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Iglesias Monumenti Aperti

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20 Maggio 2012

COMUNE DI IGLESIAS


Gruppo Locale di Coordinamento Iglesias Amministrazione Comunale di Iglesias Coordinamento generale Gianni Persico Marco Vacca Coordinamento amministrativo Servizi Culturali - Ufficio Cultura Testi in inglese e in francese Scuola Media “E. d’Arborea- Lamarmora” Peter Sutton

Orari dell’Ufficio Turistico

Sabato: 10.00- 12.00 16.00-20.00 Domenica: 10.00- 20.00

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Iglesias


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nche quest’anno la città di Iglesias è lieta di aderire a Monumenti Aperti, una manifestazione ormai consolidata nella cultura della nostra terra. In questi giorni Iglesias si apre ai suoi concittadini e ai tanti visitatori, che avranno la possibilità di scoprirne tutti i segreti, tutte quelle peculiarità che la rendono un gioiello dal punto di vista culturale, artistico, architettonico ed ambientale. Quest’anno abbiamo davvero voluto mettere a disposizione tutte le nostre meraviglie con un elenco di siti visitabili che non ha avuto eguali nelle passate edizioni. La manifestazione Monumenti Aperti, all’interno dei due giorni canonici, prevederà l’organizzazione di grandi eventi culturali volti a valorizzare i tanti artisti locali che si esibiranno nei luoghi più suggestivi ed attraenti che la nostra città ci mette a disposizione. Sarà un evento di intensa cultura ricco di momenti speciali, che culminerà con la manifestazione vera e propria, quella che ci consentirà di scoprire e conoscere le tante meraviglie che la città Regia di Iglesias riesce sempre ad offrirci. Le chiese, i palazzi, le mostre, le piazze, il patrimonio minerario, l’archeologia e lo splendido centro storico medievale potranno davvero darci delle magnifiche sensazioni che si perdono nella notte dei tempi e che accompagnano da secoli la nostra storia, la storia di una città che è sempre stata grande protagonista nella cultura e nell’arte grazie all’impegno profuso nel tempo dai suoi concittadini. Nel ringraziare le Associazioni culturali, le Scuole cittadine e tutti i Soggetti Pubblici e Privati che hanno offerto la propria disponibilità alla buona riuscita della manifestazione, vorremmo terminare questa breve presentazione con la frase che ha accompagnato le ultime iniziative di rilancio turistico della città: Iglesias, infinite emozioni da scoprire Andrea Pilurzu Assessore al Turismo Luigi Biggio Assessore alla Cultura

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Il Comitato Scientifico Regionale Consiglio Regionale della Sardegna Claudia Lombardo Maria Santucciu Regione Autonoma della Sardegna Assessorato al Turismo Luigi Crisponi Artigianato e Commercio

Assessorato alla Pubblica Istruzione, Sergio Milia Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport

Direzione Regionale per i Beni Culturali Maria Assunta Lorrai e Paesaggistici della Sardegna Sandra Violante

M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale Enrico Tocco per la Sardegna Rosalba Crobu

Comune di Cagliari Massimo Zedda Enrica Puggioni

Provincia di Cagliari Angela Maria Quaquero Ufficio Regionale Francesco Tamponi Beni Culturali Ecclesiastici

UPI Sardegna Francesco Putzu

ANCI Sardegna Cristiano Erriu Umberto Oppus Università degli Studi di Cagliari Giovanni Melis Università degli Studi di Sassari Attilio Mastino Pinuccia Simbula Imago Mundi Associazione Culturale Fabrizio Frongia Armando Serri onsorzio CAMU’ Centri d’Arte e Musei Francesca Spissu C Giuseppe Murru Società Cooperativa Sociale Il Ghetto Alessandro Piludu Nicoletta Manai

Confesercenti Regione Sardegna Marco Sulis Confcommercio Sardegna Gavino Sini

Agenzia Nazionale Gianpiero Liori Sviluppo Autonomia Scolastica

Sardegna Solidale Roberto Copparoni Centro Servizi per il volontariato

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urismo, identità e cultura, una combinazione ideale per una terra depositaria di tradizioni millenarie. Oltre che da spiagge bianche e mare cristallino, i viaggiatori sono sempre più attratti da manifestazioni e itinerari culturali e da località d’arte della Sardegna. Una recente indagine conferma il trend, nel primo semestre 2011 nell’Isola è cresciuta del 20% la frequentazione di luoghi di interesse storico - artistico, un dato con pochi confronti in Italia. Fra le motivazioni alla vacanza, spiccano le visite al patrimonio artistico e monumentale: ‘uno scrigno di tesori’ composto in Sardegna da antichi palazzi e castelli, basiliche e musei, parchi minerari e archeologici, e disseminato sull’intero territorio. Un patrimonio da preservare innanzitutto, poi da riscoprire per i sardi e, nel contempo, da condividere con i visitatori con l’accoglienza della quale l’Isola è capace. Da condividere con itinerari culturali, come appunto Monumenti aperti, evento che suscita suggestioni ed emozioni uniche. La domanda turistica è orientata alla ‘memoria’ e alla cultura, perciò la Regione Sardegna promuove l’architettura storico - artistica, simbolo di identità, così da assecondare anche il profilo moderno dei nostri visitatori, culturalmente preparati, rispettosi e desiderosi, oltre che di ‘vivere’ l’unicità di paesaggi incantevoli, anche di conoscere beni culturali e manifestazioni tradizionali. Luigi Crisponi Assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio

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nno dopo anno, Monumenti Aperti rappresenta un momento importante che va oltre la semplice manifestazione culturale. È la condivisione della conoscenza del nostro patrimonio di cultura, di memoria e di storia condivisa. È la consapevolezza che i beni culturali rappresentano veramente noi stessi, la nostra espressione artistica e creativa, interprete dell’epoca che li ha visti nascere. È la testimonianza di quanto la cultura non sia un bene privato, ma collettivo, che aspetta di essere riscoperto, esposto, valorizzato, divulgato, fruito. Con Monumenti Aperti si vive un momento popolare e di festa dove un pubblico sempre più attento e consapevole delle potenzialità del nostro patrimonio artistico-architettonico, diventa protagonista della storia della nostra Isola. La promozione del nostro grande patrimonio culturale si è trasformata nel corso degli anni, proprio grazie a questa manifestazione, in un momento festoso e popolare che raduna giovani e meno giovani, studiosi della materia e semplici curiosi, studenti e volontari culturali. Tutti ugualmente coinvolti in un’attesa opportunità di arricchimento storico e culturale dove il nostro passato e il nostro presente si fondono per dare a tutti la consapevolezza che dobbiamo tramandarlo gelosamente, nel migliore dei modi, alle generazioni future. Sergio Milia Assessore regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport monumentiaperti

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Archivio Storico Via delle Carceri Il Breve di Villa di Chiesa è il documento più antico conservato nell’Archivio Storico Comunale di Iglesias, sito nei locali dell’ex Carcere mandamentale (Via delle Carceri) risalente al XVIII secolo. Si tratta di un codice di leggi databile al 1327; è un bel manoscritto in lingua volgare pisana su pergamena, in buono stato di conservazione e privo di particolari ornamentazioni. Riportato alla luce dal Conte Carlo Baudi di Vesme nel 1865 è suddiviso in quattro sezioni denominate libri. Il primo libro contiene le leggi relative agli organismi istituzionali e all’amministrazione della città, il secondo elenca le leggi relative alla procedura penale. Il terzo libro comprende norme amministrative, fiscali e di polizia. Il quarto libro disciplina il settore minerario e testimonia condizioni di lavoro e modalità di sfruttamento delle miniere dell’Iglesiente, costituendo una tra le poche fonti, a livello europeo, su un’attività lavorativa del medioevo. Nell’Archivio storico sono custoditi inoltre: pergamene dal 1355, documenti dal 1476 al 1960, il fondo archivistico della Società Monteponi-Montevecchio. Nella sala delle conferenze è inoltre ospitata la collezione archeologica Pistis-Corsi. The City Archive hosts a collection of documents whose most outstanding piece is the Breve di Villa di Chiesa. This code of laws dates back to 1327; edited in 1865 by Conte Baudi di Vesme, it is a fine piece of handwriting on parchment, in Vulgar Pisan language, divided into four parts called « Books ». The first part describes the constitution laws of the city, the second deals with laws and punishments, while the third portrays the economy and administration rules. Its fourth part is a code with detailed descriptions of the mining activities in Iglesiente and their discipline, this being a unique witness of the life in the mines in the Middle Ages all over Europe. Le Breve de Villa di Chiesa est le manuscrit le plus ancien de l’Archive Historique Municipal d’Iglesias. Ce code de lois de la période catalane - aragonaise remonte à 1327. Retrouvé par le compte Carlo Baudi di Vesme en 1865, il s’agit d’un beau manuscrit sur parchemin en bon état, soigneusement écrit en langue vulgaire pisane et divisé en quatre sections nommées « livres ». Le premier livre contient les lois concernant les institutions et l’administration de la ville. Le second livre est consacré aux lois de procédure pénale y compris les descriptions des délits et des peines. Le troisième comprend les normes administratives, fiscales et de police. Mais c’est le quatrième livre, pour son contenu, qui rend ce document absolument originel et remarquable : il discipline en effet le secteur minier et témoigne des conditions de travail et des modalités d’exploitation des mines de l’Iglesiente, c’est-à-dire de la région d’Iglesias. Il s’agit d’un rare témoignage, à niveau européen, d’une activité de travail remontant au Moyen Age.

Visite guidate a cura delle paleografe dell’Archivio Sabato e domenica ore 9.00-12.00 e 16.00-20.00

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Mostra Collezione

Pistis Corsi Archivio Comunale - via delle Carceri La Mostra Archeologica della Collezione Pistis - Corsi e la mostra grafica fotografica del Patrimonio Archeologico del Comune di Iglesias sono ospitate nel salone delle conferenze dell’Archivio Storico Comunale in Via delle Carceri. Importanti e suggestivi reperti paletnologici, che dalla preistoria, attraverso l’età fenicio-punica e romana giungono sino al medioevo, sono diventati di proprietà comunale in seguito alla donazione fatta dagli eredi dell’Ispettore Salvatore Pistis. Una serie di pannelli didattici illustrano i più significativi siti archeologici del comune e evidenziano le testimonianze materiali risalenti alla fase più antica della nostra memoria storica. The Pistis-Corsi Collection and the archaeological heritage of Iglesias. Both the Pistis -Corsi Collection exhibition and the Archaelogical Heritage of Iglesias photographic exhibition are displayed in the conference room of the City Archive, Via delle Carceri. Ispettore Salvatore Pistis heirs bequeathed the collection to the Municipality.Many relevant artifacts are shown, spanning from prehistoric times to the Phoenicians and the Romans, as late as the Middle Ages. The exhibits are also visually commented through images and texts, in order to provide a better understanding of the most important aspects of our historical heritage. L’exposition archéologique de la Collection Pistis-Corsi et l’exposition photographique du Patrimoine Archéologique de Iglesias figurent dans la salle des conférences de l’Archive Historique Municipal, en rue des Prisons. Grâce à la donation des héritiers de l’inspecteur Salvatore Pistis, la ville de Iglesias est devenue propriétaire de pièces et de documents palethnologiques précieux et suggestifs remontant à la préhistoire, à l’âge phénicienpunique, à l’époque romaine et au Moyen Age. Une série de panneaux didactiques expliquent les sites archéologiques les plus renommés de la ville et mettent en relief les attestations matérielles remontant à la phase la plus ancienne de notre mémoire historique.

Visite guidate a cura del personale dell’Archivio Storico, dell’Associazione del Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici e della Scuola Media “Arborea - Lamarmora” Sabato e domenica ore 9.00-12.00 e 16.00-20.00

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Mura Pisane L’antica Villa di Chiesa si dotò di un sistema difensivo a partire probabilmente dalla fine del Duecento, periodo in cui la città si andò strutturando nelle forme del Comune posto sotto l’egida della famiglia pisana dei Donoratico. Di un circuito murario vero e proprio, se pur di dimensioni ridotte, si hanno invece notizie dagli inizi del Trecento. Esso, inizialmente, racchiudeva il nucleo urbano più antico, quello sorto presumibilmente in prossimità dell’attuale Piazza Fenza. In seguito, agli inizi del XIV secolo, il perimetro murario andò ampliandosi al fine di inglobare il risultato di uno straordinario sviluppo urbano e demografico che contraddistinse quel periodo. Nella sua forma definitiva la cinta muraria di Iglesias, costruita in pietra locale con la tecnica dell’”opus incertum” e coronata da merlatura, si sviluppava per un percorso vagamente quadrilatero di circa di 1,5 km. Essa raggiungeva una altezza media di circa 11 metri ed era interrotta da numerose torri, circa venti, e da quattro porte che consentivano l’accesso in città. Si tratta delle porte di Sant’Antonio che rappresentava l’accesso da nord, la Porta Castello, della Porta Maestra e della Porta di Monte Barlao (chiusa nei secoli successivi e sostituita dalla Porta Nuova). The present city was founded by the Pisans in the second half of the 13th century; some settlements already existed before that date, when the Pisan Count Ugolino della Gheradesca decided to build the fortified city as it can be seen today. The city walls were about 1500 metres long, and 1,50 metres thick. There were twenty towers originally 11 metres high. Most of the towers were in the northern part of the city. The walls were surrounded by a ditch, fifteen metres wide, and a palisade.There were four city gates: “Sant’Antonio” at north, “Castello” and “Maestra”at south and “Monte Barlao”,later replaced by “Porta Nuova”on the way to the mines. The castle of san Guantino overlooked the city from the hill on the eastern side. Le système défensif de Villa di Chiesa remonte, probablement, à la fin du XIIIième siècle, lorsque la ville est organisée comme une Commune par la puissante famille pisane des Donoratico. Les murs d’enceinte furent bâtis seulement à partir du XIVième siècle: d’abord les murs ne renfermaient que le premier noyau urbain, né à proximité de l’actuelle Place Fenza. Le périmètre des murs d’enceinte s’agrandit parallèlement au développement urbain et démographique de la ville jusqu’à devenir un quadrilatère de 1,5 km. Edifiés en pierre locale par la technique de l’opus incertum et entourés de crénelure, les murs d’enceinte de Villa di Chiesa avaient 11 mètres de haut et étaient fortifiés par vingt tours et par quatre portes d’accès à la ville. Il s’agit de la Porte “Sant’Antonio”, permettant l’accès de Nord, de la Porte “Castello”, de la Porte “Maestra” et de la Porte de “Monte Barlao” (cette dernière remplacée par la Porte “Nuova”). Un fossé très large, une palissade en bois et le château de San Guantino complétaient la défense de la ville. Le château puis nommé de Salvaterra était contemporain des murs et avait été bâti sur une hauteur située à Est du bourg médiéval.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea-Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Iglesias


Castello Salvaterra Il sito sul quale un tempo era edificato il castello, del quale ormai si hanno solo poche ma interessanti tracce, è posto sulla collina a nordovest che domina la città. La costruzione del castello fu originariamente intrapresa dai Pisani con il nome di San Guantino; esso venne effettivamente rifondato e rinominato dagli Aragonesi nel 1325. Nei secoli seguenti, il castello vide diminuire la sua importanza militare. Alla fine dell’Ottocento del castello non doveva rimanere molto: i ruderi erano ormai inglobati da strutture private, inclusa la villa in stile neogotico dell’ingegner Edoardo Sanna; nel 1893 egli edificò anche una vetreria, un “edificiomacchina” progettato con uno stile architettonico ispirato al medioevo. Oggi il castello ospita numerose manifestazioni e offre al visitatore una vista ineguagliabile sulla città e i suoi dintorni. The site where the castle was once built is located on the hill overlooking the city. The building of the castle was originally undertaken by the Pisans with the name of San Guantino; it was rebuilt and renamed by the Aragonese in 1325 In the following centuries, the castle lost its military importance. In the late 19th century private structures were built upon its remnants, including the Gothicstyle villa owned by Edoardo Sanna, who also built a glass factory in 1893 with the same architectural motifs inspired to the Middle Ages. Today the castle hosts cultural events and still provides its visitors with a breathtaking view over the city and its surroundings. Le château Salvaterra se dressait sur la colline à nord-ouest qui domine la ville de Iglesias.Sa construction fut voulue par les Pisanes qui lui donnèrent le nom de San Guantino; en 1325 les Aragonais, après l’avoir reconstitué, le renommèrent Salvaterra. Au fil des siècles, le château perd son importance militaire. À la fin du XIX siècle les ruines du château furent englobés dans des structures privées, comme la villa en style néo-gothique de l’ingénieur Edoardo Sanna, qui réalisa aussi une vitrerie, un “immeuble-machine”, dont l’architecture s’inspire au Moyen Age. Aujourd’hui le château Salvaterra est théâtre de nombreuses manifestations culturelles et offre à ses visiteurs une vue spectaculaire sur la ville et ses alentours.

Visite guidate a cura di Liceo Scientifico “G. Asproni” e del Comitato Quartiere Castello Sabato ore 16.00-21.00 e domenica ore 9.00-13.00, 16.00-21.00

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Itinerari nel

Centro Storico Il punto di partenza dei percorsi sarà la Piazza Manzoni, slargo antistante la chiesa della Madonna delle Grazie. Saranno organizzati 4 percorsi di circa 1 ora all’interno dell’antica Villa di Chiesa. Le visite illustreranno gli aspetti stilistici e i dettagli architettonici degli edifici del centro storico, con le testimonianze di epoca pisana, poi aragonese e infine ottocentesca. Molta attenzione verrà dedicata ai segni della vita quotidiana nelle varie epoche. The starting point of the guided tours in the city centre is in Piazza Manzoni, near the Madonna delle Grazie. Four different tours will show the most important phases of Iglesias history, ranging from the Pisan domination as late as the beginning of 19th century through the evidences of everyday life Le point de départ des parcours serait la Piazza Manzoni, la petite place devant l’église de la Madonna delle Grazie. Quatre parcours, de la durée d’une heure environ, sont prévus à l’intérieur de l’ancienne Villa di Chiesa. Les visites illustreront les aspects stylistiques et les détails architecturaux des immeubles du centre-ville, avec leurs témoignages d’époque pisane, successivement aragonaise, et, finalement, du XIXe siècle.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea - Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Iglesias


Itinerario del

Liberty P.zza Sella - C.so Matteotti (via Nuova) - Via Azuni (via Commercio) Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Iglesias visse l’apogeo della sua storia industriale. Grazie ai dirigenti delle maggiori società minerarie, che provenivano soprattutto da Francia, Belgio, Germania e Gran Bretagna, l’architettura di Iglesias acquisì un connotato mitteleuropeo. Sono infatti numerosi, specialmente nel centro storico cittadino, gli esempi di stile Liberty, neogotico ed eclettico: gioielli urbani che vengono spesso ignorati dal passante frettoloso, ma che costituiscono importanti testimonianze di un’epoca culturalmente ed economicamente significativa della città. Between the late 19th and early 20th century, Iglesias reached the highest moment in its industrial history. Thanks to the major mining companies, coming mainly from France, Belgium, Germany and Great Britain, architecture in Iglesias was somewhat influenced by contemporary Middle European style. Especially in the city centre, all too often overlooked by the passer in a hurry, several nice examples of Art Nouveau, Neo-Gothic or Eclectic buildings can be seen, witnessing the apogee of a whole era marked by great cultural and economical development. Entre la fin du XIXe siècle et le début du XXe siècle, Iglesias a vécu l’age d’or de son développement industriel. Grâce aux chefs des sociétés minières les plus importantes, provenant de la France, de la Belgique, de l’Allemagne et du Royaume-Uni, l’architecture de Iglesias a acquis des traits de l’Europe centrale. Les bâtiments et les éléments en style Art Nouveau, néogothique et éclectique, sont nombreux, surtout dans le centre historique: des petits chef-d’oeuvres de l’architecture, trop souvent négligés, mais qui sont des témoignages importants d’une époque très significative pour la ville, du point de vue culturelle et économique.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea - Lamarmora” e degli Studenti Superiori Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Chiesa di

Sant’Antonio Abate Località Sant Antonio

La chiesa ha un grande valore storico in quanto, a ragione delle sue architetture originarie superstiti, è riconducibile ai secoli X-XI e cioè a un periodo di cui poco o niente si conosce dell’organizzazione del territorio. È ancora leggibile l’originario assetto a tre navate separate da grandi arcate su pilastri a sezione quadrata e terminanti in altrettante absidi. Il tipo di copertura originario - forse a botte - e l’andamento del prospetto - presumibilmente a capanna - sono stati del tutto manomessi da interventi successivi. This church was probably built before the birth of Villa Ecclesiae, 10th-11th century, as it is in a position north of the Pisan city walls. This may lead to suppose an early settling of the monks in this area. Originally it had byzantine and pre?romanic features, with three naves, barrel vault and arches that eventually were superseded and hidden by more recent modifications. Situé à environ deux cent mètres de l’enceinte pisane, cet édifice remonte aux siècles X-XI et est constitué de trois nefs séparées de grandes arcades. Sa couverture originaire était, vraisemblablement, en berceau. Cette église devait faire partie d’un ancien complexe monastique témoigné par le titre d’abée de Sant’Antonio attribué, même aujourd’hui, à l’évêque d’Iglesias. Ses influences artistiques et religieuses byzantines sont dues à l’oeuvre des moines de rite grec dont le sud de l’île est riche en témoignages.

Visite guidate a cura del gruppo volontari di S. Antonio Abate Sabato e domenica ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00

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Iglesias


Santuario di

N.S. delle Grazie Piazza A.Manzoni La chiesa, originariamente dedicata a San Saturno, fu costruita nel secolo XIII, ma di quel periodo si conserva solo la parte inferiore della facciata. Le restanti strutture sono il frutto di un intervento di adeguamento compiuto sull’edificio nei primi decenni del secolo XVII. L’interno ha pianta ad aula, con due piccole cappelle laterali e copertura con spioventi di legno. Sul lato sinistro dell’ingresso si trova una grata con una piccola porta che serviva per la comunione delle monache Clarisse, il cui monastero era addossato sul lato sinistro dell’edificio. Nel presbiterio, sulla parete di fondo, entro una nicchia, è conservato il simulacro ligneo di Nostra Signora delle Grazie, venerata dalla comunità iglesiente perché grazie alla sua intercessione la città fu liberata dalle cavallette nel 1735. Addossato alla chiesa si trova un giardino a cui si può accedere sia dal salone che da via Monastero Nel giardino, si trovano alcuni locali che un tempo facevano parte del monastero delle clarisse. Questi locali sono stati trasformati in eremo. This little church in the heart of medieval Iglesias was originally dedicated to S.Saturno. It was built in the 13th century and shows its Romanic origins in the lower part of façade, but eventually it was modified with baroque elements and was then rebuilt and widened in the 17th century with its present octagonal vault and belfry. On the left side of the entrance you can see a small nailed grating, once the only communication port for the nuns. A niche in the presbytery keeps the wooden statue of Our Lady. The garden at the back of the monastery overlooks the houses of the city centre. La façade de cet ancien bâtiment, consacré à l’origine à Saint Saturne, est divisé en trois styles. Le premier remontant au XIII siècle, est à la fois divisé en trois panneaux verticaux en pierre avec de petits arcs décoratifs. Le second style présente une fenêtre mono fore gothique, tandis que la partie. Sur le côté gauche de l’entrée on trouve une grille avec une petite porte qui servait pour la communion des religieuses Clarisses dont le monastère était attaché au côté gauche du bâtiment. Sur le fond du presbytère, dans une niche, on garde l’image en bois de Notre Dame des Grazie, très vénérée par la communauté d’Iglesias.

Visita guidata a cura della Associazione Santissima Vergine delle Grazie compatibilmente con gli orari delle funzioni liturgiche.

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Chiesa Oratorio di

San Michele Via Pullo La Chiesa di San Michele risale presumibilmente al XVI secolo ed è legata indissolubilmente all’Arciconfraternita del Santo Monte che ne è proprietaria e, fin dalle origini, la elegge a suo oratorio. L’impianto si presenta con un corpo centrale dotato di copertura lignea a due falde, divisa centralmente da un arco a tutto sesto, retto da due pilastri addossati alla muratura. Lateralmente si apre la “Cappella dei Misteri”, voltata a botte, la quale ospita i simulacri lignei che vengono portati in processione durante la Settimana Santa, le cui origini sono attestate al 1684. Tra questi è degno di nota il prezioso Crocifero del 1600 con le braccia snodate. L’edificio si completa di un presbiterio voltato a crociera gotico-aragonese. Sarà possibile visitare anche i nuovi ambienti espositivi recentemente restaurati dell’oratorio, nei quali verrà allestito un itinerario museale che richiamerà i temi della Settimana Santa, con costumi, strumenti ed una serie fotografica. This little church is just a short walk from Piazza Municipio and was built in the early 17th century. It has always been the seat of the Arciconfraternita del Santo Monte, the brotherhood in charge with the preservation of the Holy Week traditions in Iglesias. The building is a rectangular hall divided by a pointed arch, with a beautiful presbytery showing a Gothic vault. The transept with barrel vault is on the right. Inside you can admire the wooden statues that are part of the liturgy of the Passion. You can also visit the seat of the Confraternita, with many documents on religious life in town since 1600. L’église de Saint-Michel, tout près de Place Municipio, fut édifiée au début du XVI siècle. Siège de l’Archiconfrérie du Santo Monte, le gardien des traditions de la Semaine Sainte de Iglesias, l’église est à plan rectangulaire divisé en deux travées par des arcs brisés. Son presbytère est à voûte croisée gothique; le transept, à voûte en berceau, est présent seulement sur le coté droite. À l’intérieur on peut admirer les statues en bois, qui font partie de la liturgie de la Passion, tandis que le siège de l’Archiconfrérie offre aux visiteurs de nombreuses témoignages de la vie religieuse de la ville jusqu’à nos jours.

Apertura e visite guidate a cura della Arciconfraternita del Santo Monte Sabato e domenica 8.30-13.00 e 16.00-20.30

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Iglesias


Chiostro di

S. Francesco Via F. Crispi

Annesso alla chiesa di San Francesco, i frati minori conventuali eressero il loro convento. Di questa struttura che, originariamente, comprendeva quattro bracci disposti in modo ortogonale intorno ad uno spazio verde e sviluppati in altezza su due livelli di cui quello inferiore loggiato, restano attualmente solo alcune parti riconducibili alla seconda metà del XIV. Questi ambienti, recentemente restaurati, costituiscono oggi un suggestivo spazio espositivo. The cloister was part of the convent built by the Friar Minors in the 14th century; it originally had a two-level, four-winged squared and arcaded structure around a garden, with only some evidences still visible after the recent restoration. The main building beside one of the original Pisan towers currently hosts exhibitions. Réalisé par les frères mineurs vers la moitié du XIV siècle, c’est le cloître d’un couvent lié à l’église de Saint Francesco présentant une structure à galeries au rez-de-chaussée donnant sur un jardin à travers d’amples arcades en trachyte rose. Actuellement, par conséquence des restaurations, on a pu récupérer une partie du complexe, une aile développée sur deux niveaux dont l’inférieur a finalement englobé une tour de l’enceinte pisane. Cet édifice, conforme aux modernes exigences, constitue, aujourd’hui, un espace d’exposition de remarquable importance artistique.

Visite guidate a cura della Pro Loco Sabato e domenica ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00 Visite guidate al piazzale antistante il Chiostro a cura di: Gruppo Storico Medievale Ghibellina Iglesias, Sbandieratori Aquile Ghibelline e Musici Quartiere Fontana. Sabato ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00 e domenica ore 10.30-20.00

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Chiesa di

S. Francesco d’Assisi Piazza San Francesco La chiesa e il convento rappresentano non solo un importante testimonianza della presenza dei frati minori ad Iglesias un notevole esempio di architettura gotico-catalana nella sua declinazione sarda. E proprio in coincidenza con l’arrivo dei Francescani in Sardegna nel 1324 è presumibile supporre la data di nascita dell’edificio. Ancora priva di riscontri storici appare invece l’ ipotesi di un insediamento religioso precedente quello francescano. L’edificio costruito in bella trachite di Gonnesa, a partire dal 1400 ha subito nel tempo modifiche e pesanti rimaneggiamenti. Le sue vicende oltretutto si complicano dal 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi e dell’incameramento del complesso nei beni dello Stato Sabaudo. Caserma, palestra, asilo e perfino forno: questo il suo destino fino agli anni venti quando un importante lavoro di restauro ha restituito dignità e bellezza alla chiesa. La facciata sobria, l’impianto ad unica navata con cappelle laterali e l’abside con volta ombrelliforme risalente al 1523, il Retablo della Vergine di Antioco Mainas del XVI secolo e il crocefisso in bronzo dell’artista sassarese Gavino Tilocca costituiscono solo alcuni degli elementi architettonici e artistici che fanno di questa chiesa un ricco e pregevole monumento. Probably this church was of Romanic origins; today it is the most outstanding example of Gothic Catalan style in Iglesias. It was built in the first half of the 15th century; the facade is in pink-earth trachyte with a simple rose window above the main door with two side round windows. This church is aisle - less with some side arches leading to the chapels and wooden beamed roof. The apse is narrower and lower than the nave, dating back to 1523. On the left, in an annexed side chapel beside the entrance, there is a magnificent retablo made by the Sardinian artist Antioco Mainas dating back to the first half of 16th century. L’église constitue actuellement le plus bel exemple d’architecture gothiquecatalane du diocèse. La façade est réalisée en trachyte et présente un portail en bois surmontée par un arc en ogive. L’intérieur a une plante rectangulaire avec des chapelles sur les côtés, divisée en sept travées d’arcs en ogives qui soutiennent la couverture en bois. L’abside, plus étroit et bas par rapport à la nef, couvert par une voûte, remonte à 1523. Parmi les oeuvres les plus importantes il faut signaler le tableau du XVI siècle « Retablo della Vergine» attribué au peintre de Cagliari Antioco Mainas et situé à l’intérieur de la pièce ajoutée à la première chapelle à gauche.

Visite guidate a cura dell’ITC Enrico Fermi compatibilmente con gli orari delle funzioni liturgiche.

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Iglesias


Chiesa della

Purissima Piazza Collegio La costruzione sorge sull’area in cui insisteva il Palazzo dei Donoratico, realizzato presumibilmente in epoca pisana (secolo XIII-XIV) e di cui forse conserva qualche tratto murario. L’interno rivela strutture riconducibili all’intervento architettonico promosso dalla Compagnia di Gesù cui, nel 1578, l’area fu affidata. La vicenda della costruzione del collegio e della Chiesa della Purissima (comunemente nota come Chiesa del Collegio) fu piuttosto tormentata: i gesuiti poterono consacrare la loro chiesa soltanto nel 1728. L’edificio rappresenta un esempio di severo manierismo contro-riformistico e accoglie un bell’altare maggiore in marmi policromi datato 1722. This church was built by the Jesuites when they arrived in Iglesias (1578) on the site of the former Pisan Palazzo of the Donoratico. They founded there a College of education and La Purissima was originally the chapel annexed to the main building, finally consecrated in 1728. The style is baroque, with a clean and austere façade. The interior is quite impressive, due to the use of marble for the raised altar (1722). Situé dans le centre ville, en Piazza Collegio, cet édifice, voulu par les pères jésuites, se dresse sur le périmètre de l’ancien Palais des Donoratico d’époque pisane. Les travaux de la construction du séminaire et de l’église de la Purissima n’ont été terminés qu’en 1728. Celle-ci abrite un bel autel majeur en marbres polychromes daté 1722.

Visite guidate a cura del 1° Circolo Didattico compatibilmente con gli orari delle funzioni liturgiche Sabato 15.30-20.00 e domenica 9.00-19.30

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Chiesa di

San Domenico La costruzione di questo edificio di culto dall’impostazione tardo-gotica fu patrocinata,tra il 1609 e il 1611, dal vescovo di Alghero Nicolò Canavera, nativo di Iglesias.Successivamente, grazie ad un lascito del canonico Michele Fença alla chiesa fu annesso un convento di frati domenicani che, accettando le condizioni del lascito, s’impegnavano a impartire gratuitamente l’istruzione ai bambini poveri. Il portale, inquadrato da colonne corinzie e architrave, è sormontato da un arco trilobato in cui si apre una piccola finestra; ai lati altre due colonnine sostengono un piccolo timpano. L’interno è ad aula mononavata, divisa in quattro campate da archi a sesto acuto in blocchi di trachite rossa con cappelle laterali, due per lato, coperte con volta a botte, tranne la seconda a sinistra, quella dedicata all’Assunta, coperta con cupola a padiglione. Il presbiterio fu completamente demolito per la costruzione dell’attuale via Eleonora; quello che un tempo era l’arco d’accesso, infatti, è oggi interrotto dal muro di fondo, sul quale si trovano due monofore a sesto acuto; in alto, al centro, una nicchia ospita il simulacro di San Domenico. The building of the church was due to the bishop Nicolò Canavera, between 1609 and 1611. Eventually, thanks to a bequest from Michele Fenca, a convent of Dominicans was annexed and the friars were bound by the bequest to educate the poor children for free. The portal with columns, and the trefoil arch with a window show a late-gothic style. The hall is rectangular with ogival arches, side chapels and barrel vault. The presbytery was demolished when via Eleonora was built, and the former entrance arch has become a wall with two single-lancet windows. San Domenico statue is in the central niche. La construction de cette église a été voulue par l’évêque d’Alghero Nicolò Canavera, né à Iglesias. Plus tard, grâce à un legs, on a attaché à l’église un couvent de frères dominicains qui, suivant les conditions du legs, s’engageaient à éduquer gratuitement les enfants pauvres. La façade présente un portail surmonté par un arc. L’intérieur a une plante rectangulaire en blocs de trachyte rouge avec deux chapelles sur chaque côté couvertes par une voûte en berceau, sauf la seconde chapelle à gauche, consacrée à la Madonna Assunta. Le presbytère a été complètement démoli pour la construction de l’actuelle rue Eleonora. L’arc d’accès originaire est aujourd’hui interrompu par le mur de fond où se trouvent deux fenêtres mono fores avec des vitres polychromes; en haut, au centre, une niche abrite l’image de Saint Domenico.

Visite guidate a cura dei Volontari del Centro Salute Mentale di Iglesias Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze della ASL 7 Orario continuato

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Cattedrale di

Santa Chiara Piazza Municipio

Eretta tra il 1284 e il 1288 sotto gli auspici del Conte Ugolino di Donoratico, essa è l’unica Cattedrale della Cristianità dedicata alla Santa di Assisi, e testimonia la transizione dalle linee romaniche originarie a quelle gotiche con caratteristiche tipicamente isolane dovute alla successiva dominazione spagnola. La navata singola è coperta da elaborate volte a crociera nervate risalenti al periodo 1576-1588. La facciata è affiancata da un campanile a canna quadrata in cui è collocata una campana del 1327. The cathedral, the only one in Christianity dedicated to Saint Clare, was built between 1284 and 1288 under Count Ugolino della Gherardesca. The original Romanesque building, still visibile in the lower part of the facade, was later modified with further additions in the upper part. The single nave is featured by cross vaults in Catalan Gothic style dating back to 1576-1588 The bell tower was modified in various periods and has a bronze bell made in 1327. L’église de Sainte Claire, bâtie entre 1284 et 1288, pendant la Seigneurie de Ugolin de la Gherardesca, est la seule cathédrale dédiée à la Sainte d’Assisi. Sa structure est un intéressant exemple du passage de l’art romane à l’art gothique, mélangé à des traits locales. Des voûtes croisées avec des liernes, remontant à la période 1576-1588, couvrent la nef principale de la cathédrale. La façade est enrichie d’un clocher à plante carrée, contemporain, qui garde quatre cloches, dont la plus anciennes, œuvre de Andrée Pisano, date de 1327.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea-Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Piazza Municipio e Palazzo Civico

Il municipio, dalla fisionomia neoclassica, fu edificato alla fine del secolo XIX sul luogo in cui precedentemente insisteva una modesta Casa del Comune di epoca tardo-medievale che ospitava anche il Monte Granatico. Con il crescere delle necessità burocratiche il consiglio comunale deliberò negli anni 1870/1871 la costruzione di un nuovo palazzo Comunale che sostituisse quello più antico ritenuto insufficiente. Il progetto dell’edificio fu affidato all’ing. Antonio Cao Pinna mentre i lavori furono materialmente eseguiti dall’impresa di Antonio Sulcis. Questo episodio architettonico coincise con uno dei momenti di massima crescita della città, sostenuta dall’incremento dell’attività mineraria. The City Hall, in Neoclassic style, dates back to the end of 19th century, when the growing expansion of the mining industry led to a more complex administrative organization. Le Palais Municipal, de physionomie rigoureusement néoclassique, fut érigé vers la fin du XIX siècle à cause de l’accroissement des exigences bureaucratiques dans le moment de plus grand développement de la ville et de l’activité minière.

Visite guidate a cura dell’Istituto Magistrale “Baudi di Vesme” e altri volontari Sabato ore 16.00-21.00 e domenica ore 8,30-13.00 e 16.00-21.00.

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Piazza Lamarmora

La Piazza Lamarmora rappresenta il punto di intersezione di diverse strade e percorsi del centro storico e di conseguenza si pone come un naturale luogo di incontro e di socializzazione. Lo slargo, è caratterizzato dalla fontana detta de “Su Maimoni”, una ricostruzione di recente realizzazione che ripropone un’antica fontana, di difficile datazione e dai più attribuita alla fine del XVIII secolo, che venne demolita per ragioni di viabilità nel 1872. Rialzata dal piano stradale da tre gradini ad anelli ottagonali concentrici, al cui centro si colloca il parapetto del pozzo vero e proprio, si eleva su pilastri quadrati sui quali a loro volta sono impostate arcate a tutto sesto alla cui intersezione è collocata una statua virile paludata chiamata familiarmente “Su Maimoni”. Piazza Lamarmora was once the business centre of the city. Today you can see the fountain called Su Maimoni, a simply made building with a statue on the top representing a triton, considered as a good omen for the abundance of water. It was demolished first in the 1872 for traffic hindrance, but fortunately it has been recently rebuilt.

Point d’intersection de plusieurs rues et parcours du centre ville, la Place Lamarmora représente un lieu naturel de rencontre et de socialisation. La fontaine au centre, nommée «Su Maimoni », de réalisation moderne, repropose une ancienne fontaine vraisemblablement remontant à la fin du XVIII siècle et démolie au début de 1900 pour des raisons de viabilité. Une statue d’homme, appelée familièrement «Su Maimoni », la surmonte. Ce toponyme pourrait révéler à la fois une étymologie phénicienne du mot « eau » ou bien un renvoi au bruit de l’eau souterraine copieuse dans le sous-sol de la place. Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea - Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Palazzo Liberty Piazza Lamarmora Il fabbricato della Palazzina Lamarmora è stato impostato sin dal periodo medievale con l’intento di realizzare un’importante struttura di base capace di reggere Ie successive elevazioni. Esso è riportato nella prima cartografia della citta di Iglesias realizzata nel 1794 dal misuratore Maina, su incarico del Vescovo Porqueddu. Solo all’inizio del 1900, mentre lo sviluppo del settore minerario alimentava il rapido incremento demografico e la citta si proiettava su una dimensione mitteleuropea, l’edificio raggiunge l’attuale elevazione e nel 1904 la sua facciata viene arricchita con fregi floreali tra i quali vengono realizzati 9 dipinti pubblicitari che hanno fatto di questo fabbricato un unicum in Italia e in Europa. Nel 2004, il Ministero dei Beni Culturali ha attribuito all’edificio il valore di bene culturale: a distanza di un secolo dall’ ultimo importante intervento, nel maggio di quell’anno lo stabile viene restaurato ad opera di un privato che, nel rispetto dei vincoli imposti dalla Sovrintendenza, riporta la facciata della palazzina al suo stato originario restituendola alla fruizione collettiva che tutti oggi possono ammirare. L’edificio potra essere visitato a gruppi di 5 persone a cura dell’Associazione Pozzo Sella Per il Parco Geominerario nei seguenti orari: - Sabato 19 maggio 2012: dalle ore 18.00 alle ore 20.00 - Domenica 20 maggio 2012: dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00. The Art Nouveau building in Piazza Lamarmora appeared first in the mapping of the city made by Maina in 1794, under request by the bishop Porceddu. In the early years of the 20th century, marked by fast industrial development and increase in population, the building finally reached its current height and, in 1904, its facade was embellished with floral decorations, including the nine advertising paintings that make it unique in Italy and Europe. In May 2004 it was restored by its owner in harmony with the urban settlement, returning the facade to its pristine beauty. Visitors will be arranged in small parties (max. 5 people ) led by Associazione Pozzo Sella Per il Parco Geominerario: Saturday 19th May: 6pm to 8pm Sunday: 10-12am; 6pm to 8 pm L’immeuble Art Nouveau de Place Lamarmora est indiqué dans la première cartographie de la ville, voulue par l’évêque Porceddu et réalisée en 1794 par Maina. Au début du XXe siècle, grâce au développement industriel et démographique, il rejoint son hauteur actuelle et, en 1904, sa façade s’enrichit de décorations florales, parmi lesquels 9 peintures publicitaires qui le rendent unique en Italie et en Europe. Le Ministère des Biens Culturels a reconnu la valeur de cet immeuble Art Nouveau et, au mois de mai 2004, il a été restauré grâce à un citoyen de la ville qui, tout respectant le règlement urbanistique, a restitué sa beauté originaire à la façade. Visite guidée par l’Association Pozzo du Parc géo Minier (groupes de 5 personnes au maximum) Horaires: samedi 19 mai 2012: de dix-huit heures à vingt heures dimanche 20 mai 2012: de dix heures à douze heures et de dix-huit heures à vingt heures

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Casa Rodriguez via Giordano 9 La casa della famiglia Rodriguez è sita nel cuore del centro storico e risale alla metà dell’800. Oltrepassato il giardino, si può visitare il cosiddetto piano nobile, con locali decorati con affreschi in stile Art Nouveau, la cucina e i balconi che danno sulla via Sarcidano. Era certamente una abitazione molto moderna per i tempi, con le toilettes e uno spogliatoio per ogni camera da letto, il cui impianto è rimasto immutato nonostante gli ambienti abbiano oggi destinazioni diverse. Recentemente il piano nobile è stato acquistato e restaurato da Marina Tozzo, iglesiente per parte di madre, che ha riportato alla luce le decorazioni e restituito alla città un pezzo della sua storia. This old house dates back to the half of 19th c. and belonged to the noble Rodriguez family. It extends as far as Via Sarcidano and is decorated with Art Nouveau frescoes and featured by modern standards for its times, such as the toilet and the dressing room included in the bedrooms; thanks to Mrs. Marina Tozzo, who has recently acquired and restored the main part of the house, visitors can see the well preserved main rooms and experience the sensation of living in the past history of Iglesias. La maison de la famille Rodriguez se trouve au cœur du centre historique de la ville et remonte à la moitié du XIX siècle. Il s’agissait d’une construction très moderne, pour l’époque: chaque chambre à coucher avait sa salle de bain et son vestiaire; tout un étage, “l’étage noble”, était enrichi de décorations en style Art Nouveau; la cuisine et les balcons donnaient sur la rue Sarcidano. Cet étage a été récemment acheté par Marina Tozzo qui a fait restaurer les décorations Liberty.

Visite guidate a cura della Associazione Consiglio dei Role Player e di altri volontari. Sabato e domenica ore 8.30 - 20.30

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Teatro Electra

La struttura dell’attuale Teatro Electra era stata voluta alla fine degli anni ‘20, con finalità di cinematografo, dal farmacista Pietro Murroni che aveva ristrutturato il vecchio Monte Granatico che si affacciava sulla piazza nella quale c’era anche la sua farmacia. La facciata è caratterizzata da un fastigio ad arco ribassato che riporta l’intitolazione «Teatro Electra» (originariamente era presente la scritta «Cinema Electra»). Gli andamenti spezzati di un certo Déco presenti nella vetrata ricordano il coevo Teatro De Candia di Ozieri. La gestione della sala cinematografica non ebbe momenti facili, per cui poco oltre trent’anni fa venne deciso di chiuderla. Intorno al 1990 si cominciò a parlare di riapertura del locale, previa ristrutturazione e adattamento a teatro. Originally, in the late ‘20s, the Electra Theatre was built as a cinema by the chemist Pietro Murroni; he modified the old Monte Granatico building that overlooked the same square where he owned his pharmacy. The facade is decorated by a lowered arch pediment containing the title «Electra Theatre» (originally «Electra Cinema»). The broken lines of some glass in Art Deco style recall the contemporary De Candia Theatre in Ozieri. In the following decades the managing of the theatre often proved to be fairly difficult, until its closing over thirty years ago. In the early ‘90s provision was made for its restoring and restyling as a theatre. La structure du Théâtre Electra a été voulue par le pharmacien Pierre Murroni, à la fin des années 20, pour douer la ville de Iglesias d’une salle cinématographique. La façade est caractérisée d’un faite à l’arc surbaissé, présentant le nom du cinéma: Electra. Le vitrage, en style Déco, rappelle le théâtre de Candia de Ozieri. La salle fut fermée dans la seconde moitié du XXe siècle mais, en 1990, on décida de restructurer le bâtiment et de le transformer en théâtre.

Visite guidate a cura della associazione ArtENote Sabato ore 16.00-19.00 e domenica ore 9.00-13.00 e 16.00-19.00

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Liceo Artistico Con la soppressione della Compagnia di Gesù (1774) i religiosi abbandonarono chiesa e collegio; quest’ultimo, nel 1808, fu donato dal re Vittorio Emanuele I al vescovo di Iglesias che v’installò il Seminario diocesano; esso rimase in quella sede fino al 1969. Oggi l’edificio ospita il Liceo Artistico mantenendo intatto tutto il fascino di un luogo dove la storia incontra il clima dell’arte e della cultura. The Jesuites were disbanded in 1774 and quitted the Church and the College; the latter was donated by King Vittorio Emanuele I to the Bishop of Iglesias in 1808; the building was transformed into the seminary, keeping its role until 1969. The Liceo Artistico ( School of Art) is today hosted in this magnificent area, where art and culture meet history. Par la suppression de la Compagnie de Jésus (1774) les religieux quittèrent l’église et le collège. En 1808, le roi Vittorio Emanele II fit cadeau du collège à l’évêque de Iglesias, lequel y institua le séminaire du diocèse jusqu’en 1969. Aujourd’hui l’immeuble est siège du Lycée Artistique et garde encore tout le charme d’un endroit où l’histoire se mêle aux arts et à la culture.

Visite guidate a cura del Liceo Artistico Sabato e domenica orario continuato

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Piazza Sella La Piazza Sella, con le sue panchine e le enormi aiuole che circondano alberi centenari, ha un ruolo centrale sia dal punto di vista sociale, come luogo di incontro, sia per quanto riguarda la viabilità per Cagliari. La prima evoluzione urbanistica della piazza si estese dal 1841 al 1885, con progressivi ampliamenti fra il 1909 e il 1914 che ne definirono la pianta quadrangolare. Al centro della piazza troneggia il monumento a Quintino Sella, uno dei simboli più noti della città. Il Comune di Iglesias nel 1871 aveva conferito a Quintino Sella la cittadinanza onoraria. Alla sua morte, si costituì in città un comitato promotore per un monumento commemorativo. Il monumento, opera dello scultore Giuseppe Sartorio, fu eretto il 7 giugno 1885 e spostato intorno al 1909 al centro della piazza. La scultura è costituita da due gruppi di marmo di Carrara: uno raffigura il busto di Quintino Sella, posto su un basamento roccioso, con accanto una corona di quercia; l’altro rappresenta un minatore nudo fino alla cintola, armato di martello e scalpello. Di fronte a questi, in una cavità del masso, è posto un trofeo di arnesi in bronzo da minatore, sotto il quale si legge l’iscrizione. Piazza Sella is nowadays the traditional meeting point for the Iglesienti and an important crossroads on the way to and from Cagliari. It originated between 1841 and 1885, with a progressive extension of the area to its present square perimeter in the 1910s. The haughty memorial dedicated to the Piedmont Prime Minister Quintino Sella is one of the symbols of the city. It was created by the renowned sculptor Giuseppe Sartorio in 1885 under commission by a local committee to honour the outstanding politician that had promoted the development of the mining industry. Formerly in an offset position, it was shifted to the centre of the square in 1909. The huge sculpture is made of two Carrara marble blocks, the upper presenting the bust of the politician with an oak wreath, the lower showing a young miner carving his name on a plaque with a hammer. Opposite the boy, some mining tools can be seen above the inscription. Place Sella est la place principale de la ville, lieu de rencontre de jeunes et de vieux, appelée aussi “le salon de Iglesias”. Elle a forme rectangulaire, entourée de bancs en fer, autrefois en marbre, et d’arbres centenaires. Au milieu de la place il y a le monument dédié à Quintino Sella, ministre des finances très aimé par la population qui lui avait reconnu la citoyenneté honoraire en 1871. À sa mort, le sculpteur Giuseppe Sartorio fut chargé de réaliser un monument commémoratif. Le monument, en marbre de Carrara, fut érigé le 7 juin 1885 et situé au centre de la place en 1909. Au sommet le buste du ministre, à coté de lui une couronne de chêne et au dessous de lui une statue représentant un mineur à l’œuvre et ses instruments de travail: la pioche, la pelle à charbon, la lampe.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea-Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Piazza Oberdan Adiacente a Piazza Sella, Piazza Oberdan custodisce uno dei più pregevoli Monumenti ai Caduti della Sardegna, opera del più illustre scultore sardo dell’epoca, Francesco Ciusa (Nuoro 1883Cagliari 1949). Il monumento fu commissionato all’artista da un comitato locale nel 1921 e venne inaugurato nel 1929. In un unico blocco di marmo si fondono quattro elementi: domina sulle altre figure il milite, che regge il torso mutilo di un caduto e lo trattiene con la sua mano tesa, mentre il capo esprime l’affetto intenso che lega i vivi ai morti. In un angolo, in secondo piano, la madre-vedova è protetta da uno scudo e nel suo dolore umano bacia la nuca di un bambino. Il tema cardine del monumento è la guerra, ma non intesa come impresa gloriosa, bensì come sacrificio. Il soldato che tiene sulle ginocchia il corpo morto del suo compagno sembra suggerire l’immagine della “Pietà” . L’interpretazione anti-eroica del monumento non fu gradita al Comitato, il quale impose al Ciusa l’aggiunta di una “Vittoria alata”, che egli con disapprovazione realizzò solo nel 1927, per poi rifiutare moralmente la paternità della sua opera. A little square opposite Piazza Sella, it hosts an imposing war memorial by the famous Sardinian artist Francesco Ciusa. This monument was commissioned by a local war committee in 1921 and was inaugurated in 1929.Originally a single marble block, it displayed four elements: the soldier, the dead, the widow and a little boy all wrapped up in an expression of sacrifice and sorrow that might recall the Pietà. Bearing an anti-heroic, anti-war motif, the sculpture was harshly criticized by the committants who obliged the author to insert a winged Victory statue above it. Ciusa disapproved of the result, and morally refused to consider the monument as a work of his own after the inauguration. Tout près de Place Sella, Place Oberdan garde une œuvre majestueuse et terrible à la fois: le monument aux Morts, ouvrage du célèbre sculpteur Francesco Ciusa (Nuoro 1883-Cagliari 1949), dédié aux soldats morts de toutes les guerres. En 1921 un comité de la ville commanda à l’artiste de réaliser un monument pour célébrer l’héroïsme des soldats; Ciusa, par contre, réalisa un monument anti-héroïque qui célébrait la guerre comme sacrifice. Sur l’ensemble de la sculpture, domine le soldat qui soutient le torse mutilé d’un camarade. Cette image rappelle la Piété de Michel-Ange. À l’arrièreplan, protégée par un écu, une mère-veuve, qui embrasse la tête d’un enfant. Et encore des corps embrouillés, des têtes tranchées, l’expression des visages témoigne l’horreur de la guerre et de la mort. L’artiste , contesté par le comitat, modifia la sculpture en y ajoutant en 1927 l’image d’une Nike, à savoir une victoire ailée, mais il refusa la paternité du monument.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea-Lamarmora” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-20.00

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Museo della Memoria

Casa del Combattente Via Gramsci

Il Museo della Memoria ospita numerosi reperti storici militari del ‘900. L’Associazione ha operato a partire dal 1920, anno di fondazione della locale sezione Combattenti, il cui primo presidente fu Claudio Ottelli. La sede venne inaugurata il 10 luglio 1938 . All’interno dell’edificio si può anche visitare il Sacrario che ricorda i caduti iglesienti dalla Grande Guerra alla seconda Guerra Mondiale. The Veteran Museum hosts many ‘900s exhibits for military historians. The Association has operated since 1920, the year the local War Veterans’ Club was founded. The headquarters was inaugurated on July 10, 1938. Inside the building you can also see the War Memorial, where all Iglesias soldiers who died from the Great War to the Second World War are commemorated. Le Musée de la Mémoire accueille de nombreux documents historiques et militaires du XX siècle. L’Association est active depuis 1920, année de fondation de la section Combattants de Iglesias, dont le premier président fut Claudio Ottelli. Le siège fut inauguré le 10 juillet 1938. À l’intérieur de l’immeuble on peut aussi visiter le Sacrarium dédié aux soldats morts pendant la période 1915-1945.

Visite guidate a cura dei soci della Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Orari: 9.30-12.00 e 16.00-20.00

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Parco di

Villa Boldetti Ingresso: via Trexenta Edificato al principio del Novecento, l’edificio oggi noto come “Villa Boldetti” è stata la residenza di Giuseppe Boldetti, esponente di una delle più influenti e ricche famiglie della borghesia iglesiente tra Otto e Novecento. Al piano terra, in origine, stavano un negozio e gli uffici commerciali, mentre la famiglia Boldetti abitava al primo piano. In seguito ad alcune sfortunate vicende familiari, verso la fine degli anni Trenta, l’edificio venne debitamente adattato per ospitare la casa di riposo per operai delle miniere dell’Ente “Principe di Piemonte”. Dal 1987 l’edificio è passato al patrimonio comunale. Per quanto largamente violata nel suo assetto originario, la “Villa Boldetti” conserva ancora segni del suo passato splendore, su tutti la composta facciata liberty. Completava il lusso della palazzina la bellezza del suo parco di 14.000 mq, a cui si accedeva per mezzo di una grande veranda, rinomato per la varietà delle essenze arboree ed arricchito dalla presenza di vasche d’acqua, di una grotta artificiale e di una grande uccelliera. Villa Boldetti dates back to the early ‘900s and originally belonged to one of wealthiest families in Iglesias. The ground floor hosted a shop and the firm offices, while the family lived on the first floor. Eventually, this beautifully decorated Art Nouveau building was refurbished into the “ Principe di Piemonte” hospice for the retired miners at the end of the 1930s, and since 1987 it has been included into the city properties. Presently undergoing restoration, Villa Boldetti still boasts its wonderful 14000sq.m. park, once with ponds and a huge aviary, that can be visited in a suggestive journey into the past. Villa Boldetti, édifiée au début du XXième siècle, était propriété de Giuseppe Boldetti appartenant à l’une des familles les plus importantes de la bourgeoisie de Iglesias. Au rez-de-chaussé il y avait un magasin et des bureaux; les Boldetti habitaient au premier étage. Tout autour il y avait un parc magnifique de 14.000 mètres carrés, caractérisé par une grande variété de plantes et d’arbres, des fontaines, une grotte artificielle et une vaste volière. À la fin des années 30 l’immeuble fut transformé en maison de retraite pour les ouvriers des mines de la société “Prince du Piémont”. Depuis 1987 il est devenu patrimoine de la mairie de Iglesias et garde encore tout son charme avec sa façade en style Art Nouveau.

Visite guidate a cura del Gremio dei Vignaioli, Contadini, Tavernari, Calzolai ed Armati delle Vigne Sabato 16.00-20.00 e domenica 10.30-20.00

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Giardini pubblici

Il giardino pubblico di Iglesias fu allestito da prima dal commissario prefettizio Vitale Piga nel 1932 con piante fornite dalla società mineraria Pertusola. Nel dopo guerra, nel 1947, fu rinnovato con piante di essenze mediterranee dalla ditta Sgaravatti di Pistoia, grazie all’interessamento dell’allora sindaco della città Carlo Meloni, che intendeva valorizzare l’area adiacente al civico mercato che ospitava la fiera campionaria allestita per le festività della Madonna del Buon Cammino. Grazie alla gradevolezza del parco, esso divenne presto meta privilegiata delle passeggiate di molte persone, che intendevano godere di quell’oasi di verde al centro della città. The public gardens of Iglesias were implemented by Vitale Piga in 1932 with plants provided by the mining society Pertusola. After the war, in 1947, it was enriched with typical Mediterranean species by the firm Sgaravatti from Pistoia, thanks to the city mayor,Carlo Meloni. The gardens were intended to enhance the city market area that hosted the City Fair during the Madonna del Buon Cammino festival. The gardens soon became a popular destination for a pleasant walk and an appreciated meeting place; today is a true green oasis in the city centre. Le jardin publique d’Iglesias fut préparé d’abord par le commissaire préfectoral Vitale Piga en 1932 avec des plantes données par la Société Minière Pertusola. Dans l’après-guerre, en1947, il fut renouvelé par des plantes d’essences méditerranéennes par la maison Sgaravatti de Pistoie, par l’intercession du maire de la ville d’alors M. Carlo Meloni qui avait l’intention de valoriser le terrain proche du Marché municipal qui logeait la Foire d’échantillons préparée pour la Fête de la Vierge du « Buon Cammino ». Grâce à la beauté du parc il devint bientôt la destination privilégiée de beaucoup de gens, qui voulaient profiter de cette oasis de verdure au centre de la ville.

Visite guidate a cura del Gruppo di Volontari Prenotazione al numero 3476521547 Orario delle visite guidate: 10.00-11.00-12.00-16.00-17.00-18.00

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Chiesa di

N.S. di Valverde Località Col di Lana La chiesa, sorta fuori dal perimetro murario intorno alla fine del secolo XIII, propone un modello architettonico di matrice romanica su cui s’innestano le linee del gotico ormai acclimatatosi anche nell’isola. La facciata in conci di trachite rosa è divisa in due ordini: nel primo si apre il portale sormontato da arco a tutto sesto, nel secondo si colloca una splendida bifora gotica. L’interno ad aula mononavata con cappelle laterali e copertura a falde lignee termina in un vasto ambiente presbiteriale coperto da una bella volta a crociera stellare costolonata e gemmata. In una di queste gemme di volta si legge il nome dell’autore e l’anno della messa in opera, 1592. This church was originally far off the city walls, on the road that led to Domusnovas. It was built in the same period as the cathedral (about 13th century) and is featured by a mixed Romanic and Gothic style, with a magnificent mullioned window with two lights and nice stained glasses; the pink trachyte building, originally one-aisled with right side chapels and wooden-beamed roof, shows a beautiful apse vault dating back to 1592. Remontant à la fin du XIII siècle, cet édifice d’architecture romane, présentant, néanmoins des traits gothiques, a une façade en trachyte rose, divisée horizontalement, en deux parties. Le portail en bois est surmonté d’un arc en ogive tandis que la partie supérieure se caractérise par une belle fenêtre bifore clairement gothique et par une décoration d’arcs trilobés ascendants. La plante rectangulaire présente deux chapelles sur les côtés et une grande partie presbytérale quadrangulaire couverte par une belle voûte d’arêtes étoilée et décorée de gemmes pendantes dont une est datée 1592.

Visite guidate a cura dell’Associazione Agorà compatibilmente con gli orari delle funzioni liturgiche.

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Cimitero Monumentale Via Cappuccini Il Cimitero di Iglesias accolse il primo defunto il 20 agosto 1835. L’area inizialmente predisposta per le sepolture si rivelò presto insufficiente e da subito, a causa di epidemie e dell’aumentato numero dei cittadini (le miniere avevano favorito l’arrivo in città anche di molti stranieri), lo spazio cimiteriale si rivelò ben presto insufficiente e si dovette provvedere a frequenti ampliamenti. La caratteristica fondamentale del cimitero di Iglesias è la presenza di pregevolissime sculture, ben 65 delle quali realizzate dall’artista Giuseppe Sartorio, autore noto per il monumento a Quintino Sella che si trova nella piazza principale cittadina. Le sue opere saranno meta principale del percorso che si snoderà nei silenziosi viali tra antichi epitaffi, sbiaditi ritratti e sculture commoventi che perpetuano in forme artistiche il ricordo dei nostri cari. The city cemetery was opened in 1835 and progressively extended. You can see 65 impressive sculptures made by Giuseppe Sartorio,the same author of the monument to Quintino Sella in the piazza that carries his name. La première inhumation dans le cimetière monumental d’Iglesias eut lieu le 20 août 1935. Agrandi en plusieurs reprises, il se caractérise par la présence de 65 remarquables sculptures réalisées par l’artiste Giuseppe Sartorio, un auteur connu pour le monument à Quintino Sella situé dans la place principale de la ville.

Visite guidate a cura dell’IPSIA “G. Ferraris” Orari di accesso: sabato e domenica ore 10.00-12.00 e 15.0017.00

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Chiesa del

Santo Salvatore Via Leonardo da Vinci, Serra Perdosa

La chiesa del Santissimo Salvatore rappresenta uno dei rari esempi di architettura religiosa di epoca bizantina conservati in Sardegna. La sua costruzione è, infatti, riconducibile al periodo compreso fra il X e l’XI secolo, così come rivelano le sue strutture murarie. La chiesa ha sviluppo planimetrico cruciforme, internamente è coperta da una volta a botte e in origine si concludeva a est con tre absidi di cui, durante i recenti lavori di restauro, si sono rinvenute le tracce a livello di fondazione. This is the oldest church in the city, dating back to the 10th-11th th century; you can see it in Serra Perdosa, 2kms off the city centre, near the railway line. Typically byzantine for its cross-structure and vault, it shows traces of the three original side apses and building techniques. Située à deux kilomètres environ de l’ancienne enceinte de la ville, en direction de Cagliari, l’église de Santissimo Salvatore représente l’un des rares exemples d’architecture religieuse d’époque byzantine de la Sardaigne. Sa construction remontant à une période comprise entre le X et le XI siècle, elle présente une plante à croix et est couverte par une voûte en berceau. Les récents travaux de restauration ont révélé des traces de trois absides dans le côté à est de l’édifice.

Visite guidate a cura dell’Associazione Culturale Su Pardu Sabato ore 16.00-21.00 e domenica ore 9.00-13.00 e 16.00-21.00

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Ex Mattatoio Via Crocifisso L’edificio del mattatoio comunale fu inaugurato nel 1936 in una zona allora distante dal centro abitato posta a ridosso della stazione ferroviaria. La pianta è quadrangolare con un blocco centrale attorniato dai magazzini e dalle logge laterali per gli animali. Lo stile architettonico dell’epoca, molto severo e imponente, caratterizza l’ingresso al di sopra del quale è posta una testa di bovino. Non più operativo dall’inizio del decennio, dopo il restauro è diventata la sede di alcune associazioni culturali e ha già ospitato numerose mostre, concerti e convegni. The city abattoir was opened in 1936 in an area quite far from the town, located along the railway station. Its plan is square with a central block surrounded by warehouses and lodges for cattle. The building shows the very austere and imposing style of the Fascist era and is featured by a bull’s head above the main entrance. No longer operational since the beginning of the decade, after its restoration it has been home to several cultural associations and has already hosted many exhibitions, concerts and conventions. L’abattoir de Iglesias fut inauguré en 1936. L’immeuble, édifié loin du centre habité, à l’abri de la gare, avait plan quadrangulaire avec un corps central entouré d’entrepôts et d’étables pour le bétail. Le style architectonique est sévère et imposant, l’entrée est caractérisée par la tête d’un bœuf. Après la cessation de l’activité, l’immeuble a été restauré et aujourd’hui c’est le siège de nombreuses associations et manifestations culturelles.

Visite guidate a cura del Gruppo Folk Città di Iglesias Sabato e domenica ore 9.00-12.30 e 16.30-20.00

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Iglesias


Istituto Tecnico Industriale

Minerario Via Roma, 47

La scuola mineraria fu istituita a Iglesias il 10 settembre del 1871, sotto gli auspici dell’Ingegnere e Ministro delle Finanze Quintino Sella, giunto a Iglesias il 1 marzo 1869, con l’incarico di compilare una relazione sullo stato dell’industria mineraria in Sardegna. Dalle risultanze di quell’indagine parlamentare scaturì l’esigenza di istituire a Iglesias una scuola per Capi Minatori e Fonditori con annesso Museo Mineralogico e laboratorio docimastico. Fu il Municipio di Iglesias a disporre affinché si adattassero a tale scopo i locali dell’ex convento dei Padri Claustrali. Successivamente il Comune stanziò dei fondi per la costruzione di un nuovo edificio, opera dell’ingegnere Giorgio Asproni, inaugurato il 13 dicembre 1911. In seguito alla riforma del 1916 e a un intervento economico dello stesso Asproni la scuola cominciò ad allestire e rendere funzionanti diversi laboratori necessari per le esercitazioni che si accompagnavano alle materie di insegnamento. The Mining School was created on 10th September 1871 by the Minister of Finance Quintino Sella in order to educate the miner apprentices; originally the school was hosted into a convent, till the completion of this building and its laboratories and Museum on 13th December 1911, managed by the engineer Giorgio Asproni. L’école minière d’Iglesias, voulue par l’ingénieur et ministre des finances Quintino Sella pour répondre aux exigences de la région, remonte au 10 septembre 1871. Equipée de laboratoires et du Musée Minéralogique, l’école, au début de son existence, fut abritée dans un ancien couvent de Pères Claustraux jusqu’à l’inauguration, le 13 décembre 1911, de l’actuel siège financé par la municipalité et projeté par l’ingénieur Giorgio Asproni.

Visite guidate a cura dell’ Istituto tecnico Industriale Minerario “G. Asproni” Sabato 16.30-19.00 e domenica ore 9.00-12.30 e 15.30-19.00

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Museo della

Arte Mineraria Via Roma, 47

Il museo offre la possibilità di visitare e conoscere alcuni ambienti minerari ricreati fedelmente nei locali sotterranei dell’Istituto Minerario. Dal 1916 esso si dotò di laboratori e ambienti adatti a simulare le condizioni di lavoro minerario, in cui gli allievi si potevano cimentare in esperienze concrete di scavo di una galleria mineraria e nelle operazioni di messa in sicurezza della stessa attraverso la progettazione, la realizzazione e la posa in opera di armature di legno. Tali gallerie, per le quali in un certo periodo si era perso interesse, furono ripristinate e adeguate e predisposte per essere percorse. L’Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici (I. M. M. G.) ha creato in quegli ambienti recuperati uno spazio per l’esposizione di macchinari originari da laboratorio, di modellini e plastici in scala utilizzati dagli allievi al fine di offrire una testimonianza diretta dell’attività svolta negli anni dalla scuola e un contributo significativo per la conoscenza del territorio dell’Iglesiente. This museum contains an impressive collection of mining tools, mineral samples and specimens of original documents; since 1916 it has been equipped with laboratories in order to train apprentices to the work in the mines. The IMMG (mining expertises and surveyors association) has rebuilt some facilities so as to display scale models, dioramas and original tools that witness the activities of the school and provides a deep insight into life in the underground. Le musée offre la possibilité de visiter et de connaître des milieux miniers fidèlement recréés et situés dans le soussols de l’Institut Minier. A partir de 1916, il fut équipé de laboratoires utiles à la simulation, de la part des élèves, des conditions de travail aux mines. L’association Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici (I.M.M.G.) y a créé un espace pour l’exposition des machineries originaires pour les laboratoires, de modèles et des maquettes, témoignages de l’activité de l’école et du territoire d’Iglesias.

Visite guidate a cura della Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici Visite guidate gallerie Sabato ore 16.00-17.00-18.00-19.00

Domenica ore 10.00-11.00-12.00 e 16.00-17.00-18.00-19.00

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Iglesias


Palazzina della

Ass. Mineraria Sarda Via Roma, 47 Nata nel febbraio del 1896 per promuovere le conoscenze geologiche e gli avvenimenti tecnici delle attività minerarie sarde, l’Associazione Mineraria Sarda ha varcato i confini sia regionali sia nazionali per la grande capacità scientifica e culturale che ha saputo esprimere in oltre 100 anni di storia. L’attività è svolta, senza soluzione di continuità, nella sede sociale di via Roma in Iglesias in una palazzina dalle linee Liberty, sorta all’interno di un vasto giardino e realizzata nei primi decenni del ‘900. Qui è custodita la memoria storica dell’attività mineraria di tutto il territorio regionale: si possono ammirare antiche carte minerarie e consultare una fornitissima biblioteca di testi scientifici sulle varie tecniche di estrazione; i “Bollettini”, pubblicati periodicamente dall’Associazione, contengono pubblicazioni scientifiche di livello nazionale e internazionale. A questo patrimonio scientifico e culturale è abbinata un’apprezzabile esposizione permanente di memoria fotografica che testimonia l’evoluzione dell’ ind ustria mineraria nel territorio dell’ Iglesiente. The associazione mineraria sarda (Sardinian Mine Association) was born in 1896 and has progressively grown in cultural importance far beyond the national borders. The building in via Roma that hosts the AMS is a typical Art Nouveau one with usual decorations and a quite huge garden; it was built in the first decade of 20th century. The whole range of mining activities in Sardinia is represented in its library and the collection of precious items, minerals, photos, maps and documents. Née en février 1896 pour diffuser les connaissances géologiques et les évènements techniques des activités minières sardes, L’Associazione Mineraria Sarda a dépassé à la fois les frontières régionales et nationales pour sa grande valeur scientifique et culturelle pendant plus de 100 ans d’histoire. L’activité se déroule en via Roma dans un bel immeuble en style Art Nouveau situé au milieu d’un vaste jardin. Il abrite la mémoire historique de l’activité minière de l’entier territoire régional: on peut y admirer d’antiques cartes minières, et consulter une importante bibliothèque de textes scientifiques concernant les nombreuses techniques d’extraction. On peut, en outre, admirer, à l’intérieur de l’immeuble, une exposition permanente de mémoire photographique témoignant l’évolution de l’industrie minière dans le territoire d’Iglesias.

Visite guidate a cura della Scuola Media “Arborea-Lamarmora” e del Liceo Scientifico “G. Asproni” Sabato ore 16.00-20.00 e domenica ore 9.00-21.00

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Palazzina Bellavista e Foresteria impiegati Località Monteponi L’edificio fu eretto nel 1865 su progetto dell’ingegner Adolfo Pellegrini, allora direttore della Società Monteponi. La palazzina si sviluppa su tre livelli; il pian terreno e il primo piano ospitavano in origine gli uffici della Società mentre l’ultimo piano era destinato all’abitazione del direttore. La costruzione è tuttora preceduta da un ampio giardino in cui si trovano piante secolari. Al centro dell’area verde è collocato un busto di bronzo raffigurante l’ingegner Erminio Ferraris. Attualmente la palazzina è sede distaccata dell’Università degli Studi di Cagliari. Sarà inoltre possibile visitare la Foresteria Impiegati con l’affresco del grande pittore Aligi Sassu. The Bellavista building was built in 1865 according to a project by engineer Adolfo Pellegrini, the Monteponi mining company manager. The first two floors of the three story building were occupied by the company offices; the mining company’s chairman lived on the third floor. In front of the building there is a large garden, planted with century-old trees, with a bronze bust of engineer Erminio Ferraris. The Bellavista building now hosts a branch of the Cagliari University. Cet édifice fut bâti en 1865 suivant un projet du directeur de la Société Monteponi, l’ingénieur Adolfo Pellegrini. L’immeuble est divisé en trois niveaux; le rezde-chaussée et le premier étage abritaient, à l’origine, les bureaux de la Société, tandis que le dernier constituait la résidence du directeur. L’édifice, entouré d’un ample jardin avec des arbres séculaires, est actuellement le siège d’une section de l’Université de Cagliari.

Visite guidate a cura della Associazione ONLUS Minatori e Memoria Ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00

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Iglesias


Scuola-Museo di

Monteponi Località Monteponi

A Monteponi, tra gallerie, resti di archeologia mineraria, archivi, palazzine minerarie e Università, c’è una piccola scuola di miniera diventata Museo - Laboratorio. L’edificio è un bel caseggiato degli anni cinquanta, con bellissimi mosaici. Nata nel 1919 per i figli dei minatori, la scuola elementare di Monteponi “Andaus a sa scola de miniera” vuole rappresentare le numerose scuole dislocate nelle frazioni minerarie. Qui si pratica oggi la didattica laboratoriale dello scavo simulato, della lavorazione dell’argilla, della ricerca d’archivio, della ricostruzione storica con fonti materiali e orali, dell’esperienza scientifica attraverso il contatto con i minerali, le rocce, i problemi ambientali. La scuola appare il luogo più idoneo per mostrare ai tanti visitatori un mondo ormai lontano nel tempo, ma ancora vivo nella nostra memoria bambina. This school is in heart of Monteponi mine village . Built in 1919 and decorated with nice mosaics, it hosts a school museum representing the typical features of educational activities in mine communities. Here some laboratories are currently held on digging techniques, archives, geology, historical and environmental aspects of the great mine heritage. This nice museum conveys emotions and experiences from the past that are still alive in the memory of Iglesienti. Une petite école minière, devenue Musée-Laboratoire, se distingue parmi les galeries, les vestiges d’archéologies, les archives, les bâtiments, qui se trouvent à Monteponi. Il s’agit d’un bel immeuble des années cinquante, caractérisé par des mosaïques éblouissants. Bâtie en 1919 pour les enfants des mineurs, l’école primaire de Monteponi, titrée “Andaus a sa scola de miniera”, représente toutes les écoles minières des hameaux. Aujourd’hui dans ce musée on pratique une didactique de laboratoire: on y simule le percement d’un tunnel, le travail de l’argile, la recherche d’archive, la reconstruction historique par des sources écrites et orales, la recherche scientifique par la manipulation des minéraux, des rochers, la réflexion sur les problèmes de l’environnement. Les visiteurs découvrent par cette écolelaboratoire un monde désormais lointain mais toujours actuel.

Visite guidate a cura della Associazione ONLUS Scuole di Miniera Orari: 9.00-13.00 e 16.00-20.00

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Galleria Villamarina Piazza Giovanni Paolo II Intitolata al vicerè del Regno di Sardegna, Giacomo Pes, marchese di Villamarina, la galleria, il cui scavo fu iniziato nel 1852 a quota +174 metri sul livello del mare, �� dotata di due imbocchi denominati rispettivamente Asilo e Suore. Le denominazioni derivano dalla presenza, in prossimità della galleria, di un Asilo edificato nel 1920 e dedicato a Renzo Sartori, dodicenne figlio del direttore della miniera, Francesco, deceduto per una setticemia nel 1918, e dei locali abitati dalle suore della Carità che curavano l’assistenza nel vicino ospedale della miniera. La Galleria Villamarina nel suo percorso incontra i due pozzi più importanti di Monteponi: Pozzo Vittorio Emanuele II e Pozzo Sella. Il Pozzo Vittorio Emanuele II (1863), giungeva fino a quota -100 m sul livello del mare ed era adibito al trasporto dei minatori ed al minerale estratto dalle gallerie. Il Pozzo Sella, dedicato al parlamentare Quintino Sella, fu scavato nel 1874 su progetto dell’ingegner Adolfo Pellegrini; esso fu destinato ad ospitare le grandi pompe a vapore utilizzate per l’eduzione delle acque sotterranee. The Villamarina tunnel is named after the Viceroy of the Sardinian kingdom, the Marquis of Villamarina. It is dug to a depth of + 74mts a.s.l., and has two entrances, located 70m from each other, called Asilo and Suore. Excavation of the gallery was begun in 1852. It joins the two principal pits of the Monteponi mine: the Vittorio Emanuele pit and the Sella pit. The Vittorio Emanuele pit was dug in 1863, and reaches a depth of - 100mts a.s.l.; it was used to transport miners and minerals extracted from the galleries. The Sella pit was planned by engineer Adolfo Pellegrini and excavated in 1874, and named after a member of Piedmont Parliament, Quintino Sella. Its purpose was to house the large steam pumps used for underground water suction. La galerie qui porte le nom du vice-roi du Royaume de Sardaigne, Giacomo Pes, marquis de Villamarina, a été creusée en 1852 à 174 mètres sur le niveau de la mer. Elle dispose de deux entrées nommées « Asilo » et « Suore » . Dans son parcours, la Galleria Villamarina rencontre les deux puits les plus importants de Monteponi : le Puits Vittorio Emanuele II et le Puits Sella. Le premier, remontant à 1863, arrivait jusqu’à 100 mètres au dessous du niveau de la mer et servait au transport des mineurs et des minerais extraits des galeries. Le Puits Sella, consacré au parlementaire Quintino Sella, creusé en 1874, était le siège des grandes pompes à vapeur pour la sortie des eaux souterraines.

Visite guidate a cura della IGEA in collaborazione e d’intesa con il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Ore 9.00-10.30-12.00 -15.30-17.00 (ultimo ingresso)

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Iglesias


Museo della

Civiltà Mineraria Genna Luas Nella miniera di Genna Luas, accordata nel 1871 alla società francese Pétin Gaudet, vennero coltivate a giorno soprattutto terre ferrose calaminari. Sul finire degli anni ’80 del secolo scorso, ENI Risorse progettò l’utilizzo del grande scavo per la realizzazione di una discarica per lo stoccaggio controllato dei rifiuti dei processi metallurgici del piombo e dello zinco. Il progetto prevedeva anche la creazione di un Museo della storia e del lavoro minerario di Genna Luas. Ubicato in prossimità del castelletto del Pozzo Morra, è dotato di un centro visite, introduttivo ad un percorso didattico culturale, attrezzato con audiovisivi, pannelli, progetti, piani di miniera, carte tematiche e campioni di minerali la cui realizzazione è stata curata dal Prof. Felice di Gregorio e dall’arch. Alfredo Ingegno. A few miles away from the city centre, on the road to Sant’Antioco, the Genna Luas mining site was rented in 1871 by the French firm Pétin Gaudet to extract iron and zinc ores. At the end of 1980s it became a waste disposal area and the project included the building of a mine museum by the Pozzo Morra, endowed with educational facilities and a remarkable collection of mining items. Dans la mine de Genna Luas on explotait surtout de la calamine terreuse. Vers la fin des années ’80 du siécle dernier ENI Risorse réalisa une décharge de déchets du plomb et du zinc. Le projet prévoyait la création d’un Musée de l’histoire et du travail minier de Genna Luas, dans l’environs du Pozzo Morra. Il est doué d’un centre équipé de matériel audiovisuel, de plans, de cartes thématiques et de minéraux.

Visite guidate a cura dell’Associazione ONLUS per il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna Sabato e domenica ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00

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Galleria e

Laveria Lamarmora Nebida Dal Belvedere di Nebida parte un sentiero panoramico circolare con vedute mozzafiato sulla costa da Sud verso Nord fino allo scoglio del Pan di Zucchero di Masua. Da qui è possibile raggiungere, con una scalinata di oltre 400 gradini, i resti della laveria Lamarmora. Essa fu costruita nel 1897 dalla “Società anonima di Nebida” e utilizzata fino alla metà degli anni ‘30, quando fu chiusa a causa dalla depressione economica. È un edificio costruito con pietra a vista che si sviluppa su alcuni volumi sovrapposti percorsi da grandi archi ed è completato da due alte ciminiere. Ai piedi della laveria, sul mare, sono visibili i forni di calcinazione, il magazzino minerali e merci ed il vecchio pontile d’attracco per le bilancelle. Il fabbricato è inserito in un’area importante non solo per l’aspetto ambientale, al centro di un percorso geologico e naturalistico importantissimo già da tempo meta di studiosi e di turisti provenienti da ogni parte del mondo. La Laveria Lamarmora è uno dei simboli del Parco Geominerario della Sardegna. ORARIO DI ACCESSO Dalle ore 9,00 alle 17,00 (ultimo ingresso) The ruins of Lamarmora Washery, in Nebida, can be reached through a flight of over 400 steps from a panoramic walkway overlooking the whole coastline stretching from South to the rock of Sugar Loaf, Masua. Built in 1897 by the Nebida Mining Company, it was in use until the mid-’30s, when it closed as a consequence of the Great Depression. It is an imposing stone building, featuring large overlapping arcs and showing two high chimneys; in the lower part of the site by the sea, some kilns, the warehouses and the old wharf can be seen. This washery is a symbol of GeoPark of Sardinia, being one of the most outstanding landmarks in an area with unique geological, historical and environmental features. Visits from 9am to 5pm (last admission) Du Belvedere de Nebida l’on remarque un sentier panoramique, caractérisé par des vues à couper le souffle sur toute la côte, de Sud à Nord, jusqu’à l’écueil du Pan di Zucchero. Ce sentier mène aussi aux ruines de la Laverie Lamarmora, bâtie en 1897 par la Société Anonyme de Nebida, pour l’enrichissement des minéraux, et fermée au milieu des années trente, à cause de la crise économique mondiale. Il s’agit d’un immeuble, à la façade en pierre, composé de plusieurs parties superposées et caractérisé par des arcs et deux grandes cheminées. Aux pieds de la laverie on peut encore voir les fours de calcification, le dépôt des minéraux et des marchandises, le vieux quai d’accostage pour les balancelles. Situé dans un endroit merveilleux et bariolé du point de vue géologique, ce monument de l’archéologie industrielle contribue à valoriser le Parc Géo Minier de la Sardaigne. Horaire pour le public: de neuf heures à dix-sept heures (dernière entrée)

Visite a cura della Società Igea spa in collaborazione e d’intesa con il Parco Geominerario Storico ed ambientale della Sardegna.

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Porto Flavia Il sito minerario è situato lungo la costa sud-occidentale della Sardegna, presso la località di Masua (Iglesias). Porto Flavia, che prese il nome dalla figlia primogenita del suo progettista, fu realizzato nel 1924 scavando la montagna per circa 600 metri; alla base di due gallerie sovrapposte un nastro trasportatore riceveva i minerali dai depositi sotterranei per trasferirli, con il suo ingegnoso braccio mobile, direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Questa ingegnosa soluzione che allora fu capace di rivoluzionare il sistema di imbarco dei minerali, sino a tale data praticato con il carico a mezzo coffe trasportate a spalla dai “galanze” carlofortini sulle loro barche a vela di 20-30 tonn., è ora illustrato ai visitatori perchè insieme al fascino di un luogo meraviglioso possano ammirare anche un esempio di ingegno e di tecnica realizzatrice. The mining site is located near Masua (Iglesias) along the south-western coast of Sardinia. Porto Flavia takes its name from its designer’s first daughter and was built in 1924 by digging up a mountain for about 600 metres. In the lower of two galleries placed one on the top of the other, a conveyor belt received the ore from the underground deposits and by means of an ingenious mobile arm transferred it directly into the holds of cargo ships at anchor. This clever solution managed to revolutionise the system of loading ores. Till then it had been transported in baskets on the shoulders of “galanze” from Carloforte and carried on 20-30 ton sailing boats. Visitors can admire this example of engineering and construction technique and the fascinating scenery of Pan di Zucchero. Le site minier de Port Flavia est situé le long de la cote sud occidentale de la Sardaigne, aux alentours du village de Masua (Iglesias). Port Flavia, du nom de la fille de son ingénieur, fut réalisé en 1924 en perçant la montagne pour 600 mètres environ. Une bande transporteuse, à la base de deux galeries superposées, recevait les minéraux des dépôts souterrains et, à l’aide d’un bras de chargement, elle les transférait directement dans la soute des cargos. Ce mécanisme révolutionna le système d’embarquement des minéraux jusqu’alors pratiqué par des nids-de-pie (paniers à poissons), transportés sur les épaules par des “galanze” de Carloforte et puis chargés sur leurs voiliers de 20-30 tonnes.

Visite guidate a cura della IGEA in collaborazione e d’intesa con il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Accesso solo su prenotazione al n. tel. 0781 491300. Ore 9.00-10.30-12.00-14.00-15.30-17.00 (ultimo ingresso)

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Esposizione delle

Macchine da Miniera Masua

È una esposizione di oltre 70 “Macchine da Miniera” dotate di specifiche attrezzature per lavori in sottosuolo che rappresentano il meglio dell’evoluzione tecnologica dei mezzi industriali minerari nel nostro Paese. Un “Parco Macchine” di grande prestigio aziendale, cresciuto nel sottosuolo minerario e fuori dai clamori esterni, che ha dato avvio a processi industriali sempre più innovativi e competitivi, ai quali contribuirono in maniera determinante i tecnici minerari locali con invenzioni, modifiche ed adattamenti fondamentali, trasformando il lavoro umano in un sistema produttivo industriale all’avanguardia nel mondo. La costante necessità di adattare le macchine da miniera e renderle funzionali alle varie esigenze ha fatto delle miniere di piombo e zinco sarde il banco di prova e la fucina per la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche. This exhibition hosts over 70 pieces of mining machinery; it proudly shows the best of the process of the advancement in technology as far as underground extraction is concerned. Silently and away from fame, workers in the lead and zinc mines in Iglesiente improved tools and machines, patented them the all over the world and constantly updated them to face the new needs of production. C’est une exposition de plus de 70 Machineries de Mine douées d’équipements spécifiques pour les travaux dans le sous-sol. Il s’agit d’un parc technologique de grand prestige, qui, s’étant agrandi à l’écart des clameurs extérieures, a lancé des procès industriels de plus en plus innovateurs et compétitifs grâce même aux inventions, aux modifications et aux expériences des techniciens locaux. L’exigence constante d’adapter les machines minières pour les rendre fonctionnelles aux différentes exigences, a élu les mines sardes de plomb et de zinc le banc d’essai et l’officine les plus importants pour le repérage de nouvelles solutions techniques.

Visite guidate a cura della IGEA in collaborazione e d’intesa con il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Ore 9.00-17.00 (ultimo ingresso)

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Museo Etnografico presso Cantina Aru Regione Su Merti

Il museo è ubicato in antichi ambienti tradizionali del territorio iglesiente. Il percorso museale si articola in vari spazi e locali caratterizzati da vecchie pavimentazioni e mattoni crudi. Una parte è dedicata al ciclo della vinificazione e del lavoro dei campi con l’esposizione di arnesi ormai dimenticati quali botti, torchi, aratri, falci, macine e un maestoso carro.Altri spazi sono riservati alla panificazione e alle attività manuali. Questa visita offre un prezioso viaggio nella memoria tra strumenti di lavoro e oggetti della vita quotidiana d’altri tempi che racconta la civiltà artigianale e agraria di Iglesias. The museum reproduces ancient traditional environments of the Iglesiente, featured by old floorings and raw bricks. The winemaking cycle and the labour in the fields are represented, with the display of almost forgotten tools like tubs, presses, ploughs, scythes, millstones and a huge oxcart. Other spaces are reserved to bread making and other traditional activities. Wine tasting is offered by Cantine Aru winemakers. Le Musée est situé dans des milieux traditionnels du territoire d’Iglesias. Le parcours dans le musée se divise en d’espaces variés et de locaux caractérisés par des vieux pavages et des briques crues. Une partie est consacré au cycle de la vinification et des travaux des champs par l’exposition d’outils désormais oubliés: tonneaux, pressoirs, charrues, faucilles, meules et un majestueux char. D’autres espaces sont réservés à la panification et aux travaux manuels. Cette visite offre un voyage précieux dans la mémoire entre les outils de travail et les objets de la vie quotidienne d’autres temps qui raconte la civilisation artisanal et agricole d’Iglesias. Dégustation des vins de la Cave Aru.

Visite guidate a cura di Stefano Priola e dei F.lli Aru (n. tel. 0781 33702) Degustazione vini della Cantina Aru Orari di visita: 9.00-12.00 e 15.00-18.00

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Sito Archeologico di

Corongiu ‘e mari Tra speleologia e archeologia “Le grotte di Corongiu de Mari dalla preistoria all’età giudicale”. La valle carsica di Corongiu de Mari fu intensamente abitata fin dalle prime fasi della preistoria sarda. Numerose sono le testimonianze che ancora sopravvivono nelle decine di caverne. La grotta della Volpe fu utilizzata come sepoltura dalle popolazioni preistoriche dell’età del Rame, tra i reperti del corredo funebre sono interessanti i vasi della cultura Campaniforme. Le Grotte naturali di Santa Introxia (S. Vittoria) e di Santa Vida (S. Vitalia) furono importanti luoghi di culto cristiano per le comunità locali in epoca giudicale (XIII sec.). I visitatori potranno esplorare le grotte che conservano ancora l’atmosfera suggestiva della Preistoria e del Medioevo iglesiente. The karst valley named Corongiu ‘e mari was quite intensively inhabited in the early prehistoric times in Sardinia. Many evidences are still found in the various dwellings. Grotta della Volpe (the Fox cave) was a burial site during the Copper Age, and some vessels belonging to the bell-shaped culture were found there. Other caves in the area, like Santa Introxia and Santa Vida were still Christian cult places as late as the 13th century. Thanks to the CISSA association, visitors will be allowed to explore these caves. Guided tours will take place on Saturday morning and Sunday morning and evening. Please book in advance at 349 6135481. La vallée karstique de Corongiu de Mari fut peuplée dès premières phases de la préhistoire sarde. De nombreuses attestations de cette époque-là sont encore visibles dans les cavernes. La grotte du Renard fut utilisée comme cimetière par les populations préhistoriques de l’âge du cuivre; parmi les pièces du trousseau funèbre, les vases “campaniformes” sont particulièrement remarquables. Les grottes naturelles de Santa Introxia (Sainte Victoire) et de Santa Vida (Sainte Vitalie) furent des lieux de culte chrétien très importants pour les communautés locales, à l’époque des “Giudicati” (XIIIème siècle). Les visiteurs pourront explorer les grottes qui gardent encore l’atmosphère suggestive de la Préhistoire et du Moyen Age “Iglesiente”. Visites guidées par les associés du CISSA; pour réserver l’excursion il faut appeler le 3496 135481.

Le visite guidate a cura del personale del Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici (C.I.S.S.A.) avranno luogo su prenotazione il sabato e la domenica. Per prenotare chiamare il n. 349 6135481

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Enti, Scuole e Associazioni Paleografe dell’ Archivio Storico Comunale Arciconfraternita del Santo Monte Volontari Rione Sant’Antonio Associazione Culturale Art&Note Associazione Culturale Agorà Associazione Nazionale Consiglio dei Role Player Onlus Associazione Culturale Logos Associazione Culturale Su Pardu Associazione Culturale Onlus Minatori e Memoria Gruppo Volontari Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Associazione Onlus per il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna Associazione Onlus Scuole di Miniera Associazione Onlus Pozzo Sella Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici Associazione Santissima Vergine delle Grazie Associazione Culturale Gremio Vignaiuoli, Contadini, Tavernai, Calzolai e Armati delle Vigne Centro Studi Speleo Archeologici ( C.I.S.S.A.) Associazione Turistica Pro Loco Iglesias Associazione Nazionale Italia Nostra Sezione Iglesias Cantina Aru Comitato Quartiere Castello Corporazione Lavoratori di Fosse Associazione Culturale Gremio Vignaiuoli, Contadini, Tavernai, Calzolai e Armati delle Vigne Gruppo Folkloristico Città di Iglesias Gruppo Sbandieratori Aquile Ghibelline Iglesias Gruppo Storico Medievale Ghibellina Iglesias Igea S.P.A. in collaborazione e d’intesa con il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna Centro Salute Mentale di Iglesias Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze della ASL 7 Scuola Media “Arborea - Lamarmora” Primaria I Circolo Didattico Istituto Magistrale “C. Baudi di Vesme” Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “G. Ferraris” Istituto Tecnico Commerciale “E. Fermi” Istituto Tecnico Industriale Statale Minerario “G. Asproni” Istituto di Istruzione Superiore “ G. Asproni” Studenti Superiori

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Iglesias MA 2012