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WELFARE A 5 W l FARM EUROPE SU ZOOTECNIA l API E FEDERPESCA l AGROASSICURAZIONE NON DECOLLA l MAIS SUPER PRENOTA L’ORTO l ULTRASUONI PER UNGULATI l FOTO AGRICOLTURA EROICA l ECCELLENZE OLEARIE l INSALATA GREEN


L’EDITORIALE nnn

Cinghia di connessione

I

n questo primo editoriale da presidente vorrei sottolineare il punto fermo del mio mandato: le imprese agricole sono un bene primario da promuovere, tutelare e difendere, sempre. Per fare questo ci vuole l’impegno di tutti. All’assemblea c’è stata grande affluenza, segno che c’è voglia di rappresentanza. Non ne avevo dubbio. Con la mia giunta siamo una squadra e, come presidente di Confagricoltura, mi sento il portavoce delle necessità delle imprese associate. È per questo che da imprenditore che s’impegna direttamente nella propria azienda (e, in ogni mia responsabilità) - ho riassunto il programma del mio mandato in cinque key words, o meglio quattro parole chiave più un risultato: “consapevolezza”, “responsabilità”, “avanguardia”, “orgoglio” che, se usate bene, ci porteranno al “successo” dell’Organizzazione, delle imprese, dell’agrosistema. Quello in cui credo, con la giunta, è molto semplice e lineare: Confagricoltura deve essere l’Organizzazione tra e per i soci, che costituisca il punto di riferimento degli iscritti che, a loro volta, non saranno soci passivi, ma partecipanti convinti alla vita associativa. Non è un momento facile. Non lo è per l’Italia, per l’economia e nemmeno per le imprese agricole. Certamente non si può rimanere seduti aspettando passivamente il cambiamento e non sarò certo io a farlo. Non è nel mio carattere, non lo è in quello degli imprenditori e non è nel Dna della Confagricoltura. Il cambiamento però si governa, con un confronto assiduo con le aziende e con le istituzioni, la politica e la società, facendo dell’Organizzazione la cinghia di connessione. Al Vinitaly ho avuto modo di incontrare gli imprenditori leader, quelli che fanno il made in Italy enoico e non solo. Ho avuto ancor più la conferma che Confagricoltura è fatta di realtà vivaci, dinamiche, che conoscono il mercato, che hanno bisogno di sburocratizzare, che pretendono sistema per l’export e che richiedono dall’Organizzazione servizi innovativi. Sono fermamente intenzionato, con la giunta tutta, a partire dalla realtà dei fatti, dalle criticità e dalle esigenze degli agricoltori. Indubbiamente c’è molto da lavorare e da impegnarsi, insieme, ognuno con responsabilità all’interno del proprio ruolo. Abbiamo però orgoglio, capacità ed ambizione per riuscire nel programma di dare voce, cuore e anima alla “grande Italia dell’agricoltura”. Massimiliano Giansanti

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SOMMARIO L’EDITORIALE Cinghia di connessione Massimiliano Giansanti .................

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PRIMO PIANO ASSEMBLEA Una nuova fase di crescita Elisabetta Tufarelli .......................

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L’eccellenza dell’EVO Gabriella Bechi .......................... 30 FOCUS MACFRUT La rivoluzione vegetale Gaetano Menna ......................... 40

Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Nominata la squadra M.M. . . . . . . ............................... 10 L’INTERVISTA M.GIANSANTI L’impresa al centro del sistema Gabriella Bechi ......................... 14

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

L’insalata green G.M. ...................................... 46 Ricerca e aggregazione Elisabetta Tufarelli ...................... 48

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Ufficio Traffico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Confagricoltura

Prenota un orto Gabriella Bechi .......................... 43

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Rubriche Mappamondo Vino . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

RAPPRESENTANZA WELFARE L’Italia virtuosa Anna Gagliardi ......................... 18

Organizzazione Mantova . . . . . . . . . . . 50 Enapra Coltiva competenze. . . . . . . . . 52

Agricoltura a 5W A. G. . . . . . . . ............................... 20

Pria Cinghiali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

RAPPRESENTANZA ZOOTECNIA Amare la zootecnia Gabriella Bechi ......................... 26

Anga Smau . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55

Campi rosa Due domande a... . . . . . . 54

Over65 Alimentazione . . . . . . . . . . . . . . 58


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Massimiliano Giansanti eletto alla presidenza. Cinque “key words”: consapevolezza, responsabilità, avanguardia, orgoglio, successo di Elisabetta Tufarelli

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Giansanti e Guidi

Confagricoltura tra e per i soci, punto di riferimento dell’impresa agricola italiana. In grado di rispondere sempre puntuale alle mutate esigenze delle aziende. Autorevole e con una forse identità. A tutela dell’impresa, che sa innovarsi e rinnovarsi». Così, Massimiliano Giansanti, appena eletto presidente, ha delineato l’Organizzazione del prossimo triennio. In occasione dell’assemblea per il rinnovo delle cariche nazionali, Sala Serpieri, a Palazzo della Valle, era gremita. Il commiato del presidente uscente è stato affidato ad un filmato: dodici minuti che hanno riassunto un percorso durato sei anni. ”Sei anni passati molto velocemente – ha detto Mario Guidi - e quasi di sorpresa”. Anni intensi e non facili, tra la crisi economica, cinque presidenti del Consiglio e sette ministri. “Ma da domani tornerò a fare l’agricoltore, non sono uomo da giacca e cravatta, ma da maglione e stivali”, ha concluAPRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 7


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

presentanza, Avanguardia nel proso, ringraziando dirigenti e staff «Non ci sono continuità porre progetti innovativi, Orgodi Confagricoltura. Poi l’elezione glio dell’appartenenza attraverso quasi plebiscitaria di Massimiliao discontinuità, ma fasi lo sviluppo di una forte identità e no Giansanti e della sua giunta, nei tempi che viviamo» Successo come risultato». Questa tra cui verranno scelti i tre viceè la strada da imboccare perché presidenti. Per il neo presidente di Confagricoltura sono cinque le di ciò che l’Organizzazione rap- «negli ultimi anni gli imprenditori key words che caratterizzeranno presenta e della necessità di fare italiani si sono confrontati sempre il suo mandato: «Consapevolezza sistema, Responsabilità della rap- più con un mercato governato dalla globalizzazione e dalle dure leggi dell’economia - ha rimarcato CODICE ETICO CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO -. E, pur in mezzo a tante difficoltà, hanno mostrato grandi capacità. L’assemblea di Confagricoltura ha deIl nostro stile, le nostre tradizioliberato un’integrazione al codice etico ni, le nostre storie caratterizzano sul lavoro in cui si ribadisce che le im- i nostri straordinari prodotti del prese ripudiano ogni forma di capora- made in Italy, un’eccellenza che lato e di sfruttamento e che il rispetto tutto il mondo ci invidia, che deve della libertà e della dignità personale diventare un vero valore aggiunto delle lavoratrici e dei lavoratori e di per le imprese». E sono l’impresa tutti i collaboratori dell’impresa è uno agricola e le campagne ad essere dei valori fondanti di Confagricoltura. al centro dell’Organizzazione: “Si Il codice etico prevede esplicitamente parte dagli agricoltori per dimoprovvedimenti di sospensione e di espulsione per le aziende associate che ab- strare che dando risposte adeguabiano rapporti con organizzazioni criminali e mafiose o che facciano ricorso a te, anche l’associazione riparte. Ci batteremo per la competitività delcomportamenti contrari alla legge, come lo sfruttamento dei lavoratori. 8 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017


le imprese con una forte presenza a livello istituzionale. Una crescita allo 0,8% non è sufficiente e l’agricoltura può dare forza alla ripartenza del Paese”. Nel suo programma c’è sempre l’impresa, con gli strumenti necessari per farla crescere: semplificazione amministrativa, riforma del mercato del lavoro, costi della previdenza in linea con l’Europa, politiche energetiche e per l’ambiente, creazione di filiere, accesso al credito e a nuovi strumenti finanziari e assicurativi, sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie. Serve una Confagricoltura che “s’impegni con azioni sindacali forti per creare le condizioni ideali di competitività per le imprese agricole, un’Organizzazione capace di livelli elevati di sevizio e consulenza alle aziende, in grado di rispondere anche alle esigenze più innovative, nella consapevolezza che è il massimo livello possibile di competitività, l’unica strada ed

REVISORI DEI CONTI E PROBIVIRI DI ALTO PROFILO

Presidente dell’assemblea per le votazioni è stato nominato il vicepresidente uscente Ezio Veggia, coadiuvato dagli scrutatori Luca De Michelis e Attilio Tocchi. Prima del voto per la nomina di presidente e membri della giunta si è proceduto a nominare, per acclamazione, i Collegi dei Revisori dei Conti e dei probiviri. Presidente del primo Collegio è Corrado Gatti che è affiancato dai membri Rosaria De Gregorio Savoia e Veggia e Antonio Bongianni e dai supplenti: Andrea Carlini, Cristofaro Imperato e Giovanna Deodato. Membri del Collegio dei Probiviri sono tutti dirigenti di alto profilo: Guido Finato Martinati, Onofrio Spagnoletti Zeuli, Luca Remmert, Ettore Casadei, Lucio Tasca D’Almerita, Andrea Vergati. nalisti per la conferenza stampa, Massimiliano Giansanti ha voluto concludere la sua relazione con ottimismo, citando una vignetta che gli aveva mostrato sua moglie prima dell’assemblea: “Ti daranno il solo modo per poter stare sui la possibilità di scegliere tra affonmercati nazionale ed internazio- dare e galleggiare e tu scegli di nale”. Prima di incontrare i gior- volare”!

«Al centro del programma l’impresa, e gli strumenti per farla crescere»

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PRIMO PIANO ASSEMBLEA

Nominata la squadra In giunta sette new entry tra i nove componenti. Sinergia tra momento decisorio confederale territorio e imprese

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L ’

assemblea di Confagricoltura ha proceduto anche all’elezione dei componenti della giunta. L’Esecutivo è stato profondamente rinnovato con sette new entry tra i nove componenti nominati. Da evidenziare che è aumentata la quota rosa con tre dirigenti donne elette. I nuovi membri sono Luca Brondelli di Brondello, Nicola Cilento, Giordano Emo Capodilista, Elisabetta Falchi,

Sandro Gambuzza, Matteo Lasagna, Diana Theodoli Pallini, Giovanna Parmigiani e Rosario Rago. Ad ogni componente dell’Esecutivo – ha subito annunciato il presidente – verrà affidato un incarico specifico. E su ogni tema si insedierà un team di lavoro che affiancherà il membro di Giunta incaricato. L’obiettivo è creare una stretta sinergia tra momento decisorio dell’Organizzazione, territorio e aziende. In evidenza – ha sottoli-


neato Giansanti – la “scuola Anga” della maggior parte dei componenti che hanno iniziato l’attività sindacale, militando nell’associazione dei Giovani di Confagricoltura. La squadra – dopo la foto di rito - subito all’opera, coadiuvando il presidente nel suo incontro con la stampa. Giansanti ha subito chiarito: «Essere compagine vuol dire giocare la partita assieme e coordinati. Così si vince». Brondelli di Brondello conduce un’a-

zienda ad indirizzo cerealicolo, viticolo e agrituristico a Serralunga di Crea nel Monferrato, in provincia di Alessandria; è presidente di Confagricoltura Alessandria e dell’ente di formazione confederale Enapra. Cilento è titolare di un’azienda frutticola a Corigliano Calabro (Cosenza); è stato presidente di Confagricoltura Cosenza e di Confagricoltura Calabria e componente della giunta precedente, è presidente della OP or-

tofrutta COAB. Emo Capodilista conduce un’azienda agricola ad indirizzo prevalentemente vitivinicolo in provincia di Padova. È presidente di Confagricoltura Padova, vicepresidente di Confagricoltura Veneto e consigliere del consorzio di bonifica Bacchiglione–Brenta. Falchi gestisce ad Oristano un’azienda agricola ad indirizzo risicolo. È stata presidente di Anga Sardegna e Confagricoltura Sardegna ed ha ricoperto l’incaAPRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 11


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

rico di assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna. Gambuzza, ha un’azienda ad indirizzo orticolo ed olivicolo in provincia di Ragusa ed è presidente della Federazione nazionale di prodotto Orticoltura; è stato presidente di Confagricoltura Ragusa e presidente della Camera di Commercio. Lasagna conduce un’azienda agricola ad indirizzo zootecnico in provincia di Mantova, è presidente di Confagricoltura Mantova e di Confagricoltura Lombardia, è anche consigliere di Confidi Systema, il consorzio fidi della Regione Lombardia. Pallini, cavaliere del lavoro, conduce, assieme

La conferenza stampa con il presidente e la giunta

alla famiglia, tre aziende agricole nel grossetano e una nel comune di Roma ad indirizzo cerealicolo, zootecnico (carne e latte, con caseificio e punto di vendita) e agrituristico; è stata presidente di Confagricoltura Grosseto, vicepresidente di Confagricoltura Toscana e componente di giunta nella passata legislatura. Parmigiani ha un’azienda agricola a Piacenza ad indirizzo zootecnico, cerealicolo, arboreo (pioppeto), con allevamento di suini e trasformazione

MASSIMILIANO GIANSANTI: ZOOTECNIA, CEREALI E AGROENERGIE

Massimiliano Giansanti è presidente di Agricola Giansanti srl e amministratore del Gruppo Aziende Agricole Di Muzio, con imprese agricole nelle province di Roma, Viterbo e Parma. Le aziende hanno indirizzo agroindustriale e sono specializzate nella produzione di cereali, latte e prodotti della zootecnia, ed agroenergetico con la produzione di energia elettrica da fotovoltaico. Tra l’altro a Parma produce Parmigiano Reggiano ed a Roma fornisce latte bovino di alta qualità per la Centrale del Latte. È membro della giunta esecutiva di Confagricoltura dal 2011 e vicepresidente uscente. È stato presidente di Confagricoltura Roma e vicepresidente di Confagricoltura Lazio. 12 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017

della carne; è’ vicepresidente di Confagricoltura Piacenza, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto di Allevamenti Suini; è consigliere del Consorzio dei Salumi tipici piacentini. Rago conduce a Battipaglia (Salerno) un’azienda agricola ad indirizzo ortofrutticolo, specializzata in insalate pronte; è presidente di Confagricoltura Salerno e di Confagricoltura Campania ed è nella Giunta della locale Camera di Commercio. Nel corso della conferenza stampa sono stati toccati molti temi anche settoriali: dal riso (Brondelli) al vino (Emo Capodilista); dagli agrumi (Cilento) agli orticoli (Gambuzza), alla IV gamma (Rago); dall’allevamento (Parmigiani) agli ovini (Falchi), al latte (Lasagna). Anche una sottolineatura sul potenziamento del Centro Studi (Pallini). Giansanti si è soffermato pure sui temi della politica agricola comune. «Bisogna ripensare da subito la Pac, ma – ha detto - non servono strumenti definiti a tavolino, si ascoltino le imprese per correggere gli errori commessi. Non può essere vanificata l’occasione dell’approvazione del regolamento UE “omnibus” per introdurre modifiche sostanziali». (M. M.)


L’INTERVISTA MASSIMILIANO GIANSANTI

L’impresa al centro del sistema Il presidente illustra programmi, obiettivi, strategie ed azioni dell’Organizzazione. «Pronti a dialogare con tutti, ma su una cosa non transigiamo: l’agricoltore merita rispetto» di Gabriella Bechi

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residente, quale sarà la Confagricoltura guidata da Massimiliano Giansanti?

Una Confagricoltura che metta al centro della sua azione sindacale l’impresa. Un’impresa agricola competitiva, rivolta al mercato e connessa con il mondo. Per questo c’è bisogno di una Organizzazione forte e autorevole, che guardi al merito e non alle posizioni di rendita, che tuteli e rappresenti il capitale ed il lavoro, una Confederazione che esiga il rispetto

per i propri associati. Una Confagricoltura ambiziosa, con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento della filiera agroalimentare. Una sfida che ci dovrà portare a conquistare spazi nuovi: la costruzione di network con partner strategici, al fine di sviluppare l’attività dell’agribusiness.

Le imprese agricole italiane devono ormai confrontarsi con il mercato globale. Ritiene che siano adeguatamente preparate?

Negli ultimi anni gli imprenditori italiani si sono dovuti confrontare sem-


Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è romano ed ha 43 anni

Confagricoltura sarà un’Organizzazione tra e per i soci, in grado di fare un’adeguata attività di lobby, di scrivere e non di leggere le leggi dello Stato, forte nei sistemi di relazione, autorevole.

pre più con il mercato. Un mercato governato dalla globalizzazione e dalle dure leggi dell’economia dove hanno mostrato di avere capacità. Ma anche con i profondi cambiamenti della società, che generano disuguaglianze, stai di crisi e anche paure. La globalizzazione ci impone sempre di più di riferirci nelle nostre analisi all’impresa agricola e non più all’azienda agricola. L’imprenditore oggi si può definire tale solo se è in grado di fare le opportune valutazioni tenendo conto del contesto globale e della forte dinamica evolutiva che ha investito il nostro settore tradizionalmente statico. Tali scelte a volte sono pesanti, a volte impegnative, perché estremamente innovative. Ma inevitabili. Come quelle di superare la frammentazione e l’individualismo, fare massa critica, individuare tendenze e rispondere alle nuove richieste del mercato.

dibili nella loro dinamica sono in crisi anche i sistemi di rappresentanza.

pediscono all’agricoltura italiana di essere competitiva sui mercati europei ed extraeuropei: l’eccesso di burocrazia, mercato del lavoro troppo ingessato, costi della previdenza che non sono in linea con l’Europa, politiche energetiche e per l’ambiente poco innovative ed incisive, scarso sviluppo di filiere, difficoltà di accesso al credito e a nuovi strumenti finanziari e assicurativi, ritardo nell’innovazione.

In questo contesto, sicuramente pieno di incertezze e di variabili economiche non sempre preve-

Sono mutate le esigenze delle imprese e di conseguenza le associazioni di rappresentanza che non saputo adeguarsi velocemente per rispondere a queste nuove richieste sono entrate in crisi. Un fenomeno che ha interessato tutti i settori, non solo l’agricoltura. Fare sindacato alla vecchia maniera non serve più. Perché le imprese vogliono qualcosa di diverso e vanno ascoltate. Per questo credo in una Confagricoltura tra e per i soci, in grado di fare un’adeguata attività di lobby, di scrivere e non di leggere le leggi dello Stato, forte nei sistemi di relazione, autorevole. Una Confederazione con una forte identità a tutela dell’impresa che sa rinnovarsi, anche sotto il punto di vista generazionale e quindi capace di conquistare e rafforzare la fiducia dei nostri associati.

Eppure il made in Italy è un brand molto forte, sempre più cercato, apprezzato e addirittura imitato nel mondo…

Il nostro stile, le nostre tradizioni, le storie che caratterizzano i nostri straordinari prodotti: questo è il made in Italy, che deve diventare un vero valore aggiunto per le nostre imprese. Un brand forte, è vero, che nasconde però le inefficienze del sistema Italia, che imAPRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 15


L’INTERVISTA MASSIMILIANO GIANSANTI

In questo percorso dovrà es- Quale strategia intende adottare Quale sarà l’atteggiamento sere coinvolta tutta l’Organiz- per raggiungere questo obiettivo? di fronte alle Istituzioni e alla zazione? Prima di tutto dobbiamo facilitare politica?

Dobbiamo implementare quello spirito di appartenenza, quello stare insieme che da sempre è il nostro punto di forza. Dobbiamo far crescere tutte le unioni provinciali e le federazioni regionali, accompagnandole in un percorso in cui la condivisione delle scelte e la possibilità di misurarsi devono essere un obiettivo comune. Dobbiamo passare da un modello organizzativo top down (decisioni assunte dall’alto verso il basso) ad uno bottom up. Raccoglieremo le istanze che ci vengono dal territorio, verrà elaborata dagli organi confederali la strategia e, insieme al territorio verranno stabiliti le priorità di azione e gli obiettivi da raggiungere. La Confagricoltura, nel suo complesso deve essere un Frecciarossa che viaggia tutto alla stessa velocità. 16 | MONDO AGRICOLO |APRILE 2016

l’accesso alle informazioni, creare delle best practice a cui i nostri collaboratori possano rivolgersi, ma soprattutto dobbiamo essere più sistema, superando il dualismo tra centro e periferia. L’efficientamento è il terreno su cui dovremo misurare la nostra capacità di innovazione e di crescita organizzativa: costituzione di reti fra i vari servizi prestati dalle nostre strutture, avvio di forme di collaborazione e integrazioni tra le nostre unioni provinciali, omogeneizzazione dei servizi, eliminando le disfunzioni e superando le criticità. I nostri associati, che chiedono oggi assistenza sempre più qualificata, dovranno trovare lo stesso identico standard di servizi in tutte le nostre strutture. Per fare questo dobbiamo sfruttare di più le tecnologie, che consentono di abbattere le distanze e di avere risposte nel minor tempo e nel miglior modo possibili.

Dico no a qualunque forma di collateralismo. Noi siamo solo dalla parte delle imprese e vogliamo poter esprimere ciò di cui le imprese hanno bisogno. Per questo saremo presenti in tutti i luoghi in cui si prendono decisioni: Comuni, Province, Regioni, Istituzioni nazionali e comunitarie. L’azione di lobby dovrà partire dal territorio verso il centro e verso Bruxelles dove la nostra azione dovrà essere potenziata: la prossima revisione di medio periodo e la futura Pac ci dovranno vedere molto presenti nei tavoli in cui deciderà il destino delle risorse economiche destinate alle nostre imprese. L’esperienza di farm Europe dimostra come l’attività di lobby, se ben fatta, favorisca la produzione di leggi che vanno incontro all’interesse degli agricoltori. nnn


di Cosenza, specializzata nell’allevamento di suino nero allo stato brado e nella coltivazione di ulivo e peperoncino calabrese. L’azienda ha un ruolo di primo piano sul territorio per essere riuscita ad attivare politiche occupazionali in una zona ad alto tasso migratorio, assumendo giovani e sovente i loro familiari. Le iniziative di welfare aziendale sono molteplici: dalla formazione del personale all’integrazione sociale, fino sanità integrativa. “A carico nostro – aggiunge il titolare Ernesto Madeo - vengono anche effettuati una volta all’anno i prelievi e le analisi del sangue direttamente qui, senza la necessità per i lavoratori di recarsi in strutture ospedaliere. Quest’iniziativa è particolarmente apprezzata dai nostri dipendenti”. È della provincia di Pavia la terza classificata al Welfare Index PMI 2017 e ha una storia plurisecolare. Si tratta della società agricola Conte Vistarino, di Rocca de’ Giorgi, azienda vitivinicola che già nel secolo scorso attivò servizi a favore della comunità, in una sorta di welfare ante litteram, sviluppando un rapporto molto stretto con il paese. Oggi concede gratuitamente la casa ai propri dipendenti, molti immigrati; agli altri che abitano nei dintorni riconosce un bonus annuale per la copertura delle spese di trasporto. L’impresa, inoltre, ha sottoscritto una convenzare gli orari di lavoro per agevolare la suddivisione dei compiti con le proprie compagne. In azienda sono anche presenti una mediatrice culturale e un servizio per lo svolgimento delle pratiche burocratiche. “Welfare vuol dire avere soddisfatti i propri bisogni - afferma Loredana Alberti – e avere delle persone che sono sicuramente più contente, più tranquille, con un migliore rapporto con il loro lavoro, e quindi anche più produttive. Abbiamo cercato di dare le migliori risposte alle nuove esigenze dei nostri addetti”. Al secondo posto nel settore agricoltura c’è AgriMad, società agricola di San Demetrio Corone, in provincia

L’agricoltura si conferma il settore più congeniale per le iniziative di welfare zione con il Comune di Rocca de’ Giorgi mettendo a disposizione un pullmino per portare i bambini all’asilo e gli studenti a scuola. In questo periodo la Conte Vistarino sta anche costruendo in azienda una zona dedicata al relax, dove i dipendenti possono pranzare, riposare e, se necessario, essere assistiti da un medico. La menzione speciale per l’integrazione sociale è andata a Natura Iblea, di Ispica, in provincia di Ragusa, impegnata con 130 addetti nella produzione biologica di ortofrutta. Per i suoi numerosi collaboratori stranieri l’azienda si è impegnata su vari fronti: dalla formazione al sostegno per gli alloggi, fino al supporto per lo svolgimento di tutti gli obblighi burocratici, portando anche a termine con successo alcune pratiche di ricongiungimento familiare per i collaboratori stranieri. Il general manager Roberto Giadone è efficace nel descrivere lo spirito di Natura Iblea: “Siamo la porta di ingresso di tanta disperazione – dice – Se non lo facciamo noi, chi lo deve fare?”. Parole che valgono più di un trattato sull’immigrazione e che si traducono anche in momenti di socializzazione e convivialità tra i dipendenti che appartengono a cinque etnie, tutte ben integrate.Per l’agricoltura sociale la menzione speciale è stata assegnata a Dopo di Noi, di Flambro di Talmassons, in provincia di Udine, cooperativa sociale mista di tipo A e B (e fattoria didattica) che ha l’obiettivo di creare occasioni di lavoro e supporto a persone disabili o in difficoltà. Le attività spaziano dalla cura degli animali alla raccolta e lavorazione di frutta e ortaggi. “Attualmente la cooperativa occupa 26 persone con svantaggio – afferma la fondatrice Lorena Popesso –. Per noi è spontaneo lavorare con loro e la soddisfazione più grande è vedere che questi ragazzi hanno un obiettivo nella loro vita”. (A. G.) APRILE 2017| MONDO AGRICOLO | 21


RAPPRESENTANZA FIIAF

PMI innovative Roberto Poggioni confermato al vertice della Federazione delle imprese familiari. Un modello aziendale che punta su duttilità del nucleo e propensione alla ricerca di Elisabetta Tufarelli

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oberto Poggioni è stato riconfermato, per acclamazione, alla guida della Federazione che riunisce le imprese agricole familiari di Confagricoltura. “Le PMI agricole – ha osservato il presidente nella sua ampia relazione - sono allo stesso tempo famiglie e imprese, sono gestite con piglio imprenditoriale, con la volontà di crescere di innovare. L’agricoltura familiare è essenziale anche per mantenere la vitalità del mondo rurale e della relativa economia, ed è oggetto di grande attenzio-

ne da parte della politica italiana ed europea perché è il modello operativo più comune, quello che, da secoli, garantisce la crescita del settore agricolo. Non siamo però un ‘piccolo mondo antico’ perché quasi il 90% delle nostre imprese associate utilizza i sistemi informatici nella gestione aziendale e più dell’80% fa ricerca”. Insieme a Poggioni l’assemblea Fiiaf ha nominato anche 18 consiglieri in rappresentanza del territorio. Il nuovo consiglio è così composto: Ettore Bellettato (Ferrara – Emilia Romagna), Luciano Bortolan (Bologna – Emilia Romagna), Stefano Boschetto (Latina – Lazio), Nicola Bracale (Salerno – Campania), Amedeo Cattaneo (Milano – Lomardia), Gianluca De Faveri (Asti –Piemonte), Menè Diodato (Chieti – Abruzzo) Alberto Faccioli (Rovigo _Veneto), Nicola Gatta (Foggia-Puglia), Alberto Garrione (Vercelli-Piemonte), Paola Granata (Cosenza-Calabria) Annibale Landoni (Varese, Lombardia), Car-


lo Lasagna (Mantova-Lombardia), Danila Massaroli (Ravenna-Emilia Romagna), Gianni Meli (OristanoSardegna), Ignazio Nicastro (Ragusa-Sicilia), Arturo Nucci (NapoliCampania) e Daniele Vendrame (Udine-Friuli Venezia Giulia). Del Consiglio fa parte di diritto anche il presidente dell’Anpa,l’associazione che riunisce gli over 65 di Confagricoltura. Il consiglio della Federazione, in occasione della sua prima riunione, provvederà alla nomina dei vicepresidenti che affiancheranno il presidente nel prossimo triennio. La Fiiaf (Federazione italiana impresa agricola familiare) riunisce le 151.000 imprese familiari associate a Confagricoltura. Poggioni, coadiuvato dalla moglie e dal figlio, gestisce un’azienda nell’orvietano di 100 ettari in proprietà e in affitto. L’azienda è dedita alla produzione cerealicola, orticola (meloni e cocomeri), olivicola ed all’agriturismo.Il presidente del-

Poggioni: «Il 90% delle PMI utilizza i sistemi informatici e l’80% fa ricerca» le PMI agricole, nel suo intervento in assemblea, ha ricordato come proprio le imprese familiari siano quelle più diffuse nell’agricoltura italiana. “Le imprese familiari di Confagricoltura - ha sottolineato crescono e si rinnovano. L’innovazione, infatti, è uno dei fattori più importanti per assicurare un futuro alle imprese agricole, migliorando la loro competitività economica e garantendo nello stesso tempo l’uso sostenibile delle risorse”. Poggioni, ha descritto le numerose attività svolte dalla Federazione in questi ultimi anni, dai corsi di formazione agli incontri di Roma e di Bruxelles organizzati per l’anno internazionale dell’impresa familiare, dal convegno dell’Expo

all’indagine sugli associati - effettuata in collaborazione con PRIA con il supporto del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia - per individuare le necessità delle Pmi associate in materia di innovazione e meccanizzazione. Ha poi ricordato anche la modifica del nome che da Fnifc (Federazione nazionale imprese familiari coltivatrici) è diventato Fiiaf (Federazione italiana impresa agricola familiare). “Le nostre aziende, oltre che un importante ruolo economico e di presidio del territorio, hanno un grande potenziale – ha concluso -. Ci impegneremo perché vengano avviate azioni di sostegno all’innovazione e alla redditività di lungo termine, anche attraverso i Piani di sviluppo rurale delle Regioni, incluso il trasferimento di terreni, l’accesso al capitale e una revisione complessiva della legge sui contratti d’affitto”. APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 23


RAPPRESENTANZA ASSICURAZIONI

Senza rete Prioritario un sistema efficace di gestione del rischio. Ci sono le risorse, ma lo strumento non decolla di Gaetano Menna

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ra i paesi comunitari, l’Italia è uno di quelli che ha puntato maggiormente sulle misure di prevenzione del rischio attraverso l’assicurazione agevolata dei prodotti agricoli; uno strumento in cui Confagricoltura crede fortemente e di cui ha sempre sollecitato la diffusione. D’altronde le risorse disponibili – provenienti da Bruxelles – sono interessanti (1.600.000 euro per sei

anni, dal 2015 al 2020, messi a disposizione nel Piano di sviluppo rurale nazionale). Gli agricoltori però si stanno disaffezionando dallo strumento assicurativo, laddove invece l’obiettivo era quello di far crescere i contratti, con la possibilità concreta anche di perdere risorse comunitarie preziose che rischiano di tornare a Bruxelles. Confagricoltura torna a denunciare come non si sia riusciti a creare un modello assicurativo agevolmente


fruibile. Burocrazia, errori gestionali e procedure informatiche ancora non definite per la compilazione dei piani assicurativi individuali (Pai), ritardano l’erogazione dei contributi comunitari. E così ci troviamo che si è aperta la nuova campagna assicurativa 2017 per le produzioni agricole, mentre si sta ancora provvedendo ai primi pagamenti alle aziende delle assicurazioni agevolate agricole che si riferiscono alle domande del 2015. In questo modo si mette in crisi pure il sistema dei consorzi di difesa (che anticipano i premi dei produttori). C’è poi il problema del sistema di regole per calcolare le rese medie che non permettano alle imprese di attuare polizze con valori assicurati adeguati alle loro esigenze. Le imprese spesso sono costrette a stipulare contratti assicurativi con valori troppo bassi rispetto alle loro potenzialità produttive; e così le po-

In due anni si è perso il 17 per cento del valore assicurato in agricoltura

lizze finiscono per perdere di interesse per i contraenti. Questi i dati che fanno comprendere la situazione in essere: in due anni si è perso il valore assicurato del 17% (-6% nel 2015, -11,3% nel 2016). Ma, se si entra nel dettaglio dei settori, si scopre che il valore assicurato delle produzioni vegetali è sceso del 26%, con una perdita di 851 milioni di euro che ha riguardato soprattutto il Meridione, che già presentava una scarsa diffusione di polizze. Le priorità confederali sono: una riconsiderazione delle procedure del Pai, con l’obiettivo di una reale semplificazione e snellimento del processo; una ridefinizione del sistema del calcolo delle rese medie produttive delle imprese per arrivare ad una certa flessibilità ed eventualmente alla possibilità dell’applicazione di meccanismi basati su indici per aree produttive.

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RAPPRESENTANZA ZOOTECNIA

Amare la zootecnia Elide Stancari, per Confagricoltura, a Bruxelles all’incontro sugli allevamenti. La fiducia dei consumatori si acquista con una corretta informazione e attività di promotion di Gabriella Bechi

L  

a presidente della Federazione nazionale di prodotto per la carne bovina di Confagricoltura Elide Stancari è intervenuta il 21 marzo scorso a Bruxelles al Parlamento europeo all’incontro organizzato da Farm Europe (il think tank nato per approfondire le politiche agricole europee di cui Confagricoltura fa parte) sul futuro del settore zootecnico, presentando un approfondimento sull’allevamento bovino da carne. Con oltre 16 miliardi di euro, la zootecnia conta per oltre il 30% del valore della produzione agricola nazionale. Il settore della carne bovina continua ad affermare la sua rilevanza nell’agroalimentare italiano. Secondo Ismea, il valore della fase agricola nel 2015

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si è attestato su più di 3 miliardi di euro, mentre la fase industriale ha sviluppato un fatturato di quasi 6 miliardi di euro. L’Italia, in ambito europeo, è il 4° produttore di carne bovina dopo Francia, Germania e Regno Unito. La capacità produttiva nazionale non permette però di coprire il fabbisogno degli

allevatori del Nord Italia, che acquistano vitelli all’estero per circa 1,2 milioni di capi. La rappresentante dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha evidenziato come negli ultimi tre anni si siano registrati una contrazione del numero delle imprese di 20.000 unità, passando dalle 89.000 del 2013,


alle 69.000 del 2015; una diminuzione della mandria nazionale di circa 60 mila capi ed un calo nelle macellazioni di circa 400 mila capi.Le cause di tale situazione, a parere di Confagricoltura, vanno ricercate essenzialmente nel continuo calo dei consumi da parte delle famiglie (-13% negli ultimi tre anni), dovuto in parte alla contrazione del potere di acquisto, in parte a scelte alimentari diverse, dovute a loro Elide Stancari volta anche alla crescente visione critica dell’opinione pubblica sulle carni.“E’ urgente e necessario - ha detto Elide Stancari - che la futura politica europea per il settore della carne bovina permetta agli allevatori di

In Italia, nel triennio, calate le macellazioni di circa 400 mila capi

poter ottenere la giusta redditività dal proprio quotidiano lavoro. Si deve, quindi, ragionare su una politica che possa favorire lo sviluppo e la redditività degli allevamenti sia estensivi, per la salvaguardia di quelle aree rurali e di quelle superfici agricole altrimenti inutilizzabili per altre produzioni, sia intensivi, ugualmente attenti alla sostenibilità ambientale e al benessere animale, per soddisfare le necessità nutrizionali dei cittadini europei”.Per fare questo la rappresentante di Confagricoltura ritiene necessario stimolare l’aggregazione degli allevatori, per ottimizzare i costi ed i servizi alle imprese, e l’integrazione della filiera per migliorare la programmazione della quantità e della qualità della produzione rispetto alle richieste di mercato. E, soprattutto, riacquistare la fiducia dei consumatori prevedendo una adeguata promozione del consumo di carne, soprattutto attraverso una corretta informazione sui sistemi di produzione degli alimenti di origine animale, sulla sicurezza alimentare - garantita dal rispetto delle normative da parte degli allevatori e dagli innumerevoli controlli sanitari - nonché sulle proprietà nutrizionali di questo alimento e sul suo corretto consumo per la salute dei cittadini europei, la sana crescita dei più giovani, il rispetto per le esigenze degli anziani e dei malati. Per fare questo occorre, a parere di Confagricoltura, implementare, innovare e semplificare la tracciabilità, sia su ciò che determina una maggiore garanzia di sicurezza alimentare (ad es. uso dei farmaci e materie prime per l’alimentazione degli animali), sia sull’origine delle materie prime, che costituisce già un elemento obbligatorio del set di informazioni fornite al consumatore, ma che merita di essere ancora di più valorizzata. APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 27


R A P P R E S E N T A N Z A O L I V I C O LT U R A

L’eccellenza dell’EVO A Napoli l’extravergine ambasciatore dell’agroalimentare, tra territorio, varietà e dieta mediterranea di Gabriella Bechi

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È  

iniziata con un evento dedicato all’olio extravergine d’oliva, uno dei simboli del made in Italy, la collaborazione di Confagricoltura con “Eccellenze Campane”, il polo agroalimentare napoletano, voluto da Paolo Scudieri per le imprese del settore enogastronomico campano che mette in contatto direttamente i produttori con i consumatori attraverso un servizio di ristorazione e vendita. Nell’area mercato è presente da qualche mese anche un corner di

Confagricoltura con una selezione di aziende associate campane, con l’obiettivo di offrire sempre prodotti che creino valore per il territorio. La giornata dedicata all’olio extravergine d’oliva è stata aperta a eccellenze di altre parti d’Italia. Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro, è stata posta particolare attenzione alle proprietà e agli usi dell’olio extravergine, collegandoli con i benefici della dieta mediterranea. “Viaggiando nel mondo per la mia prima attività imprenditoriale nella componentistica del mondo del trasporto, mi sono accorto che il made in Italy agroalimentare non è ancora pienamente affermato – ha detto il presidente di “Eccellenze Campane” Paolo Scudieri aprendo l’incontro – e i motivi principali sono che c’è ancora una scarsa cultura per la qualità e che le nostre aziende sono troppo piccole per penetrare i mercati esteri.


“Eccellenze Campane” vuole essere una piattaforma commerciale per l’internazionalizzazione delle imprese agricole e uno strumento per tutelare e valorizzare i prodotti tipici e di alta qualità nel mondo. Per questo abbiamo già aperto una sede a Londra e presto saremo a Milano ed a San Paolo del Brasile. La partnership con Confagricoltura va in questa direzione, in quanto ci permetterà di garantire nuove selezioni di pregio al nostro pubblico. A cominciare proprio da quelle dell’olio extravergine di oliva, prodotto principe della dieta mediterranea, che come pochi altri riesce a coniugare gusto e buona alimentazione”. Raffaele Sacchi, ordinario di Scienza e Tecnologia alimentare dell’Università di Portici ha evidenziato l’alto valore nutrizionale e le qualità funzionali dell’olio extravergine d’oliva, ribadendo la necessità di diffondere maggiormente queste informazioni ai con-

Scudieri: «Eccellenze Campane piattaforma commerciale per l’internazionalizzazione»

sumatori e di introdurre maggiori innovazioni lungo la filiera. Valerio Calabrese, responsabile Agricoltura e Alimentazione presso Legambiente Campania Onlus e direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea a Pioppi, nel Salento, si è soffermato sull’importanza per il territorio dell’ulivo, elemento simbolo del Mediterraneo, rinnovando l’auspicio di una più stretta alleanza tra agricoltori e ambientalisti nella difesa del patrimonio agricolo e ambientale del nostro Paese. Hanno portato il loro saluto anche Filippo Diasco, coordinatore per l’Agricoltura della Regione Campania e il colonnello Luigi Crtellessa, comandante dei carabinieri Politiche agricole ed alimentari. A seguire, una degustazione di cinque oli provenienti da Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia e Campania guidata da Gaetano Avallone, capo panel Oleum, che ha permesso di cogliere le differenze tra le varie cultivar che fanno parte del grande patrimonio olivicolo del nostro Paese.“L’olio italiano è l’emblema di una produzione riconosciuta a livello mondiale - ha aggiunto l’ex presidente di Confagricoltura Mario Guidi - ma che necessita del nostro supporto, anche con iniziative di informazione e divulgazione come quella di oggi e più in generale con accordi di collaborazione con il

Scudieri e Consalvo

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R A P P R E S E N T A N Z A O L I V I C O LT U R A

mondo della distribuzione di qualità, come ‘Eccellenze Campane’”. L’Italia è il secondo produttore (dopo la Spagna), il primo importatore (con 600 mila tonnellate) ed il secondo esportatore (sempre dopo la Spagna) di olio di oliva al mondo. Il nostro olio vale 3 miliardi di euro, occupa una superficie di 1 milione di ettari, con più di 820 mila aziende agricole, ed è molto importante anche sotto il profilo occupazionale, rappresentando 50 milioni di giornate di lavoro all’anno. I dati confermano però che la nostra produzione non riesce a soddisfare il fabbisogno interno. Per raggiungere l’autosufficienza, nell’ipotesi in cui non si consumi più olio straniero, occorrerebbe incrementare la produzione di circa il 25%. A parità di resa significherebbe impiantare e mettere in produzione quasi trecentomila ettari di oliveto. Nella campagna 2016/2017, in particolare, con una stima di produzione di 200 mila tonnellate, il 58% in meno rispetto a quella del 2015, si acuiscono le problemati-

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QUINDICI AZIENDE TOP

Hanno partecipato alla giornata dedicata all’olio extravergine d’oliva le aziende: Doro 83, Moricone (Roma) - Silvestri Pier Luigi, Fara in Sabina (Rieti) - La Piastraia di Orlando Pazzaglia, Livorno - Nachiro di Leo Greco, Caprarica (Lecce) - Oleificio Diliberto, Caltanisetta - Oleficio Ciccarello Antonio, Bivona (Agrigento) - Borrelli Carmine, Casalduni (Benevento) - Casa di Baal Francesca (Salerno) - Casazza Antonio, Calvi (Benevento) - Frantoio Marsicani Nicolangelo, Morigerati (Salerno) - Frantoio Uliveto di Procaccino Giovanni, Paupisi (Benevento) - Isoldi Bruno, Buccino (Salerno) - Le Tore, Massa Lubrense (Napoli) - Oleficio Di Giacomo, Serre (Salerno) - Oro Campania, Campagna (Salerno). che del comparto. “A fronte di una potenzialità di sviluppo notevole – ha concluso Guidi - il comparto olivicolo nazionale mostra difficoltà produttive e commerciali e numerose problematiche strutturali, dovute principalmente alla frammentazione produttiva e alla mancanza di innovazione, che oramai da qualche anno stanno generando una continua perdita di competitività dell’olio italiano

anche sul fronte dei prezzi. Per questo servono azioni urgenti e una strategia nazionale concreta, lungimirante e condivisa dalla filiera, che parta dall’incremento della capacità produttiva attraverso un processo di ammodernamento tecnologico e innovazione, anche digitale, e che vada nella direzione della sostenibilità e di una sempre maggiore tracciabilità”.


M A P PA M O N D O

di Jordan Nash

Gli australiani consumano poca frutta e verdura segue le linee guida di una corretta alimentazione. In pratica, secondo lo studio, gli australiani sarebbero più ottimisti sul loro stato di salute di quanto dovrebbero e il CSIRO consiglia di mangiare, durante il pasto serale, almeno tre porzioni di verdure diverse ogni volta. Le uattro su cinque donne, secondo l’indagine, adulti australiani consumano più ortofrutta non mangiano ab- e il 24% rispetta le linee bastanza frutta e verdura. guida, contro il 15% degli Lo ha riportato la più vasta uomini. A parere di John ricerca mai effettuata in Au- Lloyd, CEO Horticulture stralia dal Common- wealth Innovation Australia: “Gli Scientific and Industrial agricoltori australiani si Research Organisation stanno adattando alle (CSIRO) su 150.000 perso- esigenze del consumatore, ne intervistate per 18 mesi. proponendo prodotti freUn adulto su due non schi di alta qualità pronti consuma la dose consiglia- da cucinare e mangiare, ta di frutta, mentre il 66% rendendo così più sempli(due adulti su tre), non ce, per chi ha poco tempo

Per rilanciare le vendite gli agricoltori locali stanno proponendo prodotti freschi pronti da cucinare e mangiare

GLI INGLESI IGNORANO LA STAGIONALITÀ

Il tabloid popolare inglese “The Sun” riporta una ricerca commissionata da Innocent Drinks in partnership con la no profit GrowIt-Yourself, secondo la quale gli inglesi sarebbero incapaci di riconoscere l’ortofrutta di stagione. Lo studio è stato effettuato su di un campione di 2000 adulti, prima di lanciare una campagna di educazione alimentare rivolta alle scuole primarie. L’indagine ha provato che la maggior parte degli intervistati fa fatica ad individuare le stagioni giuste per acquistare prodotti come pomodori, fagiolini o carote. Un adulto su 10 del campione è convinto che tutta la frutta e la verdura sia disponibile tutto l’anno e più di un terzo è pronto ad acquistare la rapa, verdura tipicamente invernale, anche in piena estate. a disposizione, aggiungere frutta e verdura alla propria dieta”. Il professor Manny Noakes, direttore di ricerca del rapporto, sostiene che aumentare la quantità di frutta e verdura nella dieta è uno dei

modi più semplici perché gli australiani possano migliorare la loro salute e il benessere e combattere il crescente tasso obesità, le malattie cardiache,il diabete di tipo 2 e un terzo di tutti i tumori.

STAMPA INGLESE: A TAVOLA 10 VARIETÀ ORTOFRUTTICOLE

Il “Daily Mail” riferisce che la nuova guida per la corretta alimentazione suggerisce di consumare 10 varietà tra frutta e verdura tutti i giorni. È stato affidato al trentacinquenne botanico James Wong il compito di definire una lista delle varietà da scegliere quando si fa la spesa. E, proprio per il contenuto di nutrienti, polifenoli, 38 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017

antiossidanti e vitamine ha consigliato di consumare arance rosse, cipolle rosse, pomodori perini, ribes nero, riso nero e germogli. In particolare, poi, si è spinto a consigliare le varietà di mele Braeburn, uva nera Sable seedless, broccoli Beneforte (che contrasterebbero il colesterolo riducendolo del 6%), insalata Kale.


Embargo, la Russia compra arance in Egitto Intanto il Marocco si sta attrezzando per aumentare la presenza sull’appetibile mercato di Mosca

Ma non solo. E’ partito un servizio di trasporto settimanale via mare per i prodotti ortofrutticoli tra Marocco e Russia. Dallo scorso 16 marzo scorso la compagnia di navigazione francese Cma Cgm, attraverso le sue controllate Opdr

INDIA, PREZZO ORTICOLI ALLE STELLE

Preoccupazione in India per lo sciopero degli autotrasportatori, che fa impennare il prezzo degli ortofrutticoli. Al posto di centinaia di camion, ora il trasporto avviene con minivan. La situazione di emergenza ha fatto sì che patate, cavoli,

pomodori e carote siano aumentati tra il 20 e il 30%, mentre i vegetali locali, come le melenzane (brinjal), continuano a scontare la forte siccità che ha colpito il Paese, costringendo molti sposi perfino a cambiare il menu nuziale.

ad Amburgo e Rotterdam. “Due hub importanti - sottolinea la società in una nota - che possono offrire varie opportunità di trasbordo e intermoda-

li. Il collegamento diretto settimanale tra il Marocco e la Russia fornisce le condizioni ideali per la spedizione di frutta e verdura.

SPAGNA, RACCOLTO PESCHE IN AUMENTO

La Spagna, nella regione di Murcia, prevede un incremento del raccolto di pesche, albicocche e e Comanav porta la a Russia è il terzo nettarine che dovrebbe produzione ortofruttiprincipale imporiniziare a fine mese. cola marocchina - che tatore di arance Complice il meteo da quando è in vigore al mondo e un forte favorevole si prevede importatore di ortofrutta. l’embargo sui prodotti anche una produzione europei ha trovato nella A causa dell’embargo, di alta qualità. Per Russia un importante gran parte delle arance le albicocche, si stima di triplicare la produzione. è stata spedita dall’Egitto mercato di sbocco - dal Una buona notizia dopo la cattiva stagione con le (251.900 ton) seguito dal- porto di Casablanca a gelate che ha contraddistinto lo scorso anno. Tra la Turchia (110mila ton), San Pietroburgo. Sono le notizie positive anche l’apertura, dal 2016, del operative, a rotazione, tre mercato cinese. Particolarmente apprezzate sui e dal Sudafrica (88mila ton). Inoltre, circa 20.000 navi. Il servizio approda mercati internazionali le pesche, le nettarine, le tonnellate sono state im- anche ad Agadir e poi pesche tabacchiere e le susine. La Spagna continua prosegue senza sosta ver- a investire sull’export verso altri Paesi terzi: oltre portate direttamente dal so la Federazione. Mentre la Cina il Brasile e il Sud Africa. La prossima sfida è Marocco e quasi 9.000 attraverso la Bielorussia. al ritorno fa tappa anche esportare uva da tavola anche sul mercato cinese.

L

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Alle porte di Roma l’imprenditrice Arianna Vulpiani coltiva verdure bio per famiglie che, settimanalmente, vanno a raccoglierle di Gabriella Bechi

L ’

idea è di Arianna Vulpiani, giovane imprenditrice agricola appartenente ad una famiglia di agricoltori da generazioni, produttori di olio extravergine della Sabina, in provincia di Rieti, e dal suo desiderio di dare la possibilità a tutti di mangiare sano. “Ho deciso di dar vita a questo mio progetto – racconta - dopo aver capito sulla mia pelle, per problemi di salute, che mangiare sano è la terapia del terzo millennio e che è fondamentale in termini di prevenzione”. Così Arianna prende in affitto tre ettari di terreno alle porte di Roma, tra la via Tiberina e la via Flaminia, subito dopo il grande raccordo anulare e avvia “BioFarm”, un’azienda dove si coltivano ortaggi biologici destinati ai cittadini della Capitale. Il messaggio è questo: “Prenota un orto, io te lo coltivo e tu vieni a raccogliere i tuoi prodotti”. E proprio in questo sta la particolarità dell’azienda, che si differenzia da altre per certi versi simili, che però fanno anche la consegna della merce. “Ho voluto differenziarmi da altre aziende che fanno la vendita diretta anche a domicilio non tanto per un discorso di marketing, ma perché credo che sia importante che le persone vengano in azienda e raccolgano i propri prodotti da soli, per imparare a ritrovare il rapporto con la APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 43


terra, che è una preziosa fonte di benessere e che deve essere rivalutata per la sua importanza e salvaguardata in termini di fertilità per ottenere prodotti genuini e nutrienti. E anche per conoscere il volto e l’etica di chi lo produce, condividendo insieme il piacere di questa esperienza. Inoltre, raccogliere le cose che poi mangerai dà molte soddisfazioni. È come avere un orto nel proprio giardino.” Un progetto, dunque, destinato a tutte quelle famiglie che credono nel forte rapporto tra uomo e natura e nell’indiscutibile legame tra una sana alimentazione ed un consumo di prodotti stagionali. Nella BioFarm ci sono oggi 50 orti di 100 metri quadrati ciascuno dove, secondo la stagionalità, vengono piantati ortaggi misti. In questo momento sta iniziando la stagione estiva e si stanno piantando fagiolini, insalate verdi di diverse specie, melanzane lunghe e tonde, peperoni, zucchine,

Arianna Vulpiani

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Ogni orto è studiato per coprire il fabbisogno di una famiglia pomodori di quattro varietà, biete e verze. Ogni orto, recintato con bambù e identificato con un cartello e relativo nome di chi lo ha prenotato, è studiato per coprire il fabbisogno

di una famiglia di 4 o 5 persone, che vengono a raccogliere una o due volte a settimana, in giorni stabiliti: martedì, giovedì, sabato e domenica mattina. Il costo di un orto per la stagione è di 400 euro e molte famiglie lo prenotano per tutto l’anno. Tra i clienti anche un asilo nido e una rivista di cucina. La comunicazione viene fatta attraverso il sito aziendale www.biofarm-orto.it, la pagina facebook e l’App scaricabile Bio Farm Italy. Nell’azienda lavorano, oltre ad Arianna, cinque persone: un geologo, un agronomo, due agricoltori e un custode, supportati dalla consulenza della dottoressa Rossella Filippetti, allergologa e dermatologa. A breve partiranno corsi per la conservazione degli ortaggi e di cucina destinati ai clienti degli orti, orientati ad insegnare come si fa a mantenere le proprietà organolettiche delle verdure. E presto anche attività mirate per i bambini, che già vengono numerosi al momento della raccolta. I progetti di Arianna non si fermano qui. Sta cercando altri terreni per fare altri orti a Roma, in modo da coprire anche le zone della città ora lontane e ha intenzione di estendere il progetto ad alte città d’Italia, come Milano, Firenze e Perugia. E un domani, perché no, l’idea è di allargare il progetto ad altre produzioni agricole.


zienda agricola di circa 150 ettari a gestione familiare. Localizzata alle porte di Roma, è riconosciuta come polo di eccellenza nella produzione di ortaggi, tanto in pieno campo che in serra e rifornisce i principali supermercati del Paese. La partnership con BASF Italia è iniziata cinque anni fa. Presso l’azienda è stato definito un percorso che guida gli ospiti attraverso la lettura delle diverse esperienze; una condivisone basata su storie e facce vere, che ha l’ambizione di diffondere gli effetti di soluzioni, servizi e approcci sostenibili, forniti da BASF e dai diversi partner coinvolti. Tiozzo ha descritto agli ospiti le diverse esperienze significative presenti in azienda, risultato di una partnership che sviluppa e mette in pratica soluzioni sostenibili, salvaguardando le risorse naturali, supportando la biodiversità e contribuendo alla redditività aziendale,

grazie a raccolti sani e di qualità. Dai teli di copertura per le serre, realizzati con plastiche più resistenti e durature grazie agli additivi, alle plastiche per pacciamatura che sono in grado di biodegradarsi completamente, nel giro di poche settimane; fino all’additivo che, aggiunto a una fonte azotata liquida come il biodigestato, razionalizza il rilascio di azoto nel terreno, con diretti vantaggi per la salute degli ortaggi, per l’ambiente e per il conto economico dell’impresa. “Qui ad OrtoSole - ha dichiarato

Beniamino e Alessandro Tiozzo

da sinistra: Guidi, Galletti, Ancora, Riehemann, Tiozzo

- le soluzioni BASF si integrano a programmi di difesa. Per riuscire a produrre di più, con uso razionale e ponderato dell’agrochimica e soluzioni attente all’ambiente”. “L’azienda OrtoSole è un prezioso esempio di come si debba coltivare - ha commentato Guidi -. Quello di coniugare attività produttiva e sostenibilità è un percorso che molte aziende associate stanno compiendo, che va valorizzato e fatto conoscere maggiormente ai consumatori. Con Basf l’azienda OrtoSole ha in essere una collaborazione che consideriamo estremamente importante, perché sta permettendo di sperimentare sul campo i progressi fondamentali che l’industria sta definendo per un’attività produttiva che è, allo stesso tempo, competitiva e ecocompatibile“. “OrtoSole – ha concluso il ministro Galletti - è un chiaro esempio di come si possa coniugare nei fatti la sostenibilità: l’uso responsabile delle risorse naturali, unito all’innovazione tecnologica, fa sì che si possa avere uno sviluppo delle imprese lasciando al primo posto il rispetto per l’ambiente. Soluzioni innovative come quelle viste sono di buon auspicio per le sfide che l’agricoltura si troverà davanti nel prossimo futuro”. (G. M.) APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 47


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO LECCE, NOMINATO PRESIDENTE MAURIZIO CEZZI

Maurizio Cezzi è il nuovo presidente di Confagricoltura Lecce. Lo ha eletto, a conclusione di un periodo di commissariamento di tre anni, l’assemblea dei soci. Imprenditore agricolo a Maglie, è socio storico della organizzazione salentina. Il neo presidente di Confagricoltura Lecce ha un passato ricco di molteplici esperienze imprenditoriali, professionali e associative in settori pubblici e privati. È titolare di una azienda agricola in conduzione biologica (olivicoltura, cereali, foraggere, orticole), vivaistica (produzione di piante erbacee ornamentali e profumate) e agrituristica. Sono stati eletti vicepresidenti Pantaleo Greco e Gianluca Dell’Antoglietta. L’assemblea ha anche eletto i cinque componenti del consiglio direttivo: Carlo La Tegola, Piernicola Leone De Castris, Francesco Marra, Giovanna Seracca Guerrieri e Antonio Venturi.

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di Elisabetta Tufarelli

GIANSANTI E LASAGNA A ASSEMBLEA AGRICOLTORI MANTOVA

«Sfatare i miti bucolici e interpretare i cambiamenti»

«Sempre più si parla di agricoltura e di alimentare, ma quasi mai come fonte di cibo e di benessere per tutti, bensì come fonte di inquinamento ambientale e di cattivo sfruttamento delle risorse naturali ed animali». Con questa riflessione il presidente provinciale di Confagricoltura Mantova, Matteo Lasagna, ha aperto i lavori assembleari e ha continuato: «Noi agricoltori vogliamo riappropriarci di quella visione positiva, di quei valori che da sempre rappresentiamo, ma che agli occhi di molti si stanno via via perdendo». La provincia di Mantova è una importante realtà: il sistema agroalimentare ha chiuso il suo 2016 con una produzione lorda vendibile di 1.181.600.000 euro, in crescita rispetto al 2015. Positivo anche il bilancio 2016 per la Confagricoltura provinciale, con un attivo di 40 mila euro. «Dati positivi, ma – ha commentato Lasagna - per uscire dalla crisi è indispensabile puntare sempre più su ricerca e innovazione. Le imprese devono imparare a fare rete, solo uniti si vince». L’assessore regionale Gianni Fava si è soffermato sui temi più importanti per il settore: «Siamo usciti dalla crisi – ha detto grazie a scelte politiche ben precise

e condivise, ma attenzione a non abbassare la guardia. Non siamo ancora al sicuro, ma la situazione è cambiata. La Lombardia ha triplicato le risorse per le imprese e la provincia di Mantova nel 2016 ha intercettato il 38% dei finanziamenti disponibili». Durante l’assemblea il presidente uscente, Mario Guidi, ha ritirato il premio “L’agricoltura mantovana” per l’impegno profuso nei suoi sei anni di mandato. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha concluso i lavori: «Ogni giorno sette miliardi di persone mangiano – ha messo in evidenza». Vuol dire che c’è qualcuno che produce cibo per loro. Quel qualcuno siamo noi, e serve capire definitivamente chi siamo e cosa facciamo. «Occorre sfatare i miti bucolici della zappa, ma soprattutto essere in grado di interpretare i cambiamenti per avere delle imprese agricole competitive. Siamo imprenditori veri, che si batteranno sempre per il progresso. Saremo costantemente dalla parte di chi innova». Ma per fare tutto ciò serve un aiuto concreto da parte dello Stato e dell’Europa: «Dobbiamo far sì che le aziende agricole tornino a fare reddito - ha proseguito - senza contare che in Italia il cuneo fiscale è del 10% più alto rispetto al resto dell’Europa. Il problema dunque non sono i prezzi ai quali viene venduta la merce, ma i costi di produzione della merce stessa, insostenibili per i produttori. Confagricoltura è in prima linea per questa partita, perché i suoi soci di maggioranza sono gli agricoltori, e per loro dobbiamo agire ogni giorno».


CONFAGRI BOLOGNA E LEGACOOP EMILIA

Gli studenti simulano un progetto di coop Una giornata di studio e di ricerca per la IV G del Liceo Ulivi di Parma a Holerilla, startup bolognese di giovani piantine edibili, promosso da Confagricoltura Bologna e Legacoop EmiliaOvest, con l’obiettivo di dare corpo al proprio progetto d’impresa cooperativa “simulata” (denominata per l’appunto Greendoor, da green e indoor) e partecipare così al concorso regionale Bellacoopia 2017. «Per favorire il ritorno dei giovani alla terra - ha detto agli studenti il presidente regionale e provinciale di Confagricoltura Gianni Tosi - servono iniziative sul campo rivolte proprio ai ragazzi dai 16 a 18 anni, che è l’età in cui si sceglie il percorso universitario, tali da sviluppare una conoscenza approfondita dell’agricoltura del futuro tra tecniche agronomiche all’avanguardia, sostenibilità e tendenze salutistiche». Holerilla (dal latino holeraverdure e illa-piccole) nasce due anni fa all’interno di un edificio rurale dismesso grazie all’idea di Cristina Orsini, agronoma e ricercatrice universitaria che, da vera pioniera in Italia, si è cimentata nella produzione seguendo gli esempi di aziende d’oltreoceano dove i microgreen sono già un business Gli studenti hanno potuto conoscere la coltivazione dei microgreen o giovani piantine edibili, dal ravanello daikon alla senape e al broccoletto, un nuovo superfood eco-sostenibile (a bassa impronta di carbonio) dalle caratteristiche organolettiche e nutrizionali straordinarie che cresce in ambiente indoor secondo le tecniche

del “fuori suolo”, con sistemi ultramoderni di illuminazione a led. La classe, infatti, seguita dalla referente Legacoop a Parma Vanessa Sirocchi e dall’insegnante Maria Gabriella Bossi, ha deciso di dedicare la sua attività principale alla coltivazione di giovani piante edibili, nuova frontiera dell’agricoltura sostenibile. “Greendoor” è il nome della cooperativa ideata dalla IV G, gioca proprio sull’assonanza con “indoor” per richiamare, oltre a green, la possibilità di coltivare questi prodotti anche al chiuso e spesso dando una nuova vita a vecchi fabbricati abbandonati. In Emilia Romagna - dal 2000 al 2016 - Legacoop ha coinvolto nei suoi percorsi di simulazione di impresa cooperativa, quasi 17mila studenti, per un totale di circa 1.000 progetti di cooperative simulate. Lo “School day” presso questa azienda è stato realizzato grazie alla collaborazione fra Confagricoltura Bologna, Legacoop Emilia-Ovest e il Liceo Ulivi di Parma e si è concluso con una degustazione curata dallo chef Paolo Torreggiani del ristorante Olmo di Bologna, incentrata sugli abbinamenti della carne con i formaggi.

PIACENZA, ELETTO FILIPPO GASPARINI

Filippo Gasparini guiderà Confagricoltura Piacenza per il prossimo triennio 2017-2020, prendendo il testimone da Enrico Chiesa, che ha concluso il secondo mandato. Lo affiancheranno i vicepresidenti: Giovanni Lambertini e Michele Rossi. Tesoriere: Stefano Repetti. E’stata rinnovata anche la giunta esecutiva con l’ingresso di molti giovani: Elena Ferrari, Matteo Cattivelli e Luca Segalini. Parteciperà come membro di diritto il presidente di Anga Piacenza, Corrado Peratici (vedi pag. 56 n.d.r.). Sono stati confermati: Eugenio Gandolfi e Umberto Gorra. Gasparini, ha ringraziato per la fiducia: “Un presidente - ha detto - può essere un buon timoniere solo se dietro c’è una squadra. Il mio impegno sarà di fermo sostegno all’imprenditorialità dell’agricoltura. Ci saremo tutte le volte che dovremo tutelare l’agricoltura vera, moderna ed efficiente, che fa profitto e che dà lavoro”. APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 51


FORMAZIONE

FORMAZIONE CONTINUA PER DIRIGENTI E DIPENDENTI

Confagri coltiva competenze Confagricoltura#ColtiviamoCompet enze: con questo hashtag si è lanciato il programma di formazione messo a punto per il Sindacato. “In un contesto che evolve rapidamente – sostiene Luca Brondelli di Brondello, presidente di Enapra - con continue novità normative, economiche e anche procedurali, si deve poter contare su risorse umane favorevoli all’acquisizione di competenze aggiornate e qualificate, capaci di gestire il cambiamento piuttosto che subirlo. Consapevoli di ciò abbiamo messo a disposizione di Confagricoltura tutta la nostra esperienza e il nostro know how nel campo delle risorse umane per la progettazione e la realizzazione di un articolato programma di formazione continua rivolto ai dipendenti del sistema territoriale di Confagricoltura e ai dirigenti dell’Organizzazione. L’impegno profuso finora è stato notevole e sappiamo che l’obiettivo prefissato ci richiede per il futuro un grosso investimento di tempo ed energie”. Il complesso programma formativo prevede cinque progetti che rispondono all’esigenza di una qualificazione delle conoscenze e competenze in ambito sindacale, manageriale e tecnico: il progetto “Alta Formazione” destinato alle figure apicali delle sedi territoriali; il progetto “Neo Assunti” pensato per favorire e accelerare il processo di conoscenza e di inserimento dei nuovi assunti; il progetto “Crash, Intensive, Executive” per i dipendenti della Confagricoltura nazionale; il progetto di “Formazione tecnica”, che a sua volta si declina in due sottoprogetti: “Formazione per operatori Caf e Patronato” e “Skills4Agri” coprogettato con la società Intesa San 52 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017

fiscali e previdenziali per operatori Caf e Patronato. Il primo corso - che si è svolto in cinque tappe territoriali (Ferrara, Milano, Foggia, Cosenza e Roma) - ha registrato la larghissima partecipazione dei dirigenti di FIIAF e Agritrurist. Soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi, al termine delle due giornate formative sui temi dell’Organizzazione sindacale, della visioning e del team working, progettate da Enapra per Confagricoltura Donna. Molto positivi anche Luca Brondelli i commenti e le opinioni espresse, Di Brondello attraverso un apposito sondaggio online, dagli addetti dei servizi alla Paolo Formazione per lo sviluppo di persona riunitisi a Caserta. Quasi cinuna preparazione specialistica; infine quecento persone, operatori e responil quinto progetto di “Formazione sabili del CAF e del Patronato ENAPA sindacale e manageriale per dirigenti” di Confagricoltura, provenienti da appositamente voluto per il manatutte le sedi territoriali dell’Organizzagement di Confagricoltura, nonché zione, si sono riuniti nella città della degli Enti e Società del perimetro. Reggia per il consueto aggiornamento Proprio a questi ultimi due progetti sulle novità fiscali e previdenziali. Le sono riconducibili le iniziative che si giornate formative casertane hanno sono realizzate nei primi mesi dell’an- focalizzato in particolare le imminenti no. Le più recenti: il corso intitolato a normative che obbligheranno tutti “Massimo Zaghi” (il consigliere FIIAF gli operatori a certificare ogni anno scomparso prematuramente); il corso le attività di formazione svolte; sono di “Formazione sindacale e manage- state pure una buona occasione per riale” per le imprenditrici dirigenti di presentare agli utenti la nuova area Confagricoltura Donna; il corso di riservata Enapra per la formazione e“Aggiornamento annuale sugli aspetti learning. Antonella Torzillo

Piani formativi aziendali di For.Agri Il Consiglio di Amministrazione del For.Agri nella seduta del 15/03/2017 ha deliberato la pubblicazione dell’Avviso 1/2017 con una dotazione finanziaria di 3,5 milioni di euro, da destinare a Piani formativi Aziendali, Settoriali e Territoriali. Il termine per la presentazione dei Piani è fissato al 15/05/2017. Si può contattare Enapra a: info@enapra.it.


INNOVAZIONE

PROGETTO DI CONFAGRI SIENA E CONFAGRI TOSCANA CON PRIA

Ultrasuoni per i cinghiali Pria ha supportato Confagricoltura Siena e Confagricoltura Toscana nello sviluppo di Ultrarep, che rientra nella graduatoria delle proposte progettuali ammissibili e finanziabili finalizzate alla preparazione dei Gruppi Operativi del Partenariato Europeo per l’Innovazione sulla produttività e sostenibilità dell’agricoltura e alla predisposizione del loro piano strategico. Il progetto è stato candidato con successo al primo bando della Regione Toscana a sostegno dell’attivazione dei Gruppi Operativi del PEI Agri (misura 16.1 del PSR “Sostegno per la costituzione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”).L’obiettivo è testare sistemi innovativi di difesa ad ultrasuoni per l’allontanamento degli ungulati selvatici, che costituiscono ormai la causa principale dei danni alle coltivazioni, creando non pochi problemi alle imprese agricole. La candidatura della proposta Ultrarep è inoltre il risultato di una intensa attività di animazione voluta e promossa da Confagricoltura Toscana con l’obiettivo di favorire l’investimento in innovazione da parte dei propri associati, proprio per superare problematiche che minano la redditività delle imprese, come quella degli ungulati e/o per cogliere appieno le opportunità derivanti dall’adozione di soluzioni avanzate, anche basate su tecnologie ICT. Marco Mentessi, direttore di Confagricoltura Toscana, sottolinea infatti che “L’idea di sostenere i progetti d’innovazione nasce da un contesto economico sempre più com-

organizzare, apprendere e cooperare, infatti, possono consentire di migliorare la competitività e la sostenibilità del settore, contribuendo ad uno sviluppo territoriale equilibrato. Confagricoltura, da sempre attenta alle esigenze degli agricoltori, lo ha compreso e sta accompagnando le imprese in questo nuovo percorso, tanto ambizioso quanto lungimirante. In tal senso, PRIA ha fornito petitivo e dalla necessità degli agricol- un supporto a Confagricoltura sia tori di stare sul mercato e di migliorare nella fase di raccolta dei fabbisogni il proprio reddito, garantendo al con- innovativi delle imprese che nella tempo un uso sostenibile delle risorse strutturazione e stesura vera e propria naturali e dei servizi ecosistemici. Per del progetto. Successivamente alla sua approvazione, PRIA continua, inoltre, far fronte alle sfide che li attendono, a fornire un supporto nella gestione gli agricoltori necessitano quindi di dei lavori, partecipando ai tavoli di nuove conoscenze da applicare sul confronto ed assistendo Confagricolcampo. Solo la creazione, la condivisione e l’applicazione di nuove tecno- tura nell’azione di coordinamento tra i logie, nuovi prodotti e nuovi modi di vari stakeholders”.

Comunicazione e masterplan Ultrarep prevede pure un piano di diffusione dei risultati del progetto pilota attraverso l’elaborazione di una strategia di comunicazione su vari canali composta da incontri pubblici, giornate dimostrative e visite di studio. Contemporaneamente verranno predisposti contenuti pubblicati in una pagina web dedicata oltre ad una diffusione mediante i più comuni canali di Marco informazione on-line. Mentessi puntualizza che gli Mentessi obiettivi saranno quelli di assicurare lo scambio di esperienze, agevolare i collegamenti tra gli attori rilevanti del panorama rurale toscano, scambiare informazioni attorno ai risultati del progetto e promuovere una maggiore integrazione tra il sistema della conoscenza e quello imprenditoriale agricolo. A tal proposito verrà elaborato un masterplan a livello territoriale e zonale tra aziende agricole, che consentirà di affrontare in maniera più efficace il problema dei danni alle coltivazioni arrecati dagli ungulati selvatici, con evidenti vantaggi dal punto di vista economico, ambientale e sociale per l’intero territorio toscano.

APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 53


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

DUE DOMANDE A… PAOLA SACCO

«Il mio impegno per preservare la fragola profumata di Tortona» in zona, con grande passione. Dico sempre che questa produzione mi occupa molto di più di tutto il resto della mia azienda! La fragola profumata di Tortona è poco più grande di un lampone, ma è saporitissima. La sua coltivazione è biologica e tutto avviene manualmente. L’impegno è moltissimo, soprattutto durante la fase di raccolta esclusivamente fatta da mani femminili, a partire dalla fine di maggio per due tre settimane. Paola Sacco

Incontriamo la vicepresidente di Confagricoltura Donna Piemonte, Paola Sacco, imprenditrice agricola in provincia di Alessandria che è una dei pochissimi produttori della fragola di Tortona.

Prossime sfide? Certamente stiamo vivendo tempi difficili e non certo favorevoli alle imprese in agricoltura. La mia sfida è semplicissima: cercare di mantenere in piedi un’impresa come la mia. Mi piacerebbe, poi, anche svilupparla, così da lavorare con soddisfazione.

Ci spiega di più su questa sua scelta? La mia è sempre stata una tipica azienda cerealicola. Qualche anno fa ho dedicato mezzo ettaro alla fragola profumata di Tortona. Una produzione particolarissima, limitatissima, ma eccellente e delicata, presidio slow food. Siamo in otto che la coltiviamo, IN PIEMONTE le aziende agricole a conduzione femminile, sul totale delle imprese guidate da donne in tutti i comparti, rappresentano, secondo i dati Unioncamere, il 15,2%. Analizzando le varie province, emerge che Alessandria e il Verbano Cusio Ossola hanno la quota rosa più elevata, pari al 30% delle aziende agricole. Abbassano la media Novara e Vercelli, con il 19%. “Aumentano le donne iscritte alle Facoltà di Agraria - ha sottolineato Maria Teresa Melchior, agronomo e presidente di Confagricoltura Donna Piemonte segno che il settore primario stimola interesse culturale ed è materia di approfondimento per le future imprenditrici che vogliono essere competenti, preparate e innovative nella gestione dell’azienda agricola”. 54 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017

LE SIGNORE CALABRESI DELL’OLIO Confagricoltura Donna Calabria, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Xenìa”, con il patrocinio del comune di Rende ha promosso l’incontro: ”Le signore calabresi dell’olio – esplorando saperi e sapori”. Un altro appuntamento per il format di successo, ideato proprio dalle imprenditrici, sulla loro particolare visione di fare olivicoltura, del mondo degli addetti, ma soprattutto dei consumatori. Aumentano le produttrici di olio d’oliva e, nell’incontro, ci si è soffermati sui cambiamenti culturali, che hanno portato al mutare di una realtà volta sempre al maschile, con notevoli benefici all’economia del nostro territorio. Una conversazione tra donne che ha coinvolto la presidente di Xenia, Gabriella Coscarella, la vice presidente nazionale di Confagricoltura Donna Paola Granata e le imprenditrici Rita Bilotti (Az. Serragiumenta- Altomonte, Cs), Maria Grazia Minisci (Az. La Molazza – Gruppo Minisci – Corigliano Calabro, Cs), Mariangela Costantino (Az. Mariangela Costantino – Maida,Cz) e Lucia Talotta Torchia (Oleificio TorchiaTiriolo, Cz).


A Smau open innovation in agricoltura SUPPORTARE LE IMPRESE PER AFFRONTARE LA SFIDA DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

I

giovani di Confagricoltura insieme a Smau per rac- vani associati Confagricoltura. Alla prima tappa è stata contare l’open innovation in agricoltura. È partita da presentata la significativa esperienza dell’azienda agricoPadova, il 30 e 31 marzo, la nuova partnership che la Pontevecchio, in provincia di Treviso, che è diventafavorirà l’incontro con gli operatori nazionali e interna- ta la prima stalla robotizzata italiana. Automatizzazione zionali con l’obiettivo di supportare le imprese dell’agro- completa per mungitura, allattamento e alimentazione alimentare per affrontare la sfida della trasformazione degli animali che permette all’allevatore di avere più temdigitale. Il settore, punta di po a disposizione, maggiori diamante del made in Italy informazioni specifiche su IL C O M M E N T O nel mondo, registra una ciascun animale e una miLa cultura dell’innovazione è crescita costante negli anni gliore capacità di intervento: caratteristica propria dei giovadell’export, del 3,5% per un questi i benefici del progetni e, in particolare per il nostro valore di oltre 31 miliardi di to. I fratelli Morandi, dell’Alsettore, è fondamentale. Ecco il euro. Il presidente Raffaele levamento Veneto Ovini, perché di questa nostra imporMaiorano ha partecipato hanno raccontato la loro tante collaborazione con Smau. allo Smau Live Show (traesperienza di produttori di Ma non solo. L’innovazione, la smesso in live streaming), salumi di carne ovina e delricerca ed il cambiamento saranno al centro della dove ha esaminato i punla vendita attraverso un sito nuova edizione di Filiere intelligenti che, in collati di forza e di debolezza di e-commerce. Maddalena borazione con i giovani di Federalimentare e con dell’innovazione nel settore. Giandomenico, titolare di il supporto scientifico del Cnr, ci accompagneran“Come imprenditori e come Le Monfunime, ha illustrato no, appuntamento dopo appuntamento, al nostro giovani – ha sottolineato – la sua azienda specializzata Convegno quadri, che si terrà il prossimo anno. abbiamo il dovere di avere nella realizzazione di conStiamo seguendo un progetto preciso: puntare a una visione ampia e lungifetture realizzate con frutta valorizzare la materia prima. D’altronde senza quemirante sulle esigenze, sulle biologica e aromi naturali sta, (sembra ovvio, ma non viene ancora valorizzaprospettive e sull’economia raccolti da alberi che proto abbastanza) non esiste prodotto. L’evoluzione del nostro settore. L’agricolducono frutti rari, antichi e è attorno a noi: dall’organizzazione aziendale alle tura, innovativa, e sempre poco commercializzati. sempre nuove sfide di mercato, dalla ricerca scienpiù competitiva deve semProssime tappe Smau pretifica all’evoluzione tecnologica e digitale. Siamo pre fare sistema, mettendo viste, a Bologna (8 e 9 giuconsapevoli delle continue trasformazioni e intenin comune attività e risorse. gno), Berlino (14,15 e 16 diamo essere pronti e preparati per crescere e far Solo la cultura dell’innovagiugno), Milano (24,25 e 26 crescere, insieme a noi, le nostre aziende. zione potrà costituire quella ottobre) e Napoli (14 e 15 leva di trasformazione ecodicembre) a cui gli associati Raffaele Maiorano nomica e sociale essenziale avranno la possibilità di parPresidente Nazionale Anga per la crescita dell’Italia”. tecipare gratuitamente. Numerosi gli esempi di gioElisabetta Tufarelli APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 55


PIACENZA

TAVOLO TECNICO DI ANGA VENEZIA CON KWS

Nominato Corrado Peratici

Alla scoperta del mais “super”

Corrado Peratici guiderà Anga Piacenza per il prossimo triennio. Sarà affiancato dai vicepresidenti: Marco Barbieri, Roberto Botti e Paolo Paratici. Tanti nuovi ingressi anche in Consiglio. Perito agrario, classe 1990, terminati gli studi, insieme al fratello Paolo ha preso le redini dell’azienda agricola Casa bassa a Calendasco vocata alla produzione di pomodoro, cereali e altri seminativi.

MANTOVA

Andrea Carlini presidente

Potenziare l’imprenditorialità attraverso una formazione approfondita e coinvolgere la vita associativa nella vita quotidiana dell’Organizzazione. Queste le linee guida principali individuate da Andrea Carlini, neopresidente di Mantova che, insieme ai vicepresidenti Cristiano De Cesari e Marco Varoli guiderà, l’Anga provinciale nel prossimo triennio. 56 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2017

“In provincia di Venezia, negli ultimi dieci anni, si è praticamente dimezzata l’area coltivata a mais e, di conseguenza, è andato perso un terzo della produzione. In questi anni di crisi del settore, però, le aziende sementiere hanno sviluppato ibridi dalle notevoli caratteristiche di produzione che, grazie al loro ciclo vegetale ridotto, non subiscono gli stress idrici nella fase di crescita e pertanto riescono ad evitare i problemi legati alla diabrotica e al conseguente sviluppo di tossine. Abbiamo voluto organizzare, in collaborazione con Confagricoltura, questo tavolo tecnico invitando Kws, azienda leader del settore, per dare informazioni tecniche sulle qualità dei loro ibridi e sulle possibilità della filiera”. Lo ha detto Giulio Manzotti, presidente di Anga Venezia, presentando l’iniziativa. I mais super-veloci, precoci e precocissimi, presentano numerosi vantaggi per le aziende e l’ambiente.

Hanno un ciclo vegetativo più breve, che vede la loro permanenza in campo inferiore di 40 giorni rispetto agli standard, rendendo possibile realizzare la semina di una seconda coltura anticipatamente. Leopoldo Nurti, ricercatore del centro di Kws a Monselice, ha elencato i vantaggi, a partire proprio dalla possibilità di piantare una seconda coltura, come la colza, nello stesso campo, appena raccolto il mais. Consentono anche risparmio di acqua per l’irrigazione e risentono meno di stress dovuto alle alte temperature estive. Inoltre, è possibile evitare trattamenti anti piralide, riducendo il ricorso a insetticidi. I vantaggi ambientali ed economici sono evidenti. La produzione, in assenza di irrigazione, si attesta attorno ai 90 quintali per ettaro. L’attrattiva dei mais precoci è accentuata dalla possibilità della creazione di filiere con le industrie di trasformazione alimentare.


INCONTRO A PERUGIA

Giovani in Umbria

Guido Gatti e Matteo Martelloni, rispettivamente presidente e segretario dei giovani di Confagricoltura Umbria, hanno partecipato all’annuale incontro sull’Imprenditoria Giovanile organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia e dal Comitato Giovani Imprenditori di Perugia, sull’evoluzione del sistema imprenditoriale provinciale e sulle iniziative camerali a sostegno dei giovani, che intendono entrare sul mercato. In Umbria, a fine 2016, le imprese giovanili (quelle caratterizzate dalla partecipazione assoluta o maggioritaria di giovani con meno di 35 anni) erano 7.562 e rappresentavano il 9,3% del totale imprese operanti nella regione, una percentuale inferiore a quella a quella dell’Italia centrale e del Paese. A livello provinciale le imprese giovanili sono localizzate per il 74,4% a Perugia e per il restante 25,6% a Terni, con due

punti di differenza rispetto alla ripartizione territoriale del totale imprese (il 76,5% delle imprese a Perugia e il 23,5% a Terni). Questa la prima immagine offerta dall’Osservatorio 2016 ‘Imprese Giovanili in Umbria: consistenza, caratteri, dinamiche’. L’Incontro ha permesso di definire il profilo della base imprenditoriale dei giovani imprenditori under 35. Il futuro dell’imprenditoria è nelle start up, perché oggi tutti hanno bisogno di innovazione e le start up contano su brevetti e capitale umano altamente specializzato. Ed è grazie a questi requisiti che l’incidenza della mortalità di tali imprese è minore rispetto ad altre. “Da sottolineare – ha messo in evidenza Gatti – come il nostro settore sia in controtendenza con il dato regionale che vede fortemente diminuire, per effetto della crisi, le imprese giovanili. In Agricoltura, in Umbria, abbiamo 165 imprese in più”.


AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

IL QUADRIFOGLIO A CHIETI

L’angolo di Paradiso

È

un angolo di paradiso neanche troppo lontano da raggiungere: quindici chilometri dall’aeroporto di Pescara, meno di dieci minuti dalla stazione e dal centro di Chieti. L’agriturismo Il Quadrifoglio si trova in quest’ultimo comune, sul Colle Marcone, da cui si gode lo spettacolo della natura e degli ampi spazi alberati delle colline teatine. Non a caso gli stranieri definiscono la struttura “a little corner of paradise” dalla giusta atmosfera per rilassarsi e sognare. Il merito è di Anna Maria D’Orazio, titolare dell’agriturismo e dell’azienda agricola che porta il suo nome: sette ettari coltivati a seminativi, vigneti, uliveti, frutteti e orti, oltre a un allevamento di bassa corte. Un’azienda mista che ha scelto il metodo biologico per le proprie produzioni. La struttura agrituristica a comple-

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mento dell’attività primaria comprende il pernottamento e la ristorazione per un massimo di dieci persone, su prenotazione. Sono a disposizione degli ospiti varie tipologie di alloggio: dalla camera singola a quella quadrupla, fino all’appartamento intero. Alcune sono provviste di caminetto. È disponibile anche una suite per persone diversamente abili fornita di quattro posti letto. La ristorazione è basata esclusivamente su prodotti stagionali, preparati dalla stessa titolare, che vanta anche una formazione da chef. È lei a cucinare i piatti per gli ospiti che possono essere esterni o clienti che pernottano in agriturismo. Sono disponibili formule personalizzate per i soggiorni, comprensivi di cene, escursioni sportive, passeggiate salutari organizzano corsi di cucina su misura; o culturali. per i più gaudenti si preparano eventi e Per i più volenterosi ai fornelli, si feste con balli tradizionali o rappresentazioni dedicate alla cultura locale con divagazioni enogastronomiche. Tra i prodotti tipici segnaliamo il guanciale di Campotosto, il prosciutto di Torano, il salame alle vinacce e vari formaggi serviti su taglieri come aperitivi insieme alla semplice e gustosa borragine in pastella o in aggiunta alle scrippelle (crespelle) farcite secondo le stagioni. Con la pasta da pizza Anna Maria D’Orazio prepara inoltre numerose proposte. Per i vegeteriani cucina piatti ad hoc, in grado di soddisfare gola e filosofia. Elencare tutte le specialità è impossibile, tanta è la bravura e la fantasia della padrona di casa. Aperitivi e cenette possono essere anche serviti in camera, davanti al caminetto nei


mesi più freddi. I vini proposti sono soprattutto quelli della zona, a cominciare dal Trebbiano al Montepulciano d’Abruzzo, con divagazioni sul tema. Si organizzano anche degustazioni guidate di prodotti tipici. Il Quadrifoglio completa l’offerta con wi-fi e parcheggio gratuiti e una piscina con affaccio spettacolare sul paesaggio abruzzese. “Sicuramente il panorama è il nostro punto di forza – racconta Anna Maria D’Orazio – grazie ad una vista praticamente a 360° che permette ai nostri ospiti di godere momenti di relax davvero unici”. Gli abitanti della zona chiamano l’agriturismo “il ritrovo delle fate”, proprio per la sua particolare posizione e l’atmosfera da favola, di giorno e di sera. Lo stesso arredamento interno esalta il contesto in chiave fiabesca.

L’agriturismo è inoltre dotato di una sala per ospitare piccoli convegni, ma anche feste ed eventi legati al mondo rurale. Il giardino, che d’estate è una vera esplosione di colori e odori, IL QUADRIFOGLIO

Strada Licini 22, Chieti Tel. 0871/63400 info@agriturismoilquadrifoglio.com www.cloverleaf.it

d’inverno non perde l’atmosfera di incanto. Il luogo è prediletto da chi cerca anche un posto romantico, comodo perché facilmente raggiungibile e in grado di garantire quiete assoluta. Ci sono numerosi sentieri per semplici passeggiate nei boschi, per praticare trekking sportivo o mountain bike: i percorsi sono segnalati, ma, per chi preferisce, le guide sono a disposizione, prenotabili direttamente tramite l’agriturismo. Al verde delle colline e dei boschi è possibile anche aggiungere il mare, che dista soltanto venti minuti in automobile. La posizione del Quadrifoglio, in centro alla regione, permette in poco tempo di raggiungere località di mare sull’Adriatico a Est, i celebri parchi naturali abruzzesi a Nord Ovest o le città di Pescara e L’Aquila. APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 61


“IL CASCINALENUOVO” A ISOLA D’ASTI (AT)

A tavola i sapori del mondo

S

ulla strada tra Asti e Alba è tappa d’obbligo “Il Cascinalenuovo”, ristorante stellato dei fratelli Ferretto che, nel 2018, celebrerà i cinquant’anni di attività. Fu il nonno Pasquale ad inaugurarlo nel 1968, con tanto di taglio del nastro a cura dell’allora sottosegretario, e poi ministro, Adolfo Sarti. Dagli esordi ad oggi è però cambiato tutto, tranne l’indirizzo. La rivoluzione è avvenuta nel 1985, quando i nipoti hanno preso in mano il locale, abbandonato l’immagine del posto ristoro e lo hanno trasformato in una perla. Dal 1989 ha una stella Michelin. Walter è lo chef, Roberto comanda in sala; con loro 16 ragazzi e ragazze tra cucina e tavoli. La proposta gastronomica sposa la migliore tradizione piemontese e introduce elementi innovativi internazionali: il menu è ogni volta una sorpresa, grazie alla fantasia di Walter, alla sua capacità di introdurre originalità nei piatti. Dagli agnolotti al plin al bottone di Seirass, dall’anatra in rosa al galletto con zenzero e scamorza affumicata, fino al pesce declinato in vari modi: ad ogni stagione corrisponde qualche debutto in tavola, sempre di grande gusto ed equilibrio, che ammicca al mondo. Sì, perché lo chef ama viaggiare e fondere nella sua cucina i sapori di ogni angolo del pianeta. Ferretto è l’unico chef italiano ad essere stato invitato da

Roberto cerca il connubio perfetto tra i piatti e i palati dei clienti, proponendo percorsi che esaltano i sapori e allietano l’atmosfera. Gli ospiti possono anche decidere di pernottare in loco, grazie alle camere che Il Cascinalenuovo riserva al primo piano della struttura; nei mesi caldi possono inoltre godersi il fresco a bordo piscina. Affianca il ristorante stellato “L’Altrocascinale”, il recente locale estivo all’aperto adiacente alle sale storiche, che propone una formula più easy. Grazie al grande spazio verde e alla raffinatezza della location è meta per serate estive con musica e gastronomia di qualità. Il Cascinalenuovo, strada statale 231, Asti / Alba n.15, Isola d’Asti (AT). protagonista nel resort maldiviano Maison Cheval Blanc Randheli, di proprietà della holding LVMH CODA DI MANZO (il gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy), specializzata nei beni di lusso. Lo scorso anno ha incantato gli ospiti portando il tartufo bianco e altre amenità del Piemonte. Innumerevoli volte è stato poi il portabandiera della regione subalpina in missioni istituzionali in Europa e in America. La carta dei vini, curata da Roberto, che è anche sommelier, esalta in particolare la Barbera, il Barolo, il Barbaresco, gli spumanti metodo Con il Barolo Rocche di Castiglione classico italiani, lo Champagne e dell’azienda Sordo, Walter Ferretto ha uno spazio dedicato alle grandi propone Coda di manzo ripiena di regioni vitivinicole internazionali. scalogno glassato Attento alle novità enologiche, APRILE 2017 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI...

MOSTRA FOTOGRAFICA A ROMA DI FLAVIA AMABILE

I contadini volanti

P

antelleria, le Cinque Terre e la Costiera Amalfitana sono tre luoghi-simbolo della bellezza italiana con il loro patrimonio di panorami e prodotti gastronomici unici al mondo. Dietro la meraviglia di questi luoghi visitati da milioni di turisti ogni anno si nasconde il lavoro di uomini che nessuno ha più il timore di definire eroi. Sono i protagonisti dell’agricoltura eroica italiana, quelli che permettono a questi luoghi di non essere abbandonati, salvandoli da frane e incendi. “I contadini volanti (e altri eroi)” è una mostra di foto in bianco e nero di Flavia Amabile, giornalista del quotidiano

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La Stampa, dove si occupa di attualità, e scrittrice. Ha pubblicato numerosi libri di viaggio e romanzi, tra i quali ‘I Baroni di Aleppo’, ‘Fiordamalfi’, ‘Ultimi’, ‘La vera storia del Musa Dagh’. La mostra è l’evoluzione di un progetto nato un anno e mezzo fa con il suo ultimo libro ‘I contadini volanti’, una raccolta di foto sui protagonisti dei terrazzamenti della Costiera Amalfitana, circa duecento persone che continuano a coltivare gli sfusati (il nome della varietà di limoni della zona) con gli unici strumenti possibili in quella zona. Pochi fortunati hanno una teleferica o una monorotaia, qualcuno ha i muli,

tutti gli altri si basano solo su braccia robuste per riuscire a trasportare le casse piene di limoni su e giù per migliaia di gradini durante la raccolta, oppure pali di castagno pesanti anche un quintale quando è il momento di rifare il pergolato. E si basano su gambe agili per salire in piedi sulla struttura di legno che regge le piante e camminare da un albero all’altro per piegare i rami o stendere le reti. E’ la salvezza di uno dei tratti di costa più belli del mondo, l’unica vera difesa contro il degrado e l’abbandono, ma è anche un lavoro estremamente faticoso e il guadagno spesso irrisorio se non inesistente. La


CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

KENNY WHITE, NUOVO CD E TOUR IN ITALIA

Songwriter vecchio stampo

K

enny White è stata una piacevole scoperta nei suoi quattro concerti in Italia ad aprile (a Milano, Terlizzi-BA, Follonica-GR e Firenze). È un cantautore (ma anche produttore, compositore e pianista) statunitense vecchio stampo che è salito sul palco con l’armonica a bocca e la chitarra, accompagnato solo dalla suggestiva viola di Giulia Nuti e che ha raccontato – con voce profonda – la vita. Approdò alla carriera di cantautore agli inizi del nuovo millennio con la Wildflower, l’etichetta di Judy Collins, ma si è tenuto sempre ai margini dello show business. Merita attenzione il suo nuovo album solista “Long list of priors” (CRS). La sua mu-

Sul palco Kenny White e Giulia Nuti

CANZONE D’AUTORE E COUNTRY

Sound allo Stato Brado

M

usica allo “Stato Brado”, è proprio il caso di dire. Sound particolare quello della band livornese con il CD “Cosa adesso siamo” (New Model Label) che vuole essere libero da condizionamenti, unendo sonorità della tradizione cantautorale italiana con quelle del folk, del blues e del country americano. Nell’album dieci canzoni che catapultano in un mondo fatto di viaggiatori, impiegati, cowboys, motociclisti, femmes fatales che prendono voce e si mettono a nudo narrando il proprio vissuto. Le scelte fatte e quelle non fatte lasciano un segno indelebile e caratterizzante nel proprio e nell’altrui percorso. Ci sono insofferenze pacifiste (“Alla guerra non andrò”), ma anche viaggi portati via dal vento (“Non ce n’è più” che, per la tematica, ci fa pensare a Bob Dylan che, in “Blowin’ in the wind”, canta: «Quante strade deve percorrere un uomo prima che lo si possa chiamare uomo?»). Gli Stato Brado si mescolano e si confondono nei protagonisti del loro disco, arrivando a chiedersi in un coro unanime, “cosa adesso siamo”?

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sica – ironizza - è inadatta ad essere ascoltata mentre si sta cucinando, perché ha bisogno di attenzione, di concentrazione. Stranissimo artista abituato a sfornare jingle pubblicitari per le multinazionali (come Coca cola, Kodak, Pontiac) che ti scorrono via lievi sulla pelle e poi ti sforna 13 canzoni come queste che polarizzano l’ascolto. Le sue sono “fotografie” della condizione umana che spaziano da profonde analisi dei sentimenti a momenti fortemente ironici. Al suo fianco grandi amici e artisti ospiti, tra cui David Crosby, Peter Wolf, Larry Campbell, Amy Helm, e Catherine Russell.

Musicassetta 2.0 Fabio Zuffanti è bassista e polistrumentista ma anche cantautore legato al mondo del rock progressive. Definito il «padre del cantautorato progressivo 2.0», lo si ascolterà in concerto a Genova (3 maggio), Savona (8 maggio) e Saronno (17 giugno). Pubblica ora “Amore onirico” (AMS Records) che è un EP – via di mezzo tra il singolo e l’album completo – che viene distribuito in download digitale e sul vecchio supporto della musicassetta, che farà contenti i collezionisti. Otto pezzi brevi e scarni che rappresentano quasi delle confessioni; chitarre, voce, piano e poco altro a offrire una dimensione intima che porta alla luce pensieri, immagini, rabbia, ricordi e dolori. L’artista racconta come i brani siano scaturiti d’improvviso, testi e musiche nello stesso momento, in un flusso di coscienza sgorgato inaspettatamente in una piovosa sera d’autunno. Nei brani utilizza un approccio surreale e diretto, che molto ha a che fare con i sogni, i sentimenti e la perdita (“Tua madre ti ha preso”, dedicata agli ultimi giorni del padre).


Mondo agricolo n.4  
Mondo agricolo n.4  

Il mensile di Confagricoltura

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