Come cambia la mobilità aziendale con il nuovo pacchetto UE
Come cambia la mobilità aziendale con il nuovo pacchetto UE
09/04/2026
Il diesel non domina più di Salvatore Saladino
Febbraio-Marzo 2026 • numero
Le migliori secondo le esperte di Ilaria Salzano
Una plug-in che alza l’asticella di Luca Barenghi
Osservatorio Prezzi MissionFleet di Francesco Lacidogna
Nuova frontiera Bev svedese di Luigi Barni
Progetti vincenti a cura della redazione
Elettriche in flotta? di Andrea Barbieri Carones
Rinata elettrica e attraente di Luigi Barni
Dove le auto usate tornano a nuova vita di Luca Barenghi
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
Leapmotor B10 e Cupra Formentor di Maurizio Bertera
connessi, flotte più efficienti di Alessandro Palumbo
Design rinnovato e autonomie crescenti di Cristiano Fortini
Il premium coreano punta
Renault Symbioz di Luigi Barni
Bilancio e obiettivi di smart di Luigi Barni
di Luca Barenghi
Fringe benefit 2026, la risposta alla normativa è digitale, Zucchetti 27
L’editoriale di Omar M. Fumagalli
SEMPRE MEGLIO IN EUROPA
Sentir criticare sotto molti punti di vista, a oltranza, il proprio Paese ed il proprio Continente, non è cosa gradita. Almeno non al sottoscritto che oltretutto, vede ancora buona parte del “meglio” o del riferimento per tante cose rimanere pertinenza di questa sempre bella e discussa Europa. Quella che sulle emissioni tanto ha speso (non sempre bene) ha fatto (non sempre per sé stessa) e sta facendo, correggendo è meglio dire. In questo numero di MissionFleet, dopo il Cruscotto e l’Osservatorio Prezzi, che non parlano né di infamia né di grandi lodi, per chi impatta su volumi e costi del settore, abbiamo voluto raccogliere a freddo, dopo inizio anno, i commenti alla regolamentazione europea sulle emissioni. È ancora in evoluzione, ma i fronti diversi ci parlano di approcci fattibili per il mondo delle flotte che tanto pesa nel settore automotive, italiano e non solo. Una frase sempre citabile, riportata dai tempi del corso di Organizzazione delle PMI è che “dalle difficoltà nascono
opportunità” e le aziende fornitrici si danno da fare infatti, se restano sul fronte e non virano, come alcuni vorrebbero far credere, facilmente verso mete oltre il Mediterraneo. Purtroppo le difficoltà sono tutte in azienda, sulle spalle dei manager come quelli a cui diamo voce nello speciale Progetti Vincenti, mostrando risultati apprezzabili e condivisi. Anche perché, detto inter-nos ma come sanno gli esperti di travel, sembra meglio gestibile un mondo fleet europeo che quello di un travel internazionale, succube di situazioni geopolitiche pesanti. Dove la gravità è, dato di fatto, innescata fuori Europa.
Nelle pagine seguenti vi lasciamo un Focus per le App, che si dovrebbero sempre conoscere per poter poi sfruttare e una carrellata di notizie inerenti al prodotto veicolistico: anteprime, interviste, marchi e prove. Con modelli che parlano sempre più, anche letteralmente, al driver aziendale.
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IL DIESEL NON DOMINA PIÙ
L’alimentazione a gasolio non è più la preferita nel noleggio, mentre il canale NLT aiuta
ilmercato a mantenersi quasi a galla. In Europa solo la Spagna cresce al ritmo dell’Italia
Ndi Salvatore Saladino*
*Country Manager Dataforce Italia
el 2025 il noleggio, ancora una volta, è riuscito a salvare il mercato da un risultato molto negativo: il -2,1% registrato lo scorso anno in Italia avrebbe potuto essere ben peggiore se il comparto del rent non avesse ancora una volta accelerato: +11,6% il lungo termine e +13,5% il breve termine. Al 31 dicembre, nel nostro Paese sono state targate 1.536.000 automobili, soltanto 33.000 in meno del 2024. Un risultato in apparenza discreto, vista la situazione congiunturale ed economica, che si aggiunge al momento di transizione della mobilità che sta fortemente disorientando i consumatori. Ma in realtà è molto negativo se confrontato con il 2019, ultimo anno prima della pandemia Covid, in cui furono immatricolate quasi 400.000
auto in più. E a dare la dimensione di quanto si sia ristretto il mercato dell’auto in Italia negli ultimi 20 anni è il confronto con l’anno record di sempre: il 2007, in cui le nuove targhe furono quasi 2,5 milioni. Il noleggio a lungo termine, invece, viaggia a ritmi ben superiori a quelli dell’epoca pre-Covid: con le sue 347.000 immatricolazioni 2025 (comprese le targhe delle automobili poi rinoleggiate ad alcuni operatori del breve con la formula del rent-to-rent), è in netto vantaggio rispetto a sei anni prima quando furono immatricolate 281.000 unità.
PIÙ DEL 2024,
MENODEL2023
Il noleggio come salvagente del mercato, quindi. D’altra parte non è stato difficile migliorare il risultato del 2024, quando il
NLT era stato il canale dalla peggiore performance. Nel 2025 il long rent ha guadagnato quasi tre punti percentuali di quota di mercato, raggiungendo il 22,6% e immatricolando 36.000 automobili in più. Ancora meglio lo short rent, che ha targato circa 87.500 vetture, oltre 10.000 in più dell’anno precedente, ed è cresciuto di quasi un punto nella market share raggiungendo il 5,7%. La performance 2025 del noleggio a lungo termine, però, non è la migliore di sempre: il 2023 era stato ancora più lusinghiero, con 30.000 immatricolazioni in più (quindi a quota 377.000). Ma si era trattato di un’annata particolare dopo un triennio molto difficile, prima per la pandemia poi per la crisi dei microchip, che aveva ridotto molto la produzione automobilistica in Europa, allungando a dismisura i tempi di consegna delle auto nuove. Nel 2023 i noleggiatori sono stati in grado di evadere gli ordini accumulati in precedenza e in attesa in tanti casi da più di un anno.
Se si esamina l’andamento storico del NLT in Italia dal 2021 al 2025, il dato complessivo delle immatricolazioni mostra una crescita fino al 2023, una flessione nel 2024 e una ripresa nel 2025. Un po’ differente è invece il comportamento delle due tipologie principali di operatori: i generalisti Top, ossia
MERCATO PER CANALI
Metodo Ministero con canalizzazione per proprietario e inclusione delle importazioni senza targa - Calcolo sanzioni CO2 fatto per riga utilizzando i target medi PC=93,6 e LCV=153,9
Società in proprietà e leasing: queste immatricolazioni includono anche quelle uso taxi, noleggio con conducente, autoscuole e quelle ad enti pubblici
Società di Noleggio a Lungo Termine Top: Alphabet, Ayvens Arval, Athlon Car Lease, Drivalia, UnipolRental
Società di Noleggio a Lungo Termine Medium: Autosystem, Autovia Fleet, BrumBrum Rent, Felirent, Flex Car Italia, GFC, Gruppo Santander (SCR - Drive), International Renting, Locauto, Mercury, PAN, Porsche Drive, Program Autonoleggio, Rent2Go, Village Rent Società di Noleggio a Lungo Termine Captive: ES Mobility, Free2Move Lease, KINTO Italia, Leasys, Lynk&Co Sales Italy, Mercedes-Benz Lease Italia, Volkswagen Leasing
Società di Noleggio a Breve Termine Top: Avis Budget Italia, Europcar, GoldCar, Hertz Italiana, Locauto Rent, Sicily by Car, SIXT Società di Noleggio a Breve Termine Medium: Autovia, BuyFleet, Centauro Rent, Demontis, Noleggiare, Rental Plus, RentalTop, ShareNow, Sinergia Rent
le società di noleggio controllate principalmente da colossi bancari e che trattano modelli di tutte le marche, e i player Captive, cioè le aziende che fanno riferimento a singoli costruttori o gruppi industriali
dell’automotive e quindi privilegiano la distribuzione di brand specifici, anzi contribuiscono a una parte fondamentale delle strategie di marketing. Mentre i generalisti sono cresciuti in maniera
vigorosa fino al 2023, per poi ridurre il numero delle nuove targhe, le captive hanno avuto un andamento commerciale più costante, fino al forte incremento del 2025, e con quasi 50.000 targhe in più del
ALIMENTAZIONI NEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
2024 hanno quasi pareggiato il risultato dei generalisti top.
IL DIESEL PERDE UNPRIMATO STORICO
L’alimentazione a gasolio è stata per decenni la protagonista più evidente del noleggio e non solo, raggiungendo quote di mercato clamorose, di maggioranza assoluta. Aveva caratteristiche
TOP 5 OPERATORI NOLEGGIO
TOP5 OPERATORI NLT (ESCL. RENT TO RENT)
5
imbattibili nei consumi di carburante (ancora oggi), nella piacevolezza di guida e nella tenuta del valore residuo. Poi, a partire dal dieselgate, 10 anni fa, ha iniziato un lento ma inesorabile declino, accentuato negli ultimi tempi. Fino a perdere il primato anche nelle flotte aziendali e nel settore del noleggio a lungo termine. Nel
2025 le auto a gasolio targate dal long rent sono state appena poco più di 86.000, a fronte delle quasi 114.000 del 2024: un calo del 24% che, in termini di quota, significa una contrazione di quasi 12 punti. Il diesel l’anno scorso si è attestato a una market share del 27,4%, 12 punti in meno del benzina (che ha guadagnato quasi 4 punti). Le auto alimentate a benzina targate dal NLT sono state circa 125.000. Tra le ibride, precisato che le mild sono conteggiate da Dataforce tra le benzina e le diesel, per le full hybrid il risultato del 2025 è stato un volume identico a quello del 2024: quasi 32.000 unità, con una crescita dell’1% solamente e una quota di mercato attorno al 10%. Per le plug-in hybrid, invece, l’incremento è stato molto vistoso: +96% di targhe, arrivate a superare le 44.000 unita, quindi con il sorpasso rispetto alla soluzione, privilegiata invece dai privati, del full hybrid. E una market share del 14%, oltre 6 punti in più. Molto bene anche le auto elettriche, che nel long rent sono cresciute del 39% nelle immatricolazioni, raggiungendo le 23.500 unità (6.600 in più) e conquistando una quota di mercato del 7,4%. In ambito veicoli commerciali leggeri, il diesel rimane sempre la soluzione più diffusa, con una quota di mercato dell’82% abbondante, ma i mezzi commerciali a gasolio hanno perso oltre 5 punti di share.
TESTA A TESTA TRAARVAL E LEASYS
Un finale al cardiopalma nella sfida tra i top player del long rent: secondo le statistiche di Dataforce nel 2025 Arval ha riguadagnato la prima
posizione tra i noleggiatori, dopo che nel primo semestre Leasys appariva inavvicinabile, con un ritmo di recupero formidabile sullo stentato 2024. Arval nel 2025 ha raggiunto una quota di mercato del 20,82%, di 3 punti inferiore rispetto all’anno precedente (sono circa 4.000 targhe in meno). Leasys ha invece raggiunto una market share del 20,59%, ben 7 punti in più dell’anno precedente. Al terzo posto si è classificata Ayvens, che si è avvicinata ai volumi dei due contendenti che l’hanno preceduta e ha conquistato una quota del 19,22% (pur perdendo, a causa dell’avanzata di Leasys, 2,4 punti di quota). Al quarto posto nel 2025 si è piazzata Volkswagen Leasing, che ha aumentato la quota di mercato al 16,4% (circa mezzo punto in più). Nelle posizioni di rincalzo, al quinto posto si è posizionata Alphabet, azienda di proprietà di BMW ma che si considera un operatore generalista a tutti gli effetti. Nell’ambito del noleggio a lungo termine dei veicoli commerciali, è invece Leasys a conquistare la leadership, con un eccezionale aumento delle immatricolazioni e una quota di mercato del 35,7% (ben 15 punti in più del 2024). Alle sue spalle Arval (che nel 2024 era prima, seppure di poco), Ayvens, l’insieme dei piccoli operatori di NLT e Volkswagen Leasing.
FIAT
PANDA È SEMPRE
L’AUTO PIÙ NOLEGGIATA
La popolarissima citycar Fiat, che in questa terza generazione ha raggiunto ormai i 15 anni d’età (fu presentata nel 2011), ha appena cambiato nome in Pandina, per differenziarla ulteriormente dalla Grande Panda (che è partita un po’ a
TOP10 AUTO PIÙ IMMATRICOLATE - NLT
TOP10 NLT
VW Tiguan
BMW X1
Peugeot 3008
C3
rilento, ma non per la domanda fiacca, bensì per carenze produttive nella fase di start-up e anche perché la versione d’attacco a benzina, non ibrida mild, andrà in consegna da febbraio). Ma la Pandina è sempre leader di mercato, anche nel NLT, con numeri addirittura superiori, seppur di poco, rispetto al 2024. È stata targata dal long rent in 19.400 unità (circa 400 in più). Al secondo posto Volkswagen Tiguan, che ha incrementato le immatricolazioni di quasi il 26%. Terza è invece una BMW, la popolarissima X1, forte di una gamma sterminata di soluzioni motoristiche: benzina, mild
hybrid (anche diesel, plug-in hybrid e pensino elettrica. A seguire, Renault Clio (+42,6%), in un serrato testa a testa con Peugeot 3008 (che ha quasi raddoppiato le immatricolazioni di NLT) e Citroën C3 (+81,6%). Molto bene, nelle posizioni successive, anche Jeep Avenger (+27,8%) e il duo Toyota Yaris Cross (+20,4%) e C-HR (+29,6%). Ultima, ma nuova entrata nella Top 10, Fiat 600, che nel 2024 non era presente in ambito NLT.
IL PRIMATO DI MODEL Y INSIDIATO DA IX1
La forte crescita di immatricolazioni di auto
TOP10 BEV PIÙ IMMATRICOLATE NLT 2025
TOP10 PHEV PIÙ IMMATRICOLATE NLT 2025
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 02.01.2026
elettriche nel long rent non è stata agevolata dagli incentivi, bensì dal cambio di normativa sul fringe benefit, che dal 2025 agevola sensibilmente le BEV e le PHEV (penalizzando fortemente le altre tipologie di alimentazione). Leader di
mercato tra i modelli più noleggiati è sempre, tra le auto elettriche, Tesla Model Y, che però rimane attestata sugli stessi volumi del 2024, nonostante un aggiornamento significativo. Al secondo posto, per un’incollatura, si è piazzata
BMW iX1, con un tasso di crescita del 24,9%. Terza è Citroën e-C3, che nel 2024 non era presente sul mercato del noleggio a lungo termine. Formidabile ascesa, nelle posizioni seguenti, di Audi Q6 e-tron, protagonista nella fascia alta del mercato del NLT (+330%), mentre i volumi di Tesla Model 3 sono stabili. Un altro successo del 2025 è Cupra Tavascan, seguita da Dacia Spring, che fino al 2024 era un modello quasi esclusivamente riservato ai clienti privati che acquisiscono l’auto in proprietà. Volkswagen ID.4 ha raddoppiato le immatricolazioni, mentre Jeep Avenger elettrica ha perso il 25% delle targhe. Da ultima, in Top10 si è affacciata la nuova Renault 5 E-Tech: un modello che promette numeri importanti nel long rent del 2026.
IL DRAGONE SIÈDESTATO
C’è una nuova protagonista che si è issata sul podio delle ibride plug-in più noleggiate, anche se non ha raggiunto il primato, che invece ha conquistato come ibrida alla spina più venduta in assoluto in Italia: la BYD Seal U, terza nella Top10 del NLT, ma non distantissima da BMW X1 e Volkswagen Tiguan (quest’ultima distante di appena 200 targhe). Tutti gli altri modelli presenti in questa graduatoria hanno fatto segnare tassi di crescita impressionanti, tranne Cupra Formentor, che già era protagonista l’anno precedente, ma che comunque fa segnare un confortante +14,2%, e Jeep Renegade che, pur a fine carriera, almeno in questa generazione, è cresciuta del 32,3% nelle immatricolazioni long rent. Da segnalare che Cupra è un brand che spinge particolarmente in ambito NLT (la quota di mercato di questo canale in Italia è sempre superiore al 50%) e ha altri due modelli nella Top10 PHEV: Leon e Terramar.
2026:
CRESCITA MODERATA
Le previsioni Dataforce per il nuovo anno sono di crescita per entrambi i canali del noleggio: moderata per il lungo termine (+1,9%) e più significativa per il breve termine (+10,9%). Il tasso di crescita ipotizzato per il NLT, dunque, dovrebbe essere nettamente inferiore a quello immaginato per il mercato nel suo complesso, che è stimato molto vicino a +5% per le Passenger Cars (qualcosina in più per i Light Commercial Vehicles).
Secondo il forecast, sono previste 305.500
PREVISIONE MERCATO NOLEGGIO
MERCATO ITALIA NOLEGGIO
NLT (escl. Rent to Rent)
NBT (incl. Rent to Rent)
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 02.01.2026
immatricolazioni di NLT (in questa cifra non è compreso il rent-to-rent, più correttamente attribuito al noleggio a breve termine), ossia circa 4.800 unità in più del 2025 (+1,6%).
Per gli LCV, la previsione parla di 64.400 unità, un paio di migliaia in più (+3,2%). In ambito NBT, i cui dati stimati comprendono le immatricolazioni di NLT rinoleggiate ai rent-a-car, si ipotizzano 133.000 targhe complessive Passenger Cars (+10,9%) e 7.300 mezzi commerciali (+11,3%).
FOCUS TOP5 EUROPA
Un veloce sguardo al resto dell’Europa, che conta in ambito volumi di immatricolazioni. Se in Italia per il noleggio a lungo termine il 2025 è stato un buon anno, e per il canale delle vendite dirette alle aziende sono stati 12 mesi discreti, avendo
raggiunto più o meno i volumi del 2024 (1,6%), si può affermare che il complessivo True Fleets sia andato bene. Nel resto d’Europa soltanto la Spagna ha sorriso, con un buon +11,7% di immatricolazioni True Fleets, toccando quota 343.000 unità (435.000 per l’Italia, +9,3%). Male, invece, la Francia, che in ambito True Fleets si è fermata a 450.000 immatricolazioni (appena di più dell’Italia), in flessione del 10,3%. Così così anche la Germania che, seppure come per tradizione su volumi decisamente più elevati (circa 870.000 unità), ha perso quasi 37.000 targhe True Fleets (-4,6%). Senza infamia e senza lode il Regno Unito, che però ha conservato il primato tra le True Fleets in Europa con quasi 916.000 immatricolazioni, appena 2.600 in meno rispetto al 2024.
TRUE FLEETS - TOP5 IN EUROPA
Elaborazione Dataforce
OSSERVATORIO PREZZI MISSIONFLEET
Le variazioni di costo nelle voci più rilevanti per i fleet manager: dalle auto ai prodotti e servizi collegati alla gestione della company car a cura di Francesco Lacidogna
Il listino medio delle auto nuove a gennaio 2026 è stato pari a € 35.903. Tale valore è ponderato sui dati delle immatricolazioni nel trimestre precedente (ottobredicembre 2025) comprende l’IVA ma non gli sconti ed equipaggiamenti opzionali. A dicembre 2025 era pari a € 36.017 (-0,3%). Mentre a gennaio 2025 era pari a € 35.992 (-0,2%). Seinvece consideriamo il listino medio non ponderato, cioè la mera media aritmetica dei prezzi dei modelli, a gennaio 2026 è stato pari a € 60.860, un importo in decremento da tre mesi consecutivi.
Il canone medio mensile del noleggio a lungo termine nel quarto trimestre 2025 è stato pari a 590 euro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mostra una contrazione del 9%. Da luglio a settembre ha registrato delle oscillazioni che lo hanno portato a scendere di 36 euro. Poi nei due mesi successivi ha recuperato 14 euro, per riscendere a dicembre a 588 euro. La rilevazione effettuata da Dataforce si basa sul monitoraggio delle offerte commerciali nei siti web dei principali player, che coprono circa il 70% del mercato. I valori riportati sono netto IVA e, laddove previsto, comprendono l’anticipo.
Il valore medio dei contratti di leasing su autovetture nell’intero 2025 è stato pari a € 60.955. Dopo il picco di luglio, con valore medio prossimo a € 63.000, il mercato ha registrato una correzione ad agosto (circa € 59.000), seguita da un recupero a settembre (€ 60.808). Il mese di ottobre segna una nuova flessione (€ 55.289), mentre novembre e dicembre evidenziano una ripresa progressiva, rispettivamente a 60.568 e 61.027. Nel 2025 sono stati stipulati 75.000 contratti di leasing su autovetture (-3,5%) pari ad uno stipulato di 4,6 miliardi (+0,4%). Da registrare, il 21% di vetture elettrificate.
Il premio medio delle polizze RC Auto, escluse le tasse, nel mese di settembre 2025 (ultima rilevazione disponibile) è stato di 360 euro secondo i dati Ania. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente tale valore mostra un incremento del 3,4%.
Considerando i nove mesi del 2025 il premio medio è stato pari a 358 euro. Dopo il picco di dicembre 2024 di 357 euro, il premio è sceso di 4 euro a marzo 2025 (€ 353) per poi risalire a giugno a € 362 e scendere infine a settembre a € 360.
L’andamento dei costi di manutenzione e riparazione è un fattore rilevante per le company car. Sulle vetture di proprietà l’impatto è immediato, mentre nel noleggio si riflette sui canoni dei nuovi contratti o dei rinnovi. Il prezzo delle manutenzioni e delle riparazioni dei veicoli a dicembre è salito del 2,9% rispetto allo stesso mese 2024. Stesso valore per tutti gli altri mesi da luglio a novembre, ad eccezione di ottobre in cui l’incremento è stato pari al 2,8%. Discorso leggermente diverso per gli pneumatici. Daluglio a settembre l’incremento medio di prezzo è stato il 2%. Da ottobre a dicembre è salito al 2,5%.
I grafici dei prezzi di benzina e diesel mostrano un andamento quasi analogo anche se con valori diversi. C’è stato sempre un rimbalzo: i prezzi sono scesi e aumentati ogni mese. Considerando i valori assoluti, a luglio 2025 il prezzo alla pompa in modalità self-service è stato di € 1,725 al litro per la benzina e € 1,661 per il gasolio. Dopo varie oscillazioni in discesa e in aumento, il prezzo della benzina a dicembre 2025 è stato di € 1,697 mentre il gasolio di € 1,635.
La tabella evidenzia i prezzi medi da luglio a dicembre 2025 delle ricariche, per vetture. In corrente alternata (AC), corrente continua (DC) e ad alta potenza (HPC). Per le ricariche AC il prezzo medio annuo è stato 0,62 €/kWh, per le DC 0,73 €/kWh. Per le ricariche HPC è stato di 0,75 €/kWh. Le auto elettriche circolanti in Italia al 31 dicembre 2025 sono 365.091, con le immatricolazioni full electric che nel 2025 sono pari a 94.230 unità, in aumento del 46,1% su 2024. A fine dicembre, i punti di ricarica erano 70.272.
PROGETTI VINCENTI PROGETTI VINCENTI
Le attività dei fleet manager che si sono distinti agli ultimi MissionFleet Awards
Da cura della redazione
ettagli, tanti, poi target e soprattutto metodi, che i fleet manager hanno presentato alla giuria dei MissionFleet Awards per meritarsi un premio.
Nell’insieme però, si parla sempre di esempi di passione oltre che di metodo, per ottenere risultati tangibili in azienda e spesso ancor più nelle persone, pur parlando di veicoli aziendali, da ben gestire. Sintetizzati, qui a seguire, tre esempi che sono emersi in ambito di elettrificazione, sostenibilità e non solo.
SAFILO: UNOCCHIOSERIO
SOSTENIBILITÀ
Roberto Lazzaroni, Facility Manager Europa di Safilo, ha
presentato a MFA 2025 l’ambizioso percorso del Gruppo: un’evoluzione che va oltre i veicoli, puntando su cultura
aziendale e monitoraggio dei dati. Per Safilo, la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un pilastro strategico declinato
ROBERTO LAZZARONI
in quattro direttrici fondamentali: Prodotto, Pianeta, Persone e Partner. Questo impegno si traduce in obiettivi climatici rigorosi, che prevedono entro il 2030 una riduzione delle emissioni del 70% (Scope 1 & 2) e del 25% (Scope 3).
DA STATUS SYMBOL
ASCELTA ECOLOGICA
Il progetto di trasformazione della flotta, avviato nel 2020, ha segnato un cambio di paradigma radicale. Gestendo un parco auto di 170 veicoli in Italia e 230 all’estero, Safilo ha scelto di superare la logica del “modello premium” come status symbol per abbracciare soluzioni a basso impatto.
«Inizialmente abbiamo puntato con decisione sulle motorizzazioni Full-Hybrid di Toyota – spiega Lazzaroni –. È stato un passaggio che ha richiesto un importante sforzo di sensibilizzazione verso i driver, abituati a standard differenti, ma i risultati in termini di emissioni ci hanno dato ragione».
L’ESPANSIONE
VERSOPHEVE BEV
L’evoluzione tecnologica e normativa ha spinto l’azienda verso un’ulteriore diversificazione.
• Obiettivo 2026: Safilo punta a inserire in flotta 50 veicoli Plug-in Hybrid (PHEV) entro l’anno.
• Infrastrutture interne: per supportare questa transizione, la sede di Padova è stata dotata di 41 punti di ricarica. La scelta di investire in ricariche aziendali nasce dalla necessità di offrire un’alternativa efficiente e controllata rispetto alla rete pubblica.
• Monitoraggio: la reale
sostenibilità viene misurata attraverso l’analisi costante dei consumi e delle percorrenze, consapevoli che il fattore umano (il comportamento del driver) è determinante quanto la tecnologia del motore. L’azienda dispone attualmente di due auto elettriche in pool e prevede, da quest’anno, l’introduzione di veicoli elettrici nella car list destinata ai driver, con l’obiettivo di promuovere una mobilità aziendale sempre più sostenibile.
MOBILITÀ A 360°
La strategia di Safilo non si ferma alle auto aziendali. L’azienda promuove attivamente la micromobilità e la condivisione, premiando i dipendenti che scelgono il carpooling o la bicicletta. In quest’ottica, l’azienda mette a disposizione dei collaboratori delle e-bike per gli spostamenti quotidiani e durante il weekend.
BRT: TECNOLOGIA, NORME E RESPONSABILITÀ
Luigi Torromino di BRT, noto corriere nazionale con sede centrale a Bologna, ha presentato un progetto di gestione della flotta di fronte alle sfide attuali e alle molte soluzioni tecnologiche proposte, nel fleet management, portando al centro la persona. «Per noi la prima responsabilità è far tornare a casa la sera i colleghi, che sono in strada e che non chiamiamo solamente driver. La car-list, divisa su quattro fasce, conta circa 450 veicoli. Adas e rispetto delle norme sono quanto conta nelle nostre scelte, nei nostri rapporti umani prima ancora che nelle regole scritte. Quindi, massima
sensibilizzazione dei driver e nessun risparmio, in quanto a dispositivi sicurezza. Attraverso le black-box cerchiamo di migliorare gli stili guida per evitare i sinistri, con forte opera di sensibilizzazione. Da quando sono in azienda, i sinistri riguardano solo piccole cose, senza coinvolgimento delle persone ma solo interventi di riparazione. Il nostro chilometraggio medio è abbastanza elevato e preventiviamo minuziosamente le spese, ma sempre con priorità agli Adas. Valutiamo l’impatto dei dispositivi sicurezza e usiamo la tecnologia per monitorare le vetture. Sul portale interno, diamo ogni informazione utile ai colleghi che guidano e ricordiamo quanto è importante la sicurezza. Supportiamo l’uso dei sistemi di sicurezza sul veicolo e assistiamo in caso di sinistri, puntando molto sulla formazione.
LUIGI TORROMINO
In flotta non abbiamo plug-in ma solo termiche, ibride o elettriche. Le nostre filiali hanno tutte colonnine ricarica di gratuita per le auto aziendali, in futuro faciliteremo anche le ricariche di auto private e altri veicoli».
Sempre Torromino, ha poi presentato il progetto “Forza 4” sul fleet management inserito nel contesto aziendale, uno stimolo a rendere condiviso il miglioramento della flotta.
BAKER HUGHES: SUPPORTO ALL’ELETTRIFICAZIONE E NON SOLO
Massimiliano Piazza, regional fleet manager di Baker Hughes, colosso energetico globale nel settore Oil&Gas che ha base italiana in Toscana, ha portato all’attenzione della giuria
di MFA un progetto di Flotta sostenibile.
«Abbiamo circa 1.000 veicoli in Europa, 300 per l’Italia, di cui 24% in servizio, pool ed il resto assegnati. Circa 200, sono auto in fringe benefit per dirigenti italiani. A oggi solo il 7% della flotta è rimasto termico, ma entro breve avremo unicamente Bev e Phev, solamente le auto pool rimarranno in gran parte Full Hybrid per agevolare i colleghi che non hanno esperienza con l’utilizzo delle auto “alla spina”. Nel corso degli anni abbiamo messo in atto varie iniziative per elettrificare la flotta secondo target crescenti. Ho stimolato i colleghi all’uso di auto elettrificate, cresciute in car-list molto negli ultimi 5 anni. Abbiamo oggi 80 punti di ricarica disponibili nei nostri “plant” italiani, 52 solamente a
Firenze la nostra sede, e dal 2022 ho gradualmente tolto benzina e diesel dalla car-list. Nel 2023 abbiamo fornito supporto informativo sul corretto uso di veicoli ricaricabili, implementato la telematica per ottimizzare gli stili guida e previsto una flotta pool per la “cross site mobility”. Quindi, è stato attivato un servizio navetta EV molto utilizzato dai dipendenti e oggi, la car-list conta 50% di modelli Bev e Phev, alla pari. Soprattutto abbiamo anche “convertito” all’elettrico alcuni opinion leader, interni all’azienda. In pochi anni sono stati ottenuti: incremento del 93% di flotta sostenibile, riduzione CO2 dichiarato del 55%, diminuzione dei costi (15%) grazie a pool e navette, oltre che un aumento della sicurezza nel commuting. Per le ricariche, abbiamo raggiunto il target di 80 punti, a costo netto “da bolletta” senza oneri aggiuntivi per l’utilizzatore. Entro il 2030, la car-list sarà solo Bev ma già nel 2026/27 il 99% di flotta sarà a basse emissioni».
Piazza, eletto poi fleet-manager dell’anno, ha anche presentato il dettaglio del progetto specifico di supporto all’elettrificazione, inserito in quello più ampio dell’azienda con target di miglioramento dell’ambiente. Passando per riduzione emissioni, aumento della reputazione e servizi per i dipendenti.
Infine, zero emissioni anche per la mobilità alternativa all’auto: «Abbiamo predisposto 15 rastrelliere per uso e ricarica di e-bike, in vari stabilimenti del centro e del sud Italia. Oltre che colonnine service, per le stesse ed i monopattini».
MASSIMILIANO PIAZZA
ELETTRICHE IN FLOTTA?
ELETTRICHE IN FLOTTA?
LE COLONNINE SONO ANCORA POCHE
LE COLONNINE SONO ANCORA POCHE
Simone Boeretto, fleet manager di Eismann, spiega come per ora le motorizzazioni
Diesel o plug-in siano le migliori per il proprio parco vetture
Cdi Andrea Barbieri Carones
on una presenza italiana di 48 filiali e quartier generale vicino a Verona, Eismann è un’azienda attiva nel settore dei surgelati con consegne a domicilio in tutto il Paese.
Fondata in Germania nel 1964 e da 10 anni dopo attiva nel settore della consegna dei surgelati, arriva in Italia nel 1988.
Con una crescita costante, l’azienda conta ora su una flotta veicoli di servizio sempre efficienti, che si affiancano alle vetture in fringe benefit.
Il loro utilizzo avviene sotto la direzione di Simone Boeretto, manager con due lauree che lavora in azienda da 27 anni, su diversi ruoli come racconta lui stesso.
«Oggi sono direttore dei servizi generali della sede italiana in cui mi occupo della parte legale, delle flotte, delle facilities, di rischi e di coperture assicurative.
E come se non bastasse anche di internal audit e di logistica. Prima di arrivare in Eismann ho maturato un rilevante backround per quanto riguarda la parte assicurativa. In questi ultimi 15 anni ho maturato esperienza nella digitalizzazione dei processi con particolare riguardo al fleet management, al controllo dei costi e all’innovazione green». Come è composta la flotta aziendale?
«La flotta di Eismann è divisa in due settori diversi tra loro per funzioni: completo outsourcing per le 100 autovetture aziendali e completo insourcing per i quasi 600 veicoli commerciali. Le autovetture sono assegnate in fringe benefit ai dipendenti mentre i veicoli commerciali
sono in comodato per i venditori di Eismann e per le consegne che vengono effettuate praticamente in tutta Italia». Come si articola la vostra politica aziendale in tema di assegnazione dei veicoli?
«Vista questa divisione, anche la politica aziendale ovviamente segue due strade differenti: per autocarri e veicoli commerciali, la scelta del prodotto è in base al rapporto performance tecniche / prezzo degli stessi, sia per telaio che per allestimento. Per quanto riguarda le autovetture aziendali i criteri sono gli stessi e si mira a conformare la scelta con un fornitore principale, che possa garantire oltre che al prodotto anche il servizio. In quanto la gestione outsourcing del post vendita è più importante del prodotto stesso o del suo appeal».
Parlando di motorizzazioni, quali criteri avete adottato?
«Avendo percorrenze rilevanti, i veicoli commerciali non possono al momento prescindere dalle motorizzazioni diesel, mentre per ovvi motivi di tassazione (unici nel mondo) le autovetture aziendali stanno diventando ibride plug-in. E a meno che
l’infrastruttura elettrica cominci a fare balzi da gigante – cosa che al momento mi pare difficile visto che non si intravedono né investimenti né piani a lungo termine – le auto completamente elettriche per noi resteranno al palo. Trovo infatti difficile gestire più di 10 auto elettriche. Senza contare che gli investimenti per la transizione elettrica sono totalmente a carico delle aziende. E questo lo trovo assurdo».
Quali strumenti tecnologici utilizzate per gestire la flotta?
«Siamo stati tra i primi in Italia ad introdurre le black box come strumento dinamico per la
gestione delle flotte. Su questa base, negli anni abbiamo implementato diverse applicazioni arrivando persino a mappare le buche sul terreno o i rallentatori di velocità, per stabilire se i danni alle sospensioni e alle trasmissioni siano di natura tecnica o di uso inadeguato del veicolo da parte del driver».
ATTIVITÀ EXTRA-AZIENDALI
Tra le sue attività “filantropiche”, Eismann è stata premiata da MSC Italia per il proprio impegno a supporto della Pesca Sostenibile. Ma non è tutto: nel 2025, l’azienda si è confermata per il sostegno al progetto “67 colonne per l’Arena di Verona”, un’iniziativa che mira a rafforzare il legame economico della Fondazione Arena con Verona e il suo territorio. L’idea rappresenta un importante progetto di Fundraising e Corporate Membership, progettato per potenziare uno dei pilastri dell’economia e della cultura della città di Verona e del suo territorio, nonché un’icona dell’italianità nel mondo. Il concetto alla base, è quello di ricostruire idealmente la cinta più esterna di arcate dell’Arena, danneggiata da un terremoto nel 1117, attraverso il supporto di imprenditori e professionisti. Nato durante la crisi pandemica, il progetto ha superato le aspettative, diventando una membership annuale che coinvolge sostenitori sempre più numerosi, sia grandi aziende che piccoli imprenditori.
DRIVER FLOTTEPIÙCONNESSI,EFFICIENTI: ILRUOLO CHIAVE DELLE APP DRIVER FLOTTEPIÙCONNESSI,EFFICIENTI: ILRUOLO CHIAVE DELLE APP
Il ruolo chiave delle app, per sistemi integrati che aiutano nel gestire al meglio il parco auto
Negli ultimi anni, molte case auto stanno sviluppando sistemi integrati capaci di comunicare direttamente con i driver. Queste soluzioni, potenziate dalla collaborazione con società specializzate in fleet management e telematica, offrono una gestione più efficiente e flessibile del parco auto, anche “autonoma” quando le dimensioni non sono particolarmente elevate
CO-PILOTA DIGITALE
Le vetture da ricaricare necessitano, più delle altre, di sistemi e applicazioni che consentano un “dialogo” diretto tra driver e auto. La Byd App è l’applicazione mobile ufficiale della Casa cinese che consente di gestire il veicolo elettrico in modo semplice e centralizzato, senza la necessità di interagire fisicamente con l’auto. Essenziale la funzione relativa al monitoraggio batteria, tramite
cui si visualizza lo stato di carica, la capacità residua e la salute della batteria. Si possono impostare avvisi per la ricarica alla percentuale desiderata e consultare la previsione di autonomia in base al percorso pianificato. Il controllo remoto avvia o interrompe la ricarica, accende o spegne il climatizzatore, regola la temperatura interna e sblocca le porte, tutto a distanza, anche quando l’auto è parcheggiata. Per sapere dove ricaricare, la mappa integrata nella App mostra la posizione esatta del veicolo, i punti di ricarica più vicini e calcola il percorso più efficiente tenendo conto delle stazioni di ricarica disponibili. La manutenzione predittiva, basata sui dati diagnostici trasmessi dal veicolo, interagisce con la App informando l’utente su interventi necessari, aggiornamenti OTA e potenziali anomalie, con un impatto diretto sulla riduzione dei fermi
operativi. La registrazione strutturata della storia dei viaggi consente di monitorare chilometraggio, consumi energetici e costi, supportando analisi di efficienza e confronti tra percorsi alternativi.
CONDIVISIONE AUTO EMONITORAGGIO DELL’UTILIZZO
Il driver aziendale attraverso la App accede a diverse funzionalità molto utili, nel rapporto con la propria azienda. È il caso della App Volvo Cars che, prima di tutto, memorizza il singolo utilizzo dell’auto, monitorando km percorsi, energia o carburante consumato, tempo e percorso geolocalizzato attraverso Google Maps. Tali dati possono essere scaricati in formato Excel, il che rappresenta una funzionalità molto comoda per chi deve presentare una nota spese. La particolarità è la condivisione dell’auto. È possibile invitare
di Alessandro Palumbo
altri utilizzatori mediante l’invio di una chiave digitale, attraverso mail/WhatsApp. L’invito prevede la geolocalizzazione dell’auto. Anche in questo caso se l’invitato attiva un profilo veicolo “ospite” potrà usufruire del proprio diario di bordo per scaricare il file Excel come supporto per la nota spese
Anche quando il dipendente è casa, tramite App può attivare un timer per scegliere quando iniziare la carica dell’auto alla Wallbox, oppure alla tradizionale presa Schuko. Si rivela utile nel momento in cui arrivati a domicilio, il contatore, occupato a soddisfare le utenze domestiche, non riuscirebbe a ricaricare l’auto per via del sovraccarico. Il timer consente di posticipare la ricarica al termine dell’uso delle utenze, con possibilità di monitoraggio remoto.
CONTROLLO COSTANTE
ED IN REAL TIME
Il controllo dello stato del veicolo è sempre aggiornato in tempo reale, ci racconta Silvia Ronchetti, Fleet & Business Sales Manager di Polestar. La app Polestar fornisce informazioni su percentuale di
ricarica, autonomia residua e chiusura porte. La localizzazione aiuta a ritrovare l’auto in parcheggi complessi o in città affollate. Per quanto riguarda il risparmio energetico, l’app e il sistema di bordo basato su Google Automotive offrono l’Assistant Autonomia, che monitora lo stile di guida, il clima e la velocità per fornire feedback immediati attraverso la funzione “Autonomia e Viaggio”. Questo aiuta soprattutto su tratte autostradali frequenti in
Italia, dove piccoli cambiamenti di velocità possono estendere significativamente l’autonomia.
La ricerca delle colonnine di ricarica avviene in modo integrato e fluido tramite Google Maps, che calcola il percorso includendo le soste necessarie e prepara la batteria per ricariche rapide, o tramite l’app Polestar Charge, che dà accesso a oltre un milione di punti di ricarica in Europa, inclusi i principali network italiani come Enel X Way, Free To X e Ionity, con tariffe dedicate ai clienti Polestar.
Polestar Energy è invece dedicata alla gestione energetica domestica, permettendo di pianificare la ricarica nelle fasce orarie con energia più economica, grazie a partnership come quella con Octopus Energy.
In termini di assistenza e sicurezza, l’app garantisce un contatto diretto con la centrale operativa h24 tramite Polestar Assistance, con un semplice tocco o premendo il tasto
“Connect” a bordo. Inoltre, permette di localizzare i centri di assistenza autorizzati, oltre 60 punti della rete Volvo in Italia, e di richiedere supporto tramite un form dedicato. Infine, grazie agli aggiornamenti Over-TheAir, la vettura e le app migliorano costantemente nel tempo, senza recarsi in officina.
MONITORAGGIO INTEGRATO
C’è che si spinge oltre e crea un sistema ad-hoc per le auto aziendali. Tesla For Business è un portale per i fleet manager che offre strumenti avanzati per assegnare veicoli ai conducenti, garantendo loro l’autonomia di accedere all’app Tesla e utilizzare i Supercharger in modo indipendente. Questo non solo semplifica la mobilità aziendale, ma unifica anche le fatturazioni mensili, centralizzando tutte le ricariche e i costi in un’unica soluzione. L’ordine dei veicoli diventa un’operazione rapida: i
gestori possono tracciare consegne, gestire fatture e pagamenti dei servizi con pochi clic, riducendo gli sprechi di tempo e gli errori. Inoltre, il portale facilita la comunicazione con Tesla, permettendo di programmare appuntamenti, ricevere preventivi e approvarli in modo tempestivo. Il vero valore di Tesla For Business sta nel monitoraggio integrato: dalla fase di acquisto alla manutenzione, ogni aspetto della flotta è tracciabile in tempo reale. Lo stato delle ricariche e i dati analitici sono accessibili direttamente dal portale, offrendo una visibilità completa e migliorando la pianificazione strategica.
DRIVER EFLEETMANAGER INCONTATTO
Sia che le auto siano in noleggio a lungo termine che in proprietà, è necessario gestire l’attività di fleet management con il supporto soluzioni digitali personalizzabili. L’app ZCarFleet di Zucchetti consente di gestire le principali
attività di fleet management in mobilità: prenotazione dei veicoli disponibili, consultazione delle schede tecniche, inserimento dei rifornimenti, segnalazione di guasti o sinistri, visualizzazione di percorsi e percorrenze, gestione delle notifiche sulle scadenze. Ogni driver può controllare in autonomia, tramite smartphone, il veicolo assegnato o le prenotazioni dei veicoli in pool, anche in modalità offline. La trasmissione in tempo reale dei chilometri percorsi permette al fleet Manager di anticipare il monitoraggio delle scadenze tecniche, stimare correttamente le scadenze dei contratti di noleggio, pianificare gli interventi di manutenzione presso le officine convenzionate e supportare le attività di rinnovo o rinegoziazione dei contratti. La comunicazione di rifornimenti, guasti, incidenti e prenotazioni consente inoltre di ottimizzare la gestione del parco auto, sia in pool sia in assegnazione a benefit. L’app supporta infine l’invio di comunicazioni istantanee dal
fleet Manager ai driver, migliorando il coordinamento operativo.
KPI DISPONIBILI SULLOSMARTPHONE
In azienda l’auto non è solo un benefit: è un contratto, una scadenza, un costo, un imprevisto da gestire.
“SmartFleet sUP”, secondo quanto ci riporta il CEO di Fleet Support, Simone Costantini, è come se il driver disponesse di una cabina di regia sul suo smarthpone. I KPI sono in evidenza: chilometri aggiornabili, grafico dei consumi e proiezione dei km residui fino a fine contratto, con alert se si rischia lo sforamento.
La peculiarità è una home “operativa”: scadenze manutentive in evidenza con banner espandibile e accesso rapido a sinistri, riparazioni, telepedaggio, carte carburante, documenti e car pooling.
Il vero plus della app: non solo consultazione, ma processi guidati e prenotazione degli interventi sulla rete. La denuncia sinistri è un percorso
in step con geolocalizzazione, upload di foto e documenti e selettore danni interattivo; nel car pooling, checkout e checkin includono inserimento km, firma digitale e confronto danni tra ritiro e riconsegna.
Sul fronte amministrativo, documenti e multe si governano in pochi tocchi: upload anche da PDF/fotocamera e gestione infrazioni con stati, filtri e invio contestazione al fleet manager. Per chi viaggia, rifornimenti e pedaggi diventano numeri leggibili grazie a filtri e statistiche. A completare il quadro: notifiche push con deep linking e attenzione a sicurezza e privacy.
I SERVIZI DI MOBILITÀ
DELL’AZIENDA
LISCELGO CON LA APP
Targa Telematics offre alle aziende Targa Smart Mobility, una soluzione modulare che, tramite app dedicata, consente ai driver di accedere in modo centralizzato ai servizi di mobilità aziendale. L’app rappresenta un unico punto di accesso attraverso il quale i dipendenti conducenti possono visualizzare, modificare o annullare le prenotazioni dei veicoli aziendali, accedere a
soluzioni di trasporto alternative come ad esempio le navette aziendali, ricevere aggiornamenti in tempo reale e avere maggiore visibilità e controllo sull’utilizzo del veicolo, migliorando la pianificazione degli spostamenti in termini di flessibilità ed efficienza. L’app può abilitare anche l’accesso a servizi più evoluti: soluzioni di commuting, car pooling, bike sharing e car sharing. La fruizione tramite app permette anche la misurabilità di benefici per l’azienda e il driver collegati alla riduzione dei costi e delle emissioni inquinanti e nocive. Per i driver assegnatari di auto aziendale, l’app consente inoltre di visualizzare la posizione del veicolo e di ricevere notifiche in caso di utilizzo improprio come il superamento dei limiti di velocità o non autorizzato, sei pensi all’uscita da aree geografiche predefinite. In caso di furto, è sufficiente una segnalazione per attivare la Centrale Operativa Targa Telematics, operativa 24/7 su tutto il territorio europeo, che coordina l’intervento delle Forze di Polizia per il recupero. Fine modulo
COME
CAMBIA
LA MOBILITÀ AZIENDALE CON IL NUOVO PACCHETTO AUTOMOTIVE
COME CAMBIA LA MOBILITÀ
CON IL NUOVO
Cinque esperti a confronto sulla transizione verso
flotte più sostenibili
La revisione del pacchetto
Automotive proposta dalla Commissione europea sta ridefinendo il percorso verso lo stop ai motori termici dal 2035, introducendo nuovi requisiti per le flotte aziendali e obiettivi che restano comunque stringenti sul fronte delle emissioni. Si tratta di un cambiamento di grande portata: se confermato,
influenzerà strategie di acquisto, politiche interne, infrastrutture e persino l’organizzazione dei viaggi aziendali. In questo scenario, comprendere l’effettiva ricaduta per la mobilità corporate è fondamentale. Le aziende, soprattutto quelle con flotte numerose, sono chiamate a gestire una trasformazione tecnologica e organizzativa che richiede investimenti, competenze e una visione di lungo periodo. Allo stesso tempo, la filiera –costruttori, noleggiatori, dealer e provider di servizi – sta affrontando un cambio di paradigma che modifica modelli economici e priorità operative. Per offrire una lettura concreta e da più prospettive, abbiamo raccolto l’opinione di cinque figure centrali nel mondo della mobilità professionale:
Christoph Carnier, presidente della German Business Travel Association (VDR); Franco Viganò, director, strategic channel & country manager in Italia di Geotab; Pietro Teofilatto, direttore area fisco ed economia di ANIASA; Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione e Francesco Naso, segretario generale di MOTUS-E. Cinque esperti, cinque angolature diverse, un’unica domanda di fondo: come cambierà davvero la mobilità aziendale nei prossimi anni?
Come valutate larecente revisione del pacchetto Automotive UE?
Christoph Carnier: «Accogliamo positivamente la volontà dell’UE di fissare obiettivi chiari per
di Luca Barenghi
CHRISTOPH CARNIER
rendere più sostenibili le flotte aziendali. Le quote proposte sono un passo nella giusta direzione, ma da sole non garantiscono il successo della transizione. Le aziende hanno bisogno di infrastrutture di ricarica affidabili, di un quadro fiscale stabile e di veicoli elettrici con prezzi sostenibili. Per le PMI, senza misure di supporto mirate, il cambiamento rischia di essere particolarmente complesso».
Fabio Viganò: «Il pacchetto ha il merito di offrire una cornice strategica. Tuttavia, va ricordato che le flotte operano in contesti molto diversi e non tutte possono adattarsi allo stesso ritmo. L’elettrificazione è un obiettivo comune, ma il successo dipende dalla capacità di rendere le regole applicabili nella pratica quotidiana, tenendo conto di percorrenze, tipologie di uso e disponibilità di infrastrutture nei vari Paesi».
Pietro Teofilatto: «È una revisione necessaria perché accelerare il cambiamento è indispensabile, soprattutto per i veicoli aziendali, che hanno un ruolo di traino nel mercato. Detto questo, l’applicazione è tutt’altro che semplice: implica ripensare politiche interne, modelli di assegnazione e strategie di investimento. La sfida principale sarà garantire tempi di adeguamento realistici per le aziende».
Simonpaolo Buongiardino: «Dal punto di vista della filiera, la direzione è giusta ma molto impegnativa. Le norme devono tenere conto delle reali capacità di adattamento degli operatori: anticipare troppo la transizione senza un adeguato supporto rischia di creare squilibri tra chi può investire rapidamente e chi invece procede a fatica».
Filippo Naso: «L’obiettivo è condivisibile: auto aziendali più pulite e percorsi di mobilità più efficienti. Ma il processo richiede certezze e stabilità. Le aziende ragionano su orizzonti
pluriennali: normative che cambiano spesso o che restano ambigue possono rallentare investimenti e decisioni operative».
Quali effetti avrà sulle flotte e sulla filiera del noleggio, dei servizi e dell’assistenza?
C.C. «Noleggiatori e aziende stanno già ampliando le loro flotte elettrificate, ma la domanda reale, soprattutto nei viaggi business, rimane più bassa dell’offerta. Il problema principale è ancora l’infrastruttura: senza punti di ricarica affidabili sulle tratte extraurbane, pianificare gli spostamenti resta difficile».
F.V. «La filiera sta vivendo una trasformazione che richiede investimenti ingenti in competenze e attrezzature. Officine, servizi di manutenzione e operatori di noleggio devono ripensare processi e modelli di business. È una fase di transizione che premierà chi saprà anticipare il cambiamento,
SECONDO ALCUNI CRITICI LE VARIE MISURE E CORREZIONI IN ATTO DA PARTE DELLA UE, MOSTRANO LIMITI DI VISIONE E FORZATURE. FINO AL COSIDDETTO “ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI”
FRANCO VIGANÒ
anche a costo di un iniziale aumento dei costi operativi».
S.B. «L’after-sales si trova davanti a un riequilibrio importante: meno manutenzione ordinaria ma maggiore complessità tecnica. Le reti che si attrezzeranno con personale specializzato e strumenti adeguati potranno offrire un servizio superiore e più sostenibile nel tempo».
Quale ruolo avranno i costruttori e come potrà evolvere il mercato?
C.C. «Le case automobilistiche si muovono in base alla domanda: oggi la spinta maggiore arriva proprio dalle flotte, che sono i principali acquirenti di veicoli elettrici. Le scelte delle aziende influenzano l’intero mercato, anche quello dell’usato, e possono accelerare la diffusione dell’e-mobility tra i privati».
P.T. «I costruttori stanno rivedendo le loro strategie con maggiore pragmatismo. Ci sarà più attenzione al TCO e meno ai contenuti superflui: modelli più razionali, più efficienti e costruiti per rispondere alle esigenze reali delle flotte. Nei veicoli commerciali, invece, sarà fondamentale la coesistenza di tecnologie diverse, perché non esiste una soluzione unica per tutte le missioni».
F.N. «Le aziende valuteranno
sempre più il valore d’uso reale: autonomia effettiva, tempi di ricarica, affidabilità, disponibilità dei modelli e valore residuo. La tecnologia vincente sarà quella capace di garantire sostenibilità ambientale ed equilibrio economico. Fattori imprescindibili per la mobilità corporate».
Come stanno reagendo ifleet manager e quali sonooggi le loro principali esigenze?
C.C. «La disponibilità al cambiamento è cresciuta. Sempre più aziende inseriscono obiettivi di sostenibilità nelle politiche interne e ciò evolve rapidamente anche l’approccio dei fleet manager. Tuttavia, la velocità di transizione varia in base al profilo di emissioni attuale: chi è già “virtuoso” può accelerare; gli altri hanno bisogno di percorsi graduali».
F.V. «La richiesta principale è chiarezza. Incentivi, fiscalità e regolamenti devono essere stabili nel tempo. Senza una cornice certa, è difficile programmare gli acquisti dei prossimi anni o definire policy valide per l’intera durata dei contratti di noleggio».
F.N. «In questo caso, il dato diventa decisivo: conoscere chilometraggi, consumi, profili d’uso e costi in modo preciso consente di capire dove conviene elettrificare e dove invece servono soluzioni diverse. La transizione richiede strumenti analitici seri e una comunicazione efficace verso i driver».
Cosa serve davvero per una transizione efficace e sostenibile della mobilità aziendale?
P.T. «Sicuramente un approccio
strutturato. Serve ripensare policy, processi interni, modelli di assegnazione, budgeting e formazione. Senza un riposizionamento organizzativo, la transizione rimane superficiale e rischia di essere inefficace».
S.B. «Guardando al futuro, la mobilità aziendale sarà sempre più multimodale: auto aziendale dove ha senso, noleggio flessibile, pool car, car sharing, mobilità pubblica integrata, fino ai mobility wallet. L’obiettivo non è solo cambiare motore, ma istituire un ecosistema coerente e più sostenibile».
F.N. «Per funzionare, la transizione deve essere pragmatica: sostenibilità sì, ma con soluzioni che non aumentino eccessivamente i costi e che siano praticabili nell’uso quotidiano. L’equilibrio economico è fondamentale per garantire continuità».
SIMONPAOLO BUONGIARDINO
FRANCESCO NASO
FRINGE BENEFIT 2026: LA RISPOSTA ALLA NORMATIVA È DIGITALE
Da gennaio 2026 sono in vigore i nuovi valori convenzionali per la tassazione delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato le tabelle ACI con i costi chilometrici aggiornati, che costituiscono la base per il calcolo del fringe benefit ai fini fiscali e contributivi.
Le nuove tabelle si inseriscono nel quadro normativo ridisegnato dalla legge di Bilancio 2025, che ha modificato l’articolo 51 del t.u.i.r. (testo unico delle imposte sui redditi) introducendo un sistema maggiormente orientato alla sostenibilità ambientale. Il valore imponibile del benefit continua a essere determinato su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, ma cambiano le percentuali da applicare in base alla tipologia di alimentazione del veicolo. Per le auto a benzina e diesel di nuova immatricolazione concesse in uso promiscuo dal 1° gennaio 2025, il fringe benefit è pari al 50% del costo chilometrico ACI. La percentuale scende al 20% per le ibride plug-in e al 10% per le auto
elettriche pure, confermando l’impostazione “green” del legislatore.
Per le auto assegnate fino al 31 dicembre 2024, così come per i veicoli ordinati entro fine 2024 e assegnati entro il 30 giugno 2025, continua ad applicarsi la disciplina precedente, basata sulle emissioni di CO2. Nel caso invece un mezzo ordinato entro fine 2024 e assegnato dal primo luglio 2025 si deve applicare il criterio del “valore normale” ovvero calcolare il fringe in base al numero effettivo dei km percorsi a uso personale. Rientrano in questo ultimo calcolo anche i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 2024 e riassegnati dal primo luglio 2025.
Tutto questo è un tema cruciale per i fleet manager che sono chiamati a rivedere le policy di assegnazione delle auto aziendali e a valutare con attenzione l’impatto
fiscale e contributivo delle diverse soluzioni disponibili; ma anche per il driver che deve indicare periodicamente (e in modo preciso) i dettagli delle proprie percorrenze chilometriche così da poter rispondere al nuovo regolamento. Le organizzazioni che hanno già intrapreso un percorso di digitalizzazione e adottato soluzioni strutturate e integrate per il Fleet Management si trovano in una posizione di vantaggio, potendo assorbire l’impatto delle nuove disposizioni con maggiore rapidità, precisione e controllo. L’adozione di queste soluzioni, come ad esempio ZCarfleet di Zucchetti, facilita ai driver la definizione e la compilazione dei km fatti a uso personale tramite app e permette un calcolo in automatico “del valore normale”, fornendo il valore del fringe basandosi sulle informazioni inserite. La digitalizzazione dei processi consente di facilitare la gestione delle nuove assegnazioni, o riassegnazioni, tenendo conto della nuova normativa e dello storico dei mezzi in azienda.
Processi completi, tracciabili e supportati da strumenti digitali non solo riducono la complessità operativa e il rischio di errori, ma trasformano l’adeguamento normativo in un’evoluzione naturale della gestione, anziché in un intervento emergenziale.
IL PREMIUM COREANO PUNTA SULLE FLOTTE
IL PREMIUM COREANO PUNTA SULLE FLOTTE
Genesis in Italia con identità e strategia chiare:
e dell’attenzione al cliente
Dopo l’anteprima di MFA 2025, Genesis debutta in Italia con tre modelli elettrici che puntano a offrire un’esperienza ispirata alla migliore ospitalità coreana.
L’ambizione è ritagliarsi uno spazio importante, specie nelle di Luigi Barni
Il marchio che in 10 anni si è rapidamente affermato nella Top10 premium mondiale, conta già 1,5 milioni di veicoli venduti e profitti elevati, sin dall’esordio.
ai
massimi livelli dei segmenti superiori
flotte, puntando su qualità, servizio e attenzione al cliente
Fondato a Seul nel 2015, Genesis nasce come marchio indipendente all’interno del gruppo Hyundai, con strategia autonoma e obiettivo di competere con i marchi premium consolidati portando un’identità nuova, distintamente coreana, con standard qualitativi da leader. Il quartier generale europeo di Francoforte cura
anche il design e l’allestimento, dei modelli per il Vecchio Continente, adattati sia in termini di dinamica che di specifiche tecniche. Al centro della proposta un concetto radicato nella cultura coreana: Son-nim, che significa “ospite di riguardo”. Approccio che permea ogni aspetto dell’esperienza cliente, dallo showroom al prodotto, ma soprattutto il post-vendita ed i servizi dedicati.
«L’arrivo di Genesis è una grande opportunità per far conoscere un nuovo concetto di esperienza premium - spiega Francesco Calcara, Presidente & CEO Genesis Italia - dal punto di vista del prodotto, con una gamma che rappresenta la quintessenza della qualità coreana, ma anche del servizio, delle attenzioni che vogliamo dedicare al cliente, in tutta la durata del possesso».
Questa filosofia si traduce in elementi apprezzati nel mondo fleet: servizio di cortesia con auto sostitutiva di pari livello e massima velocità nell’Aftersales. Oltre che un’attenzione maniacale ai dettagli, in ogni punto di contatto con il marchio.
Genesis sintetizza la propria visione in due parole: Disruption, Refined. Da un lato la volontà di mettere in discussione ciò che viene dato per scontato nel premium, dall’altro il modo in cui questo cambiamento avviene: con eleganza, rispetto e consapevolezza. Tutela delle tradizioni ma senza limiti alle innovazioni, una dualità riflessa nel design Athletic Elegance, che unisce linee pulite e proporzioni: distintivo e dinamico, ma senza ostentazioni.
Negli interni, l’approccio massimizza gli spazi e l’equilibrio stilistico favorisce il benessere. Pellami pregiati, superfici tessili, materiali morbidi anche dove meno visibili. Le molte tecnologie integrate con discrezione, per accompagnare l’esperienza di guida in modo intuitivo, non invasivo.
TRE ELETTRICHE PREMIUM
La gamma di debutto comprende tre modelli elettrici con batterie a 800V e ricarica fino a 350 kW. GV60, C-Suv compatto e personale, è lungo poco più di 4,5 metri. Si rivolge a chi cerca dinamismo nella guida senza rinunciare alla praticità. I sistemi digitali riducono rumori e distrazioni, lasciando in evidenza la Crystal Sphere, un selettore elettronico che ruota e si illumina. GV70 è un D-SUV da
riferimento, spazioso e rifinito con i suoi 4,72 metri di lunghezza. Pensato per chi desidera precisione di guida e tecnologia discreta senza compromessi. Integra soluzioni avanzate come l’AI per semplificare la guida, il torque vectoring per la trazione integrale e un simulatore di cambio, con 490 CV disponibili. G80 infine è la berlina di rappresentanza. Incarna autorevolezza e prestigio, con un’enfasi sul piacere di viaggiare con calma. Tra le innovazioni più interessanti il riconoscimento facciale, integrato nei sistemi di bordo, per personalizzare l’esperienza e contribuire al benessere. Con due motori, arriva a 370 CV sfruttando trazione integrale e 4 ruote sterzanti.
QUALITÀ E FLOTTE
In primavera le prime consegne nei due showroom a Padova e Roma, seguiti da altri due entro l’anno. Parallelamente sarà implementata la rete postvendita dedicata. Il target privilegia la qualità dell’esperienza rispetto ai volumi. Il focus è infatti costruire relazioni solide con i clienti e fidelizzarli, attraverso un servizio di livello superiore che guarda al lungo termine, come ha spiegato Peter Kronschnabl, Managing Director Genesis Europa. Se il
piano retail procede gradualmente, l’attenzione alle flotte è già massima. Genesis punta a sviluppare circa il 60% del proprio business nel B2B, con un programma dedicato di renting disponibile su formule accessibili a tutte le tipologie di clienti aziendali. Gli elementi distintivi sono nei prodotti adattivi alle diverse esigenze ma, soprattutto, nel servizio Aftersales rapido ed efficiente, con attenzione maniacale al driver.
ENTRO IL 2028
ANCHEREEV
Entro il 2028 sono previsti anche modelli ibridi plug-in e Range Extended Electric Vehicle, per offrire maggiore flessibilità di uso. L’autenticità coreana vuole portare in Europa un equilibrio tra tradizione orientale e innovazione tecnologica dove le molte funzioni veicolo spinte da digital e AI, pensano a semplificare l’uso quotidiano, il comfort e sposano i servizi esterni. In ambito sportivo, Genesis Magma Racing parteciperà con l’hypercar GMR-001 al Mondiale Marche (WEC) in classe LMDh: una sfida difficile, ma che se coronata può identificare una leadership. Già protagonista del PGA Tour e dello Scottish Open, Genesis ha anche siglato un accordo con la Federgolf italiana.
MAZDA, TRA DESIGN ED ESPERIENZA MULTI-SOLUTION
Con la nuova CX-6e e la terza generazione della CX-5, il brand giapponese punta a offrire soluzioni diverse per driver diversi, senza rinunciare al piacere di guida
Il Salone dell’Auto di Bruxelles ha aperto il 2026 con una fotografia nitida delle tendenze che guideranno l’automotive europeo nei prossimi mesi. Oltre 60 brand hanno infatti portato concept, anteprime e nuove motorizzazioni che raccontano un mercato sempre più elettrificato, connesso e diversificato, pronto a rispondere tanto alle esigenze dei privati quanto a quelle delle flotte. In questo contesto, Mazda ha deciso di presentarsi con due modelli che sintetizzano perfettamente la sua strategia multi-solution: la nuova CX-6e
100% elettrica e la terza generazione della CX-5, una delle vetture più rappresentative del marchio. Due approcci
diversi, un unico filo conduttore: offrire al driver un’esperienza coerente nella sua varietà.
MAZDA CX-6E: L’ELETTRICO SECONDO HIROSHIMA
Svelata in anteprima mondiale proprio a Bruxelles, la Mazda CX-6e segna un passo avanzato nella roadmap elettrica del brand. Questo SUV di medie dimensioni, è spinto da un motore elettrico posteriore da 190 kW (258 cv) e 290 Nm, alimentato da una batteria LFP da 78 kWh capace di garantire fino a 484 km di autonomia (WLTP). La ricarica rapida in DC arriva a 195 kW, per un 1080% in circa 24 minuti; in AC trifase si arriva a 11 kW, rendendola adatta anche all’utilizzo quotidiano o aziendale. A bordo, debutta un
di Luca
Barenghi
ecosistema digitale completamente rivisto, con maxi touchscreen da 26”, head-up display, comandi vocali multilingua e integrazione completa con Apple CarPlay, Android Auto e app dedicata. Non manca una dotazione di sicurezza evoluta, con nove airbag e ADAS di ultima generazione. Il design evolve il linguaggio Kodo in chiave EV, con superfici scolpite, nuova firma luminosa 3D e specchietti digitali, creando un equilibrio tra eleganza e tecnologia. Come anticipato da Claudio Di Benedetto, Marketing, PR & Customer Experience Director di Mazda Italia, la CX-6e arriverà tra maggio e giugno con un prezzo di partenza di 46.000 euro, posizionandosi come una delle elettriche più competitive della categoria.
MAZDA CX-5: L’EVOLUZIONE DIUN’ICONA
Al fianco della nuovissima CX-6e, Mazda rinnova un modello chiave della sua gamma: la CX-5. La terza generazione di quest’auto cresce fino a 4,69 metri, migliorando l’abitabilità interna e raggiungendo 583 litri di
capacità nel bagagliaio, tra le migliori del segmento. Il design Kodo diventa più pulito e scolpito, con parafanghi posteriori più muscolosi e una
nuova interpretazione della Signature Wing. Gli interni seguono la filosofia giapponese del benessere, con un abitacolo essenziale ma accurato. Debutta la nuova interfaccia HMI con display fino a 15,6” e, per la prima volta su una Mazda, i servizi Google integrati. Sotto il cofano lavora l’e-Skyactiv G 2.5 da 141 cv con tecnologia mild hybrid a 24V, progettato per privilegiare affidabilità, fluidità e consumi. Disponibile anche con trazione integrale i-Activ AWD, la nuova CX-5 arriverà in Italia tra febbraio e marzo, con un prezzo di partenza di 32.500 euro: un posizionamento pensato per essere competitivo sia per i privati sia per le flotte.
UNA RASSICURANTE LIBERTÀ DI SCELTA
QR Code: online la video sintesi delle maggiori novità presentate a Bruxelles 2026
QR Code: qui, il video dallo stand Mazda alSalone
A Bruxelles abbiamo incontrato Claudio Di Benedetto, che vede nella CX-6e e nella CX-5 l’espressione più chiara della strategia Mazda per il 2026. «Queste vetture rappresentano la nostra storia e il nostro futuro – ha raccontato - sono diverse per tecnologia, ma condividono l’idea di offrire al cliente libertà di scelta e rassicurazione nel lungo periodo».
Per Mazda, il 2026 sarà un anno complesso ma ricco di opportunità: «È fondamentale essere competitivi non solo nel prodotto – ha sottolineato Di Benedetto – ma anche nei servizi post-vendita. Dobbiamo mostrare ai clienti che Mazda è presente in tutte le fasi del ciclo di vita dell’auto». La combinazione CX-6e e CX-5 rispecchia perfettamente questo approccio. L’elettrica guarda al domani con soluzioni avanzate e un design emozionale. La CX-5 rafforza il legame con la tradizione Mazda, puntando su efficienza, qualità di guida e affidabilità. In entrambe emerge l’obiettivo principale del brand: trasformare ogni spostamento – anche quello lavorativo più impegnativo – in un’esperienza piacevole e intuitiva. Una filosofia che a Bruxelles prende forma concreta in due modelli pronti a rispondere alle nuove esigenze del mercato.
BILANCIO E OBIETTIVI DISMART
Danilo Testani spiega le ultime attività e le prospettive del marchio peril mercato
B2B in Italia
Idi Luigi Barni
l 2026 è un anno dove un po’ tutti rincorrono mete, più vicine o più lontane. Con passi spesso veloci per certi brand cinesi e magari non lineari, per altri che devono correggersi secondo il mutare del contesto automotive, in Europa. Tra chi invece semplicemente cammina per la propria strada tracciata, di certo, smart. Con il piede presente in 39 mercati su 688 punti vendita ed una gamma che a piccoli passi, cresce anche in Italia, come preventivato pochi anni addietro.
Dopo la #1 e la #3, la #5 si sta facendo apprezzare non solo da driver elettro-compatibili, per le oggettive doti e poi, tutti sanno del ritorno gradito per la #2, reginetta delle città. Per comprendere quale sia il reale bilancio di smart in Italia oggi, rispetto sia a quelle che erano le ambizioni al debutto (comunque recente, nella nuova veste) sia alla risposta nostrana comparata ad altre, parla Danilo Testani, head of sales di smart Italia «Il 2025 per smart Italia si è chiuso in linea con le previsioni. L’anno è stato segnato da alcune sfide comuni al mercato europeo, in particolare l’impatto dei dazi, che ha influenzato il posizionamento di prezzo delle nostre vetture – in particolare #1 e #3 – avvicinandole alla soglia limite per l’accesso agli incentivi statali. Questo ha comportato, di riflesso, un rallentamento nella raccolta ordini legata all’Ecobonus.
A differenza di mercati più maturi come Germania, Francia e Regno Unito – dove le BEV
hanno ormai superato stabilmente il 20% di quota di mercato – l’Italia sta ancora attraversando una fase di crescita e consolidamento, e questo si riflette nei volumi. Tuttavia, la strategia di smart rimane fortemente orientata al lungo periodo, e l’introduzione della nuova #5 nella seconda metà dell’anno ha rafforzato il nostro posizionamento nella fascia alta del segmento BEV. Con una piattaforma a 800V, tempi di ricarica ultra-rapidi (oltre 400 kW in DC) e un’autonomia WLTP fino a 590 km, smart #5 rappresenta una proposta tecnologicamente all’avanguardia, in grado di accelerare la transizione elettrica anche in Italia».
Nello specifico del mondo B2B e delle flotte, impattato da molti fattori tra cui la tassazione, come vi proponete ad aziende e fleet manager? «smart ha avviato un percorso concreto verso il mondo delle flotte, riscontrando da subito interesse grazie a prodotti
competitivi, ideali per un utilizzo business. Le nostre #1 e #3, SUV elettrici compatti con autonomia WLTP superiore ai 440 km e capacità di ricarica in AC fino a 22 kW e in DC fino a 150 kW, sono già state scelte da aziende che stanno affrontando con decisione la transizione ecologica. L’introduzione della nuova #5 ha ulteriormente rafforzato il nostro appeal sul segmento corporate. Con una batteria da 100 kWh, un’autonomia fino a 590 km e la possibilità di ricaricare 318 km in soli 10 minuti, il modello si avvicina in modo significativo alle esigenze d’uso delle vetture tradizionali. Il tutto con un fringe benefit contenuto (inferiore ai 100 euro), elemento chiave per gli user chooser. In quest’ottica, smart Italia ha lanciato il programma
WAITING FOR #, pensato per offrire massima flessibilità alle aziende in attesa della consegna dei veicoli ordinati. Grazie a questo servizio, è possibile accedere a un noleggio temporaneo – in base alla disponibilità – di una #1, #3 o #5, alle medesime condizioni contrattuali, evitando interruzioni operative e garantendo la continuità nella mobilità aziendale».
Siete un brand “a tutto elettrico” e percepito a zero emissioni veicolo, qui, ma capace di produrre anche motorizzazioni ibride: possiamo pensare di vederle, visti i venti che tirano in Europa e la vostra rapidità industriale?
«Con il lancio della smart #5 in Cina, è stata introdotta anche una versione d’ingresso a due ruote motrici con motorizzazione super plug-in hybrid, dotata di un’autonomia elettrica superiore ai 150 km. Si tratta di una scelta sviluppata specificamente per il mercato cinese, in risposta alle caratteristiche locali e alle specifiche esigenze normative.
QR Code: online la prova della #5 Summit Edition
Per quanto riguarda il mercato europeo, oggi la strategia di smart rimane focalizzata sulla mobilità 100% elettrica, che rappresenta il cuore della nostra proposta e della visione globale del brand. Detto questo, come marchio in costante evoluzione, monitoriamo attentamente i trend e le richieste dei vari mercati, con un approccio pragmatico e orientato alle esigenze reali di mobilità. Qualsiasi eventuale estensione della gamma, anche con soluzioni differenti, sarà sempre valutata nell’ottica di offrire la migliore risposta possibile ai clienti europei».
LE MIGLIORI SECONDO LE ESPERTE
I modelli premiati al Women’s Worldwide Car of the Year
edizione 2026 del WWCOTY ha ufficializzato i nomi dei vincitori, selezionando le soluzioni di mobilità che hanno ridefinito gli standard industriali nell’ultimo anno. Il verdetto, emesso da una giuria internazionale di 84 esperte, ha premiato tanto l’eccellenza progettuale quanto la capacità di rispondere a esigenze concrete. «Abbiamo premiato vetture che sanno connettersi realmente con la quotidianità delle persone –commenta Marta Garcia, presidente WWCOTY – la sostenibilità e l’innovazione non sono più tendenze opzionali, ma il punto di partenza imprescindibile per ogni nuovo progetto».
Nissan Leaf alla sua terza generazione trionfa tra le Best Compact Car grazie a un mix equilibrato di accessibilità e contenuti tecnologici. Basata sulla piattaforma CMF-EV, il modello è stata premiato per la capacità di rendere l’esperienza elettrica quotidiana intuitiva, efficiente e sicura, confermandosi un asset strategico per le flotte urbane. Škoda Elroq si impone nel segmento più competitivo del mercato – diventando Best Compact SUV 2026 – grazie a un’autonomia WLTP superiore
ai 500 km e a un’architettura votata alla praticità. La giuria ha premiato l’ottimizzazione aerodinamica e la versatilità di un abitacolo che risponde alle necessità concrete tanto delle aziende quanto delle famiglie moderne.
Mercedes-Benz CLA, già riferimento tra le berline di grandi dimensioni, si distingue per la digitalizzazione avanzata dell’interfaccia uomo-macchina e per un isolamento acustico di livello superiore. Rappresenta la sintesi ideale tra design aspirazionale e funzionalità
premium, ora insignita dell’onorificenza Best Large Car 2026.
Toyota 4Runner è stata riconosciuta Best 4×4 Car 2026 per la sua sostanza ingegneristica: riconosciuta la fedeltà al telaio a longheroni e una robustezza meccanica senza simili, oggi è uno strumento di lavoro insostituibile nei contesti off-road più impegnativi dove è commercializzata.
A vincere la sfida tra i SUV fullsize, invece, è Hyundai Ioniq 9. Il premio Best Large SUV le viene riconosciuto per l’eccellenza nella modularità degli interni e nel comfort sulle lunghe percorrenze, posizionando il veicolo come benchmark per la mobilità sostenibile su larga scala. Infine a dominare la categoria delle Supercar, è Lamborghini Temerario: grazie all’innovativo powertrain ibrido che abbina un V8 biturbo a tre motori elettrici, dimostra come l’elettrificazione possa elevare le prestazioni emozionali nel segmento lusso (Best performance Car 2026).
di Ilaria
Salzano
NUOVA FRONTIERA BEV SVEDESE
Le molte novità da primato della Volvo EX60
Volvo segna un punto di svolta, con la inedita EX60. Un Suv di medio grandi dimensioni che mantiene un’identità profondamente scandinava mostrando come un’auto elettrica possa rispondere, alle tipiche preoccupazioni che frenano molti. Nasce infatti sulla nuova piattaforma SPA3 con numeri forti, sui tre classici “freni” alle Bev: 1) l’autonomia è fino a 810 chilometri WLTP; 2) la ricarica è ultrarapida, recupera 340 km in 10 minuti (dal 10% all’80% in 19 minuti); 3) Volvo la posiziona allo stesso livello di prezzo della XC60 plug-in, con listini da 65.350 euro.
TANTA AI
In Italia arriveranno tre motorizzazioni (P6, P10 AWD e P12 AWD) e due allestimenti (Plus e Ultra). La P6 eroga 374 CV con trazione posteriore e batteria da 83 kWh per 620 km Wltp. La P10, integrale, sale a 510 CV con batteria da 95 kWh
per 660 km. Al vertice la P12 AWD, con 680 CV e batteria da 117 kWh per 810 km di autonomia massima. Tutte con tecnologia a 800 volt, ricarica AC a 22 kW e DC fino a 370 kW (320 kW sulla P6).
Il cuore digitale si chiama HuginCore, sviluppato con Google, Nvidia e Qualcomm: potenza di calcolo 250 trilioni di operazioni al secondo. Questo permette molto e molto ancora, ai driver, con costanti aggiornamenti. Google Gemini Assistant è integrato di serie, per dialogare con la vettura in modo naturale e analizzare i dati di sicurezza in tempo reale, evolvendo al massimo le tutele. Il display del conducente è da 11,4” mentre lo schermo centrale da 15,04”.
EFFICIENZA E PUREZZA
La EX60 vanta l’impronta di CO2 più bassa di qualsiasi Volvo, grazie anche a mega-casting e cell-to-body, che fanno risparmiare 70 kg migliorando densità energetica del 20%,
velocità di ricarica del 15% e impronta CO2 del 40%. Si parla della prima auto di serie con SSAB Zero (acciaio a bassissimo CO2) e 27% di materiali riciclati. Dotata di coefficiente aerodinamico a 0,265, sotto un vestito 100% svedese. Volvo rivendica con orgoglio l’identità scandinava, non solo nel design di purezza nordica con linee pulite. In abitacolo, sei temi di illuminazione ambientale e sedili posteriori reclinabili elettricamente, con materiali di alta qualità, come tessuto Tailored wool blend o pelle nappa, ventilata, ma l’approccio è minimalista: massima connettività e tante funzioni, ma senza sovraccarico visivo.
Già ordinabile, anche online, la EX60 arriva dalla Svezia alle concessionarie italiane per luglio, con forme di noleggio e leasing tutto incluso, potenzialmente anche le ricariche. Nel 2027 la versione Cross Country, con sospensioni pneumatiche e altezza da terra maggiorata di 20-40 mm (solo AWD).
di Luigi Barni
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HYUNDAI: LA MUCCA CHE CAMBIÒ LA COREA
Dalla fuga di un ragazzo alla nascita di un gigante globale
Nel 1931 un diciottenne
figlio di contadini
della Corea del Nord rubò una mucca al padre, la vendette per 70 won e comprò un biglietto per Seoul. Il suo nome era Chung Ju-yung, futuro fondatore di Hyundai. Scappava dalla povertà senza sapere che quel gesto avrebbe dato inizio a una delle avventure industriali più sorprendenti del Novecento e di oggi. Giunto nella capitale trovò lavoro, imparò a riparare veicoli e, durante la guerra, aprì un’officina che lo preparò
all’epoca della ricostruzione. Con Hyundai e Hyundai Civil Industries, fondate nel 1946, anticipò l’industrializzazione del dopoguerra, contribuendo alla ripresa del Paese. Nel 1968 arrivò il primo grande salto: l’accordo con Ford per costruire su licenza Cortina e poi Taunus 20M. Modelli che fino a metà anni Settanta hanno rappresentato circa l’80% delle vendite nel Paese del calmo mattino. La svolta definitiva nel 1975 con la Pony, prima vettura progettata in Corea che, grazie anche al design di Giugiaro, divenne simbolo dell’emancipazione industriale nazionale. Da lì Hyundai iniziò a parlare al mondo: Europa e USA negli anni Ottanta, poi best-seller globali come Accent e Santa Fe, nuovi centri stile e stabilimenti in ogni continente, fino al colossale impianto di Ulsan, attualmente il sito
produttivo automobilistico più grande al mondo. A fine anni Duemila Hyundai Motor Group – che al suo interno conta diverse consociate e, accanto a Hyundai, i brand automotive Kia e Genesis – è entrato nella Top5 mondiale; successivamente, spingendo su innovazione e tecnologie avanzate e aprendo filiali dirette in Europa, compresa l’Italia, ha scalato altre posizioni, diventando nel 2022 il terzo gruppo costruttore al mondo. Uno dei principali punti di forza è la vocazione all’innovazione. Il Gruppo, oggi sul podio dell’industria automobilistica mondiale e in continua ascesa, integra l’intera filiera automotive: dalla produzione dell’acciaio fino alle navi cargo della logistica. A questo si aggiunge la proprietà di eccellenze globali come Boston Dynamics, oltre a laboratori avanzati di robotica, IA e mobilità aerea, solo per citarne alcune. Una leadership costruita in breve e riconosciuta anche da Interbrand che, nel 2025, ha confermato Hyundai nella Top30 della classifica Best Global Brands, con una valutazione di 24,6 miliardi di dollari. Eppure Chung Ju-yung, morto nel 2001, non dimenticò mai da dove veniva: nel 1998, in un raro momento di distensione, attraversò il confine con la Corea del Nord inviando 1.001 mucche. Era il suo modo di restituire, in pace, ciò che un giorno aveva sottratto per cambiare il proprio destino.
RINATA ELETTRICA E ATTRAENTE
La nuova Renault 5 da filo da torcere a tutti, nel segmento “giusto” per le Bev
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a Renault 5 elettrica si è aggiudicata il premio Car Of The Year 2025 e i motivi non mancano. A partire dal design che ben replica la storica R5, cosa che non sempre accade con le riedizioni di modelli iconici. Nata dalla strategia Renaulution di De Meo, questa Bev compatta attira l’attenzione per le strade europee. Costruita sulla piattaforma AmpR Small interamente francese, è lunga 3,92 metri, con trazione anteriore, offrendo fino a 150 CV. Si propone come elettrica europea accessibile e gestibile,
prima ancora che divertente o veloce.
La guida è alla portata di tutti: leggera, maneggevole e sicura, con un diametro di sterzata di soli 10,3 metri. Al “volantone” (rispetto ad altre francesi) è semplice, con selettore marcia vicino alla mano destra e disattivazione rapida di alcuni Adas, ma anche coinvolgente: reattiva, precisa e onesta in frenata grazie al sistema disaccoppiato che evita il “salto” tipico di certe Bev.
PRESTAZIONI E AUTONOMIA
La versione da 120 CV soddisfa già molte esigenze, ma quella da 150 CV si abbina alla batteria maggiore da 52 kWh massimizzando le prestazioni per ogni palato, senza perdere comfort. In uso prevalentemente urbano, con temperature invernali, i consumi si sono attestati sotto i 18 kWh, spesso sotto i 14 kWh a guida tranquilla e “tutto al minimo”, per la più dotata. Dati in linea con il dichiarato, che garantiscono un’autonomia reale ben oltre i
300 km. La ricarica è AC fino a 11 kW o DC fino a 100 kW, con funzioni V2G.
STILE E DETTAGLI
Fuori spicca l’indicatore LED della batteria sul cofano, all’interno altri richiami al numero 5, il bicolore dell’abitacolo, la striscia sui sedili con le icone di tutte le R5 dal 1972 a oggi. Vari elementi vintage colorati “fanno simpatia” senza compromettere l’ergonomia, mentre l’altezza da terra contenuta la distanzia dalle crossover. I materiali sono vari e gradevoli, con effetto pelle combinato a plastica solida. La fila posteriore è comoda per due persone, il bagagliaio offre 326 litri con minimo doppio fondo, pagando un po’ lo stile. La strumentazione da 10,1” e il sistema multimedia OpenR, facile da fruire, integrano servizi Google con navigazione connessa e supporto per le ricariche.
PREZZI E ONERI
Il listino parte da 24.950 euro per la versione con batteria 40 kWh e 95 CV, fino ai 34.990 euro del top di gamma da noi provato. Il valore fringe benefit da Tabelle ACI è di 528,90 euro. Chi ha amato la R5 storica non può non apprezzarla, specialmente se elettrocompatibile: comfort superiore, dotazioni moderne, sicurezza avanzata. Quasi una concept-car che, per le flotte con buone politiche di supporto all’elettrico, è un’outsider da considerare.
di Luigi Barni
DESIGN RINNOVATO E AUTONOMIE CRESCENTI
bZ4X è fresco di innovazioni e migliorie, promettendo consumi irrisori per il segmento e ampi spazi in abitacolo
Tre anni dopo il lancio, il Suv Toyota si rinnova nel design, nella meccanica e nella tecnologia. Ogni allestimento ha potenza, trazione, batterie, pacchetti accessori e autonomia differente. Grazie al nuovo impeccabile design, dalle linee pulite e taglienti, lo stile aiuta il coefficiente d’attrito: Cd 0.27, a beneficio di consumi e acustica. In evidenza la nuova firma luminosa a led, che corre da una parte all’altra ed i nuovi parafanghi, verniciati a contrasto. Mutando la composizione dei moduli, con numero superiore di celle a parità di compattezza, le autonomie crescono: 445 km per la versione FWD con batteria da 57,7 kWh; 567 km per la FWD da 73,1 kWh e 516 km per la AWD da 73,1 kWh. A dar credito sono quindi dei consumi irrisori, per queste dimensioni (4,7 m.) e mole (1.845-2.445 kg). Le due FWD (trazione anteriore) dichiarano rispettivamente 13.9 e 13.5 kWh/100 km, che diventano 14.5 sulla AWD. In usi urbani pianeggianti si potrebbe scendere ancora e sebbene per
un Suv familiare le prestazioni non siano tutto, le potenze variano dai 167 cv per la bZ4X base, ai 343 cv per Premium AWD-i che, con uno 0-100 in 5.1 secondi, è campionessa di scatto. Sviluppata anche per lunghi viaggi, la bZ4X grazie al preriscaldamento si ricarica fino ai 150 kW DC (10-80% in 28 minuti) e Toyota ne garantisce le batterie fino a 10 anni, o 1 milione di km (con manutenzioni presso gli autorizzati). È poi possibile estendere la garanzia veicolo fino a 15 anni, fattore da non trascurare in ottica valore residuo.
In abitacolo, l’approccio è più tecnologico e avanguardistico. La plancia sfinata e spezzata su due piani, ospita un display 14” per Infotainment e clima, oltre quello 7” posizionato borderline verso il parabrezza, che funge da virtual cockipt. Sul tunnel centrale, oltre ai comandi inerenti modalità di guida e marce, troviamo due piastre di ricarica wireless. Sono presenti,
inoltre, tre prese Usb-c. Il tocco premium arriva con il mix di materiali utilizzati, gli ottimi assemblaggi e una dotazione “ricca” già in allestimento medio. Sedili e volante riscaldati – ventilati per le file anteriori –sono già disponibili nella ICON, così come le due basi wireless. Per lo spazio, il vano portabagagli è oltre i 450 litri, estendibile 60/40. I prezzi al pubblico vedono la nuova bZ4X aprire a 38.500 E in allestimento d’ingresso (42.500 senza promozioni), mentre Kinto propone (a gennaio ’26) noleggi su canoni da 449 E + Iva, per le aziende.
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di Cristiano Fortini
RENAULT SYMBIOZ
La full-hybrid cerca ruolo anche dove un tempo c’era Scenic monovolume
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a Symbioz è un modello inedito, che chi ama trovare filoni storici potrebbe posizionare al posto di quella Scenic oggi divenuta più compatta ed elettrica, rispetto agli albori della versione monovolume. E proprio i volumi, interni, sono elemento forte per Symbioz che, oltre al pratico taglio crossover rialzato ed una buona efficienza dei motori ibridi, offre bagagliaio (da 490 litri minimi) e abitacolo, molto spaziosi in rapporto alla lunghezza, di 4,4 metri. Per un utilizzo di viaggio, familiare, è centrata la nuova motorizzazione full-hybrid 1.8 con 160 CV e cambio multimodale, già compatibile Euro7. Più che prestazioni e dotazioni, però, sono ergonomici gli elementi di rilevo: oltre al piano regolare del buon baule, con vari ganci, anche il divano posteriore scorrevole, gli ottimi appoggi e i molti vani (ma la ricarica induttiva, è in basso). Secondo l’allestimento, si può avere il “giusto” in accesso gamma o quasi tutto, lusso a
parte, al top. La scelta aziendale verosimilmente sta nel mezzo, valorizzando gli Adas. Mentre per l’Infotainment, si trova il recente elemento verticale Renault openR Link 10,4”, vivo nei colori e semplice da conoscere. Come intuitivo è lo strumento da 10,4” digitale, volendo anche minimalista. I comandi fisici, sono solo per clima e poco altro. La guida è molto semplice, morbida e non certo corsaiola, visto il setting delle sospensioni e la reattività dei comandi. Ma il rombo del 4 cilindri è ben udibile, con i due motori elettrici in supporto che donano momenti di guida EV, grazie alla batteria da 1,4 kWh e soprattutto a una gestione rapporti singolare: 4 velocità con innesto a denti senza frizione per il termico e 2 per l’elettrico. Salvo il premere unicamente e un po’ vanamente a fondo il pedale, per il resto degli usi (tratta casa-lavoro, o viaggio) la Symbioz è molto agevole. Indipendentemente dal
driving-mode, nel caso personalizzabile. Procede silenziosa e poco sensibile alle sconnessioni, andando a “filo di gas”, solo la ricerca di sportività la stressa un po’. Lato consumi, in città guidando “a modo” e lasciando lavorare l’elettrico (capace di arrivare a 105 km/h) si vedono i 4 l/100 km mentre per usi medi, con più persone a bordo e un po’ di fretta, è più realistico pensare ai 5, con un dichiarato medio Wltp a 4,3-4,5. Il listino parte da 28.250 euro (1.3 benzina mild hybrid) o 32.450 euro per la full-hybrid, con possibilità di omologazione autocarro N1. Un modello certamente personale, degna vettura per usi di famiglia, senza pretese pur se in allestimenti superiori offre valide dotazioni: camera 3D, parcheggio automatico e altro come il tetto panoramico opacizzante e l’audio Harman Kardon. Il rapporto contenuti prezzo, potrebbe stare dalla sua, rispetto a certa concorrenza.
di Luigi Barni
UNA PLUG-IN CHE ALZA L’ASTICELLA
Debutta in Italia la Omoda 7 SHS-P da 279 cv: autonomia estesa, dotazioni premium e una proposta pensata per flotte e privati evoluti
La Omoda 7 SHS-P segna l’inizio di una nuova fase per Omoda & Jaecoo, ampliando la gamma del brand e posizionandosi tra Omoda 5 e la top di gamma Omoda 9. Arriva dopo un 2025 che ha visto il marchio passare da outsider a protagonista in Italia, con una crescita di market share da 0,41% a 2,01% e oltre 15.400 immatricolazioni. Un contesto ideale per il debutto della versione plug-in hybrid, tassello chiave della strategia multi-solution del gruppo.
DESIGN
L’abitacolo punta su comfort e percezione premium: ecopelle e tessuti effetto alcantara rivestono sedili sportivi con regolazione elettrica, massaggio,
riscaldamento e ventilazione. Il sistema ENC riduce il rumore fino a 4 dB, mentre il tetto panoramico Infinity porta luce e ariosità. La plancia è dominata dal display scorrevole da 15,6” (esclusivo della Premium), elemento distintivo che può avvicinarsi al guidatore o al passeggero tramite comandi vocali, touch o un gesto della
mano. Integra infotainment, gestione ADAS e connettività wireless, ma la soluzione sacrifica un portaoggetti anteriore. Il bagagliaio, da 537 a 1.294 litri, resta sotto la media del segmento.
MOTORE E GUIDA
Il cuore tecnico è il sistema SHS-P: 1.5 TGDi a ciclo Miller da 143 cv abbinato a due motori elettrici (204 e 82 cv), per 279 cv complessivi. La batteria LFP da 18,4 kWh garantisce fino a 128 km di guida EV (WLTP), rendendola una valida alternativa all’elettrico puro negli spostamenti quotidiani. Su strada, la Omoda 7 SHS-P privilegia comfort e stabilità: sospensioni morbide e seduta alta favoriscono le lunghe percorrenze, ma lo spunto non manca, con uno 0-100 km/h in 8,4 secondi. I consumi dichiarati di 2,3 l/100 km permettono un’autonomia totale oltre i 1.200 km. Buona la risposta del telaio anche su fondi misti.
PREZZI, ALLESTIMENTI EGARANZIA
In Italia la Omoda 7 SHS-P è disponibile solo plug-in hybrid, negli allestimenti Pure e Premium. La Pure parte da 38.900 euro e offre cerchi da 19”, fari Full LED, display da 15,6”, ADAS completi e ricarica wireless. La Premium, da 41.900 euro, aggiunge cerchi da 20”, display scorrevole, head-up display, tetto panoramico, sedili elettrici ventilati e impianto audio Sony. La garanzia di 8 anni o 160.000 km, valida anche sui componenti elettrici, rappresenta un plus rilevante in ottica flotte e valore residuo.
QR Code: vedi online il video del primo contatto conOmoda 7
di Luca Barenghi
DOVE LE AUTO USATE TORNANO A NUOVA VITA
Tutte le attività del centro ripristino Tomasi Auto
Il mercato dell’usato vive una fase di forte crescita: prezzi del nuovo più alti, clienti più consapevoli e attenzione alla sostenibilità spingono verso vetture ricondizionate con standard elevati. Tomasi Auto ha anticipato questa evoluzione, costruendo un modello basato su trasparenza e processo industriale. Il suo Centro di di Luca
Ripristino, nella sede storica di Guidizzolo, è oggi uno dei simboli di questo approccio. Il CDR è il cuore operativo dell’azienda. Qui transitano tutte le vetture in vendita, seguendo un flusso che richiama le migliori realtà manifatturiere. L’obiettivo è garantire qualità costante, indipendentemente da provenienza e categoria. Ogni fase è codificata e registrata per assicurare massima tracciabilità.
UN 2025 DA RECORD
Il percorso inizia con un’accurata accettazione: oltre 150 controlli, scansione digitale della carrozzeria, analisi del sottoscocca e diagnosi elettroniche avanzate. Tutti i dati vengono raccolti in un’anagrafica digitale che accompagna il veicolo lungo l’intero processo. A coordinare le attività interviene un sistema MES, tecnologia tipica dell’industria, che monitora lavorazioni, tempi e ricambi in tempo reale. Seguono gli interventi di ripristino, calibrati sulle reali necessità dell’auto. Si va dalla manutenzione meccanica alla calibrazione degli ADAS, dal controllo dell’assetto alle verifiche strutturali. In carrozzeria, la rilevazione digitale del colore garantisce uniformità cromatica, mentre la verniciatura avviene in cabine controllate con sistemi di essiccazione rapidi. Il ciclo si chiude con collaudi strumentali, prova su strada e fasi finali di finitura: lavaggio, sanificazione e servizio fotografico. Solo allora l’auto ottiene la certificazione ed entra in showroom, coperta da una garanzia di 12 mesi.
Nel 2025 Tomasi Auto ha venduto 19.071 vetture e superato i 300 milioni di fatturato (+9%). Ha rottamato 158 auto al mese, per l’80% Euro 4 o inferiori, contribuendo al rinnovo del parco circolante. Risultati che hanno permesso all’aziende di aprire, oltre alla sede di Guidizzolo, nuovi showroom a Verona, Roma e Milano. Nel 2026, Tomasi Auto arriverà anche a Parma
Cupra e Leapmotor sono due brand molto diversi tra loro, ma con un filo comune: sono “giovani”. Il primo è diventato autonomo nel 2018, quando da divisione sportiva di Seat (tanto è vero che il nome deriva dalla sintesi tra CUP e RAcing), ha iniziato a produrre modelli di grande personalità conquistandosi un posto al sole nel Gruppo Volkswagen e sul mercato europeo. Il secondo arriva dalla Cina: fondato dieci anni fa (ma la prima vettura è del 2019), ha attirato le attenzioni di Stellantis nel 2023, prima con una partecipazione e poi con una JV dove il gruppo italo-franceseamericano detiene attualmente il 51%. Nel 2024 ha venduto quasi 300.000 vetture e ha sfiorato il raddoppio nel 2025. Le analisi di questo numero riguardano modelli significativi per entrambi i brand. La Formentor riveste un ruolo importante per Cupra: una crossover che ha debuttato nel periodo pandemico e ha trovato rapidamente i favori del mercato, italiano in particolare, grazie soprattutto a un design di impatto e alle buone prestazioni. Ora che in gamma è entrato l’e-Hybrid di famiglia, si può considerare una vettura completa. La B10, invece, è arrivata tramite Stellantis che la esibisce ora nelle concessionarie. Anch’essa rappresenta bene lo spirito della Casa: una Suv semplice, compatta e sicura. Era solo elettrica ma si è dotata di un valido sistema ibrido range extender che insieme al prezzo competitivo ne fa una protagonista, in crescita, del nostro mercato.
Leapmotor B10
Nuova protagonista, anche Range Extender
Dopo la citycar T03 e la crossover grande C10, per Leapmotor è la volta della crossover media B10, arrivata subito nella variante elettrica che ha raccolto un buon risultato su un mercato non facile come il nostro. Lunga 452 cm, larga 189 cm, alta 166 cm, ha un passo di 274 cm. Quanto al bagagliaio, la capacità varia da 515 a 1.415 litri. Il vano ha forme regolari, è ben rifinito e presenta il piano ad altezza variabile. Nonostante la disposizione della meccanica, sotto il cofano anteriore c’è un ulteriore vano. Il design punta sulla sobrietà e su soluzioni stilistiche vicine ai gusti continentali vedi la banda luminosa che unisce i proiettori posteriori in stile simil-Cayenne. Davanti, invece, la firma luminosa sottile dei gruppi ottici Matrix Led disposta su due livelli rappresenta il tratto distintivo più marcato, rispetto allaC10.
di Maurizio Bertera
Viene proposta con una motorizzazione elettrica da 218 CV e 240 Nm di coppia. Accelera da 0 a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge velocità massima di 170 km/h. Due opzioni per le
batterie: il pacchetto Pro da 56,2 kWh per 361 km di autonomia Wltp e Pro Max da 67,1 kWh, che permette 434 km di percorrenza. Entrambi supportano la ricarica in corrente alternata da 11 kW e fino a 168 kW in continua, per
passare dal 30 all’80% di carica in meno di 20 minuti. La batteria agli ioni di litio è di tipo LFP: meno snella a parità di capacità delle NMC ma meno costosa e capace di sopportare meglio le ricariche al 100%, che riducono la “vita utile” degli accumulatori. In gamma è entrato anche un powertrain REEV, con il motore elettrico alimentato da un pacco 18,8 kWh a sua volta tenuto in carica tramite un motore a benzina 1.5. L’autonomia arriva a 80 km in EV e fino a 900 km complessivi, considerando anche il pieno di benzina. I prezzi sono gli stessi, a parità di allestimento, della B10 elettrica pura.
EQUIPAGGIAMENTO
Due le versioni: Life con entrambe le batterie, Design solo con la più potente. I prezzi, al netto di promozioni, sono di 29.900 e 31.900 euro per la prima, di 33.400 per la seconda. La dotazione di serie è valida, a partire dal pacchetto di 17
Adas che vigila su comfort e sicurezza, a prova di crash test EuroNcap, dove la B10 ha ottenuto cinque stelle. Altro plus è il sistema Leap OS 4.0 Plus, che presenta immagini 3D realistiche, oltre ad essere predisposto per la gestione da remoto di diverse funzioni, fruibili tramite l’app mobile Leapmotor. Il veicolo supporta aggiornamenti Over the air illimitati, mantenendo il sistema continuamente aggiornato.
TEMPI DI CONSEGNA
Abbastanza variabili: si passa da qualche settimana a un paio di mesi. Ma non mancano promozioni, sul sito ufficiale della Casa, per avere subito la vettura.
VALORE RESIDUO
Da poco tempo sul mercato italiano, le Leapmotor usate si trovano sul portale Spoticar, con una garanzia di 12 mesi e talvolta un finanziamento rateale per l’acquisto. Il marchio
europeo di usato garantito del Gruppo Stellantis effettua un centinaio di controlli sui punti fondamentali del veicolo.
MANUTENZIONE
La garanzia copre il veicolo per tre anni o 100.000 km, estendibile a cinque anni, mentre per la batteria ad alto voltaggio si applica una copertura di 8 anni. Include anche garanzia anticorrosione e soccorso stradale, supportata dalla rete di distribuzione ricambi Emil Frey.
FORMULE FINANZIARIE
Acquistabile nelle concessionarie Stellantis, la B10 segue il concetto di vendita che Leapmotor ha lanciato sin dall’arrivo in Italia, ossia promozioni al di là che siano in vigore o meno gli incentivi per le elettriche. Per esempio, sul sito ufficiale c’è un finanziamento LeapValue che fa scendere prezzo
della B10 Life a € 25.900 e consente l’acquisto in 35 rate mensili da 179 euro con rata finale residua (pari al valore garantito futuro) da 14.111 euro, il tutto con un anticipo di 8.707 euro.
NOLEGGIO
È Ayvens a occuparsi del ‘lungo termine’ per conto di Leapmotor. Nel canone mensile fisso è inclusa una serie di servizi: assicurazione, assistenza stradale, manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione amministrativa.
AL VOLANTE
Comfort ed efficienza sono i punti di forza emersi chiaramente nel nostro test. La prima delle caratteristiche viene premiata a partire dalla seduta rialzata, dallo sterzo abbastanza leggero, come dalle reazioni molto progressive alla pressione del gas. Leapmotor non è (e non vuole essere) un’elettrica brucia-
semafori, quanto piuttosto un Suv piacevole da guidare grazie a valori di potenza e coppia comunque in grado di assecondare l’andatura sostenuta e agevolare i sorpassi. Preciso l’assetto curato al Proving Ground di Balocco, dove i tecnici Stellantis sono intervenuti sulle sospensioni – multilink al posteriore – per ridurre efficacemente rollio e beccheggio, in genere marcati nei veicoli prodotti in Cina. Positivi anche i riscontri sui consumi, per quanto parziali, inferiori ai 13 kWh/100 km in extraurbano. La vettura si controlla dal grande schermo centrale di 14,6” a cui fanno capo quasi tutte le funzioni compresi gli Adas e il clima (monozona). Le possibilità di personalizzazione sono molte, ma comandi fisici sarebbero comunque più intuitivi. L’abitacolo è estremamente luminoso, grazie al tetto panoramico di cristallo e ai rivestimenti chiari, nonché spazioso. Dietro, l’agio per le gambe
abbonda e volendo ci si può attrezzare per dormire sui sedili anteriori (riscaldabili e ventilati) completamente reclinabili che formano quasi un matrimoniale su quattro ruote.
GIUDIZIO
Il terzo modello Leapmotor che sbarca in Italia conferma le capacità di una Casa che – sotto una ‘tutela’ Stellantis – può iniziare un percorso interessante sul mercato. Non solo per un listino obiettivamente super competitivo, a fronte di una buona qualità generale e un’efficienza tecnologica all’altezza di marchi già affermati. E quasi 8mila immatricolazioni nella prima vera stagione in Italia, non sono da sottovalutare.
Cupra Formentor Piace e compiace
È il primo modello costruito espressamente per Cupra e, sostanzialmente, la ha portata al successo. Realizzata sulla base della piattaforma Mqb Evo a passo lungo, è una Suv dinamica, quasi una hatchback a ruote alte, con cofano lungo e abitacolo arretrato su carrozzeria ricca di nervature, che la rendono inconfondibile e fresca. Èlunga 445 cm, larga 184 cm e alta 152 cm con un passo di 268 cm. D’impostazionesportiva anche l’interno, con la seduta più bassa del solito, i sedili avvolgenti e il tasto d’avviamento sul volante: in pieno stile Cupra, rappresentato dal logo composto da due “C” incrociate, ispirato a un simbolo tribale indiano. Ilbagagliaio, nella configurazione base, ha una capacità di 330 litri. di Maurizio Bertera
A fianco dei motori termici puri (1.5 benzina TSI da 150 Cv e 2.0 TDI da 150 Cv), ci sono due soluzioni ibride: una MHEV benzina da 150 Cv e una PHEV da 204 o 272 Cv, nella variante VZ (sigla di Veloz, in spagnolo). Non manca una VZ anche con il
2.0 TSI, portato a 265 o 333 Cv. La recente novità, è la motorizzazione plug-in che abbina il quattro cilindri TSIa un propulsore elettrico, alimentato da batteria 19,7kWh. Si tratta di un’evoluzione dell’architettura cardine di Wolfsburg, che consente di equipaggiare schemi ibridi
con batterie dal frazionamento più generoso. Abbiamo guidato la versione con 204 Cv che senza avere la spinta della VZ, regala comunque valide prestazioni: 7,9 secondi nello 0-100 km/h e 210 km/h di spunto massimo. L’arma in più è il consumo, a patto di tenere la batteria carica: Cupra dichiara 1,4 litri di benzina ogni 100 km, livelli record. Il prezzo dell’auto testata, allestita Dark Stone, è di 50.500 euro.
EQUIPAGGIAMENTO
Da qualche mese ci sono due versioni speciali: Dark Night e appunto Dark Stone, che si differenziano per l’aspetto estetico. La prima usa carrozzeria Midnight Black metallizzata mentre la seconda adotta la tinta opaca Magnetic Tech Matt. La dotazione di serie, oltre a quella per le altre versioni, ha dei plus quali cerchi 19”, fari LED Matrix, sospensioni adattive DCC, i sedili sportivi in microfibra Dinamica, con
dettagli in similpelle e riscaldamento. In più, ecco il sedile conducente con regolazione elettrica e la funzione memory, il sistema Keyless Advanced, la videocamera posteriore, la raffinata illuminazione ambientale Smart Wraparound, il portellone elettrico con apertura senza mani e l’antifurto. Un pacchetto che, rispetto alla somma degli optional a listino, rappresenta un vantaggio cliente quantificabile in circa il 50%
TEMPI DI CONSEGNA
Mediamente siamo sui tre mesi dall’ordine ma non mancano promozioni, sul sito ufficiale della Casa, per avere subito la vettura.
VALORE RESIDUO
Le vetture usate, in particolare la Formentor, si trovano sui portali specializzati e presso le concessionarie ufficiali del Gruppo Volkswagen.
Marchio giovane ma già affermato, Cupra ha un discreto valore sul mercato dell’usato. Si parla di quotazioni sui 20mila per i modelli delle prime stagioni (2021-2023) e anche sopra i 25mila per quelli di costruzione più recente, ovviamente considerando utilizzo e chilometraggio.
MANUTENZIONE
Il pacchetto di manutenzione ufficiale comprende diversi servizi e la durata può arrivare fino a 4 anni/60.000 km. Peraccedere basta recarsipresso qualsiasiCupra Garage. C’èinoltre il pacchetto dedicato Care Renewal, che prevede uno sconto variabile in base all’anzianità della vettura: 25% se hanno meno di 5 anni, o 35% per auto tra 5 e 10 anni. Si può inoltre richiedere la soluzione con pagamento mensile ad un prezzo medio di circa 30 euro. Da sottolineare, che i piani di manutenzione
prepagata si differenziano tra di loro per durata, chilometraggio e gli interventi inclusi. I prezzi variano a seconda del modello.
FORMULE FINANZIARIE
Con la soluzione Cupra Way si sceglie la durata del finanziamento, l’anticipo e il chilometraggio annuo che si pensa di percorrere: da qui deriva la rata mensile su misura e si conosce fin da subito il valore futuro garantito della Formentor, a termine contratto. Con le tre classiche opzioni: ossia riscattare l’auto saldando l’importo della maxi-rata finale, restituirla con la chiusura contratto, o sostituirla scegliendo un altro modello da rifinanziare. Non manca una formula di leasing dove il riscatto viene calcolato in funzione della percorrenza attesa e del valore finale dell’auto e c’è una flessibilità totale su tutti i parametri.
NOLEGGIO
La più recente formula della Casa è Cupra Drive Way, studiata sia per i privati sia per le società con una soluzione – a canone mensile fisso – che comprende bollo, manutenzione (ordinaria e straordinaria), cambio pneumatici e coperture assicurative.
AL VOLANTE
La piacevolezza di guida è indubbia: non pare di guidare una crossover tanto è precisa e agile fra le curve. I vantaggi del sistema e-Hybrid sono evidenti, come abbiamo constatato nel nostro test: Formentor si muove in modalità EVappena possibile e permette di percorrere 100-120 km senza che intervenga il motore termico. Grazie all’unità a corrente, che fornisce i cavalli con grande prontezza, la marcia è fluida e vivace sia in città, sia
fuori. Una volta selezionata la modalità ibrida, la vettura avvia il turbo benzina solo quando si preme con decisione l’acceleratore o la batteria si scarica, evento evitabile con il buon senso. Bene anche la frenata: l’impianto è potente, ha una buona resistenza alla fatica e assicura contenuti spazi di arresto. In plancia, oltre al completo cruscotto digitale 10,3” (ben personalizzabile: per esempio, può mostrare gli strumenti a lancetta o la mappa del navigatore a tutto schermo), spicca il nuovo schermo dell’infotainment di 12,9”.
IL GIUDIZIO
Formentor rappresenta in pieno lo spirito Cupra: auto dal design non comune (esternamente e internamente) che regalano emozioni alla guida. Nel caso della e-Hybrid c’è anche il plus di consumi limitati, non sulla carta. Il suo successo non deve stupire, tanto più alla luce di un’ampia gamma.
ETS2: IL PREZZO DELLE EMISSIONI
Dal 2027 entrerà in vigore l’ETS2, nuovo sistema europeo che mette un costo alle emissioni di CO2 legate ai carburanti per trasporto stradale e riscaldamento. Il principio è semplice: quando si usano benzina, gasolio o gas, si produce “fumo” nell’aria, e quel fumo ha un prezzo. A pagarlo sono i fornitori di carburanti, che devono acquistare permessi proporzionali alla CO2 generata. Una parte di questi costi può poi riflettersi lungo la filiera, arrivando fino a famiglie e imprese.
L’ETS2 amplia il sistema ETS già attivo per le grandi industrie, includendo milioni di veicoli e edifici. L’obiettivo è spingere verso soluzioni meno inquinanti rendendo più conveniente ridurre le emissioni. Per evitare impatti eccessivi, l’UE ha previsto un avvio graduale e un Fondo Sociale per il Clima a tutela delle fasce più vulnerabili.
EVOLUZIONE DELLE FLOTTE IN TURCHIA
Il settore delle flotte turco, che pesa non poco nel mercato locale da 1,38 milioni di veicoli, attraversa una profonda trasformazione. Con urgenza di professionalizzarsi in un contesto volatile, tra inflazione e fluttuazioni valutarie. Nonostante l’instabilità, i volumi crescono e le company car mantengono un forte valore strategico. Dopo anni di preferenza per la proprietà, il dibattito su noleggi e leasing ècentrale, con un approccio basato su TCO, gestione del rischio e governance. L’elettrificazione avanza (oltre il 10% delle immatricolazioni) e l’arrivo dei brand cinesi accentua la competizione. Telematica e AI diventano indispensabili per un settore frammentato ma crescente, che insegue formazione e best practice internazionali. Conspazi per nuovi player, anche esteri.
Tabelle ACI 2026: clicca qui per tutte le versioni di veicolo consultabili in Excel e Pdf
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006
Direttore responsabile Omar Marco Fumagalli
Collaboratori
Andrea Barbieri Carones, Luca Barenghi, Luigi Barni, Maurizio Bertera, Cristiano Fortini, Francesco Lacidogna, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano
Impaginazione Gianluca Ubezzi
Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
Distribuzione in Italia
Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
Spedizione Posta Target - Magazine
Tariffa abbonamento annuo: 35,00 euro
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