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L ’ osservatore d ’ Italia QUOTIDIANO INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE WWW.OSSERVATOREITALIA.IT

Mercoledì 18 Giugno 2014

Anno III Numero 85

Direttore Responsabile: Maria Chiara Shanti Rai (Chiara Rai) - Editore: L’OSSERVATORE D’ITALIA Srls - Tel. 3457934445 / 3406878120 / 3494659156 - Fax. 02700505039 - Email: direzione@osservatoreitalia.it Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014

YARA GAMBIRASIO: ECCO COME HANNO PRESO IL PRESUNTO ASSASSINO di Domenico Leccese a pagina 3

IL COMITATO DEGLI AVVOLTOI TERREMOTO DE L’AQUILA

Un "comitato d'affari", costituito da funzionari regionali, imprenditori e professionisti. Arrestate cinque persone per i reati di corruzione, falso, turbativa d'asta, millantato credito ed emissione e utilizzo di fatture inesistenti. L’editoriale

Mazzette nell'ambito della ricostruzione post-terremoto per accaparrarsi appalti per il recupero di beni culturali ed ecclesiastici nel centro storico dell'Aquila. La Polizia di Stato e la Guardia di finanza hanno arrestato cinque persone, due in carcere e tre ai domiciliari, un funzionario del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, un professionista e tre imprenditori per i reati di corruzione, falso, turbativa d'asta, millantato credito ed emissione e utilizzo di fatture inesistenti. I provvedimenti dell'operazione di oggi, denominata "Betrayal" , sono il risultato di una indagine iniziata nel 2012 sulle procedure che riguardano la ricostruzione e il consolidamento di alcuni beni ecclesiastici e di altri beni culturali di particolare rilievo storico-artistico nel centro storico del capoluogo abruzzese, gravemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. Gli agenti hanno acquisito gravi elementi indiziari a carico dei componenti di un "comitato d'affari", costituito da funzionari regionali, imprenditori e professionisti. Tra i destinatari del provvedimento degli arresti domiciliari figura l'ex vice commissario per la ricostruzione del L'Aquila. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche 14 perquisizioni personali e locali, a carico di altre persone, indagate, in stato di libertà, per gli stessi reati. Sono cinque le persone finite in carcere questa mattina di buon'ora, nell'ambito dell'operazione per un presunto giro di corruzione, falso, turbativa d'asta, millantato credito e emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nell'ambito ...

LA NASCITA E L’EVOLUZIONE

DELLA CORRUZIONE IN ITALIA

3 PUNTATA

“L'ORIGINE DELLA MAFIA”

di Angelo Parca

N on può pensarsi che la mafia non

nasca da una perfetta incapacità dei governanti di soddisfare la propria popolazione. L'antistato si è sempre proposto come concreta alternativa ad un sistema che prima dell'unità d'Italia, tra la fine del '700 e la prima metà dell' '800, ha visto crescere la discrminazione tra i ceti più abbienti e meno, tra i proprietari terrieri e i contadini ai quali non restava nulla in mano dopo aver lavorato per pagare le terre sulle quali lavoravano ai latifondi. E mentre il nord faceva "affari" il sud s'indebitava in nome anche di uno scellerato protezionismo e tasse che si rivelarono più tardi come un letale boomerang. Il termine mafia deriva da màha, che in arabo volgare significava cava di pietra. Le “mafie”erano le cave in cui si erano dati convegno segretamente i garibaldini ed i campieri. Per questo da allora furono chiamati mafiosi. Se il brigantaggio fu dettato dalla fame, dalla necessità di sottrarsi all’obbligo di leva istituito dal governo Sabaudo e può essere, almeno in parte, addebitato ai “piemontesi”, la mafia percorre altri sentieri. La mafia diventò un mezzo di crescita sociale, ... Continua a pagina 2

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BRACCIANO (RM), CORPUS DOMINI: L’INFIORATA DEL RIONE BORGO

L M FRA N CH IS I N G PER ROMA E PROVINCIA Tel.: 06/93.14.524 Fax: 06/93.14.362

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Bracciano (RM) - Per iniziativa del Rione Borgo domenica a Bracciano si rinnova il tradizionale appuntamento con l’Infiorata in occasione della solennità del Corpus Domini. La manifestazione, giunta alla XXXI edizione, si avvale del patrocinio dell’Assessorati alle Politiche Culturali, allo Sviluppo Economico e al Turismo ed Associazionismo del Comune di Bracciano. Alle 18.50 dal duomo di Santo Stefano partirà la solenne processione su un percorso che interesserà le vie Collegiata, Umberto I, piazza 1° Maggio, via Principe di Napoli, Piazza IV Novembre, via Trento, via Fausti, via Negretti per terminare alla chiesa del Divino Amore dove sarà celebrata una messa. Quest’anno i maestri infioratori del Rione Borgo inoltre rappresenteranno Bracciano al V Congresso Internazionale dei Tappeti di Arte Effimera in programma presso il Vaticano dal 26 al 29 giugno 2014. Si tratta di una prestigiosa occasione di confronto, presso l’aula magna della Pontificia Università Urbaniana in Vaticano, mirata ad approfondire le tematiche sull’evoluzione tecnica, artistica, sociale e turistica dei tappeti di arte effimera, con maestri infioratori provenienti da tutto il mondo. Il 28 giugno la manifestazione romana prevede inoltre la realizzazione di “tappeti effimeri” in piazza Pio XII e via della Conciliazione.

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PRIMO PIANO

L’osservatore d’Italia

dalla prima l’editoriale di Angelo Parca economica e politica. Ad essa si aggregarono i rappresentanti più spregiudicati della borghesia agraria emergente (quella che si era comprata le terre dei feudi o della chiesa) e i rappresentanti più rozzi e conservatori della vecchia no biltà. Ovviamente furono assoldati, come manovalanza le classi subalterne (contadini e braccianti) accecati dal miraggio di una facile ricchezza. E’ chiaro che l’unità d’Italia non è una causa ma un punto di riferimento temporale per il proliferare sia del brigantaggio che della mafia. Due fenomeni antecedenti a questa storica data del 1861, un periodo in cui è evidente come i piemontesi, impotenti a governare direttamente il territorio, ritennero più semplice mettere a capo dei municipi i "capi-rais" o personaggi indicati da questi favorendo il dilagare della corruzione e della guerra tra bande criminali. E’ proprio dall’Unità d’Italia che comincia a crearsi quell’inestricabile intreccio fra mafia e politica che nessun governo finora ha saputo districare nonostante gli intenti e i non intenti. l'assenza di una classe dirigente valida e ben determinata, che sapesse comprendere e soddisfare le esigenze ed il malcontento del popolo, ha contribuito a far nascere una profonda sfiducia e diffidenza nei confronti dello Stato centrale che ancora oggi è facile percepire. Il nuovo governo piemontese si sovrappose, infatti, ad una struttura sociale meridionale già profondamente radicata nel tessuto sociale, senza riuscire ad interagire positivamente con essa. Nel 1892 in Sicilia i braccianti, i minatori ed alcuni gruppi di operai si organizzarono nei “fasci dei lavoratori” che diedero vita ad una serie di lotte che durò fino all’anno successivo quando fu dichiarato lo stato d’assedio: i fasci furono sciolti e i capi incarcerati. La distruzione dei “fasci dei Lavoratori” fece ricadere i contadini in quasi pieno Medioevo; lo stato italiano si stava dimostrando peg-

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dalla prima “IL COMITATO DEGLI AVVOLTOI”

giore di quello Borbonico. Nelle campagne i grossi latifondisti, che avevano detenuto interamente il potere fino a quel tempo, cominciarono ad aver bisogno sempre più di qualcuno che garantisse loro un controllo effettivo delle proprietà, sia per difendersi dal brigantaggio, sia per resistere alle nascenti pretese delle classi contadine per una più equa distribuzione del pro dotto del loro lavoro. Questo ruolo, anziché affidarlo alla classe borghese imprenditoriale con l’aiuto dallo stato, venne può comodo demandarlo ai "campieri" (perché controllavano i campi) o "gabelloti", in quanto riscuotevano, per conto del padrone, le "gabelle". Quindi, fin dal principio, la mafia si delinea come un'organizzazione che assume dei ruoli pubblici per eccellenza, che altrove sono di competenza dello Stato. Dopo l’unità d’Italia le squadre furono sciolte, senza concedere loro nes sun altro riconoscimento. Ciò spinse i mafiosi a passare sul terreno dell’illegalità. La mafia nasce dunque nel 1861. Mussolini volle stroncare la mafia e lo fece attraverso il prefetto Mori con migliaia di arresti e grandi pro cessi, dal 1923 al 1933. La mafia fu apparentemente sconfitta, ma rimase un fenomeno la tente. Gli americani utilizzarono l’aiuto della mafia durante lo sbarco in Sicilia, per cui la favorirono nell’amministrazione provvisoria dell’isola. In un contesto internazionale di guerra fredda la mafia riuscì a rinascere anche perché fu utilizzata per controllare il voto in funzione anticomunista, ed in cambio fu protetta. Nel nuovo contesto di boom economico iniziato alla fine degli anni ’50, si ha il passaggio dalla mafia del latifondo a quella della città. La mafia si arricchisce aggiudicandosi gli appalti pubblici e con specula zioni edilizie. Gli anni ’60 e ’70 furono intensi e prolifici per il dilagare della mafia. Gli eventi mafiosi nella prossima puntata.

... della ricostruzione del patrimonio artistico religioso dell'Aquila. Ma veniamo ai nomi dei cinque arrestati: Si tratta di Massimo Nunzio Vinci e Alessandra Mancinelli, quest'ultima funzionario dipendente della Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici per l'Abruzzo. Ai domiciliari è finito Luciano Marchetti, ex direttore generale dei Beni culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo, già vice Commissario alla ricostruzione post-terremoto per i beni culturali. Patrizio Cricchi e Graziano Rosone, indagato per millantato credito. Gli altri indagati nell'ambito dell'operazione "Betrayal" sono: Carlo Cricchi, 71 anni, nato ad Antorodoco (Rieti); Giuseppe Di Girolamo, 60 anni, nato a Rapino (Chieti); Antonio Ciucci, 45 anni, nato a Roma; Cristiano Incontro, 35 anni, nato a Lentini, residente a Carlentini (Siracusa) e domiciliato all'Aquila; Vincenzo Altorio, 59 anni, nato in Canada e residente a Avezzano; Francesco Girasante, 65 anni, nato a Pescara; Carmine Falasca, 67 anni, nato a Chieti e residente a Pescara; Mario Proietti, 42 anni, nato a Viterbo; Carlo Lufrano, 47 anni, nato a Chieti; Marco Calderoni, 40 anni, nato a Roma; Fausto Anzellotti, 64 anni, nato a Roma; Ilona Busova, 45 anni, nata a Uhrske Hradiste (Repubblica Ceca) e re sidente a Chieti. Tutti gli indagati sono accusati a vario titolo di corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, distruzione e occultamento di atti veri, uso di atto falso, turbativa d'asta, millantato credito ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesi stenti. Nel mirino degli investigatori sono finite due importanti chiese aquilane distrutte dal terremoto: le Anime Sante in Piazza Duomo e Santa Maria Paganica. Per quest'ultima esiste anche un filmato che testimonia una tangente dell'1% sui 19 milioni necessari per la sua ricostruzione: una prima dazione di 10mila euro è stata effettuata dentro un'automobile. Secondo l'accusa, i 10mila euro sarebbero l'anticipo di una tangente pari a 190mila euro che, come si legge nell'ordinanza del Gip, Giuseppe Romano Gargarella, equivale all'uno per cento dei 19 milioni dell'appalto. Lo scambio del denaro sarebbe avvenuto il 7 giugno del 2013 in un ristorante di Carsoli, dove

Massimo Vinci avrebbe consegnato, per conto di Patrizio Cricchi, una busta con i 10mila euro in contanti a Luciano Marchetti, ex vice commissario dei Beni culturali, in quel momento progettista alla ricerca di incarichi e appalti e intermediario della Direzione dei Beni culturali anche attraverso lo stretto rapporto con la funzionaria della direzione del Mibac, Alessandra Mancinelli, finita in carcere, e l'architetto Giuseppe Di Girolamo, indagato. Marchetti (ai domiciliari), consegna a sua volta la busta alla stessa Mancinelli, che la ripone nella borsa. Qualche giorno prima, la Mancinelli si era lamentata al telefono di aver visto "ancora una lira mai" in cambio dei favori. Sempre nell'ordinanza si parla di un pressing (attraverso alcune lettere) per indurre la presidenza del Consiglio dei ministri a cambiare la propria ordinanza che avrebbe permesso di considerare ad esempio le chiese, parte integrante delle canoniche, queste ultime in alcuni casi già oggetto di lavori a trattativa privata. Le lettere sarebbero dovute essere consegnate dalla Mancinelli all'ex premier Enrico Letta e a suo zio Gianni, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. La reazione di Cialente. "A nome mio personale, dell'intera municipalità, di tutte le aquilane e gli aquilani, ancora una volta voglio ringraziare, per il loro prezioso e continuo lavoro, la magistratura e tutte le forze dell ordine". Lo ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, in seguito agli arresti di oggi all'Aquila, per presunte tangenti in appalti per il recupero di beni culturali ed ecclesiastici nel centro storico dell'Aquila. "Fermo restando - ha aggiunto- che spetterà ai magistrati stabilire le responsabilità o l'estraneità di coloro che, di volta in volta, vengono indagati, è fondamentale che, a fronte dell'improbo compito di ricostruire una città capoluogo di regione, tra le più ricche di monumenti, chiese ed edifici storici d'Europa, vigilare, prevenire, ma, soprattutto, individuare ogni tentativo di corruzione, malaffare o spreco di risorse, è deciso e d'importanza fondamentale. Direi che è, anche e soprattutto, un dovere etico e morale". Nessun epiteto potrà mai rendere davvero fede a questi signori che non sono altro che un comitato di avvoltoi, pronti a rosicchiare sulle disgrazie e le macerie.

MADE IN ITALY: SCALIA, ATTENDIAMO GRANDE PROGETTO GOVERNO

"Le dichiarazioni del vice ministro Calenda dimo-

strano la grande attenzione che il Governo sta dedicando alla promo zione del Made in Italy. Attendiamo di vedere il provvedimento, nella convinzione della sua necessità e urgenza per rilan ciare il nostro Paese". Lo dichiara il senatore del Partito Democratico, Francesco Scalia, commentando le parole del vice ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha annunciato la preparazione da parte

del Governo di un "grande progetto per la promo zione del Made in Italy". "Qualche giorno fa - ricorda Scalia - il Censis ha reso noto il terribile dato sugli investimenti stranieri in Italia, che dall'inizio della crisi sono crollati del 58%. Sempre meno, insomma, sono i capitali che arrivano per favorire crescita e occupazione. Ecco perché è necessario e urgente un intervento per aumentare l'attrattività del nostro Paese". "Se fondamentale è la battaglia per la promozione e la difesa del Made in Italy - conclude il senatore del Pd - al tempo stesso apprezziamo l'impegno, ribadito oggi dal vice ministro Calenda, di lavorare in sede europea per l'introduzione dell'obbligo di etichettatura per i prodotti provenienti dai paesi extraUe, proprio per la finalità di difendere la qualità dei nostri prodotti".


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CRONACA, POLITICA E ATTUALITA’ - ITALIA

L’osservatore d’Italia

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YARA GAMBIRASIO: ECCO COME HANNO PRESO IL PRESUNTO ASSASSINO

E’ stata una indagine che si è svolta attraverso metodi tradizionali e che ha trovato conferma del quadro indiziario dalla compatibilità dei profili genetici.

sino di Yara Gambirasio, è stata una indagine che si è svolta attraverso metodi tradizionali e che ha trovato conferma del quadro indiziario dalla compati bilità dei profili genetici. UN GRUPPO DI SOSPETTI Bossetti rientrava nel gruppo di soggetti che gli investigatori avevano individuato come coloro che potevano essere, in qualche modo, coinvolti nel delitto. Una cerchia piuttosto ampia - perché qualsiasi tipo di legame con la vittima è stato preso in considerazione - e che poi si è progressivamente ristretta. LA CELLA TELEFONICA In particolare, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, nel provvedimento di fermo si contesterebbe il fatto che il cellulare di Bossetti è risultato tra quelli che avevano impegnato la cella della zona dove è stato trovato il cadavere, nell'ora in cui sarebbe avvenuto l'omicidio. Quindi l'uomo si trovava proprio lì, in un raggio di spazio sufficientemente circoscritto, nel momento in cui Yara veniva ammazzata.

di Domenico Leccese Bergamo - Nella soluzione del caso Yara non ha pesato soltanto il Dna ma pure il "metodo tradizionale" Non solo Dna. Quella che ha portato i carabinieri del Ros a individuare e a fermare Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44.enne accusato di essere l'assas-

LE POLVERI DI CALCE Inoltre Bossetti è un muratore e questo ha contribuito ad addensare i sospetti su di lui. Le indagini si sono infatti concentrate, in particolare, su chi all'epoca lavorava nel mondo dell'edilizia: questo a causa delle polveri di calce trovate sul corpo e, soprattutto, nelle vie respiratorie di Yara. LE "AMICIZIE" DELL'AUTISTA Il cerchio si è ristretto ulteriormente grazie ad inda-

gini che si sono concentrate sul quadro relazionale di Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno morto nel 1999 e "individuato" successivamente come il padre illegittimo dell'assassino. Gli investigatori, attraverso l'acquisizione di decine di testimonianze, hanno cercato di individuare la donna che avrebbe avuto una relazione con l'uomo e, infine, l'hanno trovata: è la madre del presunto assassino. LA MADRE DEL PRESUNTO ASSASSINO Era emigrata all'inizio degli anni '70 da un comune all'altro, sempre nella zona, forse proprio per sfuggire alla "vergogna" di una gravidanza non desiderata. I carabinieri sono risaliti a lei dopo aver identificato che potrebbero avere avuto una relazione con l'uomo, concentrando comunque le ricerche in quell'area, e le hanno sottoposte a controlli del Dna, insieme a migliaia di altre persone che, per altri versi, avrebbero potuto avere un collegamento con il crimine. IL DNA I risultati si sono conosciuti solo da pochi giorni e la compatibilità con il Dna delle tracce biologiche trovate sul corpo di Yara ha immediatamente indirizzato i carabinieri sul figlio della donna. A questo punto mancava solo l'ultima conferma, la "prova regina": è stato ricavato il dna di Bossetti - fermato ieri sera per un normale controllo stradale e sottoposto ad alcoltest con l'etilometro - e la compatibilità con il sangue trovato sugli slip della ragazza lo avrebbe definitivamente incastrato. "C'è coincidenza perfetta", assicurano gli investigatori.

BARI, CASA D’APPUNTAMENTI: MAITRESSE 76 ENNE SCAMBIA CARABINIERI PER CLIENTI

Secondo l’accusa la signora, nonostante la sua età, avrebbe adibito la sua abitazione, di 6 vani e accessori con 4 camere da letto, a casa d’appuntamenti per il meretricio.

Bari - Clienti e prostitute la chiamavano “La Zia”, una maîtresse barese di 76 anni, che gestiva una vera e propria casa di appuntamenti clandestini nella propria abitazione, sita al settimo piano di un condominio di Via Salandra. A finire in manette con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione è stata una vedova 76enne, pensionata incensurata barese. Secondo l’accusa la signora, nonostante la sua età, avrebbe adibito la sua abitazione, di 6 vani e accessori con 4 camere da letto, a casa d’appuntamenti per il meretricio verosimilmente allo scopo di arrotondare la pensione di vecchiaia e di reversibilità percepita. La stessa si occupava personalmente di fissare gli appuntamenti con i clienti, cercando di accontentarli in quanto a

gusti sessuali e preferenze. Parola d’ordine: “La Zi’ ”. Poi su dritti al settimo piano, ove venivano proposte le ragazze al momento disponibili e reperibili in pochi minuti. I militari del Nucleo Radiomobile di Bari, che hanno condotto l’indagine lampo, hanno accertato che il pagamento della prestazione sessuale tra il cliente e la ragazza prescelta, avveniva direttamente nelle mani della maitresse, che provvedeva a trattenere per se una parte dei proventi (le prestazioni variavano dai 40 ai 70€). Nel corso dell’irruzione in casa è stato trovato un cliente che consumava un rapporto sessuale con una giovane romena ed un altro diligentemente in attesa del proprio turno. La donna, alla vista dei militari in abiti civili, ancor prima che gli stessi si qualificassero, scam-

biandoli per clienti, proponeva loro una prestazione sessuale con una donna che avrebbe fatto arrivare poco dopo. A quel punto sono scattate le manette. Nelle varie camere da letto, a seguito di perquisizione, si rinvenivano oltre 150 profilattici, sottoposti a sequestro e, vicino ad ogni singolo letto matrimoniale dei rotoloni di scottex con a fianco un bidone dei rifiuti. Tratta in arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, la 76enne è stata collocata ai domiciliari.

STIGNANO (RC): ARRESTATA UNA DONNA PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E

VERSO I FANCIULLI.

Stignano (RC) - Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Stignano hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa nei confronti di una 46enne del luogo. Nei confronti della donna già colpita dalla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria è stato aggravato il provvedimento cautelare poiché resasi responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e

corruzione di minorenni commessi in provincia di Padova. È stato accertato infatti che dall’anno 2009 all’anno 2011 la donna oltre ad aver gravemente mancato all’assistenza familiare nei confronti delle figlie minorenni, abbia compiuto atti a sfondo sessuale, sia all’interno della propria abitazione sia attraverso strumenti informatici collegati via internet, di cui spesso avevo reso intenzionalmente testimoni

le figlie. L’aggravamento della misura cautelare è dovuto al fatto che la donna, ancorchè colpita dal divieto di avvicinamento e di comunicazione con le proprie figlie, attualmente di 12 e 16 anni, ha violato le prescrizioni impostegli, inviando comunicazioni telematiche ad alcune amiche delle sue figlie, cercando di farle convincere a ritrattare le proprie deposizioni.


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REDAZIONE LAZIO - ROMA E PROVINCIA L’osservatore d’Italia

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NOTIZIE IN TEMPO REALE SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT

ANGUILLARA SABAZIA: INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA PER LA TRADIZIONALE

SAGRA DEL PESCE

Anguillara Sabazia - La tradizionale festa dal forte spirito popolare celebra uno dei prodotti tipici locali: il pescato lacustre. Nelle fraschette, i tipici stand gastronomici curati dalle associazioni e allestiti sul lungolago, si potranno gustare pietanze di pesce, dagli immancabili latterini fritti all’anguilla fritta o alla cacciatora, dal luccio ai filetto di persico fritto. Ogni anno sono molti i quintali di pesce che viene degustato durante la sagra. Caratteristici della manifestazione sono anche gli appuntamenti musicali e gli spettacolari fuochi d’artificio in chiusura della sagra. Un evento di particolare suggestione perché i colori e gli effetti dei giochi pirotecnici si raddoppiano specchiandosi sul lago.

NEMI, PROCESSO PENALE SINDACO BERTUCCI: ANDATA IN SCENA L'ENNESIMA UDIENZA

A Novembre i vizi di forma saranno terminati, vedremo quale altro coniglio uscirà fuori dal cilindro, del resto sembra tutto uno show. di Daniele Rizzo Nemi – Si è svolta questa mattina l'ennesima udienza per il processo penale che vede coinvolti Alberto Bertucci, ALBERTO BERTUCCI Riccardo Schiaffini, Gianpaolo Miglietta e Mauro Cesaretti; l’accusa è quella di turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture. Alla presenza dei quattro avvocati (o di chi li sostituiva) è stato deciso per il rinvio dell’udienza al prossimo 4 novembre. Si tratta così dell'ennesimo rinvio, motivato anche questa volta da un vizio di notifica. In aula non erano presenti nessuno dei quattro impu tati. LA CRONACA Il primo ad intervenire è stato l’avvocato Aliotta, il legale di Miglietta, che ha evidenziato un vizio procedurale: il suo assistito avrebbe sì ricevuto la notifica, ma non nella sua attuale residenza, e quindi è stato disposto che si proceda con il rinnovo della notifica nella nuova residenza. Per Cesaretti e Bertucci è stata dichiarata la situazione di contumacia: i due non partecipano in prima persona al processo, salvo poi potervi rientrare costituendosi tardivamente. Per Schiaffini invece, assistito dall’avvocato Fagiolo, si è

riscontrata la regolarità della notifica e il giudice ha così deciso che si procederà in assenza dell’impu tato. IL RINVIO Comunque sia, l’udienza è aggiornata al 4 novembre 2014. E’ la quarta volta che il processo viene rimandato: dal 7 novembre 2012 si era finiti al 12 febbraio 2013, dal 12 febbraio 2013 al 14 novembre 2013, dal 14 novembre 2013 al 17 giugno 2014. Chissà se a due anni di distanza dalla prima udienza il processo riuscirà finalmente ad entrare nel vivo. IL COMMENTO del direttore Chiara Rai Un paradosso tutto italiano? Certo che sì e nonostante stia cercando parole di massimo sdegno non me ne sovviene neppure una che renda giustizia al ridicolo balletto delle parti che si è consumato anche in questa occasione. Due anni di udienze e il processo non è neppure iniziato, Lo si sta portando avanti il più possibile verso una "sana" e fisiologica prescrizione. Del resto film come "Cittadino al di sopra di ogni sospetto" fotografavano una realtà che in cinquant'anni non è cambiata. E non un sussulto viene da parte di

coloro che dovrebbero riversarsi in piazza e pretendere di sapere se chi amministra la città si è macchiato di reati gravi oppure no. Di fronte al non buon senso di un personaggio che non ha preferito presentarsi immacolato alle elezioni c'è la maggioranza dei cittadini che lo hanno premiato con l'elezione. "Un plebiscito" di voti per colui che disse alla sottoscritta al telefono: "meglio che inizia il processo così avrò modo e maniera di spiegare che sono innocente". Ma le parole sono volate via leggiadre non appena costui ha indossato la fascia: alle udienze non si è finora mai presentato ma di "vizi di forma" ne sono piovuti a gogò. Quando ricomincerà la campagna elettorale, molti cittadini saranno pronti con un nuovo e rinnovato scroscio di applausi...le note negative del resto si prescrivono anch'esse mentre le promesse sanno di speranza e illudono tutti, almeno per qualche mese, che la propria vita stia per avere quella giusta spinta ri voluzionaria. A Novembre i vizi di forma saranno terminati, vedremo quale altro coniglio uscirà fuori dal cilindro, del resto sembra tutto uno show. Spiace in tutto questo velo di maya, prendere atto di come la Magistratura sia appesantita e abbia bisogno di una seria riforma. Intanto le nuche imbiancano.

OSTIA LITORALE: RIPRISTINATI DUE VARCHI AL PONTILE Ostia - Il X municipio capitolino, Ostia, ha finalmente fatto un primo tentativo di ripristino della legalità a Ostia. Questo primo importante risultato - dal valore anche simbolico in un contesto di grave illegalità come quello di Ostia - matura dopo un impegno di anni dei militanti Radicali di Ostia e in modo determinante a seguito dell'esposto che, nell'ottobre scorso, abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Roma riguardante in particolare i due cancelli ai lati del pontile di Largo dei Ravennati, destinati all'accesso pubblico alla spiaggia e da anni sbarrati o sostituiti da un muretto. Ancora nelle settimane scorse abbiamo fornito alle autorità di polizia giudiziaria e alla Procura documentazione anche fotografica relativa al "lungomuro" e l dovuto ripristino dei due varchi presso il pontile - presso i quali abbiamo condotto "fisica-

mente" il sindaco Ignazio Marino, in una nelle nostre ripetute manifestazioni - è un primo passo ma non ci basta e non è sufficiente a restituire il mare ai ro mani. Quanto all'azione dell'Assobalneari che ha impedito l'azione delle istituzioni definendola irregolare, non c'è nemmeno il bisogno di riconoscere la piena legittimità dell'iniziativa del Municipio fin troppo attesa dai cittadini, mentre è necessario ricordare che le innumerevoli irregolarità commesse dai concessionari che ancora in questi giorni chiedono il pagamento di un "biglietto" per l'accesso alla spiaggia che in base alla legge e all'ordinanza del Sindaco deve essere libero e gratuito e non espongono all'ingresso l'ordinanza stessa, delimitano le concessioni con reti metalliche invalicabili e precludono persino la visibilità del mare dal lungomare con teli di pvc.

Altri varchi dovranno essere aperti, altro “lungomuro” dovrà essere abbattuto perché il mare si possa vedere, altra spiaggia - almeno il 50% chiedevamo con un referendum di “Roma Sì Muove” - dovrà essere resa “libera” e maggiore chiarezza dovrà essere fatta sulle concessioni balneari, cioè sulla trasparenza e sulle regole della concorrenza delle stesse. In applicazione della normativa europea e, in particolare, della direttiva Bolkestein, le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari dovrebbero essere di durata limitata, oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica europea alla scadenza temporale di ogni concessione. Come Radicali Roma combatteremo ancora, con le uniche armi della nonviolenza e del diritto, fino a che il mare non si potrà vedere e non ci si potrà accedere secondo legge.


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REDAZIONE LAZIO - RIETI E VITERBO

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RIETI, TERMINILLO: SEQUESTRATO UN COMPLESSO INDUSTRIALE CON RIFIUTI PERICOLOSI E SPECIALI VICINO AD UNA SORGENTE

L'attività industriale, avviata sin dal 1991, era condotta in violazione delle prescrizioni del Piano di Tutela Regionale delle

Acque in ordine al convogliamento ed allo smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne.

Rieti - Prosegue l'attività di controllo del territorio da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rieti volta a prevenire e reprimere i feno meni illeciti. I militari del Comando Provinciale, nel corso degli ultimi mesi hanno intensificato l'attività di indagine volta a contrastare gli illeciti perpetrati nel settore ambientale. In seguito ad un'autonoma attività info-investigativa, i militari sono venuti a conoscenza che nei pressi di un complesso industriale ubicato alle pendici del Monte Terminillo, in un'area sottoposta al vincolo idrogeologico e paesaggistico, erano depositati rifiuti speciali e pericolosi sulle sponde di un corso d'acqua sorgiva. L'accesso effettuato dai militari della Compagnia con

il prezioso contributo della Sezione Aerea di Pratica di Mare presso il citato impianto adibito alla produzione di conglomerato bituminoso (asfalto), unitamente ai funzionari della locale AUSL ed il supporto dei Vigili del Fuoco di Rieti, ha permesso di constatare all'interno dell'opificio numerosi residui inquinanti provenienti dalla lavorazione industriale nonché altri rifiuti consistenti in scarti di cantiere, pneumatici, cisterne arrugginite, fusti di ferro chiusi ed interrati, numerose lastre di eternit contenenti verosimilmente amianto, varie sostanze oleose e bituminose etc, il tutto in evidente stato di degrado ed abbandono. Gli immediati accertamenti esperiti presso la Provincia di Rieti hanno permesso di constatare che l'attività industriale, avviata sin dal 1991, era condotta in

violazione delle prescrizioni del Piano di Tutela Regionale delle Acque in ordine al convogliamento ed allo smaltimento delle acque di prima pioggia e di la vaggio delle aree esterne. Sull' area, sottoposta al vincolo idrogeologico e paesaggistico ed oggetto di deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi, insiste, in particolare un corso d'acqua, che attraversa l'impianto e confluisce nella sottostante area boschiva, e dove è apparso evidente come, nel corso di oltre vent'anni di attività industriale incontrollata, i rifiuti ne abbiano, di fatto, mutato il percorso rimanendo perpetuamente a contatto con l'acqua e procurando un chiaro danno am bientale. A conclusione delle suddette attività ispettive ed al fine di impedire che le cose o le tracce del reato potessero essere alterare, disperdersi o essere modificate, gli operanti hanno sottoposto a sequestro la fabbrica e l'intera area di pertinenza, deferendo alla competente Autorità Giudiziaria, l'amministratore dell'impresa per reati connessi all'inquinamento ambientale ovvero: "deposito incontrollato di rifiuti ed immissioni degli stessi sul suolo e nelle acque superficiali e/o sotterranee"; "deturpazione ambientale"; violazioni sulla normativa dell'amianto" e "assenza di autorizzazione allo scarico di acque di prima pioggia e reflue previste dal Piano di Tutela Regionale delle Acque". Oltre alla constatazione dei prefati esiti di natura ambientale, lo stesso Reparto della Guardia di Finanza procederà al riscontro della correttezza relativa agli adempimenti fiscali della predetta impresa. Sarà ora l'Autorità Giudiziaria ad adottare i provvedimenti di competenza valutando gli accertamenti svolti ed a procedere ad eventuali attività ritenute indispensabili ai fini istruttori.

VITERBO, FARE VERDE : “DISTRUTTA UNA VILLETTA STILE LIBERTY IN VIA DELLA GROTTICELLA”. Viterbo - L’associazione ambientalista Fare Verde esprime grande sorpresa e viva perplessità per la completa distruzione di un fabbricato, una villetta in stile liberty, situata in via della Grotticella a Vi terbo. “Questa mattina – dichiara Fare Verde – abbiamo accertato la completa distruzione di un fabbricato in via della Grotticella. Si tratta di un edificio particolare, una villetta probabilmente in stile liberty, ornata da una torretta e circondata da un bel giardino con siepi e alberi. L’edificio è stato completamente distrutto dalle ruspe ed è ormai un cumulo di macerie. Non riusciamo a capire come l’amministrazione comunale possa accettare la scomparsa di una casa con delle caratteristiche architettoniche se non di pregio perlo meno originali”.


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edizione di Mercoledì 18 Giugno 2014 - Anno III Numero 85

REDAZIONE LAZIO - FROSINONE E LATINA L’osservatore d’Italia

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LATINA: IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA DEL CILE IN VISITA AL COPLA

E’ stata scelta la struttura di Fondi – ha detto il direttore provinciale di Coldiretti Latina, Saverio Viola – perché il Ministro aveva espresso il

desiderio di confrontarsi con la dirigenza di una azienda che rappresenti al meglio la filiera dell’ortofrutta e che meglio declina il progetto di Coldiretti di Campagna Amica.

Latina - Il ministro dell’agricoltura del Cile, Carlos Furche, ha fatto visita alla struttura del Copla di Fondi. La visita è stata possibile grazie alla sinergia con l’ Avv. Marco Marzano De Mariniis, direttore generale del WFO (World Farmers’ Organisation) Organizzazione Mondiale Agricoltura. E’ stata scelta la struttura di Fondi – ha detto il direttore provinciale di Coldiretti Latina, Saverio Viola – perché il Ministro aveva espresso il desiderio di confrontarsi con la dirigenza di una azienda che rappresenti al meglio la filiera dell’ortofrutta e che meglio declina il progetto di Coldiretti di Campagna Amica. Insieme a Viola sono stati presenti il presidente del Copla, Quintino Velocci e quello della Coldiretti pontina Carlo Crocetti. Il Ministro, che ha annullato altri impegni in agenda nella Capitale per poter dialogare con i dirigenti del Copla e con quelli della Coldiretti, è rimasto entusiasta dell’attività e delle modalità di trasformazione che ha potuto seguire direttamente nella struttura. “I collaboratori del Ministro – ha aggiunto Viola – hanno preso numerosi appunti e posto decine di domande circa i tempi delle lavorazioni che si sono potute seguire. Nello specifico hanno riguardato, tra l’altro, i pomodori, i cetrioli e la lattuga. Ovviamente proprio il tema della commercializzazione ha catalizzato l’attenzione. Una degustazione a base di prodotti tipici pontini tra i quali hanno brillato le mozzarelle del Prolab, l’organizzazione dei produttori di latte bufalino del Lazio recentemente costituita dalla Coldiretti, i vini doc pontini e l’olio delle olive dop itrane e delle colline pontine, ha concluso la giornata giudicata interessantissima e dalla quale si auspica possano nascere anche occasioni di sviluppo per rapporti tra il Cile e la realtà agricola pontina in generale e del Copla in particolare.

SORA (FR): SALE LA PROTESTA SUL DEPOTENZIAMENTO DELL'OSPEDALE: SCENDONO

IN CAMPO ANCHE I COMMERCIANTI

Domani alle ore 11.00 tutti i sindaci del Distretto C si riuniranno per un consiglio comunale straordinario, aperto e congiunto presso il SS. Trinità.

Sora (FR) - Secondo giorno di protesta contro il depotenziamento dell’Ospedale SS. Trinità. Il Sindaco Ernesto Tersigni prosegue con lo sciopero della fame presso il presidio allestito all’ingresso del nosocomio

sorano dove il Primo Cittadino ha trascorso la notte. A sostenerlo tutti i sindaci del Distretto C che domani alle ore 11.00 si riuniranno per un consiglio comunale straordinario, aperto e congiunto presso il

SS. Trinità. Oggi in difesa della sanità del territorio scende in campo anche il mondo del commercio. L’iniziativa è partita da Sora ma sta velocemente coinvolgendo anche gli altri 27 comuni. I commercianti hanno programmato una serrata simbolica dalle ore 11.00 alle ore 11.15 in concomitanza con l’inizio del consiglio comunale straordinario. “Vista la situazione gravissima di depotenziamento in atto in cui versa il nostro ospedale è necessaria una mobilitazione generale – dichiara il commerciante sorano Donato Simoncelli, organizzatore della serrata – Abbasseremo simbolicamente le saracinesche dei nostri esercizi commerciali in segno di protesta. Il nostro atto vuole esprimere sostegno al Sindaco Ernesto Tersigni e a tutti i sindaci che stanno manifestando in difesa del SS. Trinità. Sappiamo bene che, vista la crisi profonda che stiamo vivendo, la chiusura delle attività può comportare dei danni agli operatori. Tuttavia chiediamo all’intera città ed ai colleghi degli altri comuni di aderire compatti alla serrata per combattere in difesa del sacrosanto diritto di tutti noi alla salute ”.

18 giugno 2014  

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