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Nuvole notturne

Versi di Nando Taccogna Performer Maria Domenica Salemme Musiche originali al contrabbasso del M.stro Vincenzo Faraldo *** Disegni del M.stro Alessandro Giliberti *** Makumi Eventi Via Santorio, 8 Caserta 0823 1548594 GiovedĂŹ 28 marzo 2013 ore 19


Buona notte Ligeia Hai le scarpe rotte ed il cuore lacero, tormenti le unghie come fossero croste di pane ti vesti e spogli in continuazione bevi e fumi le tue illusioni, non dormi assomigli a questa rosa piena di spine, smettila di bere non riuscirai a sputare tutto il veleno da questa finestra, non ti ascolta nessuno non hai un valido motivo per prenderti questo male d'inferno. Sputa pure il veleno, brucia le tappe, le scarpe non servono Ligeia occorre il culo, una dannata fortuna imbroccare il portone giusto, il folle di turno che beva i tuoi occhi i tuoi pallidi giochi, i tuoi sensi di colpa non hai cognizione di quanta gente vi sia disposta a prendersi gioco di te, del tuo sorriso, dei tuoi seni sporgenti, di considerarti una preda alla prima carezza Ligeia, è tardi rannicchia i tuoi piedi sul marciapiede di stazione termini, stendi il cartone non sognare un peccato ti scongiuro. Buona notte Ligeia.


Scontrino di poeta - Lettura tessera GS Panno spontex Fibra plus Sapone Lux per due Arancia Pfanner Pancarré Nutella Sugo tonno Sottilette kraft Fetta a latte per cinque Tonno mareblu per due Kimbo caffè macinato Bugia al cioccolato Chiacchiere zuccherate Coppa malù Tonno riomare Sugo alle olive Taralli con mandorle Olive bianche - sacchetto Bresaola Prosciutto cotto Paella carne Tortelloni Rasoi blue gillette Yogurt ai mirtilli Philadelphia alle erbe Muller yogurt Falanghina vino Tuborg birra Salame Napoli Fagioli Deodorante ambiente - punti sorriso GS Scontrino non fiscale ai sensi dell'articolo 1 comma 429 della legge n° 331 del 2004 24/01/08 ore 17,44 Supermercati GS - S.p.A Via C. Battisti, 17 Caserta P.Iva 12683790153 Arrivederci e grazie.


Lasciami Hai solo degli occhi belli e non me li vuoi dare non mi vuoi dare niente, nulla di te che non sia solo sabbia solo onda, solo vento non mi vuoi dare niente di te nemmeno l'anima, niente nemmeno un soffio leggero sul viso, nulla nemmeno un sospiro solo un sorriso, niente nemmeno uno sguardo o solamente uno sguardo perso un ciao, una dannazione. Si una smorfia, lasciami uno schiaffo, una tempesta di baci, un graffio, tanto non prenderò nulla, lasciami un vento amaro, lento lasciami un tormento lasciami un bacio, una carezza un'amarezza, un saluto ti prego lasciami qualcosa, lasciami dormire sulla tua faccia, lasciami dormire solo un poco dentro gli occhi tuoi. Lasciami come vuoi, lasciami che mi vuoi ma lasciami qualcosa. Lasciami.


Senza peso - Sei senza peso m'ha sussurrato la luna l’ultima notte trascorsa sul divano, incuriosito l'ho fissata nel buio più profondo degli occhi per carpirne il segreto ma sono rimasto ancor più abbagliato da quella maledetta luce blu. Non riuscivo a decifrare un segnale, un codice, lei ha cercato nei miei inoltrandosi nel giardino con la punta della lingua scoprendo con meraviglia quante strade inesplorate ci siano nelle stagioni di ognuno di noi. A nostra insaputa le mani erano segretamente legate. Ci siamo baciati così fino all’alba.


Senza parole All’inizio tutte le cose non hanno un nome, un senso, ed hai voglia di batterci il muso ma non ne capisci il perchÊ se ti ritrovi le sue labbra di sera a travolgerle di baci come non hai fatto mai, disegnando asterischi improbabili con la punta della lingua nel cielo. Tutto ti prende, ti avvolge come in un gioco indecente, ogni respiro è prezioso, le mani sui seni scoprono brividi di piacere imprevisti uno ad uno mentre i suoi occhi ti mangiano cercando centimetri di pelle sul collo da conquistare, le dita seguono i contorni del viso proteso ancora nell’ultimo bacio che non vorrebbe finire mai.


Il fornaio di Via Redentore Nella penombra del retro bottega dove il lievito segretamente fermenta due occhi di brace, ammalianti catturano anche il profumo della legna facendola ardere di passione. Sagace il garzone a lume di candela tace e impasta due seni di pane con voluttà mentre la cera dalle mensole scivola tra note soffuse di jazz sulla nuda schiena. Dallo spioncino un cliente col sigaro osserva la scena del fornaio alle prese con la sua morbida pasta lavorata fra le mani con ardore e perizia. Sale il calore oltre misura, asperge con malizia di farina la tavola lignea dove arrotola e distende la pelle imbiancata infrangendo ogni limite e pudore, resiste poi si piega, due gocce di rugiada sciolgono ogni resistenza, col matterello le dona forma e sostanza e tenera si concede alle sue insane voglie. Lieve un profumo di pane si diffonde in attesa d’essere infornato sui mattoni rossi, roventi, un ultimo spasmo ed è fatta, assumendo le forme dovute. Così come la luna all’alba cede, s'arrende, ricomposte le vesti, sfila appagata nuvola bianca fuori dalla bottega al nuovo giorno. Indecente.


Gli amanti perfetti Non promettiamoci amore eterno tanto meno dubbio ci assalga se mai dovessimo perderci un giorno perché la mera eventualità che possa non durare tanto o allontanarci per altre sponde distoglierebbe l’attenzione per quello che nutriamo adesso oltre la mai sopita essenza, seppure nella remota ipotesi del solo pensiero che ciò avvenga tanto più nell’immanenza del presente


L’essenza di te Ti amo fin dal primo risveglio del mattino a quando te ne vai sull’ultimo bacio. Ti amo negli occhi chiusi mentre ti spogli senza un perché quando più non ci sei. Amo di te il sorriso quando la carne s'arrende, quando cedi ai miei desideri e rugiada divieni, respiro che affonda sulle mie labbra, luna che si dona all’ultimo piacere dell’alba. Amo la nuvola che va e che viene, il mistero di come sei entrata nella mia vita, la parte migliore di te che mi concedi. Amo un sogno che non è solo mio. L’essenza di te.


Sono quello che Sono quello che ti brucia il cervello, bussa alla schiena e tu gliela concedi, sono lo spazio sottile fra i tuoi denti, quello che mi dai e quello che prendi quando ti bacio, dici - ancora poi come se nulla fosse confermi di essere la mia troia scivoli via dal letto ogni volta e te ne vai. Eh già sono quello che ti ha rotto l’anima e non solo quella eppure al segnale convenuto concedi il collo alle mie lusinghe, all’amarti mio cattivo a dio che non viene mai a prenderci e portarci giù all’inferno perché solo noi sappiamo che quando ti sussurro nell’orecchio - ti amo mi baci prima col sorriso, poi con gli occhi e come sempre apri le gambe e te ne vai. Sono quello che ti uccide di giorno, su cui stendi la notte la tua pelle nuda come rose spinate pianti le carni nelle mie, coi polpastrelli accarezzi la mia schiena ed ubriachi di un amore che non ha un nome ci consumiamo ore ed ore senza sapere dove mai un giorno finiremo, se sulla sponda opposta di questa vita o ci troveranno seduti sulla punta della lingua a contemplare il nostro futuro bellissimo come i tuoi occhi blu di questa sera dove la prima volta i miei si sono persi.


Ecce Sol Pensieri taciturni sul ciglio della notte, goccia a goccia un mare di silenzio li scivola sul fondo. Sulla strada la scia vecchi lampioni oltre questa finestra abbracciati dal candore della luna, suoni indistinti si perdono ed è già mattina. Ecce Sol.

(di Maria Domenica Salemme)


Al Makumi. da sinistra: Vincenzo Faraldo, Maria Domenica Salemme, Nando Taccogna, Mimmo Migliorini


Via Santorio, 8 81100 Caserta 0823 1548594


Nuvole notturne