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Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare

Testi a cura di padre Renato dall'Acqua ocd e Martina Scialfa Disegni monastero delle carmelitane scalze "Madonna di Fatima" - Sant'Agata li Battiati (CT) Progetto graďŹ co Bruno Marchese www.carmelodisicilia.it


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 1 - Una famiglia numerosa Teresa di Gesù è originaria di Avila (Spagna), per questo ancora oggi tutti la conoscono come “Teresa d’Avila”. Teresa nasce il 28 Marzo 1515. In quel periodo la Spagna è governata da Carlo V che ha un impero molto vasto su cui “non tramonta mai il sole”. • In quel tempo l’Europa sta vivendo grandi cambiamenti: Cristoforo Colombo ha da poco scoperto l’America, si stanno conoscendo nuovi popoli con abitudini e religioni diverse dalla nostra. • Il mondo della cultura e delle arti, con l’Umanesimo e il Rinascimento, pone sempre più al centro dei suoi interessi l’uomo, la sua libertà e la sua dignità. • La Chiesa vive un periodo di crisi e di rinnovamento. In Europa si stanno affermando idee religiose che contestano la dottrina cattolica (sacramenti) e la gerarchia (il papa), ma allo stesso tempo molti sacerdoti e religiosi davano vita a nuove forme i vita evangelica (nuovi ordini religiosi e nuove forme di apostolato. Dopo il primo matrimonio con Caterina del Peso, che purtroppo muore in giovane età, lasciano due figli, il padre di Teresa, Alfonso Sanchez de Cepeda, un ricco mercante, si risposa con Beatrice de Ahumada da cui nascono: Giovanni, Fernando, Rodrigo, Teresa, Lorenzo, Antonio, Pietro, Gerolamo, Agostino e Giovanna. I genitori di Teresa hanno tanta fede e vogliono trasmetterla anche i loro figli.

Ecco come Teresa descrive i propri genitori nella sua “Vita” «Mio padre amava molto la lettura dei buoni libri, era di molta carità con i poveri e pieno di compassione con i malati e con i servi. […] mia madre aveva cura d'insegnarci a pregare, e ci raccomandava di essere devoti della Madonna e di altri santi in particolare.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 2 - Il desiderio del Paradiso Ancora bambina di sei anni, Teresa è già capace - in quel tempo! - di leggere da sola, e il libro che la appassiona di più è il “Flos sanctorum”che raccoglie assieme la vita di Cristo e quella "eroica" di alcuni santi (martiri, eremiti e sante vergini).Teresa ama leggere questo libro con il fratello Rodrigo, più grande di lei di due anni. Affascinati dall’idea di eternità del Paradiso i due amano ripetere, quasi come un gioco:«C’è una vita che è per sempre, per sempre, per sempre». Quel brivido di eternità che dà loro la ripetizione della parola “sempre” fa venire a Teresa l’idea della rapida conquista del Paradiso eterno attraverso il martirio, fino a convincere il fratellino a “fuggire” di casa per andare nella misteriosa terra dei Mori, popoli nordafricani, di religione musulmana,chiamati così per il colore scuro della pelle. Allo zio che riesce a rintracciarli (quando ormai quasi li piangono morti, pensandoli caduti in uno dei numerosi pozzi aperti nelle campagne), e poi anche alla mamma che li rimprovera, Teresa, con la voce e gli occhi pieni di desiderio e di sfida, dice: «Io voglio andare a vedere Dio».

«I miei fratelli... io li amavo tutti, ed essi ricambiavano il mio affetto. Ve n'era uno che amavo più di tutti, aveva quasi la mia età, e ci portavamo spesso a leggere insieme le vite dei santi. Pensando agli strazi che le martiri avevano sofferto per Iddio, mi sembrava che noi comprassimo troppo a buon prezzo la sorte di andarlo un giorno a godere, e desideravo molto di morire anch'io come loro, …Decidemmo di recarci nella terra dei Mori, elemosinando per amore di Dio, nella speranza che là ci decapitassero, tanto era il coraggio che il Signore infondeva nelle nostre tenere anime se ne avessimo trovato il mezzo.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 3 - Il fascino di una vita in solitudine e preghiera L’episodio della fuga di casa, ci fa capire un po’ della personalità di Teresa: agirà sempre in tutto con profonda convinzione e nella vita avrà sempre una grande influenza sugli altri fino ad essere una vera trascinatrice di persone. Oggi si direbbe che è una vera “leader”. I due fratelli, educati in famiglia alla carità verso i poveri, sonno affascinati anche dalla vita eremitica (cioè una vita di solitudine e di preghiera) così pensano che se non possono diventare martiri, possono almeno vivere come eremiti. «Essendoci impossibile andare ove morire martiri per Iddio, pensammo di far vita da eremiti, e nel giardino di casa nostra facevamo del nostro meglio per costruire certi romitorietti (grotte) con delle piccole pietre messe insieme, che cadevano quasi subito, per cui neppure in questo trovavamo di soddisfare i nostri desideri.» «Facevo elemosina come meglio potevo, ma potevo poco. Cercavo la solitudine per recitare le mie preghiere che erano molte, specialmente il rosario di cui mia madre era molto devota e procurava che lo fossimo pur noi. Quando giocavo con le altre bambine, mi piaceva fare alle monachine e costruire monasteri. Mi sembra che allora desiderassi anche di essere monaca.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 4 - La perdita della mamma e l’affidamento alla Madonna La vita di quella numerosa famiglia è improvvisamente attraversata da gravi lutti familiari: dopo la morte del fratello maggiore Giovanni in battaglia nel 1524, segue la perdita della madre Beatrice, già da tempo sofferente, tra il 1529 e il 1530. Teresa a soli 12 anni perde la sua cara mamma, Beatrice, e cerca rifugio e conforto, come lei scrive, nella mamma celeste, la Madonna.

«Ricordo che quando mia madre morì, avevo poco meno di dodici anni. Appena ne compresi la gran perdita, mi portai afflitta ai piedi di una statua della Madonna e la supplicai con molte lacrime a volermi fare da madre. Mi sembra che questa preghiera, fatta con tanta semplicità, sia stata accolta favorevolmente, perché non vi fu cosa in cui mi sia raccomandata a questa Vergine sovrana senza che ne venissi subito esaudita. Ella, infine, mi fece sua.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 5 - Dio chiama Teresa Teresa adolescente è una ragazza carina e affascinante, dotata, come lei stessa confessa, di una simpatia naturale nel piacere alle persone.Va matta per i bei vestiti (oggi si direbbe gli abiti firmati), per i gioielli, i profumi, le letture di romanzi cavallereschi ed la compagnia degli amici. Proprio per il suo carattere socievole, diventa la confidente dei suoi cugini, ascolta i racconti dei loro primi innamoramenti con ingenuità e ciò che osserva e ascolta le si imprimeva dentro profondamente. Teresa è combattuta, perché nel suo cuore, rimangono forti i pensieri per l’eternità, per Dio, ma è anche affascinata da tutto ciò che nel mondo è bello e amabile. Don Alonso, preoccupato per lei, decide di mandare Teresa, all'età di 15 anni, presso il monastero delle agostiniane di Santa Maria delle Grazie per completare la sua educazione. Lì, grazie all'aiuto di una suora, Maria di Bricegno, Teresa inizia un cammino che la porta, dopo alcuni anni di riflessione, alla scelta della vita religiosa. Nel frattempo Teresa si ammala e ritorna alla casa paterna. Passano alcuni anni durante i quali aiuta il padre a crescere i fratelli. All’età di vent'anni decide di rischiare tutto: sfida il padre che non vuole neppure sentir parlare di vocazione monastica e, all'alba del 2 novembre 1535, fugge di casa e si presenta al monastero carmelitano dell'Incarnazione. Il dolore della separazione, come racconta lei stessa, è immenso.

«Ricordo bene, a dire il vero, che quando uscii dalla casa di mio padre, provai tanto dolore che non credo di sentirlo maggiore in punto di morte: […] se il Signore non mi avesse aiutato, le mie considerazioni non sarebbero bastate a farmi andare avanti. In quel momento egli mi diede forza per vincere me stessa in modo che potei realizzare il mio progetto.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 6 - Guarigione ad opera di san Giuseppe Poco dopo il suo ingresso in monastero, Teresa deve affrontare un altro lungo periodo di malattia che la porta ad una grave forma di paralisi. La sua malattia dura tre anni, entra anche in una sorta di coma e tutti la credono morta. È dopo questa grave crisi che Teresa decide di affidarsi alle “cure” di san Giuseppe

«Presi per patrono il glorioso san Giuseppe, raccomandandomi molto a lui. Vidi chiaramente che questo mio padre e patrono mi trasse fuori sia da quella situazione, sia da altre più gravi in cui erano in gioco il mio onore e la salvezza dell’anima mia, meglio di quanto io non sapessi chiedergli. Finora non mi ricordo di averlo mai pregato di un favore che egli non mi abbia concesso.»


Santa Teresa d’Avila ci insegna a pregare 7 - Il cambiamento di Teresa È proprio durante questo periodo che Teresa comincia a fare esperienza del grande dono e della potenza della preghiera. Questa sarà il suo sostegno per i lunghi anni in cui continuerà a soffrire, sia per i suoi problemi di salute che per i dubbi su come sta vivendo la sua vita religiosa. Finalmente, quando Teresa sta per compiere 40 anni, accade un episodio particolare che imprime una svolta alla sua vita.

«Entrando un giorno in oratorio, i miei occhi caddero su una statua che vi era stata messa, in attesa di una solennità che si doveva celebrare in monastero. Raffigurava nostro Signore coperto di piaghe, nel vederla mi sentii tutta commuovere perché rappresentava al vivo quanto Egli aveva sofferto per noi: ebbi tal dolore al pensiero dell'ingratitudine con cui rispondevo a quelle piaghe, che parve mi si spezzasse il cuore. Mi gettai ai suoi piedi in un profluvio di lacrime, supplicandolo a darmi forza per non offenderlo più. E mi pare che gli dicessi che non mi sarei alzata dai suoi piedi, se non mi avesse concesso quello di cui lo pregavo. Certamente Egli mi deve avere ascoltata, perché d'allora in poi mi andai molto migliorando.»


Laboratorio Scheda 1 1. Che cosa significa “era di molta carità con i poveri”? (Fai qualche esempio di azioni caritatevoli). 2. Sai che cosa significa la parola compassione? 3. Durante la giornata, riusciamo a trovare dei momenti per pregare, da soli o in compagnia dei nostri genitori? 4. Ci sono dei santi, a cui siamo devoti in modo particolare? Perché?

Scheda 5 1. Cosa vuole dire avere la vocazione? 2. Si può anche fare un lavoro per vocazione? 3. Tutti noi abbiamo una vocazione: ma come fare a capire quale? Hai mai partecipato alla ordinazione sacerdotale di qualche giovane? Conosci qualche istituto di religiose o di religiosi?

Scheda 2 1. Cosa ti fa pensare la parola “sempre sempre sempre”? 2. Pensi che l’idea di Teresa di andare nella terra dei Mori, sia un’idea coraggiosa? 3. Ti è mai capitato di compiere qualche azione coraggiosa? (Racconta un episodio…) 4. Secondo te, da che cosa nasce il coraggio? E per Teresa? Attività: portiamo immagini dei nostri eroi, inventiamo una piccola storia con la parola sempre, sempre, sempre…raccontiamo un’azione coraggiosa che abbiamo compiuto o che altri hanno compiuto

Scheda 6 1. Teresa nei momenti difficili della sua vita ha scelto come madre Maria e adesso ha scoperto san Giuseppe come suo protettore. Pensiamo che la famiglia dove Gesù è nato e vissuto è anche per noi una famiglia? 2. Come possiamo aiutare gli altri che soffrono? 3. Secondo te, con la preghiera, possiamo aiutare chi soffre? Attività: aiutiamo qualcuno che soffre (fare una colletta per qualcuno della Parrocchia, adottare un bambino a distanza, fare una piccola ricerca sui poveri che ci sono nel mondo, andare a trovare un parente e un amico malato, aiutare a casa la mamma e il papà, i fratelli.)

Scheda 3 1. Ricordi qualche episodio in cui hai costruito un “rifugio’’ da solo o con gli amici? 2. Ci sono dei luoghi in cui ami stare, per rimanere da solo con i tuoi pensieri? 3. È importante, secondo te, stare un po’ da soli? Perché? Attività: ritagliare dai giornali delle immagini, stampare foto di luoghi che per te sono un rifugio; si può fare un collage attaccandoli, in un cartellone. Scheda 4 1. Come ci sentiamo quando siamo tristi? 2. Ricordiamo che Maria, la madre di Gesù, è Madre nostra, è sempre accanto a noi e ci ama come suoi figli? 3. Quando siamo tristi, quando soffriamo, andiamo da Gesù e dalla sua dolce madre Maria, per parlare con loro delle nostre preoccupazioni?

Scheda 7 1. Teresa ha sperimentato in tutti questi anni, la potenza della preghiera. Racconta un episodio della tua vita in cui hai pregato, per qualcosa che desideravi molto. 2. Teresa piange davanti Gesù sofferente e gli chiede di non offenderlo più, come ci sentiamo quando veniamo offesi da qualcuno? Racconta un episodio della tua vita in cui ti sei rattristato per un torto subito. 3. Quando siamo invece noi che ci comportiamo male con qualcuno, come possiamo rimediare per far tornare felici le persone che vogliamo bene? Attività: porta un oggetto che simboleggia i sentimenti dell’offesa (rabbia, tristezza, dolore…) e uno che simboleggia i sentimenti che ci sono nel tuo cuore quando perdoni (pace, gioia…)

Catechismo di Santa Teresa D'Avila  

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