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WEB REPUTATION l LIFE+ BIO l VITERBO AGRONATURA l SUMMIT SU FIUMI l FOOD 2030 l BIOARCHITETTURA l ALGHE ANPA TOUR l ACCORDO PER LE API l PMI DAY l MERCATO TRATTRICI l COLTURE IN SFERA l FORMAZIONE A CATALOGO l


SOMMARIO

L’EDITORIALE Sostenibilità a 360 gradi Massimiliano Giansanti .................

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Coltivare le alghe Gaetano Menna ......................... 32

Foto: vigneti della Tenuta di Collalto, sede del Global Food Forum Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

PRIMO PIANO FARM EUROPE Rifondare l’Europa Gabriella Bechi ...........................

SPECIALE COLTURE PROTETTE Colture in sfera Anna Gagliardi .......................... 42

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Workshop tematici Paola Castello ........................... 10 ATTUALITÀ NETWORK A scuola di reputazione Gabriella Bechi .......................... 16

ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Salvaguardia dell’ape Daniela Larivei .......................... 46

PMI Day G.B. ....................................... 19 Pasta al pomodoro Gabriella Bechi .......................... 20

Pubblicità

Piantine protette Anna Gagliardi .......................... 44

Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it

UNCAI NOTIZIE Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Rubriche Organizzazione Viticoltura . . . . . . . . . 52

Ufficio Traffico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it

Campi rosa Agrinsieme . . . . . . . . . . . . 54

Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Enapra Catalogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

Anga Smau . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55

Pria Horizon 2020 . . . . . . . . . . . . . . . . . 59

FOCUS ECOMONDO Food 2030 Gaetano Menna ......................... 28 Confagricoltura

@Confagricoltura

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Vino Caminella . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 Buono a sapersi... Arcimboldo . . . . . 64


Coltiviamo l’Italia

#coltiviamolitalia #noisiamoconfagricoltura www.confagricoltura.it


Al Castello di Collalto il Global Food Forum ‘17 per dare un contributo concreto alle future scelte politiche a Bruxelles. Gli interventi di Madre, Giansanti, De Castro, Lambert, Ciolos e Arthuis di Gabriella Bechi

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o ntinuare sulla strada intrapresa lo scorso anno, per fare network e per discutere le principali problematiche inerenti il sistema agroalimentare dell’UE, promuovendo una visione comune e veramente europea del settore». Con queste parole il presidente di Farm Europe, Yves Madre – ha aperto il 20 ottobre scorso i lavori del Global Food Forum (GFF) 2017, che si sono svolti nella magnifica location del Castello di Collalto, a Susegana, in provincia di Treviso. L’iniziativa, ideata nel 2016 da Farm Europe - il “think tank” europeo attivo nell’agroalimentare - costituisce, infatti, un’occasione unica per rappresentanti di tutta Europa per sedersi intorno ad un tavolo e per redigere assieme documenti di indirizzo, da condividere con i decisori politici.«Siamo qui perché vogliamo parlare e riflettere liberamente, quali attori responsabili ed ambiziosi, del futuro del nostro settore - ha detto il presidente di Confagricoltura e del Global Food Forum, Massimiliano Giansanti -. Per portare un contributo concreto alla discussione sulle future scelte politiche. Tutti noi siamo convinti che l’Europa sia il quadro più opportuno per costruire il futuro. Per questo dobbiamo lavorare per un’agricoltura europea

Madre: «Nuova rivoluzione per l’agricoltura europea che punta sulla sostenibilità» e perché la politica agricola comune rimanga la leva per costruire questo futuro».Sulla necessità di costruire una grande agricoltura europea si incentrato anche l’intervento del vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro. «Ci attendono grandi sfide – ha detto – e la risposta a queste sfide non può che essere europea. L’agroalimentare è una grande opportunità per l’Europa: dobbiamo esserne convinti e sostenere questa convinzione in tutte le sedi istituzionali. In questo senso il contributo che Farm Europe potrà dare alle future scelte sarà determinante».«I lavori dello scorso anno – ha rimarcato Madre – sono stati determinanti per gli ottimi risultati raggiunti nel corso del negoziato sull’Omnibus. La questione fondamentale, che ci proponiamo quest’anno, è di approfondire come migliorare le performance economiche ed ambientali delle aziende agricole e, quindi, di tutta la filiera, convinti che non ci può essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica, e viceversa. L’agricoltura europea è alla vigilia di una nuova rivoluzione, che dovrà

da sinistra: Madre, Ciolos, Arthuis, Giansanti e De Castro

tener conto degli equilibri dell’ecosistema. Ha bisogno, quindi, di una spinta forte da parte dei principali decisori Ue per cogliere tutte le opportunità, a partire da quelle fornite dall’innovazione tecnologica e di sistema». «L’Omnibus rappresenta un importante passo avanti per l’agricoltura europea ed è frutto di un grande lavoro fatto insieme - ha detto la presidente della FNSEA Christiane Lambert -. La Francia, dove si sono appena conclusi gli Stati Generali dell’Alimentazione, si aspetta molto dall’Omnibus, che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2018. Tutti gli operatori devono dare il loro contributo anche nella sua delicata fase di attuazione». Sono sempre di più gli orientamenti delle politiche europee che, al di là della PAC, hanno un impatto diretto ed immediatamente tangibile sulle imprese agricole ed agroalimentari. Il settore, prima di tutto economico, è anche al centro di problematiche sociali, scientifiche, ambientali, energetiche, nutrizionali o sanitarie. Per questo, a parere del presidente di Confagricoltura, c’è bisogno di «politiche semplici, intelligenti, con NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 7


P R I M O P I A N O FA R M E U R O P E

Incontro al Quirinale, il 21 novembre, tra il Presidente Mattarella e Giansanti

obiettivi chiaramente definiti e realmente comuni, che coniughino la competitività dei sistemi alimentari e la loro sostenibilità. Si tratta di un progresso ambientale irrinunciabile, però anche di un progresso economico, in vista di un avanzamento nella sovranità del nostro Continente. Tutti insieme dobbiamo lavorare per un made in Europe». «L’Europa sta entrando in una fase di “rifondazione”, gli scenari sono molto diversi rispetto anche solo a 15 anni fa - ha sottolineato l’ex presidente della Commissione europea Dacian Ciolos -. In qualche decennio si è passati da 15 a 28 Stati membri, ed ora a 27 con la Brexit) ed è in questo contesto che va inserita la PAC. Sicuramente sono utili due approcci: uno economico, e di fatto la PAC è a tutti gli effetti una politica economica, con strumenti di gestione economica; e uno sociale che analizzi e tenga conto dell’impatto che l’agricoltura ha sulla società. Inoltre, occorre una maggiore interdisciplinarietà, aprirsi anche ad altri aspetti della società, perché le sfide oggi sono tra ambiti strettamente interconnessi, quali l’alimentazione, la sicurezza alimentare, la qualità, l’identità e la tutela del territorio». «Dobbiamo essere in grado di trasmettere in maniera compatta un’idea di Europa condivisa e dobbiamo anche riflettere su cosa sarà l’Europa nei prossimi anni, prima di pensare ad un quadro finan8 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

Giansanti: «Per la rivoluzione tecnologica e digitale in atto servono politiche coerenti»

ziario dopo il 2020 – ha aggiunto il presidente della Commissione Bilancio PE, Jean Arthuis -. Dobbiamo prima di tutto rendere più umana la globalizzazione, quindi guardare all’innovazione tecnologica, partendo dalla digitalizzazione dell’agricoltura e dei suoi processi produttivi». «Le catene di valore, agricole ed ambientali - ha spiegato il presidente Giansanti - sono strettamente collegate e nessuno più di noi agricoltori è testimone di questa realtà a cui quotidianamente contribuiamo. L’approccio economico, forte e coerente, deve costituire la guida del nostro cammino. Ma se l’ambizione deve essere forte, è necessario che si basi prima di tutto su una rivoluzione tecnologica e digitale, già peraltro in corso nel nostro settore, ma che va accompagnata e sostenuta con politiche coerenti».

TENUTA DI COLLALTO ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITÀ

La piscina naturale di Tenuta Collalto

In perfetta armonia con i temi affrontati, il GFF si è svolto nella Tenuta di Collalto a Susegana, in piena Marca Trevigiana, che è un esempio perfetto di come la sostenibilità ambientale si possa coniugare con quella economica. Un’azienda agricola di 1.300 ettari, altamente professionalizzata e modernizzata, con attività diverse e complementari, tutte all’insegna del rispetto delle risorse naturali, dove la forza di una tradizione millenaria si coniuga con l’innovazione. E’ dal XII secolo, infatti, che la famiglia Collalto si occupa di queste terre, valorizzandole, senza mai alterare le loro caratteristiche naturali, fino a realizzare un sistema autosufficiente. L’impresa, di proprietà di Maria Trinidad (Ninni) e Caterina Collato, è diretta dal marito di Caterina, Lodovico Giustiniani, agronomo e amministratore delegato, nonché presidente di Confagricoltura Treviso e Veneto. Ottocento capi bovini Limousine e Charolaise allo stato semi-brado, linea vacca vitello a ciclo chiuso, 300 suini di razza Duroc, allevati a pascolo libero; 350 bufale; 150 ettari di vigneto nell’area Docg Conegliano e Valdobbiadene; 250 quelli a bosco e 200 quelli a seminativi; un macello e un caseificio; due agriturismi, una piscina naturale circondata da piante che compiono il ciclo di pulizia e rinnovo, senza cloro o additivi; un punto di ristoro e un ristorante. Fattorie didattiche e autosufficienza energetica. Questa è la “dote” di Borgoluce, il brand aziendale, l’ultimo polmone verde della provincia di Treviso , definita dal Fai oasi ambientale di biodiversità e inserita nel Catalogo voluto dall’ allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per i 150 anni dell’Unità d’Italia tra i 123 luoghi da tutelare.


P R I M O P I A N O FA R M E U R O P E

Workshop tematici

Al GFF sei tavoli di confronto con Dantin, Dorfmann, Ayuso, Ciolos e Bascou di Paola Castello

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a prima di giornata di lavori del Global Food Forum ha visto lo svolgersi di sei workshop di approfondimento su particolari aspetti della politica agricola comune ed, in generale, dell’agroalimentare europeo. Una prosecuzione delle attività intraprese durante il primo Global Food Forum l’anno prima, alla luce del nuovo scenario europeo ed in vista delle prospettive per il 2018. I sei gruppi di lavoro hanno riunito insieme imprenditori agricoli provenienti da tutta Europa, esponenti delle Istituzioni nazionali ed europee, rappresentanti di diverse associazioni di categoria europee nonché esponenti dei settori a monte e a valle del primario, il tutto sotto l’egida del Global Food Forum, di cui Confagricoltura ricopre la presidenza. Tra gli altri, sono intervenuti gli europarlamentari Michel Dantin, Herbert Dorfmann, Pilar Ayuso, Dacian Ciolos, ex presidente della Commissione europea ed ex premier della Romania e Pierre

Bascou, direttore della Commissione Europea. Numerosi i temi nell’agenda dei lavori: i mutamenti climatici, la gestione dei rischi, l’innovazione tecnologica e digitale, la sostenibilità, le energie rinnovabili, il benessere e il food, gli equilibri di mercato, le regole della concorrenza e il tema della comunicazione e delle fake news, senza tralasciare la Brexit e le sue possibili conseguenze sul mercato. Un’agenda, quindi, ricca non solo per il numero ma anche per la rilevanza dei temi affrontati, su cui ci si è confrontati a lungo ed in maniera propositiva. L’esito dei lavori di gruppo è stata quindi l’individuazione di alcuni aspetti sui quali si è ritenuto necessario richiamare l’attenzione dei partecipanti al Forum, delle Istituzioni presenti e di quelle cui si rivolgerà anche in seguito. Riguardo alle risorse comunitarie, ad esempio, è emersa – nel primo workshop - la necessità di indirizzarle sempre più verso sistemi di


Fondi per precision farming, digital divide e sostenibilità ambientale

agricoltura di precisione e per la formazione degli agricoltori, a vantaggio della capacità produttiva e della sostenibilità ambientale e per diminuire il digital divide. Le innovazioni tecnologiche e digitali producono dati che dovrebbero essere condivisi e disponibili per tutti, attraverso un’unica piattaforma europea. L’instabilità di mercato ed i danni creati dai cambiamenti climatici – è stato ribadito nel secondo gruppo di lavoro - devono essere affrontati semplificando e migliorando ulteriormente gli strumenti di gestione del rischio, tenendo conto sia della diversità di condizioni dell’agricoltura negli Stati membri, sia dell’eterogeneità delle filiere agroalimentari a livello nazionale e regionale. Si è parlato

inoltre, sempre nell’ambito di questo workshop, della necessità di strumenti più incisivi e rapidi per la gestione straordinaria di gravi crisi climatiche, sanitarie, sociali e di

mercato. A tal proposito è stat formulata, da parte di Confagricoltura, l’ipotesi di un pool sovranazionale che aiuti le imprese a fronteggiare le calamità e le emergenze purtroppo sempre più frequenti. Un’attenzione particolareggiata, al tavolo del terzo workshop, è stata dedicata al ‘non food’, soprattutto inteso come energie rinnovabili (in particolare biocarburanti e biometano), che impongono necessariamente un nuovo modello agricolo per un’intensificazione sostenibile delle produzioni, che metta al centro l’innovazione - tecnologica e digitale - e la valorizzazione delle biomasse, in un’ottica di economia circolare e di bioeconomia. Il tema che ha animato il dibattito tra i partecipanti al quarto gruppo di lavoro è stato quello degli equilibri di mercato e delle pratiche sleali all’interno della filiera agroalimentare. Gli agricoltori hanno voglia di essere protagonisti del mercato e di ricavare il reddito dai prezzi che ricevono. E per ottenere questo va bene il libero mercato, ma occorrono anche regole precise che fa-

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P R I M O P I A N O FA R M E U R O P E

voriscano aggregazione e relazioni interprofessionali e che disincentivino e sanzionino le pratiche sleali. Un insieme di regole condivise, quindi, che prendano esempio dalle best practice dei singoli Stati membri. Il dibattito del GFF su benessere, scienza e nutrizione – oggetto dei lavori del quinto workshop - si è incentrato essenzialmente sui problemi della comunicazione, spesso superficiale e soggetta a distorsioni che danneggiano l’immagine del settore agroalimentare. Le soluzioni emerse da questo workshop prevedono il ricorso ad opinioni scientifiche supportate da laboratori e Università pubbliche, l’utilizzo di più piattaforme di confronto tra i decisori e la filiera ed una maggiore e più efficace comunicazione istituzionale. Oltre ad un costante presidio – magari con un apposito pool della Commissione europea - di web e social, con interventi tempestivi laddove nascono le fake news. 12 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

Auspicabile “soft Brexit”. Intanto definita data exit per 29 marzo 2019 Infine, della Brexit e del commercio estero si è occupato il sesto workshop, in cui si è riflettuto sulle conseguenze del “distacco”, sia per la Gran Bretagna, sia per l’Unione europea. Esistono forti timori per

l’export tra i britannici, compresi gli agricoltori che hanno votato in larga maggioranza per il ‘remain’. Dal confronto è emersa la necessità di un adeguato periodo transitorio, una sorta di ‘soft Brexit’, e di un budget, all’interno della PAC, per intervenire a favore dei prodotti sensibili qualora subiscano ‘shock’ di mercato a causa dell’uscita che avverrà venerdì 29 marzo 2019 alle ore 23.

LE CONSEGUENZE DELLA BREXIT

Il 60% dei prodotti agricoli ed agroalimentari consumati nel Regno Unito sono importati e circa il 75% di questi proviene dall’Unione europea. I settori produttivi soggetti a maggiore rischio sono la carne bovina, il lattiero caseario, il vino, l’ortofrutticolo ed il riso. Tra questi, quelli che riguardano più da vicino le esportazioni italiane sono principalmente il vino ed il riso, per i quali, peraltro, il Regno Unito potrebbe trovare differenti fornitori abbastanza agevolmente. I prodotti per i quali è prevedibile un impatto contenuto sono il grano, gli oli vegetali (escluso olio di oliva) e le uova.


Politica agricola e sostenibilità Gli interventi al GFF dei ministri Galletti e Martina. Ambiente e agricoltura sono settori che hanno bisogno l’uno dell’altro

“ A

bbiamo di fronte mesi decisivi per delineare la futura PAC e sono convinto che le prossime sfide potranno essere vinte solo se sapremo agganciare le politiche agricole alle questioni alimentari e ambientali, a quello che è in definitiva il grande tema della sostenibilità”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo in video conferenza al Global Food Forum. “Dobbiamo essere consapevoli – ha continuato il ministro Mar-

Gian Luca Galletti

tina – della portata politica che ruota intorno al tema della difesa del budget comunitario. Ma noi non dobbiamo accontentarci di una difesa d’ufficio, di una battaglia di retroguardia. Quella che dobbiamo fare è una battaglia per lo sviluppo, per qualificare il budget, con la consapevolezza di dover affrontare noi per primi, con responMaurizio Martina sabilità, i temi alimentari in videoconferenza e ambientali. In questo senso sono fondamentali momenti di confronto aperto e di che sono sotto gli occhi di tutti, ci scambio di vedute tra Istituzioni e impongono di capire che la strada associazioni europee, come quel- da seguire non può che essere quello che state organizzando in questi la della sostenibilità. In tutti i settori, giorni con Farm Europe”. agricoltura compresa”. “Tutti noi presenti – ha replicato il Per il ministro vanno dunque riviste presidente di Confagricoltura e del le relazioni tra ambiente e agricoltuGGF Massimiliano Giansanti – siamo ra, settori che hanno bisogno l’uno convinti che l’Europa sia il quadro dell’altro. “Senza lasciarsi prendere più opportuno per costruire il futu- dal ‘furore ambientalista’ che porta ro. Ogni Paese, ogni regione, hanno inevitabilmente ad una ‘decrescita le loro specificità ed è dunque ne- felice’ – ha precisato il ministro - . cessario lavorare in casa per creare Il parametro ambientale deve esfiliere performanti e sostenibili; però sere compatibile con la crescita dobbiamo lavorare tutti insieme, in del Paese”. “Abbiamo apprezzato maniera coesa, per defini- il pragmatismo del ministro Galre l’avvenire che vogliamo letti che dimostra una particolare per i nostri sistemi agroa- sensibilità per i temi dell’ambiente limentari europei”. Al Fo- e dell’agricoltura – ha commentarum è intervenuto anche to il presidente di Confagricoltura, il ministro dell’Ambiente Massimiliano Giansanti –. Gli siamo Gian Luca Galletti. “L’am- grati per la disponibilità dimostrata biente non è più un costo, e non possiamo che ringraziarlo per ma uno strumento essen- l’impegno profuso, insieme al miniziale per la competitività stro per le Politiche agricole Martina, delle imprese – ha detto -. per l’inserimento in Finanziaria del Cambiamenti climatici, sic- ‘bonus verde’, l’incentivazione per il cità, temperature anomale, verde privato che chiedevamo da incendi, alluvioni e frane, tempo”. (G.B.) NOVEMBRE 2017| MONDO AGRICOLO | 13


A Bruxelles un’architettura politica chiara e completa, anche attraverso la Pac

Il Castello di Collalto

pagamento diretto dovrà continuare a svolgere un ruolo importante e andranno ulteriormente sviluppati nuovi strumenti finanziari, come le assicurazioni e i fondi comuni di investimento”. Oltre a queste dinamiche a breve o medio termine, il Forum ha concordato che “l’Unione europea debba cogliere l’occasione della prossima riforma della PAC e delle discussioni in atto sul quadro finanziario pluriennale post-2020 per sviluppare meccanismi di gestione delle crisi, in modo che l’agricoltura possa essere pienamente preparata anche agli eventi più devastanti che si potranno verificare in futuro. La creazione di una forte riserva finanziaria per la crisi pluriennale dovrebbe essere considerata nel contesto delle prossime discussioni di bilancio”. Il Forum ha anche discusso su come raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. A questo proposito le parti economiche interessate sono disposte a contribuire alla sfida ambientale con soluzioni pratiche per ridurre l’impatto ambientale della produzione di cibo e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti

climatici. “Se dobbiamo procedere in sintonia per ottenere risultati tangibili, le soluzioni dovranno però basarsi su una rinnovata fiducia nella scienza e nell’innovazione e su nuovi investimenti”. È necessario, a parere dei partecipanti, incoraggiare lo sviluppo dell’agricoltura di precisione e di quella digitale, come pure delle nuove tecnologie. “La bioeconomia non dovrà essere compromessa da decisioni politiche che si discostino dalle prove e dalle linee guida scientifiche, incluse questioni concrete, come i biocarburanti provenienti dalla UE, che dovrebbero far parte del mix energetico sostenibile europeo”. Per fare questo, a parere dei partecipanti al GFF, la UE dovrà proporre un’architettura politica chiara e completa, anche attraverso la Pac. Ma la UE deve stare attenta: “La sussidiarietà e la flessibilità non dovranno portare ad un indebolimento della parità di condizioni tra gli agricoltori, così come andrà evitata ogni distorsione aggiuntiva della concorrenza nel mercato interno, in particolare quando si tratta di norme ambientali. Il primo pilastro della PAC dovrebbe continuare a svolgere il proprio ruolo di strumento completamente integrato, fornendo un quadro chiaro per tutti gli agricoltori e in tutta Europa”.

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i progetti dell’agroindustria costituita da Confagricoltura, Nomisma e Università LUISS Guido Carli per porre nuove basi nel rapporto di filiera, studiando iniziative ed eventi che vedano assieme i vari attori imprenditoriali. Nasce anche per valorizzare progetti agroindustriali nel nostro Paese, concretizzare nuovi servizi e tecnologie per promuovere reti innovative per la produzione agroalimentare. Hanno subito aderito all’associazione le imprese Heineken, Pancrazio, S. Margherita, Rago, Folonari, Agriconsulting ed Iccrea, e molte altre stanno perfezionando l’adesione. “L’obiettivo principale dell’associazione - ha detto la presidente di Agronetwork Luisa Todini - è il rilancio della competitività dell’agroalimentare attraverso l’approfondimento della progettualità di filiera, la creazione di reti, la realizzazione di iniziative, fiere, eventi e manifestazioni per la valorizzazione del Made in Italy e per l’innovazione, anche su scala internazionale.” Obiettivo del seminario romano è stato quello di delineare lo scenario e le dinamiche del mondo web nell’ambito della «reputation» con uno sguardo sullo status dell’agroalimentare, per ana-

consumatore. Di questo si è discusso nel corso del seminario “Web reputation: gestione della reputazione aziendale nell’agroalimentare”, organizzato da Agronetwork che si è svolto alla LUISS Business School di Roma, che ha proposto un quadro di riferimento normativo e analitico – e molti case studies e testimonianze aziendali - relativi al monitoraggio web e al social listening sul tema della disinformazione e circolazione in rete di false notizie nel settore agroalimentare. Agronetwork è l’associazione per

Obiettivo di Agronetwork la valorizzazione dei progetti agroindustriali lizzare potenzialità e rischi nella valorizzazione delle strategie del webmarketing e per valutare l’efficacia dei sistemi di difesa messi in atto dalle aziende agroalimentari.Non prendere scorciatoie, non mentire, non collegare (o scollegare) il problema all’azienda sono state le iniziative messe in atto in atto per gestire la crisi della “mucca pazza”, prima dell’avvento dei social: una crisi mediatica con forte impatto sul business. Quindi il caso “Dogfighting” nel 2010 e quello del il pomodoro “cinese” nel 2014 con crisi scoppiate sui social media che ebbero un forte impatto sulla reputazione aziendale e sulle categorie interessate. Rispondere alle immagini con immagini, puntare sulle evidenze, rapidità e trasparenza sono stati i fattori di successo che hanno permesso di superare un momento particolarmente difficile. Nello specifico, la “leggenda” del pomodoro concentrato cinese in Italia ha provo-

Giansanti e Todini

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ATTUALITÀ NETWORK

cato danni enormi ad un settore formato da circa 100 industrie di produzione, di cui solo il 10% grandi imprese capaci di sostenere campagne pubblicitarie adeguate, che avrebbero potuto dimostrare che l’Italia importa concentrato di pomodoro da diversi mercati mondiali (Cina, Usa, Spagna, Portogallo, Grecia), che viene rilavorato da alcune aziende che, per destagionalizzare, lo rivendono sui mercati del Medio Oriente e dell’Africa. Rispetto alla produzione nazionale di pomodoro, le importazioni dalla Cina rappresentano l’1,2%. In Italia si consumano solo pelati, polpa di pomodoro, passata di pomodoro fresco e pomodorini, che possono essere prodotti solo con pomodoro fresco, quindi solo con pomodoro italiano. “I social media stanno cambiando il mondo – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – e il sistema agroalimentare 18 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

I social stanno cambiando il mondo e l’ agroalimentare è particolarmente vulnerabile è particolarmente vulnerabile. Le nostre aziende devono imparare a gestire il web senza spaventarsi per la sua modernità e complessità. La gestione deve essere non solo professionale, ma anche quotidiana, dove, alle competenze della comunicazione, devono accompagnarsi quelle di natura tecnica ed agronomica. In prospettiva una parte importante del nostro mercato verrà controllata dall’e-commerce, che a sua volta è influenzato dai cosiddetti blogger. Bisogna costruire un sistema di relazioni valido con i social media, garantendo ai nostri consumatori sempre maggiore trasparenza e qualità delle scelte imprenditoriali, per mantenere alta la reputazione,

cioè la stima e la credibilità riguardo al brand e ai propri prodotti.” “Con questo evento è stato inaugurato il ciclo di incontri di Agronetwork del biennio 2017-2018. “Il programma – ha annunciato il segretario generale Daniele Rossi - prevede diverse iniziative sul territorio nazionale, dedicate a temi su cui l’Associazione intende impegnarsi. All’inizio del prossimo anno un evento sul ruolo della finanza sostenibile si svolgerà a Milano con il coordinamento di Guido Folonari. Seguiranno incontri con le imprese sulla valorizzazione del Made in Italy e sulla internazionalizzazione in collaborazione con Nomisma; sul turismo integrato sostenibile con la Luiss; sulla nutraceutica e prodotti e filiere funzionali, insieme alle Università, in cui si presenteranno progetti legati alla salute, alla sostenibilità e all’economia circolare”.


ATTUALITà NETWORK

Firmato a Palazzo della Valle l’accordo innovativo tra OP Mediterraneo e Granoro

di Gabriella Bechi

G  

rano e pomodoro fanno squadra contro la volatilità dei prezzi a tutela del reddito degli agricoltori e per assicurare un piatto di pasta 100% made in Italy. E’ questo l’obiettivo dell’accordo di filiera firmato il 20 novembre nella sede di Confagricoltura a Roma, alla presenza del direttore generale Francesco Postorino, tra l’Organizzazione di Produttori OP Mediterraneo, società cooperativa foggiana che conta 150 associati e aderisce a Confagricoltura, e il pastificio Granoro s.r.l. Un accordo innovativo, che mette in relazione diretta agricoltori e industriali, abituandoli

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Pasta al pomodoro a dialogare tra loro in modo trasparente al fine di ottenere un reciproco beneficio, e che mira a diventare un modello di integrazione

e sviluppo economico e sociale del territorio, replicabile anche in altri comparti. Si parte dalla Puglia, da sempre terra vocata alla produzione di grano duro - areale di coltivazione, produzione e molitura di quello destinato al pastificio Granoro s.r.l. - dove saranno messe a coltivazione granelle, liberamente scelte dai cerealicoltori e meglio rispondenti alle loro esigenze, con l’obiettivo di ottenere un livello qualitativo conforme alle esigenze del pastificio. L’accordo prende esempio e ricalca quello siglato nel 2011 sempre tra i soci di OP Mediterraneo, produttori di pomodoro, e I.C.A.B. S.p.A./La Fiammante, storica azienda di conserve alimentari operante a Salerno. Una realtà imprenditoriale quotata in borsa che crede profondamente nel valore aggiunto di un pomodoro al 100% italiano, che vanta la certificazione di filiera e che rispet-


ATTUALITà AMBIENTE

Life+ sul bio A Palazzo della Valle riflessione a 360 gradi di Confagri e Kyoto Club su un settore che ha avuto una crescita esponenziale di consumi, Sau e imprese

L ’

agricoltura biologica ha bisogno di nuove politiche e di strumenti adeguati per garantire sempre più le imprese agricole ed i consumatori. È quanto emerso dal workshop promosso da Confagricoltura e Kyoto Club, che si è svolto a Roma a Palazzo della Valle. Gli esperti (Francesco Giardina del Mipaaf, Antonella Giuliano di Ismea, Roberto Calabresi di Kyoto

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Club e Luigi Tozzi vicepresidente del Gruppo di lavoro “Agricoltura Biologica” del Copa-Cogeca) hanno analizzato il peso del settore, l’evoluzione normativa, i progetti istituzionali, il mercato, l’innovazione e la valenza climatica relativi all’agricoltura biologica. Una riflessione a 360 gradi su un settore che ha avuto, in questi anni, una crescita esponenziale nei consumi e nel numero di superfici coltivate e di imprese agricole addette, che rappresentano più del 90% delle imprese del settore. Secondo una ricerca condotta da Sinab, i terreni a coltivazione biologica nel 2016 si sono espansi di circa 300mila ettari in più rispetto all’anno precedente; una superficie pari alla provincia di Bologna. Inoltre, i tassi di crescita segnalano un +20% rispetto al 2015 per quanto riguarda le superfici coltivate, gli operatori impegnati ed i consumi. “Il biologico non è più un mercato di nicchia – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – e nel futuro aumenterà certamente la richiesta di prodotti a forte valore aggiunto, come quelli di origine animale (latte, yo-

gurt, formaggi) e vegetale. Ma non bisogna dimenticare che sposare il biologico significa sposare un’idea e non inseguire una moda o una semplice promessa di maggior peso economico delle produzioni”. Rivolgendosi ai ragazzi dell’istituto tecnico agrario Emilio Sereni di Roma presenti al convegno, il presidente ha poi detto: ”Voi siete il futuro e Confagricoltura guarda all’agricoltura del futuro. Cambieranno le diete, il tipo di alimentazione e le modalità di acquisto e sarà compito degli agricoltori rispondere alle nuove richieste di mercato. Tra queste, certamente, ci saranno i prodotti biologici e l’e-commerce. Non dobbiamo avere paura dei cambiamenti: in America Amazon ha comprato la più grande catena di supermercati biologici e gli agricoltori non si sono affatto spaventati. Gli unici ad essere preoccupati sono stati i venditori di automobili dal momento che gli americani usa-


Giansanti: «Sposare il bio significa coniugare un’idea e non inseguire una moda» in pieno”. Tra le novità previste nel T.U. vi sono nuovi sistemi di aggregazione e di decisione politica per gli imprenditori di tutta la filiera, coniugandoli con le politiche locali; la possibilità di costituire un’organizzazione interprofessionale del bio; la creazione dei distretti biologici; la migliore definizione dei ruoli e delle compagini delle organizzazioni dei produttori. “Anche in Europa si discute ormai da tempo di un nuovo regolamento sulla produzione biologica – ha concluso il presidente della Federazione dell’agricoltura biologica di Confagricoltura, Paolo Parisini -. Il coraggioso testo presentato dalla Commissione europea quasi quattro anni fa, che prevedeva l’innalzamento degli standard di qualità e controllo dei prodotti bio, ha subito molti emendamenti riducendo la portata innovativa iniziale. Entro l’anno se ne prevede comunque l’approvazione”. (M. M.) no abitualmente l’auto per andare al supermercato”. “Le politiche nazionali ed europee hanno favorito la crescita di questo settore anche per il valore che ha per la mitigazione dei cambiamenti climatici – ha sottolineato il presidente del Kyoto Club, Francesco Ferrante -. Il nostro Progetto Life+ ORGANIKO rappresenta un’importante esperienza nella determinazione del valore ambientale dell’agricoltura biologica”. La sen. Maria Teresa Bertuzzi ha illustrato le novità del testo unico sullo sviluppo dell’agricoltura biologica, di cui è relatrice al Senato; il provvedimento è stato approvato in Commissione Agricoltura e – al momento in cui scriviamo - attende di essere esaminato dall’aula.“Quello del bio – ha sottolineato la senatrice - è un settore che negli ultimi anni ha registrato un notevole dinamismo che ha messo in corsa il legislatore che si era trovato un passo in-

dietro. L’obiettivo però non è solo quello di aggiornare la normativa, ma di individuare nuovi strumenti più idonei affinché l’agricoltura biologica possa essere valorizzata

La sen. Maria Teresa Bertuzzi

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ATTUALITÀ AMBIENTE

La Silicon Valley agronaturale Al convegno romano di Life+, tre case history nel viterbese, di produzione e commercializzazione da sinistra: Chiarini, Benedetti, Lilloni e Tozzi

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ell’ambito dell’incontro a Palazzo della Valle sono state presentate tre interessanti case history sulla produzione e commercializzazione di prodotti bio nella realtà viterbese. Viterbo è una sorta di Silicon Valley dove si sperimentano nuovi percorsi produttivi e di commercializzazione connessi al biologico. Emanuela Benedetti di Blife ha illustrato l’attività de “La boutique del biologico” che ha sede a Viterbo e che prevede la possibilità di acquistare online una selezionata gamma di prodotti biologici ricevendoli comodamente a casa propria oppure di sceglierli con mano presso i punti vendita. L’iniziativa è nata dalla volontà di alcuni giovani licenziati da un’azienda di commercializzazione del bio di non mollare e di ricostruire il proprio futuro; in un anno dalla sua fondazione ha raggiunto più di un milione di euro di fatturato. Blife ha deciso di

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affidarsi all’istituto Bioagricert, che è stato il primo organismo tecnico indipendente di controllo e di certificazione delle produzioni agro-alimentari biologiche riconosciuto dal ministero. Essendo certificata, la società ha l’obbligo di controllare che tutti i produttori con cui collabora siano a loro volta certificati, garantendo così alla clientela, la sicurezza di una doppia verifica, propria e dell’ente. Nell’etrusca Tuscania, cuore della Maremma laziale, Enrico Lilloni, gestisce con il fratello un’azienda di circa 150 ettari, divisi in vari “poderi” di proprietà della famiglia. Nel 2000 la conversione al biologico,

diversificando le coltivazioni: non più solo grano, ma anche farro, ceci, lenticchie, cicerchie e introducendo l’allevamento di vacche chianine e maiali. Siono state poi coinvolte nel progetto altre aziende, acquisendo il loro prodotto. Passo successivo la rete d’impresa per avere il prodotto sotto un unico marchio. Quindi si punta alla trasformazione (di farro, ceci, lenticchie, semi di lino), con attenzione alla nutraceutica. Sempre a Tuscania è ubicata l’azienda agricola “La Quercia”, con tre corpi aziendali (allevamento bio di bovini da riproduzione e carne, vigneto e colture estensive). Titolare è Giuseppe Chiarini, presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti, che ha ricordato come sia stato un pioniere del bio a cui si è avvicinato negli anni ’90. I bovini nei limiti del possibile sono allevati al pascolo. Sta puntando anche sulla produzione di vino biologico. Si pensa anche alla vendita diretta di carne e vino. (M. M.)


Summit sui fiumi C’è un filo conduttore che lega il Po e il Mississippi, il Reno e il Fiume Azzurro L’intervento di Giovanna Parmigiani

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corsi d’acqua rappresentano le vie lungo le quali si è diffusa la biosfera e tramite le quali sono avvenuti gli incontri delle civiltà. Il rapporto fra cambiamento climatico e disponibilità di risorse idriche rientra a pieno titolo fra le questioni che necessitano di un impegno corale». Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, partecipando al summit internazionale dei grandi fiumi del mondo svoltosi a Roma in Campidoglio. Per Confagricoltura è intervenuta la delegata di giunta all’ambiente di Confagricoltura, Giovanna Parmigiani che ha ricordato come l’Organizzazione abbia aderito all’alleanza delle imprese e delle associazioni a difesa della risorsa acqua dal rischio perché è importante ed inderogabile che Istituzioni, associazioni ed imprese agiscano in modo coeso per fronteggiare situazioni critiche già in atto che hanno conseguenze enormi su territori, collettività ed aziende. I fiumi sono al centro della sfida climatica, ambientale e di sviluppo economico globale; c’è un filo conduttore che lega il

Il Presidente della Repubblica Mattarella

Po e il Mississippi, il Reno e il Fiume Azzurro, i fiumi più grandi con i corsi d’acqua più piccoli. Per tale motivo – ha detto la delegata di Confagricoltura «occorre mettere in atto tutte le possibili azioni per preservare questi preziosi ecosistemi favorendo la cooperazione su larga scala ed inserendo i cambiamenti climatici nelle strategie di governance». Anche in Italia si sta delineando una situazione meteo-climatica caratterizzata da una generalizzata diminuzione delle precipitazioni ma, al contempo, anche da gravi fenomeni alluvionali: l’andamento meteorologico, legato al cambiamento climatico, oltre ai danni diretti alle persone e alle

Giovanna Parmigiani

risorse ambientali (il 90% dei disastri naturali a livello globale è legato all’acqua), sta provocando nel Paese disagi a molti settori produttivi, a cominciare da quelli che, come l’agricoltura, maggiormente dipendono dall’utilizzo delle risorse idriche e irrigue. «Occorrono - ha proseguito Parmigiani - interventi incisivi, sia dal lato ambientale per migliorare la sicurezza territoriale e sociale, sia dal lato economico per migliorare le infrastrutture, soprattutto con nuovi invasi, e la funzionalità dei processi produttivi, con particolare riferimento all’uso efficiente delle risorse naturali». È anche indispensabile un impegno di tutte le parti pubbliche e private nell’individuazione di nuovi strumenti di governance della gestione delle risorse idriche. In questa direzione occorre favorire la coerenza delle politiche adottando efficaci sistemi di coordinamento intersettoriale, in particolare tra le politiche per l’acqua e l’ambiente, la salute, l’energia, l’agricoltura, l’industria, la pianificazione territoriale e l’uso del suolo. (M. M.) NOVEMBRE 2017| MONDO AGRICOLO | 25


FOCUS ECOMONDO

Le novità sono green

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In primo piano a Ecomondo i brevetti sul biogas e le iniziative per l’agricoltura urbana Galletti e Veggia allo stand confederale

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comondo non è più soltanto la fiera dell´ambiente, ma l´appuntamento leader dell´economia italiana. Qui viene trattata quella parte dell’economia che rappresenta il futuro della crescita italiana e globale». Lo ha detto il ministro dell´Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo alla fiera di Rimini per l´inaugurazione della kermesse. Sui 113 mila mq di superficie fieristica erano insediati gli stand di 1.200 imprese; oltre 200 gli eventi, partecipati da un pubblico di 11 mila professionisti ed esperti. Come “Eco0Innovazioni” sono stati otto i brevetti a cui sono stati assegnati gli attestati come migliori ecotecnologie presentate in fiera; di essi ben la metà sono attinenti al settore del biogas/biometano e riguardano: “Bioelectric Italia” (microimpianti biogas da reflui zootecnici), “Host B.V.” (upgrading biogas biometano), “Solidpower spa” (biogas,

Installazione del Gruppo Hera

bluegen, microgenerazione a cella a combustibile), “Ecomotive Solutions” (biogas, microliquefattore di biometano). L´innovazione è stata di casa anche attraverso una qualificata vetrina di start up; in particolare, sul fronte alimentare si è posta in evidenza la società trentina “Green Code” che è riuscita nell´intento di ricavare un estratto naturale liquido, ideale per la conservazione dei prodotti ortofrutticoli (una soluzione in fase di test con le mele). Segnalate anche le soluzioni di agricoltura urbana di alcune start up: “ACME21” è l´azienda cesenate che ha realizzato una linea di prodotti per allevare api sul balcone di casa; Orthoponics ha proposto forme acquaponiche e geodetiche, che sfruttano anche l´acquario dei pesci per produrre fertilizzante per piccoli orti urbani; “Composharing” è invece il nuovo servizio per favorire il compostaggio domestico e di comunità.


Economia circolare

Impiegare i rifiuti come sottoprodotti

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fiuti”. «Bisogna prevenire i rifiuti, ridurli in modo consistente, cosa che è indubbiamente la migliore opzione ambientale possibile – ha detto -. Per far ciò sono fondamentali l’innovazione tecnologica e digitale; si pensi all’agricoltura di precisione, all’accorciamento delle filiere e delle catene di distribuzione del settore agroalimentare; con le ulteriori novità che porterà l’e-commerce creando un contatto diretto tra produttore e cliente e consentendo ampi margini di miglioramento anche in termini di riduzione dei rifiuti e degli sprechi». Il settore agricolo ed agroalimentare può divenire un vero attore della prevenzione dalla produzio-

ne dei rifiuti e, più in generale, dell’economia circolare se però si riescono a rimuovere gli ostacoli riconducibili a: barriere di mercato; cultura e abitudini; posizione geografica e infrastrutture; accettabilità sociale dell’innovazione; poca chiarezza normativa; regole stringenti e spesso interpretate in maniera restrittiva; difformità applicativa; burocrazia; poco dialogo tra mondo economico e istituzionale; scarsa integrazione tra le diverse politiche. “Serve pure - ha concluso Giovanna Parmigiani - un’agroindustria sempre più innovativa e plurifunzionale, orientata alla diversificazione, che sappia proiettarsi verso nuove sfide». (G. M.)

er i residui produttivi bisogna passare dalla logica del rifiuto e dello spreco a quella della valorizzazione dei sottoprodotti. L’economia circolare è un impegno prioritario delle aziende agricole e della cooperazione. Lo ha sostenuto la delegata della giunta di Confagricoltura per l’ambiente Giovanna Parmigiani che è intervenuta - a nome di Agrinsieme - alla sessione pomeridiana degli “Stati Generali della Green Economy” dedicata all’economia circolare e all’attuazione delle “direttive riNOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 27


FOCUS ECOMONDO

Food 2030 Prima analisi sul nuovo programma di ricerca europeo che si riconnette agli obiettivi sostenibili delle Nazioni Unite di Gaetano Menna 28 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

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onfagricoltura, ad Ecomondo, si è interrogata su “Food 2030” il nuovo quadro politico per connettere, ampliare e promuovere la ricerca e l’innovazione in supporto alla sicurezza alimentare ed alle nuove sfide per un’alimentazione sostenibile e sana, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale, la cir-

colarità e l’efficienza delle risorse. La giornata di approfondimento è stata promossa da Confagricoltura in collaborazione con Ecomondo, Federalimentare Servizi, Enea ed Università di Bologna. A moderare la prima parte dei lavori è stato Daniele Rossi, presidente del Gruppo Ricerca ed Innovazione di CopaCogeca (il coordinamentio delle organizzazioni agricole e cooperative europee), nella seconda parte


Stand Confagricoltura a Ecomondo

il testimone è passato a Lorenzo Tosi, giornalista di “Terra e Vita”. In apertura dei lavori il punto su “Food 2030”, curato da Massimo Burion, rappresentante della DG Ricerca della Commissione europea. «L’obiettivo - ha evidenziato - è di continuare a finanziare la ricerca una volta concluso il programma europeo “Horizon 2020”. Il nuovo quadro programmatico è denominato “Food 2030” perché l’idea è di collegarsi a “Agenda 2030” dell’Onu ed ai suoi 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile». In particolare il programma si focalizza su grandi aree tematiche prioritarie: la nutrizione per diete sostenibili e salutari; i sistemi alimentari am-

bientalmente sostenibili e resilienti; i sistemi alimentari circolari ed efficienti nell’uso delle risorse. «Ci deve essere, nelle filiere agroalimentari, una nuova consapevolezza produttiva – ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nel suo intervento -. Bisogna fornire più cibo per una popolazione mondiale in aumento, ma con meno impatto sull’ambiente, adattandosi ai cambiamenti climatici, puntando sulla circolarità, sull’innovazione e sull’uso ottimale delle risorse; per questo parliamo di crescita sostenibile. L’obiettivo è coniugare produttività, sostenibilità e competitività. Per far ciò leve fondamentali sono l’innovazione tecnologica e digitale, così come il web ed i nuovi canali di vendita e-commerce». «Il percorso di crescita dell’agroalimentare, sui binari indicati da Bruxelles, non può che essere svolto in sintonia, rafforzando le aggregazioni tra i produttori e le relazioni tra i diversi attori settoriali – ha spiegato -. Le filiere sono fondamentali, valgono complessivamente 280 miliardi di euro e rappresentano il 17% del PIL nazionale. Devono essere il perno dello sviluppo tracciato a livello comunitario su tre assi di sostenibilità: ambientale, sociale, ma anche economica». «L’obiettivo tracciato dal programma ‘Food 2030’ – ha proseguito - non può che essere

Giansanti: «Una nuova consapevolezza produttiva nelle filiere agroalimentari» quello di rafforzare la competitività di aziende agricole e di filiere agroalimentari, che producono, commercializzano e vendono i loro prodotti con un rinnovato impegno per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute ed il benessere». «L’innovazione deve essere anche culturale, per rafforzare le aggregazioni, grazie ad un gioco di squadra delle filiere, non tirando una coperta corta da una parte o dall’altra – ha concluso il presidente confederale -. Bisogna superare dialettiche e contrapposizioni che sono sterili, agendo, finalmente, in modo coeso per un unico e comune obiettivo, che è quello di portare il made in Italy nel mondo». È stata una giornata ricca di interventi tra cui quello dell’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli. In evidenza, in particolare, gli impegni per la sostenibilità di Barilla, Caviro, Orogel e Alce Nero. Nel corso delle sessioni pomeridiane si sono approfondite le sfide per il settore zootecnico (in un dibattito a cui è intervenuta la componente di giunta Giovanna Parmigiani) e quelle per il settore orticolo.

Burioni e Rossi

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A T T U A L I T À A G R I C O LT U R A S O C I A L E

La vigna che riscatta Syngenta da 8 anni è impegnata in un progetto di agricoltura sociale che coinvolge i detenuti della casa di reclusione di Alba nella coltivazione viticola di Claudio Costantino 38 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

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a legge sull’agricoltura sociale, approvata due anni fa, sta dando buoni frutti, disciplinando attività connesse al settore primario a valenza sociale. Una legge fortemente voluta dal vice ministro Andrea Olivero, che ha sempre rimarcato la necessità di coniugare l’imprenditorialità agricola con la responsabilità sociale. Tra i progetti merita un plauso ed una sottolineatura quello che sta portando avanti Syngenta, da ben otto anni, in campo

vitivinicolo presso la casa di reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba (Cuneo) e che vide intervenire proprio il viceministro Olivero alla presentazione ufficiale della produzione enologica 2015, che si era arricchita di una versione limitata speciale affinata in barrique. L’idea nacque nel 2006. Giovanni Bertello, che da alcuni anni lavorava come insegnante e tecnico agronomo nel carcere di Alba, chiese all’amico e manager di Syngenta Paolo Lambertini di aiutarlo a mettere a punto un progetto di produzione


di vino con le uve coltivate all’interno del penitenziario. Ne parlarono con il direttore della casa circondariale Giuseppina Piscioneri e gli educatori; così, poche settimane dopo, erano pronti il piano didattico e la convenzione con Syngenta, che si impegnava a mettere a disposizione i prodotti, le competenze e le risorse necessarie per una corretta e completa gestione del vigneto. Il progetto coinvolge 15 detenuti all’anno che all’interno del carcere seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo e coltivano le viti innestate sui terreni incolti all’interno della struttura carceraria: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Cortese. La vinificazione è affidata ai ragazzi dell’ultimo anno dell’Istituto Enologico di Alba, per la produzione di un vino rosso rubino eccellente e dal sapore morbido. Il nome del vino lo hanno scelto gli stessi detenuti: “Valelapena”; ricorda la pena da espiare, ma anche che senz’altro “vale la pena” di cogliere la possibilità di imparare – nel periodo della reclusione - un mestiere, in agricoltura, che potrà essere opportunità di inclusione sociale e lavorativa. Il progetto è stato arricchito, nel 2015, con una “Borsa lavoro” finalizzata alla formazione di detenuti da impiegare presso aziende del territorio con assunzione stabile. Sempre dalla vendemmia del 2015 è stata realizzata, in aggiunta alla produzione enologica tradizionale connessa alla vigna del carcere, una serie limitata di bottiglie in formato magnum, contenenti vino affinato in barrique e con un’etichetta celebrativa realizzata in esclusiva dal famoso vignettista Giampiero Casertano (che ha disegnato anche i fumetti cult Martin Mystère e Dylan Dog). Nel frattempo la

Ai detenuti si insegna un mestiere e si punta all’integrazione sociale produzione vinicola, iniziata con la prima vendemmia del 2009 che portò alla produzione di 750 bottiglie è andata crescendo negli anni fino ad arrivare alle 3000 della vendemmia 2016. Questa esperienza e la produzione delle bottiglie di vino etichettate Valelapena hanno acquisito notorietà ed estimatori anche oltre i confini di Alba. Cosa che gratifica Syn-

genta, che è fermamente convinta che investire nell’educazione sia un’opportunità per il futuro del settore agricolo. Sensibilizzare chi lavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini di responsabilità sociale, di tutela della salute e dell’ambiente è infatti l’obiettivo di tutte le attività di formazione e informazione di Syngenta. “Valelapena” rientra in uno dei progetti portati avanti dall’azienda per dimostrare ancora una volta il ruolo fondamentale dell’agricoltura per l’economia e per il tessuto sociale del nostro Paese.

IL RACCONTO FOTOGRAFICO DI “VALELAPENA”

Si intitola “Valelapena. Storie di riscatto dal carcere di Alba”, il libro fotografico realizzato dal fotografo Armando Rotoletti e del giornalista economico Luigi Dell’Olio sul progetto albese per i detenuti. Le foto e il testo raccontano le vigne curate con amore negli spazi verdi che cintano il corpo centrale del penitenziario. Emerge la passione di chi lavora sotto lo sguardo benevolo delle guardie penitenziarie. Può esistere un carcere “altro” che non è solo luogo di espiazione, ma anche, e soprattutto, luogo di riscatto. NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 39


Con l’ecopacciamatura diminuisce l’utilizzo degli agro farmaci

“Le prime plastiche davano alcuni problemi – spiega Tiozzo – perché stavano troppo sul terreno, quindi si è deciso di cambiare e puntare su un telo biodegradabile che ha richiesto tempo prima di essere messo definitivamente a punto. Da un lato serviva uniformità del film protettivo, dall’altra si cercava di raggiungere maggiore capacità nel mantenere l’umidità senza che questa potesse favorire l’insorgenza di funghi”. Con Basf è stato quindi realizzato un telo biodegradabile a base del polimero Ecovio, che è stato successivamente forato con il laser su tutta la sua lunghezza. Questo permette un migliore controllo delle malerbe, una presenza inferiore di malattie e una gestione più intelligente dell’acqua, senza

ristagni. Essendo biodegradabile, non lascia immissioni in atmosfera derivanti dal suo smaltimento alla fine del ciclo di produzione. L’ecopacciamatura è l’esempio concreto dei risultati della sinergia con Basf, poiché il telo biodegradabile si è dimostrato un prodotto validissimo, che ha fatto risparmiare manodopera e diminuire l’utilizzo di agrofarmaci, con conseguente riduzione dei costi. Sulle insalate, il film ha consentito una resa produttiva migliore fino al 30%. Recenti prove condotte sull’indivia hanno ulteriormente rafforzato l’efficacia della copertura. OrtoSole è una delle aziende leader nella produzione di insalate di diverse varietà, che commercializza anche in quarta gamma, ma importante è anche la produzione di carote, finocchi, radicchio, cavoli, verze, carciofi e numerosi altri ortaggi. L’innovazione è sempre stato un obiettivo per la famiglia Tiozzo, fin dalle prime generazioni, che da semplici produttori di frutta e verdura da vendere sul mercato romano sono diventati fornitori della grande distribuzione organizzata su tutto il territorio nazionale e anche europeo. I Tiozzo lavorano anche con i gruppi di

acquisto e continuano la vendita diretta alle porte di Roma. OrtoSole ospita sovente sperimentazioni nell’ambito del Farm Network, tutte finalizzate ad ottenere migliori performance attraverso scelte agronomiche sostenibili. “I dati confermano che siamo sulla strada giusta – conclude Alessandro –. Le buone pratiche agronomiche definite in questi anni hanno portato alla riduzione dei costi aziendali, ma anche a benefici reali per l’ambiente e all’alta qualità del prodotto finale. Sono elementi concreti che ci stimolano a continuare in questa direzione”.

Alessandro Tiozzo

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S P E C I A L E C O LT U R E P R O T E T T E

Colture in sfera Una start up grossetana ha allestito una serra orticola ultratecnologica e idroponica di Anna Gagliardi

Gavorrano, comune della Maremma in provincia di Grosseto, si sta completando uno dei progetti più all’avanguardia nell’ambito delle colture protette: si tratta di Sfera, una serra ultratecnologica, idroponica, per la produzione completamente sostenibile di ortaggi. Il tutto ha preso il via lo scorso anno con una start up, Sfera WaterFood, che, grazie a finanziamenti di più investitori, ha progettato l’impianto ad alta tecnologia dal duplice obiettivo: migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti e delle condizioni di lavoro degli addetti. La serra si sviluppa su 13 ettari ed è inserita in un appezzamento complessivo di 22 ettari 42 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017


La sfera è un prototipo che fa da apripista nella serricoltura

sui quali si conta di mettere a regime un sistema agroforestale per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità. All’interno dell’impianto idroponico non si utilizzeranno agrofarmaci e la lotta ai parassiti sarà effettuata esclusivamente con insetti antagonisti. L’idea del progetto è di Luigi Galimberti, fondatore e amministratore delegato della società agricola Sfera, che è riuscito inizialmente ad avere un primo budget di 150 mila euro per l’avvio della start up da parte di Oltre Venture, un fondo di venture capital italiano interessato a iniziative imprenditoriali particolarmente innovative. Lo stesso fondo, in un secondo momento, ha aggiunto un’altra cospicua iniezione di risorse nello sviluppo

del programma. Ulteriori investitori del mondo bancario, con capofila Iccrea BancaImpresa, ci hanno creduto e ad oggi l’ammontare delle risorse supera gli 11 milioni di euro. Il progetto è ambizioso e punta a diventare anche un polo di attrazione occupazionale, con un centinaio di posti di lavoro quando la serra sarà a regime. La Sfera di fatto è un prototipo che fa da apripista a quello che dovrebbe svilupparsi in futuro sul territorio nazionale, ma anche in altri Paesi, nel comparto delle colture protette. Il tasso di innovazione è infatti particolarmente elevato e gli obiettivi esulano dal mero ambito agricolo, sfociando in un nuovo modello di business che guarda al mercato e non rimane nei confini dell’esperimento.

Per quanto riguarda le colture, Sfera ospiterà principalmente pomodori, lattughe e fragole, con un’attenzione particolare verso alcune varietà di pomodoro, quale il Pisanello, diffusa nelle province di Pisa e Livorno, che pur essendo antica, è molto delicata e poco resistente alle avversità climatiche. Questo significa che al momento è poco appetibile da parte degli agricoltori, seppur apprezzata dai consumatori. Sfera, a riguardo, dovrebbe dare una risposta alla precisa richiesta del mercato. La coltivazione in idroponica all’interno della serra ipertecnologica sarà effettuata sfruttando al massimo lo spazio disponibile, anche in altezza, attraverso una multibanda di polietilene che, in sintesi, permette all’acqua in eccesso di incanalarsi e raggiungere lo strato inferiore a beneficio delle altre piante. Le bande interne della struttura consentono anche il passaggio della sostanza nutritiva tra i vari livelli, garantendo un regolare sviluppo dell’apparato radicale delle piante, mentre il flusso a cascata tra i vari piani ne favorisce l’ossigenazione. Nella Sfera sarà anche utilizzata un’illuminazione a led, che richiede un investimento iniziale importante, ma permette un successivo risparmio energetico e un migliore sviluppo delle piante, che in questo modo ricevono più luce lungo tutto l’anno. La nuova concezione dello spazio della serra e la sua innovativa gestione si abbina anche al recupero dell’acqua piovana e all’utilizzo di insetti antagonisti nella lotta ai parassiti, in modo da avere una totale sostenibilità ambientale. La Sfera toscana dovrebbe essere pronta a breve: la fase esecutiva del progetto è partita all’inizio di quest’anno e, in base alla tabella di marcia, dovrebbe entrare in funzione nei prossimi mesi. NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 43


Con luci a led piante di pomodori più compatte e belle

nuale o automatizzato”. Le serre si estendono su circa trentamila metri quadrati a vivaio, di cui diecimila sotto copertura di vetro temperato e il resto a tunnel o multitunnel. Pomodori, peperoni e orticole a frutto si trovano principalmente nelle serre di vetro, mentre insalate e ortaggi a foglia verde sono collocati nei classici tunnel di nylon. Tutte le serre hanno dotazioni tecnologiche di apertura e chiusura, irrigazione, ventilazione e riscaldamento gestite da software, in modo da avere sempre un ambiente ottimale per lo sviluppo vegetativo. Il riscaldamento è basale o aereo, con temperature che oscillano tra i e 20° - 22° durante il

giorno e 12°-13° di notte. L’irrigazione con barre irroratrici dall’alto viene gestita utilizzando l’acqua in modo razionale, senza sprechi, e con un controllo costante del tenore dell’umidità. Anche la concimazione avviene tramite la stessa strumentazione. “Rispetto a una volta è cambiata la tecnologia, grazie alla quale si è ottenuto un risultato ottimale in termini di gestione del vivaio e risparmio energetico. Il ciclo della pianta è garantito da macchinari all’avanguardia; le seminatrici sono per cubetto e per alveolo, le trapiantatrici sono automatiche. Completano la dotazione le macchine per il deposito casse in serra e due celle di germinazione in grado di controllare perfettamente ogni varietà”. In alveolo sono seminati pomodoro, peperoni, melanzane, zucchine, cetrioli, cavoli, cavolfiori, broccoli, porri, angurie e meloni. Le varietà coltivate a cubetto sono insalata, cicorie, prezzemolo, coste, basilico, rucola selvatica, valeriana, spinaci, finocchio e sedano. A richiesta ci sono inoltre piante innestate prodotte in lana di roccia, sia in alveolo di torba, con varietà e portainnesto su richiesta. Tutte le piantine del vivaio sono certificate. “Recentemente abbiamo investito sperimentando la luce a led in alcune serre, su pomodoro, per avere più luce, senza aumentare il calore. I risultati per ora soddisfacenti: la pianta è più compatta e più bella. Vedremo se allargare anche alle altre serre”. L’azienda collabora con l’Università di Torino e con Agrion, la fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese. Per il futuro l’impresa della famiglia Ricca accarezza l’idea di creare una linea di orticole bio, ma al momento è un’ipotesi che deve essere ancora ponderata. NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 45


A T T U A L I T À R A P P R E S E N TA N Z A

Salvaguardia dell’ape Storico accordo tra apicoltori e filiera agricola per tutelare il prezioso insetto impollinatore di Daniela Larivei

Raffaele Cirone

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i è svolta il 4 ottobre 2017 a Roma, presso il ministero delle Politiche Agricole, la firma dell’intesa per l’applicazione delle buone pratiche agricole e la salvaguardia delle api nei settori sementiero e ortofrutticolo. Soddisfazione in Confagricoltura e FAI-Federazione Apicoltori Italiani per la firma dell’accordo. Evento che, secondo gli addetti ai lavori, passerà alla storia: è la prima volta che si realizza un momento di condivisione così partecipato ed è accaduto sul tema della salvaguardia dell’ape, il primo degli impollinatori che danno una mano di non poco conto all’agricoltura italiana. Basti dire che se per il comparto apistico la produzione lorda vendibile a fatica raggiunge i 60 milioni di euro/anno, il valore dell’incremento produttivo che le api assicurano ogni anno all’Italia, attraverso il prezioso servizio di impollinazione alle principali colture ortofrutticole e sementiere arriva a ben 1,5 miliardi di euro/anno! Dunque, non poteva mancare un sostegno e un apporto – praticamente dalla quasi totalità delle organizzazioni professionali agricole - che esprime chiaramente la volontà di cooperare su un tema così delicato quanto strategico per l’intero comparto produttivo agricolo.


Riunione, al Mipaaf per coordinare gli interventi

Dal confronto su queste tematiche è scaturito un percorso che è maturato via via giungendo fino al tavolo del Mipaaf. È qui, nella Sala Clemente - quella dove campeggiano le foto di tutti i ministri dell’agricoltura, da Cavour a Martina - che in un clima sempre serio e costruttivo, si sono ritrovati tutti i protagonisti e firmatari di questa che sembra la dichiarazione di armistizio tra gli NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 47


A T T U A L I T À R A P P R E S E N TA N Z A

Il vice ministro Andrea Olivero

apicoltori e gli agricoltori. I delegati hanno apposto così le loro firme al Protocollo d’intesa alla presenza del vice ministro con delega all’Apicoltura Andrea Olivero che non ha mai trascurato questo “dossier” e che certo ha contribuito in modo sostanziale alla sua piena ufficialità in ambito istituzionale. Hanno partecipato le Organizzazioni professionali agricole Confagricoltura e Cia, Alleanza cooperative, Associazione italiana sementi, Associazione sementieri mediterranei (AS.SE.ME.), Confederazione agromeccanici e Agricoltori Italiani (i contoterzisti), gli agricoltori moltiplicatori di semi (Coams), la Federazione nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura, la Federazione Apicoltori Italiani (FAI) e l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori (UNAAPI). Le parti agricole, hanno ribadito, in questa circostanza, l’impegno per sensibilizzare i propri associati affinché non trattino le colture in fioritura con insetticidi e altre sostanze tossiche nei confronti delle api ed a predisporre un elenco di prodotti fitosanitari consigliati per la corretta difesa delle coltivazioni in prefioritura. Le principali e più rappresentative Organizzazioni apistiche nazionali, dal loro canto, hanno assicurato massimo impegno per promuovere su tutto il territorio nazionale il servizio di impollinazione indispensa48 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

Giansanti: «Dal “tavolo tecnico” indirizzi operativi anche per le Regioni» bile fattore produttivo per un’agricoltura sostenibile. Confagricoltura ha accolto con grande soddisfazione la firma dell’intesa per l’applicazione delle buone pratiche agricole e la salvaguardia delle api nei settori sementiero e ortofrutticolo. “L’accordo siglato a tutela dell’ape italiana – ha commentato infatti il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - costituisce un passaggio

decisivo, a cui la nostra Organizzazione ha dato credito e sostegno, anche grazie alla stretta collaborazione tra mondo agricolo e FAI. Ci aspettiamo ora che dal Tavolo tecnico appena insediato giungano indirizzi operativi non solo per gli agricoltori, ma anche per le amministrazioni regionali che non hanno ancora recepito e pienamente interpretato la norma quadro nazionale per la dfesa dell’apicoltura”. Il presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani, Raffaele Cirone, dal canto suo, ha dichiarato: “L’accordo siglato a tutela dell’ape italiana costituisce un passaggio storico che pone fine ad un decennio di aspre conflittualità tra mondo apistico e mondo agricolo. Un’incongruenza, visto che gli apicoltori sono a tutti gli effetti agricoltori, che va ora superata e depurata da ogni pregiudizio di stampo ideologico”. Non poteva mancare, in conclusione dei vari interventi, quello pronunciato dal vice ministro Olivero: “Questo accordo volontario dimostra un confronto serrato sul tema che vede il mondo dell’apicoltura e le associazioni professionali agricole e sementiere lavorare insieme; la vera sfida è ora quella di coniugare la preservazione della biodiversità e il miglioramento della produttività”.

PRIMA RIUNIONE DEL TAVOLO TECNICO

Dopo la cerimonia della firma, si è svolta una prima riunione tecnica operativa, alla presenza del Servizio fitosanitario del ministero, sugli impegni assunti con l’intesa per avviare il lavoro di approfondimento sugli obiettivi ratificati e sulle prossime azioni. E’ questa la struttura operativa che farà da supporto e coordinamento di un tavolo che, ci si augura, ora assuma il carattere e le competenze di una “interprofessione”, di un luogo cioè dove tutti coloro che ancora intendono convergere possono e potranno farlo, con il preciso intento di portare a termine un lavoro concreto: far sì che l’ape abbia la precedenza su tutto e su tutti mentre attraversa la strada ormai sempre più stretta della fioritura produttiva. E’ una questione di vita o di morte. Dentro quei fiori si nascondono tesori tipo il “nettare” e il “polline”. Senza di loro niente semi, niente frutti, niente più biodiversità. (D.L.)


A T T U A L I T À R A P P R E S E N TA N Z A

Anpa tour L’autunno dinamico dell’Associazione Pensionati di Confagri. Una ventina gli incontri territoriali in due mesi sui temi fondamentali per la terza età di Gaetano Menna

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n autunno cadono le foglie ma fioriscono gli appuntamenti sul territorio di Anpa (Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura). In questa stagione, infatti, si moltiplicano assemblee, incontri

Angelo Santori

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organizzativi e convegnistici che coinvolgono gli agricoltori con i capelli bianchi associati (sono stati una ventina gli appuntamenti a livello provinciale, interprovinciale e regionale, che si sono susseguiti tra ottobre e novembre in tutta Italia). Tante davvero le iniziative in agenda del segretario nazionale Angelo Santori per quello che, potremmo definire, l’ “Anpa tour”, che proseguirà anche a dicembre. “Il giro dei territori, il contatto con gli associati, è salutare e fondamentale per me e per tutta l’Organizzazione - ci ha detto Angelo Santori, tra un viaggio e l’altro -. E’ indispensabile avere il polso dei bisogni, delle attese, delle situazioni attuali dei nostri soci. I temi affrontati, nei vari appuntamenti, sono stati i più vari; si sono susseguiti incontri su pensioni e previdenza, lavoro nella terza età, ricambio generazionale, problematiche inerenti le successioni e donazioni, sicurezza per-

sonale, salute e assistenza sanitaria ed anche sulla sessualità nella terza età”. “Dai vari incontri emerge uno spaccato preciso sulla terza età - ha spiegato -. Gli anziani, se sono in salute, hanno bisogno di essere coinvolti, di essere parte attiva nella società, in azienda, in famiglia; sono e vogliono essere considerati una risorsa preziosa su cui fare affidamento. Dall’altro lato c’è il problema dell’assistenza sanitaria per coloro che ne hanno bisogno, che deve essere efficiente ed efficace; oltre alle cure c’è bisogno di preservare la dignità delle persone”. “Sto spronando – ha poi evidenziato - le sedi provinciali e soprattutto quelle regionali a lavorare, con le istituzioni locali, per incidere sul miglioramento delle politiche sanitarie e socio-assistenziali


Santori: «Indispensabile avere il polso dei bisogni dei nostri associati»

Assemblea Anpa Piemonte a Caramagna (CN)

perché venga avviato un processo di riforma importante. Coinvolgere Anpa sul territorio significa dare più attenzione a quanti sono più anziani ma hanno un patrimonio di esperienze, storie, tradizioni da condividere”. L’altro stimolo, che è venuto da Angelo Santori nei suoi incontri locali, è di carattere sindacale. Si sensibilizzano le strutture territoriali ad impegnarsi per far crescere il numero degli associati. “Dobbiamo lavorare tanto sui territori per attrarre nuovi soci, per far loro conoscere la nostra realtà e come operiamo”. Infine il segretario nazionale di Anpa ha ricordato le tante attività che vengono svolte attraverso la Onlus Senior per iniziative a carattere sociale a favore degli anziani; in particolare l’impegno nelle aree terremotate per dare un conforto agli anziani che hanno perso tutto ed alle loro famiglie. Altro impegno è quello per l’agricoltura sociale, premiando con una cospicua somma (40 mila euro l’uno) i tre migliori progetti di agricoltura sociale da finanziare. “La Onlus ‘Senior L’Età della saggezza’ vuole dare un contributo importante al Paese – ha concluso Santori -. Crede nella solidarietà e raccoglie risorse che poi dedica a iniziative destinate a migliorare la situazione degli anziani ed a creare un circuito di solidarietà agro socia-

mificazioni locali, come si è fatto a livello nazionale dove il presidente di Anpa siede, di diritto, nel Comitato Direttivo ed in Assemblea (con diritto al voto); lo stesso dovrebbe di competenza delle Regioni”. I soci si sentono parte attiva del avvenire nelle strutture territoriali. settore primario; ed allora molti in- Alcune realtà lo stanno già facencontri sono stati dedicati anche a do, su altre stiamo intervenendo problematiche agricole, a cosa sta accadendo a livello comunitario, PENSIONATI CONFAGRICOLTURA E ONLUS SONO ONLINE alle tematiche della sostenibilità e dell’innovazione. Gli anziani, che Sono online i siti di Anpa e dell’Onlus ancora sono attivamente impegnati “L’Età della Saggezza” ai rispettivi link: in azienda, vogliono informarsi ed www.pensionaticonfagricoltura.it e aggiornarsi. www.senioronlus.it Due portali ricchi “L’altro tema fondamentale – ha di notizie sull’attività dell’associazioproseguito a dirci Santori – è quelne e dell’Onlus, per informarsi ed aplo del ruolo del sindacato pensioprofondire. Strettamente connesso c’è nati a livello di struttura territoriail sito della “Carta Servizi”, rilasciata le. Stiamo sensibilizzando i vertici agli associati, che permette di ottenere delle Organizzazioni provinciali e sconti in molti settori merceologici. regionali a coinvolgere le nostre ra-

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CONFAGRI DONNA VISITA L’ITALIA

Donnagricoltura Tour in Emilia

Donnagricoltura Tour ha solcato l’antica via Emilia facendo tappa all’oasi naturalistica San Matteo di Medolla (Modena) dove le cicogne sono presenti tutto l’anno. Accompagnate dalla presidente nazionale di Confagricoltura Donna Gabriella Poli e dalla presidente regionale Rosanna Scipioni, le imprenditrici provenienti da varie città del Nord hanno poi visitato il caveau della Banca Popolare di San Felice 1893 che custodisce il disciplinare di produzione del Salame di San Felice. D’obbligo quindi una sosta nell’allevamento di suini di Antonio e Marco Rossi a Camposanto. Il programma è proseguito allo stabilimento Italfrutta in larga parte ricostruito dopo il terremoto del 2012 - che aderisce al consorzio Opera per la promozione e commercializzazione delle pere - sotto la guida della presidente Diana Bortoli, pericoltrice specializzata nella produzione di pere Abate Igp e Williams. Per finire,

in serata, con la cena in compagnia dell’imprenditrice Silvia Salvi dell’omonimo vivaio ferrarese che ha raccontato la sua realtà, leader del settore vivaistico europeo delle piante da frutto. L’indomani l’arrivo a Imola e, qui, la frutticoltrice Anna Maria Minguzzi ha condotto il gruppo lungo le piantagioni di kiwi e di nuove varietà frutticole, tra cui pesche a polpa rossa. In rappresentanza dei giovani agricoltori non poteva mancare la presidente di Anga Bologna Flavia Montroni, anch’essa produttrice di kiwi. Il successivo trasferimento ad Alfonsine ha consentito la visita alla Minguzzi Spa, a cominciare dai frutteti di mele dove spicca la varietà a club Pink Lady, oggi molto apprezzata dal consumatore. Degna di menzione è anche la Metis, metà susina e metà albicocca. Di grande interesse, infine, all’interno dello stabilimento, il reparto “controllo di qualità”. Barbara Bertuzzi

TARANTO, ACCORDO AGROENERGETICO CON COMES GROUP

Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Taranto, e Vincenzo Cesareo, amministratore delegato di Comes Group - azienda tarantina impegnata nel settore energetico innovativo, oltre che in svariate altre attività industriali - hanno firmato una convenzione che sancisce una partnership biennale «per favorire la diffusione tra le aziende agricole associate delle più recenti e avanzate tecnologie nel settore energetico». In particolare, si punterà sul progetto “hydrocracy” sviluppato dal Comes Group, un modello energetico totalmente esente da emissioni di CO2 e sostenuto interamente da fonti rinnovabili e sistema di stoccaggio ad idrogeno. La convenzione consentirà alle aziende agricole di sviluppare, grazie alla consulenza tecnica di Comes Group, la propria strategia nel campo energetico. «È fondamentale - ha concluso Lazzaro - la possibilità di accedere ai finanziamenti previsti dal Psr Puglia 2014-2020». NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 53


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

ALLA CAMERA PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

La ripresa è donna

Alla Camera dei deputati si è svolta l’iniziativa “La ripresa è donna”, un evento per promuovere il lavoro e l’imprenditoria femminile. “E’ fondamentale – ha sottolineato la presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli – riuscire a valorizzare l’imprenditoria femminile in agricoltura. Noi donne siamo perno delle aziende a conduzione familiare, che rappresentano il 76% delle aziende agricole europee e che sostengono il mantenimento di una popolazione attiva e dinamica, evitando lo spopolamento delle

aree rurali”. Le imprese agricole italiane a conduzione femminile sono 217.361 e concorrono a costruire i 60 miliardi di euro mossi dalle imprese in rosa dell’agroalimentare. Il settore agricolo rappresenta il 17% del Pil e le imprese condotte da giovani under 35 sono aumentate del 5%, superando le 13.000. Confagricoltura Donna si è sempre attivata per promuovere la presenza femminile negli habitat rurali, indispensabile per la difesa del territorio, delle tradizioni, della cultura. Occorre far crescere le comunità locali attraverso politiche di sviluppo orientate alle pari opportunità. E’ importante anche sviluppare la banda larga e realizzare servizi sociali, sanitari e scolastici capaci di promuovere la presenza femminile e quindi delle famiglie nelle aree rurali, con strumenti di conciliazione tra vita professionale, familiare e personale.

“RESPIRI-AMO GLI ALBERI” è il convegno patrocinato da Confagricoltura Donna. Organizzato dall’Associazione Giardini italiani, si è svolto al Macro di Roma. Dobbiamo tutti - secondo le imprenditrici - impegnarci per ridurre l’inquinamento e gli alberi possono contribuire. Ogni pianta, infatti, è un ecosistema capace di immagazzinare milioni di tonnellate di carbonio all’anno, polveri sottili e sostanze gassose, nonché di emettere ossigeno, ridurre la temperatura e rendere il mondo più bello. Fare più verdi le nostre città è un investimento giusto: per noi e per le generazioni future. New York ha quantificato i benefici, anche economici, del Central Park: 120 milioni di dollari all’anno.

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Orsola Balducci

DIRETTIVO LAZIALE Si è svolta a Palazzo della Valle la prima riunione del consiglio direttivo di Confagricoltura Donna Lazio. La presidente Orsola Balducci ha illustrato il programma 2017/2018. Tra gli argomenti trattati: la programmazione di corsi di formazione con il supporto di Enapra per promuovere la sempre maggiore “sindacalizzazione” delle nuove imprenditrici associate; l’organizzazione per il 25 novembre a Roma della manifestazione nazionale “clementine antiviolenza”; la sottoscrizione di un accordo tra Confagricoltura Donna Lazio e la società SISS (Società Italiana della Scienza del Suolo). A tal proposito ha partecipato al direttivo della Confagricoltura romana la presidente della SISS, Anna Benedetti, che ha evidenziato che lo scopo principale dell’accordo sarà quello di dare la possibilità alle associate di poter usufruire gratuitamente del servizio dell’analisi dei terreni. L’incontro si è concluso con il vivo apprezzamento delle imprenditrici del Lazio per questa prima positiva esperienza di condivisione e cooperazione.


Innovazione di pensiero MAIORANO A SMAU DI MILANO: INTERVENTI NELLA LEGGE BILANCIO PER RILANCIARE IMPRESE GIOVANI

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ono anni ed anni che si lavora sulle politiche più degli altri. “Se guardiamo alle performance geneper il ricambio generazionale in agricoltura: rali dell’imprenditoria giovanile agricola, decisamente primi insediamenti, subentri, prepensionamen- superiori alla media nazionale – ha ricordato Maiorati, pacchetti e contentini vari, ma - nonostante questo no - viene spontaneo chiedersi cosa avremmo potuto e l’impegno costante della nostra associazione - anco- fare se ci fosse stata una vera politica giovane”. Nel ra i giovani impegnati in agricoltura sono solo il 7%, documento programmatico di bilancio 2018 gli intertroppo pochi, soprattutto venti previsti dalla legge se paragonati a quelli over per il settore agricolo comIL C O M M E N T O 65. “Eppure – come ha sotportano una spesa di circa La nostra Associazione è impetolineato il presidente dei 150 milioni di euro. Due gnata in un forte cambiamento giovani di Confagricoltusono gli articoli dedicati, culturale. La nostra partecipara, Raffaele Maiorano, al in particolare, alle nuove zione a Smau e le iniziative di convegno sull’innovaziogenerazioni. L’articolo 16 ‘Filiere intelligenti’ confermane nel settore agrifood, in riguarda l’incentivo strutno e danno visibilità a questo occasione del recente roturale all’occupazione gionostro percorso, che culminerà adshow Smau di Milano vanile stabile, che prevede con il prossimo Convegno Quadri e i sessanta anni l’innovazione tecnologica la riduzione dei contributi dell’Anga. È importante - e non mi stanco mai di e digitale sta cambiando il previdenziali per l’assunsottolinearlo - che l’innovazione di prodotto e di volto dell’agricoltura mozione di under 30. L’articoprocesso venga accompagnata da quella indispenderna, nell’ottica di renderlo 17, invece, prevede sgrasabile di pensiero. Come ha confermato l’indagine la sempre più produttiva e vi contributivi per gli Iap del Censis, la percezione della professione agricola sostenibile. E gli imprene i coltivatori diretti ‘under nella mente dei cittadini italiani è profondamente ditori agricoli, soprattut40’. “L’Anga – ha concluso cambiata ed è salita ai primi posti nella fiducia. to quelli anagraficamente il suo presidente – è pieTocca ora a noi riuscire ad utilizzare questo risultapiù giovani, hanno una namente consapevole che to per far crescere l’agricoltura che vogliamo: quella maggiore capacità di inl’innovazione caratterizza il capace di guardare lontano, di coltivare capolavori, novazione di prodotto e di processo di sviluppo delle ambiente e sostenibilità sociale ed economica. Solo processo ma, soprattutto, aziende, dalla produzione sapendo cogliere ed utilizzare l’innovazione e le di pensiero, nelle relazioni alla distribuzione. Continuove tecnologie nel nostro settore, unite alla poscon il territorio, nello stile nueremo a batterci perché sibilità reale di favorire l’ingresso e la permanenza aziendale, nell’organizzasi continui ad incentivare di nuove leve, si restituisce al settore l’importanza zione del lavoro”. Non va le “new entry” nel nostro che merita. nemmeno dimenticato che settore: è fondamentale Raffaele Maiorano le imprese condotte da gioper garantire futuro all’aPresidente Nazionale Anga vani producono, in media, gricoltura italiana”. il 40 per cento di reddito in Elisabetta Tufarelli NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 55


CREMONA

IL PUNTO SU INGRESSO GIOVANI IN AGRICOLTURA

Benessere animale

Staffetta generazionale

A Cremona un focus sul benessere animale nel settore zootecnico, fortemente voluto dalla vicepresidente nazionale dei giovani di Confagricoltura Alda Dalledonne e dal presidente provinciale Roberto Bellini. L’appuntamento ha coinvolto Daniele Mezzogori (Confagricoltura), con una relazione dedicata allo stato dell’arte, Umberto Agrimi (Istituto superiore di sanità), che si è soffermato sulle nuove frontiere del benessere animale, Maria Stefania Spagnuolo (Consiglio nazionale delle ricerche), che ha illustrato le metodiche per la valutazione del benessere animale. Gianluca Boschetti (Latteria Soresina) ha spiegato il percorso iniziato per il benessere animale e Arnaldo Santi (responsabile marketing Fumagalli Industrie Alimentari) ha approfondito l’etichetta etica. Oltre alla tappa delle ‘Filiere intelligenti’ è stato consegnato a Fabio Curto (TV) il premio dedicato a Mino Balestreri, assegnato ogni anno, ad un giovane che abbia scelto e percorso con successo la strada della zootecnia.

La mancanza del bene terra ha limitato, praticamente da sempre, l’ingresso di molti giovani in agricoltura. Se non si ha alle spalle un’azienda già avviata ci si scontra con diversi e numerosi ostacoli: dal costo della terra elevato al difficilissimo accesso al credito. Nonostante questo l’agricoltura piace e attira molti millennials che vorrebbero impegnarsi nella conduzione di un’impresa agricola. Una recente analisi del Censis lo conferma e non è una sorpresa che il 78,9% dei cittadini italiani abbia un’opinione altamente positiva sulla professione di agricoltore, conquistando addirittura il terzo posto nei giudizi, preceduta soltanto dall’attività delle forze dell’ordine e dal volontariato. “Il problema concreto – ha spiegato Raffaele Maiorano – è quello di riuscire ad impiantare un’attività che riesca a fare reddito ed abbia un certo spessore economico. In altre parole, la difficoltà consiste nell’iniziare e fare progredire il business”. Di passi avanti, negli ultimi anni, ne sono stati fatti: attraverso i decreti Campo libero e Ismea, sono state introdotte novità interessan-

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ti che rappresentano sicuramente un’opportunità, come quella di concedere credito agevolato ai giovani under 40 che abbiano già contratto finanziamenti nel settore. “Abbiamo trovato validissima – ha messo in evidenza Maiorano – soprattutto l’iniziativa della senatrice Bertuzzi sulle società di affiancamento, che prevede una sorta di staffetta tra senior e chi vuole avviare l’attività d’impresa. Su nostra proposta, infatti, non si è fatto altro che mettere insieme due esigenze: quella dei giovani che desiderano far impresa in agricoltura, ma non hanno terra, e quella degli imprenditori over 65 con una propria attività già avviata, ma nessuno a cui lasciarla”. Finora, purtroppo, i problemi burocratici non sono riusciti a farla partire. “Eppure, queste forme societarie – ha concluso il presidente dell’Anga - avrebbero risposto ad un’esigenza reale consentendo a chi vuole avviare un proprio business di risparmiare sul costo della terra e al tempo stesso di non disperdere il patrimonio aziendale, permettendo agli anziani senza eredi naturali di andare in pensione in modo più soft”.


VIAGGIO DI STUDIO DI ANGA MANTOVA

Alla scoperta delle eccellenze trentine Un vero e proprio viaggio alla scoperta delle eccellenze del Trentino quello compiuto da una trentina di giovani di Confagricoltura Mantova. Prima visita al consorzio Trentingrana. Nato ufficialmente nel 1993 dalla fusione tra il consorzio dei caseifici sociali e dei produttori latte trentini e l’antico consorzio Trentingrana, nato per promuovere la commercializzazione del formaggio Grana prodotto in Trentino. Il consorzio offre assistenza tecnica alla produzione, stagionatura e commercializzazione del formaggio Trentingrana e degli altri prodotti lattiero-caseari dei caseifici associati, del burro e del siero in polvere. Sono sedici i caseifici associati al consorzio, che producono le otto eccellenze della regione. Oltre al Tren-

tingrana, il Puzzone di Moena (Dop), la Tosela di Primiero, il Fontal di Cavalese, l’Affogato di Sabbionara, il Casolet della Val di Sole, il Mezzano Trentino e la Vezzena del Trentino. La seconda parte della giornata è stata dedicata alla visita della premiata distilleria Bertagnolli, a Mezzocorona (Trento). Fondata nel 1870 dalla nobildonna Giulia de Kreutzenberg e dal

farmacista Edoardo Bertagnolli, l’azienda è da sempre specializzata nella produzione di grappe e distillati trentini, certificati e pluripremiati a livello interna-zionale per la loro insuperabile qualità. La visita è stata condotta dall’enologo della distilleria e, dopo un piccolo tour, c’è stata una degustazione finale, con quattro grappe selezionate dall’azienda. «Giornata per noi preziosissima – ha spiegato Andrea Carlini, presidente di Anga Mantova –. Ci siamo confrontati con due realtà produttive profondamente diverse dalle nostre, vere e proprie eccellenze per il Trentino Alto-Adige. Siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla professionalità e dalla competenza con le quali sono state condotte le visite».


FORMAZIONE

LE PROPOSTE ENAPRA 2018-2020

Formazione a catalogo

“Il bibliotecario”, dipinto di Arcimboldo (v. pag. 64)

Rinnovata l’offerta formativa per le imprese agricole associate e le strutture territoriali dell’Organizzazione. In questi giorni Enapra ha pubblicato il nuovo “Catalogo 2018-2020” in cui sono contenute le principali attività proposte dall’Ente di formazione di Confagricoltura. La terza edizione del Catalogo – già disponibile sul sito www.enapra.it – è prima di tutto una raccolta, per aree tematiche, dei principali corsi sperimentati con successo negli ultimi anni. “Il plus di questa nuova gamma di proposte – ha dichiarato il presidente di Enapra Luca Brondelli di Brondello– è rappresentato da quei corsi che vanno incontro ai fabbisogni formativi specifici delle aziende che mirano alla competitività e che riguardano l’utilizzo di nuove tecnologie e le innovazioni dei mercati”. “Con questa ultima rivisitazione del Catalogo – ha continuato - intendiamo arricchire ulteriormente l’offerta dei nostri 58 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2017

servizi formativi consentendo alle aziende associate e alle strutture del sistema di poter soddisfare i propri fabbisogni formativi e quindi di avere in Enapra il partner ideale per la qualificazione dei profili professionali per l’aggiornamento delle competenze dei propri collaboratori. Su questa

linea particolare rilievo rivestono le proposte co-progettate con Intesa San Paolo Formazione (società formativa di Banca Intesa) e contrassegnate dal logo “Skill4Agri” che attengono specificamente all’area della formazione in materia di strumenti per la crescita e lo sviluppo delle aziende. Si consolida, inoltre, l’accordo di collaborazione con Gambero Rosso Academy, e si aggiungono prestigiose collaborazioni con FAI (Federazione Apicoltori Italiani) e CIB (Consorzio Italiano Biogas). I corsi a catalogo Enapra possono essere organizzati ed erogati a pagamento, oppure attraverso il For.Agri - Fondo di riferimento per la formazione continua in agricoltura – che oltre ai piani formativi a valere su Avvisi periodici, finanzia, attraverso lo strumento del voucher individuale, la formazione di singoli dipendenti delle aziende agricole e agroalimentare aderenti al Fondo. Enapra è disponibile a incontrare le Unioni e le Federazioni che lo riterranno per approfondire anche con le stesse aziende agricole le opportunità di finanziamento per la formazione. Per contattarci: info@enapra.it

Corso su Biogas a Ecomondo Si è tenuta a Rimini lo scorso 7 novembre la prima edizione del corso “La corretta gestione di un impianto a Biogas”, promosso da Enapra e coordinato dal CIB- Consorzio Italiano Biogas. Le attività formative rivolte ai dipendenti di imprese produttrici di energia elettrica da fonti rinnovabili sono state finanziate da For.Agri e si sono svolte all’interno degli spazi allestiti per Ecomondo. Il corso è stato aperto da un intervento del direttore del Foragri, Roberto Bianchi, il quale ha esposto le molteplici opportunità che il Fondo ha saputo creare all’interno del sistema agricolo nazionale.


INNOVAZIONE

I “TOPIC” DEL TRIENNIO: SOSTENIBILITÀ, BIOECONOMIA, DIGITALIZZAZIONE

Horizon 2020 per la rinascita rurale La Commissione Europea ha pubblicato, nell’ambito del Programma Quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, “Horizon 2020”, il work programme relativo alla sicurezza alimentare, all’agricoltura sostenibile e alla bioeconomia per il periodo 20182020, con una dotazione complessiva pari ad 1,3 miliardi di euro. Il work programme 2018-2020 - fortemente influenzato dagli obiettivi dalla nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite adottata l’anno scorso e dagli Accordi di Parigi sul Clima - è dedicato ad una serie di sfide chiave per il prossimo futuro: dal cambiamento climatico alla gestione sostenibile del suolo e delle acque. Gli ambiti di ricerca ed innovazione previsti dal Programma si concentreranno, dunque, sulle grandi sfide che l’agricoltura si trova oggi a dover affrontare, quali l’incremento demografico, la sicurezza alimentare, la promozione della biodiversità, la riduzione dei fattori di stress ambientale ed una gestione più sostenibile delle materie prime mediante lo sviluppo di nuovi processi, prodotti e tecnologie che siano in grado di migliorare il modo in cui si produce e si consuma in Europa. Per il periodo 2018-2020 sono previsti tre principali ambiti di intervento articolati in vari argomenti (topic). Il primo bando è dedicato alla sicurezza alimentare sostenibile (Sustainable Food Security ) e – con una dotazione finanziaria di circa 753 milioni di euro - intende sostenere progetti di ricerca ed innovazione su nuovi sistemi alimentari efficienti dal punto di vista della gestione delle risorse naturali, sul benessere animale e del consumatore finale, sulla difesa contro l’insorgere di nuove malattie delle piante e nuovi agenti patogeni, anche mediante un uso sostenibile dei

pesticidi. Una quota significativa delle risorse saranno destinate allo sviluppo di collaborazioni di ricerca con l’Africa e con la Cina per il miglioramento degli standard di coltivazione e della sicurezza dei prodotti alimentari. Il bando Sustainable Food Security incoraggia, pertanto, la candidatura di progetti estremamente innovativi, caratterizzati da un approccio multisettoriale ed in grado di rappresentare tutta la filiera, e da gruppi di lavori europei altamente specializzati, al fine di creare le condizioni necessarie per la diffusione di metodi di coltivazione

e produzione alimentare dinamici ed innovativi. Di particolare interesse è, inoltre, il bando dedicato alla rinascita rurale (Rural Renaissance), ovvero la sperimentazione di nuovi approcci e strategie per rinnovare le politiche relative alle aree rurali. Mediante uno stanziamento di 263 milioni di euro, gli ambiti di ricerca prevedono la realizzazione di progetti ed interventi ad hoc sull’economia circolare, sulla digitalizzazione, sul rafforzamento delle reti di assistenza tecnica agli agricoltori e sullo sviluppo sostenibile nella produzione alimentare e non.

Dal laboratorio al mercato Horizon2020 è il più grande programma comunitario di ricerca e innovazione, con quasi 80 miliardi di euro di finanziamenti disponibili per 7 anni (2014-2020), oltre all’investimento privato che questi soldi attireranno. Promette passi da gigante sulle scienze fondamentali e scoperte di rilevanza mondiale portando grandi idee dal laboratorio direttamente al mercato.

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AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

AGRITURISMO FRÖTSCHERHOF

Relax naturale

D

a sempre l’Alto Adige ha un fascino unico, legato non solo alla presenza delle Dolomiti, ma anche a quella cura per il paesaggio che in questa regione, la meno italiana della Penisola, raggiunge livelli elevatissimi. È quanto traspare dal verde pubblico, dai fiori che addobbano i balconi, dalle case realizzate con i criteri della bioarchitettura, che qui raggiunge livelli di eccellenza, dall’ordine generale delle cose. Parlare di agriturismo in Alto Adige significa immergersi in tutto questo, godendo inoltre dei privilegi che il diretto contatto con la natura riesce ad offrire. L’agriturismo Frötscherhof, a cinque chilometri da Bressanone, è un maso che ha radici lontane, fino al dodicesimo secolo. Da oltre cent’anni appartiene alla famiglia Jocher. Anna e Sepp, moglie e marito, sono

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gli attuali titolari che conducono l’azienda agricola e che qualche anno fa hanno deciso di restaurare la struttura secondo i dettami della bioarchitettura, ricavando quattro appartamenti modulati in due o più camere, ciascuna dotata di un proprio bagno, provviste di una grande cucina e di terrazze o balconi con vista sulla Val d’Isarco e sulle Dolomiti. Al completo, l’agriturismo arriva ad ospitare fino a 20 persone. Il maso ha raggiunto livelli di eccellenza premiati con i 5 fiori, il massimo del punteggio del Gallo Rosso, l’associazione di riferimento che in Alto Adige promuove l’agriturismo di qualità L’attività agricola si sviluppa su tredici ettari coltivati e venti di bosco; le colture principali sono grano, segale e farro con cui si prepara il pane per le colazioni, che si arric-

chiscono con marmellate, sciroppi e piccoli frutti (more, lamponi, ribes, etc…) tutti prodotti in azienda. Una decina di vitelli e undici vacche da latte costituiscono invece l’allevamento dal quale si ricava il latte che viene conferito a una cooperativa locale o lavorato in loco per diventare yogurt e formaggio fresco. Anna e Sepp d’estate hanno anche l’aiuto dei tre figli, lungo l’anno impegnati altrove, e costantemente possono contare sulla collaborazione della nonna, che sforna torte prelibate per gli ospiti del maso. “I nostri clienti – racconta Anna – sono per la quasi totalità tedeschi, che prenotano da un anno all’altro”. E gli italiani? “Chiamano troppo tardi - aggiunge sorridendo – e spesso non trovano più posto”. L’ospitalità nella struttura si arricchisce di un laghetto balneabile, dotato


RISTORANTE “DA VITTORIO” A BRUSAPORTO (BG)

Tradizione e genio creativo

È

racchiuso in un’unica parola il segreto del successo del ristorante “Da Vittorio”, marchio di eccellenza nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza: “famiglia”. Quella famiglia Cerea che dal 1966 porta avanti un progetto condiviso, da quando Vittorio, insieme alla moglie Bruna, apre il suo ristorante nel centro di Bergamo, che ben presto, nel 1978, conquista la prima stella Michelin (la seconda arriverà nel 1996), fino al trasferimento nella prestigiosa villa con dieci camere affondata nel verde della Cantalupa, a Brusaporto, con l’ingresso nei circuiti Relais&Chateaux e Les Grandes Tables du Monde. Dalla conquista nel 2010 della tanto ambita terza stella Michelin, all’apertura di “Da Vittorio” a St Moriz al Carlton hotel. Dalla realizzazione della pasticceria Cavour 1880, a Bergamo Alta, a quella della struttura di Cantalupa, specializzata per banchetti ed eventi e in un servizio di catering internazionale. Fino alla scuola di cucina che si propone di trasmettere ai partecipanti, sia sul piano didattico, sia emotivo, quel mix di professionalità e familiarità che da sempre contraddistingue la famiglia Cerea. Una storia di successo, iniziata con papà Vittorio e portata avanti, con passione e determinazione, dalla moglie e dai cinque figli: Enrico e Roberto, entrambi chef; Francesco, che ha la responsabilità della cantina e della carta dei vini fatta da eccellenti etichette da tutto il mondo, e della ristorazione esterna; Rossella, che si occupa dell’accoglienza e dell’ospitalità nel ristorante e nella Dimora, mentre Barbara dirige Cavour 1880 con il marito Simone Finazzi, chef pasticcere che ha ereditato la vera segreta pas-

sione per i dolci di Enrico. “Mio padre è stato vero innovatore – racconta Enrico -. Negli anni ’60, a Bergamo, la cucina di pesce, uno dei fiori all’occhiello del suo locale, praticamente non esisteva, faceva quasi paura. Fu una scommessa grande, vinta grazie ad approvvigionamenti quotidiani da fornitori di tutta Italia con i quali abbiamo ancora rapporti di fiducia ed amicizia, e ad elaborazioni squisite”. Uno stile culinario inconfondibile, vivo e vitale da quegli anni, grazie all’intuizione del fondatore e all’evoluzione compiuta dai figli, che hanno integrato la tradizione con le tecniche più moderne. Un’armonia che si traduce in massima valorizzazione di materie prime di qualità assoluta, in arrivo dalle migliori aree di produzione: pesce, ma anche PICCIONE ARROSTO

Con il “Luna Rossa” dell’azienda Caminella, lo chef Chicco Cerea consiglia il “Piccione arrosto glassato alla soia, con datteri e composta di albicocche”.

carni, selvaggina, funghi nostrani, tartufi di Alba e verdure. Enrico (Chicco), primogenito di Bruna e Vittorio, è caduto bambino nelle pentole di famiglia. Una passione che lo ha contagiato a tal punto da trascorrere nelle cucina del ristorante dei suoi ogni momento libero. Dopo il diploma, l’esperienza nei migliori ristoranti di tutto il mondo e il ritorno a “casa” come executive chef. Al fianco di Enrico, il fratello Roberto (Bobo), con la predilezione per la sezione “primi”, il cognato Paolo Rota e il sous chef Stefano Bacchelli, vincitore - nella finale di “Chef emergente d’Italia 2017”, organizzato da Luigi Cremona - del premio di Confagricoltura per la migliore valorizzazione dei prodotti agricoli. Il concetto di “tradizione lombarda e genio creativo” ben rappresenta il filo conduttore dei menù che sono aggiornati e rivoluzionati insieme al divenire del mercato e delle stagioni. Una cucina che trasmette passioni, che si ricorda, che invita a ritornare. Anche per assaggiare i piatti che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant’anni del ristorante, appositamente contrassegnati con il numero 50, come i paccheri pomodoro e basilico alla Vittorio; il risotto carciofi, gambero rosso e arancia bitter; l’insalata tiepida di pesce al vapore; il Bianco di branzino “alla clessidra”. Ma anche quelli più recenti, come lo Spaghettoro con fagioli di pigna, triglia e la sua emulsione; lo Scorfano scomposto, brasato e crudo; il Maialino fondente, testina e crema di agrumi, la Finta Mozzarella mascarpone e yogurt; la Spuma di liquirizia, lemon curd e sorbetto alla mandorla; il Cremoso al caffè con biscotto cacao, Bayles e sorbetto al cioccolato. NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI...

A ROMA, A PALAZZO BARBERINI, LA GRANDE MOSTRA SU ARCIMBOLDO

La frutta in testa

E

ra attesa da lustri, una grande mostra dedicata al genio di Arcimboldo. Fino all’11 febbraio 2018, a Roma, Palazzo Barberini ospita una gigantesca esposizione di capolavori autografi, disegni e dipinti di Giuseppe Arcimboldo (Milano, 1526 – 1593) organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e da Mondo Mostre Skira, a cura di Sylvia Ferino Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo e già direttore della Pittura al Kunsthistorisches Museum di Vienna, e con la direzione scientifica delle Gallerie. Per la prima volta nella capitale arrivano opere provenienti da Basilea, Denver, Houston, Madrid, Monaco, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova e Milano. Un’occasione eccezionale, anche per la difficoltà di ottenere i prestiti delle sue opere, che spiega la rarità delle esposizioni dedicate a questo artista. Formatosi

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alla bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo da Vinci, Arcimboldo, pittore ma anche poeta e filosofo, è celebre soprattutto per le famose “teste composte” di frutti e fiori. Grazie alle sue “bizzarrie” e alle sue “pitture ridicole”, è stato uno dei protagonisti della cultura manierista internazionale, esponente di una corrente artistica, scientifica, filosofica e umanistica lontana da quella classicheggiante della Roma dell’epoca. Apprezzato dalle corti asburgiche di Vienna e Praga, al servizio di Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, Arcimboldo guadagnò persino il titolo nobiliare, rarissimo per gli artisti, di “Conte Palatino”. Riscoperto negli anni trenta del Novecento, l’artista venne considerato il più importante antesignano del Dadaismo e del Surrealismo. Esposte al pubblico circa settanta opere: i capolavori più noti di Arcimboldo, dalle Stagioni agli Elementi, dal Bibliotecario al Giurista, da

Priapo (Ortolano) al Cuoco, i ritratti, i suoi preziosissimi disegni acquerellati di giostre e fontane, in dialogo con dipinti e copie arcimboldesche, oltre a una serie di oggetti delle famosissime Wunderkammern imperiali, delle botteghe numismatiche e di arti applicate, milanesi e non, fino a disegni di erbari, flora, animali, di cui all’epoca si faceva gran studio al fine di incrementare serre, serragli e giardini ma, anche e soprattutto, la conoscenza scientifica. La mostra, articolata in sei sezioni, si apre con una sala introduttiva che mostra il celeberrimo Autoritratto cartaceo, dove Arcimboldo si presenta come scienziato, filosofo e inventore, nell’ambiente dei letterati e degli umanisti milanesi (Giovanni Paolo Lomazzo, Paolo Morigia, Gregorio Comanini), che furono promotori e diffusori della fama dell’artista. L’ambiente milanese, prima sezione della mostra, raccoglie una serie di opere religiose di


artisti, piú o meno suoi contemporanei, fra i quali alcuni leonardeschi come Cesare de Sesto, in dialogo oppositivo con le personificazioni delle stagioni Estate, Inverno. Molte anche le opere di arte applicata (cristalli, armature, arazzi e vetrate, queste ultime su disegno di Arcimboldo) a testimoniare una città che in quegli anni era uno dei massimi centri di produzione di oggetti di lusso. Si prosegue poi con la sezione A corte tra Vienna e Praga, periodo in cui l’artista divenne il ritrattista della corte asburgica: quello dell’Arciduchessa Giovanna, figlia dell’imperatore Massimiliano II, testimonia la sua abilità nel cogliere le personalità dei soggetti, tramite effetti luministici e accortezze compositive. In mostra anche gli studi per le feste e le manifestazioni di corte da lui ideate. Tra le opere più significative, realizzate durante il periodo viennese, altre personificazioni delle stagioni Primavera, Estate, Autunno, Inverno e degli Elementi: Acqua, Aria, Fuoco, Terra, quest’ultima mai vista nelle esposizioni degli ultimi venti anni. Un capitolo a parte è riservato agli studi naturalistici e Wunderkammer, nella terza sezione, di cui i sovrani asburgici si fecero promotori, alla ricerca di pezzi da collezione: molti oggetti, considerati “meraviglie della natura”, come zanne, carapaci, coralli, uova, fossili, pesci abissali, e alcuni dipinti raffiguranti gli “irsuti” (uomini ipertricotici che venivano portati di corte in corte come divertissement e intrattenimento). Notevole il Ritratto di Antonietta Gonzales di Lavinia Fontana. Si passa poi alle cosiddette Teste reversibili, immagini di nature morte, di raffinata ambiguità visiva, che, ruotate di 180 gradi, assumono una conformazione del tutto diversa (Il cuoco). La quinta sezione, Il bel composto, mostra veri e propri paradossi iconici e analizza il metodo del composito in vari contesti culturali: busti che a un primo sguardo appaiono del tutto naturali, ma che in realtà sono costruiti attraverso il sapiente incastro logico di forme diverse, naturali o artificiali. Conclude l’esposizione la sezione Pitture ridicole. Arcimboldo fu un maestro del gioco e dell’ironia, iniziando forse il genere della caricatura con le personificazio-

ni dei mestieri. In mostra capolavori come Il Giurista e Il Bibliotecario. Le teste composite e quelle “reversibili” suscitano inevitabilmente sorpresa e stupore, costringendo chi le osserva a studiarle con grande attenzione: guardando la testa da lontano l’osservatore ne coglie la forma complessiva, spesso mostruosa. Solo quando si avvicina inizia a notare la resa accurata dei singoli oggetti che la compongono. Ognuno di essi, tra fiori, frutti, pesci, animali vari, ferri per caminetto, segnalibri, fasci di fogli e cannoni, contribuisce al significato della rappresentazione, che si tratti della caricatura

di un individuo o dell’allegoria di una professione, di una stagione, di un elemento naturale, di una testa “reversibile” o di una natura morta. Gli oggetti si intrecciano o si sovrappongono, gareggiando con gli altri per ottenere un ruolo preciso all’interno del dipinto e accentuarne l’impatto complessivo. Un volume, edito da Skira, accompagna attraverso scritti della curatrice e di Giacomo Berra, Andreas Beyer, Giuseppe Olmi, Lucia Tongiorgi Tomasi, Shinsuke Watanabe, i temi trattati dall’esposizione. Che inneggia all’agricoltura come poche altre. Gianfranco Ferroni

CINEFRUTTA, IL FESTIVAL DELLA SANA ALIMENTAZIONE

“Cinefrutta - il Festival della sana alimentazione” si propone di educare e sensibilizzare i giovani alla sana e corretta alimentazione, attraverso la creazione di spot/ cortometraggi che hanno come tema centrale il consumo di frutta e verdura. Il concorso è riservato alle scuole medie e superiori, Il materiale video dovrà pervenire entro il 31 marzo 2018 presso la segreteria di Cinefrutta Festival (per info www. cinefrutta.it). La finale si terrà presso la Cittadella del Cinema di Giffoni venerdì 27 aprile 2018, con la partecipazione di importanti attori. Sono previsti anche momenti didattici nelle scuole, i “Cinefrutta Days”, durante i quali i giovani avranno la possibilità di conoscere da vicino il mondo del cinema. NOVEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 65


Mondo agricolo n.11  

Il mensile di Confagricoltura

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