ÖKK PRONTO 1/2016

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PRONTO News e consigli dalla sua assicurazione 1/2016

Analisi prenatali Assicurare il personale domestico in modo pulito Pronto soccorso a casa


Federico Brenna Responsabile regionale Svizzera italiana

Cara lettrice, caro lettore Sei mesi fa sono diventato papà per la prima volta: che esperienza grandiosa! Davvero meravigliosa, nonostante oggi si sappia così tanto sul nascituro rispetto a un tempo. Grazie alle moderne procedure otteniamo immagini minuziose del feto, si possono eseguire misurazioni precise e persino analizzare il patrimonio genetico. Dove per secoli ha regnato l’oscurità, nel ventre della gestante, la luce del progresso brilla sempre più luminosa. Eppure so che ogni nascita rimane una meraviglia, una rivelazione. Perché un minimo d’incertezza c’è comunque, come ha dovuto scoprire la famiglia Puorger. Tutto sembrava andare bene con la piccola Vivian, finché poco dopo la nascita è stata colta da attacchi epilettici. Per i genitori è stato un momento spaventoso, per fortuna con un lieto fine. Per saperne di più legga il primo piano di questo numero di PRONTO. In questa edizione parleremo anche delle ca. 400’000 famiglie svizzere che impiegano collaboratori domestici, molti però illegalmente. È scorretto, rischioso e si può evitare, perché ormai registrare e assicurare il personale domestico a norma di legge è facilissimo.

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Le auguro buona lettura e una primavera soleggiata. E non si perda Giocolandia! Dal 2 aprile infatti, tornerà con i suoi gazebo e con ÖKK – anche vicino casa sua.

Indice dei contenuti

In copertina  Urla di gioia:

nonostante un colpo apoplettico prenatale, oggi Vivian Puorger è sana come un pesce.

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Pancione senza segreti: cosa rivelano le analisi prenatali

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À la carte: la sua tessera di assicurato in sintesi

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Il sangue è vita: donare il sangue assieme a ÖKK

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Operatori domestici: come vanno assunti

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Emergenze: pronto soccorso a casa

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Clienti ÖKK: cinque domande a Luca Caltieri

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Impressum

PRONTO News e consigli dalla sua assicurazione. 28° anno, 1/2016.  Editore ÖKK, Bahnhofstrasse 13, 7302 Landquart. Telefono 058 456 10 10. Mail pronto@oekk.ch.  Caporedattore Bruno Schatz.  Responsabile di redazione Patrick Eisenhut.  Redazione Widmer Kohler AG. Christoph Kohler, Bernhard Widmer.  Collaborazione Nadja Wobbe.  Traduzione e revisione Luisiana Luzii.  Grafica apfel z design. Sandra Hofacker.  Immagini Sabine Rock, Christoph Kohler.  Stampa Somedia Production, 7007 Coira.


La nascita di Vivian (la seconda da sin.) è stata uno choc per i genitori. Oggi i componenti della famiglia Puorger sono felici, in salute e... sono quattro.

Pancione senza segreti... o quasi Per una coppia non c’è praticamente niente di più emozionante di una gravidanza. L’attesa è piena di gioia, ma anche di incertezze, soprattutto riguardo alla salute del nascituro. Anche se le analisi prenatali forniscono indicazioni sulla salute del bambino, i rischi non possono essere mai del tutto esclusi. Lo sa bene la famiglia Puorger, che ha vissuto questa esperienza sulla propria pelle.

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stato il regalo di Natale più bello della sua vita, anche se all’inizio la cosa lo aveva irritato. Avevano infatti deciso di non farsi regali, e invece si era ritrovato una scatolina sul letto matrimoniale. «Aprilo!», gli disse Alessia. Reto sollevò il coperchio e vide una striscia di carta con sopra due righe rosse. All’inizio non capì di cosa si trattasse. «Sono incinta», disse sua moglie. Due parole, due righe, una gioia immensa. Reto Puorger era così orgoglioso di diventare padre che diede subito la notizia a tutta la sua famiglia. Alessia fu più prudente. La lunga esperienza come assistente ambulatoriale di una ginecologa a St. Moritz le aveva insegnato che le prime dodici settimane di una gravidanza sono le più a rischio per il nascituro, e anche dopo non si è del tutto fuori pericolo. Alla vigilia di Natale 2012 è quindi iniziato per i Puorger un periodo di gioia, ma anche di attesa e speranza che il nascituro fosse in buona salute.

Sempre più controlli

Per millenni le persone non hanno avuto alcuna possibilità di conoscere lo stato di salute del nascituro durante la gravidanza. L’unica cosa a cui si poteva fare riferimento erano i sintomi della gestante: nausea, sbalzi di umore, perdite ematiche, dolori. E circa a partire dalla 20 a settimana di gravidanza i movimenti percepibili del feto. Ciononostante la salute del bambino continuava a restare in buona parte – per non parlare dell’aspetto e del sesso – un segreto fino alla nascita. Le cose cambiarono radicalmente quando nel 1958 l’ostetrico Ian Donald realizzò le prime immagini ecografiche di un embrione. Da allora, l’industria e la medicina lavorano a pieno ritmo per svelare i segreti che un tempo circondavano il nascituro. Oggi, una donna incinta si sottopone di norma a sette visite di controllo e a due

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Con il piccolo Nando la giovane famiglia è al completo e vive una vita normale.

visite ecografiche fino al momento del parto. Se è vero che i controlli hanno per oggetto anche la salute della futura madre, l’attenzione principale è riservata al nascituro, che viene ispezionato, auscultato, misurato e analizzato tramite il sangue della madre.

Questioni di coscienza

Soprattutto in vista del cosiddetto test del primo trimestre previsto per la 13a settimana di gravidanza, il nervosismo cominciò a dilagare in casa Puorger. Quando lavorava come assistente in uno studio medico, Alessia aveva presenziato diverse volte a questi test e sapeva in cosa consistessero: con la misurazione della translucenza nucale ed eventualmente un esame del sangue, lei e Reto avrebbero saputo se vi erano probabilità che il loro bambino fosse affetto da trisomia 21, in altre parole dalla sindrome di Down. Quale sarebbe stata la loro reazione di coppia di fronte a un referto positivo? Alessia era dell’idea di partorire il bambino anche se fosse stato disabile, Reto era meno sicuro che si trattasse di una decisione sensata. Fatto sta che almeno tre quarti delle donne il cui feto risulta positivo al test della triso-

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mia 21, interrompono la gravidanza. Se intendono affrontare sinceramente le analisi prenatali, è inevitabile che le coppie si pongano problemi di coscienza. E più sanno sulla salute e sullo stato del nascituro, più ampio è il loro margine decisionale e – probabilmente – il loro dilemma morale. Per questo motivo è importante che i medici ricordino sempre ai futuri genitori che non tutte le analisi possibili hanno un senso per ogni coppia. Questo vale soprattutto in vista delle possibilità che potrebbero offrici in futuro le analisi dei genomi (v. intervista).

Lo choc

I Puorger risolsero il loro dilemma sperando nella statistica. La probabilità che Alessia, che allora aveva 30 anni, partorisse un bambino affetto da trisomia era di 1 su 900. Ciononostante, per entrambi fu un grande sollievo apprendere che nessuno degli esami aveva messo in luce anomalie. La gravidanza procedeva senza problemi e l’orgoglio di Reto cresceva proporzionalmente alla circonferenza della pancia di sua moglie. Alla 22esima settimana, i due seppero che Alessia avrebbe partorito una bambina. L’avreb-

bero chiamata Vivian. Reto e Alessia prenotarono una camera famigliare all’ospedale Oberengadin di Samedan. Il 98 percento di tutti i bambini viene alla luce sano: Vivian non era tra questi. Poco dopo la nascita, le sue braccia iniziarono a irrigidirsi. La neonata venne messa nell’incubatrice e trasportata d’urgenza all’ospedale cantonale di Coira. La diagnosi che seguì alla risonanza magnetica lasciò tutti senza parole: Vivian era stata colpita da un ictus quando si trovava ancora nel grembo materno. Nell’arteria cerebrale media si era formato un grumo di sangue che provocava la morte dell’emisfero cerebrale sinistro. Da qui l’irrigidimento degli arti, per fermare il quale i medici misero la neonata in coma artificiale per cinque giorni. Il grumo si sciolse e da quel momento non si poteva far altro che aspettare e sperare. Solo con il tempo si sarebbe potuto capire il tipo e la gravità degli handicap che Vivian avrebbe riportato in conseguenza all’ictus.

Una gioia immensa

Sono passati due anni da quel momento e la piccola Vivian corre, salta, ride e chiacchiera più di quanto a volte i geni-


tori potrebbero desiderare. Il corpo umano è un organismo meraviglioso, dotato di grande forza e capacità di adattamento. L’emisfero destro di Vivian, rimasto illeso, ha assunto totalmente le funzioni di quello sinistro, compromesso. Lo suggeriscono tutti i test di motricità fine e macroscopica, lo dimostra lo sviluppo del suo linguaggio ed entrambi i genitori non dimenticheranno mai la gioia immensa e il sollievo che hanno provato quando la loro figlioletta ha iniziato a compiere i primi passi. «Con Vivian abbiamo avuto la dimostrazione che ogni gravidanza nasconde rischi che nessun’analisi può confutare del tutto», dice oggi Alessia Puorger, che a prescindere dal lieto fine, vede nella storia di Vivian anche qualcosa di positivo. «Per tanto tempo non abbiamo saputo se avremmo avuto un figlio disabile o meno, ma di una cosa sono sempre stata certa: Reto amerà questa bambina così com’è.» Una consapevolezza che l’ha avvicinata ancora di più a suo marito. A novembre 2015, il dossier di malattia di Vivian è stato chiuso. Due mesi prima, nella camera famigliare della clinica Oberengadin i Puorger avevano dato il benvenuto al quarto membro della famiglia: Nando, 4180 grammi, 56 cm, sano come un pesce.

Domande sul tema della maternità? www.oekk.ch/maternita

«Conseguenze del sapere» La genetista prof. Sabina Gallati ci parla di tendenze, opportunità e rischi della diagnostica prenatale in Svizzera. Signora Gallati, perché il tema delle analisi prenatali scalda così tanto gli animi?

Perché si tratta di analisi che sollevano questioni etiche – nella società ma anche nei futuri genitori. Cosa è loro dato sapere e cosa vogliono sapere sul nascituro? Perché questa conoscenza può avere conseguenze per il nascituro, per i genitori e per noi come società – ad esempio nell’approccio con persone disabili. Al giorno d’oggi, si può effettuare tutta una serie di analisi prenatali di diversa rilevanza e significatività. I medici dovrebbero assolutamente chiarire prima con i futuri genitori ciò che desiderano sapere.

Intravede delle tendenze nella diagnostica prenatale?

Vedo due tendenze contrapposte. Alcune coppie, in linea con i progressi della medicina, vogliono sapere sempre di più. Vogliono essere il più possibile sicuri che il loro bambino sia sano. Al contrario, ci sono sempre più coppie che non vogliono fare nessun tipo di analisi, che la prendono così come viene, proprio come un tempo.

centesi e la villocentesi. Lo vedo come un fatto positivo, perché le analisi invasive sono sempre legate a un piccolo rischio di aborto.

Da luglio 2015 questo esame del sangue viene addirittura pagato dall’assicurazione di base. Trova sia una decisione ragionevole?

É un dato di fatto a livello sociale: sono sempre più numerose le donne che fanno figli in età avanzata; mentre è un dato di fatto biologico che con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di mettere al mondo un bambino con anomalie cromosomiche. È perciò comprensibile che sempre più donne vogliano essere informate in anticipo. A questo punto è senz’altro preferibile la variante priva di rischi. Le assicurazioni però pagano l’esame del sangue solo se nel test del primo trimestre, previsto dalla normale routine, la translucenza nucale e i marcatori ematici hanno evidenziato un rischio elevato.

Come reagiscono i genitori quando vengono a sapere che il loro bambino è affetto da trisomia 21?

ÖKK FAMILY e ÖKK FAMILY FLEX Nella sua precedente mansione di assistente di studio medico, Alessia Puorger ha avuto a che fare con molte assicurazioni ed ÖKK era, in base alla sua esperienza, la più equa e meno complicata. Per questo motivo ha assicurato la sua famiglia con ÖKK . Grazie a ÖKK FAMILY i Puorger si sono potuti godere tutti insieme i giorni successivi alla nascita di Nando nella camera famigliare della Clinica Oberengadin di Samedan.

www.oekk.ch/familyit e www.oekk.ch/familyflexit

In un primo momento la notizia è uno choc. Poi le reazioni si differenziano. Alcuni si sentono crollare il mondo addosso, altri riescono a immaginare una vita con un bambino disabile. L’importante è che i futuri genitori si prendano tutto il tempo necessario per decidere cosa è meglio per loro.

Dal 2012, in Svizzera le donne incinte possono sottoporsi a un esame del sangue genetico, privo di rischi, per individuare l’eventuale presenza della trisomia 21 nel feto. Quali sono gli effetti di questa novità?

La domanda di questo esame del sangue non invasivo è in rapido aumento in tutta la Svizzera. Allo stesso tempo, diminuiscono gli esami invasivi, come l’amnio-

Sabina Gallati (63) è presidente della Commissione di esperti per gli esami genetici sull’essere umano (CEEGU) introdotta dal Consiglio federale e dal 1997 è direttrice del reparto di genetica umana presso l’Inselspital di Berna.

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À la carte Sulla tessera di assicurato ÖKK sono memorizzati tutti i dati principali sull’assicurato – su richiesta anche quelli medici, molto utili soprattutto in casi d’emergenza.

S

ono passati i tempi in cui si dovevano compilare infiniti moduli. Anziché la penna, l’assicurato moderno estrae la sua tessera di assicurato. Alla reception, l’assistente legge la tessera con lo scanner e ha subito a disposizione tutti i dati amministrativi necessari: nome e indirizzo del paziente, indicazioni sull’assicuratore e sulla copertura assicurativa. Se le tessere di assicurato sono uguali in tutta la Svizzera, i medici, le farmacie e gli ospedali possono acquisire le informazioni memorizzate ai fini del conteggio e allo stesso tem-

po verificare online presso l’assicuratore se tutte le informazioni sono aggiornate. In questo modo le procedure di conteggio risultano più efficienti e meno costose. Un fatto non noto a tutti: se lo desiderano, gli assicurati possono far memorizzare sulla tessera anche i dati medici, ad esempio le allergie, i trattamenti medici in corso e i dati di contatto in caso di emergenza. Possono far registrare questi dati dal medico di famiglia o in ospedale, a patto che sia presente la necessaria infrastruttura elettronica. Infatti i dati vengono memorizzati sul mi-

La sua tessera di assicurato ÖKK Il microchip Qui sono memorizzati i dati amministrativi prescritti per legge. Sono i dati stampati anche sulla tessera. Se lo desidera, può far memorizzare i dati medici d’emergenza sul microchip. ÖKK non ha accesso a questi dati. Dati di contatto ÖKK Qui trova il nome e il numero di telefono dell’agenzia ÖKK di sua competenza. In caso di necessità, tramite questi numeri di telefono nazionali e internazionali può ricevere assistenza 24 ore su 24. I suoi dati amministrativi Il numero UFSP è il numero ufficiale dell’Ufficio federale della sanità pubblica per ÖKK. Per legge, la tessera deve riportare il numero AVS dell’assicurato. Per i contatti con ÖKK non è però necessario indicare questo numero. Sarà sufficiente indicare cognome, nome e data di nascita.

crochip della tessera e, volendo, protetti con un codice PIN. È l’assicurato stesso a decidere chi e a quali dati può avere accesso. Se ad esempio l’assicurato è allergico a un farmaco, è utile che i medici e il personale medico possano avere accesso a questi dati, se necessario. Lo stesso dicasi per le informazioni sul gruppo sanguigno. In generale, ÖKK non dispone di accesso ai dati medici e quindi non è a conoscenza dei dati memorizzati sulla tessera.

Dati medici memorizzati sulla sua tessera La Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) disciplina all’art. 42 l’impiego uniforme della tessera di assicurato. La legge prevede la possibilità, previo consenso dell’assicurato, di memorizzare sulla banca dati le informazioni personali in modo da renderle accessibili a persone autorizzate, ad esempio medici. I dati che si possono far memorizzare sulla tessera di assicurato sono: – dati relativi al gruppo sanguigno e alle trasfusioni; – dati relativi alle vaccinazioni; – dati relativi ai trapianti; – allergie; – malattie e conseguenze di infortunio; – prescrizioni mediche; – indirizzi da contattare in caso di emergenza; – menzione dell’esistenza di dichiarazioni di volontà. Desidera far memorizzare i suoi dati? Ne parli con i collaboratori dello studio medico alla sua prossima visita medica.

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In prima linea: Otto van Andel, specialista Rivalsa di ÖKK, mentre dona il sangue. L’evento era aperto al pubblico. Come ringraziamento sono stati distribuiti dei biscotti preparati dai collaboratori di ÖKK.

Il sangue è vita Le riserve di sangue in Svizzera sono in continua diminuzione. Mancano i donatori e al contempo aumenta l’età media della popolazione. Le campagne per la donazione di sangue sono uno strumento importante per evitare carenze nell’approvvigionamento. ÖKK ha dato il proprio contributo.

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mmagini di rimanere vittima di un incidente e di perdere molto sangue. Il medico vorrebbe curarla, ma non può perché manca il sangue dei donatori. Questa è la situazione in cui rischia di venire a trovarsi la Svizzera a partire dal 2018. A questa conclusione giunge uno studio dell’Università di Scienze applicate di Zurigo nel cui ambito i ricercatori hanno calcolato le conseguenze dell’evoluzione demografica sulla donazione e sul fabbisogno di sangue. Ne è emerso che l’invecchiamento della società ha pesanti conseguenze: da un lato gli ultrasessantenni ricevono già ora oltre il 70 percento del sangue donato, dall’altro questo gruppo di persone non è più ammesso alla donazione. Entro il 2035 i ricercatori prevedono dunque una lacuna

nell’approvvigionamento nell’ordine di 76’000 unità di sangue. Questo è un motivo sufficiente per agire sin d’ora in modo previdente contro l’incombente carenza di sangue.

Ogni goccia conta: 25 litri di sangue

Insieme al servizio trasfusionale dei Grigioni, il 17 dicembre 2015 ÖKK ha organizzato una campagna di donazione a Landquart. 55 persone, tra cui molti collaboratori di ÖKK , hanno risposto all’appello e hanno donato complessivamente 25 litri di sangue. «Proprio in vista della stagione sciistica è stato importante poter aumentare le riserve di sangue», ha affermato Elvira Battaglia, responsabile delle equipe del servizio trasfusionale dei Grigioni. I collaboratori di ÖKK hanno pre-

parato una sorpresa particolare per i donatori: biscotti di Natale fatti in casa in segno di ringraziamento per il prezioso sangue donato.

Un breve filmato sulla campagna di donazione è disponibile all’indirizzo www.oekk.ch/donareilsangue

Donare il sangue La Croce Rossa Svizzera risponde a tutte le domande sul tema: dove è possibile donare? Chi può donare?

Ulteriori informazioni al sito www.blutspende.ch

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Anita Studach (foto grande a destra), cliente ÖKK, è mamma e lavora. Per questo motivo è ben felice di poter contare sull’aiuto di Sofia Barros per le faccende di casa e le pulizie nel suo studio di massaggio shiatsu.

Splendido splendente Tre collaboratori domestici su quattro in Svizzera lavorano a nero. Ciò danneggia l’economia – senza contare che è scorretto, rischioso e illegale. Tra l’altro oggi registrare e assicurare il personale domestico a norma di legge è facilissimo.

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a a far la spesa, spolvera, lava, stira... insomma fa le pulizie e si occupa delle faccende domestiche per la sua famiglia, composta da tre persone. Poi, una volta finito a casa sua... ricomincia daccapo nelle case di altre famiglie e anche in qualche ditta: Sofia Barros, 36 anni, portoghese, lavora infatti come donna delle pulizie. Per questo riceve denaro e anche tanti complimenti. Tra i suoi diversi datori di lavoro c’è anche la nostra cliente Anita Studach. Lei vive a Coira con la sua famiglia. «Fantastico Sofia! Mi ero completamente dimenticata dei fiori» si com-

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plimenta chiamandola affettuosamente «perla» quando si accorge che Sofia ha appena cambiato l’acqua ai fiori sul tavolo del soggiorno. «Le ore in cui Sofia ci aiuta in casa sono preziose per me e la mia famiglia», chiosa la terapista shiatsu nonché imprenditrice. Anche il suo partner lavora ed entrambi hanno due figli avuti da unioni precedenti. Il tempo è un bene che non basta mai.

Tre collaboratori domestici su quattro lavorano a nero

400’000 famiglie svizzere impiegano circa 150’000 collaboratori domestici (fonte: putzfrau.ch). E tre su quattro la-

vorano a nero. Questo, anche perché il lavoro nero viene spesso ancora considerato come un reato non grave. Il motivo? Forse perché, evidentemente, ne approfittano entrambe le parti: i collaboratori domestici ricevono uno stipendio più alto, non detraendo da esso contributi previdenziali e tasse; i datori di lavoro risparmiano anche, visto che assumendo a nero non devono pagare né prestazioni sociali, né assicurazioni. Tuttavia, ci sono buoni motivi per cui i collaboratori domestici devono essere legalmente assunti e assicurati. Solo chi paga l’assicurazione contro gli infortuni e le assi-


salario annuo lordo del personale domestico e saldare una sola fattura che somma oneri sociali e imposte alla fonte. Anche le imprese possono far riferimento alla procedura semplificata (griglia in basso). Chi invece occupa il proprio personale domestico illegalmente deve fare i conti con multe salate e magari con tante malignità, come è capitato al politico zurighese Hans Fehr. Nel dicembre 2013 infatti,

venne fuori che l’allora consigliere nazionale dell’UDC occupava illegalmente come donna delle pulizie una richiedente asilo. Be’, almeno da questo scandalo è venuto qualcosa di buono: subito dopo le casse di compensazione ricevettero curiosamente tantissime domande di registrazione di collaboratori domestici da parte di privati e piccole imprese.

www.anitastudach.ch

Rapporti puliti – Ecco cosa deve sapere

curazioni sociali riceve, se necessario, anche le prestazioni garantite, vale a dire le indennità in caso di malattia, invalidità, disoccupazione e maternità. E non da ultimo – molto importante – una rendita.

Rapporti chiari

Anita Studach è una persona ordinata. Senza ordine, dice, non potrebbe pensare liberamente e nemmeno attingere a tutte le energie necessarie al suo lavoro. Anche nel rapporto di lavoro con la sua donna delle pulizie ha voluto privilegiare una relazione improntata sulla chiarezza sin dall’inizio. Quindi, al momento dell’assunzione, chiese subito a Sofia Barros il numero AVS per registrarla all’ente delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni e assicurarla presso ÖKK contro gli infortuni. Sofia non era impreparata, perché già in regola presso tutti gli altri suoi datori di lavoro. Sofia paga infatti gli oneri sociali e le tasse sin dal suo arrivo in Svizzera, 18 anni fa. Allora lavorava in un albergo, per cui un’assunzione in regola era scontata. Ma non ha voluto rinunciare a questa sicurezza anche quando, alla nascita del figlio Rodrigo, lasciò quel lavoro per lavorare come donna delle pulizie presso privati. Oggi lavora 25 ore a settimana, quando il piccolo Rodrigo è all’asilo.

Procedimento agevolato

Assumendo Sofia Barros, Anita Studach ha fatto ricorso alla cosiddetta «procedura semplificata per i datori di lavoro». Grazie a questa, l’incombenza amministrativa si riduce all’essenziale, vale a dire a segnalare all’ente delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni una volta l’anno il

Salario Nel 2013, il salario lordo medio ammontava a 28.80 franchi a ora (fonte: quitt.ch). Dalla tariffa oraria lorda del dipendente vengono detratti gli oneri sociali (6,225 percento) e le imposte alla fonte (5 percento); il datore di lavoro invece versa, oltre al salario lordo, la sua quota di oneri sociali (6,225 percento) e paga l’assicurazione contro gli infortuni. Sul portale dell’istituto delle assicurazioni sociali di Zurigo, si possono calcolare con esattezza e comodamente online tutti i relativi importi: www.svazurich.ch/hausangestellte. Procedura semplificata Dall’entrata in vigore della Legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (LLN), privati e imprese possono far ricorso alla cosiddetta «procedura semplificata per i datori di lavoro» per tutti quei dipendenti che percepiscono un salario inferiore a 21’150 franchi l’anno. In tali casi, il datore di lavoro non deve più emettere un certificato di lavoro. È sufficiente che detragga le imposte alla fonte e gli oneri sociali direttamente dal salario lordo. A fine anno notifica l’ammontare del salario annuo lordo all’istituto delle assicurazioni sociali cantonale competente e da esso riceve successivamente un’unica fattura per oneri sociali e imposte alla fonte. Imposte La procedura semplificata prevede la detrazione delle imposte alla fonte, pari al 5 percento, direttamente dal salario – anche se i dipendenti sono svizzeri. I dipendenti ricevono successivamente il relativo giustificativo da allegare alla dichiarazione delle imposte. Permesso di lavoro Per dipendenti stranieri va assolutamente dimostrato che questi posseggono un regolare permesso di lavoro. Altrimenti si rischia una multa. Ferie Un rapporto lavorativo equo prevede anche il diritto alle ferie. In genere, per chi lavora poche ore la settimana, queste vengono aggiunte sulla tariffa oraria lorda in forma di quota percentuale – 8,33 percento per quattro settimane di ferie, 10,63 percento per cinque. Il supplemento per le ferie va riportato separatamente su ogni conteggio salariale. Assicurazione contro gli infortuni I datori di lavoro sono obbligati a stipulare per il loro personale domestico un’assicurazione contro gli infortuni professionali – presso ÖKK costa 100 franchi l’anno. E questo anche se la persona assunta è assicurata da un altro datore di lavoro. Attenzione: se la persona in questione non è assicurata presso nessun altro datore di lavoro per almeno 8 ore a settimana, deve assicurarsi autonomamente contro gli infortuni, includendo la copertura alla sua assicurazione malattie obbligatoria – altrimenti risulta coperta solo per gli infortuni professionali.

Ulteriori informazioni su: www.oekk.ch/personaledomestico

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Numeri in caso di emergenza Pronto soccorso 144  Incidenti con feriti Polizia 117  Incidenti stradali e crimini Rega 1414  Incidenti con feriti gravi e infortuni in montagna Tox Info Suisse 145  In caso di intossicazione senza perdita di conoscenza

Pronto soccorso a casa Ogni anno in Svizzera si fanno male 560’000 persone. A casa e durante il tempo libero. Cadute, ustioni, tagli e scosse figurano tra gli incidenti più frequenti. In pericolo sono soprattutto i bambini. Come si presta soccorso in caso di emergenza?

La prima cosa da fare dopo un incidente? 10 ÖKK

Cercare di capire la situazione e allontanare immediatamente tutte le fonti di pericolo. L’intervento di pronto soccorso dev’essere appropriato al tipo di ferimento e al suo grado di gravità. Obiettivo del primo intervento è quello di preservare lo status

quo o ridurre al minimo dolori, tumefazioni e eventuali conseguenze dell’incidente. Per reagire correttamente nelle situazioni di emergenza si consiglia di frequentare un corso di pronto intervento. Ci sono anche corsi di aggiornamento.


In quali casi devo chiamare subito il numero per le emergenze? L’assicurazione malattie rimborsa i costi di trasporto? In quale situazione posso chiamare Medgate? Posso prevenire gli incidenti in casa e durante il tempo libero?

Se la vittima dell’incidente ha perso conoscenza o non riesce a parlare va assolutamente allertato il pronto soccorso. Questo anche se le vie respiratorie risultano ostruite o bloccate oppure in caso di insufficienza respiratoria. Se è l’appa-

rato cardiocircolatorio a risultare compromesso, è necessario l’intervento di un medico. Bisogna dunque chiamare subito il pronto soccorso (144) e riattivare respirazione e funzioni dell’apparato cardiocircolatorio.

Se il trasporto risulta necessario dal punto di vista medico, l’assicurazione di base partecipa ai costi fino a un tetto massimo di 500 franchi l’anno. Questo tuttavia unicamente se il paziente non può essere trasportato in auto o con i mezzi di tra-

sporto pubblici. Le assicurazioni complementari ÖKK coprono invece, in base al tipo di copertura stipulata, dai 50’000 ai 130’000 franchi l’anno. La piena copertura dei costi è garantita da ÖKK GLOBAL .

Gli assicurati ÖKK possono rivolgersi ai medici di Medgate (0844 655 655) 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. In caso di emergenza la sua chiamata sarà trasferita direttamente al team medico. I medici l’aiutano a stimare la situazione e il gra-

do di gravità del ferimento, dandole istruzioni per un primo intervento. Decideranno anche se la persona colpita debba essere accompagnata al pronto soccorso o dal medico di famiglia.

In casa, le cadute rappresentano un pericolo costante. Cerchi dunque di sbarazzarsi di tutti gli ostacoli che possono far inciampare. Le superfici scivolose devono essere coperte con stuoini oppure vanno montate delle maniglie a cui aggrapparsi. Utilizzi sempre ausili di salita solidi. Non lasci i bambini non sorvegliati in cucina e accanto ai fornelli, il

pericolo di scottature è enorme. Detersivi e farmaci vanno anche tenuti lontani dalla portata dei bambini. In linea di massima è bene valutare con criticità le proprie forze e capacità. Se si avverte stanchezza e si è fuori forma, meglio lasciar perdere i lavori più impegnativi o farsi dare una mano.

Cosa fare in caso di... ... lesioni dovute a caduta? In caso di contusioni o strappi è di aiuto raffreddare l’area interessata. Successivamente vi si può applicare un unguento inibitore del dolore. Per le fratture ossee è necessario l’intervento di un medico.

... ferite da taglio e da punta? Se si tratta di ferite piccole, le faccia sanguinare in modo tale che il sangue trascini via tutte le impurità. Quindi disinfettare e applicare un cerotto. Le ferite che sanguinano copiosamente vanno fasciate con una benda di compressione.

... ustioni o scottature? Raffreddare subito le ustioni e le scottature di lieve entità e che interessano piccoli lembi di pelle. Tenga la parte del corpo interessata per alcuni minuti sotto l’acqua fredda. Per ustioni su superfici cutanee estese si sconsiglia questo procedimento perché c’è pericolo di ipotermia. Se ci si ustiona la parte superiore del corpo o il viso, va immediatamente chiamato il pronto soccorso.

... scossa? Si assicuri che la persona colpita non sia più a contatto con la fonte che ha generato la scossa (staccare la corrente). Le ustioni provocate da scosse possono essere trattate come descritto sopra. Se il battito cardiaco si arresta bisogna immediatamente praticare un massaggio cardiaco. Chi è colpito da scossa va sempre accompagnato in ospedale perché c’è il rischio di aritmie cardiache.

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Luca Caltieri risponde a cinque domande Donna delle pulizie o fai-da-te?

Provvediamo la mia compagna e io. Ci dividiamo equamente le faccende domestiche perché lavoriamo tutti e due. Pulizia e ordine sono fondamentali per me. E come potrebbe essere diversamente? Ho lavorato quattro anni e mezzo nella vendita per ISS, la più grande impresa di facility management in Svizzera. Il mio appartamento a Lugano-Viganello ha una vista fantastica sul Monte Tamaro e sul Monte Lema: sarebbe un vero peccato se il panorama fosse offuscato da vetri sudici (ride).

Mattiniero o dormiglione?

Amo svegliarmi con tranquillità. Per questo durante la settimana mi sveglio alle 6, in modo tale da avere abbastanza tempo per godermi il primo caffè, la colazione e il notiziario.

Città o campagna?

Sono cresciuto a Lugano e non ho abitato in nessun altro posto. Non posso immaginarmi nulla di diverso nella mia vita – nessun paesino, ma nemmeno grandi città. Lugano offre i pregi di una città, tanti negozi, tanti ristoranti e bar, ma senza il caos delle grandi metropoli. E poi c’è la Resega: come fan dell’hockey club Lugano mi trovo spesso lì …

Tofu o bistecca con l’osso?

Bistecca con l’osso. Già adesso non vedo l’ora che arrivi l’estate per poter grigliare in terrazza. Amo la carne e anche la cucina ticinese, senza dimenticare il vino giusto, un buon rosso ticinese come un Riserva San Zeno.

Luca Caltieri (41) è direttore regionale della Protectas Ticino e papà di una bimba di 10 anni.

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Tutti e due. Leggo volentieri thriller americani. Michael Connely è il mio autore preferito. Al cinema mi piacciono gli effetti speciali: quindi tutte le produzioni più spettacolari, i film in 3D come Guerre stellari. Naturalmente la mia compagna ogni tanto ci prova a convincermi ad andare a vedere qualche film romantico … ma non è il mio genere.

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Libro o cinema?


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