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dicembre 2013 - 4,00 euro Copia Omaggio

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PERIODICO SEMESTRALE DI MATERIALI, COMPETENZE E POSATORI

CERSAIE, UN APPUNTEMENTO SEMPRE AL TOP PAG. 2

IL RIVENDITORE PAG. 28

sommario

VISTA A LLI

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale 70% - CN/RA In caso di mancato recapito restituire a CPO Ravenna

CHE SQUADRA! PAG. 30

Direttore Editoriale Roberto Raineri Direttore Responsabile Simone Giglioli Direttore Scientifico Luca Troiano

Ufficio Pubblicità Qlabdesign 0544.240146 Per scrivere alla redazione info@opera-adesivi.it

Fotografie Archivio Opera Alan Venzi Dremstime.com

IN PRIMO PIANO Cersaie: un appuntamento sempre più internazionale

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NORMATIVE Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete: istruzioni per l’uso

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PRODOTTO IN VETRINA Antico Tonachino

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CICLI APPLICATIVI La sovrapposizione del nuovo pavimento sul vecchio

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MERCATO Costruzioni italiane in attesa di una modesta ripresa

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NEWS Notizie da Opera, dall’Italia e dal mondo

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TENDENZE Bioarchitettura in Europa

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IL RIVENDITORE La Fiduciosa: trent’anni di fiducia nella qualità

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CHE SQUADRA! Pose d’eccellenza a Padova (e non solo) Il successo di RS Ceramiche

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FORUM LEGALE Il subappaltatore e la sicurezza

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MARMI E PIETRE La Pietra della Lessinia tra ieri e oggi

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L’ESPERTO RISPONDE Domande frequenti dei posatori e glossario dei termini professionali

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Collaboratori Stefania Arvizzigno Maria Luisa Caliendi Fabrizio Ferla Paolo Furlan Elisa Marchesini Vito Persichella Giuseppe Rizzo

Coordinamento Editoriale Federico Mancini Editore Edizioni Moderna / Ra Stampa Tipografia Moderna / Ra

Opera srl Via degli Scavi 19/21 47122 Forlì (FC) Tel.0543.720093 Fax 0543.796016 www.opera-adesivi.it


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PRIMO PIANO

TESTI SIMONE GIGLIOLI

CERSAIE: UN APPUNTAMENTO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE I PARTECIPANTI STRANIERI HANNO ORMAI RAGGIUNTO IL 50% DI QUELLI TOTALI Questo numero di Opera News segue l’edizione 2013 di Cersaie, salone internazionale della ceramica per l’edilizia e l’arredobagno, ospitato come ogni anno negli spazi della Fiera di Bologna. Da sempre questo appuntamento rappresenta uno dei momenti più importanti per il mondo della posa, consentendo di comprendere appieno l’andamento dei mercati ad essa collegati, primo fra tutti quello dei rivestimenti ceramici, e al tempo

stesso conoscere le più importanti novità di settore. La 32ma edizione del salone ha dimostrato come la ceramica e l’arredobagno siano ancora realtà vitali a livello internazionale e questo è un elemento assolutamente positivo per i produttori italiani, visto il calo della domanda che si è registrato negli ultimi anni. L’edizione 2013 ha superato le 100mila presenze, con una media di 20mila al giorno, per ciascuno dei giorni della manifestazione.

La cifra toccata quest’anno è stata inferiore del 5,7% rispetto a quella della passata edizione. La flessione registrata si lega fortemente al calo del mercato domestico delle costruzioni e una conseguente diminuzione dei visitatori italiani, passati dalle 61.771 unità del 2012 alle 54.173 di quest’anno. A bilanciare questo dato è stata la presenza degli operatori esteri. Sono stati 302 – un terzo del totale – provenienti da 34 Paesi, due in più (Giappone e Slovenia) rispetto all’edizione precedente. Questa


PRIMO PIANO

crescente attrattiva mondiale trova conferma anche nei visitatori stranieri, le cui presenze sono pari a 46.535, +4,2% rispetto alle 44.640 del 2012. La maggior permanenza a Cersaie di operatori esteri, agevolata anche dal nuovo periodo di svolgimento della fiera (dal lunedì al venerdì) che ha ricevuto numerosi riscontri positivi dagli operatori, ha confermato il Salone di Bologna come realtà di punta per lo sviluppo del business globale per i materiali ceramici e per i prodotti dell’arredobagno, nonché potente motore propulsivo del commercio internazionale (la conferma della natura sempre più globale di Cersaie deriva dalle 157 nazioni di provenienza dei visitatori). Promosso da Confindustria Ceramica in collaborazione con BolognaFiere, Cersaie ha confermato anche il suo essere una tappa fondamentale nel panorama dell’architettura, interior design, posa e per il privato. A confermarlo è stata la presenza di Rafael Moneo, quinto premio Pritzker consecutivo a tenere una Lectio Magistralis

presso il Salone, e la mostra ‘Bathroom Excellence 1998 – 2012. Adi Design Index @ Cersaie 2013’. L’edizione 2013 del Salone è giunta in un momento di forte criticità per ceramica italiana. Eppure non tutti i dati sono così negativi, anche se la situazione è più che seria, e non da ieri. Qualche timido raggio di sole in un panorama ancora grigio è offerto dall’export italiano. Il primo semestre dell’anno ha infatti visto una crescita dell’1,41% nella quantità complessiva (152,78 milioni di mq) segnalando anche una crescita rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre è di 1.982,07 milioni di euro il valore totale (pari a +3,84%). Tuttavia il saldo delle esportazioni nei paesi Ue dell’Europa Occidentale continua ad essere negativo sia per valore (-0,37%) che per quantità (-4,23%). E peggiora ancora la situazione negli Stati meridionali dell’Ue (-16,46% in valore e -14,75% in quantità). In ripresa sono invece i paesi membri orientali, dove l’export cresce soprattutto per quantità (+5,56%), mentre meno accentuata la crescita in quelli europei che non fanno parte dell’Ue, dove il valore dell’esportazione registra un aumento percentuale del 3,94%. Il continente americano si conferma un buon mercato, con crescita in valore pari all’11,89% e in quantità pari all’8,94%. Ma a riservare i risultati migliori sono l’Asia (+14,53% in euro e +15,61 in metri quadrati) e l’Africa (+17,06% in euro e +11,32% in metri quadrati). Più moderata, ma comunque interessante, la crescita in Australia e Oceania, dove il valore dell’export è cresciuto del 9,87% e la quantità venduta del 4,91%. Una buona tenuta dell’export è anche quella segnata dal sistema arredobagno nel primo trimestre del 2013, con contenimento del calo nelle vendite sui mercati europei. Questo risultato è stato raggiunto grazie anche alla crescita registrata negli Stati Uniti (+10%) e in Russia (+8%). Oltre a questi due paesi tra gennaio e marzo

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di quest’anno si sono registrate buone performance i dati di export in Svizzera (+7%) e Austria (+9%), confermando un andamento positivo già segnalato durante lo scorso anno. Nonostante il trend negativo, a confermarsi i primi tre mercati del Sistema sono ancora la Francia (38,4 milioni di euro, 4%), la Germania (27,9 milioni di euro, - 9%) e il Regno Unito (16,4 milioni di euro, stabile rispetto al primo trimestre 2012). Sul fronte interno, gli ultimi dati disponibili relativi al 2012 indicano una contrazione del consumo interno dell’11,7%. L’arredobagno italiano risulta penalizzato dal continuo andamento al ribasso del settore delle Costruzioni che nel corso del 2012 ha segnato un ulteriore peggioramento, costringendo l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) a rivedere al ribasso le previsioni per il 2013. In questo scenario, è comunque da rilevare il dato positivo delle ristrutturazioni edilizie: il comparto delle riqualificazioni degli immobili residenziali, infatti, mantiene anche nel 2012 un trend di leggera crescita, con una previsione per fine 2013 di un incremento del 3,2%, unico dato di crescita per tutto il settore delle Costruzioni. “Un contesto economico denso di attese - sottolinea Gianluca Marvelli presidente Assobagno - che, grazie al ‘pacchetto edilizia’ all’interno del Decreto del Fare varato lo scorso agosto e al Bonus Mobili, strumento fortemente supportato da Federlegno Arredo che consente di detrarre il 50% delle spese per gli arredi destinati agli immobili ristrutturati fatte entro il 31 dicembre 2013, fa presagire un impulso alla ripresa economica e a un rilancio delle attività anche per le imprese del settore arredobagno sul mercato italiano. Un mercato in cui dobbiamo credere, nel quale le nostre aziende sono nate, cresciute e dove naturalmente devono proseguire la propria attività. Dopotutto è impossibile non avere un mercato italiano”.


RUBRICA PRIMO PIANO A COLLOQUIO CON VITTORIO BORELLI, PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CERAMICA ARMANDO TESTA

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Luigi Capraro per Cersaie 2013 ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza

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Segreteria Operativa: PROMOS srl - P.O. Box 37 - 40050 CENTERGROSS BOLOGNA - Tel. 051.6646000 - Fax 051.862514 Ufficio Stampa: EDI.CER. spa - Viale Monte Santo 40 - 41049 SASSUOLO (Modena) - Tel. 0536.804585 - Fax 0536.806510

“QUESTA MANIFESTAZIONE È SEMPRE PIÙ IL TOP PER CERAMICA E ARREDO BAGNO” Cersaie-A4-IT 2013.indd 1

07/12/12 10.57

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CERAMICA VITTORIO BORELLI TIRA LE SOMME SULL’ULTIMA EDIZIONE DEL CERSAIE Non è passato molto da quando si sono chiuse le porte dell’ultimo Cersaie. Il salone di Bologna rappresenta da sempre un elemento fondamentale per i settori di riferimento, non solo perché è qui che emergono i nuovi trend, le produzioni più innovative, ma anche perché funge da vero e proprio “termometro” per un’industria che continua ad attraversare un momento di incertezza. A raccontarci com’è andata quest’anno è il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli. Quale valutazione si sente di fare sull’edizione 2013 del Cersaie? “Il giudizio sulla 31.a edizione di Cersaie è positivo perché, confermando le attese della vigilia, ha ribadito la leadership mondiale di questa nostra manifestazione. 900 espositori provenienti da 35 Nazioni ed oltre 100.000 presenze ne fanno uno degli eventi fieristici più importanti al mondo. Il clima che si è respirato nei padiglioni e la grande partecipazione hanno confermato,

anche in questa edizione 2013, come Cersaie sia sempre più la manifestazione fieristica di riferimento a livello mondiale per il settore della ceramica e dell’arredobagno”. I dati mostrano un certo calo delle presenze italiane. Era una flessione attesa? “Si, per due ordini di fattori. Il primo è relativo alle difficoltà che il settore delle costruzioni ha in Italia, dove la crisi iniziata nel 2008 non si è ancora conclusa. Il secondo è che avendo tolto la giornata di sabato, sostituendola con quella del lunedì, si è ridotta la quota di clientela privata, che comunque continua ancora a valere il 12% dei visitatori italiani.” Durante le giornate del Salone ha avuto modo di confrontarsi con numerosi operatori del settore. Quali sensazioni ne ha potuto trarre? È più forte la componente pessimistica o ha rilevato

una certa fiducia nel futuro? Se sì, dovuta a cosa? “L’impegno delle aziende espositrici nel lancio, proprio in occasione di Cersaie, di nuovi prodotti e nuove soluzioni rappresenta la migliore, e tangibile, risposta a questa domanda. Le impressioni acquisite durante il Salone, ma anche i successivi contatti con i colleghi, vanno – come detto –, nella direzione di una generale soddisfazione. A nessuno, ovviamente, sfugge le grandi difficoltà che si incontrano ad operare oggi sui diversi mercati, in particolare su quello italiano”. Cosa ha portato a questa crescita dei visitatori stranieri? Quanto è dovuta alla crescita di alcuni mercati emergenti e quanto alle strategie poste in essere da Cersaie? “Cersaie 2013 ha evidenziato un comportamento molto importante nella partecipazione dei visitatori stranieri: una loro maggiore permanenza a Cersaie.


PRIMO RUBRICA PIANO e di grande appeal. L’industrial design sui materiali ceramici rappresenta una importante leva competitiva, in grado di innalzare i prezzi di vendita e di caratterizzare maggiormente i prodotti agli occhi dei consumatori: una leva importante a fianco delle altre disponibili”. Cersaie rappresenta anche un momento di confronto con le istituzioni: secondo lei l’attenzione della politica nei confronti della ceramica italiana è stata sufficiente in questi anni? Che cosa si aspetta dalle istituzioni per sostenere con efficacia l’industria nazionale? “Viviamo in un mondo caratterizzato da una competizione tra Sistemi Paese, dove accanto alle aziende è necessario che anche le istituzioni svolgano una propria positiva funzione. Il rapporto con le istituzioni ai diversi livelli è continuo e, ottenuto un risultato, è subito necessario mettersi al lavoro per i traguardi successivi. Confindustria Ceramica ha lavorato duramente per ottenere l’introduzione di dazi antidumping sull’import di ceramiche cinesi in Europa, così come per la proroga degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie in Italia. Tra i dossier oggi aperti il tema del caro energia, quello dell’inserimento del risparmio idrico tra gli incentivi alle ristrutturazioni, le diverse infrastrutture trasportistiche al servizio del distretto per aumentare la competitività delle aziende, la sburocratizzazione della macchina amministrativa sono solo alcuni tra quelli più importanti”.

Rispetto ad un valore di 1,5 giorni di presenza media nelle precedenti edizioni, quest’anno abbiamo superato quota 2, una testimonianza dell’interesse a passare più tempo in fiere per meglio conoscere gli espositori e le loro proposte. Cersaie è frequentato da operatori professionali che provengono da tutti i continenti, anche i più lontani; in questa edizione, significativa è stata la crescita del Nord Africa, un’area politicamente ‘calda’ ma che presenta grandi potenzialità di sviluppo economico. Infine, ma non meno importante, è stata l’attività di Cersaie Business che, attraverso l’incoming di operatori di alto profilo provenienti da importanti nazioni in forte sviluppo, ha contribuito ad innalzare la qualità della partecipazione”. Nel corso di questa manifestazione non sono mancati appuntamenti dedicati al

design. Secondo lei, che ruolo giocherà questo nel rilancio dell’industria ceramica italiana rispetto ad altri elementi, quali, ad esempio, i prezzi e/o le strategie commerciali? “Il programma di ‘Costruire Abitare pensare’ presenta già da alcuni anni una ricca serie di convegni, conferenze e momenti di incontro di alto profilo con protagonisti del design e dell’architettura di caratura internazionale. Questo ha reso Cersaie un appuntamento importante anche per questi interlocutori che, con una buona frequenza, partecipano al Salone di Bologna. Dall’altra parte, il percorso evolutivo che ha interessato i rivestimenti ceramici ha già visto la creazione di positive relazioni progettuali tra aziende ceramiche e designer ed architetti, sia giovani che già affermati, che hanno portato a progettare e produrre materiali ceramici fortemente caratterizzati

L’edizione 2013 della manifestazione è stata caratterizzata anche dalla nascita di Assoposa, associazione che certifica i posatori qualificati. Possiamo considerarlo un riconoscimento formale dell’importanza di queste figure? “La piastrella di ceramica è un materiale finito quando esce dalle fabbriche, che diventa un ‘semilavorato’ quando entra nella casa del consumatore: solo il posatore, con un lavoro fatto a regola d’arte, può rendere appieno il valore e la qualità del materiale che si è scelto. La creazione di Assoposa, importante momento di aggregazione di professionalità e di comunicazione di queste stesse al mercato, rappresenta una ulteriore tappa lungo un percorso di valorizzazione di queste indispensabili competenze. Infatti, già da due anni a questa parte, molte delle scuole edili in Italia hanno tenuto – e stanno tenendo – corsi di formazione per giovani ed operatori edili con l’obiettivo di qualificarli nel campo della posa della ceramica”. Negli ultimi anni Bologna ha per vari motivi perso alcune importanti manifestazioni. Nel caso del Cersaie, si può invece considerare indissolubile il legame col quartiere fieristico di questa città? “Da 31 anni Cersaie si tiene a Bologna, città che continuerà ad essere sede del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno anche nel futuro”.

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NORMATIVE

TESTI FEDERICO MANCINI

PIASTRELLATURE CERAMICHE A PAVIMENTO E A PARETE: ISTRUZIONI PER L’USO LA NORMATIVA UNI 11493 DELINEA LE ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE Mancava in Italia una norma che, come in altri paesi europei, regolamentasse la posa delle piastrelle ceramiche. Finalmente, a giugno 2013 è stata approvata la UNI 11493:2013 sulle piastrellature ceramiche a pavimento e a parete, per dare istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione. Una norma a tutto tondo, che fornisce indicazioni sulle procedure, sulla scelta dei materiali ma anche sulle varie competenze e responsabilità.

La norma si applica alle piastrellature ceramiche a pavimento e a parete, interne ed esterne, installate principalmente con adesivi, ma anche con malta cementizia o altri sistemi e definisce la qualità e le prestazioni di una piastrellatura, fornisce regole ed istruzioni da osservare nella scelta dei materiali, nella progettazione, nell’installazione, nell’impiego e nella manutenzione, e specifica soluzioni conformi tipiche, tali da assicurare il raggiungimento ed il mantenimento nel

tempo dei livelli richiesti di qualità e prestazione. Lo scopo finale è quello di istruire al fine di realizzare rivestimenti ceramici durevoli. La norma basa la qualità di una piastrellatura ceramica sulla conformità ai requisiti generali di regolarità, durabilità, manutenibilità, sicurezza e sostenibilità. Detta conformità a tali requisiti deve essere conseguita con il contributo indispensabile di tutte le


NORMATIVE “funzioni” coinvolte nella progettazione, nell’installazione, nell’utilizzo e manutenzione della piastrellatura. Fra i punti importanti figura anche la definizione dei ruoli e le varie competenze; a partire dal “committente”, che definisce i requisiti tecnici ed estetici, nonché le prestazioni che la piastrellatura deve possedere, al “progettista della piastrellatura”, ovvero la figura che sceglie la soluzione costruttiva e verifica le scelte progettuali operate dal committente. Inoltre la norma identifica anche il “direttore dei lavori”, cioè colui che verifica il progetto e la conformità della realizzazione dell’opera con le indicazioni e le prescrizioni progettuali; al direttore dei lavori spetta anche la verifica dei campioni di prodotto, l’organizzazione dello stoccaggio di materiale, la gestione delle attività di cantiere, i controlli in fase di lavorazione e quelli finali e la protezione del lavoro fino al suo completamento. Altri ruoli definiti dalla UNI 11493:2013 sono quelli del “posatore della piastrellatura (impresa appaltatrice)”, al quale compete la corretta esecuzioni dei lavori in base al progetto e la verifica dei materiali (dal loro stoccaggio, alla qualità dei prodotti); il “produttore dei materiali” (produttore di piastrelle o di adesivi) è il responsabile della qualità del prodotto e la sua marcatura in conformità alle norme e alle leggi in vigore. Per ultimo il “venditore dei diversi materiali” ha il compito del corretto immagazzinamento dei prodotti fino al momento della consegna, nonché la comunicazione delle garanzie e la messa a disposizione di aggiornata

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documentazione tecnica e di sicurezza, predisposta dal produttore. Una novità per i posatori è la larghezza minima delle fughe: infatti, la norma stabilisce che la posa “senza fughe” o a “giunto unito” non sarà più ammessa e stabilisce che la larghezza delle fughe non potrà essere inferiore ai 2 mm, ma stabilita nel progetto in considerazione di vari aspetti tra i quali il tipo ed il formate della piastrella, il coefficiente di dilatazione termica dei materiali costituenti la piastrellatura, la localizzazione e percorso dei giunti e l’ambiente di destinazione e condizioni di esercizio previste Altri punti trattati dalla normativa sono il concetto della “doppia spalmatura” dell’adesivo, la scelta di quest’ultimo in funzione dei dati di progetto e l’utilizzo di un fissaggio meccanico di sicurezza per piastrelle di formato superiore ai 30x30 cm in caso di posa in facciata. Vengono anche sviluppati i concetti riguardanti la cura dei punti particolari (ad esempio pavimentazioni esterne a contatto con il terreno, facciate, gradini ecc) e le caratteristiche minime dei supporti sui quali è prevista la successiva posa di rivestimento ceramico in relazione alle varie sollecitazioni cui la superficie sarà esposta. Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare la normativa sul sito UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) all’indirizzo: http://store.uni.com/ magento-1.4.0.1/index.php/uni-114932013.html


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PRODOTTO IN VETRINA

ANTICO TONACHINO RASANTE FINISSIMO ALTAMENTE TRASPIRANTE E NATURALMENTE SALUBRE Cogliere un sasso dalla terra, cuocerlo e demolirlo al fuoco, renderlo plastico con l’acqua, lavorarlo secondo volontà e poi riottenerlo solido grazie all’influsso dell’aria. Una vera e propria metamorfosi della materia che cambia, si trasforma e si ricompone, per ritornare alla fine sempre uguale a se stessa. È il processo alla base della linea “Le Malte Storiche” di Opera; una linea nata un anno fa e composta dai prodotti “Corteccia”(zoccolatura rinzaffo intonaco),“Belle Arti”(intonachini colorati) e “Antico Tonachino”(rasatura fine). La calce-aerea, grazie ad un pH molto elevato, è per natura antimuffa ed antibatterica – un prodotto salubre - , idonea quindi anche per usi all’interno, in ambienti molto umidi. La sua caratteristica di traspirabilità permette alla calce-aerea di trattenere l’umidità di un ambiente umido e di rilasciarla quando viene aerato il locale, lavorando metaforicamente come una spugna.

PREPARAZIONE Antico Tonachino è un rivestimento minerale preconfezionato allo stato umido. Una malta di finitura totalmente ecologica costituita da inerti, sabbie coltivate in cava e purissimo grassello di calce lungamente stagionato in fossa, che in modo lento e graduale, non forzato, ha acquisito quella stabilità molecolare che conferisce al prodotto, in maniera del tutto naturale, doti di elevata plasticità ed adesività. Questa malta è il risultato di equilibrio ecologico, compatibilità chimica, fisica e meccanica. La principale caratteristica è l’elevata traspirabilità, propria delle stabiliture di calce AEREA. Contrasta in modo naturale la proliferazione di microrganismi (acari, funghi, batteri), muffe, licheni, garantendo un ambiente salubre.

LAVORAZIONE L’intonaco da rasare deve essere esente da polvere, muffe, ben pulito


PRODOTTO IN VETRINA e consistente. Inumidire il supporto prima dell’applicazione del rasante di finitura e non operare su pareti esposte ad irraggiamento diretto del sole. Antico Tonachino è una malta pronta all’uso allo stato umido, deve semplicemente essere rimescolata brevemente al fine di

ripristinare l’omogeneità dell’impasto. Migliori prestazioni meccaniche si ottengono additivando con pozzolana micronizzata, da aggiungere in fase di miscelazione in quantità predosate rispettando la proporzione di un sacco di pozzolana ogni due sacchi di malta (0,5 kg su 25 kg).

CAMPI DI IMPIEGO Per la rasatura traspirante di finitura per intonaco Corteccia in interni ed esterni Rasante traspirante e naturalmente salubre per intonaci cementizi tradizionali, deumidificanti o cicli di risanamento Sspecifico negli interventi di restauro e recupero di edifici storici e nella bio-edilizia Specifico per azione antibatterica, garantisce in ambiente naturalmente salubre per un maggiore benessere Specifico negli interventi di restauro e recupero di edifici storici e nella bio-edilizia Specifico per murature esposte a condizioni climatiche difficili, dove risaltano le doti di resistenza ad intemperie particolarmente aggressive ed al passare del tempo Specifico per murature esposte all’aggressione di batteri, muffe, muschi e licheni di cui inibisce la proliferazione, grazie alle intrinseche e naturali doti di salubrità.

AVVERTENZE QUALITÀ E AMBIENTE

Conservare a temperature non inferiori Rapid è sottoposto ad accurato e aRT +5°C costante controllo presso i nostri laboNon a temperature inferiori ain ratoriapplicare come previsto dalle normative +10 °C UNI EN ISO 9001/2000. vigore Non applicare su superfici esposte ai raggi diretti del sole Proteggere dalla pioggia per almeno 12 ore dopo la posa

CONSERVAZIONE ANTICO TONACHINO SI CONSERVA 24 MESI NELLE CONFEZIONI ORIGINALI, IN LUOGO ASCIUTTO, AL RIPARO DEI RAGGI DIRETTI DEL SOLE E LA TEMPERATURA NON DEVE ESSERE INFERIORE A +5 °C.

Su supporti ad elevata porosità o fragili applicare Latte di Calce Inumidire il supporto prima dell’applicazione Applicare in spessore massimo di 2 mm.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI Altamente traspirante

DATI TECNICI E APPLICATIVI

Elevate prestazioni meccaniche

Classificazione di pericolo secondo direttiva 99/45/CE

irritante

Aspetto

pasta densa

Natura chimica del legante

puro grassello di calce CL 90 S (EN 459-1)

Intervallo granulometrico

0.06 mm (fine)

Residuo secco

70%

Massa volumica malta fresca

1,6 kg/dm3

ph malta

≈ 13

Temperatura di applicazione

da + 10°C a + 30°C

Resa

≈ 1 kg/m² per mm di spessore

Eccellente lavorabilità e adesione su ogni supporto Malta pronta all’uso allo stato umido, indurisce per carbonatazione Malta AEREA a base di purissimo grassello di calce lungamente stagionato in fosse a cielo aperto

QUALITÀ E AMBIENTE ANTICO TONACHINO è sottoposto ad accurato e costante controllo presso i nostri laboratori come previsto dalle normative in vigore UNI EN ISO 9001/2008.

PRESTAZIONI FINALI Coefficiente di permeabilità al vapore acqueo (µ)

≤8

Reazione al fuoco (EN 13501-1)

classe A1

Resistenza a compressione a 28 gg (EN 1015-11)

1.35 N/mm2

Aderenza al supporto (EN 1015-12):

≥ 0.3 N/mm²

Rilevazione dati a +23°C / 50% U.R. e assenza ventilazione. I dati possono essere sensibilmente modificati dalle condizioni di messa in opera.

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ASPETTO Malta bianca/avorio Confezioni 25 kg Pallet 1250 kg Consumo 1 kg/m2 per mm di spessore


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CICLI APPLICATIVI

TESTI PAOLO FURLAN PER PROFESSIONEPIASTRELLISTA.IT

LA SOVRAPPOSIZIONE DEL NUOVO PAVIMENTO SUL VECCHIO LE PROCEDURE, GLI ACCORGIMENTI E I “PERICOLI” DI QUESTA LAVORAZIONE I prodotti in uso sono raffigurati a margine delle fasi di lavorazione La scelta di sovrapporre un pavimento vecchio con uno nuovo viene fatta in fase di ristrutturazione ed è il modo più veloce per avere una nuova pavimentazione senza dover smantellare tutto, dilungando i tempi di lavorazione e aumentando i costi. Questa è una scelta che si può fare sia per pavimenti in interno che in esterno, senza però evitare di tenere conto di alcuni dettagli.

spatola (o anche le nocche delle mani); se il suono che si sente è corposo allora significa che il pavimento è stabile, se invece si sente un rumore “vuoto”, molto probabilmente sarà necessario rimuovere quella zona di piastrelle. Qualora la maggior parte della superficie producesse questo rumore sarebbe meglio considerare l’eliminazione (sostituzione) di tutto il pavimento.

La prima cosa che si deve controllare è la tenuta del vecchio pavimento: se è compatto o al massimo è necessario togliere solo alcuni piccoli punti allora la scelta della sovrapposizione può essere presa in considerazione. Per saperlo, basta verificare che il pavimento sia ancorato al fondo, battendo le piastrelle con il manico di una

Per il resto, il procedimento non è molto diverso da quello che si deve effettuare per la posa di un nuovo pavimento, prestando comunque attenzione che il supporto sia pulito (o venga lavato con un detergente idoneo) così da non compromettere l’adesione. È anche necessario utilizzare un primer sulla vecchia pavimentazione

in modo da promuovere l’aggancio nella sovrapposizione e procedere alla posa del nuovo rivestimento prima che il primer si indurisca e perda la sua appiccicosità. Dal punto di vista pratico ed estetico, inoltre, è necessario considerare lo spessore finale del nuovo pavimento: se il lavoro viene effettuato solo su un locale si creeranno dislivelli (a volte poco piacevoli) con i pavimenti attigui e bisognerà considerare anche lavori sugli infissi (ad esempio tagliare le porte). L’industria ceramica ci sta comunque aiutando in questi ultimi anni producendo delle piastrelle in cotto molto robuste di bassissimo spessore (3 mm) che ci aiuteranno a ridurre e minimizzare il dislivello.


CICLI APPLICATIVI

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Fase 1 Verificare che il vecchio pavimento sia ben ancorato al sottofondo.

Nel caso vi siano piastelle distaccate provvedere alla rimozione ed al ripristino del livello mediante rasatura da effettuare mediante SPM Autobagnante o Raso OP 156.

Fase 2 Premessa di ogni buona adesione è un’accurata pulizia del supporto  per rimuovere polvere, parti incoerenti, tracce di oli, cere o quant’altro possa compromettere le adesioni.

Fase 2.1 Sgrassare la vecchia

Fase 3 Utilizzando un rullo in spugna fine/

Fase 4 Procedere alla posa del pavimento

Fase 5.1 Impasto adesivo

Fase 5.2 Versare RT Rapid nel recipiente

Fase 5.3 Mescolare con agitatore meccanico a basso numero di giri  fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi.

Fase 5.4 Lasciare riposare l’impasto per

Fase 6 Stesura dell’impasto

pavimentazione mediante lavaggio con  Detergente Basico risciacquando con cura.

Versare in un recipiente Isoflex.

alcuni minuti e poi rimescolare brevemente.

media stendere un film sottile di Primer Tack sulla vecchia pavimentazione in due mani incrociate.

contenente Isoflex.

Stendere l’adesivo preparato anche sul retro della piastrella mediante spatola dentata che dovrà avere idonea misura a secondo del formato da posare.

entro le 24 ore e prima che il primer sia indurito perdendo la sua appiccicosità.

Fase 7 Incollaggio delle piastrelle

Posare il pavimento prestando attenzione che aderisca bene con l’adesivo steso e batterlo con un frattazzo o un martello in gomma. 


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CICLI APPLICATIVI

Fase 8 Dopo circa 24 ore si può procedere alla

Fase 9.1 Impasto sigillante

Fase 9.2 Versare la polvere del sigillante

Fase 9.3 Mescolare con agitatore meccanico a basso numero di giri  fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi.

Fase 9.4 Lasciare riposare l’impasto per alcuni minuti e poi rimescolare brevemente.

Fase 10.1 Sigillatura fughe

Fase 10.2 Dopo circa 20 minuti verificare

Fase 10.3 Procedere alla pulizia.

Fase 11 Sigillatura giunti

sigillatura della fughe.

la consistenza dello stucco e procedere con la pulizia.

Versare in un contenitore acqua pulita.

Sigilcolor nel contenitore con acqua pulita.  

Riempire le fughe stendendo l’impasto del sigillante con una spatola in gomma, procedendo in direzione trasversale alle fughe.

I giunti perimetrali, sopra il battiscopa e le giunzioni tra pavimento e parete vanno siliconate con Elastogum.


CICLI APPLICATIVI

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IL LATO PRATICO È opportuno approfittare di lavori di ristrutturazione per effettuare controlli accurati sull’impianto dell’edificio: controllare eventuali tubi passanti, aggiungere qualche canaletta per punti luce e cose del genere. Buona norma è considerare quante tracce dovranno essere eseguite per posizionare e controllare il tutto, anche per agevolare i vari lavori di posizionamento. A volte il tempo impiegato nel rimuovere tutto (massetto compreso) è minore rispetto a quello necessario per sezionare con la smerigliatrice e rompere solo le parti necessarie. Quindi è bene valutare anche quante modifiche si vogliono fare in fase di lavoro.

casi, i rumori interni alla stanza (compreso camminare) si trasmettono nella parete e quindi nelle stanze vicine. Un pò come battere con le mani contro un muro di una parete separatoria. Per eliminare i rumori più forti si dovrebbe avere uno spazio fra pavimento e muro, semplicemente inserendo un giunto di dilatazione perimetrale nel momento in cui si procede alla posa del massetto.

Oltre a questo, il margine di distacco serve anche per la dilatazione stessa del pavimento causata al variare della temperatura. Non è raro che pavimenti fatti 20 anni fa si distacchino causando disagi inaspettati. In gran parte dei casi il motivo è questo: la mancanza di punti di dilatazione lungo tutto il perimetro di congiunzione tra muri e pavimento.

Prestiamo attenzione anche ai rumori e alle dilatazioni trasmessi dal pavimento alle pareti. I pavimenti vecchi venivano fatti mantenendo il massetto appoggiato ai muri senza spugna, stuccando tutto il perimetro delle piastrelle. In questi

SOLUZIONI OPERA

I PRINCIPALI PRODOTTI UTILIZZATI IN QUESTO CICLO APPLICATIVO

SPM AUTOBAGNANTE Adesivo cementizio in polvere autobagnante a presa rapida per posa di gres porcellanato, ceramica e materiale lapideo per spessori fino a 20 mm, genera un impasto in grado di distribuirsi sul retro della piastrella garantendo la totale bagnatura. Sviluppa una presa rapida ed è idoneo per posare tutti i tipi di piastrelle e per la rasatura agevole di supporti orizzontali in cemento e calcestruzzo. RASO OP 156 Rasante tissotropico per la protezione del calcestruzzo ed intonaco, per interni ed esterni, spessori fino 3 mm per passata, rallenta l’invecchiamento del cemento armato proteggendolo dall’anidride carbonica e dall’umidità atmosferica. DETERGENTE BASICO Detergente sgrassante basico per piastrelle ceramiche, pietre naturali e superfici cementizie: sgrassa, decera, pulisce i vecchi pavimenti prima della posa in sovrapposizione. Dissolve le macchie di sostanze organiche, muffe e muschi. PRIMER TACK Promotore di adesione monocomponente a base di resine sintetiche polimeriche idoneo per il trattamento di supporti difficili e non perfettamente pulibili da residui di colle di ogni genere. Promuove l’aggancio nella sovrapposizione di più strati di autolivellante quando il precedente è asciutto, è particolarmente indicato per la sovrapposizione su vecchi pavimenti.

RT RAPID Adesivo cementizio a presa rapida in polvere idoneo per sovrapposizioni e gres porcellanato. Idoneo per tutti i tipi di piastrelle, consigliato per posare pavimenti ove sia richiesto un brevissimo tempo di pedonabilità. RT Rapid miscelato con Isoflex è consigliato per la posa in opera di gres porcellanato sottile in sovrapposizione su vecchi pavimenti; per la posa su impianti di riscaldamento a pavimento compone in abbinamento al massetto Basecem Pronto un sistema per la realizzazione di pavimenti ad elevata conducibilità termica, in grado di massimizzare il rendimento dell’impianto in termini di efficienza e uniformità del calore. SIGILCOLOR Sigillante cementizio idrorepellente, effetto goccia e antimuffa, per fughe fino a 15 mm Stucco minerale tecnico ad elevate prestazioni, per fughe da 0 a 15 mm, genera una finitura superficiale fine, compatta, a prestazioni migliorate. Formulato per sviluppare una speciale reologia che facilita la scorrevolezza sotto l’azione della spatola per un agevole e completo riempimento della fuga ed una pratica pulizia delle superfici. ELASTOGUM Sigillante siliconico neutro a basso modulo elastico per giunti di frazionamento Riempitivo elastico per giunti di frazionamento, a reticolazione neutra. Prodotto altamente qualitativo per uso professionale, è compatibile con superfici cementizie di ogni tipo e con gran parte dei materiali comunemente in uso in edilizia. Elastogum è resistente ai raggi UV e alle intemperie. Estremamente pratico, è dotato di un eccellente ritorno elastico.


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MERCATO

TESTI SIMONE GIGLIOLI

COSTRUZIONI ITALIANE IN ATTESA DI UNA MODESTA RIPRESA IL RAPPORTO CRESME SULL’INTERO SISTEMA PRESENTATO A MILANO Qualcosa potrebbe cambiare, ma non in tempi brevi, e comunque non in modo impetuoso. Dal prossimo anno il mercato delle costruzioni italiano dovrebbe iniziare un lento percorso di ripresa, a giudicare dal XXI° Rapporto Congiunturale e Previsionale realizzato da Cresme sul settore tra 2013 e 2017, recentemente presentato a Milano, presso la sede della Triennale. Se le previsioni sviluppate nel documento stilato dal Centro di ricerca si avverassero l’edilizia potrebbe finalmente tornare a respirare, dopo aver vissuto per ormai

diversi anni una delle sue peggiori fasi di crisi. A quanto pare, come indica il rapporto, questa fase negativa avrebbe raggiunto il suo picco minimo e il prossimo anno il saldo sarà sì negativo (è previsto un -0,6%) ma di gran lunga migliore rispetto a quello di quest’anno, che ha visto una diminuzione di 4 punti percentuali. Ad oggi le aziende che scontano maggiormente il momento di difficoltà sono le quelle del comparto costruzioni, mentre qualche anno fa ad accusare le maggiori difficoltà erano i produttori di materiali e i distributori.

Le ricadute più forti di questo andamento sono avvertite in modo diverso, a seconda delle specificità territoriali. Se in Lombardia la contrazione si attesta su 2,6%, regioni come Molise e Basilicata toccano invece le due cifre. Altro aspetto che incide sull’impatto della crisi è quello dimensionale, con molte grandi imprese in grado, nonostante tutto, di ‘tenere botta’. Questo dato dimostra, tristemente, come i periodi di crisi portino a una sorta di “selezione naturale”, che vede incidere anche caratteristiche quali i modelli di offerta, la tipologia di prodotto e la capacità di scegliere i territori migliori


MERCATO

per effettuare una serie di investimenti. La carenza di tali fattori ha portato circa 40mila aziende ad essere spazzate via. Le prospettive migliori sono quelle che riguardano l’estero, specialmente per quanto riguarda la economie emergenti. In Cina la percentuale di influenza del settore costruzioni sulla produzione globale influisce per quasi il 25% del totale (in Italia si arriva al 10% circa), ma anche l’Africa (definita “la nuova Cina”), il Canada, alcuni Stati del Sud America. Nel caso del gigante asiatico, il boom delle costruzioni non riguarda solo, come si potrebbe immaginare, le infrastrutture, bensì (e in modo significativo) il comparto residenziale.

Da segnalare, inoltre, che su una top 10 dei ‘big contractors’ mondiali metà di essi sono cinesi, operanti principalmente sul territorio nazionale, mentre sono i colossi europei ed americani ad avere la meglio sul fronte dell’operatività globale. Pur con percentuali più contenute, la ripresa è comunque attesa anche in Europa: ad eccezione della Spagna e della Repubblica Ceca nel 2015 tutti i Paesi europei saranno fuori dalla recessione, e questo rappresenterà un’occasione importante per l’Italia, che comunque dovrà farsi trovare pronta per sfruttare al meglio le nuove opportunità. Il Rapporto ha anche affrontato, tra i vari argomenti, il boom e l’evoluzione

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del mercato del recupero (al momento rappresenta l’ambito di principale operatività), la domanda abitativa e il mercato immobiliare, le nuove modalità delle costruzioni ‘del futuro’, tra Bim, technical commissioning e supply chain management nelle costruzioni, le smart city e le smart grid. Il Centro di ricerca ha voluto sottolineare infine la centralità dell’innovazione nella ripresa, tanto in Italia quanto all’estero: dai nuovi materiali alle nuove tecnologie, dall’urbanistica alle emergenti comunità industriali e sociali, senza dimenticare il mercato delle energie rinnovabili (i cui tassi di crescita, al di là delle differenze tra paese e paese, sono comunque rilevanti) e le potenzialità dell’edilizia sostenibile.


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MERCATO

PRIMA E DOPO LA CRISI: COSA È SUCCESSO? ECCO L’OPINIONE DI CLAUDIO BELLINI, PRESIDENTE CNA COSTRUZIONI FORLÌ-CESENA “Dal 2007 al 2012 il settore delle costruzioni ha perso il 32%. Un comparto che contribuisce per il 10% al PIL nazionale e che effettua per circa l’80% acquisti di beni e servizi dagli altri settori ha fatto, negli ultimi cinque anni, un balzo indietro epocale. Che si traduce anche in una perdita di circa 500.00 posti di lavoro su base nazionale. Dopo i tenui segnali di ripresa emersi negli ultimi tre mesi del 2012, la prima metà del 2013 si è chiusa negativamente. Non c’è stato, pertanto, alcun riflesso positivo delle opportunità offerte dalla ricostruzione post-sisma e dalle agevolazioni fiscali legate alle ristrutturazioni. Nel primo semestre 2013 il volume di affari si è ridotto del 6% rispetto all’analogo periodo del 2012. La situazione più critica ha riguardato le piccole imprese da 1 a 9 dipendenti (-7%). Il mercato immobiliare non ha dato segnali di recupero. Secondo le rilevazioni dell’Agenzia delle Entrate, nei primi sei mesi del 2013 le transazioni di immobili residenziali sono diminuite del 9% rispetto all’analogo periodo del 2012 (-12% in Italia). Si tratta del livello più basso degli ultimi dieci anni. Per quanto concerne l’edilizia non residenziale, non è emersa alcuna nota positiva. Le transazioni riferite al terziario (uffici e istituti di credito) sono diminuite in regione dell’8% rispetto alla prima metà del 2012 (-10% in Italia). Ancora più elevata è apparsa la flessione del settore commerciale (negozi e centri commerciali, alberghi) pari al 15%. Stessa sorte per i capannoni industriali e le pertinenze. Una ulteriore nota negativa ha riguardato la Cassa integrazione guadagni straordinaria, di matrice strutturale. Nei primi otto mesi del 2013 sono state autorizzate circa 2 milioni e 221 mila ore, superando del 56% il quantitativo dello stesso periodo dell’anno precedente. A Forlì-Cesena abbiamo dati molto freschi, dal momento che come CNA abbiamo appena concluso un’indagine su un campione di 236 imprese del settore costruzioni nostre associate, sufficientemente numeroso per rappresentare l’universo delle società presenti sul territorio. La nostra indagine conferma che oggi queste imprese sono quelle che risentono maggiormente del prolungarsi della crisi. Ciò è confermato dalla costanza negativa che descrive gli andamenti occupazionali, a far data dal primo semestre dello

scorso anno. Mentre per tutto il 2012 quasi un dipendente su due era stato coinvolto nell’utilizzo delle forme di ammortizzatori, il primo semestre 2013 registra un dato addirittura in aumento: il 57% delle maestranze occupate nelle nostre aziende. Anche dall’analisi delle ore di ammortizzatori si nota come, a fronte di un buon recupero nel secondo semestre del 2012, la tendenza è tornata nettamente negativa a chiusura del 1° semestre, con il totale ore per ammortizzatori passato dalle 74.294 unità della media del secondo semestre 2012 alle 123.056, pari a un aumento del 65%. Come possiamo sintetizzare l’andamento del primo semestre 2013? Ordinativi in diminuzione in maniera generalizzata, a prescindere dalle classi dimensionali. Sia il mercato locale, utilizzato dalla maggioranza delle nostre imprese, sia quello nazionale risultano in calo e in pratica nessuna impresa ha concreti e duraturi rapporti in essere con i mercati internazionali. La liquidità è fortemente peggiorata. Il livello degli investimenti è in pratica fermo da un biennio. Il settore è caratterizzato da un crollo dei finanziamenti pubblici all’edilizia e da una rilevante contrazione dei prestiti bancari alle famiglie; a ciò deve aggiungersi l’irrigidimento imposto dal patto di stabilità agli enti locali, che non solo faticano ad appaltare ma generalizzano situazioni di mancati pagamenti ai fornitori, contribuendo per questo verso a ingigantire le difficoltà aziendali. A livello nazionale i ritardi nei pagamenti alle imprese si stimano in una cifra di 90 miliardi di euro. La concorrenza, che in un recente passato rappresentava una leva di sviluppo in un mercato a forte competizione, si sta trasformando in ulteriore elemento penalizzante, perché alimenta una “guerra sul costo”, foriera di economia sommersa, illegale e di nessuna garanzia per l’utenza. Per il 2014 si prevede un lieve miglioramento: gli ordinativi dovrebbero aumentare; sia il mercato locale che quello nazionale sono previsti in crescita, così come la liquidità aziendale; anche il livello degli investimenti è confermato in ripresa. Su cosa si basano queste aspettative relativamente fiduciose? Innanzitutto, prende sempre più piede la consapevolezza del valore strategico di alcuni filoni come la riqualificazione

ambientale e la rigenerazione urbana, la prevenzione rispetto alla riparazione, le contromisure al rischio sismico e idrogeologico, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e, in generale, il ripensamento dell’intero impianto infrastrutturale a qualsiasi livello territoriale (sulla rigenerazione urbana, CNA Forlì-Cesena sta sviluppando un progetto specifico che coinvolge direttamente le imprese e le Amministrazioni del territorio). C’è poi una novità che deriva dalla crescita della domanda abitativa da parte delle fasce sociali più deboli e delle giovani coppie. Infine si attende lo sblocco, anche se parziale, dei crediti vantati nei confronti delle amministrazioni pubbliche e le misure specifiche che più volte il governo ha annunciato di prendere per favorire il rilancio degli investimenti e l’aumento dei consumi privati. La ripartenza potrà quindi avvenire solo su nuove basi. Ne saranno protagonisti quei soggetti (imprese, professionisti, fornitori, investitori) che avranno la capacità di comprendere il cambiamento, il coraggio di reinventare il proprio ruolo e, la forza di investire da soli o insieme – su un nuovo progetto per le costruzioni”.

Claudio Bellini, Presidente CNA Costruzioni Forlì-Cesena


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NEWS

NEWS DA OPERA, DALL’ITALIA E DAL MONDO MEETING FORMATIVO PRESSO OPERA Nelle giornate di lunedì 2 e martedì 3 dicembre si è svolto presso gli stabilimenti Opera un meeting formativo con tutta la forza vendita del Centro/Sud. L’incontro ha voluto introdurre anche alle nuove figure commerciali che copriranno le aree dove fino ad ora Opera era presente solo in modo indiretto dedicando una giornata intera alla spiegazione della gamma di prodotti a base di calce aerea “Le Malte Storiche”, sulla quale l’azienda vuole continuare a puntare e dedicare risorse nella ricerca e nella promozione.

OPERA INCONTRA Opera supporta chi crede nei suoi prodotti e li commercializza. Nel corso degli ultimi mesi sono stati organizzati diversi incontri presso i rivenditori in tutto il territorio al fine di introdurre la gamma dei prodotti Opera. Il meeting organizzato dal nostro cliente Flli Cavallaro di Piano d’Api Acireale (CT) si è svolto presso il chiostro del San Biagio Resort, sapientemente ristrutturato dall’omonimo convento dei frati minori del XVI secolo ed ha accolto numerosi collaboratori e cliente del punto vendita. Altri meeting indirizzati in particolare ad imprese, architetti e professionisti sono stati organizzati in collaborazione con i rivenditori Donato Ragno di Acquaviva delle Fonti (BA), D.C.B. Srl di Rossano Calabro. Nuovi meeting sono in programma per tutto il 2014.

NASCE SCUDO DEFENCE Un nuovo prodotto nella gamma degli impermeabilizzanti: Scudo Defense. A seguito delle richieste soprattutto giunte dai mercati anglosassoni e nord americani, è stato concepito un prodotto che permette di proteggere il tetto degli edifici industriali e civili con una guaina chiamata comunemente “roof coating”. La guaina di Scudo Defense non ha necessità di essere ricoperta e quindi può essere esposta direttamente ai raggi UV; Scudo Defense è semi calpestabile, traspirante al vapore e impermeabile all’acqua (evita così la formazione di bolle) e non emette composti organici volatili (COV). Monocomponente, pronto all’uso, sarà disponibile a partire dai primi mesi del 2014.


NEWS

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NEWS DA OPERA, DALL’ITALIA E DAL MONDO INGEGNERI: IL MERCATO NE CHIEDE MENO Bei tempi quando una laurea in ingegneria rappresentava quasi la certezza di ottenere un posto di lavoro (anche se a costo di trasferirsi). Oggi, purtroppo, anche per i professionisti appartenenti a questa categoria la richiesta da parte del mercato non è più quella di una volta. A dirlo è l’indagine effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, relativa all’andamento del 2012. Lo scorso anno la domanda è calata di oltre un quarto (27,3%) sul 2011, toccando il valore più basso degli ultimi sette anni. Nel 2012, pertanto, il tasso di

disoccupazione degli appartenenti alla categoria ha raggiunto il 4,4%, andando oltre il 10% nel caso dei neolaureati. Lo scorso anno sono stati 16.000 gli ingegneri in eccesso, rispetto alla richiesta delle aziende, e anche aziende del Nordovest, solitamente con una forte domanda di tecnici, si sono registrati 3.000 posti in meno di quelli disponibili. Fortunatamente, anche a fronte di questi dati negativi, queste figure mantengono un forte appeal professionale. Intervistati dal CNI, gli imprenditori hanno dichiarato di ritenere comunque strategica la

loro presenza nelle aziende, tanto per le doti professionali, quanto per la disponibilità a lavorare in gruppo e alla capacità di risolvere i problemi aziendali.

EDILIZIA E AMBIENTE: LE MISURE CONTENUTE DEL DECRETO STABILITÀ Il Collegio Ambiente al ddl Stabilità per il 2014, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri ha previsto varie misure, che includono, dieci milioni di euro per la demolizione degli immobili abusivi, forme di incentivazione alla green econom . Fra le questioni comprese al suo interno, il provvedimento ha introdotto la riduzione del 20% sulla cauzione relativa all’offerta e alla garanzia di esecuzione prestata da colui che si aggiudica un appalto, a favore di coloro che partecipano a gare pubbliche muniti di registrazione EMAS o di marchio Ecolabel. (quest’ultimo figura anche tra i criteri

ambientali tra quei criteri ambientali da considerare nella valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa). Presente nel ddl anche

l’unificazione dei procedimenti e delle commissioni di Via, Vas e Aia. Si tratta di una significativa facilitazione, in quanto si prevede che quando per la realizzazione di un’opera vengono richieste sia la prima (Valutazione di impatto ambientale) che l’Autorizzazione integrata ambientale, si dovrà procedere mediante un unico procedimento di autorizzazione, con il quale verranno valutati aspetti come i profili localizzativi, le problematiche legate alla gestione dell’impianto e l’impatto ambientale complessivo del nuovo progetto. Ci sarà inoltre un’unica commissione, ma la specificità delle singole procedure sarà garantita dalla presenza di sottocommissioni.

LA SCUOLE DI MIRABELLO TORNA IN CLASSE... A Un nuovo polo scolastico al posto di quello gravemente danneggiato dal terremoto in Emilia del maggio 2011. È quello di Mirabello, in provincia di Ferrara, la cui ricostruzione è stata affidata allo studio Mario Cucinella Architects e a Cmc Prefabbricati. Con questo progetto si è voluto offrire una risposta efficace e veloce ai requisiti di sicurezza presenti nel bando di gara, senza sacrificare l’integrazione con il paesaggio

circostante. Il polo copre una superficie di mille metri quadrati ed è ripartita in tre stecche parallele, separate da aree di circolazione. Lo schema planimetrico è pertanto semplice, costituito da una sequenza di piani che conferiscono all’insieme leggerezza, con la luce naturale ed il diretto contatto tra spazio interno ed esterno a giocare un ruolo di elementi guida della progettazione. Le aule sono collocate nelle nelle maniche laterali, al fine di garantire un affaccio verso l’esterno e verso il giardino, il tutto con un adeguato apporto di luce e ventilazione naturale. Uffici, magazzini, locali tenici e blocchi servizi sono stati invece posizionati nella manica centrale, così da razionalizzare l’impiego degli apparati impiantistici. Il polo è concepito come uno spazio sicuro e protetto e nello stesso tempo aperto e permeabile, e l’inserimento nel paesaggio rappresenta un altro suo elemento essenziale del concept architettonico. Il nuovo edificio scolastico diviene così un oggetto dal corpo sfrangiato, senza un bordo definito, aperto verso gli spazi a verde del lotto e della vicina campagna, concepito per essere un segno nel paesaggio. Visto il consumo annuo previsto di 7,68 Kwh/m3 anno, il polo otterrà la certificazione di Classe A.


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NEWS

NEWS DA OPERA, DALL’ITALIA E DAL MONDO QUELLO STADIO DALLA FORMA COSÌ... SCANDALOSA

Crediti: AECOM Ancora non possiamo dire quale sarà il più riuscito fra quelli che sorgeranno in Qatar per i campionati di calcio del 2022, ma possiamo già stabilire già da ora quale sarà lo stadio che avrà

la forma più insolita: l’Al Wakrah, impianto collocato nella cittadina a sud del paese mediorientale, non molto distante dalla capitale Doha. A renderlo così particolare è proprio l’involucro, che a detta della gran parte degli osservatori ricorda chiaramente l’organo sessuale femminile. Attualmente l’impianto ospita gli incontri del team locale, l’Al-Wakrah Sports, ed ospita 20.000 spettatori ma in seguito all’intervento di AECOM Technolgy Corporation, la capienza raggiungerà le 45.000 unità. Naturalmente non era questo lo scopo del gruppo americano, che puntava invece a collegare l’aspetto esterno

dell’impianto alla forma della barca tradizionalmente usata in Qatar per ricercare le perle. Eppure, tra tante critiche e le inevitabili battute dei non addetti ai lavori, il nuovo stadio ha ottenuto anche qualche consenso. Uno di questi è stato espresso sulle pagine dell’inglese Guardian: secondo la giornalista Holly Baxter una struttura con queste sembianze non dovrebbe essere condannata, ma giudicata positivamente, dopo che il panorama delle grandi metropoli mondiali è stato per decenni caratterizzato da edifici verticali che richiamavano i genitali dell’altro sesso.

UN NUOVO CAMPUS PER APPLE Crediti: Foster + Partners

Una superficie complessiva di quasi 260mila mq, in parte occupata da una struttura a forma di anello circolare. Sono queste alcune delle caratteristiche principali del nuovo campus Apple che sorgerà nella città di Cupertino, in un area bonificata,

acquistata da Hp. Il progetto concepito da Foster + Partners prevede una struttura in grado di accogliere 15mila dipendenti e ospiterà una mensa, caffetterie, aree ristoro, un auditorium, una palestra e un ristorante da 600 posti. Apple vuole fare ovviamente le cose in grande, anche dal punto di vista ambientale. I materiali che verranno impiegati saranno infatti di ultima generazione sotto l’aspetto della biocompatibilità e le imponenti specchiature verticali delle pareti giocheranno un ruolo fondamentale nel raffrescamento della struttura (comunque ottenuto dagli impianti meccanici all’interno del fabbricato). Come per gli store Apple, la pavimentazione del centro sarà realizzata in pietra

QUANDO LA CHIESA SI FA MULTITASKING Il nuovo edificio progettato dallo studio tedesco Graft, prossimo alla cantierizzazione nel territorio di Wuensdorf (Germania), è stato concepito come una struttura innovativa, in grado di ospitare attività diverse, dalle cerimonie ai concerti, fino all’espletamento delle altre funzioni religiose. I progettisti hanno sviluppato il concetto di un involucro con le facciate che ricordano la forma di un diamante, con ampie specchiature inclinate e sorrette da montanti collocati direttamente nel suolo. Tali specchiature sono strutture ad alto contenuto tecnologico poiché consentono il massimo utilizzo dell’energia solare e, allo stesso tempo, consentono di mitigare quest’ultimo, in modo da limitare il lavoro degli impianti adibiti dal controllo della temperatura interna della chiesa. Nel piano interrato dell’opera si troveranno tutti gli spazi di servizio, tanto per i fruitori quanto per le funzioni e le celebrazioni che verranno svolte all’interno del fabbricato. La struttura verrà completamente interrata (pertanto sarà “nascosta” ai fruitori), e sarà costruita in calcestruzzo armato ad alta resistenza. In questo modo si contrasterà la spinta verso l’esterno delle colonne montanti delle facciate.

Crediti: Graft

grigia proveniente dalle cave della Toscana, mentre la ventilazione sarà principalmente sviluppata tramite sistemi naturali. Sempre dal punto di vista energetico, una parte rilevante della fornitura arriverà mediante l’impiego di pannelli solari altamente performanti, che verranno collocati sulla coperture delle grandi aree parcheggio della struttura. Naturalmente, anche se a fronte di una grande attenzione all’ambiente, la creazione di una struttura di questo tipo comporta sempre un grande impatto in termini di occupazione del suolo: per evitare un bilancio negativo da questo punto di vista verranno collocati 6.200 nuovi alberi, così da sostituire i 3.200 spostati durante le fasi di costruzione.


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TENDENZE

TESTI ARCH. STEFANIA ARVIZZIGNO WWW.GLOBALHOME.IT

BIOARCHITETTURA IN EUROPA ECCO COSA DICONO LE DIRETTIVE UE Con architettura sostenibile o Bioarchitettura si intende un nuovo modo di progettare e costruire edifici in modo da limitare gli impatti nell’ambiente; possiamo quindi definirla un vero e proprio approccio culturale al progetto, piuttosto che un ambito disciplinare dell’architettura. Attualmente la sostenibilità è uno dei temi più importanti nel campo delle costruzioni e della vendita immobiliare. L’economia, l’ecologia e gli aspetti socioculturali costituiscono quindi un obbiettivo centrale nella progettazione, costruzione e futura gestione degli edifici. Questa nuova consapevolezza deriva dallo studio a livello europeo dell’effettivo consumo di risorse energetiche dovuto alla costruzione degli edifici, responsabile del 42% del fabbisogno globale di energia, del 30/40% della produzione dei rifiuti, del 35% delle emissioni globali di gas serra. Questi dati

dimostrano la necessità di azioni urgenti per ridurre il fabbisogno energetico non solo nella fase di utilizzo di un edificio, bensì nell’intero ciclo di vita di ogni prodotto impiegato nella costruzione e va sottolineato come il potenziale risparmio maggiore non sia nel settore industriale ma in quello residenziale, la cui percentuale di consumo energetico ammonta al 26%. I governi dei diversi paesi europei hanno recepito questi dati e riconosciuto come fondamentale dare un nuovo indirizzo al settore delle costruzioni a livello comunitario e con la direttiva UE sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) 2002 sono stati introdotti standard di efficienza più alti per i nuovi edifici e per i lavori di costruzione. Questa direttiva segna un passo importante in direzione di un maggiore peso dell’efficienza ecologica a lungo termine. Inoltre, in vista

dell’autonomia dell’Europa dai fornitori extraeuropei di energia e della diminuzione di emissioni di gas serra, è stata promulgata nel 2002 la “Energy Performance of Building Directive”, contenente norme generali, requisiti e metodi di misurazione. Successivamente, nel 2009, questi requisiti sono diventati ancor più restrittivi con la EPBD 2009, nuova direttiva che ha come obbiettivo l’ulteriore aumento dell’efficienza energetica degli edifici oltre che il rispetto di standard ambientali più rigorosi. Con questa direttiva gli stati membri si impegnano ad accertarsi che in futuro tutti i nuovi edifici saranno pressoché ad “energia zero” e definibili GREEN BUILDINGS, che abbiano le seguenti caratteristiche: - Utilizzo efficiente delle risorse naturali - Prevenzione dei rifiuti - Materiali sostenibili ecocompatibili


TENDENZE

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- Considerazione delle condizioni climatiche locali - Consumo energetico ridotto durante il trasporto dei materiali d costruzione - Effetti limitati sull’ambiente circostante (emissioni gas serra, inquinamento acustico, odori) - Analisi delle spese nel ciclo di vita - Aspetti della salute - Vicinanza alla città e collegamento con mezzi pubblici - Aspetti sociali e comfort - Alto comfort abitativo In questo contesto si inseriscono quelli che sono i sistemi di valutazione della sostenibilità (Life Cycle Assestment LCA) e di costi del ciclo di vita (Life Cycle Costing LCC) dell’edificio, che permettono di mettere a confronto le diverse tecnologie costruttive e stimare già in fase di progettazione quello che sarà l’impatto ambientale dell’edificio sia in fase di edificazione che durante il suo utilizzo. Questi bilanci ecologici aprono al progettista nuove vie e soluzioni per ottenere un’edilizia sostenibile, ad esempio paragonando le emissioni CO2 ed i consumi energetici delle costruzioni in legno con quelle delle costruzioni in cemento armato: il raffronto evidenzia come la scelta del legno porti in media ad un risparmio tale in termini energetici (a parità di progetto architettonico) da poter riscaldare l’edificio campione per 6 anni. Tutti i sistemi di valutazione della sostenibilità hanno evidenziano negli anni come la scelta del legno come materiale edile sia alla base dell’edilizia a basso impatto ambientale e ha aperto quindi una nuova strada nell’industria delle costruzioni che, contrariamente a quanto si possa pensare, ha una notevole

Disboscamento

ricaduta positiva in termini ambientali. Con i materiali e le tecniche convenzionali l’edilizia moderna consuma un’alta percentuale delle risorse disponibili in tutto il mondo di materie prime ed energie: per produrre calcestruzzo, acciaio e mattoni

Rimboschimento

a Riserve di carbonio per unità di superficie

infatti si consuma moltissima energia, basti pensare agli altiforni per l’acciaio, le fornaci per i mattoni, le cave per il calcestruzzo, impianti che bruciano combustibili fossili come il petrolio, emettendo quindi quantità elevatissime di CO2 nell’atmosfera.

a

b b

c d

c d ? e

e 2008

2100

Anni

Le riserve di carbonio sono state scorporate idealmente nelle diverse componenti: a) rami b) legno commercializzabile (> 7 cm) c) arbusti legnosi d) radici e) suolo


TENDENZE

Peso proprio (kg/m)

5

216

15

29

400 327

76

Trave in legno

100

101

Trave in acciaio

200

Trave in cemento armato

300

Trave in alluminio

Fondamentale inoltre è comprendere come lo sviluppo dell’edilizia legata al legno dia vita ad un ciclo economico virtuoso che porta ad un effettivo rimboschimento dei territori, poiché piantare alberi come l’abete risulta maggiormente conveniente che non coltivare mais o costruire edifici a fine speculativo. L’idea che l’utilizzo del legno danneggi l’ambiente è quindi decisamente errata perché una volta segato l’albero ne viene piantato immediatamente un altro. Lo sviluppo di questa economia ecosostenibile è ben visibile in Austria dove la superficie di bosco è pari a 4 milioni di ettari, cioè il 47% della superficie dell’intero stato, dove ogni anno crescono circa 31 milioni di mc di legname e ne vengono raccolti solamente due terzi, con indubbio beneficio ambientale. Infatti è noto come ogni mc di albero accumuli circa 900 kg di CO2: più precisamente durante la fotosintesi l’albero sottrae CO2 all’atmosfera e lo trasforma in carbonio ed ossigeno; il carbonio rimane nell’albero mentre l’ossigeno viene rilasciato dall’albero nell’aria. Grazie a questa naturale funzione si stima che nei boschi austriaci siano immagazzinate 800 milioni di tonnellate di carbonio, cioè una quantità 40 volte superiore ai gas serra prodotti ogni anno in Italia. Questo dato da solo dimostra come sia fondamentale dare una svolta decisiva all’edilizia scegliendo il legno come materiale da costruzione e di conseguenza incentivando lo sviluppo dell’industria del legno, che avrebbe come unica conseguenza il rimboschimento dei nostri territori.

Emissioni di CO2 legate alla produzione di una trave di alluminio, acciaio, cemento armato e legno

CO2 emessa (kg)

L’energia utilizzata per produrre il legname da costruzione a confronto con questi materiali tradizionali è pressoché irrisoria: il legno infatti cresce da solo, e non comporta alcuna spesa nel bilancio ecologico, utilizzando esclusivamente la pioggia e l’energia solare. L’unica energia utilizzata è relativa alla raccolta del legno, che risulta pressoché irrilevante.

6

0 CO2 assorbita (kg)

26

100 101

CO2 > 0 emissione CO2 < 0 assorbimento


xxxxx

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IL RIVENDITORE

TESTI SIMONE GIGLIOLI

TRENT’ANNI DI FIDUCIA NELLA QUALITÀ GAETANO ORLANDO RACCONTA LA FIDUCIOSA Una realtà dinamica, che punta da sempre a soddisfare le esigenze della clientela, fornendo i materiali edili più adeguati alle sue richieste. Questa è La Fiduciosa, rivendita siciliana con sede a Misilmeri, in provincia di Palermo. Lo scorso anno l’impresa ha compiuto i trent’anni di attività: un traguardo importante che difficilmente si raggiungerebbe senza le adeguate competenze, il desiderio continuo di migliorarsi e una notevole attenzione a quelli che sono i nuovi trend di mercato. La società è guidata dai fratelli Gaetano e Giacomo Orlando e per la sua attività gestisce una superficie complessiva (considerando il deposito e lo show room) di oltre 2.200 mq.

“La nostra rivendita – spiega Gaetano – offre tutti i materiali necessari in ambito edile: dagli attrezzi alle malte, fino ovviamente alle colle, gli stucchi e gli impermeabilizzanti. Come raggio d’azione, le nostre forniture coprono un po’ tutto il territorio del palermitano e anche il nostro paese, Misilmeri, con i suoi 30mila abitanti ha rappresentato fino a un paio di anni fa’ un mercato importante per La Fiduciosa, anche se poi c’è stata una certa flessione degli affari”. Può quantificare il calo registrato da voi? “Lo scorso biennio il volume d’affari è sceso di circa il 30%, anche perché con la crisi del settore molti clienti hanno cominciato ad optare per i prodotti più economici”.


IL RIVENDITORE

Ma chi sono i vostri clienti tipo, e quali le commesse che ricevete più frequentemente? “Tendenzialmente la nostra società lavora con i privati. I materiali richiesti sono destinati al ripristino delle abitazioni”.

“Per raddrizzare un po’ le cose servirebbe una crescita del 20%. È quello che ragionevolmente speriamo di registrare nei prossimi tempi”.

Ma si tratta di progettisti o clienti finali? “I secondi. Da noi vengo direttamente coloro che poi vivranno nelle abitazioni ristrutturate con i materiali”. E dal punto di vista dei rivestimenti, quali sono le loro richieste? “Qui come altrove vanno i formati di certe dimensioni, i mosaici...” E la pietra grezza? “Non molto, si predilige le piastrelle in gres che la riproducono. Invece a non essere molto richiesto sono quelle in finto legno”. Qual’è l’atteggiamento del cliente medio, quando si appresta a scegliere dei materiali per l’abitazione?”. “È particolarmente attento. E naturalmente cerca prodotti che siano al tempo stesso validi ed economici”. E lei, come cerca di assisterlo? “Beh, quello che io credo un cliente si aspetti quando si rivolge a un rivenditore è una vera consulenza. Quello che noi facciamo (ed è questo – credo – che ci ha permesso di essere apprezzati in tutti questi anni) è spiegare le caratteristiche del prodotto e quanto una determinata scelta incida sul risultato finale. È importante, ad esempio, che il cliente capisca quando può essere conveniente optare per un prodotto e quando, invece, questa scelta può comportare dei problemi da lì a qualche anno. Poi sta a lui scegliere se pensare solo al vantaggio economico immediato o se al contrario sia il caso di spendere qualche euro in più per evitare in futuro di dover chiamare degli artigiani ”. A proposito di artigiani, quando si tratta di vendere dei rivestimenti e i relativi prodotti, vi premurate anche di suggerire una squadra di posatori di vostra fiducia? “Se ci viene richiesto suggeriamo al cliente gli artigiani che possono fare al caso loro, ma non indichiamo sempre gli stessi. Ci piace, quando è possibile, dare l’occasione di lavorare un po’ a tutte le squadre che conosciamo e delle quali, naturalmente, abbiamo stima”. Concludendo, è un periodo non facile, ma visto che ormai siamo a fine 2013, che cosa si augurare per il prossimo anno?

LA FIDUCIOSA SNC DI ORLANDO CONTI GAETANO VIA FRA GIROLAMO MARFISI, 19 90036 MISILMERI TEL 091/8722895

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CHE SQUADRA!

TESTI SIMONE GIGLIOLI

POSE D’ECCELLENZA A PADOVA (E NON SOLO) IL SUCCESSO DI RS CERAMICHE DI FASOLATO ROBERTO Da oltre venticinque anni questa piccola società del padovano continua a raccogliere consensi (e commesse) su tutto il territorio nazionale. Stiamo parlando di RS Ceramiche, società con sede a Saccolongo (Padova), guidata dal fondatore e titolare Roberto Fasolato. Anche se si tratta di un’impresa dalle dimensioni ridotte, contando appena otto addetti in totale, questa piccola realtà del nordest rappresenta un chiaro esempio di come sia possibile attraversare anche i momenti negativi del mercato, puntando sulla qualità del lavoro. RS Ceramiche è specializzata nella posa in opera di pavimenti e rivestimenti con materiale di tutti i tipi, dalla ceramica ai mosaici, al klinker e le resine.


CHE SQUADRA!

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“Esattamente. Da qui a marzo abbiamo già messo a budget qualcosa come 12.000 mq di superfici sulle quali lavorare”. Beh, non è poco, considerando che altre realtà non sanno se e quali lavori realizzeranno da qui a un mese. “E infatti non ci lamentiamo!”.

L’ allargamento progressivo delle aree di intervento ha determinato un patrimonio di esperienze professionali e tecnologie innovative raggiungendo negli anni i massimi livelli e riconoscimenti qualitativi. “Certo - chiarisce Fasolato - non possiamo parlare di una fase esaltante, visto che da qualche tempo a questa parte le tempistiche di pagamento si sono sempre più dilatate, ma grazie all’impegno del

nostro addetto commerciale Evelin, sempre alla continua ricerca di nuovi clienti e al consolidamento degli stessi, ai buoni rapporti sviluppati in questi anni con architetti e geometri, riusciamo, ancora oggi, ad avere una buona prospettiva”. Vuol dire che ci sono delle commesse che vi assicurano una certa mole di lavoro anche nei mesi a venire?

Come si struttura l’ operato dell’azienda? “Il team è composto da una squadra addetta prevalentemente alla posa di pavimenti e rivestimenti civili, edifici, centri commerciali e direzionali, guidata dal Salvatore Gianni. Mentre un’altra guidata da Milan Posedi si occupa della realizzazione di cantine, macelli, caseifici, in genere utilizzando stuccature in resina epossillica. Non credo di esagerare dicendo che siamo tra le poche realtà che lavorano a regola d’ arte in questi settori soprattutto utilizzando il klinker”. E il pubblico? “Abbiamo commesse anche in quest’ambito. E sinceramente sono alcune tra quelle che ci danno la maggiore soddisfazione”. Perchè? “Per il prestigio delle stesse. Si tratta infatti, in alcuni casi, di grandi istituzioni culturali italiane. Mi vengono in mente, solo per fare un esempio, il lavoro fatto per l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il Centro di Biologia dell’Università di Padova, l’autostazione della Sita di Padova, la palestra comunale di Selvazzano proprio vicina a casa..” Tutte commesse importanti ottenute in Veneto... “Non necessariamente. I miei collaboratori ed io essendo esperti anche nella posa e realizzazione di piscine pubbliche, private e personalizzate vantiamo anche dei lavori importanti fuori dalla regione come le piscine comunali di Trento, quella di Cantù, o come quello della piscina olimpionica recentemente realizzata a Pescara. Ma come riuscite a gestire l ‘impiego degli


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addetti su tutto il territorio nazionale? Insomma, otto persone non è che siano tantissime, no? “Cercando di organizzare i lavori e le tempistiche nel miglior modo possibile, anche se, non lo nego, a volte dobbiamo rinunciare ad alcuni lavori per carenza di organico”. Sicuramente ne posate di ogni tipo e formato, ma quali sono i rivestimenti che sono più apprezzati in questo periodo? “Se parliamo di formati, devo dire che a farla da padrone sono ormai quelli grandi. Se parliamo di tipologia, invece, il finto legno è in forte ascesa fra le preferenze dei nostri clienti”. Crisi o non crisi, siete comunque in una fase positiva. Quindi si deve pensare che voi, diversamente da altri, non siete particolarmente danneggiati da quei concorrenti “sleali” che lavorano in nero e sottocosto. “Una concorrenza di questo tipo c’è purtroppo dappertutto, e la cosa non fa certo piacere, anche perchè finisce col penalizzare quei colleghi onesti che lavorano regolarmente. Fortunatamente c’è ancora chi sceglie di rivolgersi solo ai professionisti con le carte in regola, in parte per avere la sicurezza di una prestazione qualitativamente valida, in parte perchè, specialmente nei cantieri di certe dimensioni, assoldare professionisti improvvissati, privi dei requisiti amministrativi necessari rappresenta un forte rischio”.

RS CERAMICHE DI FASOLATO ROBERTO VIA PERAROLO, 6/B 35030 SACCOLOGNO - PD Tel./Fax 049/8016723 Cell. 338/5441797


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Una nuova idea di legno In una realtà complessa e sfaccettata come quella odierna, il desiderio di un ritorno al passato si fa sempre pIù pressante. Coniugare la moderna tecnologia con emblemi di un tempo lontano diviene un imperativo categorico. Pensate alla libertà di navigare in totale autonomia: solcare i fiumi e i laghi con il proprio armo, immersi nella natura più incontaminata e cimentarsi nella quotidiana sfida per la supremazia. Il legno è il sovrano di questo mondo, un mondo che pensavamo perduto, ma che oggi Energie Ker intende riproporvi, nell’ambito di una linea esclusiva, in cui il ricordo dell’opera incessante di piccoli artigiani intagliatori, è stato impresso a futura memoria sui pannelli in esposizione. Una vera e propria foresta urbana: noi siamo come loro, vogliamo essere liberi, vogliamo essere gli artefici del nostro futuro e vogliamo prendervi per mano ed accompagnarvi in questo entusiasmante viaggio.

www.energieker.it

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FORUM LEGALE

TESTI Avv. MARIA LUISA CALIENDI mlcaliendi@gmail.com

IL SUBAPPALTATORE E LA SICUREZZA ECCO LE RESPONSABILITÀ DI QUESTA FIGURA SECONDO LA CASSAZIONE In ambito pratico e operativo molte perplessità si pongono nel caso in cui in un cantiere operino più imprese, per l’affidamento di subappalti. In tali casi, infatti, è importante riuscire ad individuare e a delimitare gli eventuali profili di responsabilità (civili e penali) che si possono configurare in capo tutti i soggetti che si trovino ad operare nel cantiere (committente, appaltatore, subappaltatore e così via), per gli infortuni dei lavoratori. La Cassazione, sollecitata sul tema, ha

ripetutamente stabilito che per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni sul lavoro, gli obblighi di osservanza delle norme antinfortunistiche, con specifico riferimento all’esecuzione di lavori in subappalto all’interno di un unico cantiere edile predisposto dall’appaltatore, grava su tutti coloro che esercitano i lavori (Cass. Pen. III, 19505/2013). In particolare, per quanto preme evidenziare in questa sede, lo stesso onere grava anche sul subappaltatore interessato

all’esecuzione di un’opera parziale e specialistica. Il subappaltatore ha, pertanto, l’onere di riscontrare ed accertare la sicurezza dei luoghi di lavoro, anche se la sua attività si svolga contestualmente ad altre che sono prestate da altri soggetti. Ulteriore punto da evidenziare è che gli obblighi di verifica del rispetto delle norme poste a presidio delle violazioni in materia antinfortunistica si configurano in capo al


FORUM LEGALE

subappaltatore sebbene l’organizzazione del cantiere sia direttamente riconducibile all’appaltatore, che non cessa di essere titolare dei poteri direttivi generali. Infatti, rimane fermo il principio generale per cui alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, all’obbligo della osservanza delle norme di legge sono tenuti tutti coloro che esercitano tali lavori, quindi anche il subappaltatore, che ha l’onere di riscontrare ed accertare la sicurezza dei luoghi di lavoro, ancorché la sua attività si svolga concomitantemente ad altra, prestata da altri soggetti. È importante evidenziare che non può addurre quale giustificazione l’aver fatto affidamento sull’opera preventiva e sul controllo dei soggetti terzi (committente e appaltatore) che operano all’interno dell’unico cantiere. Infatti in questa materia sono in gioco valori primari come la vita e l’integrità fisica

dei lavoratori, il principio d’affidamento va contemperato con il principio di salvaguardia degli interessi del lavoratore “garantito” dal rispetto della normativa antinfortunistica. Ovvia conseguenza è che il datore di lavoro, anche nel caso in cui esegua lavori in cantieri dove già operano altri soggetti e svolga lavori secondari (si trovi quindi in posizione di dipendenza rispetto agli altri soggetti che vi lavorano) è garante dell’incolumità personale dei suoi dipendenti: è tenuto a valutare i rischi ed a prevenirli. Non può, infatti, invocare a sua discolpa eventuali responsabilità altrui, poiché doveva essere in grado di calcolarle con la necessaria diligenza, prudenza e perizia. In ragione dei ricordati principi, il subappaltatore, non perde la sua posizione di garanzia, anche se nel cantiere ove si

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trovi a lavorare sia operante l’appaltatore ed un rappresentante del committente e sebbene l’organizzazione stessa del cantiere sia riconducibile ai predetti soggetti; egli infatti non cessa di detenere, nell’esecuzione delle proprie attività poteri direttivi e obblighi a questi correlati. In conclusione, nell’esecuzione dei lavori in un cantiere in cui operino più imprese e una di queste sia chiamata a svolgere un compito, anche secondario e specialistico rispetto all’attività principale, l’onere di vigilanza che grava su quest’ultima, ancorché in posizione subalterna rispetto alla direzione e gestione del cantiere, è doppiamente stringente. Da un lato il subappaltatore deve verificare il rispetto delle norme antinfortunistiche nell’esecuzione dei suoi lavori specifici, e, dall’altro, deve verificare che il cantiere nel quale operano i suoi dipendenti sia rispettoso, in generali di dette previsioni.


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MARMI E PIETRE

TESTI DOTT. SSA ELISA MARCHESINI IMMAGINI UGO FRANCHINI e Prun.it

LA PIETRA DELLA LESSINIA TRA IERI E OGGI UN MATERIALE FORMATOSI 95 MILIONI DI ANNI FA E TUTT’OGGI USATO E VALORIZZATO Quando parliamo di Lessinia risulta ormai scontato abbinarla alla pietra che da secoli la caratterizza e che da sempre ne ha decretato le forme e le fattezze. Si tratta della Pietra di Prun o, per usare un termine più commerciale, Pietra delle Lessinia. È un materiale di lontana formazione e la sua sedimentazione è durata da 95 a 65 milioni di anni fa. Il lastame, altro termine per individuare questo calcare, affiora prevalentemente nella porzione centrooccidentale dei Monti Lessini Veronesi e raggiunge uno spessore variabile tra i 50 e i 65 metri. Gli strati del lastame, ovvero l’unica porzione coltivabile dell’intera formazione della Scaglia Rossa (raggiunge uno spessore tra i 50 e i 65 metri), variano da un minimo di 4 centimetri ad un massimo di 35 centimetri, per un totale di circa 6.5-8 metri.

Lo sfruttamento dei materiali lapidei nel territorio della Lessinia veronese risale con certezza già al Neolitico (IV millennio a.C.). Il massiccio utilizzo della Pietra di Prun era garantito dalla sua singolare conformazione: la disposizione in strati di diverso spessore e di diverse qualità permetteva di utilizzare ogni strato in modo specifico. Grazie alla sua particolare consistenza e facilità di estrazione, il lastame veniva impiegato sin dall’Età del Ferro per costruire mura di cinta dei villaggi, fortificazioni, muri perimetrali di case ed edifici. I resti di alcuni abitati risalenti al V secolo a.C. dimostrano la presenza di case di tipo seminterrato, dette retiche, comunicanti tramite una serie di terrazzi lastricati. Le pareti erano costituite da lastre come probabilmente l’elevato e il tetto. L’uso della Pietra della Lessinia prosegue

poi nel Medioevo, quando veniva utilizzata per interi insediamenti, per le antiche pievi e per tutte quelle strutture necessarie alla sussistenza dei residenti. Tutti i resti pervenuti dimostrano come questa pietra fosse già migliaia di anni fa una risorsa essenziale di questo territorio. Le testimonianze di utilizzo del lastame non si interrompono nei secoli successivi ma abbondano e non si limitano più alla sola Lessinia ma ne superano i confini territoriali, raggiungendo prima i paesi più vicini e poi diffondendosi sempre più lontano geograficamente. Dal XII secolo iniziano si assiste alla comparsa di un nuovo complesso architettonico: la corte. Caratteristica della Lessinia centrale-occidentale, la corte di norma possedeva una colombara, ovvero una torre di osservazione e di difesa, un arco di accesso, mura perimetrali e un’aia


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lastricata in pietra. Per quanto riguarda la Lessinia centro-orientale, l’insediamento caratteristico era la contrada con abitazioni a schiera. Tutti gli edifici, costruiti interamente in pietra, erano disposti con le facciate rivolte verso sud per sfruttare appieno la luce ed il calore del sole. Le pareti potevano raggiungere il mezzo metro di spessore e le abitazioni erano solitamente a due o tre piani. La porta d’ingresso era ad arco o ad architrave, sovrastata da una pietra per proteggere dall’acqua o dalla neve. Caratteristici di tutta la Lessinia erano gli interni delle abitazioni: la pietra era utilizzata per il focolare, il seciàr (lavello), per la canaletta di scolo dell’acqua e per il pavimento. Anche il coèrto (tetto) era rigorosamente formato da lastre di pietra. Uno degli aspetti più caratteristici degli insediamenti umani sono le giassare, enormi strutture cilindriche interrate per ¾ nel terreno. Venivano utilizzate per conservare il ghiaccio formatosi nei periodi invernali, garantendo così l’approvvigionamento alla città di Verona (ospedali, ferrovie, osterie,…). Il lastame veniva inoltre impiegato nell’agricoltura e nell’allevamento per delimitare confini di orti e pascoli, e per la costruzione di pollai e porcili. Nel Trecento, con l’intensificarsi dei traffici e dei commerci, il mercato della pietra conosce un crescente sviluppo tanto da diventare una risorsa economica alla stregua di qualsiasi prodotto agricolo. Nel Quattrocento e nel Cinquecento, il lastame diventa materiale pregiato grazie all’affermazione dell’arte rinascimentale e della sensibilità per l’eleganza della dimora signorile. La presenza della Pietra di Prun favorisce la nascita di nuove e fiorenti attività, una su tutte quella del tagliapietre. La richiesta sempre maggiore di questo materiale lapideo a ovviamente portato alla necessità di migliorare ed ottimizzare la tecnica estrattiva. In passato l’escavazione era soprattutto praticata in galleria, sul fianco dei rilievi montuosi, ed era operata in modo da lasciare dei pilastri naturali a sostegno delle volte man mano che il fronte della cava si approfondiva. Con l’invenzione della dinamite il lavoro dei cavatori fu indubbiamente agevolato ma reso anche ulteriormente pericoloso per l’aumento dei crolli. Per questo motivo le autorità vietarono di operare in galleria e fu necessario in seguito ricercare aree con poco capellaccio (ovvero la bancata di roccia interposta tra la superficie del terreno e la sommità degli ultimi strati) o con la roccia in affioramento, in modo tale da poter cavare a cielo aperto. Dagli anni Cinquanta del XX secolo questa nuova tecnica si diffuse in maniera massiccia e permise un sempre maggior disponibilità di materiale da commerciare. Divenne altresì necessario costruire il laboratorio per la lavorazione direttamente in cava per agevolare i trasferimenti e ottimizzare sempre di più i tempi di lavorazione. In laboratorio la pietra, anziché essere lasciata alla tradizionale finitura a spacco naturale, poteva subire alcuni trattamenti:


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bocciardatura (effettuata anche sul sito di estrazione), patinatura, graffiatura, spazzolatura, sabbiatura e lucidatura. In questo modo le lastre rispondono a diverse esigenze e sono adatte a molteplici utilizzi come quello edile, ma non solo: possono essere impiegate anche nella realizzazione di marciapiedi per la pavimentazione esterna grazie alla loro resistenza a raggi ultravioletti e alla decolorazione. Le lastre possono essere ulteriormente levigate e lucidate per l’arredamento di ambienti interni: si realizzano infatti camini, scale pavimenti e lavandini. Esistono poi dei particolari trattamenti che riproducono artificialmente il logorio del tempo sulla pietra come l’anticatura, che le dà un aspetto adatto ad un arredamento particolarmente ricercato. L’impiego non è però limitato al solo scopo edile. La specifica adattabilità della pietra attira ancor’ oggi gli artisti locali che realizzano le più svariate opere: pitture su lastre, fontane, colonne, statue e archi. L’utilizzo ed il commercio del lastame si è inoltre esteso dalla zona della Lessinia all’intera penisola italiana e all’estero. Sono infatti in continua espansione i mercati statunitensi e mediorientali: ne è un esempio la sinagoga di Tel Aviv, interamente costruita in Pietra di Pruna su progetto dell’architetto Mario Botta.

La pietra ha trovato un utilizzo sempre maggiore nelle opere di restauro, in cui vengono sfruttate le sue caratteristiche di versatilità e adattabilità, idonee ad operazioni non particolarmente invasive che mirano a conservare il più possibile lo stile e lo spirito delle costruzioni originali.

L’autore, Dott. ssa Elisa Marchesini, è responsabile del Museo Paleontologico e Preistorico di Sant’Anna d’Alfaedo (VR) museosantannadalfaedo.wordpress.com Per ulteriori informazioni potete consultare il sito www.prun.it


Benvenuta! Le Edizioni Moderna si arricchiscono di un nuovo gioiello.

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L’ESPERTO RISPONDE

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Ho posato con la colla in pasta CK6, ma rimane morbida anche dopo diversi giorni. Che fare? CK6 è un collante in pasta che polimerizza a temperature superiori a +5°C. Le cause del ritardo nell’asciugatura possono essere dovute a temperature molto basse (il collante deve essere usato a temperature non al di sotto dei +5°C), oppure all’utilizzo su superfici (piastrella e sottofondo) non assorbenti, oppure posando piastrelle senza

SAPER FARE È FARE SAPERE.

LE DOMANDE FREQUENTI DEI POSATORI GLOSSARIO

fuga (e quindi impedendo al collante di respirare e procedere alla naturale evaporazione dell’acqua). In questo caso, a meno di non voler scegliere soluzioni drastiche - cioè rimuovendo il collante ed usare un prodotto epossidico tipo Resilex PU2 - sarà sufficiente alzare la temperatura, scaldando l’ambiente, aiutando così il collante ad andare in presa più rapidamente. Devo posare un pavimento sopra uno già esistente nel

quale alcune piastrelle sono rotte o distaccate. Prima di eseguire la posa bisogna rimuovere le piastrelle distaccate ripristinare la planarità con il prodotto Rasoplan Tissotropico che essendo rapido non allunga i tempi di cantiere, permettendo quindi di posare l’adesivo sul rasante anche dopo poche ore. Tale prodotto inoltre essendo altamente tissotropico permette di colmare vuoti fino a 40 mm in una unica passata.

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