed il controllo, innescando importanti sinergie tra le diverse divisioni del gruppo. La società, che opera in assoluto regime di qualità UNI EN ISO 9001:2008, ha il suo core business nelle grandi opere infrastrutturali e nella realizzazione di importanti strutture produttive. Vanta primarie committenze quali Commissariati di Governo, Regioni, Province, Comuni, Asl, Aziende Ospedaliere, Aeroporti. Il suo successo è testimoniato dall’elevato livello di customer satisfaction che consente all’impresa di avere ad oggi oltre 250 milioni di euro di lavori in portafoglio. Sip&T è altamente specializzata nella progettazione e produzione di attrezzature e utensili per la grande perforazione verticale che comprendono aste telescopiche, carotieri, bucket, eliche, tubi di rivestimento con twister automatico (brevettato), tubi getto, eliche continue CFA, utensili per il costipamento laterale FDP, aste e punte soil mixing, tubi spalla. Dispone inoltre di un vasto magazzino ricambi (è fra le altre cose distributrice Betek per il mercato italiano delle fondazioni) e di un Service sempre pronto ad assistere i clienti su territorio nazionale e mondiale. Lo staff molto dinamico ed eterogeneo è composto da personale giovane perfettamente integrato con maestranze di elevata esperienza. L’ unità produttiva in fase di ampliamento ha un layout innovativo contraddistinto da elevata elasticità e permette, come esemplificato in questo cantiere, la massima personalizzazione delle attrezzature sviluppate in base alle specifiche richieste del cliente.

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roccia di un utensile tradizionale, che è risultato di circa 20-30 cm/h, assolutamente non in linea con la tabella di marcia della R.C.M. Costruzioni. Il team SIP&T si è fatto carico di analizzare la natura della roccia in un laboratorio certificato e quindi ha creato una task force di tecnici e ingegneri per realizzare utensili speciali finalizzati ad aumentarne la capacità di penetrazione. Sip&T si è interfacciata con l’ufficio tecnico Betek, azienda tedesca rinomata per la produzione di equipaggiamenti per utensili, e successivamente, attraverso un modello di calcolo a elementi finiti, ha estrapolato il numero esatto di taglienti da applicare, la corretta distanza fra loro e soprattutto la più opportuna inclinazione per aggredire nel modo migliore la roccia. La vera spinta però l’ha fornita il twister automatico, essendo un sistema direttamente governabile dalla cabina della perforatrice, tutte le operazioni manuali in altezza finora svolte dal personale del cantiere sono diventate un lontano ricordo, con

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indiscussi vantaggi sia per la sicurezza, che in termini di velocità di preparazione dei tubi da rivestimento e della macchina stessa. Questo particolare sistema di bloccaggio aumenta la produttività, i vari elementi della colonna rivestimento possono essere montati e smontati più velocemente di quando fatto manualmente. Inoltre, possono essere utilizzati elementi di rivestimento molto lunghi (il collegamento di elementi di rivestimento lunghi non è possibile con l’impiego di una semplice scala, una pala gommata o un’imbracatura di fortuna). Non ultimo, è evidente il risparmio dei costi del personale che può essere impiegato altrove sul sito. Questo sistema di chiusura controllato e gestito a distanza è un esempio d’innovazione tecnica che contribuisce a migliorare la sicurezza e la produttività nelle opere di fondazioni speciali. Settando le trivelle con utensili e tubi rivestimento SIP&T ma soprattutto operando con il twister automatico si è passati dagli iniziali 20-30 cm/h a 210

cm/h: la produzione si è praticamente settuplicata. I lavori si sono conclusi con un anticipo di 49 giorni sulla scadenza e l’inaugurazione è avvenuta il giorno 1 Settembre 2020 in presenza del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano che ha voluto congratularsi esprimendo le seguenti parole “La realizzazione di questo Molo, completata in anticipo rispetto alla scadenza prevista e con zero incidenti durante la costruzione, rappresenta bene la nostra idea di Sud. La strategia di sviluppo messa in campo dall’AdSP del Mar Ionio vede nel porto di Taranto il volàno principale per il rilancio dell’economica locale e del Sud, un polo di attrazione del Mediterraneo che, potendo beneficiare dell’attivazione della Zona Economica Speciale Ionica e della Zona Franca Doganale nonché del recente rilancio dell’operatività del Molo Polisettoriale, ha già dato avvio ad una nuova fase di crescita e sviluppo sostenibile dell’intero ecosistema portuale jonico”.

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CHALLENGE ON THE HARBOUR FRONT With the Auto CDA, the casings and the rotary drilling tools used by R.C.M Costruzioni covered the lion’s share in the project for the development of the Port of Taranto We can talk about a typical example problem solving approach, thanks to tailor-made drilling tools that can handle the most difficult working conditions. This example is offered by Sip & T, the detailed examination of reconstruction of the head of the pier of San Cataldo, the first of the Port of Taranto, as part of a broader program of interventions already started that, in addition to the renewal and the improvement of the infrastructure, will allow to increment the number of public docks. The complete functional recovery of the S. Cataldo pier aims to integrate the important role entrusted to the entire Darsena Taranto within the complex of initiatives, undertaken by the Municipality of Taranto and the AdSP MI, which will affect the regeneration of physical architecture and the portcity interaction systems in the next three years and which they aspire to open and connect the port to the urban area in a sustainable and inclusive perspective, in order to generate positive effects for the local economy, also strengthening the natural vocation of Taranto as “Sea Capital City” as a tourist and cruise destination of the Mediterranean. THE PROJECT The renovated structure has an extension of approximately 8,500 square meters. The project included its demolition and reconstruction according to criteria of maximum durability and improvement of behaviour to the effects of the earthquake. The new structure is designed to support an accidental distributed load over the entire surface of five tons per square meter and will be able to perform any function in the commercial activity of the port. The work also includes the port furnishings (for instance the renewed quay tracks). The reconstruction project is part of a program of interventions already in place which, in addition to the useful renewal and a longer technical life of the structures, will change the relationship of the eastern area with the city. The open deck in pre-stressed reinforced concrete of Molo San Cataldo, founded on large diameter piles, was built with funding from the Cassa per il Mezzogiorno by the Fondedile company in the years 1980-1982. The work made it possible to extend the pre-existing pier at the root consisting, instead, of a fill confined by a

gravity quay with overlapping boulders. As part of the structural control and monitoring of the port infrastructures, carried out by the AdSP, in recent decades, deterioration of the concrete and reinforcement rods (soft and prestressed) of the structures of the quay of San Cataldo. The evolution of these deteriorations made necessary to carry out an initial structural restoration of the root portion of the deck (20072008). While the advanced state of deterioration of the remaining portion of the deck required an ordinance of unusability, the project involved the demolition of the deck, which reached the end of its lifecycle, and its reconstruction according to criteria of improved durability and seismic behaviour. The demolition was carried out with exceptional means, through very rigorous planning and the disassembly, with cutting and hauling, of 80 plates of 100 square meters (in addition to other elements of variable geometry) weighing 125 tons each. The new structure is designed for an exceptional load of five tons per square meter spread over the entire surface and has been designed with the aim of maximizing durability in an aggressive marine environment. The new structure is built as a ribbed plate, first with the launch of a beam-formwork lattice, then with the reinforcement and the casting to complete the plate and post tension along the main beams. Galvanized steel was used, concrete of the best category in terms of durability and the intrados was calculated in order to avoid cracking during the entire technical life. The work is able to allow approaching over 200 linear meters, equipped with 10 bollards and 20 fenders. An innovative element of the project is also the creation of a monitoring system for corrosion and structural deformations of the new deck and its foundation piles. FIGURES FROM THE JOBSITE The work completed by R.C.M. Constructions covered just under a hectare of port surfaces now renovated with the demolition and reconstruction of the old structure. Two hundred meters were made available again for the berth, for a final investment of the work of about 12 and a half million Euros. The actual time of realization (including the extension caused by the Cov-

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id-19 emergency) required 478 days of work in total, 160,000 hours on site, without accidents, for a contract concluded 49 days in advance on the scheduled deadline. The materials used for the work included 700,000 kg of steel, 3,130 meters of prefabricated beams and 100,000 meters of harmonic steel. A FUNDAMENTAL TECHNICAL INPUT The company that carried out the work is the R.C.M. Costruzioni, a company from Campania that boasts a consolidated experience in port works, alongside which has been added the competence and professionalism of Sip&T, with the high international knowhow in the design and manufacture of rotary drilling tools for large diameter foundations. The project included 50 casing piles in reinforced concrete with a diameter of 880 mm for a depth of 20 meters. The drilling units used included two Soilmec models, one SR-35 and one SR-65. The stratigraphic and geotechnical characterization of the soils has highlighted the existence of nine lithotypes with a compressive strength between 30 and 90 MPa (rock classified as medium and hard). For the structure of the construction site, the works were compulsorily carried out on the edge of the dock with considerable risk of landslides and the rig falling into the sea. For this reason, great attention has been paid to the positioning of the piling rigs as well as the suitability of the paths in order to avoid dangerous interference. In addition, load distributors have been set up on which parking the tracks of the drilling rigs. During the drilling phases, an adequate safety distance was maintained between the operators on the ground and the tracks of the working rigs, by prohibiting passage under the arm of the intervention unit. High attention was paid to the presence ban of workers in the drilling area. This is a very important point on which R.C.M Costruzioni has placed a very strong focus since one of its main targets is safety on site. When carrying out casted drilling operations (casings) it is often necessary that some operations are carried out at a height by workers on site. Before starting drilling, casings that support the hole walls must be inserted into the ground; for this purpose, the casing elements are securely connected to

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each other through conical threaded bolts, in order to form a column which must be bolted to the rotary head by a casing drive adaptor (twister). After making the hole, the series of casings must be extracted from the ground and then disassembled element by element. Generally, to connect the casing column to the twister, the bolts are fixed manually and for this purpose the worker is forced to use devices such as a ladder, a wheel loader (used as a “work platform”) or a makeshift harness. All these solutions, of such widespread use, are not safe. The use of these expedients, in addition, is very risky for the safety of the insiders, is highly unproductive, since the whole team of workers - and the rig itself - cannot work as long as the column is not connected to the casing drive adaptor (in turn connected to the rotary head) or vice versa until the column is completely disassembled. To overcome all these drawbacks, SIP&T has decided to go to the origin of the problem and develop (by patenting it) a device that today represents the definitive solution: the automatic twister. THE EXTRA GEAR A decidedly complex construction site in which professionalism and experience come into play, in particular regarding the drilling phase. For this reason, R.C.M. Costruzioni has always made use of Sip&T technical support, which it has been collaborating for years, especially for the production of tools for special applications. In this case the main difficulty was represented when, at a depth of about 14 m, we came across a very hard rock layer with a compressive strength between 50 and 80 MPa. With this kind of values, classic tools are unable to go ahead or do so very slowly and costly in terms of low productivity, excessive fuel consumption, frequent replacement of the tool cutting edges and, what not to be underestimate, excessive suffering on all components of the rig. Due to the Covid-19 emergency, the time factor has represented the greatest criticality since the R.C.M. Costruzioni immediately had the goal of respecting the work delivery date. Stopwatch in hand, we measured the advancement in the rock of a traditional tool, which resulted in about 20-30 cm / h, absolutely not in line with the R.C.M. Costruzioni time table. The SIP&T team undertook to analyze the nature of the rock in a certified laboratory and then created a task force of technicians and engineers to create special tools aimed

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at increasing its penetration capacity. Sip&T interfaced with the Betek technical department, a German company renowned for the production of drilling tools equipment, and subsequently, through a finite element calculation model. So that SIP&T extrapolated the exact number of cutting edges to be applied, the correct distance between them and especially the most appropriate inclination to penetrate the rock in the best way. The real boost, however, was provided by the automatic twister, being a system that can be controlled directly from the rig cabin. So, all the manual operations at height carried out by the site staff have become a far memory, with undisputed advantages both for the safety, and in terms of the speed of preparation of the lining tubes and the machine itself. This particular locking system increases productivity, the various elements of the column can be assembled and disassembled faster than manually. In addition, very long casing column can be used (the connection of long lining elements is not possible with the use of a simple ladder, a wheel loader or a makeshift harness). Last but not least, the savings on personnel costs, which can be employed elsewhere on the site, are evident. This remote controlled and managed locking system is an example of technical innovation that contributes to improve safety and productivity in the works of special foundations. By setting the piling rigs with SIP&T drilling tools and casings, above all by operating with the automatic twister, we went from the initial 20-30 cm / h to 210 cm / h: production has practically increased sevenfold. The works ended 49 days earlier than the deadline and the inauguration took place on 1st September 2020 in the presence of the Minister for the South and Territorial Cohesion, Giuseppe Provenzano who wanted to congratulate himself by expressing the following words “The construction of this pier, completed in advance of the scheduled deadline and with zero accidents during construction, well represents our idea of the South. The development strategy implemented by the Ionian Sea AdSP sees in the port of Taranto the main driving force for the relaunch of the local and southern economy, a pole of attraction of the Mediterranean which, being able to benefit from the activation of the Ionian Special Economic Zone and the Customs Free Zone as well as the recent relaunch of the operation of the Pier Multi-sectoral, it has already initiated a new phase of growth and sustainable development of the entire Ionian port ecosystem “.

THE PROTAGONISTS R.C.M. Costruzioni is one of the emerging groups in the national panorama of companies in the fondation field, a young and dynamic reality that guarantees enrollments in multiple general and specialist categories. It operates in the traditional sector of public and private works and in the innovative sector of strategic holdings. Its management, assisted by a large technical administrative staff, develops the construction process on site and applies the most modern technologies, aimed at optimizing the construction of the work. In addition, it directly deals with the technical organization of the commissioned works, also developing integrated design, with advantages in terms of costs, resources and production efficiency. The availability of a large and complete fleet of vehicles and technologically advanced equipment allow R.C.M. Costruzioni to operate with a global approach that involves the conception, planning, design, construction and finally, management and control, triggering important synergies between the various divisions of the group. The company, which operates in absolute quality UNI EN ISO 9001: 2008, has its core business in large infrastructure works and in the construction of important production facilities. It boasts primary clients such as Government Commissariats, Regions, Provinces, Municipalities, Local Health Authorities, Hospitals, Airports. Its success is evidenced by the high level of customer satisfaction that allows the company to have more than 250 million euros of work in its portfolio to date. Sip&T is highly specialized in the design and production of equipment and rotary drilling tools for large vertical foundations which include kelly bars, core barrels, buckets, augers, casings with automatic twister (patented), tremie pipes, Continuous flights augers (CFA), FDP toold, soil mixing rods and tips, water stop pipes. It also has a large spare parts warehouse (it is, among other things, a Betek distributor for the Italian foundations market) and a Service that is always ready to assist customers on national and global territory. The very dynamic and heterogeneous staff is made up of young personnel perfectly integrated with highly experienced workers. The production unit being expanded has an innovative layout characterized by high elasticity and allows, as exemplified in this construction site, maximum customization of the equipment developed according to the specific requests of the customer.

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La rivista , Fondazioni Perforazione pozzi Gallerie pubblicata dal 2015, è l’evoluzione cartacea del portale www.perforare.it, l’unico in Italia specializzato nei settori delle perforazioni verticali, orizzontali e direzionali, il tunnelling, le fondazioni speciali, la geotecnica, la bonifica e il consolidamento dei terreni e l’industria estrattiva. Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria |

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oltre a essere pubblicata e distribuita in formato cartaceo, è anche sfogliabile da www.perforare.it, consentendone un’immediata e continua fruizione da parte dei lettori.

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Attrezzature & Componenti | Hansa-Tmp Attachments & Components

Il fluido della performance Nell’abbinamento di una pompa K3VL e di un motore M7V Kawasaki, la combinazione esatta per ottenere le prestazioni più elevate da una perforatrice compatta

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na perforatrice di ultima generazione, una pompa oleodinamica Kawasaki K3VL e un motore Kawasaki M7V. Sono gli elementi protagonisti di uno standard di produttività innovativo nel settore delle fondazioni speciali e della geotecnica; la dinamica descritta nei prossimi paragrafi, pertanto, può testimoniarlo in modo analitico ed esaustivo, attraverso una descrizione tecnica e dinamica puntuale.

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La perforatrice in questione è un modello noto sul mercato europeo per la sua compattezza e capacità prestazione in relazione alla propria categoria operativa, progettata per opere di ingegneria civile come micropali, ancoraggi, jet grouting e consolidamenti in genere. Il tratto distintivo della macchina - progettata e realizzata da un costruttore italiano di primo piano - è costituito dalla varietà di posizionamenti e inclinazioni raggiungibili grazie

al sistema brevettato di articolazione del mast, che ne consente l’impiego anche in spazi ridotti. Dotata di circuiti idraulici modulari di concezione avanzata, può montare una vasta scelta di teste di rotazione, martelli idraulici, sistemi doppia testa, pompe acqua e fanghi, argani e caricatori per aste ed è in grado di operare ogni tipo di perforazione a rotazione o roto-percussione. La macchina può essere equipaggiata con comandi idraulici proporzionali servo assistiti o con radiocomando. L’idraulica della trivella è caratterizzata da un alto rendimento ed affidabilità nel tempo garantita dalla combinazione pompa K3VL e motore M7V, di produzione Kawasaki. L’innovativa serie di pompe K3VL a pistoni assiali a cilindrata variabile per circuito aperto copre un ampio campo di cilindrate, da 28 fino a 200 cm3/ giro, con varie possibilità di comando: limitatore di pressione, limitatore di coppia, load sensing. Dotate di grande sensibilità alle dinamicità delle condizioni di lavoro, unite alla rapidità di risposta, le K3VL si pongono ai vertici della categoria. Tali unità sono ideali per le più diverse applicazioni, ma sono maggiormente capaci nel settore industriale, dove sono richieste alte pressioni operative. Il continuo sviluppo della tecnologia costruttiva dei componenti interni della pompa permette alla stessa di raggiungere un’elevata efficienza volumetrica e meccanica, con valori difficilmente raggiungibili da prodotti

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analoghi. Inoltre, le pompe della serie K3VL sono disponibili con un’ampia gamma di regolatori di portata e pressione. L’esclusività costruttiva del sistema di autoregolazione e comando è versatile, semplice e facilmente settabile (con poche e facili operazioni si può passare da un tipo di controllo a un altro). Infine, l’ottimo rapporto peso/ potenza e le ridotte dimensioni delle pompe rendono ottimale l’impiego delle K3VL in tutte le applicazioni che richiedono contenimento di spazio e di peso, specificamente in questo caso, dove la necessità della trivella di rispettare queste caratteristiche è fondamentale. Il naturale abbinamento alla pompa K3VL è rappresentato dal motore Kawasaki M7V. Si tratta di un modulo a piatto

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oscillante, a 11 pistoni da 85 a 212 cm3, a cilindrata variabile e fissa per circuiti aperti e chiusi, caratterizzato da elevata coppia di spunto, paragonata all’asse inclinato, e da controlli proporzionali elettrici o idraulici (due posizioni e proporzionale). L’ottimizzazione del gruppo rotante permette eccellenti prestazioni sia ad alta che a bassa velocità. Inoltre, tra le caratteristiche più importanti del motore M7V, che lo differenziano dalla concorrenza, vi sono: partenza da fermo, regolarità di rotazione a bassa velocità a ruota libera (free wheeling), lunga durata dei cuscinetti e un’eccezionale silenziosità. Utilizzando congiuntamente la pompa K3VL e il motore M7V Kawasaki si è riusciti ad abbattere notevolmente la rumorosità della trasmissione idraulica ed il consumo di carburante. Nella K3VL la particolare forma costruttiva del piatto distributore e il continuo sviluppo tecnologico della costruzione dei pompanti, hanno permesso di ottenere un basso livello di rumorosità anche ad alte pressioni (72 dB a 150 rpm e 250 bar). Il suo design consente di esprimere bassi livelli di rumorosità con la diretta, benefica conseguenza di ottenere un sostenuto livello di benessere per l’ambiente operativo. L’alta efficien-

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za del gruppo rotante Kawasaki richiede una bassa coppia in stand by, ciò consente una riduzione della temperatura del sistema idraulico e, di conseguenza, un minor consumo di carburante. Al contempo, nel motore Kawasaki M7V il gruppo rotante permette una velocità costante anche a basso regime di giri. Proprio l’ottimizzazione del gruppo rotante restituisce la bassa rumorosità: l’emissione acustica risulta così di molto inferiore rispetto ad un motore ad asse inclinato, grazie al design del piatto oscillante e alle ridotte forze che sollecitano il corpo motore. La sua affidabilità comprovata, la bassa rumorosità e l’elevata efficienza ne fanno quindi una scelta esatta per l’applicazione sulle macchine di perforazione.

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Partner multisettoriale Hansa-Tmp, azienda modenese produttrice di componenti oleodinamici, è dealer esclusivo per l’Italia di alcuni marchi di primo piano del settore. Da oltre vent’anni distribuisce l’intera gamma di produzione Kawasaki ed è in grado di fornire la maggior parte dei componenti richiesti da un circuito oleodinamico. L’esperienza di oltre 35 anni di attività sui mercati mondiali ha conferito a Hansa-Tmp la patente di fornitore altamente affidabile e competitivo, in grado di seguire il cliente dalla progettazione dell’impianto alla fornitura dei principali componenti fino al collaudo finale. Hansa-Tmp offre il proprio ruolo di completo e unico partner di riferimento per le più diverse applicazioni, dal settore mobile all’ambito industriale, fino ai comparti più complessi e sofisticati come quelli del settore marino e dell’Oil & Gas.

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Soluzione in superficie Per ogni esigenza di stabilità e mantenimento in sicurezza dell’operatività delle macchine su terreni fuoristrada e in presenza di pavimentazioni sensibili, si diffonde l’impiego innovativo delle lastre di appoggio Isotrack

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a uno specialista, l’intuizione sulla bontà e sul valore applicativo di un prodotto è una prerogativa preziosa per qualsiasi penetrazione di mercato. Per questo un esperto del settore come LCM - protagonista nazionale nell’ambito delle superfici di appoggio e stabilizzazione per macchine operatrici - ha previsto tutta la potenzialità tecnica e commerciale delle lastre di appoggio proteggi superfici Isotrack, un prodotto innovativo e di rilievo tecnologico preminente utilizzato ormai da oltre 10 anni nei cantieri più sensibili dei paesi anglosassoni, soprattutto in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia. Di recente, la diffusione delle lastre Isotrack ha raggiunto un insediamento a livello mondiale in 45 paesi per un totale di più di un milione di metri quadri utilizzati nelle più diverse circostanze di intervento. Le lastre di appoggio proteggi superfici Isotrack si prestano, in effetti, a innumerevoli utilizzi e rappresentano un’ottima soluzione per operare in sicurezza e con maggiore velocità all’interno di differenti cantieri di costruzioni, anche nell’ambito delle fondazioni speciali. In molte situazioni, possono inoltre creare strade e parcheggi temporanei, costituiscono la soluzione ideale per ottenere una pavimentazione in sicurezza su qualsiasi superficie e offrono una protezione efficace alle pavimentazioni antiche e delicate dei centri storici e all’interno degli edifici monumentali.

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Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


Oggi la specialità Isotrack è spesso utilizzata per evitare l’affossamento durante il transito di mezzi pesanti su terreni con poca portanza, con risultati eccezionali anche in zone desertiche e in aree litoranee. I cantieri aperti in zone isolate, ad esempio su terreni agricoli, rappresentano una naturale applicazione delle lastre Isotrack, con la possibilità di creare sempre una grande e solida piattaforma sulla quale le macchine possono operare senza problemi di stabilità e cedimenti, soprattutto durante i mesi autunnali e invernali, quando le piogge torrenziali trasformano i cantieri in paludi fangose, con mezzi operativi che a fatica riescono a trovare una postazione efficace per ogni tipo di intervento. Le principali caratteristiche delle lastre di appoggio Isptrack si possono riassumere nell’estrema robustezza, nella leggerezza straordinaria e nell’utile resistenza ai raggi UV, con la caratteristica di un disegno delle superfici grigliate studiato in collaborazione con i dipartimenti di ingegneria all’interno di Università internazionali, a garanzia della migliore trazione ai pneumatici di qualsiasi mezzo d’opera. La gamma delle lastre di appoggio proteggi superfici distribuite da LCM comprende tutti i possibili utilizzi in cantiere, compresi quelli con macchine e attrezzature per fondazioni speciali. Gli elementi Isotrack possono essere connessi fra loro velocemente e con efficacia, in relazione a ogni modello di macchina sulla base delle dimensioni e del peso, con un metodo di connessione appositamente studiato per facilitarne l’uso. Dalla dimensione minima di 1.200 x 600 mm (e peso di 9 kg), perfetta per l’appoggio di piattaforme aeree e miniescavatori cingolati in attività all’interno dei giardini di abitazioni o condomini, si arriva alla

Un sostegno da specialisti LCM è un’azienda lombarda - di Vigevano (Pv) - che opera da diversi anni nel settore delle costruzioni generali, realizzando e commercializzando basi di appoggio per gli stabilizzatori di macchine operatrici, dalle gru per autocarro alle gru edili, dalle autogrù alle pompe per calcestruzzo e alle unità da perforazione. Da alcuni mesi la LCM distribuisce per l’Italia anche le nuovissime lastre di appoggio proteggi superfici - oggetto del nostro articolo - per una versatilità di impiego indirizzata alle superfici delicate (come i prati all’inglese) per la preservazione di macchine operatrici fuoristrada da qualsiasi rischio di affossamento.

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

superficie massima del modulo Isotrack X, di dimensioni 4.000 x 2000 mm, per uno spessore di 102 mm, adatto a supportare i grandi cantieri nel settore dell’Oil & Gas, oppure nell’ambito petrolchimico e della posa di pipeline, permettendo a macchinari con pesi emassimo fino alle 400 tonnellate di muoversi e lavorare in totale sicurezza e con agile rapidità. All’interno di queste due estreme dimensioni vi è un’intera gamma studiata per soddisfare ogni esigenza di impiego. Menzioniamo per esempio la lastra Iso-

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track H, dalle dimensioni di 3.000 x 2.500 mm e con uno spessore totale - disegni grigliati compresi - di 46 mm, ottima soluzione al transito di mezzi pesanti come autogrù, camion cava e mezzi di trasporto per le stesse macchine operatrici. Il modello di lastra Isotrack più venduto a oggi in Italia è identificabile con la serie L, dalle dimensioni di 2.400 x 1.200 mm, con 20 mm di spessore compreso il disegno grigliato, e del peso di 36 kg, una tipologia molto maneggevole e dotata di un sistema di fissaggio veloce e sicuro. La lastra Isotrack L prevede due superfici grigliate differenti, da un lato un disegno studiato per il camminamento e la protezione delle superfici delicate, dall’altro una trama che garantisce trazione a tutte le tipologie differenti di pneumatici anche nelle situazioni che contemplano una condizione di terreno bagnata e scivolosa. Naturalmente, a disposizione di ogni necessità di installazione, LCM garantisce l’assistenza in cantiere di un esperto staff tecnico, in grado di studiare con puntuale efficacia le eventuali esigenze particolari delle imprese che chiedono l’utilizzo dei moduli Isotrack.

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Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


THE ONLY EUROPEAN EXHIBITION FULLY DEDICATED TO THE MID-STREAM SECTOR AND THE GAS, OIL & WATER DISTRIBUTION NETWORKS

Pipeline & Gas Expo THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW 2nd Edition

25-27 May 2022 - Piacenza (Italy)

For info and stand bookings info@pipeline-gasexpo.it - Ph. +39 010 5704948

www.pgexpo.eu

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

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In questo numero

THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 6 - Settembre/Dicembre 2020

Inserzionisti

3 Liebherr 7 Massenza III Mediapont & Exhibitions 10 Neron 13 O.F.S. II Pagani 19 Palmieri 77 Perforare 85 Pipeline & Gas Expo 31 Sip&T

I Comacchio

53 Concrete News 17 Fraste 5 Geofluid 65 GIC 81 GIS 11 Hansa 9 Hinowa 15 Innoval

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

IV Bauer

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www.comacchio.com

Aziende citate A 50

Avesco B

Bauer Macchine Italia 26, 32 C 9

Casagrande Comacchio

20, 78

D 60

Doosan

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Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

E Epiroc

34

F Fraste

42

G Gasser Felstechnik 50 GIC 8 H Hansa-TMP Herrenknecht Hyundai

78 46 66

I IATT I.CO.P. Inco

11, 16 12 20

K Kawasaki Klemm

78 32

L LCM

82

R R.C.M. Costruzioni 70 S Sandvik Sicim Sip&T Soilmec Systab

50 14 70 54, 70 18

W WeBuild

46

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


2021

www.sollevare.it

www.perforare.it

N. 2 - AGOSTO/SETTEMBRE 2020

La Mediapoint è proprietaria di oltre 200 domini che possono essere utilizzati per l’invio di DEM (Direct Email Marketing). Tra i domini riguardanti i comparti del sollevamento e della movimentazione evidenziamo:

Distribuzione: 10.687 copie

Periodicità: Quadrimestrale

FAB Forklifts AGV Batteries

MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL

www.mediapointsrl.it

Corte Lambruschini - Corso Buenos Aires, 8 - int. 6/7 - 16129 Genova - Italy Tel. (+39) 010.5704948 - Fax (+39) 010.5530088 - info@mediapointsrl.it

www.saldare.info

SALDATURE | GIUNZIONI E TAGLIO | COSTRUZIONI SALDATE

www.oilgasnews.it

E’ il portale italiano dedicato all’informazione degli operatori di tutti i comparti del Oil & Gas: UPSTREAM (ricerca, perforazione e produzione idrocarburi), MIDSTREAM (trasporto e stoccaggio), DOWNSTREAM (raffinazione).

®

CalCestruzzo

®

Giornate italiane 2020 ® CalCestruzzo Giornate italiane

N° 1 - 2020

Periodicità: Trimestrale Distribuzione: 11.066 copie

DA GENOVA UN MODELLO DA IMITARE

Supply chain of concrete and precast industry

R

del calcestruzzo e della prefabbricazione SupplyFiliera chain of concrete and precast industries

Supply chain of concrete and precast industry

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione R

TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

www.concretenews.it

Il primo portale italiano dedicato a tutta la Filiera del Calcestruzzo: dalla produzione, la messa in opera, il ripristino e la riqualificazione delle strutture in calcestruzzo, fino alla prefabbricazione, le pavimentazioni continue, la manutenzione, la demolizione e il riciclaggio delle strutture in cemento armato.

www.gic-expo.it

CATALOGO ESPOSITORI EXHIBITORS’ CATALOGUE

29-31 Ottobre 2020 Piacenza - Italy

29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

Piacenza, Ottobre 2020 italian 29-31 ConCrete days

ItalIan onCrete Days del CC alCestruzzo

del

3a Edizione

IL PIÙ GRANDE EVENTO EUROPEO DEL SETTORE

Catalogo ufficiale del GIC 2020

Edizione 2018 Espositori: 245 - Visitatori: 4.909

Piacenza, 27-29 Ottobre 2022 www.gic-expo.it

Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

del

italian ConCrete days

Giornate italiane

4a Edizione

INFRASTRUTTURE E PREFABBRICATI IN CALCESTRUZZO DEMOLIZIONE & RICICLAGGIO TRASPORTO DEGLI INERTI

Corte Lambruschini - Corso Buenos Aires, 8 - int. 6/7 - 16129 Genova - Italy Tel. (+39) 010.5704948 - E-mail: info@mediapointsrl.it - www.mediapointsrl.it

www.pipelinenews.it

E’ il portale italiano dedicato all’informazione degli operatori del comparto del MIDSTREAM, ovvero trasporto e distribuzione primaria di idrocarburi e fluidi geotermici.

THE ITALIAN MIDSTREAM WEBSITE

Trasporto

news newsnews

| Raffinazione | Trasporto | Ricerca | Estrazione | Raffinazione Ricerca| Estrazione

Ricerca Ricerca || Estrazione Estrazione || Raffinazione Raffinazione || Trasporto Trasporto

Catalogo ufficiale del Pipeline & Gas Expo 2020

www.pgexpo.eu

CATALOGO ESPOSITORI EXHIBITORS’ CATALOGUE

17-19 November 2020 Piacenza (Italy)

THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

Pipeline & Gas Expo

THE ONLY EUROPEAN EXHIBITION FULLY DEDICATED TO THE MID-STREAM SECTOR AND THE GAS, OIL & WATER DISTRIBUTION NETWORKS

Piacenza, 25-27 Maggio 2022 www.pgexpo.eu

Piacenza, 25-27 Maggio 2022 www.hydrogen-expo.it

PIPELINES - OIL & GAS - IDROGENO SALDATURA - GIUNZIONE E TAGLIO

THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

2a Edizione

MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL |

Il primo e unico portale web dedicato al sollevamento, alla movimentazione industriale e portuale, alla logistica meccanizzata e al trasporto eccezionale. On line dal 2010, è consultato quotidianamente da migliaia di visitatori in cerca di esaustive, accurate e aggiornate notizie sugli ultimi prodotti, persone e eventi, cantieri sulle aziende dei suddetti comparti.

Il primo e unico portale web dedicato alle fondazioni, perforazioni, gallerie, geotecnica e industria estrattiva e mineraria. On line dal 2010, è consultato da migliaia di visitatori in cerca di esaustive, accurate e aggiornate notizie sugli ultimi prodotti, persone e eventi, cantieri sulle aziende dai vari settori di applicazione di cui tratta.

Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale

Sollevamento | Trasporti Eccezionali Movimentazione Industriale e Portuale

Distribuzione: 10.687 copie

Periodicità: 7 uscite

Anno 6 - Ottobre/Novembre 2020

Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

Edizione precedente Espositori: 428 - Visitatori: 11.400 FAB - Supplemento della rivista Sollevare dedicato alla Movimentazione Industriale e alla Logistica Meccanizzata

Piacenza, 7-9 Ottobre 2021 www.agvexpo.it

Piacenza, 7-9 Ottobre 2021 www.gisexpo.it

Piacenza, Italy 7-9 October 2021

THE AUTOMATED WAREHOUSING SHOW

The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

®

AGV EXPO

Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali

R

Fondazioni | Perforazione pozzi || Gallerie Perforazione Pozzi Geotecnica || Industria estrattiva-mineraria Estrattiva-Mineraria

Distribuzione: 4.100 copie

Periodicità: Trimestrale

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione Gallerie Perforazione pozzi pozzi | |Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

Anno 6 - Settembre/Dicembre 2020

THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING

Edizione precedente Espositori: 355 - Visitatori: 11.206

Piacenza, 15-18 Settembre 2021 www.geofluid.it

15-18 September - Piacenza, Italy

Drilling & Foundations

8a Edizione

21

SOLLEVAMENTO MOVIMENTAZIONE INDUSTRIALE, PORTUALE TRASPORTO PESANTE

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

International Exhibition

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

20

PERFORAZIONI FONDAZIONI SPECIALI GEOTECNICA

La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova


BAUER Macchine Italia S.r.l. • Strada Statale 610 Selice, 10/c • 40027 Mordano (BO) • Tel. +39 0542 1895011

www.bauer-italia.it

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Perforare n.3/2020  

Perforare n.3/2020  

Profile for perforare
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