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Maggioli spa - Bimestrale - Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB BO - Prima immissione: 02/09/2019

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⃰㡊

USA $19,5 / China ¥220 / Japan ¥3.100 / Korea 38.000 Won / Taiwan 1.100 TWD

Italia 15 / EU 17,5 / UK £15 / CHF 19,00 / HUF 5.425 / PLN 44,90 / Can. 21,99 C$

SETTEMBRE 2019

ITALIANO ENGLISH


RIFUGIO ZALLINGER

COMPENDIO

D’ALTA QUOTA ALPE DI SIUSI, BOLZANO, ITALIA

ARCHITETTURA

053

052

noa* network of architecture


RIFUGIO ZALLINGER

COMPENDIO

D’ALTA QUOTA ALPE DI SIUSI, BOLZANO, ITALIA

ARCHITETTURA

053

052

noa* network of architecture


e potenzialità attraverso le quali hanno saputo sviluppare un linguaggio interessante e proprio, capace di coniugare il senso e l’amore per il nuovo sempre nel rispetto del luogo e della sua storia.

Il progetto per il Rifugio Zallinger all’Alpe di Siusi (Bolzano) si propone come un nuovo capitolo per un’altra invenzione italiana, l’hotel diffuso, e per quell’attenzione alla sostenibilità ambientale di cui l’Alto Adige s’è fatto portabandiera. Siamo a 2.054 metri d’altezza, sotto il monte Sassopiatto, e il progetto di riqualificazione della stazione di sosta alpina, voluta da Karl von Zallinger-Stillendorf più di 160 anni fa, riporta in vita l’antica malga nella sua primigenia composizione. Noa* riprende le tracce degli antichi fienili e le fa diventare le basi per delle nuove architetture, tre coppie di piccoli chalet, che insieme allo storico rifugio e alla vecchia cappella neogotica ridanno vita all’alpeggio posto sul crocevia di vari sentieri che congiungono varie cime delle Dolomiti. Nei piccoli chalet, che sembrano appena emergere dal terreno d’estate e sono immersi nella neve d’inverno, si trovano 24 nuove camere indipendenti cui si accede da un corridoio di distribuzione comune posto sotto il compluvio del doppio tetto a capanna.

La struttura degli chalet è prefabbricata in legno, ingegnerizzata appositamente dallo studio noa* per permettere una rapida costruzione (le operazioni di cantierizzazione sono durate meno di sei mesi) e un basso impatto sull’ambiente. Le forme degli chalet

054

riprendono quelle storiche degli alpeggi altoatesini, caratterizzati da strutture chiuse da pareti traforate utili all’essicazione del foraggio, qui riprese dal gioco dei blocchi in legno massello che, appoggiati l’uno all’altro, creano un’alternanza di pieni e vuoti, che diventano l’elemento simbolo del nuovo insediamento. Questa soluzione evita i fastidiosi riflessi delle ampie vetrate a vista che impreziosiscono le stanze, ma che sono state giudicate - saggiamente - dai progettisti

come inappropriate in un contesto d’alta montagna. I pannelli in legno sono quindi stati studiati per potersi aprire in corrispondenza delle vetrature a tutt’altezza consentendo la vista dello spettacolare scenario alpino, mentre quando sono richiusi disegnano suggestivi effetti d’ombra nelle stanze oppure, di notte, tessono la luce che si disperde all’esterno. Come dice bene l’architetto Stefan Rier, «l’ambiente alpino è un sistema complesso e affascinante, che va capito e rispettato. Pensiamo sia importante immaginare nuovi spazi per viverlo: ambienti a misura d’uomo, confortevoli, accoglienti, ma soprattutto unici e autentici». Un’attenzione che, d’accordo con la proprietà, ha volutamente comportato la rinuncia alla classificazione 4 Stelle dell’hotel per non aumentare il volume del costruito a scapito di un impatto negativo sul paesaggio, ma ha portato alla conquista dell’ambita certificazione ClimaHotel dell’Agenzia CasaClima della Provincia di Bolzano che contraddistingue le strutture ricettive capaci di promuovere uno sviluppo sostenibile sia attraverso l’integrazione delle più innovative ed ecologiche tecnologie sia con misure strategiche nella gestione. Nelle nuove stanze infatti si è fatto un uso attento dello spazio, per fornire alti livelli di comfort in metrature relativamente ridotte; per i tetti sono state usate solo scandole di legno, tipiche della tradizione altoatesina; tutti i materiali sono stati certificati e l’intero complesso di edifici è riscaldato a pellet. Noa* ha anche riconfigurato il corpo centrale del rifugio storico nel ridisegno del piano terra. Un progetto d’interni che ha scelto il legno come materiale di connessione fra le varie parti messe in gioco: la reception, la lobby, la lounge e il ristorante. Il ristorante e l’area lounge sono pronti ad accogliere anche i tanti ospiti esterni, sciatori che si fermano a pranzo o all’imbrunire dopo essere discesi sulle piste dell’Alpe di Siusi. Le pareti sono rivestite in legno ricreando l’atmosfera della stube - il classico locale alpino dove un tempo la famiglia si raccoglieva intorno alla stufa - usando però il segno contemporaneo di maxi listelli lignei che la rivestono integralmente senza alcuna soluzione di continuità e sotto i quali sono stati posizionati dei pannelli fonoassorbenti per creare massimo comfort acustico strutturale unitamente al feltro, usato per rivestire i pavimenti. Nella cantina, il disegno dei pannelli in legno ricorda le vette delle montagne creando una sorta di libreria, caratterizzata da montanti inclinati e da vani allungati che accolgono le singole bottiglie di vino. Il centro benessere, ricavato dall’ampliamento di un edificio preesistente, presenta una pelle esterna in lamiera. Una piccola eccezione che conferma la regola del legno. D’altra parte ritroviamo il legno come elemento continuo che permea la sauna, un ambiente che si affaccia grazie a due ampie finestrature sul paesaggio. Una guarda verso la valle, l’altra, inclinata di 45 gradi per consentire alla neve, in caso di abbondanti nevicate, di defluire alla base dell’infisso lasciando libera la vista, inquadra il Sassopiatto. Tutta questa cura e attenzione per la storia e i luoghi,

Pianta primo livello - Scala 1:500 1- Reception 2- Ufficio 3- Bar - area lounge 4- Stube 5- Ristorante 6- Cucina 7- Vano tecnico 8- Deposito sci

9- Lavanderia 10- Sauna 11- Zona wellness 12- Chalet 13- Appartamento privato 14- Camere degli ospiti 15- Camere dello staff

la bellezza dei materiali e la tecnologia ambientale costituiscono, a mio avviso, il paradigma della buona architettura contemporanea italiana.

Un compendio d’alto valore che crea ispirazione e viene riconosciuto sempre più e a cui noa*, posto nel 2018 da Dezeen fra i 20 studi d’architettura emergenti al mondo, fa onore. Il progetto per l’Hotel Zallinger, completato a fine 2017, è stato premiato con la menzione d’onore al The Plan Award 2019 e ha vinto il Big See Award 2019, l’AHEAD Global Award Europe 2019, il KlimaHaus CasaClima Award 2018, l’AHEAD Award Europe 2018, risultando finalista in altre importanti manifestazioni tra cui il WAF Award 2018.

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Sarà anche un’idea fissa, ma più passa il tempo e più mi chiedo se esista ancora un’architettura italiana e quali siano le sue caratteristiche. È una domanda ricorrente che, in questi quindici anni di scrivere di architettura contemporanea come giornalista, mi ha spesso portato a dare risposte diverse, tutte accomunate da una conclusione unica. Sono certo. Il progetto italiano di architettura è vivo e vegeto e sa come svilupparsi e mantenersi forte grazie ad un’inventiva che continua a coniugare l’uso dei materiali e delle tecnologie ad una rilettura della storia delle costruzioni creando innovazione con intelligenza, ricerca di soluzioni sostenibili e cura maniacale del dettaglio, come avviene nel progetto che presentiamo in queste pagine. Gli altoatesini Stefan Rier e Lukas Rungger hanno fondato lo studio “Network of Architecture” (noa*) otto anni fa, dopo varie esperienze formative e una comune nello studio milanese di uno dei protagonisti attuali dell’architettura italiana contemporanea, Matteo Thun, dal quale, progettualmente parlando, si potrebbe dire che hanno preso tutto il meglio, facendolo proprio e dandogli un senso nuovo. Penso che questo sia il massimo cui un Maestro possa aspirare col suo operare. Insegnare, fare comprendere e lasciare liberi di crescere su basi che, un domani, il discepolo potrà anche disconoscere. È un po’ il senso della vita stessa o almeno di come dovrebbe essere nelle migliori delle intenzioni. Rier e Rungger hanno dimostrato, in pochissimo tempo, di essere capaci di muoversi benissimo in quella “rete” di relazioni cui hanno voluto intitolare il loro studio bolzanino. Una rete di connessioni


e potenzialità attraverso le quali hanno saputo sviluppare un linguaggio interessante e proprio, capace di coniugare il senso e l’amore per il nuovo sempre nel rispetto del luogo e della sua storia.

Il progetto per il Rifugio Zallinger all’Alpe di Siusi (Bolzano) si propone come un nuovo capitolo per un’altra invenzione italiana, l’hotel diffuso, e per quell’attenzione alla sostenibilità ambientale di cui l’Alto Adige s’è fatto portabandiera. Siamo a 2.054 metri d’altezza, sotto il monte Sassopiatto, e il progetto di riqualificazione della stazione di sosta alpina, voluta da Karl von Zallinger-Stillendorf più di 160 anni fa, riporta in vita l’antica malga nella sua primigenia composizione. Noa* riprende le tracce degli antichi fienili e le fa diventare le basi per delle nuove architetture, tre coppie di piccoli chalet, che insieme allo storico rifugio e alla vecchia cappella neogotica ridanno vita all’alpeggio posto sul crocevia di vari sentieri che congiungono varie cime delle Dolomiti. Nei piccoli chalet, che sembrano appena emergere dal terreno d’estate e sono immersi nella neve d’inverno, si trovano 24 nuove camere indipendenti cui si accede da un corridoio di distribuzione comune posto sotto il compluvio del doppio tetto a capanna.

La struttura degli chalet è prefabbricata in legno, ingegnerizzata appositamente dallo studio noa* per permettere una rapida costruzione (le operazioni di cantierizzazione sono durate meno di sei mesi) e un basso impatto sull’ambiente. Le forme degli chalet

054

riprendono quelle storiche degli alpeggi altoatesini, caratterizzati da strutture chiuse da pareti traforate utili all’essicazione del foraggio, qui riprese dal gioco dei blocchi in legno massello che, appoggiati l’uno all’altro, creano un’alternanza di pieni e vuoti, che diventano l’elemento simbolo del nuovo insediamento. Questa soluzione evita i fastidiosi riflessi delle ampie vetrate a vista che impreziosiscono le stanze, ma che sono state giudicate - saggiamente - dai progettisti

come inappropriate in un contesto d’alta montagna. I pannelli in legno sono quindi stati studiati per potersi aprire in corrispondenza delle vetrature a tutt’altezza consentendo la vista dello spettacolare scenario alpino, mentre quando sono richiusi disegnano suggestivi effetti d’ombra nelle stanze oppure, di notte, tessono la luce che si disperde all’esterno. Come dice bene l’architetto Stefan Rier, «l’ambiente alpino è un sistema complesso e affascinante, che va capito e rispettato. Pensiamo sia importante immaginare nuovi spazi per viverlo: ambienti a misura d’uomo, confortevoli, accoglienti, ma soprattutto unici e autentici». Un’attenzione che, d’accordo con la proprietà, ha volutamente comportato la rinuncia alla classificazione 4 Stelle dell’hotel per non aumentare il volume del costruito a scapito di un impatto negativo sul paesaggio, ma ha portato alla conquista dell’ambita certificazione ClimaHotel dell’Agenzia CasaClima della Provincia di Bolzano che contraddistingue le strutture ricettive capaci di promuovere uno sviluppo sostenibile sia attraverso l’integrazione delle più innovative ed ecologiche tecnologie sia con misure strategiche nella gestione. Nelle nuove stanze infatti si è fatto un uso attento dello spazio, per fornire alti livelli di comfort in metrature relativamente ridotte; per i tetti sono state usate solo scandole di legno, tipiche della tradizione altoatesina; tutti i materiali sono stati certificati e l’intero complesso di edifici è riscaldato a pellet. Noa* ha anche riconfigurato il corpo centrale del rifugio storico nel ridisegno del piano terra. Un progetto d’interni che ha scelto il legno come materiale di connessione fra le varie parti messe in gioco: la reception, la lobby, la lounge e il ristorante. Il ristorante e l’area lounge sono pronti ad accogliere anche i tanti ospiti esterni, sciatori che si fermano a pranzo o all’imbrunire dopo essere discesi sulle piste dell’Alpe di Siusi. Le pareti sono rivestite in legno ricreando l’atmosfera della stube - il classico locale alpino dove un tempo la famiglia si raccoglieva intorno alla stufa - usando però il segno contemporaneo di maxi listelli lignei che la rivestono integralmente senza alcuna soluzione di continuità e sotto i quali sono stati posizionati dei pannelli fonoassorbenti per creare massimo comfort acustico strutturale unitamente al feltro, usato per rivestire i pavimenti. Nella cantina, il disegno dei pannelli in legno ricorda le vette delle montagne creando una sorta di libreria, caratterizzata da montanti inclinati e da vani allungati che accolgono le singole bottiglie di vino. Il centro benessere, ricavato dall’ampliamento di un edificio preesistente, presenta una pelle esterna in lamiera. Una piccola eccezione che conferma la regola del legno. D’altra parte ritroviamo il legno come elemento continuo che permea la sauna, un ambiente che si affaccia grazie a due ampie finestrature sul paesaggio. Una guarda verso la valle, l’altra, inclinata di 45 gradi per consentire alla neve, in caso di abbondanti nevicate, di defluire alla base dell’infisso lasciando libera la vista, inquadra il Sassopiatto. Tutta questa cura e attenzione per la storia e i luoghi,

Pianta primo livello - Scala 1:500 1- Reception 2- Ufficio 3- Bar - area lounge 4- Stube 5- Ristorante 6- Cucina 7- Vano tecnico 8- Deposito sci

9- Lavanderia 10- Sauna 11- Zona wellness 12- Chalet 13- Appartamento privato 14- Camere degli ospiti 15- Camere dello staff

la bellezza dei materiali e la tecnologia ambientale costituiscono, a mio avviso, il paradigma della buona architettura contemporanea italiana.

Un compendio d’alto valore che crea ispirazione e viene riconosciuto sempre più e a cui noa*, posto nel 2018 da Dezeen fra i 20 studi d’architettura emergenti al mondo, fa onore. Il progetto per l’Hotel Zallinger, completato a fine 2017, è stato premiato con la menzione d’onore al The Plan Award 2019 e ha vinto il Big See Award 2019, l’AHEAD Global Award Europe 2019, il KlimaHaus CasaClima Award 2018, l’AHEAD Award Europe 2018, risultando finalista in altre importanti manifestazioni tra cui il WAF Award 2018.

055

Sarà anche un’idea fissa, ma più passa il tempo e più mi chiedo se esista ancora un’architettura italiana e quali siano le sue caratteristiche. È una domanda ricorrente che, in questi quindici anni di scrivere di architettura contemporanea come giornalista, mi ha spesso portato a dare risposte diverse, tutte accomunate da una conclusione unica. Sono certo. Il progetto italiano di architettura è vivo e vegeto e sa come svilupparsi e mantenersi forte grazie ad un’inventiva che continua a coniugare l’uso dei materiali e delle tecnologie ad una rilettura della storia delle costruzioni creando innovazione con intelligenza, ricerca di soluzioni sostenibili e cura maniacale del dettaglio, come avviene nel progetto che presentiamo in queste pagine. Gli altoatesini Stefan Rier e Lukas Rungger hanno fondato lo studio “Network of Architecture” (noa*) otto anni fa, dopo varie esperienze formative e una comune nello studio milanese di uno dei protagonisti attuali dell’architettura italiana contemporanea, Matteo Thun, dal quale, progettualmente parlando, si potrebbe dire che hanno preso tutto il meglio, facendolo proprio e dandogli un senso nuovo. Penso che questo sia il massimo cui un Maestro possa aspirare col suo operare. Insegnare, fare comprendere e lasciare liberi di crescere su basi che, un domani, il discepolo potrà anche disconoscere. È un po’ il senso della vita stessa o almeno di come dovrebbe essere nelle migliori delle intenzioni. Rier e Rungger hanno dimostrato, in pochissimo tempo, di essere capaci di muoversi benissimo in quella “rete” di relazioni cui hanno voluto intitolare il loro studio bolzanino. Una rete di connessioni


Pianta secondo livello Scala 1:500

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â–


Pianta secondo livello Scala 1:500

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058

1- Copertura con scandole in legno di larice 4 mm, sottostruttura in travetti di legno 40x50 mm, membrana impermeabilizzante, pannello isolante in lana di legno 35 mm, telaio di travi in legno lamellare 120x160 mm con lana di legno interposta, barriera al vapore, pannelli di larice 20 mm, listelli in legno di larice 80x100 mm in vista 2- Travi strutturali in legno lamellare 160x280 mm 3- Canaletta per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche in legno e lamiera di acciaio sagomata 4- Pavimentazione esterna in doghe di larice 50x100 mm, sottostruttura in travetti di larice 80x140 mm, strato drenante in ghiaia, terra 5- Involucro realizzato con blocchi di legno massello 80x250 mm, appoggiati l’uno all’altro con pieni e vuoti alternati 6- Porta vetrata apribile con infisso in legno e vetrocamera 3+3/14/4/3+3 mm 7- Trave di bordo in legno lamellare

8- 9-

10- 11- 12- 13-

14-

60x230 mm isolata con lana di legno per evitare i ponti termici, e rivestimento in listelli di larice di dimensioni differenti Nicchia per l’alloggiamento del sistema di scorrimento della tenda Pavimentazione interna in pannelli di larice 13 mm, massetto con riscaldamento a pavimento integrato 90 mm, getto autolivellante in calcestruzzo 120 mm, membrana impermeabilizzante, solaio a terra in calcestruzzo armato 250 mm, pannello isolante 100 mm Soppalco con pavimento in feltro su pannello in legno multistrato a fibre incrociate 120 mm a vista Sistema di protezione con listelli in larice 40x40 mm Portoncino in legno Parete realizzata con pannello in legno multistrato a fibre incrociate 150 mm, doppio pannello isolante in lana di legno 160+40 mm, membrana impermeabilizzante, pannello di rivestimento in legno 24 mm Sistema di fondazione con pannello isolante 100 mm, setto in calcestruzzo 250 mm, pannello isolante 50 mm, strato drenante in ghiaia, terra

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Dettaglio A: Sistema costruttivo degli chalet Sezione verticale - Scala 1:40


058

1- Copertura con scandole in legno di larice 4 mm, sottostruttura in travetti di legno 40x50 mm, membrana impermeabilizzante, pannello isolante in lana di legno 35 mm, telaio di travi in legno lamellare 120x160 mm con lana di legno interposta, barriera al vapore, pannelli di larice 20 mm, listelli in legno di larice 80x100 mm in vista 2- Travi strutturali in legno lamellare 160x280 mm 3- Canaletta per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche in legno e lamiera di acciaio sagomata 4- Pavimentazione esterna in doghe di larice 50x100 mm, sottostruttura in travetti di larice 80x140 mm, strato drenante in ghiaia, terra 5- Involucro realizzato con blocchi di legno massello 80x250 mm, appoggiati l’uno all’altro con pieni e vuoti alternati 6- Porta vetrata apribile con infisso in legno e vetrocamera 3+3/14/4/3+3 mm 7- Trave di bordo in legno lamellare

8- 9-

10- 11- 12- 13-

14-

60x230 mm isolata con lana di legno per evitare i ponti termici, e rivestimento in listelli di larice di dimensioni differenti Nicchia per l’alloggiamento del sistema di scorrimento della tenda Pavimentazione interna in pannelli di larice 13 mm, massetto con riscaldamento a pavimento integrato 90 mm, getto autolivellante in calcestruzzo 120 mm, membrana impermeabilizzante, solaio a terra in calcestruzzo armato 250 mm, pannello isolante 100 mm Soppalco con pavimento in feltro su pannello in legno multistrato a fibre incrociate 120 mm a vista Sistema di protezione con listelli in larice 40x40 mm Portoncino in legno Parete realizzata con pannello in legno multistrato a fibre incrociate 150 mm, doppio pannello isolante in lana di legno 160+40 mm, membrana impermeabilizzante, pannello di rivestimento in legno 24 mm Sistema di fondazione con pannello isolante 100 mm, setto in calcestruzzo 250 mm, pannello isolante 50 mm, strato drenante in ghiaia, terra

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Dettaglio A: Sistema costruttivo degli chalet Sezione verticale - Scala 1:40


CREDITI Luogo: Alpe di Siusi, Bolzano, Italia Committente: Berghaus Zallinger Architettura e interior design: noa* network of architecture - Completamento: 2017 Superficie lorda: 1.870 m2 Consulenti Strutture e progettazione elettrica: Kauer Ingegneri, KTB Engineering Design Group Progettazione della cucina: Langebner Gastrosystem - Aerazione e climatizzazione: Climet, Ungerer - Carpenteria metallica: Othmar Messner - Vernici e cartongesso: Maler Kritzinger - Porte scorrevoli automatiche: Doormatic - Pavimentazioni: Simonazzi, DeBoWa, Baucenter Fornitori Facciate: Aster Holzbau - Finestre: TipTop Fenster - Porte: Aster TĂźren Sauna: Herokal - Arredo bagno: Innerhofer Rubinetteria: Cisal - Illuminazione: Lichtstudio Sistemi di chiusura: Larcher - Pavimenti: Simonazzi - Illuminazione: Lichtstudio Eisenkeil Lampadari: Marset - Arredi su misura: Tischlerei Rier - Sedie delle camere: Billiani Sedie del ristorante: Mobitec - Tessuti: Hotex Pavimentazione in gres porcellanato effetto pietra collezione Mystone Pietra Italia: Marazzi

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Testo di Luca Maria Francesco Fabris, Politecnico di Milano Fotografie di Alex Filz courtesy noa* network of architecture

quadrifoglio.com

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Zallinger @ The Plan N° 116/2019  

Zallinger @ The Plan N° 116/2019  

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