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MANOVRA 2018 l BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI l PRECISION FARMING l CLUSTER AGROINDUSTRIA l GREENING E SOIA ANGA FA 60 l LAVORO DENTRO l UNCAI A BREGANZE l SOGGIORNO ANPA l NEW FARMERS IN TV l FIERA MONTICHIARI


L’EDITORIALE nnn

All’insegna dello sviluppo

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all’1 gennaio è entrata in vigore la legge di Bilancio per il nuovo anno, una legge di ine legislatura. La manovra mostra una certa atenzione per il nostro setore e contiene diverse misure che portano la nostra irma , tra le quali l’aiancamento per i giovani in agricoltura, la proroga del passaggio ad UNIEMES, la modiica che chiedevamo per le certiicazioni antimaia, esoneri contributivi per I“P e coltivatori direti, il cosiddeto bonus verde, ecc.. “bbiamo, tengo a sotolinearlo, scongiurato ulteriori oneri burocratici e iscali per gli imprenditori. Una legge quindi tecnicamente positiva, che recepisce molte nostre richieste. Il però porta con sé l’incertezza per gli scenari che si delineeranno in base all’esito delle consultazioni eletorali del prossimo 4 marzo. Cosa ci aspetiamo dal nuovo Parlamento e dal Governo? Che siano atenti a chi fa impresa nel nostro Paese, che siano pronti all’ascolto delle esigenze di chi costruisce l’Italia con la sua atività, con il suo impegno quotidiano. Come setore, abbiamo bisogno di tuti gli strumenti possibili per la crescita economica delle imprese, a partire da una maggiore aggregazione dell’oferta, anche tramite la promozione di organismi interprofessionali, ino agli incentivi per la ricerca, a delle vere e proprie politiche per l’innovazione, solo per citare alcuni elementi. Da parte nostra coglieremo, e creeremo con frequenza sempre maggiore, le occasioni per un confronto costrutivo con i decisori politici, atuali e futuri, nazionali ed europei, anche in vista delle elezioni nella Ue del . Dall’Europa ci aspetiamo innanzituto che si possa efetuare una seria discussione sulla Pac, sia in termini di budget, sia di rivisitazione. Perché l’agricoltura ha bisogno di strategie deinite e politiche adeguate, di una P“C migliore, di condizioni che consentano al nostro Paese di poter competere ad armi pari con la concorrenza. “l centro della nostra strategia c’è l’impresa e l’impegno a favore della sua competitività, la tutela di quel suo operare con professionalità, competenza e orgoglio. Ma anche con lungimiranza e con il cuore, con una grande atenzione alla persona un’atenzione che ha contraddistinto uno dei primi nostri eventi di questo la premiazione della seconda edizione del concorso Coltiviamo “gricoltura Sociale . Valorizzare non solo il territorio e le sue produzioni, ma anche le persone e, sopratuto, quelle che vivono particolari diicoltà, fa parte di un modello di agricoltura vincente, che crea sviluppo in primis, che tutela il paesaggio e che contribuisce a quella crescita sostenibile di cui siamo, da sempre, promotori e che vogliamo contribuire a realizzare. Massimiliano Giansanti

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SOMMARIO

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ATTUALITÀ EVENTI I primi 90 anni di FAZI G. M. ..................................... 32

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SPECIALE FIERAGRICOLA Progresso agricolo Gaetano Menna ......................... 40

Spaghetti uniti Gabriella Bechi ......................... 10

Promotori d’innovazione Gaetano Menna ......................... 42

L’EDITORIALE All’insegna dello sviluppo Massimiliano Giansanti ................. PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA Manovra 2018 Gaetano Menna ..........................

Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

FOCUS IMPEGNO SOCIALE La forza dei deboli Elisabetta Tufarelli ...................... 14 Cuore nel verde Gabriella Bechi .......................... 17

Biotecnologie sostenibili Gabriella Bechi .......................... 45

Monitorare i cambiamenti Elisabetta Tufarelli ...................... 48

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it

Rubriche Mappamondo Australia . . . . . . . . . . . . . 38

Ufficio Traffico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it

Laboratorio autismo Anna Gagliardi .......................... 20

Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Una rete nel cratere Anna Gagliardi ......................... 27 Il lavoro dentro… Dentro al lavoro Claudio Costantino .................... 30

Confagricoltura

@Confagricoltura

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Pria Cluster Agroindustria . . . . . . . . . 50 Organizzazione Contraffazione . . . . . 52 Campi rosa De@ Terra . . . . . . . . . . . . . 54 Anga Sessant’anni . . . . . . . . . . . . . . . . . 55 Enapra Formazione . . . . . . . . . . . . . . . 58 Over65 Montegrotto . . . . . . . . . . . . . . . 59


Coltiviamo l’Italia

#coltiviamolitalia #noisiamoconfagricoltura www.confagricoltura.it


P R I M O P I A N O R A P P R E S E N TA N Z A

Greening e soia Il regolamento ex Omnibus apre la strada per chiedere a Bruxelles di eliminare vincoli troppo rigidi per la coltivazione di proteoleaginose in aree verdi di Gaetano Menna

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uella che può essere definita, a tutti gli effetti, la riforma di metà percorso della Pac (ex Omnibus) è in vigore dall’ 1 gennaio 2018. Si è tornati a discutere su di essa nell’evento alla Camera di fine dicembre, su “Omnibus e Pac Post 2020”, con il primo vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il presidente della Commissione Agricoltura Luca Sani ed altri parlamentari ed ospiti istituzionali; per Confagricoltura è intervenuto il presidente Massimiliano Giansanti. Nell’incontro si è evidenziato come il regolamento n. 2393/17 (pubblicato sulla G.U. dell’Unione europea L 350) preveda aiuti “verdi” più semplici da gestire per aziende e amministrazioni nazionali, confermi il principio che identifica gli agricoltori “veri” quali beneficiari degli aiuti e

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li dota di strumenti più accessibili per proteggersi dal rischio climatico e dai crolli improvvisi di reddito. Novità anche per gli agricoltori under 40 (per l’utilizzo degli aiuti accoppiati alla produzione, che potranno essere attivati in funzione anticrisi) e per il rafforzamento della posizione contrattuale dei produttori nella filiera agro-alimentare. Confagricoltura guarda avanti ed ha evidenziato come il regolamento 2393 possa aprire pure la strada ad una modifica del regolamento delegato della Commissione che ha introdotto il divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari nelle aree di interesse ecologico del “greening”. Andrà eliminato questo vincolo troppo rigido che ha l’effetto para-

dossale di frenare gli investimenti di proteoleaginose; si tratta di colture utili, sia perché compensano il forte deficit di proteine vegetali del nostro Paese e dell’UE, sia perché consentono di fissare l’azoto nel terreno con innegabili benefici per l’ecosistema. Si è avuto un notevole incremento di semine di queste colture, in particolare di soia, ed oggi si rischia di vanificare questi progressi. «Va rimosso quanto prima il divieto e consentito agli imprenditori di avere maggiore flessibilità nella gestione dei piani colturali e di investire in proteoleaginose – ha osservato il presidente Giansanti -. Da mesi ci stiamo impegnando in tutte le sedi su questo obiettivo; ci aspettiamo che le istituzioni comunitarie e nazionali facciano altrettanto, consentendo di conseguire questo importante risultato». A livello nazionale, ad avviso della presidente della Federazione nazionale Proteoleaginose di Confagricoltura, Deborah Piovan, «va valorizzata di più la soia coltivata nel nostro Paese che è, obbligatoriamente, non Ogm. Si potrebbe anche pensare a un marchio della soia italiana per prodotti ad elevato valore aggiunto».


Manovra 2018 La legge di Bilancio ha previsto una nutrita serie di misure per il settore agricolo di Gaetano Menna

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on l’approvazione della legge di Bilancio per l’anno 2018 si è conclusa l’attività parlamentare. Nel complesso la valutazione sulla manovra varata può essere positiva. Grazie anche all’impegno di Confagricoltura, è aumentato il budget previsto per il settore agricolo e sono oltre quaranta le disposizioni strutturali e non, previste per il primario. Si è anche riusciti a bloccare alcune misure che erano molto gravose; ad

esempio, l’acquisizione della documentazione e dell’informazione antimafia per i terreni agricoli, non si applica alle erogazioni relative alle domande di fruizione di fondi europei presentate prima del 19 novembre 2017; tali disposizioni, limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei per importi non superiori a 25 mila euro, non si applicano fino al 31 dicembre 2018. Prorogato di un anno il passaggio per i datori agricoli dal tradizionale sistema di denuncia trimestrale all’INPS GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 7


Contratto di affiancamento dei giovani ai senior per favorire “staffetta” ti o trasformati, già pronti per il consumo, mediante l’utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell’impresa agricola anche in modalità itinerante su aree pubbliche o private. Potenziate pure le azioni di promozione del made in Italy dell’agroalimentare all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Confagricoltura, assieme a Ente Produttori Selvaggina (EPS), aveva chiesto che, nell’ambito della legge di Bilancio, venisse prevista la modifica alla legge 157/92 sulla fauna selvatica, prevedendo interventi di controllo e di attuazione dei piani di abbattimento di ungulati ed altri selvatici. L’emendamento, in tal senso, di alcuni parlamentari, però è stato ritirato; si è persa così un’occasione importante per fronteggiare una situazione di emergenza di cui non si è del tutto compreso la gravità. Previste, nella manovra, molteplici altre le misure per il primario con interventi, tra gli altri, per l’acquacoltura, la xylella, il settore avicolo, il fondo bieticolo-saccarifero, l’apicoltura montana, l’enoturismo, le fonti rinnovabili. Vi sono anche interventi non specifici per il settore agricolo, ma di cui esso può indubbiamente avvantaggiarsi. Pensiamo, ad esempio, al credito di imposta per le spese di formazione 4.0 per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal piano nazionale imprese 4.0 (big data e analisi dei dati, robotica, interfaccia uomo-macchina, internet delle cose e delle macchine e quindi anche la precision farming). Altre misura in questo senso: il sostegno agli investimenti delle PMI della cd “nuova Sabatini”; la deducibilità dell’Irap per i lavoratori stagionali; il finanziamento ai patronati; i piani di riequilibrio finanziario delle Camere di Commercio.


P R I M O P I A N O R A P P R E S E N TA N Z A

Agricoltori, coop, pastai ed industria molitoria firmano un protocollo d’intesa per rilanciare il grano duro made in Italy di Gabriella Bechi

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n patto di filiera per rafforzare la competitività della pasta italiana aumentando la disponibilità di grano duro italiano adatto alla pastificazione, incentivandone la produzione sostenibile e la tracciabilità, e favorendo gli agricoltori che scelgono di puntare sulla qualità. Questi i punti principali del protocollo di intesa per migliorare il grano duro italiano siglato da AIDEPI - Associazione

Spaghetti uniti delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), ACI - Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, CIA – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri – Confederazione Produttori Agricoli e ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia. I firmatari rappresentano complessivamente poco meno della metà di tutta l’agroindustria italiana, per un valore di circa 60 miliardi di euro: per quanto riguarda il mondo agricolo, parliamo di oltre 3 milioni di associati che gravitano nel settore agricolo, 1,1 milioni di imprese agricole e 5mila cooperative agroalimentari distribuite su tutto il ter-

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Giansanti: «Rimettere la coltura del grano al centro dell’agricoltura» ritorio nazionale; per il comparto molitorio, oltre l’80% della capacità totale di trasformazione del frumento in Italia; per l’industria della pasta, l’80% di un settore storico che conta 100 imprese, dà lavoro in Italia a 7.500 addetti e genera 4,7 miliardi di euro. Il protocollo d’intesa è quindi una risposta concreta, volontaria e “di squadra” ad alcune criticità di fiGENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 11


P R I M O P I A N O R A P P R E S E N TA N Z A

da sinistra: Verrascina, Mercuri, Pagni, Barilla, Giansanti e De Sortis

liera che ostacolano la crescita del settore. Siamo primi nel mondo per produzione (3,6 milioni di tonnellate annue) e export di pasta (2 milioni di tonnellate), ma questo primato è a rischio per tre motivi: in primo luogo, la forte concorrenza internazionale, che pur con prodotti di qualità inferiore sta erodendo quote di mercato alla pasta italiana. Inoltre, un debole sostegno da parte del sistema Paese ha sensibilmente concorso nel tempo a scavare un solco, in termini di competitività, crescita e sostegno all’export, tra l’agroindustria pastaria italiana e quella europea ed extra europea. Infine, l’offerta di grano italiano, già penalizzata da una eccessiva polverizzazione, è spesso non pienamente adatta alle esigenze qualitative dei mugnai e dei pastai e la mancanza di strutture di stoccaggio adeguate rende difficile la valorizzazione e la classificazio12 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

Gioco di squadra per superare le criticità della filiera produttiva ne della materia prima, che quindi viene ricercata sui mercati esteri. “Acquistiamo grano duro dall’Arizona a prezzi elevatissimi – ha detto Paolo Barilla, presidente di Aidepi – mentre preferiremmo approvvigionarci sul mercato italiano. Ma abbiamo bisogno di tanto grano buono e spesso quello che troviamo non risponde ai requisiti richiesti dalla legge di purezza della pasta made in Italy”. “Ogni anno l’industria molitoria individua e seleziona circa 5,6 milioni di tonnellate di grano duro che trasforma in semola per il settore della pasta – ha aggiunto Cosimo De Sortis, presidente di Italmopa –ma la disponibilità è di 4 milioni. C’è dunque un deficit quantitativo, oltre che qualitativo”. Secondo Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: “Siamo i primi produttori in Europa di grano duro, con oltre

200mila imprese agricole coinvolte e in alcune aree del Paese, per esempio al Sud, non ci sono alternative alla cerealicoltura. Eppure molti agricoltori, schiacciati dall’andamento dei prezzi della materia prima, non considerano più conveniente investire nella semina di grano duro. Con questa operazione vogliamo risolvere questo paradosso e rimettere questa coltura al centro dell’agricoltura italiana”. Il patto di filiera fa leva su cinque punti: incrementare la disponibilità di grano duro nazionale di qualità; incentivare e sostenere l’agricoltura virtuosa, con premi di produzione legati al raggiungimento di standard qualitativi del grano e alle caratteristiche del territorio di produzione; concentrare progressivamente l’offerta di grano duro e censire i centri di stoccaggio idonei alla conservazione del grano duro di qualità; stimolare formazione, ricerca e innovazione nella filiera italiana grano-semola-pasta; promuovere e difendere in maniera coesa un’immagine forte della pasta italiana.


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

La forza dei deboli L’agricoltura non è solo un’attività produttiva, ma anche un potente motore di sviluppo della società di Elisabetta Tufarelli

Biofarm

L ’ 

agricoltura sociale, in Italia, è in crescita esponenziale e costante con il 25% annuo. Il fenomeno senz’altro vincente e in grado di coniugare l’agricoltura e il sociale, funziona e raccoglie importanti risultati dal punto di vista economico e socio-sanitario. Un patrimonio questo soprattutto italiano, che dà lavoro a più di 30 mila addetti, nelle quasi 3 mila aziende, con un fatturato che sfiora i 200 milioni di euro. Una formula innovativa che, partendo dall’agricoltura, è stata capace di realizzare un nuovo, concreto strumento per ridisegnare un modello di welfare sostenibile ed efficace. E lo fa in modo ‘integrato’ a vantaggio di soggetti ‘deboli’: porta-

Fabioland di Martina Bischetti

tori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, migranti. In agricoltura sociale: la parola ‘sociale’ significa ‘solidarietà’ e non ‘assistenzialismo’. Da Nord a Sud questo tipo di attività viene declinata in diverse modalità e secondo le esigenze sociali e del territorio, ma tutte con un denominatore comune: coinvolgere le ‘fasce deboli’ della società all’interno di quanto stabilito dalla legge 141/2015. Sono state 100 le imprese che hanno partecipato quest’anno alla seconda edizione del premio “Coltiviamo agricoltura sociale”, indetto da Confagricoltura insieme alla Onlus Senior – l’Età del14 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018


Una risposta ai bisogni crescenti della collettività in termini educativi la Saggezza, in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali, Intesa Sanpaolo e Università di Roma Tor Vergata che, quest’anno, ha incrementato la dotazione finanziaria, allargando la rosa dei premi, che sono passati da uno a tre. È oggettivamente impossibile entrare nel merito dei singoli progetti che hanno partecipato al bando o citarli tutti: lo spettro è amplissimo: c’è chi si occupa di

Società cooperativa sociale Multiforme Onlus

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FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Azienda agricola Luca Madeddu

formazione per l’inserimento lavorativo, chi pratica attività di co-terapia e riabilitazione, chi è finalizzato alla didattica e chi al reinserimento detenuti o di individui con problemi di dipendenze da alcol o droga alle spalle, chi a persone che hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne un altro. È possibile sfogliare e confrontare le varie esperienze direttamente sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it. Tra le componenti essenziali della vita quotidiana, in ogni Paese, contesto o epoca, c’è il lavoro, in forme e declinazioni diverse, in considerazione dei tempi, dei luoghi e delle differenti culture. “Questo tipo di agricoltura – ha sottolineato il presidente della Rete delle fattorie sociali, Marco Berardo Di Stefano - rappresenta una risposta ai bisogni crescenti della popolazione in termini educativi e di produzione agricola sostenibile, collegando il punto di vista sociale, con quello economico e ambientale. L’offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi permette il reinserimento di molte persone, consentendo loro di riappropriarsi del proprio ruolo professionale nella società”. L’agricoltura sociale, infatti, presenta diverse plus valenze: mette in campo valori nuovi (learning by doing) e moderni modelli di intervento a sostegno del 16 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

Creare rapporti nuovi fra aziende, consumatori, scuole, istituzioni sanitarie raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità. Ma non solo. Consente una

condivisione dell’esperienza professionale tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita individuale e collettiva. “Favorire lo sviluppo dell’agricoltura sociale nel nostro Paese rappresenta un obiettivo non solo morale ma anche economico – ha sottolineato Di Stefano -. Permette di creare rapporti nuovi fra aziende agricole, consumatori e istituzioni sociali, sanitarie e scolastiche, ponendosi come un’innovazione a forte valenza territoriale. L’agricoltura sociale è infatti un potente fattore di sviluppo territoriale, in grado di valorizzare gli asset locali e di costituire un nuovo approccio sostenibile per rivitalizzare le aree rurali, in coerenza con la strategia di Europa 2020”. È certo che l’agricoltura sociale continuerà nella sua crescita ed avrà sempre più necessità, oltre che di educatori e psicologi, di imprenditori sempre più specializzati e preparati. Questa edizione del premio ‘Coltiviamo agricoltura sociale’ ha pensato anche a questo, destinando tre borse di studio per partecipare al ‘Master di Agricoltura Sociale’ presso l’Università di Roma Tor Vergata.

PANE, AMORE E FANTASIA

Ci piacciono i nomi dei progetti di agricoltura sociale presentati al concorso della Onlus ‘Senior – l’Età della Saggezza’. Già il nome è una sorta di ‘manifesto’: “#ColtiviAMO&SocializziAMO”, “1 ettaro di differenza”, “Agricoltura condivisa”, “Buon seme non mente”, “I semi dell’inclusione”, “GenerazioneOrto”, “R-accogliamo”, “EssenzialMENTE viva”, “Km verde”, Galeorto”. Per unire il ‘coltivare’ ed il ‘socializzare’ (con l’hasthag bene in vista) c’è bisoCooperativa sociale gno di multidisciplinarietà e tanto ‘amore’. Altro Un fiore per la vita Onlus termine che viene spesso in evidenza è ‘condivisione’. C’è poi il richiamo alla cultura dell’accoglienza e dell’inclusione. Eh sì, ha ragione la coop “Il Gabbiano”: buon seme non mente. Quella che si pratica in campagna non è l’agricoltura del Mulino Bianco della pubblicità, ma sembra avvicinarsi ad essa. C’è senz’altro una molla onirica che spinge all’impegno sociale ed inclusivo che poi, nella pratica, è poco bucolico e tanto concreto ed ha bisogno di sacrifici e presenta innumerevoli ostacoli da superare. La palma del nome più suggestivo va, a nostro avviso, al progetto premiato della coop Giuseppe Garibaldi: Ti p’orto l’orto con l’A.P.E. che gira” (si vuole attivare un punto di vendita ambulante). Quanta poesia e gioia già nel nome assunto dai produttori ‘garibaldini’, a cui vien voglia di dire continuando a giocare con le parole e richiamandosi ad una nota canzone di Gianni Morandi - che uno su Mille ce la fa. (G. M.)


Cuore nel verde

Onlus Senior ha premiato tre fattorie sociali con 120 mila euro complessivi. Gli interventi di Castiglione, Fiorio e Giansanti di Gabriella Bechi

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stata una giornata che mi ha veramente arricchito – ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, concludendo la premiazione della seconda edizione del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale” indetto da Confagricoltura e Onlus Senior - L’Età della Saggezza, in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali, Intesa Sanpaolo e l’Università di Roma Tor Vergata. Una giornata che ha arricchito tutti i presenti nella gremita Sala Serpieri di Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, non solo per la presenza di persone chiaramente bisognose di aiuto, ma anche e soprattutto per la comunanza di intenti che ha riunito mondi diversi GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 17


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

con un unico obiettivo: sviluppare un nuovo modello di imprenditoria agricola che, come ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, “produca beni e faccia del bene”. Una dimensione etica d’impresa, capace di convogliare la propria attenzione oltre che sul prodotto, sulle persone utilizzando l’attività agricola per il loro inserimento sociale e lavorativo. Tre le Fattorie sociali premiate quest’anno: la Cooperativa Sociale Giuseppe Garibaldi di Roma, l’azienda agricola Vivaio Villanova di Foggia e l’azienda agricola Sociale Capone di Macerata (quest’ultima nella sezione riservata alle zone colpite dal terremoto). I premi, per un ammontare di 120.000 euro (ognuno da 40.000 euro) sono accompagnati da una borsa di studio per la frequenza del Master in Agricoltura Sociale (MAS) che è alla terza edizione presso l’Università di Roma Tor Vergata. I vincitori della sezione “Coltiviamo Agricoltura Sociale” sono stati scelti da una giuria di esperti tra i 30 progetti più votati sul web (31.754 votanti per gli 89 proget-

Castiglione e Giansanti

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Grazie all’agricoltura si ridisegna un nuovo modello di welfare ti presentati più gli 11 progetti nella sezione dedicata alle aree terremotate). Le iniziative scelte sono state premiate per i contenuti innovativi, lo spirito di iniziativa volto alla sperimentazione di nuovi servizi socio educativi che favoriscano l’inclusione sociale di persone disagiate e migliorino i modelli di welfare, per il coinvolgimento delle comunità locali con particolare attenzione ai giovani e la potenziale ricaduta sulla società in termini di rafforzamento delle reti di cittadinanza attiva. “Queste aziende - ha messo in evidenza il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – praticano Agricoltura Sociale senza perdere la propria connotazione imprenditoriale ed economica. La nostra Organizzazione, con questo premio, ha voluto sottolineare quanto creda in un nuovo modello di agricoltura, attento agli aspetti economici e produttivi, ma anche a quelli salutistici, agroambientali, energetici, sostenibili e sociali”. Presenti anche i vincitori del concorso dello stesso scorso anno: i soci della cooperativa Barikamà, che hanno illustrato i passi avanti compiuti in termini di inserimento lavorativo, acquisto di materiali e diffusione mediatica, grazie al contributo economico ricevuto. “I tre progetti che abbiamo premiato oggi - ha osservato il segretario nazionale della Onlus Senior - L’Età della Saggezza, Angelo Santori - confermano il nostro impegno per valorizzare le iniziative di agricoltura riconducibili alla solidarietà tra le generazioni, all’occupazione e all’assistenza socio sanitaria dei soggetti più deboli, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione sociale nelle zone rurali”. Il vicepresidente della Commissione agricoltura della Camera on.


Master in agricoltura sociale a Università Roma Tor Vergata

Massimo Fiorio, primo firmatario della legge 141/2015 in materia di agricoltura sociale, ne ha sottolineato anche l’importante valore dal punto di vista economico ed ambientale. Intesa Sanpaolo, fortemente impegnata in tutti i comparti dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari, ha accolto con convinzione la proposta di Confagricoltura. “Abbiamo deciso di essere partner di questa iniziativa di Confagricoltura come nella scorsa edizione perché abbiamo avuto modo di verificarne la concretezza e siamo convinti che inclusione sociale e sostenibilità ambientale siano essenziali per una corretta e moderna gestione economica delle imprese – ha evidenziato il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Pierluigi Monceri –. Condividiamo i contenuti del concorso anche perché il nostro Gruppo sta lanciando una grande

Organizzatori e premiati

piattaforma di welfare aziendale.” “L’Agricoltura Sociale - ha sottolineato il presidente della Rete delle Fattorie Sociali, Marco Berardo Di Stefano - è una formula innovativa che contribuisce a ridisegnare, proprio grazie all’agricoltura, un nuovo modello di welfare. Sono attive realtà che sono vere eccellenze del “made in Italy” in costante crescita, che producono risultati importanti sul piano economico e su quello sociale”. “Un esempio concreto di come si possa operare in maniera interdisciplinare: mondo della produzione, della ricerca e delle Università, sistema creditizio, Istituzioni – ha concluso il sottosegretario Giuseppe Castiglione -. Un modello che dovremmo trasferire anche ad altri settori. Con questa iniziativa abbiamo rimesso al centro dell’economia l’agricoltura, quella più nobile: quella che produce, tutela l’ambiente, lavora per la collettività, è sensibile ai disagi sociali”.

SNAM ASSEGNA I SUOI TERRENI INUTILIZZATI

La premiazione del concorso “Coltiviamo agricoltura sociale” è stata anche l’occasione per presentare la collaborazione avviata tra Confagricoltura e Fondazione Snam nel campo dell’agricoltura sociale a valle del Carlo Malacarne protocollo siglato alla fine del 2017. In merito è intervenuto il presidente di Fondazione Snam, Carlo Malacarne, annunciando l’organizzazione di bandi rivolti a operatori sociali, principalmente del settore agricolo, volti a premiare i progetti migliori sulla base della loro capacità di generare benefici in termini di impatto sociale e sviluppo locale, nonché di garantire replicabilità sui territori e sostenibilità economica. I progetti selezionati saranno accompagnati durante la fase di realizzazione con supporti economici e con la concessione in comodato gratuito di alcuni terreni inutilizzati di proprietà di Snam per un periodo di 10 anni. “Intendiamo mettere – ha detto Malacarne - alcuni terreni gratuitamente a disposizione delle comunità nelle quali Snam opera, affinché diventino esempi di buone pratiche per contribuire alla crescita economica e sociale del territorio anche in favore di soggetti svantaggiati”. GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 19


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

commerciali e supporteranno le attività di vendita ambulante al pubblico da parte dei ragazzi in varie zone della città di Roma. Sarà anche fornito materiale informativo sul lavoro della cooperativa. Il Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione della Sapienza (DPPSS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) contribuiscono al progetto attraverso il monitoraggio e la valutazione delle attività svolte finalizzate all’inserimento sociale, riabilitativo e lavorativo di persone con autismo. “Nel nostro Paese - aggiunge Ferraro - si vanno ridefinendo le linee strategiche del sistema di welfare: introdurre il tema dell’agricoltura sociale nella programmazione dei Progetti Individuali significherebbe ampliare la risposta di servizi alla persona e la loro capillarizzazione su tutto il territorio. La nostra esperienza riguarda persone con autismo impegnate in agricoltura e il nostro scopo è portare le aziende agricole al Tavolo dei Progetti Individuali e costruire cooperative agricole di Progetti Individuali. Il Progetto Individuale, di cui la famiglia può chiedere la pre22 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

Banco degli ortaggi per sensibilizzare i cittadini sulla neurodiversità disposizione al Comune, analizza, organizza e ottimizza tutte le risorse (economiche e umane) che ruotano intorno alla vita di una persona con autismo: i servizi sociali, scolastici, sanitari e del privato sociale vengo-

no messi in un unico piano di cura, condiviso da tutti e coordinato da un manager. Centinaia di migliaia di persone con disabilità (gli autistici sono trecentomila in Italia) potrebbero esserne potenziali utenti e attori”. La notizia della vittoria del premio è stata accolta con grande entusiasmo dalla Cooperativa Garibaldi, che, all’indomani dell’annuncio, ha postato: “Ce l’abbiamo fatta!!!”


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Orto di aiuto Premiata l’azienda Vivai Villanova di Foggia. Inclusione sociale e lavorativa con terapie complementari di Anna Gagliardi 24 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

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l tutto è partito anni fa a Rignano Garganico, in provincia di Foggia, dove l’azienda agricola Vivai Villanova ha iniziato a coltivare l’olivo e a produrre olio, per specializzarsi, successivamente, nel comparto orticolo, che è diventato il core business dell’impresa con lo sviluppo dell’intera filiera, fino alla quinta gamma. La superficie aziendale

si estende su circa cento ettari coltivati a rotazione, in particolare a pomodori datterini, spinaci, broccoli, melanzane e zucchine. Tutti i prodotti sono biologici, certificati dal 1996; l’impresa ha inoltre diversi attestati di qualità, a conferma dell’impegno verso l’ambiente, l’innovazione e la legalità. Comprende anche una struttura vivaistica costituita in parte da serre in ferro vetro e in


parte da serre in ferro plastica, per una superficie complessiva di 18.000 metri quadrati in cui si producono piante orticole. Inoltre, sempre all’interno del vivaio, circa 3.000 metri quadri sono adibiti alla produzione biologica. Da qualche anno l’azienda è impegnata nell’agricoltura sociale e ha attivato una collaborazione con l’associazione SUD (Solo Uguali Diritti), di Foggia, per il progetto “Orto x Orto non è 48”, mettendo a disposizione dei soci della SUD parte dei propri terreni per le attività realizzate da persone con disagio sociale o disabilità. “L’esperienza ha funzionato – dice Giovanni Terrenzio, legale rappresentante dei Vivai Villanova – e abbiamo deciso di coinvolgere il Comune di Rignano con i servizi sociali per sperimentare iniziative socio-educative e riabilitative, quali l’Orto di Aiuto a beneficio dei minori e

Grazie al premio si coltiveranno piante aromatiche e officinali estraendo gli oli essenziali giovani in condizione di disagio sociale e con disabilità psicofisica di lieve entità. Il tutto con l’idea di monitorare, attraverso un software dedicato, i benefici per la persona e l’andamento colturale delle piante”. Il progetto è vincitore del bando 2017 “Coltiviamo agricoltura sociale” di Confagricoltura e Onlus L’Età della Saggezza: si chiama “essenzialMENTE vivaIO – Vivere l’Inclusione Valorizzando Attività Innovative di Orto di aiuto” e coinvolge, oltre all’azienda capofila Vivai Villanova, anche l’associazione SUD, la Sesamo Software di Cerignola e il Comune di Rignano Garganico. Il progetto ha l’obiettivo di attiva-

re percorsi di inclusione sociale, inserimento lavorativo supportati da terapie complementari quali l’Orto di Aiuto, grazie agli ettari messi a disposizione dai Vivai. Nell’attività verrà utilizzato uno strumento innovativo, il “plantable”; è una sorta di desk verde che, eliminando le principali variabili ostative al lavoro in campo, permette alle persone con disabilità di interagire con la natura. In particolare, con i 40.000 euro del bando, si avvierà la coltivazione di piante aromatiche e officinali, completando la filiera con l’estrazione di olii essenziali e valutando nel contempo la capacità delle persone disagiate di condurre l’area sperimentale dedicata. “L’obiettivo ultimo – dice Terrenzio – per la nostra azienda è avviare il processo produttivo degli oli essenziali favorendo inizialmente l’inserimento lavorativo delle persone disabili e disa-

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FOCUS IMPEGNO SOCIALE

giate nella produzione primaria, per poi accompagnarle alla fase di trasformazione che culminerà nella costituzione di una nuova cooperativa, gli ‘Essenziali’, che avrà tra i soci proprio le persone target del progetto”. Nell’attività di supporto fondamentale è il ruolo dell’associazione SUD, che da dieci anni si occupa di progetti socio-educativi insieme ad un’équipe multidisciplinare di pedagogisti, educatori e psicologi-psicoterapeuti. Non mancherà l’aiuto di agricoltori anziani del territorio (in qualità di agri-tutor), in grado di sostenere le persone target. L’inserimento dell’innovativa figura dell’agritutor, ideale passaggio del testimone tra gli anziani agricoltori e i giovani con disagi, permette un processo di incontro intergenerazionale che dà ulteriore valore al progetto vincitore. Le attività che si svilupperanno rappresentano servizi importanti 26 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

Connubio tra agricoltura, associazionismo sociale, innovazione tecnologica contro l’esclusione sociale, che in campagna può diventare vero e proprio isolamento, acuito dalla mancanza di luoghi di aggregazione. “In una comunità rurale si avverte la necessità di generare nuove forme di welfare – afferma l’associazione SUD -. Spesso le persone con disagio sociale o disabilità non sono coinvolte in progetti di vita indipendente e il loro isolamento derivante dal contesto ambientale e dalla situazione psicofisica viene ad aggravarsi proprio in mancanza di progetti socio-educativi e riabilitativi che permetterebbero di sentirsi utili per se stessi e per gli altri. La mancanza di obiettivi quotidiani o a lungo termine fa crescere ancor più il malessere

di queste persone disagiate che si ritrovano sole in casa o erranti senza meta nei centri urbani”. EssenzialMENTE vivaIO, con i suoi servizi innovativi, verrà proposto tra le iniziative di welfare del Comune di Rignano Garganico. Generale la soddisfazione dei vincitori, ad iniziare da Giovanni Terrenzio, imprenditore sensibile a questi temi, a cui si aggiunge Assunta Di Matteo, fondatrice dell’Orto di Aiuto e coordinatrice del progetto: “Questo lavoro - afferma - rappresenta il connubio sistemico tra agricoltura, associazionismo sociale, innovazione tecnologica e rispetto per le alterità che, messe insieme, hanno generato il valore aggiunto, ossia ‘essenzialMENTE vivaIO’. Sono orgogliosa di far parte di questo cambiamento che vede l’agricoltura e l’orticoltura attori di sviluppo del territorio, ma anche propulsori del benessere della persona”.


Una rete nel cratere Premio dell’Onlus a Apicoltura Capone che vuole unire, nel nome di Mandela aziende, associazioni, enti pubblici delle zone terremotate di Anna Gagliardi

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oredana Capone è veterinario e istruttore di equitazione: si occupa della gestione organizzativa dell’“Apicoltura Capone”, operativa a Pollenza, in provincia di Macerata, che dallo scorso anno è impresa agricola sociale. È lei a raccontare la storia dell’azienda, nata nel 2006 con papà Vincenzo, salentino di origine, e con Stefano, fratello di Loredana, con disabilità cognitiva e una grande passione per la natura e i cavalli. Il loro progetto, denominato “Ubuntu” (deriva da una frase di Nelson Mandela ed è un’espressione che significa benevolenza verso il prossimo, condivisione) ha vinto il premio “Coltiviamo agricoltura sociale 2017” nella categoria dedicata

alle aree terremotate, pari a 40.000 euro a fondo perduto finalizzati esclusivamente alla sua realizzazione. Alla famiglia Capone viene anche assegnata una borsa di studio per la frequenza al Master in Agricoltura Sociale presso l’Università di Tor Vergata a Roma. “La nostra attività principale – racconta Loredana - è l’apicoltura, che papà Vincenzo svolge a scopo più che altro amatoriale e didattico. La passione per il mondo delle api nasce inizialmente come recupero delle tradizioni familiari salentine, insieme, ovviamente alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio, ma è diventata uno “spazio di condivisione” con mio fratello Stefano e con altri ragazzi che, come lui, sono affetti da ritardo mentale e disturbi GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 27


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

dello spettro autistico”. Oggi le arnie sono una dozzina ma presto se ne aggiungeranno altre venti, mentre le piante di ulivo sono ben 270. Il progetto premiato amplia e sviluppa quanto l’azienda sta già effettuando con lo spirito di collaborazione che si è venuto a creare nel corso degli anni e che si è consolidato dopo il terremoto dell’agosto 2016. L’obiettivo è creare una rete di aziende, associazioni ed enti pubblici situati all’interno della zona geografica del cratere sismico della provincia di Macerata, con il supporto tecnico e logistico anche di realtà situate in paesi confinanti con le zone del cratere, che abbiano l’interesse e la vocazione di sviluppare idee, progetti e collaborazioni che concretamente possano avere utilità sociale ed economica nel processo di ricostruzione del post-terremoto. Non è un caso che alcune amministrazioni comunali, ad iniziare da Pollenza, diano il loro patrocinio a questo percorso. “Il lavoro con le api – spiega Loredana - comporta la cura e la gestione degli alveari, nonché la raccolta e il confezionamento del miele nel pe-

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Nelle aree del sisma spazio di condivisione per ragazzi disabili riodo primavera-estate. Dal 2013, attraverso progettazioni condivise con associazioni del territorio e istituti scolastici, l’esperienza è stata proposta anche a bambini delle scuole materne ed elementari organizzando laboratori strutturati per l’età evolutiva. Il confronto ha comportato una graduale acquisizione di importanti competenze psicomotorie, nonché la crescita del livello di autostima”. Da gennaio 2017 l’azienda Capone ospita l’Associazione Sportiva Dilettantistica “La Brigata degli Unicorni”, che ha lo scopo di promuovere il valore educativo dello sport, quale programma di crescita culturale, sociale ed intellettuale della comunità e di strumento di superamento e integrazione delle diversità, coinvolgendo persone normodotate e diversamente abili per un miglioramento della loro qualità di vita. La maggior parte delle attività educative svolte durante i laboratori didattici ed

esperienziali si basano sull’apprendimento della comunicazione nonverbale con gli animali in generale e con il cavallo in particolare. La Brigata degli Unicorni, partner del pro-


getto Ubuntu, si occupa quotidianamente della gestione dei cavalli (di proprietà della famiglia Capone) e di varie attività legate al loro utilizzo. I cavalli sono la grande passione di Stefano, impiegato in Borsa Lavoro Terapeutica (gestita dal Comune di Pollenza) nelle attività di scuderia. “La scorsa estate abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per i centri estivi diurni per ragazzi dai 6 agli 11 anni e si sono svolti lavori di giardinaggio e cura dell’orto, iniziative con i cavalli, piscina e laboratorio teatrale”. L’ASD La Brigata degli Unicorni attualmente svolge attività di scuola PsicomotricitàPony per bambini dai 3 ai 5 anni di età, scuola di Equitazione Educativa per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, scuola di Equitazione naturale per adulti. “Sono stati 35 gli allievi, tra normodotati e disabili, che lo scorso anno hanno frequentato il centro” – dice Loredana, che precisa: “Il fiore all’occhiello della

Mercatino dei prodotti agricoli dell’area del sisma di Macerata Brigata degli Unicorni è l’attività di equitazione per ragazzi con disabilità cognitiva che si sviluppa attraverso la partecipazione al Programma di Sport per Disabili “Special Olym-

pics”, che è un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per ragazzi e adulti con disabilità intellettiva a partire dagli 8 anni di età”. Oltre all’azienda capofila, collaborano al progetto Ubuntu la Società Agricola Ca’ di Luna e l’associazione culturale omonima di Recanati, la Fattoria della Meraviglia di Stefania Pietrani di Pollenza, e le imprese non agricole CFA Lab di Consuela Fratini di Macerata, l’ASD La Brigata degli Unicorni di Pollenza, l’associazione MedVET di Matelica, la Fondazione “COME Collaboration”, Onlus di Pescara. Un altro obiettivo del progetto per i Capone è quello di utilizzare le proprie risorse umane e strutturali per dare servizi alla popolazione, a giovani disabili e normodotati, e al mondo dell’infanzia in particolare, in seguito alle necessità derivanti dagli eventi sismici del 2016, purtroppo ancora attuali. “La nostra azienda – conclude Loredana - pur non avendo riportato danni strutturali per il terremoto, si è spesso trovata ad affrontare e gestire situazioni legate innanzitutto alle difficoltà di gestione di varie aziende agricole situate nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma anche alle difficoltà generate da esigenze di tipo sociale e relazionale, riguardanti soggetti con disabilità e bambini provenienti dai Comuni più colpiti. Vogliamo pertanto rafforzare le risorse della nostra azienda agricola sociale aprendoci al territorio in modo più strutturato e costante. La prima azione che faremo con il premio – chiude Loredana – sarà la creazione del maneggio coperto, che consentirà l’attività lungo tutto l’anno. Poi, oltre all’implementazione di quanto stiamo già realizzando, è nostra intenzione creare un mercatino dei prodotti delle aziende agricole della zona terremotata della provincia di Macerata”. GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 29


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Il lavoro dentro... Dentro al lavoro

Convegno ad Alba sull’agricoltura sociale e sull’esperienza di eccellenza del vino dei detenuti “Valelapena”. L’impegno di Syngenta di Claudio Costantino

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ignificativo il titolo del convegno che si è tenuto ad Alba, presso la Sala Vittorio Riolfo del Cortile della Maddalena: “Il lavoro dentro… Dentro al lavoro”, che ha avuto come obiettivo primario quello di creare un momento di discussione e confronto tra le istituzioni politiche nazionali e locali, enti del terzo settore e le realtà che operano nel settore d’interesse sul tema del recupero sociale e professionale dei detenuti e sul ruolo che l’agricoltura può svolgere in questo processo riabilitativo, grazie alla legge sull’Agricoltura Sociale promossa dal ministero delle Politiche Agricole. La presidente del Consorzio di Cooperative Sociali CIS, Elena Saglietti, ha sottolineato l’importanza di creare delle importanti relazioni tra le imprese profit e no profit impegnate in progetti sociali di reinserimento delle persone carcerate. Per l’occasione sono stati coinvolti nel convegno vari enti che operano nel settore, che hanno presentato i loro progetti rieducativi, sviluppati in questi anni in Piemonte e tradotti nel tempo in esperienze di particolare successo. Tra i

casi di maggiore rilievo c’è quello del vino “Valelapena”, l’ambizioso progetto nato nel 2006 che vede l’attiva collaborazione tra Syngenta, il ministero della Giustizia, la casa di reclusione d’Alba, l’istituto Enologico d’Alba ed i comuni di Alba e Bra. «Siamo impegnati a sostenere – ha evidenziato la direttrice della casa di reclusione di Alba, Giuseppina Piscioneri - il recupero dei detenuti attraverso una formazione specifica ed il loro impiego diretto e concreto in un vigneto situato all’interno del carcere stesso» (v. Mondo Agricolo n. 12/2017, ndr). Syngenta, che ha aderito da subito con entusiasmo, mette a disposizione del progetto “Valelapena” i prodotti, le competenze e le risorse necessarie per una corretta e completa protezione del vigneto. Nel corso del convegno, la responsabile Regulatory&Corporate Affairs di Syngenta Italia, Cristina Marchetti, ha commentato: «La nostra azienda, totalmente dedicata all’agricoltura e da sempre attenta ai risvolti sociali del settore attraverso il progetto “Va-


Olivero: «“Valelapena” è un’occasione concreta di rinascita per i detenuti» lelapena” vuole sensibilizzare l’opinione pubblica locale e le istituzioni sul ruolo fondamentale dell’agricoltura non solo per la nostra economia ma anche per il tessuto sociale. La legge nazionale sull’Agricoltura Sociale rappresenta un’occasione unica per dare continuità a questa esperienza». «Ho sostenuto fortemente la legge sull’Agricoltura Sociale e – ha concluso il viceministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero - intendo continuare a promuovere con impegno ogni iniziativa di welfare che possa portare integrazione tra agricoltura, etica e legalità. Credo fortemente che il progetto “Valelapena” sia un’occasione concreta di riscatto e di vera e propria rinascita per i detenuti; rappresenta un esempio concreto per altre realtà».

ASSIEME PER L’INSERIMENTO SOCIALE DEI DETENUTI

Il convegno ad Alba, “Il lavoro dentro… Dentro al lavoro”, è nato dalla collaborazione di numerosi enti e aziende impegnati sul territorio; tra le associazioni che hanno partecipato alla discussione, portando la loro esperienza, anche Confagricoltura, rappresentata dal membro di giunta Brondelli di Brondello. Capofila del progetto è il consorzio di cooperative sociali - Compagnia di Iniziative Sociali CIS e vede come partner Syngenta (azienda leader in agricoltura a livello globale e da sempre attenta al ruolo sociale dell’agricoltura), la città di Alba, i Garanti regionale e comunale delle persone private della libertà personale, l’associazione Arcobaleno, la Casa di Reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba, l’ente fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, il mercato della terra “Italo Seletto Onlus” di Alba e la consulta comunale del Volontariato; il progetto ha inoltre ricevuto il contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 31


ATTUALITà EVENTI

I primi 90 anni di FAZI A Montichiari (BS) una fiera di assoluto rilievo che mette al centro il territorio e valorizza le eccellenze agro-zootecniche

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l Centro Fiera di Montichiari, in provincia di Brescia, vanta una tradizione secolare nel settore agricolo e zootecnico, considerato che è pure sede dello storico mercato agricolo e degli animali da reddito. Ospita la “Fiera Agricola Zootecnia Italiana” (FAZI) che è una rassegna completa su tutti gli aspetti della filiera agricola, che giunge quest’anno al traguardo della 90° edizione, in programma dal 16 al 18 febbraio. Con una superficie espositiva di circa 40 mila metri quadrati coperti, di cui 6 mila interamente dedicati alle mostre zootecniche, la FAZI si annuncia un evento di assoluto rilievo, che mette al centro il territorio e valorizza le eccellenze agrozootecniche. Alla Fiera Agricola Zootecnica Italiana 2018 si potranno trovare i più importanti marchi italiani ed internazionali di macchine e attrezzature agricole (lavorazione terreno e fienagione), attrezzature e prodotti per la zootecnia, soluzioni per le stalle e le strutture di ricovero e allevamento degli animali. Senza dimenticare la nuova frontiera

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delle energie da fonti rinnovabili per ridurre i costi di gestione delle aziende agricole e per offrire nuove opportunità di business in campo energetico. Numerosi e qualificati gli appuntamenti con la zootecnia, che culmineranno con la Mostra Bovini della Razza Frisona (Win-

ter Show 2018). Non mancheranno, come da tradizione, gli spazi riservati all’esposizione di equini dedicata al cavallo Haflinger ed a quello maremmano. Sono confermate, inoltre, le mostre cunicola ed avicola, con animali ornamentali e di bassa corte. I convegni, workshop e seminari tecnici proposti in fiera si concentreranno sulle nuove sfide che riguardano la sicurezza alimentare, la qualità superiore delle produzioni, ma anche il rispetto dell’ambiente, il benessere animale e del suolo. Il miglioramento costante dei processi produttivi è la strategia più efficace per affrontare l’attuale momento di incertezza e crisi economica. Chi innova e interpreta per tempo le esigenze del mercato ha opportunità in più per rispondere alle richieste dei consumatori. Confagricoltura Brescia sarà presente alla kermesse con una presenza autorevole nello spazio fieristico ed ai convegni, all’insegna dello slogan sindacale “L’Unione che fa la forza”. (G. M.)


M A P PA M O N D O

di Jordan Nash

In Australia non decolla la rivoluzione digitale ostacolo tecnico comune per molti agricoltol taglio dei costi ri. La rete nazionale a della banda larga ha banda larga (BNN) da frenato il progresso 50 miliardi di dollari avrebbe dovuto esseagricolo. Si punta re il catalizzatore per su precision farming trasformare l’agricoltura del paese, collegando le fattorie all’economia globale e migliorando i servizi Internet per le comunità rurali. Ma il taglio dei costi da parte dei governi, i declassamenti tecnologici e la riduzione della diffusione della rete a banda larga hanno lasciato un collegamento economico mancante per molti agricoltori dell’Australia, con servizi Internet inaffidabili, lenti e costosi. “L’agricoltura digitale è davvero la prossima rivoluzione per l’agricola “Gooda Creek tura”, ha dichiarato Mark Farm”, appena fuori dalla capitale Harvey-Sutton, responCanberra, esemplifica le sabile degli affari rurali della National Farmers ambizioni agricole australiane. L’azienda agri- Federation australiana. Dai dati dell’“Australian cola che produce oltre 20 quintali alla settimana Bureau of Agricultural di funghi shiitake molto and Resource Econoricercati dai consumatori mics and Sciences” si rileva come la produzionazionali e asiatici, ha subito un’interruzione di ne agricola australiana abbia raggiunto il record internet e l’imprenditodi 63 miliardi di dollari re non è stato in grado quest’anno; tuttavia, la di inviare fatture. Un

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MAROCCO PER I CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’Agenzia francese per lo Sviluppo e la Banca Mondiale sono impegnate a finanziare, con un milione di euro, l’iniziativa marocchina per l’adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici. L’accordo prevede il finanziamento per formare un pool di esperti al servizio del Marocco e degli altri Paesi africani, in modo da spingere la crescita dei finanziamenti pubblici e privati per l’adattamento delle coltivazioni agricole ai cambiamenti climatici, promuovendo soluzioni innovative per rispondere ai bisogni prioritari del continente e per le buone pratiche per la gestione dell’acqua. Tra gli altri obiettivi - riferisce il giornale marocchino “Le Courrier de l’Atlas” - il posizionamento dell’agricoltura africana al centro dei negoziati sul clima e l’aumento durevole della produzione agricola del Continente. crescita della produttività in tutto il settore si è rallentata nell’ultimo decennio. Solo l’agricoltura di precisione - con l’uso di sensori e robot per ottimizzare autonoma-

mente l’impiego di input costosi come i fertilizzanti - offrirà, secondo i rappresentanti degli agricoltori di Canberra, la migliore speranza per il futuro.

IN CALIFORNIA PERSI I RACCOLTI DI AVOCADO

Il 90% degli avocado venduti negli Usa proviene dalla California e il prodotto contribuisce con milioni di dollari all’economia. Gran parte dei raccolti però è stato perso a causa degli incendi che hanno devastato il sud dello Stato e che hanno impegnato oltre

5700 vigili del fuoco. Per gli esperti del settore - come riporta la BBC – si tratta di un’enorme perdita, che avrà pesanti conseguenze per il settore agricolo e agroalimentare. Il presidente degli Usa, Donald Trump ha già dichiarato lo stato di emergenza.


Individuati 32 Paesi sui quali concentrare l’attività di incoming

con i principali brand del mercato impegnati a dimostrare le caratteristiche tecnico-pratiche delle loro attrezzature, rigorosamente in azione, per l’agricoltura conservativa in pieno campo, la gestione del vigneto e del frutteto e per un’agricoltura 4.0 e di precisione. Uno dei fiori all’occhiello di Fieragricola è quello delle relazioni internazionali e dell’attività di incoming. «Grazie alla collaborazione tra Veronafiere e la propria rete di delegati, ICE e FederUnacoma e in accordo con le richieste degli espositori – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – sono stati individuati 32 Paesi nel mondo, sui quali concentrare l’attività di incoming, consapevoli che l’incremento dell’export nei diversi settori della zootecnia, della meccanizzazione e delle tecnologie per vigneto e frut-

teto potrà svilupparsi non solo verso l’Europa, ma anche in Africa, Asia e America Latina». I Paesi selezionati per l’incoming sono, per l’Europa: Germania, Polonia, Ucraina, Turchia, Spagna, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria, Paesi Balcanici, Romania, Moldavia. Africa: Etiopia, Ghana, Sud Africa, Mozambico, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Kenya. Sud Est Asiatico: Vietnam, Tailandia, Corea del Sud. Sud America:

Argentina, Cile, Colombia. Asia: Iran, Israele, Turkmenistan, Kazakhistan, Uzbekistan. Per facilitare gli incontri, è stata ideata “B2Meet”, una piattaforma gratuita di matching online per permettere a tutti i protagonisti dell’evento (espositori, buyer, visitatori italiani ed esteri) del settore zootecnico di mettersi in contatto e organizzare preventivamente gli appuntamenti in Fieragricola, così da ottimizzare al massimo i tempi. Per il settore della meccanizzazione si è attivata direttamente FederUnacoma (l’associazione di rappresentanza dei costruttori di macchine agricole partner di Veronafiere) per organizzare incontri b2b.

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SPECIALE FIERAGRICOLA

Ferrarese: «Incontri che fanno leva su orgoglio e passione» chiarimenti. Sono stati realizzati pure due video; nel primo si spiega come si applica praticamente la genomica, in particolare parlando di cisgenesi e genome editing per migliorare le produzioni vitivinicole. Nel secondo filmato si illustra, invece, come si può mettere in pratica la precision farming, per rendere efficiente ogni momento della pratica colturale e ottenere una completa, dettagliata e sempre aggiornata mappatura della situazione aziendale. «Intendiamo proporre occasioni d’incontro utili per dare quell’impulso che, facendo leva sulla passione per il nostro lavoro, può dare ottimismo alle imprese», ha osservato il presidente di Confagricoltura Verona, Paolo Ferrarese -. «Il respiro di Fieragricola (e dello stand confederale) è certamente nazionale ed internazionale anche se ogni fiera si contestualizza con il territorio che la circonda – ha proseguito Ferrarese -. Siamo in una provincia e in una regione molto importanti da un punto di vista agrario, questo ci dà orgoglio ma non ci sottrae dalle difficoltà che le imprese associate vivono quotidianamente; difficoltà legate ad un mondo sempre più complicato dove l’unica certezza sta nella difficoltà di realizzare redditività dall’attività aziendale. Da qui la necessità di spingere l’acceleratore per progredire». Insomma, l’obiettivo della presenza di Confagricoltura a Fieragricola è di fare informazione e formazione per gli agricoltori, sottolineando l’impegno dell’Organizzazione per l’”innovazione” e su come essa possa coniugarsi perfettamente con la “tradizione”. L’innovazione di oggi sarà la tradizione di domani. 44 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

Paolo Ferrarese

VITICOLTURA E GENOMICA

ll mutamento climatico che si sta verificando negli ultimi anni sta mettendo a dura prova l’agricoltura. La scorsa annata, in particolare, ha colpito pesantemente anche le viti, con le piante che hanno sofferto le gelate primaverili prima e la grande calura estiva poi. Una situazione che non è più occasionale ma sta diventando una costante, obbligando gli agricoltori a un ripensamento degli impianti vitivinicoli. A questo tema è dedicato il convegno “Il mutamento climatico nella coltivazione della vite”, promosso da Confagricoltura Verona, che si svolge venerdì 26 gennaio alle ore 10 nella sala convegni dell’hotel Saccardi, in via Ferrari 8 a Caselle di Sommacampagna (Verona). Il convegno si apre con l’introduzione di Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario. Quindi Mario Pezzotti, docente dell’Università di Verona, parla di ricerca genetica sulla vite, resistenza ai patogeni e alle avversità climatiche. Segue la relazione di Federica Gaiotti, ricercatrice del centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano Crea-Vit, sugli aspetti agronomici per ridurre gli stress ambientali e climatici sulla vite. Le conclusioni le tiene Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona. “La viticoltura veronese vive una tradizione millenaria che ha certamente seguito le mutazioni climatiche avvenute ciclicamente – spiega Ferrarese -. Oggi occorre porre rimedio a eventi atmosferici indesiderati, estremi e inediti per la nostra provincia: le gelate tardive seguite da una mancanza di precipitazioni del 2017 ce lo ricordano. La genomica e l’agronomia con le nuove tecniche colturali possono fare molto”.


Biotecnologie sostenibili Il prof. Mario Pezzotti sottolinea il ruolo della ricerca genetica in continua evoluzione di Gabriella Bechi

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uella sulle biotecnologie vegetali è una ricerca in continua evoluzione, che apre interessanti scenari sotto il profilo della produttività, della sostenibilità, della resistenza ai parassiti e ai cambiamenti climatici. Ne abbiamo parlato con il prof. Mario Pezzotti, delegato del Rettore per la ricerca dell’Università degli Studi di Verona, docente di Genetica Agraria - Dipartimento Biotecnologie e presidente della Società italiana di Genetica Agraria. Prof. Pezzotti, che ruolo ha l’innovazione in agricoltura? L’innovazione è stata alla base della “rivoluzione verde” che ha consentito negli ultimi cento anni di passare da

un’agricoltura “medioevale” ad un’agricoltura moderna. Negli ultimi sessant’anni la produzione mondiale di cibo è più che triplicata. Per la prima volta nella storia la crescita della disponibilità di cibo ha superato quella della popolazione. Tutto questo è stato il frutto della sistematica applicazione di nuove conoscenze scientifiche, e almeno la metà del merito è del miglioramento genetico, il cui contributo negli ultimi anni sta diventando anche maggiore. Dagli OGM alle nuove biotecnologie. Qual è il passaggio? Le modifiche genetiche che avvengono casualmente in natura sono state essenziali per l’evoluzione delle piante coltivate e sono quindi alla base della nostra stessa esistenza. Tutte le GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 45


SPECIALE FIERAGRICOLA

piante che coltiviamo oggi sono il risultato di un lungo processo di selezione di piante mutate che, partendo dalle specie selvatiche presenti in natura, ha portato ad ottenere piante adatte alla coltivazione, che consentono all’umanità di alimentarsi in maniera sempre più completa, sana ed economica. Negli ultimi di anni sono state sviluppate tecnologie più precise e dunque dagli effetti meglio prevedibili: la modificazione genetica tramite le tecnologie del DNA ricombinante (le piante ottenute sono comunemente definite OGM) e, molto recentemente, il genome editing (correzione o revisione del genoma), che può essere utilizzato per introdurre modificazioni indistinguibili da possibili mutazioni naturali. Queste piante sono sottoposte a rigida regolamentazione (OGM) o sono al momento in uno stato di vuoto normativo (genome editing). Professore, possiamo dunque parlare di biotecnologie sostenibili? Certamente. Le nuove biotecnologie non solo consentirebbero di aumentare la produttività, ma anche la re-

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Non si deve avere paura di investigare i vari ambiti della conoscenza silienza ai parassiti e ai cambiamenti climatici, permettendo di risparmiare energia e, soprattutto, valorizzando la biodiversità. Le biotecnologie comportano rischi per la salute umana o animale? Dal 1983, anno a cui risale la prima pianta geneticamente modificata, ad oggi i numerosi dati scientifici disponibili non indicano alcuna pericolosità di questi organismi. Alcuni studi che suggerivano il contrario, sono stati successivamente confutati. Al momento, sulla base della letteratura scientifica mondiale, possiamo affermare che non ci sono rischi per l’uomo, per gli animali e per l’ambiente. Al contrario, spesso sono stati riscontrati effetti positivi per l’ambiente e l’economia. E’ doveroso proseguire l’azione di monitoraggio, come d’altronde è giusto esamina-

re accuratamente gli effetti di ogni pratica agricola e ogni coltivazione, tradizionale o innovativa. Tuttavia, la severità delle normative per coltivazioni OGM impone costi economici che di fatto favoriscono le grandi multinazionali a discapito delle piccole imprese e della ricerca pubblica. I tempi appaiono maturi per passare ad una normativa che moduli il livello di controllo in base alle specifiche tecnologie usate e alla novità genetica introdotta e che quindi giudichi una varietà vegetale non solo in base alla tecnologia utilizzata per produrla, ma soprattutto in base alle caratteristiche della varietà ottenuta. A Fieragricola, nello stand di Confagricoltura, mostrerete i vantaggi dell’applicazione delle biotecnologie in viticoltura. Ci concentreremo sulla viticoltura perché è il settore in cui i risultati positivi delle nuove biotecnologie sarebbero più rilevanti, al fine di conservare e migliorare l’enorme patrimonio di varietà autoctone di cui dispone il nostro Paese. Inserendo nel genoma di queste varietà caratte-


Quanto si investe nel nostro Paese nella ricerca genetica in agricoltura? Poco e in maniera discontinua. La ricerca invece va portata avanti con costanza, sulla base del merito, premiando progetti originali e, soprattutto, senza avere paura di investigare liberamente i vari ambiti della conoscenza, compresi i meccanismi biologici che sono alla base delle applicazioni biotecnologiche.

Mario Pezzotti

ri che consentano di rispondere meglio all’attacco di parassiti e ai mutamenti climatici, si evita l’incrocio che farebbe perdere i tratti caratteristici di pregio, salvaguardando questo patrimonio in modo sostenibile, rispettando la salute e l’ambiente.

Le nuove tecniche accelerano i processi naturali di mutazione e incrocio

Dunque, professore, le nuove tecnologie potrebbero superare le ragioni di opposizione alle biotecnologie di ieri? Assolutamente si, limitandosi a replicare fedelmente i risultati di processi naturali di mutazione e incrocio che avrebbero bisogno di moltissimo tempo e che invece possono essere indotti rapidamente. Per questo chiediamo che non vengano classificate, in sede europea, come se fossero OGM. nnn

E questo vale anche per altre produzioni tipiche del nostro Paese? La nostra agricoltura è unica per la varietà, la qualità e soprattutto la tipicità dei suoi prodotti, che dobbiamo difendere dall’evoluzione di malattie e parassiti, e anche da quella dei mercati, senza snaturarli. Al contrario dei metodi tradizionali, le nuove tecniche di miglioramento genetico non ne toccano la qualità e la tipicità – quindi anche il valore commerciale – perché al di là del carattere desiderato non si tocca nient’altro nel genoma della pianta. Essendo semplice e poco costoso, il genome editing è anche un’opportunità preziosa per le nostre piccole e medie imprese sementiere, oltre che per le nuove startup che possono nascere dal mondo della ricerca, che potranno creare molto più facilmente innovazione genetica su misura dei nostri suoli, dei nostri climi, dei nostri problemi agronomici e dei nostri mercati, mantenendo i nostri prodotti distintivi. GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 47


INNOVAZIONE

CABINA DI REGIA PER L’INNOVAZIONE

Cluster, uniti per l’agroindustria

La ricerca ed in particolare il trasferimento delle innovazioni sono diventati temi portanti di Confagricoltura per i prossimi anni ed in particolare per il 2018, con l’intento di supportare le imprese nel percorso di innovazione e di posizionare l’organizzazione al centro del sistema di ricerca, innovazione, competitività del Paese. A tal fine è stato predisposto un programma di sviluppo delle azioni per l’innovazione che si basa su: informazione (cogliere il bisogno di innovazione nelle imprese e creare una relazione di ascolto sul territorio); formazione degli imprenditori (per l’utilizzo dell’innovazione in azienda); ruolo delle federazioni di prodotto (sono, probabilmente, la sede più adatta per lavorare sull’innovazione delle aziende); filiere (è necessario sviluppare i processi innovativi avendo come obiettivo il coinvolgimento delle diverse filiere su cui occorrerà lavorare sempre più in termini di innovazione, sostenibilità, competitività, anche in seno ad Agronetwork; comunicazione (“Innovation Index”, che è il premio per le imprese che innovano); banche dati (per mettere a sistema i dati, collegare le varie banche dati, avere sempre banche dati aggiornate; realizzare un nuovo modello di servizi “di mercato” alle imprese che dia corpo all’Agenda digitale per l’agricoltura creando una cinghia di trasmissione efficace per portare la digital tran-

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sformation e l’innovazione digitale). A livello italiano è proseguita l’azione nei due cluster che riguardano più direttamente il settore e cioè il Cluster Agrifood (CL.A.N.), coordinato da Federalimentare e Aster, e Chimica verde (SPRING), coordinato da Novamont Biochemtex, Versalis e Federchimica, nei quali Confagricoltura è l’unica organizzazione agricola presente nella governance e fra gli associati. Occorre utilizzare al meglio la nostra partecipazione nei cluster per assicurare maggiore ruolo al settore agricolo nei partenariati in funzione della partecipazione ai bandi nazionali ed europei sulla ricerca. Poi occorre rafforzare le attività a livello regionale dove sono stati creati i cluster regionali. È indispensabile che l’Organizzazione sia presente a tutti i livelli per finalizzare i progetti di ricerca. Per quanto riguarda il Cluster Agrifood, la sua importanza è legata ala complessa e ricca articolazione: è infatti composto da imprese, centri di ricerca, rappresentanze territoriali e stakeholder rilevanti della filiera agroalimentare – oltre un centinaio di soci - per proporsi come interlocutore unico delle Istituzioni nazionali ed europee; nasce per incrementare e promuovere la competitività della filiera agroalimentare, attraverso la definizione delle priorità condivise di ricerca ed innovazione, la sua stimolazione, l’accesso e la valorizzazione dei risultati delle attività di

ricerca scientifica, la collaborazione tra ricerca, imprese, istituzioni ed amministrazione pubblica. Per quanto riguarda le aree strategiche su cui si focalizzano le attività del Cluster Agrifood, si notano per la grande rilevanza anche comunitaria: nutrizione e salute: prevenzione di malattie associate alla dieta (obesità, diabete, e patologie cardiovascolari) e promozione dell’invecchiamento in salute (benessere cognitivo e fisico); sicurezza alimentare (produzione di antimicrobici naturali, riduzione di possibili contaminanti chimici, sviluppo di sistemi di diagnostica mirati all’abbattimento dei contaminanti lungo la filiera fino al consumatore; produzione: implementazione, ottimizzazione e studio di nuovi processi innovativi, finalizzati alla qualità degli alimenti); sostenibilità (riduzione di scarti e valorizzazione dei sottoprodotti, il loro utilizzo per altre applicazioni alimen-


moderna, Federalimentare, le istituzioni ma, soprattutto, ha creato le basi per coniugare produttività, sostenibilità e competitività con il supporto di grandi gruppi agroindustriali quali Barilla, Caviro, Orogel, Fileni, Gruppo Rago, Alce Nero. Poi è proseguita la nostra azione diretta a rafforzare i partenariati sulla ricerca, anche attraverso il Copa Cogeca, dove esprimiamo la presidenza del Gruppo Ricerca ed Innovazione. E prosegue anche l’attività sui sei progetti approvati dalla Commissione Europea nell’ambito delle call per la ricerca e l’innovazione di Horizon 2020 (NOAW – Innovative approaches to agriwaste; EMPHASIS – Management of pests and integrated solutions; SKIN – Short supply chain knowledge & innovation support; TOMRES – Tomatoes and yield canalization in crop plants, SMARTCHAIN - Towards innovation - driven and smart solutions in short food supply chains; INNOSETA – New spraying systems) e due nell’ambito delle call formative imprenditoriali di Erasmus plus (PLANET – Plan for agriculture renewable energy training, SAGRI – Skill alliance for sustainable agriculture). Daniele Rossi tari e non, e la riduzione dell’impatto dei processi dell’industria agroalimentare, dalla produzione al consumatore finale). A livello europeo va evidenziato l’incontro organizzato dalla Commissione Europea (DG Agri, DG Ricerca, DG Health e DG Growth) per continuare la riflessione sui contenuti del programma per l’agroalimentare Food 2030 che sarà diviso in 4 grandi aree tematiche considerate prioritarie a Bruxelles: la nutrizione per diete sostenibili e salutari; i sistemi alimentari ambientalmente sostenibili e resilienti; i sistemi alimentari circolari ed efficienti nell’uso delle risorse; l’innovazione nei sistemi alimentari; il ruolo delle diverse comunità. Su tali tematiche Confagricoltura ha realizzato il convegno su “Agrifood 2030” a Rimini ad Ecomondo il 9 novembre scorso (v. “Mondo Agricolo” n. 11/2017 p. 28, ndr) che ha coinvolto il Cluster Agrifood, la distribuzione

Nuova governance per il CL.A.N. Il cluster CL.A.N. è nato per incrementare e promuovere la competitività della filiera agroalimentare, attraverso lo stimolo dell’innovazione, l’accesso e la valorizzazione dei risultati delle attività di ricerca scientifica, la collaborazione tra ricerca, imprese, istituzioni ed amministrazione pubblica. Alla presidenza l’assemblea del 14 dicembre 2017 ha eletto Luigi Scordamaglia (AD Inalca e presidente di Federalimentare – Confindustria) che sarà affiancato dal vice presidente esecutivo Paolo Bonaretti Daniele Rossi (direttore generale di ASTER) e altri 5 consiglieri espressione del mondo industriale, della ricerca e dei territori regionali: Patrizia Brigidi (Università di Bologna), Mauro Fontana (Soremartec - Gruppo Ferrero), Emanuele Marconi (CERERE Molise), Michele Pisante (CREA), Giammarco Urbani (Urbani Tartufi). È stata riivista la governance con la riduzione dei componenti il consiglio di presidenza da 28 a 7 e con la costituzione del comitato tecnico scientifico, con 15 componenti (fra i quali, nel ramo delle imprese, è stato eletto anche Daniele Rossi, in rappresentanza di Confagricoltura).

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ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

CAMPANIA, RAGO: TIRA L’EXPORT DI VINO

In Campania la vendemmia delude, ma l’export di vino tira. Nei primi 9 mesi del 2017, secondo le stime regionali, il mercato estero è cresciuto del 18,8% e se questa tendenza fosse confermata anche nell’ultimo trimestre, il valore dell’export si attesterebbe a 50 milioni di euro. “Si rendono necessarie politiche per conservare il più possibile la quota di mercato raggiunta – ha affermato Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania –. Un’operazione più difficile sui bianchi e più semplice sui rossi, sui i quali si può lavorare con la promozione di molte più annate”. Ma la vendemmia 2017 (è atteso il -20% secondo Assoenologi) spinge ad elaborare strategie difensive per evitare di erodere la quota di mercato estero conquistata. “Confagricoltura Campania – ha concluso Rago – è a disposizione dell’assessorato Agricoltura per sostenere il vino della nostra regione, portabandiera delle nostre esportazioni”.

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di Elisabetta Tufarelli

AGRICOLTURA, UNIVERSITÀ, SCIENZA E GIUSTIZIA

Tutti in campo a Siena contro la contraffazione

L’unione fa la forza. Agricoltura, Università, scienza e giustizia scendono “In campo contro la contraffazione”. E lo fanno con un convegno a Siena, nell’Auditorium Santa Chiara Lab, per analizzare a tutto tondo la questione del made in Italy. Il continuo rischio della contraffazione dei nostri prodotti è reale in un mercato globale sempre più aggressivo. Confagricoltura ritiene necessarie risposte concrete per la difesa dell’agroalimentare. Moltissimi sono stati gli interventi: dopo i saluti istituzionali del magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Siena Francesco Frati e del presidente di Confagricoltura Siena Giuseppe Bicocchi, ampio spazio è stato dato alle testimonianze dirette. Tre produttori, in rappresentanza, rispettivamente, dei comparti di vino, olio e cereali, si sono alterati ai microfoni sottolineando criticità e necessità. Grande attenzione poi alla proposta di Confagricoltura nazionale con l’intervento del presidente dell’associazione italo/tedesca Italian Sounding, Giandomenico Consalvo: ”In campo agroalimentare – ha sot-

tolineato - i prodotti pseudo italiani sottraggono spazio al vero made in Italy e costano alle nostre aziende quasi 60 miliardi di euro”. Il direttore generale del Mipaaf, Oreste Gerini, ha illustrato l’impegno del ministero per le Politiche agricole. Un approfondimento sulla nuova normativa per la lotta alla contraffazione è stata al centro dell’intervento “Sotto la lente della Magistratura” del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siena, Aldo Natalini. Il mondo accademico ha schierato poi in campo contro la contraffazione la professoressa di diritto agrario e agribusiness Sonia Carmignani con un intervento su “La scienza e il diritto in difesa del Made in Italy” e il professore di Nutraceutical and Food Chemistry Claudio Rossi con la presentazione dello studio dell’Università degli Studi di Siena sugli aspetti giuridici, normativi e scientifici applicativi. Le conclusioni sono state affidate all’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi ed al presidente della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani.


CONFAGRI MODENA SUL NODO IDRAULICO

L’evoluzione del mercato dei cereali

Assemblea annuale dell’impresa familiare a Fosso Ghiaia (Ra), con oltre 200 associati. Il presidente di Confagricoltura Ravenna, Paolo Pasquali, ha rimarcato la vitalità e la capacità della nostra Organizzazione di rivolgersi a tutte le tipologie di produttori agricoli. Il presidente provinciale delle Pmi, Gian Carlo Bubani, ha ribadito l’importanza dell’associazione e la sua spiccata capacità di autorinnovarsi con giovani imprenditori. La vicepresidente nazionale di FIIAF e vicepresidente di Confagricoltura Ravenna, Danila Massaroli, dopo aver sottolineato l’importanza del neo costituito “Coordinamento Regionale”, con la funzione di collegamento tra le problematiche locali e la struttura nazionale, si è soffermata sugli incontri con gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “Perdisa” di Ravenna. È intervenuto il presidente nazionale Carlo Lasagna, che ha ribadito l’importanza del contatto con il territorio e l’impegno nel perseguimento degli obiettivi di Confagricoltura, di cui FIIAF è una parte importante. La giornata è proseguita con il convegno: “Evoluzione

dei mercati e innovazione genetica nel settore cerealicolo”. Massimo Masetti, responsabile commerciale del Consorzio Agrario di Ravenna, ha fatto una panoramica sull’evoluzione e sulle prospettive della produzione di cereali a livello mondiale e nazionale. ”È probabile – ha detto - che nel prossimo futuro ci saranno prezzi stabili in funzione di produzioni abbondanti e stock consistenti. L’Italia è forte importatrice di grano (47%) e solo conoscendo il mercato se ne potranno comprendere le peculiarità. Sarà necessario cercare le nicchie per intercettare le opportunità”. Masetti ha poi concluso ricordando che per rapportarsi con la grande industria serve aggregazione. Andrea Villani – direttore A.G.E.R. – Borsa merci di Bologna, ha confermato come l’Italia sia un Paese trasformatore. “Il mercato dei cereali globale – ha spiegato - è legato alle grandi superfici estere, in particolare dei Paesi del Mar Nero, forti esportatori con limitate capacità di stoccaggio, che liberano in tempi limitati forti quantità di prodotto soppiantando quello che era il ruolo occupato dalla Francia. Per non subire il mercato è necessario individuare le peculiarità sulle quali differenziare le nostre produzioni”. Per Silvio Salvi, professore associato Dipartimento Scienze Agrarie dell’Alma Mater Studiorum, occorre puntare su innovazione e genetica: “Sono oggi disponibili - ha concluso - velocissime tecniche per superare i vecchi OGM ed ottenere varietà produttive resistenti ai parassiti ed alle avversità”.

TOSCANA, VENDITE IN AUMENTO DI VACCHE CHIANINE

Allevamento bovino: -40% di fieno (causa siccità) ma il settore è in buona salute. Occorre lavorare per garantire un approvvigionamento adeguato alla grande distribuzione e rendere i prezzi competitivi. Lo sottolinea Confagricoltura Toscana facendo il punto sul comparto bovino regionale, che registra un aumento della vendita di chianine (circa il 50% del totale degli iscritti al libro genealogico). Ed il numero sarà incrementato. Un buon riscontro lo ha anche il mercato dei selezionati di razza. “Quel che manca alla Toscana – ha commentato Nicola Ciuffi, presidente regionale della sezione bovini di Confagricoltura - è una vera filiera. Ognuno vende il suo prodotto senza un’organizzazione capillare che possa proporre sul mercato quantitativi importanti. Abbiamo in definitiva volumi che non possono garantire un approvvigionamento adeguato alla grande distribuzione. Concentrare l’offerta potrebbe invece aumentare i prezzi rendendo competitivi i nostri prodotti. Dobbiamo lavorare per fare rete”.

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CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

XVI EDIZIONE DEL “PREMIO DEA TERRA”

Sul podio le imprenditrici

L’agricoltura al femminile fa scuola. Tra le sei imprenditrici che si sono distinte per l’impegno e l’innovazione e che sono state premiate al ministero delle Politiche agricole in occasione della sedicesima edizione del Premio De@ Terra, due sono associate a Confagricoltura: Francesca Petrini, della Fattoria omonima, produce a Monte San Vito in provincia di Ancona olio extravergine d’oliva; Immacolata Migliaccio, conduce a Nocelleto di Carinola (Ce) un’azienda orticola biologica. Il riconoscimento ottenuto permette di partecipare ad una visita di studio per lo scambio di buone prassi presso alcune realtà agricole dell’Unione europea creando, in questo modo, i presupposti per lo sviluppo e il consolidamento di effettive opportunità di crescita imprenditoriale e di cooperazione comunitaria. Nella sua azienda di 7 ettari e 15mila piante di olivo biologico di 7 diverse cultivar, tra cui l’autoctona Raggia,

Francesca Petrini pratica l’intero controllo della filiera: dalla pianta al prodotto finito, passando dal frantoio aziendale. La grande innovazione dell’imprenditrice è “Petrini Plus”, l’olio che aiuta a prevenire l’osteoporosi. “L’idea che mi ha fatto vincere questo premio mi è venuta in Giappone – ha spiegato – osservando la popolazione anziana e il loro stile di vita. Mi sono chiesta: cosa meglio di un alimento che usiamo quotidianamente come l’olio d’oliva, per veicolare sostanze da assumere quotidianamente come il calcio?”. Immacolata Migliaccio è una convinta sostenitrice della tutela della salute, dell’ambiente e della qualità della vita: protegge le colture con l’ausilio di insetti utili e sceglie piante resistenti alle malattie. È custode di varietà antiche, autoctone, in via di estinzione e produce secondo il metodo biologico. In azienda Immacolata usa la musica classica per creare un ambiente più confortevole per i lavoratori e perché è convinta che le onde sonore stimolino le piante ad essere più vigorose. “In agricoltura – ha sottolineato la presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli – le donne rivestono un ruolo centrale e di primo piano. Il premio De@ Terra conferma anche il ruolo cardine che rivestono nell’innovazione. In Italia quasi 500 mila imprese agricole sono, infatti, a conduzione femminile”.

PARITÀ DI RETRIBUZIONE. L’Islanda è il primo Paese al mondo ad aver approvato una legge che prevede sanzioni per le aziende che non paghino donne e uomini allo stesso modo, a parità di mansione. Il provvedimento impone alle aziende di certificare periodicamente il rispetto della parità salariale e alle agenzie governative di controllare. Nello specifico prevede che ogni tre anni tutte le aziende, con almeno 25 dipendenti impiegati a tempo pieno, debbano certificare al governo di pagare lo stesso stipendio a uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro. 54 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018

LA DONNA CONTA Le imprenditrici italiane sono 1.661.000, più di quelle del Regno Unito (1.641.300) e di quelle della Germania (1.469.000). Le ha censite l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Confartigianato. Anche le iscrizioni al Registro delle imprese, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere, mostrano una presenza cospicua e crescente delle donne nel nostro sistema produttivo. A livello italiano non sono solo aumentate di numero, ma è cresciuta anche l’incidenza sul totale. Quasi un’impresa su tre è a conduzione femminile. Nella particolare graduatoria delle donne più attive e intraprendenti, l’Italia è in cima all’Europa, occupa invece le ultime posizioni in quella dell’occupazione delle donne con figli. “Confagricoltura Donna – ha sottolineato la sua presidente – si batte da anni perché vengano realizzati strumenti idonei che permettano di conciliare vita privata e lavoro. L’ambiente rurale spesso risulta isolato e sono le donne che garantiscono la presenza delle famiglie in questi territori”.


Sessanta anni di agricoltura giovane di qualità e sostenibile DEFINITI L’«ITINERARIO TEMATICO» ED IL CONVEGNO QUADRI DEI DIRIGENTI DELL’ANGA

R

accontare i primi sessanta anni di storia “60 anni di agricoltura giovane, di qualità e sostenibidell’Anga, come tutte le storie, significa riper- le”. Un evento che analizzerà lo stato dell’agricoltura, correre un tratto importante di vita, rivivere visto da occhi giovani ai quali servono prospettive di momenti belli, soddisfazioni, successi, ma anche mo- lungo termine; sarà anche prevista una chiave di lettumenti meno entusiasmanti. ra globale e locale. I lavori Ricorderemo fatti e persosaranno portati avanti con IL C O M M E N T O ne che costituiscono un la formula, ormai collaudaCi siamo quasi. Mancano po‘pacchetto completo’ di ta, dei gruppi di lavoro. chi mesi al convegno quadri come si era (e si è), conIl gruppo giovani s’impee al sessantesimo compleantribuendo tutti insieme, a gnerà per definire nuove no della nostra associazione. “fare” l’associazione dei strategie politico-sindacali Il nostro layout, insieme ai giovani di Confagricoltura che abbiano un effetto dettagli organizzativi sono di oggi. “Certamente – ha sull’associazione e sull’ain dirittura d’arrivo, mentre è detto il presidente Raffaele gricoltura in generale; già pronto il nostro claim: “Anga fa 60”. Questi Maiorano - testimoniare il quello sulla qualità, invece, miei e nostri anni passati insieme devo dire che nostro percorso e la nostra si occuperà di chiarire il sono e continueranno ad essere un bel viaggio, storia significa anche e sosignificato del concetto di che ha dato l’occasione concreta di crescere prattutto non dimenticare qualità per tutti i soggetti e di formarsi, stringendo anche relazioni ed le nostre origini per riudella filiera (dal produttoamicizie. Certamente ci sono stati momenti scire a conservare, anche re al consumatore finale), importanti, ma anche criticità che sicuramente in futuro ed adeguandoli mentre quello sulla sostefaranno nascere nuove opportunità. La crisi ha ai tempi e alle situazioni, nibilità valuterà quantitapicchiato duro ma, nello stesso tempo, ha fatto i nostri valori originari”. tivamente la sostenibilità sì che fosse data maggiore attenzione all’agriL’associazione dei Gioeconomica, sociale ed amcoltura. Vorremmo che questa attenzione fosse vani di Confagricoltura, bientale per l’impresa agriraccolta e sviluppata concretamente dal goverper i sessanta anni della cola a livello globale e lono che verrà. È questo il miglior regalo per fesua storia, ha preparato cale. Poi ci sarà la giornata steggiare 60 anni dell’associazione che riunisce un itinerario tematico che pubblica, con la presentai giovani di Confagricoltura. si concretizzerà, a Roma, zione dei risultati. Ed ecco nel prossimo mese di giucome, nel caso dell’Anga, Raffaele Maiorano gno, insieme con il conla storia serva non solo a Presidente Nazionale Anga vegno dei quadri dirigenti vivere il presente, ma sodell’Anga. Non è un caso prattutto per proiettarsi nel anche la scelta del titolo: futuro. Elisabetta Tufarelli

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PIACENZA

TOUR DEI GIOVANI AGRICOLTORI DI FERRARA

Gabriele Dieci “anghino dell’anno”

Alla scoperta di Siena

Serata conviviale a Piacenza per l’incoronazione dell’“Anghino dell’anno”, il tradizionale conferimento al giovane associato che maggiormente si è distinto per propositività ed impegno nell’associazione e in azienda. A fare gli onori di casa il presidente di Anga Piacenza Corrado Peratici. Quest’anno il premio è andato a Gabriele Dieci, imprenditore di Campremoldo Sopra (Gragnano - Pc) che, laureato in economia, gestisce insieme al fratello Angiolino, un’azienda ad indirizzo zootecnico con un patrimonio di 450 capi, di cui 200 vacche in lattazione. “Anga – ha ricordato il presidente Peratici - oltre alla crescita professionale, mira alla crescita personale di chi partecipa all’associazione, offrendo percorsi di formazione ad ampio spettro e lavorando anche su quelli che oggi si chiamano ‘soft skill’”. Da segnalare anche la raccolta di fondi che è stata devoluta all’azienda agricola Rio Torto che si occupa, nella provincia, di agricoltura sociale, ospitando persone diversamente abili e realizzando vari progetti tra cui attività pet-terapy.

La sezione Anga Ferrara, come lo scorso anno in Alto Adige, ha organizzato un fine settimana nella provincia di Siena. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Francesco Manca - è coniugare la conoscenza di realtà imprenditoriali di valore, con la scoperta di territori in cui l’agricoltura ha saputo trovare strade nuove (sfruttando aggregazioni, valorizzazioni di marchi, politiche commerciali e di marketing, brandizzazione del territorio, ecc). Senza dimenticare il piacere di viaggiare in luoghi di grande bellezza, scoprire tesori enogastronomici, riuscire a divertirsi e cementare il legame del gruppo”. Così 23 giovani agricoltori di Ferrara, grazie alla sezione di Siena e alla sua presidente, Camilla Borgogni, hanno trascorso due giorni in compagnia. Il tour è iniziato con la visita alla tenuta storica della Valdichiana la Fratta. Suo core business è la chianina. “L’aspetto più interessante - ha sottolineato Manca – è essere riusciti a chiudere la filiera, aprendo una serie di punti ristoro di hamburger di chianina in diverse località d’Italia”. La magnifica ed enorme location nobiliare (in ristrutturazione) che si occupa di agriturismo, eventi (matrimoni), vendita diretta che ha un ristorante, una cappella privata con opere d’arte rinascimentali, attrezzi agricoli secolari - ha un potenziale di attrazione turistica sconfinato,

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ancora da valorizzare pienamente. La cantina Fattoria del Colle è un agriturismo immerso nei vigneti, denso di storia e tradizione, perfettamente integrate nello story-telling dei vari vini commercializzati dall’azienda (tra cui il Brunello). Interessante, oltre alla degustazione, la strategia aziendale; si commercializza in tutto il mondo integrando e definendo ogni dettaglio: etichette, gestione degli importatori, scelta del personale e racconto del territorio. Il giorno dopo la visita al caseificio Pianporcino un allevamento di pecore che produce Pecorino di Pienza. L’azienda punta sulla vendita diretta (e su internet) con clientela anche internazionale. Un magnifico esempio di ricerca di qualità, distinzione, della territorialità, comunicazione e fidelizzazione della clientela. L’ultima visita ha coinvolto un ‘anghino’, Alfonso Giordano Muziarelli, dell’azienda La Montalla, produttore di olio e proprietario di un piccolo museo agricolo. Prima del ritorno a casa, visita alle terme di San Filippo (dove alcuni coraggiosi hanno anche fatto il bagno). “Una magnifica scoperta – ha concluso Manca – di realtà cresciute e capaci di integrare qualità, distinzione, comunicazione, narrazione del territorio e ospitalità. Ritengo rilevante aumentare le occasioni di incontro fra sezioni Anga di zone diverse”.


ANGA CATANIA INVIA TIR DI PRODOTTI AI TERREMOTATI UMBRI

Arance della solidarietà Un carico di 240 quintali di arance è partito da Catania, grazie ai Giovani agricoltori di Confagricoltura guidati da Giosuè Arcoria, per Norcia. È il secondo anno che i giovani imprenditori agricoli catanesi s’impegnano, con le arance della solidarietà, per le zone terremotate. I frutti sono stati caricati su un tir nell’azienda agricola Arcoria di Paternò (Catania) e poi arrivati a destinazione. “Stiamo replicando con grande entusiasmo questa iniziativa che ha coinvolto 19 imprese, 17 catanesi e 2 di Palermo ha spiegato il presidente Anga Catania -. Noi agricoltori siciliani siamo pieni di problemi, ma nonostante tutto, riusciamo a offrire quello che altri non fanno. L’unione fa la forza e per questo

gesto di concreta vicinanza abbiamo raccolto 20mila kg di agrumi, 20 quintali di grano e poi olio. In totale circa 20mila euro di prodotti”. Giosuè è arrivato a Norcia accolto da Guido Gatti, presidente di Anga Umbria e Giuliano Boccanera, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Norcia. “Il

gesto ci riempie il cuore di gioia - ha detto il presidente Gatti - e ringrazio, a nome di Anga e Confagricoltura Umbria tutti gli agricoltori siciliani che hanno dimostrato grande generosità, i Giovani di Confagricoltura Sicilia e Giosuè Arcoria che non ci fanno sentire soli”. Numerosi i produttori siciliani che hanno contribuito: Torello, Bonaccorsi, Orto Italia dei Fratelli Pappalardo, Palmeri Ortofrutta, Portobello dei Fratelli Crispi, Colori di Sicilia, La Deliziosa dei Fratelli Bua, Fruttiva di Gruppo Marino, Agricola Arcoria, Oranfrizer, Bonomo, Agrietna di Nicoloso, Coppola, azienda agricola Gioia, Domus Olearia, Lombardo e Figli, Lombardo Salvatore, Russo Giansalvo e Rapisarda.


FORMAZIONE

L’OFFERTA FORMATIVA PER AZIENDE AGRICOLE E L’ORGANIZZAIONE

Programmazione 2018

il progetto Skils4agri incentrato sulle che porterà la nostra Organizzazione innovazioni per la competitività delle a dotarsi di un organico assai qualiimprese. Abbiamo anche completa- ficato in tutti gli ambiti delle attività to il processo di restyling della no- che presidia. Dunque il 2018 sarà un stra immagine con la messa on line anno di continuità con quello appena del nuovo sito internet di Enapra e la trascorso: daremo piena realizzazione pubblicazione della brochure infor- a quanto già avviato e lavoreremo allo mativa. Abbiamo rafforzato la nostra sviluppo di nuove azioni a sostegno comunicazione istituzionale con la del settore agricolo e agroalimentare”. pubblicazione di una rubrica mensile Tra le prime attività pianificate, oltre su Mondo Agricolo, con la circolare alla ripresa della formazione per le iminformativa ‘Enaprainforma’ (dispo- prese, segnaliamo in particolare il cornibile sul sito internet), e aprendoci so “Efficientamento associativo per la al mondo dei social, con una pagina competitività del Sindacato” che sarà Facebook che già conta molti like. sperimentato con gli addetti della sede Inoltre, attraverso le convenzioni con regionale e delle sedi provinciali del gli Enti interni (Caf Dipendenti, Ena- Friuli Venezia Giulia. E poi, tra febbrapa, Fiiaf) e il programma ‘Coltiviamo io e marzo 2018, l’avvio del progetto Luca Brondelli Competenze’, abbiamo dato il via ad formativo di “Alta Formazione” per i di Brondello una serie di progetti formativi rivolti funzionari delle sedi terriiali, provinal personale dipendente di tutto il si- ciali e regionali, dell’Organizzazione. Finita la pausa natalizia Enapra è tor- stema confederale, centro e territorio, Antonella Torzillo nato a lavorare con rinnovato slancio e determinazione a fianco delle imprese agricole associate e delle sedi territoCorso per interventi assistiti con animali riali di Confagricoltura per assicurare loro un adeguato supporto in termini Parte questo mese il primo corso di formazione continua e specialistica propedeutico per gli interventi assidelle risorse umane. stiti con gli animali (IAA ed il corso “L’inizio di un nuovo anno è sempre base per il coadiutore dell’animale un momento che richiede grande (dell’asino o del cavallo o del cane) impegno: la programmazione futura organizzato da Enapra e la Rete delle Fattorie sociali in partnership con parte, necessariamente, dal bilancio l’Università di Teramo, l’Università degli obiettivi fissati per l’anno precedi Torino, Smile Puglia, Associaziodente - ha dichiarato Luca Brondelli ne SUD (Solo Uguali Diritti), CIA di Brondello presidente Enapra -. Il (Confederazione Italiana Agricol2017 è stato un anno molto impegnatori) e Confagricoltura. Possono partecipare tutti i professionisti o operatori che tivo per il nostro ente di formazione. desiderano lavorare all’interno dell’ e quipe multidisciplinare che si occupa dei Abbiamo aumentato e diversificato cosiddetti Interventi Assistiti con Animali (IAA) con vari ruoli, pertanto possono la nostra attività lavorativa e rinnoiscriversi coloro che, nell’ambito degli IAA, vogliono acquisire il ruolo di coadiuvato l’offerta formativa per le impretore dell’animale, responsabile di progetto, referente di intervento e responsabile se con la pubblicazione del catalogo d’attività. La durata di ogni corso è di 80 ore. Per info e dettagli vi invitiamo a con2018-2020. Dalla collaborazione con tattare Enapra info@enapra.it e a seguirci su Fb e sul sito http://www.enapra.it/ Intesa San Paolo Formazione è nato 58 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2018


OVE R 6 5

di Elisabetta Tufarelli

Soggiorno invernale a Montegrotto Terme

Angelo Santori

Tornano a Montegrotto Terme (Padova) gli anziani di Confagricoltura, e lo fanno in occasione della trentanovesima edizione del “Soggiorno invernale” dall’as-

sociazione nazionale pensionati agricoltori (Anpa) che, quest’anno, si svolge in due turni dal 17 al 24 febbraio e dal 24 febbraio al 3 marzo. Una carica di 800 over 65 pieni di vitalità, entusiasmo e voglia di divertirsi nella loro settimana di svago. “La filosofia del nostro Soggiorno – ha precisato il segretario nazionale dell’Associazione Angelo Santori - è di favorire l’incontro tra gli agricoltori anziani per permettere di scambiare opinioni e esperienze, anche con i vertici della loro Organizzazione,

IL SOGGIORNO dell’Anpa è organizzato presso l’Hotel Commodore Terme, ai piedi dei Colli Euganei, a 15 minuti di cammino dal centro di Montegrotto Terme. Offre 4 piscine che hanno temperature differenti e idromassaggio e dispone di un lussuoso centro benessere con sauna, servizio massaggi e un’ampia offerta di trattamenti. Centro fitness e connessione Wi-Fi gratuita. L’hotel è a soli 10 km da Padova con la meravigliosa Cappella degli Scrovegni e location ideale per esplorare l’arte e la cultura della regione. Durante il soggiorno invernale nei colli Euganei, gli over 65 visiteranno uno dei 100 borghi più belli d’Italia, Arquà Petrarca, e Monselice, Treviso, Trieste e il Sacrario militare di Redipuglia (GO). Sarà l’occasione di conoscere meglio la zona termale euganea e di visitare l’azienda agricola Conte Emo Capodilista. Non mancheranno nemmeno una gita romantica a Verona, il festival canoro e il torneo di briscola!

per coinvolgerli nell’impegno sindacale di Confagricoltura a favore delle imprese agricole”. Interverranno al Soggiorno il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il direttore generale Franco Postorino il componente di giunta Giordano Emo Capodilista, il presidente dei giovani Raffaele Maiorano e numerosi dirigenti nazionali e del territorio. Quella dedicata agli ‘over 65’ è una settimana ricca di escursioni ed eventi. Tappe d’obbligo sono Verona, Treviso Villa Sandi, i Colli Euganei e naturalmente, Venezia. Tra le novità dell’edizione 2018 la gita a Trieste e quella alla valle del Prosecco. “La nostra associazione– ha continuato Santori - è impegnata in prima linea su due fronti: quello previdenziale e quello socio-sanitario. Sono questioni che investono in pieno i nostri associati e che hanno risvolti più pesanti proprio a causa dell’età. È necessario far prendere coscienza a tutti che i diritti degli anziani non riguardano, però, esclusivamente chi ha i capelli bianchi, ma investono direttamente tutta la collettività”. Il segretario nazionale dell’Anpa ha sottolineato il contributo degli over 65 ai familiari, spesso con un lavoro precario oppure alla ricerca del primo impiego. “Nonostante ciò – ha concluso - sono ancora tanti i problemi ancora senza risposta: insufficienti servizi sociali e sanitari e perdita del potere d’acquisto delle pensioni”. GENNAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 59


OVER 65

Attenti al dosaggio dei farmaci

Il 41% degli anziani modifica i farmaci triturandoli o con il tagliapillole, ma ben una pastiglia su tre viene divisa male e la dose risulta più alta o più bassa di quella prescritta. La Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG) mette in guardia contro questa pratica, sottolineando che dividere una compressa in un terzo dei casi comporta la modifica del dosaggio di

almeno il 15% e può avere degli effetti collaterali. Le pastiglie gastroresistenti o quelle a lento rilascio non devono essere spezzate o schiacciate, altrimenti ne risentono in termini di efficacia e di tollerabilità. Attenzione poi al mix con altre sostanze e con i cibi: può comportare rischi di interazioni o reazioni indesiderate. I dati SIGG raccolti rivelano che modificare i farmaci

USCIRE REGOLARMENTE DA CASA può contribuire ad allungare la vita degli anziani. Lo sostiene uno studio dei ricercatori israeliani dell’Hadassah-Hebrew University Medical Center. Analizzando i comportamenti di 3.375 persone, dai 70 ai 90 anni di età, è emerso che muoversi, passeggiare, stare all’aria aperta – tutti i giorni - permette di vivere di più. A parere del dott. Jeremy Jacobs, principale autore dello studio, i risultati dimostrano l’importanza dell’interazione con il mondo esterno. Anche Dawn Mackey della Simon Fraser University di Vancouver conferma che è importante per le persone in età avanzata non vivere in solitudine, e mantenere la mobilità e il contatto sociale.

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TURISTI SENIOR CINESI Secondo le indagini effettuate da Ctrip (leader del turismo online in Cina) la fascia della popolazione di età tra i 61 e i 70 anni, rappresenta l’81% del mercato ed effettua in media 5 viaggi l’anno (nel 2050 in Cina si conterebbero 500 milioni di anziani). Questi turisti hanno una capacità di spesa superiore a quella di tanti giovani e la maggior parte di loro ha risparmiato tutta la vita per andare a vedere come è il mondo al di fuori della Cina. All’estero i turisti senior apprezzano soprattutto visitare i siti naturali; mostrano interesse anche per l’offerta benessere, come le Terme e le Spa; i percorsi a piedi, per fotografare, hanno anch’essi appeal. Gli anziani cinesi gradiscono pure viaggi alla scoperta della gastronomia locale e dei prodotti tipici, o più semplicemente che permettano loro di apprendere cose nuove e fare esperienze. I tour all’estero per i cinesi della terza età sono un business in continua crescita, tanto che potrebbero essere il motore dello sviluppo turistico dei prossimi anni.

è un’abitudine diffusa soprattutto nelle residenze sanitarie assistenziali, perché molti pazienti non riescono a deglutire le pillole per malattie come demenza o ictus. La soluzione? Usare modalità alternative, somministrando la pastiglia intera assieme a yogurt, budini o altri cibi di consistenza facile da deglutire o farsi prescrivere formulazioni come gocce, sciroppi o granulati.


Il segreto della longevità sitività e etica del lavoro, testardaggine e un legame forte con la famiglia, la religione e la terra. Al centro dell’indagine 29 “anzianissimi” (centenari) provenienti da nove Paesi del Cilento. L’amore per la propria terra è un tema comune, che ha fornito uno scopo nella vita: molti stanno ancora lavorando nelle loro In Cilento, vivono diverse centi- case e in campagna. I ricercatori naia tra ultranovantenni e cente- hanno usato delle scale di valutanari. I ricercatori dell’Università zione per salute mentale e fisica, Sapienza di Roma e dell’Univeroltre a interviste personali sulla sità della California a San Diego vita di ciascun soggetto. Le rispoli hanno studiati identificando ste hanno anche suggerito che i alcuni tratti psicologici comupartecipanti abbiano una notevoni. La ricerca ha rivelato che le le sicurezza in se stessi e chiare persone tra i 90 e 101 anni hanno capacità decisionali. Affermano un benessere mentale migliore i ricercatori: “Studiare le straterispetto ai membri più giovani gie di individui eccezionalmente della famiglia, tra i 51 ei 75 anni. longevi, che non solo sopravviGli studi, finora, hanno preso in vono ma prosperano, migliora la esame le caratteristiche associate nostra comprensione della salute alla migliore salute mentale della e delle capacità funzionali in tutte popolazione rurale, dovute a: po- le fasce d’età”. MENTRE NEI PAESI OCCIDENTALI IL TATUAGGIO è sinonimo di giovinezza ed è di moda, in altre parti del mondo i disegni sulla pelle sono un’usanza che - complici i retaggi culturali e religiosi abbraccia tutte le generazioni. In Turchia, ad esempio, sono le persone più anziane e le donne in particolare, ad andare orgogliose dei propri tatuaggi. In alcune realtà tribali tatuarsi abbondantemente, con simboli e ghirigori evocativi, le mani, il viso e il petto, viene considerato un vero e proprio culto. Nel Borneo alcune simbologie dei decori sono da attribuirsi a funzioni protettive.

“QUALITÀ” DEL RIPOSO L’ultimo congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria ha rimarcato come oltre dieci milioni di over 65 abbiano difficoltà ad addormentarsi. Gli anziani dormono poco? Non è questo il problema, dal momento che - superati i 65 anni - sono sufficienti 5 ore a notte. Il problema, semmai, è dato dalla “qualità” del riposo; un buon sonno permette il recupero delle energie, ma anche il consolidamento della memoria dei fatti significativi e la rimozione dei ricordi irrilevanti. Dormire poco può avere delle ripercussioni sullo stato generale di salute: rallenta i riflessi, indebolisce il sistema immunitario, altera l’umore e la capacità di concentrazione, aumenta il rischio di cadute ed è un fattore di rischio anche per il decadimento cognitivo correlato all’età. Alcuni farmaci possono nuocere al sonno, altri favorirlo come gli antidepressivi e i farmaci anti-Parkinson. Anche la dieta ha un ruolo: mangiare carboidrati la sera aiuta, così come l’attività fisica per 30-40 minuti al giorno e l’assunzione di tisane ed erbe rilassanti.

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AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

AGRITURISMO DAL COCIO

Sapori rustici

L

uca Trevisan è il titolare dell’omonima azienda agricola di Este, in provincia di Padova, dove dal 1988 coltiva cereali su una quindicina di ettari e alleva bovini di razza Scottona e suini. Oggi l’allevamento è composto da oltre 170 capi. Già dal 1992 Trevisan ha affiancato all’attività agricola quella agrituristica, ristrutturando un antico fienile di famiglia in località Prà del comune di Este e chiamandolo “Dal Cocio”. Il nome trae origine dal mestiere di coc-

Luca Trevisan

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chiere del nonno di Luca, Luigi, che i compaesani chiamavano appunto “cocio”. Il locale interno comprende due sale distribuite su piani e una saletta adatta a piccoli gruppi o famiglie. Una maestosa stufa in maiolica riscalda l’ambiente nella stagione fredda, garantendo anche la suggestiva compagnia della legna che arde. La struttura è accogliente, arredata in stile rustico; all’esterno dispone di una vasta area verde che d’estate dà sfogo ai bambini, e di un portico in legno per godersi il

fresco, utilizzato per pranzi e cene all’aperto. La cura con cui sono tenuti il prato, le siepi, le fioriere, oltre ai colori dei fiori sulle tavole, contribuisce a creare un’atmosfera molto gradevole, apprezzata dagli ospiti alla ricerca di un agriturismo vero, tipico, capace di appagare il gusto e la vista. Completa il tutto un ampio parcheggio in loco. “Dal Cocio” rientra nel circuito di “Gusta Veneto”, il progetto di Confagricoltura che mette in rete le realtà più interessanti dal punto di vista enogastronomico e turistico, valorizzando il patrimonio agricolo e imprenditoriale legato all’accoglienza. Nell’agriturismo della famiglia Trevisan è Luca che cucina, aiutato dalla moglie. La proposta culinaria è fortemente legata al territorio e genuina. In tavola si portano i prodotti dell’orto, la pasta fatta in casa e una vasta gamma di salumi e carni provenienti dall’allevamento aziendale. Gli affettati, di produzione propria, contemplano soppresse, salami, pancette, coppe, culatelli e prosciutti di lunga stagionatura, serviti con lo “schisoto” sempre caldo (pane tipico della bassa padovana lungamente impastato a mano). Tra i primi di pasta fatta in casa ci sono bigoli al torchio, fettuccine,


pappardelle e casarecce, conditi con sughi della tradizione o rivisitati in chiave moderna. La carne ai ferri, al forno o in umido è accompagnata da verdure di stagione e polenta abbrustolita. Anche i dolci sono fatti in casa. Il menu cambia ad ogni stagione per esaltare al meglio i prodotti coltivati dalla famiglia Trevisan e i sapori della cucina veneta. AGRITURISMO DAL COCIO

Via Sperone 11, Prà Este - Padova tel. 042956159 email: info@agriturismodalcocio.it www.agriturismodalcocio.it

Veneto da gustare Il Veneto è una delle regioni d’Italia a forte vocazione agricola ed enogastronomica. Numerose sono le materie prime di alta qualità alla base delle ricette che connotano la cucina tipica regionale. Tra i prodotti più conosciuti dell’orticoltura c’è il radicchio: in Veneto si coltiva la metà della produzione nazionale, con cinque tipologie a marchio Igp. Un’altra coltura è l’asparago, in particolare quello bianco, coltivato in diverse varietà. Le carni, soprattutto di maiale, danno origine alla produzione di celebri salumi: lo zampone e il cotechino, tipici della provincia di Verona e di Rovigo, ma anche altre eccellenze, quali il Prosciutto Veneto Berico Euganeo e la soppressa vicentina. Dal latte dei numerosi allevamenti regionali derivano i formaggi, dall’Asiago al Piave, dal Taleggio al Grana (in tutto sono otto sono le Dop), apprezzati non solo in Italia, ma esportati in tutto il mondo. A coronamento di un’agricoltura particolarmente ricca ci sono i vini, bianchi e rossi, oltre allo spumante Prosecco, che traina il comparto enologico italiano in fatto di export. I piatti tipici veneti spaziano dalla pasta e fagioli alla polenta, dal risotto al baccalà al bollito, fino alle sarde in saor, solo per citare i più famosi. Un elogio a questo enorme patrimonio enogastronomico è il “Gusta Veneto”, il progetto ideato dalla Confagricoltura regionale (www.gusta-veneto.it) che comprende realtà agricole, agrituristiche, di ristorazione, con l’obiettivo di promuovere il territorio ad ampio raggio, mettendo in rete e valorizzando sia le eccellenze agroalimentari, sia l’offerta turistica, ad iniziare da quella rurale. Negli anni “Gusta Veneto” si è ampliato ed è diventato un riferimento catalizzatore di esperienze e di proposte che fanno leva proprio sulle eccellenze dell’agricoltura e sulla ricchezza paesaggistica regionale.

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VINO

di Gabriella Bechi

“REFOSCO” DELL’AZIENDA COLUTTA

Bottiglia diversamente Doc

E

ra il 1939 quando Antonio Colutta decise di acquistare una casa di campagna a Manzano con un fondo chiamato “Bandut”, dove sorgeva un piccolo vigneto e qualche campo a seminativo. La produzione di vino, bianco e rosso, all’inizio era riservata agli abitanti del paese e a qualche cliente della vicina città di Udine. Fino al 1968, quando i due figli, Giansandro e Gianpaolo, decisero di imbottigliare le prime produzioni di Tocai e Merlot, quindi di incrementare i vigneti e le attrezzature, iniziando a vendere fuori dalla regione insieme all’Amaro d’Udine, un amaro prodotto ancora oggi nella farmacia Colutta. Il vero salto di qualità arriva nel 1998 quando Giorgio, figlio di Giansandro, che già lavorava in azienda dal 1985, ne diventa il titolare. Il suo chiodo fisso è il mercato estero. Così inizia a girare di persona per il mondo, presentando i propri vini e trovando nuovi sbocchi commerciali per i suoi prodotti già molto affermati in Italia. Oggi delle 120 mila bottiglie annue prodotte il 60% è destinato all’export (Stati Uniti, Nord Europa, Russia, Cina, Oriente, ma anche Australia e Sud Africa).

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(bottiglie leggere, materiali riciclati come il sughero dei tappi, la carta delle etichette ed il cartone delle casse), contraddistinta da un’etichetta a forma di foglia di vite che riassume tutta la sostanza del progetto di sostenibilità ambientale dell’azienda, che da anni produce con il sistema della lotta integrata. Due impianti fotovoltaici e una caldaia che utilizza i residui della potatura garantiscono energia anche all’agriturismo ricavato nella villa padronale: quattro appartamenti, ognuno dei quali porta il nome di un vitigno autoctono, il cui comune denominatore è la ricercatezza dell’arredamento e il silenzio L’azienda produce vini di qualità nei vigneti di Buttrio, Manzano e Rosaz- avvolgente. zo, tutti inseriti nel prestigioso “Parco La sostenibilità ambientale nell’aziendella vite e del vino” dei Colli Orienta- da Colutta va di pari passo con quella li del Friuli. La superficie vitata è di 18 sociale. Figlio di questo impegno è il ettari. Accanto alla linea tradizionale progetto “Diversamente Doc”, portato avanti in collaborazione con l’assoche raggruppa i Doc più classici dei Colli Orientali del Friuli (Pinot Gigio, ciazione ANFFAS, dedicato a ragazzi Friulano, Sauvignon, Cabernet Sauvi- con sindrome di Down che, dal 2011, gnon, Merlot, Refosco dal peduncolo vengono coinvolti nella vendemmia e in tutte le fasi della lavorazione rosso, Cabernet), la linea Cru da per dare vita ad un certo numero di vitigni quasi totalmente derivanti da bottiglie di vino (ogni anno di una cloni autoctoni o da vitigni a bassisdiversa tipologia) che viene commersima produttività, desueti in passato cializzato con un’ etichetta che è stata ed oggi così preziosi per la spiccata scelta e realizzata tra quelle da loro qualità che li distingue disegnate. Quest’anno “Diversamente (Ribolla gialla, Verduzzo Doc” veste il Refosco dal peduncolo Friulano, Schioppetino, rosso Doc 2014. In parte affinato Nojar, Selenard, Pignolo). Tra essi primeggia il Picolit in legno (botti e barriques), il resto che già nel 1300 imbandiva in contenitori di acciaio, il colore è rosso granato tendente al violaceo; le mense imperiali. Tre gli il profumo è intenso, con sapore di spumanti: il Brut rosè, il mora. Leggermente tannico, secco, Prosecco Doc, e la Ribolla gialla. Completa la gamma con retrogusto persistente di frutti di bosco, si abbina perfettamente con la linea ecofriendly, che carni grasse, pollame, selvaggina, rispetta l´ambiente in tutte formaggi stagionati. le fasi del ciclo produttivo


OSTERIA “VILLA CECILIA” A S. MARGHERITA DEL GRUAGNO (UD)

Passione per l’accoglienza

L

a passione della famiglia Colutta non si esprime solo nel vino e nelle sue sfumature sociali, ma più in generale in tutto ciò che a che fare con l’accoglienza, con il piacere di stare insieme, con il buon bere e il buon cibo. Così a Santa Margerita del Gruagno, sulle prime colline fuori Udine, dal 2015 c’è “Villa Cecilia”, una piccola osteria condotta dalla sorella di Giorgio, Antonella Colutta, farmacista, che divide la sua giornata tra i clienti della farmacia e quelli del ristorante. Il locale, che si trova nella piazza di Santa Margherita del Gruagno, di fronte alla chiesa e all’interno della magnifica cornice del borgo fortificato, è molto bello e curato. Luogo romantico sia nelle stagioni tiepide, in cui si può godere del fascinoso allestimento all’aperto, sia d’inverno, grazie al calore dell’interno, con stanze grandi e piccole adatte a compagnie e gruppi più riservati. Al secondo piano un appartamento composto da due camere da letto, soggiorno, cucina e bagno, che completa l’offerta agrituristica aziendale. Antonella, che arriva da una precedente esperienza nel mondo della ristorazione, ha voluto

dare all’osteria un’ impronta assolutamente originale. Giovani tutti i ragazzi che vi lavorano, a partire dalla chef Francesca, 22 anni, aiutata da Silvia. In sala Giorgia e Raffaella. Materie prime rigorosamente a chilometro zero. Piatti della tradizione. Pochi tavoli. Vini esclusivamente della Cantina Colutta. Una clientela consolidata e affezionata. Nell’osteria Antonella coltiva la sua passione di sempre: l’accoglienza, che esprimeva con pranzi e cene organizzati con familiari ed amici nella casa padronale dell’azienda fin dalla giovane età. Così oggi

conosce per nome tutti i suoi clienti, sa i loro piatti preferiti e i il vino che sceglieranno. E i clienti si sentono “a casa”. La cucina è quella tipica friulana: salumi, a partire dal famoso prosciutto San Daniele, zuppe, formaggi, bolliti e cotechini e il Frico, formaggio cotto accompagnato da patate o cipolle, con alcuni piatti tipici della Carnia come i Cjarsons, una sorta di agnolotti con un ripieno composto da una grandissima varietà di ingredienti diversi a seconda della vallata, e qualche influenza della vicina Trieste (Stinco e Cotto Trieste) e dell’Austria (Gulash). STINCO CON PATATE

Con il Refosco dell’azienda di famiglia, Antonella Colutta consiglia stinco con patate in tecia e verzotti al kummel.

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Mondo agricolo n.1  

Il mensile di Confagricoltura

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