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Fabrizio D’Aloia, il Bill Gates del Poker italiano, racconta il miracolo Microgame

“Siamo arrivati in alto, non ci resta che crescere”

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v i V l a d i c Vin

di Vittorio Lusvardi

uesto giornale vi racconterà, attraverso i fatti, la storia di un miracolo economico italiano che si chiama Microgame. Era solo, in origine, una società fornitrice di servizi internet nata in un garage con una pinzetta e un paio di chips. Poi, poco prima che il Texas Hold’em deflagrasse come nuovo fenomeno sociale, Microgame ha generato People’s Poker Network, un neonato diventato subito un gigante: meno di due anni, ed era già la prima poker room italiana, una fra le prime cinque nel mondo, e saldamente padrona del trenta per cento del mercato. Protagonista di questa splendida avventura, un giovane ingegnere nato a Benevento: Fabrizio D’Aloia, ormai diventato, fatti e cifre alla mano, il Bill Gates del poker italiano. Quarantacinque anni festeggiati in questi giorni, ha trovato sulla torta, in luogo delle vecchie candeline, questi numeri da capogiro: 70 mila giocatori al giorno, 3 milioni di euro di raccolta giornaliera, un milione e duecento mila eventi pokeristici generati in un mese (ovvero un torneo ogni secondo nei momenti di punta) mille ticket staccati al minuto, 60 milioni di euro distribuiti in un mese. Nessuna poker room italiana può vantare altrettanto. Il momento giusto, insomma, per spingere sull’acceleratore. In effetti, tra fine 2009 e inizio 2010, People’s Poker ha gettato sul tavolo una politica aggressiva, con rilanci che i giocatori esperti definiscono da All In. Lasciamo allo stesso D’Aloia, e a questa breve intervista, il commento su questa fase di partita. Quando si sale molto in alto, non si rischia di soffrire di vertigini? “Le cifre che abbiamo elencato sono spaventose, e di assoluto livello mondiale. Del resto, siamo la prima piattaforma in un mercato regolamentato, ovvero primi in Italia, che è in assoluto il secondo mercato al mondo. Vertigini? Grazie a dio non so nemmeno cosa siano. Anzi: visto che i nostri numeri sono veramente da capogiro, non ci resta che crescere ancora”. La prima mossa è stato il raddoppio, in un colpo solo, del minimo garantito, portato a 5 milioni di euro mensili: più di qualsiasi poker room italiana. Se lo scopo era fare notizia, ci siamo riusciti. “L’obiettivo non era fare un po’ di rumore, ma valorizzare il tempo che il nostro cliente dedica alla sua passione, garantendo premi adeguati al suo investimento di gioco. Il minimo garantito va in questa direzione, e andrà esteso ad altri eventi. Il che significa distribuire i vantaggi a una

Fabrizio D’Aloia in azienda durante il giorno del suo compleanno base sempre più larga. Nel frattempo, mandiamo anche un segnale a un mercato sempre più competitivo”. Secondo sasso in piccionaia: il circuito live su quattro tappe, più una puntata a Las Vegas. Non è certo passato inosservato. “Mi fa piacere, perché credo molto nel connubio tra virtuale e reale: il People’s Poker Tour vuol essere prima di tutto un evento sociale importante, un modo per aggregare persone già unite da una comune passione. Vogliamo creare eventi unici e nello stesso tempo cordiali, dove ci si possa divertire senza troppe formalità”. Se dovesse pubblicare la ricetta del successo? “Userei uno slogan molto in voga: “Comprare locale”. La filiera corta vale anche per il gioco, e non solo per i prodotti tipici. La nostra è l’unica

SU QUESTO NUMERO • Verso Kranisha • Vinci e sei subito VIP • Vita da Pro • Anima milionaria • Business vincente Pubblicazione a cura del People’s Poker Group

piattaforma di gioco sviluppata in Italia, collaudata e pensata per il nostro mercato. Un abito cucito su misura per l’utente italiano. Tra l’altro, abbiamo costruito tante opportunità di lavoro e abbiamo fatto bene all’economia locale”. Si annuncia sempre più vicino l’arrivo del cash. Siamo pronti? “Certo, tra breve inizieremo a giocare “for fun”, cioè senza soldi veri, soprattutto per addestrare i giocatori in modo graduale. E’ importante che i nostri utenti evitino comportamenti eccessivi, e l’insorgere dei problemi tipici di quella modalità di gioco”. Da ultimo, il giro di vite contro il gioco irregolare. Compresa la pubblicazione, sul blog, della black list degli irriducibili e incorreggibili, quelli colpiti con la radiazione definitiva dalla nostra casa. “E non ci fermeremo certo alla black list, anche se la gogna mediatica avrà un bell’effetto deterrente. Ma in aggiunta, le scorrettezze di una certa gravità finiranno sul tavolo del magistrato. I nostri giocatori, che sono centinaia di migliaia, agiscono con esemplare correttezza. Proprio per rispetto verso di loro, saremo inflessibili contro chi non rispetta le regole. Stiamo investendo nella campagna “gioco sicuro” grandi risorse, sia umane che finanziarie. Abbiamo potenziato, e potenzieremo ancora, la squadra anti-collusion, e presto vareremo un programma capace di segnalare, in automatico, i casi sospetti. A nostra volta, trasmettiamo i risultati delle nostre verifiche alle autorità competenti. Dopo di che, ognuno dovrà fare la sua parte”.

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Il montepremi del torneo principale verso livelli davvero stellari. Il primo classificato potrebbe arrivare a quota 100mila. Il limite massimo è di 220 giocatori

Quattro eccezionali tappe nei migliori casinò europei più una puntata a Las Vegas per uno sbarco in grande stile nell’universo del Live

Comincia da Kranjska Gora il Grande Slam di People’s Poker

Emozionante scalata a trecentomila euro

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’aria salubre di montagna mette appetito, e così abbiamo pensato a un piatto davvero formidabile: 200.000 euro di montepremi, al momento di andare in macchina con questo gior-

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li appassionati di poker faranno bene a tenere le valigie pronte (quelle vere, non le valigie virtuali) perché con People’s Poker Network quest’anno si viaggerà parecchio. La più grande poker room italiana entra infatti come un rullo compressore nel mondo del Live, proponendo un grande slam su quattro tappe eccezionali. In più, come lo scorso anno, non mancherà una puntatina ai Mondiali di Las Vegas riservata ai vincitori dello specifico target. E’ il primo tour internazionale di poker interamente organizzato e sponsorizzato dalla casa, si chiamerà People’s Poker Tour e si svolgerà in quattro rinomate località turistiche, all’interno di strutture in grado di ospitare sia il torneo che i giocatori nel massimo del comfort. Inoltre, il tavolo finale di ogni tappa sarà televisivo e verrà trasmesso sui maggiori programmi nazionali. Del resto, visto il grande successo della People’s Cruise, e la richiesta di tanti nostri giocatori di ripetere la meravigliosa esperienza d’incontrarsi dal vivo, non potevamo che procedere risoluti verso questa strada: una sempre maggiore integrazione fra i due aspetti del gioco, il live e l’on-line. La prima puntata si terrà presso il Casinò Korona di Kranjsca Gora (in quella Slovenia diventata ormai la Mecca dei giocatori italiani) dal 9 al 12 Aprile. Il valore del pacchetto (ospitalità più torneo più un rimborso forfettario per le

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PRIMA TAPPA PER DIVENTARE PRO • Il People’s Poker Tour è il primo tour interamente organizzato e sponsorizzato da People’s Poker. • Le tappe del PPT 2010 si svolgeranno in località turistiche rinomate. • Il tavolo finale sarà televisivo e verrà trasmesso sulle maggiori reti nazionali. • I pacchetti vinti tramite i satelliti online sono nominali, non cedibili a terzi, né convertibili in denaro. • Per chi volesse è anche possibile iscriversi direttamente agli eventi. Per informazioni: peoplespokertour@peoplesnetwork.it Sarete subito ricontattati. • Tutti gli eventi concorreranno alla definizione di una speciale classifica “PPT 2010”, il cui vincitore riceverà una proposta di sponsorizzazione per entrare nella squadra Pro.

spese di viaggio) è di 2.200 euro. Fino al 28 marzo ci si può qualificare online, e molti lo hanno già fatto. Dopo quella data, ci si potrà iscrivere solo direttamente, fino al raggiungimento del numero massimo di 220 giocatori. A Kranjsca Gora l’ospitalità sarà ai migliori livelli. I tre alberghi prescelti hanno identiche caratteristiche e offrono una serie di comfort di sicuro prestigio, a partire dalla piscina coperta, gratuita per i nostri ospiti. Il trattamento sarà di mezza pensione (prima colazione e pranzo) ma a tutti i giocatori è offerta la possibilità di cenare gratis ogni sera al bouffet del Casinò Korona, mentre familiari e accompagnatori godranno di una tariffa agevolata di soli 6 euro, cioè il valore di un panino. A proposito dei viaggiatori che arriveranno in compagnia, i “benefit” non si fermano qui, anzi. Intanto gli accompagnatori godranno di tariffe agevolate per le quattro notti del soggiorno. Poi troveranno ad attenderli un programma d’intrattenimento e visite guidate per trascorrere una serena vacanza mentre i congiunti sono occupati al tavolo di gioco. Ricordiamo, a tale proposito,

LA LAS VEGAS D’EUROPA La Slovenia è oramai diventata la capitale del gioco. In più, offre panorami mozzafiato e alberghi di alto livello. A destra il casinò Korona, sede del torneo

che i minori di 18 anni non possono accedere alle sale dove si svolgono le partite nemmeno come semplici spettatori. Ma le occasioni per passare il tempo non mancheranno, anche perché i dintorni di Kranjsca (località dove si sono svolti anche i campionati mondiali di sci) sono davvero meravigliosi, e noi stiamo selezionando le escursioni più attraenti. Per i più piccoli, infine, non mancherà una sala giochi. Ma la centralità dell’evento resta naturalmente il gioco: il torneo principale avverrà in uno splendido teatro, dotato di galleria ed effetti speciali, per consentire al giocatore di sentirsi davvero al centro del mondo.

nale, sono già in tavola. Ma questo è solo il MINIMO che siamo in grado di garantire fin da questo momento: in realtà ci prepariamo a scalare quota 330.000, col ragionevole ottimismo di arrivare fino in cima. Ma già con 200mila di minimo (ovvero nell’ipotesi di maggior pessimismo) al primo in classifica toccherebbe una porzione davvero sontuosa: 66.000 euro! Se invece arrivassimo al massimo da noi preventivato, il vincitore metterebbe in tasca 100.000 euro, esenti da tasse e da obblighi fiscali. A pioggia (perché di una vera pioggia d’oro si tratta) interessanti piatti di contorno dal secondo qualificato in giù, fino ad arrivare all’incirca (il numero esatto è da definire in base ai partecipanti) alla trentesima posizione. Il secondo, ad esempio, vincerà il 17 per cento del montepremi, il terzo il dieci e così via scalando. Siamo sicuri che, nonostante queste portate decisamente abbondanti, i fortunati vincitori digeriranno benissimo, aiutati magari da una passeggiata per i boschi o da qualche evento live organizzato a latere. Si vola, insomma, ai massimi livelli aziendali e anche nazionali. Del resto, andremo nella Las Vegas d’Europa. A tutto questo si aggiunge la possibilità di entrare nella speciale classifica People’s Tour che assicura un contratto Pro per il 2011 al termine del nostro grande slam. Insomma, si tratta di un evento - anzi, di una serie di eventi - davvero da non perdere. Prossimamente sarà pubblicato il calendario ti tutte le tappe.

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La vita negli alberghi

Un’ospitalità sempre ai massimi livelli

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ualche fortunato giocatore ha già vinto, in aggiunta al pacchetto, alcuni benefit particolari: Ghisl, ad esempio, si è aggiudicato un massaggio total body al cioccolato, al quale pare abbia rinunciato in favore del cioccolato medesimo, destinato a un uso rigorosamente gastronomico. Caneenzo, invece, si è aggiudicato l’unica suite con idromassaggio disponibile a Kranjsca, e alloggerà per quattro giorni come un vero pascià. Altri ancora hanno vinto trattamenti di bellezza, oltre all’imbattibile massaggio con pietre calde, in questo caso del tutto incommestibile. Ma anche gli altri concorrenti, e loro accompagnatori o accompagnatrici, troveranno a disposizione un’ospitalità alberghiera davvero di altissimo livello, in parte frutto delle convenzioni che People’s Poker ha attivato con la gestione del casinò, in parte connaturata in un modello di ospitalità alberghiera che punta a fare il pieno di turisti giocatori in quella che viene ormai considerata la Las Vegas d’Europa. Le più celebrate località di questo piccolo stato in grande espansione economica offrono inoltre casinò attrezzati per ogni tipo di gioco. Chi vorrà integrare il poker con altri passatempi, troverà roulette e macchinette a volontà. Senza contare che, oltre all’evento principale, saranno organizzati tornei a ripetizione praticamente a ogni ora. Per chi infine cercasse altre suggestioni oltre al tavolo verde, provvederà il nostro programma di visite guidate in una regione che offre davvero molto anche al turismo paesaggistico e culturale.

Cucina a tinte forti tra mare e Mitteleuropa L’ ASSO NELLA MANICA In centro pagina una dealer del Casinò Korona, in alto il teatro, attrezzato per gli effetti speciali, dove si svolgeranno tutte le fasi del torneo, fino al tavolo finale che sarà ovviamente televisivo. A lato la sala ristorante

BENESSERE - Sauna, centro benessere, solarium, massaggi (anche con pietre calde o al cioccolato) trattamenti contro la cellulite e contro lo stress, oltre alla piscina coperta gratuita per i nostri ospiti.

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La cucina slovena risente di tradizioni culinarie dei paesi confinanti come l’Italia, l’Austria e l’Ungheria; per tradizione basata essenzialmente su selvaggina e pesce, presenta una diversità di piatti e specialità influenzate dalla cucina mediterranea, centro-europea e orientale. Tipici sono gli insaccati come i salami, il klobasa (salsiccia), e la krvavica (sanguinacci, riso e spezie, spesso abbinate ai crauti con lardo insaporito con spezie e pancetta affumicata). Il prosciutto del Carso (prsut) è una delle più pregia-

te specialità della cucina slovena. Gli žganci sono gnocchi di farina di grano saraceno, spesso sono cotti con la zuppa di cavoli e contornati da pancetta affumicata. Il burek, è un tortino di formaggio, con carne o mele a strati. In tutto il paese sono diffusi gli Struklji, frittelle di formaggio, conosciuti in oltre 70 varianti. Tra i dolci famosa è la Prekmurska Gibanica, torta abbondantemente farcita a base di ricotta e noci, tipica della regione slovena ad est di Maribor, tra l’Ungheria, l’Austria e la Croazia.

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E sei subito un VIP

Mauro Mukmak Magini in posizione di chip leader al tavolo finale. Chiuderà terzo assoluto ma primo fra i qualificati online

La vittoria a uno dei nostri eventi live assicura fra l’altro un’immediata visibilità televisiva, come dimostra l’esempio della People’s Cruise: il tavolo finale, trasmesso da Italia 1 è stato “visitato” da oltre trecentomila spettatori. Motivo in più per tentare la fortuna nel People’s Tour 2010

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’approdo finale della People’s Poker Cruise è stato il grande porto di Mediaset. Il tavolo finale è infatti andato in onda a Pokermania nello scorso gennaio, assicurando ai nostri otto finalisti un palcoscenico davvero nazionale. La nostra crociera live tra Civitavecchia e Barcellona, autentico evento pokeristico del 2009, si era messa in mare, a metà novembre. La messa in onda televisiva fu un grande successo di ascolto e di spettacolo, nonostante l’ora decisamente tarda: dall’1.30 alle 2.30 circa. I contatti medi furono 340mila, con uno share del 12,5 per cento, decisamente sopra la norma. Tra l’altro, in quella fascia oraria, nessun programma della nottata riuscì a far meglio. Giocatori e spettatori hanno così potuto rivivere le emozioni di un grande evento organizzato da People’s. Fotogramma dopo fotogramma, sono passate sotto gli occhi degli appassionati le spericolate giocate del giovane napoletano Raffaele “Benetton82” Ranieri, vincitore sul finale del quotato Corrado Montagna, in grande favorito della vigilia. Applausi a scena aperta per tutti: dal terzo classificato Mauro Magini, che vince un contratto da Pro nella nostra squadra (primo fra i qualificati on line) al giovanissimo Riccardo Napolitano. Poi, in ordine di classifica, l’esordiente Live Stefano Fenoglio, il solido Fabio Ercoli, il tenebroso Gianluca “Ancaria” Scarpantoni, l’imprevedibile Gianfranco Guarnieri, in arte Zorro1964. Una settimana dopo è andato in onda anche il tavolo Vip, bissando l’ottimo successo di critica e di pubblico. In quell’occasione, fu apprezzato non tanto il livello di gioco, ma la personalità dei personaggi, del resto avvezzi al palcoscenico. Una gioia anche per gli occhi. Successivamente, la People’s Cruise ha avuto largo spazio anche sulla stampa specializzata, a partire dal bel servizio sul numero di gennaio di Poker Sportivo firmato in prima persona dal direttore editoriale Alessandro Impronti: “People’s Cruise, un mare di poker”. Pagine che si leggono tutto d’un fiato, e per le quali ringraziamo l’autore.

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IL SEGNO DI ZORRO Un primo piano per Guarnieri

PEOPLE’S POKER SBARCA IN TV - Ecco alcuni fotogrammi davvero indimenticabili, anche perché seguiti da centinaia di migliaia di appassionati telespettatori, Nella foto grande il momento decisivo: Raffaele Ranieri batte Corrado Montagna, i l grande favorito, al tavolo finale. Napoletano di 28 anni, noto anche con nick Benetton82, Ranieri quest’anno ha vinto il ticket di qualificazione per Kranjsca Gora, e sarà nuovamente dei nostri. Sopra, una veduta aerea del tavolo prima della “selezione naturale” operata dal gioco. In centro pagina l’altro evento che dalla crociera è finito, in una serata successiva, a Poker1mania: il tavolo Vip. Evento collaterale, e di modesto significato sportivo, si è rivelato alla fine un simpatico spettacolo nello spettacolo. Nel fotogramma vediamo la vincitrice Linda Santaguida vedersela con Beppe Convertini, già uomo più bello d’Italia. Qui a sinistra invece Gianfranco Guarnieri in arte Zorro1964: il forte giocatore pugliese è stato l’ultimo dei primi, ma il suo ottavo posto gli ha comunque fruttato 3.500 euro, oltre naturalmente a quattro giorni di immersione totale nel suo passatempo preferito. Vincitori e vinti (ai nastri di partenza 102 giocatori) si sono alla fine divertiti, mal di mare permettendo, e hanno finalmente fraternizzato de visu dopo tanti furibondi scontri online

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Vito Erasmo Labarile, Mauro Magini e Giuliana Celestini si sono qualificati con noi: puoi farcela anche tu!

Con una donna ai tavoli per il maschio è facile cadere in trappola di GERMANO MARTUCCI*

Vita da Pro P

eople’s Poker ha, da sempre, una ben precisa filosofia: il gioco dev’essere un divertimento esercitato con moderazione secondo capacità e, soprattutto, possibilità. Come del resto qualsiasi sport: si pratica una disciplina perché fa bene alla salute, non per andare alle Olimpiadi. In parole povere, noi non incoraggiamo il divismo pokeristico. E’ tuttavia altrettanto giusto offrire a giocatori che dimostrino una forte personalità, la possibilità di sperimentarsi sulle piste del professionismo sportivo. Proprio in omaggio a questo stile, anche noi abbiamo una squadra di Pro: la differenza è che noi reclutiamo dal basso, proprio perché ogni giocatore metta in luce le proprie attitudini e ogni merito abbia il giusto compenso. Come Napoleone - ci si scusi il paragone - vogliamo che nello zaino di ogni soldato ci sia un bastone da maresciallo. Ed è quindi con grande orgoglio che presentiamo i nostri tre rappresentanti, che obbediscono in pieno ai criteri che abbiamo fin qui elencato. L’avventura professionale di Mauro Mukmak Magini, per esempio, è cominciata con un bay-in di 10 euro grazie al quale, vincendo poi il relativo torneo satellite, si giocò il target per la qualificazione alla People’s Cruise. Vinse anche quello, e si trovò sulla nave per Civitavecchia. Passò il primo turno, poi anche il secondo, e si trovò da chips leader al tavolo finale. Lì, dimostrando insospettabili doti di giocatore live, arrivò terzo assoluto ma primo dei qualificati online. Morale della favola: 10mila euro esenti da tasse, e un contratto di sponsorizzazione che vale quattro volte tanto. La sua storia, a 46 anni compiuti e dopo una vita passata tra alti e bassi, ci ricordò quella di Jim Braddock, un pugile di scarso avvenire che poi ingranò la marcia giusta e diventò campione mondiale dei pesi massimi. Lo ribattezzarono “Cinderella man”, e così è passato alla storia. Come noi, a nostra volta,

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COMINCIA L’AVVENTURA La grinta di Vito Erasmo Labarile: gli avversari sono avvisati. Nella pagina accanto Giuliana Celestini fa cadere le poche fiches rimaste sul tavolo verde, mentre Mukmak Magini cerca di escare dal mazzo la sua carta preferita: quella che fa vincere

abbiamo ribattezzato l’amico Mauro “Il Cenerentolo”, seppure dagli occhi di cobra: perché la cosa che più ci impressionò quando lo vedemmo al tavolo, fu il suo sguardo, fino a quel momento spento, se non addirittura liquido. Accese gli occhi di luce ipnotica, e li tenne puntati per una decina di minuti interminabili sulla vittima di turno, senza muovere un solo muscolo facciale in una pietrificazione perfetta. Da cobra, appunto. Fin quasi alla fine, Mauro dominò il tavolo: poi, raggiunto il terzo posto, e la certezza del contratto Pro, si rilassò un momento di troppo: perché del primo premio, a quel punto, non gli importava più nulla: per lui la zucca si era già trasformata in carrozza. E la grande occasione è arrivata anche per Vito Erasmo Labarile, 74Labarile di nick,

Pugliese di Santeramo, trentaquattro anni e studi da ragioniere interrotti all’ultimo anno, Vito Labarile non era propriamente un nome nuovo, almeno per gli affezionati della nostra piattaforma. Abbonato da sempre ai posti alti di classifica nei tornei e nei sit più prestigiosi, aveva vinto, fra l’altro, il ticket per la nostra People’s Cruise, alla quale aveva poi rinunciato per altri impegni. Il contratto Pro gli è arrivato per aver vinto una nostra speciale classifica basata sui risultati on line. Un primo posto che non è mai stato in discussione. Ragazzo solido e di poche parole, ha cominciato il conto alla rovescia per il primo Live con la nostra casacca. Entusiasmo alle stelle, e tanta fiducia di portare a casa qualche buon risultato: l’ottimismo della volontà senza il pessimismo della ragione. L’uomo, del resto, è tosto: a quattordici anni già lavorava, a sedici aveva un’impresa con cinque dipendenti, a venti costruiva case e palazzi. Poi, due anni fa, ha scoperto il poker ed è stato amore a prima vista. Non è solo un giocatore online: a Campione, nel marzo scorso, ha dominato un live da 350 giocato-

ri: quando sono rimasti in tre, hanno diviso il cocuzzaro: che non è il massimo della sportività, ma il Vito Erasmo da Santeramo era al suo debutto, e stava ancora in soggezione. Lo perdoniamo. Anche perché ha giurato di non farlo più. E passiamo al nostro terzo personaggio di bandiera: Giuliana Celestini è diventata Pro vincendo una classifica a parte, riservata alle donne. Ma non è solo un omaggio alle quote rosa: Giuliana, in arte Flop60, è una grande risorsa per la nostra poker room non solo per le qualità sportive (che pure ci sono) ma soprattutto per le doti umane, di intelligenza e di sensibilità. Il suo stile di “stare al tavolo” fa di Flop60 un’ideale ambasciatrice del nostro sport. Aggiungiamo che Giuliana Celestini da Tarquinia è tra le poche donne in Italia (e forse al mondo) che può scrivere sul biglietto da visita: giocatrice professionista di poker. La grinta per onorare il “titulo” non le manca: da

giovinetta militava in A2 nel Santa Marinella Basket e si tuffava nel mare casalingo con le bombole e la tuta. Intanto giocava a poker a imitazione del padre nella classica specialità italiana, con le cinque carte davanti al naso. Convertita al Texas Live, si è messa in rete dopo la controversa proibizione di giocare il poker sportivo nei circoli. Subito lo considerava un ripiego, poi ci ha preso gusto, e sono cominciati ad arrivare i risultati: col nick Flop60 è arrivata sesta al Double Stack, seconda al Big One e quarta al Super Sunday. E così si è trovata in testa alla classifica donne, e neo Pro del People’s Team. La sua carta preferita? La dama di picche. Ma non ci ha spiegato il perché. E’ con questa squadra davvero fabbricata in casa che partiamo per il People’s Poker Tour e per altre avventure, live oppure online che siano. Noi siamo certi di aver visto giusto, e di aver fatto le scelte migliori. Se qualcuno non ci crede, venga a Kranjsca e lanci la sfida.

Il poker è ancora principalmente un gioco da uomini ma sono sempre di più le donne che si cimentano con carte e fiches, il 5% secondo alcuni sondaggi, una percentuale piccola ma significativa, anche in virtù del fatto che alcune di loro sono davvero brave. Penso ad esempio a Jennifer Harman, una delle migliori al mondo nel cash game, a Irene Baroni, giovane promessa del poker italiano fino alla nostra Veronica Montali, a premio nell’ultimo campionato europeo di Baden; e penso soprattutto a Giuliana, la miglior donna della classifica online team PRO 2010, che entrerà nel team PRO di People’s Poker per confrontarsi faccia a faccia con i migliori. Sono molte le armi a disposizione delle donne quando si siedono ad un tavolo, prima fra tutte la loro immagine. Proprio così, agli uomini fa sempre piacere avere una donna accanto per cui tendono a giocare in maniera più morbida contro di loro e quando sono di bell’aspetto si distraggono facilmente. Inoltre le donne vengono di solito percepite come giocatrici chiuse, poco inclini al bluff e all’azzardo (come si converrebbe alle buoni madri di famiglia potrebbe dire qualcuno), mentre gli uomini, soprattutto in loro presenza, sono più aggressivi e cercano di dominare il tavolo mettendo in mostra sicurezza e sfrontatezza. Che le ragioni di questo diverso approccio abbiano radici ancestrali o meno, la cosa certa è che le buone giocatrici di poker ne sanno approfittare alla grande; e così diventa molto più facile per loro tentare un bluff e vedere tutti gli altri che passano la mano o usare l’arma della seduzione per indurre i poveri maschietti in errore. Nonostante anch’io faccia parte di questa categoria non posso che augurarmi che sempre più donne si avvicino a questo meraviglioso gioco, stando ben attento a non cadere nei loro tranelli, perché si sa che nel poker è come in guerra e in amore, tutto è permesso. * Poker Manager di People’s e leader del team Pro

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Le cifre della nostra attività sono davvero impressionanti: i nostri tavoli virtuali occupano più spazio di quelli reali di tutti i casinò d’Europa messi assieme

Norme sempre più severe contro il gioco scorretto

People’s cala il milione I

l 2010 è cominciato nel migliore dei modi per People’s Poker. Subito le cifre di gennaio: la raccolta si è chiusa con 85,4 milioni di euro, con un miglioramento del 13,5 per cento rispetto a dicembre. Hanno giocato 191 mila utenti unici mensili (+15% rispet-

to ai 166 mila di dicembre 2009) e sono stati giocati un milione e trecentosessantamila tornei, pari a una media giornaliera di 43.870 eventi, ovvero un evento ogni due secondi nell’arco delle 24 ore. Completa questo quadro il numero di ticket staccati: 16 milioni e ottocen-

tocinquantamila. Questi dati, che confermano People’s Poker al primo posto fra le poker room italiane con una quota di

Cobra e bomber da grande slam Sembrava un’impresa impossibile, e invece Cobrabomber ha morso il grande slam di People’s Poker Network e si è aggiudicato il Jackpot da diecimila euro. Era il superpremio natalizio: un bonus da 10mila euro) messo in palio per il primo giocatore che, entro l’epifania, si fosse aggiudicato almeno tre dei nostri principali tornei. Cobrabomber, che nella vita fa davvero il bomber, si chiama Alessandro Corallo e gioca nel

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Gubbio, c’è riuscito in pochi giorni vincendo il 18 dicembre il Double Stack, il 21 il Mezzanotte di Fuoco, e il 24 il Big One. Uno scatto insomma da vero serpente che ha tarpato

le ali di Juan da Bergamo, che con le sue due vittorie (il 18 nel Magic Dream, il 25 nel Big One), era tra gli aspiranti a questo ambitissimo trofeo. Lo vediamo nella foto mentre va in rete.

mercato superiore al trenta per cento, sono anche la conferma del crescente gradimento della clientela, in costante aumento.

Mano mezzo miliardo Mano Mezzo Miliardo! Quando abbiamo potuto gridare a questo importante traguardo erano le ore 11, minuti 13 e secondi 12 del 21 gennaio 2010. People’s ha festeggiato questo evento con un bonus da 500 euro assegnato a ciascuno dei quattro fortunati giocatori che in quel momento sedevano al tavolo: Paleologo, Mike13, Fabiola38, 69353splate. Il tutto, poi, è accaduto in un sit super turbo da 50 centesimi di buy-in: insomma, i quattro hanno fatto tutti scala reale, e poco importa che la mano numero 500.000.000 sia stata aggiudicata da mike13 con una doppia coppia: due otto e due cinque. Salvo, naturalmente, la soddisfazione tra l’aritmetico e lo sportivo.

Il 27 febbraio scorso, ad esempio, abbiamo toccato un’altro risultato storico: quasi 74mila utenti unici, che rappresentano l’ennesimo record. A ridosso del Capodanno, poi, avevamo ingranato una serie di risultati davvero incredibili. Ecco cosa scrivevamo sul nostro blog: “People’s Poker Network meglio di Usain Bolt, con una pioggia di record battuti in pochi giorni. Cominciamo dal più recente, fissato il 27 dicembre: si tratta del nuovo primato di raccolta giornaliera con 2 milioni e 837mila euro. Gli utenti al via sono stati 56 mila, e hanno giocato oltre 50 euro a testa contro una media stagionale di 43. Il record battuto era ancora “caldo”, visto che risaliva a sabato 19

dicembre con raccolta di 2,68 milioni di euro. In quel caso i giocatori sono stati 59.900, quindi più numerosi ma più parchi nella

8 marzo, successo del torneo “rosa” E’ stato un grande successo il torneo dell’8 marzo riservato alle donne: tutti i 1.500 posti disponibili sono stati occupati. Formula freeroll, con 1.000 euro in palio. Il poker è in cresciuto anche nel pianeta donna come quantità e come qualità. A questo punto, il valore simbolico vince sui risultati, e alla fine poco importa chi abbia vinto. Il dovere di cronaca impone tuttavia di segnalare la prima, CIAFRA1612, che vince 155 euro.

spesa. Sensibile ritocco anche al miglior risultato settimanale di sempre. E’ avvenuto fra il 13 e il 20 dicembre, con un “raccolto” di 17,1 milioni, mentre il picco precedente era stato di 17 milioni, registrato a metà novembre: nemmeno sulla distanza dei sette giorni c’è stato molto da aspettare per migliorare un risultato già eccellente. Infine la settimana di Natale, dove si registra il successo più “rotondo”: 16,2 milioni di raccolta, ovvero due volte e mezza la raccolta del Natale scorso. Un vero balzo da gigante, a parità di data, sulla distanza di un anno. Buone notizie anche dai singoli tornei: basti dire del domenicale delle ore 18 che ha infilato due risultati consecutivi al rialzo sulle nostre medie:

quasi 400 utenti domenica 20 dicembre, e ben 744 domenica 27, nella versione natalizia del torneo con dote iniziale di 40mila euro, subito salita a quasi 67mila euro ad avvio di gioco”. In effetti, poco dopo, e anche sull’onda di questi risultati, abbiamo portato il vecchio Super Sunday da 30 a 100mila euro di minimo garantito: oltre il triplo in un colpo solo. E analoghi ritocchi sono stati apportati ai principali tornei, come il Mezzanotte di Fuoco o il The Big One. Resta da sottolineare che l’80 per cento dei ticket venduti si colloca sotto i 5 euro di Buy-in: davvero un gioco “anticompulsivo”, dove una serata di divertimento costa come un pacchetto di caramelle.

Nel gioco online non esiste il baro con l’asso nella manica: le carte vengono generate spontaneamente e casualmente da un server mentre le mani vengono regolate da un infallibile dealer virtuale. Esistono però altri modi più aggiornati per “imbrogliare le carte”: più giocatori ad esempio possono collaborare fra loro alle spalle di altri concorrenti, pratica decisamente proibita in un gioco individuale come il poker. Si parla, in questi casi, di collusion. Contro questa ed altre irregolarità Microgame combatte da sempre una guerra senza quartiere, affinando progressivamente i metodi di indagine ed incrementando le risorse destinate allo scopo. Fiore all’occhiello, l’Anti Collusion Team, un vero e proprio gruppo di fuoco composto da personale altamente specializzato. Per i colpevoli le sanzioni disciplinari sono immediate e severe: si va dalla sospensione dal gioco per un mese, alla radiazione a vita. Per dare ancora più incisività all’azione dell’Anti Collusion, i radiati a vita finiscono su una Black List con l’anagrafico completo e non solo col Nick. Il primo scopo è la deterrenza, visto che si viene esposti a una vera e propria gogna mediatica. Il secondo è quello di rendere noto il “personaggio” a concessionari e poker room e rendere pressoché impossibile una nuova iscrizione: un po’ come le Camere di Commercio pubblicano le black list dei protestati. In ogni caso di blocco definitivo del conto, parte in automatico una segnalazione alla magistratura, la quale è così in grado di valutare se eventuali infrazioni alla giustizia sportiva nascondano reati d’interesse penale, come ad esempio la truffa. Infine, per rendere le procedure ancora più efficaci, sono allo studio programmi capaci di segnalare in anteprima (e in automatico) i casi sospetti. Insomma, come direbbe Pirandello, a Microgame si pratica il “piacere dell’onestà”.

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I concessionari punto di forza di People’s: il gioco è davvero alla portata di tutti

Per bar, sale giochi e tabaccherie un’opportunità commerciale da non perdere

Un modello di business semplice e vincente di Giulio Poggi Il nuovo miracolo economico è colorato di verde, viaggia nell’etere e ha trovato le carte giuste per battere la crisi: si chiama Poker Online, e raggruppa attorno ai tavoli virtuali giocatori in carne e ossa che puntano, rilanciano, vincono e perdono con un semplice tocco di mouse. La versione che va per la maggiore si chiama Texas Hold’Em e offre il miglior compromesso tra fortuna e abilità. Gli italiani ci hanno preso gusto, e sono diventati i secondi giocatori al mondo, dietro solo agli americani. Gioco e scommesse online valgono ormai il 3 per cento del Pil, e il Poker da solo fattura il 60 per cento di questo mercato. A dicembre 2009 ha superato i 241,3 milioni di euro, battendo il precedente primato di 234,1 milioni fissato a ottobre. Tra gennaio e dicembre la raccolta ha quindi infranto il muro dei 2,3 miliardi di euro, e tutte le previsioni assicurano che il picco non è ancora raggiunto. Dentro questo miracolo economico c’è un miracolo tutto italiano che si chiama Microgame, una società fornitrice di servizi internet che ha generato il People’s Poker Network, un gigante che in meno di due anni ha conquistato più del trenta per cento del mercato ed è saldamente la prima poker room in Italia e fra le

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Servizi in comune e libertà d’azione per una “collaborazione competitiva” prime cinque nel mondo. L’altro punto di forza, diciamo il propellente nel serbatoio, è stata una geniale intuizione commerciale, il People’s Network, ovvero una rete capillare di concessionari sparsi in tutta italia che da un lato

sfruttano servizi comuni a partire dalla piattaforma - e dall’altro competono fra loro per soddisfare l’utente. Ogni concessionario, a sua volta, può costruire una propria rete di “punti a terra”, vere stanze reali dove si gio-

Una strategia vincente parte anche dalla presenza assidua nelle fiere e nelle manifestazioni di settore. In alto la dimostrazione a un tavolo virtuale, a sinistra il presidente microgame Fabrizio D’Aloia e il direttore commerciale Massimiliano Casella

Il poker restituisce ai giocatori il doppio di Lotto e Totocalcio Meglio il Poker on line o il Superenalotto? Dipende naturalmente dai gusti. E’ certo, invece, che se i giochi sono quelli “classici di agenzia” il banco non solo vince ma stravince. Col Superenalotto, ad esempio, solo il 34,6 per cento della raccolta torna come vincite ai giocatori. Ecco come si spartisce la torta: il 65,4 per cento si divide tra ricevitorie (in media l’8%), concessionario (tra il 2 e il 10% a seconda dei casi) e Governo, che quindi incassa la fetta più grande. Con il Lotto va un po’ meglio ma non di molto: il «pay out» è variabile, ma la media dei primi dieci mesi dell’anno si ferma al 56%, che arriva al 70% nel nuovo 10eLotto. Idem per i concorsi pronostici (50% per Totocalcio, Totogol e Totomatch) e per il nuovissimo «Win for life», dove tra l’altro la vincita è differita nel tempo. Più generoso il Gratta e Vinci, che assegna una vittoria ogni quattro giocate circa. Il banco, in questo caso, trattiene appena il 27 per cento. Questi dati, visto che arrivano dai monopoli di Stato, sono ufficiali. La musica cambia se passiamo a skill games e poker online, dove la suddivisione è molto più favorevole ai giocatori. La filiera del gioco, per legge, si deve accontentare del 20 per cento della raccolta. Ma questo è appunto un limite di legge, ulteriormente migliorato dalla concorrenza. Nel caso del nostro People’s Poker Network, ad esempio, si assiste a un ulteriore spostamento a vantaggio dei giocatori, ai quali tocca bel l’89 per cento del raccolto. La filiera del gioco si accontenta dell’11 per cento, tasse comprese. Il che significa che, statisticamente, chi gioca con noi ha molte più probabilità – indipendentemente da abilità e fortuna – di incassare una vincita.

ca virtuale. Invenzione felice e nello stesso tempo democratica, perché consente il gioco anche a persone che non sono a proprio agio col computer di casa oppure, semplicemente, vogliono un luogo “fisico” dove condividere con gli amici questa elettrizzante esperienza. Anche qui, si sono create occasioni di lavoro e buone opportunità di nuovo business a imprenditori con le spalle solide ma anche a una vasta platea di piccoli esercenti - bar, tabaccherie, sale giochi e altro - che grazie al poker online hanno incrementato i profitti e raggiunto la tranquillità dei bilanci.

Il tutto, s’intende, in un contesto perfettamente legale dove le regole del gioco sono dettate dal Monopolio di Stato. MORALE E MORALISMO In questo quadro di buona economia e buona occupazione, dove una volta tanto la parola recessione è bandita dal vocabolario, stridono le periodiche crociate lanciate contro il gioco online da giornali di varia ispirazione e gruppi di pressioni più o meno autorevoli. Totale e costante, in queste pulsioni integraliste, la confusione tra il gioco e l’azzardo, tra

la poker room e la bisca, tra la compulsività e la passione sportiva. Alla base dei pregiudizi, nella maggior parte dei casi, la totale ignoranza dei meccanismi del gioco virtuale quando viene praticato sui siti legali. Vediamo di stimolare qualche riflessione. Primo: il Poker online si gioca solo con la “formula torneo”. Ogni concorrente paga un’iscrizione (buy-in in gergo tecnico) a fronte della quale riceve un certo numero di chips. In partenza, tutti dispongono delle stesse risorse. Man mano che si finiscono le chips si viene eliminati. Alla fine si premia un vincitore e i migliori classificati, in proporzione al numero dei concorrenti e al montepremi raggiunto. Un torneo può costare pochissimo (si gioca già con 50 centesimi, ma esistono persino competizioni gratuite che mettono ugualmente in palio qualcosa) e durare molte ore. Col valore di un pacchetto di caramelle o di un sms si può trascorrere una splendida serata di gioco senza troppi pensieri, vi-

sto che mal che vada si perde solo il buy-in. Per chi si sente pronto alle grandi sfide, esistono naturalmente tornei più impegnativi: in nessun caso, però, si possono superare i cento euro di iscrizione, limite fissato dalla legge italiana. Tutto il contrario insomma da un casinò (per non dire di una bisca clandestina) dove si può mettere sul tavolo, e perdere in istante, l’intero conto in banca. Intendiamoci: su centinaia di migliaia di appassionati che ogni giorno accedono al gioco, qualche esempio

di “compulsività”, innegabilmente esiste. Sono giocatori che saltano da un torneo all’altro, non indovinano una giocata perché puntano in modo irrazionale e alla fine perdono più di quanto avrebbero potuto. La domanda che ci si deve porre, però, è questa: cosa sarebbe di costoro se fossero lasciati ai casinò o alle bische clandestine, dove tra l’altro quando si finisce il contante ci si indebita inevitabilmente con qualche usuraio che volteggia fra i tavoli? Risposta fin troppo facile. “Noi - spiega Fabrizio D’Aloia - di fatto diamo una risposta legale e non pericolosa all’enorme bisogno di gioco che pervade la società italiana. Leviamo questo pubblico dalla clandestinità, teniamo sotto controllo le sue pulsioni, anche intervenendo per bloccare gli eccessi, e lo rendiamo fiscalmente visibile: la Stato trattiene subito alla fonte il tre per cento delle giocate, cifra fra l’altro che non ha uguali al mondo, dove in genere ci si contenta di un decimo”.

(G.P) - Il poker on line è ormai entrato stabilmente nel costume degli italiani, che sono i più numerosi giocatori al mondo subito dopo gli americani. Il poker è anche il gioco on line più praticato in Italia: da solo vale il 62 per cento del mercato del games, con incassi che sono il doppio delle scommesse sportive telematiche. Da quando sono partiti, nel settembre 2008, i tavoli verdi virtuali hanno superato i 2,5 miliardi di raccolta. Infine, Il poker on-line è fra le poche attività economiche che non hanno minimamente risentito della crisi: a dicembre 2009 ha superato i 241,3 milioni di euro contro il precedente primato di 234,1 milioni di ottobre. Tra gennaio e dicembre la raccolta ha quindi infranto il muro dei 2,3 miliardi di euro. Più del 30 per cento di questo enorme business è saldamente nelle mani di People’s Poker Network, il principale operatore italiano del settore. Fra i motivi di questo successo c’è sicuramente un modello commerciale vincente, fondato su una rete capillare di concessionari che a loro volta possono organizzare - e in molti casi organizzano - una maglia commerciale di punti “a terra” dai quali è possibile far giocare i clienti a poker on line in modo facile e immediato grazie a semplici totem o tavoli virtuali, sempre di facilissima installazione. Per tabaccherie, sale giochi, bar, agenzie di scommesse e altre tipologie, si tratta di un’opportunità commerciale da valutare con attenzione, in quanto capace di assicurare un buon profitto con investimenti tutto sommato modesti. L’unico requisito è avere un minimo di spazio a disposizione e una presa telefonica per il collegamento internet. Proprio per favorire l’incontro con le tabaccherie ed esercizi assimilabili, People’s Poker inizierà un vero e proprio tour e sarà presente in sei fiere che riguardano la categoria. Gli stand di People’s saranno in grado di fornire agli interessati tutte le informazioni necessarie per avere una panoramica del settore e delle procedure da attivare nel caso si fosse interessati a entrare in questo mondo . E sarà possibile conoscere da vicino People’s Poker, capofila di un’organizzazione complessa e funzionale, capace di vantare numeri ai limiti dell’incredibile: settantamila giocatori al mese che si collegano, 3 milioni di euro di raccolta giornaliera, 40mila eventi pokeristici generati in un giorno e tante altre cifre da Guiness dei primati. Entrare in questo Eldorado non è difficile. Per chi cerca nuovi spunti imprenditoriali visitare gli stand di People’s è come giocare una mano di Poker dove non si perde nulla e si può vincere molto.

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Speciale Enada  

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