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NASH N°7 Giugno\ Luglio2017

Tecnica Il Sesto Senso Quando la stagione chiama

I TA L I A E-ZIN E

NASH ITALIAN TEAM ON TOUR

Prove Pesca

NASH BAIT Scopex Squid NASH TACKLE Borse Termiche Double Ring Swivel

PIANIFICARE UN VIAGGIO

MERAVIGLIOSO


DIVERSE CULTURE

STESSA PELLE THE KEY • KEY CRAY • SCOPEX SQUID • TG ACTIVE nei diametri del nucleo da 15, 20 e 24 mm

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CITRUZ nucleo interno da 15 e 20 mm http://nashtackle.co.uk/products/view/citruz-cultured-hookbaits

Il cambio di gioco delle Nashbait Cultured Hookbait. Questi inneschi rilasciano lentamente gli attrattori naturali catturando le carpe più difficili. Accuratamente stratificati, gli inneschi Cultured sono rivestiti da una pelle composta da nucleotidi, aminoacidi liberi, vitamine e minerali che precedentemente erano sempre degradati nella produzione di boilies. Ora invece sono usati con successo negli inneschi Cultured Hookbaits, rilasciando il più potente segnale naturale di sempre attorno al nucleo, che esso è una boilie equilibrata in grado di svolgere una presentazione perfetta.

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In questo numero Editoriale

pagina 4

Iniziamo il secondo anno di questo magazine aziendale con estrema soddisfazione, un grazie infinite a tutti quelli che seguono questa rivista nata per caso, ma che è diventata un punto di riferimento per molti appassionati carpisti.

Nash News

pagina 5

Tutte le novità direttamente dall’Headquarter Nash, eventi, fiere italiane ed internazionali, manifestazioni ed incontri. Tutto, ma proprio tutto su qualsiasi iniziativa che vede la nostra partecipazione

Ronnie Rig

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pagina 11

di Max Hendry traduzione di Rachele Pasquali Un grande nuovo rig dopo il Chod – Il Brand Manager Nash Bait Max Hendry spiega perché il Ronnie Rig è la grande soluzione per ottenere più catture ed un migliore blocco dell’amo.

Carpfishing in fiume

pagina 15

di Alessandro Novo Praticare il carpfishing in fiume è, secondo me, il modo migliore per avvicinarsi alla tecnica del carpfishing!

Millimetri che contano pagina 29

di Roberto Bussolari Spesso è difficile uscire dalle nostre convinzioni e per di più smettere di seguire schemi consolidati nella nostra mente. Lo è per ogni situazione, sia di vita che di pesca. E’ fondamentale che un carpista si ponga un obbiettivo che vada al di là del semplice “devo mettere le canne in acqua a tutti i costi!”.

Il sesto senso pagina 37

di Matteo Marmocchi Cos’è il sesto senso? In teoria dovrebbe essere quella parte della mente in grado di prevedere determinate azioni...

Bomboniera pagina 43

di Stefano Antonucci e David Bracaglia “La pesca è un'attività che da millenni fornisce cibo alle popolazioni insediate presso laghi, mari o fiumi. Essa consiste nella cattura del pesce utilizzando strumenti di vario tipo”

Quando la stagione chiama... pagina 53

di Graziano Giambastiani L'amur è un pesce che si nutre prevalentemente di vegetali, e quando le acque si fanno più calde, e la sua fame aumenta, diventa un vero e proprio “spazzolatore dei fondali.

Pianificare un viaggio meraviglioso pagina 61 di Alan Blair traduzione di Rachele Pasquali E’ riconosciuto per la sua energia ed il suo entusiasmo per il Carp fishing, riesce ad adattarsi a qualsiasi luogo di pesca del mondo e a catturare velocemente! Ecco le ultime notizie di Alan con le sue tattiche di approccio in acque tutte da scoprire.

La scelta giusta pagina 69

Recensioni pagina 9 Fishing Test pagina 21 Nash Vetrina pagina 75

di Michele Talone Molte volte non si riesce a pescare nelle migliori condizioni, quindi la scelta dello spot ci obbliga a valutare al meglio tutte le sue potenzialità, soprattutto il fondale, per portelo rendere il più produttivo possibile. NASH ITALIA E-ZINE 2


Nuovo campione del mondo

dei Super Leggeri

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Editoriale

NASH ITA LIA E -Z i n e

Iniziamo il secondo anno di questo magazine aziendale con estrema soddisfazione, un grazie infinite a tutti quelli che seguono questa rivista nata per caso, ma che è diventata un punto di riferimento per molti appassionati carpisti. Vorrei dedicare questo mio editoriale a tutti i ragazzi che lavorano dietro a questa rivista, dal nostro grafico Stefano Antonucci, che sta facendo un lavoro da professionista, giorno dopo giorno sono sempre più fiero di averlo a mio fianco nel team e in questa rivista. I ragazzi del Team Nash Italia, fondamentali e con grande esperienze, come Roberto Bussolari che con i suoi articoli tecnici fa elaborare anche la mia mente, Alessandro Novo con la sua esperienza di fiume mi fa venir voglia di andare a pescare nei canali e fiumi veneti. Alessandro Cariello che ogni volta che andiamo in una cava, mi dà la paga! Davide Bracaglia (Jack) che grazie alla sua mano, ha reso possibile la coppia tanto invidiata con Stefano. Davide Vallese che

Anno 2- n° 7 Giugno – Luglio 2017 EDITORE MATTEO MARMOCCHI Numero Registro Operatori di Comunicazione 26536 Registrata presso la cancelleria del Tribunale di Bologna con il numero 8424 http://www.nashitalia.com

richiama i pescatori del Nord Ovest con la sua umiltà, un ragazzo bravissimo. Il nostro Michele Talone, il tuttofare del

Direttore Responsabile

Team, che non si tira mai indietro a niente. Gli ultimi due arrivati che stanno dando una mano incredibile a livello di promozione del marchio, come Andrea Baronio e Maurizio Mariotti. Infine il Giamba, un papà in certe occasioni, la mente che mi ha spronato a fare questa rivista e una nuova rivista non

Matteo Marmocchi (matteo.marmocchi@nashitalia.com)

aziendale che uscirà a breve sempre sotto la mia editoria. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, come ho avuto la fortuna di

Direttore Editoriale

conoscere tutti i ragazzi del Team italiano. Questo numero è dedicato a voi, grandi pescatori e grandi persone!

Matteo Marmocchi

Graziano Giambastiani (graziano.giambastiani@nashitalia.com) Direzione e redazione (magazine@nashitalia.com)

In questi giorni c'è una notizia che sta facendo il giro del web, dei quotidiani locali e di molte attività

Consulenti

commerciali del settore. La news riguarda la concessione di oltre cento chilometri di sponde alla

Matteo Marmocchi, Graziano Giambastiani, Roberto Bussolari, Stefano Antonucci,

FIPSAS. Lo scorso 20 maggio, alla presenza del Presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini, il

Davide Bracaglia, Alan Blair,

Presidente FIPSAS Ugo Matteoli, il Colonnello della G.d.F. Nicola Sibilia, Il TC della G.d.F

Michele Talone, Max Hendry,

Sebastiano Rizzo, il Dirigente del Servizio Pesca di Rovigo Maria Votta Gravina, il Presidente del

Alessandro Novo

Comitato Provinciale FIPSAS di Rovigo Giovanni Rascacci, la Federazione ha sottoscritto un “contratto” importantissimo per il controllo e la gestione delle acque comprese tra il fiume Po e il Canal bianco “parte Veneto”. Grazie a questo

Progetto Grafico

accordo si è accesa una nuova luce, una buona parte dell'indotto ricomincerà a sperare! Certo però che 110 chilometri

Stefano Antonucci

sono veramente tanti da gestire, ci vorranno uomini e mezzi, ci vorrà voglia e spirito di sacrificio, ma questo è un problema che si potrà affrontare in un secondo momento, la cosa importante è essere riusciti a strappare le acque alla pesca profes-

Traduzioni a cura di

sionale a favore della pesca sportiva, questa è la cosa che conta di più! Ma mentre sto scrivendo mi sorge spontaneo un

Rachele Pasquali

piccolo quesito. In questi ultimi mesi abbiamo visto nascere una nuova associazione, la Fiops, un' iniziativa che personalmente ritengo utile e fondamentale per il bene di tutto l'indotto, ma che a quanto pare non è stata accettata con entusiasmo

Nash Italia E-Zine

dalla Federazione stessa. Allora mi chiedo: ma per caso la Fipsas si è svegliata all'improvviso spinta dalla giovane, (carica

bimestrale è una pubblicazione

di entusiasmo), Fiops oppure la decisione di gestire ben 110 Km di acque sarebbe stata presa ugualmente? Meglio non

MATTEO MARMOCCHI

pensarci, prendiamo il buono da chi c'è lo offre per il bene di tutti, e questa è una cosa che di buono ne ha molto. Se

WWW.NASHITALIA.COM

vogliamo dirla tutta però, è giusto complimentarci sia con la Fipsas, che con l'incalzante Fiops, ma se si è giunti a questo

Proprietà

risultato non è solo tutto merito loro, ma bensì di chi in oltre dieci anni ha lavorato, si è sbattuto, ha denunciato, ha tolto

MATTEO MARMOCCHI

tempo alla propria passione e alla propria famiglia, senza nessun tipo di interesse economico se non quello di proteggere

Tutti i diritti sono riservati

le acque dalle mani sporche del bracconaggio e della pesca professionale. Questo piccolo esercito di volontari, che tutti noi

L’invio di fotografie e materiale dattiloscritto alla

dobbiamo soltanto ringraziare, non ha mai preso un centesimo per portare a termine la propria missione, autofinanzian-

redazione autorizza implicitamente la pubblicazione a

dosi in tutto e per tutto, mentre la Fipsas per svolgere il proprio ruolo di gestore e di controllore, chiede la sua tessera da

titolo gratuito su qualsiasi pubblicazione della Nash

27 Euro. Benissimo, 27 Euro non sono niente se le acque convenzionate funzionano, se la gestione è ecosostenibile e se la

Italia E-Zine.

Federazione si impegna in questo grande progetto. Del resto il desiderio di tutti è che le acque tornino ricche, sane e

I manoscritti ed il materiale iconografico inviati in

fruibili, l'obiettivo comune è quello di andare avanti, non quello di tornare indietro, evitando di commettere alcuni errori

Redazione non verranno restituiti.

del passato o inutili conflitti che non hanno mai portato a niente. Forse ventisette euro all'anno ci sembrano un buon

Sono vietati la pubblicazione e l’utilizzo anche parziale

compromesso!

di testi, foto e disegni, se non espressamente autorizzati

Graziano Giambastiani

da Nash Italia E-Zine.

NASH ITALIA E-ZINE 4


Nash News

Nasce una nuova rivista

DIGITALE!

CARP e FEEDER Fishing metterà a disposizione dei carpisti, ma anche dei pescatori a feeder e di siluro, tante nozioni tecniche, ma soprattutto l'esperienza dei maggiori esperti di settore. Una rivista gratuita, sfogliabile e scaricabile in ogni dispositivo elettronico, proprio come la Nash Italia E-Zine. Il futuro è sicuramente la lettura di contenuti in modo digitale, ma sempre con una buona dose di autorevolezza proposta da esperti del settore. L’appuntamento è fissato per l'ultima settimana di giugno che coincide con la riapertura della pesca alla carpa in molte regioni Italiane. Questa nuova realtà editoriale ha anche lo scopo di tenere più il mondo della pesca, per questo motivo ci sarà la partecipazione delle 4 principali associazioni italiane, FIPSAS, FIOPS, CFI e LBF. In anteprima la copertina del numero 1! Per maggiori info http://www.carpefeederfishing.it/

5 NASH ITALIA E-ZINE


UNA FIRMA PER RENDERE SICURE LE ACQUE NEL POLESINE E' stato siglato un accordo tra la Provincia di Rovigo e la Fipsas per la gestione di oltre cento chilometri di acque! “Il bracconaggio? E' una piaga per il nostro patrimonio” Adesso abbiamo 110 km tra fiume Po e Canalbianco da gestire. Una mega area gestita e tutelata in acque libere. Centodieci chilometri sottratti alla pesca professionale, ai piani di contenimento da parte di faccendieri. Oltre cento chilometri dove i pesci non verranno tolti, ma saranno immessi con piani di ripopolamento mirati di specie ittiche di pregio. Dove potremo costruire iniziative e manifestazioni volte alla promozione virtuosa della pesca sportiva. Dove porteremo scuole di pesca. Tutto questo ci darà la possibilità di realizzare progetti rivolti alla vita e non alla morte. Tutto questo con la copertura ed il supporto di tutte le Forze di Polizia che non ci stancheremo mai di ringraziare per il loro operato. Tutto sarà basato sul volontariato. Il progetto è ambizioso ed immenso. Avremo il concreto bisogno della volontà ed il supporto di tutti, dove tutti adesso avranno la possibilità di trasformare le chiacchiere in fatti concreti. Ringraziamo fin d’ora tutti coloro che vorranno darci una mano, supportarci e portare il loro contributo al fine di realizzare al meglio gli obiettivi di salvaguardia, promozione e riqualificazione che ci siamo prefissati. Il Mega Ringraziamento è per il Presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini e per il Presidente Federale Ugo Claudio Matteoli. Buon lavoro a tutti! Alessandro Pagliarini

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NASH ITALIAN TEAM ON TOUR Diversi appuntamenti hanno preso vita questa primavera, con l' uscita del nuovo libro Nashbait Book, e Matteo Marmocchi ha girato tutta Italia per la sua presentazione. Mirano, Roma, Milano, Ravenna, Cremona, Padova. Tutti eventi con una grandissima partecipazione! Durante le serate, oltre alla presentazione del libro, sono stati anche trattati temi di tecnica, come la composizione della nuova linea Nashbait e la costruzione dei terminali con la linea Nash TT. In due di questi eventi, come l’Ok Pesca Day ed il Carp Summer Festival, si sono anche esposti parecchi prodotti della nuova collezione, come le nuove Titan, i lettini Indulgence e i carpisti hanno potuto rivivere due “mini” fiere e hanno fatto molte chiacchiere con Matteo. Gli appuntamenti riprenderanno a Settembre e per tutto il periodo autunnale. Se sei un club o un negozio interessato, contatta Matteo per organizzare l’evento! Per gli eventi primaverili si ringraziano: i negozi L’Esca, Black Hook, Sport It, Carpevolution, Hobby Pesca e Acquari, Ok Pesca. Si ringraziano i team di Carp fishing: Team Ambrosiano e Pavia Carp Team.

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Recensioni

BLACK HOOK

Chicco e Bronch per gli amici e non solo. Due ragazzi diversi l’uno dall’altro, ma uniti in un piccolo, ma super rifornito negozio di Roma. I materiali che cercate, loro ce l’hanno... A cura della redazione

Black Hook nasce quasi per scherzo da Riccardo “Bronch”, il quale faceva vendita on-line, dopo di che conobbe Enrico “Chicco”, e i due decisero di unirsi, Enrico da Milano si trasferì a Roma. Da quell’unione è nato uno dei negozi punto di riferimento, in Italia, del carp fishing. Fin dalla sua nascita il negozio ha creduto nel marchio Nash ed ora potete trovare tutta la gamma, dalle minuterie, esposte nei pannelli, alle boilies di ogni forma e diametro, fino ad arrivare a canne, buffetterie e tende. Anche l’abbigliamento ha preso parte nel magazzino di Black Hook. 9 NASH ITALIA E-ZINE


NEW CULTURED ADVERT.indd 6

15/05/2017 09:19

Il negozio si trova in via Agostino Magliani 63 a Roma, offre un grande parcheggio pubblico adiacente ed il locale, molto accogliente, è accompagnato dai sorrisi dei due ragazzi. Black Hook non è quindi solo vendita di attrezzature da pesca, ma un ritrovo di amici dove si parla di tutto, ma principalmente di pesca. Il negozio da due anni a questa parte si è preso in carico l’enduro Nash che si svolge al lago del Turano, quest’anno la nona edizione dal 12 al 15 ottobre. Non esitate a contattare Black Hook al numero 06-60210060, oppure visitate il sito internet http://www.blackhooksnc.com/

Ecco gli orari di apertura: Orario di apertura Estivo (ora Legale): Lunedì 16:00-20:00 Da Martedì a Venerdì 10:00-13:30 e 16:00-20:00 Sabato 10:00-13:30 Orario di apertura Invernale (ora Solare): Lunedì 16:00-19:00 Da Martedì a Venerdì 10:00-13:30 e 16:00-19:00 Sabato 10:00-13:30

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Tecnica

“Ronnie Rig” Un grande nuovo rig dopo il Chod Il Brand Manager Nash bait Max Hendry spiega perché il Ronnie Rig è la grande soluzione per ottenere più catture ed un migliore blocco dell’amo. Testo e foto di Max Hendry Traduzioni a cura di Rachele Pasquali 11 NASH ITALIA E-ZINE


Il Ronnie Rig è una grande rivoluzione, vi offrirà una soluzione più sicura nel processo di legatura, attraverso una presentazione a 360° senza dare problemi alla carpa. L'occhiello esposto consiste in un rig bilanciato tradizionale a 360°, una presentazione che però non si impiglia con la rete del guadino, che potrebbe rappresentare un pericolo per la carpa. Una delle domande più richieste, si incentra sugli ami lunghi affilati e la loro tendenza a danneggiare la bocca delle carpe. Non potrete quindi considerare negativamente l’azione del Ronnie Rig Rig 360° perché è la soluzione perfetta e priva di svantaggi. Ho visto il Ronnie Rig prima di molte persone, probabilmente circa due anni fa, quando stavo lavorando per l’Advanced Carp Fishing, ed ero convinto che vedere tantissimi grandi pescatori in riva al lago mi avrebbe messo in difficoltà riguardo ai costanti cambiamenti del rig: per questo la mia fiducia sul cambiare rig optando per il Ronnie Rig non prevalse. Ciò che mi ha convinto ad usare il Ronnie Rig è legato ad un episodio speciale. Stavo riprendendo Alan Blair dopo l’inaugurazione di un negozio di

pesca, lo vidi catturare sei carpe in un giorno ed ognuna di queste fu allamata nella misura di un pollice o qualcosa di più, e tutte nello stesso punto: al centro ed in fondo alla bocca. Non avevo mai visto una regolarità di azione dell’amo del genere prima che il Chod diventasse famoso. La cosa bella del Ronnie Rig è che potete pescare Pop Up, con i chod vi è un limite particolare riguardo alla lunghezza nella quale potete legarlo.. e molte persone lottano con questo fatto. L’innesco si posiziona a pochi pollici dal fondale. Il Ronnie Rig si siede perfettamente sul fondale e sono sicuro che le carpe non possono capire se l’esca è propriamente posizionata in fondo. DOVE E QUANDO - Funziona meglio con un approccio basato su una singola boilie. - Perfetto con i chods e gli Stiff Links. - Perfetto per pesci di qualsiasi taglia. - Efficace ovunque con una contro bilanciatura, ma non in posti erbosi - Come il Multi Rig, gli ami possono essere cambiati invece di usare lenze complete.

Nella foto Max Hendry, l'autore di questo interessante articolo dedicato ad un montaggio molto particolare, una soluzione più sicura nel processo di legatura dell'amo.

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AVRETE BISOGNO DI: -

Combilink da 25 o da 35 libbre Ami Fang X Misura 7 Hookbait Mounting Kit Quick Change Micro Ring Swivel Plastic Bait Screws Hooklink Sleeves Slim Cling-On Putty Pop Up da 15 mm

1.Iniziate a infilare il Quick Change

2.Tagliate l’Hooklink Sleeve dalla

3.Spingete la punta dell’amo nella

4.Infilate lo Sleeve sull’occhiello e

Micro Ring Swivel nell’occhiello del Fang X.

parte ampia dell’Hooklink Sleeve e spingete lo Sleeve intorno all’amo facendo attenzione a non strapparlo con il Micro Barb.

5.Infilate il Plastic Bait Screw all’inte-

rno del gambo dell’amo. Posizionate poi un Hook Bead sulla cima più estrema del gambo dell’amo.

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parte più ampia (circa un paio di millimetri) con le forbici per Rig.

scendete verso il cilindro dello Swivel per evitare che venga intrappolato nella rete del guadino.

6.Usate il Plastic Bait Screw per mon-

tare la vostra Pop-Up. Una Airball da 12 mm è perfetta, insieme ad un Fang X di misura 8, oppure una 15mm su un 7.


7.Create un terminale lungo 12-20

8.Il nodo a 8 nell’estremità migliora il

9.La pasta Cling-On Putty intorno al

10.Il Rig finito si siede in modo poco

cm con asola finale, usando il Combilink.

nodo, fa in modo che il Combilink aderisca alla girella sotto all’amo. Preferisco un lento affondamento delle esche.

meccanismo di allamatura e rende più rapido il processo di cambiamento del Rig.

appariscente sul fondale ed è ideale con boilie o accompagnato da pasturazioni o grandi granaglie.

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Tecnica

Praticare il carpfishing in fiume è, secondo me, il modo migliore per avvicinarsi alla tecnica del carpfishing! https://www.facebook.com/novo.alessandro T esto e foto diAlessandro Novo

Carpfishing

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g in FIUME

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Le difficoltà che incontrerete nelle prime sessioni non vi dovranno scoraggiare anzi dovranno essere un motivo in più per continuare ad insidiare le baffute di fiume. Vi accorgerete poi nel tempo del grande bagaglio tecnico che avrete accumulato quando affronterete altri ambienti meno insidiosi. Le carpe di fiume sono molto differenti dalle carpe di lago o da quelle di cava, sia come dimensioni che come abitudini alimentari. Le carpe di fiume a causa delle condizioni climatiche tendono a cambiare molto frequentemente le zone di transito ossia quelle “strade”dove sono solite alimentarsi. Noi carpisti dovremmo essere bravi a capire dove “depositare” le nostre boilies sia nella fase di pasturazione che nella vera e propria azione di pesca .Valutare attentamente il fondale per quanto riguarda la presenza di scalini e cambi di profondità, la conformazione delle rive dove potremmo trovare canneti, anse, sassaie, presenza di ostacoli sia sommersi che parzialmente sommersi, sono secondo il mio punto di vista una delle priorità da tenere in considerazione per affrontare questi ambienti. I fiumi, anzi i corsi d’acqua in generale, sono una risorsa molto importante per la nostra disciplina anche se mi rendo conto che le “over facili” tendono a portare molti carpisti in ambienti dove le carpe di grossa taglia sono più numerose e quindi più facili da insidiare. Voglio pero fare una considerazione in più su quello che ho appena detto! L’abbandono delle rive dei nostri fiumi aiuta ad espandersi la piaga del bracconaggio in quanto dovremmo essere noi pescatori i primi controllori dei nostri ambienti e dei loro abitanti. Tornando alla

pesca vera e propria, catturare una carpa di fiume crea una sensazione veramente unica, almeno per me! Pescare immersi nella natura vera e propria, che in tutte le sue sfaccettature tenta di difendersi da chi vuole strappargli un proprio abitante, per me è una cosa che non ha prezzo. Molte volte mi è capitato di vivere delle vere e proprie battaglie con dei pesci che nemmeno sono riuscito a vedere, non credo perché l’attrezzatura o il pescatore non siano stati all’altezza, ma semplicemente perché le carpe di fiume trovano tra gli ostacoli (alberi sommersi, sassi, cozze) dei veri alleati per la lotta verso la libertà. Ma anche questo aiuta a capire quante difficoltà si incontrano in questi ambienti!

Per affrontare le acque correnti, dove circolano pesci del genere, è necessario avere un'attrezzatura adeguata in grado di contrastare la fuga del pesce prima che trovi riparo in qualche anfratto sul fondo.

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Il nostro Alessandro con una bella regina di fiume. La sua coda e le sue pinne fanno capire quanta potenza può sprigionare un pesce del genere una volta allamato.

PASTURAZIONE ED ESCHE A causa dei molti pesci di disturbo e della corrente che caratterizza questi ambienti, la pasturazione viene spesso fatta con boilies di grosso diametro per capirci dai 18mm in su. Questa generosità nel diametro delle boilies impedisce, anzi diminuisce, la possibilità per i pesci di disturbo di mangiare le nostre esche prima che le carpe arrivino. Inoltre sono molto più veloci a scendere sul fondo grazie al loro peso specifico, questo diminuirà la distanza tra il posto dove andremmo a pasturare e lo spot dove caleremo i nostri inneschi. Nell' affrontare la pasturazione in fiume non abbiate paura di esagerare con le quantità di boilies che andrete ad usare, anzi siate pure generosi perché non dovrete sfamare solo le carpe, ma anche tutti quei pesci di disturbo vedi Breme, Barbi, Siluri ecc…che di solito tendono a raggiungere molto rapidamente le zone pasturate. Per questo molte aziende hanno creato boilies considerate da “ pastura”che risultano molto più economiche delle così dette boilies da innesco. Nel caso di Nash parliamo della linea Formula (Fish, Fruit e Special)! Una boiles tendenzialmente scarica, facilmente assimilabile, molto digeribile e ideale per le lunghe pasturazioni. Personalmente sono solito pasturare e pescare con lo stesso diametro di esca, perché secondo il mio modo di vedere più ci avviciniamo alle loro abitudini più facile sarà prenderle. Ad esempio se pasturo con delle boiles del 20 potrò scegliere tra diversi inneschi :doppia del 20 mm, singola del 20mm, omino di neve 20/15,una boilies singola del 20 mm pop up ecc…Ma questo è solo un mio punto di vista poi sarete voi a capire cosa rende di più nell' ambiente che andrete ad affrontare.

ANDIAMO A PESCA La mia collocazione geografica, ossia la pianura padana che come tutti sanno e ricca di fiumi e canali, mi ha fatto accumulare negli anni una serie di esperienze che nel mio piccolo ho cercato di mettere al servizio di amici e amanti di questa tecnica. Le sessioni di pesca in fiume come sono solito dire cominciano settimane prima con la fase della preparazione dello spot. Vi voglio descrivere come sono solito preparare i miei posti per la pesca che a mio modo di vedere è la cosa più importante. Ogni giorno mi reco sul posto di pesca per pasturare una postazione che preventivamente ho individuato e che mi permetterà di affrontare una o più sessioni. Inizio con quantità notevoli di boilies per circa una settimana alternando gli orari di pasturazione (mattina, pomeriggio, sera) per un totale di circa 20 kg di palline nell’arco dell’ intera settimana. Proseguo poi per un'altra settimana però diminuendo il quantitativo e anche concentrando la pasturazione nel posto dove ho deciso di pescare. Alla fine di tutto questo lavoro finalmente tutto è pronto per andare a pesca! Difficilmente faccio più di una notte. Finisco di lavorare carico la macchina e parto, in circa mezz’ora raggiungo il posto di pesca scarico la macchina, monto la tenda e mi preparo velocemente per l’arrivo del buio. Questo è il momento di calare le canne, di scegliere l’innesco e di rinfrescare la pasturazione. Per questa sessione mi affido alle nuove Key Cray che sembrano veramente il top per il tipo di acque che sto affrontando. Nei miei mulinelli ho montato del filo 0.43 Nash TT D-Cam, terminale Armourlink 35lb, amo Fang twister del 2 e un piombo Tractor 8 oz.

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Le carpe di fiume sono dotate di un apparato boccale molto sviluppato grazie alle svariate consistenze del fondale sul quale si alimentano

L'AZIONE DI PESCA Dopo tutto il lavoro svolto precedentemente per questa sessione, una volta calate le mie canne, l’attesa non durò molto. Uno dei miei R3 emise un “BIP” seguito dopo pochi secondi da una partenza fulminea. Ferrai quasi istantaneamente, ero molto vicino alle canne, e cominciò un combattimento che si concluse dopo alcuni minuti con una bellissima e selvatica regina di fiume a guadino. La sessione era partita alla grande, foto di rito e rilascio immediato! Nell'arco di 2 ore portai a guadino 3 pesci…uno anche di taglia! Ormai era molto tardi, stanco, ma soddisfatto per quell'inizio eclatante, decisi che era il caso di andare a letto, e per fortuna la notte passò in totale tranquillità. Alle prime luci dell'alba però altre due partenze ravvicinate con due bellissimi pesci a guadino. La sessione era trascorsa nel migliore dei modi, belle catture di giorno, ottima dormita di notte, qualche amico era venuto a trovarmi, momenti alternati a brevi istanti di solitudine e di riflessione...il top! Le catture continuarono a susseguirsi per quasi tutta la giornata, finalmente stavo raccogliendo con successo i frutti di tanti sacrifici. La sessione si concluse con 8 pesci a guadino e una grossa carpa persa, ma ero molto soddisfatto della mia sessione, e alla fine rimaneva solo una cosa da fare: tornare a casa e riorganizzare la prossima sfida con il mio fiume. Ciao alla prossima!

Con una coda del genere non si scherza. Questi sono pesci potenti e devono essere pescati utilizzando attrezzature adeguate, altrimenti si rischia di creare solo del danno!

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Fishing Test

NASH Scopex Squid L’esca storica di Nash è tornata! Dopo qualche anno di stop alla produzione, a causa di test su alcune boilies attualmente in commercio e dopo l’enorme successo delle 4G Squid, la Nashbait ha deciso di re immettere sul mercato la boilies che ha fatto felici migliaia di carpisti in tutto il mondo.

L’uso esclusivo dello squid, le farine al suo interno, la loro composizione hanno reso questa boilies una delle più apprezzate da migliaia di appassionati di carp fishing in tutto il mondo. Sull’ultimo libro di Nash, la si analizza passo per passo, dalla sua creazione, fino ai giorni nostri. Gary Bayes ha fatto test approfonditi sull’utilizzo dello squid in associazione alle migliori farine in commercio, trovando un mix eccezionalmente perfetto! Molti dei più bravi angler europei l’hanno utilizzata catturando le loro carpe record. Un' esca che ha 25 anni e che durante gli anni è stata ancora di più raffinata. 21 NASH ITALIA E-ZINE


INGREDIENTI: Farina di pesce LT 90, farina di pesce mista, Nectarblend, Red Factor, miscela di cereali Nashbait, Estratto di Calamaro (Squid Extract), Caseina acida 30 mesh, estratto di lievito, Scopex No. 1, Red Liver Oil e dolcificante. • Scopex Squid Stabilised Boilies: Flake, 12, 15, 20 e 24mm • Scopex Squid Wafters and Hard Ons: 12, 15, 20 e 24mm • Scopex Squid Pop Ups: Natural (Naturale), Pink (Rosa), Yellow (Giallo), White (Bianco) 12, 15, 20 e 24mm • Scopex Squid Cultured Hookbaits: Inneschi da 15, 20 e 24mm • Scopex Squid Feed Pellet, Stick Mix e Bait Soak Scopex Squid hookbait kit.

La gamma offre tutto quello che un carpista desidera, dalle esche affondanti in 4 misure, dalle pop up di colore naturale o acceso in diverse tonalità, ai pellets, passando dalle Cultured rivestite e da un kit self made, in grado di essere utilizzato per prodursi in proprio gli inneschi seguendo le istruzioni all’interno. Per maggiori info, contattare www.nashitalia.com, www.nashtackle.com, le pagine Facebok di Nash Italia o Official Nash Tackle. Altrimenti consultare il libro che potete trovare gratuitamente in ogni punto vendita autorizzato Nash.

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Fishing Test

Borse Termiche Nash

Nash è rinomata per essere l’azienda che ha vinto il premio come miglior borsa termica sul mercato, messa in paragone con altre marche, le termiche di Nash hanno mantenuto il fresco molto più a lungo di qualsiasi altra messa in competizione. Materiali di prima qualità, sono la scelta migliore che un pescatore possa fare per conservare le esche durante ogni tipo di sessione, sia invernali, che sotto al sole dell’estate più cocente. Tessuti impermeabili, fondo anti urto, cerniere super resistenti e grosse SBS, tracolla imbottita e diverse misure per accontentare ogni esigenza! POLAR COOL & POLAR MEGA COOL BAG Ultra-isolata per assicurare che esche e cibo rimangano freschi per giorni. La Polar Cool Bag è stata vincitrice nella rivista Carpology, in una recensione che mostrava le diverse borse termiche se riempita con ghiaccio sarà perfetta per 36 ore!! • Isolamento imbottito ad alta performance 27 mm di schiuma/imbottitura in fibra con una ritenzione per il freddo metallica. • Polar Mega Cool Bag 26 kg di boilies • Capacità della Polar Cool Bag di 7 kg di boilies • Cerniera provvista di zip resistente a tre lati sopra al cappuccio • Cinghia per spalle imbottita e regolabile con maniglia di trasporto in velluto • Base impermeabile che si pulisce con un panno

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Misure Approssimative: Polar Cool Bag: 28cm (altezza) x 36cm (larghezza) x 23cm (profondità) Polar Mega Cool Bag: 30cm (altezza) x 55cm (larghezza) x 36cm (profondità) OVERNIGHTER GRUB BAG La borsa termica per il carpista itinerante, con tasca posteriore per contenere cassette di minuterie o altri accessori, 9kg di capacità! • Capacità equivalente a 9 kg di boilies • Isolato con ritenzione metallica per il freddo • Cerniera provvista di zip resistente a tre lati • Tasche extra posteriori esterne e provviste di cerniera a zip • Include una borsa provvista di cordoncino lavabile per piatti ed utensili usati • Cinghia per spalle imbottita e regolabile con maniglia di trasporto in velluto • Base impermeabile da pulire con panno Misure Approssimative: 24cm (altezza) x 35cm (larghezza) x 26cm (profondità) COMPACT COOL BAG La più piccola della gamma con 7kg di capacità, tasca frontale per contenere accessori di pasturazione o altro. • Isolata con ritenzione del freddo metallica • E' in grado di contenere fino a 7 kg di boilies • Cerniera provvista di zip resistente a tre lati • Tasca extra provvista di cerniera a zip centrale esterna • Cinghia per spalle imbottita e regolabile e maniglia di trasporto • Base impermeabile che si pulisce con un panno Misure Approssimative: 21cm (altezza) x 35cm (larghezza) x 24cm (profondità) NASH COOL/BAIT BAG È l’ultima nata della gamma, due tasche, una termica per esche e l’altra normale per contenere pop up o altri accessori. • Scomparto principale isolato termicamente, per contenere cibo o esche al fresco • Scomparto addizionale per pop-up, dip, fionde o altri accessori • Fondo impermeabile e facile da pulire • Maniglie per un facile trasporto e velcro di collegamento • Cerniere resistenti e pesanti Misure Approssimative: 25cm (altezza) x 34cm (larghezza) x 25cm (profondità) BAIT MATE Un “must”, una borsa storica della Nash, tasca principale che può contenere 8kg di boilies e tasche esterne in grado di contenere tanti accessori (barattoli di esche e pop up, dispenser PVA, fionde e tutto l’occorrente per montare velocemente i terminali, può contenere perfino una Medium Tackle Box piena di minuterie nella tasca esterna più grande. • Scompartimento principale isolato in grado di contenere fino ad 8 kg di boilies • Tre ampie tasche esterne, in grado di contenere una Box Logic Medium Tackle Box • Anello di trattenimento elastico per una fionda o per un lancia boilies • Cinghia per spalle imbottita e regolabile e maniglia di trasporto in camoscio • Base impermeabile che si pulisce con un panno Misure Approssimative: 28cm (altezza) x 37cm (larghezza) x 35cm (profondità) NASH ITALIA E-ZINE 24


Fishing Test

Double Ring swivel

Una girella che in molti non hanno capito, la classica domanda è…“A cosa servono due anellini?”Ecco una spiegazione del prodotto con una interessante sequenza fotografica del suo utilizzo.

Con questo sistema si ha la possibilità di presentare un piombo con la classica montatura In Line, ma in caso di incaglio, grazie a questa girella e al suo piccolo accessorio, il piombo si sgancerà istantaneamente liberando la lenza dalla zavorra, così che anche il recupero del pesce, in un ambiente ricco di vegetazione sommersa, sia più agevole e meno rischioso per la cattura stessa. Questo tipo di montaggio può essere utilizzato sia per pescare a lancio che per calare con la barca, non ci sono particolari contro indicazioni per la sicurezza del pesce, e le vostre presentazioni saranno sempre pulite e perfette. Nella sequenza tutti i passaggi per realizzare correttamente questa montatura e in pochi minuti realizzerete un perfetto In line ma che all'occorrenza si sgancia senza creare problemi.

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“Riepilogando, questa presentazione è ideale per fare in modo che il piombo venga rilasciato in caso di incaglio, è la soluzione migliore per la salvaguardia del pesce per gli amanti della pesca in-line...”

LA COSTRUZIONE 1) Prendere un piombo in-line e la Double Ring Swivel 2) Estrarre il conetto di plastica 3) Tagliare e dividere la parte grossa dalla parte più sottile 4) Inserire la parte più sottile all’interno del piombo 5) Prendere il Nash In-Line Lead Insert ed inserirlo come mostrato in figura 6) Ecco come si presenta il piombo con la modifica 7) Alla girella Double Ring Swivel, abbiamo precedentemente messo il Nash Limpit Leader oppure un leadcore classico 8) Inseriamo la girella dentro al Nash In-Line Lead Insert 9) Blocchiamo il tutto con il conetto dato in dotazione con il piombo in-line 10) Ecco il risultato, nell’altro anellino ci metteremo il terminale NASH ITALIA E-ZINE 26


Fishing Test Nash Cloth ing T-Shirt & Short Arriva l’estate e non farti cogliere impreparato! La Nash mette a disposizione abbigliamento tecnico di alta qualità per godere appieno anche le giornate più calde! Chi indossa Nash ha stile! • STREET GRAY T-SHIRT Caratterizzata dal suo stile sobrio in grado di esser portata ovunque, non solo a pesca. Disponibile dalla taglia S alla XXXL

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Tecnica

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29/04/2014 08:14

MILLIMETRI CHE

CONTANO Spesso è difficile uscire dalle nostre convinzioni e per di più smettere di seguire schemi consolidati nella nostra mente. Lo è per ogni situazione, sia di vita che di pesca. E’ fondamentale che un carpista si ponga un obbiettivo che vada al di là del semplice “devo mettere le canne in acqua a tutti i costi!” Testo e foto di Roberto Bussolari https://www.facebook.com/profile.php?id=1123770412

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Questo obbiettivo per me è sempre rivolto alla cattura ragionata e sensata di pesci importanti. Ognuno di noi, nel proprio “io”, ha i suoi migliori alleati. Solo noi possiamo esprimere al meglio le nostre capacità. L’impegno, l’osservazione, la ricerca e l’analisi sono “abilità” proprie di ogni individuo. Non serve essere bravi pescatori, basta solo impegnarsi al massimo anche per sessioni di pochissime ore. Nelle mie esperienze di pescatore ho spesso ribaltato e messo in discussione profonde convinzioni, e continua tutt’ora ad accadere. Alcune volte sono tornato sui miei passi, altre volte ho confermato le mie teorie. In ogni caso, nella maggior parte delle situazioni, devo ammettere che ho ottenuto buoni risultati proprio perché ho cercato di trovare la chiave di lettura più appropriata a ciò che stavo vivendo. Vorrei riportarvi qualche piccolo aneddoto e qualche mia esperienza per farvi capire che spesso azzardare piccole prove, ci può aprire grandissime prospettive. Ricordo ad esempio che 17-18 anni fa, quando pescavo in alcuni grandi laghi del nord ero convinto, che il miglior innesco per selezionare la taglia, fosse il doppio 24mm affondante. Per diversi anni portai avanti questa teoria e nonostante ottenessi qualche cattura soddisfacente (presi la mia prima over 18kg) mi accorsi che la cattura di taglia era più un evento casuale e molto sporadico, piuttosto che un risultato ottenuto da una giusta strategia. Non mi liberai 31 NASH ITALIA E-ZINE

Nella vita non serve dimostrare di essere dei bravi pescatori, l'importante è impegnarsi al massimo anche per sessioni di poche ore. Come appassionati si tende spesso a ribaltare e mettere in discussione profonde convinzioni derivanti da esperienze di altri angler.

immediatamente da quel tipo di innesco, faticavo ad abbandonarlo. Dopo qualche altro esperimento passai ad impiegare boilies da 30mm, e lì sprofondai rapidamente in un baratro profondo abbandonandole rapidamente. Nel frattempo gli anni passavano e l’esperienza fatta in riva all’acqua cresceva con me. Lentamente, circa 7-8 anni fa iniziai a fare un ragionamento banale. Inneschi grandi e voluminosi spesso mi lasciavano a bocca asciutta, ma la “leggenda” narrava che le carpe aspirano cozze dalle dimensioni spaventose e quindi in me l’unica giustificazione plausibile era che le carpe non erano entrate in pastura o “mangiavano male”. Per anni ho coltivato le mie ingenue teorie ottenendo obbiettivamente risultati appena sufficienti. Convinto delle mie idee, ricercavo sempre i motivi dei miei insuccessi in fattori o avvenimenti non legati alla dimensione dell’esca. Come si vede nella foto di corredo all’articolo, una bella carpa comune mi lascia durante la notte una manciata di piccole vongole. In in origine probabilmente non erano più di due centimetri.


Questo riscontro mi è capitato sia in grandi laghi che in grandi fiumi. Obbiettivamente non ricordo volta, pescando solo in acque libere abbastanza vaste, di aver trovato all’interno della sacca di contenimento, escrementi che mi potessero far supporre che la carpa catturata potesse aver inghiottito bocconi molto più voluminosi di quelli appena descritti. In alcune cave di grandi dimensioni ho trovato alcune chele di gamberi e sono l’ultima mia memoria di residui voluminosi. Non escludo, anzi lo vorrei sperare per quei poveri pesci, che quelle chele le avessero vomitate. La carpa all’interno di quel carp sack, nuota in un lago dove sui fondali sabbiosi vi sono molte cozze “solitarie”, che lasciano simpatiche scie sul fondo, ma dei loro gusci rotti neanche l’ombra. Ho pescato diverse volte in quel lago ma mai le ho trovate. Come si spiega? Cozze di 3-7cm sono già troppo grandi e le piccole vongoline risultano più appetibili? Oppure è sempre stato solo un caso non averle trovate? Obbiettivamente non credo molto al caso se la questione si ripete in modo sistematico. Per un ragione o per un’altra, apparentemente sembra che queste carpe inghiottano tendenzialmente bocconi di

piccole dimensioni. Un motivo plausibile potrebbe essere quello sostenuto da alcuni, e cioè che le carpe riescano ad aprire le cozze e mangiare solo il mollusco contenuto al loro interno, ma ancora non sappiamo come. Questo spiegherebbe perché non troviamo resti di gusci derivati da bivalvi di grosse dimensioni nelle sacche, ma conferma anche il fatto che le carpe in realtà si nutrono di piccoli bocconi. In quelle acque, non solo per quel motivo, ho iniziato ad approcciarmi non più con inneschi doppi del 24, ma con dei doppi da 15mm. Ho immediatamente iniziato ad ottenere risultati più che gratificanti. La scelta di pescare quasi esclusiva-

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Ami dalle curve perfette in grado di resistere alle forti trazioni dei pesci più potenti.

mente con questi inneschi in realtà fa parte del mio modo di pescare non solo in seguito a quell’osservazione, ma dopo aver iniziato a catturare, anni fa, alcune belle carpe con boilies piccole. Ora pesco sempre con inneschi compresi tra il singolo 15mm e l’omino 20-15. A dire il vero, quello che mi ha fatto divertire di più è l’omino 15-15 che risulta meravigliosamente controbilanciato. Negli ultimi anni ho notato quindi che sugli inneschi piccoli le carpe cadevano più facilmente, sia pescando in lago che in fiume, dove in quest’ultimo ho avuto qualche soddisfazione veramente eccezionale. Ho riflettuto molto a lungo e ho trovato una infinita serie di buoni motivi per cui una carpa di taglia possa preferire e scegliere più velocemente una piccola esca. Innanzitutto il nostro obbiettivo è quello di catturare pesci eccezionali nel minor tempo possibile. Per prima cosa una piccola esca “sconosciuta”, di dimensioni simili al cibo consueto delle carpe, è sicuramente accettata molto più velocemente di una biglia da 30mm. Inoltre, il nostro obbiettivo è portare velocemente le carpe sull’innesco. L’effetto “nocciolina” (scusate la definizione stupida) di una piccola esca è enormemente maggiore rispetto ad una massiccia 24-30mm. Per avere il peso di una 30mm ci vogliono 8 boilies da 15mm. Capite quindi che per avere lo stesso livello di sazietà, una carpa, mangerà molte più esche piccole e le probabilità di incappare nel nostro innesco aumenteranno esponenzialmente. Con un’esca piccola si parte già con un enorme vantaggio. A prescindere dalle statistiche, il principio vale anche per noi esseri umani, alimentarci poco per volta ci consente di mangiare molto di più rispetto ad azzuffarci sul piatto e riempirci la bocca deglutendo grossi bocconi. Quindi, una piccola esca abbasserà molto velocemente le difese delle grosse carpe e le indurrà a mangiarne di più. Consideriamo inoltre che un pesce è portato a mangiare tanto più velocemente quanto più alimento trova, in quanto il suo metabolismo accelera per poter ingerire di più. Ovviamente questo a discapito sicuramente dell’assimilazione ma sicuramente a nostro vantaggio e questo non è altro che istinto di sopravvivenza. Una piccola esca è veloce da inghiottire, spaccare ed ingerire. Un grossa boilies, magari un po’ dura, potrebbe richiedere alla carpa anche più di un minuto per essere interamente inghiottita e capite quanto questo rallenti la fase di alimentazione. In acque vergini il principio è lo stesso. Sicuramente l’impiego di piccole boilies è uno dei modi migliori per farle conoscere velocemente alle carpe. Altri vantaggi, come ad esempio la consistenza dell’esca piccola, ci aiutano ad entrare in pesca in modo sempre più rapido. Sono pure leggende che le carpe “spaccano “ i sassi. Piccole esche, anche se dure, verranno rotte molto più rapidamente e rallenteranno molto 33 NASH ITALIA E-ZINE

“In quelle acque, ho iniziato ad approcciarmi non più con inneschi doppi del 24, ma con dei doppi da 15mm”


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pesce. Esche di ridotte dimensioni destano sicuramente molti meno sospetti alle carpe di taglia, riuscendo anche a generare piuttosto rapidamente una forte frenesia alimentare. Questo principalmente per la velocità con cui le carpe riusciranno a reperirle e ad aspirarle. Inoltre avranno necessità di molte più esche per essere sazie e questo può tornare solo a nostro vantaggio. Molti si chiederanno come si può fare per selezionare la taglia con esche di ridotte dimensioni. Lo si può tranquillamente fare anche se la maggior parte delle difficoltà è affidata a noi pescatori e non più all’esca. La tecnica è perseverare senza sosta nella cattura di pesci medi per arrivare a raggiungere il pesce di taglia. Vi riporto quanto accaduto pochi giorni fa. Pescavo in una cava ed avevo già catturato almeno 14-15 carpe dai 7 ai 14kg con una cultured da 15mm ma la più grossa è stata l’ultima cattura con una bella specchi da 17kg. Non è un caso, le continue catture di carpe medio piccole, ha fatto si che ad un certo momento queste si siano allontanate dall’area ed è proprio quella la situazione che mi ha permesso di catturare pesci più importanti. L’esperienza mi ha fatto capire che insistere con esche grosse, oltre a prendere molti meno pesci, probabilmente non mi consentirebbe neppure di arrivare a catturare i pesci di taglia. Indurre la frenesia alimentare è il mio primario obbiettivo in ogni sessione, dal lago al fiume. In Po ho sempre pescato con doppia 15mm, ho preso tanti barbi, ma anche pesci incredibili. Molte nostre esche verranno mangiate da pesce di disturbo. Con boilies piccole indubbiamente i quantitativi di esche da impiegare saranno sicuramente molti di più, questo è l’unico limite. Spesso è fondamentale, se non basilare, sfamare nel vero senso della parola, le piccole carpe per arrivare a quelle di mole maggiore. I risultati saranno devastanti. In presenza di molte esche grosse sul fondale, che non riescono a produrre catture di piccole carpe, ci vorrà più tempo perché queste si allontanino in quanto non si spaventeranno da altre compagne catturate. In questa situazione le carpe più grosse tarderanno ad avvicinarsi all’area pasturata. Preferisco sempre iniziare con qualche cattura di poco rilievo per allontanare e sfamare il branco delle più piccole, in attesa di un momento di quiete dove quasi sicuramente mi verrà a visitare qualche bell’esemplare. Quindi in realtà non esiste un vero metodo per selezionare la taglia con piccole

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boilies. Il lavoro duro lo dovremo fare noi interpretando la sessione e dosando adeguatamente i quantitativi di pastura cercando proprio di portare ad un allontanamento delle carpe più piccole. Raggiunto questo obbiettivo, non sarà troppo difficile, se una grossa carpa arriverà nell’area pasturata e si troverà un piccola esca, ben presentata, difficilmente saprà resistergli. L’impiego di piccole boilies mi ha veramente rivoluzionato il modo di pescare e negli ultimi anni sono riuscito ad avere meravigliose soddisfazioni. Ho aumentato di gran lunga il numero delle mie catture ottenendo un aumento considerevole della taglia degli esemplari catturati. Il vero consiglio che vi posso dare è quello di non fermarvi davanti alle proprie convinzioni perché dietro c’è un mondo fatto di scoperte e soddisfazioni.


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Tecnica

Il Sesto

SENSO

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Cos’è il sesto senso? In teoria dovrebbe essere quella parte della mente in grado di prevedere determinate azioni Testo e foto di Matteo Marmocchi https://www.facebook.com/MatteoMarmocchi2

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Per un pescatore “il sesto senso” può essere paragonato al senso dell’acqua: essere in grado di capire dove e quando il pesce abboccherà e con quale esca. Sicuramente ognuno di noi conoscerà almeno un pescatore che ha qualcosa in più di noi, che è in grado di risolvere alcuni piccoli dubbi, oppure che riesce a catturare meglio di altri. Lasciando in un angolo la fortuna, a mio avviso quasi fondamentale per il buon risultato di una sessione, il senso dell’acqua è riconducibile, con una buona preparazione ed esperienza, a qualsiasi pescatore. Questa qualità, quindi, non è innata, ma può essere maturata col tempo, e purtroppo non in sole quattro o cinque uscite a pesca. Mi è capitato, per fortuna poche volte, di ascoltare i racconti di carpisti, oppure discorsi di ragazzi che da due giorni hanno messo l’amo a bagno, venerando le propria gesta. La nostra tecnica sembra essere l’unica a scoprire ogni giorno nuovi talenti in grado di pescare carpe gigantesche? Mi è capitato un giorno di bisbigliare un discorso tra una mamma e suo figlio in un negozio di pesca, dove molto probabilmente la mamma stava facendo un regalo a suo figlio (15-16 anni), acquistando alcuni accessori per il carpfishing, la mamma gli domandò se aveva preso “quei bagagli che si appendono al poggia canne che tendono il filo”, poveretta, non l’avesse mai fatto, il figlio imbufalito, l’aggredì dicendole che non si chiamavano così e di stare zitta per non fargli fare brutte figure. Quella scena mi è rimasta impressa perché ahimè tutti, neofiti e non, si devono sentire professori e non è ammesso sbagliare,

“Il sesto senso” è quella cosa che si acquisisce solo col tempo e l'esperienza e non è per tutti uguale!

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pensate che da quella volta pure io ogni tanto chiamo gli indicatori visivi, “i bagagli che si appendono al filo”, stiamo parlando di pesca, dove sicuramente è meglio essere professionali, da parte degli addetti ai lavori, ma è bello prendere questa meravigliosa tecnica, come un gioco, come un bellissimo divertimento, perché essa deve essere felicità! Sbagliare è umano, è dallo sbaglio che nascono grandi motivazioni e grandi successi. Mi è capitato pure di ascoltare persone anziane, che magari hanno sempre pescato in piccole cave, oppure che hanno iniziato da poco a pescare perché sono in pensione, e col solo pretesto di avere qualche anno in più, si permettono di dire e fare cose … appunto da professori. Ognuno di noi deve avere rispetto per l’altro pescatore, piccolo o grande, maturo o non maturo, non imporre le proprie ragioni, non far credere di sapere tutto di tutto, così facendo la persona che lo dice si illude da sola per prima. Tutti quanti hanno da imparare da tutti, un manovale può insegnare una tecnica più veloce ad un muratore, seppure quest’ultimo sia in gamba. L’importante è essere umili e non fare la voce grossa. Noi carpisti non sentiamoci professori se per pura fortuna il secondo giorno di pesca allamiamo una carpa da 25kg; non deridiamo chi seppur pescando da una vita non ne ha mai presa una. A mio modo di vedere un pescatore che prende con continuità carpe di medio alto peso è più in gamba di uno che ha fatto un record per pura casualità, magari con attrezzatura all’ultimo grido, ma penso sia un ragionamento che facciamo tutti.


Ma il pescatore umile, quello che apprezzo di più, come può acquisire il senso dell’acqua? C’è una sola maniera per ottenere ciò, cioè andare a pescare spesso. L’esperienza fa maturare una persona in qualsiasi ambito, non sono riviste, DVD, o insegnamenti diretti, questi aiutano soltanto ad arricchire un bagaglio tecnico o per fare in modo di iniziare col piede giusto, fare nuove esperienze perché le si sono lette, provare una tattica nuova. Le riviste servono per divulgare il pensiero di alcuni pescatori che hanno fatto esperienze nel corso degli anni. La pesca deve essere considerata come sfida tra pescatore e pesce, non come sfida tra pescatori (salvo ovviamente le gare agonistiche sane). Le liti per le postazioni sarebbero bello che non esistessero. Fatta questa premessa, penso che il primo punto per ricevere il senso dell’acqua, sia andare a pescare molto spesso da soli, scrutando il più possibile ogni singolo particolare, sia dello specchio d’acqua, sia del suo contorno. Il detto “chi fa da se fa per tre” è molto azzeccato per la pesca. Un piccolo consiglio che mi sento di dare è quello di stare il più possibile zitti di quello che si sta facendo, non sparlate troppo delle vostre pasturazioni, delle vostre esche, dei vostri pesci, questi racconti vanno fatti almeno dopo parecchi mesi, perché può capitare che chi ascolta, oppure chi ha sentito per “sentito dire” rovini ogni vostro sforzo, pasturando pure lui nello spot preferito da voi, con esche totalmente diverse, oppure può capitare che queste persone vadano apposta a pescare quando voi non ci siete, magari esibendo foto di molti pesci agli altri pescatori, venerando il proprio sacrificio.

Ritengo utilissimi gli sbagli fatti per conto proprio, infatti quando si ha un fallimento, s’imparano molte più cose, se questo non avvenisse. Un pescatore maturo è quello che ne ha passate di tutti i colori, compreso appunto gli sbagli. Prima di svolgere una pasturazione preventiva, è utile passare qualche ora in riva allo spot per vedere se il pesce salta, oppure scrutare se in altri posti dello stesso specchio c’è attività al contrario di dove intendiamo pescare. Essenziale è, a mio modo di vedere la pesca, non pescare immediatamente appena si arriva su un posto, ma di fare una scampagnata senza le canne, scoprire i sentieri migliori, vedere se ci sono insenature, guardando il contorno dello specchio d’acqua, osservando la vegetazione se entra in acqua oppure no; altri strumenti utili che il carpista possiede sono i galleggianti per osservare il fondo, oppure l’ecoscandaglio. L’utilizzo del plumbing è utilissimo, specialmente se si utilizzano piombi da 100grammi lunghi e sottili con galleggianti atti per questo scopo. Si può misurare il fondo abbastanza dettagliatamente, e trascinando il piombo si possono notare ostacoli sommersi, valutare se il fondo è di natura molle o consistente, ovviamente non bastano 10 lanci per giudicare uno spot, ma parecchi; misurare la profondità è

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abbastanza approssimativo, tirando fuori il filo dal mulinello, una volta lanciato il tutto in acqua, e recuperato leggermente; sarebbe consigliato mettere una striscia misura fondo sulla canna ad una determinata lunghezza, in modo da contare le bracciate per ottenere la profondità, alcune canne da carpfishing già la posseggono. Mi ricordo di uno spot interessantissimo in un lago molto particolare, dove per non farmi vedere da nessuno, sono dovuto ricorrere alla tecnica del plumbing, il fondale era duro e le sponde andavano a picco, in tre metri di sponda si avevano 30 metri di profondità, feci lanci attorno a quello spot e dopo 30 minuti trovai un piccolo gradino a due metri di distanza verso la mia destra che si innalzava fino a 15 metri per poi attaccarsi alla parete rocciosa, dove tutto attorno c’erano degli ostacoli appuntiti, ed elevata profondità fino a 45 metri. I miei compagni dissero che era un’impresa lanciare in quel punto (anche perché dovetti lanciare da sdraiato) per farla breve catturai una carpa da 12-13 kg; ero molto fiducioso della mia preparazione anche se qualche dubbio i miei compagni me lo fecero venire. Penso che quella carpa sia tutt’ora il pesce più meritato e meglio catturato fino ad ora da parte mia. Questo significa che con pochi strumenti, a bassissimo costo, si possono stravolgere sessioni di pesca improponibili, e catturare in zone proibitive ai comuni pescatori. Avere fiducia in se stessi è la prima arma vincente che ogni pescatore deve mettersi a disposizione.

Solamente se azzardiamo, se tentiamo, possiamo acquisire parte del senso dell’acqua. Dobbiamo sbattere il muso, alcune volte sentendo male, bisogna in tutti i modi tentare l’impossibile, senza incorrere in esagerazioni. Dobbiamo scoprire ad ogni sessione fin dove possiamo arrivare, cercare dove gli altri non cercano. Così si matura! Alcuni carpisti trovano già tutto fatto, sono un po’ come dei figli viziati che trovano alla sera il letto già pronto, o il mangiare sulla tavola ogni volta alle 19 di sera. Questi pescatori vanno dove gli altri catturano, per paura di perdere tempo e di non catturare. 41 NASH ITALIA E-ZINE

Mi ricordo una bellissima frase detta nel film “Troy” da Achille, quando all’inizio del film un ragazzo lo andò a chiamare perché doveva combattere, uno contro uno, con un uomo gigantesco, il ragazzo gli disse che lui non avrebbe mai combattuto contro quel uomo enorme, ed Achille gli rispose:-“ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome!” Avere paura di affrontare determinate situazioni, o cercare di approfittare del lavoro degli altri non è uno stile di vita molto sensato. Chi tenta e chi cerca la fortuna ripetutamente, prima o poi viene ripagato. Magari non verrà ricordato nei secoli dei secoli, ma comunque si potrà concedere emozioni personali che non hanno paragoni…stessa cosa per quanto riguarda la pesca. La fortuna vien da sé, ma molte volte bisogna cercarsela, la fortuna non si crea sognando ad occhi aperti, ma vivendo. Noi carpisti abbiamo centinaia di esche differenti tra loro, vuoi per la loro composizione, vuoi per la qualità, oppure valutando anche le granaglie. È utile cercare di pescare con esche che gli altri pescatori non usano, valutare l’utilizzo di granaglie dove altri pescano con boilies. La maggior parte dei pescatori pesca con boilies al pesce, ma perché? Molti non lo sanno nemmeno, oppure perché sentono dire che con le boilies al pesce si prendono più carpe. Non sempre tale farine è utile, analizzate perché essa viene messa all’interno della boilie ed in quanti grammi. In questo articolo ho cercato di esprimere, secondo me, come acquisire il sesto senso del carpista, ovvero il senso dell’acqua, solamente l’esperienza ed il tentare ci porta ad avere dei punti in più rispetto agli altri, l’importante è, dopo innumerevoli insuccessi, non scoraggiarsi, prima o poi le soddisfazioni arriveranno! Solo sbagliando si matura! Quando poi vi fiderete del vostro istinto e questo vi ripagherà...allora avrete acquisito il sesto senso!!!

“La pesca deve essere considerata come una sfida tra pescatore e pesce e non come sfida tra pescatori (salvo ovviamente le gare agonistiche sane). Le liti per le postazioni sarebbe bello che non esistessero”


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Tecnica

BOMBONIERA “La pesca è un'attività che da millenni fornisce cibo alle popolazioni insediate presso laghi, mari o fiumi. Essa consiste nella cattura del pesce utilizzando strumenti di vario tipo” Testo e foto di StefanoAntonucci e David Bracaglia https://www.facebook.com/stefano.antonucci.3

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Tale è la definizione che una nota enciclopedia online dà della pesca, la quale effettivamente e in poche parole, racchiude in sè lo scopo principale che ha dato origine a questa pratica: catturare un pesce per cibarsene. Nel corso degli anni la pesca è diventata anche un passatempo, un hobby, un motivo di svago per trascorrere qualche ora all’aria aperta e staccare la mente dalla quotidianità, ma spesso, che sia stato poi mangiato o solo esposto come un trofeo, lo sventurato pesce catturato non avrebbe di certo riguadagnato la libertà. Fortunatamente la situazione sta cambiando, e sempre più spesso assistiamo ad una pratica meravigliosa: quella del rilascio della preda dopo la cattura. Così facendo, si è originato un rapporto di rispettosa “belligeranza” tra il pescatore e il pescato, eticamente bio compatibile, e nel caso di discipline come il carpfishing, ancor più sensato, dato che tra i suoi scopi ha la cattura di grandi carpe…certo, perché se non avessero l’opportunità di crescere, grandi non lo diventerebbero mai! La nostra tecnica di pesca, da anni ormai, si afferma come una tra le più eticamente corrette, non solo per quanto riguarda il rilascio del pescato, ma anche per la cura e le particolari accortezze riservate ai pesci nelle fasi immediatamente seguenti all’atto della cattura. Tutto ciò, come ribadito sopra, da perfetto “modus operandi” ecosostenibile, ha portato ad un incremento della fauna ittica in bacini costantemente frequentati da carpisti, nonché ad un aumento della taglia media delle carpe. Catturare e rilasciare in ottime condizioni di salute un pesce, lascia spazio anche ad un’altra possibilità: avere la fortuna di catturarlo ancora una volta, magari cresciuto. Nei nostri svariati anni di carpfishing, questo privilegio è capitato più di qualche volta, anche con carpe molto anziane e grandi, ormai conosciute “star” di famose acque sia italiane che estere. E’ possibile imbattersi nella cattura dello stesso pesce per varie volte, specialmente in quei periodi medio\lunghi in cui si decide di dedicarsi esclusivamente ad un bacino per sfruttarne al pieno le potenzialità. Ed è in questo caso, che spesso si incappa nella cattura delle over più blasonate per più di una volta. 45 NASH ITALIA E-ZINE

La linea Cultured offre due grandi vantaggi: il primo quello di essere molto più attrattiva rispetto ad una boilies tradizionale. Il secondo la lunga durata in pesca grazie al nucleo interno particolarmente duro.


Proprio in una delle prime pescate in un bellissimo bacino vulcanico, incappammo nella cattura di una specchi meravigliosa per forma e colori. Catturammo questo pesce per la prima volta durante un tramonto di inizio ottobre. Una lotta lunga e particolarmente “stressante” dal punto di vista psicologico, perché dalla resistenza data dal pesce si intuiva che dall’altro capo della lenza ci fosse una preda di taglia, lotta resa ancor più complicata da vari incagli della lenza che ormai stavano per farci perdere le speranze. Avete presente quei casi in cui improvvisamente non sentite più niente: lenza madre che inesorabilmente si perde verso le profondità del lago, provare a tirare con tutta la forza possibile ma non ottenere niente di niente, tutto bloccato, game over. Solo la calma di Jack riuscì a districare quella matassa (in tutti i sensi….) Pian piano, recuperando centimetri di treccia a mano, dopo circa dieci minuti di lavoro chirurgico, “il sistema” prese di nuovo incredibilmente vita portando a guadino quel fantastico pesce poco al di sotto dei venti chilogrammi. Un pesce immacolato, dalla forma particolare e la bocca enorme, dai colori tipicamente autunnali. I mesi passarono in fretta e si concluse un altro soddisfacente anno di pesca. Pensavamo comunque che ancora si potesse ottenere qualcosa di più e programmammo di pescare uno spot particolare per conformazione e caratteristiche del fondale, impostando una pasturazione

Bocche del genere fanno sognare chi ama il carpfishing. Nella foto una bellissima specchi catturata dopo che l'innesco è rimasto in acqua molte ore!

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preventiva con le nuove Nash The Key Stabilised, allora ancora in fase di test. Una boilie dal profilo nutrizionale completo, studiata per essere utilizzata anche nelle lunghe pasturazioni. Decidemmo di iniziare le nostre sessioni di pesca ad inizio primavera, un periodo molto particolare che se bene interpretato può regalare ottimi soddisfazioni, ma allo stesso tempo se male interpretato, sonore batoste. Alla base, oltre ad un ottima preparazione degli spot, ci fu un certosino lavoro di ricerca di quest’ultimi, perché dovevamo essere noi a scovare i pesci e non loro a raggiungere noi… Il momento della verità arrivò molto presto e solo entrando in pesca avremmo avuto un feedback sul lavoro svolto. Dopo qualche cattura di medie dimensioni, ci ritrovammo a correre dietro ad un grosso pesce che proprio non ne voleva sapere di staccarsi dal fondo: lento e pesante, sfruttava la sua mole opponendo una resistenza tale da mettere sotto stress tutta l’attrezzatura comprese le nuove Pursuit nella misura 12” 3 lb, che sotto quella trazione straordinaria disegnavano nell’aria una parabola perfetta. Dopo interminabili minuti, ci ritrovammo nel guadino una specchi dalle dimensioni esagerate, tonda e molto grassa: solo dopo averla poggiata sul materassino ci accorgemmo che era di nuovo lei, Bomboniera (così soprannominata dai pescatori locali per la sua particolare bellezza), in tutta la sua magnificenza primaverile. In ottima salute, cresciuta ed inoltre carica di uova, questa volta passava di gran lunga la fatidica soglia dei venti chilogrammi. Dopo qualche scatto, la liberammo immediatamente evitandole ulteriori stress che in quelle particolari condizioni potevano risultarle fatali. Notammo subito che fu catturata non lontano dallo spot precedente, con lo stesso innesco ma con boiles differenti in fase di pasturazione. Non furono queste le uniche due volte in cui catturammo questo magnifico pesce: Bomboniera ci venne a trovare, in un solo anno solare, ben cinque volte, due volte in autunno ed una volta in primavera, estate ed inverno. Pensiamo che la cattura di uno stesso pesce così tante volte, non sia solo da attribuire al caso, ma sicuramente anche ad un ottima analisi della zona di pesca e da una minuziosa conoscenza del comportamento delle carpe locali, derivata dall’esperienza acquisita in innumerevoli ore di pesca sulla stessa acqua. Ci sentiamo di affermare questo perché, nelle volte successive, la cattura di questo pesce è stata quasi “programmata” tentando di mettere in pratica le deduzioni ottenute nelle esperienze precedenti. Avevamo capito le sue abitudini e quali fossero i parametri da rispettare se volevamo catturarla. Prima di tutto, un pesce che si lascia catturare tante volte è di per sè un pesce ingordo e propenso ad alimentarsi di boiles. Questo è deducibile anche dal fatto che Bomboniera, nelle sessioni di pesca dove è stata catturata, è stata sempre una delle prime tre catture. Quindi un pesce fame47 NASH ITALIA E-ZINE

“Un pesce immacolato, dalla forma particolare, la bocca enorme e dai colori tipicamente autunnali”.


lico, incline alla competizione alimentare con gli altri pesci, sicuramente favorito dalla sua mole al di sopra della media. La boilie utilizzata ha reso molto in termini di cattura e di taglia media nel lago in questione, e pensiamo che anche grazie ad essa abbiamo avuto per ben cinque volte questo pesce sul nostro materassino, in diverse stagioni, in ognuna delle quali dimostrava abbondantemente di averla gradita. L’alta appetibilità e soprattutto l’eccezionale bilanciamento l’avevano resa “quasi” alla stregua dell’alimento naturale, per come era riconosciuta ed apprezzata. Lo spot è un punto chiave: Bomboniera è stata catturata tre volte nello stesso spot e le restanti due poco distante. Quindi, un pesce famelico ma anche territoriale, e soprattutto stanziale. Pensiamo che questo sia riscontrabile anche dalla particolare conformazione strutturale di questo pesce, che tende ad ingrassare sempre più e quindi ad essere poco propenso ai lunghi spostamenti, sia per la riproduzione, sia per l’alimentazione. La spiccata territorialità di questo pesce è stata ulteriormente confermata dalla cattura effettuata da un nostro amico, nello stesso spot, a distanza di circa una settimana dalla nostra. NASH ITALIA E-ZINE 48


Per molti, catturare la stessa carpa diverse volte, può sembrare monotono, ma se vediamo la cosa da un altro punto di vista, ben oltre solo quello circoscritto alla voglia di catturare sempre più pesci e sempre più grandi, potrebbe essere utile ed interessante per conoscere sapere molti di più sul comportamento della fauna ittica in un determinato luogo. Inoltre, secondo il nostro punto di vista, è anche una grande soddisfazione. Vedere un pesce che cresce, in ottima salute, nelle diverse vesti stagionali, è sinonimo di averlo trattato sempre bene prima di tutto, con la massima cura e con tutto il rispetto del caso, e poi di aver attuato una strategia di pesca funzionale e proficua. Bomboniera rimane uno dei pesci più belli che abbiamo avuto la fortuna di catturare, e vederla crescere di stagione in stagione, non può che renderci felici. Inoltre, analizzandone la struttura genetica ed i dati relativi al tasso di crescita, considerando poi la sua spiccata propensione all’alimentazione, ci sentiamo di annoverarla tra le future e potenziali Big Carp italiane dei prossimi anni. Ai posteri l’ardua sentenza….per il momento speriamo di cuore di catturarla ancora, per ammirarla in tutta la sua disarmante bellezza e apprezzarne la maestosità quando calma e nobile torna libera nell’ambiente che l’ha vista nascere e crescere.

Riuscire a fare selezione, ingannando pesci del genere non è facile, occorre grande esperienza oltre ai prodotti all'altezza della situazione.

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Tecnica

Quando la stag

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L'amur è un pesce che si nutre prevalentemente di vegetali, e quando le acque si fanno più calde, e la sua fame aumenta, diventa un vero e proprio “spazzolatore dei fondali” Testo e foto di Graziano Giambastiani https://www.facebook.com/profile.php?id=100009273503023

gione CHIAMA...

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Durante una sessione di pesca alla carpa, può accadere, di allamare un pesce dalle stesse caratteristiche, ma molto più tenace e combattivo. Gli Amur spesso condividono lo stesso ambiante delle carpe, e nonostante che questi pesci siano in prevalenza erbivori, si fanno particolarmente audaci soprattutto quando il cibo naturale scarseggia. Spesso nei branchi di carpe, intente nei loro lunghi pattugliamenti alla ricerca di cibo, si aggirano anche gli Amur e a volte riescono ad avere il sopravvento sulle carpe a suon di scodate e testate. Grazie alla posizione degli occhi l'Amur riesce ad arrivare sul “bersaglio” senza problemi, a differenza della carpa che ha gli occhi spostati ai lati della testa e per questo utilizza un campo visivo laterale. Nel caso della carpa la posizione degli occhi non gli permette di avere una visuale perfetta della scena, tanto che sono costrette ad avvicinarsi al cibo utilizzando i barbigli della bocca come un radar. A differenza della Carpa, l'Amur sbaglia difficilmente, in certi casi è anche molto sospettoso, quando l'acqua è particolarmente trasparente e la quantità di cibo abbonda, mentre si lascia ingannare facilmente quando l'acqua è più opalescente e il cibo scarseggia. In alcuni ambienti, soprattutto ad inizio stagione, quando le erbe del fondo o i giovani germogli dei canneti non si sono ancora formati, diventa vitale per l'Amur ricercare altre fonti di cibo. Capita a volte di vederli nel sotto riva staccare piccole foglie dai rami radenti la superficie dell'acqua, ma quando non trovano nulla, per la loro dieta naturale, ricercano nuove fonti di cibo come ad

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esempio il mais, Tiger nut, vermi, gamberetti e le nostre profumate boilies. Ma se il mais e le Tiger sono le esche migliori, le più efficaci, per insidiare “le carpe erbivore” catturare un Amur con un innesco a palline non è la regola, anche se spesso succede. Se accade è per le ragioni espresse poco fa, e in alcuni casi gli Amur si aggregano ai branchi delle carpe in cerca di cibo e quando si presenta l'occasione diventano diretti competitori. Ricordo una sessione di alcuni anni fa impostata sulla ricerca dei grossi Amur, una sessione che all'inizio sembrava promettere bene.Gli Amur seguivano la corrente creata dal vento che increspava la superficie, li vedevo arrivare da lontano compiendo incredibili salti. Quando non soffiava il vento il lago sembrava come morto, ma appena le onde iniziavano a


La stagione avanza e le acque iniziano a scaldarsi...ed ecco che entrano in azione le grandi carpe erbivore. Le granaglie la fanno da padrone, meglio però rinforzare l'attrattività degli inneschi con un ottimo dip.

formarsi incrementate dal vento, ecco che i grandi pesci argentati si spostavano dalle acque più profonde e blu del lago verso quelle più basse e trasparenti del sotto riva. Quello era il segnale di allarme, quando scorgevo i grossi pesci saltare dovevo prepararmi all'eventualità che uno di loro abboccasse al mio innesco. Ci sono state delle occasioni che nello stesso istante sono partite due canne contemporaneamente, un vero delirio. Uno che tira da una parte uno che tira dall'altra, quando capitano certe cose, intuendo anche che cosa sta tirando dall'altra parte, il minimo che ti può capitare è un attacco di isterismo! Che spettacolo meraviglioso appariva ai miei occhi. Grazie ad un piccolo binocolo potevo vedere in lontananza gli Amur che con i loro salti provocavano grandi spruzzi d'acqua, l'effetto del binocolo mi dava l'impressione di averli vicino, quasi di toccarli. Da questo loro comportamento crebbe la convinzione che gli Amur, fino ad allora catturati senza una logica ben precisa, potevano essere ingannati più facilmente se il mio sistema di pasturazione avesse subito dei cambiamenti.

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Questo ragionamento derivava dal fatto che, nonostante il mais perfettamente cotto e le grosse e dolci tiger innescate, gli Amur passavano senza fermarsi sopra al mio spot. Questo comportamento mi fece pensare alla pasturazione, non solo per le quantità usate, ma soprattutto per una questione di tempi. Sembra strano ma a questo punto tutto iniziava ad avere una logica. Pasturando appena arrivato sullo spot e calate le canne, rimanevo in attesa del vento che avrebbe anticipato l'avvicinamento degli Amur. Ma a pensarci bene i miei inneschi e la mia pastura nel frattempo attiravano piccole carpe e qualche grosso cavedano. Non potevo prevedere quanto tempo sarebbe passato prima che il grosso branco degli Amur raggiungesse il mio spot, ma nel frattempo qualcun' altro aveva fatto man bassa sul fondale di tutto il mio mais, e di conseguenza gli Amur passavano senza trovane niente o ben poco, comunque non abbastanza per convincerli a fermarsi. Allora decisi di fare in un altro modo. Preparai gli inneschi e il secchio con le granaglie pronto sulla barca. Decisi di non calare le canne fino a che le condizioni non fossero state favorevoli per l'avvistamento degli Amur. Ad un certo momento del pomeriggio ecco che iniziò a soffiare 57 NASH ITALIA E-ZINE

Una buona dose di canapa ben cotta aggiunta alle Tiger e al mais serve a rendere piĂš interessante lo spot, ma attenzione alle piccole carpe!


“Comunque è importante ricordiate che l'Amur è un pesce molto sospettoso e qualsiasi cosa succede fuori dal normale nel suo habitat può penalizzare il nostro lavoro”

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una leggera brezza. Pian piano il vento si rafforzò e l'acqua a incresparsi. Eccoli stanno arrivando! Con il binocolo potevo vedere gli spruzzi in lontananza, quello era il momento che aspettavo per portare fuori le mie canne. In quella occasione portai fuori due canne contemporaneamente per calarle una vicina all'altra. Il tempo che avevo a disposizione era veramente poco, dovevo calare, pasturare abbondantemente e tornare velocemente a riva per non spaventare gli Amur che stavano arrivando. Perfetto le canne erano sistemate alla perfezione, gli Amur erano veramente vicini, dovevo solo aspettare e incrociare le dita. Il grosso branco si stava avvicinando molto chiaramente, i segnali in superficie erano nitidissimi, ma quando furono vicini a dove avevo calato gli inneschi, sparirono improvvisamente. Che strano, non potevo essere stato io con i miei movimenti, ero a riva silenzioso, ma con l'adrenalina a mille. Ad un certo punto il segnalatore della canna di sinistra precipitò in calata, il tempo di connettere quello che stava succedendo e impugnare la canna che anche l'altro segnalatore calò all'improvviso. Erano proprio loro, due dei grossi Amur del branco erano rimasti ingannati dalla mia strategia. Il pesce era entrato in pastura. Che spettacolo! I grossi pesci non opposero molta resistenza, mentre con il mio compagno di pesca venivano recuperati da riva, ma appena intravidero le nostre sagome la musica cambiò all'improvviso...delle vere e proprie macchine da combattimento! In conclusione avevo ancora una volta aggiunto qualcosa di nuovo al mio bagaglio tecnico, un'esperienza incredibile che non potrò mai dimenticare. Comunque è importante ricordare che l'Amur è un pesce molto sospettoso e qualsiasi cosa succede fuori dal normale nel suo habitat può penalizzare il nostro lavoro. Una pasturazione abbondante può essere negativa se fatta nel momento sbagliato, meglio creare delle condizioni più discrete e raccolte nel momento opportuno. Ciao a tutti.

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“Ci sono modi diversi di presentare le granaglie, la cosa importante è che la punta dell'amo sia sempre ben scoperta per una allamata perfetta...”


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Programmare un via 61 NASH ITALIA E-ZINE


aggio MERAVIGLIOSO

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E’ riconosciuto per la sua energia ed il suo entusiasmo per il Carp fishing, riesce ad adattarsi a qualsiasi luogo di pesca del mondo e a catturare velocemente! Ecco le ultime notizie di Alan con le sue tattiche di approccio in acque tutte da scoprire. Testo e foto di Alan Blair Traduzione a cura di Rachele Pasquali IL TEMPISMO E’ TUTTO

Pensate a quando arrivate, un po’ di lungimiranza può cambiare il risultato di un viaggio. In estate preferisco arrivare sulle 3.30 di notte, mentre in inverno dalle 06.30 alle 7 del mattino. In questo modo ho la possibilità di vedere meglio i pesci proprio nel momento in cui la luce cambia e il lago si sveglia. Non è sicuro che vedere sempre le carpe, ma se vi mettete in gioco, avrete una grande opportunità, magari, nove volte su dieci. Di prima mattina è il periodo perfetto per avvistare le carpe. Per esempio, tra mezzogiorno e mezzanotte non ci sarà così tanta affluenza.Nei mesi più freddi invece l’ideale è pescare fino al crepuscolo. Anche le carpe che non hanno fatto niente tutto il giorno e che sono nelle condizioni più tristi si faranno vedere spesso verso il calasole.

DOMANDA E RISPOSTA

Ogni tipo di conoscenza che avete collezionato in un luogo specifico prima di visitarne uno nuovo non è nient’altro che un punto in più al vostro medagliere. Non uso spesso social media, ma non è mai stato più facile fare qualche domanda o inviare un messaggio privato a qualcuno per sapere le ultime notizie su un posto in particolare. Solita-

“Prima di ogni sessione, la prima o la seconda ora dovrebbe essere investita per girare intorno al lago”.

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mente se siete educati e propensi ad aiutare il prossimo, gli altri cercheranno di ricambiare il vostro favore. Io, ad esempio, preferisco ancora tenermi in contatto con un negozio di pesca locale, chiedendo se sanno qualcosa riguardo ad un determinato luogo o perfino se possono mettermi in contatto con qualcuno che potrebbe essermi di aiuto. Penso che i migliori negozi siano anche quelli che aiutano di più, non bisogna stupirsi di ciò… Poi ci sono siti web di tenute di pesca, feed su Instagram, resoconti delle catture, diversi modi per reperire informazioni. Voglio provare ad ottenere importanti informazioni sulla struttura del posto, sulla profondità, sulle aree migliori, sulla base, qualsiasi cosa che mi aiuti a farmi una mappa mentale del posto. E’ importante raccogliere piccoli pezzi per costruire un puzzle mentale del luogo in cui dovrete pescare, ma attenti a non usare troppo la fantasia. Per esempio, se un lago è grande dieci acri, ma otto di questi sono poco profondi e altri due invece molto profondi, dovrete sapere immediatamente che avrete bisogno di risparmiare molto tempo, evitando di perderlo nella ricerca. Un’altra buona fonte di informazione è rappresentata da Google Maps e da Google Earth. La mia mente è abbastanza fisionomista, per questo amo le immagini dalle quali traggo ispirazione, mi piace caricarmi prima di raggiungere un posto nuovo. Non potrete fare niente prima di essere lì, ma cercate di non andarci alla cieca!

Un viaggio che Alan ha programmato e pianificato con grande attenzione perché era consapevole di affrontare un'avventura ricca di numerose difficoltà!

IL CIRCUITO DI ALLENAMENTO

In qualsiasi tecnica di pesca, bisogna investire più tempo possibile a tracciare il luogo in cui si trova il pesce in quella determinate giornata. La prima o la seconda ora dovrebbe essere investita per girare intorno al lago. E’ molto più facile in estate, durante quelle mattinate e quelle serate in cui le carpe si fanno vedere ovunque e in qualsiasi angolo. Un segnale potrebbe essere, per esempio, il colore dell’acqua, le bolle che salgono in superficie, il rumore, i salti delle carpe, i classici segnali di presenza di un pesce. La pressione di pesca dovrebbe dare qualche indizio, ma dovete stare attenti, se qualcuno è riunito in una

parte del lago, ciò dovrebbe essere legato al fatto che i pesci sono in quella zona, ma spesso il pesce scappa dalla pressione dei pescatori. Non ho paura di chiacchierare educatamente con qualcuno e fargli domande su come sta andando la pescata. A volte potrete ricevere indizi d’oro.. “Non so molto, ma le ho viste saltare laggiù tutto il giorno…”

ANDATECI DIETRO

Ho catturato molti pesci seguendo una regola nei mesi più caldi, non girate per il lago senza portarvi dietro una canna. Io mi porto dietro una Sawn-Off, un guadino ed un materassino, più l’essenziale in tasca oppure all’interno della fodera Sawn-Off Utility Skin agganciata alla mia cintura. Non ha senso seguire sei carpe che nuotano rapidamente senza portare con noi una canna. Cercherò di creare un’opportunità di cattura dato che giro intorno al lago proprio per quell’obiettivo. Inoltre, controllate dove lasciate i vostri strumenti, sempre un occhio a dove parcheggiate! NASH ITALIA E-ZINE 64


CHOD ROD: LA PRIMA SCELTA Certamente, non potrete camminare intorno al lago per ore, ma dovete affidarvi ad uno spot specifico. Mi porto sempre dietro un paio di canne montate con qualche Chod, così posso tirare fuori le esche quando voglio e pescare con fiducia, anche se non so niente riguardo allo spot, al fondale del lago o alla profondità. Nel corso degli anni sono riuscito a catturare più pesci del dovuto, questo senza dubbi. I Chod potrebbero anche non rappresentare la migliore soluzione per un determinato posto a lungo termine, ma se volete essere in grado di lanciare ovunque, in ogni luogo e di avere 65 NASH ITALIA E-ZINE

In base all'esperienza maturata da Alan nei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo a “caccia di carpe” una delle presentazioni in assoluto più efficaci e che si adatta benissimo a qualsiasi tipo di fondale è il Chod Rig. Nash tra la sua infinita gamma di prodotti ha il Chod Link, un nylon con caratteristiche incredibili.


“Quando non conosco le acque da affrontare, porto sempre con me un paio di canne montate con qualche Chod, così posso tirare fuori le esche quando voglio e pescare con fiducia, anche se non so niente riguardo allo spot, al fondale del lago o alla profondità. Nel corso degli anni sono riuscito a catturare più pesci del dovuto grazie a questa soluzione, questo senza dubbi”

una grande opportunità di sentire un Beep, sono sicuramente la scelta migliore per il rig. Mi siedo, magari monto anche un’altra canna con qualcosa di diverso scegliendo le opzioni anche in base alla profondità che osservo a occhio e croce, controllo il fondale in modo approssimativo senza perdere tempo e vedo se riesco a pescare in modo efficace. Portate sempre con voi un paio di Chod per le vostre canne!

“Quando non conosco le acque da affrontare, porto sempre con me un paio di canne montate con qualche Chod, così posso tirare fuori le esche quando voglio e pescare con fiducia, anche se non so niente riguardo allo spot, al fondale del lago o alla profondità. Nel corso degli anni sono riuscito a catturare più pesci del dovuto grazie a questa soluzione, questo senza dubbi”

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LASCIATE TUTTO SUL CARRELLO

Anche quando scelgo uno spot per lanciare, non montero ogni cosa: l’esperienza mi ha suggerito che devo muovermi spesso. Ho avuto l’esempio lampante di ciò alcuni giorni fa: ho visto un pesce, ho montato e smontato le canne. Poi ho visto altri tre pesci sgattaiolare in un altro angolo del lago, li ho seguiti, e mi sono reso conto che anche in altre aree c’erano grandi possibilità di cattura. La prima opportunità non è mai la migliore. Non tirate subito fuori il vostro Brolly o il vostro lettino. Potete anche tirare fuori le canne, ma lasciate il resto dell’attrezzatura un attimo sul vostro carrello. Se non siete mai stati prima in un posto, non sapete che cosa vi aspetta. Vedere un pesce potrebbe essere davvero importante, in alcune acque ne potrete anche vedere una dozzina se vi trovate nel posto giusto. Se siete tra quei carpisti che trascorrono due ore a montare il campeggio prima di tirare fuori le canne dalle fodere beh, vi consiglio di mettervi a pescare senza montare il campeggio e nel caso smontare tutto. Direi che per il momento ci stoppiamo qua, perché ho trovato uno spot che mi ispira particolarmente. Io ci provo e chissà se avrò successo, ve lo racconterò al prossimo numero! 67 NASH ITALIA E-ZINE


Ogni ambiante, ogni acqua, ogni luogo ha la sua caratteristica e la sua difficoltà, ma questi sono gli ingredienti indispensabili per Alan che ama inseguire e cacciare le sue prede. Anche questo è un modo specialistico di interpretare il carpfishing.

In questi anni la Nash ha sviluppato una serie di prodotti di altissima qualità, adatti a chi ama pescare in totale libertà a stretto contatto con la natura. Materiali leggeri e tessuti mimetici sono l'ideale per chi vuole il meglio a livello tecnico, senza trascurare naturalmente la riservatezza che in molti ambienti è d'obbligo. Tutto questo e tanto altro lo trovate nella linea Scope di Nash, nell'abbigliamento tecnico dedicato, nelle esche e nei prodotti per la pasturazione.

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Tecnica

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Molte volte non si riesce a pescare nelle migliori condizioni, quindi la scelta dello spot ci obbliga a valutare al meglio tutte le sue potenzialitĂ , soprattutto il fondale, per portelo rendere il piĂš produttivo possibile Testo e foto di Michele Talone

https://www.facebook.com/talone.michele

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Prima regola fondamentale è trovare il passaggio delle carpe che è una cosa fondamentale, e anche se maledettamente difficile, questo non ci garantirà la cattura certa. Ovviamente, una volta individuato lo spot, è necessario pasturare sufficientemente, ma senza esagerare, poiché prima di impegnare tempo e risorse bisogna capire se la zona è di interesse per i nostri ciprinidi. Ci sono tre zone fondamentali da individuare sulle quali bisogna soffermarsi: 1) le zone dove le carpe stazionano perché sono lontane da ogni disturbo 2) le zone “più sporche” dove si alimentano e trovano sempre il cibo 3) i tratti di passaggio che le carpe percorrono con regolarità per spostarsi da una zona all'altra. Tra questi tre spot, quello da “battere” maggiormente, la zona piu' “calda” tanto per intenderci, è quella con più ripari sommersi dove i pesci si sentono sicuri e trovano anche una buona alimentazione. Queste zone spesso si presentano con un fondale ricco di limo, e nonostante che non sia un fondale che piace a molti, può rivelarsi uno spot vincente, ma solo nel caso che il fondale non sia in putrefazione. In zone come queste, con molto limo sul fondo è possibile trovare una buona quantità di crostacei e molluschi, alimenti natu-

La gamma delle esche Nash è in grado di coprire qualsiasi tipo di necessità: dal PH dell'acqua al tipo di fondale!

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Esiste un connubio importante tra scelta del fondale e tipo di boilies da usare.


rali ricercatissimi dalle grosse carpe. Questi fondali, molto spesso, potrebbero essere a vista di un carpista poco produttivi perché, si pensa che il nostro innesco potrebbe “sprofondare” nel fango ed avere un'odore sgradevole. Individiduare queste aree non è poi così difficile, spesso è possibile notare dei segnali chiari e frequenti sulla superficie, sono le carpe che si spostano lentamente “grufolando” sul fondo melmoso. In certi casi, ma soprattutto in certi ambienti, dove sappiamo che il fondale è pieno di limo, è possibile trovare anche zone dure. Individuare queste grossi “buchi” in mezzo al fango può rivelarsi particolarmente redditizio, soprattutto se oltre al limo molto alto, il lago è ricco di vegetazione sommersa. Questi grossi buchi, che si riescono ad individuare a vista e difficilmente con l'eco scandaglio, sono provocati dal grufolare delle carpe. Quando ci troviamo in presenza di queste situazioni, possiamo stare certi che siamo nella loro zona di alimentazione, e la loro azione continua e abitudinaria, non permette al limo di depositarsi sul fondale.

Prima di iniziare una sessione è buona norma fare un sopralluogo per capire dove posizionare le nostre canne, ma soprattutto dove andare a calarle. Una volta individuato lo spot giusto non rimane che entrare in pesca affidandoci a dei prodotti di qualità!

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Durante la sessione la miglior cosa che ci possa capitare è di trovare piccole zone dure nel bel mezzo di distese di fango, uno a primo impatto direbbe “è come trovare un'ago in un pagliaio”, invece no basta un po' di pazienza e una buona dose di esperienza per individuare lo spot giusto. Conoscere i fondali è molto importante sia per chi ama pescare nei laghi che per gli amanti della pesca in fiume. Però in questi ultimi bisogna avere un'occhio di riguardo perché avendo molte più zone dure, a causa del fondale diverso, bisogna prendere in considerazioni altri fattori come profondità, temperatura dell'acqua e ostacoli, ma di questo ne parleremo un'altra volta. Ciao a tutti!

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PRESO!

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NASH MAGNETIC BIVVI HOOK Può sembrare un accessorio in più, ma invece è senza ombra di dubbio uno di quegli accessori da non farne a meno. Un gancio magnetico da appendere in qualsiasi ombrellone o tenda, ideale per appendere qualsiasi cosa, da lampade, centraline, oggetti, ma soprattutto gli impermeabili bagnati fuori dalla tenda, in quelle dove si ha la visiera. Estremamente comodo!

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NASH BLACK OPS CAR SEAT COVER I nuovi copri sedili di Nash completamente mimetici in misura universale, ideali per non sporcare di fango o bagnare i sedili della tua auto, rifiniti con il disegno mimetico Nash Lake Legends, forniti in coppia.

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NASH BAIT INSTANT ACTION PELLET, MICRO PELLET & STICK MIX Disponibili in 2mm, 6mm e sotto forma di stick mix. Completamente al pesce con agenti che ne risaltano l’attrazione, come la Betaina, i pellet sono a scioglimento lento e lo stick mix risulta perfetto se compresso anche dentro ai pasturatori. Incoraggiano l’alimentazione dei pesci in modo intenso e prolungato, ideali da usare come tappeto di pasturazione dentro a sacchettini in PVA, method o pasture in generale. Ideale sia per il Carp Fishing che per il Feeder.

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http://nashtackle.co.uk/products/category/sunglasses Il tempo trascorso a guardare le carpe, è la via più veloce per catturare di più. Quello che non si vede non si può fare. Gli occhiali da sole Nash utilizzano un alta qualità di lenti TAC polarizzate, per abbattere i riflessi di abbagliamento, il ciò consente di vedere più in profondità e cercare di osservare comportamenti o anche la fase di alimentazione per trarne dei veri indizi.

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NASH ITALIA E-ZINE N.7 GIUGNO/LUGLIO 2017  

In questo numero: Articoli: 1) Ronnie Rig - di Max Hendry 2) Carpfishing in fiume - di Alessandro Novo 3) Millimetri che contano - di Rober...