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Attualità - Cronaca - Economia - Turismo - Cultura

Buon Natale

Anno I - Numero 16 / 15 dicembre 2008

€ 0,50 COPIA OMAGGIO

La voce del Mare di Roma www.reporternews.eu

C’è chi si traveste da Santa Claus per regalare doni ai bambini, chi aiuta i poveri e chi trascorrerà il 25 dicembre chiedendo l’elemosina in aeroporto. Mille insoliti modi di vivere le festività di fine anno e di essere felici

La Regione taglia i posti letto Proteste per il Grassi Sanità

La Regione Lazio decide di tagliare 27 posti letto all’interno dell’ospedale Giovan Battista Grassi, giustificando la scelta con il risanamento del bilancio della Pisana. Immediate le proteste dei Cobas della Asl Rm D e dei consiglieri comunali di Ostia e Fiumicino, che attaccano. «Si tratta di una decisione discriminatoria ed irresponsabile. Il taglio di posti di degenza in un ospedale di frontiera, come il “Grassi” - spiegano - risulta qualitativamente più grave rispetto alla situazione romana, dove a distanza di pochi chilometri si può trovare un altro ospedale». a pag 9

Spiagge spazzate via Chiesto lo stato di calamità Litorale

Le ultime alluvioni fanno scomparire le coste del litorale, riportando d’attualità il fenomeno erosione. Sulla vicenda intervengono i Verdi di Anzio e Nettuno, spinti dai balneari, che hanno chiesto l’intervento della Regione. «Chiediamo che venga dichiarato lo stato di calamità, specialmente dopo la mareggiata che sta producendo gravi danni al già fragile sistema del litorale». a pag 10

Gli aerei Alitalia viaggiano vuoti per mantenere le rotte Economia

I velivoli della compagnia di bandiera “trascurati” dai viaggiatori. La percentuale di riempimento degli aerei si attesta attorno al 40%, a fronte del 76% circa dello scorso anno durante lo stesso periodo. Tra le ragioni che hanno scatenato la fuga dei passeggeri dai voli Alitalia, ci sono le travagliate vicende degli ultimi mesi, legate al subentro della Cai, e l’instabilità operativa dimostrata. Tanto che dopo una serie quasi infinita di scioperi e voli cancellati, molti hanno scelto di servirsi di altre compagnie. a pag 15

Fenomeno Facebook ma si moltiplicano i pentiti L’inchiesta

In pochi mesi quasi 5 milioni di italiani hanno scelto di iscriversi al social network più famoso nel mondo. Politici, personaggi dello show business, medici, giornalisti: si moltiplicano coloro che utilizzano la rete come mezzo di lavoro. Il rovescio della medaglia sono le clonazioni d’identità già riscontrate in molti casi, e le prime defezioni da parte degli ex Facebook dipendenti ora pentiti. «Toglie spazio alla vita reale, e a risentirne è il lavoro» a pag 20 e 21

Bonolis e la sua ricetta per far rinascere Sanremo L’intervista

Paolo Bonolis, classe 1961, romano “de nascita”, racconta a Reporter le novità per risollevare gli ascolti del prossimo Festival di Sanremo. Alla base la buona musica, senza le scenografie faraoniche degli anni scorsi. «Deve essere spiega - un grande spettacolo incastonato in una bella cornice, che deve restare “cornice”. Le vere protagoniste dovranno essere le canzoni». Tra i nomi in ballo, gli Afterhours e Francesco Renga. Con il sogno di grandi ospiti internazionali, come Roberto Benigni ed Angelina Jolie. a pag 26


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Primo Piano

15 dicembre 2008

Armando Narciso, ex ferroviere, dal ‘91 ha registrato il marchio di Babbo Natale

Il vero Santa Claus vive a Nettuno e porta un sorriso ai bambini

A

rmando Narciso, alias Babbo Natale. Vive a Nettuno l’unico Santa Klaus italiano con il marchio registrato. L’unico, vero, ufficiale, Babbo Natale. Dal ‘91il copyright è suo, di un ferroviere in pensione pronto a soddisfare le richieste di migliaia di bambini di tutta Italia, ma non solo. Tante anche le letterine ricevute da Svizzera, Germania e Stati Uniti. Al punto che qualche mese fa un’emittente televisiva giapponese ha inviato un suo giornalista ad intervistare Babbo Natale direttamente nella sua abitazione di Nettuno, per raccontare al mondo come vive il Santa Klaus di casa nostra. «Dal 7 ottobre ad oggi – spiega Babbo Natale – ho risposto a circa tremila persone su internet, ma ne mancano ancora qualche centinaio. Cerco di essere veloce nel dare delle risposte, ma a volte si rimane un po’ indietro». Tra gli

aficionados di Santa Klaus, tantissimi bambini, com’era nelle previsioni, ma anche un’infinità di adulti. Insolite quanto dolci alcune delle richieste pervenute per e-mail a Narciso. «Quest’anno su 100 lettere ricevute – racconta – circa una ventina sono di persone tra i 25 ed i 35 ani, prevalentemente donne, che mi chiedono di

avere un bambino. Alcune la mettono sotto forma di scherzo, magari chiedendomi di far passare la cicogna da casa loro, altre chiedono aiuto in senso stretto. Io da parte mia cerco di dar loro tutto il conforto necessario, perché in un periodo in cui la natalità in Italia è sotto il minimo storico, è bello che delle giovani

coppie vogliano procreare». Migliaia ovviamente i bambini che, grazie all’aiuto di mamma e papà, hanno scritto una letterina a Babbo Natale, chiedendo i doni più disparati, ma restando sempre con i piedi per terra. «Quasi tutti i bambini nelle loro letterine – continua Narciso – promettono di comportarsi bene chiedendo ogni genere di giocattoli, ma alcuni di loro mi hanno stupito per maturità e conoscenza. Hanno saputo dai loro papà che in questo momento di crisi i regali potrebbero essere al di sotto delle loro aspettative, e quindi non hanno avuto grandi pretese. Hanno specificato che non fa niente se non arriveranno grandi sorprese, loro saranno buoni lo stesso». Un curiosità: come passerà la notte della vigilia di Natale l’unico vero Santa Klaus

italiano? «Ho avuto da pochissimo un nipotino – ammette Narciso – e quindi con tutta probabilità passerò la notte della vigilia assieme a lui ed alla mia famiglia. Certo, a meno che non abbia paura del mio vestito da Babbo Natale o non vengano organizzate delle manifestazioni di beneficenza proprio per quella sera». Due gli eventi che dovrebbero essere organizzati durante le festività natalizie ed alle quali Babbo Natale sarà presente come testimonial per portare un sorriso ai bambini meno fortunati: una partita di beneficenza che sarà organizzata dall’associazione Nereide tra Natale e Capodanno, ed una mostra di quadri che come ogni anno verrà allestita dall’associazione Mediterranea 95 di Mimmo Liguori.


Primo Piano

15 dicembre 2008

Il sacerdote di Ostia da anni si occupa di ragazzi senza famiglia e di ex prostitute

Don Franco al servizio del sociale

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«Per aiutare gli altri c’è bisogno di fede e amore per il prossimo»

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di Marco Ciapetti

(marco.ciapetti@reporternews.eu)

ragazzi tolti dalla strada, le prostitute a cui tenere compagnia. Le famiglie che non arrivano a fine mese, gli extracomunitari che non hanno vestiti. E tutti coloro necessitano di una pacca sulla spalla. Sono i compagni di viaggio di don Franco De Donno, sacerdote di Ostia ormai famoso per il suo impegno sociale. Che non vede nulla di eccezionale in tutto quello che fa: «Il mio lavoro con i più bisognosi – spiega in esclusiva a Reporter – è chiaramente accompagnato alla fede, all’amore verso il prossimo. Nel Vangelo c’è scritto chiaramente che l’impegno principale da svolgere è quello. Messo questo fondamento posso dire che la mia strada ha toccato da subito il percorso dei giovani, nell’attenzione verso il prossimo l’aspetto formativo dell’uomo è fondamentale». Don Franco diventa prete trentasette anni fa, nel 1971. Un anno dopo arriva nella chiesa di Monte Mario, dove inizia a interessarsi al mondo dei più giovani. Il periodo era difficile: l’eroina mieteva vittime ogni giorno, l’estremismo politico coinvolgeva i ragazzi in attività di guerriglia urbana. Ma il giovane don Franco seppe farsi ascoltare: «Ero giovane ma volenteroso – racconta – e i giovani risposero bene, avvicinandosi. Costituimmo il gruppo giovanile con il quale partimmo ad aiutare i terremotati del Friuli e dell’Irpinia. Nove anni dopo mi spostai a Ostia, e col tempo imparai che i giovani si coinvolgono con la testimonianza credibile di noi adulti.

Dobbiamo dare l’esempio e dimostrarci affidabili, altrimenti non si può pretendere che vengano seguiti i nostri insegnamenti. E poi con il coinvolgimento diretto dei ragazzi nell’aiuto delle persone. Vanno fatti sentire importanti, va fatto vedere loro cosa sono in

grado di fare per il prossimo». Nel 1988 Don Franco diventa direttore della Caritas di Ostia, proprio presso la parrocchia di Santa Monica. Un impegno notevole, portato avanti con importanti sforzi, necessari per sopperire alle mancanze strutturali di una situazione in via di svi-

luppo. «Vent’anni dopo qualcosa è cambiato – sorride don Franco – sono affiancato da circa 20 operatori adulti, e il lavoro non è certo poco. Forniamo aiuto a 80 famiglie della zona e abbiamo calcolato che nell’arco di un anno prestiamo assistenza a circa 2500 persone. Pensiamo a tutto: cibo,

momento arriva un angelo dal cielo che, su ordine del Signore, consegna ad Abramo un agnello da sacrificare al posto del figlio. Da quel giorno tutti i musulmani

ogni anno si recano in pellegrinaggio alla Mecca, dove restano per 40 giorni. «Con l'occasione – conclude Malika Benkhadroun, Presidentessa dell'Associazione

giacigli notturni, vestiario e assistenza sanitaria. In tutti questi anni Ostia è cambiata e con lei le condizioni sociali che ne fanno parte. Sicuramente non ci sono più delle sacche di estrema povertà, ma noto con amarezza che ci sono molte famiglie in difficoltà economiche. Cosa che prima non accadeva». Quando chiediamo a don Franco se in tutti questi anni ci sia stato un cruccio che non è riuscito a risolvere, qualcuno impossibile da aiutare, la sua voce si fa più seria, si incupisce e prende fiato prima di parlare: «Ogni lunedì sera andiamo a trovare le prostitute. Il nostro è un lavoro prettamente di compagnia, presenza. Le andiamo a trovare, ci parliamo, ci confrontiamo. Non le facciamo sentire sole. Non abbiamo ancora capito bene il meccanismo che le porta sulla strada, forse sono sfruttate. A volte vediamo sui loro corpi segni tangibili di violenza. Loro accolgono con felicità le nostre visite. Addirittura se alle volte qualcuno di noi manca all’appuntamento viene reclamato a gran voce. Ma il mio dolore più grande consiste nel fatto di non essere riuscito a salvarne nessuna». Ma c’è anche chi grazie a don Franco ha cambiato vita, si è “ripulito”, parlando con gergo da strada. E si tratta di un ragazzo finito in carcere per problemi di droga. Don Franco riuscì a farlo trasferire in una comunità di recupero a Fiuggi, dove curò la sua dipendenza. Una volta uscito tornò a Ostia dove iniziò a lavorare rimettendosi in carreggiata. E ora che fine a ha fatto questo ragazzo? Don Franco ci spiega: «Lo incontro ogni domenica a messa, con la sua famiglia».

Pellegrini in viaggio alla Mecca lungo la strada che fu di Abramo Islam

Cristiani e musulmani non sono mai stati così vicini e uniti. Ad accomunarli, quest'anno, sono state due importanti celebrazioni religiose, e cioè l'Immacolata Concezione della Madonna e la Festa del Sacrificio e del Pellegrinaggio. Se della prima si conosce tutto, della seconda invece non si sa quasi nulla. La Festa del Sacrificio e del Pellegrinaggio, celebrata

dalla comunità araba e islamica, affonda le proprie radici nel sogno in cui Abramo riceve da Dio l'ordine di uccidere il figlio Ismaele. Quest'ultimo accetta di sacrificarsi di fronte alla richiesta divina, si lascia adagiare dal padre su una pietra ed è pronto a ricevere una coltellata mortale alla gola. Secondo il mito arabo – islamico, però, proprio in quel

per la Pace Internazionale e ormai cittadina di Anzio d'adozione – voglio inviare i miei migliori auguri a tutto il mondo islamico e cristiano».


Primo Piano

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15 dicembre 2008

Barboni e senzatetto hanno trovato “casa” all’aeroporto Leonardo da Vinci

I clochard brindano a Fiumicino

Le storie di Michele, Rocco e Damiano, che trascorreranno le festività a chiedere soldi ai turisti in partenza per mete esotiche di Marco Ciapetti

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(marco.ciapetti@reporternews.eu)

ichele non assomiglia a Tom Hanks, pesa cento chili ed è alto quasi un metro e ottanta. E’ uno degli “invisibili” del Leonardo Da Vinci, corpi trasparenti che si muovono dagli arrivi alle partenze, dagli internazionali ai “domestic fly” senza dare nell’occhio, o recare disturbo alcuno. Ma tutto il personale aeroportuale li conosce, e sa convivere con le loro storie. Come quella di Michele, appunto. Questo bizzarro trentenne dice di aver perso i documenti appena arrivato in Italia dalla Bulgaria, il suo paese d’origine, e che senza questi non si può muovere. E “quindi” vive in aeroporto. Ha fatto amicizia con chi gli passa i pasti, con chi gli “allunga” qualche euro e anche con chi gli lava i vestiti. Michele non da fastidio a nessuno, e nessuno gli vuole male. Porta un orecchino d’oro al lobo sinistro, ha le sigarette sempre in tasca e non è cordiale proprio con tutti. La sua

storia sembra, però, quella del film “The Terminal”, dove il signor Viktor Navorski si ritrova all’improvviso senza passaporto e quindi vede negato il visto d’entrata per gli Stati Uniti e anche la possibilità di far ritorno a casa, dovendo quindi restare all’interno del terminal dedicato ai voli internazionali, senza possibilità di varcare la frontiera. Di diversa origine, invece è Rocco, classe 1944. Alto (o basso?) un metro e sessanta, calvo e con un “buco” sulla nuca. Pizzetto bianco e vestiti sgargianti proviene dalla Puglia, girovaga per l’aeroporto in cerca di oggetti abbandonati, o di qualcuno che gli regali qualcosa. “Bello quello! E dallo a me, no!”. La frase tipica. La sua storia te la riassume in una sola frase, talmente secca da lasciarti stupito: “Lavorare non mi è mai piaciuto, è troppo stancante. Lavorare otto ore per quaranta euro non è meglio che non fare niente tutto il giorno racimolandone quindici”. E lo ripete a tutti quelli che lo invitano a trovarsi una sistemazione.

Cosa dire invece di Damiano? Che sembra tutto fuorché un clochard. Capelli bianchi all’indietro, baffo avorio lucidato e barba fatta quotidianamente. Camicia nera stirata a dovere, pantaloni eleganti e uno zainetto nero che fa tanto di volo domestico dalla mattina alla sera. Invece no. Damiano vive in aeroporto. Racconta che dopo la diagnosi di un brutto male sia stato cacciato dal lavoro, con conseguente sfratto. Dice di avere mo-

glie e figlie a Roma: vivono in un istituto. Dice di non voler andare con loro “mi piace sentirmi libero”, ama ripetere a tutti. E per lui la libertà significa non avere fissa dimora, non avere obblighi, scadenze, bollette. Significa dormire in aeroporto. Significa essere un invisibile per la società, e cercare una finta libertà in un aeroporto, quello di Fiumicino, dal quale non riesce a staccarsi.


Primo Piano

15 dicembre 2008

Luca Silvani, il tecnico informatico che fa sognare i bambini nei panni di Santa Claus

É

di Mafalda Bruno

vero. Siamo abituati a vedere Babbo Natale sempre “interpretato” da signori di una certa età, cicciottelli, occhialetti rotondi e barba bianca. Invece il nostro Babbo Natale, è leggermente diverso. Sotto un perfetto camuffamento, Luca Silvani è un bel ragazzo a cui piace regalare sogni. Ha trent’anni, vive ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, di mestiere fa il tecnico informatico, e ogni anno, a dicembre, smette i panni dell’impiegato per diventare un Babbo Natale, a nostro avviso, molto simile all’originale. Buongiorno. Anzitutto come dobbiamo chiamarti? Luca o Babbo Natale? “Va benone Babbo Natale. Restiamo sul classico”. Luca da quanto tempo sei Santa Claus e perché? “Lo confesso: all’inizio lo facevo, come molti altri credo, per arrotondare i miei introiti. Il lavoro di tecnico informatico non è che mi consenta di spendere e spandere, e sotto Natale avere qualcosa in più in tasca, senza dover chiedere ai propri

genitori, di certo non guasta. E qualcosina in effetti guadagnavo”. Poi? “Eh…. (arrossisce sorridendo imbarazzato, ndr) col passare degli anni, vedendo come mi si avvicinavano felici e fiduciosi i bambini, s i

aspettavano soltanto un sorriso. Un poco ho cambiato la visuale. Farlo solo per soldi ad un certo punto mi è sembrato fuori luogo. Anche se ancora riesco a racimolare qualcosa, mi “babbonatalizzo” anche per altri motivi, più… umanitari che economici, ecco!” A questo punto si deve concludere che allora esisti! “Certo che esisto: ne dubitavi forse?” Io no, ma capita spesso che qualcuno chieda se esisti per davvero… “Me lo ha chiesto qualche giorno fa la mia adorata nipotina, Roberta. Con aria serissima mi si è piazzata davanti: Zio, dimmi la verità, ma Babbo Natale esiste?” Domanda impegnativa: come te la sei cavata? “Le ho risposto: guarda Robertina, tante persone dicono che non esiste, ma z i o crede che

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Babbo Natale esiste, eccome! Di-

cosa ci faccio vestito così?”

fatti a Natale, quando lui deve lavorare, anch’io gli dò una mano”. In tempi di crisi economica potrà capitare che qualche bimbo si senta rispondere “no, quest’anno Babbo Natale è povero”. Cosa consigli ai piccoli delusi che sono stati buoni per tutto l’anno? “Anzitutto niente lacrime né disperazione. Consiglio invece di pensare sempre una cosa: Babbo Natale di sicuro ce l’ha messa tutta per accontentarmi. Quindi se non ho ricevuto quello che avevo chiesto, si vede che quest’anno è un momento difficile anche per lui. Ci riproverò l’anno prossimo”. Qual è la richiesta più divertente che hai ricevuto? “Quella di una bambina che mi ha sussurrato all’orecchio “Babbo Natale senti, io ho cercato di essere brava, ma con quella peste di mio fratello, credimi, è proprio impossibile! Però quello che ti ho chiesto me lo porti lo stesso? Ti prego…”. Ti capita mai, quando sei in “divisa” di chiederti: “Ma

cosa ci faccio vestito così?” “Credo che capiti la stessa cosa ai medici stile Patch Adams che per curare i piccoli malati si vestono da clown col pomellino rosso sul naso. Mi scuso con i medici per il paragone. L’importante è raggiungere lo scopo di far guarire i bambini”. E tu, da cosa vorresti curarli? “Dalle delusioni, dal disincanto. Dal fatto che tutte tecnologìe che abbiamo a disposizione, e che sembrano in grado di accontentare ogni desiderio, in realtà non potranno mai farci fantasticare e trasportarci in un mondo magico come a Natale, appunto”. Quindi la terapia qual è? “Mai smettere di sognare. Mettercela tutta per raggiungere una cosa che ci piace fare. L’età non conta. Vorrei insomma portare a tutti il mio consiglio e dono più grande: vietato crescere”. Ma verrai a “lavorare” anche a Ostia e Fiumicino? “Come no! Girerò per Parco Leonardo, poi all’ipermercato Panorama. Dai che ci vediamo!”


15 dicembre 2008

Questa antica tradizione riconquista Ardea grazie a Pro Loco e Comune

Primo Piano

La Natività va in scena sulla Rocca

Le associazioni cittadine pronte a tramandare alle future generazioni valori ormai scomparsi, provando così a rinsaldare i legami di una comunità troppo frammentata

ordinamento dei centri anziani cittadini. Nata da un’idea di alcuni bambini diversamente abili seguiti dall’associazione, che nel 2000 avevano allestito un piccolo presepe, l’iniziativa ha aggregato giovani e anziani, insieme cia-

di Giovanni Salsano

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(giovanni.salsano@reporternews.eu)

rdea e il Presepe: una tradizione che si rinnova ogni anno e che coinvolge giovani e meno giovani, insieme per celebrare la festività natalizia attraverso la sacra rappresentazione della Natività. Come ogni anno, sono diverse le iniziative legate alla realizzazione di presepi che si susseguono nell’antica città dei Rutuli: dal concorso della Proloco di Tor San Lorenzo, ai presepi in piazza, al presepe vivente sulla Rocca cittadina. Ognuna di queste sta assumendo sempre più i contorni di un appuntamento irrinunciabile, magari da tramandare alle prossime generazioni in modo da creare una vera e propria tradi-

In piazza del Castello la creazione artistica realizzata dai ragazzi diversamente abili di “Insieme per solidarietà” e dai centri anziani

zione cittadina, utile a rinsaldare i legami di una comunità dalle origini antichissime, ma ancora troppo frammentata. In piazza

Oggettistica in piazza

Per tutte le festività natalizie, in piazza del Mercato, a Nettuno, si terrà il “Mercatino di Natale”: prodotti tipici locali e oggettistica natalizia.

del Castello, sulla Rocca, ha aperto dall’8 dicembre il Presepe realizzato dall’associazione “Insieme per la solidarietà” e dal co-

100 presepi per Roma

Si terrà fino al prossimo 6 gennaio, a Roma, la trentatreesima edizione della mostra “100 presepi” davanti alla chiesa di Santa Maria del Popolo.

scuno con le proprie competenze, ed è giunta all’ottava edizione: la Natività di piazza del Castello è strutturata in maniera classica,

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In pillole Punti chiave

Il ritorno alle tradizioni per coinvolgere i bambini L’utilizzo di luoghi storici per rivalutare il territorio La solidarietà in favore dei meno fortunati

con i cicli orari del giorno e della notte e ha richiesto, per allestire la scena e la sala comandi, circa due mesi. Ancora la Rocca sarà animata dal presepe vivente realizzato dall’associazione “Contrada La Rocca” la sera del 21 dicembre (o il 28 in caso di maltempo) e del 5 gennaio 2009: la manifestazione vedrà la partecipazione di oltre 70 persone, tra protagonisti e figuranti, nella suggestiva cornice del centro storico di Ardea, con le mura antiche, il castello diroccato e le gallerie scavate nel tufo. Il 17 gennaio, infine, si concluderà con la cerimonia di premiazione dei vincitori il concorso “Il presepe nella tradizione”, organizzato dalla Pro loco di Tor San Lorenzo e aperto a privati enti e associazioni, anche questo giunto all’ottava edizione.

L’aeroporto in festa

Clima di festa in aeroporto, a Fiumicino: grandi alberi natalizi ed un presepe artigianale. E poi decorazioni, neve artificiale e luci abbelliscono le vetrine dei 160 negozi.


Politica

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A Nettuno new entry in giunta. «Le aree di interesse saranno seguite con maggiore attenzione»

Combi va alle Attività Produttive, Pedace alla Cultura e alla Pubblica Istruzione e Ferrante al Bilancio e ai Tributi

Il sindaco Chiavetta cala il tris Arrivano i nuovi Assessori di Roberta Sciamanna

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(roberta.sciamanna@reporternews.eu)

ll'interno del comune di Nettuno i regali di Natale sono arrivati in largo anticipo. Il sindaco Alessio Chiavetta, poi, quest'anno deve essere stato particolarmente buono, visto che ha deciso di concedersi tre nuovi collaboratori. Il primo cittadino ha allargato la giunta, facendo salire a otto il numero degli Assessori, e mantenendo la promessa fatta lo scorso 15 maggio, quando aveva presentato una squadra di governo composta da soli cinque elementi e qualcuno aveva storto

Ardea

la bocca. I nuovi entrati sono Giuseppe Combi (Attività Produttive), Giampiero Pedace (Cultura e Pubblica Istruzione) e l'ex consigliere comunale del Partito Democratico Riccardo Ferrante (Bilancio, Tributi e Finanze). «L'allargamento della giunta – spiega Alessio Chiavetta – permetterà di seguire con maggiore attenzione le specifiche aree di interesse. Si tratta di nomi validi e soprattutto competenti nel settore che è stato loro assegnato. Inoltre nel caso di Ferrante, abbiamo già avuto la dimostrazione dell'impegno profuso all'interno dell'amministrazione comunale». Proprio la nomina di Ferrante è quella più

delicata, perché l'ex consigliere del Pd è stato chiamato a occuparsi del bilancio comunale e, nonostante l'operazione verità messa a segno dal Sindaco, che ha permesso di riportare in equilibrio il documento finanziario del 2007 con la vendita di 194 alloggi popolari e l'operazione di lease back sul palazzo della Divina Provvidenza, la condizione resta comunque critica. Eppoi il nuovo Assessore al Bilancio non si è neppure fissato traguardi di poco conto: «Il mio obiettivo è il risanamento delle finanze comunali. Il mio impegno è noto a tutti i componenti dell'assise e continuerò a lavorare a tempo pieno per uscire dall'emer-

genza». Neppure la delega alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, comunque, è semplice da gestire all'interno di un Comune come quello di Nettuno, che sta cercando di riemergere dagli anni bui del commissariamento e di tutto ciò che ha portato allo scioglimento. «Cultura e Pubblica Istruzione sono l'investimento che la città fa per il proprio futuro» sottolinea Giampiero Pedace. Altro compito arduo è quello di Giuseppe Combi. Il suo obiettivo è recuperare l'immagine di Nettuno: «Dobbiamo valorizzare le risorse del nostro territorio e superare questo momento di crisi».

Caso Spe, Eufemi si incatena in banca

di Giovanni Salsano (giovanni.salsano@reporternews.eu)

Sarà una commissione speciale d’indagine presieduta dal Sindaco di Ardea Carlo Eufemi, affiancato da un pool di avvocati, a dover fare luce e chiarezza sulla vicenda Comune – Spe, al momento ferma al pagamento di 11 milioni da parte della Banca di Credito Cooperativo (contro le direttive del Comune rutulo) all’ex concessionaria del servizio raccolta rifiuti ad Ardea. La proposta è giunta dai banchi dell’opposizione di centrosinistra nel corso del consiglio comunale di venerdì 12 dicembre, convocato proprio su richiesta dell’opposizione, ed

è stata approvata con una votazione bipartisan. Della vicenda, che ha ancora contorni poco chiari (al punto che lo stesso sindaco Eufemi ha presentato un dettagliato esposto alla magistratura) si è parlato mol-

tissimo nei giorni scorsi in città: una bomba ad orologeria, da tempo innescata, che è esplosa ad inizio dicembre all’arrivo dell’ingiunzione di pagamento su ordine del Tribunale di Velletri. A questa è seguita la pro-

testa del sindaco Carlo Eufemi, che si è incatenato all’ingresso della Banca di Credito Cooperativo all’Eur, per manifestare contro la sentenza emessa, che ha condannato il Comune al pagamento di fatture emesse dalla società Spe – fino al 2005 concessionaria del servizio di smaltimento dei rifiuti, prima di far posto alla Gesam – per servizi effettuati tra il 2000 e il 2004, ma non previsti dal capitolato d’appalto. Dopo, è iniziata la bagarre, col centrosinistra a chiedere le dimissioni di tutta la giunta e a sottolineare le responsabilità dell’attuale amministrazione e il primo cittadino a tranquillizzare i cittadini, sostenendo che non si rischia il dissesto finanziario.

Buon Governo

Il Circolo anziate punta sui giovani

Il Circolo del Buon Governo torna prepotentemente sulla scena politica di Anzio. E lo fa con una lunga serie di nuove idee. Su tutte quella di lanciare una campagna di avvicinamento dei giovani alla politica locale. «Vogliamo coinvolgere le nuove generazioni con una formazione sul campo – spiega il presidente Marco Maranesi – puntando anche sulla collaborazione di politici locali e non, invitati a raccontare la loro esperienza. Inoltre, in tema di tutela dei ragazzi, vogliamo mettere a loro disposizione un pullman che ogni sabato farà la spola tra una discoteca e le loro abitazioni».

I numeri della discordia 11 milioni La somma pagata dalla Banca di Credito Cooperativo alla Spe per conto del Comune rutulo 2000 – 2004 Il periodo in cui la ditta ha effettuato i servizi fatturati ma non previsti dal capitolato d'appalto 12 dicembre Il giorno in cui il consiglio comunale ha nominato la commissione speciale che si occuperà del caso


Politica

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La Regione Lazio taglia le spese e di fatto diminuisce le possibilità di ricovero presso il nosocomio di Ostia Decisa la protesta dei Cobas, dei politici del XIII Municipio e di Fiumicino, che accusano: «Una decisione irresponsabile»

Al Grassi solo posti in piedi I

di Cosimo Bove

(cosimo.bove@reporternews.eu)

nodi di una sanità da riformare sono arrivati al pettine ed a pagare saranno tutti, ma non nello stesso modo. Nel progetto di rientro della spesa sanitaria la Regione Lazio ha proposto, com’è noto, il taglio di 2.373 posti letto. Una sforbiciata che riguarderà anche il “Grassi” e che vede scendere a 266 il numero dei posti letto. Il taglio riguarda 27 posti letto, in parte previsti ed ancora da attivare e che fotografa uno stato di fatto, ossia 266 posti letto, molto al di sotto delle esigenze del litorale romano. Una decisione assunta dalla Regione Lazio che va a smentire clamorosamente quanto in precedenza

indicato dalla stessa Asl Rm D e che stimava, appunto, in 293 posti letto le esigenze prioritarie del nosocomio di Ostia. «Il taglio dei posti letto al Grassi è una decisione discriminatoria ed irresponsabile. - denunciano i Cobas della Asl Rm D che hanno decretato lo stato di agitazione del personale - Si è sempre so-

stenuta l’esigenza di pervenire ad un potenziamento della struttura sanitaria di emergenza in ragione di un territorio, composto dal Municipio XIII e dal comune di Fiumicino, in continua crescita per numero di residenti e con un notevole passaggio di migliaia di persone nel periodo estivo per le attività turistico-bal-

Un figlio disabile, il futuro incerto e il sogno di una casa

L'onlus

Una vita al fianco dei ragazzi diversamente abili, tanti i progetti portati a termine e altrettanti quelli in cantiere. L'Associazione Genitori Portatori di Handicap di Aprilia è nata nel 1987, quando diverse famiglie hanno trovato nella condivisione di esperienze e problemi un modo per superare quest'ultimi, e oggi è una delle più grandi realtà del Lazio. Oltre 100 iscritti, attività che spaziano tra Aprilia, Pomezia e i territori limitrofi e tantissimi fondi raccolti. «Il problema più grande per un genitore che ha un figlio disabile – spiega Gino Federici, vicepresidente dell'associazione che quotidia-

namente lavora al fianco di persone che hanno disabilità psicofisiche – riguarda il futuro. La domanda che ci poniamo è: cosa succederà quando non saremo più in grado di accudire i nostri figli? Per questo abbiamo creato l'associazione». Tra la giornata in bici e la sfilata di

auto d'epoca, queste le due iniziative già in programma per il 2009, il progetto più ambizioso è quello che riguarda la costruzione di una comunità residenziale, dove per ora alloggeranno sette ragazzi. «La struttura è costata diversi milioni – conclude Federici – e si trova su un terreno di un ettaro, dove è possibile realizzare fino 18mila metri cubi di fabbricati. Noi abbiamo costruito una struttura di tre piani, ma per ora è agibile solo il primo. Gli altri lavori comunque non interromperanno le nostre attività; stiamo aspettando solo l'ok dal Comune, dalla Regione Lazio e dalla Asl».

neari». Una decisione che ha fatto scattare l’allarme anche in ambito politico. Il comune di Fiumicino è stato tra i primi ad esprimere pubblicamente le proprie perplessità sul taglio dei posti letto, mentre il XIII Municipio ha dedicato un nuovo consiglio straordinario alla questione sanitaria. I sindacati chiedono un’assemblea pubblica per far rientrare l’iniziativa regionale. «E’ un controsenso. – afferma Antonio Ricci, consigliere municipale – Sono anni che abbiamo denunciato le carenze dell’ospedale e quando, finalmente, era stato recepito un progetto di sviluppo delle strutture sanitarie locali che garantisse i cittadini, si torna indietro. Il taglio di posti di degenza in un ospedale di frontiera, come il “Grassi”, risulta qualitativamente più grave rispetto alla situazione romana, dove a distanza di pochi chilometri si può trovare un altro ospedale». Per le organizzazioni sindacali è un passo indietro che avrà pesanti ripercussioni sui livelli di assistenza assicurati ai cittadini di questo territorio. «Se un Atto Aziendale – si chiedono i Cobas nel documento diffuso nei giorni scorsi - rappresenta lo strumento con il quale un’Azienda definisce la sua organizzazione ed il suo funzionamento in rapporto ai servizi, alle attività e alle strutture nell’ambito di una programmazione sanitaria, come mai, quell’Atto Aziendale concordato solo pochi mesi fa, anche dalla Regione, oggi viene smentito e stracciato? Non è possibile e corretto continuano i Cobas - sostenere una cosa e contemporaneamente l’esatto contrario. Pensiamo che sia necessario promuovere ed attivare tutte le iniziative politiche, sindacali ed istituzionali per richiedere che tale decisione venga revocata».

De Vecchis: «Il Pdl darà battaglia»

Il Popolo delle Libertà di Fiumicino lancia l’allarme sulla decisione della Regione Lazio di tagliare i posti letto all’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia per improvvise esigenze di bilancio. Una scelta che in città ha fatto molto discutere, dato che gran parte dei residenti di Fiumicino si serve del nosocomio lidense per ogni necessità legata alla sanità. «Ad aprile scorso – spiega Massimiliano Graux, capogruppo del Popolo delle Libertà di Fiumicino – Marrazzo aveva annunciato grandi investimenti per l’ospedale di Ostia. Senza dimenticare in nessun modo il piano di riqualificazione e potenziamento dell’offerta territoriale varata dal Governatore del Lazio. Promesse che invece sono state seguite dal taglio di 27 posti letto». A Fiumicino insomma, questi tagli non vanno proprio giù. Difficile immaginare un territorio tanto vasto, con realtà importanti come Ostia e la stessa Fiumicino servite da un unico ospedale che, anziché essere potenziato per servire quanti più utenti possibili, viene soggetto a tagli che lasciano perplessi. Dello stesso parere di Graux, il consigliere William De Vecchis. «Siamo pronti alla battaglia – spiega – pur di salvaguardare la salute del malato».


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Cronaca

15 dicembre 2008

Affonda piazzale dei Piroscafi Ostia

di Enzo Bianciardi Il lungomare di Ostia ponente nella tempesta. All’Idroscalo le mareggiate di novembre ed inizio dicembre hanno fatto scattare una nuova emergenza, con alcune famiglie costrette ad abbandonare le proprie case di piazzale dei Piroscafi. Manufatti in muratura ultimo baluardo dinanzi alle onde. Nei prossimi giorni si dovrà procedere alla demolizione delle prime abitazioni, una decina di manufatti individuati nel corso del monitoraggio dell’area. La demolizione poi, rappresenta una priorità per la messa in sicurezza dell’Idroscalo. Le case ostruiscono interventi di riporto e posa delle scogliere, impedendo alle ruspe di operare. Un dramma al quale si aggiunge l’emergenza spiagge di Ostia ponente, divorate dal mare. «Siamo impotenti - ha detto Roberto De Prosperis di “Punta Ovest” bisogna intervenire subito, realizzando una nuova scogliera di protezione ad almeno 100 metri da riva, per smorzare la forza dei marosi che ora si infrangono a pochi metri dal bagnasciuga ed investono i chioschi». Gli operatori dell’associazione “Free beach”, di cui fanno parte tutte le spiagge libere attrezzate di Ostia ponente, hanno inviato già dallo scorso 25 novembre una nota all’assessore regionale all’ambiente Zaratti chiedendo un intervento di “somma urgenza” per arrestare il fenomeno erosivo. Una richiesta rimandata al mittente, almeno per ora. «La regione Lazio - ricorda Sandro Lorenzatti, delegato da Zaratti per la questione spiagge - ha stanziato circa 5 milioni di euro per interventi di ricostruzione delle opere di difesa a mare solo per l’arenile di Ostia. Sul capitolo della “somma urgenza” non ci sono soldi e comunque, un intervento tampone servirebbe a poco».

S

trade allagate, cartelli stradali divelti in un attimo, barche affondate in porto, spiagge divorate dalla forza del mare. Il maltempo che negli ultimi giorni si è abbattuto sul litorale romano ha devastato il paesaggio senza via di scampo. Tanto che negli ultimi giorni il vicepresidente regionale dei Verdi, Claudio Pelagallo, ha chiesto all’Ente presieduto da Piero Marrazzo di intervenire, chiedendo di dichiarare lo stato di calamità per le coste del Lazio. Il pensiero ovviamente va a tutti quegli operatori balneari che, all’inizio della prossima stagione, dovranno nuovamente fare i conti con spiagge erose e poco spazio per gestire gli ombrelloni. La conta dei danni non lascia spazio a repliche da parte della Regione. «Ripetute e violente mareggiate - spiega Pelagallo - stanno colpendo in questi giorni tutto litorale da Tarquinia a Sabaudia. Danni ingenti sia a passo della Sen-

tinella, a Fiumicino, che a Nettuno, dove le onde sono arrivate ad infrangersi sui muri di contenimento delle abitazioni del quartiere Scacciapensieri. Ingenti danni anche a Torvaianica, dove la linea di battigia si è ritirata di decine di metri, con pericolo per gli automobilisti anche

sulla strada litoranea del parco del Circeo. Se non si interviene per tempo in pericolo potrebbero essere lungomari ed abitazioni costruite in prossimità della costa». Da qui la richiesta dei Verdi, avanzata a seguito delle proteste degli operatori balneari della zona di

Anzio e Nettuno, ma non solo. «Ad eventi eccezionali necessitano risposte eccezionali, e per questi motivi conclude Pelagallo - occorre adottare da subito un piano straordinario per combattere l’erosione e per ricostruire l’equilibrio dinamico delle coste. Per questo chiediamo che venga dichiarato lo stato di calamità per le coste del Lazio, specialmente in seguito alla mareggiata che imperversa da giorni, e che sta producendo gravi danni al già fragile sistema del litorale». Sconsolati i gestori degli stabilimenti della zona di Scacciapensieri, a Nettuno. «Da tempo –spiegano i balneari – aspettiamo un intervento per la messa in sicurezza di questo tratto di costa, ma niente èn stato ancora fatto». E in Regione sono ancora fermi circa due milioni e mezzo di euro per il ripascimento delle spiagge. (C.B.)


15 dicembre 2008

Dopo l’emergenza alluvione il fiume si riempie di detriti e rifiuti

Chi ripulirà il Tevere?

Fiumicino non vuole pagare da sola il conto per la rimozione

L

a grande paura per l’onda di piena del Tevere ha tenuto con il fiato sospeso per 48 ore Ostia e Fiumicino. E adesso tocca ripulire le spiagge e le aree golenali del fiume dalle centinaia di tonnellate di detriti e rifiuti solidi urbani trascinati a valle dalla corrente. Ma Fiumicino non vuole pagare il “conto” e chiede i soldi alla Regione Lazio. Ovviamente la Giunta Marrazzo, a corto di liquidità per effetto del deficit sanità, non risponde. «L’immondizia trasportati dall’alluvione di tre anni fa li abbiamo dovuti rimuovere noi e c’è costato duecentomila euro, una somma rilevante per un comune di soli 63mila abitanti come è il nostro spiega Roberto Merlini, presidente della commissione comunale Ambiente e Litorale - La Pisana aveva promesso di intervenire, visto che i detriti trascinati a valle dalla corrente arrivavano da tutto il Lazio. Poi, però, non se n’è fatto nulla e alla fine ha pagato soltanto Fiumicino. Ma questa volta non ci stiamo! Ai danni dell’alluvione si rimedia tutti assieme». Il sindaco Mario Canapini lo ha fatto presente già venerdì sera al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro durante la riunione dell’unità di crisi anti-alluvione. Mobili, copertoni d’auto, carcasse di frigoriferi e televisori, bidoni, bottiglie, sacchetti di plastica hanno raggiunto Fiumara Grande e sono ammassate pure nel porto canale. I pescatori sono preoccupati che l’immondizia galleggiante possa danneggiare le imbarcazioni. Nessun danno, invece, per le case a

Passo della Sentinella e all’Idroscalo, dove sono state sgomberate quattrocento persone. Trecento volontari della protezione civile e duecento vigili urbani hanno lavorato giorno e notte sul versante di Fiumicino e su quello di Ostia, monitorando ora dopo ora il livello dell’acqua (salito di oltre dodici metri a causa della piena) e mettendo in sicurezza i residenti. La violenza del fiume trascinato nella corrente tutto ciò che si trovava lungo le sponde. A partire dalla discariche abusive e dalle ba-

racche di immigrati e barboni che lungo gli argini vivono. Centinaia di tonnellate di detriti e materiali vari che, inevitabilmente, sono finiti a Fiumicino. «L’immondizia che defluirà in mare ce la ritroveremo presto sulle spiagge e quella che resterà nel fiume finirà nelle aree golenali», sottolinea Merlini. «In ogni caso, per la sicurezza idraulica del Tevere e dei centri abitati a ridosso del delta, toccherà ripulire. Perché se dovesse arrivare una nuova alluvione e troverà il fiume intasato, i pericoli aumenteranno. L’immon-

dizia arriva dai numerosi Comuni che s’affacciano sul Tevere, a partire da Roma». La soluzione? «Occorre mettere a punto una legge regionale ad hoc che stabilisca in queste situazioni responsabilità e obblighi per enti locali, protezione civile e organismi pubblici», suggerisce Merlini. «Visto che il clima sta cambiando, in Italia e nel mondo, occorrono nuovi strumenti normativi per far fronte a queste emergenze. Così sarà chiaro pure chi dovrà farsi carico dei danni».

Cronaca

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Sul filo del rasoio

Quegli abusivi che vivono sull’altra sponda

Idroscalo e Passo della Sentinella sono due borgate abusive. All’idroscalo di Ostia Benito Mussolini aveva voluto realizzare negli Anni Venti del secolo scorso l’aeroscalo per idrovolanti. Funzionò egregiamente. Ci ammarò pure Italo Balbo di ritorno dalla trionfale trasvolata atlantica che lo riportò da Chicago a Roma. Poi la guerra spazzò via eroi, aerei e hangar. Negli anni Cinquanta l’Idroscalo divenne terra di conquista dei “baraccati”, gli immigrati che in massa lasciavano le campagne d’Italia per cercare fortuna a Roma. Qui si allungavano le favelas del Villaggio dei sardi, che resistette fino al 1976. Con l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto all’Idroscalo appunto, si scoprì il degrado da Terzo Mondo che regnava a Ostia. I baraccati vennero sbattuti nelle case popolari e il villaggio raso al suolo. Ma non ci fu posto per tutti e così qualcuno, al posto della capanna in legno e bandoni, si costruì la casetta /abusiva) con vista sulla Fiumara. Del resto sull’altra sponda, a Passo della Sentinella, centinaia di famiglie avevano tirato su salotti e cucine nelle aree riservate all’esondazione del fiume e nessuno le aveva mandate via. E vissero felici e contenti tra una mareggiata e l’altra. In trent’anni nulla è purtroppo cambiato. (A.Z.)


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Cronaca

A Ostia bloccato il progetto per realizzare tetti fotovoltaici sulle scuole

Pannelli solari “vietati”

Soltanto alla elementare Garrone l’impianto per produrre energia elettrica alternativa. I Verdi: «Il XIII Municipio è in ritardo»

M

di Cinzia Pagliaroli

entre il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti dichiara di voler installare pannelli solari sull’ottanta per cento delle scuole, alla elementare Garrone di Ostia il progetto, già approvato, è bloccato. Erano, infatti, state avviate una serie d’iniziative volte all’individuazione delle risorse necessarie per installare tetti fotovoltaici sopra l’istituto e per far partire lo studio di dispersione energetica su tutte le altre del XIII Municipio. “Purtroppo ad oggi tutto è fermo - denuncia il consigliere provinciale dei Verdi Gianluca Cavino dei Verdi - La nuova amministrazione municipale non ha speso una sola parola per queste tematiche e peggio ancora non si è avviata nessuna azione concreta. L’utilizzo delle fonti alternative (e il fotovoltaico è una delle tante) permetterebbe un forte ri-

sparmio energetico a cominciare dalle strutture scolastiche del nostro territorio”. Ma restiamo fiduciosi. Magari proprio la Garrone rientrerà nei 42 istituti dove installare pannelli solari preventivati per il 2009 e si andrà così ad aggiungere alla Guttuso, altra scuola di Ostia. L’impianto di questo istituto è stato progettato per alimentare 6.180 metri quadrati di aule e uffici, palestra compresa. I lavori iniziati nel luglio del 2003 sono terminati nell’aprile 2005. E’ comunque doveroso ricordare altri interventi già realizzati nelle scuole di Roma: Cuomo (V Municipio), Saxa Rubra (XX Municipio), Jean Jacques Rousseau (V Municipio), Spinaceto (XII Municipio), Cuoco, Vigna Pia e Corviale (XV Municipio). Nel 2007 una delegazione danese, in base a un protocollo di scambi sottoscritto con gli Accordi di Aalborg, ha visitato l’impianto fotovoltaico dell’elementare Corviale, il più

grande della Capitale con i suoi 20 kilowatt di potenza. “Il nostro territorio è stato scelto come modello dalla delegazione di amministratori e tecnici provenienti dalla Danimarca - dichiara Gianni Paris, presidente del XV Municipio - perché siamo Municipio pilota a Roma del progetto europeo Roma per Kyoto. Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro avviato cinque anni fa. L’obiettivo è quello di estendere

vantaggi e benefici economici, derivanti da un corretto uso delle energie rinnovabili, a buona parte delle nostre scuole. E’ stato possibile avviare questi primi progetti, grazie anche alla nostra adesione ad un programma, con 13 università europee, che vede il nostro Municipio unico partner italiano. Utili sono stati anche i finanziamenti della Regione Lazio, ma soprattutto quelli dell’amministrazione municipale”.

15 dicembre 2008

Con Moneygram

Alla posta i soldi dall’estero

Negli uffici postali di Ostia si possono ricevere soldi da 180 paesi del mondo. Il nuovo servizio Bancoposta Moneygram è rivolto soprattutto ai lavoratori stranieri che hanno l’esigenza di inviare e ricevere somme di denaro nei paesi di origine. “Ma cresce anche il numero di imprenditori del territorio che intrattengono rapporti commerciali con l’estero”, fa sapere Poste Italiane. Per ottenere il pagamento è sufficiente recarsi in uno dei 7 uffici postali abilitati al servizio e presentare l’apposito, un documento d’identità e il codice di riferimento assegnato alla transazione che il mittente dovrà comunicare al beneficiario. L’importo massimo trasferibile e pagabile è di 2.582,28 euro, ma è possibile effettuare più transazioni. Gli uffici postali abilitati sono quelli in piazzale della Posta, lungomare Duca degli Abruzzi, via Acton, via del Sommergibile, via Capo Spartivento, via Isole di Capo Verde e via Romagnoli.


Cronaca

15 dicembre 2008

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Sul litorale romano aule e laboratori nel mirino di vandali e manifestanti

A lezione tra mille problemi

All'asilo del Quartiere Europa la struttura è deficitaria, l'istituto di via Jenne è stato messo a soqquadro e al Trafelli di Nettuno i termosifoni restano inspiegabilmente spenti il sabato mattina

S

di Gianluca Contiero

cuole sotto assedio. Tra vandali, proteste e problemi strutturali. Nell'ultimo periodo il mondo della scuola di Anzio e Nettuno sta vivendo un pessimo periodo e tutto sembra girare per il verso storto. In certi casi, però, è impossibile parlare di casualità, ma i problemi affondano le proprie radici in motivi come cultura giovanile, edifici costruiti troppi anni fa e servizi che non funzionano a dovere. Dagli asili alle superiori le difficoltà non risparmiano nessuno. Nella scuola dell'infanzia di Anzio Due i giovani alunni non sono stati fatti entrare nell'edificio a causa del tetto pieno d'acqua. «L'acqua può danneggiare i fili elettrici – racconta una mamma – e poi potrebbe esserci un crollo. Alcuni anni fa il tetto è stato riparato, ma

ora l'acqua ha cominciato a infiltrarsi di nuovo tra le mura. Inoltre ci sono stati anche alcuni problemi alla caldaia, che è stata accesa senza nessun controllo. I bambini erano in aula quando hanno sentito un boato fortissimo». I Vigili del Fuoco, dopo un

sopralluogo, hanno minimizzato la situazione, parlando solo di discendenti otturati. Nella scuola elementare di via Jenne, invece, alcuni vandali hanno messo a soqquadro l'intero edificio: una finestra rotta, due macchinette per la distribuzione

del caffè devastate e saccheggiate e odore di urina nelle aule. Il raid, dal quale quale i vandali hanno ricavato solo pochi spiccioli (i soldi delle macchinette e quelli di un piccolo salvadanaio tenuto nella scuola) ha costretto gli alunni a cominciare in ritardo le

Anzio, migliaia di ragazzi piangono la scomparsa dell’assessore Gregoretti

Lutto improvviso nel mondo politico di Anzio. Venerdì 5 dicembre, a seguito di un incidente stradale sulla statale Nettunese, ha perso la vita l’assessore alla Pubblica Istruzione del comune neroniano Ivana Gregoretti. 72 anni, da undici delegata

alle politiche per la scuola, la Gregoretti lascia un vuoto incolmabile nei ragazzi degli istituti scolastici di Anzio. Centinaia i giovani che mercoledì scorso hanno partecipato ai funerali dell’assessore all’interno del Centro Ecumenico di Lavinio, stra-

colmo di gente accorsa per darle l’ultimo saluto. Visibilmente commosso il sindaco Luciano Bruschini. «Anteponeva il bene della scuola a tutto quanto, anche alla famiglia, e questa purtroppo è un’occasione per ringraziarla di quanto è riuscita

lezioni e i Carabinieri di Anzio ad aprire un'indagine. Gli uomini del maggiore Emanuele Gaeta si sono immediatamente concentrati sulla pista che porta all'atto vandalico, anche perché il magro bottino del raid sembra far escludere l'ipotesi di un furto. Infine, all'istituto tecnico industriale Trafelli di Nettuno, uno degli istituti che vanta il maggior numero di iscritti di tutta la città, gli studenti sono scesi nel cortile per protestare contro la mancata accensione dei termosifoni il sabato mattina. Dal lunedì al venerdì tutto funziona regolarmente, ma alle lezioni dell'ultimo giorno della settimana gli studenti sono costretti a presentarsi con sciarpa, cappello e cappotto. In questo caso, comunque, la responsabilità è della Provincia di Roma, e il dirigente scolastico dell'Itis ha già inviato diverse segnalazioni a Palazzo Valentini.

a fare in questi anni. Ci mancherà. Al marito Giovanni ed alla famiglia vanno le condoglianze della città ed un abbraccio». Scioccato dalla scomparsa dell’assessore, anche il senatore Candido De Angelis. «Posso dire senza paura di essere smentito che Ivana era una donna seria, una donna competente, una donna onesta. I suoi figli devono essere fieri della loro mamma».


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Cronaca

15 dicembre 2008

Confesercenti e Ascom hanno presentato alla Regione Lazio il progetto per creare l’area per lo shopping

Piazza Anco Marzio sarà il fulcro del nuovo punto di aggregazione contro la concorrenza di ipermercati e megastore

A Ostia il centro commerciale naturale nell’isola pedonale

L’

di Enzo Bianciardi

isola pedonale in piazza Anco Marzio e il centro storico di Ostia saranno il primo

Amarcord

“centro commerciale naturale” di Roma. La Confesercenti e l’Ascom, hanno messo a punto un programma di collaborazione e redatto il progetto affinché il XIII Municipio potesse partecipare al

bando di concorso sui centri commerciali naturali, che prevede una serie di interventi, per un finanziamento di circa 250mila euro erogato a fondo perduto della Regione Lazio. Dopo Fiumicino e Nettuno, che hanno puntato sul modello commerciale inventato in Canada, arriva anche Ostia. “I centri commerciali naturali spiega Ginetto Puglié, presidente della Confesercenti - sono aggregazioni commerciali denominate anche "centri spontanei di strada". Sono formati da più aziende operanti in settori diversi ma nello stesso territorio. Devono organizzarsi per competere con gli ipermercati metropolitani e la grande distribuzione attraverso iniziative

di marketing collettivo, da pubblicizzare alla clientela”. “Ora è necessario - continua Puglié - che si possa pervenire alla costituzione di un organismo unitario locale promosso dagli operatori per sviluppare da qui in avanti il progetto”. L’idea, in sostanza, è quella di realizzare un consorzio di imprese, sia per promuovere gli acquisti e quindi proporre prezzi concorrenziali e sia per dare vita ad un’area commerciale, in grado di restituire alla clientela il piacere di fare shopping in un ambiente familiare e non artificiale. Il gusto di fare acquisti all’aria aperta, con l’assistenza di tanti operatori, capaci di dedicare a ciascun cliente adeguata attenzione e informazioni personaliz-

C’era una volta il Pontile della Vittoria

Chissà che cosa direbbe se solo potesse parlare. Il Pontile della Vittoria, in piazzale dei Ravennati, simbolo della Ostia che non c’è più, sembra un anziano a cui manca la parola. Malandato, pieno di acciacchi, probabilmente curato male sin da quando i suoi guai si affacciavano sul nascere, ora versa in uno stato di decadimento totale. E ogni volta che l’autunno lascia spazio all’inverno mareggiate e raffiche di vento continuano a minarne l’integrità. Come la scorsa settimana, quando l’ennesimo temporale abbattutosi sul litorale romano ha provocato il cedimento della pavimentazione nella parte

centrale della struttura, quella dove ancora si poteva passeggiare. Sì, perché da qualche anno il punto più lontano del pontile è interdetto al pubblico a causa del rischio crollo. Da quando le fondamenta hanno accennato a qualche preoccupante scricchiolio e il fondale del mare sottostante non è stato ritenuto idoneo a nuovi innesti. Il risultato? Transenne circolari che riducono a un girotondo il camminare sull’ultimo

tratto del pontile. Fino all’ultimo attacco sferrato dalle tempeste di fine novembre. Quelle che hanno fatto saltare le mattonelle del corridoio centrale, ancora intatto. E del pontile non rimane che la parte iniziale,

quella delle panchine, quella occupata per sei mesi l’anno da ingombranti bancarelle. Quella dove il mare a volte sembra essere di troppo, con la gente impegnata a passeggiare senza notare la storia di Ostia che cade a pezzi. Tra l’amarezza dei residenti storici di Ostia. Fausto ha 87 anni e ogni mattina a mezzogiorno viene qui a fare la sua passeggiata: “Tempo permettendo, però - tiene a precisare - Vivo a Ostia dal 1943 e vedere il pontile ridotto così mi fa capire che il tempo passa, e che il tempo sta decidendo cosa portare avanti e cosa lasciare indietro. Che tristezza”. (M.C.)

zate. Tabelle segnaletiche raffiguranti itinerari dello shopping, tettoie lungo le strade e le piazze del centro storico per consentire la passeggiata anche in caso di pioggia, strutture fisse per trasformare il nuovo centro commerciale in un punto di aggregazione socio-culturale con attività ricreative e di intrattenimento per i bambini. “Il primo passo - sottolinea Puglié sarà la realizzazione dell’isola pedonale in piazza Anco Marzio (i lavori inizieranno subito dopo le festività ndr), su cui si innesta il progetto del centro commerciale naturale di Ostia. Nei giorni scorsi abbiamo presentato il piano alla Regione. Se tutto va bene, già l’anno prossimo il progetto sarà realtà”.

Tra passato e futuro L'area

Piazza Anco Marzio e il centro storico di Ostia saranno il primo centro commerciale naturale di Roma

Le strade

All'interno dell'area pedonale saranno realizzate tabelle segnaletiche per indicare i percorsi dello shopping

Il pontile

Il Pontile della Vittoria è in pessime condizioni. La pavimentazione della parte centrale non esiste più


Cronaca

15 dicembre 2008

Load factor al 40% a dicembre. A Natale dello scorso anno era al 76%. Prenotazioni in calo e crisi di fiducia

Volano vuoti gli aerei Alitalia V

di Alessandra Zavatta

iaggiano semivuoti gli aerei di Alitalia che decollano da Fiumicino. L’arrivo della Cai, che dovrà acquisire la compagnia di bandiera entro il 12 gennaio prossimo, ha scatenato una “crisi di fiducia” nei viaggiatori. «Il load factor, fattore di riempimento, dei jet di Alitalia per dicembre è del 40 per cento; lo scorso Natale era del 76 per cento», lancia l’allarme Silvano Manera, direttore generale dell’Enac, l’ente nazionale di assistenza al volo. «La crisi economica sta riducendo la vendita dei biglietti per molte compagnie di navigazione in Europa: a novembre è stato registrato un calo del 20 per cento della domanda. Ma per Alitalia è un vero crollo se si tiene conto che il “break even” si attesta, per la compagnia, su una percentuale intorno al 75 per cento». Tra le ragioni che hanno scatenato la grande fuga degli italiani da Ali-

talia, secondo Manera, ci sarebbero «le travagliate vicende degli ultimi mesi legate al subentro della Cai, che hanno determinato a novembre una significativa instabilità operativa». Scioperi e voli cancellati a ripetizione, a Fiumicino così come negli altri aeroporti, hanno indotto i turisti a scegliere altre compagnie per viaggiare. E a Na-

tale la tendenza è in crescita. Tanto che Alitalia ha confermato, per le prossime settimane, un operativo di 356 voli giornalieri (contro i 600 dello stesso periodo del 2007) che arriveranno a 550 nella fase di start up di Cai, cioè 356 Alitalia e 194 di Air One dopo l’incorporazione nella Compagnia aerea italiana. Inutile, al momento, far volare un numero maggiore di jet. Tanto decollano mezzi vuoti. I costi del carburante diverrebbero insostenibili. «A determinare questa situazione sono stati, a mio avviso - aggiunge il direttore generale dell’Enac una non adeguata visibilità dell’informazione sull’operativo e un calo della fiducia nel marchio commerciale della compagnia». Insomma, i consumatore non “credono” più in Alitalia, non la ritengono una compagnia affidabile e quei 356 voli rispondono appieno alla domanda di traffico. Anzi, in alcuni casi sono pure troppi. L’Associazione pendolari

L’Enac: «La Cai decollerà il 12 gennaio con 550 voli e sarà in grado di garantire la continuità»

del trasporto aereo della Sardegna ha ringraziato per il rafforzamento dei collegamenti tra l’isola e il gli scali continentali sottolineando, incredibile ma vero, che «adesso ci sono molti più voli di quanti ce ne servano». «Tutti gli operatori - conclude Manera- hanno dichiarato di avere una capacità residua nel caso in cui emergesse un aumento della domanda che, purtroppo, al momento non è presente. C’è la possibilità di tamponare le richieste di eventuali picchi di traffico prima del decollo di Cai. Viste le difficoltà di Alitalia, altre compagnie stanno aumentando i prezzi dei biglietti in maniera ingiustificata soprattutto sulle rotte dove operano in condizioni di monopolio». L’Enac ha quindi invitato i vettori italiani Meridiana, Blu Panorama, Livingstone, MyAir, Mistral, AirItaly e AirOne e le low cost straniere che effettuano rotte domestiche in Italia ad evitare speculazioni.

Aponte, Fossati e Clessidra abbandonano la nave, entrano Angelucci e Vitrociset Compagni di viaggio

La Cai ancora non è decollata e c’è già chi abbandona la nave, anzi l’aereo. L’armtore Gianluigi Aponte, Marco Fossati e il fondo Clessidra si sono ritirati dalla Compagnia aerea italiana. Facendo venire meno un apporto (promesso) di 160 milioni di euro, necessari a rilevare Alitalia. Ma i fuggitivi sono stati subito sostituiti da Antonio Angelucci (imprenditore nel settore della sanità ed editore di Libero e Il Riformista),

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Edoarda Crociani (proprietaria di Vitrociset) e l’immobiliarista Achille D’Avanzo. Dei soci fondatori di Cai ne restano ora 13, mentre altre 6 new entry si sono aggiunte nei giorni scorsi: Ninni Carbonelli D’Angelo, Maurizio Traglio, Giuseppe Fontana, Vincenzo Manes, Antonio Orsero, il fondo Atlantis. Entro questo fine settimana i soci dovranno versare alla Cai la prima tranche di capitale (cioè 600 mi-

lioni), per far fronte ai pagamenti al commissario di Alitalia Augusto Fantozzi e mostrare all’Enac la disponibilità a poter operare per avere la licenza di volo e i soldi necessari all’acquisto di Air One. La prossima tappa prevede il perfezionamento degli accordi con Air France-Klm: l’amministratore delegato ean-Cyril Spinetta ha incontrato i vertici di Cai mercoledì scorso. I francesi avranno almeno il 20 per cento del

capitale della Cai e verseranno circa per 200 milioni entro Natale. Diversi soci Cai si sentono rassicurati dalla presenza di un gruppo esperto nel mestiere come Air France ma la presidente di Confindustria Emma Mercegaglia potrebbe ritirarsi presto dalla Cai, seguendo i fuggitivi.

Scatta la cigs per piloti e hostess

Sono partite le prime lettere di cassa integrazione straordinaria a zero ore per piloti e hostess mentre sono già pronte quelle di assunzione della Compagnia aerea italiana per i 12.639 lavoratori Alitalia. Per i lavoratori di Alitalia, oltre a quattro anni di cigs ne sono previsti tre di mobilità. La compagnia ha inviato le prime lettere di cassa integrazione straordinaria a zero ore anche al personale navigante, dopo quelle che aveva cominciato ad inviare nei giorni scorsi al personale di terra. L’invio in totale riguarderà 5mila lavoratori per i quali, dopo la cessazione di attività di Alitalia, non è prevista la riassunzione. Per gli altri circa 10mila dipendenti la cigs a rotazione è in atto dal 14 ottobre scorso per via della riduzione di attività messa in atto dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Cai, intanto, è pronta con le lettere di assunzione per i 12.639 lavoratori che faranno parte della Nuova Alitalia e le invierà quando ciascuno di essi avrà fatto almeno un giorno di cigs affinché la società possa godere di benefici fiscali. Al momento, essendo scaduti i contratti di lavoro in Alitalia e non avendo i sindacati dato disponibilità a farne di temporanei sino al passaggio dei lavoratori in Cai, le retribuzioni resteranno inalterate.


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Cronaca

15 dicembre 2008

A Torvaianica un convegno per risollevare le sorti del litorale

Gli operatori del mare

Il consorzio

aTorvaianica è l'ente di promozione turistica che ha organizzato l'iniziativa

I presenti

Amministratori pubblici, operatori turistici, dirigenti di banca, titolari delle attività balneari, pescatori, professionisti e tecnici del settore

La costa

Nove i chilometri di litorale che danno lavoro a 220 persone

Le aziende

18 stabilimenti, 10 chioschi, 16 ristoranti e tante altre piccole attività

di Giovanni Salsano

A

(giovanni.salsano@reporternews.eu)

ttingere a fondi pubblici e privati per rilanciare un settore che da anni vive nel più assoluto abbandono, ripensare il concetto di spiaggia fino a renderla un luogo fruibile per gran parte dell’anno, e non soltanto nel periodo estivo, affiancando alla ristorazione centri benessere, assistenza per la terza età, palestre e piscine. E poi ancora, sfruttare le risorse del mare di Torvaianica, sottoscrivere un protocollo d’intesa tra i vari enti interessati e il Consorzio di promozione turistica “aTorvaianica”, con lo scopo di ricercare tutte le strade possibili per avviare il rilancio di uno dei settori economici trainanti per l’intera economia locale. Tutto ciò è quanto è emerso nel corso del convegno

“La riqualificazione del litorale di Torvaianica – ultima spiaggia per gli operatori del settore”: una giornata di lavoro che si è svolta all'interno del ristorante “Zi Checco”, situato proprio a Torvaianica, ed è stata organizzata dal Consorzio di promozione turistica “aTorvaianica”, guidato dal presidente Ettore Costa. Un appuntamento in grande stile, al quale nessuno è voluto mancare e al quale hanno preso parte amministratori pubblici (tra cui Sindaco e vicesindaco di Pomezia, rispettivamente Enrico De Fusco e Rosa Alba), dirigenti bancari, operatori turistici, titolari di attività balneari e pescatori, funzionari della capitaneria, professionisti e tecnici del settore. La parte più difficile, però, arriva adesso e consiste nel concretizzare le idee emerse e renderle realtà per i cittadini e i turisti del litorale pometino, che

purtroppo per loro devono ancora accontentarsi di un’offerta ancora non all’altezza, per quanto riguarda servizi e strutture. E dire che al settore i numeri non mancano di certo, e sono pure di quelli importanti: sui nove chilometri di costa, quelli che vanno da Villaggio Tognazzi – che si trova al

Il cinema visto dal videofonino

Pomezia

Una kermesse dedicata al cinema attraverso i nuovi linguaggi mediatici metropolitani, sempre più veloci e immediati, ma non per questo meno affascinanti. Un festival che ha riscontrato notevole successo e interesse e che – è un augurio e una speranza – può diventare un appuntamento di richiamo nazionale e internazionale in grado di portare Pomezia e la sua università sotto importanti riflettori. È il “Pomezia short movie awards 2008 – Energia, spazio e movimento”, il primo festival – concorso dedicato all’audiovisivo e al suo utilizzo nei nuovi media – di cortometraggi e cortofonini realizzati dai futuri

cineasti italiani – organizzato lo scorso 5 dicembre, presso il Polo universitario della Sapienza di Pomezia, in via Pontina, dall’associazione culturale “2Records” e dalla facoltà di Scienza della Comunicazione dell’università di Roma La Sapienza. Proprio l’inserimento della categoria cortofonino, nella quale sono

stati inseriti i lavori realizzati con un videofonino, ha rappresentato un’originale e rilevante novità all’interno del concorso. Alla fine, è stata un’intensa giornata di dibattiti e proiezioni, al termine della quale sono stati premiati i corti Sem per la migliore regia, La Fortuna della giovane Sfortuna per la migliore sceneggiatura, Nativity per la migliore fotografia, Icy Violins per il migliore montaggio, One the Street per i migliori effetti speciali. Il Premio Speciale della critica è andato Continuous Movement 1, mentre il Premio del pubblico se lo è aggiudicato Icy Violins. (G.S.)

confine col mare di Roma – e arrivano a Rio Torto – al confine con Ardea – infatti sono presenti 18 stabilimenti balneari, 10 chioschi attrezzati, 16 ristoranti e diverse piccole attività, prevalentemente a conduzione diretta, con oltre 150 familiari addetti, che in totale danno lavoro a circa 220 dipendenti: tanti quanti ne impegna un’industria. Per questi, l’accesso a fondi e risorse economiche diventa un imperativo dal quale non è proprio possibile esimersi, nella maniera più assoluta.

Per i fruitori del mare pometino, invece, ci sarà la possibilità di vivere giorni di divertimento, emozioni e relax in una realtà finalmente bella e accogliente. «L’evento – dicono gli organizzatori – si è svolto in una fase economica di grandi incertezze, nella quale è indispensabile programmare ed ottimizzare la gestione delle aziende, per questo è necessaria la partecipazione di tutti gli enti che a vario titolo possono contribuire al rilancio del settore balneare locale. La disponibilità di finanziamenti, privati e pubblici unitamente alla pianificazione razionale delle attività poste sulle aree demaniali, con il coinvolgimento delle amministrazioni, è un obiettivo che oggi sembra possibile raggiungere. È quindi necessario un reale impegno da parte di tutte le parti in causa».

Lady Beach 2008

Ardea e Gesam

Un anno tutto da guardare

È stato presentato ufficialmente, nel corso del “Gran Galà 2008 Lady Beach Soloradio”, una serata di moda, risate e spettacolo – come da formula del “Summer tour 2008” – il calendario 2009 con le 12 bellissime Ladies – vestite da Pomezia Sposi, con lo sfondo delle auto d’epoca di Rizzi Auto – fotografate da Romeo Mancori. Ad animare la serata, condotta da Agostino Rimauro e Carol Ribeiro, le canzoni di Antonella Russo e Valerio Pagano, le coreografie di Universo Danza e il cabaret di Loredana De Paola. (G.S.)

Nasce l'isola ecologica

Via libera del consiglio comunale di Ardea, attraverso una variazione di destinazione d’uso dei terreni, all’istituzione di una nuova isola ecologica per il conferimento gratuito di rifiuti ingombranti, che verrà realizzata a Nuova Florida tra via Pavia, via Chiasso e via Garda, e sarà a totale carico della società Gesam, l’attuale concessionaria del servizio dei rifiuti solidi urbani della città. Da un anno e mezzo, Ardea è senza isola ecologica, dopo il sequestro del terreno in via Laurentina c’erano i cassoni per la raccolta degli ingombranti. (G.S.)


15 dicembre 2008

Nella riserva di Anzio parte il progetto ideato dal consorzio RiRei di Lavinio

Tor Caldara tra natura e disabili

I ragazzi avranno la possibilità di vivere l’area da protagonisti, contando sul supporto dei responsabili. Tra le iniziative la realizzazione di appositi percorsi di Gianluca Contiero

L

a riserva naturale di Tor Caldara apre i propri cancelli ai ragazzi diversamente abili del consorzio RiRei. Il centro di riabilitazione e reinserimento, che ha la propria sede anziate nel quartiere di Lavinio, infatti ha lanciato un progetto per valorizzare le capacità delle persone disabili e per farli entrare in contatto con la natura da protagonisti. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Sebastiano Attoni e Roberto Giacoponi, consiglieri comunali de La Destra, Rachele Rasu, psicologa del centro RiRei di Anzio, e Raimondo Petroletti, Presidente dello stesso consorzio. Da parte sua l’amministrazione comunale ha subito dato la massima disponibilità. E

così è nato il progetto che permetterà ai diversamente abili di essere all’interno della riserva naturale per due volte a settimana. I giovani, ogni martedì e mercoledì dalle 10 alle 12, avranno l’oc-

La creazione del vivaio

La realizzazione di un vivaio partirà dall’analisi dei differenti tipi di suolo, passando per la semina, fino ad arrivare alla nascita delle piante coltivate.

casione di entrare a Tor Caldara e imparare a lavorare il terreno, coltivare le piante e occuparsi degli animali. Ma non è ancora finita qui, perché l’iniziativa sarà portata avanti

La nuova segnaletica

Grazie al lavoro dei ragazzi RiRei sarà più semplice orientarsi a Tor Caldara. Saranno loro a creare la segnaletica, le targhe descrittive di flora e fauna e le bacheche espositive.

approfondendo diverse sfaccettature: il vivaio, la segnaletica, la manutenzione, la pulizia dei recinti e il mercatino. «Nella nostra società troppo spesso le persone diversamente abili vengono iso-

Cronaca

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chiave Puntichiave Punti

Due gli appuntamenti ogni settimana L’obiettivo è attivare una serie di competenze operative I responsabili puntano sulla creatività dei disabili

late – spiega Sebastiano Attoni – mentre sarebbe necessario farle interagire con la realtà che li circonda. In questa maniera potrebbero capire che ogni persona è in grado sia di rendersi utile che di sviluppare una serie di competenze. Far integrare i ragazzi ospiti del centro residenziale di Lavinio e insegnare loro a conoscere la natura sono i due obiettivi del progetto firmato RiRei». Tra i tanti compiti che attendono i giovani di Lavinio ci sono la realizzazione di un vivaio e della segnaletica interna della riserva naturale, la manutenzione dei sentieri, la pulizia dei recinti e anche l’organizzazione di un mercatino mensile, dove i ragazzi venderanno le loro creazioni realizzate nei laboratori di artigianato e falegnameria.

Il mercato dell’artigianato

Ogni mese sarà allestito un mercatino in collaborazione con le altre associazioni del territorio. I disabili esporranno le loro creazioni di artigianato e falegnameria.


Cronaca

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La showgirl a sorpresa a cena tra i clienti della Cantina Nobile Trilussa

V

I vip hanno scelto Nettuno Alessia Fabiani l’ultima ospite

ip del mondo dello spettacolo e buona cucina. La Cantina Nobile Trilussa di Nettuno si conferma ancora una volta come punto d’incontro ideale di personaggi legati alla musica ed alla televisione, che non disdegnano un’apparizione a Nettuno per sedersi a tavola e gustare i prodotti tipici della città del tridente. Venerdì 5 dicembre, a rendere omaggio a Francesco Salustri, padrone del locale di via Olmata, è stata Alessia Fabiani, ex letterina, valletta televisiva ed attrice in diverse fiction. L’arrivo attorno alle 21, giusto il tempo di cenare tra i clienti della Cantina Nobile e scappare via per proseguire la serata lavorativa. Un’ospite a sorpresa, che arrivata in città per partecipare ad una serata evento alla discoteca Don Juan di Latina, non si è lasciata sfuggire l’occasione di assaggiare prodotti tipici della cucina locale

cucinati con passione ed esperienza. Scambiando amichevolmente alcune chiacchiere con curiosi e fans seduti nei tavoli vicini al suo. Una serata tranquilla, filata via velocemente, tra piatti

caratteristici del locale di Salustri e diversi bicchieri di vino. «E’ la prima volta che vengo a Nettuno – ha raccontato Alessia Fabiani – e mi è piaciuta tanto. Poi qui in Cantina l’atmosfera è ideale, in

piena tranquillità. Francesco è stato un padrone di casa ideale, discreto e gentile. Mi spiace non potermi fermare più a lungo ma il lavoro mi chiama». Il tempo di fare le foto di rito con Francesco e gli ospiti del locale, con la consueta simpatia e disponibilità, e via verso il Don Juan per la fine della serata. Soddisfatto della buona riuscita della cena Francesco Salustri, proprietario della Cantina Nobile. «E’ stata una bella serata – racconta – arricchita dalla presenza di una

showgirl nota come Alessia Fabiani. Non sarà l’unica comunque: abbiamo intenzione di organizzare eventi particolari costantemente, come serate interamente dedicate alla musica jazz». E gli ospiti di prestigio non mancheranno. Chissà dopo Demo Morselli e Alessia Fabiani chi sarà il prossimo.


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L’Inchiesta

Il social network ha ottenuto in pochi mesi il consenso di circa 4 milioni di italiani, compresi i big della politica

di Cosimo Bove

L

(cosimo.bove@reporternews.eu)

a comunicazione cambia volto. La nuova tendenza tra gli appassionati di social network si chiama Facebook: una piattaforma virtuale dove entrare in contatto con amici vicini e lontani, e ritrovare persone lasciate per strada nel corso della vita. Il fenomeno dell’anno. Se all’inizio del 2008 gli italiani iscritti erano circa 100 mila, prima dell’estate erano già arrivati a più di mezzo milione, per diventare 4 milioni alla fine di novembre. Un successo senza precedenti. Il sistema è semplice: ci si iscrive al social network gratuitamente, inserendo i propri dati personali, una mail e qualche foto per essere più facilmente riconoscibile. Poi si cercano gli “amici”, si invia loro una richiesta che se accettata dà la possibilità di accedere alle loro informazioni ed alle foto caricate su Facebook. Con l’opportunità di scriversi messaggi sulla bacheca virtuale, inviare e-mail e commentare le foto degli amici. Non solo. Il business corre sulla rete La prima conferma arriva da un’azienda americana, la Serena software, che ha deciso di utilizzare Facebook come intranet aziendale. Un modo come un altro per non investire nella creazione di una nuova rete sfruttando ciò che è già a disposizione on line. Molti dei politici poi, sia a livello nazionale che locale, utilizzano Facebook per tenere il polso delle preferenze degli elettori, magari comunicando con loro ed

15 dicembre 2008

Tra i problemi registrati la clonazione d’identità e la mancanza di un forum idoneo a comunicare con la società

ascoltando le problematiche dei cittadini. Dicono persino che Obama abbia costruito la sua fortuna sul social network, arrivando poi a vincere le elezioni americane. I giornalisti hanno più facile accesso ad informazioni e comunicati stampa. Showgirl ed attori allargano l’orizzonte comunicando direttamente con i propri fans. L’uso primario rimane sempre quello di svagarsi, ritrovare vecchi amici e fare nuove conoscenze, così come dichiarato da circa il 60% degli iscritti a Facebook in un recente sondaggio, ma non mancano coloro che apprezzano soprattutto la possibilità di espansione (22%) e gli appassionati di giochi (8%). Al punto che sono sempre di più i cosiddetti “Facebook dipendenti”, incollati al monitor anche 9 ore al giorno.

La sorpresa Qualcuno avrà avuto la coda di paglia. «Sarà entrato per vedere chi non lavora». Altri invece hanno apprezzato. Da pochi giorni su Facebook è sbarcato il ministro Brunetta, leader della

sua giovane età, il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta ha registrato in poche settimane un numero di amici da fare invidia ai suoi colleghi a livello nazionale: 1400 contatti che quotidianamente scrivono sulla sua bacheca per chiedere interventi, fare complimenti per il lavoro svolto e, perché no, avanzare delle critiche.

crociata antifannulloni, che agli utenti del social network più popolare del momento, ha inviato un messaggio, per presentarsi e tranquillizzarli. Non si tratta di un astuto metodo per verificare l’effettiva operatività dei dipendenti

Avatar o professionisti veri?

Avatar a spasso nel web. Sono sempre di più i ragazzi, ma anche i professionisti del mondo della medicina e del marketing, che si servono di proiezioni digitali on line per dispensare consigli ed instaurare rapporti di affari. Il via lo aveva già dato tempo fa il portale “Second Life”, creando un mondo parallelo dove i cosiddetti avatar potevano dare sfogo a desideri repressi o vivere una seconda vita in un angolo sperduto del mondo virtuale. Oggi il passo successivo è di quelli che possono cambiare radicalmente il modo di fare affari: non più avatar per gioco, ma per lavoro. E così l’idea è quella di creare alter ego di medici in grado di rispondere in tempo reale alle richieste dei propri pazienti. Ma non solo: c’è chi addirittura sta valutando la possibilità di creare replicanti di persone in grado di dialogare con i propri cari anche dopo la morte.

statali, ma soltanto di un modo per stare più a contatto con gli elettori, così come fatto da molti suoi colleghi. All’appello attualmente manca solo il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. A livello locale, probabilmente aiutato dalla

Il rovescio della medaglia Pochi però sanno che c’è un rovescio della medaglia nel social network che sta conquistando milioni di persone. Al momento della creazione dell’account, la società "Facebook” diventa proprietaria di tutto ciò che viene pubblicato, anche se nessuno finora ha ottenuto informazioni esaurienti nel caso in cui si vengano a creare problemi. Che non mancano mai. Come accaduto ad alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno visto letteralmente clonata la propria identità senza riuscire a venirne a capo. Per problemi come questo, esiste un forum al quale inviare segnalazioni, anche se nella stragrande maggioranza dei casi le risposte non arrivano. I pentiti Tanti negli ultimi tempi i pentiti di Facebook che hanno deciso di uscire dal social network disattivando il proprio account. Alla base di questa scelta diversi fattori: c’è chi ritiene che le amicizie virtuali instaurate siano solo «un


L’Inchiesta

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Il commercio conquista la rete Oggetti in vendita a un solo click

triste simulacro» della realtà, altri hanno deciso di interrompere bruscamente questa dipendenza per tornare a respirare l’aria aperta. Qualcuno si è reso conto di perdere troppo tempo davanti al computer. Il popolo dei pentiti

quindi, si fa ogni giorno più numeroso. Anche se è un dato di fatto che, a fronte di un pentito, quotidianamente si possono registrare almeno un centinaio di nuovi iscritti. La forza di Facebook.

Su e-bay risparmio assicurato

Sempre di più coloro che per Natale hanno deciso di comprare i regali per parenti ed amici su e-bay, il più grande sito di aste on-line. Viaggi per due persone in montagna, ma anche oggettini caratteristici e capi d’abbigliamento griffati. La crisi economica che sta coinvolgendo l’Italia spinge ognuno verso nuove tecniche di acquisto, con un obiettivo comune: acquistare nel modo più semplice, rapido ed economico. Così ci si rivolge ad e-bay a caccia di imperdibili offerte capaci di far fare agli acquirenti bella figura con i propri cari senza spendere un patrimonio. L’e-commerce sembra essere diventato l’unico sistema per riuscire ad arrivare a fine mese.

La nuova frontiera del commercio sbarca on line. Su internet è possibile vendere e acquistare di tutto con un semplice click. Per farlo nel migliore dei modi, però, è necessario che a portare a termine le operazioni di compravendita siano dei professionisti. Come quelli di Professione Affari. L'unica attività di vendita per conto terzi tra Roma e Latina si trova a Nettuno, in via della Libertà al civico numero 3, ha aperto a settembre di quest'anno ed è gestita da un team di persone che da anni operano nel settore. Tutto è nato dalla tesi di laurea di Pierluigi Abbate, il fondatore di Professione Affari, che ha studiato le ultime tendenze del settore commerciale degli Stati Uniti, dove esistono già moltissime agenzie che operano in questo settore. «Abbiamo apportato alcune modifiche al concetto americano di Drop Off Shop e così è nata la nostra attività. Abbiamo esteso le nostre prestazioni a tutti i servizi acquistabili on line e poi abbiamo messo in piedi un'organizzazione

milioni 120 Gli utenti iscritti a Facebook in pochissimi anni

professionale, con tanto di possibilità di effettuare commercio elettronico direttamente dal nostro sito internet (www.professioneaffari.it). Siamo in grado di spedire in tutto il mondo, dall'oggetto più piccolo a automobili e motociclette». Professione Affari è l'unica attività commerciale che non chiede soldi ai suoi clienti ma li fa loro realizzare. Tra questi ci sono anche persone che non hanno tempo per seguire una vendita on line, che non si fidano a movimentare moneta elettronica e commercianti che hanno i magazzini pieni di merce invenduta di collezioni degli anni passati.

2004

L’anno di nascita del social network fondato da Zuckerberg

60%

Le persone che utilizzano Facebook per ritrovare vecchi amici

Professione Affari funziona anche per tutti coloro che vogliono vendere la propria attività commerciale: dopo un certo periodo di tempo passato in attesa di un acquirente, questa agenzia può rappresentare la loro ultima possibilità per monetizzare gli stock invenduti e le attrezzature professionali. Eppoi ancora, è possibile effettuare qualsiasi tipo di contratto telematico: abbonamenti telefonici, internet e assicurazioni; il tutto alle tariffe più basse d'Italia. Infine, chi a Natale riceverà un regalo non gradito ora sa a chi deve rivolgersi per rivenderlo.

milioni 2,4 miliardi 234 Gli iscritti a e-bay, Gli oggetti messi il più grande sito di aste on line

in vendita su internet ogni anno


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Turismo

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In crescita i viaggi economici nei borghi storici e nei parchi. Il giro d’affari è di 10 miliardi

I

l turismo low cost vince a Natale. Bed&breakfast al posto degli alberghi, ostelli invece di villaggi superattrezzati con palestre e piscine. L’ecoturismo (il turismo che si effettua nei parchi naturalistici e nei borghi storici) movimenta in Italia un giro d’affari di 9,8 miliardi di euro l’anno. Negli ultimi dodici mesi, secondo i dati raccolti nel “VI Rapporto sul Turismo Natura”, gli agriturismo e le strutture ricettive hanno accolto 95.917.153 ospiti con un aumento dell’1,79 per cento rispetto al 2006. «La crisi dei consumi e la recessione fanno sì che il turismo natura diventi oggi un turismo per tutte le fasce economiche e sociali spiega Enzo Giammarino, presidente di Ecotur - La crescita del settore, pur rallentata allo 0,49 per cento, non si è fermata. Perché la voglia di viaggiare resta alta e le offerte alternative e a basso costo attirano sempre di più italiani e stranieri». «Nei momenti di crisi - sottolinea il

direttore generale dell’Enit Eugenio Magnani - occorre incentivare queste nicchie di mercato, queste particolarità che possono essere il valore aggiunto dell’Italia». Ma chi sono gli ecoturisti? Dove vanno? Dove alloggiano. Lo studio realizzato da Enit e Istat con la collaborazione della Regione Abruzzo e dell’Università dell’Aquila parla chiaro: i turisti low cost hanno tra i 30 e i 60 anni, sono nel 54 per cento dei casi impiegati e liberi professionisti, amano trascorrere week end nelle aree protette e in montagna e dormono nei bed&breakfast . Soltanto il 22 per cento degli ecoturisti ha meno di tren-

t’anni il 15 per cento ne ha più di 60. I parchi sono la meta più gettonata, seguita dalla montagna, dalla campagna e dalle riserve marine”. In quinta posizione troviamo il turismo rurale che precede a sua volta i borghi storici e il turismo lacuale. Tra i motivi che spingono la vacanza ecoturistica c’è soprattutto l a

speranza di trovare relax e tranquillità dopo essere fuggiti dal caos cittadino. I romani, a quanto pare, sono dei veri appassionati di questo tipo di turismo. Ma c’è pure chi preferisce il turismo nei piccoli paesi di provincia per conoscere le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche e chi l o sce-

glie per l’ospitalità che nei borghi è più “calda” che in città. Tra le regioni meta dei visitatori low cost Abruzzo, Trentino Alto Adige, Sardegna, Calabria e Toscana. Seguono Lazio, Campania, Sicilia, Veneto, Basilicata e Friuli Venezia Giulia. L’alloggio preferito è l’albergo e la pensione, seguita dal bed&breakfast, dall’agriturismo, dall’appartamento/casa privata, campeggio e camper. Il tempo medio di permanenza varia da “un giorno” (12,1 per cento dei casi), al “weekend” (17 per cento), ai “tre giorni” (9,6 per cento), alla “settimana” (13,8 per cento) per arrivare a “più di una settimana” soltanto per il 7,3 per cento degli ecoturisti. Mentre il 40,1 per cento dei visitatori non si ferma neppure una notte. Tra le attività sportive maggiormente praticate dagli ecoturisti ci sono trekking, cicloturismo, birdwatching, equitazione, sci di fondo, cycling e climbing. (A.Z.)


15 dicembre 2008

Transavia.com apre il volo diretto verso la capitale danese

Fiumicino chiama Copenaghen La low cost del Gruppo Air France punta sul mercato romano

T

di Alessandra Zavatta

ransavia si prende le rotte di Sterling e apre nuovi voli a Fiumicino. Mentre Alitalia è ancora in difficoltà e taglia cento voli al giorno dal network operativo, le compagnie low cost si riorganizzano. E se una fallisce (è il caso della danese Sterling Airlines che il 29 ottobre ha dichiarato bancarotta), un’altra subentra a rilevarne le rotte. Così che i viaggiatori non vengano penalizzati. E’ la scelta che ha fatto l’olandese Transavia.com, low cost del Gruppo Air France, che il 9 dicembre scorso ha inaugurato il volo diretto Roma-Copenaghen, subentrando alla defunta Sterling. Di cui assorbirà altre nove rotte in Europa. Tutte in partenza dall’aeroporto di Billund-Copenaghen, che diventerà nuovo fulcro dell’attività dell’azienda. «Con il ritiro dal mercato di Sterling spiega Willem Hondius, dirigente di Transavia.com - abbiamo colto al volo le grandi potenzialità del trasporto aereo in Danimarca sia per il segmento charter che per i voli di linea. Ma anche per il traffico business». Perché, a quanto pare, per effetto della recessione, le aziende fanno viaggiare sempre più spesso i manager sulle low cost. Con un fatturato annuo di 791 milioni di euro e un bilancio in attivo dal 1978, la compagnia a basso costo “sorella” di Air France è già presente a Fiumicino da tre anni con i collegamenti per Rotterdam e registra un tasso di riempimento record dei velivoli:

l’85 per cento dei posti venduti ad ogni decollo. Alitalia ha tagliato la rotta Roma-Copenaghen più di quattro anni fa, dando il via libera all’assalto delle low cost. E’ così atterrata al Leonardo da Vinci Sterling e adesso ci prova Transavia.com a rilevare una rotta (quella per Copenaghen, appunto) che vale 45mila passeggeri l’anno. Per “catturarli” la società olandese offre biglietti a 52 euro a tratta, tasse incluse. Oltre a nuovi Boeing 737 e al certificato Iosa fresco di consegna, che dimostra l’elevato livello di sicurezza dei velivoli. Certificato che

viene consegnato dalla Iata, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, alle società che soddisfano i 900 standard in materia di security previsti dalle norme internazionali. Ampliare il network a Fiumicino è, inoltre, molto importante per Transavia.com non soltanto perché è un aeroporto che accoglie 34 milioni di passeggeri l’anno e offre, quindi, notevoli prospettive di sviluppo. Ma anche perché la low cost olandese è legata ad Air France, che si prepara a rilevare il 20 per cento di Cai, la società che sta acquistando immobili e veli-

voli di Alitalia. Con Air France ha inoltre fondato l’anno scorso Transavia France, che ha già operato quest’estate voli a basso costo tra lo scalo parigino di Orly e l’Italia. In questo contesto c’è chi intravede per Transavia.com la possibilità di ampliare il network. Favorita da trent’anni consecutivi di bilanci in attivo e dalla notevole capacità di ottimizzare i costi. Il vettore olandese è riuscito a chiudere l’anno finanziario 2007/2008 con un utile di 18,1 milioni di euro nonostante l’incremento delle spese per il carburante.

Turismo

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La classifica

Alitalia, è record per le valigie perse

Alitalia trasporta un terzo dei passeggeri di Air France ma perde quasi il doppio dei bagagli. La compagnia di bandiera è quarta nella non inviabile classifica dei disservizi nel trasporto aereo in Europa. Classifica diffusa nei giorni scorsi dall’Aea (Association of european airlines) per fare il punto su ciò che è andato storto durante la stagione estiva. Nei sei mesi di maggiore traffico turistico (da aprile ad ottobre) Alitalia ha perso 19,6 valigie ogni mille viaggiatori. Cioè 249.569,3 bagagli, visto che di passeggeri ne ha fatti decollare 12.733.128. Peggio della nostra compagnia c’è la Bmi, ultima nella “lista nera”. La British Midlands Airways, seconda compagnia nel Regno Unito, ha perduto 24,5 bagagli ogni mille viaggiatori pur avendone trasportati soltanto 3.313.435 di turisti. Al secondo posto c’è l’olandese Klm con 20,1 zaini e borsoni finiti nei depositi “lost&found” del Vecchio Continente e 15.169.831 turisti ospitati sui propri jet. La società di navigazione di Amsterdam ha registrato un maggior numero di disservizi rispetto ad Alitalia anche perché ha fatto volare tre milioni di passeggeri in più. Mentre a quota 19,9 valigie perdute ogni mille viaggiatori (al terzo posto della hit parade dei disservizi) c’è la portoghese Tap che ha accolto durante l’estate 5.958.008 turisti. La più virtuosa è l’ucraina AeroSvit, con appena 3,6 valigie perdute. Sul podio anche Air Malta (4,3) e Turkish Airlines (4,4).


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Turismo

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Made in Europe urope Il trenino di Babbo Natale

La festa del villaggio

Il braciere olimpico

A Rochers de Naye, in Svizzera, Santa Claus riceve i bambini e consegna doni

Babbo Natale c’è posta per te

L

di Giovanni Scorpati

o sapevate che Babbo Natale vive in Svizzera? Ma la cosa più bella è che si può fargli visita! Come? Semplice: basta giungere a Montreux, sulle rive del lago Lemano, da dove è possibile prendere il trenino a cremagliera che si arrampica tra i monti innevati, stando seduti e al caldo, nel cuore delle Alpi. Il capolinea è a Rochers de Naye, 2.045 metri di alludine. Attraverso un lungo tunnel decorato e illuminato i bambini accedono ad uno spazio dove è possibile scrivere la “letterina di Natale”, dopodichè entrano nella casa, aperta fino al 24 dicembre. Sorprendente! Babbo Natale, il mitico personaggio, è lì, a riceverli. I piccoli si avvicinano tra gioia, stupore e incredulità, portando tra le mani la letterina dove sono indicati i regali sognati. I bimbi, a turno, si avvicinano all’uomo dalla barba bianca certi ora che le loro richieste saranno esaudite; ma sorge un dubbio: “Babbo Natale capirà l’italiano?”. Certo, è poliglotta! E conosce tutte le lingue del mondo. Realizzato il desiderio si torna a Montreux, dove sul lungolago fino al 27 dicembre c’è il mercatino di Natale. Oltre alle bancarelle (140

gli espositori), riproduce villaggi tipici delle Alpi, come quello dedicato ai taglialegna, e ospita ogni anno un Paese dalle solide tradizioni “natalizie”: quest’anno è il turno della Svezia che ha allestito un folcloristico paesello lappone. Per costruire il mercato ci vogliono 150 tonnellate di legno, 20 chilo-

metri di cavi elettrici e 15 di luminarie e richiama oltre 400mila visitatori di cui circa 65mila italiani. La festa continua nella vicina Losanna: nel centro storico con vista sul lago gli addobbi fanno da cornice dei mercatini di Natale, dove si possono trovare anche mobili d’antiquariato, verdura e fiori. Sin-

golare la metropolitana “a comando automatico” e senza conducente che affronta pendenze dell’11 per cento passando dai 373 metri ai 711 metri d’altitudine e permette a turisti e residenti spostamenti rapidi. Un suono indica la fermata: il verso dei gabbiani al capolinea di fronte lago e lo scro-

scio dell’acqua in cima alla montagna. Immancabile una visita al Museo Olimpico che contiene tutto lo spirito dell’organizzatore dei moderni giochi: Pierre de Coubertin. Tra medaglie, attrezzature sportive e fiaccole non poteva mancare la più bella delle luminarie: il braciere olimpico.


Turismo

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Nel Baden-Württemberg arcieri, giostre a cavallo, duelli e dame da conquistare

Là dove Gesù nasce nel Medioevo

Nel castello di Hohenzollern turisti-investigatori a caccia del Principe

C

di Arturo Benetti

he cosa hanno in comune il monaco Guglielmo da Baskerville, dotto investigatore nato dalla felice mano di Umberto Eco ne “Il nome della rosa”, e una bancarella nel centro storico di Esslingen, una delle più antiche città della Germania? Per rispondere non occorre partecipare a quiz televisivi: basta sfogliare il libro, scoprire che è ambientato nel Medioevo e che il frate in questione non può fare a meno dei suoi rudimentali occhialini da vista. Per vedere da vicino gli stessi occhiali, in varie forme e colori, basta prendere un volo lowcost della tedesca Germanwings da Fiumicino, atterrare a Stoccarda, rimandare la visita di questa splendida città, che tra l’altro ospita i musei della Mercedes e della Porche, e con mezz’ora di treno raggiungere Esslingen, nel cuore verde del Baden Wuerttemberg. Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, dalla prima domenica d’Avvento ci si trova davanti a due mercatini natalizi. Il primo, ufficiale e festoso come gli altri che animano la regione, il secondo interamente dedicato a usi e costumi del Medioevo, ancora in voga presso una non piccola fetta della popolazione tedesca, che nutre il proprio classicismo romantico a colpi di rozzi vestiti tagliati a mano, gare di tiro con l’arco, tornei con lance e spade in metallo pesante, esibizioni di mangiafuoco e saltimbanchi, scomodi bagni in tinozze di ghisa, mirabili ricostruzioni di banchetti con selvaggina allo spiedo e, ovvia-

mente, gli occhiali con la montatura ricavata dal legno delle conifere. A Stoccarda, capoluogo di uno dei Land più ricchi della Germania e madrina dell’automobile (ha dato i natali a Daimler Benz, l’inventore del motore a scoppio ndr), non si può non essere travolti dal clima festoso dei mercatini all’aperto. Un

ceramica dipinte a mano. Ma il mercato della natività a Stoccarda è innanzitutto business, come dimostra il solido edificio coperto che ospita decine di punti vendita dedicati allo shopping per tutti i gusti e tutte le tasche. Al piano terra gli stand gastronomici, pieni di ghiottonerie natalizie provenienti da ogni

utensili da giardino e a quelli da sommellier, non trascurando gli abiti e gli indumenti invernali, necessari per le passeggiate in montagna. E proprio in montagna continua lo spirito medioevale che caratterizza questo viaggio nel paese di Hansel e Gretel. Infatti, giunti al castello Hohenzollern, a 850 metri di altitudine,

C’era una volta

Stoccarda, il mercato di Natale

clima facilitato dai fiumi di Gluhwein (profumato vin cotto sia bianco c h e rosso, aromatizzato alla frutta), che scorro n o nelle tradizionali tazze di

dove, al piano superiore una esauriente rassegna di idee regalo, al passo con la tradizione ma anche con la modernità. Dalle decorazioni in legno, porcellana e cera per festeggiare il Natale e abbellire la casa, agli

circondato dalla neve che imbianca le mura e i bastioni, sembra essere davvero in una favola. Nel cortile interno del castello che da settecento anni ha dato re e regine a mezza Europa, Inghilterra compresa, tra feritoie, armature, arazzi e torrioni, le bancarelle di Natale la fanno da padrone. Biscotti di marzapane, pietanze sveve, candele multicolori e bambole di pezza fanno da cornice a una luminosa atmosfera d’altri tempi. Qui il principe, in carne e ossa e con la corona tempestata di diamanti, c’è; il resto portatelo voi.

La torre di guardia della città

Cavalieri o giocolieri?


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Cultura

15 dicembre 2008

La ricetta di Paolo Bonolis per rinnovare il Festival e sedurre l’Italia

«N

di Alessandra Zavatta

iente champagne ma sangue. Al bando il caviale, meglio la “ciccia”, cioè le canzoni. E via pure salamelecchi e paillettes, prima di tutto la competizione, la gara dura e pura». Paolo Bonolis, classe 1961, romano “de nascita”, il Festival di Sanremo lo vede così: una gara fra canzoni e stili musicali, come era in origine. «Un grande spettacolo incastonato in una bella cornice che comunque deve restare “cornice”, perché le vere protagoniste dovranno essere appunto le canzoni», ci tiene a sottolineare. Dal 17 al 21 febbraio prossimo toccherà a lui (per la seconda volta) condurre la cinquantanovesima edizione del Festival e lo vuole fare a suo modo. «Sul palco del teatro Ariston mi piacerebbe vedere cantanti alternativi, di quelli che fuggono la televisione ma che fanno musica di tendenza, quella amata dai giovani», spiega e subito fa i nomi dei “prediletti”: Afterhours e Francesco Renga. Quindici i Big al nastro di partenza e subito le eliminazioni alla prima serata. «Il ritorno della gara permette a un brano di essere evi-

denziato maggiormente e al pubblico di seguire un festival più avvincente», afferma il Paolino nazionale, riapprodato alla Rai dopo la conclusione del contratto con Mediastet. «Sarà un festival all’insegna del sangue, della competizione diretta per e con il sogno di grandi ospiti internazionali, a partire da Roberto Benigni e Angelina Jolie, con la quale già ci sono stati i primi contattì. Sono entusiasta di tornare alla Rai a fare qualcosa che mi permette di confezionare un prodotto dall’inizio alla fine e che mi appartiene. Ma non è detto che resterò in Rai. D’ora in poi lavorerò soltanto a progetto, come sto facendo per il Festival». Per lui il Festival (la effe è rigorosamente maiuscola) non è soltanto uno show ma una vera sfida. Contro se stesso, per battere quel 53 per cento di share che nell’edizione 2005 gli regalò consensi e contratti milionari.

Una sfida contro il sempre eterno Pippo Baudo, che di Festival ne ha fatti tredici ma l’ultimo gli andato maluccio.

Bonolis, però, difende il rivale: «Non tutte le ciambelle riescono col buco. Provateci voi a fare tredici Sanremo!». Una sfida contro la recessione economica e l’Italia che cambia. «Per descrivere il nostro Paese non ci saranno le cosiddette canzoni impegnate - chiarisce Bonolis, che del festival è pure direttore artistico - A Sanremo trionfano i sentimenti. Anche parlando d’amore si può descrivere l’Italia che cambia nelle mode, nei costumi e nel modo di pensare. Ogni brano avrà una regia e una scenografia dedicata proprio per metterne in evidenza il significato». E sulla giuria che per le prime due serate non comprenderà il televoto, sottolinea: «L’abbiamo fatto per evitare indebiti vantaggi. Chi si esibiva alle 21 aveva naturalmente un bacino più alto di chi lo faceva alle 23 e aveva più pubblico e più voti. Per questo abbiamo deciso di lasciare che sia la giuria demoscopica in sala a scegliere le sorti dei partecipanti, almeno nelle prime due serate, Poi interverrà il televoto. Il duplice meccanismo aumenterà la suspance». Paolino vorrebbe «un Fe-

stival appassionante, divertente, elegante e, soprattutto, innovativo» . Quindi «personaggi che non sono mai stati prima in tv», promozione dei nuovi talenti usando (per la prima volta) Internet, «coinvolgere grandi artisti italiani e stranieri per insoliti duetti sulle canzoni in gara» e «rompere gli schemi», come ad esempio far ascoltare una settima prima alla radio i brani delle otto nuove proposte che si contenderanno il trofeo di Sanremo giovani. Taglio netto con il passato pure in fatto di co-conduttrice: «Non una compagna fissa per l’intero Festival, meglio una madrina diversa per ognuna delle cinque serate. Crea aspettative e movimenta la scena». Immancabile, invece, l’amico-partner di sempre, Luca Laurenti, che sarà a fianco di Bonolis sia all’Ariston che, dal 12 gennaio, nella trasmissione-traino di RadioDue che precederà il festival. «L’obiettivo? Contemporaneizzare la manifestazione parlando soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, da sempre il pubblico più problematico per la kermesse», rilancia il conduttore-direttore.


Cultura

15 dicembre 2008

Intervista a Cinzia Tedesco, interprete raffinata delle canzoni di Bob Dylan

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Una donna menestrello del jazz

Tra i suoi fan l’ex presidente Bill Clinton, che per lei ha suonato il sax

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di Mafalda Bruno

i lei tutto si può dire meno che abbia idee poco chiare. Nata a Taranto e cresciuta a Gioia del Colle, Cinzia Tedesco, definita dalla critica “l’usignolo del jazz italiano”, si è trasferita anni fa a Roma per laurearsi in Scienze dell’Informazione, disciplina totalmente diversa dalla sua reale passione: il canto. Passione che l’ha portata, oggi, ad essere considerata un’interprete unica e particolare nel mondo del jazz. E una ulteriore, tangibile dimostrazione la darà il prossimo 20 dicembre, all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, interpretando, con la sua voce calda e piena di swing, il repertorio di Bob Dylan, cantautore simbolo della Beat generation. A Reporter la Tedesco ha voluto raccontare anche di sé stessa e della sua vita fuori dal “coro jazz”. Cinzia, la passione per il canto, quante e quali rinunce ti ha imposto e ti impone tutt’ora? “Ho un figlio di un anno e mezzo e con questo, credo, ho detto tutto. Qualunque donna con un figlio piccolo, qualsiasi lavoro faccia, è sempre in difficoltà. A quell’età il bambino vuole e chiama la Mamma e io sono una che accorre sempre. Purtroppo lavoro spesso la notte, per i concerti; quindi non è facile ma tengo duro grazie all’aiuto di mio marito, musicista anche lui, e di mia madre che viene da Taranto per aiutarmi nella cura del piccolino. Per il resto cerco di fare pochi concerti ma buoni, quelli che il mio

status di Mamma mi consente”. Scusa la curiosità: ma è vero che ti sei esibita per Bill Clinton, l’ex presidente degli Stati Uniti? “Verissimo. Ma da quando si è saputo questo episodio, credimi, sono rovinata! Non c’è intervista, o anche semplice incontro con amici in cui non mi si chieda di raccontare com’è andata. E’ successo che quando era presidente, durante una visita a Roma, Clinton chiese di cenare in un ristorante dove ci fosse un sottofondo musicale, di jazz italiano, visto che lui adora questo genere e suona il sassofono.

L’organizzatore della serata, che mi conosceva, mi volle reclutare perché mi esibissi. Quando mi disse che ad ascoltarmi ci sarebbe stato Bill Clinton gli risposi: “Okay accetto, ma solo se c’è anche il Papa!” pensando ad uno scherzo! E invece era tutto vero. Lui è una persona affabile e semplice; ha pure suonato il sax unendosi a noi in un brano musicale”. E lo suona bene il sax? “Diciamo che gli è riuscito meglio fare il presidente degli Stati Uniti”. Nel 2004 sei stata nominata Ambasciatrice di Pace dal Centro per la Pace fra i popoli

di Assisi. Sei impegnata nella raccolta fondi per l’Unicef e dal 2007 collabori con la onlus I Bambini di Nassiriya. Come fai a seguire tutto?” “Per fortuna c’è la tecnologia! Internet e le email per me sono il mezzo per essere presente un poco ovunque. Scrivo e comunico molto la notte, tra un riposino e un risveglio di mio figlio. In questi casi la parola d’ordine è “ottimizzare” quindi sfrutto tutti gli spazi che mi trovo a disposizione. Quando sono in coda nel traffico leggo la posta, rispondo alle email, diciamo lavoro molto in back-office”. Bob Dylan: non ti crea ansia fare da portavoce al menestrello più famoso del mondo? “Mi responsabilizza molto ma è un progetto “di sfida”, perché è senza rete. Non c’è stato nessuno che lo ha fatto prima di me: quindi sono la prima incosciente ad osare tanto. Spero di non arrivare “nuda alla meta” e, ti dirò, attendo impaziente le recensioni che usciranno e decreteranno se l’esito sarà stato positivo o meno. In questa sfida ci credo. Entro nel mondo di Dylan con estremo rispetto perché lui è un personaggio al di sopra di ogni definizione. E’ un talento unico, inimitabile, un mostro sacro, e io sarò la sua modesta interprete con tutta la passione che ho dentro”. Progetti per Natale? “Il 15 dicembre uscirà il cd “Diventare grande”, il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione “I bambini di Nassiriya”. Mi è sembrato il modo più giusto per dare all’evento la maggiore diffusione possibile”.

A JospFest Gerusalemme protagonista Israele sarà ospite a JospFest, il festival dei viaggi spirituali in programma alla Nuova Fiera di Roma dal 15 al 18 gennaio prossimo. Lo stand, occupato esclusivamente da Gerusalemme, sarà situato nel padiglione Journey, intitolato ai Grandi Itinerari della Fede e dedicato alle tre mete storiche dei pellegrini cristiani: Roma, Santiago e Gerusalemme,appunto. Nello spazio dedicato a Gerusalemme si respirerà un’atmosfera caratteristica e interattiva, degna della ricca storia e tradizione della città. Il “Time Elevator of Jerusalem” sarà un coespositore nello stand. Questo strumento turistico è un simulatore dove i partecipanti tra una combinazione di film, immagini e altre effetti speciali potranno vivere la storia di Gerusalemme in un modoinnovativo. “Israele è la culla della rivelazione delle tre grandi religioni monoteistiche”, spiega Padre Cesare Atuire, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che organizza il festival. “Gerusalemme è la città santa per eccellenza, dalla quale deve ripartire un nuovo senso religioso dell’esistenza umana”. “Gli israeliani vedono JospFest come un’opportunità per far conoscere ai giovani cosa significa Gerusalemme, l’unico posto nel mondo dove allo stesso orario ogni giorno si possono sentire i canti provenienti dalle sinagoghe, quelli dei muezzin nelle moschee e il suono delle campane delle chiese” sottolinea Suzan consigliere Affari Turistici dell’ Ambascita di Israele.


Cultura

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A colloquio con Pasquale Squitieri, da quarant’anni dietro la macchina da presa

Il ribelle contro lo star system

Da giornalista ad assistente di Vittorio De Sica: il cinema come avventura

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di Angela Valenti

on tutti sanno che Salerno ospita uno degli appuntamenti cinematografici più longevi di Italia. Nato nel 1946 e secondo per età forse solo a Venezia, il Festival Internazionale del Cinema ha avuto quest’anno un ospite prestigioso, il regista Pasquale Squitieri. Il regista di “Claretta”, il film con una inedita Claudia Cardinale che rievoca la vita di Claretta Petacci accanto all’amante-mito Benito Mussolini. Il regista che ha lanciato Giuliano Gemma con “Il prefetto di ferro”, altra pellicola ambientata nel Ventennio, anche questa interpretata da Claudia Cardinale, musa ispiratrice (e poi moglie) di Squitieri, classe 1938, napoletano doc, cineasta versatile e intraprendente. Squitieri al recentissimo Festival del Cinema a Salerno è intervenuto sul rapporto tra il cinema e i giovani. Ce lo può riassumere brevemente? “Il mio intervento si è riferito al rapporto che c’è tra le nuove generazioni e l’immaginario. La manifestazione annuale di Salerno si differenzia da tutte le altre perché punta soprattutto sulla divulgazione culturale e sociale del servizio cinema, e, più in particolare, sull’utilizzo delle tecnologie multimediali. Analizza il mondo dell’immagine nella sua più ampia complessità. Il problema del cinema italiano è che non si è adattato alle nuove tecnologie. La digitalizzazione può realizzare qualsiasi opera, costruendo ambienti e personaggi e deve servire a riproporre l’artista di cinema quasi come fosse un pittore. Il giovane regista italiano non può neanche avvicinarsi al cinema americano che al momento è l’unico che funziona. E’ la trappola dello star system che non glielo consente”. Come si può uscire da questa trappola? “Usando le nuove tecniche e piegandole al servizio della creatività. Walt Disney, che ha fatto grandissimo cinema, si è inventato i personaggi. I fumetti durano da decenni.

Questo perché sono creazioni di un autore. E’ la strada da seguire: inventarsi il cinema per sfuggire alle logiche per noi inaccessibili dello star system americano”. Lei ha debuttato come attore. Come si è convertito alla regia? “Convertito, che parola grossa! Le cose sono andate un po’ diversamente. Volevo fare l’aiuto regista di Francesco Rosi e mi presentai da lui per propormi come assistente volontario. Ho lavorato un po’ di settimane ma poi la troupe si è trasferita a Roma e, siccome non c’era alcuna possibilità di rimborso spese, non la seguii. Qualche tempo dopo Francesco mi chiamò per interpretare il ruolo di un napoletano nella pièce “In memoria di una signora amica” di Giuseppe Patroni Griffi. Pur di stargli accanto risposi di sì. Studiai per mesi e mesi e poi debuttai. Fu un successo strepitoso che fu anche replicato in televisione da Massimo Ranieri. La tournèe durò molto e le rappresentazioni furono sempre in teatri prestigiosi come La fenice a Venezia, tanto per citarne uno. Comunque, ho smesso perché non mi sono mai sentito adatto al ruolo di attore”. Quindi il debutto alla regia con un padrino d’eccezione, Vittorio De Sica…

“All’epoca facevo il giornalista per il quotidiano Paese Sera e avevo avuto l’occasione di conoscere Cesare Zavattini (giornalista e sceneggiatore di molti film di Federico Fellini, ndr). In uno dei nostri incontri gli avevo dato una sceneggiatura che avevo scritto qualche mese prima per avere il suo parere. Un giorno, al giornale, mi arriva una telefonata. Era Vittorio De Sica che mi disse:

E poi cosa accadde? “Incontrai De Sica che mi chiese se mi bastavano due milioni per realizzare il film. Era il 1968! E così diressi il mio primo film “Io e Dio”, storia di un prete del Meridione che combatte e lotta insieme ai contadini. Le musiche erano di Manuel De Sica. Poi con Vittorio fondammo la Vulgo Cinematografica, società di produzione. Quello che mi dispiace è che il figlio Christian non abbia menzionato nel libro, dedicato al padre, quel periodo. Ha completamente omesso quei due anni in cui comunque con Vittorio facemmo un sacco di cose”. Come ricorda il “periodo western” quando firmava con lo pseudonimo William Redford? “All’epoca eravamo tutti costretti ad usare un

Sul set

All’inizio della carriera

Sul set de “Il prefetto di ferro”

Il film dedicato ai briganti

Film&fiction “Venga a trovarmi che ne parliamo”. Andai subito dal caporedattore per dirgli che dovevo andar via e gli raccontai della telefonata. Ricordo ancora la risposta: “Ti ha chiamato De Sica? Ah sì! A me invece ha telefonato Sofia Loren. Trova una scusa un po’ meno banale”.

nome americaneggiante per essere credibili. Io poi con questo nome, Pasquale Squitieri, era veramente insopportabile! Non avrei proprio potuto girare un film western. Tutti usavano un nome inglese: lo stesso Sergio Leone era costretto a firmare i suoi film con uno pseudonimo. Comunque furono anni belli, una grande scuola, lezioni di cinema vere e proprie. E’ molto differente girare una scena d’amore dal filmare una cavalcata. Ho imparato tante cose. E poi tanti altri film. Lo sa che in Germania è uscito in dvd proprio in questi giorni “I guappi”, un film datato 1973 ma ancora attuale?” Dopo tanto cinema, un’ultima domanda sul Mare di Roma. Lo frequenta? “Per me il mare romano è Sabaudia dove vado spesso e che trovo sia uno dei posti più belli che conosca”.

Una lunga carriera

Ecco i film di Pasquale Squitieri: Io e Dio (1969), Django sfida Sartana (1970, firmandosi William Redford), La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971, firmandosi William Redford), Camorra (1972), Viaggia, ragazza, viaggia (1973), I guappi (1973), L'ambizioso (1975), Il prefetto di ferro (1977), Corleone (1978), Razza selvaggia (1980), Claretta (1984), Russicum (1988), Gli invisibili (1989), Atto di dolore (1990), Il colore dell'odio (1990), Naso di cane (1991), Li chiamarono briganti! (1999), L'avvocato de Gregorio (2003), Lo sbirro (2007), fiction tv ancora inedita.


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Economia

La crisi entra in farmacia

«Certi prodotti fanno bene solo alle aziende che li producono e li vendono» Il dottor Falconi, presidente dell'Ordine dei Medici, svela a Reporter la ricetta per curarsi senza spendere un patrimonio

15 dicembre 2008

Visite fiscali

Dopo il decreto Brunetta pochissimi i controlli inviati ai fannulloni

di Mario Scagnetti

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(mario.scagnetti@reporternews.eu)

cquistare il minor numero possibile di medicinali, instaurare un ottimo rapporto con il proprio medico di base e ascoltare i suoi consigli. Questa la ricetta vincente per evitare che la crisi economica entri anche nelle farmacie e per permettere alle famiglie di risparmiare soldi. Gli ingredienti sono semplici, e poi se a miscelarli c'è la mano di Mario Falconi, Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma e provincia, che vanta 40mila iscritti, il risultato è garantito. «Pochi giorni fa una signora mi ha chiesto se poteva far prendere un integratore alla madre e le ho risposto che questi prodotti fanno benissimo, ma solo a chi li vende e li produce. I rimedi della nonna, comunque, funzionano ancora. Una volta il torcicollo e l'artrosi si combattevano passandosi un mattone caldo ricoperto di lana nel punto di maggiore dolore. Il segreto è non diventare dipendenti dai medicinali, bisogna accettare i sintomi del nostro corpo come amici e nemici. Oggi, però, c'è una corsa sfrenata a eliminare immediatamente qualsiasi tipo di malessere; ciò dipende dalla vita stressante e frenetica che conduciamo.». Eppure gli abitanti del litorale romano godono di uno

stato di salute migliore rispetto a chi abita in altri posti. «L'età media di chi vive in questa zona è più bassa rispetto a Roma, inoltre ci sono più opportunità di rilassarsi grazie alla presenza del mare, del sole e di ampi spazi verdi. Io vivo a Ostia dagli anni '60 e andavo sempre a studiare in pineta, non tutti possono permetterselo. L'unica fonte di stress arriva dalla necessità di spostarsi costantemente verso Roma, con i trasporti inadeguati e il traffico in costante aumento». Se gli abitanti del litorale capitolino stanno benone, altrettanto però non può dirsi del sistema sanitario nazio-

nale. Ma qual'è la vera falla da colmare? Pronta la risposta del dottor Mario Falconi: «Il problema principale non sta nella necessità di nuovi ospedali, ma nella mancanza di una rete di assistenza domiciliare. Le aspettative di vita diventano sempre più lunghe e sempre più anziani vivono da soli. Ebbene, se a uno di questi anziani viene la febbre come faccio io ad alzare il

telefono e creargli una rete di assistenza semplicemente per fare la spesa, cucinare e andare in farmacia? Siamo troppo indietro rispetto agli altri paesi. Per quanto riguarda gli ospedali, invece, non è importante il numero delle strutture ma la loro qualità; il Grassi, per esempio, funziona bene ma ha pochi posti letto e tra poco ne verranno tagliati altri 30».

Pochi controlli e tanti fannulloni a Roma. All'interno della Capitale, infatti, le visite fiscali sono sempre di meno e solo un ristrettissimo numero di lavoratori in malattia ha il dispiacere di sentire suonare il proprio campanello di casa da un medico fiscale. Da giugno a ottobre alla sezione medicina fiscale del terzo distretto sanitario Asl romano sono arrivate 3856 richieste di visite, ma ne sono state evase solo 158. Il motivo è molto semplice: gli enti pubblici dovrebbero pagarsi le visite fiscali, non lo fanno e i medici non effettuano nessun blitz a sorpresa. Ad Ostia, invece, il motivo è un altro e a svelarlo è il dottor Mario Falconi: «Qui l'età media è più bassa rispetto a Roma e i giovani sono più efficienti. Inoltre l'ufficio Inps di via delle Balenerie funziona nel migliore dei modi; e poi inviare visite fiscali fin dal primo giorno di assenza dal lavoro ha costi alti, ci sono troppe spese».


Curiosità dal mondo

15 dicembre 2008

Albero da mille e una notte Giappone

L'albero, realizzato da una gioielleria di Tokyo, è tutto d'oro ed è costellato di diamanti e altri preziosi. Alto circa un metro e mezzo, è stato ricavato da 21 kg d’oro, che da soli valgono circa 800.000 euro, ed è decorato con oltre 240 gioielli.

I regali? Si riciclano Tendenze

Un italiano su quattro ricicla i regali di Natale. Questo almeno secondo un'inchiesta di Contribuenti.it. Nella top ten dei doni mai graditi, panettone, pandoro, cioccolatini, spumante, ma anche bagnoschiuma, cravatte, sciarpe, portafogli, portachiavi, libri e dvd.

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In dono un pezzo di luna

Russia

Questa l’ultima trovata del miliardario russo Roman Abramovich per conquistare il cuore della sua amata e farsi perdonare il rinvio del matrimonio. 100 acri di Luna acquistati da 'The Lunar embassy', così come già fatto in passato dagli attori Tom Cruise e John Travolta.

Dall’Africa al Brasile le tradizioni si rincorrono tra dolci e feste sulla spiaggia

Natale scivolando sul surf

In Australia parate “on the beach”, piatti caldi e campanelli sulle porte

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ille modi di festeggiare il Natale, sempre col sorriso sulle labbra ed in compagnia dei propri cari. La tradizione natalizia accompagna anche la storia di paesi insospettabili, lontani anni luce dal clima e dalle usanze nostrane. Particolare il caso dell’Africa, dove ad ogni nazione corrisponde un diverso modo di festeggiare: in Ghana la tradizione vuole alberi addobbati (alberi di mango naturalmente), in Egitto le celebrazioni iniziano il 25 novembre, insieme al digiuno che bandisce dalle tavole carne e latticini per 40 giorni, mentre in Sudafrica il Natale cade nel bel mezzo delle vacanze estive ed in Kenya è vissuto da piccole comunità che addobbano le chiese e gli alberi con fiori coloratissimi. L’Australia invece festeggia al mare, mescolando parate di surf, la famosa regata Sidney-to-Hobart, piatti di pesce, barbecue sulla spiaggia e la tintarella tipica della stagione estiva, con tradizioni natalizie tipiche dell’Europa, con piatti caldi, Babbo Natale e campanelli appesi. Al calduccio delle dacie invece il Natale russo, ripristinato nel 1992 dopo decadi di soppressione da parte del regime sovietico. La tradizione prevede particolare alla vigilia, con

Natività, e la Notte Felice. Molto attenti alle tradizioni natalizie nella fredda Polonia, dove la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che sino a quando non compare in cielo la prima stella la cena non inizi. Si lascia sempre un po' di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso, ed in molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli della stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino. Infinite le tradizioni natalizie diffuse in ogni angolo del pianeta quindi, ma tutte con un unico filo conduttore: la voglia di festeggiare stando insieme ai propri cari e riservando un pensiero gentile per i meno fortunati.

la “Sacra cena” di 12 portate (una per ogni apostolo di Gesù), la visita di “Nonno gelo” e della sua “ragazza della neve” il primo giorno dell’anno, ed un albero di natale (lo “yolka”) addobbato ad un angolo della sala. Tradizioni del tutto simili a quelle italiane dunque, a differenza di quanto accade in Brasile. Particolare il caso di Gramado, nello stato di Rio Grande del Sud, dove i fe-

steggiamenti per il Natale si protraggono addirittura per due mesi. Il “Natal Luz” è un’esplosione di colori, luci, danze e coreografie, con circa 700 mila turisti ogni anno. Tra gli eventi caratteristici, la Grande sfilata di Natale, lo Spettacolo sulla


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Sport

15 dicembre 2008

Già in programma altri eventi a Nettuno, Aprilia, Torino e Pozzuoli Quando lo sport incontra la solidarietà, i risultati possono essere sorprendenti. E’ accaduto a Fiumicino, dove la tappa del Martial Arts tour ha riscosso un successo ben al di sopra delle previsioni della vigilia. 1200 persone hanno dato il loro piccolo contributo ai progetti di beneficenza dell’associazione Nereide e del Faro all’orizzonte. Particolarmente suggestiva l’idea

Più di mille persone alla tappa del Martial Arts a Fiumicino

Un calcio per solidarietà

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Protagonisti sul tatami i bambini delle scuole

rotagoniste le arti marziali, ma non solo. Martial Arts tour, la manifestazione organizzata dall’associazione Nereide di Federico Coccorese con la collaborazione dell’associazione Il faro all’orizzonte, ha incantato Fiumicino, conquistando le circa 1200 persone presenti sugli spalti del palazzetto dello sport. Sei le scuole di arti marziali che, sotto la supervisione dell’allenatore della nazionale olimpionica di Taekwondo, Marcello Pezzolla, si sono esibite sul palco per uno spettacolo di circa due ore, dando molte emozioni al pubblico presente. «Un evento importante per la città di Fiumicino - spiega Stefano Conforzi, presidente dell’associazione Il faro all’orizzonte con un risultato ancora più importante. Siamo molto soddisfatti della partecipazione del pubblico, dell’organizzazione e di quanto è stato fatto. Abbiamo portato per la prima

volta a Fiumicino un evento degno di nota con scopi nobili, e continueremo a portarne ancora». Estremamente soddisfatto anche Federico Coccorese, ideatore del format ed organizzatore

della manifestazione. «Questi eventi raggiungono dei risultati importanti - spiega - grazie soprattutto alla professionalità e alla disponibilità dei maestri e delle scuole. Martial Arts toc-

cherà molte città dando visibilità a tutto il mondo delle arti marziali e soprattutto dando soddisfazione ai piccoli praticanti. Credo inoltre sia giusto sottolineare che il Martial Arts tour è un evento a scopo benefico e quindi aiuterà le associazioni che vorranno organizzare le tappe del tour a realizzare progetti importanti. I complimenti vanno soprattutto all’associazione Il faro all’orizzonte che ha curato in maniera perfetta l’organizzazione della tappa di Fiumicino». Un risultato importante dunque, reso possibile dalla partecipazione all’evento di nomi importanti del panorama italiano della arti marziali, come Walter Maddonni del Karate, Stefania Lettere, e Carlo Pisacane per il Judo, Tony Sansaro per la Muay Boran, Mario Piacentini e Alessandro Castellaneta per il Taekwondo e Gabriele Saccavino per il Kung Fu Hung Gar.

dell’associazione presieduta da Federico Coccorese, che con il ricavato del tour nazionale ha in programma la realizzazione di una casa famiglia sul territorio di Anzio e Nettuno. Intanto il Martial Arts prosegue, mentre in programma ci sono già tappe ad Aprilia, Nettuno, Torino e Pozzuoli. La speranza degli organizzatori è che possa essere replicato il successo di Fiumicino.


Sport

15 dicembre 2008

Con Football Fans arriva ad Anzio una nuova mentalità nella scelta degli scarpini

Culto e cultori delle scarpe da gioco

Massimiliano Millaci consiglia i giovani atleti: «Il ruolo in cui si gioca, la propria corporatura e il campo sono fondamentali»

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a potenza è nulla senza controllo, recitava un famoso spot pubblicitario. E nel caso dei calciatori il controllo delle proprie peculiarità tecniche dipende molto dallo scarpino che si indossa. Parecchi sono dei veri e propri cultori della scarpa da gioco, e adesso questa mentalità è arrivata anche ad Anzio. A farsi portavoce del cambio di rotta è Massimiliano Millaci, che gestisce il negozio Football Fans di via Giacomo Matteotti, in collaborazione con il fratello Salvatore. «Abbiamo aperto da due anni e da allora cer-

chiamo di inculcare la giusta cultura dello scarpino nei ragazzi che si rivolgono a noi e che giocano nelle varie società di calcio del territorio. Tra una scarpa e l'altra c'è molta differenza e la scelta migliore va presa tenuto conto della corporatura di chi la deve indossare, del ruolo in cui gioca e del campo che calca ogni domenica. Finalmente molti giovani calciatori ascoltano i nostri consigli e per questo voglio ringraziarli. Per un difensore, per

esempio, è più indicato uno scarpino resistente perché chi ricopre quel ruolo solitamente ha un fisico imponente ed effettua numerosi contrasti in 90 minuti; per un attaccante invece è meglio una scarpa in microfibra, più leggera e adatta ai fisici brevilinei e scattanti». Lo scarpino più venduto è il modello Preadator dell'Adidas, ma hanno tante richieste anche gli Adidas Pure, i Puma King, i Morelia Mizuno, gli Adidas F50, gli Lx Diadora, quelli che usa Francesco Totti realizzati in pelle di canguro, i Copa Mundial Adidas,

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prodotti da 40 anni, e i Vaporal Mercurial della Nike. Football Fans, comunque, non è solo scarpini da calcio, ma anche da calcio a cinque sia indoor che outdoor. E poi ancora oltre 30 tute e maglie di tutte le squadre di club europee, come Arsenal, Chelsea, Real Madrid, Barcellona, Valencia, West Ham, Juventus, Lazio e Roma, e di tantissime nazionale, come Inghilterra, Svezia, Irlanda, Francia e Spagna. «Cerchiamo di seguire i calciatori in ogni passo che compiono sul campo – spiega Massimiliano Millaci – e infatti forniamo l'intero kit di materiale tecnico a diverse società di Roma e a due locali, dal settore giovanile alla prima squadra. Il Nettuno veste Umbro mentre il Cretarossa ha scelto Errea. Per noi, amanti del calcio e cultori di scarpini e tute, sarebbe una soddisfazione instaurare un rapporto di collaborazione anche con le altre realtà locali, per questo siamo a loro disposizione anche per trovare una formula di pagamento adeguata alle varie esigenze». Football Fans, infine, vuol dire anche rugby e runnig; tutti gli amanti della palla ovale in via Matteotti possono trovare abbigliamento tecnico della Mizuno realizzato in breath thermo, l'unico tessuto in grado di creare calore.


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Cucina

Mahmut's e la scommessa del kebab

15 dicembre 2008

L'imprenditore, anziate d'adozione, è stato il primo a puntare sul tipico piatto turco

variegata e va dai ragazzi più giovani fino ai professionisti che all'ora di pranzo sono alla ricerca di un pasto veloce e comunque di qualità; qui da noi in cinque – sei minuti è tutto pronto. Gli avventori del locale di Anzio, inoltre, possono anche contare sulla carta fedeltà, ogni pasto è un timbro e all'undicesimo si ha diritto a un kebab gratis. Per venire incontro alle esigenze di tutti, infine i gestori del ristorante hanno anche deciso di preparare dei menù fissi. Un panino kebab (panino, verdura mista, carne kebab e salse), patatine e una bibita in lattina vengono 5,50 euro; a sei euro invece si possono mangiare una piadina kebab (piadina, verdura mista, carne kebab e salse) e una porzione di patatine, accompagnate da una bibita in lattina oppure da una bottiglia d'acqua; a 9,50 invece è possibile acquistare un piatto di kebab (carna kebab, verdura mista, salse, grano

Nel ristorante di corso del Popolo carne di primissima scelta e per tutti i gusti. Prezzi fissi e carta fedeltà per gli avventori

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alla Turchia ad Anzio. Ne ha fatta di strada il kebab, e nel suo percorso verso il litorale romano ha viaggiato in compagnia di Mahmut, il primo imprenditore a portare il piatto tipico della cucina turca sulle spiagge delle città di Anzio e Nettuno. Tutto è cominciato nel 2003 con il locale aperto all'interno del territorio comunale nettunese, ma dal 18 ottobre di quest'anno il servizio di ristorazione ha compiuto un notevole salto di qualità. Mahmut's è un ristorante steak kebab house che si trova nel pieno centro storico anziate, lungo Corso del Popolo. «Il nuovo locale inaugurato ha 60 posti a sedere – spiega l'imprenditore anziate d'adozione – e ci permette di offrire un servizio migliore ai nostri clienti. Mia moglie ed io abbiamo deciso di puntare sulla cucina turca perché ci siamo resi conti che in zona questo settore gastronomico era completamente scoperto. I nostri punti di forza sono la qualità della carne, che arriva all'avventore dopo un'accurata selezione, e la pu-

lizia del locale». Il menù è ricco è variegato, si spazia dalla bistecche, agli hamburger, alle verdure sia grigliate che fritte e al pollo, fino ad arrivare al grano e al riso. Il piatto forte dell'attività neroniana, comunque, è il kebab, servito in tutti i modi: al piatto, con la classica rosetta, con la piadina, con il pane crudo, il succo di pomodoro e la salsa yogurt. «Il kebab – spiega Mahmut – può essere di vitello e tacchino, di solo pollo oppure soltanto di vitello. Quello che cuciniamo noi è di solo vitello oppure di pollo e tacchino. Lo serviamo in tutti i modi, anche se quello

originale è il kebab mangiato con la piadina. Il nostro locale è sempre aperto, dalle 10,30 della mattina fino alle 4 di quella successiva, e organizziamo sia feste di compleanno che qualsiasi altra ricorrenza. La nostra carne, poi, è di primissima scelta, visto che vendiamo anche carne per il kebab all'ingrosso in tutta Italia e quella che viene servita ai nostri tavoli arriva lì dopo un'attenta selezione». Da Mahmut's non mancano neppure i dolci, come la baklaua (pistacchi, burro e sciroppo di zucchero), il kadayif (pasta sfoglia), il revani (una forma di mais,

sciroppo di zucchero e olio di burro), e a tanti altri a base di pistacchi e noci. «La nostra clientela – continuano ancora Mahmut – è molto

saraceno e patatine) un dolce, una bibita in lattina e un thé oppure un caffè. Un pasto completo a meno di dieci euro.


Cucina

15 dicembre 2008

Si risparmia su viaggi e regali, ma cresce la spesa per i generi alimentari Come era nelle previsioni, il Natale si presenterà quest’anno in formato low cost, ma non sulle tavole del cenone e del pranzo del 25. I tagli riguarderanno principalmente le spese per i regali, i viaggi organizzati e le decorazioni per l’albero, ma non i generi alimentari. Anzi. Le previsioni di spesa parlano di un incremento del 7% rispetto allo scorso anno, anche se questo comporterà delle rinunce, magari al

Da Nord a Sud il menù natalizio riscopre i sapori mediterranei

Indovina chi viene a cena?

Tra le specialità regionali: cappone, abbacchio e carteddate

L

di Luisa Guarrera

a festa comincia a tavola. Sono tantissime, ed ognuna diversa dall’altra, le ricette tradizionali per il cenone della vigilia di Natale. Prima di tutto a cambiare è il momento scelto per i festeggiamenti: la notte della vigilia al Centrosud, il pranzo del 25 al Nord. Alla base la compagnia di amici e parenti, arricchita con il gusto dei sapori di una volta. Nel Lazio ad esempio, il menù tipico della notte di Natale prevede un fritto misto di verdure (broccoli e carciofi) e baccalà, seguito dal capitone. Per il pranzo del 25 invece, abbacchio al forno con patate e cappelletti in brodo, e bollito misto. Dolci caratteristici sono il pampepato ed il pangiallo (frutta secca e canditi con farina, miele e cioccolato). Sulle tavole pugliesi invece non possono mancare una teglia di lasagne al forno, baccalà in umido, una fetta di focaccia ed agnello e salsic-

cia alla griglia con contorno di cime di rapa. Come dolci, le carteddate fritte a forma di rosa e guarnite con miele e mosto. Un mix di carne e pesce per le tradizioni campane,

nelle quali dopo una minestra di cicoria e “borraccia” in brodo di cappone e carne di vitello, si passa agli spaghetti con le vongole prima ed al cappone imbottito con insalata di

rinforzo poi, per chiudere con i broccoli con aglio e peperoncino. Come dolci, struffoli, roccocò e frutta secca. Tutto incentrato sulla carne invece il pranzo di Natale in Lombardia, con consommè di cappone in gelatina, tortellini in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, accompagnato da mostarda di Cremona, stecchini (spiedini di pollo e vitello) ed insalata. Come dolce il “Pan di Toni” o il classico panettone. Tipico esempio delle tradizioni locali, il pranzo del 25 dicembre in Emilia Romagna: come antipasto il tradizionale culatello di Zibello, seguito da tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo (con ripieno di carne) e passatelli in brodo. Come secondi cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto e aromi naturali). Per dolce infine, il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi).

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pranzo al ristorante o al classico veglione di fine anno. La conferma arriva dalle parole di Adusbef e Federconsumatori. «Gli italiani possono rinunciare a tutto - con un calo dei consumi previsto fino al 20% ma non possono fare a meno del tradizionale cenone di Natale e Capodanno». Per la cena della vigilia, a base di pesce, si spenderanno 27,08 euro per ogni posto a tavola. (L.G.)


ARIETE 21 marzo - 19 aprile

BILANCIA 23 settembre - 22 ottobre

Amore: Incontri positivi grazie all’influsso di Venere che entra in Acquario dalla metà del mese. Attenzione a fine anno a qualche tensione con i familiari, anche se non si tratta di niente di irrecuperabile. Salute: Non esagerate con le energie. Meglio fare una piccola pausa e rilassarsi, magari approfittando per fare una cura di integratori. Stress in arrivo il giorno 28. Lavoro: Grinta ed incisività sotto il profilo professionale vi saranno donate da Marte in ottimo aspetto. Possono presentarsi validi contratti. Denaro: Non fate il passo più lungo della gamba. In questo periodo riuscirete a risolvere complicazioni risalenti a tempi addietro.

Amore: Alcuni saranno contrastati dai dubbi d’amore, ma non lasciatevi travolgere. Anzi, nei rapporti di coppia di lunga durata aumentate la comunicazione senza tralasciare l’aspetto della passione. Salute: Non sottovalutate la stanchezza che vi porterà dei disturbi stagionali. Riposatevi quindi, e tenete conto del fatto che le Stelle vi consigliano di fare una visita medica prima di andare in vacanza. Lavoro: Ci saranno dei miglioramenti evidenti. Non esagerate con gli impegni, anche perché sarete finalmente supportati dai vostri collaboratori, soci, colleghi. Denaro: Meglio rimandare gli investimenti e concentrarsi sulle strategie. Presto avrete buoni risultati.

Amore: Cercate di essere più romantici nel rapporto con il partner. Considerate le possibili tensioni di coppia come una spinta ad aumentare la passionalità nell’eros. Salute: La vostra combattività non può essere fermata, ma tirate un po’ i remi in barca e rilassatevi senza trascurare la salute. Ottimo bere liquidi per la circolazione delle gambe. Lavoro: Occhio alle tensioni nell’ambiente di lavoro per tensioni tra colleghi. Previste novità per i lavoratori dipendenti e buoni affari per chi possiede un negozio. In fondo è Natale. Denaro: Ottimo il periodo delle vacanze per incrementare le proprie entrate economiche. Positivo l’influsso di Mercurio sul denaro.

Amore: Tenete in considerazione le esigenze del partner, che in questo periodo vi vede un po’ assenti probabilmente per questioni legate al lavoro. L’amore come lo vorrete voi sarà possibile. Salute: La salute pare buona, ma i troppi impegni accumulati potrebbero portarvi dello stress inutile. Evitate di strafare ed attenzione ai colpi d’aria. Lavoro: Qualcosa non vi convince, e potreste decidere di optare per dei cambiamenti, ma dopo Natale il vostro ritmo lavorativo aumenterà visibilmente e andrete avanti privati dei dubbi. Denaro: E’ consigliabile rimandare investimenti rischiosi, anche se nell’ultima settimana del mese potreste ricevere buone entrate.

Amore: Siete nervosi ed insofferenti. Non prendete decisioni affrettate, ma lasciate passare del tempo, senza cedere alla voglia di cambiamento e di prese di posizione inutili. Salute: Combattete lo stress cercando uno svago quotidiano che vi distolga dai pensieri negativi che vi affliggono in questo periodo. Non siate pessimisti. Lavoro: Portate a termine gli impegni presi senza lasciarvi influenzare dalla vostra negatività. Dicembre per voi, non è altro che un mese di passaggio verso il successo. Denaro: Rimandate le scelte importanti. Per voi non si tratta di un periodo economicamente florido, ma a fine mese potrebbe esserci un’entrata imprevista.

Amore: Dialogo armonico nel matrimonio e nelle convivenze. Per chi vuole cambiare delle situazioni oramai arrivate al termine invece, è un buon momento per decidere. Salute: Avete energia da vendere e porterete allegria sotto le feste agli altri che vi staranno accanto. Godrete quindi di benessere fisico e psicologico. Lavoro: Sarete sempre vincitori e potrete affrontare colloqui importanti senza avere alcun genere di paura. Accantonate l’impulsività dovuta al troppo entusiasmo però. Denaro: I pianeti in ottimo aspetto vi porteranno soldi facili. Potrete fare affidamento sulla fortuna per trovare nuove entrate economiche.

Amore: I rapporti di lunga data non riescono a trovare l’intensità dei tempi passati, ma sforzatevi di migliorare il dialogo con il partner, che al momento non sembra la vostra priorità. Salute: La tensione che vi avvolge in questo periodo di vacanze, probabilmente si somatizzerà nello stomaco, quindi è bene fare un’accurata visita medica. Lavoro: Non è il momento di avere troppe pretese, statevene in disparte e lasciate stare le cose dell’ambiente professionale, mantenendo la vostra serenità. Denaro: Questo sarà il periodo migliore per progettare strategie finanziarie atte ad un consolidamento del vostro patrimonio. Guardatevi attorno.

Amore: Sarà un periodo complicato per chi vive un rapporto di coppia, soprattutto per la vostra voglia di fare come volete. Non prendete decisioni affrettate però, lasciandovi prendere dalla voglia di separazione. Salute: Siete in piena forma e vorrete manifestare al mondo intero la vostra ritrovata vitalità, ma state attenti a non esagerare. A Natale un po’ di riposo è d’obbligo. Lavoro: E' il periodo adatto per mettervi in proprio, perché ora non rischierete di perderci. Comunque sia, riposate di più e non eccedete in richieste. Denaro: Ora siete più indipendenti e potrete cominciare a pensare di fare le cose in grande senza troppe esitazioni.

Amore: E’ il momento giusto per instaurare un rapporto di coppia, anche se chi, suo malgrado, si troverà ingabbiato in un flirt, potrà stare tranquillo: sarà di breve durata. Salute: Tenete sotto controllo la circolazione e l’emotività dovuta a Venere in opposizione nel vostro segno. Non godrete di una forma psico-fisica invidiabile. Lavoro: Sarà il periodo ideale per coloro che aspettano un’occupazione lavorativa innovativa o un cambiamento di sede. Favoriti i viaggi. Denaro: Buoni movimenti economici in questo dicembre potrebbero farvi arrivare un’entrata extra attraverso la vostra professione, oppure mediante uno spostamento per affari.

Amore: In vista ci sono ottimi incontri sentimentali per chi è single e buone relazioni per coloro che vivono già un’esperienza di coppia. Tanta la passione che saprete sprigionare. Salute: Non avrete grossi problemi, ma cercate di dedicarvi un po’ di più a voi stessi. Quando le cose vanno bene tendete a trascurarvi un po’. Meglio controllare stomaco e gengive se avete disturbi. Lavoro: Vivrete un periodo straordinario, pieno di soddisfazioni professionali. Avrete svariate possibilità di essere vincenti in ambienti che contano molto, almeno per voi. Denaro: Aspettatevi entrate cospicue, ma rivolgetevi a degli esperti finanziari per evitare passi falsi.

Amore: Nuovi amori in arrivo per chi al momento è solo, mentre la scelta di una convivenza potrebbe essere la soluzione ideale per quelle coppie che attraversano un momento di crisi. Salute: Curate la vostra mente turbata dallo stress, magari approfittando della vicinanza di amici per intraprendere uno stile di vita spensierato. Lavoro: Prendete al volo le possibilità di cambiamento che vi si parano davanti. Buoni i contatti professionali che vi verranno offerti per migliorare la vostra posizione. Denaro: Vi si presenteranno degli aumenti di danaro mediante la professione. Non temete, quindi, per un futuro migliore a livello finanziario.

Amore: Siete predisposti a vivere i legami e le responsabilità. Quindi, è sempre bene essere disponibili per abbracciare le novità e le risoluzioni con ex, non esagerando con le prese di posizione. Salute: Meglio non eccedere con le energie e fare attenzione a come vi muovete. Consigliato un periodo di relax, facendo attenzione agli arti, le parti più colpite. Lavoro: Molti cambiamenti che avete effettuato nella professione, possono essere stati davvero delle buone risoluzioni, ma dovete ancora avere tante conferme. Denaro: Rimandate le scelte importanti, usando giuste strategia, anche se ci sono in vista affari validi, ma solo a fine mese.

TORO 20 aprile - 20 maggio

GEMELLI 21 maggio - 20 giugno

CANCRO 21 giugno - 22 luglio

LEONE 23 luglio - 22 agosto

VERGINE 23 agosto - 22 settembre

SCORPIONE 23 ottobre - 21 novembre

SAGITTARIO 22 novembre - 21 dicembre

CAPRICORNO 22 dicembre - 19 gennaio

ACQUARIO 20 gennaio - 18 febbraio

PESCI 19 febbraio - 20 marzo


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Quindicinale di attualità, cronaca, economia, turismo e cultura

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