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Anno VI n. 6 - Giugno 2012 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO - Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: Grafite Associati - Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe

editoriale

di Roberto Scorcella

Le roi est mort, vive le roi... Tolentino ha puntato tutto sul cambiamento in maniera netta, inequivocabile. Le tante analisi del voto che si sono susseguite hanno in qualche modo colpito nel segno: dalla volontà di rinnovamento agli errori del centrosinistra. Ma un dato forse non è ancora emerso in modo sufficientemente chiaro: a Tolentino non ha vinto il centrodestra. Ha vinto Giuseppe Pezzanesi, capace di attirare su di sé le simpatie degli scontenti della parte avversa e di catalizzare l’unanime consenso della sua parte politica che ancora doveva digerire “l’operazione Foglia” di cinque anni fa. Il nuovo sindaco, però, ha vinto solo una battaglia rispetto alla guerra che si troverà a dover combattere, fra problemi di bilancio e crisi economica che non accenna a passare. Poi, Pezzanesi dovrà fare i conti anche con le tante aspettative che la gente ha riposto su di lui e che si aspetta di non essere delusa. Una responsabilità enorme, anche se il sindaco afferma di avere le idee ben chiare sul come rilanciare questa città. Intanto, può contare sul contagioso entusiasmo dei tanti giovani che lo hanno sostenuto e aiutato in campagna elettorale. Ma basterà l’entusiasmo per riportare Tolentino ai vecchi fasti? L’augurio e la speranza sono che trascorsa la fase di “luna di miele” con la cittadinanza la nuova amministrazione prosegua con il dialogo insieme ai cittadini e con la partecipazione, elementi fondamentali affinchè l’auspicato rinnovamento possa realmente concretizzarsi. MPN giugno 2012

8.000 COPIE!

BUON LAVORO!


“LAVORIAMO INSIEME PER LA TOLENTINO DEL FUTURO” Prima intervista al nuovo sindaco Giuseppe Pezzanesi di Roberto Scorcella

Il lavoro per il nuovo sindaco Giuseppe Pezzanesi è iniziato ormai da qualche giorno. Sensazioni, obiettivi, scelte sono raccolte nella sua prima intervista dopo l’insediamento. Passata l’euforia per lo straordinario risultato conseguito, come sono stati i primi giorni da Sindaco? La grande emozione che ho provato per il successo elettorale, ancora mi accompagna perché è una voce sincera e spontanea che viene dal cuore di Tolentino, dalla gente che si felicita gioiosa in mille modi: per strada, telefonicamente con chiamate ed sms, inviando telegrammi e quant’altro. Il popolo mi ha sostenuto, in questa grande campagna elettorale, perché sono uno di loro, mi ha incaricato di governare questa Città, con trasparenza ed onestà, perché ha creduto nel cambiamento e non verrà disatteso. Due giorni dopo l’elezione ho ritenuto necessario insediarmi in Comune ed iniziare a prendere conoscenza delle problematiche della macchina amministrativa adottando di conseguenza i primi provvedimenti, in tanti mi hanno consigliato di osservare qualche giorno di riposo perché la stanchezza era veramente tanta ma non ho voluto mancare di rispetto ai nostri cittadini che mi attendevano. Ho trovato una grande Azienda ad accogliermi, dove ognuno, sono sicuro, vorrà svolgere il proprio incarico con responsabilità, dedizione e collaborazione, affinché insieme si possano centrare gli obiettivi stabiliti per il bene della città. Credo che il cambiamento abbia giovato anche a questo, si apre un nuovo periodo politico di grande impegno, dove sono necessari coraggio e competenza per gettare le fondamenta della Tolentino del futuro. Sarai Sindaco a tempo pieno o continuerai a dedicarti anche al lavoro? Sarò Sindaco a tempo pieno, onorerò senza indugio il manda-

to conferitomi dai cittadini, continuerò comunque a dedicarmi alla mia attività assicurativa, con tempistiche e modalità diverse ma è comunque il mio lavoro, quello di un’azienda creata da me e cresciuta negli anni con tanta attenzione e grande dedizione, dove sono impiegati dei dipendenti, bravi, responsabili e legati al proprio lavoro, quindi mi sembra scontato io debba continuare a tenerne le redini.

essere stato scelto dal popolo per cambiare il modo di governare questa magnifica cittadina. “Dai fiducia al cambiamento”, recitava lo slogan che ha accompagnato ed animato l’intera campagna elettorale perché era il sentimento prevalente tra tutti coloro che si sono uniti alla mia proposta di governo, la loro fiducia è stata la nostra forza, quando si parla con il cuore in mano, con grande naturalezza e slancio, si viene capiti meglio, quando si finge qualcosa che non si prova è facile cadere alla prima difficoltà. Noi siamo andati avanti sicuri, non di conquistare il Comune perché non si trattava di espugnare una fortezza, bensì dei nostri principi ispirati alla trasparenza, alla correttezza, alla voglia di fare bene e di cambiare volto ad una città duramente provata, per il bene di tutti.

Quali sono stati i criteri che ti hanno portato alla composizione della Giunta? Premetto che l’intera coalizione ha annoverato tra le sue fila tantissimi giovani straordinari che hanno saputo dare un contributo indispensabile al raggiungimento della vittoria e che all’indomani, si sono messi a disposizione della collettività con grande spirito di responsabilità ed umiltà. Da questo gruppo straordinario sono usciti non solo gli amministratori della giunta, ma anche e soprattutto la classe politica del futuro, in quanto, molti di loro pur avendo conseguito risultati eccellenti di voto, hanno voluto sviluppare l’esperienza politica del Consiglio Comunale al pieno servizio della città e dei cittadini. Insomma i criteri sono stati gli stessi che hanno qualificato i soggetti di questa campagna elettorale: competenza e professionalità, capacità relazionali, responsabilità e maturità, dedizione, umiltà e grande spirito di sacrificio e di gruppo. Una bellissima squadra composta da facce completamente nuove nel panorama politico cittadino, composta, come già detto, nella sua stragrande maggioranza, da giovani motivati e preparati, capaci di gestire insieme e bene il mandato che ci è stato conferito.

Ritieni di poter portare a compimento per intero il programma che hai presentato alla città prima del voto? Ho proposto ai cittadini un programma fattibile, oculato con gli interventi adatti a realizzare una maggior funzionalità delle infrastrutture, dei servizi e della spesa pubblica. La valorizzazione del centro storico, la promozione del turismo e la riappropriazione di aree verdi attrezzate che tanti comuni c’invidiano. Sicuramente dovremo scontrarci con la persistente crisi economica, da cui auguriamo di uscire in fretta, ma che non mostra ancora segni di effettiva ripresa. Il limite maggiore saranno gli incarichi assunti dalla precedente amministrazione ed ancora in corso, le criticità finanziarie dell’Ente e mettiamo in conto qualche sorpresa! Cinque anni sono lunghi e non dispero. Cercherò di adoperarmi a pieno per far si che la città possa apprezzare di aver fatto la scelta giusta, che il cambiamento è tangibile e ha un volto. Allora potremo veramente dire di aver vinto ancora una volta.

Da ultimo, sapendo che questo giornale arriva nelle case di tutti i tolentinati, quale messaggio vuoi lanciare loro? Invitai i tolentinati a scegliere la nostra coalizione perché pronta a porre in atto quel cambiamento che insieme auspicavamo e li ringrazio di cuore perché hanno dimostrato di riporre in noi una grande fiducia e personalmente sono commosso per il gran numero di preferenze che Tolentino mi ha voluto accordare. La città, con coraggio e convinzione, ha scelto di cambiare ed ha dimostrato che da sola detiene il potere per farlo, non ci sono forze o soggetti politici in grado di sostituirsi alla volontà di un popolo. Tolentino ha dato la prova concreta di possedere un grande carattere, di non farsi convincere da nessuno e di saper decidere in piena autonomia. Noi ce l’abbiamo messa tutta e continueremo a farlo perché questa città, che meLa domanda è scontata, ma ne- rita tanto, torni ad essere bella e cessaria. Quali sono le priorità competitiva come un tempo.

La gente ti ha dato fiducia, scegliendo il cambiamento, come recitava anche un tuo slogan. Ci sono tante aspettative: senti il peso di questa enorme responsabilità? Più che il peso, sento l’onore di

“BUON COMPLEANNO FEDE!”

Domenica 15 luglio 2012 Oratorio Don Bosco Tolentino Il fine dell’evento è festeggiare quello che sarebbe stato il 15° compleanno di Federico Bordi, il ragazzo scomparso tragicamente lo scorso 3 aprile a Tolentino; Federico partecipava attivamente alla vita del nostro oratorio, in modo particolare si dedicava al progetto denominato “NOI STUDIAMO”, venendo due giorni alla settimana in oratorio per aiu-

dei primi tre, quattro mesi di governo? Come avevo anticipato all’alba delle elezioni, in primo luogo dovrò garantire l’operatività della squadra che sarà molto impegnata su tutti i fronti, credo sia mio dovere comportarmi come il buon padre di famiglia, una figura retorica nel diritto e nella società italiana, che dà la dimensione dell’impegno che ci aspetta e del fatto che dovremo continuare a condividere le decisioni assunte almeno fino a quando la conoscenza delle problematiche dell’Ente non diventi totale, certa e chiara a tutti noi. Insieme al gruppo di lavoro che mi accompagnerà nel quinquennio di amministrazione, inizieremo fin da subito a mettere mano nei settori più nevralgici della gestione comunale, quali il bilancio ed i conti pubblici, l’aspetto sociale a sostegno delle famiglie e dei più bisognosi, provvedimenti a favore del decoro e del rilancio del centro storico e la variazione del tragitto della pista ciclabile.

tare ragazzi con problemi didattici: è stato un esempio bellissimo per tutti i giovani. Per questo motivo, abbiamo deciso di intitolare a Federico la sala superiore del nostro oratorio, dove lui veniva a fare questo bellissimo servizio: diverrà la “SALA FEDERICO BORDI” e sarà dedicata in modo particolare ai progetti formativi del nostro ora-

torio. Programma dell’evento - ore 16:30 > apertura oratorio alle famiglie con bambini. - ore 19:00 > inaugurazione della “SALA FEDERICO BORDI” - ore 21:00 > concerto all’aperto sul campetto dell’oratorio, con pezzi classici della storia del rock e canzoni che piacevano a Federico. 2


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LA NUOVA GIUNTA MUNICIPALE Il vicesindaco è Emanuele Della Ceca (Democrazia Cristiana) con deleghe alla pianificazione territoriale, edilizia, manutenzioni, verde pubblico ed energia. Gli altri assessori sono: Giovanni Gabrielli  (Lega Nord) con deleghe ai servizi territoriali, polizia locale, sicurezza, rapporti con i comitati di quartiere e contrade, formazione; Orietta Leonori  (Popolo della Libertà) con deleghe a commercio, turismo, sport e attività produttive; Silvia Luconi  (Popolo della Libertà) con deleghe a patrimonio, bilancio, politiche comunitarie e fiscali; Stefano Pieroni  (Tolentino nel Cuore) con deleghe a famiglia, politiche sociali, istruzione e salute. Mauro Sclavi (Tolentino nel Cuore) è stato designato quale presidente del consiglio comunale.

alle politiche giovanili. Giuseppe Pezzanesi ha tenuto per sé le deleghe a relazioni istituzionali, programmazione strategica e attuazione del programma, comunicazione, organizzazione amministrativa, personale e rapporti con soggetti partecipati, contenzioso, lavori pubblici e infrastrutture, ambiente e viabilità. In consiglio comunale, dunque si prospetta un doppio cambio nel Popolo della Libertà, dove ad essere sostituite saranno le due donne nominate assessore: Silvia Luconi e Orietta Leonori che avevano ottenuto rispettivamente 265 e 118 preferenze.

Al loro posto in consiglio comunale subentreranno  Ioseph Fogante, giunto ottavo con 25 preferenze, e Giuliana Salvucci, arrivata nona nella lista del Popolo della Libertà con 24 Inoltre, per la prima volta viene voti. introdotta a Tolentino la figura del consigliere delegato.  Non cambia più nulla, invece, nella civica Tolentino nel Cuore Il sindaco ha delegato i consi- dove Mauro Sclavi resta conglieri Alessandro Massi(Popolo sigliere (presidente dell’assise) della Libertà) alla cultura e assessore il secondo arrivato e Francesco in lista e cioè il dottor Stefano Colosi  (Popolo della Libertà) Pieroni.

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SONO TANTE LE RICHIESTE DI CASE POPOLARI A TOLENTINO IMPOSSIBILE ASSOLVERLE TUTTE di Carla Passacantando

Sono tante le famiglie che chiedono un alloggio delle case popolari a Tolentino. Oltre tutto le richieste sono anche aumentate nell’ultimo periodo. Ed è difficile assolverle tutte. Anzi. Sarà proprio impossibile. Gli alloggi di edilizia popolare a disposizione sono pochissimi e per ora non sono previsti investimenti per realizzarne degli altri a Tolentino. Nell’ultima graduatoria dell’8 giugno 2009, approvata dall’apposita commissione il 29 novembre 2010, le richieste sono 119, per il 60%, quindi 71, da parte di famiglie extracomunitarie e per il resto da quelle italiane. E tra tutte ne sono state assolte solo sei, tre alloggi sono stati assegnati a famiglie extracomunitarie ed altrettanti ad italiane. All’ultimo bando del 31 gennaio 2011, con termine di presentazione delle domande il 2 marzo dello stesso anno, hanno fatto richiesta ben 109 famiglie di cui 70 sono extracomunitarie. La nuova graduatoria di alloggi di edilizia popolare verrà approvata nei prossimi mesi, sicuramente dopo le elezioni amministrative previste per il 5 e 6 maggio 2012. Rispetto al bando precedente diminuiscono di dieci le richieste, ma occorre evidenziare che quello del 2009 aveva valenza biennale, mentre quello del 2011 annuale. Si evince, allora, che dovrebbe esserci un aumento di richieste se il dato fosse riferito non solo ad un anno, ma a due. Dati questi che, forniti dall’Ufficio ragioneria – patrimonio – case popolari del Comune di Tolentino diretto dal dirigente Paolo Bini, fanno riflettere. Sono tante le famiglie che richie-

dono gli alloggi di edilizia popolare e tendono a crescere con la crisi. D’altro canto sono aumentate le famiglie in difficoltà in questo ultimo periodo. Sono numerose le richieste di contributi per far fronte al pagamento dell’affitto di casa che giungono all’Ufficio servizi sociali del Comune di Tolentino. E negli ultimi mesi tale domanda ha subito una forte crescita. Allo stesso tempo non c’è disponibilità di alloggi di edilizia popolare. Attualmente nel Comune di Tolentino in totale ce ne sono 180 e già sono tutti occupati. Tra tre o quattro mesi ne verranno riconsegnati tre in via Proietti, uno in via delle Caserme, uno in via Conce. Ma non si riuscirà mai a coprire tutte le domande. E’ davvero complicato. Erano previsti 25 nuovi alloggi, in due palazzine di 12 appartamenti ognuno, nella zona Pace da realizzare per affittare a canoni concordati, ma niente. Qualche anno fa il Comune di Tolentino aveva assegnato all’Erap, l’ex istituto case popolari, l’area ricadente nella zona Pace di proprietà comunale e destinata per tale tipo di alloggi. Dopo aver avviato le progettazioni realizzative delle cooperative, infatti, il Comune aveva ceduto all’Erap, in diritto di superficie uno spazio adeguato per la costruzione di venticinque appartamenti da destinare a locazione permanente a canone concordati. L’Erap, però, circa un anno fa ha rinunciato a tale intervento perché il finanziamento regionale non era sufficiente per coprire l’investimento. Il lotto è stato così posto in ven-

dita alla Cooperativa Selene, ma l’accordo non è stato ancora sottoscritto. Probabilmente nel prossimo mese di settembre uscirà il nuovo bando per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica rivolto a coloro che hanno bisogno di una casa di dimensioni idonee alle esigenze del proprio nucleo familiare ad un canone di locazione inferiore a quello del mercato degli affitti. Le domande, che vanno in bollo da 14.62 euro, dovranno essere presentate entro trenta giorni dalla pubblicazione del bando. Tra i requisiti della domanda, comunque, occorre tenere in considerazione i parametri del reddito fissato in 11.144,00 euro ed è aumentato del 20 per cento per le famiglie monopersonali. Alla domanda, inoltre, vanno allegate la fotocopia del documento di riconoscimento o passaporto in caso di richiedente extracomunitario; la fotocopia della carta o permesso di soggiorno di durata biennale in caso di richiedente extracomunitario; codici fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare; attestato Isee del nucleo familiare ovvero Isee di prestazione in caso di nucleo richiedente diverso da quello anagrafico. Occorre aggiungere, nel caso in cui ricorra la relativa condizione, il certificato di invalidità con indicazione della percentuale, rilasciato dall’Asur; il certificato di alloggio improprio, antigenico o inadeguato, rilasciato dall’Ufficio igiene sanità pubblica o copia della richiesta antecedente la data di scadenza del bando; la sentenza di separazione legale; il provvedimento esecutivo di rilascio dell’alloggio; il provvedimento di conciliazione giudiziaria per il rilascio dell’alloggio;

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l’ordinanza di sgombero. Possono presentare domanda tutti coloro che si trovano nelle seguenti condizioni: possedere la cittadinanza italiana o di uno stato aderente all’Unione europea ed anche il cittadino di altri paesi che non aderiscono all’Unione europea può fare domanda purché sia titolare di carta o del permesso di soggiorno di durata biennale; risiedere o prestare attività lavorativa nel comune di Tolentino; non essere titolari della proprietà, uso, usufrutto o altro diritto reale di godimento di un’altra abitazione adeguata alle esigenze del proprio nucleo familiare che non sia stata dichiarata unità collabente ai fini del pagamento dell’Imposta comunale sugli immobili (ICI). Gli alloggi, che di volta in volta si renderanno disponibili, saranno assegnati dal comune secondo l’ordine della graduatoria, a meno che l’alloggio da assegnare non sia di dimensioni eccessive per le esigenze dell’aspirante.


I COMMERCIALISTI MEDIATORI NELLE CAUSE CIVILI Di Ester De Troia

Da circa un anno è entrata in vigore la figura del mediatore civile, nata dall’idea di snellire la trafila burocratica e legale delle cause che quotidianamente intasano i Tribunali, ma soprattutto per permettere un notevole risparmio di tempo e denaro alle persone che in qualche modo si sentono lesi di un diritto. E in questo nuovo panorama della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili si inserisce la figura professionale qualificata del Commercialista. Il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino Dott. Umberto Massei afferma che l’ordinamento giuridico si è posto proprio il problema dell’arretrato delle cause civili, infatti ci sono in Italia circa 6 milioni di procedimenti pendenti, che rappresentano un ulteriore freno alla crescita economica. Con l’istituto della mediazione lo Stato ha voluto introdurre una

sorta di filtro, non è che non si potrà più ricorrere al Tribunale per far valere le proprie ragioni, ma per le “liti” insorte su determinate materie quali ad esempio, i contratti di locazione, bancari, i risarcimenti da circolazione stradale, ecc … occorrerà prima esperire obbligatoriamente la mediazione, dando così alle parti la possibilità, con l’ausilio del mediatore, di raggiungere un accordo, evitando di instaurare una causa in Tribunale. Alla trattazione e risoluzioni delle “liti” sono stati delegati degli Organismi, e tra questi anche gli Ordini professionali, con delle figure specificamente formate proprio per deflazionare il contenzioso giudiziario, cosa che già avviene da tempo in altri paesi europei, ma che in Italia è stata adottata solo recentemente, ovvero con il Decreto Legislativo n. 28 del 2010. “L’obiettivo è di risolvere in tempi brevi e a costi contenuti le diatribe esistenti, sempre nel rispetto dei diritti e con la dovuta riservatezza” specifica il Presidente Massei, “piuttosto che di fronte ad un Giudice, la sede sarà quella dell’Ordine, in piazza della Libertà a Macera-

il dottor Massei e il dottor Pirro negli studi di Multiradio

ta, al civico 23, a Palazzo Amici, che abbiamo simbolicamente ribattezzato <Palazzo della Conciliazione> e dove abbiamo riservato due giorni a settimana, lunedì e mercoledì pomeriggio, per le attività della mediazione.” Il responsabile dell’Organismo di Mediazione istituito all’interno dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, il Dott. Mario Pirro,

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ci spiega che tutti i mediatori hanno seguito un corso, prontamente formati da docenti autorizzati dal Ministero della Giustizia, conseguendo un titolo che li abilita alla mediazione. Le materie oggetto di mediazione obbligatoria che possono essere trattate dall’Organismo di Mediazione istituito dall’Ordine sono: diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù


di passaggio, ecc..); divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; contratti assicurativi, bancari e finanziari; e da marzo di quest’anno sono state aggiunte altre due materie molto importanti, liti condominiali e risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti. La procedura di istruzione di un tentativo di mediazione è molto semplice, ci si reca o si contatta la sede dell’Ordine (tel. 0733/230465, e – mail: mediazioneadr@odcec-maceratacamerino.it), si compila una semplice domanda indicando l’oggetto della controversia e il nome della controparte e si versa un contributo di € 48,40 (Iva inclusa). Con questa domanda si inizia la procedura di mediazione, l’Organismo di Mediazione dell’Ordine si attiva contattando la controparte invitandola ad un incontro. Non è necessaria l’assistenza di un avvocato anche se la parte può sempre rivolgersi al suo legale di fiducia. Anche i tempi sono molto rapidi, infatti il tentativo di mediazione civile ha una durata massima stabilita dalla legge di 4 mesi, decorrenti dalla data di presentazione della domanda. La controparte si può rifiutare,

concludendo così la mediazione, ma in una sede giudiziaria il Giudice terrà conto del suo rifiuto. Ci sono delle tariffe fissate dal Ministero di Giustizia che permettono una valutazione immediata del costo della mediazione senza sorprese, esse sono esposte in una tabella consultabile sul sito internet dell’Ordine, sezione mediazione: www. odcec-maceratacamerino.it. Le tariffe vanno da un minimo di 65 euro per cause del valore della lite fino a 1000 euro, ad un massimo di 9.200 euro per cause che hanno un valore superiore ai 5 milioni di euro. Vi è da aggiungere e precisare che lo Stato per agevolare la mediazione riconosce alle parti, in caso di successo della mediazione medesima, un credito d’imposta fino a 500 euro e in caso di insuccesso 250 euro. “Noi che viviamo all’interno di aziende”asserisce il Dott. Pirro “sappiamo che gli imprenditori più illuminati preferiscono risolvere immediatamente una controversia per non spendere ulteriore tempo e denaro. Si usa dire: “meglio una brutta transazione che una causa vinta”. Il mediatore cerca di cogliere quei punti di convergenza tra le parti per far in modo che si arrivi alla soluzione della controversia

con soddisfazione reciproca. “In Italia manca una vera e propria cultura della mediazione” continua il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Dott. Massei “e per questo motivo vogliamo incentivare la conoscenza del nuovo strumento conciliativo.” Come categoria dei Commercialisti, oltre ad organizzare momenti informativi ed eventi formativi, abbiamo ritenuto importante avanzare un progetto

operativo, promuovere a giugno - per l’intero mese – l’accesso agevolato alla mediazione, quindi coloro che avessero la necessità di istruire un contenzioso, rivolgendosi all’Ordine non dovranno pagare i compensi previsti nelle tariffe ma solo le 48,40 euro necessarie per l’avvio della mediazione. Una prova per sperimentare sul campo questo nuovo strumento di risoluzione delle controversie.”

TABELLA CORRISPONDENTE A QUELLA DI CUI AL D.I. 180/2010 Valore della lite - Spesa (per ciascuna parte) Gli importi devono essere maggiorati dell’Iva EURO 65 FINO A EURO 1.000 DA EURO 1.001 A EURO 5.000 EURO 130 DA EURO 5.001 A EURO 10.000 EURO 240 DA EURO 10.001 A EURO 25.000 EURO 360 DA EURO 25.001 A EURO 50.000 EURO 600 DA EURO 50.001 A EURO 250.000 EURO 1.000 DA EURO 250.001 A EURO 500.000 EURO 2.000 DA EURO 500.001 A EURO 2.500.000 EURO 3.800 DA EURO 2.500.001 A EURO 5.000.000 EURO 5.200 OLTRE EURO 5.000.000 EURO 9.200

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Mio fratello “Robert” 12-6 Storia individuale e collettiva si nascondono spesso nei particolari. La foto qui a fianco ne è un esempio. Ventiquattro settembre 1944. Tolentino celebra i solenni, partecipatissimi funerali dei caduti nella lotta di Liberazione. In prima fila si nota un dodicenne, lo sguardo tra interrogativo e meditabondo concentrato su una bara. Si chiama Antonio Damiani. Dentro quella bara c’è il fratello partigiano Albo, morto tre mesi prima a soli 19 anni. Da quel giorno la memoria di Antonio alla scoperta di Albo è diventata anche nostra. Ripercorrendola insieme capiremo perché. Cominciamo dai fatti. Notte del 12 giugno 1944. Alcuni partigiani provenienti da Serrapetrona tra cui due tolentinati, Albo Damiani e Francesco Saverio Bezzi, si erano trasferiti nei pressi di Tolentino per minare il ponte di Colleluce. Disposte le pattuglie di guardia mentre alcuni si dedicavano all’opera di minamento, giunse inattesa una camionetta tedesca con a bordo Ramiro Laureani e Tarcisio Teodori. Troppo tardi ci si accorse che per un tragico errore le raffiche contro l’automezzo avevano colpito a morte Laureani e gravemente ferito Teodori. Si decise di condurre quest’ultimo all’ospedale di San Severino. Lasciato il compagno ai medici, il gruppo composto da “Tòto” Claudi, Damiani, Bezzi, due inglesi e un disertore austriaco si apprestò a ripartire. Ma il serbatoio era rimasto senza nafta. Ritornati a piedi verso l’abitato, nei pressi della stazione s’imbatterono in una pattuglia tedesca. Mentre gli altri si nascondevano, l’austriaco si fece incontro ai soldati parlando la loro lingua. Ma quelli, insospettiti dalla sua divisa inglese, aprirono il fuoco. Iniziò una violenta sparatoria. Damiani, Bezzi, un inglese e l’austriaco vennero falciati in una manciata di minuti. Per Albo si concludeva un viaggio breve quanto intenso attraverso il fascismo, dopo una scelta condotta fino in fondo con decisione, consapevolezza, rigore morale e intellettuale, generosità totali. Ma chi era Albo? Come arrivò a quell’appuntamento fatale?

Non certo una famiglia di tradizioni antifasciste e operaie, la sua. I genitori erano gente semplice, rispettosi delle leggi per convinzione e necessità (ambedue bidelli di scuola), di modestissima istruzione, tutt’altro che interessati alla politica. Eppure Albo (che in

realtà si chiamava Vinicio) aveva personalità, riflessività, ingegno da vendere. Timido, introverso, era tuttavia capace di crearsi amicizie, imparare dalle esperienze altrui, confrontarsi con chiunque, coltivare letture, desideroso di contatti umani e culturali, dotato di precoce senso critico. Cercava ovunque spunti per maturare la sua visione del mondo, affacciarsi oltre gli angusti orizzonti di una cittadina di provincia. Studiò inglese e francese, diventò un buon violinista invitato a feste e spettacoli. Appassionato di radiotecnica, si costruì apparecchi ricetrasmittenti con cui ascoltare voci lontane, diverse, clandestine. Decisiva fu l’amicizia con una professoressa romana in servizio a Tolentino, presumibilmente legata nella Capitale ad ambienti del Partito d’Azione, allora già attivo anche nelle Marche. La svolta arrivò nel maggio ‘43, quando Albo venne arrestato con altri tre coetanei per un’azione che oggi si definirebbe goliardica ma, dati i tempi, assai compromettente. Una bandierina rossa lasciata di notte all’ingresso della Casa del Fascio orientò le autorità locali su alcuni ragazzi di famiglie antifasciste o in odore di fronda. Solo Albo venne però trattenuto, perse il lavoro, fu condannato agli arresti domiciliari. Pur non avendo partecipato si autodenunciò, manifestando con orgoglio e lucidità la sua personale avversione al regime. ricoli, nelle azioni, nella rischiosa latitanza. Vennero l’eccidio di Montalto, la dissoluzione del gruppo, lo sbandamento dopo la misteriosa scomparsa di “Acciaio”. Poi la caccia senza quartiere di nazifaArrivò l’8 settembre, con quel che scisti ed SS italiane tra aprile e ne seguì. Albo si mosse da subito, maggio ‘44. senza esitazioni, malgrado salute Fino all’estremo Albo non mollò e fisico non fossero quelli di un d’un palmo. “La lotta è dura, ma guerriero nato. Prima a Fiastra, noi siamo più duri di lei”, scrisse dove l’inattività lo disamorò assai nel suo ultimo biglietto alla famipresto; quindi con “Acciaio”, il co- glia. Si firmava “Robert”, e il nomandante guerrigliero diventato stro pensiero corre al “Partigiano anche per lui mito e modello. Lo Johnny” di Fenoglio, a un tempo seguì sempre e ovunque nei pe- in cui “pietà l’è morta” trasformò 8

tanti giovani miti, intelligenti, sensibili in combattenti determinati.

Robert non cercò mai alibi come la giovanissima età, l’inesperienza, le fragilità del corpo, il gregarismo ideologico, le astrazioni teoriche a lunga conservazione. A differenza di chi (e non furono pochi) seppe scegliersi, con amicizie, tempi giusti, passato su misura, anche la stazione più comoda dove scendere.


Il nuovo punto servizi della Banca della Provincia di Macerata Intervista a Loris Tartuferi

La Banca della Provincia di Macerata ha appena inaugurato il nuovo BPrM Punto Servizi a Piediripa. Ci può spiegare di che cosa si tratta esattamente Presidente Tartuferi? Si tratta di una sorta di negozio finanziario, dotato di una struttura tecnologicamente avanzata, un bancomat in grado di svolgere pressoché tutte le operazioni bancarie in modalità self service 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. In più nel sito è presente, nei normali giorni e orari di apertura delle banche, una squadra di promotori finanziari pronti a discutere ed effettuare operazioni di investimento, di raccolta e quant’altro. Insomma, si tratta di un punto tecnologicamente evoluto in grado di offrire prodotti bancari e finanziari, presidiato da diversi promotori finanziari. Non si tratta di una vera e propria filiale, tuttavia costituisce di fatto un presidio della Banca in territori non coperti dalle filiali vere e proprie.

Avete nei vostri progetti l’apertura di altri Punto Servizi nel territorio maceratese? Dove esattamente? Sin dall’idea di costituzione di questa banca, quindi diversi anni fa, avevamo l’intenzione di coprire un po’ tutte le zone più importanti della provincia. Quindi, rispettando i nostri progetti iniziali, oltre ad essere presenti a Macerata Tolentino e Civitanova Marche, considerando i tempi necessari per realizzare questo progetto e la disponibilità di queste nuove strutture avanzate, vogliamo essere presenti con questi nuovi Punto Servizi BPrM anche in altre zone della provincia. Il prossimo Punto Servizi che attiveremo entro un paio di mesi sarà a Camerino, poi a Recanati e a Sarnano. Con questo cerchiamo di essere presenti nelle zone di maggiore interesse della provincia, completando via via il nostro programma di espansione. Che cosa hanno questi Punto Servizi di diverso ed innovativo rispetto ad una normale filiale? Hanno il fatto di poter offrire, attraverso un innovativo Bancomat intelligente, una serie di servizi bancari accessibili, come già detto, in qualsiasi momento del giorno e della notte.. Nei Punto Servizi si possono effettuare tutti i normali servizi di cui si può disporre presso una sede ordinaria. Quindi come è comprensibile si

potranno ottenere tutti i normali servizi di una banca in completa autonomia negli orari ritenuti più comodi dal cliente. Quindi se volessi versare un assegno oppure effettuare un bonifico di sabato o domenica, o alle 2 di notte, potrei farlo tranquillamente? Assolutamente si, non solo prelievi o depositi di contanti, ma emissione di assegni e bonifici e anche pagamenti di MAV. Così si eliminano le inutili attese e le code allo sportello… Proprio così, la macchina guida passo passo il cliente in ogni operazione fino al termine dell’operazione stessa. Insomma, sembra proprio che la Banca della Provincia di Macerata goda di ottima salute… Sicuramente sì, e di questo va dato merito a tutta la squadra che ha lavorato al progetto in questi anni. Il 6° anno di attività si è chiuso con un utile significativo, in controtendenza con altre realtà.

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Stiamo facendo occupazione, più che quadruplicando il personale sia dipendente che la rete di collaboratori esterni. Nel 2006 siamo partiti con 14 persone, ad oggi occupiamo circa 55 unità. Inoltre abbiamo creato un bell’indotto garantendo servizi collegati ai nostri prodotti avvalendoci della collaborazione di professionisti della zona. Siamo soddisfatti e orgogliosi di portare avanti la nostra missione di banca locale vicina al territorio, raccogliendo non pochi apprezzamenti in questo periodo di forte difficoltà.


Confronto tra generazioni: muri o ponti? COMUNICARE Il giovane è come la grande quantità di luce e la forza del sole in piena estate… Ha energia, idee fresche e voglia di dare. Ha un sogno che vuole realizzare ed è continuo movimento, di testa e di risorse. Sono i giovani che hanno nuovi progetti per la società, che immaginano un futuro migliore e ambiscono a lasciare un segno. E le persone più grandi? Hanno risorse speciali o sono solo arroccate su poteri conquistati? Procediamo con logica. Anche queste persone sono state giovani e quindi quella ricchezza di sogni, idee ed emozioni le hanno vissute. Immaginiamo, ad esempio, un 60enne di oggi nei suoi venti anni. Chissà quali battaglie, piccole o grandi, avrà condotto… Poi sono passati gli anni ed avrà costruito la sua strada, sperimentato nuove situazioni e affrontato la vita e le sue circostanze. Avrà sentito sulla sua pelle il caldo rassicurante dei successi ed anche il freddo delle sconfitte. A volte avrà lottato per difendere a spada tratta le sue idee ed altre avrà accettato il compromesso. Quante cose possono aver visto i suoi occhi? Quante emozioni può aver sperimentato il suo cuore? Quanta esperienza può aver acquisito nel suo lavoro? Secondo me, c’è tanto nella persona “grande”, tanto di tutto.

di Solidea Vitali

Eccoli i due mondi che devono relazionarsi. Da una parte i giovani e dall’altra i grandi, entrambi nello stesso posto. Come se all’interno di una casa ci fosse un bellissimo e speciale oggetto di design moderno in cristallo da una parte e, dall’altra, un antico e prezioso scrigno di legno. Il primo oggetto ha bisogno di integrarsi con l’ambiente, di acquisire personalità; il secondo, ricco e forte della sua stabilità ed esperienza ha bisogno di condividere le informazioni che ha acquisito con il tempo. E’ forse questo il segreto per l’interazione tra i due mondi. Il giovane dovrebbe mettersi nella posizione di rispetto e vero ascolto del più grande… dovrebbe riuscire a trovare quella chiave che apre lo scrigno perché lì dentro può trovare veramente tanto. E’ necessario comprendere, capire, analizzare e poi costruire qualcosa di migliore come risultato di un mix perfetto tra innovazione, forza ed esperienza di vita vissuta. Trovo sia poco produttivo l’atteggiamento di quei giovani che criticano e basta. Dire “Voi non avete fatto niente per noi” e racchiudere tutto il proprio essere in questa accusa fine a se stessa serve a poco. E di certo non è questa una posizione di apertura per un confronto costruttivo. Demolire è facile e veloce, per costruire ci vuole impegno.

Più che puntare il dito, i giovani dovrebbero cercare di capire cosa e perché è stato fatto da chi c’è stato prima. Con quali mezzi hanno lavorato i 60enni di oggi, quali sogni hanno cercato di inseguire, quali ostacoli hanno trovato sulla loro strada, in quale contesto hanno operato. A volte si tratta semplicemente di apprezzare quello che di positivo c’è stato trasmesso o lasciato in eredità. Non possiamo cancellare ed azzerare il lavoro fatto. Anche nelle invenzioni si parte sempre da ciò che esiste per arrivare a qualcosa di nuovo. I giovani dovrebbero impegnarsi con intelligenza emotiva e creativa. “Emotiva” perché è importante saper controllare le proprie emozioni ed evitare di cadere nella trappola del “noi non ci possiamo fare niente”, e “creativa” perché è nelle loro mani la costruzione del nuovo.

A quelli che invece conservano gelosamente il proprio potere mi viene da dire che, in alcuni casi, la saggezza è rappresentata dalla capacità di saperlo lasciare… il potere. Entrambe le parti in questo modo si pongono in una posizione di chiusura che permette solo l’innalzamento di muro. E a cosa serve il muro? Di sicuro blocca la comunicazione, una via che porta dritta all’isolamento, una barriera che genera soltanto giudizi, pregiudizi e distacco.

E’ necessario che i giovani ed i grandi si relazionino in modo profondo, cercando di entrare nelle rispettive realtà, di cogliere tutti gli aspetti delle loro personalità, idee e sentimenti. E’ solo avvicinandosi ad un mondo che può sembrare diverso che si possono comprendere le situazioni. Un ponte… questo ci vuole. Un ponte capace di mettere in collegamento due mondi, ognuno speciale, Lo stesso discorso è rivolto anche ai ognuno ricco di qualcosa… molto grandi, a quelli soprattutto pronti ad importante per l’altro. etichettare i giovani come fannulloni. Solidea

PRENOTAZIONE TESTI SCOLASTICI TUTTO IL NECESSARIO PER LA SCUOLA E L’UFFICIO FOTOCOPIE B/N E A COLORI STAMPA DA FILE B/N E A COLORI SCANSIONI SU PC SERVIZIO FAX da giugno mercatino del libro usato viale B.Buozzi, 49 Tolentino Mc tel.e fax 0733 962210 monicacarfagna@virgilio.it 10


VOGLIA di TINTARELLA? LO SPECIALISTA CONSIGLIA di Maria Laura Pierucci

La dottoressa Maria Laura Rosati

Si avvicina l’estate e alla dottoressa Maria Laura Rosati, medico chirurgo specialista in dermatologia, venereologia e cosmetologia, chiediamo consigli per la cura della pelle in preparazione della bella stagione Bisogna prevenire i danni da esposizione solare con adeguata preparazione sia orale che cosmetica. Chi soffre di eritema o disturbi legati alla foto-esposizione è bene che inizi un paio di mesi prima assumendo dei preparati che garantiscano una schermatura dall’interno della pelle e aiutino la pelle stessa ad assorbire i raggi solari. Sono preparati, in particolare, a base di licopene, utili contro i danni causati dai raggi solari. Quelli che contengono un’elevata concentrazione di licopene, spal-

mandosi sulla pelle dall’interno, determinano un assorbimento dei raggi solari con una diminuzione degli effetti negativi dell’esposizione al sole. Ricordiamoci che la nostra capacità di abbronzarci non ha ragioni estetiche, ma ha la funzione di proteggere i nostri organi interni dal danneggiamento operato dagli ultravioletti. In risposta ad una radiazione, infatti, la nostra pelle reagisce producendo melanina che, disponendosi sulla pelle, assorbe la radiazione ultravioletta e protegge gli organi interni. Oltre a questo, la pelle si difende ispessendo lo strato corneo: questo, a lungo andare, determina la formazione di macchie solari e macchie di vecchiaia per la frequente stimolazione alla produzione di melatonina, come chi – oltre all’esposizione nei mesi estivi – ricorre all’abbronzatura per mezzo di lampade solari. L’ispessimento dello strato corneo, a sua volta, determina la formazione di rughe, unitamente al fatto che proprio la radiazione ultravioletta determina un danno delle fibre elastiche del collagene, con relativo foto-invecchiamento. Piuttosto che ricorrere a trattamenti antirughe è bene sapere che la prima misura da adottare sarebbe proprio quella di proteggersi dai raggi solari. Usare tutto l’anno dei filtri sul viso e sulle mani, quelle zone del cor-

po che sono più foto-esposte, è la prima terapia anti-rughe e la migliore prevenzione che possiamo regalare alla nostra pelle, anche se contrasta con la nostra idea di abbronzatura a fini estetici. In particolare, va ricordato che il danno da foto-esposizione è un danno ‘cumulativo’, cioè non fa sconti. È come se avessimo un bonus che man a mano andiamo consumando: se prendiamo tanto sole a 20 anni, lo pagheremo a 50. Questo consiglio è diretto a uomini e donne di qualunque età … Anche e soprattutto alle mamme che vogliano foto-proteggere i loro bimbi piccoli. È bene sapere, infatti, che prendere tanto sole prima dei 14 anni, specie se ci si ustiona, espone al rischio di melanoma, un tumore gravissimo e, purtroppo, in grande aumento perché significativamente cresciuto è il numero di persone che moltiplica il proprio tempo di esposizione al sole con vacanze fuori stagione, andando nelle regioni tropicali durante il periodo invernale. Approfondiamo l’argomento ‘creme solari’: sono veramente efficaci? Negli ultimi anni sono state formulate creme contenenti delle sostanze che possono riparare i danni al DNA in tempo reale grazie alla presenza dell’enzima fotoliasi. Sono particolarmente indicate a coloro che hanno la pelle chiara

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o a chi è soggetto alle cheratosi attiniche, cioè le lesioni precancerose foto-indotte, o tende a sviluppare tumori cutanei: con queste creme si riesce ad ottenere una reale protezione. Ce ne sono poi che hanno, oltre al foto-protettore, anche dei protettori delle cellule immunitarie della pelle, riuscendo - tramite dei minerali - a riflettere almeno in parte il sole. Insomma, oggi ci sono delle creme davvero valide per cui l’invito è quello di usarle. Il consiglio, poi, è di usare sempre lo stesso fattore di protezione, con la precisazione che si mantiene costante solo nelle prime due ore di esposizione. Sempre nel discorso della prevenzione rientra la cosiddetta ‘mappatura dei nevi (o nei)’ … Ha la finalità di scoprire se c’è un melanoma, ma in generale è importante l’auto-osservazione, cioè guardare i propri nei, osservarli, per notare se cambiano forma o colore. Il melanoma, a differenza di tanti altri tumori, ci dà parecchio tempo per essere scoperto prima di fare grossi danni, per lo meno nella maggior parte dei casi. Quali sono gli indizi classici cui prestare attenzione? L’insorgenza di un neo di un colore particolarmente scuro, un neo irregolare o che dà qualche sintomo (prurito, sanguinamento), l’ingrandimento di un neo che abbiamo già.


istituto Don Bosco Nella società in cui viviamo, tutto è fatto per essere consumato in fretta e gettato altrettanto rapidamente, senza badare alla qualità ,come se le nostre azioni quotidiane non facciano parte del nostro essere e non si ripercuotano poi anche sulla nostra salute. Ugualmente i nostri figli, dalla società odierna, sono considerati nel loro ruolo di consumatori o coproduttori, le cui scelte dipendono non solo dall’esempio fornito loro dai grandi, ma, ahimè, anche dalla pubblicità e dalle influenze di amici e conoscenti. Cambiare, pertanto, le proprie abitudini alimentari quotidiane, avvicinandosi ai concetti del buono, del pulito e del giusto è importante soprattutto per i piccoli che hanno ancora un mondo da scoprire. Avvicinarli alla terra, facendo loro coltivare dei frutti e delle verdure più o meno conosciuti è un modo per educarli alla varietà, alla stagionalità, ai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, al rispetto della natura e di tutte le creature viventi, ad incuriosirsi per ciò che è diverso e ad assaggiare ciò che loro stessi coltivano. In tal modo, si dà loro l’opportunità di diventare dei cittadini consapevoli che le loro scelte d’acquisto hanno delle ripercussioni sul mondo che li circonda e sulla salute del cittadino. In quest’ottica si pone il Progetto Nazionale “Orto in Condotta”,

Progetto “Orto in…condotta” al quale l’Istituto Comprensivo “Don Bosco” ha aderito già dallo scorso anno scolastico, collocandolo tra i progetti d’Istituto ed impegnandosi a realizzare le finalità proposte attraverso le specifiche attività , laboratoriali e non, che si concretizzano nelle classi partecipanti al progetto. Il progetto “Orto in Condotta” realizzato per la prima volta nel 2004 è oggi lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole.  Insieme agli studenti, gli insegnanti, i genitori, i nonni e i produttori locali sono gli attori del progetto, costituendo la comunità dell’apprendimento per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. Il progetto, di durata triennale, si fonda sulla convinzione che far sperimentare agli alunni delle attività manuali finalizzate alla costruzione di strutture permanenti, quali sono un orto e un giardino, richiede un impegno costante e capacità progettuali/esecutive prolungate nel tempo. L’ Istituto Comprensivo “Don Bosco” ha voluto coinvolgere i propri alunni in un progetto che li ha avvicinati alla scoperta dei prodotti del proprio territorio e ad un’alimentazione sana e consapevole. Il progetto è iniziato l’anno scorso con una classe della scuola secondaria di I° grado e grazie alla collaborazione di un nonno che si è reso disponibile per

aiutare i ragazzi. Insieme hanno piantato, per la prima volta, nell’ orto realizzato in un angolo del cortile della scuola, una pianta di melo. Quest’anno gli alunni hanno continuato l’attività, durante un laboratorio pomeridiano, piantando qualche specie aromatica (timo, salvia, rosmarino,..) e seminando diversi tipi di ortaggi (insalata, zucchine, pomodori,…) grazie anche alla disponibilità di una serra. Analogamente in alcune classi dell’Infanzia Bezzi e Grandi i bambini, dai tre ai sei anni, hanno conosciuto un simpatico personaggio filo conduttore: “Il contadino Dino” che ha illustrato loro l’ ambiente caratteristico dove lui vive, la campagna, e ha spiegato il significato dell’ orto e delle stagioni. Successivamente, attraverso specifiche attività , con l’aiuto del contadino Dino e di un nonno i bambini si sono cimentati nell’ attività di semina, raccolta, conservazione e lavorazione dei prodotti. A questo progetto hanno partecipato diversi insegnanti i quali hanno frequentato, durante l’anno scolastico, tre incontri di formazione organizzati dall’associazione Slow Food: sono state utili occasioni per approfondire i temi dell’orticoltura e della scoperta degli alimenti attraverso i sensi. Tutti gli alunni dell’Istituto “Don Bosco” hanno partecipato con entusiasmo e responsabilità alle

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attività laboratoriali, che attraverso giochi di ruolo, hanno permesso di sviluppare non solo le competenze logiche, ma anche quelle linguistiche, artistiche, motorie, musicali legate da un unico filo conduttore: l’orto e i suoi prodotti!


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IO CITTADINO

Caro Direttore Il forte vento di cambiamento proveniente dalla?Bura?,dopo aver accarezzato il popolo di Tolentino,ha schiaffeggiato quell?ideologia che aveva dominato per molti anni la politica della città. Il successo di Pezzanesi non è passato e non passerà inosservato ; con buona pace dei tenti”opinionisti” e “sapientoni” che stavano già scaldando i motori per festeggiare la solita vittoria del partito che ha governato da quasi sempre questa città,hanno dovuto ricredersi : il concetto di credibilità e di fiducia dell’opinione pubblica ha fatto si che da tenace oppositore,il saggio Pezzanesi abbia prevalso.. Auguri al nuovo sindaco e alla sua coalizione per le sfide che dovranno affrontare per il bene della popolazione e per il rilancio della città. Cordiali saluti Galliano Nabissi Gentile direttore di Press News vengo a ringraziarvi per le informazioni che date ai cittadini di Tolentino, questa bellissima nostra città. Questa volta voglio segnalarvi un servizio davvero speciale del nostro comune e dei nostri servizi sociali. Vi sto parlando del TAXI SOCIALE,che aiuta tanti anziani e tanta gente colpita da handicap che non guida e che si trova sola davanti alla malattia. Voglio segnalare e ringrazioare i volontari della associazione ASSUR che ci porta gratuitamente a fare i controlli ecc. Grazie a Giuliano, Isa, Claudia, Franco, Pierino, Paolo, Michele e altri. Aiutateci a far restare e diventare ancora migliore questo servizio, e grazie alla dott.m Loredana Riccio che mette tutto il suo impegno in questo servizio che non ha eguali nelle altre città. Ancora Grazie Gabriella

Saggio di musica al “Tolentino Retail Park” con i ragazzi della Scuola Lizard

Domenica 1 luglio, a partire dalle ore 16.30, cinquanta ragazzi tra chitarristi, pianisti, cantanti, bassisti e batteristi si susseguiranno sul palco allestito al Centro Commerciale “Tolentino Retail Park” in occasione del saggio di fine anno della scuola di musica Lizard di Tolentino. “Sono molto soddisfatto del livello qualitativo raggiunto dagli allievi già in questo primo anno di attività” ha dichiarato  Giovanni Unterberger, fondatore e direttore nazionale della Lizard

Positivo quindi, il bilancio del primo anno di attivitá per la Lizard di Tolentino che fa parte di un network italiano che comprende circa 60 scuole di musica diffuse sul territorio nazionale e che si avvale di ottimi insegnanti “Per il prossimo anno scolastico, che ripartirà da metà settembre, oltre all’obiettivo di aumentare il numero degli allievi- ha ricordato Unterberger - non è da escludere una possibile apertura anche al settore classico e l’introduzione di percorsi “finalizzati” particolar-

mente indicati per tutti coloro che non aspirano al professionismo, ivi compresi i bambini in età prescolare e gli adulti di ogni età.” Sul palco si daranno il cambio diversi musicisti che eseguiranno brani che non ci si annoia mai di ascoltare, inoltre ci sarà anche spazio per le band formatesi all’interno dei laboratori di musica d’insieme proposti dalla scuola Lizard, che favoriscono la socializzazione e la crescita umana ed artistica dei ragazzi. Dai corsi propedeutici per bambini

RITRATTI Parrucchieria

nuova sede Via XXX giugno 36a Tolentino 14

fino ai corsi superiori di musica, la didattica Lizard consente di raggiungere i migliori risultati in tempi molto più brevi rispetto alla didattica tradizionale.


IO CITTADINO

Gentile Direttore, prima di tutto ritengo doveroso ringraziare Multiradio Press News ( Lei e tutte le Persone che lavorano in redazione), per il valido Servizio informativo , che senza oneri, con stile trasparente e costruttivo, periodicamente mi giunge a domicilio. Vorrei quindi, se possibile, poter apportare il mio contributo di segnalazioni e quesiti (una minima parte, ma credo abbastanza eloquente), al fine di non far dimenticare a chi di dovere, una serie di situazioni a mio avviso “particolari”. Immagino che l’apparato del Comune contempli alcuni Soggetti (funzionari, tecnici, consulenti,politici,dirigenti), pagati anche per controllare e dare indicazioni, al fine di sistemare celermente ed in modo appropriato le criticità. Qualcosa forse non sta andando nel modo giusto e ritengo doveroso e per senso civico, aiutare (gratuitamente), chi è preposto ai vari settori. Non mi aspetto un “grazie”, ma nemmeno loro se lo aspettino da me. Come cittadino di Tolentino, ma credo come ogni cittadino onesto lavoratore, con senso patriotico, civico e morale, ambisco a vivere in un contesto quanto più sicuro, efficiente e funzionale, nel rispetto delle regole , delle tradizioni del territorio e della moralità. Tuttavia e più concretamente, sono conscio che molte cose non siano possibili da realizzare in modo completo, per diversi motivi, come ad esempio a causa di scelte sbagliate o fuori tempo e più in generale dalla mancanza di denaro. Andando ancora più sul concreto, ho deciso di fotografare alcune situazioni che da tempo, forse molto, troppo tempo (non mi sembra siano accadute tutte contemporaneamente ieri), esistono nella nostra Tolentino. Faccio un breve elenco, aiutandomi anche con delle foto. Credo si dovrebbe potenziare il turismo in città, così come si dovrebbero conservare diligentemente opere storiche e la natura. Mi domando se siano ben conservate e ben presentate all’osservatore: l’Arco di Trionfo (foto 1) con erba ovunque ed un bel cartello pubblicitario davanti; le Mura vicino Porta Adriana (foto 2 ) con “incastonato” il deposito dell’olio usato ed una serie di supporti in ferro a vista; le Fonti di San Giovanni (foto 3) con erba e non inquadrato, c’è anche un bel bidone per la raccolta degli indumenti usati; lago delle Grazie ( foto 4 ) la via d’accesso è piena di crateri e se si va oltre.... Visitando altre località che hanno la fortuna, il privilegio (e ne sono coscienti), di disporre di laghi, parchi e monumenti, non mi pare che i cassonetti o i cartelli pubblicitari siano costantemente a ridosso degli stessi, così come la manutenzione mi pare sia più attenta. Ma qua sembra che la svolta per potenziare il turismo, sia spendere soldi per i mattoncini da posizionare sul selciato, per guidare Pollicino... Se poi le mura antiche rischiano di crollare, pazienza. Sempre dal lago delle Grazie (foto 5) la protezione a bordo strada, mi pare instabile; Via Nazionale (foto 6) marciapiede difficile da definirsi tale, così come la protezione è molto inclinata e forse più pericolosa che utile; lungo la via che porta al Torrione di San Catervo (foto 7), la ringhiera è rotta ed il tratto non più in completa sicurezza; sul ponte all’“incrocio Santa Lucia”( foto 8), il sostegno in legno del lampione era nel progetto ? Forse e dico forse, la manutenzione delle strade potrebbe essere incrementata. Ho letto inoltre che vi è un progetto per la sostituzione delle lampade votive tradizionali con quelle a basso consumo; lodevole. Ma non sarà meglio prima mettere a norma ed in sicurezza l’impianto elettrico ? (foto 9 e 10). Quello che ho evidenziato, esiste da molto più di un giorno (in alcuni casi, parliamo di anni), capisco che manchino i soldi, ma prima di proporre ulteriori spese, elogiarsi per qualcosa (chiedendo forse consensi), sarebbe meglio cercare in tutti i modi di sistemare quello che già esiste e di investire dove c’è stretto bisogno, maggiormente ora. Infine, ma solo perchè non ho avuto ulteriore tempo, mi piacerebbe avere le ultime notizie sulla “pista ciclabile”. Penso siano stati spesi soldi per quello che mi pare sia stato definito “progetto di prova”. Domande: la prova è terminata ? Con quali spese finali e i risultati? Il progetto definitivo se ci sarà, quanto costerà? E quando sarà avviato? Non voglio credere che si sia fatta una prova, senza aver pianificato l’eventuale successiva fattibile realizzazione. Se sai di avere un budget limitato, pur conscio che lo sport faccia bene, preferisci comprare le nuove scarpe da ginnastica a tuo figlio o lasciargli sfruttare quelle che ha, investendo i soldi magari in libri di scuola? Credo infatti che un buon amministratore , sia esso di azienda, di club o di Ente anche e soprattuto pubblico, debba avere ed usare lo stesso comportamento del buon padre di famiglia. Se c’è crisi, si riducono le spese per feste e nuovi acquisti, si chiede di ridurre i consumi e davanti ai propri figli, occorre avere anche l’umiltà ed il coraggio di ammettere i fallimenti e di non nascondere gli eventuali problemi in corso,ma al contrario motivarli e proporre valide soluzioni. Se mi è concesso, invio un saluto a tutti i concittadini, invitandoli a dare sempre il meglio di loro in famiglia così come al lavoro e di non lasciarsi sopraffare davanti alle difficoltà. Una forte stretta di mano, a tutti i Volontari, alle Forze dell’Ordine ed al Personale sanitario, che quotidianamente lavorano per noi e spesso con tante difficoltà. Stimato Direttore, concludo,ringraziando per il tempo che mi ha concesso e per l’eventuale spazio che vorrà darmi sul Suo Periodico. Cordiali Saluti e buon lavoro Lettera firmata

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L u s pì

Daltronde adera tantu tempu che tirava sempre l’aria da ‘na parte e me sa che ogni tantu, pe’ lo ve’ de tutti, u’ spiffiru nou non ce fa male.

Je passirio le vettovaje da lu tittu, come fecero tanti secoli fa a lu concisturu de li cardinali che non se mettia d’accordu pe’ fà lu papa. Io ‘mece, come ar solito, proo a dittela a modu mia:

non se ‘ccorcia più le gonne, Tanto che, nù, come allocchi non putimo ‘rfacce l’occhi! ed allora l’interesse pe’ non fa più lo minchio’, s’ade tuttu ‘ndirizzatu sulle nostre votazio’. All’ iniziu era ‘na lotta, che parìa dura’ per mesi, tra lu candidatu Comi e Pezzanesi, ma però, è stato più saggio ji a finire al ballotaggio, Che ha assegnato la vittoria che ha concluso questa storia, tra ‘sti dui contendenti. porbio a quillu che ha lottato sia co’ l’ogne che li denti! A chi ha dato l’argomenti che c’ha avuto assai più pesi, e che è risultatu esse’ porbio Peppe Pezzanesi! mo’ finita è la cagnara che, che orda te rentrona, per accaparra’ li voti, pe’ sede’ su ‘na poltrona! Quellu che io vojio chiede e che a loro vojio di’, è: cerchete a ji d’accordu pe’ lo ve’ de “Tulinti’”!

Lo sai che duvimo fa Pe’? Consignimo a li governanti noi le copie ‘retrate de tutti quilli picculi spi’ che ch’imo puntatu su

Me dispiace costatallo che ade’ jito via lo callo, e cuscì, tutte le donne

Ciao Pe’! Ciao Rena’! ‘

Ciao Pe’! Ciao Rena’! L’urdima orda che ci simo visti ajmo speratu che co lu tempu vonu le vardasce ‘cuminciava lu spojarellu, ‘mece lu tempu s’è incattiitu e c’ha lasciatu a bocca ‘sciutta. Però l’aria s’è rescallata co l’eleziò, pianu pianu! Dopo li risultati de lu primu turnu s’è sintitu un certu venticellu, dopo, co’ lu ballottaggiu, la temperatura s’è arzata come quanno c’è lu solleo! Dopu la prima ‘nfornata, Francì ha cercatu de mettece ‘na “pezza”, ‘mece la fatta tropu longa e te scappatu fori “Pezza”...”Nesi”

‘stu giornalettu, co’ la speranza che je possa esse utili pe’ pijà quarghe modestu suggirimentu. A dì la virità, all’urdimu minutu, quarghe toppa ha cercatu de mettela, ma me pare che è riati fori tempu massimu quilli della vecchia ‘ministraziò. Sperimo che serva da leziò a quilli noi a dasse da fa subbeto visto che c’ha tantu tempu davanti. A stu puntu lo sai che penso che duimo fa noandri cittadini: ‘rchiudili tutti, maggioranza e opposizio’, drendo lu comune e muracceli fino a quanno non se mette daccordo su un progettu comune, come minimu decennale, su lu futuru de lu paese. E pe’ daje a magnà come faristi?

Al Canile Monti Azzurri arriva la pensione vacanze

Finalmente al Rifugio canile Monti Azzurri si può prenotare un box per lasciare il vostro cane mentre siete in vacanza. Il costo fissato per questo servizio è di 6 euro al giorno, omnicomprensivi. Per informazioni telefonare allo 0733 966523

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MPN giugno 2012