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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 48) art. 1, comma 2, DCB Brescia

LA VOCE DELLA COMPAGNIA DI S. ANGELA • BRESCIA

OTTOBRE • NOVEMBRE • DICEMBRE 2013

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VOCE

DELLA COMPAGNIA DI S. ANGELA DI BRESCIA

OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE 2013

4 Via F. Crispi, 23 - 25121 Brescia Tel. 030/295675-3757965 c/c postale n. 12816252 Nihil obstat quominus imprimatur Aut. del Trib. di Brescia n. 24/69 del 5 sett. 1969 Direttore responsabile: D. Antonio Fappani Tipografia: Alfa - Brescia Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 nยบ 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia


Gli Auguri dalla Croazia

Buon Natale e Felice Anno

Con grande affetto per tutte e con la mia preghiera e i saluti della Comunità di Varaˇzdin


La parola del Superiore

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- “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia”. Queste parole, con le quali Papa Francesco si rivolge a tutti i battezzati con l’Esortazione Apostolica del 24 novembre a conclusione dell’anno della fede, ci toccano intimamente. Hanno una risonanza singolare in questo periodo, in cui la Chiesa rivive con Maria il mistero dell’Incarnazione. Infatti godiamo con Maria, quando accoglie il saluto dell’Angelo: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”; e con i pastori ci muoviamo lieti verso la grotta, dopo

“La gioia del Vangelo”

† Vigilio Mario Olmi

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La parola del Superiore aver sentito dall’Angelo: “Vi annuncio una grande gioia: è nato per voi il Salvatore”. Con tutta la Chiesa ci uniamo a Maria nel cantico: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore” e con gli Angeli cantiamo: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Dio ama”. E’ davvero la “buona notizia” che solo Dio poteva comunicare agli uomini per mezzo del suo Figlio fattosi uomo, Gesù Cristo: si tratta del mistero che ci è stato rivelato nella pienezza dei tempi ed è l’unica notizia che nel tempo può procurare la vera gioia. Anzi la gioia è così grande che chi l’accoglie nel cuore non può tenerla solo per sé, ma sente l’esigenza di diffonderla. Si unisce così a tutti quei discepoli che lungo la storia hanno condiviso con i successori degli Apostoli il mandato di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo”. E’ un messaggio che ci interpella. Quando nel silenzio riflettiamo che anche noi abbiamo ricevuto questa buona notizia dai nostri padri, così che la nostra vita ne è stata illuminata, non possiamo non proporci di comunicarla con entusiasmo ai più giovani, riproporla ai battezzati che hanno perso il gusto del dono prezioso ricevuto e testimoniarla con fiducia a quanti sono giunti tra noi alla ricerca di una vita più serena e meglio motivata. Per rispondere adeguatamente a questo compito, non possiamo sprecare il messaggio evangelico che ogni domenica e in tante altre occasioni ci viene riproposto.

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- La gioia riempie il mio cuore? E’ una domanda che ogni battezzato è stimolato a porsi ascoltando l’esortazione stimolante del Papa. E per rispondere correttamente è invitato a verificare se e come

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La parola del Superiore l’incontro con Gesù lo mantiene libero dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall’isolamento e lo sostiene nel cammino di santificazione. Se si è fedeli, “con Gesù sempre nasce e rinasce la gioia”. Non si può essere dei rassegnati o pessimisti, “con la faccia da funerale” In special modo sono chiamati alla verifica coloro che nell’incontro con Gesù hanno maturato la professione dei consigli evangelici. Le figlie di S. Angela, per la loro parte, nella verifica riflettono con la Madre “sulla dignità dello stato, al quale sono state chiamate, d’esser spose e figliuole di Dio e regine del cielo”. Per non essere superficiali, secondo l’avvertimento della Madre, sanno che “qui bisogna essere accorte e prudenti”. In altre parole il rapporto con Cristo Sposo, stretto nel momento della professione, va tenuto vivo ogni giorno mediante la fedeltà al raccoglimento per ascoltare la sua parola e rispondervi nella preghiera, mediante la vigilanza su sentimenti e intenzioni, su comportamenti e rapporti affinché l’amicizia con lo Sposo non si affievolisca, consapevoli che è sempre in agguato il richiamo della pigrizia e della superficialità, il risveglio della concupiscenza che, quasi insensibilmente, può condurre al peccato, per quanto veniale, con la conseguenza della tristezza, del vuoto interiore e dell’isolamento. Lo si vede nelle persone risentite, scontente, senza vita. Se invece il rapporto con Cristo Sposo è vivo lo si legge sul volto, la gioia traspare dallo sguardo e dal gesto umile e accogliente. S. Angela direbbe: “Conviene che chi fa professione di Sposa e Serva di Gesù Cristo sia imitatrice del suo Sposo e Signore, ricordando che “tra le virtù di Gesù Cristo furono molto illustri in tutte le sue azioni la carità, l’umiltà, la pazienza e la piacevolezza”. S. Angela ripeterebbe l’esortazione alle figlie: “si mostrino con tutti piene di carità e piacevolezza, pazienza e umiltà”.

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La parola del Superiore

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- Un secondo aspetto su cui portare la verifica è la dimensione ecclesiale. Il battezzato non è un solitario, fa parte della grande famiglia che è la Chiesa e solo vivendo nella Chiesa può mantener vivo il rapporto con Gesù. Infatti la Chiesa è “in Cristo come un sacramento, o segno e strumento, dell’unione con Dio e dell’unità del genere umano”. Infatti “Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse nella verità e fedelmente Lo servisse”(LG). Pertanto vivendo con fiducia e docilità la comunione nella Chiesa, si è certi di ricevere la Parola di Dio che illumina la mente, i doni di grazia per la santificazione e di offrire il culto gradito a Dio, e, lasciandosi guidare dal Buon Pastore, di perseverare nella propria vocazione e di contribuire per la propria parte alla missione della Chiesa nel mondo. Il vivere l’oggi nella Chiesa trasmette quella serena fiducia di non essere dei superati o emarginati o sprovveduti; anzi di condividere gioie e dolori, fatiche e speranze, offrendo l’amore di Dio, la grazia di Cristo e la gioia dello Spirito. E’ quanto hanno testimoniato i Santi vivendo secondo lo spirito delle beatitudini. E’ quanto ha testimoniato S. Angela tanto da esercitare un fascino singolare proprio perché era innamorata di Cristo. E’ quanto osserviamo anche oggi in chi vive il suo carisma, per quanto ordinario, vero dono dello Spirito per l’utilità comune.

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- Un ultimo aspetto, su cui riflettere alla luce del vangelo della gioia, è la realtà del dolore e della morte. Il mistero della misericordia divina offerta a tutti si scontra col mistero invasivo del peccato e di conseguenza con il dolore e la morte.

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La parola del Superiore Gesù stesso, che ha voluto essere in tutto simile all’uomo, fuor che nel peccato, per vincerlo ha accettato di prendere su di sé il dolore dell’uomo e il peccato del mondo: “Padre se è possibile, allontana da me questo calice; non la mia, ma la tua volontà sia fatta”, aggiungendo: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Per questo il Padre con la risurrezione lo ha esaltato costituendolo Signore. Anche nell’ora delle tenebre, Gesù sapeva che il Padre l’avrebbe glorificato: innalzato da terra avrebbe attirato tutti a sé. Presto o tardi nella vita, in un modo o nell’altro ci si trova a sperimentare la prova della tentazione, del dolore, dell’ingiustizia e della paura nell’avvicinarsi della morte. Gesù non promette l’esenzione dalla prova o dal dolore, ma assicura che non ci lascerà mai soli; anzi ci sollecita a prendere ogni giorno la propria croce per seguirlo fino al calvario, alla morte per poi condividere la sua risurrezione. E questo è puro vangelo. E’ la beata speranza che sostiene nell’operare il bene, vivendo nell’attesa della sua venuta, per passare da questo mondo al Padre ed entrare con Lui nella gioia per sempre. Siamo grati al Papa Francesco per averci riproposto il suo messaggio con franchezza per farci gustare la bellezza e la perenne attualità della gioia del Vangelo.

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La parola della Superiora

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arissime, ASD è trascorso poco tempo dal Convegno sulle sorelle Girelli e ci avviciniamo alla Festa di Sant’Angela Merici. Mi sembra necessario richiamare alcuni contenuti importanti per la nostra riflessione sull’essere Figlie di Sant’Angela oggi. Non va dimenticato che la nostra Compagnia ha il vantaggio di generazioni di esperienze spirituali come consacrate secolari, una saggezza che altre istituzioni stanno ancora approfondendo e cercando di approfondire. Proprio questa saggezza secolare permette di valutare con maggior consapevolezza come sia importante la presenza delle Figlie di Sant’Angela nella società sia per il contributo di “solidarietà” sia per la testimonianza di fede, speranza e amore. Naturalmente la risorsa più

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Una risorsa

Maria Teresa Pezzotti

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La parola della Superiora importante è la preziosa eredità di Sant’Angela, il carisma delle sue Figlie, che si esprime nella “spiritualità sponsale, maternità, secolarità e gioia”. Così dice infatti Angela nel Prologo alla Regola “A voi, figlie e sorelle mie carissime, Dio ha concesso la grazia di separarvi dalle tenebre di questo misero mondo e di unirvi insieme per servire la sua divina Maestà”. La Regola rende solida l’amicizia tra sorelle, una risorsa che va continuamente e sinceramente rinnovata. Nell’ottavo Legato Sant’Angela dice “Voi dovete prendervi cura che le vostre Figlie vengano INSIEME di tanto in tanto nel luogo che ritenete il migliore e il più conveniente. E… fate in modo che ascoltino un breve sermone e incoraggiamento. Cosicché, INSIEME in questo modo possano anche incontrarsi come care sorelle e così spiritualmente parlando gioiscano e insieme si incoraggino l’una l’altra, il che sarà di non poco giovamento”. Il tema della concordia ricorre spesso negli scritti di Sant’Angela “L’ultima voce mia, che vi ripeto… e che siate concordi ed unite insieme tutte di un cuore e d’una volontà. Siate legate col vincolo della carità l’una l’altra stimandovi, aiutandovi, sopportandovi in Gesù Cristo” (Ultimo Ricordo). La grande risorsa dell’amicizia, facilitata oggi da tanti mezzi di comunicazione, permette inoltre di valorizzare quella ricchezza che è presente nelle consorelle più anziane: una profonda spiritualità, saggezza ed esperienza, testimonianza di impegno. E proprio il sentirsi unite permette di intraprendere insieme la strada della carità: una naturale solidarietà con il mondo femminile, una vicinanza e un sostegno alla realtà così difficile della famiglia e, soprattutto, una costante condivisione, nella preghiera, dei tanti drammi che solcano dolorosamente la nostra società. Così come Sant’Angela raccomanda: “Bisogna pregare sempre con la mente e col cuore “(Regola capo V)

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La parola della Superiora

LITANIE DI SANT’ANGELA MERICI

tolte dal processo di Canonizzazione di Sant’Angela recitate dalle Orsoline tedesche nel 1700 Signore pietà Cristo pietà Signore pietà Padre celeste Dio Figlio Redentore del mondo Dio Spirito Santo Dio Santa Trinità unico Dio Santa Maria prega per noi. Santa Vergine delle Vergini S. Angela Merici prega per noi. Santa Madre Fondatrice Ardente Serafino dell’amore di Dio Zelatrice delle anime Giglio di castità Specchio di obbedienza Immagine di povertà Disprezzo del mondo e della vanità Fervente imitatrice di Cristo Vincitrice di te stessa e del demonio. Paradiso di perfezione Esempo di vita attiva e contemplativa Mirabile nel digiuno e nell’astinenza Fondamento di umiltà

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Agnello di Dio che togli i peccati del mondo... Prega per noi Santa Madre Angela Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo O Santa Madre Angela, per quella grazia con cui Dio conserva fino ad oggi il tuo corpo incorrotto, conserva le nostre anime da ogni corruzione di peccato e dalla tiepidezza nella virtù. Rianimaci e confortaci, nella caducità di questa vita; suscita in noi un ardente zelo affinché anche noi giungiamo là dove tu ora lodi Dio e lo ami, con Maria sua Madre preziosa, con la quale degnati di assisterci nell’ora della morte. Amen


Alle sorelle ammalate

Sorelle Carissime in questo tempo del S. Natale, il Vangelo di Luca ci offre il racconto straordinario della illuminante visita di Maria Vergine a S. Elisabetta, sua cugina, anch’essa incinta. Maria entra in casa di Zaccaria, saluta Elisabetta, che, nel medesimo istante, sente sussultare nel suo seno il bambino e avverte che le promesse dei profeti si stanno compiendo. Maria, incinta del Messia, dovunque vada, porta con sé la gioia di liete notizie e le benedizioni del divin Bambino. Tutta la scena è pervasa da parecchie sfumature gioiose: la bellezza del saluto, la felicità dell’incontro, la serenità della condivisione di così alto momento, la preghiera comunitaria. “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”. Qui si esprime la preghiera profetica; si parla in nome di Dio e non di se stessi, si è portatori della gioia della Buona Notizia che passa attraverso la capacità di accogliere i tanti avvenimenti che il Signore ci regala attravero i fratelli e le sorelle. Per Elisabetta e Zaccaria, l’età avanzata non significa una fine mortificante per la loro sterilità, ma il retto compimento della preghiera e delle loro opere giuste; la loro è una vecchiaia gioiosa vissuta nella speranza. “Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi” dice il salmo. Quello di invecchiare bene è un dono da chiedere; ogni giorno della nostra vita ci fa più vecchi; bisogna prendere coscienza del cambiamento del nostro corpo, dei limiti della nostra possibilità, bisogna anche imparare a non pretendere troppo da se stessi, a non crederci indispensabili. Elisabetta ha saputo attendere trasformando

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Alle sorelle ammalate ogni giorno della sua esistenza in un esercizio di speranza; essa è colei che tiene viva l’attesa, che tiene viva la speranza, che ravviva l’amore, così come la profetessa Anna che rimane al tempio a pregare e a digiunare, fedele alla propria condizione di vita, pur segnata dal dolore e dalla sofferenza. Ognuno di noi possa dire con Elisabetta ed Anna “Dio mi ha preso, mi ha trasformato e mi ha fatto grazia. Da me stessa non potevo nulla, è Lui che mi ha fatto tutto e per questo gioisco pienamente in Lui”. Mi auguro che queste poche riflessioni, suggerite in parte dalla lettura del libro “Di donne e di gioia” di Davide Caldirola, ci aiutino a vivere meglio la nostra missione di donne come le donne del Vangelo per meglio diffondere la Parola di Dio nel nostro tempo, semplicemente, così come siamo, vivendo nella lode la grazia della fraternità, del semplice tenersi compagnia e in quell’amore che S. Angela ci suggerisce “Siate legate con il vincolo della carità l’una con l’altra, stimandovi, amandovi e sopportandovi in Gesù Cristo!”. Viviamo il Santo Natale con questa gioia nel cuore, sulle orme di Maria, di Elisabetta, della profetessa Anna e di S. Angela. Buon cammino a tutte. Fraternamente Enrica L.

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Spiritualità

Eucaristia e Solidarietà

Spiritualità

L’Eucaristia domenicale costituisce il cuore stesso della Chiesa, ciò che la fa vivere e che le dà forza; che le dà gioia e la sostiene nella testimonianza del Vangelo; che la forma come famiglia e le permette di essere l’anima della società. La Chiesa trova la sua vera dimensione solo a partire dall’Eucaristia, che la fonda e la rinnova continuamente. Così scriveva Giovanni Paolo II: “Pane di vita eterna, spezzato e distribuito ai commensali: dà anche a noi la forza di una solidarietà generosa verso le moltitudini che, ancor oggi, soffrono e muoiono di miseria e di fame, decimate da epidemie letali o prostrate da immani catastrofi naturali. Anche noi, uomini e donne, abbiamo bisogno di Te, Signore risorto! Rimani con noi ora e fino alla fine dei tempi. Sostienici, Ti preghiamo, nel nostro cammino. In Te noi crediamo, in Te speriamo, perché Tu solo hai parole di vita eterna. Mane nobiscum, Domine! Alleluia!”. La Liturgia Eucaristica della Domenica non potrà mai essere ridotta a una pratica di pietà personale. E’ molto, molto di più: è la fonte della santità e della salvezza per i credenti e per il mondo intero. Nell’Eucaristia il cielo e la terra non conoscono separazione, perché la comunione è piena. E tutti possiamo entrarvi. Farlo ci aiuta a comprendere il mistero di Dio ed a sapere penetrare quello dell’uomo. La dimensione spirituale non solo non allontana dalla vita concreta, ma aiuta a saperla affrontare e capire la vita con l’intelligenza del cuore, con gli occhi della speranza. Per questo c’è un legame stretto

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Spiritualità tra Liturgia e solidarietà. La mensa del Signore non è mai di angeli, ma di uomini concreti, con le loro contraddizioni, preoccupazioni, storie, accolti tutti intorno alla tavola della parola e del pane del Signore. Nel Vangelo di Giovanni, non dimentichiamolo, il racconto della Cena è, potremmo dire, “sostituito” da quello della lavanda dei piedi, il sacramento dell’Eucaristia completato da quello del fratello. Dio, che dimora in noi, diviene servo. La Messa prima di essere opera di uomini, è un dono di Dio agli uomini, un dono che li strappa dalla condizione di tristezza e di morte nella quale vivono per inserirli, fin da ora, nella luce e nella festa del mondo rinnovato, che ritrova la sua vocazione originale, del paradiso. La comunità che celebra l’Eucaristia domenicale, per piccola e povera che sia, diviene il corpo di Cristo e quindi vive con le dimensioni di Cristo. La Messa, perciò, spalanca le porte del mondo alla comunità cristiana. Gesù diventa nostro cibo e nostra bevanda perché viviamo secondo i suoi sentimenti. Possiamo dire con l’apostolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Il pane e il vino consacrati trasformano profondamente colui che li riceve perché ciascuno viva come Gesù, pensi e ami come Lui. Quel pane “spezzato” e quel sangue “versato” parlano da sé: contestano il nostro modo gretto e avaro di vivere, le attenzioni e le cure meticolose per il nostro corpo, l’istinto al risparmio, l’abitudine a trattenere tutto per noi stessi. Quel pane santo, quel vino santo manifestano l’opposto: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Gesù lo dice non solo a parole, ma con il suo stesso corpo. Dalla “comunione” nasce l’impegno della carità e della condivisione, che non a caso trova la sua più alta realizzazione nell’”agape”, intesa come “cena del Signore”. Le prime comunità cristiane conoscevano bene l’insegnamento di Gesù sul denaro, sulle ricchezze e sull’amore per i poveri. Uno degli esempi più chiari dell’attività di carità della prima comunità cristiana lo troviamo nell’episodio della distribuzione quotidiana di soccorsi alle vedove (Atti 6,1-6). La carità è una energia che rompe ogni barriera e

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Spiritualità rende vicine persone lontane, le accomuna, le rende familiari, valicando talora abissi che sembrano insuperabili. Il rapporto della Chiesa verso i poveri non è una semplice aggiunta morale, bensì una dimensione costitutiva della stessa fede. Essa è “corpo di Cristo” e quindi necessariamente deve assumersi come sua carne anche i poveri. Non può esistere comunità cristiana senza diaconia, cioè servizio di carità che, a sua volta, non può esistere senza celebrazione dell’Eucaristia. Le tre realtà sono legate tra di loro: comunità, Eucaristia, diaconia dei poveri e degli umili. Il Corpo del Signore, nella sua carne e nella voce di quel corpo, che ugualmente dobbiamo fare nostra, trasforma il nostro cuore e lo rende pieno di amore. Per questo chi siede alla tavola della mensa eucaristica deve sapersi chinare a lavare i piedi dei fratelli ed onorare lo stesso corpo in quello dei più poveri. Colui che ha detto “questo è il mio corpo” e che con la sua parola ha operato ogni cosa, quegli ha detto “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare”. Onoralo dunque dividendo il tuo patrimonio con i poveri: perché a Dio non occorrono calici d’oro. Nella basilica di Santa Maria in Trastevere l’immagine più evidente e piena di questo è il pranzo di Natale quando, terminata la mensa eucaristica, si imbandisce, nella Chiesa stessa, la tavola di amore che accoglie i poveri della città. E’ la beatitudine promessa ai poveri che si realizza e mostra in maniera concreta il legame tra mensa eucaristica e mensa della carità. Una è la prosecuzione ed il compimento dell’altra. Rosa P.

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Spiritualità

A Maria Da un discorso fatto dal Cardinale G.B. Montini l’8 settembre 1962 che la Chiesa proclamerà presto beato … Celebriamo la festa di Maria, cara ai cristiani che sanno come l’apparizione nel tempo di questa eccezionale figlia dell’umanità ha segnato una grande fortuna per il mondo, la grande fortuna di possedere la sorgente della nostra salvezza… Da Lei è nato Gesù. …Perché onoriamo la Madonna?... Pare a me che ciò sia per il fatto che avvertiamo essere Maria un fenomeno di perfezione umana. La bellezza, la vivacità, la bontà, la virtù, la santità di cui è idealmente capace un essere umano sono in Lei…”Tota pulchra es Maria”! Come nessuna figura che ci presenti la dolcezza e la potenza del pianto umano, della capacità smisurata di passione e di sofferenza nel cuore di donna, il dramma del dolore e dell’amore, può eguagliare Maria, più d’ogni altro seguace associata alla incommensurabile Passione di Cristo, alla tragedia della vita e della morte per la redenzione del mondo:”Stabat iuxta crucem Jesu Mater eius”…. Veramente ogni nascita umana è singolare,è unica… Ogni creatura

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Spiritualità umana è specchio di Dio. Ogni madre lo intuisce quando ha dato alla luce il suo bambino ed è beata perché…“è nato un uomo nel mondo (Gv.16,21).” Ma sappiamo anche che l’uomo nasce privo della primitiva bellezza a causa del peccato originale…. Il Battesimo di Cristo ripara sostanzialmente questa fatale deficienza, ma non restituisce all’uomo la perfezione primigenia;… Noi, quanti viviamo, siamo esseri in gran parte mancati, che portano in cuore l’inconsapevole nostalgia della perfezione da cui siamo decaduti. … In Maria, lo sappiamo, non è così. La sua perfezione non è stata lesa da alcuna macchia. …Essa è natura umana allo stato di bellezza, di purezza, di freschezza, d’innocenza perfetta. E su questi privilegi altri si accumulano: la maternità verginale, ….la sua vittoria sulla morte… la sua assunzione allo stato celeste. Questa perfezione ideale ha il suo segreto: …”Piena di grazia, il Signore è con te”. Il Signore ha fatto di Maria il suo tabernacolo, ha fatto di Maria la sua madre, attingendo da lei la natura umana ch’Egli avrebbe sostanzialmente unito alla natura divina e avrebbe fatto vivere del Verbo eterno di Dio: in Maria “Verbum caro factum est (Gv1,14).” Tutti i doni elargiti a Maria, a causa della sua divina maternità, non sono esclusivamente per lei, ma in funzione della salvezza nostra. La nostra ammirazione diventa preghiera e fiducia. Supremo scopo poi del culto mariano è il culto di Cristo che si gemina da un lato verso l’amore di Dio, dall’altro verso l’amore del prossimo e verso la Chiesa in particolare. Dopo averla onorata per sé, ecco la preghiamo per noi. “La piena di grazia sia per noi madre della divina grazia….”

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Attualità

Le venerabili Girelli insegnano ancora

Il Convegno dì novembre, dal titolo: “ Le sorelle Girelli e la Compagnia di sant’Orsola : un ponte tra passato, presente e futuro “è una risposta al Direttorio che il vescovo Monari ha consegnato alla Compagnia, dove tra l’altro si afferma che “oggi le donne portano una sensibilità e intelligenza e una grande attenzione al mistero della corporeità come incarnazione dell’anima e del pensiero umano, e una capacità di portare il peso di situazioni e di emozioni che animano il vissuto personale e sociale”. Il Convegno, celebrato nel XXX della traslazione delle salme delle Venerabili dal cimitero cittadino al Santuario di sant’Angela, ha offerto al Vescovo l’opportunità di chiedere che «...la Compagnia di sant’ Angela cerchi di dare alle ragazze, che hanno una sensibilità di fede robusta degli spazi nei quali esse possano appropriarsi dello straordinario patrimonio della fede cristiana e della testimonianza femminile attraverso i secoli, ma nello stesso tempo possano riflettere e tentare nuove vie di incarnazione della fede nel vissuto di oggi, vie di testimonianza solida e fedele”.

Franco Frassine

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Si coglie così la necessità di ricordare come le Girelli hanno vissuto il loro tempo e hanno educato, nell’ambito


Attualità

della Compagnia, di cui furono, in tempi burrascosi, vere rifondatrici dello spirito di sant’Angela. Diedero nuova vita al governo della Compagnia: Bettina fu maestra delle novizie, Maddalena superiora, con l’umiltà innata e la coerenza del servizio reso alla comunità, che andava via via aumentando stimolata dalla passione apostolica delle Sorelle bresciane. Diffusero il carisma percorrendo le valli e le campagne del Bresciano e unirono la capacità di esprimere l’amore a Dio e ai fratelli cominciando dai poveri che sempre godettero della loro attenzione. Ma la loro prima passione fu l’educazione, preambolo necessario per una proficua opera di assistenza, cui le Sorelle dedicarono l’intera vita profondendovi tutto il loro patrimonio, Le Girelli sarebbero piaciute al papa Francesco perché davano, insieme al pane la parola di Dio: ed era così importante il loro insegnamento che Maddalena scrisse: “Ho proposto di adoperarmi col maggior impegno, perché quelle anime che costano così care a Gesù, non abbiano a perdere la fede ed esporsi al pericolo di dannarsi”. Gli studi che le Donne avevano compiuto, l’ambiente che frequentavano, i rapporti che ebbero con le grandi personalità della cultura avevano lasciato in eredità ad entrambe capacità e stile. Mentre

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Attualità era nativa la propensione a guidare di Maddalena, Elisabetta (Bettina) fu scrittrice feconda e apprezzata; compilò libri di pietà, compendi di meditazione, biografie di Santi, soprattutto una Vita di Gesù. un’opera, esegeticamente valida che in Italia venne contrapposta alla “Vita di Gesù” del francese Renan. Prosegue intanto l’iter per la proclamazione della santità delle Venerabili Maddalena ed Elisabetta Girelli; la Chiesa è chiamata a pronunciare il suo verdetto per iscrivere nell’albo glorioso dei santi il nome delle due nobildonne bresciane. Certo il loro nome, specialmente tra i giovani, dice poco o nulla, ma se la Chiesa riconoscerà la santità delle Girelli, si assisterà ad un fatto meraviglioso, cioè che molte delle nostre novità, iniziative, traguardi appartengono alla storia; e sono esperienza vissuta da chi è passato nell’oblio per la nostra scarsa memoria. Si scoprirà con meraviglia, per esempio, un femminismo irrorato di spiritualità evangelica e messo a servizio della donna e della sua emancipazione, secondo l’intuizione geniale di santa Angela Merici; si constaterà un amore ai poveri senza iattanza; un impegno sociale lontano dalle demagogie e dagli interessi; un amore alla Chiesa senza riserve e presunzioni; e, soprattutto, un amore totale a Dio, a Cristo, alla Vergine, da cui scaturisce l’impegno che solo dà senso alla vita.

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Cronaca LE SORELLE GIRELLI E LA COMPAGNIA DI S. ORSOLA

Un ponte fra passato, presente e futuro

Il Convegno sulla vita e le opere delle sorelle Girelli, svoltosi a Brescia presso Casa Sant’Angela il 23 novembre 2013, ha presentato la Compagnia, rinata nel 1866, con la bella, significativa immagine del ponte, nella felice intuizione che ogni progresso nel futuro è profondamente ancorato alle conquiste del passato ed è veicolato da un presente consapevole, capace di custodire e far fruttare i talenti che gli sono stati consegnati. Si è quindi partiti dalle riflessioni sulla storia degli anni vissuti

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Cronaca dalle Girelli, anni non facili, percorsi da gravi tensioni sia in campo politico che sociale. Su queste si è soffermata la dottoressa Paola Vismara, che ha tratteggiato le difficoltà incontrate dai cattolici in Italia, in un clima politico anticlericale con la soppressione di enti e congregazioni religiose e la limitazione delle attività caritative, assistenziali ed educative. In campo sociale la diffusione di idee sovversive e una capillare propaganda marxista determinarono la forte preoccupazione da parte della Chiesa di essere presente nel mondo del lavoro. In un contesto così difficile, però, la vitalità della Chiesa bresciana emerse con una serie di iniziative a tutto campo, da quelle di carattere spirituale e teologico a quelle di carattere sociale. Il professor Mario Taccolini ha delineato il quadro di una intensa, molteplice attività anche in molti ambiti sociali, dalle banche alle cooperative, dal mondo agricolo a quello degli operai impegnati nell’industria così rapidamente e ampiamente diffusa nel Bresciano. Ma ha anche mostrato come tutto questo impegno fosse originato e sostenuto da un gruppo di persone illuminate, che misero le loro energie “a servizio dello sviluppo”: Giorgio Montini, il Tovini, padre Piamarta, don Capretti sono solo alcuni dei nomi che emergono nel quadro di una comunità cristiana in grande positivo fermento di iniziative. Accanto alle altre, si pongono le figure di Maddalena e di Elisabetta Girelli, che diedero nuova vita alla Compagnia di Sant’Orsola per far rivivere nella società del loro tempo quell’attenzione all’opera educativa che era il carisma di Sant’Angela Merici. Dopo il bel filmato che ha riproposto l’immagine delle sorelle nel loro ambiente familiare, quella casa di via Cairoli trasformata da loro in un centro vivo di accoglienza e di carità, don Mario Trebeschi ha descritto, sullo sfondo della spiritualità del tempo, il cammino interiore che le portò a realizzare la loro consacrazione a Dio nel mondo. La strada non fu facile: venne percorsa con la mente e con il cuore aperti alla volontà del Signore, nella preghiera e nella riflessione. Con l’approdo alla

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Cronaca Compagnia di Sant’Orsola, che venne da loro rifondata dopo la soppressione napoleonica, fu tutto un fiorire di opere sempre animate da un profondo spirito di carità. Irma Bonini nel suo intervento ha ricordato inoltre come le molteplici opere anche di carattere sociale fossero animate da un impegno educativo che non venne mai meno: le Girelli si preoccuparono sempre di sollecitare le figlie a loro affidate – consorelle, operaie, studenti, alunne del catechismo –, a una più matura consapevolezza della loro dignità e dei loro doveri di cristiane. Esse diedero vita a una trama di opere a sevizio della società del loro tempo ma con uno spirito e delle caratteristiche tali da offrire ancora oggi indicazioni valide per il cammino della Compagnia. Di questo infatti si nutre il presente, tra preoccupazioni, problemi e speranze volte a un futuro che dovrà conoscere il fiorire di “iniziative di pensiero creativo”, come ha auspicato Mary-Cabrini Durkin, venuta da Cincinnati a portare il saluto e la testimonianza delle Compagnie e dei Gruppi degli Stati Uniti d’America. In maniera positiva la religiosa ha cominciato con l’evidenziare le opportunità e le risorse che la diffusione della Compagnia in tutti i continenti e l’accesso ai mezzi informatici permettono di mettere in comune e di valorizzare meglio. Oltre a quelli legati al contesto sociale in cui viviamo, sono stati fatti emergere anche i problemi legati in parte all’avanzare dell’età dei membri e alla mancanza di ricambio generazionale. Ma si è segnalata anche sia una certa chiusura sia una mancanza di creatività. L’intervento, lungo e articolato, si è concluso con alcune riflessioni su come le risorse e i valori condivisi dalle Compagnie possano aiutare a cogliere le opportunità e ad affrontare i problemi. Le numerose indicazioni si possono sintetizzare nel ribadito impegno a lavorare insieme – la grande risorsa dell’amicizia tra sorelle – e nell’apertura al dialogo con le diverse realtà con cui la Compagnia si confronta per seguire la strada maestra della carità. Irma Bonini Valetti

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Cronaca

Un ponte fra passato, presente e futuro

E’ il sottotitolo del Convegno che la Compagnia e il Centro Mericiano hanno proposto sabato 23 novembre 2014 nella Chiesa Inferiore del Santuario, per celebrare le Sorelle Girelli e la loro azione nella ripresa dell’ideale mericiano a Brescia dopo la soppressione napoleonica. Ricco di contributi di ricerca e di analisi, il Convegno si è posto in continuità con i precedenti centrati su Sant’Angela, il suo carisma, la sua opera. Il Convegno è stato ben partecipato; queste occasioni ci aiutano ad acquisire alcuni strumenti possibili per rielaborare il nostro passato in vista del futuro, possibilmente vitale, che vorremmo garantire alla Compagnia. In ogni caso penso che la pubblicazione

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Cronaca degli Atti del Convegno consentirà a ciascuna di noi di approfondire conoscenze e temi che sono importanti. Teniamo presente che cosa è stato ben precisato nel corso del Convengo, la funzione della storia è quella di essere memoria del passato non tanto per suscitarne un vago ricordo, ma per permetterci di accedere ad una conoscenza in vista di una coscienza del presente e di un progetto per il futuro. Così, mentre si è affrontato il clima religioso e le tensioni politico sociali in Italia tra fine Ottocento e primo Novecento, argomento brillantemente svolto da Paola Vismara, professore ordinario di Storia della Chiesa all’Università degli Studi di Milano e di varie università straniere, membro del Consiglio di amministrazione della veneranda fabbrica del Duomo di Milano, si è delineato il quadro sociale, politico ed ecclesiale italiano nell’età delle sorelle Girelli chiarendo il contesto generale in cui è maturata la loro vocazione, la loro opera. Il prof. Mario Taccolini ( peccato davvero però la sua assenza..!) ha trattato Il cattolicesimo bresciano tra XIX e XX secolo; il suo intervento, che ha messo a fuoco il contesto locale e perciò più immediato, è stato letto dal prof. Gianpietro Belotti, curatore del Convegno. Don Mario Trebeschi, lo studioso che maggiormente ha avuto modo di approfondire la conoscenza delle Venerabili sorelle Maddalena ed Elisabetta, ha analizzato il loro percorso Dalla religiosità personale alla vita consacrata: storia di un’evoluzione interiore. Come un fiume in piena ha parlato per quasi un’ora e nessuno riusciva più a fermarlo, tante erano le vicende e le sottolineature, che non voleva trascurare. La mattinata si è conclusa con la visione del filmato “La casa di via Cairoli. Due donne del Novecento: Elisabetta e Maddalena Girelli”, un video davvero molto bello che si rivede sempre volentieri e che aiuta a percepire lo spessore umano e cristiano, la santità di queste due

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Cronaca donne bresciane. Il pomeriggio ha visto dapprima la professoressa Irma Valetti Bonini delineare alcune realizzazioni proponendo Le opere e i giorni delle sorelle Girelli, Una risposta cristiana alle richieste di una società in rapido cambiamento. Poi Mary Cabrini Durkin,. figlia di Sant’Angela degli Stati Uniti d’America, ha riportato la riflessione e l’analisi sull’oggi delle Compagnie. A lei infatti è stato affidato il tema Le Compagnie oggi: problemi ed opportunità fra orizzonti globali e sfide demografiche. La sua analisi si è preliminarmente avvalsa di una rilevazione mediante un questionario cui hanno riposto sedici Compagnie e gruppi federati, e la Compagnia diocesana di Brescia. Le risposte al questionario le hanno permesso di offrire una veloce, ma interessante panoramica circa le opportunità, le risorse, le preoccupazioni e i problemi in campo oggi nella vita della Compagnie, tenendo presente anche la loro diffusione nel mondo. Insomma il Convegno, impegnativo ma coinvolgente, è stata una bella occasione per mettere a fuoco alcuni approfondimenti, che potranno a suo tempo essere ripresi. Per l’opportunità che ci è stata offerta mi sento in dovere di ringraziare, oltre alla Compagnia e ai Superiori, anche la presidente del Centro Mericiano, Angiolina Pederzani Messali, che ci accompagna in questi percorsi sempre con garbo e competenza.. Un grazie sentito anche al prof. Gianpietro Belotti che ha organizzato il Convegno e che anche non disdegna mai di farsi carico delle nostre piccole e grandi insufficienze. Giusi P.

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Cronaca

Un ponte fra passato, presente e futuro

Le nobili Sorelle, venerabili Maddalena ed Elisabetta Girelli, sono state le rifondatrici della Compagnia di S. Orsola fondata da S. Angela Merici nel 1535. Oggi, la Compagnia di Brescia spera siano presto riconosciute beate e, per onorarle del bene immenso che hanno fatto a Brescia e alla Chiesa universale, ha pensato a un Convegno aperto a tutte le persone desiderose di conoscere la santità di queste due Sorelle, diversissime per carattere, ma unite nella carità. Dopo il saluto del Sindaco di Brescia, dott. Emilio del Bono, che si è dichiarato orgoglioso delle tradizioni che Brescia porta avanti nel campo religioso e sociale e l’intervento di Mons. Olmi che ha presentato l’iniziativa, si apre la prima parte del Convengo dedicata a “LE OPERE SOCIALI E RELIGIOSE” presieduta dalla Superiora della Compagnia Maria Teresa Pezzotti. La professoressa Paola Vismara, già conosciuta ed apprezzata per aver presentato gli Atti del Convegno “La risposta femminile ai nuovi bisogni dell’età borghese. La rinascita delle Compagnie e degli Istituti religiosi delle Orsoline fra Ottocento e primo Novecento” ha discusso il tema “Il clima religioso e le tensioni politico-sociali in Italia tra fine Ottocento e primo Novecento”. Rispettosissima dei trenta minuti concessi, ha fatto un excursus denso di contenuti, conciso e chiaro che ha attirato l’attenzione unanime e l’applauso caloroso. Il prof. Gianpietro Belotti ha letto l’intervento del prof. Mario Tac-

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Cronaca colini, purtroppo assente, su “Il cattolicesimo bresciano tra XIX e XX secolo”. Don Mario Trebeschi, con impareggiabile competenza e passione, ci ha presentato “Dalla religiosità personale alla vita consacrata: storia di una evoluzione interiore” delle Sorelle Girelli, da cui ne è uscita una grande venerabilità. E’ seguita la visione del filmato “La casa di via Cairoli. Due donne del Novecento: Elisabetta e Maddalena Girelli”. Le immagini hanno reso molto bene un pezzo della Brescia dell’Ottocento e la signorilità caritativa delle due Sorelle. Un grazie a chi ha realizzato il filmato che merita di essere rivisto. La sessione pomeridiana, presieduta dalla signora Angiolina Pederzani Messali, presidente del Centro Mericiano di Brescia, ha trattato la “RIFLESSIONE SULL’OGGI”. La professoressa Irma Valetti Bonini si è dilungata alquanto su “Le opere e i giorni delle Sorelle Girelli. Una risposta cristiana alle richieste

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Cronaca di una società in rapido cambiamento”. La prof.ssa sembrava inesauribile ed aveva buone ragioni, data la quantità e vastità dell’argomento. E’ stato tutto interessante e ricco di contenuti. Da un Paese lontano (Stati Uniti) è arrivata la prof.ssa Mary Cabrini Durkin per illustrare “Le Compagnie oggi: problemi e opportunità fra orizzonti globali e sfide demografiche”. Con molta gentilezza e premura aveva preparato la relazione in lingua italiana da dare a tutti i presenti. Pur di lingua inglese, ma se l’è cavata bene anche a leggere l’italiano e da brava insegnante, figlia di sant’Angela, ha fatto un notevole lavoro di riassunto del questionario precedentemente inviato a tutte le Compagnie. Certamente non sarà stato facile unire questo mosaico, ma la sua capacità è stata notevole nella sintesi e nella proposta. È stato molto interessante. È seguito il dibattito in assemblea e la conclusione della Presidente. La buona partecipazione ha fatto credere che l’interesse per le Sorelle Girelli meritava bravi relatori. Un grazie a tutti a partire da chi ha organizzato il Convegno e ne ha favorito l’apprezzabile riuscita. Giusi G.

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Cronaca

Il filmato sulla Casa delle Sorelle in Via Cairoli Ho partecipato con viva emozione al Convegno del 23 novembre sulle Sorelle Girelli e la Compagnia di S. Angela, viva seguace di S. Orsola martire. E’ stato toccante, per me, sentire gli interventi che descrivevano l’attenzione e l’amore per i bisognosi e i lontani di Elisabetta e Maddalena nella vocazione mericiana. Il filmato mi ha emozionata perché ha descritto il mondo delle Sorelle Girelli in un modo coinvolgente anche se, nella nebbia di un passato ormai lontano, nel suo grigiore espressivo, non si poteva non vedere il bisogno, la povertà, la solidarietà di un mondo a cui sono andate incontro Elisabetta e Maddalena facendo rivivere il carisma di S. Angela. Tempo fa, per farne i ritratti, mi sono preoccupata non solo di trasmettere i loro lineamenti, ma, volendo sottolineare il loro carisma, ho letto la storia straordinaria della loro vita nella solidarietà e nell’amore di cui ho avuto conferma dai relatori (Paola Vismara, don Mario Trebeschi, Irma Valetti Bonini) che con tanta consapevolezza e partecipazione hanno descritto e confermato il valore umano e spirituale delle Girelli nel tempo storico del loro vissuto. Mary Cabrini Durkin ha parlato della partecipazione a questa vocazione sentita e vissuta anche nel lontano Oltreoceano. Io spero e mi auguro che la Chiesa ne confermi la santità. Desidero ringraziare Mons. Olmi, la Superiora Maria Teresa Pezzotti e tutta la Compagnia per l’iniziativa che ha sottolineato il carisma di queste straordinarie Sorelle che, con la loro storia, arricchiscono la Chiesa della nostra Città. Se sappiamo vivere l’amore, il nostro deserto diventerà giardino. Grazia Scarduelli

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Cronaca

Sant’Angela 2014

Un modello di donna ancora valido ai nostri giorni

Ogni anno la festa di Sant’Angela diventa per molte comunità ed in particolare per le sue Figlie e per la città di Brescia un avvenimento che interroga ognuno di noi nelle sue varie articolazioni. A Brescia Sant’Angela oggi non è solo una “personalità”, ma è stata riconosciuta patrona della Città insieme ai Santi Faustino e Giovita. A Brescia Sant’Angela è di casa, non solo perché qui riposano le sue spoglie, ma soprattutto perché in queste le sue Figlie coltivano e trasmettono i suoi valori, coinvolgendo tutta la realtà civile, religiosa e sociale in genere. Per queste motivazioni la Commissione educativopastorale del Centro Mericiano ha ritenuto significativo dedicare la tradizionale mattinata di riflessione e di studio in occasione della festa della Santa, prevista ogni anno in giornate vicino al 27 gennaio, ad una tematica molto cara alla Santa medesima. Dopo aver consultato gli ultimi documenti della Chiesa Cattolica, si è scelto come tema da approfondire, soprattutto alla luce della Mulieris dignitatem, il ruolo della donna nelle varie scelte di vita. Il metodo scelto dalla Commissione, per dare alla mattinata di studio una caratterizzazione più specifica e coinvolgente, è stato quello “esperienziale”. Una donna parla di sé: nella sua veste di donna, di donna che ha operato delle scelte professionali, di donna che nei tempi opportuni ha maturato e seguito specifiche scelte di vita, di donna che si sente realizzata nella sua globale personalità per quello che ha scelto e per quello che è. Ai nostri giorni è più facile che noi stessi o gli altri ci giudichino non per quello che siamo, ma per quello che facciamo o, addirittura, per quello che abbiamo. Sant’Angela oggi ci insegna a pensare maggiormente alla ricchezza interiore, alla ricchezza dell’essere più che a quella del possedere.

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Cronaca L’incontro, al quale parteciperanno “donne” presenti nella comunità bresciana in modo diverso, vuole precisamente essere una testimonianza di come la donna possa essere al centro di una realtà (famiglia - comunità - mondo del lavoro ecc.) con un apporto personale che travalichi ciò che si vede, per mettere in risalto ciò che si è, ciò che si riesce a donare, e pertanto, a fare crescere una società più matura costruita sui valori e non sulle apparenze. Sant’Angela appare ancora oggi ai nostri occhi ed al nostro pensiero come una donna fragile, ma capace di fare cose grandi; come una donna schiva, ma capace di intessere relazioni con ogni ceto sociale; come una donna quasi nascosta, ma presente significativamente nei momenti più importanti della vita di una comunità, di una città, di una famiglia… Dalla madre di famiglia alla consacrata, dall’artista alla donna impegnata in ruoli sociali e /o politici, dalla donna con ruoli professionali importanti a quella dedita a tessere relazioni umane più legate al piccolo gruppo, queste sono le donne scelte per portare la loro testimonianza. Forse manca qualcosa o qualche tassello al gruppo: non importa. Ognuno saprà completare la carrellata delle testimonianze pensando o rivedendo la figura della nonna, della madre, della sorella, dell’amica, dell’insegnante, ecc. Naturalmente il gruppo è sorretto da una figura emergente: Sant’Angela, nel suo ruolo di donna, di consacrata, di santa e, perché no, di co-patrona di una grande città, qual è Brescia. Un augurio: la spinta e lo stimolo di questa figura possa ispirare un / una artista della nostra città a rappresentare un “gruppo di donne del terzo millennio” impegnate nella costruzione di una nuova società fondata sulla relazione umana, spirituale e sociale. Il contributo della mattinata di studio vuole essere solo uno stimolo: molti sono già i documenti a disposizione presso la Compagnia di Sant’Angela per approfondire il tema della giornata. Prof. Angelo Metelli Presidente della Commissione educativo-pastorale del Centro Mericiano

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Cronaca

Sant’Angela è giunta in Vietnam Con una lettera di garanzia da parte di un Vescovo vietnamita sulla probità del richiedente, il 23 settembre è giunta alla Curia di Brescia una richiesta appassionata di Don Giuseppe Cong Du Khanh di poter avere a disposizione per la cappella della sua famiglia, ma anche da esporre alla venerazione pubblica, “una piccola sacra Reliquia (del corpo) di Sant’Angela Merici per imitare le virtù della Santa glorificando in ogni momento della nostra vita…per la Comunità vietnamita … per i pazienti vicino alla morte… nell’anno della Fede…” . La richiesta giunta alla Compagnia dallo studio del Vicario Generale mons. Gianfranco Mascher, è stata da noi esaudita il 14 novembre u.s., non appena la consorella Giuseppina Verzeletti, che è l’incaricata, ha potuto preparare una reliquia ex ossibus autenticata. Pubblichiamo quanto ci è giunto da Don Giuseppe Cong Du Khanh lunedì 2 dicembre c.a. con l’allegato del Vescovo Thomas Nguyen Van Tan della Diocesi di Vinh Long e la fotografia della cappella dove verrà posta la reliquia di Sant’Angela.

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Cronaca Caro Madre Rettor Saluto da Viet Nam Dopo aver pregato duro. Ieri le reliquie di San Angelia Merici (Ex Ossibus) arrivati sicuro. Ho quasi pianto quando ho ricevuto la tua enevelop. Immediatamente. Ho messo le reliquie sull’altare s’la mia famiglia e prego con la mia famiglia da Manigficate preghiera a Dio e con San Angelia Merici. Ho comprato un bel Reliquiario al fine di mantenere un reliquie di Angelia Merici. Ci hai dato i tuoi preziose reliquie. Con la mia famiglia, reliquie è più preziosa dell’oro. Userò le tue reliquie alla venerazione pubblica in Vietnam e per visitare i pazienti che hanno quasi una morte. Si tratta di una prima volta Sant’Angela Merici presenti in Viet Nam fisicamente throught loro reliquie così farò il meglio per promuovere S. Angela Merici in Vietnam come la nostra famiglia ha una grande devozione per S. Angela Merici. Ancora una volta, vi ringrazio molto per la vostra gentilezza. Assicurati che la mia famiglia pregherà per voi ei vostri everydays missionaria di fronte alle reliquie di S. Angela Merici. Con tutto il meglio, Giuseppe Cong Du Khanh

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Cronaca

Carissime Consorelle, nel rispetto della possibilità di ciascuna chiediamo di provvedere all’abbonamento di Voce verso la fine anno o nei primi mesi dell’anno nuovo. Grazie. A tutte le Consorelle, ma soprattutto a quelle che per motivi di lavoro avranno necessità di chiedere “ferie”, viene precisato che la tre giorni di formazione programmata in Casa S. Angela per il prossimo febbraio 2014, avrà inizio giovedì 20 con la S. Messa delle ore 8.30 in Santuario e terminerà sabato 22 verso sera. Per prenotarsi telefonare a: 030 47230.

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Tra noi

Anno Nuovo Proviamo a considerare il nuovo anno confrontandoci con la Parola di Dio, ad esempio, con l’episodio che narra l’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo di Sicar. L’evangelista Giovanni, al cap. 4, dice che Gesù “doveva“ passare di là, anche se per giungere in Galilea dalla Giudea, si poteva passare per altra strada, magari più breve. Doveva… incontrare quella donna, di cui non è dato sapere il nome, quasi a significare che in quell’incontro possiamo collocare ciascuno di noi. A questo punto mi sorgono alcuni interrogativi, che, se si vuole, possono essere condivisi. Ad esempio: io mi lascio incontrare da Gesù? E se Cristo Signore mi spiattella lì tutta la mia vita con qualche domanda, so veramente essere profondamente sincera? So comunicare con serenità anche nelle prove il mio incontro con Gesù? Voi che dite? Ciao a tutte… e Buon Anno ricco di Bene!!! Mariuccia G.

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Tra noi 80° Anniversario dell’Holodorum

Genocidio per fame Nel nostro Santuario, domenica 24 novembre, come tutte le domeniche, è stata celebrata la S. Messa dai Monaci di S. Basilio per gli Uniati; come sempre la chiesa era gremita da donne, uomini e bambini, circa centocinquanta persone. In quell’occasione la funzione ha avuto un tono particolarmente diverso. La Santa Messa è stata celebrata da un Vescovo con tre sacerdoti in suffragio delle persone dell’Ucraina che sono morte di fame. Questa intenzione mi ha impressionato ed ho chiesto il perché ad alcune persone che sanno parlare un po’ la nostra lingua. Mi è stato spiegato ed ho capito che era in suffragio di quelle migliaia e migliaia di persone, bambini compresi, che sono appunto morte di fame, ai tempi del passato regime. Un particolare, direi quasi, commovente, è stata la composizione sul pavimento davanti alla cappella di Sant’Angela di una Croce formata da più di cento lumini accesi. Questa Croce dallo sfondo rosso, che richiama il sangue dei martiri, è stata benedetta più volte dal Vescovo, mentre si recitavano preghiere corte, ma significative, accolte dai fedeli, compresi i bambini, che si prostravano facendosi il segno della croce. Un canto alla Madonna ha fatto asciugare diverse lacrime, intrise di commozione, nostalgia, ricordi. E’ difficile descrivere queste funzioni così toccanti. Solo se si seguono e si partecipa, anche se non si capisce la lingua, ci si ritrova a pregare come questa volta per i “Morti di Fame”. Angela R.

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Tra noi

Da Casa Girelli di Marone Marone 16 Novembre 2013 Carissima Superiora, sono Agnese che scrive a nome delle Figlie che sono ospiti di Casa Girelli. Noi siamo le Sorelle che in questa parte della struttura della Casa di Riposo sono chiamate a compiere in noi la redenzione dei fratelli col dolore e la sofferenza che, unita a quella di Gesù, salva il mondo. Questa mattina abbiamo avuto un’ispirazione: perché nel Santuario di Sant’Angela a Brescia non facciamo ardere un lume, una lampada ad olio, che bruci giorno e notte e presenti al nostro “Sposo” le intenzioni della Compagnia e i bisogni di Essa e di tutto il mondo? A turno con le tutte Compagnie, assieme anche alle Suore Orsoline, potremmo elevare un’offerta di sacrifico e di preghiera che si alzi al cielo con penetranti grida di gioia e lacrime. E’ un modo anche questo per far piovere luce nel buio della notte e collaborare con il Papa Francesco alla evangelizzazione di tutto il mondo. Se la nostra proposta è buona, siamo certe che saremo ascoltate. Per questo rinnoviamo la nostra fedeltà a Cristo e alla Chiesa per la pace universale. Agnese Vezzoli, Maria Colossi, Francesca Bonetti, Domenica Taddei, Barbara Longhena, Maria Giordani, Teresa di Adro.

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Tra noi

Festeggiamenti Mericiani 18 gennaio - 8 febbraio 2014

Preghiera, educazione. Storia PREPARAZIONE Sabato 18 gennaio

ore 9.30 - 12.30 Casa Sant’Angela, via Martinengo da Barco, 4 Brescia La donna nella società attuale: lavoro e professione, impegni sociali e comunitari, scelte di vita. Coordina l’iniziativa Silvana Platto, segretaria generale delle Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali

Sabato 18 gennaio

ore 20.45 Sala della Comunità in Via Cimabue, 271 S. Polo, Brescia Il carisma e la mondialità di S. Angela Incontro culturale organizzato dalla parrocchia di S. Angela Merici a S. Polo e dalla Compagnia di S. Orsola, Figlie di S. Angela di Brescia

Mercoledì 22, Giovedì 23, Venerdì 24 gennaio ore 8.30 Santuario di S. Angela Merici Triduo di preparazione alla festa di Sant’Angela. Lodi e S. Messa Venerdì 24 gennaio ore 20.30 Santuario di S. Angela Merici Veglia vocazionale aperta a tutti Sabato 25 gennaio

ore 20.45 Chiesa di S. Angela, Via Cimabue, 271 S. Polo, Brescia Scena Sintetica, in collaborazione con la Parrocchia di S. Angela e la Compagnia di S. Orsola, Figlie di S. Angela di Brescia, presenta ET FATI VITA NOVA

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Tra noi SOLENNITÀ DI SANT’ANGELA MERICI LUNEDÌ 27 GENNAIO 2014 Pellegrinaggio a piedi ore 8.00 Partenza dalla località Grezze di Desenzano Sulle orme di Sant’Angela. Cammino mericiano da Desenzano a Brescia organizzato dagli Amici di Sant’Angela Sante Messe

ore 7.30 - 9.00 - 10.30 - 16.00 - 18.00 L’Eucaristia delle ore 10.30 sarà animata dai sacerdoti e dagli allievi dall’Istituto S. Maria degli Angeli di Brescia; quella delle ore 16.00 sarà presieduta dal Vescovo Monari con la partecipazione del Seminario e quella delle ore 18.00 verrà animata dalla Parrocchia di S. Alessandro.

Lodi

ore 8.30

Mostra

ore 10.00 - 12.00 Inaugurazione della mostra “L’Albero della Sobrietà” con messaggi e disegni degli studenti di Città e Provincia.

Adorazione Eucaristica ore 14.30 - 15.30 animata dai Diaconi Permanenti Pellegrinaggio a piedi ore 15.00 dalla Parrocchia di S. Angela in S. Polo al Santuario di S. Angela Vespri Solenni

ore 17.30

Sabato 8 febbraio

ore 10.00 Casa Sant’Angela, Via Martinengo da Barco, 4 Brescia

Il carisma di Sant’Angela ieri e oggi Presentazione del volume di Don Mario Trebeschi Il processo ordinario di Brescia per la beatificazione di Sant’Angela Merici Giusi Pelucchi Conoscere, interpretare, discernere, vivere oggi il carisma mericiano

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Le ricordiamo

Pasquina Fezzardi Nata a Carpenedolo il 20 febbraio 1919 Consacrata nel 1941 - Deceduta il 29 settembre 2013

In memoria di Pasquina Fezzardi, custode del Santuario di Sant’Angela. Il primo ottobre abbiamo partecipato al funerale della nostra Sorella Pasquina nella chiesa parrocchiale di Marone. Se fosse morta a Brescia, volentieri avremmo esaudito il suo desiderio che le esequie venissero celebrate in Santuario. Sarebbe stata una eccezione più che motivata, avendo Pasquina per circa 30 anni svolto il suo ufficio di custode con lodevole fedeltà; fedeltà alimentata dall’amore per S. Angela. Nata a Carpendedolo il 25 febbraio 1919 aveva conosciuto la Compagnia condividendo l’azione educativa nell’Istituto Girelli. Vi maturò la sua vocazione e fece la sua consacrazione nella Compagnia il 25 ottobre 1941. Con qualche trepidazione e in spirito di obbedienza accolse la proposta di venire a Brescia con il compito di custodire il Santuario, prima a fianco della Consorella addetta e poi in prima persona. Posso testimoniare che ha svolto il suo compito con amorevole impegno, curando l’ordine e il decoro, predisponendo con premura ogni cosa specie in preparazione alle principali ricorrenze e festività. La cura nel servizio e per il decoro costituivano anche per i fedeli un invito al raccoglimento, alla preghiera rivolta a Gesù presente nel Sacramento dell’Eucaristia, alla Madonna, a S. Angela e alle venerabili Girelli.

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Le ricordiamo Avrebbe desiderato poter continuare il suo servizio ancora per altri anni e perciò è stato molto sofferto il distacco, quando, venendo meno le risorse richieste, ha accettato di passare alla casa di Marone. Si comprende perciò che, ad ogni visita mi ripetesse il desiderio di poter presto ritornare al “suo” Santuario. Desiderio che ha portato con sé e ha offerto definitivamente al Signore, quando la visitai nell’ospedale di Iseo poche settimane prima della morte. Ora la pensiamo riunita in Paradiso con S. Angela e con le tante sorelle che seguendo S. Angela ora formano la Compagnia delle vere e intatte spose del Figliuol di Dio. Da parte mia, esprimo cordiale riconoscenza per l’amore con cui ha svolto il suo ufficio unitamente alla premura e al rispetto per la mia persona, perché nella fede vedeva in me il ministro di Gesù, in quanto Vescovo e Superiore della Compagnia. La sua prolungata presenza in Santuario è stata per molti autentica testimonianza, vissuta nell’umiltà, del singolare dono della verginità consacrata, che la Compagnia di S. Angela ha la missione di custodire e proporre all’interno della Chiesa bresciana. Mi auguro che le Figlie di S. Angela sappiano custodirne la memoria amando il Santuario, in cui sono custodite le spoglie mortali della loro Madre e delle venerabili Sorelle Girelli. Sarà loro premura visitare il Santuario, quando vengono a Brescia, rendersi disponibili per qualche prestazione, quando venisse richiesta, promuovere qualche pellegrinaggio nel contesto di ricorrenze in onore della Santa Compatrona di Brescia, o in occasione di qualche proposta vocazionale fatta nelle singole comunità. † Vigilio Mario Olmi

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Indice

Indice La parola del Superiore (S. Ecc. Mons. Vigilio Mario Olmi) “La gioia del Vangelo” pag.

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La parola della Superiora (Maria Teresa Pezzotti) Una risorsa

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Alle sorelle ammalate (Enrica Lamberti)

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Spiritualità Eucaristia e Solidarietà (Rosa Pollini) A Maria

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Attualità Le venerabili Girelli insegnano ancora (Franco Frassine)

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Tra noi Anno Nuovo (Mariuccia Goffi) 80° Anniversario dell’Holodorum (Angela Rivetta) Da Casa Girelli a Marone Festeggiamenti Mericiani

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Le ricordiamo

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Cronaca Un ponte tra passato, presente e futuro (Irma Bonini Valetti) Un ponte fra passato, presente e futuro (Giusi Pelucchi) Un ponte fra passato, presente e futuro (Giusi G.) Il filmato sulla Casa delle Sorelle Girelli in Via Cairoli (Grazia Scarduelli) Sant’Angela 2014 (Prof. Angelo Metelli) Sant’Angela è giunta in Vietnam

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LA VOCE della Compagnia di Brescia, n. 4 - 2013