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INFRASPAZI for a greener connection


Introduction Attraverso il laboratorio del corso di Tecnica Urbanistica II si propone un parallelo tra l’ambito urbano di Algeri in relazione ai Jardin d’Essai du Hamma e le aree urbane di Voltri e Prà in relazione al Parco delle Ville o Parco del Basilico. In entrambi questi casi il verde assume un peso tanto rilevante da configurarsi come una vera e propria “infrastruttura” alternativa. Lo sviluppo della piena potenzialità di questo sistema diventa occasione per la rilettura e reinterpretazione ecologica del territorio urbano. La fase progettuale si divide in quattro momenti fondamentali: (1) un’analisi generale del territorio Voltrese, il confronto di questo con un altro sistema urbano mediterraneo analogo (Algeri) e l’individuazione, sulla base dei nuovi paradigmi, delle più idonee letture/interpretazioni sistemiche del territorio e delle relative strategie per la valorizzazione e il rinnovamento di quei contesti; (1b) elaborazione di un “piano di battaglia” , di un concept e un primo masterplan generale del sistema individuando uno slogan ed elaborarando diagrammi schemi e ideogrammi; (2) definizione del programma di trasformazione con elaborazione del masterplan definitivo (determinazione delle attività, delle dinamiche e dell’organizzazione di flussi e dispositivi nei diversi ambiti spazio-funzionali dell’area) e degli interventi chiave; (3) elaborazione di dettaglio di una o più operazioni di trasformazione per la messa a sistema efficacie del masterplan. 1


Genova Voltri

Green City Corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura Laboratorio di Tecnica Urbanistica II Team studenti: Paolo Galelli, Alessio Minetto, Davide Gaudiello Docenti: Prof. Ing. Pietro Ugolini, Prof. Arch. Emanuela Nan 2


Foreplay

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Genova Voltri vs Algeri Le strutture delle città mediterranee risalgono a modelli che sono stati elaborati altrove, all’interno e nel contatto con i bordi costieri sono stati di volta in volta reinterpretati, dando luogo a configurazioni testimoni del luogo. Qui ogni strato di sviluppo si è mescolato con con quelli precedenti assimilandone maglie e assetti urbani, cancellandone altri, contaminandosi del preesistente e producendo sintesi originali nella configurazione degli spazi. Tuttavia si possono ancora individuare le matrici storiche di entrambe le realtà: la zona della Quasba per Algeri e quella di Via Cerusa e dintorni per Voltri. Com’è noto poi, il processo di sradicamento delle specificità locali inizia nel XX Secolo: con l’infrastrutturazione la città Moderna disarticola definitivamente la struttura urbana ereditata indirizzandosi verso nuovi assetti fisici e funzionali indifferenti alle particolarità dei contesti locali. Nel confronto è interessante porre lo sguardo sull’evoluzione delle identità urbane mediterranee, sullo “Strato Contemporaneo”, in particolare sulla dismissione delle vecchie reti infrastrutturali e, quindi, sulla costruzione delle reti dell’alta velocità. Tale grande infrastrutturazione risulta oggi un compromesso per la città emergente, pena la sua scarsa competitività nella “gara” planetaria per l’assegnazione dei grandi eventi. Si evidenzia quindi la presenza per entrambe le parti di grandi nodi infrastrutturali che, come cesoie, “riducono in brandelli” il territorio sul quale vanno a posarsi. Ne scaturisce così una natura satellitare dello spazio pubblico che si configura in una successione di piazze, piazzette, slarghi, giardini e parchi, separate tra loro dalla presenza di grandi reti stradali, autostradali e ferroviarie. Diagrammi La conformazione di Voltri presenta alcune somiglianze con l’area dei Jardin d’Essai du Hamma di Algeri. Prima fra tutte la strada litorale che separa la fascia costiera dal resto della città. In secondo luogo la suddivisione del suolo in tre macroaree : un’ampia fascia costiera (gialla), una fascia urbana (grigia) ed una rappresentante lo spazio pubblico e il verde urbano (verde). Infine si è notata la presenza di un nodo infrastrutturale sia all’ interno del territorio che immediatamente vicino alla costa. A differenza di Algeri dove le aree verdi sono più facilmente riconoscibili e raggruppabili in macroaree, a Voltri la vegetazione è meno compatta e maggiormente dispersa, quasi fossero ‘’piccole macchie di verde’’ disperse in un tessuto altamente urbanizzato.

lgeri

enova Voltri

Schemi Schematizzando, si è esalatata la natura satellitare delle isole verdi separate tra loro dalle infrastrutture a Voltri, e la macroarea dei Jardin tagliata dalla rete stradale ad algeri

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Napoli

Salerno

Napoli + Salerno Si è deciso in seguito di confrontare Voltri con altre realtà mediterranee per analizzare più approfonditamente il rapporto tra città e verde urbano. Napoli e Salerno sono due ottimi esempi di confronto: il primo mostra come il parco botanico nella zona di Portici sia tagliato a metà dalla strada SS18; il secondo mostra la natura “parassitaria” della fascia urbanizzata che, come a Voltri si sviluppa verso l’interno con un andamento piramidale. Inoltre in entrambi gli esempi la strada lungomare separa la costa dal resto della città impedendo al verde di affacciarsi sul mare. Il concentrare la viabilità lungo la costa evidenzia come nel corso dei secoli lo sviluppo e la crescita di queste città sia stata caratterizzata da un forte rapporto col mare e con la costa e solo dopo si è deciso di espandersi verso l’interno. Diagrammi

Napoli

Salerno

Schemi

Marsiglia

Marsiglia + Palermo Marsigli e Palermo sono stati due buonissimi esempi di confronto per la ricerca di una possibile soluzione da applicare sul territorio di Voltri. In queste città, infatti, il verde si spinge oltre la strada litorale creando un naturale continuum tra gli spazi pubblici interni alla città e quelli adiacenti al mare. Da questa osservazione è nata la decisione di utilizzare le infrastrutture non più come elemento separatore bensì come elemento unificatore. Diagrammi

Palermo

Palermo

Marsiglia

Schemi

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An opportunity La sagra di equivoci e occasioni fallite in cui si muove la vita metropolitana con tutte le sue manie ha l’immagine della griglia indifferente di Manatthan così come l’aveva rappresentata Mondrian nella serie di dipinti Brodway boogie-woogie. In quelle immagini riconosciamo la città contemporanea: una città in cui lo spazio pubblico è ritagliato in poche, intime isole, ricavate nell’asfittica maglia destinata all’ormai caoticissimo traffico. Questa opposizione tra griglia e isola verde più che il perseguimento di un’antinominia tra maglia razionale e giardino umanistico è la paradossale prosecuzione della schizofrenia cittadina dentro gli apparati di quelle isole, di sosta e senza riposo. Traformazioni radicali sono necessarie e legittime, purchè capaci di coniugare la storia con le nuove istanze attraverso un’idea di ibridazione, intreccio e induzione di differenze: uno scenario della contaminazione che mette in scacco il semplicismo di forme di domino analitico geometrico e a processo lineare, riconducendo il problema alla costruzione dello spazio pubblico piuttosto che soltanto alla realizzazione dell’arredo urbano. A tale scopo possono servire le occasioni offerte dai tanti luoghi urbani che chiedono riscatto: le aree di risulta di ex stazioni ferroviarie o di un tracciato dismesso, gli spazi tra le reti e i corsi d’acqua, il sistema degli spazi tra le infrastrutture. Questi sono i possibili scenari per un nuovo spazio pubblico di una emergente realtà metropolitana fondata su un rinnovato rapporto tra infrastruttura, insediamento e le tracce primigenie della natura. La vita di tutti i giorni sta diventando eccessivamente straniante... L’uomo non trova la natura, anche quando lascia la città per essere in comunione con essa... La natura diventa un avanzo di natura e l’uomo un avanzo d’uomo (Barragàn). Goals Guardando il dipinto di Mondrian, lo spettatore è catturato dai colori accesi che animano le vie di Manatthan, è catturato da quella frenesia in cui si ritrova la società contemporanea, si dimentica dei vuoti (bianchi) senza il quale tale effetto risulterebbe molto più debole, ma passando il quadro al negativo è subito chiaro quanto questi vuoti coprano la maggior parte della tela. Ciò significa che tali “isole verdi” sono prerogativa principale per tutte le città contemporanee e le strade che scandiscono questi spazi, se prima avevano una funzione meramente separatrice, ora devono diventare un elemento legante. Parafrasando il lavoro artistico compiuto su tela da Lucio Fontana, l’intento è quindi quello di creare nuove spazialità dallo squarcio che le infrastrutture provocano sul territorio. Logo Come sintesi dei diagrammi e degli schemi precedenti si è prodotto un ideogramma che riassumesse il risultato delle analisi effetuate su voltri. Ne è scaturito un logo che richiama l’icona RGB con tre gradazioni di verde, la più chiara simboleggia la costa, la più scura l’insediamento urbano e la più verde lo spazio pubblico. I tre cerchi si fondono collegati da un contorno bianco che definisce nuove gradazioni di verde e con esse nuove ibride spazialità da sperimentare. 6


Le Corbusier, Plan Obus

Slogan Sono infraspazi i luoghi che si formano nelle reti delle infrastrutture della mobilità. Sono spazi infra. Tracciati e nodi, tra o sottostanti la struttura degli insediamenti, che stanno emergendo alla nostra percezione come gli spazi di maggiore intensità nella vita metropolitana. Figure che da dispositivi puramente di servizio, si stanno trasformando nei nuovi spazi pubblici della città territoriale. Le strade delle grandi reti possono smettere di essere soltanto i canali che smistano nel modo “idraulicamente” più efficiente, i flussi. Possono trasformarsi in strade da abitare. Strade come spazi-infra, perchè raccolgono una domanda latente di nuove ritualità metropolitane, fluttuanti e intermittenti, che nascono con le nuove centralità territoriali e chiedono ai tradizionali sistemi della mobilità risposte mutevoli nel rapporto sempre diverso con i contesti attraversati. Si può, costruendo questi luoghi, colmare il distacco tra l’immaginario delle società e degli individui che abitano e usano queste città, sorte lungo le maglie delle reti, soprattuto stradali, e una produzione ordinaria delle infrastrutture che non si interroga sulle forme di un nuovo paesaggio che può nascere dall’interazione consapevole tra infrastruttura, insediamento e natura. La qualità dell’architettura non può riconoscersi che nella sua capacità di “accogliere” la vita. Tanto più vero quanto più lo stesso statuto dello spazio - il suo valore pubblico - viene messo in crisi da altre forme di interazione sociale. Nei contemporanei territori metropolitani non ci può essere qualità urbana se non c’è qualità delle reti. Una volta che si accetti di ribaltare la prospettiva tradizionale attraverso cui si legge la trasformazione contemporanea delle città - non come un estendersi della città nel territorio, ma come una assimilazione dell’intero territorio alla città - muta il ruolo dei sistemi della mobilità e dello scambio. A questi punti può essere attribuito il compito, quali grandi manufatti che dialogano a distanza, di rendere percepibile un sistema di appartenenze e di tensioni nel continuo e variato confronto con la forma dei luoghi. Come suggerisce Odile Decq, questo vuol dire pensare una città a tre dimensioni. E, in questa città progettare tridimensionalmente il sistema infrastrutturale. Progettarlo come parte del “progetto complesso del territorio. Perchè questo avvenga con risultati di qualità, occorre ripercorrere l’intero processo del progetto e delle realizzazioni. Ènecessario risalire al modo stesso di formulare le domande molteplici che oggi è possibile proporre al ”progetto di strade. Domande che nascono dal confronto tra la produzione ordinaria e le alternative possibili che, rispetto all’arretrato panorama italiano, troviamo soprattutto all’estere, o che, in questi anni, diversi gruppi di ricerca stanno sperimentando in Italia, con l’esplorazione di alcune opportunità innovative di “progettazione complessa” delle strade. Attraverso queste ricerche si sta diffondendo un nuovo modo di guardare le infrastrutture. Non più come ingombranti “macchine” del funzionamento urbano, da nascondere ogni volta che sia possibile, ma come figure protagoniste dei nuovi scenari della città. Per questo nuovo sguardo può servire anche soltanto una forte luce bianca che estrae dalla notte un capolavoro di architettura della strada e lo dona alla città.

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Superstudio, Monumento continuo

EXAMPLES

Project for Roadtown (1910) by Edgar Chambless

Palmtree Island (Oasis) (1971) New York, Stati Uniti by Haus-Rucker-Co

Biopolis visualized by Rudolf Das in Panorama Magazine, 1971

Plan for East Manhattan by Ulrich Franzen. From Evolving City : Urban Design Proposals (1974) by Peter Wolf and sponsored by the Ford Foundation.

Eco Polis (early 1990s) by Kikutake Kiyonori (Illustration: Morinaga Yoh)

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Analysis

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GEOGRAPHY Parco

Edificici culturali

Verde spontaneo

Piazze

Aree sportive

Verde degrado

Verde privato

Costa

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Giardini

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DISTRIBUZIONE DEL VERDE

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TOPOGRAFIA

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STRENGHTS La prima parte di analisi è avvenuta tramite l’utilizzo di Google Street Maps analizzando e differenziando i verdi che caratterizzano la città. Così sono stati percorsi 3 assi orizzontali parelleli: l’Aurelia, Vico limisso e la sua “continuazione” in via Don Giovanni Verità e infine quello dello del centro storico composto dalla successione di Via Cerusa, Via Ernesto Guala e Via Enrico Cialdini. Da questa prima analisi è emersa come la realtà satellitare del verde voltrese evidenziata negli schemi precedenti fosse verificata anche a scala minore attraverso una successione di piazze, parcheggi alberati, e giardini pubblici. Questa natura ibrida dello spazio pubblico sviluppata in senso orizzontale è il primo punto di forza che si è individuato per la città di Voltri (1). Per meglio intendere le dinamiche e i collegamenti tra queste isole verdi si è optato per fare un sopralluogo, dal quale sono emersi altre caratteristiche positive. Il parco di Villa Duchessa di Galliera (2) che si staglia immediatamente sopra il centro storico e che si configura, grazie alle sue dimensioni, come la massa attorno al quale gravitano tutti i tipi di verde della città, potrebbe essere un’incredibile occasione per il turismo voltrese. Altra qualità della città genovese è l’estrema accessibilità al parco tramite un sistema di connettivo verticale (3) formato da mattonate, scalinate e salite che collegano, sin dai tempi antichi, la parte del centro storico a quella del parco. Questo asse costa-centro storico-parco è caratteristica fondante della riviera Ligure e in questo caso ne vengono rivelate tutte le potenzialità. Un ultimo punto di forza della città è sicuramente la grande e profonda fascia costiera (4) protagonista, negli ultimi anni, di una ristrutturazione in chiave contemporanea.

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Il parco si compone essenzialmente di tre parti: una a giardino, una a bosco e la terza a prato, attraversati da 18 km di sentieri. La parte a giardino si estende alle pendici della collina del Belvedere che comprende alcune terrazze degradanti (1), oltre al grande giardino all'italiana. Il giardino all'italiana (2) è collocato su di un'ampia terrazza sotto al Palazzo. La prima rappresentazione che ne abbiamo è la stampa del Gauthier, di inizio '800; vi appare una costruzione quadrangolare dalla quale partono quattro braccia simili a serre. Nel maturo periodo neoclassico prende l'attuale forma. Più tardi si aggiunge la vasca con putto centrale. Il giardino all'italiana veniva utilizzato come orto botanico per il parco. La maggior parte delle piante del giardino risalgono alla fine dell'800 o inizio del '900. Seguendo la filosofia del giardino all'italiana, la natura viene piegata con un certo rigore a figurazioni in cui ordine e simmetria si sposano con una fantasia compositiva di carattere astratto, geometrico. Il parco: l'attuale conformazione all'inglese del parco è dovuta alla Duchessa di Galliera Maria Brignole Sale che ne affidò, nel 1876, la progettazione all'architetto Giuseppe Rovelli. Il nuovo assetto del parco venne inaugurato nel 1880 e da allora il suo impianto generale è rimasto invariato. Partendo dal Giardino all'Italiana, percorrendo il viale alla destra del corpo rialzato e proseguendo su un lungo viale alberato si arriva al Piazzale delle Grotte (3), così chiamato per due grotte, dovute ancora al vecchio progetto di Tagliafichi. Poco oltre, la Valletta del Leone composta da più zone ma coerenti tra loro. Gli elementi posti nella valletta, formata ad anfiteatro come per una rappresentazione teatrale, sembrano proporre le tappe di un viaggio che evoca lo spirito della Divina Commedia di Dante. Così l'arco (4) posto all'inizio della Valletta rappresenta l'entrata al mondo degli inferi; allusione rafforzata, un tempo, dalla presenza di una lonza (scambiata per un leone dai popolani voltresi), "citazione" marmorea di quella dantesca. Un'urna cineraria con dedica a Dante del poeta Gabriello Chiabrera sembra confermare l'ipotesi che la sistemazione del luogo voglia alludere al viaggio poetico agli inferi. Olterpassata questa zona si trovano due piccole cascate (5). Usciti dal bosco di ippocastani si arriva ad una dipendenza che porta il blasone dei Brignole Sale. Si apre qui uno spazio ampio, cintato: accoglie dal 1960 una colonia di daini (6) e di caprette maltesi. Nel recinto si trova una delle più grandi vasche del parco, ora ridotta ad abbeveratoio. Da qui si può percorrere il Viale degli Olivi che vanta esemplari secolari. Immersa in questo ambiente c'è la Fortezza. Risale al 1320 circa, anno in cui Anfreone Spinola costruì le mura di Voltri. Poco più in la uno scorcio pittoresco: il Belvedere (7). L'area apparteneva precedentemente ad un altro parco, quello di palazzo Giustiniani. Con l'inglobamento nel suo nuovo complesso, la Duchessa di Galliera fece rimodellare la zona, ma conservò una Madonnina posta da Anna Schiaffino, moglie di un Giustiniani, a ricordo dei suoi incontri con Cavour, per amore del quale si suicidò. Il Belvedere presenta due costruzioni: il castello segue la tipologia della costruzione neogotica inglese, sotto alla costruzione una grande grotta, che può essere percorsa, sviluppa sviluppa giochi d'acqua con una cascata di 7 metri. Il caffè, è una costruzione di dimensioni ridotte la cui funzione è indicata dal nome stesso. Sta alla base dei salti delle cascate del castello. Scendendo alle terrazze poste alle spalle del palazzo si giunge al Ninfeo. Da qui si ritorna al giardino all'italiana. Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie (8), tra i più antichi della Liguria, deve il suo nome all'apparizione avvenuta nel 1764 sul colle di San Nicolò durante un attacco delle truppe austropiemontesi. Alcuni studiosi lo fanno risalire al 67 d.C.. Se così fosse sarebbe la più antica pieve del ponente genovese. Ma un'epigrafe del 1676 ne sposterebbe la datazione al 343 d.C. L'unica data certa la fornisce un documento: 1205. A quell'epoca era già luogo di pellegrinaggio e di degenza per gli infermi. Nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi. Il più radicale è dovuto ai Brignole Sale che lo acquistarono nel 1864 in epoca di svendita dei beni ecclesiastici, sia per salvarlo da demolizioni o speculazioni, sia per annetterlo al parco della villa. Il restauro, che sottrasse la costruzione al degrado, sottolinea il gusto per il "revival" medioevale in voga nel periodo romantico. All'interno la chiesa mostra uno stile neogotico a strisce bianco-nere e sottolinea il suo carattere di "chiesa di famiglia" con molte lapidi ad memoriam, alcune pregevoli opere di scultori come il Villa o il Doumont. 12


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Il progetto di riqualificazione del lungo mare di Voltri rappresenta una grande opportunità per la rinascita della delegazione genovese. Esso costituisce una sorta di risarcimento qualitativo per questa parte di città che ha visto trasformarsi a fini produttivi un ampio lembo di costa. Inoltre, l’area d’intervento, pur inserita appieno nel contesto urbano, preserva caratteristiche paesistiche e ambientali uniche, con una spiaggia lunga quasi 800 m e profonda fino a 50 m, che lambisce il piede del tessuto costruito e si insinua sino all’ antica via di comunicazione litoranea est-ovest oggi via Camozzini. L’area si configura come un rettangolo pianeggiante compreso tra il torrente Leira a est e il torrente Cerusa a ovest, il litorale a sud e via Camozzini a nord. Essa rappresenta la zona di contatto tra l’edificato storico e la costa ed è attualmente caratterizzata dalla presenza di attività legate allo sport, alla nautica da diporto ed alla balneazione organizzata in modo spontaneo e con strutture precarie. Il progetto di Studio4, Architettiriuniti e Studioarchè è l’evoluzione del progetto vincitore del concorso nazionale indetto nel 1998 dal Comune di Genova, vinto dai tre studi genovesi sia per la “delicatezza” dell’intervento rispetto al contesto, che per la concretezza e realizzabilità della proposta. L’intervento, complesso e articolato, è incentrato sulla nuova passeggiata a mare, un nastro di legno lungo circa 1 km adagiato sulla spiaggia, che costituisce la spina della distribuzione dell’intera zona lungo il quale gravitano attività a carattere prevalentemente ludico e di servizio pubblico. La passeggiata, posta sul limite della spiaggia al riparo dall’erosione del moto ondoso, ha andamento planimetrico leggermente curvilineo per assecondare il profilo del litorale. E’ intersecata da percorsi ortogonali che si insinuano all’interno del tessuto urbano e creano una sequenza di piazze con diversa destinazione : questi percorsi sono segnati da pergole ombreggianti, sotto le quali trovano posto le strutture dei diportisti, i bar e le sedi dei circoli nautici. La creazione di assi perpendicolari all’andamento della passeggiata è finalizzato a mantenere libero l’affaccio sulla spiaggia dalla passeggiata e dalle retrostanti piazze e a creare assi di penetrazione che colleghino il tessuto urbano alla spiaggia. L’attenzione al contesto e a realizzare un intervento non invasivo sono stati elementi progettuali determinanti. L’impalcato della passeggiata è previsto in posizione rialzata di circa 70 cm rispetto alla spiaggia, appoggiata su una struttura puntuale costituita da pali di fondazione: questo sia per evitare fenomeni di erosione marina sia per preservare la permeabilità visiva da terra verso mare. I materiali utilizzati (generalmente legno e acciaio per gli impalcati e le pergole ombreggianti) conferiscono unità linguistica al sistema delle percorrenze, e vengono percepiti come manufatti leggeri in un contesto fortemente costruito e intasato da superfetazioni. Per garantire la durata nel tempo dei manufatti e ridurre al minimo i costi di manutenzione si sono scelti materiali altamente resistenti all’aggressione della corrosione marina, quali il legno(essenza Ipè) l’acciaio zincato e acciaio inox.

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WEAKNESSES Uno dei punti deboli che saltano subito all’ occhio percorrendo le strade di Voltri sono i collegamenti tra la sua parte di ponente e quella di levante. Vi è un unico ponte (Piazza Sebastiano Gaggero sul Leira) che garantisce la continuazione della via Aurelia che presenta in quella zona un’ altissima concentrazione di traffico veicolare nelle ore di punta, enfatizzata dai continui attraversamenti e semafori che si susseguono sulla strada provinciale. Altro collegamento tra zona est e ovest è una passerella (1) pedonale situata verso l’entroterra, la quale a causa della sua posizione e dei servizi scadenti di collegamento non viene molto utilizzata. Per Arrivare a questa passerella bisogna percorrere per un notevole tratto Via Lemerle, la quale risulta sprovvista di un marciapiede adeguatamente largo (è posto solo su di un lato ed è largo circa 80 cm). Altra problematica sono l’area limitrofa alla stazione o specificando meglio come essa vada a collegarsi con il resto della città. Non c’è una vera zona di rispetto davanti all’uscita, la quale viene tagliata dal passaggio della via Aurelia. Ciò risulta evidente per l’uscita riferita alla parte di stazione che si collega con i binari verso Ventimiglia. Tuttavia uno dei problemi principale di Voltri è squello dei parcheggi (2) e di come essi vadano a relazionarsi con il contesto urbano e costiero. Dopo la dismissione delle industrie, Voltri si trovò in una situazione particolare: la presenza di un’ alta concentrazione abitativa verso l’interno e la necessità di creare parcheggi per l’aumento continuo delle automobili. Così si decise di creare delle aree parcheggio nell’ unico spazio libero e di facile accesso per la popolazione: la fascia costiera. Ultimo problema, ma non di minore importanza, è quello dei grandi nodi autostradali (3): il collegamento tra l’ospedale e il centro storico della città il quale avviene attraverso una stretta strada soggetta a posteggi abusivi (le ambulanze per sopperire a questo problema viabilistico percorrono un’altra strada più lunga); lo svincolo autostradale ad innestarsi nel Parco del Basilico interrompendo il percorso delle Ville Storiche (tra Villa Lomellini e Villa Adorno-Piccardo).

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E IL MARCIAPIEDE?! MALEDETTI!!!!

?!? Ma che bella passerella!

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OPPORTUNITIES

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Agli inizi del secolo Voltri era fiorentissima di industrie e rinomata per le sue spiagge e stabilimenti balneari. La sua forza industriale riponeva sui cantieri navali e sulle cartiere (la Regina d'Inghilterra con un suo decreto aveva stabilito che i registri dello Stato dovessero essere di carta prodotta a Voltri, essendo la più resistente al logorio del tempo ed alla distruzione degli insetti).Vi erano anche stabilimenti metallurgici, iutifici, lanifici e cotonofici di importanza nazionale. Purtroppo la recessione industriale che ha colpito Genova ha fatto si che anche Voltri, ormai delegazione ponentina, perdesse quella sua forza industriale che l'aveva sempre contraddistinta. In questi ultimi decenni ha subito un degrado, soprattutto turistico ed ecologico, con la costruzione del nuovo Porto che non ha portato il boom industriale tanto atteso (soprattutto in campo occupazionale per gli abitanti), ma ha contribuito al degrado urbanistico della delegazione. Questi avvenimenti hanno fatto sì che la bellissima costa voltrese si popolasse di capannoni industriali che con il passare del tempo sono caduti in disuso. La riqualifica di tali edifici è un’imperdibile occasione per riportare alla gloria l’affaccio al mare della ridente cittadina ligure. Ultimamente, secondo questo principio, sono sorti dei comitati cittadini molto attivi che operano per un rilancio di Voltri cercando di renderla più vivibile restituendola alla sua vocazione naturale di località balneare.


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Un’opportunità molto interessante è data dalla natura ibrida della zona dei giardini Giuseppe Piccardo. Essa si colloca tra l’uscita della stazione e la riva levante del fiume Leira, avendo tutte le caratteristiche per diventare un nuovo ingresso alla città. La sua conformazione rientra nei canoni dell’infraspazio teorizzato nella fase di analisi poichè sviluppa per tutta la sua lunghezza in concomitanza con la rete ferroviaria, costeggiandola prima, sovrastandola dopo e allontanandosene infine. Inoltre l’alternanza di piazza, giardini e parcheggi evidenzia ad una scala ancora minore la natura ibrida dello spazio pubblico voltrese e risulta quindi un interessante area di studio per la sperimentazione di nuove spazialità ibride, mutevoli , multifunzionali ed in continua evoluzione.

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Il centro storico di Voltri sorge tra due fiumi: a ponente il Cerusa e a Levante il Leira. Se da un lato, date le condizioni idrologiche di Genova e le recenti alluvioni, rappresentano una minaccia, dall’altro possono diventare dei veri e propri dispositivi di connettivo verticale tra il centro storico e i centri limitrofi dell’entroterra. In particolare il lungofiume del Leira, si sviluppa per qualche kilometro terminando con l’ingresso nella città di Mele. Qui, nel settecentesco edificio “do papè” ovvero la cartiera Piccardo (1726), ha sede il museo “Centro di testimonianza ed esposizione dell’arte cartaria della valle del Leira e del Cerusa” in cui sono esposti i vecchi macchinari necessari per la stesura dei fogli, per la loro grammatura, per il taglio, nonchè alcune preziose filigrane ed una macina in pietra per ridurre i cenci in poltiglia. Tra il cinque-seicento la carta che si produceva a Genova e dintorni era talmente pregiata da essere presente in tutto il mercato europeo e, soprattutto, alle corti reali spagnole ed inglesi, dove un decreto legislativo aveva stabilito che, per i registri di stato, fosse impiegata solo carta di fabbricazione voltrese, stesso supporto sul quale, si dice, sia stata redatta la Magna Carta Libertatum, promulgata dal re inglese Giovanni Senzaterra, nel 1215. Le maggiori cartiere erano, dunque, quelle di Voltri e dell’immediato entroterra come Mele ed Acquasanta, che si erano sviluppate grazie all’orografia del luogo, fatta di valli ripide in cui svettano cime di roccia rossastra, in grado di incanalare grandi quantità di acqua nelle gore o “bei” fino agli “edifici per lo papero”. Il segreto della carta ligure era dovuto all’utilizzo di stracci di lino e canapa che la rendevano particolarmente resistente all’usura del tempo e alle insidie dei tarli. 23


THREATS Una delle minacce naturali più gravi per la città di Voltri è quella deIle alluvioni. Il 23 settembre 1993 la delegazione è stata colpita da una tremenda alluvione. È allarmante la quantità di zone a rischio e la frequenza incombente di questi nubifragi. Se si pensa che Genova ha il primato europeo delle precipitazioni e si considera che la vita media della popolazione è di settantacinque anni, molti cittadini voltresi hanno parecchie probabilità di dover vivere in mezzo ad altre alluvioni durante la loro vita, spesso con danni serissimi. L'alluvione del 1993 ha sommerso, in circa tre metri d'acqua, interamente il centro storico di Voltri, appartamenti a piano terra, box e negozi delle via principali; moltissime automobili che erano posteggiate nella piazza del Municipio sono state trascinate in mare dall'impetuosità del torrente Leira. In questo fatidico giorno sono stati due i fattori che hanno impedito un aggravarsi della tragedia, al contrario di quanto è successo nell'alluvione del 1970: il chiarore del giorno e la piena che non è salita tutta in un colpo, ma poco alla volta ed ha quindi permesso alla gente, che si trovava nelle vicinanze, di mettersi al più presto in salvo. Ci sono però altre minacce (non naturali) che potrebbero scaturire da un intervento urbanistico sul territorio voltrese. L’esempio maggiore è quello della ricollocamento dei moltissimi parcheggi che occupano la fascia costiera in un ottica di riqualifica del waterfront.

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fiume

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BUS STOP

STAZIONE

Villa Giusti

DIAGRAMS

Il Masterplan è stato concepito tramite un procedimento per astrazione. Dapprima sono state evidenziate le aree chiave di Genova Voltri e in seguito si è cercato un nesso logico che li collegasse. Le aree interessate sono, partendo da ponente, la stazione autobus come “porta Est” della città, la Chiesa Ss. Nicolò ed Erasmo, il Parco di Villa Duchessa Galliera, la Villa Giusti e la stazione ferroviaria. I collegamenti (da Levante, la passeggiata mare, la salitache collega centro storico al parco, il lungo fiume, i Giardini Piccardo e quello tra stazione e Villa Giusti) sono quelli già esistenti e considerati da potenziare. Il ragionamento si è evoluto in una griglia a triangolare, i vertici della quale rappresentano i punti cardine elencati in precedenza, i lati esterni i connettivi orizzontali e la griglia interna la maglia del centro storico (una linea orizzontale a simboleggiare il carruggio principale parallelo alla Via Aurelia e tre verticali a simboleggiare quelle mattonate che dal centro storico portano direttamente ai cancelli del parco. Infine un ulteriore, più lunga, linea verticale simboleggia il fiume e quella lunghissima passeggiata ad oggi per nulla sfruttata. Questa linea, incontrando il perimetro del triangolo, genera due nuovi importanti centri di snodo: uno è quello nella zona della piscina dietro la Villa Giusti ed uno proprio sotto i giardini della Villa Duchessa di Galliera, in corrispondenza di una ex area industriale sorta sul lungofiume. Questo schema è stato poi riportato sulla pianta generale e lo si è deformato secondo le reali possibilità di intervento, illuminando tutte le aree interessate in rapporto diretto con le infrastrutture che le confinano. 1) A greener waterfront : la costruzione della nuova passeggiata e gli enormi capannoni dismessi lungo la costa offrono un’ottima oppurtunità per la rivoluzione del waterfront voltrese. E poichè dal confronto con le città di Marsiglia e Palermo è sorto come fosse necessario permettere al verde di scavalcare la strada costiera, si è pensato ad un possibile parco urbano fronte mare nella zona del complesso di capannoni oggi ospitante il supermercato PAM e ad una “cittadella dello sport” in prossimità della piscina, rimanendo in questo modo fedeli alla logica di progetto della nuova passeggiata, la quale presenta periodici “piazzali di invito” al centro storico, ad interrompere la continuità orizzontale. 1b) Intermodal Hub : per sopperire al grande problema dei parcheggi si è pensato, facendo riferimento alle proposte degli studenti dello scorso anno (Green Modality) di sviluppare, fra la stazione e lo svincolo autostradale, un nodo intermodale in modo tale da ricollocare e riorganizzare tutti quei parcheggi che deturpano la fascia costiera. L’estesa superficie di questo nodo, oltre che creare un filtro visivo dalla stazione sul porto e sulla mobilità pesante, verrà trattata come una vera e propria area captativa di energie rinnovabili. Le pensiline, infatti, presentano pannelli fotovoltaici in sommità e, tramite delle grondaie tra questi, l’acqua piovana potrà confluire in serbatoi sotterranei per poter essere utilizzata in seguito per l’irrigazione dei parchi e delle piante presenti ad adornare le piante e i giardini presenti ad adornare il parcheggio stesso. 2) Riverside! : per il lungofiume, data la sua conformazione di incredibile snellezza e molto lieve pendenza, si è pensato iad una passeggiata pedonabile e ciclabile che collegasse la zona della Villa Giusti con le frazioni limitrofe di Mele e Acquasanta tramite un itinerario illustrato sulla storia delle cartiere voltresi, con tappa finale al Museo della Carta nella frazione di Acquasanta. Sfruttando la presenza di uno slargo in corrispondenza del ponte autostradale sarebbe possibile creare un altro centro attrattivo per la gioventù genovese: un villaggio underground con tanto di aree per la street-art ,skatepark, spazi per il parkour ed altre attività sportive. Infine sarebbe necessario creare un collegamento con la Villa soprastante e con l’altra sponda del fiume, per rendere maggiormente fruibili le visite al parco. 3) Hybrid Playgrounds : questa è la più interessante delle possibili aree di intervento, perchè, grazie alla sua natura profondamente ibrida risulta perfettamente in linea con le analisi svolte in precedenza. L’intervento prevederebbe il recupero dei giardini nell’ottica di creare un nuovo polo di riferimento per i bambini di Voltri, che ad oggi faticano a trovare un libero spazio per giocare e divertirsi e per gli anziani che invece faticano a trovare un luogo di scambio e riposo. L’area sarà equipaggiata di innovative soluzioni per il gioco e per una serie di altre funzioni che vanno dall’orto didattico ai mercatini, dalle esposizioni di arte contemporanea alle manifestazioni pubbliche. Un vero e proprio luogo di incontro fra diverse generazioni. 4) Improving Connections : infine è emerso quanto fosse importante rafforzare la griglia all’interno del triangolo e per questo si è pensato di riorganizzare tutti quegli spazi abbandonati nel centro storico, concentrando l’attenzione sul connettivo verticale che collega il centro storico all’ospedale.


MASTERPLAN

25


nuova uscita stazione

01

nuovi parcheggi stazione

parco frontemare

cittadella dello sport

riorganizzazone spazi

27


circolo AUSER

02

hybrid playgrounds 4

ďŹ ltro alberato

hybrid playgrounds 3

hybrid playgrounds 2

hybrid playgrounds 1

nuova uscita stazione (smeaforo)

28


03 lungo ďŹ ume

skatepark

collegamento al parco

parcheggio

passerrella di collegamento

29


04 collegamento al centro storico

connettivo verticale

30


Project

3


PROJECT MASTERPLAN

4

area di studio 670 mq 150 metri

perimetro

3

Area di studio 1.430 mq perimetro 253 metri

2

area di studio 435 mq 163 metri

perimetro

1

area di studio 747 mq 146 metri

perimetro

Il progetto si è concentrato sulla fascia interna che partendo dalla stazione collega il lungo fiume.La stazione ferroviaria non presenta un collegamento diretto con la nostra area d'intervento a causa del taglio generato dalla strada statale e altri tagli sono riscontabili lungo tutto il percorso,generati da strade perpendicolari alla fascia costiera.Pertanto la nostra zona d'interesse può essere suddivisa in quattro aree,le quali presentano funzioni comuni e allo stesso tempo attività caratterizzanti ogni singolo segmento di linea.Restando sul generale, la linea verde si trova a pochi minuti dal mare, presenta una scuola media statale nelle vicinanze(via Gaspare Buffa 36) e una scuola materna(via Gaspare Buffa 2),e percorrendo dalla stazione tutto il percorso si può giungere in prossimità di villa Duchessa di Galliera fulcro e punto d'arrivo del nostro masterplan.La presenza di strutture con tali funzioni è un ulteriore motivo per riqualificare e donare maggiore importanza a un percorso fino ad ora abbandonato a se stesso,ma anche per creare una condizione di migliore vivibilità per gli abitanti voltresi.Le prime tre aree vengono ragruppate sotto il nome di giardini Piccardo e per evidenziare lo stato di disagio e sofferenza da parte dei cittadini per quest'area, riportiamo di seguito una parte d'articolo tratto dal secolo XIX: ''per mano al nipotino, Antonietta Satta si guarda bene dall’attraversare i giardini. «E’ uno schifo, sono osceni. Vengono persone più grandi e spaccano tutto, oltre a scrivere ogni insulto. Non so come ci si possa andare con dei figli», ripete indignata. «Anche mia nuora ce lo porta, ma solo per comodità, abitano qui vicino. E comunque non possono restare più di tanto. Mi ricordo come erano quando ci portavo i miei figli. Ci andavamo sempre. Fossero stati così non ce li avrei portati»''. Uno degli elementi fondamentali del progetto è la presenza dell' orto didattico che garantisce una continuità con le prime tre aree,l'intento è quello di informare i più giovani,ma non solo,alla cultura botanica e portarli verso un maggiore rispetto per l'ambiente e la natura,parallelamente a questa funzione si aggiungono nuove aree gioco e installazioni utilizzabili per più funzioni a seconda della fascia oraria o della stagione.L'intervento non si ferma solamente a questo,ciò che si cerca di creare è uno spazio ibrido di qualità fondendo area parcheggi con la parte dei giardini vera e propria.


PIANTA 1:200

N

0

2,5

5

10


PIANTA 1:200

N

0

2,5

5

10


PIANTA 1:200

N

0

2,5

5

10


PIANTA 1:200

N

0

2,5

5

10


PIANTA 1:200

N

0

2,5

5

10


SEZIONE 1:200

01

Tra gli elementi caratterizanti questo spazio troviamo l'orto didattico,il quale viene irrigato 'naturalmente' grazie a un sistema di raccolte acque dovuto a una particolare pendenza della strada.Si è cercato d'intevenire il meno possibile anche se in alcuni casi le modifiche sono state necessarie come per la scala di collegamento con l'area 2 dove si è aggiunta una rampa per garantire il passaggio ai disabili.L'elemento che maggiormente evidenzia la crezione di uno spazio ibrido viene svolto dalle panchine ribaltabili.Esse sono poste tra gli alberi,durante il giorno svolgono la loro funzione principale,di sera,invece,dalle 18 alle 9 vengono girate per lasciare spazio ai parcheggi e accogliere l'afflusso dei lavoratori.A queste modifiche giornaliere se ne aggiungo altre due per eventi eccezionali:il mercatino domenicale e la giornate dell'arte;in questi ultimi casi le panchine svolgono ulteriori funzioni,vengono spostate e utilizzate come bancarelle o pareti espositive.Per queste due casisistiche l'area viene vietata alle macchine e i parcheggi momentaneamente eliminati.

panchina multifunzionale

muro di contenimento 0

7

ferrovia

A PLAYGROUND FOR KIDS

2,6

banchina

4

17

orto didattico

area giochi e svago

A PARKING LOT

11

2,5

5

9

area residenziale

edificio

A PLACE FOR ART

A GARDEN MARKET

10


SEZIONE 1:200

02

L'elemento caratterizzante quest'area è la pensilina multifunzione.Da lato parcheggi svolge la funzione di copertura per le macchine e in particolari momenti diventa area fitness. Durante la giornata dell' arte diventa galleria espositiva e la domenica mattina protezione per gli stand dei mercatini.Lato percorso, la pensilina presenta una serie di sedute a scomparsa e sulla copertura sono presenti dei pannelli solari per illuminare il cammino durante la sera e creare uno spazio autosufficiente dal punto di vista energetico.La pensilina presenta una copertura con una specifica inclinazione per favorire il raccoglimento acque lungo l'asse portante di tale struttura e incanalare l'acqua per irrigare l'orto didattico.

copertura di sostegno pannelli fotovoltaici copertura multifunzionale

2,5

seduta a scomparsa

0 16

area residenziale

A PLACE FOR SOME FITNESS

edificio

5,6

orto didattico percorso

9,5

area parcheggio

A PARKING LOT

2,

5

18

strada

edificio

A FLOWER MARKET

edificio

area residenziale

AN ART GALLERY

10


SEZIONE 1:200

03a

La parete multifunzionale è sicuramente l'elemento che più caratterizza questo spazio.Essa è costituita da forature nel quale sono posti solidi di forme geometriche semplici, i quali possono essere utilizzati a proprio piacimento dalle persone come sedute,semplici giochi o parti componibili.Questo elemento è stato ideato per donare vivacità all'erea e 'improvvisazione' proprio grazie alla sua completa libertà di utilizzo.Inoltre durante la giornata del mercato e dell' arte può essere utilizzata una copertura apribile,a tali funzione si aggiunge la possibilita’ di creare un cinema all’aperto utilizzando la copertura e il muro come parete su cui proiettare. Tra le due aiuole calpestabili vi è un ampio spazio fruibile anch'esso in diversi modi,mentre sul lato vicino alle abitazioni troviamo l'orto didattico il quale riceve acqua grazie alla leggera pendenza della strada che garantisce un'irrigazione uniforme.

copertura multifunzionale

2,3

piazzale aiuola calpestabile

parete multifunzionale

muro di contenimento 0

29

area residenziale

AN INTERACIVE PLAYGROUND

17

orto didattico

AN OPEN AIR CINEMA

area gioco e svago

13

area parcheggio e fermata bus

A VINTAGE TOYS MARKET

2,5

7

1,2

10

strada

marciapiede

edificio

5

A PLACE FOR ART INSTALLATIOS

10


SEZIONE 1:200

03b

Quest'area rappresenta nel migliore dei modi la natura ibrida del nostro progetto grazie alla particolare copertura multifunzionale e all'asfalto in cui sono tracciate le linee dei parcheggi e allo stesso tempo quelle dei campi da pallacanestro e da calcio.La copertura di giorno viene alzata per creare dell reti di protezioni a causa delle attività sportive, salvaguardando la sicurezza degli automobilisti per la strada vicino e delimitando con piu chiarezza l'area gioco.Di notte,invece,svolgono la funzione di parcheggi e la copertura viene abbassata,essa mantiene tale caratteristica anche durante la giornata del mercatino e dell’arte,dove le due coperture possono essere unite.In questa parte del lotto l'orto didattico fiancheggia il muro decorato con graffiti,colori accesi e piante rampicanti.

copertura multifunzionale

2,5

asfalto multifunzionale

muro di contenimento

0

29

area residenziale

A PLAYGROUND FOR SPORT

15,2

area parcheggio

A PARKING LOT

2,2

orto didattico e

15

7

area parcheggio e fermata bus

AN EXHIBITION SQUARE

strada

1,2

marciapiede

2,5

5

10

edificio

area residenziale

A FLEA MARKET

10


04

SEZIONE 1:200 Per giungere al centro di quest'area bisogna percorrere un marciapiede viene fiancheggiato da un filare di alberi per separare maggiormente questo percorso dalla strada e allo stesso creare un'ombreggiamento naturale durante le stagioni calde.L'intento è quello di donare maggiore forza al circolo auser in fondo al nostro lotto e creare nella zona davanti e dai parcheggi spazi pubblici ricreativi,soprattutto per gli anziani che frequentano assiduamente tale struttura.In questo caso la natura ibrida viene condizionata dal cambio di stagione: nei periodi più caldi viene sfruttato lo spazio esterno,in quelli freddi,invece,l'attività del circolo si svolge principalmente al suo interno e lo spazio esterno svolge esclusivamente la funzione di parcheggio.

2,4 tavoli comuni

muro di contenimento seduta a scomparsa

1,4

area residenziale

edificio

marciapiede

A PARKING LOT

7

1,6

percorso alberato

18,6

spazio ricreativo

1,2

0

7

ferrovia

area privata

A PLACE TO HAVE A REST WITH YOUR GRANDCHILDREN

2,5

5

10

area residenziale


AREA 1


AREA 2


AREA 3b


AREA 3a


Conclusion Il percorso intrapreso è cominciato analizzando due diverse aree (Genova Voltri e Algeri) su scala macroscopica e continuando per questa strada si è scesi, concludendo con una scala di dettaglio su una specifica area di Voltri. Un cammino lungo e tortuoso che dimostra come, a volte, per poter apprezzare e capire realmente un territorio bisogna prima di tutto confrontarsi col contesto e con ciò che lo circonda rifacendosi a culture che apparentemente possano non presentare elementi comuni. Una delle caratteristiche di Voltri apparse subito e poi analizzate nello specifico è sicuramente la fragilità del suo territorio e di come esso debba essere salvaguardato. E’ un territorio ricco, da scoprire, con un uno dei parchi più grandi e belli di Genova, un centro storico e ville novecentesche; tutti elementi che devono essere riqualificati e riportati al loro antico splendore. Strutture e luoghi il cui degrado è stato generato anche dai tagli delle infrastrutture che hanno portato a un verde frammentato e non più uniforme. Il nostro intento con questo progetto è stato quello di trasformare le infrastrutture che dividevano in un componente unificatore riferendosi al concetto di spazio ibrido e dinamico. Uno spazio mutevole che si adatta al ritmo dei suoi abitanti e dona a Voltri nuove aree per la comunità e le generazioni future.


P.S.

3

(2015) TOWN PLANNING TECHNIQUES II + LABORATORY  

Laboratorio di Tecnica Urbanistica II. Infraspazi | For a greener Connection (URBAN DESIGN II).Genova Voltri. (Jun 2015) Con Alessio Mine...

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