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TAVOLI PROGRAMMATICI l PROGETTO MEDITERRANEO SAGRI l CONCORSO GENAGRICOLA l FOCUS SPUMANTE l YOGA E VINO FARM EUROPE l ASSEMBLEA UNCAI l FILIERE INTELLIGENTI l MOSTRA SYNGENTA l ESPERTI TRATTORI l RISORSA ACQUA


SOMMARIO L’EDITORIALE Orizzonti globali Massimiliano Giansanti .................

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PRIMO PIANO ASSEMBLEA Guardare lontano Gaetano Menna ..........................

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Direttore responsabile Gabriella Bechi

Effetto clima Gabriella Bechi ......................... 40

Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Più Italia in Europa Anna Gagliardi .......................... 10 Confronto con il governo G. Bechi e E. Tufarelli .................. 11

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

SPECIALE AGRICOLTURA Case history Anna Gagliardi ......................... 44 I giovani investono M. M. .................................... 46 L’agricoltura si tinge di blu Claudio Costantino .................... 48

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Confagricoltura

ATTUALITÀ AMBIENTE Raddoppiano le “Spighe Verdi” Gabriella Bechi .......................... 22

@Confagricoltura

4 | MONDO AGRICOLO| LUGLIO - AGOSTO 2017

Tavoli programmatici Elisabetta Tufarelli ..................... 14

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Rubriche Mappamondo Mucche Qatar . . . . . . . 38 Organizzazione Cuneo . . . . . . . . . . . . . 52

RAPPRESENTANZA EUROPA Politica agricola e sostenibilità Gabriella Bechi .......................... 18 Formazione mediterranea Elisabetta Tufarelli ..................... 20

Anga Filiere intelligenti . . . . . . . . . . . . 53 Enapra Meccanizzazione . . . . . . . . . . . 56 Pria Programma “Prima” . . . . . . . . . 57 Over65 Giappone pensioni . . . . . . . . . 58 Campi rosa Due domande a… . . . . . . 64


La prima assemblea da presidente di Giansanti: niente contrapposizione tra territorialità e globalità di Gaetano Menna

L ’

accurato e suggestivo allestimento del palco – tutto giocato sul logo di Confagricoltura e sulle spighe di grano (a sottolineare ed esaltare l’orgoglio dell’Organizzazione) - è ancor più di impatto per la raffigurazione, sul pavimento dove è ubicato il podio, del mondo. L’assemblea generale di Confagricoltura – che si tiene il 7 luglio presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica - si intitola “Coltiviamo l’Italia” (con hashtag #noisiamoconfagricoltura). Si parte dal Belpaese ma, si lascia intendere, l’arrivo è il mondo. «Con il titolo incentrato sull’Italia abbiamo voluto richiamare – sottolinea il presidente dell’Organizzazione Massimiliano Giansanti - il ruolo fondamentale del territori, perno delle politiche agricole comunitarie e nazionali. Ma l’imprenditore agricolo non può che guardare lontano, ha bisogno di competitività. In questo senso Expo ci ha aiutati a portare i prodotti italiani nel mondo. E di questo siamo grati al ministro Martina». La prima assemblea da presidente di Giansanti traccia da subito un percorso e chiarisce: niente contrapposizione LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 7


E qui entra in gioco la politica a cui si rivolge invitando a guardare con occhi nuovi il settore primario: «Le aziende sono frenate da limiti strutturali inaccettabili – ha commentato -. Mi riferisco all’eccesso di burocrazia, al deficit del sistema infrastrutturale, all’insostenibilità del costo del lavoro che grava sulle imprese. Tutto ciò non esclude che anche le aziende debbano fare la loro parte, anzi. Vogliamo che crescano con strumenti che possano portare ad un aumento della loro competitività». Quindi si sofferma sugli accordi bilaterali di libero scambio dell’Unione europea con Canada e Giappone, che valuta positivamente: «Il libero scambio delle merci a livello internazionale è condizione fondamentale per la sussistenza delle imprese ed il loro sviluppo economico. È chiaro che tali intese vanno fatte con impegno e determinazione. Ad esempio va dato atto che l’accordo con il Canada non ha visto alcun cedimento da parte dell’Unione Europea sulle nostre regole di sicurezza alimentare. È fondamentale avere chiari gli obiettivi da perseguire, evitando di svendere il riso italiano, come è accaduto invece con l’accordo con il Vietnam, per un pugno di auto in più». Ed a proposito di competitività Giansanti ha chiesto un “fisco per lo sviluppo”, «che accompagni le imprese verso la crescita, con misure che includano il mondo agricolo negli incentivi agli investimenti. «Le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale vanno equiparate a quelle a bilancio, per usufruire degli “sconti fiscali” legati agli incentivi relativi al super ed iper ammortamento nell’ambito del progetto “industria 4.0”, che include, tra l’altro, l’agri coltura di precisione e più in generale l’agrifood». Ha quindi sollecitato «un erario “intelligente”, che premi le aggregazioni tra imprese, reti e filiere; che favorisca la presenza sulle piattaforme del commercio online dei prodotti. Riteniamo che politiche fiscali di maggior favore possano incrementare le vendite,

«Siamo decisionisti, perché è il tempo delle scelte» generando evidenti vantaggi alla finanza pubblica».Nella sua relazione il presidente di Confagricoltura affronta pure i temi europei, la Brexit, la riforma della Pac. «La nostra scelta europeista ha radici lontane. L’Unione europea non è un’opzione, però c’è bisogno di una politica agricola comune diversa da quella in essere. L’attuale assetto normativo risulta troppo complicato per gli agricoltori e per le amministrazioni nazionali. Occorre una reale semplificazione. Il sistema vigente non è in grado di garantire un’ordinata gestione dei mercati nelle situazioni di grave crisi. Non è idoneo ad assicurare una soddisfacente stabilità dei redditi, di fronte alla crescente volatilità dei prezzi. Vanno ripensate le finalità degli aiuti diretti per concentrare l’attenzione sulle imprese che producono per il mercato, che creano occupazione, che sono in

grado di aprirsi all’innovazione tecnica per accrescere la competitività». Ed a proposito della Brexit ricorda che «una buona politica agricola comune richiede un adeguato ammontare di risorse finanziarie. In vista delle discussioni sul quadro finanziario pluriennale dopo il 2020, diciamo subito che non è possibile rilanciare in modo credibile la costruzione comune con i tagli della spesa agricola. La Pac deve essere mantenuta all’altezza delle sue ambizioni ed avere un bilancio adeguato alla sua mission che sta diventando sempre più complessa, visto che la situazione dei mercati è sempre più instabile e che è necessario intervenire sulle economie agricole». «Il nostro Paese ha origini rurali che vanno preservate, che sono le nostre radici. Ma oltre la tradizione c’è l’innovazione – conclude il presidente di Confagricoltura -. L’agricoltura odierna è smart, digitale e tecnologica. Tecnologia che aiuta a produrre in quantità, qualità e sicurezza, che aiuta a rispettare l’agroecosistema, la biodiversità e la sostenibilità». nnn

AMPLIATA LA SQUADRA

Marco Caprai

Donato Rossi

Il comitato direttivo confederale ha approvato la cooptazione nella giunta esecutiva dell’Organizzazione, di Marco Caprai e Donato Rossi, due imprenditori le cui competenze professionali ed esperienze organizzative porteranno valore aggiunto al lavoro della dirigenza. Caprai, produttore vitivinicolo a Montefalco, già componente della precedente giunta, è presidente di Confagricoltura Umbria ed artefice della prima ristrutturazione del sistema di rappresentanza territoriale, attraverso l’unione delle diverse associazioni provinciali in un’unica organizzazione umbra. Donato Rossi, nato a Canosa di Puglia, è imprenditore agricolo attivo, in particolare nel comparto olivicolo. È presidente di Confagricoltura Puglia e presidente uscente della Federazione nazionale di prodotto olivicola. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 9


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

Più Italia in Europa Analisi ad ampio raggio del presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani sui temi più attuali di Anna Gagliardi

“ S

pesso si parla male dell’Europa, ma se non ci fosse sarebbe peggio”. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha esordito così all’assemblea di Confagricoltura, prima di elencare gli impegni prioritari della UE e annunciare il provvedimento a favore delle aree terremotate del Centro Italia, per le quali dal 1° agosto ci saranno oltre 1,2 miliardi di euro prontamente utilizzabili. Risultato ottenuto con i 73 europarlamentari italiani che hanno accompagnato questo percorso e che Tajani ha ringraziato pubblicamente. “Viviamo momenti difficili - ha aggiunto – ma se miriamo alla crescita dobbiamo aiutare l’economia reale, perché produce benessere e l’agricoltura è un elemento determinante per lo sviluppo dell’economia reale. Senza imprese non c’è lavoro e non si esce dalla crisi”. Alla platea di imprenditori propone un’analisi ad ampio raggio toccando i temi più attuali e facendo appello a una presenza più forte dell’Italia ai tavoli UE. PAC. “Anche se la Pac è diminuita –

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Antonio Tajani

ha detto – l’agricoltura è sempre la prima voce del bilancio europeo. Per il prossimo bilancio dobbiamo delineare bene le priorità finalizzandolo a un progetto politico”. Ma avverte anche che i fondi non sono soltanto quelli della Pac, pertanto auspica un nuovo approccio agli strumenti che l’Europa mette a disposizione per l’agricoltura. “La sfida è riuscire a spendere meglio le risorse per far crescere il settore primario. Uscire dall’ottica dell’assistenzialismo agricolo e dei contributi a pioggia e rendere più competitive le aziende”. BREXIT. L’intervento di Tajani va dritto al dunque sul tema Brexit: “Sicuramente ci saranno meno risorse per i Paesi membri. Dobbiamo essere attenti e decisi e pretendere che la Gran Bretagna dia alla UE quanto deve fino al 2020”. CETA. “Non mi sento in colpa se il Parlamento ha votato a favore del CETA con il Canada – ha detto Tajani - Ci sono molti vantaggi nell’accordo di libero scambio; cerchiamo di tutelare i nostri prodotti non con una politica protezionistica tout court, ma semmai con una buona politica com-

merciale” e ha aggiunto: “Avere 36 milioni di potenziali consumatori in Canada è senz’altro positivo!”. E a proposito di accordi internazionali Tajani ha fatto una chiosa anche sul comparto riso: “Stiamo lavorando a un accordo che non mortifichi la produzione italiana”. Guardando al futuro Tajani è ottimista: “C’è grande spazio per la qualità e su questo tema non abbiamo timori. Aiuteremo le piccole aziende ad accedere al credito e saremo presenti per le necessità con strumenti ad hoc”. Ma avverte: “Serve più Italia ai tavoli comunitari. E’ una carenza storica che dobbiamo colmare, invece siamo ancora troppo preoccupati di ciò che accade da noi. Chiedere più Italia in Europa significa invece fare una scelta più equilibrata: non possono esserci soltanto Francia e Germania a trainare la UE; anche l’Italia e la Spagna meritano più spazio nell’affrontare le questioni dei cittadini europei. Il nostro Paese - ha concluso - non può più permettersi di restituire finanziamenti europei perché non ha progetti: dobbiamo essere seri, decisi e credibili”. nnn


da sinistra: Martina, Lorenzin e Giansanti

Confronto con il governo L’agricoltura al centro dell’agenda politica. Gli interventi dei ministri Martina, Lorenzin e Galletti e della sottosegretaria De Micheli di G. Bechi e E. Tufarelli

ll’assemblea di Confagricoltura hanno partecipato i rappresentanti del governo Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole; Beatrice Lorenzin, ministro della Salute; Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, e Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia. Sollecitati dal giornalista Claudio Brachino hanno affrontato temi di attualità e problematiche che più direttamente riguardano il settore

agricolo. Il ministro Martina, nel suo intervento, ha rivendicato l’orgoglio del governo per aver rimesso l’agricoltura al centro dell’agenda politica. “La questione agricola italiana – ha detto - è ad un punto cruciale. Se parliamo di Mediterraneo e di difesa degli accordi commerciali sono occasioni uniche per avanzare all’interno di contesti nuovi. Andranno quindi reinterpretati gli strumenti che mettiamo a disposizione delle imprese agricole per difendersi e promuoverli”. Per il ministro uno dei pilastri fonLUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 11


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

damentali rimane l’export. “Serve più cooperazione tra mercati e non sono d’accordo, in tempi di globalizzazione, che un ripiegamento locale e sovranista aiuti l’agricoltura italiana”. Ha poi affrontato i dossier ‘bollenti’. Per Agea “il mese di luglio sarà fondamentale per la riforma”. Sul premio qualità per il grano duro “arriveremo a 200 euro a ettaro per chi costruisce contratti di filiera”. Il Fondo latte “salirà a 30 milioni di euro”. Per la Pac: “Dobbiamo prenderci carico in maniera ambiziosa della leadership mediterranea: abbiamo pagato per troppi anni l’insufficienza dell’area mediterranea nello scontro NordSud Europa”.La ministra Lorenzin, si è soffermata sulle proprietà della dieta mediterranea. “È un brand 12 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

Martina: «Con accordi commerciali si avanza in nuovi contesti»

da sinistra: Galletti, De Micheli e Brachino

di salute e benessere – ha rimarcato - il nostro core business”. A suo parere il made in Italy di eccellenza può avere un ruolo importante nell’ottica di sviluppo della nutraceutica. “Sempre più nel prossimo futuro ci cureremo con il cibo”, ha spiegato. L’Italia è portatrice di una cultura alimentare considerata il primo modello al mondo per quanto riguarda la salute. “Per questo è estremamente importante - ha aggiunto - mantenere la qualità, l’integrità e la sicurezza del cibo, che passa attraverso la

cultura dell’ambiente e della salute e dalla consapevolezza, da parte dei professionisti del settore, della grande ricchezza che abbiamo nelle nostre mani”. Infine, la ministra ha rilanciato lo spirito di squadra: “Dobbiamo smettere di ragionare per ‘silos’, le politiche di promozione e tutela della sicurezza alimentare sono tutte trasversali”. Sono stati i cambiamenti climatici al centro dell’intervento del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Un problema non dei nostri figli, ma già nostro”. “E non si tratta solo


di ridurre la CO2 – ha detto -. Abbiamo già raggiunto l’obiettivo di Kyoto del 2020 con un anticipo di 4 anni, ma quello che mi preoccupa è il salto culturale che dobbiamo ancora fare, ovvero capire che una politica sul cambiamento climatico serve a tutti e che può essere anche un’opportunità. E l’agricoltura deve puntare su innovazione e qualità”. Quindi il tema della mancanza d’acqua: “Ogni anno piovono sul nostro paese 300 mld di metri cubi d’acqua e noi ne intercettiamo solo l’11%: è uno spreco che non ci possiamo permettere. Dobbiamo poter fare nuovi invasi, se non ci sono problemi ambientali, superando le polemiche con i comitati locali”. Sollecitato dal moderatore Clau-

Il sottosegretario Castiglione, Gasparri e Alemanno

Galletti: «Politica sul cambiamento climatico serve a tutti» dio Brachino sulle conseguenze dell’uscita del presidente Trump dall’accordo di Parigi il ministro dell’Ambiente si è detto preoccupato perche l’accordo rischia di essere inapplicabile, sottolineando tuttavia che “le imprese americane fanno fatica a seguire Trump su questo tema e molte multinazionali, come ad esempio Unilever, si sono già impegnate sull’accordo”. Che quindi andrà avanti, anche se con maggiori difficoltà “perché è un processo irreversibile, ma serve un leader, che può essere l’Europa o la Cina, che ha già dato la sua disponibilità”. Sugli strumenti fiscali per l’agricoltura si è incentrato l’intervento De Micheli sottosegretaria al ministero dell’Economia, imprendi-

trice agricola e – come ha ricordato - socia di Confagricoltura da tre generazioni: “L’agricoltura è impresa e come tale deve essere trattata e sostenuta e anche per questa ragione abbiano fatto una manovra fiscale molto importante, per rendere l’agricoltura sostenibile anche da questo punto di vista con i provvedimenti su Irpef, Irap e Imu. Non ci saranno aumenti di IVA e non scatteranno clausole di salvaguardia nel 2018 e ci concentreremo soprattutto sulla fiscalità nel lavoro, che in agricoltura ha la sua specificità.” A parere di De Micheli negli ultimi anni è cambiato molto l’approccio dei governi verso l’agricoltura e si è creato un clima straordinariamente diverso rispetto a prima. Ciò è avvenuto grazie a Expo che portato l’agricoltura al centro del dibattito mondiale, e grazie al salto di qualità che hanno saputo fare i nostri imprenditori. nnn

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Focus sulle tematiche d’attualità, pianificando futuro e metodo

politiche del paesaggio e sui vincoli amministrativi in aree rurali e Natura 2000. Tra i diritti degli imprenditori c’è certamente l’esigenze di semplificazione; sono state sottolineate le problematiche del rapporto con AGEA: l’inserimento domande; PSR e le difficoltà dei pagamenti PAC agli agricoltori; e lo schema di decreto legislativo di riforma dell’ente pagatore; si è lanciata la proposta di idonee ed efficaci analisi di impatto sui costi e i benefici delle leggi. Si è creata, da tempo, una valutazione nuova sulla nozione di rischio e quindi della tutela assicurativa, che non è più quella generica di stipulare polizze, ma di assicurare una gestione razionale e

integrata di tutti i rischi dell’azienda; occorre riconsiderare il sistema delle assicurazioni agevolate, per poter stipulare polizze con regole certe e comprensibili, in un sistema meno complesso. La competitività, che è il motore dell’impresa, non può certamente prescindere dall’innovazione; i nuovi mercati e le nuove modalità di distribuzione dei prodotti (vendita on line, consegna a domicilio di prodotti agroalimentari) impongono di guardare all’innovazione dei prodotti, dei processi e al digitale; senz’altro il tema del digitale è il cuore dell’innovazione per le imprese. A fronte di un contesto finanziario generale molto complesso, ma che presenta diversi

elementi positivi (un quadro finanziario stabile che dovrebbe facilitare l’offerta creditizia, un interesse in crescita del sistema bancario verso il settore agricoltura, ecc.) bisogna lavorare a livello istituzionale su temi legati alla politica economica/finanziaria per l’agricoltura e su questioni organizzative, per migliorare il rapporto fra banche e le imprese agricole associate. Uno dei problemi maggiori riguarda proprio il rapporto fra banche e imprese, quindi l’accesso al credito. Il tavolo fiscale ha esaminato ed approfondito diverse tematiche: le società agricole, la tassazione agricola (i redditi catastali rappresentano il sistema ideale di tassazione delle imprese agricole), i fabbricati rurali (e la sua destinazione all’esercizio dell’attività agricola), i contratti associativi (in particolare quello della soccida, molto diffuso nel settore degli allevamenti, suinicolo bovino ed avicolo), il contratto di rete agricolo e l’Imu. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione ed il made in Italy è stato sottolineato come l’attività volta ai Paesi esteri (export, investimenti e partenariati) sia parte integrante dell’impresa agricola; sono state esaminate le barriere non tariffarie, il principale ostacolo alle esportazioni, e la carente informazione su modifiche e novità nella commercializzazione dei prodotti. In particolare va valorizzato il concetto stesso di prodotto in Italia, comprendendo la seria tracciabilità, la sostenibilità, la sicurezza sul lavoro, il sociale ed è necessario agire sull’aggregazione dell’offerta.Il tavolo sulle politiche di coesione si è impegnato ad approfondire come intercettare maggiori finanziamenti per il settore agro industriale, anche in previsione di modifiche al bilancio comunitario; vanno sensibilizzati i decisori (europei e nazionali) ad LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 15


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

aumentare il ruolo del settore primario nella politica di coesione e a migliorare la conoscenza dei fondi e la consapevolezza delle opportunità offerte, accrescendo il ruolo delle attività agricole ed agroindustriali. Sui temi del lavoro è stata analizzata l’alta pressione fiscale e contributiva, gli adempimenti amministrativi (numerosi e complessi), la vigilanza scarsamente selettiva e più attenta alle violazioni formali che a quellesostanziali. Nonostante l’abolizione dell’IRAP per gran parte delle imprese agricole, ancora molto resta da fare per i datori di lavoro che operano nelle zone “ordinarie” (senza agevolazione), a causa dell’altissima incidenza dell’aliquota antinfortunistica; è importante 16 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

I gruppi guidati dai vari componenti della giunta esecutiva

ridurre drasticamente gli adempimenti connessi al rapporto di lavoro dipendente per i lavoratori stagionali in occasione delle grandi campagne di raccolta. nnn


R A P P R E S E N T A N Z A E U R O PA

Politica agricola e sostenibilità Giansanti a Lans en Vercors all’evento di avvicinamento al Global Food Forum. L’appuntamento ad ottobre in Italia di Gabriella Bechi

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arà la sostenibilità il tema del Global Food Forum 2017 (GFF) che si terrà in Italia il prossimo ottobre. Sostenibilità nelle sue due declinazioni, che non possono prescindere l’una dall’altra: quella economica e quella ambientale. Di questo si discusso a Lans en Vercors, in Francia, nell’evento di avvicinamento al GFF organizzato da Farm Europe, a cui ha partecipato il Commissario europeo Phil Hogan e i parlamentari europei Michel Dantin e Herbert Dorfmann. “Non si può costruire una politica di sostenibilità ambientale senza gli agricoltori - ha detto il presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti in qualità di presidente del Global Food Forum -. I cittadini europei sono sempre più esigenti verso l’alimentazione e l’am-

Il Commissario europeo Phil Hogan


biente. Il che rappresenta sicuramente una buona notizia per noi agricoltori. Ma questo non deve far dimenticare che l’agricoltura è, anche e soprattutto, un settore economico. E questo significa riconoscere i molteplici ruoli, sociali, ambientali e di sicurezza alimentare che, in quanto imprenditori, siamo chiamati giornalmente a svolgere. Ruoli che non devono essere solamente riconosciuti, ma anche opportunamente ed adeguatamente remunerati”. La politica agricola comune, a parere di Farm Europe, deve mantenere una reale ambizione economica, al di là delle sfide e delle esigenze ambientali, sulle quali è più semplice e naturale agire e comunicare. Per questo è necessario dare il via ad un vero e proprio cambio di marcia. Le proposte introdotte attraverso l’Omnibus già da quest’anno sono molto positive, in particolare per quanto riguarda la gestione dei rischi climatici, sanitari ed economici delle aziende agricole. Ma non si deve perdere l’occasione per andare oltre, per rendere l’Omnibus ancora più ambizioso. L’insieme degli agricoltori europei deve avere la possibilità di investire, di innovare, di utilizzare la tecnologia per fare un salto avanti in termini di competitività e sostenibilità. Ma se la Pac non darà adeguate risposte, solo una piccolissima minoranza sarà pronta all’appuntamento con il domani e sarà in grado di investire, quando invece gli investimenti dovrebbero costituire per tutti la leva principale per andare verso una maggiore sostenibilità del settore, in tutte le sue declinazioni. Per questo l’Europa deve ritrovare la strada per stimolare gli investimenti.

Accompagnare agricoltori sul piano ambientale senza eccesso di norme Deve imporsi come catalizzatore di un salto di competitività degli agricoltori europei, che faccia rima con una sostenibilità sempre maggiore dei nostri territori. “Se vogliamo un’agricoltura sostenibile, ancorata ai nostri territori, capace di garantire il ricambio generazionale - ha concluso Massimiliano Giansanti - l’Europa deve essere pronta all’appun-

Da sinistra: Giansanti, Dorfmann, Hogan e Dantin

tamento, proteggendo gli agricoltori sul piano economico, mettendo l’impresa e l’imprenditore agricolo al centro del processo decisionale, ma soprattutto accompagnando gli agricoltori sul piano ambientale, senza ingessarli con eccesso di norme, fissando gli obiettivi da raggiungere e dando loro fiducia sugli strumenti da utilizzare”. nnn

LA GIUNTA INCONTRA DE CASTRO

La giunta confederale ha incontrato a Roma, a Palazzo della Valle, il vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro. Al centro delle riflessioni: Brexit, riforma della Pac e rappresentanza. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 19


R A P P R E S E N T A N Z A E U R O PA

Formazione mediterranea Associazioni degli agricoltori, Università e enti di formazione di Italia, Portogallo e Grecia, avviano Sagri, progetto comune di training e ricerca applicata di Elisabetta Tufarelli

C

on Sagri è iniziata l’agricoltura del futuro. Confagricoltura per l’Italia, ConfederaÇão dos Agricultores per il Portogallo, Panhellenic Confederation of Unions of Agricultural Cooperatives per la Grecia, insieme alle Università degli studi della Basilicata per l’Italia, l’Università di Evora per il Portogallo e l’Università agricola di Atene per la Grecia e le organizzazioni che si occupano di training e formazione a livello europeo (Eurotraining, E.RI.Fo, Tuv Rheinland Hellas e Regibio) si sono messe insieme per far nascere un innovativo progetto europeo. Accrescere le competenze degli agricoltori e di chi lavora nel settore primario è, infatti, l’obiettivo dell’iniziativa, che si prefigge, attraverso lo sviluppo di nuovi programmi di studi e di insegnamento, di integrare in modo pratico gli ultimi sviluppi della ricerca applicata all’agricoltura. Il programma Sagri intende rafforzare la competitività di Italia, Portogallo e Grecia, promuovere il cambiamento dell’agricoltura e dei territori rurali e creare nuove possibilità occupazionali, attraverso il trasferimento dei saperi e delle conoscenze. I risultati acquisiti serviranno anche a incoraggiare, a livello europeo, l’agricoltura sostenibile. “Questo nostro programma

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fase di crisi prolungata, sono anche Paesi ad importante vocazione agricola e con grandi potenzialità di sviluppo. Il progetto Sagri parte da dati reali: se in Europa solo il 17% degli agricoltori termina la propria formazione base o completa il proprio percorso, è diventato indispensabile il ruolo della formazione specifica, per vincere le sfide per un’agricoltura sostenibile capace di contribuire, in maniera duratura, allo sviluppo rurale. Inoltre l’agricoltura può essere una risorsa per l’occupazione e una leva competitiva per la sostenibilità ambientale e la sicurezza dell’intera filiera. Le nuove generazioni di operatori sono attente a riconoscere ai processi di innovazione il vantaggio di preservare unicità ed eccellenze di questi territori così vocati. “Certamente – conclude il presidente di Enapra – occorrerà saper comunicare agli agricoltori queste nuove tecnologie ambientali, le soluzioni innovative e i prodotti dell’attività di ricerca. Questo nostro progetto intende proprio rafforzare la competitività di Italia, Portogallo e Grecia e promuovere il cambiamento dell’agricoltura e dei territori rurali europei. Il trasferimento dei saperi e delle conoscenze, oltre a possibilità occupazionali, promuoverà, anche in tutta Europa, un nuovo modello di agricoltura sostenibile, innovativa e competitiva”. nnn – ha sottolineato Luca Brondelli di Brondello, presidente di Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura – è un primo importante passo all’interno del coerente percorso intrapreso dalla nostra Organizzazione per divulgare l’uso delle nuove tecnologie tra gli agricoltori. Non c’è dubbio che la formazione, fornendo conoscenze, competenze e expertise, sia diventata un fondamentale fattore di competitività per le imprese agricole e i loro dipendenti”. In Europa oltre il 50% del territorio è superficie agricola. È questo un dato molto importate soprattutto per le regioni mediterranee dell’Ue, come Italia, Portogallo e Grecia che, pur vivendo una

«Formazione, fattore di competitività per le imprese agricole»

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ATTUALITÀ AMBIENTE

Esanatoglia (Macerata)

to alle 13 della prima edizione, lo scorso anno, e questo dimostra la validità del percorso verso cui tanti Comuni si stanno avviando e che il nostro Paese può ritrovare nella sua natura rurale un nuovo impulso di sviluppo sostenibile , che significa anche più turismo, più partecipazione della comunità che, in questo caso, è costituita essenzialmente dalle imprese agricole.” L’agricoltura ha un ruolo prioritario nel programma “Spighe Verdi” perché è da qui che deve iniziare la vera rivoluzione culturale. Da questa necessità nasce la collaborazione tra FEE Italia e Confagricoltura, già impegnata ad evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che le aziende già attuano o sperimentano con il progetto EcoCloud, al quale si ispirano molti degli indicatori selezionati. “Agricoltura e sostenibilità sono due realtà indissolubili e dal loro rapporto dipenderà molto del futuro del nostro territorio - ha det24 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

«L’agricoltura motore dello sviluppo sostenibile dei territori» to il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Spighe verdi, valorizzando il territorio valorizza l’agricoltura che vi opera e i suoi prodotti, promuove il turismo rurale, che è un importante fonte di reddito per tutta la comunità. Una tendenza in continua crescita che coinvolge gli agriturismi, le cantine, i caseifici e il mondo della ristorazione nel suo complesso. E valorizzare l’agricoltura spesso significa salvare il territorio dall’abbandono.” Presente alla cerimonia di assegnazione il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Silvia Velo, che ha sottolineato l’importanza del connubio ambiente e agricoltura al fine di favorire uno sviluppo sostenibile rispettoso del territorio, della cultura e delle tradizioni rurali. Il

presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, Mario Catania, ha ricordato che una buona politica ambientale non si fa solo con le norme, ma soprattutto con i comportamenti e che il progetto Spighe verdi va proprio in questa direzione. Comportamenti virtuosi che – come ha evidenziato l’on. Massimo Fiorio vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati – proprio perché certificati, danno riconoscibilità e ritorni economici, soprattutto in termini turistici, creando una sana competitività tra i comuni. Tra i sostenitori di Spighe Verdi 2017 anche JTI (Japan Tobacco International) che ha scelto con entusiasmo di supportare l’iniziativa, che sposa alla perfezione i valori che da anni guidano le azioni dell’azienda all’interno delle comunità in cui opera, favorendone lo sviluppo economico, sociale e culturale. nnn


ATTUALITÀ AMBIENTE

A Bologna, in mostra le immagini vincitrici del “Syngenta Photography Award”. Foto d’autore per riflettere sul futuro del pianeta

Sviluppo e salvaguardia

di Claudio Costantino

D

opo essere stata esposta a Londra presso la prestigiosa Somerset House, è arrivata a Bologna la mostra fotografica itinerante “Grow/Conserve”, che vede protagoniste le immagini vincitrici dell’ultima edizione del Syngenta Photography Award, il contest internazionale - ideato nel 2012 da Syngenta - con l’obiettivo di favorire il confronto su tematiche globali importanti e creare una piattaforma che esplori questioni di rilevanza mondiale attraverso la potenza delle immagini. Dopo la cerimonia di

RICE FARMER, SANWOUGOU LALLE, TOGA 2015 ©2016 Kenneth O’Halloran

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premiazione dei vincitori del contest e la successiva esposizione londinese, l’Italia è stata scelta come primo Paese ospitante della mostra itinerante: le immagini di maggiore impatto, infatti, sono state esposte all’interno del Savoia Hotel Regency durante i lavori del G7 Ambiente, tenutosi a Bologna dall’11 al 12 giugno. Ora, sempre nel capoluogo emiliano, sono esposte al pubblico gratuitamente dal 22 giugno al 14 settembre presso Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. L’esposizione intende in questo modo portare avanti idealmente i temi ispiratori del G7 Ambiente e contribuire a mantenere viva la sensibilità dei vi-

sitatori rispetto a queste tematiche così rilevanti per il futuro della popolazione mondiale, testimoniando l’impegno e la necessità di una crescita sostenibile del Pianeta. La terza edizione del contest fotografico, aperto a fotografi professionisti e amatoriali, è stata dedicata al dualismo “Grow/Conserve”, ossia la contrapposizione fra crescita e conservazione delle risorse, tema esplorato in modo unico e personale attraverso gli scatti d’autore dei partecipanti. Tutte le fotografie esposte hanno la capacità di descrivere alla perfezione la grande sfida di far coesistere sviluppo e uso sostenibile delle risorse, secondo differenti punti di vista e ambiti: vivibilità delle


per due anni ed è stata esposta in alcune delle più prestigiose location internazionali. Nel nostro Paese, la mostra ha fatto tappa in tre occasioni: nel 2015 a Milano, in piazza Gae Aulenti, durante il semestre di Expo; nel 2016 al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona; infine, fra gennaio e febbraio 2017, presso Eataly Roma Ostiense. Per l’edizione Grow/Conserve una giuria internazionale (presieduta dallo scrittore e fotografo William A. Ewing) ha assegnato il primo premio della categoria Professional Commission all’artista e fotografa sino-britannica Yan Wang Preston, per il suo progetto a lungo termine denominato “Forest” che approfondisce il rapporto tra urbanizzazione e natura, in particolare in relazione alle foreste urbane della Cina. I conflitti tra la rapida crescita delle nostre città e la protezione degli ecosistemi esistenti è la tematica centrale affrontata. Preston si è aggiudicata un premio in contanti pari a 15.000 dollari e fino a 25.000 dollari per realizzare il proprio progetto. La commissione le permetterà così di ampliare e completare il progetto che interessa in particolare le attività silvicole nella Cina continentale. Il vincitore dell’Open Competitition è invece il fotografo irlandese di Dublino Kenneth O’Halloran. nnn SYNGENTA PHOTOGRAPHY AWARD

città, salute e benessere, sviluppo sostenibile, conflitti e cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, cultura e comunità, ripensamento dell’uso delle risorse, urbanizzazione e difesa delle aree destinate alle attività agricole. «Abbiamo scelto l’Italia e Bologna per la prima tappa della mostra itinerante “Grow/Conserve” – ha sottolineato Luigi Radaelli, AD di Syngenta Italia – non solo perché abbiamo avuto il grande onore di partecipare con l’esposizione al G7 Ambiente, ma anche in segno di vicinanza nei confronti di un territorio al quale siamo molto legati. Dal 2014 abbiamo infatti acquisito la proprietà, insieme a Fondazione Carisbo, di PSB – Società Produttori

FOREST #6, 2011 ©Yan Wang Preston

Sementi, storica azienda sementiera bolognese il cui avanzatissimo centro di ricerca rappresenta oggi un motivo d’orgoglio per Syngenta». «Ci auguriamo che la mostra possa rappresentare in questi mesi un’attrattiva in più – ha concluso Radaelli – per una città ricchissima di bellezze artistiche e culturali». Il Syngenta Photography Award è tornato quindi in Italia dopo il grande successo di pubblico della precedente edizione, dedicata alla contrapposizione “Scarcity/Waste” fra spreco e scarsità di risorse, che ha girato il mondo

Si può visitare la mostra fino al 14 settembre 2017, con ingresso gratuito, presso Casa Saraceni (a Bologna in via Farini, 15), sede della Fondazione Cassa di Risparmio. Per maggiori informazioni sul contest e per prendere visione della versione digitale della mostra: growconserve.syngentaphoto.com. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 27


Ca’ Corniani, storica tenuta di Genagricola, vuole dare dinamismo e vitalità al territorio grazie a infrastrutture e architetture rurali di Daniela Larivei

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a’ Corniani - Terra D’Avanguardia, la storica tenuta di Genagricola, è pronta per rinascere. Il progetto pluriennale di valorizzazione paesaggistica è stato presentato durante la conferenza stampa lo scorso 15 giugno presso la Triennale di Milano. La tenuta di Genagricola - holding agroalimentare controllata da Generali Italia e socio di Confagricoltura - con i suoi circa 1.700 ettari di terreni coltivati, soprattutto a colture erbacee, nell’entroterra di Caorle, in provincia di Venezia, è una delle più grandi aziende agricole italiane. Un tempo palude salmastra, nel 1851 è stata il teatro della prima e più grande bonifica a opera di privati della storia d’Italia, settanta anni prima delle grandi bonifiche di Stato. Oggi è il simbolo di una campagna rinnovata, che promuove nuovi modelli di agricoltura impegnata in tre dei quattro principali settori di attività di Genagricola: colture erbacee, viticoltura e produzione di energia elettrica rinnovabile. Non solo. È anche il luogo privilegiato per lo sviluppo e la sperimentazione di LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 29


ATTUALITà AMBIENTE

un’agricoltura sempre più sostenibile, in linea con la filosofia di Genagricola. Valorizzare Ca’ Corniani vuol dire riportare dinamismo e vitalità al territorio grazie alle infrastrutture agricole e alle architetture rurali. Il nuovo paesaggio agricolo sarà in grado di produrre servizi ecologici, economici e sociali che porteranno a un incremento del benessere complessivo dell’intero territorio. “La capacità di guardare avanti – ha sottolineato Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola – è storicamente il fil-rouge che a Ca’ Corniani tiene insieme impresa, territorio e popolazione”. Alessandro Marchionne, amministratore delegato di Genagricola ha aggiunto: “Con questo spirito, ora Ca’ Corniani è pronta a integrare il proprio modello di business con nuove attività a vocazione culturale. Ca’ Corniani rappresenta la storia dell’agricoltura italiana e affronta il passaggio da un’agricoltura 1.0 a 3.0 con tre valori ovvero sicurezza, sostenibilità e inclusione sociale. Con questo progetto poi vogliamo abbracciare il concetto di internazionalità”.Ma su cosa punta il progetto di valo30 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

Concorso artistico internazionale per tre soglie d’accesso rizzazione e miglioramento del paesaggio agricolo? Innanzitutto, alla realizzazione di 3 ettari di nuovi boschetti, 7 km di filari arborei e 7 km di strisce di impollinazione con fioriture scalari per tutto il periodo primaverile-estivo. Poi, al fine di aumentare la biodiversità, all’introduzione di 32 km di itinerari ciclo-pedonali e diverse aree di sosta attrezzate per connettere Ca’ Corniani con il territorio. E non è tutto. Ca’ Corniani è pronta anche ad attrarre tutto quel turismo che fino a oggi si è concentrato sulla costa del litorale adriatico. A completare il progetto di valorizzazione paesaggistica di Ca’ Corniani, il concorso artistico internazionale per le Tre Soglie, a cura di Eight Art Project. Monica Bonvicini, Alberto Garutti, Carsten Höller, Tobias Rehberger e Remo Salvadori sono gli artisti internazionali invitati a ideare le opere per i tre punti di accesso di Ca’ Corniani. “Sono

tre punti strategici per la tenuta, raggiungibili via terra e via acqua. Si tratta di Tre Soglie, fisiche e simboliche, che sottolineano l’atteggiamento ospitale e accogliente della proprietà”, hanno dichiarato Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, curatori artistici del concorso. La proclamazione del vincitore, cui sarà assegnato il compito di realizzare tre opere per le Tre Soglie, è prevista per il 12 ottobre sempre alla Triennale di Milano di fronte a una giuria internazionale. Mentre il progetto vincitore verrà ufficialmente inaugurato a fine maggio 2018, in occasione della sedicesima Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia. Il progetto di valorizzazione di Ca’ Corniani è dunque un binomio tra agricoltura e arte. Oltre a Genagricola, altri partner dell’iniziativa sono Generali Italia, la compagnia assicurativa del Gruppo Generali, Land, Landscape architecture nature development, uno studio internazionale di architettura del paesaggio, Eight art project, società di ricerca e selezione di temi dell’arte contemporanea e del design. nnn


A T T U A L I T À V I T I C O LT U R A

Bollicine alla riscossa

Far crescere l’identità del Metodo Classico soprattutto all’estero, dove impera lo Champagne e avanza il Cava

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Canelli - dove nel 1865 Carlo Gancia fece nascere lo spumante italiano, culla della candidatura Unesco delle terre vitate piemontesi - si sono dati appuntamento, per il secondo

di Anna Gagliardi Luca Brondelli di Brondello

anno, i “big” delle bollicine italiane per il “Forum nazionale dedicato al Metodo Classico”, coordinato dal giornalista Vanni Cornero in collaborazione con il Comune astigiano. L’incontro, nelle cantine Contratto, ha visto anche la partecipazione di Giuseppe Martelli, presidente del Comitato nazionale Vini doc, del presidente di VeronaFiere Maurizio Danese e, con un contributo video, del vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, oltre ad alcuni imprenditori canellesi. Per Confagricoltura è intervenuto il componente di giunta Luca Brondelli di Brondello. Il Metodo Classico italiano rappresenta una nicchia, ma di rilievo. Martelli ha snocciolato i dati del comparto, sebbene sia difficile dare una dimensione esatta, in considerazione della produzione in continua evoluzione: 34 sono i milioni di bottiglie, di cui 30 di Dop e il resto non Dop. Delle 405 denominazioni italiane, 54 annoverano nel disciplinare la tipologia “Metodo Classico”. Di queste, 42 si trovano al Nord, 4 in Centro Italia, 8 al Sud. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 31


Il 90% di 30 milioni di bottiglie Dop è costituito da 4 denominazioni: Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa e Oltrepò Pavese, rappresentate a Canelli rispettivamente da Pia Berlucchi, Sabrina Schench, Giulio Bava e Michele Rossetti. Tutti concordi nell’obiettivo di fare crescere l’identità del metodo classico italiano, in particolare all’estero, dove lo Champagne la fa da padrone e le “minacce” del Cava spagnolo sono reali. “Attualmente l’80% della produzione rimane in Italia – ha detto Pia Berlucchi –. È necessario lavorare sui mercati internazionali”. Il dubbio è come. L’ipotesi emersa è quella di creare un’alleanza tra le quattro denominazioni che detengono la quasi totalità del comparto, per concordare una strategia comune di promozione, in particolare sui mercati esteri. In passato qualche tentativo più o meno simile aveva aperto una strada in questa direzione, senza però raggiungere l’obiettivo. Ora che le bollicine vivono un momento d’oro e trainano l’export dei vini italiani (che vale 5,6 miliardi di euro), potrebbe essere utile impostare un percorso finalizzato a valorizzare questa produzione, di nicchia, ma di eccellenza vera. “In generale l’Italia deve cercare di recuperare il gap del valore dell’export vinicolo tricolore rispetto a quello francese, che vale il doppio – ha affermato De Castro –. E in questo senso

32 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

PRODUZIONE BOLLICINE NEL MONDO ED IN EUROPA

Mondo: 3.500 milioni di bottiglie Europa: 2.050 milioni di bottiglie Italia: 950 milioni, di cui 500 mln di Prosecco Francia: 570 milioni di bottiglie, di cui 290 mln di Champagne Germania: 280 milioni di bottiglie (quasi tutte metodo charmat) Spagna: 260 milioni di bottiglie, di cui 250 mln di Cava

lo spumante metodo classico può contribuire in modo importante”. Come? “Lavorando sulla qualità, intercettando quei consumatori in grado di distinguere e apprezzare le differenze tra i vari spumanti”, ha sostenuto Sabrina Schench. Se il Prosecco è infatti più conosciuto e venduto nel mondo e vanta una produzione di 500 milioni di bot-

Il presidente di Veronafiere Danese e Cornero

tiglie, il Metodo Classico rivendica più spazio nelle carte dei vini dei ristoranti stranieri, dove fatica a trovare posto e prezzo adeguati. E anche un’identità più palese. Condividendo le riflessioni del forum, Maurizio Danese ha avanzato la proposta di sfruttare la piazza del Vinitaly di Verona per dare visibilità internazionale a progetti condivisi dai produttori di Metodo Classico italiano, magari proprio durante gli eventi collaterali alla fiera. Che il momento storico sia quello giusto, lo conferma anche quanto accade in Piemonte, dove il Consorzio dell’Alta Langa ha chiesto alla Regione, e ottenuto, la possibilità di raddoppiare gli ettari vitati, passando dagli attuali 150 a circa 350 in tre anni. Attualmente si producono 750mila bottiglie di Alta Langa (la denominazione più piccola dei quattro big), ma nel giro di cinque anni si potrebbe arrivare a quota 4 milioni. Lo ha annunciato a Canelli il presidente del Consorzio Giulio Bava, evidenziando tuttavia la prudenza con cui il progetto dello spumante piemontese è nato anni fa e vanta oggi 85 soci. Come dire: non è soltanto una mo da. nnn


In Francia il presidente Macron parte dall’agricoltura Confronto sul settore primario per garantire margini di reddito ai produttori

niziativa che coinvolge tutte le parti interessate del settore agricolo e alimentare francese in una riflessione e in un impegno collettivo. “Il cibo – ha scritto - è al centro del nostro modo di vita ed è anche il centro della

KANSAS SULL’AGRICOLTURA DEL 2040

Ad Ulysses, nel Kansas, ci si è interrogati su quale sarà l’agricoltura nel 2040. Gli acri di mais in tutto lo stato sono più che raddoppiati negli ultimi 23 anni da 2,3 milioni di ettari nel 1994 a oltre 5 milioni nel 2016. Se si applica una linea di tendenza a questi dati, il terreno pianificato è aumentato ad un tasso di quasi 112.000 ettari ll’anno, contrariamente alla media nazionale. Mentre per il grano è successo esattamente l’opposto. Mentre, per la soia, l’andamento è risultato

abbastanza simile a quello del mais, con un aumento di ettari da 2,15 milioni nel 1994 a oltre 4 milioni nel 2016. Sono cresciute anche le rese. Il futuro delle colture importanti dipende molto dalle nuove tecnologie che possono offrire enormi potenzialità genetiche senza lo stigma di essere etichettati e Ogm.

L’IRLANDA VUOLE UNA PAC FORTE

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l 20 luglio si è avviato il “Forum nazionale dell’agricoltura” del presidente francese Macron, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei distributori al dettaglio, dei produttori e degli industriali oltre che dei consumatori: l’obiettivo dichiarato è stato quello di garantire una più ampia percentuale di margine per gli agricoltori. Christiane Lambert presidente di Fnsea, in un articolo pubblicato su ‘Le Figaro’ ha plaudito all’i-

nostra economia su tutto il territorio: la sfida è enorme. La nostra catena alimentare è un settore di eccellenza che contribuisce alla influenza della Francia nel mondo. E’ in costante movimento per soddisfare le aspettative dei consumatori diversificando i prodotti, la loro origine, la crescente domanda di qualità, di salute e di ambiente”. Christiane Lambert ricorda anche che “la qualità del nostro cibo ha un prezzo”.

Il ministro irlandese Michael Creed ha sottolineato l’importanza di una politica agricola comune (PAC) forte e ben finanziata non solo per l’agricoltura europea, ma anche per la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo economico, in particolare nelle zone rurali. il ministro ha affermato che “è più importante che mai, sullo sfondo di Brexit e nel contesto delle questioni globali sulla sicurezza alimentare, avere una PAC forte e ben finanziata dopo il 2020”. Il bilancio agricolo dell’Ue serve perché offre un valore aggiunto ai cittadini europei: “Sono convinto – ha dichiarato - che la PAC possa soddisfare i consumatori in termini di sicurezza alimentare, creazione di posti di lavoro e sostenibilità ambientale”. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 39


Nell’area del Mediterraneo si riduce la disponibilità di risorse idriche

Fiat 500 con nuvola “Nuvola/Cloud” del 2005 è la scultura dell’artista Gabriele Picco al Parco delle Madonie di Palermo. Ispirata alla scena cult del film “Fantozzi” del 1975, interpretato dal compianto Paolo Villaggio.

piogge intense ed alluvionali, sia di prolungati periodi di mancanza di precipitazioni. I segni della siccità che ha colpito il nostro Paese sono evidenti. Dopo un inverno particolarmente avaro di precipitazioni, con il 26% di pioggia in meno a livello nazionale, la primavera è risultata la terza più secca di sempre, secondo i dati del Cnr (con un’anomalia complessiva di ben - 48% delle piogge a livello nazionale rispetto al periodo

1971-2000) e la 2° più calda (con una anomalia di +1.91°C). Nei primi cinque mesi di quest’anno si sono registrati aumenti delle temperature medie minime e massime nell’ordine di oltre un grado. Le precipitazioni sono calate del 30-33% e l’evapotraspirazione (la grandezza che misura quanta acqua passa allo stato di vapore dal terreno) è aumentata tra l’8 ed il 16% rispetto alla media stagionale.Per questo occorre accelerare il più possibile la realizzazione delle nuove opere, soprattutto di nuovi invasi, ed attivare rapidamente gli investimenti a livello regionale per l’adeguamento e la conversione degli impianti obsoleti, favorendo nel contempo l’utilizzo di sistemi

più efficienti, ricorrendo alle più moderne tecnologie (dai droni ai satelliti). Il settore agricolo è una delle attività produttive più vulnerabili ai cambiamenti climatici, con le relative problematiche di quantità e qualità delle produzioni ed effetti sui redditi agricoli. Ma nonostante questo, rappresenta uno dei principali strumenti per contrastare fattori di rischio come il dissesto idrogeologico, l’erosione, il consumo del suolo, gli incendi. Ad esempio, negli ultimi anni è aumentata la superficie irrigata con microirrigazione, tecnica che riduce l’impiego di acqua e che è utilizzata ormai da un numero di aziende pari a quelle che praticano irrigazione per scorrimento o immersione; fermo restando che l’agricoltura non consuma acqua, e che, dopo il suo utilizzo, la restituisce alle falde freatiche. Senza contare il contributo per la lotta al cambiamento climatico fornito in generale dal settore. Il primario, negli ultimi anni, ha diminuito di quasi il 17% le proprie emissioni attraverso investimenti rilevanti da parte delle imprese che uniscono sostenibilità ambientale ed economica, con il supporto delle innovazioni, come nel caso del settore zootecnico - riduzione delle emissioni enteriche (ruminanti) di metano, diminuzione dell’apporto proteico della razione, gestione delle deiezioni – o dell’agricoltura di precisione che ha portato, ad esempio, ad una ottimizzazione delle fertilizzazioni. Nello stesso tempo, l’agricoltura sta contribuendo notevolmente alla diminuzione dell’impiego di energia di origine fossile con lo sviluppo delle agroenergie, con particolare riferimento al biogas, alle biomasse e, a breve, al biometano. Inoltre, il settore agroforestale è l’unico che contribuisce anche all’assorbimento di CO2, sia con le LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 41


ATTUALITà AMBIENTE

Sostegno per il clima Si intitola “Support” l’installazione a Venezia dell’artista Lorenzo Quinn. Due braccia enormi che spuntano fuori dall’acqua del Canal Grande nell’area di Rialto, per “sostenere” l’Hotel Ca’ Sagredo. L’opera, creata per la Biennale, vuole porre l’attenzione sul problema del riscaldamento globale. Sarà visibile fino al 26 novembre.

foreste e le coltivazioni, sia con specifiche tecniche di gestione dei suoli e dei pascoli.Nell’ambito della strategia nazionale sui cambiamenti climatici deve, pertanto, essere riconosciuto all’agricoltura un ruolo di primo piano, prevedendo opportune misure atte a ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni ed a stimolare il processo di efficientamento dei sistemi irrigui e gli investimenti nelle attività riconosciute valide ai fini dell’assorbimento del carbonio atmosferico nel suolo e per la riduzione delle emissioni. nnn 42 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

GESTIRE L’ACQUA IN MODO OTTIMALE

«L’acqua è una risorsa indispensabile per la vita e per l’agricoltura. Lo vediamo con la siccità che attanaglia il nostro Paese. Ma alla base di tutto ci sono i cambiamenti climatici, che portano inevitabilmente a una riduzione delle risorse idriche e ad un aumento della loro variabilità. Vien da sé che dobbiamo utilizzare l’acqua nel modo migliore». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo all’assemblea dell’Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue). Per Giansanti è prioritario affrontare la gestione dell’acqua in modo sistematico, rinnovando le infrastrutture idriche (l’età media è di 30 anni) e nell’efficienza del sistema di approvvigionamento, che presenta tassi di perdita media del 27% a livello nazionale (con punte del 50% al Sud). Di rilievo poi che viene trattenuto solo l’11% dei circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua, che annualmente piovono sull’Italia. Occorre costituire nuovi invasi, dai più piccoli, a livello aziendale, a quelli più grandi adeguati alle necessità del territorio. Bisogna rinnovare i sistemi irrigui, in particolare di quelli che portano l’acqua alle aziende agricole, così come i metodi di irrigazione, privilegiando l’infiltrazione laterale e adottando la microirrigazione. Serve individuare nuovi strumenti di pianificazione per regolare la portata dell’acqua a livello di bacino e di comprensorio in relazione ai fabbisogni e promuovere strumenti di supporto all’agricoltura,come le centraline meteorologiche o i sistemi di avviso e, soprattutto, riutilizzare le acque reflue.


S P E C I A L E A G R I C O LT U R A D I P R E C I S I O N E E C O N S E R v AT I v A

Case history Salvagnin, Chiò ed Emo Capodilista testimoniano i vantaggi della precision farming di Anna Gagliardi

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agricoltura di precisione, sfruttando la tecnologia applicata ai campi, permette l’uso di minori quantità di fertilizzanti, tecniche intelligenti di semine e margini di reddito più elevati. In Italia non mancano esempi di pionierismo di precision farming, con risultati che sono ormai diventati letteratura e che an-

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cora oggi sono case history all’avanguardia. Una di queste è la società agricola “Porto Felloni” di Lagosanto, in provincia di Ferrara, dove la famiglia Salvagnin già negli anni Novanta decise di dare una svolta alla gestione agronomica aziendale realizzando delle mappe di resa con test su mais, grano e altre colture trebbiabili. L’azienda attualmente si estende per circa 500 ettari, di cui 440 a seminativi, il resto orticole e 20 ettari a noceto di primo impianto. Partendo dalla consapevolezza che il terreno presentava caratteristiche disomogenee, essendo di recente bonifica, si scelse di “leggere” la terra, facendo luce su quali fossero i problemi. Si studiaro-

Una delle centraline per il monitoraggio dei dati climatici dei vigneti di Emo Capodilista

no i suoli con analisi georeferenziate e si passò a macchinari a rateo variabile, che all’epoca non erano ancora facilmente disponibili sul mercato. Luciano Salvagnin, e poi i figli Massimo e Cristiano, modificarono pertanto le strutture in loro possesso, adattando spandiconcime, irroratrici, seminatrici. Oggi tutta la superficie aziendale è oggetto di precision farming: “Abbiamo redatto le mappe di prescrizione partendo da quelle di resa e incrociando i dati delle analisi chimiche dei terreni. Abbiamo anche mappato i suoli, in modo da avere un quadro completo che aggiorniamo ciclicamente - afferma Massimo Salvagnin –. Oggi possiamo dire di avere un risparmio economico di almeno il 10% e una resa complessiva migliore di oltre il 35% rispetto a quando abbiamo iniziato”.Nel Novarese il trentenne Giovanni Chiò, insieme ai fratelli Giacomo e Alessandro,


A Fieragricola 2018 più spazio a agricoltura e zootecnia di precisione soluzione ottimale rimane quella di adottare contemporaneamente più strumenti di precision farming, in modo da influire in maniera più efficace sul management complessivo dell’azienda. Come anticipato, quasi l’86% degli intervistati intende investire in agricoltura di precisione nei prossimi 12-24 mesi, a conferma di una grande attenzione verso la sostenibilità, sia essa economica, ambientale o sociale. Nel processo di innovazione verso sistemi di agricoltura di precisione, il 50% di quanti hanno preso parte al sondaggio pensano di rivolgersi «sicuramente» a un’impresa di meccanizzazione agricola per servizi in contoterzi, mentre il 21,43% ha dichiarato che «probabilmente» si rivolgerà ai contoterzisti. Nel 2018 Fieragricola ha in animo di dedicare ancora più spazio all’agricoltura e alla zootecnia di precisione, quali soluzioni per migliorare le prestazioni e favorire un processo di competitività fra le imprese agricole e all’interno delle filiere primarie. (M. M.) nibile ad aumentare i processi ALESSANDRO MALAVOLTI A FEDERUNACOMA di meccanizzazione in azienda attraverso «sistemi di agricolAlessandro Malavolti è il nuovo tura di precisione gestiti diretpresidente di FederUnacoma (Fetamente dall’impresa agricola», derazione nazionale costruttori mentre il 21,43% pensa di incremacchine per l’agricoltura). Prementare tali azioni rivolgendosi sidente di Comacomp (associaai contoterzisti. Tra i sistemi di zione costruttori componentisti) agricoltura di precisione ritedal 2010 sino ad ora, ha ricopernuti più efficaci per migliorare to ruoli di responsabilità anche le performance aziendali e, di nelle rappresentanze territoriali conseguenza, ridurre i costi di di Confindustria Reggio Emilia. gestione, sono risultati essere i «L’esposizione dell’EIMA e gli Alessandro Malavolti satelliti collegati a macchine da eventi fieristici internazionali a FederUnacoma raccolta, per trattrici e attrezzasono un punto di forza della Fedeture, gli strumenti di controllo razione ma – ha detto il neopresidell’utilizzo degli agrofarmaci, gli strumenti di controllo dell’ir- dente - la rosa delle attività deve estendersi in modo sempre maggiore per rigazione ed i droni. Per il 58% offrire servizi che consentano alle imprese di fare business e sviluppare le degli intervistati, comunque, la proprie strategie industriali». LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 47


si può far ricorso alla tecnica del vertical tillage, che consiste nell’utilizzare in campo un attrezzo con grandi dischi corrugati che passando sul terreno produce piccoli tagli verticali profondi da due a quattro centimetri. Ciò permette al terreno di asciugarsi più rapidamente. Le due tecniche (decompattazione e vertical tillage) non influiscono sulla semina diretta, in quanto non ribaltano il terreno e aiutano la proliferazione dei lombrichi, essenziale per aumentare la fertilità del terreno.In quest’ottica, con l’agricoltura blu viene particolarmente enfatizzato il ruolo del suolo sia come corpo vivente, sia come sistema essenziale per sostenere la qualità della vita sul pianeta, sottolineando l’importanza particolare dell’acqua identificata cromaticamente nel colore blu. La mancanza di lavorazioni invasive (aratura) e la presenza dei residui vegetali in superficie inducono una limitazione del fenomeno erosivo. Le tecniche di agricoltura conservativa – si è sottolineato a Foggia - per essere realmente sostenibili e garantire livelli di produzione adeguate, necessitano di preparazione da parte degli agricoltori e della perfetta conoscenza dei suoi principi di base. Per praticarla è fondamentale l’innovazione, avvalendosi di macchine operatrici in grado di

Prove in campo delle macchine per lavorazione sostenibile del terreno dialogare tra di loro e con l’ambiente circostante al fine di dosare con estrema accuratezza i fattori produttivi in relazione alle reali necessità delle colture e dell’ambiente pedoclimatico in cui si opera. Numerosi gli agricoltori intervenuti a “Nova in campo” che hanno potuto vedere all’opera e in esposizione macchine per la lavorazione sostenibile del terreno, seminatrici di precisione, da sodo e combinate, trattori, spandiconcime, irroratrici, sistemi di guida satellitare assistita e automatica, sistemi per la raccolta dati e mappe di produzione, mappe di vegetazione e dei suoli, sistemi di irrigazione a goccia, agrofarmaci sostenibili, fertilizzanti, sementi, preparatori combinati, decompattatori, coltivatori, ripuntatori, pneumatici a basso impatto e trattori a elevate nnn prestazioni.

Senza aratura e con la presenza dei residui vegetali in superficie si limita il fenomeno erosivo

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A T T U A L I T à I M P R E S A FA M I L I A R E

Qualità programmata Giuseppe Minzoni conduce nel ravennate un’impresa familiare orticola innovativa e sostenibile, con alti standard produttivi per l’industria dei surgelati di Elisabetta Tufarelli

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el ravennate incontriamo Giuseppe Minzoni, imprenditore familiare associato alla Federazione delle imprese familiari di Confagricoltura, che conduce 120 ettari ad indirizzo orticolo industriale. “Siamo alla terza generazione di agricoltori – spiega -. Mio nonno, prima della guerra, ha acquisito il primo corpo dell’azienda agricola, poi passata a mio padre dal ’64 al ‘93 e nel 1994 sono subentrato io. Vivo in azienda, che conduco in proprio, con la collaborazione di due dipendenti e alcuni avventizi che chiamo in base alle esigenze colturali”. L’imprenditore è anche stato intervistato nel filmato che Orogel ha diffuso per festeggiare i 50 anni di attività. D’altronde è convinto che, per avere successo, non si possa prescindere dal rapporto diretto con l’industria. “Ci siamo mossi piano piano – racconta -. Mio padre ha iniziato nel ‘74 a conferire a ‘Frutta d’oro’ (diventata nel ‘77 Orogel, ndr) fagiolini e spinaci da surgelare. Oggi la mia azienda è specializzata negli ortaggi da industria (terza gamma): 35.000/40.000 quintali l’anno, solo 15/20 ettari sono destinati al fru-

mento per le rotazioni”. L’imprenditore punta, oltre che sul rapporto diretto con l’industria di trasformazione, sull’innovazione tecnologica, sull’attenta programmazione e sul monitoraggio delle colture. La produzione aziendale è ampia e variegata: fagiolini, pisello mangiatutto, spinaci, pomodori, bietola da orto, cicoria, cipolle, prezzemolo, cavolo kale. “A fine gennaio – precisa –


seminiamo il ‘pisello mangiatutto’, così chiamato perché si mangia l’intero baccello con i semi piccoli e teneri. Facciamo tre semine a distanza di 15-20 giorni, per avere una raccolta scalare. La semina della cipolla è di precisione, usiamo seme confettato a una distanza fra una pillola e l’altra di circa 7 centimetri. Il bulbo alla raccolta deve essere almeno di 65 millimetri di diametro per facilitare la lavorazione industriale e, per avere grossi calibri, ci limitiamo a un investimento di 560.000 piante per ettaro”. L’imprenditore sottolinea l’importanza di lavorare a stretto contatto con i tecnici: “Scegliamo, anno per anno, le diverse colture e varietà da produrre. Per il pomodoro, trapiantato tra metà aprile e metà maggio, gli altissimi standard qualitativi sono un requisito essenziale, perché non viene trasformato, ma tagliato a cubetti e utilizzato nei minestroni”. La bietola da orto è seminata a fine aprile, mentre nei primi giorni di maggio è il turno della cicoria e del fagiolino. “La novità di quest’anno – continua Minzoni - è il cavolo Kale ricco di proprietà salutistiche. Lo abbiamo seminato a fine gennaio e raccolto il 20 aprile”. In un’azienda di questa tipologia l’acqua è una risorsa

Giuseppe Minzoni

Prodotti a residuo zero, semine di precisione e acqua senza sprechi essenziale. “L’azienda è totalmente irrigabile da rotoloni - mette in evidenza – con 4 gruppi motopompa gestiti da centraline. L’ultima innovazione sono le sonde nel terreno alla profondità di 20, 30, 40 e 50 cm che, ogni due ore, registrano i dati permettendomi di seguire dal

pc la situazione idrica dell’appezzamento, risparmiando acqua, un bene essenziale il cui consumo va razionalizzato. Tra i miei progetti futuri c’è l’impiego per la cipolla di irrigatori sprinkler. In passato nei pomodori ho utilizzato, per diversi anni, l’irrigazione a manichetta, che ho abbandonato per i residui plastici che accidentalmente rimanevano nel terreno e che potevano, mio malgrado, essere raccolti l’anno successivo nelle colture da foglia (erbetta, spinacio, cicoria, prezzemolo)”. L’imprenditore utilizza anche uno spandiconcime computerizzato, che evita sprechi e sovrapposizioni e una irroratrice semovente per i trattamenti con controllo satellitare. “Seguo il disciplinare di produzione integrata regionale con ulteriori restrizioni imposte da Orogel (residui più bassi del 70% rispetto ai limiti di legge) – conclude Minzoni - e sono molto attento alla sostenibilità e all’ambiente, per questo impiego molti prodotti che si usano comunemente per l’agricoltura bio anche se l’azienda non produce biologico. Ultimamente Orogel ha pensato a una linea di prodotti ‘a residuo zero’ e, con una parte di ortaggi conferiti, partecipo anch’io a questo nuovo progetto”. nnn LUGLIO -AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 51


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO LIGURIA, NUOVO PRESIDENTE LUCA DE MICHELIS

L’assemblea dei delegati di Confagricoltura Liguria ha eletto Luca De Michelis alla presidenza regionale per il prossimo triennio. Sposato, 49 anni, un figlio, dottore in agraria, imprenditore agricolo della Piana di Albenga, conduce un’azienda per la produzione monovarietale di dipladenia. Alla vicepresidenza sono stati designati: Sandra Santamaria, presidente di Confagricoltura Imperia, Enrico Noberini, presidente di Confagricoltura Genova e Carmelo Pangallo, presidente di Confagricoltura La Spezia. Il neo presidente ha ribadito la necessità di un ruolo primario di Confagricoltura nella pianificazione territoriale dove troppo spesso alle imprese agricole vengono ‘sottratti’ i terreni minori e destinate aree marginali dove è difficile produrre con le innovative tecniche necessarie per stare al passo coi competitor stranieri. “Abbiamo bisogno – ha sottolineato– di qualità nell’agroalimentare, di difesa delle nostre tipicità, non dimenticando che una ‘protezione’ va pensata anche per le piante aromatiche, laddove siamo incontrastati leader europei per le quali occorre una denominazione protetta per valorizzarle”.

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di Elisabetta Tufarelli

ASSEMBLEA DI CONFAGRICOLTURA CUNEO

Partire dall’ascolto delle imprese

“L’agricoltura della provincia di Cuneo svolge senza dubbio un ruolo di rilievo nell’economia piemontese e nazionale, un modello di sviluppo vincente, grazie ad aziende guidate da imprenditori lungimiranti e dinamici. Oggi la competitività di queste imprese è messa in crisi da una burocrazia eccessiva, come nel caso del Psr, dalla difficoltà nella gestione delle risorse europee destinate alle imprese. Si veda cosa è successo recentemente con la Domanda Unica della Pac e con la carenza di infrastrutture con tutte le problematiche connesse. Occorre intervenire urgentemente su questi aspetti per favorire la competitività del settore e aiutarlo anche con adeguate politiche di sostenibilità per il territorio”. Così Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo, all’assemblea annuale degli associati. Con oltre 20mila imprese, l’agricoltura cuneese rappresenta infatti il principale comparto produttivo, con un valore aggiunto di oltre 866 milioni di euro, pari al 5,5% della ricchezza generata complessivamente dal sistema economico cuneese (rispetto al 2% del dato nazionale). Numeri che potrebbero essere ancora migliori se solo si riuscissero ad affrontare proble-

mi cronici che frenano lo sviluppo. “La competitività - ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura - è uno dei capisaldi del mio mandato, ma come fa un’impresa agricola ad essere competitiva sui mercati globali se deve operare in un Paese con sistemi fiscali e previdenziali molto più penalizzanti che altrove e fare i conti con la permanente carenza di infrastrutture? Al centro della nostra azione sindacale ci sono, prima di tutto, le imprese; noi abbiamo il compito di aiutarle a portare nel mondo le loro importanti eccellenze e tipicità di cui il nostro Paese è ricco. Se la Confagricoltura di Cuneo cresce è perché dà priorità alle aziende”. Per Giansanti è importante ripartire dal territorio e dall’ascolto delle imprese per riuscire a dare un contributo politico sindacale davvero utile. “Dobbiamo però – ha detto - scegliere quale modello di agricoltura vogliamo: noi siamo per un settore che possa garantire ai suoi imprenditori adeguata redditività, nel rispetto delle tradizioni, ma con uno sguardo attento alle innovazioni”. Alla tavola rotonda sugli argomenti d’attualità come: i disservizi nella presentazione delle domande Pac, i problemi provocati dal passaggio ai registri vitivinicoli dematerializzati, l’accordo CETA tra Ue e Canada, hanno preso parte, oltre a Massimiliano Giansanti, il viceministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Andrea Olivero, il deputato e membro della Commissione Agricoltura Mino Taricco e il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ezio Raviola.


A Piacenza Ortofrutta Intelligente AL VIA IL PRIMO WORKSHOP CHE APPROFONDISCE LE LOGICHE INTEGRATE

È

partita da Piacenza la nuova edizione di “filie- menti, con i tanti valori intrinseci in questo concetto. re intelligenti”, il primo dei cinque workshop «Per risolvere il problema dell’acqua – ha osservato con al centro i temi - sono necessarie le grandell’agroalimentare e deldi opere. Bisogna che, da IL C O M M E N T O la logistica integrata, nato parte delle Istituzioni, arInnovazione e ricerca sono dalla collaborazione tra i rivino prese di posizione fondamentali per l’agricoltuGiovani di Confagricoltura concrete». La situazione ra. Solo passando da qui sarà con quelli di Federalimenè già difficile, in termini possibile vincere le diverse sfitare, Future Food Institute di mercato, con la crisi di de che l’agricoltura affronta a e con il supporto del Cnr. due grandi aziende del livello globale e continuerà a Questo evento, dedicato territorio, la programmasostenere anche nei prossimi all’ortofrutta, ha messo zione degli investimenti anni. Il mio impegno nel Gfar, il Forum mondiale sotto la lente d’ingrandiproduttivi è al ribasso e c’è sulla ricerca e l’innovazione in agricoltura presso mento una delle eccellenl’emergenza idrica. «Ho imla FAO, è semplicemente una responsabilità e ze italiane. “Assicurare la parato da mio nonno – ha un’impegno che, come imprenditore, mi sento in qualità nel trasporto e la spiegato Alessandro Squedovere di assumere. Proprio per proseguire sulla shelf life dei prodotti – ha ri, presidente dei Giovani strada che abbiamo tracciato nel nostro Conveosservato Raffaele Maioradi Federalimentare - che gno quadri a Palermo. Bisogna guardare al futuno - non basta più. Vanno nessuna campagna è come ro: l’innovazione di prodotto, pur importante, non ripensati i punti di raccolle altre. In Spagna il pomoè sufficiente e serve, soprattutto, quella di pensieta e quelli di smistamento. doro è nei campi e più delro. In questo senso Il Gfar, costituito da partner Occorre imparare a ragiolo scorso anno. E’ difficile che lavorano insieme per modellare, attraverso la nare in un’ottica di cresciconfrontarci con questo ricerca e l’innovazione agroalimentare efficace, il ta armonica”. Un incontro Paese: i nostri costi di profuturo dell’agricoltura e del cibo e il loro ruolo nel di questo tipo non poteva duzione sono più alti». La raggiungimento dello sviluppo sostenibile è un prescindere dall’affrontare soluzione, individuata dal ulteriore, importante strumento. una questione centrale: la workshop, è unanime: lasiccità. Corrado Peratici, vorare insieme come filieRaffaele Maiorano presidente di Anga Piacenra per riuscire a valorizzare Presidente Nazionale Anga za, ha messo in evidenza i prodotti ‘made in Italy’, i come gli agricoltori siano più sostenibili al mondo. impegnati a produrre aliElisabetta Tufarelli LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 53


LOMBARDIA

TAVOLA ROTONDA A SAN MARTINO IN PENSILIS

Olimpia Cabrini presidente

Precision farming in Molise

Cambio della guardia per i giovani di Confagricoltura Lombardia. Nel corso dell’assemblea, all’agriturismo Farisengo a Bonemerse, Olimpia Cabrini, allevatrice di vacche da latte, è stata eletta nuova presidente dell’Anga regionale sostituendo Stefano Lamberti, di Pavia. «Confido molto nel gruppo – ha detto la neopresidente - e sono convinta che la squadra di giovani agricoltori potrà essere molto competitiva, anche perché siamo numerosi ed affiatati». Affiancheranno Cabrini per il prossimo triennio i vicepresidenti: Laura Dalledonne, cremonese, allevatrice di vacche da latte e il mantovano Andrea Carlini. All’assemblea, erano presenti anche il vice presidente di Confagricoltura, Matteo Lasagna, il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli, il presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Renzo Nolli e la vice presidente Anga nazionale, Alda Dalledonne, a sottolineare l’importanza dell’associazione giovanile per Confagricoltura. 54 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

Maria Concetta Raimondo

In Molise, a San Martino in Pensilis si è parlato di agricoltura di precisione. Questo appuntamento è stato organizzato per esaminare, in un momento di grande interesse da parte delle Istituzioni e del mercato agricolo, le applicazioni delle tecnologie legate all’agricoltura di precisione per il comparto vitivinicolo, in crescita a livello regionale. L’evento è nato grazie alla collaborazione tra l’Università degli Studi del Molise, lo Studio Argo Lab di Campobasso e l’Associazione Giovani di Confagricoltura Molise ed è stato patrocinato dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Campobasso. Quali sono le tecniche applicabili alla viticoltura? «Lo scenario socio-economico attuale ci impone un continuo confronto su temi come sostenibilità, biodiversità, innovazione e qualità – ha detto Maria Concetta Raimondo, presidente Anga Giovani Confagricoltura Molise -. In questo contesto un ruolo di primaria importanza è giocato dall’agricoltura di precisione che, attraverso una gestione integrata delle attività di coltivazione, permette di ottimizzare l’efficienza della pro-

duzione agricola, la redditività e la qualità dei prodotti, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della salute umana». L’evento è stato molto partecipato. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Massimo Caravatta, Pietro Occhionero presidente dell’Ordine Dottori Agronomi e Forestali del Molise e Antonio De Cristofaro, direttore vicario dipartimento Agricoltura Ambiente e Alimenti dell’Università del Molise. Durante la tavola rotonda, moderata dalla presidente Anga Maria Concetta Raimondo, sono stati illustrati dai relatori (Filippo De Curtis, Stefano Marino Arturo Alvino dell’Università del Molise, Giancarmine Montalto di Argo Lab e il vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura e all’ambiente, Vittorino Facciolla), i numerosi i vantaggi delle nuove tecniche in campo. Dagli interventi è emerso che sicuramente la precision farming conquisterà ancora di più i vigneti, grazie a strumenti capaci di ridurre l’impatto ambientale, di monitorare lo stato di salute delle piante e di mappare la vigoria degli impianti.


RASSEGNA FOTOGRAFICA DI ANGA MANTOVA

Obiettivi sulla “giovane terra” Uno scatto capace di raccontare il rapporto tra i giovani e la campagna. Questo l’obiettivo della prima edizione della rassegna fotografica mantovana “Giovane terra, crescere senza invecchiare”, promossa dai Giovani di Confagricoltura – Anga provinciali, con il supporto di Confagricoltura Mantova e il patrocinio del Parco del Mincio. La rassegna è aperta ai fotografi professionisti e agli amatori. «I nostri ragazzi spiega il presidente di Anga Mantova, Andrea Carlini - ogni giorno sono in prima linea per la valorizzazione produttiva e la difesa della terra, ed è a loro che abbiamo deciso di dedicare questa nostra manifestazione. Attraverso il lavoro che svolgono quotidianamente vogliamo mostrare l’attività in campa-

gna e dare, al tempo stesso, visibilità al patrimonio storico, naturalistico e culturale del nostro territorio». La rassegna sarà ospitata all’interno della Fiera Millenaria di Gonzaga, in programma dal 2 al 10 settembre. Ogni partecipante potrà inviare al massimo cinque scatti realizzati esclusivamente nei confini

della provincia, che dovranno pervenire agli organizzatori entro il 10 agosto. Una commissione tecnica individuerà le fotografie più significative e provvederà all’assegnazione dei premi, prevista nella serata del 10 settembre. Gli interessati dovranno compilare la scheda di iscrizione scaricabile dal sito internet: www.confagricolturamantova.it. Scatti, scheda di partecipazione e liberatoria dovranno essere inviati, entro e non oltre il 10 agosto, all’indirizzo mail: giovaneterra@confagricolturamantova.it.


FORMAZIONE

CORSO PER DIPENDENTI SEDI TERRITORIALI

Esperti di meccanizzazione “Il corso – prosegue Marco - mi ha dato l’opportunità di imparare tante cose nuove ampliando le mie conoscenze utili ai fini lavorativi ma anche personali”. Il successo di questa iniziativa e le tante dichiarazioni di apprezzamento che riceviamo ogni giorno dai partecipanti ai nostri corsi ha dichiarato Luca Brondelli di Brondello presidente di Enapra - ci gratificano molto Apriamo questa pagina con le e ci danno un’ulteriore conferma che testimonianze di Enrica Doglio della Confagricoltura di Alessandria, il serio lavoro che stiamo svolgendo dà i suoi frutti e ci traguarda verso Damiano Villani di Confagricoltura l’unico obiettivo di essere a fianco Arezzo e Marco Gandolfo di Condella Confagricoltura per garantifagricoltura Savona: sono alcuni re alle imprese associate il meglio dei partecipanti al corso dal titolo “Esperti nell’utilizzo delle attrezzature della tutela e della rappresentanza impiegate in agricoltura”, tenutosi dal sindacale e per l’affermazione della leadership confederale nel settore 20 al 23 giugno scorso, nell’azienda dell’associazionismo agricolo. sperimentale del CNR-Imamoter Realizzato da Enapra, con il finanziain località Vezzolano (AT). Tredici i mento del For.Agri, il piano formapartecipanti provenienti dalle varie sedi territoriali della nostra Organiz- tivo ha previsto una prima parte teorica in aula e una seconda parte zazione. pratica dove i partecipanti hanno “Un’esperienza molto positiva, sia potuto sperimentare e consolidare le sotto il profilo professionale sia nuove conoscenze acquisite mediante umano, che - dice Enrica - mi ha le prove pratiche in campo coafornito un’interessante opportunità diuvati da alcuni esperti di utilizzo di confronto con i colleghi di altre delle attrezzature agricole del CNR regioni”. Imamoter. Al termine delle attività di “I colleghi tutti, da Bolzano alla formazione i partecipanti hanno soSicilia, sono stati fantastici per la stenuto un test finale da cui è emerso professionalità e il modo di porun guadagno formativo elevato, sia si – aggiunge Damiano -. Tutto lo sotto il profilo teorico-normativo, sia staff dell’azienda sperimentale di Vezzolano ha contribuito alla buona sotto quello tecnico-pratico, risultato riuscita del corso con professionalità, che andrà ad impattare positivamente sul potenziamento e la qualifidedizione e pazienza, in maniera cazione dei servizi di consulenza e particolare nei moduli pratici, da formazione svolti dalle nostre sedi tenere in considerazione per altri eventuali corsi sull’utilizzo delle mac- territoriali a favore degli imprenditori agricoli associati. chine agricole”. 56 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017

AVVISO FOR.AGRI 1/2017: LE GRADUATORIE Esito positivo per la partecipazione degli enti di formazione del sistema Confagricoltura all’ Avviso For. Agri 1/2017. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo, nella seduta del 3 luglio scorso, ha ammesso a finanziamento una ventina di piani presentati da Enapra e dagli enti regionali. Questo è il risultato di un ottimo lavoro di squadra tra centro e territorio che ancora una volta si è dimostrato utile e proficuo per le imprese agricole associate. Le attività formative finanziate si rivolgono in larga parte ai dipendenti delle imprese, ma anche – seppure in misura minore – a quelli delle sedi territoriali del sistema confederale che hanno deciso di puntare sulla leva della formazione per il consolidamento e lo sviluppo dell’Associazione sul territorio. Gli esiti della valutazione del Fondo sull’Avviso For.Agri 1/2017 sono disponibili sul sito di Enapra all’indirizzo web www.enapra.it, sezione Notizie. Per qualsiasi info in merito ai corsi che saranno attivati a partire dal prossimo mese di settembre vi invitiamo a contattare l’Ufficio di Enapra: info@enapra.it oppure 066852431.


INNOVAZIONE

PROGRAMMA “PRIMA� PER I SISTEMI DI COLTIVAZIONE

Partnership per l’agricoltura mediterranea La popolazione che occupa la regione mediterranea è in crescita ed entro il 2020 raggiungerĂ i 520 milioni di abitanti. Ovviamente l’aumento della popolazione porterĂ  ad una maggiore richiesta anche sul fronte alimentare, di cui l’agricoltura dei Paesi bagnati dal Mare Nostrum dovrĂ  farsi carico. Oltre alla crescita demografica e quindi alla richiesta di maggiori risorse, i cambiamenti climatici contribuiscono a rendere l’aumento di produttivitĂ  una vera e propria sfida. Queste sono in sintesi le motivazioni che hanno spinto l’Unione europea a lanciare il programma “PRIMAâ€? (Partnership per la ricerca e l’innovazione nell’area mediterranea) che conta 19 Paesi (Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Lussemburgo, Malta, Marocco, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia) per il quale dispone di circa 500 milioni di euro per progetti di ricerca e innovazione. Nel precedente articolo (apparso sul n. 6/17 di “Mondo Agricoloâ€?, ndr) abbiamo trattato la prima delle tre aree tematiche di largo interesse, ovvero la gestione dell’acqua; oggi, invece, ci proponiamo di presentare il secondo ambito tematico: i sistemi di coltivazione. Un ambito sicuramente di interesse diffuso che impegna due obiettivi operativi sugli otto complessivi. Il primo obiettivo riguarda l’agricoltura “smartâ€? e sostenibile: per sviluppare sistemi intelligenti e sostenibili dal punto di vista ambientale al fine di tutelare le risorse naturali e aumentare l’efficienza in produzione. Il secondo obiettivo attiene all’uso di pesticidi e patogeni in agricoltura: per sviluppare e promuovere nuovi approcci volti a ridurre gli impatti di pesticidi e patogeni anche nei confronti della salute umana. Nel contesto dei cambiamenti climatici la richiesta di un cambio di passo e un riorientamento delle proprie prioritĂ  e degli approcci è dovuto alla scarsitĂ  delle

è di acquisire capacità per prevenire e affrontare epidemie e malattie che mettono a repentaglio la produzione, le cui conseguenze si ripercuotono nella società intera. t4WJMVQQPEJTJTUFNJEJBHSJDPMUVSB capaci di contribuire attivamente allo sviluppo del territorio: la crescita nell’occupazione nel settore primario consentirebbe di risolvere la criticità odierna dovuta all’impoverimento economico nelle zone rurali. Attraverso queste priorità l’obiettivo che ci si prorisorse, alla contaminazione e all’inquina- pone è quello di alleviare la discrepanza mento. In questa prospettiva la suddetta di ricchezza con i centri urbani maggiorarea tematica si articola in quattro priorità mente industrializzati. che caratterizzeranno i progetti di ricerca Come per tutte le aree tematiche, il proe innovazione candidabili. Di seguito le gramma PRIMA intende sfruttare i risulpriorità definite. tati dei programmi di ricerca che possano t"EBUUBNFOUPEFMMBHSJDPMUVSBBMDBNdimostrarsi utili agli obiettivi preposti. biamento climatico: lo scopo è acquisire Nello specifico sono interessati i risultati conoscenze e nuove metodologie che di JPI FACCE ed i suoi temi sulla sicurezpossano affrontare i problemi legati ai za alimentare nei confronti dei cambiacambiamenti climatici quali l’innalzamenti climatici, la crescita sostenibile e mento delle temperature, la siccità e la riduzione degli impatti; ENPI CBC MED salinità dei suoli, l’aumento delle condiil quale è focalizzato nello sviluppo locale zioni estreme. (economico e sociale) e nel trasferimento t4WJMVQQPEJTJTUFNJFDPTPTUFOJCJMJMB tecnologico con riferimento particolare a proposta è di applicarsi nello studio PMI, nel supporto alla ricerca, l’innovadell’efficienza delle coltivazioni agricole zione e l’educazione; EIP Agricultura proriducendo, al contempo, l’impatto amductivity and sustainability (EIP AGRI) bientale delle pratiche agronomiche. che è concentrata nel controllo e gestione t1SFWFO[JPOFEJFNFSHFO[FEPWVUFB dell’agricoltura e degli alimenti sempre in malattie su animali e piante: l’intento funzione della sostenibilità ambientale.

Ripensare la cooperazione internazionale Nel corso della conferenza annuale “Science Business Networkâ€? – che si è tenuta a Bruxelles il 27 giugno - Angelo Riccaboni, docente dell’UniversitĂ di Siena e chair di PRIMA, ha presentato i programmi in animo. In tale occasione, ha anche sottolineato la necessitĂ  di ripensare la cooperazione euromediterranea, nell’ottica di diffondere i valori democratici di libertĂ , tolleranza e pace e promuovere il rispetto per la diversitĂ  culturale e la responsabilitĂ  ambientale.

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OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Giapponesi ipotizzano pensione a 85 anni

Lavorare fino a 85 anni potrebbe non essere più solo un’idea. Il governo giapponese, secondo quanto pubblicato da ‘Il Sole 24 Ore’, ci starebbe pensando seriamente. D’altronde si dovrebbe abbandonare gradualmente “l’idea stessa di un’età stabilita in cui andare in pensione”. L’unica e ovvia discriminante è la salute del lavoratore. Attualmente i dipendenti,

in Giappone, vanno in pensione a 60 anni. Successivamente possono scegliere di continuare a lavorare, però con uno stipendio più basso, con contratti particolari per altri 5 o 10 anni. In Giappone l’età media è tra le più alte al mondo. Sulla scia di questo orientamento pare che i governanti orientali stiano già invitando le aziende a non mollare i dipendenti

SOVRADOSAGGIO Gli esperti della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica mettono in guardia sui farmaci mangiati come caramelle dopo i 65 anni, con il rischio di sovradosaggio, dovuto all’assunzione di “doppioni” con principi attivi simili. L’allarme riguarda più di un milione i pazienti over 65 in Italia, che rappresentano il 21% della popolazione, a cui sono prescritti 10 o più farmaci. Un paziente con età compresa tra i 65 e i 74 anni consuma ogni giorno in media 2,8 dosi unitarie di medicinali, che diventano 4,1 superati i 74 anni; tra i 75 e gli 84, il 55% dei pazienti è trattato con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più farmaci. Dal primo luglio è in funzione il numero verde della SIGG dedicato agli over 65: l’800.894.140.

più anziani perché sarebbe un errore. Con il pensionamento le aziende riGLI ANZIANI SONO più sensibili al dolore, perché i processi infiammato- nuncerebbero ad un patrimonio di ri nel loro organismo si sviluppano in conoscenze costruito faticosamente nel tempo. A parere dell’Ocse, a maniera più veloce e intensa rispetquanto riporta il quotidiano finanto ai giovani. Lo rileva uno studio ziario, ben il 23% dei giapponesi sperimentale condotto dall’Univerover 65 anni ha un’occupazione. Il sità della Florida e pubblicato sulla tasso più alto al mondo. Superiore rivista Experimental Gerontology. I di ben 4 punti percentuali agli Stati ricercatori hanno messo a confronto Uniti, al 19% e con ampio distacco otto sessantenni e nove ventenni, per dal Canada e dalla Gran Bretagna, studiare la loro risposta agli stimoli rispettivamente al 13% e al 10%. E dolorosi (come ad esempio l’applica- l’Italia? Nel Bel Paese la percentuale zione di calore al piede o un bagno in di chi lavora dopo i 65 anni è solo acqua gelida). I risultati indicano che negli anziani le molecole infiam- del 4%. Il sesto posto tra i Paesi del matorie aumentano più rapidamente e permangono nell’organismo G7, ma stando agli orientamenti più a lungo rispetto ai giovani. Anche le citochine, “pompieri” moleco- delle politiche in tema di pensione, lari deputati allo spegnimento dell’infiammazione, entrano in azione potremmo guadagnare presto posti in classifica. più tardi nei sessantenni che nei ventenni. 58 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2017


AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

SERINE A CASTRIGNANO DEL CAPO (LECCE)

Terrazza panoramica

“I

l Salento non è soltanto Gallipoli, Otranto, Lecce. C’è anche il Basso Salento, la zona di Capo di Leuca, molto meno caotica e più vivibile”. Fabrizio Manco lo dice subito: “Sta purtroppo emergendo un’idea del Salento che non è conforme a tutta la realtà. Noi invece siamo lontani dal turismo di massa, a cinque minuti dal mare, e offriamo una vacanza per una clientela più esigente, che vuole scoprire e godersi il territorio e stare lontano dalla confusione”. L’agriturismo Serine, che prende il nome dalla contrada in cui si trova a Castrignano

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del Capo, la punta estrema del tacco d’Italia, dal 1996 propone soggiorni e ristorazione nella masseria del ‘600 recuperata e valorizzata dagli stessi proprietari. Fabrizio è architetto e si è occupato personalmente del restauro della struttura. Oggi si potrebbe dire che segue l’amministrazione e il commerciale dell’azienda, con la collaborazione, per il resto delle attività, della sorella e degli arzilli genitori, novantenni o quasi: papà Cataldo, medico in pensione attivo nell’azien– racconta il figlio – allieta le serate da agricola, e mamma Anna Maria, estive durante le cene sulla terrazza titolare, che per i primi dieci anni si è panoramica con i suoi racconti di occupata in toto dell’ospitalità. “Papà vita. Gli ospiti rimangono piacevolmente colpiti da questo fatto, che rafforza il clima familiare della nostra accoglienza. Molti turisti citano anche mio padre nei commenti sul web relativi al loro soggiorno in masseria”. L’azienda agricola si estende per poco più di dieci ettari, coltivati con il metodo biologico certificato già da una decina di anni: gli ulivi la fanno da padrone, ma non mancano ortaggi, frutta e seminativi. Dalle olive si produce un olio extravergine di qualità superiore; dalla frutta marmellate e confetture; il resto viene impiegato per la ristorazione. Sono inoltre disponibili miele (di arancio, eucalipto, rosmarino, arancio…), liquori artigianali, verdure in agrodolce. La cucina è affidata alle mani di una cuoca appena trentenne che ha ereditato la sapienza della precedente


responsabile (“era una massaia vera e propria – racconta Fabrizio) e aggiunto la professionalità e la fantasia di una giovane chef dei nostri tempi. Ci sono pure menu dedicati per vegetariani e vegani, a conferma che l’agriturismo è al passo con le richieste più attuali. Il ristorante è aperto anche alla clientela esterna, con una carta che spazia dalla terra al mare, dove il pesce è un complemento alla proposta agrituristica, quella sincera dei prodotti del territorio. L’ospitalità per il pernottamento si articola in sei unità abitative - mono e bilocali – ricavati nell’antica masseria, arredati con mobili di famiglia restaurati. Le camere hanno muri di grande spessore che garantiscono benessere termo-igrometrico in tutte le stagioni. L’edificio è circondato da colture di vario tipo, essenze ornamentali, palme, oleandri, piante grasse, tutte sapientemente inserite nel contesto rurale di rocce e muretti

in pietra che rendono il contesto unico. Nel periodo estivo di luglio e agosto la clientela è prettamente italiana, mentre primavera e autunno sono le stagioni predilette dagli stranieri alla ricerca della quiete e della bellezza del Sud Italia. L’agriturismo AGRITURISMO SERINE

Strada provinciale San Giuseppe Contrada Serine, Castrignano del Capo (Lecce) Cell: 339.6026307 info@agriturismoserine.it

è anche una fattoria sportiva, tappa di percorsi in bicicletta o partenza di escursioni alla scoperta del Salento. A una manciata di chilometri e altrettanti minuti in macchina c’è la costa con grotte e anfratti sull’Adriatico o quella sabbiosa sullo Jonio. I due mari si congiungono a tre chilometri da Serine e la linea di unione è uno spettacolo che i turisti amano vedere, da non perdere se si arriva fino a questo punto del tacco tricolore. Per chi preferisce la storia, si segnalano alcuni monumenti di rilievo, ad iniziare dal Santuario di Santa Maria di Leuca, meta di pellegrinaggio di numerosi fedeli devoti alla Madonna, a cui, tra l’altro, è dedicata il giorno di Ferragosto una suggestiva processione via mare. A fianco della basilica c’è il faro, secondo per altezza (48 metri) in Italia dopo quello di Genova. Numerose, inoltre, le ville dell’Ottocento lungo il litorale, degne di nota dal punto di vista architettonico. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 61


“OSTERIA FUTURO” A SCURCOLA MARSICANA (AQ)

Custode della biodiversità culturale

N

on ci può essere un “futuro ecosostenibile e biodiverso” senza il rispetto della biodiversità culturale. È quanto sostiene e dimostra con le sue ricerche, iniziate nel 1998, l’abruzzese Mario Iacomini definendosi “cuoco custode”. Il come è raccontato dallo stesso Iacomini nel suo saggio-manifesto “Rinascimento del gusto. Carovanando fra due mari” (Palombi Editori, 2010), oggetto anche di un approfondito dibattito ad Expo 2015, nel padiglione della Biodiversità. Nel saggio l’autore propugna, tra l’altro, il superamento della “filiera alimentare corta” cioè il rapporto diretto produttore-consumatore per l’adozione della “filiera di custodia (ecosostenibile) e biodiversa”, proprio riferendosi al valore della biodiversità culturale. Cuoco-intellettuale, con una laurea in Filosofia Estetica e una lunga esperienza nel mondo del cinema, della musica e dell’arte in generale, Mario Iacomini, che ama definirsi “Ovvicoltore Mario”, vuole diffondere la sua visione dell’educazione ad una alimentazione sana e allo sviluppo ecosostenibile elaborata negli anni e sperimentata dal 2000 al 2003 nel comprensorio marsicano (Aq). Un lavoro teso alla definizione di una teoria sistemica (nuovi modelli di analisi, di ristorazione, di filiere, etc,) attraverso la quale giungere ad una nuova concezione dello sviluppo ecosostenibile e biodiverso, rispetto alla quale il rinnovamento estetico - dallo stesso “cuoco custode” ragionato e perseguito innanzitutto attraverso la sua proposta di un’estetica gastronomica e di un’estetica del cibo - è funzionale. “L’uomo – spiega Mario Iacomini - ha

accumulato esperienze e saperi sui sapori, e non solo: ha strutturato il gusto come categoria di analisi, stabilendo sempre però, con il proprio territorio e con il proprio ambiente, una stretta relazione di dipendenza. Poi, un’afasia del tempo storico ha di fatto rotto, impedendolo per viltà e per interesse, l’equilibrio tra i due termini della relazione. Una cesura violenta ha strappato l’uomo odierno dai valori che aveva prodotto. E di questo strappo bisogna dare conto”. Una sperimentazione quella di Mario Iacomini che, dal 2008, ha trovato una ulteriore fase di attuazione con il piano di intervento “Scurcola Marsicana città biodiversa. E proprio a Scurcola Marsicana ” (in provincia di L’Aquila) da dicembre dello scorso anno ha aperto Osteria Futuro: “Luogo accessibile in modalità provvisoria fino al... libero fluire del tempo”. Nella piccola cittadina che fa parte dei Borghi Autentici d’Italia - il ristorante del Cuoco ZUPPA DEL MERLO

Con il Cesano Cerasuolo d’Abruzzo Doc di Pietrantonj, Mario Iacomini propone “Zuppa del merlo che tornato all’antico ne prese il gusto”, studio sulle lenticchie di S. Stefano di Sessanio nell’incontro con altri cibaMENTI

Custode é luogo di ritrovo per gli abitanti del posto e meta ricercata per tanti turisti, che possono trovare deliziosa ospitalità nella vicina “Locanda incantata”, struttura in pietra con camere elegantemente arredate, giardino e piccola piscina. In un’atmosfera carica di suggestioni è possibile fare un percorso gastronomico veramente unico, tra materie prime straordinarie, antiche tradizioni culinarie, voli pindarici e folle innovazione. Si parte dai pani di memoria creati da Giuseppe Verlicchi, come la pagnotta di Rodomonte, fatta con grano di solina (antica varietà autoctona di grano tenero coltivata in tutta l’area dell’Appennino Abruzzese) farcita con cipolla, cicoria, zucchine e salsiccia o dalla selezione di formaggi e salumi abruzzesi “da animali rigorosamente allevati secondo criteri”. Tra i primi la “Pasta del punto che non volle scoprirsi” (quello che te capita e… “tanta buona volontà”, come recita l’originale menù) e tra i secondi la “Struttura straccia” (agnello del territorio e… ancora “tanta buona volonta”), o l’“Ovettofuturo”, tuorlo d’uovo da gallina camminante con il Mio formaggino Mio.Pizze alla pala per due persone (Margherita, Boscaiola, Friarielli, Diavola e La me (quello che ti capita e sempre “tanta buona volontà”). E infine i dolci, quelli della tradizione e quelli del futuro. Semplice ma molto interessante la carta dei vini curata da Vincenzo Nuccitelli. LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI... YOGA E WINE-TEST OF LIFE

Vino e meditazione

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ue mondi apparentemente lontani si incontrano in “Yoga e Wine - Test of Life”, un progetto di Erika Iannello, insegnante di yoga ed Emanuele Fioretti, esperto di vino, uniti nella vita e con una passione in comune: l’amore per il proprio lavoro. Nell’estate del 2013 a Salina, nelle isole Eolie, Emanuele intraprende un nuovo percorso lavorativo con un’azienda vitivinicola locale e decide, in accordo con il proprietario, di progettare una degustazione direttamente nei vigneti che si affacciano sul mare. Erika, nel frattempo, in completo accordo con lo stile di Yoga che pratica, Odaka, che si ispira proprio ai movimenti delle onde del mare, inizia a praticare in terrazza, di fronte al mare, prima da sola, poi con una classe che la segue per tutta l’estate. Una mattina, dopo le continue lamentele di Emanuele sull’ansia da degustatore che affligge i propri clienti (etichette, profumi sconosciuti, associazioni e invenzioni enologiche), Erika gli propone una lezione pre–degustazione, in modo da preparare il corpo e la mente ad un’esperienza sensoriale a cinque sensi. Rilassarsi e godersi il vino per quello che è. Da quell’intuizione è nato “Yoga e Wine - Taste of Life”. Due mondi, entrambi di origini antichissime, che s’incontrano. Lo Yoga, disciplina praticata da 3000 anni in Oriente, attenta a preservare e unire mente e corpo, in stretto collegamento

passione. Il progetto prevede lezioni di una giornata, di un fine settimana o un programma settimanale che dà la possibilità di proporre un orientamento generale sul vino: non un corso per sommelier, ma una master class focalizzata su una particolare area vitivinicola, con riferimenti generali al mondo del vino. Le lezioni si svolgono in cantine, resort, relais e con la religione buddista. Il vino, masserie, parchi e luoghi dove ci sia nettare degli dei, da sempre usato spazio da condividere e energie da per onorare riti religiosi e non, assorbire. “lubrificatore” sociale per antoIl messaggio di Erika ed Emanuele nomasia, in continua evoluzione è semplice: per degustare un vino, tecnica e sociale. Insieme danno vita apprezzare un piatto, vivere un’ead un’esperienza unica: attraverso sperienza in completa libertà e al la pratica dello Yoga, l’unione tra massimo della nostra sensibilità, corpo, mente e anima, si purificaabbiamo bisogno di entrare in uno no le vie respiratorie, si migliora il stato di totale consapevolezza di noi sistema circolatorio, si abbassa il stessi. livello di stress accumulato, si libeE con lo yoga è possibile farlo. rano i canali energetici riattivando Gabriella Bechi i chakra. Ci si sente più leggeri, ma più forti, i sensi sono più sviluppati, PER INFORMAZIONI il corpo è più ricettivo, depurato dalle tossine e pronto ad accogliere nuove esperienze. E’ qui che entra in gioco il vino, da assaggiare, degustare, conoscere con le sue storie di uomini e luoghi. Una lezione di Yoga fatta da Erika e una degustazione a piedi scalzi, guidata da Emanuele, senza alcun giudizio precostituito, se non quello dei propri sensi, che non mentono mai. Un arricchimento personale e www.yogaewine.com culturale. Un momento indimentiemail: info@yogaewine.com cabile di condivisione, confronto e LUGLIO - AGOSTO 2017 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

IL NUOVO CD DEL CHITARRISTA TOLO MARTON

Tazze di musica

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i intitola “My cup of music” (Playaudio), il nuovo album di Tolo Marton. Il grande chitarrista trevigiano - che ricordiamo con Le Orme nell’album “Smogmagica”, registrato a Los Angeles nel 1975 realizza un disco particolare, ricco di suggestioni sonore. Musa ispiratrice è la musica da film che ascoltava da bambino (e il titolo dell’album inizialmente doveva essere “Music for Movies”). L’album è suddiviso in tre parti: la “tazza” fantasy, quella sentimentale e l’ultima misteriosa. Ma il sentimento pervade tutti i brani. Certo, in alcuni casi, il contesto si fa più intimistico, ad esempio quando

Chitarra per sognare Tolo Marton

IL SESTETTO DI GABRIELE COEN

Elettrico misticismo

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uono elettrico e spiritualità. Il pensiero va, ad esempio, a John Coltrane con “Ascension” e con “A love supreme” (e ricordiamo la rilettura di intensa spiritualità effettuata a due chitarre da Carlos Santana e da John McLaughlin), a Sun Ra, a Don Cherry ma anche ai Beatles affascinati dal misticismo indiano. A tutto questo universo di elettrica religiosità si ispira il grintoso sestetto dell’ispirato sassofonista, clarinettista e compositore romano Gabriele Coen (con in evidenza pure la guitar dello svedese Lutte Berg). Il sesto disco di Coen, “Sephirot” (Parco della Musica Records), si richiama alla simbologia dell’albero della vita, secondo la kabbalah e la mistica ebraica. Dieci brani originali dalle forti sonorità elettriche e vintage grazie ai fiati, alla chitarra, al fender rhodes e all’organo Hammond, ovvero agli strumenti cardine dell’incontro tra jazz e rock a partire dalla fine degli anni Sessanta. Un disco che è ricerca del divino ma anche viaggio interiore, dentro gli stati d’animo dell’essere umano. È musica nuova, intrigo d’Adriatico, nutrimento dell’attesa».

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“parla” (in note) al proprio figlio (“Where do you come from little baby” che è un brano del 1977), oppure quando la musica si fa dedica al fratello scomparso (“So Sad”). «Tutto quello che c’è dentro il CD – ci dice Marton - è frutto di esperienze personalissime che partono dall’infanzia. I temi musicali sono stati composti, anzi sono arrivati, con mente e animo sgombri da qualsiasi legame con l’esterno sonoro o influenze di qualsiasi genere». «Mi piacerebbe – conclude - che da questo lavoro prima di tutto venga in evidenza il lato compositivo, prima che chitarristico».

Racconto a tutto tondo L’uomo strano vaga per un giardino carico di profumi, dove i bambini giocano. Sembra un eden dove regna Signora Quiete ma la vita incombe vorticosa come un mutevole girotondo… Disco composito “Primidimaggio” (Angrisano Music) del compositore campano Renato Fucci. CD di piano solo che dà “voce” a un caleidoscopio di visioni, leggende e panorami che si ispirano al racconto “Viaggio dell’uomo strano” (pubblicato nel folder del compact): un testo in nove capitoli, corrispondenti ai nove brani dell’opera, scritto da Pasquale Guerra e impreziosito da simboli grafici realizzati dallo stesso Fucci. Il racconto è una sorta di “legenda” per orientarsi nel viaggio fisico e spirituale del pianoforte, che si muove tra musica colta e popular, classicismo e suono contemporaneo. A “Stralunà” - uno dei brani più rappresentativi – è dedicato un video in rete che esprime bene il clima complessivo, di scoperta e introspezione. Musica, narrazione, simbolismo e video si uniscono per affascinare e coinvolgere a tutto tondo il fruitore.


Mondo agricolo 7-8  

Il mensile di Confagricoltura

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