Issuu on Google+

MAGAZINE

ITALY

W W W.TA N E X P O.C O M Conference Service Srl - Via de’ Buttieri, 5/a - 40125 Bologna (Italy) Tel. +39 051 4298311 - Fax +39 051 4298312 - e-mail: info@tanexpo.com

In caso di mancato recapito restituire al C.M.P. Bologna Zanardi per la restituzione al mittente che si impegna a versare la relativa tariffa

>> 23.000 mq. di esposizione >> 16.800 operatori da 54 Paesi >> laboratori formativi >> incontri b2b >> eventi di networking >> Tanexplora per la città

DELL’IMPRENDITORIA

FUNERARIA

E

CIMITERIALE

OLTRE MAGAZINE

28.29.30 MARZO

PERIODICO

N U M E RO 1 0 - OT TO B R E 2 0 1 2

BOLOGNA

OLTRE

! Tanexpo salpa verso il Brasile i mercati! rire nuov Sali a bordo anche tu per scop

S A N PA O L O 2 5 - 2 6 - 2 7 O T T O B R E 2 0 1 3 N U M E RO 1 0

OT TO B R E 2 0 1 2


Sommario

6

5 Editoriale OLTRE MAGAZINE PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

Mensile - Anno XII - n° 10 - Ottobre 2012 DIREzIOnE, REDazIOnE, ammInIsTRazIOnE, PUBBLICITÀ:

Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

fIERE

6 Alla conquista di nuovi mercati! I n T E R v I s Ta a . . .

12 Il mercato sa valutare e sa scegliere!

DIRETTORE REsPOnsaBILE:

Carmelo Pezzino c.pezzino@oltremagazine.com sEGRETERIa DI REDazIOnE:

Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com REDazIOnE:

redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Claudia Grassi, Martina Mandrioli, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Nara Stefanelli, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano WEBmasTER:

Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com COLLaBORaTORI:

Alberto Fachinetti, Claudio Leuzzi COmITaTO sCIEnTIfICO:

Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Karine Pesquera, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Marina Sozzi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano ammInIsTRazIOnE:

Daniela Spitaleri PUBBLICITÀ:

pubblicita@oltremagazine.com Valentina Paparella v.paparella@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore. REGIsTRazIOnE:

Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

fIERE

18 Uitvaart Vakbeurs 2012

30

fIERE

30 Nfda Convention & Expo 2012 fORmazIOnE PROfEssIOnaLE

42 Due indispensabili strumenti operativi IL PEnsIERO DI...

48 Insieme per una nuova cultura del comparto funerario Pa R L I a m O D I . . .

52 Progettazione e problematiche associate

52

RECEnsIOnI

58 Storia di un navigante CInEma

64 Nessuno è padrone del proprio destino aT T U a L I T À

68 Assocofani entra in Federlegnoarredo

COPYRIGHT :

Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori. COORDInamEnTO sERvIzI fOTOGRafICI:

IL PEnsIERO DI...

70 Il contratto collettivo di lavoro a chiamata RaCCOnTO

76 Funerale piramidale, accessori a costo zero…

Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin fOnTI ICOnOGRafICHE:

Archivio Oltre Magazine, Emanuele Bacciocchi, Marco Circhirillo, Valentina Curà, Massimo Gennari, Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin GRafICa E ImPaGInazIOnE:

Tema Grafico - Casalecchio di Reno (BO) www.temagrafico.it sTamPa:

Grafiche Corrà srl Via Gettuglio Mansoldo snc - 37040 Arcole (VR) PROPRIETÀ EDITORIaLE E COPYRIGHT :

Conference Service srl

www.oltremagazine.com

Pubblicazione realizzata in collaborazione con

58


Formazione specialistica per una maggiore e migliore qualificazione delle professioni funerarie e cimiteriali

> Nuovi

sguardi

la figura professionale del cerimoniere

> Nuovi

gesti

la figura professionale del tanatoprattore

> Master

specialistico sulla tanatoprassi

> La

decorazione floreale funeraria

> Il

cofano funebre

l’elemento centrale del Rito di Commiato

> Giornate di formazione specialistica info@formazionefuneraria.it www.formazionefuneraria.it

L


L

Editoriale

L’articolo 12 del Disegno di Legge così detto “di stabilità” proposto dal Governo Monti modifica profondamente il regime di detraibilità e di deducibilità introducendo, per chi ha un reddito superiore ai 15.000 euro, una franchigia di 250 euro su molte tipologie di spesa (anche su quelle funebri) e un limitatore massimo del monte di detraibilità fissato in un ammontare non superiore ai 3.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Tale disposizione contrasta sensibilmente con quanto da tempo andiamo sostenendo (ed è una posizione condivisa da tutte le Organizzazioni di categoria!) in merito alla necessità di individuare strumenti efficaci per combattere l’enorme percentuale di “sommerso” che contraddistingue buona parte, non certo quella “sana”, del comparto funerario e cimiteriale. Nel nostro Paese i servizi funebri sono esenti da iva e, fino ad oggi, i cittadini potevano imputare come costi detraibili dalle proprie dichiarazioni dei redditi un importo massimo di 1.500 euro. Ciò ha determinato, purtroppo, uno scarso interesse ad esigere una fatturazione che contemplasse tutti gli oneri sostenuti favorendo così, per le imprese meno virtuose, una contabilità parallela ed illegale e gravi inadempienze sotto il profilo dell’inquadramento professionale e della previdenza. E la proposta del Governo non migliora certamente la situazione penalizzando ulteriormente i cittadini e sollecitando coloro che si ritengono furbi “a farsi ancora più furbi”. La nostra riflessione si basa su una semplice considerazione. Il numero annuo dei decessi in Italia è di circa 600.000; considerando un costo minimo di circa 5.000 euro, comprensivo di lapide o monumento in marmo, la potenziale evasione è pari a circa 3.500 euro per singolo funerale: parliamo quindi di un valore economico considerevole, nell’ordine dei due miliardi e cento milioni di euro, senza considerare l’acquisto del loculo. Per ovviare a tale malcostume, sarebbe auspicabile introdurre una aliquota iva ridotta al 10% per i servizi funerari, innalzando al contempo per i cittadini i limiti per la detraibilità ad un valore minimo del 50% su un importo che contempli gli interi costi sostenuti (anche quelli cimiteriali) e che non sia comunque inferiore ai 10.000 euro. Ciò determinerebbe una invariata condizione per le famiglie (gravate dall’ulteriore costo dell’iva, ma compensate tramite una maggiore detrazione) e un maggior gettito fiscale per lo Stato (maggiori entrate per l’iva cui corrisponderebbero, però, maggiori uscite per le detrazioni), e farebbe emergere in maniera evidente il “lavoro nero” e ogni “contabilità sommersa” facilitando le possibilità di controlli che dovrebbero essere puntuali, rigorosi ed efficaci ad opera delle preposte Autorità. Gli aspetti fiscali saranno uno degli argomenti che proporremo all’attenzione del neo costituito Comitato Nazionale della Funeraria Italiana cui siamo stati ufficialmente chiamati ed al quale chiederemo di pronunciarsi anche su alcuni aspetti che riteniamo fondamentali per un reale sviluppo del comparto: • definizione dell’attività funebre e dei requisiti fondamentali per esercitarla; • riconoscimento di pari opportunità per operatori pubblici e privati anche per la realizzazione di cimiteri e di crematori; • determinazione delle caratteristiche minime per la realizzazione delle Case Funerarie e delle Sale per il Commiato; • obbligatorietà di una Formazione Professionale qualificata e verificata per gli Operatori; • definizione delle caratteristiche dei trattamenti di tanatoestetica/tanatoprassi e requisiti minimi per esercitarli secondo una formazione obbligatoria qualificata. Concedeteci, infine, di manifestare al Presidente di Federcofit, Giuseppe Bellachioma, le nostre congratulazioni per essere stato inserito fra gli esperti della Commissione sugli Studi di Settore quale rappresentante dell’imprenditoria funeraria privata del nostro Paese di cui, ne siamo certi, saprà bene esprimere le posizioni e tutelare gli interessi. Buona lettura a tutti!

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

5


f I E R E

È

da qualche mese, ormai, che si parla di una iniziativa promossa da Tanexpo a livello internazionale e mirata ad affermare sui mercati di Paesi emergenti il prodotto

funerario e cimiteriale di qualità. Oggi, finalmente, il sipario è stato aperto e Tanexpo World Brasil, che inizia a muovere i primi passi, può essere ufficialmente annunciata.


TANEXPO WORLD BRASIL 2013

ALLA CONQUISTA DI NUOVI MERCATI!


F I E R E

8

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


La manifestazione si svolgerà dal 25 al 27 ottobre 2013 a San Paolo, il centro finanziario e industriale più importante dell’America Latina, presso l’Expo Center Norte, struttura innovativa ed avveniristica già sede delle più prestigiose rassegne espositive del

quasi 200 milioni di abitanti appartengono alla così detta “classe media”, quella che dimostra una sempre maggiore propensione alla spesa). Il Paese è atteso da grandi sfide: la Giornata Mondiale della Gioventù 2013, i Campionati

di tecniche lavorative, di materiali impiegati e di design difficilmente riscontrabile nella produzione locale. Con questi presupposti, e con la considerazione che nel Paese si registra ogni anno un numero di decessi superiore al milione

continente sudamericano. Il Brasile è a pieno titolo annoverato fra i cinque Paesi destinati a giocare in futuro un ruolo di primo piano nel panorama globale del pianeta: il sistema economico è in costante crescita, così come crescono in maniera esponenziale i consumi interni, il volume del credito e il numero delle persone che accedono ad un relativo benessere (poco più del 52% dei

Mondiali di calcio 2014 e le Olimpiadi 2016 sono tre appuntamenti che lo porteranno al centro della ribalta mondiale e che rappresenteranno una ulteriore occasione di crescita, anche economica. In campo funerario e cimiteriale vi è un fortissimo interesse per i prodotti europei in generale, e per quelli italiani in particolare, cui viene riconosciuta la eccellente qualità, frutto di una avanguardia

e mezzo, si è pensato di dar vita proprio in terra “carioca” (o, per essere più precisi, “paulista”) ad una iniziativa volta a favorire programmi di esportazione per le aziende italiane che, in questo momento storico, paiono avvertire qualche difficoltà sul mercato interno. Tanexpo World Brasil si svolgerà in concomitanza con Funexpo, la manifestazione organizzata da

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

9


Abredif, la Federazione brasiliana presieduta da Lourival Panhozzi, che pur incentrata su una produzione esclusivamente locale richiama ad ogni edizione un folto

a loro volta, hanno già centrato un prestigioso traguardo: l’Alpar, Asociation Latinoamericana de Parques Cementerios y Servicios Exequiales, svolgerà infatti il proprio Congresso Internazionale proprio a San Paolo, nel contesto di Tanexpo World Brasil.

Una offerta che intende soddisfare una domanda che emerge con sempre maggior vigore: si pensi, ad esempio, che è stata recentemente inaugurata a Santos una Impresa Funeraria, “Tributum”, destinata a svolgere esclusivamente “funerali di lusso” e che prevede nel 2013

pubblico di operatori provenienti dall’intero bacino sudamericano. Tale sinergia garantisce anche una promozione mirata a tutto il continente, grazie anche alla capillare diffusione di Diretor Funerario, l’organo ufficiale di Funexpo, e delle altre riviste specializzate (Memorial, Jardin Celestial, La Guia Funeraria Mexico, Guardian de Los Muertos) che saranno di valido supporto all’azione degli organizzatori italiani. I quali,

La rassegna, che sarà integrata da eventi culturali, di formazione professionale e di aggiornamento, occuperà un’area di circa 2.500/3.000 metri quadrati netti destinati all’eccellenza produttiva internazionale: aziende non solo provenienti dal Vecchio Continente (in particolare quelle italiane faranno la parte del leone), ma anche dal Nord America o da altri poli specializzati nella produzione di altissima qualità.

di raggiungere la non indifferente soglia di 10.000 servizi svolti. Un mercato vasto e interessante, tutto da scoprire e da conquistare, quello brasiliano: sulle orme dei grandi navigatori che appartengono alla nostra storia, ci apprestiamo a intraprendere un lungo viaggio che, ne siamo certi, si rivelerà affascinante e ricco di ottime opportunità. Si salpi, quindi!

F I E R E

10

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

Nara Stefanelli •

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


Formazione specialistica

> Il

Cofano funebre

l’elemento centrale del Rito di Commiato Il cofano funebre è l’elemento centrale del Rito di Commiato, la testimonianza concreta e simbolica dell’omaggio reso alla persona scomparsa. Conoscerne a fondo la storia, l’evoluzione normativa, le caratteristiche tecniche e costruttive, le essenze utilizzate e le più corrette ed efficaci modalità di preparazione e di confezionamento è di fondamentale importanza per meglio valorizzare il servizio svolto. Il Corso, orientato esclusivamente agli Operatori Funerari, si prefigge di trattare in maniera dettagliata ogni argomento utile a consentire ai discenti di poter mettere subito in atto le nozioni teoriche e le tecniche operative apprese dando così concretezza immediata ad una qualificazione professionale di grandissimo valore pratico e commerciale. La metodologia utilizzata sarà di tipo interattivo e coinvolgente, mirata al raggiungimento di risultati concreti. Alla parte teorica verrà affiancata, come strumento di supporto, una sperimentazione attiva, il “Laboratorio”, per dare ai partecipanti la possibilità di mettersi in gioco in maniera reale, arrivando a focalizzare i bisogni formativi personali. Una visita guidata favorirà, inoltre, la conoscenza diretta dell’intero ciclo produttivo per acquisire un indispensabile bagaglio di informazioni.

SAN GIUSTINO, SALA MOSTRE SCACF sabato 19 gennaio 2013 Il Corso è a numero chiuso (massimo 15 partecipanti) e viene svolto in un’unica giornata con una parte teorica, con i “laboratori” e con la visita alle linee produttive della più importante realtà industriale del comparto. Per informazioni e iscrizioni: 051 4298311 info@formazionefuneraria.it www.formazionefuneraria.it

IN COLLABORAZIONE CON

CON IL CONTRIBUTO DI

IMPRESA

SANSIRO Milano


i n ter v i s t a

L

a . . .

a convocazione della riunione preliminare alla costituzione del Comitato Nazionale della Funeraria Italiana è stata l’occasione per indurre tutti i soggetti presenti a riflettere sulle questioni più urgenti che investono il com-

parto funerario e cimiteriale italiano. Gianni Gibellini, presidente di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana, l’Associazione che aggrega le Case Funerarie presenti nel nostro Paese, pare avere idee piuttosto chiare.


G ia nn i G i b e lli ni , pres iden t e di E F I

Il mercato sa valutare e sa scegliere!


i n ter v i s t a

a . . .

“Ancora una volta ci troviamo a dover sottolineare l’assoluta necessità di una legge quadro nazionale che regolamenti in maniera chiara ed uniforme il nostro settore. Tante sono le problematiche al centro dell’attenzione: la definizione stessa dell’attività funebre (e dei requisiti indispensabili per poterla svolgere efficacemente), le opportunità da offrire quali adeguata risposta alle mutate esigenze della 14

collettività, le possibilità al servizio di chi vuole davvero fare impresa, la trasparenza, l’etica, la qualificazione professionale degli operatori, lo sviluppo in chiave innovativa e moderna di categorie che svolgono una indispensabile e fondamentale funzione sociale”. Nel nostro Paese esiste una offerta talmente frammentata da aver influito negativamente sulla qualità delle

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

prestazioni e dei servizi erogati. “Intendiamoci bene! La tanto decantata liberalizzazione delle licenze e l’errato convincimento che le Onoranze Funebri siano un settore che non risente particolarmente della crisi economica hanno portato molti soggetti ad improvvisarsi operatori funerari senza alcuna preparazione specifica e senza una struttura che possa adeguatamente supportare O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


tale professione. Noi non vogliamo impedire ad alcuno di poter lavorare, ma pretendiamo che siano fissate, e rispettate, regole precise e rigorose. Fare impresa equivale a investimenti in risorse umane, economiche e tecnologiche, a formazione e qualificazione professionale, ad una continua ricerca di strumenti innovativi ed efficaci. Nel nostro settore, poi, sono indispensabili un forte senso etico e la capacità di saper precorrere i tempi comprendendo le necessità dei cittadini ed offrendo loro strumenti adeguati. Le Case Funerarie, che solo pochi anni fa sembravano confinate ai film e ai telefilm americani, sono oggi una splendida realtà e testimoniano una raggiunta maturità ed una maggiore consapevolezza della parte sana della nostra categoria. Il loro numero sta crescendo in maniera esponenziale nel nostro Paese! Ed è un buon segno: in esse probabilmente risiede una delle principali vie di uscita dai problemi attuali. Poco importa che siano piccole o grandi. Ciò che conta è la dignità di un servizio che solo in tali sedi può essere fornito e che costituisce per i dolenti un conforto ed un aiuto psicologico fondamentali in O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

tali tristemente difficili situazioni”. Sareste pronti a realizzare anche crematori privati. “Crematori e cimiteri! Chiunque si sia trovato a doversi confrontare con la scomparsa di una persona cara, avrà avuto modo di verificare da un lato gli elevati costi delle concessioni cimiteriali (raramente supportati da una adeguata qualità dei servizi) e dall’altro le difficoltà operative degli impianti di incinerazione, numericamente insufficienti a servire un più elevato numero di richieste e spesso tecnologicamente inadeguati. In Italia, al momento, non è consentito agli operatori privati di dar vita a simili strutture. È una forma di protezionismo nei confronti della compagine pubblica che non ha senso di esistere. In moltissimi Paesi di tutto il mondo esistono complessi privati di prim’ordine che inglobano strutture funerarie, crematori e luoghi di sepoltura: la qualità dei servizi erogati viene sempre premiata da un mercato che sa valutare e sa scegliere. Anche una funzionale forma di previdenza funeraria, la così detta assicurazione sul funerale, con un piccolo premio annuo darebbe ai cittadini, se ben gestita, la possibilità

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

15


i n ter v i s t a

a . . .

di disporre di servizi determinati per tempo secondo i desideri di ciascuno. La EFI è stata costituita proprio per rappresentare e per tutelare tutti gli imprenditori funebri, e sottolineo imprenditori, che privilegiano l’assoluta qualità delle prestazioni e dei servizi erogati. E coloro che, anche con sacrificio, hanno investito nella realizzazione di una Casa Funeraria, entrano di buon grado in questo gruppo di soggetti virtuosi. L’Associazione sta dando vita ad una serie di progetti (consulenze integrate, formazione e qualificazione professionale, certificazione di qualità, …) che riteniamo siano di grande supporto a tutti i colleghi che vogliono intraprendere con successo la strada della innovazione e della modernità”. Altro vostro cavallo di battaglia è la ridefinizione degli aspetti fiscali. “È inutile negare che oggi, nel nostro settore, esiste una cospicua percentuale di sommerso. Chi ha imprese strutturate e ne sopporta i relativi oneri economici non ha alcun interesse a non fatturare al cliente l’intero importo del funerale. Ma tanti altri operatori non la pensano affatto così e si comportano di conseguenza! Credo invece che se i cittadini potes16

sero detrarre per intero (o in gran parte) i costi funerari e cimiteriali, sarebbero gli stessi dolenti a sollecitare l’emissione della fattura. Con i conseguenti vantaggi per lo Stato e per le famiglie e con un’opera di moralizzazione che gioverebbe alle nostre coscienze e, non ultimo, all’immagine dell’intera categoria. Per sostenere la quale ritengo indispensabile una migliore, più efficace e più esauriente comunicazione nei confronti dell’opinione pubblica alla quale, con la massima trasparenza, dovrebbe essere fornita ogni possibile informazione sugli argomenti legati all’evento morte. Basta con l’immagine stereotipata di becchini, o peggio ancora di sciacalli, con cui i media spesso ci disegnano: siamo imprenditori maturi e consapevoli di svolgere una indispensabile funzione sociale”. In occasione della riunione di Bologna, Feniof e Federcofit hanno pubblicamente annunciato l’avvio di un percorso che dovrebbe portare a breve ad un’unica Federazione. “Non possiamo che essere felici di questa determinazione. Avere un unico organismo rappresentativo dell’imprenditoria funeraria privata darebbe alla nostra categoria una

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

maggiore forza ed un maggiore peso politico. Non perdere tempo in diatribe ed in discussioni consentirebbe di puntare dritto, con maggiore efficacia, al raggiungimento di obiettivi prefissati per il bene comune. Riteniamo di poter portare a questo progetto un fondamentale contributo di idee e di esperienze: se saremo invitati, diremo la nostra e collaboreremo con grande spirito di servizio. Non ci interessano le poltrone: l’importante è fare! Solo in presenza di progetti chiari, precisi e rapidi si potrà dare un senso a questa operazione. Altrettanto vale per il Comitato Nazionale della Funeraria Italiana: la partecipazione e la coesione di tutte le espressioni del comparto sarà determinante su molte questioni, non solo sulla legge nazionale di riferimento. Non conosciamo ancora quale forma operativa i promotori vorranno dare a questo organismo: abbiamo la nostra ipotesi e la espliciteremo, se richiesta, in occasione della prossima riunione. Fondamentale ed urgente è, però, iniziare a lavorare concretamente. E su questo certamente non ci tireremo indietro”. Carmelo Pezzino • O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


f I E R E

A GORINCHEM,

UITVAART

T

utti, o quasi, associano l’Olanda alle immagini stereotipe dei mulini, dei tulipani (che sono, precisiamolo, di origine turca!) o di un popolo che, a bocca aperta e con la

testa all’insù, fa penetrare (di preferenza nel porto di Scheveningen, uno dei quartieri de L’Aia, la capitale del regno) nelle proprie fauci aringhe appena pescate.


IN OLANDA, DAL 26 AL 28 SETTEMBRE

VAKBEURS 2012


f I E R E

20

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

Invece i Paesi Bassi sono anche i fantastici formaggi (il “boerenkaas”, formaggio di fattoria di 24 mesi, soprattutto quello della regione di Gouda, vale il viaggio), l’eccellenza dell’architettura civile ed industriale e, soprattutto, la sfida continua alla natura lanciata dai tenaci batavi (gli antenati degli olandesi erano, per l’appunto, la tribù germanica

le fonti di informazione. Tanto più rimangono quindi impresse quelle foto e quei disegni (come dimenticare le copertine della “Domenica del Corriere”?) nella misura in cui siamo fermamente convinti che la lettura lascia nella memoria tracce molto più profonde, e quindi durature, di quelle, spesso fugaci, delle riprese televisive. È, forse, una que-

dei Batavi) per permettere ad un Paese di esistere pur trovandosi al di sotto del livello del mare. Impresa ardua quando si pensi alla forza delle acque. Tutti sanno che cos’è il fuoco, ma le acque ... Basti pensare agli ultimi, catastrofici tsunami che hanno colpito molti paesi asiatici. Del resto rimane sempre impressa nella nostra memoria la catastrofe olandese del 1953 (la peggiore dal 1421!), successiva all’altrettanto drammatica inondazione del Polesine di due anni prima, che all’epoca riempì per settimane le pagine dei giornali. Non c’erano in quegli anni telegiornali (la tv arriverà solo nel 1954) e i quotidiani e qualche settimanale costituivano

stione di concentrazione. Senza questa è difficile che qualcosa rimanga. Accade di non averne abbastanza solo quando si abbia a che fare col testo scolastico di una materia aborrita. È molto più facile, invece, guardare la tv pur pensando ad altro con la conseguenza che non ne rimane nulla. O molto poco. Per dovere di precisione il solo documento filmato esistente a quei tempi era “La settimana Incom” (Industria Cortometraggi Milano) che i meno giovani certamente ben ricordano. Per chi invece ne sente parlare per la prima volta precisiamo che si trattava di un cinegiornale sui fatti salienti della settimana che veniva presentato nelle sale cinematogra-

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

21


f I E R E

fiche prima del film in programma. Tale strumento, allora unico, durò fino agli anni sessanta estinguendosi proprio, possiamo pensarlo, a causa della televisione. Sorridiamo ancora ricordando di essere stati attori involontari di un filmato che ci riprendeva, era un servizio sui flussi migratori natalizi, in attesa, sotto le pensiline di Roma Termini, del treno strapieno che ci avrebbe, come sempre a Natale, portati nella diletta Napoli. A rimpinzarci, tra zampogne e messe, di “mostacciuoli” e “rococò” (il cui nome viene dal francese “roche”, roccia, proprio per indicarne la durezza) che convenientemente sostituivano, non me ne vogliano i miei mezzi compaesani, il capitone o lo stocco che ancor oggi non riscuotono, è il meno che si possa dire, i nostri favori. Un modo come un altro, insomma, per ricordare agli amici napoletani che, spero numerosi, mi inviteranno in futuro ad aggiustare il menu tenendo conto di tali scarsi tropismi. Ritornando agli Olandesi, dicevamo che la loro competenza in materia di grande idraulica non deve avere rivali al mondo. Senza che, tuttavia, mi si fraintenda andando disperatamente a cercare, alla prima fuga del rubinetto di casa, un “van ... qualche cosa” sulle pagine gialle. Anche Gorinchem, la cittadina non distante da Rotterdam dove ha avuto luogo l’esposizione, ha quindi la propria dotazione di canali, ponti levatoi e chiuse. Oltre alle migliaia di barche e barchette ormeggiate sulle rive dei diversi corsi d’acqua. Probabilmente il numero di imbarcazioni pro capite olandese supera di gran lunga quello di qualsiasi altro paese al mondo. Per i meno “acquatici” rimangono i ”fietspad”, le onnipresenti e sacre piste ciclabili dove ci si può sbiz22

zarrire in sella ad una bicicletta. Attenzione, tuttavia, a certi vecchi modelli olandesi non muniti di freni. Essi infatti non possiedono un deragliatore e quindi i pedali girano sempre. Con tali strumenti di tortura l’unico sistema per frenare è quello di mettersi a pedalare all’indietro col piacere, facilmente immaginabile, per i polpacci. Per fortuna quei Paesi oltre che essere bassi sono anche piatti. Così è fortunatamente ridotto il rischio di trovarsi lanciati in piena discesa dovendo, in vista di una curva o di un ostacolo, rallentare retropedalando. A titolo di informazione ricorderemo che la vetta dell’Olanda culmina a 322 metri con una collina, il Valsenberg, al confine con la Germania ed il Belgio. Che piacere, però, quello di andar bighellonando in bici da un fietspad all’altro soprattutto quando essi sono rettilinei. Come quelli di certe isole della Frisia, la regione del Nord che continua in Germania, lungo la cui costa si sgranellano isole sabbiose: le Frisone olandesi, occidentali (Ameland, Schiermonnikoog, Terschelling, Texel e Vlieland) e quelle tedesche, orientali, spesso tutte in lunghezza com’è il caso di Schiermonnikoog (l’isola dei monaci grigi, dal colore dell’abito), quella che, tra tutte, preferiamo. Battuta dal vento, cosa che ad un triestino emigrato non può che evocare graditissimi venti domestici, è vietata alle automobili, il che la rende ancor più appetibile. Su di essa, come su tutta la costa, si arenano, di quando in quando, le foche. Cuccioli smarritisi od abbandonati dalle madri perché ammalati (la na-

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

tura è impietosa), o esemplari adulti con problemi di salute (cecità, tumori,...). I simpatici pinnipedi vengono raccolti e spediti al vicino ospedale, consacrato unicamente ad essi, nel villaggio di Pieterburen. Dove, dopo essere stati curati, vengono rimessi in mare. Lo spettacolo è commovente e la dedizione di chi (molti giovani volontari) si occupa del luogo

semplicemente ammirevole. Gorinchem, come si diceva, è una città del sud del Paese fornita di tutti gli attributi che la caratterizzano come appartenente al regno della famiglia d’Orange. Solamente essa non porta tracce di un soggiorno più o meno lungo di Cartesio. Il filosofo francese (René Descartes il suo vero nome) si stabilì in Olanda nel 1629 fino a che nel ‘49 accettò l’invito della regina Cristina di Svezia per andare a Stoccolma dove, male gliene incolse, si spense l’anno seguente a causa di una polmonite. È stupefacente vedere dappertutto lapidi che commemorano il suo passaggio o il suo soggiorno in tal luogo o in talaltro (un po’ quello che accade con O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


Formazione specialistica

> Nuovi

sguardi

la figura professionale del cerimoniere

Il corso è a numero chiuso, con un minimo (12 persone) ed un massimo (15 persone) di partecipanti. Verrà svolto in quattro week end (orario 9-13 / 14-18) con una parte teorica al mattino e con i “laboratori” al pomeriggio.

Le aumentate esigenze espresse da una collettività che vive l’esperienza della morte con una maggiore propensione a personalizzare l’omaggio al defunto ed il successivo commiato rendono indispensabile per l’Operatore Funerario una adeguata conoscenza di nozioni teoriche e di tecniche operative in grado di consentirgli un migliore approccio con la famiglia in lutto e una più corretta gestione della cerimonia. Il laboratorio formativo “Nuovi sguardi” intende: • contribuire alla formazione di una nuova figura professionale; • dare informazioni culturali sulla tanatologia nei suoi aspetti interdisciplinari; • trasmettere consapevolezza dell’aiuto alla famiglia nel proprio servizio; • analizzare i filtri che interferiscono nella relazione di aiuto agli altri; • identificare le funzioni psicologiche del rito; • impostare e gestire correttamente la cerimonia del commiato; • apprendere i linguaggi della ritualità; • gestire le interferenze e le interruzioni per non penalizzare i congiunti; • equilibrare la contraddizione esistente tra “tempo cronologico” e “tempo psicologico”. La metodologia utilizzata sarà di tipo interattivo e coinvolgente, mirata al raggiungimento di risultati concreti. Alla parte teorica verrà affiancata, come strumento di supporto, una sperimentazione attiva, il “Laboratorio”, per dare ai partecipanti la possibilità di mettersi in gioco in maniera reale, arrivando a focalizzare i bisogni formativi personali.

MODENA, TERRACIELO FUNERAL HOME dal 26 gennaio al 9 marzo 2013 TORINO, CENTRO FORMAZIONE ANFA dal 9 febbraio al 23 marzo 2013

Per informazioni e iscrizioni: 051 4298311 info@formazionefuneraria.it www.formazionefuneraria.it

CON IL CONTRIBUTO DI

IMPRESA

SANSIRO Milano


f I E R E

24

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

Garibaldi in Italia). È curioso, inoltre, osservare che Cartesio nacque in Francia in una cittadina, “La Haye en Turenne”, che porta il nome della capitale olandese L’Aia (La Haye in francese) Quando si parla di coincidenze… Quasi un segno del destino... Se Gorinchem non può quindi fregiarsi di un passaggio del nostro, essa va orgogliosa di un cen-

e salati. Il tutto gratuitamente. Gli espositori possono anche approfittare di vino e birra. Sempre “gratia domini” presentando il badge. Ai visitatori rimangono i soft drink ed il caffè. A proposito di birra, vogliamo ringraziare pubblicamente in questa sede il caro Rudolf Kleewein. Egli, conoscendo la nostra propensione per la bionda bevanda, ha avuto

tro espositivo che testimonia, come si ricordava in precedenza, l’eccellente qualità degli architetti locali. Ampio e funzionale, esso ha accolto per la seconda volta la “Uitvaart Vakbeurs”, la fiera del funerario, dove “vakbeurs” significa fiera commerciale, e “uitvaart” (da “uit”, fuori, e “vart”, navigazione) vuol dire “navigazione fuori”. Dal mondo dei viventi, aggiungeremmo noi. Caronte, il nocchiero dell’Ade, ed il tetro Acheronte non sono lontani! Fatto unico negli annali fieristici, l’organizzazione ha strategicamente disposto lungo il perimetro interno dell’esposizione dei chioschetti, una decina, per rifocillarsi da mane a sera con cibi caldi e freddi, dolci

la luminosa ispirazione, passando per Ried im Innkreis (dove ogni anno organizza Devota, la bella fiera austriaca che l’anno prossimo, annotare prego, avrà luogo dal 26 al 29 settembre) di recuperare, memore di qualche momento di relax passato assieme in qualche “biergarten”, un prezioso flacone da due litri di “Riederbier” prodotto da una delle più famose birrerie del suo Paese, la storica “brauerei” di Ried. Dopotutto Trieste è stata austriaca per più di cinque secoli ... Per fortuna, vista la nostra residenza, ci eravamo recati in Olanda in auto. Altrimenti avremmo dovuto lasciare il prezioso dono ai servizi aeroportuali di sicurezza o, meglio,

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

25


f I E R E

26

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

trangugiarlo affrettatamente - che tristezza! - senza gustarlo con le dovute lentezza e meditazione. La fiera olandese ben merita tale qualifica. Non solo per il fatto tenersi nei Paesi Bassi, ma anche perché espositori e visitatori, entrambi piuttosto numerosi, sono prevalentemente locali. Ogni paese ha propri caratteri peculiari. Se

buona donna. È quindi in questa direzione che si indirizza lo sforzo creativo dei produttori batavi. La differenziazione viene dalle forme, dai colori e dai materiali impiegati. Ciò è ampiamente visibile nelle urne. Non si dimentichi che il tasso di cremazione nei Paesi Bassi è altissimo. Nonostante i costi lo siano altrettanto. Ma anche i cofani ri-

dovessimo, in una sola parola, definire quello dei tulipani potremmo dire “sobrietà”. Il che non significa brutto. Anzi, proprio questo gusto per l’essenza delle cose permette in molti casi di trascendere gli elementi di impatto immediato per puntare al significato profondo dell’oggetto che riveste inoltre, nel caso specifico dell’articolo funerario, una profonda valenza affettiva e simbolica. La linea pura, semplice segno nello spazio, rimanda a sentimenti basici, essenziali: l’amore, il rispetto, la ferma, lineare volontà di perpetuare il ricordo di qualcuno. Dopo seppelliti, lo si sa, diventiamo tutti buoni. Anche se siamo stati, in terra, dei grandissimi figli di …

sentono di questo approccio. Linee essenziali, materiali semplici e spesso poveri, forme stilizzate. Il colore come elemento basico, assieme alla forma, di distinzione. I prezzi, in fiera, paiono ragionevoli visti i redditi degli abitanti ed un tenore di vita piuttosto elevato. Bisognerebbe però sapere quali sono i ricarichi delle imprese. Vasto problema.... L’ecologia la fa, con i tempi “verdi” (anche di rabbia per i balzelli che quotidianamente “mazziano” gli italiani e non solo) che corrono, da padrona. Tutto ha vocazione ad essere il più “environment-friendly” possibile. Un vero e proprio peana in onore di madre natura. Quella natura tanto dura con gli olandesi

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

27


f I E R E

che però essi, con ingegno e con tenacia, hanno saputo domare. Fino ad innamorarsene pur rispettandola. L’amore non è tale se non c’è rispetto. Quella natura così semplice nelle sue espressioni fondamentali: il susseguirsi ripetitivo delle stagioni, del giorno e della notte, del sole

e della pioggia. Tutto ciò ci rimanda al nostro stato di uomini, eterni fanciulli (anche i più stagionati, non si creda...), che davanti a tutto ciò rimangono (come ad esempio davanti ad un tramonto o ad una tempesta) a bocca aperta a porsi le eterne domande e le altrettanto eterne assenze di risposta: “chi siamo?, da dove veniamo?, dove andiamo?”. Nel frattempo la ruota continua a girare. Tale approccio, di rispetto per l’ambiente, lo ritroviamo anche nei forni da cremazione. Per vocazione intrinseca e per rispetto delle norme. Non è come in certi Paesi (gli USA, per non fare nomi) dove tali considerazioni, a parte qualche 28

singolo stato come la California, non giungono nemmeno nell’anticamera del cervello del legislatore. Tutti se ne infischiano a cominciare dai presidenti, democratici o repubblicani che siano. Essi sono molto, anzi troppo, sensibili alle pressioni delle lobby che hanno solidi e “verdeggianti” (i dollari sono, anzi erano, verdi; i nuovi a dire il vero tirano sul

Germania e Francia. Tra essi abbiamo rivisto con piacere l’amico Borgno, di origine monferrina, che è uno dei primi tre imprenditori del Belgio. Installato in Vallonia, a Mons, la città da cui viene anche l’attuale primo ministro belga Elio Di Rupo, è lui che si è occupato dei tifosi juventini deceduti nella tremenda serata dell’Heysel, nel

rosato-bruniccio) argomenti a sostegno delle proprie rivendicazioni. Il leader europeo della cremazione, l’olandese Facultatieve Technologies, era presente in forze a Uitvvart. Del resto giocavano in casa trovandosi il loro quartier generale all’Aia, a qualche decina di chilometri dal sito espositivo. Con uno stand sobrio, tanto per non stonare, essi hanno attirato clienti attuali e potenziali. Unico italiano presente, con la filiale del vicino Belgio, era Biondan. Altri forse c’erano, attraverso i propri distributori, ma non li abbiamo notati. Sporadicamente qualche cofano denunciava anonimamente la propria origine peninsulare. Rari i visitatori esteri. Da Belgio,

1985, allo stesso modo che il padre molti anni prima, nel 1956, ebbe la tristissima incombenza di accudire alle salme dei 136 (su 164 deceduti) italiani caduti nella vicina miniera di Marcinelle dove solo otto dei 272 minatori presenti ebbero salva la vita. In conclusione l’impressione che ci rimane di questo evento è estremamente positiva, così come pensiamo lo sia per gli organizzatori che nella soddisfazione per il successo ottenuto troveranno forza e vigore per mettere in piedi, ancor meglio ne siamo sicuri, la prossima edizione di Uitvaart Vakbeurs. Ad maiora!

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

il Viaggiatore • O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


F I E R E


A CHARLOTTE, DALL’8 AL 10 OTTOBRE

NFDA CONVENTION & EXPO 2012 C

he l’America sia sinonimo di efficienza e di modernità è risaputo. È anche noto alla maggior parte di noi che in quel Paese tutto avvenga in fretta e talvolta in modo un po’ esagerato. Chi non ricorda le gag in cui l’Americano un po’

strafottente si vanta della capacità e della rapidità d’azione propria del suo popolo per venire alla fine messo alla berlina da una sagace battuta del solito italiano modesto o, per dirla con il linguaggio attuale, un po’ “sfigato”?


F I E R E

32

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


Questo concetto di funzionalità, di dinamismo e di solerzia ben si applica a Charlotte, la città principale del Nord Carolina che porta il nome della consorte del re Giorgio III d’Inghilterra e che, in pochi anni, da piccolo centro di provincia è diventata uno dei poli più importanti per quanto riguarda gli affari e le attività finanziarie, tan-

to che recentemente il presidente Barak Obama l’ha scelta quale sede per la convention democratica in vista della conferma ufficiale della propria candidatura alle prossime elezioni di novembre. Non è stata la mia prima volta a Charlotte. La mia precedente visita risale ad una decina di anni fa, ma francamente mi sono imbat-

tuta in una realtà completamente diversa che non ha trovato alcun riscontro con quella impressa nella mia memoria. Ricordo, infatti, una città destinata unicamente alle attività lavorative, una città costituita per lo più da uffici, una sorta di city americana che alle 5.30 del pomeriggio si svuotava completamente riportando migliaia di auto verso i sobborghi residenziali. Dopo quell’ora, come se fosse stato dato un ordine urgente di evacuazione, diventava tragicamente vuota: le strade deserte, non vedevi più nessuno, non esisteva alcun luogo di aggregazione, sembrava un enorme ufficio chiuso per ferie. La Charlotte che ho visto O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

33


f I E R E

in questi giorni non ha niente in comune con tutto ciò: è una città estremamente viva, piena di locali e di ristoranti di tutti i tipi, una città in cui fervono attività culturali di ogni genere, testimoniate da numerosi musei e centri artistici, senza tralasciare i luoghi deputati

allo shopping tanto cari agli americani, ma anche a noi italiani! Ho avuto conferma che negli ultimi anni è stata soggetta ad uno sviluppo esponenziale e in un periodo relativamente breve sono stati costruiti molteplici e imponenti grattacieli che ne hanno cambiato completamente la fisionomia e lo skyline. Un boom urbanistico che tuttavia non si è sviluppato in modo selvaggio, ma secondo canoni ben precisi che hanno coniugato le esigenze di una metropoli moderna con la necessità di realizzare un prodotto esteticamente gradevole: le strade principali sono state abbellite da giardinetti, da fontane e da mol34

teplici sculture, alcune molto curiose, che rendono assai piacevole una passeggiata downtown, ovvero per le vie del centro. In questa location, che sembra quasi una città del futuro, si è tenuta dal 7 al 10 ottobre l’annuale Convention & Expo della NFDA, la più importante associazione americana di impresari funebri.

potrebbe sembrare quasi una violazione della privacy, ma che in definitiva aiuta molto la socializzazione con i vicini e riesce a creare una simpatica atmosfera di sinergia e di affiatamento. L’esposizione ha visto 240 presenze di aziende, provenienti, ovviamente, per lo più dagli Stati Uniti, ma alcune anche dall’Europa come

Siamo stati presenti nell’area espositiva con uno stand per presentare il Consorzio Tanexport le cui aziende hanno scelto una formula di partecipazione istituzionale non presentando singoli prodotti, ma promuovendo il Consorzio ed i propri associati nel loro insieme. Rispetto alle esposizioni a cui siamo abituati in Europa, quella americana si contraddistingue al primo impatto per una sostanziale differenza nella costruzione degli stand, caratterizzati da una sorta di tendaggi, e non da pareti rigide, e separati orizzontalmente l’uno dall’altro da un tramezzo, sempre in tessuto, alto solo mezzo metro. È un concetto un po’ strano, che

Facultatieve Technologies, l’inglese Flexmort e l’italianissima Life Celebrating, della provincia di Pordenone, produttrice di libri ricordo digitali dove sono raccolte le memorie della persona deceduta per aiutare così le famiglie ad onorare i propri cari. Nell’International Pavilion erano poi presenti le diverse fiere internazionali e alcune tra le maggiori associazioni a livello mondiale. Oltre a Tanexpo, ambasciatrice del made in Italy che ha promosso la prossima edizione in programma a Bologna dal 28 al 30 marzo 2014, hanno partecipato Expo Funeraria Mexico, con Idelfonso e Gabriela Gonzalez,

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


Formazione specialistica

> Nuovi

gesti

la figura professionale del tanatoprattore

I corsi sono a numero chiuso, con un minimo (12 persone) ed un massimo (15 persone) di partecipanti. Verranno svolti in quattro giornate (orario 9-13 / 14-18) con una parte teorica al mattino e con i “laboratori” al pomeriggio.

La tanatoprassi, nella sua accezione comunemente riconosciuta a livello internazionale, non è ancora possibile in Italia, almeno fino al momento in cui una nuova Legge in materia funeraria non la legittimi disciplinandone lo svolgimento. Grande valore assume quindi la tanatoestetica, antesignana della tanatoprassi e tecnica in continua evoluzione e sempre più specializzata nel fornire agli operatori strumenti idonei a rispondere adeguatamente alle richieste delle famiglie. Il laboratorio formativo “Nuovi gesti” è quindi incentrato sul connubio attualmente possibile nel nostro Paese fra la tanatoestetica e i principi avanzati di tanatoprassi, per consentire ai discenti di poter mettere subito in atto le nozioni teoriche e le tecniche operative apprese dando così concretezza immediata ad una qualificazione professionale di grandissimo valore pratico ed etico. I trattamenti proposti rispondono a tre obiettivi primari (la disinfezione, la conservazione e il ripristino) per preservare, in condizioni di massima sicurezza, l’aspetto della salma per il periodo necessario al commiato curandone una presentazione estetica in grado di eliminare anche le deturpazioni create da traumi o da ferite. La metodologia utilizzata sarà di tipo interattivo e coinvolgente, mirata al raggiungimento di risultati concreti. Alla parte teorica verrà affiancata, come strumento di supporto, una sperimentazione attiva, il “Laboratorio”, per dare ai partecipanti la possibilità di mettersi in gioco in maniera reale, arrivando a focalizzare i bisogni formativi personali.

MODENA, TERRACIELO FUNERAL HOME dal 3 al 6 dicembre 2012

Per informazioni e iscrizioni: 051 4298311 info@formazionefuneraria.it www.formazionefuneraria.it

IN COLLABORAZIONE CON

CON IL CONTRIBUTO DI

IMPRESA

SANSIRO Milano


F I E R E

36

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


e NFE - Gran Bretagna, con gli amici David e Kimberly Hyde e Alan Slater, rigorosamente dotati di naso rosso e tenuta “da circo”, tema caratterizzante di Stoneleigh 2013. Inoltre, La Guia Funeraria, con Carmen Olmeda e il figlio José Manuel Martín, in rappresentanza della Spagna, Fadesfya, la Federazione Argentina, con

il presidente Jorge Bonacorsi, Alpar, l’Associazione dei Parchi Cimiteriali Latino Americani, rappresentata della presidentessa Teresa Saavedra, e Fiat-Ifta, l’organizzazione mondiale degli operatori funebri, che ha visto la presenza del Segretario Gerard Knap, del Tesoriere Dirk van Vuure e delle rispettive famiglie.

Visitare l’esposizione americana mette subito in luce la diversa mentalità con cui il funeral director concepisce il proprio lavoro. La professionalità è sicuramente alla base di tutto, anche perché per esercitare l’attività di impresario funebre nella maggior parte degli stati americani è obbligatorio un corso di studi specifico, a livello superiore, della durata di almeno un anno. Ma non solo: la formazione e l’aggiornamento sono esigenze quanto mai sentite visto il numero degli espositori che offrivano servizi in tal senso e vista la ragguardevole affluenza dei partecipanti ai convegni e ai numerosi workshop che iniziaO LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

37


F I E R E

38

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


vano anche alle 7.30 del mattino! Le proposte espositive hanno dimostrato che l’impresario americano non esercita semplicemente un mestiere, ma è imprenditore a tutto campo e non manca di rivolgersi a consulenti ad hoc per progettare e per gestire al meglio la propria casa funeraria, attento anche alle strategie di marketing

e alla cura della propria immagine. Anche il tema della morte, specifico di questo appuntamento, viene affrontato con una diversa sensibilità. C’è un’attenzione particolare al trattamento della salma (moltissimi gli stand di prodotti igienico-sanitari, di articoli per il make-up e di abiti per i

defunti) e alla cura del ricordo, con i tanti album della memoria molto popolari nella cultura d’oltreoceano. È sempre presente il concetto che non tutto finisce con la morte, ma che ci si trasforma in un qualcos’altro e che la scomparsa della persona cara può in qualche modo essere utile al pianeta. Ecco allora Birdhouse Memorial Urns Urns, che propone urne in legno per la dispersione delle ceneri che, una volta assolto il loro compito primario, possono essere utilizzate come casette per gli uccelli, o Eterni Trees, che si propone di trasformare il dolore in pace interiore attraverso il rinnovamento della natura grazie a O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

39


f I E R E

urne biologiche contenenti semi e che una volta interrate daranno vita a nuovi alberi. Altro settore molto trattato, e che invece da noi è sicuramente piuttosto marginale, è quello relativo alla morte degli animali da compagnia. Cassettine e urne di

tutte le fogge, con applicate foto, simpatiche impronte e frasi toccanti a testimonianza di un amore e di un dolore autentico, erano presenti in moltissimi stand: praticamente tutti i produttori di cofani e di urne hanno una linea dedicata agli animali e la maggior parte degli impresari funebri offre alla clientela anche questo tipo di servizio, sicuramente utile e richiesto. A livello generale, come merceologie espositive, la più rappresentata è stata quella delle urne a conferma della grande popolarità della pratica della cremazione. A seguire i cofani funebri, oltre che in metallo e in legno, anche nei ma40

teriali più strani (vimini, cartone, addirittura lana!). Nello stand di Batesville abbiamo incontrato il responsabile internazionale, Terry Walker, che si è dichiarato entusiasta della loro partecipazione a Tanexpo nel marzo scorso, confermando la presenza per la prossima edizione 2014. Dal punto di vista organizzativo

clima di serenità e di allegria. La prima, offerta da Batesville, si è svolta alla Nascar Hall of Fame, il museo interattivo che celebra la storia ed i personaggi che hanno reso famoso l’omonimo circuito automobilistico della zona. La seconda serata è stata invece riservata alle delegazioni straniere: una simpatica cena all’hotel

è stato tutto perfetto: una macchina collaudata e ben oliata che ha previsto ogni singolo dettaglio, pronta a non lasciare inevasa qualsiasi tipo di richiesta e a far fronte con professionalità a qualsivoglia imprevisto. Debbie Andres, la responsabile delle relazioni internazionali, ha sempre dimostrato la massima disponibilità assicurandosi personalmente che tutto fosse a posto: piccoli gesti che conferiscono tranquillità all’espositore che si sente tutelato e ben assistito. Non è mancato il programma sociale con due serate conviviali nelle quali consolidare relazioni o intraprendere nuovi contatti in un

Hilton in compagnia di colleghi e amici provenienti dai quattro angoli del pianeta! Una bella esperienza quella della partecipazione alla NFDA, un importante momento di confronto e di aggiornamento, una grande occasione per rinsaldare rapporti di lavoro e di amicizia e per sviluppare nuove sinergie. Il prossimo appuntamento è fissato a Mosca, dove Tanexpo e il Consorzio Tanexport saranno portabandiera della funeraria italiana di qualità alla fiera Necropolis, in programma dal 23 al 25 ottobre.

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

raffaella SegaNtiN • O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


f O R m a z I O n E

P R O f E s s I O n a L E

TANATOESTETICA & TANATOPRASSI

DUE STRUMENTI È

una pratica diffusa in tutti i Paesi evoluti e non ancora introdotta nel nostro Paese essendo stata riconosciuta da diverse leggi regionali, ma non ancora disciplinata da una normativa nazionale: la

tanatoprassi è certamente in cima all’elenco delle esigenze formative degli operatori funerari più intraprendenti e che desiderano offrire alle famiglie colpite da un lutto un servizio maggiormente qualificato.


INDISPENSABILI OPERATIVI


f O R m a z I O n E

P R O f E s s I O n a L E

In attesa che i nostri politici si dimostrino sensibili a tali necessità (non è essenziale aspettare la legge quadro di riferimento, ne basterebbe una più snella e dedicata solo a questa materia), gli impresari italiani possono frequentare il Corso base sulla Tanatoestetica o il Master Specialistico sulla Tanatoprassi inseriti nell’ampio Catalogo proposto dalla Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria. A Tarbes, in Francia, vengono periodicamente organizzate settimane formative individuali nelle quali, sotto la guida di Karine Pesquera, sarà possibile operare su moltissime salme e sviluppare una notevole esperienza su metodologie che rappresentano una nuova frontiera per le professioni funerarie. La prossima edizione del Master Specialistico sulla Tanatoprassi è in programma dal 10 al 15 dicembre e a breve verrà stilato il calendario per il 2013 che, viste le tante richieste pervenute, prevederà una cadenza mensile di tali prestigiose opportunità. Praticamente ogni mese

Te r r a c i e l o F u n e r a l H o m e ospita una edizione di “Nuovi Gesti - la figura professionale del Tanatoprattore”, il format dedicato alla tanatoestetica. La struttura modenese, per l’ottima dotazione tecnologica e per la perfetta organizzazione degli spazi tecnici, rappresenta la sede ideale per erogare una formazione di elevatissimo livello ed ha ospitato recentemente due sessioni educazionali. Supportata dall’efficacia di attrezzature e di prodotti messi a disposizione da Ceabis, Karine Pesquera ha fornito ai molti operatori presenti strumenti idonei

Annalisa Piccoli

44

Pasquale Gigliotti

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

a rispondere adeguatamente alle richieste delle famiglie. I discenti hanno potuto mettere subito in atto le nozioni teoriche e le tecniche operative apprese dando così concretezza immediata ad una qualificazione professionale di grandissimo valore pratico ed etico. I metodi proposti e sperimentati sul campo da tutti i partecipanti hanno risposto a tre obiettivi primari (la disinfezione, la conservazione e il ripristino) per preservare, in condizioni di massima sicurezza, l’aspetto della salma per il periodo necessario al commiato curandone una

Jochen Trapletti

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


Carlo Alberto Lucci

presentazione estetica in grado di eliminare anche le deturpazioni create da traumi o da ferite. Dal 3 al 6 dicembre, a Modena, è prevista una nuova edizione. Sempre in tema di tasnatoestetica, nel 2013 la Scuola proporrà due nuove tipologie di corsi di secondo livello, una dedicata alla ricostruzione, l’altra al make-up funerario. Sarà inoltre possibile usufruire, grazie ad una presenza più costante della Pesquera in Italia, di una formazione aziendale in loco o di consulenze specifiche su salme che presentino particolari difficoltà. Annalisa Zirattu

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

Gianna Mazzuccolo

Altra novità proposta è il Corso sul cofano funebre la cui prossima edizione avrà luogo presso la Sala Mostre Scacf sabato 19 gennaio 2013. In una sola giornata, con un efficace mix fra teoria e pratica, potrete approfondire aspetti fondamentali di quello che rappresenta l’elemento centrale del Rito di Commiato, la testimonianza concreta e simbolica dell’omaggio reso alla persona scomparsa. Conoscerne a fondo la storia, l’evoluzione normativa, le caratteristiche tecniche e costruttive, le essenze utilizzate e le più corrette ed efficaci

modalità di preparazione e di confezionamento si rivelerà di fondamentale importanza per meglio valorizzare il servizio svolto. Tanti altri appuntamenti vi saranno proposti: oltre ai moduli dedicati alla cerimonia, verranno avviati nuovi percorsi incentrati sulla qualità dei servizi funebri, sulla sicurezza, l’ambiente e il marketing per le imprese. E sarà dato il via anche ai Laboratori della Mente, alle Giornate di Formazione Specialistica e ai corsi per il personale sanitario. E poi progetto inedito: le Giornate di approfondimento sulla Casa Massimiliano Mocci

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

45


f or m a z io n e

pro f e s s io n a le

Michele Bonissoni

Salvatore Spampinato

Vittoria Castellucci

Funeraria, un format in cui, attraverso le esperienze dirette di importanti operatori italiani e di autorevoli consulenti sui diversi aspetti progettuali, realizzativi e gestionali, sarà fornito ai partecipanti un quadro esaustivo e completo su quello che rappresenta certamente il futuro della funeraria italiana. Sul sito internet della Scuola, www.formazionefuneraria.it, troverete costantemente aggiornati il calendario e i programmi di tutte le iniziative. Martina Mandrioli •

Cristina Soldati

Angelo Santoriello

Thomas Bonini

46

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


I L

P E n s I E R O

D I . . .

L’ACCORDO FRA TADDIA GROUP E IL CENTRO STUDI OLTRE

InsIEmE PER Una nUOva CULTURa DEL COmPaRTO fUnERaRIO 48

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


I

l CSO, Centro Studi e Ricerca per lo sviluppo e la promozione delle professioni del Funerario, è nato nel 2003 al fine di convogliare gli interessi culturali di tutti gli Enti, le Istituzioni e i singoli Operatori per la condivisione di esperienze e di conoscenze finalizzate alla crescita professionale del comparto funerario attraverso format educazionali, strumenti editoriali, modelli operativi innovativi ed efficaci. L’attività del Centro Studi Oltre si propone – a livello nazionale, comunitario ed internazionale – una serie di interventi finalizzati a promuovere la coscienza delle risorse professionali e dello sviluppo tecnologico, a realizzare iniziative di formazione professionale, a favorire la conoscenza degli aspetti giuridici, normativi e organizzativi, a sostenere ed attuare studi, ricerche, indagini di mercato, attività didattiche. In quest’ottica di evoluzione e di sviluppo del settore funerario, ma anche al fine di potenziare il servizio offerto ai dolenti da imprese che devono essere sempre più moderne, coniugando l’aspetto umano alla più efficiente professionalità, è stato stipulato lo scorso ottobre un accordo con Taddia Group, accordo che a breve verrà anche ratificato da EFI - Eccellenza Funeraria Italiana. Presso la sede bolognese del Centro Studi Oltre è quindi

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

stato costituito un Taddia Point che funge non solo da operatore diretto per la gestione delle pratiche, ma anche da collettore per le onoranze funebri associate. Attraverso il CSO è ora possibile ottenere una gestione completa della pratica di sinistro mortale, con tutte le caratteristiche da sempre garantite da Taddia Group a tutela del cliente e dell’Impresa funebre: oltre all’avvio di tutte le azioni necessarie per il conseguimento di un risarcimento il più possibile rapido e congruo, la caratteristica più rilevante è senz’altro l’anticipo sulle spese del funerale (per un importo che può variare, a seconda dei casi, dai 5.000 ai 9.000 Euro), che si configura non solo come un prezioso aiuto per famiglie che vivono un momento particolarmente drammatico, ma anche come una grande opportunità per gli operatori del settore che possono così erogare un servizio di alta qualità, utile a soddisfare ogni eventuale richiesta manifestata dai dolenti, e garantire una celebrazione delle esequie completa e dignitosa che non risenta delle eventuali ristrettezze economiche in cui i soggetti potrebbero venirsi a trovare. Per tutte le ulteriori informazioni è possibile rivolgersi allo 051 4298311 o inviare una e-mail all’indirizzo cso@taddiapoint.it. Alessandro Taddia • Presidente Taddia Group

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

49


Il rito e il suo celebrante: struttura e significato della ritualità occidentale Chiara Zanella Preparare, costruire e presentare una cerimonia di Commiato Maria Angela Gelati Il perfetto cerimoniere Antonella Angela Nardi Il cerimoniere e i luoghi in cui interviene Maria Angela Gelati Il cerimoniere e la parola. Come parlare e come muoversi con i dolenti La tanatologia. Un percorso culturale di approfondimento e di condivisione Maria Angela Gelati Parole e silenzi. Quando le parole aiutano e i silenzi determinano Sara Mascarin La tanatologia applicata alle professioni

Maria Angela Gelati La scelta delle letture nella cerimonia di Commiato Maria Angela Gelati Oralità e interpretazione delle letture nella cerimonia di commiato Adriano Engelbrecht

Maria Angela Gelati

Luoghi per il commiato ieri e oggi: tipi e figure per i nuovi spazi dell’addio

Linee guida per una comprensione attiva della morte ai giorni nostri

Maria Angela Gelati

Chiara Zanella Parlare della morte provoca danni psicologici? Chiara Zanella Vivere momento per momento: la riduzione dello stress attraverso la mindfulness Chiara Ometto Il lutto e le relazioni con i dolenti Daniela Di Lucia Sposito Esiste il dolore contagioso? Quanto fa soffrire osservare chi soffre e sperimentare quotidianamente la morte? Sara Mascarin Osserviamo gli altri per trovare… Palestra tra riti e cerimonie per comprendere meglio quanto accade intorno a noi. Sara Mascarin

50

Il cerimoniere e la comunicazione telefonica Maria Angela Gelati Schemi rituali applicati all’area geografica Maria Angela Gelati L’operatore rituale consapevole Chiara Ometto La figura dell’operatore funerario nella società contemporanea Daniela Di Lucia Sposito La comunicazione assertiva Vanessa Cavasin Comunicazione, negoziazione e relazioni interpersonali Maria Angela Gelati L’impresario funebre e la comunicazione mediata Maria Angela Gelati

identifica gli argomenti che più ti interessano e scrivi a I N F O@ FOR MAZ IONE F U NE RA RIA .IT

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


GIORNATE DI FORMAZIONE SPECIALISTICA Conoscere la psicologia del lutto per lavorare al front-office

L’intervista di selezione al candidato che si propone di ricoprire il ruolo di Cerimoniere

Maria Angela Gelati

Maria Angela Gelati

Il glossario dell’operatore funerario e del Cerimoniere

L’intervista di selezione al candidato che si propone di ricoprire il ruolo di operatore funerario

Antonella Angela Nardi

Maria Angela Gelati

Identità, dinamiche, interculturalità: conoscere le famiglie per offrire il miglior commiato

L’ottimizzazione delle risorse umane

Maria Angela Gelati L’accoglienza dei familiari

Ottimizzare l’équipe di lavoro attraverso le riunioni

Antonella Angela Nardi

Maria Angela Gelati

L’operatore funerario e la comunicazione telefonica

Migliorare l’immagine aziendale: progettualità e realizzazione di idee

Maria Angela Gelati

Maria Angela Gelati

La gestione delle lamentele

Gestire il talento

Antonella Angela Nardi

Maria Angela Gelati

La percezione della qualità nell’impresa funebre

L’automotivazione del personale

Andrea Aulisi

Maria Angela Gelati

La certificazione ISO 9001 Andrea Aulisi

Crescere: l’autovalutazione delle proprie competenze

La certificazione UNI EN 15017:2006

Maria Angela Gelati

Andrea Aulisi

Cambiare, motivare e crescere: una comunicazione efficace in azienda

Sicurezza, ambiente e altre certificazioni Andrea Aulisi Il miglioramento continuo nell’impresa funebre Andrea Aulisi Controllo dei processi, miglioramento delle prestazioni, qualità del servizio

Maria Angela Gelati

Maria Angela Gelati Costruire le performance del proprio team Maria Angela Gelati Conoscere le forme di conflittualità per prevenirle Maria Angela Gelati

Andrea Aulisi

Valutare le proprie capacità di comunicazione

La leadership personale

Maria Angela Gelati

Andrea Aulisi

L’amalgama del team produttivo

Il marketing per l’impresa funebre

Maria Angela Gelati

Andrea Aulisi

L’amalgama di squadra

Il marketing su internet

Maria Angela Gelati

Andrea Aulisi

La morte nella biografia dell’operatore funerario

La valutazione e la gestione dello stress lavoro-correlato nelle imprese funebri

Maria Angela Gelati

Vanessa Cavasin

Maria Angela Gelati

La morte nella biografia dell’operatore cimiteriale

W W W. F O R M A Z I O N E F U N E R A R I A . I T

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

51


P a R L I a m O

D I . . .

CASE FUNERARIE

Progettazione e

I

l progetto di Casa Funeraria in Italia è oggi un universo di iniziative magmatico ed in evoluzione costante che, sull’ onda di quanto avvenuto in Paesi che hanno affrontato l’argomento prima di noi,

prefigura negli anni a venire una crescita di questo tipo di realizzazioni. Oltre Magazine ha già affrontato da tempo le ragioni e le logiche che sottendono a tale sviluppo, ma oggi entriamo nel merito di aspetti


problematiche associate

da considerare e di criteri progettuali da adottare per un prodotto che, facendo tesoro delle pregresse esperienze, possa prefigurare un risultato degno di ambire al mondo dell’Eccellenza Funeraria.


p a rli a m o

di . . .

Una premessa prima di affrontare l’argomento più compiutamente. Oggi in Italia chi ha avuto modo di visitare quelle che si definiscono Case Funerarie incontra per lo più spazi di risulta: a volte sono depositi o magazzini, a volte abitazioni trasformate per l’occasione. Una caratteristica comune è che nessuna nasce da uno specifico progetto, con tutte le limitazioni che tali trasformazioni possono implicare. Tutti abbiamo negli occhi il verde dei giardini ed il senso di tranquillità e di pace che tale ambiente riesce a trasmettere. Le immagini ed una visita a cimiteri quali Arlington o Père Lachaise, che sono in realtà grandi parchi, rinfrancano l’anima prima che lo spirito. Studi psicologici hanno evidenziato che questi spazi, più che simbolici per il defunto, sono di conforto per i parenti e rendono più lieve il peso del distacco da una persona amata. Ecco allora che uno dei primi aspetti da considerare è che la Casa Funeraria deve prevedere la presenza di verde, meglio ancora esserne contornata, ed il giardino o il parco circostante devono essere oggetto di un progetto di architettura paesaggistica che può mescolare con sapienza essenze, fiori e colori per creare il contorno ideale all’edificio stesso. Altro elemento da non trascurare è l’acqua, spesso per assioma psicologico associata al verde ed al senso di relax che ne deriva. Un laghetto, una fontana, una lastra: ovunque ci sia acqua che scorre siamo sicuri di aggiungere una componente che dona pace e tranquillità. Attenzione: l’acqua deve scorrere dolcemente, non scrosciare o generare un rumore di fondo, pena il vanificare tutte le buone intenzioni di tale scelta. 54

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


Formalmente e morfologicamente l’edificio deve essere definito da un disegno che non rimandi alla sua destinazione principale, per ragioni più di carattere psicologico che funzionale. La validità architettonica del progetto consta nel riuscire a fondere una immagine discreta con una eleganza formale del costruito, tramite l’utilizzo di materiali e di finiture che non contrastino troppo con

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

55


p a rli a m o

di . . .

gli aspetti pratici a cui la struttura è destinata. Ecco allora che un edificio che si presenta come una moderna concessionaria d’auto, tutto vetrate e pannelli d’alluminio, equivale ad una realizzazione tipo deposito, magari in mattoni e timpani di legno: nessuno dei due è adatto al proposito. Il messaggio deve essere chiaro: è necessario che anche il disegno della costruzione si attenga a canoni estetici legati alla sua destinazione. La presenza di un parcheggio a raso è data per scontata e questo spazio, dove coesistono aree scoperte e possibilmente anche coperte, è un must da cui non si può prescindere. L’importanza di un parcheggio coperto sotterraneo è ancora più interessante poiché garantisce protezione dagli agenti atmosferici, accesso diretto alla Casa, riservatezza e sicurezza psicologica dell’utilizzatore e, non ultimo, snodo operativo per arrivi e partenze in area riservata. Un inciso merita il pensiero progettuale. La vita di un edificio realizzato con tecniche moderne è stimata in 60 anni, di cui i primi 30 si considerano non interessati ad interventi di manutenzione straordinaria. Le nuove normative relative al contenimento dei consumi energetici, oltre ad una classificazione più o meno meritoria che significa costi energetici più o meno alti, impongono che una quota dell’energia (oggi pari al 20%) venga auto prodotta con fonti rinnovabili. Dato che un impianto fotovoltaico o solare termico odierno garantisce un ciclo vitale di vent’anni e un ammortamento in circa sette anni, varrebbe forse la pena di considerare l’investimento relativo all’intero 56

fabbisogno energetico dell’edificio parametrato nei primi 30 anni di vita e di conseguenza operare scelte di carattere impiantistico. La distribuzione interna degli spazi deve tener conto di due aspetti prioritari: la destinazione ed i percorsi. Due sono le macro aree in cui la Casa Funeraria si divide: una destinata agli operatori ed una destinata al pubblico. Le aree di pertinenza agli operatori (il ricevimento della salma, le sale destinate alla tanatoprassi, alla tanatoestetica o alla conservazione) devono essere strutturate in maniera tale da prevedere una interazione con gli spazi destinati al pubblico in maniera completamente riservata. Il ruolo dei percorsi di collegamento tra una macro area e l’altra è a questo punto fondamentale, visto che garantiscono la comunicazione e il passaggio per gli operatori, ma non l’accesso per il pubblico. Un discorso a parte merita la normativa igienico–sanitaria da applicare in ambito progettuale. In attesa della tanto agognata revisione della legge esistente, ormai non più al passo con i tempi, ci si deve purtroppo attenere ad una legislazione che impone pochi parametri molto restrittivi, soprattutto per quanto riguarda i requisiti minimi impiantistici. In aggiunta a questo, alcune Regioni applicano normative o hanno emanato decreti applicativi che riducono ancor più il margine di libertà del progettista. Per ultimo, non sempre i funzionari delle USSL o delle ASL preposti all’esame della pratica sono ferrati in materia in quanto si discute di progetti che raramente vengono sottoposti alla loro attenzione. Altri aspetti progettuali riguardano l’architettura degli spazi interni, ed in particolar modo l’utilizzo

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

di colore, luce, musica e arredi delle aree comuni. Il colore e la luce recitano un ruolo fondamentale di caratterizzazione per l’importanza che hanno nella psicologia del momento. Scientificamente è provato che l’utilizzo di colori troppo accesi o vivaci in ambienti delimitati accresce il nervosismo interiore, mentre i colori cupi deprimono. Questa regola va tenuta in considerazione per tutti gli elementi che definiscono il contenitore: pareti, soffitti, pavimenti, rivestimenti, tendaggi e così via. La luce invece, in funzione della tipologia di sorgente luminosa e del grado Kelvin che ne determina il colore, può esaltare o mascherare eventuali elementi relativi allo stato ed alla preparazione della salma. Da qui si comprende l’importanza di un corretto progetto di illuminotecnica. Così come la luce e il colore, anche la musica può esaltare, deprimere o tranquillizzare. Avete mai provato a trovarvi in una situazione di dolore fisico, per esempio durante una seduta dentistica, accompagnati da una atmosfera di gelido silenzio o da un brano di musica classica? Di nuovo, scientificamente è provato che la sensazione che il paziente riscontra è completamente diversa. L’applicazione di soluzioni progettuali di questo tipo è un altro degli argomenti destinati a marcare la differenza in un progetto di Eccellenza Funeraria. Vi sono altri aspetti degni di essere affrontati e valutati, in particolar modo quelli relativi ai servizi generali che comprendono spazi comuni, sale di culto, ristorazione, sistemi di controllo ed altro. Gli stessi saranno oggetto di dissertazione in un prossimo appuntamento. Ing. Dino Brunori • Architettura & Sistemi O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


R E C E n s I O n I

L a p i 첫 re c e n t e f a t i c a d i Vi n i c i o C a p o s s e l a

STORIA DI UN NAVIGANTE


I

ntorno alla metà dello scorso anno è uscito un album molto particolare. Complesso, articolato, con forti suggestioni letterarie. Insomma, quello che qualche anno fa sarebbe stato considerato un “concept album”. Si tratta di Marinai, Profeti e Balene di Vinicio Capossela. L’album della maturità dell’artista nato ad Hannover che sceglie di inviare, a suo modo, un messaggio di speranza.


rece n s io n i

Il doppio cd raccoglie 19 canzoni registrate tra Ischia, Creta, Berlino, Milano e Capodistria. Dedicato interamente al mare, potremmo definirlo “liquido” non solo per le sonorità, ma anche e soprattutto per le atmosfere ricercate. Mitologia, storie di naviganti e più in generale di uomini posti davanti a grandi “mostri”, il fato e la conoscenza, la necessità di risalire e di trovare una base da cui ripartire: sono questi i temi del viaggio che Vinicio Capossela compie in mare nel suo disco più riuscito che offre diversi spunti di riflessione e che è stato definito dallo stesso autore “un’opera Ciclopedica, una Marina Commedia” che porta il navigante, metafora dell’uomo del nostro tempo, a vivere avventure straordinarie fino a trovare negli Inferi l’indovino più famoso dell’antichità, Tiresia, a cui chiedere cosa fare, cosa lo attende. Il navigante è incerto, schiacciato dalle proprie debolezze al confronto con le grandi forze che muovono il mondo, qui rappresentate principalmente dal mare e dalle creature che lo abitano: egli ha paura del futuro e di doverlo affrontare senza il sostegno degli altri (“A che mi servirà sapere – Sapere il mio destino come già deve compiersi – E poi non esser più creduto dai compagni”). Tiresia, dal cuore degli Inferi, gli offre un appiglio, lo invita a non fermarsi e a cercare nuove avventure presso nuovi popoli, a ritrovare l’entusiasmo (“Vai oltre il ritorno – porta sulle spalle un remo – Abbandona la casa e vai errante nel sole – Fino a gente che non batte il dorso del mare… - Lì lo poserai, offrirai sacrifici – La morte ti coglierà dal 60

mare – Consunto da splendente vecchiezza – Tra gente felice attorno – Questo ti dico senza tema né dubbio”). Il navigante che ha affrontato i “mostri” del mare, Leviatano e Moby Dick solo per citare i più noti, nella terra degli Inferi trova la speranza per risalire e per intraprendere un nuovo viaggio, incerto sì, con un finale scontato (“la morte ti coglierà dal mare”), ma che vale la pena di vivere per morire “tra gente felice attorno”. Non sembra un caso che Capossela abbia dichiarato più volte un profondo amore per la Grecia e per la sua musica: in questo album le suggestioni, non solo mitologiche, portano alla ribalta il Paese migliore, quello della filosofia, della letteratura e della musica e non quello reso tristemente noto dagli attuali fatti di cronaca. Marinai, profeti e balene si apre con la canzone “Il Grande Leviatano” dedicata alla figura mitologica che ha ispirato moltissimi scrittori di diverse epoche: il caos primordiale o la volontà di Dio, è la creazione che si cela dietro questa figura mitica. Non solo, Leviatano è anche un’opera filosofica di Thomas Hobbes che paragona la figura allo stato assoluto che ingloba e che risucchia al suo interno i cittadini sudditi. L’opera viene attualmente considerata l’atto di nascita del moderno stato, in cui ogni cittadino rinuncia a parte della propria libertà per il bene comune. Anche questo non sembra un caso: proprio i fatti storici attraverso cui sta passando non solo la Grecia, ma tutta l’Europa Mediterranea sono conseguenza della crisi degli stati moderni e di qualcosa di più misterioso che possiamo chiamare “andamento del mercato” o “fato”. Perché l’atmosfera risultasse autentica il disco è stato registrato

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

61


R E C E n s I O n I

anche a Creta, nei luoghi della mitologia, dove Capossela è andato a cercare Psarantonis, l’ultimo degli aedi che suona la lira proprio in “L’Aedo”. La scelta degli strumenti utilizzati è piuttosto articolata e mette insieme sonorità provenienti da luoghi molto diversi e da epoche passate. Nonostante questo il risultato è assolutamente compiuto e ben amalgamato. Sono presenti le percussioni indonesiane

gamelan, la viola d’amore barocca, il santur, le onde Martenot, il theremin, la sega musicale, l’ondioline, le voci bianche e persino quelle delle Sorelle Marinetti degli anni Trenta. È un’opera quanto mai riuscita, di forte intensità e ricca di riferimenti letterari, ma anche molto godibile, in alcuni momenti persino divertente. Un’opera appunto, un grande musical del mare da ascoltare e da riascoltare. Sara SaCCo •

62

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


C I n E m a

ladYKillers

Nessuno è padrone L’apostolo Giovanni disse: Ecco, c’è un estraneo in mezzo a noi venuto per distruggerci Mrs Munson


del proprio destino s

ono ancora loro, i Coen, i fratelli più famosi del cinema, quelli che trasformano in oro tutto ciò che toccano. In questo caso si tratta del remake di una dark comedy datata 1955 e circolata

in Italia con il titolo de La Signora omicidi. Il prodotto di una simile rivisitazione si chiama Ladykillers ed è una esilarante commedia sull’ironia tragica che sottende la sorte di ciascun uomo.


C I n E m a

Nell’universo coeniano, popolato da una gamma così eterogenea di personaggi, nessuno è padrone né artefice del proprio destino (anche se, ad una prima occhiata, la vita lo fa sembrare). È così per il professor Dorr, la cui apparente vittoria sul sistema è soverchiata da una beffarda provvidenza che nell’epilogo torna a riprendersi la rivincita; è così per i suoi complici, caduti uno dopo l’altro vittime di quel caso che con presunzione pensavano di poter governare; ed è così anche per Mrs Munson, la religiosissima padrona di casa, che non muore perché salvata da una qualche entità divina, ma soltanto per una serie di fortuite, ironiche coincidenze. Che senso ha, dunque, affannarsi tanto nella spasmodica ricerca di un significato? Il celebre nichilismo coeniano si riaffaccia sulla scena e trova terreno fertile

66

per maturare. Questa volta, però, lo spettatore non ne esce del tutto sconfortato: certo, l’uomo è in balìa del caso e la sua vita non è orientata verso alcuna finalità, ma nell’epilogo il Bene vince il Male e la vecchina “trionfa” (inconsciamente) sul Mefistofele in abito bianco. L’intera vicenda del resto è imperniata intorno ai loro personaggi e tutti gli altri non ne sono che il corollario. Un corollario da Coen, sia chiaro. Anche se, volendo proprio trovare un difetto alla pellicola, manca in Ladykillers la proverbiale attenzione conferita dai due fratelli alle particolarità del singolo. I personaggi di contorno sono presentati uno alla volta attraverso una serie di episodi che li descrivono brevemente (pregevole la soggettiva di Lump durante la partita di rugby), ma nessuno di essi buca lo schermo e le loro differenti personalità sono definite solo per sommi capi. A compensare una simile lacuna ci pensa la diade

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

Mrs Munson-Professor Dorr, i cui dialoghi regalano attimi di sincera ilarità. Così, nel profondo Sud degli Stati Uniti, avviene che la genuina semplicità di una si scontri con la pedante saccenteria dell’altro. Nella assolata contea di Saucier la religiosa Mrs Munson intreccia la propria vita con un gentiluomo dal linguaggio forbito e dall’aria finto-dandy. Il professor Dorr non è solo il pretesto di cui si servono i Coen per ostentare la propria cultura, ma è anche veicolo di quel messaggio nichilista urlato a gran voce nella chiusa del dramma: tutti muoiono, per caso, vanificando gli sforzi compiuti in vita, mentre la chiatta dei rifiuti scorre lenta e costante. Il finale riprende l’incipit, e il corvo appollaiato sul gargoylle all’inizio del dramma è profeta di un messaggio che diverrà chiaro soltanto nell’epilogo: si chiude un ciclo e tutto torna a fluire esattamente come prima.

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2


A supportare una simile vicenda vi è un Tom Hanks in una delle sue più convincenti interpretazioni e un impianto stilistico in cui, contrariamente alla filosofia del film, nulla è lasciato al caso. Menzione d’onore alla colonna sonora, che spazia dal gospel al rap passando attraverso la musica classica: l’intermezzo d’arpa fa da sfondo alla preparazione del piano, i gospel accompagnano il latrocinio (musica sacra per un reato!) e il rap è destinato alle sequenze più underground. laura SaVariNo •

LaDYKILLERs (USA, 2004) di Joel e Ethan Coen Durata: 104 minuti Cast: Tom Hanks, Irma P. Hall, Marlon Wayans, J.K. Simmons, Ryan Hurst, Tzi Ma

O LT R E m a g a z i n E • O T T O b R E 2 0 1 2

PERIODICO DI InfORmazIOnE DELL’ImPREnDITORIa fUnERaRIa E CImITERIaLE

67


a T T U a L I T À

SIGLATA UNA CONVENZIONE

Assocofani entra in f

ederlegnoArredo, la Federazione Italiana delle industrie del legno, ha stretto una convenzione con Assocofani, l’Associazione Italiana Produttori Cofani ed Accessori Funebri, per il suo ingresso all’interno della Federazione. La firma della stessa è avvenuta nei giorni scorsi tra i due Presidenti in carica, Roberto Snaidero e Marco Alfredo Ghirardotti, e quindi a partire dal primo settembre 2012, Assocofani è considerata a tutti gli effetti una Associazione non statutaria di FederlegnoArredo e dal

punto di vista organizzativo sarà collocata all’interno dell’Area Legno facente capo alla Federazione stessa. La produzione italiana di cofani e di accessori funebri è accreditata e considerata nel mondo come espressione dei più qualificati valori in termini di innovazione, ricerca, stile, design, creatività, qualità dei materiali impiegati e tecniche costruttive all’avanguardia. L’analisi delle attuali difficoltà contingenti di mercato e una sempre maggiore consapevolezza della necessità di sviluppare politiche condivise

e strategie comuni hanno quindi portato l’Associazione ad entrare in FederlegnoArredo, per portare avanti azioni che, grazie al contributo della Federazione, possano sostenere gli obiettivi individuati come strategici quali l’autoregolamentazione e la moralizzazione del comparto, l’uniformazione dei prodotti a standard tecnici e qualitativi dettati da norme chiare e unilateralmente recepite, la determinazione di linee guida commerciali e di una politica condivisa su prezzi e su peculiarità dei prodotti.


Federlegnoarredo Le strutture di FederlegnoArredo a c c o m p a g n e ra n n o l e a t t i v i t à di Assocofani da un punto di vista strategico e operativo: le analisi del Centro Studi Cosmit/ FederlegnoArredo supporteranno le aziende del comparto nelle attività di monitoraggio del mercato e di controllo della produzione e delle importazioni, mentre l’ufficio stampa coordinerà lo sviluppo di una comunicazione efficace nei confronti degli operatori e, cosa non meno importante, della pubblica opinione. Fondamentale sarà inoltre

il contributo dell’Ufficio Normativa, che diverrà punto di riferimento per le attività di ricerca normativa e l’attuazione di specifiche prove per il settore. La sinergia tra le strutture della Federazione e Assocofani rafforza dunque l’impegno dell’Associazione nella ricerca su tecniche costruttive, design, essenze lignee e altri materiali impiegati e nella tutela di tutti gli interessi dei produttori italiani di cofani ed accessori funebri in ambito normativo, imprenditoriale, economico e commerciale.

Marco Ghirardotti


I L

P E n s I E R O

D I . . .

rinnOVatO da asnaF&as l’aCCOrdO COn le OrGaniZZaZiOni sindaCali

Il contratto collettivo di lavoro a chiamata


U

n contratto collettivo di lavoro a tutti gli effetti per i lavoratori delle Imprese esercenti attività di assistenza alla persona, attività cimiteriali e attività funebri. Contratti a “chiamata intermittente a tempo indeterminato” o “part-

time partendo dalle 12 ore settimanali” sono quelli proposti da Asnaf&AS (Associazione Nazionale Attività Funebre ed Assistenziale) che ha rinnovato l’accordo con le organizzazioni sindacali di categoria anche per il triennio 2012/2014.


I L

P E NS I E R O

D I . . .

72

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Dopo la definitiva esclusione dei contratti relativi alle prestazioni di servizi, i cosiddetti Co.Co. Co. (Contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa), nel 2004 ci siamo impegnati a voler proporre un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il settore delle estreme onoranze. La necessità scaturiva, ovviamente, dall’immediata impossibilità di proseguire nell’attività di “esecutori” per le imprese funebri di servizi per la movimentazione e per il trasferimento del feretro. Questa operazione portava a due soluzioni possibili: chiudere i battenti o fare delle assunzioni con tipologie diverse di contratto che avrebbero comportato oneri eccessivi con conseguenti ripercussioni sui costi del funerale. Questo discorso valeva non solo per le imprese operanti nel settore con personale assunto con contratti Co.Co.Co., ma anche per i centri servizi fornitori delle prestazioni sopra riportate. Fin dall’inizio abbiamo pensato di concepire un C.C.N.L. riservato ai “Servizi alla persona”, perché convinti di poter rientrare in questa classificazione sia per la tipologia delle prestazioni che per i lavori eseguiti (paragonabili più a prestazioni paramediche che al mero trattamento di trasporto salme). Sì, paramediche, anche se potrebbe sembrare una parola impropria. Ad avvalorare la nostra tesi sono stati due importanti pronunciamenti: l’Istat, nel 2007, si esprime con il codice ATECO e classifica le pompe funebri e le attività connesse proprio sotto la categoria “Servizi alla persona”; il 26 marzo 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 59 che, a seguito di O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

una Direttiva Europea, specifica (articolo 6) che “non costituiscono servizi di trasporto quelli di quattro categorie” fra le quali, alla lettera D, compaiono le “pompe funebri”. Non ci sono dubbi: abbiamo pienamente indovinato a formulare un contratto collettivo riservato ai servizi alla persona. E non potrebbe essere diversamente, considerato che anche nella nomenclatura delle materie di insegnamento nei corsi di formazione si parla di “possedere come requisiti”, al fine di poter svolgere l’attività funebre, “oltre al titolo di studio di primo o secondo grado, in base al diploma da ottenere e alle altre nozioni di carattere commerciale, amministrativo, di negoziazione, di psicologia sociale, di rapporti di lavoro, tecnica di accoglienza ed assistenza Clienti, di comunicazione empatica, di tecniche con le ASL, riconoscimento del cadavere, nozioni igienico-sanitarie e sul trattamento delle salme, di applicazione delle procedure di sanificazione e sterilizzazione di ambienti, materiale ed attrezzature, applicazione di prevenzione sanitaria […]” e altro ancora. Una volta stabilita la classificazione abbiamo cercato di creare un contratto ad hoc, in grado di utilizzare tutti gli strumenti che la Legge Biagi ha messo a disposizione per tentare di applicare un qualcosa di veramente interessante al settore funebre: il lavoro “a chiamata intermittente a tempo indeterminato” oppure il “parttime partendo dalle 12 ore settimanali”. Il lavoro a chiamata è stato subito recepito dalle imprese funebri più avvedute: abbiamo così messo dei paletti in accordo con le organizzazioni sindacali, come ad esempio la necessità di avere almeno dai 4 ai 6 dipendenti fissi, in modo che l’utilizzo di questa

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

73


I L

P E NS I E R O

D I . . .

possibilità a chiamata non contribuisse a creare lavoratori cosiddetti “precari”. Certo, a quei tempi, ad altri organismi la situazione non era gradita, anche se oggi le stesse Organizzazioni stanno cercando di inserire il lavoro a chiamata nel proprio contratto pur se in maniera difforme dalla nostra proposta (si possono assumere uno o più dipendenti a chiamata senza alcun obbligo di assunzione dei fissi da noi richiesti! L’unico vincolo è quello di utilizzare personale sotto i 24 anni oppure superiore ai 55, ma poiché difficilmente si trovano giovani che scelgono di fare questo lavoro, ci si rifugia ancora dai nonni che altro non sono che i soliti pensionati sempre criticati, ma sempre utilizzati). È giusto invece segnalare che nel nostro CCNL non vi è alcun vincolo di età per l’assunzione. È stato rinnovato all’inizio del 2012 e scadrà a dicembre 2014; poi usufruirà di un periodo di vacanza che si protrarrà come minimo di altri 12 mesi. Esso ha già compreso e conteggiato tutti gli eventuali aumenti previsti e non subirà ulteriori variazioni, bloccando i costi. Inoltre, dopo laboriose trattative, siamo riusciti a sottoscrivere con l’organizzazione sindacale firmataria un accordo inserito nell’articolo 48 del CCNL con la voce 48 BIS che rivede i tempi e le prestazioni che vengono svolte in occasione dei servizi funebri dal personale preposto a questo tipo di funzioni. Tempi che non superano i 90 minuti per servizio regolarmente retribuiti, calcolando i dovuti contributi assicurativi e riconoscendo al dipendente una diaria meglio specificata nell’accordo per il raggiungimento di 74

quanto a lui dovuto. Quanto raggiunto è un accordo sindacale inviato al Ministero del Lavoro e al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) per essere inserito nelle relative banche dati: pertanto ha tutta la validità del caso senza timore di smentite. Abbiamo cercato di favorire l’Imprenditore avveduto, affinché capisca quanto beneficio può trarre facendo bene i conti e senza scontentare nessuno, specialmente il dipendente. Purtroppo la nostra maggiore lacuna è la comunicazione: non possiamo contare su strumenti mediatici, ma laddove riusciamo a diffondere la notizia portiamo a casa iscritti e soddisfazione. Il nostro contratto nazionale è riservato ai “Servizi alla Persona” e comprende anche le onoranze funebri poiché siamo convinti che

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

questo sia il termine giusto da usare nel presentare la nostra attività. La tanatoprassi, la tanatoestetica e tutte quelle prestazioni che si eseguono per la conservazione, le norme sanitarie, di sanificazione, l’assistenza ai dolenti, i corsi di psicologia sociale, sono tutte tematiche riconducibili a tale ambito. Ad avvalorare la nostra convinzione è il fatto che la categoria viene gestita dalla Sanità regionale, così come oggi materia sanitaria è la legge nazionale a suo tempo presentata e ancora giacente in Commissione Sanità al Senato. La scelta di adottare il nostro CCNL è libera: spetta all’Imprenditore sapervisi attenere per ottimizzare al meglio i propri costi aziendali. Jorio Ronca • Presidente Asnaf&AS

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


R a C C O n T O

Funerale piramidale,


accessori a costo zero… I

l nome dell’azienda era tutto un programma: “Il trapassato remoto”. Il motto sul biglietto da visita non era da meno: “per pagare e per morire c’è sempre tempo”; ma il massimo dell’inventiva veniva dalla scritta bordata di nero: “funerale a costo zero con premio fedeltà”. L’idea geniale era scaturita dall’esperienza ben più che ventennale del signor Cataletto, titolare dell’agenzia di onoranze funebri che aveva escogitato il sistema di vendita piramidale: la bara porta a porta, a prezzo popolare.


R A C C O N T O

Il concetto non era male, facile da sostenere con dialettica banale e, tutto sommato, piuttosto razionale. Cataletto suonava il campanello, mostrava il biglietto da visita, chiedeva di entrare, illustrava il progetto: “Buongiorno caro signore, ha mai pensato che la vita è di passaggio e che la morte è un tempo piuttosto lungo da trascorrere allungati in una bara?

78

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2


Perché aspettare? Perché acquistare un feretro che sia scomodo e poco estetico, magari scelto in fretta da un parente poco motivato? Le interessa, proseguo? Mi pare incuriosito…”. Se il soggetto annuiva, il gioco era quasi fatto. “Le spiego il programma: può acquistare adesso la bara che più le piace tra tanti modelli studiati per servire a “quello” e altro, per tenersela in casa, per prendere confidenza! È un’idea da valutare: possono diventare un originale scaffale, un letto di fortuna per un ospite inatteso, una cassapanca, un orologio a pendolo, una cassaforte con la combinazione. C’è il modello che si può usare da canotto, un altro da applicare sul tetto di ogni vettura, originale bauliera tutta da sfruttare, ma ce ne sono altri, ho il catalogo, li vuol vedere?”. A quel punto il soggetto alzava il sopracciglio, stupito e incuriosito, mentre Cataletto passava dall’attenzione all’interesse e, stuzzicando il prestigio e il desiderio, esponeva il resto: “Deve sapere che per tre nuovi clienti che saprà convincere ad investire il giusto prezzo per un oggetto multiuso a lunga durata, avrà diritto a uno scatto. A loro volta ne dovranno ricercare altri tre e per ognuno di essi lei salirà di livello verso il premio finale”. Il principio era banale: la catena di Sant’Antonio applicata al funerale. “Per ogni scatto verranno riconosciuti optional da ritirare in occasione del funerale. Come potrà vedere da questo schedario, il primo stadio prevede fiori, foto, stampe e ricordini, il secondo una Mercedes nera, il terzo la messa cantata, e… via, fino all’ultimo livello: funerale in pompa magna, compreso il mausoleo di marmi e di cristalli guarnito con infissi di ottone, con scritte in rame, con candelabri e crocifissi! Tutto questo al costo di una bara da O LT R E m a g a z i n e • otto b re 2 0 1 2

comprare adesso! Colui che al trapasso sarà in testa alla catena, avrà diritto persino alla cassa placcata oro e l’interno in pelliccia di foca o zibellino”. Il signor Casaccio era stato uno dei primi clienti. Aveva comperato la propria bara quando aveva da poco superato i 60 anni e il sogno di un principesco funerale era diventato una ossessione. Aveva impiegato tutto il tempo della pensione ad allargare il proprio giro di acquirenti, annoverando ben 1837 seguaci che avevano acquistato il cofano multiuso. Era il primo di livello, il numero 1 della lista, ma non saldamente in testa. Il signor Martino, un vicino di casa che aveva aderito anch’egli alla catena, era salito di livello fino ad essergli alla pari, e lo sapeva. Entrambi non erano più giovanotti e nemmeno in ottima salute. Ecco perché si guardavano in cagnesco: il primo che avesse tirato le cuoia avrebbe vinto il premio, il funerale degno d’un re o di uno sceicco, a meno che … Quel dì, Casaccio accettò di buon grado l’invito ad andare a bere un vermouth presso il suo vicino perché, da un po’ di tempo, accarezzava un piano. Il rivale ignorava che, quel giorno stesso, la sua lista aveva avuto uno scatto. Casaccio era in vantaggio e doveva approfittarne, ora o mai più. Rise in faccia al vicino quando, dopo aver svuotato il bicchiere, si sentì morire. Stessa, e in fondo demenziale cosa, fece però l’altro nonnetto. Avvelenare se stessi per battere il rivale e per godere del lussuoso funerale portò a un pareggio, a un nulla di fatto. Il signor Casaccio se ne era andato inutilmente; anche il dirimpettaio aveva pensato di riscuotere il premio dopo aver visto aumentare le vendite appena un’ora prima, ottenendo l’illusione d’aver piazzato

catafalchi multiuso in maggiore quantità. Nella clausola 28 del contratto il pareggio non era previsto: così per i due vicini si fece un solo funerale economico, infilandoli in loculi ordinari, accanto l’un l’altro, risparmiando nel prelievo, nel viaggio e nell’inumazione, celebrando per entrambi un’unica funzione. Cataletto non aveva dovuto onorare alcun servizio funebre regale ed era ben contento. Il trucco c’era, semplice e banale: nei computer dell’impresa le classifiche dei clienti erano aggiornate. Quando le cifre e il trascorrere degli anni cominciavano a essere vicini al godimento del prestigioso estremo saluto, dagli uffici dell’azienda si provvedeva a portare i conteggi degli iscritti in pareggio scovando qualche acquirente a cui veniva offerta la cassa multiuso a prezzo “chilometri zero”, con in più il sorteggio di un viaggio o di un motorino. Impossibile dire no anche per un ragazzino; poi, si aggiungeva alla lista che era in testa. Il costoso funerale con messa cantata, mausoleo, ori e crocifissi annessi, non era semplice da incassare, ma lo si scopriva dopo il decesso, quando sarebbe stato arduo impugnare una causa di recesso. Non si può dire, però, che in questo mezzo imbroglio l’acquirente della cassa da casa non potesse trarne vantaggio. Nessuno ha resistito nel provarla: qualcuno vi ha fatto sesso, la ha adattata, vi ha celato qualche bevanda, un portafortuna, alcune foto, uno scaramantico oggetto … Così, al momento opportuno, se la è trovata comoda e guarnita, già abituato al prolungato soggiorno. E, in ogni caso, di questa furberia nessuno mai si è lamentato! Carlo Mariano Sartoris •

PERIODICO di informazione DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

79


Non basta avere un buon cervello; occorre anche la capacità di saperlo usare bene. Cartesio

LA QUALITÀ È UN VALORE! LA MODERNIZZAZIONE DI UNA IMPRESA FUNEBRE PASSA ATTRAVERSO LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ Le norme ISO 9001 e EN 15017 stanno introducendo nuovi standard di qualità nel mondo funerario; già alcuni imprenditori hanno intravisto come esse rappresentino il futuro per una impresa funebre qualificata.

AIUTATI A COSTRUIRE IL TUO FUTURO! VUOI DOTARE LA TUA IMPRESA DI UN SISTEMA DI QUALITÀ? CHIEDI UNA IPOTESI DI LAVORO E UN PREVENTIVO GRATUITO! invia una e-mail (info@certificazionefuneraria.it) o un fax (051 4298312): sarai contattato dai nostri consulenti.


MAGAZINE

ITALY

W W W.TA N E X P O.C O M Conference Service Srl - Via de’ Buttieri, 5/a - 40125 Bologna (Italy) Tel. +39 051 4298311 - Fax +39 051 4298312 - e-mail: info@tanexpo.com

In caso di mancato recapito restituire al C.M.P. Bologna Zanardi per la restituzione al mittente che si impegna a versare la relativa tariffa

>> 23.000 mq. di esposizione >> 16.800 operatori da 54 Paesi >> laboratori formativi >> incontri b2b >> eventi di networking >> Tanexplora per la città

DELL’IMPRENDITORIA

FUNERARIA

E

CIMITERIALE

OLTRE MAGAZINE

28.29.30 MARZO

PERIODICO

N U M E RO 1 0 - OT TO B R E 2 0 1 2

BOLOGNA

OLTRE

! Tanexpo salpa verso il Brasile i mercati! rire nuov Sali a bordo anche tu per scop

S A N PA O L O 2 5 - 2 6 - 2 7 O T T O B R E 2 0 1 3 N U M E RO 1 0

OT TO B R E 2 0 1 2



Oltre Magazine - Ottobre 2012