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THE ITALIAN MAGAZINE FOR VERTICAL AND HORIZONTAL DRILLING, SPECIAL FOUNDATIONS, GROUND ENGINEERING, WELL DRILLING, ENVIRONMENTAL DRILLING, TUNNELLING, QUARRYING AND MINING Anno 5 - Dicembre / Gennaio 2019

Fondazioni | Perforazioni| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria | |Gallerie Fondazioni Perforazione pozzi Gallerie Perforazione pozzi Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria estrattiva-mineraria

International Exhibition Drilling & Foundations Piacenza, Italy 30 September - 2 October 2020

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Editoriale

“Dopo un ottimo Geofluid crescono le aspettative per il

Bauma”

Cari Lettori, Dato l’approssimarsi delle festività di fine anno, mi pare opportuno evidenziare alcune note liete che hanno caratterizzato la vita politica di questi ultimi giorni, tra le quali primeggia l’essere riusciti ad evitare le procedure di infrazione da parte della Comunità Europea senza, comunque, sottovalutare il via libera alla prosecuzione dei lavori del Terzo Valico, ma anche l’apertura del cantiere per la demolizione e la successiva ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. Queste notizie vanno a coronare un anno mediamente positivo anche per le aziende italiane del comparto delle perforazioni, soprattutto per quanto riguarda le vendite nei mercati esteri. La mancanza di un piano infrastrutturale in Italia e le incertezze sul futuro di quelle opere che erano già state avviate hanno, infatti, limitato le attività commerciali sul mercato domestico. Nonostante ciò, la 22ª edizione del Geofluid, conclusasi nell’Ottobre scorso, ha totalizzato un più elevato numero sia di espositori che di visitatori esteri, un fatto questo che non solo conferma l’assoluta internazionalità della mostra piacentina (che ha celebrato, tra l’altro, il suo 40° anniversario), ma anche l’elevata specializzazione raggiunta dai numerosi costruttori italiani di macchine, di attrezzature e di strumentazione per la perforazione, le fondazioni speciali e la geotecnica. Con un così elevato numero di partecipanti esteri al Geofluid, aumentano le aspettative per la prossima edizione del Bauma che si terrà a Monaco dal 7 al 14 Aprile prossimi, manifestazione che – avendo ulteriormente ampliato le aree espositive – si prevede totalizzerà anche un più elevato numero di visitatori. Essendo ormai consolidata la leadership mondiale della mostra bavarese tra gli eventi dedicati alle macchine e alle attrezzature per le costruzioni, gran parte delle aziende espositrici si aspettano di avere numerosi incontri commercialmente utili, incontri che potranno anche dare più precise indicazioni su quello che sarà il trend del comparto a livello globale. Si percepiscono, infatti, all’orizzonte problematiche che potrebbero influire negativamente sull’andamento dell’economia, un fatto questo che è stato avvertito dalla FED che negli Stati Uniti ha nuovamente rialzato i tassi di interesse. Difficile, inoltre, prevedere quale sarà l’esito delle elezioni europee della prossima primavera, ma anche quali potrebbero essere le ricadute sull’economia mondiale della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. Come tradizione, PERFORARE darà il massimo risalto alle novità che saranno presentate alla fiera di Monaco, che saranno certamente numerose e in parte alimentate anche da quelle dei costruttori italiani, un contingente questo sempre più numeroso anche per il crescente apprezzamento del “Made in Italy” a livello internazionale. Con queste buone prospettive, cari lettori, colgo l’occasione per augurare a Voi tutti un buon Natale e un felice Anno Nuovo. Fabio Potestà

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Dal 1986, mettiamo le esigenze dei nostri clienti al centro del nostro lavoro, offrendo un servizio personalizzato basato sul continuo miglioramento e sviluppo dei nostri prodotti. Lo facciamo grazie a una gamma completa e innovativa di prodotti e soluzioni hi-tech, progettati e realizzati per soddisfare al meglio i requisiti operativi di cantiere e affrontare anche le applicazioni piĂš impegnative.

Vi aspettiamo al nostro nuovo stand:

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Sommario•3/2018

28 Direttore Responsabile Fabio Potestà Collaboratori Rachele Donati De Conti, Tea Giusti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane, Cristiano Pinotti, Emanuela Pirola Grafica e impaginazione Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com

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STEP TECHNOLOGY Passion for innovation

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ATTUALITÀ

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HPM

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Il mondo nel mirino

GEOFLUID 2018 Festeggiati i primi 40 anni

BAUER Il gigante tuttofare

CASAGRANDE Sulle ali del futuro

FRASTE Restyling in stile Fraste

MAIT Sensibilità costruttiva

SOILMEC/1 CFA per la ceramica

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Ingegneria del sottosuolo: una guida alle tecnologie

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Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & COMMUNICATIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@perforare.it

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Fotografia Archivio Perforare

Pre-stampa e stampa Press Grafica (Gravellona Toce)

EPIROC Intelligente di nome e di fatto

LIEBHERR Da Geofluid a Hong Kong

MARINI QG Anche per il ragno

TES CAR Piccolo è bello

DAT INSTRUMENTS Un tris di servizi

ENERPAC Cilindri e pompe ad hoc

SANDVIK Datemi un martello!

SIREG Injiection Tube System

WEI Momenti di gloria

Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Communication Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2018

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Attualità•Step Technology

Passion for innovation

Progettazione 3D

Step Technology offre soluzioni a 360 gradi per tutte le esigenze in molteplici ambiti, dal sollevamento alla realizzazione di strutture metalliche, dall’automazione industriale all’agricoltura, passando per la geotermia e la perforazione

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tep Technology S.r.l., con sede a Tombolo (PD), dispone di un know-how proveniente da varie realtà storiche nel settore della progettazione meccanica e, principalmente, in quello per il sollevamento e il trasporto di carichi pesanti. L’azienda ha consolidato la sua presenza

nel settore della progettazione e ingegnerizzazione di strutture e macchinari, espandendo le sue esperienze nel campo anche oltre i confini del territorio nazionale, supportandosi con i più moderni software per il disegno in 2D e in 3D, nonché programmi di calcolo avanzati (ansys straus integrati ai software di disegno

L’azienda di Tombolo si avvale di moderni software di progettazione tridimensionale che permettono lo studio e la progettazione di qualsiasi prodotto finito, o componente, con la massima precisione, permettendo di arrivare alla fase di prototipazione con risultati pressoché identici a quello che poi sarà messo in produzione. Nel dettaglio Step Technology offre: Modellazione tridimensionale di parti e assiemi con la possibilità di esportare file in formati : Autodesk Inventor, AutoCAD Mechanical, IGES, STEP, STL, EMS, VRM, VDAFS, ACIS, PDF, TIFF; Modellazione tecnologica di particolari destinati a processi CAD- CAM o di prototipazione rapida; Verifiche funzionali ed eliminazione dei rischi di interferenze e collisioni tra i vari componenti; Ottenimento di un modello tridimensionale utilizzabile direttamente dal costruttore senza necessità di ulteriori modifiche che comportino perdite di tempo e spreco di materiale; Studi di fattibilità; Studi di ottimizzazione della distribuzione delle masse; Studi ergonomici; Lavorazioni e sviluppo lamiere; Esecuzione di esplosi; Rilievo e trasposizione di particolari fisici in modelli solidi parametrici – associativi; Conversione di archivi cartacei in disegni elettronici bidimensionali e in modelli solidi parametrici - associativi.

3D Inventor). Inoltre Step Technology ha introdotto il servizio di costruzione e fornitura di gruppi o parti di macchina per fornire risposte a 360 gradi alle richie-

Chi è Step Technology I progettisti e i tecnici di Step Technology hanno maturato le proprie competenze e professionalità collaborando con aziende di diversi settori. La versatilità, quindi, è l’arma che contraddistingue l’azienda e che le permette di rispondere

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efficacemente alle più diverse sfide e esigenze che i clienti propongono. Al fine di garantire una collaborazione proficua e un flusso di lavoro più rapido ed efficace, Step Technology si impegna a trovare la giusta sinergia con gli uffici tecnici delle aziende

committenti o con eventuali altri studi di progettazione. L’uso dei più aggiornati software di progettazione 2D e 3D consente infatti un interscambio di idee e dati sicuro e compatibile, permettendo una messa a punto del progetto rapida e precisa.

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L’aspo espandibile è un dispositivo utilizzato nelle operazioni di svolgimento o riavvolgimento di bobine di tubo in PVC, solitamente utilizzato nei pozzi o nella irrigazione di aree coltivate. Grazie alla sua versatilità e al suo facile impiego, l’aspo permette di svolgere e riavvolgere bobine di tubo o cavi con diversi diametri, perciò può essere impiegato in svariati lavori tra cui, ad esempio, il sollevamento e la posa di tubazioni per l’estrazione dell’ acqua nei pozzi trivellati.

Green innovation Passion for Innovation Furetto è un dispositivo meccanico ad alimentazione pneumatica appositamente studiato per eseguire tagli radiali all’interno di pozzi con tubazioni in PVC ove, per vari motivi ci sia stata una riduzione di portata causata dall’ostruzione delle feritoie dei filtri esistenti. Così facendo si riesce a ripristinare la portata originaria del pozzo senza dover eseguire una nuova perforazione e, quindi, un nuovo pozzo.

ste del cliente finale. L’altra faccia della Step Technology riguarda l’area “green” che si concretizza nello studio delle energie rinnovabili, provenienti da fonti naturali (sole, vento, acqua) che si affianca al settore della geotermia e perforazione del sottosuolo per la quale la ditta ha progettato e costruito dispositivi studiati nei minimi particolari, per facilitare tutte le operazioni e risolvere le problematiche durante la normale esecuzione del lavoro. I prodotti realizzati per questi settori, infatti, sono frutto di una ricerca e uno sviluppo su esigenze specifiche del cliente. L’ Ufficio Tecnico di Step Technology opera allo scopo di creare sinergie dirette con il cliente per progettare l’attrezzatura più idonea alle necessità dell’utilizzatore finale.

I nostri prodotti sono frutto di una ricerca e sviluppo su esigenze specifiche dei nostri clienti. La nostra produzione comprende: - Fessuratori per tubi in acciaio e pVc - DispositiVi per bloccaggio automatico, delle aste di perforazione e colonne pompanti, per impedirne la caduta accidentale nei pozzi - DispositiVi per il bloccaggio iDraulico (ganasce idrauliche su misura) - aspi motorizzati e manuali per svolgere e riavvolgere tubi PE utilizzati nei pozzi per l’estrazione dell’acqua. - aspi motorizzati e manuali per la posa delle sonde geotermiche. Il nostro Ufficio Tecnico è in grado di risolvere e progettare l’attrezzatura più idonea alle vostre necessità.


Attualità•Step Technology Step Technology

Passion for innovation

Step Technology offers comprehensive solutions for every need in multiple fields, from lifting to manufacturing of metal structures, from industrial to agricultural automation, including geothermal and drilling

S

tep Technology S.r.l., with headquarters in Tombolo (PD), has expertise deriving from various renowned businesses in the mechanical design sector and, mainly, in the heavy load lifting and transport sector. The company has solidified its place in the structural and machinery design and engineering industry, with both na-

3D Design

The Tombolo-based company uses cutting edge three-dimensional design software able to study and design any finished product or component with the utmost precision, thereby reaching the prototype stage with results that are nearly identical to what will then go into production. In detail, Step Technology offers: Three-dimensional modelling of parts and assemblies with the option of exporting files in the following formats: Autodesk Inventor, AutoCAD Mechanical, IGES, STEP, STL, EMS, VRM, VDAFS, ACIS, PDF, TIFF; Technological modelling of details intended for CAD-CAM processes or rapid prototyping; Functional testing and elimination of the risk of interference and collision between the various components; Creating a three-dimensional model that the manufacturer can use directly with no need for further modifications that lead to time and material being wasted; Feasibility studies; Optimisation studies on mass distribution; Ergonomic studies; Sheet metal processing and development; Exploded view rendering; Evaluating and translating physical details into concrete parametric-associative models; Converting paper archives into two-dimensional electronic designs and concrete parametric-associative models.

tional and international field experience and with the support of the most cutting edge 2D and 3D design software, as well as advanced simulation software (ansys - straus integrated with Inventor 3D CAD software). Furthermore, Step Technology has added the service of manufacturing and supplying units or machine parts to provide 360-degree solutions to final customer requests. Step Technology also has a “green” side, which comes to life in the form of research on renewable energy from na-

tural sources (sun, wind, water), alongside the geothermal and underground drilling sector, for which the company has designed and built devices studied down to the last detail to facilitate all operations and solve any issues as work is being done. The products built for these sectors, in fact, are the result of research and development on specific customer needs. The Step Technology technical department works in direct synergy with the customer to design equipment that best suits final user needs.

About Step Technology Step Technology designers and technicians have extensive skills and professionalism gained through partnership with companies from various sectors. Therefore, versatility is the company’s distinguishing strength. which allows it to

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efficiently meet the most varied customer challenges and needs. In order to ensure productive collaboration and a faster, more efficient workflow, Step Technology strives to find the right synergy with the technical departments

of contracting companies or with other design firms. Using the most up-to-date 2D and 3D design software allows ideas and data to be exchanged safely and compatibly in order to quickly and accurately set up the project.

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Attualità

Successo concreto

Bilancio molto positivo per il GIC Giornate Italiane del Calcestruzzo 2018. che si è tenuto a Piacenza la prima settimana di novembre

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abato 10 novembre si è conclusa a Piacenza la seconda edizione del GIC - Giornate Italiane del Calcestruzzo/Italian Concrete Days, l’unica manifestazione italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l’industria del calcestruzzo, la prefabbricazione e il ripristino delle strutture in calcestruzzo armato, anche in zone sismiche. Con 245 espositori, 68 patrocini e 4.909 visitatori, la fiera rappresenta la conferma concreta dell’indice di gradimento da parte degli operatori di tutta la filiera. Gli ingressi sono stati monitorati, calcolati e profilati in tempo reale grazie a un apposito software e sono quindi assolutamente reali.

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“La profilazione e l’individuazione delle aree geografiche di provenienza, nazionali e internazionali, rappresentano per noi un dato molto importante” ha dichiarato Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Communications srl, società organizzatrice dell’evento, “perché per la prossima edizione cercheremo di rafforzare i nostri sforzi commerciali proprio nelle aree geografiche e merceologiche risultate meno rappresentate”. Ottimo anche l’andamento dei 22 convegni: per lo più gremite le sale, elevato il livello dei relatori e molto mirati sul tema del calcestruzzo gli argomenti trattati: innovazione, problematiche tecniche e strutturali, nuove normative, oltre

a numerosi altri. Molto positiva anche la partecipazione espositiva dell’Aeronautica militare, che ha consentito sia agli espositori che ai visitatori del GIC di apprendere le attività specialistiche condotte dal 2° Reparto del Genio Aeronautico con sede a Ciampino. Grande interesse ha suscitato anche il convegno organizzato con la collaborazione della ENAC e dell’Aeronautica militare, che ha consentito di conoscere l’importanza dell’attività di monitoraggio e di manutenzione delle piste, fondamentale ai fini della sicurezza dei voli e degli aeromobili. Molto apprezzate dai visitatori anche le due mostre organizzate dall’Istituto Ita-

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liano del Calcestruzzo dal titolo “Concretezza”, all’interno del padiglione 3: due approfondimenti monotematici dedicati a due tra i più importanti progettisti italiani: “L’opera di Pier luigi Nervi nelle fotografie di Mario Carrieri” e “Sergio Musmeci: Il ponte sul Basento”. “Siamo soddisfatti dei risultati, sia in termini di espositori che di visitatori” ha concluso Potestà al termine della manifestazione. “Abbiamo toccato la soglia dei 5.000 ingressi, ben più del doppio rispetto all’edizione inaugurale del 2016. Un dato significativo, anche tenendo conto della concomitanza con altre fiere nello stesso periodo e delle condizioni meteorologiche in alcune aree geografiche, che hanno sicuramente influito sull’affluenza. Con il GIC l’Italia ha finalmente un evento specializzato dedicato all’intera filiera del calcestruzzo, con una valenza internazionale, considerando l’interesse che riscuote anche all’estero: non a caso tutti gli organizzatori delle maggiori fiere straniere non si sono lasciati sfuggire l’opportunità di visitare la nostra manifestazione”. Numerosi sono stati anche i visitatori del comparto degli aggregati, in quanto l’inerte costituisce l’80 % del calcestruzzo. In generale i visitatori sono stati qualificati e interessati al settore specifico. Va sottolineata anche la presenza dei vertici delle più importanti cementerie italiane. La prossima edizione del GIC si terrà, sempre a Piacenza, dal 29 al 31 ottobre 2020.

Sul podio dei vincitori Come è ormai tradizione, la Cena di Gala organizzata nella serata di venerdì 9 novembre si è conclusa con la premiazione degli ICTA - Italian Concrete Technology Awards, nella sontuosa Galleria degli Alberoni di Piacenza: tredici premi consegnati a rappresentanti di aziende che si sono particolarmente distinte in questo settore. Per ulteriori informazioni: www.icta.it


Intervista•Simone Cartechini - HPM

Il Mondo nel

mirino

Al recente Geofluid abbiamo avuto la possibilità di scambiare alcune battute con Simone Cartechini, Marketing & Sales Manager di HPM, la dinamica società marchigiana fortemente votata al mercato internazionale

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i ha pensato la HPM125 a rappresentare la società marchigiana durante l’ultima edizione del Geofluid di Piacenza. La macchina presente in fiera, che utilizza una base CAT 323FN e sottocarro sempre CAT, sviluppa una coppia massima effettiva di 130 kNm, per un peso complessivo di 35 t. Si tratta di una perforatrice particolarmente apprezzata per le sue performance rapportate al peso ridotto e per la rapidità di configurazione dalla posizione di trasporto a quella di lavoro e viceversa.

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Anche per questo è fortemente richiesta dal mercato nordamericano dove viene spesso utilizzata per realizzare pre-pozzi per petrolio e gas, anche detti “rathole”. Perforare: Come possiamo sintetizzare la recente partecipazione di HPM al Geofluid di Piacenza? Simone Cartechini: La nostra partecipazione al Geofluid si è conclusa molto bene, al di sopra delle aspettative. Infatti, dedicando interamente la nostra produzione al mercato estero, non ci aspetta-

vamo così tanta affluenza presso il nostro stand. Il pubblico italiano ha mostrato un forte interesse per le perforatrici HPM, interesse che riconferma l’importanza della presenza di HPM alle fiere di settore per il mercato domestico. A tale proposito mi preme sottolineare come la capacità di HPM nel realizzare macchine personalizzabili ci stia dando la possibilità di lavorare sulla progettazione di perforatrici seguendo le richieste dei contatti incontrati durante il Geofluid. Del resto, pur essendo nati solo pochi anni fa, ci av-

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valiamo di un team di professionisti della progettazione di macchine da perforazione con esperienza trentennale. Perforare: Possiamo fare un bilancio del 2018 in termini di penetrazione nel mercato e di vendite? Simone Cartechini: Il 2018 è stato sicuramente un ottimo anno in termini di vendite. Abbiamo raddoppiato la produzione rispetto al 2017 soddisfacendo le richieste del mercato USA, che ha finora assorbito il 95% circa delle nostre macchine. Perforare: Partendo da questi risultati lusinghieri, cosa vi aspettate per il 2019? Simone Cartechini: Abbiamo già impegnata la quasi totalità della produzione del 2019 e dedicheremo un 10% di macchine prodotte a nuovi mercati. Un nuovo stabilimento è in fase di ultimazione e questo implementerà la capacità produttiva. I nuovi spazi dedicati all’assemblaggio ed allo stoccaggio ci aiuteranno inoltre a ridurre i tempi di consegna. Stiamo già valutando anche le aspettative per il 2020. Lavoreremo a testa bassa per ottimizzare la gamma e mantenere gli stessi standard qualitativi riconosciuti nei nostri prodotti. Perforare: Quali saranno le principali novità HPM per il 2019? Simone Cartechini: Nel 2019 è prevista la prototipazione di una perforatrice di dimensioni ridotte, sempre montata su base CAT, che riteniamo possa essere idonea anche al mercato Italiano.

Perforare: Quindi è possibile un’evoluzione anche in senso nazionale? Simone Cartechini: Il mercato principale rimarrà quello internazionale. I feedback che riceviamo dagli utilizzatori delle perforatrici HPM sono estremamente positivi, contiamo quindi di continuare con questi mercati ancora per molto. Questo non nasconde il nostro interesse nel veder lavorare le perforatrici HPM anche nel nostro paese.

dal Nord Africa e dell’America Centrale. Nuovi rapporti di collaborazione con rivenditori esclusivi saranno ufficializzati durante il 2019. Tra l’altro stiamo attualmente pianificando l’assistenza post vendita in questi nuovi mercati, che riteniamo sia un punto da non sottovalutare in questo settore.

Perforare: Quali saranno i paesi più interessanti in prospettiva futura? Simone Cartechini: Ci stiamo proponendo ai mercati asiatici, inoltre particolare interesse arriva

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Intervista•Simone Cartechini - HPM Interview

The world is our target At the recent Geofluid, we had the chance to exchange a few words with Simone Cartechini, Marketing & Sales Manager of HPM, the dynamic company based in the Marche region strongly committed to the international market

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he Marche-based manufacturer was represented by the HPM125 model during the last edition of the Geofluid in Piacenza. The machine on display at the tradeshow, which uses a CAT 323FN base and a CAT undercarriage, develops a real maximum torque of 130 kNm, for a total weight of 35 t. This drilling rig is particularly appreciated for its performance in relation to its reduced weight and for how fast it can be configured from the transport position to the work position and vice versa. This is one of the many reasons there is a strong demand for it on the North American market, where it is often used to drill pre-wells for oil and gas, also known as “rat holes”.

Perforare: How can we summarise HPM’s participation at the Geofluid event in Piacenza? Simone Cartechini: Our participation at Geofluid was very successful, beyond our expectations. In fact, since our products are entirely intended for the foreign market, we did not expect so many people to visit our booth. The Italian public showed great interest for HPM’s drilling rigs, confirming once again the importance of HPM’s presence at sector tradeshows for the domestic market. To this regard, I would like to underscore how HPM’s ability to build custom-made machinery is giving us the possibility to

work on the design of drilling rigs by taking into account the request of the people met during the Geofluid tradeshow. After all, although the company is only a few years old, we can rely on a team of professionals with thirty years of experience in the design of drilling equipment. Perforare: How would you evaluate 2018 in terms of market penetration and sales? Simone Cartechini: 2018 has certainly been an excellent year as far as sales are concerned. We have doubled our production compared to 2017, meeting the requests of the U.S. market, which as of today has purchased about 95% of our machines. Perforare: Starting from these flattering results, what do you expect for 2019? Simone Cartechini: Almost the entire

production of 2019 has already been sold, and we will be offering 10% of the machines produced to new markets. A new plant is being completed as we speak, and this will boost our production capacity. New production areas dedicated to assembly and storage will also help us cut down on delivery times. We are also already evaluating the expectations for 2020. We will work really hard to optimize our production range and maintain the same quality standards for which our products are known.

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Perforare: What will be the main HPM novelties for 2019? Simone Cartechini: For 2019, we have planned the prototyping of a compactsize drilling rig, again assembled on a CAT base, which we feel will be suited for the Italian market too. Perforare: So, will you be more present in the domestic market too? Simone Cartechini: The main market will continue to be the international one. The feedback we receive from users of HPM’s drilling rigs are extremely positive, so we intend to continue working with these markets for a long time still. However, this is not meant to hide our

interest in seeing HPM drilling rigs in action in our country too. Perforare: Which countries will be the most interesting ones in terms of the future? Simone Cartechini:We are offering our products on Asian markets; also, special interest is coming from North Africa and Central America. New partnerships with exclusive dealers will be officialised during 2019. Among other things, we are currently planning the after-sales assistance for these new markets, as we feel it is an aspect not to be underestimated in this sector. Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

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Cover Story•Geofluid

FESTEGGIATI I PRIMI

40 ANNI Un’edizione decisamente speciale quella del 2018 per la mostra piacentina che si è svolta in ottobre

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l 2018 è stato indubbiamente un anno speciale per Geofluid, la maggiore fiera italiana specializzata nei comparti delle perforazioni e dei lavori nel sottosuolo sia per la ricerca e l’estrazione dei fluidi sotterranei, sia

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per le fondazioni speciali e i consolidamenti che per le collegate applicazioni geologiche, idrogeologiche, geofisiche, geotecniche e delle bonifiche delle falde e dei siti inquinati. Quest’anno, infatti, Geofluid, che si è

tenuto a Piacenza Expo dal 3 al 6 ottobre, ha compiuto i 40 anni della manifestazione, arrivando così a mandare in scena la sua 22ª edizione sugli oltre 30.000 metri quadri espositivi (coperti e scoperti) del quartiere fieristico.

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Fin dalle sue origini Geofluid accompagna lo sviluppo e l’evolversi del proprio mercato di riferimento. La mostra è cresciuta in dimensioni, completezza delle proposte espositive, nonché in prestigio e autorevolezza internazionale, grazie alla sua impostazione specialistica, alla presenza di aziende leader e di visitatori qualificati, con un aumento costante di quelli esteri. Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno Geofluid è stato sviluppato attraverso le aree tematiche Geotech, Geotunnel, Geocontrol, Nodig e Geotermia.La novità dell’edizione 2018 è stata rappresentata dal macrosettore Geofluid Green, concepito con la volontà di lanciare il settore come uno dei protagonisti della fase di transizione energetica che sta attraversando la nostra società, recependo le linee tracciate dalla Strategia Energetica Nazionale SEN, e proporre la fiera come contenitore, sempre nell’ambito della propria specializzazione, di novità tecnologiche e di indirizzo dei mercati di riferimento, verso un futuro di decarbonizzazione e di energia sostenibile, con principale attenzione alla Geotermia e al Gas. Anche quest’anno Geofluid è stato poi integrato e ulteriormente qualificato da convegni tematici e incontri di studio organizzati dalle primarie Associazioni, Istituzioni, Università italiane e con collaborazioni internazionali.

Le tecnologie di Geoscambio • Impianti a pompa di calore; • Sonde geotermiche (circuito chiuso); • Pozzi di presa e di resa (circuito aperto); • Macchine per la perforazione; • Sistemi avanzati di perforazione ad alta temperatura; • Tubi e malte per sonde geotermiche; • Tubi, filtri, isolamenti per pozzi; • Attrezzature e software per prove e monitoraggio; • Engineering e società di consulenza.

Giuseppe Cavalli, Presidente di Piacenza Expo, durante il convegno inaugurale di Geofluid 2018

GEOFLUID GREEN A distanza di quarant’anni dalla sua nascita Geofluid si trova oggi ad affrontare un contesto di svolta definito di “transizione energetica” verso la decarbonizzazione, proiettato verso un futuro low carbon e di energia sostenibile. Per rispondere a tali rinnovate esigenze energetiche, quella del 2018 è stata l’edizione che ha tenuto a battesimo Geofluid Green, un contenitore di novità, negli ambiti specializzati delle proprie tematiche, da sviluppare attraverso tre linee di indirizzo: Geotermia, il Gas e il GNL. Il tutto in condivisione e sinergia con le linee tracciate dalla SEN (Strategia Energetica Nazionale), dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’Ambiente, dalla legge 22 del 2010 sugli incentivi e dei programmi europei SET PLAN e Horizon 2020. Tra l’altro la Geotermia è già parte integrante da oltre 10 anni della manifestazione. Il settore ha registrato una crescita importante sui mercati esteri e presenta margini di potenziamento. L’edizione 2018 ha visto la Geotermia declinata in tre diverse aree: tecnologie innovative di perforazione; tecnologie per la produ-

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I numeri di Geofluid 2018 • 40 anni di attività: nasceva nel 1952 la “Mostra Nazionale del Metano”; • Oltre 32.000 metri quadri di esposizione, di cui 14.000 coperti; • Oltre 300 gli espositori, il 20% esteri provenienti da 19 Paesi; • 6 diversi settori tematici tra cui il nuovo Geofluid Green (con le macro-aree FocusGas, GeoTermia e GeoGas); • Oltre 30 i convegni, workshop, seminari e corsi di aggiornamento.

zione del vapore; tecnologie con sistemi binari a zero impatto ambientale. I sistemi di Geoscambio, ossia le tecnologie per il risparmio energetico con scambio termico nel sottosuolo, sono state un ulteriore punto di approfondimento di Geofluid Green. Tali tecnologie offrono oggi grandi possibilità di sviluppo in virtù del risparmio energetico che producono e dell’elevata sostenibilità ambientale.

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Cover Story•Geofluid

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Celebrating 40 years

018 has, without a doubt, been a special year for Geofluid, the biggest Italian trade show specialising in the drilling and underground work sector, both in searching and extracting underground liquids, as well as for special foundations and consolidations, in addition to the corresponding geological, hydrogeological, geophysical, geotechnical, ground water and polluted site remediation applications. In fact, this year Geofluid, which was held at the Piacenza Expo showgrounds from October 3rd to 6, celebrated the event’s 40th year, putting up its 22nd edition on the fairground’s more than 30,000 square metres of indoor and outdoor exposition space. From its beginnings, Geofluid has accompanied the development and evolution of its reference market. The trade fair has grown in size and comprehensiveness of expositions, as well as in international prestige and authority, thanks to its specialised approach, the presence of leading companies and qualified visitors, with a steady increase in foreigners. Just like in the previous editions, this year Geofluid focused on the topics of Geotech, Geotunnel, Geocontrol, No-dig, and Geothermal. The 2018 edition debuted the Geofluid Green macro-sector, designed to launch this sector as one of the key players in the energy transition phase our society is going through, guided by the SEN (Nation-

Geoexchange technology • Heat pump plants; • Geothermal probes (closed loop); • Inlet and return wells (open loop); • Drilling rigs; • Advanced high temperature drilling systems; • Tubes and mortar for geothermal probes; • Tubes, filters, insulation for wells; • Equipment and software for testing and monitoring; • Engineering and consulting agency.

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al Energy Strategy), and proposing the trade fair as an umbrella - again within the field of its expertise - of technological innovation and to guide reference markets towards a future of decarbonisation and sustainable energy, focusing mainly on Geothermal and Gas. This year, Geofluid was once again integrated and further qualified by thematic conferences and workshops organised by leading Italian associations, institutions, and universities, along with international collaborations.

GEOFLUID GREEN Forty years after its creation, today Geofluid finds itself facing a definitive “energy transition” turning point towards decarbonisation, projected towards a low-carbon, sustainable energy future. To respond to these updated energy needs, the 2018 edition debuted Geofluid Green, a package of innovation within its specialised fields, which will be developed via three guidelines: Geothermal, Gas, and LNG. All of this is in synergy with plans set out by the SEN (National Energy Strategy), the Ministries of Economic Development and of the Environment, law 22 from 2010 on incentives, and the European SET PLAN and Horizon 2020 programmes. Moreover, Geothermal has already been an essential part of the event for over 10 years. The sector recorded significant growth on foreign markets and shows margins of enhancement. The 2018 edition saw Geothermal branching off into Giuseppe Cavalli, Piacenza Expo President, during the opening conference of Geofluid 2018

The numbers from Geofluid 2018 • 40 years of business: the “National Methane Exposition” began in 1952, which still today shows positive growth; • Over 32,000 square metres of exposition space, of which 14,000 indoor; • Over 300 exhibitors, 20% of which foreigners from 19 countries; • 6 different sectors, including the new Geofluid Green (with FocusGas, GeoThermal, and GeoGas macro-areas); • Over 30 conferences, workshops, seminars, and refresher courses.

three separate areas: innovative drilling technology; steam generating technology; binary system technology with zero environmental impact. Geo-exchange systems, that is, energy saving technology with underground heat exchange, were another point that Geofluid Green examined in detail. This technology today offers important development opportunities due to the energy savings it generates and the high level of environmental sustainability.


E X P E R I E N C E D

I N

D R I L L I N G

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Fondazioni Speciali•Bauer Macchine Italia

Il Gigante tuttofare Presentato al Geofluid il nuovo escavatore tralicciato Bauer MC96. Due i modelli nella flotta noleggio di Bauer Macchine Italia e già al lavoro

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l Geofluid è incontro, mercato, convegni, ma soprattutto macchine. Se poi stiamo parlando di un autentico gigante all’interno di uno degli stand più prestigiosi della manifestazione piacentina, allora il gioco è davvero fatto. Protagonista delle nostre pagine è infatti l’escavatore tralicciato Bauer MC96, che ha catalizzato lo sguardo e l’attenzione dei tanti visitatori del Geofluid, affascinati da una macchina che promette performance di elevato livello e una notevole flessibilità applicativa. Nello specifico lo abbiamo visto equipaggiato con una benna meccanica per diaframmi da 1.500 mm di spessore, in grado di raggiungere una profondità di 55 m, con la possibilità di aumentarla in base alle specifiche richieste di cantiere. Ma l’escavatore tralicciato Bauer MC96 è una macchina poliedrica, pensata per molteplici lavori di fondazione grazie a caratteristiche tecniche uniche, alla pro-

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Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


Dati Tecnici Modello Motore Peso Argani Tiro primo strato Diametro fune Velocità fune Diametro tamburo Joystick Datalogger Pressione idraulica Circuito idraulico argani Circuiti principali Circuiti argano Circuito ausiliario Circuito ralla Sottocarro Contrappesi

Bauer MC96 CAT C 18 Tier 4 final da 563 kW di potenza massima circa 120 t a caduta libera da 35 t ciascuno 2x350 kN 36 mm 65 m/min 836 mm a T per controllare separatamente i 2 argani dispositivo B-Tronic con indicazione e registrazione dei dati di lavoro 320 bar di tipo chiuso per applicazioni duty-cycle 2x430 l/min 2x400 l/min 1x328 l/min 1x204 l/min modello UW 195 BC da 3.980 a 5.310 mm di larghezza fino a 45 t

verbiale solidità e robustezza di tutti i macchinari Bauer e alla massima attenzione per tutti gli aspetti legati alla sicurezza. L’MC96 vanta due argani “free fall” a caduta libera da 35 t ciascuno, un tiro di 130 t e, grazie al circuito idraulico studiato e realizzato per 19 diverse applicazioni, offre la massima fruibilità per

qualsiasi azienda di fondazione. La flessibilità dell’MC96 spazia dai diaframmi a benna o fresa all’utilizzo come battipalo, dalla realizzazione di pali di grande diametro alla vibrocompattazione e vibroflottazione, dal fly drill alla compattazione dinamica, senza dimenticare le opere di sollevamento, CSM, dragaggi,

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eccetera. E se non bastasse, equipaggiato con il sistema jack-up, grazie alla comodità di smontaggio dei tralicci e dei cingoli, l’MC96 è anche di agevole trasportabilità. Nessun problema neppure sul fronte della salvaguardia di chi opera in cantiere. La macchina Bauer è stata concepita

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Fondazioni Speciali•Bauer Macchine Italia logiche e intelligenti che prende il nome di “EEP” Energy-Efficiency-Package, in sostanza un pacchetto di efficienza energetica che garantisce un elevato risparmio nei consumi. Come accennato, l’MC96, grazie a Bauer Macchine Italia, è disponibile per il mercato domestico nel quale può trovare applicazione con l’idrofresa oppure con benna meccanica o idraulica, oltre che per le operazioni di sollevamento e per l’infissione di pali vibrati e palancole. Attualmente i due MC 96 del parco nolo di Bauer Macchine Italia sono entrambi impegnati in cantiere: una macchina viene utilizzata per lavori di sollevamento, mentre la seconda è impiegata per lo scavo di diaframmi con benna meccanica.

Le applicazioni

per garantire i massimi livelli di sicurezza, che vanno dalle tante soluzioni intelligenti pensate per il montaggio e lo smontaggio ai bassi livelli di emissione sonora. Caratteristiche che ne permettono l’utilizzo anche negli ambienti urbani. Del resto pare che Bauer abbia pensato proprio a tutto. Sul versante consumi la macchina è equipaggiata con un sistema

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di raffreddamento e di ventilazione intelligente e variabile: la modalità “Smart Eco” del motore diesel regola infatti i giri del propulsore in base all’effettiva necessità delle pompe idrauliche e dei circuiti chiusi degli argani principali, per permettere un efficiente recupero dell’energia idraulica in tutte le circostanze operative. Un insieme di soluzioni eco-

Molteplici le applicazioni possibili con il nuovo Bauer MC96. • Per idrofresa BC35 e BC40, spessore di scavo da 640 a 1.800 mm, profondità di scavo fino a 120 m con sistema di rotazione e sistema di gestione delle manichette HDS (Hose Drum System), oppure fino a 69 m con HTS (Hose Tensioning System). • Per sollevamento con lunghezza braccio massima di 45,4 m, sollevamento massimo 130 t. • Per pali rivestiti con morsa giracolonna con coppia fino a 11.000 kNm (1.100 t/m) fino a 3.000 mm di diametro e 120 m di profondità. • Per vibroflottazione con uno o due aghi vibranti in contemporanea, entrambi gestiti con la potenza idraulica della macchina base, zona di compattazione da 2,5 a 5 m di diametro. • Per diaframmi a benna idraulica fino alla profondità di 80 m con sistema HDSG (Hose Drum System Grab). • Per compattazione dinamica, con peso da 20 t, altezza di caduta 20 m e braccio da 33,4 m. • Per l’infissione di pali vibrati e palancole.

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Fondazioni Speciali•Bauer Macchine Italia Special Foundations

The All-purpose giant The new Bauer MC96 duty-cycle crane presented at Geofluid. Two models from the rental fleet of Bauer Macchine Italia are already at work

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eofluid means meetings, market, conferences, but most of all equipment. If, moreover, we are talking about a veritable giant inside one of the most prestigious stands at the Piacenza tradeshow, then you have really got it. Indeed, the star of our pages is the Bauer MC96 Lattice boom excavator, which captured the eyes and the attention of the many people who visited Geofluid, totally fascinated by a machine that promises high-level performance and significant flexibility of application. Specifically, the model we saw was equipped with a mechanical grab for diaphragm walls 1,500 mm thick, capable of reaching a depth 55 m, and with the possibility to go even deeper based on the

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The applications Multiple applications are possible with the new Bauer MC96. • For hydromill cutter BC35 and BC40, digging thickness from 640 to 1,800 mm, digging depth up to 120 m with rotation system and HDS (Hose Drum System), or up to 69 m with HTS (Hose Tensioning System). • For lifting with maximum boom length of 45.4 m, maximum lifting 130 t. • For cased piles with a clamp and casing oscillator with torque of up to 11,000 kNm (1,100 t/m) diameter up to 3,000 mm and depth of 120 m. • For vibroflotation with one or two needles vibrating simultaneously, both managed with the hydraulic power of the base machine, compaction area diameter from 2.5 to 5 m. • For hydraulic grab diaphragms up to a depth of 80 m with HDSG (Hose Drum System Grab) system. • For dynamic compaction, with 20-t load, 20-m falling height and 33.4-m boom. • For the driving of vibrated piles and sheet piling.

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specific site requests. The Bauer MC96 is a multi-tasking machine, designed for multiple foundation jobs thanks to oneof-a-kind technical characteristics, to the proverbial solidity and sturdiness of all machinery manufactured by Bauer and to the utmost focus on all safety-related aspects. The MC96 boasts two 35-t free fall winches, a 130-t pulling power and, thanks to the hydraulic circuit studied and built for 19 different applications, it offers utmost usability for any foundation contractor. The flexibility of the MC96 ranges from grab or cutter diaphragm walls to the use as a pile driver, from the large-diameter piles to vibrocompaction and vibroflotation, from fly-drill to dynamic compaction, without forgetting lifting jobs, CSM, dredging, etc. If that is not enough, the MC96 is also easy to transport, since it is equipped with a jack-up system and thanks to the easy disassembly of lattice and tracks. Most importantly, no problems even when it comes to ensuring the safety of those working at the construction site. Bauer machine was designed to guarantee the highest safety levels, ranging from the many smart solutions conceived for the assembly and disassembly to the low sound emission levels. Features that allow it to also be used in urban construction sites. After all, it does seem that Bauer has left nothing to chance. From the consumption standpoint, the machine is equipped with a smart and variable cooling and ventilation system. Indeed, the “Smart Eco” mode of the diesel engine controls the engine revolutions based on the actual need of the hydraulic pumps and of the closed circuits of the main winches, in order to allow efficient recovery of hydraulic energy under all operating

conditions. A set of ecological and intelligent solutions that goes by the name of “EEP” Energy-Efficiency-Package, basically a package that ensures high consumption savings. As already mentioned, thanks to Bauer Macchine Italia the MC96 is available for the Italian domestic market, where it can be used in conjunction with a water jet cutter or with a

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mechanical or hydraulic operations, as well as for lifting operations and for the driving of vibratory piles and sheet piling. Currently, there are two MC 96 in the rental fleet of Bauer Macchine Italia, both working at construction sites: one is used for lifting jobs, whilst the second is used for the digging of diaphragm walls with mechanical bucket.

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In Cantiere Fondazioni Speciali•Casagrande

Sulle ali del futuro

Una Casagrande B175XP in allestimento Displacement Piles per la razionalizzazione, la riqualifica e il potenziamento delle infrastrutture di volo dell’aeroporto Marco Polo di Venezia

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l traffico aereo è in continua evoluzione e le previsioni di traffico evidenziano un incremento che non è possibile affrontare con l’attuale struttura aeroportuale italiana. In particolare, una città tanto bella quanto complessa com’è Venezia, necessita di un terminal di elevato livello sotto tutti i punti di vista. Conscio di questa grande responsabilità, l’aeroporto Marco Polo ha messo in pista (è proprio il caso di dirlo) una serie di interventi strutturali che interessano l’intero terminal. Il Masterplan 2021 prevede il potenziamento delle infrastrutture di volo esistenti, l’ampliamento dei piazzali di

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sosta degli aeromobili, la razionalizzazione dei raccordi e dell’intero sistema di circolazione dei movimenti a terra. Interventi che garantiranno non pochi benefici al terminal veneziano. Tra questi: l’incremento della produttività della pista di volo; la minimizzazione dei tempi di occupazione della pista; la riduzione dei tempi di rullaggio e dei ritardi al gate; il miglioramento del sistema di circolazione a terra e, di conseguenza, anche una riduzione del consumo di carburante e dell’inquinamento atmosferico. Gli interventi prevedono la realizzazione delle nuove pavimentazioni e l’adeguamento alla nuova normativa EASA (ge-


Dati Tecnici Modello Allestimento Profondità raggiungibile Argano pull-down Testa di rotazione Potenza motore diesel Strumentazione elettronica per monitoraggio e registrazione dati

Casagrande B175XP Displacement Piles 19,5 m con prolunga kelly di 6 m spinta 280 kN, tiro 280 kN H18 con coppia di 175 kNm 194 kW Dialog – Jan Lutz

ometria, impianti, e opere idrauliche); la riconfigurazione della pista principale, della pista sussidiaria e dei raccordi di collegamento; l’adeguamento della geometria per l’operatività dell’Airbus A380 e degli aeromobili “Long Haul”; l’adeguamento dei piazzali aeromobili con l’ampliamento di quelli esistenti e la creazione di nuove piazzole di sosta in riferimento ai dati di traffico e al fabbisogno stimato. Come accennato tutti questi interventi si assoceranno alla risistemazione del sistema di circolazione a terra degli aeromobili. I cosiddetti raccordi tra pista e piazzali esistenti saranno infatti migliorati e resi più efficienti attraverso la creazione di nuove vie di movimentazione a terra degli aerei. Per i lavori di fondazione è stata chiamata una Casagrande B175XP in allestimento Displacement Piles. La macchina del costruttore italiano, affidata agli uomini di Bresciana Fondazioni, ha il compito di realizzare 155 pali a spostamento laterale DP con armatura di rinforzo, da 620 mm di diametro e a una profondità di 18 m. Lavorando su un

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In Cantiere Fondazioni Speciali•Casagrande

terreno caratterizzato da una stratigrafia composta da materiale di riporto fino a 1 m di profondità e da 17 successivi metri di argilla bianca compatta, la macchina si è distinta per una produzione giornaliera di 8 pali. Prestazioni che non devono stupire in quanto la B175XP è una macchina equipaggiata con il sistema di controllo Smart Power Management (SPM) per la gestione intelligente della potenza del motore, finalizzato a incrementare le prestazioni e la produttività. L’SPM monitora i flussi di potenza istantanei e, in tempo reale, indirizza la piena potenza disponibile alle funzioni di lavoro.

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Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


Allo stesso tempo, al pari di tutta la serie XP, la perforatrice Casagrande adotta un impianto idraulico Full Load Sensing (FLS) che, tramite una retroazione tra pompe e distributori, porta in pressione solo la quantità di olio richiesta istantaneamente dagli utilizzi. Ciò permette di gestire la richiesta di potenza e di ridurre le dissipazioni, ottenendo un risparmio di carburante che i progettisti Casagrande hanno stimato fino a un massimo del 25%. Notevole anche l’impegno profuso a livello progettuale per migliorare le condizioni di lavoro dell’operatore. La macchina utilizza materiali fonoassor-

benti di ultima generazione, mentre gli scambiatori di calore intelligenti modulano la velocità delle ventole in funzione della quantità di calore da dissipare, riducendo il livello di rumorosità dell’impianto di raffreddamento e il consumo di carburante. La postazione operatore è ergonomica e di massimo comfort e adotta un sistema di comando in grado di monitorare tutte le funzioni lavorative e di operare la diagnostica dei sistemi di lavoro. Il design della B175XP offre

inoltre la massima accessibilità e sicurezza nelle fasi di manutenzione. Tra le peculiarità della macchina citiamo le fiancate ad apertura elettro-idraulica automatica, l’apertura completa del vano motore e la massima accessibilità agli argani e le pedane laterali ripiegabili (offerte in via opzionale). Da segnalare come le fiancate sollevate diventino balaustre di protezione durante le attività di manutenzione nella parte alta della perforatrice.

L’impresa Bresciana Fondazioni, con sede a Mazzano, in provincia di Brescia, è l’impresa che è stata chiamata alla realizzazione dei pali. La società lavora da oltre 30 anni nella realtà delle lavorazioni speciali ed è composta da dirigenti e tecnici che hanno conseguito grande esperienza nel settore dal punto di vista gestionale, pratico e teorico. Nello specifico, la realtà bresciana si occupa di un ampio ventaglio di lavorazioni che comprendono: micropali, ancoraggi, diaframmi, jet grouting, pali cfa, pali fdp, pali trivellati e prove di carico.

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In Cantiere Fondazioni Speciali•Casagrande

Special Foundations

On the wings of the future A Casagrande B175XP with displacement piles set-up for the streamlining, requalification and enhancement of flight infrastructures at the Marco Polo Airport in Venice

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ir traffic volumes are constantly increasing, and the traffic forecasts show that this trend cannot be successfully managed with current Italian airport structure. In particular, a city like Venice, as beautiful as it is complex, needs a high-level terminal from all standpoints. Aware of this huge responsibility, Marco Polo airport has begun a series of structural works that involve the entire terminal. The Masterplan 2021 provides for the enhancement of the existing flight infrastructures, the expansion of aircraft parking areas, the streamlining of the junctions and of

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the entire traffic system of movements on the ground. Jobs that will ensure plenty of benefits to Venice’s airport terminal. Among these: increased runway productivity; reduced runway occupation times; shorter taxing times and delays at the gate; the improvement of the ground traffic system and, consequently, even a reduction in fuel consumption and in air pollution. The jobs include the laying of new flooring and the adaptation to the new EASA regulations (geometry, installations and water works); the reconfiguration of the main runway, of the secondary runway and of the connecting

junctions; the adaptation of the geometry for operation of the Airbus A380 and of “Long Haul” aircraft; the adaptation of aircraft parking areas through the expansion of existing ones and the creation of new parking yards in relation to traffic data and to the estimated requirements. As already mentioned, all these jobs will be associated with the rearrangement of the aircraft ground traffic system. The so-called junctions between runway and existing parking yards will be improved and made more efficient with the creation of new ground pathways of the aircraft. For the foundation jobs, a Casagrande B175XP with displacement piles set-up was called in. The machine devised by the Italian manufacturer, entrusted to the personnel of Bresciana Fondazioni contractor, will be used to install 155 DP lateral displacement piles with reinforcement bar, with diameter of 620 mm and at a

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depth of 18 m. Working on soil characterised by a stratigraphy made up of debris material up to a depth of 1 m and by 17 addition metres of white compact clay, the machine put in a good performance, with a daily production of 8 piles. A performance that should not surprise anyone since the B175XP is a machine equipped with the Smart Power Management (SPM) for the smart management of engine power, aimed at improving performance and increasing productivity. The SPM monitors instantaneous power flows and, in real time, directs the full available power toward the work functions. At the same time, just like the entire XP series, the Casagrande drilling rig is fitted with a Full Load Sensing (FLS) hydraulic system that, through feedback between pumps and distributors, pressurises only the quantity of oil instantaneously requested by the users. This makes it possible

to manage the request for power and reduce dissipation, resulting in fuel savings which Casagrande’s design engineers have estimated up to a maximum of 25%. Great commitment also at the design level, in order to improve the operator’s working conditions. The machine uses

latest-generation soundproofing materials, whilst the smart heat exchangers modulate the speed of the fans in relation to the amount of heat to be dissipated, thus reducing the noise emitted by the cooling system as well as cutting down on fuel consumption. The operator’s station is ergonomic and provides utmost comfort; it features a control system that can monitor all working functions and carry out diagnostics of the work systems. Moreover, the design of the B175XP offers the highest accessibility and safety during maintenance phases. Among the peculiar features of this machine, we can mention the sides with automatic electrohydraulic opening, the fully-openable engine compartment and the maximum accessibility to the winches and the foldable side footboards (offered as optional equipment). Also worthy of mention is how the raised sides become safety parapets during maintenance activities carried out in the top part of the drilling rig.

The Contractor Twith the job of realizing the piles. The company has been working for more than 30 years in the area of special projects, and its executives and technicians possess longstanding experience in the sector from the managerial, practical and theoretical standpoint. Specifically, the company carries out a wide range of works, including: micro piling, anchoring, diaphragms, jet grouting, CFA piles, FDP piles, cased auger piles and load tests.

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Fondazioni Speciali•Fraste

Restyling in stile Fraste Il 2018 di Fraste è stato all’insegna del rinnovamento e dell’ampliamento della gamma Mito dedicata a fondazioni, micropali, tiranti e jet grouting

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L

a grande festa del Geofluid è stata la ciliegina sulla torta di un 2018 Fraste decisamente votato alle fondazioni speciali attraverso un rinnovamento della famiglia di perforatrici Mito, sia in termini di design (sono infatti cambiate per colore e forma) sia in termini di sviluppo tecnologico e tecnico finalizzato all’ottimizzazione della produttività in cantiere. Ripartiamo proprio

dalla manifestazione piacentina, dov’è stata presentata in anteprima, per parlare della nuova Mito 40 CS, una macchina perforatrice adatta a molteplici tipologie di lavoro nel campo delle fondazioni, dell’ingegneria civile (micropali, ancoraggi, tiranti, restauri, eccetera) e dei consolidamenti in genere. Dotata di una centrale idraulica separata, con dimensioni e pesi veramente ridotti, questo

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modello risulta perfetto per operare negli ambienti ristretti e con difficile accesso, sia interni che esterni. Si tratta della prima perforatrice Fraste disponibile con il cosiddetto “Hybrid System”, cioè un sistema elettrico intelligente equipaggiato con batterie di ricarica al litio, finalizzato a movimentare la perforatrice senza l’utilizzo della centrale separata. L’Hybrid System si autoricarica durante la perforazione una volta connessa la centrale di potenza, senza la necessità di utilizzare alcuna presa di corrente esterna. La macchina è inoltre dotata di radiocomando che sovrintende tutte le funzioni di perforazione. Saliamo di categoria con la nuova versione della Mito 60. Compatta, robusta e versatile, questa

Dati Tecnici Modello Motore Potenza Emissioni Corsa Testa rotante Morsa doppia Verricello idraulico Peso macchina Peso centralina

Mito 40 CS Caterpillar 3.4 125 Hp Stage 4 Final 900-2200 mm a 2 velocità 700-1.280 daNm 40-250 mm 1.000 daN 4.300 kg 2.100 kg

Mito 60 Caterpillar 4.4 173,5 Hp Stage 4 Final 4.000-7.000 mm a 3-4 velocità 1.500-3.200 daNm fino a 420 mm 1.000/2.000 daN 18.500 kg -

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Mito 40 Caterpillar 3.4 120 Hp Stage 4 Final 2.500-3.500 mm a 2-3 velocità fino a 1.280 daNm 48-280 mm 1.000 daN 8.100 kg -

macchina da 18,5 t è equipaggiata (in via opzionale) di un cingolo oscillante e si caratterizza per un’elevata stabilità durante le traslazioni e i piazzamenti. Notevole anche la manovrabilità della perforatrice a tutto vantaggio della sicurezza per l’operatore. Ampiamente personalizzabile e disponibile con una vasta scelta di teste di rotazione, martelli idraulici, sistemi a doppia testa e caricatori aste, la Mito 60 è in grado di effettuare ogni tipo di perforazione a rotazione o roto-percussione e può essere equipaggiata con comandi idraulici proporzionali o con radiocomando per le funzioni di traslazione, perforazione e posizionamento della macchina. Chiudiamo in bellezza con la nuova Mito 40 progettata per eseguire micropali, ancoraggi, jet grouting e consolidamenti in generale. Grazie alle sue dimensioni contenute e all’ampia varietà di movimenti raggiungibili attraverso il sistema di articolazione dell’antenna, la Mito 40 può essere utilizzata anche in spazi molto ridotti. Dotata di un circuito idraulico avanzato, può essere equipaggiata con differenti teste di rotazione, martelli idraulici, pompe acqua e fanghi ed è in grado di effettuare ogni tipo di perforazione a rotazione o roto-percussione. La macchina può essere equipaggiata con comandi idraulici proporzionali, oppure con il radiocomando.

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Fondazioni Speciali•Fraste Special Foundations

Restyling in Fraste style The 2018 of the Venetobased manufacturer was marked by the renewal and expansion of the Mito range, dedicated to foundations, micropiling, tie-bars and jet grouting

T

he great party at the Geofluid event was the icing on the cake of a 2018 Fraste definitely dedicated to special foundations, through a revamping of the Mito drilling rigs range, both in terms of design (indeed, their colour

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and shape have changed) and in terms of technological and technical development aimed at optimising productivity at the construction site. Let’s resume precisely from the Piacenza-based event, where the new Mito 40 CS was previewed; a drilling machine suited to multiple types of jobs in the field of foundations and civil engineering (micropiling, anchoring, tie-bars, building restoration, etc.) and ground consolidation jobs in general. Equipped with a separate hydraulic power pack, its truly reduced dimensions and weight make it the perfect model for working in tight spaces which are difficult to access, both indoor and outdoor. This the first Fraste drilling rig with

the so-called “Hybrid System”, in other words a smart electrical system equipped with rechargeable lithium batteries, aimed at moving the drilling rig without using the separate power pack. The Hybrid System self-charges during the drilling once it is connected to the power pack, with no need to use any external socket. The machine is also equipped with remote radio control that oversees all of the drilling functions. Let’s move on to the next category with the new version of the Mito 60. Compact, sturdy and versatile, this 18.5-t machine is equipped (as an option) with an oscillating track, and it is characterised by high stability during translations and

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placements. This drilling rig also features excellent manoeuvrability, to the benefit of the operator’s safety. Highly customisable and available with large choice of rotary heads, hydraulic drifters, dual-head systems and rod loaders, the Mito 60 is able to carry out all kinds of rotary drilling or roto-percussion and can be equipped with proportional hydraulic controls or with remote radio control for the machine translation, drilling and positioning functions. Last but not least, the new Mito 40 is designed to carry out micropiling, anchoring, jet grouting

and ground consolidation jobs in general. Thanks to its small size and the wide variety of movements that can be carried out thanks to the mast articulation system, the Mito 40 can also be used in very narrow spaces. Equipped with an advanced hydraulic system, it can be fitted with different rotary heads, hydraulic drifters, water and sludge pumps, and it is able to carry out all types of rotation or roto-percussion drilling. The machine can be equipped with proportional hydraulic controls or with remote radio control.

Technical data Model Motor Power Emissions Stroke Rotary head Double clamp Hydraulic winch Machine weight Power pack weight

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

Mito 40 CS Caterpillar 3.4 125 Hp Stage 4 Final 900-2200 mm with 2 speeds 700-1.280 daNm 40-250 mm 1,000 daN 4,300 kg 2,100 kg

Mito 60 Caterpillar 4.4 173.5 Hp Stage 4 Final 4,000-7,000 mm with 3-4 speeds 1,500-3,200 daNm up to 420 mm 1,000/2,000 daN 18,500 kg -

Mito 40 Caterpillar 3.4 120 Hp Stage 4 Final 2,500-3,500 mm with 2-3 speeds up to 1,280 daNm 48-280 mm 1,000 daN 8,100 kg -

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Fondazioni Speciali•Mait

SensibilitĂ costruttiva

Abbiamo posto sotto la lente di ingrandimento la Mait HR165, macchina al lavoro in diversi cantieri europei

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Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


È

questo il metodo di lavoro abitualmente utilizzato in Mait e che ne ha decretato il successo a livello internazionale. Il produttore italiano, infatti, da sempre propone macchine di qualità e affidabilità, realizzate attraverso un’approfondita analisi preventiva, che pone al primo posto le caratteristiche meccaniche della perforatrice, da realizzare in funzione delle necessità operative di utilizzo e gestione. Sulla base di questa “sensibilità costruttiva”, Mait ha realizzato la nuova HR165, dove oltre alla versatilità di impiego tecnologico e alla maneggevolezza di utilizzo, l’accento è stato posto sulle performance produttive nei diversi allestimenti. Nel dettaglio, la HR165 è un’attrezzatura automontante con un peso di circa 45 t, allestita su un carro dedicato

a carreggiata variabile da 2.500 a 3.600 mm, così da permetterne un agevole trasporto e nello stesso tempo conferire alla perforatrice le caratteristiche basilari per una sicura stabilità in fase di esercizio. È alimentata con un motore Caterpillar C7 Acert da 186 kW di potenza massima Tier IV, mentre la rotary, robusta e compatta, sviluppa una coppia massima di 170 kNm. Il sistema idraulico è costituito da 6 pompe Rexroth. La flessibilità operativa della macchina italiana è data da un cinematismo dinamico, oggetto di continuo sviluppo e ottimizzazione, che permette un maggior risultato di movimentazione e posizionamento del mast, adeguandosi così più facilmente alle diverse situazioni dell’area di lavoro e delle geometrie di progetto. Inoltre, questa caratteristica consente di poter allestire molteplici kit

tecnologici e utensili di diverso diametro. Nella versione palo trivellato, il sistema di tiro/spinta è realizzato da un cilindro; invece nella versione CFA la macchina può essere equipaggiata con un sistema di spinta supplementare “wire pull down”. In configurazione palo trivellato può essere equipaggiata con un’asta interlocking di 50 m, per un diametro massimo di 1.800 mm e con la predisposizione all’utilizzo della morsa gira colonne. La versione palo a elica continua (CFA), grazie all’estensione di un canotto eliche, può spingersi a una profondità massima di 22 m, con diametro operativo massimo di 800 mm; e tale potenzialità è garantita da una forza di estrazione di 560 kN. In configurazione diaframmi le profondità operative possono arrivare a 26 m, per sezioni di scavo pari a 800x2.500 mm. Le funzioni della HR165 e i parametri operativi di esercizio sono gestiti da un software sviluppato e realizzato internamente da Mait. Tutti i dati sono monitorati e gestiti da un display alloggiato in plancia comandi. La cabina risulta confortevole con un’ottima visibilità perimetrale, con ergonomie consone all’attività di lavoro e alle fasi di accesso.

Mait Tilting System La perforatrice HR165 è in grado di lavorare a 360° anche grazie al sistema di inclinazione posto fra il sottocarro e il corpo macchina e denominato “Mait Tilting System”. Questo permette una correzione supplementare della verticalità della perforatrice, oltre a quella già operata dal cinematismo sul mast. Il “Mait Tilting System” oltre a consentire un maggior controllo e la gestione della verticalità nella fase di perforazione, fa si che ci sia una maggior centratura e bilanciamento di tutte quelle parti, come ad esempio le funi, che possono subire usura a seguito della non corretta linearità in fase di lavoro.

Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria

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Fondazioni Speciali•Mait Special Foundations

Constructive sensitivity We took a very close look at the Mait HR 165, a piece of equipment that is used in various European construction sites

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Fondazioni, Perforazione Pozzi, Gallerie, Geotecnica, Industria Estrattiva-Mineraria


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his is the work method traditionally used at Mait, a method that decreed its success at the international level. Indeed, the Italian manufacturer has always offered machines featuring high quality and reliability, built through an in-depth preliminary analysis that puts in first place the mechanical features of the drilling rig, to be constructed in relation to the operational needs of usage and management. On the basis of this “construction sensitivity”, Mait has developed the new HR165, for which, in addition to the versatility of technological use and manageability, the emphasis was placed on the production performance in the different set-ups. In detail, the HR165 is a self-erecting machine that weighs approximately 45 t, mounted on a widening crawler track from 2,500 to 3,600 mm, so as to make it easy to transport and, at the same time, provide the drilling rig with the basic characteristics for safe stability during the working phase. It fits a Caterpillar C7 Acert 186 kW engine with Tier IV maximum power, whilst the rotary, sturdy and compact, develops a maximum torque of 170 kNm. The hydraulic system consists of 6 Rexroth pumps. The operating flexibility of this Italian machine is given by a dynamic transfer mechanism, constantly developed and optimised, that allows better movement and positioning result of the mast, thus adapting more easily to the various situations of the work area and of the project geometries. Moreover, this feature also makes it possible to equip the machine with multiple technological kits and tools with different diameters.

In the bored pile version, the pull-up/ pull-down system consists of a cylinder; in the CFA version, on the other hand, the machine can be equipped with an additional “wire pull down” system. In the bored pile configuration, it can be

Mait Tilting System The HR165 drilling rig can also work at 360° thanks to the tilting system located between the undercarriage and the machine body, known as “Mait Tilting System”. This allows an additional correction of the drilling rig verticality, on top of the one already carried out by the mechanism on the mast. In

addition to allowing better control and management of the verticality during the drilling phase, the “Mait Tilting System” also ensures a greater centring and balancing of all those parts, such as, for example, the ropes, that may undergo wear as a result of incorrect linearity during the work phase.

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fitted with a 50-m interlocking rod, for a maximum diameter of 1,800 mm and preset for use of the casing oscillator. Thanks to the extension of an auger casing, the Continuous Flight Auger (CFA) pile version can reach a maximum depth of 22 m, with maximum operating diameter of 800 mm; this is guaranteed by an extraction force of 560 kN. In the diaphragms configuration, operating depths can reach 26 m, for excavations sections equal to 800x2,500 mm. The functions of the HR165 and the working parameters are managed by a software program developed and realized within Mait. All data is monitored and managed from a display housed in the control panel. The cab is comfortable and offers excellent perimeter vision, with ergonomics suited to the work activity and to the access phases.

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Fondazioni Speciali In Cantiere•Trevi Soilmec

CFA per la ceramica Il Team Trevi e le macchine Soilmec (una SR-125 HIT e una SR-100) per la realizzazione delle fondazioni di un nuovo magazzino automatico per Atlas Concorde

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onosciuto dagli appassionati di motori di tutto il mondo, Fiorano Modenese fa parte dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, un territorio di quasi 425 km2 con la più alta concentrazione di industrie ceramiche al mondo. Gruppo Concorde è un autentico leader di questo mercato e la sua capostipite, Atlas Concorde, è un player di riferimento nel settore grazie a innovazioni stilistiche e tecniche in continua evoluzione appli-

cate a pavimenti in gres porcellanato e rivestimenti in pasta bianca per ambienti residenziali e commerciali e a grandi formati pensati per gli esterni, le grandi architetture e gli spazi pubblici. Nei primi mesi del 2018 la società ha avviato i lavori di ampliamento degli stabilimenti produttivi all’interno della sede centrale a Fiorano Modenese. A Trevi spa è stato affidato l’appalto per le fondazioni speciali. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo magazzino

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Il terreno Il Comune di Fiorano Modenese fa parte dei comuni sismici classificati in zona 2, cioè di sismicità medioalta, e il suo territorio è caratterizzato, dal punto di vista geologico, da due settori facilmente distinguibili. La zona sud è prevalentemente collinare e presenta un substrato riconducibile a sedimenti marini argillosi e localmente marnosi.

La parte nord, coincidente con la pianura, è caratterizzata da sedimenti di ambiente continentale riferiti a un periodo che va dal Pleistocene all’attuale. Nello specifico dell’area di cantiere, il sottosuolo è di tipo alluvionale, formato da un’alternanza di livelli granulari più grossolani, sabbie e ghiaie in proporzione variabile,

e strati fini di argille e limi. Nella parte centrale è presente uno strato di sabbia con sporadica presenza di ghiaia. È stata inoltre riscontrata la presenza di due falde, una superficiale a 6-7 m dal piano campagna, e una profonda (non in pressione), separate da un unità litostratigrafica composta da argille e limi in proporzione variabile. SG - Sabbia e ghiaia in proporzione variabile SLA - Sabbia, limi ed argille con sporadica presenza di ghiaia LA1 - Limi ed argille in proporzione variabile, superficiali LA2 - Limi e argille in proporzioni variabile, profonde SUB - argille azzurre plioceniche (FAA), elevata consistenza, con componente limosa

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Fondazioni Speciali In Cantiere•Trevi Soilmec automatizzato che si svilupperà su una superficie di 161x37 m. Sarà costituito da una struttura a scaffalature autoportanti in acciaio in grado di contenere oltre 36.000 posti pallet, pari a un carico massimo che supererà le 35.000 t. Per assicurare l’operatività del sistema automatico, il massimo cedimento ammissibile delle fondazioni è di soli 5 cm, con cedimenti differenziali praticamente nulli. Il progetto delle strutture di fondazioni, elaborato dalla Enser di Faenza, prevede una platea di spessore uniforme di 100 cm,

appoggiata su pali aventi la funzione di riduzione e di regolazione dei cedimenti. La caratteristica del suolo (vedi box, ndr.), la vicinanza di fabbricati e la necessità di limitare i materiali di risulta hanno suggerito l’esecuzione dei pali con la tecnica della perforazione in elica continua (CFA - Continuous Flight Auger). Per ridurre al massimo i cedimenti differenziali della platea sono stati adottati pali da 800 mm di diametro, con lunghezza utile variabile: 64 pali a 19 m di profondità, 84 a 28 m, 68 a 31 m

Le gabbie di armatura Le gabbie di armatura dei pali, non collegate alla platea di fondazione, sono composte da una parte superiore di tipo “classico” pre-assemblata con barre longitudinali, spirali e anelli di irrigidimento, e da una parte inferiore - finalizzata a garantire la continuità del palo in caso di evento sismico - realizzata assemblando tre barre longitudinali in un fascio e con distanziatori in acciaio zincato saldati alle barre. Vista la lunghezza delle gabbie di armatura, per il getto del palo si è optato per l’utilizzo di un calcestruzzo auto-compattante di tipo SCC con classe di spandimento SF3.

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e 88 pali perforati sino a 34 m, per un totale di 304 pali. Con profondità crescente dal bordo della platea verso il suo centro, i pali sono disposti su una maglia rettangolare di 4,25x4,5 m, e sono stati realizzati da un piano di lavoro 1 m al di sopra della testa dei pali. Per completare i lavori di fondazione nei tempi prestabiliti sono state utilizzate una Soilmec SR-100, per i pali fino a 28 m, e una nuova SR-125 High Technology “HIT” per i pali più profondi. Quest’ultima si è particolarmente distinta per una produzione media di 23-24 m/h con picchi di oltre 30 m/h. Entriamo nei dettagli. La SR-125 HIT è una macchina multifunzionale in grado di eseguire pali trivellati con asta kelly (LDP), pali a elica continua (CFA), pali eseguiti con elica e rivestimento (CAP), pali a costipamento laterale di terreno (DP) e può essere utilizzata anche per realizzare colonne di terreno consolidato con miscele cementizie (Turbojet). Nello specifico di questo cantiere, per i pali più profondi la macchina doveva arrivare a una profondità effettiva di 35 m (34 m di palo utile più 1 m in testa da scapitozzare). E la SR-125 HIT si è rivelata la scelta corretta, infatti la versione standard di questa perforatrice in configurazione CFA è equipaggiata con un’elica da 30 m sotto la rotary e con una prolunga standard di 6 m può raggiungere i 36 m di profondità. Inoltre nel cantiere di Fiorano, per sfruttare appieno la lunghezza della batteria di eliche e mantenerle pulite, è stato scelto di equipaggiare la perforatrice con un pulitore a stella. In linea generale va segnalato come le prestazioni della SR-125

HIT siano garantite da una rotary da 435 kNm di coppia massima che, progettata con una forma particolarmente compatta e appiattita della cassa, apporta notevoli vantaggi in termini di peso, consentendo minori perdite di tiro in estrazione. L’antenna è in acciaio ad alta resistenza per alleggerire l’attrezzatura e per ottimizzare la stabilità della perforatrice. L’argano principale è alloggiato nella parte superiore del corpo macchina ed è stato generosamente dimensionato per assicurare una forza di estrazione di 1.036 kN. L’alimentazione è affidata a un motore CAT C18 Acert Tier4, da 470 kW a 1.800 giri/min di potenza, mentre il sistema di collegamento tra macchina e antenna di perforazione è a parallelogrammo. Qualora sia necessaria una configurazione di trasporto più snella è possibile smontare le fiancate del sottocarro e la parte inferiore dell’antenna che unitamente alla zavorra porta la macchina a un peso di traslazione inferiore alle 50 t. La cabina è a tutto comfort e di massima facilità di utilizzo. Grazie al software DMS (Drilling Mate System) e a un monitor touch-screen da 12”, l’operatore ha il completo controllo dei dati relativi al funzionamento della perforatrice e di quelli relativi alla tecnologia di scavo utilizzata. Retrovisori e telecamere permettono di controllare a 360° l’area intorno alla macchina, mentre opportuni sistemi d’illuminazione a 10 lux agevolano il lavoro notturno. Notevoli anche le scelte (disposizione di motore e radiatore, cofanature in vetroresina complete di materiale fonoassorbente) studiate per limitare al massimo l’impatto acustico.


Fondazioni Speciali In Cantiere•Trevi Soilmec Special Foundations

CFA for ceramics Team Trevi and Soilmec machines (an SR-125 HIT and an SR-100) for the foundations of a new automatic warehouse for Atlas Concorde

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nown by engine aficionados throughout the world, Fiorano Modenese is part of the Union of Municipalities of the Ceramic District, a territory that covers a surface area of almost 425 km2 with the highest concentration of ceramic industries in the world. The Concorde Group is a veritable leader of this market and its parent company, Atlas Concorde, is a reference player in the sector thanks to constantly evolving stylistic and technical innovations applied to porcelain gres (stoneware) and white paste coatings for residential and commercial environments, as well as for large sized designed for outdoor installations, large architectural works and public areas. During the first months of 2018, the company started jobs aimed at expanding the production plants at the main facility in Fiorano Modenese. Trevi S.p.A. was awarded the contract for special foundations. The project entails the construction of a new automated warehouse that will cover a surface area of 161x37 m. It will consist of a structure with steel self-supporting shelves capable of containing more than 36,000 pallet storage spaces, equal to a maximum load that will be over 35,000 t. To ensure proper operation of the automatic system, the maximum admissible sinking of the foundations is only 5 cm, with practically zero differential sinkings. The project of the foundations structures, drawn up by the Faenza-based Enser, entails a bed of uniform thickness of 100 cm, resting on piles the function of which is to minimise and adjust the sinkings. The soil characteristics (editor’s note, see box), the vicinity of buildings and the need to limit the amount of debris made it advisable to execute the piles using the CFA (Continuous Flight Auger) drilling technique. In order to minimise as much as possible, the differential sinkings of the bed, piles were used with 800-mm and variable useful length: 64 piles at a depth of 19

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m, 84 at 28 m, 68 at 31 m and 88 piles drilled down to a depth of 34 m, for a total of 304 piles. With increasing depth from the edge of the bed towards its centre, the piles are arranged on a rectangular mesh with dimensions of 4.25x4.5 m, and were realised from a work surface located 1 m above the heads of the piles. In order to complete the foundation jobs within the schedule, a Soilmec SR-100 was used for piles up to 28 m, along with a new SR-125 High Technology “HIT” for deeper piles. The latter particularly distinguished itself with an average production of 2324 m/h with peaks of over 30 m/h. Let’s take a closer look. The SR-125 HIT is a multi-functional machine able to execute cased auger piles with Kelly rod (LDP), Continuous Flying Auger piles (CFA), cased auger piles (CAP), displacement piles (DP), and can also be used to realise columns of consolidated soil with cement mixes (Turbojet). In the specific case of this construction site, for the deeper piles the machine had to reach an actual depth of 35 m (34 m of useful pile plus 1 m at the head to be broken off). And the SR-125 HIT turned out to be the right choice. In fact, the standard version of this drilling rig with CFA configuration is equipped with a 30-m auger under the rotary and, with a standard 6-m extension, it can reach a depth of 36 m. Moreover, in the Fiorano construction site, in order to fully exploit the length of the set of augers and keep them clean, it was decided to equip the drilling rig with a star-type overcleaner. Generally speaking, it should be pointed out that the performance of the SR-125 HIT is guaranteed by a rotary with maximum torque of 435 kNm which, designed with an especially compact and flattened shape of the case, results in significant advantages in terms of weight, thus allowing less pull-up losses during the extraction. The mast is made of high-resistance steel to make the machine lighter and optimise

the stability of the drilling rig. The main winch is housed in the upper part of the machine body, and it was generously sized to ensure an extraction force of 1.036 kN. The power supply is entrusted to a CAT C18 Acert Tier4 engine, 470 kW at 1,800 rpm, whilst the connecting system between machine and drilling mast is the parallelogram type. In case a more streamlined transport configuration is necessary, the sides of the undercarriage can be disassembled along with the lower part of the mast which, together with the ballast, brings the machine to a translation weight of less than 50 t. The cab is extremely comfortable and user-friendly. Thanks to the DMS (Drilling Mate System) software and a 12”touchscreen, the operator has complete control of data pertaining to the drilling rig operation as well as of the data related to the excavation technology used. Rear-view mirrors and video cameras provide a 360-degree vision of the area around the machine, whilst suitable 10-lux lighting systems make night work a piece of cake. The solutions adopted to limit as much as possible the acoustic impact are also worthy of mention (position of engine and radiator, bonnets made of fibreglass complete with soundproofing material).

Reinforcement cages The reinforcement cages of the piles, not connected to the foundation bed, consist of an upper part of the “traditional” type, pre-assembled with longitudinal bars, spirals and stiffening rings, and of a lower part aimed at making sure the pile does not break in case of an earthquake - which is made by assembling three longitudinal bars in a bundle and with spacers made of galvanised steel welded to the bars.

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GROUND ENGINEERING: A GUIDE TO TECHNOLOGIES Edited by Federico Pagliacci oundation techniques are as old as the major buildings and engineering works that testify to the constant progress of humanity. The Egyptian pyramids, the Aztec temples built on the swamplands of Mexico, the ancient Roman bridges and aqueducts and the grand buildings and bridges of Venice resting on wooden piles are all still amazing examples of man’s ability to solve foundation-related problems. Problems have increased over time alongside the growth in building requirements; taller buildings, increasingly sophisticated industrial complexes, more daring hydraulic

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works, faster and more receptive roads and communication routes. The Trevi Group, a world leader in the field of ground engineering has always been up to meeting and solving any challenge relevant to soil drilling and consolidation. This book contains all our experience in various foundation engineering technologies, acquired thanks to over sixty years of working in the industry with projects carried out around the world. It is dedicated to those who are approaching this branch of civil engi-

Caratteristiche tecniche volume f.to (chiuso) 23 x 30 cm, pagine 520 Book details Size (closed) 23x30 cm, 520 pages

neering for the first time, as well as those who already work in the sector and are interested in consolidating their knowledge in a field where soil conditions makes every new project a new challenge.

Author: Its author, Federico Pagliacci, is a graduate in civil engineering from Bologna University and became part of the Trevi Group in 1981, joining as a site manager. Since then, he has always been part of the Group, covering various roles within the two companies – Trevi and Soilmec – which both work in the sector of foundation engineering. Functions and roles that have always had as the central theme of his professional development the design, development and promotion of the technologies that are the Group’s heritage.

INGEGNERIA DEL SOTTOSUOLO: UNA GUIDA ALLE TECNOLOGIE a tecnica delle fondazioni è antica come antiche sono le grandi opere che testimoniano il costante progresso del genere umano. Le piramidi egizie, i templi aztechi eretti sui terreni paludosi del Messico, i ponti e gli acquedotti della Roma antica, i palazzi ed i ponti di Venezia fondati su pali in legno, sono ancora mirabili esempi della capacità tecni-

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ca di risolvere i problemi delle fondazioni. Problemi che sono aumentati nel tempo con il crescere delle esigenze costruttive: edifici sempre più alti, complessi industriali sempre più sofisticati, opere idrauliche sempre più ardite, vie di comunicazione sempre più veloci e capaci. Il Gruppo Trevi, leader mondiale nel settore dell’ingegneria del sottosuolo ha sempre saputo affrontare e risolvere le sfide che la perforazione e il consolidamento del suolo comportano. In

A cura di Federico Pagliacci questo volume sono raccolte le esperienze acquisite nelle varie tecnologie dell’ingegneria delle fondazioni, in oltre sessanta anni di attività e con progetti eseguiti in tutto il mondo. Un testo dedicato a chi si affaccia per la prima volta a questa branca dell’ingegneria civile ed a coloro che, operando in questo settore, hanno interesse ad approfondire le proprie conoscenze in un settore dove le condizioni del sottosuolo rendono ogni nuovo progetto una nuova sfida da affrontare.

L’autore: L’autore, Federico Pagliacci, laureato in ingegneria Civile presso l’Università di Bologna, è entrato nel Gruppo Trevi nel 1981, come Capo Cantiere. Da allora ha sempre fatto parte del Gruppo, occupando funzioni diverse all’interno delle due società, Trevi e Soilmec, operative nel settore dell’ingegneria delle fondazioni. Funzioni e ruoli che hanno sempre avuto, come filo conduttore del suo sviluppo professionale, l’ideazione, lo sviluppo e la promozione delle tecnologie patrimonio del Gruppo. Per informazioni e richieste / For information and requests: bookstore@trevigroup.com


Industria Estrattivo-Mineraria•Epiroc

Intelligente di nome e di fatto Con l’aiuto di tre veri esperti del settore andiamo alla scoperta della SmartROC T40 by Epiroc

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egina dello stand Epiroc al Geofluid, la SmartROC T40, che abbiamo visto in anteprima presso la sede Epiroc di Cornaredo, è un vero gioiello, perfetta, unitamente alla sorella minore SmartROC T35, per le cave italiane. Le due macchine si differenziano soprattutto per la perforatrice: la T40 adotta una perforatrice da 25 kW, mentre la T35 utilizza un elemento da 20 kW. Mentre la denominazione è indicativa del diametro dei fori: T40 indica i 4” (cioè 102 mm), mentre T35 identifica fori da 3,5” (pari a 89 mm). “La serie SmartROC”, ci spiega Marco Arato, Business Line Manager Underground Rock Excavation Surface and

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Da sinistra: Marco Arato, Business Line Manager Underground Rock Excavation Surface and Exploration Drilling; Claudio Michielotto, Service Engineer Mining and Rock Excavation Service; e Mario Parravicini, Business Line Manager Mining and Rock Excavation Service

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La macchina protagonista delle nostre pagine è stata esposta al Geofluid e ha poi raggiunto la sua destinazione finale presso la Forniture Esplosivi ed Affini di Bari

Exploration Drilling di Epiroc Italia, “ha segnato il passaggio da una macchina a controllo idraulico a una macchina computerizzata. Un’attrezzatura unica, in cui il nome stesso indica una macchina intelligente, che si distingue dallo standard del mercato per la sua capacità di essere autonoma”. La SmartROC è infatti comandata da un’unità centrale computerizzata e ha la possibilità di gestire la fase di perforazione in maniera automatica. Una volta posizionata la macchina con la slitta sul foro, l’operatore avvia la perforazione che avviene in modo completamente automatico. La SmartROC svolge automaticamente tutte le fasi di regolazione della perforatrice

e il cambio dell’asta fino alla profondità desiderata che è stata preimpostata sul computer di bordo. La fase di recupero delle aste non è ancora automatizzata, anche se i progettisti Epiroc stanno lavorando proprio in questo senso. “Come l’intera gamma SmartROC”, riprende Arato, “anche la T40 e la T35 possono essere equipaggiate, in via opzionale, con un sistema GPS. Grazie a due sensori, uno sul carro e uno sulla slitta, il sistema è in grado, con una precisione di ±5 cm, di indicare all’operatore se si sta posizionando correttamente sul foro. La macchina è comunque mossa dall’operatore, ma in base al piano di volata disegnato a computer, una volta verificato che la slitta è all’interno di un determinato raggio, avvisa l’operatore che si può fermare e posizionare la macchina. A questo punto la slitta si posiziona da sola sul foro, in base alla

sua posizione e all’inclinazione che viene stabilita in fase di progetto, e inizia la perforazione”. Com’è facile intuire, questo comporta una netta riduzione dei tempi di posizionamento ed evita i problemi legati al possibile errore umano. Inoltre, mentre la macchina sta forando in completa autonomia, l’operatore può anche scendere dal mezzo, fare la sua pausa, oppure dedicarsi ad altre attività. Il tutto a vantaggio di un’ottimizzazione del lavoro in cava, dove i costi principali sono imputati al personale e al carburante. “Proprio il risparmio sul carburante”, continua il manager Epiroc, “è uno dei maggiori benefici garantiti dalla SmartROC. Lo standard di mercato prevede compressori che funzionano on/off, cioè acceso/spento: nel momento in cui il serbatoio dispone di aria sufficiente per garantire lo spurgo e la captazione delle polveri il compressore è spento, quan-

Una macchina 4.0 Le SmartROC e le FlexiROC sono dotate del sistema Certiq, che è in grado di reperire tutti i dati della macchina e trasmetterli a un server che permette all’utilizzatore di accedere, via web, a tutte le informazioni. Il sistema consente di visualizzare le ore lavorate, i consumi, gli intervalli di manutenzione, gli eventuali allarmi, le statistiche di utilizzo, eccetera. Inoltre, tramite questo sistema la macchina è in grado di inviare notifiche e, per quanto riguarda gli SmartROC, possono ricevere i piani di volata. Questo, in sostanza, è il concetto che sta alla base dell’industria 4.0. Di conseguenza tutte le SmartROC possono beneficiare dell’iperammortamento.

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Industria Estrattivo-Mineraria•Epiroc

do scende al di sotto di una certa soglia il compressore si riattiva e funziona al 100%. Quindi in fase di perforazione il compressore è quasi sempre acceso. Al contrario lo SmartROC permette all’operatore di regolare la richiesta di aria tramite una manopola in cabina. Il compressore viene quindi regolato in maniera proporzionale e, soprattutto nella fase iniziale del foro, quando non è necessaria tutta l’aria disponibile, l’operatore può dosare la quantità di aria utilizzata. Di conseguenza il motore diesel, che fa funzionare tutte le utenze, viene meno sollecitato. E quindi consuma meno”. Il risparmio di carburante è legato anche alla revisione dell’impianto idraulico. Rispetto alle versioni precedenti (FlexiROC) l’impianto idraulico ha visto una riduzione del 50% delle quantità d’olio nel circuito e una contemporanea riduzione di oltre il 50% del numero dei tubi. Autentica macchina computerizzata, molte funzioni vengono attuate non idraulicamente, ma da moduli elettronici. “Sulla SmartROC T40”, si inserisce Mario Parravicini, Business Line Manager Mining and Rock Excavation Service di Epiroc Italia, “il consumo massimo si assesta sui 16-17 l/h, sulla T35 un poco al di sotto. Ma i consumi dipendono molto dalle regolazioni impostate, questa infatti è una macchina che assorbe energia in base a quanto ne ha bisogno. Se il cliente dosa l’aria nel modo adeguato, i consumi si abbassano ancora di più.

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Le statistiche di alcuni clienti italiani che stanno utilizzando questa tipologia di macchina parlano di consumi medi attorno ai 12-13 l/h”. A seconda della tipologia di batteria adottata, la SmartROC T40 arriva a un massimo di 28 m di profondità. Come accennato, per il mercato Italia si tratta di una tipica macchina da cava, mentre nei paesi scandinavi è utilizzata anche per perforazioni in aree urbane, opportunamente equipaggiata con il silenziatore sulla slitta. “In Italia”, riprende Arato, “stiamo affrontando un certo cambiamento di mentalità. I produttori e gli utilizzatori stanno virando verso la tecnologia Top Hammer, in luogo del Fondo

Foro. Prima di tutto per i consumi più elevati delle macchine Fondo Foro, ma anche per una normativa europea che ha previsto l’abbassamento delle bancate che sono passate dai 20-30 m di alcuni anni fa agli attuali 12-15 m”. Ma come è stata accolta una serie di macchine così evoluta dal mercato domestico? La risposta ce la fornisce Claudio Michielotto, Service Engineer Mining and Rock Excavation Service di Epiroc Italia, che, per il suo ruolo, è sempre a contatto diretto con gli operatori del settore. “In Italia”, afferma, “l’innovazione è spesso vista con diffidenza, però una volta che il cliente inizia a utilizzare la macchina si convince, anche perché si tratta di mezzi più semplici da utilizzare e che richiedono meno esperienza. Al primo impatto si trovano un po’ spaesati, però dopo un paio di settimane le sensazioni sono solo positive. Ovviamente la consegna della macchina è seguita da vari corsi di formazione che spaziano dalla sicurezza all’utilizzo, alla manutenzione ordinaria. Inoltre ogni macchina viene corredata da un contratto di manutenzione che può essere di vari livelli. Il top è rappresentato dal full service, ma in genere in Italia si preferisce un livello intermedio che, a tariffa oraria, comprende tutte le manutenzioni e le verifiche ispettive. Altrimenti ci sono i contratti classici che prevedono visite periodiche secondo lo scadenziario del motore, oppure la versione Economy, solitamente riservata a macchine poco utilizzate o di basso valore”.

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Quarrying Mining Industry

Intelligent in name and in essence With the help of three real experts, let’s discover the SmartROC T40 by Epiroc

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ueen of the Epiroc booth at the Geofluid tradeshow, the SmartROC T40, of which we got a preview at the Epiroc offices in Cornaredo, is a real gem, perfect, together with its smaller sister SmartROC T35, for Italian quarries. The two machines differ above all in terms of the drilling unit: the T40 25-kW rock drill, whilst the T35 uses 20-kW element. Whilst the name indicates the diameter of the holes: T40 means 4” (or 102 mm), whilst T35 identifies 3.5” holes (equal

to 89 mm). “The SmartROC series”, explains Marco Arato, Business Line Manager Underground Rock Excavation Surface and Exploration Drilling of Epiroc Italia, “marked the switch from a hydraulically-controlled machine to a computerised machine. A one-of a kind piece of equipment, with a name that indicates a smart machine, which distinguishes itself from the market standard due to its ability to work autonomously”. Indeed, the SmartROC is controlled by a computerised central unit, and is able to

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manage the drilling phase automatically. Once the machine is positioned with the mast on the hole, the operator starts the drilling, which takes place in a completely automatic mode. The SmartROC automatically carries out all the adjustment phases of the drilling rig and the mast change up to the desired depth, which is pre-set on the on-board computer. The rods recovery phase has yet to be automated, although Epiroc’s design engineers are currently working on it. “Just like the entire SmartROC range”,

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Industria Estrattivo-Mineraria•Epiroc

continued Arato, “the T40 and T35 can also be equipped, optionally, with a GPS system. Thanks to two sensors, one on the carriage and one on the mast, the system is able, with an accuracy of ±5 cm, to inform the operator whether or not he is positioning the mast correctly on the hole. The machine is nevertheless moved by the operator but based on the computer-drawn hole layout; once it has been verified that the mast is within a specific range, it informs the operator that he can stop and position the machine. At this point, the mast positions itself on the hole, based on its position and tilting which is defined during the design phase, and starts to drill”. It’ easy to understand that this entails a significant reduction in positioning times and prevents problems caused by human error. Moreover, while the machine is drilling completely on its own, the operator can also get off the machine, take a break, or carry out other activities. All to the benefit of an optimisation of quarry work, where the main costs are ascribable to personnel and fuel. “It is precisely fuel savings ”, continued Epiroc’s manager, “one of the major benefits guaranteed by the SmartROC. The market standard requires compressors with on/ off operation: the moment in which tank has enough air to guarantee flushing and collection of the dust the compressor is off; when the air volume falls below a certain threshold, the compressor switches back on and works at 100%. Therefore, during the drilling phase the compressor is almost always on.

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On the contrary, the SmartROC allows the operator to adjust the air demand by means of a knob located in the cab. The compressor is therefore adjusted in a proportional manner and, especially during the initial phase of the hole, not all the available air is not needed, the operator can adjust the amount of air used. Consequently, the diesel engine, which operates all the utilities, undergoes less stress. And so it uses up less fuel”. Fuel savings is also tied to the revised hydraulic system. Compared to the previous versions (FlexiROC), the oil quantities in the circuit of the hydraulic system were reduced by 50%, at the same time reducing the number of pipes by more than 50%. Since it is a real computerised machine, many functions are not hydraulically operated, but instead by electronic modules. “The SmartROC T40”, adds Mario Parravicini, Business Line Manager Mining and Rock Excavation Service of Epiroc Italia, “features a maximum fuel consumption of 16-17 l/h, slightly lower on the T35. However, fuel consumption depends greatly on the set adjustments; this machine, in fact, absorbs energy based on how

much energy it needs. if the customer doses the air correctly, fuel consumption is reduced even more. The statistics of certain Italian customers who are using this type of machine report an average fuel consumption of 12-13 l/h”. Depending on the type of rod battery used, the SmartROC T40 can reach a maximum depth of 28 m. As already mentioned, this is a typical quarry machine for the Italian market, whilst in Scandinavian countries it is also used to drill in urban areas, duly equipped with a silencer on the mast. “In Italy”, continues Arato, “we are dealing with a change in the mindset. Both manufacturers and users are changing direction towards the top hammer technology, in lieu of the DTH one. First of all, Down-The-Hole equipment uses up more fuel, but there is also a European Regulation that required the lowering of the banks, which went from 20-30 m of a few years ago to the current 12-15 m”. But how has such a sophisticated series of machines been greeted by the domestic market? The answer is given by Claudio Michielotto, Service Engineer Mining and Rock Excavation Service of Epiroc Italia, who, due to its position, is always in direct contact with sector operators. “In Italy”, he states, “innovation is often viewed with a bit of scepticism. However, once the customer starts to use the machine, he changes his mind, also because it is one of the simplest machines to use and that requires less operator experience. At first, they feel a bit lost, but after a couple of weeks they start to feel comfortable with the machine and the feedback is positive. The delivery of the machine is naturally followed by the various training courses that range from safety to use, including ordinary maintenance. Moreover, each machine comes with a maintenance contract that can be set up with various levels of service. ”.


Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Supply chain of concrete and precast industry PRODUZIONE - MESSA IN OPERA E RIPRISTINO - PREFABBRICAZIONE - PAVIMENTAZIONI CONTINUE - DEMOLIZIONE DELLE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO

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Filiera del calcestruzzo e della prefabbrica

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Perforazioni•Liebherr

Da Geofluid L a Hong Kong Alla fiera Expo Geofluid a Piacenza Liebherr presentava la sua nuova macchina per palificazione e perforazione LRB 18 adatta alle diverse esigenze dei lavori di fondazione profonda

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a LRB 18 di Liebherr è una macchina per la palificazione e la perforazione estremamente versatile, in grado di svolgere operazioni in diverse applicazioni nel settore delle fondazioni profonde. Uno dei modi più frequenti di applicazione per la LRB 18 è la realizzazione di diaframmi con l’ausilio del vibratore Liebherr tipo LV 20. Inoltre, la macchina è adatta per altri lavori di fondazione comuni, inclusa la perforazione con elica continua, doppia testa rotante o con asta Kelly, miscelazione del terreno e lavori di palificazione con un martello idraulico. Benché la macchina prenda il nome dalla lunghezza che può percorrere la slitta, pari a circa

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Durante Geofluid Lo stand Liebherr a Geofluid è stato visitato da numerosi clienti internazionali. Fra questi i rappresentanti dell’impresa danese Holbøll A/S che si sono talmente innamorati della LRB 18 esposta, completa di vibratore Liebherr LV20, da acquistarla seduta stante. La macchina è stata trasportata direttamente in Danimarca alla fine della fiera. Sempre in fiera è avvenuta anche la consegna delle chiavi della nuova LB 28 all’impresa italiana SCS che la utilizzerà nel megaprogetto Citylife a Milano.

17,6 m, uno dei plus su cui Liebherr ha puntato maggiormente l’attenzione è il design compatto della LRB 18 che contiene il peso operativo ad appena 48 t, caratteristica che si traduce in una bassa pressione al suolo. Ma anche in facilità di trasporto e di installazione in cantiere: la LRB 18 può essere infatti facilmente trasportata in un unico pezzo, incluso il contrappeso montato, grazie a un peso di sole 43,5 t. Come opzione, tutte le fasi di carico e configurazione possono essere eseguite tramite telecomando, il che significa che è necessaria una sola persona. Il sottocarro robusto offre un’eccellente stabilità, che può essere ulteriormente aumentata con i supporti posterio-

ri, opzionali. Secondo la lunghezza del leader questa macchina per infissione di pali e perforazione è disponibile in versione LRB 16 o LRB 18. Il leader rigido di circa 14,5 m è in grado di erogare una coppia elevata ed è equipaggiato con un sistema di funi di tiro fino a 200 kN. Inoltre, il sistema di connessione rapida consente il montaggio o il cambio delle attrezzature di lavoro in maniera molto veloce. La comprovata funzionalità della cinematica parallela, che è stata installata in molte machine per la palificazione e la perforazione da Liebherr, offre ampie possibilità di impiego e consente al leader di essere ripiegato all’indietro. Vale la pena, infine, menzionare anche il

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“concetto” di cabina della LRB 18. Particolare attenzione è stata dedicata al miglioramento del comfort dell’operatore. Ciò è stato ottenuto, tra l’altro, attraverso un moderno sistema di climatizzazione, una visuale ottimizzata dalla cabina e un

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Perforazioni•Liebherr sedile dell’operatore ortopedico con regolazione automatica. Tutti gli interruttori, i joystick e i pedali sono posizionati ergonomicamente. Inoltre, una griglia sul tetto e telecamere posteriori e laterali migliorano la sicurezza. Ma il Geofluid non è stato l’unico impegno delle macchine Liebherr durante questo fine 2018. Tre gru cingolate duty cycle hanno infatti recentemente portato a termine i lavori di fondazione per un progetto di edilizia abitativa a Hong Kong. Ciò ha comportato l’installazione di 14 pali, che fungono da fondamenta per l’edificio. La prima fase è stata realizzata mediante due macchine, una HS 885 HD e una HS 8130 HD, ciascuna equipaggiata con una pinza meccanica e un oscillatore. Per raggiungere la profondità necessaria di 50 m, sono stati necessari dieci giorni per ogni palo: il motivo era dovuto alle difficili condizioni del terreno dove sono stati rilevati corsi d’acqua sotterranei e uno strato di roccia estremamente resistente (150 Mpa) per rompere il quale è stato utilizzato il metodo RCD. Ogni palo ha un diametro di 3 m e contiene circa 300 metri cubi di calcestruzzo. Ulteriore criticità di questo cantiere è stata rappresentata dagli

spazi estremamente ristretti a disposizione, in quanto localizzato nel mezzo dell’area residenziale di Kowloon. Questo ha anche influito su altre necessità, come quella per esempio di mantenere limitato il livello delle emissioni sonore: le operazioni di palificazione venivano eseguite solo tra le 7 e le 19, sei giorni alla settimana. Liebherr ha offerto i propri sistemi di assistenza opzionali appositamente progettati per tali applicazioni.

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Utilizzando la modalità Eco-Silent e il controllo automatico dell’arresto motore, per esempio, la velocità del motore può essere ridotta a un livello predefinito. Pertanto, è stato possibile ottenere sia una significativa riduzione del consumo di gasolio, sia una minore rumorosità senza però alcun impatto sull’output operativo. Inoltre, il controllo automatico dell’arresto motore offre una soluzione economica ed ecologica.

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Drilling

From Geofluid to Hong Kong At the Geofluid Expo in Piacenza, Liebherr unveiled its new LRB 18 piling and drilling rig, suited to the various requirements for deep foundation work

T

he Liebherr LRB 18 is an extremely versatile piling and drilling rig that can be used in various applications in the deep foundation sector. One of the ways the LRB 18 is most frequently used is in building diaphragm walls along with the Liebherr LV 20 vibrator. In addition, the rig is fit for other common foundation work, including drilling with continuous flight auger, double rotary head, or kelly drive, soil mixing, and pile driving with hydraulic impact hammers. Although the machine gets its name from the length the sledge can travel (about 17.6 m), one of the pros that Liebherr is highlighting is the LRB 18’s compact design, which limits the operating weight to a mere 48 t, a feature that translates into minimal pressure on the soil. This also makes it easy to transport and install on-site: in fact, the LRB 18 can be easily transported in one piece, including the assembled counterweight, thanks to its weight of just 43.5 t. There is the option of remote controlling all the loading and configuration steps, which

means only one person is required. The sturdy undercarriage offers excellent stability, which can be further enhanced with optional rear supports. Depending on the length of the leader, this piling and drilling rig is available in LRB 16 or LRB 18 versions. At approximately 14.5 m, the fixed leader can generate a high level of torque and is fitted with a winch line system with up to 200 kN pull. In addition, the quick-connect system allows you to attach or change out work equipment very quickly. The tried-and-tested performance of the parallel kinematic mechanism, which Liebherr has installed on many of its piling and driving rigs, offers a wide range of uses and allows the leader to bend backwards. Finally, the “concept” of the LRB 18 cab is worth mentioning. Special care was taken to improve operator comfort. This was achieved through an upgraded heating and air conditioning system, enhanced visibility from the cab, and an automatically adjustable orthopaedic operator seat. All the switches,

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During Geofluid Many international customers visited the Liebherr stand at Geofluid. Among these were representatives from the Danish company Holbøll A/S, who were so taken with the LRB 18 on display, complete with Liebherr LV20 vibrator, that they bought it on the spot. The machine was transported directly to Denmark at the end of the trade fair. Also during the fair, the keys to the new LB 28 were given to the Italian contractor SCS, who will be using it for the mega Citylife project in Milan.

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Perforazioni•Liebherr

joysticks, and pedals are ergonomically positioned. There is also a protective roof grid, as well as rear and side cameras for increased safety. Geofluid was not the only commitment that Liebherr machines had at the end of 2018, however. In fact, three duty cycle crawler cranes recently completed foundation work for a residential building project in Hong Kong. The project required 14 piles to be installed as the foundation for the building. The first step was completed using two machines - an HS 885 HD and an HS 8130 HD,

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each fitted with a mechanical grab and an oscillator. It took ten days per pile to reach the required depth of 50 m due to the difficult soil conditions: there were underground streams and an extremely resistant layer of rock (150 Mpa), which was broken using the RCD method. Each pile is 3 m in diameter and contains about 300 cubic metres of concrete. Another critical factor at this site was the fact that space was extremely limited, as the location was in the middle of the Kowloon residential area. This also affected other requirements, for instance,

limiting noise emission levels: pile driving work was only carried out between the hours of 7 a.m. and 7 p.m., six days a week. Liebherr offered its optional assistance systems specifically designed for these applications. Using EcoSilent mode and the automatic engine stop, for instance, engine speed can be reduced to a preset level. This made it possible to significantly reduce fuel consumption and noise emissions without affecting performance. Furthermore, the automatic engine stop is a low-cost, environmentally friendly solution.

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3rd Edition

An exhibition audited by

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Giornate italiane del del CC alCestruzzo Giornate italiane alCestruzzo ItalIan ConCrete Days ItalIan ConCrete Days Piacenza (Italy) 29-31 October 2020

Piacenza (Italy) 29-31 October 2020

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For info and stand booking - info@gic-expo.it - Ph. +39 010 5704948 Come and see us on our stand at the following events: World of Concrete - Las Vegas The UK Concrete Show - Birmingham The Big 5 Heavy and Middle East Concrete 2019 - Dubai


Perforazioni•Marini QG

Anche per il Ragno

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l recente Geofluid di Piacenza, Marini QG ha saputo attirare gli sguardi dei visitatori con una macchina decisamente particolare, applicata a un escavatore a dir poco inconsueto. Stiamo parlando del modello MR-A300 montato su un escavatore ragno. La macchina base, prodotta da Euromach, è un escavatore pensato per le aree montane, le zone paludose e i canali, in grado di opera-re praticamente ovunque, anche nelle condizioni più estreme. Un escavatore decisamente insolito (che, ve lo assicu-riamo, è uno spettacolo da vedere all’o-pera) in questo caso equipaggiato con una slitta della gamma MR-A di Marini QG, una famiglia di prodotti che trova applicazione dai piccoli miniescavato-ri alle macchine da oltre 30 t. La gamma comprende sette modelli: MR-A80, MR-A100, MR-A120, MR-A200, MR-A300, MR-A500 e MR-A

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Le attrezzature per escavatori di Marini QG sono applicabili a molteplici taglie di macchine: dai miniescavatori agli escavatori da oltre 30 t di peso operativo


800. Tutte le unità MR-A sono controllate da radiocomandi proporzionali per tutte le funzioni di rotazione per tutte le funzioni, incluse rotazione e percussione della testa/martello. In optional sono disponibili versioni con unità trasmittente dotata di un display digitale dove vengono visualizzati molteplici parametri di lavoro, quali: pressioni di esercizio delle varie funzioni idrauliche, e nela linea MR-C anche parametri e diagnostica completa del motore (livelli, pressione olio, consumo carburante, eccetera) e inclinazione della macchina. Da sottolineare come su tutte le attrezzature della gamma l’operatore, durante il lavoro, può verificare il corretto funzionamento dell’unità senza sospendere la propria attività per controllare la strumentazione

a bordo macchina. Come accennato, al Geofluid la società piemontese ha esposto il modello MR-A300 applicato a un escavatore ragno. Quest’unità è equipaggiata con una slitta modello CID300 e la sua struttura permette di essere estesa e di modificare quindi la corsa a seconda delle esigenze. La slitta ha una forza di tiro e di spinta di 5.000 daN e può essere equipaggiata con teste di rotazione fino a 1.500 daNm e martelli a rotopercussione di grande potenza. La MR-A300 permette l’equipaggiamento con ben tre modelli di perforatore (MA 100 ID, MA 200 e MA 500/2 ID) con coppia massima da 100 a 500 daNm, che consentono l’uso

di molteplici tipologie di aste filettate e autoperforanti. Sono sempre tre anche le possibilità per quanto concerne le morse (70/188, 70/230 e 140/310) per diametri che vanno da un minimo di 25-188 mm a un massimo di 140-310 mm. La macchina è dotata di argano idraulico da 500 daNm o da 1.000 daNm. Il peso varia da 1.800 a 2.500 kg a seconda della versione. Le prime unità della MR-A300 su escavatore ragno saranno a breve consegnate alla MQG in Svizzera in vista del loro successivo inoltro al cliente finale.

La MR-C50 Decisamente interessante anche l’unità cingolata MR-C50. Si tratta di un’attrezzatura molto compatta, con un cinematismo del braccio e della slitta che permette di forare in tutte le direzioni. Ha la possibilità di montare la slitta CID300 (già vista sulla MR-A300) e la centrale idraulica può essere diesel o elettrica. In optional la centrale idraulica, da 115 HP, può

essere separata dall’unità idraulica per consentire il lavoro in spazi ristretti, dove è necessario controllare il carico statico e ridurre al minimo le vibrazione e il rumore, come nelle aree altamente urbanizzate. La macchina è ottimizzata per tutti i lavori di ingegneria civile, quali carotaggi, micropali, ancoraggi e consolidamenti.

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Perforazioni•Marini QG Drilling

For the Spider too

The equipment for excavators made by Marini QG can be applied to machines of different sizes: from mini-excavators to excavators with a 30-t operating weight

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uring the recent Geofluid exhibition held in Piacenza, Marini QG was able to grab the visitors’ attention with a machine that is decisively particular, applied to a quite unusual excavator. We are talking about the MR-A300 model mounted on a spider (or “walking”) excavator. The base machine, manufactured by Euromach, is an excavator designed for mountain areas, swamps and waterways, and it is able to work practically anywhere, even under the most extreme conditions. An absolutely unusual excavator (which, take our word for it, is a sight to see at work), in this case equipped with a modular mast from the MR-A range of Marini QG, a family of products that can be applied to small mini-excavators up to 30-t machines. The range includes six models: MRA80, MR-A100, MR-A120, MR-A200, MR-A300 and MR-A500. All MR-A units are controlled by means of proportional remote radio controls for all functions, including the rotation and percussion of the head/drifter. As on option, there are versions available with a transmitter unit equipped with a digital display that shows multiple working parameters,

such as: working pressures of the various hydraulic functions, motor parameters and complete motor diagnostics (levels, oil pressure, fuel consumption, etc.) and machine tilting. It should be noted that on all machines of the range the operator, while working, can check for proper operation of the unit without having to stop what he is doing in order to check the instrumentation on board the machine. As already mentioned, at the Geofluid tradeshow the Piemonte-based company displayed the MR-A300 model applied to a spider excavator. This unit is fitted with a modular mast model CID300; its structure can be extended, thus modifying the stroke depending on the needs of the moment. The modular mast has a pull-up and pull-down force of 5,000 daN, and can be equipped with rotary heads up to 1,500 daNm and with high-power drifters with roto-percussion unit. The MR-A300 can be fitted with three drill models (MA 100 ID, MA 200 and MA 500/2 ID) with maximum torque from 100 to 500 daNm,

that make it possible to use multiple types of threaded and self-drilling rods. There are three possibilities with regards to the clamps as well (70/188, 70/230 and 140/310) for diameters ranging from a minimum of 25-188 mm to a maximum of 140-310 mm. The machine is equipped with a 500 daNm or 1,000 daNm hydraulic winch. The weight varies from 1,800 to 2,500 kg depending on the version. The first units of the MR-A300 mounted on a spider excavator will be delivered shortly to the Switzerland-based company MQG, which will in turn deliver them to the final customer.

The MR-C50 The MR-C50 tracked unit is also quite interesting. This is a very compact machine featuring a boom and modular mast mechanism that makes it possible to drill in all directions. It can be fitted with the modular mast CID300 (already seen on the MR-A300) and the hydraulic pack can either run on diesel or electricity. As an option, the

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115 HP power pack can be separated from the hydraulic unit in order to be able to work in tight spaces, where one needs to control the static load and minimise both vibrations and noise, as in highly populated areas. The machine is optimised for all civil engineering jobs, such as core drilling, micro piles, anchors and consolidations.

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Perforazioni•Tes Car

Piccolo è bello Le miniperforatrici Tes Car sono ideali per risolvere molteplici problematiche di cantiere

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on stiamo parlando di dimensioni aziendali, ma di macchine per la perforazione. Infatti, a fianco del mercato delle perforatrici mastodontiche, c’è un interessantissimo settore in continua espansione, quello delle trivelle di piccole proporzioni. Un settore in cui Tes Car è un autentico pioniere e che oggi rilancia il suo ruolo a livello internazionale con la nuova CF1, probabilmente la


Minipalo Geo-System Il Minipalo Geo-System è costituito da una barra cava in acciaio ≥ S355 del tipo autoperforante, da 32/38/51 mm di diametro. Gli spessori sono variabili in funzione del tipo di barra da utilizzare. Le barre possono essere di lunghezza diversa e collegate con manicotti di giunzione, anche del tipo valvolato. Le barre sono corredate di una punta di perforazione a perdere con bit per i fori in roccia e per l’attraversamento delle murature e trilama per l’attraversamento dei terreni di qualsiasi natura. Lo schema. 1.Tubo d’iniezione della malta cementizia espandente o resina poliuretanica bicomponente espandente per l’ancoraggio della barra al terreno. 2.Armatura del Minipalo-Geosystem con barre ad aderenza migliorata in acciaio Ø 38 mm. 3.Tubo d’iniezione della malta reoplastica a rapido indurimento o betoncino epossidico per l’ancoraggio della barra alla muratura. 4.Preforo su muratura eseguito a sola rotazione con carotatrice dotata di corona diamantata. 5.Malta reoplastica a rapido indurimento o betoncino epossidico per l’ancoraggio della barra alla muratura. 6.Fondazione in muratura esistente. 7.Guarnizione di tenuta. 8.Manicotto in acciaio Ø 51 mm, con valvole di non ritorno. 9.Bulbo di malta cementizia espandente o resina poliuretanica bicomponente espandente per l’ancoraggio della barra al terreno. 10.Bit autoperforante in acciaio.

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trivella da pali più piccola al mondo. Un “giocattolino” di sole 2,5 t, capace di raggiungere i 10 m di profondità con utensili fino a 600 mm di diametro. Ovviamente la coppia a disposizione non permette di perforare la roccia, ma sui terreni medio-morbidi, la CF1 si muove con agilità e fa bene il suo lavoro. La macchina del costruttore marchigiano si rivolge a tutte le imprese, anche di grandi dimensioni, che necessitano di un mezzo agile, ma nello specifico la nuova CF1 è certamente votata alle piccole e medie imprese di palificazioni. Dato il peso contenuto e le dimensioni ridotte, la CF1 può essere caricata su un qualunque mezzo, inoltre non necessita di operatore a terra in fase di lavoro. Il suo habitat di esercizio è ovviamente quello dei cantieri “impossibili”, all’interno di edifici e case per lavori di rinforzo o incremento delle fondamenta esistenti, sotto pensiline e balconi, nelle stazioni della metropolitana, nei passaggi stretti tra due edifici o su terreni con scarsa capacità di sostenere pesi elevati. La nuova CF1 è montata su una base escavatore Case CX18C ma, all’occor-

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Perforazioni•Tes Car renza, può essere allestita su un qualunque miniescavatore di simile taglia già in possesso del cliente. All’interno della gamma Tes Car molto interessanti anche le macchine della linea TES, come la TES20, con centralina separata, e la TES20 Compact con centralina a bordo removibile. La gamma annovera perforatrici versatili, semplici da utilizzare e trasportare, tutte con centralina estraibile, modulabili a seconda delle tipologie di lavoro, con una coppia rotary che spazia tra i 2 e i 23 kNm. Le macchine sono tutte equipaggiabili con diversi kit di perforazione: micropali, sondaggi, pozzi, consolidamenti, tiranti, jet grouting, eccetera. Applicazioni alle quali, da quest’anno, è stata aggiunta anche un’innovativa metodologia di micropali specifici per il consolidamento delle fondamenta esistenti. A seguito dei numerosi terremoti verificatisi in centro-Italia, la domanda di macchinari e attrezzature specifiche per la messa in sicurezza degli edifici è cresciuta esponenzialmente, per questo la società ha

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attrezzato il proprio modello di punta, la TES20 Compact, con un particolare sistema di consolidamento, il Minipalo Geo-System, al quale abbiamo dedicato il nostro box di approfondimento. Questo metodo permette di agire in diversi ambiti quali: il trasferimento del carico e delle sollecitazioni del sistema fondale superficiale a strati di terreno profondi e il consolidamento del terreno delle fondazioni esistenti mediante l’ausilio di resine espandenti e/o cementi espandenti. Si tratta quindi di un’azione diretta, quella sulle fondamenta esistenti, coadiuvata da un’azione indiretta, cioè quella sul terreno adiacente le fondamenta. Ov-

viamente, data la natura di questi lavori, si è costretti ad agire spesso dall’interno di edifici esistenti, dentro scantinati per natura difficili da raggiungere, soprattutto da una macchina perforatrice.

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Drilling

Small is beautiful The Tes Car mini-drilling rigs are the perfect solutions to many problems that may arise at a construction site

W

e are not talking about company size, but rather of drilling equipment. Indeed, next to the market of the huge drilling rigs, there is a very interesting sector that is constantly expanding: the sector of compact drilling rigs. A sector in which Tes Car is a true pioneer and which today relaunches its role at the international level with CF1, probably the world’s smallest pile drilling rig. A “small toy” that weighs just 2.5 t, capable of reaching a depth of 10 m with tools featuring a diameter of up to 600 mm. Obviously, the available torque is not enough to drill through rock, but on medium-soft soil, the CF1 moves gracefully and does a good job. The machine by the Marche-based manufacturer is intended for all companies, even large ones, that need an agile piece of equipment; however, the new CF1 is certainly intended specifically for small and medium-size pile-driving companies. Thanks to its low weight and compact dimensions, the CF1 can be loaded onto any vehicle; moreover, there is no need for an operator on the ground during

the work phase. Its working habitat is naturally the one of the “impossible” worksites, inside building and houses for reinforcement jobs or increase of existing foundations, under roofs and balconies, in metro stations, in narrow alleys between two buildings or on soil unable to withstand high loads. The new CF1 is mounted on a Case CX18C excavator base but, if need be, it can be assembled on any mini-excavator with similar size which the customer already owns. Within the Tes Car range, the TES line equipment is also quite interesting, such as the TES20, with separate power pack, and the TES20 Compact with removable on-board power pack. The range boasts drilling rigs which are versatile, simple to use and transport, all with removable power pack and adjustable according to the type of job to be done, with rotary torque ranging between 2 and 23 kNm. All the machines can be equipped with different drilling kits: micro-piling, surveys, wells, consolidations, tie bars, jet grouting and so on. This year, these applications have been expanded with the addition of an inno-

vative micro-pile methodology specific for the consolidation of existing foundations. Due to the many earthquakes that have taken place in Central Italy, the demand for specific machinery and equipment used to secure buildings has increased exponentially; this is the reason why the company has fitted its leading model, the TES20 Compact, with a special consolidation system, the Minipalo Geo-System, to which we have dedicated our in-depth info box. The method makes it possible to work in different contexts, such as: the transfer of the load and of the stress of the surface foundation system to deep soil layers and the consolidation of the soil of existing foundations by means of expanding resins and/or cement. So, we are talking about a direct action on the existing foundations, assisted by an indirect action, in other words the one on the soil adjacent to the foundations. Of course, given the nature of these jobs, we are often forced to work from the inside of existing buildings, in basements which are, by their very nature, difficult to reach, especially by a drilling rig.

Minipalo Geo-System OThe Minipalo Geo-System consists of a hollow bar made of steel ≥ S355 of the self-drilling type, with diameter of 32/38/51 mm. The thickness varies in relation to the type of bar to be used. The bars can be of different length and connected one to the other by joining sleeves, including the valve type. The bars are equipped with a disposable drilling tip, with a bit for drilling holes in rocks and to go through brick walls, and triple blade for drilling through all kinds of soil.

The diagram 1. Injection tube of the expanding concrete mortar or dual-component polyurethane resin for anchoring the bar to the ground. 2. Reinforcement of the MinipaloGeosystem with steel bars having improved grip Ø 38 mm. 3. Injection tube of quick-hardening reo-plastic mortar or epoxy resin for anchoring the bars to the wall. 4. Drilling in wall carried out with single

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rotation with core drill equipped with diamond crown. 5. Quick-hardening reo-plastic mortar or epoxy resin for anchoring the bar to the wall. 6. Existing masonry foundation. 7. Seal gasket. 8. Steel sleeve Ø 51 mm, with non-return valves. 9. Bulb of expanding concrete mortar or dual-component polyurethane resin for anchoring the bar to the ground. 10. Self-drilling steel bit.

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Attrezzature&Componenti•DAT instruments

Un tris di servizi Dalla parte del cliente con DAT OnSite, DAT WorkShop e DAT OnLine

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l service nel cantiere moderno è fondamentale. Ne è convinta DAT instruments che mette a disposizione dei clienti di tutto il mondo un ventaglio di opportunità davvero uniche. Eccole nel dettaglio. DAT OnSite è il servizio di installazione e di assistenza tecnica in tutto il mondo. “Grazie a questo supporto worldwide”, commenta Amedeo Valoroso, fondatore e titolare di DAT instruments, “siamo in grado di installare i nostri datalogger presso il cantiere, ovunque si trovi, e contestualmente assicuriamo una formazione ad hoc al personale dell’impresa impegnata nel lavoro”. DAT WorkShop è invece il servizio di consulenza presso la sede aziendale di Cairate (Va). Con DAT WorkShop il cliente ha a propria disposizione un tecnico qualificato DAT instruments per un’intera giornata. Allo stesso tempo ha a disposizione strumen-

ti dimostrativi e software, da poter installare e utilizzare in assoluta libertà. Con questo servizio ogni operatore del settore non solo può apprendere tutti i

Per ogni applicazione DAT instruments offre la capacità di personalizzare i propri prodotti che, a seconda del set sensori adottato, possono essere utilizzati per applicazioni quali jet grouting, iniezioni di cemento, TAM grouting, pali valvolati, trivellazioni, DAC test, CFA, deep mixing, soil mixing, DSM, vibroflottazione, diaframmi, idrofrese, prove Lugeon e Lefranc.

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segreti di un datalogger, ma anche toccare con mano come vengono pensati e realizzati i prodotti DAT instruments e verificare la qualità dei componenti utilizzati. Ultimo nato è l’innovativo DAT OnLine. Continua Valoroso: “è un servizio di consulenza che viene effettuato tramite Internet, in videoconferenza, oppure al telefono. Il tecnico DAT instruments assiste il cliente durante tutte le fasi di installazione e di avviamento dello strumento, inviando foto e istruzioni dettagliate dell’installazione dei vari componenti. Infine, il tecnico DAT instruments può installare il software di gestione dati Easy DAT da remoto e assicurare l’adeguata formazione anche sul software stesso”. Questo corso - disponibile per tutti i clienti DAT instruments in Italia e all’estero, in italiano o in inglese - può essere effettuato in diverse modalità: e-mail, telefono, WhatsApp, Skype, Team Viewer, con gli orari e le date definiti in base alle varie necessità. Inoltre, nel caso l’impresa utilizzasse il

nuovo datalogger DAT WideLog, è possibile ricevere assistenza sullo strumento da remoto, potendo agire direttamente sulla sua configurazione.


Equipment&Components

A trio of services

On the customer’s side with DAT OnSite, DAT WorkShop and DAT OnLine

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ervice is crucial at modern worksites. DAT instruments strongly believes this, as it makes available to the customers worldwide a plethora of truly unique opportunities. Here they are in detail. DAT OnSite is the installation and technical assistance service throughout the world. “Thanks to this worldwide support”, comments Amedeo Valoroso, founder and owner of DAT instruments, “we are able to install our dataloggers at the construction site, wherever it is, guaranteeing at the same time ad hoc training to personnel of the company that is carrying out the job”. DAT WorkShop, on the other hand, is the consulting service offered at the company’s offices located in Cairate (Va). With DAT WorkShop, the customer is able to spend an entire day with a DAT instruments qualified technician. At the same time, demo tools and software are made available to the customer, so that they can be installed and used in total freedom. Thanks to this service, all sector operators are not only able to learn

For all applications DAT instruments offers the chance to customize one’s own products which, depending on the set of sensors used, may be used for applications such as jet grouting, cement injection, TAM grouting, boreholes, drillings, DAC test, CFA, deep mixing, soil mixing, DSM, vibroflotation, diaphragm walls, hydromills, Lugeon and Lefranc tests.

all the secrets of a datalogger, but also see first-hand how DAT instruments products are designed and made, as well as verify the quality of the components used. The last addition to the product family is the innovative DAT OnLine. Valoroso explained: “This is a consulting service rendered through the Internet, in video conference, or over the phone. DAT instruments technicians assist the customer during all the installation and start-up phases of the instrument, sending photos and detailed instructions for

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installation of the various components. Lastly, the DAT instruments technician can install the data management software Easy DAT from remote and also guarantee proper training on the software itself”. This course - available to all DAT instruments customers in Italy and abroad, in Italian or in English - can be held in different ways: e-mail, telephone, WhatsApp, Skype, Team Viewer, with the course times and dates defined on the basis of the various needs. Moreover, in case the company uses the new DAT WideLog datalogger, it can receive remote assistance on the instrument, thus being able to act directly on its configuration.

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Attrezzature&Componenti•Enerpac

Promo sicurezza Fino al 28 febbraio Enerpac offre ai clienti la promozione Trade-In and Trade-Up che consiste nel riconsegnare pompe e cilindri idraulici per sostituirli con prodotti Enerpac originali. In questo modo è possibile aumentare il livello di sicurezza, produttività e qualità a un prezzo davvero interessante. Per ulteriori dettagli è sufficiente contattare il distributore Enerpac di zona (https:// www.enerpac.com/it/ distributors).

Cilindri e pompe ad hoc

Enerpac propone alcune specifiche gamme di cilindri idraulici e pompe a batteria che si attagliano bene ad applicazioni in ambito perforazioni e fondazioni

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onosciuta principalmente per le proprie soluzioni nel comparto heavy lifting, utensili idraulici ad alta pressione, prodotti a forza controllata e soluzioni per il posizionamento preciso dei carichi pesanti, Enerpac è una multinazionale in grado di offrire la giusta soluzione a ogni

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esigenza, con prodotti che vanno dal più piccolo cilindro idraulico a sistemi completi di sollevamento e posizionamento eseguito da computer. Da ciò l’innegabile possibilità che alcuni suoi prodotti possano trovare una giusta collocazione anche nei cantieri di perforazione o di realizzazione di fondazioni. Tra questi

è possibile indicare sicuramente i nuovi cilindri telescopici ad altezza ridotta e le nuove pompe a batteria ad alte prestazioni. Perché abbiamo scelto queste due diverse tipologie di prodotti? Perché in entrambi i casi si tratta di attrezzature in grado di unire prestazioni di alto livello a dimensioni di trasporto e uso davvero ridotte. E lo spazio, si sa, è spesso uno dei problemi principali nei cantieri dove operano perforatrici e macchine per le palificazioni. I nuovi cilindri telescopici ad altezza ridotta (Low Height Telescopic Cylinders) sono proprio progettati per quelle applicazioni in cui occorre un cilindro con una corsa più estesa in uno spazio ristretto. Il trattamento di carbonitrurazione interno ed esterno garantisce una resistenza eccezionale ai carichi laterali e alla corrosione per un uso sicuro in condizioni estreme. La corsa più estesa dei cilindri telescopici permette inoltre di risparmiare tempo e di semplificare i lavori grazie allo spostamento del carico su distanze maggiori senza il ricorso a blocchi di supporto temporanei. I cilindri serie RLT sono disponibili con due o tre pistoni e possono sollevare carichi fino a 40

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Cilindri telescopici ad altezza ridotta Capacità: 4,4 - 74,1 t; A semplice effetto, con ritorno a gravità; Carico laterale pari al 3% della capacità complessiva; Trattamento di carbonitrurazione anticorrosione per una protezione ottimale delle superfici; ✳ Utilizzabili in spazi ristretti; ✳ Fori per un fissaggio semplice con bulloni. ✳ ✳ ✳ ✳

mm in un unico movimento. Le pompe idrauliche cordless ZC-Series, invece, combinano le prestazioni di una pompa elettrica con la comodità e la portabilità di una pompa a batteria, realizzando una combinazione di portatilità, velocità e sicurezza. Senza fili, le pompe ZC-Series sono una soluzione cordless ad alto flusso che funzionano bene in ambienti isolati, privi di accesso a energia elettrica e aree interne, in cui il rischio di inciampare, l’ergonomia o le dimensioni sono fattori determinanti. Il motore brushless da

1,4 hp e la pompa a 3 fasi massimizzano la produttività della pompa e della macchina minimizzando la produzione di calore e i tempi di inattività. L’energia viene fornita alla pompa da una batteria ricaricabile agli ioni di litio da 82 V, che assicura un tempo di funzionamento maggiore anche in condizioni di lavoro estreme. Le pompe sono adatte per applicazioni industriali quali la riparazione di fondamenta, la manutenzione di rotaie e il post-tensionamento del calcestruzzo.

Pompe a Batteria ad Alte Prestazioni ✳ Batteria agli Ioni di Litio da 82 V; ✳ Migliore Portatilità; ✳ Capacità di lavorare in applicazioni a più alto flusso; ✳ Maggior tempo di funzionamento; ✳ Motore DC Brushless da 1,4 HP; ✳ Energia sufficiente per alimentare una pompa a 3 fasi per applicazioni a più alto flusso; ✳ Vita utile più lunga; ✳ Minima rumorosità e zero emissioni; ✳ Pompa a 3 fasi; ✳ Massimizza il flusso per applicazioni a pressione più bassa.

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Attrezzature&Componenti•Enerpac Equipment&Components

Ad hoc cylinders and pumps Enerpac offers specific ranges of hydraulic cylinders and battery-powered pumps suitable for use in the drilling and foundation sector.

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nown mainly for its solutions in the heavy lifting sector, high pressure hydraulic tools, controlled power products, and solutions for high precision heavy load positioning, Enerpac is a multinational corporation that offers the right solution for every need with products ranging from the smallest hydraulic cylinder to complete systems of computer-aided lifting and positioning. From here, it’s clear to see how some of its products can even be used on drilling sites or where foundations are being built. Among these products, we can certainly point out the new low-height telescopic cylinders and new high-performance battery powered pumps. Why have we chosen these two different types of products? Because in both cases, we are talking about equipment that combines high-level performance with extremely compact dimensions for transport and use. As we know, space is often one of the main problems on construction sites where drilling and piling rigs are operating. The new low-height telescopic cylinders are designed precisely for applications requiring a cylinder with a longer stroke in a limited space. The internal

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and external carbo-nitriding treatment ensures exceptional resistance to side loads and corrosion for safe use in extreme conditions. The longer stroke of the telescopic cylinders also saves time and simplifies work by moving the load over greater distances without resorting to temporary support blocks. RLT series cylinders are available with two or three pistons and can lift loads by up to 40 mm in a single movement. Instead, ZC-Series cordless hydraulic pumps combine the performance of an electric pump with the convenience and portability of a battery-powered pump, creating a combination of portability, speed, and safety. ZC-Series pumps are a high-flow cordless solution that work well in insulated environments with no access to power and inside

Safety promo Until 28 February, Enerpac is offering customers the Trade-In and TradeUp promotion: bring back your pumps and hydraulic cylinders and replace them with original Enerpac products. This allows you to increase safety, productivity, and quality at a seriously interesting price. For more details, simply contact your local Enerpac distributor (https://www. enerpac.com/it/distributors).

areas where the risk of tripping, ergonomics, or dimensions are determining factors. The 1.4 hp brushless motor and the 3-phase pump maximise pump and machine productivity, minimising heat generation and downtime. The pump is powered by a rechargeable 82V lithium ion battery that ensures longer operating time even under extreme working conditions. The pumps are fit for industrial applications such as foundation repairs, track maintenance, and concrete posttensioning.

Low-height telescopic cylinders ✳ Capacity: 4.4 - 74.1 t; ✳ Single-acting with gravity return; ✳ Side load equal to 3% of overall capacity; ✳ Anti-corrosion carbo-nitriding treatment for ideal surface protection; ✳ Can be used in confined spaces; Holes for easy fastening using bolts.

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Attrezzature e Componenti•Sandvik Equipment and Components

Give me a hammer! Just make sure it is a new Sandvik RH560. Presented at the Geofluid, it represents the topof-the-range for down-the-hole drilling

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eofluid has always been an important event for Sandvik, highlighted by an interesting travelling press conference among the new products on display. This last edition featured the presentation of the new DTH Sandvik RH560 hammer and of the new Uniface bits. The presentation of the new RH560 to the visitors of the Piacenza-based tradeshow was particularly significant, as this new tool combines all the reliability of the Sandvik RH460 hammer with the simplicity of the Sandvik RH510, thus providing the customers with top performance. As pointed out by Davide De Cristofaro, Sandvik’s Business Line Manager Rocktools South Europe & Middle East, “during the tests carried out and at the construction sites where it is already being used, the new RH560 has shown a speed that is 10-15% higher compared to our RH510, already considered one of the fastest hammers on the market. And the difference in speed between the RH560 and the competitors

fastest hammers, of high and mediumhigh range, becomes exceptional if the comparison is done on hard or mediumhard rocks. During a test conducted in Italy by a customer that entailed drilling on basalt rock, the penetration speed turned out to be double the speed of the fastest hammers reached by the main competitors”. Hence, the new RH560 is a fast, powerful but also precise hammer, characterised by a soft start during the engagement phase. All to the benefit of the straightness of the hole. And that is not all. No problem as regards wear either. In fact, tests have shown how the performance has no impact on the average service life of the accessory compared to other hammers of the Sandvik range. After all, during the design phase the air flow was optimised, thus further improving the lubrication system with consequent impact on the reliability of the hammer and on the overall cost-effectiveness of the drilling. Lastly, we should point out the choice to use a QL coupling, but wi-

thout foot valve. A choice that has already met with the approval of many customers looking for a versatile coupling, but without the problems caused by the presence of the “straw”. Sandvik’s innovations also concern the aforementioned RH460 hammer for which, during the course of 2018, there will be an increase in the offer of the available DHD couplings, namely 3,5”, 4”, 5”, 6”, 8”. To this regard, we would like to remind you that the RH460 is able to guarantee high performance not only vertically, but also during tilted drilling and upward drilling. The secrets of the RH460 lie in the new construction technique of the piston, obtained from a single casting with no transversal interruptions, in the improved stability of the piston-air distributor system, and in the presence of special patterns on the piston surface that optimise the work to be done by preventing air leaks.

Specifically, the design of the new bits features a raised centre that guarantees that the central gauge buttons hit the rock before the others do, thus creating a sort of initial guiding hole. This, combined with the special arrangement and the shapes used (spherical and semiballistic buttons of different sizes on the same face), makes it possible to drill straighter holes compared to standard faces. Moreover, the number and the positioning of the drainage holes (three or four, depending on the bit diameter) guarantee even airflow distribution

for less wear of the peripheral buttons and the optimised removal of debris from the hole. Lastly, as Davide De Cristofaro, Sandvik’s Business Line Manager Rocktools South Europe & Middle East pointed out, “the buttons, arranged according to a new pattern, cover the entire surface of the hole after a rotation of just 90°, unlike all the other standard faces. This results in a more even wear of the buttons that always hit fresh rock. Moreover, the even distribution of the load on all buttons also cuts down on the risk of their breaking”.

Sandvik Uniface Using the right drill bit is crucial in terms of defining the productivity of a drilling. With this in mind, Sandvik designed and manufactured the new Uniface drill bits, featuring an innovative designed aimed at a considerable improvement of their service life compared to traditional bits with concave, convex or flat faces. According to the claims made by Sandvik’s technicians, “the service life of the Uniface drill bits can be even 80% longer than the service life of Sandvik traditional bits, which are already considered to be at the top of the category”.

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Attrezzature e Componenti•Sandvik

Datemi un martello! Ma che sia un nuovo Sandvik RH560. Presentato al Geofluid, rappresenta il top di gamma per la perforazione fondo foro

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l Geofluid per Sandvik è sempre un appuntamento importante, sottolineato da un’interessante conferenza stampa itinerante tra le novità esposte. L’ultima edizione è stata all’insegna della presentazione del nuovo martello DTH Sandvik RH560 e delle nuove punte Uniface. Particolarmente significativa la presentazione al pubblico della manifestazione piacentina del nuovo RH560, che combina tutta l’affidabilità del martello Sandvik RH460 con la semplicità del martello Sandvik RH510, fornendo ai

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Sandvik Uniface Utilizzare punte corrette è essenziale per definire la produttività di una perforazione. Partendo da questo presupposto, Sandvik ha progettato e realizzato le nuove Uniface, punte con un disegno innovativo, finalizzato a un deciso miglioramento della vita utile delle stesse rispetto alle tradizionali punte con facce concave, convesse o piatte. Secondo quanto asserito dai

tecnici Sandvik, “la vita utile delle punte Uniface è superiore anche dell’80% rispetto a quella delle punte tradizionali Sandvik, già considerate al top della categoria”. Nello specifico, il design delle nuove punte prevede un centro rialzato che garantisce che i bottoni centrali colpiscano la roccia prima degli altri, creando una sorta di foro guida iniziale.

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Davide De Cristofaro, Business Line Manager Rocktools South Europe & Middle East di Sandvik

Il martello RH460 vedrà un incremento dell’offerta degli attacchi DHD

clienti una performance al top. Come ha evidenziato Davide De Cristofaro, Business Line Manager Rocktools South Europe & Middle East di Sandvik, “nei test effettuati e nei siti ove già in uso, il nuovo RH560 ha mostrato una velocità superiore del 10-15% rispetto al nostro RH510, già considerato uno dei più velo-

Questo, insieme alla disposizione particolare e alle forme usate (bottoni sferici e semibalistici sulla stessa faccia in dimensioni differenti), permette l’esecuzione di fori molto più dritti rispetto alle facce standard. Inoltre il numero e il posizionamento dei fori di spurgo (tre o quattro, a seconda del diametro della punta) garantiscono una distribuzione uniforme del flusso

ci martelli in circolazione. E la differenza di velocità tra l’RH560 ed i martelli più veloci della concorrenza, di fascia alta e medio alta, diventa eccezionale se la comparazione viene fatta su rocce dure o medio dure. In un test effettuato in Italia da un cliente in perforazione su rocce basaltiche, la velocità di

d’aria per una minore usura dei bottoni periferici e un’ottimizzazione dell’allontanamento dei detriti dal foro. Infine, come ha sottolineato da Davide De Cristofaro, Business Line Manager Rocktools South Europe & Middle East di Sandvik, “i bottoni, disposti secondo un nuovo disegno, coprono l’intera

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penetrazione è risultata doppia rispetto a quella dei martelli più veloci dei principali concorrenti”. Il nuovo RH560 è quindi un martello veloce, potente, ma anche preciso, che si caratterizza per un avviamento morbido in fase di innesto. A tutto vantaggio della rettilinearità del foro. E non è finita. Nessun problema neppure per quanto concerne l’usura. I test dimostrano infatti come le prestazioni non vadano a incidere sulla vita media utile dell’accessorio rispetto agli altri martelli della gamma Sandvik. Del resto, in fase di progettazione è stata ottimizzata la circolazione dell’aria migliorando ulteriormente il sistema di lubrificazione con conseguente impatto sull’affidabilità del martello e sull’economia generale della perforazione. Da segnalare, infine, la scelta di utilizzare un attacco QL, ma senza foot valve. Una scelta che ha già

superficie del foro dopo una rotazione di soli 90°, a differenza di tutte le altre facce standard. Ciò consente un’usura più uniforme dei bottoni che colpiscono sempre la roccia fresca. Inoltre la distribuzione uniforme del carico su tutti i bottoni riduce anche il rischio di rottura degli stessi”.

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Attrezzature e Componenti•Sandvik

trovato l’approvazione di molti clienti in cerca di un attacco versatile, ma senza i problemi causati dalla presenza della “cannuccia”. Le novità Sandvik si allargano anche al citato martello RH460 che, nel corso del 2018, vedrà un incremento dell’offerta degli attacchi DHD disponibili e cioè da 3,5”, 4”, 5”, 6”, 8”. A tale proposito ricordiamo come l’RH460 garantisca elevate prestazioni non solo in verticale, ma anche nella perforazione inclinata e dal basso verso l’alto. I segreti dell’RH460 risiedono nella nuova tecnica di realizzazione del pistone derivato da un’unica fusione e senza discontinuità trasversali, nella migliorata stabilità del sistema pistone-distributore dell’aria e nella presenza di disegni particolari sulla superficie del pistone che ne ottimizzano il lavoro evitando perdite d’aria.

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Attrezzature e Componenti•Sireg Geotech Equipment and Components

Injection Tube System Sireg Geotech’s new ITS system aimed at optimising soil injections presented at Geofluid

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he quality of a tradeshow can also be inferred from its program of conferences, seminars and workshops. Faithful to this approach, this past Geofluid hosted the ITS (Injection Tube System) workshop, organised by Sireg Geotech, which was thus able to present, in a high-level international context, its latest project conceived and developed thanks to the collaboration between Sireg Geotech, the University of Milano-Bicocca and the Andrea Pettinaroli engineering firm. Before a large audience of sector professionals and university students, the following people spoke at the workshop held on Friday, 5 October: Riccardo Castellanza, from the Università degli Studi di Milano-Bicocca, Andrea Pettinaroli, of STAP Milano and Mario Ruggiero, of Sireg Geotech.

The ITS – Injection Tube System project originated from the need to identify the ideal injection parameters in order to improve soil consolidation or waterproofing (such as the identification of the most suitable mixtures, of pressure and of the ideal number of injections) through the technique of repeated and selective injections, already during the design phase and without having to resort to the much more expensive test fields at the site. In fact, the ITS system was designed to reproduce soil injections in the laboratory using Durvinil Sleeved Grouting pipes (on a scale of 1:1), thus allowing the observation and analysis of the changes in the soil before, during and after the treatment. This approach goes hand in hand with the innovation of which Sireg Geotech

has always been an advocate, since it historically invests at least 5% of its turnover in Research & Development. Moreover, the Lombardy-based company collaborates with large industrial groups, international research organisations and universities in order to identify challenging and increasingly sustainable solutions, as well as focusing in particular on the topic of sustainability of processes and products.

Experience and skills Operating on the market since 1936, Sireg Geotech S.r.l. is specialised in the following sectors: geotechnics, civil engineering and water treatment plants for construction sites. At the recent Geofluid, it presented its highly specialised products for special foundations, made directly at the Arcore plant using thermoplastic and thermosetting materials and glass and carbon composite fibres.

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Attrezzature e Componenti•Sireg Geotech

Injection Tube System Presentato al Geofluid il nuovo sistema ITS di Sireg Geotech per ottimizzare le iniezioni nel suolo

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a qualità di una manifestazione fieristica la si evince anche dal suo programma convegni, dai seminari e dai workshop. Fedele a questa impostazione, lo scorso Geofluid ha ospitato il workshop ITS – Injection Tube System, organizzato da Sireg Geotech, che ha così potuto presentare, in un contesto internazionale di assoluto livello, il suo ultimo progetto ideato e realizzato grazie alla collaborazione tra Sireg Geotech, l’Università di MilanoBicocca e lo studio di ingegneria Andrea Pettinaroli. Davanti a una vasta platea di professionisti del settore e studenti universitari, relatori del workshop, che si è tenuto venerdì 05 ottobre, sono stati Riccardo Castellanza, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Andrea

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Pettinaroli, di STAP Milano e Mario Ruggiero, di Sireg Geotech. Il progetto ITS – Injection Tube System è nato dall’esigenza di individuare i parametri di iniezione ideali per ottimizzare il consolidamento o l’impermeabilizzazione del suolo (come l’individuazione delle miscele appropriate, della pressione e del numero di iniezioni ideali)

con la tecnica delle iniezioni ripetute e selettive (IRS), già a partire dalla fase di progettazione e senza dover ricorrere ai ben più onerosi campi prova in cantiere. Il sistema ITS è infatti concepito per riprodurre in laboratorio le iniezioni attraverso i tubi valvolati Durvinil (in scala 1:1) e consentire l’osservazione e l’analisi dei cambiamenti del suolo

Esperienza e competenza Attiva sul mercato dal 1936, Sireg Geotech srl è specializzata nei settori geotecnica, ingegneria civile e impianti trattamento acqua per cantieri. Al recente Geofluid ha presentato i suoi prodotti altamente specializzati per le fondazioni speciali, realizzati direttamente presso la sede di Arcore in materiali termoplastici, termoindurenti e fibre composite di vetro e carbonio.

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prima, durante e dopo il trattamento. Questo approccio ben si coniuga con l’innovazione da sempre propugnata da Sireg Geotech, che storicamente investe in Ricerca e Sviluppo almeno il 5% del proprio fatturato. La società lombarda, inoltre, collabora con grandi gruppi industriali, enti internazionali di ricerca e università per individuare soluzioni sfidanti e sempre più sostenibili, oltre a rivolgere particolare attenzione al tema della sostenibilità dei processi e dei prodotti.

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Attrezzature&Componenti•Well Equipment International

Momenti di gloria

L’emiliana WEI sta attraversando un momento positivo. A Piacenza e Abu Dhabi i clienti hanno apprezzato molto il sistema Stop-Sand

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lzi la mano chi non si è mai emozionato davanti alle struggenti immagini di “Momenti di gloria”, il pluripremiato film diretto da Hugh Hudson, che racconta la storia di un gruppo di universitari di Cambridge che si allenarono per partecipare alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Le immagini di questi atleti, accompagnate dalle splendide musiche del compositore greco Vangelis, sono un autentico inno allo sport, inteso nella sua più alta dimensione. Complice l’ ovattata atmosfera degli anni Venti, la pellicola propone

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tantissimi temi di riflessione e permette di ritrovare valori quasi perduti, soprattutto quando si parla di sport e, aggiungiamo noi, anche di business. Eppure anche il mercato più selettivo e competitivo può permettere un approccio da autentici gentleman, qual è quello messo in campo da WEI, acronimo di Well Equipment International, società di Fiorenzuola d’Arda che ha saputo crescere attraverso prodotti innovativi proposti con la serietà e l’umiltà di chi conosce bene il proprio lavoro. La più recente conferma del particolare apprezzamento dei clienti per i prodotti dell’azienda piacentina è giunta dall’esito, più che positivo, di due importanti fiere internazionali quali il Geofluid di

Piacenza e l’ADIPEC di Abu Dhabi. In queste esposizioni, WEI ha avuto modo di presentare al pubblico il suo ultimo innovativo prodotto. Denominato Stop-Sand, si tratta di un attrezzo concepito per i pozzi per la ricerca idrica, in cui siano presenti zone particolarmente sabbiose. L’attrezzatura, posizionata in profondità del pozzo di perforazione, si prefigge lo scopo di ridurre, fino a eliminare completamente, la presenza di sabbia in uscita dal pozzo. Un procedimento agevolato dall’introduzione di “gravel” nel pozzo. Di facile utilizzo e installazione, Stop-Sand ha già una larga diffusione in Medio-Oriente, dove è già stato utilizzato in oltre 100 esemplari.

Tante novità Well Equipment International è pronta a chiudere un anno ricco di soddisfazioni. Oltre al consolidato mercato dell’Oil & Gas, la società piacentina è particolarmente orgogliosa di annunciare che nei primi mesi del 2019 presenterà due nuove perforatrici meccaniche (denominate M60 ed M80) rivolte al mercato delle perforazioni acquifere. Da segnalare anche un ulteriore incremento del trend, già positivo, per quanto riguarda le pompe duplex, che raggiungeranno mercati importanti come quello sudamericano e asiatico.

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Equipment&Components

Moments of glory

The Emilia-based WEI is experiencing a positive moment. In Piacenza and in Abu Dhabi, customers especially appreciated the Stop-Sand system

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aise your hand those of you who did not get emotional while watching the movie “Moments of Glory”, the multi-awardwinning film directed by Hugh Hudson that tells the story of a group of Cambridge University students who trained in order to participate in the 1924 Paris Olympics. The images of these athletes, accompanied by the wonderful music by the Greek composer Vangelis, are a veritable hymn to sport in its highest form of expression. Aided by the muffled atmosphere of the 1920s, the movie contains plenty of topics on which to reflect and allows the rediscovery of values that have almost been lost, especially when talking about sports and, we add, about business. Yet even the most selective and competitive market can afford an approach as true gentlemen, such as the one that distinguishes WEI, acronym of Well Equipments International, the company located in Fiorenzuola d’Arda who has

Plenty of news WWell Equipment International is ready to close a year full of satisfaction and success. In addition to the consolidated Oil & Gas market, the Piacenza-based company is especially proud to announce that, during the first months of 2019, it will introduce two new drilling rigs (called M60 and M80) aimed at water well drillings. Also worthy of mention is an additional increase in the already positive trend as regards the duplex pumps, which will be launched on major markets such as South America and Asia.

managed to grow thanks to innovative products offered with the seriousness and humbleness of someone who is deeply familiar with their work. The most recent confirmation of the customers’ particular appreciation for the products made by the Piacenza-based company is the more than positive outcome of two important tradeshows: Geofluid of Piacenza and ADIPEC of Abu Dhabi. At these tradeshows, WEI presented to the public its latest innovative product. Cal-

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led Stop-Sand, this piece of equipment is designed to search for water wells in particularly sandy areas. The function of the equipment, positioned deep in the drilling well, is to reduce, up to eliminating completely, the presence of sand exiting the well. A procedure that is made easier by the introduction of gravel in the well. Easy to use and to install, Stop-Sand is already widely present in the Middle East, where it has already been used in 100 models.

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In questo numero

Inserzionisti 13 Anchor System 3 Bauer Macchine Italia 5 Comacchio 53 Concrete News 7 Fraste 59 GIC

11 III IV II 21 25 9

Giori Ricambi GIS HPM I.C.A.M. Pic8 Sip&T Step Technology

Aziende citate B Bauer

22

H HPM

14

C Casagrande

28

L Liebherr

54

D Dat Instruments

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M Mait Marini Q.G.

38 60

E Enerpac Epiroc

70 48

F Fraste

34

G Geofluid GIC

18 12

82

W Wei

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S Sandvik 74 Sireg 78 Soilmec 42, 47 Step Technology 8 T Tes Car

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7th Edition

An exhibition audited by

106/2017 GISX17S1

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show Piacenza, Italy 3-5 October 2019

GIS 2017 FACTS & FIGURES Direct Exhibitors: 308 Qualified Visitors: 9.066 Total Exhibit Area: over 30.000 sqm 3 Halls + Outside Area

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HPM_Perforare_Dicembre2018.pdf 1 04/12/2018 17:01:32

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More torque, less weight

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Costruita interamente con acciai speciali ad alta resistenza, utilizza una base e sottocarro Caterpillar. Facilmente convertibile da versione corta a lunga e viceversa.

Base CAT 323FN Coppia Massima Effettiva : 130 kN m ProfonditĂ Massima : 37 m. Peso : 32 / 35,5 ton. Altezza di lavoro minima: 5,5 m. Diametro : 1800 mm Larghezza in fase di lavoro : 3600 mm Larghezza in fase di trasporto: 2500 mm

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Perforare n. 3/2018  

La rivista italiana dedicata esclusivamente al settore delle perforazioni e delle fondazioni, del tunneling e della geotecnica. Con una vast...

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