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ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO

NUMERO

449.

GENNAIO 2019

NUOVE CASE NUOVE IDEE

ABITARE PARIGI PORTFOLIO TESSUTI PER ARREDAMENTO

FOCUS IL CALDO DESIGN CHE VIENE DAL FREDDO

STORIE ARTE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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In questo numero. CYPRIEN BRU Nato nei dintorni di Parigi nel 1975, si è diplomato alla Scuola di Architettura di Paris Villemin nel 2000 e ha fondato l’agenzia B&C nel 2009, in rue du Faubourg Saint-Honoré. Segue progetti in Francia, Gran Bretagna e Marocco.

Un punto segreto in una piazza famosissima come Place des Vosges? «Il Serpent à plume, un night bar nelle cantine di Place des Vosges, con décor anni 1970-1980 e un programma musicale molto sofisticato».

MAURIZIO PELLIZZONI Interior designer originario del Lago di Como, ha fondato la Maurizio Pellizzoni Ltd nel 2007, promuovendo lo stile e il design italiano nei suoi progetti residenziali e commerciali in tutto il mondo. Vive a Londra.

Un locale nuovo a Mayfair? «Little House Mayfair è uno dei club più piccoli del Gruppo Soho: offre cibo italiano, uno spazio per il caffè e cocktail perfetti».

VICTORIA WILMOTTE Nata a Parigi nel 1985, ha studiato design al Royal College of Art di Londra sotto la direzione di Ron Arad. Ha aperto il suo studio nel 2008 disegnando per ClassiCon, Made in Design, Poliform e molti altri.

OLIVIER ED HÉLÈNE LEMPEREUR Interior decorator parigini, lavorano in coppia: Olivier pensa gli spazi e disegna i volumi, Hélène, che ha una grande sensibilità per i colori, seleziona le tonalità più adatte e i materiali più appropriati.

Una bella novità nella capitale francese? «L’ hotel Brach, in rue Jean Richepin, XVI arrondissement, disegnato da Philippe Starck».

DAVID JIMENEZ Newyorkese, a Parigi è direttore marketing di Draeger Paris. In passato ha sviluppato l’estetica visiva di cinque importanti brand Usa, influenzando il gusto americano per le case.

Cosa vedere a Parigi? «Vicino al Marmottan c’ è il Musée Nissim de Camondo, una casa borghese nello stile del Petit Trianon, con la sua collezione di arte della Belle Époque».

STEFAN RIER Interior designer e architetto, ha lavorato con Massimiliano Mandarini e Matteo Thun. Ha progetti nel settore alberghiero, residenziale, paesaggistico, della ristorazione e di uffici, e ha disegnato vari oggetti e arredi (nella foto è con la compagna Stefanie).

Un’insolita tappa d’arte in Alto Adige? «BRU.17 a Bolzano, un laboratorio di 1.000 metri quadrati per artisti e creativi nel quartiere dei Piani».

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GIORGIO BARONI. GIANNI BASSO/VEGA MG. XAVIER BÉJOT. JAKE FITZJONES. MADS MOGENSEN. STEPHAN JULLIARD

Dove trovare del design interessante vicino al Canal Saint-Martin? «A me piace quello in vendita da Colonel, al 14 di Avenue Richerand: mobili, illuminazione e piccoli oggetti».

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Pietra e fieno A Siusi, ai piedi delle DOLOMITI , la casa di un architetto riprende le forme e i materiali dei fienili locali reinterpretandoli in chiave contemporanea. progetto di STEFAN RIER — testo di MARTINA HUNGLINGER fotografie di MADS MOGENSEN

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Geometrie alpine. La zona living e pranzo, con il camino centrale. Le sedie in velluto verde sono di Fischnaller interior designs. Tavolo custom realizzato da Möbel Rier. Lampade a sospensione bianche Domenica, di Karman. Divano blu e pouf custom realizzati da Fischnaller interior designs. Tavolini in rame Versmissen. Camino Spartherm. PAGINA PRECEDENTE: l’esterno della casa di Stefan Rier a Siusi allo Sciliar, un moderno fienile.

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L’utile e il dilettevole. SOPRA: piastrelle turchesi di Domenico Mori rivestono la cucina, con un top in ottone. Il pavimento è in stile industriale. I pannelli metallici in fondo nascondono i pensili e gli scaffali. Lampade a sospensione Sahara di Karman. Piano cottura Electrolux. PAGINA PRECEDENTE: la scala decorativa al taglio laser porta dal piano terra al terzo. Tappezzeria prodotta da Arte e distribuita da Effeitalia.

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uesto è un luogo in cui i sogni si realizzano” potrebbe essere l’incisione sul portone della casa dell’architetto Stefan Rier a Siusi, dove un tempo viveva il sacrestano del paese. Partner dello studio NOA, Stefan ha realizzato il suo sogno di bambino: vivere in un fienile a 1.050 metri di altitudine. Cresciuto a Siusi, ai piedi dello Sciliar, Stefan ha trascorso molti inverni a giocare nei fienili: «Erano un campo giochi perfetto e noi ci divertivamo a saltare nelle balle soffici». Quel campo giochi, con open space e travi a vista, è diventato la principale fonte d’ispirazione per casa sua, la versione contemporanea di un fienile, un mix di linee pulite e architettura fantastica, surreale, da circo. In qualche modo è anche un riflesso del suo passato di decoratore d’interni e architetto, «che sono mondi diversi», precisa. «A un certo punto mia moglie Steffi, che ha un approccio più razionale all’interior, mi ha chiesto di limitarmi, per non esagerare», racconta. E lui lo ha fatto, ma non per ciò che riguarda i materiali: dal tessuto geometrico che ricopre i grandi cubi sospesi appoggiati alle cornici di legno, fino alla carta da parati, o al metallo lavorato al laser per le scale o le piastrelle di recupero che ricoprono la maggior parte degli elementi della cucina e delle sale da bagno. Fedele allo stile architettonico locale, Stefan ha optato per un guscio esteriore in armonia con il genius loci, in-

terpretando invece lo spazio in chiave contemporanea per ciò che riguarda l’interior. Rier ha progettato l’edificio con un plinto di pietra per i livelli inferiori, con il garage e gli appartamenti degli ospiti, sovrastato da una struttura in legno per i piani superiori, che forma il vero e proprio fienile, con la casa privata dell’architetto. «Volevo mantenere l’emozione del grande open space su tre livelli che appartiene alla memoria della mia infanzia», dice. A parte i tre cubi agganciati alla struttura lignea che contiene le camere da letto, separate dal resto, c’è una continua connessione del piano principale con la zona living e la cucina. La suddivisione dei tre piani è stata risolta in modo non convenzionale, con quello principale concepito come uno spazio rivolto verso l’esterno, quasi fosse una piazza, dove le persone si incontrano e socializzano. Fin dagli albori della storia, il focolare ha giocato un ruolo centrale nelle abitazioni. Ed è così anche nella casa di Stefan Rier, dove la socializzazione, la cucina e i pasti si svolgono tutti intorno al camino centrale. Più in alto si sale con la scala decorativa che si avvolge nello spazio come un nastro, più intime diventano le stanze: le camere e le sale da bagno si trovano al primo piano, e al piano più alto si raggiunge la zona più intima della casa con la sauna e la terrazza con l’idromassaggio esterno, diventato parte della routine quotidiana. «È lo spazio dedicato alla pulizia interiore ed esteriore, il santuario in cui raccogliersi dopo una dura giornata al lavoro», spiega Stefan. «E vicinissimo al paradiso», aggiunge. È anche il punto migliore da cui ZZ

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osservare la natura, le Dolomiti e l’altipiano. Tre delle facciate della casa sono completamente rivestite in legno, e creano un’atmosfera discreta, che protegge dal rumore della strada. La quarta, completamente in vetro, dà un senso di apertura e consente una vista incredibile, mentre le travi creano un contrasto armonioso tra l’aspetto contemporaneo e quello tradizionale della casa. Per ciò che riguarda la palette cromatica, Stefan ha scelto colori inattesi come il turchese e il blu petrolio. «La mia casa riflette la mia vita», dice. Ha unito i due mondi in cui è cresciuto in un mix armonioso e perfettamente riuscito di tonalità e stili. «Mettendo insieme materiali tradizionali come il legno, la pietra e il feltro e le varie tonalità di blu, ho combinato i due mondi in cui sono cresciuto», spiega Stefan, facendo riferimento all’infanzia trascorsa nel Sud Tirolo e gli anni successivi nell’area mediterranea, che lo ha influenzato nell’uso di motivi orientaleggianti e dei colori. L’interior design è adattato alla struttura architettonica con diversi cubi e terrazze appoggiati alla struttura in legno, che permettono alla luce proveniente dai grandi lucernari e dalla facciata in vetro, di circolare nell’intero open space. «La principale sensazione che dà vivere in questa casa è la libertà, ma quello che mi rende felice è osservare il sorriso dei miei ospiti», dice Stefan. «La vita è divertente e non dovrebbe focalizzarsi mai solo sul lavoro». FINE

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Metallo e legno. SOPRA: la sala da bagno degli ospiti, con la tartaruga in bronzo acquistata in un negozio di seconda mano. A SINISTRA: il guardaroba al secondo piano. Tappezzeria prodotta da Arte, distribuita da Effeitalia. Lampade di Karman. SOTTO: la sala da bagno en-suite con vasca Teuco. PAGINA SEGUENTE: il box sauna è rivestito di fogli di ottone fatti a mano. Poltroncina in velluto e vaso verde Versmissen. Piantana Bianca di Lifestyle94.

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Messner @ AD Italia N° 449/2019  

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