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Rivista mensile specializzata • N° 248 • Marzo 2005 • Anno XXVIII • ISSN 0394-0896 PUBBLICAZIONE DELLA MEDIA AGE SRL • VIA STEFANO JACINI, 4 • 20121 MILANO • TEL. 02862534 • FAX 0286450149 • E-MAIL: INFO@MONITOR-RADIOTV.COM • INTERNET: WWW.MONITOR-RADIOTV.COM

IBTS si affida ad un totem

Photoshow e le novità di primavera

Proporre soluzioni non solo prodotti st: adca a bro nza.tv d e i notiz rge time nve Le ul w.co ww


Siamo presenti al NAB Las Vegas 18-21 Aprile Stand N2834


Anno XXVIII n. 248 - marzo 2005 ISSN 0394-0896

4 Segnali di fumo, sperando nell’arrosto

MediaAge srl Via Stefano Jacini, 4 - 20121 Milano, Italy Tel. (+39) 02862534 (ra) - Fax (+39) 0286450149 E-mail: info@monitor-radiotv.com Siti internet http://www.convergenza.tv (in italiano) http://www.monitorradio.tv (in inglese) La Media Age srl è iscritta al Registro Nazionale della Stampa al n. 2636 vol. 27, foglio 281 dal 28.6.89 - MONITORRADIO TELEVISIONE è registrata al Tribunale di Milano n. 880 del 20.12.1988. Dir. resp. Enrico Callerio. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Non è permessa la riproduzione di testi e foto senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Progetto grafico e impaginazione: Ago, Bollate (MI). Fotolito: PRG Milano. Stampa: Cooperativa Grafica Bergamasca, Almenno S. Bart. (BG). Abbonamenti: la rivista è diffusa e venduta solo in abbonamento annuale. Il costo annuale è di 40,00 EURO da versare sul c/c postale n. 11158201 intestato a Media Age srl, Via Stefano Jacini, 4 - 20121 Milano, oppure inviare un assegno bancario non trasferibile allo stesso indirizzo. Arretrati 6,00 EURO l’uno da allegare alla richiesta anche i francobolli. Foreign subscription: annual 80,00 EURO (80,00 US$) or equivalent via International Money Order or cheque to Media Age srl, Via Stefano Jacini, 4 - I - 20121 Milano Italy. CREDIT CARDS subscription call (+39) 02862534 or fax (+39) 0286450149. Cards accepted: VISA MASTER-CARD - EUROCARD - AMERICAN EXPRESS. Airmail rates on applications. Lo staff Direttore responsabile: Enrico Callerio Condirettore tecnico: Mauro Baldacci Hanno collaborato: Manlio Cocconcelli, Angelo D’Alessio, Lidia Di Giovanni, Dario Monferini, Massimo Montissori, Enrico Oliva, Alberto Pellizzari, Claudio Re, Piero Ricca, Maria Ronchetti. Nei siti della “convergenza” di Monitor troverete tra gli altri contenuti: la Guida RadioTv delle radio e tv private (www. guidaradio.tv) le proposte di Monitor Lavoro (www.monitor-radiov.com/lavoro) le emittenti radio tv in diretta nella rete da tutto il mondo (www.webcastitaly.com)

6 L’alta definizione che verrà

10 TelePremium e l’interattività: nuove dinamiche per il mezzo televisivo.

30 Distribuzione universale

14 PS2005. Primizie di stagione 34 Scommettere alto

22 Aprire all’interazione

26 Puntare sulle soluzioni


T I T O L O Un momento della prima conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2005 dell’IBTS

Segnali di fumo, sperando nell’arrosto 4

Un imponente totem dell’innovazione tecnologica e culturale sarà il centro vitale della prossima edizione dell’IBTS, programmata da Fiera Milano per il prossimo mese di novembre Con lo slogan Analogicamente digitale è iniziata la lunga marcia verso l’edizione 2005 dell’IBTS, la prima organizzata da Fiera Milano e che si terrà dal 3 al 6 novembre. Alcune anticipazioni sulla manifestazione sono state fornite nel corso di una conferenza stampa a cui ha preso parte anche Corrado Peraboni, direttore generale di Fondazione Fiera Milano, la società che ha acquisito il marchio IBTS. Direttore della manifestazione è stato nominato Roberto Bombonati, il quale ha delineato la nuova strategia che si articolerà in: “iniziative importanti, come un intenso Customer Relationship Management (CRM) applicato per la prima volta a un evento fieristico broadcast che lavorando su un database di 10.000 aziende e 60.000 visitatori garantirà il giusto equilibrio fra domanda e offerta, un’attività di promozione non stop e un aggiornamento costante e continuativo di espositori.” Bombonati si propone poi di riqualificare la manifestazione incrementando il numero complessivo degli espositori ed in particolare quelli provenienti

dai Paesi esteri e appartenenti a nuovi settori merceologici. Tra le nuove aree di interesse individuate da Bombonati ci sono il web bancario, la medicina, la pubblica amministrazione, le piccole e medie imprese e, non poteva mancare, la televisione interattiva. Concretamente, il CRM finora sembra essere consistito in due incontri, uno con i possibili espositori (pochini e piuttosto mal disposti, per la verità) e l’altro con i rappresentanti della comunicazione, compresi quelli della stampa più o meno specializzata (più numerosi, era un pranzo…). Difficile trovare traccia di quanto scaturito nel corso di questi incontri in quanto è stato detto alla conferenza stampa, a cominciare dalle obiezioni sulla data scelta per l’evento, giudicata dalla maggior parte degli operatori troppo a ridosso della fine dell’anno fiscale. Prima di procedere oltre, soffermiamoci un solo momento sui numeri dati da Bombonati. I 60.000 contatti provengono dal database dell’IBTS e sono il frutto di 15 anni di attività. Anche ammesso che siano ancora attuali, forse un’occhiata al di fuori dei

confini nazionali aiuterebbe a inquadrare meglio anche la situazione italiana. Tanto per fare un paragone all’ultimo IBC di Amsterdam, manifestazione di ben altra rilevanza internazionale, hanno partecipato un migliaio di aziende espositrici e poco meno di 40.000 operatori, provenienti da tutta Europa e, in discreta percentuale, anche dal resto del mondo. D’accordo essere ambiziosi, ma forse un po’ di realismo in più non guasterebbe, specialmente nei periodi di vacche magre.

cazioni dell’innovazione tecnologica. Il palco alla base della Torre sarà il fulcro dell’attività di divulgazione, aggiornamento e spettacolo”, e l’intenzione di Bombonati è quella di “racchiudere in questa torre tutto lo scibile della fiera.” L’impressione è che si prenda come modello una manifestazione come Imagina piuttosto che l’IBC di Amsterdam. Imagina però non ha saputo dare uno spazio adeguato alla crescente domanda degli espositori, preferendo concentrarsi sulle conferenze, spesso di interesse più accademico, che pratico, un po’ quello che sembra avere in mente Maria Grazia Mattei, che si conferma responsabile dei convegni. Mattei vede questi eventi collegati all’IBTS come “momenti di riflessione sui valori d’uso, non sui prodotti che già occupano l’area espositiva, e il loro fine vuol essere offrire elementi di orientamento in uno scenario che sta cambiando.” A conferma di questa tendenza, il testimonial invitato alla presentazione era Joi Ito, presentato come “guru” delle nuove culture digitali mobili, un personaggio di fama internazionale, che però ha dimostrato una conoscenza piuttosto approssimativa della situazione italiana ed europea in generale. Infatti, Ito ritiene che la televisione interattiva in Europa, Italia compresa, abbia per il pubblico un’importanza maggiore rispetto ai cellulari, considerazione che può essere condivisa soltanto se si considerino i nostri strabordanti reality show un ful-

Tutti intorno al totem C’è da dire che il realismo salta fuori non appena si passa alle cose più pratiche. Il padiglione prenotato potrebbe ospitare a malapena poco più di un centinaio di espositori (è lo stesso occupato dall’ultimo Photoshow), anche perché la zona centrale di un migliaio di metri quadri sarà occupato dal “Totem”, descritto come “una torre interattiva alta dieci metri, completa di quattro megaschermi, dimostrazione visiva delle molteplici appli-

Monitor n° 248 - marzo 2005

Monitor n° 248 - marzo 2005

S E Z I O N E

Il totem tecnologico che racchiuderà tutto lo scibile dell’IBTS

gido esempio di televisione interattiva.

Considerazioni finali Nota positiva. Fiera Milano si occuperà in toto dell’evento, ponendosi come interlocutore unico per tutti i servizi. Come ha detto Peraboni: “abbiamo accorciato la catena di comando. Lo spirito è quello di non sederci sugli allori, ma mettere a disposizione la nostra esperienza per favorire l’allargamento del mercato”. Battute a parte (quella degli allori è proprio infelice, considerando l’attuale stato di salute dell’IBTS), almeno gli espositori sapranno esattamente con chi prendersela.

Nota negativa. Premesso che Fiera Milano è una società per azioni quotata alla Borsa di Milano, il potenziale espositore provi a immaginare chi pagherà i maggiori costi che comportano iniziative come il Customer Relationship Management, il totem 5 tecnologico e i vari convegni che tratteranno di argomenti di dubbio interesse per i potenziali compratori. Senza contare poi che Fiera Milano ha appena inaugurato il faraonico nuovo polo fieristico e che lo dovrà prima o poi anche ripagare. Si può leggere la presentazione dell’edizione 2005 all’indirizzo www.ibts.info


T I T O L O Un momento della prima conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2005 dell’IBTS

Segnali di fumo, sperando nell’arrosto 4

Un imponente totem dell’innovazione tecnologica e culturale sarà il centro vitale della prossima edizione dell’IBTS, programmata da Fiera Milano per il prossimo mese di novembre Con lo slogan Analogicamente digitale è iniziata la lunga marcia verso l’edizione 2005 dell’IBTS, la prima organizzata da Fiera Milano e che si terrà dal 3 al 6 novembre. Alcune anticipazioni sulla manifestazione sono state fornite nel corso di una conferenza stampa a cui ha preso parte anche Corrado Peraboni, direttore generale di Fondazione Fiera Milano, la società che ha acquisito il marchio IBTS. Direttore della manifestazione è stato nominato Roberto Bombonati, il quale ha delineato la nuova strategia che si articolerà in: “iniziative importanti, come un intenso Customer Relationship Management (CRM) applicato per la prima volta a un evento fieristico broadcast che lavorando su un database di 10.000 aziende e 60.000 visitatori garantirà il giusto equilibrio fra domanda e offerta, un’attività di promozione non stop e un aggiornamento costante e continuativo di espositori.” Bombonati si propone poi di riqualificare la manifestazione incrementando il numero complessivo degli espositori ed in particolare quelli provenienti

dai Paesi esteri e appartenenti a nuovi settori merceologici. Tra le nuove aree di interesse individuate da Bombonati ci sono il web bancario, la medicina, la pubblica amministrazione, le piccole e medie imprese e, non poteva mancare, la televisione interattiva. Concretamente, il CRM finora sembra essere consistito in due incontri, uno con i possibili espositori (pochini e piuttosto mal disposti, per la verità) e l’altro con i rappresentanti della comunicazione, compresi quelli della stampa più o meno specializzata (più numerosi, era un pranzo…). Difficile trovare traccia di quanto scaturito nel corso di questi incontri in quanto è stato detto alla conferenza stampa, a cominciare dalle obiezioni sulla data scelta per l’evento, giudicata dalla maggior parte degli operatori troppo a ridosso della fine dell’anno fiscale. Prima di procedere oltre, soffermiamoci un solo momento sui numeri dati da Bombonati. I 60.000 contatti provengono dal database dell’IBTS e sono il frutto di 15 anni di attività. Anche ammesso che siano ancora attuali, forse un’occhiata al di fuori dei

confini nazionali aiuterebbe a inquadrare meglio anche la situazione italiana. Tanto per fare un paragone all’ultimo IBC di Amsterdam, manifestazione di ben altra rilevanza internazionale, hanno partecipato un migliaio di aziende espositrici e poco meno di 40.000 operatori, provenienti da tutta Europa e, in discreta percentuale, anche dal resto del mondo. D’accordo essere ambiziosi, ma forse un po’ di realismo in più non guasterebbe, specialmente nei periodi di vacche magre.

cazioni dell’innovazione tecnologica. Il palco alla base della Torre sarà il fulcro dell’attività di divulgazione, aggiornamento e spettacolo”, e l’intenzione di Bombonati è quella di “racchiudere in questa torre tutto lo scibile della fiera.” L’impressione è che si prenda come modello una manifestazione come Imagina piuttosto che l’IBC di Amsterdam. Imagina però non ha saputo dare uno spazio adeguato alla crescente domanda degli espositori, preferendo concentrarsi sulle conferenze, spesso di interesse più accademico, che pratico, un po’ quello che sembra avere in mente Maria Grazia Mattei, che si conferma responsabile dei convegni. Mattei vede questi eventi collegati all’IBTS come “momenti di riflessione sui valori d’uso, non sui prodotti che già occupano l’area espositiva, e il loro fine vuol essere offrire elementi di orientamento in uno scenario che sta cambiando.” A conferma di questa tendenza, il testimonial invitato alla presentazione era Joi Ito, presentato come “guru” delle nuove culture digitali mobili, un personaggio di fama internazionale, che però ha dimostrato una conoscenza piuttosto approssimativa della situazione italiana ed europea in generale. Infatti, Ito ritiene che la televisione interattiva in Europa, Italia compresa, abbia per il pubblico un’importanza maggiore rispetto ai cellulari, considerazione che può essere condivisa soltanto se si considerino i nostri strabordanti reality show un ful-

Tutti intorno al totem C’è da dire che il realismo salta fuori non appena si passa alle cose più pratiche. Il padiglione prenotato potrebbe ospitare a malapena poco più di un centinaio di espositori (è lo stesso occupato dall’ultimo Photoshow), anche perché la zona centrale di un migliaio di metri quadri sarà occupato dal “Totem”, descritto come “una torre interattiva alta dieci metri, completa di quattro megaschermi, dimostrazione visiva delle molteplici appli-

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S E Z I O N E

Il totem tecnologico che racchiuderà tutto lo scibile dell’IBTS

gido esempio di televisione interattiva.

Considerazioni finali Nota positiva. Fiera Milano si occuperà in toto dell’evento, ponendosi come interlocutore unico per tutti i servizi. Come ha detto Peraboni: “abbiamo accorciato la catena di comando. Lo spirito è quello di non sederci sugli allori, ma mettere a disposizione la nostra esperienza per favorire l’allargamento del mercato”. Battute a parte (quella degli allori è proprio infelice, considerando l’attuale stato di salute dell’IBTS), almeno gli espositori sapranno esattamente con chi prendersela.

Nota negativa. Premesso che Fiera Milano è una società per azioni quotata alla Borsa di Milano, il potenziale espositore provi a immaginare chi pagherà i maggiori costi che comportano iniziative come il Customer Relationship Management, il totem 5 tecnologico e i vari convegni che tratteranno di argomenti di dubbio interesse per i potenziali compratori. Senza contare poi che Fiera Milano ha appena inaugurato il faraonico nuovo polo fieristico e che lo dovrà prima o poi anche ripagare. Si può leggere la presentazione dell’edizione 2005 all’indirizzo www.ibts.info


L’alta definizione che verrà 6

Muovendosi in ordine un po’ sparso, alcuni broadcaster del vecchio continente stanno pianificando il lancio di canali dedicati alla trasmissione di programmi in alta definizione, alcuni dei quali saranno in funzione già entro la fine di questo anno La televisione in alta definizione è una di quelle tecnologie che sta registrando i più alti tassi di crescita in Giappone e Stati Uniti, mercati in cui la diffusione dei programmi via cavo o satellite è iniziata già da qualche anno. Come sostiene Gabriel Fehervari, ceo della belga Euro1080: “è ormai un luogo comune che se hai visto l’alta definizione non torni più indietro, ma devi prima poterla vedere. Mettere alla portata del pubblico l’alta definizione è proprio la nostra ragion d’essere”. Euro1080 ha iniziato a trasmettere lo scorso anno dal satellite Astra il canale HD1 e conta di affiancarlo, a partire da giugno di quest’anno, con un altro canale, HD2, che trasmetterà con la formula del pay-per-view. Gli eventi sportivi e gli spettacoli in genere costituiscono la quasi totalità della programmazione di Euro1080, contenuti che assieme ai film rappresentano il mezzo migliore per poter apprezzare l’elevata qualità delle immagini tipica dell’alta definizione. Nonostante l’ottimismo di Fehervari, il bilancio del primo anno di attività di Euro1080 non è stato poi

così brillante, almeno dal punto di vista del ritorno economico. A fronte di un obbiettivo di 100.000 card per l’accesso ai canali, ne sono state vendute soltanto poco più di 60.000 e di queste solo un terzo sono state effettivamente attivate. Va però sottolineato come la società non abbia ricevuto neanche un euro di sovvenzione da parte dell’Unione Europea, nonostante l’attività promozionale svolta da Euro1080. Discorso analogo per quanto riguarda i fabbricanti di televisori ad alta definizione e videoproiettori: soltanto Pioneer ha rispettato i patti mentre tutti gli altri utilizzano illecitamente il segnale diffuso da Euro1080 per vendere i propri prodotti, secondo quando dichiara un po’ contrariata l’azienda belga.

Progresso non progressivo Per i primi esperimenti di distribuzione di video in alta definizione, il formato preferenziale scelto dagli europei pare proprio che sia il 1080i, dove la i sta appunto per interfacciato, tutto ciò onostante l’European

Broadcasting Union (EBU) si sia espressa a favore dei formati progressivi, proponendo addirittura come formato ideale l’ancora inesistente 1080p a 50 fps, quasi a voler prender tempo. Il formato 1080i è quello utilizzato dalla belga Euro1080 e dalla tedesca Premiere che inizierà a trasmettere dal prossimo mese di novembre. Probabilmente, questo formato sarà quello preferenziale anche per le emittenti francesi che si apprestano a lanciare il servizio entro l’anno e da SKY nel 2006. Per quanto riguarda il metodo di compressione, Euro1080 ha iniziato utilizzando il classico Mpeg-2, semplicemente per il fatto che all’epoca del lancio del servizio non esistevano set-top-box Mpeg-4 a costi abbordabili e anche gli encoder non erano in grado di offrire prestazioni particolarmente interessanti. L’arrivo dei primi decoder Mpeg-4 è previsto entro l’anno e su questo contano sia i francesi di TF1 che i tedeschi di Premiere per riuscire a sfruttare al meglio la banda disponibile da satellite (si veda il riquadro Evoluzione continua). Con

Monitor n° 248 - marzo 2005

la variante AVC del metodo Mpeg-4, nota anche con la sigla H264, si dovrebbe riuscire a trasmettere un segnale in alta definizione con la metà della banda richiesta dal classico Mpeg-2. Per queste ragioni, anche Euro1080 ha già annunciato l’intenzione di passare al nuovo formato, inizialmente trasmettendo con entrambi i metodi per passare poi definitivamente allo standard Mpeg4 nel giro di due o tre anni. Non solo, riducendo il bitrate è possibile ipotizzare anche l’uso dei multiplex per il digitale terrestre, ipotesi presa in seria considerazione dalle emittenti francesi, anche se contrastata dal loro Governo. Tra gli storici broadcaster europei, soltanto la BBC ha una strategia ben definita e ha fissato nel 2010 la data di completamento della transazione all’alta definizione, pur senza specificare le tappe. BBC è un caso piuttosto atipico nel panorama europeo poiché ha fatto della produzione di programmi televisivi di qualità (in particolare documentari) una consistente fonte di ricavi. Per fare un esempio, nell’ultimo anno l’emittente inglese ha investito quasi 110 milioni di euro nella produzione di programmi e ne ha ricavati oltre 160 dalla vendita dei diritti ad altre emittenti, principalmente statunitensi e giapponesi, che per inciso comprano oramai solo materiale in alta definizione. I set top box attesi per il prossimo autunno dovrebbero comunque essere in grado di trattare entrambi i

Monitor n° 248 - marzo 2005

A partire dal prossimo mese di giugni, Euro1080 attiverà un nuovo canale in alta definizione

metodi di compressione e supportare anche il formato 720p. Come era stato evidenziato da uno studio commissionato dall’EBU, sul piano della qualità delle immagini questo formato garantisce comunque un netto miglioramento rispetto all’attuale standard PAL. Anche se l’aumento del numero di linee da 576 a 720 potrebbe apparire poco significativo, occorre tener presente che il segnale PAL è interlacciato e quindi la risoluzione verticale reale corrisponde a poco più della metà del numero di linee. Inoltre, i classici test di visione hanno evidenziato come sia necessario uno schermo da più di 50 pollici di diagonale per riuscire ad apprezzare

appieno la differenza. Dal punto di vista di chi propone l’alta definizione è però più facile “vendere” la risoluzione di 1080 linee rispetto alle 720, anche se poi la maggior parte dei telespettatori non ha a disposizione apparecchiature tali da potergli per- 7 mettere di apprezzare fino in fondo la differenza.

Uno sguardo oltreoceano Incurante di questo fatto, il network statunitense Fox ha scelto il formato 720p per la trasmissione degli eventi sportivi e dallo scorso autunno offre una completa copertura in alta definizione del campionato di football


L’alta definizione che verrà 6

Muovendosi in ordine un po’ sparso, alcuni broadcaster del vecchio continente stanno pianificando il lancio di canali dedicati alla trasmissione di programmi in alta definizione, alcuni dei quali saranno in funzione già entro la fine di questo anno La televisione in alta definizione è una di quelle tecnologie che sta registrando i più alti tassi di crescita in Giappone e Stati Uniti, mercati in cui la diffusione dei programmi via cavo o satellite è iniziata già da qualche anno. Come sostiene Gabriel Fehervari, ceo della belga Euro1080: “è ormai un luogo comune che se hai visto l’alta definizione non torni più indietro, ma devi prima poterla vedere. Mettere alla portata del pubblico l’alta definizione è proprio la nostra ragion d’essere”. Euro1080 ha iniziato a trasmettere lo scorso anno dal satellite Astra il canale HD1 e conta di affiancarlo, a partire da giugno di quest’anno, con un altro canale, HD2, che trasmetterà con la formula del pay-per-view. Gli eventi sportivi e gli spettacoli in genere costituiscono la quasi totalità della programmazione di Euro1080, contenuti che assieme ai film rappresentano il mezzo migliore per poter apprezzare l’elevata qualità delle immagini tipica dell’alta definizione. Nonostante l’ottimismo di Fehervari, il bilancio del primo anno di attività di Euro1080 non è stato poi

così brillante, almeno dal punto di vista del ritorno economico. A fronte di un obbiettivo di 100.000 card per l’accesso ai canali, ne sono state vendute soltanto poco più di 60.000 e di queste solo un terzo sono state effettivamente attivate. Va però sottolineato come la società non abbia ricevuto neanche un euro di sovvenzione da parte dell’Unione Europea, nonostante l’attività promozionale svolta da Euro1080. Discorso analogo per quanto riguarda i fabbricanti di televisori ad alta definizione e videoproiettori: soltanto Pioneer ha rispettato i patti mentre tutti gli altri utilizzano illecitamente il segnale diffuso da Euro1080 per vendere i propri prodotti, secondo quando dichiara un po’ contrariata l’azienda belga.

Progresso non progressivo Per i primi esperimenti di distribuzione di video in alta definizione, il formato preferenziale scelto dagli europei pare proprio che sia il 1080i, dove la i sta appunto per interfacciato, tutto ciò onostante l’European

Broadcasting Union (EBU) si sia espressa a favore dei formati progressivi, proponendo addirittura come formato ideale l’ancora inesistente 1080p a 50 fps, quasi a voler prender tempo. Il formato 1080i è quello utilizzato dalla belga Euro1080 e dalla tedesca Premiere che inizierà a trasmettere dal prossimo mese di novembre. Probabilmente, questo formato sarà quello preferenziale anche per le emittenti francesi che si apprestano a lanciare il servizio entro l’anno e da SKY nel 2006. Per quanto riguarda il metodo di compressione, Euro1080 ha iniziato utilizzando il classico Mpeg-2, semplicemente per il fatto che all’epoca del lancio del servizio non esistevano set-top-box Mpeg-4 a costi abbordabili e anche gli encoder non erano in grado di offrire prestazioni particolarmente interessanti. L’arrivo dei primi decoder Mpeg-4 è previsto entro l’anno e su questo contano sia i francesi di TF1 che i tedeschi di Premiere per riuscire a sfruttare al meglio la banda disponibile da satellite (si veda il riquadro Evoluzione continua). Con

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la variante AVC del metodo Mpeg-4, nota anche con la sigla H264, si dovrebbe riuscire a trasmettere un segnale in alta definizione con la metà della banda richiesta dal classico Mpeg-2. Per queste ragioni, anche Euro1080 ha già annunciato l’intenzione di passare al nuovo formato, inizialmente trasmettendo con entrambi i metodi per passare poi definitivamente allo standard Mpeg4 nel giro di due o tre anni. Non solo, riducendo il bitrate è possibile ipotizzare anche l’uso dei multiplex per il digitale terrestre, ipotesi presa in seria considerazione dalle emittenti francesi, anche se contrastata dal loro Governo. Tra gli storici broadcaster europei, soltanto la BBC ha una strategia ben definita e ha fissato nel 2010 la data di completamento della transazione all’alta definizione, pur senza specificare le tappe. BBC è un caso piuttosto atipico nel panorama europeo poiché ha fatto della produzione di programmi televisivi di qualità (in particolare documentari) una consistente fonte di ricavi. Per fare un esempio, nell’ultimo anno l’emittente inglese ha investito quasi 110 milioni di euro nella produzione di programmi e ne ha ricavati oltre 160 dalla vendita dei diritti ad altre emittenti, principalmente statunitensi e giapponesi, che per inciso comprano oramai solo materiale in alta definizione. I set top box attesi per il prossimo autunno dovrebbero comunque essere in grado di trattare entrambi i

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A partire dal prossimo mese di giugni, Euro1080 attiverà un nuovo canale in alta definizione

metodi di compressione e supportare anche il formato 720p. Come era stato evidenziato da uno studio commissionato dall’EBU, sul piano della qualità delle immagini questo formato garantisce comunque un netto miglioramento rispetto all’attuale standard PAL. Anche se l’aumento del numero di linee da 576 a 720 potrebbe apparire poco significativo, occorre tener presente che il segnale PAL è interlacciato e quindi la risoluzione verticale reale corrisponde a poco più della metà del numero di linee. Inoltre, i classici test di visione hanno evidenziato come sia necessario uno schermo da più di 50 pollici di diagonale per riuscire ad apprezzare

appieno la differenza. Dal punto di vista di chi propone l’alta definizione è però più facile “vendere” la risoluzione di 1080 linee rispetto alle 720, anche se poi la maggior parte dei telespettatori non ha a disposizione apparecchiature tali da potergli per- 7 mettere di apprezzare fino in fondo la differenza.

Uno sguardo oltreoceano Incurante di questo fatto, il network statunitense Fox ha scelto il formato 720p per la trasmissione degli eventi sportivi e dallo scorso autunno offre una completa copertura in alta definizione del campionato di football


americano. Secondo Andrew Setos, che si è occupato in prima persona per Fox dell’aspetto tecnico, quello che è emerso da questa pur breve esperienza è che non si può fornire un servizio in alta definizione sacrificando sulla qualità, utilizzando cioè meno telecamere, effetti e grafica: “Non si possono produrre programmi al di sotto degli standard ai quali è abituato il pubblico. Le buone notizie sono però che il costo di produzione in alta definizione sta raggiungendo quello della definizione standard di alto livello e le apparecchiature offrono potenzialità quasi complete.” Anche Fox sta utilizzando la compressione Mpeg-2 e, nonostante questo comporti l’utilizzo di ben 16

trasponder per riuscire a coprire tutte le partite che si svolgono in contemporanea, Setos non ritiene strategico il passaggio ad altri formati: “Mpeg-4 non dà reali vantaggi al consumatore perché non offre di per sé una qualità migliore. Del resto, A parità di qualità, i nuovi encoder richiedono un bit rate inferiore si è continuato per 50 anni con lo standard Ntsc e non si pressione in corsa, potrebbe rischiare vede quindi perché non si possa di essere molto controproducente, andare avanti ancora con l’Mpeg-2.” Negli Stati uniti, l’alta definizione può In effetti, cambiare il formato di comessere considerata una realtà acquisita, con un’offerta di una quarantina di canali in funzione e una buona fetta dei televisori venduti, circa il 20%, già in grado di ricevere segnali video in alta definizione. Se tutto procede ai ritmi attuali, entro l’anno questi apparecchi saranno presenti nel 10% della abitazioni statunitensi, vale a dire Il decoder per alta definizione della Quali-TV (distribuito da Audiogamma) circa 10 milioni di case.

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Evoluzione continua La compressione dei segnali video è uno dei pochi settori nei quali l’industria europea può ancora competere ad armi pari con statunitensi e giapponesi, questo grazie soprattutto a Thomson/GrassValley che occupa il secondo gradino a livello mondiale per quanto riguarda la distribuzione da satellite e il primo posto in Europa nel settore della compressione di materiale per contributi. Questo della compressione è uno dei settori che registra ancora percentuali di crescita a due cifre: si stima che entro cinque anni sia destinato a raddoppiare, raggiungendo la cifra di due miliardi di dollari. Come spiega Eric Gallier, direttore marketing della divisione video compression networking della Thomson, la crescita è semplicemente di natura fisiologica: “Noi stiamo introducendo ora i primi encoder Mpeg-4 AVC e prevediamo un sensibile miglioramento dell’efficienza già dalla seconda generazione, prevista per il 2006.” Se si guarda a quella che è stata l’evoluzione del formato Mpeg-2 dalla sua prima apparizione fino ai giorni nostri, ci si rende conto di come si sia potuta migliorare sensibilmente l’efficienza della compressione con l’introduzione di tecniche come il multiplex statistico e la pre-analisi delle sequenze con compressione dual pass, sviluppi ai quali Thomson ha contribuito in maniera significativa. Secondo Gallier, “Ci sono voluti dieci anni per raggiungere questi risultati con l’Mpeg-2, e proprio grazie all’esperienza maturata saranno sufficienti un paio d’anni per

raggiungere le prestazioni ottimali con l’Mpeg-4.” Ciò che finora ha rallentato la diffusione del formato Mpeg-4 è la notevole complessità della codifica che, a detta di Gallier, è almeno dieci volte superiore a quella dell’Mpeg-2, tutto ciò a fronte di un miglioramento dell’efficienza di circa il 50%, valore che si traduce nella possibilità di trasmettere materiale video in alta definizione con un bit rate dimezzato. L’obbiettivo di Thomson è di arrivare a un bitrate di 6 Mbps per materiale di origine cinematografica e 9 Mbps per la trasmissione di eventi sportivi; questi valori non sono poi molto distanti da quelli caratteristici dei collegamenti a larga banda e si stima che in due o tre anni anche la trasmissione di video in alta definizione possa sfruttare questo canale. Come sottolinea Gallier, nell’arco di dieci anni, la banda che una volta era necessaria per la trasmissione di segnali video in definizione standard è oggi più che sufficiente per l’alta. Nonostante le sue ottime potenzialità, Thomson non prevede che l’Mpeg-4 AVC potrà rimpiazzare completamente l’attuale Mpeg-2 e questo per ragioni di natura squisitamente tecnica. Il ritardo tipico degli attuali encoder è, infatti, di quasi due secondi, tempo necessario per poter effettuare la pre-analisi del segnale, indispensabile per ottenere risultati ottimali. Inoltre per avere buone prestazioni è necessario utilizzare GOP relativamente lunghi, altrimenti le prestazioni sono simili a quelle della codifica Mpeg-2. In sostanza, il formato Mpeg-4 AVC non è adatto alla compressione di segnali video per contributi o dirette, ma solo per la distribuzione, almeno questo è quanto sostiene Thomson. Vista la sua esperienza in materia, c’è da crederci.

Un encoder ViBE della Thomson: il supporto per il formato Mpeg-4 AVC in alta definizione è previsto entro l’anno

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americano. Secondo Andrew Setos, che si è occupato in prima persona per Fox dell’aspetto tecnico, quello che è emerso da questa pur breve esperienza è che non si può fornire un servizio in alta definizione sacrificando sulla qualità, utilizzando cioè meno telecamere, effetti e grafica: “Non si possono produrre programmi al di sotto degli standard ai quali è abituato il pubblico. Le buone notizie sono però che il costo di produzione in alta definizione sta raggiungendo quello della definizione standard di alto livello e le apparecchiature offrono potenzialità quasi complete.” Anche Fox sta utilizzando la compressione Mpeg-2 e, nonostante questo comporti l’utilizzo di ben 16

trasponder per riuscire a coprire tutte le partite che si svolgono in contemporanea, Setos non ritiene strategico il passaggio ad altri formati: “Mpeg-4 non dà reali vantaggi al consumatore perché non offre di per sé una qualità migliore. Del resto, A parità di qualità, i nuovi encoder richiedono un bit rate inferiore si è continuato per 50 anni con lo standard Ntsc e non si pressione in corsa, potrebbe rischiare vede quindi perché non si possa di essere molto controproducente, andare avanti ancora con l’Mpeg-2.” Negli Stati uniti, l’alta definizione può In effetti, cambiare il formato di comessere considerata una realtà acquisita, con un’offerta di una quarantina di canali in funzione e una buona fetta dei televisori venduti, circa il 20%, già in grado di ricevere segnali video in alta definizione. Se tutto procede ai ritmi attuali, entro l’anno questi apparecchi saranno presenti nel 10% della abitazioni statunitensi, vale a dire Il decoder per alta definizione della Quali-TV (distribuito da Audiogamma) circa 10 milioni di case.

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Evoluzione continua La compressione dei segnali video è uno dei pochi settori nei quali l’industria europea può ancora competere ad armi pari con statunitensi e giapponesi, questo grazie soprattutto a Thomson/GrassValley che occupa il secondo gradino a livello mondiale per quanto riguarda la distribuzione da satellite e il primo posto in Europa nel settore della compressione di materiale per contributi. Questo della compressione è uno dei settori che registra ancora percentuali di crescita a due cifre: si stima che entro cinque anni sia destinato a raddoppiare, raggiungendo la cifra di due miliardi di dollari. Come spiega Eric Gallier, direttore marketing della divisione video compression networking della Thomson, la crescita è semplicemente di natura fisiologica: “Noi stiamo introducendo ora i primi encoder Mpeg-4 AVC e prevediamo un sensibile miglioramento dell’efficienza già dalla seconda generazione, prevista per il 2006.” Se si guarda a quella che è stata l’evoluzione del formato Mpeg-2 dalla sua prima apparizione fino ai giorni nostri, ci si rende conto di come si sia potuta migliorare sensibilmente l’efficienza della compressione con l’introduzione di tecniche come il multiplex statistico e la pre-analisi delle sequenze con compressione dual pass, sviluppi ai quali Thomson ha contribuito in maniera significativa. Secondo Gallier, “Ci sono voluti dieci anni per raggiungere questi risultati con l’Mpeg-2, e proprio grazie all’esperienza maturata saranno sufficienti un paio d’anni per

raggiungere le prestazioni ottimali con l’Mpeg-4.” Ciò che finora ha rallentato la diffusione del formato Mpeg-4 è la notevole complessità della codifica che, a detta di Gallier, è almeno dieci volte superiore a quella dell’Mpeg-2, tutto ciò a fronte di un miglioramento dell’efficienza di circa il 50%, valore che si traduce nella possibilità di trasmettere materiale video in alta definizione con un bit rate dimezzato. L’obbiettivo di Thomson è di arrivare a un bitrate di 6 Mbps per materiale di origine cinematografica e 9 Mbps per la trasmissione di eventi sportivi; questi valori non sono poi molto distanti da quelli caratteristici dei collegamenti a larga banda e si stima che in due o tre anni anche la trasmissione di video in alta definizione possa sfruttare questo canale. Come sottolinea Gallier, nell’arco di dieci anni, la banda che una volta era necessaria per la trasmissione di segnali video in definizione standard è oggi più che sufficiente per l’alta. Nonostante le sue ottime potenzialità, Thomson non prevede che l’Mpeg-4 AVC potrà rimpiazzare completamente l’attuale Mpeg-2 e questo per ragioni di natura squisitamente tecnica. Il ritardo tipico degli attuali encoder è, infatti, di quasi due secondi, tempo necessario per poter effettuare la pre-analisi del segnale, indispensabile per ottenere risultati ottimali. Inoltre per avere buone prestazioni è necessario utilizzare GOP relativamente lunghi, altrimenti le prestazioni sono simili a quelle della codifica Mpeg-2. In sostanza, il formato Mpeg-4 AVC non è adatto alla compressione di segnali video per contributi o dirette, ma solo per la distribuzione, almeno questo è quanto sostiene Thomson. Vista la sua esperienza in materia, c’è da crederci.

Un encoder ViBE della Thomson: il supporto per il formato Mpeg-4 AVC in alta definizione è previsto entro l’anno

Monitor n° 248 - marzo 2005

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TelePremium e l’interattività: nuove dinamiche per il mezzo televisivo 10

SMS e MMS sostituiscono il canale di ritorno come è stato pensato fino a oggi, per le trasmissioni digitali ma anche per quelle analogiche. Non sono molti i momenti che hanno segnato la storia della televisione, dal punto di vista tecnico. Infatti, dal bianco e nero, nel tempo si è passati al colore, alla stereofonia, alle trasmissioni via cavo e satellite, prima analogiche e poi digitali e l’ultimo tratto di storia che è attuale e che stiamo percorrendo ancora come pionieri, corrisponde all’inizio delle trasmissioni televisive digitali terrestri.

Per il mezzo televisivo l nuovo mezzo digitale promette grandi sperimentazioni e creatività a livello di programmi qualora sfrutti la vera natura dell’interattività (pubblici-

11

tà compresa) e nuovi ricavi per il broadcaster che ’riceve’ il canale di ritorno che, fino a oggi, è stato gestito proponendo di collegare il famoso set top box digitale a una linea telefonica che veicola le ’risposte’ dello

Per gli studiosi Gli archeologi della televisione dateranno a questo periodo un importante traguardo tecnico ma anche di linguaggio televisivo che in questo momento rischia di essere fagocitato dall’importanza dell’inizio delle trasmissioni terrestri in digitale, cioè l’inizio della interattività tra mezzo televisivo e spettatore. Il panorama che si profila per l'interattività è abbastanza chiaro, infatti, tutti i principali attori del comparto broadcast si stanno organizzando per ottenere i maggiori profitti dal canale di ritorno.

La partecipazione del pubblico e l’interattività TV sono subito applicabili con l’integrazione di SMS e MMS

Monitor n° 248 - marzo 2005

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TelePremium e l’interattività: nuove dinamiche per il mezzo televisivo 10

SMS e MMS sostituiscono il canale di ritorno come è stato pensato fino a oggi, per le trasmissioni digitali ma anche per quelle analogiche. Non sono molti i momenti che hanno segnato la storia della televisione, dal punto di vista tecnico. Infatti, dal bianco e nero, nel tempo si è passati al colore, alla stereofonia, alle trasmissioni via cavo e satellite, prima analogiche e poi digitali e l’ultimo tratto di storia che è attuale e che stiamo percorrendo ancora come pionieri, corrisponde all’inizio delle trasmissioni televisive digitali terrestri.

Per il mezzo televisivo l nuovo mezzo digitale promette grandi sperimentazioni e creatività a livello di programmi qualora sfrutti la vera natura dell’interattività (pubblici-

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tà compresa) e nuovi ricavi per il broadcaster che ’riceve’ il canale di ritorno che, fino a oggi, è stato gestito proponendo di collegare il famoso set top box digitale a una linea telefonica che veicola le ’risposte’ dello

Per gli studiosi Gli archeologi della televisione dateranno a questo periodo un importante traguardo tecnico ma anche di linguaggio televisivo che in questo momento rischia di essere fagocitato dall’importanza dell’inizio delle trasmissioni terrestri in digitale, cioè l’inizio della interattività tra mezzo televisivo e spettatore. Il panorama che si profila per l'interattività è abbastanza chiaro, infatti, tutti i principali attori del comparto broadcast si stanno organizzando per ottenere i maggiori profitti dal canale di ritorno.

La partecipazione del pubblico e l’interattività TV sono subito applicabili con l’integrazione di SMS e MMS

Monitor n° 248 - marzo 2005

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spettatore alle istanze sollevate dalla programmazione interattiva.

Per un nuovo canale di ritorno In attesa di vedere come gestire il 12 canale di ritorno, una promettente azienda italiana scavalca d’un balzo questo modello e vanta tre punti distintivi: fin dall’inizio: 1) profonde radici di competenza broadcast e IT coniugate, 2) una solida esperienza alle spalle, nei paesi europei, per verificare le tecnologie e i modelli di business e 3) un modo intelligente e spiazzante per gestire il canale di ritorno. Niente più linea telefonica da lasciare collegata, niente litigi con mamma, papà e fratelli per chi gestisce il telecomando e le risposte, niente da configurare o da pre-pagare.

vivere un’esperienza emotivamente coinvolgente grazie al cellulare e ai programmi interattivi in onda.

Per il broadcaster Il broadcaster, ottiene subito dei vantaggi economici in quanto il messaggio che lo spettatore invia genera un guadagno immediato che non può che essere benvenuto per qualsiasi impresa. Questo nuovo modo di operare consentirà a chi ha nuove idee e voglia di

innovare ora, senza rincorrere i propri concorrenti tra qualche mese, di farlo senza alcuna limitazione tecnologica, e di dare ampio margine alla propria creatività. Mischiare le carte dei vecchi programmi TV coi nuovi jolly dell’interattività renderà il gioco della TV molto più accattivante, e chi sarà in grado prima degli altri di interiorizzare queste dinamiche riuscirà anche a rendere indolore il passaggio dall’analogico al digitale della propria azienda TV, grazie, appunto, all’interattività. Anzi, se da un lato il broadcaster ’medio’ è solo spaventato dalla transizione al digitale che per lui equivale praticamente a un solo esborso per dotarsi di tecnologie inizialmente inutili e costose, l’alternativa di TelePremium si caratterizza come unica voce in grado di creare un ROI immediato; la vera sfida a questo punto è solo nell’inventare dei programmi interattivi. Le tecnologie di TelePremium che consentono ai broadcaster di arrivare al traguardo dell’interattività in modo indolore, secondo la filosofia del ’chiavi in mano’, sono raccolte dal brand ’iTValue’: si basano su hardware di solito già presente presso le strutture televisive e software in grado di implementare i contenuti interattivi sia sui programmi già in onda, che su

ciare a contare su ritorni di tipo economico molto interessanti, come descritto sopra; inoltre, quando i tempi saranno maturi per il digitale terrestre, le stesse soluzioni - iTValue saranno ancora ugualmente utilizzabili nel dominio numerico. La scelta di oggi, insomma, permette di realizzare dei guadagni con le trasmissioni analogiche e domani con quelle digitali, senza rivoluzionare gli equilibri esistenti.

Per la formazione

TelePremium propone un canale di ritorno rivoluzionario, a riprova di sicuri guadagni.

programmazioni del tutto nuove e pensate in funzione della partecipazione diretta del pubblico da casa.

Per la TV analogica Secondo questa direttrice e ancora più interessante da rilevare è che le soluzioni per l’interattività televisiva

Per lo spettatore L’alternativa tecnologia proposta da TelePremium è l’impiego del telefono cellulare (contando su una base di diffusione enorme e su una quasi universale capacità di utilizzo) e di semplici SMS e MMS per partecipare in modo interattivo coi programmi TV. Oltre ai vantaggi già citati, è facile capire che questo modello semplifica tutte le problematiche legate al canale di ritorno ed estende l’interattività a tutto il nucleo familiare che può

La TV si evolve e TelePremium è pronta a fare guadagnare i broadcaster: gli SMS sono un ottimo canale di ritorno nelle trasmissioni interattive in ambito analogico e digitale.

Monitor n° 248 - marzo 2005

Monitor n° 248 - marzo 2005

che TelePremium propone sono utilizzabili da subito anche nell’ambito delle normali trasmissioni televisive in analogico, senza cambiare nulla, e senza essere obbligati ad aspettare la genesi del digitale. In altre parole, se un broadcaster nel dominio analogico inizia a far sue le piattaforme per l’interattività TV di TelePremium, può da subito comin-

Anche in questa dimensione TelePremium ha in serbo delle buone carte, e si è mossa su più livelli, a cominciare dalla formazione diretta, effettuata in prima persona con un centro di competenza interno alla propria sede e con diversi corsi attivati in collaborazione con partner specializzati nella formazione. Uno per tutti, quello appena partito in collaborazione con l’International College of Arts and Sciences che ha anche messo a disposizione una 13 borsa di studio in collaborazione con il Corriere Lavoro. Per informazioni:www.telepremium.it


spettatore alle istanze sollevate dalla programmazione interattiva.

Per un nuovo canale di ritorno In attesa di vedere come gestire il 12 canale di ritorno, una promettente azienda italiana scavalca d’un balzo questo modello e vanta tre punti distintivi: fin dall’inizio: 1) profonde radici di competenza broadcast e IT coniugate, 2) una solida esperienza alle spalle, nei paesi europei, per verificare le tecnologie e i modelli di business e 3) un modo intelligente e spiazzante per gestire il canale di ritorno. Niente più linea telefonica da lasciare collegata, niente litigi con mamma, papà e fratelli per chi gestisce il telecomando e le risposte, niente da configurare o da pre-pagare.

vivere un’esperienza emotivamente coinvolgente grazie al cellulare e ai programmi interattivi in onda.

Per il broadcaster Il broadcaster, ottiene subito dei vantaggi economici in quanto il messaggio che lo spettatore invia genera un guadagno immediato che non può che essere benvenuto per qualsiasi impresa. Questo nuovo modo di operare consentirà a chi ha nuove idee e voglia di

innovare ora, senza rincorrere i propri concorrenti tra qualche mese, di farlo senza alcuna limitazione tecnologica, e di dare ampio margine alla propria creatività. Mischiare le carte dei vecchi programmi TV coi nuovi jolly dell’interattività renderà il gioco della TV molto più accattivante, e chi sarà in grado prima degli altri di interiorizzare queste dinamiche riuscirà anche a rendere indolore il passaggio dall’analogico al digitale della propria azienda TV, grazie, appunto, all’interattività. Anzi, se da un lato il broadcaster ’medio’ è solo spaventato dalla transizione al digitale che per lui equivale praticamente a un solo esborso per dotarsi di tecnologie inizialmente inutili e costose, l’alternativa di TelePremium si caratterizza come unica voce in grado di creare un ROI immediato; la vera sfida a questo punto è solo nell’inventare dei programmi interattivi. Le tecnologie di TelePremium che consentono ai broadcaster di arrivare al traguardo dell’interattività in modo indolore, secondo la filosofia del ’chiavi in mano’, sono raccolte dal brand ’iTValue’: si basano su hardware di solito già presente presso le strutture televisive e software in grado di implementare i contenuti interattivi sia sui programmi già in onda, che su

ciare a contare su ritorni di tipo economico molto interessanti, come descritto sopra; inoltre, quando i tempi saranno maturi per il digitale terrestre, le stesse soluzioni - iTValue saranno ancora ugualmente utilizzabili nel dominio numerico. La scelta di oggi, insomma, permette di realizzare dei guadagni con le trasmissioni analogiche e domani con quelle digitali, senza rivoluzionare gli equilibri esistenti.

Per la formazione

TelePremium propone un canale di ritorno rivoluzionario, a riprova di sicuri guadagni.

programmazioni del tutto nuove e pensate in funzione della partecipazione diretta del pubblico da casa.

Per la TV analogica Secondo questa direttrice e ancora più interessante da rilevare è che le soluzioni per l’interattività televisiva

Per lo spettatore L’alternativa tecnologia proposta da TelePremium è l’impiego del telefono cellulare (contando su una base di diffusione enorme e su una quasi universale capacità di utilizzo) e di semplici SMS e MMS per partecipare in modo interattivo coi programmi TV. Oltre ai vantaggi già citati, è facile capire che questo modello semplifica tutte le problematiche legate al canale di ritorno ed estende l’interattività a tutto il nucleo familiare che può

La TV si evolve e TelePremium è pronta a fare guadagnare i broadcaster: gli SMS sono un ottimo canale di ritorno nelle trasmissioni interattive in ambito analogico e digitale.

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che TelePremium propone sono utilizzabili da subito anche nell’ambito delle normali trasmissioni televisive in analogico, senza cambiare nulla, e senza essere obbligati ad aspettare la genesi del digitale. In altre parole, se un broadcaster nel dominio analogico inizia a far sue le piattaforme per l’interattività TV di TelePremium, può da subito comin-

Anche in questa dimensione TelePremium ha in serbo delle buone carte, e si è mossa su più livelli, a cominciare dalla formazione diretta, effettuata in prima persona con un centro di competenza interno alla propria sede e con diversi corsi attivati in collaborazione con partner specializzati nella formazione. Uno per tutti, quello appena partito in collaborazione con l’International College of Arts and Sciences che ha anche messo a disposizione una 13 borsa di studio in collaborazione con il Corriere Lavoro. Per informazioni:www.telepremium.it


PS2005. Primizie di stagione Qualche novità anche per i professionisti del video all’ultima edizione del Photoshow, la fiera che tradizionalmente inaugura la stagione italiana, quest’anno nella più “ricca” versione milanese

15

14 Proseguendo nella strategia dell’alternanza, il Photoshow è approdato quest’anno al Nord occupando due piani del padiglione 14 di Fiera Milano, uno dei più recenti e forse anche per questo non proprio a buon mercato. All’invito degli organizzatori hanno aderito circa 150 espositori e a quelli che in qualche modo hanno a che fare con il settore video, una dozzina in tutto, era riservato il piano superiore, condiviso con un buon numero di espositori di quelli che sono considerati articoli di “contorno” (album fotografici, fondali, borse, eccetera). Tra i nomi più importanti del settore, solo JVC e Sony hanno scelto di partecipare in prima persona mentre Panasonic era presente presso lo stand della Panamed. La classifica degli spazi occupati dai distributori era guidata dalla Trans Audio Video, seguita a ruota dalla Bogen Imaging e da Antea, CieffeVideo, Media Solutions, Panatronics e SFC. L’elenco degli espositori legati al video era poi completato da Arri, Janiro e Lupo, in rappresentanza dei

produttori di illuminatori. Tutto sommato, non era quindi certo una di quelle manifestazioni alle quali non è possibile rinunciare: la scarsa partecipazione di espositori più legati al settore professionale denota una crescente “disaffezione” verso questo tipo di eventi, una tendenza che appare sempre più difficile riuscire a contrastare, come ha evidenziato anche l’IBTS. L’affluenza di pubblico si è sempre comunque mantenuta a livelli molto sostenuti, anche se la percentuale di professionisti non è parsa troppo elevata.

Anche una vera anteprima Farà il suo debutto ufficiale al prossimo NAB di Las Vegas la versione solo software di Media 100 HD che era mostrata in anteprima allo stand della Antea, storico distributore dei sistemi di montaggio video dell’azienda che dallo scorso anno è diventata una divisione della Optibase. Il software è destinato in modo specifico all’impiego su sistemi portatili e non richiede risorse particolari, come

dimostrava il Powerbook utilizzato per le demo che era di fabbricazione non proprio recente. Ancora non è stato definito il prezzo, ma si vocifera di cifre piuttosto interessanti, decisamente concorrenziali rispetto a prodotti analoghi, e di un’offerta molto appetitosa per chi già possiede sistemi Media 100. Dedicata a una fascia di mercato di tutt’altro genere la linea di sistemi di montaggio integrati Casablanca che ora ha nel sistema Claro il suo modello meno costoso, un migliaio di euro (Iva esclusa). Funzionalmente simile ai sistemi Avio Dvd, la riduzione di prezzo è stata ottenuta eliminando gli ingressi analogici e offrendo solo il supporto per il formato DV. Per il modello di fascia più alta, il Casablanca Solitaire, è invece disponibile la Entertainment Option, una scheda aggiuntiva che trasforma il sistema in un vero e proprio centro multimediale dotato anche di decoder per il digitale terrestre con slot per le card e videoregistratore su hard disk. L’altra novità proposta da Antea al

Monitor n° 248 - marzo 2005

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PS2005. Primizie di stagione Qualche novità anche per i professionisti del video all’ultima edizione del Photoshow, la fiera che tradizionalmente inaugura la stagione italiana, quest’anno nella più “ricca” versione milanese

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14 Proseguendo nella strategia dell’alternanza, il Photoshow è approdato quest’anno al Nord occupando due piani del padiglione 14 di Fiera Milano, uno dei più recenti e forse anche per questo non proprio a buon mercato. All’invito degli organizzatori hanno aderito circa 150 espositori e a quelli che in qualche modo hanno a che fare con il settore video, una dozzina in tutto, era riservato il piano superiore, condiviso con un buon numero di espositori di quelli che sono considerati articoli di “contorno” (album fotografici, fondali, borse, eccetera). Tra i nomi più importanti del settore, solo JVC e Sony hanno scelto di partecipare in prima persona mentre Panasonic era presente presso lo stand della Panamed. La classifica degli spazi occupati dai distributori era guidata dalla Trans Audio Video, seguita a ruota dalla Bogen Imaging e da Antea, CieffeVideo, Media Solutions, Panatronics e SFC. L’elenco degli espositori legati al video era poi completato da Arri, Janiro e Lupo, in rappresentanza dei

produttori di illuminatori. Tutto sommato, non era quindi certo una di quelle manifestazioni alle quali non è possibile rinunciare: la scarsa partecipazione di espositori più legati al settore professionale denota una crescente “disaffezione” verso questo tipo di eventi, una tendenza che appare sempre più difficile riuscire a contrastare, come ha evidenziato anche l’IBTS. L’affluenza di pubblico si è sempre comunque mantenuta a livelli molto sostenuti, anche se la percentuale di professionisti non è parsa troppo elevata.

Anche una vera anteprima Farà il suo debutto ufficiale al prossimo NAB di Las Vegas la versione solo software di Media 100 HD che era mostrata in anteprima allo stand della Antea, storico distributore dei sistemi di montaggio video dell’azienda che dallo scorso anno è diventata una divisione della Optibase. Il software è destinato in modo specifico all’impiego su sistemi portatili e non richiede risorse particolari, come

dimostrava il Powerbook utilizzato per le demo che era di fabbricazione non proprio recente. Ancora non è stato definito il prezzo, ma si vocifera di cifre piuttosto interessanti, decisamente concorrenziali rispetto a prodotti analoghi, e di un’offerta molto appetitosa per chi già possiede sistemi Media 100. Dedicata a una fascia di mercato di tutt’altro genere la linea di sistemi di montaggio integrati Casablanca che ora ha nel sistema Claro il suo modello meno costoso, un migliaio di euro (Iva esclusa). Funzionalmente simile ai sistemi Avio Dvd, la riduzione di prezzo è stata ottenuta eliminando gli ingressi analogici e offrendo solo il supporto per il formato DV. Per il modello di fascia più alta, il Casablanca Solitaire, è invece disponibile la Entertainment Option, una scheda aggiuntiva che trasforma il sistema in un vero e proprio centro multimediale dotato anche di decoder per il digitale terrestre con slot per le card e videoregistratore su hard disk. L’altra novità proposta da Antea al

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ri sono disponibili in quattro diverse versioni, da 2 a 12 lampade, e la novità è costituita dal Superlight 3000 con spessore ridotto a soli sei centimetri. Tutti gli illuminatori sono dotati di alette a specchio regolabili che migliorano la resa luminosa e per ciascuno è disponibile anche la versione con dimmer incorporato. L’offerta Lupo è completata da due spot che, grazie all’impiego di lampade a scarica da 5.400 kelvin, si abbinano perfettamente con gli illuminatori a fluorescenza e sono disponibili in versione da 300 e 800 W. Su richiesta, Lupo fornisce gratuitamente anche la consulenza per l’allestimento degli studi televisivi.

vata alle immagini Program e Preview. Il pannello di controllo racchiude tutti i comandi per la commutazione delle sorgenti video e la regolazione dei livelli audio, oltre a una manopola jog/shuttle che permette il controllo della riproduzione di clip registrate su un hard disk esterno collegato a una delle due porte i.Link. Queste stesse porte possono essere utilizzate anche per la registrazione sincrona di due sorgenti collegate agli ingressi primari, sempre utilizzando un hard disk con interfaccia IEEE 1394. Infine, l’Anycast Station integra anche un encoder Real, che permette di creare uno

L’alta definizione all’estremo

La versione solo software di Media 100 HD presentata in anteprima dalla Antea al Photoshow

Photoshow è il CitiDisk DV, un hard disk portatile con capacità fino a 100 GB che si connette direttamente all’interfaccia FireWire di un camcorder e registra direttamente nel for16 mato nativo del sistema di editing utilizzato. L’avvio della registrazione è controllato dallo stesso tasto Rec della telecamera e sono disponibili adattatori per batterie con attacco Gold Mount e V-Mount; l’alimentazione del CitiDisk DV è comunque affidata a una batteria integrata al litio, ricaricabile attraverso la stessa porta FireWire, oppure ad una sor-

Il minuscolo hard disk portatile per la registrazione di video DV con qualsiasi camcorder

gente esterna con tensione compresa fra 6 e 18 volt. Per chi ancora preferisce utilizzare l’affidabile camcorder analogico, Antea propone invece il QuickCapture A2D della nNovia che mette a disposizione ingressi in composito e S-Video, oltre che FireWire, e registra video e audio in formato DV.

L’ingegner Lupo mostra orgoglioso una delle lampade fatte fabbricare su misura per i propri illuminatori

Con l’Anycast Station della Sony è possibile anche il controllo a distanza di telecamere robotizzate

Tutto in una valigetta Uno degli oggetti più interessanti presentati allo stand della Sony era l’Anycast Station AWS-G500, un sistema integrato particolarmente adatto alla gestione dei contributi video a supporto di presentazioni o conferenze. Il sistema accetta fino a quattro telecamere e due sorgenti grafiche provenienti da computer con risoluzione fino a 1.280 x 1.024 pixel, risoluzione disponibile anche in uscita per la videoproiezione. Gli ingressi per le telecamere sono in analogico o DV ed è prevista la possibilità di controllare dalla console il funzionamento di modelli compatibili con il protocollo Visca montati su teste remotate. Lo schermo riproduce la monitoria di un piccolo studio televisivo, i diversi contributi sono visibili sulla parte inferiore mentre la parte superiore dello schermo è riser-

stream video da distribuire via Internet, anche a migliaia di spettatori utilizzando uno streaming server esterno. L’altra attrazione dello stand Sony era costituita dalle videocamere HDV nelle versioni professionale e consumer, entrambe finalmente disponibili.

Lampade firmate Grazie all’impiego di una miscela di nove fosfori differenti, le lampade a fluorescenza a luce diurna prodotte in esclusiva per la Lupo raggiungono una resa cromatica del 98% con una temperatura di colore di 5.400 kelvin. Le lampade assorbono una potenza di 55 W producendo un’intensità luminosa equivalente a quelle di una lampada a incandescenza da circa 350 W e sono garantite per una durata di almeno 8.000 ore. Gli illuminato-

Monitor n° 248 - marzo 2005

Monitor n° 248 - marzo 2005

Impiega tre chip D-ILA con risoluzione nativa di 1.920 x 1.080 pixel il videoproiettore DLA HD-2K presentato al PhotoShow dalla JVC. Il videoproiettore è caratterizzato da un rap-

Più sensibile e meno “rumorosa” l’ultima versione del camcorder DV della JVC

porto di contrasto di 2000 a 1 ed è adatto per schermi fino a circa quattro metri di base. Le dimensioni sono molto contenute anche perché tutti i connettori di ingresso sono contenuti nel videoprocessore digitale, sviluppato in collaborazione con Faroudja, collegato al videoproiettore tramite un cavo con connettori DVI-D che trasporta un segnale digitale progressivo a 1.080 linee e 60 fps. In attesa di interessanti novità per la ripresa in alta definizione previste per il prossimo NAB (la linea ProHD che dovrebbe essere inizialmente com-

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ri sono disponibili in quattro diverse versioni, da 2 a 12 lampade, e la novità è costituita dal Superlight 3000 con spessore ridotto a soli sei centimetri. Tutti gli illuminatori sono dotati di alette a specchio regolabili che migliorano la resa luminosa e per ciascuno è disponibile anche la versione con dimmer incorporato. L’offerta Lupo è completata da due spot che, grazie all’impiego di lampade a scarica da 5.400 kelvin, si abbinano perfettamente con gli illuminatori a fluorescenza e sono disponibili in versione da 300 e 800 W. Su richiesta, Lupo fornisce gratuitamente anche la consulenza per l’allestimento degli studi televisivi.

vata alle immagini Program e Preview. Il pannello di controllo racchiude tutti i comandi per la commutazione delle sorgenti video e la regolazione dei livelli audio, oltre a una manopola jog/shuttle che permette il controllo della riproduzione di clip registrate su un hard disk esterno collegato a una delle due porte i.Link. Queste stesse porte possono essere utilizzate anche per la registrazione sincrona di due sorgenti collegate agli ingressi primari, sempre utilizzando un hard disk con interfaccia IEEE 1394. Infine, l’Anycast Station integra anche un encoder Real, che permette di creare uno

L’alta definizione all’estremo

La versione solo software di Media 100 HD presentata in anteprima dalla Antea al Photoshow

Photoshow è il CitiDisk DV, un hard disk portatile con capacità fino a 100 GB che si connette direttamente all’interfaccia FireWire di un camcorder e registra direttamente nel for16 mato nativo del sistema di editing utilizzato. L’avvio della registrazione è controllato dallo stesso tasto Rec della telecamera e sono disponibili adattatori per batterie con attacco Gold Mount e V-Mount; l’alimentazione del CitiDisk DV è comunque affidata a una batteria integrata al litio, ricaricabile attraverso la stessa porta FireWire, oppure ad una sor-

Il minuscolo hard disk portatile per la registrazione di video DV con qualsiasi camcorder

gente esterna con tensione compresa fra 6 e 18 volt. Per chi ancora preferisce utilizzare l’affidabile camcorder analogico, Antea propone invece il QuickCapture A2D della nNovia che mette a disposizione ingressi in composito e S-Video, oltre che FireWire, e registra video e audio in formato DV.

L’ingegner Lupo mostra orgoglioso una delle lampade fatte fabbricare su misura per i propri illuminatori

Con l’Anycast Station della Sony è possibile anche il controllo a distanza di telecamere robotizzate

Tutto in una valigetta Uno degli oggetti più interessanti presentati allo stand della Sony era l’Anycast Station AWS-G500, un sistema integrato particolarmente adatto alla gestione dei contributi video a supporto di presentazioni o conferenze. Il sistema accetta fino a quattro telecamere e due sorgenti grafiche provenienti da computer con risoluzione fino a 1.280 x 1.024 pixel, risoluzione disponibile anche in uscita per la videoproiezione. Gli ingressi per le telecamere sono in analogico o DV ed è prevista la possibilità di controllare dalla console il funzionamento di modelli compatibili con il protocollo Visca montati su teste remotate. Lo schermo riproduce la monitoria di un piccolo studio televisivo, i diversi contributi sono visibili sulla parte inferiore mentre la parte superiore dello schermo è riser-

stream video da distribuire via Internet, anche a migliaia di spettatori utilizzando uno streaming server esterno. L’altra attrazione dello stand Sony era costituita dalle videocamere HDV nelle versioni professionale e consumer, entrambe finalmente disponibili.

Lampade firmate Grazie all’impiego di una miscela di nove fosfori differenti, le lampade a fluorescenza a luce diurna prodotte in esclusiva per la Lupo raggiungono una resa cromatica del 98% con una temperatura di colore di 5.400 kelvin. Le lampade assorbono una potenza di 55 W producendo un’intensità luminosa equivalente a quelle di una lampada a incandescenza da circa 350 W e sono garantite per una durata di almeno 8.000 ore. Gli illuminato-

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Impiega tre chip D-ILA con risoluzione nativa di 1.920 x 1.080 pixel il videoproiettore DLA HD-2K presentato al PhotoShow dalla JVC. Il videoproiettore è caratterizzato da un rap-

Più sensibile e meno “rumorosa” l’ultima versione del camcorder DV della JVC

porto di contrasto di 2000 a 1 ed è adatto per schermi fino a circa quattro metri di base. Le dimensioni sono molto contenute anche perché tutti i connettori di ingresso sono contenuti nel videoprocessore digitale, sviluppato in collaborazione con Faroudja, collegato al videoproiettore tramite un cavo con connettori DVI-D che trasporta un segnale digitale progressivo a 1.080 linee e 60 fps. In attesa di interessanti novità per la ripresa in alta definizione previste per il prossimo NAB (la linea ProHD che dovrebbe essere inizialmente com-

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posta da un camcorder da spalla a 3 CCD da 1/3” e da un videoregistratore, entrambi in formato HDV a 720p), l’altro elemento d’attrazione allo stand della JVC era la versione più recente del fortunato camcorder con 3 CCD da 1/2" siglato GY-DV5100E che impiega un nuovo chip DSP per il trattamento dei segnali a 24 bit con convertitore analogico digitale a 12 bit, caratteristiche che si traducono in un miglior rapporto segnale rumore che raggiunge ora i 62 dB e in una migliore gamma dinamica. Invariate le altre caratteristiche, come la possibilità di utilizzare cassette DV da 270 minuti o l’interfaccia Firewire, anche con ingresso per il modello GYDV5101E.

Stabilizzare alla francese Il marchio francese L’Aigle si aggiun-

Il semplice stabilizzatore DV-Rig, adatto ai camcorder più leggeri

ge al già vasto portfolio della Trans Audio Video: l’azienda parigina propone una serie di stabilizzatori per telecamere di peso fino a 10 kg, caratterizzati da un rapporto prez-

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zo/prestazioni particolarmente interessante. Il modello per i camcorder più leggeri è composto semplicemente da un braccio snodato, dotato di contrappesi che hanno una forma che ricorda quella di una penna d’aquila. Le versioni superiori utilizzano un braccio con molle simile a quello delle Steadicam di prima generazione, ma con la differenza che l’attacco al corpetto è sulla schiena, per cui il peso risulta meglio sopportabile. Sempre in tema di supporti, l’azienda di Caserta ha presentato al Photoshow i prodotti della DVTec, tra i quali merita una segnalazione particolare il DV-Rig, uno stabilizzatore adatto a camcorder di peso inferiore ai 3 kg. Il supporto è costituito da una testa snodata e da un’asta telescopica con un ammortizzatore interno, che si inserisce in una tasca da fissare a cintura, una soluzione geniale per la sua semplicità e perfettamente funzionale. Tra gli accessori è previsto anche un supporto a spalla con contrappeso posteriore che contribuisce al bilanciamento della telecamera; se necessario, il contrappeso può essere sostituito dalla batteria per l’alimentazione di un faretto o altri dispositivi.

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Conversioni per tutti i gusti

È collocato sulla schiena il supporto per il braccio snodato dello stabilizzatore L’Aigle

Tra i numerosi prodotti in mostra allo stand della Panatronics c’era anche la gamma della TV One, l’azienda statunitense che lo scorso autunno ha acquistato l’inglese Vine Micro. Una posizione di rilievo nel catalogo della TV One è occupata dai convertitori di tutte le specie possibili, up and down converter, DVI-VGA, RGB video scaler, convertitori da DV ad analogico e SDI e convertitori di standard, tutti accomunati da un elevato rapporto qualità/prezzo. Altro marchio distribuito dalla Panatronics è Datavideo: uno dei prodotti più interessanti di questa azienda è il monitor a cristalli liquidi TLM-70 con schermo in formato 16:9 da 7 pollici che, oltre a ingressi in video composito, dispone di connettori DV, anch’essi passanti. In mostra

Monitor n° 248 - marzo 2005

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posta da un camcorder da spalla a 3 CCD da 1/3” e da un videoregistratore, entrambi in formato HDV a 720p), l’altro elemento d’attrazione allo stand della JVC era la versione più recente del fortunato camcorder con 3 CCD da 1/2" siglato GY-DV5100E che impiega un nuovo chip DSP per il trattamento dei segnali a 24 bit con convertitore analogico digitale a 12 bit, caratteristiche che si traducono in un miglior rapporto segnale rumore che raggiunge ora i 62 dB e in una migliore gamma dinamica. Invariate le altre caratteristiche, come la possibilità di utilizzare cassette DV da 270 minuti o l’interfaccia Firewire, anche con ingresso per il modello GYDV5101E.

Stabilizzare alla francese Il marchio francese L’Aigle si aggiun-

Il semplice stabilizzatore DV-Rig, adatto ai camcorder più leggeri

ge al già vasto portfolio della Trans Audio Video: l’azienda parigina propone una serie di stabilizzatori per telecamere di peso fino a 10 kg, caratterizzati da un rapporto prez-

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zo/prestazioni particolarmente interessante. Il modello per i camcorder più leggeri è composto semplicemente da un braccio snodato, dotato di contrappesi che hanno una forma che ricorda quella di una penna d’aquila. Le versioni superiori utilizzano un braccio con molle simile a quello delle Steadicam di prima generazione, ma con la differenza che l’attacco al corpetto è sulla schiena, per cui il peso risulta meglio sopportabile. Sempre in tema di supporti, l’azienda di Caserta ha presentato al Photoshow i prodotti della DVTec, tra i quali merita una segnalazione particolare il DV-Rig, uno stabilizzatore adatto a camcorder di peso inferiore ai 3 kg. Il supporto è costituito da una testa snodata e da un’asta telescopica con un ammortizzatore interno, che si inserisce in una tasca da fissare a cintura, una soluzione geniale per la sua semplicità e perfettamente funzionale. Tra gli accessori è previsto anche un supporto a spalla con contrappeso posteriore che contribuisce al bilanciamento della telecamera; se necessario, il contrappeso può essere sostituito dalla batteria per l’alimentazione di un faretto o altri dispositivi.

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Conversioni per tutti i gusti

È collocato sulla schiena il supporto per il braccio snodato dello stabilizzatore L’Aigle

Tra i numerosi prodotti in mostra allo stand della Panatronics c’era anche la gamma della TV One, l’azienda statunitense che lo scorso autunno ha acquistato l’inglese Vine Micro. Una posizione di rilievo nel catalogo della TV One è occupata dai convertitori di tutte le specie possibili, up and down converter, DVI-VGA, RGB video scaler, convertitori da DV ad analogico e SDI e convertitori di standard, tutti accomunati da un elevato rapporto qualità/prezzo. Altro marchio distribuito dalla Panatronics è Datavideo: uno dei prodotti più interessanti di questa azienda è il monitor a cristalli liquidi TLM-70 con schermo in formato 16:9 da 7 pollici che, oltre a ingressi in video composito, dispone di connettori DV, anch’essi passanti. In mostra

Monitor n° 248 - marzo 2005

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Pack 1 per la versione 4, un aggiornamento completamente gratuito. Già presentato allo scorso IBTS, il sistema di montaggio video VT[4] utilizza un nuovo hardware che, raddoppiando la frequenza di scambio dati con il personal computer, garantisce una migliore gestione di ingressi e uscite, in particolare per quanto riguarda l’audio, grazie al supporto di quattro canali mono. Tra le funzioni offerte dal Service Pack appena rilasciato c’è anche il Color Match, che semplifica notevolmente la correzione del colore e del contrasto di clip multiple; numerosi miglioramenti sono stati poi apportati per quanto riguarda la gestione dei camcorder DV.

quanto riguarda i prodotti Dedolight, distribuiti dall’azienda romana, la novità è costituita dall’illuminatore DLH200D per lampade a scarica a luce diurna da 200 W, che accetta tutti gli accessori delle serie 100/150; oltre che un ballast per la corrente di rete, è disponibile anche un ballast che può essere alimentato con due batterie dotate di attacchi Anton Bauer o Pag, dotato di dimmer per la riduzione della potenza fino al 50% senza un’apprezzabile variazione della resa cromatica.

Il mixer video della Dtavideo, presentato al Photoshow dalla Panatronics

anche il mixer video compatto SE800 con quattro ingressi compositi, component e DV, già visto all’ultimo IBTS, così come il versatile registratore a disco FireStore FS-4 della Focus Enhancements, che può registrare il video nel formato più adatto al sistema di montaggio video che si utilizza.

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Supporto HDV nativo per Liquid La versione 6 di Liquid Edition con supporto per il montaggio del formato HDV nativo in tempo reale è stata presentata da Pinnacle allo stand della Pietro Guerra. Liquid Edition è un software di montaggio video che sfrutta la tecnologia SmartRT per la gestione degli effetti in tempo reale e la SmartEdit per il montaggio multiformato. Con l’ultima versione è stato introdotto anche il montaggio multicamera, con sincronizzazione delle diverse sorgenti video, e un box per il collegamento in ingresso e uscita di segnali in video composito, S-Video, component e DV.

volt o 10 W a 6 volt. L’alimentazione è infatti fornita da una batteria compatibile con le Sony F970 da 6.6 Ah nella quale è stato inserito un connettore per il faretto. L’autonomia di registrazione è di almeno un paio d’ore e l’efficienza luminosa è assicurata dall’impiego di uno specchio in alluminio ad alto indice di riflessione, particolarmente ottimizzato per consentire anche la variazione dell’angolo di illuminazione. Per l’impiego con altri camcorder è possibile utilizzare un pacco di batterie separato, come l’Handex della stessa Ianiro. Per

Ceramica per illuminare Utilizza le nuove lampade ceramiche della Philips l’Arri X Ceramic 250, adatto come luce di riempimento o per l’illuminazione di fondali. La qualità della luce emessa è di 3.200K, simile a quella delle lampade al tungsteno e con una resa cromatica del 90%, ma il vantaggio è che l’intensità luminosa è simile a quella di un quarzo da 1.000 W con una potenza assorbita di soli 250 W. Tutto ciò si traduce in un consumo d’energia ridotto e in una minore emissione di calore con ovvi vantaggi sul piano economico. Il ballast è integrato nel corpo dell’illuminatore e la vita utile della lampada

Illuminatori per tutte le esigenze allo stand della Arri al Photoshow

è stimata in circa 4.000 ore, altro dato che contribuisce all’economicità della soluzione. La dimensioni sono le stesse degli illuminatori Arri X5 per luce diurna e con questi condivide quindi i diversi accessori.

NewTek si aggiorna In attesa della versione in alta definizione del Video Toaster, che potrebbe essere presentata già al prossimo NAB, allo stand della Media Solution si poteva vedere in funzione il Service

Il faretto per l’alta definizione Può essere alimentato con la stessa batteria di una videocamera Sony HDV (oppure PD150/170) il minuscolo faretto HDVcam-light della Ianiro, che utilizza lampade da 15 W a 7,2

Il minuscolo faretto della Ianiro può essere alimentato con la stessa batteria di alcuni camcorder Sony

Monitor n° 248 - marzo 2005

L’intera gamma di camcorder professionali della Panasonic era visibile al Photoshow presso lo stand della Panamed

Le ultime versioni dei sistemi Newtek in mostra allo stand della Media Solution

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Pack 1 per la versione 4, un aggiornamento completamente gratuito. Già presentato allo scorso IBTS, il sistema di montaggio video VT[4] utilizza un nuovo hardware che, raddoppiando la frequenza di scambio dati con il personal computer, garantisce una migliore gestione di ingressi e uscite, in particolare per quanto riguarda l’audio, grazie al supporto di quattro canali mono. Tra le funzioni offerte dal Service Pack appena rilasciato c’è anche il Color Match, che semplifica notevolmente la correzione del colore e del contrasto di clip multiple; numerosi miglioramenti sono stati poi apportati per quanto riguarda la gestione dei camcorder DV.

quanto riguarda i prodotti Dedolight, distribuiti dall’azienda romana, la novità è costituita dall’illuminatore DLH200D per lampade a scarica a luce diurna da 200 W, che accetta tutti gli accessori delle serie 100/150; oltre che un ballast per la corrente di rete, è disponibile anche un ballast che può essere alimentato con due batterie dotate di attacchi Anton Bauer o Pag, dotato di dimmer per la riduzione della potenza fino al 50% senza un’apprezzabile variazione della resa cromatica.

Il mixer video della Dtavideo, presentato al Photoshow dalla Panatronics

anche il mixer video compatto SE800 con quattro ingressi compositi, component e DV, già visto all’ultimo IBTS, così come il versatile registratore a disco FireStore FS-4 della Focus Enhancements, che può registrare il video nel formato più adatto al sistema di montaggio video che si utilizza.

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Supporto HDV nativo per Liquid La versione 6 di Liquid Edition con supporto per il montaggio del formato HDV nativo in tempo reale è stata presentata da Pinnacle allo stand della Pietro Guerra. Liquid Edition è un software di montaggio video che sfrutta la tecnologia SmartRT per la gestione degli effetti in tempo reale e la SmartEdit per il montaggio multiformato. Con l’ultima versione è stato introdotto anche il montaggio multicamera, con sincronizzazione delle diverse sorgenti video, e un box per il collegamento in ingresso e uscita di segnali in video composito, S-Video, component e DV.

volt o 10 W a 6 volt. L’alimentazione è infatti fornita da una batteria compatibile con le Sony F970 da 6.6 Ah nella quale è stato inserito un connettore per il faretto. L’autonomia di registrazione è di almeno un paio d’ore e l’efficienza luminosa è assicurata dall’impiego di uno specchio in alluminio ad alto indice di riflessione, particolarmente ottimizzato per consentire anche la variazione dell’angolo di illuminazione. Per l’impiego con altri camcorder è possibile utilizzare un pacco di batterie separato, come l’Handex della stessa Ianiro. Per

Ceramica per illuminare Utilizza le nuove lampade ceramiche della Philips l’Arri X Ceramic 250, adatto come luce di riempimento o per l’illuminazione di fondali. La qualità della luce emessa è di 3.200K, simile a quella delle lampade al tungsteno e con una resa cromatica del 90%, ma il vantaggio è che l’intensità luminosa è simile a quella di un quarzo da 1.000 W con una potenza assorbita di soli 250 W. Tutto ciò si traduce in un consumo d’energia ridotto e in una minore emissione di calore con ovvi vantaggi sul piano economico. Il ballast è integrato nel corpo dell’illuminatore e la vita utile della lampada

Illuminatori per tutte le esigenze allo stand della Arri al Photoshow

è stimata in circa 4.000 ore, altro dato che contribuisce all’economicità della soluzione. La dimensioni sono le stesse degli illuminatori Arri X5 per luce diurna e con questi condivide quindi i diversi accessori.

NewTek si aggiorna In attesa della versione in alta definizione del Video Toaster, che potrebbe essere presentata già al prossimo NAB, allo stand della Media Solution si poteva vedere in funzione il Service

Il faretto per l’alta definizione Può essere alimentato con la stessa batteria di una videocamera Sony HDV (oppure PD150/170) il minuscolo faretto HDVcam-light della Ianiro, che utilizza lampade da 15 W a 7,2

Il minuscolo faretto della Ianiro può essere alimentato con la stessa batteria di alcuni camcorder Sony

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L’intera gamma di camcorder professionali della Panasonic era visibile al Photoshow presso lo stand della Panamed

Le ultime versioni dei sistemi Newtek in mostra allo stand della Media Solution

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Alberto Cecchi, presidente di Media Mobile

Aprire all’interazione Interamente sviluppata in Italia, la soluzione proposta da Media Mobile permette di aggiungere diverse forme di interazione a qualsiasi programma televisivo e di inventarne anche di nuovi Dal punto di vista delle emittenti tele22 visive, il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale rischia di trasformarsi soltanto in una voce negativa da aggiungere al bilancio, a meno di riuscire a sfruttare le potenzialità offerte dal mezzo, prima fra tutte l’interattività. Guardandosi però in giro ci si accorge che la maggior parte delle applicazioni cosiddette interattive, oggi accessibili con il telecomando del decoder per la televisione digitale terrestre, possono essere utilizzate anche con la classica emissione in analogico. Il paradosso è che in alcuni casi può essere molto più agevole utilizzare il cellulare al posto del telecomando: si veda per esempio l’applicazione di commercio elettronico (pomposamente chiamato T-Commerce) in onda sul multiplex di Mediaset che richiede comunque una telefonata per il completamento della transazione. Per aggiungere un minimo di interattività a una qualsiasi trasmissione televisiva può essere quindi sufficiente un investimento quasi insignificante, che si ripaga da solo in un arco di tempo che si misura in mesi, non certo anni, senza che sia indispensabile mettere in piedi tutto il necessario per gestire l’in-

terazione mhp prevista dalla televisione digitale terrestre. Ciò è possibile con la soluzione proposta da Media Mobile, una società che nonostante sia sul mercato da pochissimo tempo, è già riuscita a conquistarsi la fiducia di numerose emittenti televisive nostrane, forse proprio perché la soluzione Interac TV che propone è stata sviluppata interamente in Italia. Al presidente di Media Mobile, Alberto Cecchi, abbiamo chiesto di illustrarci in dettaglio in cosa consiste la loro offerta, cominciando dagli investimenti che deve sostenere un’emittente per trasformare una qualsiasi trasmissione in una potenziale fonte di guadagno. Cecchi – Un personal computer, uno scan converter e il collegamento ad Internet è tutto quel che serve a un’emittente. Lo scan converter che abbiamo testato ed ha il miglior rapporto qualità prezzo sta intorno ai 600 euro. In genere, una piccola TV deve investire questa cifra per partire, ovviamente una TV più strutturata, un canale satellitare, tipicamente fa delle scelte qualitative superiori, però siamo sempre nell’ordine dei due/tremila euro di investimento. Questo per l’equipag-

giamento tecnico, cioè per trasmettere il segnale che mandiamo noi attraverso Internet e mandarlo in onda, possibilmente in chiave, in sovrapposizione al segnale video.

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D – Quali tipologie di interazione sono possibili con la vostra soluzione? Cecchi - Le possibilità di interazione sono molto varie. Due esempi classici sono la messa in onda degli SMS e il televoto con visualizzazione in tempo reale del risultato. Ovviamente però le soluzioni che diamo noi crescono con le esigenze che manifestano le emittenti: Per esempio, stiamo per mandare in onda su un canale dei videofumetti, fumetti trasformati in video con speakeraggio e musica, dove il percorso viene scelto dai telespettatori da casa. Di applicazioni ne abbiamo sviluppate molte, anche gli MMS possono essere mandati in onda. Il servizio più interessante che offriamo riguarda la traduzione in automatico dei messaggi vocali in testo. Le televisioni che hanno un target che non è predisposto a mandare gli SMS, le signore anziane o alcuni target specifici, possono mandare in onda un numero telefonico dove l’utente lascia un

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Alberto Cecchi, presidente di Media Mobile

Aprire all’interazione Interamente sviluppata in Italia, la soluzione proposta da Media Mobile permette di aggiungere diverse forme di interazione a qualsiasi programma televisivo e di inventarne anche di nuovi Dal punto di vista delle emittenti tele22 visive, il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale rischia di trasformarsi soltanto in una voce negativa da aggiungere al bilancio, a meno di riuscire a sfruttare le potenzialità offerte dal mezzo, prima fra tutte l’interattività. Guardandosi però in giro ci si accorge che la maggior parte delle applicazioni cosiddette interattive, oggi accessibili con il telecomando del decoder per la televisione digitale terrestre, possono essere utilizzate anche con la classica emissione in analogico. Il paradosso è che in alcuni casi può essere molto più agevole utilizzare il cellulare al posto del telecomando: si veda per esempio l’applicazione di commercio elettronico (pomposamente chiamato T-Commerce) in onda sul multiplex di Mediaset che richiede comunque una telefonata per il completamento della transazione. Per aggiungere un minimo di interattività a una qualsiasi trasmissione televisiva può essere quindi sufficiente un investimento quasi insignificante, che si ripaga da solo in un arco di tempo che si misura in mesi, non certo anni, senza che sia indispensabile mettere in piedi tutto il necessario per gestire l’in-

terazione mhp prevista dalla televisione digitale terrestre. Ciò è possibile con la soluzione proposta da Media Mobile, una società che nonostante sia sul mercato da pochissimo tempo, è già riuscita a conquistarsi la fiducia di numerose emittenti televisive nostrane, forse proprio perché la soluzione Interac TV che propone è stata sviluppata interamente in Italia. Al presidente di Media Mobile, Alberto Cecchi, abbiamo chiesto di illustrarci in dettaglio in cosa consiste la loro offerta, cominciando dagli investimenti che deve sostenere un’emittente per trasformare una qualsiasi trasmissione in una potenziale fonte di guadagno. Cecchi – Un personal computer, uno scan converter e il collegamento ad Internet è tutto quel che serve a un’emittente. Lo scan converter che abbiamo testato ed ha il miglior rapporto qualità prezzo sta intorno ai 600 euro. In genere, una piccola TV deve investire questa cifra per partire, ovviamente una TV più strutturata, un canale satellitare, tipicamente fa delle scelte qualitative superiori, però siamo sempre nell’ordine dei due/tremila euro di investimento. Questo per l’equipag-

giamento tecnico, cioè per trasmettere il segnale che mandiamo noi attraverso Internet e mandarlo in onda, possibilmente in chiave, in sovrapposizione al segnale video.

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D – Quali tipologie di interazione sono possibili con la vostra soluzione? Cecchi - Le possibilità di interazione sono molto varie. Due esempi classici sono la messa in onda degli SMS e il televoto con visualizzazione in tempo reale del risultato. Ovviamente però le soluzioni che diamo noi crescono con le esigenze che manifestano le emittenti: Per esempio, stiamo per mandare in onda su un canale dei videofumetti, fumetti trasformati in video con speakeraggio e musica, dove il percorso viene scelto dai telespettatori da casa. Di applicazioni ne abbiamo sviluppate molte, anche gli MMS possono essere mandati in onda. Il servizio più interessante che offriamo riguarda la traduzione in automatico dei messaggi vocali in testo. Le televisioni che hanno un target che non è predisposto a mandare gli SMS, le signore anziane o alcuni target specifici, possono mandare in onda un numero telefonico dove l’utente lascia un

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zare. Anche sotto questo aspetto, hanno delle possibilità di scelta, sempre nell’ordine tra i cinquanta centesimi e un euro. Con alcune emittenti abbiamo adottato anche una tariffazione che è appena uscita a 13 centesimi, per cui l’utente finale paga il corrispettivo Il televoto è un classico esempio di interazione possibile con il cellulare di un gettone ed messaggio di dieci secondi e questo ha quindi un costo quasi inesistente, minore di una telefonata normale. messaggio viene immediatamente traTecnicamente, l’emittente può essere dotto in testo e mandato in onda. operativa in poche ore, questo è un L’effetto della messa in onda è lo stesaspetto importante che sta facilitando so dell’SMS, però l’accesso è molto più l’accesso a questa piattaforma a molte semplice perché ovviamente basterà televisioni. lasciare un messaggio vocale. D – Questo servizio di riconoscimento vocale è già stato collaudato? Cecchi – Certamente, e abbiamo 24 avuto degli ottimi riscontri, per esempio, da una TV umbra che utilizzava prima delle forme di televoto tradizionale. Nel momento in cui ha mandato in onda queste forme di interazione, dove il pubblico poteva lasciare la propria opinione su un programma di calcio, la risposta è stata ottima. Ci sono stati volumi dell’ordine delle centinaia di messaggi su un bacino d’utenza molto ristretto, come è appunto quello dell’Umbria. D - Sono richieste competenze specifiche da parte dell’emittente per poter gestire il servizio? Cecchi – No, noi diamo all’emittente un identificativo e una password per collegarsi a un sito Internet. Una volta entrati in questo sito Internet, inizia un processo di comunicazione fra il loro computer e i nostri server che creano la grafica. Loro devono solo mandare in chiave il segnale che ricevono in modo che si vada a sovrapporre al video. Tecnicamente tutto viene da noi, dai nostri server Internet, loro devono solo decidere quale modulo utilizzare tra le centinaia di scelte che hanno a disposizione, quale modulo vogliono mandare in onda e quale tariffazione utiliz-

siano messaggi in qualche modo scorretti, non politically correct. Inoltre, il sistema automaticamente riconosce le parolacce, può anche cancellare dei numeri telefonici che in modo ripetuto mandano dei messaggi diciamo censurabili. Quindi l’emittente potrebbe anche dormire tranquilla, mandando in onda il messaggio senza moderazione, un’opzione che può comunque utilizzare se lo ritiene necessario. D – La vostra soluzione può quindi essere considerata una sorta di iniziazione all’interattività? Cecchi - Esatto, questo è un aspetto importante sia nell’analogico che nel digitale. L’aspetto importante di questo sistema sta nel fatto che attraverso queste interazioni che la tv innesca con il pubblico andiamo a creare nelle TV una coscienza interattiva per cui quando andrà a gestire il passaggio al digitale terrestre, questo passaggio gli risulterà naturale. Se si guardano le emittenti che sono passate al digitale terrestre comunque non è cambiato molto, sono pochi gli esempi di applicazioni che non possono essere realizzate con soluzioni come la nostra. In questo senso, approcciando le TV che trasmettono in analogico e dando loro la possibilità di innescare dei processi interattivi, iniziamo a far ragionare le TV su un modello interattivo

D - La moderazione dei messaggi è gestita da voi o lasciata all’emittente? Cecchi - La conversione dei messaggi vocali in testo è un processo automatico, abbiamo sviluppato un sistema esperto, una rete neurale complessa che fa questa operazione, è richiesto solo che l’utente parli in lingua italiana e scandisca le parole, il livello di tolleranza è abbastanza alto. Poi ovviamente la scelta di mandare in onda il testo, in genere è una scelta che fa l’emittenD - Questo tipo di applicazioni può te, ha una lista dei messaggi che devoessere convertito direttamente nello no andare in onda e può convalidarli o standard mhp del digitale terrestre? meno. In questa prima fase, questo è Cecchi - Noi abbiamo pronta una verun servizio che stiamo facendo anche sione mhp della nostra piattaforma, noi, proprio per semplificare il lavoro dell’emittente. Siccome è un servizio molto innovativo, sul quale puntiamo molto, vogliamo evitare che vada a finire in onda un messaggio che in qualche modo vada a minare la bontà del servizio. Quindi anche noi stiamo controllando prima della messa in Oltre al televoto, la televisione umbra offre anche la messa in onda delle traonda che non ci scrizioni dei messaggi vocali

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ma in questo momento non siamo interessati a questo settore. Non la stiamo proponendo per due motivi. Il primo è strettamente di mercato, se noi andiamo dalle TV e gli proponiamo una soluzione per il digitale terrestre, le TV sono già subissate dai fornitori di queste piattaforme e non ci danno retta. Il secondo motivo è che il processo di conversione dall’analogico al digitale, ma soprattutto dal lineare all’interattivo, deve essere un processo di conversione che passa per i contenuti. In questo senso troviamo spontaneo e naturale cominciare a sperimentare una piattaforma come la nostra e anche le TV stanno rispondendo bene. D – Semplicemente per una sorta di passa parola o per qualche altra ragione? Cecchi - In questo momento siamo subissati da richieste di emittenti che vogliono partire perché c’è la possibilità che scompaiano dalla programmazione diurna il lotto, l’astrologia e la cartomanzia. Quindi le televisioni si ritrovano questi spazi vuoti e la migliore risposta è la nostra che dà una dimensione nuova alla televisione e gli permette di comunicare con il pubblico in un modo eticamente molto più corretto, perché parliamo di microtransazioni a tariffa fissa, cioè l’utente che esprime un voto o lascia un messaggio spende sempre un importo ben determinato. In questo senso inneschiamo un processo di interazione che permette alla TV di capire quale pubblico ha e

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Interac TV gestisce anche la messa in onda dei messaggi SMS

in più andiamo a coprire degli spazi che sono liberi, innescando dei profitti. In questo senso ci troviamo in una condizione ideale in termini di mercato. D – Quali evoluzioni sono possibili con la vostra piattaforma Interac TV? Cecchi - Noi stiamo proponendo alle TV anche delle forme di interazione molto più complesse però ci devono arrivare loro a questo processo, non vogliamo intervenire sulla creatività. Per esempio, noi siamo in grado di mandare in onda una partita di calcio con 22 giocatori in forma di videogioco, dove i 22 giocatori sono altrettanti

telespettatori che telefonano a un numero e attraverso i toni del telefono ognuno dirige il proprio corrispettivo nel gioco, e tutto questo sempre sull’analogico. Il processo che inneschiamo è fortemente innovativo, da un punto 25 di vista prettamente creativo si stanno aprendo delle frontiere molto interessanti. Noi diamo degli stimoli, però rispettiamo la creatività delle singole TV e stiamo iniziando ad avere delle risposte positive in questo senso. Presto potremmo vedere delle interazioni che vanno oltre il televoto o il juke-box, ben oltre queste forme primordiali di interazione.


zare. Anche sotto questo aspetto, hanno delle possibilità di scelta, sempre nell’ordine tra i cinquanta centesimi e un euro. Con alcune emittenti abbiamo adottato anche una tariffazione che è appena uscita a 13 centesimi, per cui l’utente finale paga il corrispettivo Il televoto è un classico esempio di interazione possibile con il cellulare di un gettone ed messaggio di dieci secondi e questo ha quindi un costo quasi inesistente, minore di una telefonata normale. messaggio viene immediatamente traTecnicamente, l’emittente può essere dotto in testo e mandato in onda. operativa in poche ore, questo è un L’effetto della messa in onda è lo stesaspetto importante che sta facilitando so dell’SMS, però l’accesso è molto più l’accesso a questa piattaforma a molte semplice perché ovviamente basterà televisioni. lasciare un messaggio vocale. D – Questo servizio di riconoscimento vocale è già stato collaudato? Cecchi – Certamente, e abbiamo 24 avuto degli ottimi riscontri, per esempio, da una TV umbra che utilizzava prima delle forme di televoto tradizionale. Nel momento in cui ha mandato in onda queste forme di interazione, dove il pubblico poteva lasciare la propria opinione su un programma di calcio, la risposta è stata ottima. Ci sono stati volumi dell’ordine delle centinaia di messaggi su un bacino d’utenza molto ristretto, come è appunto quello dell’Umbria. D - Sono richieste competenze specifiche da parte dell’emittente per poter gestire il servizio? Cecchi – No, noi diamo all’emittente un identificativo e una password per collegarsi a un sito Internet. Una volta entrati in questo sito Internet, inizia un processo di comunicazione fra il loro computer e i nostri server che creano la grafica. Loro devono solo mandare in chiave il segnale che ricevono in modo che si vada a sovrapporre al video. Tecnicamente tutto viene da noi, dai nostri server Internet, loro devono solo decidere quale modulo utilizzare tra le centinaia di scelte che hanno a disposizione, quale modulo vogliono mandare in onda e quale tariffazione utiliz-

siano messaggi in qualche modo scorretti, non politically correct. Inoltre, il sistema automaticamente riconosce le parolacce, può anche cancellare dei numeri telefonici che in modo ripetuto mandano dei messaggi diciamo censurabili. Quindi l’emittente potrebbe anche dormire tranquilla, mandando in onda il messaggio senza moderazione, un’opzione che può comunque utilizzare se lo ritiene necessario. D – La vostra soluzione può quindi essere considerata una sorta di iniziazione all’interattività? Cecchi - Esatto, questo è un aspetto importante sia nell’analogico che nel digitale. L’aspetto importante di questo sistema sta nel fatto che attraverso queste interazioni che la tv innesca con il pubblico andiamo a creare nelle TV una coscienza interattiva per cui quando andrà a gestire il passaggio al digitale terrestre, questo passaggio gli risulterà naturale. Se si guardano le emittenti che sono passate al digitale terrestre comunque non è cambiato molto, sono pochi gli esempi di applicazioni che non possono essere realizzate con soluzioni come la nostra. In questo senso, approcciando le TV che trasmettono in analogico e dando loro la possibilità di innescare dei processi interattivi, iniziamo a far ragionare le TV su un modello interattivo

D - La moderazione dei messaggi è gestita da voi o lasciata all’emittente? Cecchi - La conversione dei messaggi vocali in testo è un processo automatico, abbiamo sviluppato un sistema esperto, una rete neurale complessa che fa questa operazione, è richiesto solo che l’utente parli in lingua italiana e scandisca le parole, il livello di tolleranza è abbastanza alto. Poi ovviamente la scelta di mandare in onda il testo, in genere è una scelta che fa l’emittenD - Questo tipo di applicazioni può te, ha una lista dei messaggi che devoessere convertito direttamente nello no andare in onda e può convalidarli o standard mhp del digitale terrestre? meno. In questa prima fase, questo è Cecchi - Noi abbiamo pronta una verun servizio che stiamo facendo anche sione mhp della nostra piattaforma, noi, proprio per semplificare il lavoro dell’emittente. Siccome è un servizio molto innovativo, sul quale puntiamo molto, vogliamo evitare che vada a finire in onda un messaggio che in qualche modo vada a minare la bontà del servizio. Quindi anche noi stiamo controllando prima della messa in Oltre al televoto, la televisione umbra offre anche la messa in onda delle traonda che non ci scrizioni dei messaggi vocali

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ma in questo momento non siamo interessati a questo settore. Non la stiamo proponendo per due motivi. Il primo è strettamente di mercato, se noi andiamo dalle TV e gli proponiamo una soluzione per il digitale terrestre, le TV sono già subissate dai fornitori di queste piattaforme e non ci danno retta. Il secondo motivo è che il processo di conversione dall’analogico al digitale, ma soprattutto dal lineare all’interattivo, deve essere un processo di conversione che passa per i contenuti. In questo senso troviamo spontaneo e naturale cominciare a sperimentare una piattaforma come la nostra e anche le TV stanno rispondendo bene. D – Semplicemente per una sorta di passa parola o per qualche altra ragione? Cecchi - In questo momento siamo subissati da richieste di emittenti che vogliono partire perché c’è la possibilità che scompaiano dalla programmazione diurna il lotto, l’astrologia e la cartomanzia. Quindi le televisioni si ritrovano questi spazi vuoti e la migliore risposta è la nostra che dà una dimensione nuova alla televisione e gli permette di comunicare con il pubblico in un modo eticamente molto più corretto, perché parliamo di microtransazioni a tariffa fissa, cioè l’utente che esprime un voto o lascia un messaggio spende sempre un importo ben determinato. In questo senso inneschiamo un processo di interazione che permette alla TV di capire quale pubblico ha e

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Interac TV gestisce anche la messa in onda dei messaggi SMS

in più andiamo a coprire degli spazi che sono liberi, innescando dei profitti. In questo senso ci troviamo in una condizione ideale in termini di mercato. D – Quali evoluzioni sono possibili con la vostra piattaforma Interac TV? Cecchi - Noi stiamo proponendo alle TV anche delle forme di interazione molto più complesse però ci devono arrivare loro a questo processo, non vogliamo intervenire sulla creatività. Per esempio, noi siamo in grado di mandare in onda una partita di calcio con 22 giocatori in forma di videogioco, dove i 22 giocatori sono altrettanti

telespettatori che telefonano a un numero e attraverso i toni del telefono ognuno dirige il proprio corrispettivo nel gioco, e tutto questo sempre sull’analogico. Il processo che inneschiamo è fortemente innovativo, da un punto 25 di vista prettamente creativo si stanno aprendo delle frontiere molto interessanti. Noi diamo degli stimoli, però rispettiamo la creatività delle singole TV e stiamo iniziando ad avere delle risposte positive in questo senso. Presto potremmo vedere delle interazioni che vanno oltre il televoto o il juke-box, ben oltre queste forme primordiali di interazione.


Puntare sulle soluzioni Proporre semplicemente prodotti, per quanto validi possano essere, non è più una strategia vincente: quello che il mercato vuole oggi sono sistemi completi che soltanto chi può contare su strutture adeguate è in grado di offrire Con la massiccia diffusione delle tecnologie informatiche negli studi televisivi, proporsi al mercato solamente come rivenditori di prodotti non ha più molto senso e di questo è ben conscia anche la Video System Engineering (VSE), azienda fondata nel 1992 e che ha saputo rimanere sempre al passo con i tempi. Proprio per far fronte alle nuove sfide, da circa tre anni è stato nominato presidente della società Marco Emilitri, che proviene proprio dal settore dell’Information Technology (IT). Una delle sue prime iniziative è stata l’alleanza con altre due società che ha portato alla costituzione del gruppo Mediacom con l’obbiettivo da una parte di estendere la presenza della VSE sul territorio nazionale e 26 dall’altra di fornire un servizio il più completo possibile. Purtroppo, la sfavorevole congiuntura economica non ha permesso di raggiungere gli obbiettivi prefissati e una delle società del gruppo, la Digital Video Service di Padova, ha anche cessato l’attività lo scorso dicembre. Emilitri crede però ancora nella bontà del progetto, pur con qualche aggiustamento di rotta: “Continuiamo la collaborazione con la Space Italia di Roma, loro si occupano sempre della parte corporate mentre noi ci occupiamo più della parte broadcast; per adesso sono ancora due strutture ben distinte, anche se esiste questo rapporto preferenziale. Loro stanno portando avanti alcune attività per la parte di business TV, molto ‘IT oriented’. Il problema è che ci deve essere qualcuno che lavora nel mondo del broadcast localmente, loro hanno buoni rapporti con ministeri e altro, ma non parlano la nostra stessa lingua. Per questo abbiamo deciso di assumere una persona su Roma, Andrea Salvatore, personaggio ben cono-

sciuto nell’ambiente televisivo della capitale.” D - Quali sono i marchi su cui puntate maggiormente in questa particolare fase del mercato? Emilitri - Il nostro core business è creare soluzioni attorno a prodotti come Optibase per il mercato delle telecomunicazioni, stiamo lavorando con società come Wind, Tiscali e H3G. Poi c’è tutta la parte di Leitch, compresi i marchi di recente acquisizione – DPS, Videotek e Inscriber - e quella di Quantel, azienda che propone ora questa interessante formula del pagare l’HD a consumo (Ndr: vedi riquadro L’alta definizione a consumo). In pratica, questi tre grossi marchi costituiscono poi l’ossatura delle soluzioni che proponiamo al mercato. D - Siete voi che proponete soluzioni oppure sono i clienti a richiederle? Emilitri - Si vendono meno scatole e si cercano di vendere più soluzioni. Queste sono effettivamente richieste dai clienti, in parte anche per un problema di conoscenze, non vogliono sprecare troppo tempo a cercare quello che gli serve per realizzare un progetto.

Marco Emilitri, presidente della Video System Engineering

È difficile che un cliente ti chieda solo quel prodotto specifico: se sta mettendo insieme un progetto cerca tendenzialmente la fornitura completa. D – Questo modo di proporsi al mercato sta dando i suoi frutti? Emilitri – Direi di sì, l’azienda nel complesso va abbastanza bene, rispetto al 2003 abbiamo avuto un incremento quasi del 30 % del fatturato, e questo ci ha obbligato ad ampliare la struttura, assumendo altro personale. Se proponi una soluzione senza poterla poi supportare adeguatamente cominci a perdere della credibilità nei confronti dei clienti. Inoltre, non puoi permetterti di rifiutare una commessa perché magari ne hai già un’altra e questo ha evidentemente dei costi che incidono sulla struttura.

27

D – Un incremento del 30% è comunque un ottimo risultato, soprattutto in questa fase … Emilitri - Il problema nostro, che è comune all’azienda Italia, è un problema finanziario, di liquidità. Se lavori con gli stranieri, li paghi a 30 giorni o cash mentre tu non puoi pretendere lo stesso, anche Mediaset che pure gode di ottima salute, non paga mai a meno di 90 giorni. Il problema è che tu devi fare da banca al cliente per 60 giorni, se fosse uno solo lo potresti anche fare, ma doverlo fare per tutti è un limite alla tua crescita. Se vuoi fare una crescita per vie interne è un limite enorme. Certo se trovi un finanziatore, un fondo, il discorso è diverso, ma ora come ora non penso che ci possa essere un grosso ritorno per chi voglia investire in questo mercato. D – Quali iniziative avete in programma per l’immediato futuro? Emilitri - Stiamo pensando di organiz-

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Puntare sulle soluzioni Proporre semplicemente prodotti, per quanto validi possano essere, non è più una strategia vincente: quello che il mercato vuole oggi sono sistemi completi che soltanto chi può contare su strutture adeguate è in grado di offrire Con la massiccia diffusione delle tecnologie informatiche negli studi televisivi, proporsi al mercato solamente come rivenditori di prodotti non ha più molto senso e di questo è ben conscia anche la Video System Engineering (VSE), azienda fondata nel 1992 e che ha saputo rimanere sempre al passo con i tempi. Proprio per far fronte alle nuove sfide, da circa tre anni è stato nominato presidente della società Marco Emilitri, che proviene proprio dal settore dell’Information Technology (IT). Una delle sue prime iniziative è stata l’alleanza con altre due società che ha portato alla costituzione del gruppo Mediacom con l’obbiettivo da una parte di estendere la presenza della VSE sul territorio nazionale e 26 dall’altra di fornire un servizio il più completo possibile. Purtroppo, la sfavorevole congiuntura economica non ha permesso di raggiungere gli obbiettivi prefissati e una delle società del gruppo, la Digital Video Service di Padova, ha anche cessato l’attività lo scorso dicembre. Emilitri crede però ancora nella bontà del progetto, pur con qualche aggiustamento di rotta: “Continuiamo la collaborazione con la Space Italia di Roma, loro si occupano sempre della parte corporate mentre noi ci occupiamo più della parte broadcast; per adesso sono ancora due strutture ben distinte, anche se esiste questo rapporto preferenziale. Loro stanno portando avanti alcune attività per la parte di business TV, molto ‘IT oriented’. Il problema è che ci deve essere qualcuno che lavora nel mondo del broadcast localmente, loro hanno buoni rapporti con ministeri e altro, ma non parlano la nostra stessa lingua. Per questo abbiamo deciso di assumere una persona su Roma, Andrea Salvatore, personaggio ben cono-

sciuto nell’ambiente televisivo della capitale.” D - Quali sono i marchi su cui puntate maggiormente in questa particolare fase del mercato? Emilitri - Il nostro core business è creare soluzioni attorno a prodotti come Optibase per il mercato delle telecomunicazioni, stiamo lavorando con società come Wind, Tiscali e H3G. Poi c’è tutta la parte di Leitch, compresi i marchi di recente acquisizione – DPS, Videotek e Inscriber - e quella di Quantel, azienda che propone ora questa interessante formula del pagare l’HD a consumo (Ndr: vedi riquadro L’alta definizione a consumo). In pratica, questi tre grossi marchi costituiscono poi l’ossatura delle soluzioni che proponiamo al mercato. D - Siete voi che proponete soluzioni oppure sono i clienti a richiederle? Emilitri - Si vendono meno scatole e si cercano di vendere più soluzioni. Queste sono effettivamente richieste dai clienti, in parte anche per un problema di conoscenze, non vogliono sprecare troppo tempo a cercare quello che gli serve per realizzare un progetto.

Marco Emilitri, presidente della Video System Engineering

È difficile che un cliente ti chieda solo quel prodotto specifico: se sta mettendo insieme un progetto cerca tendenzialmente la fornitura completa. D – Questo modo di proporsi al mercato sta dando i suoi frutti? Emilitri – Direi di sì, l’azienda nel complesso va abbastanza bene, rispetto al 2003 abbiamo avuto un incremento quasi del 30 % del fatturato, e questo ci ha obbligato ad ampliare la struttura, assumendo altro personale. Se proponi una soluzione senza poterla poi supportare adeguatamente cominci a perdere della credibilità nei confronti dei clienti. Inoltre, non puoi permetterti di rifiutare una commessa perché magari ne hai già un’altra e questo ha evidentemente dei costi che incidono sulla struttura.

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D – Un incremento del 30% è comunque un ottimo risultato, soprattutto in questa fase … Emilitri - Il problema nostro, che è comune all’azienda Italia, è un problema finanziario, di liquidità. Se lavori con gli stranieri, li paghi a 30 giorni o cash mentre tu non puoi pretendere lo stesso, anche Mediaset che pure gode di ottima salute, non paga mai a meno di 90 giorni. Il problema è che tu devi fare da banca al cliente per 60 giorni, se fosse uno solo lo potresti anche fare, ma doverlo fare per tutti è un limite alla tua crescita. Se vuoi fare una crescita per vie interne è un limite enorme. Certo se trovi un finanziatore, un fondo, il discorso è diverso, ma ora come ora non penso che ci possa essere un grosso ritorno per chi voglia investire in questo mercato. D – Quali iniziative avete in programma per l’immediato futuro? Emilitri - Stiamo pensando di organiz-

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zare un’open house insieme a IBM. Tra le società che operano nel mondo dell’IT è quella che si sta dimostrando molto più reattiva rispetto al mondo dei media. Hanno l’obbiettivo di entrare pesantemente nel mondo dei media, ci stanno provando da qualche anno e ora capiscono che devono lavorare con qualcuno che è già all’interno e che ha una presenza locale. Non basta fare il grosso accordo con aziende come la Dalet a livello mondiale: se Dalet non ha una rappresentanza fissa in Italia, difficilmente un’emittente italiana potrà comprare qualcosa da loro. IBM ha dei prodotti interessanti per il nostro settore, senza contare la parte di infrastruttura e quella finanziaria, la capacità di supportare il cliente anche su questo terreno. Ci abbiamo parlato un po’ di volte e abbiamo già

28

fatto qualcosa insieme. L’open house era programmata per questo periodo, ma poi abbiamo rimandato a maggio, in modo da integrarla con le novità attese al prossimo NAB. D – Vi state occupando anche di televisione digitale terrestre? Emilitri – Stiamo definendo un accordo di collaborazione con IconMedialab Italia, una società che sviluppa software mhp e che ha già lavorato per clienti del calibro di Mediaset. Stiamo cercando di vedere se riusciamo a mettere insieme una soluzione per le emittenti televisive in modalità ASP (Application Service Provider): alle emittenti vogliamo offrire dei format a fronte di una tariffa mensile per il loro utilizzo. Pensiamo di proporre format abbastanza normali, stiamo cercando di capire se può essere interessante un’offerta del genere

per le medie emittenti locali. D – Ma c’è un’effettiva richiesta di applicazioni di questo tipo da parte delle emittenti? Emilitri - Per ora c’è un gran parlare. Qualcuno comunque partirà con i fondi dei progetti sponsorizzati da Stanca, il ministro per l’Innovazione, mi pare siano circa 30 milioni di euro per una trentina di progetti di Tgovernment. Quindi qualche soldo verso la fine dell’anno probabilmente le emittenti l’avranno a disposizione per questi progetti e qualcosa dovranno fare perché questi soldi li danno solo se il progetto poi lo realizzi. Molte emittenti stanno però ancora cercando di capire qual è il modello economico vincente, che business potrà esserci, come potranno cavarci fuori i soldi.

L’alta definizione a consumo Con la formula “Pay as you go HD” si può acquistare un sistema eQ della Quantel al 60% del suo prezzo reale e utilizzarlo per tutte le lavorazioni in SD, pagando una tariffa a consumo solo per il tempo che lo si utilizza in alta definizione. La formula che sembra presa a prestito dai gestori di reti di telefonia cellulari è destinata a suscitare un discreto interesse tra quanti hanno la necessità di trattare saltuariamente materiale in alta definizione. La tariffa a consumo non è particolarmente elevata, 1.250 sterline alla settimana equivalenti a circa 1.800 euro, soprattutto se si tiene conto che si risparmiano oltre centomila euro sul prezzo di acquisto del sistema, riducendo così

29

sensibilmente il rischio finanziario. Il sistema di montaggio video ed effettistica eQ acquistato con questa formula è esattamente identico a quelli normali, con la sola esclusione che l’acquisizione e il riversamento del materiale sono possibili solo in definizione standard. Per abilitare tutte le funzionalità su base settimanale o mensile è sufficiente richiedere la password via Internet, operazione che può quindi essere fatta in qualsiasi momento. Se la formula proposta da Quantel avrà successo, è molto probabile che possa essere ripresa anche da altri fabbricanti. Per il cliente finale, la formula è comunque vantaggiosa poiché paga solo per quel che utilizza effettivamente e non si trova costretto a rifiutare offerte di lavoro solo perché non dispone dell’attrezzatura adeguata, il tutto senza rischiare un euro in più dello stretto necessario.

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zare un’open house insieme a IBM. Tra le società che operano nel mondo dell’IT è quella che si sta dimostrando molto più reattiva rispetto al mondo dei media. Hanno l’obbiettivo di entrare pesantemente nel mondo dei media, ci stanno provando da qualche anno e ora capiscono che devono lavorare con qualcuno che è già all’interno e che ha una presenza locale. Non basta fare il grosso accordo con aziende come la Dalet a livello mondiale: se Dalet non ha una rappresentanza fissa in Italia, difficilmente un’emittente italiana potrà comprare qualcosa da loro. IBM ha dei prodotti interessanti per il nostro settore, senza contare la parte di infrastruttura e quella finanziaria, la capacità di supportare il cliente anche su questo terreno. Ci abbiamo parlato un po’ di volte e abbiamo già

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fatto qualcosa insieme. L’open house era programmata per questo periodo, ma poi abbiamo rimandato a maggio, in modo da integrarla con le novità attese al prossimo NAB. D – Vi state occupando anche di televisione digitale terrestre? Emilitri – Stiamo definendo un accordo di collaborazione con IconMedialab Italia, una società che sviluppa software mhp e che ha già lavorato per clienti del calibro di Mediaset. Stiamo cercando di vedere se riusciamo a mettere insieme una soluzione per le emittenti televisive in modalità ASP (Application Service Provider): alle emittenti vogliamo offrire dei format a fronte di una tariffa mensile per il loro utilizzo. Pensiamo di proporre format abbastanza normali, stiamo cercando di capire se può essere interessante un’offerta del genere

per le medie emittenti locali. D – Ma c’è un’effettiva richiesta di applicazioni di questo tipo da parte delle emittenti? Emilitri - Per ora c’è un gran parlare. Qualcuno comunque partirà con i fondi dei progetti sponsorizzati da Stanca, il ministro per l’Innovazione, mi pare siano circa 30 milioni di euro per una trentina di progetti di Tgovernment. Quindi qualche soldo verso la fine dell’anno probabilmente le emittenti l’avranno a disposizione per questi progetti e qualcosa dovranno fare perché questi soldi li danno solo se il progetto poi lo realizzi. Molte emittenti stanno però ancora cercando di capire qual è il modello economico vincente, che business potrà esserci, come potranno cavarci fuori i soldi.

L’alta definizione a consumo Con la formula “Pay as you go HD” si può acquistare un sistema eQ della Quantel al 60% del suo prezzo reale e utilizzarlo per tutte le lavorazioni in SD, pagando una tariffa a consumo solo per il tempo che lo si utilizza in alta definizione. La formula che sembra presa a prestito dai gestori di reti di telefonia cellulari è destinata a suscitare un discreto interesse tra quanti hanno la necessità di trattare saltuariamente materiale in alta definizione. La tariffa a consumo non è particolarmente elevata, 1.250 sterline alla settimana equivalenti a circa 1.800 euro, soprattutto se si tiene conto che si risparmiano oltre centomila euro sul prezzo di acquisto del sistema, riducendo così

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sensibilmente il rischio finanziario. Il sistema di montaggio video ed effettistica eQ acquistato con questa formula è esattamente identico a quelli normali, con la sola esclusione che l’acquisizione e il riversamento del materiale sono possibili solo in definizione standard. Per abilitare tutte le funzionalità su base settimanale o mensile è sufficiente richiedere la password via Internet, operazione che può quindi essere fatta in qualsiasi momento. Se la formula proposta da Quantel avrà successo, è molto probabile che possa essere ripresa anche da altri fabbricanti. Per il cliente finale, la formula è comunque vantaggiosa poiché paga solo per quel che utilizza effettivamente e non si trova costretto a rifiutare offerte di lavoro solo perché non dispone dell’attrezzatura adeguata, il tutto senza rischiare un euro in più dello stretto necessario.

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Cellulari come il Nokia 3650 possono visualizzare il video compresso con una qualità accettabile

telefoni Symbian, come i Nokia di ultima generazione e alcuni Sony, sia in reti GPRS che UMTS. L’applicazione permette di accedere a questi contenuti, ma è anche quella che ci permette poi di usufruirne, nonché di pagarli ed eventualmente anche di trasmetterli ad altri telefoni, tipicamente via Bluetooth. Pensando al tipo di mercato, abbiamo preferito semplificare al massimo le cose, quindi per accedere a questo servizio non c’è bisogno di utilizzare un pc, non c’è bisogno di una connessione Internet con il PC, non c’è bisogno di utilizzare carte di credito. Abbiamo tenuto il più semplice possibile sia l’accesso che il pagamento del contenuto.

Distribuzione universale Sfruttando la tecnologia sviluppata dalla Forbidden Technologies, la Mediaconcept di Torino propone un servizio per la distribuzione di video sui telefonini che si differenzia dagli altri esistenti per una serie di soluzioni particolarmente interessanti

30

Secondo le previsioni più accreditate, il mercato italiano delle suonerie, sfondi e servizi vari per i telefoni cellulari potrebbe raggiungere il valore di un miliardo di euro già entro il corrente anno. Già oggi, una fetta consistente di questi incassi è appannaggio dei fornitori di contributi video e proprio a questo settore sta puntando anche la Mediaconcept di Torino. L’offerta di questa azienda si distingue per l’originalità della formula e per l’impiego di una tecnologia di compressione audio e video proprietaria sviluppata dalla Forbidden Technologies, società con la quale Mediaconcept ha uno stretto rapporto di collaborazione, come dichiara Paolo Rossi, fondatore e presidente dell’azienda torinese: “In realtà, la parte più tecnologica la fanno loro, noi ci occupiamo dell’aspetto più applicativo. Noi proponiamo la loro tecnologia sia per l’utilizzo come base di sviluppo di soluzioni che possono usufruire di questa capacità, sia per il web che per i telefoni cellulari, e siamo anche sviluppatori di un progetto nostro che è il VJ Portal destinato al mercato

consumer. Per questo progetto ci siamo occupati in particolare della parte riguardante la gestione dei pagamenti, la vendita e la diffusione del servizio nonché del sistema con cui i fornitori di contenuti possono mettere a disposizione il loro materiale.” D – Può spiegarci in cosa consiste esattamente il VJ Portal? Rossi - Fondamentalmente si tratta di una piattaforma esclusivamente sviluppata per la telefonia cellulare che permette di pubblicare contenuti video a chiunque voglia renderli disponibili, sia per l’acquisto da parte dell’utenza che, al contrario, per scopo promozionale e quindi il costo non è sostenuto da chi visiona poi i contenuti, ma da chi li rende disponibili. Ad oggi si sono evidenziati due filoni principali per il VJ Portal, uno dei quali è un filone specifico che va a toccare il settore degli adulti e per questo si è preferito creare un servizio completamente separato, per gestire meglio i problemi eventuali derivanti dall’accesso da parte di minorenni a certi tipi di contenuto.

D – Vi proponente anche come fornitori di contenuti? Rossi - Noi offriamo esclusivamente la piattaforma, l’infrastruttura. Per questo tipo di servizio il fornitore può essere la catena di negozi per adulti che nell’ambito di questo particolare VJ Portal con il suffisso Glamour distribuisce il proprio materiale. Le catene di negozi diventano sia il canale per l’offerta, la vendita del servizio, sia i fornitori degli stessi contenuti, hanno questo interesse doppio, guadagnano sia dal mettere a disposizione i loro contenuti audiovisivi, hanno cioè un ritorno ogni volta che uno di questi contenuti viene scaricato e quindi acquistato dall’utenza, e dall’altra parte hanno un ritorno sulla vendita del servizio stesso o meglio di quelle che sono le carte prepagate utilizzate per acquistare questo tipo di contenuti, una delle forme di pagamento contemplate dal VJ Portal. D – Il servizio è fruibile solo con i cellulari UMTS? Rossi – Il VJ Portal è un’applicazione che viene caricata ed eseguita sui telefoni cellulari, che funziona sui

Monitor n° 248 - marzo 2005

D – Come si accede al servizio? Rossi - La procedura normale è questa: l’utente riceve una tessera gratuita sulla quale è riportato un codice che serve per identificarsi durante la prima attivazione, è sufficiente mandare un messaggio ad un numero che è indicato su questa tessera con una sigletta che identifica la richiesta. Si riceve indietro un messaggio di benvenuto che permette di collegarsi a una pagina web dalla quale si scarica poi il software VJ Portal. Il software diventa parte integrante dei programmi già installati nel telefono e

quando lo eseguiamo abbiamo accesso all’elenco del materiale disponibile, possiamo visionare i contenuti, possiamo scaricarli, possiamo pagarli utilizzando delle scratch card come quelle che si acquistano per i telefoni. Un’altra opportunità è data da un accordo che abbiamo con Eutelia, un operatore di telefonia fissa e mobile: chiunque può acquistare una card Eutelia da un tabaccaio e, telefonando al numero verde attribuito al servizio VJ Portal, è possibile ricaricare il proprio borsellino virtuale. Il terzo metodo è invece un numero a valore aggiunto, con prefisso 899, chiamando il quale viene fatto un addebito alla risposta e quindi si va a ricaricare il proprio borsellino di un importo sufficiente per un video: l’abbiamo chiamato proprio paga un video.

minuto. Quindi possiamo visionare questi filmati tutte le volte che vogliamo, non abbiamo più limiti, una volta che il filmato è stato acquistato. Nel caso della sezione Glamour è possibile poi, sempre nel contesto di VJ Portal, acquistare fisicamente i DVD da cui è stato estratto lo spezzone di video. Quindi, se ci piace quello che stiamo vedendo, tramite il tastino Acquista sempre dal telefono possiamo richiedere l’acquisto fisico del DVD. Il pagamento viene fatto sempre tramite questo nostro borsellino virtuale e quindi non abbiamo bisogno di carte di credito. 31 Solo in quel momento lì ci vengono chieste le informazioni necessarie per ricevere il materiale a casa, quindi fino a quel momento non abbiamo necessità di dare le nostre informazioni personali.

D – Quali sono le differenze rispetto allo streaming video vero e proprio? Rossi - Una volta che il video è stato scaricato sul telefono, deve essere sbloccato tramite l’operazione di pagamento, che è contestuale allo scaricamento, sempre che si disponga del credito sufficiente. I filmati scaricati sono memorizzati sul telefono, tipicamente un telefono di fascia media dispone di 32 MB, sufficienti per tenere diversi filmati di qualche

b-to-b (business to business) nel settore del broadcast e delle comunicazioni

CONSULVIDEO Grafica Grafica

Ufficio Ufficio stampa stampa -

realizzazione comunicati originali traduzione ed adattamento di comunicati diffusione presso riviste di settore e generaliste diffusione presso clienti e potenziali clienti pubblicazione su sito web (del cliente o dell'ufficio stampa)

-

newsletter cataloghi materiale per punto vendita house organ manuali e materiale tecnico per forza vendita - mailing - monografie di prodotto - ...

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Pubbliche Pubbliche relazioni relazioni - organizzazione eventi, conferenze stampa, presentazioni, partecipazioni a fiere - progettazione e allestimento spazi espositivi - ideazione e ricerca di oggetti promozionali e gadget

- pagine pubblicitarie - brochure - siti internet

Per maggiori informazioni: Tel. 02 876038 - www.consulvideo.com

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Cellulari come il Nokia 3650 possono visualizzare il video compresso con una qualità accettabile

telefoni Symbian, come i Nokia di ultima generazione e alcuni Sony, sia in reti GPRS che UMTS. L’applicazione permette di accedere a questi contenuti, ma è anche quella che ci permette poi di usufruirne, nonché di pagarli ed eventualmente anche di trasmetterli ad altri telefoni, tipicamente via Bluetooth. Pensando al tipo di mercato, abbiamo preferito semplificare al massimo le cose, quindi per accedere a questo servizio non c’è bisogno di utilizzare un pc, non c’è bisogno di una connessione Internet con il PC, non c’è bisogno di utilizzare carte di credito. Abbiamo tenuto il più semplice possibile sia l’accesso che il pagamento del contenuto.

Distribuzione universale Sfruttando la tecnologia sviluppata dalla Forbidden Technologies, la Mediaconcept di Torino propone un servizio per la distribuzione di video sui telefonini che si differenzia dagli altri esistenti per una serie di soluzioni particolarmente interessanti

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Secondo le previsioni più accreditate, il mercato italiano delle suonerie, sfondi e servizi vari per i telefoni cellulari potrebbe raggiungere il valore di un miliardo di euro già entro il corrente anno. Già oggi, una fetta consistente di questi incassi è appannaggio dei fornitori di contributi video e proprio a questo settore sta puntando anche la Mediaconcept di Torino. L’offerta di questa azienda si distingue per l’originalità della formula e per l’impiego di una tecnologia di compressione audio e video proprietaria sviluppata dalla Forbidden Technologies, società con la quale Mediaconcept ha uno stretto rapporto di collaborazione, come dichiara Paolo Rossi, fondatore e presidente dell’azienda torinese: “In realtà, la parte più tecnologica la fanno loro, noi ci occupiamo dell’aspetto più applicativo. Noi proponiamo la loro tecnologia sia per l’utilizzo come base di sviluppo di soluzioni che possono usufruire di questa capacità, sia per il web che per i telefoni cellulari, e siamo anche sviluppatori di un progetto nostro che è il VJ Portal destinato al mercato

consumer. Per questo progetto ci siamo occupati in particolare della parte riguardante la gestione dei pagamenti, la vendita e la diffusione del servizio nonché del sistema con cui i fornitori di contenuti possono mettere a disposizione il loro materiale.” D – Può spiegarci in cosa consiste esattamente il VJ Portal? Rossi - Fondamentalmente si tratta di una piattaforma esclusivamente sviluppata per la telefonia cellulare che permette di pubblicare contenuti video a chiunque voglia renderli disponibili, sia per l’acquisto da parte dell’utenza che, al contrario, per scopo promozionale e quindi il costo non è sostenuto da chi visiona poi i contenuti, ma da chi li rende disponibili. Ad oggi si sono evidenziati due filoni principali per il VJ Portal, uno dei quali è un filone specifico che va a toccare il settore degli adulti e per questo si è preferito creare un servizio completamente separato, per gestire meglio i problemi eventuali derivanti dall’accesso da parte di minorenni a certi tipi di contenuto.

D – Vi proponente anche come fornitori di contenuti? Rossi - Noi offriamo esclusivamente la piattaforma, l’infrastruttura. Per questo tipo di servizio il fornitore può essere la catena di negozi per adulti che nell’ambito di questo particolare VJ Portal con il suffisso Glamour distribuisce il proprio materiale. Le catene di negozi diventano sia il canale per l’offerta, la vendita del servizio, sia i fornitori degli stessi contenuti, hanno questo interesse doppio, guadagnano sia dal mettere a disposizione i loro contenuti audiovisivi, hanno cioè un ritorno ogni volta che uno di questi contenuti viene scaricato e quindi acquistato dall’utenza, e dall’altra parte hanno un ritorno sulla vendita del servizio stesso o meglio di quelle che sono le carte prepagate utilizzate per acquistare questo tipo di contenuti, una delle forme di pagamento contemplate dal VJ Portal. D – Il servizio è fruibile solo con i cellulari UMTS? Rossi – Il VJ Portal è un’applicazione che viene caricata ed eseguita sui telefoni cellulari, che funziona sui

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D – Come si accede al servizio? Rossi - La procedura normale è questa: l’utente riceve una tessera gratuita sulla quale è riportato un codice che serve per identificarsi durante la prima attivazione, è sufficiente mandare un messaggio ad un numero che è indicato su questa tessera con una sigletta che identifica la richiesta. Si riceve indietro un messaggio di benvenuto che permette di collegarsi a una pagina web dalla quale si scarica poi il software VJ Portal. Il software diventa parte integrante dei programmi già installati nel telefono e

quando lo eseguiamo abbiamo accesso all’elenco del materiale disponibile, possiamo visionare i contenuti, possiamo scaricarli, possiamo pagarli utilizzando delle scratch card come quelle che si acquistano per i telefoni. Un’altra opportunità è data da un accordo che abbiamo con Eutelia, un operatore di telefonia fissa e mobile: chiunque può acquistare una card Eutelia da un tabaccaio e, telefonando al numero verde attribuito al servizio VJ Portal, è possibile ricaricare il proprio borsellino virtuale. Il terzo metodo è invece un numero a valore aggiunto, con prefisso 899, chiamando il quale viene fatto un addebito alla risposta e quindi si va a ricaricare il proprio borsellino di un importo sufficiente per un video: l’abbiamo chiamato proprio paga un video.

minuto. Quindi possiamo visionare questi filmati tutte le volte che vogliamo, non abbiamo più limiti, una volta che il filmato è stato acquistato. Nel caso della sezione Glamour è possibile poi, sempre nel contesto di VJ Portal, acquistare fisicamente i DVD da cui è stato estratto lo spezzone di video. Quindi, se ci piace quello che stiamo vedendo, tramite il tastino Acquista sempre dal telefono possiamo richiedere l’acquisto fisico del DVD. Il pagamento viene fatto sempre tramite questo nostro borsellino virtuale e quindi non abbiamo bisogno di carte di credito. 31 Solo in quel momento lì ci vengono chieste le informazioni necessarie per ricevere il materiale a casa, quindi fino a quel momento non abbiamo necessità di dare le nostre informazioni personali.

D – Quali sono le differenze rispetto allo streaming video vero e proprio? Rossi - Una volta che il video è stato scaricato sul telefono, deve essere sbloccato tramite l’operazione di pagamento, che è contestuale allo scaricamento, sempre che si disponga del credito sufficiente. I filmati scaricati sono memorizzati sul telefono, tipicamente un telefono di fascia media dispone di 32 MB, sufficienti per tenere diversi filmati di qualche

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Per maggiori informazioni: Tel. 02 876038 - www.consulvideo.com

Monitor n° 248 - marzo 2005


di transazioni, pagamenti e sblocco dei filmati che abbiamo creato noi e gestiamo noi.

D – Ciò significa che il video può essere visto con un qualsiasi browser web? Rossi – Sì, i video sono eseguiti tramite un applet Java, che viene scaricato nello stesso istante in cui si apre la pagina che lo contiene, e sono in un formato completamente indipendente dalla piattaforma. Posso usare Windows, come Macintosh o Linux, tutti i sistemi operativi che supportano il linguaggio Java, non ho bisogno di installazioni. Si supera così quello che può essere un problema in certe aziende che non permettono l’installazione di plug-in come il player Quicktime piuttosto che Windows Media o Real. Peraltro l’utilizzo dei video è molto flessibile, possiamo realizzare anche un classico banner contenente un video. La stessa tecnologia è disponibile come applicazione, ForMobile, sui telefoni cellulari Symbian, non ancora come applet Java, ma solo per colpa dei limiti che il Java ha ancora sui telefoni cellulari. Il nostro VJ Portal è un’evoluzione del ForMobile, espanso con tutte le caratteristiche necessarie per erogare il servizio di cui ho parlato prima.

D – Quali strumenti sono necessari per la preparazione dei contenuti? Rossi - Fondamentalmente è necessario utilizzare la piattaforma di Forbidden Technologies perché oltre ad essere un formato proprietario è proprietario anche l’algoritmo di compressione. La Forbidden Il metodo di compressione della Forbidden Technologies può essere utilizzato anche per lo streaming video in diretta Technologies è stata fondata da Stephen Streater che è il creatore della Eidos, la casa che ha portato sul mercato Tomb D – Quali altri tipi di utilizzo può avere Raider. La Eidos era nata in realtà per il VJ Portal? sviluppare soluzioni di montaggio Rossi - Il VJ Portal standard permettevideo non lineare basate su un algorà, tramite la piattaforma Forscene ritmo di compressione proprietario, della Forbidden Technologies, di rencreato dallo stesso Streater alla fine dere disponibile a chiunque il proprio degli anni ’80, inizio anni ’90. Poi la materiale. Tanto per dire, se volessiEidos ha cambiato un po’ natura per mo far vedere il filmato del nostro entrare nel mercato dei videogiochi, matrimonio ad amici e parenti lontani un mercato molto interessante, e potremmo renderlo disponibile sul VJ quindi ha abbandonato lo sviluppo di Portal e renderlo accessibile facendo soluzioni per l’editing video. in modo che il costo sia sostenuto da 32 Verso la fine degli anni ’90, Streater noi che rendiamo disponibile il filmaha creato la Forbidden Technologies to, piuttosto che da chi lo sta guarper riprendere il discorso del video e dando. Dal punto di vista dei fornitoadattarlo a quelle che sono le necesri di contenuti, questa è la prima piatD – Ha accennato in pecedenza alla sità attuali. Se all’inizio degli anni ’90 taforma che dà a tutti la possibilità di piattaforma ForScene per la preparapoteva essere interessante avere un pubblicare i propri video. zione del materiale, può dirci qualcoalgoritmo molto particolare perché sa di più in proposito? questo rendeva possibile fare editing D – È stata prevista una sorta di proRossi – ForScene è un ambiente di video sulle macchine tipiche dell’etezione per fare in modo che il mateediting video completamente in Java, poca, che non erano assolutamente riale possa essere visto solo da certe che significa la possibilità di elaboraparagonabili con quelle di oggi come persone? re il video all’interno del nostro browprestazioni, oggi questo collo di botRossi - Sì, noi possiamo facilmente ser tramite un programma Java. La tiglia non c’è più sui computer, ma lo clonare la stessa applicazione VJ cosa importante non è tanto il fatto troviamo sui telefoni e su Internet. Sui Portal su un altro telefono tramite una che non occorre acquistare il softwatelefoni perché sono comunfunzione del VJ Portal stesso. que dei dispositivi a bassa Quindi possiamo trasmettere in quecapacità di calcolo rispetto al sto modo il VJ Portal e poi, tramite computer e su Internet perché Bluetooth, possiamo trasmettergli i abbiamo ancora dei colli di contenuti, ma se si tratta di contenuti bottiglia sulla capacità di traa pagamento dovranno essere pagasmettere dati, soprattutto se ti anche da questa persona. Questo parliamo di modem analogici. stesso sistema di protezione può Quindi la tecnologia che si era essere utilizzato per dare accesso ai costruita negli anni ’90 per contenuti solo a chi è autorizzato perquesto prodotto di editing ché comunque l’autorizzazione viene video adesso è stata utilizzata gestita tramite il nostro server. In principalmente dalla effetti, ci sono due server, uno gestito Forbidden per avere la possidalla Forbidden Technologies, che è bilità di fare streaming sul web La pagina del sito della Forbidden Technologies dedicata al quello che distribuisce fisicamente i senza utilizzare dei plug-in. servizio per i cellulari contenuti, e poi un server di gestione

Monitor n° 248 - marzo 2005

si può utilizzare la porta FireWire del computer e il software che si scarica direttamente dal sito di Forbidden. Questo permette in un’operazione unica di catturare il materiale dalla telecamera, comprimerlo in questo formato intermedio adatto per l’editing e caricarlo sui server della Forbidden: a Con l’applicazione Forscene più persone possono contribuire all’edi- questo punto il materiating di un video le è già disponibile e possiamo iniziare con re, si paga soltanto il tempo che si l’editing o lasciar fare l’operazione a impiega, ma che possiamo fare un qualcun altro, ovviamente che sia editing cosiddetto collaborativo a autorizzato da noi. distanza, questo perché il materiale video si trova fisicamente sempre in D - Che tipo di connessione si deve un punto centralizzato, che sono i serutilizzare per caricare il video sui server che mette a disposizione la ver? Forbidden a questo scopo.Possiamo Rossi - In Inghilterra Forbidden ha già così fare questo editing a distanza e sperimentato con Orange già da quindi molte persone, il tecnico che qualche mese la connettività UMTS. fa l’editing vero e proprio, il produtOrange ha proposto recentemente tore, l’eventuale regista, tutte figure una nuova formula per quanto riguarche possono trovarsi in luoghi diversi, da i pagamenti, perché possono collaborare a distanza senza fino a poco tempo fa la trache ci sia un trasferimento fisico del smissione dati UMTS era materiale audio e video da un commolto costosa. Hanno fatto puter all’altro. Con la trasmissione un trial assieme per cui la dati ad alta velocità, come quella che Forbidden ha avuto in offre attualmente l’UMTS, diventa anteprima la disponibilità molto interessante perché possiamo di questo tipo di connettiimmaginare di fare un editing video vità UMTS per i PC portatidel materiale sul luogo dove viene li ed hanno mostrato come ripreso. Se stiamo seguendo un evensi possa fare dell’editing to, possiamo prendere dalla nostra remoto anche con una telecamera i contenuti, editarli in loco connettività wireless. Una linea ADSL è comunque e tutto quello che stiamo facendo è sufficiente per questo lavovisionabile immediatamente da altre ro, anche perché è stata persone collocate in qualsiasi punto potenziata la possibilità di del pianeta. scambio dati con questa tecnologia, con gli abboD – Anche con un telefonino cellulanamenti base si arriva a un re? Mbps e per un video di Rossi - Certamente, basta un clic per buona qualità sono suffirenderlo disponibile sui cellulari o cienti dai 150 ai 350 kbps. pubblicarlo sul web. Quindi non abbiamo nessun passaggio intermeD – Quali altre applicazioni dio, riusciamo a fare tutto, dall’operapotranno avere queste teczione del trasferimento del video nologie? dalla nostra telecamera alla pubblicaRossi - Tornando al discorzione sul telefono cellulare o su so di Mediaconcept, noi Internet rimanendo nello stesso finora ci siamo concentrati ambiente software. Per caricare il principalmente sulla piatmateriale sui server della Forbidden

Monitor n° 248 - marzo 2005

taforma VJ Portal che verrà adesso commercializzata come un servizio per il mercato consumer a tutti gli effetti, ma che vuol essere anche uno spunto per chi volesse avere delle applicazioni simili basate su questa tecnologia. Noi siamo ovviamente in grado di creare soluzioni personalizzate per esigenze peculiari, come quella di fare formazione a distanza utilizzando web e telefoni cellulari. Inoltre, stiamo analizzando come proporre al mercato italiano la piattaforma ForScene che va a questo punto rivolta a un settore che è quello dei professionisti del video. Per chi volesse mettere alla prova il sistema, è prevista la possibilità di accesso gratuito a ForScene: tutto è perfettamente funzionale utilizzando però soltanto i contenuti messi a disposizione della Forbidden. Per i lettori di Monitor stiamo studiando una formula che permetta anche di caricare i propri contenuti (Ndr: chi fosse interessato, può inviare una e-mail all’indirizzo mediaconcept@monitor-radiotv.com).

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di transazioni, pagamenti e sblocco dei filmati che abbiamo creato noi e gestiamo noi.

D – Ciò significa che il video può essere visto con un qualsiasi browser web? Rossi – Sì, i video sono eseguiti tramite un applet Java, che viene scaricato nello stesso istante in cui si apre la pagina che lo contiene, e sono in un formato completamente indipendente dalla piattaforma. Posso usare Windows, come Macintosh o Linux, tutti i sistemi operativi che supportano il linguaggio Java, non ho bisogno di installazioni. Si supera così quello che può essere un problema in certe aziende che non permettono l’installazione di plug-in come il player Quicktime piuttosto che Windows Media o Real. Peraltro l’utilizzo dei video è molto flessibile, possiamo realizzare anche un classico banner contenente un video. La stessa tecnologia è disponibile come applicazione, ForMobile, sui telefoni cellulari Symbian, non ancora come applet Java, ma solo per colpa dei limiti che il Java ha ancora sui telefoni cellulari. Il nostro VJ Portal è un’evoluzione del ForMobile, espanso con tutte le caratteristiche necessarie per erogare il servizio di cui ho parlato prima.

D – Quali strumenti sono necessari per la preparazione dei contenuti? Rossi - Fondamentalmente è necessario utilizzare la piattaforma di Forbidden Technologies perché oltre ad essere un formato proprietario è proprietario anche l’algoritmo di compressione. La Forbidden Il metodo di compressione della Forbidden Technologies può essere utilizzato anche per lo streaming video in diretta Technologies è stata fondata da Stephen Streater che è il creatore della Eidos, la casa che ha portato sul mercato Tomb D – Quali altri tipi di utilizzo può avere Raider. La Eidos era nata in realtà per il VJ Portal? sviluppare soluzioni di montaggio Rossi - Il VJ Portal standard permettevideo non lineare basate su un algorà, tramite la piattaforma Forscene ritmo di compressione proprietario, della Forbidden Technologies, di rencreato dallo stesso Streater alla fine dere disponibile a chiunque il proprio degli anni ’80, inizio anni ’90. Poi la materiale. Tanto per dire, se volessiEidos ha cambiato un po’ natura per mo far vedere il filmato del nostro entrare nel mercato dei videogiochi, matrimonio ad amici e parenti lontani un mercato molto interessante, e potremmo renderlo disponibile sul VJ quindi ha abbandonato lo sviluppo di Portal e renderlo accessibile facendo soluzioni per l’editing video. in modo che il costo sia sostenuto da 32 Verso la fine degli anni ’90, Streater noi che rendiamo disponibile il filmaha creato la Forbidden Technologies to, piuttosto che da chi lo sta guarper riprendere il discorso del video e dando. Dal punto di vista dei fornitoadattarlo a quelle che sono le necesri di contenuti, questa è la prima piatD – Ha accennato in pecedenza alla sità attuali. Se all’inizio degli anni ’90 taforma che dà a tutti la possibilità di piattaforma ForScene per la preparapoteva essere interessante avere un pubblicare i propri video. zione del materiale, può dirci qualcoalgoritmo molto particolare perché sa di più in proposito? questo rendeva possibile fare editing D – È stata prevista una sorta di proRossi – ForScene è un ambiente di video sulle macchine tipiche dell’etezione per fare in modo che il mateediting video completamente in Java, poca, che non erano assolutamente riale possa essere visto solo da certe che significa la possibilità di elaboraparagonabili con quelle di oggi come persone? re il video all’interno del nostro browprestazioni, oggi questo collo di botRossi - Sì, noi possiamo facilmente ser tramite un programma Java. La tiglia non c’è più sui computer, ma lo clonare la stessa applicazione VJ cosa importante non è tanto il fatto troviamo sui telefoni e su Internet. Sui Portal su un altro telefono tramite una che non occorre acquistare il softwatelefoni perché sono comunfunzione del VJ Portal stesso. que dei dispositivi a bassa Quindi possiamo trasmettere in quecapacità di calcolo rispetto al sto modo il VJ Portal e poi, tramite computer e su Internet perché Bluetooth, possiamo trasmettergli i abbiamo ancora dei colli di contenuti, ma se si tratta di contenuti bottiglia sulla capacità di traa pagamento dovranno essere pagasmettere dati, soprattutto se ti anche da questa persona. Questo parliamo di modem analogici. stesso sistema di protezione può Quindi la tecnologia che si era essere utilizzato per dare accesso ai costruita negli anni ’90 per contenuti solo a chi è autorizzato perquesto prodotto di editing ché comunque l’autorizzazione viene video adesso è stata utilizzata gestita tramite il nostro server. In principalmente dalla effetti, ci sono due server, uno gestito Forbidden per avere la possidalla Forbidden Technologies, che è bilità di fare streaming sul web La pagina del sito della Forbidden Technologies dedicata al quello che distribuisce fisicamente i senza utilizzare dei plug-in. servizio per i cellulari contenuti, e poi un server di gestione

Monitor n° 248 - marzo 2005

si può utilizzare la porta FireWire del computer e il software che si scarica direttamente dal sito di Forbidden. Questo permette in un’operazione unica di catturare il materiale dalla telecamera, comprimerlo in questo formato intermedio adatto per l’editing e caricarlo sui server della Forbidden: a Con l’applicazione Forscene più persone possono contribuire all’edi- questo punto il materiating di un video le è già disponibile e possiamo iniziare con re, si paga soltanto il tempo che si l’editing o lasciar fare l’operazione a impiega, ma che possiamo fare un qualcun altro, ovviamente che sia editing cosiddetto collaborativo a autorizzato da noi. distanza, questo perché il materiale video si trova fisicamente sempre in D - Che tipo di connessione si deve un punto centralizzato, che sono i serutilizzare per caricare il video sui server che mette a disposizione la ver? Forbidden a questo scopo.Possiamo Rossi - In Inghilterra Forbidden ha già così fare questo editing a distanza e sperimentato con Orange già da quindi molte persone, il tecnico che qualche mese la connettività UMTS. fa l’editing vero e proprio, il produtOrange ha proposto recentemente tore, l’eventuale regista, tutte figure una nuova formula per quanto riguarche possono trovarsi in luoghi diversi, da i pagamenti, perché possono collaborare a distanza senza fino a poco tempo fa la trache ci sia un trasferimento fisico del smissione dati UMTS era materiale audio e video da un commolto costosa. Hanno fatto puter all’altro. Con la trasmissione un trial assieme per cui la dati ad alta velocità, come quella che Forbidden ha avuto in offre attualmente l’UMTS, diventa anteprima la disponibilità molto interessante perché possiamo di questo tipo di connettiimmaginare di fare un editing video vità UMTS per i PC portatidel materiale sul luogo dove viene li ed hanno mostrato come ripreso. Se stiamo seguendo un evensi possa fare dell’editing to, possiamo prendere dalla nostra remoto anche con una telecamera i contenuti, editarli in loco connettività wireless. Una linea ADSL è comunque e tutto quello che stiamo facendo è sufficiente per questo lavovisionabile immediatamente da altre ro, anche perché è stata persone collocate in qualsiasi punto potenziata la possibilità di del pianeta. scambio dati con questa tecnologia, con gli abboD – Anche con un telefonino cellulanamenti base si arriva a un re? Mbps e per un video di Rossi - Certamente, basta un clic per buona qualità sono suffirenderlo disponibile sui cellulari o cienti dai 150 ai 350 kbps. pubblicarlo sul web. Quindi non abbiamo nessun passaggio intermeD – Quali altre applicazioni dio, riusciamo a fare tutto, dall’operapotranno avere queste teczione del trasferimento del video nologie? dalla nostra telecamera alla pubblicaRossi - Tornando al discorzione sul telefono cellulare o su so di Mediaconcept, noi Internet rimanendo nello stesso finora ci siamo concentrati ambiente software. Per caricare il principalmente sulla piatmateriale sui server della Forbidden

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taforma VJ Portal che verrà adesso commercializzata come un servizio per il mercato consumer a tutti gli effetti, ma che vuol essere anche uno spunto per chi volesse avere delle applicazioni simili basate su questa tecnologia. Noi siamo ovviamente in grado di creare soluzioni personalizzate per esigenze peculiari, come quella di fare formazione a distanza utilizzando web e telefoni cellulari. Inoltre, stiamo analizzando come proporre al mercato italiano la piattaforma ForScene che va a questo punto rivolta a un settore che è quello dei professionisti del video. Per chi volesse mettere alla prova il sistema, è prevista la possibilità di accesso gratuito a ForScene: tutto è perfettamente funzionale utilizzando però soltanto i contenuti messi a disposizione della Forbidden. Per i lettori di Monitor stiamo studiando una formula che permetta anche di caricare i propri contenuti (Ndr: chi fosse interessato, può inviare una e-mail all’indirizzo mediaconcept@monitor-radiotv.com).

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L’open house organizzata da Cintel e DigitalWide per gli operatori dell’area milanese

Scommettere alto Organizzata da Cintel e DigitalWide una open house per gli operatori dell’area milanese con lo scopo di presentare una serie di soluzioni per l’alta definizione, territorio ancora quasi inesplorato in Italia, ma che promette interessanti 34 sviluppi anche nel breve periodo Anche se da noi di cominciare a trasmettere video in alta definizione nessuno ne vuole parlare, sono sempre di più le applicazioni che può avere. Da una parte, il mondo del cinema guarda con sempre più attenzione all’evoluzione dell’elettronico, cominciando a utilizzarlo per un numero sempre più crescente di produzioni. Dall’altra, l’alta definizione sta diventando per i professionisti un elemento distintivo, un mezzo che permette di emergere dalla massa, un po’ come accedeva un tempo fra chi produceva in Betacam e chi non poteva permettersi niente più dell’U-Matic o del S-VHS. Il paragone non è poi tanto campato per aria: dopo la prima ondata di costosissime attrezzature, ora è possibile dotarsi di apparecchiature in alta definizione a costi che sono decisamente abbordabili, con la sola esclusione forse delle telecamere, per le quali è però solo questione di tempo. Proprio per venire incontro a questa

crescente richiesta, Cintel e DigitalWide hanno organizzato nel mese di marzo una due giorni per gli operatori dell’area milanese, durante la quale sono state presentate quasi esclusivamente soluzioni per il trattamento di video in alta definizione. DigitalWide è uno dei maggiori rivenditore italiani di sistemi Apple per il video, ma non trascura le altre piattaforme, tanto che all’open house era dedicato uno spazio di rilievo alla nuova piattaforma Axio della Matrox (si veda anche il riquadro Integrazione perfetta), che tra l’altro era praticamente alla sua prima uscita pubblica, dopo un’apparizione non troppo appariscente avvenuta in occasione del recente Photoshow.

Non tutto, ma di tutto Un altro marchio che DigitalWide ha proposto in questa occasione al mercato italiano è QuVis, produttore di videoregistratori a dischi che trovano impiego principalmente nel settore

35

del digital cinema: è recente l’annuncio della scelta del Film Council britannico di dotare ben 250 sale con i loro riproduttori Cinema Player. Il metodo di compressione utilizzato da QuVis agisce sulla singola immagine ed è basato sulla tecnologia wavelet; rispetto al M-Jpeg garantisce una qualità superiore, tanto che i videoregistratori Acuity della QuVis sono stati scelti anche dalla Nasa per la registrazione delle fasi di lancio delle navette spaziali, una fase particolarmente critica che richiede una documentazione visiva molto accurata. Al prossimo NAB farà il suo debutto il videoregistratore Encore, che utilizza anch’esso dischi sostituibili a caldo e che possono essere scambiati con gli altri sistemi della QuVis. Per quanto riguarda Cintel, oltre al sistema per il restauro di pellicole cinematografiche Revival della Da Vinci, da molti ritenuto il migliore attualmente disponibile in commercio, l’azienda romana ha presentato le ultime novità della Aja, tra le quali il

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L’open house organizzata da Cintel e DigitalWide per gli operatori dell’area milanese

Scommettere alto Organizzata da Cintel e DigitalWide una open house per gli operatori dell’area milanese con lo scopo di presentare una serie di soluzioni per l’alta definizione, territorio ancora quasi inesplorato in Italia, ma che promette interessanti 34 sviluppi anche nel breve periodo Anche se da noi di cominciare a trasmettere video in alta definizione nessuno ne vuole parlare, sono sempre di più le applicazioni che può avere. Da una parte, il mondo del cinema guarda con sempre più attenzione all’evoluzione dell’elettronico, cominciando a utilizzarlo per un numero sempre più crescente di produzioni. Dall’altra, l’alta definizione sta diventando per i professionisti un elemento distintivo, un mezzo che permette di emergere dalla massa, un po’ come accedeva un tempo fra chi produceva in Betacam e chi non poteva permettersi niente più dell’U-Matic o del S-VHS. Il paragone non è poi tanto campato per aria: dopo la prima ondata di costosissime attrezzature, ora è possibile dotarsi di apparecchiature in alta definizione a costi che sono decisamente abbordabili, con la sola esclusione forse delle telecamere, per le quali è però solo questione di tempo. Proprio per venire incontro a questa

crescente richiesta, Cintel e DigitalWide hanno organizzato nel mese di marzo una due giorni per gli operatori dell’area milanese, durante la quale sono state presentate quasi esclusivamente soluzioni per il trattamento di video in alta definizione. DigitalWide è uno dei maggiori rivenditore italiani di sistemi Apple per il video, ma non trascura le altre piattaforme, tanto che all’open house era dedicato uno spazio di rilievo alla nuova piattaforma Axio della Matrox (si veda anche il riquadro Integrazione perfetta), che tra l’altro era praticamente alla sua prima uscita pubblica, dopo un’apparizione non troppo appariscente avvenuta in occasione del recente Photoshow.

Non tutto, ma di tutto Un altro marchio che DigitalWide ha proposto in questa occasione al mercato italiano è QuVis, produttore di videoregistratori a dischi che trovano impiego principalmente nel settore

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del digital cinema: è recente l’annuncio della scelta del Film Council britannico di dotare ben 250 sale con i loro riproduttori Cinema Player. Il metodo di compressione utilizzato da QuVis agisce sulla singola immagine ed è basato sulla tecnologia wavelet; rispetto al M-Jpeg garantisce una qualità superiore, tanto che i videoregistratori Acuity della QuVis sono stati scelti anche dalla Nasa per la registrazione delle fasi di lancio delle navette spaziali, una fase particolarmente critica che richiede una documentazione visiva molto accurata. Al prossimo NAB farà il suo debutto il videoregistratore Encore, che utilizza anch’esso dischi sostituibili a caldo e che possono essere scambiati con gli altri sistemi della QuVis. Per quanto riguarda Cintel, oltre al sistema per il restauro di pellicole cinematografiche Revival della Da Vinci, da molti ritenuto il migliore attualmente disponibile in commercio, l’azienda romana ha presentato le ultime novità della Aja, tra le quali il

Monitor n° 248 - marzo 2005

Monitor n° 248 - marzo 2005


Integrazione perfetta Premiere Pro, il software di montaggio video della Adobe, trova nella piattaforma Axio la sua più naturale espressione, offrendo prestazioni in tempo reale altrimenti impossibili

I videoregistratori della Quvis, nuova proposta della DigitalWide

36 convertitore HDP che permette di

utilizzare monitor da computer dotati di ingresso DVI-D, come quelli della serie Cinema Display della Apple, per la visualizzazione del video in alta definizione. Per il trattamento di materiale HD, la proposta Aja consiste nella scheda Kona 2 per la piattaforma Mac, dotata di doppio ingresso HD-SDI e accelerazione hardware per il codec DVCPro HD. La novità Aja per il video a definizione standard è la scheda Kona LS, dotata di ogni sorta di ingresso e uscita audio/video analogico o digitale, con convertitori a 12 bit e trattamento successivo a 8 o 10 bit, prati-

Il piccolo convertitore della Aja che permette di vualizzare segnali HD-SDI su monitor per PC

camente il meglio che si può avere oggi sulla piattaforma Mac. Destinata invece ai sistemi Windows la Xena DXT, una scheda per la compressione in formato Windows Media 9 di materiale SD e HD: in questo secondo caso, per il momento le prestazioni in tempo reale sono limitate al formato 720p a 24 fps.

Non è più questione di prezzo “L’alta definizione ormai è diventata una cosa non così lontana”, sostiene Ambrogio Curiale della Digital Wide. “Con l’arrivo di queste macchine, che hanno dei costi assolutamente abbordabili, le soluzioni HD, sia a livello di dischi, sia a livello di schede ti portano comunque ad avere una scelta che non è più quella di dire se prendo l’alta definizione devo investire tantissimi soldi in più e allora sto sulla SD che è una soluzione più tradizionale. Allo stesso costo praticamente riesco ad avere la stessa configurazione, almeno con le soluzioni Apple. Quindi prendere una configurazione SD o una configurazione HD ha delle

variazioni talmente minime che tutti scelgono di prendere direttamente già la versione HD, proprio perché nel momento in cui decidono di lavorare in alta definizione devono solo aggiungere la sorgente e la destinazione.” D – Quale direzione sta prendendo il mercato italiano in tema di formati di registrazione? Curiale - Nell’area milanese diverse società si sono attrezzate con il D5 della Panasonic, Sony però sta facendo le sue contromosse. Diciamo che in questo momento, il costo delle apparecchiature di registrazione è forse l’ostacolo maggiore. Ho sentito che Mediaset ha attrezzato diversi studi già in alta definizione, ma il problema poi è realizzare il prodotto da post-produrre. Quello che invece sta succedendo è che si stanno montando molti contributi per le convention o per eventi privati, per i quali la proiezione viene fatta in alta definizione, e così pure la post-produzione. D – Quindi anche i professionisti si stanno attrezzando per l’HD?

Monitor n° 248 - marzo 2005

La collaborazione fra Adobe e Matrox data oramai da diversi anni, ma se prima si limitava a poco più di uno scambio di informazioni, con la Axio ha acquistato uno spessore decisamente maggiore, tanto che la nuova scheda può essere considerata un vero e proprio motore per Premiere. Per esempio, il modulo per gli effetti DVE in tempo reale, anche quando si lavora su materiale in alta definizione, è trattato come qualsiasi filtro originario di Premiere, compresa la gestione di eventuali keyframe. Per confronto, per accedere alle stesse funzioni con altre schede Matrox, come quelle della serie RT.X, si deve passare per moduli separati che, pur offrendo le stesse opzioni, non offrono lo stesso livello di integrazione. La piattaforma Axio è offerta in versione per il trattamento di video in definizione standard o alta e la differenza consiste solamente nel break out box a cui si collegano i segnali video e audio in ingresso e uscita: acquistando la versione per definizione standard, sarà quindi possibile passare in un secondo tempo a quella in HD semplicemente sostituendo questo dispositivo, che non è semplicemente un supporto per i connettori. L’eventuale conversione dei segnali da analogici a digitali e viceversa è effettuata all’interno del break out box e quindi i segnali transitano nel cavo di collegamento alla scheda in

Le differenze fra la versione SD e HD sono tutte nel break out box

Monitor n° 248 - marzo 2005

formato digitale, garantendo così una superiore immunità da interferenze causate da altri apparati; inoltre, il cavo di collegamento è del tipo di quelli utilizzati per i dispositivi Scsi, e quindi sostituibile se necessario con uno di lunghezza più appropriata. Con la versione per alta definizione, il video può essere elaborato in formato non compresso a 8 o 10 bit oppure essere convertito n Mpeg-2 I-frame con bitrate variabile fra 50 e 120 Mbps; all’interno della stessa timeline può coesistere materiale in diversi formati. Il supporto nativo per il formato HDV è atteso per il prossimo settembre, a meno di sorprese primaverili. Il numero di tracce che è possibile gestire in tempo reale è praticamente limitato dal transfer rate dei dischi su cui è registrato il materiale e per l’alta definizione è obbligatorio disporre in un sistema Raid. In uscita, il segnale video HD è presente sia sul connettore HD-SDI che su quelli RGB e Component, permettendo così di utilizzare monitor relativamente economici senza che siano necessari speciali adattatori. Per i possessori di sistemi DigiSuite, le buone notizie sono che la piattaforma Axio può utilizzare senza problemi il materiale compresso in M-Jpeg e che sono previsti sconti significativi per l’acquisto dei nuovi sistemi, senza che si debbano per questo consegnare quelli in loro possesso.

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Integrazione perfetta Premiere Pro, il software di montaggio video della Adobe, trova nella piattaforma Axio la sua più naturale espressione, offrendo prestazioni in tempo reale altrimenti impossibili

I videoregistratori della Quvis, nuova proposta della DigitalWide

36 convertitore HDP che permette di

utilizzare monitor da computer dotati di ingresso DVI-D, come quelli della serie Cinema Display della Apple, per la visualizzazione del video in alta definizione. Per il trattamento di materiale HD, la proposta Aja consiste nella scheda Kona 2 per la piattaforma Mac, dotata di doppio ingresso HD-SDI e accelerazione hardware per il codec DVCPro HD. La novità Aja per il video a definizione standard è la scheda Kona LS, dotata di ogni sorta di ingresso e uscita audio/video analogico o digitale, con convertitori a 12 bit e trattamento successivo a 8 o 10 bit, prati-

Il piccolo convertitore della Aja che permette di vualizzare segnali HD-SDI su monitor per PC

camente il meglio che si può avere oggi sulla piattaforma Mac. Destinata invece ai sistemi Windows la Xena DXT, una scheda per la compressione in formato Windows Media 9 di materiale SD e HD: in questo secondo caso, per il momento le prestazioni in tempo reale sono limitate al formato 720p a 24 fps.

Non è più questione di prezzo “L’alta definizione ormai è diventata una cosa non così lontana”, sostiene Ambrogio Curiale della Digital Wide. “Con l’arrivo di queste macchine, che hanno dei costi assolutamente abbordabili, le soluzioni HD, sia a livello di dischi, sia a livello di schede ti portano comunque ad avere una scelta che non è più quella di dire se prendo l’alta definizione devo investire tantissimi soldi in più e allora sto sulla SD che è una soluzione più tradizionale. Allo stesso costo praticamente riesco ad avere la stessa configurazione, almeno con le soluzioni Apple. Quindi prendere una configurazione SD o una configurazione HD ha delle

variazioni talmente minime che tutti scelgono di prendere direttamente già la versione HD, proprio perché nel momento in cui decidono di lavorare in alta definizione devono solo aggiungere la sorgente e la destinazione.” D – Quale direzione sta prendendo il mercato italiano in tema di formati di registrazione? Curiale - Nell’area milanese diverse società si sono attrezzate con il D5 della Panasonic, Sony però sta facendo le sue contromosse. Diciamo che in questo momento, il costo delle apparecchiature di registrazione è forse l’ostacolo maggiore. Ho sentito che Mediaset ha attrezzato diversi studi già in alta definizione, ma il problema poi è realizzare il prodotto da post-produrre. Quello che invece sta succedendo è che si stanno montando molti contributi per le convention o per eventi privati, per i quali la proiezione viene fatta in alta definizione, e così pure la post-produzione. D – Quindi anche i professionisti si stanno attrezzando per l’HD?

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La collaborazione fra Adobe e Matrox data oramai da diversi anni, ma se prima si limitava a poco più di uno scambio di informazioni, con la Axio ha acquistato uno spessore decisamente maggiore, tanto che la nuova scheda può essere considerata un vero e proprio motore per Premiere. Per esempio, il modulo per gli effetti DVE in tempo reale, anche quando si lavora su materiale in alta definizione, è trattato come qualsiasi filtro originario di Premiere, compresa la gestione di eventuali keyframe. Per confronto, per accedere alle stesse funzioni con altre schede Matrox, come quelle della serie RT.X, si deve passare per moduli separati che, pur offrendo le stesse opzioni, non offrono lo stesso livello di integrazione. La piattaforma Axio è offerta in versione per il trattamento di video in definizione standard o alta e la differenza consiste solamente nel break out box a cui si collegano i segnali video e audio in ingresso e uscita: acquistando la versione per definizione standard, sarà quindi possibile passare in un secondo tempo a quella in HD semplicemente sostituendo questo dispositivo, che non è semplicemente un supporto per i connettori. L’eventuale conversione dei segnali da analogici a digitali e viceversa è effettuata all’interno del break out box e quindi i segnali transitano nel cavo di collegamento alla scheda in

Le differenze fra la versione SD e HD sono tutte nel break out box

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formato digitale, garantendo così una superiore immunità da interferenze causate da altri apparati; inoltre, il cavo di collegamento è del tipo di quelli utilizzati per i dispositivi Scsi, e quindi sostituibile se necessario con uno di lunghezza più appropriata. Con la versione per alta definizione, il video può essere elaborato in formato non compresso a 8 o 10 bit oppure essere convertito n Mpeg-2 I-frame con bitrate variabile fra 50 e 120 Mbps; all’interno della stessa timeline può coesistere materiale in diversi formati. Il supporto nativo per il formato HDV è atteso per il prossimo settembre, a meno di sorprese primaverili. Il numero di tracce che è possibile gestire in tempo reale è praticamente limitato dal transfer rate dei dischi su cui è registrato il materiale e per l’alta definizione è obbligatorio disporre in un sistema Raid. In uscita, il segnale video HD è presente sia sul connettore HD-SDI che su quelli RGB e Component, permettendo così di utilizzare monitor relativamente economici senza che siano necessari speciali adattatori. Per i possessori di sistemi DigiSuite, le buone notizie sono che la piattaforma Axio può utilizzare senza problemi il materiale compresso in M-Jpeg e che sono previsti sconti significativi per l’acquisto dei nuovi sistemi, senza che si debbano per questo consegnare quelli in loro possesso.

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post-produrre. Sono in molti che già girano in HDV, catturano e realizzano il prodotto, mettendo il tutto anche su DVD come prodotto finito. Cominciano a lavorarci, sono entrati timidamente, però incominciano. L’HDV nativo verrà messo nella nuova release di Final Cut che uscirà ad aprile, su iMovie invece c’è già e quindi adesso c’è un piccolo marchingegno per cui si passa da iMovie per catturare il materiale e poi lo si riapre con Final Cut HD. Il supporto per il formato HDV nativo è già possibile con la versione Express di Final Cut

Curiale – Sì, questo è successo per esempio nel caso della convention di Mediaset che è stata fatta da diverse aziende, ma comunque in alta definizione. Noi abbiamo fornito diverse soluzioni Final Cut HD a quanti hanno partecipato alla realizzazione di contributi in HD per questa manifestazione. Molto materiale era solo di grafica, c’erano poi sia dei girati HD, che 38 dei girati normali inseriti in una grafica ad alta definizione. Il risultato è stato buono e chi ha iniziato a lavorare sull’HD non ha trovato delle grossissime difficoltà tecnologiche, perché le macchine rispondono esattamente come avrebbero risposto in qualità tradizionale. Il mezzo non è più un problema, il mezzo c’è ed è abbordabile come costi. Il prodotto, Final Cut, è già conosciuto e quindi non è che devi conoscere nuove cose, si tratta veramente che si incominci a produrre, ad avere del materiale su cui andare a post produrre, che è una cosa che speriamo avvenga a breve. Per ora comunque qualcosa s’è mosso tra i professionisti, quel che manca ancora è la parte broadcast. D – Pensate che il formato HDV possa avere larga diffusione in ambito professionale? Curiale - Il formato HDV è quello che adesso ci stanno incominciando a chiedere più spesso, nel senso che è il primo step di lavorazione in alta definizione. Molti cominciano a chiederci di lavorare in quel formato e di

D – Per quale ragione avete deciso di affiancare l’offerta Apple con quella della piattaforma Axio della Matrox? Curiale – Ovviamente, la soluzione Axio costa di più della soluzione Apple, però è anche vero che come scheda è diversa. La scheda Axio è molto più accelerata dal punto di vista hardware, ha all’interno un’architettura hardware molto valida.

Quella che stiamo mostrando è una versione preliminare, un primo prototipo, però i risultati già si intravedono, è una scheda decisamente potente. Nel caso della soluzione Apple, la maggior parte del carico di lavoro lo fa proprio il G5, lo fa la macchina, se lo accollano i processori che hanno una potenza mostruosa e sopperiscono di più alle mancanze del processore dell’altra piattaforma. Quindi è una situazione diversa, ma in ogni caso sono ambedue soluzioni valide. La soluzione Axio l’abbiamo appena presa ed è la prima volta che la presentiamo, tra l’altro in Italia è la prima volta anche da parte di 3G Videogroup, che è il distributore. Ero già andato a vederla in laboratorio da loro e devo dire che secondo me ci sono i numeri perché questa scheda abbia il suo tranquillo posizionamento nel workflow produttivo HD.

39

I G5 con doppio processore garantiscono buone prestazioni anche con il video in alta definizione

Monitor n° 248 - marzo 2005

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post-produrre. Sono in molti che già girano in HDV, catturano e realizzano il prodotto, mettendo il tutto anche su DVD come prodotto finito. Cominciano a lavorarci, sono entrati timidamente, però incominciano. L’HDV nativo verrà messo nella nuova release di Final Cut che uscirà ad aprile, su iMovie invece c’è già e quindi adesso c’è un piccolo marchingegno per cui si passa da iMovie per catturare il materiale e poi lo si riapre con Final Cut HD. Il supporto per il formato HDV nativo è già possibile con la versione Express di Final Cut

Curiale – Sì, questo è successo per esempio nel caso della convention di Mediaset che è stata fatta da diverse aziende, ma comunque in alta definizione. Noi abbiamo fornito diverse soluzioni Final Cut HD a quanti hanno partecipato alla realizzazione di contributi in HD per questa manifestazione. Molto materiale era solo di grafica, c’erano poi sia dei girati HD, che 38 dei girati normali inseriti in una grafica ad alta definizione. Il risultato è stato buono e chi ha iniziato a lavorare sull’HD non ha trovato delle grossissime difficoltà tecnologiche, perché le macchine rispondono esattamente come avrebbero risposto in qualità tradizionale. Il mezzo non è più un problema, il mezzo c’è ed è abbordabile come costi. Il prodotto, Final Cut, è già conosciuto e quindi non è che devi conoscere nuove cose, si tratta veramente che si incominci a produrre, ad avere del materiale su cui andare a post produrre, che è una cosa che speriamo avvenga a breve. Per ora comunque qualcosa s’è mosso tra i professionisti, quel che manca ancora è la parte broadcast. D – Pensate che il formato HDV possa avere larga diffusione in ambito professionale? Curiale - Il formato HDV è quello che adesso ci stanno incominciando a chiedere più spesso, nel senso che è il primo step di lavorazione in alta definizione. Molti cominciano a chiederci di lavorare in quel formato e di

D – Per quale ragione avete deciso di affiancare l’offerta Apple con quella della piattaforma Axio della Matrox? Curiale – Ovviamente, la soluzione Axio costa di più della soluzione Apple, però è anche vero che come scheda è diversa. La scheda Axio è molto più accelerata dal punto di vista hardware, ha all’interno un’architettura hardware molto valida.

Quella che stiamo mostrando è una versione preliminare, un primo prototipo, però i risultati già si intravedono, è una scheda decisamente potente. Nel caso della soluzione Apple, la maggior parte del carico di lavoro lo fa proprio il G5, lo fa la macchina, se lo accollano i processori che hanno una potenza mostruosa e sopperiscono di più alle mancanze del processore dell’altra piattaforma. Quindi è una situazione diversa, ma in ogni caso sono ambedue soluzioni valide. La soluzione Axio l’abbiamo appena presa ed è la prima volta che la presentiamo, tra l’altro in Italia è la prima volta anche da parte di 3G Videogroup, che è il distributore. Ero già andato a vederla in laboratorio da loro e devo dire che secondo me ci sono i numeri perché questa scheda abbia il suo tranquillo posizionamento nel workflow produttivo HD.

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I G5 con doppio processore garantiscono buone prestazioni anche con il video in alta definizione

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I mitici UREI sono tornati Soundcraft ha reintrodotto il marchio UREI nel panorama dei mixer per DJ, sia nel tradizionale settore House, sia in quello Turntablist.

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Il mito UREI nacque nel 1970 con il modello 1620, un mixer a controlli rotativi rivolto al mondo House, che seppe conquistarsi la propria leggendaria reputazione grazie all’ottima sonorità ed al controllo preciso e puntuale, che cominciò a far parlare di se’ inizialmente intorno a New York, nel cuore di quel centro di controllo che fu il palco DJ di Larry Levan al Paradise Garage. Soundcraft propone oggi una versione aggiornata, la UREI 1620LE, limited edition. Sebbene ci fosse la tentazione di riprogettare completamente questo classico mixer, Soundcraft è rimasta fedele al layout circuitale originale ed ai componenti tradizionali che resero grande il suono UREI, focalizzandosi sul solo miglioramento dell’affidabilità. Sono state cioè effettuate lievi modifiche al progetto originario solo per minimizzare ulteriormente il fattore rumore senza intaccare il sound. Avendo mantenuto fedelmente le qualità sonore, gli utenti di questo nuovo mixer potranno perciò sperimentare il leggendario feel positivo e rassicurante dei controlli rotativi del 1620, mentre il layout del pannello rimane ancora oggi intuitiva fonte d’ispirazione come nel lontano 1970. Tutto ciò dà al DJ un controllo ineguagliabile sui propri mix. Le caratteristiche del 1620LE comprendono sei canali d’ingresso, 2 Phono e 4 Aux a matrice di cui tre di tipo Linea, disponibili con opzioni preamp di tipo Phono, Linea o Mic, e 1 ingresso dedicato di tipo Mic, monitoraggio in cuffia di tutti gli ingressi, controlli di volume

sulla mandata al mix, per permettere di aggiungere un program enfatizzato al mix principale. Il 1601 è alimentato da un alimentatore universale integrato.

sulle uscite bilanciate House e Booth, ed equalizzazione a 2 bande sull’uscita master. L’unità è stata dotata di connettori placcati oro sul pannello posteriore, per una qualità estrema. Per il performing DJ, i nuovi 1601 e 1601S sono mixer DIGITALI a due canali, e si candidano a diventare gli scratch mixer definitivi per i turntablist. Progettati ispirandosi alla figura dell’Hip Hop DJ, con un’ampia area di lavoro attorno ai fader, il 1601 dispone di ingressi selezionabili Line o Phono ed equalizzazione a 3 bande su ciascun canale, filtri high-pass per la rimozione del rumore di fondo del piatto o dello stage, un loop FX Send + Return con selezione del punto di mandata ed un ingresso indipendente mic/linea con due bande EQ. Ciascun fader d’ingresso è dotato di curva di risposta selezionabile, così come il cross-fader. Le uscite cuffia (sia 1⁄4” sia mini-jack) hanno un controllo sull’equalizzazione che permette al DJ di regolare il suono in cuffia secondo le proprie necessità. Due set indipendenti di meter a LED a 10 segmenti mostrano i livelli d’ingresso e uscita. Le uscite sono disponibili sia su XLR bilanciati sia su connessioni RCAPhono sbilanciate. Una apposita sezione EXCITER è dotata di un controllo variabile in frequenza ed un controllo

Il 1601S è un vero mixer multi-genre, che può essere utilizzato nell’House, Techno, Breaks, Drum&Bass, R&B e molto altro. E’ identico al 1601 ma, in aggiunta, dispone di un campionatore auto looping a 2 banchi a 32 beat 96KHz/24bit, con funzioni 1-shot e reverse. Il playback da ciascun banco è assegnabile al canale 1 e/o al canale 2. Un indicatore BPM lock mostra che il motore BPM è pronto a campionare, e un connettore per un pedale esterno ne permette il controllo esterno, mentre le mani del DJ rimangono focalizzate sulla creazione del mix. Per una manutenzione ed un’assistenza immediata sul campo, i fader d’ingresso, il cross-fader, il monitor fader, i controlli del sampler, i selettori degli ingresso e le manopole d’EQ sulla Serie 1601 sono tutte sostituibili dall’utente.

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Altri modelli di mixer per la serie UREI sono pianificati per il 2005. Audio Equipment www.audioequipment.it

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I mitici UREI sono tornati Soundcraft ha reintrodotto il marchio UREI nel panorama dei mixer per DJ, sia nel tradizionale settore House, sia in quello Turntablist.

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Il mito UREI nacque nel 1970 con il modello 1620, un mixer a controlli rotativi rivolto al mondo House, che seppe conquistarsi la propria leggendaria reputazione grazie all’ottima sonorità ed al controllo preciso e puntuale, che cominciò a far parlare di se’ inizialmente intorno a New York, nel cuore di quel centro di controllo che fu il palco DJ di Larry Levan al Paradise Garage. Soundcraft propone oggi una versione aggiornata, la UREI 1620LE, limited edition. Sebbene ci fosse la tentazione di riprogettare completamente questo classico mixer, Soundcraft è rimasta fedele al layout circuitale originale ed ai componenti tradizionali che resero grande il suono UREI, focalizzandosi sul solo miglioramento dell’affidabilità. Sono state cioè effettuate lievi modifiche al progetto originario solo per minimizzare ulteriormente il fattore rumore senza intaccare il sound. Avendo mantenuto fedelmente le qualità sonore, gli utenti di questo nuovo mixer potranno perciò sperimentare il leggendario feel positivo e rassicurante dei controlli rotativi del 1620, mentre il layout del pannello rimane ancora oggi intuitiva fonte d’ispirazione come nel lontano 1970. Tutto ciò dà al DJ un controllo ineguagliabile sui propri mix. Le caratteristiche del 1620LE comprendono sei canali d’ingresso, 2 Phono e 4 Aux a matrice di cui tre di tipo Linea, disponibili con opzioni preamp di tipo Phono, Linea o Mic, e 1 ingresso dedicato di tipo Mic, monitoraggio in cuffia di tutti gli ingressi, controlli di volume

sulla mandata al mix, per permettere di aggiungere un program enfatizzato al mix principale. Il 1601 è alimentato da un alimentatore universale integrato.

sulle uscite bilanciate House e Booth, ed equalizzazione a 2 bande sull’uscita master. L’unità è stata dotata di connettori placcati oro sul pannello posteriore, per una qualità estrema. Per il performing DJ, i nuovi 1601 e 1601S sono mixer DIGITALI a due canali, e si candidano a diventare gli scratch mixer definitivi per i turntablist. Progettati ispirandosi alla figura dell’Hip Hop DJ, con un’ampia area di lavoro attorno ai fader, il 1601 dispone di ingressi selezionabili Line o Phono ed equalizzazione a 3 bande su ciascun canale, filtri high-pass per la rimozione del rumore di fondo del piatto o dello stage, un loop FX Send + Return con selezione del punto di mandata ed un ingresso indipendente mic/linea con due bande EQ. Ciascun fader d’ingresso è dotato di curva di risposta selezionabile, così come il cross-fader. Le uscite cuffia (sia 1⁄4” sia mini-jack) hanno un controllo sull’equalizzazione che permette al DJ di regolare il suono in cuffia secondo le proprie necessità. Due set indipendenti di meter a LED a 10 segmenti mostrano i livelli d’ingresso e uscita. Le uscite sono disponibili sia su XLR bilanciati sia su connessioni RCAPhono sbilanciate. Una apposita sezione EXCITER è dotata di un controllo variabile in frequenza ed un controllo

Il 1601S è un vero mixer multi-genre, che può essere utilizzato nell’House, Techno, Breaks, Drum&Bass, R&B e molto altro. E’ identico al 1601 ma, in aggiunta, dispone di un campionatore auto looping a 2 banchi a 32 beat 96KHz/24bit, con funzioni 1-shot e reverse. Il playback da ciascun banco è assegnabile al canale 1 e/o al canale 2. Un indicatore BPM lock mostra che il motore BPM è pronto a campionare, e un connettore per un pedale esterno ne permette il controllo esterno, mentre le mani del DJ rimangono focalizzate sulla creazione del mix. Per una manutenzione ed un’assistenza immediata sul campo, i fader d’ingresso, il cross-fader, il monitor fader, i controlli del sampler, i selettori degli ingresso e le manopole d’EQ sulla Serie 1601 sono tutte sostituibili dall’utente.

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Altri modelli di mixer per la serie UREI sono pianificati per il 2005. Audio Equipment www.audioequipment.it

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Editoriale

Avid si compra anche Pinnacle Con un’offerta valutata complessivamente in circa 420 milioni di dollari, Avid ha dichiarato l’intenzione di acquistare Pinnacle ed estendere così la propria offerta per i professionisti e i broadcaster, entrando contemporaneamente alla grande nel settore consumer

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Indice inserzionisti A&G AEV Ago CPE Consulvideo CTE DB Elettronica ENPS Grisby Gruppo TNT HMedia Milanoexplorer Scientific Atlanta Screen Service Sitel Sony Telsat TransAudioVideo Videoprogetti

33 43 13 39 31 2 23 21 5, 7, 9, 11 27 35 16 19 44 25 5, 7, 9, 11 29 15 41

Nonostante la concorrenza sempre più agguerrita nel settore del video professionale, gli affari di Avid vanno a gonfie vele, tanto che il mese scorso le quotazioni delle azioni avevano raggiunto valori mai registrati da cinque anni a questa parte. A ulteriore conferma dell’ottimo stato di salute finanziaria, con il primo giorno di primavera è stato ufficialmente annunciato l’accordo raggiunto con i vertici della Pinnacle che porterà all’acquisizione della società, pagata in parte con azioni Avid e in parte in contanti, per un totale stimato in 462 milioni di dollari alla data dell’annuncio, ridottosi però a circa 420 milioni di dollari a causa delle reazioni negative da parte del mercato. Questa cifra è calcolata, infatti, sulla base della quotazione delle azioni Avid, che hanno subito un calo che ha raggiunto quasi il 20% proprio a seguito dell’annuncio, mentre quelle della Pinnacle hanno segnato un rialzo superiore al 15%, aumento giustificato dal favorevole rapporto di concambio. L’acquisizione è soggetta all’approvazione da parte degli azionisti, oltre che degli organismi di controllo, e sarà finalizzata entro il secondo o il terzo semestre del corrente anno. Per quanto riguarda il settore professionale, i prodotti Pinnacle che fanno più gola a Avid sembrano essere i server per la messa in onda Mediastream e i sistemi di titolazione Deko, prodotti che hanno quindi ottime probabilità di sopravvivere all’acquisizione, al contrario dei sistemi di montaggio video della serie Liquid sul cui futuro è difficile trovare qualcuno che sia pronto a scommettere. Nessun dubbio invece sui prodotti della divisione consumer, settore nel quale Pinnacle è leader, almeno stando a quanto ha dichiarato David Krall, presidente e ceo di Avid, “Consideriamo l’acquisizione come il prossimo passo logico nella nostra strategia di lungo termine. Proprio come la nostra acquisizione di M-Audio nel 2004 ci ha portato nel business dell’audio consumer, con l’acquisizione del business video consumer di Pinnacle, Avid sarà in grado di lasciare un segno nella prossima generazione di montatori video proprio nella fase in cui stanno ancora imparando il mestiere. Questo creerà una base molto vasta di clienti potenziali per il futuro di Avid. Allo stesso tempo, pensiamo che l’offerta professionale e broadcast di Pinnacle si integri perfettamente con le attività di Avid, completando la nostra offerta di soluzioni broadcast con server e sistemi grafici per la messa in onda.” Dal canto suo Patti Hart, che in qualità di amministratore delegato e ceo ha guidato nell’ultimo anno la fase di pesante ristrutturazione della Pinnacle, ha dichiarato: “mettendo nel piatto i nostri pluripremiati prodotti - Pinnacle Studio, Liquid Edition e il nostro vasto portfolio di prodotti broadcast – siamo certi che Pinnacle possa rafforzare e diversificare il business di Avid. I nostri clienti possono anche contare su un insieme più ricco di offerte all’interno di un’organizzazione che sarà meglio proiettata nel futuro. Consideriamo questo accordo come la mossa più giusta per Pinnacle.” Ancora non è stato stabilito se gli attuali vertici della Pinnacle entreranno a far parte di Avid e in che ruolo e se il marchio Pinnacle sopravviverà all’acquisizione: sicuramente, anche su questi punti, molti dubbi potranno essere dissipati già in occasione del prossimo NAB.

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Siamo presenti al NAB Las Vegas 18-21 Aprile Stand N2834


POSTE ITALIANE SPA Spedizione in Abbonamento Postale DL 353/2003 (Legge n.46 27/2/2004) art.1 comma 1 DCB Milano Mancata consegna restituire all’editore che si impegna a pagare la relativa tassa presso il CMP Roserio-Milano

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Rivista mensile specializzata • N° 248 • Marzo 2005 • Anno XXVIII • ISSN 0394-0896 PUBBLICAZIONE DELLA MEDIA AGE SRL • VIA STEFANO JACINI, 4 • 20121 MILANO • TEL. 02862534 • FAX 0286450149 • E-MAIL: INFO@MONITOR-RADIOTV.COM • INTERNET: WWW.MONITOR-RADIOTV.COM

IBTS si affida ad un totem

Photoshow e le novità di primavera

Proporre soluzioni non prodotti st: adca a bro nza.tv d e i notiz rge time nve Le ul w.co ww

Monitor248  

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