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Paolo Tutone Architetto Portfolio progetti


ISTRUZIONE E FORMAZIONE • Dicembre 2017 Laurea Magistrale in Architettura - Architettura delle Costruzioni Politecnico di Milano Classe delle Lauree LM - 4 - Architettura e Ingegneria Edile-Architettura Tesi: Un nuovo centro sportivo per Sesto San Giovanni Punteggio finale: 110/110 • Settembre 2014 Laurea in Architettura delle Costruzioni Politecnico di Milano Classe delle Lauree L - 17 -Scienze dell’Architettura Tesi: Città e abitare Punteggio finale: 107/110 INFORMAZIONI PERSONALI

Paolo Tutone

Nato a Tradate (VA) il 03.08.1992 Residente in Via dei Mughetti 8, 21040, Venegono Inferiore (VA), Italia Tel:+39 3468791119 Mail: paolotutone@me.com Cittadinanza: Italiana Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. Lgs 30 giugno 2003, n. 196.

• Giugno 2014 Corso di formazione permanente Asmed e Ifa Politecnico di Milano Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Punteggio finale: 98/100 • Giugno 2011 Diploma di maturità scientifica (scientifico P.N.I) Liceo Marie Curie, Tradate (VA) Punteggio finale: 76/100 LINGUE STRANIERE • Inglese UK: Cambridge First Certificate; ETS TOEIC grado C1 • Spagnolo: livello base • Tedesco: Work in progress INTERESSI PERSONALI • Taekwondo • Viaggi • Leadership

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Curriculum Vitae


ESPERIENZA PROFESSIONALE • Da Febbraio 2018 ad oggi Architetto presso Klingenberg Arkitektur Via alla Torre 2, 6850 Mendrisio, Svizzera • Da Febbraio 2018 ad oggi Collaborazione con Edilsider Modular Housing S.p.A. • Da Gennaio 2015 ad oggi Collaborazione a progetto con Geom. Alessandro Caccia • Da Ottobre 2016 a Gennaio 2018 Collaborazione con DDit Project di Daniele Dalla Pria • Da Marzo 2017 a Luglio 2017 Tirocinio curricolare presso Bizzini Architetti Sagl Via Bossi 2, 6830 Chiasso, Svizzera

Paolo Tutone ha studiato Architettura Architettura delle Costruzioni presso il Politecnico di Milano, in cui ottiene la laurea magistrale con la tesi “Un nuovo centro sportivo per Sesto San Giovanni” con il massimo dei voti. Ha da sempre mostrato interesse verso la costruzione, aspetto che lo ha guidato nella scelta del percorso formativo, affiancando agli studi accademici anche la pratica in campo professionale. La sua formazione vede esperienze sia nella progettazione di edifici residenziali, che di edifici pubblici complessi.

• Da Gennaio 2015 a Marzo 2016 Architetto presso Studio De Risi Via Matteotti 2, 21013 Gallarate (VA), Italia

Ha frequentato il corso di formazione

• Da Marzo 2015 a Luglio 2015 Assistente universitario presso Politecnico di Milano Laboratorio di progettazione dell’architettura 2 - Prof. Arch. Fabio Maroldi

del Politecnico di Milano, in cui ha ap-

• Da Ottobre 2014 a Gennaio 2015 Concorso di architettura - Legno Case S.p.A.

all’architettura bio-climatica in ottica di

• Da Settembre 2013 a Febbraio 2014 Tirocinio curricolare presso Studio De Risi Via Matteotti 2, 21013 Gallarate (VA), Italia

permanente ASMeD e IFA presso il Dip. di Ingegneria Civile e Ambientale profondito le competenze sull’impiego di sistemi costruttivi in legno applicati nuove edificazioni e nel ri-uso di edifici storici. Dopo la laurea di primo livello, insieme ad un amico e compagno di studi

COMPETENZE INFORMATICHE

e grazie alla collaborazione del Geom.

• Pacchetto base: Microsoft Office • BIM: Autodesk Revit, Graphisoft Archicad • Cad: Autodesk Autocad • Grafica: Adobe Photoshop, Illustrator e InDesign • Modellazione 3D: Google SketchUp, Rhinoceros • Rendering: Abvent Artlantis, Cinema 4D • Montaggio video: iMovie • Altri: Cened, Dialux, Photoscan Pro

si con la libera professione e con la

Alessandro Caccia, inizia a misurargestione dell’intero processo edilizio, realizzando alcuni progetti di ristrutturazione di edifici residenziali e per il terziario.

Curriculum Vitae

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Indice dei progetti selezionati

01

Un nuovo centro sportivo per Sesto San Giovanni

pag. 6

02

Salone per parrucchiere ed estetista - Como

pag. 20

03

Una nuova stazione ferroviaria per Sesto San Giovanni

pag. 26

04

Progetto di opere strutturali provvisionali - Pompei

pag. 36

05

Roadhouse Grill - Pioltello

pag. 46


06

Villa a Binago - Como

pag. 54

07

Edificio residenziale monofamiliare - concorso

pag. 60

08

Social Housing come riqualificazione urbana - Milano

pag. 66

09

Porocity Montparnasse - Parigi

pag. 78

10

Un albergo diffuso per la Contrada Bianchi - Sondrio

pag. 82


01

Un nuovo centro sportivo per Sesto San Giovanni “Earthwork and Roofwork” Il progetto del nuovo centro sportivo per Sesto San Giovanni muove all’interno del contesto del PII sull’ex area Falck, un luogo, ad oggi, privo di vocazione, che lascia un vuoto fisico ed emotivo per ciò che ha rappresentato durante tutto il Novecento. L’area di progetto si fa carico di due necessità prevalenti: da un lato emerge l’esigenza di restituire alla città consolidata sestese un grande spazio verde che si proponga come appendice del Parco Urbano oltre la ferrovia; dall’altro deve contribuire ad agevolare l’unione delle due città, fornendo un sovrappasso ciclopedonale attraverso il fascio ferroviario, che funga da valida alternativa alla connessione della stazione a ponte. Il nuovo parco Gramsci è concepito come luogo del tempo libero, in stretta relazione con i due grandi poli attrattori dell’area, la stazione ferroviaria e il centro sportivo, in grado di attrarre un flusso elevato di persone che attraversano il parco. Percorrendo il viale centrale in calcestre, ci si ritrova immersi in un gioco di compressioni e dilatazioni spaziali, formate dall’alternanza della fitta vegetazione arborea e degli ampi spazi verdi radi. All’interno di questo impianto il nuovo centro sportivo mantiene da ogni punto di vista il suo ruolo di protagonista. Il sito presenta una localizzazione strategica a livello territoriale, in quanto luogo di scambio infrastrutturale ad alta frequentazione, sia all’interno della città con il trasporto pubblico su gomma, sia a livello regionale. La posizione dell’edificio è altrettanto funzionale all’interno dell’area di progetto: da un lato essa è in grado di determinare un ampio spazio aperto a verde, il quale genera tensione tra la piazza della stazione e il nuovo centro sportivo; dall’altro assume il ruolo di snodo nevralgico della viabilità ciclopedonale che collega la Sesto consolidata al nuovo parco,

formando un anello con l’attraversamento della stazione a ponte, che coinvolge l’intera area di progetto e la mette in comunicazione con il Parco Urbano. Il tema compositivo dell’edificio è basato sulla dialettica di due modi di costruire opposti, espressi dal Frampton attraverso i concetti di earthwork e roofwork. Questo dualismo si coniuga sia a livello strutturale, attraverso l’utilizzo di due sistemi costruttivi diversi; sia a livello morfologico, per cui la forma regolare del basamento, che fa emergere la massa dell’edificio e la forza degli spigoli, si contrappone alle linee sinuose della copertura; sia con la scelta delle finiture: per il basamento viene impiegata la pietra, materiale naturale, pesante, che deriva proprio dal suolo, mentre per la copertura sono adottati materiali “artificiali”, leggeri, opalini e trasparenti. Il centro sportivo trova sede all’interno del basamento; esso si compone di piscina, palestra, spa e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. La copertura del basamento è praticabile, diventa il nuovo suolo restituito alla città e accoglie l’arena del palazzo del ghiaccio. In conclusione, un edificio che accoglie questo tipo di funzioni è in grado di generare un enorme flusso continuo di persone, sia a scala urbana che interurbana; in questo senso, grazie alle possibilità di scambio infrastrutturale, esso può contribuire alla valorizzazione di un’area che si pone il presupposto di poter diventare nel futuro prossimo una centralità per lo sport, praticato ed esibito, al chiuso o all’aria aperta, all’interno dell’area metropolitana milanese.

Tesi di Laurea Magistrale

Relatore: Prof. G. Barazzetta Dicembre 2017 Tema: Centro sportivo e palazzetto dello sport Luogo: Sesto San Giovanni (MI)

Centro sportivo SSG

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Vista assonometrica dell’area di progetto

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Centro sportivo SSG


Foto modello e viste ad altezza d’uomo

Centro sportivo SSG

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Esploso assonometrico degli elementi della costruzione

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Centro sportivo SSG


Esploso assonometrico dei livelli dell’edificio. In evidenza: funzioni e flussi

Funzioni Palaghiaccio Superficie: 13340 m² Utenti: 478 Spettatori: 3800 Palestra Superficie: 2615 m² Utenti: 288 Piscina Superficie: 5868 m² Utenti: 310 Spa Superficie: 576 m² Utenti: 79 Ristorante Superficie: 613 m² Coperti: 114 Commerciale Superficie: 218 m² Utenti: 60 Totale SLP complessiva: 29760 m² Utenti totali: 5129

Flussi Palaghiaccio Palestra Piscina Spa Ristorante Atleti Manutenzione

Centro sportivo SSG

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Prospetto Nord-Ovest lungo Viale Gramsci Sotto: Pianta livello +4.00m

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Centro sportivo SSG


Centro sportivo SSG

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Sezione longitudinale A-A Sotto: pianta livello -2.50m

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Centro sportivo SSG


Centro sportivo SSG

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Porzione di sezione costruttiva C-C

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Centro sportivo SSG


Vista dell’ingresso al palazzetto dello sport Vista dal piano superiore del ristorante Sotto: porzione di sezione costruttiva F-F

Centro sportivo SSG

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Dettagli costruttivi “roofwork� (dettagli 4 e 5)

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Centro sportivo SSG


Spaccato-esploso assonometrico di montaggio dei sistemi di rivestimento

Centro sportivo SSG

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Salone per parrucchiere ed estetista Modacapelli di Barbara e Angela Il negozio si sviluppa su due livelli, uno su strada e uno retrostante rialzato di 0,85 m. Proprio a partire da questa considerazione, il progetto impiega la superficie rialzata per gli spazi più privati e di servizio, mentre nello spazio che si apre sulla grande vetrina che affaccia lungo la via principale trova sede il salone vero e proprio: la volontà progettuale è quella di catturare l’attenzione dei passanti e rendere l’attività manifesta alla città.

Progetto realizzato Gennaio 2017

Tema: Progettazione d’interni negozio Luogo: Como

Il salone è concepito come un unicum spaziale, in cui si possono riconoscere ambiti differenti: lo spazio centrale è dominato dalle postazioni per il taglio, fulcro dell’attività, caratterizzate da 3 telai modulari in acciaio con finitura in ferro micaceo, che ospitano le sei postazioni e da un abbassamento in cartongesso che ne individua l’area; gli spazi laterali, che ospitano le funzioni a supporto dell’attività (zona lavaggio e cassa), sono caratterizzati da pareti ad altezza tre metri che formano delle “scatole”, le quali accolgono funzioni accessorie e di servizio per l’attività. Lungo la vetrina si dispone uno spazio filtro, a tutt’altezza, tra la città e il negozio, in cui i clienti vengono accolti e possono attendere prima di essere serviti: l’idea alla base è quella di coinvolgere il cliente che attende e non lasciarlo in una zona confinata. Il piano rialzato ospita invece la cabina dei trattamenti di estetica, bagno e spogliatoio per i dipendenti e wc per i clienti. La scelta delle finiture aiuta la comprensione dell’idea progettuale: il salone infatti è caratterizzato da pareti verniciate in tinta chiara e una pavimentazione in parquet di rovere, in cui spiccano le “scatole” e l’abbassamento che caratterizza lo spazio centrale, tinteggiate in grigio antracite.

Salone per parrucchiere

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Pianta - stato di fatto

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Salone per parrucchiere


Pianta - progetto

Salone per parrucchiere

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Spaccato assonometrico progetto A lato: render di progetto e foto negozio realizzato

Salone per parrucchiere da Capelli e Angela 24 di Barbara Mentana 4, Como


Salone per parrucchiere

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03

Una nuova stazione ferroviaria per Sesto San Giovanni

All’interno del programma del PII realizzato dallo studio Renzo Piano Building Workshop per il recupero urbano dell’area ex-Falck di Sesto San Giovanni, è prevista la realizzazione della nuova stazione ferroviaria e la sistemazione dello spazio pubblico antistante. Nel mio caso è stata adottata la tipologia di stazione a ponte, per rispondere all’esigenza di garantire una connessione pedonale alle due parti di città così nettamente separate dalla ferrovia, ovvero il centro della città e l’ex area Falck, facendolo in quota piuttosto che nel piano ipogeo per renderne ancor più manifesto il collegamento. L’edificio si colloca lungo l’asse esistente di Via Montegrappa e il nuovo asse residenziale in progetto e vuole estremizzare il concetto di tipologia a ponte, portando tutto il volume della stazione al piano primo e lasciando al piano terra solamente i setti strutturali e gli elementi distributivi, in particolare le scalinate di accesso che si sviluppano direttamente dalle due piazze, in modo da accentuare ulteriormente il ruolo importante di connessione svolto dall’edificio. Il piano primo è caratterizzato da un ampio spazio centrale, la stazione vera e propria (distribuzione e spazi di attesa), la quale mantiene l’allineamento visivo con gli assi urbani; e una serie di spazi laterali di servizio (biglietteria, locali commerciali, bar, edicola e servizi igienici). Questi spazi dunque si compenetrano in una composizione di due scatole: quella opaca esterna che contiene il volume vetrato della stazione. Esse sono caratterizzate da una deformazione che, comprimendo lo spazio centrale, genera tensione verso le estremità, sottolineando ulteriormente la relazione con gli assi della città e distinguendo gli spazi dello stare dagli spazi di distribuzione e accesso alle banchine. La scatola centrale riceve luce naturale zeni-

tale derivante da due tagli nella copertura, mentre le porzioni laterali sono illuminate indirettamente dallo spazio centrale e dalle aperture filtrate dai pannelli forati di Alucobond modulari (da 90 a 30 cm con discretizzazione di 5 cm) disposti in modo tale da accentuare la curvatura della stazione, la quale sarebbe poco significativa rispetto alla lunghezza. Il pannello forato, di giorno maschera la presenza dei serramenti permettendo il passaggio della luce all’interno degli ambienti commerciali, senza indebolire l’idea di mantenere l’edificio in connessione con gli assi viari principali; di notte invece questo espediente permette alla stazione di dialogare con la città anche sui fronti trasversali ai binari.

Laboratorio di Progettazione di Costruzioni Complesse 1

Proff: G. Barazzetta, M.E. Giuliani, M. Pozzi Settembre 2016 Tema: Stazione a ponte Luogo: Sesto San Giovanni (MI)

La struttura dell’edificio è caratterizzata da 4 setti in calcestruzzo armato che sostengono due travi reticolari tipo Warren in acciaio. La scelta di questo tipo di struttura è stata dettata da ragioni architettoniche, in quanto la trave risulta a vista all’interno della stazione: oltre a disegnare lo spazio interno, essa è attraversabile per poter accedere ai locali di servizio e per gli accessi alle banchine. Questo è stato possibile grazie alla geometria della trave Warren, attraverso un processo di ottimizzazione iterativa che ha portato ad avere un giusto compromesso tra le necessità architettoniche (disegno, posizione rispetto alle banchine e altezze minime) e strutturali (distanze tra i nodi e angoli).

Stazione a ponte SSG

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Planivolumetrico

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Stazione a ponte SSG


Esploso assonometrico dei livelli Foto modello

Stazione a ponte SSG

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Sezione longitudinale A-A Sotto: pianta livello + 6.25m

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Stazione a ponte SSG


Viste render

Stazione a ponte SSG

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Prospetto Sud

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Stazione a ponte SSG


Stazione a ponte SSG

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Porzione di sezione costruttiva B-B

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Stazione a ponte SSG


Nodo di dettaglio 3

Stazione a ponte SSG

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Progetto di opere strutturali provvisionali Pompei - Domus in regione V, insula 2, civico 19 Gli interventi progettuali sono volti alla realizzazione di opere provvisionali che assolvano sia a funzioni strutturali, ma che fungano anche come dispositivi di servizio per i visitatori e che diventino dunque elementi architettonici integrati nel loro contesto, garantendone la sicurezza e la visitabilità. Inoltre ove possibile, essi dovranno essere ripetibili e ri-adattabili in altri contesti con le medesime problematiche. La scelta di effettuare un intervento con i presidi strutturali è da ricercare nella natura intrinseca degli scavi di Pompei: infatti sono un cantiere sempre aperto, dove interventi effettuati in emergenza diventano permanenti per mancanza di fondi, con il grave danno che tutte queste opere non possono essere visitate dagli spettatori. L’intento è dunque quello di utilizzare questo metodo di lavoro, sicuramente più economico e più rapido da effettuare rispetto a un intervento di conservazione vero e proprio, ma reinterpretandolo in chiave architettonica così da restituire la domus al pubblico in tutta sicurezza e anzi aggiungendo un elemento di servizio che aumenti il comfort dei visitatori. Di seguito sono presentate tre murature che possono essere assimiliabili a delle categorie tipo: il primo muro, quello già presidiato, risulta il più complesso in quanto presenta sia un fuori piombo, derivante dalla spinta del terreno, sia un vasto crollo nella porzione centrale; il secondo rientra nella categoria dei crolli parziali; il terzo nella categoria delle grosse lacune. Per il muro già presidiato, l’intervento prevede la rimozione del presidio esistente, poichè non rende la domus accessibile al pubblico, e di sostituirlo con uno che entri in funzione ad assumere il carico derivante dalla spinta del terreno, integrato con un sistema di sedute ombreggiate da una copertura curva: essa a sua volta svolge la duplice funzione di protezione dagli agenti atmosferici della cresta muraria e di riparo

per i visitatori. La ragione di questo tipo di intervento è da ricercare nella mancanza, all’interno dell’area archeologica, di punti di sosta dove potersi riposare e riparare dal caldo sole estivo o da piogge improvvise. Il presidio è realizzato con ritti e puntoni che sorreggono un orditura di travi in legno lamellare; la copertura è realizzata in lastre di acciaio cor-ten. Il presidio è costituito da elementi modulari, dunque assemblabili e ripetibili secondo esigenza. Il secondo intervento è volto a supportare il carico della porzione di muratura sopra al crollo parziale: questo compito è assolto da una copertura in legno lamellare sorretta da una struttura ad arco, la quale integra, come dispositivo di contenimento della spinta, una catena che funge da elemento espositivo per un pannello informativo; al di sopra della copertura sono posti dei distanziatori realizzati in profilati a sezione cava rettangolare in acciaio cor-ten, atti a colmare la disuniformità del profilo del crollo. In questo caso l’arco assolve la funzione strutturale di sorreggere la muratura e la funzione architettonica espositiva, il che deriva dalla volontà di attirare visitatori all’interno della domus, la quale si trova in una posizione marginale all’interno degli scavi e dunque poco visitata. Inoltre l’arco è un richiamo alla possibile configurazione passata, in quanto il varco era appunto un accesso dalla via retrostante. L’ intervento di consolidamento del terzo muro consiste nel risarcire la lacuna con un paramento murario costituito da mattoni di calcare del Sarno con giunti in malta di calce e pozzolana additivata con polvere della stessa pietra. La scelta dei materiali è stata guidata dalla volontà di volerne impiegare di autoctoni e già in uso in epoca romana, garantendo in questo modo la compatibilità chimico-fisica e un linguaggio in linea con l’esistente.

Laboratorio per la Conservazione delle Opere Complesse

Proff: M. Giambruno, E. Garavaglia, F. Guzzetti Luglio 2016 Tema: Progetto di conservazione Luogo: Pompei (NA)

Pompei - opere provvisionali

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Stato di fatto

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Pompei - opere provvisionali


Pompei - opere provvisionali

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Progetto

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Pompei - opere provvisionali


Pompei - opere provvisionali

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Presidio 1: dettagli costruttivi Sotto: assonometria

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Pompei - opere provvisionali


Esploso assonometrico elementi della costruzione

Pompei - opere provvisionali

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Presidio 2: assonometria Sotto: prospetto e sezione

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Pompei - opere provvisionali


Esploso assonometrico elementi della costruzione

Pompei - opere provvisionali

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Roadhouse Grill

Il Roadhouse Grill di Pioltello rientra in una serie di progetti per la catena di ristoranti, realizzati in collaborazione con lo Studio De Risi, passando per diverse esperienze progettuali con gli edifici di Curno, Rovato, Treviso, Lipomo e Tradate. L’obiettivo richiesto dalla committenza era di determinare uno stile da associare al marchio, riconoscibile per tutti i nuovi edifici.

Progetto realizzato in collaborazione con Studio De Risi Dicembre 2015

Tema: Ristorante Luogo: Pioltello (MI)

Per ottenere tale scopo ho contribuito all’elaborazione delle idee progettuali sia in fase preliminare, dove si è svolta una vera e propria fase di brainstorming, accompagnata da un continuo feedback della committenza, sia successivamente in fase esecutiva e di realizzazione dell’edificio. Anche per gli interni è stato pensato un restyling, attraverso lo studio degli spazi in base alle esigenze di una clientela piuttosto eterogenea per età, gusti, tempi di permanenza e necessità. Determinato dunque un layout base, si è proceduti con il disegno di alcuni arredi speciali.

Roadhouse Grill

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Foto edificio realizzato

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Roadhouse Grill


Rendering edificio

Roadhouse Grill

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Pianta della sala di somministrazione

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Roadhouse Grill


Disegno esecutivo elemento centrale del tavolo social Sotto: foto elemento realizzato

Roadhouse Grill

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Rendering interni

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Roadhouse Grill


Disegno esecutivo totem d’ingresso A lato: foto totem realizzato Sotto: rendering interni

Roadhouse Grill

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Villa a Binago Progettazione di interni La villa oggetto di intervento è una porzione di bifamiliare a schiera, che si sviluppa su tre livelli, di cui uno interrato.

Progetto realizzato

La necessità primaria dei committenti era quella di ottenere un ampia zona giorno con cucina a vista: il progetto dunque parte proprio da questa necessità, ottenuta demolendo la parete tra soggiorno e cucina, in modo da ottenere un ambiente unico più spazioso e luminoso. Sono stati inoltre ottimizzati gli spazi destinati alla distribuzione della zona notte, garantendo una maggior superficie per la camera matrimoniale, la quale ospita una vasca da bagno. Il committente inoltre ha esposto la richiesta di illuminare tutti gli ambienti con apparecchi luminosi ad incasso, dunque è stato sviluppato uno studio sugli abbassamenti, in particolare nel soggiorno e nella camera padronale: il disegno degli abbassamenti si integra con l’arredo e definisce aree di fruizione diversa anche se in unico ambiente, come accade per esempio nella zona giorno. La possibilità di avere differenti punti spot d’illuminazione ha permesso di definire tre scenari di utilizzo differenti, che modulano la quantità di luce artificiale nel soggiorno, in base alla richiesta, da più intensa, utilizzando tutti i faretti, a più soffusa, sfruttando solo le strisce led posate sopra le velette perimetrali.

Tema: Progettazione d’interni -

Novembre 2015

residenziale Luogo: Binago (CO)

Le pareti sono tinteggiate con colori neutri, tendenti al bianco e al grigio chiaro; l’arredo è concepito come un tutt’uno con il progetto d’architettura. Alla neutralità cromatica dell’arredo e delle pareti, fa da contraltare la pavimentazione in parquet d’abete, che contribuisce a “scaldare” tutti gli ambienti della casa.

Villa a Binago

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Pianta piano terra - stato di fatto

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Villa a Binago


Pianta piano terra - progetto

Villa a Binago

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Foto soggiorno

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Villa a Binago


Foto camera padronale

Villa a Binago

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Edificio residenziale monofamiliare Abitazione per una famiglia di 4 persone Finalità del concorso è l’ elaborazione di un progetto preliminare di un edificio residenziale monofamiliare con struttura in legno (X-LAM o a telaio), la cui superficie complessiva deve essere compresa tra 120 e 200 mq. Non è stato assegnato alcun lotto, dunque il progetto dovrà essere adattabile a diverse aree. Il progetto nasce con la volontà di dare forma alle differenti esigenze del nucleo familiare tipo, dove la sovrapposizione di usi da parte di utenti diversi trova luogo in spazi flessibili e adattabili. L’utente tipo di questa abitazione può essere un nucleo familiare di quattro/cinque persone. L’edificio è costiuito da una composizione di volumi rettangolari in stile moderno, che determinano per negativo tre spazi esterni di natura differente: il porticato, la loggia e la terrazza, tutti fruibili direttamente dagli utenti. L’abitazione si sviluppa su due piani mantenendo la tipica suddivisione tra zona giorno al piano terra e zona notte al piano primo; inoltre, non estendendosi su un unico piano permette un minore impiego di superficie coperta, fattore da tenere in considerazione per l’adattabilità del progetto ai differenti lotti. Il piano terra è dominato da un soggiorno passante a doppia altezza, comunicante con gli altri locali di servizio (cucina, bagno e garage) e con il porticato esterno a sud, il quale funge anche da schermatura termica per il periodo più caldo dell’anno; la doppia altezza è inquadrata da un’ampia vetrata a nord, la quale permette alla luce naturale di entrare indirettamente. Il piano primo è caratterizzato da un soppalco che affaccia sul soggiorno e funge come distribuzione per le tre camere e come spazio jolly utilizzabile da ogni abitante della casa per ogni differente esigenza; inoltre esso è direttamente comunicante con la loggia a sud.

Il tema della flessibilità di spazi e di usi è lo strumento che ci ha guidato verso il nostro obiettivo di dare una soluzione ai differenti modi in cui gli individui del nucleo familiare vivono la propria casa: in questo modo gli spazi comuni (soggiorno e soppalco) acquistano maggior superficie a scapito delle camere da letto; ciò risulta come valore aggiunto poichè, nell’arco della giornata, tali spazi hanno il vantaggio di poter essere sfruttati in modi diversi e da utenti diversi.

Concorso di architettura Gennaio 2015

Tema: Edificio residenziale monofamiliare in legno lamellare (X-LAM) Società banditrice: Legno Case S.p.A.

Concorso Legno Case

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Pianta piano terra

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Concorso Legno Case


Pianta piano primo

Concorso Legno Case

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Sezione A-A Prospetto Nord Prospetto Sud

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Concorso Legno Case


Viste render

Concorso Legno Case

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Social Housing come riqualificazione urbana Edifici a corte, in linea e a torre L’area di progetto è situata lungo Viale Berbera, nei pressi del parco Nord di Milano; è una superficie molto estesa e di difficile interpretazione per la presenza del parco Nord, della caserma di polizia a Sud e del viale stesso che separa in modo netto l’area dall’unico brano di città residenziale che può relazionarsi con il progetto. L’intervento prevede la realizzazione di edifici residenziali plurifamiliari, di differenti tipologie abitative (a corte, in linea e a torre). Dallo studio dell’area, si è deciso di disporre i fabbricati all’interno del masterplan in modo da rendere chiara la definizione dello spazio aperto, che si confronti in modo diretto con gli edifici stessi, determinando una piazza, un viale pedonale e due corti e bilanciando le superfici destinate a verde e quelle più urbane.

parco e l’urbanità. Da questa ragione nasce il forte contrasto tra il quadrato sud dell’area, la parte urbana, con una pavimentazione in cemento alternata a dei “tappetoni” attrezzati in legno, e il quadrato nord, la parte del parco. Le due parti sono collegate da una passerella ciclopedonale in acciaio.

Laboratorio di Progettazione dell’Architettura 3

Proff: S. Guidarini, S. Galinta, P. De Angelis Settembre 2014 Tema: Social Housing Luogo: Milano

Gli edifici presentano al piano terra un’eterogeneità funzionale determinata dalla differente relazione che ogni affaccio presenta con lo spazio aperto antistante; per questa ragione nella porzione a sud dell’edificio a corte trovano sede le residenze, mentre sono stati progettati dei locali commerciali e per i servizi sulle porzioni che affacciano sulla piazza e sul viale pedonale. E’ inoltre presente uno studentato, che si sviluppa per i primi tre piani dell’edificio a torre, caratterizzato dalla presenza di spazi collettivi per lo studio e lo svago e da spazi privati. Per ogni tipologia abitativa (corte, torre, edifici in linea) sono stati adottati materiali di rivestimento differenti, ma rimane costante in tutti gli edifici la modularità dei prospetti e il taglio delle aperture. Gli edifici presentano struttura in X-LAM, controventata dai nuclei dei vani scala in cls armato. Lo spazio aperto gioca la sua composizione sulla particolare posizione dell’area: essa infatti si trova in un punto di contatto tra il

Social Housing

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Assonometria area di progetto A lato: foto modello

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Social Housing


Social Housing

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Planimetria generale piano terra ± 0.00 m

± 0.00 m DEPOSITO

DEPOSITO

DEPOSITO

SALA FESTE

DEPOSITO

+ 0.60 m

± 0.00 m

+ 0.60 m

± 0.00 m

DEPOSITO

DEPOSITO

DEPOSITO

– 0.80 m

– 0.80 m

DEPOSITO

DEPOSITO

± 0.00 m DEPOSITO

DEPOSITO

DEPOSITO

+ 0.50 m

+ 1.10 m

+ 1.10 m

+ 1.10 m

+ 0.50 m

DEPOSITO

DEPOSITO

DEPOSITO

DEPOSITO

± 0.00 m + 0.50 m

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Social Housing

+ 0.50 m

+ 0.50 m


Dettagli tecnologici spazio esterno

Social Housing

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Edificio a corte: sezione longitudinale e pianta piano primo

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Social Housing


Viste render

Social Housing

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Edifici in linea: prospetto Sud e pianta piano primo

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Social Housing


Viste render

Social Housing

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Sezione costruttiva e stralcio di prospetto

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Social Housing


Social Housing

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PoroCity Montparnasse Una nuova piazza per Parigi L’area di intervento è situata nell’isolato antistante la stazione di Montparnasse, il quale ospita, ad oggi, i magazzini La Fayette. Il progetto propone una rivisitazione dell’isolato a blocco parigino, tipicamente molto introverso; l’obiettivo è di “esplodere” il medesimo volume compatto del lotto, ma renderlo completamente permeabile alla città. L’isolato è diviso in due aree: la piazza di Montparnasse, davanti alla stazione ferroviaria, la quale è attrezzata con delle strutture leggere; il blocco edificato, formato da alcuni edifici a destinazione commerciale, per uffici e di residenza. Tutto il progetto è modulato su una griglia di 6x6 metri, la quale regola gli spazi comuni dell’abitare e le dimensioni degli edifici: 12x18 metri, 12x24 metri e 12x30 metri. Il primo passo è stato di determinare l’isolato: esso deve avere la giusta distanza da quelli limitrofi ( lo stato di fatto prevede un ibrido, nel senso che non può essere letto nè come oggetto, nè come isolato). In seguito l’isolato, per non avere il classico blocco parigino molto introverso, viene esploso in modo tale da renderlo permeabile e se ne definisce il bordo per densità. Gli edifici all’interno dell’isolato sono disposti sulla griglia affinchè definiscano una gerarchia spaziale tra spazi di pertinenza dell’abitare, spazi pubblici e connessioni.

Laboratorio di Progettazione Urbanistica

Proff: N. Russi, P. Bozzuto Luglio 2014 Tema: Progettazione urbana Luogo: Parigi

PoroCity Montparnasse

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Concept Sotto: Assonometria generale

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Scenari

PoroCity Montparnasse

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Un albergo diffuso per la Contrada Bianchi Riqualificazione di un edificio in disuso Il progetto rientra in una serie di interventi di recupero effettuati su un gruppo di edifici di origine medievale in disuso e in stato di avanzato degrado, situati nella Contrada Bianchi di Torre di S. Maria. L’obiettivo finale è la riattivazione del borgo come “albergo diffuso”, con la sistemazione delle connessioni pedonali e la progettazione ex-novo di un edificio adibito a spa.

Corso di formazione permanente

In particolare, mi sono occupato del recupero di un edificio a nord del borgo, la cui dimensione ha permesso di sfruttarlo come piccolo ostello. La muratura portante esistente, a causa di diversi dissesti strutturali è stata mantenuta solo come rivestimento, introducendo dalla copertura (da sostituire in ogni caso poichè gravemente ammalorata) una struttura in X-LAM. E’ stato previsto un ampliamento del volume, al fine di far percepire l’edificio come unico blocco. L’edificio è costituito da un alloggio per i custodi della struttura, da spazi comuni di ristoro e relax e dalle camere. Data l’eterogeneità delle tre porzioni dell’edificio esistente, anche il progetto ha mantenuto questa linea, variando la disposizione planimetrica di ogni piano.

Torre di Santa Maria (SO)

ASMeD e IFA Giugno 2014

Tema: Progetto di recupero e riuso struttura ricettiva Luogo: Contrada Bianchi -

La porzione di volume aggiunto è rivestita in legno con i serramenti disposti a filo esterno, mentre la porzione di edificio esistente mantiene le bucature già presenti e presenta i serramenti a filo interno, dove il telaio rimane nascosto dietro la muratura; ciò dettato dall’esigenza di massimizzare la luce attraverso le piccole aperture e per esaltare ulteriormente il volume nel volume.

Albergo diffuso

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Inquadramento planimetrico Sotto: modello edificio esistente e di progetto A lato: piante progetto

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Albergo diffuso


Prospetti di progetto Sotto: dettagli tecnologici

Albergo diffuso

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Paolo Tutone Architetto - Portfolio  
Paolo Tutone Architetto - Portfolio  
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