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Editoriale

GIOVANI INSEGNANTI: IL FUTURO DELLA PROFESSIONE di Don Robert KASEREKA NGONGI

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rima di essere un dispensatore di nozioni l’insegnante è innanzitutto un educatore. Perché l’essere precede le parole. Se il ruolo dell’insegnante fosse unicamente quello di dispensare nozioni, sarebbe sufficiente registrare una lezione e farla ascoltare agli studenti. E invece l’insegnante è indispensabile, senza la sua presenza nessun vero insegnamento è possibile. Etimologicamente «insegnare» contiene in sé la definizione del suo importante compito: il termine infatti deriva dal latino in-signare che ha il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo signum, marchio, sigillo. L'attività dell'insegnante, dunque non si limita a trasmettere il sapere ma consiste nel "segnare" la mente del discente, imprimendo in essa un metodo di approccio alla realtà che va ben oltre lo studio di singole nozioni e che pone le basi per “significare” vale a dire comprendere, conoscere e interpretare la realtà. Mentre il termine «educare» deriva dal latino ex-ducere che letteralmente vuol dire tirare fuori, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. L’educatore è colui che dà all’allievo gli strumenti necessari per rinascere dall’inconsapevolezza alla consapevolezza, dalla non conoscenza alla conoscenza. Questo passaggio realizza una vera e propria rigenerazione e in tal senso l’insegnante è come una madre. E’ questa caratteristica che rende sacro il suo ruolo nella crescita di un essere umano e nel suo inserimento nella società. L’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 consacra l’educazione come diritto inalienabile per tutti. ILO/UNESCO, diciotto anni dopo, ha lavorato molto per mettere in risalto il ruolo dell’insegnante che garantisce una educazione di qualità. Finalmente il 5 ottobre del 1994, una conferenza intergovernativa dell’ONU ha firmato le raccomandazioni dell’ILO/UNESCO sullo status degli insegnanti e da lì è stata istituita la Giornata Internazionale degli Insegnanti. Si è, infatti, sentita la necessità di definire meglio il ruolo dell’insegnante, precisarne i contorni, definire una politica scolastica e universitaria d’insieme relativa ai bisogni della società, quali: pace, rispetto reciproco, progresso economico e sociale, in breve, il benessere dell'uomo. È ovvio che la capacità dell’insegnante gioca un ruolo fondamentale per la qualità dell’insegnamento. Per migliorare questa qualità l’insegnante deve conoscere i suoi doveri, ma devono anche essere riconosciuti i suoi diritti sia dallo Stato che dalle istituzioni private.

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Un diritto è come un dono. Ogni dono suppone una missione. Ad ogni diritto corrisponde un dovere e i doveri degli insegnanti si manifestano nella loro qualifica, nelle loro competenze, nelle loro qualità umane, pedagogiche e professionali. Il tema scelto per la Giornata Internazionale degli Insegnanti per il 2019 è: «Giovani insegnanti: il futuro della professione».

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Per l’avvenire di questo «nostro bel mestiere», come lo definiscono i pedagogisti, noi riteniamo che vivere questo impegno personale come una vocazione sia fondamentale, perché se l’insegnamento viene considerato un lavoro come un altro per guadagnarsi da vivere, il futuro dell’educazione dei nostri giovani è compromesso. Tuttavia, valorizzare anche con stipendi adeguati questa figura è fondamentale. Nello spirito che intende il ruolo dell’insegnante come vocazione per il cambiamento della società, l’OPAM collabora con referenti locali nelle zone più difficili e isolate del Sud del Mondo per sostenere gli insegnanti cercando di garantire loro un salario minimo, dignitoso perché non rinuncino ad esercitare questa professione. Specialmente lì dove sono a carico di famiglie troppo povere per assicurare un compenso adeguato ai docenti non è infrequente avere insegnanti non foto Adam Cohn qualificati (che costano meno) o un solo insegnante per troppi alunni, con classi anche di 120 persone.


Editoriale Ma questo è solo il primo passo per garantire l’istruzione e un’educazione di tanti bambine e bambini, ragazze e ragazzi. E’ necessario garantire un’educazione di qualità che tenga conto non solo dei contenuti ma che sia altresì «indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali» (art. 26.2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani). Questa è l’educazione umana integrale per la quale l’OPAM è impegnata sin dalla sua fondazione. In quest’ottica non stupisce che i primi sostenitori dell’OPAM fossero in massima parte insegnanti. Oggi questa tendenza è diminuita sensibilmente ed è importante approfondire le ragioni. Nel nostro Paese la figura dell’insegnante ha perso in questi anni il suo riconoscimento sociale. La sua dignità è stata sminuita. Forse gli insegnanti stessi non percepiscono più quale ruolo fondamentale abbiano per il futuro del Mondo e forse molti scelgono questa professione se non hanno altre alternative. Il nostro avvenire e quello dell’umanità intera, è riposto sul savoir-faire degli insegnanti di oggi, sulle loro motivazioni, in modo particolare di quelli più giovani. C’è un detto popolare in francese che recita «Dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei»1, e si può dire similmente «Dimmi quale insegnante frequenti e ti dirò chi sei». Una grande responsabilità, dunque. Ed è importantissimo ridefinire il ruolo dell’insegnante e riconoscerne la dignità che merita mettendo tutti in grado di esercitare questa professione nel migliore dei modi. I nostri migliori auguri per il nuovo anno scolastico a tutti gli insegnanti: possano essere da tutti riconosciuti come una perla preziosa per l’edificazione di un mondo migliore! « DIS-MOI QUI TU HANTES, JE TE DIRAI QUI TU ES ».

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Vita associativa

FINALMENTE LE DUE SORELLE SI RINCONTRANO!

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li amici più recenti dell’OPAM forse non sanno che esiste una sorella dell’OPAM in Germania, nata nel 1980 a Lindlar-Linde dall’incontro di Don Carlo Muratore con un gruppo di amici tedeschi, per diffondere l’idea dell’alfabetizzazione come strumento privilegiato per sconfiggere povertà e sottosviluppo nei Paesi europei di lingua tedesca (Germania, Austria e Svizzera tedesca). La storia Dopo i primi contatti di Don Carlo con alcuni amici tedeschi, nel 1977 fu pubblicato e diffuso in Germania un numero del giornale OPAM in lingua tedesca. E questo si rivelò uno strumento importantissimo perché l’idea di Don Carlo trovasse sostenitori anche in questo Paese. Il 12 settembre del 1980 viene fondata ufficialmente l’OPAM tedesca guidata da padre Josef Prinz, il signor Hermann Bröskamp, la signora Leonore Kremer. Nel 1984 l’OPAM tedesca comincia ad avere suoi referenti anche in Austria con Suor Christine Neumeister e nella Svizzera tedesca con la signora Anni Zoppé. Nel 2009 il Signor Werner Mays succede a padre Prinz alla presidenza dell’Associazione. Altri membri del consiglio sono la signora Leonore Kremer e il Signore Josef Büchel. Padre Prinz tornerà alla Casa del Padre improvvisamente il 3 dicembre dello stesso anno. In oltre 35 anni di lavoro, l’OPAM tedesca ha svolto un prezioso servizio di informazione sul problema dell’importanza dell’istruzione in diverse città tedesche, Monaco, Aquisgrana, Münster, Friburgo, Dingden Klausenhof e soprattutto nell'intera Bergisches Land e nella zona di Colonia-Bonn. Sebbene le due associazioni siano ispirate dalla stessa idea e portino avanti la stessa missione ciascuna opera indipendentemente dall’altra.

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Dalla morte di padre Prinz i contatti fra le due associazioni si erano diradati. Ma Don Robert, divenuto presidente, ha espresso il desiderio di conoscere gli amici dell’OPAM tedesca. E così il 10 maggio Don Robert è partito per la Germania. Racconta: “Werner Mays, il presidente dell’OPAM-te-

Don Carlo e P. Prinz 4

Don Robert incontra il Consiglio di Presidenza dell’OPAM-Germania: Werner Mays, Leonore Kremer e Karsten Overödder


Vita associativa desca, è venuto di persona a prendermi all’aeroporto di Colonia e mi ha portato a Kürthen da P. Janusz Szewczuk che mi ha ospitato nella sua parrocchia St. Marien. La domenica mi ha invitato a concelebrare la Messa per la prima comunione dei bambini. Ho visitato la sede dell’OPAM tedesca a LindlarLinde e ho avuto la gioia di incontrare tutti i soci riuniti per l’annuale assemblea. E’ stata davvero una festa in cui abbiamo messo in comune sogni e progetti e avviato lo studio di possibili, future collaborazioni fra queste due “creature” nate dal cuore grande di Don Carlo Muratore. Ecco il racconto dell’incontro scritto dagli amici I soci OPAM Astrid e Stephan Wittkampf consegnano all’ospite dell’OPAM tedesca. il “Martello di Colonia”, da loro ideato, a ricordo dell’incontro “Il nuovo presidente dell’OPAM-Italia e il presidente dell’OPAM-Germania si sono incontrati per la prima volta in un clima di grande cordialità. Don Robert aveva chiesto a Werner Mays quale poteva essere la data conveniente per conoscersi ed entrambi erano d’accordo che l’Assemblea dei Soci sarebbe stata una buona occasione. E così i soci dell’OPAM tedesca sono rimasti molto colpiti di sapere che don Robert ha potuto frequentare la scuola nel suo Paese, il Congo, grazie al sostegno dell’OPAM. Tutti erano concordi nel ritenere che non vi fosse migliore presidente per testimoniare la concreta operosità di un’associazione che ha lo scopo della promozione dell’istruzione. Grazie al servizio di traduzione svolto da soci dell’OPAM tedesca, la Dott.ssa Will e la Signora Astrid Wittkampf, la comunicazione è stata meno complicata di quanto ci si potesse aspettare. In questa giornata, nel corso di un dialogo molto approfondito, tutti i partecipanti hanno valutato le varie possibilità per intensificare la collaborazione fra le due associazioni sorelle a favore dell’importante sostegno all’istruzione per il bene dei poveri e degli emarginati. A conclusione dell’incontro, Werner Mays ha citato lo scrittore algerino Boualam Sansal che, in occasione del conferimento del Premio di Pace dell’Editoria Tedesca, disse: “Noi dobbiamo lottare! Ci sono esseri umani che stanno molto male. Loro contano su di noi!”

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A ricordo dell’incontro è stato donato a Don Robert il “Martello di Colonia”, un martello prodotto dalla ditta Kölner Hammer Manufaktur in esemplari unici, con una doppia testa che ricorda le torri della Cattedrale di Colonia ma simboleggia anche le nostre due associazioni nate da un unico ideale anche se totalmente autonome, preziosi strumenti di lavoro per un futuro migliore per tutti.

Incontro in allegria dopo la riunione dei soci 5


Progetto 2194

Bangladesh

Salviamo 3 scuolette dei villaggi tribali Luogo: Mongolpur, Maria Polli, Borla Scuola: primaria Tipologia: stipendio insegnanti Beneficiari diretti: 106 bambini Partner locale: diocesi di Sylhet Contributo richiesto: € 6.400 Per sostenere questo progetto seguite le indicazioni nella retro copertina su come fare una donazione. Se il progetto scelto è già stato finanziato la vostra offerta sarà attribuita ad un altro non ancora coperto.

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CONTESTO. La diocesi di Sylhet si estende su un territorio di 12.594 kmq nel nord-est del Bangladesh e comprende i distretti di Sylhet, Sunamganj, Habiganj e Maulvibazar. E’ suddivisa in 7 parrocchie. Su una popolazione di 13,5 milioni di persone i cristiani rappresentano soltanto lo 0,1%, la maggioranza è musulmana (oltre l’81%) e in parte anche indù (il 18%). In Bangladesh c’è la libertà di culto e non sono ostacolate le pratiche religiose, la popolazione è tollerante, pacifica e le diverse comunità religiose convivono in armonia, anche se negli ultimi anni si sono verificati episodi di intolleranza da parte di islamisti radicali. La Chiesa cattolica, pur rappresentata da una comunità così piccola, ha un'influenza importante nel campo dell'istruzione: nelle scuole cattoliche, riconosciute come serie e affidabili, sono accolti studenti di tutte le religioni e ci sono insegnanti musulmani. Nel distretto di Sylhet c’è una forte presenza di comunità tribali appartenenti a diverse etnie con lingua e tradizioni proprie (si calcola siano oltre 750.000). Vivono in condizioni di assoluta povertà (reddito pro capite < 1 € al giorno) in piccoli villaggi chiamati punjee, o in baracche fatiscenti, prive di servizi igienici e di acqua potabile nelle piantagioni delle compagnie del tè dove lavorano come braccianti.

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PROGETTO. Il 98% dei cattolici è di origine tribale e versa in condizioni di estremo bisogno. Questa situazione si ripercuote anche sull’educazione. “I bambini tribali che possono frequentare la scuola primaria – ci scrive il vescovo della diocesi di Sylhet, Mons. Bejoy N. D'Cruze – non arrivano al 25% a dispetto delle statistiche ufficiali. Le scuole superiori sono solo nei principali centri urbani e i ragazzi, per frequentarle, devono affrontare anche i costi del vitto e dell’alloggio. La nostra giovane diocesi dal 2011, anno della sua fondazione, grazie all’aiuto della Comunità Europea, ha potuto avviare 101 scuole primarie rispondendo, anche se solo in parte, alle esigenze delle comunità locali. Ma gli aiuti ora sono finiti e la diocesi può sostenere solo 53 scuole rurali per un totale di circa 4.000 bambini. La scuola rappresenta un elemento importante di coesione sociale: famiglie cristiane, musulmane, indù, spinte

dalla speranza di una vita migliore per i propri figli, collaborano per i lavori di manutenzione e offrono vitto e alloggio agli insegnanti. Se non troviamo le risorse necessarie saremo costretti a chiudere altre 3 scuole primarie dei villaggi tribali di Mongolpur, Maria Polli, Borla.” La scuola di Mongolpur accoglie bambini di etnia Garo, provenienti anche dal villaggio di Aiubari, figli dei lavoratori delle cave di pietra. Ha 51 alunni e 2 insegnanti. La scuola pubblica più vicina dista oltre 4 km e per i bambini più piccoli è impossibile raggiungerla. La scuola del villaggio Maria Polli (Kollogram) è frequentata da 22 bambini di etnia Garo, figli di lavoratori a giornata nella conservazione del pesce. Il villaggio è circondato da un canale sormontato da un ponte molto rischioso da attraversare per raggiungere la lontana scuola statale. Borla è un villaggio collinare in piena giungla. La comunità Khasi che vi abita vive di un’agricoltura di sussistenza basata su una tecnica ancestrale (jhum o shifting cultivation). A causa dell’isolamento i bambini parlano solo la lingua madre e non capiscono il bengali, la lingua nazionale. La sola possibilità per favorire l’apprendimento è assicurare un insegnamento in lingua Khasi. La scuola è frequentata da 33 alunni seguiti da 2 insegnanti. Per garantire la sopravvivenza di queste scuolette Mons. Bejoy N. D'Cruze ci chiede un contributo di 6.400 € per pagare lo stipendio ai 5 insegnanti per 2 anni. La comunità locale provvederà invece all’acquisto del materiale didattico con 667 €. Chiediamo agli amici dell’OPAM di aiutarci a non far morire queste tre preziose scuolette!

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Progetto 2195

Rep. Dem. del Congo

Una scuola materna ad Ango Luogo: Ango Scuola: materna Tipologia: edilizia scolastica Beneficiari diretti: 105 bambini Partner locale: Sœurs de Jésus Educateur Contributo richiesto: € 12.945 Per sostenere questo progetto seguite le indicazioni nella retro copertina su come fare una donazione. Se il progetto scelto è già stato finanziato la vostra offerta sarà attribuita ad un altro non ancora coperto.

PROGETTO. Dal 1986 in questa zona opera la Congregazione diocesana delle Sœurs de Jésus Educateur, a servizio della pastorale, dell’educazione e della cura delle fasce più vulnerabili e povere della popolazione. Suor Julienne Singbatilani, Superiora Generale della congregazione, si rivolge all’OPAM per avere il sostegno dei suoi benefattori al progetto di costruzione di una nuova scuola nella parrocchia “S. Teresa del Bambino Gesù” di Ango. “Il territorio interessato al progetto – scrive Suor Singbatilani – è il più arretrato e quello meno scolarizzato di tutta la diocesi. Dei suoi 12.300 abitanti, l’11% è costituito da bambini tra i 3 e i 5 anni. Per 105 di loro attualmente c’è un'unica possibilità di frequentare l’asilo: la scuola materna “Kunzu”. La scuola non ha un proprio edificio e svolge le sue attività in locali messi temporaneamente a disposizione dalla parrocchia. Si tratta di stanze realizzate per ospitare agenti pastorali provenienti dai villaggi più distanti della diocesi per gli incontri plenari che si svolgono nel corso dell’anno. Le aule così arrangiate non sono idonee per la didattica: i bambini non hanno veri banchi per sedersi e scrivere, non ci sono materiali didattici né giochi e gli insegnanti restano in piedi poiché non ci sono cattedre.

E’ dunque urgente affrontare il problema e le difficoltà per costruire finalmente un edificio per la scuola materna “Kunzu”. Il nuovo edificio comprenderà 3 aule, 2 toilettes e un ufficio, dotati degli arredi necessari, banchi, tavoli, cattedre, giochi e materiali didattici. La nuova scuola sorgerà su un terreno di proprietà della diocesi. Il costo totale del progetto è di 15.427 €, il contributo locale è di 2.482 €, per cui chiediamo alla generosità dei benefattori dell’OPAM di finanziare il restante importo di 12.945 €. Aiuterete così la nostra scuola a garantire ambienti idonei, igienicamente sicuri, dove i bambini possano studiare e crescere serenamente e gli insegnanti siano nelle migliori condizioni per seguirli e dare loro un’educazione di qualità. Vi ringraziamo in anticipo per quanto potrete fare.”

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CONTESTO. La diocesi di Bondo si estende su un’area di 75.600 kmq, nella provincia del Bas-Uele al confine con la Repubblica Centrafricana e il Sud-Sudan. Il suo territorio, isolato e privo di strade, è in gran parte coperto dalla foresta pluviale, il resto è savana. Vi risiede una popolazione di circa 454.000 abitanti. L’isolamento geografico, le numerose guerre, le incursioni violente di ribelli ugandesi dell’LRA (Lord Resistence Army), guidato dal famigerato Joseph Kony, e la presenza massiccia dei Mbororo, pastori nomadi divenuti spesso molto aggressivi, hanno contribuito a creare una situazione di insicurezza frenando lo sviluppo e aggravando le condizioni di miseria.

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Progetto 2196

Rep. Dem. del Congo

Arrediamo la scuola infermieri Luogo: Mwene-Ditu Scuola: professionale Tipologia: arredi scolastici Beneficiari diretti: 132 studenti Partner locale: Servantes du Fils de Dieu Contributo richiesto: € 6.674 Per sostenere questo progetto seguite le indicazioni nella retro copertina su come fare una donazione. Se il progetto scelto è già stato finanziato la vostra offerta sarà attribuita ad un altro non ancora coperto.

opam ottobre 2019

CONTESTO. Mwene-Ditu è una città della Provincia di Lomami nel sud della Repubblica Democratica del Congo (RDC), importante per la sua posizione strategica in aree agro-pastorali non ancora sviluppate ma ricche di verdi pascoli. Qui vivono oltre 350.000 famiglie appartenenti a diverse etnie, molte delle quali profughe, fuggite dal Rwanda e da altri Paesi confinanti a causa delle grandi guerre che hanno insanguinato per anni questi territori con il loro seguito di degrado sociale ed economico, di disperazione. La popolazione vive soprattutto di un’agricoltura di sussistenza, basata ancora su tecniche tradizionali, e di piccolo commercio. Nuovi sanguinosi conflitti in questa zona sono scoppiati recentemente con le milizie della tribù Kamwina Nsapu, così chiamata dal nome del loro capo che si opponeva al governo centrale. Iniziati nel 2016 come una ribellione contro le forze governative accusate del suo assassinio, i conflitti si sono trasformati in una guerra etnica estendendosi rapidamente alle province del Grande Kasai, Lomami compresa, seminando distruzione e terrore e causando oltre 3300 vittime in meno di tre anni. La situazione di insicurezza ha ulteriormente disgregato il tessuto sociale aggravando le condizioni di povertà e costringendo molte famiglie a trasferirsi altrove.

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PROGETTO. Le suore della congregazione delle Servantes du Fils de Dieu (SFD) prestano la loro opera in questi territori a fianco delle comunità povere ed emarginate per promuoverne lo sviluppo integrale, soprattutto dei bambini e delle donne, svolgendo il loro apostolato in campo sociale, culturale, economico, sanitario ed educativo. Tra le diverse scuole fondate e gestite dalle suore, c’è l’Istituto Tecnico Medicale (ITM) di Mwene-Ditu, una scuola secondaria di formazione infermieristica. Suor Virginie Tshibangu, Superiora Generale della congregazione, ci scrive: “Fondata 5 anni fa, la nostra scuola ha iniziato la sua attività all’interno del Centro Ospedaliero. Lo scorso anno, con l’aiuto di amici belgi, abbiamo costruito 3 edifici, 2 dei quali con 3 aule ciascuno

e il terzo per gli uffici. Lo scorso mese di giugno, 8 dei nostri 14 candidati hanno superato gli esami finali statali del ciclo degli studi. Così ora a livello nazionale operano anche gli infermieri licenziati dalla nostra scuola, che quest’anno è frequentata da 132 studenti. Le strutture del nostro Istituto soddisfano gli standard per la formazione nel settore dell'assistenza sanitaria, ma devono ancora essere arredate: mancano banchi e scaffali nelle aule, mobili per gli uffici e per la biblioteca. Abbiamo alcuni arredi per gli insegnanti ma gli studenti devono portarsi una sedia da casa per non seguire le lezioni in piedi o seduti per terra. E queste condizioni non favoriscono la qualità e la dignità dell'insegnamento. Possiamo trovare del buon legname e dei bravi falegnami per costruire 132 banchi, 40 sedie, 18 tavoli, 15 scaffali, gli arredi minimi di cui abbiamo bisogno. Ma le nostre risorse non ci consentono di affrontare da soli il progetto, la situazione economica si è ancor più aggravata dopo i conflitti e le scorrerie delle milizie Kamwina Nsapu. Non abbiamo sovvenzioni dallo stato e i genitori contribuiscono già agli stipendi degli insegnanti. Ci rivolgiamo per questo alla generosità dei benefattori dell’OPAM, il costo totale del progetto è di 7.025 €, la nostra congregazione ne può coprire il 5% (351 €) per cui vi chiediamo di finanziare il restante importo di 6.674 €. Insieme con i rappresentanti della comunità locale e i genitori degli allievi vi ringraziamo per quanto potrete fare per aiutarci a dotare la nostra scuola di ambienti confortevoli e adatti per la qualità della formazione che essa intende offrire ai suoi studenti.”

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Progetto 2197

Tanzania

Acqua per due scuole Luogo: Ngarama Scuola: materna, primaria, secondaria Tipologia: impianto acqua potabile Beneficiari diretti: 295 studenti Partner locale: diocesi di Bukoba Contributo richiesto: € 5.100

CONTESTO. La regione di Kagera si trova nel nord-ovest della Tanzania, al confine con Uganda, Burundi e Rwanda sulla sponda del lago Vittoria. Bukoba è il suo capoluogo. E’ una regione fertile, densamente coltivata. Conta 1,6 milioni di abitanti, distribuiti in 550 villaggi con densità variabili da 25 a 100 persone per km2. La metà della popolazione ha meno di 15 anni. L'agricoltura di sussistenza ha dominato l'economia coinvolgendo in questa attività l’80% della forza lavoro. La carenza di infrastrutture e la notevole distanza dei terreni coltivati dalle strade principali rendono difficile la commercializzazione dei prodotti. Inoltre il caffè, primo prodotto di esportazione, viene pagato una miseria dalle multinazionali del settore. Il rapido incremento della popolazione, di oltre il 40% negli ultimi anni, causato dal massiccio afflusso di profughi dagli altri Paesi della regione dei Grandi Laghi, scenari di guerre continue per l’accaparramento delle risorse naturali, ha frenato in modo drammatico il lento sviluppo che la Tanzania stava avviando. L’80% delle famiglie vive in condizioni di povertà e il 40% non ha neppure cibo a sufficienza. La maggior parte delle famiglie non ha accesso all’acqua potabile e non dispone di elettricità. La Tanzania aveva sempre mostrato una grande attenzione all’istruzione considerata essenziale per lo sviluppo ma, dopo aver raggiunto uno dei tassi di alfabetizzazione più alti dell'Africa, oggi sta facendo passi indietro e l’analfabetismo è tornato a crescere per la drastica riduzione delle risorse trasferite ad altri settori dell’economia. Tasse scolastiche, materiale didattico, divise scolastiche e altre spese a carico delle famiglie, specie nelle zone rurali rendono assai difficile far studiare i figli. Le scuole sono spesso lontane dai villaggi, i ragazzi dovrebbero trasferirsi in città, ma sono poche le scuole che offrono vitto e alloggio e le famiglie non hanno le risorse necessarie. Dall’80% della primaria la percentuale di iscritti alla scuola secondaria scende al 26% (al 24% per le ragazze), pochi ragazzi continuano gli studi. Dal 1986 il governo ha così coinvolto le diverse istituzioni religiose e laiche nel settore educativo e sanitario.

Le scuole secondarie private, cattoliche e musulmane, non hanno però sussidi statali e si sostengono con le rette scolastiche, i contributi delle famiglie e di donatori. PROGETTO. La Diocesi di Bukoba ha fatto dell’educazione dei bambini e ragazzi poveri una delle priorità della sua opera missionaria e di evangelizzazione, aprendo molte scuole primarie e secondarie soprattutto nelle zone rurali. A Ngarama, nei pressi del lago Vittoria a circa 55 km dalla città di Bukoba, sorgono la scuola materna e primaria parrocchiale, “Bishop Nkalanga”, con 85 bambini, e la scuola secondaria, “St. Augustine”, frequentata da 210 ragazzi, che gli amici dell’OPAM conoscono per averla sostenuta in precedenti progetti. “La parrocchia – scrive Padre Achilleus Rwehumbiza, direttore delle scuole – conta circa 26.500 abitanti di cui il 42% sono cattolici, il 36% musulmani e il 20% di altre fedi cristiane. La popolazione vive in condizioni di estrema povertà. L’analfabetismo è molto diffuso, inoltre la comunità cattolica soffre per un senso di inferiorità verso quella musulmana le cui 3 grandi scuole, riservate soltanto ai bambini musulmani, godono del forte aiuto economico degli stati Arabi. Abbiamo per questo aperto le due scuole, per garantire l’istruzione a tutti i bambini e i ragazzi senza distinzione di fede religiosa. Le nostre scuole sono in crescita ma abbiamo il problema della carenza di acqua potabile. Vi chiediamo un aiuto per l’acquisto di due serbatoi in ferro-cemento di 45.000 litri ciascuno per la raccolta dell’acqua piovana. Il costo totale del progetto è di 6.500 €, disponiamo di un contributo locale di 1.400 €, e chiediamo alla generosità degli amici dell’OPAM di finanziare il restante importo di 5.100 €. Vi ringraziamo anticipatamente per quanto ci permetterete di realizzare.”

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Progetto 2198

Madagascar

Una scuola per i piccoli Bara Luogo: Andranjomanga Scuola: primaria Tipologia: edilizia scolastica Beneficiari diretti: 60 bambini Partner locale: Frati Minori Madagascar Contributo richiesto: € 5.640

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CONTESTO. La diocesi di Antsirabé copre un territorio di circa 16.000 kmq sugli altopiani di Vakinankaratra, nella zona centrale del Madagascar. La maggior parte della popolazione (2,4 milioni di abitanti) vive soprattutto di agricoltura (riso e numerosi legumi) e allevamento (zebù e anatre). In questi territori molte zone sono ancora isolate, attraversate da strade non percorribili dai mezzi, auto e camion, e abitate da tribù nomadi che spesso non hanno contatti con altre comunità. Il Distretto di Mahaiza, è uno di questi territori remoti dove, solo nel 2015, un gruppo di missionari francescani era stato autorizzato dal vescovo ad addentrarsi. Qui i frati francescani avevano avviato una missione, oggi molto vasta. Nel comune di Ankazomiriotra, in una zona isolata tra due fiumi con strade insicure e difficili da percorrere, impraticabili ai mezzi, i frati hanno cominciato a seguire la comunità del villaggio di Andranjomanga abitato in massima parte da componenti della tribù Bara. I missionari la considerano una comunità “speciale”, in “capo al mondo”, occorrono tre giorni di cammino da Mahaiza e un giorno da Ankazomiriotra per raggiungere il villaggio, e si deve attraversare uno dei due fiumi che lo circondano con la lakana, tipica piroga malgascia. PROGETTO. Il progetto che segue ci è stato raccomandato da p. Renato Rosso, missionario fidei donum della diocesi di Alba, amico di vecchia data dell’OPAM, che ha recentemente visitato questo luogo in capo al mondo verificando l’estrema urgenza della sua realizzazione. I Bara del villaggio conoscono solo l’allevamento degli zebù, sono animisti e oltre l’80% è analfabeta. Padre Jean Félix Rakotonirina dei Frati Minori, responsabile delle scuole del Distretto di Mahaiza, ci scrive: “Nelle 130 capanne di questo insediamento vivono 75 famiglie, 410 persone di cui una parte si sposta in un raggio di 20-50 km. con le mandrie degli zebù, mentre gli altri restano nel villaggio, circa 220 persone di cui 110 sono bambini e 60 giovani. C’è una piccola scuola con 2 maestri e 27 alunni (16 sono femmine) molti dei quali sono già grandi, tra 13 e 17 anni, per la prima classe. Il capo tribù, sensibile allo sviluppo della comunità, considera fonda-

mentale questa scuola per l’educazione dei giovani: ha messo a disposizione un vasto terreno coltivato direttamente dalle famiglie che così contribuiscono alla vita della scuola alla quale vanno i prodotti e i ricavi ottenuti. La stessa scuola è in realtà una stanza nella casa del capo villaggio, messa temporaneamente a disposizione. C’è una grande esigenza di aiuti e sostegno, spirituali, umanitari e economici, per far crescere questa comunità tribale, diffondere i valori cristiani, alfabetizzare e educare bambini e giovani. Le richieste di scolarizzazione stanno crescendo, le famiglie sentono la necessità di istruire i figli, occorre assecondare e favorire queste esigenze, e per questo si vuole costruire e arredare una vera scuola con due aule e servizi igienici, in grado di accogliere almeno 60 bambini. Il costo previsto è di 5.640 € per l’acquisto dei materiali di costruzione e degli arredi (banchi-scrittoi, tavoli, sedie, ecc.), importo che chiediamo alla generosità dei benefattori dell’OPAM di finanziare. La comunità locale contribuirà coprendo i costi per il trasporto, la mano d’opera, il salario dei due insegnanti, la manutenzione della scuola, per un totale di 2.000 €. Tutta la nostra comunità si unisce a me nel ringraziarvi in anticipo per quanto potrete fare.”

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Filo diretto Testimonianze di gratitudine che ci giungono dai responsabili dei progetti realizzati e che ci aiutano a capire che insieme si può contribuire realmente a rendere migliore il nostro mondo e a far rifiorire la speranza.

Bandjoun-Cameroun

Prog. 2119/2017

Formazione professionale di qualità Cari Amici e Benefattori, è con gioia che vi diciamo grazie per il vostro aiuto, che ci ha permesso di acquistare gli strumenti per la formazione professionale di base per il laboratorio di Meccanica del nostro Istituto Tecnico Calasanzio. Queste attrezzature contribuiscono a migliorare i processi di apprendimento dei giovani trasformando la scuola in un centro di riferimento per l'intera area, tanto che quest’anno ha avuto l’onore di esser scelta come sede degli esami finali in quanto dotata delle infrastrutture e delle attrezzature necessarie. Inoltre, nell'ambito del progetto, abbiamo anche organizzato un incontro sull’"Integrazione dell'approccio di genere in tema del diritto del lavoro nella regione occidentale del Camerun". Si sono susseguite relazioni e dibattiti molto arricchenti che ci hanno permesso di riflettere sull'accesso al mondo del lavoro, con tutte le componenti del settore della formazione professionale (insegnanti, genitori, autorità pubbliche incaricate dell'occupazione, manager d'impresa, specialisti e ricercatori professionali...). Gli obiettivi prefissati attraverso questo incontro erano quelli di: - aumentare l'accessibilità e la capacità dell'offerta di formazione professionale a Bandjoun rendendo l’Istituto Tecnico Calasanzio un centro pilota; - riunire i potenziali datori di lavoro del settore privato, al fine di adeguare la formazione alle esigenze occupazionali e rafforzare i rapporti tra le autorità locali preposte all'istruzione, l'imprenditorialità e l'occupazione. Un’attenzione speciale viene data alla formazione professionale delle ragazze, incoraggiando un sempre maggior numero ad accedere anche ai corsi ritenuti "tradizionalmente maschili", e adattando i contenuti formativi alle reali esigenze del mercato del lavoro. Nel nostro Istituto le famiglie degli studenti contribuiscono finanziariamente in modo significativo al funzionamento della scuola. Nonostante la maggior parte di loro abbia dei redditi relativamente bassi, riescono a coprire circa l'87% delle spese ordinarie della scuola. Il buon livello di autonomia finanziaria raggiunto garantisce la continuità di questo Istituto. Grazie ancora per aver reso migliore la qualità della formazione professionale di questi giovani. Padre Santiago Nguere Ondo


Oshwe – R. D. Congo

Hosanna – Etiopia

Bvumbwe – Malawi

Una scuola vera!

Tutti seduti

La libertà oltre le sbarre

Prog. 2115/2017

Prog. 2133/2017

Prog. 2173/2019

Cari amici e benefattori, siamo lieti di ringraziarvi per averci dato la possibilità di acquistare i banchi per la nostra scuola “Holy Saviour” di Hosanna. La scuola è nata alla periferia della città per dare una buona educazione anche ai più poveri. Gli alunni sono oggi ben 287, ma le iscrizioni aumentano perché accogliamo bambini di tutte le religioni e le famiglie apprezzano la qualità del nostro insegnamento e desiderano dare ai loro figli la possibilità di acquisire competenze necessarie per il loro futuro. Avevamo bisogno di arredare nuove classi, con il vostro aiuto ora hanno tutti il loro banco per studiare. Questo ha creato un ambiente idoneo per lo studio e contribuirà senza dubbio a migliorare la qualità dell’educazione. In effetti abbiamo acquistato 45 banchi doppi, 10 lavagne e 12 scaffali. Ora anche le bambine, spesso emarginate, i bambini poveri e gli orfani hanno la possibilità di ricevere una buona educazione in ambienti accoglienti. Nonostante i problemi legati al ritardo nella consegna dei materiali, e alle variazioni dei prezzi legate alla svalutazione della moneta, abbiamo potuto realizzare con successo il nostro progetto. Come responsabile, a nome dei ragazzi, dei docenti e delle famiglie voglio ringraziare voi tutti per il prezioso contributo. Assefa Makebo

Carissimi Amici e Benefattori, con il cuore pieno di gratitudine vi scrivo queste poche righe di ringraziamento da parte mia, degli insegnanti del carcere giovanile di Bvumbwe e degli stessi ragazzi, per la generosa offerta che ci ha permesso di pagare gli stipendi dei 12 insegnanti della scuola primaria e secondaria del carcere. In questo carcere ci sono attualmente circa 250 ragazzi dai 18 ai 22 anni, e circa 200 frequentano la scuola dalla prima elementare alla maturità. Molti di loro non sono mai andati a scuola o hanno frequentato qualche anno delle elementari. In carcere, grazie al lavoro dei nostri insegnanti, possono riprendere gli studi e anche diplomarsi. Il vostro aiuto ha un valore inestimabile perché l’istruzione non si può quantificare. La settimana scorsa 26 ragazzi hanno sostenuto gli esami di terza media. Sono andata a salutarli nella sede di esame e ho scattato qualche fotografia per voi. Mi ha commosso vederli nella bella sala intenti a fare gli esami, pensando che molti di loro hanno avuto un’infanzia difficile e sono stati trascurati dalla famiglia ed altri purtroppo sono orfani. Anche noi abbiamo delle delusioni … ma io ho sempre presente quello che mi scrisse Mons. Aldo Martini qualche anno fa: “Anche se salvassimo un solo ragazzo, varrebbe la pena fare quello che facciamo”. Con gioia posso dire che di ragazzi ne abbiamo salvati tanti grazie ai contributi che abbiamo ricevuto dall’OPAM!!!! Il nostro grazie si fa preghiera affinché il Signore vi ricompensi abbondantemente come Lui sa fare. Anna Tommasi

Cari amici e benefattori, vi ringraziamo per aver voluto finanziare il progetto di costruzione della scuola primaria di Oshwe, nella provincia di MaiNdombe, affidata dal Governo congolese alla gestione della Diocesi di Inongo e quindi alla nostra parrocchia ”Nostra Signora di Fatima”. La scuola sorge in una zona di grande miseria, in mezzo alla foresta, raggiungibile da Inongo solo dopo giorni di navigazione (110 km via lago da Inongo a Kutu, più altri 450 km sul fiume Lukenie.) La moto è l’unico mezzo per raggiungere i diversi villaggi del territorio. I bambini di Oshwe assistevano alle lezioni in una scuola di paglia costruita in emergenza dalle famiglie dopo che un uragano anni fa aveva distrutto la vecchia costruzione in muratura. Con il vostro aiuto abbiamo potuto iniziare a costruire il nuovo edificio scolastico. La lentezza dei lavori è legata alla difficoltà di trasporto dei materiali. Ma il più è fatto. Resta da finire di intonacare, ma le aule sono già fruibili e i bambini finalmente possono assistere alle lezioni seduti al banco e venire a scuola anche se piove. Appena possibile vi invieremo foto di qualità migliore. Grazie ancora da parte mia, dei ragazzi e delle loro famiglie. La Mamma di Gesù interceda dal Cielo perché possiate realizzare ogni desiderio di bene che è nel vostro cuore. Franco Nekotjeke Lopembe


Tam tam

NOTO: Una storia d’amore lunga 9 anni ome è ormai consuetudine dal 2011, nel mese di agosto in via Rocco Pirri nella splendida cornice della città barocca di Noto, si è svolta la nona edizione di “Arte in Sali…ta – Ho a cuore l’OPAM” organizzata dalla Associazione Maestri Infioratori di Noto per sensibilizzare e raccogliere fondi per le attività dell’OPAM in favore dell’alfabetizzazione nel Mondo. Il pannello di Arte effimera realizzato con cristalli di sale colorato dai Maestri Infioratori aveva quest’anno come tema “I buoni frutti dell’amore: istruzione, dignità e lavoro”, obiettivi principali della nostra associazione che identifica nell'educazione e nell'istruzione gli strumenti privilegiati per sconfiggere la povertà, promuovere la dignità di ogni uomo, favorire l'autosviluppo dei Paesi del Sud del Mondo e uno Sviluppo Sostenibile per tutti. Il 10 agosto la Presidentessa dell'Associazione dei Maestri Infioratori nonché socia OPAM, Oriana Montoneri, insieme all’assessore al Turismo di Noto, Giusi Solerte, e al sacerdote della diocesi di Butembo-Beni, don Desiré, hanno inaugurato il meraviglioso tappeto di sale alla presenza dei Maestri Infioratori che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, degli amici del gruppo OPAM di Noto e di tanti simpatizzanti. Foto di Gerd Altmanna da Pixabay Come sempre la manifestazione ha attirato l’attenzione dei numerosi turisti che ogni anno in agosto affollano le vie di Noto e in molti, dopo aver ammirato la mirabile maestria dei maestri infioratori, incuriositi, si sono avvicinati allo stand allestito dagli Amici OPAM di Noto per chiedere informazioni, prendere i diversi gadget esposti o semplicemente per lasciare un’offerta nel salvadanaio.

opam ottobre 2019

C

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Tam tam La manifestazione e la raccolta fondi si sono protratte fino al 25 agosto, quando, alla presenza del presidente dell’OPAM Don Robert Kasereka Ngongi, è stato aperto il salvadanaio per la conta delle offerte che saranno devolute, come già da parecchi anni, a sostegno delle famiglie di catechisti della Diocesi di Bokungu-Ikela nella Repubblica Democratica del Congo.

opam ottobre 2019

All’Associazione Maestri Infioratori, al Dott. Corrado Bonfanti, sindaco di Noto, e all’Amministrazione Comunale, a tutti gli Amici del Gruppo OPAM di Noto vanno la nostra riconoscenza e il nostro grazie per questa opportunità che contribuisce a far conoscere e diffondere le iniziative della nostra associazione. Anna Nicolini

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Tam tam

VENTIMIGLIA: Per un soldino a prima domenica di agosto, il gruppo “Amici OPAM di Ventimiglia” della Parrocchia di San Secondo ha partecipato alla fiera di città Desbaratu, allestendo il consueto banchetto di oggetti usati in cambio di piccole offerte. È una strana giornata, nella quale ci reinventiamo in un mestiere che non ci appartiene, perché nessuna di noi è commerciante, ma siamo brave osservatrici e questa è una bella finestra per incontrare le persone più diverse e parlare loro dell’OPAM.

L

Passano conoscenti gentili che ci cercano apposta, passano i francesi che non si perdono mai un mercato ventimigliese alla ricerca di affari, passano gli antiquari, che se ne intendono, per trovare pezzi che poi rivenderanno aggiungendo uno zero alla cifra che hanno strappato a noi… ma, soprattutto, passano i bambini. Sono loro che si incantano di più di fronte alle nostre cianfrusaglie esposte in quantità esagerata nel poco spazio che ci è assegnato, trascinano verso di noi qualche genitore reticente, a volte ci consentono di agganciare un adulto che, non volendo far brutta figura, almeno scopre l’esistenza dell’OPAM. Quest’anno mi ha colpito in particolare una bella bambina di quattro o cinque anni che, adocchiato il nostro banchetto, ha tirato per la mano la mamma. Erano biondissime turiste, per via della lingua penso provenissero da un paese scandinavo. La mamma si è avvicinata e, attraverso il mio inglese pasticciato, ha capito di cosa si trattava, ha dialogato con la bimba con calma, come se fosse un adulto, la bimba ha assunto un’aria decisa, ha scelto e tirato fuori il suo borsellino personale. In quel momento una piccola mano del Nord del Mondo ha stretto consapevolmente una piccola mano del Sud del Mondo. Ho pensato che valeva la pena fare il nostro Desbaratu anche solo per quel soldino.

opam ottobre 2019

Debora Roncari

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O.P.A.M. ­ Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo ­ ONLUS. Mensile di informazione ­ Direttore: Robert Kasereka Ngongi Direttore Responsabile: Mario Sgarbossa ­ Redazione: Anna Maria Errera, Fabrizio Consorti, Fabrizio Corti, Carla Degli Esposti, Michele Lambiase, Debora Roncari, Franco Di Tella ­ Autorizz. del Tribunale di Roma n. 14589 del 7­6­1972. Grafica: Stefano Carfora. Stampa: ABILGRAPH ­ Via Pietro Ottoboni, 11 ­ 00159 Roma, Tel. 06.4393933

Finito di stampare nel mese di settembre 2019 • Offerta

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2019_7_Rivista OPAM_Ottobre 2019  

SOMMARIO. L'editoriale: Giovani insegnanti, il futuro della professione – Vita associativa: Finalmente le due sorelle si rincontrano – I pr...

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