SOGGETTO BLOCCHI DI SOLITO AUTORE NICOLA CASTELLINI E' la storia di un ragazzo che lascia la sua città natale, la famiglia, il boccione di vino rosso di suo padre e le sicurezze di sempre per intraprendere a 25 anni un viaggio alla ricerca della propria indipendenza. Approda a Londra dopo un viaggio in autostop ottenuto grazie all'annuncio di un'agenzia di autostop italiana visto in un locale alternativo rock, nel 1997, durante un'estate dove familiarizza con lavori legati al teatro, dove entra in una compagnia come assistente al tecnico luci ma finisce per scrivere. Comincia un suo diario personale e mentre scrive riesce a capirsi meglio e a capire ciò che è utile. L'approccio con la capitale britannica è confuso, il guidatore, un ingegnere torinese che va a lavorare in Midlands, lo lascia proprio sotto l'ostello di Oxford Circus dove conosce una receptionist italiana che lo indirizza e lo sostiene consigliandogli di potenziare le sue qualità e di concentrarsi solo su una cosa per volta. Londra è tutta sigle, dice. – Nick, reduce da una convivenza amorosa andata male, prende il treno da Ponte San Giovanni, cambia a Firenze diretto a Torino, dove ha appuntamento. Esce dalla stazione percorrendo il viale laterale e incontra una Fiat Tipo amaranto con dentro il conducente, capelli fino alle spalle sciolti e un passeggero, capelli corti castano chiari, unghia lunghe. Strette di mano, Nick poggia le valigie nere di pelle consumata dei genitori di quando si erano sposati (e non ancora separati) sul bagagliaio
facendo
spazio.
Partenza
e
presentazioni.
Durante
le
alpi
bianche
il
passeggero, ascoltando i Queen, seduto davanti, rivela la sua omosessualità con tono della voce e movenze femminili delle mani. Sbarca a Parigi. Finalmente soli, Nick può andare a sedere davanti. La conversazione è più sciolta e Nick rivela la sua indole simpatica assecondata e accettata bene dal guidatore, che gli fa lezione sulla società inglese. Lui è sposato e sua moglie lo attende all'arrivo. Si imbarcano a Calais e sul traghetto bevono pinte di birra al pub della nave, con il torinese che fa l’esperto, un pò allegramente. Sbarcano su Dover e alla frontiera sono un pò sbronzi al controllo documenti, ma ciò viene sopportato dagli agenti. La guida a sinistra non sorprende il guidatore, e infine cenano in un autogrill dormendo poi in macchina. La mattina partono entrando nella capitale britannica -Nick, il protagonista maschile, è invece portato a confondersi, a sognare di essere in altri luoghi e in altre epoche. La receptionist diventa sua amica e lo invita una sera al pub, è da molto che abita a Londra e si vede dall'abbigliamento che privilegia uno spolverino e dal comportamento sicuro, condito da charme. Mostra lui il quartiere si Soho, Chinatown e dintorni ma Nick rimane pochi giorni durante i quali passeggia per Oxford Street la sera giocando in una sala giochi col gioco del tennis che effettua con un giocatore uomo, lui, contro una giocatrice donna, scelta nel computer. Una sera cucina nell'ostello fagioli scuri in scatola e beve birra Tennent's mangiando su un tavolo da uno, quadrato. Ogni tanto esce a passeggiare anche di sera per Oxford Street, in sala giochi, e lo colpisce per strada soprattutto la gente che guarda spesso negli occhi. Si trasferisce in un ostello vicino a Victoria station gestito da un romano, dove alla parete
sono
appese
sciarpe
e
gagliardetti
della
Roma.
L’ostello
è
diviso
in
due
categorie: i più anziani come ordine di arrivo e i più giovani. L’ostello romanista è stato consigliato a Nick da un suo amico genovese, Marco, conosciuto tempo fa a Genova nel bar di Piazza Colombo. Nick riesce ad avvicinare all’ostello la ex ragazza di Marco e a darle il numero telefonico che gli ha fornito raccomandandosi di darglielo. Nick però