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NASH N°5 Febbraio\ Marzo 2017

I TA L I A E-ZIN E

Riflessioni dal

Profondo

Prove Pesca

PURSUIT Rods INDULGENCE Chairs Nuova Buffetteria SCOPE

Tecnica Inganniamole In una notte d’Inverno

POTENZIARE GLI INNESCHI


18-19 Febbraio 2017

Gonzaga - MN


In questo numero

Editoriale

pagina 4

Siamo già al quinto numero della nostra E-Zine, e la convinzione di aver fatto la cosa giusta si rafforza ogni giorno di più, i numeri parlano chiaro!

Nash News

pagina 5

Life at Nash

pagina 13

Tutte le novità direttamente dall’Headquarter Nash, eventi, fiere italiane ed internazionali, manifestazioni ed incontri. Tutto, ma proprio tutto su qualsiasi iniziativa che vede la nostra partecipazione traduzione di Rachele Pasquali Iniziare un nuovo lavoro è sempre qualcosa di frenetico, ma per il nuovo manager del marchio Nashbait è stato qualcosa di davvero eccitante. Diamo un'occhiata al primo mese di lavoro per la Nashbait di Max Hendry.

In una notte...d’inverno

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pagina 31

di Graziano Giambastiani Tutto è successo in una notte, una notte fredda d'inverno senza luna, un' esperienza che non dimenticherò tanto facilmente....

Inganniamole...Mimetizzandoci! pagina 39 di Matteo Marmocchi Nella pesca in generale, si cerca sempre di proporre ai pesci un qualcosa di appetibile sotto il profilo del piacere alimentare, ci fossilizziamo in concetti, a volte, troppo complicati che con la pesca hanno una rilevanza secondaria, anche terziaria. Maghi, chimici e giovani apprendisti stregoni che cercano di formulare l’esca perfetta!

Riflessioni dal profondo pagina 45

di Stefano Antonucci e David Bracaglia Tra la moltitudine di domande che affollano la nostra mente all’inizio di qualsiasi battuta di pesca, specialmente in luoghi a noi totalmente sconosciuti oppure con i quali ancora siamo in quella delicata “fase di studio”, sicuramente trovano tanto spazio quelle relative alla scelta della giusta profondità dove collocare i nostri terminali.

39 65

71

Big...Il Giusto Approccio (quinta parte) pagina 53 di Roberto Bussolari Nei quattro articoli prescedenti abbiamo fatto passi da gigante. Analizzare i comportamenti delle carpe in funzione delle catture ed in funzione alle nostre esche disposte sul fondale è di assoluta importanza per arrivare a scegliere la tattica vincente.

Affrontare un piccolo fiume pagina 59

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di Alessandro Novo Prima di iniziare ad affrontare l’argomento, tengo a precisare che ciò che sto per scrivere fa parte di una serie di situazioni, da me vissute in molti anni di pesca, in luoghi diversi tra loro, ma caratterizzati da una corrente molto forte.

Magical Winter pagina 65

di Davide Vallese Il caldo torrido, le temperature miti, i suoni e i profumi che il periodo estivo ci sa regalare, ormai sono solo un lontano ricordo..

Potenziare gli inneschi pagina 71

di Laurence Smart Fate in modo che le vostre esche funzionino perfettamente, soprattutto nei primi giorni di primavera. Laurence Smart della Nash Tackle condividerà con voi le sue migliori dritte per catturare di più.

Recensioni pagina 9 Fishing Test pagina 21 Nash Vetrina pagina 77 NASH ITALIA E-ZINE 2


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Editoriale Febbraio è uno dei mesi centrali per le aziende a causa delle fiere di settore. Giorni frenetici dove le giornate durano un batter d’occhio per le centinaia di cosa da fare.

NASH ITA LIA E -Z i n e

Le fiere sono tanto odiate quanto amate. Odiate perché la fatica è immensa: organizzazione, pensare alla burocrazia, i giorni dell’allestimento

Anno 1- n° 5 Febbraio – Marzo 2017

sempre di corsa con il freddo a montare lo stand che ogni anno è sempre più ricco di prodotti, poi i giorni della fiera con tante domande degli appassionati. Si arriva in hotel stanchi morti e senza voce. Poi arriva la domenica sera e...si smonta tutto! E così ogni fiera, anno dopo anno, alla fine smetti di amarle!

EDITORE MATTEO MARMOCCHI Numero Registro Operatori

Poi invece c’è il lato positivo, quello che ti fa amare questi avvenimenti, perché posso incontrare tanti amici, conoscerne di

di Comunicazione 26536

nuovi, parlare di pesca e far vedere quello che ho potuto sviluppare con i miei colleghi. Il profumo di carpfishing è unico in queste occasioni, è come se esistesse un Arbre Magique con questo profumo. Per noi sarebbe eccezionale appenderlo in

Direttore Responsabile

macchina, forse meno gradevole per i passeggeri, se non sono carpisti!

Matteo Marmocchi

Un odio-amore, quindi, da parte mia per le fiere che svolgo sempre molto volentieri, è un po' come ogni anno a capodanno

(matteo.marmocchi@nashitalia.com)

o a Natale, come un bambino vivi il momento dell’attesa, e la cosa più bella è che speri che non finisca mai. Quest’anno noi di Nash faremo le cose in grande, come non mai, al nuovissimo padiglione 6 della Fiera Millenaria al

Direttore Editoriale

Carpitaly, 18-19 Febbraio. Uno stand grande il doppio rispetto gli altri anni, esporremo tutto e ci sarà grande spazio per i

Graziano Giambastiani

visitatori. A fianco a noi ci saranno i nostri rivenditori ufficiali che sicuramente avranno le promozioni giuste per fare in

(graziano.giambastiani@nashitalia.com)

modo di risparmiare se volete fare acquisti. Non vedo l’ora, dunque, di vedervi tutti e parlare della nostra grande passione, immersi in quel profumo unico…il carpfishing!

Matteo Marmocchi Siamo già al quinto numero della nostra E-Zine, e la convinzione di aver fatto la cosa giusta si rafforza ogni giorno di più, i numeri parlano chiaro! Discutevamo con i nostri consulenti, su cosa ci avrebbe riservato il futuro, non sapevamo quanto dura sarebbe stata la salita da affrontare. Ma dopo il primo numero di questa rivista ci siamo accorti che, con un gruppo come il nostro e un marchio come Nash alle spalle, avremmo affrontato solo discese. Lo ricordo benissimo, erano i giorni del Carpitaly di un anno fa, e nonostante che il 2016 non sia stato un anno facile sotto molti aspetti,

Direzione e redazione (magazine@nashitalia.com) Consulenti Matteo Marmocchi, Graziano Giambastiani, Roberto Bussolari, Stefano Antonucci, Davide Bracaglia, Alessandro Novo, Michele Talone, Davide Vallese, Laurence Smart, Alessandro Cariello

eccoci di nuovo insieme per parlare di carpfishing, di passione allo stato puro! Lo facciamo sempre più carichi e sempre più motivati, perché condividiamo la stessa vostra passione, e lo facciamo a pochi giorni dalla nuova edizione di Carpitaly

Progetto Grafico

2017, la diciannovesima per la precisione. Il 2016 appena trascorso non è stato un anno facile per il mondo del

Stefano Antonucci

carpfishing, questo purtroppo è un problema che dura ormai da qualche anno, ma non è stato neanche un anno facile per molte delle nostre acque, per molti dei nostri ambienti, per tanti dei nostri pesci. Il fenomeno del bracconaggio è un cancro

Traduzioni a cura di

difficile da debellare, l'impegno dei nostri volontari, delle forze dell'ordine e anche di una parte della politica, riesce

Rachele Pasquali

purtroppo con grande fatica, e tanto sacrificio, a contrastare questo fenomeno ben noto a tanti, anche a chi non pratica il carpfishing. A Carpitaly 2017 si parlerà anche di questo, con le persone giuste, con le istituzioni e la politica, per una legge

Nash Italia E-Zine

che possa punire duramente chi depreda il nostro patrimonio, e che dia lo spunto per rilanciare un mercato, un cuore che

bimestrale è una pubblicazione

non ha mai smesso di battere. Un'idea ci viene proposta dal Sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, che si è rivolto alla

MATTEO MARMOCCHI

Regione Emilia Romagna chiedendo l’attuazione dell’art.20 della Legge Regionale 11/2012, ( la normativa per la tutela

WWW.NASHITALIA.COM

della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse Proprietà

nelle acque interne ) affidando la tutela di vasti tratti dei canali del territorio all’opera di controllo e monitoraggio delle associazioni di pescatori.

MATTEO MARMOCCHI

Il vantaggi sarebbero più di uno: innanzitutto verrebbe contrastata in modo maggiore l’attività di bracconaggio, purtroppo

Tutti i diritti sono riservati

ancora molto diffusa, si avrebbe una riqualificazione di luoghi di fondamentale importanza per il territorio, oltre a comportare l’incremento di uno specifico segmento turistico. Viene in questo modo applicato efficacemente il principio di sussidiarietà, con la gestione di un bene pubblico ad opera di organismi direttamente coinvolti ed esperti in materia.

L’invio di fotografie e materiale dattiloscritto alla

In tutta la provincia di Ferrara, Bondeno è il primo comune che si attiverebbe per questa forma di gestione e di controllo

redazione autorizza implicitamente la pubblicazione a

dei canali come il Cavo Napoleonico, il Canale Burana, il Canale Pilastresi e il Canale Barche.

titolo gratuito su qualsiasi pubblicazione della Nash

Avanzata la richiesta e rilasciato il nulla osta dalla Regione, il Comune procederà alle procedure di selezione e individua-

Italia E-Zine.

zione delle associazioni, con l’obiettivo di completare l’iter entro l’estate.

I manoscritti ed il materiale iconografico inviati in

Noi di Nash non possiamo che elogiare questo tipo di iniziative, rivolte alla salvaguardia e al rispetto di un patrimonio che

Redazionenon verranno restituiti.

non appartiene solo al mondo del carpfishing, ma che ha un enorme bisogno di essere protetto grazie al contributo di tutte

Sono vietati la pubblicazione e l’utilizzo anche parziale

le categorie, nessuno escluso!

di testi, foto e disegni, se non espressamente autorizzati

Graziano Giambastiani

NASH ITALIA E-ZINE 4


Nash News

CARPITALY 2017

Finalmente ci siamo, l'appuntamento più atteso dagli appassionati di carpfishing e delle tecniche specialistiche, riesplode il 18 e 19 febbraio a Gonzaga (MN), presso la Fiera Millenaria, sede storica di questa importante manifestazione dedicata alla pesca sportiva. Carpitaly, è giunto alla sua diciannovesima edizione, e noi di Nash saremo presenti con un grandissimo stand e tante, tante novità da toccare con mano. Una delle tante novità di questa diciannovesima edizione è senza dubbio è il nuovo grande padiglione 6, dove noi di Nash saremo presenti, che si trova tra l’ingresso (Pad.0) ed il Padiglione 3. Tutti gli spazi espositivi sono esauditi. L’area show sarà anche quest’anno nel Padiglione 4 ed avrà una novità divertente: il conduttore degli

5 NASH ITALIA E-ZINE


eventi sul palco sarà Graziano Salvadori, comico ed attore di livello nazionale. Graziano condurrà la nuova edizione di Miss Carpitaly (500 euro di buoni acquisto alla prima classificata e 150 euro a miss simpatia), che si terrà il sabato alle 14 e 30, poi Mister Siluro la domenica ore 13 (300 euro di buoni acquisto al vincitore), poi Best in Show, quattro diverse categorie (canne, lettini/sedie, materassini e boiles) e non mancheranno gli angoli dell’esperto. Il sabato alle 11.30 in sala conferenze invece una conferenza davvero importante per tutto il movimento italiano: Bracconaggio 2.0 la legge! Il problema del bracconaggio deve essere combattuto con leggi adeguate e a Carpitaly, alla presenza di parlamentari italiani, getteremo le basi per un nuovo disegno di

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legge. E poi ancora musica con Steno al padiglione 4. Quest'anno ci sarà una novità per tutti. Grazie alla collaborazione di Nash con la Fiera Millenaria, al momento del pagamento del biglietto di ingresso verrà consegnato, ad ogni singolo pagante, un ticket (non cumulabile) che darà diritto ad un 20% di sconto su una spesa di 100,00 Euro presso il negozio Tempo Libero, che potrete trovare all'interno del padiglione 6 adiacente lo stand di Nash. Il buono è valido solo ed esclusivamente per l'acquisto di prodotti Nash, ma solo in occasione della fiera. Un'occasione da non perdere, un evento da non perdere. L'appuntamento quindi è per il 18 e 19 febbraio a Gonzaga per la 19° edizione di Carpitaly. Vi aspettiamo!

PROGRAMMA CARPITALY 2017 - 19° edizione - 18\19 febbraio Sabato 18 Febbraio Sala conferenze Pad. 0 11.30 Conferenza: “Bracconaggio 2.0: la Legge” 15.30 Carp Fishing Italia: Incontro con le sedi periferiche e resoconto attività 2016 ZONA SPETTACOLI - pad. 4 10.00 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Agostino Zurma: Tra forti correnti e pesca marginale. Progetto semina CFI. 10.30 Graziano Salvadori presenta best in show canne da pesca 11.00 Ripamonti presenta il nuovo canale televisivo Pescare e Cacciare Tv poi tutti in sala conferenze 11.30 Denny Fairbrass per korda 13.45 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Luca Nanetti: Grandi laghi in primavera il giusto approccio. 14.30 Miss Carpitaly condotto da Graziano Salvadori 15.30 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Mattia Travasoni: Pasturazione di grandi aree e pasturazione mirata, le differenze. 16.00 Incontro con i Pirati del Po, Marco Falciano e Filippo Bulla. Parleremo di bracconaggio. 16.30 Graziano presenta best in show boilies e show cabaret a seguire. Domenica 19 Febbraio ZONA SPETTACOLI - pad. 4 9.30 Denny Fairbrass per korda 10.10 Graziano Salvadori presenta Best in show materassini 10.30 Graziano Salvadori presenta show cabaret e Steno in repertorio 11.00 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Agostino Zurma: Tra forti correnti e pesca marginale. Progetto semina CFI 11.45 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Maurizio Cavallotti presenta “Carpfishing e tempo limitato” 12.30 Incontro con i Pirati del Po, Marco Falciano e Filippo Bulla. Parleremo di bracconaggio. 13.00 Graziano presenta “Mister Siluro” introduce Steno con le sue canzoni sul carpfishing. 14.00 Graziano presenta best in show lettini e sedie 14.15 “Angolo del” organizzato dalla rivista “Tutto Carpa e Siluro” con Sergio Ceccarelli presenta “affrontare i laghi artificiali” 14.45 Presentazione “amici della golena”


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Recensioni

La Mincio La Mincio si può considerare uno dei primi negozi, se non il primo, che molti anni fa ha creduto nel carpfishing, e che a distanza di molto tempo, continua a crederci. A cura della redazione

Il suo proprietario, Luca Foroni è apparso in molte riviste di settore anche con copertine nei primi anni 90 quando il carpfishing fece le prime apparizioni sulle riviste italiane. La Mincio vanta una vita trentennale, l’apertura risale a Marzo 1982 e nel 1988 iniziò a vendere i primi prodotti da carpfishing. Attualmente, grazie al suo negozio online, ha migliaia di clienti sparsi in tutta Europa. Le tipologie di pesca che oggi tratta sono: carpfishing, spinning, pesca a mosca e pesca tradizionale. Oltre al negozio storico situato in via Marengo a Goito - Mantova, poco distante c’è anche il capannone che svolge la funzione di magazzino e di uffici (come da foto). Oltre alla gestione del negozio e del magazzino, La Mincio offre la possibilità di prenotare rilassanti sessioni di pesca nei suoi due laghi San Pietro e Caselle, sempre in provincia di Mantova. Laghi che offrono servizi per ogni comodità e divertimento ai fini della pesca. La Mincio è uno dei pochi negozi italiani che hanno al loro interno quel profumo unico, che solamente i 9 NASH ITALIA E-ZINE


vecchi pionieri hanno assaporato, e la mente ritorna facilmente a tanti anni fa. La Mincio è stato uno dei fondatori della fiera piÚ importante di carpfishing italiana, il Carpitaly, dalle foto si possono vedere i volantini che vennero stampati molti anni fa. Tuttora collabora per la riuscita della fiera. Questo negozio ed il suo proprietario Luca Foroni possono essere considerati senza ombra di dubbio parte integrante della nascita del carp fishing in Italia. Per info potete visualizzare il sito internet www.lamincio.com, oppure mandare una e-mail a info@lamincio.com. Numero di telefono del negozio: 0376689616 e per magazzino, spedizioni e prenotazione nei laghi potete contattare il seguente numero 0376604856, sul sito internet sono scritti tutti gli orari per i contatti e di apertura del negozio. NASH ITALIA E-ZINE 10


CARPSHOW 2016

Il bilancio della sesta edizione di Carp Show & Specialist da poco conclusosi alla Fiera di Ferrara, evidenzia un dato importante, ed è quello legato al settore del carpfishing e delle diverse tecniche specialistiche. Ma noi non vogliamo parlare di numeri, noi vogliamo parlare di partecipazione, di consensi, di tendenze, e di passione, quella passione che abbiamo letto negli occhi dei tanti giovani e meno giovani giunti a Ferrara per questa nuova edizione A cura della redazione Foto di Marius Pintea

Le parole del Presidente di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, lasciano ben sperare per una prossima edizione, e come per gli eventi precedenti, anche questa volta il marchio Nash ha contribuito in maniera esponenziale all'ottima riuscita della manifestazione. Migliaia di appassionati provenienti da varie Regioni Italiane, hanno potuto toccare con mano quelle che saranno le novità di questo 2017, molti hanno avuto l'opportunità di acquistare con sconti particolari le nuove canne della linea Pursuit oppure D-Warf, Scoope, KNX per non parlare delle nuove esche Old Skool, delle più blasonate 4G Squid o delle eccellenti The Key Stabilsed, della minuteria, delle tende e della buffetteria. Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione di Alessandro Pagliarini che con la sua squadra, e con il contributo dei consulenti Nash, ha potuto soddisfare le esigenze ed esaudire i desideri di tantissimi appassionati. In un periodo in cui il settore della pesca vive una profonda incertezza, che compromette fortemente le aziende, come ha rammentato Filippo Parisini, vedere tanti giovani con così tanto entusiasmo, fa ben sperare per il futuro di questo settore. 11 NASH ITALIA E-ZINE


Info Azienda

LIFE AT NASH

Iniziare un nuovo lavoro è sempre qualcosa di frenetico, ma per il nuovo manager del marchio Nashbait è stato qualcosa di davvero eccitante. Diamo un'occhiata al primo mese di lavoro per la Nashbait di Max Hendry.

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Da quando ho iniziato a lavorare nell'industria di pesca, il mio obiettivo finale era quello di diventare un manager del marchio Nash. Kevin ed Alan mi hanno dato la grande opportunità di gestire la Nashbait ed è stata una delle cose più eccitanti che potesse capitarmi - un marchio di esche conosciuto in tutto il mondo ed i suoi grandi record superati da più di tre decenni. Così, conoscendo la catena di comando, i pescatori, insieme con il team di sviluppatori, essi hanno iniziato a conoscermi nella fabbrica di esche.

Studi Sociali

Il mio primo lavoro è stato quello di inserire la Nashbait all'interno della rete sociale, creando pagine Facebook ed Instagram. Abbiamo già una pagina Instagram per dare l'opportunità ai fan della Nashbait presenti in tutto il mondo di postare le loro catture. Penso che sia importante riconoscere i risultati delle persone, è anche per questo che è nata la Hall of Fame della Nashbait sulla pagina di Instagram. Adesso, ogni mese che passa diamo premi ai pescatori che guadagnano più mi piace sulla pagina. Inoltre, c'è anche la pagina ufficiale Nashbait su Instagram per mostrare i nostri prodotti e le catture dei consulenti di tutto il mondo. Sono rimasto sorpreso per il fatto che siamo riusciti ad avere oltre 4000 followers in poche settimane, e farò in modo di raggiungere gli stessi dati nelle pagine sociali della Nash Tackle.

Sulla fabbrica

La mia prima settimana di lavoro l'ho passata alla Nash HQ (quartier generale), conoscendo alcuni ragazzi con cui adesso lavoro e con cui ho un forte rapporto d'amicizia. Tuttavia, non mi sarei mai aspettato che il grande manager del Marketing del Regno Unito Tom Forman si prendesse cura delle carpe nei laghi Copse e Church, ovvero di quelle carpe giganti che vivono a due passi dall'ufficio. Inoltre, c'è una mini fabbrica in cui è presente un' incubatrice all'interno della stanza nel retro! In quale altro posto vorrei lavorare? Qui, in ufficio vedo tantissime Regine e Specchi con il potenziale di raggiungere la grandezza di 20-30kg in futuro!

Musica e confusione

Se dovessi descrivere una mia tipica giornata di lavoro, beh, è fatta da un mix di tazze di tè, continue telefonate e musica Drum and Bass. Non mi posso lamentare, adoro la Drum and Bass. Alan è sempre il primo ad arrivare. La maggior parte dei giorni della settimana arriva in ufficio alle 3 del mattino per rispondere alle e-mail e mettersi avanti con il lavoro. Kevin arriva sempre qua alle 6 del mattino, con una tazza di tè in mano, va a fare un giro dei laghi e parla di business con Alan prima di andare a fare una camminata mattutina al French Bulldog Ridge di Kevin. E' sempre pieno di energia ed in ufficio è sempre disponibile per tutti. Adora masticare i bastoncini di cannella. NASH ITALIA E-ZINE 14


Un momento della produzione delle mitiche 4G Squid, l'esca di Nash che in questi ultimi anni ha collezionato decine di record in tutto il mondo

Il piano della fabbrica

La maggior parte del mio lavoro lo svolgo all'Horseshoe Farm, ma le vendite, i depositi in magazzino, la distribuzione e la manifattura delle esche sono state spostate alla nuova grande fabbrica di Nash, la Burnham-on-Sea, quasi un anno fa. Gary Bayes è un genio delle esche e non si può mai smettere di imparare qualcosa da lui. Il suo braccio destro è Chris Cummins, insieme si interessano della manifattura di tonnellate di esche diverse. Penso che la fabbrica sia davvero affascinante, come la grotta di Aladdin, ma, appunto, fatta di esche. E' stato una rivelazione vedere gli ingredienti grezzi che si trasformano in esche ed assistere al processo in prima persona. C'è davvero un grande investimento nella nuova fabbrica, soprattutto per quanto riguarda l'alta domanda dei prodotti Citruz, Instant Action e The Key.

Su Alan

La maggior parte del mio lavoro si svolge quasi esclusivamente davanti ad un computer portatile in fase remota, ma visito anche la Nash HQ per vedere come vanno le cose nel team. Essendo un lavoro che ha a che fare con la gestione del marchio, ho anche la grande opportunità di viaggiare, produrre materiale per il marketing della Nashbait come ad esempio riviste e frequentare le fiere. Abbiamo un enorme programma di fiere per la Nash e spero di visitarne almeno la maggior parte. La fiera Carp Society Sandown Show mi è piaciuta, l'affluenza è stata davvero molta e c'erano moltissimi pescatori che volevano vedere la nuova gamma

Le key Cray sono le nuove nate di casa Nash per questo 2017. Noi del Team Italiano e gli altri Team Europei abbiamo iniziato a testare queste esche già nel 2016 con ottimi risultati. Si tratta di un'esca perfettamente equilibrata e ricca di farina di gambero di fiume.


Un momento di attenzione...il nostro Alan sta intrattenendo alcuni appassionati con una dimostrazione tecnica dei nuovi prodotti Nash.


Key Cray per la prima volta. Avevamo messo in promozione sacchi da 5 kg e siamo riusciti a vendere l'intero stock da due tonnellate.

Parlando dei Negozi

Nash non è solamente grandi fiere, infatti le dimostrazioni nei negozi sono uno stile di vita per Alan Blair - lui conosce il valore di incontrare le persone faccia a faccia, è davvero un grande rappresentante. Con l'apertura di pesca di Eric ed il loro orgoglio di vendita a Leeds dove Alan mi ha portato, abbiamo fatto insieme un viaggio di due giorni verso il nord. La prima tappa ha avuto luogo in un canale fuori Nottingham, dove Alan è riuscito a catturare una bellissima Regina prima di rimetterci in strada. La postazione numero due è stata davvero formidabile sul Grantham Canal, bloccata in entrambi i lati. Abbiamo visto molte carpe e molti lucci, altrimenti l'andamento della pesca è stato lento. Alan aveva già pianificato una chiacchierata al Nottingham Carp Study Group, dove c'è stata una grande affluenza ed ha risposto a tantissime domande riguardo ai tipi di pesca che solitamente predilige. Di conseguenza, ci siamo diretti nel centro di Nottingham per provare a catturare una carpa ed Alan riuscì a catturarla grazie ad un pezzo di pane affondante, l'ha guadinata di fronte ad un palazzo amministrativo! Dopo qualche chiacchierata con i ragazzi a Nottingham, abbiamo fatto una deviazione attraverso i Sheffield Canals per controllare qualche luogo prima della nostra ultima tappa notturna sul fiume Aire vicino a Leeds. La postazione si trovava tra l'oscurità di una stazione ed il ponte dell'A1 - un ciglio erboso e l'unico posto dal quale si poteva accedere al fiume. E' lo stesso posto in cui è stato superato il record da fiume nel 2016 del Regno Unito, una location davvero surreale, inoltre si aggirava tra le acque una fantastica 25kg.

E' tempo di tonni!

L'apertura di Eric è stata formidabile, e per me una delle cose strabilianti è stata la simulazione di pesca che ti permetteva di "giocare" con una canna ed un mulinello, una bella esperienza. Abbiamo optato per una canna da pesca da mare ed abbiamo programmato la macchina per simulare la cattura di un tonno. Ho lavorato davvero sodo per catturarne uno con un trecciato da 80 libbre! Ho parlato dell'intero viaggio nel numero di marzo della rivista Total Carp, quindi, se vi capita, dateci un'occhiata per non perdervi gli altri fatti accaduti!

“La postazione numero 2 è stata davvero formidabile sul Grantham Group Canal, bloccata su entrambi i lati...” 17 NASH ITALIA E-ZINE


Il caos dei resoconti delle catture

Il primo di aprile vedrà il lancio della Key Cray, in Nash non vedono l'ora. Testata per due anni, dispone di farine di gambero d'acqua dolce, è unica. Il risultato si presenta con un basso contenuto di olii essendo un'esca ad alta digeribilità e in grado di catturare carpe anche durante l'inverno. Si tratta di un'altra fantastica nata dalla collaborazione tra i due geni Gary Bayes e Keith Sykes. Gran parte del mio lavoro consiste nel mostrare il prodotto finito al pubblico, nel quale collaborano i nostri fieldtester. Abbiamo un grande team che testa le Key Cray ed i risultati nell'uso di questa grande esca sono stati formidabili. Mick Henderson ha catturato un pesce di 40 libbre nella Nene Valley e recentemente una carpa che non è stata catturata per 18 mesi si è innamorata delle Key Cray esattamente nelle acque del Lincolnshire. Chris Boyda ha provato l'esca in diversi laghi davvero difficili nel sud ed è riuscito a catturare pesci oltre le 40 libbre, Dan Taylor ha guadinato la sua prima e grande 60lb nel Kent dopo il record britannico della Two Tone Blackspot a Wingham, nel Kent. Tutte le catture di cui sono venuto a conoscenza provenivano da tutta Europa e ciò significa che le Key Cray sono esche davvero eccezionali, sicuramente ci saranno molti carpisti felici dopo avere utilizzato un'esca del genere. Una delle tante, belle regine, catturate grazie alla qualità e all'efficacia delle nuove esche di Nash.

NASH ITALIA E-ZINE 18


La lettera della legge

Non pensavo che il lavoro che sta dietro all'imballaggio, anche per quanto riguarda un semplice sacchetto di boilies, fosse così impegnativo. Con l'intento di attenersi alla legislazione EC delle esche per carpa, gli ingredienti utilizzati devono rispecchiare le Dichiarazioni dei Nutrienti e le rispettive Composizioni, insieme ad un numero di lotto e la scadenza. Non si tratta solamente di un processo lungo, ma anche costoso, dato che implica il fatto che la manifattura deve essere precisa e deve costantemente assicurare la massima trasparenza riguardo a ciò che il cliente compra. Ciò che i pescatori non capiscono è che le esche che non corrispondono alle linee guida devono essere rimosse dagli scaffali dei negozi di accessori di pesca in Europa al costo del rivenditore e non del fornitore. Fortunatamente, la grande quantità di soldi che la Nashbait ha speso per assicurare che tutti i prodotti vengano analizzati dettagliatamente, dà ai rivenditori pace e tranquillità. L'imballaggio delle Key Cray è stato finalizzato nell'ultimo periodo e presto sarà presente nel vostro negozio di fiducia, sicuramente non avrete difficoltà nel trovarlo! Inoltre, potrete trovare una vasta gamma di prodotti, come ad esempio le pop-up, i dip, gli inneschi Cultured®, gli Stick Mix e molto altro ancora.

“La Nash ha fatto grandi investimenti per garantire che tutti i prodotti impiegati vengano analizzati in maniera dettagliata” 19 NASH ITALIA E-ZINE

Una delle attività sulla quale Nash punta molto è la promozione. In qualsiasi città del mondo ci sia un evento fieristico legato al carpfishing, Nash è presente con le sue novità e con i suoi consulenti.

E per quanto riguarda l'Anno Nuovo...

Con l'arrivo del 2017, beh, bisogna sottolineare che si tratta di un anno davvero pieno di novità alla Nashbait. Non si tratta solamente di fiere a cui partecipare, esche nuove da presentare, ma nuovi progetti su cui stiamo ancora lavorando usciranno presto, posso solamente anticiparvi che saranno molti. E' strano quando si sentono persone parlare di quanto sia appassionante il proprio lavoro, ma è un tema davvero popolare tra noi del team Nash, dato sia dall'esempio di Kevin ed Alan, dal talento dei nostri Media Team, tra cui Carl, Alex, Dan ed Oli con i quali lavoro. Una cosa è certa: un giorno è sempre diverso dall'altro!


Fishing Test

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Una serie di buzzer bars e picchetti di altissima qualità, super leggeri e resistenti grazie al carbonio e sicuri grazie alluminio, due materiali che rendono preziosi ed utilissimi questi accessori in grado di essere usati ovunque. Nati dall’esigenza di avere il massimo della leggerezza e poco bagaglio da portare in pesca, sono caratterizzati dalla qualità che contraddistingue il marchio Nash negli ultimi anni, e dalla massima cura dei dettagli. Unici! Sia i buzz bar che i picchetti sono costruiti con carbonio 1K ed alluminio aerospaziale con loghi serigrafati a laser.

SCOPE BLACK OPS BUZZED BARS • Disponibile per 2 e 3 canne, stretto ed ampio • Raccordi in alluminio di alta qualità garantiscono un fissaggio solido, durevole come la roccia • Punti solidi in alluminio per posizionarlo in terreni duri • Fornito di una gomma di compressione ad alta densità per fissarlo ai Bank Sticks • Grafica Scope a laser Misure 2 Rod Buzz Bars Rear Narrow: 10,2cm Front Narrow: 11,5cm Rear Wide: 14,8cm Front Wide: 17,4cm Misure 3 Rod Buzz Bars Rear Narrow: 17,8cm Front Narrow: 19,1cm Rear Wide: 25,4cm Front Wide: 28cm 21 NASH ITALIA E-ZINE

SCOPE BLACK OPS BANKSTICKS • Design ottimizzato senza serrapollici per proteggere la lenza • Regolazione a compressione per blocco, con presa zigrinata • Punti interni per i terreni più difficili • Piano zigrinato per evitare l'attorcigliamento dei Buzzer Bar Misure: Bankstick 8’’: 20cm Bankstick 12’’: 30cm Bankstick 16’’: 40cm


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SCOPE BACK PACK

Una nuova versione, rinnovata nei materiali e nella cura dei particolari.

Lo zainetto di qualità per eccellenza nel mondo del carpfishing, super resistente, super pratico, super sicuro, adatto ad ogni condizione atmosferica per il carpista itinerante. • In grado di trasportare il kit richiesto per sessioni dopo sessioni • Telaio in metallo rinforzato con supporto per la schiena ad azione Air Flow • Doppi anelli di trattenimento elastici in ogni lato per conservare fino a quattro Bank Sticks • Quattro tasche esterne spaziose • Imbottiture lombari confortevoli • Cinghie per spalle imbottite anti-scivolo al tocco • Doppie cinghie esterne di compressione per diverse azioni di carico • Cerniere provviste di zip resistenti e base pulibile con panno Misure: 45 cm A – 33cm L – 22cm P Per chi ama il carpfishing “mordi e fuggi”, per chi vuole tenersi tutto l'indispensabile a portata di mano, o semplicemente per chi ama fare escursioni in montagna, questo è lo zainetto ideale! Piccolo, comodo, robusto e con tante possibilità di spazio.


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10’ 3LB

10’ 3.25LB

ABBREVIATED 10’ 3.5LB S • 12’ 3LB • 12’ 3.25LB

SHRINK 12’ 3.25LB • 12’ 3.5LB S

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CORK 12’ 3.25LB • 12’ 3.5LB S

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Fishing Test

Indulgence Chairs

Una nuova frontiera della comodità! Dopo l'uscita dei nuovi lettini, è stata rinnovata anche la gamma di sedie Indulgence, e lo abbiamo fatto in grande stile! Lake Legend Camou: abbiamo imparato a conoscere questo rivestimento estetico dalle brande Indulgence SS, un’estetica unica che rappresenta tra i 14 laghi più famosi in Europa intrecciati tra di loro. INDULGENCE HI-BACK CAMO La sedia con lo schienale alto! Per quei carpisti che sono dei ragazzoni o per chi vuole coprirsi il collo e la testa durante forti venti, molti la usano anche come sedia da “sonnellino”, comodità unica per la sedia più venduta della linea Nash • Schienale che si estende per un maggiore comfort • Completamente reclinabile • Rivestimento imbottito con tessuto in camoscio • Materasso nuovo ed unico in stile mimetico Lake Legends • Manopole testate uniche firmate Nash con dentature per blocco • Gambe extra-lunghe • Perno di blocco gamba posteriore • Copri braccioli imbottiti e tessuto simil pelle di pesca • Gambe in colorazione nera extra estendibili al tocco e piedi antifango Misure: • 52cm L – 65cm A schienale • Peso 7,4kg • Estensione e lunghezza gambe 37-52cm

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INDULGENCE DADDY LONG LEGS CAMO Nash fu il primo a lanciare sul mercato le prime sedie con i braccioli per carpisti, la Daddy Long Legs rimarrà come la prima e la più famosa sedia del carpista. Grande resistenza e grande comfort con altezza delle gambe extra! • Gambe ultra lunghe per un posizionamento su ogni terreno • Completamente reclinabile • Rivestimento imbottito con tessuto in camoscio • Materasso nuovo ed unico in stile mimetico Lake Legends • Manopole testate uniche firmate Nash con dentature per blocco • Gambe extra-lunghe • Perno di blocco gamba posteriore • Copri braccioli imbottiti e tessuto simil pelle di pesca • Gambe in colorazione nera extra estendibili al tocco e piedi antifango Misure: • 52cm L – 58cm A schienale • Peso 8,6kg • Estensione e lunghezza gambe 39-54cm INDULGENCE BIG DADDY CAMO E’ la versione wide boy della Daddy Long Legs, per offrire comodità anche ai ragazzoni o per chi vuole stare al top della qualità come in una poltrona di casa, forse meglio! • Altezza gambe extra lunga con sezione del materasso più largo dello standard. • Completamente reclinabile • Rivestimento imbottito con tessuto in camoscio • Materasso nuovo ed unico in stile mimetico Lake Legends • Manopole testate uniche firmate Nash con dentature per blocco • Gambe extra-lunghe • Perno di blocco gamba posteriore • Copri braccioli imbottiti e tessuto simil pelle di pesca • Gambe in colorazione nera extra estendibili al tocco e piedi antifango Misure: • 58cm L – 60cm A schienale • Peso 9,2kg • Estensione e lunghezza gambe 39-54cm INDULGENCE SUB LO CAMO La sedia pratica, ma di estrema qualità, il profilo è davvero compatto e si apre a forbice, ideale per il carpista in movimento o per i brolly e tende che possono ospitare piccole sedie. • Telaio unico ed ultra-resistente per una maggiore rigidità • Braccia e gambe posteriori in un'unica sezione per una resistenza senza pari • Coperta imbottita in camoscio color pesca • Materasso mimetico nuovo ed unico in stile Lake Legends • Copri braccioli imbottiti e tessuto simil pelle di pesca • Gambe criticamente angolate per una maggior stabilità • Gambe in colorazione nera extra estendibili al tocco e piedi antifango Misure: • 50cm larghezza – 57cm A schienale • Peso 6,1kg • Estensione e lunghezza gambe 25-33cm

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Fishing Test

NASH

Pursuit

Un successo incredibile negli ultimi mesi del 2016. Le nuove Pursuit sono tornate in grande stile, la loro potenza e le loro prestazioni, associata alla bellezza estetica, hanno confermato di essere le canne più vendute al momento dopo la loro uscita, soprattutto la versione da 10’. La performance leggendaria Nash Pursuit è tornata. Si tratta di canne indistruttibili in carbonio “Mitsubishi” ad alto modulo. Disponibili diverse misure e libraggi per affrontare qualsiasi situazione, sia nei laghi più piccoli che in quelli più grandi. Dispongono di manici classici (Abbreviated), in Shrink e in sughero. La Pursuit è disponibile per qualsiasi tipo di stile. Perfette per i carpisti moderni che vogliono un'ottima azione di controllo con i pesci più grandi, o ideale per lanciare sacchetti PVA e piombi nei luoghi più ghiaiosi ed erbosi. La gamma Pursuit è composta dai modelli 3.5 libbre S (Stepped Up Special che è un edizione solo per il mercato europeo), con una potenza aumentata attraverso la sezione anteriore, quando dovete far fronte alla massima pressione. 27 NASH ITALIA E-ZINE

Le canne della linea Pursuit montano anelli in Titanio minimali, in grado di garantire sempre le massime prestazioni anche con le trecce più abrasive.


I modelli 10”- 3.25 libbre e 3.5 libbre S sono stati creati specificatamente per la pesca in barca, combinando la praticità di una canna “corta”con un'estrema potenza e performance. Le Pursuit sono adatte per affrontare forti flussi d'acqua, grandi carpe negli spot più difficili. Kevin Nash ha anche rilanciato le classiche sette piedi Pursuit per offrirvi le stesse performance quando posizionate l’innesco a corta distanza o quando vi trovate in uno spot difficile. L’anellatura non si spaccherà mai grazie al titanio di ultima generazione, ideale per qualsiasi trecciato e mono filo.

Le canne Pursuit hanno il pregio di essere perfettamente rifinite, come ad esempio per i modelli Abbreviated e Shrink, il tappo del calcio è sferico per evitare il fastidio all’inguine durante il recupero del pesce.

Abbreviated Version

Shrink Version

Cork Version

• Carbonio in alto modulo Mitsubishi 30T con design 1k Weave. • I modelli da 12 dispongono di opzioni a manico Abbreviated, Shrink o Cork. Nel periodo estivo anche le 10’ avranno la scelta con il manico in sughero • Potenza aumentata nella versione 3.5 libbre S (Stepped Up Specials) • I modelli da 10 piedi 3.25 e 3.5 libbre S sono perfetti per la pesca in barca • La gamma include una Pursuit da 7 piedi 3 libbre (Solo con manico Abbreviated) • Anellatura rovesciata Minima per ridurre i danni accidentali. • Desing anti groviglio nell’anellatura • Cimino Fuji antigroviglio • Placca porta mulinello originale Fuji • Carbonio in nero lucido e rifiniture in nero opaco • Line Clip in carbonio • Allineamento per dei cimini con simbolo bianco • Tappi forgiati a laser con slot per isotopo nei modelli Cork e Shrink • Estremità anti-scivolo con Ball Grip nei modelli Abbreviated

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Fishing Test

SCOPE RUCKSACK

Versione da oltre 100 litri per lo zaino più grande e qualitativamente migliore nel mondo del carpfishing.

Materiali scelti per durare nel tempo ed in ogni condizione climatica, ideale per gli spostamenti più impegnativi, o per avere tutto a portata di mano nelle lunghe sessioni, facilità di trasporto grazie al supporto lombare. Caratteristiche tecniche: • Capacità più di 100 litri • Struttura in metallo rinforzata • Supporto per schiena Air Flow per evitare l'accumulo di calore ed umidità • Cinque tasche esterne provviste di cerniera a zip, insieme ad una tasca per accessori ed una tasca ampia • Scompartimento principale esteso e cinghia di compressione • Cinghie di trasporto esterne per abbigliamento e materassini • Cinghie per spalle anti-scivolo con regolazione al tocco • Cinghia per petto e supporto lombare imbottito Misure: 59cm A – 45cm L – 39cm P 29 NASH ITALIA E-ZINE

Uno zaino dalla linea elegante, dalla capienza eccezionale e dall'ottima trasportabilità. Sono solo alcuni dei pregi di questo bellissimo zaino, marcato Scope, ma garantito da Nash!


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Il sistema line speed sensing (controllo della velocità) dei SIREN R3, elimina le false partenze causate dal vento, erbai o da altre condizioni climatiche. Cattura il momento di quando la carpa abbocca o quando il terminale viene spostato, l’R3 ti fa sentire tutto ciò che devi sentire. E’ l’indicazione della prossima generazione.

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Tecnica

In una notte...

D’INVERNO

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Tutto è successo in una notte, una notte fredda d'inverno senza luna, un' esperienza che non dimenticherò tanto facilmente. Testo e foto di Graziano Giambastiani Torno indietro di qualche giorno quando decisi di trascorrere un fine settimana in compagnia dell'amico Lorenzo in uno degli specchi d'acqua più belli e suggestivi della provincia di Rieti il lago di Ventina. Pescare in questo gioiello della natura, competere con le sue difficoltà e godere dei suoi frutti non ha prezzo, almeno per me! In tutta sincerità, visto il periodo ancora molto freddo e incerto, avevamo deciso con Lorenzo di affrontare una sessione in una posta molto particolare: i livelli alti del lago ci costringevano a pescare con i pod completamente in acqua, e ad essere sincero era una situazione particolarmente disagiata. Per riuscire a posizionare i nostri due pod ci dividemmo gli spazi, lui sulla parte sinistra al limite della vegetazione con le punte delle canne alte per evitare i rami degli alberi nel sotto riva, io a destra dentro il canneto, dove il fondale era più consistente e mi permetteva di piantare meglio i miei picchetti. Il problema per me comunque era quello di raggiungere le canne passando dentro la vegetazione sommersa del sotto riva. Vi posso garantire che è stata una vera tragedia. Viste le condizioni meteorologiche incerte del periodo, il freddo della notte, e l'acqua abbastanza fredda, pescare in queste condizioni e sperare di catturare qualche bel pesce poteva sembrare un' ipotesi al quanto azzardata. Ma visto che la pesca non è una scienza esatta, e non sempre ciò che pensiamo si rivela fondato, valutai che, durante le ore

Le The Key Stabilised sia da 15 che da 20 mm, sono a tutti gli effetti delle esche eccezionali. La loro composizione, basata su alimenti freschi e particolarmente digeribili, fa si che la si possa impiegare tutto l'anno con ottimi risultati. Da quando lo scorso anno sono state introdotte sul mercato, non hanno mai smesso di collezionare record in tutta Europa.

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centrali o durante lo scambio termico notturno, qualche pesce sarebbe potuto uscire anche pescando in acqua bassa nel sotto riva. Per coloro che non sanno che cosa è lo scambio termico, (del resto non è scontato saperlo), è quel fenomeno naturale che solitamente avviene ad un certo orario dopo che il sole è tramontato, il rimescolamento dell'acqua calda della superficie con quella più fredda del fondale. I due elementi si invertono e creano una condizione spesso ideale per mettere in moto i pesci più svogliati. Come ho accennato all'inizio non è stata una sessione facile, anzi, direi che è stata una delle sessioni più difficili e sofferte degli ultimi anni. Per riuscire a portare a termine il mio obiettivo c'è voluto veramente tanto impegno, ma soprattutto ho dimostrato a me stesso che lasciarsi prendere dallo sconforto non serve a molto, è meglio adeguarci a quelle che sono le condizioni e cercare di ottenere il massimo. Per affrontare questa sessione, ma soprattutto queste acque poco pressate, ho optato per una strategia abbastanza “classica”. Io ho basato la mia pasturazione esclusivamente su palline di piccolo diametro, le eccezionali The Key Stebilised, una boilie particolarmente digeribile adatta sia nei periodi invernali che in quelli estivi, grazie proprio alla sua particolare composizione basata su ingredienti naturali e farine trattate con processi enzimatici. Tutto questo per poter garantire in qualsiasi situazione una boilie con un adeguato valore proteico, quindi ben accettata da tutti i ciprinidi, garantendo un'ottima digeribilità. Solo trattando determinate farine con gli enzimi giusti si possono ottenere delle boilies perfette sotto tutti gli aspetti. In questo caso Nash, essendosi adeguato da anni alle direttive Europee per la commercializzazione e la produzione di prodotti atti all'alimentazione animale, può soltanto garantire prodotti di un certo livello grazie al solo utilizzo di materie prime certificate. In aggiunta alle The Key ho optato per un'esca che in questi hanno ha regalato in tutto il mondo grandi soddisfazioni, le Nash 4G Squid nella versione hard on's. Su due canne ho utilizzato le The Key, mentre su una le 4G Squid. Quando le condizioni sono estreme, i risultati che otteniamo ci servono per capire fino a che punto possiamo spingerci con una determinata esca. Non è una regola scritta, ma che ci fa capire molte cose nei momenti più difficili, basta essere consape-

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04/11/2016 voli di quanto “lavoro” si vuole fare nel calare e recuperare le proprie montature, per il resto siamo nelle mani delle carpe. Quando si pesca in due, dalla stessa posta, ma con mire diverse, è bene variare sia le presentazioni che l'approccio, solo così sarà possibile capire la cosa giusta da fare.

Sempre della linea The Key vengono realizzati degli ottimi pellets. Questi pellets, caratterizzati da un'ottima digeribilità, essendo secchi e non oleosi, possono essere utilizzati anche in inverno con bassissime temperature, ed essere digeriti perfettamente. Ottimi nelle retine e nei sacchetti in PVA Nash.

LA VERA DIFFICOLTA' Quello che ha condizionato molto questa sessione, che è durata tre giorni, è stato il non riuscire a capire dove i pesci tendevano a stazionare. Il problema maggiore era dovuto dalla poca pressione di pesca. Sembra un contro senso, ma l'assenza di pescatori sulle sponde, a causa delle caratteristiche del lago e delle condizioni climatiche, causano spesso la dispersione dei pesci in zone che a volte è difficilissimo raggiungere. Potevano essere a cinquanta metri da noi come a cinquecento, non riuscivamo a capirlo. Come spesso accade le condizioni del tempo cambiarono quasi all'improvviso, iniziò a soffiare un fastidioso vento freddo. Da quel momento in poi fino alla fine, la nostra sessione fu condizionata dal vento, in una sessione che si rispetti non si poteva chiedere di peggio! Il vento continuò a soffiare alternandosi a momenti di totale piatta, una condizione in grado di compromettere qualsiasi tipo di risultato uno speri di ottenere. Detto


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questo non è mia abitudine arrendermi, anche se questa volta ci sono andato veramente vicino. Una delle caratteristiche di questo specchio d'acqua sono proprio le grosse concentrazioni di ninfee che nel periodo estivo individui molto bene, mentre nel periodo invernale rimangono soltanto delle foreste sommerse di grosse radici dove, le carpe stazionano trovando alimento naturale e riparo. A causa di queste caratteristiche gli inneschi di piccole dimensioni sono stati abbinati ad ami grandi e robusti, non è la regola, ma è necessario agire nel modo giusto per non perdere e rovinare i pesci. Ami come i Fang Uni e i Fang Twister, i terminali in treccia con il tenacissimo Combilink da 35 Lb, uno shock leader in nylon dello 0,50 di circa quindici metri e nel mulinello una robusta NXT Bullet Braid .

UNA SERATA SPECIALE La temperatura era calata, e anche il vento si era momentaneamente fermato. Il lago era una lastra nera e piatta... Sirio, la stella più luminosa, ci stava già facendo compagnia da un po'. Il tempo passava veloce, erano circa le otto di sera. Una sera con un piccolo spicchio di luna. Mentre stavamo mangiando non faccio in tempo a dire a Lorenzo “guarda che serata fantastica” che i rami degli alberi e le piante intorno a noi iniziarono ad ondeggiare di nuovo... stava ritornando il vento. Ci risiamo, ecco che tutto precipita nell'incertezza, con quel vento tutto si sarebbe fermato. Con il vento che aumentava e il freddo che si faceva sentire, con la delusione di chi si vedeva svanire per l'ennesima volta la possibilità di catturare un pesce, dissi a Lorenzo “ io vado in branda, non ne posso più di questa


“A causa del fondale ricco di piante sommerse, gli inneschi di piccole dimensioni sono stati abbinati ad ami grandi e robusti, non è la regola, ma è necessario agire nel modo giusto per non perdere e rovinare i pesci...”

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situazione.” Non feci in tempo ad alzarmi dalla sedia, che il segnalatore della canna più lontana, portata nell'ansa più riparata, iniziò a “bippare”. Non può essere il vento, i miei Siren R3 hanno un dispositivo che evita questo genere di problema. A distanza di due secondi ecco altri due bip e subito altri due. Indossai velocemente i miei Waders, feci più in fretta possibile ma con il buio non era facile, e mi fiondai in acqua. Entrai tra la vegetazione, ma dovevo stare attento perché era fitto di grossi rami sommersi e ad aiutarmi avevo soltanto la mia lampada da testa. Con grande difficoltà, e dopo aver rischiato di cadere in acqua per almeno due volte, arrivai nel canneto dove avevo le canne e ferrai con energia. Ero messo molto male con le gambe, le avevo praticamente bloccate nella melma e il vento forte infastidiva il recupero. La carpa era lontana e dalle prime “pompate” sembrava un pesce molto grosso. In quelle circostanze si perde la cognizione di tutto. Fortunatamente il grosso pesce aveva preso la sua fuga verso centro lago e non verso la foresta di ninfee, e dopo una serie indecifrabile di minuti il grosso pesce era nel sotto riva, sembrava pronto per essere guadinato. Nel frattempo era arrivato anche Lorenzo a darmi una mano e dopo il primo tentativo andato a vuoto, al secondo riuscì con difficoltà a farlo entrare nel mio guadino. Iniziai ad urlare dalla gioia, avevo l'adrenalina a mille, ero su di giri dalla felicità. Il grosso pesce, una regina bellissima aveva abboccato alla mia piccola The Key Stabilised. La grossa carpa era immobile dentro la rete del mio guadino, io la guardavo illuminandola con la pila da testa, e intanto cercavo di rilassarmi, ero molto agitato oltre che felicemente incredulo. Che spettacolo, un pesce fantastico! LA SESSIONE STAVA PER FINIRE Il resto della notte trascorse tranquillo, e dei pesci neanche l'ombra. Questo è ciò che ho realmente vissuto durante una delle mie tante sessioni, un'esperienza pazzesca e

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unica, pesci difficili e selettivi, grandi spazi e tanto mistero. Un'esperienza che mi ha insegnato molto, ma che per l'ennesima volta, mi ha fatto capire che non bisogna mai smettere di sperare in ciò che si crede, qualsiasi siano le condizioni, anche le peggiori. Le The Key Cultured hanno rivoluzionato il concetto di “attrattività” delle boilies. L' impasto che ricopre la pallina (Cultured) si scioglie gradualmente in base alla temperatura dell'acqua. Una volta sciolto completamente rimane un nucleo molto duro inattaccabile dai pesci disturbo.


Tecnica

INGANNIAMOLE...

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Nella pesca in generale, si cerca sempre di proporre ai pesci un qualcosa di appetibile sotto il profilo del piacere alimentare, ci fossilizziamo in concetti, a volte, troppo complicati che con la pesca hanno una rilevanza secondaria, anche terziaria. Maghi, chimici e giovani apprendisti stregoni che cercano di formulare l’esca perfetta! Testo e foto di Matteo Marmocchi

MIMETIZZANDOCI! NASH ITALIA E-ZINE 40


Forse è meglio impiegare questo tempo facendo altro! L’esca perfetta è diversa per ognuno di noi, self made, ready made, non fa differenza, solo chi cattura con continuità e si mette davanti all’obiettivo della macchina fotografica ha ragione, fortuna a parte che non guasta mai! La semplicità è alla base di tutto, solo la propria esperienza è l’unica vera consigliera, noi proponiamo le nostre opinioni che non sono verità assolute, ma solo esperienze di pesca, da qui lo spunto per i più giovani e per i neofiti, ma anche per chi pesca ormai da anni! Bisogna sempre aver voglia di imparare!

TERMINALI

Da qualche anno, aiutando la Nash nello sviluppo dei prodotti, mi confronto ogni giorno con personaggi che hanno fatto la storia del CF in Europa e più che sviluppare, imparo tantissime cose, ed è da queste esperienze condivise, che nascono dei progetti interessanti. Qualche anno fa ci ponemmo il dilemma di riuscire a costruire terminali perfetti, sempre allamanti e che non potessero far “paura” alle nostre amiche sotto il fondale. Abbiamo notato che in molti casi, prima di una partenza, almeno 2-3 carpe hanno fatto visita al nostro terminale, senza rimanere allamate, sia per motivi di terminali non efficaci in quel momento ed anche per via della reazione che le carpe possono avere quando incontrano i nostri rig. Da qui l’idea di mimetizzare il più possibile l’ultimo metro di lenza, cioè quello che, se posto non correttamente è inefficace ai fini della cattura, seppur con lo spot e le esche ottime. Diversi sono i fattori che possono interagire: riflesso del sole, materiali totalmente diversi da quelli presenti sul fondale e terminali non distesi correttamente. Tralasciando il fatto che gli accessori per terminali devono essere di altissima qualità, ritengo dunque che ogni ambiente debba avere la propria tipologia di terminale o almeno di materiale diverso da terminale. Esistono però accessori, come il fluorocarbon e derivati, che grazie alla loro quasi trasparenza vengono utilizzati su ogni fondale. Qualche anno fa descrissi la mia perplessità sull’utilizzo del fluorocarbon, privilegiando i trecciati o gli inguainati, solamente perché ritengo che il fluorocarbon non sia poi così mimetico, come un trecciato simile alla struttura del fondale. Infatti, se si muove il fluorocarbon, questo non sarà più trasparente, ma si noterà come un’ombra che con il fondale non ha nulla a che vedere, ovviamente abbinato alla sua rigidità per nulla naturale. Il mio è un concetto un po’ bizzarro, ma come tutti i pescatori hanno le proprie convinzioni, anche io ho le mie. Quindi utilizzo, per le mie pescate, solo ed esclusivamente i trecciati rivestiti (Combilink) e non rivestiti (Armourlink), con colorazioni identiche al tipo di 41 NASH ITALIA E-ZINE

fondale dove intendo pescare, questo mio discorso è rivolto solo ed esclusivamente al tratto di lenza che va dall’amo al piombo. Munire l’amo e la boilie di un filo per terminale identico alle erbe, oppure al fango, oppure di colorazione identica alla rocce, è sicuramente un’arma a nostro vantaggio. Tali fili se si dovessero spostare per via di piccole correnti, o perché le carpe con il loro moto spostano il terminale, si noterebbero di meno perché sono il più vicino possibile ai colori e struttura del fondale. Non penso che il diametro possa influire più di tanto, ma di certo non vado sopra alle 35libbre, in molti casi mi affido anche alle 20-25lb, questi carichi di rottura possono essere utilizzati nel 95% delle nostre pescate…tipologia del fondale permettendo.

Le due immagini sopra possono sembrare banali, ma in realtà nascondono ciò che per noi è fondamentale: una montatura completa di piombo. Questa è solo una delle caratteristiche dei prodotti Nash. Sotto: le tre colorazioni dell'Armourlink.


PIOMBI

L’utilizzo del piombo degli ultimi anni è notevolmente cambiato, mi ricordo che molti anni fa, attorno alla metà degli anni 90, pescavo con piombi senza rivestimento, cioè piombo puro con una piccola girella, oppure, seppur un po’ più costosi, con rivestimento in plastica; ogni piccolo bagliore lo faceva riflettere. Nonostante questo, catturavo ugualmente, a volte “cartavo” con carta vetrata il piombo, per eliminare la lucidità. Però, come noi ci evolviamo, anche gli animali si evolvono e le carpe, con la pressione di pesca e tutti gli inganni che gli proponiamo, si sono fatte più furbe, motivo per cui, ora come ora non utilizzerei mai piombi senza rivestimento, e tralascio categoricamente i piombi con il rivestimento in plastica lucida. Di gran lunga utilizzo i piombi con rivestimenti tipo sabbia, che diverse aziende ormai hanno sul proprio listino, il prezzo è identico, ma offrono molte chance in più, in primis quello di aver eliminato il riflesso del sole, perché anche ad elevate profondità, i raggi solari penetrano, per non parlare di zone a bassa profondità. Al tatto sono ruvidi, e più sono di buona qualità, il rivestimento durerà per molti anni. Le aziende con particolare attenzione all’inquinamento hanno adottato spessi rivestimenti granulosi molto meno inquinanti della plastica classica. Un valido metodo alternativo è quello di utilizzare sassi o legna come zavorra, però sorge il problema di legare correttamente tali oggetti

alla lenza madre, anche se basterebbero un elastico e qualche fermino, ma poi sorgerebbe il problema del lancio, ed è per questo che sono molto poco utilizzati, a patto che non si cali dalla barca. L’utilizzo dei piombi sopra descritto è estremamente mimetico, come si può notare dalla foto scattata sul fondo, tali piombi sembrano parte del fondale e nemmeno noi siamo in grado di riconoscerne la differenza.

“Di gran lunga utilizzo i piombi con rivestimento tipo sabbia, che secondo me offrono molte chance in più, in primis la totale invisibilità!” Via Marengo 6, Goito (Mn) Tel. Negozio 0376689616 Tel. Magazzino spedizioni 0376604856 info@lamincio.com

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L'autore con una fantastica regina, un pesce potente e anche molto astuto, ma che è stato ingannato grazie ad una perfetta presentazione dell'esca e da una pasturazione mirata e concentrata!

LEADCORE O LEADER

Penso che quasi il 95% dei carpisti utilizzino il leadcore, ovvero quel pezzo lungo circa 1 metro tra lenza madre e terminale, ideale per distendere l’ultimo pezzo lungo il fondale ed assorbire eventuali sfregamenti su ostacoli, magari traendo spunto dalla prima parte di questo scritto, cioè di utilizzare materiali sempre più vicini alla tipologia del fondale. Un ottimo leadcore è morbido e pesante, per offrire massima aderenza e naturalezza sul fondale, nonché una perfetta tenuta e distensione durante la fase di lancio. Negli ultimi anni sono venuti alla ribalta i cosiddetti Leader, altro non sono che leadcore senza anima in piombo, molto morbidi e pesanti, ideali per chi vuole l’ultimo metro di lenza completamente appoggiato sul fondo. Io personalmente utilizzo i Leader in Diffusion Camo, questi, a mio avviso, sono meglio del leadcore, attenzione, non dico che il leadcore sia dannoso per le carpe, anzi! Però a volte capita che durante le fasi di combattimento, tale materiale tenda a danneggiare asportando qualche squama, oppure, nel caso di terminali particolarmente corti, anche a tagliare parte delle pinne superiori, capita spesso anche quando il piombo non si stacca a dovere quando dovrebbe staccarsi. Da quando utilizzo i leader D-Cam, ovvero da 6-7 anni a questa parte, non ne faccio più a meno ed ho eliminato il leadcore in molte delle mie pescate. Il leader D-Cam mi aiuta sia nelle fasi di combattimento che nelle fasi di cura del pesce. La sua struttura è liscia e parzialmente elastica, appunto la sua elasticità aiuta notevolmente la fase di combattimento assorbendo partenze improvvise e particolarmente violente, e la sua struttura liscia previene eventuali danni alle 43 NASH ITALIA E-ZINE

pinne o alle squame delle nostre amiche, scivolando sulle parti critiche e non raschiando come può succedere con altri materiali. Grazie anche al Diffusion Camo, ovvero quella tecnologia brevettata che scompare letteralmente sul fondo, assorbendo i raggi solari riflessi dal fondo catturandoli dentro di sé, facendo così assorbe la colorazione sottostante. Tale tecnologia è anche attuata nei monofili e nei monofili da terminali rigidi come il Chodlink. Hanno una resistenza davvero notevole, il carico di rottura si attesta alle 45libbre, ma la loro, seppur parziale, elasticità, ne aumenta il carico durante il normale combattimento. Sono costruiti per affondare, ma sono più leggeri dei normali leadcore, quindi alcuni angler si aiutano in questa fase con il tungsteno, mettendone qua e là dei piccoli pezzettini per farlo adagiare correttamente sul fondale. Visto che questa parte di lenza deve essere il più naturale possibile, consiglio l’utilizzo di tungsteno molto morbidi ed appiccicosi, in grado di seguire l’andamento del leader senza creare angoli fastidiosi e


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Le tre foto sopra mostrano l'efficacia dell' invisibilità del Leader Diffusion Camo. Questo Leader è una validissima alternativa al tradizionale Leadcore con o senza anima di piombo. Il leader si presenta come una morbida e trasparente coda di topo, quella utilizzata nella pesca a mosca tanto per intenderci, con alle estremità due asole perfettamente saldate. Le caratteristiche principali di questo prodotto sono la sua perfetta mimetizzazione su qualsiasi tipo di fondale, la sua morbidezza abbinata ad una perfetta affondabilità e alla sua resistenza alla trazione.

PASTURAZIONE

Ebbene sì, secondo me la pasturazione è da considerarsi un fattore “mimetico”, questo termine indica il camuffamento sul fondale, ma può anche dire il cercare di non far insospettire le carpe ed abituarle alla presenza di determinate situazioni o cose. La pasturazione, fatta in modo giusto, senza disturbare il pesce, con continuità, aiuta la fase di mimetizzazione, cioè l’accettazione di un determinato cibo su un determinato tipo di fondale e zona. Pasturare con diametri diversi, in quantità adatte alla tipologia del posto e soprattutto utilizzando esche di qualità, aumenta la possibilità di cattura, appunto perché i pesci si abituano nel trovare queste sostanze nel proprio fondale quasi sempre. Ovviamente la pasturazione non potrà mai e poi mai sostituire tutto il cibo che è già presente nel fondo, ma dobbiamo cercare sempre più di avvicinarci a quell’alimento naturale che esse trovano, o almeno di offrirgli qualcosa di appetibile tutte le volte. Ovviamente se facciamo delle boilies all’aroma “cozza di acqua dolce (GLM)” tali esche non saranno mai come le cozze di acqua dolce, solo in parte il profumo emanato. Parte fondamentale della pasturazione, sto parlando se non lo avete capito, della pasturazione preventiva, è quella di non pescare dopo due o tre volte che si pastura, ma dopo diverso tempo, anche due settimane, oppure un mese, consiglio di utilizzare il solito tipo di boilies, con diametri diversi. Ho personalmente utilizzato pasturazioni preventive anche di mesi, con un notevole dispendio di energie sia fisiche ed economiche, ed anche mentali, perché non poter pescare in quel posto, non sapendo se la tattica era giusta, ed anche vedere qualche pescatore andare in quella postazione, bhè, il pescatore deve essere paziente non solo nel fare i nodi! Adottando questo metodo, le carpe si abituano a tale cibo, giorno dopo giorno lo cercano perché vedono un alimento sicuro per la loro salute e senza inganno, l’inganno arriverà dopo molto tempo, quando loro si sono abituate a tale cibo. È un po’ come l’acquario di casa, almeno nel mio di carpe

koy, loro sanno che verso fine mattinata riceveranno il cibo e lo aspettano. Anche le carpe sapranno che il giorno dopo in quella zona ci sarà del cibo. Starà a noi poi pescare con intelligenza, slamando meno pesci possibili, essere meno invasivi e non bruciare subito lo spot con schiamazzi e rumori inutili. Se durante la fase di pesca stiamo in silenzio, durante la notte usiamo poche luci, o per niente, lanciamo con precisione senza lanci ripetuti e pasturiamo miratamente solo dopo il lancio; tutti questi fattori aiutano di gran lunga ad una coltivazione della postazione per molto tempo, ovviamente le boilies, mi ripeto, devono essere altamente digeribili e correttamente bilanciate con proteine, grassi e carboidrati, per questo, lavorando in Nash, mi affido alle boilies della Nashbait, conoscendo Gary Bayes so quello che produce e so che mi posso fidare. Detto ciò vi saluto…alla prossima e…in bocca alla carpa! Anche la pasturazione è da considerarsi un fattore “mimetico” e può essere determinante per non far insospettire le carpe abituandole alla presenza di un alimento a loro non naturale.

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Tecnica

RIFLESSIONI DAL PROFONDO 45 NASH ITALIA E-ZINE


Tra la moltitudine di domande che affollano la nostra mente all’inizio di qualsiasi battuta di pesca, specialmente in luoghi a noi totalmente sconosciuti oppure con i quali ancora siamo in quella delicata “fase di studio”, sicuramente trovano tanto spazio quelle relative alla scelta della giusta profondità dove collocare i nostri terminali. Testo e foto di StefanoAntonucci e David Bracaglia Dove pescare? In quale punto stazioneranno le carpe? Perché dovrebbero trovarsi qui piuttosto che là? In quanta acqua devo posizionare le mie montature per sperare di catturare dei pesci? Quanti tra noi, se non tutti, si saranno posti almeno una volta queste domande: all’inizio di una sessione di pesca non è sempre evidente quale sia la migliore profondità in cui tendere le lenze. Purtroppo nessuno di noi è in grado di scorgere quello che accade sott’acqua, così che dobbiamo cercare di interpretare incessantemente, quanto meglio possibile, tutti i segnali che il lago e la sua popolazione indirettamente ci porgono, per riuscire ad impostare nel migliore dei modi una strategia funzionale. Sta di fatto che conoscere o riuscire ad interpretare la giusta profondità apprezzata, e di conseguenza frequentata dalle carpe, sarà un dato chiave ai fini del successo. Ma come determinarla e perché, sono interrogativi che a volte mandano in crisi anche i “primi della classe”…. Le differenze tra le varie profondità sono principalmente legate ai contrasti creati dalla stratificazione termica,

dalla variazione del tasso di ossigeno disciolto nell’elemento, nonché da una legge fisica sulla densità e sui pesi delle molecole dell’acqua. Infatti, più gli strati d’acqua sono caldi e più tendono ad essere leggeri; viceversa, se sono caratterizzati da basse temperature, tendono ad “appesantirsi”. Il discorso temperatura tornerà utile anche per le considerazioni inerenti sulle forme di vita più o meno presenti all’interno dell’ecosistema visionato e sul comportamento dei pesci stessi: a temperature sostenute, entro sempre limiti ragionevoli, corrisponderà un propizio sviluppo animale e vegetale, e di conseguenza un' attività metabolica costante delle carpe, cosa che non risulterà tale in ambienti caratterizzati da stratificazioni termiche costantemente fredde, che per lo più risulteranno sterili. Ecco perché nella stragrande maggioranza dei casi, le rive, i bassi fondali e gli strati superiori dell’acqua, sono quelli più favorevoli al proliferare di varie sostanze nutritive benefiche per le carpe. Questo equilibrio biologico si regge su una temperatura dell’elemento ideale, un livello idoneo d’irradiazione solare,

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una discreta qualità dell’acqua e non per ultimo, un giusto tasso di ossigeno disciolto. In contrapposizione a ciò, non è difficile riscontrare totalmente l’opposto in settori molto profondi, con i quali capita spesso di avere a che fare nei grandi laghi, che spesso ci troviamo ad etichettare come sterili, a causa di una notevole mancanza di luminosità e un riscaldamento insufficiente tali da permettere sviluppo anche a livello di invertebrati. Attenzione però, non facciamo di quest’ultima considerazione una legge sacra da prendere sempre in considerazione, infatti tutti questi parametri sono sempre da relazionare all’ambiente che si affronta, che per tipologia e collocazione geografica, può avere delle caratteristiche tali da non supportare totalmente tutte le precedenti riflessioni. Un esempio lampante sono le grandi dighe, dove anche a profondità considerevoli, è possibile trovare colonie di bivalvi capaci di resistere anche a condizioni più “estreme”, come il famigerato mitilo zebrato, tanto avidamente ricercato dalle grosse carpe, capace di vivere anche a profondità fino a trenta metri. Il comportamento delle carpe comunque, non è direttamente correlato alle variazioni di profondità. Non conta che ci siano due o quindici metri di profondità: ciò che conta veramente è che possano trovarvi quelle condizioni ambientali-alimentari che le spingano a sostare in quei punti ben precisi. Di solito e in linea molto generale, a seguito di nostre osservazioni, le profondità più di sovente pattugliate possono dividersi in due categorie: inizialmente gli strati più frequentati saranno quelli capaci di mettere a loro disposizione diverse sostanze nutritive, quindi tornando al discorso precedente, tutte quelle zone dell’elemento liquido che garantiscono temperature più alte o costanti rispetto alle restanti parti del lago. In seconda battuta, subentra logicamente, il fattore della zona “più confortevole”: i ciprinidi, una volta terminata la fase di alimentazione, tendono a ricercare gli strati più idonei alla propria sopravvivenza, considerando come parametri

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fondamentali, ancora una volta la temperatura e secondo poi il tasso di ossigeno, entrambi importantissimi ma non sempre correlati tra loro, infatti capita spesso che le carpe ricerchino in maniera più spasmodica solamente uno dei due fattori. Per aprire una piccola parentesi, anche ostacoli e rifugi fanno parte del “pacchetto comfort” ricercato dalle nostre avversarie. Quando si ferra un pesce che cerca in tutti i modi di puntare una determinata zona, non lo fa perché in quel punto c’è una miglior temperatura o un elevata ossigenazione, ma esclusivamente perché sa che lì può salvarsi la pelle. Di solito questo livello della stratificazione dell’elemento liquido, connubio di ottime caratteristiche vitali, coincide con il termoclino, confine tra lo strato superficiale e quello inferiore: Il termoclino infatti può essere considerato come un sottile strato in una grande massa d'acqua, nel quale la temperatura subisce un rapido cambiamento, ovvero presenta una marcata variazione del gradiente termico rispetto ad altri strati. Questo strato di demarcazione è legato al decrescente assorbimento, da parte dell'acqua, delle radiazioni solari al crescere della profondità, pertanto, semplificando il tutto, è definibile come una linea immaginaria che separa la zona di acqua riscaldata dal sole da quella invece fredda che il sole non riesce a raggiungere.

Nash da anni commercializza prodotti di alto livello per la produzione casalinga di esche per il carpfishing. Ci sono prodotti come gli estratti, gli aromi o semplicemente il dolcificante, che hanno fatto la storia di questa tecnica. Saper utilizzare con discrezione questi prodotti è il risultato di una eccellente preparazione tecnica.

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L'assorbimento dell'energia solare (che è assorbita per l’80% tra il primo e il secondo metro di profondità) diminuisce rapidamente con la profondità, ma la variazione della temperatura dell'acqua non segue l'andamento della curva di assorbimento a causa dell'effetto del vento che, soffiando sulla superficie dell'acqua, determina il moto ondoso che provoca il rimescolamento dello strato più superficiale. Questo strato superficiale ha quindi una temperatura più o meno costante fino alla profondità dove non arrivano le radiazioni solari, in cui la temperatura decresce in modo repentino (anche oltre i 10 °C) determinando una forte variazione della densità delle acque. E’ stato anche scientificamente provato che questo strato a maggiore densità costituisce uno sbarramento per la diffusione dei nutrienti, tra le acque più calde sopra il termoclino e quelle più fredde al di sotto. Riassumendo, la scelta più attendibile della profondità da battere può essere fatta seguendo tre parametri: in primo luogo, tenendo in considerazione i diversi periodi dell’anno ed i loro effetti climatici che interferiscono sulla temperatura dell’acqua e sul tasso di ossigenazione, secondo poi individuare le zone che garantiscono il maggior proliferare di flora e fauna ad alto interesse per le carpe, per ultimo, grazie ad un accurata analisi tramite un apparecchio di un certo livello, l’individuazione del

In questa foto, con in braccio una specchi mostruosa, il nostro Stefano Antonucci, mentre nella foto sopra due dei cavalli di battaglia della Nash per chi ama le sessioni estreme!

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L'immancabile Davide Bracaglia sempre presente quando si parla di grandi carpe e condizioni spesso estreme. Anche per lui una stupenda regina portata a guadino dopo una lunga e sofferta sessione.


termoclino, che spesso viene segnalato impostando i criteri di sensibilità dell’ecoscandaglio ai massimi livelli. Come sempre esistono delle eccezioni che possono spingere le carpe a comportamenti poco convenzionali. La pressione di pesca è uno di questi: la costante presenza di pescatori sulle sponde può indurre i pesci al cambiamento delle proprie abitudini, tant’è che, laghi dove abitualmente si catturava in profondità comprese tra i due metri e gli otto metri, hanno visto fasi di stallo sulle catture, risolte poi tentando la sorte in settori con profondità di anche quindici-sedici metri, che in precedenza erano risultati totalmente sterili. I pesci, disturbati in continuazione, hanno cominciato a pattugliare settori più tranquilli, malgrado che, né la temperatura né la quantità di alimento corrispondessero ai loro standard di vita. Scoprire gli strati d’acqua dove le carpe manifestano la propria attività non è cosa molto semplice, ancor di più se si pesca in luoghi che conosciamo poco o per niente. Sta a noi a volte captare ogni minimo segnale, ragionare, riflettere, allineare i dati raccolti e tentare la strategia che ci sembra migliore. In fin dei conti, come recitava un famoso spot pubblicitario, “Se non credi in te stesso, chi ci crederà….?”

“Come sempre esistono delle eccezioni che possono spingere le carpe a comportamenti poco convenzionali...”

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Tecnica

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BIG IL GIUSTO APPROCCIO quinta parte

Nei quattro articoli precedenti abbiamo fatto passi da gigante. Analizzare i comportamenti delle carpe in funzione delle catture ed in funzione alle nostre esche disposte sul fondale, è di assoluta importanza per arrivare a scegliere Testo e foto di Roberto Bussolari

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A prescindere dalla taglia non dimenticate mai di riservare la massima attenzione per qualsiasi pesce rilasciato...

Prendere atto dei comportamenti di branco e le relazioni tra le Big Carp e gli altri esemplari è indubbiamente un punto cruciale nel bagaglio tecnico di ogni carpista. E’ orribile pensare che si possa andare in riva ad un lago, lanciare un hair-rig in acqua, sperare che passi una carpa e definirsi carpisti. Un carpista deve essere molto di più. Deve essere un grande osservatore, un analista che studia ogni minimo comportamento ed ogni minima reazione delle carpe agli input esterni. Questo deve essere un carpista, oltre che essere pienamente rispettoso dell’ambiente e dei pesci.

SPOT, DALL’INVERNO ALLA PRIMAVERA

Il Cling-On Leader è uno dei prodotti “rivoluzionari” della gamma Nash per la realizzazione di perfette montature. La sua caratteristica è quella di essere affondante e privo di anima di piombo.

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Parlare dei settori in cui ricercare le grandi carpe è molto difficile. Non c’è un vero e proprio spot idoneo a carpe di taglia e non idoneo a carpe da 5kg. Però ci sono indubbiamente dei parametri e delle valutazioni che ci possono aiutare a selezionare le migliaia di alternative che le acque italiane ci offrono. La scelta dello spot è determinata fondamentalmente dal periodo stagionale. Le carpe sono attive tutto l’anno ed in ogni mese, ovviamente con fabbisogni alimentari ed abitudini facilmente mutabili, in funzione sostanzialmente della temperatura dell’acqua che “condiziona” il loro metabolismo. Altri parametri che influenzeranno la presenza delle carpe e la loro predisposizione ad alimentarsi sono sicuramente: il tasso di ossigeno nell’acqua, i giacimenti di cibo naturale o artificiale, la disposizione dello spot rispetto i venti ed il sole ed infine, la presenza di predatori più o meno grandi. Spesso questi parametri sono fortemente legati tra di loro in quanto anche l’alimento naturale ha bisogno di sole, ossigeno e tranquillità. La carpe in inverno, quando la temperatura dell’acqua inizia a scendere sotto gli 8°C, non arrestano la loro alimentazione, ma la rallentano notevolmente. La natura ci ha fatto immaginare le carpe come pesci che vanno in “letargo” ma non è assolutamente così! Tutto è legato a quanto cibo possono ancora trovare. Considerando che in natura l’alimento naturale diminuisce drasticamente con la diminuzione della temperatura dell’acqua capiamo che introdurre un equilibrato quantitativo di alimento artificiale con costanza e regolarità ci aiuta a mantenere i pesci in leggera attività. Se questi pesci nuotano in un corso d’acqua, il loro dispendio di energie è superiore sicuramente a quelli di lago e quindi saranno più propensi a cercare cibo. Proprio per questo motivo molti carpisti in inverno abbandonano i laghi e si riversano nei fiumi quando questi lo permettono. In inverno sono da evitare i tratti


“Le carpe in inverno si rifugeranno nei settori meno freddi e quindi in tutti quei luoghi riparati soprattutto dai venti.�


Spesso il fondale dello spot che si affronta è simile alle caratteristiche delle sponde, e in questo caso è necessario utilizzare prodotti di testata affidabilità!

esposti ai venti provenienti da Nord, è fondamentale. I venti gelidi bloccano la già precaria alimentazione dei pesci anche per più giorni. In questi mesi la stabilità termica è una delle nostre poche alleate. In inverno sono particolarmente graditi i venti da sud o comunque tutti quei venti che innalzano, magari di poco, la temperatura dell’acqua anche solo per poche ore o pochi giorni. Una sola notte di vento caldo può fare grandi miracoli. Le carpe in inverno si rifugeranno nei settori meno freddi e quindi in tutti quei luoghi riparati soprattutto dai venti. I canneti sono ottimi settori in quanto al loro “interno” ci sono sempre 0.3-0.4°C in più rispetto che all’esterno. Nel periodo invernale il connubio cibo-riparo è quello che ci garantirà i risultati migliori. In questa stagione non esito assolutamente a cercare pesci in 60-70cm di acqua. Le ore di attività alimentare sono ridotte ai minimi termini, ma i bassi fondali sono spot perfetti in quanto sono settori in cui l’acqua in un solo pomeriggio di sole può acquistare qualche decimo di grado in più ed i pesci lo apprezzeranno. Le abboccate saranno esclusivamente all’imbrunire o nelle due ore successive al tramonto. Anche le grandi legnaie sommerse o tutte quelle aree ricche di ripari possono darci risultati in quanto in questi spot, spesso i pesci vi trovano ancora piccole quantità di alimento 57 NASH ITALIA E-ZINE

naturale ed avremo qualche possibilità di cattura. Il ver de vase, alimento principe in assoluto delle grandi carpe, scenderà in profondità nel limo, cerchiamo aree soffici piuttosto che dure, le carpe ci affondano completamente il muso per ricercare qualche raro “vermetto”. Noi dovremo essere in grado di fargli trovare i nostri inneschi. In primavera molti carpisti rispolverano le canne, anche se molte carpe hanno già iniziato ad alimentarsi con regolarità. I mesi primaverili sono alcuni tra i periodi più difficili per la ricerca delle carpe. Le temperature iniziano ad alzarsi leggermente, dopo i rigori invernali, l’alimento naturale inizia a brulicare sul fondo e così anche le carpe iniziano le loro sistematiche perlustrazioni. Spesso noteremo su rive sassose, già a metà marzo, qualche gambero che farà capolino per iniziare a scaldarsi al primo sole primaverile. Le cave con profondità modeste registreranno alcune catture verso le prime giornate di sole di

Con l'arrivo delle prime gelate notturne anche l'attività dei pesci cambia drasticamente.


Marzo mentre, in quelle più profonde, bisognerà aspettare ancora un po’ per avere una buona regolarità. Nei grandi laghi, dove le masse d’acqua da riscaldare sono enormi, catturare carpe ad inizio primavera significa essere grandi conoscitori del luogo con grande spirito di adattamento e buona tecnica. Le carpe spesso saranno lunatiche e, per tutto marzo e parte quello di aprile, ci faranno impazzire. Le troveremo spesso nei canneti, apparentemente apatiche e sospettose, per poi vederle sparire per giorni. La tecnica e la rapidità d’azione saranno le nostre armi vincenti. In questi mesi preferisco cercare i pesci su fondali sabbiosi o limacciosi in quanto l’alimento classico che si può trovare su fondali duri spesso tarda a proliferare. Cozze e gamberi a volte fuoriescono in quantità non prima di aprile. Nella sabbia le carpe adorano alimentarsi, soprattutto nelle aree di deposito vicino ai canneti dove filtrano il fondale alla ricerca di ver de vase e larve pronte ad affrontare la nuova stagione in arrivo. In primavera, anche se non vorremmo fosse così, mi sono accorto negli anni che è molto meglio una giornata nuvolosa con magari una lieve pioggia, piuttosto che il sole a picco, alto nel cielo. L’acqua limpida dei primi mesi primaverili sicuramente fa penetrare a fondo i raggi di sole e non escludo che possa infastidire in alcuni casi le carpe aiutandole sicuramente a distinguere meglio i nostri tranelli. Le giornate nuvolose saranno di nostro aiuto e ci porteranno spesso pesci in pieno giorno. Terminali eseguiti con Leader Diffusion Camo e tutti gli altri accessori della stessa gamma sono fortemente indicati in quanto spariscono veramente sul fondale e sarà molto più facile ingannare qualche grosso pesce. Dopo un primo rinvigorimento della temperatura dell’acqua avremo nuovamente a metà-fine aprile, un nuovo momento di dissesto dovuto allo scioglimento delle nevi che romperà nuovamente i fragili equilibri ottenuti sino a quel momento. I grandi fiumi saranno veramente succubi dello scioglimento delle nevi con un nuovo lieve rallentamento dell’attività delle carpe verso fine aprile. In quest’ultimo caso le lanche collegate al corso del fiume o le aree lontane dalla corrente principale, dove spesso troviamo la profondità minore, sono da preferirsi. Le aree interne alle grandi curve sono ottime, il fondale è ancora ben pulito dopo le piene invernali e la temperatura dell’acqua è lievemente superiore verso il flusso principale. L’esplosione dell’alimento in primavera avviene proprio all’interno di queste ampie curve, sui bassi fondali sabbiosi. Nei periodi antecedenti lo scioglimento delle nevi, se lo stato del fiume lo permette, le sassaie sono aree ottime oltre ai profondi rivali di sabbia/terra dura e compatta, sino ai 6-8mt dove le carpe iniziano a trovare cibo. Anche i bassifondi in taluni casi sono ottimi, ed il marginal fishing a 2-3 metri di profondità regala spesso sorprese incredibili. Sono i piccoli dettagli che possono farci compiere imprese entusiasmanti. L’analisi e l’interpretazione anche dei piccoli fenomeni può renderci carpisti migliori. Nel prossimo numero parlerò della stagione estiva e di quella autunnale analizzandole attentamente per scoprirne i segreti.


Tecnica

AFFRONTARE un piccolo

FIUME 59 NASH ITALIA E-ZINE


Prima di iniziare ad affrontare l’argomento, tengo a precisare, quello che andrò a scrivere fa parte di una serie di situazioni, da me vissute in molti anni di pesca, in luoghi diversi tra loro, ma caratterizzati da una corrente molto forte. Testo e foto di Alessandro Novo

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E’mia intenzione, con questo articolo, spiegare alcune soluzioni tecniche frutto della mia esperienza nella pesca in fiume, con la speranza che anche voi possiate avere le grandi soddisfazioni che ho avuto io in questi anni.

Scelta dello spot.“Ma con quale corrente” Sembrerà un controsenso, ma tutto inizia nei periodi più freddi, quando il clima diventa proibitivo e le piogge o la neve rendono i fiumi impraticabili. In questi periodi l’acqua diventa torbida creando vere e proprie scie di fango, i livelli delle acque si alzano e noi, amanti del “river” non possiamo che arrenderci. Questo non sempre è uno svantaggio perché ci ritroveremo così a disporre di molto tempo da utilizzare! In questi casi io lo trascorro ad osservare queste condizioni nella fase iniziale osservando le piante sradicate, le sponde erose dall'acqua e, via via che la corrente diminuisce e i livelli scendono formando nuovi spot, depositi sul fondale e sulle sponde. Ogni volta che si verificano eventi naturali, il fiume cambia aspetto e spazza via tutto quello su cui avevamo basato le nostre sessioni. Tutto cambia abbastanza in fretta, bastano pochi giorni prima, e quando tutto torna alla normalità, inizia per me la vera “ricerca”. Per avere le informazioni sempre aggiornate, il mio consiglio è di alzarsi presto, lasciare l’auto in un posto tranquillo, e passeggiare lungo il fiume che intendiamo affrontare tenendo in considerazione alcune regole importanti: 1) Osserviamo attentamente il pelo dell’acqua per scoprire qualche segnale, indice di presenza di pesce; 2) Cerchiamo ostacoli sommersi o semi sommersi oltre agli alberi che sfiorano l’acqua; 3) Vediamo se il corso d’acqua crea delle curve, la corrente rallenta e subito dopo riprende la velocità lontano dalla stessa.

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Spesso le piccole acque nascondono grandi pesci. Ma in questi ambienti, dove i pesci tendono a essere particolarmente sospettosi, bisogna fare le cose nel modo giusto, e utilizzare delle esche micidiali come le 4G Squid.


Il primo dei fattori determinanti per queste acque è il silenzio, il secondo è la pasturazione concentrata nei punti giusti.

La Scelta dello Spot

Per essere più precisi, portiamoci appresso una canna munita di un solo piombo e effettuiamo dei lanci, dove abbiamo intenzione di pescare, in modo da avere un quadro più preciso della profondità e della consistenza del fondale. Io ad esempio preferisco i fondali “duri e profondi”. Possiamo anche capire se in quello spot ci sono ostacoli che possano incagliare i piombi o i terminali. Non entro però nel merito di ciò che potremmo fare ricorrendo ad un natante e ad un ecoscandaglio, ma mi limito alle indicazioni per la scelta del posto pescando a lancio dalla riva. Usiamo quindi la pazienza e la voglia per rendere accessibile la sponda alla nostra disciplina, senza esagerare.

La Pasturazione

La pasturazione è una delle fasi più complesse perché il flusso di corrente non ci permette di essere precisi e di capire dove si fermeranno le boilIes, i pellets o il method gettati in acqua. Io molto spesso scelgo di pasturare vicino alla riva, dove l’acqua tende a rallentare e qualche albero o smottamento di terra possono fermarle. Ho notato anche che nei piccoli fiumi una grande quantità di boilies non è importante, conta molto di più la regolarità con cui pasturiamo. Ad esempio è meglio pasturare con 500/1000 gr al giorno, piuttosto che 3 kg ogni tre giorni. Penso che le carpe con il passare dei giorni imparino a capire che quel posto è una fonte sicura di cibo.

Le Scope sono delle ottime canne per questo genere di pesca soprattutto i modelli da 9”e 10” sia da 3,5 che da 4,5 libbre!

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Come Pasturare

Dividiamo ora la Pasturazione in fasi con dosi e attrezzi diversi. 1) Nella fase iniziale usiamo un cucchiaione in grado di lanciare in acqua qualsiasi tipo di esca (boilIes, granaglie, pellets,ecc.) in quantità importanti per coprire una buona porzione di fiume. 2) Successivamente usiamo il cobra perché le dosi di esche saranno minori e più concentrate nei punti dove saranno calati i terminali. Per una corretta azione di pesca meglio più a monte del punto in cui caleremo i terminali stessi (tenere sempre in considerazione la forza della corrente).

La nostra Sessione

Dopo una lunga e laboriosa fase di preparazione, ecco finalmente il momento della pesca!!! Voglio ora raccontare una mia sessione di pesca trascorsa in una notte dalle 18.00 del venerdì al sabato pomeriggio. Il viaggio per arrivare sullo spot fu abbastanza breve, ma la voglia di pescare non mi faceva stare “nella pelle”. Fremevo e non vedevo l’ora di arrivare. Dopo una manciata di minuti ero immobile sull'argine di fronte al tratto di fiume scelto, e poiché avevo poco tempo prima che facesse buio, dovevo accelerare i tempi. Cominciai a montare la mia tenda e anche un Oval per non trovarmi a farlo con il buio. Volevo dedicarmi solamente alla pesca. Finita la sistemazione dell’accampamento, pasturai con 30/40 boiles da 15 mm, in questo caso 4G Squid. La mia attrezzatura era composta da canne Scope 4,5 lb, formidabili per eliminare l’ingombro e favorire il trasporto e insuperabili per la potenza. La mia prima canna la innescai con un omino di neve 15/10, un terminale armourlink 35 LB, un amo Fang Twister del 5, un piombo Tractor 8oz, nylon 0,43 NX D-cam diffusion camo. Sulla seconda e sulla terza scelsi di innescare boilies affondanti, una doppia del 15mm e singola del 20 mm naturalmente 4G Squid precedentemente “dippate” con la medesima aromatizzazione. Posizionai le canne a ventaglio coprendo circa 30/40 m. di fiume, con due rivolte verso la sponda di fronte e una nel sotto riva. Cominciai a calare la prima canna a valle, posizionandola sui picchetti, a seguire la seconda e subito dopo la terza. La prima cattura non si fece attendere molto, una partenza fulminea sulla prima canna a valle. Un combattimento davvero impegnativo. Durante il recupero la carpa tentò di entrare sotto un albero con tutta la sua potenza, ma alla fine dopo un lungo tira e molla finì dentro il guadino. Ero davvero felice! Non ebbi nemmeno il tempo di fare la foto di rito che la canna a monte mi stava avvisando di qualcosa, e dopo un paio di timidi bip, partì di brutto. 63 NASH ITALIA E-ZINE

Altra lotta, e secondo pesce a guadino. Sembrava davvero la giornata giusta! Avevo ragione, fu una sessione indimenticabile, per tutta la notte non riuscii a chiudere occhio... al mattino contai la bellezza di dieci partenze. Una nottata da ricordare con pesci bellissimi, combattivi. All’alba decisi di sospendere la sessione, ero ampiamente soddisfatto di ciò che il fiume mi aveva dato. A causa della lunga giornata di lavoro e per la frenetica notte di pesca, avvertivo una grande stanchezza, ma nonostante tutto la soddisfazione era tanta e rientrai a casa veramente soddisfatto. Spero sinceramente che questa mia esperienza sia servita a trasmettervi quella grande passione che provo per il fiume e che voglio condividere con tutti voi. Ciao alla prossima


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Tecnica

MAGICAL

WINTER

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Il caldo torrido, le temperature miti, i suoni e i profumi che il periodo estivo ci sa regalare, ormai sono solo un lontano ricordo. Testo e foto di Davide Vallese

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Un ricordo che ci aiuta ad andare avanti proiettando la nostra mente e i nostri desideri alla imminente primavera. Ma la strada è ancora molto lunga e impegnativa perché da qualche settimana è iniziato il periodo più difficile e impegnativo per poter riuscire ad abbracciare anche solo una delle nostre care baffone. Mesi in cui non è sempre facile trovare la voglia di montare e smontare il campo, mesi in cui viene difficile legare anche solo un amo o innescare una semplice boilies sull' hair rig perché le dita sono fredde e rigide, quasi insensibili. Questa è la magia dell’inverno, che è direttamente proporzionale ai sacrifici che bisogna fare per affrontarlo. Sono giorni in cui ogni piccolo gesto è complicato da fare, nonostante ci si metta tutto l’impegno necessario. Questi sono mesi duri, che solo chi ha la giusta determinazione riesce ad affrontare nel modo migliore, scaldati da una passione immensa che non da mai tregua anche quando il corpo e la mente chiedono una leggera tregua e magari un po' di meritato riposo al caldo e all’asciutto. Ma nonostante tutto non ci si ferma, anzi, si continua ancor di più a cercare stimoli per scovare anche l’ultima preda nascosta tra qualche ramo o qualche erbaio. Personalmente credo che la pesca invernale sia tra quelle più stimolanti e gratificanti e sono dell’idea che affrontata nei dovuti modi, a seconda dei luoghi che si frequentano, possa essere quella che dà la maggiore soddisfazione proprio per i sacrifici e l’impegno che richiede. PROBLEMI DI STAGIONE Dal tardo autunno in avanti le condizioni meteo peggiorano in maniera differente a seconda delle annate, ma comunque sia le condizioni subiscono un cambiamento che inevitabilmente vanno a condizionare i comportamenti delle carpe e le loro abitudini di alimentazione. È quasi scontato dire che queste mutazioni della temperatura e del clima, vadano a complicare molto le nostre azioni di pesca costringendoci a dover cambiare così le strategie e gli approcci verso qualsiasi spot che andremo ad affrontare. Credo che la base, per poter affrontare al meglio un qualsiasi specchio d’acqua nel migliore dei modi, sia quello di avere una perfetta conoscenza del posto sia sotto l’aspetto della conformazione del fondale in cui andremo a pescare, sia sotto l’aspetto comportamentale dei pesci che lo popolano. Da questi due aspetti potremo partire facendo un’analisi e un ragionamento ben preciso per determinare gli spot ideali per poter affrontare sessioni nel modo corretto, mettendoci nelle condizioni ideali per poter portare a casa un bel risultato. MA PROCEDIAMO PER GRADI La scelta dello spot è sicuramente il punto fondamentale, il punto di partenza da dove poter iniziare la nostra ricerca. Di regole scritte nella pesca non ne esistono e questo lo sappiamo tutti, ma il punto di partenza da dove poter partire di solito segue spesso la logica e il buon senso, di conseguenza affrontando una sessione invernale e parlando di ambienti di pesca situati per lo più nel nord Italia, nel mio caso, dove la temperatura in questi mesi scende repentinamente, la mia ricerca dei ciprinidi in questo periodo parte sempre da profondità importanti, dai sette metri in poi. La scelta di questa fascia d’acqua a mio avviso è determinata dal fatto che rimane la zona più costante in termini di temperatura in quanto meno influenzabile dagli agenti atmosferici esterni come venti, forti piogge e perché no, dalle stesse temperature rigide invernali. La profondità però non rimane l’unico aspetto da tenere in considerazione, anche la scelta del posto dove poter calare 67 NASH ITALIA E-ZINE

In questa foto si nota un particolare interessante: l'esca è stata resa bilanciata grazie ad una sezione di phoam dello stesso colore, inserita al suo interno.


La linea The Key è una linea completa adatta per affrontare qualsiasi stagione dell'anno. Dalle Boilies tradizionali, realizzate con prodotti ad alta digeribilità , al mix particolarmente attrattivo grazie anche agli olii e agli attrattori già inseriti al suo interno, alla linea Cultured per delle presentazioni piÚ dinamiche, agli attrattori liquidi in grado di aumentare il potere attrattivo dell'innesco.


CONOSCIAMOLI MEGLIO In periodi difficili come quelli invernali la conoscenza delle abitudini dei pesci sicuramente è ciò che può far la differenza specialmente se si ha ben chiaro gli spostamenti che fanno o comunque quali sono i loro luoghi di alimentazione. Avendo questo tipo di conoscenza le probabilità di intercettarle sicuramente aumentano esponenzialmente e ci permetteranno d’essere in pesca nel posto giusto facendoci trovare pronti in quei pochi e lenti spostamenti fatti durante il giorno o la notte. Rimangono comunque sempre buoni spot i fitti erbai o le grandi legnaie dove le carpe stazionano abitudinariamente. Andarle a ricercare in “casa” rimane sempre e comunque una buona soluzione se fatta con i giusti criteri di sicurezza e prevenzione. Portare dell’alimento lì, dove loro cercano riparo, sicuramente è sempre una buona scelta, un piccolo pasto comodo con un enorme risparmio di energie per loro potrebbe essere un grande vantaggio in questo periodo. Quindi teniamo sempre in considerazione qualsiasi tipo di ostacolo presente sul fondo che crea riparo al pesce, ma potrebbe esserlo anche per dell’alimento naturale e di conseguenza una zona frequentata per le carpe ancora in attività. La buona riuscita di una stagione invernale è determinata oltre che dalla scelta degli spot anche dalla continuità con cui si frequenta il posto. Una volta trovati i punti giusti d’alimentazione la mossa in più per poterci garantire catture con costanza anche in periodi molto freddi è sicuramente quella di pasturare la zona in maniera preventiva, possibilmente iniziando dai primi giorni autunnali in avanti, in maniera costante e mirata con cadenze regolari così da garantire l’attività del pesce nelle zone di nostro interesse. Anche questa fase richiede una particolare attenzione sulla scelta di ciò che andremo ad utilizzare durante la pasturazione. Personalmente preferisco evitare le granaglie all'inizio dell’autunno, indirizzandomi più che altro su boilies di ottima fattura sia che esse siano self made o ready made rimanendo comunque su un mix prettamente fish meal con farine ed ingredienti di ottima qualità con un ottimo apporto nutrizionale. Un’altra parte importante da non tralasciare e da tenere sempre in considerazione è anche come presentiamo i nostri inneschi. Personalmente nei periodi in cui l’attività dei pesci rallenta drasticamente, cerco di creare terminali con certi tipi di materiali: scelgo trecciati morbidi e con libraggi decisamente più piccoli ma ugualmente tenaci armati con ami medio piccoli e con ottimi blow out rig per aumentare ancora di più la mobilità dell’esca. Anche la dimensione degli inneschi tendo a modificarla nel periodo freddo, diminuendo il diametro rispetto al periodo estivo e presentandoli in maniera bilanciata o in alternativa pop up, per poter stimolare maggiormente la curiosità dei pesci ed invogliarli ancor di più ad assaggiare il mio inganno. Spesso, per garantirmi qualche opportunità in più, cerco di far arrivare sul fondale il mio innesco accompagnato da un generoso sacchettino PVA, così da poter concentrare la 69 NASH ITALIA E-ZINE

Il nostro Davide Vallese con una bella specchi invernale!

pasturazione nella zona da me scelta e poter attirare più velocemente il pesce sull’esca. Generalmente cerco di mettere all’interno del sacchetto del micro pellets, del method e qualche boiles sbriciolata così da creare una zona d’attrazione senza però lasciare troppa pastura sullo spot, evitando il rischio così di togliere quel poco appetito al pesce in attività. Come ho detto inizialmente, la pesca invernale è la più difficoltosa per mille fattori, per mille varianti spesso difficili da calcolare e prevedere. L’equilibrio tra il successo è l’insuccesso è davvero delicato e basta un nulla per compromettere la sessione di pesca e tornare a casa a mani vuote. Regole fisse non ne esistono anche perché ogni posto, ogni lago o cava ha le proprie condizioni e abitudini, ma con le idee chiare sul da farsi e qualche piccola attenzione anche con temperature polari ben sotto lo zero, qualche piccola soddisfazione possiamo togliercela e, a prescindere dal peso della cattura, l’unica cosa certa è che torneremo a casa con la consapevolezza d’aver fatto un ottimo lavoro e non aver lasciato niente al caso.


Tecnica

POTENZIARE

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Fate in modo che le vostre esche funzionino perfettamente, soprattutto nei primi giorni di primavera. Laurence Smart della Nash Tackle condividerĂ con voi le sue migliori dritte per catturare di piĂš.

gli INNESCHI Traduzione a cura di Rachele Pasquali -Testo e foto di Laurence Smart

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Una bellissimo pesce, non eccezionale come taglia, ma molto bello perché si tratta di un pesce vecchio e sicuramente non facile da ingannare. Mai fossilizzarsi sugli stessi inneschi.

Qualsiasi esca ha il potere di catturare o no una carpa in primavera, tuttavia, è vero che una volta che avete lanciato il vostro innesco, non potrete rilanciarlo di nuovo: è proprio per questo errore che molti carpisti non riescono a raggiungere il proprio obiettivo.

La risposta è il cambiamento

Una delle migliori dritte per farvi catturare più carpe nel corso della primavera è quello di usare diversi inneschi in ciascuna delle vostre canne proprio per trovare la formula vincente in poco tempo. Infatti, i gusti delle carpe sono molto particolari e selettivi. Ho visto molti miglioramenti al contrario di lanciare sempre lo stesso innesco; usando diversi inneschi potrete così ottenere maggiore varietà e quindi più opportunità di cattura. Può essere questione di colore, gusto, misura, bilanciamento o distanza dal fondo. La parola-chiave è cambiare, cambiare e cambiare ancora. Vi aiuterà davvero tanto. La differenza tra un beep ed un cappotto può essere piccola. Spesso mi è capitato di pescare poco ed è stata una bella lezione: usavamo le stesse esche, pescavamo nella stessa area e per questo le mie esche da 15 mm non sono state produttive, ma solo quelle da 10 mm mi hanno fatto catturare. Selezionate meticolosamente i vostri inneschi per la vostra sessione di pesca, dips, toppers, esche

Sopra: tre presentazioni diverse per iniziare la sessione, una più visiva, una più naturale e una più olfattiva.

come i vermi, colori accesi oppure quelle di silicone. Continuate a pasturare con diverse esche finché non capirete quale sarà quella giusta in relazione alla risposta positiva che vedrete.

Il rosa fa impazzire la carpe

Non solamente il rosa, ma qualsiasi colore ad alta visibilità. L'attrazione non ha a che fare solamente con gusto e odore, ma anche con il colore. Ciò che negli ultimi anni è stato scoperto è che il colore fa davvero la differenza. Inoltre, il rosa e il bianco sono i colori più visibili sott' acqua. I benefici delle pop up brillanti sono davvero numerosi: le carpe


sono in grado di vederle anche da lunga distanza e gli elevati livelli di attrazione possono incitare la carpa a mangiare l'esca ad alta visibilità rispetto a tante altre normali esche che non offrono loro abbastanza stimoli. Oltre a ciò, le pop up risultano molto versatili per pescare in qualsiasi fondale, tendendo a catturare l'attenzione delle carpe proprio perché si trovano nel fondo. Le mie preferite in assoluto, durante la luce del sole promettono un'attrazione visuale senza pari e durante la notte gli effetti bianco/pastello sono davvero efficaci per quanto riguarda il livello di visibilità. Il Lead Clip Leader di Nash ha avuto subito un grande successo, grazie alle sue caratteristiche in grado di sostituire egregiamente il classico Lead core.

Date più attrazione alle vostre Pop Up

“Le mie pop up preferite sono assolutamente le Citruz nei colori rosa e bianco, perfette da qualsiasi punto di vista: dimensioni, colore ed attrazione...”

Tutte le pop up possono essere migliorate usando liquidi aggiuntivi, con esaltatori di gusto o con qualsiasi cosa che le possa complementare. Usare uno spray, oppure bagnarle direttamente in un liquido sono metodi che possono offrire più gusto e più odore per fare in modo che la carpa mangi l'innesco più facilmente, ed è questa la linea sottile tra catturare e fare cappotto. Le mie pop up preferite sono assolutamente le Citruz nei colori rosa e bianco, perfette da qualsiasi punto di vista: dimensioni, colore ed attrazione. Inoltre, il liquido esaltatore sotto forma di spray nel vasetto è qualcosa di unico. Di solito spruzzo un po' di spray nel vasetto, insieme alle esche. Lo faccio molte volte proprio per dare più attrazione alle esche. La gamma Ace Cards offre numerose opzioni per aumentare l'attrattività degli inneschi. Valuto positivamente anche i liquidi Tangleberry ed Old Skool come metodi extra di attrazione. Entrambe funzionano davvero perfettamente, una combinazione unica: i ragazzi in Nash li usano tantissimo.. Una cosa che ho imparato da Gary Bayes durante gli anni è quanto possano essere importanti i dolcificanti nelle acque più fredde. Pensate in dolce e non sbaglierete più nelle vostre prime sessioni primaverili.

Fruit and Nut

Nonostante la convenienza e la consistenza delle pop up, non ostinatevi solamente a pensare che l'alta visibilità sia la risposta. Infatti, le Tiger Nuts sono un ottimo metodo per catturare le carpe, sebbene non dispongano dello stesso gusto e dello stesso odore delle pop up. Le Mixed Candy Tigers sono davvero dolci: basta prenderne in Una delle principali caratteristiche delle pop up è quella di galleggiare mano una manciata, bagnarle di liquido attrattivo sul fondo per molte ore appese ad un amo, l'altra è quella di attirare il ed il gioco è fatto. La loro attrazione è maggiore e pesce incuriosito dal colore e dal suo aroma disciolto in acqua lentadura di più se aggiungerete il Tangleberry (vedi mente. Le Citruz hanno tutte queste qualità, le numerose catture in tutta step fotografico). Europa lo dimostrano.

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Porto sempre con me un vasetto di Tigers già bagnate di liquido attrattivo nella mia borsa, possono essere davvero un'ottima carta da giocare, soprattutto per il fatto che offrono una grande naturalezza all'innesco. Possono fare davvero la differenza, specialmente in quelle acque dove il pesce viene attratto da pescatori che usano solo ed esclusivamente le pop up.

Wonder Nuts STEP 1

Le Mixed Candy Tigers dispongono di un gusto davvero dolce. Possono essere migliorate in termini di attrazione per rendere ancora più imbattibile ogni vostro singolo innesco.

Get Cultural

Dio benedica le Cultured Hookbaits. Queste piccole "bellezze" hanno trasformato il mio modo di pescare, difatti raramente non le uso durante le mie sessioni di pesca. Sono in grado di cambiare la percezione dei carpisti riguardo all'innesco: non sono luccicanti e non dispongono né di un particolare gusto, né di un particolare odore. L'ingegno di Gary Bayes e di Keith Sykes hanno reso speciale il rivestimento Cultured, il quale è provvisto di una pasta posizionata intorno all'innesco per rilasciare diversi attrattori, stimolando la carpa. Il risultato vi porterà a maggiori catture. Non importa quando e come, le Cultured Hookbaits funzionano perfettamente. Non devono per forza essere usate con le Key, sono perfette da sole. Lo scorso inverno, in un lago privato, sono riuscito a catturare il doppio di quello che pensavo grazie alle Cultured Hookbatis e grazie alla mia vincente ricetta delle piccole pop up bianche. Quando le uso da sole, mi piace aumentare la loro attrazione bagnandole nel The Bite della gamma Ace Cards, prima di rollare l'esca nel Cultured Stick Mix per un'attrazione extra, grazie al sapore salato delle The Bite.

STEP 2

Tiratene fuori dalla vostra borsa una manciata.

La linea Cultured è riuscita a trasformare il modo di pescare di tantissimi appassionati, soprattutto di coloro che si confrontano con pesci selettivi in ambienti caratterizzati da una forte pressione di pesca. Un modo nuovo, una nuova concezione di fare carpfishing.

STEP 3

Mettete la vostra manciata di Nuts in un vasetto per pop up e versate generosamente dell'Ace Cards Tangleberry su di queste.

STEP 4

Un paio di Tangleberry Soaked Nut in una presentazione in stile KD mi ha portato a catturare spesso in questo periodo dell’anno.

“Sono riuscito a catturare il doppio di quello che pensavo grazie ai Cultured Hookbaits…”

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Realizzazione di un perfetto innesco Cultured STEP 1

STEP 2

Rimuovi una piccola sezione della pellicola Culture, e mettete la Cultured Hookbait sull'hair. Assicuratevi che l'Hair Stop sia ben fermo sul nucleo dell'esca.

Calate il Cultured Hookbait e fermatelo sulla bottiglietta del The Bite immergendolo. Il liquido è molto appiccicoso, per questo darà un buon effetto bagnato.

STEP 3

STEP 4

Calate l'innesco bagnato nel sacchetto di Cultured Stick Mix e fatelo rotolare intorno, per fare in modo che la polvere si attacchi sul rivestimento liquido dell'innesco. Non è necessario l'uso del PVA!

L'innesco finito è adesso pronto per il lancio. Non è dolce, luccicante o fruttato, ma vi darà più opportunità di cattura.

I minerali contano

L'attrazione salata del The Bite mi ha portato a molteplici catture soprattutto per quanto riguarda il salgemma. Il sale divide diverse opinioni come tante cose nella vita, ma la moderazione è la risposta: non dovrete usarne in grandi quantità. Un paio di stagioni fa decisi di iniziare a sperimentare il salgemma e trovai una risposta migliore di quella che mi aspettavo, soprattutto nelle acque più fredde rispetto al calore che emanano in estate. Quando introdussi una manciata di sale in un'area in quel periodo dell'anno, beh, le carpe risposero davvero bene. Notai inoltre che le carpe nelle aree più lontane, mangiavano più volentieri la mia esca. Dopo l'attrazione del sale, rimasero in quel punto per lungo tempo. Dovete solamente notare la risposta delle carpe, anche quando Kevin girò il DVD The Final Account, in primavera, si rese conto della grande risposta delle carpe in relazione al sale. Mi piacciono molto anche le 4G Squid, le ho usate per più di due stagioni e c'è un additivo chiamato 4G Squid Salt Dust, nella gamma, davvero perfetto per qualsiasi esca. Il sale si disperde nel 4G Liquid Bait Soak, dando alle esche una maggiore attrazione, davvero irresistibile! Potreste anche preparare spot pasturando con il sale in sacchi Cobweb per 24-48 ore prima dell'inizio della sessione di pesca, con manciate di esche. Vi sorprenderete di come spariranno le esche in poco tempo. Di solito per nuovi viaggi e nuovi laghi, aggiungo della polvere 4G Squid Salt Dust ad ogni Stick Mix, con il risultato di maggiori opportunità di cattura. NASH ITALIA E-ZINE 76


Vetrina KNX FOOD BAG Da quest'anno si allarga la famiglia con l'ingresso sul mercato della nuova linea KNX una linea veramente accattivante. I piccoli dettagli tipo cerniere, cuciture e finiture la rendono un prodotto di qualità pur non avendo costi eccessivi ed è particolarmente adatta per chi è alle prime armi o per chi vuole un vero prodotto da battaglia. Una borsa che durante le nostre sessioni non può mancare e' la FOOD BAG della linea KNX, una borsa in grado di soddisfare tutte le necessità di cibo e di accessori che un pescatore ha bisogno. La borsa e' composta da due tasche laterali nelle quali si possono alloggiare attrezzi da cucina, una tasca nella parte frontale fornita di 1 piatto, 1 coltello, 1 forchetta e un cucchiaio, ed infine, un vano centrale termico per conservare prodotti alimentari. Una borsa che nelle nostre sessioni non può proprio mancare, sia per la sua praticità che per la capienza e la resistenza.

NASH CHUNKY KNIT BEANIE Forse può sembrare un banale cappello di lana, ma non è così: il suo stile elegante, ma allo stesso tempo molto caldo anche quando si hanno temperature veramente rigide. La differenza con altri berrette è che essendo cucito a maglia larga permette di traspirare e non crea prurito alla testa (problema di quasi tutti i cappellini di lana). Il CHUNKY viene fornito in un'unica misura, quindi, adatto a qualsiasi “testa”. Prodotto garantito dalla qualità NASH.

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NASH PIOMBI TRACTOR Spesso si sottovaluta sul terminale l'efficacia del piombo, ma in alcuni casi risulta essere fondamentale. La scelta del piombo e' valutata in base a diverse caratteristiche e situazioni di pesca: se e' un'acqua ferma o corrente, se il fondale è fangoso o duro e, in base a ciò, si cerca di abbinare il giusto piombo per avere un maggiore ancoraggio sul fondale e per avere un'allamata più efficace In questo caso vediamo il piombo Tractor della linea NASH dalla forma un po' strana con un foro centrale e una serie di piccole punte sulla parte superiore e inferiore per avere più grip specialmente dove c'e' forte corrente o nel caso si peschi a lunga distanza. I piombi della linea Nash sono rivestiti con materiali altamente mimetici, più chiari per fondali ghiaiosi, più scuri per fondali fangosi.

NASH BAIT CRUSTACEAN EXTRACT Un'estratto che nel nostro self made non può mancare per i forti poteri attrattivi e' il Crustacean Extract, ha un odore molto forte e pungente, tipico dei crostacei marini. Le sue particolarità di utilizzo sono molteplici, si e' rilevato molto efficace come dip per immergere gli inneschi o negli stick in pva essendo un prodotto PVA FRIENDLY. Ottimo anche come additivo per realizzare boiles self made con combinazioni di estratti fruttati, come per esempio il TANGLEBERRY. Un prodotto consigliato per ogni stagione seguendo le indicazioni di dosaggio scritte nel retro della confezione.

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CORKS : 9FT & 10FT 1.75lb | 2.25lb | 3lb | 3.5lb | 4.5lb

SHORT RODS, BETTER HANDLING

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NASH ITALIA E-ZINE N.5 FEBBRAIO/MARZO 2017  

Recensioni prodotto: > Scope Black Ops Support > Scope Backpack > Indulgence Chair > Canne Pursuit > Scope Rucksack > KNX Food Bag >...