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AGRINSIEME AL VINITALY •ASSEMBLEA FEDAGRI•ROSSI SU CULTURA DELL’OLIO • PARTNERSHIP CON BNL•BAT ITALIA SCOMMETTE SUL TABACCO • MEDAGLIA DI NAPOLITANO AD AGRITURIST• SYNGENTA RILANCIA LA SPIGA•ENAPRA E PERONI, A SCUOLA DI BIRRA


L’ E D I T O R I A L E 

Al fianco delle imprese

D

opo l’Assemblea siamo subito ripartiti con rinnovato entusiasmo ed energia, da dedicare all'intenso ed ambizioso lavoro che ci aspetta. Rafforzati e motivati da questa nuova, centrale tappa della nostra vita confederale, che è preziosa occasione di riflessione e condivisione. Lo sguardo è più che mai rivolto al futuro ed alle scelte che ne determineranno il corso. L'agricoltura italiana e la filiera agroalimentare, grazie soprattutto all'export, hanno resistito meglio alla crisi. Il valore aggiunto del comparto agricolo è cresciuto di 70 milioni di euro nel 2013 (+0,3%) rispetto al 2012. Il dato assume particolare rilievo tenendo conto che il Pil, nel suo complesso, ha registrato una perdita dell'1,6%, con l'industria che ha ceduto il 3,8% ed i servizi lo 0,9%. Il nostro è un settore con grandi potenzialità, che vanno colte. Confagricoltura, in questi anni, ha compiuto scelte precise, passando dalla semplice rivendicazione alla progettazione del futuro. La scelta di costituire Agrinsieme ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione che caratterizzano il mondo agricolo e ci ha permesso di unificare le nostre strategie per proporci come interlocutore unico nei confronti della politica. Per tutelare i reali interessi del comparto e delle sue imprese abbiamo consapevolmente abbandonato un po’ di individualità, senza rinunciare alla nostra identità ed alla nostra storia. I cambiamenti irreversibili avvenuti a livello nazionale ed internazionale ci hanno insegnato che nulla tornerà come prima. Non c’è dubbio che, per avere crescita economica, occorrano riforme strutturali. Servirà ridurre la spesa pubblica, le partecipazioni dirette, le spese per acquisti di beni e servizi. Sul fronte agricolo sono120.000 le imprese che producono gran parte del valore aggiunto del settore. Solo il 5% ha un fatturato superiore a 100.000 euro, assorbe il 25% dell’occupazione e utilizza il 56% del valore aggiunto. Quelle che impiegano dipendenti sfiorano le 200.000 e pensiamo che l’agricoltura possa creare centomila nuovi posti di lavoro. Servono strumenti per lo sviluppo, l'innovazione, la formazione, la connessione internazionale, la rete produttiva. È una domanda di strumenti legislativi, organizzativi, produttivi più che di risorse. Strumenti per l'impresa, non per i consorzi e le strutture delle associazioni. Confagricoltura è impegnata a lavorare per le imprese,convinta che su queste basi si costruiscono le linee portanti dell'azione di rappresentanza, a partire dai prossimi appuntamenti: dalle elezioni europee alla stesura dei piani di sviluppo rurale, dalla legislazione fiscale e del lavoro alla ripartenza del Mezzogiorno, dalla questione giovanile alla salvaguardia delle aree meno produttive, dalla ricerca alla definizione delle regole sulle produzioni. Expo 2015 sarà la grande occasione di confronto globale sull'idea di agricoltura moderna che noi sosteniamo, con la più convinta passione. Al fianco delle imprese. Mario Guidi

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SO MMA R I O L’EDITORIALE Al fianco delle imprese Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Saperi e sapori giovani Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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APERTURA EUROPA Al via la rete Hashtag Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6

Made in Italy in the world Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Diffondere la cultura dell’olio M. M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329

PRIMO PIANO ASSEMBLEA L’analisi e la strategia Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

mondo.agricolo@confagricoltura.it

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La nuova squadra R.M.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

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Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA I buoni frutti della cooperazione M. M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

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Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com

ATTUALITÀ FILIERE British American Tobacco scommette sull’Italia Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 Il rilancio della spiga Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Rubriche Mappamondo Vino spagnolo . . . . . . . 44 Notiziario Energia Lavoro . . . . . . . . 46

Responsabile Pubblicità e Marketing

Anga Expo 2015 . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

CLAUDIO PIETRAFORTE

Over60 Onlus “Senior” . . . . . . . . . . . . 56

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ATTUALITÀ AGRITURISMO L’arte della conquista Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Formazione Scuola di birra . . . . . . . 58

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L’Italia del vino vuole crescere Palma Esposito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Campi rosa Nomine aziende . . . . . . 60 Vino Valpolicella Corte Sant’Alda . . . 62


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APERTURA CAMBIO DI STAGIONE

Al via la rete hashtag di Gaetano Menna

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Il premier al Vinitaly lancia il progetto #campolibero. Un pacchetto di iniziative e 75 milioni di euro per giovani e lavoro, competitività, semplificazioni, sicurezza

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iclone Renzi al Vinitaly. «Da qui riparte l’Italia»”: questo il titolo significativo del quotidiano “L’Arena” di Verona sulla partecipazione del premier al Vinitaly, dove ha parlato di vino e di agricoltura ed ha annunciato la più significativa operazione di rilancio del settore primario degli ultimi anni: “#campolibero”. Già il nome che ha dato al progetto, con il richiamo a Internet ed ai social network, è sintomatico. L’ hashtag (“#”) – come si legge su wikipedia «è utilizzato principalmente come strumento per permettere agli utenti del web di trovare più facilmente un messaggio collegato ad un argomento e partecipare alla discussione, ma anche per incoraggiare a intervenire nella discussione». L’idea di Matteo Renzi (e del ministro per le Politiche agricole

Maurizio Martina) è stata proprio quella di coinvolgere gli addetti, mettendo online, nel sito del Mipaaf, un canovaccio su cui gli utenti fino al 30 aprile possono dire la loro. I suggerimenti saranno quindi analizzati dallo staff del ministro Martina che – come ha sottolineato in una conferenza stampa romana – si è impegnato «a presentare entro il 15 maggio le linee guida della Pac ed il campo di azione di “#campolibero”». Analizzando il titolo del progetto è meritevole anche l’aver collegato, concettualmente, l’attività dei campi alla liberazione dalle pastoie burocratiche, puntando sulla semplificazione. “#campolibero” è davvero una bella immagine; sì il progetto ci piace già dalla “cornice”, dall’approccio. Poi naturalmente bisognerà analizzare i contenuti nella loro completezza. Il progetto racchiude 18 ini-


Guidi: «Occorre stare attenti che siano bilanciati concessioni e vantaggi» ziative che attengono ai macro-temi: giovani e lavoro, competitività, semplificazioni, sicurezza; ad essi si collegano poi anche iniziative di spending review. Renzi ha anche annunciato che ci saranno 75 milioni di euro per incoraggiare i giovani in agricoltura; ha poi commentato: «Finché l’espressione “vai a zappare” continua ad essere un insulto nel pensiero comune, il lavoro in agricoltura sarà una diminutio. E invece il mestiere dell’agricoltore deve diventare attrattivo com’è quello del cuoco che, chissà perché?, fa più figo chiamare chef». «Con l’annuncio del piano di azioni “#campolibero” il premier ha mostrato di avere piena consapevolezza, numeri alla mano, che l’agricoltura è una componente centrale e nevralgica del sistema economico del Paese – ha commentato Agrinsieme. L’annuncio del piano d’azione è una risposta importante alle richieste del settore e dei produttori». «Ci convince molto il metodo di lavoro voluto dal governo – ha proseguito il coordinamento tra Confagricoltura, Cia ed Alleanza nazionale delle cooperative - che prevede l’ascolto e la partecipazione attiva delle Organizzazioni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, e le linee guida della Pac sono questioni che riteniamo rilevanti e sulle quali vogliamo dare il nostro più completo apporto». Per quanto concerne, infine, le affermazioni di Renzi su un’eventuale spending rewiew in agricoltura, attraverso un taglio delle agevolazioni, Agrinsieme attende di conoscere nel dettaglio il modello di riorganizzazione che verrà prospettato. «In ogni caso, la semplificazione ed i tagli alla burocrazia possono portare presto concreti e positivi effetti per il mondo agricolo». 

Matteo Renzi

18 MOSSE + SPENDING REVIEW Giovani e Lavoro 1. Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani under 40. 2. Incentivi all’assunzione (sgravio di un terzo della retribuzione lorda). 3. Stabilizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro (contratto agricolo stabile).

Competitività 4. Credito d’imposta per e-commerce. 5. Credito d’imposta per piattaforme distributive all’estero. 6. Termine per l’attuazione della legge sull’etichettatura e avvio consultazione pubblica. 7. Avvio Sistema nazionale consulenza aziendale agricola.

Semplificazioni 8. Registro unico dei controlli aziendali. 9. Dematerializzazione registri carico/scarico per diversi prodotti. 10. Apertura Società agricola in 60 giorni (Riduzione dei tempi del silenzio/assenso). 11. Estensione generalizzata della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie. 12. Semplificazioni per la vendita diretta. 13. Sportello telematico automobilistico anche per settore agricolo. 14. Semplificazioni per settore vitivinicolo. 15. Semplificazioni per settore biologico. 16. Estensione della possibilità di adempimento volontario laddove è già consentito il pagamento in misura ridotta.

Sicurezza 17. Rafforzamento azioni per interventi nella Terra dei fuochi. 18. Più poteri di confisca dei beni contro chi trae profitto dal traffico illecito di rifiuti.

Spending Review 19. Taglio dei costi di Enti e Società vigilati dal ministero delle Politiche agricole.

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PRIMO PIANO ASSEMBLEA

L’analisi e la strategia

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Cambiamento, territorio, rete, progetti, squadra, risultati. È questa la Confagricoltura che il p resid ente Mario Guidi p resenta all’assemblea dei soci dopo i tre anni dal suo mandato

di Gabriella Bechi

I

l foglio bianco con cui Mario Guidi si era presentato davanti all’assemblea che lo aveva appena eletto presidente nel 2011 si trasforma, nel giorno della riconferma del suo mandato, il 15 aprile nella stessa sala, in un iPhone. “Avrò bisogno di un foglio bianco – aveva dichiarato tre anni fa - su cui scrivere le regole e definire le priorità dei prossimi mesi per Confagricoltura e per la nostra visione dell'agroalimentare”. Quel foglio oggi è stato riempito di parole (e di fatti) ed è stato sostituito da un moderno strumento tecnologico simbolo della complessità dell’epoca e della “connessione” dell’Organizzazione. Cambiamento, territorio, rete, progetti, squadra, risultati. E’ questa la Confagricoltura che il presidente Mario Guidi presenta all’assemblea dei soci dopo i tre anni del suo mandato. Un’organizzazione, profondamente rinnovata che ha rivoluzionato il suo modo di intendere il sindacato e il suo operato e che oggi è pronta a cogliere la sfida che i tempi e il nuovo governo del Paese lanciano al sistema dei corpi intermedi nel suo complesso. Visibilmente emozionato Guidi ha APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |9


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

parlato a braccio, consegnando però ai presenti, con preghiera di darne la massima diffusione sul territorio, la relazione, un documento in cui “tutti i tasselli si ricompongono in un puzzle”, attraverso un percorso che ha seguito un metodo ed una strategia. “Crisi e Cambiamento sono state le parole che hanno condizionato gli ultimi tre anni. Dal 2011 ad oggi - ha detto - sono avvenuti stravolgimenti profondi e irreversibili, a livello nazionale ed internazionale, ed è ormai chiaro che niente potrà tornare come prima. La direzione è segnata: uno Sta-

Seggio elettorale, da sinistra: Alberto Savoia, Salvatore Giardina, Raffaele Maiorano e Rodolfo Garbellini

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Riorganizzazione basata su venti progetti di innovazione associativa to più “magro”, un welfare più efficiente, mercati meno ingessati, regole meno asfissianti; attraverso riforme strutturali, la riduzione della spesa pubblica e delle partecipazioni dirette. In questo contesto anche le organizzazioni intermedie dello Stato, da quelle di rappresentanza alle istituzioni, comprese le province, i piccoli comuni, le camere di commercio, sono in discussione, al pari della dirigenza pubblica.Tre anni fa erano le categorie a spingere la politica, oggi a distanza di poco tempo, le categorie sono divise e sotto il bersaglio della politica”.

Confagricoltura ha colto questi segnali da tempo ed ha avviato un processo di riorganizzazione interna basato sull’innovazione, mentale, sociale, associativa, sindacale e organizzativa. Guidi ne ripercorre le tappe più importanti. L’avvio di 17 progetti (che oggi sono diventati 20), un significativo programma economico e di mercato, a partire dalle assicurazioni e dal credito, che ha coinvolto 86 persone, di cui l’80% di provenienza del territorio. Il lancio di Agronetwork, insieme a molte altre associazioni, come inizio di un importante ragionamento di politica economica per il Paese. La creazione delle prime reti d’impresa, che oggi vedono impegnati 57 funzionari sul territorio. La piattaforma web che ha rivoluzionato il modo di comunicare in Confagricoltura, con un’area riservata in cui lavorano mediamente ogni giorno 470 persone, che si arricchisce continuamente di contenuti, popolazione e strumenti. Una spending rewiew interna che ha dato i suoi risultati. La nascita di Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. La riorganizzazione di Agriturist e di Enapra (l’ente di formazione). Il rilancio dell’Anga, l’associazione dei giovani di Confagricoltura e la nascita di Confagricoltura Donna. “Questo lavoro – da detto Guidi – ci ha permesso di ottenere anche importanti risultati anche sul fronte normativo, di vincere la doppia battaglia sull’Imu, di chiudere la vicenda della Tasi in modo soddisfacente, di ripristinare la fiscalità agevolata per le società agricole. Un risparmio per le aziende nel 2013 e nel 2014, di 1 miliardo e 140 milioni (a regime di 400 milioni l’anno) e altrettanti che potrebbero arrivare se venissero accolte le no-


stre proposte sulla semplificazione. Ma che soprattutto ci ha consentito di raggiungere gli obiettivi che l’assemblea mi aveva affidato tre anni fa, al momento della mia elezione. L’affermazione di una leadership nel settore, la promozione dello sviluppo delle imprese agricole, l’innovazione della nostra forma di rappresentanza.” “In questi tre anni – ha continuato il presidente – abbiamo cercato di leggere il futuro discutendone insieme, abbiamo cercato di capire i bisogni delle imprese e quale agricoltura rappresentare. Siamo passati dalla fase della rivendicazione a quella della progettazione. E abbiamo costruito la macchina giusta per percorrere la strada che avevamo deciso di imboccare. E ora siamo pronti, più pronti degli altri, per raccogliere le nuove sfide che il governo ci lancia”. Un ringraziamento, poi, a tutta la squadra, a partire dai dipendenti della struttura centrale, che hanno compreso il progetto, dimostrando disponibilità e spirito di sacrificio, al direttore generale Luigi Mastrobuono, il vero “momento di discontinuità e motore del cambiamento”, a tutti i presidenti del territorio, ai quali vanno anche le scuse “per aver in certi momenti corso troppo”. “Oggi – ha concluso Guidi – siamo alla revisione di medio termine di un programma ambizioso, di una rivoluzione fin qui silenziosa, ma che vogliamo cominciare a comunicare. Siamo pronti per una fase nuova, quella di un sindacato che ritrova le proprie ragioni non solo nella tradizione e nella continuità, ma anche in una profonda rivisitazione del proprio modo di funzionare a favore delle imprese associate e nell’interesse generale del Paese. Non è un ragionamento solo organizzativo, ma soprattutto politico-sindacale. Perché su questa base si costruiscono le linee portanti dell’azione di rappresentanza, a partire dai prossimi appuntamenti, dalle elezioni europee alle decisioni sulla Pac e la stesura dei PSR, dalla legislazione fiscale e del lavoro alla proposta economica o giovanile, fino a Ex-

alle parole del presidente con adesione convinta e grande partecipazione, come hanno dimostrato gli interventi dei presidenti regionali, provinciali, dei Giovani Agricoltori, di Agriturist, dell’Impresa familiare, che po 2015, che sarà la vera occasione di hanno dato voce ad una riflessione confronto sull’idea di agricoltura che sul metodo e sul merito delle cose vogliamo sostenere ed affermare.” fatte e da fare. “Agrinsieme è stata una grandissima Quindi le votazioni. E il risultato deloperazione di condivisione del mon- la riconferma del mandato per i prosdo agricolo – ha poi detto -. Un’ope- simi tre anni, con 497 voti su 509 razione di successo, ed oggi è sempre espressi. Con tutti i presupposti per più percepita la differenza tra i mo- un lavoro che sarà ancora impegnatidelli di rappresentanza”.L’assemblea, vo, ma che certamente può contare particolarmente affollata, ha risposto su una grande squadra. 

Piattaforma web interna su cui, ogni giorno, lavorano 470 persone

Mario Guidi

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PRIMO PIANO ASSEMBLEA

La nuova squadra

Eletti i nove componenti della Giunta Esecutiva che affiancheranno il presidente confederale per i prossimi tre anni

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on il presidente Mario Guidi, l’assemblea di Confagricoltura ha eletto i nove componenti della Giunta Esecutiva che lo affiancheranno per i prossimi tre anni. La squadra di Guidi è composta da: Antonio Boselli, Nicola Cilento, Giandomenico Consalvo, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonal-

di, Massimiliano Giansanti, Onofrio Giuliano, Antonio Piva, Diana Theodoli Pallini, Ezio Veggia. Antonio Boselli, 56 anni, coniugato, tre figli. Conduce, insieme al fratello, un’azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-zootecnico di 100 ettari, con stalla da latte in provincia di Lodi. E’ presidente di una cooperativa nel settore del biogas. E’ presidente


di Confagricoltura Milano-Lodi-Monza Brianza e delegato di Confagricoltura per “Expo 2015”. Nicola Cilento, calabrese, 51 anni, coniugato, tre figli. E’ titolare di un’azienda agrumicola a Corigliano Calabro (Cosenza), dove produce clementine ed arance. E’ stato presidente di Confagricoltura Cosenza e Calabria. E’ alla guida della OP COAB

Tre nuovi membri nell’Esecutivo: Boselli, Gallarati Scotti e Giuliano che opera nella Piana di Sibari. Giandomenico Consalvo, 48 anni, nato a Salerno, sposato, due figli. Titolare di un’azienda ortofloricola a Pon-

tecagnano (Salerno) che fa anche IV gamma. Presidente del CAAF Confagricoltura e del Consorzio Vivaistico Italiano. E' stato presidente nazionale dei Giovani dell’Anga. Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, nato a Roma, 53 anni, sposato, 3 figli. Conduce un’azienda agricola ad indirizzo seminativo (grano, mais e soia) e vitivinicolo (prosecco e pinot APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |13


PRIMO PIANO ASSEMBLEA

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A GIUGNO I VICE PRESIDENTI

I vice presidenti sono nominati dal Comitato Direttivo fra i componenti eletti della Giunta. I nuovi vice presidenti saranno - quindi - nominati nella prossima riunione del Direttivo di Confagricoltura prevista in calendario per il 12 giugno 2014. Il mandato del presidente e dei vice presidenti dura tre anni e non possono essere eletti oltre due mandati consecutivi. Anche la Giunta dura in carica tre anni, con la sola differenza che i suoi componenti possono essere eletti fino a tre volte consecutive.

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I nuovi vice presidenti nominati dal Direttivo previsto per il 12 giugno grigio) in provincia di Treviso. E’ stato presidente di Confagricoltura Treviso ed è presidente di Confagricoltura Veneto. E’ anche presidente dell’Associazione Nazionale Bieticoltori. Massimiliano Giansanti, 40 anni, sposato. Nato a Roma, conduce, assieme alla famiglia, sei aziende agricole, in provincia di Roma, Viterbo e Parma ad indirizzo cerealicolo e zootecnico, con produzione diretta di Parmigiano Reggiano Dop. E’ presidente di Confagricoltura Roma e consigliere della Banca della Nuova Terra. Onofrio Giuliano, di Foggia, 62 anni sposato con 2 figli, conduce un’impresa agricola a Cerignola a prevalente indirizzo olivicolo, cerealicolo e viticolo. Produce anche pomodoro ed è uno dei maggiori produttori di olive ‘Bella di Cerignola’. E’ presidente di Confagricoltura Foggia ed è stato vicepresidente nazionale. Antonio Piva, cremonese, 61 anni, coniugato, un figlio. E’ titolare di un allevamento da latte. E’ presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e della Fondazione Enpaia. E’ anche presidente dell’Ente Fiere di Cremona e del quotidiano “La Provincia” di Cremona. Diana Theodoli Pallini, 62 anni, sposata, due figli. Nata a Milano, vive a Roma. Conduce, assieme alla famiglia, tre aziende agricole nel grossetano e una nel comune di Roma ad indirizzo cerealicolo e zootecnico, con annessi agriturismo, caseificio ed impianto di biogas. E’ stata presidente di Confagricoltura Grosseto e vicepresidente di Confagricoltura Toscana. E’ Cavaliere del Lavoro. Ezio Veggia, 59 anni, sposato, due figli. Conduce un’azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-zootecnico di 400 ettari, con annesso impianto di biogas, a Cocconato, in provincia di Asti, dove è nato. E’ stato presidente di Confagricoltura Asti e Piemonte. R.M.A.


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A T T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

I buoni frutti della coop erazione A Giorgio Mercuri, riconfermato al vertice di Fedagri, sono giunte le congratulazioni del presidente Guidi: «Stiamo portando avanti un lavoro sinergico»

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iorgio Mercuri è stato riconfermato per acclamazione presidente di Fedagri-Confcooperative dall’Assemblea elettiva dei soci, svoltasi a Roma, che ha visto la partecipazione di oltre 300 rappresentati delle cooperative aderenti. Già vicepresidente della Fedagri dal 2010, Mercuri ne aveva assunto la presidenza lo scorso ottobre 2013 su nomina del Consiglio Nazionale, in sostituzione di Maurizio Gardini, passato alla guida di Confcooperative. Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi si è subito congratulato con l’interessato. «Mercuri - ha detto Guidi - oltre che un cooperatore è un imprenditore agricolo competente, che conosce bene i problemi del settore. Il suo impegno e il suo con-

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tributo concreto in Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari) sono certo che continueranno a dare risultati proficui». «Con Fedagri e con tutto il mondo della cooperazione – ha proseguito il presidente confederale – stiamo portando avanti un lavoro sinergico e costruttivo per lo sviluppo e per la crescita dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano».Mercuri era stato vicepresidente di Fedagri dal 2010 fino ad ottobre 2013, subentrando poi “in corsa” – come ha dichiarato - a Maurizio Gardini che era stato chiamato al vertice di Confcooperative. Ora con l’assemblea si è chiuso il “ciclo quadriennale” 2010-2014 e, nel segno della continuità, se ne è aperto un altro, altrettanto fondamentale, per la Federazione. Aderiscono a Fedagri 3.349 cooperative che associano 436.000 produttori e che generano un fatturato complessivo di 26,9 miliardi di euro. Mercuri, nella sua relazione, ha riGior gio Mer c ur i

volto alle cooperative associate l’invito «a superare i propri limiti ed a vincere gli ostacoli che frenano le aggregazioni per essere sempre più protagoniste nei mercati internazionali e per avere obiettivi sempre più ambiziosi che faranno di noi una “cooperazione a km illimitato”». Mercuri, 50 anni, imprenditore ortofrutticolo, è presidente della cooperativa Giardinetto di Orsara di Puglia (Foggia), vice presidente della APO Foggia e presidente dell’unione provinciale di Confcooperative Foggia. L’assemblea elettiva dei soci ha eletto anche i presidenti dei Comitati di settore di Fedagri: Adriano Orsi (vitivinicolo), Davide Vernocchi (ortofrutticolo), Cesare Baldrighi (lattiero-caseario), agricoli e servizi (Patrizia Marcellini), Giovanni Bettini (zootecnico) e Gianni Torello (forestazione). (M. M.)


ZO O M V I N I T A L Y - S O L

Benvenuti a Piazza Affari Benvenuti del Vino e dell’Olio

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La kermesse veronese conferma la leadership su due settori trainanti del made in Italy. L’attenzione della politica dimostra il loro ruolo di Gabriella Bechi

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he il mondo del vino e il Vinitaly rappresentino ormai un business di rilievo per l’economia del nostro Paese lo ha dimostrato la presenza della politica nell’edizione di quest’anno. Prima volta di un presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha visitato la manifestazione scaligera nella giornata conclusiva. Oltre a lui, i ministri dell’Interno Angelino Alfano, del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il quale ha organizzato nello stand del ministero dibattiti e talk show durante tutta la manifestazione. La rassegna conferma la sua leadership di principale piazza di affari internazionale del vino, con un aumento degli operatori del 6% per un totale di 155.000 presenze in quattro giorni. Importante la crescita in termini numerici e qualitativi dei buyer esteri, saliti a 56.000 rispetto ai 53.000 del 2013, con un’incidenza del 36% sul totale. «Il governo sta facendo molto per il vino – ha commentato Ettore Riello,

e di olio, guidate rispettivamente dal giornalista Antonio Paolini e dalla capo panel Alissa Mattei (tra l’altro esperta presso il Consiglio Oleicolo internazionale). Tema delle degustazioni di vino, dal tipresidente di Veronafiere durante l’in- tolo significativo “Bianchi, rossi e Vercontro con Renzi – e l’investitura che di”, la sostenibilità, declinata in tutte abbiamo ricevuto dal ministro Marti- le sue sfaccettature, a cui è stato dedina nella giornata inaugurale di Vini- cato anche un interessante worktaly per la realizzazione e la gestione shop. Una “degustazione in salotto”, del Padiglione del Vino ad Expo Mila- in cui i produttori che hanno fatto no 2015 è importante, perché ricono- delle buone pratiche ambientali il losce alla fiera e a Vinitaly un ruolo cen- ro punto di forza, hanno presentato la trale e di sistema per la promozione loro azienda, discusso con il giornalidel vino italiano nel mondo». sta e con i colleghi, facendo assaggiaUn clima decisamente positivo, che si re i propri vini. respirava anche tra gli stand dei pro- Particolarmente apprezzata la novità duttori, soddisfatti per l’affluenza dei delle degustazioni di quest’anno: gli visitatori, sempre più qualificati, degli iPad che il pubblico che degusta aveimportatori provenienti da tutti i Pae- va a disposizione, per esprimere – grasi del mondo, degli affari fatti. «Tanta zie ad un’apposita “app” - i propri giuItalia di ottima qualità e molto estero. dizi, sulle aziende e sui vini. Dati imSperiamo sia l’inizio della ripresa an- portanti che ora saranno elaborati e che del mercato interno». messi a disposizione dei produttori, A questo successo ha partecipato an- per ricerche e analisi di mercato. Si che Confagricoltura, presente con sono intitolate “Il gioco dell’assaggio” uno stand nel padiglione Sol, punto di le due degustazioni-tasting sull’extrariferimento per le tantissime aziende vergine d’ oliva, una sorta di training vitivinicole e olivicole associate pre- per scoprire l’olio tra tentazione e senti in Fiera. Per tutta la durata della percezione, per risvegliare i sensi, delkermesse nello stand si sono alterna- la vista, dell’olfatto, del gusto, ma ante affollatissime degustazioni di vino che del tatto. 

Stand Confagri proiettato su export e sostenibilità per conquistare i mercati

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Z O O M VINITALY-SOL

L’Italia del vino vuole crescere Le leve e le criticità per il settore enologico tricolore sono state analizzate al convegno di Agrinsieme a Verona di Palma Esposito

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nnovazione, promozione e aggregazione. Sono queste le tre parole d’ordine per il futuro della vitivinicoltura italiana, che mira a svilupparsi e a competere sui mercati. A lanciarle è stato Agrinsieme al Vinitaly nel corso del convegno “L’Italia del vino vuole crescere: sostenibilità, mercato, politica agricola europea” tenutosi domenica 6 aprile all’Auditorium Verdi della Fiera di Verona. Per la prima volta Agrinsieme ha organizzato un evento comune di approfondimento sul settore vitivinicolo. L’edizione 2014 del Vinitaly è stata un’ottima occasione

che ha riportato un grande successo di pubblico e di attenzione degli organi di stampa. La riflessione di Agrinsieme si è concentrata sulle prospettive e sulle problematiche del settore nell’ambito della nuova Pac verso il 2020, ma ha spaziato anche sull’intero arcipelago vitivinicolo italiano che in questi anni ha mostrato una significativa espansione: nel 2013 l’export ha toccato i 5 miliardi di fatturato, mettendo a segno una crescita in valore del 7%. Dati importanti che, tuttavia,vanno consolidati con nuovi indirizzi e strumenti delle politiche.


L’evento è stato aperto dal presidente Mario Guidi che, in veste di coordinatore di Agrinsieme, ha portato alcune riflessioni sui bisogni del settore e sulle richieste del mondo produttivo, riferite in modo particolare alle leve di competitività che in questo momento sono ritenute più importanti: promozione, innovazione e aggregazione. “L’innovazione per il settore vitivinicolo - ha rimarcato - interessa quei “percorsi-processi” che garantiscono risultati e, quindi, benefici per la competitività e la crescita del comparto e dell’agroalimentare nel suo comples-

glio gli strumenti della nuova Ocm unica, cogliendo in pieno tutte le opportunità che il mercato, ormai globale, offre”. Alle istituzioni pubbliche, i cui rappresentanti erano presenti in sala, so. Dunque, innovare per crescere, per Guidi ha sollecitato anche un magmigliorare la fidelizzazione del consu- giore impegno sul fronte delle politimatore alle produzioni made in Italy, che internazionali, in particolare con per fronteggiare la lotta alla contraffa- adeguati strumenti di promozione e zione, che causa pesanti danni diretti con accordi commerciali, sempre più equilibrati. In un mercato globae indiretti ai nostri prodotti”. “Non sono più rinviabili processi di le è, infatti, necessario che gli operaaggregazione. Servono nuove forme tori italiani abbiano pari oneri ridi collaborazione e cooperazione tra spetto ai concorrenti esteri. Occorimprese per poter utilizzare al me- rono intese che vadano ad incidere

Bisogna innovare per migliorare la fidelizzazione, arginare la contraffazione

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particolarmente critico per l’equilibrio economico e sociale del settore. E’ stata l’occasione per evidenziare alla Commissione che il divieto di trasferire le autorizzazioni può essere limitativo rispetto alla crescita della aziende più dinamiche e causa di un loro possibile pregiudizio economico. Il rappresentante della Commissione ha fatto riferimento alla necessità di una crescita di potenziale che probabilmente sarà più ampia di quanto attualmente possibile, ma ha difeso la proposta applicativa portata sul tavolo di Bruxelles. De Castro ha sostenuto la posizione dei produttori italiani e rinnovato l’impegno in amGuidi ed il ministro bito europeo per consentire la massiMartina ma flessibilità applicativa degli atti normativi. La riflessione è stata rivolta anche a nuovi criteri che possano sui dazi, sulle tariffe, sulle barriere Per la nuova Ocm unica riaffermare l’importanza di valoriznon tariffarie, senza dimenticare la zare i progetti di ampliamento aziensempre più importante lotta alla servono nuove forme dale, principio valido sia per una piccontraffazione e, di conseguenza, di collaborazione tra imprese una protezione dei marchi e delle incola impresa, sia per una grande. dicazioni geografiche. Intanto, la scorsa settimana il ComDopo l’intervento di apertura di Gui- rato da Sebastiano Barisoni di Radio missario Ciolos ha chiesto alla DG di, il convegno ha focalizzato l’atten- 24, è stato molto animato e ha con- Agri di presentare un nuovo testo rezione sulla gestione del potenziale sentito di presentare e analizzare le lativo alle autorizzazioni di impianto. vitivinicolo. All’incontro ha portato criticità percepite dal mondo produt- L'obiettivo di Ciolos è raggiungere il suo saluto anche il ministro per le tivo sul nuovo sistema delle autorizza- un compromesso tra Stati membri, Politiche agricole Maurizio Martina. zioni. Scanavino e Mercuri hanno ri- Parlamento e DG Agri. La notizia è La parte seguente è stata strutturata badito che il regime dei diritti di im- stata valutata positivamente dagli in due sessioni. La prima ha previsto pianto resta lo strumento più adatto, operatori. L’auspicio è che la sospenun intervento tecnico di Roberta Sar- mentre il nuovo sistema basato sulle sione possa condurre ad un testo più done, ricercatrice Inea, che ha de- autorizzazioni potrebbe risultare vicino alle loro aspettative.  scritto le novità che la riforma della Pac ha introdotto nel settore. La seconda ha aperto il confronto sulle principali problematiche con una tavola rotonda tra i rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie. Hanno partecipato il presidente di Cia, Secondo Scanavino, il presidente di ACI Giorgio Mercuri, il dirigente della DG Agri della Commissione Europea Jesus Zorrilla La tavola rotonda e l’on Paolo De Castro presiDa sinistra: Barisoni, Mercuri, dente della Commissione De Castro, Scanavino e Zorrilla Agricoltura del Parlamento Europeo. Il dibattito, mode2 2 | MONDO AGRICOLO |APRILE 2014


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Saperi e sapori giovani Degustazione dell’Anga guidata dal prof. Pescari. Maiorano: «Le aziende young pronte ad innovare e anticipare gusti e tendenze di E lisabetta Tufarelli

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rande attenzione al Vinitaly per l’incontro con i Giovani di Confagricoltura “La Qualità accessibile #foodmadein”, una degustazione sui saperi e sui sapori dei cibi prodotti dagli as-

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sociati, guidata da Maurizio Pescari, docente all’Università dei Sapori di Perugia ed esperto del settore agroalimentare. L’iniziativa, che si è svolta presso lo stand di Confagricoltura, ha

dalle classiche degustazioni del Vinitaly – ha sottolineato Raffaele Maiorano – abbinando vino, olio e prodotti del territorio, per far conoscere e apprezzare questi cibi e i giovani imprenditori che li producono”. Un’indagine Censis per ConfagricolPer aumentare l’export tura poneva l’accento sulle aziende si punta su e-commerce giovani, che sono dinamiche, innovative e riescono a collocarsi in nicchie ed aggregazione in rete di mercato remunerative. Gli imprenditori alla guida delle imprese di querichiamato oltre ad un pubblico nutri- sto cluster sono contraddistinti da to, anche numerosi buyer stranieri due caratteristiche molto particolari: provenienti da Usa, Gran Bretagna, un'età anagrafica decisamente bassa Germania, Messico, Paesi Baltici e per il sistema agricolo nazionale, con Scandinavi, Ucraina e Iraq. Pescari, il 51% dei titolari con meno di 40 anesperto di cultura dell'olio e dell’ali- ni e una spiccata omogeneità cultumentazione, marketing del turismo vi- rale, che si concretizza in comportativinicolo e di comunicazione enoga- menti manageriali e di marketing instronomica, è riuscito a condurre per novativi. “Se uniamo questi dati – ha mano i partecipanti attraverso i vari evidenziato Maiorano - all’agroaliterritori d’Italia facendone scoprire mentare made in Italy, otteniamo una caratteristiche e gusto.“Abbiamo volu- miscela vincente. Da una recente rito creare un appuntamento diverso cerca di mercato è emerso che a rap-


presentare l’Italia del food nell’immaginario del consumatore estero sono l’olio extra vergine certificato ed il Parmigiano Reggiano. Intendiamo, attraverso questa ed altre iniziative che abbiamo programmato, aumentare il numero di eccellenze alimentari ambasciatori della nostra cultura alimentare nel mondo”. Maiorano e Pescari La manifestazione veronese è la vetrina ideale dove far apprezzare pienamente le varietà solo riuscire a farla conoscere e a che contraddistinguono le produzio- promuoverla”. Sono più di 100.000 ni agroalimentari.“Abbiamo scelto di gli ettari di superficie tra vigneti e oliandare, per così dire, oltre il vino, per veti condotti da giovani agricoltori di dimostrare - continua il presidente Confagricoltura.Se si considerano poi Anga - come noi giovani siamo pron- i vari settori, la consistenza dell’azienti ad innovare e capaci di anticipare da agricola giovane, associata, supera gusti e tendenze. Non è un caso che il milione di ettari. Oggi è indispensae-commerce e aggregazione da noi bile avere la capacità di guardare siano di casa. La nostra ricchezza del- avanti come sistema nel suo insieme, l’agroalimentare è enorme, occorre per stabilire di conseguenza la dire-

zione di marcia da scegliere e l’Anga ha scelto di puntare sulla rete con flessibilità strategica, condivisione e creatività. Sono moltissimi, infatti, i giovani che scelgono di impegnarsi nei settori olivicolo e vitivinicolo, “under 40” che si cimentano nelle imprese con voglia di riorganizzare, puntando su politiche commerciali alternative e che accorciano la filiera. “In un mercato sempre più competitivo e globale – conclude Maiorano è fondamentale l’intervento dei giovani, capaci per natura di continua innovazione nei processi, nei prodotti, nel marketing e soprattutto nella comunicazione. C’è anche da considerare l’attenzione innata delle giovani imprese associate a temi come sostenibilità, recupero dei sottopro dotti e sperimentazione”.

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Made in Italy in the world

Martina, Guidi, Farinetti ed Illy al talk show del Mipaaf sul rilancio dell’export e sul marchio “Made in Italy” di Gabriella Bechi

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a filiera è la chiave di volta del Made in Italy”. Lo ha detto Mario Guidi, inter venendo in veste di coordinatore di Agrinsieme al talk show organizzato dal ministero delle Politiche agricole, al Vinitaly, ‘Made in Italy: obiettivo interna-

zionalizzazione’, a cui hanno partecipato, oltre al ministro Martina, Oscar Farinetti, patron di Eataly e Andrea Illy, presidente e Ad di Illy Caffè.“Se da un lato, infatti, è importante saper trasformare – ha sottolineato Guidi dall’altro è necessario avere produzioni agricole con alti parametri di qualità. È il connubio di queste due forze che fa il Made in Italy. Per que-


Brand tricolore, Martina: “Procedere con cautela e sano pragmatismo”

Cooking live nel camper dell’azienda vitivinicola Caprai con lo chef Gianfranco Giussani

sto siamo convinti che l’agricoltura italiana debba collaborare con l’industria di trasformazione, non solo adeguando le sue produzioni alla richiesta qualitativa, ma anche lavorando

insieme per l’innovazione del prodotto agricolo e delle tecniche per ottenerlo. La via è quella della partecipazione alla modernizzazione di tutta la filiera, costruendo così il vero Made in Italy, con regole e parametri qualitativi italiani. E in questo riteniamo necessario l’impegno del Governo italiano, per arrivare pronti all’imminente Expò 2015”.

Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative hanno ricordato che l’agroalimentare, con oltre 170 miliardi di fatturato, è il secondo settore del Paese, ed è soprattutto l’export il vero motore: oltre 33 miliardi di euro nel 2013 con un incremento di quasi il 5% sull’anno precedente e, da tempo, con una dinamica superiore all’export complessivo del Paese. Ben il 72% di materie prime utilizzate dall’industria di trasformazione per il proprio fabbisogno è di origine nazionale, mentre la commercializzazione avviene prevalentemente attraverso le grandi catene di distribuzione. Mediamente in Europa le quote di mercato della GDO variano tra il 53% ed il 61%. In Italia circa il 58,6% dei consumi alimentari passa attraverso la distribuzione organizzata, contro il 28,7% dei negozi tradizionali. La ricetta di Farinetti per l’export agroalimentare, e soprattutto l’arma vincente contro l’agropirateria, è il marchio “Made in Italy (la mela tricolore), una sorta di ”ombrello” sotto il quale valorizzare i tutti i marchi specifici, come è successo tempi addietro per “Pura lana vergine” o “Vero cuoio”, sul quale investire fortemente come Paese, per almeno due anni, a partire da Expo’ 2015. Una proposta che non convince Illy che ritiene che l’Italia, con la sua bellezza, creatività e cultura, sia già sufficientemente conosciuta, e per questo imitata, nel mondo. “Abbiamo un vantaggio competitivo enorme, che non sappiamo sfruttare – ha detto -. Quello di cui abbiamo bisogno è una distribuzione organizzata all’estero per i nostri prodotti e un adeguato sostegno in termini di promozione alle aziende che decidono di puntare sull’export.” Insomma è l’intero Paese che si deve muovere in maniera coesa e concreta in questa direzione, con o senza marchio. APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |27


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Sulla questione Agrinsieme ritiene debbano esseri chiarite molte cose.A partire dai parametri da utilizzare per definire un prodotto Made in Italy, fino agli standard di produzione di rispettare. E, soprattutto, quale sarebbe il legame tra il marchio e l’origine del prodotto o delle materie prime utilizzate. “Si tratta di aspetti di indubbia delicatezza – ha detto il presidente Guidi - soprattutto per noi che in Italia ci siamo confrontati per anni su questo tema ed abbiamo anche varato a suo tempo una normativa sull’etichettatura obbligatoria dell’origine delle materie prime che di fatto è ancora inattuata”. seduti, da sinistra: Guidi, Martina, Farinetti e Illy in piedi, il presidente di VeronaFiere Riello

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Martina: «L’obiettivo è raddoppiare in pochi anni l’ export agroalimentare» Facciamo l’esempio della pasta italiana (con marchi ben noti in tutto il mondo), che è prodotta anche con grani del Nordamerica. E’ pensabile che non si possa fregiare del marchio made in Italy per questo motivo? Così come sappiamo che produciamo olio di oliva che per circa la metà è ottenuto da materie prime e semilavorati importati. E di questa produzione, l’export è pari al 35% circa.Anche in questo caso come dovremmo comportarci per definire i criteri di indicazione del Made in Italy? Per non parlare del caffè, che per definizione è un prodotto italianissimo anche se non può gioco forza contene-

re alcuna materia prima nazionale… almeno fino a quando la scienza agronomica non ci consentirà di coltivare una pianta tropicale in Italia! “Il nostro obiettivo è raddoppiare in pochi anni il nostro export agroalimentare – ha detto il ministro Martina – e per fare questo dobbiamo utilizzare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, dalla promozione, agli sgravi fiscali per le aziende che esportano. Il marchio Made in Italy può essere uno degli interventi possibili, che secondo me va sperimentato, magari a partire dal circuito Dop.” Per concludere, il tema del marchio Made in Italy deve essere dibattuto e affrontato con pragmatismo affinché sia una vera chance per il nostro agroalimentare e non diventi un ulteriore motivo di contrapposizione e  confusione.


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Diffondere la cultura dell’olio Donato Rossi alla tavola rotonda del Mipaaf: «Puntiamo al consumo “consapevole”»

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l presidente della Federazione di Prodotto Olivicola Donato Rossi è intervenuto alla tavola rotonda - promossa al VinitalySol, da ministero per le Politiche agricole e Ismea - su “L’olio e il consumatore: come facilitare il dialogo?”. Un tema di primaria importanza per i produttori perché – ha ricordato Rossi - sono pochi i consu-

matori che hanno gli strumenti conoscitivi per apprezzare la ricchezza e la versatilità dell’olio di oliva.Vanno pertanto avviati percorsi di promozione del consumo ‘consapevole’ che aiutino a sviluppare, un po’ come è successo con il vino, un proprio gusto e, in base a quello, indirizzare gli acquisti ed i consumi di extravergine nella ristorazione.


Il percorso educativo dovrebbe partire dalle scuole - ha osservato - . Per gli adulti, invece, sarebbe basilare promuovere corsi di assaggio degli oli che possano consentire di percepire le sfumature organolettiche e le ricchezze del prodotto, abbinandolo alle varie pietanze. Alcuni sono stati promossi con i progetti europei, ma non è sufficiente per diffondere la cultura dell’olio. I consumatori poi andrebbero sensibilizzati a leggere attentamente le etichette. Le informazioni presenti, benchÊ migliorabili, permettono di comprendere se il prodotto è di origine comunitaria o di origine completamente italiana. Le norme per adesso non ci aiutano a diffondere la cultura dell’olio – ha rimarcato il rappresentante di Confagricoltura -. Le misure Horeca, fra cui l’obbligo del tappo antirabbocco, erano gli elementi maggiormente qualificanti, insieme all’etichettatura della proposta della Commissione per

Quello olivicolo è un settore che produce qualitĂ  e passione l’olio di oliva; l’aver ‘derubricato’ la questione sull’eventuale obbligo di utilizzo di tappi antirabbocco affidandola alla discrezionalitĂ  degli Stati membri, ha indebolito la politica comunitaria e i produttori di olioâ€?. “Con i ristoratori sarebbe importante porre in essere opportune e concrete sinergie per lanciare adeguatamente la ‘carta degli oli’. Rossi, infine, ha ricordato come il settore olivicolo-oleario abbia un forte peso economico e sociale ed evidenziato come, con i suoi 1.123.330 ettari, impegni l’8,7% della SAU, coinvolga oltre 900 mila aziende agricole ed incida per il 2,6% sul fatturato agroalimentare. ÂŤNonostante le debolezze strutturali (costi elevati, difficoltĂ  di aggregazio-

Donato Rossi

ne) è un settore che produce qualità – ha concluso - e anche cultura gastronomica di rilevanza internazionale. Dunque è fondamentale attivarsi per sensibilizzare i consumatori ed avvicinarli al prodotto di qualità made in Italy. (M. M.)

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L’azienda agricola è esposta ad una pluralità di rischi derivanti da avversità atmosferiche. Per la sua sopravvivenza ed un successo garantito è fondamentale una adeguata copertura assicurativa. 6LDI¿GLDOOœHVSHULHQ]DGLFKLGDROWUHDQQLVLLPSHJQDSHUSURWHJJHUHLOIXWXURGHJOLDJULFROWRUL

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Partnership per la crescita A Verona presente anche BNL, che prosegue la sua collaborazione con Confagricoltura. Sviluppati numerosi progetti seguiti dai propri specialisti agrari dei centri “Creo”

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ello stand di Confagricoltura al Vinitaly era presente con un proprio spazio informativo BNL-Gruppo BNP Paribas. L’iniziativa rientra nell’accordo siglato tre anni fa dall’amministratore Delegato di BNL, Fabio Gallia, e dal presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, che vede l’istituto di credito partner delle più importanti manifestazioni organizzate dalla nostra associazione. La partnership, finalizzata ad accompagnare le imprese del settore agricolo nella realizzazione dei propri progetti di consolidamento e sviluppo, prevedeva un plafond di 1 miliardo di euro messo a disposizione di BNL per tutte le imprese associate a Confagricoltura, con una piattaforma di soluzioni, servizi e prodotti in grado

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di rispondere alle esigenze finanziarie delle aziende, ma anche dei singoli agricoltori. “In questi tre anni – dice Massimo Marciano, referente BNL per il settore agricolo - abbiamo sviluppato numerosi progetti attraverso i nostri centri ‘Creo’, delle vere e proprie agenzie per le imprese, in cui operano specialisti agrari in grado di fornire consulenza e assistenza a 360°. Dai finanziamenti a breve termine, in vista di programmi di investimento connessi al ciclo produttivo, ai mutui agrari a medio-lungo termine, per effettuare opere di miglioramento, ai mutui agrari di ripianamento delle passività onerose; dal leasing immobiliare e strumentale ai finanziamenti connessi all’acquisto e alla realizzazione di impianti fotovoltaici, all’assistenza nell’attività di internazionalizzazione”. Proprio sull’internazionalizzazione si è focalizzata l’attenzione della Banca nell’ultimo periodo. Grazie alla presenza del gruppo in 80 Paesi del mondo, BNL è in grado di fornire assistenza alle imprese che già operano all’estero ed a quelle che vogliono avvicinarsi a nuovi mercati, attraverso servizi di consulenza amministrativa, di ricerca delle migliori formule di pagamento, il reperimento di contatti con operatori esteri e proposte di joint

venture. «Questa partnership - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – è un importante e concreto messaggio di apertura a favore del mondo agricolo. Il supporto del gruppo bancario ha permesso in questi anni a molti imprenditori di avere garanzie per superare situazioni problematiche contingenti e di trovare risposte adeguate in termini di finanziamenti, in un momento estremamente complesso del Paese». (G. B.)


A T T U A L I TÀ A G R I T U R I S M O

L’arte della conquista di Anna Gagliardi

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Al Forum Agriturist nell’astigiano si è parlato di strategie promozionali, marketing e accoglienza nell’era del Web. Obiettivo prioritario fidelizzare gli ospiti

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apete che differenza c’è tra un cliente e una fidanzata? Nessuna: sia il cliente, sia la fidanzata, vanno conquistati tutti i giorni, perché se non lo fate voi, lo farà qualcun altro che prima o poi ve la porterà via, lasciandovi soli”. La domanda posta dal relatore del Touring Club Paolo Pontacolone alla platea dell’undicesimo Forum nazionale di Agriturist ad Asti racchiude l’essenza dell’accoglienza, di che cosa è necessario fare per trattenere e fidelizzare il cliente. Complici le nuove esigenze, la crisi che ha ristretto i portafogli e le innumerevoli proposte del web, il turismo rurale ha dovuto necessariamente rinnovarsi per stare al passo con gli altri competitors. Da figlio di un dio minore a dimensione ottimale per le fughe dallo stress, l’agriturismo del terzo

millennio deve saper rispondere alle richieste di modernità e tradizione, comfort e natura, senza dimenticare il web. La strategia promozionale passa innanzitutto dal sito internet e non può fare a meno dei social network, espressione moderna della parola condivisione, tema centrale del Forum del 25, 26 e 27 marzo intitolato, appunto :“Condividi l’accoglienza: l’agriturismo tra cultura, cibo e paesaggio nell’era del web”. Un percorso di tre giorni all’Università di Asti e alla Tenuta Montemagno (nell’omonimo comune monferrino) per perlustrare il turismo rurale con vari esperti: dal presidente dell’associazione Alberghi Diffusi, Giancarlo Dall’Ara, al rettore dell’Università di Pollenzo, Piercarlo Grimaldi, dal dietologo Giorgio Calabrese, al docente di Ninja Academy Francesco Gavatorta, dal professor Alessandro Meluzzi al pre-


sidente delle Unioni Comuni montani del Piemonte Lido Riba, passando dalle esperienze trentine del Gallo Rosso di Hannes Knollseisen alle Cartoline dal territorio di Arianna Ruzza. La tavola rotonda conclusiva ha visto la partecipazione, insieme al presidente di Agriturist Cosimo Melacca, del presidente dell’Enit Pierluigi Celli, di Dimitri Tasso dell’ANCI, del presidente dell’ANGA Raffaele Maiorano e del presidente di Confagricoltura Mario Guidi. Un approfondimento ad ampio raggio sulla situazione del comparto, ancora alle prese con politiche poco La Tenuta Montemagno nell’astigiano che ha ospitato il Forum Agriturist

essere una competizione virtuosa”. Sui social network l’invito è a raccontarsi con storytelling, affinché siano gli agriturismi stessi a narrarsi e a condividere la propria identità. L’utente diventerà a sua volta ambasciatore del illuminate e forti campanilismi che ci luogo visitato, raccontando la sua espehanno fatto perdere posizioni nella rienza nella struttura. Potenza della reclassifica mondiale. "Dobbiamo ricom- te virtuale, ma non di quella reale, anpattare il Paese sui valori che ci erano cora debole di nerbo per riuscire ad originari - ha affermato Celli - svilup- esprimere tutte le prerogative di ecpando il senso di appartenenza e di cellenza. "Dobbiamo ragionare in teraccoglienza che ci avevano portato ad mini di sistema e superare l'attuale inessere i primi al mondo nel settore tu- capacità di investire nel futuro – ha ristico. Investire solo quantitativa- concluso il presidente di Confagricolmente – ha precisato – non basta: c’è tura Mario Guidi – sollecitando interbisogno di esperienze, di storie. E que- venti utili a rispondere in modo efficaste esperienze devono essere buone, ce alle richieste del mercato, prima ansupportate e collegate. Solo così potrà cora di quelle degli imprenditori.

Politiche poco illuminate e campanilismi ci penalizzano nella classifica mondiale

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A T T U A L I TÀ A G R I T U R I S M O

Medaglia ai valori dell’ospitalità Il riconoscimento del Presidente della Repubblica all’Associazione. Melacca: «Andiamo a casa con esperienze condivise»

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on la consegna della medaglia della Presidenza della Repubblica ad Agriturist “in riconoscimento dei valori di ospitalità, di tutela dell’ambiente e dell’impegno imprenditoriale delle strutture agrituristiche” si è chiuso l’undicesimo Forum nazionale dell’associazione. Un forum che ha favorito un confronto sereno e propositivo in vista dei prossimi appuntamenti che riguardano il comparto.“Siamo ripartiti con entusiasmo e con fiducia in quello che stiamo facendo – afferma il presidente Cosimo Melacca –. Mi sta a cuore evidenziare lo spirito e l’atmosfera che abbiamo vissuto nei tre giorni ad Asti: andiamo a casa con un bagaglio umano più ricco e con esperienze nuove”. Soddisfazione condivi-

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sa da tutta Agriturist, dal direttore nazionale Filomena Maio, alla presidente regionale Rosanna Varese, con il direttore subalpino Fiorella Riminato, che hanno curato l’organizzazione dell’evento. L’agriturismo può e deve giocare un ruolo di primo piano nei prossimi appuntamenti che attendono l’Italia, a partire dall’Expo 2015.“Anche in questo caso – ha aggiunto Melacca siamo una valida proposta per permettere, agli stranieri soprattutto, di conoscere da vicino il nostro territorio, i suoi prodotti, e lo straordinario paesaggio che abbiamo in ogni angolo del Paese. Perché – ha ricordato il presidente – siamo tessere dello stesso mosaico fatto di persone che amano la terra e lavorano e vivono per essa con passione, dedizione e professionalità”.L’intero comparto vale oltre un

Da sinistra: Melacca, Tasso (coordinatore di Anci ), Celli (presidente di Enit) e Maiorano

miliardo di euro, con un saldo (Istat) di oltre 20.000 imprese, in forte crescita. Il 45% delle strutture si trova al Nord, il 35% al Centro e il 20% al Sud. Con oltre 4.000 agriturismi la Toscana è la regione leader che detiene anche il primato per numero di titolari donna. Seguono il Trentino Alto Adige e il Veneto. Il Piemonte, la regione che ha ospitato il forum di Agriturist, ha circa 1200 strutture e guarda al futuro con ottimismo, in vista della prossima assegnazione – commissari Unesco permettendo – del titolo di Patrimonio dell’Umanità al territorio di Langhe, Monferrato e Roero. (A. G.)


A T T U A L I TÀ S T O R I E D I I M P R E S E F A M I L I A R I

Tecnologie avanzate per valorizzare tradizioni antiche Ad Oristano Sandro Manca, con i fratelli, alleva 1800 ovini e produce formaggi di alta qualità nel caseificio aziendale. Prioritario il benessere animale di Elisabetta Tufarelli

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iamo in provincia Oristano, un luogo antico, con numerose testimonianze della civiltà nuragica, in una zona collinare ai piedi del Monte Grighine, dove l'allevamento ovino e caprino è il settore trainante dell'economia locale. E’ qui che incontriamo Sandro Manca, uno dei titolari dell’azienda e del caseificio Su Pranu, dall'abbreviazione della località in cui si trova: "Pranixeddu":“Siamo un’impresa familiare, tre fratelli, oltre a me anche Carlo e Roberto – si presenta - alleviamo pecore, tutte rigorosamente di razza sarda e abbiamo 150 capre.Trasformiamo il loro latte nel nostro caseificio aziendale”. Quella dei fratelli Manca, tutti sotto i cinquant’anni, e associati alla Federazione delle imprese familiari di Confagricoltura, è una storia particolare. Hanno iniziato giovanissimi,

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nel 1986, con la coltivazione del riso nell’azienda nel comune di Simaxis; l’attività è proseguita fino al 1982, poi è arrivata la grande rivoluzione colturale. “Abbiamo abbandonato la coltivazione di questo cereale – spiega l’imprenditore - e, con l’acquisto di altri terreni a Siamanna, abbiamo deciso di trasformarci in allevatori di ovini. Siamo orgogliosi di produrre formaggi artigianali dal sapore antico, prevalentemente a pasta molla, pecorini freschi e delicati, stagionati dal gusto deciso e formaggi misti dal sapore intenso. Tutti prodotti nel caseificio aziendale nel quale utilizziamo tecnologie avanzatissime capaci di valorizzare le antiche tradizioni sarde”. Le pecore allevate, autoctone dell’isola, sono di una delle razze europee più antiche, considerata tra le migliori al mondo per la produzione di latte. “Attualmente – rimarca Sandro Manca - abbiamo 1800 capi in mungitura che


«La nostra politica aziendale è attenta a tutti i passaggi in ogni fase di produzione» ci danno tanta soddisfazione: le nostre pecore possono arrivare a produrre anche 250 litri di latte. La nostra politica aziendale è molto attenta a tutti i passaggi in ogni fase di produzione e per questo motivo il benessere animale è una delle nostre priorità. Le nostre pecore e le nostre capre sono esclusivamente alimentate con cereali e foraggi di nostra produzione, possiamo così garantire la qualità della nostra filiera ‘dal campo alla tavola’”. Nel caseificio viene trasformato il latte, tutto di assoluta provenienza aziendale che diventerà, ad esempio, Casu Axedu, una cagliata freschissima prodotta dal latte di pecora, dal gusto delicato e leggermente acidulo; S’Aibi, dal gusto forte e marcato, pro-

dotto interamente con latte di capra, sale, caglio e fermenti naturali; oppure ricotta, caciotta o una delle tante varietà di pecorino. L’impresa familiare dei F.lli Manca commercializza i propri prodotti sui mercati na-

zionali e locali, in particolare nel punto vendita aziendale. “Qui offriamo degustazioni – conclude l’imprenditore- che permettono di apprezzare in pieno l'alta qualità dei nostri prodotti”. 


© Alberto Bortoluzzi

A T T U A L I TÀ F I L I E R E

British American Tobacco scommette Tobacco sull’Italia Presso uno stabilimento veronese all’avanguardia si ribadisce il ruolo produttivo del tabacco. L’accordo con BAT dà respiro e fiducia ai 200 mila addetti

di Gaetano Menna

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a Cooperativa Tabacchi Verona (CTV) è una bella realtà produttiva dell’agro veronese, con sede a Salizzole. Un impianto di trasformazione in un’area particolarmente vocata alla coltivazione del tabacco. Il suo presidente Giovanni Mercati conduce gli ospiti a visitare gli impianti tecnologici, con nastri che scorrono e trasportano in totale automatismo il prodotto, macchinari all’avanguardia e personale impegnato nelle varie fasi della lavorazione, per giungere dal tabacco grezzo a quello raffinato. Un padiglione è stato attrezzato, per l’occasione, a grande sala convegni ed è significativo che proprio qui si venga a dibattere sul futuro di questa coltivazione, sul suo ruolo socioeconomico. Il tabacco – ed a Salizzole in questo modernissimo impianto si tocca

davvero con mano, anche se è un peccato che non possa lavorare a pieno regime produttivo per le limitazioni che subisce questa coltivazione – resta un settore importante. L’Italia con 15 mila ettari coltivati rappresenta il primo paese produttore di tabacco in Europa e il decimo nel mondo. Gli addetti occupati attualmente nell’intera filiera sono circa 200 mila, dei quali il 25% coinvolti proprio nella produzione (tabacchicoltura e trasformazione) mentre il rimanente 75% nelle fasi distributive. Nonostante il sensibile calo dei volumi - collegato pure alla crescita del contrabbando - si avvertono di recente segnali di recupero del mercato legale dovuti ad una maggiore concorrenza. E non va dimenticato che il settore del tabacco genera entrate fiscali pari a circa14 miliardi di euro tra Iva e accisa, rappresentando una delle


tabacco è davvero un’ eccellenza del made in Italy, anche se il risultato rischia di essere vanificato dall’immagine esterna di “settore nocivo”». «Il Parlamento europeo – commenta il presidente della Commissione Agrivo – spiega il presidente ed ammini- coltura del PE, Paolo De Castro – è una stratore delegato BAT Italia Marc C. frontiera di difesa verso la deriva nord Lundeberg – è garantire prospettive europea e la confusione che si fa tra commerciali sostenibili alla coltivazio- lotta al tabagismo e produzione di tane italiana del tabacco. Il nostro inve- bacco; con i consumatori europei ed stimento rappresenta un segnale forte italiani obbligati a fumare sigarette dell’impegno e dell’attenzione che il prodotte all’estero».Tra gli intervenuti Gruppo BAT ha per il settore agricolo al convegno anche quelli dell’assessoItaliano e per i suoi addetti che hanno re regionale all’Agricoltura del Veneto le capacità per competere sul merca- Franco Manzato, del presidente Unito internazionale». «L’accordo di pro- tab Oriano Gioglio, del segretario Gegramma assume – ad avviso del vice- nerale UILA- UIL Stefano Mantegazza, presidente di BAT Italia Giovanni Ca- del membro della Commissione Bilanrucci - particolare rilievo alla luce del- cio della Camera, e già sottosegretario le difficoltà che il comparto del tabac- del ministero dell’Economia con deleco sta attraversando e che richiede ga alle Dogane e ai Monopoli, Alberto una regolamentazione ed una fiscalità Giorgetti. che garantiscano competitività e so- Le conclusioni sono di Mario Guidi, in veste di coordinatore Agrinsieme: «Ad stenibilità». Anche il viceministro delle Politiche oggi alcuni accordi sono già scaduti agricole, con delega per il settore del da tempo, altri andrebbero attivati con tabacco, Andrea Olivero, esprime sod- acquirenti mai coinvolti. In questo disfazione per l’iniziativa assunta da processo il ruolo del ministero delle BAT, «che dà respiro ad un settore im- Politiche agricole è fondamentale, anportante nel panorama agricolo italia- che per dare un segnale di attenzione no. Auspico che il sostegno alla filiera politica al settore, garantendo pari opdel tabacco sia accompagnato da ade- portunità a tutti gli operatori della figuati strumenti normativi e fiscali liera, evitando che alcune varietà, coche, attraverso il mantenimento di tra- me quelle campane, vengano discrisparenti dinamiche competitive, assi- minate. Per questo chiediamo al Gocurino al settore una solida sostenibi- verno di assicurarsi che nel quadro lità». Olivero rimarca quindi come il dei nuovi accordi di programma siano settore, «nonostante anni di riduzione rispettati questi principi per tutti gli dei volumi, ha saputo cercare ed affer- operatori della filiera e sia sostenuta la mare una crescita qualitativa. Il nostro collocazione e la commercializzazione dell’ intera produzione nazionale, comprensiva di tutte le varietà e le zone di produzione». «British American Tobacco - ha detto - sta dimostrando oggi di avere fiducia in tutta la tabacchicoltura Italiana e si sta impegnando a fare investimenti, che auspichiamo si moltiplichino, per sostenerla e mantenere vivo il tessuto economico e sociale che la contraddistingue». 

Lundeberg: «L’obiettivo è garantire prospettive sostenibili alla coltivazione»

principali fonti erariali per lo Stato. L’incontro veronese nasce su iniziativa di British American Tobacco Italia (BAT Italia), Agrinsieme ed Unitab; ed è l’occasione per presentare le opportunità offerte dagli accordi di programma con il ministero delle Politiche agricole e, in particolare, per “festeggiare” la notizia che BAT Italia rinnova il suo sostegno alla filiera, impegnandosi all’acquisto di 4 milioni e mezzo di Kg di tabacco italiano all’anno per il triennio 2014/2016, per un volume d’affari pari a circa 65 milioni di euro in tre anni. L’accordo con BAT, con le sue caratteristiche, riesce a dare respiro e sbocchi commerciali ad un ampio numero di produttori ed addetti del comparto. «Il nostro obietti-

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A T T U A L I TÀ F I L I E R E

Il rilancio della spiga Syngenta sigla con Fondazione Carisbo l’accordo per l’acquisizione della “Società Produttori Sementi” (PSB). Si punta a rafforzare, in particolare, la produzione di grano duro

miglioramento delle sementi di alta qualità, in particolare per quanto riguarda il grano duro, il frumento tenero e l’erba medica. PSB è stata la prima azienda sementiera italiana ad aver conseguito la certificazione volontaria UNI EN ISO 9001 per l'attività di costituzione varietale, produzione e commercializzazione di sementi di cereali a paglia, colture industriali e foraggere, e ha realizzato un sistema di rintracciabilità dei propri prodotti, ottenendo la certificazione volontaria UNI 10939. di Claudio Pietraforte La struttura di PSB comprende oltre alla sede centrale di Argelato, un’azienda agricola di 450 ettari in provincia di Ferrara. La novità che giunge ora è che questa importante realtà sementiera è stata acquisita da Syngenta (strutture, expertise, varietà). In questo senso l’accordo con Fondazione Carisbo (attuale proprietaria della società che, a Produttori Sementi comunque, manterrà il proS.p.A in Bologna (PSB) è prio coinvolgimento, asuna società che vanta una sicurando la contivasta e consolidata espe- nuità e il legame con rienza in ricerca e svilup- il territorio). po, selezione varietale, L’ accordo permetproduzione e commercializzazione di terà agli agricoltori, sementi; l’ha maturata durante un’i- in Italia e nei paesi ninterrotta attività condotta dalla sua chiave per la coltivafondazione, avvenuta nel 1911; oggi è zione del grano duro, leader in Italia nella selezione e nel di soddisfare la cre-

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scente domanda di semola per la produzione di pasta di qualità, un mercato globale del valore stimato di 16 miliardi di dollari. Le due aziende condividono, inoltre, un forte impegno per l’agricoltura sostenibile, come dimostra l’iniziativa di PSB From Seed to Pasta, complementare a The Good Growth Plan, recentemente lanciata da Syngenta. In questa fase di transizione dell’agricoltura italiana, l’accordo per l’ acquisizione ed il rilancio di PSB permetterà di valorizzare ancor più l’attività sementiera e rilanciare tutta la filiera agroalimentare made in Italy connessa al grano duro, dalla semente alla pasta. «Siamo molto soddisfatti per la conclusione di questo accordo – ha detto Leone Sibani, presidente Fondazione Carisbo - che apre a PSB nuovi orizzonti commerciali e nuove opportunità di sviluppo». Ad avviso di John Atkin, chief Operating Officer di Syngenta, «lavorando insieme aiuteremo un maggior numero di agricoltori a crescere nel mercato italiano, sempre più competitivo, e sosterremo l’espansione internazionale della filiera agroalimentare made in Italy». 


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Rapporto sui numeri, la qualità e il valore dei vini d’eccellenza certificati mmonta a 3,9 miliardi di euro il giro d’afA fari all’origine del vino

complessivamente prodotto in Italia nel 2013, di cui 2,7 miliardi rappresentati dai vini Dop e Igp. È quanto emerge dalle elaborazioni Ismea dei dati strutturali e produttivi raccolti dall’Icqrf Direzione generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore, e dei dati della rete di rilevazione prezzi Ismea, presentate al Vinitaly il 7 aprile scorso nell’ambito del seminario “I numeri la qualità e il valore dei vini d’eccellenza certificati nell’ultimo anno”.Più nel dettaglio, le stime Ismea indicano per i vini Dop un valore all’origine (ossia franco azienda, sfuso e iva esclusa) di 1,9 miliardi di euro in crescita del 6,3% sul 2012 grazie sia ad un incremento produttivo, sia ad un aumento dei listini alla produzione. Per i vini Igp, il valore all’origine stimato per la prima volta nel 2013, ammonta invece a 812 milioni di euro. Per quanto concerne le Dop, in testa alla classifica regionale per fatturato all’origine troviamo il Veneto

con 619 milioni di euro, seguito a distanza da Piemonte (318 mln), Toscana (274 mln) e Trentino Alto Adige (170 mln). Relativamente alle Igp, escludendo le produzioni interregionali, il Veneto apre sempre la classifica con 184 milioni di euro, davanti a Emilia Romagna (99 mln), Sicilia (66 mln) e Puglia (51 mln). Oltre ai dati sulla valorizzazione all’origine del vino, nel corso della presentazione sono stati illustrati da Ismea e dall’Icqrf le principali variabili strutturali del settore del 2013 quali: superfici, uva prodotta, resa media e prodotto finale certificato. L’analisi di Ismea evidenzia che nel 2012 le superfici in produzione investite a vini Dop e Igp sono risultate pari a oltre 338 mila ettari, ovvero

quasi il 76% del totale delle superfici vitate italiane. La “produzione potenziale” (calcolata applicando il coefficiente di resa in vinificazione da disciplinare alla produzione denunciata di uva) è ammontata nel 2013 a 28,4 milioni di ettolitri, con 15 milioni di vino Dop (ovvero il 53%) e 13,4 milioni di vino Igp (47%), pari al 71% dell’intera produzione di vino italiana. Rispetto all’anno precedente, i vini Dop e Igp mostrano una flessione di oltre il 7% nelle superfici investite e del 4,5% nella produzione potenziale. Il ridimensionamento produttivo riguarda soprattutto i vini Igp, mentre per i vini Dop la riduzione è più contenuta. Inoltre, per questi ultimi, la produzione certificata nel 2013 risulta in aumento (+3,3%) - per

un ammontare complessivo di 12,5 milioni di ettolitri (11,5 milioni l’imbottigliata, +0,8%) – a dimostrazione del fatto che una quota sempre maggiore della produzione potenziale Dop viene certificata, ossia valorizzata commercialmente. A contribuire all’incremento della produzione certificata di vino Dop nel 2013 sono stati soprattutto i cospicui aumenti del Prosecco e del Montepulciano d’Abruzzo. Al di là delle variazioni rilevate nel 2013, i volumi produttivi, sia per le Dop che per le Igp, sono ancora molto concentrati su poche denominazioni. Le prime dieci Dop rappresentano quasi il 46% della produzione potenziale e il 42% della produzione certificata. In termini di regioni, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Trentino Alto Adige coprono il 6062% della produzione potenziale e certificata del 2013. Ugualmente, tra le Igp, le prime dieci denominazioni rappresentano il 75% della produzione potenziale; Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, Puglia e Toscana coprono circa l’80%  della stessa.


MAPPAMONDO di Jordan Nash

La Spagna punta sulvinosenza alcool I produttori iberici guardano al mercato dei Paesi musulmani. Nettare in polvere da usare come dadi da brodo a produzione spagnola di vino e mosto quest’anno può raggiungere i 52,6 milioni di ettolitri,con un incremento del 34% alla media delle ultime 5 vendemmie.Anche se i

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dati ufficiali dell’Organizzazio-ne internazionale della vigna e del vino verranno diffusi soltanto a maggio,la Spagna sembra destinata a diventare il primo produttore mondiale del nettare

ELDORADO ROMANIA: 1 ETTARO A 2 0 0 0 EURO

Corsa alla terra in Romania: un ettaro costa soli 2.000 euro. Quinto Paese in termini di superficie agricola dell’Unione europea (UE), la Romania possiede circa 10 milioni di ettari di terreni agricoli e ben un terzo è coltivato da agricoltori occidentali. Francesi, italiani, spagnoli, inglesi, svizzeri, tedeschi, austriaci, danesi si sono rivolti a questo ‘Eldorado’. Chi ha investito nel passato ha fatto una scommessa vincente perché l’adesione all’UE ha portato circa 180 euro l’ettaro gli aiuti all’anno. La consistenza aziendale rumena è molto difforme: se il 93% delle aziende agricole ha una superficie media di 5 ettari, ce ne sono 200 sui 2.000 ettari. La metà della popolazione attiva lavora in agricoltura ed è stato proprio l’afflusso dei capitali occidentali a consentire all’agricoltura del paese di risollevarsi, tanto che nell’ultimo semestre 2013, si è registrata una crescita economica di ben il 5,3%, decisamente la più alta dell’Unione europea. 44| MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

di Bacco.Il ministro delle Politiche agricole Miguel Arias Canete ha già annunciato il primato:«Siamo il primo Paese per superficie,con 960 mila ettari,e da quest’anno anche i primi per produzione». Primato raggiunto anche per l’irrigazione dei vigneti che fa salire le rese per ettaro.Ma in Spagna (soprattutto del Nord), secondo il FT sono prodotti alcuni dei vini migliori al mondo.Non è un caso che per Wine Spectator il primo dei 100 vini migliori al mondo sia il Rioja Imperial Gran Reserva 2004 di Cune. Il Rapporto Rabobank sottolinea però che al Paese tocca decidere la la propria strategia:vitigni internazionali o autoctoni? «Mentre la Spagna ha migliorato la sua efficienza produttiva di vino per effetto dei sussidi UE,si fatica ancora

a penetrare nei mercati extra-europei» ha osservato l'analista Rabobank,Stephen Rannekleiv.C’è bisogno di costruire brand forti sui mercati internazionali e prestare maggiore attenzione alle politiche di marketing consumer.Dal punto di vista strategico invece,è necessario fare un focus sulla crescente produzione di vitigni internazionali,che possono aprire velocemente nuove opportunità di export, costringendo i produttori spagnoli a competere sul prezzo con i produttori del Nuovo Mondo. Ulteriore e più impegnativa opzione è quella di far accettare ai consumatori i vitigni tradizionali spagnoli (ad esempioTempranillo). Intanto il vino spagnolo cerca di conquistare nuovo pubblico e nuovi mercati,con l’innovazione come principale alleato. Una tra le più importanti cantine di Ribera del Duero,Matarromera, presenta il suo‘vino’senza alcool,con grande potenziale di mercato in paesi di popolazione musulmana e il suo "vino in polvere",un estratto per condire stufati e dolci.


Negli Usa impennata dei prezzi per la carne bovina n

Cala il numero dei capi allevati. Trend in salita delle quotazioni con ripercussioni sui fast food egli Stati Uniti il prezzo del manzo tocca il picco massimo e nel breve periodo non dovrebbe riportare alcun calo.Anzi il trend proseguirà nel 2015. A febbraio,il valore al dettaglio del manzo scelto ha toccato il record di 5,28 dollari a libbra,contro i 4,91 dollari registrati nello stesso periodo di un anno fa.Nel 2008 il suo costo era pari a 3,97 dollari a libbra.Anche le maggiori catene di fast-food si adeguano.McDonald ha comunicato che il suo tradizionale Dollar Menu diventerà Dollar Menu & More,con piatti da 1,2 e 5 dollari.E Wendy’s ha adottato un provvedimento analogo. Secondo una ricerca del Dipartimento all’Agricoltura degli Stati Uniti, quest’anno, l’inflazione alimentare dovrebbe oscillare tra il

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2,5% e il 3,5%. L’impennata dei prezzi del manzo viene imputata ad anni di siccità nella zona sud occidentale degli Stati Uniti.Il clima secco ha portato il prezzo di mangimi,come il mais e il fieno,verso picchi record, costringendo molti allevatori a vendere il loro bestiame.Così il numero di capi bovini si è ridotto drasticamente a livelli analoghi a quelli registrati, l’ultima volta,nel 1951, quando,in America,le bocche da sfamare erano circa la metà.Gli americani saranno pronti a rinunciare alla tradizionale bistecca? Sicuramente,visti i prezzi così alti,molti consumatori saranno spinti verso fonti proteiche più economiche,come la carne di pollame per cui si prevedono rialzi di consumi.

STATI UNITI CONTRO LE DOP

Le restrizioni richieste dall’Unione europea per le indicazioni geografiche indeboliscono le vendite locali e le esportazioni di carne statunitense. Ne sono convinti diversi senatori Usa: Pat Roberts (repubblicano, Kansas), Tammy Baldwin (democratica, Wisconsin), Patrick Tommey (repubblicano, Pennsylvania) e Rob Portman (repubblicano, Ohio). “Il Wisconsin - sottolinea Baldwin - ha una lunga e fiera reputazione nella produzione di formaggio e carne, vitali per l’economia dello Stato e il nostro patrimonio”. Per Toomey: “Le mamme americane vogliono solo fare un panino con mortadella e formaggio per i propri bambini, senza ridicole linee guida commerciali europee, che potrebbero confondere e minacciare l’occupazione in Pennsylvania. Vogliono vietare ai produttori caseari di utilizzare alcuni nomi comuni di formaggi. E ora se la prendono con i produttori di carne”. I senatori Roberts e Baldwin hanno inviato una lettera bipartisan, firmata da altri 43 senatori, al rappresentate del Commercio degli Stati Uniti, Michael Froman, e al segretario dell’Agricoltura, Tom Vilsack, incoraggiandoli a resistere agli sforzi dell’UE di imporre le restrizioni di indicazione geografica per indebolire le vendite locali e le esportazioni di carne statunitense. LA CITTÀ DELL’OLIO DEL MAROCCO

Meknes è la città dell’olio di oliva del Marocco. Radicato in una tradizione vecchia di 2000 anni, l’ulivo e’ parte integrante del paesaggio. Lo testimoniano le vestigia dei mulini a olio del sito di Volubilis, il paesaggio degli oliveti di Zerhoun, l’importante polo industriale dell’olio di oliva e l’Agropôle Olivier, dedicato al trasferimento di tecnologie e alla promozione dell’ulivo. Questa tradizione millenaria deve essere promossa. E’ nata così la Carta di promozione di Meknes e della sua re-

gione, basata proprio sull’ulivo e sugli oliveti. Meknes, patrimonio mondiale dell’Unesco, è presente, attraverso questa filiera, in quasi tutte le reti mediterranee dell’olio Salvaguardare questo dinamismo e tramandare la storia di questa capitale dell’ulivo, Meknassa Ez-Zaitouna, è un dovere e una sfida di tutta la regione. Va promossa e tutelata l’importanza della filiera oleicola locale dal punto di vista socioeconomico,agro-industriale, turistico e culturale. APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |45


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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SICUREZZA SUL LAVORO Agrinsieme sulla formazione In relazione ai lavori di revisione dell’Accordo Stato Regioni in materia di formazione del “responsabile del servizio di prevenzione e protezione del 2006”, Agrinsieme ha evidenziato le proprie perplessità ai ministeri del Lavoro e delle Politiche Agricole per la modifica delle macrocategorie di rischio associate ai codici ATECO, che include il settore agricolo tra le attività ad alto rischio, portando ad un aumento significativo delle ore di formazione. Ciò in relazione al fatto che è stato considerato solo l’andamento infortunistico, senza considerare parametri quali la tipologia e la dimensione di impresa, le caratteristiche delle sostanze utilizzate, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature, ovvero le attività agricole che comportano gradi di rischi bassi. Inoltre non si è tenuto conto che il settore agricolo nella sua interessa ha raggiunto risultati positivi in termini di prevenzione negli ultimi 10 anni, con una riduzione del 40% degli infortuni, a testimonianza del percorso positivo intrapreso sulla sicurezza e salute dei lavoratori. (M. M.) INCENDI Combustione sul campo dei residui vegetali La condotta della combustione illecita dei rifiuti, prima della Legge 6/14 era considerata nel nostro ordinamento nell’ambito più generale dell’attività di smaltimento illecito di rifiuti. Con la nuova legge è stato introdotto specificatamente il reato pena46| MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

A M B I E N T E

le relativo alla combustione illecita dei rifiuti abbandonati che si applica “al soggetto che appicca il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate”, eccezion fatta per la combustione illecita di rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali, per la quale si applica una sanzione amministrativa pecuniaria (da trecento euro a tremila euro, con l’aumento al doppio se l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi). Il problema relativo alla combustione sul campo dei residui vegetali derivanti da attività agricole e forestali, fino ad ora tenuto sotto controllo a livello regionale e comunale (in quanto in determinati contesti è stata considerata una utile pratica agronomica), si è riproposto in modo preoccupante in tutto il territorio nazionale. Numerose sono state le iniziative per ribadire la differenza sostanziale che sussiste tra la “combustione controllata sul campo di residui vegetali derivanti da attività agricole e forestali” (i cui materiali in partenza non sono considerati rifiuti), e la “combustione illecita di rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata”. Il dibatti-

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to che si è sviluppato sull’argomento ha portato a prevedere nel Ddl collegato ambientale alla Legge finanziaria 2014, in discussione alla Camera dei Deputati (AC 2093 Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali), una norma che consente, a determinate condizioni, la possibilità di effettuare la combustione controllata dei residui vegetali di origine agricola. (E. A.) TERRITORIO Efficienza energetica in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia Nell'ambito del Programma Operativo Interregionale (POI) Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico FESR 2007/13, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pubblicato il Bando a sportello per interventi di Efficienza Energetica, rivolto alle imprese delle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), per il finanziamento di programmi integrati d'investimento finalizzati alla riduzione ed alla razionalizzazione dell’uso dell'energia primaria utilizzata nei cicli di lavorazione e/o di erogazione dei servizi svolti all'interno di unità produttive esistenti. La domanda di finanziamento e la relativa documentazione, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 29 aprile 2014, attraverso un’apposita procedura informatica accessibile dalla sezione “Bando Efficienza Energetica” del sito del Ministero dello Svi-


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luppo Economico, www.mise.gov.it. Le risorse a disposizione ammontano a 100.000.000,00 di euro. Le imprese, per essere ammesse al bando, devono essere regolarmente costituite da almeno 2 anni e iscritte nel registro imprese in regime di contabilità ordinaria. Le imprese di servizi devono essere costituite sotto forma di società. (E.A.) Veneto, protocollo sulle biomasse Promuovere il corretto uso dei biocombustibili legnosi a scala domestica attraverso campagne informative; contenere l' impatto ambientale dovuto all' utilizzo delle biomasse, sostenendo l' uso di legna, pellet e biomasse agroforestali di qualità certificata e favorendo l' utilizzo di materie prime di origine locale, secondo processi produttivi che coniughino la sostenibilità ambientale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali. Sono questi alcuni degli obiettivi che si pone il Protocollo d' Intesa fra la Regione Veneto e l' Associazione Italiana Energie Agroforestali - AIEL, approvato in questi giorni dalla giunta veneta. L' accordo ha anche una declinazione sul tema energetico. Prevede infatti la promozione delle migliori tecnologie di conversione energetica in sostituzione dei vecchi e obsoleti generatori di calore, prendendo come riferimento i requisiti tecnico-ambientali del Conto Energia Termico e quindi sviluppando importanti e ancora poco conosciute opportunità offerte da questo nuovo sistema di incentivazione per l' efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. (M. M.)

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A G R I C O L T U R A R E S P O N S A B IL E

7° “Forum per il futuro dell’Agricoltura” a Bruxelles iunto alla sua 7 ° edizione, l’annuale “FoG rum for the Future of Agriculture” (FFA) è tornato a Bruxelles, martedì 1° aprile, confermandosi importante punto di incontro per i principali protagonisti dell’agricoltura mondiale. L’evento, organizzato da Syngenta in collaborazione con ELO (European Landowners Organization), era incentrato sul tema della sicurezza alimentare ed ambientale e sulla promozione dell'agricoltura sostenibile. Alla manifestazione hanno preso parte circa 1.500 partecipanti e una serie di relatori di altissimo profilo, tra cui Pascal Lamy, Direttore Generale WTO (2005-2013), Janez Potocnik, Commissario per l'Ambiente, Commissione europea, Oliver De Schutter, relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, e Karel De Gucht, Commissario Europeo al Commercio, Commissione europea, John Atkin, CEO di Syngenta e Robert Lewis Carlson, presidente dell'Organizzazione Mondiale degli agricoltori. In questa edizione, l’FFA è stato preceduto da un evento organizzato il 31 marzo da Syngenta che ha riunito i propri principali stakeholder, tra cui anche la delegazione italiana, per fornire loro un primo aggiornamento in merito al “The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura”, l’ambizioso piano da realizzare entro il 2020 con il proposito di guidare il radicale cambiamento della produttività agricola mondiale in

modo sostenibile. The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura” ha definito sei impegni che Syngenta intende assumere per incrementare la produttività delle colture senza usare più acqua, suolo o prodotti per l’agricoltura, per favorire lo sviluppo della biodiversità e preservare i terreni agricoli dal rischio di degrado, e per contribuire a migliorare la salute e la il benessere delle persone che lavorano in agricoltura e le comunità rurali. Tra le testimonianze scelte per fornire un esempio concreto di progetti volti al raggiungimento degli obiettivi presente un caso d’eccellenza italiana: “Grano Armando”, il contratto di filiera che permette di garantire grano di qualità 100% italiano a un marchio di pasta premium del pastificio De Matteis. Gabriella De Matteis, responsabile Comunicazione e Immagine dell’azienda, ha sottolineato come grazie all’incontro con l’esperienza e la tecnologia di Syngenta si sia riuscito in questi anni ad ottenere risultati di ottima qualità sia a livello di rese che di adesioni da parte degli agricoltori, che ad oggi sono quasi mille.


A T T U A L I TÀ P R O D O T T O

A difesa dell’ape tografia del comparto è emersa nel corso dell’Assemblea nazionale, svoltasi a Roma a Palazzo della Valle, della Federazione Apicoltori Italiani (Fai); la storica e più rappresentativa organizzazione nazionale degli apicoltori ha riconfermato, per acclamazione, Raffaele Cirone alla presidenza. La Federazione Apicoltori Italiani si è costituita nel 1953, la compagine sociale è diffusa capillarmente sul territorio nazionale ed è articolata, attualmente, in 18 regioni per un totale di 30 associazioni apistiche e circa 15.000 apicoltori singoli, con ampie percentuali di apiuello dell’apicoltura ita- coltori professioliana è un settore impor- nisti e imprenditante, da valorizzare. Con tori apistici. Rap1.500.000 alveari è al presenta l’apicolquarto posto nell'Unione tura in tutte le seEuropea. Nel nostro Pae- di istituzionali, itase si produce solo la metà del miele liane, europee, inconsumato, e quindi si è costretti a im- ternazionali: istiportarne ogni anno 150.000 quintali; tuti di ricerca, midi contro, le esportazioni di miele ma- nisteri competende in Italy sono in costante incremen- ti, Unione euroto e spuntano quotazioni ben più re- pea, Gruppo MieRaffaele Cirone munerative di quelle nostrane. La fo- le e Apicoltura del

La Fai è la storica e più rappresentativa organizzazione di settore. Riconfermato Raffaele Cirone alla presidenza

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Copa/Cogeca a Bruxelles, FAO, Codex Alimentarius, UNI/Gruppo Miele, Organizzazioni ambientaliste e dei consumatori. È “Associata Italia” dell’Apimondia, la Federazione Internazionale delle Associazioni di Apicoltori che organizza ogni due anni il Congresso mondiale degli Apicoltori. Raffaele Cirone, nella sua relazione assembleare, ha evidenziato come Fai sia «un’Organizzazione aperta al dialogo con tutte le componenti della filiera produttiva, capace di interpretare le attese degli apicoltori di piccola, media e grande dimensione aziendale, pronta a dare il proprio supporto a tutte le Istituzioni che si occupano di apicoltura. Ma anche un baluardo a difesa dell’ape italiana, un’area di confronto costruttivo e di stretta collaborazione con il mondo agricolo, un approdo per i giovani che, sempre più numerosi, ci chiedono di poter fare dell’allevamento delle api una vera impresa a indirizzo economico».Rinnovato anche il Consiglio Direttivo della Federazione, che è così composto: Guernier Giuseppe Alberto per il Piemonte, Diego Ghelfi per la Liguria, Massimiliano Fasoli per la Lombardia, Stefano Dal Colle per il Veneto, Wilhelm Überbacher per il Trentino Alto Adige, Sandro Baldo per il Friuli Venezia Giulia, Roberto Pinchetti per l’Emilia Romagna, Paolo Spiccalunto per il Lazio,Alessandra Ripari per le Marche, Giancarla Galli per l’Abruzzo, Domenico Franceschelli per il Molise, Francescantonio Cavalieri per la Campania, Francesco Artese per la Calabria, Silvestro Pinto per la Puglia e Vincenzo Stampa per la Sicilia. (M. M.)


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Elisabetta Tufarelli

A VARESE CON MARONI E GUIDI. LA RELAZIONE DI GERVASINI

Assemblea e talk show

“È questo il momento in cui i nostri associati si incontrano per parlare dello stato di salute della nostra agricoltura con le autorità istituzionali e politiche. La presenza del governatore Maroni e del nostro presidente, ci consente di capire prospettive e programmi per il futuro del settore”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Varese, Pasquale Gervasini, aprendo i lavori dell’assemblea annuale a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Roberto Maroni ed il presidente nazionale Mario Guidi. «Nella nostra provincia, in questi anni difficili, il settore ha sostanzialmente tenuto – ha osservato - ma questo è avvenuto a spese delle risorse personali dei singoli. Non possiamo semplicemente aspettare una ripresa che da sola non arriverà mai. La dignità che noi tutti mettiamo nel nostro lavoro deve essere ricambiata da un'amministrazione pubblica che deve considerarci per quello che facciamo», ha ricordato il presidente di Varese, che ha aggiunto: «Quel che facciamo non è importante solo per noi e per le nostre imprese: nessuno deve dimenticare che l'agricoltore produce alimenti, tutela il territorio, fornisce servizi per la collettività ». In occasione dell’assemblea, il talk-show, moderato dal giornalista Sebastiano Barisoni, vice diretto-

re di Radio 24, ha messo sotto la lente d’ingrandimento il modello di agricoltura a cui mirare. Vanno sostenuti i prodotti che provengono dal proprio territorio, oppure occorre investire nell’agricoltura attraverso politiche economiche orientate alla competitività, tese ad aumentare la produzione investendo nelle innovazioni? Secondo il presidente di Confagricoltura Varese, aver avuto 13 ministri in 20 anni e ben sette ministri dal 2008 ad oggi significa che, finora, l’agricoltura come impresa non è stata sostenuta. «Fuorviati dalla rappresentazione folcloristica e bucolica del settore agricolo, chi ci ha governato non ha capito che le aziende perdevano fatturato e poi chiudevano. Non possiamo stare fermi inseguendo modelli passati. Quella che oggi chiamiamo tradizione è l'innovazione che ieri veniva contestata dai nostalgici. Ma non vogliamo arrenderci. Nel 2050 la terra sar�� abitata da nove miliardi di persone, alle quali dovremo fornire il cibo producendo il 70% più di oggi, su una superficie che è in continuo calo e che si ridurrà di ben il 25%. La sfida è grande – conclude Gervasini e con Expo 2015 alle porte il compito degli imprenditori agricoli è più che mai quello di nutrire il pianeta”.

SARDEGNA SANNA PRESIDENTE

Luca Sanna, è il nuovo presidente regionale di Confagricoltura. Succede a Elisabetta Falchi, neo assessore regionale all'Agricoltura. «Dobbiamo restituire all'azienda agricola il rango di impresa - ha sottolineato e creare le condizioni per produrre reddito, occupazione e sviluppo. Tra le priorità un piano straordinario per contrastare l'emergenza epizoozie, che hanno messo in ginocchio le aziende».

LOMBARDIA ELETTO LASAGNA

Confagricoltura Lombardia ha eletto Matteo Lasagna alla presidenza regionale per il prossimo triennio. Lasagna, 40 anni, conduce con il padre Rodolfo un’azienda zootecnica ad indirizzo lattiero caseario. Ha subito incontrato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, per fare il punto sui temi cruciali del settore a partire dalla Pac, il Piano di sviluppo rurale e la direttiva nitrati. APRILE 2014 | MONDO AGRICOLO | 49


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

A SIENA CINUGHI DE’ PAZZI SUL LAVORO

CONFAGRI ABRUZZO CONTESTA RIPARTIZIONE AIUTI UE

«Escluse produzioni tipiche e tradizionali»

L'incontro senese: "Novità fiscali sul lavoro nel settore agricolo", aperto dal presidente Alessandro Cinughi de’ Pazzi, ha affrontato il tema delle assunzioni congiunte. Un unico dipendente potrà essere assunto ‘in condominio’ da più imprese, dividendo il monte orario tra più soggetti. Questo tipo di contratto, nato su istanza di Confagricoltura, si rivolge a più imprese, a parenti entro il terzo grado e ad imprese legate con contratto di rete.

A BENEVENTO FRANCO PEPE PRESIDENTE

Franco Pepe è il nuovo presidente provinciale di Confagricoltura Benevento. E’ affiancato da tre vicepresidenti: Antonio Casazza e Assuntina Farina, non ancora trentenni, e da Elia Nicola Fusco. “Sono legato sentimentalmente al mondo agricolo e moralmente alla Confagricoltura di Benevento, dove ho mosso i primi passi della mia professione – spiega Pepe-. Su tali premesse, ho avvertito forte l’esigenza da dare maggior voce agli operatori agricoli ”. 50| MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

Confagricoltura Abruzzo è contraria alla proposta di ripartizione delle risorse comunitarie destinate alle aziende agricole. «La proposta del ministero – ha affermato il presidente regionale Concezio Gasbarro - è una vera e propria provocazione, perché esclude la nostra regione dai pagamenti accoppiati per gli allevamenti ovicaprini, per il grano duro, per l'olio di oliva e la barbabietola da zucchero». L'associazione degli imprenditori agricoli non ritiene ci siano ragioni tecniche ed economiche per escludere l'Abruzzo da questi aiuti. Per Confagricoltura regionale la ripartizione operata dal ministero contrasta anche con le norme comunitarie che indicano una sostanziale convergenza degli aiuti tra le aziende agricole. “La proposta così come è stata formulata – ha sottolineato Gasbarro - mantiene inaccettabili privilegi che allargano sempre più le distanze tra la nostra economia rurale e quella degli altri territori del Paese. Le produ-

zioni escluse, infatti, sono tipiche e tradizionali, non sostenerle significa condannarle all'abbandono perché non più convenienti. Questa discriminazione, inoltre, recherebbe danni irreparabili a tre importanti settori dell'agroalimentare abruzzese: il grano duro, che ha consentito la nascita della filiera della pasta e che alimenta un significativo export nei mercati mondiali; la coltivazione dell'olivo, uno dei principali comConcezio Gasbarro parti produttivi, e l'allevamento delle pecore, veri e propri patrimoni della tradizione regionale che, oltre all'importanza economica delle produzioni, rappresentano il presidio sociale del nostro territorio di collina e di montagna». Il presidente di Confagricoltura Abruzzo chiede l'intervento dell'assessore regionale Mauro Febbo e ricorda anche l’assoluta necessità di recuperare risorse anche per il settore orticolo. Inoltre, la perdita degli aiuti alla barbabietola da zucchero determinerebbe l’immediata chiusura dello zuccherificio del Molise (l’unico rimasto nel centro sud Italia) con la conseguente sparizione di questa coltura dal territorio abruzzese. Confagricoltura Abruzzo confida nella ben sperimentata combattività dell’assessore regionale e nella sua capacità di trovare alleanze con le altre regioni penalizzate dalla proposta ministeriale, per recuperare così, come è stato fatto per il Psr, risorse importanti per gli agricoltori abruzzesi.


ELEZIONI AMMINISTRATIVE, AGRINSIEME FERRARA AI SINDACI

«I Comuni sono la cerniera tra territori e Regioni» In vista delle elezioni amministrative, Agrinsieme Ferrara ha realizzato un documento congiunto che ha sottoposto all’attenzione dei candidati sindaci della provincia, ricordando il loro ruolo di cerniera tra territori e Regioni; quindi ha tenuto un’assemblea con i vertici nazionali del coordinamento e il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro. Il presidente di Confagricoltura Ferrara (neo-cordinatore provinciale di Agrinsieme), Pier Carlo Scaramagli, ha sottolineato al coordinatore nazionale Mario Guidi, al presidente nazionale Cia, Dino Scanavino e al presidente nazionale di ACI/Alleanza Cooperative Italiane, Giorgio Mercuri, l’importante ruolo di cerniera esercitato dai Comu-

ni tra territori e Regioni. Per le scelte attuative sulla Pac è stata chiesta dal ministro una accelerazione fissando il termine ultimo al 15 maggio. “I tempi sono davvero molto stretti - ha messo in evidenza Scaramagli - e le decisioni da prendere sono importanti. E’ però necessario dare maggior valore ad un’agricoltura moderna, aiutando i settori strategici e puntare su filiere competitive e organizzate”. Si è parlato anche di spending review in agricoltura e dei suggerimenti richiesti dal governo; pensando ai tagli, è immediato il collegamento con la significativa riduzione della burocrazia e la soppressione di alcuni enti inutili.“Quando si parla di tagli – ha concluso Mario Guidi – bisogna però, per usare una metafora

Agrinsieme Ferrara, da sinistra: Boldrini (Cia), Scaramagli (Confagri), Crosara (Alleanza Coop)

molto chiara a chi lavora in agricoltura, fare una buona potatura, perché se si sbaglia a potare, si mina la competitività delle nostre imprese, ma se invece si fa una buona potatura si può efficacemente rinvigorire l’agricoltura”.


400 anni di crescita sostenibile 2014 ...

2012

2011

2002

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1913

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1615

La responsab responsabilità ilità sociale per Sumitomo Sumitom mo Chemical risiede nei principi del fondatore, Masatomo M 1615 perfettamente ilosoia Società. Consapevolezza Sumitomo, deiniti de einiti in dal 1 615 e perfet ta amente integrati nella ilos soia della S ocietà. Consa pevolezza responsabilità trasferito divisione agricoltura e responsabil ità cche he abbiamo trasferit to nella di visione agrico oltura con l’impegno di soddisfare s rispetto esigenze il crescente fabbisogno alimentare dell’umanità nel rispet tto delle esigenz e dell’ambiente. dell’a ambiente. La creati vità nella ricerca cchimica, himica, il confronto con i protago onisti della iliera agroalimentare, agroallimentare, creatività protagonisti sviluppo prodotti Oggii come il costante t t svi iluppo l di servizi i i e prodot d tti t iinnovativi innovati tivii ne sono lla prova prrova più iù evidente. id t O co ome ieri i ie domani. 400 parte dello come domani i. Sumitomo Chemical, da a 40 0 anni dalla par te del llo sviluppo sostenibile.

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Young generation protagonista dell’Esposizione universale IL TAVOLO DEI GIOVANI IMPRENDITORI CON I VERTICI DI EXPO 2 0 1 5

I

l Tavolo dei giovani imprenditori con i vertici di Expo 2015 tema su cui è incentrata –“Nutrire il Pianeta.Energia per la vita”ed i rappresentanti dei ministeri delle Politiche agricole del- vuole includere tutto ciò che riguarda l’alimentazione. “Oltre il l’Istruzione e dello Sviluppo economico, si è riunito con l’o- 17% del Pil italiano viene dal settore agroalimentare – ha ricorbiettivo di aggregare le nuove generazioni del mondo datoriale. dato il presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele MaioCertamente si vuole rendere la“young generation”protagonista rano – e attraverso questa nostra collaborazione intendiamo codell’Esposizione universale. Il messaggio è: i giovani non solo struire un sistema di rete tra le nostre associazioni capace di far ‘una questione’ ma possono rappresentare una forza ed una ri- ancora crescere questa percentuale. Mostreremo, ai 20 milioni sorsa importanti per l’Italia.Così i dirigenti delle rappresentanze di visitatori attesi all’Expo, le eccellenze che noi giovani imdei giovani imprenditori dei settori economici portanti dell’e- prenditori realizziamo nell’ambito dell’agroalimentare e dell’aconomia nazionale - Confagricoltura, Cia, Confartigianato, Cna, gronetwork in generale”. È un’occasione per valorizzare le ecConfcooperative, Federalimentare, Confapi, Confcommercio, cellenze produttive italiane sul piano della qualità e della sicuLega Coop, Unimed, Ceja (Consiglio europeo dei giovani agri- rezza alimentare, delle innovazioni nella filiera e nella ricerca agro-alimentare e delle biodicoltori) ed Università MediterI L C O M M E N T O versità. I giovani imprenditori ranea, insieme, hanno messo hanno voglia di mostrare al le basi di una collaborazione Con Expo abbiamo una grande mondo creatività, ambizione, destinata a realizzare un evenoccasione e come giovani passione e determinazione. to di spessore e qualità all’inimprenditori l’abbiamo colta. Siamo stati capaci di aggregarci. Il “Siamo professionisti nei noterno della prossima Expo e di nostro obiettivo è quello di fare stri settori, sappiamo innovarcontribuire a fare da trampolisistema e mettere in rete capacità ci e rischiare, per crescere e no di lancio alle eccellenze del progettuali e competenze fra far crescere con noi il nostro “made in Italy”.Expo 2015 imprese, mettendo in comune le Paese. Abbiamo voglia di fare sarà uno straordinario evento conoscenze legate all’alimentazione ed alla sicurezza – conclude Maiorano - e siauniversale che darà visibilità alimentare. Certamente non intendiamo rinunciare alla mo convinti, con la collaboraalla tradizione e all’ innovazionostra identità ed alla nostra storia, anzi vogliamo “fare zione delle istituzioni coinvolne nel settore dell’alimentasistema”. Nessuno di noi rinuncerà alle proprie iniziative, che te, che il nostro entusiasmo zione, raccogliendo temativerranno realizzare comunque autonomamente, ma le sarà contagioso;un vero e proche già sviluppate dalle prececoordineremo reciprocamente, creando così un vero e prio acceleratore di conodenti edizioni di questa maniproprio effetto moltiplicatore. Il nostro obiettivo è quello di scenze e di operatività,capace festazione e riproponendole dare un segnale forte di unione, di capacità di organizzarci di invertire trend negativi, alla luce dei nuovi scenari glocome agronetwork per mostrare al mondo la via italiana mettendo in luce le diverse bali al centro dei quali c’è il tedell’eccellenza produttiva sul piano della qualità e della professionalità. L’Expo, per ma del diritto per tutti ad un’asicurezza alimentare, delle innovazioni nella filiera e nella tutti noi, sarà al tempo stesso limentazione sana,sicura e sufricerca agro-alimentare, delle biodiversità. una sfida da vincere e un punficiente. L’Expo del 2015 riveRaffaele Maiorano to di partenza per creare un ste un’importanza davvero Presidente Nazionale Anga network concreto”. speciale per il Paese perché il E.T. APRILE 2014 | MONDO AGRICOLO |53


NUOVE OPPORTUNITÀ

GRANDE SUCCESSO DELLA KERMESSE DI ANGA LIGURIA

Seminari per diventare agricoltori

L’eccellenza floricola a “Floranga 2014”

Il ministero delle Politiche agricole, in collaborazione con Ismea e Regioni presenta un programma di seminari itineranti informativi sulle nuove opportunità per l’imprenditoria agricola rivolti agli operatori del settore (agricoltori, tecnici e a tutti coloro interessati a intraprendere un’attività nel primario). L’agricoltura costituisce una delle più antiche e fondamentali attività umane che sta percorrendo la strada della specializzazione e della competitività, sia per la ricerca di una migliore qualità della vita, sia per soddisfare le sempre più sofisticate esigenze dei consumatori. Insomma, non più un “piccolo mondo antico” dentro un continente economico sempre più veloce e frenetico, ma un settore moderno ed efficiente con un valore aggiunto in crescita. Nel 2013 – in piena crisi - il primario ha segnato il +0,3% rispetto al 2012, mentre l'industria ha ceduto il 3,8% ed i servizi lo 0,9%. Per info e aggiornamenti sui prossimi seminari: rivolgersi al numero verde 800.943242 oppure consultare il sito www.imprenditorialitagiovanileinagricoltura.it. (G. C.) 54 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

Grande successo, al Palafiori di Sanremo di Floranga, la manifestazione floricola organizzata dai Giovani di Confagricoltura Liguria. “L’entusiasmo e l’impegno profuso ci ha permesso, con l’edizione di quest’anno – ha osservato Roberto Fiumara, presidente Anga Liguria –di raggiungere numeri importanti: 1 3 0 produttori hanno esposto più di 2 0 0 prodotti in 1 0 0 0 metri quadrati di superficie”. Sono stati due giorni intensi in cui le eccellenze della floricoltura del nostro Ponente ligure, da sempre vanto indiscusso dell'intera regione, hanno potuto mettersi in mostra e farsi apprezzare”. Lo ha osservato Emanuele Sismondini, presidente provinciale dei Giovani di Confagricoltura Imperia, dopo aver sottolineato le numerose novità che hanno contraddistinto questa edizione. Alla manifestazione, che ha registrato migliaia di visitatori, hanno partecipato il presidente della Regione Claudio Burlando, gli assessori regionali Giovanni Barbagallo e Gabriele Cascino, e l’assessore provinciale alla floricoltura Gianni Berrino. Ha sottolineato il presidente nazionale dell’Anga, Raffaele Maiorano intervenendo alla manifestazione: “Il settore floricolo è vanto indiscusso non

solo della regione Liguria, ma dell’Italia intera. I ragazzi di Anga Liguria sono stati molto bravi nell’organizzazione dell’evento, che merita in pieno il successo ottenuto per essere riusciti ad organizzare tante attività capaci di intrattenere tutti, grandi e piccoli”. Mentre i bambini venivano coinvolti in diverse attività a partire dalle fattorie didattiche, gli adulti riuscivano ad ammirare e a gustare con calma l'esplosione di colori, di profumi e di varietà. Tre concorsi si sono svolti durante la due giorni. Il premio decorazione floreale dal tema “Sanremo è … eventi, luoghi, simboli della città dei fiori” è andato a Giuliana Maiano, ed il premio speciale Anga per la scelta dei materiali a Carmela D’Agostino. Durante la mostra sono state anche proiettate fotografie scattate dai partecipanti al concorso online “Carpe Photom”, vinto da Claudio Andrella. Una giuria - composta dai membri dell’ANCEF (Associazione Nazionale Commercianti Esportatori Fiori) - si è occupata della valutazione tecnica delle produzioni in esposizione ed ha premiato Stefano Maritano per le fronde, Domenico Gagliardo per i fiori recisi e i Fratelli Albani per le piante in vaso fiorite. (Giulia Callini)


STRATEGIE DI COMUNICAZIONE ED E-COMMERCE

#Agritaly: i giovani vendono in rete La comunicazione è diventata a 360°per un’associazione e ancor più per le imprese. Il rinnovamento generazionale del settore passa attraverso una modernizzazione, anche in senso digitale dell’impresa. Non è un caso che le giovani imprese agricole italiane siano innovative, fondate sulla formazione, dotate di strumentazioni avanzate e dinamiche su social, piattaforme e e-commerce. In questo senso vanno le più recenti iniziative dei giovani di Confagricoltura che hanno unito food e Internet. In evidenza la collaborazione con Google per promuovere il made in Italy, offrendo opportunità formative agli imprenditori che desiderano di-

gitalizzare le proprie aziende. Con i nuovi mezzi comunicativi l’approccio deve essere sempre più circolare

e comprendere le strategie di comunicazione dei prodotti e del territorio. Insieme a Tbnet, media agency che mette in rete 18 blogger italiani tra i più influenti, l’Anga ha studiato il pacchetto esclusivo #Agritaly, , che consente alle aziende associate di aprire le porte delle loro unicità enogastronomiche e territoriali alla rete a prezzi molto vantaggiosi. Per completare l’offerta non poteva mancare l’ e-commerce dedicato alle eccellenze dell’enogastronomia. ‘Food made in’ è il progetto dei giovani di Confagricoltura che colma questo vuoto offrendo una piattaforma di commercializzazione dedicata. (G. C.)


OVER 60

di E lisabetta Tufarelli

Il 5 per mille Irpef a “Senior-L'età della saggezza” Aiutare gli anziani in difficoltà serve molto e non costa nulla. Al momento della dichiarazione dei redditi, è possibile devolvere il 5 per mille Irpef a favore di «Senior-L’età della saggezza», la Onlus costituita in seno a Confagricoltura, su iniziativa del Sindacato nazionale Pensionati. L’obiettivo di Confagricoltura e del suo Sindacato pensionati è contribuire a colmare una lacuna del sistema assistenziale italiano, aiu-

tando chi non è più giovane e ha bisogno di aiuto. «Senior-L’età della saggezza» svolge la sua attività nei campi dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, della tutela dei diritti civili, con particolare attenzione alle persone anziane che operano in agricoltura, vivono nelle zone rurali e sono interessate alla salvaguardia delle tradizioni del mondo agricolo. Puoi sostenere l’Onlus di Confagricoltura e farlo gratis, semplicemente inserendo il codice fiscale 97450610585 nell’apposito

spazio del modello della dichiarazione dei redditi del 730 o dell’Unico 2014, presso il tuo CAAF “Confagricoltura Pensionati”. Scegliendo di devolvere il cinque per mille all’organizzazione non a fine di lucro di Confagricoltura si contribuirà a realizzare programmi di assistenza e sostegno agli agricoltori anziani che, dopo una vita di lavoro, desiderano rimanere nel proprio territorio d'origine e, in particolare, si aiuterà a sostenere coloro che hanno bisogno di assistenza specifica.

COME VIVERE BENE E A LUNGO

PER MIGLIORARE la qualità della vita è necessario giocare d'anticipo. Questo il consiglio dell'Organizzazione mondiale della sanità, che sottolinea i diversi fattori di rischio. Al primo posto sono le cadute e gli infortuni, poi lo sviluppo di malattie croniche; la povertà; l'isolamento e l'esclusione sociale; i disturbi di salute mentale; i maltrattamenti. L’Oms sottolinea come isolamento ed esclusione sociale siano importanti fattori di rischio di malattia nella terza età, perché influiscono su diversi aspetti della salute, tra cui il benessere mentale, la disidratazione e la malnutrizione. E le donne sono più a rischio degli uomini. La depressione, infine, è ancora poco diagnosticata. 5 6 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

Essere attivi e avere uno stile di vita sano può essere determinante per vivere bene e a lungo. Secondo uno studio svedese del Karolinska Institute, condotto su 1800 persone di oltre 75 anni e pubblicato sul British medical journal, gli uomini arrivano a guadagnare sei anni di vita in più, e le donne cinque. Il messaggio dei ricercatori è chiaro: adottare uno stile di vita ed abitudini corrette aiuta a guadagnare anni di vita, così come praticare attività come nuoto, ginnastica o semplicemente camminare. Anche per smettere di fumare non è mai troppo tardi. Lo studio afferma che essere sedentari, sovrappeso, fumare o bere molto alcol accorcia l’aspettativa di vita. E, addirittura, condurre una vita attiva e adottare buone abitudini producono i loro effetti anche a 85 anni, allungando la vita di 4 anni. Anche una vita sociale ricca porta i suoi frutti, regalando un anno e mezzo in più.


La fuga dei pensionati all’estero

Continua la fuga dei pensionati all’estero. Non solo ‘giovani cervelli’, ma tanti ‘over 60’ hanno scelto mete più o meno esotiche, dove far fruttare le pensioni sotto i mille euro. Ma chi è più ricco dove va? Tra i “paradisi fiscali” ce ne è uno a portata di mano, la Repubblica di Cipro, ovvero la parte greca dell'isola. Non sono tanti gli italiani che possono godere di pensioni alte (sopra i

5.000 euro) e un centinaio di questi ha scelto Cipro. Certamente perché è in Europa ed è facilmente raggiungibile attraverso i due aeroporti internazionali, uno a Larnaca e uno a Paphos. L’isola vanta, inoltre, temperature miti d’inverno, che non scendono mai al di sotto dei 10 gradi, una sanità ad alto livello e spiagge con numerose "bandiere blu". Pur avendo adottato l’euro, Cipro non solo ha la corporate

AT TENZIONE all’udito, non sentire rimpicciolisce il cervello. A rivelarlo è uno studio condotto in collaborazione dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora e del National Institute on Aging, che ha fatto chiarezza sull'argomento, dimostrando che l'atrofia cerebrale è una conseguenza più che la causa della perdita delle capacità uditive. Per questo motivo è molto importante fare attenzione ai problemi d'udito sin dal loro esordio.

INTERNAUTI OVER Gli anziani di oggi sono sempre più numerosi, ma anche sempre più dinamici e attivi. Lo dimostra la loro voglia di scoprire e cimentarsi sul web. Il problema che affligge la maggior parte chi non è più giovane è la solitudine. Per combatterla, però, c’è internet, che permette di alimentare contatti interpersonali, scambiarsi opinioni, fare ricerche e mantenersi sempre in contatto e sentirsi vicini a figli e nipoti che sono lontani. Cresce il numero di internauti over, pronti a cimentarsi con il web; è possibile interloquire con la pubblica amministrazione e acquistare beni e servizi. Per chi non è più giovane, pc, smartphone e tablet permettono di partecipare al mondo che si evolve. tax più bassa dell'Unione europea (10%), ma fornisce un trattamento a cinque stelle ai pensionati, tassando con appena il 5% i redditi da pensione provenienti dall'estero superiori a 3.420 euro, mentre sotto questo importo gli assegni previdenziali non vengono affatto tassati. In pratica un pensionato italiano fino al 2016 pagherà un'aliquota massima dell'8,5% (non si sa però se l’aliquota tra il 2,5% e il 3,5% per rafforzare le finanze pubbliche dell'isola dopo la quasi bancarotta dell'anno scorso continuerà o meno), contro quella italiana molto più alta. E il costo della vita? Pare ragionevole, senza dubbio molto più contenuto di quello delle nostre grandi città. Per chi sta accarezzando l’idea di trasferirsi, un solo ‘warning’: proprio dopo la crisi finanziaria dell’anno scorso, attenzione a depositare cifre alte e fatevi ben consigliare prima di acquistare una casa: forse meglio l’affitto. APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |5 7


FORMAZIONE di Veronica Mazzanti

PROGETTO ENAPRA-PERONI

50 agricoltori a scuola di birra

I partecipanti al corso di formazione

L’agricoltura di qualità garantisce prodotti sani e gustosi, produce ricchezza e alimenta l’imprenditorialità sul territorio. L’Ente Nazionale di Formazione di Confagricoltura (Enapra), per promuovere qualità e innovazione della filiera produttiva italiana, con il contributo del Fondo Paritetico Interprofessionale nazionale per la formazione continua in Agricoltura, ha organizzato la seconda edizione del corso “Birra Peroni per l’agricoltura”’. Un percorso formativo sui temi Gestione dell’Impresa Agricola e Sostenibilità in Agricoltura rivolto a 50 agricoltori italiani della catena di fornitura di orzo e di mais per la produzione di questa birra. L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione diretta tra i comparti rurale e industriale. Per la produzione della sua birra, la Peroni ha bisogno di circa 50 mila tonnellate di orzo all’anno (equivalenti ad una superficie seminata di 16.880 ettari e circa 1.600 agricoltori impiegati) che hanno un valore d’acquisto di oltre 11 milioni di euro. Il malto 100% italiano, proveniente da orzo selezionato in varietà specifiche, controllato nel contenuto di proteine ed 5 8 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

enzimi e nella capacità germinativa, è da oltre 160 anni il fiore all’occhiello tra le materie prime naturali che contribuiscono a rendere unico il gusto delle birre Peroni. E’ proprio il mais “nostrano” l’ingrediente d’oro della Nastro Azzurro e il frutto di uno specifico progetto di ricerca con l’Istituto di Cerealicoltura di Bergamo. «Crediamo fortemente nelle potenzialità e nella forza del settore agricolo – ha detto Federico Sannella, direttore delle Relazioni esterne di Birra Peroni – e nel suo ruolo strategico per rilanciare l’economia italiana. Questo è uno degli importanti progetti che mettiamo in campo per lo sviluppo e il supporto all’imprenditorialità della nostra filiera - continua Sannella -. Quest’anno in aula ci saranno anche le giovani generazioni dei nostri colti-

vatori “storici”; tra i partecipanti ben 39 hanno meno di 45 anni e dieci sono donne. La nostra azienda è da sempre impegnata a utilizzare materie prime di ottima qualità e a fornire a tutta la sua filiera strumenti, tecnologie e know-how appropriati, per mantenere altissimi standard qualitativi». Tra gli argomenti la normativa sulla tassazione, l’accesso ai fondi pubblici e privati, la sostenibilità in agricoltura (efficienza energetica, energie rinnovabili, legislazione ambientale, risparmio idrico), la gestione sostenibile delle imprese con la presentazione di modelli innovativi. «E’ fondamentale - ha sottolineato il presidente Mario Guidi - riuscire ad applicare in pieno il concetto di filiera, che significa produrre con finalità specifiche, in coerenza con i bisogni dell'industria e in una logica di moltiplicazione del valore. Gli agricoltori sono ancora la parte debole e scontano insufficienti potere contrattuale e riconoscibilità. Iniziative come questa con la Peroni sono importanti perché rappresentano il primo fondamentale passo per ‘saldare’ il campo alla tavola. Il futuro va sempre più verso la rete e l’interprofessione, capaci di valorizzare una filiera che congiunge armonicamente, nella catena del valore, produzione, trasformazione e vendita». Proprio grazie a questo progetto 50 agricoltori di orzo e mais, riporteranno le tecniche apprese in nove regioni d’Italia: Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Veneto, Lombardia, Toscana, Molise e Marche, per un’area complessiva di 5.657 ettari di terra (più del 10% della terra coltivata ad orzo per la Peroni).


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Finalmente vertici rosa nelle grandi aziende pubbliche

Patrizia Grieco

Con le nomine delle grandi aziende pubbliche il governo ha dato il via ad «una rivoluzione culturale» pro donne. Il sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio ha parlato di «Una sostanziale parità di genere per colmare un ritardo dell`Italia che è di almeno 30 anni». Così, nelle grandi aziende pubbliche (Enel, Eni, Finmeccanica, Terna e Poste) è passato un tornado rosa, Luisa Todini è diventata presidente delle Poste, Emma Marcegaglia dell'Eni, Patrizia Grieco dell'Enel.E’ un primo, importante passo. Nell’agricoltura dell’Ue ben il 42% di chi lavora nel settore è donna, ma solo un’impresa su cinque ha

una conduttrice e in Germania addirittura soltanto l’8% delle aziende, secondo l’Ufficio statistico federale, ha una gestione femminile. L’organizzazione mondiale degli agricoltori, in occasione dell’anno europeo dell’agricoltura familiare, ha raccomandato che si riconosca in tutto il mondo il contributo insostituibile offerto al settore dalle donne e istituito una Commissione Permanente per le donne in agricoltura. “Al di là di tante belle parole – ha commentato il presidente di Confagricoltura Donna, Marina Di Muzio – c’è ancora tanto da fare. Se l’agricoltura tedesca, come dimostrano le statistiche è prevalentemente in mano maschile, anche in Italia la strada da percorrere è lunga. E’ anche questione di dare visibilità e serve un’azione organizzativa e sindacale forte. Aggregare sempre più imprenditrici in Confagricoltura Donna permetterà di rendere e il loro lavoro più conosciuto, mostrando i successi raggiunti dalle aziende rosa, per far conoscere l’importante contributo fornito delle donne allo sviluppo dei nostri territori”.

LE IMPRENDITRICI di Confagricoltura Emilia Romagna sono 3.658. “Ma oltre al dato statistico, va sottolineata la capacità di noi donne nel leggere i cambiamenti economici e sociali – osserva Marina Di Muzio adattando l’attività d’impresa ed ottenendo buoni risultati”. E’ grande l’attenzione all’impresa sostenibile. Paola Pedroni, che gestisce una tra le strutture agrituristiche più “green” d’Italia, è sostenitrice del turismo lento: "Il potenziale di questo mercato, di cui il cicloturismo è una espressione, è sicuramente il più affine all'agriturismo. Tappa per sostare a degustare le nostre miniere eno-gastronomiche o godersi il paesaggio e la tranquillità della campagna”. Susanna Diamanti, imprenditrice di prima generazione e titolare di un'azienda agricola che produce vino, olio, ciliegie (primizie) e grano ha scommesso sul tutto bio:”Faccio il Pignoletto con il metodo classico biologico e punto molto sull’estero, prevalentemente Germania e Giappone. La mia frutta viene venduta nei supermercati bio”.

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PROGETTO RETE Quali sono le reali potenzialità che offrono le reti d’imprese? Confagricoltura Donna ha organizzato un progetto per permettere alle imprenditrici di approfondire la conoscenza sulle reti di impresa. Il piano, sviluppato d’intesa con l’Agriturist, prevede un ciclo di seminari, di mezza giornata ciascuno, a cui le associate potranno partecipare gratuitamente. Le riunioni si terranno in quattro sedi: il 6 maggio a Padova, il 20 maggio a Bologna, il 5 giugno a Torino e il 10 giugno in Sicilia.. DONNE & RISO

Natalia Bobba

È Natalia Bobba imprenditrice risicola, titolare di una azienda agricola a Pernasca di Vinzaglio (Novara) la nuova presidente dell’Associazione “Donne & Riso”. “Mi piace molto – ha detto paragonare ‘Donne & Riso’ ad un puzzle nel quale ognuna di noi rappresenta un tassello con la propria personalità e la predisposizione a dare qualcosa. Expo 2015 è una grande opportunità e noi ci saremo grazie a Confagricoltura”. Il nuovo consiglio direttivo è formato da: Margherita Perinotti e Maria Teresa Melchior (vicepresidenti), Federica Busso, Maria Grazia Calzoni Goio, Marilena Gabutti, Renata Ghislieri, Maddalena Francese, Marilena Mezza, Paola Picco, Paoletta Picco, Maria Vittoria Serazzi, Licia Vandone, Vittorina Vercellotti.


VINO di Gabriella Bechi

MITHAS, IL ”SUPERVALPOLICELLA” DI CORTE SANT’ALDA

La filosofia di Marinella Camerani in una bottiglia In cantina il vino nasce, non si fa. La sua qualità, le sue caratteristiche, sono il frutto di piccole scelte quotidiane. Da quando si prepara il terreno, per l’impianto delle barbatelle, al momento dell’imbottigliamento, nulla deve essere affidato al caso o eccessivamente pianificato. È questa la filosofia di Marinella Camerani, produttrice di vino della Valpolicella. Ragioniera convertita all’agricoltura, Camerani inizia da zero il lavoro nell’azienda di famiglia, Corte Sant’Alda. La riconversione dei vigneti parte nel 1986 con il primo guyot, vigneto Macie, dalle misure forse un po’ stravaganti 90x2,60, un buon compromesso con la pergola, che viene estirpata definitivamente nel 2003. “Sono convinta – dice la signora Camerani – che la vite deve essere accompagnata in un percorso naturale, assecondandola, senza mai creare strappi o tensioni. Gli interventi agronomici devono essere solo di affiancamento. I trattamenti finalizzati più a rimuovere le cause che a combattere gli effetti e, se veramente necessari, devono essere fatti con prodotti naturali. La qualità di un’uva sta nella peculiarità con cui la pianta è riuscita a mettere a frutto i propri talenti per superare le difficoltà di un suolo poco fertile, di un’acqua centellinata o di temperature poco accomodanti. In tutto questo l’uomo ha il compito di tutelarla, avendone cura, senza però viziarla, cercando di rispettare il più possibile gli equilibri naturali”. Oggi ogni vino di Corte Sant’Alda 62| MONDO AGRICOLO | APRILE 2014

proviene da un particolare vigneto che, per la sua posizione, la varietà delle uve, l’età e il tipo di allevamento, è stato nel tempo preferito proprio per produrre quel vino, permettendo di raggiungere una indiscussa e ben delineata qualità. Tutte le uve possiedono la certificazione biologica e Demeter. Vengono raccolte a mano nel momento ottimale di maturazione costringendo a diversi passaggi nei vigneti. Le fermentazioni partono spontaneamente (lieviti indigeni) in tini troncoconici di rovere da 40 hl, dove le temperature sono solo parzialmente controllate. Alla fine di questa fase che generalmente dura 15 giorni (oltre un mese nel caso dell’Amarone), tutti i vini (fatta eccezione per il Soave), prima di essere

imbottigliati, vengono affinati in legni di diversa essenza, capacità ed età, per un periodo che varia da 6 mesi ai 4 anni. Nella vasta gamma aziendale (Soave, Valpolicella Ca’ Fiui, Valpolicella Superiore Campi Magri, Amarone della Valpolicella e Recioto), spicca per originalità il Valpolicella Superiore Mithas. Pochissime bottiglie, solo nelle buone annate, per quello che Camerani definisce il suo “SuperValpolicella”. Una vera scommessa sulla qualità in un momento in cui questo vino era praticamente sinonimo di quantità/prezzo. Il Mihas nasce da uve dei vigneti denominati “Macie”, nella parte nord ovest dell’azienda, totalmente esposti al sole ad un’altezza di circa 350 metri sul livello del mare. Terreni sassosi, calcarei e poco profondi in cui le vigne, in prevalenza Corvina e Corvina Grossa, portano a piena maturazione un frutto di grande individualità, concentrazione e ricchezza. La vendemmia avviene sempre a fine ottobre con uve ben mature e quando le escursioni termiche autunnali permettono alla fermentazione spontanea di prolungarsi oltre 20 giorni. Dopo due anni di affinamento e riposo in carati da 5 hl, mai totalmente nuovi, il vino viene imbottigliato. Lo caratterizzano note minerali, accompagnate da spezie e dal pepe, con un finale sottile, rigoroso, molto lungo.


TROIANI E COZZA DE L’OSTERIA AL BORGO

Tradizione veronese e creatività Durante il Vinitaly, tra le feste e le cene organizzate dai produttori, c’è un posto dove, stanchi della lunga e faticosa giornata alle spalle, si può decidere alla sera di rilassarsi davanti ad un buon piatto e un ottimo bicchiere di vino e trascorrere una serata in tranquillità, lontano dal frastuono del centro.“L’Osteria Al Borgo” è in una zona residenziale, vicino alla stadio ( e questa è stata anche un po’ la scommessa dei due proprietari Riccardo Troiani e Riccardo Cozza), maquesto non le impedisce di essere molto conosciuta e apprezzata dai veronesi che la conoscono come un luogo gioviale dove ritrovarsi per gustare appieno il sapore di piatti e vini ricercati pur mantenendo viva la tradizione e la rusticità tipica. Ma non solo. Durante il Vinitaly vi trovi ogni sera produttori, critici enogastronomici, giornalisti, sommelier, buyer da ogni parte del mondo. “Osteria al Borgo, molto più che vino e gastronomia”. E’ questo lo slogan coniato dai due proprietari, la cui simpatia e accoglienza sono il biglietto da visita del ristorante, ma quando i piatti arrivano in tavola, la succulenta e prelibata cucina mette in secondo piano il resto. Nel 2008, Riccardo Troiani, con una lunga esperienza di cucina alle spalle (ha lavorato alla Bottega del Vino, al Tre Corone a all’Hotel Due Torri di Verona e al ristorante Zafferano a Londra) e Riccardo Cozza, proveniente da una storica famiglia di

Banoffee pie. L’Inghilterra è rimasta nel cuore di Riccardo Troiani, che ogni tanto mette in carta il vero Stufato inglese, il risotto alla Guinness e organizza apertivi con Fish and Chips. Serate a tema a base anche di frattaglie, molto apprezzate dai veronesi, o più raffinate, come quelle con vari tipi di ostriche o Maiale e Champagne. All’ Osteria al Borgo si può andare anche per una piatto di salumi o di prosciutto (Montagnana, Sauris, San Daniele, Cinta Senese, Patanegra) o di formaggi (italiani e francesi), o anche solo per bere un bicchiere di vino. La carta offre ai clienti un’ampia selezione di vini pregiati del territorio e non, di Champagne e di grappe.

ristoratori, iniziano l’avventura. Il concetto è la semplicità dell’osteria, che si ritrova nell’atmosfera e nell’arredamento, unita all’eleganza della grande cucina. Altissima qualità delle materie prime, ricercata presentazione dei piatti, ricca e selezionata carta dei vini, incluso un vasto assortimento di liquori, servizio accurato. Il menu si rifà alla tradizione veronese con un pizzico di creatività molto apprezzato dai Pastissada de caval con polenta fresca clienti. Si va dai classici Risotto all’amarone o agli In abbinamento al asparagi bianchi di MamMithas di Corte brotta, Tortelli di Valeggio, Sant’Alda Riccardo Baccalà alla vicentina o Troiani propone la mantecato con polenta, Pastissada de caval Pastissada di caval, ai più con polenta fresca, raffinati Flan di radicchio squisito piatto della tardivo con crema di Montradizione veronese, te Veronese, Fagottino di le cui origini sono zucchine e Chorizo, Conistoriche. Pare che, glio ripieno alle erbette e quando Teodorico sconfisse la scarola brasata. Dessert cavalleria di Odoacre, regalò ai Veronesi tutti i ispirati alla tradizione, cavalli abbattuti durante il combattimento; dono come il Tiramisu e la Torta indubbiamente gradito ma che creò la necessità di mele, ma anche alla di utilizzare tutta la carne. pasticcera anglosassone come il Cheese cake e il APRILE 2014| MONDO AGRICOLO |63


BUONO A SAPERSI...

“CI SALVERANNO GLI CHEF” A CURA DI MONETI E PANTINI

Il cibo 2.0 punta su cuochi e blogger

A

ttenti a quei due, Alessandra Moneti e Denis Pantini. Lei è una giornalista dell’Ansa, specializzata in tematiche agroalimentari ed enogastronomiche;lui è un economista, attento conoscitore del settore alimentare , visto dall’osservatorio Nomisma. Lei è un’ acuta analista di tendenze, lui si muove a suo agio tra numeri, tabelle e statistiche. La giornalista e l’economista hanno scritto a quattro mani un libro particolare “Ci salveranno gli chef ” (Agra Editrice, 136 pp., 15 euro) che unisce costume e approfondimento economico. Un testo originale e godibile per approfondire a tutto tondo, come dice il sottotitolo «il contributo della cucina italiana alla crescita del sistema agroalimentare». In copertina subito una citazione dissacrante di James Joyce: «Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi». Il settore agroalimentare, dunque, è visto dalla cucina, dagli addetti ai fornelli che, nei tempi attuali, sono diventati figure popolari, anche televisivamente parlando; e che sono visti anche – perché no? – ambasciatori del made in Italy nel mondo, di alimenti e piatti che sono vessilli, apprezzati ed amati. Ma non sono solo i cuochi che sono cambiati ma tutto l’approccio alla materia culinaria. Le ricette – si legge nel saggio di Moneti e Pantini – non sono più cosa da casalinghe disperate o placide Nonna Papera, ma materia di lavoro e contaminazione tra blogger, YouTube, e programmi tivù. L’effetto rassicurante dei ricettari vintage, con le regole imprescindibili per montare un album ed il “Talismano della Felicità” di Ada Boni ancora in auge nelle

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liste di nozze, si alterna a best seller che propongono punk food, cibo senza cibi (no meat, no milk, ogm free, no aglio, no sugar, no canditi), e con forme di minimalismo estremo, dove mangiare V. sta per la dieta vegana. E il tartufo non è più un tabù nei ritrovi delle nuove generazioni, perché può mettere i vestiti della festa nelle eccellenti proposte dello chef Enrico Crippa, ma anche presentarsi in jeans, cioè come ghiottoneria street food. Tutto, insomma, è sdoganato. Interessante l’analisi sul fenomeno dei foodblog, «un’evoluzione in senso 2.0 del ricettario della nonna». Oggi l’85% dei foodblogger è donna; però ora gli uomini si stanno avvicinando a questo mondo e quando lo fanno, spesso diventano subito esperti. Nel libro, in realtà, non si parla solo degli chef e della “cucina raccontata” (sul web, in tv) ma si approfondisce il sistema agroalimentare italiano nel

suo complesso: cosa lo differenzia dagli altri e perché è così importante per la nostra economia; come stanno cambiando i consumi alimentari in Europa ed in Italia, tra le mura domestiche e nel fuori casa; quanta strada resta ancora da fare per l’export agroalimentare italiano; come la cucina e la ristorazione possono valorizzare e trainare l’alimentare italiano nel mondo e “rivitalizzarlo” a casa nostra. Molti gli addetti ai lavori della filiera agroindustriale citati nel libro, tra cui il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, di cui vengono riportate alcune stimolanti considerazioni sulla globalizzazione e sul necessario cambio di mentalità che va effettuato pure dagli agricoltori che devono guardare lontano. Annota Guidi: «L’errore fatto in questi anni da parte dell’Italia e dell’agricoltura è di vedere la globalizzazione come elemento negativo invece che suscettibile di grandi potenzialità. Questo ha portato a pensare in piccolo». «Abbiamo dato valore al localismo – aggiunge sempre il presidente confederale – senza avere una strategia come sistema Paese. Per il rilancio serve un cambio di mentalità e diventare operatori del mercato-mondo. E ciò non può prescindere dalla formazione, far capire alle nuove generazioni come si fa l’agricoltura e far capire agli imprenditori agricoli che ciò che si produce non si ferma in azienda ma va venduto e trasformato». «L’agroalimentare è ancora un buon investimento – conclude Guidi nel suo intervento riportato dal libro – se si mette fine all’epoca delle lagnanze per abbracciare l’innovazione e le nuove tecnologie». Gaetano Menna


“LA STORIA DI CI CHE MANGIAMO”, DI RENZO PELLATI

Babà polacchi e risotti arabi

R

enzo Pellati, specialista in Scienza dell’alimentazione è autore di numerosi volumi in campo scientifico e divulgativo, tra cui “Tutti i cibi dalla A alla Z” (uscito recentemente in una nuova edizione per Oscar Mondadori). Ha pubblicato ora il corposo saggio “La storia di ciò che mangiamo” (Daniela Piazza Editore, 400 pp illustrate, 28 euro), una nuova edizione riveduta ed ampliata (con 40 pagine in più) della sua opera apparsa quattro anni fa. «La storia del cibo - annota l’autore – è enorme, dispersa in mille fonti: dall’archeolo-

gia alla biologia, dall’economia alla tecnologia, dalla gastronomia alla tecnica culinaria; le nozioni di agraria, zoologia, botanica si intersecano con la bromatologia, la fisiologia, l’igiene, la patologia». È un libro di storia che non si rivolge agli storici: «Vuole incuriosire il lettore dandogli delle notizie vere, reali, documentate, per accrescere il desiderio di conoscere ciò che utilizziamo ogni giorno per poter vivere nei migliori dei modi». Per facilitare il lettore a ricercare le notizie che gli interessano, l’autore ha raggruppato gli alimenti secondo l’or-

dine con cui di solito compaiono nei pasti quotidiani: le bevande, i primi piatti, le carni, le verdure, i dessert, la frutta. È senz’altro un testo piacevole da leggere, con tante curiosità, aneddoti, leggende. Un testo che sfata pure molti luoghi comuni, a volte sorprendendoci, come ad esempio, che il babà non ha origini napoletane ma è nato nientemeno che in Polonia; che il risotto alla milanese ha origini arabe. (M. M.)


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

“ODYSSÉAS”, DEDICATO AL VIAGGIO E AD ULISSE

Syndone, il fascino del rock surrealista Syndone è un’apprezzata rock band torinese, nata sul finire degli anni Ottanta, l’epoca del rinascimento progressive; allora incise due album prima di un lungo periodo di silenzio. E’ ritornata pienamente in attività nel 2010 e ha già pubblicato, da allora, tre nuovi dischi. Dopo il ritorno di “Melapesante” e l’eccellente conferma di “La bella è la bestia”, giunge ora “Odysséas” (Fading Records/Altrock 2014), un concept che si confronta con il viaggio e la figura di Ulisse. Il disco colpisce già dalla copertina che riproduce

u n qu a d ro d i L ore n z o Alessandri, scomparso nel 2005, che è stato uno dei pittori surrealisti piemontesi più importanti del dopoguerra; raffigura tre uomini-uccello vestiti con saio rosso e zoccoli ai piedi, che contemplano i l m are, e n i g m at i c i e apparentemente distaccati tra loro ma in realtà uniti mentalmente verso un ideale comune; la storia dei Syndone insomma, che sono il tastierista Nik Comoglio, il vibrafonista Francesco Pinetti ed il cantante Riccardo Ruggeri. Si tratta di un trio base coadiuvato da

diversi ospiti a seconda del progetto che realizza. Nel precedente disco c’era come special guest un grande del vecchio rock anni ‘6 0 /’7 0 , Ray Thomas; stavolta invece è presente una colonna della batteria contemporanea, Marco Minnemann (molto noto per la collaborazione con Steven Wilson ma anche per il trio con Tony Levin e Jordan Rudess). Il secondo special guest è John Hackett, flautista di fama internazionale, fratello di Steve (chitarrista dei Genesis). Quello dei Syndone è un disco variegato e affascinante; 50 minuti di sonorità vintage e di grandi orchestrazioni d’archi, di intensità e dolcezza. Davvero imperdibile.

Irrimediabilmente persi nel labirinto della vita La prima cosa che colpisce dell’album “Rinuncia all’eredità” di 3 fingers guitar è che è realizzato da un consorzio di etichette “minori” (Snowdonia Dischi, Dreamingorilla Records, Neverlab Dischi e Rude Records). Tanti sforzi discografici congiunti per realizzare al top un disco di grande intensità ed elettricità che si muove tra post punk, post prog e canzone d’autore. Dietro la sigla “3 fingers” c’è Simone Perna,

cantante e chitarrista, coadiuvato dal batterista Simone Brunzu. Ha ragione Cinzia La Fauci di Snowdonia ad accostare la voce di Perna a un personaggio degli anni ’70 come Juri Camisasca, ma noi diremmo

anche ad Alvaro Fella di Jumbo; pure la vocalità di Perna è aspra,rocciosa, rabbiosa. Turba su spasmi, ma anche intrecci chitarristici. Il disco parla di un padre e di un figlio e dell’eredità esistenziale e generazionale (anche musicale vien da riflettere) che può essere un peso. Simone chiede permesso prima di entrare, poi ci urla addosso la sua voglia di fuga e di libertà, alla ricerca di una via di uscita nel labirinto della vita.

SPETTACOLO MULTIMEDIALE A ROMA

Cover e respiri dell’anima da Led Zeppelin a Steve Jobs Il 22 aprile ha debuttato, a Roma al Teatro Due, “Cover stairway to heaven”, in programma fino all’11 maggio. Non è opera rock o teatro canzone; è più propriamente un suggestivo spettacolo multimediale, con musica dal vivo e in video; si “coverizzano” brani rock e d’autore, e si fanno diventare i loro testi, poesia teatrale, respiri dell’anima. In scena Caterina Genta, supportata musicalmente dal pianista e chitarrista Marco Schiavoni e dagli interventi in video della rock band Uniplux. All’avvio si ode la voce di Alessandro Gassman che circumnaviga attorno al testo del brano che dà il titolo allo spettacolo (“Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin), poi cantato da Caterina- angelo 66| MONDO AGRICOLO|APRILE 2014

bianco e schitarrato dagli Uniplux. Caterina, recita, canta, danza mentre lo schermo alle sue spalle si anima di suoni e visioni, mentre Marco l’accompagna suonando live. In evidenza anche un cammeo video di Shel Shapiro che introduce all’esecuzione degli Uniplux di “Ma che colpa abbiamo noi” dei Rokes. “Cover” è un collage di brani (e di testi) di Pink Floyd, Brian Eno,ma anche Modugno, Buscaglione, Gaber, Battisti; con omaggi anche agli scritti di Federico García Lorca e Steve Jobs.


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Mondo agricolo n.4