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Paolo Borghino

competitions, academic projects and other experiences Portfolio 2011


CurriculumVitae name

PAOLO BORGHINO

adress

FRAZ. GHISOLA 40, PAESANA, 12034 CUNEO

email

paolo.borghino@gmail.com

nationality

Italian

date of birth

03/07/1981

EDUCATION 2010 Master Degree in Architecture at 1° Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino with the project: MADE IN LISBOA. Piattaforma ibrida, supervisors Stefano Pujatti (ELASTICOSPA), Manuel Aires Mateus and Jorge Silva (AIRES MATEUS ASSOCIADOS), Giacomo Delbene (SELF ARQUITECTURA) 2006 Bachelor Degree in Architecture at 1° Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino with the thesis: Variazioni al tema: esercizi di stile, supervisor prof. Marco Trisciuoglio Graduated at Artistic High School “E.Bianchi”, Cuneo. EXPERIENCES January-August 2011 Internship at DORTE MANDRUP ARKITEKTER, Copenhagen, Denmark May 2011 Partecipation at NEW YORK CITY THEATER COMPETITION. Project selected as finalist. With Sarah Becchio (StudioErrante) June 2011 Partecipation at EUROPAN11. With Sarah Becchio (StudioErrante) September 2010 Selected for ALIAS: PRATICHE URBANE IN SPAZI ALTRI, Workshop, Ferrara, Italy, with Ecosistema Urbano, Stefano Careri (Stalker/Osservatorio nomade), Rigenerazione Urbana February-June 2010 Assistant architect at StudioATA, Turin, Italy February 2010 Selected for ASP Abandoned Sacred Spaces Workshop, Bruxelles, Belgium. with Michele Bonino (MARC) December 2009 Partecipation at competition for renovation of Giardino del Dono. Caramagna Piemonte, Italy. Project awarded and exhibited, with Sarah Becchio (StudioErrante) October 2009 Study journey in Lisbon. Visiting AIRES MATEUS ASSOCIADOS’s office. July-August 2009 Selected for AAW Athens Architecture Workshop, Athens, Greece, with Jorge Silva and Manuel Aires Mateus May 2009 Design and construction of Memede aquarium. A turtle habitat. Albaretto Macra, Italy. February 2009 Elaboration and presentation of video “CONCRETE DESIGN COMPETITION” at the design unit “experiences with concrete” prof. S. Pujatti (ELASTICOSPA) and prof.ssa L. Bazzanelia at Corso di Laurea Specialistica in “Costruzione” at 1° Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. December 2008 Partecipation at the International Competition IDEAL THEATRE DESIGN COMPETITION 2009, Cincinnati, Ohio, with the project THEATRO. with Antonio Spinelii and Giuseppe Vinci. Project included in exhibition IDEAL THEATRE DESIGN COMPETITION 09. May-June 2008 Partecipation at the International Competition ZOOART2008, Cuneo, with the project SOULWATCHING BOX. With Iride Barbano. AWARDED WITH CONSTRUCTION.


January-June 2008 Assistant to prof. RICCARDO PALMA at The Urban Design Laboratory (1° year) at I° Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. August 2008 Partecipation at the international workshop CONCRETE DESIGN MASTERCLASS on Implicit Performance exploring the hybrid condition, Antwerp, Belgium, with Juan Herreros, (ABALOS-HERREROS). May 2008 Partecipation at the International Competition CONCRETE DESIGN COMPETITION, with the project LAYERING. FIRST PRIZE January 2007 “Marseille. Total Kheops.” BW printings. June 2006 “A fotografic route in the Po Valley”. Texts and BW printings September 2005-July 2006 Part-time collaboration with Naturalistic Association VESULUS. Naturalistic travels and graphic advice. June 2005 Achievement of Naturalistic Guide certificate. October -February 2005 Employee as trainee bricklayer. PUBLICATIONS MAZZOTTA, A., PUJATTI, S., a cura di, Vistamare. Strategie e progetti per lo spazio tra città e spiaggia a Lignano, Alinea editrice, Firenze, 2009. BAKKER, S., Concrete Design Book on Implicit Performance, bureaubakker editor, 2009. A.A.V.V, BAU MU CRI, ZOOART2008, itinerari artistici ai Giardini Fresia, Cuneo. BRIOTTI M.T., International concrete design competition, in ICC, L’ industria italiana del cemento, n° 848, December 2008. BORGHINO P., Autunno, in Una montagna di emozioni, the literary international competition anthology, 2004 LINGUSTIC KNOWLEDGE NATIVE ITALIAN OTHER LANGUAGE ENGLISH (EXCELLENT) OTHER LANGUAGE FRENCH (GOOD) TECHNICAL SKILLS Autodesk Autocad Vectorworks SketchUp Pro 7 Adobe Acrobat pro Photoshop Illustrator Indesign Cinema4D 11 iMovie HD iWork Pages Keynote Office Word Powerpoint Drawing: excellent skills about sketching and about main painting techniques (watercolor, pencil, marker, engraving etc.) Making models: excellent manual ability and precision Writing texts, reports, essays: excellent narrative, descriptive and synthesis skills Shooting photographs: very good knowledges about shooting technics analogic, as well as digital, and about bw printing Graphic, illustration and layout: good informatic skills, creativity and synthesis ability


2008

pag.45

pag.59

2009

pag.11

2010

pag.53

pag.67

Theatro

Ex Dansilar factory

pag.79

Pettinatura italiana factory

pag.71

Teliki Plateia

pag.37

pag.33

Combining Sacredness

Gazebao

Memede aquarium

Sedianatural

Tappos

Soulwatchingbox

small

Parasitic sustainability

pag.47

medium

Layering pag.61

Projects

large


2011

pag.31

Pilgrim Center

Insulae

pag.73

Ikea Headquarter

Erich Kastner Gymnasium

Karlssons Guld brand home

Sipario

Kemiatau multipiano

pag.17

pag.3

pag.75

Norrviken Deltahouse Masterplan

Made in Lisboa

pag.77


Insulae

High Line theatre complex and park

NEW YORK THEATRE CITY competition PROJECT FINALIST New York, USA 2011

with Sarah Becchio (STUDIOERRANTE)

An island is by definition isolated. An island is shaped by disconnection between figure and background, floating on a uniform surface, detecting a difference. A deep breath or a hiccup in the rail apnea of the final part of the High Line. In the heterotopic mechanism of the Theatre and the Garden associated and overlapped, the surface ruffles and offers itself to float. Theatre machines are spaces without place, as vessells, boats, spaceships, where realities, fictions and alternatives are blended. Quay sequences link them to the world. It’s a permeable connection system and at the same time what defines edges, gives name to parts, recognizes inside from outside. In the uniform grid of Manhattan’s floating blocks, archeological rought Russian swimming pools, panoptical vessells, whales, strips of land and offshore platform collections appear. “In civilzation without boats, dreams dry up, espionage takes the place of adventure and the police takes the place of pirates” M. Foucault

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Gazebao Il Giardino del Dono

GARDEN RENOVATION, competition PROJECT FINALIST Caramagna Piemonte, CN, ITALY 2010

with Sarah Becchio (STUDIOERRANTE)

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La richiesta per il giardino del dono era quella di uno spazio di rappresentanza oltre che di riflessione per la cittadinanza. Uno spazio ricco di significati nel quale fosse anche piacevole sostare. L’attuale aiuola dedicata al monumento dell’AVIS presenta una conformazione incentrata su un modulo quadrato, costruita attraverso un disegno regolatore che genera le geometrie delle zone verdi; l’odierno monumento dedicato all’AVIS, al centro dell’area, si sviluppa verticalmente diventando il protagonista di questo spazio urbano. Questo, progettato negli anni Novanta dall’arch. Pompeo Trisciuoglio, da programma, deve essere conservato. Non riteniamo però possibile aggiungere in questo spazio ristretto un altro monumento puntuale, un altro totem, che inevitabilmente genererebbe una gerarchia tra elementi a così stretta vicinanza. Lo spazio del giardino è un vuoto nel tessuto storico, che si relazione però inesorabilmente con lo spazio circostante. L’alto muro dell’Arciconfraternita Santa Croce, Via Vittorio Veneto con il suoi caseggiati continui, la casa di riposo. Proprio la cortina continua che caratterizza la via principale ha suggerito di dare volume all’intervento e la soluzione ha assunto una conformazione solida, tridimensionale. La proposta progettuale nasce quindi dal desiderio di creare un elemento che unifichi l’intera area, che assolva al ruolo di riparo dal sole, che delinei volumetricamente l’area e che simboleggi la partecipazione della comunità, il sostegno, il rinnovarsi della vita. Ecco quindi la scelta di utilizzare, declinandola, la tipologia del gazebo (gazebao), delle piante rampicanti, degli alberi pilastro. Questo concetto si traduce in una struttura a 5 pilastri compositi, alti 4 metri che sorreggono un impalcato a travi a lama verticale a definire un tralicciato a moduli quadrati, memoria delle pergole tradizionali. La figura del quadrato, su cui di fondano le geometrie che regolano la dislocazione del preesistente obelisco dell’Avis al centro dello spazio , ha imposto una strategia simile nella definizione della griglia modulare del sistema pilastro-impalcato, anche se più volte coscientemente trasgredita. La forte asimmetria nel posizionamento dei pilastri ne è un risultato, così come è avvenuto, seppur più marcatamente, nel posizionamento del volume dei servizi pubblici e delle sedute.

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Nel giardino del dono, oltre alle aiuole dalle quali si diramano le piante rampicanti ospitate dalla struttura del gazebo, sono presenti varie tipologie di sedute che permettono di sostare in zone più o meno ombreggiate. Le sedute sono blocchi realizzati con differenti strati di calcestruzzo e rifinite con un sottile e soffice strato di poliuretano. I volumi irregolari delle sedute sono stati progettati in modo da potersi comporre in molteplici configurazioni. Sono presenti infatti quattro moduli di differenti altezze che permettono di sedersi, giocare, sdraiarsi, utilizzare il blocco più alto (70 cm) come un tavolo. Inoltre le sedute sono state disposte in modo da creare delle “isole” che permettano a differenti gruppi di persone di raccogliersi attorno. Le sedute sono state studiate per consentire un uso flessibile (i “blocchi” sono infatti di diverse altezze e dimensioni così da poter essere sedia, tavolo, panchina). L’area del modulo base dell’impalcato, specchiata a terra, definisce la misura delle aiuole che circondano le basi delle “colonne-albero” e dalle quali crescono le piante rampicanti che troveranno supporto sulla struttura verticale grazie ad una maglia irregolare di cerchi di acciaio zincato. Le cinque aiuole sono delimitate da cerchiature in acciaio corten, lo stesso che delimita lo spazio del giardino. Le specie rampicanti adatte a ricoprire lo scheletro del gazebo sono il falso gelsomino, l’edera entrambe sempreverdi e dunque in grado di garantire un aspetto vegetale anche durante il periodo invernale -frammiste a varietà di glicine e rosa. Le sedute, così come il volume scatolare dei servizi pubblici, sono elementi “appoggiati”, disposti in modo da sgretolare la regolare scansione geometrica del giardino. Sedute e bagno sono inoltre accomunati dal materiale utilizzato: sono infatti costituiti dalla sovrapposizione di getti di differenti tipologie di calcestruzzo. I diversi inerti utilizzati nei vari strati, così come il trattamento superficiale, determinano finiture differenziate. La sovrapposizione degli strati di calcestruzzo rappresenta il legame con il suolo. L’intera pavimentazione è in porfido, materiale che caratterizza l’intero centro storico di Caramagna Piemonte. Il cordolo attorno al giardino in acciaio corten, si trasforma in vasca lungo due lati del giardino in modo da assorbire il dislivello del lotto e di conseguenza permettere che la pavimentazione si sviluppi su una piattaforma senza dislivelli e accessibile. Inoltre le vasche in corten costituiscono una sorta di diaframma che separa il giardino dalla strada, così da isolarlo dal traffico e garantire una maggiore sicurezza per il gioco dei bambini.

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modello di studio della struttura del gazebo

studioERRANTE dott.arch.Sarah Becchio dott.arch.Paolo Borghino studioerrante@gmail.com


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Made in Lisboa Piattaforma ibrida

MASTER DEGREE PROJECT LISBON, PORTUGAL 2010

Tutta sull’acqua Lisbona città è tutta protesa sull’acqua, ha un fronte riberinho di più di 15 Km che si estende da Belem, a ovest, fino alle zone recuperate dell’expo 98 e che oggi vivono una fase di sviluppo che tenta di creare nuove centralità attorno al parco che nel 1998 aveva bonificato una vasta area dismessa. La costa è stata nel tempo infrastrutturata e occupata dalle attrezzature di un porto esteso, bordando completamente la città, anche in prossimità del suo centro. Nonostante i trasporti via mare si stiano nuovamente sviluppando rapidamente, grazie a esigenze economiche, di impatto ambientale, di sicurezza e innovazione tecnologica, il porto storico di Lisbona, quello che si sviluppava a ridosso del centro della città, ha perso rapidamente la sua funzione originaria. Incapace di sostenere i cambiamenti derivanti dalle mutate condizioni economiche, tecnologiche, e di scala, il porto di Lisbona lascia spazio al vuoto di un terrain vague abbandonato e privo di funzione, incapace di rigenerarsi autonomamente. Fino al 1835 la linea di costa di Lisbona coincideva pressochè con quella originaria, con affaccio diretto delle costruzioni civili sulla banchina, con fondali molto bassi. Il porto aveva tutte le caratteristiche del modello emporio, in cui i prodotti e le merci trasportate venivano consumate, distribuite e assorbite dalla città stessa o da un intorno tale da non richiedere grandi spazi di stoccaggio merci. Appena quarant’anni dopo, dagli anni settanta dell’Ottocento, il porto subisce un ingrandimento cospicuo, che allontana la linea della costa da quella originaria, sia per ricercare fondali più profondi adatti a imbarcazioni più grandi e capienti, sia per permettere l’ installazione di impianti di lavorazione, di stoccaggio e manipolazione delle merci in arrivo e in partenza dal porto stesso sfruttandone i vantaggi localizzativi e di possibilità di incremento dei traffici. L’ampliamento avviene per riempimenti graduali, di conquista di terra all’acqua

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Da Santos a Praça do Comercio In particolar modo, di grande interesse per via delle radici storiche che si possono ritrovare, e per via della sua centralità, risulta esserne l’area che si allunga dalla stazione di Santos fino in prossimità della Praça do Comercio, il fronte monumentale della città, teatro dei principali avvenimenti che hanno definito le fattezze dell’attuale Lisbona e dello stesso Portogallo, passando per il nodo nevralgico tradizionale di Cais do Sodrè. Quest’area, fino a 20 anni fa utilizzata a pieno regime con funzioni portuali si presenta oggi in disuso e abbandono, senza neppur vaghi disegni che possano condizionarne futuri sviluppi. A causa della cessata attività portuale che ne aveva disegnato i bordi, i limiti, fissato le gerarchie di funzionamento interne, definito gli isolati, i canali di attraversamento, che ne avevano plasmato circolazione, distribuzione, e impianto insediativo, l’area è oggi un enorme terrain vague, un luogo sospeso in attesa. Il porto, in quest’area, ha perso la sua autorità assieme alla funzione per la quale era stata creata, modificata e ampliata fino alla conformazione attuale. Venendo meno le motivazioni che ne avevano regolato il funzionamento, hanno determinato nel corso del tempo, una generale assenza di gerarchia tra le parti appartenenti allo stesso sistema e rispetto alla città intorno.

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Da Santos a Praça do Comercio In particolar modo, di grande interesse per via delle radici storiche che si possono ritrovare, e per via della sua centralità, risulta esserne l’area che si allunga dalla stazione di Santos fino in prossimità della Praça do Comercio, il fronte monumentale della città, teatro dei principali avvenimenti che hanno definito le fattezze dell’attuale Lisbona e dello stesso Portogallo, passando per il nodo nevralgico tradizionale di Cais do Sodrè. Quest’area, fino a 20 anni fa utilizzata a pieno regime con funzioni portuali si presenta oggi in disuso e abbandono, senza neppur vaghi disegni che possano condizionarne futuri sviluppi. A causa della cessata attività portuale che ne aveva disegnato i bordi, i limiti, fissato le gerarchie di funzionamento interne, definito gli isolati, i canali di attraversamento, che ne avevano plasmato circolazione, distribuzione, e impianto insediativo, l’area è oggi un enorme terrain vague, un luogo sospeso in attesa. Il porto, in quest’area, ha perso la sua autorità assieme alla funzione per la quale era stata creata, modificata e ampliata fino alla conformazione attuale. Venendo meno le motivazioni che ne avevano regolato il funzionamento, hanno determinato nel corso del tempo, una generale assenza di gerarchia tra le parti appartenenti allo stesso sistema e rispetto alla città intorno.

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La Baixa fu costruita nel 1755 dopo il terremoto che distrusse Lisbona e sostituì il quartiere medioevale che vi sorgeva. Si presenta come una griglia regolare con variazioni al tema, di strade larghe 13 metri ed edifici a blocco di cinque piani. Come Manhattan, Lisbona ha conosciuto una (ri-) colonizzazione in grado, attraverso un meccanismo funzionale esplicitato nella sequenza costruito-vuoto, di (ri)strutturare i rapporti tra città bassa e alta ,come elemento distributivo e tipologico insieme della città stessa, in grado di geometrizzare lo spazio, cioè di renderlo misurabile per dargli valore. Nello stesso modo la piattaforma artificiale del porto era allo stesso tempo supporto e infrastruttura che regolava attraverso le emanazioni del suo potere funzionale che si esplicavano nelle forme della strada e della ferrovia, delle banchine , dei piazzali e delle officine. Oggi queste funzioni sono mutate, la quasi totalità sparite. Ciò che rimane è la strada, la ferrovia, gli edifici resistenti, la collina e l’acqua che torna a reclamare.


Piattaforma artificiale L’area è dunque una grande piastra, una lunga piattaforma artificiale fondata su paradigmi funzionali, che occupa, raddrizzandone il bordo, e permettendo il pescaggio su fondali più profondi alle imbarcazioni in approdo, l’antica insenatura naturale, che aveva permesso l’installarsi di un villaggio che sarebbe diventato Lisbona. Ancora fino al 1830 il limite della città rispetto all’acqua è quello naturale, quello orografico. Di li in poi si cominciò a reclamare terra dove non c’era all’acqua. Si riempì, si fondò, si allungarono le banchine per fare spazio all’industria nascente intorno al porto, passando da un porto simile a quello che si riferisce al porto emporio a quello di lavorazione della merce alle spalle del fronte del porto. La piattaforma regolata dai principi della funzionalità e applicata sul davanti della città, è una protesi artificiale oggi rinsecchita. Una estensione che ha perso il suo ruolo originario.

Come Manhattan, Lisbona ha conosciuto una (ri-) colonizzazione in grado, attraverso un meccanismo funzionale esplicitato nella sequenza costruito-vuoto, di (ri)strutturare i rapporti tra città bassa e alta ,come elemento distributivo e tipologico insieme della città stessa, in grado di geometrizzare lo spazio, cioè di renderlo misurabile per dargli valore. Nello stesso modo la piattaforma artificiale del porto era allo stesso tempo supporto e infrastruttura che regolava attraverso le emanazioni del suo potere funzionale che si esplicavano nelle forme della strada e della ferrovia, delle banchine , dei piazzali e delle officine. Oggi queste funzioni sono mutate, la quasi totalità sparite. Ciò che rimane è la strada, la ferrovia, gli edifici resistenti, la collina e l’acqua che torna a reclamare.

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Organizzazione Tutta la piattaforma si presenta organizzata per bande longitudinali, che ancora scaturiscono dalla presenza della ferrovia e dello stradale. In sequenza: la città storica che degrada ripida dall’alto, con un dislivello di più di 60 metri compressi in poche centinaia di metri in linea d’aria; il fronte ritrovato degli edifici di Rua di Sao Paulo che si rivolgono al parco; la spiaggia/bosco, fitta di alberi e percorsi naturali; la lama d’acqua che si muove sinuosa e poi coincide con il limite della città storica; la piattaforma vera è nuovamente attrezzata e attiva del parco giochi che contiene a livello sotterraneo il parcheggio per i residenti di Rua de Sao Paulo. La fascia successiva i cui limiti sono definiti dall’infrastruttura e da una via parallela a questa, già esistente, è una fascia di edifici di grande scala che devono rapportarsi con i flussi veloci dell’infrastruttura della mobilità da un lato e il parco dall’altro. Sono un’università, due edifici per uffici, blocchi di residenza esistenti e relativi completamenti, giardini storici e il mercato da Ribeira, altri blocchi residenziali a contatto con la città. E’ un disegno chiaro, già presente, solo da sottolineare.

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Blocco residenziale Blocco residenziale

47000 mq

Mercado da ribeira

Jardim Dom Luis I

Jardim do Largo do Santos

Punto panoramico/contemplativo

4300 mq

2700 mq

Arsenal

Blocchi residenziali

Blocco residenziale

3700 mq

Piccolo attracco Estaçao Fluvial Insenatura Docas da Ribeira das Naus Insenatura

22000 mq Fermata traghetto Piscine Piccolo attracco Piccolo attracco

Accesso all’acqua Giaciture

Aree verdi

Punto panoramico/contemplativo

Punto panoramico/contemplativo Itinerario pedonale

Magazzini portuali Cais do gas

Molo

Estação de Cais do Sodrè Estação fluvial

Magazzini portuali

Edifici uffici

Magazzini portuali

Resistenze

Miradouro de Santa Caterina Rua do Alecrim

Elevador da Bica

Avenida Dom Carlos I Scuola materna

200 posti auto

360 posti auto 120 posti auto

Edificio per uffici

380 posti auto università Residenza

spalti

Complesso museale

Ribeira das Naus

università nuovo miradouro

pontile

Piscine

Cais do Sodrè

100 posti auto

Residenze universitarie piazza sull’acqua

220 posti auto

Innesti

Trag

hetti pend olari

Miradores e punti panoramici Mobilità

con

Parcheggi

auto

Resiste

Giaciture Unione

Infrastrutture

Parco/bosco 32700 mq

Fermata autobus

Terminal autobus Estacao de Santos

Parco/attrezzato 14300 mq

Banda su strada 76400 mq

Polo commerciale 10000 mq

Estaçao de Cais do Sodrè

Polo museale 41000 mq

Metro

Rendez-vous taxi Estaçao Fluvial

Trag

Fermata traghetto Isola università/residenza 68000 mq

Stazioni

Isola sport/leisure 13600 mq

Polo intermodale 18000 mq+

Mobilità

hetti pend ola

ri co

Parche

n au

to

Aree

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Clips. Il valore di queste “clips” è quello di avvalorare l’identità di ciascuna fascia collegandola in modo diretto attraverso un sistema complesso che si risolve in elementi complessi. Ciascun elemento, in tutto cinque, è composto da una parte relativa all’attraversamento della fascia infrastrutturale e si presenta quasi sempre sotto forma di passerella sospesa. Soltanto in un caso, in Cais do Sodrè il sistema di attraversamento, che qui si riconduce allo snodo-piazza preesistente, coincide con gli altri sistemi coinvolti definendo una piastra sopraelevata che consente sia l’attraversamento del nodo stradale, che dell’area adibita a parcheggio, oltre a ricoprire il ruolo di piazza sopraelevata. Il valore di queste “clips” è quello di avvalorare l’identità di ciascuna fascia collegandola in modo diretto attraverso un sistema complesso che si risolve in elementi complessi. Ciascun elemento, in tutto cinque, è composto da una parte relativa all’attraversamento della fascia infrastrutturale e si presenta quasi sempre sotto forma di passerella sospesa. Soltanto in un caso, in Cais do Sodrè il sistema di attraversamento, che qui si riconduce allo snodo-piazza preesistente, coincide con gli altri sistemi coinvolti definendo una piastra sopraelevata che consente sia l’attraversamento del nodo stradale, che dell’area adibita a parcheggio, oltre a ricoprire il ruolo di piazza sopraelevata. 25


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Poi i tracciati viario e ferroviario, invariabile del progetto, che hanno segregato la fascia più esterna al sistema, quella prospiciente all’acqua, le zone del porto vero e proprio, le banchine oggi deserte. La piattaforma qui si disgrega viene ritagliata in un’operazione di ricolonizzazione-decolonizzazione concomitante. Il confine che era la ferrovia diventa di acqua. Il fronte riberinho diventa un’isola vera e propria su cui sorge parte del complesso universitario e il campus adiacente. Non ci si arriva in auto, ma a piedi o via acqua. Sull’isola è installato anche un nuovo punto di approdo per traghetti in grado di collegare il centro con l’isola universitaria. Nonostante sia un’isola è una delle aree più raggiungibili. Oltre via acqua e a piedi la piccola stazione di Santos viene riqualificata e collegata sia all’isola che alla piattaforma, aldilà della ferrovia. Il resto del fronte dell’acqua è un’altra piccola isola attrezzata per lo sport e segnata da un edificio alto che contiene palestre e campi sportivi. Da Cais do Sodrè è facilmente raggiungibile a piedi attraverso una comoda passerella. Attorno al molo di Cais do Sodrè si concentrano flussi veicolari notevoli. La decongestione dal traffico avviene per mezzo dell’interramento delle corsie centrali della strada, che alleggeriscono il lavoro di presenza di mezzi privati nell’area, a favore di un aumento di mezzi pubblici che trovano nella zona laterale alla stazione punto di sbarco dei passeggeri.

La presenza della strada garantisce la formazione di un’entità complessa in luogo dello spazio vuoto prospiciente l’ingresso della stazione, capace anche di distribuire i flussi pedonali in modo da far accedere la città in maniera protetta e diretta. E’ uno snodo per natura ibrido, in cui si miscelano flussi e funzioni differenti. Poco distante muovendosi verso Praça do Comercio, si incontra la Ribeira das Naus, un luogo mitico. Di qui sono salpate le imbarcazioni che avrebbero compiuto viaggi straordinari di scoperta. L’eliminazione del tratto di strada che nei pressi di Cais do Sodrè arriva fino a lambire Praça do Comercio ne permette un nuovo vigore e riqualificazione. L’innesto di elementi puntuali favorisce la creazione di uno spazio protetto dove si possa celebrare in un museo la tradizione e il mito e allo stesso tempo definire uno spazio pubblico aperto, senza automobili. La memoria delle Docas, le antiche vasche per la manutenzione e la riparazione delle imbarcazioni ricompare nel ritaglio di insenature e in specchi d’acqua. In particolare l’impronta della Docas da Ribeira diventa uno spazio cavo per la sosta.

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Sipario PRIVATE COMMISSION IN PROGRESS Paesana, CN, ITALY 2011

with Sarah Becchio (STUDIOERRANTE)

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Memede Aquarium A turtle habitat

PRIVATE COMMISSION Albaretto Macra CN, ITALY 2009

Memede aquarium is an habitat for turtles. It is in in concrete. It is an organic shape. It is for a specific place. 400 l of water and rain +1 turtle = a paradise There are 2 entrances and several niches to hide the shell.

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I started to dig

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I poured concrete


A micro world will develop As a model , but real

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Soulwatchingbox Small pavillon

ZOOART08, competition

PROJECT AWARDED with construction Cuneo, CN, ITALY 2008

with Iride Barbano

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Una rapida successione di lamelle verticali. Il pieno e il vuoto incostanti a seconda del punto di vista di chi guarda. Da dentro o da fuori. La scatola diventa un rifugio protetto, una tana da mettere dove si vuole. Allora ci si siede per terra. L‘esterno è severa forma geometrica, l’ interno una caverna, una tana, una bolla vuota irregolare ricavata tra gli strati di cartone, disposti uno sull’altro; lo spazio è accogliente, raccolto, intimo. Le fessure permettono il passaggio della luce, che entra diffusa, e crea ombre, riflessi. Di notte invece è la scatola che si illumina per uno spazio da pensieri notturni.

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Recipe:

40 cardboard sheets 1 or more power cutters 2 strong arms 1 finger cut

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1 finger cut


Superimpose layers Cut layers Glue layers

People: 1 or 2 (better) Time: 1 week Difficulty: ED+

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40 cardbord layers 2,3 x 2,3 metres

More of 1000 compressed cardboard cylinders. Space for 3 people and 3 souls.

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A bad trip

Color of the lorry: yellow Age of the driver: 29 years old

Distance covered: 50 km Speed: 30 km/h

Someone didnt dare to enter

Into the enlightened box

Then kids made home

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Tappos Lamp and bookstand

ZOOART08, competition

PROJECT AWARDED with construction Cuneo, CN, ITALY 2008 costituire l’ allestimento

Tappolamp e Tappobookstand sono costituiti da una struttura in tondino da armatura da 8 che si innesta su una base cilindrica in cls alleggerito. Tappolamp e tappobookstand sono due oggetti concepiti per

interagire con il pavimento della soulwatching box

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adattamneto degli oggetti che possono di volta in

pavimento permettono una altrettanta libertĂ di

Il primo strato è caratterizzato da una serie di sezioni di tubo

accostati, tale da fungere da piano interattivo L’ elevato numero di fori

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Layering

L’ edificio nasce, cresce dalla terra

kindergarden in the wood

Si sovrappongono strati, si definiscono le aperture

CONCRETE DESIGN COMPETITION PROJECT AWARDED 1st PRIZE ANTWERP, BELGIUM 2008

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The project is born to the necessity of transpose into the building the difference and, at the same time the close relatinonship that exist between the unhomogeneity of the cast (the substance) and its rigour when it become wall (the shape). The precision, the consistency, the extraneousness but also the natural place, the habitat in itself pleasant. To impose a strong gesture as signified to operate as the pioneer, with a scheme of planning, potentially repeatable, able to create a new surrounding gauge system.

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C’ è bisogno di geometria per misurare uno spazio indefinito, per renderlo percorribile

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Teliki Plateia A void in Athens

WORKSHOP

tutors :Manuel aires Mateus, Jorge P.Silva (AIRES MATEUS ASSOCIADOS) ATHENS, GREECE 2009

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Sedianatural outdoor chair

PRIVATE COMMISSION Albaretto Macra CN, ITALY 2009

La sedia è realizzata in cls e legno grezzo. Il guscio che disegna la seduta è stato gettato in un cassero in legno asulla cui superfici è stato posizioonato un foglio di acetato per rendere la superficie del cls lucida. Il guscio è collegato da una serie di aste in legno di ciliegio grezzo (rami) che hanno una funzione estetica oltre che strutturale. Questi sono infatti affogati nella pasta cementizia e collegati a questa con una serie di piastrine per aumentare la superficie di contatto. Quattro di queste aste trapassano il guscio e diventano il sostegno delle seduta, il contatto con la terra.

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Theatro Theatre school in Turin

COMPETITION partecipation CINCINNATI, USA 2008

with Antonio Spinelli, Giuseppe Vinci

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Theatro is a software built to create scenaries for theatre’s architecture. The definition of sceneries comes out from the interpolation of different datas, that we assemble in physical and perceptive features. Each cluster contains at his turn, a series of categories that we need to define, little by little, according to a three values scale, the features of a specific scenery . Each change brought to the system brings to the change or distortion of the scenery. The Scenery has its own features and it’s ruled by specific rules. The Scenery or Room is not a physical place, it’s not definitive, it’s not bound but it’s binding. It’s just the archetype of the possibilities and it needs definition, and the thing which enables the variation is a coarse material. Its representation and its production is geometry, not its shape. The shape is given by the environment in spatial, movement, break, link variants and others. The Environment is different from Scenery, linked to school life (public, social and artistic). What happens in the Environment is ruled by insight rules and relating needs, which rule also those of the Rooms, rendering them architectures. The Environment behaves as a distorter. Between these two systems there is a surface of contact, or boundary, or doorstep, which is the interface between inner and outside, between institutional and informal, systematic and intuitive, between real life and theatre, and between all the other things. We can see the surface of contact in the walls, in glass doors, in fissures, in niches, in the light that falls down from above or from the side, in the roughness of the grain, in the entrance filters. But also just in air buffers.

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The project is composed by two entities, school and theatre, connected by a corner. The theatre is a proscenio with about 550 seats.The school is composed by differents rooms and spaces, privates and collectives, to stop or to move, internal and external, transparents and opaque ecc. Along the perimeter the light comes from wide glass facades, in the middle falls down from above, trought patios. Every space, except the stage set shop, is based on variations of a grid, that represents the geometrical basement. The module is large 23x23 feet (about 7x7 metres). The materials used are concrete for structures walls, glass for facades. 63


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The grid rapresents the geometrical basement. The module is large 23x23 feet, contains four circles large 11’5�. One rule: diagonal aggregation. The corner deformation permites the environment to modify the rigidity of the figure. It defines straight and rounded profiles that embrace idea of variability, suitability and movement. This operation diffused in organic way composes every spaces, internal, external and patios that have differents levels of reciprocity. Scenary becomes a shape.

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Parasitic sustainability Parasitic housing

VIZZION EUROPEAN ARCHITECTURE COMPETITION partecipation BRUXELLES, BELGIUM 2008

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First level, the simplest. Connection to the life net with subtraction of physiological value, even if of a low entity, aim at, apart from survival, display the low resources consumptions impact of the parasite. Second level, more complex: plug-in a hospital body (environment or building) to make the best of position, building a ones own symbolic anatomy, enough to weaken ( or to strengthen) the hospital body.

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Clearing, remouving needs explanation. It’ is a force gesture that changes into the necessity of give an account to the local (and global) community, to who have choose the parasite as home, or to who can’t be without the parasite! Who will have to clearing, will do it without silent, because every decision will make noise! To deny the parasite’ s life signify to deny the environmental, social and economical soustainibility concepts! The parasite could (sometimes have to ) be removed, but only to find place into other places, chosen by institution, into the good. This is one of its main aim.

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Combining sacredness WORKSHOP

tutors :MIchele Bonino (MARC) Bruxelles, BELGIUM 2010

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DMA

Dorte Mandrup Arkitekter

INTERNSHIP

Copenhagen, DENMARK 2011

Karlssons Guld brand home PRIVATE COMMISSION 2011

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Erich Kastner Gymnasium COMPETITION 2011

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Norrviken Deltahouse Masterplan PRIVATE COMMISSION 2011

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StudioATA StudioATA

ASSISTANT ARCHITECT Turin, ITALY 2010

Ex Dansilar factory COMPETITION 2010

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Credits Insulae

Made in Lisboa

Gazebao

Teliki Plateia

Sipario

Sedianatural

Memede aquarium

Theatro

Albaretto Macra, Italy PRIVATE COMMISSION 2009

Cincinnati, USA COMPETITION 2008 with Antonio Spinelli, Giuseppe Vinci

Soulwatchingbox

Parasitic sustainability

Cuneo, Italy COMPETITION, awarded with construction Summer 2008 with Iride Barbano

Bruxelles, Belgium COMPETITION 2008 with Antonio Spinelli

Layering

Combining Sacredness

NewYork, USA COMPETITION, selected as finalist June 2011 with Sarah Becchio (studioErrante)

Caramagna Piemonte, Italy COMPETITION, selected as finalist Spring 2010 with Sarah Becchio (studioErrante)

Paesana, Italy PRIVATE COMMISSION, in progress Autumn 2010 with Sarah Becchio (studioErrante)

Antwerp,Belgium COMPETITION, 1st prize Spring 2008

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Lisbon, Portugal MASTER DEGREE PROJECT December 2010 Tutors: Stefano Pujatti, Manuel Aires Mateus, Jorge P. Silva, Giacomo Delbene

Athens, Greece WORKSHOP Summer 2009 Tutors: Manuel Aires Mateus, Jorge P. Silva

Albaretto Macra, Italy PRIVATE COMMISSION 2009

Bruxelles, Belgium WORKSHOP Winter 2010 Tutors: Michele Bonino


Karlssons Guld brand home

Bastad, Sweden PRIVATE COMMISSION 2011 with Ste Marguerita Phane, Mohsen Mekhail Najafian Tutors: Dorte Mandrup

Norrviken Deltahouse Masterplan Bastad, Sweden PRIVATE COMMISSION 2011 with Daniel Lindberg, Pia Dyrendahl Staven Tutors: Dorte Mandrup, Kasper Pilemand

Pettinatura italiana factory Biella, Italy PRIVATE COMMISSION 2010 Tutors: Alberto Rosso (studioATA)

Kemiatau multipiano

Italy PRIVATE COMMISSION 2010 Tutors: Alberto Rosso (studioATA)

Erich Kastner Gymnasium

Koln, Germany COMPETITION 2011 with Torsten Kjær Ravn, Laura Diestel Tutors: Dorte Mandrup

Ikea Headquarter

Malmo, Sweden COMPETITION, 1st prize 2011 with Torsten Kjær Ravn Tutors: Dorte Mandrup, Mette Borup

Pilgrim Center

Roldal, Sweden COMPETITION, 2nd prize 2011 with Kajsa Berntzon, Torjus Dahl, Lise Thagaard Norager Tutors: Dorte Mandrup, Marianne Hansen

Ex Dansilar factory

Gattico, Italy COMPETITION 2010 Tutors: Alessandro Cimenti (studioATA)

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errante edizioni

PORTFOLIO PAOLO BORGHINO 2011  

portfolio 2011

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