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GERMANIA CONNESSA l MACRON SULL’ AGRICOLTURA l PROGRESSO E FAKE NEWS l INNOVAZIONE E SCUOLA l RISAIE UNITE DONNE & RISO l MAIS IN ITALY l FILIERA OLIVICOLA l OSCAR ORTOFRUTTA l CAVALLI A ROMA l SOGGIORNO PENSIONATI


L’EDITORIALE nnn

Yin e Yang: serve equilibrio

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a copertina di questo numero è dedicata a “Yin e Yang” ed all’armonia taoista degli opposti. Un richiamo - in vista della “Fiera in Campo” dei nostri Giovani dell’Anga di Vercelli - alla cultura ed al riso orientali, chiedendo equilibrio commerciale. Finora di equilibrio se ne è visto poco. Il comparto risicolo sta risentendo pesantemente dell’ingresso, nel mercato UE, di massicce importazioni a dazio zero dall’India, dalla Cambogia e da altri PMA (Paesi Meno Avanzati). Si è creato uno stato di emergenza, per il quale siamo mobilitati ainché vengano reintrodoti i dazi doganali sul prodoto importato ed una clausola di salvaguardia per il nostro riso, scongiurando ulteriori concessioni ai PMA in termini di importazioni nell’UE, ativando misure eccezionali per sostenere il comparto. Siamo per la competitività, giocando però ad armi pari. Un monito che rivolgiamo ai negoziatori europei con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Venezuela . Atualmente sono aperti anche alcuni dossier, ad esempio, con Giappone e Sudafrica. Da sempre riteniamo che gli accordi internazionali di libero scambio rappresentino per le nostre imprese delle grandissime opportunità per accedere a mercati altrimenti irraggiungibili. Basti pensare al CETA, siglato con il Canada, che ha aperto alle nostre produzioni un mercato con un notevole potenziale (un volume di interscambio bilaterale di oltre 5 miliardi di euro). Imminente in questi giorni l’invio in Cina, in treno – fato inedito - di agrumi e kiwi italiani prodoti agricoli freschi che l’Italia può esportare in quel Paese, secondo speciici accordi bilaterali). Yin e Yang: lo sbarco in nuove realtà da un lato, le importazioni da Paesi extra UE dall’altro: questo non è il futuro ma è già il presente. Il tuto regolato da accordi fondamentali che – ribadisco - non devono derogare su alcuni punti: la reciprocità delle regole, la sicurezza alimentare, con previa valutazione dell’impato delle importazioni sul mercato interno. È evidente la necessità di metere le imprese in condizioni di competere sui mercati internazionali. Se in questi giorni abbiamo superato i 41 miliardi di export, tutavia le importazioni – oggi a 45 miliardi – sono ancora maggiori delle esportazioni. Aprirsi ai mercati globali, sempre vigilando: così si può riassumere il nostro impegno. Consapevoli che il nostro mercato è il mondo. Massimiliano Giansanti

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SOMMARIO

Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna

L’EDITORIALE Yin Yang: serve equilibrio Massimiliano Giansanti .................

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APERTURA ELEZIONI POLITICHE Verso il voto Gaetano Menna ..........................

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APERTURA EUROPA Germania connessa Diana heodoli Pallini ..................

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Ortofrutta leader Elisabetta Tufarelli .......................

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Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini

ATTUALITÀ OLIVICOLTURA Energetico olio Elisabetta Tufarelli ............. . . . . . . . . . 50

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Pubblicità

SPECIALE MAISCOLTURA Spigolando Claudio Costantino .................... 16 SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO Appuntamento a Vercelli Anna Gagliardi .......................... 22

Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it

Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Enapra Offerta formativa . . . . . . . . . . . 53 Organizzazione Treviso fisco . . . . . . . 54 Campi rosa Due domande a… . . . . . . 56 Anga Filiere intelligenti . . . . . . . . . . . . 57

Forum europeo Anna Gagliardi .......................... 26

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UNCAI NOTIZIE

Mappamondo Riso Usa-Cina . . . . . . . 37

Stampa e difusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

@Confagricoltura

Dall’oliveto allo scafale Elisabetta Tufarelli ............. . . . . . . . . . 52

Rubriche

Uicio Traico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it

Confagricoltura

Suino nero fa squadra Gabriella Bechi ................ . . . . . . . . . . 47 Futuro in bilico Gabriella Bechi ................ . . . . . . . . . . 48

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FOCUS FIERAGRICOLA La casa dell’innovazione Gabriella Bechi ................ . . . . . . . . . . 44

Over 65 Anpa Ferrara . . . . . . . . . . . . . 60 Agriturismo Marche . . . . . . . . . . . . . . . 62


proposte a tutte le coalizioni e forze politiche. Un impegno costruttivo, in vista delle nuove strategie ed azioni parlamentari e governative per l’agricoltura e per l’agroalimentare. L’interazione con la politica non vuol dire confusione i ruoli. Confagricoltura è e resta un’organizzazione apartitica, ma non è certo “apolitica”. Né potrebbe esserlo dal momento che, la tutela degli associati e del comparto, il ruolo dell’agricoltura nel Paese e nel mondo, richiedono azioni politiche precise e puntuali. Quello che gli agricoltori chiedono alle forze in campo, innanzitutto, è stabilità politica che si traduce in stabilità economica. «Le imprese agricole – ha spiegato il presidente confederale Massimiliano Giansanti – hanno bisogno di certezze. Sollecitano un quadro sociopolitico chiaro e deinito. Chiedono un governo forte che rappresenti il nostro Paese e il nostro agroalimentare nel mondo con autorevolezza e li difenda con determinazione». Giansanti, in vari incontri pre-elettorali, ha sottolineato come la crisi economica abbia cambiato il volto delle imprese, che puntano su export ed innovazione per essere competitive. Il mercato ha mutato perimetro; sono cambiati i consumi in Italia ed all’estero e anche quando riprenderanno, saranno diversi per composizione, capacità di scelta delle famiglie, prezzi, diete ed esigenze. Allora, per far crescere il Pil, è una scelta obbligata quella di allargare il mercato in ogni direzione e, soprattutto, lontano da noi. L’innovazione di processo e di prodotto possono aiutare a portare sul mercato un prodotto di qualità, che venga incontro alle richieste dei consumatori. Altra considerazione: troppo piccoli è troppo dificile. Andare all’estero, fare numeri suficienti, fare innovazione sono tutte cose che

«Lo Stato sia compagno di viaggio per aziende che vanno lontano» richiedono crescita dimensionale, ma soprattutto aggregazione. Bisogna fare sistema e rete, puntare sul gioco di squadra anche a livello di iliere. A ciò vanno aggiunte la sburocratizzazione e la sempliicazione: serve un Paese che faciliti la competitività, agevoli il processo di crescita delle imprese e, al contrario, non lo ostacoli. Si chiede, insomma, uno Stato che sia compagno di viaggio per aziende che vogliono andare lontano. Oggi i mercati agricoli ed agroalimentari sono globali ed è antistorico pensare ad un approccio protezionista che ipotizza una ricostituzione delle frontiere. L’Ita-

lia deve partecipare attivamente ai negoziati cercando di utilizzare vantaggiosamente queste occasioni per allentare le barriere degli altri mercati e promuovere le nostre esportazioni. Va modiicato l’approccio ai requisiti per lo scambio delle merci. L’Europa applica un principio: le merci hanno praticamente libero accesso al nostro mercato salvo veriicare i pericoli e dopo bloccare le importazioni. I Paesi terzi hanno un approccio più restrittivo: le merci europee entrano se superano determinati test e procedure per la veriica degli standard sanitari e itosanitari. «La politica – ha osservato inine il presidente Giansanti – tende ad usare l’agricoltura per ottenere consensi. Ora però dovrà concentrarsi sulle cose da fare. E, qualsiasi sia il governo che verrà, è fondamentale che interloquisca con i corpi intermedi». nnn FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 7


A P E R T U R A E U R O PA

Germania connessa La cancelliera Merkel annuncia investimenti per 12 miliardi di euro per la banda larga nelle aree remote e rurali tedesche di Diana heodoli Pallini componente di Giunta, responsabile “Gruppo Innovazione e Digitalizzazione” di Confagricoltura

bbiamo letto con molto interesse il programma del nuovo governo tedesco che ha annunciato come la parola chiave sia “investire”. La Germania destinerà 6 miliardi di euro nella ricerca e nell’istruzione, 12 miliardi nella politica familiare, 4 miliardi negli alloggi sociali e ben 12 miliardi di euro nella banda larga; l’obiettivo della cancelliera tedesca Merkel è di realizzare la “gigabit society” entro il 2025, «senza escludere le aree meno urbanizzate e di stampo rurale». Nei mesi scorsi il mondo imprenditoriale tedesco aveva criticato fortemente la mancanza di impegni chiari sul fronte della rete e del 5G, invitando il governo a smettere di sostenere l’uso della rete in rame ed a concentrarsi sulla ibra ottica. Era stato chiesto, ed ora si è ottenuto, un piano ad hoc anche per le aree remote in cui è 8 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2018

stato previsto l’uso della ibra nel giro di 6-7 anni. In Francia, già da quest’estate, il presidente aveva annunciato di voler abbattere il digital divide del Paese, anticipando al 2020 la copertura a banda larga e ultralarga di tutto il territorio (anche con gli investimenti massicci dei tedeschi). Comunque, conoscendo l’attenzione di Macron per il settore prima-

Angela Merkel

rio, siamo certi che tutte le aree rurali francesi verranno attrezzate a dovere. Insomma, i principali Paesi europei stanno investendo nel futuro digitale. Un esempio viene dalla piccola ma eficiente Estonia che, da tempo, ha posto in essere concrete iniziative per sviluppare infrastrutture di nuova generazione di banda larga anche nelle zone rurali. Non possiamo che augurarci che l’investimento nel digitale diventi l’obiettivo principale anche del prossimo governo italiano. Sappiamo che, dall’anno scorso, sono partite sperimentazioni di bande larghe mobili 5G in alcune nostre città, con investimenti previsti di 190 milioni di euro. Ma le risorse appaiono ancora esigue, rispetto all’obiettivo di “Industria 4.0” (che, ci auguriamo, diventi anche “Agricoltura 4.0”). Non auspichiamo che anche le nostre zone rurali, attualmente scarsamente coperte, abbiano garantito lo stesso accesso alla banda larga entro il 2025, come i colleghi tedeschi. nnn


Ortofrutta leader Made in Italy conquista Fruit Logistica. Incontro di Confagri all’Ambasciata di Berlino, con 200 invitati di Elisabetta Tufarelli

li imprenditori italiani presenti in iera, non a caso la rappresentanza più importante, hanno dimostrato l’eccellenza del settore ortofrutticolo, parte fondamentale dell’agricoltura e dell’economia italiana. Possiamo e dobbiamo riuscire a consolidare sempre più questi risultati». Lo ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, in occasione della tradizionale serata all’Ambasciata d’Italia a Berlino, che si è svolta in concomitanza dell’inaugurazione di “Fruit Logistica 2018”, la più importante kermesse mondiale del settore ortofrutticolo. Più di 200 invitati italiani e tedeschi sono intervenuti all’ap-

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A P E R T U R A E U R O PA

puntamento, organizzato da Confagricoltura, in collaborazione con Fruitimprese e la Camera di Commercio italiana per la Germania, a dimostrazione di quanto il brand più conosciuto al mondo, il made in Italy, funzioni egregiamente per l’ortofrutta del Bel Paese. Alla serata all’Ambasciata, oltre al presidente, al direttore generale Franco Postorino e al copresidente di “Italian Sounding” (l’associazione per difendere il vero made in Italy in creata da confagricoltura con Camera di Commercio Italo Tedesca e quella italiana per la Germania) Giandomenico Consalvo, ha partecipato un’ampia delegazione della giunta confederale: Nicola Cilento, Giordano Emo Capodilista (con delega all’internazionalizzazione), Diana Pallini, Giovanna Parmigiani, Rosario Rago e Donato Rossi. “L’Italia è il principale partner agroalimentare della Germania - ha ricordato l’ambasciatore a Berlino, Pietro Benassi, salutando gli ospiti -. Siamo il primo

Ambasciatore Benassi: «Prodotti campioni di qualità e sostenibilità» produttore europeo di ortofrutta e la nostra offerta si caratterizza per qualità e salubrità ma, soprattutto, siamo campioni mondiali in termini di sostenibilità”. È seguita una tavola rotonda sulle side del settore, organizzata per favorire lo scambio tra il mondo della produzione italiana e quello della distribuzione tedesca. “Confagricoltura – ha detto Giansanti - è orgogliosa della presenza di una classe imprenditoriale agricola così capace. Abbiamo però il dovere di crescere ancora, sia sul mercato tedesco, del quale siamo primi fornitori, sia su quelli internazionali. Fruit Logistica è stata un’occasione importante. Ora tocca mettere a frutto ancor di più questi risultati”. Per il presidente di Confagricoltura il percorso da seguire per raggiungere questi obiettivi passa necessariamente dall’ascolto delle necessità delle aziende. “Dobbiamo chiudere il cerchio – ha spiegato –. Per essere competitivi occorre rimuovere i vincoli ed i problemi che ostacolano la nostra crescita: dall’approvvigionamento idrico, alle insuficienti risorse per la ricerca. Le eccellenze vanno prodotte puntando alla sostenibilità, che permetta, di raggiungere obiettivi da leader dei mercati”. Rolf Stapela, capo divisione Organizzazione del mercato comune, settore alimentare del ministero federale dell’Alimentazione e dell’Agricoltura ha ricordato che il prodotto italiano occupa un posto ben saldo sugli scaffali della grande distribuzione tedesca. “La realtà della GDO – ha osservato - è in mano a poche aziende, mentre il mondo dell’agricoltura è ancora troppo frammentato. Va rafforzata l’a-

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A T T U A L I T à R A P P R E S E N TA N Z A

Progresso e fake news di Gaetano Menna

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A Milano l’evento promosso da Confagri assieme a Istituzioni, ricercatori e docenti per discutere sullo sviluppo agroalimentare

Elena Cattaneo

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el 2017 siamo arrivati a 41 miliardi di euro di export agroalimentare ma l’aumento dell’import (che ha raggiunto i 45 miliardi di euro) è molto preoccupante. Se aumentano le importazioni di cibo vuol dire che sempre di più dipendiamo dall’estero. Stiamo percorrendo una strada che ci sta portando in un luogo sbagliato, abbiamo bisogno di rimetterci su un percorso che biamo bisogno di innovazione». riporti l’agroalimentare italiano Lo ha sottolineato il presidente a essere leader e per far ciò ab- Massimiliano Giansanti a Milano, nel corso del convegno, promosso da Confagricoltura, su “Innovazione, lavoro, territorio, benessere e qualità”. «Dobbiamo ricominciare a parlare di agricoltura buona e positiva che dà da mangiare agli italiani – ha proseguito Giansanti -. C’è ancora l’idea dell’agricoltura lontana dal mondo, ma la sida è l’innovazione tecnologica e digitale». Ed ha ricordato i driver dell’innovazione: agricoltura di precisione; genetica; adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici; controllo delle


biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative del dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano -. Da diverso tempo sto studiando gli Ogm e non è mai stato dimostrato che fossero pericolosi per la salute». «Non saremo mai per “No” ideologici, ma sempre per “Sì” al dibattito, al confronto, su sviluppo e ricerca e ci battiamo per un’agricoltura che veda riconosciuto il suo ruolo trainante nella nostra economia e che solo con l’innovazione potrà essere competitiva a livello globale – ha concluso il presidente Giansanti -. Noi agricoltori, nella nostra attività, ci mettiamo impegno, cuore e passione; la scienza ci aiuta nell’avere risposte che sostengono la passione. Per questo ho anche proposto di creare una rete di “amici degli agricoltori italiani” che, con le loro competenze, facendo squadra, ci aiutino a creare sviluppo reale, a far conoscere i migliori risultati e le migliori qualità. Ci vuole correttezza e serietà nella gestione, tanto delle nostre potenzialità, quanto delle informazioni che si divulgano in relazione al nostro settore: l’unico interesse è il bene pubblico, collettivo, a favore del quale dobbiamo lavorare con tutte le innovazioni cui la scienza ci permetterà di ricorrere». nnn

infestanti e delle malattie delle piante; salute, benessere, nutraGiansanti: «Creare la rete ceutica; tecnologie dell’informadi “amici degli agricoltori” zione, big data, digitalizzazione. che aiutino a fare squadra» Nell’incontro a Milano si è parlato anche di organismi geneticamente modiicati. «Gli Ogm hanno un AUTORIZZAZIONE DEI PRODOTTI FITOSANITARI indice di pericolosità inesistente che, invece, viene sostenuto forIl prof. Angelo Moretto - dotemente nel nostro Paese – ha cente dell’ Università di Milano dichiarato Roberto Formigoni, e direttore del Centro internapresidente della commissione zionale per gli antiparassitari Agricoltura del Senato -. Siamo di e la prevenzione sanitaria - ha fronte a una grande disinformaillustrato l’iter che porta all’auzione: quelle sugli Ogm dannosi torizzazione dei prodotti itosono fake news, non solo non sanitari secondo il regolamento corrispondono alla verità, ma 1107 del 2009. «Occorrono anni nocciono alla vita degli italiani, e investimenti per decine di miimpedendo la sperimentazione». lioni di euro per lo studio, l’ap«Chiunque abbia promosso l’idea provazione e l’autorizzazione che le piante Ogm siano pericodi una molecola. Il limite maslose per l’uomo ha mentito – ha proseguito Elena Cattaneo, sena- simo di residuo – ha spiegato – è solo un indice di applicazione delle buone trice e direttrice del laboratorio di pratiche agricole, non è un indice sanitario». FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 13


Intervista a due voci con Marco Pasti e Cesare Soldi sul presente e futuro del mercato del mais. La situazione italiana di Claudio Costantino

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o scorso anno la supericie italiana coltivata a mais ha toccato un nuovo minimo storico. Infatti la produzione maidicola nazionale è scesa al di sotto dei 6 milioni di tonnellate, il volume più basso degli ultimi venticinque anni. Di contro le importazioni di mais stanno crescendo a doppia cifra percentuale e supereranno quest’anno in valore i 900 milioni di Euro. Un bel peso per la bilancia commerciale italiana. Una previsione per il prossimo anno? Le intenzioni di semina per il mais da granella riportano secondo gli ultimi dati Istat per il 2018 un’ulteriore contrazione della supericie coltivata a -1,7%». Inizia con una fotograia del settore, tutt’altro che positiva, l’intervista a due a Marco Pasti, presidente della Federazione nazionale di prodotto Cereali da Foraggio di Confagricoltura ed a Cesare Soldi, presidente dell’Associazione Maiscoltori Italiani. «La realtà potrebbe essere davvero differente - prosegue Soldi -. Il settore maidicolo nazionale, come quello mondiale, ha enormi potenzialità. La domanda di prodotto continua ad essere considerevole e non deve essere stimolata in alcun modo, anche grazie al traino del reparto zootecnico e della produzione delle eccellenze del made in Italy che vedono nel mais una risorsa fondamentale».

Tavolo tecnico per iniziative urgenti dirette a risolvere lo stato di crisi attuale Quanto ha inciso il fattore climatico e la scarsa piovosità sulle produzioni 2017? «La stagione produttiva 2017 è stata caratterizzata da un’estrema variabilità lungo gli areali di produzione maidicola in termini di rese. Il 2017 verrà ricordato per caldo e mancanza di pioggia – sottolinea Soldi - il dato che emerge è un calo delle rese del 10-15% (rispetto al 2016, anno caratterizzato da buone produzioni), con punte che possono raggiungere -30/50% nelle zone in cui non è stato possibile irrigare, soprattutto al di sotto del Po, per mancanza o scarsità d’acqua d’irrigazione. Tale variabilità è dovuta, in primo luogo, alla non piena disponibilità di acqua. In altri casi è da attribuire ad una gestione agronomica dove, per esempio, il primo intervento irriguo, tempestivo ed ove possibile, ha portato vantaggi in termini di rese». Presidente Pasti, dal punto di vista qualitativo quanto è determinante l’aspetto meteorologico? «Le contaminazioni del mais da granella quest’anno sono state contenute, nonostante l’annata calda e siccitosa, che durante l’estate destava grande preoccupazione. Quest’ultima ha condizionato non solo il calo produttivo ma, in alcuni casi, anche l’aspetto qualitativo, prolungando la fase di maturazione e fornendo una granella striminzita. Si sono riscontrate dificoltà nel controllo della piralide con i trattamenti insetticidi a causa del sovrapporsi di diverse generazioni, per cui in alcuni casi il livello di fumonisine non è stato ottimale. In particolare Emilia Romagna e Sud Est del Veneto hanno manifestato ad inizio campagna le maggiori criticità raggiungendo elevati valori di contaminazioni da alatossine. Su questo fronte, la stagione non è, però, paragonabile alla terribile annata del 2012». FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 17


S P E C I A L E M A I S C O LT U R A

a differenti iliere in base ai tenori di alatossine rilevati».

Marco Pasti

Esistono soluzioni da mettere in campo per contenere il rischio micotossine? «Oggi più che mai è fondamentale valorizzare la qualità del proprio prodotto - osserva Pasti - . È necessario, in primo luogo, accrescere la qualità del nostro mais mettendo in campo tutte quelle buone pratiche agronomiche che fanno già parte della cassetta degli attrezzi dell’agricoltore attento. Le “Linee guida per il controllo delle micotossine nella granella di mais e frumento” del ministero delle Politiche agricole forniscono, ad esempio, indicazioni di prevenzione utili, quali l’avvicendamento colturale, il periodo della semina, l’irrigazione. Senza trascurare gli ultimi risultati della ricerca. Per quanto riguarda le alatossine, il biocontrollo attraverso l’uso di ceppi di Aspergillus lavus non produttori di alatossine come competitori nei confronti dei ceppi tossigeni si è dimostrato particolarmente eficace. Da prove in campo e secondo i risultati dei primi due anni di disponibilità di un prodotto commerciale, l’abbattimento delle alatossine risulta superiore al 80% in caso di forte contaminazione. In secondo luogo, sempre nell’ottica di valorizzare il proprio mais, diventa di fondamentale 18 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2018

Va accresciuta la qualità del mais, attivando buone pratiche agronomiche importanza attestarne la qualità attraverso opportuno campionamento ed analisi anche in fase di pre-raccolta. Tale attività è fondamentale, sia per i risvolti economici connessi alla qualità del prodotto, sia per la possibilità di gestire logisticamente le diverse partite di mais da destinarsi, eventualmente,

Cesare Soldi

Presidente Soldi, qual è il maggior gap competitivo che scontiamo a livello internazionale? «Ci troviamo a competere sul mercato mondiale senza gli stessi strumenti della concorrenza, in condizioni già di per sé penalizzanti. Vent’anni di divieti, proprio a partire dalla ricerca e dalla sperimentazione nella coltivazione di mais resistente alla piralide (insetto tipico della pianura padana con cui non devono fare i conti i nostri vicini europei) hanno portato a perdite consistenti nelle rese e nel reddito agli agricoltori italiani. Si calcolano più di 125 milioni di euro all’anno di mancato guadagno. I trattamenti insetticidi sono comunque dificilmente eseguibili in maniera tempestiva su tutta la supericie. Ne risente di conseguenza la qualità sia sanitaria, sia industriale della granella. Ben venga quindi la caratterizzazione varietale. È necessario fare un passo avanti sull’introduzione dei nuovi mais resistenti alla diabrotica o alatossine-free che, anche grazie alle loro semplicità d’uso, ci permetterebbero di aumentare rese, sanità e reddito».


Rese e sanità sono le parole chiave del “Documento criticità mais” che avete consegnato al ministero delle Politiche agricole. Presidente Pasti potrebbe fornirci un’anticipazione? «La situazione di crisi italiana ha portato la iliera, tra cui Confagricoltura e Associazione Maiscoltori Italiani, a riunirsi attorno al Tavolo tecnico mais coordinato dal “Crea cerealicoltura e colture industriali” sede di Bergamo, con l’intento di proporre iniziative urgenti con cui cercare di risolvere lo stato di crisi. Il Tavolo ha prodotto un documento inviato al ministero delle Politiche agricole contenente l’indicazione delle principali criticità del settore e le proposte per superarle. Una serie di informazioni che spaziano dalla promozione delle innovazioni agronomiche con cui aumentare rese e sanità, all’incentivazione di contratti di iliera che valorizzino il mais italiano». Potrebbe specificare attraverso un esempio? «Per fronteggiare i crescenti stress idrici a cui è sottoposta negli ultimi anni la coltura abbiamo proposto di promuovere nei PSR

La mancanza di ricerca ha portato a grandi perdite nelle rese e nel reddito regionali investimenti produttivi e innovativi che riguardino l’irrigazione e la rete irrigua. In questo modo l’agricoltore potrà beneiciare di tecnologie ad alta eficienza irrigua ed economica quali i pivot o i rotoloni a rateo variabile, la microirrigazione». È possibile rilanciare il settore? Quali potrebbero essere le misure attuabili? «Il rilancio della maiscoltura italiana - interviene Soldi - passa prima di tutto dalla prossima riforma Comunitaria. Sarà essenziale che i produttori italiani ed europei chiedano una riforma meno complicata che aumenti le attuali risorse inanziarie, soprattutto per il pagamento di base oltre a sostenere gli investimenti produttivi ed innovativi come ad esempio l’irrigazione. L’Associazione Maiscoltori Italiana sarà in prima linea a Bruxelles, insieme alla Confederazione europea dei produttori di mais, per sostenere

le proposte degli agricoltori raccolte recentemente sul territorio. Il rilancio deve inoltre includere l’accesso a tutti gli strumenti che rendono più eficiente ed eficace il processo produttivo prevedendo una migliore caratterizzazione varietale anche per la resistenza alle micotossine ed il miglioramento delle agrotecniche (‘precisionfarming’, biocontrollo delle alatossine). Per riportare al centro dell’interesse la maiscoltura sarà fondamentale, inine, valorizzare le iliere nazionali che portano alla produzione delle DOP. Non dimentichiamo infatti che il rispetto della prevalenza delle produzioni locali dei foraggi è a rischio». «Oltre a porre l’accento sull’importanza dei pagamenti diretti - conclude Pasti - diventa importante favorire ai maiscoltori l’accesso al PSR. Oggi è praticamente impossibile accedervi per la dificoltà nel raggiungere il punteggio minimo richiesto. L’adesione dell’agricoltore ad un progetto di iliera italiana potrebbe, ad esempio, essere premiato per favorire l’accesso al PSR. Si sosterrebbe così il produttore avvantaggiando allo stesso tempo la produzione e il consumo nazionale». nnn FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 19


(+1kg di latte per capo al giorno) e in biogas (+6 metri cubi di metano per quintale di sostanza secca). Per gli allevamenti di suini si è posta particolare attenzione all’alimentazione, con soluzioni ad hoc per il pastone di granella di mais; avvalendosi del progetto Mais in Italy e del laboratorio mobile NIR, i tecnici di Syngenta sono in grado di misurare la digeribilità dell’amido direttamente in azienda agricola, fornendo così agli allevatori un valido supporto per compiere le scelte più opportune. Syngenta ha anche sviluppato strumenti per promuovere e praticare l’uso sostenibile degli agrofarmaci. Le Linee Guida rappresentano uno strumento particolarmente utile per la formazione e l’aggiornamento relativo a buone pratiche in campo e tecnologie disponibili. Operation Pollinator permette la gestione multifunzionale del territorio, sostiene e incrementa la biodiversità e costituisce un’eficace misura di mitigazione nel contenimento dei fenomeni di erosione del suolo dovuti al ruscellamento supericiale. Per quanto riguarda l’irrorazione si propongono ugelli ad alta eficienza e antideriva che rendono più eficace ed eficiente l’applicazione degli agrofarmaci. Heliosec è invece lo strumento, brevettato e registrato da Syngenta, per la gestione delle acque di risulta dei trattamenti itoiatrici. nnn

riormente sviluppato il progetto Tecnici, software e protocolli Mais in Italy, offrendo soluzioni speciiche in funzione delle diverper aziende maidicole se destinazioni d’uso della coltue allevamenti zootecnici ra. Per la stagione di semina 2018 Syngenta propone, infatti, soluzioni ad hoc per gli allevamenti di STUDI SCIENTIFICI: IBRIDI SYNGENTA PIÙ PERFORMANTI bovini da latte e da carne, per il pastone di granella, nonché soluGli studi condotti in collaborazione zioni per massimizzare le rese e con il prof. Francesco Masoero, disalvaguardare la sanità della grarettore dell’Istituto di Scienze degli nella. A queste si afianca poi la alimenti e della nutrizione della Fasoluzione per promuovere l’uso coltà di Agraria dell’Università Catsostenibile degli agrofarmaci. Per tolica del Sacro Cuore di Piacenza gli allevamenti di bovini da latte e testati in numerose aziende agricole da carne Syngenta ha selezionato - hanno dimostrato che gli ibridi i migliori ibridi da trinciato, come proposti da Syngenta, a confronto ad esempio SY Hydro, ad alta dicon quelli vitrei e semivitrei più vengeribilità della ibra e con un conduti, hanno un contenuto di amido tenuto di amido più alto del 2% più alto e una maggiore digeribilità rispetto agli ibridi di riferimento del mercato, con conseguenze dell’amido che si traduce in un apporto energetico più elevato a parità di rapositive anche sulla resa in latte zione e, di conseguenza, in un aumento superiore di peso per capo al giorno.

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L’attesa kermesse, curata da Anga, è la più importante del settore risicolo. Stand, incontri e novità tecniche di Anna Gagliardi

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abato 3 e domenica 4 marzo il Centro ieristico di Vercelli a Caresanablot ospiterà la 41esima edizione della Fiera in Campo®, la prima rassegna del settore riso istituita in Italia, diventata negli anni il principale appuntamento del comparto, grazie all’elevata proposta relativa alla meccanizzazione ed ai numerosi momenti di confronto tra gli attori della iliera. L’organizzazione è da sempre a cura dell’Anga, con i giovani agricoltori di Vercelli e Biella ideatori del itto programma, quest’anno incentrato sulla dificile situazione del settore risicolo europeo ed italiano. La iera si inaugurerà, come di consueto, il giorno precedente all’apertura al pubblico, con venerdì 2 marzo dedicato agli incontri tra gli addetti al settore e all’approfondimento dei temi più urgenti. Dopo il taglio del nastro con le autorità, alle ore 9, il primo convegno ha quindi per titolo “La risicoltura sotto scacco” ed è realizzato in collaborazione con Edagricole. Relatori saranno Mario Danieli del gruppo Argo Tractors; Dario Casati, già docente di Economia all’Università degli Studi di Milano; Alessandro Arioli, agro-

gie relative all’agricoltura di precisione, all’irrigazione di soccorso e Coppo (Anga): «L’obiettivo all’eco-pacciamatura. Moderatore è consolidare i rapporti dell’incontro sarà Alessandro Maprofessionali e umani» resca, giornalista di Terra e Vita. I cancelli della Fiera in Campo® si nomo e professore al DAFEES apriranno al pubblico sabato alle 9 Department di Torino; Marco Mi- e si chiuderanno domenica alle 18: serocchi, di Topcon Agriculture. caratteristica della iera vercellese è Si partirà dall’analisi degli scenari la concomitanza tra i momenti riinternazionali e delle dinamiche servati prettamente agli agricoltori che concorrono alla determinazio- e quelli dedicati alle famiglie, con ne del prezzo del risone. Un ac- intrattenimenti per tutte le età. “L’ocenno importante sarà rivolto alla biettivo – spiega Giovanni Coppo, Pac post 2020, discussione che sta presidente dei Giovani Agricoltori entrando nel vivo con i negoziati di Confagricoltura Vercelli e Biella economici tra i vari Stati UE, dopo – è infatti, da un lato favorire il conla revisione di medio termine. Si fronto tra gli operatori e consolidaarriverà quindi all’analisi tecnica re i rapporti professionali e umani, e alla presentazione dello stato dall’altro avvicinare la gente all’adell’arte della produzione mondia- gricoltura, partendo magari dai più le di riso: aspetti economici, sociali piccoli”. Obiettivo raggiunto con e ambientali della coltivazione che oltre ventimila ingressi lo scorso si fondono con le nuove tecnolo- anno, più di 140 espositori, quasi 50 ettari dedicati alle prove in campo. Queste ultime sono il iore all’occhiello della due giorni a Caresanablot, poiché si possono vedere lavorare, e testare in campo in prima persona, le attrezzature esposte all’interno dei padiglioni: “Nella vasta area adiacente al polo ieristico si svolgeranno le attesissime Giovanni Coppo prove - aggiunge Coppo durante le quali vengono FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 23


SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

presentate e messe a disposizione le ultime novità meccaniche speciiche per la risaia. Trattori di tutti i marchi (Landini, Massey Ferguson, John Deere, Claas, Same, Kubota, Fendt, Deutz-Fahr, Lamborghini, Case, Valtra, New Holland) con potenze dai 100 ai 300 cavalli, mezzi semicingolati, aratri polivomere e le ultime attrezzature per le innovative tecniche di minima lavorazione animano la iera”. L’interesse non è soltanto per gli agricoltori: molti i bambini che vogliono salire sui mezzi per un’esperienza unica, a ianco magari del proprio papà. Accanto ai macchinari più moderni si terrà un’esposizione di macchine agricole d’epoca, in collaborazione con il Club Cavalli d’Acciaio. Sabato e domenica ci saranno oltre 30 espositori provenienti dal Piemonte, dalla Lombardia e, per la prima volta, dal Belgio. Atteso anche il “Trattormania”, il negozio numero uno in Italia specializzato nel collezionismo agricolo. Confagricoltura sarà presente con uno spazio dedicato al Condifesa Vercelli 2, mentre l’associazione Donne & Riso proporrà una degustazione 24 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2018

Risicoltura sotto scacco: convegno in fiera realizzato con Edagricole di vari risotti. Con l’Istituto Tecnico Agrario di Vercelli proseguono inoltre i progetti di alternanza scuola-lavoro che danno la possibilità agli studenti di avvicinarsi al mondo dell’ANGA e della Fiera in Campo®, vivendo in prima persona l’organizzazione dell’esposizione e permettendo ai giovani di avere un contatto diretto con il mondo della risicoltura. Numerosi poi gli sponsor, a partire da Landini Italia, Topcon Agriculture, Agricola Perazzo e Bresciani. La iera rappresenta un momento di incontro anche per i giovani dell’ANGA delle regioni del Nord e Centro Italia, in particolare quelle a vocazione risicola. “La situazione del

settore è grave e le nostre aziende sono a rischio – conclude Coppo -. Quest’anno poniamo l’accento proprio su quanto sta succedendo e sulle azioni che il comparto invoca da tempo e ha anche illustrato al recente Forum europeo di ine gennaio. Noi giovani agricoltori impegnati in azienda stiamo vivendo con preoccupazione questo stato di crisi che mette in ginocchio un intero settore economico, e non soltanto una nicchia di mercato. Nonostante questo, crediamo che sia sempre più importante investire in innovazione e nell’ammodernamento di tecniche produttive rispettose dell’ambiente, sostenibili, in grado di coniugare le esigenze dei produttori e quelle dei consumatori. Ma tutto questo deve essere valorizzato: le attuali condizioni di mercato, invece, stanno facendo morire il riso europeo, italiano, piemontese. Sta a noi tutti insistere afinché vengano prese le misure necessarie per andare oltre un’emergenza che dura ormai da quasi tre anni e che ad oggi non vede ancora una concreta via d’uscita”. nnn


SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

Le avventure di Chicco Lino

A Claudia Ferraris il premio “Donne & Riso” per l’impegno di divulgazione verso i bambini

di Alessandra Porro

Natalia Bobba e Claudia Ferraris

rande partecipazione di pubblico al Teatro Civico di Vercelli per la XIII edizione del premio “Donne & Riso”, consegnato dall’associazione presieduta da Natalia Bobba alla giovanissima fumettista Claudia Ferraris per “Fiabe di riso”. Claudia, 29 anni, diplomata al Liceo Artistico di Vercelli e poi alla Scuola di Fumetto di Milano, collabora con diverse scuole dell’infanzia con il suo progetto didattico su come nasce un fumetto. Ha curato le illustrazioni di questo libro che narra una storia semplice ma, nel contempo, significativa e pertinente con il tema di Expo 2015, nell’ambito della quale fu presentato il volume per la prima volta. È la storia del chicco di riso “Lino” che racconta la sua vita, dalla semina al raccolto, alla lavorazione, fino alla sua missione più importante: diventare un risotto ‘speciale’ preparato da un cuoco per Giulia, sua figlia, affetta da celiachia.

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“Fiabe di riso” è divenuto testimonial per la valorizzazione del sistema Paese nel mondo, alimentando un interesse crescente da parte di genitori, bambini e soprattutto scuole, dove il libro è utilizzato come vero e proprio strumento didattico-educativo. Il volume infatti, accompagnato da un DVD, è stato tradotto in quattro lingue e, grazie ad una iniziativa del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha potuto raggiungere 48 scuole italiane all’estero ed arriverà in 46 Paesi del mondo attraverso le rispettive ambasciate, 39 consolati e 38 istituti italiani di cultura. Da tredici anni il premio dell’Associazione “Donne & Riso” viene consegnato ad una donna che, con il suo operato, abbia saputo valorizzare, promuovere e diffondere la cultura del riso in Italia e nel Mondo. Tra le premiate figurano Paola Ricas, Katia Ricciarelli, Rosanna Lambertucci, Josefa Idem, Elisa Isoardi, Luisa Valazza, Sonia Peronaci, Samantha Cristoforetti e Lucilla Giagnoni. Oltre alla consegna del prestigioso riconoscimento a Claudia Ferraris da parte della presidente Natalia Bobba con la tradizionale “risottiera in argento”, l’associazione ha premiato i piccoli studenti delle scuole elementari e medie di Vercelli che hanno preso parte al concorso abbinato all’iniziativa “Il riso va a scuola: i ragazzi lo raccontano...” con una canzone, un articolo giornalistico, una pièce teatrale. Il tutto ‘condito’ con il divertimento di grandi e piccoli. La serata è stata presentata da Roberto Magnaghi, direttore dell’Ente Nazionale Risi. nnn

L’Associazione “Donne & Riso”, da trent’anni, si occupa della promozione, della coltivazione e valorizzazione del riso, al femminile, con lo scopo di rappresentare un patrimonio ricco di storia, che lega innovazione e tradizione.

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SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

Risaie unite

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Bisogna far ripartire il settore con provvedimenti urgenti. Perinotti, neopresidente della FNP Riso, sottolinea la necessità di aggregazione e valorizzazione di Anna Gagliardi

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mettiamo di cercare i colpevoli, troviamo delle soluzioni”. Giovanni Perinotti - neo presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Riso e presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella - è convinto che occorra passare alle azioni concrete, cambiando mentalità, laddove serve. Il settore risicolo sta attraversando una crisi profonda a livello europeo. I problemi riguardano in particolare le importazioni massicce di riso dai Paesi Meno Avanzati che hanno inciso fortemente sul crollo del prezzo del prodotto italiano. “Il Piemonte - osserva - è la prima regione risicola. Gli agricoltori stanno sollecitando l’assessorato regionale a far ripartire il dialo-

go con la iliera: il mercato è fermo e ci sono oggettivi problemi di aggregazione dell’offerta che impediscono di avere maggiore potere contrattuale”. Presidente, in questo contesto, che cosa potrebbero fare gli agricoltori? “Innanzitutto cercare di centralizzare la vendita, così come abbiamo fatto con il Consorzio Vendita Risone, la nostra cooperativa di Vercelli, in modo da ottenere contratti migliori. Ma siamo ancora indietro, a scapito proprio della nostra categoria; potremmo fare molto di più. E poi una parte delle aziende dovrebbe assicurare i prodotti con i gruppi assicurativi consigliati dai Consorzi di difesa: riusciremmo così ad abbassare i costi di produzione”.


Giovanni Perinotti

Crollo delle quotazioni dimezzate in due anni per Carnaroli e Arborio

Sul fronte promozione? “Anche da questo punto di vista è necessario che i risicoltori inizino a collaborare tra di loro, mettendo ciascuno la propria parte per realizzare campagne speciiche di promozione, una linea dedicata o altre iniziative che nel tempo, con impegno e costanza, possono portare risultati concreti. Sempre insistendo sulla qualità del nostro prodotto”. In Italia è scattato l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta per il riso e la pasta… “Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso siano riportati i Paesi di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento. Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura ‘Origine del riso: Italia’. Se

invece queste fasi avvengono in più Stati, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Il nuovo regolamento europeo, tuttavia, potrebbe cancellare i decreti italiani, accettando soltanto il concetto di origine del prodotto, ma non di tracciabilità. Anche su questo fronte si preannuncia battaglia, almeno da parte degli agricoltori che vogliono vedere valorizzata la qualità del loro prodotto, coltivato con tutte le cure e le attenzioni che, al di fuori della UE, non fanno parte

della prassi di lavoro”. “L’esperienza ci dice che il mercato interno è comunque sempre inluenzato dalle importazioni. Questo anche indirettamente, visto che l’aumento dell’import di riso di tipo Indica negli anni scorsi ha modiicato gli investimenti in Europa contribuendo a squilibrare il mercato delle varietà tradizionalmente coltivate nei Paesi membri”. “Abbiamo bisogno di prendere provvedimenti urgenti per salvare le nostre aziende – conclude – ma con una visione d’insieme che sia capace di rafforzare la parte agricola e la iliera attraverso la valorizzazione del prodotto italiano. Tocca anche a noi agricoltori fare i primi passi insieme agli altri attori”. nnn

PIEMONDINA, PER VALORIZZARE IL RISO MADE IN PIEMONTE

In Piemonte la Regione ha lanciato il progetto “Piemondina”, a cui ha aderito Carrefour Italia, che ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti realizzati con riso 100% piemontese attraverso una comunicazione mirata sul prodotto a scafale. “Ci auguriamo – commenta Perinotti - che il progetto abbia successo e che, con l’incremento delle vendite da parte della distribuzione organizzata e di conseguenza delle riserie, si possa contribuire a migliorare i rapporti di iliera, valorizzando maggiormente il prezzo all’origine del risone”. FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 29


Come opera il panel di giudici? Un panel di giudici addestrati e qualiicati opera utilizzando un protocollo operativo rigoroso: ci si riunisce in un ambiente idoneo con un panel leader, si raccolgono i dati ambientali, si veriica l’idoneità dei giudici ad eseguire l’analisi stessa, si procede con la preparazione dei campioni, si esegue l’analisi sensoriale con la compilazione di apposite schede, si elaborano statisticamente i dati, si emette il certiicato di analisi. I panelisti utilizzano alcuni strumenti speciici (tavolette, bicchieri, ecc.) per eseguire le valutazioni.

Riconoscere i difetti, leggere l’etichetta, allenare i sensi l’uso di dazi e blocchi all’importazione. Molto meglio sarebbe lavorare per far capire di più ai consumatori quali sono le differenze qualitative dei risi italiani e come riconoscerle al momento dell’acquisto. Le applicazioni vanno dunque da semplici analisi tecniche-qualitative, che si possono svolgere in qualsiasi azienda di produzione, ristorante, scuola, impianto di trasformazione, ino alle più rafinate analisi descrittive quantitative, che possono essere utilizzate per valutare le caratteristiche peculiari fornite al riso da un territorio (ad esempio per il riso DOP o IGP), da una tecnica di coltivazione o da un sistema di produzione, confezionamento, invecchiamento.

Quali sono le applicazioni possibili dell’analisi sensoriale? I campi di applicazione sono molteplici in quanto il settore è ampiamente inesplorato. La paura della concorrenza con i grandi produttori di riso mondiale, che sempre più stanno invadendo l’Europa, trovano una contrapposizione spesso sterile da parte del- Come si diventa “sommelier del la politica che fa fatica a proporre riso”? Per diventare sommelier del riso occorre frequentare un primo corso base sulla psico-isiologia della Massimo Biloni percezione. In seguito si apprene Valentina Masotti

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SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

dono le basi per acquisire il titolo di GQ - Giudice Qualiicato. Quindi si conclude la parte formativa con la specializzazione nel settore e l’ottenimento del titolo di PASR, Professionista in Analisi Sensoriale del Riso. Ovviamente il titolo senza esercitazione non serve a molto e occorre, come negli altri settori, tenersi in “allenamento”.

ottimi per la salute.

Riso integrale rosso per alimentazione

È importante informare i consumatori, insegnare a scegliere. I “sommelier del riso” possono svolgere un compito di divulgazione? Acquaverderiso è la società in Italia che forma i sommelier del riso. Una delle principali attività svolte è proprio quella della divulgazione che loro sono in grado di fare. In futuro ne serviranno sempre di più, in tutta Italia e all’estero. Un interessante capitolo del volume è dedicato a come riconoscere il riso italiano di qualità… Prima di tutto occorre chiarire cosa si intende per riso italiano di qualità. Se si intende un prodotto coltivato in Italia e che ha un livello di difetti molto basso allora ci sono diversi strumenti a disposizione che permettono di riconoscerlo: da alcune informazioni sull’etichetta (soprattutto le diciture volontarie) e dall’analisi del campione. Nel libro si spiega in maniera semplice e chiara come leggere l’etichetta e come fare una prima analisi semplice alla ricerca dei difetti. Nel saggio si parla anche dei “risi colorati”. Di che si tratta? A cosa è dovuta la colorazione del chicco? I risi colorati sono stati introdotti in Italia nel 1997. La prima varietà è stata Venere, dotata di un granello nero aromatico. Oggi sono circa una ventina, spesso poco noti. La colorazione è data da pigmenti naturali, le antocianine, che si trova32 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2018

Sono circa una ventina i risi colorati da pigmenti naturali, le antocianine no nella parte esterna del granello integrale, il pericarpo. Le antocianine, di colorazione variabile dal rosa al marrone, al viola, al nero, sono polifenoli con effetto antiossidante,

In Italia si vanno diffondendo i “risi rossi”. Ce ne può parlare? Esistono due tipi di risi rossi: quelli rossi naturali e quelli ottenuti dalla fermentazione di un lievito, il “Monascus purpureus”. Mentre i primi sono coltivati in Italia e stanno diffondendosi sempre più per i vari utilizzi in cucina e per la presenza delle antocianine, i secondi sono coltivati all’estero, principalmente in Cina, sono bianchi in partenza e diventano rossi dopo la fermentazione. I risi rossi fermentati non sono venduti tal quali ma macinati e posti in pastiglie acquistabili in farmacia: hanno effetto anti-colesterolo. È bene ricordare che si tratta di due prodotti diversi. nnn

LA GUIDA PER CONOSCERE IL BUON RISO ITALIANO

“Il libro del riso italiano” (Cairo/Comunica, ottobre 2017, 320 pp., 17,90 euro) di Valentina Masotti e Massimo Biloni indaga la risicoltura a 360 gradi, «dalla risaia al piatto», come recita il sottotitolo. Un volume unico, completo, scritto a quattro mani da due intenditori: un agronomo specializzato sul riso e un’esperta di comunicazione e “sommelier del riso”. Gli autori analizzano a tutto tondo la coltura e la cultura risicola e passano in rassegna le principali varietà italiane: dai risi storici, come Carnaroli e Arborio a quelli neri e rossi, agli aromatici, ino ai risi di nuova generazione, utilizzati anche in nutraceutica. Nel testo, anche una ricca sezione dedicata alla cucina: ai principali metodi di preparazione e alla scelta delle varietà adatte ai diversi usi. Quindi propongono il ricco ricettario, con piatti della tradizione, ma anche preparazioni fusion originali e innovative. Forniscono pure la guida all’acquisto del “riso in cascina”. Chiude il volume il medico nutrizionista Federico Francesco Ferrero con una postfazione sulle qualità nutrizionali del cereale che “sfama” ogni giorno quasi metà della popolazione mondiale.


M A P PA M O N D O

di Jordan Nash

Accordo sul riso Stati Uniti Cina sione o l’approvazione da parte della FDA”. Prima Via libera della commercializzazione a importazioni per il consumo umano o il cibo animale di Huahui 1, negli Usa Huazhong dovrà ottenere del prodotto un’ulteriore approvazione Ogm di Pechino dall’EPA e dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Nel 2017 Usa e Cina hanno aperto un dialogo per una nuova cooperazione economica con un piano d’azione di 100 giorni. Il primo passo nel processo è avvenuto lo scorso anno quando è stato consentito agli Stati Uniti di iniziare le a Food and Drug Administration ame- spedizioni commerciali di ricana ha approvato, prodotti a base di manzo e carni bovine statuniper la prima volta, il riso geneticamente modiicato tensi. A luglio 2017 sono della varietà Huahui No.1 stati concordati gli ultimi dettagli del protocollo per coltivato in Cina e creato dalla Huazhong Agricultu- consentire agli Stati Uniti di iniziare a esportare ral University. La FDA ha riso in Cina per la prima informato con una lettera volta. Per USA Rice questo l’Università cinese. “Il riso geneticamente modiicato è stato il più complesso accordo itosanitario sul Huahui No.1 – ha scritriso mai stilato. Va tenuto to - non si distingue in conto che la Cina è il più composizione, sicurezza grande consumatore oltre e altri parametri rilevanti dal cibo umano e animale che produttore di riso al mondo. Dal 2013, è stato derivato dal riso attualmente sul mercato; anche anche il maggiore imporil grano di riso Huahui n. 1 tatore, con quantità che geneticamente modiicato hanno raggiunto quasi 5 milioni di tonnellate nel non solleva problemi che 2016. richiederebbero la revi-

PRESIDENTE FRANCESE MACRON AGLI AGRICOLTORI

Macron ha deciso di fare del rilancio dell’agricoltura uno dei suoi cavalli di battaglia e lo ha ribadito in occasione del primo incontro dell’anno con gli agricoltori. Il punto fondamentale, secondo il presidente, sono i prezzi delle derrate alimentari. Oggi, a suo avviso, gli agricoltori a malapena riescono a coprire i costi di produzione perché i grossisti e le catene della grande distribuzione, che hanno il quasi monopolio del mercato, lasciano margini quasi inesistenti alle aziende agricole. Macron ha cercato di rassicurare il settore, ricordando che rimane “la chiave del nostro futuro”. Il presidente ha presentato la sua tabella di marcia per una trasformazione profonda dell’agricoltura francese, allo scopo di farle ritrovare la “via virtuosa del valore”. Recentemente i settori della distribuzione, dell’agroalimentare e i produttori agricoli hanno firmato una carta della buona condotta, che dovrebbe permettere una migliore ripartizione del valore tra gli attori e di fermare la guerra dei prezzi, in attesa del progetto di legge scaturito dagli Stati generali dell’Agricoltura. L’IMPEGNO DEL PREMIER UCRAINO GROYSMAN

L’agricoltura costituisce uno dei settori chiave dell’economia dell’Ucraina e farà grandi passi avanti con il sostegno del Governo. Lo ha annunciato il premier Volodymyr Groysman, precisando che verranno decisi programmi per fornire aiuti economici diretti ai produttori. Secondo quanto dichiara-

to, quest’anno verranno erogati sussidi per un totale di circa 140 milioni di dollari statunitensi a favore degli allevatori e di 10 milioni di dollari a favore degli agrumicoltori. Inoltre, saranno stanziati 34,8 milioni di dollari per aiutare i produttori cerealicoli ad acquistare moderni macchinari agricoli.

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M A P PA M O N D O

In Germania chiudono le stalle Gli allevatori tedeschi non riescono a trovare redditività. Critiche al governo per misure inefficienti

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li allevatori in Germania sono molto preoccupati perché non cessa il vento di crisi che sofia forte sul settore zootecnico; negli ultimi due anni un produttore lattiero-caseario su dieci ha cessato la propria attività. Tra il novembre 2015 e il novembre 2017 il numero delle aziende che allevano vacche da latte è passato da 73.255 a meno di 65.800. A parere del deputato Friedrich Ostendorff, che ha presentato un’interrogazione parlamentare, questa drammatica situazione è il risultato del fallimento del governo nella

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gestione della passata crisi del prezzo del latte. Ostendorff ritiene che le misure messe in atto dal governo tedesco - tra cui un programma di garanzia da 150 milioni di euro - siano ‘del tutto superlue’: “Se i prezzi non consentono di coprire i costi, i inanziamenti pubblici – ha detto - non possono compensare l’ineficienza del mercato”. L’esponente politico ha anche sostenuto che “non si riusciranno a risolvere le future crisi del latte sprecando denaro”. A quanto riporta Agra Press il presidente degli agricoltori tedeschi Joachim Rukwied ha dichiarato: “I prezzi sono nuovamente scesi”, e ciò riguarda anche il settore lattiero-caseario, oscurando le aspettative economiche. In Germania la chiusura delle imprese del settore lattiero-caseario è contraddistinta da una distribuzione disomogenea. In Baviera, dove le aziende agricole sono spesso più piccole rispetto al nord della Germania, quasi 3.200 allevatori hanno abbandonato la propria attività.

BOOM OLIVICOLO IN TUNISIA

La Tunisia è attualmente il secondo produttore mondiale di olio d’oliva dopo la Spagna e non intende fermarsi. Nel 2017 sono stati piantati 4 milioni di nuovi alberi di olivo. Lo ha annunciato il ministro tunisino dell’Agricoltura, Samir Taieb, precisando che il risultato è parte di un programma ufficiale che ha, come obiettivo principale, l’impianto di 10 milioni di nuove piante di olivo in tre anni, privilegiando le zone isolate del nord-est del Paese,

quelle di altura e di frontiera. In Tunisia crescono anche gli investimenti esteri: lo scorso anno si è registrato un +12,8% sull’anno precedente, per un valore complessivo di circa 743 milioni di euro. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Fipa (Agenzia per la promozione degli investimenti esteri), dopo il settore industriale - che ha registrato un incremento del 21,6%, con 322 milioni di euro - viene quello agricolo con un +16,6%.

IRAN PUNTA SUL BIOGAS

La delegazione iraniana è stata conquistata, a Fieragricola, dal biogas e dalla genomica in zootecnia. «Sono molte le imprese interessate ad affiancare alla produzione zootecnica da latte e da carne, anche il biogas», ha spiegato Shafioddin Zoufaghari, presidente della Isfahan Agriculture and Animal Farmers Union, l’associazione degli allevatori della regione Isfahan, che rappresenta 30 cooperative, alle quali aderiscono 65mila allevatori, per una produzione giornaliera di 3.300 tonnellate di latte. «Intendiamo pianificare la realizzazione di quattro grandi impianti da biogas per smaltire le deiezioni di 40 mila capi – ha detto Hassan Fattahi Dolatabadi, presidente della cooperativa Vahdat, che trasforma 1.600 tonnellate di latte al giorno -. Inoltre, vogliamo destinare il compost ottenuto per la produzione di ortofrutta in serra».


ATTUALITà TERRITORIO

Passione equestre

di Gabriella Bechi

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“Cavalli a Roma” kermesse patrocinata da Confagricoltura. Tre giorni di mostre ed eventi

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hiedimi di mostrarti poesia in movimento e ti mostrerò un cavallo”. Ci ha pensato il presidente del Coni Giovanni Malagò a scegliere la frase giusta per riassumere la missione di “Cavalli a Roma. Puro Divertimento”, l’evento che si è svolto alla Fiera di Roma dal 16 al 18 febbraio scorso. La frase è del drammaturgo inglese Benjamin Jonson e, oltre a ricordare la bellezza di questo

Foto di Giampaolo Atzeni

animale, sottolinea la sua centralità in qualunque attività sportiva a lui legata. Tre giorni di mostre ed eventi dedicati ai cavalli, agli sport e alle passioni per questi meravigliosi animali, che ha messo insieme grandi e piccini: competizioni nelle diverse discipline equestri, sia english che western, spettacoli, ma anche i momenti di confronto per i professionisti del settore con convegni, conferenze, workshop e spazi commerciali. L’evento, organizzato dalla società ADMaiora I.R, è stato ospitato dalla Fiera di Roma, un polo espositivo tra i maggiori d’Europa che offre una location polifunzionale di oltre 390.000 mq e ha ricevuto il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma, del Coni, della Fise e di Confagricoltura. Protagonisti dello spettacolo capitolino oltre duemila esemplari di cavalli di moltissime razze. Due i concorsi internazio-


Protagonisti dello show oltre duemila esemplari di cavalli di molte razze

razze. Due i concorsi internazionali di salto ostacoli, Pony Jumping Show, Reined Cow Horse, Attacchi, Team Penning, Barrel Racing e Pole Bending, esibizioni di cavalli spagnoli, spettacoli di arte equestre, carrozze e un padiglione esclusivamente dedicato ai più piccoli che hanno avuto la possibilità di approcciare il pony con un percorso didattico e successivo battesimo della sella. Novità assoluta della manifestazione due spettacolari gare di Jump & Drive, che hanno visto impegnati in un’avvincente gara a tempo combinata un cavaliere di salto ostacoli ed un equipaggio di attacchi. Divertimento e cultura equestre ogni pomeriggio al termine delle competizioni sportive con l’Associazione Italian Equestrian Artist che ha presentato un programma di animazioni equestri completo e variegato. Tra i più applauditi il pluri-campione

italiano di dressage Andrea Giovannini; gli spericolati Alessandro Conte, Andrea Galuppi e Loretta Minollini con le loro acrobazie; i cavalieri spagnoli in Alta Scuola

e in Doma Vaquera; gli arcieri a cavallo con esibizioni di tiro con l’arco al galoppo. Portatori dei valori della nostra tradizione, due gruppi di butteri, che si sono esibiti nel lavoro con il bestiame. Incontri speciali con i simpatici cugini del cavallo, ovvero i muli, accompagnati da Enrico Scolari e dall’associazione Muli Montati e con la famosa Marietta, l’asinella un po’ pigra amica dei bambini. Molti gli ospiti speciali, testimonial dei diversi modi di amare i cavalli: Filippo Bologni, giovane cavaliere dell’Arma dei Carabinieri, star dei social, impegnato da tempo per far uscire l’equitazione dai suoi conini e appassionare a questo sport un pubblico più vasto; Paolo Negro, ex calciatore di serie A, innamorato dei cavalli, presente all’evento in qualità di capitano della Nazionale Equitazione Sport & Salute patrocinata da Policlinico Gemelli, Coni e Fise. Inine, l’attore romano Maurizio Mattioli, che ha portato un tocco di umorismo e la sua grande passione per tutto il mondo dei cavalli. nnn

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FOCUS FIERAGRICOLA

Strategie di rilancio Convegno in fiera sulla suinicoltura. La ripresa passa da aggregazione e concentrazione dell’offerta

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li allevatori di suini hanno chiuso un’annata positiva, per la ripresa dei listini, ma non devono abbassare la guardia e smettere di pensare al futuro del settore, anche perché c’è un deicit strutturale della produzione suinicola di 1 miliardo di euro. Bisogna aumentare la produzione, per soddisfare le richieste di mercato, valorizzando le Dop e investendo sull’export. Servono nuove strategie di aggregazione e valorizzazione dell’offerta e vanno introdotte innovazioni mirate alla competitività”. Lo ha sottolineato Guglielmo Golinelli, rappresentante di Confagricoltura presso l’Osservatorio sul mercato della carne della DG Agricoltura della Commissione europea, intervenendo a Verona, al convegno in Fieragricola sul futuro della suinicoltura italiana. “Proprio nei

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momenti di condizioni favorevoli - ha detto - è necessario ripensare al domani -. La via da seguire è quella dell’aggregazione per una concentrazione dell’offerta, che resta troppo frammentata, e per ottenere modalità più corrette di distribuzione del valore lungo la iliera suinicola. Anche sul piano della valorizzazione dell’offerta occorre fare di più, soprattutto sui mercati esteri; puntando anche su nuovi comparti produttivi, come allevamento brado, biologico, antibiotic free, animal welfare, su cui c’è una forte richiesta da parte dei consumatori”. La crisi pluriennale ha segnato pesantemente il comparto. Si pensi alla consistenza del patrimonio suinicolo nazionale, passato dai 9 milioni e 100 mila capi del 2010 a 7,6 milioni di oggi. In particolare sono diminuite le scrofe, oggi 531mila rispetto alle 631mila del 2010. Sono aumentati al contrario del 50% i suinetti importati da paesi Ue. I dati mostrano chiaramente che si è perso potenziale produttivo e

questo indubbiamente non è positivo. “Vanno messe in atto – ha detto, a margine dell’incontro, il presidente della Federazione nazionale di prodotto allevamenti suini di Confagricoltura Claudio Canali - misure speciiche per il settore suinicolo per aumentare la produzione e per contenere ancora di più i costi, in maniera da migliorare la redditività degli allevatori: nuove tecnologie, miglioramento genetico, mangimistica evoluta, tecniche innovative per conformarsi ai sempre più stringenti requisiti in materia ambientale”. Tra le considerazioni espresse da Canali quelle sulla nuova CUN per la issazione delle tendenze di prezzo in un’unica sede per l’intero mercato nazionale: “Dobbiamo lavorare tutti afinché questa innovazione – ha osservato – agevoli il mercato, lo renda più trasparente e vantaggioso per tutti e non sia invece un terreno di scontro di cui certo non abbiamo bisogno”. (G.B.)


FOCUS FIERAGRICOLA

Futuro in bilico Studio della Fiera e di Nomisma sull’agricoltura dell’ultimo decennio di Gabriella Bechi

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irca 180mila imprese in meno, con una decrescita della forza lavoro di quasi l’8%, ma anche una buona tenuta del valore aggiunto (+3,9%) e un valore medio della produzione per azienda cresciuto dell’88 per cento. È la morfologia della campagna italiana post-crisi ritratta dallo studio Fieragricola-Nomisma, “Agricoltura 2007-2017, cosa è cambiato?”: la fotograia di un decennio. Per l’agricoltura la crisi ha fatto da ac-

celeratore nella struttura, nei processi e nella competitività delle imprese agricole italiane, alla stregua di un “selezionatore naturale” che ha sostanzialmente espulso le aziende più deboli, quelle meno strutturate e organizzate, ma anche chi non è riuscito a intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata. L’uscita dal mercato, in dieci anni, di quasi il 20% delle imprese agricole, in buona parte a conduzione diretta, ha coinciso infatti con diversi salti di qualità: dal valore della produ-


La crisi ha accelerato la ristrutturazione del settore agricolo zione, alla crescita (del 58%) della supericie media per azienda, alla produttività che, con 36mila euro per addetto, è oggi quasi il doppio rispetto alla media Ue. Inoltre, fa ben sperare sia l’ulteriore incremento delle aziende a conduzione femminile – oggi al 20% contro una media Ue del 13% – sia gli incoraggianti ultimi sviluppi di imprese under 35, a +14% negli ultimi 18 mesi, sebbene l’età media sia ancora molto più alta dei colleghi europei. Secondo lo studio Fieragricola-Nomisma negli anni pre e post-crisi è cambiata la struttura, ma anche la congiuntura; una rivoluzione condotta da una domanda che ha ridotto tutti i consumi alimentari (-10,7% in media), con punte legate a prodotti più voluttuari (-13% per vino e alcolici). A fare in parte da contraltare, il boom del biologico – cresciuto nella Gdo del 160% e nei campi del 56% – unitamente alla crescita dei prodotti a marchio (+87%) e all’attività sempre

ZOOTECNIA DIGITALE, ROBOTICA E 3D

Boom di richieste, a Fieragricola, per la robotica e tutti quegli strumenti che spingono verso l’automazione degli allevamenti, come le macchine semoventi per avvicinare il foraggio alle corsie di alimentazione in stalla e quelle per la distribuzione della razione alimentare. Una ditta irlandese ha presentato un collare digitale, per le vacche, in grado di efettuare 36 misurazioni al secondo, registrando calori, ruminazioni, tempi impiegati per mangiare e riposare; ogni anomalia è segnalata in tempo reale all’allevatore sullo smartphone. Un visore 3D permette di entrare nel rumine, il pre-stomaco del bovino, per osservare, attraverso la realtà aumentata, come gli ingredienti del mangime interagiscono con i batteri responsabili della digestione. più multifunzionale del settore primario, con una crescita del valore delle attività secondarie e di supporto trainate da contoterzismo, energie rinnovabili e agriturismo, che ha visto crescere del 35% le proprie strutture. Inine, un chiaroscuro legato all’export della nostra materia prima, da record nel 2017 (6,6 miliardi di euro) e cresciuto in dieci anni del 43%, ma con il massimo storico anche dell’import (12,8 miliardi nel 2017 e +50% in dieci anni).

Ne consegue un saldo negativo senza precedenti: -6,1miliardi di euro. Per il direttore Area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Nel prossimo futuro i cambiamenti socio-demograici e nella domanda alimentare richiederanno un maggior grado di innovazione, funzionalità e sostenibilità delle produzioni agricole ed alimentari. Gli agricoltori svilupperanno ulteriori funzioni ed attività extra produttive in risposta ai grandi cambiamenti sociali e alle richieste dei cittadini in tema di mantenimento delle aree rurale, ecoturismo, sostenibilità, bioenergia. I produttori avranno, dunque, bisogno di nuovi strumenti - inanziari e di gestione del rischio - per combattere la volatilità dei prezzi e gli effetti del cambiamento climatico e di nuovi modelli organizzativi per rafforzare la competitività ed integrare maggiormente la loro posizione nella iliera. Da questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione potranno favorire l’implementazione di modelli produttivi più eficienti”. nnn FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 49


A T T U A L I T à O L I V I C O LT U R A

Dall’oliveto allo scafale Op Confoliva è capofila dell’accordo di filiera per l’extravergine tracciato e sostenibile di Elisabetta Tufarelli

«I  

l percorso di crescita del nostro olio extravergine d’oliva passa, inevitabilmente, dal lavoro armonico di tutta la iliera, sviluppato seguendo tre assi di sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Per promuovere adeguatamente il nostro eccezionale oro verde, ci siamo impegnati a migliorare la produzione, l’eficienza e la vendita». Lo ha detto Pier Luigi Silvestri, presidente dell’Op Confoliva, presentando “Dall’oliveto allo scaffale”, l’accordo di iliera di 27 milioni di euro di cui è capoila la stessa organizzazione dei produttori, insieme a 26 realtà imprenditoriali italiane. Quello dell’olio extravergine è un settore sempre più dinamico sui mercati internazionali, anche sotto la spinta degli oli mediterranei competitor. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Silvestri - è quello di potenziare la iliera dell’olio extravergine di oliva italiano tracciato, rendendola sempre più sostenibile, cioè rispettosa del territorio e capace di offrire il giusto riconoscimento economico agli imprenditori. In questo senso, puntiamo a dare al mondo della produzione un maggiore potere contrattuale, attraverso interventi capaci di migliorare la qualità della produzione e dello stoccaggio, tutelando l’ambiente e

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la salute dei consumatori”. L’accordo di iliera intende promuovere cambiamenti strutturali per migliorare qualità e quantità della produzione e delle strutture di trasformazione, incrementandone anche le vendite; in particolare sono stati messi a dimora 350 ettari di nuovi uliveti intensivi e super intensivi. “Dall’oliveto allo scaffale” metterà in piedi azioni sinergiche per aumentare il valore

Pier Luigi Silvestri

della catena produttiva, dal campo al prodotto inale, utilizzando al meglio le diverse competenze dei vari attori della iliera. “In questo senso occorre certamente – ha sottolineato il presidente dell’Op Confoliva - rafforzare la competitività dal punto di vista commerciale, segmentando l’offerta sui mercati e, nello stesso tempo, rafforzando nel consumatore la consapevolezza e il riconoscimento della qualità. Inine, attraverso questo progetto, ci impegniamo a trasformare, con le energie rinnovabili, i sottoprodotti della iliera in risorse, chiudendo così il cerchio produttivo”. D’altronde l’Op Confoliva di Confagricoltura è formata da esperti del settore olivicolo, tecnici, frantoiani e imprese di imbottigliamento, produttori, che hanno scelto di mettere a frutto la loro esperienza proprio per rilanciare l’olio extravergine di oliva italiano, improntando la politica commerciale all’innovazione, fornendo ai soci servizi tecnici, commerciali, logistici, formativi ed informativi. nnn


FORMAZIONE

L’OFFERTA FORMATIVA PER AZIENDE AGRICOLE E L’ORGANIZZAIONE

Coltivare la crescita formativa

«Skills4agri è il risultato della collaborazione tra Confagricoltura e Intesa San Paolo e tra i rispettivi enti di formazione - cosi ha dichiarato Luca Brondelli di Brondello presidente Enapra. L’ obiettivo è quello di proporci alle nostre imprese come guida del processo di informazione, promozione, validazione e valorizzazione sui temi dell’innovazione e della digitalizzazione riconosciuti come principale leva di sviluppo e crescita del settore agricolo». La formazione diventa quindi un driver per aziende agricole e agroalimentari attraverso il quale acquisire una visione di insieme degli strumenti e delle opportunità di miglioramento dei processi, dei prodotti e di ricerca di nuovi mercati, per essere competitive e al passo con la continua evoluzione degli scenari economici nazionali e internazionali. Per rendere concreto questo percorso, Enapra e Intesa Sanpaolo Formazione hanno co-progettato il catalogo Skills4agri dividendolo in quattro sezioni composte da due corsi ognuna: inanziamenti pubblici e credito privato per le aziende agricole; lo svi-

luppo competitivo attraverso l’aggregazione d’impresa; fattori di crescita competitiva e innovazione; il commercio internazionale del settore agroalimentare. Il 19 febbraio Enapra e Intesa San Paolo Formazione hanno incontrato le aziende agricole ed agroalimentari presso il Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino dove la proposta formativa di Skills4agri è stata illustrata ai suoi potenziali fruitori in tutti i suoi dettagli operativi. Per ofrire alle imprese presenti una panoramica completa delle opportunità derivanti dall’adesione a questo progetto, gli interventi dei promotori sono stati seguiti da alcune case history di aziende che, proprio attraverso l’innovazione (e la formazione quindi), sono diventate riferimento per le rispettive iliere. Il 22 febbraio, invece, l’appuntamento è stato a Roma per l’inizio dell’Alta Formazione. Il corso - che

fa parte del più ampio programma denominato “Coltiviamo Competenze” – ha coinvolto, in questa prima edizione, venti risorse provenienti dalle varie sedi territoriali di Confagricoltura con l’obiettivo di portare al traguardo altrettanti proili professionali altamente qualiicati coerenti con l’obiettivo dell’eicientamento associativo. Si tratta di un percorso formativo articolato che si compone di quattro step principali: visioning, development center, aula e reportistica organizzativa. Il development center, che ha impegnato i discenti per un’intera giornata, è stato il primo momento di incontro e di formazione dei partecipanti. Le varie attività, previste nell’arco della giornata, hanno avuto lo scopo di favorire la conoscenza reciproca tra i partecipanti e il team di assessor e di tracciare un bilancio delle competenze utile a deinire nel dettaglio i contenuti formativi dei successivi quattro moduli didattici in aula che si terranno a partire dal prossimo mese di marzo. Antonella Torzillo

Parola chiave del mese: development center Il “development center” è un percorso di valutazione delle competenze e del potenziale in cui una particolare enfasi è dedicata al coinvolgimento attivo dei partecipanti nel processo. Si potrebbe dire che il development center ha inizio dove termina il tradizionale “assessment center”, in quanto fornisce ai partecipanti l’informazione di feedback - ainché possano orientarsi ad un cambiamento - ed i metodi concreti per sviluppare tale cambiamento. (fonte: HXO Humanities S.r.l.)

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ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

CATANZARO, INAUGURATA SEDE. OMAGGIO CEFALY

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha inaugurato - insieme al componente di Giunta Nicola Cilento, al direttore generale Francesco Postorino, al presidente regionale di Confagricoltura Alberto Statti ed al presidente provinciale Walter Placida - la nuova sede di Confagricoltura Catanzaro. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il governatore della Calabria Mario Oliverio, il consigliere regionale delegato all’Agricoltura Mauro D’Acri, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. I saloni della nuova sede sono stati intitolati a Mary Cefaly, la dirigente di Confagricoltura Calabria che intuì, prima di tutti, già negli anni ‘70, lo sviluppo dell’agricoltura cosi come oggi la conosciamo. “La sua esperienza imprenditoriale - ha sottolineato Statti - è stata orientata dall’innovazione, dalla ricerca, dalle produzioni di qualità e dalla cooperazione. Nella sua storia c’è la storia dell’agricoltura italiana e calabrese ed anche quella di Confagricoltura”.

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di Elisabetta Tufarelli

CONVEGNO DI CONFAGRI TREVISO A CONEGLIANO

Fiscalità in agricoltura

Confagricoltura Treviso ha promosso l’incontro “La iscalità delle aziende agricole nel mercato: regole e vantaggi”, mettendo sotto la lente d’ingrandimento tutti i cambiamenti in arrivo nel 2018. In particolare sono stati esaminati i vantaggi iscali che la normativa riserva, soprattutto nell’ambito del settore vitivinicolo e del commercio di prodotti aziendali. A Conegliano, Gian Paolo Tosoni, commercialista ed esperto in iscalità nel settore agricolo, ha spiegato le novità iscali per le attività connesse in agricoltura e nel settore vitivinicolo, quelle dell’enoturismo, dello street food e del commercio elettronico. Di particolare importanza per gli agricoltori è la nuova normativa sull’enoturismo, contenuta nella legge di Stabilità, che ha deinito le attività che vi rientrano, vale a dire quelle di conoscenza del vino che vengono proposte nel luogo di produzione, le visite nei siti colturali, le degustazioni e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, le iniziative a carattere didattico e ricreativo. Il vantaggio per le aziende sarà l’applicazione all’enoturismo delle stesse disposizioni iscali dell’esercizio di

attività agrituristiche.“Per la Marca è una novità molto importante – ha osservato Renato Bastasin, direttore di Confagricoltura Treviso - perché ofre la possibilità a molte cantine di poter mettere in cantiere attività promozionali del vino direttamente nei luoghi di produzione, dalla degustazione dei prodotti anche in abbinamento a piatti tipici o spuntini, alle iniziative a carattere didattico e ricreativo. Il tutto con agevolazioni iscali. Molto interessante anche la novità sullo street food, che prevede la possibilità di somministrare prodotti agricoli, anche manipolati o trasformati, con l’utilizzo di strutture mobili su aree pubbliche o private”. Tra le note dolenti ci sarà invece l’arrivo, con il 1° gennaio 2019, della fatturazione elettronica, che cambierà radicalmente il modo di gestire l’attività iscale. L’impresa non potrà più emettere fattura cartacea, ma dovrà utilizzare un formato elettronico in base a standard speciici già in uso nelle fatture emesse alla pubblica amministrazione. Le fatture dovranno essere inviate ai propri clienti attraverso l’utilizzo di un Sistema di interscambio dati (Sid) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Il timore degli imprenditori è quello di una nuova complicazione in arrivo, com’è accaduto lo scorso anno con la dematerializzazione dei registri vitivinicoli, con aggravi burocratici, problemi al sotware e intasamenti della rete.


INCONTRO CONFAGRI BRESCIA CON AZIENDE E TECNICI

Aviaria, si contano i danni

Aviaria, si contano i danni: abbattuto il 10% della popolazione avicola locale. Confagricoltura Brescia ha ospitato, nell’uicio zona di Leno, un incontro con gli allevatori e i tecnici della Regione Lombardia per fare il punto dopo l’emergenza dei mesi scorsi. Presenti Marco Farioli e Paolo Ardigò dell’unità organizzativa veterinaria di Regione Lombardia, i presidenti regionale e nazionale della Federazione di prodotto avicola di Confagricoltura Mauro Zanotti e Oreste Massimino, il presidente di Confagricoltura Brescia Francesco Martinoni e il vicepresidente nazionale Matteo Lasagna. “È una situazione che, nel Bresciano, è stata vissuta molto pesantemente – ha commentato Martinoni -. L’aviaria qui ha colpito in modo durissimo; gli allevamenti sono ormai chiusi in attesa di capire cosa ne sarà del futuro del settore e se sarà possibile ripartire dopo una tale epidemia”. La situazione avicola resta preoccupante. Benchè dallo scorso dicembre non ci siano stati nuovi focolai, gli allevatori devono pagare le conseguenze dell’epidemia. Su una popolazione di 10 milioni di capi, oltre un milione sono già stati abbattuti. I danni diretti del contagio sono stati nel Bresciano pari a 8,5 milioni di euro,

mentre quelli indiretti sono ancora da quantiicare e preoccupano molto il settore. La zona più colpita è stata quella della Bassa Bresciana, principalmente intorno a Leno. Il fondo di 20 milioni di euro già stanziato a livello nazionale è stato così suddiviso: 10 milioni di euro sono stati destinati ad appannaggio del ministero della Salute, dei quali 1 milione è stato riservato all’IZS e 9 milioni di euro alle regioni coinvolte, Lombardia in primis, che avranno una spesa possibile intorno ai 2.500.000 euro, dei quali il 12% (circa 300.000 euro) potrebbe essere destinata a ripagare il fermo di alcuni allevamenti di tacchini. Gli altri 10 milioni di euro sono ad appannaggio del ministero dell’Agricoltura che ne ha destinati 5 per il 2019 e 5 per il 2018. Quest’anno, quindi, la regione Lombardia disporrà di una cifra intorno ai 5 milioni di euro. Per i danni diretti sono già stati stanziati 24 milioni di euro, dei quali 10 sono stati destinati alle aziende da ottobre ad oggi, mentre nei prossimi mesi arriveranno i restanti. Le misure sanitarie in vigore, ino a ine gennaio, sono state prorogate ino al 28 febbraio. Per quanto riguarda la check list, Marco Farioli ha sottolineato come questo sia semplicemente uno strumento utile al veterinario durante le veriiche, ma è importante che gli allevatori capiscano la necessità di seguire le norme di biosicurezza, per poter allontanare il rischio di contaminazione e difusione del contagio. E’ stato rinnovato l’appello agli allevatori perché siano prese tutte le precauzioni necessarie.

SALERNO, ELETTO PRESIDENTE ANTONIO COSTANTINO

Antonio Costantino è il nuovo presidente di Confagricoltura Salerno. Lo ha nominato il direttivo provinciale dell’Organizzazione. Costantino, 53 anni, di Battipaglia, è coniugato e ha tre iglie. È un dirigente competente con molteplici incarichi ed attività associative. Tra gli incarichi quello di presidente del consiglio di amministrazione della organizzazione di produttori “Consorzio Jonico Ortofrutticoltori”. Tra l’altro Costantino è consigliere delegato della Unacoa, società commerciale agricola con più di 140 milioni di euro di fatturato e presidente della cooperativa agricola “Sele Natura” di Eboli. Inoltre è responsabile di “Agricola Giò s.s.”, un’azienda frutticola di Eboli con 220 ettari coltivati tra i comuni dì Battipaglia, Eboli e Capaccio a fragole, nettarine e kiwi. “Raccolgo un’eredità impegnativa – ha detto - e intendo mantenere fede ad una tradizione che vede Confagricoltura leader tra le organizzazioni degli imprenditori agricoli”.

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Competenze digitali. L’innovazione parte dagli istituti agrari DIGITALIZZAZIONE E AGRICOLTURA SONO UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE. “#FILIERE INTELLIGENTI” INCUBATORE DI IDEE

é

innovazione la parola d’ordine di Confagricol- italiani e dei futuri periti, ha rilevato che, negli ultimi tura per Fieragricola. Più di 400 gli studenti che tre anni, più della metà aveva attivato iniziative per la hanno partecipato a lezioni e proiezioni sull’a- digital transformation e per l’acquisizione delle compegricoltura di precisione e la cisgenetica, organizzati tenze digitali, prevedendone l’applicazione in progetti nello stand dell’Organizzaspeciici legati al comparto zione. L’iniziativa è stata il agricolo ed ha dichiaraIL C O M M E N T O frutto della collaborazione to di volerle incrementare In questi anni abbiacon gli istituti agrari di tutnel futuro. “Siamo più che mo lavorato molto, con ta la regione. Progresso e convinti – ha proseguito Confagricoltura, per innovazione non possono Maiorano - che digitalizzafar crescere la squanon passare dai giovani. zione e agricoltura siano didra e il territorio. E “Sono pienamente d’acventate imprescindibili, così con loro un gruppo di cordo con il presidente come è indispensabile, per giovani preparati e cadi Confagricoltura Verona un’agricoltura innovativa e paci di superare l’inFerrarese, che ha sottolinesempre più competitiva sui dividualismo per fare ato come l’innovazione in mercati internazionali, consistema. Ci attendono azienda si faccia tutti i giordividere attività e risorse. E’ sfide importanti: per combatterle e vincerle ni per restare sul mercato necessaria la collaborazioè indispensabile rendere la nostra agricolche, tra l’altro, in agricolne di tutto il sistema agrotura sempre più competitiva sui mercati intura è sempre più dificile alimentare e sarà fondaternazionali. Per far questo non si può pre– ha osservato il presidente mentale mettere in contatto scindere dall’innovazione di processo, di Raffaele Maiorano -. Ecco chi fa innovazione con chi prodotto e di sistema. Abbiamo lavorato su perché diventa fondamenproduce cibo”. E gli ‘under questi temi convinti che non si possa, come tale lavorare in iliera e in 40’, con #Filiere intelligenti, fanno altri, limitarsi alle annunciazioni. rete, anche collaborando il percorso intrapreso asServe consapevolezza, onestà, approfondicon il sistema educativo sieme ai giovani imprendimento e concretezza. Sono convinto che si degli istituti agrari italiatori di Federalimentare e al debba ripartire da qui per rendere la nostra ni e dei futuri periti”. Una CNR, hanno dato vita ad un agricoltura vincente in un Paese ancora carecente ricerca del Digital vero e proprio laboratorio pace di crescere. Transformation Institute, itinerante per unire territori Raffaele Maiorano misurando il livello di ace iliere, aziende e ricerca, Presidente Nazionale Anga quisizione delle competencon l’obiettivo di rilanciare ze digitali del sistema edul’agroalimentare. cativo degli istituti agrari Elisabetta Tufarelli

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PARMA

AD ALESSANDRIA RIUNIONE ANGA INTERNORD

Luca Parenti “allevatore del mese”

Speaking e lobby

Luca Parenti, 36enne allevatore di San Polo di Torrile (Pama), è stato nominato “Agricoltore del mese di gennaio” nell’ambito del progetto “Verso un’agricoltura sostenibile ed innovativa”, realizzato dall’Ansa, a cui collabora l’associazione Gåiovani di Confagricoltura. Parenti alleva un centinaio di capi di frisone per la produzione di Parmigiano Reggiano e coltiva circa 30 ettari di terreno. «Quattro anni fa - ha spiegato - ho deciso di iniziare l’automatizzazione dell’azienda. Oggi sono molto soddisfatto della mia scelta, che ha comportato un miglioramento della mia vita, ma anche del benessere animale, che si traduce, tra l’altro, in maggiore quantità e migliore qualità del latte prodotto». Nell’ambito del progetto AgriUe, Luca ha illustrato il funzionamento della spazzola per pulire la schiena degli animali e del robot che avvicina il fieno alle vacche per garantire alimenti freschi durante tutta la giornata.

I giovani dell’ANGA investono in formazione e lo fanno puntando su public speaking e lobbying eicace. Questi sono infatti gli argomenti sviluppati durante la riunione dell’InterNord dell’Associazione, che si è tenuta al Castello di Piovera (Alessandria), ospiti del presidente provinciale Alessandro Calvi di Bergolo. Il relatore è stato Andrea Pucci, psicologo del lavoro ed esperto in comunicazione, già attivo nell’ambito dei progetti della Confederazione. Folto il gruppo degli imprenditori under 40, ad iniziare dalla vicepresidente nazionale Alda Dalledonne, dal presidente regionale Giovanni Chiò e dai colleghi regionali e provinciali del Nord Italia.“La formazione è indubbiamente elemento fondamentale per la crescita della persona e dell’imprenditore – ha detto Alda Dalledonne – ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare una giornata a capire i meccanismi per una comunicazione eicace, in grado di far riconoscere il nostro lavoro e il nostro ruolo anche al di fuori della iliera agroalimentare. Per noi, inoltre, è importante relazionarci in ambito associativo con gli agricol-

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tori di tutte le età, portando il contributo che soltanto la nostra generazione può esprimere al meglio nel processo di evoluzione del settore primario”. Preparazione, propensione all’innovazione e capacità di fare rete diventano quindi elementi fondamentali per far crescere le imprese e il comparto: in questo senso uscire dal cortile della propria azienda ed afacciarsi al mondo sono azioni necessarie e improcrastinabili. “Il modo di fare agricoltura è cambiato ed è in continua evoluzione – ha aggiunto Giovanni Chiò, che è anche consigliere di Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura – per questo dobbiamo essere sempre aperti alle nuove forme di comunicazione, oltre che di innovazione, che diano all’agricoltura italiana e alle sue peculiarità territoriali il giusto peso in termini economici, sociali e di visibilità. Fare lobbying, pertanto, è diventato fondamentale”. La giornata si è arricchita con la visita alla tenuta del Castello di Piovera, che vanta origini ultrasecolari e un parco biologico di 30 ettari, meta di turisti amanti della natura e della storia. (Anna Gagliardi)


ANGA MANTOVA IN VISITA AL PARCO AGROALIMENTARE

Valorizzare il settore primario FICO, acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, il parco agroalimentare più grande del mondo, realizzato da Eataly alle porte di Bologna, è stata la meta dei giovani di Anga Mantova. Prima tappa le stalle all’aperto. Ecco allora i bovini da carne, quelli da latte, le razze ovicaprine, i conigli, gli equini, gli asini, le oche, le galline ovaiole e i suini. Nell’area esterna di FICO sono presenti anche campi e serre dedicati alle principali coltivazioni del territorio nazionale, come i cereali (mais, grano, orzo), il riso, la vite, i piccoli arbusti, le orticole, gli alberi da frutto, il luppolo, la canapa, gli olivi e gli agrumi. All’interno del parco poi ecco esplodere in tutta la loro magniicenza la ricchezza e la biodiversità dell’agroalimentare italiano. Aree dedicate alla carne, al pesce, alla frutta, alla verdura, ai dolci, al gelato

artigianale, alle bevande alcoliche, vino e birra, al latte, con le principali aziende nazionali che mettono ogni giorno in mostra le loro modalità produttive e, tramite laboratori didattici, spiegano ai visitatori, grandi e piccoli, come vengono realizzati i prodotti presenti sulle nostre tavole: «Ottima organizzazione, disposizione e qualità del servizio – spiega Andrea Car-

lini, presidente di Anga Mantova – ma il parco assomiglia molto di più a un grande supermercato». Per Carlini ciò che manca è «il rapporto con la base primaria della iliera, dato che non vi è alcun tipo di rappresentatività della realtà agricola e del settore primario, ma solo dell’ultimo passaggio, quello concernente cioè la trasformazione e la commercializzazione.». Il termine “contadino” non mi piace, perché viene utilizzato prevalentemente a scopo di marketing e non per valorizzare il settore primario. Non bastano qualche coppia di animale da allevamento e qualche orto a rappresentare nella maniera corretta la qualità e la professionalità degli imprenditori agricoli. Occorre dare più valore e più rappresentatività al settore primario, che è la base dalla quale tutto parte». (Nicola Artoni)


OVE R 6 5

di Elisabetta Tufarelli

Impegno sociale di Anpa Ferrara questa occasione abbiamo scelto di dare la massima attenzione ai giovani, grazie a un progetto che è stato divulgato tra i nostri soci, gli amici e i conoscenti. Sappiamo che in caso di infarto se si interviene nei primi cinque minuti, oltre a salvargli la vita, un ragazzo potrà condurre una vita normale». Il deibrillatore è stato consegnato ieri al preside dell’istituto Taddia, Andrea SarAnpa Ferrara, che conta circa 2900 dini, il quale ha ringraziato l’Anpa pensionati associati, con le sottoe ricordato l’utilità dello strumento scrizioni del 5 per mille del 2017 al servizio della scuola. «Quando si ha acquistato un deibrillatore per uniscono le forze – ha sottolineato l’istituto “F.lli Taddia” di Cento, Maria Grazia Marangoni, coordinadotato di palestra. Professori e trice territoriale di educazione isica allievi hanno anche partecipato a e sportiva - si ottengono risultati un corso di primo soccorso, a cura migliori. Noi come ex Provveditoradi Daniele Cariani del 188 di Cento. to, da ottobre a dicembre, abbiamo «Siamo un’associazione molto attiva tenuto sei corsi di primo soccorso». nell’ambito sociale – ha spiegato il «Le imprese – ha ricordato Il prepresidente degli over 65 di Confasidente di Confagricoltura Ferrara gricoltura Ferrara Stefano Spisani Pier Carlo Scaramagli - hanno una – che già ha avuto la possibilità forte funzione sociale e questo condi dare contributi ad Ado e Ail. In tributo lo dimostra. Siamo anche

CHI SMETTE DI FUMARE mangi pomodori. per riparare i danni ai polmoni. Questo l’esito di una ricerca condotta alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, pubblicata sulla rivista “European Respiratory Journal”. Lo studio, durato 10 anni, ha dimostrato gli effetti benefici di frutta e verdura sui polmoni. E ha stilato un elenco di quelle capaci di rallentare il declino della funzione respiratoria a tavola. Sono pomodori e mele a non dover mai mancare nella dieta di chi fuma e di chi vive accanto ad un fumatore. 60 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2018

in prima linea con “Galeorto”, un progetto di don Bedin per l’inserimento dei detenuti». E’ intervenuto anche Carlo Sivieri presidente Anpa Emilia-Romagna. “Invitiamo – ha detto - coloro che hanno bisogno di fondi a contattarci; valuteremo con attenzione ogni richiesta perché quando si tratta di beneicenza ci saremo sempre”. CURCUMA PER LA MEMORIA La curcuma, una delle spezie della tradizione indiana, è una mano santa per l’attività cerebrale, in particolare aiuta a puntellare la memoria. E rappresenta anche un antidoto naturale contro la depressione. Lo rileva uno studio dell’Università della California di Los Angeles, pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry, che ha evidenziato le virtù anti-iniammatorie della curcumina, particolarmente adatte a rallentare il decadimento psichico degli anziani. La ricerca ha evidenziato come le iniammazioni siano, infatti, le prime responsabili di demenza e depressione. Lo studio condotto su 40 pazienti tra i 50 e i 90 anni è durato 18 mesi e ha dimostrato che chi aveva assunto per un anno e mezzo 90 mg di curcumina due volte al giorno ha rivelato un aumento del 28% delle capacità mnemoniche e di concentrazione, rilevando anche un miglioramento dell’umore e meno segnali delle proteine amiloidi e tau nell’amigdala e nell’ipotalamo, associate alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.


AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

VILLA TOMBOLINA RELAIS

Nel cuore delle Marche

T

ra le regioni d’Italia che negli ultimi anni hanno maggiormente investito nei settori dell’accoglienza, sviluppando il turismo culturale e quello enogastronomico, ci sono le Marche, che hanno fatto leva sul proprio ricco patrimonio artistico e paesaggistico per avviare la rinascita. Numerosi gli illustri personaggi nati qui e le località da non perdere: da Giacomo Leopardi a Gioacchino Rossini per citare i più celebri artisti, a luoghi come Urbino, che trasuda storia da ogni vicolo, o al magico Monte Conero, afacciato sul mare. Anche i vini marchigiani - dal Verdicchio dei Castelli di Jesi al Lacrima di Morro d’Alba, dal Rosso Conero al Bianchello del Metauro - stanno conquistando l’attenzione dei

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media grazie agli investimenti degli agricoltori che hanno migliorato qualità e immagine dei loro prodotti. Operazione nel complesso riuscita, sebbene ancora in ieri, visti i risultati in ambito enoturistico e il fermento culturale che contraddistingue oggi questa regione. Decidere di passare nelle Marche un week end o una settimana signiica pertanto scegliere tra ininite possibilità, certi che non si andrà mai incontro alla delusione. Nella provincia di Pesaro Urbino, a Montemaggiore al Metauro, c’è una tenuta che racchiude eleganza e che domina l’intera valle, da Urbino a Fano, ofrendo un panorama mozzaiato: è Villa Tombolina, una struttura del Settecento con una villa padronale, un casolare e un villino, oltre a una cappella privata, un

parco, due piscine e quaranta ettari di azienda agricola coltivati a uliveto, vigneto, frutteto, erba medica. Completa la struttura un allevamento con una cinquantina di suini allo stato brado. “L’azienda – racconta Adriana Fraticelli, che insieme alla cognata Paola si occupa dell’ospitalità e della gestione delle strutture – era condotta da mio suocero (papà di Paola). A lui si deve il recupero e il potenziamento dell’attività agrituristica”. In efetti Villa Tombolina, di anno in anno, ha migliorato l’accoglienza. “Il tutto è iniziato prima del 2000 con il recupero della villa padronale - dice quindi due anni dopo è stato avviato il restauro del resto della struttura, sempre in un’ottica di grande rispetto del contesto ambientale e paesaggistico. Sono stati fatti lavori importanti anche nei sotterranei, quindi è stata inaugurata una prima piscina per la villa e poi un’altra per il casolare”. Il risultato è una sorta di albergo difuso, un relais che esalta al meglio le prerogative della campagna marchigiana, grazie a un’architettura attenta a coniugare la storia con l’innovazione. La villa si articola su due piani: al piano terra si trovano una grande cucina, una sala da pranzo con salotto e camino, la cantina e un salone in grado di ospitare un centinaio di persone per eventuali meeting. Al


primo piano si afacciano sul salone centrale quattro suites, di cui due con un ampio terrazzo panoramico. Nella suite principale la sala da bagno è rivestita di marmo rosa del Portogallo ed è dotata di una vasca idromassaggio. L’imponenza della struttura emerge chiaramente dall’atmosfera che il lavoro di restauro ha saputo mantenere, curando anche i minimi dettagli di arredo. L’antico casolare risale al sedicesimo secolo ed è stato ristrutturato ricavando nove stanze con vista panoramica, ciascuna con servizi privati, alle quali si aggiungono due cucine, ampi saloni e spazi esterni a disposizione. Inine il villino, una sorta di cottage con due camere matrimoniali con servizi privati e una grande cucina attrezzata che si afaccia sul prato di una delle due piscine di Villa Tombolina. Gli ospiti possono, su richiesta, partecipare alla raccolta delle olive, dell’uva, oppure visitare le cantine

della zona alla scoperta della vitivinicoltura locale. L’azienda agricola della famiglia Fraticelli ha qualche ettaro di vigna, ma non viniica, preferendo conferire le uve di Bianchello del Metauro, Sangiovese e Moscatello a realtà imprenditoriali limitrofe. La carne dei suini viene invece lavorata in un salumiicio di iducia poco distante dalla struttura. Villa Tombolina non efettua servizio ristorazione, VILLA TOMBOLINA

Via Tombolina - Montemaggiore al Metauro (PU) tel. 0721/891918 - cell. 320/6584997 email: info@villatombolina.it www.villatombolina.it

ma il fratello di Paola, Massimo, ha nelle vicinanze un locale celebre per i menu che propongono piatti tipici con materie prime del territorio. Da Montemaggiore al Metauro si può partire per numerosi itinerari: a pochi chilometri ci sono Urbino, Gradara, Pesaro, San Leo e numerosi borghi medievali ricchi di fascino. Per chi concepisce la vacanza attiva, ci sono percorsi nel Metauro, nella Riserva naturale Gola del Furlo, sulla riviera del Conero, tutti percorribili a piedi o in mountain bike. Per lo shopping sfrenato, le Marche sono sede di numerosi spacci aziendali e outlet con famosi brand della moda e delle calzature Made in Italy. Per chi cerca l’enogastronomia, vini, olio e tartufo, stagione permettendo, sono garantiti. Villa Tombolina, terminato il riposo invernale, aprirà le porte nel mese di marzo per accogliere i primi turisti del 2018. FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 63


TRATTORIA “IL POZZO DI BUGIA” A SERAVEZZA (LU)

Grande carne in Versilia

D

ue cuori, le stelle e la luna. Il pozzo delle bugie era una sorta di quartierino in quel di Querceta (a Seravezza), nel cuore della Versilia, nell’entroterra di Forte dei Marmi, dove, verso sera, gli adolescenti si trovavano per scambiarsi parole d’amore. Flirt, sogni, sentimenti incontrollabili. Lo spirito di quel luogo è conluito ne “Il Pozzo di Bugia” di Gaio Giannelli: una bella trattoria, che a tratti ricorda anche un bistrot parigino, ma dove arrivano piatti da grande ristorante, molto frequentata da versiliesi e da turisti in vacanza. L’ampio seminterrato è contornato dalle ricette, scritte sui muri, che lo stesso chef dedica ai propri clienti. La carta da parati richiama vecchie riviste di cucina, la bandiera americana, simbolo dell’amore per l’inluenza internazionale di Gaio, le luci sofuse, l’ambiente intimo, caldo, accogliente. Qui vige l’informale: piatti, bicchieri, posate, acquistate dove capita e come capita, arredi recuperati, mobili antichi, modernariato, librerie, scafali, libri, quadri, oggetti strampalati, attaccapanni. D’estate il Pozzo si apre in un giardino con olivi, in cui i dettagli degli arredi ripercorrono la stessa ambientazione che faceva da cornice agli adolescenti innamorati. Il resto è Gaio Giannelli, guascone, giramondo, pirata del gusto, che ricerca in Versilia e nelle zone limitrofe, il marchio di una cucina ammaliante. Allievo di Bruno Vietina (Maitò), e sperimentatore delle più disparate inluenze internazionali (USA e Oriente), Gianneli colloquia

internazionali. Non manca una nutrita rappresentanza delle migliori realtà italiane, con diverse digressioni sul biologico e biodinamico. Tra gli antipasti la Mondiola (mortadella) Irresistibile, i Crostini ai fegatini alla toscana e marmellata di cipolle, la Tartare di Manzo in My Way, la selezione di grandi prosciutti. I primi sono tutti fatti in casa, così con i clienti con materie prime locali come i pani: Tordelli Versiliesi al ragù e con il mondo, senza mai perdere di chiusi con la forchetta, Tagliolini ai vista la vecchia lezione dei piatti della colombacci e crema verde, Zuppa di nonna. Per lui, nato in una famiglia di cipolle gratinata, Pappa al pomodoro con burrata. Dal forno a legna da non noti macellai locali, il sapore fa rima perdere La Bistecca del Giannelli, il con semplicità, ma, a dire il vero, il Galletto dal collo pelato, la Doppia suo lavoro è tutt’altro che semplice, costoletta d’agnello, i WÜrstel di mamai banale. All’ ingresso un maiale bianco; accompagnati da patate stodontico carrello dei formaggi ti spalanca la strada di voglie gastrono- di Mommio arrosto, fagioli bianchi e miche: dai francesi a quelli di malga, erbette al vapore. Tra i dolci la Creme brulée alla Vaniglia del Madagascar, passando per quelli a latte crudo i sorbetti, la Marescialla e i biscottini della vicina Lunigiana by Pier Paolo gelato, la Passata di cachi e il semiPiagnieri, pastore e allevatore natufreddo di cioccolato con amarena. rale. Al Pozzo mangiare è un gioco: Imponente e importante la carta dei dalla cucina escono i piatti, mentre dal forno a legna si prepara la magia cafè. delle carni: a partire dalla Bistecca, selezionata dal padre, ino al Black PERE E GORGONZOLA Angus, all’agnello nostrale, al capretto o alle selezioni di anatre. Il servizio è informale e curato. La squadra è formata da Andreea, la compagna di vita e di lavoro e dai suoi allievi, Massimiliano al forno, Nina in cucina, Patrizia ai dolci. Nella cantina del Pozzo conluiscono scelte enologiche provenienti da diverse esperienze. Con “Altizi” di Fattoria di Magliano, Immancabili i supertuscan, i vari Gaio Giannelli consiglia “Pere, formati di champagne, la classe e l’elegorgonzola e noci”. ganza del vino d’oltralpe e dei vitigni FEBBRAIO 2018 | MONDO AGRICOLO | 65


Mondo agricolo 2 online febbraio 2018  
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