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CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE IN ETA’ ADULTA

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Piano dell’Offerta Formativa ANNO SCOLASTICO 2013-2014

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CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE per l’Istruzione e la Formazione degli Adulti

C.R.I.T. ( Centro Risorse Interculturali del Territorio ) Manfredonia – Monte Sant’Angelo – Mattinata

sede: IST. COMPR. “Ungaretti - Madre Teresa di Calcutta”

Via Cala del Fico n. 2, 71043 – MANFREDONIA (FG) Tel 0884-582112 -- Cod. Scuola FGIC86600P -- Cod. C.T.P. FGCT70800G Indirizzo e-mail: FGIC86600P@istruzione.it

PIANO OFFERTA FORMATIVA ANNO SCOLASTICO 2013-2014

IL COORDINATORE DEL C.T.P. Dirigente scolastico: LOPOMO DONIDA

IL CONSIGLIO DI CLASSE Ins. : Amodeo Enrica Prof.: Biancofiore Vincenzo Prof.: Casalino Marcello Prof.ssa: Gentile Lucia Prof.ssa: Iaconeta Rossella Prof.: Maitilasso Enzo

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INDICE

LE LINEE DI INTERVENTO NEI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA

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ASPETTI SOCIO CULTURALI

pag. 4

ASPETTI PEDAGOGICI

pag. 5

LE COMPETENZE ALFABETICHE

pag. 6

CENNI SUL PATTO SOCIALE PER LO SVILUPPO E L’OCCUPAZIONE

pag. 7

I CENTRI TERRITORIALI

pag. 9

IL SISTEMA GENERALE

pag.12

CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE

pag.14

ANALISI DEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE

pag.15

ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA

pag.17

FASE DELL’ACCOGLIENZA

pag.18

OBIETTIVI GENERALI

pag.22

MODULI

pag.24

COMPETENZE SPECIFICHE

pag.25

FORMAZIONE

pag.32

VERIFICHE E VALUTAZIONE ESAME DI LICENZA MEDIA

pag.34 pag.35

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LE LINEE DI INTERVENTO NEI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA La Conferenza Mondiale dell’UNESCO (Amburgo luglio 1997) ha riconosciuto il diritto dell’adulto all’alfabetizzazione, cioè al conseguimento delle conoscenze di base e delle abilità necessarie nella società moderna in forte trasformazione e il diritto all’educazione e alla formazione permanente. In tutti i Paesi dell’unione Europea i processi di razionalizzazione dei sistemi di educazione permanente sono negli ultimi anni mirati ad obiettivi sociali: la lotta alla disoccupazione, l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, il recupero del drop out scolastico, l’integrazione sociale dei disabili e degli emigranti, l’accoglienza degli immigrati. Ad ogni livello della formazione e del lavoro si punta sull’educazione permanente come strumento fondamentale che, attraverso l’ampliamento delle opportunità professionali, permetta a tutti i cittadini una seconda chance, non soltanto formativa, ma anche del lavoro. Diversi Paesi dell’Unione hanno adottato l’idea di una “società di formazione” che offra al cittadino migliori opportunità di promozione del suo ruolo sociale soprattutto attraverso l’acquisizione del sapere, puntando a prevenire e sconfiggere la disoccupazione, facendo leva su un’organizzazione più efficace ed elastica dell’apprendimento, sia nel senso di integrare l’educazione iniziale e quella continua con crediti e certificazioni , sia con il superamento della divisione tra “cultura generale” e abilità professionali. I percorsi formativi e gli insegnamenti si svolgono sempre più frequentemente secondo moduli e attraverso la quantificazione in crediti delle abilità raggiunte: un sistema particolarmente adatto all’educazione continua perché consente di tesaurizzare nel percorso educativo la professionalità acquisita dall’adulto nel mondo del lavoro; di gestire con flessibilità l’apprendimento, modellandolo su precise esigenze formative, e di validare il processo di qualificazione con test e prove intermedie.

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ASPETTI SOCIO-CULTURALI E’ ormai accertato che la popolazione con basso livello di cultura e di scolarità usufruisce meno dei servizi sociali, è meno presente nelle strutture di partecipazione, è fortemente esclusa dalla fruizione di momenti della cultura colta, utilizza poco le opportunità formative, segue raramente le trasmissioni televisive a contenuto culturale e informativo. Analisi recenti hanno mostrato come sussista uno stretto rapporto tra quantità e qualità dell’istruzione ricevuta e inserimento professionale. L’apprendimento, come acquisizione di elementi cognitivi, esperienze, capacità relazionali che permettono all’individuo di agire positivamente in un contesto, è l’elemento fondante di ogni inserimento sociale e professionale. La qualificazione professionale è l’esito di un processo di formazione che non può esaurirsi in una struttura formativa, né può realizzarsi esclusivamente nell’esercizio di una professione. Si configura in modo differenziato da persona a persona, come una risorsa individuale dì conoscenze e di competenze idonee a fare fronte a circostanze operative diverse nel corso del tempo. Il percorso di qualificazione della maggior parte delle persone è un percorso accidentato in cui esperienze diverse di istruzione formale e di pratica lavorativa si alternano tra loro, in cui risorse cognitive di natura molto varia sono progressivamente legate ai fini di una qualificazione. La competenza professionale è come un insieme complesso e articolato di abilità e capacità, legate in parte a contenuti disciplinari e ad esperienza concrete. La partecipazione alla formazione non si realizza mediante tentativi più o meno efficaci d’influenzare e sensibilizzare il singolo, ma operando in rapporto con le diverse aggregazioni sociali, partendo da problemi che non sono presenti sul territorio, con un impegno collettivo, che vede coinvolte le diverse forze vive dell’ambiente. Le politiche educative e formative in età adulta sono politiche sociali e quindi devono intervenire su tutte le forme di esclusione e per tutte le fasce di età e fornire occasioni di esercitare una cittadinanza attiva e partecipe in ogni fase della vita, anche per le persone in situazioni di handicap. Occorre prevedere, pertanto, un collegamento tra educazione degli adulti e momenti formativi, culturali e sociali tesi a valorizzare gli anziani come risorse, perché non si creino situazioni di solitudine e di emarginazione. 4


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ASPETTI PEDAGOGICI Nel sistema tradizionale doveva avvenire prima la formazione ‘intellettuale”, alla quale doveva seguire la formazione professionale. Tutta la cultura del paese era fondata sull’idea che la concettualizzazione doveva precedere l’operazione o l’applicazione. Il percorso formativo si traduceva così in una forma prolungata di studio, demandando l’applicazione alla fase successiva, quella del cosiddetto “mondo del lavoro”. Il mondo del lavoro, da parte sua, non gradiva particolarmente questa scelta e si consolidava sempre più l’idea che ormai era tempo di pensare diversamente l’approccio alla formazione. L’inversione di tendenza doveva pertanto riguardare sia i contenuti sia i loro tempi di apprendimento; in più si trattava di qualificare in maniera differente il percorso di formazione. La novità che gli assegna un nuovo significato è il concetto di relazione. Con questa scelta vengono affrontate diversamente le dicotomie classiche: studio-lavoro, intellettualità-manualità, formazione di base e formazione tecnica professionale -cittadinanza. Lo studio è certamente un valore acquisito, in passato solo per pochi, oggi essenziale per tutti. Il problema riguarda il rapporto che lo studio deve stabilire con un altro valore: quello del lavoro. La novità è l‘introduzione del concetto di lavoro nel curricolo di studio come un concetto formativo essenziale per la comprensione del lavoro stesso. Lo studio non è più la sola condizione per conoscere. La conoscenza è il prodotto dell’integrazione tra la dimensione teorica e quella operativa. L’uomo è unità e, nell’itinerario della sua formazione, si deve evitare la separazione tra periodi di sola formazione dell’intelletto e altri di sola formazione tecnica a operativa, così da realizzare la formazione integrale. Un altro elemento di questa nuova strategia formativa riguarda il rapporto tra formazione, lavoro e “diritto di cittadinanza”. La costituzione ci insegna che la Repubblica è fondata sul lavoro, assegnandogli un valore primario in quanto riferito al modo col quale la persona si colloca, durante la sua vita, nell’ambiente produttivo e culturale.

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Oggi il lavoro richiede di essere correlato alla riflessività e quindi di stabilire un diverso rapporto con il mondo tradizionale dello studio. La persona acquisisce il diritto al lavoro come diritto alla sua umanizzazione attraverso la riflessività: bisogna quindi passare dalla concezione del lavoro come strumento a quella del lavoro come oggetto significativo per la propria umanizzazione.

LE COMPETENZE ALFABETICHE: L’ALFABETIZZAZIONE FUNZIONALE Recenti dati sulla scolarizzazione della forza lavoro mostrano una forte necessità di arricchire e rafforzare l’area delle competente di base. E’ difficile, infatti, affrontare la vita personale e professionale contando su un patrimonio di competenze di base molto esiguo (metà della popolazione occupata è costituita da lavoratori privi dì titolo, con licenza elementare e al massimo con un livello di scolarità obbligatoria). La necessità di partecipare ad azioni educative in diversi momenti della vita personale e lavorativa è un diritto cui devono poter accedere ampie fasce di popolazione, con particolare sviluppo delle misure di accoglienza per i soggetti a forte rischio di emarginazione sociale e produttiva. L’avvio di un processo di “riscolarizzazione” in età adulta deve considerare come prioritario il problema dei nuovi bisogni di alfabetizzazione collegati alla necessità di nuovi saperi e nuovi linguaggi. Il sistema scolastico deve garantire anche agli adulti la possibilità di acquisire i saperi minimi necessari per collocarsi adeguatamente nella vita sociale e produttiva. Accanto ai problemi ancora irrisolti di una più estesa ed efficace alfabetizzazione primaria si pongono problemi nuovi di ri/neo-alfabetizzazione per larga parte della popolazione adulta, e non solo in relazione alle competenze professionali possedute: la formazione continua dei lavoratori esige oggi l’acquisizione di competenze socio-relazionali, comunicative e più ampiamente culturali. Occorre quindi predisporre iniziative organiche di alfabetizzazione funzionale rivolte agli adulti, occupati e non.

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CENNI SUL PATTO SOCIALE PER LO SVILUPPO E L’OCCUPAZIONE Il Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione prevede l’impegno del Governo “...a predisporre un progetto specifico e risorse mirate per la sperimentazione e la messa a regime di un sistema di educazione per gli adulti di intesa con le forze sociali e con le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali: tale progetto, da collocare nell’ambito della formazione integrata, avrà caratteristiche di integrazione, modularità, interdisciplinarità e flessibilità, per consentire percorsi formativi personalizzati e prevedrà inoltre una certificazione integrata e il riconoscimento di crediti, spendibili nei percorsi dì studio e nel mondo del lavoro” ( punto di riferimento i Centri territoriali per l’educazione degli adulti). Con il patto sociale si definisce in maniera nuova la vocazione del sistema di EDA. Nel nuovo contesto sociale ed economico connesso alla globalizzazione, il diritto al sapere diventa diritto alla formazione per tutta la vita, in quanto condizione essenziale sia per la crescita culturale e civile della persona sia per l’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro. La crescente complessità della società moderna, la flessibilità del mercato del lavoro e i rapidi cambiamenti dei contenuti delle professionalità presuppongono livelli qualificati di cultura e competenze, aggiornate ed arricchite per consentire al soggetto non solo la necessaria autonomia culturale ma anche l’alternarsi di formazione e lavoro come precondizione per difendere il diritto alla qualità dell’occupazione e all’evoluzione dei percorsi professionali. Si deve mirare quindi a collegare la cultura al saper fare ed ai contesti di vita e lavoro. L’EDA diventa, pertanto, una risorsa importante per lo sviluppo locale e per il recupero dell’identità anche sociale del territorio. Come dichiarato nella Conferenza di Amburgo, l‘EDA è orientata a diversi obiettivi, dal recupero dei drop-out alla rimotivazione culturale e sociale, all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, alla lotta alla disoccupazione, nonché all’accoglienza di immigrati, che stanno diventando una presenza sempre più significativa nel nostro Paese, assai rilevante in certe aree. Occorre realizzare le condizioni per una offerta integrata e flessibile, che coniughi esigenze di formazione tecnico-professionale con esigenze dì autonomia culturale e di orientamento del cittadino e consenta a ciascuno la personalizzazione dei percorsi culturali e formativi.

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L’integrazione (interazione tra soggetti diversi nel rispetto delle diverse vocazioni istituzionali) dovrà riguardare il raccordo con la formazione professionale e, quindi, con i diversi centri pubblici e privati accreditati. Il coinvolgimento della scuola secondaria superiore sarà un obiettivo esplicito, prevedendo tempi e forme di graduale inserimento per rispondere alla domanda di cultura e di formazione di chi ha già il titolo dell’obbligo (scuola secondaria serale raccordata con il circuito EDA per consentire ai corsisti il proseguimento dei corsi di studio).

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I CENTRI TERRITORALI I C.T.P., istituiti ai sensi dell’O.M. 455/1997, hanno raccolto e integrato le precedenti esperienze dei corsi di alfabetizzazione e dei corsi per lavoratori, e rappresentano l’insieme dei servizi e delle attività di istruzione e formazione degli adulti presenti su un territorio distrettuale. Le attività e i servizi per gli adulti sono coordinate dal C.T.P., che ha come riferimento amministrativo e didattico una istituzione scolastica e come Coordinatore responsabile il suo capo di istituto. Sotto l’aspetto funzionale, i C.T.P. sono luogo di concertazione, di lettura dei bisogni formativi, di progettazione e di organizzazione delle iniziative di istruzione e formazione in età adulta, per l’alfabetizzazione culturale e funzionale, il consolidamento e la promozione culturale, la rimotivazione e il riorientamento, l’acquisizione e il consolidamento di conoscenze e di competenze specifiche, di pre-professionalizzazione e/o di riqualifìcazione professionale. I Centri svolgono attività di accoglienza, ascolto e orientamento; di alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e di formazione professionale; di apprendimenti della lingua e dei linguaggi; di sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi scientifici; di recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali per una attiva partecipazione alla vita sociale; di acquisizione e sviluppo di una prima formazione di soggetti in situazione di marginalità. Le attività si svolgono mediante corsi lunghi di istruzione oppure corsi brevi/moduli a carattere monografico. A1 termine delle attività è previsto il rilascio di titoli, certificazioni e attestazioni dei crediti formativi acquisiti. L’accesso ai C.T.P. è gratuito e consentito agli adulti di qualsiasi età e condizione, prioritariamente a coloro che richiedono il conseguimento del titolo di studio (licenza elementare o media) I1 Centro si avvale di docenti messi a disposizione dall’Ufficio Scolastico Territoriale e di operatori messi a disposizione da altri soggetti pubblici o in convenzione da altri istituti o assunti con contratto d’opera. Nel 1998/99 i Centri hanno preso l’avvio su tutto il territorio nazionale. Sono stati attivati circa 700 corsi di alfabetizzazione su 2/3 dei Centri, e circa 1700 corsi delle 150 ore nel 95% dei Centri, con una

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utenza complessiva di 53.000 adulti; altri 97.000 adulti hanno potuto fruire di corsi brevi o a carattere modulare (es., alfabetizzazione informatica e linguistica).

L’educazione degli adulti è costituita dall’insieme delle opportunità educative formali (istruzione e formazione professionale certificate) e non formali (cultura, ed. sanitaria, sociale, formazione nella vita associativa,ed. fisico motoria) rivolte ai cittadini in età adulta, aventi per obiettivo la formazione di competenze personali di base nei diversi campi e di competenze di base trasferibili e certiflcabili. Per realizzare l’obiettivo proposto dalla V Conferenza mondiale dell’‘UNESCO di “one hour a day for learning for alI” si deve attuare un processo che sviluppi l’integrazione tra: 1. Le diverse istituzioni responsabili nei diversi campi e a diversi livelli istituzionali, ciascuno per le proprie competenze; 2. 1 diversi ambiti di intervento; 3. Le risorse umane, materiali e finanziarie disponibili. Il nuovo sistema integrato di EdA si muove in una prospettiva di “life long learning” e per questo intende portare a sinergia l’insieme delle opportunità formative che interessano i cittadini in età adulta, in relazione ai diversi problemi ed interessi che caratterizzano le diverse fasi e i diversi momenti dell’esistenza. Il cambiamento richiede la promozione di una offerta integrata tra il sistema scolastico e il sistema di formazione professionale e tra questi e il mondo del lavoro. I soggetti istituzionali (Stato, Regione, ed Enti locali) e le parti sociali devono assumere un impegno comune per sensibilizzare tutta la popolazione in merito all’importanza del ruolo che l’EdA può rivestire per la crescita democratica, civile, sociale ed economica del nostro Paese, soprattutto nel Mezzogiorno. Occorre uno sforzo politico e progettuale per organizzare una rete in grado di dare risposte efficaci e differenziate ai diversi bisogni dell’ utenza. Il Ministero della P.I., le Regioni e gli Enti locali devono promuovere il nuovo sistema integrato di EdA, in particolare è essenziale l’apporto dei seguenti agenti: a) il sistema scolastico b) il sistema regionale della formazione professionale c) il sistema dei servizi per l’impiego d) le reti civiche delle iniziative per l’EdA

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e) le infrastrutture culturali (biblioteche, musei, teatri ...) f) le imprese g) le associazioni (culturali, del volontariato sociale, del tempo libero, ecc) h) le universitĂ . Tali soggetti possono congiuntamente dar vita a forme associative anche a carattere consortile per la gestione di programmi e progetti comuni.

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IL SISTEMA GENERALE

In ottemperanza all’art. 3 del D.P.R. n0 275/99, il C.d.C. elabora il P.O.F. e con esso risponde alle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico del territorio.

Introduzione

L’educazione in età adulta è inserita nello scenario generale dell’istruzione e della formazione durante tutta la vita, in una prospettiva nella quale ogni persona, a qualunque età, sia posta in grado di sviluppare le proprie capacità, di governare il proprio apprendimento, di partecipare a processi di riconversione e di usufruire di offerte di istruzione che consentano di migliorare la qualità della vita. (C. M. n0 456 del 29 luglio I997prot. 846). Se permettiamo che l’apprendimento, attualmente privilegio riservato ad una minoranza, possa essere alla portata di tutti, l’educazione permanente mira, per questo, sia allo sviluppo che al rinforzo dei valori democratici della società e promuove la coesione sociale politica. In particolare, l’educazione permanente svolge, in armonia con il dettato costituzionale, un servizio sociale compensativo in favore di quei cittadini che, per varie cause, non hanno potuto conseguire a suo tempo un’istruzione di base. Mai, come negli ultimi anni, si è vista una evoluzione continua delle normative riguardanti l’educazione degli adulti. Basti citare la “Dichiarazione finale della V Conferenza Mondiale dell’Unesco” tenutasi ad Amburgo il 14/18 luglio 1997 e il Documento della Conferenza Stato-Regioni del 2 marzo 2000, il quale ha dato il proprio avallo al documento presentato dal governo, sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’educazione permanente degli adulti. A tal fine si fa notare che il Dipartimento per i servizi nel territorio, cioè la nuova struttura organizzativa centrale, si articolerà in quattro aree, di cui una espressamente per l’educazione e istruzione permanente degli adulti e percorsi integrati. Infatti, questa nuova struttura ha individuato, con la direttiva n0 180/7/99, i criteri generali per la ripartizione delle somme previste dalla Legge n0 440/9.

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Infatti le indicazioni fornite hanno individuato cinque interventi prioritari tra cui “La realizzazione di un programma sperimentale” che prevede lo sviluppo dell’educazione permanente degli adulti.

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CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE MANFREDONIA- MONTE S. ANGELO - MATTINATA Per fornire una risposta ai bisogni degli adulti presenti sul territorio rispetto a “istruzione e formazione” e per promuovere maggiore collaborazione fra la Scuola e le comunità locali, il mondo del lavoro e i partner sociali, è stato approntato un primo questionario di indagine conoscitiva sulle esigenze e bisogni dell’età adulta su tutto il territorio. Le prove conoscitive si svolgono presso i locali della Scuola Media Statale “Ungaretti” di Manfredonia e comportano, per il loro normale espletamento, diversi giorni. I docenti hanno ritenuto opportuno, per avere un quadro abbastanza delineato della formazione di base dei corsisti, di fissare le discipline in tre aree: area dei linguaggi, area economico- giuridico- sociale, area tecnico- scientifica. Ciò per definire i modelli organizzativi per le diverse attività, in base alle reali esigenze dell’utenza ed all’effettiva possibilità di risposta legata ad una gestione efficace e responsabile delle risorse. (CM. n0 455 del 29 luglio 1997 art.5). In base alle esperienze degli anni scorsi, infatti, i docenti IdA mireranno a: 1) Valorizzare e potenziare le competenze e le abilità già possedute dai corsisti; (infatti raramente un adulto non possiede già almeno in parte, o in maniera più approfondita, qualche competenza nel campo formale o informale) 2) Eliminare i tempi morti dell’apprendimento (per gli adulti, infatti, la frequenza scolastica costituisce un notevole sacrificio), ma anche sperimentare un elemento nuovo della moderna didattica: “il tempo come risorsa”; infatti, se alcuni elementi di questa interpretazione del tempo come “contenitore” sono irrinunciabili (occorre pur definire e sapere quale sia la durata complessiva di un corso di studi), è pur vero che essa ha indotto a far ritenere erroneamente valida una corrispondenza biunivoca tra tempo esterno, metrico e tempo interno, psicologico (Domenici). Il principale strumento organizzativo atto a rispondere a questa esigenza dei corsisti è la costruzione di percorsi formativi individuali sulla base della attribuzione di crediti formativi e quindi il superamento, nei corsi serali, della visione rigida delle classi. Infatti, per fare un esempio concreto, consideriamo il caso di alcuni corsisti i quali hanno frequentato qualche anno di scuola media, oppure posseggono competenze acquisite con l’esperienza, con il lavoro, oppure con il volontariato (campo informale).

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Per raggiungere tutto ciò ogni corsista deve frequentare solo quei moduli per i quali non ha ancora acquisito le competenze richieste, ottenendo per gli altri un credito formativo. Sarà, invece, necessario per tutti sostenere le prove di verifica finale stabilite per ogni modulo.

ANALISI DEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE Manfredonia, comune nel quale si colloca l’Istituto Comprensivo “Ungaretti-Madre Teresa di Calcutta”, centro urbano tra i più estesi e densamente popolati (circa 60.000 abitanti) della provincia di Foggia, si avvale di una collocazione geografica che consente di raggiungere in modo agevole e veloce i centri urbani limitrofi, compreso il capoluogo di provincia. Manfredonia, inserita nel Parco del Gargano, ha grandi potenzialità di sviluppo dal punto di vista turistico e naturalistico per la presenza delle paludi sipontine rinomate per la ricca e varia avifauna, le zone limitrofe, gli insediamenti boschivi, gli itinerari storici, i musei, il Castello. Buone prospettive di occupazione e di sviluppo economico sono offerte dai “contratti d’area” che prevedono nuovi insediamenti produttivi. Le realtà di rilievo dal punto di vista economico, distinte nei tre settori produttivi sono: la pesca, in cui operano circa 3000 persone con una flotta di circa 500 pescherecci ed una produzione annua che supera le 70.000 tonnellate di pescato; aziende agricole soprattutto a conduzione familiare; un’industria di escavazione di materiale calcareo; industrie di trasformazione lattiero-caseario; cantieristica navale, metalmeccanica, edile colpite, tuttavia, da una evidente crisi economica; industrie varie; trasporto marittimo; attività commerciali. Dalle informazioni acquisite presso i vari organi competenti (sez. comunale del lavoro, ufficio demografico e anagrafe) si può affermare che il tasso di disoccupazione a Manfredonia supera in maniera rilevante la media nazionale e regionale. Permane sia il fenomeno della evasione dell’obbligo scolastico che della dispersione e dell’abbandono ovviamente collegati a realtà sociali quali la disoccupazione, sottoccupazione, devianza, lavoro minorile e svantaggio sociale in genere. Le strutture pubbliche sono parzialmente agibili, alcune non del tutto funzionali per problemi di gestione o di manutenzione. Nu-

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merose sono le Associazioni operanti nel sociale: recupero delle tossicodipendenze, servizio mensa per i poveri, sport per disabili, accoglienza immigrati, ecc. Queste sono le risorse culturali: biblioteca comunale, biblioteca regionale, cineteatro S. Michele, museo civico nazionale, associazione S. Chiara ed altre associazioni di tipo culturale, due compagnie teatrali. Elementi di caratterizzazione socio-culturale del territorio sono: Istituzione Carnevale dauno,, festa patronale SS. Maria Madonna di Siponto (a cura di un comitato), estate sipontina (a cura del Comune e dell’ Assessorato alla cultura), Premio culturale “Re Manfredi”. Dall’indagine effettuata nell’ambito delle risorse socio-culturali, si rileva che il numero delle agenzie strettamente collegate all’impianto formativo generale della scuola risulta poco adeguato e risulta problematica una loro piena utilizzazione per carenze gestionali e organizzative, per le condizioni di progressivo degrado o per eccessiva burocratizzazione che spesso rallenta e impedisce la fruizione di tali risorse. Il quartiere

L’Istituto Comprensivo “Ungaretti- Madre Teresa di Calcutta” è collocato in un quartiere periferico, denominato rione Monticchio. A causa della mancanza di un razionale piano urbanistico, il rione Monticchio è nato e si è sviluppato molto disordinatamente. Una consistente percentuale di abitanti di questo rione proviene da centri limitrofi, soprattutto da Monte S. Angelo e Macchia. Dal punto di vista socio-economico si può rilevare una certa eterogeneità di livelli con una presenza più consistente di famiglie di collocazione modesta o di tipo impiegatizio o a lavoro autonomo. Un’altra percentuale di rilievo è costituita da famiglie il cui reddito proviene dal lavoro di un solo componente (in genere il padre) che svolge la sua attività fuori dal territorio. Nel quartiere sono altresì presenti situazioni socio-economiche precarie dovute a difficoltà occupazionali e una fascia minima costituita invece da professionisti con un alto reddito spesso costituito dall’apporto economico di due componenti del nucleo familiare. Dal punto di vista culturale il quartiere non presenta particolari connotazioni.

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I servizi

Nel quartiere sono presenti alcuni servizi di pubblica utilità, quali scuole materne, elementari, medie e superiori, servizi socio-sanitari, di trasporto pubblico, alcune strutture sportive e una sola struttura di tipo culturale, il cineteatro S. Michele. Il quartiere è notevolmente carente dal punto di vista del verde pubblico.

ORGANIZZAZIONE DELL'ATTIVITA' DIDATTICA Per il raggiungimento dei traguardi prefissati, il team di progetto e coordinamento delle attività del C.T.P., insieme agli altri operatori del Centro, stende programmazioni didattiche per unità di apprendimento (U.d.A.). L'organizzazione delle attività è basata sul sistema della cooperazione e della collegialità, con articolazione flessibile del gruppo-corso in attuazione dell'apprendimento cooperativo e per gruppi omogenei. Saranno attivate, altresì, iniziative di recupero, tutoraggio e studio assistito. L'apprendimento e la programmazione vengono controllate con verifiche. La flessibilità oraria ha un duplice scopo: - garantire all’ utenza una fascia oraria e un percorso formativo corrispondenti alle proprie effettive necessità; - gestire efficacemente e responsabilmente le risorse professionali, in ottemperanza all'art. 5 dell'O.M. n° 455 del '97 , all'art. 41 del C.C.N. L. del 4/8/95, nonché all'art. 7, comma 2, della Direttiva n° 22 del 6/2/2001.

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FASE DELL’ACCOGLIENZA A partire dal mese di settembre 2013, i docenti del C.T.P. hanno organizzato la fase dell’accoglienza al fine di individuare il possesso di competenze di base, le capacità socio-relazionali e i bisogni degli iscritti. Gli iscritti al corso di licenza media si sono presentati all’assemblea preliminare ed hanno sostenuto le prove di accertamento delle competenze nei giorni successivi. La fase di accoglienza riveste un ruolo fondamentale: essa, infatti, permette di conoscere in prima battuta bisogni, capacità, strumentazione di base, interessi e aspettative, disponibilità di tempo degli utenti e quindi di tarare discipline, contenuti delle stesse, strategie e metodologie. L’accurata gestione di questa fase è determinante per definire quali e quanti segmenti costituiranno i percorsi formativi individuali (essa sarà ripetuta in occasione dell’inserimento di nuovi allievi). Essa viene gestita fondamentalmente in tre momenti, strutturati su colloqui individuali o a gruppi estremamente ridotti, attraverso griglie già predisposte dai singoli docenti, pur ritenendo la forma del colloquio più attendibile e più efficace nel fornire elementi, maggiormente adattabile alle caratteristiche psico-cognitive dell’allievo e meno ansiogena del questionario scritto. Il primo momento prevede il rilevamento dei dati anagrafici, delle esperienze scolastiche pregresse documentabili, di quelle lavorative, di eventuali altri crediti formativi acquisiti in campi non formali; esso deve approfondire il rapporto dell’allievo con gli organi di informazione, la lettura, la televisione, il cinema, la musica, gli eventuali hobby e competenze, la gestione del tempo libero, i viaggi, lo sport, la partecipazione ad attività politiche. di volontariato, ecc. Il secondo momento è gestito da ogni docente per determinare strumenti e abilità possedute nella propria disciplina. Il terzo momento deve accertare la disponibilità di tempo in funzione delle aspettative e degli obiettivi che il corsista si propone di raggiungere. Ai docenti compete questa fase di orientamento, che conduce alla contrattazione del patto formativo. Dati comuni emersi dal dépistage: carenze linguistiche e comunicative in genere; limiti nella sfera delle esperienze e dei valori;

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limiti nella decodificazione degli stimoli esercitati dai mass-media con conseguente assunzione di comportamenti indotti ( conformismo, consumismo); passività e acriticità di pensiero; limiti nella partecipazione alla vita pubblica e politica; limitata presenza sul territorio di agenzie formative extrascolastiche; difficoltà di comportamento e di apprendimento. Dai colloqui individuali è emersa una scarsa coscienza di sé ed una bassa soglia di autostima, nonché un senso diffuso di inadeguatezza rispetto all’organizzazione strutturale della società odierna (multietnica, multimediale, politico-economica, giuridico-legale, ecc), in definitiva grosse difficoltà di carattere relazionale. Analizzando le domande formative che gli utenti portano all’interno del contesto scolastico risulta evidente come bisogni comuni a tutti siano una richiesta di contenimento di ansia, un’esigenza di essere riconosciuti come “persone normali”, degne di rispetto e di comprensione, un bisogno di conferme rispetto al proprio valore, per accrescere l’autostima e rafforzare l’identità personale. Inoltre tutti esprimono la necessità di esperienze gratificanti e di instaurare delle relazioni soddisfacenti. Vi sono però delle significative differenze nelle domande di formazione a seconda delle diverse fasce di utenza. Il gruppo degli “adolescenti” (da 16 a 18 anni) ha un forte bisogno di essere orientato, ha bisogno di riappacificarsi con un’istituzione scolastica da cui è stato respinto nel passato e necessita di instaurare delle relazioni gratificanti con il gruppo classe. I bisogni principali che abbiamo riscontrato all’interno di questa categoria possono essere così sintetizzati: •

bisogno di riappacificazione con l’istituzione scolastica che li ha “scacciati” e quindi recupero di un occasione perduta;

bisogni di esperienze positive;

bisogno di instaurare relazioni positive sia con gli insegnanti, sia con i compagni;

bisogno di essere “contenuti”;

bisogno di “normalità” e riscatto sociale;

bisogno di essere orientati.

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I “giovani”(da 19 a 25 anni) esprimono principalmente dei bisogni legati al lavoro: mediamente insoddisfatti delle loro esperienze lavorative; importante sembra inoltre il bisogno di riconciliarsi all’interno delle relazioni sociali, perché spesso la perdita dell’esperienza scolastica è all’origine di un senso di inferiorità nei confronti di chi a scuola ci è andato. I bisogni caratteristici di questa categoria sono dunque legati, anche se in maniera diversa a seconda dei soggetti, a: •

il lavoro;

la socializzazione;

il bisogno di recupero di un’esperienza perduta che in alcuni casi viene ricordata come negativa, quindi

il bisogno di esperienze positive che possono creare una sorta di riappacificazione con l’istituzione;

la necessità di acquistare fiducia nei propri mezzi e, conseguentemente, autostima;

il bisogno di riconciliarsi all’interno delle relazioni, per esempio con le fidanzate (“essere alla loro altezza”);

il bisogno di trovare delle figure adulte positive.

La categoria degli “uomini adulti” (oltre 30 anni) viene invece ad essere caratterizzata da: •

il bisogno di un lavoro migliore per eliminare, innanzitutto, la sensazione di esclusione sociale e, più in profondità, come sostegno alla loro identità di padri di famiglia;

una rappresentazione della scuola prevalentemente positiva che porti a vivere il corso serale come un mezzo per recuperare un’occasione perduta;

il desiderio di migliorarsi e diventare cittadino consapevole; ‘ .

il bisogno di socializzare e di instaurare delle relazioni umane gratificanti;

l’esigenza di riposizionamento nei confronti dei propri figli.

Tra tutti i bisogni identificati, per la categoria degli “uomini adulti” è risultata predominante la necessità di trovare un lavoro, o di migliorare quello attuale. Per le donne (oltre 25 anni) la presenza ai corsi esprime il bisogno di: •

trovare un lavoro;

trovare una occasione di riscatto ad un’ occasione perduta, per avere quello che non si è potuto avere da piccole;

riappacificarsi con l’ istituzione scolastica e riparare ad una perdita; 20


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ottenere rassicurazione, conferma dei proprio valore e bisogno di rafforzamento della propria autostima, per combattere un profondo senso di inadeguatezza;

socializzare e instaurare dei rapporti umani positivi e gratificanti;

realizzare il riscatto personale e sociale;

riposizionarsi nei confronti dei propri figli, per “poterli seguire meglio” assumendo un maggiore valore ai loro occhi;

• migliorarsi culturalmente e realizzarsi come persone e cittadine a pieno titolo. I docenti avranno cura di esplicitare il concetto delle Pari Opportunità e di attuarlo nella pratica didattica, al fine di realizzare appieno il dettato legislativo della Comunità Europea. Anche quest’anno si è verificata la presenza di adulti analfabeti o semianalfabeti e di tanti immigrati privi della conoscenza della lingua e della cultura italiana. Pertanto essi saranno seguiti in maniera individualizzata dalla maestra e frequenteranno un corso specifico finalizzato all’acquisizione delle abilità di base in uno o due anni. Gli interventi dei docenti verteranno su 4 grandi aree:

Area dei linguaggi ( Italiano – Francese )

Area socio - economica

Area scientifica

Area tecnologica

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OBIETTIVI GENERALI Area cognitiva o Imparare ad imparare. o Acquisire il gusto della lettura. o Comprendere comunicazioni orali e scritte. o Acquisire tecniche specifiche della materia (calcolo, ortografia, ecc.) o Comprendere ed esprimere con ordine e chiarezza relazioni nella sfera delle esperienze o Imparare ad insegnare per saper comunicare ad altri le proprie competenze lavorative. o Saper osservare, elaborare e interpretare dati facendo uso di tecniche di tipo matematico o Impostare e risolvere problemi. o Comprendere l’evoluzione degli avvenimenti e interpretarli. o Saper utilizzare e selezionare le informazioni.

Area socio- relazionale o Saper accettare le idee altrui diverse dalle proprie o Saper lavorare e collaborare con gli altri in modo produttivo valorizzando le proprie e altrui competenze. o Acquisire capacità di autocontrollo o Saper operare scelte consapevoli e motivate o Acquisire comportamenti ispirati all’etica della responsabilità o Saper accettare la realtà senza traumi o Saper accettare la diversità o Partecipare attivamente alla vita sociale e politica Obiettivi generali delle varie discipline o Acquisire e applicare i concetti fondamentali delle discipline specifiche o Sviluppare le capacità espressive o Passare dal concreto al pensiero ipotetico e deduttivo o Comprendere e utilizzare i diversi linguaggi: linguistico, grafico, scientifico, tecnico, ecc.

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o Saper comunicare con efficacia e senso critico le proprie idee e il proprio vissuto. Ultimata la lunga fase dell’accoglienza, che è servita a conoscere il profilo socio-professionale dei corsisti, a misurarne le competenze strutturali ed a rilevarne bisogni e richieste, i docenti procedono a stipulare con loro il patto formativo che contiene:

Il tempo che l’alunno si impegna a dedicare alla formazione; Le conoscenze e le competenze che il corsista, dopo averle concordate con i docenti, riconosce come a lui necessarie; I moduli formativi che si impegna a seguire per acquisirle.

Questi impegni sono naturalmente oggetto di verifica e di rinegoziazione tra docenti e corsisti nel corso dell’anno. Differenti risultano i curricoli che vengono proposti ai corsisti poiché improntati a una didattica modulare estesa e flessibile, che tiene conto anche dei crediti formativi che il corsista dimostra di possedere; ciò per evitare che il percorso formativo che lo studente intraprende cominci sempre dall’inizio e per favorire i passaggi in orizzontale da un corso all’altro dello stesso percorso, ma anche quello in verticale, da un ordine di scuola all’altro. Di prioritaria rilevanza educativa, quindi come filo conduttore o obiettivo formativo generale, i docenti pongono la cittadinanza sociale e la cittadinanza politica, poiché la riappropriazione del diritto di cittadinanza e di pari passo la riconsiderazione dei doveri o più in generale delle regole non può stare ai margini di un percorso di riappropriazione di sé, di affermazione della propria dignità e di riorientamento.

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MODULI

I docenti, nella prospettiva di attuare un nuovo modo di “fare scuola”, si pongono la finalità di stimolare, nei giovani soprattutto, un processo di responsabilizzazione in ordine alla propria formazione personale e sociale e di fornire loro la capacità di “navigare” in una società complessa. Si dovrà aggiornare i saperi, proporre un’attenta riflessione sulla moderna pluralità dei linguaggi e puntare sul valore formativo delle conoscenze scientifiche, con metodologie adeguate all’età dei corsisti, in modo da condurli alla comprensione ed alla produzione di messaggi scritti pratici ed essenziali, alla padronanza dei sistemi multimediali e delle tecniche matematiche per porre e risolvere problemi di diversa natura, comunicare con i docenti mediatori. I docenti, in qualità di “mediatori culturali”, definiscono le attività un lavoro da educatori particolarmente complesso, perché implica un superamento della tradizionale divisione dei docenti per materie scolastiche (Italiano, scienze e matematica storia e geografia, lingua straniera educazione tecnica ecc.) a vantaggio di proposte che offrono agli adulti: - Strumenti e tecniche di espressione/comunicazione - Temi che affrontano la questione dei mali biologici e sociali. - Temi che affrontano la vita socio-relazionale dell’individuo. -

Temi di divulgazione e informazione scientifica e sociale

Dall’attività di programmazione effettuata è scaturito un percorso formativo a struttura modulare inserito nel LIBRETTO PERSONALE, che sarà dato a ciascun corsista e in base al quale sarà stipulato il patto formativo individuale.

Obiettivi comuni a tutte le discipline

Area cognitiva: rimotivare i soggetti in formazione allo studio e sviluppare l’interesse nei confronti di una educazione permanente; Area relazionale: far acquisire una mentalità flessibile e aperta alle innovazioni e al continuo mutamento della società e del lavoro.

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Competenze trasversali

-

Rispettare le regole

-

Sapersi adattare al contesto

-

Saper interagire

-

Essere consapevole del proprio ruolo (personale, lavorativo)

-

Saper collaborare

-

Sapere a chi rivolgersi

-

Saper scegliere, decidere.

COMPETENZE SPECIFICHE

Area dei linguaggi

PARLARE PER FARSI CAPIRE

Comunica immediati bisogni personali, fornisce brevi informazioni su di sé e su elementi del contesto;

Soddisfa bisogni comunicativi di tipo concreto;

Affronta situazioni impreviste utilizzando le proprie risorse linguistiche su contenuti pertinenti all’esperienza diretta ed esprimendo giudizi soggettivi;

Si inserisce agevolmente in conversazioni sociali e si confronta con le opinioni degli altri;

ASCOLTARE PER COMPRENDERE ED INTERPRETARE

Comprende testi orali di breve estensione riferiti a contenuti attinenti alla vita quotidiana, ad ambiti familiari o all’esperienza personale;

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Comprende informazioni e indicazioni su argomenti comuni relativi alla vita quotidiana, al lavoro o allo studio, riconoscendo sia il significato generale sia le informazioni specifiche, se esposte con chiarezza;

Comprende informazioni tecniche, quali istruzioni per apparecchi di uso quotidiano, e gli elementi essenziali di trasmissioni televisive e radiofoniche su argomenti di attualitĂ  o su temi di interesse personale;

Comprende il significato generale di una comunicazione ampia riferita anche a situazioni non conosciute;

LEGGERE PER COMPRENDERE ED INTERPRETARE

Legge e comprende il significato o il senso globale di semplici e brevi testi prevalentemente informativi;

Legge per apprendere la lingua e per sviluppare la capacitĂ  di lettura

Comprende un repertorio linguistico e un lessico che gli/le consente di comunicare in situazioni ricorrenti;

Legge testi diversi per studio o approfondimento personale.

SCRIVERE PER FARSI CAPIRE

Sa compilare elenchi e liste di oggetti di uso quotidiano e moduli richiedenti dati anagrafici; Comunica brevi messaggi e trasmette in modo semplice idee e informazioni legate alla propria esperienza personale; Comunica brevemente ma efficacemente contenuti concreti e astratti, se noti; Esprime opinioni su temi vari e noti, argomentando le idee principali;

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GUARDARE PER COMPRENDERE ED INTERPRETARE

Riconosce e interpreta gesti, segni e simboli essenziali alla comunicazione; Riconosce i simboli iconici, riconosce e usa una gamma di gesti ricorrenti per completare la comunicazione verbale, nella produzione e nella ricezione; Mette in relazione linguaggi iconici, grafici, simbolici, ecc. e lingua per comprendere e interpretare o produrre una varia tipologia di testi;

Area Socio - economica

RICONOSCERSI COME SOGGETTO DI DIRITTI E DI DOVERI IN UN CONTESTO SOCIALE E NEL RISPETTO DELLE SFERE GIURIDICHE ALTRUI

Esemplifica semplici relazioni giuridiche sulla base dell’esperienza personale e, a partire da esse, identifica i propri diritti e doveri; Coglie la specificità delle regole giuridiche rispetto ad altri tipi di regole e comprende le modalità di base secondo le quali si applicano le regole giuridiche; coglie le relazioni tra regola giuridica e diritti e doveri di soggetti diversi; Comprende le caratteristiche fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano come sistema di regole fondate sulla Costituzione repubblicana;

RICONOSCERE IL VALORE DELLE PROPRIE COMPETENZE PER INSERIRSI IN UN CONTESTO SOCIALE E LAVORATIVO

Identifica le proprie abilità e competenze; identifica abilità e competenze utili per il lavoro; Pone in relazione le proprie abilità e competenze con quelle richieste in contesti determinati; Elabora un consapevole piano di ricerca attiva del lavoro valutando le proprie competenze e mettendole in relazione con le opportunità occupazionali esistenti;

ORIENTARSI NELLE DINAMICHE DEL MONDO DEL LAVORO

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Riconosce, a partire dall’esperienza personale, i principali diritti connessi al lavoro e li collega alle principali norme costituzionali; Identifica, sulla base delle fonti normative, i diritti e doveri connessi al lavoro; li collega alle diverse fonti che concorrono a definire la legislazione del lavoro, comprende le relazioni esistenti tra di esse e le implicazioni pratiche che ne derivano; Legge e interpreta semplici norme che regolano il rapporto di lavoro; utilizza fonti, selezionate dall’insegnante, nella soluzione guidata di semplici casi legati all’esperienza personale;

ORIENTARSI

NELLA

MOLTEPLICITA’

DELLE

OFFERTE

FORMATIVE

E

INDIVIDUARE IL PERCORSO ADEGUATO AI PROPRI BISOGNI PERSONALI E LAVORATIVI

E’ consapevole dell’esistenza e della varietà di opportunità per rinnovare le proprie conoscenze e competenze; Con riferimento al contesto in cui vive e ai propri bisogni, identifica i soggetti a cui rivolgersi e le caratteristiche dei percorsi formativi opportuni; Mette in relazione le proprie esigenze ed aspettative formative con un determinato contesto del mercato del lavoro, al fine di operare delle scelte opportune;

COMPRENDERE I PRINCIPALI PROCESSI DI TRASFORMAZIONE IN CORSO NELL’ECONOMIA CONTEMPORANEA E I CONSEGUENTI CAMBIAMENTI NEL MONDO DEL LAVORO

Conosce i termini comunemente utilizzati per descrivere fenomeni economici di attualità e li applica al contesto della propria esperienza personale e lavorativa; Pone in relazione i cambiamenti nella propria sfera lavorativa con i fenomeni economici in corso; Pone in relazione i fenomeni economici in corso con i cambiamenti nel mondo del lavoro e le conseguenti esigenze di aggiornamento delle competenze; identifica in termini generali le competenze di base utili per l’occupabilità e si orienta sulle modalità che permettono di aggior-

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narle;

ORIENTARSI NEL TEMPO A PARTIRE DALLA PROPRIA BIOGRAFIA COLLOCANDO LA PROPRIA STORIA E QUELLA DELLA PROPRIA FAMIGLIA NEI PROCESSI STORICI COLLETTIVI

Riconosce la dimensione del tempo a partire dalla propria biografia; Colloca la storia propria e di altri soggetti in un determinato contesto spaziale e temporale; utilizza semplici documenti per ricostruire la storia personale; Periodizza la storia personale, propria o di altri soggetti, e collega le diverse fasi ai diversi contesti spaziali e temporali della storia collettiva.

Area scientifica

UTILIZZARE CONCETTI E COMPETENZE MATEMATICHE PER AFFRONTARE PROBLEMI DI GESTIONE ECONOMICA QUOTIDIANA

Conosce il valore delle diverse monete e banconote e composizione in centesimi , è in grado di confrontare, selezionare prezzi e di calcolare totali con operazioni a mente e per iscritto, o mediante l’uso della calcolatrice; Analizza, controlla, risolve problemi presentati con testi scritti ridotti all’essenziale e alcune forme grafiche ( tabelle, grafici, ecc.); Sa leggere grafici con scale (istogrammi, cartesiani) e aerogrammi relativi a variazioni di un prezzo, reddito; Interpreta, compila moduli di versamento, pagamento, fatture, ordini di acquisto;

UTILIZZARE COMPETENZE RELATIVE ALLE MISURE E ALLE FIGURE GEOMETRICHE PER ANALIZZARE E RISOLVERE PROBLEMI DI GESTIONE DELLO SPAZIO DOMESTICO.

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Sceglie l’unità di misura opportuna fra le più comuni (Km, m, cm) in una data situazione; Comprende semplici rapporti grafici di riduzione, ingrandimento; ricostruisce misure reali da rapporti grafici; Calcola aree e volumi di stanze, alloggi; Conosce, calcola potenze, conosce quadrati perfetti e loro radici; risolve problemi geometrici ed analizza un linguaggio specifico;

APPLICARE CONOSCENZE RELATIVE ALLA GRANDEZZA TEMPO PER PIANIFICARE LA PROPRIA ROUTINE QUOTIDIANA E DI LAVORO

Legge orologi analogici e digitali fino ai minuti, legge calendari, date, orari da rubriche di programmazione; Rappresenta il sistema di datazione su retta; calcola moltiplicazioni e semplici divisioni con dividendo ad una cifra per cumulare, ripartire denaro nel tempo; Calcola velocità medie, legge tachimetri; Calcola e rappresenta graficamente velocità, risolve problemi relativi alla velocità;

UTILIZZARE CONOSCENZE SUI NUMERI NATURALI E DECIMALI, SULLE DIVERSE TECNICHE DI CALCOLO DELLE PERCENTUALI PER ANALIZZARE, RISOLVERE, VALUTARE PROBLEMI DI DICHIARAZIONE E DI CONTABILITA’

Comprende il valore intuitivo ed operativo di valori come 100%, 50%; Legge, scrive, confronta, ordina, seleziona importi in denaro con numeri naturali e decimali; Si orienta fra le modalità comunicative di moduli e formulari.

UTILIZZARE CONCETTI E COMPETENZE MATEMATICHE PER ANALIZZARE LO SPAZIO IN SENSO GEOMETRICO, FISICO, TERRITORIALE E GEOGRAFICO.

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COMPRENDERE LE TRASFORMAZIONI ENERGETICHE SOTTESE ED IL LORO IMPATTO AMBIENTALE

Calcola moltiplicazioni di naturali per 10, 100, 1000; Conosce il significato intuitivo di velocità, accelerazione, forza, energia, lavoro, potenza; utilizza questi termini in diversi contesti e per descrivere caratteristiche di trasporto; Comprende il significato di variabile, dipendente ed indipendente da grafici; comprende il significato, utilizza rapporti grafici di ingrandimento e riduzione per calcolare distanze reali da carte topografiche e geografiche; Legge, rappresenta grandezze derivate con formule dirette ed inverse, conosce le principali unità di misura.

RACCOGLIERE, COLLEGARE E CONFRONTARE DATI AVVALENDOSI DELLE MODALITA’ COMUNICATIVE E DI SINTESI PROPRIE DALLA MATEMATICA (SIMBOLI, GRAFICI, TABELLE, LESSICO SPECIFICO).

Riconosce i simboli e gli ideogrammi più diffusi; Individua l’intervallo di massimo e di minimo di variazioni di dati; Interpreta e utilizza simboli, legenda, schemi grafici; Rappresenta semplici funzioni sul piano cartesiano.

Area tecnologica

ACQUISIRE CONOSCENZE SPECIFICHE RELATIVE ALLA FUNZIONE E ALL’USO DEL COMPUTER.

Conosce la funzione del computer e ne distingue gli elementi fisici principali; Usa con sufficiente padronanza gli strumenti informatici (computer e principali periferiche) nelle sue più semplici funzionalità;

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Sa creare e stampare semplici testi usando le funzionalità di base del programma Word;

ACQUISIRE CONOSCENZE RELATIVE ALLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI

Conosce le principali norme vigenti in materia di sicurezza in ambiente domestico e lavorativo;

ACQUISIRE CONOSCENZE RELATIVE ALLE PROBLEMATICHE ALIMENTARI

Ha acquisito le conoscenze di base in materia di Anatomia, Fisiologia ed Igiene; Conosce le principali regole per una alimentazione sana e corretta.

ACQUISIRE CONOSCENZE RELATIVE ALLE PROBLEMATICHE ENERGETICHE

Conosce le principali fonti di energia e le problematiche connesse.

FORMAZIONE Il 26.09.2003 il MIUR – Ufficio Scolastico Regionale della Puglia – ha istituito i Centri Risorse Interculturali di Territorio (= C.R.I.T.), identificandoli nei CTP. Il C.R.I.T ha le seguenti funzioni e compiti: a. Promozioni di reti di scuole per la pianificazione e la realizzazione delle attività interculturali del territorio; b. Utilizzazione del fondo assegnato per : 1) Corsi di lingua italiana, come lingua seconda, per minori; 2) Corsi di lingua italiana, come lingua seconda, per adulti; 3) Corsi di madrelingua, come lingua prima, per minori e adulti. Detti corsi possono prevedere aspetti di approfondimento socioculturali con l’utilizzo di mediatori linguistico-culturali; c. Formazione dei docenti sui temi dell’intercultura; d. Formazione dei mediatori linguistico-culturali;

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e. Monitoraggio delle esperienze realizzate; f. Raccolta della documentazione e diffusione della progettazione di maggior rilievo.

Al fine di ottimizzare ed armonizzare le attività, si sono stabiliti contatti con gli Assessorati alle politiche educative e sociali dei Comuni afferenti al CTP, nonchè con le Associazioni ed i Sindacati operanti nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati.

I corsi vanno organizzati con le seguenti modalità:

-

per moduli della durata di 30-40 ore, privilegiando gli stranieri privi di alfabetizzazione in lingua italiana;

-

in rete verticale o orizzontale, nel caso il numero di alunni sia esiguo;

-

i docenti e i mediatori linguistico-culturali devono possedere competenze specifiche documentate, acquisite agli atti del C.R.I.T.

-

I corsi di madrelingua per minori si devono realizzare, preferibilmente, al termine delle attività didattiche ( giugno e luglio) in orario antimeridiano, mentre quelli di rinforzo della lingua italiana vanno svolti prima dell’inizio dell’anno scolastico (settembre).

-

I corsi per adulti vanno attivati in forma intensiva in tempi e sedi funzionali alle esigenze lavorative degli utenti.

Negli scorsi anni, il C.T.P. ha attuato numerosi corsi PON inerenti la misura G1, finalizzati all’istruzione e alla formazione degli adulti durante tutto l’arco della vita. Anche nel corrente anno scolastico verranno attuati cinque PON inerenti la misura G1 dai titoli: 1. Do you want to speak English? Cittadino d’Europa. 2. Le donne e il lavoro: come essere imprenditrici di se stesse attraverso la rete. 3. Nuova frontiera della comunicazione: rete internet, communities, social network. 4. L’evoluzione storica dell’arte attraverso lo studio delle tecniche. 5. Valorizzazione dell’ambiente e opportunità turistiche del territorio. Dalle esperienze pregresse, possiamo tranquillamente attestare il crescente interesse per l’alfabetizzazione funzionale da parte degli adulti, in particolare dalla componente femminile, pertanto

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ci risulta sempre più difficile operare la selezione per la frequenza di detti corsi, i quali propongono attività qualificate e qualificanti, nonché gratificanti sul piano personale e sociale. Dall’anno scolastico 2012-2013, il C.T.P., in partenariato con la Prefettura di Foggia, è sede d’Esame A2 per l’accertamento delle competenze linguistiche degli immigrati che devono rinnovare il permesso di soggiorno di lunga durata; nel corrente anno scolastico sono state già effettuate due sessioni d’esame, una nel mese di settembre, l’altra nel mese di ottobre. Non meno rilevante è anche la convenzione che il CTP, nella persona della Dirigente Scolastica Lopomo Donida, ha sottoscritto, nell’anno scolastico in corso, in partenariato con il QUASAR, Ente di alta formazione professionale, con l’Ufficio Scolastico della Regione Puglia e con il MIUR per la realizzazione di un FEI “Italiano in rete”.

VERIFICHE E VALUTAZIONE Le verifiche devono essere effettuate: 1) durante lo svolgimento di un modulo, onde poter accertare l’efficacia dell’azione didattica intrapresa e, se necessario, rettificarla tempestivamente; 2) alla conclusione del modulo, per valutare se il corsista ha acquisito le competenze prefissate. Esse consisteranno in prove strutturate e semistrutturate, relazioni e colloqui individuali e di gruppo. Al termine di ogni modulo i docenti: - verificano il processo educativo (metodologia, gradualità, eventuali ostacoli) - esaminano il comportamento di lavoro dei singoli corsisti; - valutano se il corsista ha raggiunto gli obiettivi prefissati e se è in grado di trasferire la struttura concettuale ad altri campi dell’esperienza. La valutazione non è un processo selettivo e discriminante, ma un elemento essenziale che consente l’analisi e il controllo del processo di insegnamento-apprendimento. I docenti valutano: - le competenze acquisite in ogni ambito disciplinare; - la crescita socio-relazionale; - il grado di maturità civile acquisito; - lo sviluppo del senso critico; -

la partecipazione;

- il grado di autonomia personale; - le attitudini e gli interessi manifestati.

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ESAME DI LICENZA MEDIA

1. Le prove di esame per il conseguimento del titolo di licenza elementare e di licenza media vengono predisposte al termine delle attività anche in periodi non coincidenti con quelli dei corsi ordinari in relazione a specifici progetti finalizzati, come previsto dalla Ordinanza ministeriale n0 48 del 19 febbraio 1999.

2.

Gli esami di licenza media consistono in due prove scritte individuali miranti a testimoniare la capacità di esprimere le conoscenze acquisite in ambito economico-sociale, logico-scientifico e tecnologico- operativo.

3.

La prova orale individuale consisterà in un colloquio a carattere interdisciplinare che, tenuto conto del percorso svolto in base al patto formativo, pervenga ad un accertamento e ad una valutazione delle capacità di espressione, di giudizio e di sistemazione culturale acquisite dal corsista e della consapevolezza dei fondamentali valori etici e civili.

4.

Della commissione d’esame di licenza media fanno parte i docenti individuati nel patto formativo. I Presidenti saranno nominati con le modalità previste dalla normativa vigente, preferibilmente fra i Coordinatori dei Centri o fra coloro che abbiano esperienza nella promozione culturale degli adulti. Alle commissioni di esame possono essere aggregati esperti per la valutazione delle competenze sulla lingua d’origine, relativamente ai candidati la cui lingua madre non sia l’italiano.

I docenti, nella prospettiva di attuare un nuovo modo di “fare scuola”, si pongono la finalità di stimolare, nei giovani soprattutto, un processo di responsabilizzazione in ordine alla propria formazione personale e sociale e di fornire loro la capacità di “navigare” in una società complessa. Si dovrà aggiornare i saperi, proporre un’attenta riflessione sulla moderna pluralità dei linguaggi e puntare sul valore formativo delle conoscenze scientifiche, con metodologie adeguate all’età dei corsisti, in modo da condurli alla comprensione ed alla produzione di messaggi scritti pratici ed essenziali, alla padronanza

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dei sistemi multimediali e delle tecniche matematiche per porre e risolvere problemi di diversa natura, comunicare con i docenti mediatori. L’educazione in età adulta è inserita nello scenario generale dell’istruzione e della formazione durante tutta la vita, in una prospettiva nella quale ogni persona, a qualunque età, sia posta in grado di sviluppare le proprie capacità, di governare il proprio apprendimento, di partecipare a processi di riconversione e di usufruire di offerte di istruzione che consentano di migliorare la qualità della vita. (C. M. n0 456 del 29 luglio I997prot. 846). Se permettiamo che l’apprendimento, attualmente privilegio riservato ad una minoranza, possa essere alla portata di tutti, l’educazione permanente mira, per questo, sia allo sviluppo che al rinforzo dei valori democratici della società e promuove la coesione sociale politica. In particolare, l’educazione permanente svolge, in armonia con il dettato costituzionale, un servizio sociale compensativo in favore di quei cittadini che, per varie cause, non hanno potuto conseguire a suo tempo un’istruzione di base.

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Ctp pof 2013 2014