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THE MAGAZINE OF INTERIORS AND CONTEMPORARY DESIGN

N° 6 GIUGNO JUNE 2020

MENSILE ITALIA / MONTHLY ITALY € 8

DISTRIBUTION 5 GIUGNO/JUNE 2020 AT € 16,30 - BE € 15,10 - CH Chf 18 - DE € 20,50 DK kr 145 - E € 15 - F € 15 - MC, Côte D’Azur € 15,10 PT € 15 - SE kr 160 - US $ 28 Poste Italiane SpA - Sped. in A.P.D.L. 353/03 art.1, comma1, DCB Verona


ReflectioNs VIRAL

Una bolla immaginaria ci avvolge e detta il percorso a ostacoli che ogni giorno dobbiamo affrontare dal momento in cui varchiamo la porta di casa. All’improvviso ci si trova in una situazione in cui i rapporti umani si trasformano come se fossero degli elastici, i cui estremi sono le persone: più queste vengono allontanate, maggiori sono la forza e il desiderio che potrebbero farle riavvicinare con impeto, o – nel caso peggiore – maggiore è il rischio che la tensione provocata le separi del tutto, rompendo l’elastico. Come si trasformeranno i punti di incontro, se a cambiare sono le stesse modalità e regole relazionali? Distanza, igiene e pazienza sono alcuni degli elementi che abbiamo riscoperto nel rapportarci con gli altri. Ma come verranno tradotti questi elementi nello spazio che condividiamo? Assisteremo a una dilatazione degli spazi dettata dalla necessità di contenere la stessa quantità di persone a una maggiore distanza.

NOA* NETWORK OF ARCHITECTURE PROGETTISTI Nei terreni aridi questa espansione spaziale potrebbe verificarsi con la costruzione di ‘cattedrali’ architettoniche, mentre nei luoghi già definiti si potrebbe notare un aumento illusorio delle superfici che permetta una maggiore vivibilità degli spazi. I nuovi punti di incontro saranno progettati all’insegna della calma e dell’intimità: ambienti trasformabili daranno origine a piccole isole dove poter godere il tempo condiviso in tranquillità. In sostanza, per sviluppare un nuovo modo di progettare adatto alle condizioni che ci sono state imposte, potremmo fare un passo indietro, prima di farne uno avanti, e analizzare le difficoltà per risolvere gli errori che ci hanno accompagnato finora, considerando una nuova misura d’uomo.

Questa grande crisi mi ha dato l'opportunità di capire quali sono le aziende per cui la mia funzione costituisce un asset e quelle per cui faccio parte di una cosmesi. Oggi mi domando: il modello di business legato alla nostra figura di designer indipendenti, che entrano in campo all'inizio dell'ideazione del prodotto ma vengono retribuiti solo alla fine del processo, funziona in relazione ai nuovi scenari ipotetici? Secondo me no, e la conseguenza sarà che chi vive di sole royalties andrà incontro a grandi difficoltà. Le aziende che credono nel

Nell’immagine, condivisioni isolate.

LUCA NICHETTO PROGETTISTA ruolo strategico dei designer continueranno ad affidarsi a loro investendo a monte, mentre altre si troveranno nella condizione di rinunciarvi. Dal canto loro, i designer dovranno affrontare il progetto con una visione più allargata, inglobando anche le competenze che prima erano del marketing. E questo è un punto di vista molto interessante, che implica l'ideazione di un servizio a supporto del prodotto e l'approccio al design in termini di comunità, all'interno del quale il consumatore finale diventa un attore partecipe di tutto il processo. Nell’immagine, La Manufacture collection di Luca Nichetto. Foto di Salva Lopez.

La grande eredità di questa quarantena sarà sicuramente la digitalizzazione forzata di una vasta parte di popolazione che prima pensava di poterne fare a meno. Quante volte abbiamo sentito dire che la tecnologia avrebbe portato a isolarci, ebbene questa emergenza ha dimostrato che, come al solito, tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa: in questo caso è stata proprio la tecnologia ad averci salvati dall’isolamento facendoci sentire più vicini. Dovremo tutti fare i conti con questa interiorizzazione del digitale, che potrebbe davvero essere il punto di svolta nel precario equilibrio tra noi e il pianeta. Per godere

FABIO NOVEMBRE PROGETTISTA della trasparenza nei canali di Venezia o dei delfini nel porto di Napoli ci vuole una diversa gestione della nostra fisicità. L’altro giorno le mie figlie mi mostravano soddisfatte un virtual tour nella Casa Azul di Frida Kahlo. Avendola visitata personalmente ho potuto verificare l’ottima fattura di questo strumento virtuale e ho pensato alla fortuna che abbiamo di poter vivere a distanza luoghi così distanti. E spero non vi siate persi il concerto di Travis Scott su Fortnite, eravamo soltanto in 12 milioni… Così è, così sarà, così sia! Nell’immagine, Quarantine smiles.

24 / giugno 2020 INTERNI

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noa* @ INTERNI N°6 - Giugno 2020  

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