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NASH N°4 Dicembre\ Gennaio 2016\17

COME ROLLIAMO LE NOSTRE BOILES...

La Scelta

dell’Amo

I TA L I A E-ZIN E

BLOW OUT

RIG

Prove Pesca DWARF Abbreviated CYBER Lite

STRADA FACENDO


In questo numero

Editoriale

pagina 4

Siamo arrivati alla fine di questo 2016 ed è il momento di fare il punto della situazione. Matteo e Graziano riassumeranno in breve questo anno che sta per concludersi e daranno qualche anticipazione sul prossimo che verrà...

Nash News

pagina 5

How we roll

pagina 13

Tutte le novità direttamente dall’Headquarter Nash, eventi, fiere italiane ed internazionali, manifestazioni ed incontri. Tutto, ma proprio tutto su qualsiasi iniziativa che vede la nostra partecipazione

di Nash Bait Ha inizio una nuova e fantastica era per la Nashbait, un passo nel futuro nella realizzazione di esche per le carpe. Per spiegarvi meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato l'intramontabile Gary Bayes.

Strada facendo

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di Stefano Antonucci e David Bracaglia Ogni volta la stessa storia. Manca ancora un’ora al suono della svegli, quando sei li che aspetti il tempo sembra proprio non passare, anzi ho l'impressione che le lancette rallentino…

La scelta dell’amo

pagina 39

di Matteo Marmocchi Cosa succede quando perdiamo un pesce per colpa di un amo che si apre? A cosa imputiamo l’apertura di un amo? Alla sua forma? Alla sua grandezza? Alla sua resistenza? E come possiamo prevenire che si spuntino? A queste domande ci sono delle risposte.

In attesa del freddo

pagina 45

di Graziano Giambastiani Il carpfishing d'inverno è un'esperienza dura da affrontare, che richiede determinazione e spirito di adattamento. Essere tecnicamente ben preparati potrà aiutarci ad ottenere risultati costanti ed alcune belle soddisfazioni.

Big...Il Giusto Approccio (quarta parte) pagina 53 di Roberto Bussolari Continua questa serie dedicata alla ricerca dell’esemplare di taglia. Nel numero scorso abbiamo visto come affidarsi ad un’esca di “fiducia” la quale ci possa aiutare ad interessare le grosse carpe al nostro cibo “artificiale”.

E’ solo questione di equilibri pagina 59

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di Alessandro Novo Una serie di esperienze vissute in tanti anni di carpfishing, mi hanno fatto capire che molto spesso basta davvero poco per rendere una sessione disastrosa anziché un’esperienza da ricordare.

The Key pagina 65

di Alessandro Cariello Ormai le sessioni di pesca estive con molte catture sono un piacevole ricordo, adesso è arrivato il momento di fare le cose nel modo giusto, ma soprattutto usare i prodotti giusti.

Vi racconto il mio...Blow Out Rig pagina 71 di Kevin Nash Non ci sono dubbi, il rig Blow Out è stata sicuramente una delle più grandi invenzioni insieme all'Hair Rig. E' stato efficace nella cattura di centinaia, per non dire migliaia di carpe negli ultimi anni, non solamente in territorio britannico, ma anche nel resto dell'Europa ed oltre.

Recensioni pagina 9 Fishing Test pagina 21 Nash Vetrina pagina 77 NASH ITALIA E-ZINE 2


PURSUIT 2 0 1 6

I L

G I O C O S I È E V O L U T O , M A L E P U R S U I T S O N O M A I F I N I T E , S O N O T O R N A T E .

7’ 3LB

10’ 3LB

10’ 3.25LB

ABBREVIATED 10’ 3.5LB S • 12’ 3LB • 12’ 3.25LB

SHRINK 12’ 3.25LB • 12’ 3.5LB S

12’ 3.5LB S

CORK 12’ 3.25LB • 12’ 3.5LB S

W W W . N A S H T A C K L E . C O M

13’ 3.5LB S

N O N


Editoriale

NASH ITA LIA E -Z i n e

Siamo giunti alla fine di questo 2016, devo dire che è stato un anno molto duro per l’Italia, oltre alla situazione economica, la quale sta vedendo piccoli sprazzi di luce, si sono aggiunte le catastrofi naturali, come terremoti, alluvioni, frane. Non so se esiste un paese, non del terzo mondo, flagellato da questi avvenimenti. Purtroppo, come nella vita, siamo noi a dover fare i conti in tasca a noi stessi, sperando in un aiuto verso le istituzioni, che non avviene mai, se non a parole o in piccola misura quando le disgrazie avvengono. In un paese “evoluto”, tecnologicamente avanzato ed economica-

Anno 1- n° 4 Dicembre – Gennaio 2016\17 EDITORE MATTEO MARMOCCHI Numero Registro Operatori di Comunicazione 26536

mente, anche se non sembra, tra i più forti al mondo, tutto questo sembra impossibile, ma invece dobbiamo porci delle domande se siamo davvero un grande paese, oppure lo siamo a chiacchiere. Con il cuor mio, spero veramente che prima o

Direttore Responsabile

poi torneremo ad essere un grande paese, invidiato da tutti nel mondo. In tutta questa situazione trovano spazio sempre in minor conto, le nostre passioni, o hobby, in particolar modo, nel nostro caso, il carp fishing. Per “minor conto” intendo nella nostra testa.

Matteo Marmocchi (matteo.marmocchi@nashitalia.com)

Mai come in questi momenti, lo stacco mentale ha la priorità, per rilassarci, per cercare tranquillità e per trovare quella

Direttore Editoriale

libertà che tanto noi cerchiamo, nonché la così detta, ricerca della felicità. Cos’è che ci rende felici veramente? La famiglia? Le nostre passioni? Uno sport? Comprare qualcosa che ci faccia tornare bambini il giorno prima di Natale? Qualsiasi cosa vi rende felici, fatela! In questo momento il mio essere felice è starmene da solo in riva al mio lago preferito,

Graziano Giambastiani (graziano.giambastiani@nashitalia.com)

sentire il rumore delle onde, guardare le mie canne sui segnalatori, controllare le minuterie nel momento di attesa. Ascoltare i rumori di notte ed immedesimarmi in quell’animale che da solo, nelle ore notturne cerca cibo. Una situazione un po’ selvaggia, ma che solo noi carpisti possiamo capire. Una felicità che io chiamo “esclusiva”. Anche se si sta vivendo un

Direzione e redazione (magazine@nashitalia.com)

momento buio, non dovete mai perdere la speranza, alzatevi ogni giorno con il sorriso e pensate a ciò che vi rende felici, ma soprattutto fatela! Godetevi il quarto numero della Nash Italia E-Zine, sperando che possiate trovare ispirazione, o semplicemente la voglia di ritrovare la vostra felicità!

Matteo Marmocchi

Consulenti Matteo Marmocchi, Graziano Giambastiani, Roberto Bussolari, Stefano Antonucci, Davide Bracaglia, Alessandro Novo, Michele Talone, Davide Vallese, Kevin Nash, Alessandro Cariello Progetto Grafico Stefano Antonucci

Prima di passare agli auguri Natalizi e di fine anno, visto che siamo a conclusione di questo 2016,

Traduzioni a cura di

vorrei fare una riflessione su quello che è stato in nostro lavoro in questi ultimi sei mesi. A dire il vero,

Rachele Pasquali

non ci aspettavamo un successo del genere. A partire dal primo numero di questa rivista On Line i dati certificati sono andati gradualmente, giornalmente aumentando, mentre sto scrivendo questo pezzo,

Nash Italia E-Zine

il numero dei lettori sta crescendo a vista d'occhio, i consensi aumentano e conseguentemente la

bimestrale è una pubblicazione

nostra passione e la voglia di comunicare ciò che per noi è il carpfishing. E' vero, con Matteo e con gli altri Manager della Nash, avevamo messo in preventivo anche una buona dose di difficoltà nel far “arrivare il nostro

MATTEO MARMOCCHI WWW.NASHITALIA.COM

messaggio” nelle case di tanti appassionati, e invece non è stato così perché i numeri parlano chiaro, Nash Italia E-Zine viene letta da decine di migliaia di appassionati non soltanto Italiani ma di tutta Europa. La nostra rivista On Line è

Proprietà

diventata in pochi mesi un punto di riferimento per un numero incredibile di carpisti, e subito dopo una delle riviste più

MATTEO MARMOCCHI

lette e scaricate nel vasto panorama dell'editoria On Line di settore. La nostra E-Zine non ha limiti di età, non ha preferen-

Tutti i diritti sono riservati

ze ne preconcetti nei confronti di nessuno, noi con i nostri consulenti, parliamo di pesca e di passione, punto e basta! Il nostro lavoro però ha anche un valore morale che non va assolutamente sottovalutato, perché grazie alla Nash tutti possono leggere gratuitamente una vera rivista dedicata al carpfishing, noi ci rivolgiamo anche a chi non può più permet-

L’invio di fotografie e materiale dattiloscritto alla

tersi di acquistare ogni due mesi una rivista in edicola. Personalmente dopo oltre venti anni di editoria specializzata, sono

redazione autorizza implicitamente la pubblicazione a

convinto che la carta non morirà mai, ma sono anche consapevole che se, per problemi economici devo rinunciare a

titolo gratuito su qualsiasi pubblicazione della Nash

qualcosa, rinuncio prima al superfluo e non al necessario. Non va mai dimenticato che la pesca è un divertimento e come

Italia E-Zine.

tale va interpretata.

I manoscritti ed il materiale iconografico inviati in

Bene non vi rubo più tempo con le parole, voglio solo augurare a tutti un buon Natale ed un felice Anno Nuovo (sperando

Redazionenon verranno restituiti.

che sia meglio di quella passato) dandovi appuntamento al prossimo numero di Nash Italia E-Zine come sempre con tanti

Sono vietati la pubblicazione e l’utilizzo anche parziale

articoli, tante novità e belle foto.

di testi, foto e disegni, se non espressamente autorizzati

Graziano Giambastiani

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Nash News CARPSHOW & SPECIALIST 6 ...finalmente si parte!!!

Tra pochi giorni, per la gioia di chi ama le tecniche specialistiche, si apriranno le porte della sesta edizione del Carpshow & Specialist, uno degli eventi più sentiti e più attesi non soltanto per ciò che rappresenta, ma anche perché è il primo di una serie di appuntamenti fieristici dedicati esclusivamente alla pesca sportiva. A cura della redazione Dicembre è il mese che da sei anni a questa parte apre la stagione fieristica 2017 in anticipo rispetto a tutte le altre fiere di settore, e lo fa alla grande in quel di Ferrara. Dicembre è un mese importante, non solo perché è il mese delle festività natalizie, ma anche perché il Carpshow è l'evento che chiude una lunga stagione, ma ne riapre una nuova. A Dicembre la città di Ferrara apre la stagione degli eventi fieristici di settore che si protrarranno nel resto d'Italia per il 2017 e che vedranno radunarsi migliaia di appassionati di qualsiasi età, provenienti non soltanto dalle varie regioni d'Italia, ma anche dall'estero. Si parte dunque da Ferrara con il Carp Show & Specialist, un momento fieristico importante non solo per l'indotto che riesce a generare, ma anche per migliaia di appassionati sempre più preparati e attenti. Del resto è giusto che sia così, e anche un evento come questo, giunto al suo sesto appuntamento con il Carpfishing, il Catfishing e il Barbelfishing, deve dimostrare di essere all'altezza delle aspettative, e a quanto pare, chi in questi anni si è impegnato per il Carpshow, lo ha fatto bene e nel modo giusto. Fin dalla prima edizione questa fiera non ha mai smesso di crescere in fatto di presenze a aziende espositrici. Nel panorama nazionale delle fiere di settore il Carp Show & Specialist ha saputo inserirsi in un contesto molto importante che ha assunto una sua ben marcata fisionomia. Il Carp Show, oggi, è in grado di offrire ai moderni specialist anglers interessanti occasioni per lo shopping, oltre ad avere la possibilità di toccare con mano, in anteprima, i nuovi prodotti per la stagione 2017. Nell'area espositiva ci saranno spazi dedicati alle immagini video, alle relazioni tecniche con il pubblico, grazie alla collaborazione dei maggiori esperti dei vari settori. Dal Carpshing al ledgering, al mondo dei giganti che popolano i nostri fiumi di fondo valle, alle attrezzature migliori per affrontare con successo i grandi barbi europei. 5 NASH ITALIA E-ZINE


E' giusto ricordare che in contemporanea adiacente al Carpshow si svolgerà Artificiali-lures expo, la mostra mercato dedicata agli appassionati delle esche artificiali. Tra gli stand del Quartiere Fieristico troverete aziende e negozi altamente qualificati, marchi leader di settore e anche i numerosi testimonial che potranno offrirvi validi consigli su attrezzature e prodotti. Noi di Nash rinnoviamo il nostro invito a venirci a trovare al nostro stand sempre molto ricco di tanti bei prodotti e con le ultime novità per il 2017. I nostri consulenti saranno a vostra disposizione per mostrarvi e spiegarvi tutte novità per quanto riguarda le tende, le canne, la buffetteria, gli accessori e le esche. Il momento è arrivato, la stagione è quella giusta, voi dedicarvi a ciò che amate fare di più, a tutto il resto ci pensiamo noi. Ci vediamo a Ferrara il 17 e 18 Dicembre. A presto

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Nash News

*** Ottavo Enduro NASH*** Un bellissimo evento in una location unica

Si è svolto l’ottavo Enduro Nash sul lago del Turano, grazie alla preziosa collaborazione del negozio Black Hook e del Centro Pesca Turano. Il lago è inutile commentarlo perché è da sogno, uno degli invasi più belli d’Italia. Hanno partecipato 30 coppie provenienti da tutte le parti d’Italia, che si sono date appuntamento per un Enduro che ormai è diventato uno dei più importanti eventi a livello nazionale, sia perché ha come unico sponsor Nash e sia perché i premi messi in palio sono sempre “esagerati” per tutte le coppie partecipanti, con premi più importanti per le prime coppie, oltre alle bellissime coppe con il logo Nash. La Big Carp è andata ad un trio proveniente dal Lazio con


La BIG CARP dell’evento catturata dal trio Fiocco, Caraiman e Guttà una bella torpedo da 19,1kg, e con ben oltre 65kg di peso ha vinto una coppia anch’essa proveniente dal Lazio. Secondi la bellissima coppia marito e moglie Anzevino. Le postazioni erano disposte in modo che tutti potessero pescare tranquillamente con 3 canne a testa utilizzando la barca, alcune poste erano davvero difficili da raggiungere, ma grazie all’aiuto del Centro Pesca Turano di Mirko Antonelli, e all’inventiva di alcuni concorrenti, l’Enduro è stato sicuramente quello più selvaggio e duro mai organizzato sotto il marchio Nash. I premi prevedevano tende, lettini, sedie, segnalatori, boilies per tutti, buffetterie e tanto altro ancora. La manifestazione si è svolta da giovedì a domenica, mentre l’ultimo giorno, per chi ha avuto la possibilità di fermarsi dopo la premiazione, i saluti si sono tenuti al ristorante il Tasso, dove con un pranzo da matrimonio, a base di prodotti tipici del luogo davvero deliziosi, si è conclusa in maniera impeccabile anche questa ottava edizione. L’appuntamento è quindi per il nono Enduro Nash, ma non vi diciamo ancora dove..... CLASSIFICA: 1) 64,7KG, SALVIANI, DE BONIS, MEDDI 2) 34,8KG, ANZEVINO, ANZEVINO 3) 19,1KG, FIOCCO, CARAIMAN, GUTTA’ 4) 16,4KG, PELLEGRINI CAROSELLA 5) 12,7KG MARIOTTI, MOSCHIANO 6) 9,2KG FATTORI, TRUGLIA 7) 8,7KG TERRI, UGGERI 8) 7,9KG MELARAGNI, NERI 9) 3,8KG TORLA BIG CARP: 19,1KG FIOCCO, CARAIMAN, GUTTA’ SMALL CARP: 3,4KG ANZEVINO FAST CARP: SALVIANI, DE BONIS, MEDDI A destra: i vincitori dell’ottavo enduro Nash, Salviani - De bonis - Meddi NASH ITALIA E-ZINE 8


Recensioni

BRICCHI PESCA

In provincia di Pavia e più precisamente in Via Raffaello Sanzio a Mortara, ha sede da molti anni Bricchi, uno dei negozi più grandi d' Italia per la vendita di materiale da pesca. Una vera e propria istituzione Rosolino, il proprietario, possiede un' esperienza decennale nella vendita di attrezzature da pesca, e la sua forza è sicuramente la vastità di scelta di materiali per qualsiasi tipo di tecnica in acque interne: abbigliamento, minuterie, esche, canne ed attrezzature in generale. L’esperienza dei collaboratori, che seguono differenti reparti, offrono alla clientela una elevata preparazione alla vendita di ogni singolo articolo, consigliandone anche l’utilizzo in pesca. Per quanto riguarda il carpfishing il responsabile è Andrea Campanini, un noto angler italiano molto esperto, e la sua esperienza, abbinata alla conoscenza dei prodotti, lo rendono un vero e proprio specialista di questa tecnica. All’interno di Bricchi potete trovare una vasta

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vero e proprio specialista di questa tecnica. All’interno di Bricchi potete trovare una vasta esposizione dei prodotti Nash, il negozio possiede quasi la totalità del catalogo, compresa tutta la linea di minuterie ed esche. La velocità di ordinazione di Bricchi in caso di mancanza di un prodotto, è notevolmente bassa per non dire celere, in soli 4-5 giorni lavorativi vi può far trovare il prodotto ordinato, direttamente in negozio ordinandolo in Inghilterra. Dalle foto si capisce la vastità del negozio, diviso in due piani. Un vero paese dei balocchi per tutti gli appassionati. Per maggiori informazioni potete contattare il negozio al numero: 0384-99124.

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Nash News

CARPITALY 2017

Manca poco alla fine di questo 2016 e già pensiamo a come programmare le sessioni per il prossimo anno. Ma gli appassionati del carpfishing di tutta Italia sanno bene che prima di riprendere ogni tipo di attività c'è un appuntamento alla quale non bisogna mancare. Parlandone sembra ieri, ma in realtà è trascorso quasi un anno dall'ultimo incontro di Carpitaly, la storica fiera dedicata al Carpfishig, e a tutte le tecniche specialistiche. Anche per il prossimo mese di febbraio 2017, l'appuntamento è fissato per tutti a Gonzaga sabato 18 e domenica 19. Come sempre sarà una grande festa dove poter condividere le proprie esperienze e la propria passione. Sono passati dalla prima edizione ben 19 anni, e come ogni volta, anche questa edizione di Carpitaly sarà motivo di incontro, di approfondimenti, novità e

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iniziative tutte strettamente legate al mondo delle tecniche specialistiche. Carpitaly sarà anche un punto di incontro per discutere dei problemi che affliggono da anni molte delle RSUIT RODS A4 ADVERT.indd 4 nostre acque interne. Infatti nelle scorse edizioni si sono svolti importanti appuntamento rivolti alla sensibilizzazione e alla prevenzione della piaga del bracconaggio, fenomeno che grazie alle associazioni, ai volontari, agli uomini della politica, e anche a Carpitaly, è stato portato alle cronache dei media nazionali. Grazie alla sensibilizzazione che dedica Carpitaly a questo fenomeno, il mondo della pesca sportiva si sta dando un gran daffare e i risultati lasciano a ben sperare. Ma Carpitaly per gli appassionati del settore è un evento importante, è l'occasione per incontrarsi, per condividere le proprie esperienze, per ascoltare o per esprimere liberamente le proprie opinioni. Carpitaly è l'evento che unisce aziende e appassionati, al Carpitaly ci saranno le più importanti novità, oltre al supporto tecnico dei migliori specialisti. Questo é Carpitaly, l'inimitabile fiera dove la passione diventa reale e si tocca con mano. Questa è la magia di una grande famiglia che cresce e si allarga ogni anno di più. In questo momento la fiera sta lavorando all'ampliamento della struttura con nuovi spazi espositivi, confortevoli e riscaldati, perché tutto sia al meglio delle aspettative, sia per le aziende che per i visitatori. Non mancherà sicuramente il Best in Show, gli incontri organizzati con i migliori specialisti, e naturalmente ci saremo noi di Nash con i nostri consulenti e le nostre tante novità ad accogliervi con uno stand grande ed esclusivo. Dalla prossima edizione lo stand Nash cambia posizione, ci troverete all’interno del nuovissimo padiglione con una esposizione il doppio più grande rispetto alle passate edizioni! A presto!

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Info Azienda

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#How We Roll...

Come rolliamo le nostre boiles

Ha inizio una nuova e fantastica era per la Nashbait, un passo nel futuro nella realizzazione di esche per le carpe. Per spiegarvi meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato l'intramontabile Gary Bayes.

La Nashbait, durante gli anni, non ha mai subito cambiamenti del genere. Quando Gary Bayes parlò della nuova produzione di esche per carpe, affermò che sarebbe stato un cambiamento epocale, la fine di un lungo viaggio durato 30 anni, e che l'arte della manifattura delle esche sarebbe cambiata rispetto al passato.

“Siamo in grado di creare 25 tonnellate di boilies a settimana senza fare alcuna fatica.” “Abbiamo investito più di £500,000 nei nuovi macchinari della Nashbait”, ha rivelato Gary Bayes, “È stata la realizzazione di una vita di ambizioni per quanto riguarda la produzione di esche, è stata portata allo stesso livello di qualità dei prodotti alimentari. “La produzione è stata cambiata radicalmente nel tempo, si è evoluta velocemente grazie al nostro spirito competitivo e alla nostra voglia di produrre esche sempre più efficienti. Inoltre i costi di trasporto e di imballaggio sono diminuiti per offrire ai pescatori i migliori prodotti disponibili sul mercato ad un prezzo competitivo.

“Il nostro commercio di esche ha subito grandi miglioramenti nel tempo, ma nell'ultimo anno si è verificato il maggiore aumento, stiamo vendendo di più e le esche hanno avuto così tanto successo che il desiderio di produrre è ancora più grande. “È per questo motivo, afferma Gary, che abbiamo effettuato un investimento maggiore, e invece di fare un solo passo avanti, ne abbiamo fatti parecchi per assicurarci di rimanere la più grande industria di esche per carpe di qualità nel presente e nel futuro. Le esche più efficaci e competitive della Nashbait, come The Key®, 4G Squid e TG Active rappresentano una nuova produzione che si concretizza mediante tonnellate di prodotti e tutto ciò è da intendere come un nuovo inizio. Inoltre, sono stati effettuati investimenti rivolti ai più innovativi macchinari che rendono queste esche ancora più formidabili. “La nostra potenza è alle stelle, niente può fermarla”, sottolinea Gary. “Siamo in grado di produrre 25 tonnellate di boilies ogni settimana, senza fare alcuna fatica. Si tratta di una notevole quantità di esche, e come non è mai successo prima, possiamo soddisfare qualsiasi singola domanda ed assicurarvi che le nostre esche sono quanto di più fresco si possa pretendere.”

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Produzione della Nashbait a prima vista

Un investimento di £500,000 500 kili di boilies all'ora con una sola macchina Produzione aumentata per mix insieme alle classiche ricette Nashbait. Base mix e liquidi automaticamente mischiati. Unità di estrusione continua con il sistema "Self-Loading". Nastro trasportatore continuo ed operazione base a pala. Controllo computerizzato del flusso d'acqua, della temperatura e del tempo di cottura. Assistenza di ventilazione per i processi di raffreddamento e di asciugatura. Nuovi sistemi di taglio, misure di 10, 12, 15, 20 e 24 mm 120 secondi dall'estrusione per produrre una boilie rifinita Sistema brevettato DEFRA per conservare i cibi per animali.

Una produzione all'avanguardia per garantire una qualità costante ad ogni prodotto imbustato.

La soluzione "Spingi il bottone"

Gary ha sperimentato il sistema di produzione delle boilies da 30 anni a questa parte, proprio quando lavorava con Rod Hutchinson. Le macchine attuali, in particolare quella che crea le boilies, la quale dispone di un design davvero innovativo, rappresentano il cuore pulsante della Nashbait. I paragoni non sono nenache da prendere in considerazione. "Dopo aver creato per anni boilies a mano, i miei occhi si sono aperti verso una nuova prospettiva, quella dei macchinari. Improvvisamente abbiamo avuto l'opportunità di creare più boilies di quelle che riuscivamo ad asciugare. L'unico problema iniziale riguardo all'uso delle macchine per boilies è il fatto che ogni volta che programmavamo uno step, dovevamo aspettare che l'altro fosse pronto, per questo le prime volte che le usavamo iniziavamo a creare le boilies la mattina e ad imballarle nel pomeriggio", dice Gary. "Dato che le macchine con il passare del tempo hanno subito grandi innovazioni, questo problema è stato risolto. Inoltre, le nuove macchine dispongono di una maggiore capacità di carico e sono molto più resistenti in termini di struttura. E' l'unico ed innovativo processo di creazione delle boilies che rende il funzionamento delle macchine davvero complesso, anche grazie al punto di vista degli ingegneri. "Io mi sono occupato personalmente dei disegni per progettare le macchine, ma ovviamente gli ingegneri hanno voluto, in parte, aggiungere o cambiare le cose. Ho accettato i consigli, ma a qualcuno non piace ciò che facciamo. Non esiste ancora una categoria di commercio in cui la Salute Ambientale può categorizzarci. Sono 15 NASH ITALIA E-ZINE


dovuto tornare da un viaggio che feci in Belgio per trattare le cose con un ingegnere che provò ad aggiungere alcune caratteristiche ad una delle nostre macchine, inoltre quella mattina catturai quattro pesci", afferma Gary, ridendo. L'apogeo dell'era della creazione di boilies è rappresentato dalle nuove macchine di produzione, nelle quali aggiungiamo ingredienti, li facciamo asciugare, spingiamo un bottone e come per magia escono boilies perfettamente rotonde: tutto questo solo pochi minuti dopo. La capacità di produzione di queste macchine è davvero impressionante rispetto a quelle precedenti.

Questo è il regno del grande Gary Bayes, il guru della Nash che da oltre trent'anni segue costantemente la produzione delle esche. E' da questa stanza che tutto prende vita.

Macchine per regolare il tempo di cottura delle esche

Il controllo di calcolo computerizzato del tempo di cottura delle ricette Nashbait è davvero fondamentale per una produzione consistente. Le esche, infatti, non vengono semplicemente "bollite". "Quando produciamo le nostre pop up per esempio, non vogliamo che l'acqua sia troppo calda. Inoltre, disponiamo di un livello di controllo nelle nuove macchine in grado di abbassarla meno di un grado. Tutte le boilies sono uguali per quanto riguarda il tempo di cottura, proprio per fare in modo che gli ingredienti che usiamo diano il meglio. NASH ITALIA E-ZINE 16


"Questo è stato uno dei fattori più importanti per contribuire al raffinamento del design delle nostre esche ed è stato fondamentale per il successo delle Key Stabilised. Senza questo tipo di tecnologia non avremmo mai potuto creare esche del genere, eccetto il processo “Shelf-Life", spiega Gary. Grazie alla complessità delle ricette delle esche The Key e Key Stabilised, ricche di grandi ingredienti come vitamine e minerali, i loro valori vengono protetti dalla regolazione della temperatura, migliorando quindi anche il processo di pre-digestione, le proteine complesse delle The Key offrono alla carpa i migliori valori nutrizionali proteici.

L'atmosfera prima di tutto

Una delle operazioni più complesse tecnicamente è rappresentata dalla creazione degli inneschi Cultured Hookbaits. Il successo dell'unica ed innovativa procedura a strati è in grado di costruire la pelle intorno al nucleo dell'innesco. "E' impossibile farle in condizioni atmosferiche umide", rivela Gary. "Ci siamo infatti muniti di un sistema in grado di controllare l'atmosfera per assicurarvi consistenza ed efficienza. In questo modo, l'aria viene estratta e l'umidità costantemente rimossa. Prima, invece, dovevo alzarmi presto e guardare il tempo, se era umido tornavo a dormire e se invece il clima era favorevole, andavo a fare qualche esca Cultured", afferma Gary, ridendo.

Il carrello trasportatore con le esche appena rollate. Ogni settimana vengono prodotti centinaia di chili di esche che raggiungeranno gli appassionati di tutto il globo!

L'amore per i liquidi

L'unico elemento della nuova produzione Nashbait che richiede una mano nel vero senso della parola è l'introduzione dei liquidi attrattivi. "Potremmo automatizzare il tutto se volessimo, ma i liquidi sono sempre pre miscelati a mano, soprattutto per evitare contaminazioni e per ridurre le opportunità di errori di macchina", rivela Gary.

L'arte dell'estrusione

Fare le esche è un'arte. Nonostante la tecnologia, la ricerca ed i test, le singole produzioni di esche richiedono molta attenzione per percepirne la sensibilità, soprattutto per fare in modo che il cliente, nel momento in cui apre la confezione, si renda conto della loro compattezza e freschezza. "Ogni esca dispone della sua unicità, ed è qua che un buon produttore di esche ha bisogno di capire le proprietà di ogni mix", spiega Gary. "La velocità di estrusione detta il diametro della pasta per l'esca e di conseguenza la rotondità dell'esca finita. Le Key si gonfiano leggermente, quindi abbiamo bisogno di tirarle fuori in una frazione di tempo minore rispetto a quella di cui necessitano altri mix. Può

“Il potere della tecnologia: potevamo improvissamente produrre più esche di quante ne potevamo asciugare!”


segreto realizzare delle ottime esche Il Il segreto perper realizzare delle ottime esche è senza dubbio l'impasto che deve essere è senza dubbio l'impasto che deve essere preparato dosando minuziosamente preparato dosando minuziosamente gligli ingredienti. Niente deve essere lasciato ingredienti. Niente deve essere lasciato al al caso o trascurato, vengono estrusi caso o trascurato, quiqui vengono estrusi chilometri impasto! chilometri di di impasto!

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Una parte del grande magazzino dove vengono stoccate le materie prime per la produzione di “alcune tonnellate” di palline

infatti accadere che, in pochi secondi, dal momento in cui viene espulsa, cambi di consistenza. "Anche la vecchia Amber Strawberry risulta un po' capricciosa, deve infatti essere miscelata e resa rotonda immediatamente, altrimenti la pasta di cui è fatta diventa troppo elastica ed impossibile da manipolare."

Vuoi una boilie per te?

Desiderate che una vecchia boilies Nash che amavate usare venga nuovamente prodotta? Oppure un gusto in particolare che vi fa catturare o che vi piacerebbe usare? Qualsiasi sia l'esca che desiderate, la Nashbait dispone di una macchina che viene usata appositamente per produrre speciali e vecchie esche in base alla richiesta dei clienti. La capacità di produzione ha inizialmente limitato la creazione di alcune esche, soprattutto a causa del grande successo delle Instant Action, delle The Key, delle 4G Squid e delle TG Active. Infatti, alcune classiche ricette non sono più state realizzate a causa delle pressioni commerciali degli ultimi tempi. La Nashbait crea boilies esclusivamente per te e puoi scegliere tra i seguenti gusti: SCOPEX, PEACH, WHITE CHOCOLATE, BANANA SWEETCORN, SWEETCORN, SHELLFISH, MUSSEL, LIVER, CRAB, GARLIC, STRAWBERRY, TUTTI FRUTTI. La capacità di una seconda macchina aggiuntiva farà sì che alcune di queste esche vengano prodotte. Per gli ordini speciali contatta il tuo rivenditore di fiducia!

Le Old Skool sono una delle ultime creazioni di casa Nash. Ottime esche per tutte le stagioni dal prezzo veramente competitivo

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Fishing Test

F R A W D

D E T A VI

E R B B A

Le nuove Dwarf sono state migliorate in ogni loro aspetto, partendo dal blank, passando per anellatura ed estetica. Molti hanno definito queste canne retrattili “le vere principesse del mercato europeo”. Ora l’anellatura Minima in titanio, offre massime prestazioni e sopratutto una durata eterna. Placca ergonomica portamulinello e cimino anti groviglio...un estetica giovanile ed accattivante con rifiniture in nero opaco e rosso acceso. Libraggi disponibili dalle 2,75 lb fino ad arrivare alle potenti 3,50 lb, nei modelli 9’ e 10’ con una piccola impugnatura in neoprene verso la fine del calcio in stile Abbreviated. Oppure la fantastica Dwarf da 6’ per un azione di pesca incredibile ma con un ingombro da chiusa veramente minimo. • I modelli da 9’ si chiudono in 44 pollici (112 cm), quelli da 10’ in 50 pollici (127 cm). • Il modell0 da 6’ si chiude in solo 29 pollici (73 cm). • Placca portamulinello in gomma ergonomica • Guide montate in modo Reverse Anti - Frap con anellatura Minima. • Design in nero opaco con Line Clip integrata. • Manico del calcio in neoprene shrink corto. • Tappo in ero opaco con spazio per isotopo

Il cimino antigroviglio evita torsioni accidentali del filo sulla vetta, garantendo sempre massima performance durante il lancio 21 NASH ITALIA E-ZINE

Placca portamulinello in gomma ergonomica in grado di alloggiare anche mulinelli Big Pit

Tappo opaco serigrafato con logo e alloggio per isotopo, elegante e funzionale


Fishing Test

NASH ZT Second Skin Sicuramente la tuta termica intima più venduta nel mondo della pesca. “Un must per il carpista amante della pesca invernale”

Quale è il suo scopo? Quello di aderire perfettamente al copro e trattenere il giusto calore, questo naturalmente permettendo alla vostra pelle di respirare senza sudare .E' la tuta che vi proteggerà dal freddo senza appesantirvi troppo, e viene fornita di giacca e pantalone. Nei mesi più freddi è la tuta ideale per la protezione contro le temperature gelide, nelle altre stagioni è perfetta come pigiama notturno grazie alla sua estrema morbidezza e comodità. Caviglie e polsini elasticizzati per trattenere maggiormente il calore. Rifiniture estetiche in stile Nash alta qualità. • Eccezionale ritenzione di calore e comfort • Composto da felpa e pantalone • 100% poliestere, 200g/m2 • Disponibile in taglie dalla Small alla XXXL NASH ITALIA E-ZINE 22


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BAITING TOOLS Nel 2016 siamo usciti con una gamma di accessori per la costruzione dei terminali, una linea davvero unica ed inimitabile per la sua qualità. Tra questi i nuovissimi fora esche. Innovativi ed indistruttibili nel manico. Rivestimento in PTFE sono stati creati per durare di più e per avere la massima affidabilità e praticità. In questa prova pesca metteremo in risalto i fora esche più utilizzati. • STRINGER NEEDLE Ago per boilies ad alta-resistenza per montare molteplici esche su stringer PVA o su stick PVA, fino ai terminali. • NUT DRILL Trapano a basso diametro e ad alta resistenza per esche dure come noccioline, boilies e Cultured Hookbaits. Spazio interno nel manico per conservare Hair Stop. • BOILIE NEEDLE Ago per boilies ad alta-resistenza Design ergonomico, spazio interno nel manico per conservare Hair Stop. • MICRO BOILIE NEEDLE Ago per boilies ed esche delicate, resistente e pratico. Spazio interno nel manico per conservare Hair Stop. • CAPTIVE BOILIE NEEDLE Ago per boilies resistente e pratico. Design ergonomico, spazio interno nel manico per conservare Hair Stop. • MICRO CAPTIVE BOILIE NEEDLE Diametro sottile ad alta resistenza, un ago per boilies per esche fragili come boilies leggere e naturali come il mais dolce. Design ergonomico e spazio interno nel manico per conservare Hair Stop. • SPLICING NEEDLE Ago sottile nel diametro con cappio di piccole dimensioni e rivestimento in PTFE nero, ideale per allargare leadcore e facilitare anche l’innesco di piccole esche.

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18-19 Febbraio 2017

Gonzaga - MN


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Precisione imbattibile e distanza di lancio migliorata. Ideale con boilies da 14-20 mm.

Design innovativo ed esclusivo Nash, super leggero ed ultra resistente, totalmente in carbonio. Disponibile in due lunghezze per qualsiasi situazione e soprattutto perfetto per i lanci a lungo raggio, pasturare non è mai stato così facile!

NASH

CYBER-LITE E’ il nuovissimo lancia boilies tutto in carbonio, è l'evoluzione del mitico Cyber shot.

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Rotaie parallele in carbono 1K Weave.

Il bastone lancia boilies più leggero presente sul mercato, si utilizza senza sforzi nel momento della pasturazione.

Base di caricamento ultra-rapida.

Considerando che nel novanta per cento dei casi il carpfishing viene praticato pescando da riva, e spesso uno dei sistemi più tradizionali per pasturare è quello di usare un lancia boilies, ecco che i tecnici della Nash hanno migliorato tecnicamente le prestazioni di uno dei lancia boilies più popolari in tutta Europa. Il nuovo Cyber-Lite è costruito totalmente in puro carbonio per una performance formidabile! Il design testato Cyber-Lite dispone di una prestazione Cyber Shot senza pari. Preciso, leggerissimo e formidabile anche sulle lunghe distanze. Il già collaudatissimo Cyber Shot aveva risolto il problema di tanti carpisti, quello dei forti dolori al braccio dopo un uso prolungato del lancia boilies. Con il Cyber -Lite questo problema risulta praticamente inesistente.


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NASH INDULGENCE SS

Tutta la linea dei nuovi lettini di Nash, entrerà a far parte della storia del XXI secolo, come la migliori per comodità e versatilità. Studiate e sviluppate da medici, fisioterapisti e carpisti, una branda così comoda non è mai esistita. Mantenendo il solito prezzo della versione precedente, sono state apportate modifiche ed aggiunti alcuni accessori che prima mancavano o erano optional. Il tessuto mimetico di ultima generazione è composto dai migliori materiali per l' isolamento termico, e il disegno del camouflage è fatto dalle sagome intrecciate tra loro dei 14 laghi più famosi d'Europa, un’etichetta dentro al sacco a pelo integrato presenta la lista con anche la coordinata GPS per raggiungerlo. Sono piccole cose, ma che definiscono ancora di più la qualità dei prodotti Nash. Lunghezza aumentata e massimo comfort, supporto lombare nei punti critici regolabile, doppia chiusura laterale per diminuire l’ingombro da chiuso, sono solo alcune delle novità apportate ai nuovi lettini.

INDULGENCE SS 4 SEASON Una nuova gamma di Sleep Systems con un singolo piumone 4 Stagioni per quei pescatori che non praticano un carpfishing in condizioni di temperature estreme, ma che puntano alla compattezza ed alla resistenza. Dispone di un telaio pratico e rigido, insieme ad un materasso imbottito Thick Air ed un morbido piumone provvisto di cerniera a zip e di diaframma termico Nash con sistema di accelerazione di calore per assicurarvi il massimo comfort anche durante le giornate più fredde. Disponibile nelle misure quattro piedi SS2, sei piedi SS3 e SS3 Wide, oppure otto piedi SS4 e SS4 Wide per offrirvi una comodità senza pari. Tutti i modelli della SS 4Season sono compatibili con gli optional Summer Shroud, Winter Shroud (coperte), Mattress Sheet. 27 NASH ITALIA E-ZINE


Fishing Test (copri materasso) ed Indulgence Pillows (cuscino). Creata appositamente per i carpisti più alti, la SS4 e la SS4 Wide 4 Season (con 4 gambe) vi offriranno praticità e comfort davvero formidabili, dispongono infatti di un sistema migliorato di regolazione delle gambe per ottimizzare lo spazio.

INDULGENCE SS 5 SEASON Dispone di un doppio piumone 3/5 Stagioni e del nuovo formidabile design del telaio ancora più migliorato, per un trasporto davvero pratico e comodo. La SS 5 Season vi offrirà in massimo comfort in qualsiasi stagione ed in qualsiasi condizione climatica, dal più rigido inverno alla più torrida delle estati. Tutte le SS 5 Season dispongono di un materasso removibile Deluxe Air insieme ad un pannello in rete rinforzata per l'aria sulla base del lettino, un sistema davvero pratico ed innovativo e per le caldi nottate estive potrete rimuovere il materasso. Inoltre per le fredde notti invernali, dispone di uno strato removibile da applicare sulla base di rete così da garantire il giusto calore evitando il passaggio di aria fredda dal basso. Potrete regolare il vostro comfort rimuovendo il piumone 2 Season, oppure combinate le Summer o Winter Shroud (coperte impermeabili 1 stagione) in uno o usandoli entrambi, una soluzione semplice per riscaldarvi in inverno o rinfrescarvi in estate a seconda del clima. Disponibile nelle misure SS3 ed SS3 Wide, insieme alle SS4 o SS4 Wide con gambe e materasso più lunghi. Per chi ama pescare in coppia o è un “ragazzone” è disponibile la versione Emperor, la branda più larga sul mercato! Lettini perfetti sia per voi che per chi trascorre con voi le vostre sessioni di pesca!

Dimensioni Indulgence 4 seasons

Dimensioni Indulgence 5 seasons

Accessori opzionali

La linea Indulgence prevede degli accessori opzionali per migliorare ulteriormente il comfort e la funzionalità delle nuovi lettini: tra di essi, la coperta Winter Shroud, l’Indulgence Pillow ed il materasso Mattress Sheet. NASH ITALIA E-ZINE 28


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KNX CRADLES Migliorati, più resistenti e più belli che mai! Ecco i nuovi materassini a culla KNX con struttura in metallo rinforzato Leggeri e robusti, sono l’ideale per chi vuole la sicurezza per le proprie catture, ad un prezzo un po' più contenuto. La sua leggerezza, la praticità e anche il costo, li rendono i materassini più amati e più venduti di sempre. • Compatto da chiuso e facile da trasportare • Puntine blocco-gambe • Cinture in Velcro KNX Cradle Misure Approssimative: 89 cm (larghezza) x 61 cm (profondità) x 35 cm (altezza) Peso Approssimativo: 4.2 kg KNX Cradle Deluxe Misure Approssimative: 104 cm (larghezza) x 61 cm (profondità) x 35 cm (altezza) Peso Approssimativo: 4.6 kg

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Il sistema di blocco delle gambe alla struttura è stato ulteriormente migliorato per garantire stabilità e durata nel tempo


CITRUZ CULTURED ® L'incredibile e potente Citruz ora con un rivestimento invernale

Rivestita con l'esclusiva Nashbait Cultured skin, una pasta "vivente" che si dissolve in acqua lentamente, con l'aggiunta di attrattori in polvere a base del micidiale mix Citruz, Citruz Cultured® Hookbait rilascia lentamente esteri di frutta completi, agrumi, aminoacidi e nucleotidi, ideale per l'azione in acqua fredda. Per ottenere i migliori risultati, utilizzare con il Citruz Cultured® Fizzing Stick Mix che frizza dolcemente, costantemente, rilasciando particelle di cibo ed attrattori Citruz attraverso la colonna di acqua, le carpe saranno attratte sia con la vista, sia dall'udito, sia dall'olfatto e dal gusto. ALTA VISIBILITÀ CON RUMOROSITÀ!

nashtackle.co.uk


Tecnica

Ogni volta la stessa storia. Manca ancora un’ora al suono della sveglia, quando sei li che aspetti il tempo sembra proprio non passare, anzi ho l'impressione che le lancette rallentino‌ Testo e foto di StefanoAntonucci e David Bracaglia

STRADA F

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FACENDO

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Sarà che quel mix scaturito da ansia, eccitazione e adrenalina proprio non ci lascia riposare, sia fisicamente, sia mentalmente. Proprio così, ogni volta la stessa storia, ma questa più delle altre, perché quella che ci aspettava non è la “classica” pescata del fine settimana, non è la “notte secca” di poche ore…tra non molto un viaggio ci vedrà protagonisti, verso una meta tanto desiderata, tanto sognata e ambita, con la quale finalmente avremo il piacere e l’onore di confrontarci di persona. Oramai risultano innumerevoli le volte che abbiamo pronunciato il suo nome, e sistematicamente, la reazione che entrambi avevamo era la stessa: sguardo perso nel vuoto, bocca socchiusa, un espressione più “stupida” che intelligente, ma chi ha la facoltà di capirci sa che è solo il normale feedback psico\fisico dato dal fascino e dalla devozione, verso un qualcosa che per molti rappresenta solo un lago, per noi una sorta di lampada di Aladino, che se sfregata nel modo giusto, può esaudire i nostri desideri. Finalmente il tempo era dalla nostra parte, gli affetti ci concedevano un po’ di campo libero, la voglia di sfida era tornata più arrembante di prima, dopo un periodo in cui avevamo dedicato tutte le nostre scrupolose attenzioni esclusivamente su un bacino, per cercare di

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trarne il massimo…volevamo scassinare il forziere!!! Visto che, eravamo riusciti nel nostro intento, era tempo di nuovi stimoli, e come un conquistadores dopo aver piazzato la bandiera sul vergine suolo, eravamo di nuovo pronti e avidi di “conquista”.

Uno dei metodi migliori per rendere più sicure le vostre presentazioni, in ambienti ricchi di vegetazione sommersa, è quello di usare un lead core. Con il Cling-On Leader Nash propone una versione di lead core molto innovativa, realizzata con una serie di fibre affondanti, ma senza anima di piombo interna.


Uno degli aspetti più affascinanti riguardante le medio\lunghe sessioni di pesca, è quello della pianificazione. Pianificare permette di vivere la pescata per giorni, se non addirittura per settimane, prima dell’effettiva presenza sulle sponde. Pianificare è un po’ come studiare: sicuramente risulterà meno noioso e pesante rispetto ai bei tempi della scuola, visto la materia trattata, ma seppur di contenuto interessante, richiede un adeguato impegno perché potrebbe rivelarsi come la chiave di volta nel raggiungimento del successo. Se riusciremo a far nostro questo meccanismo, e ad attuarlo anche nelle sessioni di routine, potremmo trarne solo che enormi vantaggi, poiché migliorerà sotto ogni aspetto il nostro approccio di pesca, rendendolo più certosino e metodico. E poi non è da sottovalutare l’aspetto soddisfazione: vedere che “i conti tornano”, verificare con l’esperienza diretta la bontà delle proprie teorie, e confermare le scelte ipotizzate come giuste, aggiungerà quel pizzico di orgoglio, che non guasta mai, se ben dosato, al nostro Ego.

LA SESSIONE Questa fase, ormai rodata all’interno del nostro “rapporto di coppia”, aveva visto luce già settimane or sono, tra viaggi multimediali tra blog, forum e siti vari per la raccolta di quante più informazioni possibili, fino ad arrivare ad ore ed ore di Google Earth. Come dimenticare poi le serate passate tra uova, farine e aromi: niente è lasciato al caso, ogni acqua, ogni tipologia di approccio, per quanto ci riguarda, richiede una scelta particolare per qunto concerne l’esca migliore da utilizzare. La sentenza ricadde sempre su uno dei nostri mix self, ormai più che efficienti e collaudati, con il supporto di una delle nostre ready made di casa nash preferite. Nel primo caso, birdfish mix con base aromatica Monster Crab e Peach, due degli aromi storici della Nash Bait, contrastanti tra loro non solo a lievllo gustativo ed olfattivo, ma sopratutto nella formulazione dei solventi e dei relativi indici di PH. Nell’altro, quello riguardante le ready made, dopo un accurata analisi dei vari fattori, ritrovvammo il compro


messo cercato nelle nuovissime Nash CITRUZ. Si tratta di una pallina dal gusto particolare molto appetibile, ma nello stesso tempo nutrizionalmente competitiva , quindi in grado di far sostare il pesce in zona. Una voce fuori dal coro, un alternativa radicale, a volte differenziarsi totalmente può significare successo: l’esempio più banale e divertente che mi viene in mente, è quello di bodybuilder che segue una dieta costituita prevalentemente da alimenti di una certa importanza nutrizionale come carne, pesce e uova; li mangia perchè sa che lo nutrono al meglio, che concorrono alla sua crescita...ma fidatevi, se gli proponete un bel dolce, di quelli buonissimi che catturano occhi e palato, beh non saprà dire di no nonostante la sua fermezza e abitudinarietà, e in quel momento sarà avido dell’alternativa proposta. Per le carpe, spesso, funziona così...allora speriamo di catturarne una alla stregua di un Mr. Olympia prima o poi!!! SI PARTE Caffè e ricca colazione. La macchina è caricata già dal giorno prima, aspetta solo impaziente di essere guidata verso il punto di arrivo. Non è il primo viaggo che affrontiamo e nemmeno il più lungo: tutti però sembrare durare uguale nonostante le diverse distanze. Chiacchiere, chiacchiere, sogni, strategie, ipotesi, ogni tanto un Autogrill e si arriva sempre prima del previsto. Questa volta si è ragionato tanto sul tipo di montaggio da utilizzare e su quella che consideriamo il fulcro dell’attrezzatura per la pesca alla carpa: il terminale. Il successo o la sconfitta nel 90% dei casi dipende da questa terminazione armata di uncino... Viste le distanze di pesca, il fondale che presenta ostacoli e folti erbai a macchia di leopardo, nonchè per il fatto che utilizzeremo un imbarcazione, il montaggio della lenza sarà uno dei soliti utilizzati anche negli altri bacini che affrontiamo. Una buona treccia affondante in bobina, seguita poi da almeno 15 metri di snag leader in nylon dello 0,70 e per concludere, un metro circa del resistente

Cling On Leader con annesso un classico bolt rig. Il Cling On è una delle ultime innovazioni presentate dalla Nash Tackle, un leader antigroviglio ad affondamento extra veloce che distende in maniera precisa l’ultima porzione di lenza su qualsiasi tipo di fondale: l’innovazione sta nel fatto che a differenza di qualsiasi lead core presente sul mercato, il Cling On Leader non ha al suo interno la classica anima in piombo, che spesso ci fa penare nella fase di costruzione delle asole di giunzione causa slittamenti vari e rotture all’interno della sezione del trecciato, ma la sua particolare tessitura è trattata con uno speciale tungsteno liquido che ne La stagione invernale è sicuramente la più difficile da affrontare tecnicamente, ma se la si affronta nel modo giusto e con i prodotti giusti, può regalare grandi soddisfazioni

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aumenta incredibilmente il peso specifico non alterandone però le cratteristiche meccaniche. Provare per credere!!! Su di esso una bolt clip Nash nella versione HEAVY, resistente ma allo stesso tempo sicur nel perdere la zavorra esclusivamente quando è necessario. Ed arrivammo al terminale da utilizzare: bocche grandi o piccole, inneschi grandi o inneschi piccoli, pesci smaliziati oppure ancora molto wild...quando si hanno così tanti quesiti nella mente ma poi poche risposte, vista la scarsa conoscenza del luogo affrontato e dei suoi abitanti, un consi


FINALMENTE CI SIAMO Tra una chiacchiera e uno scambio di opinioni, il viaggio assume una piega più che piacevole, la voglia e la frenesia annullano la stanchezza, la meta è sempre più vicina... Eccolo li che appare in tutta la sua maestosità, sarà anche il colore di quest’alba a rendere il tutto più suggestivo, ma ogni volta sembra come la prima volta. Silenzio, le numerose parole che ci hanno accompagnato, adesso lasciano spazio solo ad un assordante silenzio, allo sguardo fisso che non batte ciglio…si osserva, si scruta quella distesa accarezzata da una leggera brezza…la stessa che schiaffeggia i volti appena scesi dall’auto, visto la stagione non c’è da stupirsi, sicuramente non sarà una lieta compagna, ma in questo istante ci ricorda di essere operativi. Non c’è più bisogno di parlare adesso, si assaporano soltanto i rumori dell’ambiente circostante e ci si mette al lavoro; i ruoli sono ormai ben definiti, le operazioni automatiche, ogni tanto l’occhio sfugge attratto da qualcosa…prima la barca, poi i foderi delle canne, poi si svuota la macchina che sembra quasi tirare un sospiro di sollievo… Come una catena di montaggio parte l’allestimento del campo, sembriamo “molti” ma siamo solo due. Sembra che ogni volta si diventi più veloci, sarà l’euforia e la voglia di avventura, ma la barca è già in acqua e con esso tutto l’equipaggiamento necessario. La tenda è ben montata in quell’angusto e ristretto spazio che ci ospita, perché si è sempre ospiti, è il rispetto per il padrone di casa non deve glio che sentiamo di darvi è quello di fare le cose più sem- mai mancare peccando di invadenza. Ci siamo, il momento plici possibili. Noi pensiamo che c’è sempre tempo per le di tirare un sospiro di sollievo, la parte più “macchinosa” è “complicazioni”. Procediamo step by step, poi in base alla risposta pratica potremmo cambiare eventualmente strada. E così fu, il vecchio e caro sentiero della “semplicità” che tante gioie ci aveva donato non fu abbandonato e la decisione ricadde su uno dei nostri soliti montaggi, anche questa volta in veste restyling grazie all’utilizzo di qualche nuovo materiale: come filato l’ormai collaudato Combi Link Weed green 35 lb armato con Fang Uni n°2, montaggio classico No Knot, qualche inserto di pasta di tungsteno per far si che si distenda tutto sul fondale, 2 cm di spellatura della guaina qualche millimetro dopo l’occhiello dell’amo per accentuare l’effetto rotazione nel momento dell’aspirazione e renderlo più mobile in fase di espulsione. Il nuovo Combi Link presenta un rivestimento polto più performante rispetto al precedente Missing Link, resistente ma allo stesso tempo facilmente rimovibile; inoltre il filato all’interno, a In certi ambienti, e con parità di libraggio con il precedente, risulta ben più morbipesci di questa mole, do. Parlando di inneschi, una singola da 20 mm affondante sono importanti due dove possibile, o in alternativa, un omino di neve 20\20 cose: affiatamento con il nella stessa aromatizzazione delle boiles utilizzate in fase di compagno di pesca e affidabilità nei materiali pasturazione.

“E fu così che la vecchia strada della “semplicità” non fu abbandonata e la decisione ricadde su uno dei nostri soliti montaggi...”

che si utilizzano. Con il Combilink potrete realizzare degli ottimi terminali e con il Cling-On Liquid li potrete mantenere ben appoggiati sul fondo.

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fatta!!! Dalla teoria alla pratica, saltiamo in barca per osservare effettivamente quello che avevamo ipotizzato, e se le scelte effettuate saranno idonee. Beh, possiamo dire che la fase di “pianificazione” è risultata più che utile….un fondale dalla consistenza altalenante, si presenta sotto di noi proseguendo per almeno duecento metri mantenendo una profondità più o meno costante intorno ai 2 metri, per poi, improvvisamente, degradare verso profondità più rilevanti dove però, fanno la loro comparsa erbai che, visto il periodo dell’anno, sono solo le sbiadite fotocopie di quelle grandi muraglie verdi rintracciabili nelle stagioni calde. Ampi buchi e interessanti corridoi vengono individuati dall’ecoscandaglio, una sorta di mappatura mentale l’abbiamo, un piccolo segnalino e due punti salvati sul GPS saranno i nostri riferimenti. Si torna a riva, si preparano le canne, si innescano i terminali preparati in precedenza e via a calare, tessendo una tela fatta di trecciato e palline: si proprio come un ragno, attenderemo che la preda venga attratta e rimanga poi imprigionata!!! E’ terminata una fase, ne inizia un'altra…quella dell’attesa. Tutto è pronto, tutto è al proprio posto. La temperatura, in linea con gli standard stagionali, scende gradualmente fin a diventare poco tollerabile: si farà freddo, ma il paesaggio tardo autunnale assume un fascino particolare che è impossibile riscontrare nelle altre stagioni, sarà per quella sensazione di pace che regala, per quel silenzio che regna sulle sponde e che permette una totale full immersion nell’ambiente circostante. Forse meglio entrare in tenda, non siamo più così giovincelli (specialmente il buon Jack….) e come routine, lo scambio, tra di noi, di una sorta di ghigno misto a voglia di azione, frenesia e impazienza. Un caffè, due parole…il meritato riposo per la schiena, il luogo non è dei più comodi ma non è un problema, l’importante è che ci permetta di credere in un sogno, e nel caso in cui si avveri, quella tenda sarà meglio di una villa a Malibù!! Entrambi diventiamo parte integrante di una condizione particolare, dove la mente sembra distaccarsi dal corpo, oppure dove il corpo diventa tutt’uno con quel luogo, con quella situazione… Il rumore della natura assomiglia ad una melodia che culla, il respiro a volte sembra mancare…. Epiche battaglie la fanno da padrone nella nostra mente, consapevoli di sognare ad occhi aperti, pensando nei rari momenti di lucidità, a quanto meravigliosa sia questa attesa. Ogni tanto, questa sorta di equilibrio viene spezzato dalla voce di uno dei due, per mantenere quel confronto pacato e rispettoso, quel continuo scambio di opinioni intelligentemente analizzate, con il sottofondo di boati che man a mano sembrano udirsi sempre a distanze più vicine, aumentando il battito cardiaco, rendendo il tutto più eccitante… La temperatura scende, la nebbia sale, le mani si raffreddano. Dopo un thè che riscalda l’anima rendendola più speranzosa, ci lasciamo tentare dalle avance delle nostre brande e dei loro caldi sacchi… Gli occhi si chiudono…Un nuovo viaggio fatto di chissà quali sogni sta per iniziare. Sì, chissà cosa sogneremo…chissà cosa ricorderemo dei nostri sogni al mattino… Ma tutto è rimandato: un suono acuto, progressivo e continuo ci desta dal leggero riposo… Canna impugnata, trazione lenta e costante, battito cardiaco accelerato, poche parole, sotto voce, soffuse tra il vapore che l’abbassarsi della temperatura fa fuoriuscire dalle nostre bocche. Di corsa, in barca, nella notte, su quella distesa piatta, illuminati solo dalle stelle. Una fragorosa scodata, l’ultima ripartenza, l’estremo tentativo di guadagnare la libertà... E’ nel guadino, è bellissima, torniamo a riva, la notte è ancora lunga… Sembra sempre impossibile farcela, fin quando non ce la fai… Il sogno di ogni carpista...pescare in un ambiente mozzafiato in attesa di sentire il proprio segnalatore suonare...combattere con un pesce esagerato che ti piega la canna fino al calcio...

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Tecnica

LA SCELTA 39 NASH ITALIA E-ZINE


Cosa succede quando perdiamo un pesce per colpa di un amo che si apre? A cosa imputiamo l’apertura di un amo? Alla sua forma? Alla sua grandezza? Alla sua resistenza? E come possiamo prevenire che si spuntino? A queste domande ci sono delle risposte. Testo e foto di Matteo Marmocchi

DELL’AMO NASH ITALIA E-ZINE 40


Sconsiglio la lettura agli amanti degli ami grossi, perché potrebbero prendersela a male. Durante le mie conversazioni con alcuni tester europei, specialmente inglesi, mi sono accorto che molto spesso noi italiani ci fossilizziamo su concetti innati e maturati in alcuni ambienti di pesca, quando invece soltanto modificando leggermente le nostre idee possiamo risolvere quei piccoli problemi che si verificano in pesca. L’amo è quel particolare oggetto che varia a seconda dei gusti personali, e infatti ne esistono di tanti modelli. Se esistesse un amo universale, si venderebbe solo quello, ma invece, le diverse presentazioni, i diversi ambienti e ovviamente la soggettività di ogni pescatore, rendono vasto ed a volte complesso il modo di scegliere l'amo. Quando si slamano carpe anche nel sotto riva, una parte di colpa è dell’amo, e della non curanza dell’aspetto perforante, trascurando uno dei problemi più frequenti: l’apertura dell’amo! Quando parlai con Ronny de Groote, di sviluppare ami che non si aprissero, lui mi rispose che già ci sono, basta usare ami più piccoli. Tale discussione venne a galla durante un video dove io e lui eravamo stati invitati a partecipare ad una dimostrazione tecnica, e lui volle cambiare il mio terminale con un amo molto più piccolo, rispetto a quello che avevo montato del numero 1. Lui ha catturato carpe sopra i 20kg e se non erro di circa 30kg, con ami molto piccoli del 6 e 8.

Un innesco singolo con l'aggiunta di un chicco di mais Fake…è sempre un'ottima soluzione


ANDIAMO CON ORDINE

Seguendo un filo logico, nel frattempo cercherò di riassumere il più possibile questi concetti, per non dilungarmi troppo su argomenti complessi per la scelta dell’amo. Come tutti sappiamo, le labbra delle carpe sono molto spesse, in particolar modo quelle carpe che abitano dove ci sono grosse distese di rocce. Ed è da qui che parte il discorso di Ronny, che alla fine mi ha convinto! Un amo grosso potrà mai infilarsi perfettamente dentro a labbra spesse e callose? Il motivo principale degli ami aperti è quello che tali ami non si piantano del tutto e si piantano solo superficialmente, con possibile perdita della carpa ed apertura dell’amo. Infatti se noi pensiamo alla fisica, prendiamo l’amo e tentiamo di forzarlo dalla sua punta, l’amo si aprirà molto più facilmente. Al contrario, se lo forzassimo dalla sua curvatura l'amo risulterebbe molto più tenace. Più un amo è piantato, meno sono le probabilità che un amo si apra. Un amo grande si pianta molto meno di un amo piccolo, in moltissime occasioni di abboccata.

Il Fang Uni è un ottimo amo da utilizzare su fondali sassosi.

Prendete il vostro dito indice e formate un uncino: tentate di aprirlo prendendo il polpastrello, ed ora provate ad aprirlo partendo dalla parte più vicino alle nocche. Questo è il motivo principale degli ami aperti, nel 90% dei casi, in quest’occasione se veniva usato un amo più piccolo, le probabilità di apertura di un amo sarebbero state nettamente inferiori. Il restante 10% è causato da un uso costante di una tipologia di ami per tutte le sessioni di pesca in ambienti differenti.

“Il motivo principale degli ami aperti è quello che, tali ami, non si piantano del tutto nelle labbra della carpa”

UNA CURIOSITA'

OGNI AMBIENTE HA IL SUO AMO

Almeno per come la vedo io! Per esempio, se noi peschiamo in un grosso fiume come il Po, servono indubbiamente ami resistenti, perché le carpe hanno una forza maggiore rispetto alle carpe di lago, fattore derivato anche dalla corrente che aiuta i pesci nella fuga. Qui l’amo ideale è uno con una lunga curvatura (attenzione ho detto lunga curvatura non ampia curvatura!), dove lo sforzo dell’amo è ripartito lungo tutto l’asse curvato, e sconsiglio fortemente ami squadrati o ami dal gambo dritto oppure ami dalla curvatura ampia (a patto che non abbiano il gambo corto – Fang Gaper), dove lo sforzo maggiore è nell’angolo più acuto. In laghi liberi, l’utilizzo di ami squadrati lo ritengo più idoneo, però non utilizzando ami di grosse dimensioni, ma andando dal n. 4 al 6 in giù, questo per prevenire le aperture degli ami. Gli ami squadrati li ritengo molto più “cattivi”

Gli ami della serie Fang di Nash rappresentano quanto di più innovativo e affidabile si possa trovare sul mercato. Ogni singola busta contiene gli ami ben divisi tra di loro.

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nell’allamata ed hanno caratteristiche superiori ad ami più curvi. Il tutto dipende poi dalla vegetazione presente, se il fondale è morbido, senza pietre, le carpe hanno una bocca più “morbida” e quindi l’amo grosso penetra tutto, al contrario di una bocca molto callosa, dove l’amo grosso fa più fatica. Il tutto deve essere poi paragonato alla forza delle carpe, io non mi sognerei mai di usare ami piccoli sul Po, dove le carpe hanno molta forza e l’amo piccolo tende a lacerare e a forare molto di più, ma appunto ami dalla lunga curvatura. Al contrario, nelle cave, dove le carpe non hanno la solita potenza, l’amo piccolo ha molto più successo. Quindi fate i vostri esperimenti e se vi capita di avere un amo aperto, sappiate che i fattori sono due, o l’amo era troppo grande, oppure la forma non era consona alla battuta di pesca, e l’amo doveva avere una forma con curvatura più lunga, ripeto, e non più ampia!. Molti associano la grandezza dell’amo alla grandezza dell’esca. Questo è sbagliatissimo! Si possono usare ami del 6 con boilie del 24, l’importante è la lunghezza del capello che dovrà essere lunga abbastanza per non creare il cosiddetto effetto ombra, quindi fare capelli anche di 2-3 cm ha perfettamente senso se si pesca con un amo piccolo e una boilie grande. Un’altra importante associazione è quella amo/piombo. Un amo grande deve avere un piombo altrettanto grande per poter essere performante al massimo.

Ricordate che un amo piccolo può catturare benissimo carpe molto grosse, noi italiani facciamo sempre i paragoni di misure, siamo convinti che un amo grosso catturi sempre una carpa grossa, o che una boilies grossa catturi sempre una carpa grossa. Sono concezioni primitive e che non hanno mai trovato una logica fondata! Pensate che il mio attuale record di 31kg, l’ho catturato con un amo del 6 in un lago libero pieno di rocce e dopo 20 minuti di combattimento. Un altro problema che noi pescatori possiamo riscontrare è l’amo spuntato. Questo può verificarsi se gli ami sono riposti non correttamente dentro alle confezioni che mantengono ben divisi gli ami. Un altro motivo del perché si spuntano è il fondale, quando si lancia l’esca l’amo può imbattersi in rocce oppure ostacoli sommersi. Per prevenire questo è necessario usare o il foam in PVA o un nastro sempre in PVA avvolto sull'amo che si scioglierà dopo pochi istanti. Sono tutte soluzioni ideali per avere una presentazione sempre perfetta, perché basta un piccolo sfregamento per far spuntare l’amo! Ognuno di noi ha il proprio amo preferito, e di certo non posso essere io a sostituirmi alla vostra esperienza, ma posso dirvi con quali ami pesco. Uso ami dalla lunga curvatura nei fiumi o in ambienti dove le carpe sono particolarmente combattive (Fang Uni), ed uso ami dalla forma squadrata (Fang Twister) perché li reputo molto più performanti, in laghi dove la maggior parte delle carpe sono meno potenti rispetto a quelle di fiume. Ovviamente nei grandi laghi sta alla nostra esperienza quale amo scegliere, mentre nelle piccole cave o nei “laghi a pagamento” gli ami piccoli sono più che sufficienti, anzi indispensabili, perché pescare con ami grossi in questi ambienti, caratterizzati da una forte pressione di pesca, ritengo che sia davvero eccessivo e troppo dannoso per i pesci.

UN SEMPLICE TEST

Provate in questo modo: prendete il vostro terminale e metteteci un piombo come in una normale montatura, ora prendete la punta dell’amo e mettetela nel vostro polpastrello, ora sollevate il terminale ed il piombo, se riuscite a sollevare il piombo senza che la punta dell’amo vi faccia male oppure non inizi a perforarvi il polpastrello, allora i motivi sono due, o l’amo è troppo grande o il piombo è troppo leggero. Ovviamente il tutto deve essere paragonato alla distanza di pesca, chi pesca a long range, con un piombo da 100 grammi, avrà brutte sorprese in caso di vento o per un qualsiasi motivo il filo tenderà a spostarsi, comunque un amo del 4 con un piombo da 120 grammi è il giusto punto di partenza per fare questo esperimento sempre efficace! 43 NASH ITALIA E-ZINE

Eccomi alla fine di questo articolo. Ho voluto scrivere queste righe, dopo aver parlato a lungo con Ronny de Groote sull’utilizzo degli ami. Pescare all’inglese nelle nostre acque, cioè in modo “fino”, non lo reputo adatto in alcune situazioni, ma utilizzare ami piccoli il più delle volte risolve molti dei problemi che provocano una slamata. Fate le vostre prove, solo quando catturate e vi mettete davanti alla vostra macchina fotografica con continuità, potete dire di aver fatto le cosa più giusta!


La miglior indicazione? La risposta è Black and White.

w w w. n a s h t a c k l e . c o m


Tecnica

IN ATTESA

DEL FREDDO

Il carpfishing d'inverno è un'esperienza dura da affrontare, che richiede determinazione e spirito di adattamento. Essere tecnicamente ben preparati potrà aiutarci ad ottenere risultati costanti ed alcune belle soddisfazioni Testo e foto di Graziano Giambastiani

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La pesca invernale è una sfida affascinante e certe volte anche molto difficile. A causa delle condizioni climatiche e delle temperature dell’acqua molto basse, le probabilità di trovare i pesci in attività sono poche, e con queste condizioni le sconfitte, a volte, riescono a scoraggiare anche i carpisti più temerari. Se ne parla da sempre, ovunque e ad un certo momento della stagione si scatenano i “consigli” per affrontare nel modo giusto uno dei periodi più difficili dell'anno, ma come dico spesso “la pesca non è una scienza esatta” ben vengano tutti i consigli che ci possono aiutare a risolvere tanti problemi.

“Tutti passano momenti più o meno positivi, errori ne ho commessi tanti e nonostante la mia esperienza, continuo a commetterne ancora, ma credo che questo faccia parte del contesto...”

L'approssimazione...un grave errore L’inverno non è stagione che ci permette di fare grandi cose, è più che altro un adattarsi alle condizioni e sfruttare, in alcuni casi, il lavoro fatto nei mesi precedenti. Per quanto mi riguarda è molto più importante saper “leggere” le condizioni, l'acqua e l'ambiente, che fossilizzarsi ad occhi chiusi su una determinata esca. Nella stagione fredda si tende ad improvvisare proprio perché le condizioni ostili non ci aiutano a capire e a decidere, e spesso una soluzione è modificare il nostro approccio più volte a distanza di poche ore. Altro dettaglio da non sottovalutare è la collaborazione con altri carpisti. So che alcuni parleranno di utopia, ma le esperienze di altri possono sempre servire per capire e di conseguenza arricchire il proprio bagaglio tecnico. Mai spingersi oltre, la ricerca ossessiva della cattura può spesso trasformarsi in una delusione, e più le delusioni aumentano più si perde fiducia in noi stessi. Sembra strano ma questi sono spesso i motivi che spingono le persone a smettere o cambiare tecnica di pesca. L'inverno va affrontato nella giusta maniera, ma soprattutto con lo spirito giusto...questo è lo spirito del carpfishing. Tutti ci siamo passati, tutti passano momenti più o meno positivi, errori ne ho commessi tanti e nonostante la mia esperienza, continuo a commetterne ancora. Del resto la nostra vita è un 'insieme di esperienze, e questo vale anche per la pesca. Qualsiasi sia l'occasione non perdo mai di vista la cosa più importante: studiare,valutare, pianificare quella che secondo me è la strategia più efficace per raggiungere il mio scopo. Non sempre ci si riesce, ma l'impegno è sempre uguale.


Da dove iniziare? E' ormai un dato di fatto che in inverno, quando le piogge non sono troppo frequenti, i fiumi siano gli ambienti più generosi in assoluto in termini di catture. Pertanto se devo scegliere tra due destinazioni la prima ricade su un fiume o un canale( se ancora ci sono dei pesci da pescare) la seconda cercherò di impostarla per una cava di medie dimensioni. In ogni caso saranno ambienti che conosco e che ho già frequentato e di cui conosco bene le caratteristiche del fondale, la pressione di pesca, e con che tipo di esca pescare. Una delle novità di Nash in fatto di esche adatte proprio per la pesca in fiume, riguarda la linea Old Scool nelle aromatizzazioni Formula Fish e Formula Fruit. La Old Scool è un'esca molto digeribile e dal basso valore proteico, è un'esca caratterizzata da una granulometria importante, quindi adatta per la stagione invernale e non solo, e ha una caratteristica da non sottovalutare: il costo contenuto. Questa linea viene venduta in sacchi da 5 chili proprio perché è adatta nella pasturazione, anche abbondante, sia perché è molto digeribile, sia perché il prezzo di 5 chili si aggira tra i 25 e i 30 Euro. Questo per i più scettici non deve significare che la boilie costa poco perché è scadente. La linea Old Scool costa meno perché ha un mix più semplice e perché viene prodotta direttamente nei nuovi magazzini di Nash. Ben quattro macchine che producono ognuna 400 chili di palline ogni ora, che dite, può bastare per contenere i costi?

Dove pescare

La preferenza per un ambiente rispetto ad un altro è sempre legato alle scelte soggettive. C’è chi predilige posti tranquilli, ad esempio una cava libera con le sponde ricche di vegetazione ripale, e chi invece se la vuole prendere più “comoda” e ha come obiettivo quello di catturare. In ogni caso occorre farsi mentalmente un programma prima che arrivi l’inverno, perché ovunque ricada la nostra scelta, ci sarà del lavoro di preparazione da fare.

“Lo scopo del nostro lavoro è di far “accettare” le nostre esche al maggior numero di carpe possibile, abituarle al nostro gusto, e indurle a gradire ciò che gli offriamo...”

Le nuovissime Old Skool, le Ready Made che possono essere scambiate per delle Self Made. Prodotte in due sole aromatizzazioni e nella misura da 15,20 e 24mm, queste boilies vi stupiranno ogni volta che le userete.

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Procedere correttamente La pasturazione è una attività che ritengo fondamentale per dei risultati costanti in ogni stagione. Soprattutto se vogliamo trarre il massimo profitto dalle ore che passiamo a pesca. Le carpe si prendono anche senza pasturare preventivamente, anche perché, in molte acque, hanno avuto modo di conoscere non solo le nostre palline, ma anche quelle di altri pescatori. Lo scopo del nostro lavoro è far “accettare” le nostre esche al maggior numero di carpe possibile e condizionarle positivamente, ovvero abituarle al nostro gusto, dobbiamo indurle a gradire ciò che gli offriamo, per questo dobbiamo farlo utilizzando i prodotti giusti. La quantità e la qualità delle esche dovrà tenere conto della popolazione di carpe, della pressione di pesca e delle caratteristiche dello spot. Se si pastura con esche giuste nel posto sbagliato, o viceversa, in inverno, i risultati saranno deludenti. Naturalmente in tutto questo dobbiamo sempre tenere in considerazione il fattore “C” che, in un momento di difficoltà, potrà sempre darci una mano. Come si sceglie uno spot invernale? Nei fiumi e nei canali indubbiamente dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sugli ostacoli di qualsiasi natura che contrastano la corrente ed offrono riparo al pesce in qualsiasi condizione di acqua. I punti di alimentazione o di stazionamento del pesce sono questi e raramente, con l’abbassarsi della temperatura, troverete le carpe in altre zone. Nelle cave, soprattutto quelle naturali, spesso difficili da individuare perché circondate da una intricata vegetazione, gli ostacoli non sono da disdegnare, come non sono da scartare le zone con variazioni di fondale, punti dove il pesce tende a stazionare quando l'acqua tende a scaldarsi nelle ore più calde della giornata.

Tutti gli ami della serie Fang X hanno sempre dimostrato una grande affidabilità. La loro punta affilata e il micro ardiglione sono una garanzia per dei recuperi sicuri senza danneggiare la bocca del pesce. In questo caso il Fang Twister risulta essere un amo eccezionale grazie al filo forgiato e una curva molto stretta che gli conferisce un'ottima tenacia.

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Soprattutto in inverno, con l'acqua scesa di molti gradi, è importante rilasciare il pesce con le dovute cautele e senza fretta. Dopo un lungo combattimento il pesce ha bisogno di riprendere gradualmente le sue energie.


Il freddo limita

Quella che vedete nelle foto è una Old Skool spaccata a metà e come si può notare dalle foto la loro caratteristiche è quella di avere un mix grossolano, in grado di entrare in pesca velocemente, ma anche molto ricco di tanti piccoli ingredienti.

Con l’arrivo del freddo le carpe tendono naturalmente a concentrarsi in zone più adatte al loro metabolismo. Infatti in alcuni casi, i pesci si radunano in determinati tratti limitando molto i loro movimenti, fino a quando le temperature dell'acqua non torneranno ad essere più tollerabili. Questo è un esempio significativo di come, nelle acque sottoposte ad una pressione di pesca continua, le carpe si mantengono in continuo movimento anche se le condizioni per la pesca sono estreme. Conosco diversi appassionati che per la stagione invernale si preparano almeno un paio di postazioni con caratteristiche diverse, mantenendoli “attivi” con leggere pasturazioni. Nei periodi più critici è comunque sconsigliabile pressare troppo lo spot, merita sospendere per alcuni giorni, per poi riprovare. Tutto questo comunque presuppone un gran lavoro, non solo mentale ma anche fisico, ma questo è il modo più giusto per mantenere una certa regolarità anche con temperature dell’acqua che sfiorano i 5-6 gradi. Il resto è solo passione!

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IL GIUSTO APPROCCIO

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08/11/2016


Continua questa serie dedicata alla ricerca dell’esemplare di taglia. Nel numero scorso abbiamo visto come affidarsi ad un’esca di “fiducia” la quale ci possa aiutare ad interessare le grosse carpe al nostro cibo “artificiale”. Testo e foto di Roberto Bussolari

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In questo numero analizzeremo altri aspetti del nostro approccio. Ogni nostra azione spesso genera e corrisponde a reazioni o segnali da parte dei pesci. Dobbiamo essere prontissimi e flessibili per poter reagire di conseguenza. Dobbiamo rischiare e credere in ciò che stiamo facendo. Le esche di qualità sicuramente ci aiuteranno a portare a riva grosse carpe perché una buona boilie è sicuramente sempre un’arma forte a nostro vantaggio, ma dobbiamo saperla gestire questa “buona esca”. Non basta gettare in acqua una boilies da 15-16 Euro al kg per fotografare grosse carpe. Vediamo le reazioni dei pesci a diverse tipologie di approccio. LE GRANDI I grossi esemplari già sono molto diffidenti alla presenza di cibo artificiale sul fondo, se esageriamo con sovra dosaggi di aromi e farine troppo “aggressivi” rischiamo di aumentare la diffidenza degli esemplari aumentando considerevolmente i tempi di attesa. L’esca deve essere piacevole al gusto e deve riuscire a bloccare gli esemplari per qualche ora sullo spot, perché tanto di più non ci rimarranno. Diverso è il discorso per chi costantemente frequenta uno spot ed imposta campagne di pasturazione prolungate, può indubbiamente azzardare con esche decisamente meno gradevoli al palato ma dalla ottima struttura nutrizionale. Quindi per vincere la naturale diffidenza delle big carp inizierei subito a proporre ottime esche insieme ad altri piccoli accorgimenti. Ho riscontrato, ed anche questo lo annotai in un vecchio articolo tempo fa, che eseguire in pesca una

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Non possiamo parlare di novità, ma per quanto riguarda le 4G Squid possiamo tranquillamente parlare di qualità e digeribilità. La 4G Squid, in tutte le sue versioni, ha fino ad ora regalato grandi catture in tutte le acque Europee, un'esca che non ha confini in grado di catturare sia in piena estate che nella stagione più fredda.

pasturazione costituita da esche di diametro diverso compreso tra il 30mm ed il 15mm risulta molto efficace anche pescando su fondali molto, molto morbidi. Le carpe, se su quel fondale si alimentano abitualmente, riusciranno a trovare senza problemi anche una 30mm sprofondata 10cm. Questo metodo facilita a disorientare la carpa in fase di aspirazione. Non è da escludere che non si accorgerà del peso dell’amo attaccato alla nostra esca. Se tutte le nostre boilies fossero dello stesso diametro il pesce si accorgerebbe istantaneamente che il nostro innesco risulta diverso dalle altre palline sul fondo in quanto è più pesante e “fatica” ad arrivarle in bocca. Se invece aspira una 24mm, una 15mm, una 30 e poi una 20 e via dicendo, è ovvio che non


Roberto con una bella specchi catturata in inverno grazie ad una pasturazione mirata a base di 4G Squid.


riesce a comparare così velocemente i pesi aspirati. Un’ altra carta vincente da giocare per contrastare la diffidenza delle carpe, è cercare di non utilizzare esche anonime. Significa non affidarsi a palline troppo semplici e blande. Sembrerà un ragionamento troglodita ma preferisco creare sul fondale una interessante area attrattiva che sia in grado di distogliere anche solo momentaneamente le carpe dal cibo naturale piuttosto che cospargere il fondale di esche senza aroma ed attendere che un pesce sbadatamente si accorga di loro. Questo non significa usare esche sovra dosate, ma significa utilizzare palline ottime con una buona impronta gustativa ed attrattiva come accennato in precedenza. Ho la fortuna di poter pescare quasi esclusivamente con esche ready made e più passa il tempo e più sono felice di farlo. Posso assolutamente affermare che tutti i pregiudizi che avevo su queste esche fino a 7-8 anni fa sono assolutamente spariti, anzi le considero molto migliori del 95% delle self made che si possono vedere in circolazione. Considerate che ad esempio la NASH, come poche altre aziende in Europa se si vuole essere onesti, ha un laboratorio interno dove crea personalmente aromi, esche e ogni altra formulazione con marchio Nash. Le ultime esche, le Key Stabilized sono state sviluppate in anni di prove, modifiche e vari test. Come possiamo avere la presunzione di essere in grado noi stessi di creare esche migliori di chi le formula per lavoro da 30 anni? Ritornando sul filo principale del discorso ritengo che soprattutto le grandi carpe abbiano bisogno di uno stimolo in più per essere distolte dal loro alimento naturale. Immaginate di avere davanti a voi due piatti di pasta di cui uno profumatissimo e l’altro dall’odore blando ed anonimo. Su quale vi buttate prima? Su quello profumato e se vi completa tutti i sensi continuate a cercarlo non badando assolutamente all’altro. Per questo principio, chi mi conosce sa che quasi sempre adoro super ammollare i miei inneschi negli appositi “Food Dip” se non addirittura

“Ho la fortuna di poter pescare quasi esclusivamente con esche ready made e più passa il tempo e più sono felice di farlo.” 57 NASH ITALIA E-ZINE


La tenacia dell'Armourlink sarà la vostra garanzia quando deciderete di pescare in ambienti molto sporchi

negli aromi puri in taluni casi. Perché una carpa che si nutre da una vita di cozze dovrebbe smettere di farlo per assaggiare qualcosa che a fatica le solletica il naso? L’ammollo, ormai un po’ dimenticato da molti carpisti, oltre alla funzione attrattiva, in acqua incentiva notevolmente la curiosità dei pesci. Ricordiamoci inoltre che le case che producono esche spesso introducono tutta una serie di attrattori all’interno di questi ammolli che risultano essere prodotti estremamente efficaci. I Liquid Bait Soak, ricchi di olii e zuccheri, attrattori e amminoacidi attivi, potenziati con gli stessi attrattori segreti contenuti all’interno della relativa aromatizzazione, sono potenti attrattori capaci di valorizzare enormemente il nostro innesco sul fondo stimolando l’interesse delle carpe. Quando voglio un risultato sicuro bagno 2-3kg di esche 4G con circa 150\200ml di Liquid Bait Soak 4G e lascio assorbire per almeno 15-20 minuti. Questo semplice, veloce ed efficace metodo mi ha consentito di catturare grosse carpe in ambienti differenti e ve lo consiglio fortemente. Le parti zuccherine che compongono il Soak oltretutto preserveranno da muffe le vostre esche per mesi anche se vengono “bagnate” e non utilizzate. Questo metodo nel periodo estivo ed autunnale vede il suo momento ideale per essere impiegato in quanto pescando tra le alghe o su fondali melmosi le particelle oleose tendono a risalire in superficie intercettando le carpe nell’area. Per vincere quindi la diffidenza delle grandi carpe dobbiamo cercare il più possibile di non tralasciare nessun particolare ed attrarle al massimo per farle raggiungere in qualche modo il prima possibile sul nostro innesco. Essere consapevoli di quanto scritto riguardo i comportamenti e la reazione alle nostre esche credo sia già un buon punto di partenza. In questa serie di articoli sicuramente vi ho dato molti spunti riflessivi su cui è importante eseguire un approfondito lavoro personale adattando i miei input alle proprie esperienze personali. Nel prossimo numero prenderò in esame le aree di alimentazione, settori di pesca, giacimenti di cibo, correnti, ecc, ecc ed infine esaminerò qualche terminale che mi ha garantito ottimi risultati in questi anni. Pertanto continuate a seguirci su prossimo entusiasmante E-Zine di Nash Italia.


Tecnica Una serie di esperienze vissute in tanti anni di carpfishing, mi hanno fatto capire che molto spesso basta davvero poco per rendere una sessione disastrosa anziché un’esperienza da ricordare. Testo e foto di Alessandro Novo

E’ solo questione di...

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EQUILIBRI

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Il carpfishing in fiume è abbastanza produttivo a livello di catture durante tutto l’arco dell’anno, in quanto la temperatura dell’acqua difficilmente scende sotto i famosi 7 gradi, oppure non aumenta mai di temperatura in maniera repentina. Nonostante tutto ci sono diversi momenti durante l’anno nei quali le carpe diventano apatiche o per lo meno sembra che lo diventino. E' in questo momento che la nostra esperienza, e alcuni accorgimenti tecnici, diventano indispensabili. Quello che sto per scrivere in questo mio articolo potrà sembrare strano, ma io vi consiglio vivamente di mettere in pratica ciò che vi dirò constatando gli effetti di persona .

POD O PICCHETTI??? Personalmente reputo che per pescare in fiume i picchetti siano sicuramente la scelta migliore! Con i picchetti per quanto riguarda il fiume possiamo affrontare qualsiasi tipo di condizione ambientale; infatti usandone due per canna possiamo scegliere sia la direzione (a favore di corrente) sia l’altezza (punte alte o basse) oltre alla configurazione generale corretta. Questo significa anche tenere le canne parallele tra di loro, oppure con assetti diversi a seconda di dove andremo a calare i nostri inneschi. Personalmente tendo sempre a tenere le punte rivolte verso il basso e di posizionare i picchetti a seconda di dove vado a lanciare le mie canne. Questo oltre ad evitare le partenze laterali mi aiuta nell'azione di pesca e mi permette di decidere dove andrà a fermarsi il mio piombo. Non è facile spiegare scrivendolo, ma ci proverò lo stesso. Quando si pesca in un fiume dove il fondale è irregolare, la corrente è forte e magari scendono verso valle anche quelle fastidiose erbe, foglie, alghe morte ecc. La nostra azione di pesca sarà inevitabilmente disturbata, in questo caso il continuo spostamento del piombo penalizzerà la nostra presentazione. Il posizionamento dei picchetti risulterà fondamentale in quanto ci permetterà di rimanere in pesca dove vogliamo e soprattutto per più tempo possibile .

“Pescando in fiume tendo sempre a tenere le punte delle canne rivolte verso il basso e a favore di corrente...” 61 NASH ITALIA E-ZINE

Pescare in questi ambienti significa rispettare certe regole, che poi alla fine sono quelle che vi faranno pescare bene!


IL TENDIFILO In commercio esistono vari tipi di tendi filo che vanno a soddisfare quasi tutte le esigenze. Affrontare la corrente di un grande fiume però non è cosi semplice, io ho provato diverse tecniche fino ad arrivare ad una soluzione che si presenta sotto tutti i punti di vista molto affidabile . CHIAMIAMOLO TENDIFILO A PERDERE Nei negozi specializza si trovano dei gancetti per costruire i tendi filo. Una volta acquistati procuratevi un guanto per lavare i piatti, tagliate le dita fino ad ottenere degli elastici di 3/4 mm di spessore. Agganciate “l’elastico” al gancetto per il tendi filo e il gioco è fatto. A questo punto procuratevi dei sassi preferibilmente lisci e pesanti e bloccateli con il piccolo elastico. Questo tipo di tendi filo vi permetterà sia di avere una grossa zavorra in fase di pesca, ma allo stesso tempo quando affronterete la fase del combattimento, avrete il rilascio immediato della zavorra .

In questi ambienti non si guarda troppo per il sottile, grossi inneschi per pesci spesso poco selettivi...

LA NOSTRA MONTATURA Dal mio punto di vista vi voglio spiegare quali sono i piccoli dettagli che hanno portato nel tempo dei benefici al mio modo di affrontare il fiume. Per prima cosa io tendo a distinguere le grammature dei miei piombi: sulla canna che di solito calo verso valle uso un piombo leggero e liscio, non superiore ai 120 grammi, cosi facendo il piombo verrà spostato dalla corrente fino allo scalino che nel 90% dei casi si trova a pochi metri dalla riva. Nella canna centrale e in quella a monte invece cerco di usare dei piombi a grip di grammatura importante 220 gr, per essere più precisi un Tractor 8Oz. Questi mi permettono di rimanere fermo nella fase di pesca anche con corrente molto forte. Per quanto riguarda il terminale si potrebbero scrivere pagine e pagine di articoli sui trecciati, sui fluorocarbon e gli ami, ma invece mi soffermerò alla sola lunghezza. Ho notato che spesso allungare il terminale diventa una soluzione molto importante per vari aspetti, uno tra tutti il movimento della nostra esca che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla lunghezza del nostro terminale. Questo movimento crea sicuramente curiosità alle nostre baffone, che finiranno per avvicinarsi e se saremo fortuna “sbamm”. Come nylon nonostante si cerchi di pescare sempre vicino ad alberi sommersi, sassaie e vari spot spesso molto impervi, cerco di non salire mai troppo come diametro in quanto più grosso è il nostro nylon più la corrente dell’acqua creerà attrito. La mia scelta comunque ricade sul mitico 0.43 Diffusion Camo, un mono filo estremamente tenace, che tiene bene il nodo, resistente all'abrasione e con poca elasticità. Questi sono solo alcuni accorgimenti che nella mia continua sfida con il fiume hanno saputo regalarmi grandi soddisfazioni. Spero che in un futuro prossimo questo mio articolo sia di aiuto per tutti coloro che vorranno cimentarsi nella pesca in fiume ad avere grandi risultati e soprattutto nuovi stimoli per crescere come pescatori e come uomini che amano ciò che la natura ci regala.

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In questi ambienti bisogna giocare d'astuzia, soprattutto quando si ha a che fare con pesci come questi.

Il nostro Alessandro con una bella “collezione� di carpe di fiume!

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H20MG!

Puoi contare su questo PVA

UNA NOVITĂ€ NASH, una gamma completa dei prodotti piĂš avanzati in PVA. Due stili di scioglimento con rete intrecciata Webcast con grandi ricariche, quattro misure di sacchettini e due diametri di nastro ad alta aderenza. Sia comprimendo stick mix, sia legando i sacchettini, puoi coprire il 100% delle situazioni. E' PVA, ma fatto meglio!

nashtackle.co.uk


Tecnica

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THE KEY Ormai le sessioni di pesca estive con molte catture sono un piacevole ricordo, adesso è arrivato il momento di fare le cose nel modo giusto, ma soprattutto usare i prodotti giusti. Testo e foto di Alessandro Carielo

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Il freddo inizia a farsi sentire veramente e le sessioni nei ticket lake devono essere davvero mirate senza bisogno di futili pasturazioni per riuscire ad avere un risultato soddisfacente durante le nostre ore di pesca. Laghi o cave, con una pressione davvero notevole durante la maggior parte dell'anno, in questo periodo possono risultare davvero complicati da affrontare per più motivi. Il primo è sicuramente da attribuirsi alla bassa temperatura dell'acqua, il secondo perché le carpe sono state abituate costantemente a continue pasturazioni, quindi rallentando il loro metabolismo, riducono anche la loro alimentazione. Per questo è indispensabile innescare la cosa giusta sul nostro terminale, ma soprattutto con cosa attirare le carpe sui nostri inneschi. “ THE KEY” e’ la linea ideale che Nash mette a disposizione per noi, studio e sviluppo di quest’esca sono stati raggiunti grazie a ricerche ben accurate e mirate. Tutti gli ingredienti utilizzati sono naturali, a base di proteine grezze, soia tostata, grano cotto, frutta secca, farine di pesce, estratto di cozza, tutti alimenti di cui la carpa è attratta. Quando parliamo di “THE KEY” la troviamo in tantissime varianti, dal semplice pellet allo stick mix, alle pop-up, al suo straordinario dip. Parlando di attrattività il sinonimo corretto e’ “THE KEY CULTURED”, si tratta di una boilies con un nucleo molto duro ad assetto neutro, la sua parte esterna invece è ricoperta da uno strato composto da ingredienti naturali e molto attrattivi, che vengono liberati sciogliendosi in base alla tipologia e alla temperatura dell'acqua, creando attorno a se un alone molto invitante. La possiamo presentare singolarmente, oppure se vogliamo stimolare la curiosità delle carpe possiamo aggiungere un ritaglio di Hookbait Balancing Foam o un Mutant Maize. La sua “pasta” esterna ha uno scioglimento graduale, più lento con l'acqua fredda, più veloce con l'acqua calda. Queste boilies da innesco sono state ideate appositamente perché le carpe sono molto sospettose, possono osservare e avvicinarsi più volte al nostro innesco prima di convincersi che è un alimento sicuro e di conseguenza regalarci la tanto attesa partenza. Nella cava o nel ticket lake dove vogliamo avere le nostre lenze in pesca, la calata può essere accompagnata dal PVA Nash, se pensiamo che l’idea vincente sia la classica “bombetta”. E' sempre consigliato come base del nostro bags lo STICK MIX THE KEY, procedendo con l’inserimento del nostro rig, aggiungendo del pellet o delle boiles THE KEY STABILISIED tritate, in questo modo si potranno ottenere dei risultati davvero sorprendenti. Se invece il nostro innesco viene presentato con una THE KEY CULTURED HOOKBAIT del 15 utilizzando la WEBCAST PVA, possiamo scegliere come meglio crediamo la mescola THE KEY; le scelte possono essere molteplici dal solo pellet, allo stick mix alle boilies intere o frammentate. 67 NASH ITALIA E-ZINE

Frantumare finemente alcune esche significa offrire al pesce una quantità modesta di pastura, ma che una volta sul fondo, lavorerà in maniera ottimale

Della linea The Key vengono prodotti anche degli ottimi pellets da innesco. La loro caratteristica è quella di avere una buona attrattività legata ad una lunga durata in acqua


Con l’utilizzo della WEBCAST PVA ci è permesso di immergerla completamente nel THE KEY LIQUID BAIT SOAK, che essendo PVA FRIENDLY, ci consente di avere maggiore attrazione sul nostro rig, sprigionando tutti gli attrattori che troviamo anche nelle boilies THE KEY. Certo è che se la nostra azione di pesca si svolge prevalentemente nel sotto riva o a distanze che non superano i 30 - 40 metri, è possibile preparare una pastura completa utilizzando il pellet, lo stick mix e le boilies frantumate che possiamo comunque trovare nella comoda confezione THE KEY STABILISED FLAKE e aggiungendo il KEY LIQUID BAIT SOAK creeremo uno spot davvero interessante. C’è da dire oltretutto che quest’esca deve essere utilizzata con i giusti accorgimenti, come anche il resto delle esche, il suo utilizzo deve essere minimo ma costante, ad esempio le boilies STABILISED, bagnandole con il KEY LIQUID BAIT SOAK un paio d’ore prima della nostra sessione, possono risultare molto più efficaci, visto che la boilies ha il tempo di assorbire la parte liquida in maniera sufficiente da arrivare sul fondo e rilasciare le proprietà del LIQUID BAIT SOAK. Se questo procedimento lo facessimo pochi istanti prima, le boilies, ma anche il pellet stesso, arriverebbe sul fondo praticamente con una piccola parte di estratto, perché il loro assorbimento sarà stato minimo. Parlando di pellet invece il THE KEY, a differenza del MICRO PELLET, della linea Nash, ha una versatilità maggiore con qualsiasi temperatura dell’acqua, anche se la stagione fredda ci fa attivare lo spot con dei tempi sicuramente più lunghi. Per questo Nash ci aiuta a creare un’attrattività nell’arco di poco tempo, non perdendo però di vista la qualità e la struttura degli ingredienti naturali della linea THE KEY.

La linea the Key è una linea completa in grado di coprire qualsiasi necessità, in qualsiasi situazione o ambiente. Una linea studiata per garantire un'ottima attrattività e digeribilità grazie alla qualità delle materie prime impiegate.

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IN PESCA... A volte le partenze tardano ad arrivare e la voglia di cambiare porta a risultati sorprendenti. Dopo un prolungato momento di scarsa attività ho deciso di passare da un approccio con il method mix THE KEY, ad un solid bag riempito con il fondo di stick mix, il pellet con del LIQUID BAIT SOAK della linea KEY, armato con un semplice rig costruito con il trecciato ARMOURLINK da 15 lb di colore SILT e un amo FANG X del 6. Il suo innesco è stato semplice ma di grandissima efficacia, una Dumbell da 15 con un piccolo pezzo di BALANCING FOAM di colore bianco mi ha permesso di realizzare una presentazione bilanciata. La partenza è avvenuta in poco tempo, e il risultato è stato sorprendente, a volte cambiare strategia e il modo di presentare le nostre lenze in pesca deve uscire da certi schemi, e azzardare può risultare la carta vincente. Ricordo sempre che noi di Nash, vi raccontiamo le nostre esperienze e le nostre sessioni di pesca per rendere più ricco e interessante il vostro bagaglio tecnico. I nostri suggerimenti vi aiuteranno ad affrontare la prossima sessione con i prodotti Nash e soprattutto con le esche giuste.

Prepariamo la “BOMBETTA”

Con il nuovo PVA di Nash potrete realizzare delle perfette “bombette” per accompagnare un innesco affondante o pop up The Key Stabilised.

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Tecnica

Vi racconto

BLOW OUT

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o il mio...

T RIG

Non ci sono dubbi, il rig Blow Out è stata sicuramente una delle piÚ grandi invenzioni insieme all'Hair Rig. E' stato efficace nella cattura di centinaia, per non dire migliaia di carpe negli ultimi anni, non solamente in territorio britannico, ma anche nel resto dell'Europa ed oltre. Testo e foto di Kevin Nash

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Sono davvero orgoglioso della differenza che questo rig ha rappresentato tra i pescatori per quanto riguarda la cattura delle carpe, ed in particolare di quelle più difficili. Andai in un Syndacate nel Cambridgeshire negli anni '90 ed un giorno vidi saltare le carpe per prendere le esche che stavano attorno al rig. Vidi una big che inghiottì l'innesco e subito venne allamata. Stava nel suo spot, senza muoversi. Ricordo ancora come inghiottì quel rig, davvero velocemente. Fu davvero strabiliante. Credevo di catturare nell'arco di pochi minuti, ma il tempo passava e mi resi subito conto di quanto in realtà non stavo catturando affatto. Il momento fortunato arrivò più tardi. Non posso cancellare l’immagine di quel pesce dalla mia mente. Ci pensavo di continuo ed improvvisamente mi resi conto che non c'erano esche reali sull'amo per una carpa, si trattava del mucchio di boilies nei pressi del rig e le carpe si sbarazzavano dell'amo. Una volta capito ciò che le carpe stavano facendo, dovetti subito trovare un modo per assicurarmi che la boilie doveva essere montata in modo più sicuro. Per quanto riguarda l'evoluzione dei rig per le carpe, avevamo l'hair fissato sulla parte inferiore della curva dell'amo. Se una carpa inghiotte un amo con queste caratteristiche, spingerà la punta dell'amo indietro e sarà libera di sputarlo dalla bocca. Ho legato un rig con un anellino che scivola sull'amo e l'hair è legato all'anello, così l'esca non potrà andare indietro, ma l'amo non si dislocherà immediatamente a causa della traiettoria della boilie che fa in modo che l'amo venga immediatamente trasportato con essa da parte dell'esca principale a cui è attaccato. La prima volta che ho legato un rig ad un anellino, ero al Syndacate Star Lane, riuscii a catturare una 30 libbre e dopo che mi spostati da un primo spot, riuscii a catturare splendidamente altre carpe. La cattura fu interessante – come quando vidi il Triggalink tanti anni fa, il segnalatore saltava su e giù. Dicevo tra me e me: Sto catturando, ma che cosa sta succedendo là? Con il rig ad anellino lungo la parte del gambo dell'amo quando l'esca era già risucchiata, tornava spesso indietro verso l'occhiello dell'amo. Molte persone non se ne rendono conto, anche molti famosi carpisti a cui l'ho fatto notare. Una volta che il rig si muove velocemente, non ci sono modi per cui la carpa sia in grado di inghiottirlo e provare ad espellerlo ancora, proprio perché la punta dell'amo non è uguale alla punta dell'hair, che è fissato sul gambo. La prossima rivelazione ha avuto luogo a Warmwell. Non ebbi un bel presentimento, sentivo tanti beep, ma nessuno di questi si trasformò in una 73 NASH ITALIA E-ZINE

Una foto risalente a molti anni fa quando Kevin iniziò i primi test, poi tutto si è evoluto in maniera positiva


Pescare nelle acque inglesi non è semplice come a volte si pensa, è necessario “giocare” d'astuzia nei confronti di pesci molto selettivi

Un'altra bella, ma difficile cattura; per il grande Kevin. L'uso corretto delle presentazioni incide molto sugli esiti della sessione.

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cattura concreta. Cambiai l'anellino con un piccolo manicotto di tubo per intrappolare la parte estrema della punta dell'hair esattamente dove volevo che stesse, ma se una carpa avesse provato ad inghiottire il rig, il tubo sarebbe stato forzato a spostarsi in direzione dell'occhiello. Per catturare le carpe più difficili bisognava guardare bene sott'acqua. L'avanzamento della mia pesca si fece critica. Ero stanco di perdere beep e perdere tempo. Il Blow Out rig penso sia una delle scelte più affidabili che si possano fare, soprattutto per quanto riguarda il peso e la lunghezza del filo. Una volta non esistevano di questi problemi. Anche I segnalatori sono importanti adesso, come gli R3 che misurano la differenza di velocità e quindi una mangiata di una carpa. Oggigiorno sono fermamente convinto del fatto che i carpisti che pescano solamente per fare “maratone di catture” dovrebbero soffermarsi di più sulle carpe che catturano. Mi piace pensare di aver contribuito di più rispetto alla maggior parte delle evoluzioni di questo sport durante gli ultimi 30 anni, ma l'innovazione di un rig che evita che la carpa usi facilmente il mucchio di esche (come per esempio anche le bombette) per dislocare l'amo, capendo se il rig è entrato o no dentro alla bocca della carpa, ha sicuramente toccato molti carpisti, i quali sono riusciti a catturare più carpe di quello che si aspettavano. 75 NASH ITALIA E-ZINE

I Siren R3 sono dei grandi segnalatori, la loro precisione e la loro sensibilità non lascia adito a dubbi. Quando un R3 suona, significa che dall'altra parte qualcosa si muove. Sotto: l'evoluzione del Blow Out


“Sono fermamente convinto che molti carpisti pescano solo per fare “maratone di catture” anziché soffermarsi di più sulle carpe che catturano”

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Vetrina DWARF BACKPACK E RUCKSACK

Il Dwarf Backpack è uno zaino altamente sportivo molto semplice ma altrettanto comodo. Adatto per sessioni brevi e per il pescatore che ama il minimo ingombro e che ama spostarsi. Composto da due tasche centrali: una grande nella quale e' possibile mettere buffetterie varie, tackle box, boiles etc e in quella piu' piccola minuterie, piombi, marker etc. Cio' che lo rende uno zaino indistruttibile e' la sua cordura molto rigida e le cuciture con le cerniere molto robuste che non lasciano niente al caso, oltretutto, per essere ancora piu' performante, gli spallacci sono super imbottiti per un miglior trasporto La famiglia degli zaini Dwarf comprende anche il Rucksack che e' il fratello maggiore del backpack, molto piu' capiente avendo un vano centreale e cinque tasche esterne nelle quali è possibile alloggiare vari oggetti.

NASH OLD SKOOL Le OLD SKOOL sono le nuove boiles realizzate dall'azienda inglese NASHBAIT. Questa boilie è stata studiata e voluta dai team europei per avere vantaggi sia nel campo economico, in caso di lunghe pasturazioni, sia in caso di pescate veloci grazie alla granulometria grossolana. Per questo le OLD SKOOL sono state basate su mix composti da farine dalla grande granulometria, per ottenere l'immediato rilascio di aromi e attrattori contenuti. Caratteristiche: 1)Due base mix, Formula Fish e Formula Fruit 2)Per l’angler più esigente e più meticoloso, è possibile personalizzare la boilie scegliendo tra dieci aromi e rullarla nel diametro che si vuole. Un prodotto che in Europa sta avendo un gran successo con catture a raffica, quindi non resta che provarle!!!.

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NASH LINEA DELIVERANCE

I cucchiaioni della linea DELIVERANCE NASH si dividono in quattro modelli: BOILES SPOON, PARTICLE SPOON, PARTICLE SPOON WITH SLOTS, STEALTH SPOON, tutti dotati di un manico corto e un'impugnatura ergonomica antiscivolo, con paletta in plastica trattata nella parte interna, per ottimizzare le di distanze di lancio. Da oggi vendibili anche con paletta sfusa senza manico. BOILES SPOON Il boiles spoon dalla forma affusolata e stretta, permette di pasturare con boiles anche a distanze considerevoli, aggiungendo come optional il manico lungo. PARTICLE SPOON Forse uno dei più comuni come forma, se si vuole pasturare con granaglie riesce a contenere tutte le parti liquide e rendere ancora più attrattivo il nostro innesco. PARTICLE SPOON WITH SLOTS Stesso modello del precedente con la differenza di essere forato, e permettere quindi la fuoriuscita dei liquidi in eccesso. STHEALT SPOON E' il più piccolo della famiglia, permette di pasturare in modo concentrato e in piccole quantità intorno al nostro innesco, adatto al pescatore che vuole il minimo ingombro in barca . Ad oggi i cucchiaioni più venduti, vista la varietà di forme in base alle esigenze, inoltre ad un prezzo molto competitivo. Come sempre garanzia e qualità NASH!

PVA NASH WEB CAST ULTRA WEAVE Ancora una novità, questa volta basata sulla rete pva, dove molte volte nella pesca a lancio ci permette di fare la differenza. La nuova rete pva è stata ideata per granaglie, micro pellets e micro boiles in quanto i fori sono da 0,2 mm e, avendo uno scioglimento più lento della versione nella confezione blu, ci permette e garantisce che la nostra pastura sia perfettamente intorno al nostro innesco. Nella fase di lancio, per non perdere metri, dobbiamo realizzare sacchetti perfettamente aerodinamici comprimendo al meglio le nostre pasture tramite un pestello che si trova all'interno della confezione. Il nostro pva viene fornito in due diametri: wide 37mm e narrow 23mm, in confezioni da 4 metri di rete.

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29/04/2014 08:14

FAMMI SENTIRE SOLO QUELLO CHE HO BISOGNO DI SENTIRE

www.nashtackle.co.uk

CARATTERISTICHE • Microchip brevettato “Intelligence Sensingâ€? che elimina ogni falsa partenza • 3UHVWD]LRQLHGDIÄşGDELOLW½DOXQJDGLVWDQ]D • 7DVWRXQLFRSHUVLOHQ]LRVRHGDPSLHJDPPHGLYROXPHHWRQR • 8VFLWDDÄşEUDRWWLFDFRPSDWLELOHFRQJOLLQGLFDWRUL1DVK6LUHQ2SWLFV • )RUQLWRFRQRUHFFKLHJRPPDWHSHUODVLFXUH]]DGHOODFDQQD

NASH ITALIA E-ZINE N.4 DICEMBRE/GENNAIO 2016-2017  

In questo numero: -- Nash News: Carp Show, Carpitaly, Ottavo Enduro Nash e visita da Bricchi Pesca §§ Recensioni e prove prodotto §§ -- Dwa...