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FIERISSIMA Progetto di riqualificazione e rigenerazione del distretto Fiera - Kennedy a Genova

Università degli Studi di Genova · Scuola Politecnica · CdL Ingegneria Edile Architettura · Tecnica Urbanistica I Studenti: Paola Berrino · Giulia D’Amico · Paolo Galelli · Docente: Prof.ssa Ilaria Del Ponte · 2013/2014


Indice e contenuti

1. Localizzazione 2. Cenni storici 3. Il costruito 4. La Foce e il mare 5. Il Blueprint 6. Confronto tra PUC 7. Analisi 8. Analisi SWOT 9. Concept + Masterplan 10. Planimetria e riferimenti 11. Atmosfera 12. The Wave 13. Watrer City Centre


1. Localizzazione

La Fiera di Genova è una zona espositiva sita nel quartiere genovese della Foce, allo sbocco del torrente Bisagno. L'area si estende sul mare, dal quale è stata ricavata all'inizio degli anni '60 a seguito di una complessa opera di riempimento. La superficie totale del comprensorio fieristico, comprensiva di padiglioni della Nuova Marina, delle darsene e dei piazzali esterni, supera i 300.000 metri quadrati, ma il dato distintivo più qualificante riguarda i 100.000 metri quadrati di specchio acqueo e gli 8 chilometri di percorsi affacciati sul mare che la rendono del tutto unica nel panorama fieristico internazionale. Il progetto urbanistico complessivo è dell'ing. Luigi Carlo Daneri e l’attuale area espositiva comprende numerosi padiglioni: + il padiglione Blu, o B, inaugurato nel 2009 e sviluppato su due piani progettato da Atelier Jean Nouvel; + il padiglione D, nel quale la funzione espositiva è limitata al piano terreno (5 000 metri quadrati di superficie); + il padiglione Mare, un’area a mare del quartiere fieristico formata da due corpi principali: la Marina, con una darsena principale capace di ospitare fino a 200 posti barca, ripartiti su due banchine, e due darsene preesistenti, per una superficie di circa 40 000 m², una tensostruttura di 9 000 metri quadrati (opera dell’architetto Vittorio Grattarola) e un'area servizi con annesso bar e ristorante; e la Nuova Darsena, completata nel 2006 che si allarga su uno specchio acqueo di 60000 metri quadrati. Dal 2014 i seguenti padiglioni non sono più in gestione alla Fiera di Genova: + padiglione S, o Palasport, completato nel 1962 è uno dei primi esempi di tensostruttura di grandi dimensioni presenti in Europa. Si sviluppa su tre piani, ha un diametro di 160 metri e due gallerie. La superficie espositiva è pari a 31 000 metri quadrati. + padiglione C, la cui struttura è articolata su quattro livelli con una superficie espositiva pari a 30.000 metri quadrati. L’intera area, evidenziata a fianco, diventa distretto di trasformazione nel 2015 e si configura come la piattaforma ideale per il rilancio economico della città di Genova.


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Area di intervento ortofoto 1:5000


2. Cenni storici 2.1 Introduzione.

2.2 Il cantiere navale della Foce

2.3 La copertura del Bisagno

Punto d’approdo in epoca remota degli sbarchi dei mercanti detti i “focesi” (questa l’origine del nome del quartiere “Foce”, i focesi provenivano da una città greca della Ionia, Focea, dove oggi sorge la città di Foca in Turchia), quella piana formatasi sulla sponda sinistra alla foce del fiume Bisagno, l’attuale piazza Rossetti, ebbe un ruolo tutt’altro che marginale nella storia genovese.

Fin dai primi anni del 1500, la spiaggia fu luogo di ricovero delle barche dei pescatori, che vivevano nelle immediate vicinanze e di piccoli cantieri che vi costruivano e riparavano le imbarcazioni del tempo.

Un’altra ipotesi (più plausibile) è quella che il toponimo Foce sia da mettere in relazione con il fatto che nella zona sfocia in mare il torrente Bisagno, che nasce a circa 30 km a valle sull'Appennino Ligure e che scende con regime molto incostante lungo una valle che nella zona pianeggiante (Borgo Incrociati) raggiungeva anche i 400 metri di ampiezza.

Spiaggia molto ampia, veniva utilizzata sin dai primissimi anni di sviluppo della città per l’approdo delle navi, terzo scalo per importanza dopo l’antico porto e la spiaggia di San Pier d’Arena (ai piedi della Lanterna), e già nel Medioevo l’approdo aveva funzione di cantiere navale. Inoltre, da lì partivano gli orti e i frutteti che si distendevano lungo il Bisagno e che fornivano frutta, verdure, erbe e spezie a tutta la città. L’abitato si concentrava in un grappolo di case strette intorno alla parrocchia di S. Pietro, e veniva descritto da Giustiniani negli Annali della Repubblica di Genova del 1537 come un quartiere “da otto a dieci case con la chiesuola di S. Pietro...”. Un crocevia fondamentale per l’economia cittadina, che nei mesi estivi veniva frequentato anche per la balneazione, anche se in numero decisamente inferiore rispetto alle spiagge che sorgevano sulla sponda destra (ai piedi delle mura dell’odierno Corso Aurelio Saffi). Gli orti e i carri con il passare degli anni arretrarono per concentrarsi esclusivamente nell’attuale Val Bisagno, e nel XV secolo, l’attuale piazza conobbe la prima importante trasformazione con l’edificazione di un “lazzaretto” per l’isolamento e il ricovero dei malati contagiosi (provenienti soprattutto dalle navi), cui approdarono i malati della pestifera epidemia del 1600. L’antica struttura era già sorta in epoca antichissima (nel 1250) per ospitare i lebbrosi. Avrà un ruolo determinante nelle ricorrenti ondate di peste che caratterizzeranno la storia di Genova, ospitando oltre ai malati, i poveri e chi arrivando con la nave era posto in quarantena. L’edificio era imponente, consisteva in un grande recinto murario dove all’interno si trovavano altri fabbricati, ed era del tutto slegato dall’ambiente circostante. Qui sbarcò, alla metà del ‘700, obbligatoriamente ospitato proprio nel Lazzaretto, Jean Jacques Rousseau che prese questo suo contrattempo come un’esotica avventura da novello Robinson Crusoè.

Con il passare degli anni, i Cantieri Navali diventarono una vera industria e continuarono a crescere e alle case dei pescatori si aggiunsero quelle degli operai dei cantieri ed anche il borgo cominciò ad espandersi. Nacque così un borgo pieno di vita, commerci ed animazione, "pedonabile" e che oggi definiremmo "a misura d'uomo". Nel 1576 il cantiere navale della Foce e il Lazzaretto, colle altre proprietà dello Stato, passarono sotto il controllo della Repubblica democratica ligure, quando questa, il 4 giugno 1797, si sostituì all'aristocratica Repubblica di Genova, che era sorta nel 1528 per opera di Andrea Doria. Subito dopo, essendo state accettate le proposte dei generali francesi Duphot e Lannes, comandanti militari di Genova e di Faipoult, ministro di Francia presso l'antica repubblica, l'edificio del Lazzaretto venne unito alla sezione già in uso al cantiere, e vennero acquisiti alcuni orti confinanti, sulla cui area venne impiantata una fabbrica di cordami. Fu costruito dunque un grande cantiere ben strutturato in grado di poter stare alla pari con quello di Tolone. L'attenzione di Napoleone per la zona della Foce s’era dichiarata subito e nel 1804 egli fece occupare dalla amministrazione della Marina francese tutto l’antico edificio del Lazzaretto, e vi ampliò il cantiere navale. Nel 1813 la stella di Napoleone cominciò ad offuscarsi, e col trattato di Vienna, nel 1815 Vittorio Emanuele I ottenne il dominio di Genova e della Liguria tutta, individuando immediatamente la necessità di dotarsi di una Marina efficiente per contrastare le scorrerie dei pirati barbareschi che dai porti di Algeri, Tripoli e Tunisi, depredavano il naviglio mercantile risalendo il Tirreno. Il 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia da parte del Parlamento di Torino, nasce la Regia Marina e da questo momento il “Cantiere Navale della Foce“, conosce un grandissimo sviluppo in campo militare e non solo, nascono anche tante attività collaterali, un "indotto" operoso ed industrioso con officine e manifatture.

Dopo l'annessione dei comuni limitrofi (Staglieno, Marassi, San Fruttuoso, san Francesco d'Albaro e della Foce) è Genova che decide riguardo al Bisagno: già all’inizio del novecento il Municipio inizia ad ipotizzare la copertura del torrente che avrebbe consentito di connettere in un unico disegno urbano due parti della Città che risultavano ancora separate, anche per la presenza delle Fronti basse, tra la stazione Brignole e la collina di Carignano. Nel 1909 l’Amministrazione Comunale aveva nominato una commissione per valutare la portata massima del torrente Bisagno, in vista della sua canalizzazione e successiva copertura, nel tratto compreso tra il ponte della ferrovia e la Foce. Gli studi, conclusi nel 1915, determinano in 500 mc/s il flusso di piena da rispettare. Il progetto definitivo è approvato dalla Consulta Municipale molti anni più tardi, il 18 luglio del 1928. Il 23 Novembre dell’anno successivo un primo tratto di copertura viene collaudato ed aperto al traffico il giorno successivo. La copertura del Bisagno rispondeva, dunque, all’esigenza di ricucire le zone centrali della città con i quartieri di levante e in previsione della nuova sistemazione di Piazza della Vittoria, perchè potesse diventare “il centro più bello e più ricco, per palazzi e monumenti insigni, della città moderna” (Podestà Eugenio Boccardi, relazione al Bilancio di previsione per l’esercizio 1930, Genova Rivista Municipale Febbraio 1930). Lo stesso Podestà sottolinea che l’importanza economica dell’opera, grazie al quale sarebbe stato possibile creare nuove aree edificabili, avrebbe valorizzato quelle esistenti lungo il Bisagno e in particolare quelle dei Cantieri della Foce allora in via di dismissione. Nel 1931 la copertura arriva quasi fino al ponte Bezzecca e già sono state poste le aiuole erbose. L'opera durerà sette anni e si concluderà nel 1936 con la saldatura tra le due sponde nei pressi della foce del torrente.


3. Il costruito 3.1 Piazza Rossetti

3.2 La ‘Casa dei Pescatori’ e il Ristorante San Pietro

3.3 La fiera del Mare

La sistemazione urbanistica dell’area della Foce – corrispondente alla sponda sinistra del torrente Bisagno – va inquadrata all’interno del più vasto piano di riqualificazione delle aree a levante del centro cittadino, cui aveva già dato avvio, agli inizi del Novecento, la realizzazione di una nuova rete stradale a mare, l’attuale Corso Italia che, grazie alla fitta presenza lungo il litorale di stabilimenti balneari alla moda, fu ben presto destinata ad assumere – come affaccio per il progressivo sviluppo di un’architettura residenziale di pregio – il suggestivo carattere di promenade e di luogo del loisir.

La sistemazione del territorio alla foce del Bisagno, sulla sponda destra, è completata con la costruzione di due importanti edifici: la casa dei pescatori e il ristorante San Pietro. La progettazione del primo edificio risale al 1936 ed è conseguente all’esproprio delle case prospicienti il mare, tra via Casaregis e Corso Italia, la cui demolizione era prevista dal “ Piano regolatore delle zone centrali della Città. Le vecchie case erano abitate da famiglie di pescatori che tradizionalmente svolgevano la loro attività nello specchio d’acqueo antistante alla Foce; non era quindi possibile spostarle nei nuovi quartieri popolari in corso di realizzazione sulle colline dell’interno. La soluzione al problema veniva individuata nell’utilizzo del terreno compreso traa il muraglione di Corso Aurelio Saffi e la copertura del Bisagno, presso la foce del torrente.

La più grande trasformazione urbanistica del quartiere foce fu determinata, nel dopoguerra, dalla costruzione del quartiere fieristico, a ponente della foce del Bisagno, in un’area artificiale ottenuta attraverso l’interramento della costa e il tombinamento di ampi spazi sul mare, dopo lo sbancamento delle scogliere della Cava e della Strega.

Per la riqualificazione dell’intera zona fu tuttavia fondamentale, agli inizi degli anni Trenta, la sovra citata copertura del Bisagno. Quest’opera determinò infatti l’apertura di una ampia direttrice a mare e l’assegnazione di nuovi spazi edificabili. L’immagine monumentale, ma allo stesso tempo modernista con la quale la città intendeva qualificarsi, attraverso quest’imponente intervento urbanistico, influenzò in larga misura le scelte progettuali degli edifici di rappresentanza e dei complessi residenziali sorti in seguito al nuovo piano regolatore dell’area (datato 1930). Il più impegnativo intervento di architettura residenziale nell’area della Foce fu rappresentato dalla realizzazione dell’attuale Piazza Rossetti per opera di Luigi Carlo Daneri, cui fu affidato l’incarico, dopo l’accantonamento del progetto vincitore di Robaldo Morozzo della Rocca al concorso bandito nel 1933. I lavori iniziarono già lo stesso anno ma si fermarono per la Guerra Mondiale (i bombardamenti distrussero la chiesa di S.Pietro, ultima testimonianza del borgo della Foce) e la piana ebbe il tempo di cambiare veste per l’ennesima volta: sulle ceneri del cantiere navale e fra i nuovi palazzi ancora solamente “accennati”, sorse infatti il campo sportivo della Foce, costruito dai soldati e cintato con le cortine militari. Ultimato nel 1958 il lotto residenziale si distingue, nella disposizione degli edifici, per l’affermazione di quel concetto di unità abitativa che, ispirato dal celebre complesso a Marsiglia di Le Corbusier (1947-52), fu in seguito da lui ripreso, su scala più ridotta, nelle palazzine al Lido d’Albaro (1952-55). Questo schema progettuale connotò in larga misura tutta la sua attività architettonica nell’immediato dopoguerra.

Il progetto di Luigi Vietti prevede lal costruzione di un unico corpo di fabbrica, di tre e quattro piani, posto lungo il muraglione per coprirne la vista. L’intervento è così descritto sulla rivista Municipale nel luglio del 1936: “Il carattere schiettamente marinaro del complesso sarà dato tanto dalla gaia architettura della costruzione che pei vivaci colori degli intonaci sarà tipicamente genovese, quanto alla sistemazione del piazzale, ove a spazi verdi e panchine si aggiungeranno quelli per stendervi le reti e pel cantiere e deposito delle barche e dove, al centro, sorgerà un albero da nave accessibile fino alla coffa, che praticamente servirà ai pescatori da osservatorio”. L’edificio risulta ad oggi incompleto poichè il tracciato della soprelevata ha comportato la demolizione di una sua parte significativa. Il Ristorante San Pietro, fu invece realizzato su progetto di Mario Labò (collaboratore della rivista “Casabella” e aderente dai primi anni Trenta al MIAR) tra il 1935 e il 1938. L’architetto genovese, elaborò in questo edificio – caratterizzato dalla leggerezza della struttura e da un’attenta cura dei materiali e della gamma cromatica – una felice sintesi linguistica tra le istanze razionaliste e l’architettura organica, assimilata grazie alla sua vicinanza con Alvar Aalto. Tale costruzione, celebrata all’epoca sulle principali riviste di architettura, appare ormai, tuttavia, fortemente ridimensionata rispetto al disegno originario, in seguito alla sua parziale demolizione durante la costruzione della sopraelevata (1962-65) e alla successiva e radicale trasformazione degli interni.

Il Piano Regolatore Generale del 1959 si poneva l’obiettivo di orientare lo sviluppo urbano dando finalmente continuità ai tanti municipi che erano confluiti nella Grande Genova, attraverso tre punti chiave: viabilità, zonizzazione, servizi. Di fatto però l’amministrazione comunale lascia che la città cresca dal punto di vista urbanistico espandendosi senza criterio nelle zone collinari e nelle valli Polcevera e Bisagno. In foce gli effetti sono notevoli: oltre alla sovra citata realizzazione del polo fieristico, l’area viene ‘stravolta’ dalla costruzione della Sopraelevata, che incide irreparabilmente sulle architetture più caratterizzanti del complesso (il ristorante e la casa dei pescatori). Spicca tra i nuovi edifici fieristici il Palazzo dello Sport, il cui concorso fu vinto ex aequo dal progetto di Daneri e di Pier Luigi Nervi e da quello – prescelto e realizzato tra il 1961 e il 1963 – del gruppo composto dagli ingegneri Franco Sironi, Leo Finzi, Remo Pagani e dall’architetto Lorenzo Martinoia. La struttura del Palasport, che all’epoca della sua costruzione fu all’avanguardia per tipologie ingegneristiche, schemi statici e metodologie costruttive – essendo uno dei primissimi esempi al mondo di applicazione delle tensostrutture –, rimane ancora oggi un esempio significativo e ardito di utilizzo del cemento armato per grandi edifici. Menzione a parte invece merita il padiglione IRI alla Fiera del Mare di Genova costruito nel 1963 che si presenta come una copertura su quattro colonne. Vista dal lato corto essa appariva come un baldacchino gonfiato dall’interno o la conchiglia di un mollusco piatto. La copertura proteggeva la piattaforma in pietra del display dell’esposizione e la sua forma accompagnava la linea dell’orizzonte marino. Se infine, un intervento di ristrutturazione del complesso, avvenuto nel 2001, ne determinò la sciagurata demolizione, tra le più recenti novità architettoniche dell’area bisogna annoverare il Padiglione Blu ideato dall’architetto francese Jean Nouvel nel 2009.


4. La foce e il mare 4.1 Bagni San Pietro La fiera di S. Pietro che tradizionalmente ritorna il 26 Giugno di tutti gli anni nel quartiere della Foce, è forse una delle ultime tracce chiare dell’antico borgo di pescatori che sorgeva in questa zona e che per secoli, caratterizzò quest’area per la sua morfologia e per le abitudini. Agli inizi del XX secolo dopo la dismissione dei cantieri navali, proprio nella zona che adesso prende il nome di ‘Piazzale Kennedy’, gli abitanti della Foce cominciarono a dilettarsi in bagni di mare e la fiera di S. Pietro assunse la funzione di festa di apertura della stagione balneare. Il rapporto tra gli abitanti del borgo e il mare si fece sempre più intenso e l’area davanti all’attuale Piazza Rossetti divenne un luogo d’incontro per tutti, non solo una spiaggia, quindi, ma una vera e propria ‘piazza sul mare’. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la scenografia del lido, caratterizzata dalle peculiari case genovesi e dalla Chiesa di San Pietro, venne drasticamente stravolta dai bombardamenti. Ciononostante fino alla costruzione del piazzale negli anni ‘60 continuò ad essere utilizzata come spiaggia.

4.2 Bagni Cava e Bagni Strega Nel tratto di costa che andava dalle Grazie alla Foce (quindi a ponente del Bisagno) c'erano i Bagni Cava e, proprio nell’area in cui adesso ha sede la fiera del mare, i Bagni Strega. A separarli spiccava, su di uno scoglio a strapiombo sul mare, un edificio (denominato la ‘Batteria della Stella’) e un faro utile per le imbarcazioni. I Bagni Cava, caratterizzati da un’alternanza di stabilimenti balneari e spiagge libere, si accostavano sulla roccia scoscesa al di sotto di Corso Aurelio Saffi e rimangono tutt’oggi impressi nella memoria dei genovesi. I Bagni Strega invece, formati in gran parte da una spiaggia libera sabbiosa, erano i più vicini alla foce del Bisagno e ospitarono, per un breve lasso di tempo, l’istituto elioterapico. (Si narra, addirittura, che l’acqua del mare in foce avesse formidabili proprietà terapeutiche). Entrambi i lidi, nel 1914 vennero percorsi dalla monorotaia sospesa sull’acqua ‘Telfer’ in occasione dell’Esposizione internazionale ed anche per questo motivo divennero meta prediletta per numerosissimi bagnanti, del posto e non. (Molte delle fotografie fanno parte della raccolta dell' Istituto e Liceo Tecnico Statale di Chiavari)


4.3 Il villaggio balneare L’area della Foce è stata nel tempo adattata molti usi temporanei di dimensione e rilevanza molto diversa: grandi esposizioni universali che hanno richiamato folle oceaniche e mostre di interesse locale che hanno teso a valorizzare il ruolo balneare della Foce per i genovesi. Il 26 Maggio 1934 venne inaugurato, nell’area prima occupata dai cantieri navali, il secondo ‘’villaggio balneare’’ e con la festa di San Pietro del 26 Giugno, ebbe ufficialmente inizio il Giugno Genovese. Con progetti di Aldo Viale, Giulio Zappa e Morozzo della Rocca, il villaggio era una mostra dell’industria da spiaggia e di prodotti attinenti alla vita da mare: moda, crociere, imbarcazioni, motori, pesca. Intorno al nucleo commerciale gravita un complesso di attrazioni: ristoranti, chioschi, pasticcerie. La monumentale struttra disegnata da Morozzo della Rocca, segna la fine di Via Casaregis e l’ingresso alla via del Commercio, che arrivando fino al mare presenta al centro una serie di spazi verdi, anticipando la conformazione futura di Via Casaregis. In Piazza del popolo compariva una piscina, un campo sabbioso, un campo solare. Un pontile infine consentiva l’attracco di imbarcazioni per brevi gite.


5. Il Blueprint

Il Blueprint è la visione donata alla Città da Renzo Piano Building Workshop il 23 settembre 2015 come apporto libero e gratuito per il futuro urbanistico, portuale, industriale e sociale di Genova. E' un disegno d’insieme che lascia ampio spazio alla messa a punto e, proprio come le copie dei disegni di cantiere, è una visione di sviluppo della città, a cui far seguire concorsi per la realizzazione dei diversi ambiti di progettazione. Questo studio, che ridisegna quella porzione di città che va da Porta Siberia a Punta Vagno, esprime una visione che proprio come un Blueprint ha quell’immediatezza necessaria a tracciare una relazione armonica tra porto e città, gettando un ponte tra le istanze dei cittadini e quelle degli operatori portuali, tra chi pretende uno sviluppo ecosostenibile e chi auspica un maggiore incremento delle attività produttive della macchina portuale e della Fiera del Mare. Con il Blueprint Genova potrà tornare a essere una città di mare: così come il recupero del Porto Antico, ridisegnato da Renzo Piano, ha consentito al centro storico di ritrovare un affaccio al mare, il Blueprint aprendo un canale in quell'area che collega il Porto Antico alla Fiera permetterebbe di superare la cesura tra città e mare provocata dall'accrescimento portuale del secondo dopoguerra. Anzichè riempire il mare per conquistare spazio, il disegno prevede infatti che si predisponga un processo inverso in cui sia l'acqua a riconquistare spazio. Il Blueprint rappresenta inoltre un'opportunità per: + dare vita a quella che l'architetto chiama "fabbrica del porto", una grande realtà commerciale e produttiva, idealmente assai vicina al “porto-emporio” del passato quandola città aveva ancora una stretta relazione con il mare. Il nuovo porto dovrà creare occupazione e favorire tutte quelle attività collaterali che portano alla città ricchezza e lavoro, dalle riparazioni navali, ai servizi connessi alla nautica da diporto e alle più svariate attività commerciali che da sempre gravitano intorno al mondo del mare + rendere più attrattiva e vivibile la città con una promenade che dal waterfront prosegue fino alla Foce + supportare il settore della cantieristica navale, in cui la città ricopre un ruolo d'eccellenza, garantendo spazi adeguati sia per quanto riguarda le dimensioni dei bacini che gli spazi a terra rilanciare il settore della nautica

+ riqualificare le aree ex fieristiche, ripensando l'utilizzo di spazi oggi poco valorizzati e in cattivo stato di manutenzione ma ubicati in un contesto centrale e strategico per la città. Il Blueprint si fonda essenzialmente su dieci punti e rappresenta una visione concreta di ridisegno della parte della città che va da Porta Siberia a Punta Vagno per restituire il rapporto con il mare alla città , così come il progetto di Porto Antico lo ha restituito al Centro Storico. 1) Realizzazione della nuova Torre dei Piloti in corrispondenza dell'estremità del molo di sottoflutto all'ingresso del porto. 2) Riorganizzazione dello Yacht Club Italiano nello specchio d’acqua antistante la Fiera del Mare (circa 1.000 ml di attracchi, contro i 900 ml attuali) e negli spazi a terra a ridosso del molo esistente (circa 15.000 mq, contro i 10.000 mq attuali), mantenendo la palazzina e la banchina storica come sede di rappresentanza (Museo dello Yacht Club Italiano). 3) Creazione di un “canale-urbano” o darsena navigabile a ridosso delle mura antiche della città. Questo - largo in più punti fino a 50 m - connetterà il Porto Antico alla Fiera. 4) La demolizione dell'edificio Ex Nira e dei Padiglioni obsoleti della Fiera (padiglioni C, M e Fiat) consentirà la realizzazione di un "porto-canale" de-cementificando un'area di 85.000 mq (circa 780.000 mc). 5) Grazie al canale-urbano si realizza l'isola della "fabbrica del porto" che staccandosi dalla linea della terra consente alla città di riconquistare quell'affaccio sul mare che nel tempo ha perso. 6) Riorganizzazione dei circoli nautici (Elpis, Rowing, LNI, UDP) e della Marina Molo Giano lungo il nuovo canale-urbano (1.800 ml di attracchi, contro i 1.700 ml attuali). Utilizzando gli sterri e le demolizioni per la realizzazione del canale-urbano e del porto-canale, ampliamento (78.000 mq) dell’area delle riparazioni navali nell’isola del “porto-fabbrica” e riorganizzazione dei bacini di carenaggio. 7) Riorganizzazione ad uso terziario, commerciale e residenziale delle superfici delle strutture demolite (48.300 mq), diminuendone la volumetria da 332.000 mc a 120.000 mc (le funzioni commerciali sono parzialmente ipogee). Si realizza in questo modo una nuova polarità urbana tra la Fiera e la città, la quale riacquista un nuovo fronte sul mare prima negato dai volumi della Fiera, con

1.200 ml di attracchi nel Porto Canale. E' prevista inoltre la riorganizzazione della zona fieristica e il recupero del Palasport con la possibilità di mantenere la sua vocazione sportiva. 8) Messa a punto di un sistema di movimentazione delle acque ferme del porto attraverso il canale-urbano aprendo la radice di Calata Gadda e del Molo Giano e realizzazione di un sistema di ossigenazione per bonificare le acque interne attraverso dispositivi energetico-ambientali connessi ai nuovi interventi. 9) Creazione di un parco lineare urbano formato da circa 1.000 alberi (lecci, pini, palme e platani) da Porta Siberia a Punta Vagno, arricchendo la promenade urbana lungo il canale e gli spazi interstiziali a ridosso della sopraelevata di un verde pubblico di immediata vicinanza alla città e al mare. In corrispondenza di Piazzale Kennedy si realizzerebbe un “giardino-urbano” (con relativa spiaggia), una sorta di oasi naturalistica alla Foce del Bisagno, preservando un diretto rapporto ambientale della città con il mare. 10) Prosecuzione della passeggiata a mare di Corso Italia, dalla Foce sino a Porta Siberia e quindi al Porto Antico, con affaccio diretto sul mare lungo il canale-urbano, con diversi collegamenti verticali con Corso Aurelio Saffi, restituendo alla città le aree di maggior vocazione urbana. Contemporaneamente viene riorganizzata l’attuale viabilità di accesso all'isola della "fabbrica del porto" che avverrà tramite due ponti sul canale, uno a Ponente in corrispondenza del Molo Giano, e uno a Levante (mobile per la navigazione).


Stato di fatto

Progetto

Aerofotogrammetria

Aerofotogrammetria

Stato di fatto

Programma


6. Confronto tra PUC PUC 2000 - Aggiornamento di Febbraio 2014 PUC approvato con D. P. G. R. n.44 in data 10 Marzo 2000, confermato con deliberazione della giunta regionale n. 1304 del 5 Novermbre 2010 e successive varianti o aggiornamenti ai sensi di legge Aggiornamento di Febbraio 2014 Tessuto storico AS

struttura urbana storica

AV

edifici, giardini o parchi di pertinenza di pregio storico

Tessuto urbano BA

residenziale

BB-CE

residenziale di conservazione

Produttivo DM

assistenza alla mobilità veicolare, non pienamente compatibile con le funzioni urbane

FF

servizi di quartiere: istruzione, verde, gioco, sport, attrezzature pubbliche

FFa

ambito speciale soggetto a controllo ambientale

FP

parcheggi pubblici a raso e in struttura

FB

coste e attrezzature balneari

Servizi

L’ aggiornamento del 2014 suddivide il distretto aggregato Riparazioni navali - Fiera in quattro settori indicando per ognuno gli obiettivi della trasformazione, le funzioni ammesse e le modalità di attuazione. _Settore 51a: si prevedono la razionalizzazione e il potenziamento delle attività cantieristiche rendendo progressivamente liberi gli spazi funzionali alla realizzazione di un collegamento viario fra la Fiera e piazza Cavour e di un collegamento fra il mercato del pesce e il Porto Antico. Le funzioni ammesse sono disciplinate dal Piano Regolatore Portuale. Nel PUC del 2015 questo sub-settore non fa più parte del distretto di trasformazione. _Settore 51b: la trasformazione si pone l’obiettivo di integrare l’area con la città mediante la realizzazione della nuova viabilità e di servizi, parcheggi e spazi accessori secondo quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale. È

prevista la realizzazione di un nuovo collegamento viario, integrato con un percorso pedonale e una pista ciclabile, tra la Fiera e l’area del Porto Antico. In seguito alla realizzazione del tunnel sub-portuale è prevista la demolizione della sopraelevata. _Settore 51c: la trasformazione di pone l’obiettivo di consolidare e potenziare l’insediamento fieristico migliorando le dotazioni di servizi accessori e la viabilità anche in relazione alla previsione del nuovo collegamento con il Porto Antico. Il nuovo collegamento dovrà essere integrato con una pista ciclabile fino a piazzale Kennedy. Il progetto della nuova viabilità deve prevedere inoltre la riorganizzazione del nodo di accesso posto alla foce del Bisagno, per migliorare la fluidità della direttrice litornaea. Sono ammesse le seguenti funzioni: servizi e parcheggi pubblici, infrastrutture per la mobilità

limitatamente alla strada di previsione, servizi privati, esercizi di vicinato, pubblici esercizi e esposizione di merci. _Settore 51d: sono previste la riqualificazione e la riorganizzazione del fronte a mare e del piazzale, finalizzato al recupero dell’affaccio, con prosecuzione della passeggiata e la predisposizione di sistemazioni per gli sport nautici, comprensivo di un attracco del servizio di trasporto pubblico locale. Gli interventi di trasformazione devono costituire l’occasione per raccordare la soluzione di piazzale Kennedy con piazza Rossetti portanto alla risoluzione del nodo viario del Bisagno e del collegamento verso levante con la viabilità di scorrimento. Sugli edifici esistenti sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione, senza cambio d’uso e senza frazionamenti ed accorpamenti. La sistemazione superficiale delle aree è consentita esclusivamente per realizzare parcheggi pubblici e servizi pubblici.

Infrastrutture XV

viabilità principale

XTf

funicolari, ascensori e impianti di risalita

Tf

ambiti in cui è prevista la realizzazione di impianti con copertura a verde o servizi

Distretti e ambiti Dst Dst agg Dst Log

distretti di trasformazione

Zone speciali zone soggette a norme speciali


PUC 2015 Ambito del territorio urbano

5

2 3

AC-VU

ambito di conservazione del verde urbano strutturato

AC-US

ambito di conservazione dell’impianto urbano storico

AC-IU

ambito di conservazione dell’impianto urbanistico

ACO-L

ambito complesso per la valorizzazione del litorale

Servizi pubblici

1

SIS-S

servizi pubblici territoriali e di quartiere e parcheggi pubblici

SIS-S

servizi pubblici territoriali e di quartiere di valore storico paesaggistico

4 distretto di trasformazione

ambito con disciplina urbanistica speciale Ambiti speciali

ambito portuale

L’obiettivo della trasformazione è rivolto alla realizzazione di un complesso di opere volte a destinare la Darsena nautica a servizio dei grandi yacht ed alle attività diportistiche sportive, con mantenimento delle opere a mare e del piazzale esistenti. All’implementazione della fruizione pubblica delle opere a mare tramite percorsi pedonali in continuità con la fruizione del fronte mare di piazzale Kennedy ed integrazione in un sistema più ampio di percorsi volti a connettere corso Italia con le aree del Porto Antico e con la stazione Brignole. La riconversione a funzioni urbane delle aree e degli immobili derivanti dalla limitazione del quartiere fieristico ai soli edifici prospicenti la darsena nautica. La riqualificazione di piazzale Kennedy e il riassetto del suo fronte al fine d consentire l’accessibilità e la fruizione del mare, con riguardo ad integrare la sistemazione del piazzale con il tessuto urbano, valorizzare gli assi visuali e la percezione del mare e ad inserire verde e sistemi di ombreggiatura. La

riqualificazione del tratto tra piazzele Kennedy e Punta Vagno con opere funzionali alla sua fruizione ed alla riorganizzazione di spazi di rimessaggio delle imbarcazioni e delle attrezzature balneari e ricettive. La progettazione e la realizzazione delle opere previste è subordinata alla verifica di conformità delle stesse con la normativa del Piano di Bacino vigente. Gli interventi dovranno inoltre essere orientati al conseguimento della migliore efficenza energetica e di risparmio energetico. Il distretto è suddiviso in 5 settori e per ciascuno vengono date indicazioni sulle funzioni ammesse. _Settore 1. Funzioni principali e complementari definite dall’Accordo di Programma sottoscritto il 07/05/2003 e precisate nel P.U. approvato con D.G.C. n 340/2010 e D.G.C. n. 386/2010. _Settore 2. Funzioni principali: residenza, uffici, strutture ricettive alberghiere, servizi privati e di uso pubblico.

Funzioni complementari: connettivo urbano, esercizio di vicinato, uno o più distretti commerciali tematici, percheggi pubblici e privati in funzione degli insediamenti previsti. _Settore 3. Funzioni principali: servizi privati e di uso pubblico, prevalentemente per le attività sportive e la balneazione, rimessaggi per imbarcazioni e impianti per la nautica da diporto. Funzioni complementari: connettivo urbano e esercizio di vicinato. _Settore 4. Funzioni principali: strutture balneari, rimessaggi per imbarcazioni e impianti per la nautica da diporto. Funzioni complementari: servizi privati e di uso pubblico, connettivo urbano. _Settore 5. Funzioni princpiali: servizi pubblici e di interesse territoriale (quartiere fieristico). Funzioni complementari: connettivo urbano, servizi privati e di uso pubblico.

trasporto pubblico in sede propria di previsione Infrastrutture

SIS-I

viabilità principale esistente

SIS-I

viabilità principale di previsione

assi di relazione città porto di previsione

nodi infrastrutturali assi di relazione città-porto da concertare con Intesa L.84/94


Piano di bacino stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico: ambito Torrente Bisagno (ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 180/1988 convertito in L. 267/1998)

Limite del bacino Rischio molto R4 elevato

Limite del bacino

R2 Rischio medio

Adeguamento rete fognaria

Carta del rischio idraulico

Carta degli interventi

entrata in vigore: pubblicata sul BURL n.34 del 24/08/2016

entrata in vigore: pubblicata sul BURL n.34 del 24/08/2016

Limite del bacino

Fascia A

Ambito BB

Limite del bacino

Ambito B0

R2 Rischio medio

Fascia C

R1 Rischio moderato

Alveo tombinato

Rischio lieve R0 o trascurabile

Carta delle fasce di inondabiltĂ e degli ambiti normativi

Carta del rischio geologico

entrata in vigore: pubblicata sul BURL n.34 del 24/08/2016

entrata in vigore: pubblicata sul BURL n.34 del 24/08/2016


Confronto PUC - Conclusioni Nel PUC del 10 marzo 2000 il Distretto aggregato Riparazioni Navali - Fiera risultava essere diviso in quattro settori appartenenti in parte al Municipio I Centro Est e in Parte al Municipio VIII Medio Levante. L’area partiva a levante dai Giardini Martin Luter King e si estendeva verso ponente sino a Calata Gadda. Nonostante i successivi aggiornamenti e modifiche alle norme di attuazione siano stati numerosi, i confini del distretto e la divisione in settori sono rimasti invariati sino all’aggiornamento di Febbraio 2014. Con il PUC del 3 dicembre 2015 si parla invece di Distretto di trasformazione Fiera-Kennedy; i confini di tale distretto risultano notevolmente variati rispetto al PUC precedente nonostante l’area sia ancora appartenente sia al Municipio I Centro Est sia al Municipio VIII Medio Levante. Adesso il distretto parte a levante da Punta Vagno e si estende verso ponente sino a comprendere tutta l’area della Fiera Internazionale ed è diviso in 5 settori. In entrambi i ducumenti il tema centrale risulta essere la viabilità. Nel PUC del 2000 si parla di un nuovo sistema di percorsi carrabili, pedonali e ciclopedonali a raso da realizzare in sostituzione della sopraelevata per collegare l’area della Fiera con l’area del Porto Antico a ponente. Con il PUC del 2015 il tema viene ripreso ma inserito in una visione più ampia; non si parla più solo di un collegamento diretto con l’area del Porto Antico ma di realizzare un percorso che coinvolga anche Corso Italia e quindi piazzale Kennedy (per cui è previsto il riassetto del fronte al fine di consentire l’accessibilità e la fruizione del mare). È prevista la riqualificazione dell’arco litoraneo tra piazzale Kennedy e Punta Vagno con opere funzionali alla sua fruizione ed alla riorganizzazione degli spazi di rimessaggio delle imbarcazioni e delle attrezzature balneari e ricettive. Nell’ottica dell’inserimento dei nuovi percorsi entrambi i documenti pongono un occhio di riguardo al riordino delle aree a ridosso delle mura di sostegno di Corso Aurelio Saffi con l’obiettivo di perserguire una qualificazione ambientale e non puramente funzionale del nuovo piazzale di ingresso alla Fiera da ponente. Un altro tema presente in entrambi i documenti è quello dell’integrazione dell’area con il resto della città guardando in particolar modo al nodo infrastrutturale della Stazione Brignole e a Piazza della Vittoria. La trasformazione del distretto deve contribuire alla ricucitura soprattutto infrastrutturale e della modalità dolce del sistema degli itinerari ciclopedonali, del Porto Antico con piazzale Kennedy, costituendo uno dei cardini del collegamento urbano tra levante e ponente dell’arco portuale della città storica nonchè della sua connessione con il sistema ferroviario. Per poter perseguire tale ricucitura si rende necessaria la riorganizzazione

del nodo di accesso alla Fiera posto alla foce del Bisagno, per migliorarne la fluidità della direttrice litoranea e di quella che va verso la Valbisagno. Nel PUC del 2000 si parla di verde solo in relazione alla nuova viabilità pedonale, il 30% dell’area di piazzale Kennedy deve essere destinato a pedonalità pubblica nel verde (aiuole alberate). Anche in questo caso il PUC del 2015 riprende il tema e lo sviluppa. La progettazione degli interventi deve perseguire attraverso l’uso di idonei impianti a verde, il miglioramento del microclima locale, mitigando gli effetti delle “isole di calore” connesse alla presenza degli spazi artificiali esistenti. I percorsi pedonali devono essere attrezzati con piantumazioni e i parcheggi devono assicurare la diffusa presenza di alberature di alto fusto. È prevista inoltre la realizzazione di fasce filtro vegetazionali in piazzale Kennedy (verso corso Marconi). Sempre per quanto riguarda le prestazioni ambientali richieste il PUC del 2015 parla di efficienza energetica e risparmio energetico. Tutti gli interventi devono infatti essere orientati al conseguimento della migliore efficienza energetica e di risparmi energetico, in particolare gli interventi di sostituzione edilizia e costruzione di nuovi edifici devono garantire la classe A o equivalente. Nel complesso gli immobili dovranno garantire la produzione di energia da fonti rinnovabili, il ricorso a tecnologie passive favorendo la possibilità di ricorrere all’uso di impianti energetici ad alta efficienza, in grado di soddisfare non solo i bisogni dei nuovi interventi ma anche degli ambiti energivori adiacenti. Le nuove costruzioni e le sistemazioni d’area devono prevedere inoltre l’utilizzo di materiali fotocatalittici per abbattere gli inquinanti. Nel PUC 2000 era stata riscontrata un’insufficienza idraulica del tratto terminale del torrente Bisagno, alla quale lo strumento urbanistico pensava di ovviare prevedendo l’aumento della relativa portata nel tratto a valle della ferrovia, mediante il rifacimento della copertura secondo un diverso schema strutturale e mediante l’impiego di tecniche e materiali innovativi. Ad oggi le previsioni del PUC risultano essere solo parzialmente realizzate e il PUC del 2015 mette in evidenza che per la progettazione e la realizzazione delle opere previste è subordinata alla verifica di conformità delle stesse con la normativa del Piano di Bacino vigente e si dovrà inoltre verificare la loro possibile interferenza con l’acquifero della piana alluvionale costiera. Gli interventi dovranno valutare attentamente la presenza significativa dell’acquifero del torrente Bisagno al fine di tutelarne l’integrità

ed escludere la possibile compromissione del regime della falda. Il Piano di bacino stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico dell’ambito Torrente Bisagno entrato in vigore nel 2016 prevede interventi finalizzati principalmente a ripristinare le sezioni idrauliche ed il profilo planimetrico longitudinale del Bisagno, al fine di consentire lo smaltimento della piena con tempo di ritorno duecentennale. La mitigazione del rischio idraulico costituisce il principale obiettivo di pianificazione a breve, medio e lungo termine nel tronco terminale del torrente Bisagno. Il conseguimento di tale obiettivo è legato all’attuazione di un’insieme di misure, strutturali e non-strutturali, volte a considerare la suscettibilità alluvionale del sito quale vincolo predominante ai fini della pianificazione urbana e dell’organizzazione delle attività economiche e sociali. In questo contesto assumono particolare rilievo anche le misure di tipo non strutturale, la cui concreta attuazione è in grado nel breve periodo, di diminuire sensibilmente i danni dovuti alle eventuali esondazioni e di limitare i rischi per la vita umana. Le misure non-strutturali di mitigazioni del rischio sono costituite da: misure passive di prevenzione tramite l’imposizione di vincoli urbanistici e l’emanazione di regolamentazioni edilizie o tramite prescrizioni di tipo assicurativo a salvaguardia dei beni presenti nell’area; misure attive di prevenzione e protezione civile tramite un sistema di organizzazione dell’emergenza e tramite l’installazione di almeno un idrometro nel tratto terminale del torrente Bisagno e l’installazione di una rete di pluviografi all’interno del bacino; misure attive di manutenzione ordinaria del corso d’acqua. In merito all’attuazione di interventi strutturali sono prese in considerazione due diverse strategie: aumento della capacità di smaltimento del tronco urbano terminale del torrente, attualmente coperto tramite restauro o ricanalizzazione; riclassificazione del tronco terminale del torrente Bisagno in un canale di drenaggio di un sottobacino prevalentemente urbano mediante la reinalveazione forzata in un canale deviatore che convogli i deflussi di monte direttamente al recapito finale. Le carte del rischio idraulico e quella delle fasce di inondabilita mostrano come il tratto terminale dell torrente Bisagno sia una zona a rischio idraulico molto elevato e con una pericolosità idraulica molto elevata. La carta del rischio geologico indica un rischio moderato per l’area della foce che diventa moderato o trascurabile a monte di Corso Marconi.


7. Analisi del contesto L’area di progetto si estende dalla zona di Puntavagno fino a quella della Fiera del Mare, andandosi a configurare come l’intero affaccio sul mare del quartiere ‘Foce’. L’analisi estende dunque all’intero sistema del quartiere andando ad indagare i rapporti tra edificato, mobilità e spazio pubblico e cercando di individuare i principai punti di forza e debolezza su cui basare la conseguente strategia progettuale. Per prima cosa si è cercato di comprendere il grado di densificazione dello spazio pubblico facendo particolare riferimento al verde pubblico, alberato e non. In questo modo si è identificato un sistema chiaro che vede il verde come protagonista passivo del quartiere. Piazza Paolo Da Novi, Piazza Palermo, Piazza Savonarola e Piazza Rossetti fanno infatti parte di un sistema sconnesso e vivono come nuclei separati di uno stesso organismo. I collegamenti (Corso Torino, Via Rimassa e Via Casaregis) e le piazze stesse lasciano troppo poco spazio al pedone destinando gran parte della propria superficie a disposizione delle automobili. Apoteosi di queste discontinuità e antitesi (pedone vs automobile) è Piazza della Vittoria, che invece che assumere ruolo di cerniera per l‘intera città, spesso si presenta come cesura tra centro ‘vissuto’ e centro ‘abitato’. Ed è proprio questo l‘esito della prima analisi, che vede la Foce come un quartiere da abitare (in quanto ben fornito per ogni genere di servizio e ben collegato a livello di mobilità privata), ma non da ‘vivere’. In secondo luogo si sono individuati i principali assi di percorrenza per la mobilità. Alcuni di essi, come Viale Brigate Partigiane, Corso Torino, Corso Buenos Aires e Via Barabino, sono connettivi stradali di notevole importanza e sono caratterizzati da una spiccata verticalità. Le altre strade, specie quelle orizzontali risultano essere meno necessarie al collegamento tra le parti della città, ed hanno la sola funzione di collegamento tra le aree più interne della griglia. principali assi stradali siano verticali e non orizzontali. Infine sono state individuate le emergenze artistico-architettoniche del quartiere e dei dintorni in modo da prendere coscienza del quadro architettonico-costruito in cui si sta operando. Da quest’ultima analisi emerge la natura prettamente ‘moderna’ ed anche all’avanguardia del quartiere della Foce (basti pensare alle abitazioni di Piazza Rossetti di Daneri o la casa dei Pescatori di Vietti, ad oggi ‘deturpata’ dalla presenza della Sopraelevata).


Verde Pubblico

Piazza Rocco Piaggio

Piazza della Vittoria Piazza Paolo da Novi Giardini Melvin Jones

Piazza Savonarola

Parco di Villa Croce Giardini Francesco Coco Via Cecchi Piazza Palermo

Piazza Rossetti

Via Rimassa

Giardini Gilberto Govi

Le aree dedicate al verde pubblico nel quartiere della Foce sono limitate e per lo piĂš non adeguatamente organizzate e conservate. Diversamente accade nei quartieri adiacenti di Carignano e San Vincenzo in cui i Giardini Francesco Coco, quelli di Villa Croce, di Piazza della Vittoria e di Brignole, hanno un ampio sviluppo nel tessuto urbano e rappresentano un punto di forza di queste zone.


MobilitĂ

P

P

P

P P P P

Accessi Strade principali Strade secondarie Fermate Linea Autobus: Foce, Albaro, Sturla, Quarto, Quinto, Sturla Linea Autobus: Prato, Struppa, Molassana, Staglieno, Marassi, Quezzi, San Martino, Carignano Linea Autobus: San Teodoro, Dinegro, Oregina, Castelletto, Righi, Portoria, Carignano Linea Autobus: Voltri, PrĂ , Pegli, Sestri, Cornigliano, Borzoli, Sampierdarena

P


Emergenze

P

Museo Civico di Storia Naturale Doria

Chiesa del Sacro Cuore Basilica di Santa Maria Assunta

Ospedale Galliera

Piazza della Vittoria

Casa del del Mutilato o

Villla Croce P

Chiesa di Santa Maria dei Servi

Casa dei de Pescatori sca

P

Ex Ristorante San Pietro P P

Chiesa dei Santi Pietro e Bernardo

Piazza RossettiP P

P

Sono stati evidenziati gli elementi del costruito che posseggono una valenza architettonica, culturale o di servizio. Questa analisi palesa che il quartiere della Foce, diversamente da quello di Carignano e del Centro, non possiede punti di riferimento di questo tipo. Ciò dimostra la mancanza di indentità del tessuto urbano. Diventa importante quindi, ai fini della progettazione, tenere conto di questi elementi valorizzandoli e mettendoli a sistema con l’area di progetto.


8. Analisi swot e obiettivi STRENGHTS + condizioni climatiche eccellenti nella fascia costiera che favoriscono il contenimento dei fabbisogni energetici; + godibilità di estesi panorami; + vicinanza ai servizi ospedalieri; + immediata vicinanza al centro città; + punto di snodo tra i parchi e le ville di Albaro e Carignano;

WEAKNESSES + le aree di piazzale Kennedy e dei giardini M.L. King attualmente usate come parcheggi al servizio della Fiera o come sede di eventi periodici, risultano non integrate con il tessuto cittadino, pur rappresentando uno spazio di assoluta rilevanza, vedono inibito il contatto con il mare ed impedita la sua visibilità; + la spiaggia e il complesso del depuratore di Punta Vagno presentano la criticità costituita dalla saturazione degli spazi e dal loro scarso controllo. Nel caso della spiaggia, le barche delle varie società sportive, sono molto numerose e lasciano quindi un limitato spazio alla fruizione pubblica;

+ inserito in un quartiere ben servito (con un buon numero di edifici di culto e culturali, di esercizi commerciali e di spazi di aggregazione all’aperto);

+ diffusa e pericolosa esposizione al rischio idraulico degli insediamenti urbani e produttivi;

+ buon rapporto della densità abitativa;

+ difficoltà di viabilità e sosta in particolare in relazione ad eventi straordinari legati alla fiera del mare;

+ presenza di ampi spazi affacciati sul mare;

+ trasporto pubblico inadeguato;

+ ben collegato dalle arterie di scorrimento veloce lungo la direttrice centro - levante;

+ assenza di biblioteche e grandi centri di aggregazione per associazioni pubbliche

+ relativamente vicino alla stazione ferroviaria di Genova Brignole (1,3 km)

+ carente valorizzazione del verde; + carente e ridotta fruibilità agli impianti sportivi; + punti utilizzati da senza tetto; + assenza di un accesso ben definito all’area; + assenza di landmark o punti di riferimento con conseguente senso di disorientamento e scarsa figurabilità della posizione del mare rispetto al quartiere;

OPPORTUNITIES + accesso pubblico al mare; + valorizzazione del litorale ad uso balneare e sportivo (sport nautici e non)

THREATS + delicato rapporto tra risorse necessarie e fruibilità per equilibrio costi/benefici + conflittualità con il mondo ambientalista (Piazzale Kennedy)

+ diverso utilizzo dell’immenso spazio di Piazzale Kennedy, che può essere considerato il filtro tra l’ambiente naturale e quello artificiale

+ difficoltà realizzative e bacini di utenza da verificare;

+ possibile sviluppo relativo all’industria nautica;

+ difficoltà nell’alleggerire mobilità veloce esistente verticale / orizzontale che collega Marassi-Foce-Albaro-Corso Italia

+ realizzazione di un porticciolo turiistico alla foce; + valorizzazione del turismo di tipo congressuale; + valorizzazione del turismo legato alla nautica e conseguenti integrazioni fiera del mare - quartiere + ampi edifici esistenti da ridestinare a diverse funzioni (centro culturale, area sportiva/polivalente) + possibilità di effettuare parcheggi a rotazione; + gerarchizzazione delle aree pubbliche con una rete che abbia dei punti di riferimento molto chiari

+ assenza di un identità definita essendo realtà di mezzo tra centro storico e albaro (quartieri molto ben identificati) + residenze rimaste invendute dato il trend demografico in calo (gli abitanti totali al Marzo 2016 risultano essere 585.890 ben lontani dai 611.204 abitanti al Dicembre 2008 e ormai lontanissimi dai quasi 850.000 degli Anni '60 “Aspetti demografici” del Piano Urbanistico Comunale).


MACRO OBIETTIVI

OBIETTIVI PUNTUALI

+ Integrazione con il resto della città (stazione di Brignole, Piazza della Vittoria) tramite un percorso continuo ciclo-pedonale - connettivo verticale

+ Inserimento di alberature, pavimentazioni colorate, fontane e pensiline per migliorare il microclima e ridurre l’effetto isola di calore

+ Collegamento con il Porto Antico, Corso Italia e il litorale, con un nuovo ed implementato affaccio al mare - connettivo orizzontale

+ Utilizzo di sistemi di produzione di energia rinnovabili per favorire il contenimento dei fabbisogni energetici

Context Il tessuto urbano in cui si innesta la fiera del mare è caratterizzato da una struttura a griglia, che si differenzia fortemente dalle adiacenti colline di Carignano e Albaro. La matrice regolare è facilmente confrontabile ad altre città europee, una su tutte Barcellona. Se però, nella città spagnola la fitta maglia di strade e spazi pubblici è un punto di forza, nel caso genovese non è abbastanza valorizzata in quanto per molti abitanti risulta una zona di passaggio per arrivare da una sponda (Centro, Carignano) all’altra (Albaro, Corso Italia)

+ Realizzazione di percorsi ciclopedonali per incentivare la mobilità leggera + Valorizzazione dell’accesso pubblico al mare con espedienti architettonici e accorgimenti morfologici + Realizzazione di parcheggi pubblici e privati ombreggiati

Fer

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‘RESTITUIRE IL MARE ALLA CITTÀ con la riqualificazione delle aree antropizzate e artificiali attraverso il riordino e la mitigazione degli impianti visivi al fine di eliminare, per quanto possibile, le barriere tra la città e la risorsa paesaggistica della costa, incentivando così la fruizione pubblica’

Program L’idea è quindi quella di ‘ricucire’ le due parti con una sorta di ‘rammendo urbano’, rivalorizzando la fiera del mare come collegamento e non più come ostacolo o separazione. Tuttavia non basta agire solo sul litorale, ma è necessario individuare uno o più assi verticali in grado di ri-collegare la costa all’asse principale del commercio (Piazza De Ferrari - Via XX Settebre - Corso Buenos Aires - Piazza Tommaseo). In questo modo sarebbe possibile restituire al quartiere foce quella centralità che dagli anni ‘30 è andata perduta.

CARIGNANO

A new identity

FOCE

ALBARO

De

+ Realizzazione di un polo attrattivo per gli sport acquatici (canottaggio, canoa polo, vela, windsurf)

Via XX Settembre | C.rso Beuenos Aires

Via Rimassa | C.rso Torino

+ Restituire un’identità ben definita al quartiere con la creazione di un polo di riferimento culturale in grado di rivitalizzare un’area urbana paralizzata tra mimesi e opposizione

LETTURA DEL CONTESTO E STRATEGIA

La proposta mira a integrare vita urbana, commerciale e tempo libero in un momento in cui Genova sta cominciando a cercare altre forme di identità per la zona della Foce. Le funzioni miste e le nuove residenze hanno il potenziale per completare e integrare il tessuto urbano esistente e stabilire le connessioni necessarie per rendere la Foce un quartiere attivo ed emozionante, polo di rilancio in grado di riacquisire il valore attrattivo che storicamente la caratterizzava.


9. Concept + Masterplan Sezione AA

+ 25 m

+ 22 m + 15 m +5m +1m

K E Y W O R D S

+ 50 m

Sezione BB

RETAIL • HOTEL • RESIDENTIAL • ENTER- PLAZA • STORAGE • LEISURE • BATHING • SKATTAINMENT • BOAT • STORAGE • PARKING PARKING • EXHIBITION • ING • SURFING • URBAN • FESTIVAL • WAREHOUSES • CULTURE MARKET • SPORT • HUB BATH • POOL • SAILING

+ 12 m +3m

L’idea si basa sul concetto di restituire il mare alla città mediante la riqualificazione del suo waterfront e lo sviluppo di un sistema organico di percorsi pedonali e ciclopedonali che segua la linea della costa separandosi nettamente dalle percorrenze carrabili. Si sviluppa così un percorso continuo che sfrutta il verde come filtro tra il traffico della città e i luoghi di relax offerti dal nuovo waterfront. Le alberature lungo Corso Italia diventano più fitte aprendosi solo occasionalmente per favorire gli accessi a piazzale Kennedy e i punti di vista panoramici sul mare. La nuova percorrenza pedonale si sviluppa su tre aree distinte ma sempre in dialogo tra loro; ne risulta un sistema dinamico e flessibile di scenari adattabili alle diverse occasioni. In questa visione il mare torna a far parte del tessuto urbano della città. ll nuovo canale d’acqua all’interno della Fiera (Blu Print City) apre inediti percorsi su cui si affacciano nuovi edifici commerciali, residenziali, alberghieri e culturali. L’ intera area resta spazio fruible per manifestazioni e grandi eventi (fieristici o sportivi) oltre ad essere elemento chiave per il collegamento con il Porto Antico. L’area di Punta Vagno (Water City) rimane invece dedicata al relax e alla balneazione, si prevede il mantenimento e il miglioramento dello skatepark ed è favorito l’accesso al

mare con la realizzazione di spiagge urbane e piscine naturali/artificiali. La spiaggia degli ex-bagni San Pietro resta in parte destinata al rimessaggio delle imbarcazioni e in parte dedicata una nuova scuola sportiva. Nello spazio di piazzale Kennedy (Hybrid City), collegamento tra l’area di levante e quella di ponente, viene ridisegnata la pavimentazone e vengono tracciati nuovi percorsi. La piazza multifunzione resta libera da installazioni permanenti per permettere una maggiore flessibilità nei diversi periodi dell’anno e nei casi di emergenze. L’accesso al mare è migliorato e implementato con gradonate che scendono direttamente in acqua e la realizzazione di una nuova promenade permette un nuovo punto di vista panoramico sul Mediterrano e crea una fascia di rispetto che da la possibilità di praticare sport nautici quali la vela, la canoa o il windsurf. Infine l’attuale senso di ‘horror vacui’ dato dall’immensità del piazzale è annullato con la presenza di nuove alberature e dall’Onda, un edificio in parte solarium (in copertura) e in parte parcheggio intermodale (all’interno), rivestito da una pelle in acciaio su cui è disegnata un’onda (da cui prende il nome) che va a sostituire il numero di parcheggi ad oggi presenti.

P + 50 m

Sezione CC

+3m


CI T Y

(Y)our Project Map

Piazza Paolo Da Novi

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Piazza della Vittoria

Ospedale Galliera

Via Casaregis

Corso Torino Piazza Palermo

New Urban Park

BOULEVARD!

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Parking

Hotel + Retail

Piazza Rossetti

Warehouses Smart P

Cultural centre

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Via Rimassa

tre

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B

Housing

Blu Pavillion

A

The Wave

NEW! Sport Centre

Palasport

Chiesa di San Pietro

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Water Landmark

Water Theatre

CI T Y

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Multifunctional Plaza

Boat Storage + Baths

Eliotherapy Public Pools + Skate Park


Piazza Rossetti

+4m

+4m + 50 m

Via Casaregis

Capolinea del Tram

10. Planimetria e Riferimenti + 50 m

+ 35 m + 28 m

+4m

Seduta

+3m

Bar - Ristorante

Campi Sportivi Pavimentazione drenante colorata (7-8)

Giochi d’acqua (20)

+ 12 m

Centro Sportivo Scuola Vela

Corso Italia

+ 10 m +5m

+7m

Vegetazione - filtro (18)

Aiuole (17-18)

+3m

Deposito barche e canoe

+0m

L’ONDA! Solarium - Parcheggio Gradonata nel mare

Gradonate sul mare (11)

95m

SPEC(TAC)ULAR! Pensilina (6)

Spiaggia e rimessaggio barche

Fascia di rispetto per praticare sport acquatici (12)

300 m

Promenade (10)

LANDMARK! “La torre dei pescatori” (4)

Il teatro del mare (5)

Piattaforma multiuso galleggiante (14)

Scala 1:1500


UN’ICONA DELL’ACQUA

LA NUOVA IDENTITÀ

PER SPORT E TEMPO LIBERO

UN’ATMOSFERA SPECIALE

UN PARCO SUL MARE

1. JET D’EAU Oscar Herzog Geneve / Austria / 1951

5. KASTRUP SEA BATH White Arkitekter Kastrup / Danimarca / 2004

9. FAABORG HARBOUR BATH JDS Copenaghen / Danimarca / 2004

13. LIGHT SCULPTUR 1.26 Janet Echelman Amsterdam / Olanda / 2010

17. MAXIMILIAN PARK Piet Oudolf Hamm / Germania / 2011

2. DIE UNENDLICHE BRÜCKE Gjøde & Povlsgaard Arkitekten Aarhus / Danimarca / 2015

6. MARSEILLE VIEUX PORT Foster + Partners Marsiglia / Francia / 2013

10. HAFEN BATH BIG + JDS Copenaghen / Danimarca / 2003

14. ARCHIPELAGO CINEMA Studio Ole Scheeren Thailandia / 2012

18. THE BIG U Bjarke Ingels New York / 2012 / Project

3. WATERFALL INSTALLATION Olafur Eliasson Versaille / Francia / 2016

7. FRANKLIN’S FOOTPATH Gene Davis Washington / USA / 1972

11. DANIA PARK THORBJÖRN ANDERSSON Copenaghen / Danimarca / 2010

15. ISHOJ CITY CENTRE Arkitema + Opland Ishoj / Danimarca / 2014

19. WATER INSTALLATION Olafur Eliasson Versaille / Francia / 2016

4. IL BIGO Renzo Piano Building Workshop Genova / Italia / 1992

8. SAFRA BANK ROOF GARDEN Roberto Burle Marx Sao Paulo / Brasile / 1982

12. PARC DEL FORUM Elías Torres e Antonio Martínez Lapeña Barcellona / Spagna / 2004

16. SWING TIME Howeler + Yoon Architecture Boston / USA / 2014

20. MIROIR D'EAU Michel Corajoud Bordeaux / Francia / 2007


11. Atmosfera

IL BAR LA PIAZZA

LA GRADONATA

IL TEATRO

Scala 1:1500


IL TEATRO | Struttura semi-circolare in acciaio per eventi e manifestazioni sul mare

LA PIAZZA | Con pavimentazioni drenanti, aiuole e strutture temporanee è flessibile a vari utilizzi

LA GRADONATA | Dislivello artificiale in calcestruzzo colorato per un nuovo accesso al mare

IL BAR | Edificio vetrato, rifugio per balneanti e non è il motore economico dell’intervento


12. The Wave

io!

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2. Programma

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3. Funzioni

Spa

Un altro elemento importante per l’edificio è il bar-ristorante, che, posizionato nel punto più alto della gradonata, si configura come polo di attrazione per investitori e stakeholders. Se d’Inverno potrà servire aperitivi con una stupenda vista sul mare, d’Estate diventerà un vero e proprio stabilimento balneare urbano con la possibilità di affittare ombrelloni, lettini e sdraio. Una piattaforma galleggiante multiuso potrà infine ospitare temporaneamente esposizioni, padiglioni, maxi schermi e palchi per concerti; sfruttando la gradonata sarà finalmente possibile assistere a esibizioni all’aperto con il meraviglioso sfondo del mar mediterraneo.

Mar e

1. Situazione Attuale

Un win-win dunque che permette, senza sprecare un centimetro di spazio pubblico, di realizzare un parcheggio ombreggiato che si va a caratterizzare come simbolo per l’intervento di riqualificazione dell’area. La gradonata, in cemento chiaro o travertino (per ben integrarsi con gli edifici retrostanti di Daneri) è sorretta da un fitto graticcio di pilastri e travi ed è circondata da una particolarissima pelle in acciaio zincato. Il principale riferimento è la celebre ‘Mountain’ di Bjarke Ingels e JDS, nel quale forando una lamiera a variabile densità si dimostra la possibilità di realizzare un disegno (in quel caso la montagna dell’Everest). Nel nostro caso, invece, l‘edificio sorge da una scalinata immersa nel mare e si innalza fino a 12 metri (a pari altezza del primo terrazzo degli edifici di Piazza Rossetti). Il disegno realizzato forando la pelle in acciaio zincato è quello di un’onda (dal quale l’edificio prende il nome). L’impatto visivo è minimo e il trattamento della facciata costituisce una sperimentazione nel campo del new muralism e della decorazione urbana (tema sempre più attuale nella città di Genova - si veda ad esempio il progetto ‘Walk the Line’ per la Sopraelevata).

208 pos ti au to

Edif

Declinando le indicazioni contenute nel PUC, che suggeriscono la realizzazione di sistemi di ombreggiatura per i parcheggi esistenti, l’idea è quella di incrementare l’attuale numero di parcheggi presenti nella porzione più a ponente di Piazzale Kennedy e sfruttare l’occasione per costruire un solarium con vista mare. Sfruttando il dislivello compiuto da una gradonata si incrementa il numero di posti auto da 208 a 276 distribuendoli su tre piani. L’edificio servirebbe inoltre a ridurre il senso di horror vacui provocato dall’imensità orizzontale del piazzale.

Stra da

ici

L’onda, ‘The Wave’, è il nuovo edificio per parcheggi costruito su Piazzale Kennedy.

Parc

heg

gio

4. Concept


Pianta Piano Terra

Pianta Primo Piano A

A

A

A

+0.00

+0.00

Scala 1:500

Scala 1:500


Pianta Secondo Piano

Pianta Copertura A

A

A

A

Scala 1:500

Scala 1:500


Sezione A-A

Scala 1:500 Prospetto

Scala 1:500

(2017) TOWN PLANNING TECHNIQUES I + LABORATORY  

Laboratorio di Tecnica Urbanistica I. Progetto di riqualificazione e rigenerazione del distretto Fiera - Kennedy a Genova. (Mar 2017) Con P...

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