OOF International Magazine n. 15

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

L’OLIO DEI BAMBINI OLIVE OIL THROUGH CHILDREN’S EYES L’OLIO PER I BAMBINI OLIVE OIL FOR KIDS

#15

INTERNATIONAL MAGAZINE

italiano english

ISSN 2611-5239 ISBN 978-88-94887-45-7

9 788894 887457

CONDIMENTS MAGAZINE


NUTRIRSI BENE È UN’ARTE. THE ART OF HEALTHY EATING.

ITALIA ITALY

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GLI ARTISTI PER L’OLIO L’AUTORE DELLA COPERTINA Stefania Morgante Nata a Brindisi nel 1967, tre giorni dalla chiusura dell’anno, ancora con un piede nel vecchio e con l’altro nel nuovo, ha deciso per un destino ubiquo: da un padre friulano e una madre pugliese, senza mai decidere dove finiva l’eremita che è in lei e la tarantata che ogni tanto affiorava. E tuttora ondeggia in questo strano connubio messapico-furlano. Ha studiato a Lecce al Liceo Artistico dove le hanno consigliato vivamente di non darsi all’acquerello e alla scultura, spingendola verso le materie letterarie. In seguito ha proseguito gli studi al Dams di Bologna, sezione Arti visive, dove le hanno consigliato di continuare gli studi teorici e dove si è laureata in Teoria delle Forme con una tesi su Le Muse Inquietanti di Sylvia Plath e l’omonimo dipinto di de Chirico. È stata ufficio stampa per il teatro, insegnante di disegno e storia dell’arte, curatrice di cataloghi. Saggiamente ha dimenticato ogni consiglio scolastico ed è stata: creatrice di orsi da collezione, di bambole da collezione, di gioielli, fotografa, illustratrice, pittrice, scultrice e molto altro ancora, non dimenticando di riprendere con passione l’acquerello e la scultura. Legge molto, e talvolta usa i libri per farne sculture.

Stefania Morgante Born three days into 1967, in Brindisi, still with one foot in the old year and the other in the new, she soon chose a roving lifestyle for herself. Having a father from Friuli and a mother from Puglia, she has never been able to make up her mind where the boundary lies between the hermit within her and the tarantata, the passionate Apulian lady bitten by the spider that would occasionally emerge. And she still trips back and forth in this strange Messapic-Friulian combination. She studied in Lecce at the Artistic High School where she was strongly recommended not to focus on watercolour and sculpture but rather to go for more literary subjects. She then studied at the Visual Arts section at the DAMS Department of Art, Music and the Performing Arts in Bologna, where she was encouraged to continue her theoretical studies and where she graduated in Theory of Shapes with a thesis on Sylvia Plath’s The Disquieting Muses and the Giorgio de Chirico painting of the same name. She has worked as a press officer for the theatre, teacher of drawing and art history, curator of catalogues. She wisely forgot all of the advice she had been given at school and became a creator of collectible bears and dolls, jeweller photographer, illustrator, painter, sculptress and much more, not forgetting to take up watercolour and sculpture with a passion. An avid reader, she sometimes uses books to make her sculptures.

 stefaniamorgante.com

IG: @stefmorgante

ARTISTS FOR OIL THE COVER AUTHOR

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dal 1951

LA QUALITÀ PER TRADIZIONE

L’OLIO PER PASSIONE Da decenni ascoltiamo la natura per coltivare la qualità e mettiamo la nostra passione per fare dell’olio un tesoro da scoprire e da gustare ogni giorno.

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OLIO DI FRANTOIO

OLIO DI FRANTOIO OLIO DI FRANTOIO


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GLI ARTISTI PER L’OLIO ARTISTS FOR OIL 02 Illustrazione di Illustration by Stefania Morgante

EDITORIALE EDITORIAL 12 Siamo fatti della stessa sostanza dell’olio: siamo natura nella natura 14 We are such stuff as oil is made of: we are nature within nature di by Luigi Caricato

PROSPETTIVE PERSPECTIVES 16 Piccoli degustatori crescono In cucina con i bambini 20 Their first steps in the world of food In the kitchen with the kids di by Rosalia Cavalieri

22 Bambini in cucina Cucinare è bello, cucinare per gli altri ancor di più. Tu lo sai già cosa vuoi far da grande? 23 Children in the kitchen Cooking is wonderful, and cooking for others even more so. Do you already know what you want to be when you grow up?

IN PRINCIPIO ERA L’OLIVA IN THE BEGINNING WAS THE OLIVE 34 Acrostico Acrostic

Illustrazione e testo Illustration and text by Stefania Morgante

L’OLIO COME PARADIGMA Mamme olearie OIL AS A PARADIGM Oil-making Mammas 36 Gli ingredienti fondamentali per lo svezzamento? Un cucchiaio d’extra vergine rigorosamente a crudo 40 The key to weaning a child? A spoonful of extra-virgin olive oil, straight from the bottle di by Cristina Santagata

37 Oli dolci, per non traumatizzare il palato dei bambini 40 Mild oils that won’t shock a developing palate

di by Chiara Di Modugno

di by Francesca e and Cristina Salvagno

24 A lezione d’olio I bambini come i gatti davanti al cibo 28 Oil lessons Kids – like cats with their food

38 Mai pensato di cercare un olio “più adatto” ai bambini 41 I never considered trying to find an olive oil that was “more suitable for children”

di by Lanfranco Conte

di by Valentina Cardone

30 Tutte le parole per raccontare l’olio ai più piccoli 32 Telling children about olive oil

39 La merenda pane e olio? “Pizzicante” 42 A snack of bread and oil? “Tingleful”

di by Chiara Di Modugno 4

di by Chiara Coricelli


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Il Marchio di Garanzia CEQITALIA Solo i migliori oli extra vergini italiani che rispettano le disposizioni del Disciplinare di qualità CEQ possono utilizzare il marchio CEQITALIA che garantisce il rispetto di rigorose pratiche di produzione e conservazione per l’ottenimento di u n prodotto di qualità eccellente. Il Marchio di Garanzia CEQITALIA è presente sulle etichette di Extravergine e guida il consumatore verso una scelta consapevole che premia la qualità del prodotto e gli sforzi dei produttori.


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#15

COSA C’È SUL MERCATO WHAT’S ON THE MARKET 44 L’olio da olive fortificato. Per i bambini (ma non solo). 45 Fortified olive oil. For children (but not only)

GIOCARE IMPARANDO LEARNING BY PLAYING

di by Maria Carla Squeo

46 Pantaleo Young Quando le bottiglie d’olio sono pensate per i bambini 48 Pantaleo Young EVO bottles designed with kids in mind di by Maria Carla Squeo

50 La campagna di comunicazione L’olio Colavita scende in campo con Olivia 52 The communication campaign Colavita oil takes to the field with Olivia di by Carla Colavita

BUONO, GUSTOSO, SANO E SALUTARE HEALTHY, DELICIOUS AND DECIDEDLY GOOD FOR YOU 54 L’olio per le pappe dei bambini 58 Using EVO in a child-friendly menu di by Mario Portera e and Maria Gabriella Dongarrà

60 Una ricetta per lo svezzamento Vellutata di carote 60 A recipe for weaning Carrot velouté di by Mario Portera e and Maria Gabriella Dongarrà

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63 L’assaggio dell’olio Olive oil tasting 64 Imparare divertendosi. In compagnia Il Gioco dell’Olio di Olio Officina 66 Learning through play. In good company The Olive Oil Game by Olio Officina 68 La Peta dell’Oliva e il Giro dell’Olio I giochi antichi per coinvolgere i bambini 70 Olive Hopscotch and the Olive Oil Tour Having fun with some old-fashioned children’s games di by Maria Carla Squeo

72 L’olio è il nutrimento perfetto Olive oil is the perfect foodstuff Illustrazione e testo Illustration and text by Stefania Morgante



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L’OLIO CON LO SGUARDO DEI BAMBINI OLIVE OIL THROUGH CHILDREN’S EYES 76 L’olio per me è l’ingrediente della felicità For me, olive oil is the main ingredient in happiness! di by Chiara Barbagallo

77 L’olio è un prodotto liquido... Olive oil is a liquid… 78 Istituto Comprensivo Statale “Antonio Stoppani”, Milano State primary and middle school “Antonio Stoppani”, Milan Disegni di Drawings by Rebecca Ferrigno, Federico Dusi, Edoardo Scardi, Sandith Wasalage, Giacomo Ronchi, Mia Campanella, Isabella Cesena, Antonia Rusu

88 Scuola secondaria di I°grado “Antonio Galateo”, Lecce secondary school “Antonio Galateo”, Lecce

103 Visioni acetocentriche Intervista a Simona Pahontu Anche ai bambini piace l’aceto 106 Vinegary visions Interview with Simona Pahontu Children like vinegar too di by Luigi Caricato

di by Asia Barbagallo

OXOS

ALTRE STORIE OTHER STORIES 108 Gli annulli filatelici di Olio Officina Festival 2023 12° edizione Olio Officina Festival: L’olio è progresso. Omaggio a Giuseppe Pontiggia 109 Stamp cancellations by Olio Officina Festival 2023 12th edition Olio Officina Festival: Oil is progress. Tribute to Giuseppe Pontiggia

Disegni di Drawings by Tommaso Carrozzo, Celeste Chirizzi, Francesco Crudo, Dario De Tomasi, Benedetta De Vergori, Gabriele Greco, Stella Martis, Nicolò Ortolano, Francesco Puricella, Marta Rubichi, Viola Vantaggiato, Gaia Lomascolo, Baig Zunaira, Riccardo Pisanò.

100 Istituto Marcelline, Lecce Marcelline Instiute, Lecce

111 Olio Officina Anniversari Come reliquia preziosa 114 Olio Officina Anniversaries A precious memento

Disegni di Drawings by Pierfrancesco Caricato, Mattia Nicolì

di by Luigi Caricato

102 L’ulivo. OLIVO OLIVO. The olive tree

113 Storia di un’amicizia con Luigi Caricato 115 Story of a Friendship with Luigi Caricato

di by Beatrice Protopapa

di by Sossio Giametta 8



INTERNATIONALMAGAZINE Pubblicazione periodica, Periodical Marzo 2023, anno 7, numero 15 Marh 2023, year 7, issue 15 ISSN 2611-5239 Olio Officina (International ed.) ISBN 978-88-94887-45-7 Editore Published by Olio Officina Olio Officina Srl Società unipersonale Single-member company Via Francesco Brioschi 86 20141 Milano - Italia Milan - Italy Redazione Editorial office Via Giovanni Rasori 9 20145 Milano - Italia Milan - Italy Tel. 0039 02 8465223

Siti Internet Websites magazine olioofficina.it festival olioofficina.com edizioni olioofficina.eu Posta elettronica E-mail in lingua italiana in Italian redazione@olioofficina.it in lingua inglese in English staff@olioofficina.net

Direttore Editor-in-chief Luigi Caricato Coordinamento redazionale Editorial Coordination Tamara Lovric Redazione Editorial staff Chiara Di Modugno Art Buyer Maria Carla Squeo Progetto grafico e impaginazione Graphic Design and Layout Fabio Berrettini Fotografie Photos Gianfranco Maggio et al. Illustrazioni Illustrations Margherita Ascani, Domenico Boscia, Valerio Marini, Stefania Morgante, Carlotta Parisi, Doriano Strologo Traduzioni Translations Anthony Green, Sarah Ponting, Simon Tanner, Ailsa Wood Comitato scientifico Scientific Committee Luigi Caricato, Rosalia Cavalieri, Lorenzo Cerretani, Daniela Marcheschi, Antonio Monte, Massimo Occhinegro, Alfonso Pascale

Hanno collaborato Collaborators Per i testi For the texts Asia e Chiara Barbagallo, Valentina Cardone, Luigi Caricato, Rosalia Cavalieri, Carla Colavita, Lanfranco Conte, Chiara Coricelli, Chiara Di Modugno, Maria Gabriella Dongarrà, Sossio Giametta, Stefania Morgante, Mario Portera, Beatrice Protopapa, Francesca e Cristina Salvagno, Cristina Santagata, Maria Carla Squeo Per i disegni For the illustrations Rebecca Ferrigno, Federico Dusi, Edoardo Scardi, Sandith Wasalage, Giacomo Ronchi, Mia Campanella, Isabella Cesena, Antonia Rusu, Tommaso Carrozzo, Celeste Chirizzi, Francesco Crudo, Dario De Tomasi, Benedetta De Vergori, Gabriele Greco, Stella Martis, Nicolò Ortolano, Riccardo Pisanò, Francesco Puricella, Marta Rubichi, Viola Vantaggiato, Gaia Lomascolo, Zunaira Baig, Mattia Nicolì, Pierfrancesco Caricato Stampatore Printed by Editrice Salentina, Galatina (Lecce) - Italia Distribuzione in libreria Bookstore Distribution Unicopli - Trezzano sul Naviglio, Milano Pubblicità Advertising Olio Officina, pubblicita@olioofficina.it Il numero 15 di OOF International Magazine, marzo 2023, è il supplemento del numero 494 della testata giornalistica OlioOfficina Magazine, registrata presso il Tribunale di Milano, n. 326 del 18 ottobre 2013. Direttore responsabile: Luigi Caricato. La rivista OOF International Magazine viene distribuita in libreria e la si può ricevere anche direttamente al proprio recapito su abbonamento, in Italia, dove viene edita, come in altri Paesi (info: posta@olioofficina.eu). Costo dell’abbonamento a quattro numeri di OOF International Magazine: euro 48,00 per l’Italia, euro 70,00 per Europa e Bacino del Mediterraneo; euro 82,00 Americhe, Asia, altri Paesi dell’Africa; euro 90,00 per Oceania. È possibile acquistare copia digitale sfogliabile della rivista su piattaforma Issuu alla voce OlioOfficina. Issue no. 15 of OOF International Magazine, March 2023, is the supplement of issue no. 494 of Olio Officina Magazine, registered at Milan Court under no. 326 on 18th October 2013. Managing Director: Luigi Caricato.

COPERTINA COVER Illustration by Stefania Morgante

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OOF International Magazine is distributed in bookstores and can also be delivered to the address of your subscription which can be in Italy, where it is published, but also in other countries (info: posta@olioofficina.eu). Subscription price for 4 issues of OOF International Magazine: 48 euros to Itay, 70 euros to Europe and the Mediterranean Basin; 82 euros to the Americas, Asia, other African countries; 90 euros to Oceania. You can also purchase a browsable digital copy of this magazine on the Issuu platform under OlioOfficina.



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Editoriale

Siamo fatti della stessa sostanza dell’olio: siamo natura nella natura

Illustration by Stefania Morgante

di Luigi Caricato

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INTERNATIONAL MAGAZINE #15

ssere bambini significa avere un futuro davanti. Significa trovarsi pronti a vivere un’infinità di esperienze, volontarie o necessitate dalla casualità, tutte ancora da definire e non del tutto delineate. Subentra volta per volta la meraviglia, la sorpresa, lo stupore, e anche lo sbalordimento, come pure entrano prepotenti in noi le prime paure, le ansie prima di ogni cosa, e anzitutto l’incertezza, i tentennamenti e le indecisioni verso ciò che non si conosce e si va sperimentando. Quella dell’infanzia è l’età in cui si vivono le prime emozioni rispetto a quanto è dentro e fuori di ciascuno, con tutte le implicazioni che ne conseguono, le incertezze, i dubbi, lo sbigottimento, ma soprattutto la felicità per le piccole cose, ma anche la rabbia, l’insoddisfazione, il fastidio. Si instaurano le prime relazioni con il mondo esterno, che tuttavia non si conosce a sufficienza. Si è un po’ tabula rasa: si assorbe tutto che ci circonda e si ascolta e si vede, impazienti di accogliere tutto, anche voracemente. Solo i genitori, e gli educatori a scuola, possono contribuire a far venire allo scoperto la più intima e inesplorata identità che è in fieri in ogni bambina o bambino. Quando si dice “io”, ci si sente al centro del mondo - e anche se non tutti reagiscono allo stesso modo, l’ego si fa comunque sentire, e scalcia impaziente e con irruenza anche nelle nature più miti e timide e taciturne. L’adulto che è in ciascun individuo, seppure sia ancora lontano da venire, vi alberga già dentro; e se dall’esterno qualcuno aiuta a far disvelare l’adulto nel bambino, allora, sì, proprio come un fiore egli sboccia e si fa notare in tutta la sua evidenza. Si coglie già la prima traccia di personalità, e in particolare si configura il temperamento del futuro adulto. A ben rifletterci, è qualcosa di inimmaginabile da capire, ma è un lento e progressivo processo di disvelamento di sé che ci consegna intatto e puro tutto lo stupore che avvertiamo nello scoprire di essere presenti al mondo e di dover far qualcosa e compiere ciascuno la propria parte. Siamo venuti al mondo, siamo nati, e da bambini ci ritroviamo catapultati nel mondo degli adulti e una volta adulti ci sforziamo sempre di non smarrire e perdere di vista il bambino che è ancora dentro di noi e che vuol restare tale, anche se nel frattempo ci si accorge di essere diventati sempre più grandi, fino poi a divenire anziani, pronti ad aprirci a un’altra nascita e a sperimentare l’imponderabile che viene dopo ogni ciclo che finisce e che reclama un nuovo inizio. Il numero 15 di OOF International Magazine è dedicato ai bambini, anche se parla un linguaggio ibrido, un po’ rivolgendosi agli adulti, un po’ ai bambini, un po’ lasciando esprimere gli uni, un po’ gli altri. Senza dubbio un bambino - leggendo questo editoriale un po’ trasecola, non comprendendo il linguaggio, e forse nemmeno il senso stesso del messaggio, ma ciò che nota è che anche lui fa parte del mondo degli adulti, un mondo con cui interagisce e si relaziona. Quel che preme far emergere qui, è che c’è una materia prima che ci accompagna fedelmente, in tutte le età e in tutte le epoche in cui l’uomo ha compreso di far parte di una civiltà. Questa materia prima, l’olio ricavato dalle olive, è così buona e salubre da farci desiderare di tornare bambini, come lo sono diventato io attraverso l’artista Stefania Morgante, la quale nel ritratto a corredo di questo editoriale, mi immagina immerso, felice, in una tazza colma d’olio, intento a rimirare il mondo. Noi siamo un corpo che ha bisogno di nutrirsi per vivere. Il nostro nutrimento deve essere sano, come lo è la spremuta di olive che assume il nome di olio. Noi, in fondo, siamo fatti della stessa sostanza dell’olio: siamo natura nella natura.


Editorial

We are such stuff as oil is made of: we are nature within nature by Luigi Caricato

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eing a child means having a future ahead of you. It means being ready to face a wide range of experiences, some by choice, others necessitated by chance, all as yet unclear and perhaps only glimpsed. Wonder, surprise, amazement, and even astonishment await, and at the same time children will be beset by their first fears, with anxieties leading the way, and above all by uncertainty, hesitation and indecision regarding what is now unknown but will be experienced in the future. Childhood is when we come face to face with our first emotions, in relation to our inner selves and our surroundings, with all its implications, uncertainties, doubts, and bewilderment. We will feel above all happy about the little things, but will also experience anger, dissatisfaction, and annoyance. We establish our first relationships with the outside world, but we remain mainly ignorant of what it entails. We are in many ways a clean slate or a sponge: we soak up everything around us, listen and observe, impatient to devour whatever we can, sometimes voraciously. Only parents, and schoolteachers, can help bring out the most intimate, unexplored identity developing in every little girl or boy. When we say “I”, we feel as if we are at the centre of the world, and while we are not all the same, the ego still makes itself felt, impatiently and noisily thrashing out in even the mildest, most shy and taciturn among us. The adult in each individual, even though adulthood is still far off, dwells inside us even as children; and if the child is helped to reveal this adult side, then it will blossom like a flower and become evident. The first trace of personality can already be seen, and in particular the temperament of the future adult takes shape. Upon initial reflection, it may seem hard to understand, but this slow, ongoing process of self-disclosure endows us with a sense of unblemished, pure amazement, as we become aware of our presence in the world, as we begin to sense that everyone has a purpose and a part to play. We came into the world, were born, and as children found ourselves catapulted into the world of adults. Once adults, we strive not to lose sight of the child who is still inside us and who wants to stay there, even if in the meantime we realize that we have grown, and then become old, ready to accept another birth and to experience the imponderable that comes after each cycle that both ends and marks a new beginning. Issue 15 of OOF International Magazine is dedicated to children, although it speaks a hybrid language, addressed in part to adults, and in part to children, while giving voice to both. Undoubtedly, a child reading this editorial would be somewhat startled, unable to understand the language used and perhaps not even the very meaning of the message, but what they would notice is that they too are part of the adult world, a world with which they interact and relate. What we want to show in this issue is that there exists a raw material that has faithfully accompanied us, throughout our lives and the whole of history, ever since humans began to regard themselves as civilized. This raw material, the oil obtained from olives, is so good and healthy that it makes us wish we were children again, as I too have become thanks to the artist Stefania Morgante, who in the portrait accompanying this editorial imagines me happily immersed in a cup full of oil, intent on admiring the world. We are a body that needs nourishment to live. And that nourishment must be healthy, as is the pressed juice from olives that we call oil. After all, we are such stuff as oil is made of: we are nature within nature.

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Piccoli degustatori crescono. In cucina con i bambini di Rosalia Cavalieri Saggista e professore ordinario di Filosofia e teoria dei linguaggi all’Università di Messina

Illustration by Marini

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INTERNATIONAL MAGAZINE #15

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LA CULTURA ALIMENTARE E L’EDUCAZIONE DEL GUSTO

La cultura alimentare e l’educazione del gusto sono temi ai quali i saperi ufficiali non hanno mai riconosciuto il giusto valore, ignorandoli o affrontandoli con approcci improduttivi, inefficaci e tali da determinarne l’esclusione dai percorsi formativi, ancora troppo disattenti al dominio ampio e variegato della “cultura materiale”, un settore della conoscenza decisamente sottostimato anche per la sua parziale connessione con la vita quotidiana e con gli aspetti concreti della condizione umana. Aspetti

parte è vero che si è potuto riscoprire il valore innegabile del cibo, del suo consumo e di tutto ciò che vi ruota intorno, dall’altra parte è pur vero che noi consumatori siamo ancora profondamente ignoranti (cfr. Cavalieri, 2020). Educare al gusto e al piacere consapevole che esso può darci, avere contezza del valore dell’atto alimentare attraverso una formazione culturale seria, sistematica e solida, che passi dal “saper fare” e dall’esperienza corporea, è ormai una necessità, soprattutto per gli effetti che tutto ciò può avere sul nostro benessere e

COINVOLGERE I BAMBINI NELLE ATTIVITÀ DI CUCINA È UN PASSO IMPORTANTE PER PROMUOVERE LA CULTURA ALIMENTARE E L’EDUCAZIONE DEL GUSTO, OLTRE CHE PER VALORIZZARE L’ATTO ALIMENTARE spesso dati per scontati o considerati marginali rispetto alle attività e ai saperi disincarnati, e perciò investiti di un “più alto” spessore culturale e intellettuale come le credenze, le conoscenze, i miti o le leggi. Ciononostante, in tempi recenti l’alimentazione è divenuta oggetto di uno studio più sistematico, non necessariamente legato alla nutrizione e alla medicina, al punto da essere oggi appannaggio delle scienze gastronomiche (note anche come food studies - cfr. Anderson, Brady, Levkoe, 2016), un ampio campo d’indagine trasversalmente interessato al “sistema” cibo in ogni sua possibile declinazione, come prodotto materiale e culturale insieme. Così, se da una 17

su quello dell’ambiente. Questo processo dovrebbe iniziare precocemente, partendo dall’infanzia, così da garantire ai bambini esperienze significative atte a promuovere un approccio consapevole, sano, equilibrato e divertente a un’attività che è parte integrante della nostra quotidianità e dell’esercizio dell’intelligenza: mangiare e saper mangiare. Perciò, in questo contesto vorrei mostrare quanto sia importante coinvolgere i bambini nella preparazione dei cibi e nella loro trasformazione culinaria, di modo che soggiornare in cucina diventi un momento significativo della formazione al sapere alimentare e all’educazione del gusto – e non solo.

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EDUCARE CUCINANDO

Anzitutto cucinare è una delle attività più specie-specifiche dell’animale umano, le cui origini ci riportano al nostro antenato Homo erectus, vissuto all’incirca un milione e mezzo di anni fa (cfr. Wrangram, 2009). Questa attività è divenuta nel tempo una delle azioni più quotidiane, più ordinarie e ricorrenti nell’esistenza degli esseri umani e ne ha segnato le radici. Essa comporta un processo di trasformazione di materie prime non sempre commestibili e buone da mangiare in pietanze nutrienti, gustose e talmente appetibili da prolungare il piacere della tavola. La cucina, infatti, è stata inventata per generare piacere, per accrescere e prolungare il piacere di mangiare. È anche vero però che i cambiamenti socio-economici degli ultimi decenni hanno progressivamente e profondamente modificato anche il nostro rapporto con la preparazione del cibo e con i momenti dedicati alla cucina e al consumo degli alimenti, specialmente nelle società occidentali, investite da continue trasformazioni che hanno anche modificato il nostro modo di mangiare. Così, complici anche la mancanza cronica di tempo, lo stress e i ritmi sempre più frenetici del nostro vivere quotidiano, peraltro mal compensati dalla sovrabbondanza di cibi pronti, pratici e veloci, preparati dall’industria alimentare e dalla ristorazione commerciale, abbiamo finito per cucinare sempre meno, illudendoci di avere così raggiunto una vera emancipazione, soprattutto nel caso delle donne


LA CUCINA PER I BAMBINI È UN ESERCIZIO PER SVILUPPARE CONCRETAMENTE TUTTI I SENSI E UN’OCCASIONE PER RAFFORZARE I RAPPORTI FAMILIARI E LA COMUNICAZIONE – tradizionalmente depositarie di questo saper fare. In realtà, questo non ha fatto che impoverire il nostro gusto, i nostri rapporti sociali, incluse le relazioni familiari, e anche la nostra salute: spegnendo il “focolare” nelle case, mangiamo male e disordinatamente; spesso da soli e in fretta consumiamo pietanze industriali e contribuiamo a depauperare il cibo del suo valore e dei suoi molteplici significati. Un progetto culturale di educazione alimentare dovrebbe contemplare la necessità di restituire alla cucina quell’antico prestigio che ne faceva un ambiente di apprendimento a tutto tondo. Un ambiente in cui attirare anche i bambini, preparando e condividendo il cibo insieme a loro, e avviandoli sulla via maestra per imparare ad “apprezzarlo come un dono prezioso e a utilizzarlo rispettando l’ambiente, il lavoro altrui e la natura” (cfr. Balzanò, 2016, p. 16). Coinvolgere i bambini nelle attività di cucina è perciò un passo importante per promuovere la cultura alimentare e l’educazione del gusto e per valorizzare l’atto alimentare, ma è anche molto altro. Oltre a rappresentare per i più piccoli una palestra formativa a trecentosessanta gradi, può essere l’occasione da parte degli adulti stessi di riavvicinarsi a una pratica sempre più rara nella contemporaneità e che sempre più spesso si vede fare prevalentemente in tv e sui social ma sempre meno nelle case, e che può coinvolgere tutta la famiglia.

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BAMBINI AI FORNELLI

In realtà, raramente consideriamo la cucina come un luogo di crescita e di formazione per i bambini, o come un ambiente di apprendimento, né pensiamo che la scelta, la preparazione e il consumo condiviso del cibo cucinato sono attività da coltivare già nei più piccoli, sviluppando capacità che risulteranno utili anche in età adulta. Anzitutto, la cucina per i bambini è un esercizio per sviluppare concretamente tutti i sensi, è un’occasione per rafforzare i rapporti familiari, la comunicazione con i genitori, i fratelli, i nonni e per condividere un’esperienza di vita pratica sorretta da conoscenze, ma è anche l’opportunità per creare un buon ricordo da custodire nel tempo. Permettere ai bambini di cucinare è altresì un modo per educarli ai sapori autentici e sani della cucina casalinga, non soggetti a processi di preparazione industriale. Per i più piccoli cucinare è poi un’occasione per esercitare le abilità motorie manuali, la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale e per acquisire un maggiore controllo dei movimenti nello spazio, per sviluppare il senso di autostima attraverso il compiacimento per ciò che si è realizzato, per la buona riuscita di una pietanza, che mangeranno e apprezzeranno più volentieri. La cucina è quindi un luogo e, per estensione, un’attività in cui i bambini di età diversa possono essere chiamati ad affinare la loro curiosità e il loro desiderio di sperimentare cose nuove, così che la loro consapevolez18

za corporea si accresca imparando in modo giocoso e divertente a preparare piatti semplici e appetitosi, dolci e salati. Quest’esperienza rafforza nel contempo i legami affettivi e avvia i piccoli a un uso avveduto dei loro sensi: toccando, spremendo, guardando, annusando, assaporando, pulendo e lavando le verdure, dosando, pesando, sgranando, sgusciando, impastando, sbriciolando, montando, arrotolando, stendendo la pasta, mescolando, tagliando, tastando, distinguendo colori e sfumature, assaggiando e prima ancora scegliendo gli ingredienti. E non ultimo, promuovendo l’uso delle mani e la confidenza con la tattilità e con le diverse consistenze dei cibi. Preparare i cibi insieme ai bambini è anche un modo pratico per abituarli precocemente a evitare gli sprechi, a differenziare la raccolta dei rifiuti, a riconoscere la provenienza degli alimenti, a rispettare i cibi e coloro che li hanno prodotti, a custodire l’ambiente. Stando in cucina i bambini possono imparare anche a curare l’ordine e la pulizia degli ambienti, l’organizzazione degli attrezzi, possono responsabilizzarsi e possono capire che preparare il cibo per sé e per gli altri vuol dire anche prendersene cura. Crescendo, poi, saranno altresì più autonomi e potranno cucinare per sé e per i familiari. Coinvolgerli quando si fa la spesa li aiuta a scegliere i prodotti migliori, abituandoli a prestare attenzione al rapporto qualità-prezzo, a preferire cibi freschi a quelli pronti e/o confezionati o surgelati e – perché


Illustration by Marini

no? – anche a leggere le etichette degli alimenti. Senza contare che diventare protagonisti in cucina aiuta i bambini a superare le neofobie (cioè il rifiuto dei cibi nuovi e sconosciuti) o il rifiuto di cibi poco graditi come le verdure in genere, perché consente loro di preparare e di assaggiare cibi diversi e mirati a un’alimentazione più equilibrata e varia, e perché li rende più consapevoli di ciò che mangiano attraverso l’informazione sulle materie prime (cioè sulla loro origine, sui loro processi produttivi, sulla loro stagionalità e territorialità etc.). Un ultimo ma non meno importante vantaggio consiste nell’abituare i bambini a verbalizzare quest’esperienza, spiegando e descrivendo cosa stanno facendo, denominando gli ingredienti, invitandoli a esprimere un giudizio, a raccontare con un lessico pertinente ciò che sentono (odori, sapori, aspetto, consistenza): ne risulta così un grande profitto per la loro memoria sensoriale e per la loro consapevolezza di consumatori, ma anche per la loro interiorizzazione del cibo come sapere e come esperienza incarnata. Quanto ai cibi da preparare, le ricette semplici ma gustose e le cottu-

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

re poco elaborate, come quelle al forno o stufate, piuttosto che le fritture, sono certamente da privilegiare. Nella quotidianità i bambini possono essere coinvolti affidando loro compiti semplici come assaggiare quello che si sta cucinando, decorare un piatto, mescolare una preparazione, lavare le verdure, condire delle bruschette, apparecchiare e sparecchiare la tavola. Quando si ha più tempo libero si possono proporre manicaretti più elaborati come torte, biscotti, pizza, gnocchi, pancake o ghiaccioli di frutta. La cucina resta il cuore pulsante della casa, il centro di numerose attività e nel contempo un punto fermo, un luogo rassicurante. Se è vero che – come abbiamo potuto sperimentare nostro malgrado durante la pandemia – cucinare rende le nostre case più calde e più vissute perché ci permette di nutrire i nostri corpi e le nostre anime, farlo insieme ai più piccoli può creare un’atmosfera di condivisione ancora più calda, più gaia e chiassosa e in definitiva più godibilmente familiare.

IN CUCINA I BAMBINI POSSONO IMPARARE ANCHE A CURARE L’ORDINE E LA PULIZIA DEGLI AMBIENTI E L’ORGANIZZAZIONE DEGLI ATTREZZI. POSSONO RESPONSABILIZZARSI E POSSONO CAPIRE CHE PREPARARE IL CIBO PER SÉ E PER GLI ALTRI VUOL DIRE ANCHE PRENDERSENE CURA 19

INTERNATIONAL MAGAZINE #15

- Anderson, C. R., Brady, J., Levkoe C.Z., eds., 2016, Conversations in food studies, University of Manitoba Press, Winnipeg, Manitoba. - Balzanò, C., 2016, Il gusto di mangiare insieme. Dal cibo alla tavola: un’educazione alimentare in dieci tappe, Slow food Editore, Bra (CN). - Bianchi, M., 2021, Cucinare insieme è un gioco buonissimo, Harpercollins Italia, Milano. - Bottino, L. Speciani, L., 2014, Giocando in cucina. Come insegnare al palato dei bambini che il cibo buono è quello di casa, Tecniche Nuove, Milano. - Cavalieri, R., 2020, Gastronomia consapevole. Istruzioni per l’uso, il Mulino, Bologna. - Rossetti, L., Cagnin C. C., 2016, La cucina dei bambini, Blu edizioni, Torino. - Wrangham, R. W., 2009, L’intelligenza del fuoco. L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo, trad. it., Bollati Boringhieri, Torino, 2011.


Their first steps in the world of food. In the kitchen with the kids by Rosalia Cavalieri Essayist and Full Professor of Philosophy and Theory of Languages at the University of Messina

1. FOOD CULTURE AND THE EDUCATION OF TASTE

Academic disciplines have never given food culture and the education of taste the place they deserve, either ignoring such topics entirely, or viewing them with an unconstructive, unhelpful attitude. This has led to their exclusion from curricula, which display a lack of interest in the wide-ranging, varied world of “material culture”, an area of knowledge whose importance has been seriously underestimated, also due to its links with daily life and the physical aspects of the human condition. These aspects are often taken for granted or considered marginal compared to activities and knowledge of a theoretical nature, which, as such, are deemed to possess a “higher” cultural and intellectual status, on a par with beliefs, knowledge, myths or laws. Nonetheless, in recent times, nutrition has become the object of more systematic study, not necessarily linked to nutrition and medicine, to the point that today we can talk of the broad field known as Food Studies (see Anderson, Brady, Levkoe, 2016), which deals with the food “system” in all its possible forms, as both a material and cultural product. So, while we have clearly rediscovered the undeniable value of food and everything that revolves around it, and have become more aware of how we eat, it is also true that as consumers we remain profoundly ignorant (cf. Cavalieri, 2020). Teaching about taste and the conscious pleasure that it can give us, becoming aware of how important the act of consuming food is,

by means of a serious, systematic, solid cultural education, which starts with know-how and bodily experience, is now a necessity, especially if we consider the effects that the way we eat can have on our well-being and that of the environment. This process should start early, in infancy, in order to provide children with meaningful experiences aimed at promoting a conscious, healthy, balanced and fun approach to an activity that is an integral part of our daily life and a chance to express our intelligence: eating and knowing how to eat. I would thus like to examine how important it is to involve children in the preparation and transformation of food through cookery, so that spending time in the kitchen becomes a significant opportunity for their education in food and taste. 2. EDUCATING BY COOKING

First of all, cooking is one of the most species-specific activities of the human animal, whose origins take us back to our ancestor Homo erectus, who lived approximately one and a half million years ago (cf. Wrangram, 2009). Over time, cooking has become one of our most frequently repeated actions, an ordinary, everyday activity, which has played a central role in our history. It involves a process of transforming raw materials that are not always edible or good to eat into nutritious, tasty dishes which may themselves be a significant source of pleasure. Indeed, cooking was invented in order to generate pleasure, to increase and prolong the enjoyment of eating. However, it is also true that socio-economic changes in recent decades have also progressively and profoundly changed our relationship with the preparation of food and with the time dedicated to cooking and consuming it. This is especially true in Western societies,

INVOLVING CHILDREN IN COOKING IS AN IMPORTANT PART OF PROMOTING FOOD CULTURE AND THE EDUCATION OF TASTE, AS WELL AS A WAY OF ENGENDERING APPRECIATION FOR THE ACT OF EATING 20

where continuous transformations have also changed the way we eat. Also due to a chronic lack of time, stress and the increasingly frenetic pace of our daily life, we have ended up cooking less, turning to the all-too-available yet low-quality ready-to-eat, practical, quick foods prepared by the food industry and commercial catering, deluding ourselves that true emancipation has been achieved, especially by women, traditionally the custodians of culinary know-how. In reality, all we have done is impoverish our sense of taste, our social relationships, including those in the family, and even our health: by failing to “keep the home fires burning”, we have ended up eating badly and chaotically; often on our own, we hurriedly shovel down industrial dishes, stripping food of its value and significance. A cultural food education project should envisage the need to restore to the kitchen that ancient prestige that made it an all-round learning environment, an environment in which children also had a place, preparing and sharing food, where they could learn to “appreciate [food] as a precious gift, and to use it while respecting the environment, the work of others and nature” (cf. Balzanò, 2016, p. 16). Involving children in cooking activities is thus an important step in promoting food culture and taste education, and in enhancing interaction with food, but it is also much more. In addition to being educational in the widest sense for children, cookery also gives the whole family a chance to engage in an activity which has become increasingly rare in the contemporary world. Despite having grown in popularity on TV and social networks, cookery is increasingly neglected in our homes. 3. CHILDREN AND COOKERY

We rarely consider the kitchen as a place where children can acquire maturity and experience, or see it as a learning environment, nor do we think that the selection, preparation and shared consumption of cooked foods are


activities that should be encouraged from a young age, even though such skills will be useful in adulthood. Above all, for children, cooking is an exercise that develops all the senses, an opportunity to strengthen family ties, by fostering communication with parents, siblings, and grandparents, and a way to share practical life experience backed up by knowledge. But it also provides opportunities to create good memories that will be cherished over time. Allowing children to cook is also a way of educating them in the genuine, healthy flavours of home-cooked food, rather than something that has been industrially processed. For the little ones, cooking is thus a chance to exercise manual skills, dexterity, and eye-hand coordination, and to acquire greater control over their movements in space. It also helps them develop a sense of self-esteem through satisfaction with what they have successfully made, and will thus be more likely to eat and appreciate. The kitchen is therefore a place where children of all ages have a chance to engage in activities that stimulate their curiosity and their desire for new experiences. They also acquire greater awareness of their own body as they learn, while playing and having fun, to prepare simple and appetizing dishes, both sweet and savoury. At the same time, this experience strengthens emotional ties and encourages children to use their senses mindfully: touching, squeezing, looking, smelling, savouring, cleaning and washing vegetables, measuring, weighing, peeling, shelling, kneading, crumbling, whipping, rolling up and rolling out dough, mixing, cutting, prodding, assessing distinctions of colour and shade, tasting, and even before any of this, choosing ingredients. Last but not least, cookery improves manual skills and confidence, as children learn to touch different types of food and feel how their texture and consistency vary. Preparing food with children is also a practical way to get them used to avoiding waste, and to separate what waste there is into different types, to help them learn where ingredients come from, to respect food and those who

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE - Anderson, C. R., Brady, J., Levkoe C.Z., eds., 2016, Conversations in food studies, University of Manitoba Press, Winnipeg, Manitoba. - Balzanò, C., 2016, Il gusto di mangiare insieme. Dal cibo alla tavola: un’educazione alimentare in dieci tappe, Slow food Editore, Bra (CN). - Bianchi, M., 2021, Cucinare insieme è un gioco buonissimo, Harpercollins Italia, Milano. - Bottino, L. Speciani, L., 2014, Giocando in cucina. Come insegnare al palato dei bambini che il cibo buono è quello di casa, Tecniche Nuove, Milano. - Cavalieri, R., 2020, Gastronomia consapevole. Istruzioni per l’uso, il Mulino, Bologna. - Rossetti, L., Cagnin C. C., 2016, La cucina dei bambini, Blu edizioni, Torino. - Wrangham, R. W., 2009, Catching fire: how cooking made us human, New York: Basic Books.

produced it, and to protect the environment. By spending time in the kitchen, children can also learn to keep the workspace tidy and clean, to organize utensils, to become responsible and to realize that preparing food for themselves and others is also a way of taking care of them. As they grow up, they will also be more independent and able to cook for themselves and their family. Involving them in food shopping helps them learn how to choose the best products, also in terms of the price-quality ratio, and encourages them to opt for fresh rather than readymade and/or packaged or frozen foods. It is also a chance to get them used to reading food labels. Giving children the chance to take an active role in the kitchen also helps them overcome neophobias (i.e. the refusal of new and unknown foods) or to reassess foods they may not like, such as vegetables. Their outlook will change as they prepare and taste a wide range of foods as part of a more balanced, varied diet, and they will become more aware of what they eat as they acquire knowledge about ingredients, regarding their origin, pro-

FOR CHILDREN, COOKING IS AN EXERCISE THAT DEVELOPS ALL THE SENSES, WHILE BEING AN OPPORTUNITY TO STRENGTHEN FAMILY RELATIONSHIPS AND COMMUNICATION 21

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IN THE KITCHEN, CHILDREN CAN ALSO LEARN ABOUT KEEPING THE ROOM TIDY AND CLEAN, AND HOW TO ORGANIZE UTENSILS. THEY CAN BECOME MORE RESPONSIBLE AND LEARN THAT PREPARING FOOD FOR THEMSELVES AND OTHERS ALSO MEANS TAKING CARE OF THEM

duction processes, seasonality and growing areas, etc.. The last, but not least important advantage consists in getting children used to talking about this experience, as they explain and recount what they are doing, and name the ingredients. They should be asked to express an opinion, to use appropriate terms to describe what they smell (smells, tastes, appearance, texture). This will be extremely beneficial for their sensory memory and turn them into better-informed future consumers, but will also help them internalize food as knowledge and as an embodied experience. As for the most suitable foods for children to cook, it is a good idea to focus on simple, tasty recipes which involve relatively simple cooking methods, such as baking or stewing, rather than frying, for example. Children can be involved in everyday cooking activities by entrusting them with simple tasks, such as tasting what is being cooked, garnishing a dish, stirring ingredients together, washing vegetables, adding toppings to bruschetta, or setting and clearing the table. When you have more time, you can suggest trying more elaborate recipes, such as cakes, biscuits, pizza, gnocchi, pancakes or fruit ice lollies.The kitchen remains the beating heart of the home, where we engage in many different activities, and at the same time is a reliable, reassuring point of reference. As we may have been surprised to find out during the pandemic, cooking brings human warmth to our homes and makes them feel more “lived in”, and allows us to nourish our bodies and souls. But cooking with our children can create an atmosphere of sharing that is even warmer, more joyous and boisterous, and ultimately more enjoyable precisely because it is centred on the family.


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Bambini in cucina

Cucinare è bello,

cucinare per gli altri ancor di più Tu lo sai già cosa vuoi far da grande? di Chiara Di Modugno

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rofumi, ingredienti, divise, utensili e macchine di varie dimensioni e molteplici utilizzi. Sì, si fa riferimento proprio alla cucina e, più nello specifico, a farlo è direttamente uno chef, Giuseppe Capano, che è anche scrittore di gastronomia, consulente alimentare ed esperto di cucina per la salute. Il volume per bambini Da grande farò lo chef, edito da Tecniche Nuove, è un viaggio fatto su misura per i più piccoli, alla scoperta di quel mondo tanto affascinante quanto complesso che è la cucina. Il compagno di viaggio per i giovani lettori e lettrici è Gabriele, un ragazzino molto curioso che non riesce a frenare la voglia di scoprire cosa nasconde una particolare pentola posta nello studio del suo papà, momentaneamente impegnato a svolgere la professione di cuoco in ristoranti lontani. Sarà proprio nel momento in cui solleva il coperchio che inizia l’avventura. Gabriele sta per entrare in una misteriosa astronave, o almeno così pare dall’esterno, quando conosce Sara, compagna che non lascerà mai solo il nostro protagonista, per tutta la durata di questo magico viaggio. Insieme a lei, Gabriele entrerà in 22

una grande cucina e in tutto quello che racchiude. Scoprirà che casseruola e pentola non sono la stessa cosa, e ci sono preparazioni che richiedono un impiego specifico di una o dell’altra. Conoscerà tutti i mondi di questo immenso universo chiamato cucina, dai ristoranti fino agli agriturismi, passando per le mense, le trattorie e tutti i luoghi in cui vengono preparati piatti per i commensali. Da grande farò lo chef contiene anche un piccolo ricettario con cui si aiutano i giovanissimi lettori a realizzare alcune brevi e semplici ricette - anche se di semplice c’è davvero poco come quelle dei biscotti e della focaccia. Gabriele tornerà a casa con le idee molto chiare. Sa che occorrono anni di studio e fatica, di gavetta e sacrifici, ma vuole proprio intraprendere la strada del papà e lavorare anche lui tra i fornelli, sperimentando preparazioni e combinando nuovi sapori. Giuseppe Capano ha saputo dosare in questo libro le sue conoscenze con la fantasia, restituendo un volume piacevolmente illustrato che riesce a far apprezzare e conoscere ai bambini e alle bambine il forte impegno di chi lavora in cucina, rivelando così curiosità e segreti di quella che è una bellissima professione.


Children in the kitchen

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Cooking is wonderful, and cooking for others even more so. Do you already know what you want to be when you grow up? by Chiara Di Modugno

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romas, ingredients, uniforms, utensils and devices of various sizes and multiple uses. These references are clearly to cooking, and the person making them is Giuseppe Capano, a chef, but also a food writer, food consultant and expert on healthy cuisine. Da grande farò lo chef (‘I’ll be a chef when I grow up’), published by Tecniche Nuove, is a children’s book that aims to help young readers discover the fascinating, complex world of cookery. They are accompanied on their journey by Gabriele, an inquisitive boy with an irrepressible desire to find out what is hidden inside a saucepan in his father’s study. His father, however, is not there, but busy working in restaurants as a chef far away from home. It is when Gabriele lifts the lid of the saucepan that his adventure begins. He is about to enter a mysterious spaceship, or so it seems from the outside, when he meets Sara, a companion who stays by our protagonist’s side for the whole of his magical journey. Together, they will venture into a large kitchen and discover everything it contains. Gabriele will learn that a casserole dish and a 23

saucepan are not the same thing, and that certain dishes require the specific use of one, or the other. He will get to know all the worlds in the vast cookery universe, from restaurants to agriturismi, not to mention canteens, trattorias and all the other places where meals are prepared for others. Da grande farò lo chef also contains a small recipe section to encourage young readers to try their hand at some quick, simple dishes – although the results will seem anything but simple –, such as biscuits and focaccia. Gabriele will return home with very clear ideas. He knows that it will take years of study and hard work, of apprenticeship and sacrifices, but he really wants to follow in his father’s footsteps and work as a chef, experimenting with dishes and pairing new flavours. Giuseppe Capano has managed to combine his knowledge and imagination in this charmingly illustrated book, which will help boys and girls appreciate and understand the commitment required to work in a professional kitchen, while revealing some curiosities and secrets of this wonderful profession.


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A lezione d’olio

I bambini come i gatti davanti al cibo In che senso, direbbe qualcuno. Già, è bene chiarire: nel senso di mettersi a osservare e seguire il medesimo approccio dei piccoli felini. Cambierebbe il nostro modo di rapportarci al cibo e all’olio se imparassimo anche noi a giudicare ogni alimento usando l’olfatto e il gusto?

2004 – 2018, QUATTORDICI ANNI DI ESPERIENZE DI EDUCAZIONE ALLA CONOSCENZA DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE RACCONTATI DAL SUO PROTAGONISTA

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rano i primi anni 2000 quando ricevetti la visita di una delegazione di un’associazione denominata “Mangiare bene per crescere sani”. Costituita da genitori e insegnanti della Scuola Elementare di Moruzzo, in provincia di Udine, questa associazione aveva organizzato una serie di incontri con i bambini delle ultime due classi. Incontri dedicati all’educazione alimentare, affrontata in modo quanto più interattivo possibile, in maniera da catturare l’attenzione dei bambini con attività pratiche. Tra i vari alimenti era stato identificato anche l’olio extra vergine di oliva, e per questo si erano rivolti a me. L’iniziativa mi parve quanto mai meritoria. Da sempre sono convinto che una strategia efficace per limitare la presenza sul mercato di prodotti di dubbia o povera qualità, sia educare i consumatori a riconoscerli e, di conseguenza, lasciarli sugli scaffali, espellendoli in tal modo dal mercato. Tuttavia, molti dubbi mi assalirono: la mia vita lavorativa mi aveva sempre portato a spiegare concetti ad adulti, o a giovani adulti nel caso delle lezioni universitarie, ma mai a bambini in 24

così giovane età. Comunque, accettai la sfida. La classe che incontrai, una quinta elementare, era stata ben preparata dalle loro insegnanti, con un precedente percorso di scienze naturali e alimentazione adatto alla loro età. Mi trovai davanti a bambini estremamente motivati, interessati e competenti, e tuttavia, non avevo la minima idea di come mettermi in sintonia con loro. Come pensa un bambino di quinta elementare? Cosa gli interessa?

Illustrazione di Pierfrancesco Caricato

di Lanfranco Conte


Quali sono i suoi canoni comunicativi all’inizio degli anni 2000? Avevo preparato una presentazione in power point e collegando il computer al proiettore apparve sullo schermo il mio desktop che aveva come sfondo la fotografia di una mia gatta, cosa che immediatamente attirò l’attenzione e l’entusiasmo dei bambini e che mi fece venire l’idea di sfruttare questa circostanza per introdurre il nostro incontro. Fatte le debite presentazioni, come si chiamava la gatta, quanti anni avesse, eccetera, passai a condividere con i bambini alcune, diciamo così, riflessioni: a noi, sin da bambini, i genitori e le maestre dicono cosa si possa mangiare e cosa no, e cosa sia buono o cosa meno, ma ai gatti? Come fanno i gatti quando gli si mette davanti un cibo? Lo annusano attentamente, poi in alcuni casi prima di mangiarlo lo leccano, cioè usano i loro sensi per valutare il cibo, bene, gli dissi, anche noi dobbiamo fare come i gatti, imparare da loro a giudicare il cibo, usando anche noi l’olfatto ed il gusto, con la grande differenza che i gatti, nella loro accertata superiorità rispetto al genere umano, hanno olfatto e gusto molto più sviluppati di noi e che quindi noi dobbiamo ascoltare con grande attenzione quello che il nostro naso e la nostra bocca ci dicono. Era andata! I bambini, molti dei quali possessori di gatti, accettarono con entusiasmo di “fare come i gatti” e ben si predisposero ad “ascoltare” il loro naso e la loro bocca. Iniziai con la classica prova di far mettere in bocca una miscela di zucchero e cannella, tenendo tappato il naso e dicendomi cosa percepissero in bocca. Ovviamente la risposta fu “dolce”, quindi feci aprire il naso e chiesi di nuovo cosa percepissero, e a 25

quel punto dissero “cannella”. Ecco quindi che memorizzarono la necessità di separare olfatto e gusto, prima annusando, poi assaggiando. Passai quindi a proporre loro due bicchierini con un po’ d’olio, siglati “A” (difettato) e “B” (B come “buono”), chiedendo loro cosa gli ricordasse ogni olio e infine se lo giudicassero buono a cattivo. Le risposte furono varie, qualcuno disse che il campione “A” ricordava la pasta all’olio della mensa, qualcuno che il campione “B” ricordava “quando si taglia l’erba o il fieno per le mucche” (ah, il famoso “fruttato verde”), un paio che gli ricordava quando si schiacciano le olive (scoprii in seguito che i nonni avevano un frantoio in altre regioni). Procedemmo redigendo l’elenco delle sensazioni che ognuno di loro dichiarava all’olfatto e al gusto, scrivendole alla lavagna e dividendole con un approccio tipicamente scolastico, almeno per quando andavo a scuola io e che forse oggi non si usa più - in “buoni” e “cattivi”. Negli incontri successivi sottoposi ai bambini vari oli che loro stessi classificarono utilizzando l’elenco redatto nel primo incontro. Gli incontri furono tre, se non ricordo male, e alla fine consegnai loro un “Diploma di assaggiatore in erba”, di cui furono molto fieri. La bellissima sorpresa fu che loro mi regalarono un album con i disegni che avevano fatto, ricordando i nostri incontri, che conservo ancora e al quale sono molto affezionato. L’esperienza si ripetette negli anni a seguire, coinvolgendo anche le classi quarte, cosa che fu molto interessante, in quanto gli alunni di quarta quando ripeterono l’esperienza di assaggio l’anno seguente, in quinta classe, senza alcuna introduzione, ma chiedendo loro di ricordare quan-

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Lanfranco Conte, Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, già professore ordinario di Chimica degli Alimenti


A lezione d’olio to appreso l’anno precedente, si rivelarono vere “macchine da guerra”, valutando correttamente la maggior parte degli oli loro sottoposti. Via via si affinò la struttura della didattica, fino a giungere alla seguente strutturazione: 1a lezione: breve introduzione sull’olio da olive: cenni di storia e tecnologia (20-25 minuti), primo approccio alla conoscenza sensoriale: uso pratico di olfatto e gusto; 2a lezione: assaggio guidato di un olio senza difetti e di un olio con difetti, assaggio di due differenti tipologie di olio; 3a lezione: “Trova l’intruso!”, assaggio alla cieca di una piccola serie di oli, tra i quali uno difettato da identificare. Un effetto collaterale fu che alcuni bambini a casa rifiutarono l’olio usato dai genitori, ma ciò fu a mio avviso un effetto positivo, che fece allargare, è il caso di dirlo, “a macchia d’olio”, la consapevolezza verso la scelta di uno tra i più importanti alimenti. L’esperienza pilota piacque e così si protrasse nello spazio, nel senso che si estese a diverse altre scuole della regione, e nel tempo, perché nell’ambito di una manifestazione dedicata all’olio che si svolge ogni anno a Oleis, vicino a Udine, si realizzava una esperienza con le scuole elementari del vicino Comune di Manzano, esperienza che si concludeva con un assaggio collettivo presso la manifestazione stessa, il sabato mattina. Questa esperienza si protrasse, direi, per più di un quinquennio, quando poi si interruppe per problemi organizzativi legati alla complessità delle norme di programmazione e di sicurezza che via via si sovrapposero alla possi-

bilità di organizzare esperienze di questo tipo. L’esperienza si allargò venendo richiesta da molte scuole medie distribuite sull’intero territorio regionale. Ovviamente in questo caso l’approccio fu più “evoluto” e preliminarmente all’incontro con me, gli alunni vennero sensibilizzati alla conoscenza degli alimenti e delle sostanze grasse, in particolare dai loro docenti di scienze, con i quali si concordò un apposito programma, questa nuova parte dell’esperienza risultò estremamente utile a rendere maggiormente proficua la parte dedicata all’assaggio degli oli da olive, e anche in questo caso i ragazzi reagirono bene, anche se più di qualcuno alla proposta di assaggiare l’olio inizialmente storse il naso, salvo poi, alla fine, avendo scoperto che non esiste l’olio extra vergine di oliva, ma “gli” oli extra vergini, ognuno con peculiari caratteristiche, diventarono propositivi, portando l’olio che si usava in casa, molte volte non acquistato al supermercato, ma direttamente da produttori di zone geografiche differenti dal Friuli Venezia Giulia. Con gli studenti delle medie utilizzammo una scala non strutturata come quella del metodo ufficiale, disegnata alla lavagna, riportando il valore espresso da ogni studente, calcolando infine la mediana, come se fosse un panel vero e proprio; in seguito, per ogni campione si commentarono collettivamente i risultati, ottenendo interessanti spunti di discussione - ad esempio: su quanto fosse accettabile l’amaro o quanto intenso fosse il pungente/piccante, con alcune riflessioni su quest’ultimo attributo, ovvero: cosa è il pungente? Cosa è il piccante? Per alcuni il primo era identificato col kren, mentre il secondo con il peperoncino. 26

Si svolsero infine alcune esperienze con scuole secondarie, essenzialmente istituti a indirizzo agrario, professionale e tecnico e, come era da attendersi, in questo caso il colloquio con gli studenti fu molto più tecnico, avendo in genere una preparazione di stampo agronomico approfondita, e quindi fu possibile legare alcune caratteristiche sensoriali ad aspetti quali la raccolta o le evoluzioni biochimiche che possono avvenire nella fase di post raccolta. Con queste scuole, inoltre, fu possibile anche discutere ed eventualmente sfatare molti luoghi comuni sulla qualità dell’olio. In conclusione, una serie di esperienze differenti, ma tutte positive, nel caso delle scuole elementari, poi, decisamente sorprendente. Forse l’idea di far crescere generazioni di consumatori consapevoli di cosa sia la qualità e di come riconoscerla potrebbe realmente essere un’arma vincente nel promuovere i prodotti di qualità e “deprimere” la presenza di prodotti di scarsa qualità sui mercati.



Oil lessons

Kids – like cats with their food by Lanfranco Conte, Chairman of the Italian Society for the Study of Fatty Substances, former full professor of Food Chemistry

“In what way?”, you might ask. Yes, it is worth clarifying, by taking a look at - and following - the approach our feline friends take. Would our way of relating to food and olive oil change if we too learnt to assess each food using our senses of smell and taste?

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ack in the early 2000s, I was visited by a delegation from an association called ‘“Mangiare bene per crescere sani” (Eating well to grow up healthy). Founded by parents and teachers at a primary school in Moruzzo, near the north-western Italian city of Udine, the association had set up a series of meetings with children from the final two years of primary school. These meetings focussed on learning about nutrition as interactively as possible, so as to capture the children’s attention with practical activities. One of the foods they had identified was extra-virgin olive oil, which is why they had contacted me. It seemed like a very worthwhile idea. I have

2004 - 2018, TWELVE YEARS OF PROJECTS BRINGING EXTRAVIRGIN OLIVE OIL INTO PRIMARY AND SECONDARY SCHOOL CLASSROOMS, AS NARRATED BY THE AUTHOR

always firmly believed that an effective strategy to help reduce the amount of substandard or poor-quality products on the market is for us all to be taught how to spot them, so that they will be left to rot on the shelves, and ultimately be pushed out of the market. Nevertheless, I had a number of concerns – throughout my working life, I had always been asked to explain concepts to adults, or young adults when teaching at university, but never to such young children. Anyway, I agreed to have a go. The class I met was in Year 5, and they had been well taught, having previously been given an age-appropriate course in natural sciences and nutrition. There I was, standing in front of a class of highly motivated, interested and competent children, and yet... I had no idea how to connect with them! How does a Year 5 child think? What are they interested in? At the turn of the 21st century, what sort of language gets through to them? I had made a PowerPoint presentation for the meeting and when I plugged my computer into the projector my desktop showed up on the screen. It had a picture of my cat on it, and this immediately caught the attention and enthusiasm of the children, which made me realise this would be a good way of introducing the topic. 28

Having made the appropriate introductions (the cat’s name, her age, etc.), I went on to share some, shall we say, reflections with the class: even as children, we are told by our parents and teachers what we can eat and what we can’t, what is tasty and what is not, but what about cats? What do cats do when food is put in front of them? They smell it carefully, then occasionally lick it before eating. In other words, they make full use of their senses to assess the food. Well, say I, we ought to do what cats do, learn from them how to make judgments about food, using our sense of smell and taste as well, with the big difference that cats, in their proven superiority to humans, have a much keener sense of smell and taste than we do, and that we therefore have to listen very carefully to what our nose and mouth tell us. It worked a treat! The children, many of whom were also cat owners, enthusiastically agreed to “do it like cats” and were more than willing to “listen” to their noses and mouths. I started with the classic test of getting them to hold their nose and put a mixture of sugar and cinnamon in their mouth, and then tell me what they could sense inside their mouth. Of course, the answer was “a sweet taste”, so then I got them to let go of their noses and asked them again what they could sense, at which point they said “cinna-


mon”. This taught them that the senses of smell and taste need to be separated – first the nose, then the mouth. The next step was to present them with two small glasses containing a little oil, labelled A (for awful) and B (for brilliant), asking them what each oil reminded them of and finally whether they rated it as good or bad. There were a variety of answers: some said that Sample A reminded them of the pasta with olive oil they would be served in the school canteen, others that Sample B reminded them of “when we mow the grass to make hay for our cattle” (ah, that famous “green fruitiness”!), a couple of them mentioned that it reminded them of when they press olives (I later found out that their grandparents had an olive press in another part of the country). We then went on to draw up a list of the perceptions that each of them had come up with through their senses of smell and taste, writing them on the blackboard and dividing them – using what was a typically scholastic approach, at least when I was at school and which is perhaps no longer in use today – into “good” and “bad”. At subsequent meetings, I brought along various oils, which the kids classified using the list they had drawn up at the first session. As I recall, there were three sessions, and at the end I presented them with a Budding Taster Diploma, which they were very proud of. The most amazing surprise came when they gave me an album with all the drawings they had made, as a memento of our sessions, and which I still cherish to this day. The experience was repeated in the years that followed, again involving classes from Year Four. It was very interesting, as when the fourth graders repeated the tasting experience the following year, in Year Five, without any introduction, except for getting them to recall what they had learned the year before, they proved to be true experts, correctly assessing most of the oils I had brought along with me. Gradually, we refined the structure of the sessions down to the following: Lesson 1: Brief introduction to olive oil: overview of history and technology (20-25 minutes), first approach to sensory awareness: 29

practical use of the senses of smell and taste Lesson 2: Guided tasting of oils with and without defects, tasting of two different types of oil Lesson 3: Find the Intruder!, a blind tasting of a small series of olive oils, including trying to identify the one with defects. One adverse effect was that some children at home rejected the family’s choice of olive oil, but I regard this as a positive effect, as it led to awareness of one of our most valuable foodstuffs spreading like wildfire. They enjoyed the pilot experience and so it expanded both in terms of space, in the sense that it was extended to several other schools in the region, and in terms of time, because as part of an event dedicated to olive oil that takes place every year in Oleis, near Udine, an initiative was carried out with the primary schools of the nearby municipality of Manzano, an experience that ended with a collective tasting at the event itself, on the Saturday morning. This whole experience lasted for a good five years, I would reckon, and was only interrupted due to a series of organisational problems caused by complex planning and safety regulations that gradually made it impossible to hold such events. The project gained popularity, spreading up to a good number of middle schools throughout the region. It goes without saying that with these older kids the approach was more advanced and prior to meeting me, the pupils were taught about food and fats, particularly by their science teachers, with whom I agreed on a special syllabus. This new section proved to be extremely useful, giving a boost to the olive oil tasting part of the experience. And even though quite a few of the children initially turned up their noses at the idea of tasting olive oil, once they had found out that extra-virgin olive oil varies from place to place, that each one has its own distinctive character, they became proactive, bringing along the olive oil that they used at home. This would very often not be shop-bought, but purchased directly from producers in geographical areas outside Friuli Venezia Giulia. With the middle school students, we used a less structured scale than that of the official method, drawn up on the blackboard, re-

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cording the value expressed by each student, and then ultimately working out the median, as if it were a real tasting panel; afterwards, for each sample, we commented on the results together, raising some interesting points for discussion – for example: how acceptable was its bitterness or how intense was its pungency/piquancy, with a couple of reflections on the latter attribute, i.e.: what is pungent? What do we mean by pungent? For some of them pungent meant something like horseradish, while piquant (or hot) conjured up the idea of chili pepper. Finally, some work was done with secondary schools, mainly agricultural, vocational and technical institutes and, as was to be expected, in this case the conversation with the students was far more technical, as they generally have an in-depth grounding in agricultural sciences, which allowed us to connect various sensory characteristics to factors such as the harvest or the biochemical evolutions that can occur in the post-harvest phase. With these schools, we also had the opportunity to discuss and sometimes even debunk many of the clichés commonly associated with the quality of oil. In conclusion, this was a series of varied, but always positive experiences and – where primary schools are concerned – rather surprising. Perhaps the idea of raising generations of consumers who are aware of what quality is – and how to recognise it – could truly be a powerful weapon for promoting quality products and managing to get rid of many of the poor-quality products on the markets.


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Tutte le parole per raccontare l’olio ai più piccoli Nel libro L’olio spiegato alle mie figlie, dell’oleologo Lorenzo Cerretani, l’olio extra vergine di oliva diventa un eroe. Sì, proprio così: è l’eroe che in una storia deve assolutamente esserci

di Chiara Di Modugno

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Lorenzo Cerreta

L’OGLAIO TO

SPIEMIE FIGLIE ALLE

book

L’

olio spiegato alle mie figlie è un progetto ambizioso. Sì, perché si tratta di un libro, edito da Olio Officina, pensato e strutturato per i bambini. Nonostante vi siano più sezioni, distribuite lungo l’intero volume, dedicate agli adulti con nozioni più complesse, Lorenzo Cerretani, l’autore del volume, ha voluto rivolgersi principalmente ai più piccoli, a coloro che stanno muovendo i primi passi all’interno del mondo culinario. E se c’è una lezione che ho imparato, è che le cose apparentemente facili risultano poi essere quelle più difficili da realizzare. Rivolgersi a un pubblico composto da bambini significa rivolgersi a un pubblico molto esigente e difficile da catturare, dove è necessario rispettare i loro tempi così come i modi di apprendere, e non tutti possono riuscire in una simile impresa. L’olio spiegato alle mie figlie si pone come un faro e insegna, fin dalla giovane età, alcuni concetti per orientarsi in un comparto che è poco chiaro agli occhi della maggior parte dei consumatori. Conoscere gli alimenti di cui ci nutriamo significa mangiare con consa30

pevolezza. Non deve trattarsi di una conoscenza in termini biologici o chimici, non si parla di quello. Ma sapere quale prodotto sia più indicato per un determinato uso è sicuramente necessario e spesso, nel mondo dell’olio, queste nozioni vengono a mancare. L’olio è un prodotto salutare, considerato per millenni a metà strada tra l’alimento e il medicinale, e la sua assunzione giornaliera porta al nostro corpo dei benefici a lungo termine. Cerretani, infatti, ripercorre gli usi fatti dell’olio nel tempo, impiegato per i massaggi muscolari nei guerrieri e nei lottatori, così come per la realizzazione di balsami e profumi, prima ancora di essere consumato. Ma fu l’attenzione riservata al suo impiego in cucina la vera svolta. Ci si accorse che le abitudini alimentari avevano una incidenza sullo stato di salute degli abitanti, infatti le popolazioni del bacino del Mediterraneo, consumatrici prevalentemente dell’extra vergine rispetto ad altri grassi, registravano uno stato di salute nettamente migliore rispetto ad altri Paesi occidentali. Quindi immaginate bambini e bambine, o anche ragazzi e ragazze, in


to le illustrazioni non sono colorate ma riportano solo le sagome dei soggetti. Ritengo sia un bellissimo modo per coinvolgere il piccolo lettore, che avrà modo di rivedersi tra le varie figure che accompagnano nella lettura. A impreziosire ulteriormente questo volume, sono i contributi di due persone molto vicine a Lorenzo Cerretani. Se in apertura troviamo la prefazione del professor Giovanni Lercker, docente universitario di Cerretani che ha fatto nascere in lui la passione per questo prodotto, a chiudere il volume è una sezione curata dal primo insegnante delle scuole elementari dell’autore, Gianfranco Buccella.

sformando quest’ultimo nel perfetto compagno quotidiano. I vari capitoli, poi, vengono accompagnati dalle illustrazioni della piccola Margherita, la nipote dell’autore, che al tempo della pubblicazione del libro aveva appena otto anni, ma che ha saputo interpretare alla perfezione concetti anche distanti dalla sua quotidianità. Insomma, una bambina che si è rivolta ad altri bambini, trasmettendo il proprio modo di osservare ciò che la circonda. Questi disegni hanno la capacità di completare e di arricchire, rendendo le pagine anche personalizzabili in quan-

Le storie finali racchiuse ne “I racconti dell’oliveto” hanno un’anima rurale, specchio di una società che esiste ancora, ma che a tratti non c’è più. Si è persa in quello che ha portato con sé la modernità, ma queste storie ricordano l’importanza dell’agricoltura, e più nello specifico dell’olivicoltura, in un contesto simile. L’olio spiegato alle mie figlie è un libro da regalare a chi si vuole bene, mettendo in mano di qualcuno una delle cose più belle che esistano: la conoscenza. È come dire “qui dentro c’è qualcosa di prezioso che vorrei sapessi anche tu”.

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Illustrazione di Margherita Ascani

quanto il linguaggio utilizzato si presta a più fasce d’età, che magari leggono per la prima volta questi concetti e scoprono che l’olio si prende cura del nostro essere in ogni modo che può. L’olio diventa così un eroe, l’eroe che in una storia deve esserci, ma rendere protagonista di un libro un alimento, al posto dei classici personaggi fatti su misura per i racconti, non è un’operazione facile. Eppure, Lorenzo Cerretani è riuscito in questa impresa, riservando i tecnicismi alle parti di “approfondimento per i genitori” e mettendo a disposizione il suo sapere di oleologo per creare e incentivare una cultura dell’olio tra-


Telling children about olive oil by Chiara Di Modugno

Illustrazione di Margherita Ascani

In the book L’olio spiegato alle mie figlie (‘olive oil explained to my daughters’), by the oil expert Lorenzo Cerretani, extra virgin olive oil is presented in the guise of a hero. Yes, that’s right: as the hero that every story should have.

L’

olio spiegato alle mie figlie is an ambitious project, in the form of a book, published by Olio Officina, designed and structured with children in mind. Although, at intervals throughout the book, there are sections dedicated to adults which explains more complex concepts, the author Lorenzo Cerretani is above all interested in talking to younger readers interested in trying their hand at cooking. And if there’s one lesson I’ve learned, it’s that seemingly simple things actually turn out to be the hardest of all. Children are a highly demanding audience, and it is difficult to get and keep their attention. A writer needs to understand how they learn, and to respect the speed at which they like to do so. Not everyone has what it takes to succeed in such an undertaking. L’olio spiegato alle mie figlie aims to help young children find their bearings in a sector that remains unclear to most consumers, by shedding light on and explaining its main aspects. Knowing about the food in our diet translates into eating with awareness. Such knowledge need not be of a biological or chemical nature; that’s not we’re talking about here. But knowing which product is most suitable for a specific use is clearly important, and when it comes to olive oil, people often lack the information they need. Olive oil is good for our health, and for millennia has been seen as lying halfway between a food and a medicine; consuming it on a daily basis brings long-term benefits to our body. Cerretani takes a look at how olive oil has been employed over the centuries, from its use in massaging the muscles of warriors and wrestlers, to the preparation of balms and perfumes, even before its adoption as food. The real turning point came when attention began to be paid to its use in the kitchen. It became clear that local eating habits had an impact on the health of an area’s inhabitants, and Mediterranean peoples, who consumed mainly extra virgin olive oil rather than other fats, displayed much better health than those living in other Western countries. So, imagine boys and girls, or young adults, since the language used lends itself to various age groups, who may be reading about these concepts for the first time, discovering how oil takes care of us in so many ways. Olive oil thus becomes a hero, the hero that every story needs, but making a book’s protagonist a type of food, instead of one of the classic stock characters we may expect, is no simple matter. And yet Lorenzo Cerretani has pulled it off, reserving the more technical aspects for the “extra information for parents” sections of the book, and offering his expert knowledge to help create and foster a love of olive oil, and to show how it can become a part of our everyday life. The book contains illustrations by Margherita, the author’s niece, who despite being only eight years old at the time of the book’s publication, managed to perfectly interpret concepts that bore no relation to her everyday life. In short, this was a little girl addressing other children, expressing her own way of observing her surroundings. Her drawings complete and enrich the book, as well as making the pages customizable, since the illustrations are not coloured in but only show the outlines of the subjects. I think this is a wonderful way to involve young readers, who will have an opportunity to identify with the various figures they encounter as they read. The book also contains sections by two people very close to Lorenzo Cerretani. At the beginning we find a preface by Prof. Giovanni Lercker, who taught Cerretani at university and fuelled his passion for olive oil, while the book closes with a section by the author’s first junior school teacher, Gianfranco Buccella. The final stories enclosed in “The olive grove tales” have a rural soul, reflecting a way of life that still exists, but that risks dying out. The modern world has been its downfall, but these stories remind us of just how important farming, and more specifically olive growing, is in such a context. L’olio spiegato alle mie figlie is a book to give to someone you love, an example of one of the most wonderful gifts there is: knowledge. It’s as if you are saying to the recipient: “There’s something precious in here that I would like you to know about too”. 32



IN PRINCIPIO ERA

L’OLIVA IN THE BEGINNING WAS THE OLIVE Illustrazione e testo di Illustration and text by Stefania Morgante

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L’OLIO COME Mamme olearie

Gli ingredienti fondamentali per lo svezzamento? Un cucchiaio d’extra vergine rigorosamente a crudo di Cristina Santagata, Ad Santagata 1907 Spa, Genova

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ire che l’olio extra vergine di oliva sia il protagonista delle nostre tavole dal 1907 mi sembra un argomento troppo autoreferenziale. Preferisco concentrami sul futuro e parlare dell’idea che ho dello svezzamento di Luce, la mia bambina. Ho approfittato di questa occasione, con il numero 15 di OOF International Magazine dedicato ai bambini per interloquire con la tata che segue la mia piccola. Con 44 bambini all’attivo la considero un riferimento più che affidabile in tema di puericultura. Tata Alida alla domanda quali sono gli ingredienti fondamentali dello svezzamento ha subito citato un “cucchiaio di olio extra vergine rigorosamente a crudo”! E questo mi porta a una prima considerazione: oggi più che mai ogni genitore riconosce l’importanza di un’alimentazione sana per la crescita dei propri figli. Il consumatore del 2023 è sicuramente più consapevole di un passato anche recente. Siamo tutti alla ricerca della genuinità: filiera corta, tracciabilità e sostenibilità sono diventati i leitmotive di una spesa consapevole. Mi chiedo però come tutto questo possa conciliarsi con l’approccio “compro solo se in offerta”, che caratterizza buona parte degli acquisti che si realizzano sugli scaffali della grande distribuzione. Una riflessione più accurata sulla centralità di questo prodotto, anche e soprattutto a partire dall’alimentazione dei più piccoli potrebbe essere un argomento cruciale nella scelta di ogni consumatore. Ed è anche uno spunto di riflessione per gli operatori del settore.


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PARADIGMA Mamme olearie

Oli dolci, per non traumatizzare il palato dei bambini di Francesca e Cristina Salvagno, Frantoio Salvagno, Nesente Valpantena, Verona

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a nostra esperienza come mamme e come produttrici di olio ha inevitabilmente portato a una cura particolare nella scelta dell’olio per i nostri figli. La fortuna è che noi siamo in una zona di produzione di oli dolci, quindi perfetta soprattutto per il palato dei bambini, e proprio per questo i nostri pasti fin dalla prima infanzia sono stati accompagnati dal grido “mamma pocio, mamma pocio”, che nel nostro dialetto era il grido di richiesta di pane e olio da intingere. Il fondatore del nostro Frantoio, Gioacchino Salvagno, ci ha sempre insegnato che l’olio extra vergine di oliva è un alimento e non un condimento, poi in anni e anni di corsi di approfondimento abbiamo potuto sperimentare in prima persona queste proprietà benefiche, ed è proprio per tutte queste sostanze e qualità che l’olio extra vergine di oliva è un alimento fondamentale nello svezzamento dei bambini. Il consiglio che possiamo dare alle mamme che si avvicinano a questa fase delicata e fondamentale, è di cercare oli dolci che non traumatizzino il palato dei bambini e oli con annata di produzione recente così da avere garanzia che all’interno del prodotto ci siano ancora tutte le proprietà benefiche che lo caratterizzano.


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L’OLIO COME PARADIGMA Mamme olearie

Mai pensato di cercare un olio “più adatto” ai bambini Far sperimentare l’olio tipico del posto in cui si cresce di Valentina Cardone, Laboratorio Chemiservice

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olio extra vergine di oliva è stato il primo alimento davvero naturale che ho potuto offrire a mio figlio, purtroppo diversi mesi dopo la sua nascita. Non avendo potuto allattarlo al seno, Giorgio è stato nutrito prima con il latte artificiale, poi con la frutta omogenizzata, poi con quelle pappe su cui finalmente condividere l’esperienza dell’olio extra vergine di oliva. Come non gli abbiamo mai parlato usando un tono o un lessico infantile, così non abbiamo mai pensato di usare nei suoi piatti un olio diverso da quello che usavamo per noi in quel momento e ricordo bene che era la fine di novembre, era stata una sorprendete campagna olearia, quella del 2016: non ho avuto difficoltà a scegliere tra gli oli che mi avevano impressionata quell’anno. Si trattava di un olio fat-

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to di sola Coratina della zona di Castel del Monte, particolarmente armonioso ed equilibrato. Forse perché non è passato così tanto tempo, ricordo tutto di quella scelta e del gesto di condire, il mio piatto e il suo, in quella forma di “comunione” a cui abbiamo partecipato per la prima volta. Non ho mai pensato di cercare un olio “più adatto ai bambini”. Volevo che facesse l’esperienza dell’olio tipico del posto in cui cresce e nel quale il suo gusto si forma perché l’identità è anche questa cosa: riconoscere le peculiarità organolettiche del nostro territorio, dare loro il peso reale che hanno senza chiudersi alle esperienze di oli che rappresentano altri luoghi e altre culture. Una cosa a cui ho tenuto è che la sua prima esperienza con l’olio non fosse condizionata dalla presenza di attributi negativi ed evitabili, come la rancidità che talvolta si scopre negli oli conservati senza premura; non volevo facesse da subito l’esperienza della sensazione di “riscaldo”, tipica degli oli ottenuti da olive eccessivamente mature o lasciate molire troppo a lungo. Perché per esperienza personale, sono consapevole del fatto che certi sapori ti restano nella memoria e dalla memoria vengono “normalizzati”: si finisce per pensare che l’olio extra vergine di oliva è proprio così, “deve essere così”. E questo è uno svantaggio di partenza. Uno svantaggio culturale, mi verrebbe da dire. Oggi Giorgio ha 6 anni e non abbiamo mai dovuto spiegare, da dove arriva l’olio perché lo ha capito con l’esperienza del tempo. Il suo tempo, come il nostro, è scandito dalle campagne olearie al termine delle quali “arrivano i campioni” (casa e laboratorio si trovano nello stesso immobile). Inevitabilmente partecipa delle soddisfazioni e delle difficoltà di questo periodo che comincia quando i bagni al mare non sono ancora definitivamente conclusi e finisce con l’arrivo del Natale. È un periodo di massimo impegno nel quale si


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imparano le parole: mosca, frantoio, siccità, resa, temperature, raccolta, trasformazione. Il ritmo è concitato e gli animi non sempre sereni e tutto questo in attesa delle bottiglie che arrivano qui da noi ancora nude, senza etichette, senza marchi, senza altro che non siano i colori della natura e i sapori ogni anno diversi. Ogni bottiglia una storia da scrivere, una storia che si racconta in numeri, con un lessico asciutto. Non posso negare che mi commuove molto vedere le sue piccole mani a coppa stringere il bicchiere color cobalto,

fare il gesto di chiudere per riscaldare, infilarci il naso dentro per cogliere una sensazione improvvisa e fugace, alzare gli occhi per cercare una risposta nei miei. Questi gesti che io ho visto fare a mio padre e che Giorgio ha visto fare a me, forse tra qualche anno non gli interesseranno più, preso da altre passioni, indipendenti dalle mie. Però oggi questi sono i gesti che ci fanno sorridere in una quotidianità che ci piace e che speriamo possa essere utile agli altri.

Mamme olearie

La merenda pane e olio? “Pizzicante”

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Dovremmo imparare dai bimbi ad essere più curiosi di Chiara Coricelli, Ad di Pietro Coricelli Spa, Spoleto

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ondivido con grande piacere uno dei più bei ricordi da mamma-olearia: quando la mia bimba di 4 anni, durante la sua merenda preferita con pane e olio, ha provato a descrivere il gusto creando l’aggettivo “pizzicante” e descrivendo il profumo con le parole “sa di inverno”. Con queste semplici parole ha aperto il mio mondo non solo sulla straordinaria capacità descrittiva dei bambini, ma anche sulla loro capacità assoluta di distinguere i sapori e i profumi ed apprezzarne il valore. Le mie figlie hanno sempre avuto la fortuna di poter scegliere diversi tipi di extra vergine per arricchire le loro pietanze, privilegiando sin da piccolissime i fruttati intensi e i piccanti medio/alti, senza disdegnare perfino note di amaro che vengono invece erroneamente ritenute al solito “troppo forti” per i palati non maturi. Dovremmo imparare dai bimbi ad essere più curiosi nell’esplorare i profumi e i sapori dell’olio extra vergine di oliva, con meno pregiudizi e più trasparenza. Educhiamo loro, invece, a sperimentare nuovi sapori: avremo dei consumatori più consapevoli domani. 39


OIL AS A PARADIGM

Oil-making Mammas

The key to weaning a child? A spoonful of extra-virgin olive oil, straight from the bottle by Cristina Santagata CEO of Santagata 1907 Spa, Genoa

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aying that extra-virgin olive oil has held pride of place on our tables since 1907 would be somewhat self-referential, so I will instead focus on the future, and talk about weaning Luce, my baby daughter, onto solid foods. I took advantage of the opportunity provided by issue 15 of OOF International Magazine, dedicated to children, to talk to the nanny who looks after my little girl. Having cared for 44 children, I consider her an extremely reliable authority when it comes to childcare. When asked what the key to weaning a child was, Nanny Alida immediately replied: “a spoonful of extra-virgin olive oil, straight from the bottle!” And this leads me to my first consideration: today more than ever, every parent recognizes the importance of healthy eating for their growing children. Consumers in 2023 are certainly more aware than those in even the recent past. We are all in search of authenticity, as short supply chains, traceability and sustainability have become the leitmotifs of mindful spending. However, I wonder how all this can be reconciled with the “I only buy what’s on special offer” attitude, which informs the majority of purchases from the shelves of large-scale retailers.More careful reflection on the central role of this product, also and above all starting with the nutrition of our children, could turn out to be a crucial factor in consumers’ purchasing decisions. And it also provides food for thought for professionals in the sector.

Mild oils that won’t shock a developing palate by Francesca e Cristina Salvagno Frantoio Salvagno, Nesente Valpantena, Verona

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ur experience as mothers and as oil producers inevitably led to us being ultra careful in the oil we chose for our children. Luckily we are in an area that produces mild oil, perfect above all for a child’s palate. Which is the very reason why from early childhood our mealtimes were always accompanied by the shout “mamma pocio, mamma pocio”, in dialect the demand for bread to dip in oil. Gioacchino Salvagno, the founder of our oil mill, has always taught us that extra-virgin olive oil is a food, not a condiment, then years and years of in-depth courses allowed us to experience these beneficial properties first-hand, and it is precisely all these traits and qualities that make EVO a fundamental food when weaning children. The advice we offer mothers who are approaching this delicate, essential stage is to look for mild oils that will not be a shock for a child’s palate. The oils should also be from recent production batches to make sure they still contain all their typical beneficial properties. 40


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Oil-making Mammas

I never considered trying to find an olive oil that was “more suitable for children”

They should try oil that is typical of where the olives grow by Valentina Cardone, Laboratorio Chemiservice

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xtra-virgin olive oil was the first truly natural food that I could give my son, unfortunately not until several months after his birth. Being unable to breastfeed him, Giorgio was first fed with artificial milk, then with puréed fruit, then with baby food, on which he could finally share the experience of enjoying extra-virgin olive oil. Just as we never spoke to him using babytalk or in a childish tone of voice, nor did we ever imagine adding oil to his food that was different to what we were using ourselves at the time. I clearly remember that it was in late November 2016, and it had been a surprisingly good growing year, so I had no difficulty finding an olive oil that I was impressed with. It was a particularly harmonious, balanced monovarietal made solely from Coratina olives from the Castel del Monte area. Perhaps because it was only a few years ago, but I remember everything about the olive oil I chose and the act of pouring it onto

both my food and his, in that form of “communion” we were taking part in for the first time. I never considered trying to find an olive oil that was “more suitable for children”. I wanted him to experience oil that was typical of the place where the olives had grown and where its taste was created, because this too is part of our identity: recognizing the sensory peculiarities of the place where we live, acknowledging their real importance, while remaining open to new experiences, to olive oils that represent other places and other cultures. One thing that was really important to me was ensuring that his first experience with olive oil would not be conditioned by the presence of avoidable negative attributes, such as the rancid flavours sometimes found in poorly stored oils; nor did I want him to encounter the “heated” sensation typical of oils obtained from olives which are overripe or have been left in the press too long. Because from personal experience, I am well aware that certain flavours remain in your memory and are “normalized” by it: you end up thinking that this is what extra-virgin olive oil is really like, “how it’s supposed to be”. And this means you start off on the wrong foot. With an experiential disadvantage, we might say. Today Giorgio is 6 years old, and we have never had to explain where olive oil comes from; he has worked it out himself with time.

The rhythm of his life, like ours, follows that of the olive-oil year, at the end of which “the samples arrive” (our house and the laboratory are located in the same building). Inevitably, he shares in the satisfactions and difficulties of this period which begins when it’s still warm enough to go swimming in the sea, and ends with the arrival of Christmas. It’s a period of hard work, and he ends up learning new words: fly, mill, drought, yield, temperatures, harvest, transformation. Work is hectic and it’s not always easy to keep calm as we wait for the bottles to arrive, still bare, without labels, without branding, without anything except the colours of nature and their flavours, different every year. Each bottle has a story to tell, a story told in numbers and concise words. I can’t deny that I am always moved to see his little cupped hands gripping the cobalt coloured glass, closing his hands over the top to warm it up, sticking his nose in to grasp a sudden, fleeting sensation, and raising his eyes to look for an answer in mine. These are movements I saw my father make, and that Giorgio sees me make too. Perhaps in a few years they will no longer be of interest to him. Perhaps he will have other passions, different to mine. But right now, these are the everyday actions that bring a smile to our faces, that we enjoy, and that we hope may be useful to others.


OIL AS A PARADIGM Oil-making Mammas

A snack of bread and oil? “Tingleful”

We should learn from children to be more curious by Chiara Coricelli, CEO of Pietro Coricelli Spa, Spoleto

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t is with great pleasure that I would like to share with you one of my fondest memories as an olive oil-loving mother: one day, when my four-year-old daughter was enjoying her favourite snack of bread and oil, she tried to describe the taste by coining the adjective “tingleful”, and she said of the aroma that “it smells like winter”. With these simple words she opened my eyes not only to children’s extraordinary descriptive ability, but also to their great skill in distinguishing flavours and aromas, and appreciating their value. My daughters have always been lucky enough to be able to choose from among various types of extra virgin olive oil to add flavour to their dishes, and from an early age showed a preference for intense, fruity and medium/highly peppery oils. Nor did they have any aversion to bitter notes, which are often mistakenly thought of as being “too strong” for children’s palates. We should learn from children to be more curious in exploring the aromas and flavours of extra-virgin olive oil, with less prejudice and more openness. And at the same time, we should teach them to experiment with new flavours: in the future, that will mean we have more knowledgeable consumers.

AGENDA OLIOCENTRICA

2023

SCIENZA (E ARTE) DELL’ASSAGGIO DELL’OLIO

Alla sua prima edizione, l’agenda ideata da Olio Officina - con testi redatti dall’oleologo Luigi Caricato - è stata concepita con il dichiarato proposito di andare incontro a tutti gli appassionati oleofili che vogliano scoprire come scegliere l’olio extra vergine di oliva a partire dall’assaggio dell’olio in purezza, annusandolo e degustandolo nel bicchiere, proprio come già avviene con i sommelier per il vino. Ecco allora tutte le tecniche e le modalità per apprendere e scoprire, mese dopo mese, tutto quel che serve sapere per diventare bravi assaggiatori e riuscire così a distinguere qualità e peculiarità dei tanti oli extra vergini presenti sul mercato.

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OLIOCENTRIC DIARY

2023 THE SCIENCE (AND ART) OF OLIVE OIL TASTING

In its first edition, the diary created by Olio Officina - with texts written by oleologist Luigi Caricato - was conceived with the declared intention of reaching out to all oil enthusiasts who want to discover how to choose an extra-virgin olive oil, starting by tasting the oil in its purest form, sniffing it and then tasting it in the glass, just like sommeliers do for wine. Here you will find all the techniques and ways to learn and discover, month after month, everything you need to know in order to become a good taster and thus be able to distinguish the qualities and distinctive features of the many extra-virgin olive oils on the market.



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COSA C’È SUL MERCATO

L’olio da olive fortificato. Per i bambini (ma non solo) Si chiama “Naturino”, è prodotto in Puglia, a Bitonto, da Agridè, pensato non soltanto per i bambini, ma anche per le donne in gravidanza, in modo da assicurare una dieta equilibrata. Arricchito di vitamine A, D, E e B6, vale anche per gli adulti, e soprattutto per gli anziani. Alle proprietà già uniche e speciali dell’olio extra vergine di oliva si aggiunge qui l’apporto vitaminico

di Maria Carla Squeo

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attenzione di Agridè alla sana alimentazione è testimoniata dalla nascita di un olio ideato per i bambini, ma che non trascura gli anziani e le donne in gravidanza o in allattamento, proprio nelle fasi della vita in cui vi sono particolari e più significative esigenze nutrizionali. Cosa ha di speciale “Naturino”? Lo abbiamo chiesto a Dora Desantis, responsabile qualità di Agridè, che ha risposto in modo alquanto eloquente: “Di speciale ha il fatto di scaturire dalla molitura di olive coltivate in campi non trattati con sostanze chimiche di sintesi. Come pure il fatto che l’estrazione a freddo avvenga a partire da olive provenienti da filiera tracciata e certificata, cui sono state addizionate le vitamine, in modo da rendere un olio già di per sé un functional food un alimento ancor più completo e utile, al fine di assicurare un sempre maggiore benessere all’organismo. La vitamina E, con funzione antiossidante, contribuisce alla protezione dei tessuti; la vitamina B6 è importante per il sistema nervoso; la vitamina A è utile per la vista; la vitamina D contribuisce al mantenimento di ossa e denti”. Un olio che non trascura nulla. “Sì”, tiene a precisare Dora Desantis: “non dimentichiamo che i pediatri consigliano di utilizzare l’olio extra vergine di oliva ai bambini in fase di svezza44

mento, proprio perché è un alimento altamente digeribile, e anche perché è un olio così unico da avere una composizione simile al latte materno”. Quanto alla confezione, un po’ per la sua veste, con l’astuccio annesso, un po’ per il fatto che l’olio sia stato arricchito con vitamine, il “Naturino” si associa immancabilmente a un prodotto da destinare soprattutto al canale di vendita delle farmacie, dove effettivamente è presente, ma dove paradossalmente non sempre si trova in vendita un alimento così prezioso come l’olio extra vergine di oliva. L’olio deve entrare di diritto nelle farmacie. Non è un caso che in questo “Naturino” siano suggerite le “Modalità d’uso”: aggiungere a crudo 2-3 cucchiai (30 ml) per insaporire pappe, minestre e altre preparazioni; l’olio è da assumere nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.


WHAT’S ON THE MARKET

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Fortified olive oil. For children (but not only) by Maria Carla Squeo

It is called Naturino, and is produced in Bitonto, in Puglia, by Agridè. It is targeted not only at children, but also at pregnant women, with the aim of contributing to a balanced diet. Enriched with vitamins A, D, E and B6, it is also beneficial for adults in general, and especially for the elderly, providing extra benefits alongside the already unique, special properties of extra-virgin olive oil

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gridè’s commitment to healthy eating has led to the creation of this oil designed mainly with children in mind, but which is also ideal for the elderly, and for pregnant or breastfeeding women, both groups with specific, significant nutritional needs. What is special about Naturino? We asked Dora Desantis, Agridè’s quality control manager, who gave us a detailed answer: “What makes it special is that it comes from the pressing of olives grown in fields not treated with synthetic chemicals. Moreover, our cold extraction process uses olives from a traceable, certified supply chain, with the addition of vitamins, resulting in an oil that is a complete functional food in itself, able to contribute to our body’s greater well-being. Vitamin E, with its antioxidant function, contributes to tissue protection; Vitamin B6 is important for the nervous system; Vitamin A aids vision; and Vitamin D helps keep our bones and teeth in good condition”. An oil that leaves nothing to chance, then. “That’s right”, Dora Desantis pointed out, “and let’s not forget that paediatricians recommend using extra-virgin olive oil for children in the weaning phase, precisely because it is highly digestible, and also because this unique oil has a composition similar to mother’s milk.” As for the packaging, partly due to its appearance, with its own box, and partly due to the fact that the oil has been enriched with vitamins, Naturino is invariably seen as a product intended above all for sale in pharmacies, where it can indeed be found. Nevertheless, paradoxically, extra-virgin olive oil is not readily available at the chemist’s, although it should be, considering how beneficial this food is for our health. It is no coincidence that Naturino is provided with “instructions for use”: add 2-3 tablespoons (30 ml) raw to flavour baby food, soups and other preparations; the oil is to be taken as part of a varied and balanced diet and a healthy lifestyle. 45


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COSA C’È SUL MERCATO

Pantaleo Young

Quando le bottiglie d’olio sono pensate per i bambini di Maria Carla Squeo

Illustration by Strologo

Etichette ludiche, con una ricca varietà di illustrazioni. E bottiglie ecocompatili, contenenti un olio extra vergine di oliva da agricoltura biologica. Tutto nasce da un’idea di Massimo Occhinegro, consulente di trade & marketing

R

iservare ai bambini una apposita bottiglia d’olio, pensata espressamente per loro, è un segno d’attenzione che merita il giusto plauso, tanto più perché l’operazione assume anche una valenza ludica, dal forte valore educativo. La casa olearia Pantaleo, di Fasano di Puglia, ha pensato bene di utilizzare materiali riciclabili allo scopo di educare anche al rispetto per l’ambiente. Le etichette sono state illustrate da Carlotta Parisi, Angelo Ruta, Valerio Marini, Adda (Adriana Adamo) e dallo stesso Nicola Pantaleo. Alcune di queste etichette sono anche da colorare.

La bottiglia, da 250 ml, è la classica “Marasca” modificata nella parte dell’imboccatura per l’applicazione di un tappo in PE con lo 0% di difettosità, dall’apertura molto facile, che richiede una minima “forza di strappo” e pertanto più adatta ai bambini. Contrariamente ai tappi in alluminio, il tappo in PE impedisce tra l’altro che il bambino possa farsi male al momento dell’apertura. Il tappo è del tipo “drop stop”, una volta aperto consente un’uscita fluida dell’olio, senza che vi sia la benché minima possibilità di ungere l’etichetta, o le mani, nell’atto di versare l’olio, questo perché l’ultima goccia “torna indietro”, e da qui appunto il nome del

I BAMBINI SONO IL FUTURO.

HANNO IL VANTAGGIO DI ESSERE LIBERI DA PREGIUDIZI.

CHILDREN ARE OUR FUTURE.

THEY’RE LUCKY ENOUGH TO BE FREE FROM PREJUDICE. 46


tappo: “drop stop”. Massima attenzione è riservata all’ambiente: una volta svuotata la bottiglia del suo contenuto, è possibile separare il tappo dalla bottiglia con un semplice gesto, facilitando il riciclo del materiale attraverso la raccolta differenziata. Anche la sleeve, contrariamente a quanto avviene con le calotte in Pvc, normalmente diffuse, è in Pet, materiale assolutamente non inquinante. L’etichetta, inoltre, è staccabile e nel contempo riattaccabile, per due ragioni. La prima: per consentire ai bambini di colorare facilmente quella in bianco e nero, ponendola ad esempio su un tavolo. La seconda: per agevolare la raccolta differenziata, oltre che del vetro e del materiale plastico, anche della carta. Tutte queste particolarità sono riportate nelle spiegazioni contenute nel pendaglietto legato al collo della bottiglia. Nella prima pagina – alla voce “Perché Pantaleo Young” – si spiegano le ragioni che hanno indotto la Pantaleo a scegliere di dedicare ai bambini un olio biologico, e di conseguenza – alla voce “Perché biologico” – vi sono le ragioni che hanno motivato la scelta di optare per un olio extra vergine di oliva da agricoltura biologica. La seconda pagina del booklet spiega invece le caratteristiche di un packaging concepito per consentire la raccolta differenziata di tutti i materiali impiegati: vetro, Pet, Pe e carta. La terza pagina educa al riconoscimento della qualità: si spiega perché l’olio contenuto in bottiglia sia leggermente amaro e piccante, facendo riferimento ai polifenoli, e a tutte le sostanze antiossidanti ad alta valenza nutrizionale e salutistica presenti nell’olio, nonché al claim salutistico accettato dall’Efsa, l’European Food 47

Safety Authority, ovvero l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, secondo cui la presenza dei polifenoli nell’olio di oliva consente di ridurre lo stress ossidativo, se associato a un consumo di due cucchiai da 23 g al giorno per almeno tre settimane. Lo scopo principale del lancio di Pantaleo Young risiede nella dichiarata intenzione di divulgare la conoscenza del buon olio extra vergine di oliva, motivando i bambini a effettuare una scelta alimentare consapevole. Si parte da loro per arrivare in seguito agli adolescenti e agli adulti. Il passaggio educativo della linea Pantaleo Young è completo e include nel contempo anche il messaggio legato all’importanza del rispetto dell’ambiente. Si svolsero infine alcune esperienze con scuole secondarie, essenzialmente istituti a indirizzo agrario, professionale e tecnico e, come era da attendersi, in questo caso il colloquio con gli studenti fu molto più tecnico, avendo in genere una preparazione di stampo agronomico approfondita, e quindi fu possibile legare alcune caratteristiche sensoriali ad aspetti quali la raccolta o le evoluzioni biochimiche che possono avvenire nella fase di post raccolta. Con queste scuole, inoltre, fu possibile anche discutere ed eventualmente sfatare molti luoghi comuni sulla qualità dell’olio. In conclusione, una serie di esperienze differenti, ma tutte positive, nel caso delle scuole elementari, poi, decisamente sorprendente. Forse l’idea di far crescere generazioni di consumatori consapevoli di cosa sia la qualità e di come riconoscerla potrebbe realmente essere un’arma vincente nel promuovere i prodotti di qualità e “deprimere” la presenza di prodotti di scarsa qualità sui mercati.

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QUANDO SI ACCOSTANO ALL’OLIO RIESCONO A DECIFRARNE IN MODO SPONTANEO LA QUALITÀ.

WHEN THEY COME ACROSS AN OLIVE OIL, THEY WILL NATURALLY PICK UP ON ITS QUALITY.

HANNO NASI E PALATI PERFETTI. PERCEPISCONO PROFUMI E SAPORI MEGLIO DEGLI ADULTI.

THEIR NOSES AND PALATES ARE PRISTINE. THEY PERCEIVE FRAGRANCE AND FLAVOUR BETTER THAN ADULTS.


WHAT’S ON THE MARKET

Pantaleo Young

EVO bottles designed with kids in mind Fun labels with a wide variety of illustrations. Eco-compatible bottles to package extra-virgin olive oil from organically farmed olives. The brainchild of trade and marketing specialist, Massimo Occhinegro

A

round of applause for thinking up a special EVO bottle designed with kids in mind, not least because the operation is also a valid form of edutainment. The Pantaleo oil mill in Fasano di Puglia decided to work with recyclable materials as a further step in teaching respect for the environment. Labels are illustrated by Carlotta Parisi, Angelo Ruta, Valerio Marini, Adda (Adriana Adamo), and by Nicola Pantaleo himself. Some of the labels can also be coloured in by children. The 250ml bottle is a classic Marasca with a modified lip that fits a 0%-defect PE cap, super easy to open, offering minimum tear resistance and is therefore more suitable for children. Moreover, unlike aluminium caps, a PE version ensures the child will not get hurt opening the bottle. The cap has a drop-stop pourer which, once opened, makes the oil easy to pour out smoothly. This also eliminates the risk of soiling either the label or our hands when pouring the oil because the last drop returns to the bottle, hence the name of the cap. The spotlight is turned fully on the environment: once the bottle is empty, the cap detaches easily so material can be recycled using separate waste collection. Even the sleeve is in PET, a completely non-polluting material, unlike standard use PVC. Besides this, the label can be detached and reattached, for two reasons. The first is to let children colour in the black-and-white label easily, for example laid flat on a table; the

other is to encourage paper waste collection, separating it from glass and plastic. All these details can be found in the explanations printed on the booklet tied to the neck of the bottle. The first page – under the heading “Why Pantaleo Young?” – explains why Pantaleo decided to dedicate an organic oil to children; the heading “Why organic?” then explains why the company decided on extra-virgin olive oil from organic olives. The second page of the booklet explains the characteristics of packaging conceived to allow separate collection of all the materials used: glass, PET, PE, and paper. The third page explains how to recognize quality: it explains why the oil in the bottle is slightly bitter and piquant, making reference to polyphenols and all the antioxidant substances present, with their high nutritional and health value. It also mentions the health claim, accepted by the European Food Safety Authority – EFSA, that the presence of polyphenols in olive oil will help reduce oxidative stress if consumed in amounts of two 23g spoonsful per day for at least three weeks. Pantaleo Young’s declared mission is to share knowledge of good extra-virgin olive oil, motivating children to make informed food choices. If they begin as children they will continue as adolescents and adults. The educational content of the Pantaleo Young line is thus complete and at the same time includes a message underlining the importance of respecting the environment.

by Maria Carla Squeo

Illustration by Strologo

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Olio di Puglia IGP * è nato.

www.pantaleo.it

* Indicazione Geografica Protetta

* Protected

Geographical Indication

PGI * Apulian Oil is born.


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COSA C’È SUL MERCATO

La campagna di comunicazione

L’olio Colavita scende in campo con Olivia Ovvero, quando attraverso l’animazione si comunica il medesimo messaggio a bambini e adulti di Carla Colavita, Direttore marketing Colavita Spa

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L’

ispirazione di Olivia è nata dall’esigenza di dare un volto all’azienda Colavita, un vero e proprio testimonial che potesse incarnare i valori e la mission del brand, e che potesse agire in un contesto contemporaneo al passo con i tempi. Olivia nasce da una vecchia ispirazione, una tradizione popolare italiana che trova il suo tempo all’inizio della TV italiana degli anni ‘50, il Carosello. Olivia è stata creata in tecnologia 3D, utilizzando le più recenti e sofisticate interfacce di animazione. L’idea alla base era la mission aziendale implicita: prendere un cult dal passato della tradizione pubblicitaria italiana e renderlo nuovo, contemporaneo. L’olio è un prodotto che vive da sempre di tradizione. L’intento comunicativo è di riuscire a scardinare un preconcetto o forse più semplicemente un malinteso di fondo. La tradizione non è un valore esclusivo del passato, immutabile e antico. La tradizione nasce dal passato, si consolida nel presente e si proietta nel futuro. Siamo partiti da questo presupposto per sviluppare una campagna che fosse in grado di proporre una visione moderna del prodotto olio e del suo consumo. Olivia ci sta insegnando che il valore della tradizione sta cambiando, non è più antico e immutabile, ma diventa qualcosa che ha la capacità di rinnovarsi e di saper essere al passo con i tempi, dove tutto è in rapida evoluzione. La tradizione deve comprendere i cambiamenti che la società impone e deve saperli salvaguardare e narrare da prospettive nuove e attuali. Come in ogni comunicazione integrata, Olivia agisce su due livelli di comunicazione principali e integrati: above e below the line. 51

I principali mezzi di comunicazione e interazione saranno le piattaforme di social media come Instagram e Facebook, ma la strategia include anche Olivia da coinvolgere con mezzi più conservativi, come espositori, concorsi a premi, isole promozionali, gadget, negozi. È stato creato questo character per rafforzare in maniera inestricabile il rapporto che lega l’olio al cibo. L’olio è il primo Chef di ogni cucina e di conseguenza è di diritto il primo testimonial della tavola. Così, Olivia, in un gioco di rimandi creativi, diventa il testimone di questa coppia. Nata dalla necessità di Colavita di impersonare ed esprimere la personalità del proprio olio e i valori della propria azienda: Olivia, fresca, curiosa, pungente al punto giusto, quanto dolce ed armonica, è la guida perfetta che accompagna il consumatore alla riscoperta del gusto, dell’olio e dell’azienda Colavita. La strategia comunicativa ha come sottotesto quello di rendere più attraente e attuale il prodotto olio, ma più di tutto creare una connessione con un target medio alto, giovane, femminile come maschile, contemporaneo, aperto, curioso e responsabile. Inevitabilmente Olivia, per il suo carattere diventa anche un veicolo per i più piccoli, in grado di attirare la loro attenzione e raccontare in maniera semplice l’importanza della conoscenza, dell’informazione, dell’attenzione ai prodotti che portiamo in tavola e di tutti i processi che rendono possibile tutto ciò nel rispetto dell’ambiente.

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WHAT’S ON THE MARKET

The communication campaign

Colavita oil takes to the field with Olivia When animation is used to communicate the same message to children and adults alike by Carla Colavita, Marketing Director at Colavita S.p.A.

T

he inspiration behind Olivia originated from the need to give a face to the company, an actual testimonial who could embody the brand’s values and mission, and be able to act in a contemporary context, in step with the times. Olivia arose from an old inspiration, an Italian popular tradition dating back to the beginning of Italian TV, in the 1950s, known as Carosello. Olivia was created with 3D technology, using the latest and most sophisticated 3D animation interfaces. The idea behind it was the implicit company mission: to take a classic moment from the Italian advertising tradition and make it into something new, something contemporary. Olive oil is a product that has based its success on tradition. The communicative intention was to unhinge a preconception or perhaps more simply a basic misunderstanding. Tradition is not a value that is exclusive to the past, immutable and venerable. Yes, tradition does stem from the past, but it is consolidated in the present and projected into the future. This was our starting point for developing a

campaign which came up with a modern vision of olive oil and how it is consumed. Olivia is teaching us that the value of tradition is changing, it is no longer ancient and immutable, but rather becomes something capable of renewing itself and keeping up with the times, where everything is changing from one moment to the next. Tradition has to understand the changes dictated by society so as to safeguard and narrate them from new and contemporary perspectives. As in any integrated communication, Olivia acts on two major, fully-integrated communication levels: above and below the line. The main communication and interaction channels will be social media platforms such as Instagram and Facebook, but the strategy also involves Olivia with more traditional media, such as display stands, prize competitions, neck tag, promotion booths, gadgets and shops. This character was created to inextricably reinforce the relationship between oil and food. Oil is the head chef in any kitchen, and therefore it is by right the first testimonial at the table. Thus, in a game of creative cross-references, Olivia becomes the testimonial for food and olive oil. Born out of Colavita’s need to personify and express the personality of its oil and the values of its company, Olivia, as fresh, curious and pungent to the right point as she is sweet and harmonious, is the perfect guide to accompany the consumer in the rediscovery of taste, oil and the Colavita 52

company. The subtext of the communication strategy is to make olive oil more attractive and contemporary, but most of all to create a connection with a target that is middle to high, young, female as well as male, contemporary, open, curious and responsible. Inevitably Olivia’s character also makes her a vehicle for the youngest consumers, able to attract their attention and find a simple way to narrate the importance of knowledge, information, attention to the products we bring to the table and all the processes that enable this to be done while respecting the environment.



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BUONO, GUSTOSO, SANO E SALUTARE

L’OLIO PER LE PAPPE DEI BAMBINI di Mario Portera e Maria Gabriella Dongarrà


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Per avere un adulto sano, si parte sin dalla più tenera età. Si inizia dallo svezzamento, dove l’olio extra vergine di oliva fa sempre la differenza rispetto ad altri grassi. Si scopre così che tutto è merito delle incredibili proprietà presenti nel succo di olive, fondamentali nell’aiutare il bimbo nella crescita, come pure nel garantire salute e benessere

Mario Portera, Freelancer of Public Health, esperto di sanità pubblica, epidemiologia, promozione della salute, laboratorio analisi. Titolare di azienda agricola specializzata nella produzione di olio Evo di qualità certificata a marchio Dop Valdemone, Igp Sicilia e Biologico.

Quale olio per i bambini? È una domanda frequente a cui si può e si deve rispondere, senza esitazione: l’olio extra vergine di oliva, uno degli ingredienti più utilizzato nella dieta mediterranea e anche in quella dei bambini, ideale da aggiungere a pappe e preparazioni sin dall’inizio dello svezzamento, merito delle incredibili proprietà che sin dalla tenera età aiutano il corpo dei bambini a crescere e a mantenersi in salute. Perchè preferire l’olio extravergine d’oliva? Perché è il grasso meglio tollerato dall’apparato digerente e per tale motivo particolarmente adatto per i bambini: protegge le mucose dell’intestino, riduce l’acidità gastrica, regola lo svuotamento della colecisti, favorendo la digestione degli altri grassi. Nel complesso, regola tutte le funzioni intestinali ed è particolarmente efficace contro la stipsi del bambino. Inoltre, durante l’infanzia, è un ottimo alleato per la formazione delle ossa e per lo sviluppo del sistema nervoso. Veicola e facilita l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E e K. Che dire, poi, degli effetti anti-invecchiamento? L’extra vergine è una miniera di antiossidanti, tra cui la vitamina E, il tocoferolo, e diversi composti fenolici. Molecole, tutte, in grado di difendere il corpo dall’invecchiamento precoce attraverso la lotta ai radicali liberi. Tra le molte proprietà degli oli extra vergini di oliva vi è anche, sicuramente, quella di proteggere le arterie. Ciò avviene attraverso la regolazione dei livelli di colesterolo circolanti nel sangue. Cosa ha di diverso l’olio extravergine d’oliva rispetto ad altri oli vegetali? 56

Maria Gabriella Dongarrà, Dirigente medico pediatra presso il P.O. di Sant’Agata di Militello. Esperta di pediatria, scienze dell’alimentazione, promozione della salute, svezzamento dei bambini. Co-founder del sito pappablog.it

C’è da osservare che essendo ottenuto attraverso la spremitura a freddo delle olive, senza ricorso ad alcun trattamento termico o chimico, questa particolarità consente di preservare intatte tutte le sostanze antiossidanti presenti nel frutto. Mentre per l’estrazione di altri oli vegetali si ricorre a temperature elevate e a trattamenti chimici che distruggono o riducono sensibilmente gli antiossidanti, non giovando certamente sul piano della salute nella stessa misura degli extra vergini. Tutto ciò ci spinge a ritenere che sia alquanto saggio portare a tavola in via esclusiva un olio extra vergine, tanto più se di qualità certificata, da agricoltura biologica, e magari anche con attestazione di origine territoriale Dop o Igp, in modo da poter condire le prime pappe del bambino già a partire dell’inizio dello svezzamento. Occorre considerare che l’extra vergine è un alimento che possiede proprietà nutraceutiche che recano numerosi effetti benefici sull’organismo, tanto più interessante per il fatto che ogni extra vergine ha un proprio profumo, un proprio sapore e una particolare intensità di gusto. Fruttato, amaro e piccante sono attributi


peculiari molto importanti, indicatori di qualità e salubrità dovuti soprattutto alla presenza di polifenoli, preziose sostanze antiossidanti alla base di molte delle proprietà salutistiche dell’olio, derivanti da una raccolta delle olive ancora verdi o che hanno appena cominciato a virare dal verde al nero-violaceo, secondo il naturale processo di maturazione. In un olio di qualità, a tutto ciò si aggiungono anche le note olfattive e i sentori gustativi che ricordano le olive verdi e altre fragranze: erba appena tagliata, erbe di campo, cicoria, mela, banana, mandorla fresca, carciofi o anche gambi di pomodoro e legno. Il lattante può apprezzare i sapori dell’olio extra vergine di oliva? Sì, è in grado di percepire tutti i sapori degli alimenti, e dell’olio Evo in particolare. Con lo svezzamento il bimbo inizia a conoscere nuovi sapori. L’incontro con questi inizia già prima della nascita. Alla trentesima settimana di gestazione le papille gustative sono formate e percepiscono le variazioni di sapore che il liquido amniotico presenta in relazione a ciò di cui si nutre la propria madre. Nasce così, già nel feto, una prima “memoria del gusto”, e questa si rafforzerà sempre più durante l’allattamento materno. Il latte è veicolo di nuovi sapori in base all’alimentazione della madre. Tanto più è varia l’alimentazione della mamma, tanto più vario sarà il sapore del latte, aprendo così il lattante a gusti nuovi. Occorre tuttavia chiarire che i neonati hanno una preferenza innata verso il gusto dolce. Tutto ciò ha un significato evolutivo. Quando il cibo scarseggiava, era necessario, per sopravvivere, essere attratti da cibi ricchi di energia, come lo sono appunto i cibi dolci. Nelle preferenze alimentari entra57

no però in gioco altri fattori importanti, di natura genetica e ambientale. La preferenza individuale verso determinati cibi è geneticamente determinata, ma è ormai dimostrato come sia comunque possibile apprendere nuovi gusti attraverso un’offerta ripetuta; e sono proprio le esperienze gustative delle prime fasi della vita a risultare determinanti nella definizione del gusto e delle preferenze alimentari. Di conseguenza, tanto più un cibo è familiare tanto più finisce con l’essere preferito. I bambini amano ciò che conoscono e mangiano ciò che amano. Da tutto ciò nasce l’invito, rivolto ai genitori, ad abituare i bimbi a gustare, apprezzare e amare l’olio Evo, tanto più se di qualità certificata, sin dallo svezzamento. È sufficiente far provare i differenti oli nelle diverse intensità di gusto. Ciò serve ad aiutare i bambini a scoprire qualcosa di nuovo, di buono e di salutare. Questa esperienza sensoriale, sperimentata sin da piccoli, resterà impressa in ciascuno di loro e contribuirà a costruire la “memoria del gusto” attraverso la quale sarà possibile educare e formare i consumatori e gli assaggiatori di domani.

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CONSIGLI PER LE MAMME La quantità ideale di olio Evo per i bambini è un cucchiaino da tè, pari a 10 grammi, come condimento di brodi, pappa e minestrine. Aggiungere l’olio Evo a crudo, dopo che la pappa è stata versata nel piatto, così che l’olio risulti più digeribile e le sue caratteristiche sensoriali rimangano inalterate. L’olio Evo è il miglior olio da usare per le fritture grazie al punto di fumo più alto. Il punto di fumo indica i gradi ai quali i grassi dell’olio si bruciano, dando vita a sostanze tossiche. L’olio extra vergine di oliva, da questo punto di vista, ha una tolleranza al calore piuttosto alta: 210°C contro i 130 dell’olio di girasole e i 160 dell’olio di mais.


HEALTHY, DELICIOUS AND DECIDEDLY GOOD FOR YOU

USING EVO IN A CHILD-FRIENDLY MENU To make a healthy adult, we start at an early age: from weaning, a time when EVO always makes a positive difference compared to other fats. The reason being that “olive juice” is packed with incredible properties, crucial to supporting child growth and guaranteeing health and wellness

by Mario Portera and Maria Gabriella Dongarrà

Which oil is best for children? We get asked this frequently, so it’s a question that can and must be answered with confidence: EVO. It’s one of the most widely used ingredients in the Mediterranean diet, as well as in children’s, ideal for adding to infant foods and recipes right from the start of weaning, thanks to the incredible properties that help children grow and stay healthy from an early age.

First of all, bear in mind that it is made by cold pressing olives, without using heat or chemicals, thus preserving intact all the antioxidant substances they contain. Conversely, other vegetable oils are extracted at high temperatures and using chemical treatments that destroy or significantly reduce antioxidants, which certainly does not provide the same sort of health benefits as EVOs.

Why is EVO best? Because it’s the fat best tolerated by the digestive system, so it’s particularly suitable for children: it protects gut mucous membrane, reduces stomach acidity, regulates gallbladder emptying, thus encouraging digestion of other fats. Overall, it regulates all intestinal functions and is particularly effective against constipation in children. Moreover, in childhood it is an excellent ally for bone and nervous system development. It carries fat-soluble vitamins A, D, E and K and facilitates their absorption.

All this leads us to believe that the only condiment that should be on the table during a child’s first meals, as soon as they start weaning onto solid foods, is EVO, especially if it is of certified quality, from organic groves, and perhaps even has a PDO or IGP certificate of territorial origin.

What about anti-ageing effects? EVO is a mine of antioxidants, including vitamin E, tocopherol, and various phenolic compounds. All molecules that will protect the body against premature ageing by fighting free radicals. The many properties of EVO include protecting arteries by regulating cholesterol levels circulating in the bloodstream. Why is EVO different to other vegetable oils? 58

We should consider that EVO is a food with nutraceutical properties that provide the

Mario Portera, Public health freelancer and expert in public health, epidemiology, health promotion, laboratory analysis. Owner of a farm specializing in production of certified quality EVO under the PDO Valdemone, Sicilia IGP and Biologico brands.


body with numerous beneficial effects, all the more interesting given that each EVO has its own fragrance, flavour, and a particular intensity of taste. Fruitiness, bitterness, and spiciness are very important specific attributes, indicators of quality and wholesomeness, due above all to the presence of polyphenols. These precious antioxidants are the reason for many of EVO’s healthy properties, deriving from olives harvested while still green or when they have just begun to turn purplish-black, in the natural maturation process. In a quality oil, there are also nose and palate notes to consider, with hints of green olives and other fragrances: freshly-cut grass, wild herbs, chicory, apple, banana, fresh almond, artichokes, and even tomato stalks and wood. Can an unweaned child appreciate the flavour of EVO? Yes, they perceive all food flavours, and EVO in particular. Weaning is when a baby first gets to experience new flavours. Their first encounter actually takes place before birth. By the thirtieth week of gestation, taste buds have formed and pick up the variations in flavour that amniotic fluid contains from what the mother eats. This is how the foetus acquires its first “memory of taste”, which is further strengthened during breastfeeding. Milk is the carrier of new flavours based on the mother’s diet. The more varied her eat-

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ing habits, the more varied the flavour of her milk, so the baby learns new tastes. But let’s not forget that newborns have an innate preference for sweet flavours. All of this has evolutionary significance – when food was scarce, in order to survive, humans had to be attracted to energy-rich foods, such as sweet products. Nevertheless, other important genetic and environmental factors come into play in food preferences. An individual’s preference for certain foods is genetically determined, but it has now been shown that new tastes can be learned if they are offered repeatedly. Precisely the palate experiences of the early stages of life are decisive in defining taste and food preferences. Consequently, the more familiar a food is, the more they will love it. Children love what they know and eat what they love. So we invite parents to get their children used to tasting, appreciating and loving EVO, especially certified-quality oil, from weaning time on. Just get them to try the different oils with their different intensities of taste: this helps children discover something new, tasty and healthy. From an early age, this sensory experience will remain imprinted in each of them and will help build the “memory of taste”, which will enable us to educate and train tomorrow’s consumers and tasters.

Maria Gabriella Dongarrà, Paediatrician and medical director at Sant’Agata di Militello hospital. Expert in paediatrics, food science, health promotion, weaning. Co-founder of the website pappablog.it

ADVICE FOR PARENTS The ideal amount of EVO for children is a teaspoon, around 10 grams, as a condiment for broths, soups and purées. Add the raw EVO after the baby’s food has been poured into a dish, so that the oil is more digestible and its sensory characteristics are unaltered. EVO is the best oil to use for frying thanks to its higher smoke point. The smoke point indicates the temperature at which the fats in the oil burn and turn into toxic substances. From this point of view, EVO has a rather high heat tolerance: 210 °C as opposed to 130 °C for sunflower oil and 160 °C for corn oil.

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Illustrazione di Illustration by Doriano Strologo

UNA RICETTA PER LO SVEZZAMENTO A RECIPE FOR WEANING

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di by Mario Portera and Maria Gabriella Dongarrà

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UNA RICETTA DA CONDIVIDERE CON TUTTA LA FAMIGLIA, CON ALIMENTI TERRITORIALI FRESCHI DI STAGIONE, DI SICURA PROVENIENZA

A RECIPE TO SHARE WITH THE WHOLE FAMILY, WITH FRESH, SEASONAL, LOCALLY SOURCED FOODS

Vellutata di carote

Carrot velouté

Ingredienti - 500 ml di acqua - 3 carote - 1 patata, 50 g - 1 cipollotto - 1 gambo tenero di sedano - 2 pomodorini ciliegini - 30 g crema multi-cereali - 10 ml olio extra vergine di oliva (1 cucchiaino da thè) - 1 cucchiaino di parmigiano grattugiato, 10 g - 40 g di omogeneizzato a scelta Preparazione della ricetta Sbucciate tutte le verdure, lavatele e tagliatele a tocchetti. In una pentola versate i 500 ml di acqua, portate a ebollizione e aggiungete le verdure tagliate a tocchetti. Cuocete per circa 30 minuti, e comunque fino a che le carote siano ben cotte. Togliete dal fuoco e frullate con frullatore a immersione fino a ottenere una crema. Una volta preparata la vellutata versate una parte del passato ben caldo in un piatto fondo e scioglietevi la crema multi-cereali. Mescolate energicamente. Non aggiungete sale. Aggiungete l’omogeneizzato di carne. Completate la pappa aggiungendo l’olio extra 61

vergine di oliva (1 cucchiaino da thè) e il parmigiano grattugiato (1 cucchiaino da thè). Consigli L’omogeneizzato di carne può essere sostituito con 30 grammi di crescenza. La vellutata di carote può costituire un piatto caldo e nutriente anche per gli altri componenti della famiglia. Nella porzione degli adulti potete aggiungere, prima di servire, una pallina di ricotta fresca o dei quadratini di pane tostato (questi ultimi potete prepararli tagliando delle fette di pane raffermo, tostandolo una diecina di minuti al forno) e olio Evo. Se amate il piccante anche un pizzico di peperoncino. Conservazione La vellutata rimasta può essere messa in un contenitore chiuso ermeticamente e conservata in frigo per un massimo di due giorni, pronta per essere utilizzata. Per utilizzare la vellutata basterà versarla in un pentolino, portarla a ebollizione, toglierla dal fuoco, versarla in un piatto e aggiungere la crema multi-cereali, l’omogeneizzato, il parmigiano e naturalmente l’olio Evo.

Ingredients - 500 ml water - 3 carrots - 1 potato, 50 g - 1 small onion - 1 tender celery stalk - 2 cherry tomatoes

- 30 g multi-grain cream - 10 ml extra-virgin olive oil (one teaspoon) - 1 teaspoon of grated Parmesan, 10 g - 40 g of baby food purée, of your choice

Making the recipe Peel all the vegetables, wash and cut them into chunks. Pour the 500 ml of water into a saucepan, bring to the boil and add the chopped vegetables. Boil for about 30 minutes, making sure that the carrots are well cooked. Remove from the heat and blend with an immersion blender until smooth. Once the velouté is ready, pour some of the hot puree into a soup plate and melt the multi-grain cream into it. Stir vigorously. Do not add salt. Add the meat purée. Round off the dish with a touch of extra-virgin olive oil (1 teaspoon) and grated Parmesan cheese (1 teaspoon). Chef’s Tips The meat puree can be replaced with 30 grammes of crescenza or stracchino cheese. Carrot velouté can also be a warm hearty dish for other family members. Before serving to the adults, you might like to add a scoop of fresh ricotta or squares of toast (which you can make by cutting slices of stale bread, then toasting it for about ten minutes in the oven) and extra-virgin olive oil. If you like spicy food, you might want to add a pinch of chilli. Storage Any leftover velouté can be stored in a hermetically sealed container in the refrigerator for up to two days, ready to be used. To use the velouté, simply pour into a saucepan, bring to the boil, remove from the heat, pour into a dish and add the multigrain cream, food puree, Parmesan cheese and, of course, the extra-virgin olive oil.


GIOCARE IMPARANDO

LEARNING BY PLAYING L’assaggio dell’olio Olive oil tasting Il Gioco dell’Olio Imparare divertendosi. di Olio Officina In compagnia The Olivethrough Oil Game Learning play. by good Olio Officina In company LaGioco Peta dell’Oliva Il dell’Olio e ilOlio GiroOfficina dell’olio di OliveOlive Hopscotch The Oil Game andOlio theOfficina Olive Oil Tour by L’olio è il nutrimento perfetto Oliveolive oil isoil The the perfect foodstuff Illustration by Marini

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INTERNATIONAL MAGAZINE #15

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L’olio è nel bicchiere pronto per essere assaggiato

1

The oil is in the glass, ready to be tasted

L’ASSAGGIO DELL’OLIO

OLIVE OIL TASTING

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Si annusa l’olio per sentirne i profumi

5

L’olio degustato non si inghiotte

5

Do not swallow the oil after tasting it

3

Si porta l’olio in bocca per sentirne i sapori

4

Si gusta l’olio per capire quanto è dolce, amaro, piccante

3

Bring the oil up into the mouth to taste it

4

Hold it in the mouth to find out whether it is sweet, bitter or pungent

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Sniff the olive oil to smell its bouquet

Illustration by Marini


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Imparare divertendosi. In compagnia

Il Gioco dell’Olio di Olio Officina Le regole sono le medesime del gioco dell’oca. Lo scopo è di raggiungere la casella 63 con un tiro esatto. Se si ottengono punti in eccedenza, questi devono essere percorsi all’indietro. Ogni giocatore riceve una pedina e la pone sulla casella “partenza”. A turno si tirano i due dadi e si avanza lungo il percorso del tabellone per il numero di caselle pari al punteggio ottenuto con il tiro dei dadi. Esistono alcune caselle speciali, evidenziate nel tabellone dal colore rosso, per le quali valgono regole specifiche. Vince chi raggiunge per primo la casella 63, là dove l’atleta esulta con la bottiglia dell’olio extra vergine di oliva. Il premio? Viene fissato di comune accordo. C’è tuttavia un saggio suggerimento: le bottigliette d’olio.

Il Gioco dell’Olio è un progetto di Olio Officina, ideato da Giuditta Parisi, di Archimedia, in collaborazione con Luigi Caricato. Le illustrazioni sono di Carlotta Parisi. Il gioco è disponibile su richiesta scrivendo a posta@olioofficina.com

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Learning through play. In good company

The Olive Oil Game by Olio Officina The rules are the same as for Snakes and Ladders. The aim is to land on square 63 by rolling the exact number needed. If you roll too high, you bounce back off the last square and move back towards the Start. Each player chooses a different piece and places it on the Start square. Players take it in turns to throw both dice and move their piece forward by the total number shown on the dice. There are some special squares, shown on the board in red, where specific rules apply. The winner is whoever first reaches square 63, where an athlete awaits, brandishing a bottle of the finest extra-virgin olive oil. What sort of prize goes to the winner? The players can decide before the start. We do, however, have one good suggestion, and that is miniature bottles of olive oil.

The Olive Oil Game is an Olio Officina project, the brainchild of Archimedia’s Giuditta Parisi, in conjunction with Luigi Caricato. Illustrations by Carlotta Parisi. The game is available on request by writing to posta@olioofficina.com



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La Peta dell’Oliva e il Giro dell’Olio

I GIOCHI ANTICHI

per coinvolgere i bambini Le iniziative del Frantoio Turri C’è un festival internazionale dei giochi in strada, il Tocatì. Un appuntamento da non perdere, che si svolge a Verona. Valorizza una visione alternativa rispetto ai giochi oggi più in voga. Il Frantoio Turri di Cavaion Veronese ne sostiene e condivide il progetto di Maria Carla Squeo

“I

l Tocatì – chiarisce Laura Turri - incentiva le buone abitudini sul consumo e sulla produzione responsabile, principi in cui crediamo fermamente”. La sostenibilità è un valore che va trasmesso ai bambini per educarli a un modo di vivere più legato alla natura. Si parte da quel che viene definito “scarto di produzione”.

Un esempio: l’acqua contenuta nelle olive che diventa biogas. Altro esempio: i noccioli delle olive che si trasformano in combustibile. Ecco cosa significa sensibilizzare al rispetto per l’ambiente. Sapere che nulla va disperso, tutto diventa utile. Da qui la scommessa dei Turri: coinvolgere i bambini attraverso il gioco per comunicare loro quanto sia importante prestare attenzione alla natura e ai suoi frutti, a partire dall’olio

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extra vergine di oliva. Da qui due giochi la Peta dell’Oliva e il Giro dell’Olio. È un modo per coinvolgere i bambini nei giochi all’aperto, anche perché oltretutto contribuiscono, insieme a una sana alimentazione a base di olio da olive, a mantenere uno stile di vita sano. I bambini presenti al Tocatì entrando nello spazio di accoglienza dei Turri prendono confidenza con qualcosa che non conoscono, il nocciolino d’oliva. “I bimbi – spiega Laura Turri – devono caricare il nocciolino in una caldaia di cartone, simile proprio a quella che noi usiamo in frantoio per riscaldare. Tutto semplice, ma coinvolgente, perché per loro è una novità che ignorano. Si divertono”. A ciascun bambino intento a giocare nell’area Turri a Tocatì in regalo il gioco dell’olio da portare a casa. Ecco i due giochi. La Peta è un gioco popolare di antica origine, diffuso in molti Paesi, seppure con nomi diversi. Oltre a essere un gioco, è anche un modo per far stimolare le abilità motorie dei bambini e uno stimolo per farli socializzare. È facilissimo: si prende un’oliva e si gioca. Il Giro dell’Olio, invece, ripercorre le dinamiche del gioco dell’oca.


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Come si gioca Lancia l'Oliva in una casella senza toccare i bordi. Inizia a saltellare su un piede solo lungo il percorso, da una casella all'altra. Fino in fondo. Dove ci sono due caselle vicine, puoi appoggiare entrambi i piedi, uno per casella. Quando arrivi in fondo girati, restando in equilibrio su una gamba sola, e toma indietro saltellando. Quando arrivi nella casella con l’Oliva raccoglila, sempre in equilibrio su una gamba, e completa il percorso. Bravo! Ti sei guadagnato una bruschetta con l'olio.

OLIVE HOPSCOTCH

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How to play Throw the olive completely inside a square (without touching any of the lines). Start hopping from one square to the next to see if you can reach the olive. When there are two squares side by side, land on them with both feet, one in each square. When you get to the end, turn around, still hopping, and hop all the way back. When you get to the square with the olive, try to pick it up, still standing on one leg, and then hop to the end. Well done! You’ve won a delicious bruschetta with olive oil.


Olive Hopscotch and the Olive Oil Tour

Having fun with some old-fashioned children’s games Events at Frantoio Turri There is an international festival of street games, called Tocatì. An unmissable event, which takes place in Verona. It promotes a different way of thinking from today’s popular games. In the village of Cavaion Veronese, the Frantoio Turri olive mill supports and endorses the project. di Maria Carla Squeo

“T

ocatì,” Laura Turri explains, “encourages responsible consumption and production, principles in which we firmly believe”. Sustainability is a value that needs to be handed down to children, so as to educate them in a way of life that is more closely connected with nature, starting off from what is designated as “production waste”. One example might be the water contained in the olive fruits being turned into biogas. Another could be olive pits being transformed

into solid fuel. This is what raising environmental awareness means. Knowing that nothing goes to waste, everything can be useful. Hence the Turri family’s challenge – to involve children through play so as to get across to them how important it is to be mindful of nature and its fruits, starting with extra-virgin olive oil. And this in turn led to the two games, Peta dell’Oliva and Giro dell’Olio (which translate roughly as Olive Hopscotch and Olive Oil Tour). It is a way of getting children involved in outdoor games, because they also contribute, alongside a healthy olive oilbased diet, to a healthy lifestyle. As the chil-

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dren at Tocatì walk into the Turri reception area, they come across something they are not used to seeing, i.e. the olive kernel. As Laura Turri explains, “The children have to load the kernel into a cardboard boiler, just like the one we use to heat our oil mill. A simple yet engaging task, because it’s something they’ve never heard of before. They enjoy it”. Each child who plays in the Turri area at Tocatì gets to take a free oil game back home with them. Here are the two games. Peta (or Hopscotch) is a popular game of ancient origin, widespread in many countries around the world, under a variety of different names. As well as being a game, it is also a way for children to stimulate their motor skills and a chance to socialise. It is very easy: all you need to do is just grab an olive and start playing. Giro dell’Olio, on the other hand, is a very similar game to Snakes and Ladders.


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L’OLIO È

il nutrimento

perfetto Avvertenza Ritaglia la pagina; oppure fotocopiala, se vuoi colorarla con colori diversi. Prendi matite o pennarelli e colora come più ti piace. Tip Cut the page out; or else photocopy it if you want to colour it in different colours. Pick up your crayons or felt tip pens and colour to your heart’s content!

OLIVE OIL

is the perfect

foodstuff Illustrazione e testo di Illustration and text by Stefania Morgante 72

Crescere è un’impresa titanica e gioiosa. Le ossa, il cervello, la pelle, gli organi interni, hanno bisogno di nutrirsi. L’olio extra vergine di oliva è perfetto per bambine e bambini: giocando con allegria durante il pasto, si inizia il viaggio della crescita.

Growing up is a huge and joyful endeavour. The bones, the brain, the skin, the internal organs, they all need nourishment. Olive oil is perfect for little girls and boys: playing happily at mealtimes kick-starts the journey of growth.




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OLIVE OIL THROUGH CHILDREN’S EYES

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Chiara Barbagallo 9 anni aged 9 For me, olive oil is the main ingredient in happiness! Just put a drizzle of it in the salad and the kids won’t be able to stop eating it, or else on bread for a killer snack. Sometimes I come up with questions, such as “If there was no such thing as olive oil, how would we manage to cook healthy, tasty food?” My favourite dish is the yoghurt cake my mother makes me on my birthday. Did you know it’s made with olive oil? I only found out today, when I saw it being baked for my birthday, which is tomorrow. Happy olive oil to everyone! 76


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Asia Barbagallo 7 anni aged 7 Olive oil is a liquid that can be used to dress bread with a pinch of salt and a lettuce leaf. I made a discovery – I had no idea that you can put olive oil into cake to make it a little softer. My dad makes a delicious sauce with olive oil, and I wish I could have just that sauce instead of meat. In fact, I remember one day when Dad had made chicken with that delicious sauce, just for himself, and I cleaned up every single drop of that lovely sauce when he’d finished his meal. 77


Classe V C Istituto Comprensivo Statale Antonio Stoppani, Milano State primary and middle school Antonio Stoppani, Milan

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Disegni di Drawings by Rebecca Ferrigno Federico Dusi


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Classe V C Istituto Comprensivo Statale Antonio Stoppani, Milano State primary and middle school Antonio Stoppani, Milan

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Disegni di Drawings by Edoardo Scardi Sandith Wasalage


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Classe V C Istituto Comprensivo Statale Antonio Stoppani, Milano State primary and middle school Antonio Stoppani, Milan

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Disegni di Drawings by Giacomo Ronchi Mia Campanella


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Classe V C Istituto Comprensivo Statale Antonio Stoppani, Milano State primary and middle school Antonio Stoppani, Milan

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Disegni di Drawings by Isabella Cesena Antonia Rusu


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Tommaso Carrozzo Celeste Chirizzi


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Francesco Crudo Dario De Tomasi


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Benedetta De Vergori Gabriele Greco


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Nicolò Ortolano Stella Martis


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Francesco Puricella Marta Rubichi


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Zunaira Baig Riccardo Pisanò


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Classi prime, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce “Antonio Galateo” Class I, secondary school, Lecce

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Disegni di Drawings by Viola Vantaggiato e Gaia Lomascolo Zunaira Baig


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Classe IV B, Istituto Marcelline, Lecce Class IV B, Marcelline Institute, Lecce

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Disegno di Drawing by Pierfrancesco Caricato


Classe IV B, Istituto Marcelline, Lecce Class IV B, Marcelline Institute, Lecce

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Disegno di Drawing by Mattia Nicolì


L’ulivo OLIVO di Beatrice Protopapa, Scuola Secondaria di 1° grado Antonio Galateo, Lecce

O

livo era un grande albero, vecchio, molto alto e pieno di foglie verdastre a forma lanceolata. Era un albero solitario perché si trovava al centro di un grande prato e, intorno, non aveva nessuno con cui parlare, ridere o scherzare. Le uniche sue amiche erano le sue olive che produceva ogni anno, ma quelle che gli stavano più a cuore erano tre: Pina, Tina e Gina. Erano olive particolari e speciali perché, ad ogni autunno, non cadevano da Olivo come le altre. La stagione preferita da Olivo era la Primavera quando, il prato verde si colorava di fiori, il sole lo riscaldava con i suoi caldi raggi, le rondini gli facevano visita tra i rami o, addirittura, costruivano un nido dove sarebbero nati i rondinotti. “Ah, che bella la Primavera!” sospirò Olivo. “Non è vero, è più bello l’inverno quando ci fa visita la candida neve” disse Tina.

“La più bella è l’estate quando finalmente ci abbronziamo” disse Pina. “Invece per me è l’autunno, quando le olive più antipatiche cadono giù” disse Gina. Un giorno venne un gatto sul prato per rotolarsi nell’erba pungente e grattarsi le unghie sul tronco di Olivo. Al gatto tutto ciò piaceva e andava ogni giorno a trovare Olivo e la sua visita era gradita perché nel suo pelo restavano dei semi da cui poteva nascere qualche nuova pianta che avrebbe fatto compagnia ad Olivo. Passarono dei mesi ed Olivo era triste perché non nasceva per lui nessuna pianta con cui fare amicizia. Passò un anno e Olivo pensò: “Non devo illudermi, non ci sarà più nessuno che mi farà compagnia”, anche Gina, Pina e Tina, le sue fedeli olive, lo avevano lasciato. Dopo qualche anno anche Olivo morì, ma dopo di lui nacquero altri ulivi che divennero grandi, alti e pieni di foglie come lui.

OLIVO the olive tree by Beatrice Protopapa, “Antonio Galateo” secondary school, Lecce

O

livo was a large, old, very tall tree, bristling with greenish leaves like spearheads. He was a lonely tree because he stood in the middle of a large meadow, and there was no one nearby he could talk to or laugh and joke with. His only friends were the olives he produced every year, and he cared about three of them in particular: Pina, Tina and Gina. They were unique, special olives, because every autumn they remained on the tree, not falling off like the others. Olivo’s favorite season was Spring, when the green meadow was filled with the colours of flowers, and was warmed by the balmy rays of the sun, when the swallows visited his branches and sometimes built nests where their little ones would be born. “Ah, how wonderful Spring is!” sighed Olivo. “I think winter is more beautiful, with its pure white snow,” said Tina. 102

“The best season is summer, when we finally get a tan,” said Pina. “For me it’s autumn, when the most unpleasant olives fall off the tree,” said Gina. One day a cat came into the meadow, rolling over in the prickly grass and scratching its claws on Olivo’s trunk. The cat liked doing this, and every day went to see Olivo, who in turn appreciated his visits, since his fur would pick up seeds from which new plants could grow to keep Olivo company. But the months went by and Olivo became sad because no plants had sprouted for him to make friends with. A year went by and Olivo thought: “I mustn’t kid myself; nobody is coming to keep me company”. Even Gina, Pina and Tina, his faithful olives, had left him. A few years later, Olivo too died, but after him other olive trees were born, and became large, tall and bristling with leaves, just like him.


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OXSOS

Intervista a Simona Pahontu

Anche ai bambini piace l’aceto

Fatelo assaggiare diluito con acqua e noterete la loro reazione. Oppure utilizzandolo con il contagocce direttamente nelle zuppe e nelle creme. L’aceto va bene pure per i neonati, seppure da utilizzare con moderazione. Come pure per le mamme in gravidanza, perché allevia il senso di nausea che spesso accompagna le fasi della gestazione di Luigi Caricato

Simona Pahontu, dell’Acetaia Pahontu, Terolo (PD) 103

S

imona Pahontu, dell’Acetaia Pahontu, produce aceti a Teolo, nel padovano, insieme con Mauro Meneghetti. La materia prima di partenza, scelta con grande cura, è costituita dai vini Moscato dei Colli Euganei, dal Prosecco e dal Pinot nero, la cui lavorazione avviene secondo il metodo dell’acetificazione statica superficiale, un processo lento che consente di preservare integralmente gli aromi originari dei vitigni, l’elemento della territorialità e la cura prestata dai vignaioli.

L’aceto e i bambini, come coinvolgerli per introdurli a un prodotto che in apparenza può sembrare poco gradito ai più piccoli. L’aceto è una riserva naturale di vitamine e sostanze minerali, con più di 90 componenti utili per prevenire e curare alcuni dei più comuni disturbi della salute. Fin dalla prima infanzia è buona regola limitare sale, dadi commerciali e burro e sostituirli con l’olio extra vergine di oliva, erbe e spezie in modo da prevenire il sovrappeso infantile. Condire un’insalata, una zuppa o un sugo per un bambino sembra un’operazione

banale, ma spesso si sbaglia perché non si conoscono a sufficienza gli ingredienti o si cade nella trappola dei luoghi comuni, come la falsa credenza che ciò che ha origini vegetali - vedi olio di palma - sia leggero e senza colesterolo. I condimenti migliori per i bimbi (e non solo) sono l’olio extra vergine di oliva e le erbe tipiche della cucina mediterranea, ai quali si può aggiungere l’aceto, il succo di limone, alcune spezie oltre all’aglio e alla cipolla, ottimi insaporitori per i piatti. Se, ad esempio, si aggiungono poche gocce di aceto alla macedonia di frutta si rendono maggiormente disponibili i sali minerali presenti nella frutta e, soprattutto, si eviterà di esagerare con l’aggiunta di zucchero, che “copre” i sapori e moltiplica le calorie. L’aceto è veramente poco gradito dai bambini, così come abitualmente si pensa? Assolutamente no. Se si utilizza un aceto di qualità nelle abituali preparazioni può essere facilmente introdotto nella dieta dei bambini e farglielo apprezzare. Non dimentichiamo inoltre che l’aceto svolge un’attività antin-


Intervista a Simona Pahontu fiammatoria e depurativa a contatto con la flora batterica intestinale, prevenendo la formazione di depositi di scorie e di gonfiori. Poco calorico (contiene mediamente dalle 5 alle 20 calorie ogni 100 grammi), l’aceto è un valido aiuto in cucina per dare brio ai piatti più semplici e per risparmiare su altri tipi di condimento più “pesanti”. Anche perché non esiste una sola tipologia di aceto, né di conseguenza un unico sapore, e questo ci permette di variare i sapori delle pietanze sulle quali viene utilizzato. Come fa per educare al gusto degli aceti i bambini? Leone, mio figlio, adora annusar e assaggiare l’aceto diluito con acqua. Con il contagocce lo aggiunge direttamente nelle sue zuppe o creme, che adora, o alla stessa maniera nelle sardine grigliate di cui va ghiotto o per condire le uova di quaglia: credo con convinzione che l’educazione e la curiosità possano aiutare a rivalutare l’utilizzo dell’aceto come ingrediente nella cucina di tutti i giorni. Che iniziative avete preso come azienda acetiera, e lei come esperta di aceto? Anzitutto, educazione e formazione agli chef, in quanto si è perso l’utilizzo dell’aceto di vino come ingrediente. Durante le visite in acetaia, solitamente, i bambini sono incuriositi prima di tutto dalla cromaticità degli aceti in degustazione e da lì la loro curiosità li porta ad annusare per poi passare a dei piccoli assaggi di aceto, normalmente diluito con un po’ di acqua. La fase successiva è l’assaggio dell’aceto su delle preparazioni dove l’aceto viene aggiunto come ingrediente, poten-

dolo dosare singolarmente con un contagocce. Questa è la parte preferita dai bambini che in qualche modo diventano creatori del loro piatto. L’aceto ha moltissime proprietà benefiche per la salute e il benessere dei nostri piccoli. Pur essendo fortemente acido, regola il ph interno dell’organismo, contribuendo a riequilibrare un ambiente eccessivamente acido. È fondamentale nell’aiuto dell’assimilazione del calcio, migliora il metabolismo delle proteine, disseta e ha il potere di reintegrare i sali minerali e gli oligoelementi persi con il sudore. Colgo l’occasione per segnalare alcuni suggerimenti che noi diamo per l’impiego dell’aceto (di provenienza biologica e biodinamica), non solo in cucina, se il bambino ha: - dolori alla pancia: per alleviare la colite, miscelare un cucchiaino di aceto in una tazza d’acqua minerale naturale con l’aggiunta di 30 gocce di olio di calendula. Massaggiare delicatamente l’addome con questa soluzione (ha un effetto calmante e allevia gli spasmi intestinali); - gengive sanguinanti: per curare le gengive sanguinanti, piccole ulcerazioni, afte e aiutare ad avere denti bianchi si consiglia lo sciacquo con acqua e aceto (un cucchiaio di aceto diluito nel bicchiere d’acqua). Per aumentare la resistenza dei denti alla carie e per l’igiene della bocca, bere un bicchiere di acqua prima dei pasti con due cucchiaini di aceto e un cucchiaino di miele; - infiammazioni all’orecchio: diluire un po’ di aceto in un bicchiere d’acqua e farlo bere al bambino, magari dolcificato con un po’ di miele; - mal di gola: diluire un po’ di aceto in un bicchiere d’acqua e fare gargarismi; - raffreddore: per curare in modo 104

O X O S


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naturale raffreddori, sinusiti, mal di testa da raffreddore, riempite un recipiente con acqua e aceto in parti uguali e portate lentamente a ebollizione facendo respirare al bambino ripetutamente i vapori che si sviluppano; - punture di insetti: applicare l’aceto direttamente sulla puntura; - stitichezza: diluire un po’ di aceto in un bicchiere d’acqua e farlo bere al bambino, magari dolcificato con un po’ di miele. L’aceto ha proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e disintossicanti della flora intestinale per cui risulta particolarmente utile in caso di stitichezza; - tosse: diluire un po’ di aceto in un bicchiere d’acqua e farlo bere al bambino, magari dolcificato con un po’ di miele. Questo “preparato” scioglie il catarro bronchiale e allevia la tosse. Per remineralizzare i bambini dopo un’intensa attività fisica e aumentare le difese immunitarie, preparare una bevanda fatta con due cucchiaini di aceto, un cucchiaino di miele e un cucchiaio di polline in un bicchiere di acqua. Far bere ai bambini prima dei pasti (non dolcificate troppo e non date ai bambini immediatamente prima del mangiare, c’è il rischio che perdano l’appetito). E le mamme, cosa devono fare le mamme per la loro dieta durante la gravidanza? L’uso dell’aceto è molto antico, se ne fa cenno già nella Bibbia; Ippocrate (460-370 a.C.) lo utilizzava come medicina e nel Medioevo veniva utilizzato per proteggersi dalla peste. Quando si aspetta un bambino occorre variare il proprio stile di vita facendo molta attenzione anche a cosa si mangia. Nella maggior parte dei casi, con piccole ac105

cortezze, durante la gestazione, si segue un regime alimentare vario e piuttosto gustoso. In dolce attesa, occorre concentrare le proprie attenzioni sulle azioni che permettono il corretto sviluppo del nascituro ma anche garantire che la mamma rimanga in buona salute. L’aceto in gravidanza, per esperienza personale, è in grado di alleviare il senso di nausea che spesso accompagna le fasi della gestazione. Alla mattina, aggiungevo un cucchiaio del nostro aceto da vino biologico e biodinamico, ad un bicchiere d’acqua temperatura ambiente, un cucchiaino di miele di qualità, un pizzico di sale e lo sorseggiavo durante la mattinata. Poiché l’aceto è un antibatterico, antisettico e antiossidante naturale aiuta a proteggere la mamma e il bambino dallo stress ossidativo. L’aceto è un ingrediente ricco di sali minerali e ha un bassissimo apporto calorico. Tende a rallentare la digestione e aumentare il senso di sazietà perché funziona come stimolatore delle secrezioni gastriche. Alcune fonti, inoltre, evidenziano che l’acido acetico contenuto nell’aceto, riesca a ridurre la pressione sanguigna e a controllare i livelli di zuccheri nel sangue. È inoltre un alimento dalle caratteristiche antiossidanti utili per combattere l’invecchiamento delle cellule. In

ogni caso, le virtù drenanti, sgonfianti e rimodellanti dell’aceto vanno ricondotte alla sua genesi: l’aceto di vino nasce infatti dalla fermentazione del vino ad opera dei batteri del ceppo Acetobacter, che sono per il 90% simili ai batteri presenti nell’intestino. Per questo, una volta a contatto con la flora batterica intestinale, l’aceto svolge un’attività disinfettante. Inoltre, la presenza di sali minerali - tra i quali spicca il potassio - contribuisce a combattere la ritenzione. E per i neonati, va bene l’aceto, e in che modo va dato? L’aceto si può usare con moderazione e in base ai gusti personali. Sono particolarmente indicati per i più piccoli quelli di vino e di mele da provenienza biologica e biodinamica. Un capitolo importante è quello riservato al sale, da evitare almeno nel primo anno di vita. L’ideale sarebbe usarlo il meno possibile (preferendo, se possibile, quello integrale), sostituendolo con l’aggiunta di piccole quantità di aceto o succo di limone alle pappe. E quando i piccoli cresceranno, diventando bambini e poi fanciulli, prima ancora di diventare ragazzi come far apprezzare loro gli aceti? Non esiste un modo di far apprezzare l’aceto, ma certamente l’utilizzo di un aceto di qualità nei piatti aiuta molto, non deve essere un qualcosa di imposto, ma un uso corretto sulle pietanze al pari dell’olio. Soprattutto la qualità è riconosciuta dai bambini. Ci sono corsi di assaggio a misura dei bambini così come avviene con gli oli? Ad oggi purtroppo non esistono corsi di assaggio a misura dei bambini.


Interview with Simona Pahontu

Children like vinegar too Get them to try it diluted with water and see how they react. Or encourage them to use an eyedropper to add it to minestrone or creamy soups. Vinegar is also fine for newborn babies, although should be used in moderation. Pregnant mothers can also reap its benefits, since it relieves the feelings of nausea that often accompany various stages of pregnancy by Luigi Caricato

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imona Pahontu from Acetaia Pahontu produces vinegars in Teolo, in the Padua area, with Mauro Meneghetti. Their raw materials, selected with great care, are various wines: Moscato dei Colli Euganei, Prosecco and Pinot Noir. These are processed according to the static surface method, a slow process that allows complete preservation of varietal aromas, endowing a sense of place and expressing the attentive work of the winemakers. Let’s talk about vinegar and children: how can we introduce them to a product that they may seem not to appreciate? Vinegar is a natural reserve of vitamins and minerals, containing over 90 components that can help prevent and treat some of our most common ailments. Starting in early childhood, it is best to limit consumption of salt, commercial stock cubes and butter, and replace them with extra virgin olive oil, herbs and spices, to help prevent childhood overweight. How we season a salad, soup or pasta sauce for a child may not seem to be worth discussing, but people often get it wrong: either because they don’t know enough about the ingredients, or because they act on the basis of common misconceptions, such as the false belief that plant-based food – such as palm oil – is bound to be both low in calories

and cholesterol-free. The best condiments for children (and adults too) are extra virgin olive oil and the herbs of traditional Mediterranean cuisine, to which we can add vinegar, lemon juice, and some spices. Nor should we forget garlic and onion, which are excellent flavour enhancers. If, for example, we add a few drops of vinegar to a fruit salad, the mineral salts present in the fruit are made more available and, above all, we avoid adding too much sugar, which would mask the flavours and push up the calorie count. Do children really detest vinegar, as is usually presumed? Absolutely not. Using a quality vinegar when making our usual dishes is a simple way to introduce it into the diet of our children, who will begin to appreciate it. Let’s not forget that vinegar has an anti-inflammatory and purifying effect when it comes into contact with our gut flora, preventing the formation of waste deposits and bloating. Low in calories (it contains on average of between 5 and 20 calories per 100 ml), vinegar is a great way to spice up the simplest dishes and to cut down on other “heavier” types of condiments. Because there is no one single type of vinegar, nor consequently a single flavour, it also allows us to vary the flavours of the dishes in which we use it. How can we teach children about the taste of vinegars? 106

Leone, my son, loves to smell and taste vinegar diluted with water. Using an eyedropper, he adds it directly to his soups, which he adores, to his beloved grilled sardines, or to season quail’s eggs: I am convinced that education and our curiosity can lead us to re-evaluate the use of vinegar as an ingredient in everyday cooking. What initiatives have you taken as a vinegar company, and you personally as a vinegar expert? First of all, education and training for chefs, since the use of wine vinegar as an ingredient has been neglected. During visits to the vinegar factory, children are usually intrigued first of all by the colours of the vinegars being tasted; their curiosity then leads them to smell and lastly to taste small samples of vinegar, normally diluted with a little water. The next phase involves tasting vinegar on food, to which it is added as an ingredient. The children can use eyedroppers to dose it according to their personal preferences. This is their favourite part of the visit, since in a sense they get to create their own dish. Vinegar has many beneficial properties for the health and well-being of our children. Although highly acidic, it regulates the body’s internal pH, helping to rebalance an excessively acidic environment. It is fundamental in aiding the assimilation of calcium, improves protein metabolism, quenches thirst and has the power to replenish the


OXOS mineral salts and trace elements lost through sweat. I would like to take this opportunity to share some of our suggestions on how to use vinegar (of organic and biodynamic origin), not only in the kitchen, but also for children suffering from: - stomach pains: to relieve colitis, mix a teaspoon of vinegar in a cup of natural mineral water with the addition of 30 drops of calendula oil. Gently massage the abdomen with this solution (it has a calming effect and relieves intestinal spasms); - bleeding gums: to treat bleeding gums, small ulcers, mouth sores and to help keep teeth white, we recommend rinsing with water and vinegar (a spoonful of vinegar diluted in a glass of water). To increase the resistance of teeth to decay and to improve oral hygiene, drink a glass of water before meals with two teaspoons of vinegar and a teaspoon of honey; - ear inflammation: the child should drink a little vinegar diluted in a glass of water, perhaps sweetened with a little honey; - sore throat: a little vinegar diluted in a glass of water and then used for gargling; - colds: to treat colds, sinusitis, and cold-related headaches in a natural way, fill a container with equal parts of water and vinegar, and bring slowly to the boil. The child should repeatedly breathe in the vapours that are generated; - insect bites: apply vinegar directly to the bite; - constipation: the child should drink a little vinegar diluted in a glass of water, perhaps sweetened with a little honey. Vinegar has an antibacterial, anti-inflammatory and detoxifying effect on the gut flora, making it particularly useful in cases of constipation; - cough: the child should drink a little vinegar diluted in a glass of water, perhaps sweetened with a little honey. This preparation dissolves bronchial catarrh and calms 107

coughing. To boost children’s mineral levels after intense physical activity as well as their immune defences, prepare a drink made with two teaspoons of vinegar, a teaspoon of honey and a tablespoon of pollen in a glass of water. Children should drink this before meals (do not sweeten it too much and do not give it to children immediately before eating, since this may affect their appetite). And how should expecting mums use vinegar in their diet? Vinegar has been used since ancient times, and is already mentioned in the Bible; Hippocrates (460-370 BC) used it as a medicine and in the Middle Ages it was used to protect against the plague. When you are expecting a baby, you need to change your lifestyle, and pay careful attention to what you eat. In most cases, a varied and tasty diet can be followed during pregnancy, as long as small precautions are taken. Pregnant women should focus on the best way to facilitate the correct development of their unborn child, but also ensure that they themselves stay healthy. From personal experience, vinegar can help relieve the sense of nausea that often accompanies various stages of pregnancy. In the morning, I added a spoonful of our organic, biodynamic wine vinegar to a glass of water at room temperature, with a teaspoon of quality honey, and a pinch of salt, and would sip it at intervals during the morning. Since vinegar has natural antibacterial, antiseptic and antioxidant properties, it helps protect mother and baby from oxidative stress. Vinegar is rich in mineral salts and very low in calories. It tends to slow down digestion and make us feel fuller because it stimulates gastric secretions. Some sources also show that the acetic acid contained in vinegar can reduce blood pressure and control

INTERNATIONAL MAGAZINE #15

blood sugar levels. Its antioxidant properties also make it a valuable ally in the fight against cell ageing. In any case, the draining, deflating and slimming action of vinegar can be traced back to its origin: wine vinegar comes from the fermentation of wine by the bacteria of the Acetobacter strain, which are 90% similar to the bacteria present in our gut. For this reason, once it comes into contact with the gut flora, vinegar acts as a disinfectant. Furthermore, the presence in vinegar of mineral salts – in particular potassium – helps combat water retention. And what about newborn babies? Can they be given vinegar, and if so, how? Vinegar can be used in moderation and according to personal tastes. Those made from wine and apples produced and grown using organic and biodynamic methods are particularly suitable for infants. An important issue is salt, which should be avoided at least in the first year of life. Ideally, it should be used as little as possible (with preference in any case given to unrefined varieties), and replaced with the addition of small quantities of vinegar or lemon juice to baby food. And as babies grow, becoming toddlers and then children, even before they reach adolescence, what can we do to encourage them to appreciate vinegars? There is no way to make children appreciate vinegar, but certainly using quality vinegar as an ingredient in cooking helps a lot. It shouldn’t be forced on children, but used correctly to season dishes, just like olive oil. Children are especially receptive to quality. Are there tasting courses suitable for children, as there are for oils? To date, there are unfortunately no tasting courses designed for children.


english on page 109

GLI ANNULLI FILATELICI

di Olio Officina Festival 2023

Venerdì 3 Marzo 2023

Sabato 4 Marzo 2023

12° edizione Olio Officina Festival L’olio è progresso

12° edizione Olio Officina Festival Omaggio a Giuseppe Pontiggia

l primo annullo rimanda espressamente al tema della dodicesima edizione: “L’olio è progresso”. Il concetto di partenza è che l’olivo, e di conseguenza l’olio che si estrae dalle olive, porti con sé l’idea stessa di progresso. Non è un caso che la coltivazione degli olivi, e l’estrazione dell’olio dalle olive, sia stata tra le prime e più significative innovazioni tecnologiche operate dall’uomo. L’aver reso l’olivastro, il precursore dell’olivo, una pianta coltivabile, non più selvatica ma domesticata, non più arbusto spontaneo ma albero piegato alle esigenze dell’uomo, è stato un passaggio importante e decisivo. Proprio per questo non vi è altra soluzione: il progresso va accettato e accolto; non farlo, significherebbe arretrare, tornare indietro, regredire. Il bozzetto dell’annullo è stato realizzato dall’artista Stefania Morgante, la quale ha associato al progresso l’invenzione della ruota all’estrazione dell’olio dalle olive, altra grande innovazione tecnologica. “Cosa c’è di più innovativo di qualcosa che nei millenni ha sempre funzionato? L’invenzione della ruota - sostiene la Morgante - ha modificato per sempre la storia dell’uomo e ogni piccolo ingranaggio odierno deve la sua utilità a quell’antica scoperta. L’olio, a partire

da una semplice oliva, ha nutrito il mondo, ha oliato gli ingranaggi, ha permesso l’illuminazione, ha curato e reso l’umanità più sana e più bella. Il progresso - sostiene l’artista - ha un sapore antico e per questo non teme qualsiasi innovazione, ma anzi la accoglie con entusiasmo”. Anche il bozzetto del secondo annullo, dedicato alla memoria dello scrittore Giuseppe Pontiggia nella ricorrenza del ventennale della scomparsa, è della Morgante. Nella più intrinseca necessità di rappresentare la società e le sue trasformazioni, Pontiggia ha analizzato nei suoi libri, attraverso lo studio del quotidiano, le sfaccettature di un’epoca che si sta avviando verso una nuova direzione di progresso. Affrontare il tema del progresso vuol dire rivolgere l’attenzione alle macchine, ma anche alle dinamiche sociali, politiche e culturali di un’epoca da esse condizionata. Lo scopo dell’annullo filatelico dedicato a Pontiggia, in una manifestazione come Olio Officina Festival, non è solo l’occasione per ricordare un grande scrittore, ma anche un modo per ricostruire la griglia di significati in cui emergono le questioni particolari e universali di un periodo della storia e della società con tutte le sue trasformazioni.

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Olio Officina Festival 2023

INTERNATIONAL MAGAZINE #15

STAMP CANCELLATIONS T

he first cancellation refers to the theme of the twelfth edition: Oil is Progress. The underlying concept is that the olive tree and therefore the oil extracted from olives, embodies the very idea of progress. It is no coincidence that growing olive trees and extracting oil from olives were among the first, most significant human technological innovations. Adapting the oleaster, the forerunner of the olive tree, to become a cultivable plant – no longer wild but domesticated, no longer a spontaneous shrub but a tree developed to cater for human needs – was an important, nay decisive, step. That is why there is no other solution: progress has to be accepted and embraced, and failing to do so would mean retreating, going back, regressing. The cancellation sketch was produced by artist Stefania Morgante, who associated progress with the invention of the wheel and with extracting oil from olives, both great technological innovations. “What could be more avantgarde than something that for thousands of years has always worked?” asks Morgante. “The invention of the wheel changed human history forever and every little modern gear owes its role to that ancient concept. Starting from a simple olive, oil nourishes the world, lubricated gears, provided lighting, healed, and made humanity healthier and lovelier.” The artist says that “progress has the ancient in its blood, which is why it doesn’t fear innovation, indeed it actually welcomes it warmly.” The sketch of the second cancellation, dedicated to the memory of the writer Giuseppe Pontiggia on the twentieth anniversary of his death, is also by Morgante. Reflecting his most innate desire to represent society and its transformations, Pontiggia’s books analysed – studying everyday life – the aspects of an era moving in a new direction of progress. Tackling the theme of progress means turning the spotlight on machines, but also on the social, political and cultural dynamics of an era they have conditioned. In an event such as the Olio Officina Festival, the aim of the stamp cancellation dedicated to Pontiggia is not only a chance to remember a great writer, but also a way of reconstructing the network of meanings in the particular yet universal issues of a period of history and society with all its many transformations.

Friday 3 March 2023 12th edition Olio Officina Festival Oil is progress

Saturday 4 March 2023 12th edition Olio Officina Festival Tribute to Giuseppe Pontiggia

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Tutta la buona cucina gira intorno a un grande olio. I nostri oli esaltano il gusto di ogni ingrediente e garantiscono risultati d’eccellenza nella preparazione di ogni piatto. Nascono dall’unione della sapiente selezione delle materie prime di Olitalia e dalla continua collaborazione con numerosi chef italiani e internazionali. Insieme creiamo prodotti innovativi, capaci di soddisfare ogni palato, anche il più esigente. Per questo Olitalia è il marchio preferito dagli chef italiani.*

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* Claim di Olitalia basato su una ricerca condotta da NielsenIQ a maggio 2022. Risultati a Totale Marca Olitalia, su un campione di 600 tra Ristoranti, Pizzerie e Hotel con cucina. +/- 4 punti percentuali con un’attendibilità della stima del 95%.

La marca preferita dagli chef italiani*


english on page 114 INTERNATIONAL MAGAZINE #15

Olio Officina Anniversari

Come reliquia preziosa Dieci anni di operosa attività della casa editrice Olio Officina e tredici anni dalla fondazione, avvenuta nel 2010. 2013. L’elogio del filosofo Sossio Giametta ci proietta proietta nel nel futuro futuro Caricato di Luigi caricato

Illustration by Stefania morgante

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uesto testo del filosofo Sossio Giametta – un caro amico, ma soprattutto un maestro – risale al 15 maggio 2020. L’ho tenuto riservato come reliquia preziosa, molto incerto se pubblicarlo o meno, perché un elogio così sincero, pur meritandolo, mi sembra per alcuni versi fuori luogo, non ritenendo opportuno riportarlo su una rivista da me diretta, però, poi, mentre ho allestito il numero 15 di OOF International Magazine, ho pensato: non posso nemmeno censurarlo, anche perché Sossio esprime una dichiarazione di amicizia così affettuosa da non poter essere ignorata, e, soprattutto, una denuncia che ritengo sia giusto non tacitare: secondo Giametta lo Stato italiano mi lascia solo – ed è vero, posso confermare: “È un vero peccato - scrive - che in Italia, per realizzare qualcosa di importante, non basti

essere persone normali ma si debba per forza essere eroi”. Ebbene, sì. È così, in Italia se non si appartiene a conventicole, se non si è intruppati nella politica, se non si è massoni o mafiosi, si può solo essere eroi del quotidiano. Un malcostume irreversibile punisce un Paese come l’Italia dai grandi talenti costringendoli alla resa, o a espatriare, o sporcarsi rinunciando alla propria indipendenza, o a essere eroi compiendo sforzi immani pur di imporre una visione libera, non allineata con il potere. E così, visto che il numero 15 è dedicato ai bambini, ho pensato bene di pubblicare la testimonianza di Sossio qui, anche perché nel 2023 ricorrono i dieci anni della casa editrice Olio Officina, un progetto culturale nato nel 2010 e che nel corso degli anni è andato sempre più caratterizzandosi per essere qualcosa di molto importante e unico nello scenario contemporaneo. In questo modo, è vero, mi auto elogio, ma ritengo che i risultati di questo progetto virtuoso che è Olio Officina siano evidenti e oggettivi a tutti. Perciò ho deciso di rendere pubblico il testo di Giametta, sia quale segno di affetto e stima, che mi onora e rende orgoglioso di un’amicizia così profonda e autentica, sia perché rappresenta una testimonianza e insieme un invito al cambiamento: e visto che il numero è dedicato ai bambini e ai loro genitori, il messaggio che deve passare è che occorre impegnarsi per imprimere una svolta, superando le consuetudini. Chiudo, rispetto a quanto riferito da Giametta, segnalando un’altra pubblicazione che nel frattempo Olio Officina ha editato e che lo riguarda in prima persona: Il mago del sud. Ritratti di Sossio Giametta, libro a cura di Marco Lanterna. Gli anni scorrono, il futuro ci attende.


Photo by Gianfranco Maggio


english on page 115

Storia di un’amicizia con Luigi Caricato

INTERNATIONAL MAGAZINE #15

di Sossio Giametta, Filosofo

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i Luigi Caricato, come vedremo, sono amico dal 2005. La nostra amicizia fu benedetta alla nascita da san Giuseppe da Copertino. In quell’anno, infatti, Luigi pubblicò L’olio della conversione (Besa), una vita romanzata del “Santo dei voli”, suo corregionale. Scritto in una lingua piana e scorrevole, ma ispirata, questo romanzo ebbe allora un certo successo. Raccontava la vita travagliata di questo santo del Seicento, che, in un secolo pieno di trambusti, soprusi e ammazzamenti, arrivò a una guarigione miracolosa e alla conversione, e imboccò la via del sacerdozio. Ma, considerato da molti idiota, circondato da incomprensione, invidia, intolleranza e complotti per assassinarlo, fu avversato anche dalla Chiesa (accadde pure a san Tommaso), finché, con le sue lievitazioni, i suoi “voli”, suscitò scalpore, divenne leggendario e infine, però, fra i tormenti e le lotte col demonio, tra prostrazione ed estasi, il suo corpo cedette ed egli esalò l’ultimo respiro, dopo essere stato però accettato dalla Chiesa. A me il romanzo piacque e cercai, con le mie misere possibilità, di farlo recensire. Questa azione disinteressata, mi disse Luigi, lo aveva colpito e spinto all’amicizia con me. Fu per me una grande fortuna. Perché Luigi, infinitamente più giovane di me, è, tra i miei amici, una persona unica. È dolce, garbato, generoso e soprattutto inventivo. E si occupa di una cosa a 113

me estranea, ma a cui ha avuto la capacità di farmi appassionare: la cultura dell’olio di oliva. Più lo conoscevo e lo conosco e più, con la sua creatività, mi sorprendeva e mi sorprende, sicché posso dire che non ho mai incontrato una persona più inventiva di lui. La sua via è irta di difficoltà. È ignorato e negletto da Stato e comuni nelle sue straordinarie ma costose iniziative a favore della cultura, difesa e diffusione dell’olio di oliva, uno dei grandi asset dell’agricoltura italiana, nella cui organizzazione internazionale riveste un ruolo di spicco. Ciò nonostante, è riuscito a lanciare un grandioso evento, Olio Officina Festival, che si celebra ogni anno nel Palazzo delle Stelline di Milano, frequentato non solo dai tanti, professionisti e non, che si interessano all’olio di oliva, ma anche da molti che hanno semplicemente interessi culturali. Perché nell’ambito del festival sono organizzati spettacoli e manifestazioni culturali di vario genere: spettacoli di danza (ho assistito personalmente a uno spettacolo travolgente di danza moderna, di due straordinarie danzatrici), mostre di pittura e scultura, presentazioni di libri e la celebrazione della poesia a opera della letterata e poetessa Daniela Marcheschi. Luigi scrive di olio anche sul Corriere della Sera e conta tra i suoi amici scrittori, giornalisti e personalità famose in vari campi. Ha creato libri di grande pregio artistico sull’olio, ha inventato e dirige una rivista, Olio Officina, che

appare settimanalmente online ed è anche, con altri contenuti, disponibile in edizione cartacea, piena di cose culturali interessanti oltre che di notizie sull’olio e su altri rami dell’agricoltura. Luigi ha inoltre un forte penchant per l’editoria, credo una vera vocazione, e ha pubblicato già parecchi libri, fra cui i miei: Capricci napoletani, per il quale più che per ogni altro mio libro ho avuto complimenti e felicitazioni, e Una vacanza attiva, due racconti. Dispone di grafici di prim’ordine e la sua grafica d’avanguardia è una forza trainante del festival. In autunno pubblicherà un altro mio libro, La gita d’Ognissanti, un romanzo di idee (politico). Per l’inverno è invece prevista la pubblicazione di Conversazione in Brabante, il primo volume dell’autobiografia in tre volumi di Daniele Grassi, che ha lavorato con me al Consiglio dei ministri della Comunità Europea, come allora si chiamava l’attuale Unione Europea, un poeta erotico di perfetta lingua classico-moderna, ancora sconosciuto ma, parola mia, promesso ai secoli, per la sua vastissima indagine, attraverso le storie raccontate in diciassette corposi libri di poesie, dell’eros pandemio. Questo primo volume stesso della trilogia autobiografica, è di una forza straordinaria. Racconta la vita nel paese di Morra De Sanctis, paese natale di Francesco De Sanctis, in strenua lotta con la miseria nella prima metà del Novecento. Insomma, Luigi, del quale non ho detto che le cose che mi sembrano


più importanti, è un vulcano di ideazione e di attività, un vulcano ribollente, che, con mia sempre rinnovata sorpresa, non cessa mai di eruttare, ma che è come amico calmo, posato e pur nella sua scarsità di mezzi, generoso. Come tale, da vicino e da lontano (risiedo a Bruxelles, ma da quando sono in pensione soggiorno a lungo a Milano) è un sostegno sia direttamente, per quello che fa per me e mi permette di fare con lui, e indirettamente per il contagio vivificante del suo attivismo, che è un messaggio di oggettivo ottimismo, l’ottimismo della volontà, e per il conforto che dalle sue iniziative viene a me e a molti. È un tranquillo, eroico lottatore, resistente, come gli ulivi contorti della sua terra, a “intemperie” di vario tipo e soprattutto alla colpevole mancanza di attenzione e assistenza da parte di Stato e comuni nella sua attività principale, di primaria importanza per l’agricoltura del nostro paese. Quest’assenza di Stato e comuni: questa mancanza di considerazione e assistenza a uno che più di tanti le meriterebbe, mi scandalizzano, specie da quando visitai a Heidelberg in Germania, un amico scienziato che mi fece visitare i laboratori scientifici sul Königstuhl, la grande collina della città, dove aveva lavorato, e mi fece capire che il governo tedesco non esita a intervenire con larghi aiuti a favore di tutte le iniziative e i progetti considerati meritori. Come amico affezionato e grato a Luigi e alla sua famiglia, che ho conosciuto nel Salento (sono anche produttori di un ottimo vino), ho voluto dare con questo mio breve scritto una testimonianza a favore suo e delle sue molto meritorie attività. È un vero peccato che in Italia, per realizzare qualcosa di importante, non basti essere persone normali ma si debba per forza essere eroi.

Olio Officina Anniversaries

A precious memento by Luigi Caricato

Ten years of hard work by the Olio Officina publishing house and thirteen years since its foundation in 2010. Philosopher Sossio Giametta’s celebration leads us into the future

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his piece by the philosopher Sossio Giametta, a dear friend but above all a teacher, dates from 15 May 2020. I had set it aside as a precious memento, unsure whether to publish it or not, because such sincere, albeit deserving, praise seems out of place to me in some respects, and I did not think it appropriate to feature in a magazine of which I am editor. But then, as I was putting together issue 15 of OOF International Magazine, I realized that I cannot censor it either, also because Sossio makes such an affectionate declaration of friendship that it cannot be ignored and, above all, a criticism that I feel should not be silenced: he claims that the Italian state has abandoned me, and I confirm it is true. “It’s such a shame”, he writes, “that, in order to achieve something important in Italy, it’s not enough to be a normal person but you have to be a hero”. True enough. That is the way it is – unless you belong to cliques, are entangled in politics or are a freemason or mafioso, you can only be an ordinary hero in Italy. Irreversible corruption punishes a country like Italy with great talents by forcing them to surrender, move abroad, or sully themselves by relinquishing their independence, or to be heroes by making immense efforts to impose a free vision that is not aligned with the powers that be. And so, since issue 15 is dedicated to children, I thought I would publish Sossio’s statement here, also because 2023 marks the tenth anniversary of the founding of the Olio Officina publishing house, a cultural project whose beginnings can be traced back even further, to 2010, and that over the years has become an increasingly well-known landmark on the contemporary scene. While it is true that I praise myself in saying this, I firmly believe that the results of this virtuous project are obvious and unambiguous to all. Consequently, I have decided to make Giametta’s piece public, both as a sign of affection and esteem, which I consider a great honour and which makes me proud to enjoy such a deep and authentic friendship, and as testimony and an invitation to change. And since the issue is dedicated to children and their parents, the message that has to be conveyed is that we have to strive to turn the tide, overcoming bad habits. I would like to end by citing another book that Olio Officina has published in the meantime and that directly concerns Giametta: Il mago del sud. Ritratti di Sossio Giametta, edited by Marco Lanterna. The years pass, the future awaits us. 114


internationalmagazine

le forme dell’olio

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Colette detta nuovi canoni di essenzialità per valorizzare le qualità degli oli extravergine di grande caratura. Colette è dotata di imboccatura DOP a tutela dell’inviolabilità del contenuto. Prodotta nel caratteristico colore Verdetrusco®, Colette è espressione dell’evoluzione della ricerca Vetreria Etrusca.

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TUTTI I SENSI PER L’OLIO ALL SENSES FOR OIL

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Frantoio robot Robot olive Mill spReMituRe di olive Pressing olives sPremiture di idee pRessing ideas

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inverno winter 2018 ISBN 978-88-94887-12-9

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ARTE E SCIENZA DEL BLENDING THE ART AND SCIENCE OF BLENDING EXTRA VERGINI A MISURA DI MERCATO EXTRA-VIRGIN OILS HIT THE MARKETS

INTERNATIONALMAGAZINE

il codice degli abbinamenti the PAiRinG RUles

Quando l’olio incontra il cibo When oil meets food

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estate summer 2018

primavera spring 2018

ISSN 2611-5239

ISBN 978-88-94887-14-3

ISBN 978-88-94887-15-0

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NOSTRA SIGNORA PUBBLICITÀ. COME SI PROMUOVE L’OLIO OUR LADY ADVERTISING. HOW TO PROMOTE OIL

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inverno winter 2019

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ISSN 2611-5239

ISBN 978-88-94887-18-1

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RICETTE OLIOCENTRICHE OLIVE OIL-BASED RECIPES RICETTE ACETOCENTRICHE VINEGAR-BASED RECIPES

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LA BIOGRAFIA DEGLI OLIVI THE BIOGRAPHY OF OLIVE TREES

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OLIVETO MONDO OLIVE GROVE WORLD LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

ISSN 2611-5239

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10 ANNI DI OLIO OFFICINA 10 YEARS OF OLIO OFFICINA

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ANTE E POST BEFORE AND AFTER COVID-19

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L’OLIO DEI POPOLI OIL OF THE PEOPLES

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ISSN 2611-5239 ISBN 978-88-94887-32-7

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

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CHEF SOTT’OLIO CHEFS IN OIL L’OLIO AL RISTORANTE. SPIEGATO BENE OLIVE OIL AT THE RESTAURANT. PROPERLY EXPLAINED ISSN 2611-5239 ISBN 978-88-94887-66-2

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

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EXTRA VERGINI AL SUPERMERCATO EXTRA-VIRGINS AT THE SUPERMARKET DAVANTI ALLO SCAFFALE CHOOSING FROM THE SHELVES L’OLIO NEL CARRELLO OLIVE OIL IN THE TROLLEY

ISSN 2611-5239 ISBN 978-88-94887-44-0

9 788894 887440

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by Sossio Giametta, Philosopher

italiano / english

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ALI A N GO UR ME T E XC E L L E N C E

Story of a Friendship with Luigi Caricato

03

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autunno autumn 2017 ISBN 978-88-94887-06-8

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INTERNATIONAL MAGAZINE #15

packaging la rivoluzione silenziosa the silent revolution

le forme dell’olio the shapes of oil

© COPYRIGHT VETRERIA ETRUSCA SRL 2017

Colette Dop. Essenziale per i grandi extravergine.

#14

INTERNATIONAL MAGAZINE italiano english

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have been friends with Luigi Caricato since 2005, as we will see. Our friendship was blessed from the start by Saint Joseph of Cupertino. Indeed, that year, Luigi published L’olio della conversione (Besa), a fictionalised life of the “patron saint of flights”, who hailed from the same region as him. Written in plain, fluent, yet inspired language, the novel was quite a success at the time. It recounted the troubled life of this 17th-century saint, who, in a period full of turmoil, abuse and killings, made a miraculous recovery and conversion and embarked on the path to the priesthood. But, considered by many an idiot and surrounded by incomprehension, envy, intolerance and plots to assassinate him, he was opposed even by the Church (as also happened to Saint Thomas), until he caused a sensation with his levitations, or “flights”, and became legendary. Finally, amid torments and struggles with the devil, prostration and ecstasy, his body succumbed and he breathed his last, although not before having been accepted by the Church. I enjoyed the novel and tried, with my meagre means, to get it reviewed. Luigi told me that this selfless act had impressed him and prompted his friendship with me. It was a great blessing for me because Luigi, infinitely younger than I am, is unique among my friends. He is kind, courteous, generous and above all inventive. And he deals with something that is foreign to me, but which he has managed to make me passionate about: olive oil culture. The more I got to know him, the more his creativity surprised and amazed

me, and I can say that I have never met a more inventive person than him. His path is fraught with difficulties. The state and local authorities ignore his outstanding but costly ventures to promote the culture, protection and diffusion of olive oil, one of the greatest assets of Italian agriculture, in whose international organization he plays a prominent role. He has nonetheless managed to launch a grand event, the Olio Officina Festival, held every year in Palazzo delle Stelline in Milan, which is attended not only by the many professionals (and non-professionals) interested in olive oil, but also by numerous others whose interests are simply cultural. Indeed, the festival also features a variety of shows and cultural events: dance performances (I personally witnessed a stunning modern dance display by two amazing dancers), exhibitions of painting and sculpture, book presentations and the celebration of poetry by the literary critic and poet Daniela Marcheschi. Luigi also writes about olive oil in the Corriere della Sera and his friends include writers, journalists and famous personalities in various fields. He has produced books on oil of great artistic merit and has created and edits a magazine, Olio Officina, which is published online weekly and is also available in a print edition with additional content, full of interesting cultural things in addition to news about olive oil and other branches of agriculture. Luigi also has a strong penchant for publishing – I believe a true vocation – and has already published numerous books, including mine: Capricci napoletani, for which I have received more compliments and congratulations than for any of my other books, and


Story of a Friendship with Luigi Caricato ers worthy. As an affectionate and grateful friend of Luigi and his family, whom I have had the pleasure to meet in the Salento peninsula (they are also producers of an excellent wine), this piece is intended as a testimony to him and his highly deserving work. It’s such a shame that, in order to achieve something important in Italy, it’s not enough to be a normal person but you have to be a hero.

local authorities, this lack of consideration and assistance given to someone who deserves it more than most, especially since I visited Heidelberg in Germany, where a scientist friend who gave me a tour of the science laboratories where he had worked on the Königstuhl, the city’s big hill, made me realize that the German government does not hesitate to intervene with large amounts of aid in all ventures and projects it consid-

RITRATTI DI SOSSIO GIAMETTA

a cura di Marco Lanterna

Sossio Giametta

book

UNA VACANZA ATTIVA

Story of as’ispira, Friendship with Luigi Caricato con un’inversione di polarità, IL MAGO Ilaltitolo mago del Nord - Johann Georg Hamann DEL SUD - autore misteriosofico assai ammirato da

Grassi, who worked with me at the Council

Sossio Giametta

book

UNA VACANZA ATTIVA

s’ispira, con un’inversione di polarità, IL MAGO Ilaltitolo mago del Nord - Johann Georg Hamann DEL SUD - autore misteriosofico assai ammirato da

book

Giametta, sennonché qui al posto della nebbia fa capolino il Sole, al grugno la risata, alla fraktur la corsiva italica. Questo Mago del Sud vuol esser il primo libro di critica integrale sui molteplici talenti di Sossio Giametta: aforista, conferenziere, divulgatore, epistolografo, ermeneuta, filologo, filosofo, freddurista, giornalista, memorialista, moralista, novelliere, oratore, poeta, romanziere, saggista, storico, traduttore. Un maestro elevato all’interno d’un volume eccentrico e sui generis; giacché, per render conto d’una mente tanto proteiforme, occorreva, come in un ritratto cubista, riuscire a moltiplicare le prospettive e le loro sequenze, per poi farle convergere con un sol gesto in un sol punto. Contributi, in ordine di apparizione, di Marco Lanterna, Carlo Muccio, Simona Apollonio, Ingrid Basso, Francesco Baucia, Andrea Camprincoli, Mario Carparelli, Fabio Ciracì, Domenico M. Fazio, Alberto Frigo, Carlotta Santini, Pasquale Giametta, Giuseppe Girgenti, Francesco Iannello, Federico Leonardi, Alessandro Novembre, Alberto Nutricati, Elvia Orlandini, Annalisa Presicce, Paola Quadrelli, Niccolò Rapetti Koslov, Veronica Ronchi, Anna Rotunno, Gino Ruozzi, Evaldo Violo, Poetastro, Luigi Caricato. Foto di Andrea Rapetti Illustrazioni di Doriano Strologo ISBN 978-88-94887-67-9

RITRATTI DI SOSSIO GIAMETTA

IL MAGO DEL SUD A cura di Marco Lanterna

book

IL MAGO DEL SUD A cura di Marco Lanterna

9 788894 887679

euro 18,00

Sossio Giametta

LA GITA D’OGNISSANTI

of aid in all ventures and projects it consid-

IL MAGO DEL SUD - RITRATTI DI SOSSIO GIAMETTA

the stories told in his 17 full-length books of poems. This first volume of the autobiographical trilogy is itself extraordinarily It recounts life in Morra De Sanc9 788894 powerful. 887679 SLIMBOOK euro 18,00 tis, the birthplace of Francesco De Sanctis, and its fierce struggle with poverty in the first half of the 20th century. The fact is that Luigi, about whom I have only mentioned the things that seem most important to me, is a volcano of thought and activity, a raging volcano that, to my conSossio Giametta stant surprise, never stops erupting, but who is a calm, self-possessed, generous friend, book notwithstanding his lack of means. As such, he supports me from near and far (I live in Brussels, but have been enjoying long stays in Milan since mybook retirement), both directly in what he does for me and allows me “Poeticamente astrale, to do with una him, and indirectly in the invigospecie di E.T. del romanzo” Cronache dell’Italia del which 1975 Raffaele La Capria rating infectiousness of his activism, Romanzo di idee Tra i più originali pensatori contemporanei is a message of objective optimism – the in Italia, in questo romanzo di idee il filosofo Giametta, attraverso la narrazione optimism Sossio ofdi vicende determination – and with the umane e le discussioni dei personaggi, svolge con radicalità una solace hispolemica initiatives give me and many othcontro l’inquinamento ideologico, quello marxistico, che in Italia ers. He is raggiunse aspecie quiet, heroic fighter, il culmine nel 1975. Oltre che resistant to di comunismo, vi si parla di fascismo, di Nord “inclemente Sud,weather” of divarious della pena di morte, Nietzsche, kinds, just Omero, Pasolini (ucciso nel giorno di Ognissanti 1975), like the twisted olivedi scrittori treese pubblicisti of his land, and di oggi (ieri) e di qualche VIP. above all to the culpable lack of attention and assistance given by the state and local authorities to his main activity, of primary importance for agriculture in our country. I am scandalized by this absence of state and

ISBN 978-88-94887-67-9

ers worthy. As an affectionate and grateful friend of Luigi and his family, whom I have had the pleasure to meet in the Salento peninsula (they are also producers of an excellent wine), this piece is intended as a testimony to him and his highly deserving work. It’s such a shame that, in order to achieve something important in Italy, it’s not enough to be a normal person but you have to be a hero.

a cura di Marco Lanterna

Contributi, in ordine di apparizione, di Marco Lanterna, Carlo Muccio, of Ministers of theFrancesco European Community, as Simona Apollonio, Ingrid Basso, Baucia, Andrea Camprincoli, Mario Carparelli, Fabiothen Ciracì, the European Union was known. While Domenico M. Fazio, Alberto Frigo, Carlotta Santini, erotic poet of perfect modern classical Pasquale this Giametta, Giuseppe Girgenti, Francesco Iannello, Federico Leonardi, Alessandro Novembre, Alberto Nutricati, language may still be unknown, I firmly beElvia Orlandini, Annalisa Presicce, Paola Quadrelli, Niccolò Rapetti Veronica Ronchi, Anna lieve Koslov, that he will go down inRotunno, history for his Gino Ruozzi, Evaldo Violo, Poetastro, Luigi Caricato. extensive of Pandemian love in Foto di Andrea Rapetti exploration Illustrazioni di Doriano Strologo

IL MAGO DEL SUD - RITRATTI DI SOSSIO GIAMETTA

Giametta, qui al two posto della nebbiaHe fa has capolinolocal il Sole, authorities, this lack of consideration Unasennonché vacanza attiva, short stories. al grugno la risata, alla fraktur la corsiva italica. first-rate graphic designers and his and assistance given to someone who deQuesto Mago del Sud vuol esser il primo libro di critica integrale avant-garde graphics are a driving force be- serves it more than most, especially since I sui molteplici talenti di Sossio Giametta: aforista, conferenziere, divisited Heidelberg in Germany, where a scihindepistolografo, the festival.ermeneuta, In the autumn he fiwill be freddurista, vulgatore, filologo, losofo, entistrofriend who gave me a tour of the scipublishing another of my novelliere, books, Laoratore, gita poeta, giornalista, memorialista, moralista, ence laboratories where he had worked on d’Ognissanti, a (political) novel of Andelevato manziere, saggista, storico, traduttore. Unideas. maestro all’interno d’un eccentrico sui generis; of giacché, Königstuhl, the city’s big hill, made me this volume winter will see thee publication Con- pertherender conto d’una mente tanto proteiforme, occorreva, ritrat-that the German government does realize versazione in Brabante, the first volumecome of in un to cubista, riuscire a moltiplicare le prospettive e le loro sequenze, the three-volume autobiography by Daniele not hesitate to intervene with large amounts per poi farle convergere con un sol gesto in un sol punto.

Sossio Giametta

SLIMBOOK

Sossio Giametta

book

LA GITA D’OGNISSANTI Cronache dell’Italia del 1975 Romanzo di idee

LA GITA D’OGNISANTI

LA GITA D’OGNISANTI

Una vacanza attiva, two short stories. He has first-rate graphic designers and his avant-garde graphics are a driving force behind the festival. In the autumn he will be publishing another of my books, La gita d’Ognissanti, a (political) novel of ideas. And this winter will see the publication of Conversazione in Brabante, the first volume of the three-volume autobiography by Daniele Grassi, who worked with me at the Council of Ministers of the European Community, as the European Union was then known. While this erotic poet of perfect modern classical language may still be unknown, I firmly believe that he will go down in history for his extensive exploration of Pandemian love in the stories told in his 17 full-length books of poems. This first volume of the autobiographical trilogy is itself extraordinarily powerful. It recounts life in Morra De Sanctis, the birthplace of Francesco De Sanctis, and its fierce struggle with poverty in the first half of the 20th century. The fact is that Luigi, about whom I have only mentioned the things that seem most important to me, is a volcano of thought and activity, a raging volcano that, to my constant surprise, never stops erupting, but who is a calm, self-possessed, generous friend, notwithstanding his lack of means. As such, he supports me from near and far (I live in Brussels, but have been enjoying long stays in Milan since mybook retirement), both directly in what he does for me and allows me “Poeticamente astrale, to do with una him, and indirectly in the invigospecie di E.T. del romanzo” Raffaele La Capria rating infectiousness of his activism, which Tra i più originali pensatori contemporanei is a message of objective optimism – the in Italia, in questo romanzo di idee il filosofo Giametta, attraverso la narrazione optimism Sossio ofdi vicende determination – and with the umane e le discussioni dei personaggi, svolge con radicalità una solace hispolemica initiatives give me and many othcontro l’inquinamento ideologico, specie quello marxistico, che in Italia ers. He is raggiunse a quiet, heroic fighter, il culmine nel 1975. Oltre che resistant to di comunismo, vi si parla di fascismo, di Nord “inclemente Sud,weather” of divarious della pena di morte, Nietzsche, kinds, just Omero, Pasolini (ucciso nel giorno di Ognissanti 1975), like the twisted olivedi scrittori treese pubblicisti of his land, and di oggi (ieri) e di qualche VIP. above all to the culpable lack of attention and assistance given by the state and local authorities to his main activity, of primary importance for agriculture in our country. I am scandalized by this absence of state and

ISBN 978-88-94887-16-7

book

ISBN 978-88-94887-35-8

euro 15,00 euro 13,00

9 788894 887167

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116 ISBN 978-88-94887-16-7

21.10.18 11:23

book

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Sesta edizione Sixth Edition

Da una idea di From an idea of Luigi Caricato a cura di edited by

Palazzo delle Stelline MILANO

29 maggio 29th May 2023 Parola chiave: FORMAZIONE [OLIOCENTRICA] Keyword: [OLIOCENTRIC] TRAINING Per adesioni e informazioni, scrivere a posta@olioofficina.com For further information and to sign up for the event, please write to posta@olioofficina.com


llustrazione di Stefania Morgante

* * Olive oil brings out the flavours in food

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Articles inside

Story of a Friendship with Luigi Caricato

2min
pages 118-119

Story of a Friendship with Luigi Caricato

2min
page 117

A precious memento

1min
page 116

Storia di un’amicizia con Luigi Caricato

4min
pages 115-116

Come reliquia preziosa reliquia preziosa

2min
pages 113-114

Olio Officina Festival 2023 STAMP CANCELLATIONS

1min
pages 111-112

GLI ANNULLI FILATELICI di Olio Officina Festival 2023

1min
page 110

OXOS

3min
page 109

Children like vinegar too Interview with Simona Pahontu

3min
page 108

Intervista a Simona Pahontu

4min
pages 106-107

Anche ai bambini piace l’aceto

1min
page 105

OLIVO the olive tree

1min
pages 104-105

L’ulivo OLIVO

1min
page 104

OLIVE OIL THROUGH CHILDREN’S EYES

2min
pages 78-80, 82, 84, 86, 88-90, 92, 94, 96, 98, 100, 102-103

Having fun with some old-fashioned children’s games

1min
page 72

I GIOCHI ANTICHI per coinvolgere i bambini

2min
pages 70-72

Learning through play. In good company The Olive Oil Game by Olio Officina

1min
pages 68, 70

Il Gioco dell’Olio di Olio Officina

1min
page 66

Carrot velouté

1min
page 63

UNA RICETTA DA CONDIVIDERE CON TUTTA LA FAMIGLIA, CON ALIMENTI TERRITORIALI FRESCHI DI STAGIONE, DI SICURA PROVENIENZA Vellutata di carote

1min
page 63

HEALTHY, DELICIOUS AND DECIDEDLY GOOD FOR YOU USING EVO IN A CHILD-FRIENDLY MENU

3min
pages 60-63

L’OLIO PER LE PAPPE DEI BAMBINI

4min
pages 56, 58-59

WHAT’S ON THE MARKET The communication campaign Colavita oil takes to the field with Olivia

2min
pages 54, 56

L’olio Colavita scende in campo con Olivia

2min
pages 52-53

EVO bottles designed with kids in mind

2min
pages 50-52

Quando le bottiglie d’olio sono pensate per i bambini

3min
pages 48-50

WHAT’S ON THE MARKET

1min
page 47

L’olio da olive fortificato. Per i bambini (ma non solo)

1min
page 46

OLIOCENTRIC DIARY 2023

1min
pages 44, 46

A snack of bread and oil?

1min
page 44

Oil-making Mammas an to

2min
page 43

Mild oils that won’t shock a developing palate

1min
page 42

The key to weaning a child?

1min
page 42

La merenda pane e olio?

1min
page 41

Mai pensato di cercare un olio “più adatto” ai bambini

2min
pages 40-41

Oli dolci, per non traumatizzare il palato dei bambini

1min
pages 39-40

L’OLIO COME

1min
pages 38-39

Telling children about olive oil L’

3min
page 34

Tutte le parole per raccontare l’olio ai più piccoli

3min
pages 32-33

Kids – like cats with their food

7min
pages 30-31

I bambini come i gatti davanti al cibo

6min
pages 26-28, 30

Cucinare è bello, cucinare per gli altri ancor di più Tu lo sai già cosa vuoi far da grande?

3min
pages 24-26

Their first steps in the world of food. In the kitchen with the kids

7min
pages 22-24

I BAMBINI NELLE ATTIVITÀ

6min
pages 19-21

Piccoli degustatori crescono. In cucina con i bambini

1min
pages 18-19

Siamo fatti della stessa sostanza dell’olio: siamo natura nella natura

5min
pages 14-16

INTERNATIONAL MAGAZINE

1min
page 12

LA QUALITÀ PER TRADIZIONE

1min
pages 5-7

GLI ARTISTI PER L’OLIO L’AUTORE DELLA COPERTINA

1min
page 4
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