diana degli adolescenti con le loro famiglie e i loro coetanei, contestualizzando rischi e fattori protettivi a livello sociale”, spiega Russell M. Viner del l’Institute of Child Health dell’University College di Londra. “Gli interventi più efficaci sono probabilmente i cambiamenti strutturali che consentono agli adolescenti un accesso più agevole all’educazione e all’impiego e che riducono il rischio di lesioni da incidenti stradali. Un altro aspetto cruciale però è l’addestramento degli operatori e la capacità dei sistemi sanitari di rispondere ai bisogni specifici degli adolescenti”. I rischi maggiori per gli adolescenti derivano dai loro comportamenti: abuso di alcol e di sostanze, rischio elevato di malattie sessualmente trasmissibili. I tassi di mortalità variano molto a seconda delle zone del mondo prese in esame (nei Paesi in via di sviluppo sono quattro volte più elevati che nei Paesi industrializzati), ma le cause di morte principali sono nell’ordine le lesioni (in seguito a incidenti o auto-inflitte, come nel caso dei suicidi), le complicanze perinatali, le patologie infettive come HIV, meningite o tubercolosi, la malnutrizione e le patologie non trasmissibili. Per capire meglio le dimensioni del problema, le lesioni sono responsabili del 40% dei decessi nella fascia d’età 10-24 e meno del 10% nelle altre fasce d’età. Sottolinea Susan M. Sawyer del Murdoch Children’s Research
^^ Blum RW, Bastos FIPM, Kabiru CW, Le LC. Adolescent health in the 21st century. Lancet 2012; 379 doi: 10.1016/ S0140-6736(12)60407-3. ^^ Resnick MD, Catalano RF, Sawyer SM, Viner R, Patton GC. Seizing the opportunities of adolescent health. Lancet 2012; doi: 10.1016/ S0140-6736(12)60472-3. ^^ Sawyer SM, Afifi RA, Bearinger LH, Blakemore SJ et al. Adolescence: a foundation for future health. Lancet 2012; 379:1630-1640. ^^ Viner RM, Ozer EM, Denny S, Marmot M et al. Adolescence and the social determinants of health. Lancet 2012; 379: 1641-1652.
Primo piano / La stagione difficile
Institute di Melbourne: “La gran parte dei decessi di adolescenti in tutto il mondo è prevenibile e questo giustificherebbe una forte azione a livello globale per invertire la tendenza”. Nuovi determinanti della salute adolescenziale stanno emergendo: il marketing dei prodotti dannosi per la salute (tabacco, junk food troppo ricco di zuccheri, grassi e sale, bevande alcoliche, energy drinks) si rivolge sempre più precipuamente e aggressivamente al target dei teenager. Spiega ancora la Sawyer: “Come gli agenti patogeni di un’epidemia, i mass media sono vettori di stili di vita e prodotti commerciali che influenzano profondamente i comportamenti degli adolescenti a livello globale, con una pervasività mai vista prima nella storia”. Come correre ai ripari, oltre che con l’impegno delle organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali? Con l’educazione, afferma con forza Sir Michael Marmot dell’University College di Londra: “Nei Paesi in via di sviluppo fino a un terzo degli studenti che dovrebbero frequentare le medie o i primi anni delle superiori non va a scuola, negli Usa o nei Paesi più avanzati della UE la proporzione è 1 su 25. Numerosi studi hanno dimostrato che la frequenza della scuola secondaria, e quindi una maggiore scolarizzazione degli adolescenti, aumenta salute e benessere, fa calare il tasso di gravidanze indesiderate, costruisce un più solido senso di responsabilità per i ragazzi stessi e per la società. E i dati ci dicono anche che gli adolescenti scolarizzati hanno anche figli con tassi di sopravvivenza nettamente più elevati”. (df)
^^ Catalano RF, Fagan AA, Gavin LE et al. Worldwide application of prevention science in adolescent health. Lancet 2012; 379 DOI:10.1016/ S0140-6736(12)60238-4.
L’UNICEF: “Troppi adolescenti restano indietro” Secondo il rapporto UNICEF “Progress for Children. A Report Card on Adolescents” le necessità di molti, troppi adolescenti vengono trascurate. “Gli svantaggi imputabili alla povertà, all’appartenenza di genere o alla disabilità impediscono a milioni di adolescenti di realizzare il loro pieno diritto ad avere un’istruzione di qualità, a ottenere assistenza sanitaria, protezione e partecipazione”, dichiara il vicedirettore generale dell’UNICEF Geeta Rao Gupta. “Questo studio rafforza la nostra comprensione dei problemi che affliggono gli adolescenti più poveri e svantaggiati. È tempo di soddisfare i loro bisogni, non dobbiamo lasciarli indietro”. Il rapporto individua l’Africa subsahariana come il luogo più pericoloso in cui vivere per un adolescente. Il numero di ragazzi nella regione è ancora in crescita, e si prevede che entro il 2015 l’Africa registrerà il più alto numero di adolescenti al mondo. Però in Africa subsahariana appena metà dei bambini completa il ciclo della scuola primaria, e l’occupazione giovanile rimane bassa. L’UNICEF sottolinea l’urgenza di realizzare programmi e politiche a sostegno dei diritti di tutti gli adolescenti. L’adolescenza è una fase critica della vita in cui il giusto investimento può interrompere il ciclo della povertà e portare vantaggi economici, sociali e politici a adolescenti, comunità e nazioni. Gli adolescenti devono essere riconosciuti come veri agenti del cambiamento nelle loro comunità. Le politiche sociali, oltre a proteggere gli adolescenti e i bambini, dovrebbero anche fare leva sulla loro attitudine alla creatività, all’innovazione e all’energia per la risoluzione dei problemi che li riguardano. Scarica il rapporto “Progress for Children. A Report Card on Adolescents” http://goo.gl/o5hNv
Pediatria numero 5 - maggio 2012
5