PERFORARE n. 2/2022

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THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 8 - Maggio/Agosto 2022

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria || Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry

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Editoriale

La nostra economia respira nelle pipeline dell’innovazione Cari Lettori, se ci poteva essere una fiera di settore in grado di intercettare il dibattito più attuale sul futuro industriale del nostro Paese, questa è Pipeline & Gas Expo, nella sua seconda edizione (abbinata all’evento combinato di Hydrogen Expo). L’ntuizione di un’esposizione-convegno così mirata e puntuale arriva in un momento in cui il dibattito sulle reti del gas che arrivano in Italia e sul futuro energetico (in continuità storica o alternativo) è più che preponderante. È addirittura vitale e dirimente sulle possibilità che la ripresa economica nazionale continui oppure si arresti drammaticamente. A partire dall’anno scorso, in questo stesso periodo, l’Europa venne travolta dall’enorme aumento del prezzo del gas. Oggi la guerra russo-ucraina ha aggravato esponenzialmente la situazione, soprattutto per noi, dal momento che in Italia il gas naturale è la fondamentale fonte primaria di energia (diversamente dagli altri Paesi Ue, senz’altro più lungimiranti nelle politiche energetiche adottate e perseguite). In Italia, la percentuale di energia prodotta dal gas sul totale dell’energia consumata è molto elevata, il 42%. Per fare un confronto realistico, basti pensare che nell’area europea più avanzata, il fabbisogno è mediamente del 25%. Qual è allora la strada per una futura indipendenza energetica nazionale e per la preservazione di un’eccellenza di settore - quella legata alle tecnologie combinate di perforazione delle pipeline, con l’indotto notevole di manifattura e servizi che si porta appresso? La parola magica è “Sector Coupling”, ovvero un’integrazione delle fonti finalizzata alla decarbonizzazione, certamente, ma su una strada più efficace e sostenibile sotto molti aspetti. Oggi esiste un’infrastruttura di trasmissione, distribuzione e stoccaggio del gas, diffusa praticamente in tutta Europa (e, in modo capillare, su tutto il territorio italiano) che è già disponibile per facilitare questa transizione. Delle reti gas abbiamo bisogno oggi e avremo bisogno in futuro, non c’è alcun dubbio su questo. Quella che va sviluppata, come idea e come strategia, è la transizione da rete tradizionale dedicata al metano a una più evoluta rete per miscele di nuovi gas, avanzando sul fronte della digitalizzazione dell’infrastruttura, con il controllo da remoto di reti e impianti, monitorando in tempo reale il gas di cui si fa veicolo e i suoi parametri chimico-fisici, gestendo nel modo più moderno distribuzione e manutenzione predittiva delle reti (attraverso big data e advanced analytics). Il futuro basato sui gas rinnovabili, parte da qui; da reti che potrebbero prefigurare l’orizzonte di un’intera filiera basata sull’idrogeno verde, ad esempio. Italgas, a questo proposito, ha avviato in Sardegna un progetto che prevede, nel medesimo sito, la produzione di idrogeno da energia fotovoltaica generata in loco, lo stoccaggio dell’idrogeno prodotto, il mix con gas naturale e la distribuzione della miscela fino alle abitazioni, attraverso reti locali realizzate con criteri all’avanguardia. Questa è sostenibilità e non chiacchiere. Su questo le politiche italiane su gas ed energia devono basarsi. Senza veti e pregiudizi. Parlando e confrontandosi con serietà e competenza. Come faranno, a Piacenza, nei prossimi giorni, imprese, professionisti e ricercatori che pensano, progettano e realizzano le basi del prossimo flusso vitale del Paese.

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Buona lettura!

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Periodico associato a

Sommario | Maggio/Agosto 2022 THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Anno 8 - Maggio/Agosto 2022

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In copertina:

Al via il Pipeline & Gas Expo, dall’8 al 10 giugno negli spazi della fiera di Piacenza. Esposizione-convegno unica in Europa per la promozione di tecnologie No Dig e per un dibattito necessario sul futuro avanzato delle reti di energia

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Responsabile Editoriale Alberto Finotto Collaboratori Roberto Ambra Andrea Potestà Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Perforare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it

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Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@perforare.it

ATTUALITÀ

20 PIPELINE & GAS EXPO HYDROGEN EXPO Una Rete di Energia per l’Europa

Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@perforare.it

26 BAUER MACCHINE ITALIA Perfetta per il Lido 30

KELLER Soluzione multi-tecnica

34 MAIT In mezzo al Fiume 40

TREVI Innovazione LBE per il grattacielo

44 PNRR/Infrastrutture Ferroviarie La Circonvallazione ferroviaria

68 60 EGT Direzione Ambientale 64

IATT Nelle vene del cambiamento

68 TRANS ADRIATIC PIPELINE (TAP) Orizzonte a Sud

di Trento

74 SIP&T Stile Verticale

50 EPIROC Nel cuore della Serbia

82 INNOVAL Fondazioni a controllo avanzato

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DITCH WITCH Campionessa Tuttoterreno

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PAROLE DI SCIENZA di Roberto Vacca

Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2022

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Attualità News

FONDAZIONI SPECIALI

Waterfront di Genova, lavori bloccati dal Ministero Stop dal ministero per la Transizione Ecologica alla costruzione del canale del Waterfront, che collegherà la Fiera del Mare al Porto Antico di Genova. “Il Proponente – si legge nel decreto del Ministero, emanato alla fine di maggio – non ha provveduto a redigere e presentare il richiesto progetto di cantierizzazione”. Cioè, il Comune non avrebbe provveduto ai “campionamenti di terre e acque sotterranee sull’intera area di intervento (…) alla descrizione degli interventi di ripristino ambientale da realizzarsi al termine delle attività di cantiere (…) e alla ricerca di soluzioni alternative all’impianto di Scarpino per il recupero del materiale da scavo”, compreso il “piano di circolazione dei mezzi d’opera con i relativi dettagli operativi (percorsi impegnati, tipo di mezzi, volume di traffico)”. Il commento dell’assessore ai lavori pubblici della Lanterna, Pietro Piciocchi, stigmatizza ogni allarme e critica e rassicura tutti sul prosieguo regolare dei lavori: “Il cantiere del Waterfront di Levante va avanti, nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza, sostenibilità ambientale e di salute pubblica, sotto l’egida di Arpal e di Asl. Il ministero competente ci ha chiesto un’integrazione ai documenti già presentati per l’avvio degli scavi sotto il livello del mare, non ancora iniziati, e nel giro di un paio di giorni manderemo nelle sedi ministeriali quanto richiesto. Faccio presente che il progetto è già stato approvato dal Mite attraverso VIA nazionale e i rilievi odierni riguardano una sola prescrizione su cinque, essendo le altre quattro giudicate ottemperate. Aggiungo che le richieste del Ministero non hanno la minima attinenza con l’area che è stata già bonificata a seguito del ritrovamento di idrocarburi. Parlare di blocchi al cantiere è quanto di più falso si possa affermare: strumentalizzare le normali interlocuzioni tra enti locali e ministeri su un’opera straordinaria e innovativa che tutta Europa ci invidia come il Waterfront vuol dire non avere a cuore Genova anzi fare tifo contro la crescita della città”.

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Attualità News PERFORAZIONI

La Brianza trova l’acqua A Giussano, nel verde della Brianza lombarda, si preannuncia un’estate senza emergenze. Un nuovo pozzo d’acqua garantirà scorte idriche adeguate anche nel periodo estivo e l’autore è Brianzacque, il protagonista d’impresa che corroborerà con la nuova opera i 12 pozzi di emungimento – con una portata complessiva di 125 litri al secondo – che servono attualmente il territorio. Portata che si ridurrà a 110,5 l/s dopo la dismissione di un pozzo privato che da circa 20 anni è collegato all’acquedotto urbano e che concorre a soddisfare la domanda d’acqua dei giussanesi. “La nostra mission è quella di fornire un servizio idrico efficiente di qualità. A Giussano, si prospettava una criticità a cui abbiamo voluto trovare preventivamente una soluzione – ha spiegato Enrico Boerci, presidente della società dell’acqua pubblica di Monza e Brianza – In base alle prime prove effettuate, il pozzo Pascoli, fornirà una quantità aggiuntiva d’acqua in grado di soddisfare le richieste della rete idrica cittadina anche nei periodi in cui le temperature sono più elevate e la domanda d’acqua aumenta in modo considerevole”.

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THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

8-10 Giugno 2022 - Piacenza

Piacenza, 8-10 Giugno 2022

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Attualità News FIERE

Pipeline & Gas Expo, tutti i convegni di Piacenza Il fitto programma dei convegni a Piacenza Expo, in occasione della fiera Pipeline & Gas Expo, occupa l’intero arco delle tre giornate di esposizione, da mercoledì 8 a venerdì 10 giugno. Sul convegno organizzato da IATT (Italian Association for Trenchless Technologies) nella giornata del 9 giugno, trovate un ampio servizio nelle prossime pagine. Di seguito, invece, elenchiamo nel dettaglio i temi delle altre conferenze previste durante la manifestazione. Mercoledì 8 giugno, in Sala D, dalle ore 14,30 alle17, si terrà il convegno (organizzato in collaborazione con Energia Media) dal titolo “ Sistemi energetici e idrici sempre più integrati per raggiungere il massimo grado di efficienza”. Le due tavole rotonde previste contemplano la partecipazione di Claudia Snels (Enea Smart Energy), Marcello Bondesan (Gruppo Hera), Maurizio Scaccabarozzi (A2A Smart City), Vincenzo Quintani (Landis+Gyr), Lorenzo Giudice (Microsoft), Vincenzo Severino (Atlantica), Claudio de Paoli (BIP). Con loro, parteciperanno al dibattito altri rappresentanti di ACSM Agam, AGSM Verona, ConfServizi Emilia-Romagna, Gruppo Iren. Giovedì 9 giugno, in Sala B, dalle ore 10 alle 12, Teknowool, in collaborazione con Aspen Aerogels, tiene un convegno di stampo internazionale sui vantaggi dell’utilizzo di prodotti Cryogel e Pyrogel, presentato da Alta Rahman, direttore commerciale EMEA per Aspen Aerogels. Lo stesso giorno, in Sala D (ore 10-12,30), Energia Media coordinerà il tema “Innovazione tecnologica e investimenti in risposta a crisi idrica, aumento dei costi energetici e perdite incontrollate”. In Sala C (14-17,30), “Pipeline, queste… conosciute!” È il contributo al confronto industriale offerto dall’IIS (Istituto Italiano della Saldatura). Relatori: Serena Navone (“Principali tecnologie e modalità di ispezione delle condotte-In Line Inspection e controlli non distruttivi applicabili per l’approfondimento dell’ispezione”), Chiara Servetto (“La valutazione di affidabilità delle condotte in accordo alle principali procedure vigenti BS 7910-ASME B31.G”), Daniele Calcagno e Gianluigi Cosso (“Le misure correttive, di carattere temporaneo o permanente, applicabili sulle posizioni della condotta interessate da fenomeni di danneggiamento. Modalità di definizione ed esecuzione”. In Sala D (14,30-17), Energia Media propone la conferenza “Tra Smart Meter e Asset Readiness: la rete gas diventa sempre più Full Digital”, a cura di Stefano Cagnoli (Comitato Italiano Gas), Marco Cattalini (APCE) e Massimo Antichi (Perutility Netribe Group). Venerdì 10 giugno, in Sala D, dalle 10 alle 12,30, ancora Energia Media organizza il convegno finale di Pipeline & Gas Expo su “Le Utility sempre più al centro dello sviluppo di territori e aree urbane”, con Simone Pompili (Intellera Consulting), Dario Lazzaroni (Cogeme), Pierfrancesco Pala (Dili Trust), Silvano Bocci (Engie), Giulio Gravaghi (Shara), Silvio Bosetti (Ordine degli Ingegneri di Milano) e Piergabriele Andreoli (AESS, Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile).

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Attualità News ATTREZZATURE & COMPONENTI

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Un premio all’avanguardia

Bosch Rexroth si è aggiudicata l’HR Innovation Award 2022 nella categoria “Ottimizzazione e digitalizzazione dei processi” grazie a un progetto dedicato alla digitalizzazione delle attività HR e allo sviluppo di una cultura data-driven. Il percorso ha visto un coinvolgimento attivo delle funzioni HR, IT e di tutto il Management e un approccio diretto e bottom-up di tutta l’organizzazione che ha contribuito alla creazione di nuovi strumenti, in grado di adattarsi al processo di reingegnerizzazione continuo delle pratiche HR. A ritirare il premio Anna Saccon, HR Director Italia & HR Coordinator Europe South. “Oggi stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione culturale – ha dichiarato la stessa Saccon – Il punto di partenza è stato il comprendere che il cambiamento culturale, che definiamo sinteticamente digital-mindset, non è affrontabile esclusivamente fornendo ai collaboratori training o partecipazioni a convention, perché spiegare un approccio non significa iniettarlo automaticamente nella cultura dell’organizzazione aziendale. La nostra storia ci ha mostrato quanto sia importante partire dalle persone e da strumenti e processi ‘disegnati’ sulle loro necessità. Per questo motivo, invece che forzarci ad usare esclusivamente piattaforme esistenti, abbiamo indagato i principali bisogni dei nostri collaboratori e sviluppato soluzioni digitali, sempre più sofisticate, in grado di soddisfare esigenze specifiche e misurare i risultati”.

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8-10 Giugno 2022 - Piacenza

Piacenza, 8-10 Giugno 2022

Sistemi elettronici

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Attualità News

FIERE

GIC, fondazione di un grande successo Oltre 5.000 visitatori confermati, 234 espositori accreditati, otto convegni, 27 premi assegnati alle eccellenze del calcestruzzo italiano, oltre 15.000 metri quadri di superficie espositiva. Sono i numeri con in quali si è chiusa, a Piacenza Expo, la quarta edizione del GIC, le Giornate Italiane del Calcestruzzo, dal 28 al 30 aprile scorso. Un successo ideale, che parla di resistenza a ogni tentazione di pessimismo contingente. Salutate da un tempo radioso e assolato, le Giornate hanno contribuito al rilancio di un settore che cerca nuove frontiere, dall’ambito delle macchine per la distribuzione e la produzione di conglomerati bituminosi, fino ai materiali innovativi e alle tecniche più avanzate di lavorazione e posa, per culminare con le avanguardie più attuali della prefabbricazione. Frontiere di mercato che a Piacenza Expo, con il messaggio forte di espositori e visitatori specializzati, ha portato oltre ogni aspettativa il progetto GIC 2022, in cui l’organizzatore Mediapoint & Exhibitions ha creduto fortemente, anche dopo la battuta d’arresto della mancata edizione 2020, funestata dal blocco nazionale delle fiere di settore a causa della pandemia da Covid-19. Tra i grandi riconoscimenti assegnati alle eccellenze del calcestruzzo italiano, consegnati durante la magnifica GIC by Night organizzata la sera stessa dell’inaugurazione fieristica, il grande premio per la sezione Infrastrutture e Grandi Opere a Webuild, per la realizzazione delle opere di fondazione e sostegno, e per le opere viarie del Ponte San Giorgio di Genova. Nel momento iniziale della cerimonia, è stato proiettato un filmato introduttivo in cui lo sguardo commosso e le parole di Renzo Piano nel corso dell’inaugurazione del nuovo viadotto sul Polcevera hanno fatto da prologo alla consegna dei premi di eccellenza ad aziende e a personalità che si sono distinte nel promuovere e nel far crescere la cultura sostenibile e indispensabile del calcestruzzo, nell’industria e nella vita sociale del Paese.

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Attualità News FIERE

Lamiera, ritorno internazionale È positivo il bilancio dell’edizione 2022 di Lamiera, la manifestazione internazionale delle macchine utensili per la deformazione della lamiera e delle tecnologie ad esse connesse, che si è svolta a Fieramilano Rho dal 18 al 21 maggio. Promossa da UcimuSistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e organizzata da CEU-Centro Esposizioni Ucimu, Lamiera è tornata in scena dopo tre anni, posticipata di dodici mesi a causa della pandemia. Sono oltre 19.000 gli ingressi registrati ai tornelli nei quattro giorni di manifestazione. Gran parte degli espositori hanno segnalato la presenza di operatori qualificati e di visite prevalentemente orientate da intenzioni di acquisto. Rispetto al totale dei visitatori presenti, il 12% era di provenienza estera in rappresentanza di circa 60 paesi. Le delegazioni più numerose provenivano da: Austria, Cina, Croazia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia e Usa. Protagoniste della mostra sono state le 365 imprese distribuite nei padiglioni 13 e 15 di Fieramilano per una superficie espositiva totale di oltre 40.000 metri quadrati. La presenza di qualificati operatori stranieri è stata assicurata anche dai 30 delegati della missione che ha visto l’incoming di qualificati utilizzatori finali e giornalisti da Brasile, Francia, India, Polonia, Romania, Turchia e Stati Uniti (missione organizzata dalla stessa Ucimu, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ice-Agenzia che ha contribuito anche alla realizzazione dell’area dedicata alle startup.

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Attualità News ATTREZZATURE & COMPONENTI

Pressione alla massima precisione Il sensore per pressione industriale di precisione P-30 di Wika si presenta al mercato come componente dalla versatilità robusta e resistente. Banchi di prova, laboratori, servizi di calibrazione, sistemi elettronici, costruttori di macchine e automazione richiedono standard elevati di accuratezza nella misura della pressione. Per soddisfare questi requisiti, Wika ha realizzato questo piccolo ma potente sensore (chiamato anche trasduttore di pressione). Il trasmettitore di pressione elettronico P-30 offre misure precise e veloci per applicazioni critiche a misura delle esigenze di progettazione delle applicazioni industriali, OEM e dei sistemi elettronici integrati. L’interfaccia USB interna è un potente strumento per la taratura e le regolazioni. È sufficiente utilizzare il software di configurazione EasyCom di Wika per modificare in modo rapido e semplice il trasmettitore di pressione direttamente in campo, comprese le regolazioni dei punti di zero e dello span. Con il software Wika di registrazione dati, la versione USB può anche salvare i valori misurati e creare rapporti personalizzati.

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Attualità News FONDAZIONI SPECIALI

Cantiere Lungolago in accelerazione a Como Sul Lungolago di Como, prende forma finalmente la nuova passeggiata. Gli interventi procedono nonostante resti l’incertezza legata alle materie prime e ai tempi di consegna delle forniture. Gli interventi dovrebbero concludersi a fine 2023. Dal punto di vista delle lavorazioni il cantiere sta infatti procedendo per fasi successive. Nella prima, sono state eseguite le opere di fondazione e la soletta superiore della porzione di vasca A, di fatto la nuova passeggiata. È andata a buon fine anche la realizzazione delle palancole nel tratto di 70 metri in zona piazza Cavour che non era stato possibile realizzare prima con la precedente tecnologia. L’autunno 2022 segnerà la fine lavori per il tratto di cantiere dalla zona di Sant’Agostino fino a piazza Cavour e l’inizio dell’ultima fase di interventi, quella sul tratto che da piazza Cavour si estende fino ai giardini a lago.

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Attualità News PERFORAZIONI

Gennaretti, l’eccellenza centrifuga per le trenchless technologies Un protagonista assoluto dell’industria nazionale sarà presente nel modo più autorevole alla fiera Pipeline & Gas Expo di Piacenza. Si tratta di Gennaretti-Getech, che occuperà lo stand B28 all’interno del Padiglione 1 e l’area esterna F1, con i sistemi centrifughi più recenti della propria gamma di impianti. Inoltre, nel corso del convegno IATT di giovedì 9 giugno, alle ore 9 (“Reti gas e transizione ecologica, l’opportunità delle trenchless technologies”, vedi il servizio dedicato all’Associazione, nelle prossime pagine), Gennaretti presenterà il modello di decanter centrifugo GHT per il trattamento dei fanghi di perforazione. L’evoluzione della messa a punto delle soluzioni Gennaretti si è trasmessa in tutto quello che concerne il trattamento dei fanghi per il settore delle perforazioni, sia orizzontali che verticali, e per il trattamento dei fanghi da lavorazioni cementizie. L’impiego del decanter centrifugo permette il trattamento dei fanghi bentonitici e di perforazione da idrofresa, TBM (Tunnel Boring Machine) o MTBM (Micro Tunnel Boring Machine) e TOC (Trivellazione Orizzontale Controllata). Il suo utilizzo, nelle lavorazioni in linea con i macchinari nominati, consente di disidratare la bentonite utilizzata durante i lavori di scavo e di separare l’acqua poterla usare per nuova bentonite o attività di cantiere. Inoltre, permette di controllare la densità del fango, tramite il sistema di alleggerimento della bentonite. Nel campo dei fanghi cementizi, il decanter centrifugo è la scelta ideale per il trattamento dello spoil da lavori di jet grouting e fondazioni, sia in disidratazione che nella correzione del PH.

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Attualità News FONDAZIONI SPECIALI

Grand Paris Express, quarto lotto per Icop

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Icop ha confermato l’aggiudicazione del 50% delle fondazioni per la realizzazione di alcune stazioni della linea 18 della metropolitana di Parigi, nell’ambito del progetto Grand Paris Express. Il valore della commessa è di 27 milioni di euro e per l’impresa giuliana si tratta del quarto lotto in ordine di affidamento. “Quello per la linea 14 è stato il primo in assoluto – conferma Piero Petrucco, ad della società di Basiliano – A seguire, abbiamo lavorato alla linea 15, quindi alla 16 e ora siamo alla 18 che rappresenta un unico grande lotto i cui lavori inizieranno nel 2022. Ma siamo pronti ad avviare anche la fase di offerte per le opere in calendario per il 2023″. Icop, nel dettaglio, realizzerà le opere di fondazione per le tre stazioni previste dalla linea 18, ed ha accompagnato il raggruppamento d’impresa vincitore dell’appalto durante tutta la procedura di gara, contribuendo a questo successo con la propria proposta tecnicoeconomica per i lavori di fondazione speciale. Il lotto infatti prevede un importante impegno per la realizzazione di diaframmi con benna e idrofresa fino a 70 m di profondità e 1.500 mm di spessore, iniezioni, jet-grouting, palificazioni, chiodature e dreni.


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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show 5 -7 Ottobre 2023 - Piacenza

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Cover Story | Pipeline & Gas Expo/Hydrogen Expo

Una Rete di Energia per l’Europa Al via la seconda edizione della fiera internazionale dedicata alle infrastrutture di trasporto per l’Oil & Gas, le forniture idriche e le prospettive sostenibili legate all’idrogeno. Una novità assoluta nel panorama fieristico attuale, in un momento storico cruciale per il futuro dell’industria e della società legato alle fonti di approvvigionamento

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l momento di un’altra fiera innovativa per lo scenario espositivo italiano arriva nella contingenza di una crisi che fa affiorare tutte le mancate decisioni della politica italiana sul fronte energetico. Pipeline & Gas Expo, con l’abbinamento di Hydrogen Expo, negli stessi spazi della fiera di Piacenza (dall’8 al 10 giugno) rappresenta - unica mostra convegno in Europa - le prospettive degli attori economici di un settore fondamentale come quello del mid-stream e delle reti distributive di gas e idrocarburi, comprese quelle dedicate all’approvvigionamento idrico.

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La tre giorni della fiera PGE, alla sua seconda edizione, sarà il punto di incontro privilegiato di tutte le imprese coinvolte nella progettazione, nella realizzazione e nella manutenzione di gasdotti, oleodotti e acquedotti, comprese le linee di distribuzione primarie e secondarie, compreso l’indotto dei fornitori di impianti, di macchine, attrezzature e materiali. Un riferimento fondamentale anche per gli enti territoriali, pubblici e privati, coinvolti nella gestione delle infrastrutture di trasporto e nella distribuzione dei servizi. Con gli oltre 200 espositori già conferma-

ti, Pipeline & Gas Expo/Hydrogen Expo costituiscono il terzo grande evento, in ordine di tempo, concepito da Mediapoint & Exhibitions a livello internazionale per favorire la creazione di un network produttivo solido e importante, su un terreno di incontro e scambio sinergico tra produttori e operatori del mondo Oil, Gas & Water, insieme ai protagonisti della filiera dell’idrogeno. La politica di decarbonizzazione tesa a ridurre l’inquinamento globale vede proprio nell’idrogeno una fonte totalmente avanzata di energia sostenibile, dal momento che può essere ge-


THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

nerata utilizzando fonti rinnovabili e poi trasportata, immagazzinata e utilizzata come un gas alternativo. Per tutte queste ragioni, nell’esordio in presenza della seconda edizione, il PGE si impone da subito come momento fondamentale d’incontro tra i principali player della filiera, supportato (al momento in cui scriviamo) da 37 patrocini concessi alla manifestazione dalle istituzioni e dalle principali associazioni di categoria. Tra le prime, ricordiamo il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), della Conferenza della Regioni e delle Province Autonome, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Piacenza. Tra le associazioni italiane che hanno voluto puntare da subito sul PGE, l’Associazione Imprese Italiane di Strumentazione (G.I.S.I.), l’Italian Association for Trenchless Technology (IATT) e l’Istituto Italiano della Saldatura (IIS). Ma la kermesse ha anche ottenuto le adesioni delle principali associazioni estere, come l’International Pipe Line & Offshore Contractors Association (IPLOCA). Il fitto programma di incontri e convegni che affianca la tre giorni piacentina del PGE offrirà ai protagonisti del comparto momenti di riflessione e confronto sulle tematiche inerenti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alla ricon-

Fabio Potestà

versione ecologica. Durante i vari workshop, esperti e aziende tenteranno di proporre una risposta sistemica alla sempre più pressante richiesta di riduzione delle fonti di inquinamento atmosferico e di protezione dell’ambiente. Naturalmente non potrà mancare una riflessione sull’attuale congiuntura internazionale, come conferma Raffaele Calcagni, consigliere G.I.S.I. “La nostra associazione pubblica annualmente un rapporto di ricerca elaborato da CNR-IRCrES, che rappresenta

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l’occasione per esaminare la forza e la resilienza del comparto della Strumentazione e Automazione Industriale - spiega Calcagni - Si tratta di un settore ad alto contenuto strategico per l’economia italiana, in quanto possiede un elevato livello di innovazione che favorisce l’aumento di efficienza e di produttività in tutto il sistema economico, un processo determinante per favorire la competitività della nostra industria. Il rapporto in corso di elaborazione, ma non ancora pubblicato,

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pur confermando la stabilità patrimoniale delle imprese del settore prese nel loro insieme, evidenzia come l’attuale periodo storico di grandi turbolenze delle variabili esogene alle imprese imponga notevoli sforzi per adattarsi ai cambiamenti, mediante la trasformazione del modello di business. Sappiamo oggi che questo processo di trasformazione e adattamento ha subito un forte contraccolpo a livello mondiale, prima a causa della pandemia e poi per la crisi energetica e gli effetti della guerra in Ucraina. Il percorso verso la completa ristrutturazione del paradigma produttivo si allunga e ad oggi non è possibile fare previsioni sui tempi e sugli esiti finali che riguarderanno l’impresa, il lavoro e la società. Sicuramente il settore della Strumentazione e dell’Automazione Industriale in Italia ha comunque la forza economica e finanziaria per affrontare anche questa difficile sfida”. Di particolare interesse, nel programma di convegni al PGE, il dibattito previsto nella giornata di giovedì 9 giugno su “Reti gas e transizione ecologica, l’opportunità delle Trenchless Technologies”, organizzato da IATT. “Il Pipeline & Gas Expo costituisce un’ulteriore sfida per la nostra società editoriale e promotrice di eventi espositivi, sempre attenta a proporre al mercato manifestazioni di nicchia che garantiscano agli espositori incontri commercialmente utili anche con operatori esteri, a fronte di investimenti assai più contenuti rispetto a quelli delle manifestazioni generaliste presenti sia in Italia che all’estero - sottolinea Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions - Alla luce del consistente numero di adesioni, non posso che ringraziare le aziende che ci hanno confermato la parte-

cipazione espositiva, potendo anticipare loro che è già elevatissimo il numero di operatori anche esteri che si sono pre-registrati per venire a visitare la tre giorni piacentina. Già da anni, avevamo rilevato la mancanza di una manifestazione, anche a livello europeo, dedicata al Mid-Stream e alla Utility Construction, un comparto tecnologico, industriale ed economico di enorme rilevanza, soprattutto perché fortemente collegato con la tematica energetica. Non vi è dubbio, comunque, che la particolare situazione geo-politica che stiamo affrontando in questo momento, ne acuisce ulteriormente l’importanza, soprattutto per il nostro Paese che rischia di pagare le conseguenze più gravi del conflitto russo-ucraino, proprio a causa della nostra forte dipendenza energetica dal gas proveniente dalla Russia. L’aver affiancato l’evento Pipeline & Gas Expo

Cena di Gala per i protagonisti nazionali Nella serata di mercoledì 8 giugno, in concomitanza con l’inaugurazione del Pipeline & Gas Expo/Hydrogen Expo, si terrà nella magnifica Sala Degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, la Cena di Gala organizzata per gli espositori. Un evento straordinario nell’evento e un modo di fare networking in un’atmosfera conviviale e rilassata, come da sempre è tradizione durante gli eventi espositivi di Mediapoint & Exhibitions a Piacenza Expo.

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allo spin-off espositivo di Hydrogen Expo costituisce un ulteriore valore aggiunto per tutti coloro che verranno a visitare le due mostre negli spazi di Piacenza Expo e, soprattutto, per quelli che appartengono alle imprese più energivore, la cui sopravvivenza è così fortemente collegata ai costi della cosiddetta bolletta energetica”. Nel corso della conferenza stampa ufficiale di PGE, nella sala conferenze di Confindustria Piacenza, il primo cittadino Patrizia Barbieri ha rimarcato che “il tema dell’idrogeno è una nuova sfida per le politiche energetiche. Come città di Piacenza siamo particolarmente interessati a questa prospettiva, dal momento che abbiamo sul nostro territorio reti Snam che potrebbero essere utilizzate per lo stoccaggio. Attuare questo tipo di

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iniziative, però, vuol dire innanzitutto condividerle. Non solo tra istituzioni, ma anche con il mondo imprenditoriale dei territori. Quindi noi, come istituzione del territorio, abbiamo il compito e il dovere di agevolare ogni contatto fondamentale per arrivare a risultati concreti”. Alle parole del sindaco di Piacenza hanno fatto eco quelle di Francesco Rolleri, presidente di Confindustria Piacenza. “Oggi registriamo tante difficoltà soprattutto per quanto riguarda le imprese energivore - ha commentato Rolleri - Il costo industriale aumenta in modo esponenziale e non sempre si riescono a ribaltare i costi sul cliente. Ma fortunatamente non abbiamo più aziende che temevano di dover sospendere la produzione. Tutti, in un modo o nell’altro, sono riusciti a riorganizzarsi. Sono proprio questi gli imprenditori che guardano con fiducia alle potenzialità dell’idrogeno come fonte energetica alternativa. Sicuramente l’idrogeno è una delle opportunità che ci si presentano nell’immediato futuro. Non siamo più nel campo della ricerca e sviluppo. Esistono già applicazioni in fase di test, perciò dobbiamo lavorarci in modo coordinato, perché abbiamo bisogno di fonti alternative adesso”.

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Corte Lambruschini - Corso Buenos Aires, 8 - int. 6/7 - 16129 Genova - Italy 25 Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria Tel. (+39) 010.5704948 - E-mail: info@mediapointsrl.it - www.mediapointsrl.it Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria


Fondazioni Speciali | Bauer Macchine Italia Special Foundations

Perfetta per il Lido Sul lungomare che guarda la Laguna veneta, una Klemm KR801-3GK ha fornito un contributo fondamentale alla realizzazione dei tiranti per il consolidamento di una corsia di scorrimento per i mezzi pesanti. Impressionante la velocità di esecuzione: 300 m di barre messe in opera in un solo turno di lavoro

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l lido di Jesolo, il terreno ha fame di fondazioni speciali. Le residenze sono sempre più richieste, in questa vasta oasi di natura e turismo, e i nuovi progetti fioriscono, al limitare della Laguna veneta, seguendo caratteristiche e interventi in cantiere di alto livello. Per la realizzazione di una nuova palazzina per abitazio-

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ni di pregio, sviluppata su cinque livelli, l’impresa Rodighiero Claudio & C. ha segnato un vero e proprio esordio, con il supporto di un grande protagonista dei servizi di perforazione e fondazione. E a spiegarne le dinamiche è, in prima voce, Andrea Ruggero, sales area manager di Bauer Macchine Italia. “Generalmente, l’impresa Rodighiero non realizza in pri-

ma persona i tiranti - considera Ruggero Nell’occasione di questo progetto residenziale, invece, ha deciso di occuparsi direttamente di questa attività, appoggiandosi all’esperienza e alla capacità tecnica di Bauer Macchine Italia”. Questa richiesta ha indotto la società di Mordano (filiale italiana di Bauer Maschinen GmbH) a predisporre un pacchetto completo di

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Rossano Gorza e Andrea Ruggero

fornitura che ha compreso una macchina Klemm modello KR801-3GK, un impianto di iniezione Bauer MAT IPC100E e naturalmente la capacità di Rossano Gorza, trainer operatore con una lunga esperienza nei più grandi cantieri in America del Nord, Europa e Italia, in grado di lavorare in modo sapiente per i piccoli come per i grandi diametri. Il tecnologo ha quindi

seguito l’avviamento, in training, e ha offerto un importante supporto per l’intera durata del cantiere. “Il lavoro ha previsto una fondazione standard con sbancamento e realizzazione delle fondazioni comuni (quindi senza pali) - continua Ruggero - Nella zona laterale del cantiere, è stata predisposta una corsia di scorrimento e di passag-

gio dei mezzi pesanti, che ha richiesto il consolidamento eseguito con i tiranti. Il cliente ha quindi realizzato una berlinese di micropali d’acciaio rotoinfissi, mentre per il consolidamento si è proceduto allo sbancamento per circa 4,5 m dal piano di campagna, e sono stati realizzati i tiranti con barre autoperforanti, inclinati di 45°, con profondità variabile tra i 10 e i 13 m.

Klemm KR801-3GK, la scheda tecnica Motore Potenza motore Sistema idraulico Pompe primarie Pressione massima di esercizio Capacità serbatoio idraulico Mast Lunghezza totale mast Forza di tiro/spinta Velocità di tiro/spinta Velocità di tiro/spinta rapida Sottocarro Forza di trazione cingoli Velocità Pressione al suolo Dimensioni di trasporto Peso Martello idraulico Coppia massima Apertura morse Forza di serraggio Coppia di svitamento

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CAT C4.4 Acert EEC Stage 4 Tier 4f 117 kW con sistema di efficientamento EEP con sistema load sensing 350 bar 550 l modello 305 con corsa massima di 2.500 mm 5.120 mm 30 kN 18,6 m/min 42 m/min oscillante 100 kN 1,6 km/h 6,7 N/cm2 7.480 x 2.200 x 2.480 mm circa 11 t KD 1011 con motori ad alta pressione 11 kNm 30-152 mm 125 kN 43 kNm

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Nello specifico sono state utilizzate barre Ischebeck Titan 40-16, cioè autoperforanti da 40 mm di diametro. La scelta delle barre autoperforanti è stata decisa in quanto si richiedeva un’elevata velocità di esecuzione. Inoltre si tratta di una metodologia sempre più utilizzata in tutto il nord Italia”. Una scelta che ha indubbiamente pagato in termini di tempistica. Il cantiere è stato complessivamente molto veloce, con numeri a dir poco impressionanti: 300 m di barre eseguiti in un solo turno di lavoro”. Notevoli le peculiarità tecniche che distinguono la Klemm KR801-3GK utilizzata a Jesolo. “Il suffisso 3G indica una motorizzazione in linea con le ultime normative relative alle emissioni inquinanti, mentre la K sottolinea il cinematismo di cui è dotata la macchina e che rappresenta la vera peculiarità di questa perforatrice - precisa l’ingegner Ruggero - Si tratta infatti del cinematismo Klemm con doppio snodo dedicato a posizionamenti particolari quali, ad esempio, perforazioni sotto

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cingolo, perforazioni laterali a più di 3 m fuori cingolo”. Inoltre, Klemm ha progettato una macchina leggera e compatta, caratteristica che ne agevola l’utilizzo in molteplici cantieri, anche di logistica particolarmente complessa. “Questa macchina è pensata per le lavorazioni meno usuali, come la necessità di operare sotto-macchina, una peculiarità molto interessante per chi deve fare consolidamenti nell’ambito dei moli portuali - conferma l’area manager di Bauer Macchine Italia - Senza questa specifica caratteristica, infatti, si renderebbe necessario lavorare da una piattaforma sospesa o da un pontone, con un evidente impatto economico, con tempi di scavo più lunghi, peggiorativi in termini di resa e con meno stabilità dell’attrezzatura. Invece la nostra Klemm consente di operare sotto il livello dei cingoli frontalmente e lateralmente con il mast orizzontale. Inoltre permette un’elevazione molto estesa, consentendo di lavorare in orizzontale a una quota di quasi 5 m di altezza dal piano di campagna. In

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pratica è possibile usarla per fare barre in ogni posizione”. Per assicurare questa grande versatilità operativa, la KR8013GK ha un’antenna alleggerita a tutto vantaggio dello sbraccio, ma mantiene una delle caratteristiche peculiari tipiche delle macchine Klemm: l’assenza di stabilizzatori in quanto in perfetto bilanciamento. “A livello prestazionale, permette di usare barre autoperforanti fino a 2,5 m di lunghezza, con diametri, in relazione alla tipologia di terreno, fino a 114 mm rileva Ruggero - Ma il meglio di sé lo dà con barre medio-piccole, cioè dai 70 mm in giù. Monta comunque un martello im-

portante del modello KD1011, che assicura una coppia di 1.000 kNm e una massa battente di 11 kg per la rotopercussione“. Negli ultimi due anni il parco noleggio di Bauer Macchine Italia si è arricchito di molteplici macchine Klemm. Oltre la KR801-3GK protagonista di questo intervento, la società di Mordano mette a disposizione una KR702-2R con centralina separata, una perforatrice per ambienti confinati; un’altra macchina con motore a bordo, che risponde al modello KR9093G, e anche una Klemm KR805-1W da geotermia, cioè per la perforazione verticale profonda, con sistema doppia testa e morsa tripla. Una flotta decisamente completa, che permette di coprire quasi tutte le applicazioni normalmente richieste dal mercato italiano per questa tipologia di macchina. E se non bastasse, per i clienti che utilizzano barre autoperforanti, Bauer Macchine Italia si è inoltre attrezzata con gli impianti di miscelazione e iniezione Bauer MAT. In questo specifico cantiere, alla Klemm KR801-3GK è stato abbinato, come già menzionato, un impianto elettrico Bauer MAT IPC100E, dotato di un iniettore verticale che permette di raggiungere fino a 100 bar di pressione e fino a 100 l/min di alimentazione boiacca.

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Fondazioni Speciali | Keller Special Foundations

Soluzione multi-tecnica Il Cairns Convention Center, in Australia, sta affrontando un’importante espansione da 180 milioni di dollari. In campo, la gamma completa di metodologie geotecniche più efficaci. Comandante in capo, il Project Manager Benn Zabawa

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l Cairns Convention Center di Cairns, nel Queensland australiano, è coinvolto oggi in un progetto di ampliamento da 180 milioni di dollari. E proprio Keller Australia sta rivelando, in questo stesso progetto, la formidabile gamma di tecnologie geotecniche in ausilio ai lavori che riguardano la famosa struttura congressuale ed espositiva della città nord-tropicale. Votato due volte come il miglior centro congressi del mondo, il Cairns Convention Center estenderà i propri spazi di ulteriori 10.000 metri quadrati, includendo uno splendido spazio di ritrovo tropicale, un’area per conferenze plenarie, sale riunioni, ulteriori spazi espositivi, strutture per ricevimenti e altro ancora. Si tratta del secondo programma di espansione avviato nei 25 anni di vita pubblica del Centro e questa seconda espansione strutturale sarà completata nel corso del 2022. Keller è stata scelta dall’appaltatore generale del progetto, Lendlease, per progettare e costruire le opere di fondazione. “Le condizioni del terreno a Cairns, con circa 10 m di argilla marina estremamente soffice e limosa su sabbie dense e argilla rigida, sono perfette per i pali Franki a base allargata; e la nostra è una delle sole due aziende in Australia che possono adottare questa applicazione - dichiara Benn Zabawa, responsabile Keller in cantiere - Valutare l’ingegnerizzazione di un progetto, combinando diverse tecniche e ottimizzando il layout delle palificazioni nel modo più efficiente, è un’eccellenza Keller che in questo caso è stata messa in campo nel modo più irreprensibile”. Oltre ai pali Franki da 450 mm progettati per supportare le singole colonne della nuova struttura, il progetto di fondazione include anche pali CFA da 900 mm per i carichi elevati. Al mix si aggiungono pali trivellati da 400 mm e micropali da 150 mm, entrambi per aree in cui l’altezza libera è limitata a causa dell’edificio preesistente. Keller ha iniziato i lavori nell’ottobre del 2020; in seguito, il cronoprogramma è stato posticipato all’inizio del 2021, a causa delle condizioni meteorologiche estremamente avverse, con l’avvento addirittura di alcuni cicloni. Una delle sfide più notevoli era rappresentata dall’operatività combinata, in sicurezza, dei due carri di perforazione

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Franki, della macchina per la perforazione in CFA, di quella dedicata alle palancole, di un’altra prescelta per palancole infisse a bassa profondità, oltre alla gestione dei materiali da stoccare in un edificio multilivello con un solo punto di accesso, vicino alla costruzione già esistente. Il programma delle fondazioni si è concluso all’inizio di maggio e, nonostante le sfide presentate dagli inconvenienti meteorologici e da un sito complesso, Benn si può considerare soddisfatto della qualità del lavoro e della capacità della squadra Keller di mettere in sequenza diverse tecniche, in modo sicuro, per massimizzare la produttività in uno dei cantieri più prestigiosi d’Australia.

Multi-technique solution for Cairns landmark Cairns Convention Centre is undergoing a major A$180 million expansion – with Keller Australia showcasing its range of geotechnical techniques to help the project get off the ground. We caught up with Project Manager Benn Zabawa to find out more. Twice voted the world’s best congress centre, Cairns Convention Centre is undergoing a significant refurbishment and 10,000 m2 expansion, set to include a stunning tropically planted forecourt, plenary lecture space, meeting rooms, exhibition space, banqueting facility and more. This is the second expansion in the centre’s 25-year history and is scheduled for completion in this year 2022. Based on a competitive price and its technical experience, Keller was chosen by general contractor Lendlease to design and construct the foundation works. “The ground conditions in Cairns, with around 10 m of extremely soft, silty marine clay over dense sands and stiff clay, is perfect for enlarged base Franki piles – and we’re one of only two companies in Australia that

can do them,” says Benn Zabawa, Project Manager. Keller’s unmatched breadth of expertise means it can value engineer a project by combining different techniques and optimising pile layout to create efficiencies. So, alongside the 450mm Franki piles designed to support the proposed structure’s individual columns, the scope also includes 900 mm continuous flight auger (CFA) piles for the high loads. Added to the mix are 400 mm driven tube piles and 150 mm micropiles – both for areas where there’s limited headroom due to the existing building. Rounding out the design is 100 linear metres of sheet piling for retention of the lift cores. Keller started on site in October 2020, installing the steel tube piles, before the project hit delays. The schedule was pushed back to early 2021, by which time the crew had to work around extreme wet weather and even cyclones. One of the biggest challenges was safely coordinating the two Franki rigs, CFA rig, sheet piling plant, low headroom piling rigs and materials on a multilevel site

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with only one access point, close to the existing building. However, the crew was able to benefit from some Keller research and development innovation. Franki rigs are normally ‘walking’ machinery, but Keller’s plant experts had converted this rig to use caterpillar tracks, enabling it to move around much quicker. Things were made more complex due to existing stone columns and metre-thick stabilised sand in various locations across the site – both due to past projects. “We really had no idea how big the columns were or how well compacted, so we used a mini pre-drill rig to help get through,” says Benn. The project wrapped up in early May, and despite the challenges presented by weather delays and a complex site, Benn was pleased with the quality of the work and the crew’s ability to sequence several techniques safely to maximise production. “Keller has again demonstrated that we have the expertise to design and deliver a range of solutions for some of the country’s most important construction projects.”

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Fondazioni Speciali | Mait Special Foundations

In mezzo al Fiume Insediata su una piattaforma galleggiante ancorata al fondale, la grande HR 180 ha realizzato la pietra d’angolo, con 19 pali a 70 metri di profondità, per sostenere il nuovo ponte sul Po di Toto Costruzioni Generali, in provincia di Mantova

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giorni frenetici di attesa per una ripresa possibile delle nostre vite ci hanno fatto dimenticare che i ponti del futuro, intanto, crescevano. Uno di questi ponti, nella sua forma tangibile e straordinaria, è quello che collegherà, nei prossimi mesi, i comuni di Bagnolo San Vito e San Benedetto Po, in provincia di Mantova. Un’opera complessa e assolutamente moderna

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che andrà a sostituire il vecchio viadotto sulla strada provinciale 413, dipanando la propria luce architettonica per 329 metri di lunghezza, con 5.000 tonnellate di acciaio corten che disegnano due archi di 35 e 30 metri di altezza, sull’orizzonte della pianura che abbraccia il grande fiume d’Italia (complessivamente, il viadotto si estende per una lunghezza di circa 613 m,

in attraversamento della sponda idraulica sinistra, nel comune di Bagnolo San Vito, e successivamente del Comune di San Benedetto Po, sulla sponda destra). Un’infrastruttura di elevato standard ingegneristico, progettata e realizzata da Toto Costruzioni Generali a fronte di un investimento di quasi 34 milioni di euro da parte della Regione Lombardia, con la

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Provincia di Mantova come stazione appaltante. Sul ponte continuerà a correre la strada provinciale, che sarà affiancata in entrambi i sensi di marcia da piste ciclopedonali laterali. Attualmente, i lavori sono in una fase decisiva di ridefinizione delle fasi conclusive, con i tempi residui dedicati all’abbattimento del vecchio ponte e all’integrazione definitiva della parte in alveo del nuovo viadotto con la parte in golena che rimane ancora da realizzare. Vogliamo ricordare, in attesa delle ultime tappe di costruzione del nuovo ponte, gli inizi, ovvero le fondamenta realizzate per sostenere questa infrastruttura fondamentale nel sistema delle nuove comunicazioni viarie del territorio lombardo. Era il 21 maggio 2018, quando le perforatrici diedero inizio all’infissione dei pali di fondazione, dopo la prova di collaudo dinamico Case (eseguita secondo la norma ASTM D4945, fra quelle previste nel D.M. del 14 gennaio 2008), utile a testare la portanza e la qualità di esecuzione dei manufatti a sostegno del nuovo ponte sul Po. La prova fu eseguita allo scopo di determinare la portata assiale dei pali di fondazione mediante la conoscenza di forza e velocità indotte da una sollecitazione di tipo impulsivo. La prova con-

Un adattamento esemplare Il modello di perforatrice HR 180 è uno dei best seller Mait, in ragione della grande versatilità e di una spiccata capacità di adattamento a molte applicazioni. Tra le più richieste, la perforazione con eliche e buckets, l’esecuzione di pali incamiciati direttamente con rotary o con morsa giracolonne, le perforazioni a elica continua (CFA), i diaframmi e la perforazione con doppia testa. L’HR 180 è disponibile in due versioni, denominate HR 180 CP (versione standard, equipaggiata con un cilindro di tiro-spinta che esercita la sua forza sulla rotary - in grado di lavorare con una corsa di 5.100 mm (17 ft) circa - principalmente impiegata per l’esecuzione di grandi diametri. L’HR 180 CP ha un’articolazione a parallelogramma che le permette una notevole mobilità. La versione HR 180 THD – disponibile su richiesta - implementa il sistema THD che muove la rotary per mezzo di un argano; questo permette alla rotary di ottenere una corsa maggiore lungo la torre, di 10 m (33 ft) circa. La versione THD è molto utile per inserire ed estrarre tubi-forma direttamente con la rotary, a incremento della produttività giornaliera.

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siste nel sollecitare il palo con una forza assiale, generata da una massa in caduta libera, rilevando l’andamento della deformazione e dell’accelerazione indotta alla testa del palo. Sul palo oggetto della prova - elemento integrante della fondazione della spalla 1 (lato Bagnolo San Vito) - fu installato un maglio d’acciaio di 9 tonnellate, sollevato in sequenza e lasciato cadere sulla testa del palo. Il rilievo della deformazione e della velocità di propagazione dell’onda di compressione fu misurato con l’impiego di due coppie di sensori (estensimetri e accelerometri), insediati lungo l’asta del palo, a una distanza dalla testa-palo circa 1,5 volte il diametro del palo stesso. L’elaborazione dei risultati confermò l’esito ampiamente positivo della prova di collaudo, rilevando definitivamente la correttezza dei parametri assunti in fase di progettazione e confermando la qualità esecutiva dell’opera. A seguito del successo della prova, di diede inizio alla realizzazione vera e propria dei pali di fondazione in calcestruzzo per ancorare al suolo le spalle e le pile, provvisorie e definitive, su cui verranno adagiate le nuove campate del ponte. In piena estate, sempre nel 2018, le operazioni di montaggio della grande perforatrice Mait HR 180, deputata a realizzare i pali di fondazione nell’alveo del Po, continuano a ritmo febbrile. Nel cantiere Toto

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Costruzioni, dopo la fase preliminare di allestimento, la HR 180 - con le squadre di Vitello Group, l’impresa agrigentina incaricata dei lavori di fondazione - verrà portata in mezzo al fiume con un pontone speciale da 900 metri quadrati. Su questo cantiere galleggiante, la perforatrice ha realizzato i 19 pali (da 1.500 mm) che oggi costituiscono la base dei nuovi piloni, sia per la struttura definitiva (14 pali) che per quella provvisoria (5 pali). I pali arrivano fino a 70 metri di profondità e per la fornitura del calcestruzzo nel cantiere in mezzo all’alveo, è stata costruita una stazione di pompaggio sulla sponda sinistra del fiume, nell’area di Bagnolo

San Vito. La stazione fungeva da approdo per le betoniere e alimentava una condotta a pressione, alloggiata sul marciapiede del vecchio ponte. La grande piattaforma da 900 metri quadrati - dotata di stabilizzatori idraulici

estensibili per insediare la struttura ai fondali - ha costituito la pietra d’angolo per assicurare l’estrema precisione della HR 180 nell’esecuzione dei pali, considerando anche i picchi di flusso della corrente del fiume.

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In the Middle River The hectic days of waiting for a possible resumption of our lives made us forget that the bridges of the future, meanwhile, were growing. One of these bridges, in its tangible and extraordinary form, is the one that will connect, in the coming months, the municipalities of Bagnolo San Vito and San Benedetto Po, in the province of Mantua. A complex and absolutely modern work that will replace the old viaduct on provincial road 413, unraveling its architectural light for 329 meters in length, with 5,000 tons of corten steel that draw two arches of 35 and 30 meters high, on the horizon of the plain that embraces the great river of Italy (overall, the viaduct extends for a length of about 613 m, crossing the left bank, in the municipality of Bagnolo San Vito, and subsequently of the Municipality of San Benedetto Po, on the right bank). An infrastructure of high engineering standards, designed and built by Toto Costruzioni Generali for an investment of almost 34 million euros by the Lombardy Region, with the Province of Mantua as the contracting station. The provincial road will continue to run on the bridge, which will be flanked in both directions by side cycle and pedestrian paths. Currently, the works are in a decisive phase of redefinition of the final phases, with the remaining time dedicated to the demolition of the old bridge and the definitive integration of the part in the bed of the new viaduct with the part in the floodplain that still remains to be built. We want to remember, while awaiting the last stages of construction of the new bridge, the beginnings, or rather the foundations built to support this fundamental infrastructure in the system of new road communications in the Lombardy region. It was 21 May 2018, when the drill rigs began driving the foundation piles, after the Case dynamic test test (performed according to the ASTM D4945 stand-

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ard, among those provided for in the Ministerial Decree of 14 January 2008), useful for testing the lift. and the quality of execution of the structures supporting the new bridge over the Po. The test was carried out in order to determine the axial capacity of the foundation piles through the knowledge of force and speed induced by an impulsive stress. The test consists in soliciting the pole with an axial force, generated by a mass in free fall, detecting the trend of the deformation and acceleration induced at the top of the pole. On the pole under test - an integral element of the foundation of shoulder 1 (Bagnolo San Vito side) - a 9-ton steel mallet was installed, lifted in sequence and dropped onto the head of the pole. The detection of the deformation and of the propagation speed of the compression wave was measured with the use of two pairs of sensors (strain gauges and accelerometers), installed along the pole of the pole, at a distance of about 1.5 from the pole top. times the diameter of the pole itself. The processing of the results confirmed the largely positive outcome of the acceptance test, definitively noting the correctness of the parameters assumed in the design phase and confirming the executive quality of the work. Following the success of the test, the actual construction of the concrete foundation piles began to anchor the abutments and the temporary and definitive piers to the ground, on which the new bridge spans will be laid. In the height of summer, again in 2018, the assembly operations of the large Mait HR 180 drilling rig, responsible for building the foundation piles in the riverbed of the Po, continue at a feverish pace. In the Toto Costruzioni shipyard, after the preliminary stage of outfitting, the HR 180 - with the teams of Vitello Group, the company from Agrigento in charge of the foundation works - will be taken to the middle of the river with a spe-

cial 900 square meter pontoon. On this floating site, the drilling rig built the 19 piles (1,500 mm) that today form the basis of the new pylons, both for the final structure (14 piles) and for the provisional one (5 piles). The piles reach up to 70 meters deep and for the supply of concrete in the construction site in the middle of the riverbed, a pumping station was built on the left bank of the river, in the Bagnolo San Vito area. The station served as a landing place for the concrete mixers and fed a pressure pipeline, housed on the sidewalk of the old bridge. The large 900 square meter platform - equipped with extendable hydraulic stabilizers to install the structure to the seabed - formed the cornerstone to ensure the extreme precision of the HR 180 in the execution of the poles, also considering the peaks of current flow. of the river. The HR 180 drilling rig model is one of Mait’s best sellers, due to its great versatility and remarkable adaptability. Among the most requested, drilling with propellers and buckets, the execution of jacketed poles directly with rotary or column turning vice, continuous helix drilling (CFA), diaphragms and drilling with double head. The HR 180 is available in two versions, called HR 180 CP (standard version, equipped with a push-pull cylinder that exerts its force on the rotary - capable of working with a stroke of approximately 5,100 mm (17 ft) - mainly used for the execution of large diameters. The HR 180 CP has a parallelogram articulation which allows it a considerable mobility. The HR 180 THD version - available on request - implements the THD system which moves the rotary by means of a winch; this allows the rotary to obtain a greater stroke along the tower, approximately 10 m (33 ft). The THD version is very useful for inserting and extracting mold tubes directly with the rotary, increasing daily productivity.

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Fondazioni Speciali | Trevi Special Foundations

Innovazione LBE per il grattacielo Si chiama Load Bearing Elements e ha costituito la scelta esecutiva vincente per l efondazioni della nuova torre alla South Station di Boston. Una tecnologia preferenziale per le considerazioni strutturali di supporto del carico, valenza costruttiva ed economicità

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T

ra settembre 2021 e febbraio 2022, Treviicos, filiale americana del Gruppo Trevi, ha avuto un ruolo da protagonista tecnologico nella realizzazione delle opere di fondazione per il nuovo grattacielo della South Station di Boston. Si tratta di un edificio di 51 piani destinato sia ad uso direzionale (uffici) che residenziale che dominerà tutta l’area circostante. Il progetto fa parte del più ampio intervento del “South Station Air Rights Project”, che include altri aggiornamenti e miglioramenti dello storico South Station Transportation Center, il più grande snodo di transito di Boston. La selezione di un sistema di fondazione LBE (Load Bearing Elements) per la nuova torre è stata considerata la più appropriata sulla base di considerazioni strutturali circa supporto del carico, valenza costruttiva ed economicità. La nuova torre sarà supportata da otto super colonne che a loro volta saranno supportate da una serie continua di elementi di fondazione di 0,91 metri di spessore e oltre 36 metri di profondità nel substrato roccioso. Per la realizzazione dei 46 elementi portanti, Treviicos ha utilizzato per gli scavi una combinazione di benna meccanica e idrofresa SC-135 di Soilmec . La geologia dell’area comprende riempimento misto, depositi organici, depositi marini, depositi glaciali (Glacial Till, Glaciomarine, Glaciofluvial) e substrato roccioso. Quest’ultimo è stato classificato come Cambridge Argillite, caratterizzata da una resistenza alla compressione media e massima di 4.034 psi (ca. 28 Mpa) e 5.485 psi (ca. 38 Mpa) rispettivamente. In questo contesto, la benna veniva tipicamente utilizzata per scavare i terreni di copertura fino alla sommità della roccia e la fresa per scavare il substrato fino alla profondità di progetto.

Sintesi di un intervento esemplare Perché l’intervento di Treviicos risulta così innovativo? Questi gli elementi fondamentali di un progetto inedito e all’avanguardia: • Spazi di lavoro molto limitati tra la storica sede centrale della stazione di South Station e le linee ferroviarie Amtrak e MBTA; • Scavo del substrato roccioso con fresa fino ad una lunghezza di 32 metri circa; • Installazione di LBE attraverso il tunnel di servizio del personale operativo; • Insediamento di colonne strutturali W14 all’interno di gabbie di armatura; • Verifiche tramite cross-hole logging eseguita su LBE per valutare la qualità del calcestruzzo e verificare che non esistano anomalie che potrebbero influenzare la capacità di carico delle fondazioni.

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L’utilizzo di fango polimerico per il supporto dello scavo dei setti LBE si è dimostrato appropriato per garantire la stabilità delle pareti durante tutto il processo di installazione, dallo scavo al getto del calcestruzzo tramite sistema di funi “tremie”. Tutta la sospensione polimerica è stata lavorata attraverso un impianto di dissabbiamento in loco per rimuovere terreno e detriti di roccia dal fango, accoppiato ad una centrifuga per un’ulteriore separazione dei solidi. Le LBE avevano una profondità media del calcestruzzo superiore ai 36 metri e richiedevano un incastro nel substrato fino ad una lunghezza di 31 metri circa. L’area totale delle LBE in cemento armato è stata di circa 48.000 metri quadrati, che include un volume totale di cemento armato di 5.800 metri cubi e 350 tonnellate di acciaio per armature. Inoltre, 12 delle 46 LBE includevano coppie di colonne strutturali per i collegamenti alla fondazione della base della torre fuori terra. Altri 3 LBE sono stati costruiti per le fondazioni di due gru a torre. Tutte le colonne strutturali e di rinforzo in acciaio sono state assemblate in un sito esterno al cantiere e poi consegnate secondo il programma di installazione. Il progetto prevedeva inoltre rigorose procedure di controllo della qualità, compreso il Cross-Hole Logging (CSL), utilizzato per la prima volta in assoluto nell’area di Boston, per valutare la qualità del calcestruzzo e verificare che non esistessero anomalie che potessero influire sulla capacità portante delle LBE. Tutti i test CSL sono stati eseguiti da una società di servizi di ingegneria geotecnica e tutti i risultati dei test hanno soddisfatto i requisiti delle specifiche tecniche.

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Fondazioni Speciali | PNRR/Infrastrutture Ferroviarie Special Foundations

La Circonvallazione ferroviaria di Trento È la prima opera finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) su cui è stato avviato il procedimento di dibattito pubblico. L’intervento, denominato Lotto Terzo, è parte del più ampio progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza-Verona, strategica per il completamento del corridoio Scandinavo-Mediterraneo

L’

intervento di quadruplicamento della linea Fortezza-Verona costituisce un’opera fondamentale per lo sviluppo del traffico ferroviario di trasporto delle merci nel Nord-Est e rientra nelle infrastrutture complementari per l’accesso da sud alla nuova Galleria di Base del Brennero in costruzione - inalizzato al potenziamento del Core Corridor europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo. La Circonvallazione di Trento si muove in questa direzione, grazie all’incremento di capacità del corridoio e alla canalizzazione dei flussi, che porterà il massimo beneficio al territorio. Il progetto del lotto 3a fornisce un’ulteriore opportunità, configurandosi come opera propedeutica ad altri importanti interventi infrastrutturali programmati nell’ambito del Comune di Trento: il progetto “NorduS”, che prevede il raddoppio della linea Trento-Malè fino al nuovo ospedale, e quello dell’interramento della linea ferroviaria esistente nel tratto del centro urbano e della stazione di Trento, nell’ottica di un coordinamento di interventi mirati alla riqualificazione urbana della città di Trento e alla massimizzazione del servizio di trasporto. Il Progetto quindi, inserito in uno scenario più ampio di interventi per la riqualificazione urbana e la mobilità sostenibile del territorio, contribuirà alla realizzazione di “Trento: città del futuro” con l’obiettivo di restituire alla comunità locale una città più intermodale, attrattiva e fruibile.

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Il progetto generale L’opera della Circonvallazione di Trento è caratterizzata da una galleria a doppia canna di circa 11 km e da tutti gli interventi necessari al collegamento dei nuovi binari con la linea esistente, tra cui due tratti in variante per l’inserimento dei necessari deviatoi a nord e a sud di Trento. Il tracciato della Circonvallazione di Trento ha origine in località Acquaviva, nel comune di Trento, e si sviluppa in corrispondenza della sede attuale della ferrovia per circa 400 metri per poi proseguire in galleria. L’imbocco della galleria sud avviene grazie ad una galleria artificiale realizzata all’aperto in cemento armato da cui avrà inizio la nuova galleria naturale ferroviaria, la galleria Trento, che si sviluppa a doppia canna per circa 11 km. Al termine della galleria naturale, il tracciato riemerge in superficie per mezzo di una galleria artificiale in zona Scalo Filzi. L’intervento si conclude con un tratto in affiancamento all’attuale linea per concludersi a sud della località Roncafort. La linea storica Verona-Brennero è oggetto di variante in due tratti. A sud, in località Acquaviva, la linea storica viene traslata verso l’Adige per consentire l’inserimento della nuova coppia di binari della Circonvallazione. La variante si sviluppa per circa 1.500 m in affiancamento alla sede attuale. Anche nel tratto a nord, oltre lo scalo Filzi, la linea è oggetto di variante per creare lo spazio per l’inserimento del-

la nuova coppia di binari della Circonvallazione di Trento. Per ridurre i tempi di esecuzione per lo scavo della galleria verranno utilizzate quattro TBM (Tunnel Boring Machine) in contemporanea. Lungo il tracciato all’aperto saranno installati circa 3,1 km di barriere antirumore che consentiranno di abbattere entro i limiti normativi i livelli sonori prodotti dall’esercizio ferroviario. La realizzazione della Circonvallazione di Trento avrà una durata di circa tre anni e mezzo – di cui due saranno necessari per la realizzazione delle opere in sotterraneo (Galleria Trento) – con un investimento pari a 960 milioni di euro di cui 930 milioni derivanti dai fondi europei del PNRR. Il lotto costruttivo si compone di numerose opere civili, la nuova linea si svilupperà dalla località di Besenello, fino alla città di Trento per un’estensione di ca.13 km. Gran parte del tracciato si svilupperà in galleria naturale, la galleria Trento, che rappresenta l’opera civile più importante del progetto e che avrà una lunghezza di circa 10,6 km. Lo scavo verrà realizzato utilizzando quattro TBM (Tunnel Boring Machine) in contemporanea, così da ridurre i tempi di esecuzione.

Un’opera in tunnellling La realizzazione avrà una durata di circa tre anni, e due di questi saranno necessari per la realizzazione delle opere in

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sotterraneo relative alla Galleria Trento. L’intervento, che inizia in prossimità del cavalcaferrovia della SS12 in località Acquaviva, al Km 84.287 della linea esistente, prevede per un chilometro circa l’allargamento della sede ferroviaria al fine di creare lo spazio necessario ad ospitare la nuova coppia di binari della Circonvallazione. Le due linee procedono parallele fino a biforcarsi in prossimità dell’imbocco della galleria Trento. La Trincea Sud (TR01) si estende in località Acquaviva in affiancamento alla linea storica; viste le modeste profondità di scavo e la presenza di terreni con caratteristiche meccaniche accettabili (ghiaie e sabbie) non è prevista alcuna opera di sostegno. Le pareti dello scavo dovranno

essere riprofilate con una pendenza (circa 30°) tale da consentire la stabilità dei fronti di scavo. La trincea presenta una larghezza idonea ad ospitare, negli ultimi 400 m, il FFP (Punto antincendio) a servizio dell’imbocco lato Nord della galleria naturale Trento. Negli ultimi 100 m della TR01 è previsto un ulteriore allargamento di 4 m per realizzare la viabilità per l’accesso del mezzo bimodale in galleria. Al km 0+650 circa, ha inizio il tratto di trincea profonda (TR02) sostenuta da paratie di diaframmi a sbalzo (diaframma esterno e fodera interna in calcestruzzo). Per l’esecuzione dello scavo è prevista l’installazione di puntoni metallici provvisori che saranno poi rimossi una volta realizzata la fodera interna. È inoltre pre-

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vista l’esecuzione di un tappo di fondo in jet-grouting per la stabilizzazione del fondo scavo. Nel tratto iniziale della trincea, in continuità con l’opera TR01, è necessario un allargamento di 4 m per consentire l’ingresso del mezzo bimodale in galleria. La galleria artificiale in località Acquaviva (GA01) - nell’area compresa tra il fiume Adige e la strada Statale 12 - sarà l’imbocco sud dal quale partiranno le due TBM in direzione nord. La galleria è costituita da un unico manufatto scatolare interrato, realizzato con opere di sostegno e scavi di sbancamento all’aperto, in cui i binari si divaricano gradualmente per raggiungere la distanza necessaria al montaggio e partenza delle due frese (TBM) per lo scavo del successivo tratto di galleria naturale.

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All’interno della galleria artificiale i binari sono divisi da un setto in c.a. per creare una separazione di sicurezza dei fumi in caso di incendio. Un tratto della galleria artificiale verrà realizzato per fasi al fine di limitare l’interferenza con la Statale 12 che verrà, allo scopo, temporaneamente deviata. In quest’area è collocato il cantiere di supporto allo scavo delle gallerie naturali. Il manufatto verrà mantenuto in parte scoperto, tranne il tratto interferente con la Statale 12, finché le due gallerie naturali non saranno completate. La galleria naturale a doppia canna (GN01) è l’opera più importante ed impegnativa. Per la sicurezza dei passeggeri, vista la lunghezza del tracciato in sotterraneo, i binari vengono separati in due distinte gallerie che corrono parallele a distanza di circa 40 metri. Solo nei tratti di estremità i due binari si riavvicinano per confluire nei manufatti di transizione dal semplice al doppio binario. Le gallerie saranno realizzate con le quattro TBM. Per la galleria a doppia canna sono state valutate diverse tipologie di TBM, individuando quella ritenuta più valida in base alle risultanze delle fasi conoscitiva e di diagnosi. La scelta della tipologia di TBM si è orientata in questa fase di progettazione sull’impiego di una TBM monoscudata, equipaggiata con un sistema “dual- mode”, che permette

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di condurre lo scavo sia in condizioni di fronte instabile (in modalità “chiusa” EPB -Earth Pressure Balance), sia nelle formazioni rocciose in condizioni di fronte stabile (in modalità “aperta”). È previsto poi lo scavo in tradizionale per tutte le opere accessorie previste lungo il tracciato quali collegamenti trasversali e nicchie tecnologiche. Secondo lo standard di RFI, per scavo meccanizzato, la sezione di intradosso corrispondente a una sagoma di treno Gabarit C (P.M.O.5) e velocità massima di 200 km/h è circolare di raggio 4,2 m. l profilo di intradosso della galleria Trento è uguale a quello adottato per le gallerie di linea del progetto del lotto 1. Sebbene la velocità massima di tracciato della galleria Trento non supera 200Km/h, il raggio interno di 4.20m è coerente con la sezione di manuale di progettazione di RFI prevista per velocità superiori a 200 fino a 250Km/h. Come nel Lotto 1, la maggiore ampiezza è dettata dalla necessità di installare in futuro la trazione elettrica a 25 kV. Per la sicurezza dei passeggeri le gallerie saranno collegate ogni 500 m da “bypass” che permetteranno il transito dei passeggeri dalla banchina di una galleria all’altra in caso di incidente e incendio lungo linea. Nei by-pass saranno, inoltre, alloggiati alcuni degli apparati tecnologici ed impiantistici.

La due gallerie presentano coperture (distanza tra arco di calotta e la superficie del territorio) prevalentemente comprese tra 100 e 150 m. In un tratto limitato aumentano fino a un massimo di 230m. Solo in prossimità dell’imbocco, per un tratto lungo circa 200m, le coperture si mantengono basse e comprese tra 6 e 10 m. In questo tratto non sono presenti edifici vicino al tracciato, che possano subire conseguenze per effetto della ridotta profondità degli scavi. L’avvio di due delle quattro TBM è previsto dall’imbocco lato Sud alla progressiva km 0+839,43 b.p., mentre le altre due partiranno dall’imbocco lato Nord alla progressiva 11+319.76 b.p.. La partenza delle due TBM da Sud è prevista all’interno di una galleria artificiale scatolare che è l’opera terminale della trincea di imbocco in località Acquaviva. A tergo della paratia frontale di attacco in naturale verrà realizzato un intervento di consolidamento del terreno da piano campagna, per un’estensione di circa 15 m, propedeutico alla partenza della TBM ed alla stabilità della paratia frontale di attacco in naturale. Il pozzo potrà essere lasciato aperto (ad eccezione del tratto sovrapassato dalla Statale 12) per tutta la durata degli scavi al fine di consentire le attività di cantiere connesse con lo smaltimento dello smarino, l’approvvigionamento in galleria dei conci e di quanto necessario all’avanza-

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mento delle TBM le quali potranno comunque essere rifornite anche dalla TR02 già realizzata come opera anticipata. La scelta dell’organizzazione del cantiere è, comunque, demandata all’appaltatore nella fase di appalto. Anche le due TBM da Nord partiranno all’interno di una galleria artificiale scatolare, per i dettagli della quale si rimanda agli elaborati specialistici di riferimento. Il cantiere delle gallerie verrà installato in località Acquaviva e nello scalo ex Finzi da dove partiranno i mezzi per il trasporto delle terre di scavo e arriveranno i materiali da costruzione per le due gallerie. 2.6.6Galleria artificiale imbocco nord (GA02) Al termine della galleria naturale in prossimità dello scalo Filzi (all’imbocco nord) è prevista la realizzazione di una galleria artificiale (GA02) composta da un manufatto scatolare interrato in c.a.. La Galleria GA02 si estende dalla progressiva 11+319 km alla 11+520 km, per uno sviluppo complessivo di circa 201 m. Le altezze di scavo necessarie per la realizzazione dell’opera variano tra 12,50 e 13 m (solo un breve tratto iniziale raggiunge localmente i 14 m circa). Per la realizzazione dell’opera è previsto il ricorso a paratie di diaframmi di spessore 1,2 m

con lunghezza di 21 m, l’esecuzione di un tappo di fondo con jet-grouting, lo scavo fino alla quota necessaria per la successiva realizzazione della soletta di fondazione (h=1,5 m), delle pareti interne e della soletta superiore dello scatolare, entrambi di spessore di 1,2 m, per la configurazione definitiva. Dove necessario sono stati inseriti puntoni provvisionali e/o definitivi o tiranti, come dettagliato nel seguito. La trincea profonda (TR03) in località scalo Filzi, che nel lotto funzionale A ospita in punto antincendio (FFP) è stata progettata per ospitare nello scenario funzionale B, la stazione provvisoria di Trento durante le lavorazione per l’interramento della stazione attuale. In ragione della profondità di scavo (pari a circa 14 m), della presenza di falda superficiale e di terreni dalle caratteristiche meccaniche modeste e della presenza in testa e in affiancamento dei binari esistenti, è necessario prevedere delle strutture di rigidezza idonea al contenimento della spinta dei terreni, sia durante le fasi costruttive, sia in fase definitiva. La soluzione tipologica adottata prevede la realizzazione di paratie di diaframmi a “T” con puntoni definitivi in calcestruzzo realizzati in testa. A causa della considerevole larghezza dello scavo (30 m circa)

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si rende necessario l’inserimento, in corrispondenza della zona centrale dei due marciapiedi laterali, di opportuni puntelli metallici di supporto (king post) volti a ridurre la lunghezza libera dei puntoni. Tale soluzione risulta compatibile con i futuri lotti funzionali B e C, dal momento che i puntoni potranno essere inglobati nella soletta di calcestruzzo prevista, nel lotto funzionale C, per la copertura della trincea e i king post sostituiti da pilastri con opportune fondazioni. Per la stabilizzazione del fondo scavo è prevista la realizzazione di un tappo di fondo in jet- grouting. Al fine di rendere compatibile la soluzione di progetto della circonvallazione di Trento con il futuro raddoppio della linea Trento Malé, è prevista la realizzazione di un tratto di galleria artificiale (GA03) successivo alla trincea TR03. La soluzione adottata prevede il ricorso a paratie di diaframmi con solettoni di calcestruzzo in testa e fondo scavo. Per la stabilizzazione del fondo scavo è prevista la realizzazione di un tappo di fondo in jet-grouting. Data la limitata disponibilità di spazi nell’area in questione e la necessità di mantenere l’esercizio della linea storica per tutta la durata dei lavori, la realizzazione dei diaframmi è regolata da un’opportuna definizione delle fasi, durante le

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quali il traffico ferroviario viene di volta in volta spostato per creare lo spazio necessario alla cantierizzazione delle opere (diaframmi e sede ferroviaria). Particolare attenzione è stata riservata alla definizione della soluzione tipologica e delle fasi costruttive da prevedere in corrispondenza del cavalcaferrovia esistente in via dei caduti di Nassirya. A tal proposito sono previste iniezioni diffuse di jet-grouting su tutta l’area interessata a partire da una quota di circa 2 m dal piano campagna con l’obbiettivo di salvaguardare spalle e fondazioni del cavalcaferrovia e in generale le opere di superficie. Per la realizzazione dello scatolare che ospiterà il doppio binario della circonvallazione solo in corrispondenza dell’opera stradale esistente (e quindi per un’estensione longitudinale di circa 20 m), si prevede la realizzazione di paratie di micropali multi-puntonate evitando

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così problemi di movimento macchine in presenza di franchi ridotti. Nei tratti di GA03 non interessati dal cavalcaferrovia le opere a sostegno dello scavo per la realizzazione dello scatolare sono diaframmi vincolati da puntoni provvisori. All’uscita dalla galleria artificiale GA03 è previsto un tratto di trincea profonda di risalita per la riconnessione alla linea storica (TR04), dove sono localizzati i marciapiedi per il futuro FFP, che sarà insediato nel Lotto Funzionale C quando la trincea profonda nella zona scalo Filzi (TR03) verrà tombata. La trincea sarà realizzata con paratie di diaframmi puntonati in testa laddove le altezze di scavo sono maggiori. Procedendo verso Nord le altezze di scavo si riducono e di conseguenza si riduce anche il franco tra piano del ferro e intradosso dei puntoni. Per garantire un franco minimo di 6.60 m sono previsti puntoni a telaio che emergo-

no dalla trincea per un’altezza opportuna. Laddove la profondità di scavo si riduce ulteriormente la trincea è sostenuta da paratie a sbalzo. Per la stabilizzazione del fondo scavo è prevista la realizzazione di un tappo di fondo in jet-grouting. Anche in questo caso, come nella precedente GA03, data la limitata disponibilità degli spazi nell’area in questione e la necessità di mantenere l’esercizio della linea storica per tutta la durata dei lavori, la realizzazione dei diaframmi di cui sopra è regolata da un’opportuna definizione delle fasi. L’intervento in progetto si conclude lato Roncafort, con l’allargamento dei rilevati ferroviari (RI02 e RI03) atti ad ospitare la linea storica, la circonvallazione fino al suo ricongiungimento alla storica e la linea Trento-Malè. (Dal Progetto di Cantierizzazione-Relazione Generale di Italferr, Gruppo FSI)

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La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Anno 7 - Maggio/Agosto2021

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pubblicata dal 2015, è l’evoluzione cartacea del portale www.perforare.it, l’unico in Italia specializzato nei settori delle perforazioni verticali, orizzontali e direzionali, il tunnelling, le fondazioni speciali, la geotecnica, la bonifica e il consolidamento dei terreni e l’industria estrattiva.

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Perforazioni | Epiroc Drilling

Nel cuore della Serbia Uno dei principali appaltatori per interventi di carotaggio dello stato balcanico sfida le formazioni geologiche più estreme con i carri di perforazione esplorativa Christensen CS14 e CT20

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eomag DOO, uno dei migliori esperti in perforazione esplorativa dei Balcani, ha passato uno dei suoi anni di attività più laboriosi, per l’impegno di fornire alle principali società minerarie dell’area

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campioni di carotaggio di alta qualità, effettuando perforazioni di grande rilievo nel cuore della Serbia. La chiave del successo conseguito dall’impresa consiste nella sua capacità di affrontare le operazioni di carotaggio di grandi dimensioni

a elevate profondità e in condizioni geologiche estreme. Le condizioni geologiche della miniera di rame di Čukaru Peki, nei pressi di Bor - nella Serbia orientale - non sono esattamente ideali per le attività di perforazione esplorativa. Il terreno è co-

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Ivan Rakić

stituito da formazioni complesse, per lo più andesite e quarzo, miste a vari tipi di argilla e sabbia, attraversate da fratture e faglie. Inoltre il materiale è duro - tra 7 e 9 sulla scala di Mohs - e notoriamente poroso, soprattutto nei fori profondi più di 2.000 m. Questo insieme di condizioni problematiche rende la perforazio-

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ne esplorativa un compito arduo, ma non per Geomag DOO. La società, come abbiamo già detto all’inizio, è uno dei principali appaltatori di carotaggio della regione, e la professionalità avanzata di cui è capace dimostra che le condizioni estreme possono essere superate se ci si avvale delle attrezzature e della tecnologia adeguate. Geomag ha sede a Belgrado, conta circa 80 dipendenti, una flotta di 10 carri di perforazione e un portafoglio costante di attività in tutto il paese. Inoltre annovera tra i suoi clienti alcune delle più grandi società minerarie al mondo come Rio Tinto e ZiJin. Da diversi anni la società utilizza i carri di perforazione esplorativa Christensen CS14 di Epiroc e, più di recente, ha aggiunto alla sua flotta il modello più grande e tecnologicamente avanzato,

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silenzioso e questo fattore che abbiamo notato subito, è una delle prerogative che migliorano l’ambiente di lavoro, insieme a una wireline semplice monitorare. La funzione di avvolgimento dell’argano wireline infatti funziona benissimo, in quanto aiuta a posizionare il cavo stesso in modo uniforme sul tamburo e a limitarne l’usura. Nei progetti di carotaggio con fori poco profondi (fino a 1.000 m), una squadra di perforazione meno esperta è in grado di gestire con facilità e precisione il Chri-

il CT20. Da quando è entrata in funzione nel 2017, questa unità ha lavorato tutto l’anno e sempre nei siti di Čukaru Peki e nella zona di Bor. Ad oggi ha effettuato carotaggi per un totale di circa 30.000 m e attualmente la media è di 50 m al giorno, con tre operatori che ruotano su due turni ogni 24 ore, realizzando fori di assoluto rilievo, in una gamma che va dagli 800 ai 1.400 metri. “Avevamo bisogno di un altro carro di perforazione per fori profondi per progetti futuri e volevamo anche essere più competitivi sul mercato - spiega Ivan Rakić, Executive Director e Project Manager per i programmi di perforazione profonda di Geomag DOO, parlando del nuovo carro CT20 - Ma volevamo soprattutto una macchina che avesse una potenza di estrazione e perforazione tale da poter affrontare le difficili condizioni in cui stiamo lavorando. Un’altra ragione alla base della nostra scelta, va riferita al nostro passato operativo con i carri Epiroc. I nostri operatori sono rimasti sempre impressionati dalla versatilità trasversale dei carri di perforazione Christensen CS14 in ogni contesto operativo. Attualmente abbiamo in flotta cinque carri Christensen CS14 e li utilizziamo sempre. Sono macchine di piccole dimensioni ma robuste e possono svolgere la maggior parte delle attività che ci vengono richieste, dalla perforazione geotecnica ai fori di esplorazione, che possono raggiungere i milleduecento metri di profondità. Il più grande Christensen CT20 può perforare per diametri fino ai nove metri. È molto

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stensen CT20 di Epiroc (l’unità di Geomag è certificata CE, tra l’altro), dato che il sistema di base è molto simile a quello del Christensen CS14. Tuttavia, su progetti con fori profondi (1.500-2.300 m) sono impegnate le squadre di perforazione più esperte. “Un’altra importante motivazione che ci ha convinti a scegliere ancora la tecnologia Epiroc - sottolinea Rakić - riguarda lo stretto rapporto con l’ottimo team di assistenza e manutenzione organizzato dalla stessa Epiroc a Bor”.

A 2.300 metri? Nessun problema Le squadre di Geomag DOO son in grado, in virtù dell’impiego dei modelli Epiroc Christensen, di perforare per tutti i diametri previsti - per moduli PQ, HQ, NQ - e utilizza aste SQ per i tubi di rivestimento. Il foro più profondo realizzato negli anni di attività dell’impresa ha raggiunto una profondità record di 2.300 m. In generale Geomag impiega circa un mese per completare un foro profondo 1.000 metri, compreso il monitoraggio della deviazione (utilizzando una fotocamera Axis ChampGyro), la sostituzione di aste e tubi di rivestimento e la cementazione del foro. I fori più profondi, di circa 2.000 metri, richiedono generalmente circa tre mesi per essere completati.

Deep in the heart of Serbia Geomag DOO, one of the Balkans’ top exploration drilling specialists, has had a busy year providing major mining companies with high quality core samples deep in the heart of Serbia. The key to its success is its ability to tackle large diameter coring at great depths and in extreme geological conditions. The geological conditions at the Čukaru Peki copper mine near Bor in Eastern Serbia, are not exactly ideal for exploration drilling. The ground consists of complex formations, mostly andesite and quartz, mixed with various types of clay and sand, intersected throughout by fractures and faults. Furthermore, the material is hard – between 7 and 9 on the Mohs scale – and notoriously porous, especially in holes more than 2000 m deep. All this makes exploration drilling a daunting task, but not for Geomag DOO. This company, which is one of the region’s top core drilling contractors, is proving that extreme conditions can be overcome with the right equipment and technology. Based in Belgrade, Geomag has some 80 employees, a fleet of 10 drill rigs and operations throughout the country. It also numbers some of the world’s biggest mining companies among its clients such as Rio Tinto and ZiJin. For several years, the company has been using Epiroc Chris-

tensen CS14 exploration drill rigs and more recently has added the larger, more advanced Epiroc Christensen CT20 to its fleet. Since it came on stream in 2017 this unit has been at work all year round and every year in the Čukaru Peki sites and Bor areas. To date it has taken a total of around 30 000 meters of cores and is currently averaging 50 m per day, with three operators rotated on two shifts per 24 hours, and drilling at a hole range of 800-1400 meter. Ivan Rakić, Executive Director and Project Manager for deep-shallow drilling programs, explains why the company uses the Epiroc Christensen CT20. “We needed another deep hole drill rig for future projects and we also wanted to be more competitive on the market - Rakić says - But primarily we wanted a rig that had more than enough pulling and drilling power to be able to tackle the demanding conditions we are working in. Another reason was that the company is impressed with the all-round capabilities of its Epiroc Christensen CS14 rigs. We have five Christensen CS14 rigs and use them all the time. They are small but strong machines and can complete most tasks, from geotechnical drilling to exploration holes up to one thousand two hundred meters deep. The bigger Christensen CT20 will pull nine-meter

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strings. It’s very quiet, which was the first thing we noticed and is good for the working environment, and it’s easy to track the wireline. The winding feature of the wireline winch works great as it helps to place the wire evenly on the drum and reduce wear”. On shallow-hole projects (up to 1.000 m), a less experienced drilling crew can manage just fine and easily operate the Epiroc Christensen CT20 given that the basic system is very similar to that of the Epiroc Christensen CS14. However, on deep-hole projects (1.500-2.300 m) more experienced drilling crews will be deployed. Geomag’s model also has a CE certificate. Another important motivation to stay with Epiroc technology, Rakić says, was its close relationship with the “very good service and maintenance team” set up by Epiroc in Bor. The company drills all diameters – PQ, HQ, NQ – and uses SQ rods for casing. The deepest hole achieved over the years is 2.300 m deep. In general, it takes Geomag approximately one month to complete a 1.000 meter deep hole, including deviation monitoring (using an Axis ChampGyro camera), replacing rods and casings and cementation of the hole. Deeper holes, around 2.000 meters, usually take approximately three months to complete.

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Perforazioni | Ditch Witch Drilling

Campionessa Tuttoterreno Una potenza assoluta. Solo in questo modo si può definire il modello AT32 dell’ultima generazione di perforatrici da roccia, che racchiude prestazioni e forza in un design elegante ed ergonomico

B

ella, forte, e soprattutto innamorata dell’operatore. Una definizione al femminile così estasiata - secondo il giudizio delle prime imprese di settore che hanno optato per l’acquisto - non sembra nemmeno appartenere a una semplice

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macchina da perforazione direzionale. Per meglio dire, al di là dell’umanizzazione dettata dall’entusiasmo, nel caso dell’AT32, ultima creatura poliedrica firmata Ditch Witch, non ci troviamo al cospetto di una perforatrice qualsiasi. Si tratta di una vera campionessa,

a misura di ogni tipologia di terreno (da qui l’acronimo AT, che sta per all terrain). Inoltre, le innovazioni incentrate sull’operatore conferiscono una semplicità funzionale mai vista del sistema e la capacità di portare sempre a termine il lavoro, indipendentemente

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dall’eventualità di ostacoli che si possono incontrare nel sottosuolo. Le 14,5 ton di spinta e tiro forniscono in effetti alla AT32 Ditch Witch tutta la potenza necessaria per un’installazione efficiente su terreni difficili. Il motore diesel Cummins B4.5 Stage V da 115 kW (155 CV) garantisce che tutte le funzioni della macchina operino alla massima potenza. Sotto il profilo dell’ergonomia di manutenzione, l’AT32 è dotata di sportelli di servizio apribili e sollevabili per facilitare l’accessibilità più completa agli apparati della macchina. L’ingombro compatto della AT32, con i suoi 6,5 m di lunghezza, permette agli operatori di manovrare la perforatrice nei cantieri urbani in tutta sicurezza, sia nel trasporto che nella perforazione successiva all’insediamento in loco. Il potente sistema di ancoraggio mantiene la perforatrice saldamente installata al suolo, consentendone un controllo più preciso su qualsiasi terreno. La morsa brevettata “open-top vise”, inoltre, è inclinata verso

La Strega dell’Oklahoma vola nelle pipeline Ditch Witch è un marchio americano dalla storia lunga e gloriosa. Nel 1902, Carl Frederick Malzahn, un immigrato tedesco che cercava di sfuggire agli inverni rigidi del Minnesota, trasferì la sua famiglia a Perry, Oklahoma, e aprì un negozio di fabbri con i suoi figli, Charlie e Gus. L’attività prosperò, e molti anni dopo, con l’avvento del boom petrolifero, divenne Charlie’s Machine Shop, specializzata in riparazioni per i campi petroliferi vicini. Il giovane Ed Malzahn, figlio di Charlie, eredita dai suoi predecessori la cultura dell’adattamento di un’impresa per soddisfare una domanda in continua evoluzione. Alla fine degli anni Quaranta, cominciò ad applicare le sue conoscenze di ingegneria meccanica alla macchina che sarebbe diventata l’innovazione per la posa dei servizi. Nacque così la prima trencher, la soluzione per la posa di sottoservizi, linee elettriche, gas e impianti idraulici, che rivoluzionava il concetto di scavo tradizionale. Oggi conosciuta come The Charles Machine Works, Inc., l’organizzazione di Ed Malzahn rimane leader mondiale nel settore delle perforazioni per la posa di sottoservizi. Ancora con sede a Perry, in Oklahoma, l’azienda progetta e produce un’ampia gamma di attrezzature di alta qualità per la posa sotterranea di sottoservizi, senza scavo a cielo aperto - escavatrici a catena, interratori vibranti, grandi trencher con operatore a bordo, macchine compatte mini skid steers, strumenti di orientamento elettronico e di posizionamento, perforatrici orizzontali teleguidate, sistemi di scavo depressione. Tutti questi prodotti sono riconosciuti in tutto il mondo per il loro design avanzato, la costruzione robusta, la lunga durata, la facilità d’uso e l’affidabilità. Oltre allo stabilimento principale in Perry, The Charles Machine Works si avvale di una rete distributiva internazionale di 175 rivenditori, in 100 paesi e 6 continenti. I prodotti Ditch Switch sono distribuiti in Italia dalla PratoVerde di Due Carrara, in provincia di Padova, realtà nazionale altrettanto storica per la distribuzione delle migliori tecnologie per la cura del verde. Allo storico business dell’irrigazione, nel 1991 si affianca il settore dell’interramento senza scavo, con il sodalizio basato proprio sul marchio americano Ditch Witch.

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l’operatore per migliorarne la visibilità durante le operazioni di avvitamento e svitamento. La postazione di comando per l’operatore è disponibile in due alternative: cabina completamente retraibile, climatizzata e con vetri oscurati, oppure postazione aperta, a vantaggio di una praticità più scabra in molte applicazioni. Una visibilità in cabina considerata dagli osservatori tecnici come avanguardia del settore consente un notevole controllo di tutti i punti critici (buca di ingresso, morse, posizione del carrello e connessione posteriore delle aste). La postazione di comando ergonomica è stata progettata specificamente per gli operatori HDD, con un sedile riscaldato e sospensione regolabile, maggiore spazio per le gambe e due schermi a LED per una migliore visibilità di tutte le funzioni della macchina, compresa la diagnostica e le informazioni di tracciamento della perforazione. L’indicatore di posizione del carrello in tempo reale fornisce agli operatori un’idea dell’esatta posizione del carrello stesso, a vantaggio di una maggiore produttività e di un funzionamento intuitivo. Parliamo ora della capacità offerta dal nuovo modello, citandone le prestazioni in cifre. 1627 N-m di coppia di rotazione interna consentono una maggiore efficienza e una migliore produzione

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su qualsiasi terreno o roccia. L’AT32 ha aumentato inoltre la capacità delle aste di perforazione a bordo, permettendo l’impiego di 137 metri di aste per tutti i

terreni (oppure, in alternativa, 183 metri di aste per terreno vegetale, con un cesto reversibile che aumenta la produttività della macchina). Il “carrello di scorri-

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mento” brevettato fornisce il supporto per i rulli, favorendo gli operatori nel completamento del lavoro senza fermi necessari per sostituire i rulli guasti. La pompa da 265 l/min fornisce tutto il fluido di perforazione che serve per una migliore produttività in profondità. Un telecomando wireless integrato dà agli operatori la possibilità di impostare il lavoro di perforazione fuori dalla cabina, consentendo un posizionamento più preciso dell’unità. Il telecomando include la trazione a terra multimodale, doppi stabilizzatori indipendenti, picchetto verso il basso, traslazione della cabina e doppio perno. Non va dimenticato inoltre l’equipaggiamento offerto dal sistema Ditch Witch HDD. Il pacchetto include una linea completa di utensili originali - tra cui palette di perforazione, retroalesatori, aste di perforazione e teste portasonda, tutte attrezzature affidabili e dalla vita utile estesa nel tempo. I sistemi di guida elettronica Subsite HDD, abbinati all’applicazione mobile esclusiva Field Scout conferiscono poi a ogni intervento una chiara pianificazione, un maggior

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controllo e rapporti più rapidi per lavori più sicuri e produttivi. Ottimizzando i tempi di lavoro dell’operatore sulla postazione, riducendo al minimo i tempi

di inattività causati da sollecitazioni sotterranee, conferendo obiettivamente più efficienza all’intero processo (dalla pianificazione alla reportistica), le

soluzioni di guida HDD della Subsite Electronics costituiscono un autentico ausilio scientifico all’economia di gestione della macchina.

AT32, all terrain without limits To enhance utility contractors’ productivity while drilling through hard rock, Ditch Witch has introduced the AT32 All-Terrain horizontal directional drill. The newly designed mid-size drill replaces the AT30 and provides greater power and easier system operation for increased operator efficiency and profitability. The AT32 features 4,200 foot-pounds (5.694 N·m) of outer rotational torque and 1,200 foot-pounds of inner rotational torque – 29 percent and 50 percent more, respectively, than its predecessor – to help contractors stay productive on the job. With 32,000 pounds (150 kW) of thrust and pullback, the AT32 provides the power and stability necessary for efficient installations through tough ground conditions. The drill is powered by a 155-horsepower Cummins Stage V diesel engine that meets European emissions standards for a cleaner jobsite.

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Further improving productivity downhole, the AT32 features a new rod loading system that gives operators the ability to carry 450 feet of AT drill pipe on board - 30 percent more than the AT30 - and manually insert additional sticks of pipe when running low. In addition, a higher-powered fluid pump helps contractors get the most out of their machine by providing 40 percent more fluid flow to help operators stay productive on longer bores with larger diameters. It also allows for better efficiency with less wear and tear on your downhole tooling. “The AT32 is in a class of its own,” said Jeff Davis, Ditch Witch HDD product marketing manager. “It fills a gap in the mid-size HDD market, bringing full-size power to the jobsite without the full-size footprint. The result is a more accessible, compact and versatile machine that provides boosted productivity on a variety of rural and urban jobsites.”

The AT32 follows the same modern design evolution as the latest Ditch Witch directional drills to enhance operator comfortability and ease operator use. The consistent design also makes it easy for current customers to step into the machine and instantly be familiar with its controls, features and operator platform, which boosts uptime. The drill also comes with Ditch Witch’s Orange Intel Fleet Management System. This system delivers centralized fleet and machine information, maintenance indicators, and critical performance insights to help operators more efficiently and proactively monitor their fleets. In the coming months, Ditch Witch plans to release the JT32, a direct replacement for the current JT30 model. Drill operators will notice many of the same improvements found in the AT32, such as more power and increased operator comfort in a compact footprint for jobsites with softer soil types.

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Perforazioni | EGT Drilling

Direzione Ambientale Il costruttore di Fontevivo (Pr), capofila in un consorzio che vede coinvolte l’Università di Firenze e le società Mesa e Benassi, ha rivelato i risultati (promettenti e tangibili) per lo sviluppo di una perforatrice ad alimentazione e funzionamento elettrico

Q

uando l’industria diventa maieuta di scienza e di progresso. Potrebbe essere questa la prima considerazione del progetto ambizioso in cui EGT - co-

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struttore all’avanguardia per macchine destinate al directional drilling, alla geotermia e allo scavo di pozzo acquiferi - è da tempo partner industriale, con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università

di Firenze, di un importante lavoro sperimentale sull’applicazione di una nuova generazione di macchine Full Electric, tra cui le perforatrici direzionali. La rilevanza innovativa del progetto rispetto all’attua-

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le stato dell’arte del settore è evidenziata in dettaglio nell’articolo pubblicato alla vigilia dell’ultimo Geofluid, nel 2021, sull’International Journal of Mechanics, e di cui EGT è co-autore. La linea di macchine Full Electric è concepita nell’ambito del progetto Stige (Sviluppo di Trivelle Innovative per Atti-

vità Geologiche con Alimentazione Elettrica), cofinanziato dall’Unione Europea e dal Por Fesr (Programma operativo regionale del Fondo Europeo di sviluppo regionale 2014-2020 della Toscana) per contribuire alla realizzazione della strategia Ue per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, favorendo la

Vocazione HDD dal 1992 EGT è una realtà italiana che rappresenta una pietra miliare nella progettazione di apparecchiature per la perforazione e il consolidamento del suolo. L’azienda nasce a Fontevivo, in provincia di Parma, nel 1988 con il nome di Ellettari Geotecnica, ma la forte attrattiva che esercita sui mercati stranieri porta i titolari ad adottare presto il marchio EGT. Italia, Germania, Libia, Russia, Polonia, Cina e isole Azzorre sono solo alcuni degli scenari in cui le macchine perforatrici EGT operano, nel rispetto dei più elevati standard qualitativi anche nelle condizioni di lavoro più estreme. Le macchine EGT che appartengono all’ambito applicativo della perforazione direzionale sono presenti nella gamma del costruttore emiliano dal 1992, agli esordi del concetto della perforazione teleguidata. Il range di macchine attuale va dalle 12 alle 400 tonnellate di tiro, con un elevata personalizzazione dei, prodotti realizzati su misura per il cliente.

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coesione economica, sociale e territoriale. Obiettivo strategico mirato su perforatrici direzionali dalla funzionalità che sostanzialmente rimuove qualsiasi trasmissione di fluidi, adottata anche nelle più moderne soluzioni idrauliche con motore elettrico. I contributi innovativi si spiegano in termini di prestazioni, funzionalità e sostenibilità ambientale attraverso la costruzione di macchine dalla componentistica modulare che possa applicarsi alle situazioni e condizioni d’uso più comuni, adattandosi a tipologie di diverse dimensioni. Gli autori rilevano che una macchina Full Electric possa risultare negli effetti molto più efficiente rispetto a un modello con trasmissione idraulica convenzionale, tenendo conto del fatto che l’impronta ecologica di una macchina dalla funzionalità integralmente elettrica è notevolmente superiore rispetto alle macchine standard. Inoltre, i comandi elettrici utilizzati per controllare ogni attuatore della macchina Full Electric forniscono informazioni dettagliate sui vari parametri di funzionamento e di perfo-

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razione (coppia, velocità, analisi guasti e così via). Gli autori dell’articolo hanno esaminato la possibilità di elettrificare gli elementi cruciali di una macchina perforatrice, come la la rotary e il mast, adibito all’avanzamento dello strumento nel terreno. A queste attrezzature, si aggiungono i fondamentali momenti di scavo legati all’alesaggio e al pompaggio dei fanghi. Gli autori propongono quindi un modello per il dimensionamento dei propulsori e degli attuatori coinvolti nel processo di perforazione. Oltre a questo, dei parametri semplificati per il dimensionamento del sistema di trazione e delle simulazioni per riprodurre il flusso di lavoro della macchina in differenti condizioni, tenendo conto delle fasi di lavoro più richieste in termini di prestazioni della macchina stessa, del consumo di energia e delle tipologie di terreno più comuni. I modelli e le simulazioni proposti dal lavoro di ricerca beneficiano della lunga esperienza di EGT nel settore della perforazione direzionale; un’esperienza e un

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impegno avanzati che rende il produttore parmense già predisposto a una futura produzione industriale standardizzata di questi modelli Full Electric, senza contare

altre future sperimentazioni che coinvolgeranno, ancora in sinergia, la ricerca e sviluppo interna di EGT e l’Università di Firenze.

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Perforazioni | IATT Drilling

Nelle vene del cambiamento Nell’ambito della partecipazione al Pipeline & Gas Expo, l’associazione che rappresenta le imprese specializzate in trenchless technologies organizza il convegno sulle reti gas nel confronto con le opportunità offerte dalle metodologie senza scavo alla transizione ecologica

L’

appuntamento è per giovedì 9 giugno, nella Sala A (dalle 9 alle 13) di Piacenza Expo, in occasione del Pipeline & Gas Expo 2022. La partecipazione di IATT (l’Italian Association for Trenchless Technologies) alla prima fiera europea dedicata alle reti di trasporto e distribuzione per gas, idrocarburi e servizi idrici, è un tassello fondamentale del dibattito sul futuro delle politiche energetiche del nostro Paese e l’associazione nazionale che rappresenta gli attori industriali delle tecnologie No Dig rilancia il confronto in fiera con un

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convegno dal titolo “Reti gas e transizione ecologica, l’opportunità delle trenchless technologies”. Nella presentazione preliminare dell’evento, i responsabili IATT considerano che “diversi processi in atto a livello nazionale ed europeo spingono sull’adozione di strategie, progetti e soluzioni in favore della sostenibilità - come il PNRR e il Green Deal - per il raggiungimento degli obiettivi programmati da oggi al 2050. Si rende quindi necessario investire sulle infrastrutture energetiche, - sulle reti gas in primis, che rappresentano una fonte

strategica per l’Italia - nel segno di una sostenibilità che non sia soltanto ambientale, ma anche sociale ed economica”. Uno strumento che coniuga innovazione tecnologica ed eco-sostenibilità è rappresentato proprio dall’adozione delle tecnologie trenchless, un insieme di metodologie diversificate la cui esposizione esauriente, nel corso del convegno a Piacenza Expo, sarà arricchita dalle presentazioni di case history dia parte di alcune tra le maggiori imprese specialistiche del settore No Dig. A scopo propedeutico, riserviamo uno spazio doveroso all’illustrazione generale delle tecnologie trenchless, così come sono presentate dalla stessa IATT in un profilo completo dei sistemi attuali di intervento. Innanzitutto, che cosa sono le trenchless technologies? Nel loro insieme, sono procedure di lavorazione che consentono la posa di sottoservizi lungo un profilo trivellato di tubazioni in polietilene, in acciaio o in ghisa sferoidale. Le tubazioni installabili hanno diametri compresi tra i 40 e i 1.600 mm e vengono utilizzate per numerose linee di rete che riguardano acqua, energia, telecomunicazioni e molto altro ancora. Il profilo della perforazione, accuratamente prescelto in fase progettuale, viene seguito grazie a sistemi di guida estremamente precisi, solitamente magnetici, che consentono di evitare ostacoli naturali e artificiali per raggiungere una meta prestabilita, operando da una postazione prossima al punto di ingresso nel terreno della perforazione. Le fasi di lavorazione delle metodologie No Dig


Paolo Trombetti, presidente IATT

sono sostanzialmente tre. Nel corso della prima fase, viene realizzato un foro pilota mediante l’introduzione nel punto di ingresso di una colonna di aste, con un utensile di perforazione posto in testa che le guida alla quota e nella direzione voluta. Successivamente, raggiunto il punto di uscita, sulla testa di perforazione viene montato un alesatore che permette, nel modo più opportuno, di allargare il diametro del foro fino a raggiungere le dimensioni utili alla posa dei tubi previsti. infine, viene tirata nel foro la colonna della tubazione presaldata, completando il lavoro. La perforazione viene solitamente favorita dall’uso di fanghi bento-

Paola Finocchi, segretario generale IATT

nitici. Non sono necessari scavi a cielo aperto lungo l’asse di trivellazione e, al termine delle operazioni, l’area di lavoro viene restituita allo status quo ante, mediante il ripristino dei punti di ingresso e di uscita. Nel caso della posa di piccole condotte, la fase di alesatura del foro può essere evitata, riducendo quindi, oltre ai tempi di lavorazione, anche le dimensioni delle macchine impiegate e, quindi, l’area stessa del cantiere. Le TOC (Trivellazioni Orizzontali Controllate, come sono definite, in italiano, le tecnologie trenchless) si rivelano particolarmente adatte, come già anticipato, al superamento di ostacoli naturali e artificiali, come fiumi, canali, strade di grande comunicazione, aree pubbliche, aree archeologiche; trovano impiego anche nel consolidamento di versanti franosi e nel risanamento e contenimento di siti inquinati. L’ impiego delle TOC può essere problematico in presenza di ghiaie sciolte - per cui si rende necessario uno studio pregresso dei terreni da attraversare. La progettazione di una TOC implica quindi l’esecuzione di indagini preliminari allo

Programma del convegno Il convegno IATT su “Reti gas e transizione ecologica, l’opportunità delle trenchless technologies” si terrà in Sala A, dalle ore 9 alle 13, nell’ambito delle iniziative della fiera Pipeline & Gas Expo/Hydrogen Expo. Il coordinamento dei lavori è affidato ad Antonio Jr. Ruggiero, direttore delle riviste specializzate Italia No Dig e CH4. Dopo la fase di registrazione, in apertura del convegno interverrà Paolo Trombetti, presidente IATT, a introduzione della tavola rotonda successiva che prevede la partecipazione di Paola Finocchi (segretario generale IATT), Stefano Cagnoli (direttore generale CIG, Comitato Italiano Gas) e Francesco Vitolo (Settore Energia, Reti e tecnologie di UtilItalia). Seguiranno le presentazioni delle case history che elenchiamo in successione: “Ingegneria e tecnologia HDD a servizio del settore Oil & Gas”, a cura di Carlo Pizzi (Project Manager Festa Spa); “Tecniche e tecnologie Trenchless di relining: una famiglia di soluzioni per ogni applicazione”, con Francesco Di Puma (direttore tecnico Ekso srl); “Installazione di pipeline e cavi mediante trivellazione orizzontale controllata: applicazioni, case histories, evoluzione della tecnologia”, per l’intervento di Renzo Chirulli (Applications Specialist Pipeline Vermeer EMEA); “Il rinnovamento delle reti Oil & Gas con tecnica Hose Lining”, di Matteo Lusuardi (Project Manager Benassi srl); “Metodologia del microtunnelling e case history”, a cura di Elena Albini (Project Manager, dipartimento microtunelling Anese srl); “La gestione dei fanghi di perforazione”, per l’intervento di Quintilio Napoleoni (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”). Chiuderà i lavori, una prolusione di Paola Finocchi, segretario generale IATT.

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scopo di ricostruire la situazione stratigrafica lungo il profilo di trivellazione e, soprattutto in ambito urbano, per individuare la presenza di eventuali sottoservizi già esistenti. Riserviamo ora una disamina specifica per ogni metodologia compresa nel novero delle trenchless technologies, descrivendone i vantaggi in relazione a macchine e attrezzature impiegate in cantiere. Scudo direzionale aperto. La macchina di perforazione, per questa metodologia, è costituita da una testa articolata - incernierata su tre, oppure quattro cilindri oleodinamici che ne consentono la direzionabilità - e dal corpo principale che contiene la maggior parte degli equipaggiamenti di scavo e raccolta dello smarino (oltre alla consolle di controllo e pilotaggio). Il corpo principale può essere dotato, in alternativa, con cilindri di spinta autonoma. Nel primo caso, la perforazione avviene per escavazione del terreno tramite una benna montata sul braccio idraulico che convoglia il materiale a un

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nastro trasportatore e quindi su vagoncini da miniera. Nel secondo caso, il terreno lapideo viene demolito da una fresa puntuale e successivamente allontanato da un sistema di smarino idraulico. Nello scudo direzionale aperto, il fronte di scavo non è sostenuto artificialmente con una pressione di bilanciamento. Nel caso di perforazioni in terreni sciolti o debolmente coesivi, il fronte di scavo viene fatto franare all’interno della camera anteriore dello scudo e lo smarino si dispone all’interno della camera anteriore secondo il naturale angolo di riposo. Scudo direzionale chiuso. Caratterizzato dall’adozione al fronte di scavo, sulla testa articolata, di un disco rotante con aperture regolabili per consentire l’ingresso del terreno nella camera di raccolta, anche questa contenuta nella testa articolata. Il disco rotante è dotato di utensili di scavo atti a disgregare e raccogliere e convogliare il terreno verso la camera di raccolta. Si distinguono tre tipi di teste fresanti: per terreni sciolti, per terreni misti e da roccia. Queste ultime hanno anche un frantoio interno alla camera di raccolta per ridurre le rocce incamerate a dimensioni tali da poterle trasportare con un sistema di smarino idraulico. Il sostentamento del fronte è di tipo meccanico oppure a bilanciamento della pressione del terreno EPB (Earth Pressure Balance). Microtunnelling. È una metodologia di perforazione che si avvale di una macchi-

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na per gallerie senza operatore sul fronte di scavo. In sostanza, vengono posate in opera tubazioni a spinta, tra due pozzi, con un controllo da remoto eseguito attraverso una centrale di comando posta in superficie. Il sistema è costituito da una testa fresante che disgrega il terreno e attraversa il proprio movimento di rotazione, indirizzandolo verso la linea di smarino. La testa è munita di adeguati utensili di scavo, diversi a seconda dei terreni da affrontare. La testa fresante è inoltre dotata di uno snodo orientabile che, attraverso opportuni pistoni idraulici azionati da remoto, consente di guidare la testa durante la perforazione. Per il microtunnelling, si utilizzano macchine a smarino idraulico (slurry machines), dotate di un frantoio di forma conica, grazie al quale il materiale di scavo viene frantumato e convogliato in una camera posta alle spalle della testa fresante (camera di smarino), dalla quale viene pompato sotto forma di fluido (slurry) nell’impianto di separazione posto in superficie. Più raramente si utilizzano macchine a smarino meccanico. Questo sistema consente di realizzare installazioni di condotte con un intervallo dei diametri di perforazione compreso tra 350 e 3.600 mm. TBM (Tunnel Boring Machine). Questa tecnologia è molto simile a quella del microtunnelling e consente di realizzare gallerie di grandi dimensioni, di notevole lunghezza e in qualsiasi tipo di terreno,

con l’uso di frese rotanti, seguite o meno da rivestimenti o rinforzi del tunnel. La gamma di impiego varia da un minimo di 2,5 m di diametro a oltre 12 m; quindi si passa dai tunnel per la posa di tubazioni di trasporto a grandi tunnel autostradali e ferroviari. La macchina TBM è costituita dai seguenti elementi: testa fresante, unità di guida, cilindri di spinta, motori elettrici, nastri trasportatori per lo smarino, elevatori per conci e rivestimenti. La cabina di guida è prossima al fronte di scavo, all’interno del tunnel, mentre il controllo direzionale avviene tramite puntamento laser. Rod Pusher. Metodologia caratterizzata da un particolare tipo di trivellazione orizzontale guidata, realizzata esclusivamente a secco, con macchinari di piccole dimensioni e per la posa di tubazioni del diametro di 50-160 mm. Poiché necessita di dimensioni ridotte dell’area di cantiere, risulta particolarmente conveniente in ambito urbano e qualora sia possibile utilizzare, come punto di partenza, una cameretta già esistente. Pilot System. La tecnologia Pilot System è un sistema di perforazione a spinta controllata a mezzo laser e tolleranza garantita attraverso cui si realizzano condotte sotterranee in terreni sciolti di diversa

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consistenza privi di roccia e trovanti dimensioni tali che impediscano il passaggio delle aste pilota. Prevalentemente utilizzata in assenza di falda, prevede tuttavia degli accorgimenti tecnologici che in taluni casi consentono di realizzare i lavori anche in presenza d’acqua nel terreno. La tecnica prevede la realizzazione di un preforo eseguito mediante l’infissione di aste pilota e il successivo alesaggio del foro realizzato fino al raggiungimento del diametro necessario. Questa metodologia consente di realizzare tratti di tubazione con diametro variabile tra DN 200 mm e DN 1.000 mm, in diversi materiali. Direct Pipe. L’ultimo sistema qui sintetizzato riguarda una metodologia di posa delle tubazioni che combina le caratteristiche delle tecnologie Microtunnelling (MT) e Horizontal Directional Drilling (HDD). Con questo metodo la tubazione viene posata in un’unica fase, senza l’impiego di tubazioni camicia aggiuntive e senza richiedere grandi volumi di fango per il sostegno provvisorio, sfruttando il sistema di scavo e smaltimento dello smarino del sistema microtunnelling. Questo vantaggio si realizza grazie all’utilizzo di una speciale unità di spinta in opera della tubazione (Pipe Thruster, PT ). A differenza del microtunnelling, dove la forza di

spinta viene applicata al singolo elemento di tubo nel pozzo di partenza, nel Direct Pipe la forza di spinta viene applicata, attraverso il Pipe Thurster, direttamente sulla tubazione assemblata in precedenza e posizionata sulla via di scorrimento, per tutta la lunghezza completa da installare o in singole stringhe da comporre progressivamente (in modo simile all’HDD). Il Thruster viene ancorato a una struttura dalle idonee caratteristiche di resistenza e trasferisce la sua spinta mediante clampe (ammorsamento circonferenziale) per attrito, senza danneggiare il tubo.

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Perforazioni | Trans Adriatic Pipeline (TAP) Drilling

Orizzonte a Sud 878 chilometri di percorso attraverso la Grecia, l’Albania e l’Adriatico, prima di approdare alla costa italiana del Salento. Un’opera fondamentale e straordinaria, dove le tecnologie di trivellazione orizzontale controllata (TOC) e di microtunnelling hanno costituito il fulcro di un successo ingegneristico unico. E ripetibile, per tutta l’energia di cui l’Europa avrà bisogno

L

a presentazione è doverosa, anche se tutti sanno ormai di cosa si tratta. Soprattutto in un momento cruciale per le necessità di gas del nostro Paese. Il Trans Adriatic Pipeline (TAP) è uno dei maggiori progetti di sistema per il trasporto del gas naturale dal Mar Caspio in Europa. Collegandosi con il Trans Anatolian Pipeline (TANAP ) al confine greco-turco, il TAP attraversa la Grecia settentrionale, l’Albania e il Mare Adriatico prima di approdare nel Sud Italia, sul

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litorale salentino, dove si collega alla rete italiana del gas naturale. Una nota che riguarda la sostenibilità dell’opera. L’intero tratto onshore è interrato a oltre un metro dal piano campagna per salvaguardare l’ambiente e minimizzare l’impatto sulle comunità limitrofe. Gli unici manufatti fuori terra sono il Terminale di Ricezione del gasdotto (PRT), i compressori e le valvole di intercettazione. Il progetto nasce per iniziativa della Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg

(EGL), ora denominata Axpo, società svizzera attiva soprattutto nel commercio di elettricità, gas e prodotti finanziari energetici, che nel 2003 iniziò uno studio di fattibilità conclusosi nel 2006 con parere positivo circa la realizzabilità tecnica, economica e ambientale del gasdotto. A dicembre del 2015 il consorzio TAP assegna il contratto di costruzione EPC (Engineering, Procurement and Construction) per la realizzazione del terminale di ricezione (PRT) a Renco Spa e il contratto

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Le dimensioni di un tracciato senza confini Il gasdotto TAP parte da Kipoi in Grecia, in prossimità della frontiera terrestre con la Turchia. È lungo 870 km circa, di cui la gran parte in territorio ellenico, 104 km offshore nel Mar Adriatico e circa 8 km in territorio italiano. L’altezza massima raggiunta è di circa 1.800 m s.l.m., sulle catene montuose dell’Albania. La profondità massima è di circa 820 m nel Mar Adriatico. Sono previste tre stazioni di compressione lungo il percorso (due per la fase iniziale) e il diametro del tubo è di 1,22 metri sul tratto a terra, con una pressione di 95 bar, e di 1,07 metri per il tratto marino, con una pressione di 145 bar. Il TAP a regime trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi l’anno di gas naturale, una quantità pari a quella utile per coprire il fabbisogno di sette milioni di famiglie. Con l’aggiunta di una terza stazione di compressione, il gasdotto sarà in grado di raddoppiare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi all’anno, ferme restando tutte le altre sezioni del gasdotto. Secondo la Commissione europea, l’Italia ha un ruolo importante per la creazione di un hub mediterraneo del gas e il TAP permette di garantire una diversificazione molto significativa delle fonti di approvvigionamento. A partire dal 31 dicembre del 2020, quando il gas estratto dai giacimenti di Shah Deniz II arrivava per la prima volta al terminale di San Foca, sulla marina della costa adriatica del Salento, a Melendugno, sono 7,5 i miliardi di metri cubi di gas trasportati attraverso il gasdotto che nel tratto italiano ha la struttura di un microtunnel sotto il litorale, circa il 10% del fabbisogno totale. Una percentuale che in valori assoluti può sembrare marginale, ma che invece ha consentito al Paese di sostenere una domanda di energia imponente, necessaria a sostenere la ripresa economica e l’attuale stato di emergenza causato dalla guerra russo-ucraina.

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per la posa del gasdotto (EPC) nel tratto italiano alla joint venture composta da Enereco Spa e Max Streicher Spa. Ad aprile del 2016 TAP ha affidato a Saipem Spa il contratto di ingegneria, fornitura, costruzione e installazione (EPCI) della sezione offshore del progetto. I lavori di costruzione del gasdotto coinvolgono un gran numero di imprese affidatarie, tra cui le italiane Saipem, Renco, Bonatti, Enereco, Icop, Sicilsaldo, Nuova Giungas e molti subappaltatori locali. La costruzione del gasdotto è frutto di una rigorosa pianificazione, unita a lavori di ingegneria allineati ai più elevati standard di sicurezza e a un costante impegno alla tutela dell’ambiente e delle comunità dislocate lungo il tracciato. L’opera si estende per una lunghezza complessiva di 878 chilometri, di cui 773 onshore e 105 offshore.

Attraverso due strade, a terra e sotto il mare La costruzione del tratto onshore, che si snoda per 773 chilometri su un terreno complesso e variegato, ha richiesto la riqualificazione di diverse strade di accesso

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e ponti nei Paesi attraversati e il superamento di non poche sfide ingegneristiche. Una volta aperta la pista di lavoro, si è proceduto allo scavo della trincea, alla posa della condotta saldata, al reinterro e alle operazioni di ripristino secondo un processo sequenziale, ripartito in sezioni di varia lunghezza denominate spread (colonne di avanzamento). Diverse le tecniche costruttive adottate, tenendo conto della tutela dell’ambiente

per gli attraversamenti stradali e fluviali. In questo caso, il ruolo delle tecnologie di trivellazione orizzontale controllata (TOC) e di microtunnelling sono risultate fondamentali. Ammontano a 55.000 circa i tubi utilizzati in fase di costruzione, per un peso complessivo di 520.000 tonnellate, convogliati alle aree di smistamento su 79 navi da carico e 158 treni cargo all’interno della Grecia, per poi essere trasportati alle piazzole di stoccag-

gio in prossimità dei cantieri disseminati lungo il tracciato. L’operazione tutt’altro che facile di posa dei tubi di acciaio sul fondale dell’Adriatico a profondità di oltre 800 metri, è stata affidata a una società leader del settore come Saipem, che ha provveduto ad adagiare la stringa di tubi sul fondale marino con una nave posatubi semisommergibile. Il gasdotto non è visibile dal litorale albanese e italiano. Scelte mirate hanno guidato la realizzazione dei punti di approdo, in linea con la metodica costruttiva di progetto, che ha visto TAP interfacciarsi con le autorità italiane e albanesi per concordare una strategia attenta al rispetto dei criteri ambientali. In Italia, per esempio, si è fatto in modo di evitare interferenze con le praterie di Posidonia e Cymodocea e gli affioramenti di biocostruzioni in mare e con la macchia mediterranea a terra.

Imprese trenchless straordinarie Nel febbraio del 2018, il completamento in prossimità della cittadina greca di Elaiousa del più lungo pozzo di spinta - che misura ben 1.820 metri - è stato realizzato con perforazione orizzontale controllata al di sotto del fiume Axios, che attraversa i Balcani per 380 km prima di sfociare nel Golfo di Salonicco. Indagini geologiche e

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geofisiche hanno permesso di individuare il profilo ottimale di perforazione e di successivo ampliamento del foro pilota. Le operazioni di perforazione e alesatura sono state eseguite tra novembre 2017 e febbraio 2018 con una piattaforma da 400 tonnellate e utensili di alesatura dedicati per minimizzare le forze di tiro e rotazione. Il team di ingegneri delle imprese affidatarie ha provveduto alla realizzazione di una sezione della condotta, compresi i tubi da 1,2 m di diametro, e all’alloggiamento della porzione saldata in un’unica soluzione, operando lungo un tratto curvilineo della pista di lavoro, in una trincea di galleggiamento che passava al di sotto di una strada provinciale. L’installazione in condizioni controllate è stata completata in 36 ore con impatto zero sulle comunità locali e l’ambiente. L’appaltatore di TAP per i lotti 2 e 3 - Bonatti e JP Avax - insieme al proprio appaltatore di perforazione, Horizontal Drilling International (HDI), ha fornito le competenze e le risorse per applicare le migliori pratiche di intervento. Per tutte le parti coinvolte in questo progetto, il risultato finale ha rilevato un primato di livello mondiale. Le forze registrate durante l’installazione erano di gran lunga inferiori alle cifre previste - forza di trazione media di sole 40

tonnellate, con la massima inferiore a 80 tonnellate - per una lavorazione eseguita in termini ancora inferiori alle tempistiche previste. Successivamente, in Albania, alla fine del luglio 2018, il consorzio TAP ha completato la costruzione del microtunnel di 1,5 km a Skrapar, iniziato a febbraio dello

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stesso anno attraverso un segmento montano complesso che connette la porzione orientale del gasdotto con quella occidentale. L’appaltatore Spiecapag ed il subappaltatore Bessac, anche in questo caso, sono riusciti a completare i lavori per la realizzazione di questo microtunnel entro i tempi previsti e rispettando alti livelli

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qualitativi di realizzazione. La galleria, larga 1,8 metri di diametro, ha evitato che il gasdotto attraversasse la valle di Osumi e una strada di recente costruzione, riducendo al minimo l’impatto sulle comunità locali. Il microtunnel di Çorovodë è stato costruito in due fasi: il segmento orientale, completato alla fine di aprile, è lungo 560 metri, mentre il segmento occidentale, a conclusione del cantiere, è di ulteriori 600 metri. Sempre in Albania, nel punto più alto del gasdotto, a quota 1.800 metri, gli ingegneri TAP si sono ritrovati a fare i conti con uno dei terreni più impervi e

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con le condizioni geologiche più problematiche dell’intero tracciato. In mancanza di una variante di percorso e pur di non installare il gasdotto su un terreno instabile, hanno optato per un microtunnel di 480 metri. Alla complessità del progetto si sono sommate le avverse condizioni meteo e il difficoltoso accesso all’area che distava 12 chilometri da qualsiasi strada

asfaltata e tre ore di viaggio dal campo base. I lavori di perforazione sono iniziati a metà luglio 2019 ed entro metà agosto il 60% del tunnel era già stato completato, ma all’improvviso la testa fresante non è più riuscita ad avanzare. Le squadre TAP e gli ingegneri dell’appaltatore hanno quindi passato al vaglio le possibili opzioni, decidendo di scavare un tunnel di

appoggio e sbloccare il pozzo, tagliando e asportando i segmenti di condotta interessati. Entro il mese di novembre dello stesso anno, la squadra è riuscita a riaccedere al tunnel e far avanzare il pozzo di ricezione. TAP ha ultimato diversi altri microtunnel in Albania, sempre con installazioni trenchless lungo l’intero tracciato del gasdotto.

South Horizon (synthesis) In February 2018, TAP completed a 1,820m-long horizontal directional drill for the crossing of the Axios river, thus achieving a world-class engineering feat regarding such a large volume of directed bore pipe in one length. At kilometre point 375 of the pipeline route, near the Greek village of Elaiousa in Central Macedonia, TAP’s contractors and their engineers faced a construction challenge: the crossing of Axios (or Vardar), a river running 380km through the Balkans before flowing into the Gulf of Salonica. The challenge included constructing a 1,820m-long pipe section, comprising 48’’ (or 1.2 meters) linepipes in diameter, and accommodating the welded pipe stretch in one go. And on top of that, the team had to build this pipe string along a curved section of the Right of Way, within a floatation trench passing below a provincial road. It was a very well-planned and controlled installation process that took over 36 hours and was completed with zero impact on either the local communities or the environment. The planning and design for the crossing began in July 2017, when the relevant geological investigation and geophysical studies were conducted. This phase enabled the team to create additional bore holes and develop an optimal drill profile that could be enlarged to 62’’ in diameter, so as to better accommodate the 1,820-long pipe string.

Drilling and reaming operations took place between mid-November 2017 and mid-February 2018, using the best equipment for horizontal directional drilling, i.e. a 400-tonne rig with reaming tools designed specifically for the project in order to minimise rotation and pull forces. TAP’s contractor for lots 2 and 3, Bonatti & JP Avax, along with their own drilling contractor, “Horizontal Drilling International (HDI),” provided the expertise and resources to apply best drilling practices for this technically challenging project to be concluded in a most effective and timely fashion. For all parties involved in this project, the reward was delivering a job well-done – indeed a world-class construction achievement. Forces recorded during installation were far below the figures predicted: average pull force of only 40 tonnes, with the maximum staying below 80 tonnes, meaning that the job was performed in even better terms than expected. At the end of July 2018, the Trans Adriatic Pipeline (TAP) completed the construction of the 1.5km micro-tunnel in Skrapar, Albania. The micro-tunnel was built in approximately six months after works started in February 2018. The 1.5 kilometres micro-tunnel crosses a challenging mountainous segment and connects the eastern and the western TAP pipeline segments. TAP’s contractor Spiecapag and TAP subcontractor Bessac were able to complete the micro-tunnel construction within

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schedule and to a high-level of accuracy. A total of 50 local workers were engaged in 24-hour shifts for this challenging engineering undertaking. The micro-tunnel was constructed using the latest technology, which guarantees technical safety and minimal environmental impact. The 1.8 metre diameter micro-tunnel avoids the pipeline crossing the Osumi valley and a newly built road, minimising impact on local communities. The Çorovoda micro-tunnel was constructed in two phases. The eastern segment measures 560 metres and was completed at the end of April 2018, and the western segment, with a length of 600 metres. Skrapar’s landscape poses many challenges to the pipeline construction, given the 2,100 metres above sea level elevation, its geological composition and the difficult terrain with numerous steep slopes. Following the tunnel boring tradition, the state-of-theart boring machine used was given a name, specifically “Karl Gega”, in honour of one of the most renowned transport and infrastructure engineers in Europe. The successful completion of the 1.5km micro-tunnel is one of TAP’s main technical achievements in Albania. The importance of this milestone was also noted in February 2018, when the Deputy Minister of Infrastructure and Energy, Enis Aliko, the Skrapar Mayor, Nesim Spahiu as well as high-level TAP representatives and its contractors marked the start of this project.

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Attrezzature & Componenti | Attachments & Components

Stile Verticale Le attrezzature per la perforazione del marchio di Baronissi (Sa) sono utilizzate da diverse perforatrici idrauliche della flotta Geovertical, impegnate in Calabria nelle fondazioni del viadotto Straface, sulla nuova SS 106 Jonica

L’

attuale strada statale 106 Jonica presenta storicamente alcuni limiti infrastrutturali e gli importanti interventi in via di realizzazione mirano a dotare quest’arteria di opere moderne, che garantiranno migliori caratteristiche di capacità e sicurezza, oltre a tempi di viaggio più brevi. Il progetto interessa i Comuni di Cassano allo Ionio e quello di Corigliano-Rossano. L’intervento prevede il raddoppio della carreggiata della SS 534 “degli Stombi” collegando l’attuale punto terminale all’innesto della nuova SS106, in corrispondenza dell’attuale svincolo per Cassano allo Ionio, che verrà completamente ammodernato. Questo collegamento ha una funzione importante nell’integrazione tra la statale Jonica e il fondamentale asse Salerno-Reggio Calabria. Nello specifico, si tratta della costruzione di una strada di tipo Extraurbano Principale tipo B, a due carreggiate separate con 2 corsie per senso di marcia, per uno sviluppo complessivo di circa 30 chilometri, fino al torrente Coserie, in agro di Rossano, prevedendo complessivamente 5 svincoli: Corigliano Nord; Corigliano Centro; Corigliano Vecchia; Rossano Nord; Rossano Sud. Il tracciato illustrato, rispetto all’originario del Megalotto 8 (nel suo stralcio fino al torrente Coserie), è più spostato verso la costa, e consente l’eliminazione delle 23 gallerie (per complessivi 11 km) presenti sul tracciato precedentemente proposto, oltre ad una sensibile riduzione dei viadotti, limitati allo scavalcamento delle fiumare ed al superamento delle zone a rischio idraulico nonché degli abitati di Corigliano Scalo e Rossano Scalo.

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Geovertical è protagonista nella realizzazione dei pali trivellati e vista la difficile   stratigrafia del suolo, ha coinvolto SIP&T  per la fornitura di attrezzature in grado di portare a termine il lavoro nel modo giusto   e in tempo.

 Tecnologia 

Le fondazioni profonde sono la soluzione            ottimale quando, a causa di elevati carichi e terreni di scarse proprietà meccaniche,  si ha la necessità di trasferire i carichi in  profondità, su strati di maggior portanza o su roccia. I pali trivellati rimangono una              soluzione molto efficace e all’avanguardelle   dia,  applicabili nel campo fondazioni speciali e dell’ingegneria civile. Gli usi comuni sono fondazioni profonde, o in sottofondazione ad edifici esistenti, per la  di to attraverso dei tubi convogliatori (tubi realizzazione grandi scavi e per la staProcesso e Vantaggi getto) il calcestruzzo pre-confezionato. I bilizzazione/consolidamento di pendii. Utilizzando attrezzature specializzate, il pali trivellati possono raggiungere proIl palo trivellato può essere utilizzato in  palo trivellato viene scavato con utensili fondità superiori a 60 m ed i diametri progetti infrastrutturali come la costrua rotazione utilizzando fanghi bentonitici possono fino a  2,4 m ed oltre. I zione di gallerie, strade, ponti e barriere            arrivare  per il sostegno dello scavo, oppure utilizmaggiori vantaggi sono: elevata capacità per la protezione da inondazioni Può es zando camicie metalliche di rivestimento. portante, diametri variabili, realizzabili sere utilizzato con altre tecnologie come La gabbia di armatura viene introdotta nella maggior parte dei terreni, minimi  ancoraggi e chiodature, per la stabilizzanel foro scavato fino alla profondità di cedimenti e ridotte deformazioni, minime zione dei pendii, per prevenire frane e  progetto e successivamente viene gettavibrazioni. Per il Viadotto Straface i pali proteggere edifici esistenti.

 Figura 1 - Prospetto longitudinale del viadotto (carreggiata Nord)

  Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria



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  

Figura 2 - Sezione trasversale e longitudinale della pila tipologica

sono stati installati utilizzando due perforatrici idrauliche: una Comacchio CH650 e una Bauer BG36 Premium Line aventi rispettivamente una potenza motore di 234/433 KW, larghezza sottocarro con cingoli estesi di 4280/4580 mm, coppia massima della testa rotante di 262/365 kNm, velocità massima di perforazione di 40/52 giri/min, tiro dell’argano principale di 250/376 kN, peso in condizioni di lavoro di circa 71/148 Ton. Geovertical ha realizzato pali di diametro 1200 e 1500 mm per profondità comprese fra i 42 e i 50 metri, armandoli con gabbie metalliche e cementandoli. L’attività di palificazione

  test di carico bidirezionale sul palo trivellato e la registrazione digitale dei parametri di esecuzione. Vengono utilizzati una serie di strumenti digitali e meccanici tra cui inclinometri, cordoli guida e stazioni dotate di GPS che possono essere utilizzati per garantire il corretto posizionamento e la corretta verticalità dei pali. Uno stretto controllo del processo di installazione è quindi essenziale per garantire la massima qualità di costruzione dei pali trivellati. Le perforatrici idrauliche utilizzate da Geovertical sono dotate di strumentazioni che

ha previsto l’utilizzo di utensili a rotazione quali bucket equipaggiati con taglienti per terreni argillosi e rocce, carotieri, camice di rivestimento metalliche con giunzione a vite realizzati in doppia parete e tubi getto tutti realizzati dalla SIP&T.

Garanzia di qualità Per garantire la massima qualità la Geovertical usa molti metodi di verifica tra cui: test di integrità sulla lunghezza del palo,

  

Figura 3 - Pianta tipologica di fondazione della pila



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 Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria 

              


  

 monitorano tutti gli aspetti della palificaDescrizione delle opere  zione come ad esempio la profondità del  palo, la rotazione degli utensili di scavo, L’ opera in  oggetto è progettata per una                la velocità di penetrazione e la velocità vita nominale VN pari a 50 anni. Ai fini  di estrazione. La strumentazione produce del calcolo delle azioni sismiche è stata  un registro individuale per ogni palo che considerata una classe d’uso IV (“Ponti  e include l’identificazione dell’elemento, la reti ferroviarie di importanza critica per il                   data, l’ora e i dettagli dell’operatore. mantenimento delle vie di comunicazione,   Figura 4 - Vista frontale della spalla S1

particolarmente dopo un evento sismico”) ai sensi del D.M. 14 gennaio 2008, da cui scaturisce un coefficiente d’uso CU = 2. Pertanto le azioni sismiche sull’opera vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento VR = VN x CU = 50 x 2 = 100 anni. Il viadotto Straface, ubicato alla progressiva 29+736.00 della nuova SS 106 Jonica, si estende per una lunghezza complessiva di 632 m ed e costituito da 8 campate di luci 46+70+100+100+100+100+70+46 m. L’impalcato e i pulvini sono realizzati interamente in acciaio, mentre le sottostrutture, pile e spalle, sono in calcestruzzo armato ordinario. Nella figura 2 si riportano i due prospetti longitudinali del viadotto in progetto. Per quanto riguarda lo schema di vincolo dell’impalcato alle sottostrutture si fa presente quanto segue: in direzione longitudinale e nei confronti delle azioni statiche, l’unica pila di vincolo dell’impalcato è la pila P4; in direzione longitudinale e nei confronti delle azioni dinamiche il vincolo all’impalcato è fornito dalla cooperazione delle pile P2, P3 e P4; in direzione trasversale l’impalcato e vincolato alle sottostrutture in corrispondenza di ogni allineamento d’appoggi, sia sulle pile che sulle spalle. In direzione longitudinale, pertanto, l’impalcato potrà scorrere liberamente sulle spalle, che in tale direzione saranno sollecitate unicamente per effetto degli attriti vincolari. Tale scelta, si osservi, bene ottempera alle indicazioni fornite nelle NTC08 che predilige l’impegno della duttilità delle pile, anziché delle spalle. E proprio, quindi, alla base delle pile che viene prevista la formazione delle cerniere plastiche e l’attivazione del meccanismo dissipativo dal quale consegue che i rimanenti elementi strutturali vengano dimensionati secondo il criterio della Gerarchia delle Resistenze nell’ambito di una scelta progettuale di comportamento in Classe di Duttilita “B” (CDB). Le pile sono costituite da un profilo scatolare in c.a. ordinario inscritto in un rettangolo 5.25×10.0 m. Gli spessori variano con l’altezza della pila: per pile di altezza inferiore a 25.5 m e nei tratti sommitali delle pile di altezza superiore a 25.5 m la sezione presenta spessore pari a 0.4 m nel tratto rettilineo incrementato a 0.6 m nel tratto curvo. Per la parte inferiore delle pile con altezza superiore a 25.5 m la se zione presenta invece spessore pari a 0.6

 Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria 

 

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m nel tratto rettilineo incremento a 0.8 m nel tratto curvo. Entrambe le sezioni sono rappresentate nella figura sotto. Le Pile terminano in sommità con un pulvino in acciaio con la funzione di offrire appoggio alle travi di impalcato. Nella figura 3 è rappresentata la pianta tipologica di fondazione delle pile costituita da una zattera di fondazione di dimensioni 20.5×11.5 m e spessore 2.8 m, realizzata su 15 pali trivellati di grande diametro Ø 1500 mm disposti su tre file ad interasse longitudinale e trasversale pari a 4.5 m (tipologia A). Tale schema fondazionale è valido per le pile P1, P2 e P6. Le pile P3, P4 e P5 presentano invece una fondazione su 18 pali disposti a tre file: in tal modo la zattera di fondazione avrà dimensioni pari a 25.0×11.5 m con

uno spessore di 2.8 m (tipologia C). La restante pila P7 prevede una fondazione su 12 pali, disposti a tre file, con plinto di dimensioni 16.0×11.5 m e spessore di 2.1 m (tipologia B). Le spalle, realizzate in c.a., sono fondate su palificate di fondazione costituite da pali trivellati di diametro 1200 mm. La spalla S1 presenta un muro frontale di spessore 2.90 m ed altezza di 7.50 m ed un paraghiaia di altezza variabile 4.72÷4.96 m e spessore di 60 cm. I muri di risvolto presentano sezione variabile con inclinazione di 1/10 del paramento interno fino in sommità, dove si attestano i cordoli stradali. La platea di fondazione, di dimensioni in pianta 13.0 x 27.40 m e spessore 2.20 m, e realizzata su una palificata costituita da n. 28 pali trivellati Ø1200 mm di lunghezza 34 m. A tergo della spalla

sono presenti due muri andatori. Il muro SX presenta spessore variabile (131÷135 cm alla base ed inclinazione interna di 1/10), altezza variabile di 9.69÷10.01 m, sviluppo di 10.20 m ed è fondato su una platea di fondazione di spessore pari a 1.50 m e lunghezza 5.80 m. La palificata di fondazione e costituita da 6 pali trivellati di diametro 1200 mm aventi lunghezza pari a 36.0 m. Alla base del paramento sono presenti n. 5 micropali di lunghezza 20.0 m, armati con tubo in acciaio di diametro 139.7 mm e spessore 10 mm. Il muro DX presenta spessore variabile (131÷135 cm alla base ed inclinazione interna di 1/10), altezza variabile di 9.69÷9.87 m, sviluppo di 6.60 m ed è fondato su una platea di fondazione di spessore pari a 1.50 m e lunghezza 5.80 m. La palificata di fondazione e costituita da 4 pali trivellati di diametro Ø1200 mm aventi lunghezza pari a 36.0 m. Alla base del paramento sono presenti n. 3 micropali di lunghezza 20.0 m, armati con tubo in acciaio di diametro 139.7 mm e spessore 10 mm. La spalla S2 presenta un muro frontale di spessore 2.90 m ed altezza di 3.00 m ed un paraghiaia di altezza variabile 4.65÷4.90 m e spessore di 60 cm. I muri di risvolto presentano sezione variabile con inclinazione di 1/10 del paramento interno fino in sommità, dove si attestano i cordoli stradali. La platea di fondazione, di dimensioni in pianta 9.40 x 27.40 m e spessore 2.20 m, è realizzata su una palificata costituita da n. 20 pali trivellati Ø1200 mm di lunghezza 25 m. A tergo della spalla è presente un muro andatore a spessore variabile (81÷82 cm alla base ed inclinazione interna di 1/10) di altezza variabile di 4.62÷4.75 m, sviluppo di 6.60 m e fondato su una platea di fondazione di spessore pari a 1.50 m e lunghezza 5.80 m. La palificata di fondazione è costituita da 4 pali trivellati di diametro Ø1200 mm aventi lunghezza pari a 15.0 m.

Inquadramento geotecnico La stratigrafia e i parametri geotecnici di calcolo sono stati definiti a partire dai dati disponibili delle prove geotecniche realizzate in sito e in laboratorio e con riferimento al profilo geologico rappresentato nella figura 5.

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In corrispondenza di entrambe le spalle, della pila P1 e della pila P7, nella porzione sommitale il terreno è composto da depositi marini terrazzati, costituiti da strati di ghiaia in matrice sabbiosa (Mag) alternati a strati di sabbie con orizzonti limo-argillosi (Mas); lungo la restante parte del viadotto, i depositi superficiali sono costituiti da depositi alluvionali attuali e recenti stabilizzati (Ala e Alt-a). Lo strato di base è rappresentato dalle argille grigio-azzurre di Avanfossa (App). La falda è stata assunta ad una profondità, misurata a partire dal piano campagna, pari a 4.0 m per la pila P1, 8.80 m per la pila P2, 8.4 m per la pila P3, 7.70 m per la pila P4, 5.20 m per la pila P5, 3.60 m per la pila P6 e 3.60 m per la pila P7. Per quanto riguarda le spalle la falda è stata assunta ad una profondità, sempre misurata a partire dal piano campagna, pari a 6.0 m per la spalla S1 e 2.0 m per la spalla S2.

L’importanza degli strumenti SIP&T Le natura del suolo è costituita da depositi marini ed alluvionali, ghiaie, sabbie, limi e argille. Stratigrafia difficile, a tratti molto dura e con presenza di massi con granulometria superiore a 0,7 m. Tutto ciò ha reso alcuni punti del terreno molto difficili da penetrare. Il parere degli addetti ai lavori è che gli strumenti di SIP&T sono stati fondamentali per la realizzazione dei pali. L’attrezzatura di SIP&T è stata progettata specificamente per questa stratigrafia per poter raggiungere i carichi richiesti, il reparto tecnico e commerciale di SIP&T ha lavorato a stretto contatto con Geovertical per progettare e realizzare gli utensili. Le due aziende hanno una solida collaborazione commerciale e condividono conoscenze ed esperienze. In questo progetto, il rispetto dei tempi è stato sicuramente il driver principale. Per questo motivo le attrezzatture sono state tutte customizzate in relazione alla stratigrafia del terreno, al momento torcente delle perforatrici idrauliche e alla possibilità di poterle utilizzare su entrambe. La preoccupazione principale è stata la presenza di trovanti piuttosto grandi questo perché, incontrando questi massi, se i parametri

di perforazione non vengono modificati, la loro penetrazione diventa molto impegnativa con alta possibilità di danneggiare la parte tagliente degli utensili, i giunti di accoppiamento dei rivestimenti metallici e la testa rotante. SIP&T progetta e produce attrezzatura per perforazioni verticali in base alla coppia e alla spinta della testa rotante della perforatrice tenendo sempre presente la stratigrafia del terreno. I bucket e carotieri sono stati forniti nella versione top di gamma con equipaggiamento originale Betek (Germania) leader nel settore per la fornitura di taglienti progettati per gestire condizioni di perforazione difficili come si è verificato durante la perforazione. Il design degli utensili SIP&T è l’evoluzione di anni di esperienza in diversi cantieri in cui sono state raccolte ed analizzate le

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diverse performance. La geometria della disposizione dei taglienti è ottimizzata per raggiungere eccellenti prestazioni di taglio, il loro passo è stato specificamente progettato per ottenere le migliori caratteristiche di carico/scarico del materiale in uscita dal palo ed idoneo a perforatrici con elevato momento torcente. La geometria di taglio ottimizzata consente velocità di foratura elevate con eccellenti caratteristiche di strappo in caso di roccia, questo grazie alla inclinazione delle lame su cui sono installati i taglienti che aumenta o diminuisce in base alla natura del terreno. La manutenzione è ridotta e semplice: le piastre antiusura sono in hardox HB600 (o simile) sostituibili facilmente e sono altamente resistenti all’usura, mentre lo speciale angolo consente agli scalpelli Betek di affilarsi men-

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                Figura 5 - Profilo geologico di riferimento

 tre girano diminuendo sensibilmente la tati e conici prodotti dall’azienda tedesca filata così da ottenere degli elementi ro loro sostituzione che comunque è estreBetek. Inoltre, tutte le connessioni sono busti e leggeri. Quelli forniti a Geovertimamente facile e rapida. Questi utensili rese impermeabili con l’utilizzo di guarcal sono stati di due diametri: 254/219 e hanno una elevata affidabilità operativa: nizioni. I diversi tipi di taglienti applicati 310/273 mm perché il diametro del palo  qualità e design che derivano da 25 anni sulle scarpe casing sono anch’essi provariava tra 1200 e 1500 mm. La tipologia di esperienza nella progettazione e prodotti da Betek e scelti in base alla tipoloè con cordino di acciaio per velocizzare  duzione di utensili di perforazione. I tubi gia di terreno dove andranno a lavorare. le operazioni di montaggio/smontaggio          durante    da rivestimento (camice metalliche) forIn ogni caso è possibile personalizzare il dei vari elementi la fase di getto niti dalla SIP&T sono progettati per essedesign e il tipo di equipaggiamento in e, tramite due OR applicati, garantire la              re una solida struttura in acciaio saldata accordo alle esigenze del cliente. I tubi tenuta contro infiltrazioni d’acqua. Vista       getto       di alta qualità; i  giunti sono realizzati sono utilizzati, una volta realizla presenza di capitale umano durante le in lega di acciaio con elevata resistenza zato il palo nel terreno e posta in opefasi di gettata del calcestruzzo, la SIP&T     ra         all’usura. In base al momento torcente la gabbia di rinforzo, per procedere ha posto particolare attenzione alla sicudella perforatrice, sono disponibili due alla gettata del calcestruzzo. L’impiego rezza nella realizzazione del contenitore  diverse linee di tubi rivestimento: standi tali tubi è necessario per evitare che dei tubi e della piattaforma dove operadard e rinforzati (è il caso della Geoverla gettata di calcestruzzo si spezzi o cono le persone. Accorgimenti antiscivolo,  tical), la seconda tipologia utilizza una munque presenti delle discontinuità, ed chiusure obbligate nell’area di manovra   e sistemi    speciale lega d’acciaio che conferisce ai  in particolare per evitare contaminazioni del personale di sollevamento giunti un elevato valore di snervamento del calcestruzzo quando acqua e fanghi del contenitore sono alcuni esempi che        meccanico. Il collegamento tra i giunti è vengono utilizzati nella perforazione. I rendono la strumentazione sicura contro assicurato da  bulloni conici, anelli filettubi getto sono costruiti in lamiera   tra-    infortuni. E’ questo un argomento molto caro alla SIP&T che anche nella realizzazione di altri prodotti rappresenta un  riferimento per la sicurezza in cantiere. Il risultato sperato è una alta produzione nonostante una stratigrafia impegnativa. Geovertical ha installando fino a 4 pali al giorno del diametro 1200 mm e 3 del diametro 1500 mm a diverse profondità fino a 50 metri. La fase di trivellazione per singolo palo è stata di circa una ora e mezza mentre la fase di completamen   to palo con posa della gabbia metallica e gettata calcestruzzo con conseguente estrazione della camice è stata di circa una ora. Una ottima produttività e una pianificazione intelligente stanno portato al completamento del progetto nei tempi previsti. Per questi motivi, il management della Geovertical apprezza molto la collaborazione con SIP&T perché gli consente di rispettare il Gantt di progetto, il budget e la soddisfazione del committente.

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Geovertical Style The current 106 Jonica state road has some infrastructural limitations. The work in progress aims to equip this artery with modern and safety works. Geovertical is the protagonist in the construction of the bored piles, and because of the difficult soil stratigraphy it has involved SIP&T for the supply of equipment capable to complete the work properly and in a timely manner. Bored piles have been installed using two hydraulic drilling machines, Comacchio CH650 and BAuer BG36 Premium Line, with, respectively, a torque of 262/365 kNm max, drilling speed of 40/52 rpm max, main winch pull of 250/376 kN, and weight at working conditions of about 71/148 Ton. Geovertical has drilled the piles by arming and cementing them with steel cages. The process involved the use of rotating tools, all made by SIP&T. To guarantee the highest quality, Geovertical uses many verification methods including integrity test on the pile length, bidirectional load test on the bored pile, and digital recording of the execution parameters. CH650 and BG36 used by Geovertical are equipped with instruments that monitor all piling aspects such as depth, correct rotary tools rotation, penetration, and extraction speed.

Works and Geotechnical Framework The Straface viaduct extends for a total length of 632 m. The project involves the use of bored piles of Ø1200 and 1500mm, up to a depth of between 42 and 50 m. The soil stratigraphy is composed of terraced marine deposits, consisting of layers of gravel in a sandy matrix alternating with layers of silt-clayey sands. Surface deposits consist of current and recently stabilized alluvial deposits; a difficult stratigraphy, very hard in some places due to the presence of boulders greater than 0.7m in grain size.

The Importance of SIP&T Tools Experts opinion is that SIP&T tools were crucial for the piles construction. Top of the range buckets and core barrels were supplied, along with equipment manufactured by the German industry-leading company Betek. The tools design is the result of the development of years of experience in several construction sites, whose different performances have been gathered for analysis. The geometry of the cutting edges is optimized to achieve excellent drilling performance, the tool length has been specifically designed to obtain the best loading/unloading characteristics of the material, and suitability is thought for high torque. The optimized cutting geometry allows high drilling speedswith excellent breakout characteristics, and the blades inclination at which the Betek equipments are installed increases or decreases according to the soil nature. Maintenance is reduced and simple: the wear plates are in hardox HB600 (or similar), easily replaceable and highly resistant to wear, while the special angle allows the Betek chisels to sharpen as they turn, reducing significantly the frequency of replacement, which is still extremely easy and fast. These tools have high operational reliability: the quality and design are the culmination of 25 years of expertise in design and manufacture of rotary drilling tools. The casing is designed to be a solid structure in high quality welded steel; the joints are made of alloy steel with high wear resistance. Two different lines of casings are available: standard and reinforced. The latter (such as the one used by Geovertical), uses a special alloy steel that gives the joints a high mechanical yield value. The connection between the male and female joint is secured by means of conical bolts, and by threaded and conical rings manufactured by the German company Betek. Moreover all the connections are water sealed by o-rings. The different types of cutting teeth applied to the casing shoes are

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also produced by Betek and chosen according to the soil stratigraphy they work with. In any case, it is possible to customize design and type of equipment in accordance with the client need. Tremie pipes are used once the reinforcement cage has been installed, to then proceed with the casting of the concrete. The use of these pipes is necessary to prevent the concrete casting from breaking or in any case presenting discontinuities, and to avoid contamination of the concrete when water and mud are used in drilling. Tremie pipes are made of drawn sheet metal in order to obtain strong and light elements. Those supplied to Geovertical were of two diameters: 254/219 and 310/273 mm. Tremie pipes model is with “wire cable”, in order to speed up the assembly/ disassembly of the elements during the casting phase. Two o-rings guarantee the sealing against water infiltrations. Due to the involvement of people during the casting phase, SIP&T draws its equipment with particular attention to safety. Non-slip surfaces forced closures in the personnel maneuvering area, and container lifting systems are some examples of the safety of the equipment against accidents. Safety on site is very important to SIP&T and it is also reflected in the production of other items. The desired result is a high production despite a demanding stratigraphy. Geovertical has installed up to 4 piles per day with a diameter of 1200 mm and 3 with a diameter of 1500 mm, at different depths up to 50 meters. The drilling phase for a single pile took about an hour and a half, while the pile completion phase with the laying of the metal cage and concrete with consequent extraction of the casings took about an hour. Excellent productivity and smart planning are leading to completion of the project on schedule. For these reasons, the management of Geovertical greatly appreciates the collaboration with SIP&T because it allowds them to respect the project Gantt, the budget, and the client satisfaction.

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Attrezzature & Componenti | Innoval Attachments & Components

Fondazioni a controllo avanzato Da startup avanzata, oggi l’azienda genovese ha conquistato una statura da partner tecnologico primario per costruttori e imprese - compreso l’ambito della perforazione - dove avanguardia e connettività per la gestione elettronica e il monitoraggio delle macchine sono ormai indispensabili. Gilberto Pestalozza, creatore e amministratore unico di questa realtà made in Genova, ci spiega il segreto di una società in piena evoluzione

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Gilberto Pestalozza

estende ai comparti più diversificati, dalla nautica al settore ferroviario, dai servizi di nettezza urbana al riciclaggio. In questo spazio di progetti frenetico e reattivo incontriamo Gilberto Pestalozza, per una “conversazione di conoscenza” del mondo complesso di Innoval e del futuro che attende questa impresa tecnologica unico nel suo genere. Ci può delineare un identikit della società tecnologica che ha creato, in relazione alle applicazioni e ai prodotti concepiti da Innoval? I nostri clienti rientrano essenzialmente in tre settori distinti. Il primo riguarda gli OEM (Original Equipment Manufacturer), i costruttori veri e propri di macchine mobili industriali, ai quali forniamo un kit elettronico completo - comprensivo di hardware e software - per la gestione e il controllo della macchina, con la prerogativa di un monitoraggio puntuale da remoto, secondo le attuali indicazioni dell’Industria 4.0.

S

ono passati poco più di sei anni, dalla creazione di Innoval. Eppure, questa realtà tecnologica genovese non potrebbe essere definita, oggi, come una semplice startup innovativa. Piuttosto, l’iniziativa imprenditoriale di Gilberto Pestalozza è diventata a tutti gli effetti un fulcro di valore industriale, al servizio di settori primari nell’ambito della movimentazione, del sollevamento e del controllo dinamico di macchine e impianti. Nelle vicinanze dell’aeroporto della Lanterna, nel quartiere a destinazione industrial-commerciale di Campi, la sede di Innoval è la quintessenza del laboratorio di idee. Qui si progettano e si sviluppano soluzioni hardware e software per il controllo di macchine e veicoli destinati alla cantieristica, comprese le tipologie di gru e perforatrici per fondazioni speciali e altre applicazioni di scavo e trivellazione geotecnica. Ma l’orizzonte delle declinazioni digestione e controllo si

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Di quali tipologie di macchine vi occupate, essenzialmente? Parliamo di macchine per il sollevamento di tutti i generi, innanzitutto. Ma il campo di implementazione dei nostri prodotti tecnologici è il più vasto possibile. Parliamo, a questo proposito, di impianti e macchine destinate alla perforazione e alle fondazioni speciali, che necessitano di un controllo in campo e di una diagnostica puntuale e della massima precisione. Parlando di macchine complesse, potreicitare inoltre i mezzi dedicati agli spurghi oppure all’escavazione a risucchio (molto utilizzata nei cantieri urbani di demolizione), oppure di impianti mobili per la produzione di conglomerati cementizi e di massetti. Si potrebbe continuare all’infinito, citando i Crusher semoventi per la frantumazione di inerti da cava e demolizione, altri mezzi per lo scavo e la movimentazione nelle cave, carri agricoli per la potatura, impianti mobili di saldatura e pompe di distribuzione del calcestruzzo. La nostra esperienza nel campo del controllo dei mezzi mobili risale agli anni Novanta, sulla scorta di un’elettronica dalla derivazione automotive. Erano i tempi in cui Intel, in collaborazione con Bosch, svi-

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luppò il primo chip per reti CAN-bus e un colosso come Mercedes lo utilizzò come bus di comunicazione fra alcune sue centraline. Fu il primo fulcro dello sviluppo. Allora, io intrapresi la prima attività nel settore delle gru portuali e di altre tipologie di mezzi per la movimentazione nei terminal, come i reachstacker. Ecco, sulla scorta di questa esperienza tecnica nel controllo e nel monitoraggio, nel 2015 ho fondato ex-novo questa mia società, con il nome di Innoval e le caratteristiche tipiche di una startup. Il nostro staff si è concentrato sullo sviluppo di sistemi di controllo che includessero set di dati completamente personalizzabili. Ai terminal portuali e logistici, quindi, si sono aggiunti come clienti i parchi siderurgici e ferroviari, i cantieri delle grandi opere infrastrutturali e le grandi imprese. Parlava di tre settori dedicati dell’attività di Innoval. Quali sono le altre aree di intervento principali? La seconda concerne l’accezione che noi chiamiamo IOM (Internet Of Machines). La definizione è ricavata dal più noto acronimo IOT (Internet Of Things) ma il nostro neologismo è più precipuo, coniato in modo diretto sull’applicazione indirizzata al mezzo mobile e registrato da Innoval come marchio vero e proprio. Non abbiamo fatto altro che portare le tecnologie e le esperienze del monitoraggio remoto, già impiegate nel mercato OEM verso clienti costruttori, nel mercato degli utilizzatori finali di questi mezzi, quindi per numeri certamente molto più grandi

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di macchine, dalle tipologie e marchi più vari. L’idea di fornire al cliente utilizzatore un sistema unico di monitoraggio, come già detto per ogni tipologia e marca, per tutto il suo parco mezzi è stata vincente. L’avvento dell’agevolazione fiscale di Industria 4.0 è stato un ulteriore jolly di cui ci siamo avvantaggiati. Arriviamo quindi al terzo settore a cui vi dedicate, quello del revamping. Precisamente. Si tratta dell’aggiornamento tecnologico di tipologie come quelle delle gru mobili portuali, ad esempio. L’evo-

luzione estremamente rapida di sistemi e componenti elettronici richiede alle imprese un rinnovamento integrato degli apparati installati sulle macchine. Attraverso operazioni di manutenzione straordinaria, noi ci occupiamo proprio di questi ammodernamenti sostanziali che risolvono alla base tutte le problematiche di reperimento e di costo per componenti elettronici ormai obsoleti, inoltre, l’uso degli stessi mezzi viene notevolmente migliorato pur restando nei limiti dei valori di targa originali. Una considerazione che viene naturale è quella relativa alla flessibilità di intervento che Innoval conserva nel proprio DNA aziendale. La sua considerazione è molto pertinente. Le faccio un esempio. Quando i nostri tecnici si recano in un terminal portuale per realizzare implementazioni di controllo e monitoraggio su una flotta di macchine - e lo stesso si potrebbe dire del parco macchine di un’impresa di perforazione e di fondazione speciali - trovano spesso squadre di 30 mezzi, per dire, dove non ce n’è uno uguale all’altro, per marchio e tecnologia. In questi casi, impieghiamo per ogni installazione un’elettronica sviluppata da noi per una categoria di mezzi che già conosciamo nel dettaglio più infinitesimale. Sulla parte software, con tutto il corollario di trasmissione e ricezione


dati, server e cloud, lo sviluppo dei nostri prodotti è molto avanzato. Siamo diventati pionieri del monitoraggio remoto conquistando realtà primarie, con flotte di centinaia di macchine, distribuite in diverse strutture a livello mondiale. Questo in relazione all’IOM, ma la stessa cosa si può dire per il revamping, dove la dotazione di sensori e altri sistemi di monitoraggio si estende a mezzi di ogni età, compresa la modalità di abilitazione operatore, tramite badge aziendale, con un controllo sicuro sul personale che ha effettivamente l’autorizzazione a operare con quel determinato veicolo o mezzo operativo. Le dinamiche installabili a bordo sono davvero numerose. Oltre all’abilitazione operatore, potrei menzionarle il check preliminare all’utilizzo, che identifica il nesso e lo scarto temporale in relazione ad eventuali problematiche funzionali contingenti del mezzo e alla possibilità di continuare a utilizzare la macchina anche per un determinato lasso di tempo, prima dell’urgenza di intervento manutentivo. Possiamo

impostare, poi, limitazioni delle velocità di marcia, in funzione del carico sopportato dalla macchina, oppure, ancora, modalità di Geofencing, con il riferimento di mappe apposite sulle zone di transito e di operatività, la delimitazione delle aree di permanenza e intervento. Poi ci

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sono le telecamere. Generalmente, noi ne prevediamo due per ogni macchina, in postazione anteriore e posteriore, con un sistema di registrazione dei frame operativi, utili per identificare circostanze e modalità operative nel caso di incidenti e danneggiamenti. La nostra flessibilità, di-

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ciamo che si estende nel modo più ampio tra IOM e revamping, per una dotazione il più possibile completa e all’avanguardia dell’intera flotta proprietaria. Ora facciamo una sintesi dei sistemi elettronici e dei prodotti che derivano dalla ricerca e dalla produzione Innoval. Sui mezzi che equipaggiamo con le nostre tecnologie, sono implementati essenzialmente sistemi elettronici di controllo globale in real time, con sistema operativo Windows CE, di monitoraggio con LINUX, comunicazione CAN-Bus, protocolli CAN-Open, J1939, FMS. Le macchine, quindi, vengono monitorate da remoto tramite LTE e GPS, con moduli residenti nelle stesse centraline master. Il catalogo dei nostri prodotti comprende visualizzatori e display master, centraline master e slave, sensori e display. Una menzione doverosa vorrei dedicarla al nostro team tecnico, composto attualmente da 12 persone dotate di un’esperienza estesa nell’ambito della progettazione hardware e firmware, nello sviluppo di software, nella produzio-

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ne e nella commercializzazione di sistemi elettronici per l’ambiente automotive. Una squadra di prim’ordine, in grado di supportare in ogni fase il progetto su misura per il cliente e l’applicazione specifica, seguendo puntualmente e in modo indefettibile l’iter di realizzazione e omologazione. Va sottolineato, al riguardo, che Innoval è un’azienda certificata ISO 9001:2015 per i Sistemi di Gestione della Qualità ed è accreditata dal Ministero dei Trasporti per la progettazione e produzione in ambiente automotive. Un risultato di impresa soddisfacente e in piena evoluzione. Direi proprio di sì. Ci è stato conferito lo status di Pmi Innovativa e la nostra politica di investimenti inizia a premiarci. Il nostro fatturato infatti, l’anno scorso, è passato da un milione a 1.600.000 euro, con un incremento straordinario del 65%. Una soddisfazione che premia la nostra intuizione imprenditoriale e la nostra vocazione al perseguimento di una prossimità tecnologica assidua con il cliente multisettoriale.

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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Parole di Scienza | di Roberto Vacca Words of Science

Comunicare meglio, meglio in inglese e in italiano

P

er scrivere in modo leggibile, non basta conoscere grammatica e sintassi. Si devono usare le parole giuste e vanno evitate parole e frasi troppo lunghe. La prima volta che si usa una parola nuova, specie tecnica, va definita chiaramente. I nuovi termini tecnici e scientifici spesso hanno nomi lunghi. Se ci si occupa di genetica, si nominerà spesso l’acido desossiribonucleico e converrà chiamarlo con l’acronimo DNA – chi scrive e chi legge dovrà, però, conoscerne struttura e funzioni. In un testo tecno-scientifico si deve evitare di utilizzare decine o centinaia di acronimi: il lettore trova ardua la lettura, se non è munito di una scheda che li esplicita. Le difficoltà crescono se si cambia lingua. L’inglese MZT (monozygotic twins) suona intedesco EEZ (eineiigen Zwillingen)

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Sia in USA, sia nel Regno Unito si commettono errori di ortografia e punteggiatura gravi e frequenti. Sbagliano anche professionisti, laureati, giornalisti, non solo i meno colti. In USA parecchi manager confessano candidamente: “Il mio spelling è disastroso: corregge tutto la mia segretaria”. In Italia sbagliamo meno perchè la nostra lingua si scrive in modo più standard. La grafia inglese è difficile e bestiale; con i numerosi omofoni e omografi sembra fatta apposta per trarre in inganno [ad es.:”mole” vuol dire: molo, talpa, mole e neo]. La “s” in fondo alle parole serve a fare il plurale regolare. Però, preceduta da un apostrofo, serve a fare il genitivo sassone (the cat’s paw = la zampa del gatto) oppure sostituisce la terza persona singolare del verbo essere di cui si fa cadere la “i”

(it’s good = è buono). Molti anglosassoni, dunque, confondono i modi di usare apostrofo ed “s” e scrivono “our hero’s” (= del nostro eroe) invece di “our heroes” (= i nostri eroi). Scrivono “they’re” (=loro sono) invece di “their” (=il loro). Inondano di apostrofi i loro testi e i loro cartelli, scandalizzando i puristi. Irritano anche me che ho acquisito da mia madre l’esigenza di una puntigliosa correttezza dello spelling inglese. Certo che è una fisima, ma, se scrivessimo tutti osservando le stesse regole, si eviterebbero molti malintesi. In effetti non è davvero frequente che si producano sconcerti dovuti a cattive interpretazioni di testi scritti. Quando accade, dipende meno dall’ortografia che dal modo confuso di costruire le frasi. Dovremmo ricordare sempre che le lingue sono fatte di frasi, non di parole. Fino a pochi secoli fa, anche scrittori di buon livello in una stessa pagina di un libro scrivevano la stessa parola in due o tre modi diversi - e si facevano capire perfettamente. Secondo me anche in italiano molte parole si scrivono in modo curioso e inop-

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portuno. L’uso del “ch” è curioso. Non approvo chi scrive “perké”, “ke”, “ki”. Io, però scrivo “kilometri” perché la “k” è proprio il simbolo del multiplo di mille volte secondo il sistema internazionale di misura valido per legge nel nostro Paese. Scrivo anche “perchè” sebbene il correttore ortografico del mio computer me lo sottolinei in rosso. Va d’accordo con certi amici puristi, uno dei quali mi ha scritto un e-mail per chiedere come mai nei miei testi io non usi l’accento acuto in “perchè”. Le ragioni sono due. La prima è che dovrei spingere il tasto delle maiuscole per scegliere la “é” con l’accento acuto. L’altra è che in italiano non c’è distinzione fra i due accenti: la pronuncia varia a seconda delle regioni, non degli accenti scritti. Propongo, poi, di importare dagli anglosassoni un uso diverso della lineetta “-”. Inserire un inciso fra due lineette - cosa che faccio spesso, se il proto non mi corregge - evidenzia e rafforza la digressione. Un altro uso inglese della lineetta è quello

che indica una pausa con cui avviso il lettore che sto per mostrargli un quasi-sinonimo dell’ultima parola usata o per iniziare una frase rafforzativa non subordinata. È un artificio grafico conciso - economico, che evita l’obbrobrioso uso dell’intercalare “come dire?”. Sia in inglese, sia in italiano si continuano a usare le virgolette in modo inappropriato. Lo scopo è quello di avvisare il lettore che stiamo scrivendo una parola che non è proprio quella giusta. Quella giusta non mi viene in mente, ma tu - lettore accorto -

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mi capisci al volo, dopo che ti ho strizzato l’occhio con le dannate virgolette. C’è anche chi dice “fra virgolette” mentre parla. Lo disapprovo. C’è anche chi fa il gesto di due virgolette graffiando l’aria con l’indice e il medio delle due mani. Abitudine volgare che va evitata. Qualcuno dirà che parlo di dettagli minimi. Certo ci sono argomenti più importanti, ma gli standard non vanno trascurati. Sono importanti in contesti tecnici e informatici. Altro esempio: l’uso internazionale degli scienziati, dei tecnici e dei contabili è quello di dividere con virgole i gruppi di tre cifre dei numeri grandi. Un milione e trecentomila si scrive 1,300,000 . Invece il punto serve a dividere la parte intera di un numero dai decimali. Uno e 75 centesimi si scrive 1.75. In Italia si fa il contrario. È ora di osservare le convenzioni internazionali - tanto più che molti, abituati a leggere testi stranieri, scrivono i numeri secondo la convenzione italiana, ma dicono a voce “sette punto tre” invece di “sette virgola tre”. Si tratterà di preferenze personali, ma quelle che ho manifestato mi paiono meritevoli. Vanno almeno discusse. Va anche fatto lo sforzo di imparare regole e procedure per comunicare correttamente - sfruttando il buon senso. La comunicazione è la linfa di ogni attività civile.

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In questo numero

THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 8 - Maggio/Agosto 2022

13 Casagrande

La Rivista “Perforare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Inserzionisti 7 Marchi Giorgio

5 Comacchio

63 Massenza

87 Concrete News

18 Neron

43 Espi Engineering

9 O.F.S.

59 Fraste

14 Palmieri

39 GeoDrilling

49 Perforare

19 GIS 2023

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I, IV Pipeline

3 Hydrogen

& Gas Expo 2022 11 Sace

Expo 2022 15 Innoval

III Sandvik

II Liebherr

17 Sip&T

Aziende citate B

K

Bauer Macchine Italia 26

Keller

30

Saipem

68

Klemm

26

SIP&T

74

Soilmec

40

Bosch Rexroth

11

D

S

M

Ditch Witch

54

Mait

34

Mediapoint E

& Exhibitions

EGT

60

Enereco

68

P

Epiroc

50

Piacenza Expo

10

10

T Toto Costruzioni Generali

34

Trevi

40

Treviicos

40

Pipeline G Gennaretti

16

GIC

12

& Gas Expo

10, 20

Prato Verde

54

U Ucimu

13

I IATT

64

W

Icop

18

Webuild

12

Innoval

82

Wika

14

90

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