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ASSUNZIONI CONGIUNTE • DALL’AGRICOLTURA ALLA MEDICINA DEL FUTURO • IL MAIS SPIEGATO AI PIÛ PICCOLI • EOLICO 2.0 • PNEUMATICI SOSTENIBILI • TRATTORI STRETTI • I VANTAGGI DI MUTUA FIMA • FIORI AL FESTIVAL • RAOUL BOVA AGRICOLTORE


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0802-FO-EU-IT – Foto: Watier Visuel – D. Rousselot

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L’ E D I T O R I A L E 

Un 2015 a tinte forti

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l 2015 è iniziato con importanti e delicati momenti. Dal cambio della guardia in Grecia (che potrebbe ridisegnare alcuni equilibri europei), ad un’attenzione maggiore dell’UE verso misure per una ripresa dei consumi, come il “quantitative easing”, di cui solo tra qualche tempo si potrà testare l’efficacia: questi i tasselli di uno scenario sempre più complesso da interpretare. E andando a guardare più da vicino a “casa nostra”, l’attenzione sembra essere concentrata su vicende ed esigenze di politica interna: l’iter delle riforme, la legge di Stabilità, la nuova legge elettorale, l’elezione del Capo dello Stato e le previsioni di ripresa sul mercato interno. Sono tanti i fronti su cui teniamo alta l’attenzione ed a cui stiamo lavorando. Per citarne solo alcuni: la questione Imu, relativamente alla quale il governo sta finalmente rivedendo i criteri di esenzione, che è stata gestita con poca chiarezza e con tempi assolutamente inadeguati, aspetto che non abbiamo mancato di sottolineare con forza. È evidente la necessità per l’agricoltura di una revisione complessiva della fiscalità, regole certe e tempi ben definiti. La politica agricola comune, per cui il quadro appare complesso e contraddittorio e la cui tempistica è decisamente in ritardo rispetto alle scadenze comunitarie ed alle esigenze delle imprese. A questo si aggiunge il ritardo nell’approvazione dei Psr che va ad acuire una situazione già critica. La copertina di questo numero della rivista è dedicata a Parigi. La capitale francese è stata d’esempio nel dimostrare come, in circostanze di drammaticità estrema, si debba reagire guardando al futuro. Non ci si deve fermare, tantomeno davanti alla crisi di un’economia che ancora stenta a ripartire. Prosegue il nostro impegno, continuiamo ad attuare la nostra strategia, che prevede anche il “fare sistema” con altri soggetti che gravitano, in diverse vesti, intorno al settore agricolo, per realizzare quel nuovo modello di rappresentanza che tanto desideriamo. Frutto di questa strategia è anche la convenzione stipulata con Uncai – rappresentanza delle imprese agromeccaniche – con cui c’è sintonia di obiettivi, strategie e valori. E poi l’impegno per l’Expo che, giorno dopo giorno, stiamo cercando di rendere un’opportunità unica, in cui coinvolgere il maggior numero d’imprese nelle varie iniziative di avvicinamento, dentro e fuori Expo. Per dirla con le parole dell’economista Druker: «Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa». E noi non abbiamo paura di fare scelte coraggiose. L’impegno di Confagricoltura per Expo è ambizioso: far conoscere al mondo il nostro straordinario settore produttivo, attraverso un prima, un dentro, un fuori e anche un dopo, l’Esposizione Universale. Per fare questo le nostre strutture centrali e territoriali sono impegnate a lavorare “in sistema”, per dare visibilità e appeal commerciale alle aziende associate. Mario Guidi

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SO MMA R I O L’EDITORIALE Un 2015 a tinte forti Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 ATTUALITÀ SPETTACOLO Grazie dei fiori Andrea Sampietro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52 Raoul Bova, ambasciatore dell’agricoltura Claudio Costantino . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54

Sullo sfondo: “Tour Eiffel” di Robert Delaunay, 1926

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

PRIMO PIANO OCCUPAZIONE Lavoro: tutte le novità Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Assunzioni «congiunte» Tania Pagano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Dall’agricoltura alla medicina del futuro Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Grappoli da export Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

ATTUALITÀ AGRONETWORK Disegnare reti “young” Maria Cristina D’Arienzo . . . . . . . . . . . . . 56 ATTUALITÀ PREVIDENZA L’assicurazione sanitaria che parla agricolo Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 ATTUALITÀ IMPRESA FAMILIARE La leadership delle PMI Veronica Mazzanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62 PRONTUARIO DELLE ALIQUOTE IVA

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Il supplemento è disponibile sul sito www.confagricoltura.it Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com

Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

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Rubriche SPECIALE SIMA Parigi riparte dall’agricoltura Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Mappamondo Ortofrutta . . . . . . . . . . 46

Pneumatici sostenibili Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Over60 Elezioni presidenza . . . . . . . . 70

ATTUALITÀ ENERGIA ALTERNATIVA Alberi a vento Jordan Nash . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50

Organizzazione Prezzo latte . . . . . . . 64 Anga Ricambio generazionale . . . . . 67

Campi rosa Umbria . . . . . . . . . . . . . . 74 Agriturismo Classificazione . . . . . . . 76 Buono a sapersi Doctor wine . . . . . . 80


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

Lavoro: tutte le novità La legge di Stabilità introduce importanti misure a favore delle imprese, anche agricole, che assumono in forma stabile

a legge di Stabilità per il 2015 (n.190/2014) ha introdotto interessanti novità in materia di lavoro e previdenza. Punta ad incentivare le assunzioni, in particolare quelle a tempo indeterminato, agendo sul cuneo fiscale, ossia sul differenziale (attualmente assai elevato) tra quanto il datore di lavoro versa complessivamente a titolo di retribuzione, tasse e contributi e quanto il lavoratore effettivamente percepisce al netto. Per ridimensionare l’incidenza di imposte, tasse e contributi previdenziali sul costo del lavoro, il legislatore è intervenuto con due diverse misure: esonero contributivo triennale per i lavoratori assunti a tempo indeterminato; integrale deduzione

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dalla base imponibile IRAP del costo sostenuto per i lavoratori a tempo indeterminato e - per i soli datori di lavoro del settore agricolo - per quelli a tempo determinato stabilmente inseriti nella compagine aziendale. L'esonero triennale dal versamento dei contributi previdenziali - per un massimo di 8.060 euro annui - spetta per i lavoratori assunti tempo indeterminato nell'anno 2015 (1 gennaio – 31 dicembre). L'incentivo spetta anche ai datori di lavoro agricolo - grazie anche all'azione confederale volta a superare l'ingiustificata esclusione originariamente contenuta nel disegno di legge di stabilità per il 2015 - sep6| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015


pure con alcune ulteriori prescrizioni. L’agevolazione infatti non è concessa per le assunzioni di lavoratori agricoli che nel 2014 siano stati occupati a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato, ed iscritti negli elenchi nominativi, per un numero di giornate di lavoro superiore a 250. Il beneficio previsto per quest’anno sarà riconosciuto dall’INPS in base all’ordine cronologico delle istanze, fino a capienza delle risorse finanziarie stanziate (2 milioni di euro per l'anno 2015, 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, 11 milioni di euro per l'anno 2018 e 2 milioni di euro per l'anno 2019).A fronte di tali in-

Ridotti Irap e oneri contributivi per incentivare l’occupazione agricola centivi la legge prevede purtroppo la soppressione di alcune importanti agevolazioni precedenti (dimezzamento dei contributi previdenziali per 36 mesi, che diventa esonero totale per le aziende del Mezzogiorno e quelle artigiane). Per quanto riguarda la misura agevolativa sull'IRAP, la norma prevede la deduzione integrale, dalla base imponibile IRAP, del costo complessivo so-

stenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato, eccedente l’ammontare delle deduzioni. In sostanza se la sommatoria delle deduzioni è inferiore al costo del lavoro sostenuto dall'imprenditore, spetta un’ulteriore deduzione fino a concorrenza dell’intero importo dell’onere sostenuto. Si tenga presente che l’applicabilità della disposizione è subordinata alla autorizzazione della Commissione Europea. Ai soggetti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, spetta un credito d'imposta pari al 10% dell'imposta lorda determinata. Tale credito potrà essere utilizzato, esclusivamente in compensazione orizzontale. (G. M.) GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |7


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

Orario modulare e straordinari Nel CCNL Operai non solo aumenti ma anche elementi di flessibilità nell’organizzazione del lavoro e strumenti per il miglioramento della produttività

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rapporti tra datori di lavoro e operai agricoli e florovivaisti sono regolamentati dal nuovo CCNL per il quadriennio 20142017 che conferma l’assetto fortemente decentrato della contrattazione agricola. L’accordo non ha previsto solo aumenti, ma ha introdotto elementi di flessibilità nell’organizzazione del lavoro ed ha fornito strumenti per favorire il miglioramento della produttività

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aziendale. «Il nuovo contratto – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha seguito personalmente la trattativa - è un'ulteriore dimostrazione delle buone relazioni sindacali che caratterizzano il settore primario. Si è definito un accordo coraggioso e innovativo, in cui le imprese hanno fatto la loro parte nonostante la perdurante congiuntura economica negativa, le


ri con quella di mantenere CONTRATTI DI LAVORO IN VIGORE un costo del lavoro sostenibile per l’impresa. Per CONTRATTO OPERAI 2014-2017 CONTRATTO IMPIEGATI 2012-2015 quanto riguarda il decenCONTRATTO DIRIGENTI 2013-2016 tramento sono state definite le linee guida per favorire l’erogazione a livello territoriale di elementi retributivi legati all’aumento della produttività, dell’efficienza, della qualità del lavoro. Soprattutto, nel contratto, sono state introdotte importanti novità nell’ottica della flessibilità dell’orario di lavoro, ampliando sensibilmente la possibilità di ricorrere all’orario modulare ed agli a 44 ore. Il tetto annuo delle ore utistraordinari per la gestione dei pic- lizzabili in tal senso è stato elevato chi di lavoro che caratterizzano il da 75 a 85 ore. Per quanto riguarda settore primario. L’orario modulare i tetti giornalieri e settimanali degli o multi periodale è quella forma di straordinari, che si rifacevano al reorario flessibile che consente, in gio decreto legge 692/1923; sono certi periodi dell’anno, di superare stati alzati a 3 ore giornaliere e 18 l’orario ordinario senza correspon- ore settimanali. sione di maggiorazioni. In pratica, Insomma, nel complesso, si è trattaper quanto riguarda l’orario ordi- to di un contratto importante che si nario di lavoro settimanale di 39 ore è mosso nell’ottica di modernizzare come durata media, si può prevede- l’organizzazione del lavoro e, al conre un aumento delle ore lavorative tempo, di incentivare i prestatori di (G. M.) (per una o più settimane) da 39 fino lavoro.

LE NOVITÀ DEL CONTRATTO

incertezze sull’applicazione concreta della politica agricola comune, il quadro poco chiaro della prossima legge di stabilità». L’aumento retributivo previsto è stato del 3,9% ed è ripartito in due tranche (la prima del 2,1% a novembre scorso e la seconda dell’1,8 % il prossimo maggio). Si è trattato di un incremento che ha cercato di coniugare l’esigenza di salvaguardare il potere di acquisto dei lavorato-

• Aumento retributivo. È stato concordato un aumento retributivo del 3,9% ripartito in due tranche. • Assetti contrattuali. Sono stati confermati i precedenti assetti della contrattazione collettiva agricola, caratterizzati da un’ampia autonomia negoziale del secondo livello di contrattazione (provinciale). • Orario di lavoro. Estesa la possibilità di utilizzare l’orario modulare o multi periodale (da 75 a 85 ore annue). • Straordinario. È stata ampliata la possibilità di ricorrere al lavoro straordinario, attraverso l’elevazione dei limiti giornalieri (da 2 a 3 ore), settimanali (da 12 a 18 ore) e annuali (da 250 a 300 ore). • Premio di produzione. Definite linee guida per favorire l’erogazione a livello territoriale di elementi retributivi legati all’aumento della produttività, dell’efficienza, della qualità del lavoro. • Rappresentanza. Le parti si sono impegnate a definire i criteri di rappresentatività delle Organizzazioni sindacali abilitate a stipulare i contratti collettivi.

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PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

Un innovativo strumento contrattuale proposto da Confagricoltura per dare soluzione ad un problema molto concreto e diffuso nel settore primario

Assunzioni «congiunte»

di Tania Pagano

na delle novità più significative del nuovo anno per i datori di lavoro agricolo è certamente rappresentata dalla possibilità di instaurare le "assunzioni congiunte", disciplinate dall’art. 9, c. 11, della legge 99/2013. Da gennaio 2015 è, infatti, possibile utilizzare questo innovativo strumento contrattuale proposto da Confagricoltura per dare soluzione ad un problema molto concreto e diffuso nel settore primario: i rapporti di lavoro con imprese che, pur distinte dal punto di vista giuridico, operano di fatto in modo molto simile ad un'unica azienda (gruppo, parenti, rete). In tali ipotesi occorre normalmente procedere ad assunzioni separate (ogni impresa assume i propri dipendenti) che, oltre a moltiplicare i costi di gestione, comportano notevoli difficoltà operative, non essendo sempre agevole individuare preventivamente i periodi in cui il lavoratore sarà chiamato a prestare la propria opera nelle varie aziende. Con l'assunzione congiunta, invece, due o più imprese agricole, al ricorrere di determinate condizioni, possono instaurare un solo rapporto

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di lavoro con lo stesso lavoratore al fine di utilizzarlo promiscuamente presso i rispettivi fondi. In luogo di una pluralità di rapporti di lavoro (tanti per quante sono le imprese assuntrici), si instaura un unico rapporto di lavoro col medesimo prestatore. La particolarità sta nel fatto che una delle parti, quella datoriale, è composta da una pluralità di soggetti - anziché da uno solo, come normalmente accade - che rispondono in solido delle ob-

bligazioni contrattuali, previdenziali e di legge che scaturiscono dal rapporto di lavoro. Le assunzioni congiunte possono essere instaurate nelle seguenti situazioni: imprese appartenenti allo stesso gruppo societario (controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile); imprese riconducibili allo stesso proprietario, e cioè le imprese che pur appartenendo allo stesso soggetto (sia persona fisica, che società) risultano dotate


di autonomia economica e gestionale; imprese condotte da soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o affinità entro il terzo grado; imprese legate da un contratto di rete, quando almeno il 50% di esse siano agricole. E' possibile assumere qualsiasi tipologia di lavoratore agricolo (operai, impiegati, quadri, dirigenti) con contratto a tempo determinato o indeterminato. Le modalità di assunzione sono state definite dal D.M. 27 marzo 2014 (G.U.

Strumento per le imprese agricole appartenenti allo stesso gruppo n. 185 dell’11.08.2014) che - coerentemente con la circostanza che si tratta di un unico rapporto, sia pure con parte datoriale composita - ha stabilito che la comunicazione di assunzione congiunta (come quelle di trasforma-

zione, proroga e cessazione) deve essere eseguita da un solo soggetto e non da tutti i componenti la parte datoriale. Per i gruppi d’impresa, la legge ha stabilito che il soggetto incaricato degli adempimenti amministrativi connessi all'assunzione è la capogruppo, mentre per le imprese riconducibili allo stesso proprietario è il proprietario medesimo. Le aziende legate da un contratto di rete o condotte da soggetti legati da vincolo di parentela GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |11


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

o affinità entro il terzo grado devono invece individuare l’impresa tenuta ad La comunicazione effettuare le comunicazioni relative aldi assunzione va effettuata le assunzioni congiunte con apposito esclusivamente via Web accordo da depositarsi presso l’associazione di categoria con modalità che ne garantiscano la data certa (tra- fettua la comunicazione, procedono smissione per raccomandata, via pec, all’assunzione congiunta. La trasmistimbro postale, etc.). In caso di rete, ta- sione della comunicazione di assunle indicazione può essere direttamente contenuta all'interno dello stesso contratto di rete. La comunicazione di assunzione congiunta deve essere effettuata tramite il modello “UNILAVCong” appositamente individuato dal Decreto Direttoriale n. 85 del 28/11/2014 che differisce dal tradizionale modulo UNILAV perché contiene la sezione “altri datori di lavoro", ove debbono essere indicati gli estremi degli ulteriori datori di lavoro che, unitamente a quello che ef12| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015

zione deve essere effettuata esclusivamente tramite la sezione “Adempimenti” del portale cliclavoro.gov.it dove è operativa - dal 15 gennaio 2015 - un’apposita applicazione web. Per inviare la comunicazione bisogna essere abilitati e accreditati al portale cliclavoro, che una volta ricevuta l'assunzione la smisterà ai servizi regionali territorialmente competenti e agli Enti previdenziali. Ulteriori aspetti di carattere operativo connessi alle assunzioni congiunte - a cominciare dagli adempimenti amministrativi che i datori di lavoro debbono porre in essere successivamente all’instaurazione del rapporto (libro unico del lavoro, prospetti paga, denunce previdenziali, F24, etc.) - dovranno essere chiariti a stretto giro dalle amministrazioni competenti (ministero del lavoro, Inps, etc.). 


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

Dall’agricoltura alla medicina del futuro

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«La nostra – dice il presidente di Aboca, Valentino Mercati – è un’officina farmaceutica agricola». La società fattura 106 milioni di euro ed ha 700 dipendenti di Gabriella Bechi

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ono agricoltore. E mi vanto di esserlo”. Inizia così la mia chiacchierata con Valentino Mercati, presidente di Aboca, azienda leader nel mondo nella produzione di piante medicinali. “Sono arrivato all’agricoltura – racconta l’imprenditore - dopo aver avere fatto esperienze diverse, nel mondo della finanza, delle auto ed altro ancora, riprendendo in mano un’azienda di famiglia a San Sepolcro, in provincia di Arezzo, 300 ettari a cereali che non producevano reddito, per realizzare il mio progetto di vita, un pensiero, una visione precisa del mondo e della salute, sotto il segno del vero naturale” L’agricoltura doveva riprendere il suo ruolo essenziale. Poteva e doveva superare i limiti e i danni della chimica. Poteva essere la medicina del futuro. Salute dell’uomo in equilibrio con quella dell’ambiente. Questo è l’ideale che ha guidato Valentino Mercati nel suo grande progetto. Nel 1978 inizia a studiare approfonditamente le antiche tradizioni che legano l’uomo alle piante medicinali, scoprendo un mondo impensabile, dove tutto era già stato detto e utilizzato e capisce che deve portare questo enorme patrimonio di conoscenza a di-

sposizione di tutti, incrociando le risultanze di una storia millenaria con le potenzialità offerte dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche. “Dalla raccolta spontanea di piante da sempre esistite in questa zona, che dal 1200 era nota per le erbe medicinali – dice - ho iniziato la coltivazione e ho cominciato ad utilizzarle nella liquoristica e nell’estetica, ma presto mi sono appassionato al loro impiego nella veterinaria e nella farmaceutica e dal 1984 mi dedico solo a questo ramo di

“Formazione”: questa la parola chiave della filosofia aziendale attività. La nostra è un’ officina farmaceutica agricola. Azienda agricola perché utilizziamo solo materia prima agricola, che trasformiamo in medicinali naturali.” Non si sente un precursore Valentino Mercati, ma un imprenditore che ha creduto in un progetto, in cui ha investito molte risorse, sapendo che avrebbe trovato davanti a sé enormi difficoltà e ostacoli, ma sempre con la convinzione di essere sulla strada giusta. E le difficoltà non sono mancate, a livello legislativo nazionale e comunitario, ma la caparbietà di Valentino Mercati ha avuto la meglio. Oggi Aboca (il nome deriva da Abiga, dal dialetto toscano Campezio, pianta medicinale dalle proprietà depurative) è una Spa, le cui azioni sono al 100% della famiglia, che ha un fatturato di 106 milioni di euro. Mille e 200 sono gli ettari coltivati (di cui 600 di proprietà e 600 in affitto) totalmente meccanizzati (“gli operai non toccano mai la terra con i piedi”, dice), circa 60 la varietà di piante utilizzate, a cui si aggiunge una quota pari il 30% del totale della produzione che viene importata dall’estero, coltivata in terreni rigorosamente selezionati e controllati dalla stessa azienda. Aboca attualmente esporta in 19 Paesi del mondo e vi lavorano, oltre a Valentino, la moglie, i due figli GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |15


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

(“perché faccio l’imprenditore”,dice), ha portato Valentino Mercati verso nuove frontiere di attività. Ha iniziato ad allevare, allo stato brado, in modo rigorosamente biologico, vacche di razza Chianina, maialini dei Nebrodi, piccioni, germani selvatici e da poco anche bachi da seta. Per il momento si sta dedicando ad una linea di prodotti per l’infanzia, ma in futuro chi lo sa! Intanto queste deliziose carni si possono assaggiare nel ristorante aperto da due mesi a San Sepolcro,“Il giardino di Piero della Francesca”, 70 coperti e un menu tutto biologico, compresi i vini. I prodotti utilizzati vengono attentamente selezionati in tutta Italia.“E lo chef chi è?”, chiedo.“Sono io – risponde - . Io scelgo i prodotti, faccio i menù e seguo di persona quello che i due chef fanno in cucina”. Il ristorante è stato subito un successo.“I clienti, tra cui tanti giovani, non sanno con i rispettivi coniugi e 700 dipenLa salute al primo posto. che il ristorante è mio e non sanno denti. “Tutti italiani – dice con orgoSi realizzeranno centri neppure che si mangia solo biologico. glio l’imprenditore, che ci tiene a sotVengono perché le cose sono più tolineare l’italianità della sua azienda e di cura agrituristici buone. E questo per me significa aveil ruolo sociale che svolge per il terrire vinto una grande scommessa. Le cotorio -. Del nostro fatturato solo il 15%, sostanzialmente quello che destinia- lioni di euro in ricerca e collabora con se che fanno bene sono anche più mo a pubblicità e marketing, esce dal- le più importanti Università italiane e buone!” l’Italia. E i nostri dipendenti, tutti as- del mondo, di Agraria, di Fisica e di Me- Nel futuro di Valentino Mercati c’è l’osunti a tempo indeterminato, fanno dicina. La convinzione profonda della spitalità. Sono in via di realizzazione parte di un’unica grande famiglia”. necessità di abbandonare un’agricol- alcuni agriturismi e un albergo, che saCento sono gli addetti agricoli, 200 tura che ha bisogno della chimica, per ranno non dei centri benessere, ma quelli alla trasformazione, 50 sono im- fare prodotti di grande qualità, che veri e propri “centri di cura”. Mettenpegnati nella ricerca, 50 nel controllo fanno bene all’ambiente e alla salute, do sempre l’uomo e la natura, e la loqualità, 50 nell’informazione medica; che hanno un mercato redditizio ro salute al primo posto!  100 sono gli agenti, oltre al personale che si occupa di amministrazione, marketing, export e così via. La formazione è stata e continua ed essere la parola chiave della filosofia aziendale, non solo quella rivolta ai dipendenti, ma anche alle farmacie e ai centri ospedalieri (che sono i clienti di Aboca) e al consumatore.“Perché per vincere questa battaglia ho dovuto far conoscere e insegnare un nuovo stile di vita.” Ma la battaglia Valentino Mercati l’ha vinta soprattutto con la ricerca, storica (ne è testimonianza il suo Museo delle Erbe), botanica, fitochimica, clinica, genetica e tecnologica formulatiValentino Mercati va. L’azienda investe ogni anno 7 mi16| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015


P R I M O P I A N O OCCUPAZIONE

Grappoli da export

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I fratelli Suglia, produttori baresi, attraverso “Ermes”, commercializzano all’estero 35 mila quintali di uva da tavola. In primo piano l’impegno occupazionale di Gabriella Bechi

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er tradizione la famiglia Suglia ha avuto gli occhi puntati sull’export e oggi l’azienda, guidata dai cinque fratelli - Giacomo, Michelangelo, Natale, Nicola e Vittoria - destina il 100% della sua produzione di uva da tavola ai mercati d’Oltralpe (Svizzera, Germania, Francia e Repubblica Ceca) ed a Emirati Arabi e Arabia Saudita. Una scelta vincente che, nel 1985, si è perfezionata con la costituzione della “Ermes Fruit”, società specializzata nella produzione e commercializzazione di frutta, in particolare uva da tavola. L’azienda agricola, in località Noicottaro, in provincia di Bari, produce 15.000 quintali di uva l’anno su una superficie di 35 ettari.“Coltiviamo tutte le varietà tipiche della nostra zona – dice Giacomo Suglia – soprattutto Italia e Red Globe, ma anche quelle senza semi (apirene), varietà precoci, medio tardive e tardive, che ci permettono una produzione di sei mesi, da luglio a dicembre”. Una vera passione quella per l’uva da tavola pugliese, che si percepisce nel rammarico di Giacomo per la nuova moda dell’uva senza semi. “Abbiamo dovuto cominciare a pro-

durla anche noi perché il mercato la chiede, ma rischiamo di perdere il patrimonio di tradizione delle nostre varietà autoctone come l’uva Italia o la Golden Globe, uve tipiche delle regioni meridionali che solo noi abbiamo, che hanno rappresentato negli anni un valore anche sociale, dando

Le cultivar tradizionali di uva apprezzate nei Paesi Arabi lavoro a migliaia di persone, che sono buonissime e uniche al mondo. Tra l’altro hanno un ciclo di raccolta molto lungo (fino a tre mesi), che riduce il tempo di refrigerazione, permettendo di mantenere intatte le proprietà nutrizionali e gustative. I tanto bistrattati semini, poi, contengono sostanze antiossidanti utili nella prevenzione di molte malattie. L’uva apirene, invece, ha un ciclo più breve, deve stare molto in frigorifero, non è altrettanto dolce e poi la sanno fare in tutto il mondo. Questo andrebbe spiegato meglio ai consumatori”. L’unica consolazione su questo fronte viene per Giacomo Suglia dai Paesi

I fratelli Suglia, di cui 5 sono soci di “Ermes”

Arabi, che preferiscono invece proprio le varietà autoctone.“Sarà - commenta, scherzando - perché vogliono fare sempre le cose in grande! Ed i chicchi delle nostre uve sono decisamente più grandi di quelle senza semi”. Tutta la produzione è destinata alla GDO che, nei Paesi stranieri, è molto selettiva, severa nei controlli ed esigente nella puntualità e nella continuità. “Per questo – ci dice - con i miei fratelli abbiamo deciso di costituire “Ermes”, attraverso la quale acquistiamo da altri produttori della zona di Bari e Taranto ed esportiamo 35.000 quintali di uva all’anno. E, per non lasciare scoperta la GDO nei mesi in cui l’uva non c’è, commercializziamo ciliegie della varietà ‘Ferrovia’, sempre della nostra zona, e ortaggi.” I vantaggi di lavorare con l’estero sono molti, a parere di Giacomo Suglia che è anche presidente di Apeo, l’Associazione Nazionale Produttori Esportatori Ortofrutticoli e vicepresidente nazionale di Fruitimprese - a GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |19


PRIMO PIANO OCCUPAZIONE

è in grado di rispondere a tutte le esigenze dei propri clienti, con innumerevoli offerte di packaging. Le buone regole di produzione dell'azienda agricola garantiscono una produzione di qualità, con un sistema di tracciabilità informatizzato, in grado di fornire ai propri clienti l'intero percorso del prodotto confezionato. Inoltre, la famiglia Suglia, da oltre un decennio, collabora con Istituti di ricerca e di sperimentazione agraria, ospitando nuove varietà e migliorando la qualità dell'uva e la sua salubrità. Parallelamente la Ermes commercializza localmente una gamma completa di frutta esotica (ananas, avocado, babaco, banane, feijoa, lime, mango, litchies), cominciare dalla puntualità dei pagaoltre a prodotti nazionali, distribuenLavoro: «Serve menti da parte dei fornitori (i tempi doli a grossisti, ristoranti, aziende di una revisione delle qualifiche sono, in media, 45 giorni).Anche se le catering e locali che operano nella difficoltà non mancano: la crescente stagione estiva. L’azienda lavora 365 e flessibilità nel loro utilizzo» concorrenza di altri Paesi (Spagna, giorni l’anno, tra preparazione del terGrecia, Turchia e Francia), con i quali reno, potature, raccolta e confezionaci si deve confrontare i termini di co- na che, tra l’altro, stanno godendo di mento e impiega 30 lavoratori stagiosti di produzione; la burocrazia, che in un clima particolarmente favorevole nali nei mesi invernali e 100 in quelli Italia impone le sue regole a livello re- alla produzione ortofrutticola – ag- estivi. “Il nuovo contratto nazionale gionale nei disciplinari, che si som- giunge Giacomo Suglia - al contrario da poco firmato introduce senza dubmano a quelle chieste dalla GDO; i co- di noi che nel 2014, ad esempio, ab- bio elementi di flessibilità positivi – sti di trasporto, che in Italia avviene biamo avuto troppa pioggia, poca lu- dice l’imprenditore -. Sarebbe utile, a esclusivamente su gomma. ce e poco caldo, e che possono gio- mio parere, lavorare per una revisio“Per non parlare, a livello internazio- care sulla stagionalità opposta. ne della normativa legislativa sulle nale, dei nuovi competitor come Se a questo si aggiunge l’instabilità qualifiche, soprattutto per una magPerù, Cile,Argenti- dei cambi, l’export nei Paesi extra Ue giore flessibilità nel loro utilizzo. Il lanon vive certo un momento partico- voro in campagna non è come quello larmente felice”. in una fabbrica, dove un operaio svol“Ermes” dispone di una ge quella determinata mansione per modernissima struttura tutti i giorni dell’anno. Da noi è diverdi lavorazione e refrige- so. Se è cattivo tempo, ad esempio, razione della merce di devo poter spostare gli operai a fare circa 3.000 mq su un'a- un lavoro al coperto. O se mi arriva rea di 12.000 mq, nel ri- un ordine urgente devo mettere più spetto di tutte le norme persone all’incassettamento. La rigidi autocontrollo igienico- dità delle qualifiche non aiuta. E se sanitarie. Un moderno siste- non le rispetti rischi sanzioni pesanti, ma di raffreddamento garantisce anche se sei un imprenditore che dà l'assoluta qualità del prodotto e, lavoro, regolarmente, a centinaia di  grazie al suo team sempre operativo, persone per tutto l’anno”. 20| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015


GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTTURA The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’impegno all’imppegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sostenibile, sosteniibile, senza spreco di risorse. risorse. Il piano “The “Th G G h Plan Pl - Gli impegni iimpegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano Goodd Growth dell’agricoltura” agricolo si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici elementi progetti specifici::

t Promuovere Promuovere un’Agricoltura Intensiv Intensivaa Sostenibile S t Salvaguardare Salvaguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le pec peculiarità uliarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio

Water W a Optimization Corn ater

Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.

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Filiera dii Qualità del P Pomodoro omodoro da Industria I

Formazione Foormazione sulla sicurezzaa alimentare, la tutela tu tela del lavoratore e dell’a dell’ambiente ambiente Haa lo scopo di sensibilizzare chi lavora laavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini termini di responsabilità sociale, soc ciale, di tutela della salute e dell’ambiente. dell’aambiente.

è un protoc protocollo collo di coltivazione del pomodoro da d industria che aiuta a far sistema tra produttori e tra asformatori trasformatori italiani e a rispondere ai requisiti di sostenibilità sosteenibilità dei mercati nazionali nazzionali e internazionali.

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A T T U A L I TÀ A M B I E N T E

Produrre in circolarità

Superare il modello economico lineare, (dalla materia al rifiuto) e puntare su riutilizzo, sostenibilità, uso efficiente delle risorse. Le proposte dell’Ue

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i vuole superare il modello economico “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto, puntando su quello che pone al centro del sistema la sostenibilità, che ritiene che non ci siano prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si parla così di economia “circolare”, una

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priorità. D’altronde la domanda mondiale di derrate alimentari, mangimi, carburanti e fibre è in aumento, mentre le risorse naturali si fanno sempre più scarse. Ed è necessario preservare le terre produttive riducendo significativamente l’impermeabilizzazione del suolo. I nutrienti recuperati, come il fosforo dalle acque reflue o il compost dalle perdite dovrebbero essere riutilizzati su terre adibite alla produ-

zione. L’obiettivo è quello di utilizzare al meglio le terre produttive e di aiutare i consumatori a scegliere stili di vita sani e sostenibili. Poi occorre promuovere ulteriormente un uso responsabile dell’acqua, compreso il suo riciclo, nonché un uso efficiente di letame e sottoprodotti nelle aziende agricole. Un altro esempio di ciò è l’utilizzo di panelli di colza per l’alimentazione animale. L’u-


O so di sinergie al di fuori dell’azienda agricola tramite una collaborazione fra produttori di animali e di vegetali per ottimizzare l’impiego di fertilizzanti organici e per diversificare notevolmente la produzione contribuirà a ridurre l’impatto ambientale e, contemporaneamente, ad abbattere i costi di produzione. Per questo, dopo lo “sviluppo sostenibile”e la “green economy”, al centro delle politiche ambientali europee c’è da qualche tempo l’ “economia circolare”. La Commissione europea, in tale ottica, ha definito le sue proposte – al vaglio del Parlamento europeo - che dovrebbero prevedere: il riciclaggio del 70% dei rifiuti urbani e dell’80% dei rifiuti di imballaggio (vetro, carta, plastica ecc.) entro il 2030 e, a partire dal 2025, anche il divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili e biodegradabili. Il mondo agricolo - come ha ricordato il Copa-Cogeca, il coordinamento delle organizzazioni di aziende e coop agricole europee - sta già facendo la sua parte, prestando maggiore attenzione alla chiusura dei cicli naturali, concentrandosi sulla generazione di crescita economica attraverso una gestione efficiente delle risorse. Al centro dell’economia circolare si pone la bioeconomia, ovvero un’economia basata sull’utilizzo sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi, che permette un uso efficiente delle risorse rinnovabili sotto forma di sottoprodotti e di prodotti secondari di origine agricola e forestale. In linea con tale orientamento, gli agricoltori e le cooperative agricole si impegnano pure (e vanno sostenuti in tal senso) nella produzione e nell’uso di fonti energetiche alternative. (M. M.)

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I P R O G R A M M I E D U C A TI V I D I S Y N G E N T A

Formare gli agricoltori su sicurezza e salvaguardia dell’ambiente

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ensibilizzare chi lavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini di responsabilità sociale, di tutela della salute e dell’ambiente, è l’obiettivo di tutte le attività di formazione e informazione di Syngenta. L’impegno dell’agricoltura è fondamentale, per questo i programmi educativi sviluppati da Syngenta mirano a fornire conoscenze a imprenditori agricoli, tecnici, studenti, mondo scientifico, autorità, come anche al personale Syngenta, perché la moderna agricoltura sia in grado di garantire non solo adeguate quantità di cibo di qualità, sicuro e sano, ma fornisca anche un servizio alle comunità gestendo e tutelando i territori in cui opera. La qualità dei corsi sostiene la promozione dell’utilizzo sicuro, responsabile e sostenibile degli agrofarmaci, responsabilizzando e qualificando gli attori della filiera agroalimentare, sviluppando e diffondendo strumenti di supporto in termini di competenze, risorse scientifiche e tecniche. Oltre ai corsi, Syngenta ha realizzato una serie di strumenti, come “Le Linee Guida per l’uso sostenibile”, sviluppate in collaborazione con diversi partner, e il “Quaderno Agricoltura Responsabile”, re c e n t e m e n t e aggiornato con le nuove indicazioni sulla classificazione riporta-

te nel Regolamento CLP, che vogliono essere un concreto supporto per tutti gli agricoltori impegnati ogni giorno per una produzione abbondante, di qualità e sicura. Ogni anno, in Italia, più di 3.000 persone seguono i corsi di formazione Syngenta. Ciascuna di queste attività sottolinea ancora una volta l’impegno che Syngenta pone nel sostenere l’agricoltore nelle sue attività quotidiane, fornendogli indicazioni semplici, utili e precise, aiutandolo a soddisfare i diversi obblighi di legge e valorizzando la sua professionalità, oltre a garantire la sua sicurezza.


A T T U A L I TÀ E X P O 2 0 1 5

Il mais spiegato ai più piccoli Bergamo, in vista di Expo aspira ad essere la capitale maidicola e valorizza il suo prodotto simbolo, la varietà “Spinato di Gandino”. Pubblicato ora un libro per ragazzi

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ergamo aspira ad essere capitale del mais, valorizzando il suo prodotto simbolo, la varietà “Spinato di Gandino”. La territorialità è il denominatore forte del progetto di valorizzazione della coltivazione maidicola e viene esaltato in occasione di Expo 2015. Lo aveva sottolineato, già nei mesi scorsi, l’assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava: «Mettere il mais al centro dell'attenzione durante il periodo dell'Expo è – aveva dichiarato - una sfida affascinante di carattere anche culturale. Il mais è un prodotto che, visto il suo attuale uso

contenuto ai fini alimentari, può aiutarci, grazie a progetti che mirano alla sua valorizzazione, anche a farci ricomprendere il valore culturale del cibo. Valorizzare il mais significa riscoprire la biodiversità». A febbraio dell’anno scorso è nato il sito dedicato al mais Spinato (www.mais-spinato.com), il mese dopo è stato firmato il protocollo “Mais Expo Bergamo 2015” (MEB 2015), per realizzare una rete condivisa per la valorizzazione del mais, tra enti scientifici e istituzionali del territorio orobico che ha coinvolto, tra gli altri, la Provincia, il Comune e l’Università di Bergamo, il Comune di Gandino, l'Unita GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |25


A T T U A L I TÀ E X P O 2 0 1 5

di Ricerca per la Maiscoltura del CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura). Grazie al protocollo MEB 2015 il tema del mais qualifica e distingue una partecipazione attiva all’Esposizione Universale, forte nei contenuti e con una precisa capacità di attrazione destinata a prolungarsi nel tempo.Va evidenziato poi che la biblioteca Maj di Bergamo Alta conserva gli scritti originali di Filippo Lussana ed è per questo, a maggior ragione, “cuore” di un progetto articolato che vede in campo anche l’Unità di Ricerca per la Maiscoltura (attiva a Bergamo sin dagli anni ’20 del secolo scorso) e l’Osservatorio Cores dell’Università di Bergamo. Filippo Lussana fu nell’800 tra i più rilevanti osservatori della pellagra, che mise in diretta relazione con un'alimentazione a base di mais povero di albuminoidi e plastici azotati, quale quello che cresceva nella bergamasca. Egli contestò le tesi

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scuole della Valle Seriana verrà presentato nei prossimi mesi. Nel volume si raffigura il personaggio guida - il maestro Melgotto (melgotto è il nome volgare che nel '600 segnalava il mais) - che svolge brillanti lezioni, alla scuodell'origine tossica ed infettiva del la “Alimentare”, agli allievi - tra cui c’è morbo, affermando: «L'Italia è un pae- il piccolo Chicco Spinato - che acquise eminentemente agricolo e guarirà siscono così conoscenze scientifiche dalla pellagra quando il suo governo e competenze che ruotano attorno al proteggerà l'agricoltura» mondo del mais. Un libro per ragazzi Nell’ottica di questa progetto si regi- che ha un approccio “young” ed è distra ora la pubblicazione di un libro e retto ad incuriosire e coinvolgere. iniziative didattiche rivolte ai più pic- «Il mio libro - spiega l’autrice - racconcoli. "Chicco Spinato e il mondo del ta ai bambini (ma non solo) la storia mais" di Nadia Fornoni e illustrato da unica e irripetibile del mais Spinato, Nicoletta Cabrini (Edizioni Sahel, un’antica varietà di mais che arrivò 2014), è stato presentato a Bergamo nel borgo seriano di Gandino nel con una conferenza stampa. 1632 e che oggi, grazie ai progetti di Il libro accompagna i ragazzi in un ve- salvaguardia e valorizzazione, è stata ro e proprio viaggio scientifico fra riscoperta in tutte le sue peculiarità. "coltura e cultura del mais". Nelle In questo volume il messaggio di Exscuole della Valgandino il volume è già po Milano 2015 diventa finalmente a stato distribuito, mentre nelle altre portata di bambino». (M. M.)

Un libro destinato ai bambini racconta la storia del mais Spinato


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SPECIALE SIMA

Parigi riparte dall’agricoltura Dopo il tragico attentato a Charlie Hebdo il difficile ritorno alla normalità. Dal 22 al 26 febbraio la 76° edizione del salone mondiale della meccanizzazione

di Claudio Pietraforte

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e suis Charlie, je suis Paris, je suis Sima. Il 22 febbraio presso il quartiere fieristico di Parigi-Nord Villepinte si inaugura la nuova edizione del salone mondiale della meccanizzazione agricola e dell’allevamento professionale “Sima-Simagena”, in programma per cinque giorni. Una kermesse a cadenza biennale di elevato spessore internazionale che, quest’anno, ritorna in una Parigi ferita a morte e particolarmente scossa per l’attentato terroristico con cui è stata massacrata la redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo”. La reazione - la grande marcia con i leader dei vari Paesi europei e una marea di persone in piazza - ha mostrato al mondo un Paese vitale che ha

risposto compatto e composto, anche se restano interrogativi e paure. Il ritorno alla normalità lo danno anche appuntamenti come quello di una kermesse che è una finestra aperta sull’agricoltura globale, che conta un aumento degli espositori di ben il 25% (sono 1740 con più di 600 nuovi prodotti in mostra). Giunto alla 76° edizione, il salone francese rafforza la sua dimensione internazionale contando più di quaranta Paesi rappresentati e attendendo almeno 300 delegazioni di buyer e consulenti esteri; in crescita pure il numero di visitatori in arrivo da tutto il mondo che è previsto nell’ordine del 25% (248.800 durante l’edizione 2013 furono gli ingressi registrati in rappresentanza di 145 Paesi). In particolare sono aumentate le


completa visione trasversale delle varie professioni in seno alla filiera della meccanizzazione agricola relative ai settori primario, secondario e terziario. Più grande e ancor più cosmopolito, dunque, il prossimo salone internazionale dell’agri-business ha scelto

n

di spingere con forza l’acceleratore sull’innovazione tecnologica, declinata sotto tutte le sue forme e ritenuta l’unico antidoto efficace contro la crisi. Tanti i motivi che fanno guardare con occhi diversi alla edizione 2015 del Sima nella Parigi dell’ agricoltura. 

L A V I G N ET T A S A T I R I C A S U L V I N O

Una campagna pubblicitaria in Francia, diretta a valorizzare il consumo del vino, aveva previsto lo slogan “Au goût de la vie” (Il gusto della vita) ed una vignetta raffigurante un uomo in giacca e cravatta che vola sopra la città trasportato da un palloncino rosso; legando così il concetto di vino adesioni di aziende italiane (il nostro a quello di felicità. La vignetta è stata osteggiata e Paese è al secondo posto, dopo la incriminata dall’Anpaa (Association nationale de Francia, per numero di espositori e prévention en alcoologie et addictologie) perché, al quinto per i visitatori). a suo dire, violava le norme nazionali di comAll’incremento numerico degli espomercializzazione e di promozione dell’alcol. Il disitori del Sima si unisce quello dello segno, messo sotto accusa è stato poi scagionato spazio per la volontà espressa da (ma non lo slogan che andrà cambiato) dal tribumolte ditte di ampliare i loro stand. nale. Fatalità ha voluto che la sentenza giungesse proprio il 7 gennaio, il giorLa rassegna si allarga poi a due nuo- no nero per Parigi del massacro della redazione di Charlie Hebdo. «Lo slogan vi settori – attrezzature professionali pubblicitario sul vino niente ha a che fare con le vignette satiriche del periodiper il verde e per le coltivazioni tro- co francese, ma alla luce di ciò che è successo, ogni cosa – soprattutto se si parpicali e specializzate – ribadendo co- la di libertà di espressione - finisce per assumere un altro senso», ha sottolisì la valenza di rassegna a 360° sul- neato “Tre bicchieri” (il settimanale online del Gambero rosso dedicato alla l’agricoltura. Tra le novità anche il wine economy). È probabile che in primavera il palloncino rosso torni a vola“Villaggio dei mestieri” che offre una re beffardo sopra la città.

Si spinge l’acceleratore sull’innovazione che è vista come antidoto contro la crisi

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SPECIALE SIMA

Tesoro, mi si è allargato il trattore Le macchine “strette”, per l’introduzione dei dispositivi antinquinamento, finiscono con il perdere le prerogative di compattezza e agilità di Claudio Pietraforte

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ur riconoscendo la presenza di difficoltà operative, non ci saranno proroghe alla scadenza fissata per l’adeguamento dei trattori da vigneto e frutteto da 76 cavalli in su – trattori stretti di categoria T2 e C2 secondo la

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definizione del Regolamento n. 167/2013 – allo Stage IV della normativa sul controllo delle emissioni, che entrerà quindi in vigore a partire dal 1° ottobre 2017, così come era stato stabilito. È un verdetto che fa discutere quello emesso dalla Commissione europea alla fine del 2014 e che viene accolto con grande disappunto dal Cema, il Comitato europeo

dei costruttori di macchine per l’agricoltura, dal quale erano giunte a più riprese a Bruxelles richieste di una proroga motivate dalla non fattibilità della messa a norma degli specializzati nei tempi richiesti. A detta del Cema, infatti, i dispositivi di post-trattamento dei gas combusti attualmente disponibili sarebbero troppo ingombranti per le caratteri-


Q-110, il nuovo specializzato di Goldoni

stiche tecniche, operative e dimensionali di questa determinata tipologia di macchine. Il che significa, in estrema sintesi, che, continuando nel percorso di abbattimento delle emissioni nocive fissato per step dalla direttiva 97/68/CE, i trattori stretti finirebbero per non essere più stretti e quindi, persi i requisiti della compattezza e dell’agilità, risulterebbero inadatti all’impiego nei frutteti e vigneti. Del resto, basta sollevare il cofano di un trattore specialistico per rendersi conto di quanto sia ridotto lo spazio disponibile, al punto che trovare una valida soluzione tecnica che soddisfi le sempre più restrittive norme antinquinamento risulta quasi un’alchimia. Alla luce di queste considerazioni il Cema, come viene annunciato nella newsletter del Comitato datata gennaio, si sta preparando ad un incontro con la Com-

Norme in vigore dal 2 0 1 7 La richiesta di proroga non è stata accettata

missione europea alla quale fornire i propri feedback. In particolare il Cema sostiene che a fare le spese delle penalizzazioni conseguenti all’adeguamento dei trattori stretti allo step IV – penalizzazione riconosciute peraltro dalla Commissione stessa – saranno soprattutto gli agricoltori, oltre ai costruttori. Data l’importanza che i trattori specializzati rivestono per l’industria costruttrice italiana, detentrice di una indiscussa leadership in questo specifico segmento le cui vendite in Europa ammontano complessivamente a circa 22mila unità annue (dato Cema 2013), Ricordate il film del 1992, di Randal Kleiser ,“Tesoro, mi si è allargato il ragazzino” (sequel di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”)? Parafrasando si può dire che si sta allargando il trattore stretto. Sulla questione è scesa in campo nei mesi scorsi anche FederUnacoma. «L’adeguamento alla fase normativa vigente ha comportato uno stra-

New Holland T4 PowerStar

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SPECIALE SIMA

volgimento dei requisiti dei trattori stretti al punto che è concreta la possibilità che essi non rispondano alle esigenze dell’utilizzatore finale, con l’effetto paradossale che le nuove macchine conformi rimangano invendute e che le macchine di tecnologia obsoleta siano sfruttate ben oltre i loro limiti, vanificando di fatto gli obiettivi della direttiva 97/68/Ce», si legge in una nota che la federazione nazionale dei costruttori di macchine per l’agricoltura ha diffuso durante l’ultima edizione di Eima International, dopo aver presentato la tematica nel corso di un’audizione presso il Parlamento Europeo con una nutrita rappresentanza di parlamentari italiani. E la preoccupazione dell’industria va al di là del mancato beneficio am-

Kubota, M9540 della serie Narrow

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delle vendite. Prima però di quella fissata per il 2017, un’altra scadenza attende i piccoli trattori di media potenza e riguarda il passaggio di questi mezzi allo Stage IIIB (quello che precede lo bientale. «L’entrata in vigore di nuovi Stage IV) che, dopo la proroga di due limiti più restrittivi anche di quelli anni, ha preso il via il 1° gennaio di fissati dalla normativa Usa-Epa – sot- quest’anno per la fascia da 76 cavalli tolinea FederUnacoma – causerà, in in su, mentre l’anno prossimo spetquesta fase di mercato debole e sen- terà a quella da 50 a 75 cavalli, ferma za soluzioni tecnologiche adeguate, restando la flessibilità concessa alle la perdita di 2 mila dipendenti diret- industrie che permette di esaurire le ti e l’inefficacia dell’accordo di Tran- scorte di motori di vecchia generasatlantic Trade and Investment Part- zione prima di passare ai nuovi. nership in via di definizione tra Stati In vista di questo duplice appuntaUniti ed Unione Europea». In altre mento le case costruttrici sono al laparole, i nuovi specializzati costeran- voro, come ha dimostrato l’ultima no molto di più e, visto il perdurare edizione di Eima International. Tanto della crisi economica, si rischia per fare qualche esempio, è già pronun’ulteriore contrazione to per lo Stage IIIB il Q-110, il nuovo specializzato di Goldoni che monta un propulsore VM quattro cilindri, turbo intercooler a iniezione common rail, capace di erogare 102 cavalli di potenza massima. Lo stesso dicasi per Kubota, ormai proiettata alla conquista del mercato europeo, che ha equipaggiato il suo M9540 DTNQ, nuovo top di gamma della serie Narrow (ovverto stretta) con un motore Kubota V 3800 omologato Stage IIIB da 95 cavalli. New Holland, a sua volta, ha presentato alla rassegna bolognese la nuova gamma di utility T4 PowerStar, la prima in Europa nella fascia di potenza tra i 50 e i 75 cavalli equipaggiata con tecnologia PM Cat (catalizzatore antiparticolato) per la conformità alle normative Stage IV. Sviluppato da Fpt Industrial, brand del gruppo Cnh Industrial, PM Cat è un separatore di particolato montato nel sistema di scarico a valle del catalizzatore di ossidazione diesel. Il particolato, o fuliggine, contenuto nei gas di scarico passa attraverso il PM Cat e quando ne tocca le pareti viene eliminato per combustione. Si tratta di un sistema molto semplice che offre il vantaggio di non richiedere alcun intervento da parte dell’operatore né processi di rigenerazione a elevato consumo di combustibile. 

Arrivano le prime novità delle case costruttrici di trattori “specializzati”


SPECIALE SIMA

Pneumatici sostenibili Mitas

evolutivo delle macchine agricole alle quali si richiede sempre più potenza, efficienza ed ecocompatibilità. Sono concetti che Trelleborg, la multinazionale svedese specializzata nella produzione di pneumatici per l’agricoltura, ha sintetizzato con grande efficacia nella campagna pubblicitaria che ritrae lo pneumatico IF 900/65R46 TM1000 High Power, la sua più recente innovazione di prodi Barbara Mengozzi dotto, sospeso sopra una formica e accompagnato dallo slogan “Trelleborg. Cinquecento chilogrammi di leggerezza” a sottolineare i vantaggi dell’impronta larga. Con un estremo rispetto del suolo la linea TM1000 High Power protegge il a ricerca da parte delle terreno dal compattamento aumenaziende costruttrici di tando la produttività ed assicurando pneumatici prosegue, or- raccolti migliori. Inoltre, la sua ridotta mai da diverso tempo, lun- resistenza al rotolamento si traduce in go delle direttrici ben deli- minori consumi di carburante ed neate che mettono la so- emissioni, contribuendo a produrre di stenibilità ambientale in primo piano, più in modo sostenibile con risparmi come avviene anche nel percorso che, sulla base dei test di campo, pos-

Le case costruttrici puntano a incrementare la produttività, però stando sempre attenti all’ambiente, riducendo carburante e compattamento del terreno

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sono arrivare a 3.800 euro per un’area coltivata di 500 ettari Ed ancora più in là si spinge il ProgressiveTraction, anch’esso a firma Trelleborg, un concetto innovativo di pneumatici agricoli progettati per migliorare l’efficienza in agricoltura grazie ad un doppio rampone che, operando sul terreno in tempi diversi, rilascia progressivamente una trazione maggiore dove e quando necessario. Un’impronta battistrada del 53% più ampia rispetto ad un pneumatico standard, che permette di abbassare i livelli di compattazione del suolo garantendo nel contempo una trazione più elevata è la caratteristica principale di PneuTrac, l’innovativo concept – una via di mezzo, come indica il nome tra uno pneumatico ed un cingolo – messo a punto da Mitas, il secondo produttore europeo di pneumatici agricoli con il 35% di quote di mercato, e premiato all’ultima edizione dell’Eima come Novità Tecnica. In evidenza anche la stabilità laterale che,


secondo i test eseguiti lo scorso anno dai tecnici Mitas, raggiunge i 40 chili per millimetro, contro i 15 chili per millimetro di uno pneumatico standard, con un incremento del 167 per cento, a tutto beneficio della sicurezza. Mitas, che da gennaio di quest’anno, in vista della scadenza della licenza di utilizzo del marchio Continental (fissata nel 2019), ha sostituito sulle nuove macchine prodotte in primo equipaggiamento (Oem) i pneumatici a marchio Continental con i Mitas Premium, la nuova linea di pneumatici agricoli radiali per macchine di alta potenza, sta inoltre valutando il tarassaco per la fabbricazione di pneumatici agricoli. Il costruttore ceco intende utilizzare gomma estratta da piante Taraxacum koksaghyz (tarassaco kazako) coltivate in Europa e punta a produrre il primo prototipo di pneumatico già nel corso di quest’anno. Lo sviluppo continuo di nuovi prodotti specifici per soddisfare le esigenze di ogni segmento dell’off-highway ed incrementare la clientela, sostenuto da una particolare attenzione ai valori ambientali e sociali, sono le carte vincenti di Bkt, forte già oggi di un fatturato di oltre 780 milioni di dollari che intende più che raddoppiare da qui al 2020, anno per il quale è stato fissato l’obiettivo di 2 miliardi di dollari. Una riprova di questa strategia l’avremo al Sima dove la compagnia indiana che realizza nel mercato europeo circa il 50% delle sue vendite di pneumatici presenterà i nuovi Agrimax Sirio, per trattori utilizzati in condizioni di lavoro ardue, come ad esempio il traino di rimorchi particolarmente pesanti. Agrimax Sirio, che verrà esposto al salone parigino in due misure (710/70 R 38 e 540/65 R 38), assicura una impronta a terra ottimizzata in ogni situazione, con una maggiore area di contatto del battistrada ed una minore resistenza al rotolamento che si traduce in

BKT conduce in campo

to a uno pneumatico standard di pari misura, Agrimax Spargo per applicazioni sprayer e colture in filare. Non mancherà poi al Sima la gamma Flotation, dedicata ai rimorchi agricoli per l’uso combinato su strada e camun sensibile risparmio di carburante. po e progettata da Bkt per rispondere Agrimax Sirio sarà in mostra accanto alla sempre crescente domanda di ai già conosciuti ed apprezzati Agri- pneumatici in grado di preservare il max Force, radiali destinati all’uso terreno. agricolo per trattori di elevata poten- Ambizioni espansionistiche anche za progettati e sviluppati grazie alla per Alliance Tire Group (Atg), il cui tecnologia IF che permette, a parità di nuovo volto è legato all’acquisizione, carico, di lavorare con una pressione risalente al 2007, da parte di Warburg di gonfiaggio inferiore, in modo da ri- Pincus in partnership con la famiglia durre il compattamento del terreno, indiana Mahansaria della compagnia migliorando le performance di utiliz- israeliana Alliance Tire fondata nel zo ed estendendo la vita operativa del- 1950.Atg, che può vantare un portafolo pneumatico. Si avvale della stessa glio prodotti con oltre 2.600 referentecnologia, che consente altresì una ze, punta da qui al 2017 a portare il maggiore capacità di carico ad una in- fatturato a un milione di dollari e a divariata pressione di gonfiaggio rispet- ventare una delle tre aziende leader al mondo nel settore dei pneumatici per l’agricoltura, la forestazione e le costruzioni. Acceleratore premuto, dunque sull’innovazione, come dimostrano le nuove gamme Agriflex IF (Improved Flexion) e Agriflex+ VF (Very High Flexion), – sviluppata la prima per impieghi su trattori agricoli, irroratrici trainate e semoventi Alliance, radiali e trattori per lavorazioni inper autocarri agricoli terfilari, mentre la seconda

Pneumatici agricoli progettati per migliorare l’efficienza del settore primario

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SPECIALE SIMA

è destinata a trattori a trazione integrale (4WD) e mietitrebbie –, in grado sia di portare lo stesso carico degli pneumatici radiali standard ad una pressione inferiore sia di trasportare carichi più pesanti (del 20 per cento nel caso degli Agriflex IF e del 40 per cento per quelli VF) alla stessa pressione degli pneumatici standard. Alliance è stato inoltre il primo produttore a disporre di radiali per autocarri agricoli capaci di sostenere velocità su strada fino a 100 chilometri orari ed è ancora oggi l’unico brand ad offrire pneumatici High-Speed Flotation progettati per fornire prestazioni su strada alle alte velocità simili a quelle degli pneumatici per autocarri tradizionali nonché in grado di soddisfare tutti i requisiti necessari per il lavoro sui terreni agricoli. Chiude questa carrellata Bridgestone, entrata solo di recente nel mercato degli pneumatici per l’agricoltura, dove era però presente il brand Firestone, ma già fin d’ora determinata a competere ai più alti livelli nel settore delle coperture agricole come ha dimostrato il recente lancio dell’innovativo VtTractor, realizzato nel Centro europeo di Ricerca & Sviluppo Bridgestone di Roma e prodotto nello stabilimento di Puente San Miguel in Spagna. Le caratteristiche più importanti del nuovo pneumatico Bridgestone, che è

Bridgestone VT-Tractor

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Trelleborg, sulle spalle della formica

Dalla ricerca pneumatici sperimentali prodotti con gomma di tarassaco stato sviluppato partendo direttamente dalle esigenze dei clienti finali della compagnia giapponese, sono la bassa pressione di contatto e la sua distribuzione al suolo. I test interni hanno infatti rivelato che il Vt-Tractor fornisce un’area di contatto del battistrada fino al 26% più larga rispetto agli pneumatici concorrenti presenti sul mercato, con una conseguente minore compattazione del suolo ed una maggiore protezione delle colture. La trazione superiore del Vt-Tractor permette inoltre agli agricoltori di lavorare i campi più

rapidamente e di coprire in dieci ore fino a 0,9 ettari in più rispetto ai concorrenti. Senza trascurare l’elevato risparmio di carburante (fino a 36 litri per 50 ettari rispetto ai concorrenti di riferimento) e il migliore comfort di guida. Strategicamente ben definiti i campi di azione dei due brand: mentre Bridgestone opererà nell’alta gamma, Firestone continuerà a soddisfare i bisogni di oltre il 90% del mercato dei trattori europei con una nuova generazione di pneumatici per un’agricoltura di alta qualità.Tra questi il Maxi Traction Combine per mietitrebbie, costruito per sostenere serbatoi di grano con una capacità fino a 12.500 litri, e il Performer Row Crop per macchine irroratrici, uno pneumatico stretto che consente una sterzata precisa tra le colture, eliminando così i danni a  piante e radici.


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SPECIALE SIMA

In campo la nuova generazione Magnum

Lanciata nel 1987 la serie Magnum di Case Ih è stata oggetto di continui innovazioni per migliorare prestazioni e produttività

di Claud io Pietraforte

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C

on alle spalle oltre 150mila esemplari prodotti e recentemente insignito del titolo di “Tractor of the year 2015”, sta per fare il suo ingresso sul mercato il Magnum Cvx di Case Ih, in versione 2015. Al top della nuova gamma, il Magnum 380 Cvx, con 380 cavalli di potenza nominale, raggiunge una potenza massima di 435 cavalli utilizzando la funzionalità di boost dell’Engine Power Management. Per gli altri quattro modelli – Magnum 250, 280, 310 e 340 – le potenze nominali vanno da 250 a 340 cavalli.Ad erogarli provvede il nuovo motore da 8,7 litri di cilindrata Cursor 9 di Fpt Industrial, che vanta

il sistema Hi-eScr. Si tratta di un sistema di riduzione catalitica di ultima generazione che è in grado di ridurre i livelli di ossidi di azoto di oltre il 95%. Tutti i modelli, ad eccezione del 250, montano un eVgt, un turbocompressore a geometria variabile a controllo elettronico che migliora l’erogazione della potenza del motore e la coppia anche a basso regime. Per quanto riguarda la trasmissione, all’opzione Cvx, viene affiancato, per tutti i modelli tranne il Magnum 380 (commercializzato solo nella versione con cambio a variazione continua), il full powershift. La trasmissione a variazione continua del Magnum Cvx è dotata di 4 gamme meccaniche. Sono presenti la


funzione Automatic Productivity Management (Apm) per la gestione automatica della produttività che seleziona il rapporto giusto del cambio e il regime ideale per il motore ai fini dell’esecuzione di un determinato lavoro, permettendo all’operatore di concentrasi sulla guida del mezzo, la funzione Active Hold Control a inserimento automatico, che impedisce il movimento del trattore fermo su un terreno in pendenza e consente di ripartire senza dover utilizzare frizione o freni, e l’Headland Management Control (Hmc), grazie al quale si possono registrare le funzioni di svolta a fine campo guadagnando efficienza nei lavori ripetitivi. Rispetto alla sua precedente generazione il nuovo Magnum è in grado di offrire un livello più alto di comfort, grazie al pacchetto di sospensioni a cinque punti. La sospensione dell’asse anteriore con 100 millimetri di corsa per ottimizzare l’aderenza degli pneumatici al terreno garantisce elevata stabilità ed efficienza.

Impegno per ridurre il consumo di carburante e le emissioni e migliorare il comfort La sospensione della cabina riduce le vibrazioni e la stabilizza smorzando le oscillazioni. Sono disponibili cinque impostazioni per una qualità di guida ottimale, e un sedile Premium semi-attivo controlla automaticamente le vibrazioni trasmesse all’interno della cabina. Completa il quadro il sistema di sospensioni del’attacco posteriore a tre punti, finalizzato a rendere stabili e sicuri i trasferimenti su strada, con attrezzi portati al seguito. La cabina Surveyor ha una volumetria interna di 3,1 metri cubi e con i suoi 6,4 metri quadri di superficie vetrata garantisce ampia visibilità, alla quale va ad aggiungersi un alto livello di insonorizzazione (67 decibel). È stato rivisto il design del tettuccio della cabina e sono stati introdotti nuovi gruppi ottici che au-

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mentano considerevolmente la visibilità garantendo un lavoro notturno più confortevole e sicuro. Le nuove caratteristiche includono 14 luci di lavoro a led e 3 luci ad alta densità posizionate in modo strategico, che incrementano la capacità di illuminazione del 60 per cento rispetto ai modelli precedenti. All’interno della cabina il joystick multicontroller è stato aggiornato con pulsanti più grandi ed una retroilluminazione migliorata. Inoltre, il sistema di aspirazione dell’aria del motore è stato riposizionato a sinistra della cabina per una migliore pulizia negli ambienti polverosi. Rinnovati nell’estetica anche i serbatoi a vista e gli scalini con corrimano per accedere alla cabina. I nuovi Magnum saranno disponibili anche nella versione Rowtrac con cingoli posteriori in gomma. Per finire, utilizzando la tecnologia Afs, la nuova generazione di Magnum si avvale della soluzione di guida automatica AccuGuide, compatibile con entrambi i sistemi satellitari Glonass e Gps. 

Fondata 50 anni fa da un gruppo di agricoltori, Netaim comprende perfettamente le side che i coltivatori devono affrontare ogni giorno. Assieme al nostro network di esperti locali assistiamo gli agricoltori passo passo, offrendo soluzioni irrigue afidabili, convenienti e facili da utilizzare. Sappiamo ciò che serve per soddisfare l’esigenza di rese più elevate e miglior qualità.


SPECIALE SIMA

Sicurezza vincente Premiato a Parigi il nuovo sistema di controllo della stabilità trasversale del telescopico Merlo di C laudio Pietraforte

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a sicurezza continua ad essere una priorità assoluta nelle scelte progettuali, di design e di produzione, di Merlo che, negli ultimi anni, ha raggiunto in questo settore traguardi sempre più avanzati mettendo a punto soluzioni efficaci contro un gran numero di rischi potenziali, in primis quello di ribaltamento del sollevatore telescopico. Un ulteriore significativo passo avanti

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verso la sicurezza a 360 gradi è stato compiuto dal dinamico costruttore cuneese grazie al nuovo sistema di controllo della stabilità trasversale della macchina MTSS (Merlo Transversal Stability System), premiato con una menzione speciale ai Sima Innovation

Sicurezza, ma anche comfort, produttività e riduzione dei consumi

Awards 2015. Merlo approda dunque al Salone francese con la sua nuova gamma agricola di sollevatori telescopici caratterizzata da contenuti tecnologici all’avanguardia e da una sempre maggiore sicurezza operativa. Non ci si limita più infatti a garantire, come nel caso degli attuali sistemi di sicurezza sul mercato dei telescopici, la stabilità anteriore della macchina, ma, grazie al nuovo sistema MTSS, la gestione della stabilità longitudinale viene integrata da quella laterale e posteriore. L’MTSS va infatti

ad aggiungersi al già presente (di serie) sistema MCDC per il controllo dinamico del carico, in grado di verificare costantemente le condizioni di stabilità longitudinale del veicolo. L’innovativo dispositivo MTSS, mediante una unità di controllo elettronico, è capace di rilevare 100 volte al secondo i principali parametri relativi alla stabilità della macchina, ovvero il carico su ogni ruota, la posizione del braccio telescopico, l’angolo e il carico sollevato, come pure l’inclinazione del telaio e gli accessori collegati al braccio telescopico. Tutte le informazioni provenienti dai sensori di bordo vengono analizzate dalla centralina elettronica dedicata che fornisce al conducente, tramite l’ampio display a colori posizionato in cabina, le necessarie notifiche. Il colore verde corrisponde a piena sicurezza operativa; il giallo evidenzia che la macchina sta operando al limite del livello di sicurezza; il rosso indica zona critica, segnalata anche tramite cicalino, per cui è necessario l’intervento immediato dell’operatore al fine di ristabilire le  condizioni di sicurezza.


L’ E D I T O R I A L E

Uncai e Confagricoltura per una rappresentanza più forte

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uesto nuovo progetto editoriale che nasce nel 2015 è l'ennesimo frutto di una visione strategica che, ormai da un anno, vede insieme Confagricoltura e Uncai, Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali. L’iniziativa, oltre a prevedere l’invio di Mondo Agricolo agli associati Uncai, costituisce, infatti, la base per un nuovo modo di fare rappresentanza, cercando sinergie e istanze comuni alle due associazioni. Siamo certi che, se la condivisione di idee e progetti diventasse il modello socio economico al quale ci ispiriamo, potremmo arrivare a rappresentare con peso politico ancora più rilevante l’intero comparto, ottenendo gli strumenti utili per rinnovare i macchinari, potenziare la produttività e accrescere la competitività delle nostre aziende. La collaborazione nasce, dunque, con lo scopo di fare sistema

ENAMA- Il Presidente Uncai Aproniano Tassinari è anche rappresentante per Confagricoltura presso il Consiglio di amministrazione di Enama, l'Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola che riunisce Associazioni agricole e agromeccaniche, rappresentanti del ministero dell'Agricoltura, delle Regioni e del Cra Ing. La collaborazione tra Uncai e Confagricoltura ha lo scopo di creare un network dove i contoterzisti, nella loro specificità e con le loro innovazioni, siano punti di riferimento per le imprese agricole.

UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Sede Corso Vittorio Emanuele II, 87 - 00186 Roma Tel. +39 06 6852557 Email segreteria@contoterzisti.it Web www.contoterzisti.it - facebook.com/contoterzistiagromeccanici Presidente: Aproniano Tassinari Vice Presidente: Clevio Demicheli Direttore: Francesco Torrisi Consiglieri: Claudio Rota, Giuliano Chioetto Giuliano, Damiano Merlin Damiano, Roberto Tamburini nelle diverse sedi in cui le due associazioni operano: localmente, presso le istituzioni, ma anche nei nostri campi. Nel corso dell’anno, realizzeremo, infatti, delle prove in campo di trattori, macchine, attrezzature, sistemi telematici e satellitari con l’obiettivo di avvicinare i tre attori chiave della filiera agricola: agricoltori, case costruttrici e contoterzisti Uncai, driver professionisti in grado di valutare i macchinari e segnalarne pregi e difetti fornendo indicazioni preziose per successivi upgrade. L’iniziativa può diventare un importante volano tecnologico per il settore, e un’azione concreta per sviluppare quanto sin qui detto: la cultura dell’innovazione attraverso un meccanismo di condivisione e progettazione partecipata. Aproniano Tassinari Presidente Uncai GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |I


N O T IZ I E

Uncai arriva in Umbria “Contoterzisti Umbria”, una collaborazione tra l’Organizzazione degli agromeccanici e Confagricoltura che aprirà molte porte. Task force per rispondere prontamente ai contoterzisti, sia sui servizi sia sui temi sindacali

In c o n t r o a Perugia

L

a nuova organizzazione “Contoterzisti Umbria” è nata lo scorso ottobre. Ne è presidente l’imprenditore Sergio Bambagiotti, mentre il direttore è l’agronomo Andrea Stortini. Presidente Bambagiotti come si

struttura in Umbria la collaborazione con Confagricoltura? Il rapporto tra le due associazioni è sinergico. Infatti sono state messe a disposizione 12 sedi e personale amministrativo per la preparazione delle buste paga, la tenuta della fiscalità e della parte contributiva e per offrire servizi di consulenza sugli adempi-

PSR - Molti Piani regionali di sviluppo rurale non includono ancora gli agromeccanici tra i prestatori di servizi agricoli beneficiari delle misure di sostegno destinate alle attività non immediatamente agricole, come invece la legislazione europea consente. Per spronare affinché tutte le Regioni italiane recepiscano l'indicazione di Bruxelles, lo scorso dicembre Uncai, con il suo presidente Tassinari e il direttore Torrisi, ha incontrato diversi parlamentari, riscontrando piena sintonia di vedute. In particolare, sono state delineate strategie di azione con i rappresentanti del Partito Democratico Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, e Leana Pignedoli, vicepresidente della medesima Commissione al Senato, con il deputato NCD-UDC Giuseppe Castiglione, sottosegretario di Stato alle Politiche agricole e con l’onorevole di Forza Italia Basilio Catanoso, membro della Commissione agricoltura alla Camera dei Deputati.

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menti tecnici, i piani di sviluppo rurale e sulla partecipazione a bandi a fondo perduto. La struttura di rappresentanza è agile, ma presente in modo capillare su tutto il territorio, attenta alle esigenze delle imprese e non certo alle rendite di posizione. Un orizzonte che vede uniti agricoltori e terzisti, per avere più forza nella rappresentanza e più efficienza e produttività nel lavoro. Quali i primi obiettivi fissati? Il primo obiettivo che ci siamo dati è l’istituzione, sulla scia di quanto fatto in altre regioni, di un albo professionale dei contoterzisti umbri e un libretto delle tariffe locali per le lavorazioni. Passaggi fondamentali per vedersi riconosciuta a livello regionale la professionalità messa al servizio delle aziende agricole e del territorio. Porterete le istanze dei contoterzisti umbri negli uffici della Regione, è così?


LEGGE QUALIFICAZIONE Gasolio agricolo, codice della strada, tariffari, albi professionali, revisione dei mezzi, accesso al credito e ai fondi comunitari e regionali sono solo alcuni degli aspetti che stanno più a cuore ai contoterzisti e a Uncai. Per attuare soluzioni efficaci e strutturali, è tuttavia fondamentale l'approvazione di una legge di qualificazione professionale che definisca la professione degli agromeccanici in modo univoco e senza sovrapposizioni con il mondo agricolo. I recenti e numerosi incontri istituzionali di Uncai a Roma sono serviti ad affrontare questo aspetto e alla definizione del testo della legge di qualificazione professionale all’esame di Camera e Senato: un Testo Unico, condiviso, che possa garantire un adeguato spazio ai prestatori di servizi agricoli. Sì, un altro importante obiettivo è ottenere una semplificazione delle pratiche per l’assegnazione, la rendicontazione e la giustificazione a fine anno del carburante agevolato in agri-

BRUXELLES In occasione del Convegno Europeo degli Agronomi, il Direttore di Uncai Francesco Torrisi ha incontrato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo Giovanni La Via, l’on. De Castro e diversi funzionari della Commissione Europea delle Direzioni Agricoltura e Commercio. I colloqui sono serviti a portare sui principali tavoli decisionali europei le istanze dei contoterzisti italiani, anche nell’ottica di collaborazioni a tutto campo e progetti per l’Expo di Milano.

coltura. Inoltre incalzeremo la Regione affinché le modalità di appalto dei lavori di manutenzione e sgombero delle strade diventino il più omogenee possibili; punteremo al riconoscimento della categoria dei contoterzisti nei piani di sviluppo rurale ed all’eliminazione della tassa sull’usura delle strade. Come vi interfaccerete invece con istituti di credito e assicurativi? Nei confronti delle assicurazioni cercheremo di ottenere l’equiparazione della responsabilità stradale conto terzi a quella conto proprio nelle polizze assicurative, sulla base di un’evidenza: in Umbria le trattrici dei contoterzisti percorrono poca strada per spostarsi da un campo all’altro. Con le banche intendiamo invece stipulare convenzioni per facilitare l’accesso al credito e definire prodotti finanziari specifici per i contoterzisti. Quali invece i servizi e le consulenze offerti direttamente ai con-

toterzisti umbri? Oltre a tenere la fiscalità, le buste paga e la parte contributiva delle aziende, siamo a disposizione per la presentazione di domande aggregate di forniture, per esempio, di gasolio, mezzi tecnici agricoli o ricambi, così come di domande per accedere a finanziamenti e bandi pubblici. Stiamo inoltre studiando un modello di riscossione dei crediti dei contoterzisti nei confronti degli agricoltori, anche per mezzo della cessione del credito in natura al momento del raccolto. Infine, in collaborazione con Ente nazionale meccanizzazione agricola (Enama), università, istituti agrari locali e costruttori di macchine agricole, stiamo definendo nuovi percorsi di aggiornamento professionale e formazione degli operativi, su norme della strada, macchine, sicurezza, manutenzione, utilizzo del trattore e delle operatrici e innovazioni tecnologiche. Tutto ricorrendo a sponsor privati e a finanziamenti pubblici come la formazione finanziata.  GENNAIO 2015|MONDO AGRICOLO|III


N O TIZ IE

DIVIETI CIRCOLAZIONE È possibile scaricare dal sito internet di Uncai, il calendario 2015 dei divieti di circolazione. Link: contoterzisti.it /normativa della superficie agricola è in affitto, e la percentuale cresce proprio in pianura.

Contoterzismo e sostenibilità Intervista al prof. Roberto Fanfani dell’Università di Bologna. «Gli agromeccanici fondamentali per la salvaguardia del territorio in pianura e in montagna»

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uale scenario si prospetta per l’impresa agromeccanica? In collina e in montagna la forte riduzione delle aziende agricole e del suolo coltivato potrebbe essere contrastata anche grazie ai contoterzisti, con benefici per il mantenimento delle attività produttive e della stabilità idrogeologica di queste aree. Ma come si può reggere economicamente l’attività in territori marginali? Affinché mettano in sicurezza territori fragili, attraverso la forestazione o creando le condizioni per il mantenimento della zootecnia o di diverse colture, sono necessarie garanzie economiche. Il servizio conto terzi in collina e in montagna dovrebbe avvenire in forma più stabile e continuativa anche con affitti di maggiore durata temporale. Inoltre, le imprese agromeccaniche dovrebbero essere incluse stabilmente nelle politiche di sviluppo rurale, come richiesto da Europa 2020, con un loro diretto coinvolgimento nella gestione dei terreni agricoli e con l’adozione di pratiche di sostenibilità dell’agricoltura e delle attività forestali.

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Quali orizzonti per la pianura? In verità, anche in pianura molti piccoli agricoltori decidono di non proseguire l’attività, ma la riduzione della SAU risulta molto più limitata. In questo caso però si affittano i terreni ad altri agricoltori o a contoterzisti. Oggi quasi il 40%

In che modo i contoterzisti possono favorire la sostenibilità ambientale? Bisogna riconoscere l’opportunità offerta proprio dalle imprese agromeccaniche di diffondere sistemi di coltivazione ad alto valore tecnologico che assicurano sistemi di gestione sostenibili, come l’applicazione delle tecniche di precision farming o le lavorazioni conservative del terreno che si stanno affermando negli ultimi anni e su cui i contoterzisti cominciano a investire. Anche in pianura, la premessa affinché le attività agroambientali preservino la ricchezza dei terreni sono contratti di affitto più duraturi e stabili, una tendenza che, di fatto, si sta affermando sempre di più. 

APIMAI RAVENNA - Un talk show vivace e ricco di contenuti e idee, quello organizzato da Apimai Ravenna in occasione della assemblea annuale di fine anno. Davanti alle telecamere di Sauro Angelini e Agrilinea, sono intervenuti Mario Guidi (presidente Roberto Tamburini Confagricoltura) e Aproniano Tassinari (presidente Uncai), Francesco Torrisi (direttore Uncai), Danilo Verlicchi (direttore Confagricoltura Ravenna), Alberto Rodeghiero (presidente Agrifidi Uno Emilia Romagna), Stefano Francia (vice presidente Cia Ravenna), Gianluca Bagnara (economista) e imprenditori agricoli come Stefano Andraghetti e Primo Bagioni. A fare gli onori di casa, Roberto Tamburini, presidente di Apimai Ravenna. Paolo De Castro, membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, che è intervenuto in video conferenza, ha invitato tutte le Regioni a “inserire l'azienda contoterzista tra le misure previste nei Piani di sviluppo rurale, perché direttamente o indirettamente contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura”. “In un quadro competitivo che richiede sempre più innovazione tecnologica, specializzazione e professionalità, l'attività dei contoterzisti - ha detto Guidi- diventa strategica per la crescita e lo sviluppo dell’azienda agricola”.


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Nuova vita per i brutti ma buoni Pubblicità francese valorizza gli ortofrutticoli “senza gloria”

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on la crisi e contro gli sprechi c’è una nuova vita per frutta ed ortaggi‘brutti ma buoni’.Cresce il numero di inglesi e francesi pronti a comprare frutta e verdura con forme insolite,se di buona qualità. Lo rivela una ricerca condotta da Mintel,che sottolinea come questi prodotti piacerebbero di più se fossero venduti ad un prezzo scontato.La catena di GDO francese Intermarché ha colto il trend ed ha messo in vendita,dalla scorsa estate e con successo, scontandoli del 30%,frutta e ed ortaggi bitorzoluti e siamesi,che solitamente finivano tra i rifiuti.Il lancio è stato scandito attraverso una geniale campagna di

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comunicazione che ha giocato sull’aspetto psicologico. Così all’insegna di“Les Fruits & Légumes Moches”(frutta e verdura brutta) i pubblicitari hanno puntato a sottolineare “l’aspetto umano”di una carota demotivata,di una clementina introversa,di una melanzana sfigurata e di una mela rifiutata, abbandonati da tutti,a causa del loro aspetto sgradevole.Prodotti‘senza gloria’che vengono trascurati e discriminati, ma vanno riabilitati perché sono buoni come gli altri,costano anche meno e,in Francia, rappresentano il 40% della produzione.La felice intuizione,in concomitanza con l’anno europeo contro lo spreco alimentare,ha incrementato il flusso dei clienti nei punti vendita del 24% e gratificato il pubblicitario Marcel, inventore della riuscita campagna“Inglorious Fruits and Vegetables”, nello scorso dicembre, con il riconoscimento Creative Cristal Academy Grand Cristal.

RICERCA SPAGNOLA SU DANNI DA FREDDO AGLI AGRUMI

Una ricerca spagnola ha scoperto come limitare i danni da freddo sugli agrumi particolarmente sensibili alle basse temperature di conservazione. I ricercatori dell'Istituto di Tecnologia Alimentare, insieme con la Stazione sperimentale agropecuaria de Concordia (Entre Ríos) e la Stazione Sperimentale agropecuaria de Famaillá (Tucumán), hanno dimostrato come le proteine da shock

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termico (HSPs, Heat Shock Proteins) permettano di attenuare gli effetti dei danni da freddo, migliorandone la qualità e quindi favorendone l'esportazione. L'applicazione di un trattamento termico puramente fisico, senza l’uso di prodotti chimici dopo la raccolta, attenuerebbe i danni da freddo su frutti, importanti per l'economia spagnola, come pomodoro, mandarino, pompelmo e limone.

COCA COLA PUNTA SUL LATTE

Il colosso americano Coca Cola, da quest’anno, mette in vendita negli Usa, il latte diqualitàFairlife. Al prezzo doppio rispetto a quello normale, questo prodotto conterrà molto calcio e sarà senza lattosio. Fairlife avrà anche il 5 0 % di proteine in più e il 3 0 % di zuccheri in meno, rispetto al latte intero. Il sistema di ultrafiltrazione utilizzato separando le varie componenti (acqua, lattosio, materia grassa, proteine, vitamine e minerali), li ricombina in proporzioni diverse. “Vogliamo perseguire i più elevati standard di qualità del latte, la sostenibilità agricola e il benessere degli animali”, ha detto il responsabile per la Coca Cola per il Nord America, Sandy Douglas, sottolineando come Fairlife, prodotto in 9 2 aziende a conduzione familiare, sarà più buono del latte normale.


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Negli Usa cresce il consumo di latte crudo “Food and Drug Administration” mette in guardia i fan della vita bucolica

L’

industria lattierocasearia degli Stati Uniti produce oltre 20 miliardi di galloni (un gallone equivale a 3, 79 litri) di latte pastorizzato venduto o trasformato in formaggi, burro, creme, panna e gelati. Il diffondersi di stili legati al ritorno alla natura e lo stile bucolico, che fa immaginare pascoli erbosi, dolci colline, mucche al pascolo e fienili rossi, ha fatto aumentare notevolmente e in modo costante, il consumo americano di latte crudo il cui commercio interstatale, peraltro, è vietato dal 1987, anche se i singoli Stati possono autorizzarlo sul proprio territorio. Se negli Usa cresce il numero degli Stati che ne permettono la vendita, contestualmente, si

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registra anche un aumento dei casi d’infezione alimentare causati dai batteri presenti nel latte non pastorizzato. Lo ha affermato il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), organo governativo per la salute pubblica, che ha comparato in uno studio la crescita del numero medio di infezioni batteriche dovute all'assunzione di latte crudo tra il 2007-2009 e tra il 2007 e il 2012. La quantità di infezioni è più che quadruplicata. Nonostante il CDC e la Food and Drug Administration ne scoraggino il consumo, cresce il numero di chi è convinto che i benefici siano superiori ai rischi. Il latte crudo non viene sottoposto al processo di

pastorizzazione, in cui la temperatura elevata uccide i microbi; per questo motivo aumenta il rischio di entrare in contatto con batteri

n

come E.coli e salmonella, mette in guardia la Food and Drug Administration. Per il CDC, aumentando il numero degli Stati che consente la vendita di latte crudo,sono destinati a crescere anche gli ammalati e il Centro invita soprattutto bambini, anziani e chi ha disturbi cronici o il sistema immunitario indebolito a non consumarlo.Attualmente la vendita di latte crudo destinato al consumo umano è legale in 30 Stati americani.

IN USA POLEMICHE SU LINEE GUIDE ALIMENTARI

Da quest’anno saranno pubblicate le nuove ‘Dietary Guidelines for Americans’. Le linee guida USA vengono riviste ogni cinque anni e sono finalizzate, attraverso indicazioni scientifiche, a spiegare come l’alimentazione e l’attività fisica possano contribuire a promuovere la salute e a ridurre il rischio di contrarre malattie. Ogni incontro del comitato di esperti è stato seguito da polemiche. Il nuovo modello alimentare promuoverebbe un maggior consumo di alimenti di origine vegetale rispetto a quelli di origine animale. Il Congresso ha chiesto al governo di focalizzare l’attenzione esclusivamente sugli aspetti nutrizionali e dietetici, supportati da dati scientifici, escludendo fattori estranei, che non dovranno essere menzionati nelle linee guida.


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Alle radici del futuro


A T T U A L I TÀ E N E R G I A A L T E R N A T I V A

Alberi a vento

Dal prossimo marzo, nel cuore di Parigi, parte la sperimentazione del sistema eolico 2.0 a forma di pianta. Ogni “foglia” è una mini turbina di Jordan Nash

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mulini a vento, contro i quali combatteva Don Chisciotte, sono identificati nell’immaginario con il paesaggio della Mancia e sono l’icona di quello olandese. Le vedute francesi, invece, dal prossimo 12 marzo, inizieranno ad essere caratterizzate dagli “alberi a vento”. Al primo prototipo istallato nell’agosto 2013 a Charente

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Maritime, è seguito, l’anno scorso, un secondo nel comune Pleumeur-Bodou in Bretagna. Il 2015 sarà l’anno della commercializzazione. Dalla Bretagna alla ‘Ville Lumiere’, il passo è brevissimo. Così, dal 12 marzo al 12 maggio, la capitale francese sarà il palcoscenico dove verranno effettuati i nuovi test dello speciale sistema che promette di produrre energia usando il vento. Da marzo l’albero a vento sarà a Place de la Concorde a Parigi. E’ questo il progetto innovativo di una start up d’Oltralpe che prova a conciliare, speriamo con successo, da un lato natura e tecnologia e dall’altro am-

biente e fabbisogni energetici. L’albero a vento, secondo gli ideatori, ha il vantaggio di integrarsi perfettamente in ogni ambiente urbano e rurale. Si tratta di un sistema eolico a forma d’albero, che è una reale mini turbina ad asse verticale (tecnologia Aeroleaf®), capace di ruotare costantemente per assorbire, in assoluto silenzio, l’energia del vento da ogni tipo di angolazione. Jérôme MichaudLarivière ha creato “New Wind” nel 2011, dopo aver osservato le foglie muoversi un giorno che non c’era vento. L’idea innovativa è stata quella di riuscire a convertire questo mo-


L’albero a vento si integra nel contesto urbano e rurale

vimento in elettricità, trasformando za e prestazioni tecniche, riuscendo ogni foglia in una mini pala eolica. a posizionare le foglie con un effetto Non restava che sommare le corren- disordinato e casuale per catturare la ti, riuscendo a bilanciare efficienza ed emozione. La sfida aziendale è stata quella di creare il primo eolico biomimetico, in grado di captare le turbolenze e i venticelli urbani. E di lavorare più di 320 giorni l’anno, invece dei 110/120 dei sistemi attuali. Il design di quest’albero innovativo è stato affidato a Claudio Colucci, che ha saputo mixare, con gusto, elegan-

maggiore quantità d’aria. D’altronde le cifre parlano chiaro. Nel mondo tra il 2007 e il 2030 servirà il 75% di elettricità in più ed il 75% della popolazione mondiale sarà concentrata nelle città, con un miliardo e 600 milioni di consumatori che avranno bisogno di energia. Un rapporto dell'Agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea che le aree urbane contribuiscono per più di due terzi al consumo globale di energia e per più del 70% alle emissioni di anidride carbonica. Sempre più le città saranno condannate a dipendere dal prezzo e dalla disponibilità di energia. E si presume, come si legge sul sito di New Wind, che la transizione energetica si giocherà in città. Sfruttando, ad altezza quasi a misura d’uomo, il potenziale inutilizzato delle correnti d’aria che attraversano i canali tra gli edifici più alti. Gli alberi a vento alti 11 metri, larghi 6 e con una chioma di 70 foglie, potrebbero essere la chiave di volta per risolvere queste esigenze. Una soluzione fatta per durare. Le sue foglie e i suoi generatori a presa diretta, non creano alcuna fatica meccanica. I circuiti sono tropicalizzati e i generatori sono protetti in una matrice stretta. L’albero non ha cavi o generatori visibili. Tutto è stato inserito direttamente nei rami e nei tronchi. Il costo? Circa 29.500 euro, che – come rileva il produttore - il sistema sarà in grado di ripagare da solo in pochi anni grazie a quanto risparmiato per l'energia. Il test di Parigi dimostrerà le reali potenzialità dell’impianto e la sua capacità di integrarsi nel contesto ur bano. GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |51


A T T U A L I TÀ S P E T T A C O L O

Grazie dei fiori

Al Festival di Sanremo le composizioni floreali si uniscono a quelle musicali. L’impegno di Confagri e Anga della Liguria per la valorizzazione del comparto floricolo

Rai abbiamo trovato un nuovo modo di promuovere le nostre eccellenze floricole – sottolinea il sindaco–.Abbineremo una nuova varietà di garofano o di rosa, da sempre “simbolo” della ricerca floricola di Sanremo, al nome dell’arti-

Un ibrido – chiamato “Cover” – per le hit del passato

di Andrea Sampietro

sta o al titolo della canzone che sarà premiata nella serata del Festival dedicata alle “cover”, ovvero giovedì 12 febbraio». Ma non finisce qui. Nei prossimi giorni, infatti, la Rai inizierà le riprese di fiori di Sanremo, e della Liguria in diversi spot dedicati al Festival di cui genere, tornano finalmente ad es- uno, con la presenza del sindaco Biansere protagonisti del Festival della cheri e delle due conduttrici dell’ediCanzone Italiana in programma al zione 2014 che affiancano Carlo Conti Teatro Ariston di Sanremo dal 10 le cantanti Arisa ed Emma -sarà girato in al 14 febbraio. Non solo un palco un’azienda florovivaistica del Sanremepiù colorato, ma una bellissima iniziati- se. Questa “centralità” dei fiori nel Festiva promozionale quest’anno darà il giu- val è sicuramente accolta con grande sto risalto al florovivaismo ligure. È il gioia da parte di Confagricoltura Liguria sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, perché, da anni, insieme ai Giovani delstorico breeder e socio di Confagricol- l’Anga, si è sempre battuta al fine di utitura Imperia ha spiegarci il tutto. «In ac- lizzare la straordinaria vetrina del Festicordo con la direzione del Festival e la val della Canzone Italiana per promuo-

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vere quello che è il settore occupazionale più importante dell’intera provincia di Imperia. E fa ancora più piacere il tutto, perché “inquadrato” in una serie di eventi promozionali straordinari pensati ed organizzati da Anga Liguria. Si comincerà infatti il 19 febbraio 2015 con la presentazione a Villa Nobel di Sanremo del francobollo sulla floricoltura italiana realizzato grazie all’idea, alla grafica ed alla perseveranza dei Giovani di Confagricoltura in cui hanno creduto, per primi, proprio i vertici di Poste Italiane. Sarà poi la volta, il 28 ed il 29 marzo dell’edizione 2015 di Floranga, la grande kermesse floricola organizzata a Sanremo dai ragazzi dell’Anga Liguria che, in ultimo, il giorno 8 marzo, parteciperanno a “Sanremoinfiore”, ovvero alla sfilata dei carri fioriti con una realizzazione interamente “made in Anga Liguria”. I Fiori di Sanremo diventano quindi, in questi due mesi, indiscusse star di importanti vetrine che possono e devono aiutare la promozione di questo prodotto d’eccellenza, ligure ed italiano nel mondo. Un comparto, specie riferito alla ricerca di nuove varietà, invidiato davvero da tutto il mondo. Non a caso la riviera di Ponente in Liguria si chiama“Riviera dei Fiori”. 


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A T T U A L I TÀ S P E T T A C O L O

Raoul Bova, ambasciatore dell’agricoltura di Claudio Costantino

Il nuovo film rosa “Sei mai stata sulla luna?” affronta Il tema del rapporto tra città e campagna

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ei mai stata sulla luna?”, il nuovo film di Paolo Genovese, giunto nelle sale cinematografiche dal 22 gennaio scorso (prodotto da “Pepito Produzioni” con “Rai Cinema” e distribuito da “01 Distribution”), è una commedia sentimentale ambientata in un paese rurale della Puglia. L’incontro tra i due protagonisti - la giornalista (Liz Solari) e l’agricoltore (Raoul Bova) - è anche l’incontro tra due mondi diversi. Insomma, in modo garbato, si affronta il tema del rapporto città e campagna. Ed è interessante vedere come viene vista, e raccontata sul grande schermo, l’attività agricola. Come sottolinea la critica, quello di Genovese è «un film positiva-

mente corale, capace di attrarre lo spettatore in un mood rilassato (ma eccessivamente) e sfizioso quale quello di una campagna tanto semplice e genuina da conquistare anche i cuori dei più freddi e cinici modaioli di città». La pellicola ha riscosso da subito grande interesse. Nei primi giorni di programmazione, al botteghino si è subito piazzata al sesto posto dopo i colossi americani: “Exodus”,“American Sniper”,“La teoria del tutto”,“John Wick”,”The Imitation Game”. L’avvenente Guia (Liz Solari) ha 30 anni, lavora in una prestigiosa rivista internazionale di moda, guida una spider di lusso, viaggia in jet privato e vive tra Milano e Parigi. Nel momento in cui crede di avere ogni cosa sotto il suo fer-


mo controllo, le giunge un dono inaspettato: un casale in Puglia ereditato da sua zia. Farà di tutto per venderlo, per disfarsi non solo della proprietà, ma anche di ogni possibile legame con il mondo rurale. Ma dietro le mille difficoltà a vendere la masseria si cela qualcosa di più,un bisogno di riconoscere una parte di sé che, a lungo, ha cercato di seppellire e forse il desiderio inconscio di prendere in considerazione la possibilità di avere sbagliato nella valutazione delle proprie priorità. Decisivo in tal senso sarà l’incontro con l’affascinante fattore Renzo (Raoul Bova). Da un lato c’è il caos della città dove si muove con disinvoltura Guia, il suo fidanzato (Pietro Sermonti) e la sua assistente (Giulia Michelini). Dall'altro il piccolo paese della Puglia stravolto dall'arrivo della bella giornalista, dove si trovano un carosello di personaggi esilaranti e originali: il barista avanguardista (Emilio Solfrizzi) e quello tradizionalista (Sergio Rubini); Pino, il cugino autistico aspirante prete

Bova possiede, nel reatino, l’azienda agricola “Fonte del Poggio”

(Neri Marcorè); Mara, la bancaria sognatrice (Sabrina Impacciatore); il sacerdote Don Carlo (Rolando Ravello); Anita, la veterinaria misteriosa (Isabella Briganti); Oderzo, il contadino emigrato al nord (Nino Frassica); il notaio latinista (Dino Abbrescia); l'agente immobiliare macellaio (Paolo Sassanelli); la mucca Celestina. Il cantautore Francesco De Gregori ha composto una canzone originale per il film. Raoul Bova è dunque l’ambasciatore del mondo agricolo e sa esprimere la forza delle radici, della terra che è concretezza e scrigno di valori.Valori che conosce bene, possedendo l’azienda agricola “Fonte del Poggio” a Varco Sabino (RI). «Già da alcuni anni – ha confermato l’attore - ho una fattoria vicino a Rieti, dove sta mio padre e dove anch’ io vado ogni volta che posso.Amo molto gli alberi e mi piace alzarmi presto la mattina, prendere le uova, stare con l’ asinello e mangiare gli ortaggi del mio orto, che per me sono i più buoni del mondo» . 

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A T T U A L I TÀ A G R O N E T W O R K

Disegnare reti “young”

Ismea fornisce un’ottima opportunità per le imprese e per i giovani, fortemente sollecitata da Anga, per accrescere le capacità competitive e innovative di Maria Cristina D’Arienzo

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onfagricoltura, al fine di favorire i processi di integrazione tra le imprese, attraverso lo strumento delle reti, si è impegnata a promuovere ulteriori azioni per offrire nuove opportunità al comparto, in particolare alle imprese agricole condotte da giovani agricoltori. Al riguardo, si evidenzia il bando Ismea (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie speciale, n. 146 del 22 dicembre 2014), fortemente sollecitato da Anga, per promuovere e sostenere i processi di integrazione tra le imprese, in particolare quelle agricole

condotte da giovani, tramite le reti, con l’obiettivo di supportare i processi di riorganizzazione delle filiere agricole, migliorare la specializzazione e la qualificazione del comparto e accrescere le capacità competitive e innovative dell’imprenditorialità agricola nazionale, in particolare sui mercati esteri. Il bando prevede la selezione di tre reti di imprese non ancora costituite alla data di scadenza (2 marzo 2015, ore 12) e formalizzare con un contratto di rete entro sei mesi dall’aggiudicazione del bando. Le reti dovranno essere formate da almeno cin-


que imprese e la maggioranza numerica di quelle costituenti la rete dovrà essere rappresentata da aziende agricole condotte da giovani. All’interno della costituenda rete le imprese dovranno individuare quella capofila che terrà i contatti con Ismea ai fini della partecipazione al bando. Ecco cosa si intende per imprese agricole condotte da giovani agricoltori. In caso di ditta individuale sono le imprese agricole i cui titolari siano in possesso, alla data di scadenza del bando, dei seguenti requisiti soggettivi: qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore di-

In materia di network Confagricoltura offre assistenza e consulenza specialistica retto; età inferiore ai quarant’anni. In caso di società agricole è il legale rappresentante unico/amministratore unico che deve essere in possesso della qualifica di IAP o coltivatore diretto ed avere meno di 40 anni. Si tenga presente che, nel caso in cui si verifichino eventi inerenti un soggetto partecipante, che incidano sulla composizione della rete, il capofila

dovrà comunicare immediatamente all’Ismea la sostituzione della impresa uscente con un soggetto in possesso delle medesime caratteristiche e dei predetti requisiti di ammissibilità, garantendo la dimensione minima originaria dell’aggregazione e il raggiungimento degli obiettivi iniziali del progetto. Le costituende reti dovranno presentare idonea documentazione indicata nel bando. Dell’istruttoria e della valutazione delle domande e delle relative progettualità se ne occuperà una apposita commissione che verificherà: la documentazione trasmessa GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |57


A T T U A L I TÀ A G R O N E T W O R K

e la sua completezza; il possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti per la partecipazione al bando. Successivamente procederà alla valutazione delle domande sulla base di criteri che terranno conto: del numero complessivo delle imprese – agricole e non – che partecipano alla rete; del numero di imprese agricole condotte da giovani agricoltori che partecipano; dell’ampiezza territoriale della rete; della presenza di almeno una impresa che si occupi della trasformazione e commercializzazione dei prodotti delle aziende della rete; della coerenza del progetto rispetto agli obiettivi fissati e fattibilità, intesa come cantierabilità del progetto di rete. Sulla base di questi parametri la commissione predisporrà la gradua-

toria, che sarà pubblicata sul sito di Ismea e sulla Gazzetta Ufficiale. A seguito della pubblicazione della graduatoria definitiva, Ismea provvederà a notificarla a mezzo PEC alle tre reti

REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ Tutte le imprese devono possedere i seguenti requisiti: • appartenenza alla categoria delle PMI; • essere iscritte al registro delle Imprese al momento della presentazione della domanda di partecipazione (REA); • essere in attività al momento della presentazione della domanda; • aver effettuato regolarmente i versamenti relativi ai contributi previdenziali obbligatori; • rispettare le norme dell’ordinamento giuridico italiano in materia di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e delle malattie professionali, della sicurezza sui luoghi di lavoro,dei contratti collettivi di lavoro; • risultare autonome tra di loro ai sensi della disciplina comunitaria e nel rispetto della definizione di PMI; • non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e successivamente non rimborsato e non depositato in un conto bloccato aiuti che lo Stato è tenuto a recuperare in esecuzione di una decisione di recupero adottata dalla Commissione Europea; • non trovarsi in stato di difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato e in particolare non trovarsi in stato di fallimento; non essere sottoposte a procedure di liquidazione, concordato preventivo, amministrazione controllata o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente; • insussistenza, a carico del legale rappresentante dell’impresa, dei propri conviventi, dei soci della società e dei loro conviventi, di procedimenti in corso per l’applicazione di misure di prevenzione e di cause di decadenza, di sospensione o di divieto.

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vincitrici del bando. Ismea organizzerà, a favore delle imprese partecipanti alla tre reti vincitrici del bando, azioni formative e acquisizione di competenze (coaching), mettendo a disposizione, per il periodo di un anno dall’aggiudicazione del bando un tutor, che affiancherà le reti per supportarne lo start up. Le reti selezionate potranno essere coinvolte in azioni divulgative che saranno organizzate da Ismea. La domanda di partecipazione, unitamente agli allegati e a tutta la documentazione specificata nel bando, deve essere presentata dall’impresa capofila entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 2 marzo 2015, a pena di esclusione, tramite A/R o corriere, al seguente indirizzo: Ismea (Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare) – Direzione Amministrazione, Legale e Servizi Generali – Via Nomentana, 183 – 00161 Roma. Il testo integrale del bando, i modelli di domanda e i relativi allegati sono scaricabili dal sito di Ismea (www.ismea.it) , nella sezione dedicata ai bandi di gara in corso. Dunque, un’ottima opportunità per le imprese agricole e i giovani agricoltori per incrementare e qualificare le loro produzioni e più in generale per accrescere la capacità competitiva e innovativa delle proprie imprese. Confagricoltura, quale promotrice e sostenitrice dell’innovativo strumento delle reti di impresa offre, dal lato suo, la propria assistenza e consulenza specialistica in materia. 


A T T U A L I TÀ P R E V I D E N Z A C O M P L E M E N T A R E

L’assicurazione sanitaria che parla agricolo

Angelo Santori illustra i vantaggi di Mutua Fima. Nata più di 30 anni fa in “casa Confagri”, è competitiva in termini di qualità/prezzo di Elisabetta Tufarelli 60| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015

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l problema salute ha un impatto con la realtà delle strutture pubbliche, che non sempre erogano prestazioni adeguate alle nostre aspettative. Abbiamo scelto una forma di previdenza sanitaria che consente di scegliere le cure per la qualità dei servizi offerti non in funzione delle disponibilità economiche del momento. La nostra Mutua Fima offre ancora di più. Ci

sono almeno tre motivi per cui conviene sottoscrivere questa polizza salute. Innanzitutto le detrazioni fiscali del 19% sull’importo versato e sull’eccedenza tra la cifra rimborsata per le prestazioni e quella effettivamente pagata. Inoltre, la nostra assistenza viene erogata senza limiti territoriali e, infine, non vincola l’associato perché i contratti sono annuali e si è liberi di decidere se alla scadenza si vorrà rinnovare o meno, mentre la mutua


non può dare disdetta in seguito ad un sinistro”. Lo ha messo in evidenza, Angelo Santori, neo presidente della società di mutuo soccorso di Confagricoltura, presentando i vantaggi di sottoscrivere l’assicurazione sanitaria che ‘parla agricolo’. Con Mutua Fima si può scegliere se avvalersi del Servizio sanitario nazionale o rivolgersi al privato. “Prevenzione e assistenza sanitaria sono investimenti per noi stessi. Soprattutto per i giovani – ha precisato Santori - è importante impegnarsi, ad un prezzo contenuto, sulla protezione della propria salute e dei propri cari”. Se il socio deciderà di ricoverarsi, con o senza intervento chirurgico, in una struttura convenzionata alla nostra rete di istituti, la Mutua provvederà direttamente al

È importante impegnarsi per proteggere la salute dei componenti familiari pagamento delle spese di ricovero. Ma anche se le spese per ricovero per malattia, infortunio o parto – sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale, all’associato, dopo i tre giorni verrà corrisposta una “indennità sostitutiva” di 180 euro al giorno per i ricoveri con intervento chirurgico e di 130 per quelli senza intervento chirurgico. Nata più di trent’anni fa in “Casa Confagricoltura”, Mutua Fima è competitiva sul mercato in termini di qualità/prezzo, è presente sul territorio e si rinnova costantemente per seguire le esigenze dei propri soci. L’assicurazione fornisce una copertura assistenziale sanitaria molto vantaggiosa attraverso la polizza base ‘verde salute’ e quella pre-

vista specificamente per chi ha più di 80 anni. Mutua Fima punta sulla propria offerta salute per prendersi cura ‘in toto’ del benessere dei propri associati, dalla prevenzione alla cura, offrendo una copertura per garantire la sicurezza di avere accesso alle cure mediche senza preoccupazioni di carattere economico. Quest’anno, tra l’altro, lancia l’innovativo servizio ‘segui la tua pratica’ che garantisce, attraverso un sms sul proprio cellulare, una tempestiva informazione sullo stato della propria domanda di rimborso. “Il Servizio sanitario nazionale - ha concluso il presidente della società di mutuo soccorso della Confagricoltura – non sempre si distingue per velocità ed efficienza e Mutua Fima può rappresentare una soluzione non cara, attenta alle richieste del mercato e alle esigenze dei soci, che offre prodotti sempre più innovativi e competitivi”.  GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |61


A T T U A L I TÀ I M P R E S A F A M I L I A R E

La leadership delle PMI

di Veronica Mazzanti

A Ravenna il punto sulla Federazione dell’Impresa familiare: Gli interventi di Massaroli, Pasquali e del presidente nazionale Poggioni

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ll’interno del sistema associativo di Confagricoltura, l’Impresa Familiare è una componente particolarmente rappresentativa. Siamo l’indispensabile anello di collegamento tra un’agricoltura di tradizione e una che, in ogni modo, prosegue la sua strada di modernizzazione. A livello provinciale abbiamo più di 400 soci e la tendenza è all’aumento”. Lo ha detto Danila Massaroli, vice presidente provinciale di Federimpresa aprendo, nella sala convegni del ristorante “La Campaza”, i lavori dell’assemblea annuale dell’Impresa Familiare, alla quale è intervenuto anche Paolo Pasquali, pre-

sidente di Confagricoltura Ravenna. In occasione dell’incontro sono stati esaminati anche molti aspetti legati all’approvazione dei nuovi piani di classifica e i nuovi progetti irrigui presenti nella nostra provincia. In particolare, Giovanni Costa, direttore del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, e Vincenzo Bosi, direttore del Consorzio di Bonifica della Romagna, hanno approfondito e dibattuto, con gli oltre 200 associati all’Impresa Familiare di Confagricoltura presenti, i temi della bonifica e dell’irrigazione. Il presidente nazionale delle imprese familiari di Confagricoltura, Roberto Poggioni, ha ricordato l’importante ruolo di queste aziende per lo svilup-


po sostenibile e nel contribuire all’eliminazione della fame. “Nel mondo sono oltre 500 milioni le imprese agricole - ha detto - e quella familiare è la forma predominante di attività nel settore perché garantisce il 70% della produzione di cibo a livello mondiale. Non è quindi un caso che il 2014 sia stato designato “Anno internazionale dell’agricoltura familiare” e che il nostro ruolo sarà evidenziato anche in occasione di Expo. Il futuro è senza dubbio la sostenibilità ambientale, economica e sociale, con un approccio che garantisca il migliore utilizzo di beni del capitale naturale, sociale e umano. E questo è l’approccio del family farming”. In Italia operano 1,6 milioni di aziende agricole e, secondo il Centro Studi di Confagricoltura, quasi il 90% di queste è a conduzione familiare. La

Poggioni: «La sostenibilità è un approccio naturale per il “family farming”» Federazione Nazionale dell’Impresa Familiare Coltivatrice di Confagricoltura, in particolare, associa, rappresenta e tutela 151mila imprese in tutta Italia, che garantiscono ogni anno

occupazione per oltre due milioni di giornate di lavoro. All’interno del sistema associativo di Confagricoltura, l’impresa familiare è una componente molto rappresentativa. “Cambia il settore primario, ma anche la famiglia. Le nostre imprese familiari, o meglio le PMI che stanno sul mercato, si aggiornano, affrontano le sfide della competitività. Le nostre aziende – ha concluso Roberto Poggioni - hanno un importante ruolo economico e di presidio del territorio ed un grande potenziale per realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Occorre rafforzare e sostenere l'agricoltura a conduzione familiare all'interno della catena di approvvigionamento alimentare e servono azioni di sostegno all’innovazione e alla redditività di lungo termine”. 


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO A CUNEO CORSO VITIVINICOLO

di Elisabetta Tufarelli

CONFAGRI CASERTA SULLE DISPARITÀ DELLA FILIERA

Allarme sul prezzo del latte Confagricoltura Cuneo, in collaborazione con il laboratorio Enocontrol di Alba e la business coach Gabriela Tirino, propone un percorso formativo di quattro appuntamenti, con l’obiettivo di migliorare le capacità organizzative, di comunicazione e di marketing specifiche dei produttori vitivinicoli. Il corso si terrà all'Ampelion di Alba e prevede l’alternanza di teoria ed esercitazioni pratiche. Per informazioni contattare direttamente gli uffici di Confagricoltura Alba (0173/281929).

IN SARDEGNA DRAMMA SICCITÀ

Situazione drammatica in Sardegna. Secondo Antonio Vittorio Sanna, presidente Confagricoltura di Oristano: “Le campagne vivono un'annata estremamente difficile a causa del prolungarsi del clima siccitoso. Ma si pagano anche i gravi errori commessi nella gestione delle risorse idriche e dei bacini, il cui livello è ai minimi storici. Inoltre, è auspicabile l'adozione di nuove politiche a garanzia del reddito, favorendo l'accesso a forme assicurative”. 64| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015

Confagricoltura Caserta: “Il prezzo del latte bovino scende alla stalla, ma non negli scaffali dei supermercati”. Dal 1° gennaio scorso, per decisione unilaterale dei trasformatori, i produttori campani di latte bovino per uso alimentare, hanno venduto il loro prodotto all’industria oltre il 10% in meno rispetto all’anno scorso. Se questo prezzo non riusciva a coprire il costo di produzione prima, adesso è allarme. Confagricoltura Caserta sottolinea la difficoltà e il rischio di chiusura di molte aziende. Lo scenario per il comparto presenta gravi problemi, però il dubbio che si stia praticando una mera speculazione a danno degli allevatori e dei consumatori trova conferma nel fatto che non si sono viste riduzioni del prezzo al consumo: l’industria e la distribuzione hanno così solamente aumentato il loro margine di guadagno. Lo scenario non è nuovo per il comparto. La contrattazione del latte bovino alla stalla, ricorda l’Organizzazione provinciale degli imprenditori agricoli, è sbilanciata a favore dell’acquirente e il risultato è sostanzialmente un’imposizione. Nello specifico, della Campania l’industria principale acquirente è la Parmalat (la multinazionale controllata dalla

francese Lactalis) che a Piana di Monte Verna produce il latte Berna. Questa ha spiegato la motivazione del taglio del prezzo con l’abbondanza di latte sul mercato europeo, data anche dall’imminente fine del regime delle quote latte. Dalla stalla al banco, il latte bovino, spiega Confagricoltura Caserta, quadruplica il prezzo, ma i requisiti di prossimità delle stalle all’industria di trasformazione e i controlli severi cui sono sottoposte e ne garantiscono la qualità alla fonte, stanno alla base della dell’eccellenza della materia prima offerta alle industrie confezionatrici e, alla Parmalat in particolare, per produrre proprio l’apprezzato Berna, marchio storico campano. E’ necessaria una attenzione alla problematica, certamente da parte di tutti gli operatori, conclude Confagricoltura Caserta, ma anche da parte delle Istituzioni. L’agguerrita concorrenza degli allevatori nord europei e la speculazione di una filiera industriale a controllo in gran parte estero finiranno, infatti, per mettere fuori mercato la produzione locale di latte fresco, con il rischio per il consumatore di avere a disposizione solo prodotti con materia prima proveniente da molto lontano, certamente non freschi.


CONFAGRICOLTURA LOMBARDIA AL “WINE EXPO”

Il vino vola a Boston Confagricoltura Lombardia, con le sue aziende, il 14-15 febbraio 2015, sarà al “Boston Wine Expo”. Si tratta di un’ interessante iniziativa promozionale e commerciale in Usa per le imprese vitivinicole lombarde, che avranno così modo di presentare e fare incontri di affari con i buyer locali, in una delle vetrine più apprezzate. Il progetto attivato dall’Organizzazione regionale degli imprenditori agricoli rientra in quello approvato nell’ambito del bando Ocm Vino. Confagricoltura Lombardia sottolinea la buona opportunità per le aziende che guardano all’export. Il mercato nord americano, come confermano anche i

dati della dogana statunitense, è estremamente interessante per i vini italiani. I nostri prodotti, infatti, occupano posizioni di mercato importanti. Confagricoltura Lombardia mette in evidenza

che il mercato Usa rimane il primo, a livello mondiale, per le importazioni di vino italiano. In particolare lo stato del Massachusetts ha un consumo pro-capite pari a 16,9 litri a testa, attestandosi al 3 posto tra tutti gli Stati. New York e la California, nonostante ciò che si possa pensare, si attestano dietro, rispettivamente con 11,9 e 14,4 litri a testa. Ma soprattutto, dalle ultime ricerche emerge che il consumo di vino italiano è relativo a quelli più conosciuti e provenienti soprattutto da zone diverse dalla Lombardia. Per questo è stato scelto proprio il Massachusetts per la promozione dei vini di qualità lombardi.


Ricambio generazionale: proficuo confronto con la senatrice Bertuzzi «LE PRIME IPOTESI DI INTERVENTO - HA DETTO LA PARLAMENTARE - SONO IL FRUTTO DI UN DIALOGO EFFICACE E COSTANTE»

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l contributo dei giovani agricoltori è stato e sarà deter- p r esentare un volano di sviluppo per tutta l’economia naminante perché, se oggi siamo riusciti ad ottenere risul- zionale. Non dimentichiamo che, se da un lato, il made in tati importanti per chi vuole impegnarsi in agricoltura, è Italy, nel 2013, ha esportato 33 miliardi di euro la contrafgrazie al lavoro svolto in questi anni con le rappresentanze fazione alimentare italiana e italian sounding, hanno un gigiovanili delle associazioni”. ro di affari di quasi il dopI L C O M M E N T O Lo ha detto la senatrice Mapio. Ciò ci fa capire quanto ria Teresa Bertuzzi, interveampio sia il margine di creIl futuro dell’agricoltura non c’è nendo all’ultimo consiglio scita. Inoltre, le imprese dubbio che risieda in meno di 50.000 nazionale Anga del 2014.“Le agricole condotte da giovaimprese agricole, quelle condotte da prime ipotesi di intervento ni restano troppo poche.Va noi giovani imprenditori. Sono per favorire il ricambio geda sé che c’è un enorme poche. Un numero troppo piccolo nerazionale - ha ricordato potenziale per l’inserimenper una responsabilità così grande. sono il frutto di un dialogo to di nuove leve, ma bisoL’unica soluzione è farle aumentare, proficuo e costante con i gna eliminare gli ostacoli fornendo strumenti pratici, reali ed giovani imprenditori agricod’ingresso. Dalla burocrazia effettivamente utilizzabili. Ecco perché siamo intervenuti li. I risultati sono stati decial credito, dal reperimento con forza e continueremo a farlo per smuovere la situazione. Devo dire che abbiamo trovato terreno fertile e samente soddisfacenti e gradel bene terra al costo del sono partiti i primi provvedimenti: dal bonus per le tificano anche il lavoro fatto lavoro, alla competitività assunzioni dei giovani nel settore agricolo ai contratti di rete da Anga in questi anni”. Indei nostri prodotti. L’elenco per giovani agricoltori, ai bandi per la liberalizzazione delle somma quella dei giovani è lungo. Ecco perché l’Anterre demaniali. Mancano ancora all’appello importanti imprenditori agricoli è una ga è intervenuta con metostrumenti che abbiamo richiesto con forza come, ad parte dell’Italia che lavora, do e costanza ed ha ottenuesempio, i mutui a tasso zero o i servizi di affiancamento. che vuole andare avanti e afto importanti provvediServono con urgenza i decreti attuativi perché occorre fronta le difficoltà con la vomenti legislativi che pocostruire il modello di sviluppo dell’agricoltura italiana. glia di superarle. E, in effetti, trebbero realmente, con il Concretamente, non ‘a chiacchiere’. proprio nel primario ci sovaro dei decreti attuativi acno grandi opportunità. L’acompagnare competitività Raffaele Maiorano Presidente Nazionale Anga gricoltura, l’abbiamo detto e sviluppo del settore pritante volte, potrebbe rapmario. Elisabetta Tufarelli GENNAIO 2015 | MONDO AGRICOLO |67


BRESCIA

WORKSHOP AD ALTAMURA CON IL MINISTRO GIANNINI

Alla scoperta dei grandi marchi del territorio

Tipicità, sostenibilità, legalità

Proseguono gli incontri dei Giovani di Confagricoltura Brescia diretti ad approfondire le sinergia della filiera, le eccellenze dell’agroalimentare, i brand di successo. Iniziativa consolidata che ha già portato, in precedenza, gli anghini bresciani in importanti realtà imprenditoriali (come Danone, Acqua Castello, cantina Costaripa). Il tour ha avuto recentemente due nuove tappe che hanno portato i giovani a “Latteria Soresina” e “Tradizioni Padane”. La prima è una vivace cooperativa di trasformazione del latte che raccoglie da più di duecento produttori tra Brescia e Cremona. I numeri sono significativi: oltre 9 0 0 0 quintali di latte conferito ogni giorno (di cui il 7 5 % è destinato alla produzione di Grana Padano), così come il fatturato, più che triplicato negli ultimi quindici anni. La seconda azienda visitata, ‘Tradizioni Padane’, è un pastificio artigianale di fama, specializzato nella produzione di pasta fresca e secca che, grazie alla creazione di una rete d’impresa, è riuscito a valorizzare con successo materie prime di qualità. Pur mantenendo la propria matrice artigianale, l’impresa guarda all’estero, dove colloca oltre l’8 0 %dei prodotti. 68 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015

Il ministro Stefania Giannini con Maiorano e Divella (presidente Giovani di Federalimentare)

In una location d’eccezione, l’antica masseria dell’Alta Murgia, ad Altamura (bene confiscato alla mafia), provincia di Bari si è svolto, il1 5 gennaio scorso, il 3 ° workshop di # filiereintelligenti che Anga sta portando avanti, col MIUR, il CNR e Federalimentare, per citare i partner principali del progetto. I temi di questo appuntamento sono stati: prodotti tipici tra sostenibilità, sicurezza alimentare e legalità. Gli argomenti sono stati approfonditi sotto diversi aspetti e da esperti di vari ambiti, da quello più prettamente agroalimentare, a quello giuridico normativo. Si è parlato di contraffazione, di che cos’è il made in Italy, delle eccellenze regionali, senza tralasciare gli aspetti scientifici, né il punto di vista degli imprenditori, che hanno illustrato le proprie case history (Rocco Caliandro, per

Anga Puglia, e Clelia Loiudice per Federalimentare). Non sono mancati neppure gli interventi degli studenti degli istituti alberghieri e agrari di Terlizzi e di Altamura. A concludere l’evento è intervenuta Stefania Giannini, ministro per l’Istruzione che, a margine del workshop, ha inaugurato ufficialmente la masseria: la riapertura di questa location è infatti avvenuta in occasione di questo appuntamento di # filiereintelligenti. Ancora una volta con Anga l’agricoltura ha fatto rete con la ricerca, le istituzioni, le scuole, per fornire spunti, opportunità, occasioni concrete ai giovani che rappresentano il futuro. L’appuntamento pugliese, che ha registrato 1 0 0 0 presenze, di cui 7 0 0 costituite da studenti, è stato una conferma che la strada intrapresa con questo progetto è corretta e che puntare su cultura e istruzione, coniugate con tradizione, innovazione e legalità, è la strada per un agroalimentare a 3 6 0 °, che possa affrontare le sfide di domani. Paola Castello


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Allegretti riconfermato alla presidenza degli Over 65 Bruno Allegretti è stato riconfermato presidente degli ‘over 65’ di Confagricoltura dall’assemblea del Sindacato Pensionati, a cui sono intervenuti anche il presidente confederale Mario Guidi e il presidente di Federimpresa, Roberto Poggioni. Insieme al presidente è stato riconfermato il vicepresidente vicario Angelo Santori. Gli altri consiglieri eletti dall’ assemblea di Palazzo della Valle sono: Antonio Cretaro, Rodolfo Garbellini, Cristofaro Imperato, Francesco Antonio Mattace,Giovanni Merli, Cesare Pasquali, Pierantonio Quaglia, Riccardo Ragazzi, Luigi Senape De Pace, Remo Tortone, Nicola Trapani e Antonio Zampedri. “Diventare vecchi – ha sottolineato il presidente dei senior di Confagricoltura - è una fase della vita da accettare, ma quello che non possiamo tollerare è che ben il 44% dei 7,4 milioni di pensionati viva in condi-

Angelo Santori e Bruno Allegretti

zione di povertà con trattamenti spesso inferiori ai mille euro. Gli anziani sono stati toccati, in questi ultimi anni, negli interessi per loro più importanti: le pensioni, la sanità e i servizi sociali. Una situazione insoste-

TERZA ETÀ E INTERNET. Internet aiuta a invecchiare bene. Lo sostiene un progetto europeo coordinato dai ricercatori dell'Università di Exeter (Regno Unito), secondo cui mostrando agli anziani come utilizzare computer e connessione al web per comunicare con amici e parenti, migliora il loro benessere psicofisico. Lo studio ha dotato gli anziani coinvolti di computer adatti alle loro esigenze e di istruzioni, che sono risultate l'elemento chiave per far apprezzare la possibilità di utilizzare mezzi di comunicazione più moderni. In particolare, sono stati preferiti Skype e posta elettronica per tenersi in contatto con amici e parenti. Inoltre, gli anziani hanno anche aumentato la fiducia nelle loro capacità. Ha detto Thomas Morton, responsabile del progetto all'Università di Exeter: “Questo studio dimostra quanto la tecnologia possa essere uno strumento utile per consentire di rimanere socialmente connessi e quanto aiutare gli anziani delle nostre comunità ad utilizzare correttamente la tecnologia possa avere importanti benefici per la loro salute e il loro benessere”. Un obiettivo non di poca importanza alla luce del fatto che, entro il 2060, la popolazione europea sarà formata per il 29,5% da persone over 65. 70| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015

nibile per chi ha lavorato tutta una vita e che ci ha spinto, insieme al Comitato Unitario Nazionale dei Pensionati dei Lavoratori Autonomi (Cupla), a proporre un ‘paniere’ di indicizzazione delle pensioni più rispondente ai generi di prima necessità di chi ha i capelli bianchi e la costituzione, sul territorio, di una rete di studi medici associati multidisciplinari”. Il presidente dei pensionati si è anche soffermato sugli ottimi risultati dell’Onlus ‘Senior L’Età della Saggezza’ e sulle prossime iniziative. “Nata all’interno del nostro Sindacato Pensionati, in pochi anni, è riuscita ad aumentare del 300% il numero delle scelte del 5 per Mille raccolte con i modelli 730 e Unico. Tra i nostri nuovi impegni, l’ingresso, come promotori, insieme a Confagricoltura, al fondo sanitario agli agricoltori Mutua Fima e la nuova polizza per fornire, ai pensionati associati, un ampio ventaglio di garanzie e consulenze medico-sanitarie (cardiologia, ortopedia, psicologia, geriatria) e l’invio di un medico o di un’ambulanza in caso di necessità”.


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Una noce al giorno leva il medico di torno Sono dodici, capace di blocOSTEOPOROSI secondo care l’assorbiCon l'età la massa ossea diminuiWired (la mento del sce e lo scheletro diventa progresbibbia di colesterolo sivamente più fragile, accentuando Internet), da parte deli rischi di fratture dovute anche gli alimenti l’intestino. Gli solo a piccoli traumi. Si tratta di capaci di spinaci, come tutosteoporosi, un problema dovuto abbassare ti gli ortaggi a al mancato sviluppo di nuovi naturalmente il foglia verde e i osteoblasti, cioè delle cellule che colesterolo. Si sostiene tuorli d’uovo, è elaborano la matrice extracellulare che è grazie ad una corricco di luteina, del tessuto osseo, dovuto a fattori retta alimentazione che si capace di pulire il genetici, ormonali ma anche può ridurre il valore del colecolesterolo in metabolici. Una dieta equilibrata, sterolo “cattivo” (LDL) che pone a eccesso. Gli avocado, come quella mediterranea, secondo rischio di infarti ed ictus. Due porfonte di grassi mono-insaturi, aiutauna ricerca spagnola dell'ospedale di Girona e dell'Università zioni di avena abbassano il colestero- no il cuore a liberarsi del colesterolo Reus in Spagna, potrebbe dare un lo LDL del 5,63% in sei settimane. Un cattivo, aumentando quello HDL. L’aapporto positivo. Lo studio ha bicchiere di vino rosso al giorno, glio riesce a rendere le arterie più elarilevato che due anni di dieta invece, abbassano tra il 9% e il 12% i stiche e dunque più resistenti alle mediterranea fanno aumentare i valori LDL. Il salmone fresco, ricco placche di colesterolo. Un consiglio? livelli di osteocalcina nel sangue di Omega3, non solo è capace di pre- Provate dai due ai quattro spicchi di e le concentrazioni di P1NP, con venire malattie cardiache e demenza aglio fresco al dì. L’olio d’oliva è capaeffetti protettivi sulle ossa. In senile, ma aiuta ad implementare il ce di abbassare il livello di colesterolo particolare inserire l’olio d'oliva colesterolo “buono” sino al 4%. Con- LDL e ridurre in genere i grassi cornella dieta permette un maggior sumare 42,50 grammi al giorno di porei, grazie agli acidi grassi monoinassorbimento di calcio. noci intere, sei giorni alla settimana saturi in esso contenuti. per un mese, permetterà di ridurre il colesterolo totale L’ELISIR DI ETERNA GIOVINEZZA del 5,4% e quello LDL del Un farmaco usato nei trapianti di organo 9,3%. Consumare mezza (Rapamicina) potrebbe essere la chiave per tazza di fagioli farà dimivivere più a lungo e in salute, ritardando nuire il colesterolo LDL il fisiologico invecchiamento del sistema dell’8%. Il tè nero non solo immunitario nell'anziano. Una dose è capace di ridurre i lipidi di Rapamicina spegne un «interruttore nel sangue sino al 10% in molecolare» (chiamato mTor) e, tre settimane ma è imporcosì facendo, ringiovanisce il sistema tante anche per la salvaguardia dalle malattie coro- immunitario nell'anziano, rendendolo più forte ad esempio, contro infezioni nariche. Il cioccolato, oltre come l'influenza. La scoperta è frutto di uno studio della Novartis di Siena e Boston insieme alla Stanford University in California. Gli anziani che hanno ad avere grandi capacità antiossidanti, riesce a risol- ricevuto una dose sperimentale di Rapamicina - hanno dimostrato gli esperti levare i valori del colestero- sviluppano il 20% di anticorpi in più contro l'influenza in seguito al vaccino. Inoltre, dopo la somministrazione del farmaco, il sistema immunitario appare lo HDL (+24% in dodici come ringiovanito, in particolare presenta un minor numero di cellule settimane). La margarina, grasso di origine vegetale, è che ostacolano il buon funzionamento delle difese immunitarie. 72| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Con il “cuore nel piatto” si valorizza l’Umbria Grande successo per lo show cooking di Terni organizzato da Confagricoltura Donna Umbria. “Abbiamo voluto chiamarlo 'con il cuore nel piatto', perché al centro di ogni cibo, ci sono le aziende agricole e i prodotti tipici del territorio regionale”. Lo ha sottolineato il presidente Marina Di Muzio regionale di Confagricoltue Alessandra Oddi Baglioni ra Donna, Alessandra Oddi Baglioni aprendo la serata. L'evento è una delle tappedi 'Expo... nizzate sul territorio dalle imprenditrici associate ed ha sottolineato il anch'io', il progetto che l’Organizzalegame indissolubile tra donna e zione degli imprenditori agricoli ha cibo. “In Italia - ha ricordato – 230 varato in occasione dell' esposizione mila aziende, pari al 15,9% del totale, universale di Milano 2015. Cinzia Gasperoni di ‘Gustò Terni’ si è sono a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affaaggiudicata la vittoria nella gara di ri di 60 miliardi di euro all’anno”. cucina per le sue realizzazioni che Particolarmente apprezzate, dai hanno proposto rivisitazioni della cucina regionale, utilizzando prodot- numerosi ospiti, la comicità di Francesca Reggiani accompagnata da ti enogastronomia di aziende adeMattia Sbragia. Il loro intervento è renti a Confagricoltura. La giuria stato registrato e il filmato e sarà tecnica, composta da delegati delanch’esso proiettato nell'ambito di l'Accademia della cucina italiana ed Expo 2015. esperti, ha premiato i suoi piatti che la porteranno a Milano, per partecipare a uno degli eventi di Expo 2015. Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna ha presentato il panel delle numerose iniziative orga-

L’ALTRA METÀ DEL CIELO Manager, mamme e mogli. Come fanno le donne a fare tutto? L’Istat ha rilev ato che sono le donne italiane a occuparsi delle attività legate alla casa lavorando 11 ore in più in media alla settimana, senza essere retribuite, rispetto ai compagni uomini. E secondo l’ultimo Global Gender Gap Report in Italia le donne non arrivano alla metà del guadagno maschile, mentre negli Stati Uniti ne percepiscono circa due terzi. Lo stesso presidente Obama, in un recente discorso al congresso, nonostante l’America sia forte di un’economia che cresce come in nessuna nazione occidentale, h a voluto sottolineare che, nel 2015, è arrivata ormai l’ora che le donne vengano pagate come gli uomini a parità di lavoro. Sentire il suo discorso ha rafforzato la mia convinzione che è fondamentale l’apporto degli uomini, ma anche la nostra capacità di non rinchiuderci in ruoli convenzionali, tenendoci strette le differenze di genere. Certamente la lotta per la parità tra i sessi ha portato a grandi risultati, ma nonostante ciò la distanza da colmare è ancora tanta. Serve capire che l’uguaglianza di genere non è solo cosa da donne. Marina Di Muzio

NUMEROSE IMPRENDITRICI, a Bari, hanno partecipato al convegno organizzato da AIDDA –delegazione Puglia, Basilicata e Calabria con Confagricoltura Donna Calabria e Cookery Club Bari, per far conoscere quanto anche le donne fanno per ottenere un mondo migliore nel rispetto dell'ambiente e dell'alimentazione. L’iniziativa, organizzata negli eventi di avvicinamento a EXPO 2015 ha unito tre associazioni che si sono soffermate a sottolineare il ruolo delle donne nella vuole evidenziare quanto lavoro comporta il passaggio dalla produzione della materia prima,la fase burocratica per arrivare alla vendita,l'utilizzo del prodotto tenendo conto della salute e della presentazione dei singoli piatti per renderli più gradevoli.

74| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015


AGRITURISMO di Elisabetta Tufarelli

IL PRESIDENTE MELACCA AL DIRETTIVO DI AGRITURIST

La carica dei ventimila “Finalmente tra breve sarà online il portale ufficiale del ministero per le Politiche agricole, che presenta i territori italiani con le differenti caratteristiche e peculiarità. Sotto un unico ombrello - il marchio “Agriturismo Italia” – si elencano più di ventimila strutture agrituristiche autorizzate”. Lo ha sottolineato il presidente, Cosimo Melacca all’ultimo Direttivo dell’associazione agrituristica di Confagricoltura. Sono finite le spighe, le margherite, i quadrifogli e i fiori. Arriva la classificazione unica per tutti gli agriturismi, così come avviene per gli alberghi. Al posto delle stelle saranno i “soli” (da 1 a 5) che, da Nord a Sud, contrassegneranno le strutture italiane, attraverso un sistema di classifica dell’ospitalità, che terrà conto delle attuali tendenze della domanda agrituristica nazionale ed estera. “A cinquant’anni dalla nascita dell'idea che coniuga offerta turistica e agricoltura, questo marchio istituzionale unitario – ha messo in evidenza Melacca – contribuisce finalmente a fare ordine nel settore. È percepito come una garanzia di una attività seria, che si è meritata questo contrassegno”. La definizione dei criteri omogenei di catalogazione delle aziende agrituristiche è, infatti, il risultato della collaborazione del Repertorio nazionale dell'agriturismo, del Comitato Nazionale Consultivo dell’Agriturismo con il ministero delle Politiche agricole, le Regioni e le associazioni agrituristiche. La griglia di valutazione, organizzata su parametri omogenei delle aziende agrituristiche, considera il livello di comfort 76| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015

Arriva la classificazione unica degli agriturismi da 1 a 5 soli della struttura ricettiva, la qualità del contesto ambientale, le caratteristiche dell'azienda e i dei servizi offerti, tenendo conto della valorizzazione dei prodotti tipici, del paesaggio e dei territori. Agriturist è soddisfatta del lavoro proficuo svolto per arrivare a questa identificazione nazionale, che il ministero ha portato avanti, grazie anche alla collaborazione con le Regioni. “Occorreva davvero – ha rimarcato il presidente di Agriturist - un intervento che riordinasse questa materia con l’obiettivo di offrire ai potenziali ospiti italiani e stranieri, un punto di riferimento omogeneo e comprensibile. Auspichiamo che, per Expo, ci sia almeno il sito online e che le Regioni riescano ad adeguare le discipline regionali entro la prossima estate”. Il sito

www.agriturismoitalia.gov.it conterrà l’elenco delle aziende con il marchio ‘Agriturismo Italia’ che il Mipaaf concederà in licenza d’uso alle Regioni che, a loro volta, lo assegneranno alle aziende. Il logo istituzionale unitario, oltre a fare ordine nel settore, è anche un importante strumento di marketing, perché identificherà le aziende come attività serie e garantite, che si sono meritate questo marchio.“L’agriturismo – ha concluso Melacca – ha le sue peculiarità, così come ogni territorio e contesto agricolo. Certamente la classificazione non può tenere conto esclusivamente del comfort dei servizi. Ma la priorità è far partire subito la macchina. Eventualmente, se dovesse servire, una volta su strada, verranno fatti gli eventuali aggiustamenti. Ora, per rendere concretamente operativo il sistema, tocca alle Regioni avviare i lavori di adeguamento delle varie discipline, di concerto con le rappresentanze delle imprese”.


VINO

“I VASARI” DELL’AZIENDA BARBA

Il Montepulciano export oriented Un’azienda agricola “vera”, di cui il vigneto è il fiore all’occhiello. Settanta ettari vitati, un decimo circa della superficie totale, distesa e spartita a macchie più o meno ampie sulle coste, incise di chiaro dalle scudisciate calcaree dei calanchi, dei colli di Atri, Pineto, Scerne, Roseto, Cellino. Medio Adriatico abruzzese nella metà più “nordista”, ancora tutta dentro i confini del Teramano. Una famiglia al timone, regola non scritta, ancora, in buona parte dell’Italia che coltiva. Anzi, meglio, tre: quelle dei fratelli Vincenzo, Domenico e Giovanni. Ma è Giovanni Barba, il tecnico (è laureato in agraria) e, insieme, l’appassionato per antonomasia, a curare in prima persona, da amministratore delegato (i fratelli hanno seguito, in parallelo e con risultati di spicco strade professionali diverse e diversificate) la “creatura”. Inclusi i vigneti. E la can-

78|MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015

tina. Che, direbbero in un’altra regione che pure di vino sa, è per lui “’nu piezz’e core”. E anche un bel pezzo di bilancio: visto che la produzione (tutta orientata all’alta qualità) supera le 300.000 bottiglie. E copre, in un fatturato complessivo aziendale da oltre 4 milioni, circa il 25% del totale (il resto arriva dall’allevamento e il latte derivato, 3 mila tonnellate all’anno;dal fotovoltaico nato nel 2 0 1 0 e oggi da 2 megawatt;dalle farine per mangimi, i foraggi e, in misura chiaramente minore, dall’olio e i frutteti). In anticipo su ogni trend, la “Barba winery” è da un tot fortissimamente “export oriented”. Quasi nove bottiglie su dieci viaggiano all’estero: Germania, Inghil-

terra, Irlanda; e poi Giappone, Cina, Brasile, Usa. Dove l'azienda è particolarmente ben messa grazie a un accordo con il Charmer-Sunbelt Group, uno dei più rodati distributori americani. Tutto questo però non sarebbe altro, che una (bella!) storia aziendale, se non ci fossero, appunto, “quei” vini. Tirati su in una cantina curata al millimetro, efficientissima, a Pineto, e “coccolati” in gestazione da un tecnico del calibro di Stefano Chioccioli. Il risultato: bianchi deliziosi, con capofila l’iperautoctono Trebbiano (sperimentato anche nella versione in anfora!) e una serie di Montepulciano più che intrigante. Ma il cui capofila, I Vasari, ha poi statura a sé. Ritestato qualche mese fa in circostanze davvero speciali (un confronto “vinoso” e assolutamente amichevole tra i Montepulciano d’Abruzzo e i Nobile di Montepulciano svoltosi a Montepagano, borgo collinare di zona, nell’ambito di una consolidata kermesse enoica) ha davvero (re)impressionato: per tessitura densa, fitta e imponente, ma anche per nitidezza di tensione e per le originali note agrumate, quasi di arancia rossa di Sicilia. Figlio (degnissimo) delle vigne più vecchie dell’azienda, fermentato in legno e di macerazione lunga (quasi un mese), respira ed evolve poi in barriques per 16 mesi ancora, prima di approdare in bottiglia. Antonio Paolini


MARCO GALLOTTA E LA PASSIONE PER I PRODOTTI DEL TERRITORIO

Al Pigneto è il “Primo” e non solo… Pigneto è un quartiere unico, pieno di mille contraddizioni, alla periferia di Roma. Diventato di grande moda sei, sette anni fa, è stato, ed è ancora, uno dei cuori pulsanti della movida cittadina. Pub, cinema, bar, pizzerie, ristorantini etnici e non… In un’offerta così rilevante non poteva mancare una proposta gastronomica di punta, “il ristorante” del quartiere, che è il faro e il riferimento. E’ “Primo al Pigneto”, dello chef Marco Gallotta, nato nel 2006. Una scommessa, quella di Marco e dei suoi due soci, molto coraggiosa: conquistare, attraverso la qualità dei piatti, un pubblico capace di seguirli in periferia e contribuire alla bonifica di un quartiere. “Primo” è diventato presto la “casa” di molti gourmet che andavano ad assaggiare piatti con radici ben piantate nei prodotti del territorio, che lo chef preparava rivisitando antiche lavorazioni. Dopo nove anni “Primo” è ancora lì, anche se oggi il Pigneto, purtroppo, somiglia molto agli scenari che avrebbe dovuto sostituire. Così com’è lì Marco Gallotta, bravo cuoco, con una lunga esperienza alle spalle, ma ancor di più bravo imprenditore, che ha capito prima di altri il valore di una formula snella e di qualità, versatile e adattabile a diverse esigenze. Marco, classe 1974, è cuoco da sempre. “Da bambino mi piaceva giocare a calcio, ma la vera passione era guardare mamma ai fornelli. Oggi, ai fornelli, passo gran parte della giornata e, quando non cucino, vado in giro per l’Italia, alla ricerca di prodotti e sapori. Assaggio e annoto, perché i piatti della memoria, per me, diventano straordinaria opportunità creativa”. Interpretare i prodotti del terri-

torio, senza smettere di fare ricerca, è sfare anche gli appassionati più esil’obiettivo di Marco. Il menù rispetta genti. Curata da Massimo Terzulli, le stagioni e porta in tavola il profusommelier del locale, attraverso un’atmo della terra e del mare, ma soprattenta ricerca tra produttori italiani e tutto gli “inserti” quotidiani: la triglia non, con ottimo rapporto qualità appena pescata da suo fratello, le prezzo. A settembre 2012 Marco Galerbette di campo di Vanda e Francelotta rinnova il patto con il Pigneto, sco, l’olio di Paolo Orsini di Priverno, questa volta con un progetto complela pasta fatta a mano di Tony Gambetamente diverso. roni, il pecorino di Daniele e gli Niente cucina gourmet e cantina di agnelli allevati in Maremma da ricerca, ma piuttosto un luogo in graRoberto Tistarelli. Sapori facilmente do di assicurare ai clienti una scelta di riconoscibili nei suoi piatti, come la prodotti genuini, a basso costo. Crocchetta di baccalà, “Rosti” ha esattamenerbe di campo, cipolle te queste fondamenSTINCO DI VITELLA BRASATO rosse e capperi, i torta: cucina democratitelli di carciofi, crema ca e autentica. Un di patate e pancetta di giardino di 700 mq cinta senese, l’agnello aperto a tutti, tutto il amiatino brodettato, il giorno. Tre sale tiramisù espresso, dominate da tavoli biscuit al cioccolato, sociali. Con “Rosti” sale atlantico. La carta prende forma l’altra dei vini è attenta alle passione di Marco: la nuove tendenze del ricerca dei prodotti settore, ma rispettosa del territorio che perCon I Vasari dei Fratelli Barba, Marco Gallotta propone: stinco di vitella delle tradizioni e del segue ed esercita da brasato con salsa di caffè e peperoncino territorio, con bottisempre. e purea di carote al rosmarino. glie capaci di soddiGabriella Bechi GENNAIO 2015| MONDO AGRICOLO |79


BUONO A SAPERSI...

IL NUOVO LIBRO DI DANIELE CERNILLI SU UOMINI, DONNE E VINI

I racconti ed i consigli di Doctor Wine

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aniele Cernilli, alias Doctor Wine (www.doctorwine.it) è un autentico numero uno del settore enologico, un “wine critic” di fama, uno degli inventori del Gambero Rosso, che ha seguito a lungo, per poi imbarcarsi in una nuova avventura on line (Doctor Wine, per l’appunto). Ora esce il suo libro “I racconti (e i consigli) di Doctor Wine” (Einaudi, 2014, 335 pp., 18,50 euro). Non attendetevi la solita Guida sui vini. È suddiviso in quattro parti: “Uomini, donne e vini”, “Inizi ed esordi”, “Si fa presto a dire vino”, “Trent’anni di assaggi”. Cernilli ha una scrittura avvincente; cominciando a leggere il suo volume è difficile staccarsene. Recentemente è stato invitato da Anna Scafuri, giornalista della redazione economica del Tg1, a partecipare ad una video chat che quel telegiornale ha dedicato al vino (la si può vedere sul sito di Doctor Wine, ndr). «Finalmente – ha pensato il wine critic un pubblico di persone alle quali dare dei consigli comprensibili e possibilmente utili». Ed ha risposto di buon grado ai tanti quesiti giunti nella chat. «A forza di parlare sempre tra gente comunque esperta e appassionata, un buon bagno nella “normalità” ogni tanto è necessario». Ed è anche il pregio di questo libro, che sa parlare agli addetti ai lavori, ma anche all’uomo della strada. L’altro pregio del volume è l’approccio ai personaggi. Non c’è timore reverenziale ma sempre e comunque un orientamento propositivo. 80| MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2015

La prima sezione del volume è gustosa, una carrellata di ritratti di vignaioli, wine makers, manager del vino, wine critic. Parte con quello del compianto Gino Veronelli, a cui è stato legato da stima e riconoscenza (è lui che lo avviò nel mondo professionale del vino a fine anni ’70). Il maestro poi non condividerà certe scelte

Schede su 250 vini fuoriclasse: la “summa enologica” made in Italy dell’allievo e della nuova generazione di critici. Cernilli ha il pregio di

Dani ele Cerni lli

riconoscergli il ruolo di “padre nobile”. Onore al merito. Nella sezione degli “esordi” ci sono il racconto del suo e di quello dei suoi amici (come una trasferta sciagurata al ristorante di culto San Domenico di Imola), l’avvio del Gambero Rosso e, da ultimo, di Doctor Wine che, a tre anni dalla nascita, «dopo il debutto balbettante è uno dei siti di riferimento in Italia e non solo». La terza parte del libro percorre la storia del vino che nasce “contadino” ma subito dopo diventa “aristocratico”. In essa parla dei vini borghesi (prodotti per i borghesi dai contadini e dagli aristocratici) e di quelli industriali. Quindi affronta temi “scottanti”: l’uso delle barrique, la deriva acidistica, l’anidride solforosa. Il suo approccio intellettuale è encomiabile: «È necessario, come sempre, affidarsi alla ricerca ed alla scienza e non all’emotività e all’ideologia, anche se talvolta mascherate da scienza». Infine ci sono le schede di circa 250 vini che, a suo parere, costituiscono la storia recente del vino italiano. (M. M.)


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

“ULTREIA” DELL’ART ROCK BAND RANDONE

Canzoni sul cammino di Santiago Il Cammino di Santiago di Compostela, meta di pellegrinaggio, percorso spirituale lungo i sentieri della vita, è raccontato dall’art rock band Randone nel loro sesto album “Ultreia, canzoni sulla via, atto 1” (Mondo di Art/Electromantic). Il CD è il primo di una trilogia. Anima della band è Nicola Randone, cantante, chitarrista, pluristrumentista; con lui Marco Crispi (chitarre), Livio Rubino (basso), Maria Modica (voce), Riccardo Cascone (batteria). Guest star d’eccezione il tastierista storico della prog band torinese “Arti & Mestieri” Beppe Crovella, che non è mai mancato negli album di Randone. Tra gli altri ospiti

anche Carmelo Corrado Caruso, baritono di fama internazionale, Questo album si muove nel giusto equilibrio tra canzone d’autore e rock progressive, impregnati di world music e religiosità. “Ultreia” è il saluto-incitamento dei pellegrini, che diventa ora canzone. «Porsi semplicemente come aria in balia del vento, come un’idea sotterranea del tempo con radici bruciate dai fuochi della libertà», si legge nel testo della title track, che più avanti sottolinea: «Non fermarti mai a guardare indietro, non fermarti mai a pregare il cielo». In

queste parole il senso di un disco che coinvolge totalmente all’ascolto. Spicca “Soy Peregrino”, che è la canzone p op olare del “caminante”. Un disco di grande personalità e maturità, curato nei dettagli, a partire dal folder e dal corposo booklet con i testi e le foto del viaggio. Maestoso e corale, intimo e riflessivo, con echi di suoni tradizionali e di sonorità calde del passato. Colpiscono le musiche ma anche i canti che sanno di terra, di “radici bruciate”, di un cammino che è un riappropriarsi dei valori della vita.

Fiabe antiche conservate dentro scrigni di leggenda Singolare la storia di Posto Blocco 19 , gruppo di rock progressive di Parma attivo già nel 1972 ma che incide soltanto un 45 giri nel 1981 (quando il prog però ha concluso la sua stagione). Esce ora il CD “Motivi di sempre” (Lizard Records) e possiamo finalmente apprezzare le «fiabe antiche conservate dentro scrigni di leggenda», come recita un verso di un brano. Emergono sonorità

composite, con intelaiature di tastiere e chitarre. Indubbiamente l’ingresso di una voce femminile, in alcuni brani, aumenta le suggestioni ed il feeling. I testi

IL SECONDO LIVE GIAPPONESE DELLA PFM

Rock, musica classica ed i respiri del mondo

sono aulici e spirituali, immaginifici nel vero senso del termine, pennellate di parole. In evidenza la title track “L’ultima acqua” (ispirata al “Paradiso” di Dante) e che vede come guest star l’ex cantante della PFM Bernardo Lanzetti. La poesia esce dagli scrigni del passato e rivela tutta la sua freschezza ed attualità. Vale la pena fermarsi al posto di blocco!

Natura “amica” Sculture verdi per cogliere l’essenza

che costituiscono la scaletta originale. Il telaio è dato dalle chitarre di Franco Mussida a tessere Prosegue il viaggio nel “suono del tempo” della PFM, che emozioni, dal basso di Patrick Djivas a contrappuntare sta riproponendo, in versione live, i primi cinque dischi e dalla batteria di Franz Di Cioccio (che quando storici degli anni ’70. “Un amico” (Aereostella/Immaginifica) canta l’affida a Rober to Gualdi) a dar e r itmo intenso. r acchiude la r egistr azione del concer to del 31 maggio scor so a Tokyo, A completare le “costruzioni”, Alessandro Scaglione alle con la rilettura in versione integrale di “Per un amico”, l’originalissimo tastiere ed Edoardo De Angelis al violino. L’affascinante 33 giri del 1972. La cover attuale con i volti scolpiti nella natura (che sound è costituito da mutazioni ritmiche spesso eseguite pur si richiama a quella originaria che anch’essa prevedeva alberi, in tempi dispari, da partiture complesse che si snodano tra che però liberavano dagli spazi chiusi), ci introduce ad un disco di rock, classica e respiri del mondo, che rendono unico ed grande intensità e di impatto emotivo che si snoda lungo i sei brani inimitabile il sound della Premiata ditta. 82| MONDO AGRICOLO|GENNAIO 2015


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