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Alla scoperta degli Organi di Rappresentanza Il senato Accademico

Foto dei membri del senato accademico

“ha il compito di esercitare tutte le funzioni relative alla programmazione e al coordinamento dell’attività didattica, di ricerca e di servizi agli studenti”

Pasquale Oronzio, senatore dell’Università Mediterranea neo laureato

IL Senato Accademico è un organo di governance di Ateneo che ha il compito di esercitare tutte le funzioni relative alla programmazione e al coordinamento dell’attività didattica, di ricerca e di servizi agli studenti. Tale Organo è composto da 12 membri oltre il rettore che lo presiede : i quattro direttori di dipartimento delle quattro diverse aree scientifiche disciplinari, 4 professori e ricercatori di ruolo che non ricoprano altri incarichi accademici, due rappresentanti degli studenti eletti da tutta la comunità studentesca che rientri nell’elettorato attivo e, infine. un rappresentante del personale tecnicoamministrativo e bibliotecario. Il Senato accademico si riunisce di norma una volta al mese e discute dell’ordine del giorno che una settimana prima viene inviato dagli organi predisposti ai membri del Senato. Dal punto di vista pratico esso si occupa dell’indirizzo politico dell’ateneo, da un lato interessandosi all’aspetto didattico e della ricerca dall’altro filtrando tutte le richieste e le questioni di interesse economico così da rilasciare un parere, favorevole o meno, che sarà poi discusso all’interno del Consiglio di Amministrazione. Nella

nostra Università quest’organo è costituito da quasi due anni con l’intento principale di risanare e ristabilire l’equilibrio economico necessario per lo sviluppo dell’Ateneo tutto e per garantire una vita studentesca e accademica di qualità. Come studenti, siamo rappresentati da due nostri colleghi: Pasquale Oronzio, del dipartimento Digiec e Gabriele Candela, del dipartimento di Ingegneria. A tutti gli effetti collaborano e danno un contributo ai lavori del Senato impegnandosi soprattutto a tutelare i diritti vantati dagli studenti. In questi giorni abbiamo intervistato il primo dei due senatori, a poco tempo dalla sua laurea e quindi uscente, per chiedergli le sue impressioni e le sue idee su come si sono svolti i lavori fino ad oggi e di come lui abbia vissuto il rapporto con gli organi decisionali dell’ateneo. Di seguito l’intervista: A) Spesso gli studenti non conoscono la funzione dei loro organi di rappresentanza e di conseguenza i loro compiti, a maggior ragione se riguarda organi d’ateneo che appaiono lontani dalla vita studentesca. A tal riguardo, quali sono

state le tue impressioni e i tuoi primi stati d’animo una volta eletto in quest’organo? Lo studente, come ben detto, ha il pensiero principale dello studio e di completare nel più breve tempo possibile il suo percorso di studi; perciò è poco incline alla conoscenza degli organi di rappresentanza e delle loro funzioni. Per quanto mi riguarda, da quando sono entrato all’università, anche per me all’inizio era proprio questa la mia priorità, poi però ho preferito cominciare a conoscere ciò che mi circondava e non vivere passivamente quello che sarebbe stato il mio periodo di studi. Mi sono informato, ho cominciato a vivere a pieno il mio tempo da studente e quindi avvicinarmi al vero mondo accademico a 360°. Per quanto riguarda la conoscenza degli organi di rappresentanza la ritengo una cosa di fondamentale importanza per capire a chi rivolgersi, sia in caso di problemi sia in caso di proposte per eventuali iniziative utili alla comunità tutta. Non nascondo che, appena eletto, il timore di non sapere fino in fondo


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" Venivamo da anni “bui” in cui sembrava quasi che l’Università fosse per i docenti e per tutelare posizioni baronali. Adesso fortunatamente e grazie alla spinta del nuovo Rettore, lo studente è tornato ad essere il fulcro di tutte le scelte e le decisioni accademiche.

quello che sarei andato a fare e con quali persone, docenti, avrei dovuto collaborare era tanto. Quello che mi sento di affermare alla fine di questi quattro anni di rappresentanza divisi tra consiglio di facoltà e senato accademico è che quello che a noi pare lontano, e che all’inizio anche a me pareva tale, alla fine non si rivela così perché ho avuto la fortuna di avere a che fare con persone e poi con professori che hanno in testa il bene dello studente e dell’università e tutto è diventato più facile. B) Quali sono stati i provvedimenti che ritieni siano stati più vicini ai bisogni e alle necessità di noi studenti che anche grazie al tuo contributo si sono realizzati, e quali si potrebbero ancora progettare? Ho avuto la fortuna di collaborare con una governance di ateneo molto vicina a noi studenti. Venivamo da anni “bui” in cui sembrava quasi che l’Università fosse per i docenti e per tutelare posizioni baronali. Adesso fortunatamente grazie anche alla spinta del nuovo Rettore, lo studente è

tornato ad essere il fulcro di tutte le scelte e le decisioni accademiche. A tal proposito, tra quelle che ricordo con molto piacere e che testimoniamo quanto appena detto c’è sicuramente la non volontà da parte del Rettore di tagliare il fondo per le attività studentesche. Trovandosi infatti in difficoltà per i tagli in bilancio, egli sin da subito ha mostrato interesse affinchè non venisse tolto neanche 1 euro al nostro fondo, in modo da consentirci di avere gli strumenti necessari per organizzare quante più iniziative possibili. Altro provvedimento intrapreso è sicuramente la rivalutazione e la rinascita della casa dello studente, prima troppo spesso abbandonata a se stessa e adesso fulcro di numerose attività che servono a implementare il concetto che l’università non è solo costituita da esami e lezioni ma è anche vita studentesca di gruppo. Da non dimenticare la visita dell’allora Ministro dell’Istruzione On. Carrozza, segno di vicinanza e di riconoscimento del lavoro fatto dagli organi nazionali verso il nostro Ateneo. Quello che più da vicino ci

interessa come studenti di Giurisprudenza ed Economia è sicuramente l’accentramento di tutte le attività didattiche e non, nel polo del Lotto D. Grazie alle nostre richieste e al pronto ascolto da parte del Rettore e dei vari ProRettori, è stato reso possibile lo spostamento di lezioni ed esami e soprattutto di entrambe le segreterie in un unico plesso in modo da poter garantire allo studente una maggiore comodità e facilità d accesso ai servizi da lui ritenuti più utili. Ritengo inoltre che, visto il “terreno fertile”, si potrebbero realizzare ancora tante altre iniziative tra le quali la verbalizzazione elettronica, pagamenti e iscrizioni totalmente online, carta servizi degli studenti, Giornata dello studente.

Luana Angelone

La Calabria e le sue risorse: l’oro verde tra brevi cenni storici e normativi

La zagara,nome tipico del fiore degli alberi d’agrume

Talmente abituati alla loro fragranza nelle nostre campagne e sulle nostre tavole imbandite,li diamo quasi per “scontati”:arance,mandarini, cedri,bergamotti e una incredibile varietà di incroci e innesti.Sono l’Orgoglio della nostra terra. La specie più rappresentativa e nota di questi sempreverdi,gli

Agrumi( dal latino “acer”,cioè acre,per il loro sapore agro), è l’arancio, scientificamente “citrus sinesi”;proprio quest’ultimo termine ne indica in modo chiaro la terra di origine,la Cina,ove pare fosse coltivato già migliaia di anni fa. Fu importato dagli Arabi in Sicilia e Calabria e ne fu introdotta la coltivazione. Sembra, poi,

che addirittura i Romani conoscessero il cedro come Pomo di Persia. Vanto della provincia di Reggio Calabria è senza alcuna ombra di dubbio quello che già nel XIV secolo era famoso come “limon posillus calaber”,agrume tipico della costa Jonica meridionale:il bergamotto.Questi non è particolarmente appetibile ma la sua coltivazione è diretta all’estrazione della sua essenza,attività che dal metodo artigianale della spugna è passata,agli inizi del 1800,all’ambito


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"Sono l’Orgoglio della nostra terra…”

Il prezioso agrume, il Bergamotto

Curiosità: i bovini sono particolarmente ghiotti del”pastazzu”,scarto di lavorazione del bergamotto.

ma la sua coltivazione è diretta all’estrazione della sua essenza,attività che, dal metodo artigianale della spugna, è passata agli inizi del 1800 all’ambito industriale grazie al reggino Barillà che costruì la” macchina calabrese” con miglior resa.L’olio essenziale è oggi pregiato elemento dell’industria cosmetica ,profumiera(pensate all’Acqua di Colonia) e gastronomica.Ha proprietà antisettiche e avvalorati benefici per mente e corpo; persino il dannunziano Giuseppe Sergi nel 1935 ne conosceva i suoi effetti psicotropici. L’importanza rivestita da questo prodotto tipico,uno dei più importanti protagonisti dell’economia locale, ha indotto il Legislatore ad intervenire con norme a tutela.Già nel 1819 la concorrenza con essenze di laboratorio ha reso necessario l’introduzione di sanzioni pecuniarie per i contraffattori. L’essenza di Bergamotto trova solo nel 1931 una corposa protezione con l’istituzione del Consorzio “Produttori del bergamotto”(R.D.L. 1330/1931) e Consorzio provinciale dell’Agrumicoltura (D.M. 14/09/1934). In seguito, vari fattori come la soppressione degli enti economici del 1945,la crisi di mercato e il pressing dei produttori, ha reso necessario un intervento del Governo che con un D.M. nell’anno successivo ha decretato il conferimento obbligatorio presso il Consorzio del Bergamotto ,istituito a Reggio Calabria, al fine di tutelare e limitare l’offerta.L’ammasso

obbligatorio era già stato previsto da una legge del 1936,dichiarata incostituzionale poichè limitativa della libertà di iniziativa economica nel 1964.Il sistema,a questo punto,era sull’orlo del collasso:le importazioni clandestine e la serrata concorrenza di essenze sintetiche avevano avuto, tra le prime conseguenze, un calo della domanda,la giacenza di enormi quantità di prodotto rimaste invendute,un indebitamento del Consorzio e il crollo dei prezzi.Dopo gli interventi “tampone” nel 1969, la legge 835/1973 ripristina l’ammasso obbligatorio e affida i controlli sulla qualità alla Stazione Sperimentale per le Essenze e i Derivati agrumari di Reggio Calabria. Quest’ultimo intervento normativo,unito ad una legge delega alle Regioni in materia di agricoltura,porta all’emanazione di una prima legge regionale (n° 7/1977) che,oltre alla riconferma delle precedenti disposizioni,riconosce un più ampio margine di libertà commerciale per i trasformatori dell’essenza. Anche questo provvedimento non risulta all’altezza: l’offerta arriva a terra in conseguenza del mancato rispetto del conferimento obbligatorio(il Consorzio non ha soldi sufficienti per pagare i conferenti),la domanda proviene da un bacino ristretto, i prezzi crollano. Una seconda legge regionale (n°1/2000) cerca di rimettere in moto il settore mediante disposizioni finalizzate alla concentrazione dell’offerta

nel Consorzio, una pianificazione dell’attività di marketing,il supporto di strutture di ricerca quali Università e Stazione Sperimentale per Essenze e Derivati Agrumari,aiuti finanziari provenienti dalla CE.Ma queste nuove norme regionali vengono bloccate dall’Unione Europea che ne ravvisa limitazioni alla libera concorrenza. Un lavoro travagliato porta infine all’emanazione della più recente legge regionale,n°41/2002,che affida al Consorzio un ruolo strategico nella pianificazione,valorizzazion e e rilancio del settore, su conferma della legge nazionale n°39/2000 che aveva già riconosciuto il marchio DOC all’olio essenziale,in attesa del riconoscimento DOP avvenuto l’anno successivo con il provvedimento n°509 dell’Unione Europea che ha affiancato allo storico Consorzio del Bergamotto (sito inlocalità San Gregorio, Reggio Calabria) un ulteriore Consorzio di Tutela. Facendo un’ultima regressione,bisogna ricordare che la legge 246/1989 “Decreto Reggio” ha promosso il finanziamento di una Scuola di Alta formazione professionale nel settore profumiero. Per saperne di più vi invito a dare un’occhiata ai seguenti siti: www.bergamottoconsorzio. it – www.consorziodituteladelb ergamotto.it –www.ssea.it. Al bergamotto è stato anche dedicato un museo che potete visitare in via Vittorio Veneto (www.museodelbergamotto .it). Alessandra Quattrone


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"Questa riforma è un punto di partenza ma si poteva indubbiamente avere molto più coraggio e fare qualcosa in più”

E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014 il decreto legge n 34-2014 dal titolo “disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese” in cui sono contenute alcune importanti novità in materia di contratto a tempo determinato, apprendistato e DURC. In questo articolo per una questione di interesse ci occuperemo in maniera riepilogativa delle modifiche apportate ai contratti a termine ed ai contratti di apprendistato che insieme agli stage rappresentano le porte d’ingresso nel mercato del lavoro per quanto riguarda i giovani. Per onestà di cronaca dobbiamo dire che questa riforma è al centro di numerose polemiche in quanto poco concertata con le parti sociali e al centro di un vivace dibattito parlamentare e che quindi nella sua conversione in legge potrà subire delle modifiche. Riassumendo, le riforme fino ad ora annunciate possono essere divise come segue. Contratto a tempo determinato: - Passaggio da 12 a 36 mesi anche per i contratti acausali, ossia i contratti stipulati senza una motivazione tecnico/organizzativa/prod uttiva; - I contratti a termine potranno rappresentare fino ad un massimo del 20% della forza lavoro aziendale oltre i 5 dipendenti, sotto i 5 dipendenti sarà possibile stipulare un solo contratto a termine; - Saranno possibili fino ad 8 proroghe, (entro i 36 mesi max per contratto con lo stesso soggetto) mentre prima era possibile una sola proroga e per i contratti a tempo

“Jobs Act” : la riforma del lavoro 8 proroghe, (entro i 36 mesi max per contratto con lo stesso soggetto) mentre prima era possibile una sola proroga e per i contratti a tempo determinato che venivano stipulati per esigenze tecnico organizzative produttive e per stipulare un nuovo contratto a tempo determinato con lo stesso lavoratore. Contratto di apprendistato: - Nessuna clausola di stabilizzazione per i contratti di apprendistato in essere anche per le aziende con più di 10 dipendenti; fino ad oggi si potevano stipulare contratti di apprendistato solamente se erano stati stabilizzati almeno il 50% dei contratti apprendistato che si erano avuti negli ultimi tre anni; - Non sarà più obbligatorio il piano di formazione scritto ed allegato al contratto; - Si è stabilito che al lavoratore sia riconosciuto un trattamento economico che: a) Tenga conto delle ore effettivamente prestate; b) Retribuisca le ore di formazione nella misura del 35% rispetto al monte ore complessivo.

Su quest’ultimo aspetto occorre dire che, seppur la novità è di sicuro interesse, la misura è notevolmente ridotta rispetto a quanto enunciato nel comunicato stampa emesso dal Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014 che stabiliva la retribuzione degli apprendisti nell’ordine del 35% della retribuzione per le ore di formazione, misura che sì poteva essere un po’ più svantaggiata per gli apprendisti ma che avrebbe tuttavia fatto notevolmente incrementare l’appeal di detta forma contrattuale. Si segnala, in conclusione, che il tutto è fatto salvo l’eventuale intervento della contrattazione collettiva (di qualsiasi livello) che si ritiene potrebbe decidere nuovamente di innalzare la misura della retribuzione spettante. Di sicuro questa riforma è un punto di partenza ma si poteva indubbiamente avere molto più coraggio e fare qualcosa in più; se è pur vero che il contratto a termine ha imboccato la giusta direzione, sul contratto di apprendistato ci si dovrà lavorare ancora.

Consulente del Lavoro Salvatore Palermo


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Il Silenzio assordante della città

"Il problema che però desta maggiore scalpore è quello del silenzio, ormai assordante…”

Da sempre la nostra città ha promesse da parte delle dovuto convivere con un istituzioni, la situazione è cancro che ne ha limitato il assolutamente pieno sviluppo, la insostenibile: attentati agli ‘ndrangheta. Questo esercizi commerciali, auto fenomeno toccò il suo apice bruciate e omicidi (anche se negli anni ‘80 con lo scoppio con meno frequenza) sono della seconda ‘’guerra di ormai fatti di cronaca ‘ndrangheta’’, una delle più quotidiana. Il problema che sanguinose della storia, con però desta maggiore oltre 600 vittime. Dopo la scalpore è quello del cosiddetta ‘’pax mafiosa’’ silenzio, ormai assordante, degli anni ‘90 la situazione che ha coperto come un sembrava placata, velo la nostra città: ovunque quantomeno dal punto di ci si giri non si percepisce vista della violenza. Il una minima reazione, uno problema però resta, per scatto d’orgoglio, una presa alcuni aspetti è anche di posizione che, prima peggiorato, perché la ancora che dalle istituzioni, ‘ndrangheta è riuscita, oggi dovrebbe partire dai più che mai, ad infiltrarsi cittadini. Un esempio può negli affari leciti, negli essere l’ultimo attentato appalti pubblici, nella dinamitardo compiuto ai pubblica amministrazione, danni di un esercizio nella sanità, ecc. commerciale in pieno centro Ultimamente, dopo anni di città (circa 40 metri della promesse da parte delle prefe istituzioni, la situazione è assolutamente insostenibile: attentati agli esercizi commerciali, auto bruciate e omicidi (anche se con meno frequenza) sono ormai fatti di cronaca In mezzo Il problema alla tragica quotidiana. che sorrisi. Le problematiche, situazione dell’impiantistica talvolta insormontabili, però sportiva reggina vengono superate dalla (Ricordiamo che il voglia di far bene del team, PalaCalafiore è chiuso dopo che annovera nella sua rosa due anni e non solo), si fa due giocatrici della largo una nuova realtà che nazionale (Marianna ha tanta voglia di crescere: Roglieri e il Capitano la Team Basket Kleos Roberta Cogliandro) e sta Wheelchairs, società di partecipando al campionato Lazzaro entrata nella storia di Serie B Nazionale. Fa dello sport della nostra parte del roster anche una regione mandando in nostra collega e associata campo la prima formazione New Deal, la numero di Basket in Carrozzina quindici Sarah Rindone, della Calabria. Il sociale si accanto ad atleti in arrivo da sposa con lo sport tutta la regione Calabria all’interno di un’iniziativa uniti a qualche importante inedita che sta raccogliendo rinforzo pugliese. Chi non consensi, applausi e tanti ha mai visto in scena i sorri protagonisti di

prefettura) alle 23:00 di un giorno festivo, avvenuto quasi in concomitanza di un omicidio in un quartiere periferico della città. Sono stati pochissimi i cittadini (un numero potremmo dire irrisorio) che hanno manifestato concretamente lo sdegno e l’insofferenza ai problemi e alla situazione insostenibile e vergognosa nella quale versa Reggio. Ci auguriamo, quindi, che possa ripartire un interesse attivo alla vita della città ormai da troppo tempo lasciata in balia del suo destino perché, se non saremo noi cittadini in primis a preoccuparcene, il rischio è davvero quello di arrivare ad un punto di non ritorno.

Federico Milia

Una nuova realtà:

la Team Basket Kleos Wheelchairs

" Il sociale si sposa con lo sport…”

protagonisti di questo sport può solamente recarsi alla prossima ed emozionante sfida interna: si gioca il 12 Aprile al Centro Viola di Modena contro il forte Castelvetrano.

Ilenia Certomà


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Dubai, il presente nel futuro: Un’esperienza di viaggio Ti affascina, ti coinvolge, ti entusiasma, ti fa perdere e ritrovare ammirando il luccichio compiaciuto che ti circonda e si confonde con quello delle stelle: Dubai, la città delle Mille e una notte, la Las Vegas d’Oriente. Ogni aspettativa viene superata, tutto lì appare più grande di te, ti toglie il fiato…Tutto è diverso: eleganza nella linearità, compostezza nella grandezza, fermezza nella gentilezza. Dubai non è Roma o Londra: era un villaggio di pescatori di perle che, grazie alla lungimiranza del sovrano, verso la fine del 1800, decise di separarsi dagli altri Emirati ed investire nel commercio, soprattutto di beni preziosi come oro e, ovviamente, petrolio, grazie all’intelligenza e saggezza di chi col proprio sommo potere ha saputo credere nella propria terra e continua a farlo, sfruttando al massimo ogni punto di forza. Una forza rappresentata dalla regina di Dubai, Burj Khalifa, la torre più alta del mondo che, dall’irraggiungibile vetta, domina con immensa classe. Da lassù ti sembra di poter conquistare il mondo, staresti ore a contemplare tanta bellezza e genialità. Il popolo di Dubai è molto fiero della propria terra e del proprio Emiro Mohammed bin Rashid Al Maktoum, a cui devono tutto ciò che hanno, ma che allo stesso tempo hanno contribuito concretamente a realizzare. Non è vero che le donne sono sottomesse o meno evolute di noi, anzi… perché quel velo nero che le nasconde quasi integralmente? Quel velo è il loro fascino, un fascino reso dalla parte che, non a

caso, mostrano senza problemi quasi come fosse la loro arma: gli occhi. Un velo che con sobria eleganza nasconde la loro femminilità di cui hanno molta cura e che, per questo, anche un po’ vanitosamente riservano. Quelle donne hanno un’aria così misteriosamente altezzosa e piena di sé…proprio come la loro città, città di cui sono padrone tanto quanto gli uomini. Quel velo non è un vincolo che sopportano malvolentieri, è una scelta, è la loro identità, ciò che le distingue. E che dire del deserto che circonda Dubai? Un’esperienza che trasmette un’energia unica, grazie a quel senso di infinito e libertà assoluta, sottomesso solo alle regole della natura. Anche il principale luogo di culto, la grande Moschea, non ha niente a che vedere con le nostre Chiese: è impossibile non avvertire subito la solenne sacralità del luogo, imponente e rigoroso, un luogo che quasi spontaneamente ti porta un forte senso del dovere e di rispetto estremo verso ciò che rappresenta. Alla fine ti chiedi: perché questa gente è riuscita dal niente a creare tutto e noi, che avremmo potenzialmente tutto, negli ultimi tempi non sembriamo più in grado di costruire niente? Dipende dalla mentalità e soprattutto da chi detiene il potere. Gli sceicchi hanno a cuore il loro territorio, è come se ogni angolo di terra fosse casa loro, come se ogni cittadino facesse parte di un’unica grande famiglia;

investono solo per il meglio del proprio popolo, per offrire il massimo. Si lavora con piacere sapendo che ciò è apprezzato e riconosciuto. I governanti sono il punto di riferimento, fonte di ispirazione: tutti sono ottimisti e propositivi perché lo è il sovrano, è lui che trasmette questi ideali. Ideali per cui, ad esempio, non esiste la parola fallimento o sbagliando si impara, bisogna riuscire al primo tentativo per non perdere tempo rischiando di farsi superare; determinati a diventare leader del mondo, consapevoli di avere le carte in regola per farcela! …E che non si dica, come scusante, che è solo una questione di soldi perché, credete, per chi l’ha visto dal vivo, non è così…tutto parte da mentalità e ragionamento! Solo dopo pochi giorni, essendo un giovane che sta progettando il proprio futuro, non puoi– provenendo da una realtà come quella di Reggio – non innamorarti di questo modus vivendi, non puoi non cogliere le decine di nuove idee e stimoli e tornare rigenerato. Viaggiare serve proprio a questo: espandere i propri orizzonti, confrontarsi con realtà diverse da quelle cui siamo abituati per crescere sempre più. Fin quando staremo chiusi nel nostro riccio non potremo costruire niente di superiore! Cogliete il suggerimento, andate per una volta dove tutto è possibile se lo desideri e ci credi, sentitevi al posto giusto nel momento giusto, questa è la formula magica di Dubai! Valentina Mallamaci

Burj Khalifa. La torre più alta del mondo

" Un’esperienza che trasmette un’energia unica, grazie a quel senso di infinito e libertà assoluta, sottomesso solo alle regole della natura”.

Burj Al Arab, l’hotel più lussoso del mondo


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Parità di genere

"La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata” William Shakespeare

Negli ultimi anni, con l'aumento del numero di violenze sulle donne e, recentemente, con la discussione in parlamento delle quote rosa ,la condizione femminile è tornata alla ribalta suscitando, in molti, nuove e pressanti domande .Ci si chiede soprattutto come ,in un mondo ipertecnologico e progredito come il nostro nel quale antichi tabù, che vedevano il gentil sesso come affetto da qualche menomazione nei confronti dell'uomo, nel tempo venuti a crollare – si possa assistere e parlare ancora oggi di tutela del “genere femminile” ,ricorrendo a normative ed accordi internazionali (Convenzione di Istanbul-2011),quasi come se stessimo parlando di”specie protetta”. Purtroppo l’ idea di parità di genere si sta faticosamente facendo strada solo in tempi recenti. Basti pensare che per la maggior parte della storia dell'uomo (se si escludono gli antichi egizi) le donne sono state considerate merce di scambio per legare potenti famiglie o solamente macchine riproduttrici .

Una delle più grandi istituzioni del mondo ,la Chiesa Cattolica, a lungo ha considerato le donne prive di anima e ,d'altronde ,non poteva farne a meno dato che proprio una donna si era macchiata del peccato originale .Non dimentichiamo poi l'Islam, che vieta ad esse qualunque sorta di diritto, o ancora l’Italia dove, fino agli anni 80, era permesso il delitto d'onore . Nonostante sia stato fatto qualche passo in avanti verso una parità di genere che non dovrebbe essere neanche posta in questione ,la situazione oggi resta allarmante .Mancano i presupposti e soprattutto manca un elemento fondamentale :il rispetto .La donna viene ancora considerata da molti un elemento di proprietà senza possibilità di sviluppo e accrescimento personale ,relegata solo al focolare ed alla maternità .Spesso e volentieri, i casi di violenza sulle donne e la disparità di trattamenti sul posto di lavoro servono solo come pubblicità nelle campagne elettorali : manca un effettivo impegno in questa direzione.

direzione. Tutte le normative a tutela della donna sono inutili se poi non vengono forniti gli strumenti per renderle esecutive :sono inutili quando un uomo colpito da decreto ingiuntivo ,con il quale gli si vieta di avvicinarsi anche solo all'abitazione della sua ex moglie ,può tranquillamente entrare nella sua casa ed ammazzarla brutalmente,sono inutili se i mass media ,per audience ,ci mostrano solo donne semi-nude ,facendo passare il messaggio che “non serve il cervello per andare avanti” ma bastano un seno abbondante e la sfrontatezza di mostrarlo a tutti. Serve un'inversione di rotta :l'uomo deve scendere dal piedistallo che per secoli si è costruito e la donna non deve aspirare a prenderne il posto ;serve che si cammini insieme ,fianco a fianco, e che unico metro di giudizio siano intelligenza e capacità.

Antonio Romeo


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L’angolo del lettore A cura di Giorgia Angelone e Denise Namia Per questo secondo numero del “The New Deal’s”, abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione ad una scrittrice britannica, che sta riscuotendo un enorme successo con i suoi libri, che in poco tempo hanno conquistato il cuore di

numerosissimi lettori, balzando in testa alle classifiche diventando immediatamente dei bestseller. Jojo Moyes è nata ed è cresciuta a Londra. Ha lavorato come giornalista ad Hong Kong per il «Sunday Morning Post» e per dieci

anni all’«Indipendent», ma dal 2002, dopo il successo del suo primo romanzo, si dedica a tempo pieno alla narrativa.

provincia che non ha grosse pretese dal suo futuro, lavora al bar della sua cittadina, ha una famiglia un po' particolare alla quale però è molto legata e un ragazzo col quale è fidanzata da 7 anni ma che dentro di se non è sicura di amare. La sua vita scorre senza particolari avvenimenti ed è ormai una consolidata e noiosa routine, fino a quando un evento apparentemente negativo si rivelerà la cosa più bella che potesse mai capitarle. Questa che Jojo Moyes, scrittrice in testa alla classifiche del Regno Unito, vuole raccontarci, è la storia di un incontro un po' inusuale e non convenzionale, fra un ragazzo e una ragazza che non si sarebbero mai scelti se non fossero stati costretti

dalle circostanze avverse in cui si sono trovati coinvolti. Quello che si creerà col tempo sarà un legame forte e indissolubile che cambierà per sempre questi due giovani così diversi eppure gli unici in grado di capirsi reciprocamente. È un libro che vi consigliamo di leggere se siete alla ricerca, non di una storia d’amore sensuale e piccante, ma di una storia romantica, dolce e pura. Una storia più vicina alle favole e nello stesso tempo più vera e reale. Io prima di te, il romanzo che sta commuovendo e conquistando i lettori di tutto il mondo, vi porterà a guardare la vita con occhi diversi.

“Io prima di te” Will Traynor è il tipico rampollo dell'alta società che ha sempre ottenuto qualunque cosa desiderasse senza alcuna difficoltà o sacrificio. È sempre stato un intraprendete, amante del brivido e della vita, fino a quando un terribile incidente non lo costringerà su una sedia a rotelle e gli toglierà completamente la voglia di vivere. Egli, poiché è consapevole che nulla potrà tornare ad essere più come prima, vuole porre fine alla sua sofferenza e sa esattamente come fare, quello che invece ignora è l' esistenza di Louisa che ha intenzione di stravolgere completamente i suoi piani. Louisa Clarks è una semplice ragazza di

“Luna di miele a Parigi" Eccoci di nuovo in compagnia della nostra amata Mrs Moyes che con questo piccolo ma affascinante romanzo, ci trasporta contemporaneamente in due epoche diverse, descrivendoci comunque una Parigi misteriosa e romantica. Le protagoniste di questa storie parallele sono due donne, la prima è Sophie, una ragazza di provincia che vive durante la belle époque parigina e la

seconda è Liv, che vive circa un secolo più tardi. Entrambe, anche se in due periodi diversi, scopriranno che le loro storie d’amore, sebbene siano appassionanti e travolgenti, possono celare non pochi lati oscuri. Questo che vi abbiamo appena raccontato, è solo ciò che si svolge alcuni anni prima degli eventi narrati da "La ragazza che hai lasciato", nuovo e attesissimo romanzo edito da Mondadori in libreria dal

18 marzo. Se anche voi siete, come noi, curiosi su come andrà a finire questa particolare e strana storia, correte in Libreria!

“Anche la città più romantica del mondo a volte riserva delle sorprese”

"Si può aiutare solo chi vuole essere aiutato”.


…Work in Progress…

CRUCIVERBA GIURIDICO

…COMING SOON…

“Pillole di Diritto” “Se stai studiando Diritto Costituzionale ricorda la legge 400/1988 : disciplina dell’attività di governo e ordinamento della presidenza del consiglio dei ministri . Associazione New Deal Newdealrc@gmail.com www.associazionenewdeal.org

Associazione Universitaria New Deal Via Filippini,71 Reggio Calabria

Numero 2 - Marzo 2014  

Secondo Numero del "The New Deal's, giornale dell'Associazione New Deal

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